Articoli

Cosa spinge un ragazzo a spostarsi dalla sua terra, Napoli, alla vicina provincia di Salerno? L’amore? Forse o, almeno, nella maggior parte dei casi è così. A spingere Angelo Pierno è stata sì una femmina ma dai toni più caldi, più tonda e decisamente più saporita: la pizza. Ebbene sì, Angelo Pierno è il pizzaiolo e il patron di O’Napulitan che nel 2018 da Napoli arriva a Nocera Inferiore per dare forma al suo sogno. Durante una chiacchierata mi ha raccontato un po’ di sé e della sua passione per l’arte bianca.

Quando gli ho chiesto perché avesse scelto questo nome per la sua pizzeria mi ha detto “vengo da Napoli e per la famiglia della mia fidanzata, specialmente per suo padre Marcello, sono sempre stato “’o napulitan”. Mi piaceva perché rendeva onore alle mie radici ed era molto identitario: perciò l’ho scelto. Perché sono io”.

<<L’esperienza che mi ha segnato professionalmente è di sicuro l’expo 2015 di Milano insieme a RossoPomodoro che mi ha dato la possibilità di stare a contatto con i grandi professionisti del settore. E ringrazio infinitamente Ciro Lentino, maestro pizzaiolo, che mi ha seguito condividendo la stessa passione dopo quest’esperienza>>. Traspare molta emozione dalle sue parole custodi di un ricordo speciale che gli ha permesso di esprimere sé stesso attraverso quello che sa fare. A confermare “fai il lavoro che ti piace e non lavorerai mai un giorno della tua vita”.

Ma il napoletano ci tiene a sottolineare i suoi influssi “professionali”:  <<Io, da grande, volevo fare il pizzaiolo e Mimmo Comune, pizzaiolo anche lui, che lavorava nel ristorante-pizzeria di Gianluca Papa, a cui devo tanto, mi ha iniziato a questo lavoro fornendomi le conoscenze utili >>. Segno di grande gratitudine verso i suoi maestri.

<<Sono sempre stata affascinato dalla maestria degli altri pizzaioli, fin da piccolo quando insieme ai miei genitori mangiavo la pizza a Napoli>>. La dedizione e la passione con cui le mani si mischiano all’impasto, l’amore con cui è trattato ogni ingrediente, come un pittore dipinge la sua tela, Angelo Pierno decora le sue pizze con estro e cura. Il suo impasto, tradizionale e digeribile al 100%, è frutto di una lunga lievitazione  temperatura ambiente e di una maturazione ad ambiente controllato. Il risultato è una pizza idratata, leggera, cotta a 400°/450° per massimo 90 secondi, come tradizione vuole con ingredienti <<tutti campani>>.

Tra le pizze più amate va annoverata la “Nocina” con crema di noci, provola di Agerola, funghi porcini, salsiccia e granella di noci. Ma anche la “Paradiso”, per gli amanti del cornicione ripieno, con porcini, fior di latte di Agerola, salsiccia e cornicione ripieno di purè. Ma da buon napoletano, Angelo ha inserito nel menù la vera pizza fritta, quella napoletana, con cicoli e ricotta . Rivoluzionaria ed esclusiva.

E se è vero che dietro ogni grande uomo c’è una grande donna, lo è anche per Angelo che ha accanto Cornelia Pennino, fidanzata e maga dei fritti che ogni giorno delizia i palati più esigenti con le sue varianti di frittatine: da quella napoletana con piselli, prosciutto cotto, besciamella e mozzarella, alla più particolare mortadella e pistacchio, passando per quella con pasta e patate, provola e pancetta. Fritti a regola d’arte per chi non si accontenta della pizza e vuole iniziare con un classico.

La nostra chiacchierata è finita con una semplice domanda: Angelo, qual è il tuo motto? E lui, dopo una simpatica risata, fiero e orgoglioso mi ha risposto: <<Se non è napoletana che pizza è?>>. Non possiamo che dargli ragione.

Per chi vuole un’esperienza di gusto “napoletana” in provincia di Salerno la tappa (principalmente d’asporto ma con dei posti a sedere grazie a una struttura riscaldata) è Via Giovanni Falcone 79, Nocera Inferiore. Per chi invece vuole stare comodamente a casa e abita in zona, ma anche nei paesi limitrofi di Nocera, il numero da contattare è 3382647329.

Marika Manna

A pochi passi dal centro di Napoli e dalle sue bellezze storico-artistiche si trova Nanà , pizzeria e trattoria di Silvio Zigarelli. Posizione strategica e vincente, vista l’immediata vicinanza al Tribunale e al Centro Direzionale di Napoli, nonché a due passi dalla stazione centrale.Un locale ampio, luminoso, accogliente, che ti invade di mille profumi ancor prima di varcare l’ingresso. Un lungo banco pizza e una cucina a vista colpiscono immediatamente l’occhio di chi entra per la prima volta da Nanà , provocando un piacevole impatto visivo che già stimola l’appetito. L’atmosfera accogliente unita alla squisita cortesia dello staff rendono la sosta da Nanà piacevole oltre che gustosa; il personale saprà consigliarvi e guidarvi durante la vostra permanenza in sala, soddisfando sempre le vostre esigenze.

L’offerta del menù è varia ed accattivante: dagli antipasti agli sfizi, dai primi ai secondi (sia di terra che di mare), dalle pizze classiche alle gourmet, arrivando ai dolci, avrete solo l’imbarazzo della scelta, oltre che la necessità di ritornare a provare le varie leccornie proposte.

Gli antipasti e i fritti sono stati recentemente arricchiti da Silvio, introducendo una varietà di golosi “padellini” da gustare in attesa della pizza. Polpettine di manzo fritte con cheddar, con fonduta di cacio e pepe, al ragù, ma non solo; fritto misto, crocchè farciti e frittatine di pasta sia classiche che ricoperte da fonduta di cacio e pepe.

Le pizze rappresentano un vero e proprio connubio tra tradizione e innovazione: alla classica proposta fedele alle pizze evergreen, come ad esempio la margherita, la marinara e capricciosa, troverete in menù una proposta “gourmet”, con topping più elaborati ma sempre attenti alla stagionalità delle materie prime. Inoltre ogni mese potrete gustare una fuori menù, secondo fantasia del pizzaiolo: questo mese, ad esempio, è stata protagonista “A pizza e’ mammà”, con crema di friarielli e polpette al ragù.

La cucina, verace e tradizionale, è curata e supervisionata con grande maestria dalla madre di Silvio, ed è per questo che è possibile gustare piatti dai sapori autentici come quelli homemade. Dalle classiche minestre alla napoletana, come  pasta e patate, alle proposte più ricercate come i piatti a base di pesce, Nanà soddisfa qualsiasi palato; non a caso il locale ben si presta favorevolmente anche per feste ed eventi privati, proprio grazie alla variegata proposta gastronomica.

Che sia un pranzo di lavoro o una cena di piacere, Nanà si rivela essere la tappa ideale ed irrinunciabile per gli amanti della cucina verace tipica napoletana.

Ersilia Cacace

Vuje ve ‘avita fa capace, ‘ncopp ‘munno nun ce sta n’ ata cos ca è chiu bella do’ magnà“. 

A mettere le cose in chiaro, a Napoli, la voce del grandissimo Mario Merola, solo uno tra i tanti artisti promotori della cucina tradizionale partenopea, quella saporita di nonna che “mammà” ha ereditato.  

Quella che, a tutti i costi, non dobbiamo perdere ma bensì difendere e custodire gelosamente, come se fosse il segreto più antico del mondo, come se sentissimo il dovere di trasmetterla alle nuove generazioni nella speranza che nonne, mamme e nipoti del futuro possano continuare a condividere e offrire le nostre prelibatezze al resto del mondo che si troverà a passare per di qua. Ad ogni briciola di mondo che deciderà di bearsi, anche per un solo giorno, di Napoli e delle sue meraviglie.  

Inutile quindi cercare di resistere alle tentazioni: se sei un turista, un impiegato o un napoletano in giro per il centro storico sarà la pausa pranzo il momento esatto in cui tradirai il tuo nutrizionista.  Napoli in un giorno: come fare a destreggiarsi tra le innumerevoli bontà della cucina partenopea?

E allora “nun ce pensà, come diciamo da queste parti, “fatte ‘na pizza“. 

Nonostante ci sia sempre il napoletano di turno a dirti “io mangerei la pizza anche nel latte a colazione” (e c’ è chi lo fa), non è il massimo iniziare la giornata con pizza e caffè, molto meglio una dolce e fragrante sfogliatella!  

Mentre per il caffè la scelta è abbastanza semplice (la pregiata miscela ‘Passalacqua‘ dei bar targati ‘Mexico‘ o quella offerta dagli storici ‘Caffè del Professore‘ e ‘Gambrinus‘ mettono d’accordo più o meno tutti), quella in merito alla sfogliatella diventa ben più impegnativa. 

Il dolce più famoso della pasticceria campana (nelle varianti “frolla” se preparata con pasta frolla e la più croccante “riccia“, preparata con pasta sfoglia) infatti, è magnificamente realizzato da diversi interpreti storici come i fratelli ‘Attanasio‘ (unica sede in Vico Ferrovia 1/2/3/4, 80142, Napoli), i discendenti di ‘Pintauro‘ che portano avanti con orgoglio la ricetta di Pasquale nella nota pasticceria in Via Toledo (civico 275) che si dividono la scena con la famosissima ‘Sfogliatella di Mary‘ del piccolo ed affollatissimo laboratorio al civico 66.  

Che tu l’abbia presa al volo in uscita dalla stazione, lungo una delle vie dello shopping napoletano o di fronte al mare e al Vesuvio nei pressi di Mergellina, di sicuro l’hai gustata passeggiando.  

Si potrebbe quindi definire la sfogliatella una vera e propria “colazione take away” perché è ben aldilà del prototipo di dolce al cucchiaio o da impiattamento. La sfogliatella si mangia con le mani e se non ti sporchi di zucchero a velo vuol dire che la tua razionalità ha prevalso sulla passione.  

Ma non preoccuparti, una seconda chance per concedersi alla seduzione gastronomica napoletana ti verrà offerta dopo qualche ora, alle 13 circa per essere precisi.  

Ma intanto, se sei rimasto sul lungomare e l’orologio segna le 12, non puoi rinunciare all’aperitivo napoletano per eccellenza: piattino di “o’per e o’muss”, tarallonzogna e pepe” e birra gelata. A prescindere dalla stagione: tanto il sole non manca mai. Goditi la vista sul Vesuvio ma conservati lo stomaco, da un momento all’ altro sarà già ora di pranzo, e lì si che c’è veramente l’imbarazzo della scelta.  

Spazio, quindi, alla fantasia, al desiderio ed affidati al tuo olfatto. 

Stavolta però dedica più tempo al pasto, goditelo e se qualcuno ti dirà “assiettete e mangia” non disdegnare. 

Che sia Ragù, Pasta e Patate, Spaghetti con le vongole, Genovese, Parmigiana di melanzane, Salsicce e Friarielli, Cuoppo di fritto misto e/o di mare, Zuppa Forte, Baccalà, Polpette e Braciole, le cucine pronte a servirti come un re sono tante e allora non ti resta che scegliere. 

Posti in cui goduria e folklore si incontrano, le trattorie sono un must dell’offerta enogastronomica campana.  

Se da via Toledo ti sposti in uno dei quartieri popolari più belli e famosi di Napoli, i Quartieri Spagnoli sarai travolto dalla simpatia e dal calore dello staff della storica trattoria “Da Nennella” (patria della pasta e patate con la provola). Prezzi accessibili a tutti, porzioni e risate abbondanti la rendono luogo di gradimento per chiunque. Stessa storia per le trattorie “Da Vittorio”, “Elvira” e tutte le altre cucine popolari sparse tra il centro storico e la collina del Vomero.  

Dopo un ottimo primo però, si sa, resta sempre un po’di spazio per il dolce: il babà è un evergreen, ma il ‘Fiocco di neve‘ della pasticceria ‘Poppella‘ (con la sede storica in Via Arena della Sanità 29) rappresenta un’alternativa più moderna.  

NAPOLI IN UN GIORNO
Credits: Piccolericette.net

In clima estivo, però, si può optare decisamente per il gelato! Altro prodotto che a Napoli si trova facilmente e di qualità eccellente: ‘Mennella’Soave‘ e ‘Casa Infante‘ sono i più noti. 

Pensi che il meglio sia arrivato? Allora ti sbagli! O semplicemente hai dimenticato la protagonista indiscussa della storia di una città e del suo popolo intero: che sia gourmet, tradizionale, alta, a ruota di carretto o fritta la scelta è una sola e si chiama pizza! 

Poche indicazioni in merito, a Napoli è veramente difficile trovare una cattiva pizza. Meglio scegliere in base alla zona in cui ti trovi. 

Ovviamente, se sei nei pressi della stazione centrale, il primo nome che viene in mente è ‘Da Michele, il tempio della pizza tradizionale napoletana, quella enorme che sborda dal piatto e presentata nelle uniche versioni margherita e marinara. 

Al centro storico è la zona di ‘Via Tribunali’ il cuore fumante! Una strada che profuma intensamente di pomodoro e basilico. Potremmo definirla l’equatore partenopeo.  

Sorbillo’, ‘Di Matteo’, ‘Vesi’ e ‘I Decumani’ sono alcuni nomi storici consigliati.  

Come storiche e gustose sono le pizze di ‘Gorizia’, ‘La Notizia’, ‘Acunzo’ e ‘La Caraffa’: tutte in zona Vomero.  

 
Sarebbe sicuramente possibile continuare ad elencare specialità e cucine imperdibili quando si parla di Napoli. È un posto in cui il cibo è cultura, passione e storia. È un luogo che vive nei pentoloni consumati delle signore di ogni quartiere.  

Le signore napoletane sono le vere custodi della tradizione e del sapere gastronomico; maghe bizzarre e vivaci che donano anima alle loro pentole, padelle e quindi alle pietanze stesse.  

Credits: Shutterstock

Cibo è senso di appartenenza; perciò non vi meravigliate se un napoletano, prima di qualunque altra cosa, vi chiederà: “hai mangiato?” 

Umberto Esposito

Si respira aria di novità a Villaricca! Infatti, è da pochi mesi che ha aperto una nuova pizzeria, o meglio un’officina della pizza. Stiamo parlando di 380° Officine della pizza, la pizzeria che vi offre qualcosa in più. La prima cosa che ci ha incuriosito è stato proprio il nome del locale, che è stato ideato dal suo proprietario, Adriano Cascella, che ci ha raccontato come è nato il suo progetto. «Il locale è nato nel mese di ottobre del 2019, ma il progetto risale a diverso tempo prima. Già da un anno e mezzo avevo in mente di dar vita a questo locale, che con il passare dei mesi, un po’ alla volta, si è concretizzato».

Adriano Cascella è un giovane creativo, che proviene dal mondo dell’arredamento e l’esperienza maturata in questo settore gli ha permesso di mettere insieme diversi aspetti, al fine di realizzare un locale dal design moderno e accogliente. Adriano Cascella non si è fermato solo a questo, ma ha pensato veramente a tutto, nel tentativo di offrire al cliente un’esperienza che lo potesse soddisfare a 360°, anzi è meglio dire a 380°. «Seguendo una passione personale per il mondo della ristorazione e della pizza, ho pensato di ideare un locale che desse al cliente un qualcosa in più ed è così che è nato il nome “ 380° ”. Con quei venti gradi in più intendo offrire una esperienza completa con dei valori aggiunti: prodotti di qualità, un servizio professionale, una pizza dalle caratteristiche uniche, di alta digeribilità, birre mesciate in un determinato modo, al fine di offrire al cliente il meglio sotto tutti i punti di vista. Il nome, infine, fa riferimento anche ai gradi associabili alla temperatura del forno in cui sono cotte le pizze. Di conseguenza ho disegnato e realizzato il logo e tutto il resto è venuto da sé».

In questa avventura, Adriano Cascella non è solo, con lui ci sono il suo socio Salvatore Di Stasio e il giovane pizzaiolo Simone De Gregorio. «Quando ho dovuto pensare al pizzaiolo, ho scelto subito Simone, un ragazzo di cui ho profonda stima sia dal punto di vista personale che professionale».

Ed è proprio Simone che ci racconta il menù e le pizze che più di tutte ama realizzare, frutto di un percorso di studio attento e impegnativo: «Le pizze che trovate sul nostro menù soddisfano anche il cliente più esigente. I sapori sono equilibrati, con un topping per tutti i gusti. Il prodotto punta ovviamente all’alta digeribilità». Simone De Gregorio ha fatto la gavetta, partendo da lavapiatti lui ha raggiunto il grado di pizzaiolo e la sua pizza il giusto equilibrio tra tradizione e innovazione. «Avendo frequentato sia la vecchia che la nuova scuola della pizza, sono riuscito a realizzare un prodotto tutto mio, frutto di studio e di molti giorni passati ad impastare».

Tra le pizze che ci ha descritto c’è la Zafferano, ovvero una selezione di zafferano gold, salame tipo Napoli, Provolone del monaco Consorzio Dop, provola e basilico. Poi ci sono le pizze ideate con Adriano Cascella, tra queste la Sunday, realizzata con ragù napoletano cotto per otto ore, stracciata di bufala aversana, pesto di basilico, che dà alla pizza un sapore importante, provola e Parmigiano trenta mesi. Fra pochi giorni sarà presentata una nuova pizza in onore della classica Margherita, ma l’innovazione è l’elemento più importante. Adriano Cascella ci ha svelato alcuni degli ingredienti, ovvero pomodoro San Marzano giallo, provola di Agerola, pesto di basilico artigianale, scaglie di Parmigiano trenta mesi. E se non volete la pizza, potete sempre optare per un ricco tagliere di affettati e formaggi o per la friggitoria con i classici prodotti della tradizione ma rivisitati in chiave moderna, esaltando così il gusto di arancini, crocché e frittatine. A 380° Officine della pizza ce n’è veramente per tutti i gusti!

Amalia Vingione

La Stella Michelin Angelo Carannante in una serata evento con Luca Doro

Lunedì 24 Febbraio alle 20.00 la Pizzeria Doro Gourmet in Via Trieste 54 a Macerata Campania ( Ce) ospita lo Chef Stellato Angelo Carannante del ristorante Caracol di Bacoli, per una serata a quattro mani con il Pizzaiolo Luca Doro. Saranno create 3 pizze inprima assoluta, con divagazioni flegree e della piana campana,  grazie  all’ideazione della stella Michelin; un evento per approfondire gusti, impasti, topping, della filosofia del movimento della Pizza Gourmet che incontra la professionalità e l’estro dei grandi Chef premiati dalla Guida più famosa al mondo. In abbinamento alle pizze i grandi vini di Cantina Bianchini Rossetti di Carinola, a rendere speciale una serata da ricordare, anche per l’incontro con prodotti dalla grande storia che saranno oggetto, insieme ad altri, delle preparazioni, come il Pomodoro Cannellino Flegreo Cuma Doro, coltivato nei pressi dell’Acropoli di Cuma.

A condurre l’evento i giornalisti enogastronomici Carlo Scatozza e Floriana Schiano Moriello.

Menù

Aperitivo di Benvenuto Finger  di Cannellino Flegreo al cucchiaio

Asprinio Spumante Brut I Borboni

4 pizze, di cui 3  inedite in degustazione  ispirate alle creazioni stellate e che saranno

1 Alleanza

2 Terra e Mare

3 Baccalà, Friarielli, Perle di Tartufo

4 Pizzaiola

Dolce : Pannacotta al mandarino flegreo

In abbinamento :

             Falerno del Massico Bianco Dop  1880 2017 Bianchini Rossetti

             Falerno del Massico Rosso Dop Selezione Personale della  

              Proprietà Bianchini Rossetti Magnum 2016

Evento a numero chiuso, costo € 35.  Info e prenotazione 0823693157

Chef Angelo Carannante, 1 stella Michelin, è nato a Napoli nell’agosto del 1979. Successivamente agli studi presso l’Istituto Alberghiero di Pozzuoli, si è trasferito nella capitale dove ha lavorato presso Antonello Colonna (1* Michelin) ed il Ristorante del RADISSON BLU ES ROME – Design & SPA Hotel 5*.

Ha perfezionato la sua tecnica frequentando corsi di cucina creativa con i F.lli Cerea (2* Michelin) e Vincenzo Camerucci (1* Michelin), ritornato in Campania, collaborando con Giuseppe D’Addio della scuola “Dolce e Salato”.

Nel 2011 è approdato al Ristorante Marennà (1* Michelin) lavorando come Sous-Chef sotto la direzione di Paolo Barrale, ma è in Costiera Sorrentina che ha avuto modo di trarre maggiore ispirazione per la definizione dell’identità mediterranea della sua attuale cucina; ha infatti ricoperto il ruolo di Executive Sous-Chef del Ristorante Terrazza Bosquet dell’intramontabile Grand Hotel Excelsior Vittoria di Sorrento, acquisendo nel 2013 con Luigi Tramontano 1* Michelin. E’ Chef resident del Ristorante Caracol di Bacoli del gruppo Laringe.

Luca Doro nasce a Macerata Campana nel 1981. Sin da bambino si appassiona all’arte della pizza e della panificazione grazie a sua nonna e a sua madre. Guidato da grandissimo entusiasmo, nel 2001 decide di aprire la sua prima pizzeria d’asporto a Marcerata Campania.Luca impara e scopre che non serve soltanto un disco di pasta ben lievitato, la giusta qualità del pomodoro o una mozzarella dop per realizzare una vera pizza Napoletana, ma anche tanto cuore e passione, tanta formazione anche grazie all’Alleanza Cuochi e Pizzaioli Slow Food, di cui è parte e al Mulino Quaglia Farine Petra, di cui è selected partner.

Il confronto con altri operatori pizzaioli e i suoi viaggi a Londra, Amsterdam, Svizzera, New York e Colombia gli fa comprendere che è ugualmente importante innovarsi e stare sempre al passo per poter offrire un prodotto di eccellenza. Dall’agosto 2018 apre la Pizzeria Doro Gourmet, destinazione ormai affermata nel ricco panorama campano,  che in poco tempo entra nella Guida Osterie d’Italia Slow Food e nella Guida Il Golosario di Gatti e Massobrio.

Ufficio Stampa Carlo Scatozza

Patrizio De Biase&Salvatore Di Maio

Una serata all’insegna della pizza contemporanea quella organizzata da Patrizio De Biase, Marco Tango e Salvatore Di Maio che Martedì 18 febbraio al ristorante e pizzeria “Mazz e Panell” presenteranno i loro cavalli di battaglia. Interessanti spunti di riflessione verranno da esperti di food, giornalisti e specialisti del settore che prenderanno parte all’evento. Il patron Patrizio De Biase ospiterà i suoi colleghi in una serata degustazione con focus sull’unica pietanza che unisce tutti dall’Europa all’America: la pizza.

Parteciperanno all’evento i membri del Gruppo La Piccola Napoli, capeggiata da Paco Linus ed Enzo Fiore.

Start 19.30

Ristorante e Pizzeria Mazz e Panell –

Marco Tango

Via Giordano Bruno 7 – Marano di Napoli

Tel 0817427932

Marika Manna

In terra romana c’è un pizzaiolo barbuto che sforna la miglior pizza della capitale. Impasto soffice e leggero, cornicione fortemente alveolato, sapori e prodotti tipicamente campani. Lui è Marco Quintili, il profeta della pizza contemporanea e il tempio in cui officiare il rito del sacro cornicione ad alta alveolatura è la sua Pizzeria I Quinitili di Tor Bella Monaca.  

Il popoloso quartiere periferico romano ha ben accolto il pizzaiolo casertano e la sua pizza “leggera come piuma”, che si presenta come il perfetto connubio tra tradizione e innovazione. 240 grammi di panetto, disco sottile ma ben cotto, cornicione pronunciato, accostamenti semplici ma allo stesso arditi. Tutti i prodotti utilizzati sono campani, come il pomodoro de “La Torrente” e i latticini dell’azienda casearia “Mozzarè”, ad eccezione della farina del Molino Magri, azienda mantovana di cui Marco è testimonial. “Il segreto è la qualità eccelsa delle materie prime, la passione e il talento da soli non bastano”, rivela Marco.  

MARCO QUINTILI

In carta, oltre alle pizze tradizionali, troviamo proposte davvero interessanti. Uno degli esempi meglio riusciti delle pizze speciali di Marco Quintili è la sua famosa “Carbonara: uovo disidratato per 72 ore e poi grattato sulla pizza a mo’ di tartufo, crema di pecorino, guanciale croccante e bufala affumicata. Cosa chiedere di più dalla vita?  

Un punto forte del menù è la straordinaria varietà di antipasti che richiamano i piatti tipici romani, come la frittatina all’amatriciana o quella cacio e pepe, o la crocchetta “Gricia”. 

La location è caratterizzata da un arredo dallo stile minimalista che la conferisce un tocco di classe. Il servizio è efficiente, nonostante la pizzeria sia sempre piena ogni giorno della settimana. “Ho investito molto sulla comunicazione ed ho un forte seguito sui social”, riferisce Marco. “La gioia più grande è vedere persone che vengono da tutta Roma solo per apprezzare la tua pizza”. 

Non a caso la Pizzeria I Quintili è stata premiata come la miglior pizzeria emergente della regione Lazio 2019.  

MARCO QUINTILI

Lo straordinario successo di Marco è confermato anche dall’apertura nei prossimi mesi di un secondo locale in zona Furio Camillo a Roma, dedicato alla sua amata pizza contemporanea. 

Marco Quintili è la testimonianza perfetta di come amore, passione e dedizione premiano sempre.  

Marianna Somma

Da Daniele Gourmet il sushi come non lo non avete mai provato: arriva il più grande chef di Sushi, Wicky Priyan

La prestigiosa cucina nipponica di Wicky Priyan fa il suo ingresso nel ristorante avellinese di Giuseppe Maglione. Il 16 febbraio da DanieleGourmet un evento imperdibile tra i colori e i profumi del Sol Levante.  Ospite d’eccezione uno dei massimi esponenti di ‘Innovative Sushi’ che abbiamo in Italia: Wicky Priyan. Un nome d’autore celebre per i suoi piatti originali, creativi e intriganti declinati in infinite sfumature nate dalla conoscenza di chi ha viaggiato e sperimentato. Nel suo ristorante milanese (Wicky’s Innovative Japanese Cuisine) Wicky, seguendo i dettami del Sushi Kan di Tokyo (di cui è stato allievo), offre un condensato della cucina internazionale come pochi altri al mondo. Una formula fatta di pensiero e contaminazioni che spazia dalla via della Seta al Bel Paese con eleganza, gusto ed equilibrio. Priyan è un vulcano in continua eruzione, un generatore di energia che per una sera sarà al fianco di un altro guru della tecnica e dell’innovazione: Giuseppe Maglione, artista della pizza e pioniere della ‘nouvelle vague’ Pizza Gourmet. Due stili inconfondibili che in comune hanno la sensibilità e la curiosità di esplorare l’inesplorato sempre alla ricerca del risultato insolito, travolgente e armonico. “La ‘Wicuisine’ rappresenta la coniugazione della cucina tradizionale giapponese con i migliori ingredienti mediterranei – esordisce Giuseppe Maglione – Un modo di interpretare la materia che mi ha colpito ed emozionato e con cui ho ritrovato molti punti in comune. Nei suoi piatti c’è rigore, disciplina e dedizione al lavoro, con una conoscenza maniacale di decine di materie prime, da erbe di prato e di orto a legni per affumicare, dal riso ai fiori, dai pesci agli oli, dalle spezie ai vini fino alle acque e alle carni.  Wicky Priyan è un vero artista, nella sua cucina c’è immaginazione, senso critico, la sua sua cultura, la sua vita. Come lui sono alla ricerca continua di materie prime di altissimo livello per raccontare suggestioni ed esperienze attraverso i miei piatti, ogni pizza e l’addizione finale del mio vissuto, racchiude una storia in evoluzione: la mia”. 
Per Wicky il cibo è un viaggio, un percorso che vede come punto di partenza l’ingrediente e le sue origini. Lo stesso vale per Giuseppe Maglione che con questa serata promette di unire la tavola giapponese con tecniche e ingredienti mediterranei e irpini. Un incontro confronto tra due mondi per vivere un’esperienza edonistica e gustativa nel segno delle tradizioni e delle ultime innovazioni gastronomiche italiane e nipponiche. 
“La sfida è stata quella di immaginare un menu giapponese che potesse valorizzare i prodotti mediterranei, dal pescato locale fino alle specialità irpine, come il pecorino Carmasciano e la cipolla ramata di Montoro – conclude Maglione – Una cena articolata su un doppio binario, dove la carne si alterna al pesce, seguendo le mie predisposizioni naturali e e quelle di Wicky”. 
Il 16 febbraio a partire dalle 20.00 vi attende un evento che mette fuori gioco la banalità per iniziare un viaggio ad alta intensità, in un pathos continuo, sempre in attesa del piatto successivo. Una serata unica nel suo genere che si avvarrà oltre che degli chef Maglione e Wicky, anche di Nando Melileo (chef executive Emozionando) e Ivan Matarazzo (Chef resident DanieleGourmet) . Partner della serata la Caramella Food and Beverage con gli Champagne Bruno Paillard e il Fra Lu Cafe con il cocktail di benvenuto.  
Menu della serata
Cocktail di benvenuto a cura di Fralu’ cafe
Antipasti 
ORIENTAL SICILIAGambero rosso di Mazara del Vallo, tartare di tonno siciliano, caviale nero di storione, il tutto servito su foglia di dakon marinato con aceto di riso e condito con crema Yuzu 

CAMPANIA-CALABRIA-TOKYOBaccalà pil pil con la sua riduzione spumosa, sentore di liquirizia e alga wakame 

HAMACHI PECORARicciola giapponese, pecorino Carmasciano, consommé di zenzero, polvere shiso ume, olio di oliva extravergine

MEDITERRANEO EXPRESSSandwich di triglia del Mediterraneo, mousse di patate allo zenzero e clorofilla di lattughino di mare

CARPACCIO DEI 5 CONTINENTITonno, salmone accompagnati da salsa marinata a base di agrumi, Lemongrass, zenzero, semi di finocchio, erba cipollina, basilico, maggiorana, olio di sesamo 
PIZZE

INVERSO OKONAMIYAKI ASTICE Pizza cotta al vapore, polpa di astice,cipolla  ramata di Montoro acidula, salsa worcester pomodorino datterino e ventresca di tonno 

WICKY’S OMAKASE Degustazione di 2 pizze ad ispirazione dello chef 

UN VIAGGIO DI STAGIONE Ragù giallo di cicaleCorallo neroCalamaretti cotti a bassa temperatura Caviale di pompelmo e mandarino Crema di bufala Carciofo croccante

WIKAKUNI KYOTO Maialino tipico della tradizione giapponese lessato per 16 ore secondo la tecnica di Ryoutei Kaneki, mela caramellata e senape 
Dessert Semisfera fondente mousse al The verde mat-cha e vaniglia
Acqua Panna e San Pellegrino Champagne Bruno Paillard Posti limitati solo su prenotazione 

Ufficio Stampa

Rosa Iandiorio

Granammare : la pizza contemporanea di Alfonso Saviello e Tommaso Lastra

Nasce a Salerno ed esporta la “salernitanità”. Dall’Europa occidentale al Medio Oriente passando per la grande mela, ‘Alfonso Saviello’ diffonde le sue idee e le impasta sul magnifico lungomare di Salerno: da ” Granammare “.  La cornice, figlia del disegno dell’architetto ‘Michele Citro’, è splendida: si compone di tre sale in stile contemporaneo con arredamenti freschi e colorati. Ma la vera identità di questo locale si può cogliere, anche dal punto di vista stilistico, dinanzi ai forni la cui forma è quella dei silos che contengono il grano prima della lavorazione. L’emblema di essenzialità e autenticità… di tutto ciò che serve.  

Forni a forma di silos

Conosciamo quindi Alfonso ed il suo collega Tommaso Lastra; i pizzaioli, protagonisti da Granammare , persone umili e competenti pronti a condividere con i giovani apprendisti l’arte della pizza e i suoi segreti. Due ragazzi desiderosi ed orgogliosi più che mai di portare la loro arte e le tradizioni alle quali sono legati al di fuori dei confini della nostra penisola… senza mai dimenticare le loro radici: Salerno, il mare, il grano. 

Alfonso Saviello e Tommaso Lastra

Non è difficile percepire la voglia di fare che hanno Alfonso e Tommaso, supportati dalla fiducia dell’imprenditore Nicola Cardillo e del general manager Paolo Nobille che hanno creduto fin da subitoo in loro e nel progetto Granammare , condividendone le ambizioni. I due pizzaioli sono chiari e diretti con un obiettivo preciso: “vogliamo portare in alto il nome di Salerno con una pizza contemporanea“. È proprio questa la sfida e la sintesi del concept Granammare: inorgoglire Salerno con qualcosa che non c’era, essere unici. Qui si assapora una pizza che risulta infatti più alta, più studiata (che va, appunto, a confarsi con il concetto più giovane ed innovativo di pizza) ma soprattutto digeribile grazie ad un ottimo impasto con farine di tipo 0 (80%) e tipo 1 (20%) che conserva un po’ di crusca e quindi fibre. Buoni anche i feedback sul gluten free. 

Gli ingredienti che contraddistinguono le pizze del menù sono notevoli e, in molti casi, rigorosamente salernitani: ceci di Cicerale (presidio Slow Food) e salsiccia cilentana, infatti, sono tra le delizie che possiamo trovare sulla “Cicerale”, il più classico pomodoro San Marzano a decorare le tradizionali come la Margherita.  La “Principessa Costanza” ci porta invece a fare un viaggio nei ricordi di Alfonso. Dritti al tavolo di casa ci sembra infatti di assaporare la pasta e piselli della nonna (con tanto di scorza di parmigiano).   L’interessante ricerca degli ingredienti però non si ferma a Salerno ma va oltre quando parliamo di finger lime o bottarga, da gustare sulla “Mediterraneo” e sulla “Alfonso Gatto”.   

Ma la pizza che più descrive l’estro, la creatività e la generosità dei due pizzaioli è la “#pizzaiolodentro”, un frutto del rapporto fraterno tra Alfonso e Tommaso. “#pizzaiolodentro” va oltre il cibo, è la loro identità fuori dalle porte del Granammare. Qualcosa che, iniziato quasi per gioco, sta diventando una bella realtà con l’idea di un brand tutto loro.  Alfonso ce ne parla emozionato, trasmettendo tutta la sua fede in un progetto che stanno esportando in tutto il mondo: “Non puntiamo al lucro, la nostra idea è quella di dare un’identità familiare a quello che facciamo“. 

Parole sante rispetto a quelle di chi, oggi e troppo spesso, fa della pizza e del cibo in generale un business amorfo e senz’anima.  

Altro focus point del Granammare è quello della Cocktaileria, di cui abbiamo chiacchierato con Biagio, responsabile di sala. Non solo abbinamenti di ottimi vini e birre alle pizze ma anche drink complessi, freschi e gustosi in linea con la tendenza europea del “food pairing” (ovvero l’associazione di due o più alimenti a seconda del loro carattere aromatico) che possiamo apprezzare proprio qui, sul bellissimo lungomare di Salerno.  La selezione di birre è tutta made in Italy: Birrificio Angelo Poretti (4,5 e 6 luppoli) e prodotti artigianali in bottiglia come la “Mì” una birra veneta non filtrata. 

Dulcis in fundo, una gradevole e golosa alternativa al dolce: il cocktail “Tiramisù” vi stupirà. C’è da sottolineare, infine ed ancora una volta, l’atmosfera che si respira al Granammare… positività e passione ti circondano, il ricco menù è degno di nota e merita di essere provato! Potete farlo anche voi, tutti i giorni dalle 19:30 alle 24:00. 

Indirizzo: Via Lungomare Clemente Tafuri, 11, Salerno  

Umberto Esposito

Il primo corso universitario online sulla pizza per tutti 

Tutti ne parlano, tutti la mangiano ma pochi la conoscono davvero: la Pizza è uno dei simboli dell’Italia nel mondo ma quanti ne conoscono la storia, l’evoluzione, gli ingredienti, le tecniche, gli stili, l’apporto nutrizionale? 

La pizza è più di una ricetta: è un Patrimonio Culturale Nazionale, e, nel caso del pizzaiolo napoletano, un Patrimonio Immateriale sancito dall’Unesco. Un simbolo della Dieta Mediterranea e della cultura della Convivialità, un elemento in cui si fondono tradizione e innovazione.  

Per questo la più antica università laica d’Europa ha raccolto la sfida di parlarne in maniera scientifica e divulgativa con un prodotto multimediale pensato per il web. 

Il Centro Federica Weblearning dell’Università di Napoli Federico II presenta il primo corso online sulla pizza, da seguire gratuitamente su computer, ipad e i cellulari, senza vincoli di presenza e orario. 

Da oggi, online, c’è una nuova possibilità di imparare, anche in modo divertente ma preciso e scientifico: https://www.federica.eu/c/pizza_revolution 

Il corso Pizza Revolution è curato del giornalista Luciano Pignataro, autore di uno primi e più completi saggi sull’argomento: “La pizza. Una storia contemporanea” edito da Hoepli, ed è un corso teorico e online. Dalla storia alla lievitazione, dalla farcitura alla cottura, dalla diffusione all’etimologia della parola, la pizza viene trattata in tutte le sue diverse componenti. Un corso pensato per vari target: dagli addetti ai lavori ai semplici curiosi, dagli appassionati agli operatori del settore enogastronomico. 

Luciano Pignataro è la voce narrante di un viaggio che ci porta dal Veneto a Roma, dalla Campania a New York attraverso i volti e le storie dei pizzaioli più noti al grande pubblico: Gino Sorbillo, Ciro Salvo, Franco Pepe, Salvatore Salvo, Enzo Coccia, Matteo Aloe, Giancarlo Casa, Enzo Piccirillo, Sara Palmieri, Lello Ravagnan.  

Non mancano i tutorial sulla cottura e sull’impasto, sulla pizza fritta e sugli ingredienti.  

50 interviste ai testimoni di una “rivoluzione” che vede la pizza passare da cibo povero a piatto ricercato, che si adatta, attraverso studio e ricerca, anche a celiaci e intolleranti. 

Accanto ai pizzaioli, ci sono professori universitari, imprenditori, rappresentanti delle istituzioni, esponenti dei media. 200 slide di testo e 100 link per un racconto corale che parte da discipline diverse con il comune denominatore “pizza”: il prof. Bruno Siciliano e il robot Rodyman, il prof. Paolo Masi e la cottura in termini scientifici, il prof. Alberto Ritieni e la pizza nutraceutica, la prof.ssa Valentina Della Corte e la pizza experience, il prof. Raffaele Sacchi e lo studio degli ingredienti, il linguista Paolo D’Achille e il significato della parola pizza, il prof. Matteo Lorito e l’alta formazione in campo gastronomico. 

Un’esperienza innovativa, coinvolgente, un sapere gratuito, a portata di click: il corso Pizza Revolution è una rivoluzione anche per questo.  

Per iscriversi basta accedere al corsoiscriversi compilando il form di registrazione e confermare la propria mail. Poi, non resta che seguire, spicchio dopo spicchio, questo percorso a base di pizza. 

Ufficio Stampa Evelina Bruno

Martedì 14 gennaio 2020 alle ore 13.00 presso la pizzeria “Regina Margherita” di Orazio Chiapparino, in Corso Regina Margherita 7 a San Giovanni Rotondo (FG), ci sarà una degustazione che vedrà protagonista il Pomodoro San Marzano in tutte le sue declinazioni coltivato, raccolto, prodotto e confezionato dall’azienda Solania, leader nel settore della trasformazione del pomodoro. 

 

Orazio Chiapparino – Il Mio San Marzano

In particolare, il menù proposto da Orazio Chiapparino, che quest’anno ha ricevuto due spicchi dal Gambero Rosso, prevede un’entrée di “paposcia” Presidio Slow Food del Gargano con parmigiana di melanzana: una specialità gastronomica da forno (simile per aspetto al “panuozzo” napoletano) del Gargano dall’impasto scioglievole e croccante e dal retrogusto di grano.  

La degustazione a spicchi comprenderà quattro pizze a base di pomodoro San Marzano:  

  1. La Regina Margherita con mozzarella di bufala, formaggio Grana grattugiato, basilico e olio biologico del Gargano 
  1. La Marinara con aglio, origano, alici a beccafico e fonduta di caciocavallo podolico 
  1. Pizza con ragù di carne e provola 
  1. Pizza con crema di ceci, burrata e polpo alla Luciana all’uscita 

Per il dessert, a marcare le sue origini sicule, Orazio Chiapparino sceglie un cannolo siciliano rivisitato con crema di ricotta e composta dolce di Pomodoro San Marzano.  

Orazio Chiapparino, siciliano d’origine, pugliese d’adozione ma pizzaiolo globe-trotter, nel suo tour europeo alla ricerca di materie prime d’eccellenza trova nella varietà del San Marzano il perfetto pomodoro da utilizzare nella sua pizzeria, per le qualità organolettiche dovute a caratteristiche territoriali uniche e molto diverse da quelle del suo cugino pugliese d’origine valliva che non gode delle proprietà vulcaniche del terreno vesuviano.  

A materie prime d’eccellenza, il pizzaiolo pugliese abbina un impasto studiato, ricercato e perfezionato nel tempo ottenuto da farine macinate a pietra di tipo 1, lievito madre e lievito-maturazione di circa 48 ore da cui deriva un disco di pasta altamente digeribile e salutare che, al palato, esplode nei sapori tipici delle farine con germe di grano. 

Solania

Orazio Chiapparino ha sposato il progetto Il Mio San Marzano”, promosso dall’azienda Solania e nato sotto l’egida della Coldiretti Campania, grazie al quale pizzaioli e ristoratori possono scegliere la particella di terreno e personalizzare l’etichetta della confezione di latta su cui verrà altresì apposto un QR code. Il progetto risponde alle esigenze della comunità di pizzaioli e dei ristoratori che vogliono identificarsi in un prodotto e ne gradiscono il controllo di tutta la filiera dalla semina alla coltivazione, dalla trasformazione fino alla distribuzione. 

 

Cosa accomuna una pizzeria di una cittadina nel salernitano all’ospedale dello stesso paese? Apparentemente nulla, se non fosse per una straordinaria iniziativa che li vede entrambi protagonisti. Quale?

Una pizza per un sorriso: è questa la filosofia che ha ispirato l’iniziativa di beneficenza di Michele e Christian Nasti, titolari della pizzeria “Nastieat” di Nocera Inferiore (SA). Una raccolta fondi volontaria ispirata dal grande senso di appartenenza alla propria comunità, un modo per poter fare la differenza anche con poco. Destinatario di quest’opera di gran cuore è il reparto neonatale dell’Ospedale Umberto I di Nocera Inferiore.

E come regalare un sorriso se non attraverso la regina delle tavole napoletane, la pizza?!

Dal 1° dicembre al 6 gennaio, infatti, i due titolari, supportati dall’intero staff “Nastieat”, propongono un nuovo impasto, composto da farina di tipo 1 (semi-integrale) che sarà la base delle pizze “benefiche” al cui prezzo verrà aggiunto €1,00. L’intera somma ricavata verrà interamente devoluta al reparto sanitario che, com’è facilmente intuibile, necessita di elevate risorse, attrezzature all’avanguardia, tecnologie avanzate e tanta, ma proprio tanta, professionalità e coraggio.

Ancora una volta, la generosità viene “dal basso”. Da giovani imprenditori dell’arte bianca che, attraverso il loro lavoro, fanno semplicemente del bene. E, sulla scia di altre iniziative alla pari, la pizza si dimostra essere l’alleata perfetta per donare non solo sorrisi, ma speranza. Sono le iniziative valorose e trasparenti come questa che fanno ben sperare in una catarsi del genere umano. A Natale allora un caffè in meno e una pizza “Nasteat” in più!

Marika Manna

 

Pizza Revolution

Il primo corso universitario online sulla pizza per tutti

https://www.federica.eu/c/pizza_revolution

 

Non c’è influencer che non abbia una foto davanti a lei

Non c’è un bambino che non ne abbia mai mangiato una.

Ci sono migliaia di ricette su come farla a casa.

Di che parliamo? Della pizza naturalmente!

Tutti ne parlano, tutti la mangiano ma pochi la conoscono davvero: la Pizza è uno dei simboli dell’Italia nel mondo ma quanti ne conoscono la storia, l’evoluzione, gli ingredienti, le tecniche, gli stili, l’apporto nutrizionale?

La pizza è più di una ricetta: è un Patrimonio Culturale Nazionale, e, nel caso del pizzaiolo napoletano, un Patrimonio Immateriale sancito dall’Unesco. Un simbolo della Dieta Mediterranea e della cultura della Convivialità, un elemento in cui si fondono tradizione e innovazione.

Per questo la più antica università laica d’Europa ha raccolto la sfida di parlarne in maniera scientifica e divulgativa con un prodotto multimediale pensato per il web.

Il Centro Federica Weblearning dell’Università di Napoli Federico II presenta il primo corso online sulla pizza, da seguire gratuitamente su computer, ipad e i cellulari, senza vincoli di presenza e orario.

Da oggi, online, c’è una nuova possibilità di imparare, anche in modo divertente ma preciso e scientifico: https://www.federica.eu/c/pizza_revolution

pizza revolution

Il corso Pizza Revolution è curato del giornalista Luciano Pignataro, autore di uno primi e più completi saggi sull’argomento: “La pizza. Una storia contemporanea” edito da Hoepli, ed è un corso teorico e online. Dalla storia alla lievitazione, dalla farcitura alla cottura, dalla diffusione all’etimologia della parola, la pizza viene trattata in tutte le sue diverse componenti. Un corso pensato per vari target: dagli addetti ai lavori ai semplici curiosi, dagli appassionati agli operatori del settore enogastronomico.

Luciano Pignataro è la voce narrante di un viaggio che ci porta dal Veneto a Roma, dalla Campania a New York attraverso i volti e le storie dei pizzaioli più noti al grande pubblico: Gino Sorbillo, Ciro Salvo, Franco Pepe, Salvatore Salvo, Enzo Coccia, Matteo Aloe, Giancarlo Casa, Enzo Piccirillo, Sara Palmieri, Lello Ravagnan.

 

 

Non mancano i tutorial sulla cottura e sull’impasto, sulla pizza fritta e sugli ingredienti.

50 interviste ai testimoni di una “rivoluzione” che vede la pizza passare da cibo povero a piatto ricercato, che si adatta, attraverso studio e ricerca, anche a celiaci e intolleranti.

Accanto ai pizzaioli, ci sono professori universitari, imprenditori, rappresentanti delle istituzioni, esponenti dei media. 200 slide di testo e 100 link per un racconto corale che parte da discipline diverse con il comune denominatore “pizza”: il prof. Bruno Siciliano e il robot Rodyman, il prof. Paolo Masi e la cottura in termini scientifici, il prof. Alberto Ritieni e la pizza nutraceutica, la prof.ssa Valentina Della Corte e la pizza experience, il prof. Raffaele Sacchi e lo studio degli ingredienti, il linguista Paolo D’Achille e il significato della parola pizza, il prof. Matteo Lorito e l’alta formazione in campo gastronomico.

Un’esperienza innovativa, coinvolgente, un sapere gratuito, a portata di click: il corso Pizza Revolution è una rivoluzione anche per questo.

Per iscriversi basta accedere al corso, iscriversi compilando il form di registrazione e confermare la propria mail. Poi, non resta che seguire, spicchio dopo spicchio, questo percorso a base di pizza.

 

Ufficio Stampa

Evelina Bruno

 

STEFANO DE MARTINO PRESENTA IL NUOVO MENU DELLA COSACCA

La Cosacca

Sabato 7 dicembre alle ore 13.00 presso la pizzeria La Cosacca in Via Lepanto 271/273 a Pompei, Stefano De Martino presenterà alla stampa il rinnovato menù autunno-inverno. L’evento è organizzato da Renato Rocco, direttore de LaBuonaTavola Magazine, che insieme a giornalisti ed esperti del settore testerà il banco d’assaggio.

