POST EVENTO

Il pomodoro San Marzano ha sposato le eccellenze pugliesi martedì 14 gennaio presso la pizzeria “Regina Margherita” di Orazio Chiapparino a San Giovanni Rotondo (FG), in una degustazione che ha visto protagonista l’oro rosso della Campania in tutte le sue declinazioni coltivato, raccolto, prodotto e confezionato dall’azienda Solania, leader nel settore della trasformazione del pomodoro.  

La mia dedizione alla ricerca di materie prime eccellenti mi ha portato a scegliere il pomodoro San Marzano di Solania per le sue qualità organolettiche dovute a caratteristiche territoriali uniche e molto diverse da quelle del suo cugino pugliese d’origine valliva che non gode delle proprietà vulcaniche del terreno vesuviano, come topping delle mie pizze, perché grazie alle sue particolarità, come la nota acidula, ben si accosta al mio impasto, soffice e croccante, riequilibrando i sapori” ha dichiarato il patron Orazio Chiapparino. 

Regina Margherita

A sostenere questo felice connubio, anche il sindaco di San Giovanni Rotondo Michele Crisetti che si è espresso favorevolmente all’unione “delle energie di due regioni del Sud, Campania e Puglia, che favoriscano lo sviluppo e la valorizzazione di territori portavoce di eccellenze agroalimentari”.  

Marinara

Tra i protagonisti anche l’amministratore unico di Solania, Giuseppe Napoletano fautore del progetto “Il Mio San Marzano” che “Orazio Chiapparino ha sposato identificandosi in un prodotto, dando fede all’azienda che garantisce il controllo di tutta la filiera dalla semina alla coltivazione, dalla trasformazione fino alla distribuzione attraverso la possibilità da parte di pizzaioli e ristoratori di scegliere la particella di terreno e personalizzare l’etichetta della confezione di latta”. 

Burrata e polpo alla Luciana

Il banco di degustazione ha previsto un’entrée di “paposcia” Presidio Slow Food del Gargano con parmigiana di melanzana: una specialità gastronomica da forno (simile per aspetto al “panuozzo” napoletano) del Gargano dall’impasto scioglievole e croccante e dal retrogusto di grano.  A seguire, quattro spicchi di pizze a base di pomodoro San Marzano: La Regina Margherita con mozzarella di bufala, formaggio Grana grattugiato, basilico e olio biologico del Gargano; La Marinara con aglio, origano, alici a beccafico e fonduta di caciocavallo podolico; Pizza con ragù di carne e provola; Pizza con crema di ceci, burrata e polpo alla Luciana all’uscita. Per il dessert, a marcare le sue origini sicule, Orazio Chiapparino sceglie un cannolo siciliano rivisitato con crema di ricotta e composta dolce di Pomodoro San Marzano.  

Cannolo siciliano su letto di emulsione di fragole e pomodoro San Marzano

Degustì, il tour degustativo enogastronomico promosso dalla Luigi Castaldi Group, fa tappa presso la steak house “Old Friends”, giovedì 23 gennaio alle ore 20:00 a Bacoli (NA), in via Fusaro 23. Protagonisti del menù degustazione della serata saranno i piatti della tradizione napoletana abbinati ai vini dei Feudi di Guagnano. 

O’per e ‘o muss  

In abbinamento: VerdecaDiecianni Verde, Salento IGT 

Trippa 
In abbinamento: Nero di Velluto, Negramaro, Salento IGT 

Pasta e patate 
In abbinamento: Cupone, Salice Salentino, Negramaro, Riserva DOC 

Carne alla Genovese 
In abbinamento: Le Camarde, Negramaro & Primitivo, Salento IGT 

 
Costo degustazione 25,00 € 

Degustì 
Tutti gli eventi targati Degustì sono dedicati ai professionisti, a tutti gli appassionati del settore, al mondo dei foodies, agli amanti del buon cibo e dei prodotti di qualità.  

Luigi Castaldi Group 
Nata nel 1970, la Luigi Castaldi Group, azienda di distribuzione “Food & Beverage”, è oggi uno dei punti di riferimento nell’ambito del settore Ho.Re.Ca. Forte di una lunga esperienza, competenza ed intuizione, si appresta quest’anno a festeggiare il 50esimo anno di attività: un traguardo che comprova la capacità di adattarsi a un mercato in continuo divenire. Dai vini alle birre, passando per la variegata proposta più strettamente alimentare, l’azienda mira ad ottimizzare, con dinamismo e propositività, i propri servizi, rendendoli esclusivi. 

Old Friends 
Old Friends è una taverna, una pizzeria e una steak house nata a Bacoli nel 1991 dall’idea innovativa e coraggiosa dei proprietari di creare per la prima volta nella zona flegrea, dove la vicinanza al mare impone una cucina a base di pesce, un ristorante in cui vera protagonista fosse la carne. Oltre agli immancabili sfizi, antipasti e tanti tagli di carne, la taverna propone anche i piatti tipici della tradizione napoletana.  

Martedì 14 gennaio 2020 alle ore 13.00 presso la pizzeria “Regina Margherita” di Orazio Chiapparino, in Corso Regina Margherita 7 a San Giovanni Rotondo (FG), ci sarà una degustazione che vedrà protagonista il Pomodoro San Marzano in tutte le sue declinazioni coltivato, raccolto, prodotto e confezionato dall’azienda Solania, leader nel settore della trasformazione del pomodoro. 

 

Orazio Chiapparino – Il Mio San Marzano

In particolare, il menù proposto da Orazio Chiapparino, che quest’anno ha ricevuto due spicchi dal Gambero Rosso, prevede un’entrée di “paposcia” Presidio Slow Food del Gargano con parmigiana di melanzana: una specialità gastronomica da forno (simile per aspetto al “panuozzo” napoletano) del Gargano dall’impasto scioglievole e croccante e dal retrogusto di grano.  

La degustazione a spicchi comprenderà quattro pizze a base di pomodoro San Marzano:  

  1. La Regina Margherita con mozzarella di bufala, formaggio Grana grattugiato, basilico e olio biologico del Gargano 
  1. La Marinara con aglio, origano, alici a beccafico e fonduta di caciocavallo podolico 
  1. Pizza con ragù di carne e provola 
  1. Pizza con crema di ceci, burrata e polpo alla Luciana all’uscita 

Per il dessert, a marcare le sue origini sicule, Orazio Chiapparino sceglie un cannolo siciliano rivisitato con crema di ricotta e composta dolce di Pomodoro San Marzano.  

Orazio Chiapparino, siciliano d’origine, pugliese d’adozione ma pizzaiolo globe-trotter, nel suo tour europeo alla ricerca di materie prime d’eccellenza trova nella varietà del San Marzano il perfetto pomodoro da utilizzare nella sua pizzeria, per le qualità organolettiche dovute a caratteristiche territoriali uniche e molto diverse da quelle del suo cugino pugliese d’origine valliva che non gode delle proprietà vulcaniche del terreno vesuviano.  

A materie prime d’eccellenza, il pizzaiolo pugliese abbina un impasto studiato, ricercato e perfezionato nel tempo ottenuto da farine macinate a pietra di tipo 1, lievito madre e lievito-maturazione di circa 48 ore da cui deriva un disco di pasta altamente digeribile e salutare che, al palato, esplode nei sapori tipici delle farine con germe di grano. 

Solania

Orazio Chiapparino ha sposato il progetto Il Mio San Marzano”, promosso dall’azienda Solania e nato sotto l’egida della Coldiretti Campania, grazie al quale pizzaioli e ristoratori possono scegliere la particella di terreno e personalizzare l’etichetta della confezione di latta su cui verrà altresì apposto un QR code. Il progetto risponde alle esigenze della comunità di pizzaioli e dei ristoratori che vogliono identificarsi in un prodotto e ne gradiscono il controllo di tutta la filiera dalla semina alla coltivazione, dalla trasformazione fino alla distribuzione. 

 

PRESENTATO IL NUOVO MENU DELLA COSACCA

Sabato 7 dicembre presso la pizzeria La Cosacca in Via Lepanto 271/273 a Pompei, Stefano De Martino ha presentato alla stampa il rinnovato menù autunno-inverno. L’evento è stato organizzato da Renato Rocco, direttore de LaBuonaTavola Magazine, che insieme a giornalisti ed esperti del settore ha testato il banco d’assaggio.

La Cosacca arriva a Pompei portando con sé esperienza ed estro nella convinzione che rispettare la tradizione sia garanzia di bontà e gusto. Pasquale Garofalo, patron de La Cosacca, ha in cantiere l’idea di espandere il progetto e ha dichiarato: “Da circa cinque mesi ho intrapreso questa avventura imprenditoriale nel campo del food e dell’enogastronomia. Il progetto è quello di espandere il brand “La Cosacca”. Ci sono, infatti, tutte le premesse per cui questo diventi un format che da Pompei conquisti altre piazze sia in Campania che fuori”.

Il menù del pranzo ha previsto un’entrée composto da una frittatina classica napoletana e la degustazione di quattro pizze: #LaPizzaDiDeMartino con crema di friarielli, fior di latte di Agerola, lardo di maialino nero, tarallo sbriciolato e fili di peperoncino; La Cipolla Barricata composta da vellutata di cipolle ramate di Montoro sfumate con grappa barricata, fior di latte di Agerola, pancetta croccante di maialino nero e fonduta di formaggi stagionati; La Buona Tavola con crema di papaccelle, fior di latte di Agerola, tuorlo d’uovo fritto, scaglie di Cacioricotta cilentana e basilico cristallizzato; La Cosacca 2.0 con emulsione di pomodorini del Piennolo DOP, formaggio di pecora stagionato alle vinacce, pomodorini gialli del Piennolo DOP e basilico.

Il consenso, nelle parole di giornalisti ed esperti, è dovuto non solo al sapiente equilibrio degli ingredienti nei topping ma anche all’impasto. “Ho perfezionato l’impasto nel tempo, con prove e riprove, cercando di non allontanarmi da quella che è la pizza napoletana e allo stesso tempo non avvicinarmi alla panificazione. L’impasto attuale è una biga solida al 90% e un poolish al 10%. La vera particolarità sta nel non utilizzo di farine separate ma di un bland di 0 e 1 già nei prefermenti. Questo mi permette di trarre da una farina non raffinata aromi, sapori, profumi, fragranza e friabilità per offrire al cliente un prodotto il più digeribile possibile”, ha sostenuto Stefano De Martino.

 

STEFANO DE MARTINO PRESENTA IL NUOVO MENU DELLA COSACCA

La Cosacca

Sabato 7 dicembre alle ore 13.00 presso la pizzeria La Cosacca in Via Lepanto 271/273 a Pompei, Stefano De Martino presenterà alla stampa il rinnovato menù autunno-inverno. L’evento è organizzato da Renato Rocco, direttore de LaBuonaTavola Magazine, che insieme a giornalisti ed esperti del settore testerà il banco d’assaggio.

Il menù del pranzo prevede un’entrée composto da una frittatina classica napoletana e la degustazione di quattro pizze:

  1. #LaPizzaDiDeMartino con crema di friarielli, fior di latte di Agerola, Lardo di maialino nero, tarallo sbriciolato e fili di peperoncino;
  2. La Cipolla Barricata composta da vellutata di cipolle ramate di Montoro sfumate con grappa barricata, fior di latte di Agerola, pancetta croccante di maialino nero e fonduta di formaggi stagionati;
  3. La Buona Tavola con crema di papaccelle, fior di latte di Agerola, tuorlo d’uovo fritto, scaglie di Cacioricotta cilentana e basilico cristallizzato;
  4. La Cosacca 2.0 con emulsione di pomodorini del Piennolo DOP, formaggio di pecora stagionato alle vinacce, pomodorini gialli del Piennolo DOP e basilico.

Terminano il percorso d’assaggio i dolci della rinomata pasticceria di Napoli Poppella.
La Cosacca arriva a Pompei portando con sé esperienza ed estro nella convinzione che rispettare la tradizione sia garanzia di bontà e gusto. Situata al ridosso del centro di Pompei, la pizzeria è punto di ritrovo non solo per i tanti giovani che affollano le vie della cittadina ma anche per chi, attirati dalle bellezze del Santuario e degli scavi romani, vuole concludere il suo itinerario con un’intensa esperienza culinaria.

Stefano De Martino, giovane ma già esperto pizzaiolo, sforna una pizza friabile e fragrante, altamente digeribile grazie a un impasto indiretto composto da un bland di farina tipo 0 al 90% e tipo 1 al 10, biga al 90%, poolish al 10%. Grazie all’alta idratazione pari al 70%, De Martino porta in tavola un prodotto dall’ottima struttura che rende facile la masticazione.

 

Ufficio Stampa LaBuona Tavola

HELGA LIBERTO PRESENTA A RE PANETTONE

“PASSEGGIATA CILENTANA”

Domenica 24 novembre alle ore 18.30 al Grand Hotel Parker’s  in Corso Vittorio Emanuele a Napoli,  Helga Liberto , maestra pasticciera, Chef dei Grani di Battipaglia, darà prova della sua esperienza e creatività in una golosa esibizione live intitolata “Passeggiata Cilentana”. L’appuntamento si inserisce nella quinta edizione di RE PANETTONE®, l’ormai tradizionale evento sui lievitati che ha come protagonista il panettone artigianale presentato in infinite varianti.

Passeggiata Cilentana” sarà un dolce momento in cui assaporare il territorio campano nella sua naturalità, una prova d’artista in cui verrà sottolineato l’aspetto artigianale del panettone realizzato senza additivi, conservanti e scorciatoie produttive. In particolare, la ricetta prevede quello che Helga Liberto ha chiamato “RiPanettone”: il riciclo di un panettone artigianale con miele pregiato di Alicanto, una pianta tipica cilentana, con retrogusto di fragola passita e fico bianco con glassatura di cioccolato fondente.  La scelta di abbinare il fico all’Alicanto è dettata dal fatto che la fioritura, la maturazione e la produzione dei due prodotti avviene nello stesso periodo dell’anno. L’accenno di cremosità sarà dato da un ingrediente molto caro alla lievitista perché proveniente dalla sua terra, la Piana del Sele: la ricotta di bufala.

