UNITI PER LA PIZZA su RAI 1 a “La Vita in Diretta”

Dopo “La Pizza Napoletana Spicca il Volo”pizza in mongolfiera a quota 1276 metri,lunedì 13 maggio presso il Panificio Meninno, ovvero lo storico forno di Antonio Lo Russo a Vallesaccarda in provincia di Avellino, si terrà una nuova impresa da Record per il Maestro Maurizio Stanco.

“Uniti per la Pizza”l’evento che vedrà sette pizzaioli provenienti da varie regioni d’Italia: Marco Sotero , Pietro Fontana, Antonello Scatorchia , Andrea Cucciniello, Daniele Heddi, Luigi Gallo,Mario Sorrentino unitamente ad altri professionisti di quest’arte bianca, cimentarsi nel realizzare con il panetto più grande al mondo, del peso di ben 50kg, una pizza Margherita dal diametro di oltre 2 metri.

Quindi una grande pala in legno realizzata apposta per stendere e infornare l’enorme panetto, poi un imponente forno per cuocere la pizza più grande mai realizzata al mondo.Presente all’evento la storica trasmissione pomeridiana di RAI 1 “La Vita in Diretta” con l’inviato Massimo Proietto in collegamento lunedì 13 maggio dalle ore 16.50.

Una sola pizza Margherita basterà per tutti gli ospiti presenti e aiuterà il Maestro Maurizio Stanco, ideatore e organizzatore dell’eccezionale evento“Uniti per la Pizza”a passare il messaggio che solo l’unione fa la forza, che uniti si riesce sempre in ogni impresa.

 

 

Comunicazione stampa e social

Angela Merolla

meroangela@libero.it

cell.320 861 9820

Rafforzata l’attività di vigilanza e tutela nei confronti della grande doc pugliese 

Primitivo di Manduria, il Consorzio blocca i falsi in Italia, Cile e Portogallo

Nel 2018 cresce la produzione del 15%: 15 milioni di litri per 20 milioni di bottiglie

La strategia di attacco messa in atto dal Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria per tutelare la grande doc pugliese nei Paesi internazionali, incassa risultati importanti: lo stop a marchi ingannevoli in Italia, Cile e Portogallo. Attualmente è in fase di trattativa l’opposizione di etichette in Sud Africa, Germania e Francia.

“Proprio perché è così amato all’estero il Primitivo di Manduria è il prodotto sul quale maggiormente si possono concentrare fenomeni di imitazione – afferma Mauro di Maggio, presidente del Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria – Una situazione alla quale abbiamo risposto ampliando la vigilanza e tutela anche in vista della sua crescita di produzione. Da una parte stiamo operando al livello internazionale per bloccare i marchi ingannevoli di Primitivo di Manduria e, dall’altra, stiamo prelevando i campioni dalla grande distribuzione per analizzarli in laboratorio e verificare se ci siano incongruenze con il nostro disciplinare. Tra i vari parametri, inoltre, teniamo sotto controllo anche il prezzo a scaffale, che è un indicatore assai diretto di eventuali anomalie e irregolarità su cui intervenire. L’anno scorso per queste attività abbiamo speso circa 70 mila euro”.

 

Nel 2018 si sono prodotti circa 15 milioni di litri che equivalgono a quasi 20 milioni di bottiglie con un fatturato complessivo intorno ai 120 milioni di euro. Un aumento del 15% rispetto al 2017. L’export rappresenta il 70% della produzione.

Proprio in vista di questa crescita, il Consorzio di Tutela ha riconfermato la convenzione con gli agenti vigilatori per il triennio 2019 – 2021 aumentando del 30% le azioni ispettive che riguarderanno anche gli spacci, la vendita al dettaglio e anche il controllo in internet.

Le attività degli agenti vigilatori riguarderanno anche le visite extranazionali in Germania e nei Paesi scandinavi, costi a carico del Consorzio di Tutela spesi grazie ai contributi riscossi con la funzione ErgaOmnes.

“Si tratta di un impegno consistente – sottolinea di Maggio– e ringrazio tutte le aziende che destinano le loro risorse alla nostra attività di difesa. La vigilanza è un settore chiave della nostra missione e l’aumento del numero di verifiche è frutto di una chiara volontà di offrire sempre più garanzie ai consumatori su un prodotto che ha proprio nella qualità il suo punto di forza. Purtroppo la contraffazione, come succede per molti marchi made in Italy, è un nemico pericolosissimo perché inganna il consumatore e colpisce le aziende serie e sane e tutto questo non deve accadere”.

In 3 anni il Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria si è battuto contro le imitazioni e le contraffazioni nei confronti della doc vincendo 6 cause in Italia, 1 in Spagna, 1 in Cile, 1 in Cina, 1 in Portogallo ed eliminando dal mercato internazionale 4 marchi con dicitura Unione Europea.

