Farinella si rifà il look: restyling del ristorante a La Reggia Outlet di Marcianise

 

Un ambiente più accogliente e moderno per un menù  che punta sulla Dieta Mediterranea

Tra il sacro e il profano, tradizione e modernità. Farinella cambia look nel suo ristorante a La Reggia Designer Outlet, e lo fa senza stravolgere la prelibatezza di un menù che rispecchia a pieno i sapori, gli odori e le tradizioni della dieta mediterranea. Un restyling che avvicina il ristorante di Marcianise a quelli delle più recenti aperture nelle principali capitali estere e che si propone di ricreare un ambiente conviviale, dove sentirsi a casa,
mozzafiato come una terrazza della Costiera e moderno, per poter servire i propri clienti supportati dalla tecnologia.
Il gruppo Farinella rilancia, come dalle parole di Federica De Angelis, brand ambassador del gruppo: «Le ceramiche vietresi ed un pergolato di bouganville incorniceranno l’atmosfera che abbinerà il buon gusto culinario all’arredamento».

 

 

UFFICIO STAMPA
Alessandro Savoia – Fabrizio Meglio

Dopo la riccia e la frolla Cuori di Sfogliatella presenta La Fritta

La sfogliatella napoletana fritta

Dopo la riccia e la frolla nasce a Napoli una nuova sfogliatella, in una versione golosissima e mai immaginata prima: La Fritta. La ricetta esclusiva è di Cuori di Sfogliatella, il brand che ha fatto del dolce tradizionale partenopeo la propria bandiera. La Fritta, da mangiare calda, preserva il gusto e tutti gli ingredienti della sfogliatella napoletana: ricotta, scorzette d’arancia candita, semola e vaniglia racchiuse in uno scrigno di pasta a cui la frittura conferisce un twist di croccantezza. Servita calda, con una spolverata di zucchero a velo, al palato è gustosa e fragrante.

Frutto dell’instancabile ricerca di Antonio Ferrieri che da trent’anni innova proprio il più classico dei dolci napoletani, la Fritta è innovazione nel metodo di lavorazione e nella cottura.

“Inutile girarci intorno: tutto è più buono se è fritto – sostiene Antonio Ferrieri, fondatore di Cuori di Sfogliatella – ma la messa a punto di questa sfogliatella apparentemente semplice è stata tutt’altro che breve. Al pari di uno chef di alta cucina chiamato a confrontarsi con i piatti più semplici, i nostri pasticcieri hanno lavorato a lungo per perfezionare la ricetta tradizionale e adattarla alla frittura. Da trent’anni rielaboriamo la ricetta della sfogliatella in almeno trenta gusti e molteplici varianti, e siamo i primi a proporla fritta”.

 

La Fritta sarà disponibile nelle pasticcerie di Corso Novara e Piazza Garibaldi a Napoli. La ricerca dei laboratori di Cuori di Sfogliatella di Antonio Ferrieri non si ferma, dopo il conseguimento del Guinness dei primati per la sfogliatella più grande del Mondo, l’ideazione delle sfogliatelle salate, della Vesuviella, la sfogliatella a forma di Vesuvio, e della Borbonica, la sfogliatella che racchiude un ripieno di ricotta e babà, la sfogliatella gelato, ora è la volta de La Fritta. Ogni giorno nei laboratori di Corso Novara, a pochi passi dalla Stazione Centrale di Napoli, prendono forma centinaia di sfogliatelle nella versione classica, sia riccia che frolla, e in tante varianti golose. Dal 1987 Antonio Ferrieri produce e distribuisce il meglio della tradizione pasticciera napoletana sia dolce che salata. Il brand Cuori di Sfogliatella è da 30 anni all’avanguardia nel brevettare nuovi prodotti che consentono un’evoluzione della classica sfogliatella napoletana con oltre 30 gusti differenti.

 

www.cuoridisfogliatella.it

Ufficio stampa:

Marina Martino

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Due giornate di approfondimento enologico, masterclass

e degustazioni con la Vinoway Wine Selection 2019

2800 etichette in gara, cento aziende provenienti da tutta Italia

e una straordinaria selezione con circa duecento vini ai banchi d’assaggio

7 e 8 maggio a Castello Monaci di Salice Salentino

 

Puglia, Salice Salentino. Tutto pronto per la Vinoway Wine Selection 2019, rassegna delle migliori produzioni enologiche e agroalimentari italiane selezionate dagli esperti del magazine che dà il nome all’evento.

Appuntamento il 7 e 8 maggio prossimi, come di consueto a Castello Monaci di Salice Salentino, per il prestigioso appuntamento ideato ed organizzato da Davide Gangi, presidente dell’associazione culturale Vinoway Italia, con due giorni di approfondimenti per gli addetti ai lavori, ma non solo, e di degustazione con la straordinaria selezione dei banchi d’assaggio: oltre 100 le aziende presenti, provenienti da tutta Italia e circa 200 i vini in degustazione ai banchi d’assaggio.

 

Giornata clou l’8 maggio: alle 10.30 il convegno sui temi “Come è cambiata la comunicazione del vino nell’era del social media network?” e “Il global warming può cambiare la viticoltura e mettere in pericolo le nostre autoctonie?” che vedrà la presenza di produttori, istituzioni, giornalisti nazionali e internazionali.

 

Alle ore 15.30 la masterclass dedicata ai vini che hanno raggiunto un punteggio pari o superiore ai 93/100, che saranno svelati e premiati la sera prima.  La masterclass sarà occasione per conoscere i produttori, che parteciperanno raccontando la loro storia e presentando il loro vino.

Tutti i vini presenti alla manifestazione saranno visibili sul sito vinoway.com

 

Dalle ore 16.30 alle 23.00 i banchi d’assaggio, in collaborazione con AIS Puglia, con i migliori vini e prodotti gastronomici selezionati da Vinoway. Insieme alle etichette selezionate, si potranno degustare i piatti degli chef Alessandra Civilla e Alfredo De Luca e i prodotti di: Masseria 5 Santi, Conserve Vizzino, L’Orecchietta di Guagnano, Donna Oleria, Mocavero Salumi, Panificio Il Fornaio, Specialità dolciarie di Giovanni Venneri, Acqua Orsini.

 

Il 7 maggio, invece, l’appuntamento dedicato agli addetti ai lavori con la cena durante la quale verranno premiati i vini più votati degli esperti del magazine, che hanno degustato più di 2800 vini selezionandone uno per categoria, ma anche gli enologi e gli esperti di comunicazione distintisi nel settore enologico.

 

Link evento: https://vinoway.com/backstage/item/7445-vinoway-wine-selection-2019-ritorna-l%E2%80%99evento-pi%C3%B9-glamour-del-vino.html

 

Link bigliettihttps://www.eventbrite.it/e/biglietti-vinoway-wine-selection-8-maggio-castello-monaci-salice-salentino-le-60343821996?fbclid=IwAR322SgwRmnKgvUyFbJPn66ddsnzlRM1UdHXE7KKlUjpS_ExB-Vsahtulq8

 

Ingresso: €20,00 comprensivo di sacca + bicchiere + food; Link online con sconto di €5,00

Masterclass + Ingresso: €45,00 ; Ingresso a Castello Monaci libero; ingresso vietato ai minori di 18 anni.

 

Info segreteria di Vinoway: 3519975501

 

Ufficio Stampa:

Rosaria Bianco

L’agenda di “Sannio Falanghina” propone domani a Sant’Agata dei Goti

L’INCONTRO ‘LEONARDO MUSTILLI: LA PRIMA BOTTIGLIA DI FALANGHINA’

 

L’evento intende rinsaldare la memoria sulla centralità rivestita dalla cittadina

nel percorso che negli ultimi decenni ha portato all’affermazione sul mercato

del vino bianco che maggiormente caratterizza la ‘Campania Felix’

 

‘Sannio Falanghina’ tributa il giusto riconoscimento ai protagonisti distintisi nel corso di questi decenni a favore della produzione della promozione dei vini Falanghina, il cui successo è stato punto di forza per la candidatura delle realtà di Castelvenere, Guardia Sanframondi, Sant’Agata dei Goti, Solopaca e Torrecuso fregiate dal titolo di ‘Città Europea del Vino 2019’ assegnato da Recevin, la rete europea che raggruppa circa 800 realtà di affermata produzione vitivinicola sparse in undici Paesi europei.

Nasce con questo spirito l’incontro ‘Leonardo Mustili: la prima bottiglia di Falanghina’ in programma nel pomeriggio di domani a Sant’Agata dei Goti (ore 18.00) nella Sala Cinema di via Roma. Sarà un incontro che servirà soprattutto a rinsaldare la memoria sulla centralità rivestita da Sant’Agata dei Goti nell’ambito del successo che vivono attualmente i vini ottenuti da uve falanghina.

Nel cuore del centro storico della cittadina, nel lontano 1979, vennero infatti confezionate le prime bottiglie monovitigno di vino Falanghina, prodotte da Leonardo Mustilli, uno degli artifici della riscossa del vino sannita e campano, scomparso nell’autunno del 2017.  Mustilli, che da poco aveva fatto ritorno nella terra di origine delle propria famiglia, per riprendere il legame familiare con la viticoltura, per primo intuì le potenzialità di questo vitigno, conosciuto grazie ad un progetto messo in campo dal Comitato Provinciale Vitivinicolo Sannita (Co.Pro.Vi.Sa), istituito nel 1976 dalla Camera di Commercio di Benevento al fine di migliorare la coltivazione della vite in provincia. Il Co.Pro.Vi.Sa mise in campo un’iniziativa finalizzata a valutare le attitudini alla produzione di vini dei vitigni storici sanniti. Tra questi anche il vitigno falanghina, le cui uve vennero vinificate in via sperimentale nelle storiche cantine tufacee santagatesi di Mustilli, che da allora si meritò l’appellativo de “l’ingegnere della falanghina”.

Ma Sant’Agata dei Goti richiama alla mente anche la manifestazione ‘Falanghina Felix’, che per circa tre lustri ha animato il centro storico ospitando i produttori campani di vini ottenuti da uve falanghina. La rassegna regionale, voluta dalla Camera di Commercio che era allora presieduta da Roberto Costanzo, ha avuto sicuramente il merito di accendere l’attenzione su questa cultivar, intervenendo sulla informazione, sulle opinioni e simpatie degli operatori e delle associazioni di settore, enologi, enotecari, giornalisti specializzati, ristoratori, esperti di enogastronomia e consumatori, attraverso la realizzazione di una serie di iniziative di valorizzazione della tipicità e della biodiversità di uno dei più diffusi e conosciuti vini della Campania. Una rassegna che, come poche, è riuscita a qualificare la conoscenza ed espandere la domanda di una varietà di vini attraverso la valorizzazione delle sue caratteristiche peculiari, derivanti anche dalle aree geografiche di origine.

Il programma dell’incontro prevede la partecipazione dei sindaci delle cinque realtà di ‘Sannio Falanghina’: Mario Scetta (Castelvenere), Floriano Panza (Guardia Sanframondi), Carmine Valenttino (Sant’Agata dei Goti), Pompilio Forgione (Solopaca) ed Erasmo Cutillo (Torrecuso). Con loro ci saranno: Marco Razzano (amministratore di Sant’Agata dei Goti e membro del Consiglio di amministrazione di Recevin), Aurelio Grasso (vicepresidente della Camera di Commercio), Libero Rillo (presidente del Sannio Consorzio Tutela Vini), Nicola Matarazzo (consulente di progetto ‘Falanghina Felix’) e Roberto Costanzo (già presidente della Camera di Commercio di Benevento e già eurodeputato).

Al termine della cerimonia ci sarà la consegna del logo ‘Sannio Falanghina’ prodotto dall’artista Mimmo Paladino all’azienda agricola Mustilli. A seguire una visita nelle cantine storiche dove vennero prodotte le prime bottiglie di vino Falanghina.

 

Ufficio Stampa:

Pasquale Carlo

Presentata la tracciabilità delle produzioni Fresca24

Al Panart di Carinaro sono stati diffusi i risultati raggiunti

dal progetto finanziato dal PSR Campania 2014-2020

Con la presentazione al Panart Ristosound di Carinaro (CE) si è concluso ufficialmente il progetto Fresca24 per la Tracciabilità delle produzioni agroalimentari. L’iniziativa, che concretizza ancora di più la vision aziendale della società che ha dato vita a Fresca24 nata nel 2017 e tutta tesa alla trasparenza, alla qualità e alla salubrità dei prodotti, è stato finanziato dal PSR Campania 2014-2020 Misura 16.4.1.

I campi di Fresca24 sono situati nel cuore delle fertilissime terre della Campania Felix. Sia il campo di Aversa sia gli altri lotti di terreno dei 19 produttori aderenti alla rete sono situati nell’intera provincia di Caserta e messi a coltura secondo un disciplinare di produzione messo a punto dall’Istituto per la Protezione Sostenibile delle Piante del Consiglio Nazionale delle Ricerche (IPSP – CNR) affidato alla supervisione scientifica di Michelina Ruocco, agronomo, ricercatrice di III livello dell’Istituto e Professore di Patologia Vegetale. L’IPSP-CNR garantisce un’adeguata formazione degli agricoltori associati e dei tecnici aziendali con seminari periodici che comprendono attività dimostrativa in campo e lezioni teorico-pratiche.

Il progetto Fresca 24 Tracciabilità ha reso tracciabili e accessibili a tutti i dati di monitoraggio delle produzioni. Attraverso una app dalla semplice interfaccia utente, si è dato vita a una interazione concreta e costante tra chi produce, chi commercializza, chi controlla e chi consuma. In background sull’app, Fresca 24 pianifica la semina, registra le piante, gestisce il magazzino, pianifica le vendite e gestisce le ordinazioni a distanza dei clienti. Contestualmente, il CNR registra le coltivazioni e le attività di monitoraggio, pianifica gli interventi curativi e verifica le attività dei coltivatori. I coltivatori invece registrano la semina e le attività ordinarie di coltivazione, oltre ai trattamenti prescritti dal CNR e i dati sulla raccolta. I clienti hanno così a disposizione uno strumento complesso ma facilmente utilizzabile dove, semplicemente inquadrando un QR CODE, possono verificare la tracciabilità del prodotto ma dove potranno anche ordinare on line la loro spesa e verificare lo stato delle coltivazioni.

«Quando abbiamo dato vita a Fresca24 – dichiara Pasquale Gallo, uno dei soci titolari dell’impresa – avevamo in mente esattamente quanto questo progetto ci ha consentito di realizzare. Abbiamo dunque dato concretezza alla nostra volontà di serietà, purezza e trasparenza in cui ognuno fa la propria parte: il monitoraggio del CNR, le comunicazioni dei produttori e il coordinamento di Fresca24 rappresentano una struttura organizzativa di cui siamo davvero orgogliosi».

Ufficio Stampa

Antonio Puzzi

347.5650976

nioantoniopuzzi@gmail.com

La Cucina dei Sorrisi

Mercoledì 8 maggio Villa Scipione ospita la prima di una serie di cene di beneficenza organizzate dall’Associazione Provinciale Cuochi Napoli

A Posillipo, una delle zone più affascinanti di Napoli, con il suo panorama mozzafiato, la straordinaria scenografia naturale e i costoni a strapiombo sul mare, si erge la splendida Villa Scipione che mercoledì 8 maggio alle ore 20.30 ospiterà l’eccezionale evento “La Cucina dei Sorrisi” fortemente voluto dal neo presidente Chef Giuseppe Sorrentino dell’A.P.C.N. (Associazione Provinciale Cuochi Napoli) e dal nuovo consiglio direttivo.

Un affiatato numero di chef dell’A.P.C.N. metteranno in pratica la propria arte culinaria, per donare un sorriso a bambini e giovani ragazzi che vivono realtà diverse e meno fortunate.

L’A.P.C.N. ha scelto di devolvere  l’incasso della cena all’ONLUS “Teresa Baiano” della Sezione Quarto NA, inoltre alcuni tra questi ragazzi, affascinati dal mondo della cucina, parteciperanno attivamente alla realizzazione dei piatti con gli chef A.P.C.N..

Villa Scipione, in un’atmosfera unica e di classe, con il suo rigoglioso parco e le  terrazze panoramiche affacciate sullo splendido golfo di Napoli,accoglierà la cena nell’elegante sala interna con i raffinati piatti degli chef e gli ottimi vini della cantina veneta Giannitessari Wine di Roncà provincia di Verona.

Menù

Aperitivi finger

Chef Giovanni Ripa-Chef Bruno Pernice

(Sun’sRoyal Park-CE)

Il Mare e la Terra incontrano l’innovazione:

-Caprese scomposta in chiave moderna

-La trasparenza variopinta

-Il caprino e l’amarena con gelè di aperol e pistacchio di Bronte

-Craquelin allo zafferano e arancio con mousse di tonno e mascarpone

Vino in abbinamento:

Giannitessari Wine

Spumante Alpone Brut Durello-Metodo Charmat annata 2018

 

Antipasti

Chef Vincenzo Ferro(Country House L’Antica Fraconia-Taurano AV)

Chef Pasquale Sazio(Ristorante Del Pino Gruppo Leonessa-Cercola NA)

-Diamante di seppia e finocchio su crumble all’arancia

Vino in abbinamento:

Giannitessari Wine

Lessini Durello-Metodo Classico 36 mesi annata

2014

 

Primo

Chef Ludovico D’Urso-Chef Stefano Iermano

(Ristorante Rosolino Corner NA)

Eliche di Gragnano con colatura di Alici di Cetara, pesto di pomodori secchi San Marzano, sbriciolata di tarallo al finocchietto selvatico

Vino in abbinamento:

Giannitessari Wine

Due Veneto Bianco Igt annata 2018

 

Secondo

Chef Luigi Barone(Villa Diamante-Posillipo NA)

Chef Mariano Armonia(Ristorante Armonia-Pozzuoli NA)

Tataki di tonno rosso, asparagi, mozzarella sponge di basilico, olive disidratate e salsa bruna

In abbinamento:

Giannitessari Wine

Pigno Soave Classico Doc annata 2018

Dessert

Pasticcere Raffaele D’Urso(Ristorante L’AbateSorrentoNA)

Chef Ciro De Marino(Villa Claudia-Teano CE)

Ganache montata esotica

In abbinamento:

Giannitessari Wine

Spumante Alpone Dolce Durello-Metodo Charmat annata 2018

 

Costo della cena a persona vini inclusi: Euro 35

Per info e prenotazioni:

Villa Scipione

Via Scipione Capece n.2/4 (trav.di Via Orazio)NA

Tel. O81 24 01 310

Mobile:333 361 0773 – 335 661 6968  339 787 4257 320 861 98 20

 

Comunicazione Stampa e Social

Angela Merolla

Cell. 320 861 98 20

meroangela@libero.it

Domenica 5 maggio IX tappa per Di Food in Tour ad Acerno. Storie di miniere e antiche tipicità di cui bisogna ritrovare e rinnovare la memoria

Ultimo appuntamento all’interno progetto di promozione turistico-culturale della provincia di Salerno e dei Picentini che ha mosso i passi

da San Cipriano Picentino nel novembre 2017

Domenica 5 maggio alle ore 10:00 ci si darà appuntamento ad Acerno per la nona ed ultima tappa  che decreterà 
il completamento di Di Food in Tour, progetto nato nel novembre 2017, che  in 18 mesi circa ha approfondito 
la conoscenza del territorio dei Picentini sia dal punto di vista dei suoi beni culturali che enogastronomici. Acerno, comune 
posizionato al centro dei Monti Picentini, nella valle del fiume Tusciano, risulta abitato sin dal neolitico dai Sabelli. 
Ricco di sentieri, acque e  percorsi naturalistici, risulta una vera e propria oasi di pace per i turisti. Anche questa volta 
il Gruppo CTG Picentia in sinergia con lo Studio PAMart ha ideato l’itinerario che gode del patrocinio comunale.
Presso l’ex Convento di Sant’Antonio, oggi Ostello della Gioventù, vi sarà il benvenuto del Sindaco Massimiliano Cuozzo 
e del Vicesindaco Sabatino Malzone, Assessore alla Pubblica Istruzione, Politiche Sociali, Promozione Turistica. 
In questo luogo saranno offerti i dolci tipici realizzati dalla storica Pasticceria Lucia con gli ingredienti peculiari 
della gastronomia acernese e saranno degustati assieme ad un confortante caffè di benvenuto. 
Il complesso conventuale di Sant’Antonio fu costruito nel 1584 ed è situato al centro del paese. Fu danneggiato a causa del 
terremoto del 1980 ed è stato oggetto di ristrutturazione completa, rispettando la struttura originaria. Interessante è 
la chiesa annessa ad una sola navata, ma ampia e maestosa. 
Possiede un artistico quadro di S. Francesco di Assisi, che si ritiene sia opera pregevolissima di Luca Giordano. 
Dopo la visita a cura dei volontari del Servizio Civile, si proseguirà alla volta dei siti di archeologia industriale, ossia
le antiche cartiere di rara bellezza storico-culturale, che assieme alle miniere di lignite, alle ferriere e al sito in cui 
è stato ritrovato il calco della zanna di Elephas Antiquus costituiscono un Parco di notevole interesse. 
La Masseria Cugno, agriturismo d’immensa bellezza immerso nei boschi, sarà la location ideale per il ristoro dei visitatori. 
Il menù a base di pasta fatta in casa, funghi, castagne e vini robusti, allieterà i commensali che potranno degustare le 
numerose pietanze a contatto con la natura. Nel pomeriggio i caseifici locali mostreranno i migliori prodotti lattiero-caseari 
tipici di Acerno e si potrà assistere alla loro lavorazione e confezionamento. Infine sarà d’obbligo una sosta alla Concattedrale 
di San Donato, protettore del piccolo comune montano. L'edificio è stato realizzato a partire dal 1575 sulle rovine di un
precedente edificio elevato a cattedrale della Diocesi di Acerno nel 444 d.C. da Papa Leone I. A seguito di numerosi eventi 
sismici, in particolare quello del 1980 e di un successivo incendio, la struttura ha subito numerose modifiche strutturali. 
Con un progetto di ristrutturazione del 1989 la chiesa è stata recuperata completamente e riaperta nuovamente al culto. 
Nel 1612 le reliquie di San Donato arrivarono in provincia di Salerno, per mezzo del vescovo Barzellino e proprio nella 
comunità acernese si venera una reliquia del Capo di San Donato. In questo luogo di culto si concluderà la visita di 
Acerno.  Il Food Blog 2Ingredienti Arte&Cibo sarà media partner dell’evento.

Il CTG (Centro Turistico Giovanile) è un’ Associazione nazionale senza scopo di lucro che promuove e realizza un progetto educativo e di formazione integrale della persona, attraverso momenti di crescita, di impegno e di aggregazione sociale, ispirandosi alla concezione cristiana dell’uomo e della vita, nel servizio alle persone e al territorio. Agisce nell’ambito del turismo giovanile e sociale, della cultura e dei beni culturali, dell’ambiente e del tempo libero, avvalendosi del metodo dell’animazione e rivolgendosi a tutte le fasce di età, in particolare a quelle giovanili. Nato nel 1949, il Ctg oggi si estende in tutta Italia con centinaia di realtà tra gruppi di base, circoli e centri  di vacanza in località di grande richiamo turistico e naturalistico, con una rete diffusa di comitati provinciali e di consigli regionali, coinvolgendo ogni anno nelle proprie attività migliaia di persone. Il CTG è riconosciuto dal Ministero dell’Interno come Ente Nazionale con Finalità Assistenziali ed è altresì iscritto al Registro Nazionale delle Associazioni di promozione Sociale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Ulteriore riconoscimento ufficiale come Associazione è quello concesso dalla CEI. Il 2 marzo 2019 è stato stipulato un protocollo d’intesa con “I Borghi più belli d’Italia”, una grande opportunità che consentirà di opere insieme per valorizzare l’Italia e le sue bellezze.

Per info e contatti:

CTG Gruppo Picentia-Mina Felici Presidente Picentia

ctgpicentia@gmail.com

+393497555596

PG FB www.facebook.com/CTGPICENTIA/

Prenotazioni:

info@difoodintour.it

www.difoodintour.it

Ufficio Stampa:

Annamaria Parlato

Grande successo per la “Cena a Fumetti” da Umberto Ristorante in compagnia degli artisti del Comicon 2019.


NEL WEEK-END 27/28 APRILE È POSSIBILE GUSTARE LE SPECIALITÀ DEL MENU A FUMETTI

È finalmente iniziato il Comicon 2019, uno degli appuntamenti più attesi a Napoli, giunto alla ventunesima edizione, alla Mostra d’Oltremare di Napoli dal 25 al 28 aprile 2019.
Quello del Menù a Fumetti è un rito che al Ristorante Umberto si ripete da vent’anni. Anche quest’anno lo storico ristorante di Chiaia ha accolto la cena inaugurale del Comicon, che ha visto la partecipazione degli ospiti più illustri del mondo del fumetto nazionale e internazionale.

In occasione della cena, Massimo Di Porzio -patron di Umberto Ristorante ha presentato ai propri ospiti il Menu a Fumetti, composto da piatti interamente legati alla cucina napoletana, ed è ispirato alle opere degli autori, protagonisti del salone e agli eventi di maggiore risonanza legati alla kermesse.

Il Menu a Fumetti ha riscosso molto successo e per questo motivo, il Ristorante Umberto ha deciso di renderlo disponibile, anche ai propri clienti, nel week-end del 27 e il 28 aprile.

Il Menu a Fumetti

‘Purp-Fiction’ un entrée a base di polipetti, un piatto che richiama il genere pulp che ha ispirato il manifesto del Comicon 2019. Il menu continua con un primo d’eccezione: Corto Genovese – un piatto di mezzanelli o candele spezzate alla genovese, in richiamo alla mostra su Corto Maltese, un viaggio straordinario al Mann. Come secondo piatto: Polpette mai Viste – polpette napoletane a tre cotture con contorno, un omaggio alla nuova graphic novel, premiata con il Premio Strega, del magister di quest’anno: Gipi. Gran finale, il desstert: Noir Napoletano – fondant cioccolato e crema al cioccolato  fondente – in omaggio alla mostra di Serg Clerc autore di Noir, uno dei suoi fumetti più famosi.

Alla cena inaugurale del comicon erano presenti: 
Gipi, Akihto Tsukushi, Claudio Curcio, Giorgio Viaro, Bernard Joubert, Giovanni Ticci, Milo Manara, Tito Faraci, Patrizia Zanotti, Barbara Baldi, Claudio Castellini, Paolo Castaldi, Roberta Sacchi,  Simone D’Armini, Pasquale Todisco (Squaz), Mauro Boselli, Mirka Andolfo, Lorenzo Palloni, Simone di Meo,Lorenzo Pastrovicchio, Matteo Stefanelli, Declan Shalvey, Tommaso Spugna Di Spigna, Natzuco Uchida, i Loverin Tamburin, le R&r.

 

Ufficio Stampa:

Roberta Raja

 

Ecco l’hamburger d’oro da mille euro al chilo

L’idea del macellaio innovativo Antonio Di Sieno con la carne di Wagyu della prefettura di Kagoshima

Un hamburger di Wagyu della prefettura di Kagoshima in foglia d’oro alimentare 24k da mille euro al kilo. È l’ultima trovata del macellaio napoletano Antonio Di Sieno, in arte Trippicella, la risposta italiana alla bistecca d’oro di Salt Bae.

Gli hamburger devono soddisfare alcune caratteristiche: «Non devono restringersi in cottura – spiega Di Sieno – mantenere un buon livello di liquidi, rimanere compatti durante la cottura. In questo caso ho bilanciato i diversi tagli di questo animale giapponese nella giusta percentuale per ottenere un prodotto eccellente. Un blend tra le parti più e meno grassose, quelle più marmorizzate come il top entrecote, un pezzo di fesa e meno marmorizzato, il collo più succoso. Tutto impreziosito dall’oro alimentare».

Un preparato d’eccellenza con la miglior Wagyu che viene importata in Italia. «Il Wagyu viene classificato per carcassa e per marezzatura. La carcassa, identificata con la lettera A, va da una scala da 1 a 5, mentre la marezzatura da 1 a 12.  Il massimo che arriva in italia è classificato carcassa A5 e marezzatura 10».

Ha scelto il bovino della prefettura di Kagoshima per le sue peculiarità. «Oltre ad essere finemente tenera, la sua carne si differenzia da quelle delle altre zone per il suo delicato e deciso sapore umami del grasso dovuto dalla consistenza della marmorizzazione, con una bassa temperatura di fusione a causa della grande quantità di acidi grassi insaturi».

Questa prelibatezza non si trova nel banco macelleria di tutti i giorni ma per poterla assaggiare è necessario prenotarla nel suo quartier generale di Madonna dell’Arco, in via arco 235, a due passi dal Santuario. L’hamburger d’oro by Trippicella è stato presentato alla scuola di cucina “Dolce e Salato” di Giuseppe D’Addio nell’impiattamento dello chef Antonio Tecchia del San Cristoforo di Ercolano, con emulsione di lupini di mare e sfere di colature di alici.

Questa “invenzione” segue altre iniziative innovative del macellaio napoletano. L’ultima in ordine di tempo è quella del Rosso Vesuviano, ossia allevare un maiale allo stato brado sulle pendici del Parco Nazionale del Vesuvio secondo l’antica tradizione vesuviana. Mentre in tema hamburger ha ideato quello di Simmental, con la razza di bovino originaria della valle Simme in Svizzera che non ha nulla da vedere con la carne in scatola. Per non dimenticare la “Meat innovation” per il recupero della carne di scarto come la coppa di testa, la matrice e il ventre.

BIOGRAFIA BREVE. Antonio Di Sieno, quarta generazione di macellai, è un giovane professionista specializzato in commercio e lavorazione delle carni pregiate dal Mondo. È titolare di “Trippicella”, azienda nata nel 1940, che distribuisce tagli di prima qualità nelle più importanti città italiane. Definito macellaio 3.0 per la sua capacità di coniugare tradizione e innovazione.

 

Ufficio Stampa:

Alessandro Savoia

Un uovo “Made in Salento” che arriva nella cucina dei più grandi chef italiani, si chiama Uovo Perfetto ed è il brand nato da un’idea di Giulio Apollonio e della sua compagna Maira Greco.  I due salentini, supportati da una coppia di amici di lunga data, si sono immersi in un’ avventura che ha lo sfondo campestre di Cutrofiano, in provincia di Lecce, dove ha sede la loro Start up.

Il progetto Uovo Perfetto premia il valore del buon uovo naturale, la cui produzione rispetta il benessere e la vita degli esseri viventi. “Uovo Perfetto è un progetto che mette in armonia la flora e fauna del territorio di Cutrofiano. Le nostre galline vivono in un’area delimitata da una bassa recinzione, che permette loro di mantenere il contatto con l’ambiente circostante e all’interno dell’area possono razzolare in tutta libertà. Malgrado la recinzione non sia invalicabile, poichè alta solo 1,40 cm, le galline finora sono mai state attaccate dai predatori” ha spiegato il CEO di Uovo Perfetto. “Sin dall’inizio della nostra avventura abbiamo notato una piccola percentuale materiale di scarto, alcune uova erano lesionate, probabilmente per la fragilità del guscio – prosegue Apollonio – abbiamo pensato che potevano essere uno spuntino giornaliero per gli animali potenziali predatori.  La nostra intuizione si è rivelata attendibile quando gli ovuli di scarto, che disponevamo in una ciotola, venivano costantemente mangiate dagli animali. Questo sistema ci ha aiutato a prevenire ogni tipo di attacco”.

Tutto nasce dalla voglia di approfondire la realtà degli allevamenti avicoli sparsi per l’Italia. “Un giorno ero con la mia compagna in un supermercato di qualità, veniamo attirati da una confezione di uova a 70 centesimi l’una” spiega l’imprenditore. “Dal prezzo abbiamo pensato che le uova potessero avere origine da un allevamento immerso nella natura, come quelli che spesso si vedono nelle confezioni. Mossi dalla curiosità, chiamiamo l’azienda agricola che produceva la varietà di uova che ci aveva interessato. Alla nostra richiesta di visitare l’allevamento, ci fanno capire che non c’era nulla di particolare da vedere”. ” La determinazione mia e di mia moglie ci ha portati a raggiungere l’indirizzo dello stabilimento, dove con i nostri occhi abbiamo realizzato che non c’erano i pascoli ma tristi capannoni”.

A quel punto Giulio e Maira sentivano di poter dare un contributo alla realtà avicola con un progetto che desse valore al naturale habitat delle galline, una campagna dove i pennuti possono pascolare liberamente.

“La filosofia che guida Uovo Perfetto è eco sostenibile, il nostro rispetto per la natura si traduce in assenza di gas serra prodotti, quelli con la più alta incidenza sul fenomeno di surriscaldamento del pianeta” – spiega Giulio. “Uovo Perfetto si distingue anche per un’anima eticamente sostenibile, guarda con occhio umano le galline che producono meno quando diventano anziane. Per questo produciamo nel rispetto della vita e del benessere dell’animale” prosegue.

Il progetto che porta a tavola un uovo nato in un contesto spontaneo, come quello realizzato nel setting di Uovo Prefetto, si caratterizza per un allevamento di tipo non convenzionale. In questa azienda agricola di Cutrofiano si abbraccia la natura in tutti i suoi aspetti, per questo Uovo Perfetto ha ricevuto il sostegno degli enti sanitari provinciali, che ne hanno visto un eden di naturalezza e sostenibilità.

 

 

 

 

 

 

Matrimonio gluten free, l’anteprima al Kora di Pozzuoli

Arriva in Italia il matrimonio gluten free, il primo banchetto di nozze con piatti gourmet interamente senza glutine, dall’entré alla torta nuziale. L’idea è dell’imprenditore Alessandro Laringe, che lancia il progetto nato in partnership con il ristorante Wapo Natural Food, eccellenza ormai riconosciuta nel panorama campano di gourmet senza glutine e cucina al vapore, con i menù realizzati dal suo chef Giovanni Gentile. La presentazione in anteprima sabato 27 aprile alle 18 al Kora di Pozzuoli, in occasione della settimana edizione della manifestazione “The Beach Wedding Show”.

Testimonial dell’evento dedicato ai prodotti, ai servizi, alle tendenze top per il giorno del sì l’attrice di Un posto al sole e web influencer Giorgia Gianetiempo. Tema di quest’anno “Diamonds on the beach” e venticinque tendenze top proposte dalla wedding planner Imma Grimaldi. Dalle classiche a quelle più originali come il matrimonio tridimensionale: un’esperienza immersiva, che permette di ricreare con proiezioni in 3D all’interno della sala che ospita il ricevimento, i luoghi preferiti dagli sposi. Ad esempio è possibile riprodurre ambientazioni iconiche con i relativi suoni come Parigi, New York, Londra, Venezia, Maldive.

“Un evento importante e complesso come il matrimonio – spiega Alessandro Laringe – deve coinvolgere e soddisfare tutti, dagli sposi agli invitati. Per questo motivo abbiamo pensato al matrimonio gluten free con uno speciale e gustoso menù creato per noi da Giovanni Gentile Chef di Wapo, primo ristorante gourmet europeo con cucina completamente senza glutine e cotta al vapore, ideato dall’imprenditore Mario Rubino”. Di norma, se ci sono persone celiache, allergiche o intolleranti a un banchetto di nozze, si cucinano dei piatti ad hoc solo per loro. Qui la grande novità è un intero menù di mare o di terra per tutti gli invitati e intitolato in omaggio al beach club “Kora Kora Kora”, per il gusto e la presentazione esplosiva e soprattutto per tutti i palati. “I menù studiati in esclusiva per il Kora – commenta Rubino – sono uno di pesce e uno di carne, con sei portate di grande effetto scenografico e gustativo”.

Il menù di mare prevede: “Entrè rievocatica, Giappone-Stati Uniti, passando per Napoli”, che è da sempre al centro del mondo: tre piccoli assaggi accompagnati da shortini di bevande tipiche.  Giappone: fagottino di pasta di riso alle alghe, ripieno di frutti di mare e molluschi, cotto al vapore con salsa di soia, accompagnato da Sakè. Stati Uniti: panino cotto al vapore, con mini Hamburger di tonno (o altro pesce a scelta) e chips di patata, accompagnato da birra gluten free. Napoli: pizzetta margherita o marinara, cotta al vapore, accompagnata da vino di Gragnano. Antipasto: Ton-Villè, una rivisitazione del vitel tonnato, cannolo di pasta fillo, ripieno di spuma di acciughe, olive e capperi, con sopra un’alternanza di carpaccio di tonno e vitello. Primo: Nemici/Amici, cannelloni di baccalà al nero di seppia, adagiati su salsa di tartufo di mare (Taratufo) e trucioli di tartufo di terra. Per secondo: piadine libanesi, schiacciatine di ceci con ragù bianco di polpo, gamberi e scarole stufate. E Matriosca di pesce azzurro, ricciola (dentice, rana pescatrice, pesce bandiera, ecc), cotta in crosta di pane, uova e centrifugato dello stesso pesce. Il menù di terra: “Entrè rievocatica, Giappone-Stati Uniti, passando per Napoli”. Giappone: fagottino di pasta di riso, ripieno di stufato di manzo, zenzero e verdure, cotto al vapore, con salsa Teryaki, accompagnato da Sakè. Stati Uniti: panino cotto al vapore, con mini Hamburger di Black Angus e chips di patata, accompagnato da birra gluten free. Napoli: pizzetta margherita o marinara, cotta al vapore, accompagnata da vino di Gragnano. Antipasto “ton vitellè”, primo: “tagliatelle purple”, pasta all’uovo con polpa di melenzane, olive nere, capperi e crumble di pane croccante. Secondo: “profondo rosso”, ravioli rossi ripieni di Rosso ragù di carne, su shakerata di rosso Blody Mary e “falso grasso”, filetto di maiale magro, con senape di Digione, in crosta di grissini al finocchietto. Dolce: l’apoteosi degli zuccheri, cannoli, graffe e bignè, alle variazioni di creme accompagnato dal caffè servito con la classica “cuccuma napoletana”.

 

Ufficio Stampa:

Federica Riccio

Enogastronomia, prodotti e cultura: al via “Cilento Di Gusto-Art of Mixology” a Pioppi

Appuntamento il 29 e il 30 aprile

“Cilento Di Gusto-Art of Mixology” nasce per gioco, ma anche per convinzione.

Oggi, il cibo non è più semplicemente una fonte di alimentazione, ma è un modo per stare bene, divertirsi, sperimentare e condividere esperienze gastronomiche con gli appassionati del settore.

E proprio a Pioppi, nella culla della famosa Dieta Mediterranea, che l’Associazione Cilento Sport&Cultura, presieduta dal patron del KaribuClub Gennaro Elefante insieme ad Angelo Elefante e Melania Damiano, ha concepito quest’evento quale gesto d’amore per il cibo che allo stesso tempo assume un valore culturale, diventando un fondamentale strumento di identità del territorio cilentano. In questo modo, quello che mangiamo si trasforma in un mediatore di confronto e di scambio tra culture diverse, sapori genuini, storia e bellezze paesaggistiche.

Due giorni, 29 e 30 aprile, in cui enti, associazioni, amanti e cultori del Cilento si ritroveranno sulle rive del KaribuClub per festeggiare l’arte della mixologia direttamente con professionisti e produttori, i veri attori principali, che presenteranno i loro prodotti slow food e le eccellenze locali.

In programma, master class sull’olio cilentano, degustazione di vini a cura della D.ssa Maria Sarnataro, delegata Ais Cilento e Vallo Di Diano, VicePresidente Regionale AIS nonché Presidente Onaf, tavoli di lavoro e show cooking durante i quali, gli chef del territorio prepareranno i piatti della tradizione in cui la parola d’ordine sarà la stagionalità degli ingredienti utilizzati.