In occasione dell’evento, i panettoni in degustazione giudicati dalle due giurie, tecnica e pubblico, targati Helga Liberto saranno:

  1. Il Tradizionale, panettone artigianale con uvetta e scorza d’arancia
  2. Carezza del Cilento, panettone artigianale con fico bianco monnato di Prignano Cilento, Presidio Slow Food, confusione di rum agricolo e glassatura di cioccolato Domori Sur del Lago

Il banco d’assaggio durante la due giorni, oltre ai due precedenti, vedrà la presenza anche di altre eccellenze:

  1. Nuvola del Vesuvio, panettone artigianale con arance candite, uvetta australiana 7 corone e Albicocca Pellecchiella del Vesuvio, Presidio Slow Food
  2. Terra degli Alburni, panettone artigianale con Marrone di Serino IGP, pasta di caffè con glassatura di cioccolato a latte Equador Domori
  3. Profumo di bosco, panettone artigianale con mirtilli, more, e fragoline a canditura morbida e glassatura di cioccolato Ruby

Ingredienti di qualità quelli che Helga Liberto utilizza nei suoi lievitati: albicocche pellecchiele e fico bianco di Prignano Cilentano a Presidio Slow Food, burro rigorosamente italiano, uova biologiche territoriali provenienti da galline nutrite esclusivamente con semi di lino che conferiscono al prodotto un apporto di Omega 3 superiore alla media. La Chef dei Grani sceglie i suoi ingredienti in un territorio circoscritto in cui proliferano materie prime d’eccellenza che risultano essere l’asso nella manica di una profonda conoscitrice di grani e farine che riesce con il suo estro a produrre un lievitato in cui ogni senso è appagato: dal sapore unico, dall’odore inebriante, dall’aspetto gradevole.

 

“ IL MIO SAN MARZANO ” 

Lunedì 21 OTTOBRE alle ore 18.00 presso lo stabilimento Solania in via Provinciale Nocera-Sarno (Località Fosso Imperatore) di Nocera Inferiore (SA) al via la terza edizione dell’evento “Il Mio San Marzano”, organizzato da Renato Rocco, direttore de LaBuonaTavola Magazine e promosso dall’azienda Solania srl, leader nel settore della trasformazione del pomodoro San Marzano in collaborazione con Perrella, distributore esclusivo di Solania in Campania e Molise.   

San Marzano

Dalle 18.00 alle 19.00 sarà possibile visitare lo stabilimento Solania ed assistere ai processi di lavorazione e trasformazione del pomodoro. A seguire la grande festa con ospiti d’eccezione: Gianfranco Vissani, noto volto televisivo in programmi di cucina, nonché chef pluristellato dell’omonimo ristorante di Terni e Luciano Pignataro, giornalista enogastronomico de Il Mattino e del LucianoPignataroWineBlog 

San Marzano

La serata sarà presentata dalla dirompente Francesca Faratro, giornalista enogastronomica del LucianoPignataroWineBlog e da Renato Rocco e prenderanno parte all’evento chef, pizzaioli e maitre patissier che presenteranno in esclusiva le loro ricette con il pomodoro San Marzano Dop disponendo di cinque forni e di altrettante postazioni cucina. Guest star canora della serata Anna Capasso che allieterà la serata con musica classica napoletana e moderna.  

Grande novità di questa terza edizione, la presentazione di un museo dedicato interamente alle etichette del pomodoro San Marzano di cui si potrà seguire l’evoluzione grafica nel corso dei secoli. Inoltre, verrà presentato l’accordo con “Authentico”, un eco-sistema digitale che attraverso una app e un sito internet supporta gli utenti nella scelta di acquisto, consentendogli di identificare i veri prodotti italiani autentici, fondato dall’imprenditore Pino Coletti. Una dimostrazione di come l’azienda Solania sia sempre più attenta ad informare ed educare il consumatore finale e per garantirgli un’informazione trasparente di qualità che possa anche tutelare la salute di chi ama i prodotti italiani.  

IL PROGETTO “ IL MIO SAN MARZANO ” 

Grazie al progetto “Il Mio San Marzano” pizzaioli, ristoratori e chef potranno scegliere la particella di terreno per poter controllare tutte le fasi di crescita del proprio pomodoro e personalizzare l’etichetta della confezione con il logo del locale, la loro immagine o altro segno identificativo. L’etichetta conterrà altresì il QR code con i dati di produzione. 

 

Ufficio Stampa

La Buona Tavola

 

Considerazioni finali sull’evento “Aspettando…il Mio San Marzano”

Renato Rocco

Pizza e San Marzano

Lunedì 23 settembre alle ore 18.30 presso lo stabilimento Solania in via Provinciale Nocera-Sarno (Località Fosso Imperatore) di Nocera Inferiore (SA) al via la terza edizione dell’evento “Il Mio San Marzano”, organizzato da Renato Rocco, direttore de LaBuonaTavola Magazine e promosso dall’azienda Solania srl, leader nel settore della trasformazione del pomodoro San Marzano in collaborazione con Perrella, distributore esclusivo di Solania in Campania e Molise.   

Dalle 18.30 alle 19.30 sarà possibile visitare lo stabilimento Solania ed assistere ai processi di lavorazione e trasformazione del pomodoro. A seguire la grande festa con ospiti d’eccezione: Gianfranco Vissani, noto volto televisivo in programmi di cucina, nonché chef pluristellato dell’omonimo ristorante di Terni e Luciano Pignataro, giornalista enogastronomico de Il Mattino e del LucianoPignataroWineBlog 

Locandina Il Mio San Marzano

La serata sarà presentata dalla dirompente Francesca Faratro, giornalista enogastronomica del LucianoPignataroWineBlog e da Renato Rocco e prenderanno parte all’evento chef, pizzaioli e maitre patissier che presenteranno in esclusiva le loro ricette con il pomodoro San Marzano Dop disponendo di cinque forni e di altrettante postazioni cucina. Guest star canora della serata Anna Capasso che allieterà la serata con musica classica napoletana e moderna.  

Grande novità di questa terza edizione, la presentazione di un museo dedicato interamente alle etichette del pomodoro San Marzano di cui si potrà seguire l’evoluzione grafica nel corso dei secoli. 

IL PROGETTO “ IL MIO SAN MARZANO ” 

Grazie al progetto “Il Mio San Marzano” pizzaioli, ristoratori e chef potranno scegliere la particella di terreno per poter controllare tutte le fasi di crescita del proprio pomodoro e personalizzare l’etichetta della confezione con il logo del locale, la loro immagine o altro segno identificativo. L’etichetta conterrà altresì il QR code con i dati di produzione. 

TOP 20 DELLE MIGLIORI PIZZERIE

GOURMET DELLA CAMPANIA:

IL FUTURO DELLA PIZZA ABITA QUI

Pubblicata dall’Accademia dei Maestri Pizzaioli Gourmet la selezione delle migliori pizzerie per buongustai della regione. L’appuntamento si ripeterà ogni anno e già si sta lavorando alla Top per le altre regioni

top 20

Impasti e ingredienti ricercati, cura e attenzione ai particolari. Ma anche tanta originalità e creatività per realizzare prodotti di eccellenza. La Top 20 delle migliori pizzerie gourmet, selezionate dall’Accademia dei Maestri Pizzaioli Gourmet, restituisce alcuni dati di tendenza, una vera e propria radiografia dello stato attuale di un mondo, che sta diventando un universo sempre più ampio. Il primo elemento è quello della ricerca. Sta sempre più avanzando l’idea di lavorare sulle materie prime di qualità, a cominciare dalle farine. Il recupero delle integrali è generalmente condiviso e questo incide direttamente sulla qualità degli impasti, che risultano più ricchi di sapore, digeribili, e anche salutari. Da questo al lavoro sui topping il passo è breve. E su questo i 20 pizzaioli Gourmet della Campania si sono davvero sbizzarriti. Soluzioni intriganti, attraversano in lungo e in largo ingredienti tra i più disparati e, a volte, imprevedibili e stuzzicanti.

Le pizzerie scelte sono state sottoposte ad una dura selezione a cominciare dagli impasti. Altro parametro di giudizio del gruppo di selezionatori di AmpGourmet, tra i quali alcuni esperti dell’Ordine dei Tecnologi Alimentari di Campania e Lazio, è stato rivolto alla scelta delle materie prime, tutte di primissima scelta, ma anche al felice abbinamento tra di esse. Infine la cottura, l’arte del pizzaiolo, quella che alla fine rende eccezionale una pizza al punto tale da accontentare i palati più esigenti, in grado di avvalersi del titolo di gourmet. L’iniziativa si avvale della collaborazione del marchio Olivarte al quale l’Accademia si affianca per la grande qualità dei prodotti.

In una parola il mondo della pizza gourmet avanza a passi da gigante, parallelamente al prodotto tradizionale di cui è figlia naturale. AmpGourmet annuncia inoltre che la Top 20 Campania è solo la prima di altre che seguiranno in seguito, e che allargheranno il campo anche alle altre regioni italiane fino ad ottenere una Top delle migliori pizzerie d’Italia.

La selezione delle Top 20 Campania è disponibile sul sito dell’AmpGourmet https://www.ampgourmet.com/top-20.

Ufficio stampa

Sabatino Di Maio

Aspettando il Mio San Marzano

Lunedì 29 Luglio alle ore 18.00, presso l’“Azienda Farao di Renato Faraone Mennella in via Sarno-Striano, 109 a Sarno (SA), si terrà l’evento: “Aspettando il Mio San Marzano , organizzato da LaBuonaTavolaMagazine promosso da Solania srl, azienda leader del settore della trasformazione del pomodoro San Marzano con la collaborazione di Perrella srl, azienda di distribuzione in Campania e Molise. Convivialità, sapore autentico del pomodoro appena raccolto, musica live e piatti semplici della tradizione sono le parole chiave dell’evento che vuole essere una vera e propria celebrazione del “Re” delle tavole in quello che è il primo giorno di raccolta del San Marzano alla scoperta dei metodi e dei luoghi di coltivazione. Una festa in primis degli agricoltori, veri volti della qualità del San Marzano.  

 La serata sarà presentata da Renato Rocco, direttore de LaBuonaTavolaMagazine, e Francesca Faratro, giornalista enogastronomica del LucianoPignataroWineBlog. Con i contributi di Luciano Pignataro, giornalista enogastronomico de Il Mattino e del LucianoPignataroWineBlog Barbara Guerra curatrice della guida 50 TOP PIZZA. Tra gli ospiti, l’“Associazione Verace Pizza Napoletana”, i pizzaioli del gruppo La Piccola Napoli, gli chef della Federazione Italiana Cuochi e dell’Associazione Professionale Cuochi Italiani Campania e lo staff della Gambero Rosso Academy guidata da Serena Maggiulli.    

 Il percorso degustativo, a cura di Giuseppe Daddio Aniello Di Caprio della scuola Dolce&Salato, prevederà piatti in cui assaporare tutta la freschezza e la genuinità del pomodoro appena raccolto: dalla “focaccia con pomodoro, mozzarella e basilico crudo” all’ “insalata di pasta alla crudaiola”, passando per assaggi di “pomodoro San Marzano spaccato con olio, sale e origano” alla “caprese DOP e caprese dei Monti Lattari” fino ai “peperoncini del fiume al filetto di San Marzano” e al  “Cuzzitiello al ragù e polpette”.  

 Quest’anno Il Mio San Marzano, progetto avviato dall’azienda Solania srl, si arricchisce di questa appendice che la precede, per rispondere alla necessità di mostrare le metodologie di coltivazione del San Marzano e il suo areale tipico, quello dell’Agro Nocerino Sarnese.

Attraverso il progetto – che mira a soddisfare le esigenze delle comunità di che e pizzaioli che vogliono identificarsi in un prodotto e soprattutto richiedono fortemente una garanzia circa la sua qualità –si potrà: 

  1. Scegliere la propria particella di terreno
  2. Identificare il proprio lotto di produzione
  3. Personalizzare l’etichetta del barattolo  

 Nel corso della manifestazione verrà presentata la sottoscrizione, sulla piattaforma change.org, della petizione all’UNESCO per il riconoscimento dell’Agro Sarnese Nocerino, patria del pomodoro San Marzano, come patrimonio naturale e culturale dell’Umanità.   

Nuova tappa per il Baccalà Fest che l’8 Luglio alle ore 20.30 approderà ad Avellino in casa di Giuseppe Maglione patron di Daniele Gourmet in Viale Italia, 233. L’evento è organizzato da La Buona Tavola Magazine in collaborazione con DolciarteBiancoBaccalà Osteria del Baccalà 

Ospiti Baccalà F

Quattro gli autori che firmeranno il menù rigorosamente a base di baccalà, ingrediente caro alla cucina popolare: Giuseppe MaglioneAntonio RuggieroAlfonso De Filippo Carmen Vecchione. Per questa occasione Giuseppe Maglione, nei panni del perfetto pizzachef padrone di casa, delizierà gli ospiti con tranci di pizze al “mantecato di baccalà, olive disidratate e scarola fresca”, “caponata di baccalà con pomodorini gialli e rossi e asparago selvatico” e “papaccella napoletana e baccalà”. Un mix di sapori che trovano nella freschezza del baccalà un pendant perfetto. Direttamente dalla cucina del suo ristorante, Antonio Ruggiero presenterà il famoso “Fil di ferro”, un primo piatto “pre-al dente”, fiore all’occhiello della sua Osteria. Sarà poi il turno di Alfonso De Filippo che, per un secondo piatto davvero estasiante, preparerà del “baccalà in cassuola alla siciliana”. Unica donna del quartetto, Carmen Vecchione, sulla scia dei suoi colleghi, sorprenderà gli ospiti con un dessert al baccalà che rivelerà la flessibilità dell’ingrediente principe ad adattarsi alle ricette più estrose. Un evento questo che desidera ridare giusto valore a un ingrediente considerato un piatto povero ma che negli ultimi anni sta tornando alla ribalta nelle cucine di rinomati chef che diffondono la cultura del buon baccalà, grazie a rivisitazioni moderne e all’esaltazione del suo gusto naturale.  

 

Giuseppe Maglione napoletano di nascita ed avellinese d’adozione è il giovane interprete della nouvelle vogue dell’arte della pizza gourmet in Italia, patron e pizza chef di Daniele Gourmet e Daniele Urban ad Avellino.   

Antonio Ruggiero docente dell’istituto alberghiero e patron dell’Osteria del Baccalà. Vanta un curriculum di tutto rispetto: consulente di alberghi prestigiosi, degustatore di oli con il titolo di capo panel, micologo, sommelier AIS e infine maestro assaggiatore di formaggi ONA. 

 Alfonso De Filippo è il resident chef del ristorante BiancoBaccalà oltre che erede della famiglia De Filippo, baccalajuoli dal 1791 con il laboratorio di lavorazione adiacente al ristorante.  

Carmen Vecchione pastry chef e proprietaria della pasticceria Dolciarte ad Avellino, dopo una laurea in Economia e Commercio, nel 2002, approda al ristorante “La Maschera” del capoluogo irpino affiancando lo chef Lino Scarallo, oggi stella Michelin a Palazzo Petrucci di Napoli. Nel 2008 inaugura il Dolciarte in via Trinità ad Avellino.  

Sartù“Galeotto fu il libro e chi lo scrisse”. Mai frase fu più adatta per descrivere il modo in cui il libro Il pesce e l’olio- Mangiare di Scammaro di Tommaso Esposito ha ispirato la cena al Sartù, organizzata dal patron Carlo Capuano in collaborazione con Renato Rocco direttore de “La Buona Tavola Magazine” e la tenuuta “Le Lune del Vesuvio”.

