Maurizio De Riggi e Katharina Mosseng presentano il primo
Lofoten Seafood Center

deriggi-lofotenAl Convento Padri Trinitari di Somma Vesuviana, lo chef campano Maurizio De Riggi e l’imprenditrice norvegese Katharina Mosseng presentano il progetto “Lofoten Seafood Center”, un centro di cultura e produzione sulla sostenibilità legata al mare e alla pesca. Il progetto mira a far avvicinare il consumatore alla conoscenza di un prodotto dalla fase di pesca, alla scoperta del percorso di allevamento sostenibile, alla trasformazione, alla cucina. “Questo progetto che unisce la Campania alla Norvegia – dichiara Maurizio De Riggi – nasce dalla volontà di capire e raccontare che siamo ciò che siamo grazie alle contaminazioni culturali. La mia cucina fondata su forti convinzioni etiche, su cui si muove una ricerca di equilibrio dei contrasti, nutre un profondo rispetto delle tradizioni, pur convinto che, cambiando i gusti delle nuove generazioni, la  tradizione proposta uguale a se stessa può rivelarsi un fallimento. Per questo motivo, partendo delle tematiche ecologiche, ho iniziato questo progetto con le isole Lofoten da un ingrediente in comune: lo Stoccafisso. Il primo viaggio a Leknes mi è servito per scoprire una terra che mi ha segnato per la profonda attenzione alla materia prima e per il rispetto all’ambiente. Ho scoperto un elemento in comune tra la mia cucina e l’attenzione del Lofoten Seafood Center alla materia prima”.
deriggi-mosseng“Maurizio è un giovane chef con un genuino interesse per il territorio, per il cibo e per smuovere le coscienze – sostiene Katharina Mosseng. La sua attenzione rivolta soprattutto ai più giovani è per noi del Lofoten Seafood un punto di forza che ci consente di guardare alla categoria sulla quale far leva per il futuro.Grazie alla collaborazione con Maurizio ha preso forma il Lofoten Seafood Center, grazie al quale restituiamo tra l’altro attenzione allo stoccafisso che da oltre 600 anni ha dato tanto alla mia terra e che ha trovato in Somma Vesuviana, fin dai tempi dei Borboni, l’eccellente luogo di trasformazione di questo prodotto. Ed è grazie a quel lavoro, che continua ancora oggi, che possiamo continuare a portare lo stock oltre i confini del territorio norvegese. Lo stock, oltre ad essere un prodotto di eccellenza, è uno dei prodotti più naturali e sani e con il contributo sinergico dell’industria, la formazione dei ragazzi e le idee innovative dei giovani chef il prodotto e la cultura possono continuare il loro viaggio”. Saranno proprio i giovani i tester di questa esperienza gastronomica, in quanto una classe di allievi di un istituto superiore norvegese fornirà l’indice di gradimento delle nuove ricette ideate dallo chef Maurizio De Riggi. “Ci aspettiamo – conclude De Riggi – che questo possa portare innanzitutto ad una conoscenza, a un coinvolgimento di giovani nel recupero della storia di un prodotto che rappresenta non solo una grande tradizione ma il futuro dei due territori” . Dal 3 giugno il Markus si sposta dunque in Norvegia per l’avvio di questo importante progetto fino al 12 settembre, data in cui i risultati del percorso prenderanno forma e vita al locale di San Paolo Belsito. Tra i piatti che Maurizio De Riggi prepara per la giornata di congedo “Stop &
Stock” vi sono: Stoccafisso e baccalà all’insalata; Mozzarellina di bufala con salmone affumicato a freddo con bacche di ginepro, pesto di capperi e olive e Pasta fredda con cremoso di parmigiano reggiano e salmone affumicato con polvere di prezzemolo.

 

Antonio Puzzi 

 

Tenuta Riccardi Toscanelli presenta “ CUORE PERDUTO ” il suo vino rosso.

Elegante espressione toscana, nelle migliori enoteche Campane.

Vini“Elisa Toscanelli, la signora della vigna, perse il ciondolo a forma di cuore, regalatole dal suo amato. Non fu più ritrovato. Si narra che sia finito in un tino e che possa trovarsi in una bottiglia di vino. Per questa ragione nasce “ Cuore Perduto ”.

Il fascino di una storia riportata in un’antica pergamena, un racconto che ha il potere di far sognare a occhi aperti.

A Pontedera in provincia di Pisa si estende Tenuta Riccardi Toscanelli con la sua imponente villa settecentesca, l’immenso parco e le vigne che morbide si adagiano su questo lembo di campagna toscana.

Nadia Carolina Negro è lei l’anima di Tenuta Riccardi Toscanelli, la produttrice che dai vigneti di Sangiovese, Canaiolo, Merlot,Syrah, Viognier e Vermentino, ha dato vita a sei etichette, ognuna con una propria personalità.

I vini Tenuta Riccardi Toscanelli in commercio dal 2015,vantano una linea di punta:

Cuore Perduto, Cuor Rosè e Occhi Verdi.

CUOR ROSE’- da uve Canaiolo 100%

Esprime la piacevolezza dei profumi di fragola selvatica e sottobosco, vino di buona freschezza con finale morbido, ben bilanciato e persistente.

OCCHI VERDI – da uve Viognier 100%

Si presenta giallo paglierino dai riflessi verdognoli, al naso note di frutta gialla, al gusto fresco e avvolgente al tempo stesso.

Ogni vino la sintesi del vigneto, del lavoro scrupoloso, dalla pianta alla bottiglia.

Ma Cuore Perduto è il vino che Nadia ha immaginato e poi fortemente voluto come una vera promessa d’amore,  una liaison che fosse per sempre.

CUORE PERDUTO, blendda uve Sangiovese, Merlot e Syrah; vino elegante, rubino vivace, porta i profumi intensi della frutta rossa polposa. Si lascia apprezzare per il sorso avvolgente, la freschezza e il tannino fine, la chiusura   morbida e piacevolmente persistenteriportaal palato il frutto promesso al naso.

Cuore PerdutoCuore Perduto , vino toscano che ad ogni sorso lascia immaginare splendori e amori passati, la sua beva corroborante dona allo spirito nuove emozioni.

Riconoscimenti ottenuti da Cuore Perduto :

– ConcoursMondial De Bruxelles 2016  Medaglia Argento

– “Pisano più schietto”  2017

– Decanter 2018  Medaglia Bronzo

– “Pisano più schietto”  2018

 

PER INFO E CONTATTI:

Tenute Riccardi Toscanelli
di Fattorie Toscane Sas di Nadia Negro & C.

Via della Cava 1 – 56025 Pontedera (PI)
Tel. + 39 0587 52534 – Cell. + 39 335 7884749

 

 

COMUNICAZIONE STAMPA E SOCIAL

Angela Merolla

Lo Chef Nino Cannavale a Festa a Vico con la Famiglia Ferraioli per Amore Furitano

ninoccannavaleLo Chef aversano Nino Cannavale sarà a Festa a Vico con Hostaria di Bacco di Furore per presentare  il suo semifreddo  “Amore Furitano”, dedicato ad Anna Magnani e che costituisce anche un omaggio all’impegno di oltre 38 anni da sindaco di Furore per Raffaele Ferraioli. Dopo quasi quaranta anni, infatti, uno dei sindaci più longevi d’Italia, ha scelto di non ricandidarsi nel piccolo comune della costiera amalfitana che  con lui è diventato  un paese dipinto e un paese albergo, nonchè promotore di innovative strutture come il parco urbano dedicato all’amore  denominato “Il Giardino della Pellerina” e  la destinazione museale per la  Villa della Storta, un tempo alcova furitana di Nannarella e Roberto Rossellini in Costiera, oggi museo permanente di Anna Magnani.

Lo Chef Nino Cannavale , durante il pomeriggio di domenica 2 Giugno, giornata inaugurale della prestigiosa  Festa a Vico, ideata a Vico Equense dal grande chef  Gennaro Esposito e che animerà il borgo della penisola sorrentina fino al 4 Giugno, consegnerà il dolce a Raffaele Ferraioli per una presentazione e degustazione collettiva alla quale potranno partecipare gratuitamente tutti   i visitatori presenti nella postazione dell’ Hostaria Bacco di Furore gestito da sempre dalla famiglia Ferraioli.

 

Nino Cannavale

Amore Furitano” è un semifreddo di pistacchio con latte di pezzata rossa, pera pennata e  tartufo Urbani. ll dolce “solidale” è una produzione Laboratorio Carditello di Chef Cannavale , ospitato presso la Coop Davar Onlus che si occupa di disabilità, ed è commercializzato dal Caseificio ABC Allevatori Bufalini Casertani di Vitulazio, in provincia di Caserta. Partner di progetto sono Dulcis in Fundo, la sindrome del cioccolato e Chantecler Capri.

 

Carlo Scatozza

Gennaro Barbato e la tradizione in cucina

La TerrazzaRicordi, profumi e sapori si incontrano su una terrazza che dà su una delle piazzette più antiche di Casoria. La neo-nata “La Terrazza Pizzeria & Trattoria” è il luogo perfetto in cui poter gustare la pizza autentica napoletana e i sapori della tipica cucina “della nonna”. L’attività, venuta al mondo dall’idea imprenditoriale di Gennaro Barbato , opera con professionalità e competenza al servizio della clientela e propone, a pranzo e cena, piatti della tradizione gastronomica locale, preparati con ingredienti dalla qualità indiscutibile.

<<Volevo creare un punto di riferimento per i clienti in cui poter vivere, assaggiando i miei piatti, un viaggio temporale e sensoriale che li riportasse al tavolo delle loro nonne>> e per rendere il suo sogno più reale, Gennaro Barbato ha scelto una location molto particolare:  all’interno di un palazzo storico, una rampa di scale porta alla graziosa pizzeria-trattoria in una terrazza che può ospitare fino a 55 persone.

Il tipo di ristorazione proposta guarda dunque al passato, le ricette sono, infatti, esattamente identiche a quelle antiche – frutto di 15 giorni di test – dalle materie prime, alla preparazione, alle ore di cottura. Ad esempio, uno dei cavalli di battaglia è la genovese preparata con cipolla ramata, pasta nel formato candela e tempi di cottura molto lunghi con un’attenzione particolare a tutto ciò che sta attorno alla pietanza: piatti rigorosamente in porcellana dipinta a mano.

Le nonne, si sa, ci vedono sempre “sciupati” ed è per questo che <<noi vogliamo che il piatto sia “scostumato”>> dice Barbato, intendendo l’abitudine di sua nonna – ma quella di tutti – di riempire abbondantemente i piatti così che le persone possano andare via con la pancia bella piena, soprattutto i professionisti che si fermano per il business lunch << a cui offriamo una pausa pranzo ricca, gustosa e conveniente>>.

 

impasto

<<Per quanto riguarda le pizze, utilizziamo la farina del Mulino Caputo che garantisce elevate prestazioni e risultati di altissima qualità; il nostro impasto biga, partendo da una base di lievitazione di 24 ore fino ad un massimo di 36, rende le nostre pizze estremamente soffici e altamente digeribili tanto che potreste tranquillamente mangiarne due>> come vuole d’altronde il dettame napoletano. Una delle idee innovative di questo giovane imprenditore è “la pizza del mese”: maggio è il mese della “Pizza col baccalà”, un accostamento nuovo e temerario ma che, siamo certi, non deluderà nemmeno i palati più raffinati.

Assolutamente da non perdere sono “I primi della nonna”: pasta e patate con provola , ziti al ragù napoletano, la genovese, linguine alla puttanesca con variante acciughe, fusilloni zucchine e gamberi. Tutte pietanze che vi porteranno indietro nel tempo a quando le vostre nonne vi accoglievano in casa con un bel piatto di pasta “scostumato”.

 

“A cena con Citrus”

Milione CitroChi ha detto che gelato e cucina non possano fondersi? Questa la domanda che ha spinto lo chef Gustavo Milione e la gelatiere Grazia Citro a coniugare le loro passioni. Da una parte la cucina mediterranea, tradizionale ma con occhio attento all’innovazione, dall’altra il gelato artigianale che, unendosi, hanno dato vita all’evento sperimentale e tutto particolare “A cena con Citrus” tenutosi al Via Porto Bistrot di Salerno. L’azzardo ha riscosso notevole successo tanto che i due protagonisti concordano: <<nonostante fossimo molto scettici circa l’evento, ci siamo accorti che i clienti hanno accolto positivamente la serata tanto che il locale ha  fatto sold out>>.

Accolto positivamente anche dal titolare del Via Porto Mario Salvati, verso cui lo chef ha profonda stima: <<la mia fortuna è aver trovato un titolare a cui il rischio non spaventa, mi supporta in ogni proposta. Alla fine le mie idee sono le nostre idee>>.

<<L’idea di mischiare cucina di mare con del gelato>>, ci dice lo chef Milione,  <<è nata quando un anno e mezzo fa ho conosciuto Grazia Citro che mi ha offerto del gelato alla mozzarella>> . L’incontro dunque è stato la chiave di volta che ha permesso allo chef di studiare le proprietà organolettiche del gelato per abbinarlo alla sua filosofia di cucina volta ad accostare dolce e salato, croccante e morbido.

Da parte sua Grazia Citro attraverso questa cena ha cercato di far comprende che l’associazione “gelato:fragola:periodo estivo” non ha modo di esistere dal momento che esso è un alimento che può tranquillamente stare nei menu a tutto tondo: dall’antipasto al dolce, utilizzando ingredienti particolari. Tuttavia, l’impresa è stata ardua, ha richiesto giorni di preparazione, studio e rispolvero di libri e regole: <<la cucina non è cucinato, ma studio scientifico>> , frase preferita del Milione. Infatti, i due per poter proporre un antipasto che coniugasse salmone e gelato allo yogurt hanno dovuto rielaborare, testare e riprovare per riuscire a trovare il giusto equilibrio di modo che i due ingredienti non cozzassero l’uno con l’altro.

salmone<<Gustavo mi ha dato modo di sperimentare e soprattutto di mettermi in discussione: uno degli antipasti prevedeva ostriche e gelato allo champagne. È stato tecnicamente molto complesso creare un gelato che avesse al suo interno l’alcool, cioè il più potente anticongelante. Alla fine ci sono riuscita ed è stato quello più apprezzato>>, tanto che la maitre gelatiere ha poi deciso di introdurre all’interno delle proposte del “Citrus” – il suo locale di Battipaglia e meta gastronomica degli amanti del gelato di alta qualità – una variante <<più mangiabile>> in gelateria con spumante e fragoline di bosco. L’evento dunque le ha dato la possibilità di creare un filo conduttore, di continuare a amalgamare i due aspetti, in questo modo <<”A cena con Citrus” non è stata una serata fine a sé stessa>>.

Tra le proposte della serata anche: gamberoni con gelato alla mozzarella di bufala e cacao; polpo e seppia con gelato al pomodoro; baccalà alla liquirizia e gelato alla papacella; tonno e pistacchio con gelato allo zenzero e limone e latte di cocco; tubetto e totano accoppiato al gelato ai ceci e cremoso affumicato.  Un’apoteosi di sapori, colori e odori che hanno fatto del gelato e della cucina di mare un’accoppiata vincente!

 

Marika Manna

Nel cuore di Siderno, borgo in provincia di Reggio Calabria, un locale dalle suggestioni americane ma dall’identità decisamente italiana: si chiama ‘Old West’, steakhouse di qualità e regno della pizza napoletana. Questa destinazione del gusto nasce quattro anni fa nella cittadina del reggino grazie alla passione per la ristorazione di Vincenzo Fotia, imprenditore del settore food e maestro pizzaiolo.

Vincenzo Fotia Old West

Vincenzo Fotia

Ambasciatore della tradizione pizzaiola napoletana, Fotia porta a Siderno il gusto di un autentico disco di pasta utilizzando ingredienti di prima qualità, una creazione che realizza nel rispetto dei dettami del disciplinare previsto: il maestro pizzaiolo è membro dell’ Associazione Pizzaiuoli Napoletani. Storia e cultura guidano ogni giorno il patron di ‘Old West’ nella sua arte bianca, un saper fare che trasferisce ai suoi allievi nell’ambito dell’Accademia Nazionale Pizza Doc, progetto di formazione rivolto agli aspiranti professionisti della pizza. “Il mestiere del pizzaiolo non conosce crisi finchè c’è la passione di chi ne porta avanti il valore e lavora costantemente per migliorarsi ogni giorno” afferma Vincenzo Fotia.

‘Old West’ si caratterizza per essere un’autentica pizzeria napoletana: i forni presenti sono quelli tradizionali, possiedono le fattezze tipiche di quelli napoletani. La capienza di 110 posti a sedere accoglie un gran numero di clienti attratti dall’idea di gustare un disco di pasta magistralmente realizzato dal maestro Vincenzo Fotia, abile interprete di una pizza fedele alla tradizione, valorizzata con abbinamenti sfiziosi. Calabria e Campania mai così vicine come nella steakhouse pizzeria di Siderno: caciocavallo silano, nduja di Spilinga, friarielli napoletani e porcino silano sono alcune chicche gastronomiche che compongono il gusto della pizza targata ‘Old West’.

Vincenzo Fotia ha maturato una significativa esperienza lavorativa a Firenze prima di intraprendere la sua avventura con la steakhouse pizzeria e ancora prima con il ristorante pizzeria ‘Il Casale’. Al fianco di suo fratello, anch’egli pizzaiolo con un’avviata attività nel capoluogo toscano, Fotia imparò ad amare l’arte bianca, mestiere destinato a diventare la sua strada. Per il patron di Old West l’esperienza fiorentina è stata occasione per apprendere la cultura gastronomica toscana, con particolare attenzione alle eccellenze della macelleria come la bistecca alla fiorentina, l’hamburger e la tagliata di manzo, specialità con le quali Fotia lavora nel rispetto della massima qualità.

Nel locale di Siderno si apprezza il gusto e la bontà delle materie nella pizza quanto nelle specialità di carne, ma è il disco di pasta partenopeo ad attestarsi il merito di essere un fiore all’occhiello dell’offerta gastronomica. Vincenzo Fotia ribadisce l’importanza della pizza per il suo locale confermando di essere legato all’Associazione Pizzaiuoli Napoletani, della quale mantiene i segreti per un buon prodotto e l’utilizzo di eccellenze agroalimentari prodotte da aziende partner come la farina del Molino Caputo, leader nella produzione di semola e garanzia per creazioni di arte bianca dal profilo gustativo eccellente.