L’obiettivo di “Cilento Di Gusto” è sdoganare il vino non solo come bevanda da tavola, ma anche come ingrediente base di cocktail particolari.

Questo è il motivo per cui, noti bartender presenteranno 7 cocktails a base di vino ed essenze botaniche autoctone.

Novità di questa edizione 2019 sarà la “Wine Mixology Competition”, una competizione basata sul tema “Vinum Momenti” (l’importanza del vino) a cui potranno partecipare tutti i bartender e le barlady che avranno realizzato un cocktail che abbia come componente il vino cilentano.

Secondo la politica dell’Associazione Cilento Sport&Cultura, ideatrice dell’evento, che mira alla tutela del patrimonio ambientale del territorio, “Cilento Di Gusto” è stato pensato anche a difesa e protezione della natura.

Per cui, gli show cooking prevederanno l’utilizzo di piatti in carta, contenitori di sfoglia di bambù, bacchette e bastoncini di legno, forchette e coltelli riutilizzabili, bicchieri di vetro e taglieri in legno che saranno regalati all’ospite come souvenir.

La due giorni sarà illustrata in maniera dettagliata nel corso della conferenza stampa che si svolgerà sabato 27 aprile, alle ore 16:00, sempre presso il KaribuClub in via Caracciolo, sul lungomare di Pioppi.

Con il Patrocinio di: Parco Nazionale del Cilento, Vallo Di Diano e Alburni, Comune di Pollica, Comune di Casalvelino, Fondazione Grande Lucania, AIS Associazione Italiana Sommelier Campania Cilento e Vallo Di Diano, Consorzio Vita Salernum Vites, Banca del Cilento, Vallo Di Diano e Alburni.

Con la collaborazione di: Bartender Bar Accademy, Officina 84, Campari, Fabbrocino Beverage e Food ed Alessandro Feo Ristorante, Rete Parco dei Sapori e Rete Ruralità&Gusto.

Partner d’eccezione saranno Fondazione Grande Lucania, AIS Associazione Italiana Sommelier delegazione Cilento e Vallo Di Diano e PMI International, Confederazione delle piccole e medie imprese nel modo, Cilento Channel, Radio Alfa, la TV di Gwendalina.

Aziende Partecipanti: Albamarina, Barone, Botti, Cantine Cobellis, Cardosa, Case Bianche, Colle del Corsicano, De Concilliis, Ermmà, Pastificio Re Cilento, Theodora Distillati, Casale Denazzano, Azienda agricola Salella, Azienda Agricola La Perzana, Azienda Agricola Cilento, Azienda agrituristica La botte, New Blue Angel, Luigi Maffini, Ciro Macellaro, Salvatore Magnoni, Marino, Pippo Greco, Polito, Rotolo, San Giovanni, San Salvatore, Tenuta Borbone, Tenuta Fasanella, Tenuta Mainardi, Verrone, Alici di Menaica Donatella Marino, Adolfo Cicco Di Buono, Masseria del Cilento, Azienda Agricola Antonio Nuvoli, Cilento I Sapori della Terra, Frantoio Oleario Pietra Bianca, Essentia Cilenti, Magarie, Biscottificio Resilienza, Agriturismo Parmenide, Officina 84, Pasquale Pica fotografo, Angelo Scarpa scultore del ferro, Pittori e Scultori estemporanei del Cilento, Noleggio Carracino, Gieffeplastocart, Lavanderia Fennucio Giuseppe, Italgrafica, Exclusive Catering, Da Zero, La Chioccia d’oro, Le Tre Sorelle, Agriturismo Zio Cristoforo, Strett Strett, Anna dei Sapori, KaribuClub, Alessandro Feo Ristorante, Chef Angelo Elefante.

INFO E CONTATTI:

Associazione Cilento Sport&Cultura     3713203975         email:info@cilentodigusto.it

Ufficio Stampa “Cilento Di Gusto-Art of Mixology”

Vincenza Alessio

“Montefalco nel Bicchiere”:

OGNI SABATO DEGUSTAZIONI PRESSO IL CONSORZIO

PER GUIDARE TURISTI, OPERATORI E APPASSIONATI

ALLA SCOPERTA DEI VINI ESPRESSIONE DEL TERRITORIO

IN UNO DEI BORGHI PIU’ BELLI D’ITALIA

 

MONTEFALCO (PERUGIA) – “Montefalco nel bicchiere” per scoprire le eccellenze vitivinicole attraverso un percorso sensoriale da vivere in uno dei borghi più belli d’Italia. L’iniziativa, dedicata a turisti, operatori e appassionati che faranno tappa nel comune umbro, è promossa dal Consorzio Tutela Vini Montefalco e si terrà fino ad ottobre. Ogni sabato, infatti, alle ore 17, per la durata di un’ora, presso la sede del Consorzio in Piazza del Comune, sarà possibile partecipare ad una degustazione guidata da un esperto sommelier di quattro vini prodotti nel territorio di Montefalco. Si tratta di un’occasione utile per poter approfondire lo straordinario legame che esiste tra questa terra e i suoi vini. Grazie alla guida di esperti sommelier, infatti, ogni sabato, fino al 26 ottobre 2019, sarà possibile degustare un vino bianco – tra Montefalco Bianco, Trebbiano Spoletino e Montefalco Grechetto – un Montefalco Rosso, e il Montefalco Sagrantino sia nella versione secca che passita.

 

L’iniziativa, dopo il successo che già ha fatto registrare, ritorna e si rinnova per rinsaldare il collegamento tra Montefalco e le eccellenze produttive legate all’enologia, quella ricchezza vitivinicola che è parte integrante del paesaggio di Montefalco e che rappresenta un pezzo della bellezza di questo spicchio di territorio umbro. “Montefalco nel bicchiere” celebra, quindi, la qualità produttiva che nasce da questo territorio, un binomio di grande fascino e grande suggestione, già espresso a Vinitaly con il tema “Montefalco, terra per il vino”, che trova la sua massima espressione nel bicchiere. Per info e prenotazioni: tel. 0742/379590 oppure inviare una mail a info@consorziomontefalco.it.

 

 

UFFICIO STAMPA

Consorzio Tutela Vini Montefalco

Miriade & Partners

Tel. 392.9866587 – 329.9606793

E-mail: ufficiostampa@miriadeweb.it

Al via, dal 6 maggio, la prima fase del Napoli Wine Challenge, il concorso aperto a tutti i brand che partecipano al salone. La finale in programma domenica 19 maggio.


VITIGNOITALIA 2019: 
DAL 19 AL 21 MAGGIO L’ITALIA DEL VINO 
SBARCA A NAPOLI

PER LA XV EDIZIONE CASTEL DELL’OVO SI PREPARA A OSPITARE 280 AZIENDE DA TUTTA LA PENISOLA CON OLTRE 2.500 ETICHETTE IN DEGUSTAZIONE. 
ATTESI 35 BUYER DA 20 PAESI E 5 GIORNALISTI INTERNAZIONALI

VitignoItalia si prepara a brindare ai suoi primi 15 anni. Dal 19 al 21 maggio, infatti, il Salone dei vini e dei territori vitivinicoli italiani taglia il traguardo della XV edizione e per l’occasione festeggia anche l’ulteriore crescita del brand, forte di un nuovo assetto societario collaudato e di una partecipazione sempre più marcata di operatori esteri e aziende top. Saranno 280, in particolare, le grandi e piccole cantine dello Stivale che animeranno il maestoso Castel dell’Ovo di Napoli, in rappresentanza delle migliori espressioni vitivinicole del panorama nazionale, con oltre 2.500 etichette in degustazione. In testa la Campania, caratterizzata quest’anno da una nutrita delegazione di aziende provenienti dal territorio Sannio Falanghina, proclamata Città Europea del Vino 2019. A fare da trait d’union, come da tradizione, la qualità, la biodiversità e il business, tratti distintivi della manifestazione, diventata ormai uno degli appuntamenti a tema vino più significativi del Mezzogiorno e della Penisola. Immancabile, accanto ai tasting per il pubblico, il ricco cartellone di eventi, tra workshop e seminari, guidati da alcuni dei più importanti esponenti del settore.

“L’edizione 2019 – spiega Maurizio Teti, direttore di VitignoItalia – rappresenta un traguardo storico e soprattutto un momento decisivo per sancire l’escalation che stiamo vivendo in questi ultimi anni. Di edizione in edizione, infatti, richiamiamo a Napoli un numero crescente di produttori, buyer, giornalisti ed esperti, sia dall’Italia che dall’estero, ma anche appassionati e semplici curiosi. Ciò a dimostrazione di un format vincente, capace di stare al passo con i tempi per intercettare i trend del settore, gli interessi e i gusti del pubblico di riferimento. Una continua evoluzione, dunque, che si affianca ad un percorso orientato da sempre sulla qualità e sulla volontà di valorizzare il meglio del made in Italy enoico, legato indissolubilmente al piacere, alla cultura e agli affari. Proprio l’impronta business oriented e dal respiro internazionale, quest’anno, sarà caratterizzata dalla presenza di 35 buyer qualificati in arrivo da 20 Paesi, tra cui Usa, Cina, Russia, Hong Kong e Svezia, e di 5 giornalisti esteri, selezionati e invitati in collaborazione con l’Agenzia ICE”.

Per loro sono già in programma numerosi incontri B2B e walk around tasting all’interno di Castel dell’Ovo, per favorire lo scambio diretto con i produttori in un’ottica di promozione mirata in mercati chiave per l’export del vino italiano. Ma l’attività di incoming guarda anche al ‘fuori salone’ con un educational tour che toccherà tutte le cinque province della Campania e le sue più importanti zone di produzione, già a partire dai due giorni precedenti la manifestazione.

Si svolgerà invece nella giornata di apertura di VitignoItalia, domenica 19 maggio, la finalissima della terza edizione del “Napoli Wine Challenge”, che premierà i migliori vini in gara per ognuna delle cinque categorie previste (rossi, bianchi, rosati, spumanti e dolci). La prima fase del concorso – realizzato in collaborazione con Luciano Pignataro Wine Blog e Doctorwine e aperto a tutte le aziende che aderiscono alla kermesse partenopea – si svolgerà dal 6 al 13 maggio con l’assaggio dei quattro campioni proposti da ciascuna delle cantine partecipanti. Sarà una valutazione, in forma rigorosamente anonima, che vedrà a lavoro una prestigiosa giuria composta da giornalisti esperti, sommelier e operatori nazionali e internazionali, chiamati a selezionare le 50 top referenze che si contenderanno la vittoria e che saranno premiate nel corso di una seduta pubblica e trasmessa in streaming.

E se da una parte VitignoItalia svela già le prime delle novità per il 2019, ampliando i giorni di permanenza a Napoli della delegazione di buyer esteri e spostando la finale del Napoli Wine Challenge nella giornata di apertura del salone, dall’altra conferma anche per la XV edizione uno dei suoi punti saldi: la scelta del maestoso Castel dell’Ovo come teatro d’eccezione, tra terra e mare. Emblema della città, questa rocca è uno degli edifici più celebri dell’epoca Svevo-Normanna e il castello più antico di Napoli, in grado di offrire ai visitatori una splendida vista sul golfo e un’esperienza di degustazione indimenticabile.

VitignoItalia si svolge con il patrocinio di Comune di Napoli, Ministero delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, ISMEA, Ordine degli Architetti di Napoli e in collaborazione con Regione Campania, Unioncamere Campania, Camera Commercio di Avellino, Camera di Commercio di Benevento, ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane.
Main sponsor: Unicredit, Pastificio Di Martino, Kimbo, Caputo, Fiart Rent, Solania.
Media partner: Enosocial.
I calici per le degustazioni nel corso del salone sono forniti da VDGLASS.

VITIGNOITALIA, XV Salone dei vini e dei territori vitivinicoli italiani
Castel dell’Ovo, via Eldorado 3, Napoli
Domenica 19, lunedì 20 e martedì 21 maggio 2019
Dalle ore 15.00 alle ore 22.00
Prezzi: domenica € 30, lunedì e martedì € 25 (prevendita on-line domenica € 25, lunedì e martedì € 20)
www.vitignoitalia.it – Tel. 0814104533 – segreteria@vitignoitalia.eu

 

Ufficio Stampa:

MG Logos Communication Agency

Aperte le iscrizioni per l’8° edizione italiana del corso per aspiranti masters of wine. 

La MW Residential Master Class si svolgerà dal 24 al 26 maggio presso la Tenuta Alois Lageder a Magrè (BZ). ‘In cattedra’ i MW Caro Maurer e Jonas Tofterup.

Partirà dall’Alto Adige quest’anno la scalata per ottenere la qualifica più prestigiosa nel mondo del vino. Dal 24 al 26 maggio, infatti, la Tenuta Alois Lageder a Magrè (BZ) ospiterà l’ottava edizione italiana della MW Residential Master Class per aspiranti Masters of Wine, promossa dalla prestigiosa Accademia londinese in partnership con l’Istituto del Vino Italiano di Qualità Grandi Marchi. Una tre giorni di alta formazione, l’unica nel nostro Paese, che permetterà di avvicinarsi alle tecniche di degustazione e alle abilità analitiche fondamentali per accedere al selettivo study programme dell’Istituto che partirà a giugno. Target principale della Master Class sono, non a caso, tutti i professionisti del vino che desiderano approfondire l’approccio di degustazione dei MW, con all’attivo almeno tre anni di esperienza in ambito vitivinicolo o con una qualifica di settore.

“Si tratta di un corso propedeutico molto esclusivo – spiega Piero Mastroberardino, presidente dell’Istituto del Vino Italiano di Qualità Grandi Marchi –  che per l’ottavo anno consecutivo organizziamo in Italia grazie alla proficua collaborazione avviata nel 2011 con l’Institute of Masters of Wine. Un sodalizio in linea con la mission che da sempre ci contraddistingue, vale a dire proporci come portabandiera e apripista dell’intero settore sui mercati internazionali, consolidati e emergenti, attraverso attività di formazione e promozione volti alla valorizzazione del brand Italia di qualità. E per farlo abbiamo ad oggi già organizzato più di 380 eventi in giro per il mondo, coinvolgendo oltre 67mila operatori,opinion leader e decision maker, e avviato importanti partnership proprio per fornire una spinta decisiva all’immagine del vino tricolore e, nello specifico, un contributo importante per provare a dare finalmente all’Italia il suo Master of Wine”.

Prosegue dunque l’impegno itinerante dell’Istituto Grandi Marchi per la promozione della cultura del made in Italy enoico di qualità. Dopo Antinori in Toscana, Michele Chiarlo in Piemonte, Masi in Veneto, Lungarotti in Umbria, Mastroberardino in Campania, Donnafugata in Sicilia e Umani Ronchi nelle Marche, a fare da teatro dell’edizione 2019 sarà il salotto del produttore altoatesino, Alois Lageder, questa volta alla presenza dei MW Caro Maurer e Jonas Tofterup che condurranno, rigorosamente in lingua inglese, dodici intense sessioni di lavoro, tra pratica e teoria. Diverse le tematiche legate al mondo del vino e al programma d’esame dell’IMW che saranno affrontare nel corso della full immersion, con un’attenzione particolare al potenziamento delle abilità di scrittura, degustazione e comunicazione. Si comincia venerdì 24 maggio con gli incontri introduttivi sull’approccio di degustazione in stile MW e sulla storia del prestigioso Istituto, fondato a Londra nel 1955 e oggi punto di riferimento per la formazione dei più qualificati ed influenti esperti internazionali di vino (attualmente annovera 384 membri provenienti da 30 Paesi). Sabato 25, invece, si entra nel vivo con i focus su varietà, stili e tendenze nell’enologia internazionale, posizionamenti di vendita, tecniche di scrittura e vinificazione. Chiudono la Master Class, le sessioni cucite su misura per approcciare concretamente all’esame di ammissione allo study programme dell’Institute of Masters of Wine. Il programma, che prevede le degustazioni di un numero considerevole di vini provenienti da diverse regioni del mondo, è arricchito inoltre dalla visita della Tenuta Alois Lageder con l’assaggio dei prodotti aziendali, ma anche da pranzi e cene, intesi come ulteriori opportunità di tasting guidati da MW e produttori.

8^ MW Residential Master Class

Sede: Alois Lageder -Tòr Löwengang, Vicolo dei Conti 9, 39040 Magrè (BZ); www.aloislageder.eu
Data: 24-26 maggio 2019
Rivolto a: tutti i professionisti fortemente motivati ad approfondire il mondo e la cultura del vino (per essere ammessi è necessario avere almeno tre anni di esperienza in ambito vitivinicolo o essere in possesso di una qualifica di settore).
Costo: 550,00 € + IVA (tutti coloro che parteciperanno alla Masterclass introductory potranno usufruire di uno sconto sulla quota di iscrizione all’esame di accesso allo Study Programme dell’Institute of Masters of Wine)
Per informazioni scrivere a: Giovanna Zullo – g.zullo@iem.it
Per registrarsi occorre accedere al form on linehttps://form.jotform.com/90292493617968

SCARICA QUI IL PROGRAMMA DELLA MW RESIDENTIAL MASTER CLASS

L’Istituto del Vino Italiano di Qualità Grandi Marchi, attualmente presieduto da Piero Mastroberardino, comprende 19 tra le più rappresentative aziende del Belpaese: Alois LagederAmbrogio e Giovanni Folonari TenuteAntinoriArgiolasCol d’OrciaCa’ del BoscoCarpenè MalvoltiDonnafugata, Gaja, JermannLungarottiMasiMastroberardinoMichele ChiarloPio CesareRiveraTasca d’AlmeritaTenuta San GuidoUmani Ronchi. Una compagine in grado di esprimere un fatturato di 560 milioni di euro e un valore delle vendite all’estero pari al 6% dell’intero export enologico tricolore.

 

Ufficio Stampa:

MG Logos Communication Agency

A Napoli e Lusciano, nel casertano, Benvenuti al Sud è un nome che diffonde la cultura del buon mangiare partenopeo, basato su piatti che evocano la tradizione e sono frutto della storica passione per la cucina della famiglia Fusco.

Napoli ha conosciuto la sapienza gastronomica firmata Benvenuti al Sud nel 2011, quando Claudio Fusco e Luisa La Matta fondano un accogliente punto di riferimento del gusto. Un ristorante pizzeria che, in corso Secondigliano 144, nato negli stessi locali del precedente negozio di articoli per la casa, ha portato nel quartiere la qualità di un buon disco di pasta.

Il clima produttivo che scandiva le giornate di lavoro al Benvenuti al Sud ha conquistato i figli gemelli dei coniugi Fusco, Mirco e Danilo. Dopo anni di lavoro presso le poste, i due ragazzi si avvicinano al mondo della pizza con l’entusiasmo di approfondire le tecniche necessarie a ottenere un buon impasto. “I miei figli rappresentano la generazione dei Fusco che per la prima volta si approccia al mondo della pizza – spiega la signora Luisa – grazie al loro impegno il locale di Corso Secondigliano ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti, come quello della Consulta Nazionale dell’Agricoltura ricevuto dal portavoce Rosario Lopa, rappresentante dell’associazione di Roma per il territorio di Napoli. Un premio che certifica il valore culturale della gastronomia firmata Benvenuti al Sud, un tassello importante per la realtà di Napoli” ha proseguito Luisa La Matta.

 

 

La famiglia Fusco è impegnata anche nella conduzione del Donna Luisella – Pizza e Fritto, locale specializzato nel fritto di qualità di tradizione partenopea, anch’esso situato in Corso Secondigliano, esattamente di fronte alla prima sede del Benvenuti al Sud. “Nasce nel dicembre 2017 la friggitoria Donna Luisella, in tributo alla passione per il fritto di mia nonna Luisa – spiega La Matta – il progetto che ho voluto realizzare, nel nome della qualità del fritto, è frutto di un’eredità trasmessa da nonna a nipote”.

 

La friggitoria Donna Luisella produce il meglio dello street food partenopeo, una gustosa chicca è la frittatina di pasta, declinata nelle più deliziose versioni. Dalla genovese alla bolognese, dalla salsiccia e friarielli alla pistacchio e mortadella, per finire con la pasta patate e provola. Le pietre miliari del gusto della cucina napoletana “vengono fritte in pastella per essere trasformate in frittatine”, spiega Luisa La Matta. Il risultato è una concessione di puro gusto per il palato. Il Donna Luisella è anche il punto di riferimento per chi gusta la cucina senza glutine, proposta che completa l’offerta gastronomica ed estende a tutti un concetto di gusto storico, come quello che nel 1930 nonna Luisa ha brevettato nella sua prima friggitoria in Corso Malta.

Il 2018 è l’anno della consapevolezza e della maturità per l’attività di Benvenuti al Sud. Forte del loro nome, la famiglia Fusco decide di aprire un terzo locale a Lusciano, in provincia di Aversa. Un’ esperienza all’insegna dello spazio e del comfort, l’ultimo dei “Benvenuti al Sud” è pensato per essere anche location di eventi. “Il nostro terzo locale nasce dalla nostra voglia di esprimere al meglio l’accoglienza del Benvenuti al Sud – spiega Luisa La Matta – la sede di Lusciano dispone di due ampie sale, insieme hanno una capacità di oltre 200 posti a sedere. Il locale è in grado di accogliere un gran numero di clienti”. Una massiccia mole di lavoro che può contare su quattro forni, di cui uno dedicato alla proposta gluten free.

Benvenuti al Sud è un omaggio alla mediterraneità con prodotti esclusivi, una realtà scandita da pietanze preparate con la consapevolezza della tradizione e del suo valore degno di rispetto. Il tutto completato dalla professionale e cordiale ospitalità della famiglia Fusco, sinonimo di una “sanguigna” passione per la ristorazione.

 

 

 

Nel quartiere Barra di Napoli la pizzeria trattoria Gianmarco Castello è un apprezzato punto di riferimento per gli estimatori della tradizionale pizza napoletana. Il locale di via Volpicelli prende il nome dal suo fondatore, pizzaiolo di lunga data. Negli anni Novanta, quando era giovanissimo, Gianmarco Castello ha iniziato a viaggiare per lavoro, mosso dalla passione per l’arte bianca.

Una vocazione che egli scopre di avere all’età di 12 anni. “Sono rimasto affascinato dalle gesta del pizzaiolo quando ero un ragazzino, durante l’inaugurazione di una pizzeria del Vomero. Da quell’occasione è scattata in me la curiosità di provare a creare una pizza con le mie mani” ha spiegato il pizzaiolo imprenditore.

Per diverso tempo Giammarco Castello è stato identificato come “il pizzaiolo di Luna Rossa“, pseudonimo che gli deriva dalla pizzeria take away che ha fondato nel 2005 a San Giovanni Teduccio. Il 2014 è l’anno di una nuova era per l’imprenditore della pizza, che lascia esperienza della pizzeria d’asporto per sposare un concetto di accoglienza per l’ospite.

La tradizione di Via dei Tribunali approda nel quartiere Barra

“La Pizzeria Trattoria Gianmarco Castello offre un’esperienza attorno al prodotto pizza – spiega il pizzaiolo imprenditore – l’attuale punto vendita si distingue per la bontà delle materie prime, per il gusto di una pizza di concezione tradizionale e per la cordialità dei collaboratori di sala che svolgono un servizio sempre impeccabile”.

Il locale di via Volpicelli predilige un concetto tradizionale per la pizza. La celebre pietanza partenopea viene proposta nel classico stile a “ruota di carro”, detto anche di Via dei Tribunali, la strada delle storiche pizzerie di Napoli. Anche l’offerta della ristorazione rispetta i codici storici della gastronomia partenopea, con piatti che si possono definire dei senza tempo del gusto. La pasta patate e provola come anche la pasta e fagioli alla napoletana, sono l’essenza di una cucina tipica portata avanti dalla famiglia Castello.

La margherita con la Mozzarella di Bufala è pura goduria per il palato. “L’ usanza di schiacciare a mano i pomodori in scatola ci permette di non disperdere l’amaro dai semini, in questo modo otteniamo una salsa di pomodoro dal gusto equilibrato” spiega Gianmarco Castello. Non mancano le nuove proposte come la pizza con la crema di carciofi, mozzarella di Bufala, scaglie di parmiggiano e pepe. La quintessenza del gusto viene raggiunta con la Pizza a Stella: cinque punte che racchiudono ognuna un ripieno diverso dall’altra. La stagione calda viene accolta con una pizza speciale: il disco di pasta viene farcito con tutti gli ingredienti freschi per insalata. È in cantiere il progetto di aprire, sotto il nome di Gianmarco Castello, una nuova pizzeria dall’anima gourmet, una realtà che promette di svilupparsi sulla massima ricerca delle materie prime, come la farina, vero sinonimo di qualità della pizza.

 

Napoli ha celebrato “Sua maestà la pastiera”: in 400 a Palazzo Caracciolo
Quindici tra i migliori pasticcieri della Campania hanno fatto assaggiare le loro proposte tra innovazione e tradizione.

Un omaggio al dolce pasquale per eccellenza, un grande successo per la prima edizione di “Sua maestà la pastiera” all’Hotel Palazzo Caracciolo MGallery by Sofitel. Più di 400 visitatori hanno passeggiato tra i sentieri più dolci della cultura napoletana, per un pomeriggio che ha coinvolto i migliori maestri pasticcieri della Campania che hanno fatto assaggiare le loro proposte di pastiera tra innovazione e tradizione. Il live show cooking dello chef Umberto Zimbaldi ha offerto, inoltre, uno spazio dove è stato possibile apprendere tutti i segreti per cucinare una pastiera perfetta. L’evento, nato da un’idea del manager Marco Zuppetta con il giornalista Alessandro Savoia, è stato ripreso dalle telecamere di Rai1 per “La Vita in Diretta” con un collegamento curato da Raffaella Longobardi.

Gli ospiti hanno avuto la possibilità di inebriarsi tra i sapori più veri della cultura gastronomica napoletana, ammirando “Sua maestà la pastiera” partendo dal suo vestito classico fino alle innovazioni che i maestri pasticcieri hanno introdotto nel corso del tempo. Un grande successo reso tale, naturalmente, dalla partecipazione dei migliori maestri pasticcieri della Campania. Una passeggiata per incontrare Leopoldo che senza distaccarsi dalla tradizione, oltre alla classica ha presentato anche la pastiera senza glutine. Di Costanzo, ideatore di una pastiera nata dalla fusione di tre ricette diverse. E poi Ranieri e la sua splendida quadrata “27” aggiungendo un ingrediente in più. Una proposta innovativa quella di Zio Rocco Lab Store per la prima colazione. Così come quella di Poppella con la sua pastiera fredda dal sapore inebriante, così come quella classica. Ancora Capriccio e il suo Babàstiera, mixando i sapori di due dolci top della cucina partenopea. Di Dato che dalla tradizione ha saputo far nascere sapori particolari e prelibati. Cuori di Sfogliatella con la sfogliatella-pastiera e la pastiera fredda. Ecco, dunque, Volpe e la sua idea rivisitata, elegante al gusto naturale con una crema all’arancio.Capparelli in una versione nuova ma sempre ancorata ai sapori storici. La Delizia di Antonio Di Rosa in versione classica, da semifreddo e senza glutine. Pesce e la sua idea all’avanguardia senza dimenticare i sapori della tradizione. Colmayer, spettacolare nella sua pastiera arricchita con aromi particolari e affiancate dai via col vento, Carbone e la sua idea di pastiera al cioccolato da gustare in tutto il suo brio. Il tutto assaporando anche il caffè di Gambrinus che ha presentato una pastiera maxi da 10 chili rispettando in pieno la tradizione partenopea.

 

Ufficio Stampa:

Fabrizio Meglio

La Campania a tavola con Felix la colomba di Aniello di Caprio

Dopo il successo del Panettone Campano  il maestro lievitista replica con 

il grande lievitato anche per la Santa Pasqua

Maddaloni, 18 aprile 2019. Felix il Panettone Campano a marchio registrato, diventa anche Colomba Campana entrando a far parte tra le proposte pasquali del maestro lievitista Aniello di Caprio di Lombardi Pasticcieri dal 1948.

Un grosso lievitato che nelle scorse festività natalizie ha avuto il primato di richieste e di vendite, grazie anche alle buone pratiche di promozione, tanto che il pastry chef casertano ha voluto solo cambiargli forma, dove gli ingredienti sono sempre il burro di bufala della piana casertana, la preziosa albicocca “pellecchiella del Vesuvio, la pasta di mandorla profumata ai limoni della costiera amalfitana. Eccellenze prodotte nella nostra meravigliosa regione che conferiscono all’impasto del Felix straordinarie qualità organolettiche.

È una colomba che ci consente di fare un giro tra gli scorci, gli scogli, le insenature, le colline, le pianure e ancora tra storia, colori e profumi che parte da Caserta e percorre diverse tappe della Campania Felix, ovvero, l’isola fertile e felice attraversata da popolazioni millenarie, area geografica presa in esame da Aniello di Caprio per esprimere la sua conoscenza e il suo studio con questo lievitato da ricorrenza di forte successo.

Non solo Felix ma anche colombe classiche caratterizzate da una soffice pasta lievitata dal colore giallo intenso, con il mandarino candito al posto dell’arancia e un’intera linea negli abbinamenti degli ingredienti sempre più ricercati. Ancora, tra i prodotti da non perdere la pastiera, la regina della Pasqua, con il grano cotto dai Lombardi pasticcieri e la ricotta vaccina con aggiunta di quella di bufala e gli aromi naturali che vengono costruiti nel laboratorio di via Forche Caudine. A completare il profumatissimo casatiello dolce casertano, altro must “provare per credere” di Aniello di Caprio e una linea di salati come la colomba “Attesa” con salsiccia di suino di razza casertana, provolone del Monaco e pomodorini confit e naturalmente il classico casatiello salato da tagliare in compagnia degli amici o della famiglia il giorno di Pasqua o di Pasquetta. Artistiche e di grande qualità l’intera produzione di uova artigianali create per coloro che vogliono emozionare con un dono di gran classe le persone più care. A rendere eleganti le proposte pasquali del maestro Di Caprio, le confezioni artigianali progettate da Angela Lombardi.

Aniello di Caprio

Lombardi Pasticcieri dal 1948

Via Forche Caudine

Maddaloni (CE)

 

Ufficio Stampa:

Antonella D’Avanzo

Una cena al baccalà non può che avere il mare come sfondo, come per il Baccalà Fest, la cena evento che si è svolta nella prestigiosa cornice del ristorante D’Angelo Santa Caterina. Nella location impreziosita dalla suggestiva vista sul Golfo di Napoli, si è potuto apprezzare il magistrale lavoro di alcuni tra i più bravi chef e pizzaioli del panorama gastronomico napoletano.

L’evento di baccalà si è aperto con l’eccellenza pizzaiola firmata Sorbillo, unita alla cultura ittica del Nordeuropa. Il duo Gino e Totò Sorbillo ha stuzzicato l’appetito dei presenti con tranci di prelibata pizza, nella proposta con pomodorino del Piennolo, baccalà, olive e capperi.

Un’eccellente brigata di cucina formata dagli chef Giovanni Morra e Luigi Manzo, dallo chef “baccalajuolo” Nicola De Filippo, Alfonso De Filippo e da Salvatore Giuliano chef di Mimì alla Ferrovia, ha esaltato il gusto del baccalà in raffinate e gustose proposte. Accesi i riflettori sulla genovese di baccalà, piatto che reinterpreta in chiave sea food la tradizionale prelibatezza di terra. Il binomio terra e mare continua nel Risotto con porcini e baccalà, e nel Baccalà in crosta su burrata, crema al basilico e pomodori confit. La cultura vitivinicola vesuviana è approdata al D’Angelo Santa Caterina con “Tenuta Le Lune sul Vesuvio”, che ha presentato il suo Lacryma Christi del Vesuvio DOC, nelle declinazioni Muscari e Janesta. Le eccellenti espressioni del terroir vesuviano, scelte per l’abbinamento ai piatti. La serata si è conclusa nel nome dell’arte pasticcera firmata Poppella, istituzione del dolce a Napoli capitanata dal maestro pasticcere Ciro Poppella. Lo chef patissier ha infranto gli schemi della classica pasticceria con una Bavarese al formaggio con baccalà su base croccante in salsa al Cherry.

L’appuntamento del gusto è stato occasione per conoscere il legame culturale che Napoli stringe con il baccalà, grazie allo scrittore Tommaso Esposito, che ha presentato le sue due ultime fatiche letterarie: “Baccalajuoli” e “Il Pesce e l’Olio”. “Baccalajuoli nasce come uno sguardo sulla gastronomia partenopea nel periodo di Pasqua – spiega Esposito – uno spunto di riflessione sull’importanza culturale ed economica che il prodotto ittico nordeuropeo rappresenta per Napoli”. “Il Pesce e l’Olio, invece, è uno spaccato sulle abitudini alimentari dei napoletani durante il periodo di Quaresima, periodo in cui si avvertiva l’esigenza di rendere gustosi alcuni prodotti, come i pesci salati, fra cui il baccalà”. 

Cenni di storia sulla tavola partenopea si ascoltano nell’intervento di Nino De Filippo, patron di Biancobaccalà, realtà che ha fornito il suo pregiato prodotto di mare alla prestigiosa cucina del D’Angelo Santa Caterina. “Dal 1860, nel cuore storico di Napoli, continua la tradizione dei baccalaiuoli, generazione di artigiani del pesce nordico che ha portato nella città partenopea il baccalà, divenuto ingrediente importante per la tradizione napoletana” ha spiegato Nino De Filippo, patron di Biancobaccalà.  “La posizione scelta per l’evento di baccalà, affacciata sul Golfo di Napoli, si addice bene al prodotto di mare che stasera celebriamo. Dall’aperitivo al dolce, Baccalà Fest è tutto scandito sul baccalà” ha proseguito D’Angelo.

 

 

 

Vico Equense ha conosciuto la massima esaltazione del gusto con le prelibatezze di Pizza a Metro da Gigino, storica istituzione del gusto protagonista all’ultima edizione di Pizza a Vico. Prelibati metri di Pizza, frutto della sapiente lavorazione ereditata da Luigi Dell’Amura, fondatore della prima pizzeria al metro in Campania, hanno deliziato il pubblico con prodotti di eccellenza campani.

“Nella tre giorni di evento abbiamo utilizzato 40 chili di mozzarella, 36 chili di pomodori, 5 chili di polpettine, 2 chili di ricotta, 5 chili di melanzane, 5 chili di salame piccante e 4 chili di provolone del Monaco”, ha spiegato Giovanni Rivieccio, direttore di Pizza a Metro. “Domenica abbiamo realizzato la pizza con polpettine e ciuffetti di ricotta, mentre lunedì è stata la volta della pizza con melanzane e salame piccante. Ci sono voluti 4 chili di mortadella e 5 chili di patate novelle al forno per realizzare alcune specialità per la proposta creativa” ha proseguito Rivieccio.

Dalle sue parole si comprende la capacità di una squadra unita e competente, come quella di Pizza a Metro, che è stata in grado di spaziare dal repertorio tradizionale a quello creativo, rispettivamente le prove che hanno permesso ai partecipanti di misurare la loro bravura. Pizza a Metro porta avanti con orgoglio la passione per l’arte bianca della pizza, così come l’ha concepita ottanta anni fa Luigi Dell’Amura, pioniere del gusto. A lui è stato intitolato il trofeo destinato al vincitore della quarta edizione di Pizza a Vico, in occasione del cinquantesimo compleanno della pizzeria da lui fondata.

La manifestazione vicana, dove Pizza a Metro è stata indicussa portavoce della tradizionale pizza di Vico Equense, è stata occasione per vivere tre giornate all’insegna del gusto e del divertimento, con un messaggio di fondo. Dare alla “pizza al metro” pari dignità gastronomica e culturale rispetto alla pizza napoletana e di legarla al patrimonio di usanze di Vico Equense, patria di un modo alternativo di gustare la classica pietanza partenopea.

 

La pizzeria Mastunicola è il posto perfetto per conciliarsi con il mondo, grazie alla squisita proposta gastronomica e alla cordialità dello staff coordinato da Luigi Errico, patron del ristorante pizzeria di Pianura, quartiere di Napoli. Il locale è noto al pubblico dei buongustai per essere in grado di sorprendere il palato con sapori genuini, combinati in piatti che strizzano l’occhio a concetti d’avanguardia.

“Il nome che abbiamo assegnato al locale prende origine proprio dalla massima espressione della pizza. La pietanza che da Napoli si è diffusa nel mondo con il caratteristico tricolore, un tempo non era come la conosciamo oggi” spiega Luigi D’Errico. “Parliamo del primo disco nato antecedentemente alla Margherita, si chiamava Mastunicola ed era a base di strutto, foglie di basilico e cicoli, come vuole la tradizione napoletana. Questa antenata della Margherita veniva poi guarnita con del pecorino”. 

Stando al racconto del patron di Mastunicola si comprende come il locale di Pianura prenda spunto dal primo prototipo gastronomico della pizza. La cucina del Mastunicola attinge da una selezione di materie prime di qualità, lavorate nel rispetto della loro natura da un competente personale di cucina. Lo stesso approccio alla ricerca viene adottato anche dallo staff della pizzeria.

“Utilizziamo la farina Caputo doppio zero, il nostro impasto segue una lievitazione e una maturazione naturale di circa 36 ore. Cerchiamo di dare il massimo della qualità al prodotto di farina partendo da una sapiente lavorazione dell’impasto” racconta il signor Luigi. “Mettiamo a disposizione del cliente un impasto gluten free”. Il servizio può contare sul savoir faire del personale, sempre impeccabile nella sua professionalità, in grado di mettere a proprio agio il cliente durante la sua esperienza di gusto. “Al Mastunicola il personale di sala segue il cliente passo dopo passo dal suo arrvio fino alla conclusione del pranzo o cena”, prosegue il ristoratore.

Una proposta di piatti scandita sulle materie prime di prima qualità, unita a un ambiente familiare, è in grado di far sentire a casa il cliente che sceglie Mastunicola per godere di una piacevole serata. Tra i progetti futuri di Luigi Errico per il suo ristorante, la scommessa sul successo di Mastunicola in qualità di brand della cucina. “Cerchiamo delle affiliazioni, degli imprenditori che vogliano investire nel settore affidandosi alla nostra esperienza ed al nostro marchio. Ampliare i nostri orizzonti nel breve termine è un’idea concreta” ha spiegato Errico. La pizza come la cucina, nella proposta di Matunicola, sono contenitori di idee nuove sugli abbinamenti. Per questo Mastunicola punta all’evoluzione del gusto, senza sradicare il suo legame dalle proprie origini partenopee.

Protagonista Paolo Barrale e altri artisti del gusto provenienti da tutta la Campania
Taste Nic: a Pasquetta il picnic diventa stellato
Il 22 aprile al Nabilah

Visto il successo registrato dalla prima edizione 8con circa 6000 presenze), il Nabilah  – in collaborazione con il gruppo “Fatelardo” e il portale “Gnam Gnam Style” – propone la seconda edizione del “Taste Nic”, un picnic di Pasquetta “stellato” in riva al mare. Un’area del gusto con diversi “Gourmet Points” che proporranno dalle ricette tradizionali a quelle innovative, dalla gastronomia locale alle pietanze vegetariane, dai panini in versione pasquale ai dolci da passeggio, dai pregiati vini del territorio alle fresche centrifughe di frutta. Un’isola di gusti e di sapori per soddisfare tutti i palati!