La cena, basata sul concetto di “mangiar di scammaro” e cioè sul mangiar di magro, è stato evento fausto per riportar in tavola ricette “povere”, ma abbondanti, scelte e raccolte nella piccola antologia. Tra queste: lupine a zuppetella; le patane, foglie e pesce curreja; la frettata de vermicielle, e il migliaccio docc ‘e pan. E seguendo la sua filosofia di “tradizione in movimento”, il patron di Sartù ha inserito nel menu anche ricette più “moderne” come il baccalà con salsa di limone, pomodoro ramato e acciughe. <<Un caleidoscopico universo di sapori che dalle antiche distanze trae linfa per una sorprendente gastronomia umanistica>>, suggerisce Santa di Salvo, giornalista enogastronomica de “Il Mattino” e autrice della prefazione al libro di Esposito . Il tutto sapientemente abbinato al Lacryma Christi del Vesuvio Doc “Janesta” bianco della tenuta Le Lune del Vesuvio, il perfetto accostamento ai classici piatti di mare dell’antica cucina.

Alici e lupine a zuppetellaPresente alla cena, la Di Salvo suggerisce come oggi sia possibile <<riscoprire piccoli gioielli di alimentazione sobria e gustosa in quei cibi ordinari a cui le classi meno abbienti erano costrette a piegarsi>> solamente perché <<è mutato l’orizzonte culturale con cui guardiamo al nostro passato>>.

Concorde con le sue parole anche Carlo Capuano: <<sono convinto che esista un fil rouge che lega la cucina storica a quella per così dire “moderna”, non bisogna mai separarle, piuttosto fare della cucina moderna una “tradizione in movimento”.  Per poter affrontare le novità,  bisogna guardare sempre indietro, senza mai dimenticare i vecchi insegnamenti>>.

Possiamo ben dire che questo evento al Sartù, sempre attento alle tematiche della cucina storica oltre che un momento gioioso di convivialità, è stato un’importante lezione di memoria storica>> per far rivivere ai commensali <<amici, curiosi e cultori del settore>>  i comportamenti alimentari di un tempo, riportati alla luce dalle ricette di nonna Mariuccia Di Buono (poi passate a mamma Chicchina e Tommaso Esposito, secondo ciclica eredità) che, soprattutto la pasta con alici e lupini ‘a zuppetella, venivano preparate al venerdì <<quando Cicciariello ‘o pisciaiuolo ne garantiva, giurando e rigiurando su tutti i Santi del Paradiso, la freschezza e la bontà>>.

E se per Carlo Capuano, la storia delle tradizioni fa parte di quella memoria storica e collettiva di un popolo, possiamo ben dire che anche la cucina storica è un diario, un “salvadanaio dello spirito” che racconta ritualità e specifici modelli di consumo della vicenda umana.

 

Patane, foglie e pesce curreja  Frettata

Marika Manna 

 

 

Salomone Auricchio

Venerdì 7 Giugno alle ore 21.00, presso il “Post – Aperitif Club” in Via Coroglio, 35 (NA), si terrà l’evento “A Table full of Stars” a cura di “Che Gusto!”. Una cena a quattro mani preparata dallo chef Roberto Auricchio e dallo chef stellato Luigi Salomone.

Per la cena, divisa in due parti, gli chef si alterneranno nella realizzazione dei piatti:

  • Aperitivo finger di benvenuto composto da:

Branzino teriyaki, pesca e burrata  ( Salomone );  Polpo,cocco e lime ( Auricchio ); Ostrica, vodka, pomodoro e anguria ( Salomone ); Tonno e fresella 2.0 ( Auricchio ); Salmone, panna acida,melone, gin e mandorle ( Salomone ); Fish&Chips ( Auricchio );

 

  • Antipasto: lo chef Luigi Salomone delizierà gli ospiti con un cocktail a base di gamberi, fragole e puntarelle

Primo: pasta e piselli che lo chef Salomone rivisiterà con latte affumicato, seppia e alghe

Secondo: lo chef Auricchio propone del pesce spigola condito con  scarola, yogurt di bufala e tè nero.

Dessert: mojito cheesecake, realizzata dallo chef Roberto Auricchio.

 

Roberto Auricchio , costruitosi la sua esperienza tra alberghi e ristoranti sia all’estero che in Italia, fa attualmente parte dello staff di “Identità golose” e la sua attività professionale è maturata al fianco di Davide Mazza (docente all’accademia “Niko Romito”); della chef stellata Rosanna Marziale de “Le colonne” a Caserta; di Paolo Barrale, chef stellato del “Marenna’” nei Feudi di San Gregorio e dello chef tristellato Niko Romito del “Reale”a Castel di Sangro.

L’esperienza professionale di Luigi Salomone si modella al fianco di numerosi chef stellati. Lavora, infatti, con Nino Di Costanzo patron e chef del “Danì Maison” a Ischia; Francesco Sposito , chef e socio di Taverna Estia” a Brusciano insignito di due stelle Michelin  e Paolo Barrale. Dal 2015 Salomone ha guidato il ristorante “Piazzetta Milù” a Castellammare di Stabia guadagnando nel 2016 la sua prima stella Michelin e terminando la sua esperienza a fine 2018.

 

Evento su prenotazione  tel. 331  799 80 08                                          40€ escluso bevande

Maurizio De Riggi e Katharina Mosseng presentano il primo
Lofoten Seafood Center

deriggi-lofotenAl Convento Padri Trinitari di Somma Vesuviana, lo chef campano Maurizio De Riggi e l’imprenditrice norvegese Katharina Mosseng presentano il progetto “Lofoten Seafood Center”, un centro di cultura e produzione sulla sostenibilità legata al mare e alla pesca. Il progetto mira a far avvicinare il consumatore alla conoscenza di un prodotto dalla fase di pesca, alla scoperta del percorso di allevamento sostenibile, alla trasformazione, alla cucina. “Questo progetto che unisce la Campania alla Norvegia – dichiara Maurizio De Riggi – nasce dalla volontà di capire e raccontare che siamo ciò che siamo grazie alle contaminazioni culturali. La mia cucina fondata su forti convinzioni etiche, su cui si muove una ricerca di equilibrio dei contrasti, nutre un profondo rispetto delle tradizioni, pur convinto che, cambiando i gusti delle nuove generazioni, la  tradizione proposta uguale a se stessa può rivelarsi un fallimento. Per questo motivo, partendo delle tematiche ecologiche, ho iniziato questo progetto con le isole Lofoten da un ingrediente in comune: lo Stoccafisso. Il primo viaggio a Leknes mi è servito per scoprire una terra che mi ha segnato per la profonda attenzione alla materia prima e per il rispetto all’ambiente. Ho scoperto un elemento in comune tra la mia cucina e l’attenzione del Lofoten Seafood Center alla materia prima”.
deriggi-mosseng“Maurizio è un giovane chef con un genuino interesse per il territorio, per il cibo e per smuovere le coscienze – sostiene Katharina Mosseng. La sua attenzione rivolta soprattutto ai più giovani è per noi del Lofoten Seafood un punto di forza che ci consente di guardare alla categoria sulla quale far leva per il futuro.Grazie alla collaborazione con Maurizio ha preso forma il Lofoten Seafood Center, grazie al quale restituiamo tra l’altro attenzione allo stoccafisso che da oltre 600 anni ha dato tanto alla mia terra e che ha trovato in Somma Vesuviana, fin dai tempi dei Borboni, l’eccellente luogo di trasformazione di questo prodotto. Ed è grazie a quel lavoro, che continua ancora oggi, che possiamo continuare a portare lo stock oltre i confini del territorio norvegese. Lo stock, oltre ad essere un prodotto di eccellenza, è uno dei prodotti più naturali e sani e con il contributo sinergico dell’industria, la formazione dei ragazzi e le idee innovative dei giovani chef il prodotto e la cultura possono continuare il loro viaggio”. Saranno proprio i giovani i tester di questa esperienza gastronomica, in quanto una classe di allievi di un istituto superiore norvegese fornirà l’indice di gradimento delle nuove ricette ideate dallo chef Maurizio De Riggi. “Ci aspettiamo – conclude De Riggi – che questo possa portare innanzitutto ad una conoscenza, a un coinvolgimento di giovani nel recupero della storia di un prodotto che rappresenta non solo una grande tradizione ma il futuro dei due territori” . Dal 3 giugno il Markus si sposta dunque in Norvegia per l’avvio di questo importante progetto fino al 12 settembre, data in cui i risultati del percorso prenderanno forma e vita al locale di San Paolo Belsito. Tra i piatti che Maurizio De Riggi prepara per la giornata di congedo “Stop &
Stock” vi sono: Stoccafisso e baccalà all’insalata; Mozzarellina di bufala con salmone affumicato a freddo con bacche di ginepro, pesto di capperi e olive e Pasta fredda con cremoso di parmigiano reggiano e salmone affumicato con polvere di prezzemolo.

 

Antonio Puzzi 

 

Girone di ritorno per ” Legami di Pizza “

Legami di PizzaGiovedì 30 Maggio alle ore 20.00, presso la PizzaGourmet  del pizzachef Giuseppe Vesi  sita in Via Francesco Caracciolo, 13 (NA),  si terrà il girone di ritorno dell’evento Legami di Pizza organizzato da La Buona Tavola, magazine diretto dal giornalista enogastronomico Renato Rocco.

Dopo il primo match tenutosi il 16 Maggio presso la pizzeria Daniele Gourmet di Avellino,  questa volta Giuseppe Vesi giocherà in casa ospitando il pizzachef Giuseppe Maglione. Territorialità ed Innovazione sono le parole chiave per descrivere le delizie proposte dai due chef che si “sfideranno” eseguendo tre pizze gourmet create ad hoc per l’occasione.

Darà il via alla cena l’antipasto, la cui realizzazione spetta al padrone di casa il quale delizierà gli ospiti proponendo una degustazione di fritti gourmet in porzioni mignon. A seguire la “sfida” dei due pizzachef che presenteranno i loro cavalli di battaglia.

Giuseppe Vesi propone “Panorami” con fior di latte di pezzata rossa, formaggio cashel blue, noci di Sorrento, speck tirolese artigianale e miele di acacia; “Verso sud” con mozzarella di bufala, carciofo di Paestum indorato e fritto, scaglie di provolone del Monaco, riduzione di liquirizia calabra e menta. Concluderà la sfida “Mediterranea” con stracciatella di bufala campana, tartare di tonno pinna gialla, pomodorino giallo confit e sbriciolata di tarallo napoletano.

Le tre pizze di Giuseppe Maglione saranno: “I sapori dell’orto” con crema di peperoni, crema di zucchine, vellutata di melanzane e patate, burrata di bufala, funghi champignon, misto di verdure tagliate alla julienne e fritte, briciole di pane croccante e olio evo bio; “Rifugio nel bosco” condita con crema di asparagi e tartufo, fior di latte, olive nere caizzane, asparago selvatico, pancetta affumicata dell’Irpinia, olio evo bio; per finire delizierà gli ospiti con la “Cacio e cozze” preparata con crema di caciocavallo podolico e tartufo bianco, fior di latte, cozze gratinate e cotte a vapore, basilico castellato e giro di olio evo bio.

Termina la cena il dessert: Giuseppe Vesi stupirà gli ospiti con una piramide in crosta di cioccolato bianco con cuore di mousse alla fragola.

Baccalà Fest: nuova tappa al ristorante “Benvenuti al Sud” (Lusciano)

 

Lunedì 27 Maggio il ristorante “Benvenuti al Sud” di Lusciano (CE) ospiterà la nuova tappa del Baccalà Fest: una cena per celebrare il Baccalà, uno degli ingredienti della cucina tradizionale popolare. In collaborazione con “La Buona Tavola Magazine”, il ristorante “BiancoBaccalà”, la casa vitivinicola “I tre Mori” e l’Accademia Partenopea del Baccalà.

Protagonisti d’ eccezione della serata saranno: Mirko e Danilo Fusco maestri pizzaioli, Nicola Di Filippo chef e presidente dell’Associazione “Escoffier”, Alfonso De Filippochef del ristorante “BiancoBaccalà” e Nino Cannavale chef.

Un evento che desidera ridare giusto valore a un ingrediente considerato un piatto povero ma che negli ultimi anni sta tornando alla ribalta nelle cucine di rinomati chef che ritornano a diffondere la cultura del buon baccalà, grazie a rivisitazioni moderne ma anche solo all’ottimizzazione del suo gusto naturale.

Per deliziare i palati degli ospiti gli chef proporranno un menù innovativo che rivelerà la flessibilità dell’ingrediente principe ad adattarsi alle ricette più estrose: dalle polpette del primo aperitivo, passando per un risotto mantecato allo champagne, alle pizze a spicchi, tutto rigorosamente al sapore di baccalà. La sorpresa, a fine cena, arriverà dallo chef Nino Cannavale che per il suo dessert rivisiterà il baccalà in chiave dolce.

A fare da sfondo, come un vero e proprio cantastorie, l’autore dei libri “Il pesce e l’Olio” “Baccalajiuoli”  Tommaso Esposito, giornalista enogastronomico de “Il Mattino”, che racconterà – coadiuvato da esperti del food quali Renato Rocco direttore del magazine “La Buona Tavola”, Nino De Filippo Patron della storica baccaleria “De Filippo 1791” e Toti Lange Presidente dell’Accademia Partenopea del Baccalà – aneddoti leggende e tradizioni sulla cucina povera napoletana e sul Baccalà, alla riscoperta di un prodotto che vanta il primato di essere uno dei più antichi della cucina tradizionale delle Campania e dell’Italia in generale.

 

 

 

 

 

 

Per ulteriori informazioni e prenotazioni: BENVENUTI AL SUD – Viale della Libertà, 47 Lusciano 081 014 87 64

La Primavera dei Borbone
Il terzo appuntamento di “Esperienze Borboniche” sarà dedicato alla stagione della rinascita

La cucina e la natura sono strettamente legate: l’interesse per la cucina non deve mai superare il rispetto per il cibo, e dunque per i frutti che la natura offre solo in determinati periodi dell’anno. Era questa una regola “aurea” per i monzù, ovvero i cuochi dei Re, che utilizzavano ortaggi, verdure, agrumi e altri frutti raccolti principalmente nei giardini dei palazzi di corte.

Le delizie destinate alle tavole dei Re allietavano gli ospiti durante i ricevimenti grandiosi e le spettacolari feste a cui partecipavano personaggi illustri che hanno fatto la storia del Regno di Napoli, che con i Borbone ha dunque vissuto una vera e propria rinascita.

I sovrani erano ghiotti di asparagi, piselli, fave, fragole, limoni… Sono questi gli ingredienti dei piatti che compongono il menù che lo chef stellato Pasquale Palamaro ha pensato per il terzo capitolo di “Esperienze Borboniche” che si svolgerà il 27 marzo presso l’”Archivio Storico” (ristorante e premium bar ubicato in via Scarlatti, 30 – Napoli). In terzo appuntamento della kermesse – incentrata sulla cultura borbonica, e sul cibo e le bevande di cui i reali andavano ghiotti – è dunque dedicato alla Primavera e ai suoi buoni frutti, Le pietanze che saranno servite nel corso della serata sono dunque un inno alla cultura borbonica e alla stagione appena iniziata: gamberi e asparagi fritti; sartù di riso primaverile; crostata con fior di ricotta, fragole e limone. A tali ricette saranno abbinati un cocktail floreale preparato dal bar manager della struttura, Salvatore D’Anna (il “Floridiana – Sanmartino”), e due vini dell’azienda “Vitematta” (il “59 Vitematta”soumante metodo Martinotti Aglianico rosè, e “Il Principe”, un Asprinio spumante Metodo Classico).