Domenico Candela  del George del Grand Hotel Parker’s a Festa a Vico per “Una promessa è una promessa” evento riservato a soli 10 giovani chef tra i più promettenti della scenario nazionale.

 Martedì 4 giugno ore 12.15

Chef Domenico CandelaDomenico Candela  chef del George, il fine dining restaurant del Grand Hotel Parker’s di Napoli, sarà a Festa a Vico per il pranzo “Una promessa è una promessa” riservato a soli 10 giovani chef tra i più promettenti dello scenario nazionale. Un appuntamento tra i più esclusivi della celebre kermesse cultural gastronomica ideata e curata da Gennaro Esposito, Due Stelle Michelin.
Martedì 4 giugno, dalle ore 12.15, nelle cucine della Torre del Saracino di Seiano, i migliori giovani talenti della cucina italiana si confronteranno tra loro ai fornelli: ogni chef invitato preparerà un piatto che più lo rappresenta e in sala ci saranno solo giornalisti del settore.

Domenico Candela presenta “Ghiandola” Animella di vitello cotta in estrazione di gamberi rossi di Mazara, barba di frate e dashi agrumato. Il piatto sarà accompagnato dal Falerno del Massico Rosso DOP 2014 di Villa Matilde Avallone, l’azienda della famiglia Avallone che è anche proprietaria dello storico cinque stelle L napoletano.

Domenico Candela , classe ’86, napoletano, è da gennaio 2018 lo Chef del nuovo George del Grand Hotel Parker’s di Napoli. Rigore, estro creativo, stile elegante di formazione d’Oltralpe e piena padronanza delle tecniche sono le carte vincenti di una cucina che si muove tra materie prime del territorio e ingredienti internazionali. Cresciuto in Italia al fianco di grandi chef stellati del calibro di Antonio Guida al Ristorante Il Pellicano di Port’Ercole, di Stefano Mazzone al Grand Hotel Quisisana di Capri, di Nigro Damiano nelle cucine dell’Hotel 5 stelle L Relais Villa d’Amelia di Cuneo, di Enrico Bartolini del Ristorante Devero a Cavenago di Brianza, Candela completa la sua formazione in Francia dove entra a far parte prima della brigata di Alain Solivérès, Due Stelle Michelin, presso il Relais & Châteaux Le Taillevent Restaurant a Parigi e successivamente al Relais & Châteaux Pavillion Ledoyen Alléno, sempre a Parigi, sotto la guida dello Chef Yannich Alléno, Tre Stelle Michelin. 

Ufficio Stampa Di Punto studio

La storia di Massimo De Simone e della sua attività

Massimo De SimoneA sud della collina dei Camaldoli, nei pressi della “Montagna Spaccata”, uno dei caratteristici quartieri della periferia occidentale di Napoli, Pianura, fa da sfondo a una delle pizzerie più stimate del territorio napoletano: la pizzeria “Da Massimo” del maestro pizzaiolo Massimo De Simone che, insieme all’associazione “La piccola Napoli” ha ottenuto un posto nei Guinness Word Record per il maggior numero di pizze fatte in 24 ore.

<<Mi sono innamorato di quest’arte quando avevo circa dieci anni, guardando estasiato gli altri maestri e da allora non ho più smesso.>>  Così Massimo, Istruttore Pizzaiolo di Pizza New School, comincia a raccontarsi e dalla sua voce si intuisce la passione carnale verso questo mestiere che gli ha dato non poche soddisfazioni. Partendo dal nulla, infatti, apre la sua attività nel 2013 aiutato da sua moglie e dai suoi figli inseguendo il sogno di una vita.

Foriero della pizza napoletana secondo disciplinare, per Massimo <<gli ingredienti devono essere il top di gamma, altrimenti non se ne fa niente>>. Infatti, alla base della sua idea di ristorazione c’è la ricerca continua dell’alta qualità e a questo scopo si è dotato di una squadra di fornitori che gli garantiscono a monte ingredienti tutti made in Italy e soprattutto made in Campania.

<<Dopo anni di ricerche e formazione ho finalmente trovato il mio equilibrio selezionando materie prime di alta qualità: farine Grandi Molini Italiani, salumi del salumificio Rocco, latticini Orchidea, conserve e oli della ditta Russo soprattutto il marchio “La Speciale”, che sono prodotti controllati dall’università Federico II di Napoli>> . Soprattutto la selezione dei grani che compongono le farine utilizzate, tutte a basso contenuto proteico, gli permettono di creare un impasto diretto con 24-36 ore di lievitazione, il che dà alla pizza una consistenza leggera e un cornicione arioso al fine di un’ottima digestione.

Ciò che sta a cuore a questo maestro d’arte bianca è la salute dei suoi clienti. Ha infatti introdotto nel suo menu in alcuni giorni fissi di tutti i mesi due farine speciali da cui ricavare pizze altrettanto particolari: una “integrale -20” adatta per chi è sotto regime sportivo quindi per atleti professionisti e la “Zenofico” adatta per chi soffre di glicemia alta. Un’attenzione tutta particolare riservata a chi per vari motivi fin ora non poteva mangiare una buona pizza.

Massimo, però, non smette di stupire. In extremis, ci dice, con la ritrosia tipica di un uomo umile, che è molto attivo nel sociale: fa parte infatti dell’associazione Onlus “Si può dare di più” nata, a Marechiaro, con lo scopo di introdurre nel mondo del lavoro i giovani affetti da autismo. E cosa potrebbe insegnare loro, Massimo? <<Dirigo il laboratorio “Dalla Farina alla Pizza”:  insegno loro a fare prima la pasta, poi la pizza e alla fine se la mangiano>>.

Da Massimo

Imperdibile la sua “Margherita Rivisitata” ad impasto diretto, lievitata 36 ore e  preparata con farine Grandi Molini Italiani   (70% verace 30% Ricchezza) condita con mozzarella di bufala Campana, pomodorino ciliegino, basilico, gocce di pesto e giro di  olio extravergine. Da menzionare anche: la “Buona Buona” insaporita da datterini rossi e gialli, mozzarella di Bufala, gamberetti e basilico fritto; la “Voglio o mar”con polpo alla Luciana e formaggio di fossa. Tutte prelibatezze che bisogna solo provare!

 

Marika Manna 

DOMENICA 2 GIUGNO ECCEZIONALE REPLICA 
DELL’EVENTO ” CANTINE APERTE “
A TUFO (AVELLINO) COLAZIONE IN CANTINA
E APERITIVO TRA LE VIGNE CON “TERRE D’AIONE”

Cantine AperteCantine Aperte : L’evento più atteso dell’anno dagli enoappassionati di tutta Italia replica in via del tutto eccezionale domenica 2 giugno. L’iniziativa, organizzata dal Movimento Turismo del Vino che da 27 anni accoglie gli enoturisti nei luoghi di produzione del vino, raccontando storie di bottiglie, territori, famiglie e aziende, vedrà una delle sue tappe in Irpinia presso la cantina “Terre D’Aione”, a Tufo, nel cuore dell’Irpinia del vino, con due momenti dedicati ai wineloverssi comincerà alle ore 10,30 con la “Colazione da Terre D’Aione”, breakfast di benvenuto che darà il via alla visita al vigneto e alla cantina, alla scoperta dell’azienda, dalla vendemmia fino ai processi di vinificazione e affinamento, e della storia dei viticoltori Carpenito fin dal 1867. Un modo originale per scoprire il viaggio che si cela dietro una bottiglia di vino. A seguire degustazione di un vino a scelta della gamma e di prodotti tipici irpini (il costo a persona è di €10).

Alle ore 12,00, invece, “Aperitivo in terrazza sui vigneti di Greco di Tufo”, con visita al vigneto e alla cantina, degustazione di un vino a scelta e di prodotti tipici irpini sulla splendida terrazza della cantina (il costo a persona è di €10). Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare i numeri 0825.998353 o 338.1509696 o scrivere una email all’indirizzo segreteria@terredaione.it.

 

 

Ufficio Stampa Terre D’Aione

All’alberghiero di Pozzuoli manifestazione conclusiva di “ Scuola Viva ”

con la “School Beer”

Scuola VivaGiovedì 30 maggio (ore 20) si terrà l’evento conclusivo dei progetti “ Scuola Viva ” che si sono svolti nell’Ipseoa Petronio di Pozzuoli. L’evento si terrà nei locali dell‘Istituto in via Matilde Serao, nel quartiere Monterusciello.

Il progetto “ Scuola Viva ”, alla sua terza annualità, ha come intento generale interventi volti a rafforzare la relazione tra scuola, territorio, imprese e cittadini trasformando le scuole in luoghi d’incontro e favorendo l’integrazione nella didattica tradizionale di esperienze positive acquisite con il coinvolgimento delle famiglie e delle aziende, in linea con la programmazione del POR Campania FSE 2014/2020.

Gli alunni dell’alberghiero di Pozzuoli hanno portato avanti, con l’aiuto dei docenti e degli esperti, un modulo relativo alla produzione della birra artigianale. Il modulo Intitolato “Cheers!” – esclamazione anglosassone che invita ed un brindisi solitamente fatto con un boccale di birra – si è svolto nei locali dell’istituto ed è stato dedicato a tutti coloro che vogliono muovere i primi passi nell’affascinante mondo della birra.

Gli obbiettivi sono stati quelli di conoscere i processi fondamentali per avvicinarsi con maggior consapevolezza al processo produttivo; l’utilizzo delle materie prime e di attrezzature per la produzione di un prodotto che è sempre più presente nella ristorazione moderna. Il corso ha coinvolto un gruppo di 24 allievi appartenenti classi terze, quarte e quinte dell’indirizzo di “Enogastronomia” e “Sala e Vendita”. Il gruppo di partecipanti ha eseguito interamente -, coadiuvati del mastro birraio Bruno Indiveri dell’azienda “Birrificio Partenopeo” e del docente Sandro Barletta – tutto il processo produttivo per la preparazione di una birra artigianale. Il prodotto ottenuto dopo circa tre mesi di meticolosa preparazione sarà offerto agli ospiti della manifestazione. Le birre prodotte saranno degustate insieme alle pizze preparate dal corso “Pizzaioli… alla riscossa”. Gli allievi oltre ad offrire agli ospiti dei prodotti artigianali di qualità daranno informazioni sui vantaggi e i pericoli derivanti dal consumo di questo prodotto.

“La nostra scuola – dichiara il dirigente scolastico, professor Filippo Monaco – con questi progetti,  con le attività curriculari ed extracurriculari si prefigge di raggiungere gli obiettivi di una scuola professionale che accompagna alla crescita dei nostri giovani per avviarli al mondo del lavoro. Stavolta abbiamo puntato sulla formazione nel settore della birra e della pizza. Si tratta di due settori importanti dell’enogastronomia che se da un lato hanno radici nella tradizione, dall’altro, richiedono competenze e innovazione continue. I nostri percorsi formativi hanno l’intento di sviluppare nei nostri ragazzi creatività e know how”.

 

Ciro Biondi

Il “ Panino Vesuviano ” dei fratelli De Luca  arriva a Vico Equense per Festa a Vico

Domenica 2 giugno, ore 19.30

Sciuè il Panino Vesuviano debutta a Festa a Vico domenica 2 giugno nell’ambito de “La Repubblica del cibo” la serata che vede il centro storico di Vico Equense popolarsi di banchi di assaggio, cuochi e cucine, tra cortili, palazzi e boutique. Per Giuseppe e Marco De Luca sarà l’occasione per presentare il Panino Vesuviano uno dei fiori all’occhiello della carta di Sciuè, il burger loft di Pomigliano d’Arco (Na), tra gli indirizzi più apprezzati dalla critica e dal pubblico. Giuseppe De Luca studia gli accostamenti di sapori, seleziona personalmente gli ingredienti oltre ad essere panificatore e suo fratello Marco gestisce sala e carta dei vini.

Il piatto che sarà presentato e degustato a Vico Equense in occasione dell’attesa kermesse ideata da Gennaro Esposito due stelle Michelin della Torre del Saracino – con raccolta fondi a scopo benefico – è Panino Vesuviano: hamburger di Scottona, stracciata di bufala, misticanza selvatica, confettura di albicocche. Il panino fatto è con sesamo e papavero su ricetta e produzione di Giuseppe De Luca: farina tipo “0”, 24 ore di lievitazione, 60% di idratazione, 2% di sale, metodologia di impasto diretto. Un tripudio di sapori e profumi racchiusi in un panino che oltre al palato non delude anche la vista con la cura maniacale dell’impiattamento e di ogni singolo dettaglio.

 Sciuè, il Panino Vesuviano aperto nel 2015 è un burger loft con cucina a vista incapsulata in una scatola di vetro; la brigata è composta da 7 ragazzi e capitanata da Giuseppe in cucina e Marco in sala. La ricerca dei prodotti privilegia presidi Slow Food, produzioni tipiche e di piccoli contadini artigiani come Manuel Lombardi per il Conciato romano, Bruno Sodano per l’Antico Pomodoro di Napoli e le papaccelle, le cipolle di Alife di Antonietta Melillo altro presidio. Il pane è una ricetta esclusiva di Giuseppe. Particolare attenzione anche alla carta dei vini e delle birre.

 

Ufficio stampa dipuntostudio

 

Napoli Pizza Village : Martedì 11 giugno assegnate le postazioni e presentato il contest

NapoliPizzaVillage_ settembre 2019Sarà il Palazzo delle Arti di Napoli, martedì 11 giugno alle ore 11.00, la sede del sorteggio per assegnare le postazioni al Napoli Pizza Village 2019 alle pizzerie partecipanti. Gli organizzatori hanno deciso che sarà il pubblico a completare, attraverso il proprio voto, il panel delle pizzerie presenti all’evento in programma dal 13 al 22 settembre sul lungomare partenopeo. Il contest per scegliere le ultime due pizzerie che prenderanno parte alla manifestazione si svilupperà sulla pagina Facebook del Napoli Pizza Village, dal 20 giugno al 20 luglio.

Un mese, dunque, per votare la pizzeria preferita che, attraverso il giudizio del pubblico, farà parte delle prescelte del NPV 2019.

La nostra filosofia è sempre stata quella della trasparenza e della qualità. – affermano Claudio Sebillo ed Alessandro Marinacci, Ceo Oramata, la società organizzatrice del NPV – Perciò quest’anno abbiamo pensato di lasciare al pubblico, che è il vero fruitore del prodotto pizza e dell’evento, la scelta di due pizzerie, esprimendo la propria preferenza”.

Martedì 11 giugno al PAN, anche in diretta sulla pagina Facebook del @ Napoli Pizza Village , saranno presentati alla stampa i pizzaiuoli già selezionati. Il sorteggio, effettuato da un ospite a sorpresa, assegnerà ad ogni pizzeria la sua posizione in batteria sul lungomare. Mentre, per conoscere gli ultimi due nominativi partecipanti, bisognerà attendere il termine delle votazioni (20 luglio), quando il pubblico avrà sancito con il proprio giudizio le scelte finali.

KUHNE UFFICI STAMPA

Quarto appuntamento di “  Esperienze Borboniche ”

L’Estate dei Borbone

 

Esperienze Borboniche cap.4L’ultimo appuntamento della kermesse “  Esperienze Borboniche  ” , che si svolgerà il giorno 30 maggio (alle ore 20:30) presso l’Archivio Storico (ristorante e premium bar ubicato a Napoli, in via Scarlatti, 30) sarà dedicato all’ “Estate dei Borbone”.
Lo scopo della kermesse ” Esperienze Borboniche ” –  incentrata sulla cultura borbonica, e sul cibo e le bevande di cui i reali andavano ghiotti – è raccontare attraverso quattro eventi serali agli ospiti dell’Archivio le curiosità inerenti una delle dinastie più importanti che hanno regnato in Italia, ovvero i Borbone: l’argomento del primo appuntamento è stato l’amore al tempo del Regno delle Due Sicilie, con il conseguente racconto delle coppie più belle che hanno caratterizzato il regno; il tema che ha animato il secondo appuntamento è consistito nel racconto delle regine appartenenti alla dinastia che hanno fatto la storia di Napoli; il terzo appuntamento è stato infine incentrato sui primati del Regno. Il quarto appuntamento sarà dedicato alle residenze estive dei Borbone, le location ove re e regine amavano trascorrere il periodo estivo e dedicarsi al loro passatempo preferiti.  A tali racconti saranno abbinati dei piatti che lo chef stellato Pasquale Palamaro ha studiato perché le ricette oppure gli ingredienti alla loro base sono connessi a tali residenze, ovvero: “Il Falconiere” (spigola fritta, ravanello marinato, fiori e zucchine); “Un calamaro per una Genovese” (spaghetto mantecato con genovese di calamaro); Crepinette di vitello, zafferano, provola e pinoli; “Alì Babbà” (babà al rum e crema al cardamomo). Le quattro residenze ad essi accostate sono: la Reggia di Quisisana, il Palazzo Reale di Ischia, la Reggia di Caserta e la Reggia di Portici.

A tali piatti saranno abbinati tre vini prodotti nei Campi Flegrei (territorio molto apprezzato dai Borbone per le delizie che offriva ed offre ancor’oggi), prodotti dall’azienda Carputo che saranno introdotti da Tommaso Luongo dell’AIS Napoli: “Lapilli”, una Falanghina extra dry metodo charmant; una Falanghina Campi Flegrei D.O.P.; e un Piedirosso Campi Flegrei D.O.P. Infine, Salvatore D’Anna – bar manager dell’Archivio – presenterà un nuovo cocktail: un “Negroni all’aria di mare”, una rivisitazione di un evergreen della miscelazione all’italiana. Lo stile della ricetta resta intatto: uno spirito botanico, un vermouth, un liquore d’aperitivo e un bitter. La particolarità è che è bianco, diversamente dal canonico rosso. Nel corso della cena sarà servito colmato da “aria di mare”…

 

Guarino Grazia

 

Girone di ritorno per ” Legami di Pizza “

Legami di PizzaGiovedì 30 Maggio alle ore 20.00, presso la PizzaGourmet  del pizzachef Giuseppe Vesi  sita in Via Francesco Caracciolo, 13 (NA),  si terrà il girone di ritorno dell’evento Legami di Pizza organizzato da La Buona Tavola, magazine diretto dal giornalista enogastronomico Renato Rocco.

Dopo il primo match tenutosi il 16 Maggio presso la pizzeria Daniele Gourmet di Avellino,  questa volta Giuseppe Vesi giocherà in casa ospitando il pizzachef Giuseppe Maglione. Territorialità ed Innovazione sono le parole chiave per descrivere le delizie proposte dai due chef che si “sfideranno” eseguendo tre pizze gourmet create ad hoc per l’occasione.