L’evento prevede la partecipazione di accreditati chef campani e non e di uno chef stellato, ovvero Paolo Barrale, che non solo cucinerà un buonissimo piatto la cui ricetta è stata ideata appositamente per l’evento (pasta mista con fagioli, cozze, ricci di mare e caffè), ma farà anche uno show cooking illustrando a tutti la sua preparazione. Altre proposte gastronomiche saranno presentate da: Funghetto Store, Isabella De Charm Pizza Fritta, La Casa del Pane, MA Life Lounge&Restaurant, Puok Burger Store, Tufò, Retrobanco Pizza & Bistrot, Ruah Lounge Bar & Bistrot e Vivi l’Estate.
Il tema che animerà l’appuntamento sarà il “buono” interpretato in due modi: attraverso l’intervento di chef di livello che prepareranno i piatti che saranno serviti a coloro che parteciperanno all’evento (ovviamente in una versione più easy, come vuole la tradizione pasquale), e attraverso la finalità dell’iniziativa in quanto alcune delle pietanze proposte saranno donate in beneficenza a persone in difficoltà economica. Perché il “buono” non è appannaggio per pochi, ma – anzi – tutto quanto è buono sia per il palato che per il prossimo è alla portata di tutti!

L’edizione di quest’anno del Taste Nic sarà contestualizzata in un evento molto particolare, ovvero nell’ambito del Festival “Burning Man” che si terrà per la prima volta in Italia: artisti provenienti da tutto il mondo – appartenenti alla compagnia internazionale “Carros De Foc” – e allestimenti degni di un set hollywoodiano trasformeranno il litorale flegreo nella capitale italiano del sano divertimento.

 

Ufficio Stampa:

Maria Consiglia Izzo

Ecco “beerETTA”, la birra si spilla pedalando

Il nuovo veicolo per lo street food ideato da Giovanni Kahn della Corte entra in commercio grazie la joint venture con la B Cargo Bike

Dopo aver ottenuto il brevetto dell’Apecar con forno a legna, Giovanni Kahn della Corte ha inventato un nuovo veicolo per lo street food dal forte accento ludico. Il nome è già un programma: beerETTA ovvero la “birra in bicicletta”.

IL PROGETTO “BEERETTA”. Si tratta di un veicolo a tre ruote, la cui licenza è di proprietà della società umbra Giumalu, che da fermo può essere poggiato su un cavalletto che sollevando la ruota superiore da terra, e attaccando una dinamo, permette di generare energia elettrica che fa uscire la birra da un erogatore che si trova davanti al manubrio. Qui c’è sistemata tutta la parte dedicata al fruitore che potrà prendere da solo un bicchiere, sistemarlo su un apposito adattatore, e controllando con le pedalate l’erogazione della birra riempirsi il bicchiere.
L’EVOLUZIONE DELLO STREET FOOD. «Il fenomeno street food – spiega della Corte, ideatore del progetto – per garantirsi continuità, necessita di continui aggiornamenti sia in materia di novità vere e proprie sia in materia di aumento della redditività, con il contestuale abbattimento dei costi di gestione. Il gioiello “beerETTA” è una risposta a tutto ciò: bassissimi costi di gestione, elevatissima redditività. Alla base sempre e solo ovviamente un prodotto di eccellenza con una corretta “tenuta” della temperatura del prodotto stesso ma soprattutto mezzo agile e maneggevole adatto alle nostre strade. Una vera e propria innovazione che a mio parere farà strada».
DAL PROTOTIPO ALLA COMMERCIALIZZAZIONE. A 3 anni dalla prototipazione, oggi beerETTA entra in commercio grazie alla joint venture con la B Cargo Bike Italia di Firenze. E mentre fa il suo esordio al Florence Bike Festival, sono già 100 le biciclette prenotate. BeerETTA è acquistabile anche con finanziamento della società venditrice al costo 150€ al mese (per informazioni: Info@bcargo.bike).

 

Ufficio Stampa:

Alessandro Savoia

Presentati a Napoli i Master dell’AmpGourmet: teoria e pratica per formare pizzaioli e manager di pizzeria nel segno del gourmet

L’Accademia napoletana è l’unica scuola

di Alta Formazione sull’arte bianca del centro sud

Presentati a Napoli i Master dell’Accademia Maestri Pizzaioli, che ha la finalità di formare pizzaioli e manager di pizzeria che seguano quella filosofia gourmet, adottata ormai da anni da Giuseppe Vesi, ideatore del marchio PizzaGourmet, della scuola di formazione AmpGourmet e di Grani Antichi, che adotta farine rigorosamente non trattate e macinate a pietra in pizzeria. I Master, che avranno inizio ad aprile, saranno composti da 98 ore di teoria, 22 ore di pratica e ulteriori 20 di stage, presso uno dei 20 accademici soci dell’Accademia, che si trovano in tutta Italia.

Alla presentazione sono intervenuti Giuseppe Vesi, presidente dell’Accademia; Dario Posillipo, vicepresidente dell’Ordine dei Tecnologi Alimentari di Campania e Lazio; Giuseppe Pisano, nutrizionista; Roberto Esse, direttore responsabile Gazzetta dei Sapori; Ciro Antinolfi, BeCheffy, moderati da Sabatino Di Maio, responsabile della comunicazione dell’Ente. Un progetto ambizioso che nasce con l’obiettivo dichiarato di formare figure consapevoli di tutti i prodotti trattati, affrontando anche argomenti come la gestione di un locale, inteso come pizzeria contemporanea, per elaborare una proposta enogastronomica articolata, che partendo dalla idea di pizza di ogni partecipante, potrà fargli acquisire ogni tipo di nozione, teorica e pratica, per diventare un pizzaiolo e un gestore di locale gourmet, nel rispetto e nella esaltazione della ricetta tradizionale della pizza napoletana classica. I master conducono per mano fino i partecipanti, partendo da una cosa semplice: lo studio degli ingredienti di ogni genere: vegetali, animali, ittici. Per proseguire con gli studi tecnici, fino ad arrivare, alla pratica degli impasti ed infine alla realizzazione di una pizza. Tutte le informazioni, sono reperibili sul sito internet: www.ampgourmet.com.

Ufficio Stampa:

Sabatino Di Maio

Lunedì 22 aprile in piazza Duomo a cinque specialità gastronomiche la targa della De.Co., la Denominazione Comunale

BOBBIO (PIACENZA)
CI PRENDE PER LA GOLA

Con la giornalista Sara Colonna l’evento è condotto da Edoardo Raspelli

L’Amministrazione Comunale di Bobbio ha promosso l’istituzione della De.Co. (Denominazione Comunale ) con l’approvazione del relativo regolamento, per valorizzare e promuovere le specificità dei prodotti agro alimentari presenti nel Comune anche nell’ottica di valorizzazione del territorio e delle attività.

Lunedì 22 Aprile alle 10 in piazza Duomo Edoardo Raspelli giornalista, scrittore celebre critico gastronomico italiano e Sara Colonna della redazione di Food presenteranno i cinque prodotti attualmente certificati: maccheroni bobbiesi, lumache alla bobbiese, brachettone, torta di mandorle e croccante. Interverranno il sindaco di Bobbio Roberto Pasquali, il vicesindaco assessore a Turismo e Cultura Simona Innocente, Maurizio Alpegiani presidente del Sodalizio Ra Familia Bubièiza, il giornalista Giorgio Lambri. Un assaggio delle golosità verrà offerto al termine della presentazione.

Ma cos’è la Denominazione Comunale (De.Co.) ? “Attraverso una semplice delibera comunale il Sindaco certifica la provenienza di ogni prodotto della sua terra” così Luigi Veronelli spiegava la De.Co. , un’idea nata dal basso per valorizzare quegli immensi giacimenti enogastronomici che racchiude l’Italia. Risorse e ricchezze che appartengono alla terra, al proprio luogo d’origine. E’ il riconoscimento della tipicità di quei tanti prodotti agroalimentari che non rientrano, per motivi diversi, in altre forme di tutela. Una maniera per legare un prodotto alla sua terra, al suo Comune, al luogo dove esso si produce da sempre.
Protagonista di questa “certificazione” di tipicità, che è essenzialmente un mezzo di promozione, è il Comune. Il vero ‘giacimento’ del Paese è costituito infatti dalla grandissima ricchezza di culture, di usi, di tradizioni che si possono incontrare negli oltre ottomila Comuni di ogni parte d’Italia. Tra i ‘giacimenti’ più preziosi c’è di sicuro quello dei cibi, dei vini, delle mille e mille specialità della tradizione gastronomica locale. Non esiste posto, in Italia, dove manchi un esempio di questa abitudine alla buona tavola, da sempre conosciuta e apprezzata anche all’estero. È una richiesta infinita, che chiede soltanto di essere valorizzata, e che può fornire opportunità economiche sorprendenti.

LE CINQUE GOLOSITA’ DI BOBBIO CON LA TARGA DELLA
DE.CO. , LA DENOMINAZIONE COMUNALE

I maccheroni bobbiesi (I macaròn fàt cón l’angùcia)
Sono una sorta di bucatini ma fatti con l’ago da maglia per cui la buona riuscita è affidata alla maestria delle massaie che con la loro manualità riescono a tirare il maccherone dello stesso spessore e della stesse lunghezza. Vengono conditi con un saporito sugo di stracotto di manzo.

Le lumache alla bobbiese (E lümas a ra bubièi?a)
Piatto tipico della vigilia di Natale le lumache venivano raccolte durante l’inverno quando ancora in letargo e opercolate quindi non necessitano di essere spurgate.

Brachettone di Bobbio (Ar bragtòn)
Il nome di questo prodotto ha origini sconosciute; è noto invece che i contadini, dopo la tradizionale uccisione del maiale ad autunno inoltrato, preparavano un brachettone da mangiare a Carnevale e un altro per Pasqua. Questo salume si ricava dalla carne della spalla di maiale che viene disossata, speziata, cucita nella sua cotenna e viene messo a stagionare steccato fra due tavolette di legno. Dopo alcuni mesi si tolgono le tavolette ed il brachettone è pronto per essere cucinato.

Torta di mandorle alla bobbiese (Ra tùrta d’armandul)
tipica ricetta medievale bobbiese, a base di farina di mandorle e mandorle tritate, tuorli d’uovo e albumi con zucchero.

croccante (crucànt)
dolce di mandorle tostate intere e a pezzi e zucchero caramellato. La tradizione di Bobbio è quella di rovesciare l’impasto in uno stampo o in una zuppierina ben imburrati e, con un limone o una mela, premetelo bene all’interno modellandolo per dargli la classica forma a cestino.

 

Ufficio Stampa:

Raspelli Edoardo

AvVino“Avvicinamento al Vino”

Da lunedì 13 a giovedì 16 maggio presso l’Ottocento Napoletano Accademia sorta all’interno di Palazzo Pennese a Portici, si terrà  l’Avvicinamento al Vino “AvVino”, condotto da Angela Merolla sommelier e con l’intervento di produttori.

Il partecipante in 4 appuntamenti, ovvero 4 giorni  di full immersion nel mondo del vino, verrà a contatto con i rudimenti dell’enologia, attraverso la storia, le tecniche di allevamento della vite, il valore del terroir e le vinificazioni.

Verranno stimolate e riscoperte le memorie olfattive tramite l’esame organolettico guidato dei vini di qualità, ogni lezione si articolerà con la degustazione di tre vini di cantine di volta in volta diverse in abbinamento ad una degustazione food.

Di seguito gli argomenti trattati in 4 lezioni che si svolgeranno dalle ore 20:30 alle 23:00

Prima Lezione

Il vino e i 5 sensi
Esame Visivo di tre tipologie di vino
Storia della vite e del vino
Conoscere la vite, riproduzione, impianto, allevamento, potature
Produttività della vite
Il grappolo e l’acino

Cena

Seconda Lezione
Esame Olfattivo di tre tipologie di vino di qualità
Approccio ai profumi riconoscibili nei vini
Maturazione dell’uva
Vendemmia
I Solfiti
Vini convenzionali, biologici, biodinamici, naturali, senza aggiunta di solfiti
Il mosto, correzioni e trattamenti
Conoscenza della vinificazione in bianco, in rosso e rosato
Cena

Terza Lezione

Esame Gustativo di tre tipologie di vino di qualità
Spumanti Metodo Classico
Spumanti Metodo Martinotti
Cena

Quarta Lezione

Esame Visivo-Olfattivo-Gustativo di tre tipologie di vino di qualità
Vini Novelli- Macerazione carbonica

Vini passiti- Botrytis Cinerea
Vini di ghiaccio
Conservazione dei vini

Cena

Quota di partecipazione:
La quota di partecipazione di euro 200 a personainclude intero corso comprese cene degustazione.

Per info e prenotazioni:

Cell.333 7670326

ottocentonapoletanobenefit@gmail.com

 

Ufficio Stampa:

Angela Merolla

 

A San Leucio la tradizione pasquale è alla Locanda del Borbone Pandiseta Bakery

 Caserta, 16 aprile 2019. In tutto lo stivale sono tante e diverse le usanze per quanto riguarda i dolci tradizionalmente preparati e donati in occasione della Santa Pasqua. Regalare uova di cioccolato è una consuetudine antica comune all’intero territorio e, la colomba, nata in Lombardia così come il panettone, si è diffusa in tutta Italia.  Poi, ci sono tutte le altre tipicità di questa ricorrenza che celebra la risurrezione di Gesù per i cristiani che hanno caratteristiche differenti a seconda della regione di provenienza. In Campania, il dolce pasquale per eccellenza è senza dubbio la pastiera, la regina, realizzata con pasta frolla e un ripieno cremoso di ricotta e grano e aromatizzata con acqua di fiori d’arancio, presso la Locanda del Borbone Pandiseta Bakery di San Leucio di Caserta, della famiglia Landolfi, situata a pochi passi dal Real Sito Belvedere, troviamo la vera tradizione,  la pastiera come veniva preparata un tempo con il con il grano cotto artigianalmente, metodo usato dai Landolfi da sempre,  ereditato da generazioni.

Non solo pastiera, ma anche casatiello dolce casertano meglio conosciuto come pigna, un prodotto totalmente diverso dal classico rustico napoletano con le uova sopra, ma  che si presenta come un panettone dove, lunghi sono i tempi di lavorazione e lievitazione, guarnito con il naspro e i “riavulilli”, ovvero i confetti colorati.  È secco, questa la caratteristica inconfondibile ed è ottimo da consumare soprattutto a colazione.

Ad incontrare la tradizione ci sono le colombe a lievitazione naturale nella versione classica con canditi, glassa e mandorle e una linea di colombe farcite al gusto cioccolato e pistacchio.

Prodotti, quelli di Pandiseta Bakery, realizzati artigianalmente dalla lavorazione degli ingredienti, agli impasti fino alla confezione regalo. 

La Locanda del Borbone – Pan di Seta Bakery è in Viale 1° Ottobre, 23 San Leucio di Caserta.

 

Ufficio Stampa:

Antonella D’Avanzo

La storica cantina di tufo “Cantine di Marzo” propone quattro declinazioni di Greco di Tufo, il vino DOCG dell’Irpinia il 17 aprile alle ore 20:30 a Napoli.

Un tripudio di sapori dallo spumante alla grappa in abbinamento alla cucina di mare di Trattoria dell’Oca
in via Santa Teresa a Chiaia, angolo via Bausan (Na)

 

Per chi non fosse pienamente convinto delle straordinarie caratteristiche, ma soprattutto, della versatilità del Greco di Tufo Docg, quella del 17 marzo alle 20.30 presso la Trattoria dell’Oca (in via Teresa a Chiaia) è la serata giusta per fugare ogni dubbio.

Tre i vini in degustazione, tutti Greco di Tufo Docg, più una grappa prodotta a partite dalle vinacce del vitigno greco, dell’azienda Cantine di Marzo, la storica cantina di Tufo. Il menu della serata, interamente di mare, ideato dal patron della Trattoria dell’OcaFranco De Simone sarà abbinato a quattro espressioni di Greco, il vitigno che più di tutti in Campania sa esprimere mineralità e struttura, tanto da essere notoriamente definito ‘un vino rosso vestito da bianco’. I vini saranno illustrati dall’eclettico Ferrante di Somma, produttore di Cantine Di Marzo.

Il Greco di Tufo Docg prodotto da Ferrante di Somma è il protagonista di un lavoro di ricerca e specializzazione volto a esaltare tutte le sfumature del vitigno e, non in ultimo, la sua versatilità. Infatti, le Cantine di Marzo vantano il primato di aver prodotto il primo Greco di Tufo Spumante DOCG Metodo Classico Brut – Anni Venti. Oltre al Greco di Tufo Docg -linea classica- l’azienda propone tre cru: Colle Serrone, Ortale e Laure, prodotti che rispecchiano peculiari caratteristiche di tre siti specifici afferenti alla piccola denominazione Greco di Tufo Docg e che comprende solo 8 paesi. Ciliegina sulla torta: la grappa di greco, ottenuta dalla distillazione in alambicco di rame, con processo discontinuo, di pregiate vinacce fresche di Greco, prodotte dalla zona D.O.C.G. del Greco di Tufo. In seguito fatta affinare in botti di rovere per circa sette mesi.

Menu della serata

Anni Venti – Greco di Tufo spumante DOCG Metodo Classico Brut
in abbinamento
Polipo con patate e asparagi, gamberone in farina di ceci e insalata caponata, bruschette con stracciatella e alici salate, bocconcino di provola fritto

Greco di Tufo DOCG – Linea Classica

in abbinamento
Tagliolini con seppie, vongole e zucchine

 

Greco di Tufo -Colle Serrone CRU 2017

in abbinamento
Tocchetto di baccalà in cassuola (in carta fata), tocchetto di baccalà impanato con crema di friarielli

Grappa Barricata di Greco di Tufo

in abbinamento
Torta al Cioccolato con mandorle tostate

 

Cantine Di Marzo_L’azienda di riferimento campana è riconosciuta all’unanimità come simbolo di eccellenza da winelovers e tecnici del settore per la produzione di Greco di Tufo Docg. Tutte ottime le referenze dell’azienda di Tufo, come il Fiano di Avellino Docg e le varie denominazioni che vedono la produzione dell’Aglianico, il vitigno principe del territorio irpino, ma il Greco di Tufo per il produttore Ferrante di Somma rappresenta una vera mission perché legato intimamente al territorio in cui sorge la storica cantina e soprattutto alla storia di famiglia. Si racconta che nel lontano 1647 Scipione di Marzo, capostipite della famiglia, lasciò il suo paese natale, San Paolo Belsito, nei pressi di Nola, per fuggire dalla peste. Partendo, portò con sé le viti di un vitigno bianco locale, il Greco del Vesuvio oppure Greco di Somma. Quando si stabilì a Tufo, piantò queste viti in un territorio soprattutto vitato a rosso. Diventò così il creatore del vino Greco di Tufo.

 

Ufficio Stampa:

Roberta Raja

 

 

La Cioccolateria artistica e la riscoperta del Casatiello Dolce: la Pasqua contemporanea di Mario Di Costanzo.

Creazioni artistiche di cioccolato e la riscoperta del casatiello dolce: la pasticceria pasquale di Mario Di Costanzo rilegge in chiave contemporanea la tradizione. Fedele al suo stile, il pastry chef napoletano ha innovato forme e ricettazioni di dolci che da sempre accompagnano la Pasqua dei napoletani. Stesso approccio anche per le preparazioni più classiche come la pastiera, modernizzata aggiungendo ricotta di pecora alla tipica crema di ricotta vaccina, latte, uova e grano, o come la colomba, proposte in cinque varianti ma sempre con lievitazione di 30 ore. L’intera linea di prodotti pasquali firmata da Mario Di Costanzo è in vendita presso lo storico negozio di famiglia sito in piazza Cavour,133.

GLOB E BANY, I PUPAZZI DA MANGIARE

Novità assoluta di quest’anno sono il clown Glob e la scimmietta Bany, due coloratissime sculture di cioccolata pensate per gli occhi e il palato dei più piccoli.

“Ho creato questi personaggi sovrapponendo sfere di misure differenti realizzate con cioccolato Icam bianco, fondente e al latte.” ha dichiarato Mario Di Costanzo “La particolarità è stata l’uso del cosiddetto cioccolato plastico, un tipo di cioccolato con aggiunta di sciroppo di glucosio. Questa soluzione ha garantito elasticità nella modellazione e ha conferito un gusto aromatico gradevole ma leggero”.

LE UOVA PASQUALI DI DESIGN

Sull’onda del successo dello scorso anno, Mario Di Costanzo ha deciso di riproporre le uova di design che richiamano Jackson Pollock. L’elemento innovativo sta nella scelta di colori più scuri che meglio esaltano il contrasto con le decorazioni bianche ispirate, appunto, al pittore statunitense. “Ogni uovo è rigorosamente realizzato a mano: sono pezzi unici, come solo una produzione artigianale può garantire” sottolinea il talentuoso maestro cioccolatiere.

Le uova sono preparate con cioccolato dominicano bianco, a basso contenuto di zuccheri; fondente peruviano al 70% e cioccolato al latte. Dal canto suo, un packaging trasparente valorizza le forme particolati di ogni uovo, lasciando al cliente la possibilità di scegliere quello che più gli piace. Proprio come capita con un oggetto di design.

LA RISCOPERTA DEL CASATIELLO DOLCE E LA PASTIERA CON TRE RICOTTE

Il legame con la tradizione è particolarmente evidente nella riproposizione della pastiera napoletana e del poco noto casatiello dolce. Anche in questo caso, comunque, Mario Di Costanzo introduce degli elementi di novità. Per quel che riguarda la pastiera, ad esempio, la particolarità è l’uso di ricotta di pecora sarda miscelata a due tipi di ricotte di vacca, una campana e l’altra romana. L’utilizzo della ricotta di pecora fa la differenza conferendo alla pastiera un gusto più rotondo, dovuto al maggiore apporto di grassi.

L’idea di riscoprire il casatiello dolce, invece, nasce dalla volontà di valorizzare un dolce povero di antica memoria. Ecco quindi un soffice tortano dolce preparato con strutto, uova, farina e zucchero e poi guarnito con una meringa italiana successivamente flambata.

LE COLOMBE A LUNGA LIEVITAZIONE

Sono cinque le varietà di colombe proposte, a partire da quella classica per arrivare alla new entry con farcitura al cioccolato bianco e caffè. Come negli anni scorsi, poi, ci sono quella al pistacchio e albicocca del Vesuvio, quella ai frutti di bosco e quella farcita solo con cioccolato. Comune denominatore di tutte le colombe è il lungo periodo di lievitazione naturale: un doppio impasto di circa 30 ore favorisce la preventiva scomposizione degli zuccheri complessi e, quindi, garantisce una maggiore digeribilità.

Insomma, la pasticceria pasquale di Mario Di Costanzo offre una grande possibilità di scelta, sempre nel segno di un gusto contemporaneo.

Napoli, 15 aprile 2019

 

Ufficio Stampa:

Antonella Ambrosio

Tennis & Friends – Salute e Sport… Sport è salute si chiude con 50.000 visitatori e circa 7.000 controlli.

 Successo di pubblico e di visite la seconda edizione di Napoli. Vincono il torneo celebrity Paolo Bonolis – Jimmy Ghione

Napoli, 14 aprile 2019. Si conclude con un bilancio di 50.000 visitatori e circa 7.000 check up realizzati il weekend di prevenzione di Tennis & Friends – Salute e Sport … Sport è Salute, l’unico evento di prevenzione in Italia ad unire salute, sport, solidarietà, spettacolo e sostenibilità.

Vincitori del Torneo Celebrity sono: trofeo Peugeot la coppia Paolo Bonolis – Gimmy Ghione per il primo posto; trofeo Fondazione Ania Francesco Testi – Angelo Mangiante per il secondo posto. Trofeo ENI per il terzo posto alla coppia Flaminia Bolzan – Marco Miraglia ex aequo con la coppia Massimo delli Santi – Giampaolo Imparato. Trofeo TC Napoli come best player in campo Andrea Amicarelli e Alessandro Centonze.

Dal 12 al 14 aprile il Tennis Club Napoli e il Lungomare Via Caracciolo hanno ospitato il Villaggio della salute che ha visto all’opera oltre 200 persone tra medici e personale sanitario, a presidio di 28 aree specialistiche dotate di 50 postazioni. Oltre ad effettuare check up interamente gratuiti, le equipe sanitarie hanno svolto attività di informazione e consulto sulle patologie e sulle tempistiche per effettuare i controlli, al fine di contribuire alla promozione della cultura della prevenzione. Per la prima volta è stato costituito un Comitato Tecnico-Scientifico, composto di personalità illustri in ambito scientifico-sanitario.

Accanto all’area salute, Tennis & Friends ha allestito un Villaggio dello sport per un’estensione complessiva di 1,5 km di lunghezza. Il pubblico ha potuto avvicinarsi alla pratica di nove discipline sportive diverse, grazie all’assistenza di personale e istruttori federali, e assistere alle esibizioni degli atleti.

I Villaggi sono stati inaugurati il sabato con un taglio del nastro alla presenza del Cardinale Crescenzio Sepe Arcivescovo Metropolita di Napoli, il sindaco Luigi De Magistris, il presidente della regione Campania Vincenzo De Luca e il presidente del Tennis Club Napoli Riccardo Villari. Nella stessa giornata ha fatto visita alla manifestazione il questore Antonio De Iesu.

“I numeri e l’entusiasmo di Napoli sono una conferma e un grande stimolo – commenta Giorgio Meneschincheri, direttore medico delle relazioni esterne della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS, specialista in Medicina preventiva e ideatore dell’evento – che conferma la bontà del lavoro fatto ma anche la necessità di proseguire su questa strada e, compatibilmente con la disponibilità dei partner, raggiungere anche altre regioni d’Italia. Ci stiamo lavorando e il risultato di Napoli è un eccellente biglietto da visita per raccogliere l’adesione di altre istituzioni”.

Il successo della manifestazione è stato reso possibile dai tanti partner intervenuti. A cominciare dalle strutture sanitarie: l’Istituto Nazionale Tumori IRCCS – Fondazione G. Pascale, la A.O.R.N. Santobono-Pausilipon e Fondazione Santobono Pausilipon, l’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II, l’Azienda Ospedaliera Universitaria – Università della Campania “Luigi Vanvitelli”, la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, ASL Napoli 1, Clinica Ruesch Napoli, Clinica Montevergine, GVM Care & Research e Clinica MM. Nel Villaggio della Salute sono stati coinvolti i corpi sanitari della Marina Militare, dell’Aeronautica Militare e della Guardia di Finanza, nonché le associazioni L.I.L.T. Napoli – Lega Italiana Lotta contro i Tumori, ICOM Napoli – International College of Osteopathic Medicine, Donatori Nati ADVPS ONLUS – Associazione Donatori Volontari Polizia di Stato e Croce Rossa Italiana.

La rilevanza sociale dell’evento, che si è svolto nella settimana della Giornata Mondiale della Salute, è stata sottolineata dalla presenza dei tanti partners istituzionali: Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero della Salute, Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, Marina Militare, Aeronautica Militare, Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Arma dei Carabinieri, Regione Campania, Comune di Napoli, CONI, Croce Rossa Italiana, Corpo dei Vigili del Fuoco, Fondazione Ania e Protezione Civile – Emergenza e post emergenza della Regione Campania.

Il weekend di Tennis & Friends è stato anticipato venerdì 12 Aprile, dalle 9.30 alle 13.30, da un evento riservato alle scuole, che ha coinvolto 1.500 studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado del Comune di Napoli.

Il Villaggio dello Sport, realizzato in collaborazione con il CONI e le Forze dell’Ordine patrocinanti ha visto la partecipazione di: Federazione Italiana Tennis, che dalla prima edizione di Roma è al fianco dell’evento, la Federazione Italiana Sport Equestri, la Federazione Italiana Rugby, la Federazione Italiana Pallacanestro, la Federazione Italiana Pallavolo, la Federazione Italiana Ciclismo, la Federazione Italiana Canoa e Kayak, la Federazione Italiana Tiro con l’Arco e l’Unione Italiana Tiro a Segno. Eventi dimostrativi e di intrattenimento sono stati offerti anche dai gruppi sportivi di Forze armate e Corpi di Polizia (Fiamme Gialle e Fiamme Oro).

Significativa anche la rappresentanza dell’Universiade Napoli – in programma dal 3 al 14 luglio 2019 – che ha partecipato con un desk posizionato all’interno del Tennis Club Napoli e con personale e materiale promozionale nel Villaggio dello Sport.

Nella giornata di sabato si è svolto anche il torneo di doppio maschile di tennis organizzato dall’USSI Campania e riservato a giornalisti professionisti e pubblicisti. Sedici i giornalisti in tabellone, a contendersi il trofeo di Tennis & Friends, vinto dai fratelli Alessandro Milone de il Roma e Andrea Milone de il Denaro.

Tennis & Friends – Salute e Sport … Sport è Salute tornerà il 18 Maggio agli Internazionali BNL d’Italia; a seguire la 9^ edizione sempre al Foro Italico di Roma, dall’11 al 13 ottobre.

Tennis & Friends ringrazia della loro partecipazione:

il cardinale Crescenzio Sepe arcivescovo metropolita di Napoli, il presidente della regione Vincenzo De Luca, il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, il questore Antonio De Iesu, il presidente del Tennis Club Napoli Riccardo Villari, l’assessore allo sport Ciro Borriello, l’assessore alla Scuola e all’Istruzione Anna Maria Palmieri, Paolo Bonolis, Peppino Di Capri, Max Giusti, Albano Carrisi, Maurizio Aiello, Stefania Barca, Flaminia Bolzan, Maria Grazia Cucinotta, Maurizio De Giovanni, Jimmy Ghione, Beppe Convertini, Myriam Fecchi, Gigi Finizio, Andrea Lucchetta, Angelo Mangiante, Veronica Maya, Andrea Perroni, Andrea Sannino, Sebastiano Somma, Adriana Volpe, Massimiliano Ossini, Diego Nargiso, Patrizio Oliva, Anna Capasso, Giuseppe Cambi, Maria Mazza, Eleonora Sergio, Gianluca Meck e Francesco Testi.

 

Ufficio Stampa:

Carola Assumma

A Sant’Anastasia si celebra la Pasqua con uova al Cioccolato dedicate alla Madonna dell’Arco. La Consegna oggi al Priore del Santuario.

Dalla tradizione alla creatività, dalle uova alla colomba, Carmine Leonessa della Pasticceria Giulia di Sant’Anastasia ha celebrato oggi la Madonna dell’Arco secondo le dolci tradizioni della Pasqua. In particolar modo consegnando a Padre Alessio Romano, Priore del Santuario un uovo al cioccolato dedicato alla ‘Madonna. Opera di 7 kg tra cioccolato al latte, fondente e bianco e rose di zucchero con l’immagine del quadro della Madonna che da sempre veglia sul comprensorio vesuviano.
“Dolci bontà della nostra tradizione – commenta Carmine Leonessa della Pasticceria Giulia di Sant’Anastasia – che abbiamo voluto condividere con il territorio, creando delle opere ispirando alla Madonna dell’Arco e consegnando nel giorno della Domenica delle Palme al Priore del Santuario un uovo con il quadro della Madonna riprodotto con diverse tipologie di cioccolato dal nostro Maestro Pasticciere Roberto Ruggiero”.
E dalle uova ispirare al Santuario si e’ passato alla degustazioni delle altre novità della casa: pastiere tradizionali, con pistacchio, al limone, al cioccolato e al caffè’. Ed ancora le colombe della Tradizione e la Novità 2019 la colomba con mela annurca IGP.
Ufficio Stampa:
Luisa Del Sorbo

Ciclovia della Falanghina, in bici tra i vigneti della Città Europea del Vino.

Domenica 14 aprile inaugurazione dell’itinerario ciclabile, lunedì 15 il terzo info day del progetto BioWine.
Pedalare attraversando il Sannio e scoprendo i vigneti, le cantine, gli itinerari storici ed i borghi suggestivi della capitale europea del vino, il prestigioso riconoscimento assegnato al distretto beneventano da Recevin (European Network of Wine Cities), la rete delle 800 Città del Vino presenti in 11 Paesi europei.
Continuano, dunque, le iniziative promosse da Sannio Falanghina “Città europea del Vino 2019” per valorizzare l’intero territorio e favorire nuove forme di turismo sostenibile, supportate anche dal programma di treni storici e turistici connessi agli eventi.
Domenica 14 aprile, a Telese Terme (BN), è in programma l’inaugurazione dell’itinerario ciclabile che consentirà a turisti ed appassionati di percorrere in bici strade a basso traffico ed interpoderali.
In particolare, il percorso prevede 30 km da Telese a Guardia Sanframondi – tra vigneti, degustazioni in cantina, castelli e suggestivi paesaggi del vino – e rappresenta un importante tassello di un progetto molto più ambizioso: una grande ciclovia che collegherà Benevento con la Reggia di Carditello, passando per la Valle Telesina, grazie all’iniziativa dei Comuni della tratta ferroviaria Napoli-Bari, che hanno già firmato un protocollo, e della Fondazione Carditello.
Partenza dalla stazione ferroviaria di Telese Terme, domenica alle ore 10.30 (percorso ad anello), e ritrovo alle ore 11 al lago di Telese. Previsto anche un treno storico speciale per raggiungere il Sannio, con partenza da Napoli e da Caserta.
Lunedì 15 aprile, alle ore 18.30 presso la sala consiliare del Comune di Castelfranci (AV), terzo info day dedicato alla presentazione del progetto BIOWINE (Biological Wine Innovative Environment) – dopo i primi due appuntamenti già effettuati il 16 marzo a Caggiano ed il 25 marzo a Matera – alla presenza dei sindaci dei territori coinvolti, dell’onorevole Maurizio Petracca, presidente della commissione Agricoltura della Regione Campania e dell’onorevole Rosetta D’Amelio, presidente del Consiglio regionale della Campania.
Il progetto. finanziato dal PON Governance e capacità istituzionale 2014-20 (Agenzia per la Coesione Territoriale, Fondo Sociale Europeo – Fondo Europeo di Sviluppo Regionale), prevede il trasferimento di conoscenze e buone pratiche gestionali ed amministrative pubbliche e degli strumenti operativi già adottati dai Comuni dell’area del Prosecco Superiore Docg Conegliano Valdobbiadene, capofila il Comune di San Pietro di Feletto (TV), verso alcuni Comuni della Campania (Sannio beneventano ed area salernitana) e Basilicata.
L’obiettivo è definire, approvare ed adottare uno statuto intercomunale di Paesaggio rurale, nell’ambito di un quadro normativo unitario, condiviso dalle amministrazioni locali e concordato con gli attori della filiera vitivinicola ed agricola, per armonizzare le politiche ambientali e urbanistiche.
Programma del 14 aprile:
– ore 10.25: arrivo a Telese Terme del treno del cicloturismo “Ciclovia della Falanghina”, in collaborazione con CNA Benevento – Sannio Autentico;
– ore 10.30: raduno dei ciclisti partecipanti presso la stazione di Telese Terme ed inizio percorso;
– ore 11: sosta e raduno al lago di Telese Terme – partenza in gruppo e visita alle cantine situate lungo il percorso;
– ore 13.30: arrivo a Guardia Sanframondi in piazza Castello – pranzo libero (a sacco o presso le attività ricettive locali), visita al borgo (castello medievale, musei, centro storico, chiese);
– ore 15.30: raduno in gruppo e partenza per visitare le cantine situate sul percorso;
– ore 17: arrivo a Castelvenere e visita alle cantine tufacee;
– ore 18: arrivo a Telese Terme e visita;
– ore 18.56: partenza del treno del cicloturismo “Ciclovia della Falanghina”, in collaborazione con CNA Benevento – Sannio Autentico.
Ufficio Stampa:
Antonello De Nicola

Dall’Irpinia a “La città della Pizza” di Roma:

IL PIZZACHEF GIUSEPPE MAGLIONE DOMANI (sabato 13 aprile)

PROTAGONISTA TRA I 39 MIGLIORI MAESTRI PIZZAIOLI D’ITALIA

SELEZIONATI PER IL GRANDE EVENTO NAZIONALE DEDICATO ALLA PIZZA

 

“Vesuvia”, “Violetta” e “Irpina” sono le creazioni gourmet che Maglione proporrà

al pubblico della capitale: attesi in migliaia per l’evento organizzato

da Vinòforum in collaborazione con Ferrarelle

 AVELLINO – Dall’Irpinia a Roma per portare al pubblico della capitale la pizza gourmet made in Avellino: il pizzachef Giuseppe Maglione sarà protagonista domani a “La Città della Pizza” di Roma, il grande evento organizzato da Vinòforum in collaborazione con Ferrarelle che ogni anno seleziona i migliori maestri pizzaioli d’Italia.

 

Quest’anno tra i 39 protagonisti c’è il pizzaiolo di “Daniele Gourmet” Giuseppe Maglione, che al pubblico del “Ragusa Off” di Piazza Ragusa porterà tre delle sue creazioni gourmet: “Vesuvia” (pacchetelle di pomodoro del Piennolo del Vesuvio Dop, fiordilatte, ricotta di Agerola, olio evo Dop e basilico), “Violetta” (patata viola, provola affumicata di Agerola, speck, caciocavallo irpino, pomodorino del Piennolo confit, olio evo Dop e basilico) e “Irpina” (cipolla grigliata ramata di Montoro, pancetta irpina croccante, fiordilatte, castagna Igp di Montella, patata di Trevico allardiata con lardo irpino, olio evo Dop e basilico).

 

I maestri pizzaioli presenti, tra cui Maglione, sono stati selezionati dal team di autori composto da Emiliano De Venuti, ideatore e CEO di Vinòforum, dal maestro pizzaiolo Stefano Callegari e dai giornalisti Luciano Pignataro, Tania Mauri e Luciana Squadrilli. Sono migliaia i visitatori attesi nei tre giorni de “La Città della Pizza”, in cui i 39 maestri pizzaioli proporranno, in un’area di seimila metri quadri, circa cento tipi diversi di pizza. Dall’Irpinia Giuseppe Maglione porterà nella Capitale la sua filosofia gourmet, da interprete moderno di una pizza di territorio, che si caratterizza per un evidente ossequio alla tradizione ma che viene contagiata dalla contemporaneità e dalla creatività, con materie prime di altissima qualità.

 

Ufficio Stampa:

Miriade & Partners S.r.l.

 

La Pasqua alla Pasticceria Sparaco di Castel Morrone, tradizione e territorio con un look unico ed esclusivo firmato dell’artista Giovanni Tariello

Castel Morrone, 12 aprile 2019. Da un profondo legame con il territorio e un forte sentimento di amicizia tra il pasticcere Guido Sparaco e l’artista Giovanni Tariello è nato il progetto della scatola con un dipinto del pittore morronese realizzato in esclusiva per la pasticceria Sparaco, l’originalissimo look che vestirà le creazioni pasquali del giovane pastry chef. Scatola che ha vinto il premio come miglior packaging tra tutte le proposte nazionali secondo Divina Colomba 2019, il contest organizzato da Goloasi.it. L’opera, un “Souvenir” di un déjeuner sur l’herbe davanti ad uno dei simboli della storia di Castel Morrone, è una pittura ricca di ricordi, di vita vissuta, di poesia del borgo dell’artista che ha saputo tinteggiare il suo percorso artistico con una impronta personalissima dedicata agli amati avi, contadini del paesaggio morronese, dove il non-finito che egli lascia nel tracciare le sagome delle figure con i volti appena accennati o dello spazio e gli oggetti del quotidiano si stagliano sulla tela e parlano di  questi luoghi. Tariello, con le sue tele mette in luce l’universo contadino e l’essenza stessa dell’uomo e, dandogli una dignità etica, antropologica e culturale, gli riconosce il suo essere nel mondo.