La scaletta dell’evento prevede l’intervento di Salvatore Lanza dell’Associazione Culturale Neoborbonica (che parlerà dei primati del Regno delle Due Sicilie), dello chef Pasquale Palamaro, del bar manager Salvatore D’Anna, e di Tommaso Luongo dell’AIS Napoli, che introdurrà a sua volta l’intervento dei rappresentanti dell’azienda Vitematta che racconteranno la storia della cooperativa da cui la cantina ha avuto origine che ha l’obiettivo di contribuire all’emancipazione sociale e lavorativa del territorio casertano attraverso la cura e l’inserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati nel settore dell’agricoltura e della vinificazione.

Per info e prenotazioni

375 6089682

Ufficio Stampa:

Grazia Guarino

 

Beer attraction daily report domenica 17 febbraio 2019

 

IL FUTURO DELLA DISTRIBUZIONE SECONDO ITALGROB

Dal Master ai nuovi work shop formativi, la distribuzione ho.re.ca. guarda al futuro”. Questo il titolo dell’evento a cura del Centro Studi Italgrob in collaborazione con IEG – Italian Exhibition Group che si è svolto questa mattina a Beer Attraction (alla fiera di Rimini fino a martedì). Presenti Matteo Zoppas, Presidente Confindustria Veneto, Giuseppe Cuzziol, Presidente AFDB – Associazione per la Formazione nella Distribuzione del Beverage e Vincenzo Caso, Presidente Italgrob.

L’incontro formativo ha visto alternarsi sul palco illustri personaggi del settore come Matteo De Angelis, docente della Luiss Business School insieme ai corsisti della 4° edizione del Master in Trade  Management del Consumo Fuori Casa, organizzato dalla Luiss Business School. Tra i relatori, inoltre, Febo Leondini, Consigliere e responsabile Centro Studi Italgrob e Carlo Alberto Carnevale Maffè, Docente di strategia e imprenditorialità in SDA Bocconi e Università Bocconi.

Sul tappeto, un’analisi accurata della revisione strategica dei processi di business, dall’orientamento all’offerta, un processo in cui il cliente diventa comparsa e al contempo attore. L’incontro ha mostrato in particolare come si debba iniziare a scrivere la “sceneggiatura” leggendo il comportamento del cliente e interpretando i segnali provenienti dal mercato.

I corsisti del Master hanno motivato gli operatori presenti illustrando loro l’andamento degli investimenti delle aziende del settore ho.re.ca. nei beni tangibili e intangibili, mettendo in luce sia lo sviluppo che la perdita di eventuali opportunità di business.

 

UNA PINTA DI MARKETING

Molto seguiti anche gli incontri di formazione “Una pinta di marketing”, organizzati al Beer Attraction Lab a cura di Curlad. OggiAggiungi un appuntamento per oggi si è parlato di food&beverage ai tempi del web e di come costruire la propria presenza online. A Marco Poderi – Studio t-LIZE – che ha realizzato numerosi video importanti, tra gli altri, per Valentino Rossi, la Moto Gp e grandi chef come Cracco, Cannavacciuolo e Bottura, abbiamo chiesto: cosa serve per fare il video perfetto sulla birra? “Non serve un occhio particolare, ma anzi, il segreto è proprio non pensare sempre alla birra! Questo vale un po’ anche per gli altri settori, l’anno scorso abbiamo fatto lo spot della Moto GP a Misano, dove non si vedeva mai una moto gp per esempio…”.

E’ intervenuta anche Ilaria Barbotti – Digital pr Atelier, fondatrice di Instagrammers Italia. “In Italia mancano persone autorevoli sui social, per quanto riguarda il beverage. Nel food sono invece moltissimi, sia sui blog che su Instagram, ma sul beverage c’è ancora molto mercato… Quindi, cari beer lovers, avete tanto spazio in cui crescere, impegnatevi su Instagram e avrete anche lavoro. Perché i follower su Instagram si possono avere, e a volte è anche semplice, ma la competenza è ancora rara”.

 

L’ESPERIENZA DELLA BREWER ASSOCIATION AMERICANA

Formazione anche internazionale, oggiAggiungi un appuntamento per oggi a Beer Attraction. Folla di operatori entusiasti ed interessati al talk show “US and European Independent craft beers: a comparison of two experiences”. Ha aperto l’incontro Alessio Selvaggio di Uniobirrai, che ha descritto il successo del brand, lasciando poi la parola ad Adam Dulye della BA – Brewer Association, potentissima associazione statunitense che associa quasi 7.000 produttori di craft beer americane. Dulye ha spiegato come ha consolidato l’associazione e come, con una intensa attività di lobbing, il marchio difenda  sempre più la tipicità delle birre: “chi consuma birra artigianale vuole assolutamente entrare in contatto con il produttore, e quindi l’esperienza è fondamentale”, ha detto. La BA organizza la Coppa del Mondo della birra artigianale, alla quale partecipano anche birrifici italiani.

 

VALENTINO GALLO (foto allegata, n.d.r.), DUE BRACCIATE FRA LE BIRRE

Oltre ad essere un campione di pallanuoto, Valentino Galloè anche tra i soci del birrificio Zion (pronuncia ‘Zaion’, dall’antica città di Sion, dove pare sia stata creata la birra più antica al mondo, circa 3000 anni fa, ai tempi dei sumeri), ed oggiAggiungi un appuntamento per oggi ha fatto visita allo stand dell’azienda in fiera. Valentino, che rapporto c’è tra la birra e la forma fisica? “La birra è fondamentale…è ricca di sali minerali…”, dice ridendo. Il tuo allenamento ideale? “E’ più un sogno, consiste in un’oretta scarsa di palleggio e tiri e poi birra per tutto il giorno… La realtà purtroppo è diversa: 4-5 ore di allenamento e la birra… rimane una passione!”.

 

PER LA FIC MORENO CEDRONI (foto allegata, n.d.r.) INCORONA I VINCITORI DEL CONTEST RAGAZZI SPECIALI

Ieri taglio del nastro e lancio delle toques all’inaugurazione dei Campionati della Cucina Italiana 2019, la più importante e completa competizione italiana per tutte le categorie della cucina, organizzata dalla Federazione Italiana Cuochi con il supporto di Worldchef e in collaborazione con Italian Exhibition Group all’interno del FoodAttraction in programma alla Fiera di Rimini.

Oltre 1.500 cuochi provenienti dall’Italia e dall’estero, centinaia di cuochi si alternano fino a martedì 19 febbraio per le gare. Super ospite della giornata inaugurale di ieri è stato Moreno Cedroni (Madonnina del Pescatore**- Senigallia) presente per incoronare tutti gli iscritti al Contest Ragazzi Speciali, la gara che prevede la partecipazione di un Team di due persone composto da un ragazzo del IV o V anno con programmazione scolastica differenziata e un suo compagno di scuola tutor.

A chiusura dei lavori di ieri, le premiazioni delle categorie in gara e l’assegnazione delle medaglie per il Global Chef Junior in cui l’Italia si è classificata prima con Andrea Del Villano che conquista così il posto nella finale mondiale che si terrà in Russia nel 2020.

Il Trofeo per Miglior Allievo Istituti Alberghieri – Trofeo Metro Cash & Carry, è andato a Matteo Delvai dal Trentino Alto Adige del CFP Enaip di Tione.

Per il secondo anno il Gran Premio della Cucina Mediterranea, che prevede la realizzazione di menù da competizione per 60 persone con obbligo di utilizzo di ingredienti legati alla dieta mediterranea come la pasta e il pomodoro, è stato vinto dalla Slovenia, seguita dalla Francia e dall’Albania.

 

 

COLPO D’OCCHIO SU BEER ATTRACTION E BBTECH EXPO 2019

Data: 16-19 febbraio 2019; organizzazione: Italian Exhibition Group SpA in collaborazione con Unionbirrai, FIC Federazione Italiana Cuochi; con il patrocinio di: Regione Emilia-Romagna e Comune di Rimini; frequenza: annuale; edizione: 5a; accesso: riservato esclusivamente agli operatori professionali,  solo nella giornata di sabato 16 febbraio: aperto anche al pubblico (maggiorenne) dei beer lovers, foodies e consumatori gourmet; orari: sabato 16, domenica 17 e lunedì 18 febbraio: 10.00-18:30; martedì 20 febbraio: 10.00 – 17.00; group brand manager food&beverage division: Flavia Morelli; brand manager: Marco Cecchini; www.beerattraction.it  www.bbtechexpo.it  #BA2019

Ufficio Stampa:

Marco Forcellini

 

 

 

 

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La linea di “cocktail a porter” dell’Archivio Storico

archivio storicoL’ Archivio Storico, premium bar e ristorante napoletano, propone un nuovo “concept” di degustazione: il “cocktail a porter.

I drink che hanno reso famoso questo locale – un amalgama di sapori e di suggestioni per il palato – sono recapitabili a casa grazie a Moovenda.

  L’  Archivio Storico sdogana così un nuovo modo di vivere l’assaggio finalizzato affinché l’esperienza di aver bevuto un buon drink possa avvenire ovunque, anche oltre il bancone di un locale: a casa in compagnia di amici, in ufficio per festeggiare un importante risultato acquisito, o nella sala d’attesa di un centro estetico mentre si attende il proprio turno.

Sebbene la scelta di consumare il pranzo, la cena o l’aperitivo a casa in compagnia di amici è un fenomeno in crescita, recenti ricerche dimostrano che anche i più pantofolai sono attenti alla qualità del cibo e delle bevande che consumano tra le mura domestiche.

Molti napoletani preferiscono sì rimanere a casa, ma anziché mangiare “junk food” oppure sorseggiare bevande comprate in negozi appartenenti alla grande distribuzione e, magari, miscelate male, preferiscono ordinare il pranzo o la cena presso ristoranti rinomati. E, grazie all’Archivio Storico, possono ordinare e degustare placidamente accomodati sul divano di casa un “Old fashioned” oppure un “Manhattan”.

archivio storicoI “cocktail a porter” dell’Archivio Storico rispecchiano il carattere del locale: oltre ai grandi classici, nella “carta da asporto” sono presenti drink ottenuti con ricette  provenienti da vecchi ricettari di fine ‘800, sia miscelati che invecchiati in botte di rovere nelle cantine del locale e poi imbottigliati.

Per ciascun batch che viene imbottigliato vengono adoperate la stessa attenzione e cura che sono investite durante la fase di miscelazione al bancone.

Ovviamente per i cocktail d’asporto sono banditi ingredienti potenzialmente deperibili come succhi, sciroppi o uova; via libera invece a vini liquorosi, vermouth e distillati.

Ecco i “cocktail a porter” attualmente disponibili:
OLD FASHIONED (zucchero, bitters, whiskey), OLD FASHIONED INVECCHIATO (miele, bitters, whiskey con infusione di spezie, vino sherry, lasciato riposare 40 giorni in botte), BOULEVARDIER (whiskey, vermouth dolce, bitter), BOULEVARDIER INVECCHIATO (Whiskey, vermouth dolce, bitter lasciato riposare 40 gg in botte), NEGRONI (gin, vermouth dolce, bitter, bitters aromatici), MANHATTAN (rye whiskey, vermouth dolce, bitters aromatici).

Insomma, il dilemma “uscire o restare a casa” oggi è di più semplice risoluzione grazie alla linea d’asporto dell’Archivio Storico che, oltre ai cocktail, comprende anche alcuni gustosi piatti appartenenti al menù del ristorante e i famosissimi dolci borbonici.

 

archivio storicoArchivio Storico
Via Alessandro Scarlatti 30, Napoli
http://www.archiviostorico.com

Al via dal 17 aprile, il corso prevede tre moduli per un totale di 14 incontri

Dedicati alle materie prime e agli abbinamenti con il vino e la birra

 

L’Associazione Verace Pizza Napoletana lancia

“PerCorsi Veraci”,

le nuove masterclass sulla vera pizza Napoletana

Presentata a Napoli la nuova proposta formativa per pizzaioli professionisti,

Ideata dall’Associazione Verace Pizza Napoletana e da La Buona Tavola magazine

Con il coinvolgimento di docenti universitari e rinomati chef campani,

Tra cui gli stellati Michelin Paolo Gramaglia, Lino Scarallo e Gianluca D’Agostino.

 

Masterclass ad alto tasso formativo per un’autentica full immersion sulla vera pizza napoletana, prodotta e lavorata secondo le antiche tradizioni e usanze partenopee. Si chiamano PerCorsi Veraci ed è la nuova proposta per pizzaioli professionisti targata AVPNAssociazione Verace Pizza Napoletana, nata con l’obiettivo di approfondire la conoscenza dei prodotti legati a questa grande eccellenza del made in Italy gastronomico e alla sua antica arte, quella del pizzaiolo napoletano, riconosciuta patrimonio immateriale dell’umanità dall’Unesco.

L’iniziativa è stata presentata oggi a Napoli, presso la sede di AVPN, alla presenza di Antonio Pace, presidente dell’Associazione Verace Pizza Napoletana, Amedeo Lepore, assessore regionale alle Attività Produttive, Enrico Panini, assessore al Lavoro del Comune di Napoli, Flavia Sorrentino, consigliera delegata per L’Autonomia del sindaco di Napoli, e Renato Rocco, direttore del magazine La Buona Tavola e co-organizzatore del progetto. Per l’occasione, inoltre, sono state annunciate le prime pizzerie AVPN che hanno aderito a “Scegli Napoli”, il progetto promosso dal Comune di Napoli nell’ambito della delega Napoli Città Autonoma, dedicato alla valorizzazione dei produttori e dei prodotti legati alla città partenopea e al suo territorio metropolitano.

Al via dal 17 aprile, la nuova proposta ‘PerCorsi Veraci’ – aperta a pizzaioli affiliati e non, gratuita ma a numero chiuso e in programma fino al 23 novembre 2018 – si articola in tre moduli, per un totale di 14 incontri, che spaziano dagli ingredienti ai metodi di coltivazione dei prodotti e di conservazione delle materie prime, fino alle tecniche di degustazione e agli abbinamenti con il vino e la birra. Il tutto, guidato da esperti del settore, docenti universitari e produttori che si alterneranno insieme a rinomati chef campani, chiamati a realizzare show cooking alla fine di ogni masterclass. Tra questi, gli stellati Michelin Paolo Gramaglia, Lino Scarallo e Gianluca D’Agostino, lo chef docente del Gambero Rosso Alfonso Crisci, il vicepresidente regionale della FIC Ludovico D’Urso e Antonio Arfè del direttivo nazionale APCI.