Darà il via alla cena l’antipasto, la cui realizzazione spetta al padrone di casa il quale delizierà gli ospiti proponendo una degustazione di fritti gourmet in porzioni mignon. A seguire la “sfida” dei due pizzachef che presenteranno i loro cavalli di battaglia.

Giuseppe Vesi propone “Panorami” con fior di latte di pezzata rossa, formaggio cashel blue, noci di Sorrento, speck tirolese artigianale e miele di acacia; “Verso sud” con mozzarella di bufala, carciofo di Paestum indorato e fritto, scaglie di provolone del Monaco, riduzione di liquirizia calabra e menta. Concluderà la sfida “Mediterranea” con stracciatella di bufala campana, tartare di tonno pinna gialla, pomodorino giallo confit e sbriciolata di tarallo napoletano.

Le tre pizze di Giuseppe Maglione saranno: “I sapori dell’orto” con crema di peperoni, crema di zucchine, vellutata di melanzane e patate, burrata di bufala, funghi champignon, misto di verdure tagliate alla julienne e fritte, briciole di pane croccante e olio evo bio; “Rifugio nel bosco” condita con crema di asparagi e tartufo, fior di latte, olive nere caizzane, asparago selvatico, pancetta affumicata dell’Irpinia, olio evo bio; per finire delizierà gli ospiti con la “Cacio e cozze” preparata con crema di caciocavallo podolico e tartufo bianco, fior di latte, cozze gratinate e cotte a vapore, basilico castellato e giro di olio evo bio.

Termina la cena il dessert: Giuseppe Vesi stupirà gli ospiti con una piramide in crosta di cioccolato bianco con cuore di mousse alla fragola.

TRE CONI 2019 : IL GELATO METTE TUTTI D’ACCORDO

Tre Coni 2019Il 30 maggio 2019 alle ore 19, presso la Terrazza Angiò dell’Hotel Renaissance a Napoli, alla seconda edizione dell’evento Tre Coni 2019 dedicato ai migliori Maestri gelatieri premiati con Tre coni e Premi speciali sulla guida Gelaterie d’Italia 2019 del Gambero Rosso.

Il gelato mette tutti d’accordo, piace a grandi e piccini, può sostituire un pasto, essere light, per celiaci e ora anche gourmet. E con l’estate alle porte, i migliori maestri gelatieri d’Italia si riuniranno a Napoli per celebrarlo, per raccontare le ultime novità, i gusti di tendenza. Un prodotto oramai destagionalizzato che vede consumi in crescita ogni anno con circa kg 7 di consumo pro capite.

 Tra le novità, oltre ai gusti classici, si potranno assaporare: il gusto alla carbonara e al vitello tonnato, quello ispirato alla spiaggia nera di Maratea, quello al chinotto candito, ai fiori d’arancio, la crema al timo e limone, e poi asparagi e mandorle, ed ancora il Sorbetto allo Yuzu, con chips di polenta croccante, menta selvatica e gin spruzzato, fino alla mandola e mandarino.

La parte espositiva sarà affidata alle con vetrine refrigerate di Orion, ideate e create sotto il segno della ricerca tecnologica dell’innovazione e dell’affidabilità. Ad affiancare i maestri nella produzione ci sarà Ice Team Cattabriga con la sua tecnologia, sinonimo di innovazione in grado di assicurare nuovi standard nell’alta gelateria.

Non solo gelato, ma abbinamenti di eccellenza: le famose amarene Fabbri 1905, prelibatezza italiana nel mondo, dalla consistenza croccante tuffata in uno sciroppo dolce e aromatico, che il pubblico potrà liberamente abbinare ai tanti gusti dei Maestri gelatieri, oppure il cioccolato Valrhona e le cialde Bussy. Il viaggio nel gusto proseguirà con una degustazione di fragole dell’azienda D’Avino, nelle sue varietà Sabrina, Candonga, Rabida, Fortuna, presenti in freschi sorbetti e in un’altra delizia dolce.

 

Serena Maggiulli

Direttore

Città del gusto Napoli – Gambero Rosso Academy

50 TOP PIZZA 2019 : 50 KALÒ DI CIRO SALVO A LONDRA È LA MIGLIORE PIZZERIA D’EUROPA FUORI DAI CONFINI ITALIANI

50 Top PizzaInghilterra, Francia e Germania i Paesi con il maggior numero di locali di qualità inseriti nella classifica di 50 Top Europa. Presentate anche le candidature delle insegne più buone di Oceania, Africa, Asia e Giappone. Ben 50 le nomination per la Migliore Pizza napoletana fuori dall’Italia.

 

Una vera e propria mappatura globale della pizza di qualità, come non era mai stata fatta in precedenza. È questo l’intento dell’edizione 2019 di 50 Top Pizza , la prima e più importante guida on-line delle migliori pizzerie d’Italia, d’Europa e del mondo.

All’ormai consueta e seguitissima classifica italiana, che giunge quest’anno alla sua terza pubblicazione, è stata infatti aggiunta quella riguardante i migliori 50 locali del vecchio continente. 50 Top Europa. Prima classificata, vincitrice dunque del Premio Fior d’Agerola 50 Top Europa, è stata 50 Kalò di Ciro Salvo Pizzeria London (insegna gemella dell’omonima pizzeria napoletana, al n.3 di 50 Top Pizza Italia 2018) che, grazie al talento del pizzaiolo campano, sta letteralmente conquistando a suon di impasti la capitale inglese. Seguono, sul podio, la parigina Bijou, di Gennaro Nasti, altro fuoriclasse di origini partenopee, e Bæst, a Copenaghen, del siculo-danese Christian Puglisi. Inghilterra (a quota 10), Francia (8) e Germania (5) sono risultati essere i Paesi con il maggior numero di locali inseriti in classifica, che vede comunque rappresentate ben 23 diverse nazioni.

Sono state inoltre presentate le candidature estere relative ai seguenti riconoscimenti: Premio S.Pellegrino & Acqua Panna migliore pizzeria in Asia, Premio Prosecco DOC migliore pizzeria in Oceania, Premio Solania migliore pizzeria in Africa, Premio Olitalia migliore pizzeria in Giappone. Tutte le categorie (ad eccezione di quella riguardante il continente africano) hanno visto raddoppiare, da 5 a 10, le rispettive nomination, mentre ha raggiunto quota 50 la lista delle pizzerie in lizza per il Premio Città di Napoli migliore pizza napoletana nel mondo. Un lungo elenco che vede gareggiare realtà presenti nel mondo intero, a testimonianza di quanto sia celebre e amato lo stile classico napoletano, capostipite di tutte le altre scuole.

Saranno invece svelate nel corso di una speciale serata a New York, il 27 giugno, le candidature riguardanti la Migliore pizzeria in Sud America e la Migliore Pizzeria in Brasile, nonché la classifica di 50 Top Nord America, altra importante novità del 2019, il cui panel è stato coordinato da Mitchell Davis, Chief Strategy Officer della James Beard Foundation (organizzazione no profit che promuove la cultura alimentare americana in chiave sostenibile).

“Quest’anno – sottolineano i tre curatori del progetto editoriale, Barbara Guerra, Luciano Pignataro e Albert Sapere – abbiamo deciso di moltiplicare gli sforzi con l’intento di dare ai lettori, e ai consumatori, una guida sempre più esaustiva e completa, con un raggio d’azione quanto mai ampio. La pizza è un fenomeno globale che, senza rinunciare mai alla sua anima popolare, sta compiendo un’importante crescita in termini qualitativi. Pensiamo dunque sia giusto omaggiare e porre sotto i riflettori tutti quei nomi che, nel mondo, riescono a distinguersi per lo standing della loro offerta. Punto nevralgico dell’universo pizza rimane chiaramente l’Italia, a cui il progetto dedica le sue principali attenzioni, con un totale di oltre 1.000 pizzerie presenti in guida”.

E di questi ultimi, sono già presenti on-line, sul sito www.50toppizza.com, oltre 500 pizzerie “da non perdere”, insignite del simbolo del “forno”, mentre, a partire dai primi giorni del mese di giugno verranno comunicate le 350 insegne “eccellenti” (“2 forni”). Proseguirà poi l’emozionante countdown web, fino ad arrivare alla gran finale in programma il 23 luglio nello storico e suggestivo Teatro Mercadante di Napoli, quando verranno finalmente rese note le migliori 50 pizzerie d’Italia e consegnati gli ambiti premi speciali e tutti i riconoscimenti esteri.

Qui l’intera classifica 50 Top Europe 2019

Qui le candidature della Migliore Pizzeria Napoletana fuori dall’Italia 2019

Qui le candidature di Migliore Pizzeria in Oceania – Asia – Africa – Giappone 2019

Bruna Sapere

SEMPLICEMENTE CHEF : FORMAZIONE PROFESSIONALE E INCLUSIONE LAVORATIVA PER I RAGAZZI DIVERSAMENTE ABILI

Lunedì 27 maggio, gli spazi di MedEATerranea – Accademia Enogastronomica a Napoli ospitano, dalle 10 alle 14, la competizione a squadre di “ Semplicemente Chef  ”, il progetto della Onlus La Bottega dei Semplici Pensieri realizzato per favorire formazione e inclusione lavorativa per i ragazzi diversamente abili.

Già realizzata nel 2016-2017 grazie al supporto della Fondazione Grimaldi, l’iniziativa combina formazione e gioco e ha un grande impatto motivazionale sui ragazzi. Semplicemente Chef prevede un corso di formazione in cucina per i ragazzi e, a seguire, una competizione ai fornelli divisi in squadre. Insieme ai ragazzi della Bottega dei Semplici Pensieri partecipano al progetto anche i ragazzi diversamente abili che studiano presso Istituti alberghieri di Napoli e della Provincia.

Dopo un periodo di preparazione e formazione di circa sette mesi, le squadre si sfidano in una vera e propria gara culinaria con tanto di giuria di esperti che valuta il miglior antipasto, il miglior primo piatto, il miglior dolce. Alla squadra vincente viene offerta la possibilità di uno stage formativo presso aziende napoletane rinomate nel settore food & beverage.

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Per l’edizione 2018/2019 il progetto Semplicemente Chef , sostenuto nuovamente dalla Fondazione Grimaldi, comprende, oltre alla cucina, anche il servizio di sala e alla mescita delle bevande per rendere l’offerta formativa più completa.

Obiettivo di Semplicemente Chef è favorire competenze, formazione professionale e inclusione lavorativa nonché sociale: i ragazzi, formati ed autonomi, sono preparati per essere inseriti con professionalità all’interno di flussi di lavoro già organizzati.

Per questa seconda edizione partecipano insieme ai ragazzi de La Bottega dei Semplici Pensieri quelli dell’Accademia Medeaterranea e dell’Istituto Alberghiero Vittorio Veneto.

La giuria chiamata a valutare il lavoro dei ragazzi è composta da: Massimiliano Calafiore di Sire Academy; Marco Infante di Casa Infante; Rosario Mattera di Malazè; Giovanna Virgilio di Food Atelier; Ernesto Quintiliani di Accademia Medeaterranea. Ospiti speciali di questa edizione saranno Il Temerario e Nonna Rosetta di Casa Surace. La giornata sarà presentata dalla Speaker Radiofonica di Radio Kiss Kiss, Noemi De Falco.

L’Accademia Enogastronomica MedEATerraneam, centro di alta formazione integrata sulla cultura enogastronomica, sorge nel cuore de La Mostra d’Oltremare di Napoli. È un progetto che nasce come sintesi di un’attività decennale nell’ambito della ricerca e della comunicazione scientifica svolta dall’omonima associazione in ambito agroalimentare.

 

ufficio stampa  dipunto studio

Tuttopizza: confermato il successo per l’azienda Molino Magri di Marmirolo (MN)

Dopo il grande successo ottenuto durante la scorsa edizione, Molino Magri ha confermato la sua presenza, anche quest’anno, al TuttoPizza di Napoli presso la fiera d’Oltremare, dal 20 al 22 maggio.Un successo che rafforza un comparto, quello del Mondo Pizza, che nell’ultimo anno ha fatto segnare al Molino di Marmirolo un + 20% in Italia e +30% per l’export. 

Quintilli_Tuttopizza19TuttoPizza, giunto quest’anno alla quarta edizione, si conferma il più grande evento internazionale professionale della pizza della città di Napoli, registrando un + 23 % in termini di presenza di pubblico. Un appuntamento dedicato ai professionisti specializzati nel ramo pizzeria, che celebra l’arte della Pizza, recentemente diventata anche patrimonio dell’Unesco. TuttoPizza è stata un’occasione di confronto ed incontro che ha visto Molino Magri, protagonista con momenti di formazione e dimostrazioni di pizza napoletana, contemporanea, alla pala e in teglia.

TuttoPizza, si è confermato un appuntamento irrinunciabile per Molino Magri , un’azienda in continuo sviluppo e crescita, che con la quinta generazione, quest’anno festeggia i 90 anni di attività.

Allo stand Molino Magri , l’attenzione è stata incentrata su due miscele PizzaPlus: la nuova nata DOPPIAESSE, presentata agli scorsi Sigep e Sirah e al suo esordio a Napoli e la famiglia CROCKIZZA, declinata in quattro versioni.

DOPPIAESSE, creata insieme al testimonial Marco Quintili, di cui ne ha seguito passo dopo passo, tutte le fasi di ricerca e sviluppo, è una miscela di farine dalle caratteristiche uniche e altamente performanti. È ottenuta, infatti, dalla macinazione di grani pregerminati, particolarmente ricchi di proteine, vitamine e sali minerali. La presenza di enzimi naturali benefici incide sulla qualità dell’impasto: il risultato è una pizza leggerissima, ad alta digeribilità, dal cornicione estremamente sviluppato ed alveolato.

CROCKIZZA, invece, è la miscela studiata appositamente per la pizza in teglia ed alla pala e nasce dalla collaborazione con Stefano Miozzo anche lui Ambassador Molino Magri. Una gamma vincente, che negli ultimi mesi si è ampliata, per rispondere a tutte le esigenze di gusto sempre garantendone l’alta digeribilità. Semilavorati caratterizzati dalla miscela di farina di grano tenero a bassa raffinazione selezionato tra le migliori varietà del mercato, farina di soia tostata e pasta acida di frumento, che consente di ottenere impasti, rustici, altamente digeribili, ricchi di fibre e sali minerali. Quattro le miscele studiate e che a TuttoPizza hanno fatto da protagoniste:

• RisoCrockizza a base di farina di grano tenero Tipo 1 a bassa raffinazione, semolino di riso, lievito madre disidratato e farina di soia tostata.

• FarroCrockizza a base di farina di grano tenero Tipo 1 a bassa raffinazione, farina di farro integrale, semolino di riso, lievito madre disidratato e farina di soia tostata.

• CerealCrockizza, a base di farina di grano tenero Tipo 1 a bassa raffinazione, semolino di riso, semi di girasole, lino, sesamo, farina di segale integrale, lievito madre disidratato e farina di soia tostata.

• IntegralCrockizza, a base di farina integrale di grano tenero con germe e pezzi di grano lievito madre disidratato.

Da Molino Magri non sono mancate le degustazioni, inoltre i due testimonial hanno avuto a disposizione anche l’area Masterclass per 2 lezioni interamente dedicate alle loro specialità. 

Lunedì 20 maggio la demo di Stefano Miozzo dal titolo “LA PIZZA IN PALA ED IN TEGLIA CON LA MISCELA SPECIALE INTEGRALCROCKIZZA” ha mostrato la lavorazione e gli usi della miscela IntegralCrockizza, a base di farina integrale di grano tenero con germe e pezzi di grano, lievito madre disidratato.

Stefano Miozzo, mastro pizzaiolo del locale “Al Borgo 1964” di Cerea, Verona. Lo scorso aprile ha ottenuto il primo posto nella categoria pizza Classica al Campionato del mondo 2018 tenutosi a Parma, durante il TuttoPizzaEsperto dell’arte bianca, nel 2017, primo al mondo, ha realizzato un impasto a base di vino Amarone che gli ha dato e continua a dare numerose soddisfazioni. Ha ottenuto diversi riconoscimenti di grande prestigio tra cui un primo posto al campionato del mondo della Pizza 2017 nella categoria pizza in Pala, mentre la pizzeria “Al Borgo 1964” è stata riconosciuta come la migliore dell’Alpe Adria all’interno dalla guida nazionale “Best Gourmet”.

Martedì 21 maggio è stata la volta della demo di Marco Quintili dal titolo ” LA PIZZA CONTEMPORANEA CON TECNICHE SEMPLICI E TEMPI DI LAVORAZIONE RIDOTTI CON LA MISCELA PROFESSIONALE DOPPIAESSE” Marco ha dimostrato come una farina naturale al 100%, ma con caratteristiche altamente performanti, consenta di raggiungere risultati straordinari in tempi dimezzati e con panetti più leggeri del 10% per una pizza leggerissima, ad alta digeribilità.

Marco_Quintili_De Magristris

Marco Quintili, maestro pizzaiolo napoletano, con la sua pizza contemporanea ha riscosso molto successo tra il pubblico ottenendo un enorme seguito tra i professionisti. Dopo un lungo periodo a Napoli, dove ha lavorato in molte pizzerie ed ha fondato la scuola Tecnicamentepizza, di cui è il titolare, si è trasferito a Roma dove ha aperto la pizzeria “I Quintili” che ha ricevuto moltissimi apprezzamenti nell’ambiente enogastronomico romano, aggiudicandosi il premio come “Miglior Pizzeria Emergente 2018” dalla Regione Lazio con inserimento nella “Guida ai Sapori e Piaceri” di Repubblica per il 2019.

Francesca Lettini
Pr & Communication Consultan

In 30mila per Tuttopizza 2019 . 

Edizione da record per Tuttopizza 2019, che si è chiusa con il risultato di ben 26.275 presenze complessive con visitatori provenienti da 28 Paesi stranieri. Un dato che si aggiunge agli altri importanti numeri che hanno contraddistinto la 4a edizione dell’evento curato ed organizzato da Associazione Pizzaioli Napoletani, TicketLab e Squisito Eventi nei padiglioni della Mostra d’Oltremare: 118 espositori su una superficie di 7.500 mq, 294 marchi rappresentati, 33 eventi organizzati nel palinsesto ufficiale della Squisito Eventi con master class, convegni, gare, seminari e dibattiti, 110 giornalisti accreditati.