Il menù del pranzo prevede un’entrée composto da una frittatina classica napoletana e la degustazione di quattro pizze:

  1. #LaPizzaDiDeMartino con crema di friarielli, fior di latte di Agerola, Lardo di maialino nero, tarallo sbriciolato e fili di peperoncino;
  2. La Cipolla Barricata composta da vellutata di cipolle ramate di Montoro sfumate con grappa barricata, fior di latte di Agerola, pancetta croccante di maialino nero e fonduta di formaggi stagionati;
  3. La Buona Tavola con crema di papaccelle, fior di latte di Agerola, tuorlo d’uovo fritto, scaglie di Cacioricotta cilentana e basilico cristallizzato;
  4. La Cosacca 2.0 con emulsione di pomodorini del Piennolo DOP, formaggio di pecora stagionato alle vinacce, pomodorini gialli del Piennolo DOP e basilico.

Terminano il percorso d’assaggio i dolci della rinomata pasticceria di Napoli Poppella.
La Cosacca arriva a Pompei portando con sé esperienza ed estro nella convinzione che rispettare la tradizione sia garanzia di bontà e gusto. Situata al ridosso del centro di Pompei, la pizzeria è punto di ritrovo non solo per i tanti giovani che affollano le vie della cittadina ma anche per chi, attirati dalle bellezze del Santuario e degli scavi romani, vuole concludere il suo itinerario con un’intensa esperienza culinaria.

Stefano De Martino, giovane ma già esperto pizzaiolo, sforna una pizza friabile e fragrante, altamente digeribile grazie a un impasto indiretto composto da un bland di farina tipo 0 al 90% e tipo 1 al 10, biga al 90%, poolish al 10%. Grazie all’alta idratazione pari al 70%, De Martino porta in tavola un prodotto dall’ottima struttura che rende facile la masticazione.

 

Ufficio Stampa LaBuona Tavola

A pochi passi da via Marina di Varcaturo, la strada che ospita i lidi e i locali più in voga del litorale giuglianese, si trova il ristopub Locos , in spagnolo ‘i pazzi’. Siamo, appunto, a Varcaturo, frazione di Giugliano, comune di Napoli, in via Ripuaria 306b. Il locale è spazioso e moderno, con possibilità di mangiare sia all’interno che all’esterno.

Locos

Nel 2016 Pasquale Barbieri, napoletano DOC e titolare del locale, nonché chef, dopo tante esperienze lavorative sia in Italia che all’estero – anche in cucine stellate ed alberghi di una certa importanza (come ad esempio l’hotel Romeo di Napoli) – ha deciso di scommettere sulla sua terra. E’ da questa pazza scommessa d’amore che nasce il ristopub Locos, con un’eccellente selezione di panini, alcuni gourmet. “Noi oggi siamo un ristopub pizzeria” racconta il titolare, Pasquale: All’inizio eravamo solamente ristopub. Dopo un anno e mezzo di attività, su richiesta specifica dei clienti che mi chiedevano di poter mettere la mia abilità sulla scelta dei prodotti e degli abbinamenti anche a servizio della regina della tradizione napoletana, la pizza, ho deciso di trasformare il locale anche in una pizzeria”.

Pizzeria Locos
E’ così che nel settembre 2018 Locos si trasforma. E’ da allora che in cucina si lavora a quattro mani: “la nostra forza è il connubio e la collaborazione tra chef e pizzaiolo”, afferma orgogliosamente lo chef. E’ risaputo infatti che la riuscita di una buona pizza è data dalla sapiente combinazione di impasto e associazione degli ingredienti utilizzati: mentre Angelo cura l’impasto (che è un impasto diretto con una lievitazione di 36 ore), Pasquale si occupa degli abbinamenti dei prodotti, per lo più selezionati tra le eccellenze del territorio campano: la pizza più richiesta è infatti la Cantini, con crema di friarielli (verdura tipica campana), porchetta d’Ariccia, provola e scaglie di grana padano.

 

Locos
Non solo l’impasto della pizza ma anche quello dei panini è artigianale: i panini del Locos sono stati selezionati, da esperti del settore, per gareggiare in numerosi concorsi tra cui ‘panino artista 2019’ e ‘burgher battle 2019’. L’orgoglio del menu è il Locos, che non per niente porta il nome del locale: hamburger di scottona 220gr, scamorza, prosciutto cotto piastrato, crocchè di patate e fonduta di formaggio. La varietà del menu, che include anche piatti gluten-free, rende questo locale adatto a grandi e piccini, a palati semplici e raffinati, insomma, ce n’è per tutti i gusti.. non resta che prendere forchetta e coltello e darsi da fare!

Livia Giordano

Immaginate di poter andare a Capri senza bisogno di prendere l’aliscafo. Immaginate un luogo che ti richiami alla mente lo sciabordio delle onde e i colori dell’isola più famosa al mondo. Non è un sogno, ma la descrizione di una splendida pizzeria gioiello situata nel cuore di Castellamare di Stabia, a due passi dal mare che da poco tempo ha un’appendice a Torre Annunziata. Romantiche nel nome e nello stile: così potremmo definire le Pizzerie Capri Blu, dove tutto ma proprio tutto ricorda l’isola campana. L’atmosfera è magica, quasi onirica. I colori bianco e blu dei locali richiamano immediatamente quelli delle onde e della schiuma del mare. La “C” di Capri dell’insegna, a forma di mezzaluna blu, lascia sognare ad occhi aperti romantiche passeggiate al chiaro di luna sull’isola caprese.

Il titolare della pizzeria, Francesco Matrone, ha voluto ricreare nel suo locale la “Dolce Vita caprese” in tutti i suoi dettagli: dalla riproduzione a misura d’uomo della mitica Piazzetta, luogo tanto amato dai vip quanto dai turisti, a quella dei Bagni di Tiberio, al soffitto a volta che ricorda la celebre Grotta Azzurra, sino al limoneto del locale di Torre Annunziata, un cameo al famoso “Da Paolino Restaurant” di Capri.

Capri Blu

Non solo l’aria caprese si respira nella Pizzeria, ma anche quella napoletana. Basta alzare la testa dal piatto per vedere i panni stesi a un finto balcone e sentirsi immediatamente catapultati nei vicoli di Napoli. La pizza di Capri Blu è spettacolare non solo nell’aspetto estetico, ma anche nel sapore. In una frase: bella da vedere (e fotografare), buona da mangiare. Nessun canotto (pizza di nuova generazione dal cornicione estremamente alveolato), nessun disco da 45 giri (avete presente la pizza a ruoto di carro?), ma una bella e sana pizza napoletana di quelle che riempiono il piatto: un piacere per gli occhi e per il palato. Impasto morbido e fragrante, abbondanza di ingredienti e varietà di scelta. Una pizza tipica napoletana, ma dalle ambizioni gourmet. Ambizioni evidenti su un menù talmente ricco che non sai che scelta intraprendere. Perché sulla carta le scelte eccellenti sono numerose. Per chi non vuole optare per la semplice Marinara o la classica regina Margherita o per una bella salsiccia e friarielli, può scegliere una pizza napoletana gourmet. Dalla “Campagnola” con crema di noci, speck Alto Adige, funghi champignon trifolati alla “Deva” con crema di noci, gorgonzola, provolone del Monaco e gherigli di noci, dalla “Vellutata” con vellutata di zucca, provola di Agerola, funghi porcini trifolati e pancia magra alla “Bologna” con mortadella, crema di pistacchio e scaglie di parmigiano, dall’“Ariccia” con porchetta di Ariccia, patate al forno e provola alla “Carciofina” con carciofini arrostiti, pancetta e scaglie di provolone di Monaco. Ce n’è per tutti i gusti.

In attesa della pizza, c’è anche chi si intrattiene godendosi una bella montanarina o un “cuoppo” di frittura mista. È dal 28 novembre 2015 “Capri blu”è un brand della ristorazione, ma non solo, che delizia i suoi clienti provenienti da ogni parte del mondo. “Abbiamo contribuito a migliorare il richiamo turistico delle due cittadine rivierasche vesuviane”, ha spiegato Francesco Matrone, segno evidente di come sia importante oggi investire nel mondo food e ancor più nel turismo enogastronomico. “Le persone hanno fame di esperienze food & wine e sia Castellammare che Torre sono tra i paesi più appetibili a livello internazionale soprattutto perché la nostra è una delle aree portuali più attive della costa campana in termini sia di commercio che di imbarcazioni turistiche”, prosegue il titolare.Per chi ancora non lo sapesse, il turismo ha preso una svolta decisamente “foodie”. Quanti di voi scelgono la meta di vacanza in base a quello che offre il luogo dal punto di vista enogastronomico? Oltre il 50% dei turisti mondiali, secondo le statistiche. Il cibo è vissuto come esperienza da condividere, attraverso la quale entrare in contatto con un luogo, in un modo più desiderabile e immediato di attività legate al patrimonio storico e artistico.

Ecco perché la Pizzeria Capri Blu da anni offre ai suoi clienti (turisti e non) un’esperienza culinaria intensa in un ambiente suggestivo, caratterizzato da un’accoglienza calorosa e familiare offerta da uno staff giovane ma capace. Non vi resta che gustare un’ottima pizza nella speciale ambientazione caprese di questa splendida pizzeria napoletana a Castellamare di Stabia a due passi dal mare.

Marianna Somma

Villaricca è la patria del tipico Pane di Penecuocolo, che affonda le sue radici in una antica tradizione di panificatori, tradizione che ancora oggi mantiene intatta la sua lavorazione. Nella terra dell’impasto di eccellenza non poteva mancare la vera pizza napoletana e a proporcela è la Pizzeria Primicerio di Gennaro Primicerio. Il locale è nato da poco più di un anno, ma Gennaro Primicerio non è uno sprovveduto alle prime armi; alle spalle ha una lunga attività nel campo della ristorazione. 

Primicerio

«Mio padre ha sempre avuto una grande passione per la cucina e questa passione lo spinse ad aprire un ristorante-pizzeria. Di conseguenza io mi sentivo quasi obbligato moralmente ad “imparare il mestiere” e con il tempo mi sono appassionato a questo lavoro, che non manca di soddisfazioni». Oggi, Gennaro Primicerio non lavora più nel ristorante del padre, avendo scelto di intraprendere una strada tutta sua. «Ad un certo punto ho sentito l’esigenza di intraprendere una carriera tutta mia, così pensai di aprire una pizzeria d’asporto. Nel frattempo, mi sono sposato ed è nato mio figlio Salvatore, che è praticamente cresciuto nella pizzeria ed è diventato il mio braccio destro. Infatti, è accanto a me come pizzaiolo. Essendosi avviato in questo percorso, ho scelto di ampliare l’attività e di aprire una pizzeria con posti a sedere»

Pizza Primicerio

La Pizzeria Primicerio è diventato un marchio registrato, che accoglie i suoi clienti nuovi e affezionati in un locale molto grande, moderno e ospitale con musica soft che rende piacevole la degustazione delle pietanze. La Pizzeria Primicerio è una realtà giovane con una tradizione ben salda alle spalle, ma presenta una certa attenzione alla novità e all’innovazione. «Amo proporre la pizza dall’impasto diretto, il quale è l’unico, secondo me, che dà il vero sapore della pizza napoletana. Poi sono amante della pizza “canotto” e perché sia così le do almeno trentasei ore di lievitazione con una idratazione un po’ più alta. L’innovazione è però la nostra firma. Proponiamo pizze classiche per i clienti affezionati alla tradizione, ma ci esprimiamo al meglio anche con le pizze gourmet». La Pizzeria Primicerio è tra le prime ad aver inserito nel menù la pizza Genovese, che è un cavallo di battaglia del locale per il suo gusto deciso che unisce tradizione e innovazione. Non mancano pizze dai gusti più delicati, come la Duchessa con vellutate di piselli, pomodorini gialli del piennolo, bacon croccante e scaglie di Parmigiano Reggiano all’uscitaIl menù prevede altre due pizze molto interessanti: la Barese, con vellutata di broccoli baresi, salsiccia con finocchietto tagliata a coltello e provola di Agerola; la Primicerio che da un lato è un ripieno classico napoletano e dall’altro è ricoperta metà di salsiccia e friarielli e metà margherita alla siciliana con melanzane a funghetti. Poi c’è lMaremma con vellutata di patate, porchetta di Ariccia, provola di Agerola, parmigiano e olio evo. 

Frittura Primicerio

Chi non vuole mangiare la pizza, può scegliere nel menù delle fritture una Fritturina artigianale all’italiana. «Questo piatto è prodotto direttamente da noi. Si tratta di un misto per due persone in cui portiamo sempre la tradizione in tavola: due crocché, due arancini, due frittatine, polenta, verdure pastellateTutto è fatto come da tradizione, ma c’è sempre un tocco di innovazione. Infatti, dei due prodotto proposti uno è realizzato secondo tradizione e l’altro invece è una variante da noi inventata. C’è, quindi, la classica frittatina con carne macinata e piselli, il classico crocché con pepe, salame e provola, l’arancino rosso con carne macinata e piselli, mentre gli altri elementi variano sempre. Per esempio, l’arancino lo possiamo fare con i broccoli, i peperoni e lo stesso discorso è con la frittatina. In tutto mettiamo la fantasia, che è un elemento fondamentale per chi fa questo tipo di lavoro»Gennaro Primicerio non è solo pizzaiolo, ma è anche un docente presso il Centro Servizi e Formazione e istruttore della Scuola Tecnicamente Pizza e tecnico del Molino Magri e il suo motto è qualitàtrasparenza e leggerezza” tra innovazione e tradizione.

Amalia Vingione

Ad Avellino, in Via dei Due Principati, a pochi passi dal centro, in uno dei quartieri più popolati della città, la pizza ha un sapore nuovo, a metà strada fra tradizione e modernità. La pizzeria Pomodoro offre da sempre ai suoi clienti una pizza da asporto dal gusto impeccabile, anche se negli ultimi tempi il servizio a tavola, richiestissimo, si è aggiunto con successo alle proposte dell’attività. Le pizze preparate ogni giorno e con estrema dedizione da Andrea Orlando, sono decisamente “speciali”, perché il tocco personale del pizzaiolo incontra, con estrema semplicità, la freschezza e la genuinità dei prodotti locali.

Pomodoro

“Preparo un impasto diretto lungo 24 ore” – dice il pizzaiolo della pizzeria Pomodoro, e aggiunge – “La massa deve lievitare ben due volte prima di essere infornata, tenendo sempre sotto controllo la temperatura e stagliando l’impasto solo durante la seconda fase di realizzazione del panetto, che deve essere rigorosamente di 280 gr ca. per garantire l’alta digeribilità della pizza”.

“La farina utilizzata è il frutto di una miscelazione tutta personale” – afferma Andrea Orlando – “Ne scelgo soltanto due tipologie, prediligendo l’alta qualità dei Molini Pizzuti che conferisce alla mia pizza il vero gusto della tradizione napoletana”.

“La mia pizza è buona e bella, e si mangia già con gli occhi: croccante all’esterno e morbida all’interno” – con queste parole Andrea, il pizzaiolo, descrive le sue pizze “novità”, da quella più richiesta “Cacio, pepe e lime” a quella più innovativa “Siciliana 2.0”, passando per l’originalissima “Nerano”. La prima, ideale per soddisfare l’appetito di chi è alla ricerca di un gusto deciso ma particolare, viene condita con crema di cacio locale stagionato tra i 12 e i 36 mesi e fiordilatte che conferisce una piacevole consistenza alla base del topping; all’uscita fanno sicuramente la differenza il pepe nero macinato al momento, che rende la pizza profumata al punto giusto, e le zeste di lime che lasciano quel retrogusto in grado “di pulire la bocca”.

Pomodoro

La seconda pizza invece, amatissima da chi vuole sperimentare nuovi sapori ma senza rinunciare troppo a quelli tradizionali, viene servita con le classiche melanzane “a funghetto” unite, prima dell’ingresso nel forno, a fette di fiordilatte, non manca il tradizionale pesto alla siciliana a base di ricotta, pomodorino rosso semidry, dolce e polposo, parmigiano grattugiato fresco e il tocco finale del pepe nero macinato a cui si aggiungono, poi a crudo, scaglie di cacioricotta salata e mandorle tostate per un sapore corposo ma alternativo.

Nerano

La terza pizza è quella scelta da chi preferisce un gusto delicato come quello delle zucchine presentate in due varianti, una profumatissima velluta di base che accoglie croccanti chips e all’uscita scaglie di caciocavallo che donano all’impasto una sensazione gustativa leggermente aromatica.

“Il dettaglio sulla pizza conta moltissimo” – dice Andrea Orlando – “La scelta dell’olio, ad esempio, che aggiungo su ogni pizza a crudo, all’uscita dal forno, è importantissima. Non a caso, utilizzo un olio adatto esclusivamente alla preparazione della pizza, preferendo quello dal sapore forte, che pizzica, perché in questo modo tutti gli ingredienti vengono esaltati al punto giusto”.

I numerosi clienti della pizzeria Pomodoro di Avellino, ogni volta che vogliono, ricevono “coccole” di gusto e consigli genuini su come soddisfare il proprio desiderio di appetito: la parola d’ordine è semplicemente “Assaggiare”!

Felicia Mercogliano

 

 

A Marano in provincia di Napoli, dal 2016, c’è un locale che si ispira alla tradizione non solo culinaria, ma anche dialettale. Infatti, il locale si chiama Mazz e Panell, come un diffuso detto popolare, e nasce da un’idea del suo patron Patrizio De Biase. Patrizio De Biase è giovane, ma ha tanta esperienza maturata alle spalle. Nato come pizzaiolo e formatosi nelle migliori pizzerie partenopee, da oltre un decennio è anche imprenditore di sé stesso.

 

Prima di Marano, De Biase aveva un locale di successo nel prestigioso quartiere Vomero di Napoli, ma ad un certo punto ha scelto di intraprendere una nuova strada. «Il locale a Marano è nato poco più di tre anni fa. Prima avevo un’altra pizzeria al Vomero, ma lì non riuscivo ad esprimermi completamente come pizzaiolo. Scelsi, così, di cambiare e di creare un mio brand personale». Patrizio De Biase ha in sé l’impetuosità giovanile e un vortice di idee che, solo grazie ad un locale “fatto su misura”, è riuscito a mettere in pratica. «Volevo creare qualcosa che rispecchiasse al cento per cento la mia personalità e il mio modo di vedere la ristorazione e il mondo della pizza e che fosse la sintesi perfetta tra tradizione e originalità. Con il locale di Marano ciò si è reso possibile e rispetto al passato mi sento più libero di esprimere la mia creatività, di sperimentare e innovare. Nell’ambito della ristorazione questi sono aspetti importanti, perché se da un lato la clientela si affeziona al locale, dall’altro vuole anche la novità ed essere stupita».

Mazz e panell propone pizze e fritti, ma anche la tradizionale cucina partenopea: «Da noi è possibile mangiare una pizza leggera e morbida, con un cornicione lievemente pronunciato, realizzata con ingredienti di grande qualità, perché ritengo che usare sempre i prodotti migliori sia doveroso e segno di rispetto nei confronti del cliente. Per la cucina siamo pienamente nella tradizione napoletana. Il nostro cavallo di battaglia è la Genovese, ma è possibile provare anche gli altri piatti partenopei proprio come li realizzavano le nostre nonne. Tra questi spiccano la Pasta e patate e il Ragù napoletano».

 

Per Patrizio Be Biase le cose belle sono quelle della tradizione, ma non manca l’innovazione. Questo equilibrio tra vecchio e nuovo è espresso al meglio nelle pizze e nei fritti. Al cliente che per la prima volta va nel suo locale, Patrizio propone la pizza Mortadellina con pistacchio e mortadella, oppure una pizza per metà ripiena con ricotta e salame e per metà farcita con rucola, prosciutto cotto, pomodorini e provola. Non mancano pizze più sofisticate, come quelle con il Baccalà alla siciliana, ovvero con olive, capperi e pinoli e ora che l’inverno si sta per avvicinare ritorna una variante della pizza fritta che ha avuto un grande successo, ovvero la Pizza fritta con il soffritto. «La nostra è la rassicurante cucina della mamma e della nonna. Quella cucina fatta di profumi e sapori di una volta che per mancanza di tempo e ritmi di vita sempre più incessanti non riusciamo più a replicare nelle nostre case. Nulla è cambiato rispetto al sapore di una volta».

 

Da Mazz e Panell il cliente trova una location che garantisce piacevolezza e relax. Dai colori chiari e rilassanti il locale offre un’ampia sala interna e un dehors esterno riparato dalla vista esterna. «Da noi è possibile trascorrere una piacevole serata o poter festeggiare un avvenimento in compagnia dei propri cari e degli amici. Il personale è cordiale e disponibile ad accogliere tutte le esigenze dei clienti ed è sempre a disposizione per risolvere ogni problematica e ogni desiderio».

Il cliente non deve fare altro che andare da Mazz e Panell per provare le specialità dell’ampio menù, perché come dice Patrizio De Biase: «è necessario che i clienti vengano da noi per vedere se diciamo la verità, poiché l’ultima parola è a loro che spetta».

 

Amalia Vingione

Giovedì 7 novembre al Palazzo di Città di Nocera Inferiore si presenta il VI Campionato Nazionale Pizza DOC

La conferenza stampa di presentazione del VI Campionato Nazionale Pizza DOC si terrà giovedì 7 novembre alle ore 11.00 presso il Palazzo di Città di Nocera Inferiore, in piazza Armando Diaz, alla presenza del sindaco nocerino Manlio Torquato e dell’assessore alle politiche dello sviluppo Antonio Franza.

A moderare la conferenza stampa di presentazione sarà il giornalista Renato Rocco.

L’evento, invece, si terrà lunedì 11 e martedì 12 novembre al Consorzio di Bonifica del Sarno di Nocera Inferiore, sito in via Atzori. Organizzata dalla società “Giaccoli & partners”, l’evento dedicato al mondo pizza è patrocinata dalla Regione Campania, Provincia di Salerno, Comune di Nocera Inferiore, da ConfCommercio Campania, Anicav e da molteplici associazioni di pizzaioli di tutto il territorio nazionale.

Un evento che ogni anno si afferma sempre più globale e popolare. L’anno scorso il Campionato Nazionale Pizza DOC ha registrato: più di 350 pizzaioli concorrenti provenienti da tutta Italia con iscritti provenienti anche dall’Inghilterra, Irlanda, Spagna, Germania, Austria, Slovenia, Croazia ed altri Paesi europei ed extra continentali; oltre 30 aziende settoriali che hanno esposto i propri prodotti all’interno dell’area Expo; circa 2500 presenze durante l’evento.

Per i vincitori delle varie categorie del VI Campionato Nazionale Pizza Doc ci sarà in palio un montepremi di 5000 euro in prodotti e servizi offerti dagli sponsor. Ci saranno anche concorrenti dall’estero, che si contenderanno il titolo “Pizza DOC in the World – Miglior Pizzaiolo Italiano nel Mondo”.

Partner dell’evento saranno aziende leader del settore, tra le quali Molino Caputo, Latteria Sorrentina, Pelati Ciao, Solania, D’Amico, Forni Reppuccia, Mecnosud, Perrella, Caldo Pellet, Carbone Conserve e tante altre aziende che andranno a coprire l’area EXPO.

Più di 100 giudici tra maestri pizzaioli, chef stellati, esperti del settore, giornalisti e quest’anno anche tanti food blogger, tra i quali si segnala la presenza di Vincenzo Falcone, tra i primi 5 foodblogger d’Italia e creatore del fortunatissimo food brand “Delicious”. Presente anche Francesco Martucci, al primo posto della guida “50 Top Pizza 2019” con la sua pizzeria “I Masanielli”.

Un parterre di giudici d’altissimo livello che siederà in giura per valutare le oltre 1500 pizze che saranno sfornate in due giorni di gara. Presidente di giuria sarà Barbara Guerra, ideatrice e curatrice della guida 50 Top Pizza e “LSDM”. Direttore tecnico del progetto sarà Marco Di Pasquale, maestro pizzaiolo de “Il Giardino degli Dei” di Salerno. Testimonial d’eccezione sarà Angioletto Tramontano de “O’Sarracino” di Nocera Inferiore, una delle tre migliori pizzerie d’Italia secondo Trip Advisor.  Ospiti d’onore della kermesse saranno personalità di spicco dell’universo pizza come la “Unione Pizzerie Storiche Napoletane “Le centenarie”, con don Antonio Starita, che guida l’associazione; Alessandro Condurro della pizzeria “Da Michele” di Napoli; gli associati del Gruppo La Piccola Napoli guidati da Paco Linus; i pizzaioli della nuova generazione, come Salvatore Lioniello, Raffaele Bonetta, Vincenzo Capuano, Pier Daniele Seu e tanti altri ospiti di spessore in via di definizione.

Official Media Partner della manifestazione saranno: Alice Tv, che realizzerà una puntata ad hoc sulla sesta edizione del Campionato; TeleNuova; YouFoodTv; Luciano Pignataro – Wine & Food Blog, uno dei primi food blog creati in Italia fondato dal giornalista del quotidiano “Il Mattino” Luciano Pignataro; Radio Base; Di Testa e Di Gola; The Way Magazine; La Buona Tavola di Renato Rocco; Italia Foodball Club Tv; Calabria Food Porn; Pizza Napoletana.Per evitare di influenzare le votazioni, anche al VI Campionato Nazionale Pizza DOC i giudici non vedranno chi elabora il prodotto prima di aver votato la pizza. Al via del direttore di gara, il pizzaiolo preparerà la sua pizza, dopodiché essa verrà mostrata alla giuria da nostri collaboratori. I giudici assegneranno un punteggio da 30 a 100, basando la loro valutazione su due principi: Gusto, Cottura e Aspetto. Il voto sarà espresso in maniera elettronica.Possono partecipare tutti i pizzaioli/le appartenenti a qualsiasi associazione, che abbiano compiuto 14 anni di età. Ben 12 le categorie a cui possono iscriversi i partecipanti del VI Campionato Nazionale Pizza DOC:

  • Pizza Classica, ovvero la pizza specialità del concorrente;
  • Pizza Margherita DOC, anche senza rispettare il disciplinare STG;
  • Pizza Gourmet, usando anche impasti alternativi;
  • Pizza in Teglia, divisa in “Teglia Classica”, “Pizza in Pala” oppure “Pinsa Romana”;
  • Pizza senza Glutine;
  • Pizza Fritta;
  • Pizza più larga;
  • Free style;
  • Pizza a due;
  • Pizza dessert;
  • Fritti;
  • Categoria Juniores con il premio “Marco Agnello”, riservata agli iscritti di età compresa tra i 14 ed i 21 anni, salvo esplicita richiesta del concorrente di partecipare anche alle categorie adulte.

Oltre ai premi di categoria, tanti altri sono quelli previsti dall’organizzazione. Il Campione Nazionale Pizza DOC 2019 sarà eletto tra il primo classificato della pizza classica e pizza margherita, in funzione di chi ottiene il punteggio più alto. Poi saranno assegnati: il premio “Pizza DOC in the World – Made In Nuceria” riservato ai concorrenti provenienti dall’estero; “Miglior Pizzaiola DOC 2019”; il “Premio Giudici di Forno”; il premio “Pizzaiolo Emergente 2019”; il premio “Miglior Pizzaiolo Giuria Popolare”; il “Premio FoodBlogger”. Ancora pochi i posti disponibili per partecipare al VI Campionato Nazionale Pizza DOC e scoprire chi sarà l’erede di Luigi Greco, vincitore della quinta edizione.

 

Per maggiori informazioni:

www.facebook.com/campionatopizzadoc

www.campionatonazionalepizzadoc.it

081.5141416 – 339.5688563

info@giaccoli.it

Contatti Ufficio Stampa

Aldo Padovano

333.2237732

ufficiostampa@campionatonazionalepizzadoc.it

CON ‘TITALY’, IL PORTALE DELLE ECCELLENZE ENOGASTRONOMICHE ITALIANE, LA BAG PER LA ‘ PIZZA FAI DA TE ’ A CASA CON UN CLICK.

UN KIT PER  LA PIZZA CHE VA AD ARRICCHIRE L’AMPIA PROPOSTA DELLE MIGLIORI TIPICITA’ ARTIGIANALI DEL MADE IN ITALY. 

Titaly ( www.titaly.it ), il portale E-commerce che dà la possibilità di ordinare direttamente da casa attraverso un click, i migliori prodotti tipici artigianali del “Made in Italy”, con particolare riferimento alla Campania, da oggi sorprende ancor di più perché inserisce nel proprio paniere, qualcosa di originale per gli utenti che vogliono preparare il piatto che mette tutti d’accordo, il più amato nel mondo, la pizza. Quante volte vi è capitato di avere voglia di qualcosa di buono e di non voler uscire? La soluzione perfetta è ordinare comodamente senza spostarsi dal divano con la consegna a casa da parte di un corriere, un formaggio, un vino o ancora una pasta artigianale o un dolce tipico che non riuscite a trovare nella vostra città.

La nuova proposta, la “Bag per la pizza fai da te” al costo promozionale di 29,99 euro, contiene tutti gli ingredienti di altissima qualità (come da filosofia Titaly) necessari per realizzare un’ottima pizza: due pacchi di farina integrale da agricoltura biologica di Molini Pizzuti, farine che non contengono additivi e neppure sostanze chimiche di varia natura che troviamo su questo portale anche di altre tipologie (grano tenero e grano duro), una lattina di pomodorini Corbarino, una bottiglia di olio extravergine di oliva e un vasetto di filetti di alici. Si tratta degli ingredienti che usano le pizzerie del Comune di Tramonti, sulla Costa d’Amalfi. Se poi siete alla ricerca di alici come quelle di Cetara e di Menaica, qui potete davvero sbizzarrirvi perché ce n’è per tutti gusti e per diverse esigenze.

Sul sito di Titaly, è possibile leggere anche la ricetta per la preparazione per la famosa pizza di Tramonti la cui storia inizia nel lontano Medioevo, da quando i numerosi forni rurali sfornavano il pane biscottato di farina integrale per rifornire le navi della Repubblica Marinara di Amalfi. Ideale per i lunghi viaggi in mare, poteva durare per mesi. Agli inizi del Novecento la maggior parte delle famiglie aveva in casa il forno a legna e – ad ogni cotta – era un rito fare anche la pizza allo stesso modo e nel 2010 è arrivato a conclusione l’iter per la De.Co. (Denominazione Comunale) per  questa pizza, che ne ha riconosciuto la specificità.

Il kit-bag potrebbe essere un’idea per il prossimo Natale così come tutti gli altri prodotti per preparare il menu dei giorni di festa e, perché no, per donare qualcosa di tipico agli amici e alle persone care, mentre, nei prossimi mesi tante saranno le new entry, tra cui una vasta scelta di birre artigianali e il fagiolo tondino del Purgatorio, un prodotto tipico della zona dell’alta Tuscia Viterbese.

Titaly, che ha una clientela anche in alcuni paesi d’Europa, è una start-up campana, diretta a far conoscere le tipicità e le eccellenze di tutta Italia oltre ai tanti altri prodotti ed alimenti sani e gustosi della Dieta Mediterranea. La piattaforma si pone come partner ideale per tutte le aziende che vogliono aprire il proprio canale di vendita online affidando in parte, in «outsourcing» le attività ad esso connesse, con il vantaggio di avere un unico interlocutore. Le aziende che hanno scelto tale piattaforma, operano soprattutto nel settore agroalimentare ed enogastronomico, dove ad ognuno di questi clienti si garantisce l’identità del proprio brand.

La pizzeria Madison di Avellino ha una lunga storia che attraversa tre generazioni di pizzaioli. A raccontarcela è stato Claudio Paduano, che insieme a Vincenzo Rea, ora dirige l’attività. «La nostra storia iniziò nel 1929, quando la famiglia Paduano diede origine a ciò che poi sarebbe diventata una lunga tradizione di maestri pizzaioli napoletani. Domenico Paduano, mio nonno, custodiva una ricetta segreta per la pasta della pizza, un segreto rivelato soltanto a suo figlio Salvatore, mio padre, che tornato da un’esperienza lavorativa milanese ne divenne il nuovo custode». Nasce così la prima pizzeria “Buongusto”, seguita da una seconda a Nocera Inferiore. Il testimone passa ai figli di Salvatore, Claudio e Lucio, e proprio Claudio a diciannove anni partecipa a New York, nei pressi di Madison Square Garden, alla sua prima competizione di cucina internazionale, dove ogni chef gareggiava presentando un piatto tipico.

Madison

Claudio Paduano vince con il piatto che il mondo intero ammira e riconosce come simbolo del Made in Italy, ovvero la pizza. Al suo rientro decise che la sua attività dovesse essere una sorta di accademia della pizza per giovani appassionati e che doveva chiamarsi Pizzeria Madison, per ricordare l’esperienza newyorkese. Il percorso di Claudio è stato valorizzato poi dalla conoscenza di Vincenzo Rea, primo allievo e poi campione mondiale della pizza. Claudio Paduano e il suo socio oggi sono il timone dell’Accademia Pizzeria Madison, con cinque sedi a Nocera Inferiore, Nocera Superiore, Cava De’ Tirreni, Avellino e Sant’Egidio Del Monte Albino. «Non si tratta di un franchising come si potrebbe pensare. Sono cinque pizzerie autonome, ognuna con la propria storia, ma con un comune denominatore: la vera pizza napoletana. Me ne occupo io con Vincenzo, diamo il nostro supporto nei cinque locali, a cui si aggiunge la presenza di un familiare che fa da supervisore. In questo senso si può dire che la nostra attività è a conduzione familiare». La pizza napoletana è l’elemento che nel corso del tempo non si è modificato, perché per Claudio Paduano rappresenta una caratteristica identitaria e soprattutto la sua mission: «Voglio che il cliente che viene nei nostri locali possa fidarsi di noi, avere fiducia di ciò che gli proponiamo e che ciò che legge sul menù corrisponda al vero. Non mentiamo al cliente sulla provenienza e sulla qualità del prodotto. Se lo facessimo tradiremmo una storia di quasi cento anni».

madison

La clientela di Madison è la più variegata, va dal ragazzino all’anziano, dalle comitive alle famiglie, complice l’ambiente accogliente e la gentilezza del personale e poi c’è l’ampio menù che propone pizze classiche e pizze dai sapori più sofisticati. «La pizza più difficile da fare è sicuramente la margherita di grandi dimensioni come vuole la tradizione napoletana ed è quella più scelta in assoluto. Il cliente infatti vedrà nel piatto la classica “ruota di carretto”, ma se vuole cambiare gusto e osare può provare la nuova arrivata, la Pisellina, composta da ingredienti sempre selezionati come il fior di latte italiano di altissima qualità km 0, vellutata di piselli, pancetta croccante, fonduta di Provolone del Monaco. Oppure può provare la Mamy, un omaggio a mia madre, con mozzarella, melanzane grigliate, prosciutto crudo di Parma, scaglie di parmigiano e bocconcini di mozzarella di Bufala».

madison

Da Madison anche i celiaci possono godere del gusto unico della pizza, infatti è possibile scegliere dal menù tante pizze pensate appositamente per loro. «Da noi anche chi è intollerante al glutine può mangiare la pizza. Nell’offrire questa alternativa forse siamo stati tra i primi se non proprio i primi. Mio padre decise di realizzare, molto tempo fa, una pizza per un mio cugino che aveva questa intolleranza e per la quale gli era impossibile mangiare la pizza. Oggi offriamo diverse possibilità di pizza gluten free e ne siamo fieri». Pizze classiche, pizze gourmet, pizze ai cinque cereali o gluten free, non manca nulla alla Pizzeria Madison, mancate solo voi!

pisellina

 

Amalia Vingione

Quante pizze possono sfornare 50 pizzaioli in 12 ore? 10.893. È il numero esatto di pizze sfornate ieri nella zona portuale di Torre Annunziata gremita di persone che ha valso la riconquista del Guinness World Record ai 50 pizzaioli campani, riuniti dal presidente e dal vicepresidente dell’associazione Gruppo La Piccola Napoli Paco Linus ed Enzo Fiore.

record

Le 10.893 pizze sono state preparate, infornate e sfornate in sole 14 ore in barba alle 24 ore previste dal record ufficiale. “La più grande soddisfazione è stata riconquistare il record in territorio campano, portatoci via dagli argentini dopo la nostra precedente vittoria in Svizzera” ha detto Paco Linus che sapientemente ha diretto la brigata di pizzaioli aiutato dal suo braccio destro Enzo Fiore.

“L’aver coinvolto aziende del settore agroalimentare campano come Solania, Il Molino Scoppettuolo, Latticini Orchidea ha significato per noi sottolineare un’identità territoriale forte, come a evidenziare un lungo filo indissolubile che lega l’arte della pizza al territorio campano” ha detto Enzo Fiore.

Presenti, infatti, anche gli sponsor nelle persone di Giuseppe Napoletano per Solania srl, Raffaele Maiello per Latticini Orchidea, Ciriaco Scoppettuolo per il Molino Scoppettuolo e Damiano Reppuccia per i Forni Reppuccia che hanno accolto positivamente l’evento fornendo le materie prime per la felice riuscita dell’obiettivo.

L’evento ha avuto anche un risvolto solidale: infatti, due terzi delle pizze sono state donate alle persone meno abbienti della città e alle associazioni del territorio. “ Il nostro intento” ha commentato Paco Linus “è stato anche quello di riuscire a strappare sorrisi a chi una pizza, diciamola tutta, non se la può permettere”. E anche per chi, invece, ha qualche possibilità in più la soluzione è stata quella di distribuire l’altra metà al prezzo popolare e simbolico di 2 euro.

record

L’unione di persone accomunate dalla stessa passione e aziende fortemente radicate nel territorio è stato dunque il modo migliore per stabilire il nuovo primato e per creare un intenso momento di solidarietà sullo sfondo di uno dei luoghi più suggestivi del nostro territorio.uno dei luoghi più suggestivi del nostro territorio.

 

Marika Manna

Ad Ercolano, uno dei tredici comuni situati nell’area naturale del Parco Nazionale del Vesuvio, proprio in una delle strade che conduce direttamente al cratere del vulcano, sulla salita di Via San Vito, in un ambiente piacevolmente familiare, O’ Sbarazzino è immerso in un accogliente giardino dove lo stile rustico incontra quello elegante con estrema semplicità dove Ilaria Cozzolino da circa tre anni racconta ai suoi ospiti la sua filosofia del “mangiare bene”. 

O' Sbarazzino

“O’ Sbarazzino nasce quasi per scherzo” – dice Ilaria, la titolare della pizzeria – “Ho voluto semplicemente realizzare un progetto personale, anche se non appartengo ad una famiglia di ristoratori con esperienza nel settore”. 

“Il mio obiettivo è quello di trasmettere ai miei clienti la passione per il buon cibo, che io e la mia famiglia portiamo avanti con orgoglio da anni” – continua la giovane imprenditrice. 

O’ Sbarazzino, era il soprannome del nonno di Ilaria, “un tipo allegro, che cantava sempre e che dava, per questo, armonia”. “Quando ho deciso di aprire la pizzeria, mi sono lasciata ispirare da mio nonno e dal suo carattere festoso e vivace”- aggiunge Ilaria. Non a caso la parola d’ordine in casa Cozzolino è proprio “armonia”, quella che si respira “durante il momento della cena” ma anche quella che a tavola mette d’accordo i profumi e i sapori della pizza targata O’ Sbarazzino. 

“La pizza che proponiamo ai nostri commensali ha proprio il gusto che piace a me e alla mia famiglia” – afferma Ilaria, e continua – “Questo è un modo per distinguerci dalla massa perché, non solo trasmettiamo la nostra passione per il buon cibo, ma offriamo proprio quello che mangiamo noi e che ci piace di più”. 

Da O’ Sbarazzino, la pizza ha un sapore diverso, non convenzionale e lontano da quello della classica tradizione napoletana: si utilizza solo farina integrale macinata a pietra o addirittura integrale al 100% proprio perché “ha un altro gusto rispetto a quello della tipologia 0 o doppio 0 che utilizzano gli altri”; l’impasto viene lasciato lievitare a lungo con l’aggiunta di poco sale. “Non voglio creare qualcosa di nicchia”- aggiunge la titolare della pizzeria – “Il mio intento è semplicemente valorizzare i prodotti della mia terra, esaltandone soprattutto la qualità che da’ un valore aggiunto al mio paese”. 

Alle parole di Ilaria, si aggiungono quelle di Agostino Coppola, il Maître di Sala della pizzeria O’ Sbarazzino – “Noi puntiamo alla tutela della territorialità, mettendo in evidenza i prodotti locali; solo così riusciremo a fare la differenza”. 

O' Sbarazzino

La pizza Agrodolce non è “la solita pizza”. Il gusto dolce e corposo dei fichi caramellati si abbina perfettamente a quello acre e acerbo al punto giusto dei pomodori verdi, il tutto viene arricchito con il sapore deciso della provola di Agerola e, in aggiunta, fette di lardo pancettato aromatizzato al basilico.  

Poi c’è la pizza O’ Sbarazzino, “genuina, buona e saporita” perché dal gusto ricco ma equilibrato, quella che ha “un po’ di tutto” dal pesto alle noci, con il suo sapore intenso e vellutato, alla provola di Agerola, i funghi porcini dal profumo inconfondibile, il lardo pancettato e, all’uscita, rucola fresca di raccolta, scaglie di parmigiano reggiano e gherigli di noce. 

“Che bella pizza!” – con questa espressione i numerosi ospiti che ogni giorno si siedono nel giardino di O’ Sbarazzino, svelano storie di gusti e di sapori di qualità, descrivendo un’armonia culinaria tra la tradizione di famiglia e l’innovazione non convenzionale che fa sempre la differenza. 

 

Felicia Mercogliano

 

Nel cuore dell’Irpina, nell’antica città di Avellino, Il Gusto di Giovanni Calderisi propone una cucina basata sulla tradizione e sull’eccellenza gastronomica. Nato circa tre anni fa, Il Gusto si è affermato sul territorio, divenendo punto di riferimento culinario. «Il Gusto nasce – racconta il patron – nel novembre 2016, assecondando la forte passione che la mia famiglia ha verso la cucina. Inoltre, uno dei miei figli allora frequentava l’alberghiero e l’idea di aprire un locale rappresentava anche un’opportunità lavorativa per i miei figli. Eravamo nuovi nel settore, ma questa passione era così forte che ha reso possibile la realizzazione di un progetto diverso. Volevamo proporre al cliente una pizzeria e un ristorante diversi dal solito. Volevamo, e ci siamo riusciti, un locale basato sulle eccellenze del territorio e su prodotti di assoluta qualità, cucinati con gusto».

gusto

Il gusto è la mission del locale, sul gusto si basa tutto, tant’è che Giovanni Calderisi ha scelto di ispirarsi ad esso per individuare il nome del suo locale. Il piatto forte che Il Gusto propone è sicuramente la pizza, di cui Calderisi ha individuato le proprietà e le caratteristiche principali. «La nostra pizza ha una serie di caratteristiche uniche, che combinate insieme danno un prodotto di qualità. La nostra pizza ha una lunga maturazione, con una media di almeno 48 ore. Ovviamente è fondamentale la farina. Usiamo farine tipo 1 e tipo 0 macinate a pietra, che danno alla pizza il giusto sapore e leggerezza». Ne risulta una dalla spiccata digeribilità, ma sono molte altre le caratteristiche che il patron de Il Gusto ha elencato:« la nostra pizza non appesantisce, non gonfia; ha un giusto cornicione, soffice e vuoto e poi il topping dà alla pizza, che si presenta abbastanza grande con un diametro di 33 cm, il tocco finale».

Il menù offre una vasta scelta di pizze, accontenta tutti i gusti e segue la stagionalità dei prodotti. «Abbiamo nel menù una quarantina di pizze, ma ogni tre, quattro mesi le cambiamo; qualcuna la eliminiamo, qualcun’altra la integriamo per seguire i prodotti di stagione. Da una settimana circa, per questo inizio di autunno, abbiamo inserito una quindicina di pizze nuove. Tra le tante realizziamo pizze con il tartufo, con i porcini, con le patate e con le verdure o pizze che richiamano i piatti della cucina tradizionale, come L’Amatriciana».

La tradizione non manca, è alla base di molti piatti presenti nel menù e su tutto spicca la Pizza con la Scarola, «con la scarola saltata in padella, come da tradizione irpina, le noci, l’uvetta, i capperi, le olive di Gaeta e le acciughe. Con la scarola facciamo anche i vari ripieni. Un’altra pizza che ci rappresenta molto è L’imbarazzante, una pizza creata da noi, formata da patate avezzane, tartufo di Bagnoli Irpino, provola di Agerola, salsiccia fresca nostrana, basilico e olio evo». La pizza deve accontentare tutti i palati e per questo da Il gusto, il venerdì e il sabato, è anche possibile trovare un’alternativa al classico impasto:« Creiamo un impasto, seppur in quantità limitata, composto da multicereali, ovvero da una farina integrale con tredici cereali all’interno. Invece dei classici cinque, ne inseriamo tredici, di cui sei a semi interi». Ciò che fa la differenza, e Giovanni Calderisi ci tiene a sottolinearlo, sono i prodotti di qualità e l’olio rigorosamente a crudo su tutte le pizze in uscita.

gusto fritturina

Qualità che si conferma anche sui fritti e sulla cucina:« Le Montanare, ovvero pizze fritte, sono un altro prodotto che ci contraddistingue. Abbiamo però realizzato una variante. Esse vengono ripassate in forno per una maggiore croccantezza. Così è nata una linea di Montanare ripassate al forno farcite con ragù napoletano rigorosamente fatto da noi, con la genovese o i “friarielli” saltati. Il nostro fritto è unico, perché facciamo tutto noi giornalmente, dai crocchè di patate agli arancini, dalle frittatine di pasta alle varie pizze fritte, dalle marmellate ai dolci. Preferiamo realizzare i prodotti internamente il più possibile, così da assicurare qualità e gusto».

La qualità contraddistingue anche il menù cucina, che è prettamente mediterraneo. «Tutti i giorni, oltre alla possibilità di scegliere à la carte, proponiamo a pranzo, soprattutto per chi lavora in zona, la scelta tra due primi e due secondi, alternando piatti di carne e di pesce. Sono sempre piatti diversi e non mancano le prelibatezze, come un ottimo baccalà cucinato in tutte le maniere, ma anche taglieri vari e un’eccellente scelta di carne per tagliata o alla brace. Ovviamente anche la cucina segue la stagionalità».

E per i più golosi il Gusto propone un’ampia scelta di dolci: «Realizziamo internamente anche i dolci, per i quali abbiamo una notevole selezione che va dal classico tiramisù alla cheesecake, dalla mouse ai cannoli con la ricotta di pecora di Bagnoli. E poi abbiamo, in esclusiva ad Avellino, il famoso Roccobabbà di Emilio, la pasticceria famosa in tutta Italia per la produzione di questo dolce prelibato». Insomma, da Il Gusto ce n’è per “tutti i gusti” e grazie alla cortesia e alla gentilezza di tutto lo staff, il cliente troverà un bel locale, tranquillo, familiare dove potersi rilassare, decidere con serenità cosa mangiare tra pizzeria e cucina, esclusivamente all’insegna della qualità.

 

Amalia Vingione

Domenica 6 ottobre 2019  alle ore 20.00  in Via Alfredo Nobel n.3 ad Aversa in provincia di Caserta, si terrà l’inaugurazione di Pizza Cloud®, la pizzeria del maestro pizzaiolo Salvatore Impero.

Pizza Cloud®

Pizza Cloud® è il nome della pizzeria, espressione della pura fusione tra pizza napoletana e gourmet , di uno stile di vita che porta a valorizzare l’alta qualità della  materia prima, dagli impasti agli ingredienti che guarniscono le pizze del maestro.

Pizza Cloud® è un format brevettato da Salvatore Impero, che prevede un impasto con una miscela di farine macinate a pietra e una lievi-maturazione che va dalle 48 alle 96 ore alla temperatura controllata di +2°.

Un impasto particolarmente ruffiano al palato, tanto da entusiasmare chi lo degusta e  che da origine ad un nuovo concetto di Pizza firmato Salvatore Impero.

Pizza Cloud® “Non è la solita Pizza” – tiene a precisare Impero- raccoglie anni di esperienza, la passione che porto per quest’arte bianca, la continua voglia di interpretarla e nel contempo custodirla preziosa. La pizzeria Pizza Cloud®- continua il maestro pizzaiolo- è dedicata ai cultori della buona pizza, degli abbinamenti con i migliori vini  o con l’artigianale Birra del Borgo, che ci seguirà in questa nuova avventura”.

Pizza Cloud® si vestirà di uno stile caldo contemporaneo, 100 coperti circa a disposizione dei clienti, con un ricco e interessante menù dove spicca la selezione degli ingredienti tra le migliori materie prime, inoltre quotidianamente saranno sempre disponibili tre tipi di impasti distinti: farina Farro Monococco, Multicereali e un Blend personale realizzato con farine semi integrali macinate a pietra.

