3 meno meno, il buon gusto del cattivo voto

Il titolo dell’ultimo libro di Maurizio Cortese fa un po’ ridere è indubbio. Ma Maurizio è una persona che sa prendersi con autoironia, e dunque non deve sorprenderci il riferimento ad un cattivo voto che ricevette dalla sua insegnante di italiano per colpa di un tema andato male, uscito troppo fuori traccia. Nello specifico fu reo di aver perso il focus dal compito in classe per concentrarsi sulle due passioni portanti: il calcio e la cucina; le stesse che troviamo nel libro edito da Alessandro Polidoro Editore, in un excursus pieno di spunti interessanti che ci siamo fatti raccontare per voi:

 

  • Chi è il gourmet? Quali sono le caratteristiche che deve avere?

Gourmet è ovviamente una persona che ama il cibo, non solo quando si siede al ristorante ma anche quando ha una conoscenza più profonda di quel che mangia. Questo sicuramente è un tema oggi molto sentito perché tutti stiamo imparando quali prodotti ed ingredienti sono salutari e quali meno

 

  • Quanto ha influito sulla tua cultura gastronomica e sulle tue passioni la figura di Alfonso Iaccarino?

E’ stato determinante. Mi ha trasmesso la passione verso il cibo e il territorio anche perché Iaccarino è uno dei pochi chef che ha sempre privilegiato i prodotti del suo territorio

 

  • Quindi come vedi il futuro delle eccellenze gastronomiche campane dal punto di vista della diffusione e conoscenza?

Roseo perché c’è una grande consapevolezza verso i prodotti. C’è molta più attenzione al cibo anche grazie alle numerose trasmissioni televisive, quindi sono sicuro che ci aspetta un grande futuro anche perché la Campania è una terra di grandi eccellenze.

 

  • Nel libro si parla molto del Napoli. Quali sono i ricordi a cui sei più affezionato?

Mio padre era tifoso del Napoli ed io già a 5 anni sedevo sulle tribune. Non c’erano i sediolini come oggi li intendiamo e ricordo che c’erano questi cuscini che si compravano prima della partita per poi essere lanciati a fine gara sul terreno di gioco. Mi sono innamorato poi del Napoli di Vinicio nel ’74-’75 e tutt’ora questa passione è rimasta.

 

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