Tuttopizza19La soddisfazione diffusa fra tutti gli espositori conferma la leadership di Tuttopizza e la qualità strategica del suo piano di sviluppo incentrato sulla figura del pizzaiolo e della filiera che gli gira intorno: materie prime, food&beverage, attrezzature, arredi, servizi. Il successo ottenuto, del resto, ha diverse chiavi di lettura. A partire, naturalmente, dal grande ruolo di animazione svolto dall’Associazione Pizzaiuoli Napoletani il cui presidente Sergio Miccù ha dichiarato: “l’APN aggiunge con questa edizione un altro tassello ai numerosi traguardi raggiunti in questi 21 anni di attività, dopo la definizione del disciplinare per la pizza STG e il lavoro svolto per il riconoscimento da parte dell’Unesco per l’arte del pizzaiuolo, e conferma il valore di un mestiere che non conosce crisi. La mia più grande soddisfazione – ha aggiunto Miccù – è stata vedere tanti pizzaioli dell’associazione uniti a confrontarsi e aggiornarsi, a loro va tutto il mio ringraziamento per la partecipazione attiva alla fiera”.

Per l’esperienza di management di eventi fieristici di TicketLab Raffaele Biglietto ricorda a sua volta che “la fiera è in forte crescita – spiega – e anno dopo anno si arricchisce di contenuti con il coinvolgimento di partner ed espositori di primo livello e con oculate operazioni di comunicazione e marketing riusciamo a catturare l’attenzione e la partecipazione di un pubblico di visitatori proveniente da ogni parte del mondo, dimostrando che anche a Napoli è possibile fare cose fatte bene e con professionalità”.

Il 2° Rapporto congiunturale del mercato e consumo della pizza in Italia, a cura del CNA Alimentare, presentato nel corso della rassegna ha confermato che questo comparto è uno tra i più virtuosi dell’economia italiana. La produzione giornaliera, è di circa 8.000.000 di pizze al giorno per un totale di oltre 2 miliardi di pizze all’anno. I pizzaioli impiegati in queste attività sono circa 110.000, una cifra che arriva a 200.000 nei fine settimana. Sul territorio nazionale invece, i dati dicono che la regione Val d’Aosta si piazza al primo posto per incremento del prodotto pizza sul 2018 con un +55,6%. Per distribuzione territoriale è invece l’Abruzzo ad occupare il gradino più alto del podio con 1 esercizio ogni 263 abitanti. Mentre la Campania è medaglia d’oro per numero di attività che producono pizza con 17.401 esercizi.  Infine, per incidenza sul numero di attività ristorazione con e senza somministrazione, vince la Calabria con 2061 esercizi pari al 55,4% del totale regionaleTuttoPizza si attesta dunque una delle manifestazioni fieristiche più coinvolgenti e di maggior successo organizzate a Napoli alla Mostra d’Oltremare.

Appuntamento alla 5° edizione dal 18 al 20 maggio 2020.

Ufficio stampa: Battage Comunicazione

Pizza Oronero: dopo Tutto Pizza presente anche a Pietrarsa

C’era anche la pizza Oronero a Tutto Pizza Expò 2019, la fiera internazionale dedicata agli operatori del settore terminata mercoledì 22 Maggio alla Mostra d’OltremareORONERO A TUTTO PIZZA a Napoli. La pizza Oronero  sarà di nuovo protagonista nella seconda edizione di Eruzioni del Gusto, l’evento enogastronomico in programma dal 12 al 14 ottobre 2019 al Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa a Napoli, promosso da ORONERO – Dalle scritture del fuoco, associazione che favorisce lo scambio culturale tra i popoli per lo sviluppo economico pacifico, ponendo centralità a quelli che vivono nelle aree vulcaniche del pianeta. Il presidente dell’Associazione Pizzaiuoli Napoletani, Sergio Miccù, ha detto : ‘’La pizza è nata con l’Associazione Pizzaiuoli Napoletani a Pietrarsa e la porteremo anche fuori regione. Cercheremo di portarla in giro come la nostra grande ‘Margherita’, insieme faremo un connubio tra  Oronero e Margherita’’. Realizzata lo scorso ottobre nell’ambito della prima edizione di Eruzioni del Gusto,  la nuova eccellenza vesuviana è costituita da un disco di pasta sul quale vi sono fiordilatte di Agerola, pomodorino del piennolo del Vesuvio rosso e giallo, acciuga di Cetara, nero di seppia con un pizzico di peperoncino del Vesuvio.

Il presidente dell’associazione culturale Oronero dalle scritture del fuoco, Carmine Maione: ‘’La sostenibilità sarà il filo conduttore della seconda edizione di Eruzioni del Gusto. Anche la pizza sarà protagonista  insieme alla gastronomia e ai grandi vini delle terre vulcaniche. Discuteremo di territorio, enoturismo, ospitalità, cultura, ricerca e innovazione: vogliamo contagiare quante più persone alla consapevolezza della straordinaria ricchezza dei nostri territori’’.

 

Ufficio stampa Oronero

Claudia Clemente

Carmine Maione

” Gragnano Enogastronomica” : Tre weekend dedicati alle eccellenze del territorio.

Protagonisti saranno la ciliegia di Castello, il vino ed il panuozzo!

Gragnano Enogastronomica“ Gragnano Enogastronomica” è un’iniziativa che dà continuità ad innumerevoli manifestazioni svolte negli anni precedenti e rivolte proprio alla valorizzazione del territorio e del prodotto. L’obiettivo è mettere in risalto la sinergia esistente tra il vino di Gragnano , le eccellenze enogastronomiche dei Monti Lattari, come il Panuozzo e la Ciliegia di Castello; la ricchezza culturale, storica e paesaggistica rappresentata dalle numerose tele di prestigiosi artisti, chiese di rilevanza architettonica e percorsi turistico-naturalistici presenti nel territorio gragnanese da oltre 500 anni.

La Città della Pasta, prodotto trainante nel mondo, è diventata un punto di riferimento enogastronomico in Europa e la promozione di tanti altri prodotti consacrerà ancor di più la città di Gragnano come fiore all’occhiello di città enogastronomica della Regione Campania.

“Gragnano Enogastronomica” non sarà solo un evento ludico, ma aiuterà a riscoprire le specialità del territorio grazie anche alla partecipazione di importanti chef ed esperti sommelier. Non mancheranno artisti di strada, canti, balli e rappresentazioni popolari che creeranno una cornice unica regalando serate suggestive.

Tre weekend per degustare, ma anche visitare vigneti e piantagioni di ciliegi. 

Si partirà sabato 15 e domenica 16 con la “Festa della Ciliegia”: la Ciliegia di Castello è tra i più famosi prodotti del territorio gragnanese e viene coltivata in collina a partire da un’altitudine di 200 metri sul livello del mare. Il frutto, nell’anno 2018, è stato oggetto del Disciplinare di produzione della Denominazione Comunale «Ciliegia di Castello». Visite guidate presso le piantagioni di ciliegi, tour nella Valle dei Mulini e al Borgo di Castello/Aurano, degustazione delle ciliegie e di tutti i prodotti realizzati con esse.

Sabato 22 e domenica 23 si continuerà con “Gragnano da bere”: visite guidate presso i vigneti e le cantine, convegni e seminari che vedranno il coinvolgimento di esperti del settore, giornalisti e produttori. Momenti dedicati anche ai bambini per trasmettere la storia del vino. Ed ancora, degustazioni di prelibatezze preparate dagli chef più importanti del comprensorio.

Il terzo ed ultimo fine settimana, sabato 29 e domenica 30, sarà dedicato al “Festival del Panuozzo”: prodotto inventato a Gragnano alla fine degli anni 80’. Già negli anni precedenti gli operai dei pastifici alla fine dei turni si recavano nei forni del pane per farsi preparare una palata già cotta tra sugna e cigoli e poi passata nel forno. Fu così che nacque il famoso panuozzo di Gragnano rivisitato con l’impasto della pizza e farcito con i prodotti locali. Durante le due giornate ci saranno interessantissimi seminari sull’arte della panificazione ed incontri con i produttori delle materie prime per il panuozzo. In serata degustazione del panuozzo grazie alle tante pizzerie che stupiranno il pubblico con i diversi gusti proposti.

Allegra Ammirati

Baccalà Fest: nuova tappa al ristorante “Benvenuti al Sud” (Lusciano)

 

Lunedì 27 Maggio il ristorante “Benvenuti al Sud” di Lusciano (CE) ospiterà la nuova tappa del Baccalà Fest: una cena per celebrare il Baccalà, uno degli ingredienti della cucina tradizionale popolare. In collaborazione con “La Buona Tavola Magazine”, il ristorante “BiancoBaccalà”, la casa vitivinicola “I tre Mori” e l’Accademia Partenopea del Baccalà.

Protagonisti d’ eccezione della serata saranno: Mirko e Danilo Fusco maestri pizzaioli, Nicola Di Filippo chef e presidente dell’Associazione “Escoffier”, Alfonso De Filippochef del ristorante “BiancoBaccalà” e Nino Cannavale chef.

Un evento che desidera ridare giusto valore a un ingrediente considerato un piatto povero ma che negli ultimi anni sta tornando alla ribalta nelle cucine di rinomati chef che ritornano a diffondere la cultura del buon baccalà, grazie a rivisitazioni moderne ma anche solo all’ottimizzazione del suo gusto naturale.

Per deliziare i palati degli ospiti gli chef proporranno un menù innovativo che rivelerà la flessibilità dell’ingrediente principe ad adattarsi alle ricette più estrose: dalle polpette del primo aperitivo, passando per un risotto mantecato allo champagne, alle pizze a spicchi, tutto rigorosamente al sapore di baccalà. La sorpresa, a fine cena, arriverà dallo chef Nino Cannavale che per il suo dessert rivisiterà il baccalà in chiave dolce.

A fare da sfondo, come un vero e proprio cantastorie, l’autore dei libri “Il pesce e l’Olio” “Baccalajiuoli”  Tommaso Esposito, giornalista enogastronomico de “Il Mattino”, che racconterà – coadiuvato da esperti del food quali Renato Rocco direttore del magazine “La Buona Tavola”, Nino De Filippo Patron della storica baccaleria “De Filippo 1791” e Toti Lange Presidente dell’Accademia Partenopea del Baccalà – aneddoti leggende e tradizioni sulla cucina povera napoletana e sul Baccalà, alla riscoperta di un prodotto che vanta il primato di essere uno dei più antichi della cucina tradizionale delle Campania e dell’Italia in generale.

 

 

 

 

 

 

Per ulteriori informazioni e prenotazioni: BENVENUTI AL SUD – Viale della Libertà, 47 Lusciano 081 014 87 64

In arrivo la grande festa del tarallo

Il ruolo dell’artigianalità nell’Arte Bianca è stato al centro del dibattito a cura del Centro Studi Partenopeo 3P nell’ambito della tre giorni “Tutto Pizza” alla mostra d’Oltremare di Napoli tenutasi il 20- 21 e 22 Maggio.

Panificatori Pasticcieri PizzaiuoliL’incontro, previsto nella giornata di lunedì 20 alle ore 17.30, si è svolto nella sala convegni del padiglione 1. In avvio, i saluti dell’ideatore della kermesse, ovvero il presidente dell’Associazione Pizzaiuoli Napoletani Sergio Miccù. Ad introdurre e moderare il dibattito è stato il professore  Vincenzo Peretti del Dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni Animali della Federico II. Hanno preso poi la parola il presidente del Centro Studi 3P Giuseppe Baino, il presidente dell’associazione Pane Fresco Napoletano Giuseppe Petrella. Presente anche il decano dei pasticcieri napoletani Sabatino Sirica, per l’occasione nelle vesti di Vicepresidente Centro Studi 3P. In conclusione l’imprenditore Antimo Caputo, amministratore delegato Mulino Caputo.

L’occasione di vedere riuniti intorno ad un tavolo le varie categorie dell’arte bianca è stata l’occasione propizia per lanciare l’idea dell’organizzazione della “Festa del Tarallo” dove, al fianco del tradizionale prodotto da forno napoletano ovvero quello “nzogna e pepe”, siano valorizzati altri altri tipi prodotti in altri luoghi italiani. A partire da quelli più diffusi in Campania come quello di Agerola, il tarallo dolce di Castellammare ma anche i taralli pugliesi all’olio oppure alla cipolla. Le varie tipologie di taralli farciti. La Basilicata vanta quelli ai peperoni cruschi e ai semi di finocchio. Interessante anche quelli toscani e i calabresi con diverse specialità:  bianchi, morbidi, ai semi di anice, ai semi di finocchio ovviamente al peperoncino.

Nzogna e Pepe Tarallo

 

 

 

 

 

 

ROBERTO ESSE

 

DOMENICA IN … Cantina Tagliafierro

Domenica 26 maggio alle ore 11.00 si terrà la presentazione di Cantina Tagliafierro e dei suoi vini di Tramonti, alla stampa specializzata. L’appuntamento è  in un contesto unico e speciale, dove le viti crescono fra rocce disposte a pergolati su fazzoletti di terra mista di sabbia, lapilli e argilla.Un luogo che ancora preserva viti a piedefranco e laddove è possibile ammirare piante secolari, dal grosso tronco nodoso, quasi delle sculture tra cielo e mare.

Con la prima vendemmia nel 2015 nasce a Tramonti Cantina Tagliafierro, dall’impegno di Raffaele Tagliafierro, erede della tradizione di famiglia, ovvero quella di produrre uve e vino. Passione che Raffaele ha trasmesso anche alla sua giovane moglie Valentina, dedita ad accogliere enoturisti nella loro cantina tra le vigne.

Quattro etichette da blend di uve autoctone, Tintore, Piedirosso e Sciascinoso a bacca rossa, Falanghina, Pepella e Biancolella a bacca bianca, una produzione di 15.000 bottiglie l’anno, per scelta vincolata alla quantità di uve prodotte unicamente sui terreni aziendali in fase di conversione al sistema biologico. Mentre in cantina Raffaele sperimenta vinificazioni senza aggiunta di solfiti.

Raffaele e Valentina Tagliafierro apriranno le porte della loro Cantina, un percorso itinerante che ha inizio in vigna e si conclude a tavola con i prodotti e piatti tipici locali in abbinamento alle quattro etichette di Cantina Tagliafierro. Una degustazione guidata all’approfondimento di questi vini, dei vitigni che li hanno generati  e del meraviglioso territorio di Tramonti.

Di seguito i vini in degustazione:

Tredici annata 2017

Uvaggio: Pepella-Biancazita-Falanghina

Thesauri rosato Dop Costa d’Amalfi

annata 2017- Uvaggio Tintore-Piedirosso

Tramunte

Tramonti RossoDop Costa d’Amalfi

annata 2017-Uvaggio: Tintore-Piedirosso

  •  Tagliafierro Riserva

Tramonti RossoDopCosta d’Amalfi
annata 2015-Uvaggio: Tintore-Piedirosso

 

La partecipazione è solo su invito

Cantina Tagliafierro -Via San Sebastiano, 8 Tramonti SA

 

Comunicazione stampa e social

Angela Merolla

Presso Rocce Rosse del Lloyd’s Baia Hote Vietri sul Mare (SA)

 

Una serata dedicata alle eccellenze enogastronomiche del Mediterraneo per nutrire la ricerca scientifica. Tutto pronto per la terza ed attesissima edizione di Buonissimi 2019 , evento di beneficenza ideato e promosso dall’Associazione Oncologia Pediatrica e Neuroblastoma – OPEN Onlus con il sostegno della Fondazione Giuseppe Marinelli.

BuonissimiL’appuntamento è per il 24 giugno, a partire dalle 19,30, presso le Rocce Rosse del Lloyd’s Baia Hotel a Vietri sul mare (SA) che ospiterà numerosi chef stellati ma anche un grande parterre di chef emergenti, pizzerie, friggitorie oltre a un’intera area dedicata alle eccellenze della pasticceria, gelateria, cocktail bar e la presenza dei consorzi di tutela del vino della Campania.

Anche quest’anno sarà un viaggio di gusto tra i profumi e i sapori del territorio, una festa in nome della vita che nel cibo trova nutrimento ed attraverso il cibo dona speranza, per un prestigioso appuntamento a sfondo sociale.

Con Buonissimi 2019 si conclude la raccolta fondi da destinare al progetto triennale di ricerca scientifica “La Biopsia Liquida nei bambini malati di tumore” al quale con l’edizione 2017 e 2018 sono stati destinati 151.670,00 euro.

La splendida struttura alle porte della suggestiva Costa d’Amalfi accoglierà, come ogni anno, diversi amici illustri rappresentanti del mondo dello spettacolo.

Buonissimi

ASSOCIAZIONE OPEN

L’Associazione Oncologia Pediatrica e Neuroblastoma – OPEN Onlus è nata a Salerno nel 2003 per volere di genitori, medici e ricercatori impegnati nella lotta contro i tumori solidi pediatrici. Per la OPEN “Nutrire la ricerca” è uno degli obiettivi principali perché ogni passo avanti nella ricerca è una speranza in più nella lotta contro i tumori pediatrici. Sono circa 1200 bambini e 800 adolescenti che ogni anno, in Italia, si ammalano di cancro: a loro e alle loro famiglie sono rivolte le numerose attività che l’associazione realizza da oltre 15 anni.

 

 

  • MEMO

DATA 24 giugno 2019, ore 20.30

LOCATION Rocce Rosse del Lloyd’s Baia Hotel – Vietri sul mare (SA)

  • HASHTAG

#buonissimi

#nutriamolaricerca

 

 

Ufficio Stampa

Silvia De Cesare

Francesca Salemme

Presentazione lunedì 27 maggio, ore 19, in via Giovanni Merliani 160.
Nel pub del Vomero, menu sostenibili per ambiente e salute  

Coniugare l’etica d’impresa e la coerenza dell’offerta gastronomica, proponendo menu dove sia completamente bandito l’utilizzo di carni di animali da allevamenti intensivi, che danneggiano l’ambiente ed il clima, e maltrattano gli animali. Ma anche gli esseri umani, con effetti nocivi sulla salute e senza contare i riflessi sull’economia locale, con tanti piccoli produttori tagliati fuori dal mercato.
E’ l’obiettivo di “Eticoerente”, un progetto firmato Murphy’s Law, uno dei brand più conosciuti nel mondo dei pub e delle birrerie della Campania che sarà presentato il 27 maggio prossimo, alle ore 19, in via Giovanni Merliani 160, a Napoli, alla stampa e ai food blogger (ore 19) e al pubblico di appassionati (ore 20).
Sette mesi di ricerche per rivoluzionare il modo di intendere il pub, sia dalla parte del pubblico che dei publican, per fare crescere un nuovo modo di essere imprenditori e consumatori, e rimettere al centro il territorio.