Il Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria

Il Consorzio di Tutela del Primitivodi Manduria è nato nel 1998 e ha ottenuto il riconoscimento legislativo nel 2002. Lasua produzione è suddivisa in Primitivo di Manduria Dop,Primitivo di Manduria Dop Riserva ePrimitivo di Manduria Dolce Naturale Docg.

Il Consorzio ha ottenuto dal Ministro delle Politiche Agricole e Forestali l’attribuzione in via esclusiva dell’incarico di coordinare le funzioni di tutela, promozione, valorizzazione, vigilanza, informazione del consumatore e cura generale degli interessi: ecco il riconoscimento “Erga Omnes”per il Primitivo di Manduria Doc e peril Primitivo di Manduria Dolce Naturale Docg. Attraverso questo strumento, tre agenti vigilatori, in qualità di pubblici ufficiali e in collaborazione con l’Istituto Centrale Qualità Repressione e Frodi, potranno effettuare controlli anche sui vini già posti a scaffale, per tutelare il consumatore e i produttori da irregolarità o anomalie relative al prodotto che non rispetta i dettami del Disciplinare di produzione.

Oggi il Consorzio di Tutela è composto da 52 aziende che vinificano ed imbottigliano e da oltre 900 viticoltoriSono circa 3.140 ettarii vigneti che costituiscono la denominazione del Primitivo di Manduria e 18 i comuni tra Taranto e Brindisi che producono Primitivo di Manduria. 

www.consorziotutelaprimitivo.com

Ufficio stampa

Daniela Fabietti

3351979415

Ancora aperte le iscrizioni al corso di wine business aperto a laureati e diplomati


IL CORSO DI PERFEZIONAMENTO UNIVERSITARIO DEDICATO AGLI OPERATORI DEL COMPARTO
VTIVINICOLO MA ANCHE AI MENO ESPERTI CHE SOGNANO DI LAVORARE NEL MONDO DEL VINO

 

TUTTE LE INFORMAZIONI PER ISCRIVERSI ENTRO IL 17.05.2019

Manca davvero poco per l’attesissima Ottava Edizione del Corso di Perfezionamento
Universitario e Aggiornamento Culturale in “Wine Business”
 dell’Università degli Studi di Salerno che vede come termine ultimo per le iscrizioni il 17 maggio 2019. (Per info e iscrizioni: winebusiness@unisa.it- www.winebusiness.unisa.it –FB_winebusiness).

Il corso di perfezionamento dedicato al mondo del vino, diretto dal Prof.Giuseppe Festa
inizierà il 7 giugno alle ore 15.00 , 
nella sede storica che ha visto susseguirsi le 7 edizioni precedenti al Campus di Fisciano, presso il Dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche.


Il corso, diventato un vero must in Campania per gli operatori attualmente impegnati nel comparto vitivinicolo (ai fini di un miglioramento della propria qualificazione professionale), ma anche per chi sogna di lavorare nel mondo del vino -pur non avendo ancora acquisito tutte le competenze– ai fini della gestione dell’impresa vitivinicola e dei progetti wine-based (consulenza amministrativa fiscale e direzionale, formazione, eventi, ecc.), così come docenti presso le Scuole Secondarie Superiori professionalmente interessati alle materie economico/aziendali afferenti al comparto vitivinicolo.
Il corso si prefigge di formare figure professionali esperte in economia, amministrazione, management, marketing e comunicazione delle iniziative imprenditoriali nel comparto vitivinicolo.

Il Corso di Perfezionamento Universitario e Aggiornamento Culturale in “Wine Business” all’Università degli Studi di Salerno è aperto a laureati (che conseguiranno il titolo di Corso di Perfezionamento Universitario) e diplomati (che conseguiranno il titolo di Corso di Aggiornamento Culturale), purché in possesso di adeguata esperienza nel mondo del vino.

 

Come si svolge il corso e modalità d’iscrizione:

Della durata complessiva di 100 ore, il Corso si svilupperà in 20 lezioni, ciascuna della durata di 5 ore, presso l’Università degli Studi di Salerno o, per particolari esigenze didattiche, anche in ambienti esterni all’Università (anche in occasione di visite aziendali). Ogni lezione vedrà la partecipazione di un docente, di un’azienda vitivinicola chiamata a illustrare la propria storia imprenditoriale e di un sommelier/degustatore/assaggiatore.
Anche nell’Ottava Edizione del Corso ci sarà l’analisi, svolta in ogni lezione a cura di Slow Food Campania e Basilicata, delle principali caratteristiche delle più importanti e più diffuse cucine/gastronomie del mondo, allo scopo di agevolare l’abbinamento cibo-vino e di conseguenza facilitare i percorsi d’internazionalizzazione delle vendite dei vini italiani. Il Corso, a meno di diverse necessità didattiche, avrà inizio il giorno 07.06.2019 (venerdì, in orario 15:00-20:00). La domanda di pre-iscrizione dovrà essere prodotta nel rispetto dei termini e dei criteri indicati nel bando (telematica per il Corso di Perfezionamento Universitario e cartacea per il Corso di Aggiornamento Culturale), entro il 17.05.2019. La quota d’iscrizione al Corso è di 600,00 €.