Ed è così che le creazioni del pasticcere Guido Sparaco assumono un valore maggiore con questo dipinto che diventerà un marchio di riconoscimento per la pasticceria di famiglia che opera da più di trent’anni in questo piccolo centro casertano, dove lo studio per questa Pasqua non è solo nella presentazione di un packaging unico ed esclusivo ma anche e soprattutto nella proposta gastronomica che vede la tradizione con la pastiera napoletana con grano e ricotta di pecora profumata all’arancia e il casatiello dolce casertano chiamato anche pigna, un grosso lievitato con aroma naturale di limone e arancia, anice, rum e rifinito con naspro. Invece, per quanto riguarda la produzione di colombe artigianali a lievitazione naturale, oltre alla classica con uvetta e arancia candita, troviamo golose alternative alle amarene, al cioccolato e due new entry:  la clementine e menta e la fragoline candite e mirto di Castel Morrone, un liquore che secondo la tradizione vuole la raccolta  dei frutti nella prima domenica dall’avvento, tra le mura megalitiche del IV secolo A.C. conosciuto più comunemente come “muro delle fate” nel sentiero del mirto curato dall’associazione “casa befana Aspi”  di Castel Morrone, motivo per il quale è  definito il digestivo delle fate,. Prodotto utilizzato esclusivamente dalla pasticceria Sparaco.

Infine, l’angolo del cioccolato artigianale “Callebout” con le uova limited edition di Luisa Sparaco, meravigliose ed autentiche creazioni, una diversa dall’altra, realizzate con le tecniche apprese al Master dell’Accademia Maestri Cioccolatieri Italiani di Belluno. Ogni uovo ha una sua personalità e si presenta elegante alla vista e al palato, dove quest’anno sono diversi i temi marini e quelli  che si ispirano al mondo animale. Per la proposta salata non poteva mancare il PanArchico, il panettone rustico con il famoso caciocavallo Gerarchico, un formaggio affinato in ambiente anaerobico adagiato su paglia, ricoperto da muffe nobili dal sapore intenso ma equilibrato tendente ai sentori erbacei, la pancetta Nostrana di maiale bianco locale realizzata con metodo tradizionale aromatizzata con spezie naturali e olio extravergine di oliva per ammorbidire ottenuto da olive coltivate in terra morronese.

 

Ufficio Stampa:

Antonella D’Avanzo

Il Piennolo del Vesuvio è a Treviso in occasione di Gourmandia, l’evento dedicato al gusto.

OFFICINA VESUVIANA PRESENZIA ALLA 4° EDIZIONE DI GOURMANDIA CON PASTIFICIO FAELLA DAL 13 AL 15 APRILE

Per la prima volta l’azienda ‘Officina Vesuviana’ composta da un team di professionisti dediti alla produzione di Pomodoro del Piennolo del Vesuvio Dop, sia fresco che in conserva, partecipa a Gourmandia, l’evento ideato da Davide Paolini, interamente dedicato al cibo di qualità.

L’appuntamento con l’azienda campana è a Treviso dal 13 al 15 aprile all’Opendream Ex Pagnossin in via Noalese 94, presso lo stand D74. Accanto all’azienda ‘Officina Vesuviana’ rinomata per la produzione di pomodori del Vesuvio, ma non solo, tante firme autorevoli del patrimonio gastronomico campano, come il Pastificio Faella di Gragnano, tutti prodotti che fanno parte della Selezione Corigliano.

 

 

 

 

 

Allo stand di Officina Vesuviana potranno essere degustati:

-La conserva di Pomodorino del Piennolo del Vesuvio Dop

È un prodotto dalle spiccate note minerali ed erbacee e di freschezza (grazie al giusto equilibrio tra acidi e zuccheri). Gli appezzamenti sono dislocati nelle aree del Parco Nazionale del Vesuvio tutti esposti a sud. I Pomodori del Piennolo del Vesuvio Dop crescono su terreni vulcanici di ultima formazione che donano al pomodoro sapidità e mineralità.
-La conserva da serbo di Pomodorino Giallo

È un eccellente prodotto, un’interessante alternativa alla conserva di pomodori rossi. Ottimo l’equilibrio tra le componenti erbacee e zuccherine. L’aroma è piacevole e delicato, note di albicocca, pesca. Si associa bene ai frutti di mare, per condire focacce o con pane e olio.

-La conserva da serbo pomodoro tigrato

Il seme originario della Galapagos si è adattato bene ai terreni vulcanici del Parco Nazionale del Vesuvio, dove esprime le sue massime capacità. La bacca presenta una colorazione screziata in cui si fonde il marrone, il verde e il rosso amaranto. Al gusto prevale la nota erbacea che incontra piacevoli sentori di frutta rossa come ribes e lamponi. Ideale per la preparazione di pizze e focacce e sul pane condito con olio e mozzarella.

Patè di pomodorino giallo, rosso e tigrato della linea Agrodolce

Officina Vesuviana è una realtà consorziale composta da 4 soci (tre produttori e un trasformatore), le aree di coltivazione sono dislocate nei comuni di Somma Vesuviana,  Boscotrecase e Torre del Greco, una zona di produzione situata all’interno del Parco Nazionale del Vesuvio, che abbraccia le aree costiere fino alle aree interne del Monte Somma. La produzione è diversificata e prevede: pomodori del piennolo del Vesuvio Dop rossi, pomodori gialli e tigrati nella tipica forma a grappolo, identificata a Napoli come piennolo. Le tre tipologie di pomodoro sono disponibili anche come conserve in barattoli di 1 kg e 520 gr. Altri prodotti firmati ‘Officina Vesuviana’ sono disponibili come la passata di Pummarò e i pelati San Marzano, altro big nell’industria conserviera campana. Ottimi da accompagnare ad arrosto, bruschette e formaggi i Patè, sempre disponibili nelle versioni: rosso, giallo e tigrato. le tecniche di coltivazione adottate son ad alta sostenibilità ambientale, in modo da preservare la fertilità dei suoli e la biodiversità , in un’area di alto spessore naturalistico.

 

Ufficio Stampa

Roberta Raja

Domenica 14 aprile a Sant’Anastasia

Degustazione guidata dalle uova alle colombe con Carmine Leonessa di Pasticceria Giulia.
Dalla tradizione alla creatività, dalle uova alla colomba, domenica 14 Aprile Carmine Leonessa della Pasticceria Giulia di Sant’Anastasia celebra la Pasqua in grande stile. Partirà infatti alle ore 11 la presentazione di dolci bontà all’insegna della festività alle porte e la degustazione guidata con il Maestro Pasticciere Roberto Ruggiero, che ha ormai avviato le danze per la nuova linea pasticceria della casa, che già sta conquistando da settimane la clientela introducendo il menù delle sfogliatelle.
“Per l’occasione – spiega Carmine Leonessa, patron di Pasticceria Giulia – abbiamo invitato anche il Priore del Santuario della Madonna dell’Arco, per condividere con dolcezza la Santa Domenica delle Palme”.
Ufficio Stampa:
Luisa Del Sorbo

Don Peppe è il format di trattoria pizzeria che mira ogni giorno a offrire un’accoglienza creativa ed entusiasta. Lo fa con un servizio di sala professionale e garbato e con un’ offerta gastronomica che sprigiona qualità da ogni ingrediente. È un progetto che diffonde la cultura gastronomica della pizza e della cucina partenopea. Un’ altra peculiarità su questo brand è che si colloca nei centri commerciali, ponendosi come sosta gourmet per gli amanti dello shopping.

La prima pizzeria del gruppo Don Peppe nasce a Marcianise, in provincia di Caserta: da questo territorio il disco di pasta prende il meglio dei prodotti locali per il suo condimento. Molti di questi sono Presidi Slow Food o addirittura prodotti di sua selezione, come i carciofini in olio evo, i peperoni, i friarielli, il pomodoro del Piennolo rosso, la pacchetella rossa e gialla, la zucca grigliata e la passata di pomodoro. Attraverso questi capiamo l’anima del progetto: portare nel centro commerciale una cultura gastronomica di qualità sia per la pizza che per la cucina. Espressa con piatti dalla bontà fresca e raffinata. La sensazione di essere a casa propria, coccolati da piatti conditi con i prodotti dell’orto, è esaltata da un locale che si caratterizza per un concetto moderno con un arredamento easy e una cucina a vista.

La “napoletanità” viene svelata grazie ai tradizionali forni a legna, e ovviamente dalle caratteristiche della pizza proposta. Si arriva al prodotto finito dopo una lenta lievi-maturazione dell’impasto e i prodotti sono sapientemente scelti per valorizzare il disco di pasta. Don Peppe è una realtà culturalmente dinamica, che non si ferma entro i limiti regionali. Ha esportato il suo concept gastronomico in Veneto, nei centri commerciali Nave De Vero di Venezia e Adigeo di Verona, e prossimamente aprirà anche anche nel Lazio, presso il Centro Commerciale Gran Roma sulla Prenestina. Don Peppe è la piacevole esperienza per il palato ed espressione di un concetto italiano di ristorazione, che fa della gastronomia partenopea il suo fiore all’occhiello.

 

 

 

La cultura per i buoni prodotti ha incontrato la sapienza gastronomica del pizzaiolo Errico Porzio, durante la VI tappa Degustì. Il tour degustativo enogastronomico, promosso dalla Luigi Castaldi Group, ha fatto tappa nella Pizzeria Porzio di Soccavo.

“Soccavo sta conoscendo un importante richiamo turistico grazie alla nostra proposta gastronomica” spiega il maestro pizzaiolo Errico Porzio. “Nel mio locale arrivano avventori anche da fuori provincia per scoprire il gusto di una buona pizza al piatto”. Il pizzaiolo Porzio specifica le caratteristiche il suo disco di pasta. “Mi pongo in una via di mezzo fra tradizione e innovazione – afferma Porzio – la pizza che realizzo ha un cornicione nè troppo sottile, come la tradizionale ruota di carro, nè troppo pronunciato come dettato dalle nuove tendenze della pizza”.

Con Degustì a Soccavo si è prodotto valore sulla pizza, un piatto che parla di napoletanità e la diffonde nel mondo con il suo celebre tricolore. Per questa prerogativa di qualità, la pizza richiede prodotti di eccellenza del territorio campano, come i pomodori della linea DiMè. L’ortaggio mediterraneo per eccellenza proviene dalla riserva naturale del Sele, dove i pomodori vengono raccolti a mano e trattati nel rispetto della loro natura.

“Ho avuto modo di apprezzare i pomodori della DiMè, soprattutto l’ottimo Corbarino. Un prodotto che valorizza il mio operato con qualità di sapore e genuinità” ha spiegato Errico Porzio. “Durante la serata Degustì ho presentato pizze condite con la pacchetella gialla e rossa, una vera rivelazione per me e gli ospiti che erano presenti”. “La pacchetella della ditta Dimè continuerò ad utilizzarla perchè è l’unica a garantirmi caratteristiche di equilibrio nel gusto, nè troppo acido nè troppo dolce”, ha proseguito il maestro pizzaiolo.

Grande attenzione viene posta anche sul fronte del beverage con la birra, fedele accompagnamento della pizza. “Offriamo un’ampia scelta, dalle birre artigianali a quelle presenti in commercio come la Ichnusa, la Heineken e la Moretti. Ma consigliamo le qualità artigianali perchè più adatte a garantire la digeribilità durante il pasto” ha spiegato Errico Porzio. Per l’evento Degustì sono state abbinate le birre della ditta Antoniana che, nelle declinazioni Kraft, Kellner, Double e Ipa, hanno innaffiato l’eccellente disco di pasta firmato Errico Porzio.

La pizzeria Giallo Datterino è una pizzeria dall’imprinting moderno a Villaricca, nel napoletano, frutto di un progetto di tre fratelli che credono nel valore di una buona pizza, pietanza simbolo della gastronomia partenopea. Giallo Datterino è un format gastronomico creato da Ciro, Antonio e Marco Spinelli: «Abbiamo creduto fortemente in questo progetto che ci identifica con la nostra terra. Abbiamo voluto rimanere qui dove siamo nati, anche se inizia a maturarsi in noi l’idea di andare oltre i confini della Campania”.

Una lunga esperienza, unita alla passione per il piatto italiano forse più famoso del mondo, ha reso Giallo Datterino una delle pizzerie più frequentate del comune di Villaricca. Avendo come ispirazione la famosa citazione del giornalista e scrittore amalfitano Gaetano Afeltra, che descrive la pizza come alimento povero e nobile allo stesso tempo, frutto dell’abilità di mani solerti, alimento che evoca simbologie e ritualità, Giallo Datterino gioca con la tradizione, rimescola le carte e dà un volto nuovo ad un piatto dal gusto intramontabile. Ingredienti scrupolosamente selezionati e di prima qualità, come il pregiato pomodoro datterino, che ha ispirato il nome stesso del locale, ma anche la famosa provola di Agerola per citare un altro ingrediente prelibato, impreziosiscono il ricco menù pizza che spazia dalla classica margherita alle pizze gourmet.

Per Ciro il pizzaiolo, “lo scopo principale di Giallo Datterino è quello di stuzzicare la fantasia del cliente e di sollecitare i palati più esigenti e pronti a sperimentare nuovi abbinamenti”. La Sapori di bosco, la Pistacchiata, la Tammasiello, la Porchettona e la Genovese sono solo alcune delle pizze che è possibile degustare, ma è la tipica Fratelli Spinelli, il fiore all’occhiello del menù.  Tra i suoi ingredienti il pomodorino del Piennolo, il pomodoro datterino e la provola di Agerola. I fratelli Spinelli amano sperimentare con nuove combinazioni di gusti e proporre sulla pizza anche la crema di zucca, la crema di basilico e prodotti come il pistacchio. Questi e molti altri ingredienti, come la mozzarella di bufala, sono solo alcuni dei sapori che, nel giusto equilibrio, vengono combinati in un impasto morbido e leggero.

Gli ampi locali, con un numero totale di 220 posti, sono adatti a famiglie e comitive. Il comfort del posto, insieme alla cortesia del personale, permette di gustare la pizza e gli altri piatti del menù in un’atmosfera calda e accogliente. I fratelli Spinelli hanno pensato proprio a tutti, anche a chi desidera provare l’esperienza di gusto firmata Giallo Datterino a casa propria, offrendo un pratico servizio di consegna pizze a domicilio.

 

La Lanternina di Acerra è un ristorante semplice e moderno, che guarda con ottimismo al recupero della tradizione. Ha una storia ultra ventennale ed un cambio di sede che ha portato il locale da cinquanta a circa cento coperti in un’ ampia sala open space, accogliente e ben strutturata nei servizi e nei locali cucina. La Lanternina ha a vista uno splendido forno per pizze.

Vincenzo Feldi è il patron del La Lanternina, oltre ad essere chef e pizzaiolo. Conduce l’attività avvalendosi del prezioso supporto dei suoi più stretti familiari e due collaboratori di sala. Come nella storia di Acerra, una delle città più antiche della Campania, la Lanternina sente molto il valore del territorio acerrano, famoso per i fagioli cannellini e per i carciofi mammarelle.

Non tutti sanno, inoltre, che oltre al pane di Acerra anche la pizza ha una sua peculiarità e tradizione. A confermarlo è proprio Vincenzo Feldi: “ ad Acerra le pizzerie non mancano e se ne contano circa sessanta di varie dimensioni e stile sul territorio”. Per distinguersi nel panorama acerrano, Vincenzo Feldi opera nel rispetto della tradizione scandita su materie prime di qualità. Offre ai suoi clienti un impasto che è frutto di un sapiente lavoro cominciato due giorni prima con metodo tradizionale  ed una doppia lievitazione a massa e a panetto. Feldi utilizza ingredienti a chilometro zero frutto del territorio, uno dei più fertili e ricchi d’acqua della Campania.

Vincenzo, che ha oltre trenta anni di esperienza nella ristorazione e nella gestione alberghiera, si identifica nei valori di accoglienza e sincerità. Aspetti che hanno premiato il suo locale: viene scelto per importanti ricorrenze come Lauree, compleanni e feste per le migliori occasioni. Nel ristorante La Lanternina si apprezza tutto lo spirito di apertura al nuovo, con la pizza gourmet  a base di crema di piselli, baccala’ e pomodorini del Piennolo. Specialità esemplare di una gastronomia, come quella proposta dal patron del La Lanternina, in cui prendono forma i colori della bandiera italiana.

Vincenzo Feldi,  uomo maturo ma estremamente energico e giovanile,  ha le mani del pizzaiolo, la delicatezza dello chef e la cultura del mugnaio. Per le sue pizze sceglie il grano risciola, un tipo di grano tenero fra le più pregiate qualità italiane. “Per me è importante utilizzare un grano lavorato a pietra – conferma Feldi – una materia prima grezza ed a chilometro zero  da lavorare personalmente nella fase di stesura della pasta affinche’  il risultato faccia apprezzare le mie pizze e far ritornare il cliente soddisfatto”. Vincenzo Feldi si è formato nella scuola per pizzaioli guidata dal maestro pizzaiolo Giuseppe Vesi, una garanzia di esperienza per un curriculum di tutto rispetto. 

Vincenzo Feldi colpisce per il suo suo saper fare competente, colto e supportato da una personalità rassicurante. Aspetti che mette nel suo lavoro e convincono ad andarlo a trovare nel suo locale il prossimo Venerdi’ Santo, quando ad Acerra ci sara’ una bellissima funzione religiosa. Approfittando dell’atmosfera di fede molto sentita in città, al La Lanternina ci sarà occasione di gustare autentiche prelibatezze, come la carne locale di primissima qualità.

 

Il Ristorante Al 53 è un’autentica istituzione del gusto a Napoli, storicamente nota per attirare i cultori della verace cucina napoletana. Situato nella storica Piazza Dante, contesto vibrante di vita cittadina e a pochi passi dai punti nevralgici per il turismo, il ristorante ha recentemente spento 94 candeline dense di storia, di appassionato lavoro e di cultura gastronomica diffusa attraverso piatti prelibati.

Di strada ne ha percorsa dal 1925 ad oggi, questo autentico regno del gusto. Lo conferma orgogliosamente il patron Angelo Martino: «Il locale nasce come una sorta di cantina. I miei antenati, che erano commercianti di scarpe, ne hanno fatto un punto di ristoro per accogliere amici e parenti. Con il tempo il locale, da realtà intima e familiare che era, ha preso le sembianze di una vera e propria attività di ristorazione” afferma il ristoratore. “L’attività agli esordi non aveva la pretesa di essere un ristorante a tutti gli effetti, ma solo un luogo di appoggio per quanti cercavano, dopo la giornata di lavoro, un posto dove poter riposare e rifocillarsi. Dopo un controllo da parte dell’ufficio annona del comune di Napoli, poichè l’attività era priva di una vera vocazione commerciale, fu multata. Sul verbale di multa, non avendo un nome di riferimento, venne identificata come “al 53””.

 

Per diverso tempo il numero civico ha identificato il ristorante nell’immaginario collettivo, finchè poi è diventato il nome ufficiale dell’attività, ovvero ristorante Al 53. In questo tipico ristorante il cliente viene accolto in un ambiente familiare dove ospitalità, amicizia, cortesia e buona cucina si rivelano i tratti caratteristici del posto. Una peculiarità della proposta gastronomica è l’“antipasto organizzato”: “in passato il concetto di antipasto, almeno a Napoli, era differente da quello odierno” ha spiegato Angelo Martino. “Si trattava di entità autonome, più vicine a contorni che al concetto moderno di antipasto. Per la prima volta Al 53 l’antipasto assume una fisionomia differente, una pietanza vera e propria che anticipa il primo, la quale racchiude un insieme di cibi come verdure, frittate o fritture in un equilibrio di gusto e di sapori ben calibrati” conferma il patron di Ristorante Al 53.

L’antipasto organizzato è senza dubbio il piatto che distingue il ristorante Al 53, un concetto gastronomico che riguarda solo poche realtà di ristorazione. Angelo Martino non preconfeziona l’esperienza di gusto. Alla base del suo lavoro, infatti, c’è la volontà di assecondare al momento il gusto e il piacere dell’ospite, il quale può orientarsi tra piatti di terra e di mare, tra le diverse varianti di baccalà, sauté di polipo, ma anche di carne. Verace, in tutto questo, il legame con Napoli. Essendo ubicato presso una delle piazze più rappresentative della città, il ristorante Al 53 non può non prescindere dalla napoletanità e dalla tradizione di una cucina dai sapori corposi. Di questo Angelo Martino va fiero e non cela alcune perplessità verso i ristoranti stellati:”La caratteristica del mio ristorante è quella di servire un piatto, che forse, non è bello esteticamente. Cucinato ancora con la “cucchiarella” e non con il bisturi. Il mio è un piatto che arriva al cliente caldo, ancora fumante, in cui c’è l’equilibrio giusto tra prezzo e qualità, in cui è possibile trovare i prodotti veri del territorio, che valutiamo personalmente e che non tradiscono il volto di una città e di una tradizione millenaria”. Nel ristorante Al 53 si mantiene intatta una cucina sincera composta da ingredienti genuini e profumi che appartengono ai ricordi dei pranzi in famiglia. Solo da Angelo Martino è possibile riviverli, in un ambiente altrettanto caloroso e familiare.

A Pianura, precisamente in Via Vicinale San Donato, la Pescheria Di Napoli è un punto di riferimento campano ed italiano per la cucina verace di mare. Giuseppe Di Napoli è stato uno dei primi ideatori di questa nuova tipologia di offerta culinaria: “Il progetto partì ben 6 anni fa, ero in viaggio a Londra e rimasi colpito da alcune macellerie che si trasformavano in veri e propri pub la sera, pensai quindi di rivoluzionare a 360 gradi la mia pescheria”.

Un’idea imprenditoriale di successo, che gli ha permesso di raggiungere traguardi importanti, come quello ottenuto su Tripadvisor, ‘Certificato d’eccellenza 2017-18’, primo in Italia nella speciale classifica che rapporta qualità e prezzo dei ristoranti. Una vera e propria ‘oasi di periferia’che oggi è in grado di richiamare un folto numero di clienti, un risultato non prevedibile agli albori di questa avventura: “Tutto dipende dalla nostra genuinità – afferma con fierezza il buon Giuseppe – i clienti acquistano fiducia in noi, una volta ottenuta difficilmente possono perderla, in queste condizioni trovarsi sul lungomare o Pianura cambia poco”.

 

Già, perché il signor Di Napoli è in grado di offrire il massimo della freschezza a prezzi contenuti: “Io posso farlo – spiega – tutto ciò che porto a tavola proviene dalla mia pescheria, a ‘chilometro zero’, non ho spese eccessive e posso offrire allo stesso tempo la massima qualità del prodotto. Tutto a 25 euro: 10 antipasti, 2 primi piatti e una frittura di gamberi, alici e paranza, vino e acqua compresi. Con un plus di 5 euro inoltre, il cliente ha la possibilità di assaggiare i nostri crudi”.

Nella risto pescheria, locale di tendenza che arricchisce di novità il panorama della ristorazione a Napoli, l’offerta gastronomica è ricca e variegata. In grado di spaziare dai fantasiosi primi piatti ai secondi, più classici, della cucina partenopea: “Il piatto di cui andiamo più fieri è la genovese di mare, le nostre mamme usavano la carne, noi con cozze, polipo e calamari – un procedimento diviso in più passaggi, aggiunge – facciamo cuocere la cipolla per 7-8 ore, passiamo poi alla materia marina, prima il polipo che richiede più tempo, le cozze e in seguito i calamari trasformando questo sugo in una vera e propria crema”. Materie prime fresche, un servizio confortevole e di qualità, il tutto condito dall’estrema simpatia di un titolare in grado di coinvolgere qualsiasi tipo di clientela, benvenuti alla Pescheria Di Napoli.

 

Lunedì 15 aprile nella villa D’Angelo Santa Caterina affacciata sul Golfo di Napoli si terrà un evento esclusivo, dove arte e cucina si incontrano e omaggiano il Baccalà, prodotto tipico della cucina popolare.

Una kermesse itinerante, ideata da Renato Rocco, farà capolino nelle sale della villa “azzurra” per eccellenza, Baccalà Fest, una manifestazione che prende il nome dal suo protagonista, e che desidera farsi promotrice di una delle materie prime di uso più antico nella cucina tradizionale della nostra regione e dell’Italia in generale. Un evento che desidera ridonare lustro ad un prodotto che è stato per anni rimosso dai più blasonati menu perché considerato un piatto povero, ma che a giusta ragione è stato negli ultimi anni ripreso, rielaborato, arricchito o anche solo esaltato nella sua naturale bontà per restituirgli tutto il valore meritato.

Tra i fautori della serata la famiglia “De Filippo” che custodisce da secoli l’arte della lavorazione di questo prodotto prelibato, e che ha generato, adiacente il laboratorio, il “Ristorante Biancobaccalà”, dove poter esaltare l’attività di famiglia tramandata di generazione in generazione dal 1791 attraverso rielaborazioni del prodotto nelle ricette storiche.
L’amore e l’antico legame tra Napoli e il baccalà e tra la nostra città e la cucina povera di tradizione verranno dunque raccontanti in questa serata attraverso i piatti realizzati da otto emeriti testimoni della cucina popolare partenopea che in un percorso itinerante, dall’aperitivo in terrazza alla cena in sala, ci faranno assaporare molteplici declinazioni di baccalà fino alla realizzazione di un dessert dai toni contrastanti eppure ben armonizzati.
Ma non solo la cucina parlerà del pesce dei due mondi, perché in sala verranno raccontate tradizioni, leggende e aneddoti sul baccalà e Napoli, dal 400 ad oggi, da esperti che hanno fatto della cultura gastronomica la loro attività principale. Autore dei due testi “Baccalajouli”, insieme a Salva di Salvo, Toti Lange, Claudio Novelli e Anna Maria Cataldi Palombi e de “Il Pesce e l’Olio”, Tommaso Esposito, giornalista enogastronomico de Il Mattino e de Le Guide de L’Espresso rievocherà i piatti che dal 1600 ad oggi hanno accompagnato la cultura popolare napoletana.

A spalleggiare la narrazione il Presidente dell’Accademia Partenopea del Baccalà, Toti Lange, che patrocina l’evento. Appassionato prima ed esperto poi della materia, si batte attraverso l’accademia di recente costituzione per tutelare le preparazioni tradizionali di baccalà e stoccafisso, favorendone il miglioramento e la diffusione in Italia e all’estero.
E non poteva che partire da Napoli quest’idea poiché è proprio la Campania la regione d’Italia con il maggior numero di ricette tradizionali e creative e seconda regione per consumo di baccalà e stoccafisso d’Italia, nonchè il più grande centro europeo di distribuzione del prodotto.
E se è indubbio che la vera cucina non può prescindere dalle tradizioni della sua terra, è vero anche che non si può prescindere da un prodotto protagonista delle nostre tavole dal 400 e che ancor oggi, attraverso il talento degli Chef, riesce a reinventarsi e non essere mai banale.

E certamente sapranno stupirci i cultori del food chiamati in causa da D’Angelo Santa Caterina il 15 aprile . A partire dai pizzaioli Gino e Totò Sorbillo della storica pizzeria Sorbillo , con la proposta del baccalà nelle loro celebri pizze fritte. E sempre in terrazza prenderanno il via le degustazioni di baccalà ideate ed elaborate a 10 mani dagli Chef Nicola Di Filippo, Presidente Campano dell’ordine Internazionale dei discepoli di Auguste Escoffier; Giovanni Morra e Luigi Manzo, Resident Chef D’Angelo Santa Caterina; Alfonso De Filippo, Ristorante Biancobaccalà e Salvatore Giugliano, dello storico Ristorante Mimì alla Ferrovia.
Baccalà in ogni forma e veste inebrierà gli ospiti sulla terrazza più affascinante di Napoli: marinato, mantecato, in tartarre o al carpaccio, racchiuso in zeppoline, rochè, fiori di zucca o crocchette. Variazioni di sapori che mai deludono in quanto a qualità del prodotto utilizzato.

E se in terrazza gli chef si lasceranno guidare da ispirazioni street food, in sala proseguirà la tradizione in chiave gourmet del nobile pesce dei mari del nord con Risotto con porcini e baccalà, Mezzanelli con genovese di baccalà e Baccalà alla siciliana con verdurine fresche dell’orto.

La vera rivelazione arriverà con il dessert nella proposta di Ciro Scognamillo della storica pasticceria Poppella dal 1920 che scommetterà su un’idea innovativa del baccalà rivisitato in chiave dolce.

Ad accompagnare il percorso gastronomico della serata ci saranno i Vini di Tenuta Le Lune del Vesuvio e i liquori dell’ Antica Distilleria Petrone

Prezzo a Persona €45 (bevande incluse)

Per info e prenotazioni:
D’Angelo Santa Caterina
Via Aniello Falcone, 203
Napoli
081 5789772 – 388.1879458
www.dangelosantacaterina.com

“Sua Maestà la pastiera”, il dolce pasquale celebrato a Palazzo Caracciolo

Lunedì 15 aprile dalle ore 18 i migliori pasticcieri della Campania faranno assaggiare le loro proposte tra innovazione e tradizione

Tra innovazione e tradizione, una passeggiata tra i sentieri più dolci della cultura napoletana per arrivare a celebrare una regina. Lei, il dolce per eccellenza, ancor più nel periodo pasquale: “Sua Maestà la pastiera”Lunedì 15 aprile dalle ore 18 alle 21 all’Hotel Palazzo Caracciolo MGallery by Sofitel (via Carbonara, 112 – Napoli) i migliori pasticcieri della Campania faranno assaggiare le loro proposte di pastiera.
Un dolce unico, storico per la cultura partenopea e che proprio nel mito di Partenope affonda le sue radici. Il culto vorrebbe che la popolazione, per ringraziare la sirena di aver scelto il Golfo di Napoli per spandere la sua voce dolce e melodiosa, gli avesse un giorno portato sette doni: la farina simbolo di ricchezza, la ricotta per richiamare l’abbondanza, le uova per la fertilità, il grano cotto nel latte a simboleggiare la fusione del regno animale con quello vegetale, i fiori d’arancio profumo delle terre campane, le spezie omaggio di tutti e lo zucchero per celebrare la dolcezza del canto della sirena. Partenope secondo il mito gradì i doni e mescolò il tutto dando vita al dolce sarà celebrato nel salotto buono della città di Napoli.
I grandi protagonisti dell’evento saranno Leopoldo, Di Costanzo, Ranieri, Cannavino, Poppella, Capriccio, Di Dato, Cuori di Sfogliatella, Volpe, Capparelli, La Delizia, Pesce, Colmayer e Carbone e Gambrinus che offrirà anche caffè davanti ai quali i visitatori potranno riflettere sulla miglior pastiera della giornata. Questi i nomi che delizieranno con assaggi coloro che parteciperanno a questa saporita passeggiata tra i sentieri di “Sua maestà la pastiera”, con possibilità per i visitatori anche di acquistare prodotti. Il live show cooking dello chef resident Umberto Zimbaldi offrirà, inoltre, anche uno spazio dove si potrà apprendere tutti i segreti per cucinare una pastiera perfetta.

 

Ufficio Stampa:

Alessandro Savoia

Dallo Champagne alla Napa Valley, passando per Borgogna e Montalcino, una raccolta di 70 bottiglie iconiche, sognate e ricercate come oggetti di culto e beni da investimento.

A VINITALY DI SCENA LA ‘FAVOLA’ CHE RACCONTA I VINI PIU’ AMATI E RICERCATI DEL MONDO

Presentato oggi, presso lo spazio di Poggio Le Volpi con la Delegazione Lazio de Le Donne del Vino, il nuovo libro della wine expert e auctioneer Chiara Giannotti,
“La Cantina perfetta – Grandi vini da collezione”(edito da Rizzoli)

 

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Vinitaly, 9 aprile 2019 – Una wish list racchiusa in un ‘museo’ di carta che di pagina in pagina racconta le etichette più pregiate del panorama enoico mondiale, ricercate da appassionati e intenditori come oggetti di culto e da investimento, al pari di opere d’arte, auto d’epoca e gioielli. Che i sogni son desideri, non solo nelle favole, la wine & spirits expert Chiara Giannotti lo dimostra nel suo nuovo libro “La Cantina perfetta – Grandi vini da collezione” (edito da Rizzoli), che ha presentato oggi a Vinitaly, presso lo spazio di Poggio Le Volpi, insieme alla vice delegata per il Lazio de Le Donne del Vino, Sara Blandamura, la responsabile commerciale italia, Rossella Macchia. E lo fa vestendo i panni di wine auctioneer (banditrice d’aste) dei vini di lusso, oltreché di donna del vino, esperta sommelier, storica collaboratrice di importanti testate di settore, ideatrice del blog Vino.tv e ora anche autrice di questo affascinante volume. Una raccolta di bottiglie iconiche – dal Tignanello di Marchesi Antinori al Dom Pérignon P3 Troisième Plénitude, dall’Opus One al Vega Sicilia Unico – che per la loro unicità, notorietà, personalità e identità territoriale compongono nell’immaginario collettivo una vera e propria collezione di capolavori.

Questo lavoro – spiega Chiara Giannotti – nasce prima di tutto dalle tante esperienze personali e dalla mia passione infinita per il vino. Io stessa sono una collezionista di rarità in bottiglia. A ciò ho poi aggiunto un intenso lavoro di ricerca e studio analitico, entrando in contatto con alcune delle più importanti case d’aste al mondo, come Christie’s, Sotheby’s, Pandolfini e Ansuini. Proprio per Ansuini curo la stesura del catalogo dei vini di lusso, cosa che mi ha permesso di diventare banditrice d’asta, figura femminile rarissima nel mondo, e di conseguenza di essere selezionata da Rizzoli per realizzare questo libro. Naturalmente è stata una sfida che ho accettato con orgoglio e senza esitazioni, lavorando ininterrottamente per più di un anno e mezzo, al fine di ricreare ciò che dal mio punto di vista rappresenta una cantina ideale. E per farlo, ho messo in atto una selezione molto attenta e severa, tenendo conto sia di parametri oggettivi, a partire dalla capacità del vino di conservare il proprio valore nel tempo, che di valutazioni squisitamente soggettive. Il tutto senza dimenticare l’apporto fondamentale di tanti amici esperti che, con i loro preziosi contributi, hanno reso ancora più completo ed emozionale questo racconto sui vini più amati e ricercati del mondo”.

Settanta, in particolare, gli oggetti del desiderio catalogati per territorio e selezionati con rigore, seguendo dunque diversi criteri, che spaziano dall’assoluta qualità alla capacità di saper esprimere il vitigno che lo compone e il terroir, dal valore storico alla longevità, dal posizionamento sul mercato ai livelli di performance nelle aste, fino, naturalmente, alle predilezioni personali della stessa autrice. E come in una sorta di percorso museale, il racconto si snoda lungo dieci stanze-capitoli che descrivono le diverse aree di origine di ogni bottiglia, con approfondimenti sulla storia, sui vitigni, sulle denominazioni, sulle zone e i metodi di produzione. ‘Esposte’ dunque per la Francia, le regioni di BordeauxBorgognaChampagne e Rodano, mentre l’Italia è protagonista al cubo con tre sezioni dedicate rispettivamente all’intero Paese, al Piemonte e alla Toscana. E se il Vecchio Continente è il comune denominatore del focus sulla Germania e di quello ‘corale’ destinato a Austria, Portogallo, Spagna e Ungheria, il Nuovo Mondo fa invece da sfondo alla ‘personale’ su Stati Uniti, Argentina, Cile e Australia.

Ad arricchire il tutto, dieci speciali introduzioni affidate ad altrettanti esperti nazionali e internazionali, chiamati a fornire una personale riflessione su quelle che sono indiscutibilmente riconosciute come le zone vinicole più apprezzate al mondo. Si comincia con Thierry Desseauve (autore, curatore e proprietario di Guide des Vins Bettane + Desseauve, coautore di Le Grand Guide des Vins de France) per il Bordeaux, e si prosegue con Armando Castagno (relatore e degustatore AIS, autore di Borgogna. Le vigne della Côte d’Or, 2017) per la Borgogna, con Alberto Lupetti (curatore e ideatore di “Le Mie Bollicine”, autore e curatore di Grandi Champagne, 2011) per lo Champagne e con Massimo Billetto (redattore e degustatore di Bibenda, docente FIS) per il Rodano. E’ invece Umberto Gambino (caposervizio Tg2 Rai, coordinatore della guida Vinibuoni d’Italia TCI e curatore di wining.it) ad aprire le danze per l’Italia, seguito da Gianni Fabrizio (degustatore e curatore delle guide Vini d’Italia del Gambero Rosso) per il Piemonte e dal duo Riccardo Viscardi-Stefania Vinciguerra di DoctorWine per la Toscana. Chiudono l’opera, il giornalista tedesco Jens Priewe sulla Germania; il giornalista e critico enogastronomico Antonio Paolini su Austria, Portogallo, Spagna e Ungheria; la fondatrice di Meiburg Wine Media e presidente dell’Education Committee presso l’Institute of Masters of Wine, Debra Meiburg su Stati Uniti, Argentina, Cile e Australia.

E se l’introduzione generale al libro è stata curata dal giornalista Daniele Cernilli, direttore di DoctorWine, nonché autore e curatore della Guida essenziale ai vini d’Italia, la postfazione è stata invece affidata a Luciano Mallozzi, firma di Bibenda e docente FIS, che per l’occasione ha fornito dei preziosi consigli sui corretti metodi di conservazione, ed eventualmente consumo, di queste straordinarie bottiglie. Etichette che, in generale, oggi rivestono un’importanza fondamentale anche all’interno di una carta dei vini di un ristorante, come dimostra l’interessante punto di vista di Massimo Troiani del Convivio di Troiani di Roma, che in una breve intervista racconta le storie legate alla ricerca della singola bottiglia, alla fatica per ottenerla, all’orgoglio di possederla e come la cantina spesso si trasformi in un tempio sacro che può fortemente caratterizzare il locale, quasi quanto la cucina.

Il libro è in vendita online e nelle librerie Mondadori di tutta Italia. A Verona, in particolare, è possibile acquistare il volume presso Mondadori Bookstore (Corso Sant’Anastasia, 7). Prosegue inoltre il tour promozionale per la presentazione del volume di Chiara Giannotti che, dopo Vinitaly, farà tappa a Roma (giovedì 11 aprile, ore 12.00 – Villa Mercadante, via Saverio Mercadante 22) e a Milano (giovedì 18 aprile, ore 14.00 – Grand Hotel Et De Milan, via Alessandro Manzoni 29).  Appuntamento, quest’ultimo, al quale seguirà una vera e propria asta di vini rari e da collezione della casa d’Aste Ansuini e coordinata dalla stessa autrice. Domenica 28 aprile (ore 15.00), infine, sarà la volta di Città di Castello, con la presentazione del libro abbinata ad un seminario di degustazione di vini rari e da collezione, in occasione dell’Onlywine Festival.

 

Ufficio Stampa:

MG Logos Communication Agency

Debutta l’edizione rinnovata della Guida delle Cantine ‘Irpinia Goccia a Goccia’, con la nuova sezione dedicata all’olio extravergine di oliva.

VINITALY: TAURASI, GRECO DI TUFO E FIANO DI AVELLINO TRAINANO LA CAMPANIA DEL VINO.
LA PRODUZIONE IRPINA SFIORA I 10 MILIONI DI BOTTIGLIE NEL 2018, CON UN EXPORT A DOPPIA CIFRA (CIRCA 18 MLN DI EURO)


A Verona il made in Irpinia fa squadra per promuovere 
sotto un unico brand le eccellenze del territorio, dal vino all’olio, passando per il turismo.

Promozione col segno più per l’Irpinia del vino, che a Vinitaly si presenta compatta (90 espositori – di cui 83 cantine3 produttori di liquori e distillati,  3 consorzi ed una rete d’impresa), forte di una produzione che sfiora i 10 milioni di bottiglie, di un export stabilmente a doppia cifra (quasi 18 milioni di euro in valore nel 2018) e di un nuovo brand che per tutto il 2019 unirà le eccellenze del territorio proprio per fare breccia nei mercati di tutto il mondo. Con Irpinia goccia a goccia infatti la filiera agroalimentare, capitanata dal vino, è pronta a raccogliere la sfida dell’internazionalizzazione, ponendo l’accento sul proprio terroir che, non a caso, rappresenta un unicum nel Sud Italia. A fare da traino, naturalmente, tre delle massime espressioni della millenaria vitivinicoltura della provincia di Avellino: Taurasi, Greco di Tufo e Fiano di Avellino, che insieme coprono il 76% di tutta la produzione enologica di qualità dell’Irpinia, con quasi 52mila ettolitri.