“L’idea nasce dall’esigenza di coerenza con i nostri stili di vita, che tendono a limitare il consumo sfrenato di carne – spiega Antonio Zullo, ideatore del progetto – Il tutto senza rinunciare al gusto, e ad un menù che rientri nella definizione di pub. Con Nicola Ungaro, titolare del marchio Murphy’s Law, abbiamo cercato a lungo un nuovo modo di concepire un’azienda che facesse la differenza sul mercato. Ci abbiamo pensato per anni, tentando, innovando e ricercando le ultime novità o le mode che i clienti volevano. Finche non ci è venuto spontaneo fare una cosa: far risuonare noi stessi all’interno della nostra attività. In modo autentico. Andando oltre la mera vendita di hamburger e birra, spostando gli obiettivi”.
Nel locale, situato al Vomero, sarà presto disponibile la nuova offerta gastronomica.

“Vogliamo un nuovo modo di fare impresa, che non solo porti benefici a noi e ai clienti ma anche alla società e all’ambiente – aggiunge Zullo – Un win-win-win. Vinciamo tutti. In fondo l’azienda è un organismo vivente ed in quanto tale necessita di un sistema. Con il nuovo progetto vogliamo che questo sistema sia il meno impattante possibile, e che possa creare benefici anche all’esterno”.
Info su www.mlpub.it

Ufficio Stampa
Ago Press

L’olio extravergine d’oliva Dop Pregio Colline Salernitane diventa protagonista al Wip Pizza & Burger di Nocera Inferiore, con l’evento è in programma giovedì 16 maggio nel locale di Domenico Fortino e Lorenzo Oliva, amici da una vita e soci da cinque anni in un progetto che sposa qualità e gusto nella selezione di prodotti d’eccellenza, affiancati dalla Gma Import Export Specialità.
Pane fresco e olio extravergine d’oliva saranno abbinati alle pietanze del menu della pizzeria gourmet di Nocera Inferiore, con pizze preparate con farine Petra macinate a pietra di tipo 1 e 2, taglieri di salumi e formaggi selezionati, carni eccellenti, panini e primi piatti, l’Olio Pregio Dop Colline Salernitane sarà presentato ai clienti con una degustazione guidata. Del resto è questo il modo migliore per assaporare un prodotto eccellente del territorio. L’olivo dell’area DOP Colline Salernitane occupa una superficie di 19.000 ettari, distribuiti in circa 26.000 aziende, pari al 45% della superficie olivetata provinciale.
Il disciplinare identifica la zona di produzione dell’olio DOP Colline Salernitane con 86 comuni della regione Campania, che vanno dalla Costiera Amalfitana fino alla Valle del calore, includendo i Monti picentini, gli Alburni, l’Alto e Medio Sele le colline del Tanagro e parte del territorio del Vallo di Diano. L’area della DOP Colline Salernitane è caratterizzato da un patrimonio varietale estremamente ricco, il cui insediamento ha antiche origini.
L’olio deriva da varietà autoctone quali Rotondella e Carpellese , da sempre presenti sul territorio salernitano. A queste varietà si sono aggiunte, ormai da molti decenni Frantoio e Leccino, che si sono perfettamente adattate agli ambienti di coltivazione. Il prodotto trae la sua tipicità dalla peculiarità del territorio, dotato di connotazioni pedoclimatiche originali, dalle cultivar specifiche presenti sul territorio e dalle particolari tecniche di produzione. Tanti motivi per provare pane e olio da WIP il 16 maggio con Olio Pregio, che farà assaggiare le due specialità monovarietali di rotondella e cappellese.

WIP – NOCERA INFERIORE

Domenico e Lorenzo amici d’infanzia, Domenico ex calciatore, Lorenzo ex venditore ambulante, nel 2014 decisero di avventurarsi nell’apertura di un locale a Nocera Inferiore in stile cantiere dal nome WIP , che sta per work in progress, ormai divenuto un punto di riferimento in Campania. Ispirato ai valori più tipici e arricchiti dal gusto inconfondibile dei migliori ingredienti del territorio di origine, tutti i piatti studiati da WIP rappresentano un trionfo di sapori e profumi. I piatti vengono preparati con materie prime di primissima scelta, usiamo solo prodotti tipici Campani, tipo il Pomodoro San Marzano DOP, la Mozzarella di Bufala di Paestum DOP o il fiore di latte di Agerola, il pomodoro del Piennolo del Vesuvio DOP, pomodoro corabrino di I Sapori di Corbara, l’acqua Dolomia del Parco Naturale delle Dolomiti, la pasta di Gragnano IGP, i friarielli del Vesuvio, la salsiccia rossa di Castelpoto, Presidio Slow Food, le patate dell’Agro Nocerino Sarnese, olio extravergine d’oliva DOP.

www.wip.pizza – info@wip.pizza – +39 347 530 0709

Via Atzori, 271 – Nocera Inferiore (SA)

APERTURA – Tutti giorni dalle 11,30 alle 24,00

Domenica aperti solo a cena (periodo Natalizio escluso)

XV Edizione ricca di contenuti: dall’importanza del servizio a quella del design e della sostenibilità

Si scaldano i motori per la XV edizione di VitignoItalia, il Salone dei vini e dei territori vitivinicoli italiani in programma a Napoli, da domenica 19 a martedì 21 maggio, all’interno dei suggestivi spazi di Castel dell’Ovo. Entrato di diritto nell’elenco delle kermesse a tema vino più importanti della Penisola, VitignoItalia quest’anno potrà vantare la partecipazione di ben 280 aziende vinicole provenienti dal Nord al Sud dello Stivale, per un totale di oltre 2.500 etichette presenti in degustazione, mettendo in evidenza l’alta qualità e la diversità del ricco panorama ampelografico nazionale.

A fare da capofila sarà la copiosa compagine campana, composta da circa 80 produttori, in rappresentanza di una regione sempre più sugli scudi dal punto di vista enologico, capace ogni anno di aggiungere nuove interessanti realtà a quelle storiche e affermate, alzando, di stagione in stagione, la propria asticella qualitativa, anche grazie all’impegno dell’Assessorato all’Agricoltura della Regione Campania. Significativa in particolare la collaborazione con le Camere di Commercio di Avellino e Benevento, che consentirà di avere sul posto 44 cantine (22 ciascuna) provenienti da due dei terroir più vocati d’Italia, ovvero l’Irpinia e il Sannio.

“Una partecipazione folta e omogena – sottolinea Maurizio Teti, direttore di VitignoItalia – che evidenzia il legame creato in questi anni tra la fiera e la base produttiva regionale. Liaison resa ancora più salda dall’intervento di istituzioni, come appunto le due Camere di Commercio citate, che sulla nostra manifestazione puntano giudicandola un palcoscenico privilegiato per la promozione dei vini e delle aziende. A testimonianza di quanto detto, tra l’altro, vi è anche quest’anno la presenza di circa 35 buyer internazionali che, oltre a partecipare ai consueti B2B e walk around tasting in fiera, saranno ospiti di Educational Tour in Irpinia, nelle cantine cooperative del beneventano, nei territori del Vesuvio e dei Campi Flegrei.”

E, a proposito di Campania, proprio durante le giornate di VitignoItalia si svolgerà la competizione per l’assegnazione del titolo di “Miglior Sommelier della Campania 2019”. Una gara serrata che prevede, lunedì 20 maggio, alle ore 14.30, le prime selezioni (non aperte al pubblico) e, alle 17.30, le prove conclusive (aperte al pubblico), in cui i quattro concorrenti semifinalisti si sfideranno senza esclusioni di “calici” per contendersi l’ambito titolo e l’assegno di 1.000 euro messo a disposizione dall’Associazione Italiana Sommelier Campania. La proclamazione del vincitore ci sarà alle ore 20.00 e si concluderà con la degustazione “Le sei anime del Sangiovese in Toscana”, guidata dal Miglior Sommelier d’Italia 2018 Simone Loguercio assieme al neo eletto campione campano.

Proprio l’importanza del servizio sarà uno dei temi di forza di questa edizione. VitignoItalia infatti ospiterà “Emergente Sala”, la competizione annuale dedicata ai migliori maître e responsabili di sala under 30. L’appuntamento, ideato da Lorenza Vitali e Luigi Cremona, è divenuto un punto di riferimento per chi opera nel settore e si articola in molteplici eventi che durante l’anno coinvolgono diverse città italiane, selezionando i candidati che poi si affronteranno nella finalissima di Roma. Castel Dell’Ovo sarà dunque lo scenario di una delle tappe del prestigioso contest per il quale i concorrenti si sfideranno tra prove sia pratiche che teoriche.

Altro importante e originale contenuto verrà dall’Ordine degli Architetti di Napoli, che ha deciso di fornire il proprio patrocinio alla manifestazione, sottolineando così la sinergia venutasi a creare tra progettisti e aziende vinicole. È ormai da diversi anni infatti che quest’ultime si sono avvicinate al mondo del design, dall’interesse per le etichette firmate alla progettazione di cantine e spazi per la produzione e l’ospitalità. Anche architetti molto noti, a volte vere e proprie archistar, si sono cimentati in progettazioni per aziende vinicole di calibro internazionale. Al fine di rafforzare questo connubio dunque, l’Ordine svolgerà un lavoro di sensibilizzazione all’interno della fiera, mettendo in mostra nei propri spazi alcuni casi studio di cantine d’autore.

Da quest’anno inoltre VitignoItalia guarda anche alla responsabilità sociale e alla sostenibilità in campo vitivinicolo e fa squadra con CSRMed, il Salone Mediterraneo della Responsabilità Sociale, proprio con l’obiettivo di valorizzare l’impegno delle aziende aderenti alla manifestazione verso queste due tematiche, oggi fondamentali per il comparto. Due, in particolare, le iniziative che debutteranno nell’edizione di quest’anno nell’ambito del neo progetto PRess4Wine: il Premio VitignoItalia per l’innovazione Responsabile, su cui si accenderanno i riflettori a chiusura della tre giorni con l’assegnazione dei riconoscimenti per le categorie Ambiente, Territorio e Capitale Umano, e il Premio speciale “Comunicare la Responsabilità, la Responsabilità di comunicare”.

Infine molto appetibile per i tutti i winelover sarà la possibilità di acquistare online, al momento dell’assaggio, alcuni dei vini presenti grazie al media partner Enosocial. L’innovativa App per smartphone e tablet che consentirà agli appassionati di avere a casa, con un semplice clicknbuy®, le etichette più apprezzate delle cantine aderenti all’iniziativa.

 

VitignoItalia si svolge con il patrocinio di Comune di Napoli, Unioncamere Campania, ISMEA, Ordine degli Architetti di Napoli e in collaborazione con Regione Campania, Camera Commercio di Avellino, Camera di Commercio di Benevento, ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane.
Main sponsor: Unicredit, Pastificio Di Martino, Kimbo, Caputo, Fiart Rent, Solania.
I calici per le degustazioni nel corso del salone sono forniti da VDGLASS.

 

VITIGNOITALIA, XV Salone dei vini e dei territori vitivinicoli italiani
Castel dell’Ovo, via Eldorado 3, Napoli
Domenica 19, lunedì 20 e martedì 21 maggio 2019
Dalle ore 15.00 alle ore 22.00
Prezzi: domenica € 30, lunedì e martedì € 25 (prevendita on-line domenica € 25, lunedì e martedì € 20)
www.vitignoitalia.it – Tel. 0814104533 – segreteria@vitignoitalia.eu

 

Ufficio Stampa
MG LOGOS

Integrazione, promozione sociale e riscatto del Territorio

A 60 anni dalla scomparsa del fondatore, la nuova generazione Condurro guarda al futuro sostenendo progetti ed iniziative a favore dei giovani e per la promozione sociale del territorio. La Michele in the word srl (Mitw) ha fatto sue la particolare attenzione e la passione intelligente e solidale alla base dell’operare quotidiano dell’Antica Pizzeria da Michele di via Cesare Sersale, che ormai dal 1870 offre ai suoi clienti  pizza di grande qualità, ad un prezzo popolare, specchio della visione democratica dei fondatori.

Solidarietà ed attenzione al sociale caratterizzano, dunque, tuttora le scelte delle nuove generazioni dei Condurro, che con entusiasmo accolgono e promuovono proposte del terzo settore e del volontariato. Gli A.D. di Michele in the world, con il loro staff, scelgono percorsi che sono tesi a solidi orizzonti etici, per dare un contributo fattivo alla rinascita del nostro territorio, a favore dei giovani. Domenica 19 maggio, presso la sede dell’Antica Pizzeria “Da Michele”, la Mitw assegnerà una borsa di studio per pizzaiolo a uno dei giovani partecipanti al progetto Generare Futuro condotto a Napoli dal Forum Provinciale delle Associazioni Familiari in stretta collaborazione con le Acli e l’Arcidiocesi.

Il progetto, finanziato dal Dipartimento della Gioventù della Presidenza del Consiglio dei Ministri e finalizzato a sostenere i giovani talenti che vivono in contesti socio-economici difficili, ha visto Mitw tra i suoi principali partner in un percorso scandito da seminari di orientamento e laboratori dedicati alle eccellenze dell’artigianato e degli antichi mestieri della tradizione napoletana. Insieme alla maison “E. Marinella”, che ha bandito un concorso di idee per la realizzazione di un foulard, Mitw ha voluto premiare il talento e la motivazione di un giovane offrendogli una concreta opportunità di lavoro, segno di come anche in una realtà complessa come quella di Napoli esiste un’imprenditoria sana e pronta a valorizzare le risorse di questa città.

Sarà inoltre presentata la campagna di raccolta fondi e 5XMILLE a sostegno dell’Associazione di Promozione sociale “AMICI DI PETERPAN con il presidente Antonio Del Prete e GIOVANI volontari. L’associazione, che dal 2004 promuove iniziative contro la povertà educativa ed a sostegno dei GIOVANI di NAPOLI, con il ricavato finanzierà un progetto di orientamento e formazione per ragazzi a rischio di esclusione sociale.

Mitw inserirà all’interno delle sue pizzerie di tutta Italia,  delle cassette “DONO” e flayer informativi a partire proprio da Napoli per il periodo maggio- ottobre 2019. La giornata sarà ricca di emozioni. La Mitw ha, infatti, deciso di celebrare in tale occasione la chiusura del mese dedicato alla pizza della legalità “Giancarlo Siani Coop.”, un progetto realizzato in collaborazione con la Cooperativa Giancarlo Siani. Ad aprile cinque sedi della Michele in the World srl, Roma, Firenze, Milano, Londra e Barcellona, hanno inserito nel proprio menù pizze speciali, arricchite nel sapore e nei contenuti dai pomodorini della cooperativa i “Pizzini Vesuviani”, prodotti nelle terre confiscate alla camorra.

Oltre diecimila pizze vendute tra le sedi di Mitw in Italia e in Europa, un successo che unisce imprenditoria giovanile nel territorio campano e impegno sociale, punti cardine della mission di Mitw e della Coop. G. Siani. Per l’occasione sarà possibile degustare l’antica Pizza Mastunicola e la Pizza Giancarlo Siani Coop accompagnate da una selezione di dolci offerti dalla Pasticceria Napolitano-Poderico.

Domenica 19 maggio Ore 10:30 Sede storica “L’Antica Pizzeria da Michele” Via Cesare Sersale, 1 – Napoli
Evento a numero chiuso: prenotazione all’indirizzo email info@micheleintheworld.com

www.micheleintheworld.com

Ufficio Stampa
Paolo Condurro

Terza Tappa 17– 18 – 19 maggio ’19 – Torre del Greco (NA) – piazza Santa Croce –

Con il patrocinio del Comune di Torre del Greco

Oltre 3milioni di persone nella prima edizione 2018

La terza Tappa de :” L’ INTERNATIONAL WORLD BEER FESTIVAL “ uno dei più importanti eventi nazionali dedicati alla BIRRA, sarà a Torre del Greco (NA), in piazza Santa Croce ,da venerdì 17 maggio a domenica 19 maggio ’19 (ven. dalle 18 alle 24 – sab. e dom. dalle ore 12 alle 24).

Il Festival è un importante circuito nazionale all’aperto, dove la protagonista a 360° gradi sarà la birra, un vero e proprio giro del mondo in un boccale, giunto alla seconda edizione dopo il grande successo del 2018 con oltre 3 milioni di persone presenti in tutte le piazze d’Italia in cui il tour è approdato. Birre importanti, produzioni che provengono da tutto il mondo, Irlanda, Inghilterra, Scozia , Argentina, Stati Uniti, Cecoslovacchia , Spagna , Germania, Giappone, Australia , Spagna , Germania , Giappone e Australia, verranno servite negli stand predisposti, allietando nelle tre giornate chi vorrà sorseggiare, all’aperto, i gusti più diversi delle birre presenti. All’interno di International World Beer possiamo trovare oltre 200 etichette di birra accompagnate da truck 5 specializzati nella cucina tipica italiana e mondiale. Molto attenta da parte degli organizzatori la scelta delle etichette, portando, nel Festival, alcuni dei migliori birrifici al mondo, tra i quali spiccano: Founders, Nittenaver, Harbor, Tempest, Birrificio Italiano, Klan Barrique, Jacob, Thonbridge, Rogue e tanti altri. Importante sarà anche la presenza di birre italiane, artigianali e non, che mostreranno le varietà prodotte nel nostro territorio nazionale.  LA BIRRA ARTIGIANALE MADE IN ITALY sta conquistando un numero crescente di consumatori in Italia e all’estero, dove l’export di birra italiana è aumentato del 144 % in dieci anni. Le esportazioni, sono stimate in un valore attorno ai 180 milioni di euro nel 2016 con ottimi risultati nei paesi nordici, dalla Germania (+17%) all’Irlanda della Guinness (+8,1%) fino ai pub della Gran Bretagna (+2%). La nuova produzione artigianale made in Italy è molto diversificata, con numerosi esempi di innovazione: dalla birra aromatizzata alla canapa a quella pugliese al carciofo di colore giallo paglierino, ma c’è anche quella alle visciole, al radicchio rosso tardivo Igp o al riso. Il TOUR dell’International World Beer Festival nella sua seconda edizione, dopo l’importante appuntamento di Torre del Greco, farà tappa a Formia dal 7 al 9 giugno.