La pizzeria vi aspetta eccezionalmente da LUNEDI’ 7 OTTOBRE, poi contemplerà i seguenti giorni e orari di apertura:

-Dal martedì al sabato ore 12.30-15.00/19.30-24.00

-La domenica aperti solo di sera dalle 19.30- 24.00

-Lunedì giorno di chiusura settimanale

 UFFICIO STAMPA

Angela Merolla

I Grandi Chef al Pizza Village: dopo Gennaro Esposito partecipano Niko Romito e Alfonso Iaccarino

Nel weekend sul palco di RTL 102.5 Anastasio, Mahmood e Fred De Palma. Domenica derby all’Ippodromo

Sono bastati solo 20 secondi e 76 centesimi al pizzaiolo napoletano Giuseppe Crapetti, della pizzeria Fermento, per realizzare la pizza margherita e vincere, anche quest’anno, il contest Pizza più veloce indetto da Trenitalia al Napoli Pizza Village.

Napoli Pizza Village

Si conferma dunque pizzaiolo più veloce, per il secondo anno consecutivo, Giuseppe Crapetti che ha superato Silvio Zingarella, pizzeria Nanà (24”,19) e Luigi Petrone, pizzeria Vesuvio (26”,18). Premiato sul palco del Napoli Pizza Village da Serafino Lo Piano, responsabile vendite Alta Velocità e Media & Lunga Percorrenza di Trenitalia, al vincitore è andata la maglia del giocatore del Napoli calcio, Dries Mertens e due biglietti dello stadio San Paolo per assistere a due partite casalinghe del Napoli in campionato.

Intanto al food festival sul lungomare, che chiuderà domenica 22, si susseguono le presenze anche di chef stellati come: Gennaro Esposito, Niko Romito edAlfonso Iaccarino, a dimostrazione del valore gastronomico raggiunto dal disco di pasta più noto al mondo.

La pizza, infatti, continua a suscitare grande interesse e non solo tra i visitatori ma persino tra i grandi chef. Dopo la partecipazione dello stellato Gennaro Esposito, al Napoli Pizza Village sono in arrivo altri nomi illustri della cucina nazionale. In terrazza Ferrari, sabato alle 21.30, per il premio“Costantino Cutolo Street Art Festival”con Lino Cutolo (Compagnia Mercantile d’Oltremare-Ciao Pomodoro), interverrà lo chef abruzzese Niko Romito.

Domenica, invece, in occasione degli incontri NPV d’Essai, ma sempre nell’area esclusiva terrazza Ferrari, alle 18.30, ci sarà Alfonso Iaccarino, chef e titolare del noto ristornate stellato Don Alfonso a Sant’Agata sui Due Golfi, che parteciperà al convegno dal titolo: Cucina&Pizza.

Domenica, grazie all’accordo siglato tra il gruppo Oramata, che organizza il Napoli Pizza Village,eIppodromi Partenopei, accesso gratuito al92° Derby Italiano del Trotto memorial Luciano De Crescenzo. ,

A coloro che in settimana hanno acquistato un menù del food festival è stato consegnato un coupon per accedere liberamente, domenica 22 settembre dalle ore 18.00, all’Ippodromo di Agnano di Napoli.

Il Palco di RTL 102.5 presenterà ancora grandi ospiti nel weekend conclusivo della manifestazione. Sabato alle 21.30 toccherà al campano Anastasio mentre domenica salirà sul palco il vincitore del festival di Sanremo 2019 Mahmood ed a seguire il rapper Fred De Palma.

SABATO 21 SETTEMBRE

18:00Area eventi Terrazza Ferrari (accesso su invito) NPV d’EssaiPizza Donnaconduce Nerina Di Nunzio (Food Confidentialcon Sara Palmieri (10 Diego Vitagliano)Marzia de Rinaldi (Casa De Rinaldi)

NPV Classlezioni di pizza di Rossopomodoro con:

18.30Vincenzo Capuano (Pizzeria Vincenzo Capuano) – 21.00Stefano Guerin (SG Diet Molino Caputo)

20:00Area eventi Terrazza Ferrari (accesso su invitoPizza Tourconducono Federico De Cesare Viola e Luciana Squadrilli (Food & Wine Italia)con  Ciro Oliva (Concettina Ai Tre Santi),Corrado Scaglione (Enosteria LipenJacopo Mercuro), Mirko Rizzo (180 g Pizzeria Romana)

21:30Terrazza Ferrari (accesso solo su invito) Riunione giuria assegnazione premio “Costantino Cutolo Street Art Festival”con Lino Cutolo (Compagnia Mercantile d’Oltremare-Ciao Pomodoro) e lo chef Niko Romito.

21:30sul palco NPV– ANASTASIO – diretta in radiovisione su RTL 102,5 – a seguire Luca Rossi Tammorra Set – Il cantante Francesco Da Vinci – Lo youtuber Diego Laurenti in Iutubber live – Ivano 127 Rosso & il suo ospite speciale Vale Lambo – Il trapper Coco – La partecipazione eccentrica di Lisa “ subrettina” Fusco.

 

DOMENICA 22 SETTEMBRE

19.00Palco – Premiazione Rossopomodoro e premiazione delContest Costantino Cutolo Street Art Festival 

18:00Area eventi Terrazza Ferrari (accesso su invito) NPV d’Essai– Cucina&Pizzaconduce Eleonora Cozzellacon Franco Pepe (Pepe In Grani) Alfonso Iaccarino |(Don AlfonsoAntonello Maietta (presidente AIS nazionale)

18:30NPV Classlezioni di pizza di Rossopomodoro con Teresa Iorio (Le figlie di Iorio e Rossopomodoro)

21:30sul palco NPV– MAHMOOD /FRED DE PALMA – diretta in radiovisione su RTL 102,5a seguire i trapper Peppe Soks, Samurai Jay – Il cantante Mr HYDE con ospite Gianluca Capozzi – Blair

 

Ufficio Stampa

KUHNE & KUHNE

Prima serata della nona edizione del Napoli Pizza Village che parte con la marcia giusta, illuminata da una meravigliosa luna rossa e che ha già accolto migliaia di persone. Il sindaco Luigi de Magistris ha di fatto inaugurato l’evento, tagliando una pizza, un ciack per lo spettacolo più bello del mondo che dura 10 giorni e che celebra il cibo più internazionale, made in Naples.

Napoli Pizza Village

Sul palco Clementino ha debuttato accolto da migliaia di fan, in diretta in radiovisione su RTL 102.5. Dallo stesso palco gli organizzatori hanno comunicato la notizia dell’annullamento dell’esibizione di Arisa prevista per questa sera, a causa di un piccolo incidente che l’ha costretta a cancellare tutte le date dei prossimi giorni. Nell’augurarle buona fortuna e un arrivederci sul palco del Napoli Pizza Village è stato annunciato l’arrivo dei Tiromancino che suoneranno questa sera e l’attesa partecipazione di Enzo Gragnaniello.

Tantissimi gli eventi in calendario fino a domenica 22 settembre, oltre la possibilità di degustare la pizza, con workshop, convegni, incontri e spettacoli, grazie all’organizzazione di Oramata Grandi Eventi che lunedì 16 presenterà la partecipazione di Napoli Pizza Village a New York, prevista per ottobre, in occasione dei festeggiamenti del Columbus Day 2019.

 

Questo il programma di LUNEDÌ 16 SETTEMBRE

18:00Area eventi Terrazza Ferrari (accesso solo su invito)

“Appuntamenti di Gusto: Fiordilatte Vs Mozzarella di bufala”promosso da Latteria Sorrentina,

in collaborazione con Scatti di Gusto– Ospiti Gino Sorbillo, Francesco Martucci e Franco Amodio.

 

NPV Class lezioni di pizza di Rossopomodoro con:

ore 18.30Andrea Cozzolino (Senza Wellness Foods) ore 21.00 Salvatore Lioniello (Pizzeria Da Lioniello)

19:00Area eventi Terrazza Ferrari (accesso solo su invito) – Convegno: “Il turismo enogastronomico a Napoli e le eccellenze del territorio” in collaborazione con la Fondazione Univerde –presieduta dall’on. A.Pecoraro Scanio.

 

19:00Area Ospitalità – Evento “Napoli Pizza Village VS New York Pizza Festival 2019” Protagonisti: Antimo Caputo (Mulino Caputo), Claudio Sebillo e Alessandro Marinacci (Oramata Grandi Eventi), Fred Mortati (presidente Pizza Academy Foundation che organizza il festival a New York) con una delegazione composta da 30 trend setter Usa

 

ore 20:00Area eventi Terrazza Ferrari (accesso solo su invito) NPV d’Essai –  Pizza Senza, conducono Federica Gentile  RTL 10’2,5 e Nunzia Marciano Canale 8 conDavide Civitiello(Rosso Pomodoro), Renata Sitko (Villa Giovanna, Ottaviano), Guglielmo Vuolo (4°-Napoli) e Maurizio Filippi (Miglior Sommelier d’Italia 2016)

 

ore 21:00 sul palco NPVThe Kolors-Elodie-diretta in radiovisione su RTL 102,5

a seguire 80’S PIZZA STYLE: la serata tributo agli anni ’80 con Milena Setola (tributo agli Wham) – Federico di Napoli (da Made in Sud) con l’omaggio ad Alan Sorrenti e la partecipazione straordinaria di Tony Esposito

Tutte le info su www.pizzavillage.it

Uffiio Stampa KUHNE&KUHNE

 

Napoli Pizza Village: Il programma del weekend di sabato 14 e domenica 15 settembre

Napoli Pizza Village

Primo weekend per il Napoli Pizza Village 2019 col debutto di una cassa dedicata alla criptovaluta. Sarà il primo evento della città, in accordo con il Comune di Napoli, in cui sarà possibile acquistare anche in bit-coin il ticket menù, che costa 12 euro e comprende 1 pizza, 1 bibita, caffè, dolce o gelato.

L’accesso al Napoli Pizza Village e ai concerti, invece, è gratuito.  Ci sono 45 pizzerie (compresa una per celiaci) pronte a offrire 4 tipi di pizza: Margherita, Marinara, Specialità della Casa e Pizza Ferrarini al prosciutto cotto.

Costa, invece, 20 euro, una lezione di pizza al NPV Class. L’importo sarà devoluto ad un fondo per borse di studio del MIP, Metropolitan Istitute of Pizza. Gli “alunni”, in cambio, oltre ad imparare a fare la pizza in casa, riceveranno un attestato, il kit per preparare la pizza, grembiule e cappellino da pizzaiolo (si prenota su www.pizzavillage.it).

Rossopomodoro, che cura spazio NPV Class, ha affidato le prime due lezioni di pizza, nel giorno di apertura, a due grandi Maestri Pizzaioli internazionali: l’artista della Pizza Gino Sorbillo e il campione del Mondo 2013, Davide Civitiello, mentre domani arriva da New York Roberto Caporuscio, il pizzaiolo di Kestè e Vincenzo Iannucci. Domenica salgono “in cattedra” Simone Fortunato (pizzeria Diaz) e Pino Celio (Lucignolo Bella Pizza).

Questo il programma del weekend:

 

SABATO 14 SETTEMBRE

ore 18:00Area eventi Terrazza Ferrari (accesso solo su invito) – “Appuntamenti di Gusto: Il Dolce in Pizzeria” promosso da Latteria Sorrentina in collaborazione con Scatti di Gusto– Ospiti Marco Infante, Gianluca Ranieri e Davide Civitiello.

NPV Class lezioni di pizza di Rossopomodoro con:

ore 18.30Roberto Caporuscio (Kestè New York) ore 21.00 con Vincenzo Iannucci (Molino Caputo)

ore 20:00Area eventi Terrazza Ferrari (accesso solo su invito) NPV d’Essai – Pizza Memories 

conduce Sara De Bellis – Mangia e Bevicon Alfredo Forgione e Antonio Troncone (Trattoria Fresco) – Giuseppe Di Meglio (Luise), ospite Germano Bellavia di  Un Posto al Sole

21:30sul palco NPVArisa e Alfa– diretta in radiovisione su RTL 102,5

a seguire la straordinaria partecipazione di Enzo Gragnaniello, Ciccio Merolla che presenta il suo nuovo album fusion e I rapper Oyoshe e DopeOne.

DOMENICA 15 SETTEMBRE

NPV Class lezioni di pizza con:

ore 18.30Simone Fortunato (Pizzeria Diaz) – ore 21.00Pino Celio (Pizzeria Licignolo Bella Pizza)

ore 20:00Area eventi Terrazza Ferrari (accesso solo su invito) NPV d’Essai – I Maestri e Margherita conduce Fulvio Giuliani, RTL 102,5con Salvatore Salvo (Salvo Pizzeria, San Giorgio), Renato Bosco (Saporè, Verona), Gennarino Esposito (Torre del Saracino, Vico Equense), Marcello Lunelli (spumanti Ferrari, Trento), Roberto Anesi (Miglior sommelier d’Italia 2017) eAntonello Maietta, (presidente AIS nazionale).

ore 21:00 sul palco NPVAchille Lauro e Joey-diretta in radiovisione su RTL 102,5

 a seguire a partecipazione straordinaria di Rocco Hunt – I cantautori Livio Cori e Nello Daniele – I trapper Jay-Lillo, Colza, Plug

Tutte le info su www.pizzavillage.it

Ufficio stampa KUHNE

Napoli Pizza Village: Il programma della giornata di apertura

Oggi, venerdì 13, alle 18.00,  saranno già accesi tutti i 50 forni del Napoli Pizza Village sul Lungomare partenopeo che si spegneranno il 22 settembre prossimo.

Non saranno 10 giorni di solo pizza ma anche di spettacoli, musica, cultura e confronto. Le aree del Pizza Class (come fare la pizza in casa) NPV KIDS( dedicate ai bambini) inizieranno a lavorare dalle 19.00. Inaugurata la terrazza Ferrari con il primo incontro del NPV d’Essai, mentre il taglio del nastro del villaggio con le autorità è fissata alle 20.30 e dalle 21,30 il palco accoglierà il primo artista in radiovisione su RTL 102.5, Clementino.

Questo il programma:

VENERDI’ 13 SETTEMBRE

18:00 Area Ospitalità – Rotonda Diaz Convegno: “Valorizzazione del riconoscimento Unesco” in collaborazione con Fondazione Univerde presieduta dall’on. A.Pecoraro Scanio.

– Inaugurazione Mostra fotografica Campagna #PizzaUnesco.

19:00 Area eventi Terrazza Ferrari (accesso solo su invito) – “Appuntamenti di Gusto: Fuscella & Ricotta”

promosso da Latteria Sorrentina in collaborazione con Scatti di Gusto – Ospiti Teresa Iorio e Pasquale Gueli.

20.00 Terrazza Ferrari -NPV D’essai – “PopPizza Largo alle Periferie. Quanto conta avere la pizzeria di riferimento sotto casa?” conduce Nio Puzzicon Raf Bonetta, Vincenzo Angillotti, Vincenzo Esposito

20:15 Inaugurazione del Napoli Pizza Village con il Sindaco di Napoli Luigi de Magistris e la presenza delle  autorità – Ingresso lato Mergellina.

20.30 palco – Clementino a seguire Il cantautore Tommaso Primo – Il rapper Pepp-oh – L’ironico della canzone napoletana Ernesto a Foria and Friends- Ivan Granatino.

Napoli Pizza Village

Tutte le info su www.pizzavillage.it

Ufficio Stampa KUHNE

Mercato San Severino, in provincia di Salerno, custodisce uno dei locali campani che più di tutti porta in tavola le specialità e i prodotti della regione. Campania in bocca di Gaetano Pecoraro è, infatti, il luogo ideale per soddisfare le richieste del cliente esigente, il quale vuole sentirsi completamente immerso nei sapori regionali. La storia di Campania in bocca, come ha raccontato il suo patron, è relativamente recente e pone le sue origini nella produzione della pasta. «Siamo nati più di venticinque anni fa, quando la mia famiglia aprì unazienda di pasta fresca. Nel 2015, poi, trovammo questo locale a Mercato San Severino, che da tempo provava a decollarema il continuo cambio di gestione non glielo permetteva. Per noi, decidere di rilevare l’attività ha rappresentato una vera e propria sfida. Nonostante potessimo, in qualche modo, considerarci avvantaggiati, perché possedevamo qualche conoscenza in più rispetto ad altri, lavorando già da tempo con la farina, la nuova attività ha rappresentato una nuova avventura. Ovviamente non ci siamo improvvisati ristoratori, il progetto è stato studiato con attenzione, grazie anche al supporto dei chimici che già lavoravano per il pastificio. Tutto questo lavoro non è stato vano e ci ha dato la soddisfazione, oggi, di aver raggiunto un prodotto che piace alle persone». 

Campania

Campania in bocca, già dal nome stesso e da come ha raccontato Gaetano Pecoraro rappresenta la Campania, regione dai mille prodotti di qualità: «ho scelto questo nome perché volevo rappresentare la tradizione non solo napoletana, ma quella di tutta la nostra regione; infatti non uso prodotti che non siano regionali e tutto quello che ho è di origine campana; dai vini alle birre, dai salumi ai formaggi non c’è prodotto che venga da fuori Campania. È stato anche un modo questo per rivalutare e dare prestigio alla nostra terra»La proposta culinaria che troviamo da Campania in bocca spazia dai primi alle pizze e ci fa venire l’acquolina in bocca. «Al cliente proponiamo un menù variegato, che va dai primi ai secondi di carne, dai taglieri di salumi e formaggi, dai fritti, che sono uno dei nostri cavalli di battaglia, alle pizze, il piatto forse più apprezzato». Gaetano Pecoraro è entrato poi nel dettaglio del suo menù con l’entusiasmo tipico del giovane che con passione fa il proprio lavoro: «Tra i fritti va di moda la nostra frittatina di pasta napoletana, proprio quella della tradizione. Molto apprezzate anche le nostre polpette, realizzate seguendo l’anticricetta di mia nonna: di melanzane, di mallone, di vitello, al ragù, cacio e pepe, di baccalà, di totano » 

Campania in bocca

E le pizze? « Tra le più apprezzate, sicuramente la nostra Campania in bocca condita con con pomodoro San Marzano Dop, ciliegine di Bufala, olio evo Dop. Non mancano le pizze stagionali, che proponiamo in base ai prodotti che le diverse stagioni ci regalano: ad esempio la Sciurilla, con i fiori di zucca ripieni di ricotta e salumi, crema di zucchine e pomodorini freschi; ma anche la Siciliana a modo miodalla polpa della melanzana ricaviamo una crema che costituisce la base della pizza, guarniamo con delle chips di buccia di melanzana,  “pacchetelle”  del Piennolo del Vesuvio, provola affumicata e scaglie di Provolone del Monaco» 

Camp

Campania in bocca è il locale adatto a tutti perché ha saputo trovare il giusto equilibrio tra innovazione e tradizione ed è il luogo perfetto per farsi avvolgere dai sapori della nostra terra e dall’entusiasmo di una squadra giovane e frizzante:« Le persone che vengono da noi trovano un locale accogliente, questo perché ho creato un team composto interamente da giovani, io stesso ho appena ventiquattro anni; siamo tutti ragazzi, ma questo non ha rappresentato un ostacolo nell’unire la tradizione con l’innovazione, anzi  questa unione rappresenta la vera forza di Campania in bocca». 

 

Amalia Vingione

A Baiano, un paesino in provincia di Avellino, in una valle sormontata dalle vette Avellane e dalla cima del Partenio, a ridosso del bosco di Arciano, nello storico “rione d’e Vesune, in quella che un tempo era conosciuta come Via Tufo, Ciro Casale, giovanissimo pizzaiolo racconta la sua storia di “passione e mestiere” attraverso la sua pizza che ha ribattezzato, con fierezza, dello “star bene a tavola”. 

ciro

Ho deciso di fare questo mestiere non per scelta ma per esigenze di vita” – dice Ciro Casale, e continua – “Mi sono affezionato a quello che oggi è il mio lavoro studiando da autodidatta e facendo esperienze lavorative all’estero che mi hanno permesso di specializzarmi direttamente sul campo”.  

La mia personale avventura è iniziata in quella che definisco, con affetto, una piccola bottegatra l’altro ancora esistente,  dove un tempo preparavo solo pizze da asporto” – afferma Ciro che proprio così, con estrema umiltà, si è presentato qualche anno fa agli abitanti dell’Irpinia. 

Oggi, Ciro Casale accoglie i suoi numerosi ospiti in un ambiente moderno dalle linee semplici e pulite, il luogo ideale dove poter gustare non la classica pizza napoletana ma una rivisitazione assolutamente personale della stessa in chiave contemporanea. 

“La mia pizza ispira fiducia e piace ai miei clienti proprio per questo; ogni giorno la preparo con coscienza gastronomica perché scelgo solo ingredienti di qualità, dalla farina che utilizzo per fare l’impasto, quella del Molino Vigevano,  ai prodotti con cui la condisco” – afferma il pizzaiolo della pizzeria Pulcinella. 

Una lunga e lenta lievitazione caratterizza un impasto preparato con la biga al 30% e farine lasciate precedentemente in ammollo secondo la tecnica dell’autolisi. Il risultato è un panetto liscio, morbido ed elastico al punto giusto, ma soprattutto profumato e con una lunga shelf-life che gli consente di conservare la qualità iniziale e di mantenere inalterate tutte le proprietà organolettiche che lo contraddistinguono. 

All’uscita dal forno, la pizza di Ciro Casale non presenta il solito cornicione pronunciato, propriamente detto “a canotto”, una moda”, questa, ormai a cui il pizzaiolo di casa Casale rinuncia volentieri, preferendo una pizza anche imperfetta nella sua forma ma ben stesa e condita con un ricco topping, “perché la gente vuole mangiare una pizza piena” – aggiunge Ciro. 

ripieno

Non a caso, la pizza fritta con ripieno alla genovese è tra le proposte culinarie più apprezzate della pizzeria di Ciro. La ricca e gustosa farcitura di questo calzone, fragrante all’esterno e morbido all’interno, caratterizza questa specialità che stuzzica immediatamente l’appetito. La cipolla ramata di Montorodolce e profumata, e il muscolo di scottona dell’Irpinia, tenero e succulento, sono gli ingredienti principali di questa pizza: il ripieno viene lasciato sobbollire piano piano  per ore e durante la lunga e lenta fase di cottura viene sfumato con un buon vino rosso locale. “Prima di chiudere la pizza” – dice Ciro, il pizzaiolo – “aggiungo scaglie di provolone del Monaco, con il suo gusto piacevolmente piccante,  e pezzi di provola affumicata, perché il dettaglio fa sempre la differenza, ogni giorno e soprattutto in pizzeria”.  

Sono attento a tutto dal topping che scelgo per condire la pizza, alla sua presentazione nel piattoalla temperatura a cui la porto in tavola perché niente di tutto ciò va trascurato o sottovalutato, se vuoi offrire una pizza di qualità”. 

Le pizze di Ciro Casale, infatti, sono tutte “studiate ma non elaborate” perché il suo intento è quello di realizzare “una pizza accessibile in termini di gustocosì da soddisfare le esigenze di ogni palato”. “Gli ingredienti utilizzati sono semplici, poco trasformati  e soprattutto  locali, come il pomodoro aeroponicoin particolare il pizzutello, una varietà tipica della zona irpina  privo di nichel, perché richiede un ridotto fabbisogno di acqua, e ricco di polifenoli o anche il prosciutto Ciarcia, dal sapore inconfondibile, dolce e aromaticocon quel giusto filo di grasso che fa la differenza”. 

Nella pizzeria Pulcinella i sapori tipici della tradizione culinaria campana convivono con la ricerca di prodotti nuovi ed originali, che Ciro seleziona accuratamente, sperimentando di persona i vari abbinamenti gastronomici e le diverse combinazioni di gusti, prima ancora di proporli ai suoi commensali. Primo fra tutti, l’aglio orsino, noto per essere un antimicotico naturale e molto più digeribile rispetto all’aglio comune, uno degli ingredienti che Ciro Casale utilizza sulla sua Marinara del Partenio, una pizza rossa condita con pomodorino corbarino semisecco reidratato dalle importanti proprietà antiossidanti insieme alle acciughe di Cetara, freschissime e ricche di omega 3 e giusto un pizzico di mozzarella, per conferire alla pizza un sapore ancora più intenso e consistente. 

margherita

La pizzeria Pulcinella è evidentemente il risultato di un percorso di vita non solo professionale che Ciro Casale, ha intrapreso, giovanissimo, con tenacia e forza d’animo. “Ho rischiato, ma alla fine ho vinto!” – dice Ciro con orgoglio, parole che possono sicuramente confermare tutti coloro che ogni giorno si siedono nella sua pizzeria con la promessa di ritornarci. 

 

Felicia Mercogliano 

TOP 20 DELLE MIGLIORI PIZZERIE

GOURMET DELLA CAMPANIA:

IL FUTURO DELLA PIZZA ABITA QUI

Pubblicata dall’Accademia dei Maestri Pizzaioli Gourmet la selezione delle migliori pizzerie per buongustai della regione. L’appuntamento si ripeterà ogni anno e già si sta lavorando alla Top per le altre regioni

top 20

Impasti e ingredienti ricercati, cura e attenzione ai particolari. Ma anche tanta originalità e creatività per realizzare prodotti di eccellenza. La Top 20 delle migliori pizzerie gourmet, selezionate dall’Accademia dei Maestri Pizzaioli Gourmet, restituisce alcuni dati di tendenza, una vera e propria radiografia dello stato attuale di un mondo, che sta diventando un universo sempre più ampio. Il primo elemento è quello della ricerca. Sta sempre più avanzando l’idea di lavorare sulle materie prime di qualità, a cominciare dalle farine. Il recupero delle integrali è generalmente condiviso e questo incide direttamente sulla qualità degli impasti, che risultano più ricchi di sapore, digeribili, e anche salutari. Da questo al lavoro sui topping il passo è breve. E su questo i 20 pizzaioli Gourmet della Campania si sono davvero sbizzarriti. Soluzioni intriganti, attraversano in lungo e in largo ingredienti tra i più disparati e, a volte, imprevedibili e stuzzicanti.

Le pizzerie scelte sono state sottoposte ad una dura selezione a cominciare dagli impasti. Altro parametro di giudizio del gruppo di selezionatori di AmpGourmet, tra i quali alcuni esperti dell’Ordine dei Tecnologi Alimentari di Campania e Lazio, è stato rivolto alla scelta delle materie prime, tutte di primissima scelta, ma anche al felice abbinamento tra di esse. Infine la cottura, l’arte del pizzaiolo, quella che alla fine rende eccezionale una pizza al punto tale da accontentare i palati più esigenti, in grado di avvalersi del titolo di gourmet. L’iniziativa si avvale della collaborazione del marchio Olivarte al quale l’Accademia si affianca per la grande qualità dei prodotti.

In una parola il mondo della pizza gourmet avanza a passi da gigante, parallelamente al prodotto tradizionale di cui è figlia naturale. AmpGourmet annuncia inoltre che la Top 20 Campania è solo la prima di altre che seguiranno in seguito, e che allargheranno il campo anche alle altre regioni italiane fino ad ottenere una Top delle migliori pizzerie d’Italia.

La selezione delle Top 20 Campania è disponibile sul sito dell’AmpGourmet https://www.ampgourmet.com/top-20.

Ufficio stampa

Sabatino Di Maio

Nonna Ma'

A Frattamaggiore, in provincia di Napoli, c’è la pizzeria “ Nonna Ma’ ” di Mimmo D’Agostino. Da Nonna Ma’ è possibile degustare una pizza eccellente e questo perché a realizzarle c’è Corrado Alfano, un “vecchio” pizzaiolo – vecchio solo di esperienza sia ben chiaro il quale ha saputo con gli anni affinare la tecnica fino a diventare un riferimento sia per la pizza che per i pizzaioli più giovani. «Sono pizzaiolo da 35 anni. Ho iniziato questo mestiere a dodici anni, lavorando in una pizzeria storica di Napoli. Ho fatto la gavetta, quella vera, quella “scopa e paletta” per intenderci. Ho fatto esperienza con grandi piazzaioli del passato, appartenuti alla vecchia guardia». Corrado viene dalla vecchia scuola di pizzaioli, una lunga, ma necessaria gavetta, che tuttavia gli ha permesso di imparare alla perfezione questo mestiere. Non deve essere stato facile crescere in un ambiente in cui, un tempo, le procedure di impasto e le dosi dei vari ingredienti restavano segrete e non erano condivise dai vecchi pizzaioli gelosi dei propri segreti e dove il “ragazzo” rimaneva sempre il garzone di bottega e non sempre aveva la possibilità di evolvere in quest’arte. Ad un certo punto Corrado Alfano, ricco del bagaglio di esperienze acquisite, decide di continuare a studiare per migliorarsi: «Così ho iniziato a studiare, a capire i vari processi che si creano quando noi impastiamo. Oggi faccio una pizza, che se si può dire, è l’evoluzione della tradizione. La mia pizza si caratterizza per un impasto a lunga lievitazione, ha la giusta idratazione e una grandissima digeribilità e leggerezza. La mia pizza si caratterizza per il suo cornicione pronunciato, che praticamente si presenta vuoto e non come un ammasso di impasto».

cornicione

Da tre anni Corrado lavora da Nonna Ma’ e parla di questa collaborazione in termini entusiastici, sia per il rapporto umano e di amicizia che si è creato con il patron Mimmo D’Agostino sia per il percorso lavorativo intrapreso. «Scegliendo di lavorare con la pizzeria Nonna Ma’ ho scelto anche di sposarne in pieno il progetto, che mi sta dando non poche soddisfazioni. Qui ho modificato quasi radicalmente tutto il menù pizza. Ovviamente in questo non sono mai solo, ma al mio fianco c’è sempre Mimmo D’Agostino. Da Nonna Ma’ io mi occupo delle pizze e Mimmo, invece, è il cervello per quanto riguarda la sala e il rapporto con il cliente. Abbiamo un ottimo legame lavorativo. Posso dire che io non sono nulla senza di lui e lui non è nulla senza di me». Corrado Alfano è uno sperimentatore, si diverte a creare continuamente nuovi abbinamenti, ma sempre con coerenza e senza strafare. «Con la mia pizza mi piace proporre equilibrio, coerenza, senza creare shock o fare cose eclatanti. Per esempio, abbino la cipolla di tropea con la pancetta, ma non con i formaggi stagionati che vanno su altre pizze. Ogni mese faccio, inoltre, un paio di pizze nuove che sono sul menù solo per quel mese. Poi una cosa che mi diverte molto è dedicare una pizza, di volta in volta, ad un amico pizzaiolo o comunque al mondo food. È una cosa che faccio con piacere, per amicizia e senza invidia o presunzione». Per Corrado Alfano fare il pizzaiolo va oltre la realizzazione di una buona pizza, fare il pizzaiolo significa anche abbattere le barriere della concorrenza, delle invidie ed essere un buon maestro. «Imposto i miei rapporti professionali in maniera del tutto amichevole. Non c’è alcuna forma di rivalità. Sono sempre aperto al confronto e allo scambio reciproco di informazioni. Tutti i giorni ricevo messaggi di giovani pizzaioli, e non solo, che mi chiedono consigli e suggerimenti. A volte il rapporto di amicizia diventa tale che si va oltre il rapporto lavorativo, ma raggiunge la sfera personale e umana. Questo aspetto del mio lavoro mi piace molto e mi gratifica non poco». Se si è alla ricerca di una pizza leggera e dal sapore semplice, allora quella di Corrado Alfano è l’ideale: «dico, parafrasando oscar Wilde, che i sapori semplici sono il rifugio delle persone complicate. Per questo motivo cerco di proporre, a chi viene a mangiare la mia pizza per la prima volta da Nonna Ma’, un prodotto che sia il meno elaborato possibile, quindi una margherita o una pizza con pomodorino datterino rosso, mozzarella di bufala e olio evo. Oltre a questo il cliente trova un ambiente familiare, alla mano, che punta più alla sostanza che all’apparenza». Da Nonna Ma’, la pizza è buona senza fronzoli! 

Amalia Vingione 

50 TOP PIZZA 2019:
I MASANIELLI DI FRANCESCO MARTUCCI
E PEPE IN GRANI DI FRANCO PEPE
SONO LE MIGLIORI PIZZERIE D’ITALIA E DEL MONDO

Inedito ex aequo sul gradino più alto del podio dell’importante classifica on-line.
In terza posizione 50 Kalò di Ciro Salvo (Napoli).
A Caserta e provincia il gotha della pizza.
18 le insegne campane nella top 50; seguono laziali (7) e lombarde (6).
Riconoscimenti alle migliori pizzerie dei 5 continenti.

TOP

Inedito ex aequo al vertice di 50 Top Pizza, la prima e più importante guida on-line di settore giunta alla sua terza edizione. Le migliori pizzerie d’Italia e del mondo del 2019 sono due: I Masanielli di Francesco Martucci (Caserta) e Pepe in Grani di Franco Pepe (Caiazzo, CE). Una prima volta da numero uno per Martucci, la terza, consecutiva, per Pepe. In terza piazza 50 Kalò di Ciro Salvo (Napoli). Il pizzaiolo partenopeo fa inoltre incetta di riconoscimenti internazionali grazie alla sua sede londinese: 50 Kalò di Ciro Salvo Pizzeria London, dopo il primo posto in 50 Top Europe, si aggiudica infatti anche il Premio Città di Napoli Migliore Pizzeria Napoletana fuori dall’Italia.

L’annuncio è giunto al termine della cerimonia di premiazione svoltasi martedì 23 luglio presso lo storico e suggestivo Teatro Mercadante di Napoli, gremito come non mai dai protagonisti del movimento pizza d’Italia e del resto del globo. Una serata emozionante, atto conclusivo della lunga cavalcata 2018/19 di 50 Top Pizza che con i suoi ispettori ha passato in rassegna ben 1.000 insegne in tutta Italia, giudicando il progetto pizzerie in toto, dalla qualità della proposta cibo all’insieme dei servizi offerti al cliente.

Ad essere rappresentate in classifica sono ben 14 regioni da Nord a Sud dello Stivale, per un quadro complessivo che sottolinea la crescita qualitativa media nell’intero Paese. Naturale il dominio della Campania nella top 50, con ben 18 insegne presenti. Oltre a Napoli, madrepatria della pizza, la provincia di Caserta si conferma l’eldorado del disco di pasta più amato dagli italiani. Lusinghiera la performance del Lazio (con 7 pizzerie) e della Lombardia (6), con Roma e Milano a farla da padrone. Seguono il Veneto (4), ormai altra scuola conclamata, l’Emilia Romagna (3), il Piemonte, la Toscana e la Sicilia (tutte a quota 2). Con un locale infine Liguria, Marche, Abruzzo, Basilicata, Puglia e Sardegna.

Equa distribuzione geografica anche per gli ambitissimi premi speciali. Il Premio Olitalia Pizzaiolo dell’anno 2019 è andato a Pier Daniele Seu di Seu Pizza Illuminati (Roma), il quale, con la pizza Crucifere, crema di senape e nocciole, si aggiudica anche il Premio Pizza Vegana dell’anno. Il Premio S.Pellegrino & Acqua Panna Giovane Pizzaiolo dell’anno 2019 va a Lorenzo Sirabella di Dry Milano, mentre la Pizzeria Da Lioniello, di Succivo (CE), vince il Premio Solania Pizzeria Novità dell’anno 2019. Il Premio D’amico Pizza dell’anno 2019 è per la Cosacca di Francesco&Salvatore Salvo (Napoli).

Di seguito tutti gli altri premi speciali assegnati.
Premio Olitalia Migliore Proposta dei Fritti 2019: Sbanco (Roma);
Premio Consorzio Tutela Prosecco DOC Miglior Servizio di Sala 2019: Pizzaria La Notizia 94 (Napoli);
Premio Birrificio Valsugana Migliore Carta delle Birre 2019: ‘O Scugnizzo (Arezzo);
Premio Consorzio Tutela Prosecco Doc Migliore Carta Dei Vini 2019: Berberè (Castel Maggiore, BO);
Premio Solania Migliore Carta degli Oli Extra Vergine d’Oliva 2019: ‘O Fiore Mio (Faenza, RA);
Premio D’Amico Migliore Proposta Gluten Free 2019: Sara Palmieri – 10 Diego Vitagliano Pizzeria (Napoli);
Premio Pastificio Di Martino Frittatina di Pasta dell’anno 2019: Carlo Sammarco Pizzeria 2.0 (Frattamaggiore, NA);
Premio Birrificio Valsugana Miglior Asporto 2019: Saporè (San Martino Buon Albergo, VR);
Premio Mandara Identità Territoriale 2019: Pupillo Pura Pizza (Priverno, LT);
Premio S.Pellegrino & Acqua Panna Innovazione e Sostenibilità Ambientale 2019: Pizzeria Da Ezio (Alano di Piave, BL);
Premio Scugnizzonapoletano Performance dell’anno 2019: Cocciuto (Milano);
Premio Kimbo Modello d’Ispirazione 2019: Gino Sorbillo di Gino Sorbillo ai Tribunali(Napoli);
Premio Benemerito della Pizza 2019: Massimo Di Porzio, Raffaele Biglietto, Sergio Miccù;
Targa al Merito per l’Associazionismo 2019: Gruppo Piccola Napoli;
Premio Speciale Valorizzazione della Pizza Napoletana Tradizionale nel Mondo 2019: Associazione Mani d’Oro per il trofeo Pulcinella;
Premio Satira 2019: Vincenzo Pagano.

“Siamo davvero orgogliosi e felici – sottolineano i tre curatori del progetto editoriale, Barbara Guerra, Luciano Pignataro e Albert Sapere – che la cerimonia di premiazione di 50 Top Pizza sia diventata in soli tre anni uno dei momenti più attesi dall’intero movimento. Un evento seguito con passione tanto dagli addetti ai lavori quanto dal pubblico di consumatori.”

Riflettori puntati anche sui riconoscimenti internazionali, con i migliori pizzaioli del “resto del mondo” presenti per ritirare i premi ai locali dei cinque continenti. Di seguito l’elenco di tutti i vincitori.
Premio Solania Migliore Pizzeria in Africa 2019: Massimo’s (Città del Capo, Sudafrica);
Premio Birrificio Valsugana Migliore Pizzeria in Sud America 2019: San Paolo (Buenos Aires, Argentina);
Premio D’amico Migliore Pizzeria in Brasile 2019: Bráz Quintal (San Paolo);
Premio Consorzio Tutela Prosecco Doc Migliore Pizzeria in Oceania 2019: 400 Gradi(Brunswick, Australia);
Premio S.Pellegrino & Acqua Panna Migliore Pizzeria in Asia 2019: Kytaly (Hong Kong);
Premio Olitalia Migliore Pizzeria in Giappone 2019: Pizza Studio Tamaky (Tokyo);
50 Top Europe 2019 Premio Fior d’Agerola: 50 Kalò di Ciro Salvo Pizzeria London(Londra, Inghilterra);
50 Top North America 2019 Premio Pastificio Di Martino: Razza Pizza Artigianale (Jersey City, USA);
Premio Città di Napoli Migliore Pizzeria Napoletana fuori dall’Italia 2019: 50 Kalò di Ciro Salvo Pizzeria London (Londra, Inghilterra);
Premio Pastificio Di Martino Valorizzazione del Made in Italy 2019: Eataly.

“Un focus internazionale – ribadiscono i tre curatori – ancora più attento e approfondito che testimonia l’attenzione ormai globale rivolta al pianeta pizza”.

La serata si è conclusa con un party presso lo splendido Roof del Renaissance Naples Hotel Mediterraneo, con piatti firmati dagli chef Peppe Guida, Pasquale Torrente e Pierpaolo Giorgio.

Di seguito la classifica completa, dalla prima alla cinquantesima posizione, di 50 Top Pizza 2019:

1          Pepe in Grani, Caiazzo (CE), Campania

1          I Masanielli – Francesco Martucci, Caserta, Campania

3          50 Kalò, Napoli, Campania

4          Gino Sorbillo ai Tribunali, Napoli, Campania

5          I Tigli, San Bonifacio (VR), Veneto

6          Francesco&Salvatore Salvo – Chiaia, Napoli, Campania

7          Pizzaria La Notizia 94, Napoli, Campania

8          Seu Pizza Illuminati, Roma, Lazio

9          Casa Vitiello, Caserta, Campania

10        La Gatta Mangiona, Roma, Lazio

11        Pizzaria La Notizia 53, Napoli, Campania

12        Renato Bosco Pizzeria, San Martino Buon Albergo (VR), Veneto

13        Pizzeria Starita a Materdei, Napoli, Campania

14        Berberè, Castel Maggiore (BO), Emilia-Romagna

15        Da Zero, Milano, Lombardia

16        Francesco&Salvatore Salvo – San Giorgio, San Giorgio a Cremano (NA), Campania

17        Cocciuto, Milano, Lombardia

18        La Masardona, Napoli, Campania

19        Patrick Ricci – Terra, Grani, Esplorazioni, San Mauro Torinese (TO), Piemonte

20        Pignalosa Pizzeria, Salerno, Campania

21        10 Diego Vitagliano Pizzeria, Napoli, Campania

22        Pizzeria Apogeo, Pietrasanta (LU), Toscana

23        ‘O Scugnizzo, Arezzo, Toscana

24        In Fucina, Roma, Lazio

25        Pizzeria Da Attilio, Napoli, Campania

26        ‘O Fiore Mio, Faenza (RA), Emilia-Romagna

27        Carlo Sammarco Pizzeria 2.0, Frattamaggiore (NA), Campania

28        Tonda, Roma, Lazio

29        Pizzeria Da Lioniello, Succivo (CE), Campania

30        Pizzeria Da Ezio, Alano di Piave (BL), Veneto

31        Piccola Piedigrotta, Reggio Emilia, Emilia-Romagna

32        Dry, Milano, Lombardia

33        I Masanielli – Sasà Martucci, Caserta, Campania

34        Grigoris, Mestre (VE), Veneto

35        Officine del Cibo, Sarzana (SP), Liguria

36        Fandango Racconti di Grani, Scalera (PZ), Basilicata

37        Enosteria Lipen, Triuggio (MB), Lombardia

38        Giangi Pizzeria Gourmet, Arielli (CH), Abruzzo

39        Frumento, Acireale (CT), Sicilia

40        Framento, Cagliari, Sardegna

41        La Braciera, Palermo, Sicilia

42        Marghe, Milano, Lombardia

43        L’Osteria di Birra del Borgo, Roma, Lazio

44        Osteria Pizzeria Per Bacco, La Morra (CN), Piemonte

45        400 Gradi, Lecce, Puglia

46        Pupillo Pura Pizza, Priverno (LT), Lazio

47        Lievito Madre al Duomo, Milano, Lombardia

48        Isabella De Cham Pizza Fritta, Napoli, Campania

49        Pizzeria Mamma Rosa, Ortezzano (FM), Marche

50        Sbanco, Roma, Lazio

 

I principi di 50 Top Pizza: https://www.50toppizza.it/i-nostri-principi/

UFFICIO STAMPA MG LOGOS

Ad Arzano, in provincia di Napoli, c’è la pizzeria “Anema & Pizza” di Ciro Savarese, un locale da poco riammodernato, che garantisce al cliente una esperienza di gusto e di benessere. La pizza è sempre stata presente nella vita di Ciro Savarese e non poteva essere diversamente, vista la lunga tradizione familiare: «La passione per la pizza me la porto dentro da tutta la vita. Sono alla quarta generazione di pizzaioli, figlio di pizzaiolo e nipote di pizzaiolo. Ci sono cresciuto nelle pizzerie e non ho fatto altro che questo dall’età di tredici anni. La pratica è stata la mia scuola. Ovviamente con il tempo la tecnica è migliorata sempre di più, ma non ho fatto nessuna scuola, nessun corso, solo recentemente qualche aggiornamento sulle tecniche di impasto».

Anema & Pizza

Con il tempo Ciro Savarese non si è adagiato su un percorso in qualche modo già solcato, ma ha continuato a crescere e a migliorare il prodotto che offre al cliente: «Oggi realizzo una pizza a lunga maturazione con impasti leggeri. Il mio impasto è il risultato di un blend di farine tipo 0 e tipo 1. Mi piace usare una farina abbastanza forte, a 60 ore di maturazione. Poi lascio lievitare l’impasto per quattro ore a temperatura ambiente». La pizza che si può gustare da “Anema e Pizza” è l’emblema della semplicità e della leggerezza, con il suo impasto fragrante e il cornicione pronunciato. «Io amo la semplicità. Uso il buon pomodoro San Marzano, la mozzarella di bufala e il parmigiano ventiquattro mesi. Preferisco lavorare molto con la stagionalità dei prodotti e in base alla stagione cambia anche il menù. Ad esempio, una pizza che va sempre è quella con i “friarielli”, ma è stata tolta dal menù perché ora il prodotto è fuori stagione. In generale sto attento a modificare la proposta gastronomica in base alla qualità del prodotto di stagione. In sostanza amo, per la pizza, far sentire il gusto dell’impasto, quindi evito di combinare troppi gusti e ingredienti e mi attengo alla “regola” dei tre sapori. Cerco, infatti, di proporre pizze molto semplici, in cui gli ingredienti che la farciscono sono al massimo tre». Quello di Ciro Savarese è un percorso che ha alle spalle una grande tradizione familiare, ma che ha saputo, con il tempo, trovare la propria fisionomia e ha saputo adeguarsi ai tempi e alle esigenze dei clienti di oggi. «Il locale nasce nel 2002 come piccola pizzeria d’asporto. Poi pian piano sono riuscito ad aggiungere nuovi spazi, ma si trattava sempre di semplici ampliamenti, senza grandi interventi di abbellimento. Nel 2018 ho deciso di chiudere il locale per un mese e l’ho completamente ristrutturato». Oggi, è un locale moderno, gradevole, in cui Ciro Savarese ha adottato una serie di scelte strutturali per rendere perfetta la permanenza del cliente. «Abbiamo inserito anche pannelli fonoassorbenti per migliorare la qualità acustica per i clienti che stanno in sala a cenare. Abbiamo sostituito, grazie ad uno studio sulla luminotecnica, le luci fredde con quelle calde e anche sulla scelta della musica di sottofondo c’è stato uno studio, affinché questa non distragga il cliente. Tutto questo per offrire un’esperienza positiva che non sia solo limitata al piatto, ma che sia completa per la persona»

nerano

Da “Anema & Pizza” la pizza è solidale e occasione di sostegno ai più disagiati. Infatti, Ciro Savarese ha deciso di aderire ad una campagna in sostegno dell’Associazione Matteo25 Onlus, che si occupa di aiuti ai più bisognosi. «Per l’occasione ho realizzato la pizza Nerano, una pizza semplice con le zucchine di stagione. Da giugno a settembre, fino a quando le zucchine saranno di stagione, per ogni pizza Nerano acquistata, un euro sarà donato all’Associazione Matteo 25». Una iniziativa lodevole, che unisce il piacere di una bella serata in compagnia alla solidarietà. Chi si reca da “Anema & Pizza” di Ciro Savarese, oltre a mangiare una buona pizza dal profumo e dal sapore unici, che non può trovare negli impasti fatti con farine doppio zero, potrà assaporare un prodotto fragrante, grazie all’utilizzo della crusca nell’impasto, ma anche avere la completezza per confort e accoglienza. 

 

Amalia Vingione

La pizza tramonti in una bag: a firmarla Pamela Viggiano e Francesco Maiorano

tramonti

Gli ingredienti base per realizzare una vera pizza di Tramonti sono: Farina integrale biologica, pomodorini Corbarino, olio evo e alici sott’olio.

Prodotto conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo, De.Co. dal 2010, è diventato un brand di successo dopo che – a partire dal secondo dopoguerra – tanti caseificatori e pizzaioli locali sono emigrati in cerca di riscatto.

Consapevoli ed orgogliosi di questa storia la chef Pamela Viggiano ed il pizzaiolo Francesco Maiorano, patron della Trattoria San Francisco di Tramonti e della birra artigianale TraMonti, hanno dato vita alla bag “Pizza Tramonti ”.

Un acquisto per avere tutto il necessario per rifare a casa la pizza di Tramonti , un originale regalo, un interessante souvenir.

Questo e molto altro è “Pizza Tramonti”, progetto che ha permesso a Pamela e a Francesco di riunire le aziende che per loro rappresentano l’eccellenza e – di conseguenza – i prodotti che amano portare in tavola.

