Successo confermato per l’attesissimo “Il Mio San Marzano”, promosso da Solania srl in la collaborazione con Perrella srl, tenutosi presso lo stabilimento aziendale di Fosso Imperatore. 

L’evento, presentato dalla nota conduttrice RAI Veronica Maya, è iniziato con il suggello dell’intesa, volta alla valorizzazione del San Marzano, con i tre istituti scolastici del territorio, l’I.S. Striano Terzigno, Istituto di Istruzione superiore Nocera Inferiore Domenico Rea, I.P.S.S.E.O.A. Pagani Marco Pittoni. Per Giuseppe Napoletano, amministratore unico di Solania srl, “la firma dell’accordo mette nero su bianco la convergenza degli interessi tra le parti, indicando una comune linea d’azione volta alla valorizzazione del territorio, partendo da uno dei suoi prodotti d’eccellenza: il Pomodoro San Marzano”. 

La serata è proseguita con la cerimonia di consegna dei riconoscimenti al Direttore dell’Istituto Zooprofilattico del Mezzogiorno, il Professor Antonio Limone, per l’impegno nella difesa delle produzioni agricole campane esportate in tutto il mondo grazie all’impegno del QR Code, e al Magnifico Rettore dell’Università di Napoli Federico II, il professore Matteo Lorito, per l’impegno profuso nella ricerca volta alla valorizzazione delle produzioni agricole e al miglioramento dei processi produttivi delle eccellenze campane. 

Terzo momento dell’evento, la consegna delle targhe al merito ai contadini e ai conferitori, veri artefici del miracolo de Il Mio San Marzano. 

Spunto di fervide discussioni, il collegamento live con i distributori dei prodotti Solania di Giappone, USA, Australia ed Inghilterra i quali hanno acceso importanti riflessioni sui mercati esteri. 

Infine, il percorso culinario è stato sviluppato dalle Osterie del territorio Slow Food, I Sarrasti e Famiglia Principe, che hanno deliziato ospiti e operatori dell’informazione con piatti a base di San Marzano. Alla presenza dei curatori della classifica più ambita dell’arte bianca 50TopPizza, Luciano PignataroBarbara Guerra e Albert Sapere, decine e decine di pizzaioli, clienti dell’azienda provenienti da tutto lo Stivale, si sono alternati nella realizzazione di pizze a base di San Marzano capitanati dal brand ambassador di Solania Francesco Martucci, reduce dal successo del primo posto della classifica 50TopPizza, e da Diego Vitagliano e Giuseppe Pignalosa,  rispettivamente 2° posto e pizzeria eccellente 2021. 

Masterclass e presentazione della nuova macchina da caffè La San Marco

Grande accoglienza per <<Una giornata da “D.”>> la masterclass avente ad oggetto le potenzialità di estrazione della nuova macchina da espresso D. firmata La San Marco, svoltasi a Castel dell’Ovo grazie all’operosità di Francesco Costanzo, detentore del record del maggior numero di caffè espresso estratti in un’ora e presidente dell’Associazione Maestri dell’Espresso Napoletano ed al supporto logistico della ditta Nicola Bianco, concessionaria de La San Marco nella provincia di Napoli. 

L’evento ha visto la partecipazione dell’amministratore delegato de La San Marco, Roberto Nocera, che ha dichiarato “interpretare la meccanica a leva in chiave digitale è stato l’obiettivo del progetto “D.”. In casa La San Marco siamo stati subito consapevoli che il progetto era sfidante e ambizioso allo stesso tempo. Un progetto che avrebbe richiesto il coinvolgimento di tutte le nostre risorse e competenze tecniche. Oggi, a distanza di due anni, da quando i primi schizzi furono messi su carta, posso affermare che il risultato è stato raggiunto, andando oltre l’obiettivo iniziale del progetto. Con esso, infatti, abbiamo realizzato quella che si potrebbe definire una meccanica a leva “aumentata”, rendendo disponibili al barista professionista un numero sostanzialmente infinito di profili di pressione, oltre alla possibilità di programmazione di tutti i parametri di funzionamento della macchina che influenzano la qualità del caffè erogato. Un tanto grazie all’utilizzo di una moderna elettronica gestita da un evoluto software proprietario, messo a punto e brevettato da La San Marco I caffesperti che hanno dedicato alla macchina interessanti sensory masterclass ce lo hanno confermato.”