Alfredo Orofino, organizzatore ed ideatore “dell’International World Beer Festival” ma anche del “Festival Internazionale dello Street Food “e “dell’International Pizza Festival”è stato definito dai media “un portatore sano di energia” con una grande passione, quella per il cibo, un uomo vulcanico, un tornado di idee creative , soprannominato da molti espositori il “Re del cibo di strada ”. Un passato nel mondo dello spettacolo, nell’organizzazione di grandi eventi, gestore di locali vincenti nella sua città d’origine. Curiosità,  dedizione , una spiccata capacità imprenditoriale, oltre alla sua dote di lavoratore instancabile, tutte queste  caratteristiche lo hanno portato in pochi anni ad essere una ”star delle manifestazioni enogastronomiche per strada”,  passando in poco tempo dal mercato locale a quello nazionale, creando un circuito in continua espansione.

SECONDA EDIZIONE DELL’INTERNATIONAL WORLD BEER FESTIVAL

Terza Tappa: Torre del Greco (Na) da venerdì 17 maggio a domenica 19 maggio

Con l’importante Patrocinio del Comune di Torre del Greco (NA)

Orari : venerdì  17 maggio dalle ore 18,00 alle 24,00  – sabato e domenica dalle ore 12,00 alle 24,00.

Organizzatore : Alfredo Orofino

 

Ufficio Stampa
Carola Assuma Comunicazione

Il formaggio stagionato più famoso della Campania fra i protagonisti dell’evento di Portici

Eccellenza e qualità per “Fattorie Didattiche”, l’appuntamento rivolto ai più giovani in programma nei giardini dell’Istituto Zooprofilattico del Mezzogiorno di Portici.

Fra le eccellenze del territorio spicca la presenza del Consorzio di Tutela del Provolone del Monaco Dop: “Il nostro messaggio -spiega il presidente Giosuè De Simone- resta quello di tramandare ai giovani quelli che restano i prodotti delle attività lavorative più antiche e tradizionali come l’allevamento dei bovini e l’arte dei casari. Saremo presenti nei due giorni per raggiungere i giovani presenti e spiegare loro anche praticamente che gli antichi mestieri hanno sempre il loro fascino e che i prodotti finali come il Provolone del Monaco Dop devono essere prodotti con la massima cura per conservare un sapore unico ed inconfondibile”.

Numerose le attività che animeranno gli stand, suddivisi per aree tematiche dedicate al mare, all’educazione ambientale, ai percorsi ludico-didattici, alle attività di prevenzione, all’innovazione e alle tecnologie, a ricerca e sviluppo, al benessere animale e alle adozioni e alle attività equestri.

Oltre cinquanta le scuole coinvolte nell’iniziativa.

Presente anche l’Associazione 3P del presidente Giuseppe Baino: “Panificazione, pizzera e pasticceria. Le 3P che continuano a garantire lavoro, economia e in alcuni casi anche successo a quanti svolgone queste attività. Non vediamo l’ora di essere indondati dalle migliaia di presenze che fanno crescere, anno dopo anno, il successo di questo evento”.

Presenti anche i rappresentanti dell’associazione che ha creato la De.Co. per la nocciola di Avella e da tempo ha anche annunciato la sua presenza quella che invece sta per ottenere una prestigiosa dop, ovvero quella della Colatura di Alici di Cetara.

La manifestazione è promossa dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno di Portici e realizzata con la collaborazione dell’assessorato all’Agricoltura della Regione Campania e in stretta sinergia con il Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”.

 

Ufficio Stampa

Roberto Esse

UNITI PER LA PIZZA su RAI 1 a “La Vita in Diretta”

Dopo “La Pizza Napoletana Spicca il Volo”pizza in mongolfiera a quota 1276 metri,lunedì 13 maggio presso il Panificio Meninno, ovvero lo storico forno di Antonio Lo Russo a Vallesaccarda in provincia di Avellino, si terrà una nuova impresa da Record per il Maestro Maurizio Stanco.

“Uniti per la Pizza”l’evento che vedrà sette pizzaioli provenienti da varie regioni d’Italia: Marco Sotero , Pietro Fontana, Antonello Scatorchia , Andrea Cucciniello, Daniele Heddi, Luigi Gallo,Mario Sorrentino unitamente ad altri professionisti di quest’arte bianca, cimentarsi nel realizzare con il panetto più grande al mondo, del peso di ben 50kg, una pizza Margherita dal diametro di oltre 2 metri.

Quindi una grande pala in legno realizzata apposta per stendere e infornare l’enorme panetto, poi un imponente forno per cuocere la pizza più grande mai realizzata al mondo.Presente all’evento la storica trasmissione pomeridiana di RAI 1 “La Vita in Diretta” con l’inviato Massimo Proietto in collegamento lunedì 13 maggio dalle ore 16.50.

Una sola pizza Margherita basterà per tutti gli ospiti presenti e aiuterà il Maestro Maurizio Stanco, ideatore e organizzatore dell’eccezionale evento“Uniti per la Pizza”a passare il messaggio che solo l’unione fa la forza, che uniti si riesce sempre in ogni impresa.

 

 

Comunicazione stampa e social

Angela Merolla

meroangela@libero.it

cell.320 861 9820

Rafforzata l’attività di vigilanza e tutela nei confronti della grande doc pugliese 

Primitivo di Manduria, il Consorzio blocca i falsi in Italia, Cile e Portogallo

Nel 2018 cresce la produzione del 15%: 15 milioni di litri per 20 milioni di bottiglie

La strategia di attacco messa in atto dal Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria per tutelare la grande doc pugliese nei Paesi internazionali, incassa risultati importanti: lo stop a marchi ingannevoli in Italia, Cile e Portogallo. Attualmente è in fase di trattativa l’opposizione di etichette in Sud Africa, Germania e Francia.

“Proprio perché è così amato all’estero il Primitivo di Manduria è il prodotto sul quale maggiormente si possono concentrare fenomeni di imitazione – afferma Mauro di Maggio, presidente del Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria – Una situazione alla quale abbiamo risposto ampliando la vigilanza e tutela anche in vista della sua crescita di produzione. Da una parte stiamo operando al livello internazionale per bloccare i marchi ingannevoli di Primitivo di Manduria e, dall’altra, stiamo prelevando i campioni dalla grande distribuzione per analizzarli in laboratorio e verificare se ci siano incongruenze con il nostro disciplinare. Tra i vari parametri, inoltre, teniamo sotto controllo anche il prezzo a scaffale, che è un indicatore assai diretto di eventuali anomalie e irregolarità su cui intervenire. L’anno scorso per queste attività abbiamo speso circa 70 mila euro”.

 

Nel 2018 si sono prodotti circa 15 milioni di litri che equivalgono a quasi 20 milioni di bottiglie con un fatturato complessivo intorno ai 120 milioni di euro. Un aumento del 15% rispetto al 2017. L’export rappresenta il 70% della produzione.

Proprio in vista di questa crescita, il Consorzio di Tutela ha riconfermato la convenzione con gli agenti vigilatori per il triennio 2019 – 2021 aumentando del 30% le azioni ispettive che riguarderanno anche gli spacci, la vendita al dettaglio e anche il controllo in internet.

Le attività degli agenti vigilatori riguarderanno anche le visite extranazionali in Germania e nei Paesi scandinavi, costi a carico del Consorzio di Tutela spesi grazie ai contributi riscossi con la funzione ErgaOmnes.

“Si tratta di un impegno consistente – sottolinea di Maggio– e ringrazio tutte le aziende che destinano le loro risorse alla nostra attività di difesa. La vigilanza è un settore chiave della nostra missione e l’aumento del numero di verifiche è frutto di una chiara volontà di offrire sempre più garanzie ai consumatori su un prodotto che ha proprio nella qualità il suo punto di forza. Purtroppo la contraffazione, come succede per molti marchi made in Italy, è un nemico pericolosissimo perché inganna il consumatore e colpisce le aziende serie e sane e tutto questo non deve accadere”.

In 3 anni il Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria si è battuto contro le imitazioni e le contraffazioni nei confronti della doc vincendo 6 cause in Italia, 1 in Spagna, 1 in Cile, 1 in Cina, 1 in Portogallo ed eliminando dal mercato internazionale 4 marchi con dicitura Unione Europea.

Il Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria

Il Consorzio di Tutela del Primitivodi Manduria è nato nel 1998 e ha ottenuto il riconoscimento legislativo nel 2002. Lasua produzione è suddivisa in Primitivo di Manduria Dop,Primitivo di Manduria Dop Riserva ePrimitivo di Manduria Dolce Naturale Docg.

Il Consorzio ha ottenuto dal Ministro delle Politiche Agricole e Forestali l’attribuzione in via esclusiva dell’incarico di coordinare le funzioni di tutela, promozione, valorizzazione, vigilanza, informazione del consumatore e cura generale degli interessi: ecco il riconoscimento “Erga Omnes”per il Primitivo di Manduria Doc e peril Primitivo di Manduria Dolce Naturale Docg. Attraverso questo strumento, tre agenti vigilatori, in qualità di pubblici ufficiali e in collaborazione con l’Istituto Centrale Qualità Repressione e Frodi, potranno effettuare controlli anche sui vini già posti a scaffale, per tutelare il consumatore e i produttori da irregolarità o anomalie relative al prodotto che non rispetta i dettami del Disciplinare di produzione.

Oggi il Consorzio di Tutela è composto da 52 aziende che vinificano ed imbottigliano e da oltre 900 viticoltoriSono circa 3.140 ettarii vigneti che costituiscono la denominazione del Primitivo di Manduria e 18 i comuni tra Taranto e Brindisi che producono Primitivo di Manduria. 

www.consorziotutelaprimitivo.com

Ufficio stampa

Daniela Fabietti

3351979415

Ancora aperte le iscrizioni al corso di wine business aperto a laureati e diplomati


IL CORSO DI PERFEZIONAMENTO UNIVERSITARIO DEDICATO AGLI OPERATORI DEL COMPARTO
VTIVINICOLO MA ANCHE AI MENO ESPERTI CHE SOGNANO DI LAVORARE NEL MONDO DEL VINO

 

TUTTE LE INFORMAZIONI PER ISCRIVERSI ENTRO IL 17.05.2019

Manca davvero poco per l’attesissima Ottava Edizione del Corso di Perfezionamento
Universitario e Aggiornamento Culturale in “Wine Business”
 dell’Università degli Studi di Salerno che vede come termine ultimo per le iscrizioni il 17 maggio 2019. (Per info e iscrizioni: winebusiness@unisa.it- www.winebusiness.unisa.it –FB_winebusiness).

Il corso di perfezionamento dedicato al mondo del vino, diretto dal Prof.Giuseppe Festa
inizierà il 7 giugno alle ore 15.00 , 
nella sede storica che ha visto susseguirsi le 7 edizioni precedenti al Campus di Fisciano, presso il Dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche.


Il corso, diventato un vero must in Campania per gli operatori attualmente impegnati nel comparto vitivinicolo (ai fini di un miglioramento della propria qualificazione professionale), ma anche per chi sogna di lavorare nel mondo del vino -pur non avendo ancora acquisito tutte le competenze– ai fini della gestione dell’impresa vitivinicola e dei progetti wine-based (consulenza amministrativa fiscale e direzionale, formazione, eventi, ecc.), così come docenti presso le Scuole Secondarie Superiori professionalmente interessati alle materie economico/aziendali afferenti al comparto vitivinicolo.
Il corso si prefigge di formare figure professionali esperte in economia, amministrazione, management, marketing e comunicazione delle iniziative imprenditoriali nel comparto vitivinicolo.

Il Corso di Perfezionamento Universitario e Aggiornamento Culturale in “Wine Business” all’Università degli Studi di Salerno è aperto a laureati (che conseguiranno il titolo di Corso di Perfezionamento Universitario) e diplomati (che conseguiranno il titolo di Corso di Aggiornamento Culturale), purché in possesso di adeguata esperienza nel mondo del vino.

 

Come si svolge il corso e modalità d’iscrizione:

Della durata complessiva di 100 ore, il Corso si svilupperà in 20 lezioni, ciascuna della durata di 5 ore, presso l’Università degli Studi di Salerno o, per particolari esigenze didattiche, anche in ambienti esterni all’Università (anche in occasione di visite aziendali). Ogni lezione vedrà la partecipazione di un docente, di un’azienda vitivinicola chiamata a illustrare la propria storia imprenditoriale e di un sommelier/degustatore/assaggiatore.
Anche nell’Ottava Edizione del Corso ci sarà l’analisi, svolta in ogni lezione a cura di Slow Food Campania e Basilicata, delle principali caratteristiche delle più importanti e più diffuse cucine/gastronomie del mondo, allo scopo di agevolare l’abbinamento cibo-vino e di conseguenza facilitare i percorsi d’internazionalizzazione delle vendite dei vini italiani. Il Corso, a meno di diverse necessità didattiche, avrà inizio il giorno 07.06.2019 (venerdì, in orario 15:00-20:00). La domanda di pre-iscrizione dovrà essere prodotta nel rispetto dei termini e dei criteri indicati nel bando (telematica per il Corso di Perfezionamento Universitario e cartacea per il Corso di Aggiornamento Culturale), entro il 17.05.2019. La quota d’iscrizione al Corso è di 600,00 €.

Collaborazioni e partnership:

Il Corso sarà svolto in collaborazione con numerosi e importanti partner: Osservatorio dell’Appennino Meridionale (Consorzio tra Regione Campania e Università degli Studi di Salerno), FISAR – Federazione Italiana Sommelier Albergatori Ristoratori – Delegazione SalernoFondazione Italiana Sommelier – Campania, ONAV – Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino – ItaliaSES – Scuola Europea Sommelier – Italia, Slow Wine Campania e Basilicata , Associazione Nazionale “Città del Vino”Associazione Nazionale “Donne del Vino”Consorzio Tutela Vini d’IrpiniaSannio Consorzio Tutela ViniConsorzio Tutela Vini Campi Flegrei Ischia e CapriConsorzio Tutela Vini VesuvioConsorzio Vita Salernum VitesMovimento Turismo del Vino – CampaniaAssoEnologi – CampaniaFederazione Regionale degli Ordini dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Campania, Ordine dei Tecnologi Alimentari di Campania e Lazio, Vitigno ItaliaInternational Academy of Sensory Analysis, Rete Destinazione Sud, Associazione Universitaria UniSapori e numerosi altri enti istituzionali del mondo del vino a livello nazionale e internazionale, tra cui l’EuroMed Research Business Institute con il “Wine Business Research Interest Committee” (coordinato dal Prof. Giuseppe Festa). Dal 2019 è attiva la Partnership anche con Formamentis – In Cibum, per accompagnare gli Allievi del Corso di “Wine Business” nel mondo delle professioni nel comparto vitivinicolo e agroalimentare, soprattutto in contesti a elevata innovazione (anche con incubazione, avvio e accelerazione d’impresa).

Per informazioni e iscrizioni: winebusiness@unisa.it – www.winebusiness.unisa.it – www.facebook.com/winebusiness

 

Ufficio Stampa:

Roberta Raja

Nel cuore dell’antica e incantevole Valle Caudina, precisamente ad Airola, il ristorante pizzeria ANTOVIN Forme di gusto attinge dagli antichi e autentici sapori della tradizione per costruire la sua proposta gastronomica, dando vita a nuove e sorprendenti forme di gusto. Il locale nasce nel 1997 dalla volontà dei genitori di Alessandro Tirino, attuale patron del ristorante dal trascorso lavorativo come pizzaiolo. Dal nome di mamma Antonietta e di papà Vincenzo, è nata una fusione che ha dato origine alla denominazione del ristorante pizzeria.

Il duo di Antovin

Alessandro Tirino e Domenico Falzarano

Da un anno Alessandro si avvale della preziosa collaborazione dello chef Domenico Falzarano. Dopo anni di ristorazione classica, Alessandro ha deciso di dare un tocco di modernità al menù avvalendosi della collaborazione del suo braccio destro in cucina, lo chef Falzarano, forte di un’esperienza internazionale accumulata in paesi come Francia, America, Australia e Cina. “Sono nativo di Airola e dopo aver raccolto culture enogastronomiche in giro per il mondo, ho deciso di tornare nella mia terra per accettare una scommessa con questo territorio ricco di risorse, che desideriamo valorizzare” ha spiegato Falzarano. “In ogni piatto parto dalla tradizione, ma su di essa poi aggiungo l’esperienza che ho accumulato nel tempo, che mi permette di rinnovare e rendere il piatto moderno e raffinato”.

 

 

Domenico Falzarano e Alessandro Tirino, seppure provenienti da esperienze professionali diverse, hanno in comune la volontà di promuovere una nuova idea di gastronomia, basata sulla conoscenza e il rispetto delle materie prime, sulla riscoperta delle tradizioni e delle eccellenze locali, sugli ingredienti e sui sapori autentici che tornano ad essere i protagonisti nei piatti. Vasta è la scelta degli ingredienti locali, freschissimi e di altissima qualità, personalmente selezionati dal duo della ristorazione. Due veri artisti della cucina, come amano definirsi.

pizzeppola antovin

La Pizzeppola

Da un bacino ricco di eccellenti materie prime, come il territorio beneventano, Alessandro Tirino attinge la selezione degli ingredienti per comporre il gusto della sua pizza. La sua competenza non manca di sorprendere anche sul fronte del dolce. “Consiglio di provare la mia pizzeppola, un concentrato di sapori genuini che parlano della mia terra” ha spiegato il patron di Antovin. “In occasione della Festa del papà ho voluto unire la tradizionale crema della zeppola di San Giuseppe con la pizza e ne è uscita la pizzeppola, che ha avuto e continua ad avere successo”.

Da sempre attento a tutte le esigenze alimentari, Alessandro Tirino è fortemente convinto che “salutare e gustoso” siano concetti complementari, dai quali parte per realizzare una selezione di deliziose pizze Gluten Free. Inoltre, ha deciso di introdurre nel suo menù un mix di farine poco raffinate, ottenute dalla lenta macinatura a pietra di cereali antichi come Saragolla, Risciola, Farro e Segale e la Romanella, una varietà autoctona del Sannio.
“Queste farine lavorate lentamente dai contadini locali secondo metodi tradizionali, conservano intatte tutte le proprietà nutrizionali dei cereali garantendo una maggiore leggerezza e digeribilità dell’impasto, un gusto migliore e cosa non trascurabile un minore contenuto di glutine, che propongo due volte a settimana oltre alle pizze dall’impasto tradizionale. Così sono riuscito a creare un menù ricco di piatti invitanti e di ingredienti salutari, dimostrando che antico può diventare nuovo, che tradizione può diventare innovazione”.