Questa nuova offerta formativaspiega Antonio Pace, presidente di AVPNrappresenta un ulteriore e importante tassello per la nostra Associazione, il cui obiettivo sin dalla sua nascita nel 1984 è preservare, difendere ed esportare la vera pizza napoletana, diffondendo il modo corretto per realizzarla e le regole che ne stanno alla base. A differenza del passato, quando il mestiere si tramandava solo di padre in figlio per custodirne gelosamente i segreti, abbiamo capito che aprirsi a quanti vogliono imparare è il modo più utile per difenderne l’originalità. Proprio per questo continuiamo a puntare sulla formazione, ideando iniziative come i nuovi PerCorsi Veraci, che ci permettono di mettere a disposizione dei partecipanti la nostra conoscenza sul prodotto per approfondire gli aspetti tecnici e, allo stesso tempo, trasmettere i valori e la profonda passione che stanno dietro al lavoro dei pizzaioli veraci. Non meno importante il nostro lavoro verso l’utilizzo di materie prime di qualità, legate soprattutto al nostro territorio. In quest’ottica, siamo felici di aderire al progetto Scegli Napoli, che nasce proprio per sostenere l’economia locale, promuovendo una scelta d’acquisto consapevole e a favore del made in Naples”.

L’offerta formativa PerCorsi Veraci si apre con il modulo “formaggi e salumi”, che prevede 4 appuntamenti: da quello dedicato ai prodotti caseari di latte vaccino (17 aprile) a quello sui formaggi di capra e pecora (15 maggio); dal focus sui formaggi di bufala (29 maggio) a quello sui salumi (12 giugno).

Cinque invece gli incontri del secondo modulo sui “prodotti della terra”, che comincia il 19 giugno con l’approfondimento sui metodi di coltivazione e tipicità, dal Pomodorino del Piennolo del Vesuvio DOP al Pomodorino Corbarino. Si prosegue il 10 luglio con i metodi di coltivazione e trasformazione dei pomodori pelati (San Marzano Dop), il 4 settembre con le tecniche di conservazione e utilizzo delle materie prima surgelate, il 25 settembre con gli oli da frittura e il 16 ottobre con le varie tipologie di oli da tavola.

A chiudere il percorso, il terzo modulo incentrato sugli “abbinamenti”: si parte con le tecniche di degustazione del vino (15 novembre) e si prosegue con le tecniche di abbinamento dei vini bianchi (16 novembre) e rossi (17 novembre) alla pizza. A tema birra, infine, gli ultimi due incontri previsti il 22 e 23 novembre e dedicati rispettivamente agli stili birrari e ai suoi possibili abbinamenti con la tonda.

Tutti gli incontri di PerCorsi Veraci – realizzati in collaborazione con le aziende partner AVPN – si svolgeranno il martedì dalle ore 16.00 alle ore 19.00 a Napoli, presso la sede dell’Associazione Verace Pizza Napoletana, in via Capodimonte 19a. I corsi sono gratuiti ma su prenotazione e a numero chiuso (massimo 25 persone). Al termine di ogni modulo saranno rilasciati gli attestati di partecipazione ai singoli pizzaioli.

Per informazioni e prenotazioni www.pizzanapoletana.org oppure scrivere a info@pizzanapoletana.org.

IL PROGRAMMA DI PERCORSI VERACI

I Modulo “Formaggi e Salumi”

Tema Data
1 – Prodotti caseari di latte vaccino 17 aprile 2018
2 – Formaggi di capra e pecora 15 maggio 2018
3 – Formaggi di bufala 29 maggio 2018
4 – Salumi 12 giugno 2018

 

II Modulo “I prodotti della terra”

Tema Data
5 – Metodiche di coltivazione e tipicità (Piennolo, Corbarino, ecc.) 19 giugno 2018
6 – Metodiche di coltivazione, trasformazione pomodori pelati (San Marzano Dop) 10 luglio 2018
7 – Tecniche di conservazione e utilizzo delle materie prime surgelate 4 settembre 2018
8 – Gli oli da frittura 25 settembre 2018
9 – Le varie tipologie di oli da tavola 16 ottobre 2018

 

III Modulo “Gli abbinamenti”

Tema Data
10 – Tecniche di Degustazione del vino 15 novembre 2018
11 – Tecniche di abbinamento dei vini bianchi alla pizza 16 novembre 2018
12 – Tecniche di abbinamento dei vini rossi alla pizza 17 novembre 2018
13 – Gli stili birrari 22 novembre 2018
14 – I possibili abbinamenti della birra con la pizza 23 novembre 2018

 

La braceria Bradoburger

La braceria Bradoburger nasce a Castello di Cisterna (NA), dall’esperienza e passione di Antonio Monda, già produttore di latticini e ristoratore, quale innovativo locale dove sperimentare l’esperienza totalizzante della carne proveniente esclusivamente da allevamenti allo stato brado per riscoprire i piaceri della carne.

Una scelta etica mirata a rifuggire dall’utilizzo dei prodotti da allevamenti intensivi, promuovendo nel contempo la piena sostenibilità delle filiere.

Nell’ottica di una continua ed accurata selezione di prodotti di qualità, particolarmente significativa risulta essere stata l’adesione al progetto “Social Table”, format ospitato in sede Mercoledì 14 Marzo, allo scopo di mettere in relazione utenti  ed addetti ai lavori interessati sì alla qualità, ma anche alla sostenibilità delle proprie scelte gastronomiche.

la braceria BradoburgerL’ evento, che ha visto la partecipazione di utenti ed addetti ai lavori (tra i quali le aziende agricole “D’Apolito”, “Antico Castello”, per i vini Ciro Scala, oltre alla cioccolateria “Tortora Celestino”), ha permesso ai commensali un vero e proprio excursus gastronomico alla scoperta delle proposte culinarie dello Chef Elio Genualdo, declinate a partire dalla selezione di carni da allevatori altamente specializzati in una o poche razze animali, fino alla scelta di salumi, formaggi, verdure, legumi, la maggior parte dei quali Presidi Slow Food o facenti parte dell’Arca del Gusto.

Protagonista della braceria Bradoburger risulta essere ovviamente la carne, disponibile in tutta una serie di preparazioni, sia “al piatto” che sotto forma di stuzzicanti panini, il tutto esaltato dall’utilizzo di pane e contorni sempre freschi. Da provare inoltre, vista l’accurata selezione dei prodotti, il classico tagliere di salumi e formaggi.

Tra i primi piatti, interessante l’interpretazione della “genovese”, un “must” della cucina partenopea, una sorta di ragù bianco a base di cipolle, ove inoltre risultano essere disponibili anche alternative vegetariane e vegane. In conclusione, presente la proposta “dolce”, così come ottime risultano essere sia la selezione di birre che la carta dei vini.

Una giovane realtà, in pieno stile retrò Anni ’50, ove sperimentare una proposta gastronomica non banale, concepita con etica e passione, esaltata dall’ utilizzo, di una materia prima di altissima qualità in grado di soddisfare una clientela alquanto variegata.

 

la braceria Bradoburger

 

La braceria Bradoburger si trova in

Via Cosimo Miccoli, 80030, Castello di Cisterna (Napoli)

+39 081 803 11 80

https://www.facebook.com/pg/bradoburger

 

 

 

 

 

Grande successo per il restyling e presentazione alla stampa del nuovo Pub (B)McCool’s

 

IMG_4671LA SALA

I tavoli dai piani in rame si accompagnano a sedie e panche nere, i punti luce sono sparsi davanti al bancone con elegante spilla di birra in tono cromatico con i tavoli della sala. La stessa si fregia di una parete a cornici, di una libreria a muro ed un grande orologio tutto in stile liberty.

 

Da scoprire anche il senso della (B) che viene adottata come tratto identitario del nuovo McCool’s; decorata e illuminata a parete di fronte all’ingresso campeggia cubitale al fianco delle sue 7 declinazioni che esprimono le caratteristiche proprie del pub.

“B” come (B)lack, il colore che caratterizza il locale, ma che risulta essere il comune denominatore di una serie di elementi: (B)urger, (B)eer, (B)eef, (B)ar, (B)read, (B)ites.

 

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Ma la vera novità riguarda la selezione delle carni, in particolare parliamo della carne di bufala, di maiale nero casertano e infine di mucca podolica, una selezione di tagli studiati da Sabatino Cillo, noto selezionatori di carni.

Un “Menu che fa bene al cuore e al palato” perché contiene carne di bufala che presenta proprietà nutrizionali peculiari, dovute al tipo di allevamento non finalizzato alla produzione di caseari che permette alle carni di risultare saporite e con un elevato tasso di ferro ma povera di grasso, il risultato è una carne tenera e gustosa.

Il secondo taglio di carni presentato è quello del famoso maiale nero casertano, allevato allo stato semibrado nei boschi. La sua alimentazione è caratterizzata prevalentemente da ghiande, castagne e altri vegetali del sottobosco, e dal punto di vista alimentare, la caratteristica più pregiata è data dalla presenza di abbondante tessuto connettivo intramuscolare, che conferisce una particolare sapidità e morbidezza alle carni che producono il cosiddetto “colesterolo buono”.

Ultima, ma non per importanza la carne proveniente dalla mucca podolica, una varietà bovina allevata all’aperto. Caratterizzata da sapori aromatici naturali, la carne di mucca podolica risulta magra e saporita a tavola.

 

I PIATTI SPECIALI

L’originale proposta del pub (B)McCool’s prevede una rivisitazione del tipico piatto di origine Cilentana: La “Ciambotta”, una composta fatta di peperoni, melanzane, pomodorini e patate, fritta e saltata in padella, un tradizionale contorno appartenente alla cultura gastronomica del territorio Campano.

 

IMG_4739LE BIRRE

Da abbinare alle pietanze, le birre irlandesi alla spina o in bottiglia Konig Ludwing Dankel, Twaites Strong Lager, Chouffe, Konig Ludwig Weissbier, Paulaner Gold, Warsteiner Pils, Bulldog Strong Ale, Charles Quint Rouge e Tongerlo Blonde e Val Dieu Grand Cru.

 

 

BARTENDING

Interessanti anche la proposta di drink e cocktail che rappresenta un’apertura al mondo del bartending, a conferma di un nuovo spirito innovativo che ispira il nuovo locale (B)McCool’s.

Nel corso della serata riservata agli organi di informazione è stata proposta in degustazione una scelta di prodotti caseari di latte vaccino, di bufala e di pecora dell’Azienda “Sancti Petri” di Giuseppe Iaconelli, con varie tipologie di formaggi tra cui il caciocavallo mediterraneo aromatizzato, stagionato in grotta oltre 36 mesi accompagnato da noci e miele.

(B) McCool’s si trova nei pressi della Chiesa di S. Gennaro ad Antignano, alle spalle di Piazza degli Artisti al Vomero.

I grani antichi siciliani sposano le eccellenze della pasticceria napoletana

 

Susamielli, Roccocò, Struffoli, Raffiolo,

dolci conventuali e natalizi tra cultura e tradizione 

 

La Buona Tavola magazine diretto da Renato Rocco è stata lieta di partecipare, insieme a alla giornalista Rosaria Castaldo, alla giornata-evento “I grani antichi siciliani sposano la i dolci della tradizione napoletana”.

Sabato 16 dicembre siamo stati allo splendido Complesso di San Giovanni a Carbonara dove i dolci ed in particolare i dolci di Natale sono stati i protagonisti principali. La nostra presenza ha dato l’opportunità di valorizzare la tradizione e l’importante ruolo che la pasticceria svolge nel panorama culturale napoletano. La ricostruzione delle radici della pasticceria partenopea è stata un percorso di carattere storiografico raccontato egregiamente da Amedeo Colella, famoso storico della Napoletanità, che ha presentato la mappa del centro cittadino dove si evidenziano le strette relazioni tra il territorio, le strutture conventuali e l’arte culinaria. Dagli Angioini agli Aragonesi dai Francesi fino ai Savoia sono tanti i dolci che hanno attraversato la tradizione dolciaria napoletana. Roccoco’, Susamielli, Struffoli, Raffiolo, insieme alla Sfogliatella, sono nati in seno ai conventi dove da principio hanno rappresentato una compensazione per gli onorari dei medici che visitavano i conventuali.

Raffaele Capparelli, ha illustrato la metodologia di preparazione dei dolci natalizi con le tecniche adottate da oltre 100 anni dalla sua nota pasticceria il Capriccio. Una testimonianza preziosa che ha nobilitato la presenza dei veri protagonisti della giornata: il Susamiello, il Roccocò, gli Struffoli e il Raffiolo tutti dolci di Natale che sono stati molto apprezzati. “L’arte pasticciera, dove il Babà è senz’altro un cavallo di battaglia insieme alla Sfogliatella, è strettamente legata alla storia e ai luoghi del territorio”.

Veronica Dubbio, rappresentante del distributore campano Tailor Food ha esaltato le proprietà delle farine dell’Azienda Siciliana Molini Riggi. “L’eccellenza di questi farine e nella lavorazione detta “molitura a pietra” in cui viene utilizzata la Fertè, una pietra francese nota per la sua capacità di lasciare intatte le caratteristiche organolettiche delle farine. La “Maiorca” in particolare, è fatta di grano tenero siciliano ed è indicata per la preparazione di dolci. Le altre sono la “Perciasacchi”,“Russello” e “Timilia” farine realizzate con grani duri siciliani indicate per la preparazione di pizza e pane, attualmente utilizzate nel progetto Pizza Maestro realizzato in collaborazione con il maestro pizzaiolo Vito de Vita”.

L’incontro si è concluso con una visita guidata dall’Associazione culturale Mani e Vulcani, al complesso monumentale della Chiesa S. Giovanni a Carbonara, uno degli esempi più rappresentativi del gotico napoletano.

I Grani antichi siciliani sposano i dolci della tradizione Napoletana.

Sabato 16 Dicembre alle ore 10:30 presso la chiesa di S. Giovanni a Carbonara, nell’omonima strada del centro storico di Napoli, verranno presentati i dolci della tradizione partenopea realizzati dalla pasticceria Il Capriccio di Raffaele Capparelli.

I dolci tipici natalizi: Susamiello, Roccocò, Struffoli e Raffiolo, saranno realizzati con i grani antichi siciliani dell’Azienda Molini Riggi di Caltanissetta.

San Giovanni a Carbonara

 

L’evento vedrà come ospite d’onore Amedeo Colella, storico della Napoletanità, che presenterà la mappa del centro storico di Napoli, dove erano situati i laboratori conventuali in cui venivano anticamente realizzati i dolci che poi sono entrati a far parte della tradizione dolciaria della città.

A Seguire Raffaele Capparelli illustrerà la metodologia di preparazione dei dolci natalizi con le tecniche adottate da oltre 100 anni dalla nota pasticceria il Capriccio.

