Solo il nome invoglia ad accostarsi alla buona cucina e alle tradizioni gastronomiche campane, Favorite è il format di ristorazione inaugurato nell’ottobre 2017 da Gianni Liccardi e da sua moglie Maria. Specializzato nelle creazioni di pizza napoletana, questa meta per gourmet della buona tavola si trova a Calvizzano, comune situato a nord di Napoli. Che il capoluogo campano sia indiscussa capitale della pizza è risaputo, ma forse non tutti sanno che Favorite è il posto in cui il celebre piatto tricolore è studiato nei dettagli per offrirsi al cliente nel modo più fragrante e gustoso possibile; lo conferma il patron e maestro pizzaiolo Liccardi. <<Tecnica e gusto per i buoni abbinamenti sono aspetti che non possono mancare nella pizza firmata ‘Favorite’ – conferma il pizzaiolo – il prodotto viene attentamente curato dalla maturazione dell’impasto alla cottura in forno fino all’impiattamento, che non manca di stupire il cliente con un tocco scenografico>>.

Favorite

Frittura all’Italiana by ‘Favorite’

Gianni Liccardi è un sostenitore della tradizione pizzaiola napoletana, lo spiega la sua attività di istruttore presso l’Associazione Verace Pizza Napoletana e Accademia Pizzaioli, dove tramanda la nobile arte bianca ai suoi allievi. Chi impara il mestiere di pizzaiolo affidandosi ai consigli del Patron di Favorite non manca di affacciarsi a una realtà lavorativa fatta di sacrifici ma anche di numerose soddisfazioni, due facce della stessa medaglia per questo antico mestiere. << Come per tanti  lavori anche il pizzaiolo inizia dalla gavetta per esordire nell’attività – spiega Liccardi – io stesso ho iniziato come aiuto pizzaiolo, imparando a conoscere i vari aspetti del mestiere come il forno, i giusti tempi di cottura per la pizza e le tecniche per un buon impasto>>. Da oltre trent’anni Gianni Liccardi lavora nel settore gastronomico, dapprima come cuoco e, successivamente, come professionista dell’arte bianca: il suo background di cucina sopravvive nelle creazioni di farina grazie ad abbinamenti sempre nuovi e sfiziosi.

Crema di zucca e crema di pistacchi sono alcune chicche del gusto che Liccardi cita tra le sue specialità per la pizza, rigorosamente preparate artigianalmente. Il concetto del buon “fatto in casa” si estende anche agli antipasti, magistralmente preparati dalla signora Maria: una specialità tutta da provare è un classico della frittura all’italiana, la mozzarella in carrozza, rivisitata con panatura di cornflakes. Con la riapertura del locale a gennaio 2019 si è completato il cerchio della conduzione familiare: ad accompagnare Gianni e Maria nel lavoro in pizzeria ci sono la loro figlia Daniela e il suo compagno Giovanni Pezzella, pizzaiolo dell’Associazione Verace Pizza Napoletana e braccio destro di Gianni in quanto eccellente fornaio.

 

Sembrerebbe improbabile coniugare il cibo di qualità e un locale frequentato dal “popolo della notte”. Improbabile, non impossibile. È “bastato” per riuscire nell’intento, infatti, organizzare una cena stellata a quattro mani al “Post – Aperitif Club” di Coroglio, a Napoli a ridosso di Capo Possilipo.

Se Chris Martin cantava in una celebre canzone dei Coldplay alla donna amata  “sei un cielo pieno di stelle perché illumini il mio cammino”,  due sono gli chef che hanno illuminato la serata dell’evento “A table full of Stars”, organizzato da “Che Gusto!”: Roberto Auricchio la cui esperienza lavorativa si è matura al fianco di numerosi chef detentori di stelle Michelin e Luigi Salomone che, guidando “Piazzetta Milù” dal 2015 al 2018, ha guadagnato la sua prima stella Michelin.

Un evento questo che ha inteso dimostrare come cucina di qualità e musica da discoteca possano legarsi perfettamente e diventare un habitus condivisibile dai più.

qualitàIl Post si è rivelato essere il luogo perfetto per questo “tavolo pieno di stelle”  e si è confermato un esempio virtuoso di come il triangolo buona cucina-discoteca-bar sia una fusione positiva che può essere una valida alternativa per rilassarsi, bere cocktail di qualità, mangiar bene e chiacchierare con gli amici davanti al lungomare di Posillipo, con sottofondo di musica live.

La cena a quattro mani ha previsto che i due chef si alternassero nella realizzazione dei piatti, dai toni fusion, che sapientemente realizzati hanno convito tutti i presenti alla serata. Ad attendere gli ospiti, un aperitivo finger di benvenuto, gustato rigorosamente in piedi come da format del locale, con più “portate”: dal branzino teriyaki con pesca e burrata dello chef Salomone, al polpo con cocco e lime di Auricchio, passando all’ostrica alla vodka, pomodoro e anguria di Salomone, al tonno e fresella di Auricchio per finire con del salmone condito con panna acida, melone, gin e mandorle a opera di Salomone e con Fish&Chips di Auricchio.