Ma tra i protagonisti della ‘marcia’ irpina ci sono anche i siti d’interesse storico-culturale, i parchi naturalistici e una ricca proposta gastronomica, tra formaggi, salumi e olio extravergine di oliva. Un prodotto, quest’ultimo, che grazie a esempi di pregio come la Dop Irpinia Colline dell’Ufita, sta riscuotendo crescenti consensi dentro e fuori dai confini nazionali, tanto da essere inserito nella nuova edizione della Guida delle Cantine, presentata ieri sera a Palazzo Giusti di Verona, nel corso della serata-evento ‘Irpinia Wine Night’, organizzata dalla Camera di Commercio di Avellino e con la partecipazione straordinaria dello chef stellato Andrea Aprea e del volto Rai, Veronica Maya.

Come ormai da tradizione, il volume fornisce una panoramica completa sulle aziende vitivinicole presenti nel territorio e sulle evoluzioni produttive, trainate dalle Docg irpine e attraversate, nel contempo, da un significativo fenomeno di ricambio generazionale registrato in vigna negli ultimi anni. Ma quest’anno si presenta con un look rinnovato, un nuovo titolo (Irpinia goccia a goccia) e la nuova sezione dedicata ai frantoi e ai produttori di olio extravergine di oliva, presenti in modo diffuso nella provincia di Avellino e ormai veri ambasciatori della Dop Irpinia Colline dell’Ufita, ricavata dalla varietà Ravece, oggi simbolo dello sviluppo dell’olivicoltura di qualità nell’area.

“Quella dell’Irpinia per il 2019 – ha spiegato il presidente della Camera di Commercio di Avellino, Oreste La Stella – è una strada che va oltre i campanilismi. Abbiamo infatti scelto di puntare tutti insieme sulle numerose risorse del territorio, facendo rete con i diversi attori del territorio e presentandoci da Vinitaly in avanti sotto un unico brand. Ciò al fine di rafforzare la nostra attrattività a livello nazionale e internazionale e dare ulteriore slancio al turismo locale che ancora oggi ha tanto da esprimere. Guardiamo naturalmente al vino come principale locomotiva di questa spinta, ma è arrivato il momento di fare leva anche sulle risorse paesaggistiche, sul patrimonio gastronomico e sulla ricchezza artistico-culturale che contraddistinguono il nostro territorio. E per farlo, il gioco di squadra e la messa a sistema sono le uniche soluzioni in grado di rendere vincente questa strategia”. 

E’ stata, ad esempio, una best practice di unione d’intenti il grande incontro-degustazione andato in scena oggi a Piazza Irpinia, subito dopo il tasting di apertura dedicato ai due bianchi Docg dell’Irpinia (Fiano di Avellino e Greco di Tufo). Sotto i riflettori, un’interessante carrellata di eccellenze, tra aziende vitivincole e prodotti tipici, raccontati e degustati davanti ad una folta platea: GB Agricola e Caseificio del Principato – Montoro; Caseificio D&D di Calitri; Prosciuttificio Giovanniello Sturno; Salumificio Biancaniello – Torella dei Lombardi; Az. Agr. Giaquinto; Italcastagne srl; Pasticceria Vignola – Solofra; Dolciarte Pasticceria; Tenuta Cavalier Pepe; Antico Castello; Donnachiara; Oleificio Fam; Oleificio Fontana Madonna.

E rimanendo sul tema del turismo, è stato un viaggio visivo, olfattivo e gustativo quello proposto dal Consorzio dei Produttori Vitivinicoli, che ha curato una serie di degustazioni comparative tra esempi del Nord e Sud Italia per conoscere i fattori che determinano un vino, dal vitigno al territorio, passando per la tecnica.

Domani, invece, l’Irpinia e la Camera di Commercio di Avellino chiuderanno la 53^ edizione di Vinitaly con gli ultimi appuntamenti di Taste4Test e il grande brindisi finale in compagnia di tutti gli espositori della collettiva di quest’anno.

 

Il programma dalla Camera di Commercio di Avellino a Vinitaly e l’elenco completo delle aziende partecipanti sono disponibili su www.irpiniawinefood.it

 

Ufficio Stampa:

MG Logos Communication Agency

Trofeo Dell’Amura, ecco i vincitori

Sebastiano Manzo 21 anni di Vico Equense e Alfredo Pastacaldi di Cancello e Arone, sono questi i due vincitori del Trofeo Dell’Amura che si è svolto nell’ambito di Pizza a Vico.

Primi classificati, rispettivamente nella categoria pizza classica tradizionale e pizza creativa, hanno sbaragliato gli altri concorrenti.

Nella due giorni che ha visto alternarsi decine di concorrenti a colpa di metri di impasto hanno conquistato il podio.

Dietro di loro si sono piazzati, Simone Francesco e Mario Bosco per la categoria pizza classica e  Sebastiano Manzo e Pasqualino De Simone per la pizza creativa.

La giuria tecnica che ha visto l’abile guida di Paolo Gramaglia, chef dello stellato President di Pompei e di Enzo Pellone, responsabile dell’Academy dell’Associazione Pizzaiuoli napoletani, ha avuto un notevole imbarazzo nella scelta: un solo punto di differenza separa il secondo e il terzo classificato della categoria classica mentre appena tre dividono il secondo e il terzo classificato della sezione creativa.

La sfida, magistralmente condotta da Enzo Calabrese, ha avuto grandi colpi di scena e ha visto la presenza del Sindaco Andrea Buonocore, quando Alfredo Pastacaldi, ha dichiarato “ Non ho dormito la notte per realizzare un topping completamente dedicato alla città di Vico Equense, e ho alla fine optato per un connubio tra il provolone del monaco DOP e noci locali.”

“Finalmente nel vastissimo e variegato mondo delle competizioni di settore si è affacciata anche la pizza a metro.”- ha dichiarato Carmine Caputo imprenditore titolare del Mulino Caputo.

“I vincitori del Trofeo Dell’Amura, andranno di diritto al campionato mondiale del Pizzaiuolo Trofeo Caputo che si svolgerà a settembre sul lungomare di Napoli. È un passo importante poiché in questo modo la pizza a metro avrà una categoria dedicata e anche i maestri dell’impasto a metro possono essere definiti pizzaiuoli.”- ha dichiarato Sergio Miccù presidente dell’associazione pizzaiuoli napoletani.

Grande soddisfazione ha espresso il direttore di Pizza a Metro Giovanni Rivieccio, a nome dell’intera famiglia Dell’Amura: “ Il fatto che i vincitori siano così giovani ci riempie di gioia poiché è la garanzia che la tradizione nata nel segno di Luigi Dell’Amura, ideatore della pizza a metro, prosegua negli anni “.

Il trofeo si inquadra, infatti, nelle celebrazioni per il 50esimo anno del locale di Via Nicotera oggi noto come Università della Pizza.

Il trofeo è stato fortemente voluto dall’associazione pizzaiuoli napoletani insieme all’associazione pizzaioli vicani, d’intesa con il Comune di Vico Equense, che ha voluto inserirlo nella cornice di Pizza a Vico.

Ufficio Stampa:

BC Communication Services

Vinitaly, Il Ministro Di Maio ed i governatori Zaia e De Luca brindano a Sannio Falanghina, Città Europea del Vino 2019.

Il sottosegretario del Mipaaft, Alessandra Pesce: “Puntiamo sul Sannio e sul sud con un’azione di valorizzazione su scala nazionale ed internazionale”
Veneto e Campania uniti dalla Falanghina, lo storico vino dei sanniti prodotto nel distretto dei 24 Comuni beneventani che ha ottenuto il prestigioso riconoscimento da Recevin (European Network of Wine Cities), la rete delle 800 Città del Vino presenti in 11 Paesi europei.
In occasione della 53esima edizione di Vinitaly, la più importante fiera italiana dedicata alla vitivinicoltura, il ministro Luigi Di Maio, il governatore del Veneto, Luca Zaia, il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, ed il sottosegretario del Mipaaft, Alessandra Pesce, hanno brindato a Sannio Falanghina, la nuova capitale europea del vino, insieme alla delegazione del distretto beneventano.

“Il riconoscimento a Sannio Falanghina – afferma il sottosegretario Pesce – è la testimonianza dell’impegno e dei risultati ottenuti dal distretto sannita, che è riuscito a mettere a sistema e a sostenere una filiera integrata, in grado di esprimere le eccellenze del territorio in termini di prodotto, di paesaggio e di turismo. Valori che rappresentano un nuovo volano per lo sviluppo sostenibile. Puntiamo sul Sannio e sulle potenzialità del sud con un’azione completa di valorizzazione del made in Italy su scala nazionale ed internazionale”.

A Verona, dunque, riflettori accesi sul progetto “BioWine” (Biological wine innovative environment) per il trasferimento di buone pratiche per la tutela dell’ambiente in viticoltura, asset portante e fondante del dossier inviato a Bruxelles a supporto della candidatura, e sull’immenso patrimonio enologico del distretto Sannio Falanghina che si propone di definire ed applicare uno statuto del Paesaggio rurale.

 

“E’ un momento molto importante per l’intera provincia beneventana e per il sud – precisa l’onorevole Pasquale Maglione, membro della commissione Agricoltura alla Camera – ed è un riconoscimento alla capacità del territorio di unirsi in un distretto e promuovere un vino di qualità. Un progetto ambizioso, sostenuto dal Mipaaft e da tutte le forze politiche, che non può concludersi nel 2019 con la capitale europea del vino ma che deve continuare, puntando sulla programmazione pluriennale e sulla visione strategica del territorio”.

Una opportunità straordinaria per valorizzare il comparto regionale – considerato che il Sannio, da solo, rappresenta il 50% della produzione di vino campano – e per promuovere i numerosi progetti di Sannio Falanghina, dedicati a sostenibilità, urbanistica, paesaggi del vino ed innovazione in agricoltura.

“La Regione Campania – spiega il presidente Vincenzo De Luca – curerà la Città europea del Vino 2019 come un prete all’altare. Questa edizione del Vinitaly la possiamo dedicare, e siamo tutti quanti orgogliosi e felici, a Sannio Falanghina. È un motivo di onore per tutti noi ed è un lancio ulteriore per le produzioni della Campania sul piano nazionale ed internazionale”.

Nel corso di Vinitaly, il progetto Sannio Falanghina “Città europea del Vino 2019” è stato presentato nello spazio espositivo della Regione Campania (oltre 5.000 metri quadri, nel padiglione B, impreziosito dal logo dedicato a Sannio Falanghina da Mimmo Paladino, a testimonianza del legame che lega l’artista al suo territorio), nel padiglione del Ministero delle Politiche agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo (padiglione MIPAAFT) e nell’area dell’associazione dei Comuni “Città del Vino” (padiglione 8, stand G7).

“Grazie al Mipaaft e al consorzio di tutela Sannio DOP – commenta Erasmo Mortaruolo, vice presidente commissione Agricoltura e delegato del presidente della Regione Campania per Sannio Falanghina – oggi celebriamo un momento importante per il Sannio e per le nostre cantine. Questo progetto rappresenta solo la base per valorizzare l’intero territorio e definire una strategia comune, puntando su innovazione, sostenibilità, rinnovamento generazionale e formazione in agricoltura. Il settore vitivinicolo sannita, per quantità e qualità, è il punto di riferimento in Campania ma ora dobbiamo fare tutti insieme uno sforzo in più: il vino deve essere la punta di diamante del Sannio e su questo valore dobbiamo agganciare l’economia beneventana”.

Ufficio Stampa:

Antonello De Nicola

Cioccoliamo

11 APRILE ORE 17

Giovedi 11 Aprile, Il Pozzo, storico bistrot romano, in collaborazione con Aromitalia, sarà protagonista di CIOCCOLIAMO, un giocoso pomeriggio per i bambini appassionati del cioccolato. Un evento dolcissimo in prossimità della Pasqua, 60 bambini si sfideranno in diretta insieme al Maestro cioccolatiere Luca Lusardi nella creazione del miglior uovo di Pasqua.

Il ricavato delle uova realizzate dai bambini durante l’evento, sarà devoluto al progetto sociale “Frammenti di Luce” della Fondazione Bambino Gesù Onlus, per sostenere l’accoglienza delle famiglie dei bambini ricoverati. Madrina dell’evento Veronica Maya, conduttrice televisiva, volto noto
di RaiUno, intratterrà i bambini e seguirà con loro tutte le fasi della lavorazione delle uova. I bambini potranno anche apprezzare le qualità del cioccolato Aromitalia e conoscere la storia della Fava di Cacao. Una sorpresa finale conquisterà tutti, grandi e piccini, il bistrot diventerà un luogo
magico con il mago illusionista Heldin, i bambini si trasformeranno in veri maghetti con giochi semplici ma d’effetto con cui potranno stupirsi. Saranno propri i piccoli maghetti che con la loro magia e le loro uova realizzate faranno sognare e molto altro, tanti altri bambini sostenendo la campagna FRAMMENTI DI LUCE.

FONDAZIONE BAMBIN GESÙ ONLUS
La Fondazione Bambin Gesù Onlus, nata nel 2000, sostiene i progetti di crescita dell’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù. Dalle cure umanitarie alla ricerca scientifica, dalle attività internazionali all’accoglienza per dare calore e forza alle tante famiglie dei piccoli pazienti provenienti da tutta Italia
e dai paesi più poveri del mondo.

 

FRAMMENTI DI LUCE
La campagna sociale della Fondazione Bambino Gesù dedicata all’accoglienza e alla cura dei bambini umanitari. Bambini affetti da gravi malattie, come tumori, malattie rare e ultra-rare o ferite da armi da guerra. Obiettivo della campagna FRAMMENTI DI LUCE è curare ed accogliere il maggior numero di bambini possibile.

IL POZZO – SINCE 1973
Storico bistrot romano, tappa immancabile nel quartiere di Monteverde.
Tra aperitivi, enormi coppe di gelato, pizze e dolci sapientemente preparati, il Pozzo è diventato negli anni un punto di riferimento e polo di attrazione della vita mondana monteverdina. Un locale in cui si fondono la tradizione, il gusto e la fantasia di tre generazioni.

AROMITALIA /GIOARI
Nel 1942 nasce il marchio Aromitalia fondata dal figlio di Filippo Willy Ferrero, Cristiano Ferrero. Nel 1986 viene registrato il marchio Gioari e vengono colati i primi cioccolatini. Il cioccolato Gioari Aromitalia è un prodotto di nicchia, un prodotto tecnologicamente avanzato. Luca Lusardi è il tecnico aziendale e metrè choccolatiere di Aromitalia.

VERONICA MAYA
Classe 1977 Veronica Maya nasce a Parigi e dal 1982 vive in Italia. Dopo svariate esperienze si stabilisce a Roma per approdare a Rai Sport e condurre “Sabato Sprint” su RaiDue e dopo “Stella Del Sud” su RaiUno. Il successo arriva con il 49° Zecchino D’Oro, una trasmissione che ha condotto per tantissimi anni. Sempre sulla Rai è stata alla guida di 1 Mattina Estate e Linea Verde. Sorriso smagliante e splendida mamma di Riccardo, Tancredi e Katia.

HELDIN
Egidio Russo salentino d’origine e romano d’adozione, nel 1978 all’eta’ di 6 anni, capta una sfrenata passione per la Prestidigitazione e nel 1982, all’eta’ di soli 10 anni, sale per la prima volta sul palcoscenico. Prestigiatore, illusionista, ha girato l’Europa con il suo Magic Show.
Il suo debutto in tv è legato a Raffella Carrà nel 95 in Carramba Che Sorpresa e tanti altri programmi televisivi. Una delle ultime sue cose: esegue uno spettacolo in Sala Nervi e coinvolge Papa Francesco e il video fa il giro del mondo.

 

Ufficio Stampa:

Eleonora Iannelli

Quarto: iniziano i lavori alla Cittadella dell’Inclusione

Un luogo con servizi e progetti di integrazione lavorativa per giovani disabili,

minori a rischio, ragazzi provenienti da Nisida e dall’area penale

Una Cittadella dell’Inclusione per minori, giovani di Nisida e ragazzi disabili. Lunedì sono iniziati i lavori nel Centro Educativo Diocesano Regina Pacis di Quarto, Napoli. Un progetto innovativo che rafforza i servizi già presenti e promuove importanti realtà a sostegno delle fasce deboli.

In una struttura già esistente verrà realizzato su due piani un Centro Sociale Polifunzionale, con un Gruppo Appartamento per giovani disabili, una struttura formativa con ristorante, bar e laboratori per la trasformazione di prodotti biologici.

Il dettaglio dei nuovi progetti.

“Casa Raoul”: sarà il luogo ideale per giovani con disabilità a medio e alto funzionamento, una struttura che si articola in un Centro Polifunzionale (laboratori, mensa, pet terapy, palestra, spazi per il tempo libero) e nel Gruppo Appartamento, una comunità residenziale gestita da educatori e personale specializzato dove realizzare l’autonomia rispondendo alle esigenze del “Dopo di noi”.

“Together”: sarà un ristorante con servizio catering, scuola di ristorazione e laboratorio di trasformazione di prodotti biologici. Un luogo in cui gli sia gli ospiti che giovani provenienti dall’esterno potranno apprendere e formarsi per essere inseriti nel mondo del lavoro. Al ristorante si affiancherà un Bar Letterario e un Laboratorio per la lavorazione di miele.

“Ararat, centro di psicologia clinica”: un polo clinico di psicologia e pedagogia, rivolto a bambini, giovani e famiglie, con psicologi, psicoterapeuti e counselor specializzati in terapia individuale, sostegno psicologico, terapia di coppia, terapia di gruppo, psicodiagnosi. Con un Osservatorio sull’abuso, volto a prevenire gli abusi e i maltrattamenti sui minori e promuovere la presa in carico delle vittime.

È possibile contribuire al progetto della Cittadella dell’Inclusione con un’offerta sul conto corrente intestato al Centro Educativo Diocesano “Regina Pacis”, causale “Cittadella dell’Inclusione”. Iban: IT59H0103040108000000809263. Per donare il 5X1000 dalla Dichiarazione dei Redditi destinato alle attività sociali: codice fiscale 96030810632.

In programma una serie di attività sociali e culturali per finanziare le attività. Per aggiornamenti: pagine Facebook “Centro educativo Diocesano Regina Pacis” e “Regina Pacis Società Coop Sociale”.

Il Centro Educativo nasce nel 2013 per volere del vescovo di Pozzuoli, monsignor Gennaro Pascarella. Il Centro – diretto da don Gennaro Pagano – ha come obiettivo l’educazione dei minori e delle famiglie. Il personale qualificato e i volontari seguono minori dell’area penale, migranti e bambini dei quartieri a rischio di Napoli e dell’area flegrea. I minori partecipano ad attività educative basate sul Metodo Integra, nato dall’esperienza di questi anni e studiato dalla comunità scientifica internazionale. Tra le attività: il Progetto Integra, centri diurni al Rione Traiano, a Licola e a Quarto per minori che sperimentano difficoltà e disagi e Casa papa Francesco, una comunità alloggio per minori dai 13 ai 18 anni. Il Centro ha sede in via Plinio il Vecchio 14/A, Quarto, Napoli

Quarto, 8 aprile 2019

 

Ufficio Stampa:

Ciro Biondi

Info: 3935861941

Il pane all’acqua di mare arriva nei supermercati napoletani

 

Approda nella grande distribuzione l’alimento povero di sodio ma ricco di minerali essenziali

È arrivato sugli scaffali dei supermercati napoletani Sole 365 il pane all’acqua di mare. Già proposto con grande successo da alcuni panifici vesuviani, questo prodotto approda finalmente in grande distribuzione, per soddisfare una platea di consumatori sempre più attenti alla salute.

Un alimento che suscita grande curiosità, che porta con se tutta la suggestione della cultura mediterranea. Ma cos’ha di davvero speciale, tale da attirare l’interesse della scienza alimentare? Questo pane è fatto con acqua di mare, ricca di minerali naturali, è preparato senza aggiunta di sale, ma è molto saporito.

I vantaggi rispetto al pane comune sono notevoli. In primo luogo, la drastica riduzione del sodio, che lo rende ideale per chi deve seguire una dieta povera di sale. Ma c’è di più: il pane all’acqua di mare è ricco di  minerali essenziali: magnesio, iodio, potassio, ferro e calcio. Il pane, il cibo più basilare, può così fornire una preziosa integrazione all’alimentazione quotidiana.

Maria Grazia Volpe, ricercatrice del Cnr – Istituto di Scienze dell’alimentazione, dichiara che “Gli studi approfonditi sinora compiuti attestano le qualità del pane prodotto con l’acqua di mare, che è naturalmente ricco di elementi essenziali per la salute, oltre a essere un ottimo antiossidante. Il suo consumo è indicato per chi deve seguire una dieta povera di sodio e consente di arricchire la dieta di componenti fondamentali”.

Il Ministero della Salute raccomanda di non superare la soglia del 1,3% di sodio nel pane, che è la principale fonte di sale nella nostra alimentazione. Il pane all’acqua di mare ne contiene solo l’1%. Un risultato importante, che ha attirato l’interesse di istituzioni come la Sinu (Società Italiana di Nutrizione Umana).

L’arrivo in grande distribuzione si deve a Pan del Giorno, marchio storico della panificazione napoletana. “Il consumo di pane sta cambiando nel corso degli anni – afferma il titolare Giacomo Luongo – il pubblico è sempre più attento alla qualità del prodotto e ai benefici che apporta alla salute. In particolare, c’è una crescente richiesta di pane a basso contenuto di sodio, che fino ad oggi comportava inevitabilmente una diminuzione del sapore. Usare l’acqua di mare nell’impasto ci dà la possibilità di realizzare un pane senza sale aggiunto, ma ancor più saporito di quello normale. Siamo orgogliosi di essere, insieme a Sole 365, i primi in Italia a portarlo in grande distribuzione”.

L’acqua usata per la ricetta è fornita da Steralmar, prima azienda italiana a produrre acqua di mare microbiologicamente pura per uso alimentare, secondo un metodo di purificazione brevettato e scientificamente approvato.

 

Ufficio Stampa:

Alessandro Savoia

Tradizione, gusto e convivialità: ecco la Pasqua da Chiancheria Gourmet Roma

 

Casatiello, lasagna, grandi carni, pastiera:

per il pranzo pasquale il Chianchiere è pronto a stupire

Sarà una Pasqua all’insegna dei sapori di casa e della convivialità, con un occhio sempre attento all’alta qualità della materia prima offerta. Questo quanto andrà in scena durante il pranzo di domenica 21 aprile da Chiancheria Gourmet Roma, il locale di via Ostiense 52 che, in poco meno di due mesi dall’apertura, ha già fatto breccia nei cuori, e soprattutto nei palati, degli amanti della carne, e non solo, della Capitale.

Per il pranzo di Pasqua il Chianchiere ha deciso di puntare tutto sulla tradizione campana, con piatti e prodotti dalla fama ormai nazionale, come il Casatiello, la Mozzarella di Bufala e la Pastiera. Ecco dunque l’offerta nel dettaglio. Ai Fritti della casa e ai calici di bollicine spetterà il compito di stimolare l’appetito. Si aprono poi le danze con un grande classico eseguito a regola d’arte: il Casatiello, la golosa torta salata tipica delle festività pasquali; a fare da accompagnamento, la cosiddetta Fellata, ovvero un tagliere composto da Mozzarella di Bufala Campana DOP, uova sode e diversi eccellenti salumi. Il seguito è ad alto tasso di gola, con il Tortino di melanzane a mo’ di parmigiana e, come primo, con la Lasagna, in versione millefoglie di pasta all’uovo con polpettine al ragù “come faceva mia nonna”. Si procede sulle orme della tradizione con l’arrosto misto direttamente dal banco del Chianchiere: Abbacchio Laticauda – razza tipica del Sannio, presidio Slow Food – e tagliata di Vitello Marchigiano – di produzione propria – con contorni dell’orto. Immancabile, per finire, la Pastiera Napoletana di grano e crema. Ampia l’offerta sul fronte beverage, potendo scegliere tra i vini delle migliori cantine campane e interessanti realtà nazionali, senza dimenticare le diverse e prestigiose etichette di Champagne. Importante anche l’offerta di birre artigianali, a cominciare dalle referenze firmate Baladin.

 

MENU DI PASQUA DEL CHIANCHIERE

Per iniziare

• Fritti della casa con calice di bollicine

Antipasti

• A’ Fellata co’ Casatiello

Torta Salata con Mozzarella di Bufala Campana DOP, uova sode e selezione di salumi artigianali

• Tortino di melanzane a mo’ di parmigiana

Primo

• Lasagna Millefoglie di pasta all’uovo con polpettine al ragù “come faceva mia nonna”

Secondo

• Dal banco do’ Chianchiere: Abbacchio Laticauda e tagliata di Vitello Marchigiano con contorni dell’orto

Dolce

• Pastiera napoletana di grano e crema

 

Costo: 30,00 euro pp escluso bevande 

Per prenotazioni: 06 94890461 – info@chiancheria.it

 

 

 

Chiancheria Gourmet Roma

Via Ostiense, 52 – 00154 Roma

www.chiancheria.it – Tel. 06 94890461 – info@chiancheria.it

Aperto dal lunedì alla domenica, dalle ore 08.00 alle 02.00

MG LOGOS SaS di Stefano Carboni & C.

PIAZZA RUGGERO DI SICILIA, 7 – 00162 ROMA
TELEFONO (+39) 06 45491984 – 06.45491985   FAX  06.83605250
Partita IVA: 12946561003

 

Oronero, presentato al Vinitaly a Verona il logo White Italy

Il presidente Carmine Maione: ‘’Dobbiamo lavorare molto sul turismo e sulla cultura dell’ospitalità’’

NAPOLI, 9 APRILE – E’ stato presentato al Salone del Vinitaly a Verona il logo White Italy, che accompagnerà la seconda edizione di Eruzioni del Gusto, l’evento enogastronomico in programma dal 12 al 14 ottobre 2019 al Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa a Napoli, promosso da ORONERO – Dalle scritture del fuoco, associazione che favorisce lo scambio culturale tra i popoli per lo sviluppo economico pacifico, ponendo centralità a quelli che vivono nelle aree vulcaniche del pianeta.  La presentazione è avvenuta questo pomeriggio insieme alla Regione Campania nello spazio istituzionale allestito con Unioncamere. Il logo è rappresentato da una doppia W che si interseca a formare due tralci di vite accompagnato dalla scritta Wine, Hospitality, International, Tourism, Experience, i valori che contraddistinguono il nostro Paese nel mondo. Da Pietrarsa, infatti, si discuterà di come rilanciare il turismo enogastronomico  anche attraverso un viaggio in treno lungo i vigneti  d’Italia  alla ri-scoperta di vigneti e cantine. Il presidente di Oronero Carmine Maione al Vinitaly ha detto: ‘’Abbiamo presentato in anteprima nazionale White Italy al Vinitaly per celebrare al meglio i vini e i territori.  Dobbiamo lavorare molto sul turismo e sulla cultura dell’ospitalità. Attraverso i vini una grande opportunità per conoscere i territori vulcanici. Territori generosi, mineralità straordinaria, e attraverso i vini e l’enoturismo una grandissima occasione per unire  viaggio, luoghi, sapori, territori. Una opportunità che parte dalla Campania ma è una grande occasione per l’Italia’’.

Luciano D’Aponte,  responsabile  missione al Vinitaly per la Regione Campania  ha aggiunto‘’Al Vinitaly partecipiamo con oltre 200 aziende su un’area di  5.600mq. I numeri di quest’anno sono davvero molto incoraggianti per quanto riguarda le presenze sia di pubblico e wine lover che di buyers. In più, vi è grande interesse per  il fitto numero di eventi che abbiamo avuto in piazza Campania con masterclass internazionali e importanti seminari. Il nostro obiettivo è aumentare la quota di mercato di vini campani e la percezione  di qualità dei nostri vini che stanno via via crescendo nel mercato internazionale con una crescita costante. Dieci anni fa 15 milioni di export, quest’anno superiamo i 50mln. Sono numeri piccoli, ma la crescita è la performance migliore tra tutte le regioni italiane negli ultimi dieci anni’’.

 

Ufficio Stampa:

Oronero

Da Totò Sapore, “Tradizione e Cultura”: Angelo Ranieri e il figlio Lino Ranieri presentano le nuove proposte di piatti e pizze e la campagna pubblicitaria 2019. Nell’occasione, la giornalista Teresa Lucianelli intervisterà l’avv. Angelo Pisani sulla figura di Angelo Ranieri, da scugnizzo a campione del Mondo della Pizza, tra i protagonisti del suo recente libro “Diritto alla pizza”. Nella serata Ranieri si alternerà al forno e ai fornelli con una serie di partner d’eccezione: lo chef Nicola Di Filippo, responsabile Campania dei Discepoli d’Escoffier, i maestri pizzaioli Gaetano Carponi, Massimo Del Mestre e Luciano Sorbillo, e realizzerà una specialità insieme al figlio Lino Ranieri. Conduce la serata Cinzia Profita, volto noto di Telecapri.
Martedì 9 aprile Totò Sapore ospita la serata evento “Tradizione e Cultura”, da un’idea del patron, oltre che pizzaiolo e chef, Angelo Ranieri.
Al suo fianco, il giovane figlio Lino Ranieri, specializzando nella selezione delle farine per un uso ottimale negli impasti, base essenziale per una pizza d’alta qualità e il socio Maurizio Lipardi uomo di famiglia e valida spalla. Lino Ranieri è il rappresentante della quarta generazione di una famiglia nota nell’ambito dell’arte bianca e della ristorazione dagli anni ‘30, quando i Ranieri aprirono la prima sede, che divenne presto rinomata, nei pressi di Piazza Garibaldi.
Angelo e Lino presenteranno agli operatori dell’Informazione sia le nuove proposte nella carta pizzeria e nella carta ristorante che la campagna pubblicitaria 2019 (cartellonistica, spot TV, evento), che partirà proprio in questi giorni.
Parteciperà l’avv. Angelo Pisani che sarà intervistato dalla giornalista Teresa Lucianelli sulla figura di Angelo Ranieri, da scugnizzo a campione del Mondo della Pizza, tra i protagonisti del suo recente libro “Diritto alla pizza”.
La serata sarà condotta dalla giornalista di Telecapri Cinzia Profita.
Per l’occasione, verranno preparate le principali proposte del nuovo menù, in una serie di “4 mani” che vedrà impegnato Angelo Ranieri sia al forno che ai fornelli, unitamente a dei partner d’eccezione.
Ci saranno infatti, il delegato regionale dei Discepoli di Auguste Escoffier, Nicola Di Filippo, i maestri pizzaioli Gaetano Carponi, Massimo Del Mestre e Luciano Sorbillo. Una delle specialità sarà realizzata in coppia con il figlio Lino Ranieri.
In particolare, saranno degustate:
Pizza Luciano Sorbillo: datterino giallo, provola, pesto di basilico; Pizza Massimo Del Mestre: mortadella di suino nero dei Nebrodi, provola di Agerola, pesto e granella di pistacchio; Pizza Carponi Style: pomodorini del Piennolo, fiordilatte di Agerola, alici di Cetara, rucola e scaglie di parmigiano reggiano; Pizza Angelo Ranieri e Lino Ranieri: fiori di zucca, provola di Tramonti, pomodorini gialli, ricotta di fuscella, scaglie di pecorino romano gold.
Verrano inoltre servite, nel corso della degustazione, la “Pizza Mammà”, creazione dell’anno più gradita al pubblico: cornicione ripieno di ricotta e polpettine, ragù napoletano, melanzane a funghetto, provola, polpettine e scaglie di grana padano all’uscita, e la famosa “Campione del Mondo”: peperoncini verdi, provola di Tramonti, pomodorini gialli e rossi del Piennolo, scaglie di Provolone del Monaco.
Dalla carta ristorante, verranno presentati e serviti: Fuselloni fioriti: fuselloni di Avellino, pomodorini gialli, fiori di zucca, ricotta di fuscella, scaglie di Pecorino romano gold; Gnocchi freschezza del mare: scampi, pomodorini gialli, sbriciolata di pistacchi e menta, preparati pure a 4 mani dal patron Angelo Ranieri e dallo chef resident Federico Avella. Si continuerà con Panarea di baccalà: mezzo pacchero pomodorini giallo e rosso del piennolo e baccalà. Il piatto del ristorante “Biancobaccalà” di Nino De Filippo sarà realizzato a quattro mani da Angelo Ranieri e dallo chef Nicola Di Filippo. Infine, una delle specialità della Casa, piatto premiato dal pubblico: Candele spezzate alla genovese.
In abbinamento, vini e birre selezionati per l’occasione.
Le nuove creazioni sono ispirate con fantasia e inventiva alla tradizione napoletana; gli ingredienti sono stati scelti con cura, all’insegna della genuinità. Per quanto riguarda le pizze, essi vanno ad arricchire l’impasto leggero e altamente digeribile, caratteristica vincente di “Totò Sapore”.
Info: tel 081 7618123, ristorante pizzeria Totò Sapore, viale Gramsci 18, Napoli.
Ufficio Stampa:
Teresa Lucianelli

A Cava de’Tirreni il ristorante pizzeria “N’ da Pullecenella” è un tuffo nella Napoli dei primi del Novecento. La sala si caratterizza per uno stile classico legato alla tradizione partenopea. Ricca di richiami al passato come il mobilio di antiquariato, opulenta per i quadri che evocano la napoletanità cara al patron Vittorio Rossi. Non passano inosservati i colori della vista sul Golfo di Napoli, dipinto che ricrea la scenografia di un balcone affacciato su uno dei panorami più belli del mondo.

La cultura tradizionale napoletana è viva nell’estetica quanto nella proposta gastronomica del locale cavese. Dieci anni fa Vittorio Rossi ha intrapreso la sua esperienza di imprenditore della pizza con il suo primo locale d’asporto. Negli anni, Rossi ha ingrandito il concept iniziale del progetto rimanendo fedele al nome Pulcinella: la maschera napoletana continua a rappresentare l’essenza partenopea di questa meta gastronomica. “Faccio parte di diverse associazioni che riuniscono i più bravi pizzaioli nel nome della tradizione della pizza” spiega il fondatore del Pullecenella. “Pulcinella deriva da un costume che ho scelto quando ho partecipato a un campionato della pizza – ha proseguito il pizzaiolo imprenditore – da quell’occasione mi sono affezionato al personaggio e nelle gare fuori regione Pulcinella rappresentava la mia identità partenopea”.

 

 

Nel locale di Cava de’Tirreni tutto riconduce alla personale visione di pizzeria di Vittorio Rossi, “Nda Pullecenella” è un luogo dalla familiare atmosfera. Prevale il legno, i colori caldi nei toni del rosso, la terracotta che riveste il forno tradizionale, la mise en place che omaggia le ceramiche vietresi. In cucina si può apprezzare il giusto compromesso fra tradizione e innovazione, percorso che viene seguito sia in pizzeria che in ristorazione, attraverso le proposte dello chef Carmine Orza. “Manteniamo uno sguardo al passato che ci proietta al futuro – spiega lo chef Orza – siamo molto attenti alla tradizione, alla stagionalità dei prodotti e alle materie prime campane, che ci permettono di esprimere il nostro amore per la buona tavola”.

L’offerta gastronomica si compone dei prodotti forniti dalle migliori aziende dell’Agro Nocerino Sarnese, come Jamonita. “I prodotti che comperiamo da Gerardo Sabatino – patron di Jamonita – sono fra i pochi che permettono di esprimere al meglio la creatività di uno chef” conferma lo chef del Pullecenella.

La pizza è declinata in oltre cento varianti, sorprendente è la proposta delle sei tipologie di margherita che giocano sulle più saporite cultivar di pomodoro campano. “Per la nostra pizza lavoriamo l’impasto il giorno prima per dagli una maturazione lenta, l’ideale per ottenere un prodotto digeribile” spiega il pizzaiolo Vincenzo Della Corte. “Abbiamo dedicato alla madre di tutte le pizze, la margherita, sei prelibate versioni. Il gusto del Pomodoro San Marzano o del pomodorino giallo, permettono di valorizzare la semplicità della più classica delle pizze” ha proseguito il pizzaiolo Della Corte. Antonio Salvati è pizzaiolo e collaboratore di lunga data con il progetto di Vittorio Rossi: insieme studiano per concepire nuovi gusti per la pizza e sono stati compagni di avventura durante i campionati. A dispetto della sua giovane età, Antonio Salvati ha una lunga esperienza nel settore dell’arte bianca. Ci descrive una gustosa specialità di margherita. “Si chiama Margherita Extra – afferma Salvati – ha una deliziosa base bianca con Mozzarella di Bufala, pomodorini Piccadilly e filo di olio evo”. 

La famiglia di “N’da Pullecenella” lavora ogni giorno per soddisfare le aspettative dei suoi clienti, con un’offerta che spazia dal più tradizionale piatto napoletano, come la Minestra Maritata, ai piatti più ricercati e all’avanguardia. Cambia il concetto di gusto ma mai l’attenzione alle materie prime del territorio campano. Ognuno può trovare il proprio piatto preferito in questo locale, che si attesta come ideale punto di riferimento per gli estimatori della buona cucina.

 

L’amore per la pizza nasce in famiglia da Il Peccato di Gola, pizzeria che delizia il palato di Salerno e provincia dal 2004, anno in cui il pizzaiolo Pietro Califano ha deciso di aprire il suo punto vendita a Castel San Giorgio. In questo comune del salernitano ha ancora oggi sede il locale dei Califano, prezioso riferimento per i buongustai della pizza. Forte della sua esperienza maturata in Emilia Romagna, dove per diverso tempo ha lavorato a Carpi, Pietro ha portato un nuovo concetto di pizza nella sua città d’origine. Un prodotto alternativo rispetto al disco di pasta di concezione napoletana. “La pizza che proponiamo dal 2004 si avvicina al prodotto di tradizione salernitana – spiega Pietro Califano – si presenta croccante ed ha un cornicione non molto alveolato. È la classica pizza italiana”.

L’ arte bianca ha conquistato presto anche Martino Califano. Raggiungeva spesso al lavoro suo fratello maggiore e, frequentando l’ambiente, finì anche lui di innamorarsi del mestiere di pizzaiolo. Oggi è Martino che, a soli 28 anni, gestisce l’attività del Peccato di Gola. È il suo regno della pizza, dove mette ogni giorno in pratica la sua creatività e una grande passione nella realizzazione del disco di pasta. “Nel 2012 ho seguito i lavori di restyling nel locale. Una significativa rottura con il passato è stata la sostituzione del self service con il servizio al tavolo – afferma il pizzaiolo – tutto quello che ho creato è frutto del mio desiderio di rinnovamento per il locale e del mio crescente coinvolgimento nel progetto Il Peccato di Gola”.

Il team di lavoro si è allargato con l’ingresso del cugino dei fratelli Califano, Martino Lupetti. Nonostante la sua giovane età ha un’idea approfondita del suo mestiere e del valore culturale che la pizza è in grado di trasmettere. “Sono cresciuto con la farina – afferma il giovane pizzaiolo – provengo da una famiglia di pizzaioli dove non è stato difficile innamorarsi di questo bellissimo mestiere. La bravura del pizzaiolo stà nel realizzare un prodotto semplice e digeribile con prodotti di qualità”.