L’incontro terminerà con una visita al complesso monumentale della Chiesa S. Giovanni a Carbonara, uno degli esempi più rappresentativi del gotico napoletano, con un excursus sulle sue origini e sul suo valore artistico e culturale

Per info e accrediti:

Renato Rocco

Cell: 3356555595

E-Mail: direzione@labuonatavola.org

Rosaria Castaldo

Cell: 335 41 19 36

E-Mail: erre.castaldo@gmail.com

 

A tavola con Totò al ristorante Il Silenzio Cantatore

Il 12 Novembre a pranzo il Ristorante “Il Silenzio Cantatore” a Meta di Sorrento (Na) celebra uno degli artisti più importanti della tradizione partenopea. Il silenzio cantatore è un ristorante d’eccezione situato in uno dei luoghi più suggestivi della regione Campana, la costiera sorrentina.

Un pranzo a base di piatti della tradizione con le ricette originali scritte e tramandate da Totò, accompagnate da interpretazioni dal vivo di poesie e canzoni del principe della risata!

In occasione dell’anno dedicato al Principe De Curtis, in arte Totò, lo chef proporrà le pietanze raccolte nel libro “Fegato qua, fegato là, fegato fritto e baccalà” edito da Rizzoli e scritto a quattro mani dalla figlia Liliana de Curtis e Matilde Amorosi considerata la biografa ufficiale di Totò.

Menù Adulti

  • Benvenuto con bollicine
  • Antipasto
  • Sformato di parmigiana di melanzane su crostone di pane saporito e fritta napoletana
  • Primo
  • Pasta ricca alla nonna Nannina
  • Secondo
  • Arista di maiale cotta al forno con patate
  • Dolce strudel napoletano

Menù Bambini

  • Prosciutto e treccia di pasta
  • Pennette al pomodoro
  • Cotoletta alla milanese di pollo e patatine fritte
  • Dolce

Ticket: euro 40,00 adulti, bambini: euro 20,00

Vino e bevande inclusi.

 

Prenotazione obbligatoria:

0815333374

Silenzio Cantatore

Via Meta – Amalfi, 101 – Colli di San Pietro

80063 Piano di Sorrento

 

5 Novembre ore 20:00 – Apre le porte del gusto 1000 Gourmet.

1000 Gourmet- Logo

Domenica 5 Novembre 2017 ore 20 a Via S. Pasquale 51, Napoli, apre la Pizzeria 1000 Gourmet.
La pizzeria, che prende il posto di uno dei più celebri locali della movida partenopea “La Scalinaletella”, si caratterizza per una proposta di grande qualità sia per la tipologia di pizze proposte che per l’eleganza e la raffinatezza del servizio.
Boiserie, specchi ed elementi cromati fanno da cornice ai 70 posti interni,30 invece i posti previsti in esterno sotto confortevoli gazebi che potranno accogliere l’area fumatori.
Le pizze sono tutte realizzate con farine non raffinate di tipo 2 e con l’utilizzo di ingredienti per la farcitura che rappresentano il meglio della produzione artigianale campana, per lo più D.O.P. e dei Presidi Slow Food.
Una chicca è rappresentata dagli impasti alle noci, al limone, al cacao.
Particolare attenzione è stata dedicata ai celiaci e pertanto si possono scegliere pizze ,dolci e finanche birre rigorosamente gluten free.
Ad accompagnare la proposta della pizzeria le fritture classiche napoletane, i taglieri con varie tipologie di formaggio ovino, caprino e vaccino.
Ampia la proposta di birre, sia alla spina che in bottiglia, tutte rigorosamente artigianali campane o di Presidio Slow Food.
Così come ampia e sempre centrata sulla Campania la cantina con tutte le tipologie di vitigno rappresentate da quelle dei Campi Flegrei e del Vesuvio,  a quelle del Beneventano e dell’ Avellinese per finire alla Costa d’Amalfi e al Cilento.
“Abbiamo voluto realizzare un posto elegante nel salotto della città con una proposta enogastronomia che rappresentasse il meglio della nostra regione” affermano i due giovani imprenditori dell’iniziativa Vittorio Ferraro e Michele Imparato.

in ordine da sinistra: Michele imparato, Giuseppe Maglione, Vittorio Ferraro

in ordine da sinistra: Michele imparato, Giuseppe Maglione, Vittorio Ferraro

A capo del progetto Giuseppe Maglione chef-pizzaiolo patron del ristorante Daniele Gourmet ad Avellino, le cui origini familiari affondano le radici nel centro storico di Napoli con la bisnonna e la nonna che proponevano le pizze fritte da asporto.
Per Giuseppe Maglione è :”un orgoglio ritornare a Napoli dove la storia della mia famiglia ha avuto inizio, proponendo uno stile di pizza che sia rispettoso del territorio ,ma che vada incontro anche ai nuovi gusti e alle nuove esigenze del consumatore che chiede maggiore digeribilità ed attenzione all’uso di ingredienti salubri senza conservanti.”

Sito: www.1000gourmet.it
Fb: @1000gourmet

Angelo Ranieri presenta le sue proposte di Pizza e Cucina.

 

Angelo Ranieri, chef-pizzaiolo e titolare della catena Totò Sapore, in occasione dei suoi festeggiamenti quale campione del mondo 2017 del Trofeo Caputo nella categoria Pizza di stagione, ha presentato le nuove proposte di pizza e di cucina tipica napoletana.

  • La pizza Mammà
  • La pizza vincitrice al trofeo Caputo nella categoria pizza di stagione
  • La pizza Totò Sapore
  • La pizza “Autunno in Costiera”

angelo ranieri genovese

angelo ranieri, birrificio alkimiaNon poteva mancare una degustazione di un piatto tipico della cucina Napoletana: La Genovese.

Autentica novità è stato il dolce: Pastiera d’Autunno, con ricotta e crema di castagne e cioccolato.

In abbinamento vini di Casa Ranieri e di Spuma66 e le birre artigianali del birrificio Alkimia di Montesarchio.

Ospiti d’onore: Carmine e Antimo Caputo, Sergio Miccu dell’Associazione APN, Angelo Pisani Presidente dell’Associazione Noi Consumatori, Michele Leo Campione del Trofeo Caputo e Umberto Fornito Cavaliere della Repubblica.

Nello spirito dell’evento, data la presenza dei due campioni Angelo Ranieri e Michele Leo, il Magazine “La Buona Tavola” affiancata dalle Associazioni che rappresentano la categoria dei pizzaioli ha lanciato una petizione per l’impiego di risorse destinate alla valorizzazione in Italia e all’estero dell’arte della pizza Napoletana.

Un impegno che sia almeno pari alle risorse impiegate attualmente per l’insediamento produttivo di una grande multinazionale, che produrrà pizze congelate da esportare sul mercato globale, portando ad un inevitabile distorsione del classico prodotto che ci ha resi celebri in tutto il mondo.

Angelo Ranieri in qualità di Campione del mondo si fa portavoce dei pizzaioli Napoletani che vogliono difendere la tradizione dell’arte bianca: “Siamo costernati, dover assistere ad uno svilimento della nostra professione da parte delle Istituzioni che dovrebbero essere al nostro fianco. L’insediamento e soprattutto il finanziamento di una fabbrica per la realizzazione di una pizza surgelata in Campania e che verrà esportata in tutto il mondo dà un’immagine distorta di un prodotto tipico napoletano e penalizza un’intera categoria.”

 

 

 

Grande successo di Solania per la presentazione del progetto

Il mio S. Marzano D.O.P.

Lo chef Vissani e i pizzaioli, i ristoratori e i pasticceri della Campania uniti per la valorizzazione dell’Oro rosso dell’agro nocerino-sarnese.

 

È stata una grande festa di “matrimonio” quella tenutasi lunedì 24 luglio presso l’azienda Solania, storico marchio leader nel settore della trasformazione del pomodoro S. Marzano D.O.P.

Si il matrimonio tra il pomodoro più famoso e coltivato in Campania e il mondo delle pizzerie e dei ristoratori in generale. Ad officiare questo rito culinario è stato chiamato uno dei “Cardinali” della cucina italiana, Gianfranco Vissani.

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L’istrionico chef di Baschi si è prodotto in una serie di proposte d’interpretazione del S. Marzano D.O.P. con una panzanella, uno spaghetto di Gragnano, un gelato ed altre sorprese che non hanno mancato di affascinare il mondo dei gourmand.

NapolitanoL’evento è stata l’occasione per presentare il progetto: “il Mio S. Marzano D.O.P.”, che nasce sotto l’egida della Coldiretti Campania e del Consorzio S. Marzano dell’Agro Sarnese-Nocerino D.O.P., e prevede che pizzaioli e ristoratori possano scegliere l’appezzamento di terra ed il lotto di produzione e finanche personalizzare l’etichetta della confezione di latta, con il logo del locale, la loro immagine o altro segno identificativo.

Ciò è reso possibile dal fatto che Solania è una delle poche aziende del settore che controlla tutta la filiera dal seme alla coltivazione, alla trasformazione e finanche la distribuzione.

La cooperativa di agricoltori aderente alla sua rete d’impresa, Solanacea 2.0, ha tra l’altro fatto richiesta di assegnazione del QR Code all’istituto Zooprofilattico del Mezzogiorno per i prodotti coltivati, in modo da poterne garantire la tracciabilità.

Oltre a Gianfranco Vissani hanno fatto gli onori di casa il Pizzaiolo-chansonnier Gianfranco Iervolino, reduce dai successi televisivi di Rai2, Giuseppe Vesi di Pizza Gourmet, vincitore del contest televisivo 4 ristoranti di Alessandro Borghese e lo chef Maurizio De Riggi, del Markus di San Paolo Belsito, esponente della F.I.C. Campania.

Per l’occasione a questi si sono affiancati i Pizzaioli dell’Associazione Pizza Verace, di cui Solania è partner ufficiale, e del Dream-Team Perrella distributore del S. Marzano D.O.P. prodotto da Solania con il brand Napoletano, capitanati da Diego Vitagliano.

In rappresentanza della prestigiosa associazione di chef stellati EuroToque ha partecipato Alfonso Crisci, patron di Taverna Vesuviana a San Gennaro Vesuviano e adesso impegnato a Nola con la pizzeria gourmet Metamorsi e nel Cilento con il ristorante di mare Annalì.

il dessert proposto dallo chef Gianfranco Vissani

il dessert proposto dallo chef Gianfranco Vissani

l’Associazione Professionale Cuochi Italiani, è stata rappresentata da Antonio Arfè, della storica gastronomia di Chiaia, oggi impegnato al Don Pedro della Maison Toledo di Pozzuoli.

Protagonisti con le loro proposte a base sempre di S.Marzano D.O.P. lo chef Marco di Martino dello Sky Garden Club di Castellammare di Stabia, il pizzaiolo-chef Giuseppe Maglione di Daniele Gourmet ad Avellino, e gli chef dei Grani Helga Liberti e Vito De Vita.

La pizza fritta è stata interpretata da Aniello Falanga dell’Accademia di Terzigno, il rustico dal mastro fornaio Domenico Fioretti e il panino gourmet da Gianluca Ungaro di Ciacco&Baccoristo-burger di Gragnano.

Anche la scuola Dolce&Salato di Maddaloni di Giuseppe Daddio e Aniello Di Caprio con i loro allievi sono stati protagonisti per la valorizzazione dell’oro rosso dell’agro nocerino-sarnese con una proposta dolce e una salata.

Non si poteva non finire con i dolci proposti da Carlo Cuofano, della Pasticceria Svizzera a Salerno, Anna Chiavazzo del Giardino di Ginevra a Casapulla e da Salvatore Gabbiano dalla Pasticceria Gabbiano di Pompei, il sorbetto dalla Gelateria Lavezzi di Sarno.

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il dessert proposto dalla pasticceria Svizzera

È stata la festa dell’agroalimentare campano, perché al San Marzano D.O.P. è stata affiancata la pasta con Il Mulino di Gragnano e L’Antica Maccheroneria, il fior di latte e il fior di fuscella della Latteria Sorrentina, la mozzarella di bufala campana D.O.P. della La Perla del Mediterraneo, i prodotti del mare con IASA, vini della Campania con le aziende Porto di Mola di Galluccio e Selezione Catering, l’olio Evo del Consorzio Colline Salernitane D.O.P. e i Liquori di Gusta Campania.

Ma il San Marzano è stato protagonista anche con le creme per il viso e per il corpo che sono state messe a punto dai ricercatori del CNR Barbara Nicolais e Rocco Di Prisco autori del prestigioso lavoro scientifico sulle proprietà antitumorali del prodotto nocerino-sarnese.

E la festa è stata tale anche grazie alle melodie della musica classica napoletana interpretata dai maestri Mario Maglione e Espedito de Marino.

 

Lunedì 24 Luglio Solania presenta “il Mio S. Marzano D.O.P.”

Show- cooking dello Chef Gianfranco Vissani.

 

Solania, azienda leader nel settore della trasformazione del pomodoro S. Marzano D.O.P. presenta il progetto: “il mio S. Marzano D.O.P.” sotto l’egida della Coldiretti Campania e del Consorzio S. Marzano dell’Agro Sarnese-Nocerino D.O.P.

Tale progetto prevede che pizzaioli e ristoratori possano scegliere l’appezzamento, il lotto di produzione e personalizzare l’etichetta della confezione di latta, con il logo del locale, la loro immagine o altro segno identificativo.

Solania si approvvigionerà del S. Marzano dalla cooperativa di agricoltori aderente alla sua rete di impresa, i cui soci avranno fatto richiesta di QR Code all’istituto Zooprofilattico del Mezzogiorno.

Il programma prevede:

Alle ore 19:00 la visita ai campi di coltivazione con la presenza dei ricercatori del CNR: Barbara Nicolais e Rocco Di Prisco, che esporranno i risultati sulle più recenti pubblicazioni riguardo le proprietà del S. Marzano.

Alle ore 19:30 sarà possibile assistere ai processi di lavorazione e trasformazione del S. Marzano D.O.P.

Alle ore 20:00 avrà inizio la Grande Festa, con lo show-cooking di Gianfranco Vissani presentato da Luciano Pignataro, giornalista eno-gastronomico del Mattino e del Luciano Pignataro wine-food blog.

Foto Vissani con giacca da cuoco 2016

A fare gli onori di casa il Pizzaiolo-chansonnier Gianfranco Iervolino, reduce dai successi televisivi di Rai2, Giuseppe Vesi di Pizza Gourmet, vincitore del contest televisivo 4 ristoranti di Alessandro Borghese, lo chef Maurizio De Riggi, del Markus di San Paolo Belsito, esponente della F.I.C. Campania.

Per l’occasione si affiancheranno i Pizzaioli dell’Associazione Pizza Verace e del Dream-Team Perrella distributore del S. Marzano D.O.P. prodotto da Solania con il brand Napoletano, capitanati da Diego Vitagliano. In rappresentanza dell’A.P.C.I. Campania Alfonso Crisci di Taverna Vesuviana a San Gennaro Vesuviano e Antonio Arfè del Don Pedro della Maison Toledo di Pozzuoli. Lo chef Marco di Martino dello Sky Garden Club di Castellammare di Stabia e il pizzaiolo-chef Giuseppe Maglione di Daniele Gourmet ad Avellino, e gli chef dei Grani Helga Liberti e Vito De Vita.