ANTOVIN Forme di gusto è occasione di eccellente ristoro per il palato e oasi di pace per la sua posizione immersa nel verde. Grazie alle sue confortevoli sale interne e l’ area esterna con giardino è il luogo ideale per trascorrere una piacevole serata tra amici o con la famiglia, ma anche per eventi o per un romantico tête-à-tête.

La Buona Tavola è stata lieta ospite della pizzeria Anacleria, punto di riferimento dello street food nell’hinterland napoletano. Con sede a San Giorgio a Cremano, la pizzeria può definirsi “un successo che nasce da una continua ricerca della novità e qualità, senza dimenticare la rapidità che necessita una pizzeria d’asporto”, spiega Pasquale, il titolare.

Ricerca dell’innovazione appunto, il tutto senza tralasciare le basi classiche di una buona rosticceria partenopea, punti cardine di qualsiasi pizzaiolo formatosi in questa terra: “Utilizziamo la farina San Felice, dell’azienda Mugnai di Napoli, partner ufficiale del locale. Il nostro impasto richiede ben 48 ore di maturazione, tramite questo processo riusciamo a garantire la massima digeribilità ai nostri clienti” ci viene sottolineato.

Da Pasquale Anacleria l’offerta gastronomica si caratterizza per un menù vario, in grado di soddisfare qualsiasi tipo di palato, dalle tradizionali pietanze napoletane fino alle new entry. Alcune nuove proposte sono diventate veri e propri marchi di fabbrica in questo autentico tempio del gusto a San Giorgio a Cremano. “In termini di pizza, quella che inorgoglisce di più è certamente la pizza Stella, rivoluzionata da me. Siamo passati da 5 a ben 8 punte, tutte farcite in maniera dif erente: dai ‘cicoli’ e ricotta, fino alle melanzane. Guarnita infine al centro con: filetti di pomodoro, provola, fette di prosciutto crudo e scaglie di parmigiano e rucola”, spiega Anacleria invitando a immaginare una bomba di sapori pronta ad esplodere al primo morso, un mix perfetto in grado di unire la freschezza della nota ‘filetto’ al caldo ripieno dei calzoni.

Uno dei punti di forza della pizzeria Anacleria è certamente rappresentato dalle ‘frittatine’, pietre miliari del finger food “Made in Naples”. Un tipo di prodotto in continua evoluzione grazie dalle idee del signor Pasquale, in grado di spaziare a tutto tondo su un prodotto tra i più amati in Campania:
“Non ci siamo fermati alla classica ripiena di bolognese, ne produciamo circa una quindicina i vario tipo. Dalla salsiccia e friarielli, vero e proprio must della nostra cucina, fino ad arrivare alle novità più interessanti: crema di zucche, salsiccia e scaglie di parmigiano ad esempio, oppure una di quelle che ha riscosso il maggior successo, ‘La Messicana’, ripiena con i fagioli piccanti del centro America”, ci racconta con fierezza Pasquale, un vero e proprio vulcano di idee. Insomma, per chiunque ami lo street food, la pizzeria Pasquale Anacleria deve rappresentare una tappa obbligatoria
qui in Campania.

Lo Chef Nino Cannavale e Hostaria di Bacco a Furore presentano Amore Furitano, tour, cena ed un dolce dedicato alla grande Anna Magnani a Furore.

Il 15 Maggio una giornata straordinaria, un evento enogastronomico bacchico ed un inedito dolce per ricordare la grande Anna Magnani a Furore e il suo amore con Roberto Rossellini. Amore Furitano, dedicato a Nannarella è organizzato dallo Chef Nino Cannavale e dall’Hostaria di Bacco -Furore -Costa d’Amalfi, con il patrocinio del Comune di Furore, che proporranno per l’occasione il nuovo dolce dedicato alla famosa attrice, chiamato appunto “Amore Furitano”: un semifreddo di pistacchio, con latte di pezzata rossa, pera pennata e tartufo Urbani.

 

Il dolce “solidale” è una produzione Laboratorio Carditello di Chef Cannavale, ospitato presso la Coop Davar Onlus che si occupa di disabilità, e commercializzato dal Caseificio ABC Allevatori Bufalini Casertani di Vitulazio (Ce), partner di progetto sono Dulcis in Fundo, la sindrome del cioccolato e Chantecler Capri.
Furore e la costiera amalfitana furono esclusivo set per uno dei due episodi del film del 1948 “Amore” una &quot;favola&quot; ideata da Fellini, allora aiuto regista di Roberto Rossellini, il quale con Anna viveva una burrascosa storia d’amore anche nella vita.

Amore Furitano, dedicato a Nannarella inizia il 15 maggio alle ore 16.00 con il raduno dei partecipanti a Poggio la Vela a Furore, con la proiezione del video “Furore il Paese che non c’è”.
Alle ore 17.00 è previsto il trasferimento in bus al fiordo di Furore, per poi visitare la Villa della Storta, oggi museo permanente di Anna Magnani essendo stata la alcova di Nannarella e Roberto in Costiera.
Alle ore 20.00 presso il ristorante Bacco la Cena del Buon ricordo con il menù ideato dallo Chef Nino Cannavale che presenterà il nuovo dolce “ Amore Furitano”: Spritz alla canapa con sfizi furitani

 

 

 

Cuore di bufala del caseificio Abc al tartufo Urbani
Polpetta di tonno su cremoso di patate e zeste di limone Sfusato Amalfitano
Ricci furitani alla genovese di totani
Pasta e ammore
Filetto di baccalà in oliocottura su guazzetto di lenticchie Beluga
Caciotta di latte nobile &quot;Furore&quot; con pane di grano duro, miele e marmellata di pera
pennata
Amore furitano
Liquore alla canapa
Cicale di Furore
Tozzetti all’elisir diVino
Vini Cantine Marisa Cuomo
Concerto di musica classica con canti e suoni della tradizione napoletana

Al ristorante Bacco, uno dei più antichi e prestigiosi della Costiera, ricordano ancora la presenza di Anna Magnani, essa vive nel ricordo di Raffaele Ferraioli, sindaco di Furore e patron dello storico ristorante, questa la storia: Nannarè, mezza porzione!
Correva l’anno 1948: Anna Magnani e Roberto Rossellini giravano al Fiordo “Il miracolo”, secondo episodio del film L’Amore e, spesso di sera salivano al paese e si fermavano a cenare presso la nostra trattoria.
Anna amava molto la pasta. Quella fatta in casa da nonna Letizia la faceva impazzire. Non riusciva a rinunciare al primo piatto, ma dopo averlo regolarmente ordinato, si faceva prendere da una sorta di pentimento. Prima che il cameriere, nonno Andrea, si allontanasse per portare la comanda in cucina, gli correva dietro, precisandogli: “A me, mezza porzione!”
Questa raccomandazione, ripetuta tutte le volte che la coppia si sedeva a tavola, diventò uno sfottò che Roberto rivolgeva alla sua innamorata tutte le volte che qualcosa non andava secondo le loro aspettative, sfruculiandola: “Nannarè, mezza porzione!”

Quando i due innamorati si portavano dietro in queste escursioni l’amico Federico Fellini, bisognava portare subito a tavola, prima ancora del pane e delle posate, quelle che lui chiamava “scheggine” di formaggio parmigiano o, in mancanza, di provolone del Monaco.
Un’ultima chicca: il fiasco impagliato dal quale la mentecatta Mariuccia, interpretata da Annarella, sorseggiò il vino rosso di Furore fino a ubriacarsi e a cedere alle avance del viandante, Federico Fellini, scambiato per San Giuseppe, fu preso dal tavolo della nostra trattoria e portato in scena.
Queste brevi “pillole” testimoniano della presenza a Furore, presso Bacco, dei tre grandi protagonisti della storia del cinema…e non solo!

Info e prenotazioni 3317392696
http://www.baccofurore.it

 

Ufficio Stampa

Carlo Scatozza

“Ciak Irpinia”, tutto pronto per la terza edizione

I VINI IRPINI DI SCENA ALLA DOGANA DEI GRANI DI ATRIPALDA

Degustazioni, seminari e incontri: appuntamento il 18 maggio in Campania

Alla scoperta dei vini Doc e Docg della verde Irpinia

È iniziato il conto alla rovescia per la terza edizione di “Ciak Irpinia”, l’evento di settore organizzato dal Consorzio di Tutela dei Vini d’Irpinia con il patrocinio del Comune di Atripalda, della Provincia di Avellino e del Gal Irpinia-Sannio.

L’appuntamento, aperto all’intera filiera vitivinicola, è per sabato 18 maggio alla Dogana dei Grani di Atripalda.

Attraverso la degustazione dei vini della vendemmia appena conclusa e l’incontro tra stampa specializzata, produttori ed esperti,saranno analizzati i caratteri territoriali e l’evoluzione negli stili dei vini Doc e Docg della provincia di Avellino e le principali tendenze di settore.

In vetrina, le eccellenze vitivinicole dell’Irpinia: Fiano di Avellino Docg, Greco di Tufo Docg, Taurasi Docg e i vini della denominazione Irpinia Doc, in particolare Irpina Aglianico, Irpinia Coda di Volpe e Irpinia Falanghina.

L’appuntamento ha inizio il 17 maggio con un evento al Sorbo Lab a Sorbo Serpico, organizzato per le sole aziende partecipanti a Ciak Irpinia 2019 e patrocinato dal Gal Irpinia Sannio.

Il 18 maggio il Consorzio Tutela Vini D’Irpinia apre le porte per una sessione di degustazione alla cieca riservata a esperti nazionali e internazionali di settore, che valuteranno le peculiarità dei vini irpini offrendo alla commissione tecnica territoriale un punto di vista diverso sulle eccellenze irpine.

La giornata continua con seminari aperti alla stampa e apertura dei banchi d’assaggio, con una prima sessione dedicata alla stampa accreditata, e infine, con l’apertura ad appassionati e addetti ai lavori del mondo enologico campano.

Più nel dettaglio, il ricco e articolato il programma della giornata di Sabato 18 maggio, alla Dogana dei Grani di Atripalda:

In mattinata si comincia con il tasting seminar riservato a un gruppo di esperti esteri e nazionali, del settore enologico,cheavrà il compito di degustare e valutare i vini selezionati in precedenza dalla Commissione Tecnica Territoriale presieduta dal Professore Luigi Moio.

Alle 13.30 è in programma una sessione di approfondimento e confronto tra tecnici, esperti del territorio vitivinicolo irpino e comunicatori di rilievo del panorama nazionale e internazionale che condivideranno le loro impressioni con la Commissione Territoriale. Durante questa sessione scaturirà il “Vintage Rating” e saranno dunque presentate le valutazioni sull’ultima vendemmia della Commissione Tecnica Territoriale composta da una selezione di enologi operanti sul territorio irpino. L’incontro è aperto alla stampa che potrà richiedere l’accredito a: press@consorziovinidirpinia.it.

Nel pomeriggio si aprono i banchi d’assaggio delle aziende: dalle 15.00 alle 16.30 il walkaround Tasting é dedicato alla stampa che avrà in precedenza richiesto all’accredito a:press@consorziovinidirpinia.it.

La manifestazione prosegue dalle 16.30 alle 20.30 con apertura ai winelover e professional, che potranno accreditarsi scrivendo afabiotroiano@guyotmedia.it;Tel. 3337978799.

Il presidente del Consorzio di Tutela Stefano Di Marzo –dichiara- “In pochi anni, Ciak Irpinia” è diventato un punto di riferimento per operatori e appassionati di vino. Non possiamo che essere soddisfatti della risposta convinta ed entusiasta del territorio che conferma la volontà condivisa di operare in filiera. Un obiettivo perseguito sempre con grande attenzione e passione dal nostro Consorzio per l’Irpinia. Sono già una sessantina le aziende che hanno aderito alla terza edizione della kermesse vitivinicola. Numeri destinati ad aumentare nei prossimi giorni, in vista dell’attesissimo taglio del nastro. “La manifestazione rappresenta una straordinaria occasione di confronto sulle produzioni locali, sempre più protagoniste sui mercati internazionali” –precisa- Di Marzo.

“Ciak Irpinia” non nasce per stilare classifiche dei vini prodotti dalle singole aziende, ma per approfondire la conoscenza dell’areale irpino e analizzare i cambiamenti in corso, da un punto di vista enologico, vitivinicolo ed economico.

 

IL PROGRAMMA

Programma 18 Maggio – Dogana dei Grani di Atripalda

Degustazione a cura della commissione di esperti

13.30 – 14.15 – Sessione di approfondimento: presentazione di lavori della Commissione Tecnica Territoriale.

14.15 – 15.00 – Vintage Rating: dibattito tra tecnici, giornalisti e produttori
**l’evento è aperto alla stampa. Per accredito scrivere a: press@consorziovinidirpinia.it)

15.00 -16.30 – WalkaroundTasting: apertura dei banchi d’assaggio dedicato alla stampa.

Per accredito: press@consorziovinidirpinia.it)

16.30 – 20.30 – WalkaroundTasting: apertura dei banchi d’assaggio dedicato a winelover e professional. Per accredito: fabiotroiano@guyotmedia.it; Tel. 3337978799)

 

Per info sull’evento info@consorziovinidirpinia.it; Tel 3420494288, Fb Ciak Irpinia, Instagram Ciakirpinia
Relazioni Stampa
press@consorziovinidirpinia.itRoberta Raja Tel.3898570397

Comunicazione a cura di comunicazione@guyotmedia.it.

 

Ufficio Stampa:

Roberta Raja

Regione Campania e Slow Food Campania insieme a Genova per Slow Fish

Da giovedì 9 a domenica 12 maggio a Genova pescatori, istituzioni,
studiosi e cuochi insieme per raccontare i mari della Terra Felix

La Campania del mare è in trasferta a Genova da giovedì 9 a domenica 12 maggio. L’occasione è quella di Slow Fish, la manifestazione internazionale dedicata al mare e alla piccola pesca che ogni due anni fa tappa al Porto Antico del capoluogo ligure.

Fortemente voluta dalla Regione Campania, la partecipazione a Slow Fish che avviene per la prima volta in uno spazio di oltre 100 metri quadri con il racconto delle Aree Marine Protette, l’esposizione e la vendita dei Presìdi Slow Food, l’aula didattica e la cucina è realizzata grazie al Feamp 2014-2020 al fine di promuovere e valorizzare le coste della Dieta Mediterranea, il lavoro dei pescatori e la grande cultura gastronomica legata al mare della Campania.

Nei quattro giorni di Slow Fish, i laboratori, i dibattiti e le azioni poste in essere da Slow Food Campania in collaborazione con le Condotte saranno coordinati dal referente regionale per il progetto Mare e Piccola Pesca di Slow Food Campania, Antonino Miccio, Direttore dell’Area Marina Protetta Punta Campanella. A inaugurare per la Regione Campania le attività sarà Luciano D’Aponte del settore Promozione e Valorizzazione dell’Assessorato all’Agricoltura.

Tra i temi al centro dell’attenzione ovviamente la legalità a partire dal contrasto all’estrazione dei datteri di mare, il racconto del recupero dei rifiuti, la lotta per sconfiggere il caporalato anche in mare e quella per il rispetto delle taglie minime con ospiti come Simone Bava (Area Marina Protetta Bergeggi), Giorgio Fanciulli (Area Marina Protetta Portofino), Francesco Pascale (Assessore all’Ambiente Castelvolturno), Giovanni Fulvio Russo(Professore di Ecologia Università di Napoli “Parthenope”). Si parlerà poi del Presidio Slow Food della Colatura tradizionale di alici di Cetara con Secondo Squizzato e i pescatori e trasformatori cetaresi e del Presidio Slow Food delle Alici di Menaica con Donatella Marino e Vittorio Rambaldo. Ampio spazio sarà dato poi al mare come ponte per ricostruire i legami millenari tra le sponde del Mediterraneo, grazie alle quali la contaminazione tra culture ha portato alla formazione della civiltà contemporanea della terra campana. A parlarne saranno tra gli altri Francesco De Prisco (Comunità Slow Food del Contadino Sarnese Nocerino) e Vito Trotta (Consigliere nazionale Slow Food Italia).

Ogni laboratorio sarà accompagnato dalla cucina. A lasciarsi suggerire le ricette dai racconti del mare saranno: Giuliano Donatantonio (Pineta 1903, Maiori) insieme a Salvatore Donatantonio e al Maestro Pasticciere Raffaele Grosso che proporranno tra l’altro pizza con impasto al grano risciola, ripiena di erbe del campo e baccalà, Pastierita (dedicata alla fondatrice di Slow Food Campania, Rita Abagnale) con frolla al fior di sale e Spaghetti alla colatura tradizionale di alici di Cetara; Gena Iodice (La Marchesella, Giugliano in Campania) che porterà a Genova lo Spaghetto con alici e mele annurche, la Zuppetta di cicerchie e cozze e la Vellutata di piselli con stracciata di bufala e alici; Consiglia Caliendo con Luigi Russo (La Lanterna, Somma Vesuviana) che proporranno il Ventricello di stoccafisso e Maurizio De Riggi (Markus, San Paolo Belsito) con le Chips di alici e “Fave e pancetta”. Le “creazioni di pane” saranno di Giovanni Civitillo (Millennium, Cusano Mutri).

Al mattino invece spazio alla “colazione del pescatore”, attività di educazione per le famiglie a cura del progetto Slow Food Educa di Slow Food Campania e alla partnership con il con Vesuvio Jam Fest con la musica di Francesco Urbani e le incursioni grafiche di Chiara Del Gaudio.

L’intero spazio di Regione Campania e Slow Food Campania a Slow Fish sarà plastic free per testimoniare, sin dall’allestimento, la sostenibilità professata nei dialoghi e nelle azioni. Il programma dettagliato delle giornate è su slowfood.it/campania.

 

Antonio Puzzi

Slow Food Campania e Basilicata

Comitato Esecutivo Regionale

 

Un milione di visualizzazioni per i 3oo pizzaioli del contest #pizzaward

Il 21 maggio la presentazione a Tutto Pizza

Ecco i 25 pizzaioli già in corsa per la fase web

Grande successo per la nuova fase di gara ideata da Mysocialrecipe, in occasione della quarta edizione del contest #pizzAward. La competizione internazionale del mondo pizza più attesa dell’anno è partita con una “fase social”, tutta giocata su Facebook, che ha visto una partecipazione eccezionale da tutto il mondo!