La bag, disponibile sempre presso la Trattoria San Francisco a Tramonti, ma anche ordinabile via e-mail all’indirizzo bagpizzatramonti@gmail.com al costo di soli 20 euro (spese di spedizione escluse), rappresenta l’ennesimo progetto della frizzante coppia tramontina.

Amiamo il nostro territorio e amiamo raccontarlo attraverso i nostri piatti, le nostre pizze, i progetti che arricchiscono il nostro lavoro quotidiano. Con la bag Pizza Tramonti vogliamo condensare le eccellenze che riuniamo sulla nostra pizza del cuore, quella che rappresenta il nostro paese”, raccontano.

Spesso chi viene a trovarci vorrebbe poter rifare la nostra pizza che ha uno stile ed una storia tutta sua e – con questa bag simpatica e colorata – sarà più semplice. Lo scopo è duplice: permettere a chi ama la buona tavola di acquistare prodotti di grande qualità, ma anche continuare a  diffondere l’identità golosa e generosa di Tramonti, polmone agricolo della Costa d’Amalfi. Sono tante le persone che hanno contribuito al progetto, tra queste ci teniamo a ringraziare Ernesto Amodio della Ste.Cla.Plast per il prezioso packaging”.

Quattro i prodotti che la compongono:

la farina integrale biologica di Molini Pizzuti, azienda accreditata e storica del salernitano, impegnata nella valorizzazione di varietà antiche di grani locali;

i pomodori Corbarino de I Sapori di Corbara di Carlo D’Amato, realtà di riferimento dei Monti Lattari e di tutta la ristorazione che punta alla qualità;

l’olio extravergine di oliva dell’Azienda Terre Operose di Tramonti di Lisa Ruocco, riconosciuta anche per la produzione di oli aromatizzati e vino da vitigni autoctoni;

i filetti di alici Amalfin, progetto giovane e ambizioso di Nando Lembo e Pasquale Bisogno. Una curiosità: il naming è figlio di Paul Cappelli, uno dei più noti pubblicitari degli Stati Uniti.

La ricetta della pizza di Tramonti:

lngredienti per l’impasto:

1 kg. di farina integrale

500 ml. di acqua

30 gr. di sale

2 gr. di lievito di birra

In un recipiente mescolare la farina con l’acqua (rigorosamente a temperatura ambiente).

Dopo un paio di minuti aggiungere il lievito e solo alla fine il sale.

Lavorare l’impasto energicamente fino ad ottenere un panetto liscio ed omogeneo per un massimo di 10 minuti, affinché se ne eviti il riscaldamento.

Lasciarlo riposare per mezz’ora coperto da un foglio di pellicola, poi preparare i panetti e lasciarli lievitare dalle 8 alle 10 ore.

A questo punto stendete, guarnite ed infornate con il pomodoro e i filetti di alici.

Il contenuto della bag:

2 sacchetti da 500 grammi di farina integrale bio di Molini Pizzuti;

1 lattina da 400 grammi di pomodorini Corbarino de I Sapori di Corbara;

1 bottiglietta da 0,25 cl. di olio extravergine di oliva di Terre Operose;

1 vasetto di filetti di alici da 80 grammi di Amalfin.

 

UFFICIO STAMPA Rosmarinonews


PARTITE LE OLIMPIADI DELLA VERA PIZZA NAPOLETANA: APERTURA NEL SEGNO DELLA TRADIZIONE CHE GUARDA AL FUTURO. 
DOPO 35 ANNI AVPN AGGIORNA LE REGOLE DEL DISCIPLINARE INTERNAZIONALE DEL PRODOTTO SIMBOLO DELLA GASTRONOMIA PARTENOPEA

AD ACCENDERE IL FORNO OLIMPICO, IL PRESIDENTE AVPN, ANTONIO PACE,
LA MADRINA DEI GIOCHI, MARTHA DE LAURENTIIS,
E IL TESTIMONIAL MAURIZIO DE GIOVANNI.

UN UPDATE STORICO CHE SPAZIA DALL’INTRODUZIONE DELLE FARINE TIPO ‘0’ E IN PERCENTUALE DI TIPO ‘1’ ALL’APPROFONDIMENTO DEI PROCESSI DI LIEVITAZIONE E MATURAZIONE

olimpiadi

l forno olimpico è acceso, le Olimpiadi della Vera Pizza Napoletana sono ufficialmente partite. Con la cerimonia di apertura, andata in scena oggi a Napoli presso la sede dell’Associazione Verace Pizza Napoletana, è cominciata infatti la grande sfida intercontinentale dell’anno che per tre giorni vedrà centinaia di pizzaioli da tutto il mondo in corsa per aggiudicarsi le prestigiose medaglie olimpiche in cinque discipline (Vera Pizza Napoletana, Per Gourmet, Gluten free, Pizza Fritta e Mastunicola). Spazio quindi alla ‘sfilata delle delegazioni di atleti’ arrivate da 20 paesi e capitanate da Italia, Giappone, Usa, Brasile e Australia. Ma a sventolare sono state anche le bandiere di Malta, Messico, Polonia, UK, Belgio, Canada, Cile, Corea del Sud, Germania, Kuwait, Malesia, Romania, Spagna, Thailandia e Turchia. Centocinquanta in tutto i maestri dell’impasto, in veste di sfidanti, e più di 1000 gli operatori che hanno preso parte al taglio del nastro dei Giochi, alla presenza di Antonio Pace, presidente AVPN, Alfonso Pecoraro Scanio, presidente Fondazione UniVerde e promotore campagna mondiale #pizzaUnesco, Carla Ruocco, presidente Commissione Finanze della Camera dei Deputati, Mary Ellen Countryman, console generale degli Stati Uniti a Napoli.

Ospiti d’eccezione, rispettivamente nei panni di madrina e testimonial delle Olimpiadi, la produttrice cinematografica Martha De Laurentiis e lo scrittore Maurizio De Giovanni che insieme al presidente Pace hanno acceso il braciere olimpico e dato il via ufficiale alla tre giorni agonistica, che fino al 10 luglio vedrà sul campo anche giovani talenti pronti a darsi battaglia per vincere il titolo di pizzaioli under35 del mondo.

Ma alle Olimpiadi della Vera Pizza Napoletana non c’è spazio solo per la competizione. Quest’anno ricorre infatti il 35esimo anniversario dell’Associazione Verace Pizza Napoletana e per l’occasione si è svolto anche un importante momento istituzionale di confronto con gli associati arrivati da tutto il mondo. Sul tavolo, la valorizzazione e la salvaguardia del prodotto simbolo della gastronomia partenopea e della sua arte che ora guardano al futuro e si evolvono di pari passo con i trend e la costante crescita del settore. Non a caso, durante l’incontro intitolato “La Vera Pizza Napoletana: ritorno al futuro. L’evoluzione dell’arte del pizzaiuolo napoletano”, con il vicepresidente AVPN, Massimo Di Porzio, e il consigliere AVPN, Paolo Surace, sono state presentate le novità inserite all’interno del disciplinare internazionale AVPN per l’ottenimento del marchio collettivo “Verace Pizza Napoletana”. Un aggiornamento storico, che tocca principalmente le farine (con l’inclusione del tipo 0 e in percentuale del tipo 1), il lievito (dalle maggiori indicazioni sulla quantità di lievito di birra fresco da utilizzare all’introduzione di precise informazioni per quanto riguarda quelle del lievito madre naturale, fino all’ammissione del lievito di birra secco, purché senza additivi, zuccheri o miglioratori alimentari aggiunti) e i processi di lievitazione e maturazione dell’impasto (meglio approfonditi per ottenere un prodotto digeribile, fragrante, dal gusto intenso e unico). Spazio inoltre alle ulteriori precisazioni sui prodottida utilizzare per preparare una verace pizza napoletana eccellente, con preferenza per quelli campani, e all’inclusione di altre schede tecniche di prodotto.

olimpiadi 1

“Si è trattato di un processo non facile, dovendo trattare un’antica tradizione – ha spiegato il vicepresidente AVPN, Massimo Di Porzio, a capo dell’operazione -, che ha richiesto un lavoro lungo e laborioso con il coinvolgimento diretto di tutti i nostri delegati e fiduciari per i test e le ricerche, durati oltre quattro anni, e del Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli nella figura della professoressa Paola Vitaglione per le prove tecniche. Siamo partiti naturalmente dai dogmi irrinunciabili e immodificabili nella tecnica napoletana, quali l’impasto, che deve essere diretto, cioè con tutti i quattro ingredienti messi insieme, partendo dall’acqua, e deve essere lasciato a fermentare e maturare per il tempo necessario per assecondare in modo ottimale temperatura, umidità e tempo di utilizzo dell’impasto stesso; la manualità nella preparazione della pizza, ovvero la centralità del lavoro artigianale, quindi con le mani e i palmi, che sono un’antica unità di misura borbonica; la cottura, perfetta con il forno a legna, poiché rispetta contemporaneamente sia la tradizione sia le specifiche tecniche, garantendo le tre modalità di propagazione del calore. Da tutto ciò è scaturito un update importante, che ha tenuto conto di diversi fattori, tra cui chiaramente le abitudini e le esigenze dei consumatori contemporanei”.

Sul fronte farine, ad esempio, l’apertura a nuove tipologie nella classificazione italiana e, contestualmente, l’introduzione di specifiche per le farine prodotte in altri paesi, rispondono ad una duplice evoluzione: il notevole miglioramento delle tecniche di produzione e di abburrattamento (setacciatura) da parte dei mulini in questi ultimi anni e i crescenti bisogni nutrizionali che richiedono una maggiore presenza di fibre e sali minerali.

In riferimento ai lieviti e alle farine, invece, sono stati meglio approfonditi i due momenti diversi di lievitazione (con la respirazione e la fermentazione dei saccaromiceti) e di maturazione, durante la quale processi biochimici ed enzimatici portano all’ottenimento della vera pizza napoletana. Mentre, nel caso dei prodotti, i riflettori sono stati puntati maggiormente sugli ecotipi di pomodori, sui latticini e sugli olii da utilizzare, raccomandando naturalmente il made in Campania.

In generale, da questa epocale riedizione del disciplinare, AVPN ha deciso inoltre di redigere un ‘Manifesto della Vera Pizza Napoletana’, firmato oggi da tutti i pizzaioli presenti all’incontro per testimoniare il proprio impegno a sostegno di questa eccellenza. Si tratta, infatti, di un documento ufficiale che vuole da una parte fornire una perfetta sintesi dei punti toccati nel disciplinare stesso e, dall’altra, sensibilizzare tutti i maestri dell’impasto napoletani sulla necessità di collaborare e agire insieme per evitare che le imitazioni modifichino quest’antica arte, che va certamente aggiornata, ma non stravolta. Il motto scelto è infatti“Difendiamo con orgoglio le nostre radici, la nostra arte: la vera pizza napoletana!!”.

Tornando invece sul campo di gara, sono partite oggi le fasi ‘preliminari’ con i pizzaioli chiamati a preparare gli impasti che saranno giudicati da domani mattina nelle prime tre discipline (Vera Pizza Napoletana, Per Gourmet e Mastunicola). Ad aprire le danze saranno anche gli under 35 che gareggeranno per la competizione a loro dedicata, che si svolgerà in parallelo ai Giochi.

vietri

A pochi passi dal centro di Vietri sul Mare, il primo borgo marinaro della Costiera Amalfitana, in un vicolo nascosto, custodito da palazzi con facciate caratteristiche, proprio dove anticamente si svolgeva il mercato del pesce, il pizzaiolo di Divina Vietri, Pietro D’Amico, porta in tavola il sapore del mare, quello della cucina tradizionale vietrese, quello della sua terra d’origine. 

La specialità di casa D’Amico è la pizza marinara. Un impasto tipicamente napoletano servito all’insegna di una cucina sperimentale raffinata, “con un sentore di mare, delicato, non troppo invadente, che si sente e non si sente, capace di convincere anche i più scettici” – dice Pietro.  

Un mix interessante di farine, che abbina a quelle tradizionali alcune varianti, sale e acqua sono gli ingredienti di un impasto “carico di aria”, alveolato, con un cornicione “sfogliato” al punto giusto ma soprattutto “alto” per effetto della quantità di acqua che evapora durante la cottura realizzata a temperature rigorosamente alte e in tempi rapidissimi. 

“La pizza è un prodotto artigianale e in quanto tale, non esce sempre uguale” – afferma il pizzaiolo di Divina Vietri – ma la lavorazione dell’impasto è meticolosa” – aggiunge. Il panetto viene lasciato maturare a lungo, per almeno 48 ore, e cresce a temperatura ambiente, il più tempo possibile, ovviamente tenendo sempre conto delle condizioni climatiche stagionali. Il risultato è “una pizza bella e buona perché artigianale, che è tutta un’altra storia; ma anche digeribile perché leggera”. 

“Mi sono azzardato a mettere il sapore del mare sulla pizza” – dice con un pizzico di orgoglio Pietro D’Amico, e afferma  Con le mie pizze marinare, io faccio territorio. Utilizzo solo il pesce fresco e selezionato del mio mare, le verdure coltivate dal contadino di fiducia e i prodotti locali lavorati e trasformati in modo artigianale. 

vietri

La Divina Vietri, omonima della pizzeria a cui tra l’altro ha dato il nome, è la pizza d’élite, la prima tra quelle gourmet, che è stata pensata per omaggiare la Costiera Amalfitana, soprannominata proprio “Divina” per le sue bellezze naturali e i suoi paesaggi pittoreschi. L’ingrediente principale di questa pizza marinara è ovviamente il polpo, prodotto tipico della tradizione culinaria vietrese, che qui viene proposto al carpaccio, tagliato a fette sottilissime e marinato con il limone e l’olio extra vergine di oliva; il gusto fresco del fior di latte locale si amalgama bene con la vellutata di patate al forno schiacciate che conferiscono all’impasto una maggiore morbidezza e un’elasticità molto apprezzata; i pomodorini rossi concedono la giusta dose di dolcezza e di particolare “croccantezza”. 

divina

Pietro D’Amico, pizzaiolo per passione, amante del buon cibo e buongustaio doc, ha portato nella sua pizzeria la cultura contemporanea della tartare di pesce, che si classifica tra le specialità di crudi più richieste, proponendo un sensazionale ossimoro culinario caldo freddo 

La 4 Gusti Marinari, sposa appieno la filosofia gastronomica del “potpourri”, un assortimento di assaggi sorprendentemente artistico: su ogni fetta di pizza vengono presentati i sapori e i profumi di un “gusto marinaro”.  Non solo il carpaccio di polpo condito alla vietrese, ma anche i cicinielli con quel sapore unico che si abbina bene a quello polposo e deciso dei pomodori secchi, il salmone dal gusto pieno che incontra quello piacevolmente pungente della rucola e la friabilità del grana padano, le alici di Cetara sott’olio, fresche e profumate disposte su un letto di ricotta di bufala stemperata che acquista, così, dolcezza e una giusta delicatezza. 

La Focaccia Divina, una pizza bianca dal sapore raffinato preparata con una freschissima tartare di tonno dalla consistenza vellutata, stracciata di bufala leggera e spumosa, quasi come una mousse, tarallo napoletano sbriciolato per insaporire con una nota crunch” e basilico fresco aggiunto a crudo.    

Tanta bontà, mista a ricercatezza, dedizione e competenza, non poteva non essere riconosciuta oltre che ben apprezzata. La pizza marinara di Pietro D’Amico, La Divina Vietri prima fra tutte, ha conquistato con il suo sapore di mare, semplice e autentico, non solo i palati più sopraffini ma anche il secondo posto al torneo di pizza nazionale P.I.A. 

 

Felicia Mercogliano

 

pizza in corsia
Pizza in Corsia . Appuntamento all’Ospedale Pausilipon per la solidarietà. l’Accademia Nazionale Pizza DOC in collaborazione con L’Associazione Regionale Leucemie Infantili Onlus (A.R.L.I.

Onlus), organizzeranno un evento dal titolo “ Pizza in Corsia ”, l’appuntamento si svolgerà a Napoli, presso l’Ospedale Pediatria Oncologica Pausilipon, il giorno 16 luglio alle ore 12, grazie alla

collaborazione degli Istruttori del Team Accademia. Sarà predisposto un laboratorio dove i bambini prepareranno pizze originali, insieme ai pizzaioli. Una volta cotte e messe in tavola, le pizze

potranno essere degustate. Durante l’evento saranno donate pizze a tutti i bambini degenti e non dell’Ospedale Pausilipon di Napoli. Tutti i partecipanti potranno degustare una pizza preparata

dai pizzaioli del team Accademia Nazionale Pizza DOC: Saranno presenti tra gli altri, Salvatore Lioniello, Vincenzo Capuano, Raffaele Bonetta, Marco Di Pasquale, Claudio Paduano, Vincenzo

Fotia, Fabio Di Giovanni, Gennaro Tommasino, e tutto il team Accademia con pizzaioli provenienti anche da fuori Regione per regalare un “sorriso” ai bambini meno fortunati. Ci sarà anche uno

spettacolo freestyle. Alla fine dell’evento di solidarietà, Pizza in Corsia, ogni istruttore del Team Accademia donerà un proprio contributo in beneficenza, per sostenere i progetti dell’A.R.L.I..

Ufficio Stampa
Accademia Nazionale Pizza DOC

Atmosfera familiare e piatti tipici sono le due caratteristiche principali de Il ritrovo degli amici di Pasquale Poerio a Marano di Napoli, un ristorante-pizzeria che con il tempo ha saputo trovare la propria specificità, tutta indirizzata ai sapori tipici del territorio. 

ritrovo

«Il ristorante, come attività di famiglia, esiste da 1981. Dal 2003, però, io e mio padre abbiamo deciso di dar vita ad una nuova realtà imprenditoriale, al fine di esprimere al meglio l’idea che ognuno aveva di ristorazione. Così ci siamo messi in proprio ed è nato Il ritrovo degli amici, un locale che è una via di mezzo tra il classico e il moderno, dove tutti possono trovarsi e ritrovarsi davanti ad un buon piatto» 

ritrovo

 

Sono proprio la cucina dei piatti tipici a riempire il menù, di cui si occupa lo chef Luigi Poerio. «In cucina c’è mio padre, Luigi, che è uno chef di vecchio stampo. Lui ama proporre al cliente il piatto tradizionale, semplice e gustoso. Spesso si pensa che sia facile cucinare i piatti tradizionali, ma non è così. Devi conoscere il prodotto che vai a cucinare, altrimenti lo rovini. Prendiamo, ad esempio, lo spaghetto con le vongole, che insieme al pacchero ai frutti di mare, è il piatto che mio padre preferisce di più realizzare. Se non sai dosare bene gli ingredienti, se non conosci i tempi di cottura dei singoli elementi e, aggiungo, se non hai la passione vera per la cucina non potrai mai realizzare un piatto di qualità. Il rischio, nel momento in cui vai a fare nuove combinazioni di gusto, è di perdere il sapore autentico e verace, tradendo quella che poi è la nostra idea di piatto».

ritrovo

Il ritrovo degli amici, oltre che ristorante, è anche pizzeria e ad occuparsi delle pizze è proprio Pasquale Poerio, il quale ha scelto, negli ultimi tempi, di intraprendere una nuova strada. «Da diversi mesi stiamo facendo un nuovo impasto, molto più leggero, che realizziamo attraverso un prefermento di ventiquattr’ore, il quale viene poi rimpastato. Questo permette al prodotto finale di acquistare una caratteristica fondamentale per la pizza: l’alta digeribilità. Un esempio è la Gennarì, una pizza leggera e semplice in cui gli ingredienti, prosciutto cotto, salame, carciofini, provola e pepe, ovviamente bianca senza pomodoro, si combinano perfettamente senza annullarsi l’uno con l’altro». Pasquale Poerio parla in maniera entusiasta del percorso compiuto fino ad oggi ed iniziato in tenera età, quando da bambino girava tra i tavoli del locale. Oggi ha raggiunto importanti traguardi, tra cui secondo classificato al TuttoPizza 2019 nella categoria Trofeo a squadre 5 spicchi. Il ritrovo degli amici è un locale dall’imprinting giovane, in cui il cliente ritorna perché qui trova uno staff affiatato e disponibile, un ambiente accogliente, dove le famiglie possono trascorrere gradevoli serate in compagnia degli amici. In particolare Pasquale Poerio ci tiene a precisare che il suo ristorante è un luogo perfetto per le famiglie perché «abbiamo realizzato una sala baby con animazione il sabato e la domenica, al fine di far godere la serata ai genitori e, allo stesso tempo, far divertire i bambini». 

Il ritrovo degli amici è dunque, come dice il motto del ristorante, un posto da provare e da non lasciare andare mai!”. 

 

Amalia Vingione

Ai piedi del borgo medioevale di Caserta Vecchia, nella frazione di TuoroFrancesco Vitiello detto “Ciccio, il Ribelle”, nel 2016 sceglie un casale del Seicento, situato nella piazza centrale, come sede del suo angolo culinario, dove la tradizione cede volentieri  il posto ad una modernità quasi rivoluzionaria che stravolge”, letteralmente, il palato dei commensali “educandoli” ad assaporare ricette non convenzionali. 

Mi chiamo Francesco ma preferisco Ciccio, in realtà il mio nome non mi è piaciuto” – sono queste le parole con cui  si presentail titolare, nonché il pizzaiolo di Casa Vitiello, esprimendo già quel carattere forte, da anticonformista dichiarato” che, però, gli consente di proporre una pizza diversa da quella tradizionale, alternativa e fuori dall’ordinario, con una propria identità e, pertanto, unica nel suo genere.    

Vitiello

Ben sei sono gli impasti alternativi a quello tradizionale, da quello alla canapa, al grano arso e al multi cereali a quello al finocchietto, alla curcuma e al cacao. Il comune denominatore di queste sette specialità sono sicuramente le materie prime che Francesco definisce “le più nobili”, perché per condire le sue pizze utilizza solo quelle fresche di stagione, prime fra tutte le verdure e gli ortaggi, ovviamente coltivati e raccolti nel territorio nazionale, che trasforma direttamente nel suo locale, con competenza e genialità,  in ingredienti di prima qualità. 

A tal proposito, quelli della pizza “Rivoluzionaria”, che prende il nome proprio dal mood “controcorrente” che anima il suo ideatore, lo sono senza alcuna ombra di dubbio!  

Un particolare impasto alla curcuma, condito con una misticanza fresca e profumata, salmone marinato a secco con una mistura di sale, zucchero, spezie ed erbe aromatiche varie, asparagi di mare con una marcata nota salina, stracciata di bufala dal gusto deciso per contrastare la piena sapidità di una pizza dal sapore “azzardato”, e per finire un tocco dolce e fruttato con una delicata maionese di mango, rigorosamente artigianale.   

“Se non sai lavorare la farina, se non hai la tecnica e la stoffa per farlo, realizzerai un prodotto che vale zero; puoi anche utilizzare una farina molto costosa, ma alla fine farai sempre una pizza che non vale niente” – afferma Francesco Vitiello con estrema sicurezza, e poi continua: La base è, dunque, la farina e la tecnica che usi per lavorarla. Io utilizzo una miscela speciale di farine grezze e raffinate, che il Molino 5 Stagioni ha appositamente  brevettato per Casa Vitiello”. 

“Ciccio è la prima volta che mangio il cornicione; questo non è uguale agli altri!” – sono i commenti degli ospiti di Casa Vitiello, adeguatamente “educati” a “fare pulizia nel piatto”, perché mangiano soprattutto il cornicione che ha un sapore tutto suo e non risulta affatto alterato dagli ingredienti che compongono il condimento della pizza. 

 “Il mio impasto” – dice il padrone di casa Vitiello – “non lievitama matura a temperatura controllata perché il mio obiettivo è preparare una pizza con una digeribilità eccezionale. Dunque un buon impasto”  aggiunge Francesco – “deve essere profumato e saporito, ma soprattutto strutturato, dalla punta della fetta di pizza fino al cornicione, e costante nella consistenza, cioè soffice e croccante allo stesso tempo”. 

L’impasto tradizionale della pizza “Così mi andava”, ha ovviamente tutte queste caratteristiche, ma non solo! 

Una crema di zucchine, fresca e leggera, guarnita con polvere sottilissima di olive nere dal gusto forte ed intenso, provola rigorosamente di Agerola dal profumo particolarmente sapido ma molto delicato e il gambero rosso brillante di Mazara, gustoso, con un sapore sui generis, proprio di una delle eccellenze del Mar Mediterraneo. 

pizza

Non meno importante è la cottura della pizza, che Francesco Vitiello affida ad un forno rotante brevettato dall’azienda italiana “Marana Forni”, super innovativo, perché è alimentato a legna su due livelli, su e giù, ed è dotato di un piano che ruota e si alza verso la cupola centrale dove la camera di calore si restringe raggiungendo più di 200°C e garantendo, così, una cottura ottimale ed omogenea alle pizze, minimo 4 massimo 10, che vengono infornate contemporaneamente. All’uscita dal forno e prima di essere servite, le pizze vengono controllate sotto una fonte di luce naturale che mette in evidenza ”la caramellizzazione degli zuccheri in origine” e, poi,  “passano sotto gli otto occhi, attenti e scrupolosi, del forno in primis, di Francesco Vitiello il pizzaiolo, del banconista aiuto pizzaiolo e del cameriere“. 

“Oggi, esprimo tutto me stesso con Casa Vitiello” – dice con orgoglio, Francesco, o meglio Ciccio – “non sono un personaggio costruito, ma questo non vuol dire non essere un professionista anzi, lo sono ancora di più e in quanto tale, posso anche osare con gli abbinamenti. Il menù che propongo ai miei ospiti e che cambio continuamente in base alle stagioni, è creato da me, tra la mia mente e il mio palato. Quando creo un menù, immagino e assaporo ma senza assaggiare realmente i miei abbinamenti” perché in questo caso, Francesco Vitiello si affida alla sua esperienza  e alla sua storia di pizzaiolo “ribelle” che gli hanno permesso di conquistare, tra il 2016 e il 2018, il titolo, prima, di miglior pizzaiolo emergente e, poi, di migliore giovane pizzaiolo dell’Italia e del Mondo, in abbinamento ai tanto ambiti Tre Spicchi targati Gambero Rosso! 

 

Felicia Mercogliano 

In provincia di Salerno e precisamente a Cava de’ Tirreni, antica città ricca di rievocazioni storiche, è possibile trovare una pizzeria dal sapore squisitamente contadino. Stiamo parlando di Nonna Nannina, pizzeria contadina. A raccontarci la sua storia è Nausica Ronca, che con il resto della famiglia sta rendendo la pizzeria un fiore all’occhiello del territorio.

« Nonna Nannina non è un nome di finzione. La nostra pizzeria nasce grazie alla nostra nonna, che oggi ha novant’anni. È lei che ci ha indicato la strada e ci ha insegnato l’arte della panificazione e a riconoscere i vari prodotti. Ancora oggi, nonostante l’età, nonna Nannina va in campagna, coltiva la terra e produce prodotti sani e di qualità».

Anna Milito, conosciuta da tutti come Nonna Nannina , è una donna semplice, di altri tempi, instancabile, che incarna la saggezza della cultura contadina. «Quando andavamo al mercato a prendere le verdure, lei ci sgridava se ciò che prendevamo non erano prodotti di stagione e ci diceva di osservare il suo orto, se quei prodotti erano assenti significava che non erano di stagione, invitandoci quindi a non acquistarli. Così facendo ci ha insegnato anche la stagionalità. Per questo motivo le abbiamo dedicato il nome dell’attività, a cui abbiamo aggiunto la specifica di “contadina”, perché nonna Nannina è sempre stata una contadina e questa è la nostra impronta sia per come cuciniamo i nostri prodotti, secondo le ricette della nonna, sia per il prodotto stesso».

Nausica Ronca è entusiasta del prodotto che offrono al cliente e sempre in maniera entusiasta parla della scelta fatta, una scelta che va nella direzione della cucina contadina, della semplicità e del gusto vero e tradizionale.

Nonna Nannina 2

«La cucina contadina dà alla pizza, come valore aggiunto, sicuramente il sapore. Oggi viviamo in un mondo senza sapore, perché spesso tutto viene modificato geneticamente. Pensiamo, ad esempio, al fatto che mangiamo hamburger che sanno di carne, ma non sono fatti di carne mentre il nostro cervello è stato bombardato dalle grandi catene multinazionali che non fanno altro che mettere prodotti nei barattoli. Basta aprire un barattolo e farcire la pizza, ma quello non è gusto. Nel corso di una importante fiera a Milano feci assaggiare del tonno artigianale e tutti rimasero stupiti del fatto che sapesse di pesce. Ecco, questo ci suggerisce come si sia perso nel tempo il vero sapore dei cibi».

Nonna Nannina , pizzeria contadina è un locale a conduzione familiare, dove come colonna portante c’è questa donna forte e saggia, la cui eredità è stata raccolta dai nipoti e da Nausica.

«La pizzeria è a gestione familiare. Ognuno ha un ruolo specifico, lavorando così in perfetta sinergia. Mio marito, Pasquale Bisogno, si occupa della pizza e della ricerca dei prodotti, essendo un gastroscout; io mi occupo della “cucinella” di Nonna Nannina, dove trasformo i prodotti di stagione in piatti che siano allo stesso tempo semplici e di gusto. Daniele, il fratello di mio marito, si occupa della gestione dell’impasto e del forno, quindi è in continuo movimento per imparare nuove tecniche di impasto. Infine, la sorella di Pasquale si occupa di tutto il lato contabile e della cassa. Quindi tutte queste competenze, messe insieme, riescono a creare qualcosa di bello, dove nessuno prevale e l’unione familiare risulta importante».Nonna Nannina

Il menù di Nonna Nannina non può, dunque, non essere lo specchio di una cucina semplice, in cui è possibile ritrovare i sapori di una volta. Così come è proposto in quella che è la pizza che più la rappresenta:« La pizza che ci ha caratterizzato e che abbiamo chiamato proprio “Nonna Nannina” è una pizza molto semplice, fatta con una base di pesto artigianale, pomodorini e grana padano. Tre elementi soltanto, perché siamo convinti che il gusto viene dato dalla semplicità. Noi sottraiamo invece di aggiungere. Questa ovviamente è la nostra scelta, ovvero far assaggiare ai clienti un prodotto molto semplice perché da noi si trova la semplicità e non piatti articolati».

Da Nonna Nannina ci si prende cura non solo del palato, ma anche del corpo. È necessario, dice Nausica Ronca, invitare le persone a porsi qualche domanda quando si siedono a tavola. «Cerchiamo di capire se ciò che mangiamo è solo gusto o anche salute e quindi se quello che stiamo mangiando ci fa anche bene e ci fa vivere di più. Impariamo a mangiare non solo attraverso un portafoglio, ma attraverso soprattutto le vere esigenze del nostro organismo. Chiediamoci cosa stiamo mangiando e non se è buono o cattivo. A tavola iniziamo a parlare un po’ della nostra salute».

L’invito, dunque, è quello di soffermarsi su gusto e salute, un binomio imprescindibile che da Nonna Nannina , pizzeria contadina è possibile ritrovare in ogni piatto.

Amalia Vingione 

Nuova tappa del nostro percorso del gusto: “La Terrazza del Seggio” di Gianfranco Marfella. Siamo nella provincia di Caserta, esattamente ad Aversa. Situato nel suo borgo antico, ubicato al primo piano di un palazzo interamente ristrutturato in chiave moderna, il locale si presenta molto ben curato ed arredato offrendo, nella bella stagione, anche il servizio sull’ampia e bella terrazza con vista sul Vescovado e che dà il nome al ristorante, circondata da piante e fiori curati.

Il patron Gianfranco, guru di sala che vanta un’esperienza trentennale nel settore della ristorazione, propone ai suoi clienti un’offerta gastronomica basata soprattutto sui piaterrazzatti della tradizione ben rivisitati, ‹‹la mia idea è quella di ridefinire i valori del territorio, cercando di mettere in pratica l’esperienza maturata in questi anni›› ci dice.

Serietà, professionalità ed umiltà sono le parole chiave di questa attività che rincorre una politica di marketing basata ‹‹sull’impegno verso i clienti, nel servizio e verso il cibo, rigorosamente preparato dallo chef con ingredienti sempre freschi e made in Campania››.

Dalla tradizionale napoletana pasta e patate con provola, alla genovese, allo spaghettone alla Nerano, ai secondi di pesce preparati con pescato locale, all’ottima scelta di carni pregiate, la “Terrazza” interpreta ed esalta sapientemente gli eccellenti prodotti del nostro territorio tanto da ‹‹poter sentire, fin dal primo assaggio, tutto il sapore autentico della terra campana››.

Se questo non bastasse, a fare l’en plein il “reparto” pizzeria. Ebbene sì, per chi proprio non riesce mai a rinunciarvi, la “Terrazza” propone anche un’ottima pizza tradizionale, cotta rigorosamente in forno a legna. ‹‹La tradizione classica›› – ci spiega Gianfranco – ‹‹è il nostro spirito guida anche in pizzeria, il cornicione deve essere alto e lo è grazie all’impasto a lunga lievitazione naturale››.

Accanto alle pizze tradizionali, la “Terrazza” sta sperimentando alcune proposte più “gourmet”. Tra queste, “la pizza della Terrazza” sintetizza perfettamente la filosofia di questa attività: passione, genuinità ed ingredienti locali esaltati nella loro semplicità. Il pesto di melanzane fatto in casa abbinato a pomodorini e provola trova il giusto equilibrio nella croccantezza dei pinoli in un’esplosione di gusto che lascia letteralmente a bocca aperta (ma a stomaco pieno)!

Marika Manna

spahettone

morsiA Caserta, lungo il Viale dei Bersaglieri, in una zona residenziale ben servita, a pochi minuti dal centro della città e dalla famosissima Reggia, la pizzeria Morsi & Rimorsi apre le porte a chiunque voglia lasciarsi conquistare “al primo morso e senza provare alcun rimorso per non aver ceduto a qualche peccato di gola!”

“La pizza è un piatto povero, e non solo perché prima con pochi soldi si riusciva a comprarne una, nelle botteghe locali o dai venditori ambulanti che giravano per le strade, ma anche perché veniva preparata soltanto con acqua e farina, e poi condita con pochi ingredienti, semplici, come il pomodoro rosso e il fior di latte” – con queste parole, Giuseppe Casale, maestro pizzaiolo di Morsi & Rimorsi, definisce quella che oggi è diventata l’eccellenza gastronomica Made in Italy più amata al mondo.

“Noi di Morsi & Rimorsi” – aggiunge Giuseppe – “facciamo una pizza gourmand, ma rivisitata perché la prepariamo rinunciando ai prodotti già trasformati e preferendo solo quelli delle tradizioni culinarie, italiane, quindi, non solo campane”.

È proprio in questo modo che la novità, intesa come innovazione, incontra e rivitalizza la tradizione nazionale dei sapori e dei profumi delle antiche culture contadine.

Esempio lampante di questo insolito ma significativo accostamento è la Pizza Margherita “A Modo Nostro”, la prima di una “accurata” selezione della casa, realizzata con filetti di pomodoro fresco di raccolta  e “pacchetelle” di San Marzano DOP su una fonduta di fior di latte di Agerola, una spolverata di parmigiano reggiano DOP stagionato 24 mesi, clorofilla di basilico, da un colore brillante e un sapore delicatissimo, utilizzata per amalgamare tutti gli ingredienti e un filo di olio extra vergine di oliva di produzione locale come tocco finale.

A proposito di “odori “, un must have nella cucina di Morsi &Rimorsi, il maestro pizzaiolo afferma con orgoglio e anche un po’ emozionato: “Come il basilico, anche la menta e l’origano selvatico, il prezzemolo tritato, l’erba cipollina e il rosmarino non possono mai mancare sulle mie pizze perché come mi ha insegnato il Signor Chef, Antonino Cannavacciuolo, queste erbe aromatiche, profumatissime, valorizzano quegli ingredienti poveri ma ricchi di sapori e di storia, sfruttandoli appieno e conferendo loro un gusto fresco e un sapore giusto per cui il piatto diventa tutt’altro che banale”.

Ovviamente, in una cucina “profumatissima” come quella di Morsi & Rimorsi, non potevano di certo mancare le spezie, prima fra tutte la curcuma che viene utilizzata principalmente per realizzare l’impasto, cosiddetto “alternativo”, di una pizza speciale, dal sapore dolce-salato.

Un disco di pasta stesa viene inizialmente sottoposto ad una doppia cottura, prima fritto e poi “passato” in forno fino ad ottenere una doratura bella colorita anche per effetto della curcuma. morsi e rimorsiL’ingrediente principale di questa pizza è sicuramente la burrata di Andria, formaggio fresco a pasta filata che viene aggiunto a crudo così come la scarola riccia, croccante, condita solo con sale e olio, i pomodori secchi di produzione della casa, le alici di Cetara sfilettate e un crumble di olive nere caiatine, rinomato prodotto slow food del territorio campano. In questo caso, la curcuma non solo conferisce all’impasto un colore giallo sole ma, con il suo gusto piacevolmente pungente, contrasta la particolare sapidità di ingredienti quali i pomodori secchi e le alici, bilanciandola al sapore dolce e fresco della burrata.

“Anche la nostra pizza di battaglia, Omaggio a Sant’ Angelo, sposa la filosofia di tutelare e valorizzare i prodotti dei Presidi Slow Food e delle piccole produzioni locali di qualità, salvaguardando, così, la biodiversità agroalimentare a rischio di estinzione” – afferma Giuseppe Casale.

Il pistacchio di Bronte, prima ridotto in un sughetto fresco e aromatico poi utilizzato in granella, prodotto slow food, con il suo sapore puro, viene abbinato alla qualità inconfondibile della mortadella IGP Bologna e alla rusticità della stracciata di bufala, e quale nota vincente su questo pentagramma di sapori e colori, non potevano mancare il basilico fresco da un gusto forte e deciso e un filo di olio extra vergine di oliva, profumatissimo, aggiunto a crudo.

Passiamo ora all’impasto “classico” della pizza targata Morsi & Rimorsi, che è la vera testimonianza di quanto artigianale sia il prodotto sfornato ogni giorno per quella ricca platea di commensali incuriositi da piatti nuovi ma pur sempre preparati all’ombra della tradizione e delle tecniche di lavorazione intrise di storia vissuta e di esperienza.

Ciò che contraddistingue la “pizza brioche” di casa Morsi & Rimorsi – così la definisce il maestro pizzaiolo Giuseppe Casale –  è innanzitutto un mix di farine italiane di prima scelta, una doppio zero, raffinatissima, e una tipo 1 macinata a pietra, con germe di grano, che “da’ all’impasto una spinta in più, conferendogli più sapore e apportando un maggiore apporto proteico al piatto”. Non meno importanti sono, da una parte, un’alta idratazione, almeno al 70%, per cui l’impasto risulta composto da una quantità di acqua maggiore  rispetto a quella di farina, e da poco sale per conferire alla pizza leggerezza e una giusta sapidità. Dall’altra, una maturazione a basse temperature, compresa tra i 4-5°C , che dura  circa 12 ore “durante le quali” – aggiunge il maestro pizzaiolo – “i lieviti sono dormienti e l’impasto viene lasciato riposare, per acquisire dopo maggiore friabilità”, seguita poi da una lunga lievitazione di 20 ore, a temperatura ambiente, ma sempre monitorata, che garantisce la freschezza costante della pasta. “La cottura finale in un forno a legna”- ci tiene a precisare Giuseppe – “evita sicuramente di ottenere una pizza bassa come quella napoletana certificata STG, e l’effetto a canotto cioè con un cornicione molto pronunciato, come invece rivendicano i pizzaioli di ultima generazione”.

Non è un caso, dunque, che nel 2018 la pizzeria Morsi & Rimorsi si è annoverata tra quelle a Tre Spicchi premiate dal Gambero Rosso. Il maestro pizzaiolo, Giuseppe Casale, con poche e semplici parole ci spiega il perché, a suo avviso, di questo successo: “L’impasto che proponiamo ai nostri ospiti è diverso da quello degli altri, di solito la pasta della pizza si presenta come un prodotto quasi sempre uguale ad un altro; ma il nostro non lo è. E poi la nostra pizza è sempre saporita, perché viene condita con ingredienti freschi, di stagione e soprattutto genuini perché a km0, che danno quel tocco in più”, sprigionando, senza dubbio, tutte quelle qualità olfattive e sensoriali che conquistano al primo morso!

Felicia Mercogliano 

Totò SaporeLa pizza è sicuramente il piatto più conosciuto nel mondo. Ne esistono di diversi tipi, classiche e più sofisticate, ma quella vera è solo quella napoletana e oggi conosciamo quella di Antonio Napolitano, in arte Totò Sapore, che a Qualiano, in provincia di Napoli, ha creato una pizza per gli intolleranti al glutine e al lattosio. «La pizzeria è nata quasi per gioco nel 2006. I miei genitori decisero di acquisirla pensando proprio al mio futuro. Infatti, dopo pochissimo tempo è passata a me. Ero giovanissimo e mi ritrovai a gestire il locale, che comunque resta a carattere familiare, con mia moglie, i miei genitori e non solo. Con il tempo, passo dopo passo, siamo cresciuti, siamo riusciti a farci conoscere, ottenendo risultati più che soddisfacenti». Antonio Napolitano è un giovane pizzaiolo, ma dal background lungo ed importante. «Nel 2000 ho iniziato a lavorare come pizzaiolo e ho imparato a fare la pizza lavorando direttamente sul campo. Ciò mi ha permesso di acquisire un certo bagaglio di conoscenze che, combinato all’esperienza, mi ha dato l’opportunità di raggiungere diversi traguardi. Negli anni ho lavorato con diversi maestri piazzaioli, ognuno la pensava in un modo diverso ed io ho imparato da quelle diversità sempre qualcosa, un segreto o una tecnica. Su tutti desidero citare il maestro piazzaiolo Mariano Iandolo, che considero un vero e proprio “zio”. Lui mi ha insegnato i segreti veri della piazza napoletana, mi ha fatto comprendere le differenze tra le farine e, soprattutto, mi ha trasmesso una reale passione per questo mestiere».

Lo specchio di questa esperienza e di questa passione è sicuramente il suo menù pizza, che accontenta tutti i palati anche i più esigenti. «Il nostro menù è composto da pizze classiche, ma anche da pizze gourmet. Ci tengo a precisare che quando parlo di gourmet faccio riferimento non all’impasto, che resta quello della tradizione, ma agli ingredienti che farciscono la pizza. In questo senso collaboro spesso con l’amico chef Paolo Romano, che ora lavora in un ristorante stellato di Barcellona. Con lui mi diverto a creare nuovi abbinamenti di gusto. Ma ciò che più di tutto mi rende orgoglioso è la pizza Gluten free». Quella di Totò Sapore è una vera espressione di amore per un piatto che ormai tutto il mondo ci invidia, ma che non tutti possono mangiare. Per arginare questo limite, Antonio Napolitano ha creato una pizza pensando proprio agli intolleranti al glutine e al lattosio. «La pizza Gluten free è nata grazie ad un mio carissimo amico, un sabato sera tra amici. Non potendo mangiare la pizza classica a causa di una intolleranza al glutine, è scattato in me il desiderio di sperimentare una possibilità per garantire anche agli intolleranti di gustare la pizza. Così ho iniziato a studiare e a sperimentare, intraprendendo un percorso che mi ha portato alla creazione di un impasto adatto agli intolleranti sia al glutine che al lattosio. Questo lavoro ci ha premiati, facendoci ottenere negli anni numerosi premi e riconoscimenti. Ultimi in ordine di tempo, il primo posto al Pizza&xpo, Terzo Trofeo la Reggia 2018 e il secondo posto all’ultimo Salone internazionale della pizza, Tuttopizza 2019, nella categoria Gluten free. Per quest’ultimo desidero ringraziare Stefano Chianese, Marco Russo e mio padre Salvatore Napolitano, perché sono stati fondamentali per il raggiungimento della vittoria». Totò

Non è mai facile per un pizzaiolo scegliere la pizza che più lo rappresenta, ma Totò Sapore con entusiasmo ci parla di quella che forse è la pizza che lo ha reso più orgoglioso, ovvero la “Pesce e pesce”:« Tra tutte le pizze quella che più mi rappresenta è la pizza con la quale abbiamo vinto lo scorso anno, ovvero una pizza composta da vellutata di cavolfiore, provola di Agerola, polpo verace del Golfo di Napoli. Il tutto servito con finger di brodo di polpo, lemon zest, prezzemolo, basilico e olio evo a crudo».

Totò Sapore è la pizzeria dove il classico e l’innovazione si combinano perfettamente, dove è possibile respirare una particolare familiarità e dove si può trascorrere qualche ora in totale relax, perché come dice il motto di Antonio Napolitano: ‘A pizza è comm l’ammor, nun vò pensier!

 

Amalia Vingione

CimminoNata nel 2017 dall’idea imprenditoriale del giovane Luca Cimmino e sua sorella Rita, la pizzeria “ Cimmino ’s” pone le sue fondamenta nel comune di Marano della città metropolitana di Napoli. La Cimmino ’s è considerata un piccolo giovane gioiello della ristorazione locale che, con la sua politica aziendale fermamente convinta della ricerca continua di prodotti di eccellenza, si colloca come una delle pizzerie più apprezzate di sempre.

Il concept che sta alla base di Cimmino’s, che ha a cuore la scelta delle materie prime, per le quali ‹‹non badiamo a spese››, ma anche gli aspetti funzionali come ad esempio l’impiattamento, è stato inizialmente quello di coniugare la pizza d’asporto come prodotto di qualità e la comodità nella fruizione.

‹‹Partendo dalla selezione dei grani che compongono le nostre farine, tutte macinate a pietra e non raffinate industrialmente, fino al momento della consegna, facciamo il possibile per garantire le qualità organolettiche del prodotto›› ci spiega Luca Cimmino che per riuscire nel suo intento ha escogitato un piano infallibile: posizionare la pizza su un foglio di carta oleata molto poroso in grado di trattenere meglio l’umidità rilasciata e mantenere calore e il distacco con il cartone››. Importante elemento di differenziazione rispetto a tutti i competitors del settore e grazie al quale la Cimmino ’s riesce a posizionarsi con molto successo nelle prime scelte dei clienti. Tanto che a solo un anno dall’apertura, la Cimmino ’s si è trasformata inaugurando un locale piccolo ma accogliente da quaranta coperti e dallo stile provenzale. Con il restyling ‹‹abbiamo in mente un nuovo format, destinato a un segmento di nicchia, di persone che si intendano di pizza, ma anche di vino e birre artigianali, senza ovviamente abbandonare l’asporto››.

I clienti d’altro canto risultano essere piacevolmente sorpresi – come si evince dai vari like e commenti lasciati sulle pagine social della pizzeria –  dallo staff di Cimmino ’s  che con simpatia e cordialità ama comunicare la propria visione della pizza, dare loro informazioni in modo da guidarli a una scelta consapevole e non a una propinata di forza.

Ma soprattutto ciò che attrae i clienti è certamente la qualità delle materie prime utilizzate che, ci spiega il giovane pizzaiolo, ‹‹richiede a monte un’accurata selezione a partire dalla scelta dei grani, farine di media forza per creare il nostro impasto soffice, il cornicione alto ed alveolato come vuole la tradizione napoletana, ma anche dei prodotti per il topping delle pizze rigorosamente made in sud››. La promessa è l’alta digeribilità della pizza che dipende dalle tecniche di fermentazione e lievitazione  degli impasti: ‹‹i miei impasti indiretti lievitano a temperatura controllata per un minimo di 36 ore ad un massimo di 48 ore›› ci dice Luca sottolineando gli alti tempi di lievitazione che permettono alla sue pizze di “sciogliersi in bocca”.

cimminoDa pizzaiolo napoletano DOC, Luca consiglia di assaggiare la sua Margherita, perché ‹‹tutti la fanno, ma pochi sanno farla bene; infatti la Margherita è una delle pizze più difficili da realizzare, bisogna trovare il giusto equilibrio tra il pomodoro, il fior di latte, formaggio e basilico››. Lasciamo a lui ovviamente i segreti del mestiere. Consigliatissima anche “La Massimo”: base bianca con vellutata di pomodorino giallo, ricotta, acciughe e basilico. Una goduria per gli occhi e un piacere per il palato!

 

 

 

Marika Manna

 

 

 

CampisiSe vi capitasse di fare un viaggio in Francia, magari nel circondario di Bordeaux, per l’esattezza a Cestas nel dipartimento della Gironda e voleste ritrovare il sapore di Napoli, una tappa del gusto obbligatoria è il piccolo ristorante italiano “A Tavola” del giovane Nicolò Campisi, napoletano DOC naturalizzato francese. Pasticceria francese e cucina italiana si sono felicemente incontrate in un piccolo locale con cucina a vista che ricalca la convivialità dei ristoranti tipicamente napoletani.