Il disco di pasta è frutto di una lenta maturazione a 24 ore, tempo che viene dedicato all’impasto lavorato il giorno prima. La lentezza, come dimostra la famiglia di Il Peccato di Gola, è sinonimo di virtù per un risultato di qualità. Il sapiente lavoro viene completato dalla scelta di prodotti selezionati, forniti da affidabili realtà di distribuzione come Jamonita, specializzata nell’ alta gastronomia. Martino Califano sposa il gusto e la freschezza degli ortaggi confezionati da L’Orto di Lucia, pregiata linea trattata dal fornitore di Nocera Inferiore. Non mancano i salumi e i formaggi di qualità come il capocollo di maialino nero e il Blu di Bufala.

“Per la nostra pizza speciale, di tradizione salernitana per fragranza e croccantezza, abbiamo utilizzato una pacchetella del Piennolo del Vesuvio, la mozzarella di Bufala, l’olio extravergine d’oliva cilentano e del basilico fresco, tutto proveniente dalla selezione di Jamonita”, conferma Martino Califano, presentando un prodotto del suo lavoro. Califano propone una pizza dal carattere deciso e mediterraneo con nduja calabra, peperone crusco, fior di latte, scaglie di cacioricotta di capra e noci. La nota sapida del Blu di Bufala, pregiato erborinato trattato da Jamonita, si rivela nella pizza con pesto di pistacchio di Bronte, pancetta affumicata e granella di pistacchio. Il Peccato di Gola continua a stupire il palato dei suoi affezionati clienti con un impasto leggero, valorizzato con ingredienti di prima scelta, combinati nel rispetto dell’armonia dei sapori.

 

A Cremona lunedì 8 alle 12 nella sala giunta del Palazzo Comunale , conferenza stampa di presentazione

“FORMAGGI & SORRISI”
DA VENERDI’ 12 APRILE A DOMENICA 14

Convegni, disfide,show cooking con Tessa Gelisio ,degustazioni, spettacoli itineranti e d’animazione, e l’Oscar del Formaggio ad Edoardo Raspelli

LA CONFERENZA STAMPA

Lunedì 8 aprile 2019 alle 12 nella Sala Giunta di Palazzo Comunale a Cremona ci sarà la conferenza stampa di presentazione di:” Formaggi & Sorrisi – Cheese & Friends Festival” che si svolgerà nella città delle 3 T da venerdì 12 aprile a domenica 14.Interverranno: Gianluca Galimberti, sindaco di Cremona; Barbara Manfredini,Assessore alla Città vivibile e alla Rigenerazione urbana del Comune di Cremona;Libero Giovanni Stradiotti,Presidente del Consorzio Tutela Provolone Valpadana;Giovanni Guarneri, consigliere di Fattorie Cremona;Stefano Pelliciardi, rappresentante SGP Events.

LA MANIFESTAZIONE

I topolini di tutto il mondo stanno già appuntando sulle loro piccole agende, l’evento imperdibile del 2019: Formaggi & Sorrisi, da venerdì 12 a domenica 14 aprile a Cremona.

Appuntamento imperdibile perché, nel magnifico contesto del centro storico della “Città delle tre T”, è prevista una manifestazione, nuova ed originale, che avrà un occhio rivolto agli addetti ai lavori e un altro al grande pubblico, alle famiglie e ai bambini. Per ciascun ambito, gli organizzatori della SGP di Stefano Pelliciardi (cui si deve anche la popolare Festa del Torrone, sempre a Cremona), hanno costruito un programma ricco e mirato, per far sì che Formaggi& Sorrisi sia una occasione per conoscere il ricchissimo mondo dei formaggi ma anche per gustare le eccellenze casearie italiane in un clima rilassato e piacevole.
“La scelta di Cremona – anticipa Libero Giovanni Stradiotti, Presidente del consorzio del Provolone della Valpadana – non è casuale. Qui siamo nel cuore del distretto lombardo dei formaggi e qui nascono alcuni dei più interessati tra gli oltre 400 formaggi del nostro Paese. Che noi vogliamo presentare, ed offrire al pubblico, in modo nuovo, legandoli al loro territorio d’origine, dal quale hanno derivato le loro peculiari specificità”.
Non possono quindi mancare, all’interno di Formaggi & Sorrisi, tanti appuntamenti che guarderanno da vicino le prelibatezze casearie del territorio per far conoscere più da vicino la loro realizzazione e le loro peculiarità. Ma non solo formaggi lombardi e cremonesi, in quanto ad essere protagonisti a Cremona saranno formaggi da tutta Italia.
Tra i principali eventi in programma, gli show cooking guidati da chef esperti che si metteranno a disposizione dei visitatori con le loro creazioni a base di formaggio, e daranno loro consigli sul come poterlo utilizzare in modo originale e innovativo come elemento di spicco per una cucina “fuori dall’ordinario”. Tra di loro saranno presenti lo chef Riccardo Carnevali (Federazione Italiana Cuochi) che illustrerà come realizzare il “Risotto Provolone Valpadana piccante e Pere caramellate”, lo chef Roger Massari, casaro di Detto Fatto, che mostrerà come realizzare una fonduta di provolone Valpadana Dop e come abbinarla. Tutti i momenti di show cooking saranno ad ingresso libero su prenotazione. Appuntamento imperdibile anche con Tessa Gelisio, noto personaggio televisivo che metterà a disposizione dei presenti le sue abilità culinarie per creare un piatto naturalmente….. a base di formaggio.

Altro tema proposto sarà il confronto tra diverse tradizioni casearie, come ad esempio i formaggi “appesi” come il Caciocavallo e quelli “seppelliti” come il Fossa di Romagna. Braccio di ferro tra formaggi impiccati e sotterrati, un confronto acceso e dai toni sportivi in cui ognuna delle “fazioni” sarà sostenuta da tifosi competenti.
Appuntamento declinato come vera e propria disfida sarà invece “Cheese to cheese: gli agriturismi lombardi si sfidano”, un gruppo selezionato di aziende agricole delle diverse province lombarde si darà battaglia in una sfida fra i tesori bianchi. Per l’occasione verrà decretato il miglior formaggio artigianale, prodotto dagli agriturismi lombardi accuratamente scelti dal giornalista esperto di tempo libero e food Giorgio Cannì, storica “penna” del Corriere della Sera. Una giuria di esperti premierà il migliore in base a tre dei principali sensi: profumo, sapore e, siccome anche l’occhio vuole la sua parte, aspetto visivo.
Diffusi, durante i giorni della kermesse, saranno poi molti momenti e occasioni di degustazione in varie location della città. L’obiettivo è di favorire gli abbinamenti classici ma anche i più ricercati e particolari, in modo da esaltare tutte le qualità dei formaggi DOP presenti. Un’occasione unica e preziosa per valorizzare e far conoscere il tessuto imprenditoriale che vive per questa grande passione, grazie anche alla guida esperta di maestri assaggiatori ONAF.
Tutti i momenti di degustazione saranno ad ingresso libero su prenotazione.
Sullo stesso solco è stato pensato Formaggi Live, ossia un grande momento dove sarà possibile assistere alla realizzazione di alcune tipologie di formaggio ed imparare le tecniche della loro lavorazione. Sarà inoltre possibile assistere alla preparazione di un originale e insolito URAMAKI. Al termine saranno tutti invitati ad assaggiare i prodotti appena realizzati.
Formaggi & Sorrisi sarà anche una grande occasione di festa dove ad essere sollecitate non saranno solamente le papille gustative.
A partire da Cremona, che sarà raccontata e scoperta attraverso itinerari turistici nei luoghi più significativi della città di cui saranno raccontati gli aneddoti, le storie e i grandi personaggi che l’hanno fatta conoscere al mondo intero.
Saranno poi scatenati anche i fumettisti, che si esibiranno nella pubblica creazione live di tavole ispirate al formaggio e a suoi più famosi consumatori: i topolini! Da qui nasceranno storie nuove e fantastiche che sapranno appassionare grandi e piccoli.
Sabato e domenica sarà possibile assistere alla lavorazione e realizzazione della maxi scultura di Provolone Valpadana di 100 kg, alta 2 metri che riprodurrà in scala l’immagine simbolo di Cremona: il celebre Torrazzo.
Piazza Stradivari diventerà poi Cheese Square, con una grande opera di street art che comporrà e presenterà con grande creatività i nomi dei formaggi italiani più celebri.
A correre per le strade di Cremona ci penserà poi la Brianza Parade Band che,armata di trombe tamburi flauti e altri strumenti, attraverserà le vie del centro storico animando la folla al ritmo forsennato della musica.
Sabato 13 non mancheranno esibizioni itineranti di sbandieratori che (accompagnati da chiarine, tamburini e drappi colorati e vestendo costumi realizzati a mano), metteranno in scena un carnet di spettacolo ampio e variegato. 10 gruppi provenienti da tutta la regione, 10 scuole differenti dell’antica arte di maneggiar bandiera, si sfideranno in 5 specialità per il titolo di campione regionale. Per un pomeriggio ed una serata, i migliori sbandieratori della Lombardia con i loro costumi storici e le loro bandiere ci riporteranno nell’epoca rinascimentale.
Non mancherà una grande infiorata in piazza Stradivari realizzata dai bambini. Un colpo d’occhio bellissimo per i visitatori che si potranno, in maniera giocosa, perdere tra i colori e la fantasia della realizzazione.
Una serie di appuntamenti approfondiranno anche l’uso del formaggio a tavola: L’utilizzo del formaggio nella cucina cremonese della tradizione, organizzato in collaborazione con il Touring Club, in cui si entrerà nel vivo parlando della produzione locale di formaggi, dal passato ai giorni nostri, e del loro consumo; e Il formaggio nella cucina Italiana organizzato con l’Accademia Italiana di Cucina per scoprire gli autori antichi e moderni che si sono ispirati al formaggio per scrivere testi in poesia e in prosa.
Infine sarà conferito il premio “Oscar del Formaggio” al famoso giornalista e”cronista della gastronomia”Edoardo Raspelli, da sempre attivo protagonista ed alfiere della conoscenza e ricchezza gastronomica italiana. Il premio gli verrà consegnato in una cerimonia pubblica con la presenza delle autorità, giornalisti, opinion maker locali e rappresentanti delle realtà imprenditoriali locali dove gli verrà fatta un’intervista approfondita, sviluppando la conoscenza del rapporto che il personaggio ha con il prodotto principe della manifestazione.Accanto al premiato, per la consegna del trofeo, ci sarà anche Liubetta Novari, Miss La Più Bella del Mondo 2014.

Per ulteriori informazioni:

Ufficio Stampa
Studio ESSECI di Sergio Campagnolo

Gara di cucina in Campania per gli istituti alberghieri: La vittoria in ex aequo al Cavalcanti di Napoli e al Caruso del Carcere di Secondigliano.

Un’edizione avvincente e ricca di sorprese la VI edizione della Gara “I Primi delle Festività” indetta dal MIUR – Ufficio scolastico regionale per la Campania in sinergia con il Pastificio Artigianale Napoletano Leonessa. Due infatti gli istituti vincitori: il Cavalcanti di Napoli e il Caruso, istituto alberghiero presente nel Carcere di Secondigliano. 

I piatti vincitori? Creativi e piena espressione del territorio. Gli studenti del Cavalcanti hanno infatti presentato il piatto “Amorini Leonessa con zucca, cannolicchi, calamari in trasparenza e nuvola di bufala” ispirati al Natale come piatto del cenone; il team del Caruso invece ha presentato il piatto “Il Sapore della Libertà” con una torre di paccheri Leonessa ispirandosi alla Festa della Libertà ed interpretando la torre di Paccheri metaforicamente come percorso da scalare nella propria vita con obiettivo appunto il cambiamento di vita e la libertà. 

“È stata una gara entusiasmante, il confronto tra differenti realtà sociali e diverse generazioni ha creato un’atmosfera, secondo me, di grande crescita personale e formativa  – commenta Oscar Leonessa, amministratore del Pastificio Artigianale Napoletano  – il risultato in ex aequo comporterà che avremo per la 13’ pagina della 25’ edizione del Calendario Leonessa 2020 ben due ricette, ma devo dire che realmente è stata una bella sfida”.

In effetti 11 erano gli istituti finalisti in gara dall’Irpinia al Cilento: IPSSAR di Ariano Irpino e Vallesaccarda “G. De Gruttola”, il “Novelli” di Marcianise, IPSSART di Teano, “Rainulfo Drengot” di Aversa, “V. Veneto” di Napoli, “F. Morano” di Caivano, “Cavalcanti” di Napoli, “Carmine Russo” di Cicciano”, “Enrico Caruso” nel carcere di Secondigliano, “C Pisacane” di Sapri”.

In giuria Rocco Gervasio, dell’ufficio scolastico Regionale, la Professoressa Carmela Libertino, dirigente del Cavalcanti che da 6 anni ospita il concorso, Oscar Leonessa, amministratore del Pastificio Artigianale Leonessa, gli chef Pasquale De Simone del Reinassance Hotel Mediterraneo di Napoli e Alfonso Porpora del Pastabar Leonessa dell’Interporto di Nola, Maria Sarnataro delegata Cilento e Vallo Di Diano dell’Ais Campania, e Michele Armano delle Scuole di Cucina del Gambero Rosso ed esperto della Guida ai Ristoranti del Gambero.

Prossima tappa? A Maggio! Per il backstage con gli chef rinomati protagonisti della 25’ edizione del Calendario Leonessa. Per il 2020 le 4 stagioni di primi a tavola saranno presentate e interpretate dagli chef Pasquale De Simone del ristorante “O’ Break” del Reinassance Hotel Mediterraneo di Napoli, Giuseppe Aversa del ristorante stellato Il Buco di Sorrento e Giuseppe Stanzione, già stellato, dell’hotel Santa Caterina di Amalfi.

 

Ufficio Stampa:

Luisa Del Sorbo

 

Zio Rocco lancia il cornetto vegano, gluten free e senza lattosio

Nel Lab Store di Pomigliano d’Arco sarà possibile farcirlo
con cioccolato, pistacchio o crema ischitana.

Per soddisfare il palato di tutti i golosi, Zio Rocco ha inserito il cornetto senza glutine, senza lattosio e vegano nel suo Lab Store a Pomigliano D’Arco (Via Roma,161). «Abbiamo deciso di lanciare questo prodotto – spiega il pastry chef Rocco Cannavino – perché la richiesta ormai viaggia di pari passo con quella dei prodotti classici».

Ci sono voluti ben 9 mesi di prove per realizzare questa prelibatezza. «Siamo riusciti a mantenere intatta la nostra filosofia di ingredienti naturali e di un prodotto artigianale a differenza dei tanti prodotti industriali senza glutine che sono presenti sul mercato. Abbiamo mantenuto la stessa friabilità, la consistenza, nel sapore e soprattutto nell’estetica del nostro doppia sfoglia classico in modo che non si noti la differenza».

L’input è partito una domenica sera. «Mi venne a trovare una famiglia con una bimba intollerante al glutine dell’età di mia figlia. Ha dovuto rinunciare al suo momento goloso perché non avevamo prodotti per lei. D’ora in poi Zio Rocco potrà accontentare davvero tutti».

Il cornetto, prodotto e imbustato in un laboratorio dedicato esclusivamente al gluten free, arriverà nello store a partire da venerdì 12 aprile con le farciture più richieste. Ci sono quelli al cioccolato e al pistacchio dedicati a celiaci e intolleranti alle uova, quello con crema ischitana adatti anche per chi è intollerante al lattosio. Infine, quello vuoto anche per i vegani.

 

Ufficio Stampa:

Alessandro Savoia

Fiocco rosato in Casa Sclavia, nasce Scirocco

A VINITALY IL DEBUTTO IN UNA VETRINA INTERNAZIONALE

 

Dal 7 al 10 aprile al Padiglione B Campania – Stand 131:

da Casavecchia in purezza vinificato in bianco con lenta fermentazione

ed affinamento sulle fecce, un omaggio a Scirocco Prisco

Un racconto a metà tra storia e leggenda che conquisterà per eleganza e freschezza

 

LIBERI (CASERTA) – E’ il nuovo nato in casa Sclavia la novità che verrà presentata all’edizione 2019 di Vinitaly. Dopo il debutto di fronte alla stampa nazionale ed internazionale riunita in Costa d’Amalfi in occasione di Campania Stories, il rosato Scirocco si mette in vetrina, davanti al grande pubblico che affollerà i padiglioni di Verona fiere dal 7 al 10 aprile prossimi.

 

L’azienda vitivinicola di Liberi (Caserta) sarà presente al Vinitaly (Padiglione B Campania – Stand 131 –area Caserta) con tutta la sua gamma a cui si aggiunge il rosato, vera novità, una sperimentazione che di sicuro si farà apprezzare per eleganza e bouquet. La storia di Scirocco è molto suggestiva perché prende spunto da un racconto che è narrazione popolare, quasi leggenda. Più di un secolo fa un contadino rinvenne un ceppo di una vecchia vite accanto ad un rudere di origini romane. Da lì ha inizio un pezzo della storia vitivinicola di questo territorio campano, quello del vitigno autoctono del Casavecchia. Quel contadino si chiamava Scirocco Prisco. A lui – e al racconto popolare che accompagna la nascita del Casavecchia – è dedicato il rosato di Sclavia: Casavecchia in purezza vinificato in bianco con lenta fermentazione in acciaio e tre mesi di affinamento sulle fecce.

Un nuovo arrivato, dunque, che si aggiunge alle etichette già note ed apprezzate, da vitigni autoctoni, perché, oltre al Casavecchia, non bisogna dimenticare il Pallagrello, altra tipologia d’uva che pure affonda le radici nella storia secolare di questo pezzo di Campania: Calù (pallagrello bianco Terre del Volturno Igp), Montecardillo (pallagrello nero Terre del Volturno Igp), Granito (casavecchia Terre del Volturno Igp), Don Ferdinando (pallagrello bianco Terre del Volturno Igp affinato in tonneau), Liberi (Casavecchia di Pontelatone Dop), Pallarè (passito da pallagrello bianco).

Anche quest’anno Sclavia è pronta per una nuova storia d’amore nella città di Romeo e Giuletta e per far innamorare gli operatori del suo Scirocco, l’ultimo nato in cantina, che saprà stupire per eleganza e gusto.

 

Ufficio Stampa:

Sclavia Stampa

 

Terra di Rosso

1994 – dieci anni dopo la data di Orwelliana memoria, nasce il Terra di Lavoro. Il Grande Fratello non aveva preso il sopravvento o, forse, tutti noi non riuscivamo a percepirlo e quindi in totale libertà e con la compartecipazione di diverse figure professionali portammo alla ribalta un vino outsider. Per ottenere questo vino rosso un po’ fuori dagli schemi iniziammo a lavorare nel 1991, altra fatidica data alla quale alcuni meteorologi hanno voluto assegnare una sorta di punto di non ritorno per i cambiamenti climatici.

Dal 1994 ad oggi spesso si è pensato, quì alla Galardi, di dare un fratello al Terra di Lavoro. Ma poichè prima impegnati nella realizzazione del programma di produzione, poi, come tante altre aziende, a contenere gli effetti della crisi, il tempo passava e non sembrava mai il momento di trasformare il pensiero in concrete azioni. Poi, in barba ai cambiamenti climatici, arriva l’anno 2017 e fin dai primi stadi evolutivi della maturazione delle uve si percepiscono, evidenti, i segnali di una grande annata e principalmente un’ottima performance del Piedirosso.

È l’occasione giusta per fare quel che va fatto. In queste condizioni Aglianico e Piedirosso si distanziano nel percorso di maturazione e non solo. Il Piedirosso, delicato e capriccioso, trova la sua felice combinazione per arrivare alla vendemmia presto e bene.

È l’occasione per selezionare una parte di Piedirosso che eccede quella occorrente per la miscela del Terra di Lavoro e seguirne l’evoluzione con cura e attenzione pari al nostro prodotto di sempre. Siamo certi che la vinificazione procede spedita senza  intoppi, il passaggio in legno veloce, neppure otto mesi. Potremo finire entro agosto 2018 e presentarci al pubblico. Avevamo per un attimo dimenticato il nostro amico ed enologo Riccardo Cotarella. Presi dall’entusiasmo e dal fatto che il vino aveva lavorato un bel po’ per conto suo senza problemi, avevamo dimenticato tutti gli esami, analisi chimico fisiche, degustazioni, test vari che dovevano preludere a un definitivo via libera a questo nuovo gioiellino.

A febbraio 2019 è fatta. Il vino è pronto. Già! Il vino è pronto, ma che vino? Il Piedirosso, ovviamente! Certo IGP Campania Piedirosso; ma senza nome, senza etichetta, senza in verità averlo mai degustato nella sua versione di vino finito. Terra di Rosso. Per farla breve. Piedirosso 100%. 2017, che grande bella annata. Vino da bere giovane per la carica giusta di tannini morbidi e sottili. Vino pieno di gusto e fruttuosità, la ciliegia in prima linea. Il colore è un rubino intenso e vivace violaceo sull’unghia. Una vena vegetale di freschezza. Si beve e si lascia bere perchè questa è la sua caratteristica principe e quindi sarà facile portarlo a tavola e da autentico campano che è, imprescindibile sarà il suo abbinamento con la pizza (margherita e marinara), ottimo anche sulle zuppe di pesce e le carni bianche, i piatti tipici della tradizione partenopea tra cui anche il ragù.

È però anche vino pieno, dalle sensazioni aromatiche persistenti e lunghe che mostrano quanto le cure in vinificazione non deludono in termini di spessore e profondità delle sensazioni che un vino di qualità deve avere.

Salute.

 

Ufficio Stampa:

Galardi Terra di Lavoro

 

Pizza a Vico – nasce Premio Luigi Dell’Amura

MODALITA’ DI ACCESSO ALLA CONFERENZA STAMPA

Gli operatori dell’informazione interessati a seguire la conferenza stampa di Pizza a Vico nella quale sarà presentato anche il Premio intitolato a Luigi Dell’Amura, ideatore della pizza a metro, possono accreditarsi inviando una e-mail ai seguenti indirizzi : info@bccommunication.it oppure bccommunicationservices@gmail.com.

La mail dovrà contenere: nome, cognome e testata giornalistica/blog di riferimento

L’incontro è fissato per  giovedì 4 aprile alle ore 11 presso il castello Giusso di Vico Equense.

 

Ufficio Stampa:

Bc Communication Services

Eruzioni del Gusto, le strade del vino da Pietrarsa ai borghi d’Italia

 

Al Vinitaly di Verona l’associazione Oronero presenta la manifestazione in programma dal 12 al 14 ottobre a Napoli

NAPOLI, 5 APRILE – Sarà la sostenibilità declinata nelle sue componenti strettamente collegate tra loro economica, sociale e ambientale, il tema della seconda edizione di Eruzioni del Gusto in programma dal 12 al 14 ottobre 2019 al Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa a Napoli, promossa da ORONERO – Dalle scritture del fuoco, associazione che favorisce lo scambio culturale tra i popoli per lo sviluppo economico pacifico, ponendo centralità a quelli che vivono nelle aree vulcaniche del pianeta.

La presentazione dell’evento avverrà il 9 aprile alle 14.00 al Salone del Vinitaly a Verona insieme alla Regione Campania e, rispetto allo scorso anno, si arricchisce di nuovi contenuti in campo enogastronomico e turistico.

‘’E’ un risultato importante presentare la seconda edizione di Eruzioni del Gusto al Vinitaly insieme alla Regione Campania nello spazio istituzionale allestito con Unioncamere’’ dice Carmine Maione, presidente di Oronero  ‘’Un riconoscimento per Oronero  che a meno di un anno dalla nascita si ritrova a promuovere in un contesto internazionale la rete dei popoli, la cultura e la ricchezza dei territori vulcanici. Al Vinitaly si celebra il vino e quindi i territori da vivere, da scoprire e da degustare: l’enoturismo sarà uno dei grandi temi che caratterizzeranno anche l’evento di Pietrarsa e in anteprima lanceremo un nuovo progetto e proprio al Vinitaly verrà presentato il logo ufficiale‘’.

A Pietrarsa nella tre giorni, tema cardine sarà la sostenibilità dei suoli vulcanici a tavola con degustazioni di vini che a partire dalle terre vulcaniche del Vesuvio, Etna, Campi Flegrei, Ischia,  Roccamonfina, Vulture, attraversando il Sannio e l’Irpinia, raggiungerà l’Italia intera alla scoperta di pregi e delicatezze dei rossi, bianchi, rosati. Da Pietrarsa, luogo di locomotive d’epoca e oggi importante stazione ferroviaria adiacente al sito museale, si discuterà di rilancio del turismo enogastronomico e con relatori e docenti esperti si metteranno a punto progetti per intraprendere un viaggio in treno lungo i vigneti dell’intera Penisola  con tappe tra vigne e cantine, borghi e paesini di montagna famosi anche all’estero per le tradizioni enologiche.

Oltre al vino, si discuterà di cibo con una formula innovativa: Italia Power, gruppo per la fornitura di gas ed elettricità, specializzata nel settore dell’impiantistica, infrastrutture e consulenza per l’efficientamento energetico, allestirà nel sito museale un container restaurant comodo ed eco friendly, munito di autonoma energia elettrica,  nel quale studenti e chef si cimenteranno in show cooking e ristorazione utilizzando materie prime e prodotti delle terre vulcaniche. Una vera e propria cucina ‘aperta’ che consentirà ai partecipanti di assistere alle fasi della lavorazione dei piatti della nostra tradizione culinaria che poi verranno degustati.

Il Vinitaly dunque la giusta vetrina per la presentazione della tre giorni di ottobre a Pietrarsa e per  il lancio, in anteprima nazionale assoluta, di un nuovo progetto sull’enoturismo e l’ospitalità che partirà proprio dalla Campania, ovvero i valori che connotano la nostra penisola, da ri-scoprire e da rilanciare.

Nei workshop e nelle tavole rotonde a Eruzioni del Gusto si confronteranno  docenti, economisti,  urbanisti, architetti e designer sui temi dell’innovazione in agricoltura e nelle colture, sulla sostenibilità ai tempi dei cambiamenti climatici, sulla risorsa mare e la pesca nel Mar Mediterraneo.

A convegno presenzieranno, tra gli altri, il Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, il Laboratorio di Urbanistica e Pianificazione Territoriale sempre della Federico II, la Camera di Commercio di Napoli, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, la Fondazione Dohrn, l’Ente Parco Nazionale del Vesuvio e Slow Food Vesuvio, numerosi Enti di ricerca e Ordini professionali, i Consorzi di tutela dop, AIS Campania e naturalmente Aziende del settore.

 

Ufficio Stampa

Oronero

Sannio Falanghina, la Città europea del Vino al Vinitaly 2019

Domenica e lunedì presentazione di Sannio Falanghina a Verona nei padiglioni Campania e MIPAAFT
Sannio Falanghina “Città europea del Vino 2019” protagonista alla 53esima edizione di Vinitaly, in programma a Verona da domenica 7 a mercoledì 10 aprile, nell’ambito delle attività organizzate dalla Regione Campania in occasione della più importante fiera italiana dedicata alla vitivinicoltura.
Riflettori puntati sul progetto “BioWine” (Biological wine innovative environment) per il trasferimento di buone pratiche per la tutela dell’ambiente in viticoltura, e sull’immenso patrimonio enologico del distretto Sannio Falanghina, che ha ottenuto il prestigioso riconoscimento da Recevin (European Network of Wine Cities), la rete delle 800 Città del Vino presenti in 11 Paesi europei.
Una opportunità straordinaria, dunque, per valorizzare il comparto vinicolo del Sannio che, da solo, rappresenta il 50% della produzione di vino campano, e per promuovere numerosi progetti dedicati a sostenibilità, urbanistica, paesaggi del vino ed innovazione in agricoltura.
Nel corso di Vinitaly, Sannio Falanghina sarà presente nello spazio espositivo della Regione Campania (oltre 5.000 metri quadri, nel padiglione B, impreziosito dal manifesto firmato dall’artista Mimmo Paladino), nel padiglione del Ministero delle Politiche agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo (padiglione MIPAAFT) e nell’area dell’associazione dei Comuni “Città del Vino” (padiglione 8, stand G7).
Primo appuntamento in programma domenica 7 aprile (ore 12, padiglione Campania) con la conferenza stampa del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca. A seguire, presentazione della “Città europea del Vino 2019” e del manifesto donato dall’artista Mimmo Paladino a Sannio Falanghina, a testimonianza del legame che lega l’artista al suo territorio.
Lunedì 8 aprile (ore 11, padiglione MIPAAFT), presentazione di Sannio Falanghina alla presenza del ministro Gian Marco Centinaio e del sottosegretario Alessandra Pesce. Nel pomeriggio (dalle 15 alle 16.30 presso lo spazio espositivo dell’associazione dei Comuni “Città del Vino”), presentazione di Sannio Falanghina e del progetto “BioWine”, asset portante e fondante del dossier inviato a Bruxelles a supporto della candidatura.
Alle iniziative previste a Vinitaly, insieme ai sindaci dei Comuni del distretto Sannio Falanghina, parteciperanno anche il presidente del consorzio di tutela “Sannio DOP”, Libero Rillo; il presidente di AssoEnologi, Riccardo Cotarella; il vice presidente della commissione Agricoltura e delegato del presidente della Regione Campania per Sannio Falanghina, Erasmo Mortaruolo; ed il consigliere del presidente della Regione Campania per le Politiche agricole, alimentari e forestali, Caccia e Pesca, Franco Alfieri.
Programma
Domenica 7 aprile
Spazio espositivo associazione nazionale “Città del Vino” (padiglione 8, stand G7)
Ore 10
Inaugurazione area espositiva associazione nazionale “Città del Vino” e brindisi di benvenuto.
Presenta il giornalista Valerio Caparelli.
Intervengono:
Floriano Zambon, Presidente Associazione Nazionale Città del Vino;
Josè Calixto, Presidente di RECEVIN;
Emanuel Janeiro, RECEVIN (Progetto Wine & Senses).
Spazio espositivo Regione Campania – Unioncamere Campania (padiglione B)
Ore 12
Conferenza stampa del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca.
A seguire, presentazione della “Città europea del Vino 2019” e del manifesto donato a Sannio Falanghina dall’artista Mimmo Paladino.
Intervengono:
Sindaci dei Comuni del distretto Sannio Falanghina;
Presidente del consorzio di tutela “Sannio DOP”, Libero Rillo;
Presidente di AssoEnologi, Riccardo Cotarella;
Vice presidente della commissione Agricoltura e delegato del presidente della Regione Campania per Sannio Falanghina, Erasmo Mortaruolo;
Consigliere del presidente della Regione Campania per le Politiche agricole, alimentari e forestali, Caccia e Pesca, Franco Alfieri.
Lunedì 8 aprile
Spazio espositivo Ministero delle Politiche agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo (padiglione MIPAAFT)
Ore 11
Presentazione di Sannio Falangina.
Intervengono:
Ministro Gian Marco Centinaio;
Sottosegretario Alessandra Pesce;
Delegazione Sannio Falanghina;
Libero Rillo, presidente del consorzio di tutela “Sannio DOP”;
Domizio Pigna, vice presidente del consorzio di tutela “Sannio DOP” e presidente della cantina sociale “La Guardiense”;
Carmine Coletta, vice presidente del consorzio di tutela “Sannio DOP” e presidente della cantina sociale di Solopaca.
Spazio espositivo associazione “Città del Vino” (padiglione 8, stand G7)
Ore 15–15.30
Presentazione protocollo di intesa “La valorizzazione della Valle del Vino del Sannio benvenetano e la candidatura a Città del vino d’Europa anno 2019”.
Intervengono:
Riccardo Cotarella, presidente AssoEnologi;
Floriano Panza, sindaco di Guardia Sanframondi;
Mario Scetta, sindaco di Castelvenere;
Carmine Valentino, sindaco di Sant’Agata de’ Goti;
Pompilio Forgione, sindaco di Solopaca;
Erasmo Cutillo, sindaco di Torrecuso;
Giovanni Zanone in rappresentanza del Comune di Benevento;
Libero Rillo, presidente del Consorzio di Tutela “Sannio DOP”.
Conduce il giornalista Luciano Pignataro.

Ore 15.30–16.30
Presentazione progetto “BioWine”.
Evento di lancio del progetto PON Governance e capacità istituzionale 2014-20, “BioWine: Biological wine innovative environment”.
Intervengono:
Antonio Nicoletti, responsabile Aree Protette e Biodiversità Legambiente;
Riccardo Monaco dell’Agenzia per la Coesione territoriale;
Giorgio Centurelli dell’Agenzia per la Coesione territoriale;
Floriano Panza, sindaco di Guardia Sanframondi;
Benedetto de Pizzol, assessore Agricoltura del Comune di San Pietro di Feletto e coordinatore delle Città del Vino del Veneto;
Giovanni Quaranta, Fondazione MEDES;
Rosanna Salvia, Fondazione MEDES;
Giovanni Caggiano, sindaco Comune di Caggiano.
A seguire, degustazione con prodotti tipici.
Ufficio Stampa:
Antonello De Nicola

HoReCoast, bilancio positivo per la “due giorni” dedicata al mondo Horeca

Ottimo riscontro per la VI edizione di HoReCoast. 800 visitatori il 2 e 3 aprile 2019 sono accorsi al Pietra di Luna Hotel di Maiori (Sa) per assistere alla fiera-evento dedicata al mondo Horeca. Ospiti di prestigio, tra cui il giornalista di Rai 3 Rino Genovese ed il Maestro Pasticciere Salvatore De Riso, gli show cooking di rinomati chef nazionali, i laboratori dedicati alla pizza ed alla preparazione di cocktail tra gli appuntamenti che hanno caratterizzato la manifestazione. Al primo posto nel cooking match lo chef Pasquale D’Alessandro e l’allievo Francesco Iannuzzi dell’Associazione Cuochi Avellino. Ad Alessandro Della Rocca dell’Associazione Provinciale Benevento il III Premio Speciale “Don Lorenzo Perrino”. Il barman Tonino Coppola il vincitore del 43° Concorso regionale A.I.B.E.S.

800 registrazioni, oltre 70 aziende partecipanti, 4 convegni12 food lab8 laboratori dedicati alla pizza11 masterclass sulla preparazione di cocktail, il cooking match tra gli chef del centro sud Italia appartenenti alla Federazione Italiana Cuochi ed il 43° Concorso regionale A.I.B.E.S. Campania: sono i numeri dell’edizione 2019 di HoReCoast, la fiera-evento rivolta a professionisti ed operatori del mondo Horeca, promossa dalle aziende Lamberti Food e De Luca – Attrezzature per la ristorazione, in collaborazione con l’agenzia di comunicazione integrata MTN Company e svoltasi martedì 2 e mercoledì 3 aprile 2019 presso il Pietra di Luna Hotel di Maiori (Sa).

«Il bilancio della VI edizione di HoReCoast è più che lusinghiero – affermano all’unisono Vincenzo Lamberti Pietro De Luca, rispettivamente amministratore della Lamberti Food e responsabile della divisione ristorazione della De Luca – Attrezzature per la ristorazione – HoReCoast è diventato ormai un appuntamento fisso che, anno dopo anno, “contagia” sempre più professionisti ed operatori del mondo Horeca ed i principali player del settore. E per noi rappresenta motivo di grande orgoglio riuscire a coinvolgere simili professionalità ed a creare momenti di condivisione strategica».

Operatori dei mondi foodricettivitàmarketingristorazione turismo hanno illustrato il core business della propria azienda ed allacciato importanti rapporti commerciali. Chefpizzaioli barmen si sono cimentati in live show culinari. Esperti del settore hanno portato le proprie testimonianze, come il Maestro Pasticciere Salvatore De Riso e Rino Genovese, giornalista di Rai 3, ma soprattutto gli studenti dell’Istituto Alberghiero “P. Comite” di Maiori hanno sperimentato sul campo la professione del loro futuro.

Sbalorditivo anche il riscontro social dell’edizione numero 6 di HoReCoast, con 7.767 persone raggiunte mediante le dirette sulla Facebook Page ufficiale https://www.facebook.com/Horecoast, dove si è registrata una copertura di 87.894 persone raggiunte e si sono avute 11.719 interazioni con i post. Da ricordare anche le dirette televisive su Canale 21 ed i collegamenti e le interviste live di Radio CRC.

Dopo il taglio del nastro del Sindaco di Maiori, Antonio Capone, ad inaugurare la manifestazione è stato martedì 2 aprile il convegno “Viaggio esperienziale tra i vitigni ‘minori’ campani” a cura di Antonio Amato, delegato AIS della Costa d’Amalfi nonché Maitre e Sommelier professionista, il quale ha condotto il pubblico nella riscoperta del territorio campano mediante l’esaltazione di vitigni spesso sottaciuti (quali Tintore, Catalanesca, Biancolella, Asprinio, Pallagrello, Caprettone, Casavecchia, Aglianicone, Pepella, Fenile, Ginestra, Ripoli, Sciascinoso, Moscato bianco, Barbera del Sannio), ma al contempo autentico patrimonio della nostra regione da custodire ed esaltare.

Sempre per la parte convegnistica, nel pomeriggio di martedì 2 aprile il giornalista di Rai 3, Rino Genovese, ha condotto l’appuntamento dal titolo “Il territorio si racconta attraverso il food”, al quale hanno preso parte: Luigi Schiavo, Presidente Gruppo Alberghi e Turismo di Confindustria Salerno; Angela Speranza, Assessore alla Cultura ed al Turismo del Comune di Cetara; Gennaro Pisacane, Presidente del Consorzio Turistico Amalfi di Qualità; Orlando Paciello, Presidente dell’Ordine dei Medici Veterinari della provincia di Salerno.

Da sempre attento alla promozione turistica del territorio, Rino Genovese (che cura la rubrica del Tg 3 itinerante, in onda ogni sabato pomeriggio su Rai 3), ha moderato il tavolo dei lavori durante il quale sono state affrontate le tematiche di promozione territoriale, sia attraverso le eccellenze enogastronomiche che caratterizzano la nostra regione, che mediante le buone pratiche di accoglienza turistica che contraddistinguono la Costiera Amalfitana, patrimonio mondiale dell’Unesco.

Quanto ai Food Lab, martedì 2 aprile rinominati chef nazionali e referenti aziendali si sono susseguiti in diversi show cooking per la presentazione di soluzioni integrate di prodotti ed attrezzature per la ristorazione. Tra questi Alberto Bove e Milena Passacantando (rispettivamente tecnico ed area manager dell’azienda Délifrance) per il laboratorio “Il cestino del pane”; lo chef della Lainox, Bruno Ruggiero, per il laboratorio “Forno Naboo”; lo chef della Sirman, Paolo Rossetti, per il laboratorio “Il pacojet”; lo chef della Trabo/Isi, Danilo Angè, per il laboratorio “Il sifone”.

Pizza Lab della prima giornata di HoReCoast (una delle novità dell’edizione 2019 della manifestazione) sono stati a cura della Scuola Italiana Pizzaioli, rappresentata dai maestri pizzaioli Graziano Bertuzzo Michele Croccia, rispettivamente Responsabile Area Tecnica e Master Istruttore PFC. “Pizza evolution, le attrezzature moderne in pizzeria”, “Pizza: innovazione e tradizione. Le farine, gli impasti e la lievitazione”, “Pizza e lievito madre”, “La pizza senza glutine e senza lattosio” “Pizza e territorio. Operatori e prodotti a confronto”: questi i momenti “animati” da Bertuzzo eCroccia, i quali hanno alternato dimostrazioni live con assaggi delle varie tipologie di pizze di volta in volta realizzate.

Per la parte Mixology Lab, altra novità di HoReCoast 2019, da ricordare la partecipazione di Danny Del Monaco, presidente e fondatore dell’Italian Barman Style, art director e docente presso “Cocktail in the world mixology”, nonché promotore a livello globale del modo di fare miscelato italiano. Durante la giornata, inoltre, si sono registrati vari momenti di presentazione di prodotti ed attrezzature per la realizzazione di bevande sia di preparazione di diverse tipologie di cocktail, a cura di alcune aziende presenti ad HoReCoast.