Al tavolo, il proseguimento della cena stellata. L’antipasto, a opera dello chef stellato Luigi Salomone, concepito come un cocktail a base di gamberi, fragole e puntarelle ha anticipato la sua pasta e piselli rivisitata con latte affumicato, seppie e alghe. Esempi di come tradizione e sperimentazione siano sempre un’accoppiata vincente se saggiamente combinate.

qualitàLo chef Salomone ha poi lasciato “i ferri del mestiere” al suo collega e amico Luigi Auricchio che per gli ospiti ha proposto secondo e dessert. Da una parte, la tradizione napoletana ha sposato la cucina esotica con del pesce spigola condito con scarola, yogurt di bufala e tè nero; dall’altra, l’anima del cocktail bar è venuta fuori grazie alla mojito cheesecake, un dolce al cucchiaio con sentori di alcool e menta.

Educare le persone a questo genere di scelte o anche solo invitare a provare non è cosa semplice, dal momento che la presenza di stelle Michelin fa pensare a costi esorbitanti. Ebbene, gli organizzatori hanno tentato, riuscendo, di dar prova del contrario: si può infatti mangiare dell’ottimo cibo in una location “easy peasy”  a prezzi contenuti. E “A table full of stars” ne è prova certa.

 

Marika Manna

 

malafemmenaAl civico 5, nei pressi della fontana monumentale di Piazza Umberto I, nel cuore del comune di Monteforte Irpino, nell’Avellinese, l’osteria ‘A Malafemmena propone ai suoi ospiti le specialità della cucina napoletana, che ogni giorno la chef Lia Maglione porta in tavola con soddisfazione.

Napoletana Doc, con un’esperienza decennale nella ristorazione alimentata da una passione per la cucina “lunga generazioni”, Lia prepara i piatti “antichi” della tradizione culinaria partenopea, quelli ricchi di sapori ma anche di storia come la pasta e fagioli e le alici fritte che cucina tutti i venerdì sera, volendo riprendere un’usanza tipica della sua terra d’origine.

Per non parlare degli spaghetti con alici e noci, un primo piatto antichissimo che solitamente veniva consumato durante la cena della vigilia di Natale da chi non era abbastanza ricco da potersi permettere di comprare pesce fresco, in particolare le vongole che venivano, così, egregiamente sostituite con ingredienti poveri ma piacevolissimi al gusto.

E la melanzana “a’ pullastiell”, indorata e fritta, poi farcita con provola e prosciutto cotto prima di essere di nuovo infarinata, passata nell’uovo con sale e parmigiano reggiano grattugiato e fritta ancora; insomma il più ricco e goloso tra gli antipasti di terra che la chef dell’osteria consiglia di gustare in abbinamento ad un buon Aglianico della casa o con il Taurasi Rubino Stellato Riserva dell’azienda vinicola “I Due Principati”.

La parola d’ordine a casa Maglione è una sola: ospitalità con la “o” maiuscola. “Chi viene a mangiare alla mia osteria, entra come cliente ed esce come a malafemmenaamico” – con queste parole descrive i suoi ospiti la padrona di casa.Lia Maglione non è semplicemente la chef dell’osteria ‘A Malafemmena ;  lei è soprattutto l’oste che accoglie i suoi commensali con cordialità, che quando le viene richiesto concede volentieri e con entusiasmo le sue ricette perché la sua più grande soddisfazione è far rivivere i sapori e i profumi della tradizione napoletana, appagando i palati di chi ne è alla costante ricerca.

“La migliore Genovese mai mangiata in assoluto, da un sapore dolce e con un profumo inconfondibile ”, così viene definito il piatto della casa, quello più richiesto, che la chef prepara utilizzando solo la cipolla ramata di Montoro, un altro ingrediente tradizionale dal gusto antico, che non può mai mancare nella cucina dell’osteria ‘A Malafemmena , insieme a tutti i prodotti acquistati nelle botteghe locali, dalla carne al pesce fresco, alla frutta e verdura.

La zuppa di verza, che dice Lia “deve essere bella tirata”, con cotechino, peperoncino e finocchietto “per rinfrescare e addolcire la piccantezza della spezia rossa”, rappresenta il giusto connubio tra tradizione e sperimentazione che la chef definisce “non troppo sofisticata”, preferendo dare ai suoi piatti un sapore forte, deciso.

Non a caso, alla domanda: “Se dovesse paragonare i suoi piatti ad un personaggio che ha fatto la storia della tradizione napoletana, quale sceglierebbe?” – Lia Maglione risponde senza alcuna esitazione  –  “Sophia Loren, perché è una donna forte e decisa proprio come la mia cucina.”

Felicia Mercogliano