Con la volontà ardente di chi ha solo vent’anni ma crede nei propri sogni, Nicolò è partito per la Francia e qui <<ho lavorato duro prima di poter aprire un ristorante tutto mio>>, dice. La cucina poi è stata galeotto tra lui e Kenza, sua socia e compagna di vita, che è l’anima dolce e francese del ristorante.

Nicolò CampisiUn piccolo gioiello nel cuore della Francia con lo spirito napoletano. Nicolò infatti sottolinea <<la tradizione della mia terra è alla base delle ricette che propongo ogni settimana nel mio ristorante, seguo la filosofia della cucina napoletana, voglio che le persone conoscano me attraverso i piatti. Penso che la cucina sia lo strumento più vero per far sentire tutto quello che ho vissuto>>. Nel senso di apprendere attraverso i sensi, ricevere un’impressione sensoriale e prenderne coscienza. E cos’è la cucina, se non questo?

L’anima italiana di questo ristorante non riguarda solo la provenienza del giovane Nicolò ma anche quella degli ingredienti che utilizza: <<quasi tutte le materie prime che utilizzo sono italiane grazie a dei grossisti che, lavorando direttamente con l’Italia, riescono a far arrivare un camion ogni settimana>> per garantire prodotti qualitativamente eccellenti ai clienti.

La qualità degli ingredienti si evince dal menù, infatti trattando esclusivamente prodotti stagionali esso non è mai fisso, cambia in funzione del mercato, tanto che <<le persone che ci scelgono conoscono cosa proponiamo nel momento in cui si siedono, non troveranno oggi quello che hanno mangiato ieri>>, ci dice Nicolò che ci tiene a sottolineare come questa sia una scelta ottimale per non utilizzare prodotti surgelati.

A tavolaMa ciò che occupa uno spazio speciale nel cuore di Nicolò, da buon napoletano, è sicuramente la pizza. <<In pieno stile napoletano, l’impasto delle mie pizze lievita naturalmente da un minimo di 18 ore a un massimo di 48 ore. Utilizzo farina 100% italiana dei Molini Agugiaro&Figna, in particolare la cinque stagioni blu con una forza W290-300 e la cinque stagioni rossa più forte da W390. La mescidanza di queste mi permette di avere un impasto come quello dettato dalla tradizione napoletana che rende le pizze alte, soffici e ariose>>.

Nonostante la mancanza di un forno a legna, Nicolò riesce comunue, grazie ad un forno elettrico, a garantire le stesse temperature e prestazioni di uno tradizionale. Se non nel forno, ritroviamo la “napoletanità” negli ingredienti della pizza, soprattutto in quella a cui Nicolò è più affezionato perché porta il nome del ristorante: la “A tavola” farcita alla base con pomodoro San Marzano e mozzarella fior di latte e all’uscita con rucola, prosciutto di Parma DOP, mozzarelline e pomodorini freschi. Il modo più genuino per sentire Napoli…in un morso!

“A Tavola”, un piccolo ristorante in cui trovare i sapori locali e quelli italiani. Una cucina 100 % homemade che si serve di prodotti sempre freschi, un menù che si evolve ogni giorno per un pranzo pieno di gusto, un caldo aperitivo o una cena gourmet preparata sott’occhi e…con accento napoletano!

Marika Manna

BonettiA Frattamaggiore, un comune della provincia di Napoli situato nella zona dell’antica Campania Felix e, per l’esattezza, a est della piana dei Regi Lagni, al di là del portone di un palazzo del centro storico, immerso in un affascinante giardino di corte, spunta il ristorante Casa Nostrum specializzato anche nella preparazione di pizze gourmet, oltre che di quelle classiche.  Una location essenziale ma ricercata fa da cornice ad un servizio di sala, e soprattutto a tavola,  gestito da uno staff esperto e attento alle esigenze dei commensali “che amano farsi coccolare”.

Salvatore Bonetti, il pizzaiolo di Casa Nostrum che nonostante la sua giovane età vanta un importante background nel settore dell’alta ristorazione, afferma con orgogliosa consapevolezza: “i nostri clienti vogliono mangiare i piatti della tradizione, quelli che preparerebbero nelle loro cucina stando comodamente a casa  ma, con un’unica differenza, li vorrebbero più buoni.” Nella cucina di Casa Nostrum la tradizione dei grandi chef, come Gualtiero Marchesi e Antonino Cannavacciuolo, incontra l’innovazione e la ricerca in una contaminazione di stili culinari di grande respiro.

Casa Nostrum

Da una parte le materie prime, selezionate in Italia e con una predilezione per il Made in Campania; in particolare Salvatore sostiene che gli ingredienti di cui non si può proprio fare  a meno sono il pomodoro San Marzano del marchio Gustarosso, la mozzarella di bufala campana, il fiordilatte d’Agerola e la provola dei Monti Lattari.  Dall’altra parte i metodi all’avanguardia, con cui sperimentare tipologie di cotture futuriste ma che esaltano la qualità di prodotti genuini, come l’affumicatura al legno di faggio per cuocere il calamaro ripieno di pane pizza ai cereali con friarielli e fondente di caciottina vaccina.

Non manca un omaggio alla pizza, protagonista indiscussa della tradizione napoletana, anche in questo caso rivisitata e proposta in chiave moderna con ben tre varianti di impasto. Per una pizza particolarmente soffice e altamente digeribile, Casa Nostrum propone un impasto lievitato a lungo, da un minimo di 30-36 ore ad un massimo di 48 ore ; “lavoriamo anche con la biga” – aggiunge Bonetti – “si tratta di un pre-fermento che viene lasciato maturare per ore prima di essere impastato con lievito naturale e sale, e solo dopo circa 12 ore il panetto sarà pronto all’uso”; infine, la pizza “nel rutiello” cotta esclusivamente nel forno a legna e preparata con una pasta “di riporto”, cioè panetti avanzati da una lavorazione precedente e riutilizzati come aggiunta in un nuovo impasto a cui apportano un’acidità che il pizzaiolo di Casa Nostrum definisce “dolce”, perché in grado di accelerarne la maturazione e di conferire, allo stesso tempo, un plus di odori e aromi.

Man VS FoodL’ingrediente segreto della pizza targata Casa Nostrum è il giusto equilibrio tra le quantità degli ingredienti utilizzati come condimento ma anche tra gli ingredienti stessi e l’impasto. Il risultato? Un ottimo bilanciamento di sapori e profumi oltre che di colori, un “topping proporzionato”  per una pizza “leggera” tutta da gustare, come la ManVsFood fatta con patate al forno, provola, bacon croccante e fonduta al Parmigiano Reggiano.

“La nostra cucina è emozionale” – dice Salvatore Bonetti – “vogliamo trasmettere ai nostri ospiti le emozioni che proviamo quando cuciniamo per loro; con i nostri piatti cerchiamo di far provare ad ogni nostro ospite le nostre stesse emozioni.” “Il nostro obiettivo” – continua Bonetti – “è educare il cliente ma anche destare in lui curiosità e stupore, ad esempio, proponendogli un fritto napoletano scomposto dove l’arancino diventa una pralina di riso su burger di vitello e il crocchè un mini gateaux di patate affumicate.” In questo modo il commensale potrà verificare la qualità di ciò che mangia e osservare più da vicino gli ingredienti utilizzati.  A Casa Nostrum la cura del dettaglio è fondamentale. Non solo sapori e profumi ma soprattutto colori, in cucina e a tavola. Quindi, se è vero che l’occhio vuole  la sua parte allora anche il colore ne merita una.  Ecco perché un piatto, dal fritto scomposto al dessert homemade alla classica pizza, diventa una vera opera d’arte in grado di suscitare emozioni, sin dal primo assaggio!

 

Felicia Mercogliano 

La storia di Massimo De Simone e della sua attività

Massimo De SimoneA sud della collina dei Camaldoli, nei pressi della “Montagna Spaccata”, uno dei caratteristici quartieri della periferia occidentale di Napoli, Pianura, fa da sfondo a una delle pizzerie più stimate del territorio napoletano: la pizzeria “Da Massimo” del maestro pizzaiolo Massimo De Simone che, insieme all’associazione “La piccola Napoli” ha ottenuto un posto nei Guinness Word Record per il maggior numero di pizze fatte in 24 ore.

<<Mi sono innamorato di quest’arte quando avevo circa dieci anni, guardando estasiato gli altri maestri e da allora non ho più smesso.>>  Così Massimo, Istruttore Pizzaiolo di Pizza New School, comincia a raccontarsi e dalla sua voce si intuisce la passione carnale verso questo mestiere che gli ha dato non poche soddisfazioni. Partendo dal nulla, infatti, apre la sua attività nel 2013 aiutato da sua moglie e dai suoi figli inseguendo il sogno di una vita.

Foriero della pizza napoletana secondo disciplinare, per Massimo <<gli ingredienti devono essere il top di gamma, altrimenti non se ne fa niente>>. Infatti, alla base della sua idea di ristorazione c’è la ricerca continua dell’alta qualità e a questo scopo si è dotato di una squadra di fornitori che gli garantiscono a monte ingredienti tutti made in Italy e soprattutto made in Campania.

<<Dopo anni di ricerche e formazione ho finalmente trovato il mio equilibrio selezionando materie prime di alta qualità: farine Grandi Molini Italiani, salumi del salumificio Rocco, latticini Orchidea, conserve e oli della ditta Russo soprattutto il marchio “La Speciale”, che sono prodotti controllati dall’università Federico II di Napoli>> . Soprattutto la selezione dei grani che compongono le farine utilizzate, tutte a basso contenuto proteico, gli permettono di creare un impasto diretto con 24-36 ore di lievitazione, il che dà alla pizza una consistenza leggera e un cornicione arioso al fine di un’ottima digestione.

Ciò che sta a cuore a questo maestro d’arte bianca è la salute dei suoi clienti. Ha infatti introdotto nel suo menu in alcuni giorni fissi di tutti i mesi due farine speciali da cui ricavare pizze altrettanto particolari: una “integrale -20” adatta per chi è sotto regime sportivo quindi per atleti professionisti e la “Zenofico” adatta per chi soffre di glicemia alta. Un’attenzione tutta particolare riservata a chi per vari motivi fin ora non poteva mangiare una buona pizza.

Massimo, però, non smette di stupire. In extremis, ci dice, con la ritrosia tipica di un uomo umile, che è molto attivo nel sociale: fa parte infatti dell’associazione Onlus “Si può dare di più” nata, a Marechiaro, con lo scopo di introdurre nel mondo del lavoro i giovani affetti da autismo. E cosa potrebbe insegnare loro, Massimo? <<Dirigo il laboratorio “Dalla Farina alla Pizza”:  insegno loro a fare prima la pasta, poi la pizza e alla fine se la mangiano>>.

Da Massimo

Imperdibile la sua “Margherita Rivisitata” ad impasto diretto, lievitata 36 ore e  preparata con farine Grandi Molini Italiani   (70% verace 30% Ricchezza) condita con mozzarella di bufala Campana, pomodorino ciliegino, basilico, gocce di pesto e giro di  olio extravergine. Da menzionare anche: la “Buona Buona” insaporita da datterini rossi e gialli, mozzarella di Bufala, gamberetti e basilico fritto; la “Voglio o mar”con polpo alla Luciana e formaggio di fossa. Tutte prelibatezze che bisogna solo provare!

 

Marika Manna 

Napoli Pizza Village : Martedì 11 giugno assegnate le postazioni e presentato il contest

NapoliPizzaVillage_ settembre 2019Sarà il Palazzo delle Arti di Napoli, martedì 11 giugno alle ore 11.00, la sede del sorteggio per assegnare le postazioni al Napoli Pizza Village 2019 alle pizzerie partecipanti. Gli organizzatori hanno deciso che sarà il pubblico a completare, attraverso il proprio voto, il panel delle pizzerie presenti all’evento in programma dal 13 al 22 settembre sul lungomare partenopeo. Il contest per scegliere le ultime due pizzerie che prenderanno parte alla manifestazione si svilupperà sulla pagina Facebook del Napoli Pizza Village, dal 20 giugno al 20 luglio.

Un mese, dunque, per votare la pizzeria preferita che, attraverso il giudizio del pubblico, farà parte delle prescelte del NPV 2019.

La nostra filosofia è sempre stata quella della trasparenza e della qualità. – affermano Claudio Sebillo ed Alessandro Marinacci, Ceo Oramata, la società organizzatrice del NPV – Perciò quest’anno abbiamo pensato di lasciare al pubblico, che è il vero fruitore del prodotto pizza e dell’evento, la scelta di due pizzerie, esprimendo la propria preferenza”.

Martedì 11 giugno al PAN, anche in diretta sulla pagina Facebook del @ Napoli Pizza Village , saranno presentati alla stampa i pizzaiuoli già selezionati. Il sorteggio, effettuato da un ospite a sorpresa, assegnerà ad ogni pizzeria la sua posizione in batteria sul lungomare. Mentre, per conoscere gli ultimi due nominativi partecipanti, bisognerà attendere il termine delle votazioni (20 luglio), quando il pubblico avrà sancito con il proprio giudizio le scelte finali.

KUHNE UFFICI STAMPA

UNITI PER LA PIZZA su RAI 1 a “La Vita in Diretta”

Dopo “La Pizza Napoletana Spicca il Volo”pizza in mongolfiera a quota 1276 metri,lunedì 13 maggio presso il Panificio Meninno, ovvero lo storico forno di Antonio Lo Russo a Vallesaccarda in provincia di Avellino, si terrà una nuova impresa da Record per il Maestro Maurizio Stanco.

“Uniti per la Pizza”l’evento che vedrà sette pizzaioli provenienti da varie regioni d’Italia: Marco Sotero , Pietro Fontana, Antonello Scatorchia , Andrea Cucciniello, Daniele Heddi, Luigi Gallo,Mario Sorrentino unitamente ad altri professionisti di quest’arte bianca, cimentarsi nel realizzare con il panetto più grande al mondo, del peso di ben 50kg, una pizza Margherita dal diametro di oltre 2 metri.

Quindi una grande pala in legno realizzata apposta per stendere e infornare l’enorme panetto, poi un imponente forno per cuocere la pizza più grande mai realizzata al mondo.Presente all’evento la storica trasmissione pomeridiana di RAI 1 “La Vita in Diretta” con l’inviato Massimo Proietto in collegamento lunedì 13 maggio dalle ore 16.50.

Una sola pizza Margherita basterà per tutti gli ospiti presenti e aiuterà il Maestro Maurizio Stanco, ideatore e organizzatore dell’eccezionale evento“Uniti per la Pizza”a passare il messaggio che solo l’unione fa la forza, che uniti si riesce sempre in ogni impresa.

 

 

Comunicazione stampa e social

Angela Merolla

meroangela@libero.it

cell.320 861 9820

Un milione di visualizzazioni per i 3oo pizzaioli del contest #pizzaward

Il 21 maggio la presentazione a Tutto Pizza

Ecco i 25 pizzaioli già in corsa per la fase web

Grande successo per la nuova fase di gara ideata da Mysocialrecipe, in occasione della quarta edizione del contest #pizzAward. La competizione internazionale del mondo pizza più attesa dell’anno è partita con una “fase social”, tutta giocata su Facebook, che ha visto una partecipazione eccezionale da tutto il mondo!

«In poco più di venti giorni, circa 400 pizze da tutto il globo. Sapevamo che i pizzaioli fossero “social”, ma i risultati di questa prima fase superano qualunque aspettativa. Non soltanto per la partecipazione dei diretti interessati, ma anche per quella di tutte le persone che hanno votato le pizze e sostenuto i loro beniamini. Un successo di cui siamo molto soddisfatti» dichiara Francesca Marino, CEO di MySocialRecipe.

Il 21 maggio sarà l’occasione giusta per presentare tutte le novità di questa quarta edizione partita col botto: alla Mostra d’Oltremare è prevista infatti alle 10.30 una presentazione dei risultati della Fase Social e il lancio della Fase Web, nell’ambito del Tutto Pizza.

Ognuno dei candidati a questa prima fase ha “incrociato le dita” sperando di raccogliere abbastanza like per passare al livello successivo della sfida. Sì perché la nuova formula prevede che soltanto i 25 più votati dalla community di Fb possano accedere alla fase web che invece sarà giudicata  dalla prestigiosa giuria di giornalisti enogastronomici ed esperti del settore, chiamata a valutare le proposte dei partecipanti: Anna Scafuri (giornalista RAI) torna a ricoprire il ruolo di presidente, e con lei Giuseppe Cerasa (Le guide Repubblica), Alessandro Circiello (chef della FIC e personaggio televisivo), Patrizio Roversi (conduttore televisivo) e Scott Wiener (foodblogger), coordinati da Tommaso Esposito (Medico e giornalista enogastronomico).

L’iniziativa è sostenuta da AdHocMolino Caputo, La Fiammante, Scugnizzonapoletano, Sorì, San Benedetto, Olitalia e Parmigiano Reggiano.

Mediapartner Alice TV, Il Mattino, LucianoPignataro Wine Blog, Italia a Tavola, Pizza&Core e Sala&Cucina.

Partner del contest sono Event Planet food, e AIS Associazione Italiana Sommelier, CuArtigiana, la Scuola Dolce&Salato, Palazzo Caracciolo MGallery by Sofitel.

Ed ecco i nomi dei 25 pizzaioli:

Albanese Tanio

Bombaci Corrado

Brancaccio Luca

Cagliostro Rocco

Canosci Stefano

Capece Francesco

Colosimo Dennis

Consoli Alessandro

Del Gaudio Daniele

Della Brenda Luca

Di Francesco Johnny

Ferrara Fabio

Ianuese Raffaele

Maraucci Antonio

Medda Davide

Pace Enzo

Perillo Salvatore

Piersanti Gianluca

Pinturicchio Antonio

Polito Francesco

Pone Francesco

Quarta Daniele

Santoro Giuseppe

Scandurra Lele

Valente Stanislao

 

Ufficio Stampa:

My Social Recipe

La cultura per i buoni prodotti ha incontrato la sapienza gastronomica del pizzaiolo Errico Porzio, durante la VI tappa Degustì. Il tour degustativo enogastronomico, promosso dalla Luigi Castaldi Group, ha fatto tappa nella Pizzeria Porzio di Soccavo.

“Soccavo sta conoscendo un importante richiamo turistico grazie alla nostra proposta gastronomica” spiega il maestro pizzaiolo Errico Porzio. “Nel mio locale arrivano avventori anche da fuori provincia per scoprire il gusto di una buona pizza al piatto”. Il pizzaiolo Porzio specifica le caratteristiche il suo disco di pasta. “Mi pongo in una via di mezzo fra tradizione e innovazione – afferma Porzio – la pizza che realizzo ha un cornicione nè troppo sottile, come la tradizionale ruota di carro, nè troppo pronunciato come dettato dalle nuove tendenze della pizza”.

Con Degustì a Soccavo si è prodotto valore sulla pizza, un piatto che parla di napoletanità e la diffonde nel mondo con il suo celebre tricolore. Per questa prerogativa di qualità, la pizza richiede prodotti di eccellenza del territorio campano, come i pomodori della linea DiMè. L’ortaggio mediterraneo per eccellenza proviene dalla riserva naturale del Sele, dove i pomodori vengono raccolti a mano e trattati nel rispetto della loro natura.

“Ho avuto modo di apprezzare i pomodori della DiMè, soprattutto l’ottimo Corbarino. Un prodotto che valorizza il mio operato con qualità di sapore e genuinità” ha spiegato Errico Porzio. “Durante la serata Degustì ho presentato pizze condite con la pacchetella gialla e rossa, una vera rivelazione per me e gli ospiti che erano presenti”. “La pacchetella della ditta Dimè continuerò ad utilizzarla perchè è l’unica a garantirmi caratteristiche di equilibrio nel gusto, nè troppo acido nè troppo dolce”, ha proseguito il maestro pizzaiolo.

Grande attenzione viene posta anche sul fronte del beverage con la birra, fedele accompagnamento della pizza. “Offriamo un’ampia scelta, dalle birre artigianali a quelle presenti in commercio come la Ichnusa, la Heineken e la Moretti. Ma consigliamo le qualità artigianali perchè più adatte a garantire la digeribilità durante il pasto” ha spiegato Errico Porzio. Per l’evento Degustì sono state abbinate le birre della ditta Antoniana che, nelle declinazioni Kraft, Kellner, Double e Ipa, hanno innaffiato l’eccellente disco di pasta firmato Errico Porzio.

A la città della pizza 2019 un menu di oltre 100 proposte per raccontare il prodotto italiano più amato del mondo.

 I migliori pizzaioli dello Stivale per una tre giorni da non perdere.

A completare il calendario laboratori, workshop, convegni.

Spazi dedicati agli addetti ai lavori e ai più piccoli.

Roma si prepara a vivere una tre giorni ricca di gusto, con sapori e aromi provenienti da ogni angolo della Penisola. Saranno infatti più di 60 – tra pizzaioli, chef e personalità del settore – i protagonisti della terza edizione de La Città della Pizza, il grande evento, organizzato da Vinòforum in collaborazione con Ferrarelle, in programma a Roma da venerdì 12 a domenica 14 aprile presso gli oltre 5.000mq di Ragusa Off (Via Tuscolana, 179).

In prima fila le cosiddette “case”, le “temporary pizzerie” suddivise nelle categorie “Napoletana”, “All’italiana”, “A degustazione”, “Romana”, “Al taglio” e “Fritta”, alle quali va aggiunto lo spazio dedicato ai “Fritti all’italiana”, per un quadro generale di 12 postazioni giornaliere. Non mancherà inoltre, a grande richiesta, un’area riservata al “Gluten Free”. Nel menu di ogni pizzeria ci saranno una margherita o una marinara, un cavallo di battaglia e una special edition creata appositamente per la manifestazione, per un totale di oltre 100 pizze differenti. Si va dunque dai classici intramontabili a proposte più estrose, come, solo per fare alcuni esempi, la Dolce Forte (con impasto al cacao, cinghiale sfilettato, lardo di Cinta Senese, pecorino stagionato in fiocchi, olive nere al forno e olio evo), la Irpina(con cipolla ramata di Montoro, pancetta croccante, fior di latte, Castagna di Montella IGP, patata di Trevico, lardo, basilico e olio evo) o, per finire, la Verdicchio e Ciauscolo (con ciauscolo croccante, crema di Verdicchio, fior di latte e julienne di porri). Tra i fritti, immancabili supplì, crocchette, arancini, frittatine di pasta e altre golose creazioni.

Ecco quindi, giorno per giorno, tutti i protagonisti selezionati – in base al manifesto dell’evento: www.lacittadellapizza.it/il-manifesto – dal team di autori composto da Emiliano De Venuti, ideatore e CEO di Vinòforum, dal maestro pizzaiolo Stefano Callegari e dai giornalisti Luciano Pignataro, Tania Mauri e Luciana Squadrilli.

Venerdì 12, a partire dalle ore 18.00 e fino alle 24.00, accendono i forni:
Alessio Mattaccini (Spiazzo), Francesco Arnesano (Lievito, Pizza, Pane), Tommaso Vatti (La Pergola), Carlo Sammarco (Carlo Sammarco Pizzeria 2.0), Angelo Pezzella (Angelo Pezzella Pizzeria Con Cucina), Valentino Tafuri (3 Voglie), Marco Rufini (Casale Rufini), Giuseppe Pignalosa (Le Parule), Angelo Tantucci (Capriccio), Francesco Di Ceglie (Il Monfortino), Giancarlo Casa (La Gatta Mangiona), Carmine Donzetti (Pizza & Fritti).

Sabato 13, dalle ore 11.00 alle 24.00, vanno in scena:
Martino Bellincampi (Pastella), Mario Panatta e Sara Longo (Pizza Chef), Davide Fiorentini(‘O Fiore Mio), Angelo Greco e Giuseppe Furfaro (Trianon), Rosario Ferraro (L’Antica Pizzeria da Michele), Matteo Aloe (Berberè), Sami El SabawySalvatore Santucci (Ammaccàmm), Lello Ravagnan (Grigoris), Errico Porzio (Pizzeria Porzio), Giuseppe Maglione (Daniele Gourmet), Fabio e Michele Tramontano (Al ritrovo degli amici).

Domenica 14, dalle ore 11.00 alle 22.00, giornata di chiusura affidata a:
Marco e Antonio Pellone (Ciro Pellone Pizzeria), Filomena Palmieri (Pizzeria Da Filomena), Denis Lovatel (Da Ezio), Ciccio Vitiello (Casa Vitiello), Vincenzo Esposito (Carmnella), Alessandro Coppari (Mezzo Metro), Mirko Rizzo e Jacopo Mercuro (180g Pizzeria Romana), Ciro Salvo (50 Kalò), Pier Daniele Seu (Seu Pizza Illuminati), Ivano Veccia (Qvinto), Roberto Orrù (Sa Scolla), Isabella De Cham, (Isabella De Cham Pizza Fritta).

A firmare la proposta gluten free saranno, per tutta la durata dell’evento, Diego Vitagliano e Sara Palmieri (10 Diego Vitagliano). Sarà presente infine “La Casa della Semola”, uno spazio firmato da Casillo e dedicato alla pizza realizzata con Semola d’Autore 100% grano duro. Tante le possibilità di abbinamento, potendo scegliere tra le diverse etichette di birre artigianali firmate Baladin e i vini biologici marchigiani dell’Azienda Vitivinicola Ciù Ciù.

“Forti dell’esperienza delle due precedenti edizioni – dichiara Emiliano De Venuti – abbiamo ancora una volta riunito i migliori interpreti della pizza in Italia. Questo per offrire ai visitatori l’opportunità di vivere un’esperienza unica, degustando piccoli capolavori provenienti da diverse regioni italiane. La Città della Pizza si conferma come il luogo di incontro ideale tra i grandi artigiani di questa icona gastronomica e il pubblico degli appassionati”.

Per chi desidera trascorrere momenti ancora più coivolgenti sarà possibile partecipare – solo su prenotazione – agli appuntamenti di “Maestri in Cucina Ferrarelle”, pranzi e cene a quattro e sei mani che vedranno al forno, e ai fornelli, maestri pizzaioli insieme a grandi chef. Queste le coppie, e per ultimo un terzetto, all’opera: venerdì 12, ore 20.30, Giuseppe Vesi (Pizza Gourmet) e Paolo Trippini (Trippini); sabato 13, alle ore 13.30, Luca Belliscioni (Pizzeria Sesamo)e Fabio Vorraro (Mamma Elena Restaurant), e, alle 20.30, Salvatore Grasso (Pizzeria Gorizia 1916)e Mattia Filosa (Civico 57); domenica 14, alle 13.30, Ciro Scamardella, (Pipero), Diego Vitagliano (10 Diego Vitagliano) e Salvatore Di Matteo (Di Matteo). A rendere ancora più esclusivo ogni incontro, gli abbinamenti con lo Champagne Rosé firmato Ruinart, la più antica Maison de Champagne.

Ricchissimo il calendario convegnistico, con laboratori e workshop dedicati rispettivamente ad appassionati e addetti ai lavori, che spazieranno in lungo e in largo nell’universo pizza. Tra i protagonisti ci saranno: Franco Pepe (Pepe in Grani), Gabriele Bonci (Pizzarium), Renato Bosco (Saporè), Francesco Martucci (I Masanielli), Francesco e Salvatore Salvo (Pizzeria Francesco&Salvatore Salvo), Marzia Buzzanca (Percorsi di Gusto), Teo Musso (Baladin), Fabrizio Franco e Omar Abdel Fattah (Pane e Tempesta), Salvatore Gatta (Fandango), Paolo De Simone (Da Zero), Angelo Rumolo (Pizzeria Castello), Fabio Ciriaci (Gusto Madre Alba), Luigi Cippitelli (Pizzeria Luigi Cippitelli), Walter Musco (Bompiani), Roberta Esposito (La Contrada), Pasqualino Rossi (Elite), Edoardo Papa (In Fucina), Petra Antolini (Settimo Cielo), Angelo Iezzi (Presidente Associazione Pizzerie Italiane), Giancarlo Giambarresi (Presidente dell’Associazione Panificatori Fiesa Assopanificatori Confesercenti di Roma).

Per i più piccoli in programma i divertenti ed educativi “Kids Lab”, realizzati anche quest’anno grazie alla collaborazione con Boing (canale 40 del DTT) e Cartoonito (canale 46 del DTT) e dedicati appunto ai bambini dai 4 ai 12 anni.

Sul palcoscenico di “Stand up Pizza”,organizzato in partnership con Pizza On The Road, si esibiranno inoltre, suddivisi in quattro sessioni (sabato e domenica, ore 11.30 e 15.30) i 10 pizzaioli selezionati per l’omonimo contest, che consentirà al vincitore di partecipare alla prossima edizione de La Città della Pizza.

Altri contenuti importanti saranno quelli di “Emergente Pizza Chef” e “Emergente Chef d’Italia”, format firmati dai giornalisti Luigi Cremona e Lorenza Vitali. A sfidarsi per ottenere la qualificazione alla finale nazionale, in programma ad ottobre, saranno in questo caso gli “emergenti” del Centro-Sud (under 30 per gli chef e under 35 per i pizzaioli).

Non mancherà infine un’area riservata alle “Materie prime”, con focus sui principali ingredienti della pizza: farina, pomodoro, mozzarella e olio extravergine di oliva, che saranno al centro di degustazioni e incontri tematici in compagnia di importanti aziende produttrici.
La Città della Pizza darà spazio anche a tutti quegli ingredienti d’eccellenza che rappresentano il topping perfetto nei menu di tante pizzerie: dal Prosciutto di San Daniele Dop, rappresentato dal Consorzio di Tutela, ai pomodori e le conserve di Casa Marrazzo, passando per i Tartufi, il Caviale, le Alici, il Tonno e la Mortadella di Bologna Igp.

Ufficio Stampa:

MG Logos

 

Fiore Bianco è il locale in via Arenaccia a Napoli che propone un assaggio di Londra per il suo stile industrial. La location è ricca di richiami ai bistrot della capitale inglese. Il suo cuore però è napoletano, a confermarlo è una proposta gastronomica incentrata sulla pizza napoletana, interpretata con un pizzico di intrigante novità.

La tradizione legata al piatto partenopeo per eccellenza viene seguita con passione da uno staff giovane e competente, animato dall’ entusiasmo di portare a Napoli un prodotto nuovo e in grado di trasmettere emozioni. “Vogliamo rinnovare l’amore per la pizza a Napoli – spiega Fabiano Roberto, pizzaiolo e titolare di Fiore Bianco – facciamo in modo che la pizza non si estingua, dandole quel pizzico di innovazione in grado di suscitare desiderio e scoperta”.

Fabiano Roberto e Dario Viscardi sono i due giovani e brillanti imprenditori del settore pizzeria che hanno dato vita al progetto Fiore Bianco. Insieme amano il prodotto che creano e lo trasmettono ogni giorno ai loro clienti con la qualità della pizza. Coinvolti in un progetto che mantiene vivo il concetto gastronomico del disco di pasta napoletano, i due ragazzi uniscono le loro forze con il proprio background di esperienze per creare un prodotto che riesce a distinguersi e a stupire il palato.

Fabiano ha intrapreso la carriera di pizzaiolo dopo aver maturato esperienza in cucina, perciò possiede la conoscenza dei prodotti di cucina sotto l’aspetto organolettico e dei tempi di cottura. Dario Cage invece è figlio di una lunga generazione di panificatori. La sua famiglia gli ha trasmesso l’amore per l’arte bianca, che lui ha portato avanti applicandola alla pizza. Insieme creano un’esplosione di qualità per il loro prodotto, bravi e affiatati come sono. “Bastano tre elementi per creare un’esplosione di sapore” spiega Dario Viscardi. Il pizzaiolo ha dimostrato questo concetto nella ricetta di pizza con radicchio semi caramellizzato, gorgonzola dolce, riduzione di melograno con succo di mela e limone. Il tocco finale è stato dato dalle foglie di melissa.

Da Fiore Bianco il pubblico ha la possibilità di riscoprire la pizza sotto un aspetto inedito. Alcuni impasti sono prova della visione a tratti visionaria di Dario Viscardi, che propone panetti alternativi come quello alla rapa rossa e Campari. Il suo estro si unisce alla sapienza gastronomica che ha acquisito sul campo lavorando insieme al suo collega Fabiano Roberto, che ogni giorno accosta il mondo della cucina a quello della pizza.

 

 

La Città della Pizza 2019: Maestri pizzaioli e grandi chef danno spettacolo. 

A completare la ricchissima offerta dell’evento, ecco i “Maestri in Cucina Ferrarelle”: pranzi e cene a 4 e 6 mani per celebrare l’incontro della pizza con l’alta gastronomia.

A La Città della Pizza arrivano i “Maestri in Cucina Ferrarelle”, spettacolari e golosi incontri che vedono protagonisti, insieme, maestri pizzaioli e grandi chef. Un plus di livello che va ad aggiungersi alla già ricchissima offerta della terza edizione dell’evento organizzato da Vinòforum in collaborazione con Ferrarelle, in programma a Roma da venerdì 12 a domenica 14 aprile presso gli oltre 5.000mq di Ragusa Off (via Tuscolana, 179).

Quattro gli appuntamenti – disponibili solo su prenotazione e dedicati a chi è in cerca di un’esperienza unica – durante i quali l’arte della pizza incontrerà quella dell’alta cucina, in un gioco di contaminazioni che non mancherà di sorprendere i partecipanti.

“Ferrarelle è Main Partner de La Città della Pizza dalla sua prima edizione: un evento che ci permette di rafforzare con soddisfazione il lavoro che stiamo facendo nel mondo della pizza di qualità e dell’alta ristorazione”, sottolinea Laurea Montella, Event Manager Ferrarelle.

Ecco dunque l’elenco dei pranzi e delle cene a 4, e per la prima volta anche a 6 mani, in scena durante La Città della Pizza 2019.
Venerdì 12 aprile, alle ore 20.30, aprono le danze il maestro pizzaiolo napoletano Giuseppe Vesi, della pizzeria Pizza Gourmet (NA), e Paolo Trippini, chef umbro del ristorante Trippini di Civitella del Lago (TR).
Tutta campana è invece la coppia che si esibirà sabato 13, alle ore 13.30, ovvero Vincenzo Esposito della pizzeria Carmnella (NA) e Fabio Vorraro, chef del Mamma Elena Restaurant di San Giuseppe Vesuviano (NA).
Alle ore 20.30 la tradizione di Salvatore Grasso, di Pizzeria Gorizia 1916, storica insegna partenopea, sposerà il talento del giovane Mattia Filosa, del ristorante Civico 57 di Formia (LT).
Domenica 14 aprile, alle ore 13.30, gran chiusura affidata all’estro e alla tecnica di Ciro Scamardella, chef stellato di Pipero a Roma, Diego Vitagliano, nome emergente del panorama napoletano con la sua pizzeria 10 Diego Vitagliano, e Salvatore Di Matteo, maestro pizzaiolo di Di Matteo (NA), altra insegna mitica di Via dei Tribunali.

Per rendere il tutto ancora più esclusivo, ogni portata verrà abbinata a un calice di Champagne Ruinart Rosé, un blend – tra gli Chardonnay Premier Cru della Côte de Blancs e il Pinot Noir Premier Cru della Montagne de Reims e della Valle della Marne – elegante e raffinato, firmato dalla più antica Maison de Champagne, per l’appunto Ruinart.

“Intrigante, esotico, audace e inaspettato: è questo ciò che caratterizza lo Champagne Ruinart Rosé che, pensato in abbinamento alla pizza gourmet, la massima espressione italiana dello street food di alta qualità, è in grado di invitare gli ospiti a intraprendere un indimenticabile viaggio nel gusto”, racconta Silvia Rossetto, Senior Brand Manager Ruinart.

E, come detto, quello di “Maestri in Cucina Ferrarelle” è un format che completa un programma quanto mai fitto e gustoso, che vedrà la partecipazione di circa 50 tra i migliori pizzaioli del Paese.

A partire ovviamente dalle “case”, le 12 pizzerie giornaliere in grado di offrire, durante tutto l’evento, oltre 100 pizze differenti (comprese le gluten free), insieme a un’ampia proposta di “fritti all’italiana”. In abbinamento la possibilità di scegliere tra le birre artigianali firmate Baladin e i vini biologici marchigiani dell’Azienda Vitivinicola Ciù Ciù.

Sul fronte workshop, previsti interessanti incontri tematici sui trend della pizza (per addetti ai lavori), che vedranno protagoniste figure di spicco del panorama nazionale. Dalla teoria si passa invece alla pratica con i laboratori di “lezioni di pizza”, aperti al pubblico e guidati da grandi maestri pizzaioli. Spazio anche per i più piccoli con i divertenti ed educativi “Kids Lab”, realizzati anche quest’anno grazie alla collaborazione con Boing (canale 40 del DTT) e Cartoonito (canale 46 del DTT) e dedicati appunto ai bambini dai 4 ai 12 anni.

 

COLPO D’OCCHIO – LA CITTÀ DELLA PIZZA 2019
LOCATION: Ragusa Off – Via Tuscolana, 179 – Roma
GIORNI E ORARI DI APERTURA: Venerdì 12 aprile ore 18.00 – 24.00 / sabato 13 aprile ore 11.00 – 24.00 /
domenica 14 aprile ore 11.00 – 23.00
Ingresso gratuito.
Per tutte le info e le prenotazioni www.lacittadellapizza.it

 

Ufficio Stampa:

MG Logos Communication Agency

 

 

12, 13 e 14 aprile 2019 – presso il “Ragusa Off” (Via Tuscolana, 179), a Roma

A LA CITTÀ DELLA PIZZA
TUTTI A SCUOLA DAI GRANDI MAESTRI PIZZAIOLI

Nello spazio workhsop e laboratori una full immersion nel goloso mondo della pizza, tra impasti, cotture, topping e abbinamenti.

Un ricchissimo calendario di workshop e laboratori in grado di soddisfare tutte le esigenze e le curiosità del pubblico di appassionati e di addetti ai lavori. Questo è quanto si prepara ad andare in scena, insieme alle oltre 120 ricette di pizza e stuzzicanti proposte food, nello spazio convegnistico della terza edizione de La Città della Pizza, manifestazione organizzata da Vinòforum in collaborazione con Ferrarelle, in programma a Roma da venerdì 12 a domenica 14 aprile presso gli oltre 5.000mq di Ragusa Off (via Tuscolana, 179).

Molti gli argomenti sotto i riflettori: dalla sempre viva attenzione per gli impasti alla cura per i topping, senza dimenticare l’importanza degli abbinamenti che fanno ormai parte dell’offerta delle migliori pizzerie dello Stivale. In sintesi un viaggio attraverso i trend in continua ascesa e le certezze ormai conseguite.

Partendo dai workshop (riservati agli addetti ai lavori), ecco quindi tutti gli appuntamenti, giorno dopo giorno:
Venerdì 12 aprile, alle ore 17.00 apertura in grande stile, con la partecipazione straordinaria del maestro pizzaiolo Franco Pepe (Pepe in Grani), per “Pizza full experience”. Un excursus sugli aspetti nutrizionali della pizza, sempre più sotto la lente di ingrandimento per i pizzaioli alla ricerca del giusto equilibrio tra gusto e salute.
Alle ore 19.00 si prosegue parlando di “Pizza e cocktail”. Un fenomeno in continua espansione, tanto che il birrificio Baladin, pioniere del movimento artigianale nella Penisola, nel 2018 ha creato il Beermouth, uno spirit nato dall’unione di una birra di grande personalità e struttura con una miscela di 13 erbe botaniche tradizionali. Il Beermouth sarà alla base di un cocktail creato in onore dei 100 anni del Negroni; in abbinamento Salvatore Salvo (Pizzeria Francesco&Salvatore Salvo) proporrà una pizza fritta studiata ad hoc. Il workshop vedrà la partecipazione di Teo Musso(Baladin).
Sabato 13, alle ore 11.30, il buongiorno è “scrocchiarello” con “Pizza romana: alle origini di uno stile”. Passato, presente e futuro della pizza capitolina, dagli storici forni di quartiere agli impasti contemporanei con topping gourmet. A partecipare saranno le diverse anime del panorama romano: il precursore Giancarlo Casa (La Gatta Mangiona), l’innovatore Gabriele Bonci (Pizzarium), l’inventore del mitico trapizzino Stefano Callegari (Sforno e Tonda), le nuove leve Francesco Arnesano(Lievito), Fabrizio Franco e Omar Abdel Fattah (Pane e Tempesta); in questo contesto una delle voci sarà rappresentata anche da Confesercenti Nazionale con l’Associazione Panificatori.
Alle ore 17.15 si cercherà di dare una risposta all’interessante quesito “Cosa significa pizza di territorio?”. A spiegare vantaggi e svantaggi del fare la pizza fuori dalle grandi città saranno Salvatore Gatta (Fandango), Paolo De Simone (Da Zero), Angelo Rumolo (Pizzeria Castello).
Altro tema di sicuro interesse è quello che riguarda il modo migliore per concludere una serata in pizzeria, tra pizze dolci e dessert al cucchiaio, tradizione e sperimentazione. Alle ore 18.30 ecco dunque “La pasticceria in pizzeria”. A discuterne saranno un grande pasticcere italiano e due pizzaioli dal passato “dolce”, Fabio Ciriaci (Gusto Madre Alba) e Luigi Cippitelli (Pizzeria Luigi Cippitelli), a riprova del fatto che pizzeria e pasticceria (entrambe discipline dell’arte bianca) hanno molto in comune.
L’ultima giornata di lavori, domenica 14 aprile, si apre alle ore 12.00 con “L’ondata veneta continua?”. In Veneto si è sviluppato un nuovo modo di concepire e fare la pizza, distaccandosi dalla tradizione napoletana. Ne parlano e ne indagano il futuro due grandi rappresentanti, con due stili differenti: Renato Bosco (Saporè) e Denis Lovatel (Da Ezio).
Chiusura, alle ore 17.00, affidata a “La pizza vegetariana”. Quello del vegetarianesimo è senza ombra di dubbio un trend in continua espansione e il mondo vegetale sta entrando con forza sempre maggiore anche nelle pizzerie. Tra i più attivi su questo fronte ci sono sicuramente due tra i maggiori esponenti di Roma e Napoli: Pier Daniele Seu (Seu Pizza Illuminati) e Ciro Salvo (50 Kalò).

Ma, La Città della Pizza sarà per tutti gli appassionati anche un’occasione straordinaria per carpire i segreti dei migliori maestri pizzaioli d’Italia. Grazie ai laboratori infatti, i pizza lover potranno seguire in prima persona, con le mani in pasta, i preziosi consigli dei professionisti.
Si parte venerdì 12 aprile, alle ore 19.00, con “Pizza in teglia” e a salire in cattedra sarà proprio il re della pizza al taglio, Gabriele Bonci.
Sabato 13, alle ore 13.30, al via l’utilissimo corso “La Pizza di Casa”, durante il quale Marzia Buzzanca (Percorsi di Gusto), spiegherà come fare ad ottenere una pizza gustosa e perfetta anche nel forno di casa.
Alle ore 16.15, con Davide Fiorentini (O’ Fiore Mio), si va a scuola di “Topping”. Alla ricerca dei condimenti, semplici o più ricercati, in grado di rendere speciale ogni pizza. L’eccellenza del Made in Italy sarà protagonista del laboratorio con il Prosciutto di San Daniele Dop.
Alle ore 19.00 i fun della “versione croccante” potranno prendere appunti durante il lab “Impasto per la pizza romana” a dirigere i lavori i romani veraci Jacopo Mercuro e Mirko Rizzo (180g Pizzeria Romana).
E, a proposito di “Impasti”, l’appuntamento imperdibile, domenica 14 aprile, alle ore 12.00, è con Francesco Martucci (I Masanielli), caposcuola della nouvelle vague casertana.
Alle ore 13.30, si riparte da “Il Pane”, sorta di primo amore per molti pizzaioli, proprio come per Renato Bosco (Saporè).
Alle 15.00 riflettori puntanti su “Il pomodoro”, ingrediente principe della pizza. A indicare la via per il migliore utilizzo possibile sarà Roberta Esposito (La Contrada).
Alle ore 16.30 Pasqualino Rossi (Elite) guida i presenti nel mondo de “La pizza nel ruoto”, altro fenomeno in fermento. A fare da sparring partner i formaggi selezionati dall’Onaf.
Si chiude, alle ore 18.00, ancora con i “Topping” e il grande maestro dei condimenti Edoardo Papa (In Fucina), che condurrà i più appassionati in un percorso di aromi e sapori, scegliendo tra materie prime d’eccellenza, tra le quali non mancherà il Prosciutto di San Daniele Dop.

E se gli adulti saranno impegnati nelle “lezioni di pizza”, i più piccoli non resteranno certo a guardare. Pensati per loro sono infatti i divertenti ed educativi “Kids Lab”, realizzati anche quest’anno grazie alla collaborazione con Boing (canale 40 del DTT) e Cartoonito (canale 46 del DTT) e dedicati appunto ai bambini dai 4 ai 12 anni.

“Un’offerta convegnistica e didattica – sottolinea Emiliano De Venuti, CEO di Vinòforum e ideatore de La Città della Pizza – quanto mai ricca e varia. La manifestazione, infatti, rimane a tutti gli effetti un momento essenziale di incontro per gli addetti ai lavori, che in questi tre giorni trovano la nostra iniziativa un ideale palcoscenico di confronto.” 

Infine, in attesa di scoprire i protagonisti di “Maestri in Cucina”, ovvero i grandi chef e i maestri pizzaioli autori dei pranzi e delle cene a quattro mani (con posti limitati), ecco ricapitolati tutti i nomi dei pizzaioli presenti nelle “case” durante la tre giorni de La Città della Pizza 2019:

Ciro Salvo, 50 Kalò, categoria “Napoletana” // Napoli
Pier Daniele Seu, Seu Pizza Illuminati, categoria “All’Italiana” // Roma
Giuseppe Pignalosa, Le Parule, categoria “Napoletana” // Ercolano (NA)
Davide Fiorentini, ‘O Fiore Mio, categoria “A degustazione” // Faenza (RA)
Rosario Ferraro, L’Antica Pizzeria da Michele, categoria “Napoletana” // Napoli
Carlo Sammarco, Carlo Sammarco Pizzeria 2.0, categoria “Napoletana” // Aversa (CE)
Filomena Palmieri, Pizzeria Da Filomena, categoria “Al Taglio” // Castrovillari (CS)
Mirko Rizzo e Jacopo Mercuro, 180g Pizzeria Romana, categoria “Romana” // Roma
Ciccio Vitiello, Casa Vitiello, categoria “Napoletana” // Tuoro (CE)
Giancarlo Casa, La Gatta Mangiona, categoria “All’Italiana” // Roma
Carmine Donzetti, Pizza & Fritti, categoria “Fritta” // Casandrino (NA)
Francesco Arnesano, Lievito, categoria “Al Taglio” // Roma
Lello Ravagnan, Grigoris, categoria “All’Italiana” // Mestre (VE)
Fabio e Michele Tramontano, Al ritrovo degli amici, categoria “Fritta” // Maddaloni (CE)
Tommaso Vatti, La Pergola, categoria “A degustazione” // Radicondoli (SI)
Marco Rufini, Casale Rufini, categoria “All’Italiana” // Gallicano nel Lazio (RM)
Vincenzo Esposito, Carmnella, categoria “Napoletana” // Napoli
Denis Lovatel, Da Ezio, categoria “A degustazione” // Alano di Piave (BL)
Sami El Sabawy, La Pianetta, categoria “Romana” // Fiumicino (RM)
Giuseppe Maglione, Daniele Gourmet, categoria “All’Italiana” // Avellino
Angelo Greco e Giuseppe Furfaro, Trianon, categoria “Napoletana” // Napoli
Alessandro Coppari, Mezzo Metro, categoria “All’Italiana” // Senigallia (AN)
Ivano Veccia, Qvinto, categoria “Napoletana” // Roma
Angelo Tantucci, Capriccio, categoria “All’Italiana” // Monsano (AN)
Errico Porzio, Pizzeria Porzio, categoria “Napoletana” // Napoli
Matteo Aloe, Berberè, categoria “All’Italiana” // Bologna
Valentino Tafuri, 3 Voglie, categoria “All’Italiana” // Battipaglia (SA)
Roberto Orrù, Sa Scolla, categoria “All’italiana” // Baradili (OR)
Salvatore Santucci, Ammaccàmm, categoria “Napoletana” // Pozzuoli (NA)
Mario Panatta e Sara Longo, Pizza Chef, categoria “Al taglio” // Roma

Isabella De Cham, Isabella De Cham Pizza Fritta, categoria “Fritta” // Napoli
Angelo Pezzella, Angelo Pezzella Pizzeria Con Cucina, categoria “Napoletana” // Roma

Francesco Di CeglieIl Monfortino, categoria “Napoletana” // Caserta

Diego Vitagliano e Sara Palmieri, 10 Diego Vitagliano, “Senza glutine” // Napoli
Alessio Mattaccini, Spiazzo, “Fritti all’Italiana” // Roma
Marco e Antonio Pellone – Ciro Pellone Pizzeria, “Fritti all’Italiana” // Napoli
Martino Bellincampi, Pastella, “Fritti all’Italiana” // Roma

 

COLPO D’OCCHIO – LA CITTÀ DELLA PIZZA 2019
LOCATION: Ragusa Off – Via Tuscolana, 179 – Roma
GIORNI E ORARI DI APERTURA: Venerdì 12 aprile ore 18.00 – 24.00 / sabato 13 aprile ore 11.00 – 24.00 /
domenica 14 aprile ore 11.00 – 23.00
Ingresso gratuito.
Per tutte le info e le prenotazioni www.lacittadellapizza.it

Ufficio Stampa:

MG Logos

 

L’11 marzo alla Dolce & Salato la presentazione del libro di Luciano Pignataro

“La pizza. Una storia contemporanea”.