La pizza fritta sarà interpretata da Aniello Falanga dell’Accademia di Terzigno, le pizze in teglia dal mastro fornaio Domenico Fioretti e il panino gourmet da Gianluca Ungaro di Ciacco&Bacco risto-burger di Gragnano.

Saranno altresì presenti Giuseppe Daddio e Aniello Di Caprio della scuola Dolce&Salato. I dolci saranno proposti da Carlo Cuofano, della Pasticceria Svizzera a Salerno, Anna Chiavazzo del Giardino di Ginevra a Casapulla e da Salvatore Gabbiano dalla Pasticceria Gabbiano di Pompei. Il sorbetto verrà offerto dalla Gelateria Lavezzi di Sarno.

I Partners tecnici dell’evento Perrella Distribuzione, pasta Il Mulino di Gragnano e Antica Maccheroneria, fior di latte e fior di fuscella della Latteria Sorrentina, mozzarella di bufala campana D.O.P. La Perla del Mediterraneo, vini Porto di Mola di Galluccio, olio Evo del Consorzio Colline Salernitane D.O.P. e Liquori di Gusta Campania.

Ad allietare la serata i maestri della musica classica napoletana Mario Maglione e Espedito de Marino.

Per i colleghi che vorranno aderire all’evento sarà attivato un servizio di navetta con partenza alle ore 17:30 da P.zza Municipio, ad angolo su Via Cristoforo Colombo, alle 17:45 Parcheggio Brin. Il ritorno è previsto per le ore 23:30.

Renato Rocco

Direttore Responsabile

Tel. 081 18701149

cell.3356555595

 

direzione@labuonatavola.org

 

www.labuonatavola.org

 

 

Angela Merolla

Direttore L’Arcimboldo

www.larcimboldo.it

 

cell.39+ 320861 9820

E-mail: meroangela@libero.it

   Comunicato Stampa

14 Aprile alle ore 11.30

Palazzo Ducale di Parete

presentazione della

XI Festa della Fragola

Sono intervenuti:

Luigi Pellegrino – Sindaco di Parete

“ Nonostante siamo al governo da meno di un anno, abbiamo dato una forte accelerata per dare un’anima e un’identità al nostro Paese, lo vogliamo fare dando visibilità alle sue eccellenze, sia di tipo produttivo quale la fragola, che di tipo culturale attraverso il restauro del Palazzo Ducale che vuol essere un incubatore di attività letterali, culturali e musicali. I nostri prossimi interventi saranno sempre orientati in tal senso, realizzando il Parco Agricolo Urbano con il recupero di masserie da destinare a fini didattici e con la realizzazione di un’area PIP dove verranno allocate attività di trasformazione ortofrutticola”.

Paolo Nugnes –  Assessore Agricoltura, “La fragola, eccellenza di Parete”

“Partiremo con il Museo della Fragola per dare un importante riconoscimento a questo frutto, che ha dato un valore aggiunto all’economia del nostro territorio con

centinaia di soggetti imprenditoriali e migliaia di addetti diretti ed indiretti. Inoltre con il nome di Città della Fragola abbiamo conferito riconoscimento al nostro Paese”.

Gilda Grasso – Assessore alla Cultura: Selezione di Poesia e di Opere Narrative, Concorso “Scorci del tuo Paese”

“il Contest Scorci del tuo Paese è riservato e dedicato esclusivamente ai bambini delle classi quarte e quinte delle scuole primarie e ai ragazzi della scuola secondaria di primo grado del Comune di Parete. Massima è la libertà di espressione artistica: pittura, disegno, scultura, fotografia, ecc, purché essa sia compatibile con la necessità di esporre i lavori in una mostra temporanea nelle sale del Palazzo Ducale. Ogni classe potrà partecipare con uno o massimo due manufatti che sia espressione dell’intero gruppo classe. L’intento è quello di favorire il rafforzamento dello spirito di squadra e l’interazione di talenti differenti”

“il contest Parete: Origini e Tradizioni è aperto a tutti e per partecipare alle selezioni è sufficiente inviare un testo poetico o un racconto, in lingua italiana o in vernacolo”

Emiliano Pagano – Consigliere Delegato ai Lavori Pubblici “ Il Restauro del Palazzo Ducale”

“Il Palazzo Ducale di Parete risalente al X-XI sec. prima torre militare e poi residenza signorile, rappresenta ancora oggi la testimonianza storica di un periodo florido per Parete. È stato interessato da un importante intervento di recupero sui colori vivaci e i materiali di pregio degli affreschi e delle incartate dipinte, sui soffitti in legno decorati con carta dipinta di quasi tutti gli ambienti del piano nobile e perfino sui comignoli dei camini, rendendoli oggi perfettamente funzionanti”.

Pietro Feliciello – Consigliere Delegato all’Urbanistica, “Concorso Internazionale d’Arte “Paesaggio urbano e rurale di Parete”

“Sono arrivate una quarantina di opere d’arte e saranno selezionate da un giuria internazionale, la nostra speranza è che alcune opere possano trovare attuazione nel nostro Paese anche grazie ai fondi stanziati dalla Comunità Europea”

Luciano de Venezia – Progettista del Museo della Fragola, “Il Museo della Fragola”

“Il Museo della Fragola di Parete (Ce) è il primo e unico museo del genere in Italia. Situato negli antichi ambienti del Palazzo Ducale, appena restaurato e per la prima volta aperto al pubblico. L’allestimento ha un taglio apertamente didattico e soprattutto multidisciplinare, spaziando tra aspetti propriamente scientifici, uniti a informazioni storiche e contenuti più apertamente divulgativi. Nelle cinque sale del museo, distribuite tra il piano terra e il piano ammezzato, i temi esposti interessano botanica e alimentazione, storia ed economia, ricerca e mercato, fino a una piccola sezione dedicata all’arte e alla pubblicità. Un percorso tematico che celebra uno tra i frutti più amati e diffusi al mondo: un vero e proprio omaggio a quello che Shakespeare definì “il cibo delle fate” ma anche un’occasione per valorizzare una tra le produzioni più importanti del sistema agroalimentare italiano”.

Salvatore Buonomo – il Soprintendente per l’archeologia, le belle arti, e il paesaggio per le province di Caserta e Benevento,

“il recupero del Palazzo Ducale può servire anche al recupero di altri immobili di pregio appartenenti a privati, non solo a Parete, ma anche nell’Agro Aversano. Tocca ora all’Amministrazione la sua valorizzazione ai fini culturali artistici e aggregativi per la popolazione di Parete e in particolare per i giovani”.

Ha moderato:

Renato Rocco – Direttore del Magazine “La Buona Tavola”

 

 

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Comunicato Stampa

Lunedì 3 Aprile 2017 alle ore 19.00

Eccellenze Campane via Brin 69 Napoli

presentazione della

Rubia Gallega

“La miglior carne del mondo”

Sono intervenuti:

Jose Portas di Discarlux, produttore della Rubia Gallega :

“Nel nostro bagaglio ci sono più di 12 anni di esperienza nel settore della carne. Gestiamo i tagli dall’origine fino alla tavola del consumatore: perché una volta arrivati ai nostri clienti i prodotti devono essere della qualità più alta”.

Pietro Uzzauto della Meat Premium, importatore esclusivo per l’Italia:

“La Rubia Gallega rappresenta un’eccellenza tra le carni che non può mancare nelle proposte delle più importanti gastronomie, macellerie, bracerie e ristoranti”.

Professor Giuseppe Campanile Dipartimento di Veterinaria della facoltà Federico II di Napoli:

“La carne della razza Rubia Gallega presenta delle caratteristiche organolettiche e nutrizionali peculiari che derivano principalmente dal luogo di origine, dalle tecniche di allevamento adottate e dall’età alla macellazioni. La possibilità di allevare animali al pascolo, così come avviene per la razza Rubia Gallega e per alcune razze da carne italiane, quali la Podolica, Chianina etc., favorisce uno sviluppo più fisiologico delle masse muscolari, in quanto i ritmi di accrescimento non risultano accelerati. Il ricorso al pascolo, oltre a trasferire molecole funzionali e che fanno bene alla salute dei consumatori, assicura quella giusta ginnastica funzionale che associata ad una frollatura adeguata, in termine di tempo e modalità, trasferisce alle carni un sapore e una tenerezza uniche“.

L’Incontro tecnico-degustativo di presentazione della carne spagnola Rubia Gallega, ne ha illustrato  le proprietà nutrizionali ed organolettiche.

Al termine della presentazione, il Maestro grigliatore Sabatino Cillo ha guidato una degustazione di hamburger, wurstel e tagliate della famosa carne spagnola.

La degustazione è stata preceduta dal  Flavus Spumante Asprinio Brut e accompagnata dall’ Orlando Riserva Aglianico entrambi della Tenuta Di Costanzo.

 

Il gruppo Discarlux, produttore ed esportatore della Rubia Gallega con sede a Madrid è attivo nel mercato della carni fresche da più di 12 anni.

Propone un servizio di alta qualità per la clientela nazionale ed internazionale, nella quale si distinguono ristoranti, griglierie enoteche e hotel, così come macellerie e supermercati. Specializzati nella carne rossa, nel Vitello rosato ed in quello bianco, Maialino di Aranda e Maialino di Segovia, tutto della massima qualità. I valori dell’azienda sono sicurezza per la garanzia della tracciabilità e del controllo di qualità , la flessibilità per l’attenzione e il supporto al cliente  e gli sviluppi specifici per la protezione delle razze rurali.

Il fiore all’occhiello è la carne di Bue di Vaca Vieja Gallega:

‘Origen Delux rappresenta la massima espressione. Carne selezionata dall’allevamento fino alla tavola del cliente. Fattori come la razza, l’età dell’animale, quantità e qualità della marmorizzazione del grasso fanno di Origen Delux  una carne dedicata agli intenditori.

Solo le migliori selezioni vengono marchiate come Origen Delux.

Vacca Gallega:

La textura e la succulenza, cosi come gli aromi e i sapori generati attraverso la maturazione, godono di un prestigio riconosciuto in tutto il territorio  spagnolo e fuori dai confini nazionali.

L’allevamento avviene all’aperto in mandria con le madri. La struttura dell’ allevamento è lunga, larga, profonda e di mole generosa, tipica dei i bovini scelti per la produzione di carne.

L’alimentazione è composta di latte ed erba oltre che di fieno nei periodi necessari, l’abbattimento avviene superati i 4 anni. Il colore della carne è rosso porpora, con il grasso che va dal giallo paglierino chiaro ad uno più marcato, che si scioglie con il semplice calore della mano. La fibra è di una trama vellutata, delicata e di consistenza ferma.

 

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Gli Articoli di Luigi Farina -Spaghettaro

conferenza stampa de “il MIO SAN MARZANO” tenutasi il 23 febbraio alla Camera di Commercio di Napoli

Giovedì 23 febbraio 2017 alle ore 11
Sala Convegni Camera di Commercio di Napoli
Piazza Bovio

presentazione del
“Mio San Marzano”

Il Progetto di Solania SrL,che nasce sotto l’egida della Coldiretti Campania e del Consorzio San Marzano Dop e che si avvarrà della collaborazione dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, prevede che i pizzaioli e i ristoratori potranno scegliere il lotto di produzione e personalizzare l’etichetta della confezione di latta con il logo del locale, la loro immagine o altro segno identificativo.

L’etichetta conterrà altresì il QR Code rilasciato dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno.
Solania si approvvigionerà del S. Marzano dalla cooperativa di agricoltori aderente alla sua rete di impresa i cui soci avranno fatto richiesta di QR Code per il prodotto coltivato. apponendo sull’etichetta della confezione di latta il loro logo, immagine o altro segno identificativo.

Sono Intervenuti:
Giuseppe Napoletano, Amministratore di Solania SrL e della Rete di Impresa Solanacea 2.0:
“Il progetto “il mio S. Marzano” risponde alle esigenze della comunità di pizzaioli e dei ristoratori che vogliono identificarsi in un prodotto e ne gradiscono il controllo di tutta la filiera dalla semina, dalla coltivazione dalla trasformazione fino alla distribuzione. Con la garanzia di sicurezza alimentare e controllo del QR Code Campania, sia sul prodotto trasformato che su quello coltivato.”

Vittorio Sangiorgio, Vicepresidente Coldiretti Campania:
“Il pomodoro S. Marzano è l’esempio perfetto del modello di sviluppo che Coldiretti sta costruendo per il futuro del Paese, un prodotto che non è solo materia prima da mettere in scatola, ma essenza ed espressione di un territorio che può e deve fare di più scegliendo percorsi virtuosi. Agricoltura ed Industria superano in questo caso logiche contrapposte ed iniziano a fare marketing territoriale. Un gran bell’esempio anche per i tanti giovani che stanno investendo e scommettendo sull’agroalimentare in chiave moderna e innovativa.”

Tommaso Romano, Presidente Consorzio San Marzano Dop:
“Stiamo lavorando all’ampliamento della superficie coltivata in quanto la richiesta è di gran lunga superiore all’attuale produzione e per migliorare la genetica e la tecnica culturale, ci stanno affiancando esperti agronomici di grande esperienza.”

Antonio Limone, Direttore Generale Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno:
“Il pomodoro di S. Marzano rappresenta uno dei simboli del cibo campano d’eccellenza e di indiscussa qualità. È un prodotto identitario che rappresenta un intero territorio. Molto deve alla pregiatezza di un suolo vulcanico che appartiene solo alla nostra regione, una regione che vanta una biodiversità unica. Nel pomodoro di S. Marzano c’è dentro il sapore della nostra terra e per questo rappresenta, per noi campani, un alimento sul quale riporre molta attenzione anche da parte degli enti di ricerca, come l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, che è preposto al controllo delle produzioni alimentari.”

Nella fotografia: da sinistra: Paolo Fiorentino Assoreti-Pmi Campania, Giuseppe Maglione Daniele Gourmet Avellino ed Eboli, Tommaso De Simone Presidente Consorzio S.Marzano dell’Agro Sarnese-Nocerino DOP, Giuseppe Vesi PizzaGourmet Napoli, Giuseppe Napoletano Amministratore Solania e presidente della rete d’impresa Solanacea 2.0, Antonio Limone Direttore Generale dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, Daniele Vanore Trattoria -Pizzeria Innarone Caserta, Vittorio Sangiorgio VicePresidente Coldiretti Regionale, Maurizio De Riggi chef e patron del ristorante Markus San Paolo Belsito.

logo julie

 

Il Progetto di Solania Srl, che nasce sotto l’egida della Coldiretti Campania e del Consorzio San Marzano Dop e che si avvarrà della collaborazione dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, prevede che i pizzaioli e i ristoratori potranno scegliere il lotto di produzione e personalizzare l’etichetta della confezione di latta con il logo del locale, la loro immagine o altro segno identificativo.
L’etichetta conterrà altresì il QR Code rilasciato dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno.
Solania si approvvigionerà del S. Marzano dalla cooperativa di agricoltori aderente alla sua rete di impresa i cui soci avranno fatto richiesta di QR Code per il prodotto coltivato.
Hanno preso parte alla presentazione:
Giuseppe Napoletano, Amministratore di Solania SrL e della Rete di Impresa Solanacea 2.0:
“Il progetto “il mio S. Marzano” risponde alle esigenze della comunità di pizzaioli e dei ristoratori che vogliono identificarsi in un prodotto e ne gradiscono il controllo di tutta la filiera dalla semina, dalla coltivazione dalla trasformazione fino alla distribuzione. Con la garanzia di sicurezza alimentare e controllo del QR Code Campania, sia sul prodotto trasformato che su quello coltivato.”