Collaborazioni e partnership:

Il Corso sarà svolto in collaborazione con numerosi e importanti partner: Osservatorio dell’Appennino Meridionale (Consorzio tra Regione Campania e Università degli Studi di Salerno), FISAR – Federazione Italiana Sommelier Albergatori Ristoratori – Delegazione SalernoFondazione Italiana Sommelier – Campania, ONAV – Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino – ItaliaSES – Scuola Europea Sommelier – Italia, Slow Wine Campania e Basilicata , Associazione Nazionale “Città del Vino”Associazione Nazionale “Donne del Vino”Consorzio Tutela Vini d’IrpiniaSannio Consorzio Tutela ViniConsorzio Tutela Vini Campi Flegrei Ischia e CapriConsorzio Tutela Vini VesuvioConsorzio Vita Salernum VitesMovimento Turismo del Vino – CampaniaAssoEnologi – CampaniaFederazione Regionale degli Ordini dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Campania, Ordine dei Tecnologi Alimentari di Campania e Lazio, Vitigno ItaliaInternational Academy of Sensory Analysis, Rete Destinazione Sud, Associazione Universitaria UniSapori e numerosi altri enti istituzionali del mondo del vino a livello nazionale e internazionale, tra cui l’EuroMed Research Business Institute con il “Wine Business Research Interest Committee” (coordinato dal Prof. Giuseppe Festa). Dal 2019 è attiva la Partnership anche con Formamentis – In Cibum, per accompagnare gli Allievi del Corso di “Wine Business” nel mondo delle professioni nel comparto vitivinicolo e agroalimentare, soprattutto in contesti a elevata innovazione (anche con incubazione, avvio e accelerazione d’impresa).

Per informazioni e iscrizioni: winebusiness@unisa.it – www.winebusiness.unisa.it – www.facebook.com/winebusiness

 

Ufficio Stampa:

Roberta Raja

Nel cuore dell’antica e incantevole Valle Caudina, precisamente ad Airola, il ristorante pizzeria ANTOVIN Forme di gusto attinge dagli antichi e autentici sapori della tradizione per costruire la sua proposta gastronomica, dando vita a nuove e sorprendenti forme di gusto. Il locale nasce nel 1997 dalla volontà dei genitori di Alessandro Tirino, attuale patron del ristorante dal trascorso lavorativo come pizzaiolo. Dal nome di mamma Antonietta e di papà Vincenzo, è nata una fusione che ha dato origine alla denominazione del ristorante pizzeria.

Il duo di Antovin

Alessandro Tirino e Domenico Falzarano

Da un anno Alessandro si avvale della preziosa collaborazione dello chef Domenico Falzarano. Dopo anni di ristorazione classica, Alessandro ha deciso di dare un tocco di modernità al menù avvalendosi della collaborazione del suo braccio destro in cucina, lo chef Falzarano, forte di un’esperienza internazionale accumulata in paesi come Francia, America, Australia e Cina. “Sono nativo di Airola e dopo aver raccolto culture enogastronomiche in giro per il mondo, ho deciso di tornare nella mia terra per accettare una scommessa con questo territorio ricco di risorse, che desideriamo valorizzare” ha spiegato Falzarano. “In ogni piatto parto dalla tradizione, ma su di essa poi aggiungo l’esperienza che ho accumulato nel tempo, che mi permette di rinnovare e rendere il piatto moderno e raffinato”.

 

 

Domenico Falzarano e Alessandro Tirino, seppure provenienti da esperienze professionali diverse, hanno in comune la volontà di promuovere una nuova idea di gastronomia, basata sulla conoscenza e il rispetto delle materie prime, sulla riscoperta delle tradizioni e delle eccellenze locali, sugli ingredienti e sui sapori autentici che tornano ad essere i protagonisti nei piatti. Vasta è la scelta degli ingredienti locali, freschissimi e di altissima qualità, personalmente selezionati dal duo della ristorazione. Due veri artisti della cucina, come amano definirsi.

pizzeppola antovin

La Pizzeppola

Da un bacino ricco di eccellenti materie prime, come il territorio beneventano, Alessandro Tirino attinge la selezione degli ingredienti per comporre il gusto della sua pizza. La sua competenza non manca di sorprendere anche sul fronte del dolce. “Consiglio di provare la mia pizzeppola, un concentrato di sapori genuini che parlano della mia terra” ha spiegato il patron di Antovin. “In occasione della Festa del papà ho voluto unire la tradizionale crema della zeppola di San Giuseppe con la pizza e ne è uscita la pizzeppola, che ha avuto e continua ad avere successo”.