 La tradizione della pizza e la sua evoluzione.

Una storia contemporanea, così viene definita la pizza nel volume omonimo edito da Hoepli del giornalista Luciano Pignataro firma del Mattino di Napoli, autore di numerose pubblicazioni e di uno dei blog più accreditati del panorama enogastronomico italiano. Più che un libro è un vero e proprio manuale che racconta per la prima volta in modo autorevole, il percorso storico e contemporaneo della pizza, un atlante storico e geografico che accompagna il lettore tra le diverse versioni di questo piatto, una riflessione appassionata e competente tra impasti, lievitazioni e cotture. La presentazione lunedì 11 marzo alle ore 18 presso la scuola Dolce & Salato che ha sede a Maddaloni (CE) in via Forche Caudine n. 141, fondata e diretta dai maestri chef Giuseppe Daddio e Aniello di Caprio.

 

Per discutere di tradizione e di evoluzione, quest’ultima avvenuta grazie all’apertura alla formazione, quindi allo studio teorico e pratico di una eccellenza che parte da Napoli e fa il giro del mondo, non poteva che essere il prestigioso ente casertano, punto di riferimento da oltre vent’anni nel settore del cibo, primo nel centro Sud-Italia. La Dolce & Salato è il luogo dove regna conoscenza, mestiere, etica professionale, accoglienza.

 

Con l’autore, Luciano Pignataro, dialogheranno: Gennaro Famiglietti, Console Onorario di Bulgaria e presidente dell’Istituto di Cultura Meridionale; Catello Maresca, magistrato alla Direzione  Nazionale Antimafia e cofondatore dell’Associazione Arte e Mestiere che si occupa di tramandare antichi mestieri della tradizione partenopea e formare al lavoro i ragazzi, in particolare quelli provenienti da famiglie in condizioni di disagio socio-economico; il gastronomo campano Giustino Catalano e il maestro lievitista di fama internazionale, Piergiorgio Giorilli che tratterà l’aspetto tecnico-evolutivo del mondo pizza. A dare il benvenuto, Giuseppe Daddio direttore di Dolce & Salato e a coordinare gli interventi, il giornalista Franco Buononato.

 

Al termine della presentazione ci sarà un assaggio delle pizze di Luigi Castaldo e Antonio Ferraiuolo, i dolci degli allievi dell’istituto di formazione guidati dal maestro Di Caprio.

 

Inoltre, partner dell’evento saranno: Ferrarelle, birra Saint John, Lattai Ponticorvo, Trippicella, Pandiseta di Daniele Landolfi.

 

Ufficio stampa:

Antonella D’Avanzo

 

LA CITTÀ DELLA PIZZA 2019:
PER TRE GIORNI ROMA DIVENTA LA CAPITALE DELLA PIZZA
CON I MIGLIORI INTERPRETI D’ITALIA

Programma straordinario per la terza edizione:
presenti circa 50 tra i migliori pizzaioli d’Italia con oltre 100 golosissime pizze differenti;
focus su abbinamenti e materie prime,
imperdibili incontri a quattro mani con grandi chef.
Grande attenzione per convegni e laboratori,
con uno spazio speciale riservato ai più piccoli.
Aperte le iscrizioni per “Stand Up Pizza”.

L’attesa sta per finire, da venerdì 12 a domenica 14 aprile va in scena a Roma La Città della Pizza 2019 – format ideato da Vinòforum e realizzato con la collaborazione di Ferrarelle – il più importante evento dedicato al prodotto simbolo del Bel Paese. Dopo l’enorme successo delle prime due edizioni, ad ospitare la manifestazione sarà una location tutta nuova, la più grande della Capitale, con oltre 6.000 mq in un unico ambiente: stiamo parlando di “Ragusa Off” di via Tuscolana 179, finita di ristrutturare da pochissimo.

Ed è qui che si alterneranno i migliori pizzaioli d’Italia, rappresentanti delle diverse scuole dal Nord al Sud dello Stivale e selezionati dal team di autori composto da Emiliano De Venuti, ideatore de La Città della Pizza e CEO di Vinòforum, dai giornalisti Luciano Pignataro, Luciana Squadrilli, Tania Mauri e dal maestro pizzaiolo Stefano Callegari. I criteri per la selezione sono stati, come ogni anno, quelli enunciati nel “manifesto” dell’evento (www.lacittadellapizza.it/il-manifesto), ovvero passione, qualità, ricerca, cura e attenzione per tutte le fasi della produzione. In prima fila ci saranno le cosiddette “case”, le 12 pizzerie suddivise nelle categorie “Napoletana”, “All’italiana”, “A degustazione”, “Romana”, “Al taglio”, “Fritta” e “Senza Glutine”. Le case proporranno un menù composto da tre diversi tipi di pizza: margherita o marinara, un cavallo di battaglia e una special edition creata appositamente per l’evento, per un totale quindi di oltre 100 pizze differenti fatte da ben 34 maestri pizzaioli.
Alle case della pizza si aggiungerà una postazione speciale dedicata ai “Fritti all’italiana”, che vedrà un interprete diverso per ogni giornata.
Per ogni pizza ci sarà un abbinamento da sperimentare, a partire da quelli con la Birra Artigianale firmata Baladin e i vini biologici marchigiani dell’Azienda Vitivinicola Ciù Ciù.

Ma non finisce certo qui. Ricchissima è infatti l’offerta convegnistica della manifestazione, con workshop e incontri tecnici dedicati all’evoluzione della pizza, alle nuove tendenze e, più in generale, all’eccellenza agroalimentare; a partecipare saranno alcuni grandi nomi dell’arte della pizza insieme a diversi addetti ai lavori. Ampio spazio anche ai laboratori per grandi e piccini: dai divertenti ed educativi “Kids Lab”, realizzati anche quest’anno grazie alla collaborazione con Boing(canale 40 del DTT) e Cartoonito (canale 46 del DTT) e dedicati ai bambini dai 4 ai 12 anni; fino al palcoscenico di “A Scuola di Pizza”, dove gli adulti potranno imparare tutti i segreti su impasti, cotture e condimenti insieme ai grandi maestri pizzaioli.
Non mancherà poi un’area riservata alle “Materie prime”, con focus sui principali ingredienti della pizza: farina, pomodoro, mozzarella e olio extravergine di oliva che in questa edizione vedrà la partecipazione di importanti aziende produttrici, degustazioni guidate e incontri tematici.
La Città della Pizza darà spazio anche a tutti quegli ingredienti d’eccellenza che rappresentano il topping perfetto nei menu di tante pizzerie: dal Prosciutto di San Daniele Dop, rappresentato dal Consorzio, alle conserve di Casa Marrazzo, passando per i Tartufi, il Caviale, le Alici, il Tonno e la Mortadella di Bologna Igp.

Riflettori puntati per scoprire i protagonisti di “Maestri in Cucina”: pranzi e cene a quattro mani, organizzati con Ferrarelle e disponibili solo su prenotazione, che vedono la partecipazione straordinaria di maestri pizzaioli e grandi chef, stellati e non. Un’esperienza unica, resa ancora più esclusiva dagli abbinamenti con lo Champagne Rosé firmato Ruinart, la più antica Maison de Champagne.

Dopo il successo dello scorso anno, si riaprono le selezioni per “Stand Up Pizza”, il palcoscenico, organizzato con la collaborazione di Pizza On The Road e riservato a tutti quei pizzaioli, nuovi talenti o esperti artigiani, che desiderano entrare a far parte de La Città della Pizza. Al centro della sfida di quest’anno, l’ingrediente, tipico del proprio territorio di provenienza o al quale si è particolarmente legati. Quest’ultimo, utilizzato in ogni sua parte, riducendo al minimo gli sprechi, dovrà essere il principale protagonista della pizza proposta. Per partecipare basta inviare una mail, entro il 15 marzo, a pizza2019@lacittadellapizza.it, indicando la ricetta della pizza e raccontando l’utilizzo dell’ingrediente. I pizzaioli selezionati saranno invitati a presentare la loro pizza il 13 e il 14 aprile alla presenza degli autori de La Città della Pizza, giornalisti sede esperti. La pizza vincitrice del contest consentirà al pizzaiolo di partecipare alla prossima edizione de La Città della Pizza.

La Città della Pizza 2019 amplia sempre più i propri contenuti di valore dedicando un palcoscenico importante a “Emergente Pizza Chef” e “Emergente Chef d’Italia” format firmato dai giornalisti Luigi Cremona e Lorenza Vitali. A sfidarsi per ottenere la qualificazione alla finale nazionale in programma ad ottobre, saranno in questo caso gli “emergenti” del Centro-Sud (under 30 per gli chef e under 35 per i pizzaioli).

“Ci piace sottolineare – dichiara Emiliano De Venuti ideatore della manifestazione e CEO di Vinòforum – come soltanto dopo due anni La Città della Pizza sia diventata un appuntamento fondamentale sia per gli operatori che per gli appassionati. Merito certamente del format inclusivo che soddisfa sia le esigenze di business degli addetti al settore e delle aziende partecipanti, sia le esigenze di formazione ed intrattenimento del vasto pubblico di consumatori e appassionati della pizza”.

Ecco tutti i protagonisti, impegnati nelle “case”, de La Città della Pizza 2019:
Ciro Salvo, 50 Kalò, categoria “Napoletana” // Napoli
Pier Daniele Seu, Seu Pizza Illuminati, categoria “All’Italiana” // Roma
Giuseppe Pignalosa, Le Parule, categoria “Napoletana” // Ercolano (NA)
Davide Fiorentini, ‘O Fiore Mio, categoria “A degustazione” // Faenza (RA)
Rosario Ferraro, L’Antica Pizzeria da Michele, categoria “Napoletana” // Napoli
Carlo Sammarco, Carlo Sammarco Pizzeria 2.0, categoria “Napoletana” // Aversa (CE)
Filomena Palmieri, Pizzeria Da Filomena, categoria “Al Taglio” // Castrovillari (CS)
Mirko Rizzo e Jacopo Mercuro, 180g Pizzeria Romana, categoria “Romana” // Roma
Ciccio Vitiello, Casa Vitiello, categoria “Napoletana” // Tuoro (CE)
Giancarlo Casa, La Gatta Mangiona, categoria “All’Italiana” // Roma
Carmine Donzetti, Pizza & Fritti, categoria “Fritta” // Casandrino (NA)
Francesco Arnesano, Lievito, categoria “Al Taglio” // Roma
Lello Ravagnan, Grigoris, categoria “All’Italiana” // Mestre (VE)
Fabio e Michele Tramontano, Al ritrovo degli amici, categoria “Fritta” // Maddaloni (CE)
Tommaso Vatti, La Pergola, categoria “A degustazione” // Radicondoli (SI)
Marco Rufini, Casale Rufini, categoria “All’Italiana” // Gallicano nel Lazio (RM)
Vincenzo Esposito, Carmnella, categoria “Napoletana” // Napoli
Denis Lovatel, Da Ezio, categoria “A degustazione” // Alano di Piave (BL)
Sami El Sabawy, La Pianetta, categoria “Romana” // Fiumicino (RM)
Giuseppe Maglione, Daniele Gourmet, categoria “All’Italiana” // Avellino
Angelo Greco e Giuseppe Furfaro, Trianon, categoria “Napoletana” // Napoli
Alessandro Coppari, Mezzo Metro, categoria “All’Italiana” // Senigallia (AN)
Ivano Veccia, Qvinto, categoria “Napoletana” // Roma
Angelo Tantucci, Capriccio, categoria “All’Italiana” // Monsano (AN)
Errico Porzio, Pizzeria Porzio, categoria “Napoletana” // Napoli
Matteo Aloe, Berberè, categoria “All’Italiana” // Bologna
Valentino Tafuri, 3 Voglie, categoria “All’Italiana” // Battipaglia (SA)
Roberto Orrù, Sa Scolla, categoria “All’italiana” // Baradili (OR)
Salvatore Santucci, Ammaccàmm, categoria “Napoletana” // Pozzuoli (NA)
Mario Panatta e Sara Longo, Pizza Chef, categoria “Al taglio” // Roma
Diego Vitagliano e Sara Palmieri, 10 Diego Vitagliano, “Senza glutine” // Napoli
Alessio Mattaccini, Spiazzo, “Fritti all’Italiana” // Roma
Marco e Antonio Pellone – Ciro Pellone Pizzeria, “Fritti all’Italiana” // Napoli
Martino Bellincampi, Pastella, “Fritti all’Italiana” // Roma

 

COLPO D’OCCHIO – LA CITTÀ DELLA PIZZA 2019
LOCATION: Ragusa Off – Via Tuscolana, 179 – Roma
GIORNI E ORARI DI APERTURA: Venerdì 12 aprile ore 18.00 – 24.00 / sabato 13 aprile ore 11.00 – 24.00 /
domenica 14 aprile ore 11.00 – 23.00
Ingresso gratuito.
Per tutte le info e le prenotazioni www.lacittadellapizza.it

Ufficio stampa:

MG Logos di Stefano Carboni

 

Il cliente è protagonista della sua esperienza culinaria nella Pizzeria Spicchi d’Autore, realtà enogastronomica napoletana presente nel territorio con tre sedi. Nel locale del Vomero, gestito da Loredana D’Angelo, è possibile personalizzare la propria pizza con quattro gusti. Un concetto di pizza diverso, che permette a Spicchi D’autore di distinguersi nel panorama della ristorazione partenopea. L’idea di base che caratterizza questo format incentrato sulla pizza non è venuta meno durante la serata in partnership con Biancobaccalà, il ristorante guidato da Nino De Filippo che diffonde la cultura del mangiare bene a base di baccalà.

Baccalà Day, punto d’incontro fra pizza e baccalà

In occasione del Baccalà Day le pizze di Spicchi d’Autore hanno incontrato il gusto e freschezza del baccalà di Nino De Filippo, patron di Biancobaccalà. Una cena che ha unito due importanti realtà di ristorazione all’insegna dell’amore per la buona cucina e l’entusiasmo di sperimentare nuovi abbinamenti.

“Durante il Baccalà Day è stato possibile degustare una pizza a due gusti, concetto che sposa la nostra filosofia della pizza” ha spiegato Loredana D’Angelo. “Abbiamo ricevuto ottimi riscontri per la pizza con i gusti che hanno dato lustro alla serata: Biancobaccalà e Bianco Chips” ha proseguito la D’Angelo.

Stando alla descrizione, il primo è un topping rosso con sugo di pomodoro e tocchetti di baccalà. “Si è deciso di chiamarlo Biancobaccalà per la qualità di freschezza e colore bianco del prodotto” ha spiegato la titolare del Spicchi d’Autore. La seconda ricetta, anch’essa creata a quattro mani dalla pizzeria del Vomero e Biancobaccalà, è stata la Bianco Chips. “Questa specialità prende il nome da un prodotto già presente nel menù di Spicchi d’Autore. Sono le chips di baccalà. Una rivelazione di gusto e successo presso il pubblico dei giovani” ha spiegato Loredana D’Angelo.

 

La pizza Bianco Chips, che prende il nome dalla ricetta, ha una base con Fior di Latte, pesto di pistacchio di Bronte, sfoglie di baccalà e chips di baccalà. Anche gli antipasti hanno fatto la loro parte di qualità: ad aprire le danze della serata sono stati gli arancini di riso venere e baccalà e le polpette di baccalà. Anche la cucina nipponica ha incontrato la gastronomia partenopea con baccalà, dando vita al sashimi e alla tartare.

Il progetto Spicchi d’Autore si focalizza sulla ricerca dei prodotti a chilometro zero e sulle farine di qualità che garantiscono prodotti altamente digeribili. “Su questi elementi riceviamo sempre un buon feedback dalla nostra clientela, che ci sceglie per serate all’insegna del gusto per i buoni piatti” ha confermato Loredana D’Angelo.

Il vantaggio di produrre una pizza innovativa è trasmettere un’immagine aggiornata e al passo con i tempi della propria azienda. Questo è il concetto di pizzeria caro a Christian Nasti, pizzaiolo e titolare di NastiEat. Locale di Nocera Inferiore che accoglie una numerosa clientela del posto e proveniente da ogni angolo della Campania, grazie alla sua offerta eclettica di prodotti.

NastiEat è in grado di soddisfare ogni desiderio di appetito in una capiente sala che si sviluppa su due piani e conta ben 170 posti a sedere. Un luogo pensato per essere un punto di ritrovo per gli amanti del relax e della buona cucina. Christian e suo padre Michele predispongono il meglio delle loro conoscenze gastronomiche per offrire una tipologia di ristorazione di qualità, adatta a tutta famiglia e operativa a pranzo e a cena. Ricche insalatone, selezione di carni e salsicce e un’ottima pizza, compongono l’offerta del NastiEat.

Progetto che coniuga benessere e gusto.

Il locale concentra tutta la passione per la ristorazione della famiglia Nasti a partire dal nome, che unisce il cognome del titolare al termine inglese “eat”. Oltre al significato letterale di mangiare, eat richiama un concetto di benessere legato al cibo; valore molto importante per NastiEat. “Tutto viene prodotto nel rispetto della freschezza dei prodotti – spiega Michele Nasti – la carne la riceviamo dal nostro macellaio di fiducia che ci permette di lavorare nel rispetto della massima qualità”. Molto importante anche il valore dell’artigianalità, su cui si sviluppa la scelta e selezione delle salsicce, specialità gastronomica su cui il progetto NastiEat punta molto. Anche i Cordon Bleu e gli hamburger sono fatti a mano. Dei veri sfizi per chi raggiunge il locale a Nocera Inferiore per gustare prodotti di buona gastronomia.

Non mancano i panini, anche loro rientrano nei prodotti che nascono da un saper far competente e motivato dalla passione per la buona cucina. A confermare questo concetto di qualità sono le parole di Michele Nasti. “In ristorazione la buona manodopera deve andare di pari passo alla qualità della materia prima, solo così è possibile procedere verso una direzione di qualità”.

La pizza, un classico che si presta all’innovazione

La pizza rappresenta il prodotto di punta per il NastiEat. Nell’arte bianca il pizzaiolo Christian convoglia tutta la sua passione e attenzione all’ utilizzo delle buone materie prime del territorio. Si richiama così alla filosofia di produzione cara al locale di Nocera Inferiore. La pizza è frutto di un ricordo legato all’infanzia, secondo quanto si apprende dalle parole del titolare ed esperto pizzaiolo Christian. “Sin da bambino seguivo le gesta dei pizzaioli, osservavo mi appassionavo alla loro attività. Ho sviluppato così la mia passione verso l’arte dell’impastamento e, in generale, della cucina” ha affermato. Nasti Eat esprime piena innovazione nel modo di concepire il più antico dei piatti partenopei. La pizza è un prodotto che si evolve in base ai tempi e ai gusti dei nuovi estimatori del prodotto di farina.

Banco di prova di perfezionamento nelle qualità di impasto, la pizza mette alla prova ogni giorno le capacità del pizzaiolo. “È un settore che non conosce immobilità, si è sempre inseriti in un progetto di innovazione. Proponiamo un prodotto contemporaneo che può considerarsi nuovo nel territorio di Nocera Inferiore” ha spiegato Christian Nasti.

 

 

“Un aspetto importante della professionalità del pizzaiolo è l’amore che egli trasmette all’impasto con il suo tatto” afferma Giovanni Senese, pizzaiolo originario di Napoli ma sanremese di adozione: nella città ligure lavora nella pizzeria Al Sessantuno, portando tutto il suo bagaglio di esperienza e il pieno coinvolgimento nel mestiere che svolge con passione.

“L’impasto per la pizza è una creazione che cerco sempre di assecondare nei suoi tempi di lievitazione e maturazione” spiega Senese. Si apprende che è importante gestire i tempi di lievitazione attraverso il metodo di impasto più adatto alle esigenze del lavoro. Giovanni Senese utilizza il metodo diretto:

“Il vantaggio del metodo diretto è quello di ottenere un buon prodotto di farina e allo stesso tempo gestire una grande mole di lavoro” spiega l’artigiano della pizza. “Siamo a pochi passi dal Teatro Ariston di Sanremo e la posizione spiega un notevole flusso turistico che genera clientela nella mia pizzeria “ ha proseguito.

L’attenzione ai tempi di cottura e la selezione di materie prime di qualità sono accorgimenti che non possono mancare nella quotidianità lavorativa di un bravo pizzaiolo: “la bontà dell’impasto e la giusta cottura sono fattori importanti per la riuscita di un prodotto finale qualitativamente buono” afferma Giovanni Senese. “Per il condimento della pizza ciascun operatore sceglie la sua tipologia di prodotti – prosegue – l’importante è che si punti sempre sulla prima qualità. La percezione positiva che i clienti hanno del prodotto è motivo di soddisfazione e sfida quotidiana per chi ama questo mestiere” conclude Senese.

Dalle parole del pizzaiolo emerge l’aspetto del coinvolgimento nel mestiere. Il lavoro viene svolto come una missione quotidiana e crescita professionale insieme alla propria azienda: “ogni mattina mi pongo l’obiettivo di arrivare a fine serata vedendo i clienti contenti del mio operato e il locale in cui lavoro raggiungere alti livelli. Il coinvolgimento nel mestiere è motivo per porsi nuovi obiettivi in una visione crescente: non si finisce mai di imparare” afferma il pizzaiolo di Sanremo.

Grande importanza viene dedicata anche all’aspetto umano del pizzaiolo che non potrà mai essere sostituito dal più avanzato dispositivo di tecnologia alimentare: “il pizzaiolo è in grado di trasmettere il suo amore nel prodotto che crea e di dare al cliente un’accoglienza insostituibile, spiegando la qualità di impasto e le caratteristiche della pizza”, spiega Senese. Si comprende che in questo modo viene meno la barriera tra cliente e azienda e si favorisce un rapporto basato sulla fiducia e la qualità del servizio.

 

 

 

 

Per la Festa di Sant’Antuono a Macerata Campania in arrivo anche Pizzellessa di Luca Doro, la Pizza con le Castagne lesse in omaggio alla tradizione.

Mancano pochi giorni all’inizio della storica “Festa ‘e Sant’Antuono” di Macerata Campania che si svolgerà dal 11 al 17 gennaio 2019 il cui valore è stato  riconosciuto anche dall’UNESCO e che vivrà i suoi momenti topici nelle sfilate di Carri con botti, tini e falci che impegneranno musicalmente oltre 1200 bottari.

PizzellessaPiatto  tipico della festa da sempre è la Pastellessa, pasta con le castagne lesse, e proprio per omaggiare questa tradizione e la festa è in arrivo anche una speciale pizza grazie alla creatività ed al saper fare del pizzaiolo  maceratese dell’Alleanza Cuochi e Pizzaioli Slow Food Luca Doro che, nel suo locale di Via Trieste 50-54 a Macerata, in via straordinaria, preparerà, oltre alle numerose pizze gourmet che contraddistinguono la sua nuova pizzeria di destinazione, anche la Pizzellessa, una Pizza con le castagne lesse.

Questa creazione unica potrà essere gustata presso la Pizzeria Doro Gourmet dal giorno della Befana 6 Gennaio, data nella quale la pizzeria sarà aperta in via straordinaria anche a pranzo, per accompagnare poi tutte le serate fino al termine dei festeggiamenti.

Sostiene Luca Doro:-“ La Festa di Sant’Antuono è un evento imprescindibile non solo per tutti i  maceratesi, ma per tutti gli amanti del folklore popolare e delle identità campane, ho voluto così accogliere i numerosi visitatori che giungeranno nella nostra città per l’evento; la Pizzellessa, insieme a tante altre pizze della Terra Felix sarà anche  parte delle creazioni che farò all’importante Fiera SIGEP che si terrà a Rimini dal 19 al 23 Gennaio, credo, in definitiva,  che ogni Maceratese debba essere ambasciatore della festa nel mondo ”.

 

 

FB Pizzeria Doro Gourmet

Instagram Pizzeria DoroGourmet

Twitter @gourmet_doro

“Il nostro slogan è l’altra dimensione – afferma Domenico Fortino, proprietario di Wip Pizza Burgerci siamo distinti per un prodotto di qualità sin dall’inizio e vogliamo proseguire in questa strada, proponendo ai nostri clienti l’estremizzazione del concetto di buona alimentazione”. Wip Pizza Burger è un’ apprezzata meta gastronomica per gli amanti della buona cucina: il locale è nato a Nocera Inferiore circa quattro anni fa grazie a Domenico Fortino e Lorenzo Oliva, mossi dalla passione per le tradizioni gastronomiche campane. Insieme hanno deciso di iniziare questo progetto con spirito di intraprendenza e voglia di diffondere l’aspetto salutare del cibo.

“Siamo ciò che mangiamo, scegliendo una buona alimentazione ci prendiamo cura di noi stessi e affrontiamo la vita con positività e benessere” afferma il ristoratore di Nocera Inferiore. Saper cogliere le opportunità del territorio per creare un modello di ristorazione basato sui prodotti di filiera controllata è un aspetto importante per distinguersi nel competitivo settore: “Pizza Wip Burger è arredato in stile industrial, rispecchia il miglioramento in divenire che ci contraddistingue – spiega Fortino – ogni giorno perseguiamo la ricerca dei prodotti di qualità”.

Da Wip Pizza Burger la pizza napoletana rimane fedele ai canoni della tradizione partenopea: l’impasto è ottenuto con farina di tipo 0 e la tecnica di preparazione è quella del metodo diretto. Domenico Fortino propone anche pizze con impasti speciali, come quello di farina di tipo 2 o i blend composti di farine biologiche come la Senatore Cappelli, la farina di farro e di canapa.

wip“La pizza è un prodotto interamente realizzato da noi, dalla selezione delle materie prime alla lavorazione dell’impasto – spiega il proprietario del locale a Nocera Inferiore – ci teniamo a conferire la nostra identità artigiana al prodotto di farina”. Domenico Fortino spiega che per avere un prodotto gustoso e digeribile è fondamentale la lenta maturazione dell’impasto, che richiede dalle 24 alle 48 ore.

Gli hamburger sono un’altra specialità della pizzeria braceria: “trattiamo diverse tipologie di carne, la loro varietà ci consente di creare prodotti dal gusto inconfondibile – spiega Fortino – da noi si può gustare l’hamburger di Scottona, Patanegra, Marchigiana e poi dalla esclusiva varietà spagnola Rubia Gallega otteniamo eccellenti tagliate di carne”.

L’aspetto umano gioca un ruolo importante nell’ andamento del locale, grazie a un personale sempre cordiale e aperto ad accogliere nuove e giovani risorse: “lo stage rappresenta uno strumento importante per inserire nuovi volenterosi ragazzi nel nostro staff, a breve arriveranno due allievi dell’Istituto alberghiero di Pagani” spiega Domenico Fortino. “L’ingresso nel mondo del lavoro dei giovani è un aspetto da valorizzare per permettere a ciascun individuo di esprimere le proprie potenzialità”, ha proseguito il ristoratore.

Stando all’esperienza di Domenico Fortino si comprende che il lavoro in ristorazione è impegnativo ma può ripagare con grandi soddisfazioni, l’importante è non perdere di vista i propri obiettivi: “entusiasmo e motivazione sono aspetti che non devono mancare quando ci si confronta con delle sfide – spiega – bisogna ricercare l’aspetto di novità nel proprio lavoro per assicurare sempre la massima qualità dei prodotti ai clienti”. Un altro aspetto importante per lavorare con successo in ristorazione è credere nello spirito di squadra, il ristoratore spiega il concetto con la metafora dell’ingranaggio: “ognuno deve dare il massimo di sé per creare un ingranaggio forte, il contributo di ciascuno è in grado di rendere forte ogni squadra”. 

 

 

“L’arte bianca è una filosofia di vita, il saper fare del pizzaiolo napoletano è famoso in tutto il mondo per le sue gesta tipiche” afferma Vincenzo Varlese, proprietario della pizzeria Sua Maestà La Pizza e interprete della tradizionale pizza napoletana. “Lo schiaffo è il gesto con cui il pizzaiolo allarga il disco di pasta, questo momento mantiene vivo un valore scenografico che accomuna tutti i pizzaioli”.

Si comprende che la figura del pizzaiolo è in grado di dare vita a un prodotto di farina croccante fuori e morbido dentro: sono queste le caratteristiche della pizza napoletana di concezione classica. “A differenza delle specialità del centro nord Italia, dove la pizza è un prodotto più biscottato e molto lievitato, la pizza napoletana è frutto di equilibrio fra una lenta maturazione dell’impasto e cottura di almeno un minuto e trenta secondi” ha spiegato il maestro pizzaiolo.

La pizza deve recuperare la sua identità di pietanza storica, nel settore dell’arte bianca sempre più spesso si assiste a una pluralità di interpretazioni che rischiano di generare confusione: “non bastano gli ingredienti selezionati a creare un prodotto gourmet – spiega Varlese – occorre una ponderata considerazione dei passaggi di impasto, conoscenza della farina e il rispetto dei tempi di cottura necessari per realizzare un prodotto che rispetti il disciplinare della pizza napoletana”.

Un altro aspetto oggetto di riflessione è la percentuale di umidità che non può superare il 55% dell’impasto, come richiede la ricetta classica della pizza: “un prodotto di farina molto idratato ha bisogno di lunghi tempi di cottura per far sì che non rimanga crudo, una cosa impensabile nelle moderne pizzerie dove si sfornano molte pizze e i tempi di cottura sono brevi per seguire le esigenze della produttività” ha spiegato il proprietario della pizzeria di Posillipo.

Un bravo pizzaiolo deve formarsi sempre e imparare a conoscere tutti gli aspetti del mestiere, oltre ad approfondire le materie prime: “sono da preferire i grani antichi perché permettono di ottenere un impasto genuino, digeribile e gustoso per natura. Utilizzo farine di grani macinati a pietra dell’azienda Antico Molino Rosso specializzata in prodotti biologici, mi permette di creare dieci tipi di impasto fra cui quello di grano saraceno, integrale, alla canapa sativa e kamut” spiega Varlese. Il pizzaiolo e docente propone la pizza classica pre-guerra “rappresento la tradizione ante guerra – spiega – i punti fermi del mio lavoro sono la lunga lievitazione e sforno non più di trecento pizze al giorno, per rispettare la qualità di digeribilità del prodotto”.

Il marchio della pizza napoletana Madison è nato nel 1929 nel capoluogo campano con Domenico Paduano, artigiano della pizza: la tradizione dell’arte bianca oggi viene portata avanti dal nipote Claudio e il socio Vincenzo Rea con cinque pizzerie sparse per la Campania. Tutte hanno in comune la ricetta ereditata dal capostipite della generazione di pizzaioli.

“Da mio nonno Domenico ho appreso una ricetta segreta che risale alla fine degli anni Venti – spiega l’imprenditore pizzaiolo Claudio Paduano – impieghiamo una lunga lievitazione che garantisce un prodotto digeribile e gustoso” prosegue.  Si comprende che la pizza del marchio Madison mantiene inalterata la qualità dell’impasto tradizionale, pur affacciandosi a nuovi concetti di gusto e nuove possibilità di abbinamento; il prodotto rimane sempre fedele agli aspetti di genuinità e salubrità delle materie prime locali.

Mamy

Pizza “Mamy”

“Il settore dell’arte bianca sta cambiando in una direzione di maggior conoscenza delle materie prime rispetto a quanto accadeva in passato – afferma il pizzaiolo – sentiamo l’esigenza di fare rete con le piccole aziende del territorio che ci assicurano prodotti genuini e gustosi come una volta”. Si comprende una conoscenza approfondita dei singoli prodotti artigianali e una riscoperta del gusto: “la nostra filosofia aziendale ci permette di valorizzare il nostro territorio utilizzando le materie prime a chilometro zero, delle quali apprezziamo la qualità e il gusto” spiega Paduano.

Il mondo della pizza sta cambiando nella direzione di una maggiore competenza del pizzaiolo che, oltre ad avere il metodo e le conoscenze del suo mestiere, conosce i segreti della cucina per realizzare un prodotto di alto livello: “la pizza si è evoluta rispetto alle sue origini umili del passato, oggi può essere considerata la prima donna della ristorazione perché richiede spesso passaggi di lavorazione complessi”, spiega il maestro pizzaiolo.

“Oggi si parla di pizza chef, il pizzaiolo richiede l’ausilio di una figura specializzata come l’addetto di cucina per conoscere le cotture di prodotti come le carni e le verdure che andranno a condire la pizza” prosegue Paduano. La pizza possiede oggi tutte le caratteristiche per essere considerato un piatto di prestigio.

Aspetto molto importante è la filiera di produzione degli ingredienti utilizzati: è possibile spiegare e indicare la provenienza dei prodotti senza risultare troppo tecnici. “Il menù è un supporto utile per comunicare il valore del cibo – afferma il pizzaiolo – il cliente deve essere reso consapevole della qualità di ciò che mangia, indicando l’azienda produttrice e le varie denominazioni che riguardano i prodotti”. Per venire incontro alla consapevolezza del consumatore la direzione delle pizzerie Madison ha dotato i suoi locali di cucina a vista, per rompere la barriera tra i momenti di trasformazione degli alimenti e la sala degli ospiti: l’obiettivo è rendere visibile al cliente la filiera alimentare dei prodotti che mangia.

Pizzeria Madison forma le nuove generazioni di pizzaioli con i corsi di accademia professionale: “forniamo tutti gli strumenti teorico – pratici ai ragazzi che vogliono imparare il mestiere ed entrare nella nostra squadra, i corsi sono stati progettati per allargare la nostra famiglia di pizzaioli”, conclude il patron del brand della pizza.

 

 

 

Idea imprenditoriale focalizzata sulla pizza e un’atmosfera ricca di colori come vuole la tradizione artistica e manifatturiera di Capri, la bellissima isola del Golfo di Napoli. Si tratta del ristorante pizzeria Capri Blu di Castellammare di Stabia e di un vero e proprio stile di vita, legato al nome del locale.

“Ci troviamo a due passi dal mare, dal ristorante si può godere di una suggestiva vista sul golfo: i nostri ospiti vivono un’esperienza completa perché oltre al buon prodotto di farina che offriamo, possono passeggiare lungo il vicino percorso panoramico che costeggia il mare” spiega Francesco Matrone, titolare della pizzeria ispirata a Capri, nata nel novembre del 2015.

“Siamo nati come brand della pizza tre anni fa, il prossimo 28 novembre sarà il nostro anniversario” racconta il titolare di Capri Blu, mente imprenditoriale dalla vivacità creativa e sempre pronta a cogliere nuove sfide. Matrone parla al plurale poichè crede nel valore del gruppo che ha costruito insieme al suo team di dipendenti: “dai pizzaioli ai camerieri in sala – spiega – sono tutti validi e molto preparati nel loro lavoro“. Francesco Matrone specifica per il personale di sala che, nonostante la giovane età dei collaboratori (dai 20 ai 24 anni), è in grado di accogliere una clientela internazionale: durante l’ultima stagione estiva, infatti, hanno sfoggiato la loro competenza linguistica con ospiti russi, arabi e di tutte le nazionalità del mondo.

Capri Blu

La sala del Capri Blu

L’aspetto esperienziale è un dato molto importante per Capri Blu, un luogo di ospitalità moderno ma dal cuore ancorato alle tradizioni dell’artigianato locale: molti i dettagli in ceramica presenti che riportano il brand di Capri Blu, un concetto di stile di vita fatto di ambientazioni esclusive e di fascino. È questa l’identità del locale di Castellammare di Stabia.

“Siamo un ristorante di destinazione per i numerosi ospiti che vengono a mangiare il nostro prodotto di farina, abbiamo contribuito a migliorare il richiamo turistico di Castellammare di Stabia”, ha spiegato Matrone, segno di come l’enogastronomia e l’ospitalità siano fattori importanti per la generazione di flusso turistico. “Una volta si pensava che andando fuori Napoli si potesse trovare posto a sedere nei locali, anche nei periodi di maggior domanda, nella nostra realtà a Castellammare occorre prenotare necessariamente prima per assicurarsi il proprio tavolo libero”.

Dal racconto di Francesco Matrone si comprende un percorso imprenditoriale di tutt’altra tipologia rispetto al settore del food & beverage: “sono un imprenditore edile con la passione per la pizza, questo mi ha fatto avvicinare alla ristorazione – ha spiegato il proprietario del Capri Blu – è un lavoro che mi impegna molto e sono finito per amarlo dedicando tutto me stesso”. Capri Blu è un progetto imprenditoriale focalizzato sul valore enogastronomico della pizza, nella sua variante di Castellammare di Stabia: “pur mantenendo l’identità storica di pietanza partenopea, il nostro prodotto si distingue per un blend di farine autentiche utilizzate, che esulano dalle varietà più commerciali” spiega Matrone, evidenziando il valore aggiunto dato dall’ambientazione esclusiva del locale, “un luogo cult apprezzato da chi ama distinguersi”.

 

Ampgourmet nasce da una idea di Giuseppe Vesi
AL VIA L’ACCADEMIA DEI MAESTRI PIZZAIOLI GOURMET, TUTTI UNITI
IN NOME DELLA QUALITA’

L’ente, di respiro nazionale, sarà presentato a Napoli l’8 novembre a Palazzo Caracciolo

Una piccola rivoluzione per il mondo delle pizzerie gourmet con lo scopo finale di salvaguardare e promuovere il lavoro di tanti pizzaioli e professionisti che da sempre ricercano esclusivamente la qualità.
Sarà questo l’obiettivo dell’Accademia Maestri Pizzaioli Gourmet, che, il prossimo 8 novembre, sarà presentata a Napoli, nello splendido chiostro di Palazzo Caracciolo, alla stampa e agli operatori specializzati. Si parte da Napoli ma per abbracciare, sotto una sola sigla, Ampgourmet appunto, tutti coloro, in Italia e all’estero, che oggi lavorano ai massimi livelli per fornire ai propri clienti il massimo degli standard enogastronomici attualmente in circolazione, sia dal punto di vista qualitativo che nutrizionale.
L’Accademia sarà una sorta di albo dei Maestri Pizzaioli, lavorerà come organismo a difesa dei maestri pizzaioli, ma funzionerà anche come ente impegnato in alta formazione per la crescita costante, per aggiornarsi, per scoprire tutto quello che offre il mercato.
Ampgourmet nasce da una idea di Giuseppe Vesi, maestro pizzaiolo, che da anni lavora al progetto della pizza gourmet. “In realtà – spiega Vesi – quel tipo di pizza rappresenta un ritorno alle origini, a quando cioè non esistevano le farine raffinate e gli ingredienti erano tutti salutari. Senza chiamarli così quei maestri usavano ingredienti a chilometro zero, c’era il lievito madre che ogni pizzaiolo personalizzava a modo suo, l’impasto risultava digeribile senza sofisticazioni. Quello che oggi noi tutti chiamiamo gourmet”.
Il progetto Ampgourmet si rivolge proprio a tutti quei pizzaioli che, dalla Val d’Aosta alla Sardegna e fuori dai confini italiani, lavorano con questi standard, utilizzando anche tecniche moderne, i quali spesso, non ottengono la giusta visibilità, che potrebbe rappresentare un momento di espansione e crescita.
Oggi, poter vantare il titolo di pizzaiolo “gourmet” vuol dire ricercare costantemente il massimo, senza abbassare mai la guardia. Ampgourmet sarà l’unico organismo sul territorio nazionale ed internazionale a tutelare e promuovere questi valori.
Sabatino Di Maio

L’organizzatore Carmine Donzetti: “Continuerò a sostenere la lotta alla distrofia muscolare”

Lonardo e Rasconi: “Contenti che il progetto abbia prodotto risultati concreti”

“Sono molto contento che si sia riusciti a portare a termine questa iniziativa che ha visto impegnati imprenditori e cittadini di Arzano per il sostegno ad una Associazione, la Uildm ‘Giovanni Nigro’ che poi riporterà sul territorio, in termini di servizi, ciò che le è stato donato. L’abbattimento di una barriera non è una imposizione, ma è  un gesto che consente a tutti di vivere meglio il luogo in cui si vive”.

Così il presidente nazionale dell’Unione italiana per la lotta alla distrofia muscolare, Marco Rasconi, ha commentato la conclusione del progetto Pizza senza barriere che ieri, nel corso della serata organizzata da Carmine Donzetti da Frijenno Magnanno ad Arzano, ha visto la consegna di un minibus attrezzato per il trasporto di disabili.

“Si tratta – ha detto Carmine Donzetti – di un progetto che abbiamo iniziato lo scorso anno con la donazione di un primo pulmino. Poi abbiamo proseguito con la raccolta di ulteriori fondi che serviranno a contribuire all’utilizzo di questi veicoli. Non ci fermiamo qui.  In carta abbiamo inserito già una pizza i cui utili si aggiungeranno ai fondi per la Uildm”.

Pizza senza barriereLa Donzetti estate, questo il nome della pizza, rappresenta una novità dal punto di vista gastronomico. E’ realizzata con vellutata di melanzane, provola di Agerola e granella di nocciole. “Abbiamo puntato a renderla estiva ed appetibile in modo da avere più richieste possibile da parte dei nostri clienti”.

Nel corso della serata, che è stata condotta dalla giornalista Brunella Cimadomo, si è svolta alla presenza di numerose autorità cittadine, dell’area metropolitana, regionali e nazionali, ha voluto anche stimolare azioni benefiche in generale verso le fasce fragili della popolazione. Diversi momenti emozionanti si sono susseguiti. L’abbraccio degli aderenti alla Uildm di Arzano è scattato anche per i dipendenti di Frijenno Magnanno che hanno voluto donare alla causa le loro mance settimanali.

Salvatore Leonardo, presidente della Uildm di Arzano, ha voluto evidenziare come da una situazione critica si possano invece ottenere grandi risultati: “I miei maestri mi hanno insegnato a pensare in grande per ottenere il piccolo. Invece, in questo caso, devo dire che l’effetto ottenuto è andato oltre le aspettative. Ringraziamo – ha aggiunto – tutti gli imprenditori che hanno sostenuto l’acquisto del minibus e che sono vicini alle nostre attività. Tutto è nato – ha raccontato – da una casualità: sono andato a cena da Frijenno Magnanno qualche anno fa e ho fatto notare che mancava il bagno per i disabili. carmine, in dieci giorni lo ha fatto realizzare, poi mi è venuto a trovare e, da allora, ci affianca costantemente in tutto, ma nella quotidianità, in silenzio. E’ tutta la famiglia che ci viene a trovare in sede e i ragazzi qui da lui si sentono a casa. E’ come se Frijenno Magnanno fosse diventata la succursale della Uildm Arzano“.

Tommaso Pellegrino, presidente Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, non ha fatto mancare il suo sostegno notando che “lè bello che dal sud viene un segnale forte, concreto, vero, autorevole di solidarietà. con la consegna di un pulmino mettiamo in condizione i nostri ragazzi di vivere una vita un po’ più accessibile”. Il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli, ha voluto sollecitare un impegno da parte di tutti,  a favorire le attività quotidiane dei disabili anche con piccoli gesti, a cominciare dal rendere fruibili i varchi di accesso ai locali evitando la sosta selvaggia.

Flavia Sorrentino, delegata del Sindaco di Napoli, Luigi De Magistris all’Autonomia della Città Metropolitana ha sottolineato una bella occasione che tiene insieme la tradizione culturale e culinaria del Sud con la generosità del nostro popolo”.

Particolarmente soddisfatti di evidenziale il bello e il buono che vengono dalla città di Arzano, Osvaldo Barba, vicesindaco del Comune e Anna Errichiello,  assessore alle Politiche Sociali Comune di Arzano. Presenti anche il consigliere regionale Franco Moxedano,  Francesco Lettieri, della fondazione Telethon Sud Italia, Attilio Albachiara, presidente Associazione Mani d’Oro Gerardo e Vincenzo Nigro, figli del fondatore della Uildm di Arzano, Ciro Salzano, direttore Aias Lello Marangio, scrittore e il comico Lino Barbieri che ha simbolicamente consegnato alla Uildm le chiavi del minibus.

 

[Fonte Bc Communication Services ]

Gli imprenditori donano alla Uildm minibus per trasporto disabili

Mercoledì 25 ore 20 da Frijenno Magnanno cena di gala di beneficenza

Showman, istituzioni e associazioni all’evento organizzato da Carmine Donzetti

Un minibus attrezzato per il trasporto disabili, completo di nove postazioni, sarà consegnato mercoledì 25 alle ore 20 alla Uildm, alla presenza del presidente nazionale, Marco Rasconi, nel corso di una serata di beneficenza organizzata da Carmine Donzetti, pizzaiolo di Frjenno Magnanno che da sempre è vicino a Telethon e all’Unione Italiana per la lotta alla distrofia muscolare.

L’azione si inquadra nel più ampio progetto “Pizza senza barriere” che vede impegnato proprio Carmine Donzetti: il pulmino è il secondo che viene donato alla Uildm “Giovanni Nigro” di Arzano. Il primo, per il trasporto di sei persone, era stato offerto dallo stesso pizzaiolo il 28 maggio dello scorso anno.

Ma l’attività di beneficenza non termina con l’acquisto dei due mezzi: l’intero ricavato della serata di gala (25 euro a persona) sarà infatti donato alla Uildm di Napoli-Arzano per il sostegno alle attività ricreative dei ragazzi.

E’ stata inoltre attivata una raccolta fondi attraverso la vendita di un particolare tipo di pizza, “la Donzetti”, i cui proventi serviranno a coprire parte delle spese necessarie al funzionamento dei veicoli. Dal primo agosto, in carta, sarà possibile trovare anche la versione realizzata per i mesi più caldi, denominata “la Donzetti estate”, i cui ingredienti saranno svelati nel corso della serata di gala.

Numerose le presenze istituzionali che già hanno garantito la propria adesione a sostegno dell’iniziativa.

Frijenno MagnannoInterverranno alla serata organizzata da Carmine Donzetti di Frijenno Magnanno e da Salvatore Leonardo, presidente della Uildm di Arzano:

Marco Rasconi, presidente nazionale Uildm

Tommaso Pellegrino, presidente Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni

Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale

Francesco Moxedano, consigliere regionale

Flavia Sorrentino, delegata del Sindaco di Napoli, Luigi De Magistris all’Autonomia della Città Metropolitana

Elpidio Capasso, consigliere Comune di Napoli

Osvaldo Barba, vicesindaco Comune Arzano

Anna Errichiello, assessore alle Politiche Sociali Comune di Arzano

Francesco Lettieri, fondazione Telethon Sud Italia

Attilio Albachiara, presidente Associazione Mani d’Oro

Gerardo e Vincenzo Nigro, figli del fondatore della Uildm di Arzano

Ciro Salzano, direttore Aias

Lello Marangio, scrittore

La serata sarà introdotta dalla giornalista Brunella Cimadomo e allietata dal noto comico  Lino Barbieri.

Il ticket per la cena di gala è di 25 euro e il ricavato sarà interamente devoluto alla Uildm.

La serata si svolgerà da Frijenno Magnanno, via Atellana 3 – Arzano, Napoli.