Per Dante Monastero, direttore commerciale de La San Marco, “la nuova “D.” ha una elettronica del tutto innovativa, che riassume, nelle sue funzionalità, sia le caratteristiche di estrazione a profilazione variabile della pressione delle macchine a leva, sia le funzionalità tipiche delle macchine elettroniche. La macchina “D.” è disponibile in tre varianti: la più accessoriata è la MBV- multi boiler variant con profilazione di pressione; poi abbiamo la MB-multi boiler che ha profilazione di temperatura ma non di pressione e infine la variante C, un modello a scambiatore di calore con caldaia unica tradizionale”. 

Francesco Costanzobrand ambassador dell’aziendaha precisato che “la nuova macchina “D.” è assimilabile a una macchina sportiva, un’automobile moderna. Durante la masterclass abbiamo dimostrato come tutti i parametri operativi influenzano la qualità del prodotto in tazzina e sono a disposizione del barista professionista, che può ottimizzarli per ottenere il prodotto desiderato al variare sia della specie botanica sia del grado di tostatura”.

Per Mauro Illiano, curatore della Guida Camaleonte e fondatore di Napoli Coffee Experience, che ha guidato le degustazioni nella masterclass “la masterclass è stata un’opportunità per dimostrare le caratteristiche e le potenzialità di questa nuova macchina ultramoderna, che consente l’estrazione con diversi profili di pressione e diversi profili di temperatura. L’evento è stata la prova di quanto effettivamente sia importante avere una macchina dalle alte prestazioni e quanto la tecnologia sia oggigiorno al servizio del barista”. 

14.000 mq di divertimento e alcune golose anticipazioni: tra le novità anche una Choco Parade.

Dopo la pausa del 2020, Eurochocolate torna con un format tutto nuovo per accogliere il popolo dei golosi in totale sicurezza. L’edizione speciale 2021 si terrà infatti  dal 15 al 24 Ottobre prossimi presso il centro fieristico Umbriafiere, a Bastia Umbra (Perugia): scelta nata dell’esigenza di mettere in scena un’edizione, a suo modo straordinaria, nel pieno rispetto dei protocolli di sicurezza previsti per il settore fieristico.

Così, per la prima volta nella sua storia, Eurochocolate esce dal centro storico di Perugia, che comunque ospiterà una serie di iniziative a tema, a testimoniare il forte legame con il capoluogo umbro che ogni anno, a Ottobre, si trasforma in una vera e propria Capitale del Cioccolato.

Ad accompagnare il lancio della 27esima edizione, puntuali come sempre, una serie di esclusive immagini e un claim, scelti per richiamare l’attenzione delle migliaia di appassionati che nel 2020 hanno dovuto rinunciare al goloso evento: originali scatole in latta colme di cioccolatini, crema spalmabile, tavolette e… l’ironica frase “Ne abbiamo piene le scatole”.

tre padiglioni di Umbriafiere, facilmente raggiungibili grazie ai rapidi collegamenti viari, accoglieranno altrettante coloratissime aree tematiche caratterizzate da importanti scenografie: la Chocolate Experience, il Chocolate Show e il Funny Chocolate. Didattica, intrattenimento, degustazioni guidate, gioco, laboratori per bambini, animazione e un grande mercato del cioccolato animeranno la visita dei chocolovers che potranno accedere ordinatamente all’evento grazie alla messa a punto di un servizio di controllo degli accessi che farà anche leva sul ticketing, accompagnato da golosi omaggi. I biglietti sono già acquistabili su www.eurochocolate.com e lo saranno anche sul posto durante l’evento.