«In poco più di venti giorni, circa 400 pizze da tutto il globo. Sapevamo che i pizzaioli fossero “social”, ma i risultati di questa prima fase superano qualunque aspettativa. Non soltanto per la partecipazione dei diretti interessati, ma anche per quella di tutte le persone che hanno votato le pizze e sostenuto i loro beniamini. Un successo di cui siamo molto soddisfatti» dichiara Francesca Marino, CEO di MySocialRecipe.

Il 21 maggio sarà l’occasione giusta per presentare tutte le novità di questa quarta edizione partita col botto: alla Mostra d’Oltremare è prevista infatti alle 10.30 una presentazione dei risultati della Fase Social e il lancio della Fase Web, nell’ambito del Tutto Pizza.

Ognuno dei candidati a questa prima fase ha “incrociato le dita” sperando di raccogliere abbastanza like per passare al livello successivo della sfida. Sì perché la nuova formula prevede che soltanto i 25 più votati dalla community di Fb possano accedere alla fase web che invece sarà giudicata  dalla prestigiosa giuria di giornalisti enogastronomici ed esperti del settore, chiamata a valutare le proposte dei partecipanti: Anna Scafuri (giornalista RAI) torna a ricoprire il ruolo di presidente, e con lei Giuseppe Cerasa (Le guide Repubblica), Alessandro Circiello (chef della FIC e personaggio televisivo), Patrizio Roversi (conduttore televisivo) e Scott Wiener (foodblogger), coordinati da Tommaso Esposito (Medico e giornalista enogastronomico).

L’iniziativa è sostenuta da AdHocMolino Caputo, La Fiammante, Scugnizzonapoletano, Sorì, San Benedetto, Olitalia e Parmigiano Reggiano.

Mediapartner Alice TV, Il Mattino, LucianoPignataro Wine Blog, Italia a Tavola, Pizza&Core e Sala&Cucina.

Partner del contest sono Event Planet food, e AIS Associazione Italiana Sommelier, CuArtigiana, la Scuola Dolce&Salato, Palazzo Caracciolo MGallery by Sofitel.

Ed ecco i nomi dei 25 pizzaioli:

Albanese Tanio

Bombaci Corrado

Brancaccio Luca

Cagliostro Rocco

Canosci Stefano

Capece Francesco

Colosimo Dennis

Consoli Alessandro

Del Gaudio Daniele

Della Brenda Luca

Di Francesco Johnny

Ferrara Fabio

Ianuese Raffaele

Maraucci Antonio

Medda Davide

Pace Enzo

Perillo Salvatore

Piersanti Gianluca

Pinturicchio Antonio

Polito Francesco

Pone Francesco

Quarta Daniele

Santoro Giuseppe

Scandurra Lele

Valente Stanislao

 

Ufficio Stampa:

My Social Recipe

COLATURA DI ALICI DI CETARA IN TOUR: APPUNTAMENTI A TUTTOFOOD, SLOWFISH E FATTORIE DIDATTICHE
Tre appuntamenti in giro per l’Italia per promuovere la Colatura di Alici di Cetara, produzione della regione Campania in attesa di ricevere la Dop.
Si parte con Tutto Food. Il salone di Milano in programma dal 6 al 9 maggio raccoglie il meglio delle produzioni nazionali e non solo.
Nel giorno di chiusura del salone milanese, apre i battenti a Genova Slow Fish. Appuntamenti e laboratori dal 9 al 12 maggio ed infine a Portici, in provincia di Napoli, per l’evento “Fattorie didattiche” organizzato dall’Istituto Zooprofilattico del Mezzogiorno nel week-end 11-12 maggio.
“Tre importanti appuntamenti -spiega il  presidente dell’Associazione per la valorizzazione della Colatura di Alici di Cetara Lucia Di Mauro– per arrivare sempre più forti a quello più importante con l’ottenimento della Dop. Un traguardo reso possibile grazie al prezioso apporto dell’amministrazione comunale di Cetara guidata dal sindaco Roberto Della Monica“.
Il percorso della Colatura di Alici di Cetara verso la Denominazione di Origine Protetta ha preso il via con la creazione, il 28 ottobre del 2015, dell’associazione che vede protagonisti produttori, ristoratori e pescatori.
Il comitato promotore, oltre ad avere il pieno sostegno del Comune di Cetara, si avvale della collaborazione professionale del professore Vincenzo Peretti, docente del dipartimento di Medicina Veterinaria e produzioni animali della Federico II di Napoli, esperto di riconoscimenti di marchi di origine comunitaria, dell’agronomo Ettore Guerrera e del coordinatore Secondo Squizzato.
Il nettare ambrato e dal profumo pungente, erede dell’antico garum dei Romani, che è identità del territorio e dell’economia cetarese. Le aziende produttrici Iasa, Nettuno e Delfino sono state affiancate nel 2018 da Armatore. I ristoranti di Cetara sono: San Pietro, Al Convento e La Cianciola mentre gli armatori sono due Salvatore Pappalardo e Federmar.
Ufficio Stampa:
Roberto Esse

A TuttoFood con il Pastificio Artigianale Leonessa

la Pasta napoletana diventa Nobile

e 100% Campana – Appuntamento al Padiglione 1

Un progetto messo in campo dieci anni fa e che per il 2019 ha avuto una grande evoluzione, partita dalla terra e dalla coltivazione con Metodo Nobile. Il Pastificio Artigianale Leonessa presenta cosi a Tutto Food la linea Fior di Grano 100% Campana, con Grano coltivato a Vallesaccarda con Metodo Nobile.

“Celebrare la tradizione con uno sguardo attento alla ricerca e all’innovazione, alla tracciabilita’ e al genuino; e’ da sempre la linea guida della nostra azienda – spiega Oscar Leonessa del Pastificio Artigianale Napoletano Leonessa con sede a Cercola (NAPOLI)- dal confronto con Roberto Rubino, del comitato scientifico del consorzio del Metodo Nobile, con agricoltori di Vallesaccarda che da oltre dieci anni producono la materia prima per la produzione di Fior di Grano, abbiamo avviato questa nuova linea”.

Una produzione che ha come nuovo ingrediente il “metodo nobile”, già applicato negli ultimi anni al latte e dal 2018 e’ stata avviata l’applicazione anche al grano.

“Metodo nobile significa produrre meno per fare più qualità – illustra Roberto Rubino del comitato scientifico del consorzio del metodo nobile – ridurre la produzione significa concentrare tutta una serie di elementi disponibili nel terreno, che donano maggiore sapore e valore nutrizionale ai cibi”.

A Tutto Food dunque il Pastificio Artigianale Leonessa, al Padiglione 1 (area Stand B02 – 10 C01 – 09) presenterà la linea Fior di Grano in due versioni: fresca e secca, giocando sui formati tradizionali napoletani; Pasta Artigianale 100% Campana con Metodo Nobile.

Cordiali Saluti

Luisa Del Sorbo

Ufficio Stampa

Pasta Artigianale Leonessa

 

Il vino di Leonardo Da Vinci nella Capitale Europea “Sannio Falanghina” 2019

Da domani a Guardia (BN) la mostra con le macchine progettate dall’inventore ed il vino prodotto con l’antico metodo di Leonardo

Il vino di Leonardo Da Vinci‬ arriva nella Capitale europea del Vino 2019, il prestigioso riconoscimento assegnato al territorio beneventano da Recevin, la rete delle 800 Città del Vino presenti in 11 Paesi europei.
Il distretto “Sannio Falanghina” celebra il genio dell’inventore toscano e la passione dell’enologo umbro Riccardo Cotarella, consulente della più grande cantina sannita e presidente dell’Associazione mondiale enologi, con un evento speciale organizzato domani dal Comune di Guardia Sanframondi (BN) e dall’Associazione “Il Genio di Leonardo” di Calcinaia (PI): 
“Due etruschi a Guardia: Il genio di Leonardo”.

Un incontro “di… vino”, dunque, considerato che l’unico bene che Leonardo decise di inserire nel testamento fu proprio la sua vigna a Milano, dove produceva dal 1498 la Malvasia aromatizzata di Candia, che anche a Guardia si produce da secoli ed è nota come “uva di Cerreto”. E non solo.
 

Il presidente dell’Associazione “Il Genio di Leonardo”, Antonio Capuano, consegnerà al sindaco di Guardia Sanframondi, Floriano Panza, una bottiglia di Chianti prodotta a Vinci con l’antico metodo utilizzato da Leonardo, siglando un importante gemellaggio con la Falanghina come riconoscimento della lunga tradizione vinicola del territorio apprezzata in tutto il mondo.
“Avendo vissuto da piccolo nelle campagne attorno a Vinci – spiega Donato Domenico Inglese, tutor didattico dell’evento – Leonardo osservò con attenzione e curiosità le tecniche di coltivazione. Da grande, divenne un buon degustatore di vino e non solo. Ideò nuove procedure per la coltivazione delle viti e la preparazione del vino, e dopo essersi trasferito a Milano nel 1495 per dipingere L’ultima cena, chiese in dono a Ludovico il Moro un terreno, come conferma la lettera di raccomandazioni inviata al suo fattore, dove coltivò un vigneto in cui produceva il suo vino. Ad ottobre, grazie ad alcuni ricercatori che hanno identificato il terreno e trovato le radici di quelle vetuste viti, facendole analizzare e ripiantare, quel vino tornerà in produzione”.

Le iniziative in programma a Guardia in occasione del 500esimo anniversario della morte di Leonardo, non finiscono qui. La suggestiva chiesa “Ave Gratia Plena” ospiterà da domani – sabato 4 maggio, ore 18 – e fino al 2 giugno‬ la mostra “Leonardo da Vinci‬: la vita, le opere, i codici e le macchine”, presentata in Europa, USA, Cina ed Emirati Arabi. Un viaggio nel meraviglioso ed affascinante mondo di Leonardo alla scoperta del genio, nell’ambito della fitta trama di relazioni culturali e del contesto artistico che ha caratterizzato quel periodo storico.

L’esposizione, curata dagli architetti Carmine Faustino e Donato Domenico Inglese con il contributo del professore Ernesto Pengue, propone l’opera vinciana attraverso preziosi disegni e modelli funzionanti (macchine utilizzate per lavorare, per uso bellico, per la navigazione e per il volo), riproduzioni di quadri, conferenze didattiche sulla sua vita ed una minuziosa spiegazione di circa 50 modelli della collezione.

“La mostra didattica si basa su due momenti distinti ma concatenati nella tematica. In primis, proietteremo un video sulla vita e sulle opere del genio, raccontando aneddoti e curiosità, ed illustrando le opere pittoriche con fedelissime copie. Successivamente, mostreremo diverse macchine progettate da Leonardo e realizzate in scala da artigiani bresciani con legni antichi. Tra le numerose invenzioni – conclude Inglese – i visitatori potranno ammirare le copie dei disegni con i suoi studi di anatomia umana e, in anteprima, lo Strettoio per spremere uva ed olive. Una macchina azionata dal movimento circolare di cavalli ed asini, bilanciata da un contrappeso sull’estremità opposta”.

Una storia affascinante che da 500 anni è materia di grandi dibattiti scientifici, e che nel Sannio sarà arricchita da un ciclo di incontri tematici previsti nel mese di maggio. Protagonisti, tra gli altri, Giuseppe Festa, coordinatore scientifico dell’Associazione “Città del Vino”, e l’enologo Riccardo Cotarella con un originale fuori programma che coinvolgerà il monumentale organo del 1700 presente nella chiesa “Ave Gratia Plena”.
 
 
Sannio Falanghina – Città europea del Vino 2019
Ufficio Stampa e Relazioni Media
Antonello De Nicola
Cell. 328 7107645

Nasce in Campania, da Caserta, un’iniziativa tutta al femminile tra marketing e logistica

La storia della giovane Francesca, co-fondatrice di Titaly

Caserta, maggio 2019 – E’ un’iniziativa tutta al femminile quella lanciata da una giovane start-up campana che ha sede in provincia di Caserta, diretta a far conoscere e, perché no, assaggiare le tipicità e le eccellenze di tutta Italia oltre che tanti altri prodotti ed alimenti sani e gustosi della Dieta Mediterranea.

Si chiama «Titaly», infatti, il portale presente sul web (ma presto lo sarà anche come applicazione) che seleziona e sceglie per gli utenti, i migliori prodotti agroalimentari ed enogastronomici di tutta Italia permettendo ai produttori, in molti casi, di esporre in rete le loro eccellenze con una vetrina alternativa al classico canale di vendita. L’idea è venuta qualche tempo fa ad un gruppo di amici tra cui la giovane Francesca Cappelli, 21 anni, di Santa Maria Capua Vetere è una delle co-fondatrice dell’attività, a metà fra logistica e marketing.

L’obiettivo è lodevole: promuovere e valorizzare i prodotti simbolo della cultura gastronomica del Sud Italia, ma non solo, ampiamente pubblicizzati anche sul sito di e-commerce. «L’idea – spiega Francesca – è nata quando mi sono accorta che molti amici, parenti o conoscenti restavano sbalorditi della bontà di alcuni prodotti della zona che gli portavo durante delle visite di cortesia o altre occasioni, tanto da chiedermi espressamente di comprarglieli e spedirglieli. Da qui – prosegue – ho intravisto una possibilità di trasformare ciò in attività».

«Titaly», per esempio, si occupa della promozione dei prodotti tipici di eccellenza della Campania di qualità medio-alta, produttori che dimostrano l’artigianalità del prodotto ma anche della promozione di altre tipicità regionali italiane. Chi arriva su questa piattaforma può, peraltro, comporre anche una sorta di paniere di prodotti anche freschi. Dietro c’è un lavoro di assoluta ricerca dell’eccellenza con un servizio assistito per i clienti che oramai travalicano i confini italiani, finanche in tutta Europa e se per caso emerge qualche problema anche non dovuto alla piattaforma, la clientela non rimane mai delusa. Si tratta in sostanza di una piattaforma che è sicuramente interessante per i produttori che vorrebbero far conoscere i loro prodotti artigianali, sempre di grande qualità, una vetrina che arriva a tante altre utenze magari non raggiungibili con altri mezzi.

«Titaly», infatti, si pone come partner ideale per tutte le aziende che vogliono aprire il proprio canale di vendita online affidando in parte, in «outsourcing» le attività ad esso connesse, con il vantaggio di avere un unico interlocutore. Le aziende che hanno scelto «Titaly» (www.titaly.it) operano soprattutto nel settore agroalimentare ed enogastronomico. Ad ognuno di questi clienti si garantisce l’identità del proprio brand, per contrastare la transazione dei marketplace e mantenere la relazione diretta coi propri clienti.

 

Ufficio Stampa:

Antonella D’Avanzo 

A Vienna la pasticceria è un’eccellenza che non ha uguali

Vienna è una città dai mille colori e profumi, in questa stagione il profumo dei fiori dei numerosi parchi riempie l’aria. Non solo dai fiori proviene il profumo ma anche dalle cucine raffinate della città, nota per i suoi dolci e non solo. Facilmente raggiungibile da Napoli con voli diretti in aereo,  ma anche comodamente in auto, bus e treno. Ricca di tradizioni  come la genuina e tipica cucina bavarese, è anche una ottima meta, molto ben attrezzata, per i congressi e gli incentive e offre numerosi hotel, anche storici, di ottimo livello.

La cucina viennese non si rifà esclusivamente  solo alla  tradizione culinaria della vicina Germania, essendo stata la capitale di un vasto impero, tante le influenze italiane, francesi, ungheresi, polacche,  infatti per secoli queste terre sono venute a contatto con vari Popoli che  hanno lasciato le loro tracce nella cucina  che ha un’eleganza particolarmente ricercata, una ricchezza inestimabile è rappresentata poi dalla varietà dei dolci. La Sacher torte è fra le più note al mondo, famosa la disputa fra la pasticceria dell’Hotel Sacher e Demel. I viennesi ritengono che quella della pasticceria Demel, fornitrice della monarchia Asburgica, abbia un cioccolato più morbido dell’altra, l’ingrediente segreto custodito per secoli dalla famiglia Sacher non convince più di tanto. Varie le confezioni per l’asporto: una scatola in legno con una fetta pronta al consumo, con forchettina in legno e tovagliolino in carta traforato.

La Mozart torte è in onore del compositore Wolfgang Amadeus Mozart, genio e sregolatezza austriaco. L’Apfelstrudel di mele è un altro tipico dolce che da solo varrebbe un viaggio nella bellissima Vienna. Deve essere provato appena sfornato, accompagnato da panna o da una pallina di gelato alla vaniglia e della frutta fresca, provare per credere. La nostra cotoletta alla milanese trova nella Schnitzler una degna concorrente, bisogna ricordarsi di non chiedere ad un viennese se è nata prima l’una o l’altra, è come dire se è nato prima l’uovo o la gallina. Gli griessnockerlsuppe somigliano ai canederli, gli gnocchetti di semolino della cucina altoatesina. Il  gulasch viennese viene direttamente dall’Ungheria ma in Austria ha trovato una terra fertile per sviluppare nuovi sapori, si può gustare sia come zuppa calda che come piatto di carne.

A Vienna abbondano le cipolle, la zwiebelsuppe è una zuppa di cipolle particolarmente delicata come anche la frittatensuppe a base di frittata.  Tanti i tipi di ristoranti, da quelli più semplici a quelli di lusso. Fra quelli tipici ricordiamo i “Beisl“ dal nome  “bajiss“ (casa). La versione tradizionale è dotata di un ampio bancone dove viene spillata la birra e si tiene fresco il vino; le pareti sono rivestite di pannelli in legno, i tavoli e le sedie sono semplici e la clientela eterogenea. Il Riding  Dinner offre un’esperienza viennese multisensoriale. Vienna è l’unica metropoli al mondo che può vantare all’interno dei suoi confini produzioni vinicole con ben 700 ettari di vigneti. I vini bianchi sono quelli che vengono prodotti per l’80%.

 

Durante un giro turistico in carrozza, gli ospiti potranno gustare prelibate specialità culinarie. Nelle fermate prestabilite vengono serviti pasti e bevande direttamente nella carrozza, dotata di un tavolo realizzato a questo scopo, per evitare gli scossoni. Dunque non manca altro che preparare la valigia e cominciare a gustare con la fantasia quali sono i dolci che si vorranno assaporare oltre  ovviamente la Sacher torte,   tanto per cominciare la dieta c’è sempre tempo !

Harry di Prisco