Per prenotazioni: 081.5734136

Il titolare rivela: “il segreto del mestiere è distinguersi”.

“Nella scelta della pizza si è guidati non solo da una preferenza di gusto ma anche da sensibilità verso la materia prima, con particolare attenzione alle farine”: si delinea così l’atteggiamento degli avventori delle pizzerie secondo Carmine Marrazzo, pizzaiolo e titolare del locale La Nuova Saporita a Pagani, in provincia di Salerno. La percezione del disco di pasta si arricchisce di nuovi aspetti: i buongustai della pizza intervengono, con la loro scelta, sul procedimento del pizzaiolo per assaggiare un prodotto adeguato alle proprie preferenze di gusto.

La farina è motivo di sfida quotidiana per la nuova generazione di pizzaioli, secondo Carmine Marrazzo: il mestiere di chi lavora con l’arte bianca si riscopre ancor più ricco di competenze che vanno dalla ricerca delle materie prime, al confronto e persino al dialogo con la concorrenza, per cercare ogni giorno di proporre un prodotto che si distingue. La pizza che esce dal forno della pizzeria La Nuova Saporita possiede tutte le caratteristiche di una pizza equilibrata: croccante al cornicione, succulenta verso il centro, alveolata nello spessore, ma soprattutto digeribile. Un risultato ottenuto con un’adeguata lievitazione e una cottura non troppo “aggressiva”, spiega il pizzaiolo di Pagani, ma più blanda e omogenea.

Marrazzo è il fondatore della celebre pizzeria nel suo comune del salernitano: il nome La Nuova Saporita è uscito per gioco mentre era in famiglia.

“Deriva da un nuovo concetto di sapore della pizza”, ha spiegato: è questo l’obiettivo che si propone di raggiungere ogni giorno nel suo locale, ha precisato. Marrazzo è nato professionalmente in cucina prima di approdare in pizzeria: “all’età di 15 anni mi sono trasferito a Reggio Emilia per intraprendere un percorso di cucina: di lì ho cominciato a spostarmi a Bologna, Venezia e altre località del nord Italia. Solo successivamente ho capito che la mia vera strada era l’arte bianca della pizza: in questo mestiere continuo a mettere in pratica tutto il modus operandi appreso in cucina”. 

In pizzeria avverrebbero interessanti momenti di preparazione che riguardano la cucina: “la sperimentazione degli abbinamenti, oggi fondamentale anche in pizzeria – ha spiegato il titolare de La Nuova Saporitami permette di ricollegarmi al bagaglio di esperienza appreso in cucina”. 

“La pizza deve trasmettere felicità in chi l’assaggia, insieme all’amore di chi l’ha prodotta”, questi i valori che il pizzaiolo comunica al cliente attraverso il suo prodotto, ha confermato Marrazzo.

Per suscitare emozioni positive e, dunque, il desiderio di tornare ad assaggiare la stessa pizza occorre proporre un gusto nuovo e unico: qui si spiega l’importanza di sperimentare con ingredienti genuini del territorio. Una pizza che Marrazzo non toglierebbe mai dal suo menù è Donna Rosa: “l’ho dedicata a mia moglie” ha rivelato sorridendo. “Questa specialità di pizza è condita con crema di carciofi artigianale, guanciale di maialino nero, pomodoro datterino giallo e rosso, provola dei Monti Lattari”. Poi ha precisato “all’uscita dal forno aggiungo basilico, olio evo e scaglie di grana”.

Carmine Marrazzo è anche il presidente della “Accademia della Pizza”: una storica associazione che ogni anno riunisce molti pizzaioli campani nell’intento di rinnovare l’appuntamento con il Pizza Festival, l’evento che da 7 anni, puntualmente a settembre, celebra la tradizione gastronomica della pizza. Nell’ambito dell’associazione, Marrazzo ha anche promosso l’iniziativa di creare corsi di formazione per chi volesse apprendere l’arte della pizza ed entrare in un mondo lavorativo dove – ha assicurato – le soddisfazioni non mancano mai. “Il nostro settore richiede sempre manodopera esperta, da quì l’esigenza di formare nuovi e competenti pizzaioli”. 

Alla magia del Mediterraneo, un mare da sempre fonte interminabile di ispirazione su cui si affacciano tre continenti, Europa, Asia e Africa, espressione di mille cose insieme, innumerevoli paesaggi e un susseguirsi di mari, tante culture e anche tanti sapori, è dedicata la pizza dell’estate 2018 dello storico ristorante e pizzeria Bronzetti di Castel Morrone (CE).
Una proposta fresca, colorata e piena di gusto pensata dalle nuove leve della famiglia che dal 1960 gestisce l’accreditato locale morronese.
BronzettiI due giovani, il pizzaiolo Mario Cau e lo chef Luciano Fois, artefici dellanuova pizza Bronzetti (impasto con farine di alta qualità, maggiore idratazione, una lunga lievitazione, territorialità) hanno voluto creare proprio una pizza che rispecchiasse in pieno il sapore, i colori e i profumi mediterranei: un disco di pasta fragrante, saporito e digeribile condito con il rosso del pomodoro del Vesuvio, quello verace che ci fa pensare al caldo e ai tramonti infuocati, la mozzarella di bufala campana Dop affumicata, il formaggio a pasta filata tra i più antichi del nostro Meridione, le alici fresche, quelle del Golfo di Napoli, che dopo la cottura in forno insieme alla pizza, rimangono tenere all’interno e leggermente croccanti all’esterno, l’olio extra vergine di oliva, prodotto principe della Dieta Mediterranea e per finire il verde del basilico dell’orto e una grattugiata di buccia di limone, il giallo del sole che splende ed illumina le terre mediterranee.
Una pizza ricca di nutrienti benefici e antiossidanti per il nostro organismo: carboidrati, calcio, ferro, fosforo, vitamine, sali minerali e proteine. Un pasto completo che appaga vista, olfatto e gusto.
 
Bronzetti ristorante e pizzeria è in Via Francesco Prata, 3 (ex Strada Comunale) 81020 Castel Morrone (CE), telefono 0823.390035.
La pizza è possibile consumarla solo di sera.
Giorno di chiusura il martedì.

Inaugura mercoledì 4 luglio 2018 alle ore 20.30, in via Pallucci 160 a Pianura, Mastunicola, un nuovo ed accogliente locale dedicato alla ristorazione.

Mastunicola è un nome che viene da molto lontano e che oggi intende deliziare il palato di tutti coloro che vorranno trascorrere una serata all’insegna del buon cibo partenopeo, come quello di una volta.

Una cucina tipicamente napoletana che affonda le sue radici nel lontano 500 quando la pizza, quella vera si chiamava proprio così, Mastunicola: alcune fonti raccontano che questo nome deriva dalla famossisima e profumatissima “vasnicola”, ossia il basilico, presente e indispensabile anche oggi nella Margherita. Dunque, prima che la margherita prendesse il posto e si aggiudicasse come pizza con il miglior connubio di ingredienti, la pizza mastunicola era lì che deliziava e sfamava tutti i napoletani.

Strutto, formaggio, e basilico. Semplice e inequivocabile la pizza era proprio così, solo successivamente Raffaele Esposito capì che la combinazione con il pomodoro nuovo frutto proveniente dall’America del sud, assieme alla mozzarella e alla “vasnicola” avrebbe goduto della piena approvazione della regina Margherita e successivamente di tutti napoletani.

La cucina partenopea povera, ma ricca di sapore, è così famosa nel panorama culinario Italiano  e non solo, perchè non solo nei piatti vi si trova il sapore, che ahimè tutti conosciamo, ma si trova anche un importantissimo pezzo di storia fatto di una cultura popolare ricca di tradizione, una tradizione che è un vero mix di culture e sapori lontanissimi che ancora oggi abbiamo la fortuna di conoscere e tramandarci.

Mastunicola si impegna a mantenere vive tutte quelle tradizioni per regalare agli ospiti la sensazione di esplorare i  sapori di una volta in una chiave tutta moderna, offrendo una cucina tipica, regolare in ogni suo aspetto ma ricca di quei sapori lontanissimi ancora oggi presenti sulle nostre tavole.

Quei sapori che oggi caratterizzano le nostre domeniche e che tengono felicemente unite le nostre famiglie.

 

Lo staff del locale è composto da Luigi Errico (fondatore),  Raffaele Chiaiese (direttore), Gennaro Criscuolo (capo chef ), Roberta Russolillo (aiuto chef), Salvatore Gambardella (maestro pizzaiolo), Davide Criscuolo (aiuto pizzaiolo), Alberto Errico (segretario di direzione), Patrizia Guazzo (ordine pubblico).

Grande successo per la presentazione alla stampa di BradoPizza, il nuovo tassello del mosaico che si inserisce all’interno del format già di successo del ristorante, braceria e hamburgeria del locale di Antonio Monda e Stefano Cervone a Castello di Cisterna, diventato un punto di riferimento importante per i buongustai.

BradoPizza

 

Durante l’evento il giornalista enogastronomico e Vicepresidente dell’ “Accademia dei Baccalajuoli” Tommaso Esposito, ha conferito la medaglia di Baccalajuolo allo chef Luigi Russo de “La Lanterna” di Somma Vesuviana per la realizzazione di una pizza con il baccalà affumicato, mentre il  gagliardetto dell’ “Accademia dei Baccalajuoli” ai due titolari di BradoPizza, Antonio Monda e Stefano Cervone.

È intervenuto alla serata anche Giuseppe Sorrentino, della casa vitivinicola Sorrentino Vini, che ha illustrato le caratteristiche dei vini degustati come accompagnamento alla cena: “Vigna Lapillo Bianco”, “Vigna Lapillo Rosso” e il vino biologico “Lacryma Christi Rosso”.

 

 

Ecco il menù che è stato proposto per l’evento:

Polpetta al Sugo: polpette al sugo di S. Marzano D.O.P., mozzarella vaccina di Alvignano, basilico, olio evo.
Porchetta: provola vaccina di Alvignano, squacquerone, porchetta, crocchè, olio evo.
Genovese: cipolla, gamboncello, spolverata di pecorino bagnolese in uscita, olio evo.
Ortica: stracciata di bufala, crema di ortica, ciauscolo marchigiano D.O.P., olio evo.
Soffritto: zuppa forte, ciuffi di ricotta Bagnolese, olio evo

A concludere la cena, Panna Cotta con latte nobile dell’Appennino Meridionale con una marmellata di albicocche Pellecchielle del Vesuvio.

 

BradoPizza          BradoPizza

Brado : Via Cosimo Miccoli, Castello di Cisterna, Campania
tel: 081 803 11 80
Facebook: link
Instagram: link

La pizzeria più grande del mondo apre domani  per 10 giorni, sei ore al giorno con oltre 500 pizzaiuoli al lavoro e circa 100 artisti sul palco a condire il tutto con musica e cabaret. 

Apre oggi la pizzeria più grande del mondo, sul Lungomare tra i più spettacolari del pianeta, il Napoli Pizza Village. All’ottava edizione il numero di persone al lavoro perché tutto riesca bene, cresce sempre più.  Nei dieci giorni e per 6 ore al giorno si alterneranno ai forni sistemati in uno spazio lungo quasi 1.200 metri  600 pizzaiuoli e sarà possibile assaggiare ben 50 specialità di pizza  inedite create  appositamente per l’ottava edizione del Napoli Pizza Village.

Si comincia con le pizze, ma si prosegue con la cultura, la medicina e la musica. Nel convegno di apertura che si terrà alla Rotonda Diaz, alle ore 18.00, grazie alla Fondazione Pascale, si presenta lo studio realizzato per la pizza pascalina, che previene i tumori e che è possibile assaggiare al NPV.

Ogni sera alle 19.30 nell’ambito del NPV d’Essai si terranno incontri con grandi maestri pizzaiuoli e blogger. Il primo è con Ciro Oliva e Giulia Nekorkina del blog Scattidigusto che si confronteranno sull’evoluzione della pizza fritta e proporranno impasti alternativi e inedite farciture di alta qualità, le caratteristiche della rinnovata regina dello street food partenopeo.

Cominciano anche le lezioni di pizza al NPV Class con in cattedra, o meglio ai forni, Davide Civitiello di Rossopomodoro alle ore 19.00 e Salvatore Lionello della Pizzeria da Lionello alle ore 21.00, che insegneranno  non solo come preparare l’impasto ma anche come condire e cuocere la pizza  con il forno di casa in modo che abbia lo stesso sapore che ha in pizzeria.

Napoli Pizza Village

Radio RTL 102,5, presente con lo spettacolare track alla rotonda Diaz, trasmetterà i suoi programmi da Napoli per 10 ore al giorno, con ospiti che si avvicenderanno in tutte le trasmissioni.

E poi il palco, curato nel suo calendario dalla prima radio d’Italia, sul quale domani salirà la prima star, Fabrizio Moro, che ha vinto il Festival di Sanremo 2018 in coppia con Ermal Meta (ospite lo scorso anno sul palco di NPV) con il pezzo “ Non mi avete fatto niente”.

Fino al 10 giugno il palco del Napoli Pizza Village sarà calcato da oltre 100 artisti e il 1° giugno  debutteranno  la popolare cantante Ida Rendano, il rapper napoletano Lucariello, la vincitrice dell’ultima edizione di “The Voice of Italy” Maryam Tancredi, Daniele Decibel Bellini, voce ufficiale dello Stadio San Paolo, che presenterà la sua prima esperienza discografica e infine l’attore comico Gennaro Scarpato.

Tra le novità che gli organizzatori propongono quest’anno anche una soluzione per favorire la mobilità sostenibile e l’accessibilità all’area della manifestazione grazie ad ANM e Assessorato alla Mobilità che hanno istituito un servizio bus-navetta di collegamento tra il parcheggio Brin e il lungomare. Il servizio è attivo tra le 18:00 e le 01:00 di tutti i giorni dell’evento e consente di raggiungere il Lungomare all’altezza di piazza Vittoria con il bus della linea 154 in circa 15 minuti.

Coloro che decideranno di parcheggiare nella struttura ANM di via Brin posta alle porte orientali della città, e utilizzeranno la navetta, oltre a contribuire al mancato congestionamento del centro città, beneficeranno di una tariffa integrata sosta+bus fino a 4 persone in a/r al costo di appena 7 Euro.

In più, ai primi 200 visitatori che giornalmente esibiranno alla cassa del Napoli Pizza Village, il voucher rilasciato al parcheggio, sarà regalato un coupon per una pizza margherita e una bibita a scelta tra acqua e cola da 20 cl da utilizzare in una delle pizzerie che partecipano alla manifestazione entro il 31 dicembre 2018.

 Per informazioni e per acquistare il ticket menu on line www.pizzavillage.it

Al PalaPizza- Il Palazzo della Pizza di Enrico di Pietro,  evento gastronomico per valorizzare monumenti

Il prossimo 16 maggio, a partire dalle ore 19,  grande evento food a Frattamaggiore al PalaPizza – Il Palazzo della Pizza di Enrico di Pietro. La serata, infatti, servirà a unire l’enogastronomia alla cultura:  4 pizze, studiate per l’occasione, rappresenteranno quattro tra i palazzi più importanti del paese dell’hinterland napoletano, con lo scopo di dare nuovo vigore alla valorizzazione e al recupero di edifici storici e cortili di Frattamaggiore.

“E quale migliore veicolo si poteva utilizzare se non la pizza, uno dei pasti più popolari e conosciuti al mondo per promuovere le valenze storico-artistiche del comune. Siamo convinti – spiega l’ideatore del progetto Enrico Di Pietro – che oggi più che mai ci tocchi anche un ruolo sociale che possa servire a dare un contributo alle città che ci ospitano. Devo tanto a Frattamaggiore, che non è il mio paese natale, e ho voluto ricambiare in questo modo l’accoglienza che mi è stata fatta ”.

“Preparerò quattro tipi di pizze diverse – continua Di Pietro – con i nomi di quattro monumenti importanti del paese.
La Pizza del Vicario a base di nzogna e pepe, quella del Vescovo con pomodoro pelato giallo di Solania e provolone del Monaco Dop, quella del Cannavaro con farina di canapa, salsiccia di maialino nero casertano e provola di Agerola e quella del Borghese, una sfoglia di pizza con impasto, doppia cottura con aggiunta di bocconcini di bufala, pomodoro ciliegino basilico e parmigiano”

Alla serata, insieme al padrone di casa, Enrico di Pietro, saranno presenti il sindaco di Frattamaggiore, Marco Antonio Del Prete, Francesco Montanaro, presidente dell’Istituto Studi Atellani che racconterà la storia dei monumenti protagonisti e Vincenzo Peretti, direttore del Consorzio del Provolone del Monaco Dop.

 

Piedimonte di Casolla: II Edizione del “Pizza Festival”

Sabato 12 e domenica 13 Maggio a Caserta va in scena la II Edizione del “Pizza Festival” nello splendido borgo di Piedimonte di Casolla.
Durante la festa dell’Ascensione, in collaborazione con Associazioni Verace Pizza Napoletana, si potranno degustare le pizze Margherita e Marinara preparate dai pizzaioli veraci Daniele Vanore, Valerio Vuolo e Manuel Stentardo.

Pizza FestivalTra i numerosi stand presenti all’evento, degni di nota quelli di prodotti tipici e prodotti a base di Canapa in collaborazione con Associazione Canapa Sativa Caserta.

Musica e balli di gruppo accompagneranno  entrambe le serate, inoltre, sarà possibile far visita alla Chiesa di San Rufo, risalente al XII secolo che resterà aperta per l’occasione.

I presenti potranno anche assistere alla secolare tradizione della benedizione del Cerciello, ovvero l’acqua proveniente dall’acquedotto Carolino che scorre proprio nei pressi della chiesa.

Costi del Pizza Festival della Marinara e della Margherita: 4 Euro.

Il ricavato sarà devoluto per il restauro della magnifica Chiesa di San Rufo

 

Pizza e vino e baccalà’: anche il Trianon partecipa

a Wine and the City.

Napoli, 25 aprile 2018. Anche la storica pizzeria Trianon partecipa quest’anno a Wine and the city in partnership con le Cantine Olivella. il 22 maggio nei i locali della storica pizzeria avrà luogo la serata dedicata a Pizza, vino & baccalà. Il baccalà, che sta vivendo una seconda giovinezza non solo nella cucina napoletana ma anche nella gastronomia  di tutta Italia, sposerà per una sera il gusto e la leggerezza della pizza, con una serie di ricette a sorpresa preparate dai pizzaioli dello storico locale di Via Pietro Colletta. Una serata all’insegna della tradizione, quindi, in una delle pizzerie  tra le più antiche e famose d’Italia. Ad accompagnare le ricette pensate esclusivamente per la serata, i vini delle Cantine Olivella, azienda situata alle falde del Monte Somma presso la sorgente detta “dell’Olivella” da cui prende il nome.

Il costo della serata sarà di 20 euro e l’appuntamento è a partire dalle 19.30.

Per informazioni e prenotazioni

081 5539426

Sito Web 

 

IL TRIANON

La pizzeria Trianon da Ciro prende il nome dal  famoso teatro  in cui si  esibivano personaggi come Totò, Macario e Nino Taranto. Dopo lo spettacolo gli attori venivano tutti a gustare le pizze in quella che  non a caso è  considerata la pizzeria degli artisti. Il locale si sviluppa su tre piani, ognuno con il proprio forno , e nasce in un periodo storico a cavallo tra le due guerre mondiali; per sfamare il popolo  viene creata la pizza “a ruota di carretta”, con circa 35 cm di diametro, in grado di soddisfare l’appetito di un’intera giornata. In carta oggi campeggiano, oltre alla Margherita e Marinara, anche molte varianti: con fiordilatte,  con mozzarella di bufala campana dop, con filetto di pomodoro, con uova, con funghi, alla romana, con prosciutto e funghi, con panna, con salsiccia e friarielli, con salsiccia e funghi . E poi la Gran Trianon da otto gusti, che non è mai la stessa, perché fatta con i prodotti freschi di stagione. Tutti gli ingredienti sono a marchio Dop e provenienti dal territorio, fatta eccezione per i salumi. L’impasto ha una lievitazione di circa 12  ore.  Il Trianon oggi è anche a Salerno in piazza Flavio Gioia e a Sorrento. Nelle sedi Trianon non esistono giorni di chiusura, le pizzerie sono sempre sempre aperte, a pranzo e a cena.

 

Lo chef Alfonso Crisci di Taverna Vesuviana firma il panino del menu primaverile.

Manzo in termocottura affumicato al ciliegio con ricotta raffinata, nocciole tostate ed erbette spontanee a cui vanno ad aggiungersi una maionese di pomodoro, dei carciofi arrosto e un battuto di capperi, olive e pepe tostato.

 

Il panino firmato da Crisci non ha dei semplici ingredienti assemblati da uno chef rinomato e avvolti da un buon panino, ma è un vero e proprio piatto da ristorante inserito in un pane realizzato con un impasto speciale e che dà vita a un connubio irresistibile.

Questa la scelta innovativa adottata da Metamorsi (Via Madonna delle Grazie, Nola – Na) che, già forte sul versante pizza, punta sulla creatività del suo fondatore, lo chef Alfonso Crisci di Taverna Vesuviana, per soddisfare anche i palati più esigenti degli amanti del panino di qualità.

Novità anche sul fronte degli “sfizi” in versione tapas, a cura dei giovani Rossella Panico e Gennaro Caggiano, con l’ingresso in carta della Mozzapizza su emulsione di pomodoro ramato nonché di versioni originali sia del Fiore di zucca ripieno sia del Peperone ripieno alla napoletana.

 

Metamorsi, comfort food
Via Madonna delle Grazie, Nola (Na)
www.metamorsi.it
fb.com/metamorsi

OLTRE 150 PIZZAIOLI ALL’ASSEMBLEA 2018 DELL’ASSOCIAZIONE PIZZA NAPOLETANA GOURMET

Presentato il programma formativo e le iniziative di comunicazione come l’insegna che sarà attribuita ai soci. 

La pizza napoletana gourmet è sempre più al centro dei gusti dei consumatori e dell’attenzione degli operatori del settore tanto che, a Salerno, oltre 150 pizzaioli, proprietari di pizzerie ed esperti, si sono ritrovati per l’Assemblea 2018 dell’Associazione Pizza napoletana Gourmet (APNG).

L’evento, che si è svolto presso la sala di formazione ed eventi della pizzeria “Capperi che pizza”, ha rappresentato un’importante occasione di incontro e confronto tra i professionisti sul presente e futuro della pizza napoletana gourmet.

AssociazioneLa convention, moderata dalla giornalista Antonella Petitti, è stata aperta dall’intervento del Presidente Luigi Acciaio, della pizzeria “Com’era è” di Moncalieri (To) che ha parlato anche del Disciplinare della “Pizza napoletana gourmet” per proseguire poi con quello del vice presidente Giancarlo Panico, analista del settore food&beverage, che ha sviluppato una riflessione sullo scenario attuale del settore e presentato le attività in programma. 

“L’Associazione si propone di diventare luogo di confronto e crescita professionale di tutti coloro, professionisti e operatori del settore, che si riconoscono come pizzaioli napoletani gourmet – spiega Giancarlo Panico, Vice Presidente dell’Associazione Pizza Napoletana Gourmet – non siamo in contrapposizione con le associazioni storiche, con cui ci piacerebbe ipotizzare un incontro in tempi brevi per immaginare un percorso comune, vogliamo solo contribuire alla crescita dei nostri associati, partendo da come si riconosce una pizza napoletana.L’Associazione proporrà corsi di formazione basic e advanced e iniziative di comunicazione. L’obiettivo è dare ai pizzaioli gli strumenti tecnici per poter definire e scegliere i prodotti genuini da utilizzare, ciò per promuovere il loro lavoro e tutelare i consumatori”.

 

Un meeting, quello di Salerno, che ha visto la partecipazione di grandi protagonisti dell’impasto e delle materie prime, con pizzaioli provenienti da tutte le province campane, e da altre città italiane.

E poi spazio anche agli ingredienti e alle tecniche di lavorazione. Tra i protagonisti anche Pasquale Torrente, lo chef di “Al Convento” di Cetara in rappresentanza di Olitalia, che ha parlato di pizza napoletana gourmet fritta e ha illustrato tecniche e prodotti più idonei per la frittura. Roberto Rubino dell’Anfosc, che ha parlato di latticini partendo dall’esperienza dei derivati dal latte nobile dell’Appennino campano, e la chef Cristina Basso che ha portato la sua esperienza sulla lavorazione delle farine senza glutine.
Molta attenzione ha suscitato anche l’intervento di Michele Armano della Gambero Rosso Academy, che si è soffermato sul ruolo strategico della comunicazione. 

L’Associazione Pizza napoletana gourmetè stata costituita da un gruppo di pizzaioli e appassionati nel gennaio 2016 con l’obiettivo di promuovere e valorizzare la Pizza Napoletana Gourmet in Italia e nel mondo. 

Info@associazionepizzanapoletanagourmet.it

www.associazionepizzanapoletanagourmet.it

Al Centro Direzionale di Napoli, la business city per eccellenza, il RistorantePizzeria Nonna Tittina mette a disposizione dei propri clienti una cucina tradizionale, puntando su prodotti scelti di alta qualità,  prevalentemente di origine campana.

Il menù varia a cadenza più o meno giornaliera, comprendente pietanze del giorno e proposte “special”, tra primi piatti, soprattutto classici della tradizione partenopea, secondi di carne e di pesce, oltre che una gustosa varietà di pizze, concepita dalla maestria del pizzaiolo di casa Ciro Cascella, insignito del prestigioso Trofeo Pulcinella 2016, categoria “Pizza Classica”, grazie all’interpretazione della margherita con fette di mozzarella di bufala a crudo.

 

 

 

Il locale si presenta spazioso, luminoso ed accogliente, dall’ allestimento concreto e senza fronzoli, coerente al contesto moderno del Centro Direzionale partenopeo.

L’intento del locale napoletano è quindi quello di  coniugare  una proposta di stampo tradizionale con una che non disdegna un tocco di creatività ed innovazione, adattandosi a tutti i gusti.

 

 

 

 

 

Menzione speciale va alle preparazioni del pane, disponibile in tutta una serie di varianti tra cui pinoli, granella di pistacchio, origano, noci.

 

Le pizze sono preparate a partire da un impasto frutto di un lunga e accurata lievitazione, ottenuto da un blend di farine Caputo ed un’ idratazione superiore al 70%, tale da conferirgli una notevole alveolatura ed una maggiore morbidezza.

Per quanto riguarda le farciture, oltre alla classica margherita, spicca la “Marinara“, preparata con Pomodoro San Marzano D.O.P. , origano di Sicilia, aglio di Voghiera ed olio extravergine di oliva biologico Gargiulo.

Senz’altro innovativa la  variante a base di patate viola, guanciale, provola e pepe.

 

 

 

 

Buona la selezione di bevande così come quella di dessert, a completare  l’ offerta di questa ristorante a trazione decisamente partenopea, caratterizzato da concretezza, essenzialità, qualità.

 

 

 

Ristorante Pizzeria “Nonna Tittina”

Via Giovanni Porzio – Centro Direzionale, Isola A3 – Napoli

+39 081 787 17 57

Facebook : NonnaTittina

 

 

 

 Frijenno Magnanno: connubio familiare

Il Ristorante – Pizzeria “ Frijenno Magnanno ” sorge ad Arzano (NA), un connubio familiare guidato da Carmine Donzetti, pizzaiolo erede di una storica tradizione nel campo della ristorazione napoletana, e la moglie Carla Simonetti.

Si presenta quale un sodalizio che offre una cucina tendenzialmente a base di pesce, declinata secondo tradizione, esaltata da una materia prima fresca, di altissima qualità, tale che il pescato del giorno può essere caratteristicamente ammirato dai clienti in una postazione ad hoc.

E’ possibile inoltre assaporare carni scelte ma soprattutto una gustosa pizza, cotta in forno a legna, nel pieno rispetto della tradizione classica napoletana, preparata con materie prime selezionate, sapientemente farcita con ingredienti sempre freschi. Numerosi ospiti ne hanno già potuto pertanto saggiare l’offerta gastronomica, facilitati anche dai numerosi eventi ospitati in sede, anche di natura benefica,  ove sono state ospitate in loco raccolte fondi per importanti realtà del Terzo Settore.

 

 

L’intero locale, recentemente rinnovato, si presenta particolarmente spazioso ed accogliente, caratterizzato da un allestimento curato nei minimi dettagli, in pieno stile moderno, dotato inoltre di un confortevole spazio esterno attrezzato, così come di un’ampia sala riservata ad eventi, banchetti, cerimonie. L’obiettivo del sodalizio arzanese risulta essere pertanto una proposta culinaria di qualità, creativa e gustosa, una continua rielaborazione di preparazioni, abbinamenti e metodi di cottura, sempre e comunque nel pieno rispetto della tradizione.

 

 

 

 

Protagonista del menù di “Frijenno Magnanno”  risulta essere ovviamente il pesce, disponibile in tutta una serie di varianti, dai crudi alle insalate di mare, dalle fritture miste alle preparazioni alla brace; non mancano ovviamente i primi patti, a partire dai classici quali “risotto ai frutti di mare” e “linguine allo scoglio”, ove eventualmente è possibile gustare proposte più innovative, tra le quali magari provare gli “spaghetti vongole e tarallo”.

 

 

Per quanto riguarda invece le pizze le specialità della casa risultano essere la “Girandola”, una caratteristica forma, farcita al momento in base alla personale fantasia del pizzaiolo, con una mozzarella di bufala adagiata al centro, e la “4 Pomodori”, preparata con quattro varietà differenti di pomodori del territorio.

 

 

In conclusione, buona la selezione di vini e birre, e presenti, per un zuccheroso fine pasto, varie “bombe caloriche”, sapientemente e abbondantemente farcite.

Un contesto quindi accuratamente rinnovato, accogliente, luminoso, ove apprezzare un ventaglio di proposte di indubbia qualità, concrete, valorizzate da un servizio cordiale, attento alle esigenze di ogni cliente.

 

 

 

 

Ristorante – Pizzeria “Frijenno Magnanno”

Via Atellana, 3, 80022, Arzano (Napoli)

+39 081 5734136

https://www.facebook.com/frijennomagnannoarzano/

https://www.ristorantefrijennomagnanno.it/

 

 

“Pizziamoci un libro”

appuntamento alla Pizzeria Trianon con Francesca Scognamiglio Petino

ALLA PIZZERIA TRIANON DI NAPOLI ARRIVA IL MONDO PATINATO DI GLOSS

Giovedì 22  marzo alle ore  20 alla Pizzeria Trianon di Napoli un nuovo appuntamento con il fortunato format “Pizziamoci un libro” , nato dalla felice partnership tra la storica pizzeria e Rogiosi Editore, durante il quale i partecipanti possono gustare pizza e bibita e assistere alla presentazione dei libri della più accurata selezione della casa editrice.

La presentazione vedrà protagonista la versione graphic novel di Gloss,  il fortunato romanzo di  Francesca Scognamiglio Petino, realizzata con le illustrazioni di  Rosa e Carlotta Crepax, nipoti del celebre Guido.  L’autrice dialogherà con il pubblico e risponderà alle domande sul racconto noir ambientato nel mondo della moda e della pubblicità, che riprende le atmosfere CSI New York con Napoli, Firenze e Parigi sullo sfondo. Al termine, al prezzo simbolico di 10 euro il pubblico potrà gustare pizza, bibita e portare a casa una copia del  libro. 

Il Trianon

La pizzeria Trianon da Ciro prende il nome dal  famoso teatro  in cui si  esibivano personaggi come Totò, Macario e Nino Taranto. Dopo lo spettacolo gli attori venivano tutti a gustare le pizze in quella che  non a caso è  considerata la pizzeria degli artisti. Il locale si sviluppa su tre piani, ognuno con il proprio forno , e nasce in un periodo storico a cavallo tra le due guerre mondiali; per sfamare il popolo  viene creata la pizza “a ruota di carretta”, con circa 35 cm di diametro, in grado di soddisfare l’appetito di un’intera giornata. In carta oggi campeggiano, oltre alla Margherita e Marinara, anche molte varianti: con fiordilatte,  con mozzarella di bufala campana dop, con filetto di pomodoro, con uova, con funghi, alla romana, con prosciutto e funghi, con panna, con salsiccia e friarielli, con salsiccia e funghi . E poi la Gran Trianon da otto gusti, che non è mai la stessa, perché fatta con i prodotti freschi di stagione. Tutti gli ingredienti sono a marchio Dop e provenienti dal territorio, fatta eccezione per i salumi. L’impasto ha una lievitazione di circa 12  ore.  Il Trianon oggi è anche a Salerno in piazza Flavio Gioia e a Sorrento. Nelle sedi Trianon non esistono giorni di chiusura, le pizzerie sono sempre sempre aperte, a pranzo e a cena.

Note sul libro e sull’autrice

Lola Forbest, ricca borghese di Boston, è una pubblicitaria di successo che custodisce un tremendo segreto, forse causa della sua morte. Lola infatti viene trovata morta nel suo studio al 40esimo piano di un grattacielo sulla Quinta Strada di New York. Le indagini condotte dall’Agente Speciale CSI Miranda Brooklyn  spaziano tra New York, Chicago, Boston e Londra con Napoli, Firenze e Parigi  sullo sfondo. Francesca Scognamiglio Petino è una giornalista, press agent e pr napoletana. Gloss, pubblicato da Rogiosi nel 2012 è il suo romanzo d’esordio; le illustrazioni che lo trasformano in graphic novel ne rendono ancora più stimolante la lettura, resa visibile ai lettori attraverso i disegni.

Simonetta de Chiara Ruffo

Uff. Stampa Pizzeria Trianon

3343195127 –  simonettadechiara@gmail.com

La festa del papà da Gourmeet

padri e figli con le mani in pasta per un laboratorio dedicato all’arte della pizza

 

Lunedì 19 marzo, ore 18.30

NAPOLI – Lunedì 19 marzo, dalle ore 18.30 alle 20.30, Gourmeet celebra la festa del papà proponendo un originale laboratorio sulla pizza napoletana: un pomeriggio con le mani in pasta da trascorrere tra lieviti e farine, pensato per padri e figli che desiderano passare del tempo insieme e cimentarsi nella preparazione dell’impasto perfetto.

Sotto la guida di Enrico Zambardino, maestro pizzaiolo e capo panettiere di Gourmeet, i partecipanti condivideranno momenti di puro divertimento imparando tutti i segreti dell’arte bianca. I più piccoli potranno imparare a manipolare l’impasto, stenderlo a mani nude facendosi aiutare dal papà e divertirsi a condire il disco di pasta con i migliori ingredienti provenienti dalla gastronomia di Gourmeet. Le pizze realizzate verranno infornate, servite ai partecipanti e degustate ancora calde. Il laboratorio ha un costo di 30 euro, posti limitati.

Prenotazione obbligatoria

 

Gourmeet è il tempio del gusto nel centro elegante di Napoli. Ottocentocinquanta metri quadrati su tre livelli dedicati al meglio dell’enogastronomia di qualità nella zona pedonale di via Alabardieri, a pochi metri dal salotto di Piazza dei Martiri, cuore del quartiere Chiaia. Bar, supermercato con selezione di prodotti di qualità, sushi corner, panetteria, pescheria, macelleria, banco salumi e formaggi, angolo streetfood, gelati artigianali e poi ancora enoteca, osteria e cooking lab sono sintetizzati perfettamente nel neologismo che unisce la parola buongustai con luogo di incontro. Uno spazio che coniuga mercato e consumo per un approccio social, curioso e disinvolto all’universo del food&drink.

Gourmeet

Per Info e Prenotazioni

Tel: 0817944131;

Mail:  info@gourmeet.it

 

Il maestro pizzaiolo Salvatore Vesi.

Nuovo look: per la sede di via San Biagio dei Librai.

La pizzeria Vesi di via San Biagio dei Librai si rifa il look. Un restyling conforme all’ ormai grande successo dovuto alle performances di Salvatore Vesi, maestro pizzaiolo, che incanta e, soprattutto, ingolosisce, con le sue creazioni culinarie.

Salvatore Vesi

Un impegno che gli viene costantemente riconosciuto grazie ai tanti premi incassati, non ultimo quello del Provolone del Monaco, che lo ha insignito perché è risultato tra i pizzaioli che utilizzano il famoso formaggio nella sua versione originale, e pregiata, avendo, tra l’altro, dedicato al prodotto, una pizza ad hoc.

L’appuntamento, dedicato alla stampa  per la presentazione del nuovo locale e delle nuove gustosissime pizze, si è tenuto ieri  22 febbraio, alle 12.30 presso la sede di via San Biagio dei Librai, 115 , e la sera per il pubblico.

la pizza : O' cappiello e' totò

la pizza : O’ cappiello e’ totò

Giornalisti e tecnici hanno avuto modo di assaporare, nel locale rinnovato, dopo quasi vent’anni dalla prima inaugurazione, tutte le succulente pizze e preparazioni di Salvatore Vesi, maestro pizzaiolo che rappresenta Napoli e il suo prodotto principe, alla clientela nazionale e internazionale, che sceglie ed apprezza la qualità di Vesi.

Una qualità che si gusta nel menu dove ogni prodotto è scelto con cura  per ottenere un caleidoscopio di sapori.

“La qualità resta sempre la stessa di sempre – sottolinea Vesi – i nostri clienti ci scelgono proprio per quello. Abbiamo solo voluto rendere la nostra sede di San Biagio più confortevole”.

DA BIOESSERÌ BRERA
ARRIVA LA PIZZA DEI FRATELLI SALVO

Lunedì 19 febbraio una nuova serata all’insegna della pizza d’autore

Milano, 8 febbraio 2018 – Bioesserì Brera, ristorante biologico nel cuore di Milano, ospita lunedì 19 febbraio l’ultimo appuntamento con le Tavole di Identità Golose.

Per la prima volta, Francesco e Salvatore Salvo della pizzeria di San Giorgio a Cremano arrivano nel capoluogo meneghino per proporre un menù unico grazie a una attenta selezione delle loro gustosissime pizze.

Pizzaioli da tre generazioni, i fratelli Salvo sono innovatori che si muovono all’interno della tradizione partenopea, puntando sugli impasti, la scelta delle farine e dei condimenti. Protagonista il meglio del proprio territorio per raccontare l’eccellenza locale e accompagnare in un viaggio alla riscoperta di sapori mai dimenticati.

Il menù della serata prevede 5 pizze per una degustazione di uno dei piatti più popolari e amati al mondo fatto di semplicità e memoria. Si parte dalle 4 a opera dei fratelli Salvo e si finisce con una di Federico Della Vecchia, chef resident di Bioesserì
Cosacca (Fratelli Salvo)

Cosacca

Cosacca

E’ una pizza nata prima della Margherita. Fu inventata a Napoli nel 1844, in occasione della visita alla Corte dei Borboni dello zar di Russia Nicola I: sopra la base di pomodoro, i pizzaioli napoletani la arricchirono con cacio grattugiato, riproduzione della neve russa. Su del pomodoro di Corbara, i Salvo aggiungeranno pecorino a latte crudo, stagionato per un anno, di Bagnoli irpino.

Pizza al pomodoro (Fratelli Salvo)

6 pomodori lavorati ognuno in modo diverso:: pomodoro di Corbara, San Marzano in acqua e sale, datterino confit, pomodoro affumicato, pomodoro grigliato e piennolo marinato. Una prelibatezza nata da una collaborazione con lo chef Salvatore Bianco del Comandante di Napoli.

‘Nduja e Verzin (Fratelli Salvo)

Nduja_e_Verzin

Nduja_e_Verzin

In carta da 6 anni è una delle loro pizze più apprezzate. Originale, estrosa, una sintesi di stagionalità e praticità. Verzin è un formaggio erborinato da latte vaccino dell’affinatore Beppino Occelli.

Pizza fritta (Fratelli Salvo)
Piatto storico della cucina napoletana con pomodoro giallo del Vesuvio di San Nicola dei Miri. Per bilanciare la dolcezza, un’aggiunta di scaglie di mozzarella di bufala di Barlotti.

La degustazione si chiude con lo chef di Bioesserì Federico Della Vecchia che propone la Pizza di kamut con pomodoro conciato e piacentinu ennese allo zafferano.

Per dessert, Frittelle alla grappa, uvetta e pinoli con crema pasticciera alla vaniglia.

Ad accompagnare la serata le bollicine Blanc de BlancsRosé de Noirs dei friulani di Villa Parens, prodotti dalla forte identità, che solo il Collio sa dare. Una cantina che valorizza la storia, il territorio per regalare un’esperienza di gusto inimitabile.

Costo della serata: 40 euro

Per info e prenotazioni: Ristorante Bioesserì 0289071052 

Per info. e Contatti Ufficio Stampa

Erika Del Largo – erikadellargo7@gmail.com – 347.3825895

Elisabetta Bastianello  –  info@prb-cuman.it – 02.8357320

About Bioesserì – Via  Fatebenefratelli 2 Milano

Bioesserì è un concept Restaurant certificato del mondo biologico presente a Milano e Palermo. Un’oasi di gusto e benessere frutto dell’idea di Vittorio e Saverio Borgia, due fratelli originari del capoluogo siciliano, con studi alla Bocconi il primo e al Politecnico il secondo.

Bioesserì è un luogo sempre aperto che accoglie in ogni momento della giornata. Dalla colazione fino alla cena passando per il pranzo e l’aperitivo, da Bioesserì è possibile gustare menù che esaltano l’intensità dei sapori integri, attraverso la ricerca e la selezione di materie prime rigorosamente bio, completati da pizze realizzate con farine di farro e kamut. I piatti proposti sono concepiti per offrire una cucina sana, corretta e di alto valore nutrizionale che si rifà alla tradizione italiana rivisitata in chiave moderna.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Novità per ‘A Pizza: la Tartufina è la nuova ricetta disponibile da oggi

 

Da oggi bastano al massimo quarantotto ore e pochi click per portare in tavola a casa propria, in qualsiasi città italiana, una pizza dal gusto deciso e intenso come la Tartufina. Si tratta dell’ultima ricetta messa a punto dai maestri pizzaioli di ‘A Pizza, l’impresa napoletana che produce pizze artigianali e le consegna in un frozen pack direttamente a casa, senza mai interrompere la catena del freddo. La Tartufina è una pizza per palati gourmand, che porta in tavola il gusto deciso dei funghi porcini con il più classico e goloso degli abbinamenti, il tartufo, su una base di fiordilatte e olio extravergine d’oliva. Una ricetta che dosa con equilibrio gli ingredienti: l’intenso profumo del tartufo nero – elemento caratterizzante della pizza ma non predominante – incontra la delicatezza del fiordilatte e ben si sposa alla dolcezza del porcino.

La lista degli ingredienti è come al solito per ‘A Pizza semplice e di alta qualità: Acqua, Farina 00, Lievito Madre, Tartufo in polvere, Funghi Porcini (fette e briciole), Fiordilatte, Olio EVO, Sale.

‘A pizza è una pizza artigianale, fatta a mano, a Napoli, da un pizzaiolo napoletano, cotta nel tradizionale forno a legna e immediatamente abbattuta per poter essere consegnata surgelata in tutto il mondo. Si conserva in freezer e si “risveglia” nel forno di casa in soli 8/10 minuti ad una temperatura di 220°. Il risultato a tavola è sorprendente: aroma, gusto e fragranza sono quelli della pizza tradizionale napoletana. Senza conservanti, né aromi aggiunti, ‘A pizza è realizzata con ingredienti di alta qualità, selezionati con cura tra i migliori fornitori.

‘A pizza è un progetto di due imprenditori napoletani, Maurizio Ramirez e Guido Freda, messo a punto dopo due anni di studi e ricerche sul prodotto e la tecnologia. La tecnologia è un tunnel di refrigerazione di ultima generazione che consente l’abbattimento del prodotto da 90 gradi centigradi a -20 gradi centigradi in soli 10 minuti salvaguardandone gusto, profumi e proprietà nutritive. ‘A pizza nasce per il mercato domestico come alternativa al “porta pizza” di quartiere e alle pizze surgelate industriali. Si ordina al Numero Verde 800 931193 e anche on line sul sito www.apizza.it.

Il costo della pizza Tartufina è di euro 7,90

 

www.apizza.it

Numero Verde 800 931193
Hashtag ufficiale: #apizzanapoli

 

Ufficio stampa
Dipunto studio
081681505

Successo per il Gran Galà organizzato dalla BC Communication

Attilio Albachiara: “ora cabina di regia per le scelte future”

Una serata di festa, all’insegna della gioia per il riconoscimento dell’Unesco dell’arte del pizzaiuolo come patrimonio immateriale dell’umanità ma anche di serio confronto sulle strategie per il futuro, quella che si è tenuta presso il Ristorante dell piscina della Mostra d’Oltremare di Napoli. Il primo Galà del pizzaiuolo – organizzato da Brunella Cimadomo per BC Communication e promosso da Attilio Albachiara, presidente dell’Associazione Mani d’oro – è andato oltre i canoni di una serata conviviale grazie ai propositi che tutti gli attori di questo composito mondo hanno avuto modo di esprimere. L’amore per la pizza, alimento più diffuso al mondo, e simbolo identitario di un popolo, è riuscito a mettere insieme associazioni di pizzaiuoli, istituzioni, imprenditori impegnati, ciascuno per proprio ruolo, a immaginare quale possa essere, da oggi in poi, il futuro del pizzaiuolo. Il dibattito è ruotato intorno al trinomio arte, mestiere, professione.

“Sono commosso e felice – ha detto Attilio Albachiara, presidente dell’Associazione Mani d’Oro, ideatore  e promotore del Gran Galà del pizzaiuolo – di aver visto riuniti tutti insieme, in occasione del Gran Galà del Pizzaiuolo, Antonio Pace, Presidente Associazione Verace Pizza, Sergio Miccù, Associazione Pizzaiuoli Napoletani (rappresentato da Umberto Fornito e Raffaele Biglietto), Antonio Starita, dell’Unione pizzerie storiche – Centenarie.

Ci siamo interrogati con assoluta libertà, grazie all’organizzazione della Bc Communication,  sul nostro futuro.

Per me l’obiettivo è semplice ma difficile al tempo stesso: dare valore alla nostra categoria. Credo sia giunto il momento di discutere delle modalità, di condividere le scelte.  Sarei contento se dal gran Galà della Mostra d’Oltremare derivasse una cabina di regia. Questo metterebbe tutti noi nelle condizioni di lavorare meglio”.

“Il Galà del pizzaiuolo è servito – ha dichiarato Brunella Cimadomo, che ha curato l’evento organizzato dalla Bc Communication – a tracciare una linea di confine tra il pre e il post Unesco. Siamo soddisfatti di aver potuto offrire un’occasione di confronto ai principali attori del mondo pizza finalizzata alla crescita della consapevolezza della forza di un comparto. Un ringraziamento sentito ai tantissimi pizzaiolo presenti, a tutte le Associazioni, alle istituzioni e agli imprenditori che hanno partecipato”
 

Antonio Pace, presidente Associazione Verace Pizza Napoletana

“Fare la pizza è sempre stata un’arte. Era un mestiere, oggi professione. Un riconoscimento maggiore di quello dell’Unesco non si sarebbe potuto ottenere. Ora non si devono vanificare gli sforzi compiuti. Quando nel 1989 abbiamo scritto il disciplinare della pizza lo abbiamo fatto con i docenti dell’Università Federico II. Oggi serve non un certificato di crescita ma di operatività. Non dobbiamo, però, montarci la testa. Dobbiamo aumentare la professionalità dei singoli e valorizzare le produzioni di eccellenza. Quello che conta non è che un pizzaiuolo sia napoletano di nascita ma che usi il “metodo napoletano” per fare la pizza”.

Antonio Starita, Unione Pizzerie Storiche – Le Centenarie

“Il pizzaiuolo deve restare pizzaiuolo. Io vedo in giro molti giovani pizzaioli che si fanno fare tante foto con le loro pizze e le mandano in giro. Il segreto del pizzaiuolo è di saper fare pizze in modo veloce e preciso. Il valore di questo mestiere è nella rapidità. Se la pizza deve migliorare ciò deve accadere fuori Napoli dove devono imparare a lavorare in modo tale da poter offrire alle famiglie la possibilità di mangiare, e bene, la pizza anche 2 o 3 volte la settimana”.