14.000 mq di divertimento e tanto buon cioccolato da degustare e acquistare. Spazio quindi a una vera e propria Fabbrica del Cioccolato bean to bar, firmata FBM, per comprendere l’intero processo di trasformazione del goloso Cibo degli Dèi, dalla fava di cacao alla tavoletta. Sarà inoltre possibile approfondire la storia e la geografia del cacao grazie alla collaborazione con IILA – Istituto Italo Latino Americano e alla partecipazione di Paesi produttori come EcuadorBolivia, Brasile e Costa Rica, che racconteranno la vita nelle lontane piantagioni e il lungo viaggio che, partendo dalla raccolta delle ancora poco conosciute cabosse, porta il frutto del cacao a trasformarsi in uno dei cibi più amati al mondo. Ad accogliere il pubblico della Chocolate Experience l’imponente statua, alta ben 4 metri, dello storico re azteco Montezuma, noto anche per essere stato un insaziabile bevitore di cioccolata calda. Il padiglione experience proporrà inoltrenumerosiappuntamenti live che animeranno i due esclusivi palchi con un ricco programma di show cooking al sapore di cacao condotti da special guest del mondo della pasticceria. In particolare Quinta Forma, scuola di formazione di Belluno dedicata ai professionisti del cioccolato, partecipa a Eurochocolate con quattro golosi appuntamenti quotidiani fra show cooking e laboratori guidati da Angela De Luca, formatrice e fondatrice della Scuola, che trasmetterà tutte le competenze e conoscenze acquisite grazie a un’esperienza pluriennale sul campo e ai numerosi viaggi nei Paesi del Sud America e dell’Africa. Gli appuntamenti saranno gratuiti e su prenotazione. Torna, inoltre, la sezione Cioccolata con l’Autore, dolce pausa letteraria grazie alle quale i visitatori incontreranno autori e autrici che, tra aneddoti e curiosità, presenteranno dal vivo i loro lavori letterari.

Tra le novità di quest’anno la Choco Parade di Accademia Creativa by Eurochocolate, un originale spettacolo itinerante con protagonisti trampolieri, danzatori aerei e un elegante carro cioccolatoso, guidato da uno stravagante personaggio ispirato al popolarissimo Willy Wonka. In stile Art Nouveau e con costumi che richiamano i nuovi cioccolatini di Eurochocolate, l’esclusiva Parata coinvolgerà il pubblico invitandolo a ripercorrere l’affascinante storia del cacao.

Inoltre, tra le aziende leader del mondo del cioccolato che hanno già confermato la loro partecipazione:

Lindt Italia porterà in scena a Eurochocolate tutta la golosità di Lindor, l’iconica pralina dall’irresistibile scioglievolezza, che regalerà momenti di doppia estasi grazie a Lindor Doppio Cioccolato. Questa nuova ricetta è frutto della grande passione dei Maîtres Chocolatiers Lindt, sui quali quest’autunno si accenderanno i riflettori grazie al talent show “Maître Chocolatier, Talenti in Sfida”.

Perugina é lieta di tornare a deliziare gli appassionati di cioccolato con le sue creazioni, fatte con passione e rispetto delle tradizioni fin dal 1907, tra cui l’inimitabile pralina BACI® in tutte le sue versioni e nella nuova Limited Edition “Dolce Vita”, ispirata alla maestria della Scuola del Cioccolato Perugina® ed alla creatività di Dolce&Gabbana.

Icam Cioccolato festeggia a Eurochocolate i suoi primi 75 anni con un ”Re” d’eccezione! I suoi prodotti, frutto di un’autentica cultura del cioccolato “made in Italy”, insieme al brand d’eccellenza Vanini, offriranno un’esperienza di gusto unica e sorprendente.

Immancabile, nel format di Eurochocolate, l’esilarante divertimento a tema cioccolato al quale è dedicata un’intera area: il Padiglione Funny Chocolate. Qui, ad attendere il pubblico, gli originali prodotti firmati Costruttori di Dolcezze: dalla linea Ne abbiamo piene le scatole! dedicata all’edizione 2021, ai coloratissimi Attacca bottone, passando per le dolcissime Choco in casa, fino alle esclusive personalizzazioni possibili grazie alla linea Photo Choc e Nomemade. Imperdibili le maxi installazioni a tema come la Choco Cornice o il Choco Selfie Stick, per originali scatti da condividere. E ancora i Choco Olimpici, patrocinati dal Coni Umbria, dove il ping pong, il basket, la  pallavolo e gli altri sport più conosciuti si trasformeranno in chiave cioccolatosa. Non mancheranno, inoltre, spazi dedicati ai più piccoli con maxi gonfiabili sui quali saltare e scivolare per atterrare su golosi premi in cioccolato.