Vittorio Sangiorgio, Vicepresidente Coldiretti Campania:
“Il pomodoro S. Marzano è l’esempio perfetto del modello di sviluppo che Coldiretti sta costruendo per il futuro del Paese, un prodotto che non è solo materia prima da mettere in scatola, ma essenza ed espressione di un territorio che può e deve fare di più scegliendo percorsi virtuosi. Agricoltura ed Industria superano in questo caso logiche contrapposte ed iniziano a fare marketing territoriale. Un gran bell’esempio anche per i tanti giovani che stanno investendo e scommettendo sull’agroalimentare in chiave moderna e innovativa.”

Tommaso Romano, Presidente Consorzio San Marzano Dop:
“Stiamo lavorando all’ampliamento della superficie coltivata in quanto la richiesta è di gran lunga superiore all’attuale produzione e per migliorare la genetica e la tecnica culturale, ci stanno affiancando esperti agronomici di grande esperienza.”

Antonio Limone, Direttore Generale Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno:
“Il pomodoro di S. Marzano rappresenta uno dei simboli del cibo campano d’eccellenza e di indiscussa qualità. È un prodotto identitario che rappresenta un intero territorio. Molto deve alla pregiatezza di un suolo vulcanico che appartiene solo alla nostra regione, una regione che vanta una biodiversità unica. Nel pomodoro di S. Marzano c’è dentro il sapore della nostra terra e per questo rappresenta, per noi campani, un alimento sul quale riporre molta attenzione anche da parte degli enti di ricerca, come l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, che è preposto al controllo delle produzioni alimentari.”

logo il denaro

Presentato questa mattina alla Camera di Commercio di Napoli il progetto “Il Mio San Marzano” di Solania, che nasce sotto l’egida della Coldiretti Campania e del Consorzio San Marzano Dop e che si avvarrà della collaborazione dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, prevede che i pizzaioli e i ristoratori potranno scegliere il lotto di produzione e personalizzare l’etichetta della confezione di latta con il logo del locale, la loro immagine o altro segno identificativo. L’etichetta conterrà altresì il QR Code rilasciato dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno. Solania si approvvigionerà del San Marzano dalla cooperativa di agricoltori aderente alla sua rete di impresa i cui soci avranno fatto richiesta di QR Code per il prodotto coltivato. apponendo sull’etichetta della confezione di latta il loro logo, immagine o altro segno identificativo.
“Il progetto ‘Il Mio San Marzano’ – spiega in conferenza stampa Giuseppe Napoletano, amministratore di Solania SrL e della rete di impresa Solanacea 2.0 – risponde alle esigenze della comunità di pizzaioli e dei ristoratori che vogliono identificarsi in un prodotto e ne gradiscono il controllo di tutta la filiera dalla semina, dalla coltivazione dalla trasformazione fino alla distribuzione. Con la garanzia di sicurezza alimentare e controllo del QR Code Campania, sia sul prodotto trasformato che su quello coltivato”.
“Il pomodoro San Marzano – sottolinea Vittorio Sangiorgio, vice presidente di Coldiretti Campania – è l’esempio perfetto del modello di sviluppo che Coldiretti sta costruendo per il futuro del Paese, un prodotto che non è solo materia prima da mettere in scatola, ma essenza ed espressione di un territorio che può e deve fare di più scegliendo percorsi virtuosi. Agricoltura ed Industria superano in questo caso logiche contrapposte ed iniziano a fare marketing territoriale. Un gran bell’esempio anche per i tanti  giovani che stanno investendo e scommettendo sull’agroalimentare in chiave moderna e innovativa”.
“Stiamo lavorando all’ampliamento della superficie coltivata – aggiunge Tommaso Romano, presidente del Consorzio San Marzano Dop – in quanto la richiesta è di gran lunga superiore all’attuale produzione e per migliorare la genetica e la tecnica culturale, ci stanno affiancando esperti agronomici di grande esperienza”.
“Il pomodoro di San Marzano – conclude Antonio Limone, direttore generale dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno – rappresenta uno dei simboli del cibo campano d’eccellenza e di indiscussa qualità. È un prodotto identitario che rappresenta un intero territorio. Molto deve alla pregiatezza di un suolo vulcanico che appartiene solo alla nostra regione, una regione che vanta una biodiversità unica. Nel pomodoro di San Marzano c’è dentro il sapore della nostra terra e per questo rappresenta, per noi campani, un alimento sul quale riporre molta attenzione anche da parte degli enti di ricerca, come l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, che è preposto al controllo delle produzioni alimentari”.

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Comunicato Stampa

Giovedì 23 febbraio 2017 alle ore 11

Sala Convegni Camera di Commercio di Napoli Piazza Bovio

presentazione del

“Mio San Marzano

Interverranno:

Giuseppe Napoletano Amministratore di Solania SrL e della Rete di Impresa Solanacea 2.0

Vittorio Sangiorgio Vicepresidente Coldiretti Campania

Tommaso Romano Presidente Consorzio San Marzano Dop

Antonio Limone Direttore Generale Istituto Zooprofilattico del Mezzogiorno

Il Progetto di Solania SrL,che nasce sotto l’egida della Coldiretti Campania e del Consorzio San Marzano Dop e che si avvarrà della collaborazione dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, prevede che i pizzaioli e i ristoratori potranno scegliere il lotto di produzione e personalizzare l’etichetta della confezione di latta con il logo del locale, la loro immagine o altro segno identificativo.

L’etichetta conterrà altresì il QR Code rilasciato dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno.

Solania si approvvigionerà del S. Marzano dalla cooperativa di agricoltori aderente alla sua rete di impresa i cui soci avranno fatto richiesta di QR Code per il prodotto coltivato. apponendo sull’etichetta della confezione di latta il loro logo, immagine o altro segno identificativo.

 

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Si chiama  “Mio San Marzano”, ed è un nuovo ed ambizioso progetto marchiato Solania che nasce sotto l’egida della Coldiretti Campania e del Consorzio San Marzano Dop. L’originale iniziativa vede la luce in un momento particolare in cui è forte l’esigenza di personalizzare i propri prodotti di riferimento per caratterizzare in maniera inequivocabile la propria attività. Si avvarrà  dell’attiva collaborazione dell’Istituto Zooprofilattico del Mezzogiorno.

Il Mio San Marzano mira ad offrire la possibilità ai pizzaioli ed ai ristoratori di scegliere il proprio lotto di produzione e di personalizzarlo pure in maniera originale e distintiva, facendo apporre sull’etichetta della tipica confezione in latta il proprio logo, eventualmente l’ immagine oppure altri segni che siano identificativi della propria azienda.

Sulla stessa etichetta potrà pure essere apposto il QR code rilasciato dallo stesso Istituto Zooprofilattico al produttore-trasformatore Solania. Resta inteso che questi dovrà rifornirsi del prodotto chiaramente da una cooperativa che rientra nella stessa rete di impresa.

I soci-agricoltori di questa  avranno dovuto pure inoltrste apposita richiesta di QR code relativa al prodotto coltivato.

Il “Mio San Marzano” verrà  presentato ai Media incontro programmato per giovedì 23 febbraio alle ore 11 nella

Sala Convegni della Camera di Commercio di Napoli, nella centrale piazza Bovio.

Sono previsti gli interventi a riguardo di: Giuseppe Napoletano, amministratore di Solania SrL e della rete di impresa Solanacea 2.0, Vittorio Sangiorgio vicepresidente Coldiretti Campania, Tommaso Romano, presidente Consorzio San Marzano Dop; Antonio Limone, direttore generale Istituto Zooprofilattico del Mezzogiorno.

Valerio Giuseppe Mandile

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Presentato oggi alla Camera di commercio di Napoli il progetto ‘Il mio San Marzano’ di Solania, che nasce sotto l’egida della Coldiretti Campania e del Consorzio San Marzano Dop ADN KRONOSe che si avvarrà della collaborazione dell’Istituto zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno. Si prevede che i pizzaioli e i ristoratori potranno scegliere il lotto di produzione e personalizzare l’etichetta della confezione di latta con il logo del locale, la loro immagine o altro segno identificativo. L’etichetta conterrà anche il QR Code rilasciato dall’Istituto zooprofilattico; Solania si approvvigionerà del San Marzano dalla cooperativa di agricoltori aderente alla sua rete di im
presa i cui soci avranno fatto richiesta di QR Code per il prodotto coltivato, apponendo sull’etichetta della confezione di latta il loro logo, immagine o altro segno identificativo.

“Il progetto ‘Il mio San Marzano’ -ha spiegato Giuseppe Napoletano, amministratore di Solania Srl e della rete di impresa Solanacea 2.0- risponde alle esigenze della comunità di pizzaioli e dei ristoratori che vogliono identificarsi in un prodotto e ne gradiscono il controllo di tutta la filiera dalla semina, dalla coltivazione dalla trasformazione fino alla distribuzione. Con la garanzia di sicurezza alimentare e controllo del QR Code Campania, sia sul prodotto trasformato che su quello coltivato”.

“Il pomodoro San Marzano -ha sottolineato Vittorio Sangiorgio, vicepresidente di Coldiretti Campania- è l’esempio perfetto del modello di sviluppo che Coldiretti sta costruendo per il futuro del Paese, un prodotto che non è solo materia prima da mettere in scatola, ma essenza ed espressione di un territorio che può e deve fare di più scegliendo percorsi virtuosi”. “Agricoltura e industria -ha fatto notare- superano in questo caso logiche contrapposte e iniziano a fare marketing territoriale. Un gran bell’esempio anche per i tanti giovani che stanno investendo e scommettendo sull’agroalimentare in chiave moderna e innovativa”.

“Stiamo lavorando all’ampliamento della superficie coltivata -ha aggiunto Tommaso Romano, presidente del Consorzio San Marzano Dop- in quanto la richiesta è di gran lunga superiore all’attuale produzione e per migliorare la genetica e la tecnica culturale, ci stanno affiancando esperti agronomici di grande esperienza”. “Il pomodoro di San Marzano -ha ricordato Antonio Limone, direttore generale dell’Istituto zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno- rappresenta uno dei simboli del cibo campano d’eccellenza e di indiscussa qualità. E’ un prodotto identitario che rappresenta un intero territorio”.

“Molto deve -ha ribadito- alla pregiatezza di un suolo vulcanico che appartiene solo alla nostra regione, una regione che vanta una biodiversità unica”.

“Nel pomodoro di San Marzano c’è dentro il sapore della nostra terra e per questo rappresenta, per noi campani, un alimento sul quale riporre molta attenzione anche da parte degli enti di ricerca, come l’Istituto zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno, che è preposto al controllo delle produzioni alimentari”, ha concluso.

 

POMODORI

 

Il mio San Marzano”, ecco il
pomodoro dop tracciato dal
campo alla pizza
23 febbraio 2017

 

Presentato questa mattina alla Camera di Commercio di Napoli il progetto “Il Mio San Marzano” di Solania, che nasce sotto l’egida della Coldiretti Campania e del Consorzio San Marzano Dop e che siavvarrà della collaborazione dell’Istituto Zooprofilattico
Sperimentale del Mezzogiorno, prevede che i pizzaioli e i ristoratori, altro segno identificativo. L’etichetta conterrà altresì il QR Code rilasciato dall’Istituto Zoopro㥁�lattico Sperimentale del Mezzogiorno.Solania si approvvigionerà del San Marzano dalla cooperativa diagricoltori aderente alla sua rete di impresa i cui soci avranno fattorichiesta di QR Code per il prodotto coltivato. apponendosull’etichetta della confezione di latta il loro logo, immagine o altro segno identi㥁�cativo.

“Ilprogetto‘IlMioSan Marzano’ – ha spiegato in conferenza stampa Giuseppe Napoletano, amministratore di Solania SrL e della rete di impresa
Solanacea 2.0 – risponde alle esigenze della comunità di pizzaioli edei ristoratori che vogliono identi㥁�carsi in un prodotto e ne gradiscono ilcontrollo di tutta la 㥁�liera dalla semina, dallacoltivazione dalla trasformazione 㥁�no alla distribuzione. Con la
garanzia di sicurezza alimentare e controllo del QR Code Campania,sia sul prodotto trasformato che su quello coltivato”.“Il pomodoro San Marzano – ha sottolineato Vittorio Sangiorgio,vice presidente di Coldiretti Campania – è l’esempio perfetto delmodello di sviluppo che Coldiretti sta costruendoper il futuro delPaese, un prodotto che non è solo materia prima da mettere inscatola, ma essenza ed espressione di un territorio che può e deve fare di più scegliendo percorsi virtuosi. Agricoltura ed Industriasuperano in questo caso logiche contrapposte ed iniziano a faremarketing territoriale. Un gran bell’esempio anche per i tantigiovani che stanno investendo e scommettendo sull’agroalimentarein chiave moderna e innovativa”.“Stiamo lavorando all’ampliamento della super㥁�cie coltivata – haaggiunto Tommaso Romano, presidente del Consorzio San
Marzano Dop – in quanto la richiesta è di gran lunga superioreall’attuale produzione e per migliorare la genetica e la tecnica

Comunicato Stampa

Giovedì 23 febbraio 2017 alle ore 11

Sala Convegni Camera di Commercio di Napoli, Piazza Bovio

presentazione del

“Il Mio San Marzano

solania copia

 

Il Progetto di Solania SrL,che nasce sotto l’egida della Coldiretti Campania e del Consorzio San Marzano Dop e che si avvarrà della collaborazione dell’Istituto Zooprofilattico del Mezzogiorno, prevede che i pizzaioli e i ristoratori potranno scegliere il lotto di produzione e personalizzare l’etichetta della confezione di latta con il logo del locale, la loro immagine o altro segno identificativo.

L’etichetta conterrà altresì il QR Code rilasciato dall’Istituto Zooprofilattico del Mezzogiorno.

Solania si approvvigionerà del S. Marzano dalla cooperativa di agricoltori aderente alla sua rete di impresa i cui soci avranno fatto richiesta di QR Code per il prodotto coltivato. apponendo sull’etichetta della confezione di latta il loro logo, immagine o altro segno identificativo.

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