In rappresentanza di Sergio Miccù, presidente Associazione PIzzaiuoli Napoletani, sono intervenuti il suo vice, Umberto Fornito, e Raffaele Biglietto

Umberto Fornito: “L’arte del pizzaiuolo deve essere insegnata nelle scuole. Lo Stato, con il ministero dell’Istruzione deve riconoscere il ruolo del pizzaiuolo. E può farlo inserendo nei corsi delle scuole alberghiere la qualifica di diploma di ’addetto ai servizi di pizzeria’. Non ci si può più inventare pizzaioli. Servono serietà e professionalità. Parallelamente bisogna far sostenere un esame a chi già esercita la professione”.

Raffaele Biglietto:

“Qualche settimana fa, su iniziativa di Sergio Miccù, abbiamo avanzato una segnalazione all’Accademia della Crusca per annoverare nella lingua italiana la parola ’pizzaiuolo” e non quella finora considerata di ’pizzaiolo’. Una decisione presa proprio dopo il riconoscimento dell’Unesco”.

Ernesto Quintiliani, Accademia Medeaterrranea

“La pizza è un elemento significativo della Dieta Mediterranea. In Accademia ne curiamo la formazione a cominciare dalle giovani generazioni”.

Istituzioni

Luigi de Magistris, sindaco di Napoli

Franco Alfieri, Capo Segreteria Politica del presidente Vincenzo De Luca

“La Regione Campania è la prima in Italia per numero di prodotti alimentari tipici protetti: un dato quantomai significativo in questo 2018 che è l’anno del cibo italiano nel mondo. Oltre 500 tra D.O.P., I.G.P., S.T.G.

Il nostro obiettivo è di farli conoscere sempre di più agli altri, diffonderli per l’elevato livello di qualità. La Regione riconosce, in questo, il ruolo importantissimo degli imprenditori della ristorazione in genere e delle pizzerie”.

Raffaele Borriello, direttore generale Ismea

“Questa vittoria è frutto di un gioco di squadra ottenuto a tutti i livelli: istituzionale, associazionistico, di categoria. Una conquista che dimostra l’enorme potenziale di sviluppo che il mondo che ruota intorno alla pizza consente di ottenere. La sfida del 2018, allora, sarà quella di portare a Napoli, a mangiare la vera pizza, il maggior numero di persone da ogni parte del mondo”.

Antonio Limone, direttore Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno

“La pizza è il nostro cibo identitario, la nostra migliore prelibatezza. Questo risultato è stato raggiunto con grande fatica. Le potenzialità del settore sono enormi soprattutto se si saprà puntare su un’adeguata formazione, su una conoscenza seria del prodotto e delle tecniche di realizzazione”.

Donatella Chiodo, presidente della Mostra d’Oltremare di Napoli

“La Mostra d’Oltremare è una location di eccellenza per prodotti di eccellenza. Noi vogliamo lavorare sulle filiere. Proponiamo una lettura trasversale che, quindi, considera importante la formazione. Anche rispetto all’ospitalità di eventi fieristici, noi daremo sempre spazio a eventi che esaltino questa professione”.

Giuseppe Oliviero, vice presidente nazionale Cna

“Ci impegneremo ancora di più perché si riconosca al pizzaiuolo la qualifica di maestro artigiano e non di semplice somministratore di cibo. Quello della pizza e dei pizzaiuoli è un comparto che già oggi vanta livelli di fatturato notevoli e, di conseguenza, potenzialità per lo sviluppo dell’occupazione. Siamo disponibili a lavorare con la Regione Campania perché l’aspetto artigianale della pizza non ci venga scippato da altri territori”.

Bartolomeo Amidei, senatore primo firmatario proposta di legge per l’istituzione dell’albo professionale dei pizzaioli

“Il riconoscimento Unesco ci mette davanti a una scommessa, quella che spinge moltissime persone a recarsi nei luoghi che hanno meritato l’imprimatur di patrimonio dell’umanità. In questo caso in luoghi dove il cibo eccelle. La vera pizza si mangia solo a Napoli”.

Per le istituzioni, presente anche Flavia Sorrentino, delegata del Sindaco De Magistris all’Autonomia della città.

Imprenditori

Riccardo Agugiaro, Agugiaro & Figna – Farina 5 stagioni

“Il riconoscimento Unesco è una gratificazione immensa per i pizzaiuoli napoletani. Se la meritano. Ora bisogna puntare su qualcosa che vada oltre. Bisogna insistere per il riconoscimento da parte del governo italiano dei diritti e doveri del pizzaiuolo. Bisogna che vengano definiti in modo formale, vengano codificati perché sia data loro una effettiva dignità. Per far questo servirà un’unità a livello nazionale che vada ben oltre i confini campani. Un’unità che cominci da quella delle associazioni di pizzaiuoli che li rappresentano e di tutto il mondo industriale da sempre impegnato per sostenere le loro attività e che sostiene la loro causa”.

Ferdinando Marana, Marana Forni

“A gennaio 2016 abbiamo lanciato una tipologia di forno realizzato ad hoc per i pizzaiuoli napoletani, su richiesta di Attilio Albachiara. Si tratta di Napulé, un forno fisso, alimentato a legna o a gas, la cui caratteristica primaria è nella capacità produttiva in costanza di cottura”.

Francesco Franzese, La Fiammante

“La nostra azienda, nata negli anni ’50, ha recuperato quelle coltivazioni che rischiavano di andare perdute: quella del Piennolo, del pomodoro San Marzano. Negli anni siamo riusciti a esportare le eccellenze del territorio in 54 paesi. Negli ultimi 5 anni siamo passati dal 7 al 35% in termini di esportazione”.

Domenico Raia, Raia Horeca

“La nostra azienda, specializzata nel beverage, è in grado di distribuire prodotti necessari all’attività dei pizzaiuoli 24 ore su 24. La nostra filosofia aziendale è quella di puntare sull’informazione del consumatore”.

Vincenzo Borrelli – amministratore SIRE

“Il riconoscimento dell’Unesco ci spinge a tutelare un’arte, e un mestiere, che devono diventare una vera disciplina professionale attraverso l’alta formazione che sia riconosciuta dagli Enti e dai Ministeri. Questo riconoscimento deve essere un punto di partenza e non di arrivo. Nel futuro dei pizzaioli vedo l’opportunità di mettere insieme associazioni e categorie in modo tale che si possa organizzare un tavolo di coordinamento da cui vengano fuori le linee guida per l’alta formazione”.

gran galàgran galàgran galàgran galàgran galà

Fotogallery completa sulla pagina FB “BC Communication Services”

Ufficio stampa:
Daniela Quaranta
BC COMMUNICATION SERVICES SRLS
bccommunication.it
392.6686262 – 081.19203633

Alla pizzeria Trianon la

“Napoli Velata” di Oreste Pipolo

Il 24 Gennaio dalle ore 20 verrà presentato il progetto fotografico di Oreste Pipolo “Napoli Velata”  protagonista della serata nella storica pizzeria napoletana

Torna il fortunato format “Pizziamoci un libro”, l’appuntamento nato dalla partnership tra la Pizzeria Trianon e la Rogiosi Editore. Il  24 gennaio alle ore 20  nella storica pizzeria di Via Pietro Colletta sarà presentato il libro Napoli Velata di Oreste Pipolo, fotografo di rilievo nazionale. Ne parleranno con l’editore Rosario Bianco Miriam e Ivana Pipolofiglie del fotografo scomparso  che hanno continuato a gestire il suo studio fotografico. Al termine della presentazione, il pubblico potrà  gustare  una  pizza e una  bibita e portare a casa lo straordinario libro;  il tutto al prezzo simbolico di 10 euro. 

Il Cristo velato è la base sulla quale si fonda questo progetto fotografico. Napoli Velata, con i suoi scatti costituisce un’opera di grande pregio estetico e contemporaneamente una forma di denuncia civile intima e silenziosa, che spiazza e induce a riflettere. Anche il film di Ferzan  Ozpetek si conclude nei luoghi della Cappella Sansevero. Il regista, come Oreste Pipolo, mostra la bellezza gioiosa e al tempo stesso disperata di una città come Napoli, con i suoi monumenti di straordinario valore artistico troppo spesso violentati dal vandalismo e dall’incuria. Nel desiderio del fotografo di rappresentare la città c’è, per questo, anche il tentativo di salvarla dal degrado umano, morale e ambientale in cui versa. Così il velo bianco, l’oggetto puro che simbolicamente rappresenta il matrimonio, diventa elemento di protezione degli esseri umani e delle cose.

IL TRIANON

La pizzeria Trianon da Ciro prende il nome dal  famoso teatro  in cui si esibivano personaggi come Totò, Macario e Nino Taranto. Dopo lo spettacolo gli attori venivano tutti a gustare le pizze in quella che non a caso è considerata la pizzeria degli artisti. Il locale si sviluppa su tre piani, ognuno con il proprio forno, e nasce in un periodo storico a cavallo tra le due guerre mondiali; per sfamare il popolo viene creata la pizza “a ruota di carretta”, con circa 35 cm di diametro, in grado di soddisfare l’appetito di un’intera giornata. In carta oggi campeggiano, oltre alla Margherita e Marinara, anche molte varianti: con fiordilatte,  con mozzarella di bufala campana dop, con filetto di pomodoro, con uova, con funghi, alla romana, con prosciutto e funghi, con panna, con salsiccia e friarielli, con salsiccia e funghi . E poi la Gran Trianon da otto gusti, che non è mai la stessa, perché fatta con i prodotti freschi di stagione. Tutti gli ingredienti sono a marchio Dop e provenienti dal territorio, fatta eccezione per i salumi. L’impasto ha una lievitazione di circa 12 ore.  Il Trianon oggi è anche a Salerno in piazza Flavio Gioia e a Sorrento. Nelle sedi Trianon non esistono giorni di chiusura, le pizzerie sono sempre sempre aperte, a pranzo e a cena.

IL LIBRO

Il Cristo velato di Giuseppe Sanmartino, capolavoro assoluto in cui l’arte trova impareggiabile equilibrio tra forma e tensione morale, è la base sulla quale si fonda questo progetto fotografico. Il libro “Napoli velata”, con i suoi scatti costituisce un’opera di grande pregevolezza estetica, ma al contempo una forma di denuncia civile intima e silenziosa, che spiazza e induce a riflettere. Nelle immagini raccolte, Pipolo copre con il suo velo i visi e gli oggetti più indifesi. Lascia che la bellezza profanata dei monumenti, delle opere d’arte, degli uomini della sua Napoli, affiorino appena, per farcene sentire istantaneamente la struggente assenza. Attraverso il velo passa il concetto salvifico di un’azione profonda sulle coscienze e della vita in generale. Nella sua voglia di rappresentare la città c’è, per questo, anche il tentativo di salvarla dal degrado umano, morale e ambientale in cui versa. Così il velo bianco, l’oggetto puro che simbolicamente rappresenta il matrimonio, diventa elemento di protezione degli esseri umani e delle cose. Oreste Pipolo ha intuito che il velo poteva modellarsi sui monumenti o sui visi con una fluidità e una forza impareggiabili. Le forme vive o inanimate, avvolte da una materia eterea e lieve, si conservano ma non perdono le loro sembianze. Il velo è carezza, sudario e protezione. Dietro Napoli, con i suoi monumenti di straordinario valore artistico, si cela un mondo nascosto, “velato”, di violenza e degrado, di segreto e mistero, che il velo del fotografo copre, così come il perbenismo e l’ipocrisia dei personaggi del film, lasciando all’immaginazione la possibilità di interpretare la vera essenza di una città multiforme.

L’AUTORE

Oreste Pipolo nasce e lavora per tutta la vita a Napoli. È considerato il fotografo che meglio ha descritto, in tempi recenti, il capoluogo partenopeo attraverso l’obiettivo fotografico. Specializzato fin dall’inizio della sua attività in servizi matrimoniali, conia uno stile personale che getta la base per una vera e propria fotografia di genere. Ferdinando Scianna lo definisce lo sciamano delle spose. Il canale Sky Arte HD gli dedica una puntata della serie “Fotografi, viaggio alla scoperta dei maestri italiani”. Il regista Matteo Garrone ha girato su di lui un documentario, dal quale Marco Bellocchio ha tratto il film “Regista di Matrimoni”.

Pizzaiuoli, insieme si cresce

Successo per il Gran Galà organizzato dalla Bc Communication

Attilio Albachiara: “ora cabina di regia per le scelte future”

Una serata di festa, all’insegna della gioia per il riconoscimento dell’Unesco dell’arte del pizzaiuolo come patrimonio immateriale dell’umanità ma anche di serio confronto sulle strategie per il futuro, quella che si è tenuta presso il Ristorante dell piscina della Mostra d’Oltremare di Napoli.

Il primo Galà del pizzaiuolo – organizzato da Brunella Cimadomo per BC Communication e promosso da Attilio Albachiara, presidente dell’Associazione Mani d’oro – è andato oltre i canoni di una serata conviviale grazie ai propositi che tutti gli attori di questo composito mondo hanno avuto modo di esprimere.

pizzaiuoli insieme si cresce

L’amore per la pizza, alimento più diffuso al mondo, e simbolo identitario di un popolo, è riuscito a mettere insieme associazioni di pizzaiuoli, istituzioni, imprenditori impegnati, ciascuno per proprio ruolo, a immaginare quale possa essere, da oggi in poi, il futuro del pizzaiuolo.

Il dibattito è ruotato intorno al trinomio arte, mestiere, professione.

“Sono commosso e felice – ha detto Attilio Albachiara, presidente dell’Associazione Mani d’Oro, ideatore  e promotore del Gran Galà del pizzaiuolo – di aver visto riuniti tutti insieme, in occasione del Gran Galà del Pizzaiuolo, Antonio Pace, Presidente Associazione Verace Pizza, Sergio Miccù, Associazione Pizzaiuoli Napoletani (rappresentato da Umberto Fornito e Raffaele Biglietto), Antonio Starita, dell’Unione pizzerie storiche – Centenarie.

Ci siamo interrogati con assoluta libertà, grazie all’organizzazione della Bc Communication,  sul nostro futuro.

Per me l’obiettivo è semplice ma difficile al tempo stesso: dare valore alla nostra categoria. Credo sia giunto il momento di discutere delle modalità, di condividere le scelte.  Sarei contento se dal gran Galà della Mostra d’Oltremare derivasse una cabina di regia. Questo metterebbe tutti noi nelle condizioni di lavorare meglio”.

“Il Galà del pizzaiuolo è servito – ha dichiarato Brunella Cimadomo, che ha curato l’evento organizzato dalla Bc Communication – a tracciare una linea di confine tra il pre e il post Unesco. Siamo soddisfatti di aver potuto offrire un’occasione di confronto ai principali attori del mondo pizza finalizzata alla crescita della consapevolezza della forza di un comparto. Un ringraziamento sentito ai tantissimi pizzaiolo presenti, a tutte le Associazioni, alle istituzioni e agli imprenditori che hanno partecipato”

Antonio Pace, presidente Associazione Verace Pizza Napoletana

“Fare la pizza è sempre stata un’arte. Era un mestiere, oggi professione. Un riconoscimento maggiore di quello dell’Unesco non si sarebbe potuto ottenere. Ora non si devono vanificare gli sforzi compiuti. Quando nel 1989 abbiamo scritto il disciplinare della pizza lo abbiamo fatto con i docenti dell’Università Federico II. Oggi serve non un certificato di crescita ma di operatività. Non dobbiamo, però, montarci la testa. Dobbiamo aumentare la professionalità dei singoli e valorizzare le produzioni di eccellenza. Quello che conta non è che un pizzaiuolo sia napoletano di nascita ma che usi il “metodo napoletano” per fare la pizza”.

Antonio Starita, Unione Pizzerie Storiche – Le Centenarie

“Il pizzaiuolo deve restare pizzaiuolo. Io vedo in giro molti giovani pizzaioli che si fanno fare tante foto con le loro pizze e le mandano in giro. Il segreto del pizzaiuolo è di saper fare pizze in modo veloce e preciso. Il valore di questo mestiere è nella rapidità. Se la pizza deve migliorare ciò deve accadere fuori Napoli dove devono imparare a lavorare in modo tale da poter offrire alle famiglie la possibilità di mangiare, e bene, la pizza anche 2 o 3 volte la settimana”.

In rappresentanza di Sergio Miccù, presidente Associazione PIzzaiuoli Napoletani, sono intervenuti il suo vice, Umberto Fornito, e Raffaele Biglietto

Umberto Fornito: “L’arte del pizzaiuolo deve essere insegnata nelle scuole. Lo Stato, con il ministero dell’Istruzione deve riconoscere il ruolo del pizzaiuolo. E può farlo inserendo nei corsi delle scuole alberghiere la qualifica di diploma di ’addetto ai servizi di pizzeria’. Non ci si può più inventare pizzaioli. Servono serietà e professionalità. Parallelamente bisogna far sostenere un esame a chi già esercita la professione”.

Raffaele Biglietto:

“Qualche settimana fa, su iniziativa di Sergio Miccù, abbiamo avanzato una segnalazione all’Accademia della Crusca per annoverare nella lingua italiana la parola ’pizzaiuolo” e non quella finora considerata di ’pizzaiolo’. Una decisione presa proprio dopo il riconoscimento dell’Unesco”.

Ernesto Quintiliani, Accademia Medeaterrranea

“La pizza è un elemento significativo della Dieta Mediterranea. In Accademia ne curiamo la formazione a cominciare dalle giovani generazioni”.

Istituzioni

Luigi de Magistris, sindaco di Napoli

“Sono orgoglioso. Questa è una vittoria per le associazioni, i cittadini, e non solo per quanti apprezzano l’arte della pizza ma per Napoli. E’ un traguardo che denota un senso di appartenenza perché, grazie a noi napoletani, si parla di tante ricchezze, di competenza, di qualità. Viva Napoli, viva la pizza”.

pizzaiuoli, insieme si cresce

Franco Alfieri, Capo Segreteria Politica del presidente Vincenzo De Luca

“La Regione Campania è la prima in Italia per numero di prodotti alimentari tipici protetti: un dato quantomai significativo in questo 2018 che è l’anno del cibo italiano nel mondo. Oltre 500 tra Dop, Igp, Stg. Il nostro obiettivo è di farli conoscere sempre di più agli altri, diffonderli per l’elevato livello di qualità. La Regione riconosce, in questo, il ruolo importantissimo degli imprenditori della ristoratorazione in genere e delle pizzerie”.

Raffaele Borriello, direttore generale Ismea

“Questa vittoria è frutto di un gioco di squadra ottenuto a tutti i livelli: istituzionale, associazionistico, di categoria. Una conquista che dimostra l’enorme potenziale di sviluppo che il mondo che ruota intorno alla pizza consente di ottenere. La sfida del 2018, allora, sarà quella di portare a Napoli, a mangiare la vera pizza, il maggior numero di persone da ogni parte del mondo”.

Antonio Limone, direttore Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno

“La pizza è il nostro cibo identitario, la nostra migliore prelibatezza. Questo risultato è stato raggiunto con grande fatica. Le potenzialità del settore sono enormi soprattutto se si saprà puntare su un’adeguata formazione, su una conoscenza seria del prodotto e delle tecniche di realizzazione”.

Donatella Chiodo, presidente della Mostra d’Oltremare di Napoli

“La Mostra d’Oltremare è una location di eccellenza per prodotti di eccellenza. Noi vogliamo lavorare sulle filiere. Proponiamo una lettura trasversale che, quindi, considera importante la formazione. Anche rispetto all’ospitalità di eventi fieristici, noi daremo sempre spazio a eventi che esaltino questa professione”.

Giuseppe Oliviero, vice presidente nazionale Cna

“Ci impegneremo ancora di più perché si riconosca al pizzaiuolo la qualifica di maestro artigiano e non di semplice somministratore di cibo. Quello della pizza e dei pizzaiuoli è un comparto che già oggi vanta livelli di fatturato notevoli e, di conseguenza, potenzialità per lo sviluppo dell’occupazione. Siamo disponibili a lavorare con la Regione Campania perché l’aspetto artigianale della pizza non ci venga scippato da altri territori”.

Bartolomeo Amidei, senatore primo firmatario proposta di legge per l’istituzione dell’albo professionale dei pizzaioli

“Il riconoscimento Unesco ci mette davanti a una scommessa, quella che spinge moltissime persone a recarsi nei luoghi che hanno meritato l’imprimatur di patrimonio dell’umanità. In questo caso in luoghi dove il cibo eccelle. La vera pizza si mangia solo a Napoli”.

Per le istituzioni, presente anche Flavia Sorrentino, delegata del Sindaco De Magistris all’Autonomia della città

Imprenditori

Riccardo Agugiaro, Agugiaro & Figna – Farina 5 stagioni

“Il riconoscimento Unesco è una gratificazione immensa per i pizzaiuoli napoletani. Se la meritano. Ora bisogna puntare su qualcosa che vada oltre. Bisogna insistere per il riconoscimento da parte del governo italiano dei diritti e doveri del pizzaiuolo. Bisogna che vengano definiti in modo formale, vengano codificati perché sia data loro una effettiva dignità. Per far questo servirà un’unità a livello nazionale che vada ben oltre i confini campani. Un’unità che cominci da quella delle associazioni di pizzaiuoli che li rappresentano e di tutto il mondo industriale da sempre impegnato per sostenere le loro attività e che sostiene la loro causa”.

Ferdinando Marana, Marana Forni

“A gennaio 2016 abbiamo lanciato una tipologia di forno realizzato ad hoc per i pizzaiuoli napoletani, su richiesta di Attilio Albachiara. Si tratta di Napulé, un forno fisso, alimentato a legna o a gas, la cui caratteristica primaria è nella capacità produttiva in costanza di cottura”.

Francesco Franzese, La Fiammante

“La nostra azienda, nata negli anni ’50, ha recuperato quelle coltivazioni che rischiavano di andare perdute: quella del piennolo, del pomodoro Sanmarzano. Negli anni siamo riusciti a esportare le eccellenze del territorio in 54 paesi. Negli ultimi 5 anni siamo passati dal 7 al 35% in termini di esportazione”.

Domenico Raia, Raia Horeca

“La nostra azienda, specializzata nel beverage, è in grado di distribuire prodotti necessari all’attività dei pizzaiuoli 24 ore su 24. La nostra filosofia aziendale è quella di puntare sull’informazione del consumatore”.

Vincenzo Borrelli – amministratore SIRE

“Il riconoscimento dell’Unesco ci spinge a tutelare un’arte, e un mestiere, che devono diventare una vera disciplina professionale attraverso l’alta formazione che sia riconosciuta dagli Enti e dai Ministeri. Questo riconoscimento deve essere un punto di partenza e non di arrivo. Nel futuro dei pizzaioli vedo l’opportunità di mettere insieme associazioni e categorie in modo tale che si possa organizzare un tavolo di coordinamento da cui vengano fuori le linee guida per l’alta formazione”.

Fotogallery completa sulla pagina fb

[Fonte: BC Communication Services: bccommunication.it ]

 

Il 17 Gennaio giorno di Sant’Antonio Abate è dedicato ai Pizzajuoli

Dopo il riconoscimento Unesco per l’arte di fare la pizza arriva la “Giornata Mondiale del Pizzaiolo”.

Sarà il 17 gennaio, giorno che coincide con la celebrazione di Sant’Antonio Abate, protettore dei fornai e dei pizzaioli.

E’ proprio il legame con il fuoco che portava  in questa stessa giornata i Napoletani ad appiccare, in giro per la città, dei falò più o meno grandi, i cosiddetti “cippi”.

Qui si riunivano le persone del quartiere, che contribuivano ad alimentare le fiamme con vecchi oggetti personali.

Secondo la credenza popolare, le fiamme generate avevano il potere di purificare e scacciare via le malattie dall’anno appena iniziato.   

“Anticamente – ricorda il presidente dell’Associazione Verace Pizza Napoletana, Antonio Pace – le famiglie dei pizzaioli per celebrare il santo protettore erano solite chiudere le loro pizzerie e ritrovarsi insieme alle loro rispettive famiglie per accendere un grande fuoco propiziatorio. Per questo motivo abbiamo scelto di festeggiare proprio il 17 gennaio per riproporre questa antica tradizione, pressoché scomparsa, ed aprire la sede dell’associazione a tutti i pizzaioli associati ed alle loro famiglie”.

Non solo, l’ Associazione Verace Pizza Napoletana e l’associazione Pizzaioli Napoletani hanno già chiesto ad un grande artista di realizzare una statua in bronzo, alta oltre 2 metri, che diventerà il simbolo, anche per le future generazioni, di questo riconoscimento mondiale.

Spicchi di Caffè

Pizza e Caffè d’Autore al Cilento Outlet Village con “Sal De Riso” in esclusiva per il Cilento

 

Nel Maggio del 2015, dall’antica tradizione napoletana nasce l’avventura Spicchi d’Autore-Pizzeria Gourmet che arriva nel Cilento nel Luglio del 2017, diventando il primo brand della “Corte dei Sapori” del Cilento Outlet Village.

spicchi di caffè

Martedì 19 dicembre, nella piana del Sele, è nata una nuova e gustosissima avventura tutta territoriale. Un’apertura importante quella della caffetteria “Spicchi di Caffè” nella pizzeria Spicchi d’Autore nella “Corte dei Sapori” del Cilento Outlet Village che porta con sé una novità assoluta: il primo punto vendita della pluripremiata e famosa pasticceria della Costa d’Amalfi “Sal De Riso” ed è stata importantissima la presenza del Maestro Salvatore De Riso all’evento inaugurale. Il Maestro non ha scelto a caso la location del suo unico punto vendita cilentano e ha precisato «Spicchi d’Autore è già nostro cliente anche su Napoli e ci fa un gran bel lavoro. Sono persone molto attente, professionisti che sanno trattare bene i prodotti e questa è stata un po’ la scelta per cui oggi siamo qua a festeggiare questa nuova apertura». Per quanto riguarda il territorio cilentano ha aggiunto «essere qua significa mettere un piede nella terra cilentana a cui tengo tantissimo. Utilizzando sempre ingredienti del Cilento era mio dovere dare la possibilità di acquistare i miei prodotti di pasticceria qui». Sul Cilento Outlet Village conclude «Ho scelto questo posto perché credo che sia un posto dove tutti vengono per trascorrere delle belle giornate o delle ore felici anche durante i mesi invernali. È importante, in questo posto, essere presenti con un’attività predisposta alla degustazione di pasticceria. Un posto in cui ho sempre creduto. Sono spesso venuto come cliente con la mia famiglia. Anche di passaggio quando vado a Santa Maria di Castellabate, a Perdifumo o in altre zone del Cilento, mi fermo sempre qui. Appena mi hanno detto che c’era questa possibilità sono stato subito d’accordo». L’inaugurazione della caffetteria “Spicchi di Caffè” è stata un’ottima occasione per far conoscere quello che la pizzeria fa da anni. Perché scegliere una sola pizza quando se ne possono assaggiare quattro in un’unica volta? E da qui che nasce “Spicchi d’Autore”, una rivisitazione della “4 Stagioni” in chiave gourmet dove ogni spicchio diventa protagonista di un’esperienza a 360°. Un esclusivo impasto di miscele di grani con l’aggiunta di “Germe di grano attive” ricche di benefici per il nostro organismo. La lievitazione naturale di 24/48 ore rende l’impasto altamente digeribile e leggero. Ogni pizza proposta in menu racconta il territorio campano con l’aggiunta di qualche prodotto selezionato italiano certificato. La scelta dell’Olio Extravergine di Oliva e della Mozzarella di Bufala Campana DOP sono di esclusiva cilentana. Non solo pizze ma anche fritti d’Autore della tradizione Monzù con una storia interessantissima che risale al ‘700 quando i cuochi napoletani misero insieme le proprie conoscenze con quelle dei Mossieurs francesi. L’ultimo dei Monzù, Gerardo Modugno, ha lasciato alla famiglia Talotti questo grande patrimonio.

spicchi di caffè

Ancora una volta, il Cilento Outlet Village, mira a lanciare un segnale forte e chiaro al territorio. La scelta dei partner per la “Corte dei Sapori” è stata accuratamente valutata per rimarcare gli obiettivi che il centro intende raggiungere. Il nome Cilento non può e non deve essere solo un nome che rimanda al territorio che ci ospita ma deve essere il simbolo della nostra scelta: raccontare un territorio attraverso le eccellenze della sua terra.

Presenti sono stati: Radio Castelluccio e Cilento Channel che hanno effettuato dirette televisive, social e radiofoniche durante l’intero evento mentre il critico enogastronomico Bruno Sodano ha moderato l’evento e coinvolto la stampa. Fotografo dell’evento è stato il Dr. Enrico De Nigris.

A dare sostegno a Loredana ed Antonio Talotti, proprietari della pizzeria, sono stati Francesco Furino – Managing Director Irgen Retail Management, Felicita Merlino – Centre Manager e Veneranda Pascale – Marketing Manager del Cilento Outlet Village con tutto il loro preziosissimo Team che, giorno dopo giorno, stanno facendo del loro meglio per rendere il Cilento Outlet Village un punto di riferimento sempre più importante per il territorio cilentano.

 

[Fonte]
Bruno Sodano
Mobile +39 3386961863
Email brunosodano@gmail.com

 

 

 

“Tondo napoletano”, il primo panino fritto con hamburger

 

 

Il prodotto nasce dall’incontro tra l’astro nascente della pizzeria, Isabella De Cham, ed il giovane macellaio 3.0, Antonio Di Sieno, per uno street food di qualità.

 Tondo napoletano

Dall’incontro tra l’astro nascente della pizzeria, Isabella De Cham, ed il giovane macellaio 3.0, Antonio Di Sieno, nasce “Tondo napoletano”, il primo panino fritto con l’hamburger: carne di prima scelta e un impasto di pizza soffice, per uno street food per palati sopraffini.

Tondo napoletano dettaglio

Sono cinque le varianti. Si va dal “Forcella” con maialino nero casertano, parmigiana bianca e provola, al “Vomero” con hamburger di black angus scozzese, insalata e pomodoro. C’è il “Quartieri Spagnoli” con patanegra, zucchine, provola di Agerola e mascarpone, il “Rione Sanità” farcito con ragù classico napoletano, friarielli e provola di Agerola, fino al “Posillipo” con all’interno manzetta prussiana, provola di Agerola e melanzane a funghetto.

Per ora sarà possibile assaporare “Tondo napoletano” fino al 7 gennaio all’Ippodromo di Agnano nell’ambito di “Jostra”, dove un truck preparerà al momento questa novità culinaria.

Dietro a questo nuovo prodotto ci sono due giovani eccellenze partenopee.

Antonio Di Sieno, in arte “Trippicella”, classe ’79, è un macellaio 3.0 capace di vedere in un taglio di carne un sapore, un piatto o un’esperienza del gusto, un professionista che cammina a braccetto con gli chef, che ne comprende le esigenze e cerca di proporre soluzioni o nuovi prodotti capaci di amplificare la loro creatività, dando risposte tecniche efficaci. Figlio d’arte, quarta generazione di macellai, si è specializzato sulla lavorazione delle carni pregiate dal mondo, sulle più avanzate tecniche di allevamento e di frollatura.

Isabella De Cham, classe ’93, pizzaiola del rione Sanità, seppur giovanissima, vanta esperienze al fianco dei big della pizza fritta napoletana come Sorbillo da Zia Esterina, Masardona e Ciro Oliva da Concettina ai Tre Santi, fino all’incontro con Vincenzo Durante da “1947 Pizza Fritta” a Forcella. Le sue pizze fritte parlano per lei e la sua fama ha raggiunto presto tutta la città. Nel 2017 ha ottenuto il riconoscimento di pizzaiola dell’anno da “50 Top Pizza” e si è classificata al secondo posto al Campionato Mondiale del Pizzaiuolo nella categoria “pizza fritta”.

 

[Fonte]
Alessandro Savoia
328 91 59 817

         Il presepe di pizza di “Da Pasqualino”

 

Il presepe di pizza: è questa l’ultima creazione dell’Art Pizzaiola Linda Gallifuoco, esponente della storica pizzeria “Da Pasqualino” al Borgo Loreto, nel cuore della Napoli antica, tesa a celebrare in maniera originale l’avvento del Santo Natale.

Linda Gallifuoco è una pizzaiola alla terza generazione e collabora quotidianamente ed in perfetta sinergia con il padre, il maestro Giovanni Gallifuoco, la mamma Annamaria Mazzotta, le sorelle Rosa, Angela, Lella, istruttrice UP&ter e campionessa mondiale di pizza fritta, e la signora Giovanna Mazzotta.

Insieme realizzano piatti prelibati della tradizione partenopea e naturalmente la pizza in ogni sua specialità, evidenziandone puntualmente uno spiccato senso artistico, sia nel decoro della portata in sè che nella realizzazione di piccole opere di acqua e farina.

Il progetto “presepe di pizza”, rappresenta dunque un’idea innovativa da proporre come elemento decorativo per le tavole imbandite delle conviviali natalizie. Altrettanto innovativo e assolutamente funzionale è il “menu da asporto” per la sera della Vigilia ed il giorno di Natale “pensato” dal team Gallifuoco soprattutto per le donne dedite ad un’attività lavorativa full time e che, quindi, hanno poco tempo da dedicare alla cucina.

La pizzeria, in particolare, prevede una carta eno-gastronomica che rispecchia fedelmente le tradizioni partenopee, pur non escludendo eventuali richieste di menù personalizzati.

Per la sera della Vigilia è previsto il menù di mare che presenta i “marinati” al pepe verde come antipasto, le linguine allo scoglio, il capitone ed il baccalà fritto e la spigola di mare al profumo di limone.

A Natale, invece, sarà servito il tradizionale brodo di gallina e di pollo con tortellini, ed a seguire “bollito di carne” con canditi e salsine.

Ampio spazio anche ai dolci, per la gioia dei più golosi, dalla pastiera alle cassate siciliane, ai roccocò, alla cupola di struffoli con colata di miele caldo.

 

[Fonte]
Maridì Communication : Maridì Vicedomini
Mob: 338/2259860 – 333 /9921506
Mail maridyvicedomini@gmail.com
www.maridicommunication.it

ANTICA PIZZERIA “CIRO” A GAETA

Lungomare Giovanni Caboto

04024 Gaeta (LT)

tel. 0771465050

Giovedì 7 dicembre 2017 ore 19.00

presenta

“Tradizione ed Evoluzione”

La pizza napoletana tra storia e ricerca simbolo di innovazione e specchio per il futuro

Quando le antiche regole di un prodotto sinonimo di passato e identità culturale, viaggiano attraverso il tempo nel segno di un rispettoso rinnovamento 

Ne parlano il giornalista Giuseppe Giorgio

e i maestri pizzaioli Giorgio Moffa e Gennaro Luciano

con gli interventi dell’attrice Ingrid Sansone

Seguirà una cena con le pizze firmate Giorgio Moffa e Gennaro Luciano

Sarà l’Antica Pizzeria “Ciro” a Gaeta, il prossimo 7 dicembre alle ore 19.00, a fare da cornice all’incontro intitolato “Tradizione ed Evoluzione”. “La pizza napoletana tra storia e ricerca, simbolo di innovazione e specchio per il futuro”. A parlarne, insieme al giornalista Giuseppe Giorgio, saranno il patron dello storicizzato locale ospitante, Giorgio Moffa e Gennaro Luciano dell’ “Antica Pizzeria Port’Alba” di Napoli. Una serata, quella che prenderà vita nel noto ristorante di Gaeta, che vedrà i  due maestri pizzaioli Moffa e Luciano, stimolati e guidati dal critico enogastronomico Giorgio, discutere sull’evoluzione della pizza napoletana e sulla necessità di mantenere intatte, al di là del rinnovamento della tecnica d’impasto e degli ingredienti, le regole di un prodotto che lega le sue origini alla storia del popolo napoletano. Colorato dagli interventi dell’attrice Ingrid Sansone, che presenterà i più svariati aspetti della  della pizza visti attraverso la poesia ed il teatro napoletano, il dibattito avrà come obiettivo finale quello di salvaguardare i centenari principi per la lavorazione di un prodotto sinonimo di passato e identità culturale nel segno di un sia pure necessario ma rispettoso rinnovamento. “Colorato stemma di antiche sapienze e nobili virtù, la pizza – afferma  Giuseppe Giorgio –  è molto di più: è la tradizione, è la storia di Napoli, è ciò che lo stesso popolo partenopeo ha creato con i sentimenti dell’anima e la forza delle mani, è saggezza, è la città racchiusa in un simbolo. La pizza rappresenta ogni avvenimento, ogni stato d’animo, ogni ostacolo superato, ogni conquista, soddisfa bisogni e necessità trasformandosi, a tavola in un largo piatto o tra i vicoli, piegata a portafogli tra le mani, nella vera protagonista della celebrazione di un rito. Nasconde in sé i segreti di ogni napoletano e di ogni pizzaiolo che custodendone con fermezza e attaccamento i prodigiosi misteri, la sospinge giorno dopo giorno al di là del concetto del tempo. La pizza napoletana è una storia che continua, che si rinnova, è l’immagine del bene che trionfa sul male, è ciò che segna la strada di chiunque la incontri, è ciò che rende speciale la città di Napoli, da sempre solido scrigno della sua magia, dei segreti e dell’antica e generosa bontà”.

Contatti stampa per l’evento

press.peppegiorgio@gmail.com

Pizza Unesco: la Finale

#pizzaUnesco: il 14 novembre arriva a Napoli la community mondiale dei pizzaioli

Conto alla rovescia per la finale del contest che incoronerà l’interpretazione più creativa. In totale sono state 374 le pizze ideate da ogni parte del mondo per sostenere il riconoscimento dell’arte dei pizzaioli napoletani come patrimonio immateriale dell’Umanità

il 14 novembre arriva a Napoli la community mondiale dei pizzaioli , a Palazzo Caracciolo rivivono i colori e il folklore della città ‘verace’ in una grande serata spettacolo. Svelate intanto tutte le menzioni speciali assegnate dai partner di Mysocialrecipe, ideatrice del concorso E’ tutto pronto a Napoli per la finale del contest internazionale #pizzaUnesco, ideato da Mysocialrecipe, piattaforma di deposito e certificazione ricette originali, per sostenere la candidatura Unesco dell’arte del pizzaiolo napoletano a Patrimonio dell’Umanità.

La community mondiale dei pizzaioli si riunisce infatti il 14 novembre a Palazzo Caracciolo per celebrare un autentico simbolo del made in Italy, in attesa del verdetto sul riconoscimento Unesco che arriverà il prossimo dicembre, e per scoprire chi tra i dieci finalisti conquisterà il titolo di vincitore del contest internazionale organizzato da Mysocialrecipe. In occasione della premiazione, inoltre, il chiostro della storica dimora si trasformerà in una sorta di teatro vivente, dove saranno i colori e il folklore a raccontare l’animo verace e più intimo della città simbolo della pizza: quello dello sventolio del bucato steso ad asciugare sui fili, dei panieri abbassati dai piani alti, del profumo del caffè sul fuoco, dei suoni e degli schiamazzi provenienti dalle botteghe.

Sarà una serata-spettacolo, organizzata dalla Event Planet con la direzione artistica dall’autore e regista Massimiliano Ottolini, che vedrà anche la presenza di alcuni dei protagonisti del contest, che ha raccolto sul sito www.mysocialrecipe.com centinaia di ricette provenienti da ogni angolo del pianeta. Arrivano da Italia, Usa, Australia e Paesi Bassi, in particolare, i dieci pizzaioli protagonisti della finale con le loro creazioni: Giovanna Alberti (Melbourne, Australia) con ‘pizza Marina’; Gennaro Battiloro (Lucca, Italia) con ‘pizza Sensazioni’; Raffaele Bonetta (Napoli, Italia) con ‘pizza Ottospek’; Salvatore Grasso (Napoli, Italia) con ‘pizza 1916’; Ciro Iovine (New York, USA) con ‘pizza Summer’; Vincenzo Onnembo (Rotterdam, Paesi Bassi) con ‘pizza del Padron’; Francesco Pone (Napoli, Italia) con ‘pizza Terra Antica’; Carlo Sammarco (Napoli, Italia) con ‘pizza Fior di zucca e alici’; Clemente Valentino (Forlì, Italia) con ‘pizza Veggie’; Giuseppe Vitiello (Caserta, Italia) con ‘pizza Doppia’. A decretare la migliore interpretazione per qualità, fantasia e originalità sarà una prestigiosa giuria composta da Enzo Vizzari (presidente di giuria), Fiammetta Fadda, Eleonora Cozzella, Allan Bay, Giorgio Calabrese e Scott Wiener, con il coordinamento di Tommaso Esposito.

Mentre i partner di Mysocialrecipe hanno già assegnato tutte le undici menzioni speciali che saranno consegnate il 14 novembre a Palazzo Caracciolo:

1. Menzione rivista Italia a Tavola – “La pizza è anche fritta” a Antonio Troncone per la Verneteca Sannita;

2. Menzione Associazione Italiana Sommelier – “Pizza maritata-miglior abbinamento vino-pizza” a Pasqualino Rossi per la Pizza Natalina;

3. Menzione Luciano Pignataro Wine Blog – “La pizza di tutti” a Fabio Cristiano (fondatore della Scuola di Pizzaiolo, ha insegnato la sua arte ai giovani allievi non vedenti) per la Pizza Mandolino;

Totò sapore di Angelo Ranieri campione del mondo 2017 del trofeo Caputo

Angelo Ranieri presenta le sue proposte di Pizza e Cucina.

Giovedì 19 Ottobre, alle ore 20:00 presso il Ristorante Pizzeria Totò Sapore, in Viale Antonio Gramsci, 18, Napoli in occasione dei festeggiamenti di Angelo Ranieri quale campione del mondo 2017 del Trofeo Caputo nella categoria Pizza di stagione, verranno presentate le sue nuove proposte di pizza e di cucina tipica napoletana.

toto sapore pizza totò sapore

Le pizze protagoniste dell’evento saranno:

  • La pizza Mammà
  • La pizza Totò Sapore
  • La pizza “Autunno in Costiera”

Inoltre sarà proposto un menù di degustazione della cucina tipica napoletana con un assaggio de

“Lo Scarpariello secondo Angelo Ranieri”

Mentre come dessert verrà servita una mousse a base di Ricotta e castagne.

In abbinamento vino di Casa Ranieri e le birre artigianali del Birrificio del Borgo.

Ospiti d’onore: Carmine e Antimo Caputo, Sergio Miccu dell’Associazione APN, Angelo Pisani Presidente dell’Associazione Noi Consumatori, Michele Leo Campione del Trofeo Caputo e Umberto Fornito Cavaliere della Repubblica.

 

 

 

 

Bubbles e Pizze d’Autore a Palazzo Vialdo

Lo storico Palazzo Vialdo di Torre del Greco a Napoli, ospiterà martedì 3 ottobre alle ore 20.30, l’evento “Bubbles e Pizze d’Autore a Palazzo Vialdo”.

La cena organizzata da Angela Merolla, sarà realizzata da 5 maestri degli impasti e della pizza, nella cordiale accoglienza del patron Vincenzo di Prisco.

“Bubbles e Pizze d’Autore a Palazzo Vialdo” prevede 5 portate e ad ognuna sarà abbinato uno Spumante prodotto da aziende di diverse regioni italiane. Inoltre l’esperto sommelier guiderà la degustazione di ogni spumante.

Maestri Pizzaioli e Menù:

Giovanni Russo – “Pizzeria La Famiglia”- Casapulla CA

Straccetti Fritti con pomodorini, rucola scaglie di Parmigiano Reggiano e aceto balsamico. Impasto di farine 0 e 00 lievimaturazione di 36 ore

IN ABBINAMENTO: Villa Venier (Veneto)

Prosecco Brut Superiore Conegliano Valdobbiadene Docg Metodo Martinotti – Gradazione alcolica 11,5% vol.

 

Maria ed Enzo Sannino – “Pizzeria Maria Marì” Giugliano in Campania NA

Tris di fritti artigianali napoletani: crocchè, arancino e frittatina

IN ABBINAMENTO: Argillae  (Umbria)

-Spumante   Brut – Metodo Martinotti – da uve 100%Chardonnay Gradazione alcolica 12% vol.

 

Salvatore Staiano Pizzeria “Le Antiche Cave – 110 e lode” Napoli

Calzone Fritto: Impasto da farina 0 lievitato 12/14 ore, ripieno ricotta e provola di Agerola, ciccioli, pomodoro, pepe e sale

IN ABBINAMENTO: Viticoltori De Conciliis  (Campania)

-Selim Spumante Brut – Metodo Martinotti – da uve Fiano e Aglianico vinificato in bianco. Gradazione alcolica 12% vol.

 

Luca Castellano – “Pizzeria Castellano Le pizze di Luca” Napoli Ventresca Gorgonzola: fior di latte di Agerola, Gorgonzola naturale, ventresca, olio extravergine di oliva, basilico, Grana Padano Dop 24 mesi. Impasto indiretto con biga 48 ore di lievitazione, farine con germe di grano tipo 1 e tipo 0

 

IN ABBINAMENTO: Feudo Principi di Butera (Sicilia)

-Neroluce Spumante Brut Doc – Metodo Martinotti -Blanc de noirs -da uve Nero d’Avola – Gradazione alcolica 12,5% vol.

Palazzo Vialdo: Pizza Magnanimi provola, baccalà, spaccatela pugliese, piennolo giallo del Vesuvio, scarolina di campo con cappero croccante e pesto di pistacchi. Impasto da farina tipo 1 e 00 con germe di grano, orzo tostato e lievito naturale, lievitazione a grande massa di 48/52 ore

IN ABBINAMENTO: Masseria Altemura (Puglia)

-Rosamaro Spumante Brut – Metodo Martinotti – Rosato da uve Negramaro- Gradazione alcolica 11% vol.

 

Dessert: Sfogliacampanella al Marron glacé

Sfogliatelab di Vincenzo Ferrieri, la sfogliatella napoletana dal classico ripieno che sostituisce i canditi con marron glacé

IN ABBINAMENTO: Amarè – Distilleria Petrone di Mondragone – Amaro di erbe, piante e agrumi provenienti dall’orto botanico della Reggia di Caserta

Partner:

Solania -Azienda leader nella produzione e trasformazione del pomodoro San Marzano Dop dell’Agro Sarnese Nocerino

 

 

Ticket di partecipazione: euro 25 (vini inclusi)

(Tichet bambini euro 15)

Prezzo per la sola giornata promozionale

Ingresso solo su prenotazione

Palazzo Vialdo

Via Nazionale, 981 – Torre del Greco NA

Telefono 081 847 1624

Contatti Stampa:

Angela Merolla

meroangela@libero.it

 

Il Maestro-Pizzaiolo Vito De Vita protagonista alla Piazza della Pizza all’evento Cheese di Bra con le farine dei Molini Riggi

Doppio appuntamento domenica 17 settembre per Vito De Vita, Maestro-Pizzaiolo della Scuola Napoletana Pizzaioli, responsabile tecnico ricerca e sviluppo area Pizza dell’azienda Molini Riggi e titolare con la moglie Helga Liberto di PizzaArt a Battipaglia.

Vito De Vita con Helga Liberto

Il primo alle 17,30 con “I Percorsi del Grano – Pizza Talk” durante il quale verrà presentato il nuovo blend di grani macinati a pietra di Molini Riggi con tre tipologie: Il “Perciasacchi”, un grano duro antico della Sicilia, il Maiorca, un grano tenero sempre siciliano e le crusche tostate.

Il secondo appuntamento alle ore 20:30 “Briganti si nasce- Storie di Pizza” tratterà delle tecniche di lievitazione, in cui verrà spiegato l’utilizzo del lievito madre nel processo d’ impasto con i grani antichi, sia teneri che duri.

Per Vito de Vita, uno dei fautori dell’apertura del progetto dell’Alleanza dei cuochi di Slow food ai pizzaioli, l’impegno è quello di lavorare anche con altri grani antichi siciliani il Russello e la Tuminia oltre che con grani moderni siciliani.

Ed in questo senso Molini Riggi garantisce la tracciabilità del prodotto combinata alla salubrità e all’eco-sostenibilità dell’intera filiera.

Grande soddisfazione per questa occasione di valorizzazione dei grani antichi siciliani! ha espresso Marco Riggi, responsabile vendite e marketing di Molini Riggi:

“Con Slow Food parteciperemo anche all’evento di Sementia che si terrà a Benevento e sul territorio di Guardia Sanframondi la prima settimana di ottobre. Sarà l’occasione per raccogliere le esperienze di agricoltori e mugnai campani, pugliesi e lucani. L’obiettivo è quello di creare un mix di farine moderne e antiche del Sud lavorate sia con mulini a pietra che a cilindri”.

Molini Riggi: Sito Web; Pagina Fb 

Vito de Vita e PizzArt: Pagina Fb 

La Buona Tavola: Pagina Fb