Chicca della VI edizione di HoReCoast è stato il 43° Concorso regionale A.I.B.E.S. Campania. A trionfare nella sfida che ha visto barmen, capibarmen e aspiranti barman sfidarsi nell’elaborazione di intriganti cocktail è stato Tonino Coppola, il quale si è aggiudicato di diritto la partecipazione al70° Concorso nazionale A.I.B.E.S., in programma nei prossimi mesi a Roma.

Ad aprire la giornata di mercoledì 3 aprile è stato, invece, il convegno “La Divina, testimonianze di eccellenza”, che ha visto protagonisti gli “ambasciatori” nel mondo della Costiera Amalfitana, Salvatore De Riso Salvatore AcetoDe Riso ed Aceto hanno portato ad HoReCoast la propria testimonianza di lavoratori ed imprenditori di successo, presentando la rispettive aziende e discorrendo del territorio della Costa d’Amalfi, che con i suoi paesaggi ed i suoi prodotti ha rivestito un ruolo di primaria importanza nella loro formazione professionale. Altro convegno di giornata è stato, poi, “L’analisi sensoriale del formaggio”, curato da Maria Sarnataro, vice presidente nazionale dell’ONAF, la quale ha condotto i partecipanti in un percorso sensoriale alla scoperta di questo alimento ricco di fascino, valutandone l’aspetto visivo, tattile, le caratteristiche olfattive e gusto-olfattive, oltre che l’esame della struttura in bocca.

Protagonisti dei Food Lab di mercoledì 3 aprile sono stati, invece, gli chef Paolo Rossetti (Sirman), Marco Pascazio (Unilever), Bruno Ruggiero (Lainox), Marcello Franzini (Demetra), Luigi Di Ruocco (presidente dell’Associazione Cuochi Salernitani) e Gaetano Torrente, oltre che diversi referenti aziendali, come Franco Checchi (service sales representative della Wiberg), Ottorino Ganeo e Monica Antonello (rispettivamente funzionario commerciale canale Horeca e sales account di Centro Carni Company). Durante gli show cooking hanno presentato prodotti ed attrezzature per la ristorazione, raccontando caratteristiche e funzionalità sulle attrezzature presentate ed anche ricette, aneddoti, trucchi e curiosità su piatti che sono stati subito dopo assaggiati.

Trasmesso in diretta televisiva su Canale 21, il “Live Pizza Show” curato da Michele Croccia (Maestro pizzaiolo della Scuola Italiana Pizzaioli) e Nicola Demo (tecnico pizzaiolo dell’azienda Le 5 Stagioni), ha aperto i Pizza Lab del 3 aprile, durante i quali diversi pizzaioli del territorio si sono alternati nella realizzazione di diverse tipologie di pizza. “La farina per pizza napoletana” e “Il vino e la pizza, segreti di un abbinamento vincente” gli altri appuntamenti che hanno completato il programma pomeridiano dei laboratori dedicati alla pizza.

Tutti i Mixology Lab di mercoledì 3 aprile sono stati curati dall’A.I.B.E.S. Campania, guidata dal fiduciario Luigi Gargiulo. 5 le masterclass tenutesi dal mattino fino al pomeriggio su “Latte Art”“Homemade e molecolare”“Aperitivo italiano”“Decorazioni da cocktail” e “Show Flair”, alle quali si è aggiunta anche la performance live del campione italiano Flair Luigi Sgaglione.

Dopo il grande successo delle precedenti edizioni, anche durante l’edizione 2019 di HoReCoast si è svolto il cooking match promosso dall’Unione Regionale Cuochi della Campania (URCC), in collaborazione con la Federazione Italiana Cuochi e l’Associazione Cuochi Salernitani. Dal titolo “Cuochi…custodi di biodiversità! Cibosofia racconto meraviglioso in un piatto tra storia, cultura e tradizioni di un territorio e del suo popolo”, l’iniziativa ha coinvolto non solo le associazioni afferenti all’URCC, ma anche quelle di altre regioni del centro sud Italia, tra cui l’Associazione Cuochi di Matera e l’Associazione Cuochi di Bari.

A vincere la gara di cucina (IV TROFEO HORECOAST) è stata l’Associazione Cuochi Avellino, rappresentata dallo chef Pasquale D’Alessandro e dal commis Francesco Iannuzzi. Al secondo posto si è classificato lo chef Antonio Pontillo (commis Benito De Nicolais) dell’Associazione Cuochi Torre del Greco, mentre al terzo Carmelo Barberi (commis Angelo Di Bona) dell’Associazione Cuochi Caserta. Oltre ai trofei previsti dall’URCC, ai primi tre classificati sono andati anche il Don HoReCoast (opera in ceramica realizzata dall’artista ceramista Giuseppe Cicalese), deibuoni d’acquisto messi a disposizione dall’azienda De Luca ed un set composto da padella, casseruola e coltello messi a disposizione dalle aziende ZwillingBallarini Pinti Inox“Per essersi maggiormente distinto per impegno professionale e rispetto della tematica” il III Premio Speciale “Don Lorenzo Perrino” è stato, invece, conferito all’Associazione Cuochi Benevento, rappresentata dallo chef Alessandro Della Rocca e dal commis Gabriele Amato.

Promosso dalle aziende Lamberti Food De Luca – Attrezzature per la ristorazione, in collaborazione con l’agenzia di comunicazione integrata MTN CompanyHoReCoast ha goduto del patrocinio di: Consiglio Regionale della Campania, Città di Maiori, Camera di Commercio di Salerno, Confindustria Salerno, Federazione Italiana Cuochi, Unione Regionale Cuochi della Campania, Associazione Cuochi Salernitani, ONAF (Organizzazione Nazionale Assaggiatori Formaggi), AIS (Associazione Italiana Sommelier), Slow Food Costa d’Amalfi, A.I.B.E.S. (Associazione Italiana Barmen e Sostenitori), A.M.I.R.A. (Associazione Maîtres Italiani Ristoranti ed Alberghi), A.D.A. Campania (Associazione Direttori d’Albergo)  e Istituto Statale d’Istruzione Superiore “Pantaleone Comite” di Maiori. Radio CRC radio ufficiale della manifestazione.

 

Ufficio Stampa:

Mtn Company

La Città della Pizza 2019: Hub per i talenti della pizza e non solo

Diversi gli appuntamenti in programma dedicati ai nuovi protagonisti dei forni e della cucina,
dal contest “Stand up Pizza” a “Emergente Pizza Chef” ed “Emergente Chef d’Italia”.

Spazio anche all’extravergine con la presenza di alcuni dei migliori produttori della Penisola.

A pochi giorni dalla sua apertura, si arricchisce sempre più il programma de La Città della Pizza 2019, terza edizione del grande evento organizzato da Vinòforum in collaborazione con Ferrarelle, in scena a Roma da venerdì 12 a domenica 14 aprile presso gli oltre 6.000mq di Ragusa Off (Via Tuscolana, 179).

Oltre alla presenza di decine tra i migliori pizzaioli d’Italia, pronti a sfornare più di 100 pizze differenti e impegnati anche in workshop e laboratori per appassionati e addetti ai lavori, durante la manifestazione saranno diversi i momenti dedicati ai nuovi talenti dei forni e della cucina.

Sul palcoscenico di “Stand up Pizza”,organizzato in partnership con Pizza On The Road, si esibiranno i 10 pizzaioli selezionati per l’omonimo contest, che consentirà al vincitore di partecipare alla prossima edizione de La Città della Pizza. Al centro della sfida di quest’anno ci sarà l’ingrediente, tipico del territorio di provenienza di ogni pizzaiolo o al quale ognuno di questi è particolarmente legato. L’elemento scelto, oltre ad essere il principale protagonista della pizza proposta, dovrà essere utilizzato in ogni sua parte, riducendo al minimo tutti gli sprechi. Quattro le sessioni previste, durante le quali i concorrenti presenteranno le proprie creazioni a una platea composta dagli autori de La Città della Pizza, da giornalisti, esperti di settore e chef. Sabato 13 aprile, dalle ore 11.30, si esibiranno Gabriele Patrizi e Mirco Giuntini; lo stesso giorno, dalle 15.30, sarà il turno di Alessandro De Luca, Pietro Sementilli e Alessandro D’Avino; domenica 14, dalle 11.30, quello di Domenico Lubrano e Simone Taglienti; dalle 15.30, chiuderanno Anselmo Calenti, Rocco Meninno e Romina Costantino ed Emilio Brighigna.

Attesissime le Selezioni Centro Sud dei Premi “Emergente Chef d’Italia” (per under 30) ed “Emergente Pizza Chef” (per under 35), format firmati dai giornalisti enogastronomici Luigi Cremona e Lorenza Vitali di Witaly. Si comincia venerdì 12 e sabato 13 aprile con la prima sfida che vedrà i giovani chef provenienti da Lazio, Abruzzo, Marche, Umbria, Toscana, Campania, Basilicata e Calabria misurarsi con due ricette, una a tema libero e un’altra, in omaggio alla manifestazione, dal titolo “Come una margherita…”, che prevede l’utilizzo di soli quattro ingredienti: pasta, olio, mozzarella e pomodoro. Il fritto e il Parmigiano Reggiano saranno invece alla base delle due creazioni richieste per la finale di domenica 14. Al contempo, sabato 13 e domenica 14, i pizzaioli in gara dovranno cimentarsi con due tipologie di pizza: la margherita in stile tradizionale e una pizza creativa, per la quale sarà valutata anche la bontà dell’impasto fatto mano. I vincitori delle due competizioni parteciperanno, ad ottobre, alla Finale Nazionale di Roma.

Grande spazio verrà riservato infine a una delle materie prime alla base della pizza: l’olio extravergine d’oliva. Il “Progetto Olio firmato da Vinòforum” è uno spazio dedicato alla nuova comunicazione dell’extravergine d’eccellenza che vuole porre attenzione al territorio e alla biodiversità, alla qualità e alla sicurezza della filiera produttiva attraverso masterclass e degustazioni. Ed è proprio qui che alcuni tra i più affermati produttori del Bel Paese saranno presenti per raccontare l’oro verde vis-à-vis.

“Mai come in questa edizione – sottolinea Emiliano De Venuti, CEO di Vinòforum e ideatore de La Città della Pizza – la nostra manifestazione sarà un hub in grado di catalizzare tutte le tematiche che ruotano intorno al mondo della pizza di qualità. Tanti e interessanti contenuti che fanno de La Città della Pizza un appuntamento imperdibile per tutti quegli addetti ai lavori che desiderano rimanere in costante aggiornamento. Senza dimenticare, naturalmente, l’enorme proposta dedicata al pubblico di appassionati, in grado di rinnovarsi di anno in anno”.

 

Ufficio Stampa:

MG Logos Communication Agency

Mercoledì 3 aprile presso la Reggia di Caserta ha trionfato la pastiera 4.0.

8 chef pasticceri hanno presentato la loro libera interpretazione del dolce tradizionale preparato con grano e ricotta in chiave innovativa

Pastiera 4.0 è la nuova frontiera del dolce tra i più amati in Italia. Ed è anche il leit motiv di un evento costruito ad hoc con protagonista l’azienda Chirico, eccellenza del grano cotto da sempre abbinato alla pastiera e non solo, con il coordinamento de La Scuola di Alta Formazione Dolce & Salato degli Chef Giuseppe Daddio e Aniello di Caprio, che si è tenuto ieri presso la Reggia di Caserta nella sede delle Regie Cavallerizze del Consorzio  Ricotta di Bufala Campana DOP. Qui si sono dati appuntamento ieri chef, imprenditori ed altri professionisti che si sono resi testimoni di un avveniristico esperimento, ammirare da vicino e assaggiare la pastiera nella sua versione più aggiornata ma nella cui ricetta sono rimasti i due capisaldi, gli ingredienti principali che ne rappresentano l’anima: grano e ricotta di bufala.

A condividere le loro esperienze in tema d’innovazione della tradizione si sono pronunciati alcuni ospiti della manifestazione tra addetti ai lavori e personaggi dello spettacolo annunciati dal moderatore Angelo Cerulo, Responsabile Ansa Campania: la conduttrice tv Veronica Maya, Luigi Cremona critico gastronomico, il neo campione italiano di pasticceria Alessandro Bertuzzi, lo chef Giuseppe Daddio della scuola Dolce & Salato, il Presidente del Consorzio Ricotta di Bufala Campana DOP Benito La Vecchia, l’esperto di costume Mino Cucciniello, Mario Palma amministratore dell’azienda Chirico. Padroni della scena, nonché attori principali di questa grande rivoluzione gastronomica sono stati i 7 Chef: Antonio Angora della pasticceria Baiano, con il dolce Gr…ancio. Salvatore Tortora, Pasticcere Capo di “Espresso Italiano”  con il suo dolce Partenope 4.0. Marco Aliberti della Pasticceria Aliberti, con il suo dolce Pas-tiè-ra. Michele Cappiello della  Pasticceria Cappiello con il suo dolce Profumo. Vincenzo Faiella della Pasticceria Tenerità, con il suo Dolce Susy. Gennaro Peluso della Pasticceria La Goccia con il suo dolce Piccolo Vesuvio. Raimondo Esposito della pasticceria Sal De Riso Costa D’Amalfi con il suo Sole di Grano.

L’innovazione è al servizio della Tradizione. Vale anche per Chirico che ha introdotto sul mercato il preparato per Pastiera Napoletana. Chiunque potrà essere in grado di preparare una Pastiera garantendo il romanticismo dell’aroma di arancia che esce dal forno.

Ciascuno degli chef presenti ha portato avanti la propria piccola rivoluzione in cucina con creatività, professionalità, sperimentazione nel rispetto della tradizione. Sul palco sono stati premiati gli chef ma anche i relatori dell’evento con un segnaricette in argento su cui era impressa l’immagine della pastiera a cura di Paviè. Coordinatrici dell’evento Mila Gambardella e Cristiana Giordano e le hostess erano in outfit Les Filles e accessori Paviè.

L’evento è seguito con la degustazione da parte degli ospiti tra stampa, addetti ai lavori e food blogger, delle pastiere nonché del menu a cura della scuola Dolce e Salato così formulato: bocconcini di mozzarella di bufala Campana Dop, bocconcini di bufala Campana Dop affumicata,  ricottina di fuscella di bufala Campana Dop; dal forno, pizza classica con passata di datterini e mozzarella di bufala Campana Dop, pizza integrale con grano, mozzarella di bufala Campana dop e olio al basilico, piccole montanare con fiocchi di ricotta di bufala Campana Dop; pani gastronomici,  focaccia con ricotta di bufala Campana Dop, piccole brioche con grano cotto e pancetta. Dalla cucina, rigatoni con pomodori datterini e ricotta di bufala Campana Dop, insalata di cereali con spuma di ricotta e germogli di insalatine. Dulcis in fundo, le degustazioni di pastiere classiche ed 4.0 elaborate dai maestri  pasticceri. Il beverage: spumante Brut Asprinio di Aversa Vestini Campagnano, acqua Ferrarelle.

 

Ufficio Stampa:

Cristiana Giordano

 

 

 

Francesco Apreda è il nuovo chef di Idylio, il ristorante del The Pantheon/Iconic Rome Hotel, punta di diamante di Tridente Collection.

Francesco Apreda è il nuovo Chef di Idylio, il ristorante – che aprirà le sue porte nella seconda metà di aprile – del The Pantheon / Iconic Rome Hotel, il prestigioso 5 stelle sito a pochi passi dal Pantheon, nel pieno centro storico di Roma (in via di S. Chiara 4/A). A darne l’annuncio ufficiale è la proprietà, il Gruppo Tridente Collection, di cui sono soci i fratelli Emidio e Fabrizio Pacini e Andrea Girolami. Apreda ricoprirà inoltre nei prossimi anni il ruolo di Chef Ambassador dell’intero Gruppo.

“Nelle ultime settimane si sono rincorse le voci – spiega Emidio Pacini – e quindi ci sembra giunto il momento di intervenire in modo ufficiale. È con grande soddisfazione che accogliamo Francesco Apreda nella nostra famiglia, affidandogli la guida di Idylio ma anche il ruolo di Chef Ambassador delle diverse strutture proprietà di Tridente Collection e realizzate da Pacini Group. Quella con Francesco è un’intesa perfetta che, ne siamo fermamente convinti, porterà a ottenere dei grandissimi risultati”.

Di origine napoletane, globetrotter della cucina (diverse le esperienze, tutte di spessore, tra Londra, Tokyo, Mumbai e New Delhi), ma ormai romano d’adozione, dati i diversi anni di lavoro nella Capitale, ad Apreda spetterà dunque l’ambizioso compito di dare una linea comune, di altissima qualità, alle varie strutture del Gruppo Tridente Collection. Una regia che porterà su queste ultime, a partire da Idylio, punta di diamante della proprietà, quel mix tra sapori mediterranei e influenze orientali tanto apprezzate sia dalla critica di settore che dal pubblico.

“Da tempo sognavo di poter vivere un’esperienza come questa – dichiara Chef Apreda – e di poter intraprendere un percorso variegato e stimolante. Idylio sarà la mia nuova casa per moltissimi anni ma, al tempo stesso, costituisce il primo passo del percorso che intendo intraprendere con il Gruppo Tridente Collection. E sarà bello farlo accanto a persone con le quali condivido passioni e principi. E avendo nella mia squadra professionisti che mi seguono da tempo ma anche nuovi amici come lo Chef Luca Ludovici, già in forza nell’organico e anche per questo prezioso punto di riferimento”.

 

Ufficio Stampa:

MG Logos Communication Agency

 

 

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Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli e la Cantina di Meo insieme al Vinitaly.

Si svolgerà domenica 7 aprile (ore 15.45, Padiglione B – Irpinia, area eventi “Piazza Irpinia”) l’incontro “Da Pompei al Vino Blu: due millenni di storia del vino al MANN”. Dopo i saluti del Presidente della Camera di Commercio di Avellino, Oreste La Stella, e del Presidente della Commissione Agricoltura della Regione Campania, Maurizio Petracca, interverranno Paolo Giulierini (Direttore dell’Archeologico) e Roberto Di Meo (Enologo e Titolare dell’azienda vitivinicola irpina). Modererà il dibattito il giornalista Luciano Pignataro.

Da tempo, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli ha attivato una ricerca multidisciplinare, volta ad analizzare le interazioni tra l’archeologia e le altre discipline: in questo caso, l’enologia che, nel mondo antico, affonda le proprie radici storiche.

Accanto all’incursione nell’immenso patrimonio del Museo, analizzato per rintracciare l’elemento del vino nell’iconografia classica, il Direttore Giulierini delineerà alcuni interventi di valorizzazione volti ad avvicinare il pubblico alla cultura greca e romana: tra queste iniziative, il lancio di una nuova linea di raffinati prodotti enologici con marchio MANN – DI MEO, tra cui il “Vino Blu”, un Taurasi DOCG Riserva (vendemmia 2012)nato dalle suggestioni esercitate dal “Vaso Blu”, pezzo icona del museo napoletano.

Scoperto nel 1837 a Pompei, in una nicchia della piccola tomba a camera prospiciente la Villa delle Colonne a mosaico, il vaso in pasta di vetro blu è un’anfora vinaria risalente alla metà del I sec d.C.. Un’articolata scena di vendemmia, riprodotta con la tecnica del vetro-cammeo, decora il pregiato reperto: tralci di vite si dipartono da maschere dionisiache, mentre gioiosi amorini pigiano l’uva, banchettano e suonano, in un armonioso equilibrio con la natura.

Le pregiate decorazioni del vaso hanno ispirato l’etichetta del Taurasi Riserva Vino Blu, realizzata dalla designer Francesca Pavese; nell’elegante confezione, inoltre, un testo storico curato dalla scrittrice Serena Venditto approfondisce il legame tra il prezioso anforisco ed il vino Taurasi, simbolo del Sud Italia nel mondo.

Prodotto con uve Aglianico allevate a Montemarano, in provincia di Avellino, ad un’altitudine di 870 m sul livello del mare, nel vigneto più alto dell’intera denominazione, il Vino Blu porta la firma di Roberto Di Meo, recentemente rieletto Presidente Assoenologi per la Regione Campania, che in questa sede ne presenterà le caratteristiche tecniche, motivando altresì le ragioni della prestigiosa collaborazione tra la cantina di famiglia ed il MANN.

Partecipare attivamente alla promozione dell’identità storica, artistica e culturale del territorio campano è, infatti, una vera e propria missione per i fratelli Generoso e Roberto Di Meo, come testimonia ogni anno la realizzazione del celebre Calendario d’arte, progetto editoriale ormai quasi alla ventesima edizione.  Questa etichetta vuole essere un omaggio alla Campania dell’arte e del vino, due eccellenze territoriali che dialogano tra loro da secoli. 

 

Ufficio Stampa:

Az. Agricola Di Meo

Vinitaly 2019

PROGRAMMA MASTERCLASS
CAMPANIA-UMBRIA-BASILICATA
DOMENICA 7 APRILE

Dalle ore 14 alle ore 15
Padiglione B Campania – Spazio Eventi Regione Campania
Masterclass “Il lato rosso del Sannio – L’Aglianico del Taburno” a cura di Valisannio
guidata da Cathy Huyghe (Forbes, Enolytics, Inc.com, Harvard Alumni in Wine and Food)

Dalle ore 16 alle ore 17
Padiglione B Campania – Spazio Eventi Regione Campania
Seminario “La bellezza dei paesaggi del vino in Campania” a cura di Regione Campania
guidata da Luciano Pignataro (Luciano Pignataro Wine Blog)

LUNEDI 8 APRILE
Dalle ore 11 alle ore 12
Padiglione B Campania – Spazio Eventi Regione Campania
Masterclass “I vini vulcanici della Campania” a cura di Regione Campania
Guidata da Christian Eder (Vinum)
Dalle ore 15 alle ore 16
Padiglione 2 – Area Umbria
Masterclass “Montefalco, terra per il vino” a cura di Consorzio Tutela Vini Montefalco
Guidata da Cathy Huyghe (Forbes, Enolytics, Inc.com, Harvard Alumni in Wine and Food)
Dalle ore 16 alle ore 17
Padiglione B Campania – Spazio Eventi Regione Campania
Masterclass “The wines of the Campanian Apennines” a cura di Regione Campania
Guidata da Jeff Gong (WineITA)

MARTEDI 9 APRILE
Dalle ore 11 alle ore 12
Padiglione B Campania – Spazio Eventi Regione Campania
Masterclass “I vini della dieta mediterranea” a cura di Regione Campania
Guidata da Jens Charles Viens (Vinitaly International Academy – “Grande Sapore”)

Dalle ore 14 alle ore 15
Padiglione B Campania – Spazio Eventi Regione Campania
Masterclass “Le molteplici facce della falanghina. Viaggio nelle diverse declinazioni di un vitigno unico” a
cura di Valisannio
Guidata da Steffen Maus (WineWelten)

Dalle ore 15 alle ore 16.30
Sala Iris – Piano -1 Palaexpo
Masterclass “E’ ora di Bere Basilicata” a cura di Regione Basilicata e Enoteca regionale Lucana
Guidata da Giancarlo Gariglio (curatore Guida Slow Wine)

Dalle ore 16 alle ore 17
Padiglione B Campania – Spazio Eventi Regione Campania
Masterclass “Alle radici della storia, dai Romani ai Borbone” a cura di Regione Campania
Guidata da Susan Hulme (Decanter)

PER INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI:
Miriade & Partners
Tel. 329.9606793 – 392.0059528
ufficiostampa@miriadeweb.it

Convegno “Il nuovo assetto turistico nella Riviera di Ulisse, dal grande albergo all’ospitalità di tipo familiare: destagionalizzazione, comprensorialità, enogastronomia e management”.

Formia, 2 aprile 2019: L’ospitalità di tipo familiare rappresenta un settore ricco di opportunità da cogliere, suggestioni da sperimentare, capaci di accrescere la competitività e la qualità delle imprese. Parte da questo presupposto il convegno “Il nuovo assetto turistico nella Riviera di Ulisse, dal grande albergo all’ospitalità di tipo familiare: destagionalizzazione, comprensorialità, enogastronomia e management” organizzato dall’associazione “Le Dimore del Sole”, in stretta collaborazione con il Comune di Formia, nell’ambito del 1° meeting della stampa turistica ed enogastronomica previsto nella Riviera di Ulisse dal 5 al 7 aprile 2019.

Nel corso del convegno, che si terrà sabato 6 aprile 2019, alle ore 9,30, presso la sala Ribaud del Comune di Formia, si parlerà di:

  • “Il programma turistico della città di Formia” –relatore Kristian Franzini, assessore al Turismo del Comune di Formia.
  • “Formazione premessa indispensabile per un turismo di qualità” – relatrice prof.ssa Rossella Monti, dirigente scolastico dell’IIS Fermi Filangieri di Formia;
  •  “La cultura come volano di un turismo destagionalizzato”  – relatore dr. Alessandro Sansoni, direttore responsabile del mensile “Cultura e identità”;
  • “Enogastronomia come volano del turismo esperienziale”  – relatore dr. Renato Rocco, direttore de “La Buonatavola.org;
  • “Olio extravergine di oliva” – relatrice d.ssa Elisabetta Donadoni, direttore editoriale del magazine “Napoli Post”;
  •  “Management “  – relatore prof. Enzo Maiello, direttore dell’Hotel Bajamar di Formia;

 “Il convegno, come l’intero meeting – evidenzia il presidente dell’associazione “Le Dimore del Sole”, Cinzia Calligaris- pone in discussione l’argomento del turismo del futuro, un turismo responsabile, consapevole, che può prestarsi alla diffusione dell’ospitalità turistica di tipo familiare, ossia della cultura tipicamente legata alle abitudini, ai tempi e modi di vita e all’immaginario collettivo della parte più tradizionale della società. Un motivo di richiamo verso aree geografiche, come Formia e di tutta la Riviera di Ulisse,al fine di valorizzarne il territorio e le sue peculiarità  culturali, agroalimentari e naturalistiche sempre meritevoli di essere scoperte, o riscoperte, e apprezzate”.

L’incontro, il cui svolgimento vedrà anche la collaborazione degli studenti dell’IIS Fermi Filangieri – settore turismo di Formia e della Confcommercio Lazio Sud ed in particolare del dr. Giovanni Orlandi, presidente dell’ ASCOM territoriale di Formia,   si aprirà con i saluti del presidente dell’Associazione “Le Dimore del Sole”, dell’Arcivescovo di Gaeta Mons. Luigi Vari e del sindaco di Formia, prof.ssa Paola Villa.

 

Ufficio Stampa:

L’Associazione “Le Dimore del Sole”

Con la primavera torna Goût de/Good France

5000 chef in 150 paesi di tutti i continenti per celebrare la gastronomia francese

 

Dal 21 marzo torna Goût de/Good France, la più grande manifestazione del mondo che celebra in 150 nazioni la gastronomia francese. Per la sua quinta edizione e per 4 giorni, oltre 5000 chef dei 5 continenti si apprestano a profondere il proprio impegno nella cucina sostenibile.

Quest’anno la protagonista è la Destinazione Provenza, che viene valorizzata da eventi in Francia ed a livello internazionale.

L’evento è promosso dal Ministero dell’Europa e degli Affari Esteri e da Alain Ducasse.

Dopo aver ospitato gli Stati Generali dell’Alimentazione, svoltisi a Parigi nel 2017, quest’anno la Francia guûida una mobilitazione mondiale a favore dell’ambiente e della gastronomia francese.

Dal 21 marzo e per quattro giorni gli chef di tutto il mondo stanno proponendo una “cena alla francese” all’insegna della sostenibilità: ogni menù include portate che utilizzano meno grassi, zucchero e sale, nell’obiettivo di far “mangiare bene” e proteggere l’ambiente.

Sempre all’insegna di un maggiore rispetto delle risorse del pianeta, nel 2019 Goût de/Good France ha scelto di stringere un accordo con la fondazione “No More Plastic”, rappresentata da Alexandra Cousteau, che animerà la tavola rotonda “Good Impact” sulle problematiche della tutela dell’ambiente e dell’attenzione alle risorse, alla presenza di cuochi, scienziati e responsabili di aziende. Il 23 marzo l’UNESCO ospiterà un convegno sulla gastronomia e l’alimentazione sostenibile, con grandi protagonisti mondiali.

Goût de/Good France propone quest’anno un programma in versione festival, che interessa l’intero territorio e si rivolge davvero a tutti.

I partecipanti sono invitati sia a cene alla francese sia a nuove esperienze culinarie come: il “Gran Banchetto provenzale” che vede 6 chef provenzali (Gérald Passédat, Michel Portos, Sébastien Richard, Jean-André Charrial, Armand Arnal, Clément Higgins) proporre un menù in 5 tempi sul tema della cucina sostenibile e mediterranea, nell’ambito del “Village International de la Gastronomie”, un evento che si inserisce nel programma MPG 2019, Anno della gastronomia in Provenza, lanciato dal Dipartimento Bouches-du-Rhône e da Provence Tourisme; le “Esperienze del Gusto” durante le quali turisti e parigini possono scoprire una trentina di luoghi imperdibili della capitale grazie alla collaborazione dell’Ufficio del Turismo di Parigi; le “Cene Complici” del Collège Culinaire de France che vedono i produttori, punto di partenza di ogni cucina di qualità, arrivare nei ristoranti e, in sinergia con gli chef, creare un menù ricco di vitalità, interagendo con il pubblico; il “Duo di Collezionisti” che vede giovani chef e mentori insieme per una cena, per raccontare la trasmissione di gesti, di valori e di savoir-faire; il “Gran Menù” che, come nelle cene d’Epicuro di Escoffier, propone in grandi luoghi della gastronomia francese un menù degustazione da  4 a 10 piatti, in perfetto abbinamento con una selezione di vini e liquori. Fino al 24 marzo sono previsti diversi appuntamenti popolari e di festa per tutta la Francia, coordinati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Banchetti, degustazioni, pic-nic e laboratori permettono ai professionisti del settore di condividere con il pubblico il proprio talento, il proprio savoir-faire e il meglio del proprio territorio. Tutta la programmazione del festival Goût de/Good de France è disponibile sul sito www.france.fr/fr/campagne/gout-france-good-france e sull’applicazione MAPSTR.

 

Ufficio Stampa:

Harry di Prisco

San Leucio, Pandiseta Bakery lancia una nuova linea di biscotti artigianali da inzuppo, da fine pasto e da Tè anche in versione senza lattosio.

 

Caserta, 4 aprile 2019. Una novità dolce a San Leucio di Caserta che porta il nome di Pandiseta Bakery è la nuova linea di biscotti artigianali da inzuppo, da fine pasto e da tè prodotti esclusivamente con farine biologiche, miele e con olio extravergine di oliva, da sempre ritenuto il più nobile dei grassi vegetali. Una linea che andrà ad arricchire la proposta della nuova Bakeryleuciana, costola della Locanda del Borbone della famiglia Landolfi che si trova a pochi passi dal Real Sito Belvedere.

Sugli scaffali quindi, oltre ai “Setacciò” i biscotti di successo con cioccolato, marmellata, miele, frutta secca e amarene senza burro e senza uova in produzione già da diverso tempo, ci sono quelli da inzuppo morbidi al gusto cacao, ottimi per la prima colazione, quelli alla vaniglia fatti di pasta frolla che accompagnano molto bene con il tè, ancora, una sorta di morsetti morbidi con la tipica  mela annurca campana e le amarene da mangiare a fine pasto per regalare un leggero piacere dolce al palato e, per finire, degli american muffin alla zucca da poter  consumare come merenda, ideali per i bambini ma anche per gli adulti che amano coccolarsi.

Una linea, dove alcuni di questi biscotti sono senza lattosio quindi adatti alle esigenze nutrizionali di molti ma che non perdono la suadenza che solitamente è conferita dal burro.

L’idea alla base di  Pandiseta Bakery è stata quella di aprire un’attività, accanto alla già accorsata Locanda del Borbone, che avesse come primo obiettivo la produzione del Pandiseta, un prodotto unico in Italia, il cui marchio è stato registrato dove la lievitazione avviene in canovacci di pregiata seta regale, quella delle seterie di San Leucio, per poi creare un’ampia scelta di pasticceria che comprende torte da forno, lievitati da grandi ricorrenze, biscotti, grissini.

Pan di Seta Bakery – La Locanda del Borbone è in Viale 1° Ottobre, 23 San Leucio di Caserta.

 

Ufficio Stampa:

Antonella D’Avanzo

 

 

 

 

 

 

 

Uovo gigante fatto di cioccolatini firmato Mario Di Costanzo.

AL VOMERO MAXI INSTALLAZIONE SABATO 6 E DOMENICA 7 APRILE

Un fondente pensato per i più piccoli realizzato con il cosiddetto quarto cioccolato: è una creazione speciale quella messa a punto da Mario Di Costanzo per l’anteprima napoletana del film “Wonder Park” in uscita l’11 aprile.

Questa volta nelle vesti di maître chocolatier, il giovane pasticciere partenopeo ha ideato un cioccolatino tondo mettendo insieme cioccolato Icam monorigine peruviano, una varietà molto apprezzata per la sua buona acidità, e cioccolato Ruby, noto, appunto, come quarto cioccolato per la caratteristica colorazione rosa dovuta ad una fava di cacao color rubino.

“Sono orgoglioso di essere stato coinvolto come ambassador food per la presentazione del film Wonder Park.” ha dichiarato Mario Di Costanzo “La creazione di questo fondente fa da prologo ad una speciale linea di cioccolateria per bambini che caratterizzerà la mia prossima produzione pasquale”.

I Wonder cioccolatini comporranno il rivestimento di un gigantesco uovo pasquale, che sabato 6 e domenica 7 aprile farà bella mostra di sè in via Enrico Alvino al Vomero. Domenica 7 aprile, poi, proprio nell’area della maxi installazione i fondenti saranno distribuiti gratuitamente al pubblico a partire dalle 10.30 nel corso di un evento a cui parteciperanno Mario Di Costanzo, gli attori Gigi & Ross, che hanno prestato le loro voci ai personaggi Cooper e Gus, ed un animatore che vestirà il costume originale di Boomer, l’orso blu protagonista del film.

 

Ufficio stampa:

Antonella Ambrosio

Il 5 aprile Istituti alberghieri di tutta la regione in gara per “I primi delle Festività”.

La finale vedrà 11 Istituti, tra cui l’alberghiero del carcere di Secondigliano. Ai vincitori sarà dedicata la 13’ ricetta del Calendario Leonessa 2020, giunto alla 25’ edizione.

Sono undici gli istituti alberghieri della Campania che si sfideranno il 5 aprile nella gara “I Primi delle Festività” indetta dal MIUR – Ufficio scolastico regionale per la Campania in sinergia con il Pastificio Artigianale Leonessa. La competizione, ormai giunta alla V edizione, si svolgerà venerdì 5 aprile alle ore 10.00 all’Istituto Alberghiero Ippolito Cavalcanti di San Giovanni a Teduccio. In giuria la Dott.ssa Luisa Franzese, Direttore Regionale dell’ufficio scolastico Regionale, la Professoressa Carmela Libertino, dirigente del Cavalcanti, Oscar Leonessa, amministratore del Pastificio Artigianale Leonessa, gli chef Giuseppe Aversa del ristorante stellato Il Buco di Sorrento e Pasquale De Simone del Reinassance Hotel Mediterraneo di Napoli, Maria Sarnataro delegata Cilento e Vallo Di Diano dell’Ais Campania, e Michele Armano delle Scuole di Cucina del Gambero Rosso ed esperto della Guida ai Ristoranti del Gambero.

Gli istituti in finale? Ecco la lista: IPSSAR di Ariano Irpino e Vallesaccarda “G. De Gruttola”, il “Novelli” di Marcianise, IPSSART di Teano, “Rainulfo Drengot” di Aversa, “V. Veneto” di Napoli, “F. Morano” di Caivano, “Cavalcanti” di Napoli, “Carmine Russo” di Cicciano”, “Enrico Caruso” nel carcere di Secondigliano, “C Pisacane” di Sapri”.

In cucina a coordinare e valutare il lavoro degli studenti in fase di preparazione dei piatti ci sarà lo chef Alfonso Porpora del Pastabar Leonessa dell’Interporto di Nola.

“Il piatto che vincerà la gara – spiega Oscar Leonessa, dell’omonimo Pastificio Napoletano – sarà la 13’ ricetta del Calendario Leonessa 2020, stampato in 60 mila copie. Il prossimo anno sarà un appuntamento importante per il nostro calendario perché festeggiamo i 25’ anni della pubblicazione”.

 

Ufficio Stampa:

Luisa Del Sorbo

A Verona dal 7 al 10 aprile 2019 Tensostruttura B – Area Irpinia 


90 ESPOSITORI IN UN’AREA DI 2.000 MQ PER LA COLLETTIVA DELLA CAMERA DI COMMERCIO DI AVELLINO AL 53° VINITALY.

In “Piazza Irpinia” 20 appuntamenti nella 4 giorni di fiera tutti dedicati alle novità aziendali e alla valorizzazione delle eccellenze del territorio

“IRPINIA GOCCIA A GOCCIA”, IL NUOVO CLAIM CHE UNISCE SOTTO UN UNICO BRAND IL VINO E L’OLIO

Anche quest’anno sarà particolarmente nutrita e qualificata la presenza di produttori vitivinicoli nello spazio allestito dalla Camera di Commercio di Avellino a Vinitaly: nella Tensostruttura B Campania, l’area Irpinia occuperà circa 2.000 mq, ospitando 90 espositori – di cui 83 cantine, 3 produttori di liquori e distillati,  3 consorzi ed una rete d’impresa – e numerosi operatori uniti dalla passione comune per la vitivinicoltura e dalla voglia di raccontare un territorio identificato dalle sue grandi DOCG – Taurasi, Fiano di Avellino e Greco di Tufo – ma anche da espressioni olivicole di pregio, come la DOP Irpinia Colline dell’Ufita “Ravece”, in grado di ottenere consensi presso i mercati di tutto il mondo.

Non a caso, infatti, la partecipazione irpina al Vinitaly sarà caratterizzata da un nuovo logo e dall’esordio del claim Irpinia goccia a goccia, che per tutto il 2019 accompagnerà le collettive fieristiche del settore agroalimentare e vitivinicolo promosse dalla CCIAA, proprio per raccontare sotto un unico brand queste due eccellenze produttive, il vino e l’olio, fiori all’occhiello del patrimonio enogastronomico del territorio.

E sempre in un’ottica di valorizzazione della filiera e promozione territoriale, nel corso della quattro giorni scaligera, saranno diverse le iniziative in programma.

Far conoscere le eccellenze territoriali, le buone pratiche e le identità produttive dell’Irpinia legate al vino, al cibo e all’alimentazione sarà il fil rouge anche del ‘cartellone’ previsto nell’area eventi “Piazza Irpinia”, con diversi appuntamenti dedicati squisitamente ad anteprime e novità nel mondo dei vini irpini: si va dall’incontro Da Pompei al Vino blu: due millenni di storia del vino al MANN  a cura dell’azienda Di Meo in collaborazione con il Museo Archeologico Nazionale di Napoli che con il Taurasi Riserva Vino Blu celebra il prezioso vaso blu rinvenuto a Pompei nel 1837, al The Cheese’n Wine Tour degustazione in abbinamento a formaggi d’eccellenza e ad altre rarità irpine curata dalla Condotta Slow Food Valle dell’Ufita e Taurasi, rappresentata da un gruppo di cantine unite per l’occasione, fino alla conferenza stampa sulla prossima edizione di CiakIrpinia con il Consorzio Tutela Vini d’Irpinia. Da segnalare anche l’evento Irpinia divina – Irpinia di gusto in cui si alterneranno produttori dell’agroalimentare e dell’enogastronomia di qualità per guidare i partecipanti all’iniziativa in un viaggio ideale tra  gusto, bellezza arte e storia.