Da sempre attento a tutte le esigenze alimentari, Alessandro Tirino è fortemente convinto che “salutare e gustoso” siano concetti complementari, dai quali parte per realizzare una selezione di deliziose pizze Gluten Free. Inoltre, ha deciso di introdurre nel suo menù un mix di farine poco raffinate, ottenute dalla lenta macinatura a pietra di cereali antichi come Saragolla, Risciola, Farro e Segale e la Romanella, una varietà autoctona del Sannio.
“Queste farine lavorate lentamente dai contadini locali secondo metodi tradizionali, conservano intatte tutte le proprietà nutrizionali dei cereali garantendo una maggiore leggerezza e digeribilità dell’impasto, un gusto migliore e cosa non trascurabile un minore contenuto di glutine, che propongo due volte a settimana oltre alle pizze dall’impasto tradizionale. Così sono riuscito a creare un menù ricco di piatti invitanti e di ingredienti salutari, dimostrando che antico può diventare nuovo, che tradizione può diventare innovazione”.

ANTOVIN Forme di gusto è occasione di eccellente ristoro per il palato e oasi di pace per la sua posizione immersa nel verde. Grazie alle sue confortevoli sale interne e l’ area esterna con giardino è il luogo ideale per trascorrere una piacevole serata tra amici o con la famiglia, ma anche per eventi o per un romantico tête-à-tête.

La Buona Tavola è stata lieta ospite della pizzeria Anacleria, punto di riferimento dello street food nell’hinterland napoletano. Con sede a San Giorgio a Cremano, la pizzeria può definirsi “un successo che nasce da una continua ricerca della novità e qualità, senza dimenticare la rapidità che necessita una pizzeria d’asporto”, spiega Pasquale, il titolare.

Ricerca dell’innovazione appunto, il tutto senza tralasciare le basi classiche di una buona rosticceria partenopea, punti cardine di qualsiasi pizzaiolo formatosi in questa terra: “Utilizziamo la farina San Felice, dell’azienda Mugnai di Napoli, partner ufficiale del locale. Il nostro impasto richiede ben 48 ore di maturazione, tramite questo processo riusciamo a garantire la massima digeribilità ai nostri clienti” ci viene sottolineato.

Da Pasquale Anacleria l’offerta gastronomica si caratterizza per un menù vario, in grado di soddisfare qualsiasi tipo di palato, dalle tradizionali pietanze napoletane fino alle new entry. Alcune nuove proposte sono diventate veri e propri marchi di fabbrica in questo autentico tempio del gusto a San Giorgio a Cremano. “In termini di pizza, quella che inorgoglisce di più è certamente la pizza Stella, rivoluzionata da me. Siamo passati da 5 a ben 8 punte, tutte farcite in maniera dif erente: dai ‘cicoli’ e ricotta, fino alle melanzane. Guarnita infine al centro con: filetti di pomodoro, provola, fette di prosciutto crudo e scaglie di parmigiano e rucola”, spiega Anacleria invitando a immaginare una bomba di sapori pronta ad esplodere al primo morso, un mix perfetto in grado di unire la freschezza della nota ‘filetto’ al caldo ripieno dei calzoni.

Uno dei punti di forza della pizzeria Anacleria è certamente rappresentato dalle ‘frittatine’, pietre miliari del finger food “Made in Naples”. Un tipo di prodotto in continua evoluzione grazie dalle idee del signor Pasquale, in grado di spaziare a tutto tondo su un prodotto tra i più amati in Campania:
“Non ci siamo fermati alla classica ripiena di bolognese, ne produciamo circa una quindicina i vario tipo. Dalla salsiccia e friarielli, vero e proprio must della nostra cucina, fino ad arrivare alle novità più interessanti: crema di zucche, salsiccia e scaglie di parmigiano ad esempio, oppure una di quelle che ha riscosso il maggior successo, ‘La Messicana’, ripiena con i fagioli piccanti del centro America”, ci racconta con fierezza Pasquale, un vero e proprio vulcano di idee. Insomma, per chiunque ami lo street food, la pizzeria Pasquale Anacleria deve rappresentare una tappa obbligatoria
qui in Campania.