Guarda invece al business l’adesione della collettiva Irpinia al progetto di Incoming Vinitaly 2019 per operatori esteri, organizzato dall’ente fieristico in collaborazione con l’ICE, nell’ambito del piano straordinario “Made in Italy”. Ospiti dello stand Irpinia di quest’anno saranno, in particolare, le delegazioni di buyer provenienti dall’Est Europa (Russia e Kazakistan), dal Centro e Sud America e dal Nord Europa. A loro saranno riservati momenti B2B per incontrare una selezione di produttori irpini e degustarne i relativi prodotti al fine di avviare proficue relazioni commerciali.

Saranno sempre ‘match’, ma questa volta a scopo promozionale, gli appuntamenti di successo targati Taste4Test e proposti anche in questa edizione dalla Camera di Commercio di Avellino. A fare da protagonisti ancora una volta gli stessi produttori con le proprie etichette da raccontare e far degustare ai diversi giornalisti di settore coinvolti dall’iniziativa, ideata per creare un filo diretto tra azienda e stampa specializzata, attraverso un tête à tête che consentirà di condividere opinioni, esperienze, informazioni e curiosità.

Per appassionati, turisti e food&wine lover, infine, 15 cantine irpine con 21 etichette si preparano a sbarcare al Fuori Salone di Vinitaly and the City, nelle varie enoteche allestite nelle più belle e suggestive piazze del centro storico di Verona.

Sarà inoltre presentata la nuova edizione della guida delle Cantine, Irpinia goccia a goccia, che fornirà una panoramica completa sulle realtà operanti, ponendo l’accento sulle evoluzioni produttive che hanno interessato il settore enologico, a partire dagli stessi vignaioli, protagonisti di un significativo fenomeno di ricambio generazionale. Quale novità dell’edizione 2019 della pubblicazione, uno spazio ai produttori di olio extravergine di oliva presenti in modo diffuso nella provincia.

Il programma dalla Camera di Commercio di Avellino a Vinitaly e l’elenco completo delle aziende partecipanti sono disponibili su www.av.camcom..it e su www.irpiniawinefood.it.

 

Ufficio Stampa

MG Logos Communication Agency

Dal 5 al 7 aprile 2019 1° meeting della stampa turistica ed enogastronomica dell’associazione “Le Dimore del Sole”.

Formia, 24 marzo 2019: Esperti a confronto per innovare e connettere imprese, professioni e servizi del turismo e dell’enogastronomia:  è questo il focus del 1° meeting della stampa turistica ed enogastronomica, che si svolgerà nella Riviera di Ulisse il 5-6-7 aprile 2019 ed organizzato dall’associazione “Le Dimore del Sole”, il sodalizio nato a Formia, da oltre dieci anni, dalla volontà di un gruppo di strutture extra-alberghiere che operano nella Riviera di Ulisse.

L’evento prenderà il via venerdì 5 aprile quando una ventina di giornalisti, provenienti per lo più da Roma e Napoli ma anche da altre regioni, faranno un breve giro panoramico della città di Gaeta, la visita alla Montagna Spaccata,  al Papardò, il parco balneare dove è possibile vivere una giornata di mare immersi nel verde della vegetazione mediterranea e degli antichi ulivi di Gaeta e visitare uno dei roseti tra i più belli e ricchi d’Europa. La serata, si concluderà con una sosta sulle due terrazze panoramiche di  Sperlonga, l’una con la  vista spettacolare del Circeo e delle Isole Pontine e l’altra alle famose “Grotte di Tiberio”.

Si proseguirà nella mattinata di sabato 6 aprile con un convegno presso la Sala Ribaud del Comune di Formia su “Il nuovo assetto turistico nella Riviera di Ulisse, dal grande albergo all’ospitalità di tipo familiare: destagionalizzazione, comprensorialità, enogastronomia e management” e nel pomeriggio il tour e la degustazione di vini presso l’azienda vitivinicola dei Monti Cecubi di Itri e, al rientro, giro della città di Formia per ammirare i suoi principali monumenti.

Domenica 7 aprile conclusione del meeting con la visita a una delle risorse paesaggistiche della Riviera di Ulisse e a al centro di produzione d’eccellenza olearia “Cosmo Di Russo”.

Nella tre giorni gli ospiti partecipanti avranno l’opportunità di degustare le tipicità culinarie del territorio presso noti e tipici ristoranti locali.

“Il I° Meeting della Stampa Turistica ed Enogastronomica – sottolinea il presidente dell’associazione Le Dimore del Sole, Cinzia Calligaris – vuole rappresentare una pietra miliare, un punto di partenza, una svolta in ambito di promozione territoriale. Siamo sicuri che solo attraverso una puntuale e sistematica operazione di informazione, congiuntamente ad un’opera di aggiornamento dei servizi e fruibilità delle risorse, il nostro territorio possa puntare a ritrovare l’antico splendore che una zona come la Riviera di Ulisse merita”.

Un obiettivo in perfetta linea con la “mission” dell’Associazione, ovvero offrire al turista, oltre che  il semplice alloggio, anche le  molteplici risorse che il territorio possa garantire.

L’iniziativa gode del patrocinio della Provincia di Latina, dei Comuni di Formia, Fondi e Monte San Biagio, della XVII Comunità Montana dei Monti Aurunci, del Parco Regionale Riviera di Ulisse, della Confcommercio Lazio Sud e della Pro Loco città di Formia.

 

Ufficio stampa:

L’Associazione “Le Dimore del Sole”

Il Piacere del Gusto, meta gastronomica  impreziosita da cordiale ospitalità a Salerno, è un progetto che nasce da un team di persone che di buona cucina se ne intende. Milena Marzullo e Giacomo Trotta, rispettivamente la titolare e il responsabile dell’organizzazione, portano nel format salernitano la loro passione per la cucina mediterranea. Il Piacere del Gusto si distingue per una cultura legata alla stagionalità dei prodotti e per la valorizzazione del territorio locale, in grado di offrire materie prime eccellenti. Il salernitano, noto per essere epicentro della dieta mediterranea, è il bacino di provenienza delle pietanze proposte dallo chef Vincenzo Gargano.

Questa destinazione per gourmet della buona tavola è una realtà completa di ristorante, pizzeria e braceria. Assaggiare le carni delle più pregiate qualità, scelte da Giacomo e Milena, è un approccio al vero gusto delle specialità di macelleria locale e nazionale. “La nostra braceria è basata su materie prime di prima scelta, esaltiamo le loro caratteristiche organolettiche con adeguata frollatura” ha spiegato Trotta. “Assicuriamo ai nostri clienti il gusto e il sapore di una carne che non si trova al banco macelleria dei supermercati, per questo ci distinguiamo per offrire un’esperienza di qualità superiore”. ” Ogni giorno siamo motivati dai riscontri positivi che riceviamo dai nostri clienti – ha proseguito il ristoratore – vedere i nostri ospiti alzarsi da tavolo sorridenti e soddisfatti è l’emozione più grande quando si gestisce un ristorante “.

I piatti sono un inno alla cucina salernitana, realizzati dallo chef Vincenzo Gargano. I suoi piatti parlano di tradizione, interpretata con occhio sempre attento ai nuovi orizzonti del gusto.  “I clienti si sentono a casa quando assaggiano i piatti del nostro chef – afferma Giacomo Trotta – è sempre capace di soddisfare le aspettative dei nostri clienti salernitani e di stupire il palato dei forestieri”. “Ci prepariamo ad accogliere l’estate con un menù ad hoc – ha proseguito Trotta – tra i piatti forte della cucina ci sono il risotto al limone e lo gnocco di patata con vellutata di broccoli, grazie ad entrambi riscontriamo un notevole successo”. 

La pizza è un altro filone gastronomico che Il piacere del Gusto accoglie per completare il ventaglio della sua proposta. Il pizzaiolo Bruno Di Dato, per realizzare il suo disco di pasta, lavora nel rispetto del disciplinare stabilito da STGSpecialità Tradizionale Garantita. “Il marchio Specialità Tradizionale Garantita stabilisce un procedimento metodico per la pizza affinchè risulti un prodotto salubre e digeribile – spiega Bruno Di Dato – è molto importante saper gestire la maturazione dell’impasto, i tempi di cottura e la freschezza degli ingredienti”. “Prediligo la semplicità con prodotti di eccellenza – prosegue il pizzaiolo salernitano – il tradizionale tricolore della pizza basta ad esaltare il concetto di bontà mediterranea. Attingo i miei ingredienti dal territorio che mi circonda, come l’olio del salernitano, il pomodoro del Piennolo del Vesuvio e la buonissima Mozzarella di bufala Campana”. 

Mercoledì 3 aprile presso la Reggia di Caserta 8 chef pasticceri si misureranno sul tema della pastiera 4.0.

Con focus sull’innovazione della tradizione attraverso la loro personale interpretazione della pastiera tradizionale preparata con grano e ricotta.

Quella della pastiera è una tradizione che si tramanda da generazioni, con la medesima ricetta di sempre e la certezza di trovarla servita a tavola a Pasqua. Ma cosa succederebbe se si provasse a stravolgerne la ricetta proiettandola in una dimensione nuova, più attuale? Pastiera 4.0 è il tema su cui provano ad interrogarsi chef, imprenditori ed altri professionisti riuniti mercoledì 3 aprile presso la maestosa Reggia di Caserta e chiamandola in causa a svelarsi nella sua versione più innovativa, servita nel Terzo Millennio per l’appunto, pur mantenendone intatta la natura.

Chef emergenti provenienti da nord e sud dello Stivale metteranno così la loro esperienza e le loro competenze a disposizione di sua maestà la pastiera interpretandola nell’era digitale e dandole una versione più aggiornata preservando i due ingredienti principali che ne rappresentano l’anima: grano e ricotta di bufala.

Questo ambizioso progetto lanciato dal Consorzio Ricotta di Bufala Campana DOP, ha giustamente coinvolto l’azienda Chirico, eccellenza del grano cotto da sempre abbinato alla pastiera e non solo, a partecipare con l’altro ingrediente portante della pastiera e invitandolo ad essere così partner di un innovativo quanto mediatico esperimento in una location d’eccezione. Sarà la spettacolare Reggia di Caserta, la residenza reale più grande al mondo, e precisamente le Regie Cavallerizze sede del Consorzio Ricotta di Bufala DOP ad ospitare dunque la prima edizione di Pastiera 4.0 con il coordinamento de La Scuola di Alta Formazione Dolce & Salato degli Chef Giuseppe Daddio e Aniello di Caprio che hanno coinvolto 8 Chef di Pasticceria a realizzare le loro personali rivisitazioni della pastiera, e che parteciperanno il 3 aprile per presentare il proprio prodotto esaltandone gli ingredienti utilizzati.Gli chef presenti all’evento sono: Antonio Angora, Salvatore Tortora, Marco Aliberti, Mario Di Costanzo, Michele Cappiello, Vincenzo Faella, Gennaro Peluso, Raimondo Esposito.

Se gli chef si occuperanno di mettere in pratica una rivoluzionaria impresa di pasticceria, ad esperti e imprenditori andrà il compito di farlo in ambito teorico attraverso un breve seminario informativo in cui saranno presentate le caratteristiche della Ricotta di Bufala sugli usi tradizionali e alternativi. Seguirà la presentazione dell’esperienza del Grano Cotto all’interno della Pastiera e come addensante, grazie all’amido gelificato. A condividere le loro esperienze di uso non tradizionale degli ingredienti, si pronunceranno alcuni ospiti della manifestazione tra addetti ai lavori e personaggi dello spettacolo annunciati dal moderatore Angelo Cerulo, Responsabile Ansa Campania: sul palco si alterneranno la conduttrice tv Veronica Maya, Luigi Cremona critico gastronomico, il neo campione italiano di pasticceria Alessandro Bertuzzi, lo chef Giuseppe Daddio della scuola Dolce & Salato, il

Presidente del Consorzio Ricotta di Bufala Campana DOP Benito La Vecchia, l’esperto di costume Mino Cucciniello, Mario Palma amministratore dell’azienda Chirico.

Dulcis in fundo… perché è proprio così che terminerà l’evento, con la degustazione da parte degli ospiti tra stampa, influencer, addetti ai lavori delle pastiere:rigorosamente 4.0.

 

Ufficio Stampa:

Cristiana Giordano

 

 

 

 

Cena dedicata al Provolone del Monaco Dop il 10 aprile alle ore 20.30 al ristorante Mangiafoglia

 Durante la serata in degustazione varie stagionature del Provolone dei Monti Lattari

In collaborazione con il Consorzio di Tutela del Provolone del Monaco e Onaf

Da segnare assolutamente in agenda il prossimo evento a cura del Ristorante Mangiafoglia, il 10 aprile alle ore 20.30, in via Giosuè Carducci n°32. La serata è interamente dedicata al Provolone del Monaco Dop, il formaggio stagionato più famoso della Regione Campania, che sarà al centro di una serata organizzata da Stefano Civita, patron del ristorante Mangiafoglia, nella zona della riviera di Chiaja.

Il programma della serata prevede un menù completo di 4 portate, realizzato dalla chef Costanza Fara, tutto a base di Provolone del Monaco Dop. Il pezzo forte della serata sarà la degustazione di una “verticale” del rinomato Provolone dei Monti Lattari declinato in tre stagionature. La degustazione sarà guidata da un assaggiatore professionista dell’Onaf di Napoli.

Si parte dal minimo previsto dal disciplinare: quello di sei mesi per poi puntare, decisi, ai dodici mesi. L’ultimo in degustazione è il ricercatissimo 18 mesi.

Presenti i rappresentanti del Consorzio di Tutela del Provolone del Monaco Dop, che oltre a fornire notizie e curiosità sul prodotto, consegneranno a fine serata l’attestato di fedeltà al ristorante che entrerà a fare parte ufficialmente nella rosa degli esercizi che difendono tipicità e territorio dagli assalti della contraffazione.

Il menu della serata:

 

ANTIPASTO: crema di porro con fonduta di Provolone del Monaco Dop

PRIMO: pasta e patate al sentore di rosmarino e Provolone del Monaco Dop

SECONDO: tortino di Alici con Provolone del Monaco Dop su vellutata di piselli.

DEGUSTAZIONE: verticale di Provolone del Monaco Dop (tre stagionature)

DESSERT: sorbetto alla pera con una cialda di Provolone del Monaco Dop.

 

Ufficio Stampa:

Roberta Raja

Maddaloni, 5 Aprile. La Dolce & Salato presenta Alumnia:
identità occupazionale ieri, oggi e domani con gli ex allievi e i nuovi allievi

Alumnia, identità occupazionale ieri, oggi e domani è l’incontro che si terrà venerdì 5 aprile alle 18 alla scuola di alta formazione per cuochi e pasticcieri Dolce & Salato di via Forche Caudine degli chef Giuseppe Daddio e Aniello di Caprio. Un appuntamento, nel luogo più importante della gastronomia campana nato più di vent’anni fa, che vedrà insieme gli ex allievi ed i nuovi allievi dell’ente casertano per raccontare le opportunità di carriera, di sviluppo culturale e professionale e favorire l’amicizia.

Momento fortemente voluto dai docenti promotori della formazione e dagli allievi che hanno frequentato l’istituto di formazione accreditato alla Regione Campania per promuovere l’incontro e il confronto e far emergere e valorizzare le esperienze e i valori. Alumnia vuole essere una Community in cui raggruppare l’immenso potenziale umano che è energia per tutto il team della scuola, per il territorio e per gli allievi, con la condivisione di spazi, lezioni, studio, tempo libero, passioni ed ambizioni, imparando a conoscersi e, talvolta, confrontarsi anche animatamente, ma sempre con rispetto reciproco. L’obiettivo di tale Community è quello di riuscire a tenere agganciate le persone che hanno partecipato ai Master Dolce & Salato della scuola ed esperienze di stage in strutture importanti proposti in Italia ed all’estero.
“Sarà uno spazio in cui si racconterà il presente e si progetterà il futuro – affermano gli chef Daddio e Di Caprio – e nel corso della kermesse annunceremo la nostra partecipazione al World Food Exhibition TuttoFood di Milano con la regione Campania, dove Alumnia troverà il suo rapporto di sinergia tra imprenditori e formati uscenti dalla scuola per la valorizzazione dell’identità occupazionale del Sud”.
Il 5 aprile, con i due chef fondatori della Dolce & Salato, ne discuteranno: il sindaco di Maddaloni, Andrea De Filippo, il presidente della Provincia, Giorgio Magliocca, Bruno Cortese e Gianluca Abbruzzese progetto Foodnandopoli, chiuderà Chiara Marciani, Assessore alle Pari Opportunità
Formazione della Regione Campania. L’incontro sarà moderato da Vincenzo D’Antonio, giornalista di Italia a Tavola. Per le testimonianze, ci saranno: il pastry chef Mario Di Costanzo che tratterà il tema “attività di placement” e alcuni chef ex allievi della Dolce & come Angelo Carannante, Felice
Pragliola, Vincenzo De Luca, Ciro Montefusco, Domenico Serra.
La mission di Alumnia sarà non disperdere l’immenso capitale culturale che gli allievi “lievitano” nel percorso dei Master della scuola Dolce & Salato.

 

Ufficio Stampa:

Dolce & Salato – Scuola di cucina e pasticceria

Il Cilento è terra di Dieta Mediterranea, lo stile di vita legato al cibo buono e sano, ma è anche territorio di formidabili realtà di ristorazione, come il ristorante pizzeria Olì360 a Battipaglia. Gli interni sono pieni di richiami alla vita contadina, aspetto molto presente nella tradizione battipagliese. Antico e moderno si incontrano in questa destinazione del gusto a Battipaglia.

Il rame come materiale che riveste alcuni dettagli del locale, come il forno a legna, rivela accenni allo stile industrial di grande tendenza nel panorama della ristorazione. La cucina di Olì360 è un viaggio attraverso i sapori della nonna, un repertorio gastronomico che attinge gli ingredienti dal territorio cilentano. Lo chef Sabatino Sicignano accoglie nella sua cucina il frutto del lavoro di agricoltori che lavorano la terra e riportano in auge tesori agroalimentari che solo in Cilento si possono trovare. “Con il progetto Olì 360°, meta gastronomica completa in quanto unisce l’offerta della pizzeriaa quella del ristorante, del bar e persino del sushi – spiega lo Sicignano – vogliamo riportare a tavola un concetto autentico di piatto legato alla tradizione di Battipaglia”. A spiegare questi principi di buona tavola è l’utilizzo di prodotti di eccellenza locali come il formaggio blu di Jersey, “un prodotto tipico prodotto con latte di vacche allevate sui Monti Lattari” afferma lo chef di Olì360. Il paniere di prelibatezze utilizzate nella cucina del ristorante battipagliese sono i Fagioli tabacchielli: “una varietà che veniva utilizzata dalle nostre nonne nella cucina quotidiana” ha spiegato Sabatino Sicignano.

La realtà di Olì360 lavora ogni giorno con la massima qualità dei prodotti, per questo sposa la filosofia di Jamonita. Azienda di Nocera Inferiore specializzata negli alti cibi, punto di riferimento per i professionisti della ristorazione che abbracciano la qualità e il gusto inconfondibile dei prodotti di cucina italiani. Fra questi la crema di zucca, che lo chef Sabatino Sicignano ha utilizzato per i paccheri dell’Antica Maccheroneria trafilati al bronzo, insieme al capocollo croccante tagliato a listarelle e completato da fonduta di Provolone del Monaco Dop.

Anche la pizzeria è pensata per essere in autentico stile Olì 360°: la passione per le materie prime del territorio incontrano la creatività del pizzaiolo Vincenzo Ceruso che, lo scorso 27 marzo, giorno del primo anniversario di attività per Olì360, ha presentato una pizza con Fior di latte di Agerola, capocollo di maialino nero casertano, Blu di bufala e basilico essiccato. Per la presenza del formaggio erborinato, il pizzaiolo ha consigliato di abbinare gli spicchi a del miele artigianale di Benevento.

“Olì360 è un progetto che premia la qualità dei prodotti, come quelli che finiscono sul disco di pasta di Vincenzo Ceruso e nei piatti dello chef Sabatino Sicignano – ha spiegato il patron di Olì Luigi RussoOlì è un progetto che punta alla formazione dei nostri ragazzi, trasferisce loro le conoscenze delle materie prime in modo che possano acquisire una sana filosofia di ristorazione”.

NEW OPENING “Ottocento Napoletano Accademia”

Fondazione Istituto Pennese

 

La storica struttura di Palazzo Pennese di Portici, venerdì 5 aprile ore 19.30, vedrà l’inaugurazione  della Fondazione “Istituto Pennese” e dell’annessa scuola enogastronomica “Ottocento Napoletano Accademia”, nata dal progetto Ottocento Napoletano datato 2011 supportato dal patrocinio morale della Curia Arcivescovile di Napoli.

Palazzo Pennese ospita l’“Ottocento Napoletano Accademia” sotto la direzione del Dott. Stefano Silvestro; la struttura si sviluppa su quattro piani e con attrezzatissimi laboratori di pasticceria, gastronomia, pizzeria, panificazione, informatica, con sala polifunzionale e salone conferenze, oltretutto adibita a piccoli e grandi eventi è l’elegante Sala Ovale come l’attrezzata terrazza adiacente al Lounge Bar.

Nella cappella gentilizia del palazzo inoltre,ha sede l’Orchestra della “Compagnia degli Artisti”.

 

Il progetto “Ottocento Napoletano Accademia” dedicato alla memoria di Monsignore Pinto, propone corsi di formazione professionale biennali o quinquennali, che garantiscono preparazioni d’ eccellenza in ambito enogastronomico e un rapido ingresso dello studente nel mondo del lavoro.

Le finalità della Fondazione sono riassumibili in tre punti:

– Assistenza ai bisognosi.

Il progetto Ottocento Napoletano ha voluto, innanzitutto, dare assistenza ai più bisognosi con la creazione della “Mensa del Buon Samaritano”avente un bacino di utenza di bisognosi provenienti dai Comuni di Portici, Ercolano, S. Giorgio a Cremano, Torre del Greco e Napoli.

Formazione professionale enogastronomica dei giovani a rischio di condizionamento camorristico. Completata con laboratori di informatica, lingue, musica, scienze dell’alimentazione ed anche un laboratorio di Cultura e Lingua  Napoletana.

Diffusione della cultura affidata alla “Compagnia degli Artisti” riconosciuta e apprezzata a livello internazionale, opererà con laboratorio teatrale, danza e orchestra.

 

L’“Ottocento Napoletano”srl società BENEFIT ai sensi della L. 28 dicembre 2015, n. 8 con il controllo dello Stato.

La Fondazione Istituto Pennese, inoltre ospita il RCEEDAO un’associazione (O.N.G.) senza scopo di lucro, di diritto Belga, con sede a Bruxelles, in Belgio.

 

L’evento si articolerà:

Ore 19.30 Santa Messa nella Cappella della Fondazione Pennese

Ore 20.45 Taglio del Nastro con la presentazione di Edda Cioffi sulle note del soave violino del Maestro Antonio Mazza e della Fisarmonica del maestro Sasà Piedepalumbo

Ore 21.00 Apertura del Buffet realizzato dal “Maggio Banqueting” e dal “Amis Catering”, accompagnamento musicale  a cura dei Soul Food Band

Taglio Torte in memoria di Monsignor Pinto e in augurio del progetto Ottocento Napoletano sulle note del Sax del Maestro di Michelangelo Nuzio

Gli ospiti interessati saranno accompagnati in una visita guidata di Palazzo Pennese

 

 

Fondazione Istituto Pennese

Via Vittorio Emanuele n.2

Portici NA

 

Ufficio Stampa:

Angela Merolla

 

Jeff Kinney, l’autore del diario di una schiappa a cena da Umberto ristorante per gustare la pizza schiappa.

Tappa gastronomica per l’autore del best seller mondiale “Diario di una Schiappa” prima della visita a Scampia

Jeff Kinney, l’autore della serie best seller mondiale Diario di una Schiappa, per la prima volta in visita nel quartiere di Scampia, venerdì 29 marzo alle ore 10.00, ha impreziosito il suo soggiorno prediligendo, alla vigilia della conferenza stampa, una cena da Umberto Ristorante.  Per l’occasione, il Ristorante Umberto, ripropone la ‘Pizza Schiappa’ una pizza con il volto del pupazzo Greg, protagonista del best seller famoso in tutto il mondo, sarà possibile gustare la simpatica ‘Pizza Schiappa’ dal 28 al 29 marzo presso lo storico Ristorante di Chiaia.

 

Jeff Jinney è a Scampia -Venerdì 29 marzo 2019 – ore 10.00 presso l’Istituto Alberghiero Vittorio Veneto, ad accompagnarlo in quest’ avventura,  ci sarà lo scrittore e direttore artistico del festival Salerno Letteratura Francesco Durante, che lo scorso anno ha compiuto l’impresa di tradurre il primo me della serie Diario di una Schiappa in Napoletano, ‘O Diario ‘e nu Maccarone, iniziativa che l’anno scorso Umberto ha sostenuto, creando in vista della conferenza stampa a Napoli, la realizzazione della Pizza Schiappa che ha riscosso grande successo soprattutto nel pubblico dei ‘giovanissimi’.

Dall’amicizia con Rosario Esposito La Rossa, fondatore della libreria La Scugnizzeria, è nata un’idea che sembrava impossibile ma che si è tradotta in realtà: portare uno degli autori più amati dai ragazzi e più celebri al mondo nel cuore di Scampia, dove tanto e da tanti anni, Rosario, la moglie Maddalena Stornaiuolo e un gruppo affiatato di compagni di progetti e di idee stanno facendo per far rinascere il quartiere. E puntando su bambini e ragazzi, offrendo luoghi e attività da condividere, opportunità per crescere insieme, attività teatrali, artistiche e letterarie.

 

Il Ristorante Umberto di Via Alabardieri, a due passi da Piazza dei Martiri, noto per la capacità di onorare la tradizione, da oltre cento anni, riuscendo sempre a riflettere la modernità, accoglie e sostiene queste belle iniziative, essendo in linea con la mission aziendale, cioè quella di attestarsi come promotore del territorio e aggregatore sociale.

 

Ufficio Stampa:

Roberta Raja

A la città della pizza 2019 un menu di oltre 100 proposte per raccontare il prodotto italiano più amato del mondo.

 I migliori pizzaioli dello Stivale per una tre giorni da non perdere.

A completare il calendario laboratori, workshop, convegni.

Spazi dedicati agli addetti ai lavori e ai più piccoli.

Roma si prepara a vivere una tre giorni ricca di gusto, con sapori e aromi provenienti da ogni angolo della Penisola. Saranno infatti più di 60 – tra pizzaioli, chef e personalità del settore – i protagonisti della terza edizione de La Città della Pizza, il grande evento, organizzato da Vinòforum in collaborazione con Ferrarelle, in programma a Roma da venerdì 12 a domenica 14 aprile presso gli oltre 5.000mq di Ragusa Off (Via Tuscolana, 179).

In prima fila le cosiddette “case”, le “temporary pizzerie” suddivise nelle categorie “Napoletana”, “All’italiana”, “A degustazione”, “Romana”, “Al taglio” e “Fritta”, alle quali va aggiunto lo spazio dedicato ai “Fritti all’italiana”, per un quadro generale di 12 postazioni giornaliere. Non mancherà inoltre, a grande richiesta, un’area riservata al “Gluten Free”. Nel menu di ogni pizzeria ci saranno una margherita o una marinara, un cavallo di battaglia e una special edition creata appositamente per la manifestazione, per un totale di oltre 100 pizze differenti. Si va dunque dai classici intramontabili a proposte più estrose, come, solo per fare alcuni esempi, la Dolce Forte (con impasto al cacao, cinghiale sfilettato, lardo di Cinta Senese, pecorino stagionato in fiocchi, olive nere al forno e olio evo), la Irpina(con cipolla ramata di Montoro, pancetta croccante, fior di latte, Castagna di Montella IGP, patata di Trevico, lardo, basilico e olio evo) o, per finire, la Verdicchio e Ciauscolo (con ciauscolo croccante, crema di Verdicchio, fior di latte e julienne di porri). Tra i fritti, immancabili supplì, crocchette, arancini, frittatine di pasta e altre golose creazioni.

Ecco quindi, giorno per giorno, tutti i protagonisti selezionati – in base al manifesto dell’evento: www.lacittadellapizza.it/il-manifesto – dal team di autori composto da Emiliano De Venuti, ideatore e CEO di Vinòforum, dal maestro pizzaiolo Stefano Callegari e dai giornalisti Luciano Pignataro, Tania Mauri e Luciana Squadrilli.

Venerdì 12, a partire dalle ore 18.00 e fino alle 24.00, accendono i forni:
Alessio Mattaccini (Spiazzo), Francesco Arnesano (Lievito, Pizza, Pane), Tommaso Vatti (La Pergola), Carlo Sammarco (Carlo Sammarco Pizzeria 2.0), Angelo Pezzella (Angelo Pezzella Pizzeria Con Cucina), Valentino Tafuri (3 Voglie), Marco Rufini (Casale Rufini), Giuseppe Pignalosa (Le Parule), Angelo Tantucci (Capriccio), Francesco Di Ceglie (Il Monfortino), Giancarlo Casa (La Gatta Mangiona), Carmine Donzetti (Pizza & Fritti).

Sabato 13, dalle ore 11.00 alle 24.00, vanno in scena:
Martino Bellincampi (Pastella), Mario Panatta e Sara Longo (Pizza Chef), Davide Fiorentini(‘O Fiore Mio), Angelo Greco e Giuseppe Furfaro (Trianon), Rosario Ferraro (L’Antica Pizzeria da Michele), Matteo Aloe (Berberè), Sami El SabawySalvatore Santucci (Ammaccàmm), Lello Ravagnan (Grigoris), Errico Porzio (Pizzeria Porzio), Giuseppe Maglione (Daniele Gourmet), Fabio e Michele Tramontano (Al ritrovo degli amici).

Domenica 14, dalle ore 11.00 alle 22.00, giornata di chiusura affidata a:
Marco e Antonio Pellone (Ciro Pellone Pizzeria), Filomena Palmieri (Pizzeria Da Filomena), Denis Lovatel (Da Ezio), Ciccio Vitiello (Casa Vitiello), Vincenzo Esposito (Carmnella), Alessandro Coppari (Mezzo Metro), Mirko Rizzo e Jacopo Mercuro (180g Pizzeria Romana), Ciro Salvo (50 Kalò), Pier Daniele Seu (Seu Pizza Illuminati), Ivano Veccia (Qvinto), Roberto Orrù (Sa Scolla), Isabella De Cham, (Isabella De Cham Pizza Fritta).

A firmare la proposta gluten free saranno, per tutta la durata dell’evento, Diego Vitagliano e Sara Palmieri (10 Diego Vitagliano). Sarà presente infine “La Casa della Semola”, uno spazio firmato da Casillo e dedicato alla pizza realizzata con Semola d’Autore 100% grano duro. Tante le possibilità di abbinamento, potendo scegliere tra le diverse etichette di birre artigianali firmate Baladin e i vini biologici marchigiani dell’Azienda Vitivinicola Ciù Ciù.

“Forti dell’esperienza delle due precedenti edizioni – dichiara Emiliano De Venuti – abbiamo ancora una volta riunito i migliori interpreti della pizza in Italia. Questo per offrire ai visitatori l’opportunità di vivere un’esperienza unica, degustando piccoli capolavori provenienti da diverse regioni italiane. La Città della Pizza si conferma come il luogo di incontro ideale tra i grandi artigiani di questa icona gastronomica e il pubblico degli appassionati”.

Per chi desidera trascorrere momenti ancora più coivolgenti sarà possibile partecipare – solo su prenotazione – agli appuntamenti di “Maestri in Cucina Ferrarelle”, pranzi e cene a quattro e sei mani che vedranno al forno, e ai fornelli, maestri pizzaioli insieme a grandi chef. Queste le coppie, e per ultimo un terzetto, all’opera: venerdì 12, ore 20.30, Giuseppe Vesi (Pizza Gourmet) e Paolo Trippini (Trippini); sabato 13, alle ore 13.30, Luca Belliscioni (Pizzeria Sesamo)e Fabio Vorraro (Mamma Elena Restaurant), e, alle 20.30, Salvatore Grasso (Pizzeria Gorizia 1916)e Mattia Filosa (Civico 57); domenica 14, alle 13.30, Ciro Scamardella, (Pipero), Diego Vitagliano (10 Diego Vitagliano) e Salvatore Di Matteo (Di Matteo). A rendere ancora più esclusivo ogni incontro, gli abbinamenti con lo Champagne Rosé firmato Ruinart, la più antica Maison de Champagne.

Ricchissimo il calendario convegnistico, con laboratori e workshop dedicati rispettivamente ad appassionati e addetti ai lavori, che spazieranno in lungo e in largo nell’universo pizza. Tra i protagonisti ci saranno: Franco Pepe (Pepe in Grani), Gabriele Bonci (Pizzarium), Renato Bosco (Saporè), Francesco Martucci (I Masanielli), Francesco e Salvatore Salvo (Pizzeria Francesco&Salvatore Salvo), Marzia Buzzanca (Percorsi di Gusto), Teo Musso (Baladin), Fabrizio Franco e Omar Abdel Fattah (Pane e Tempesta), Salvatore Gatta (Fandango), Paolo De Simone (Da Zero), Angelo Rumolo (Pizzeria Castello), Fabio Ciriaci (Gusto Madre Alba), Luigi Cippitelli (Pizzeria Luigi Cippitelli), Walter Musco (Bompiani), Roberta Esposito (La Contrada), Pasqualino Rossi (Elite), Edoardo Papa (In Fucina), Petra Antolini (Settimo Cielo), Angelo Iezzi (Presidente Associazione Pizzerie Italiane), Giancarlo Giambarresi (Presidente dell’Associazione Panificatori Fiesa Assopanificatori Confesercenti di Roma).

Per i più piccoli in programma i divertenti ed educativi “Kids Lab”, realizzati anche quest’anno grazie alla collaborazione con Boing (canale 40 del DTT) e Cartoonito (canale 46 del DTT) e dedicati appunto ai bambini dai 4 ai 12 anni.

Sul palcoscenico di “Stand up Pizza”,organizzato in partnership con Pizza On The Road, si esibiranno inoltre, suddivisi in quattro sessioni (sabato e domenica, ore 11.30 e 15.30) i 10 pizzaioli selezionati per l’omonimo contest, che consentirà al vincitore di partecipare alla prossima edizione de La Città della Pizza.

Altri contenuti importanti saranno quelli di “Emergente Pizza Chef” e “Emergente Chef d’Italia”, format firmati dai giornalisti Luigi Cremona e Lorenza Vitali. A sfidarsi per ottenere la qualificazione alla finale nazionale, in programma ad ottobre, saranno in questo caso gli “emergenti” del Centro-Sud (under 30 per gli chef e under 35 per i pizzaioli).

Non mancherà infine un’area riservata alle “Materie prime”, con focus sui principali ingredienti della pizza: farina, pomodoro, mozzarella e olio extravergine di oliva, che saranno al centro di degustazioni e incontri tematici in compagnia di importanti aziende produttrici.
La Città della Pizza darà spazio anche a tutti quegli ingredienti d’eccellenza che rappresentano il topping perfetto nei menu di tante pizzerie: dal Prosciutto di San Daniele Dop, rappresentato dal Consorzio di Tutela, ai pomodori e le conserve di Casa Marrazzo, passando per i Tartufi, il Caviale, le Alici, il Tonno e la Mortadella di Bologna Igp.

Ufficio Stampa:

MG Logos

 

A Piazza Carità, a pochi passi dalla centralissima Via Toledo e dal caratteristico contesto dei Quartieri Spagnoli, il ristorante pizzeria Mattozzi è il punto di riferimento per chi vuole entrare in contatto con la verace cultura partenopea, provando l’imbarazzo della scelta di fronte a un menu ricco di prelibatezze tipiche. I piatti proposti racchiudono un denso valore storico. Aspetto che fa di questo ristorante una gustosa attrattiva per i turisti e, per i napoletani, una conferma della bontà storicamente conosciuta della cucina campana.

Per essere incentrato sui sapori tipici e per la sua attività che inizia nel 1833, questo ristorante è segnalato come uno dei Locali Storici d’Italia. Il forno a legna posto all’ingresso del locale, con il tipico aspetto decorato a mosaico, e altri richiami alla napoletanità come i grappoli di pomodori del Piennolo, sono dettagli che attribuiscono al Mattozzi la valenza di patrimonio storico – culturale.

“Mattozzi” perpetua la tradizione gastronomica napoletana.

Paolo Surace, titolare del Mattozzi e figlio di una lunga generazione di ristoratori per passione, descrive il suo ambito lavorativo come un capitolo di storia napoletana, fatto dell’artigianalità dei pizzaioli che lavorano per mantenere viva la tradizione.“Le mani dei pizzaioli napoletani, con il loro saper fare, sono diventate patrimonio immateriale dell’Unesco come tutti sappiamo – ha spiegato Paolo Surace – per il disciplinare che codifica la pizza nelle sue caratteristiche del cornicione alveolato alto 2 cm e i prodotti di eccellenza con cui è nata, come la mozzarella di Bufala Campana e l’olio extravergine di oliva, è un piatto che non si reinventa perchè è scritto nella tradizione” ha proseguito Surace.

Il successo di Mattozzi è nato dall’incontro tra la famiglia di ristoratori il cui nome viene conservato per il ristorante e Alfredo Surace. Capostipite della generazione che, con il nipote Paolo, continua mantenere vivo il prestigio culturale della gastronomia napoletana.

“Mio nonno Alfredo ha iniziato a lavorare come capo cameriere presso il primo ristorante aperto dai Mattozzi a Piazza Borsa – ha spiegato Paolo Surace – la sua intraprendenza gli ha permesso in seguito di prendere in gestione l’attuale locale di Piazza Carità, fondandolo come secondo punto vendita negli anni Cinquanta”. La passione per la ristorazione è stata tramandata alla seconda generazione con Raffaele Surace, che ha avuto il merito di fondare l’Associazione Verace Pizza Napoletana nel 1984. Progetto che difende la partenità napoletana della vera pizza e ne perpetua la tradizione formando nuove generazioni di pizzaioli. Oggi la gestione del ristorante in Piazza Carità è nelle mani del bravissimo Paolo Surace, che accoglie gli ospiti con cordialità e gentilezza. Abile nello spiegare i piatti proposti dalla casa, Paolo riesce sempre a indirizzare verso la giusta scelta per un’esperienza di gusto soddisfacente.

La pasta patate e provola, tradizionale piatto filante, è un capolavoro del gusto che coinvolge i sensi. La pizza margherita è un omaggio alla tradizione per il suo impasto fragrante e il contrasto fra il gusto acidulo del pomodoro San Marzano con il profumo della Mozzarella di Bufala Campana, che si può descrivere solo assaggiandola. A completare l’opera una generosa aggiunta di foglie di basilico che rende ogni spicchio completo di tutti i componenti della pizza. L’offerta del ristorante è un repertorio tipico che invoglia a prendere parte al tradizionale stile di vita partenopeo, con lo “Spaghetto alla Poveriello“, “un’aglio olio e peperoncino completato dall’ aggiunta di un uovo all’occhio di bue” spiega Surace. Completano il menù altri classici della cucina partenopea come la pasta fagioli e cozze, gli gnocchi alla sorrentina e lo spaghetto al pomodoro. Altri spunti per apprezzare l’offerta gastronomica del Mattozzi sono classici della cucina nazionale come le fettuccine alla bolognese, il minestrone, le lasagne al forno e gli Spaghetti alla Carbonara.