Tornerà anche il Chocolate Show, il più grande Emporio del Cioccolato con prodotti per tutti i gusti suddivisi per tipologie: il goloso Villaggio delle Spalmabili, l’area A tutta tavoletta!, lo spazio Spiriti golosi! dedicato ai liquori e Mani in alto questa è una pralina con tanto buonissimo cioccolato sfuso. E ancora, un imperdibile viaggio tra le dolci produzioni di PiemonteToscana, Umbria e Modica, fino all’area firmata Gran Tour Italia, per poi proseguire alla scoperta di esclusivi brand internazionali.

La Regione Umbria sarà tra i protagonisti dell’evento attraverso una serie di iniziative che guideranno il pubblico alla scoperta delle risorse, le eccellenze e i territori della regione. Tra le principali anticipazioni, l’area Andiamo al Nocciòlo, novità assoluta dedicata a un prodotto fortemente legato al mondo del cioccolato, che negli ultimi anni ha iniziato a ricoprire un ruolo interessante all’interno della filiera produttiva agroalimentare umbra: la nocciola. I visitatori potranno scattarsi golose foto ricordo di fronte agli scorci e agli itinerari Umbri più suggestivi, da condividere con la propria community rivisitando una delle tendenze social del momento: Dimmi che sono in Umbria senza Dirmi che sono in Umbria. Inoltre, tutti coloro che decideranno di cogliere l’occasione di Eurochocolate per una visita anche nei comprensori limitrofi, passando per i luoghi de I Magnifici Dieci, riceveranno in omaggio una tavoletta di cioccolato con un incarto personalizzato che riprodurrà la loro stessa foto come goloso ricordo di questo dolce viaggio. 

A coprirsi di cioccolato sarà anche l’intero territorio di Bastia Umbra, baricentrico tra Perugia e Assisi, che, grazie alla collaborazione attivata con strutture ricettive, ristoratoricentri benessereesercenti e associazioni locali, si appresta a offrire ai chocolovers dei veri e proprio pacchetti a tema: si va così dal Dolce Soggiorno di una o più notti proposto dagli hotel della zona, comprensivo di Choco gift di benvenuto e Choco colazione, passando per i Choco aperitivi, i Menù a tutto cacao e le serate a tema cioccolato pensati da ristoranti, bar ed enoteche; e ancora Centri estetici e SPA pronti a dispensare dolci trattamenti a base di cacao e cioccolato. Un caratteristico trenino farà da transfer tra Umbriafiere e il polo ExtraChocolate, un ricco palinsesto fatto di attività didattiche, musica, cultura e tradizione che animerà il centro storico della città di Bastia per tutta la durata dell’evento. Il percorso tra Eurochocolate e il Centro di Bastia sarà reso ancora più goloso anche grazie al Piedibus, una dolce passeggiata a tappe che abbinerà la descrizione dei luoghi del territorio a curiosità sul mondo del cioccolato.

Il Cibo degli Dèi sarà protagonista anche nella vicina Perugia con il palco della centralissima Piazza IV Novembre firmato Distretto del Cioccolato Perugino: un goloso percorso tra le eccellenze produttive del cioccolato umbro che proseguirà con le iniziative Cioccolaterie Aperte, i tour guidati su Perugia: la Città del Cioccolato, realizzati in collaborazione con Gran Tour Perugia, fino a La Dolce Pedalata aperta a tutte le tipologie di biciclette, in partnership con l’Associazione Grifo Bike di Perugia e le Associazioni Cicloturistiche di Bastia Umbra.

Anche per questa speciale edizione, Trenitalia sarà Official Carrier di Eurochocolate: moltissimi saranno gli sconti e le promo dedicate a tutti coloro che sceglieranno il treno per raggiungere l’evento. 

Eurochocolate vi aspetta a Perugia dal 15 al 24 Ottobre prossimi!

Ufficio Stampa Eurochocolate

Una giornata da… D: Presentazione della nuova macchina da caffè La San Marco

Lunedì 27 settembre 2021 alle ore 11 si terrà, presso la Sala Compagna di Castel dell’Ovo a Napoli, «Una giornata da… “D.”», la presentazione della nuova macchina da caffè La San Marco, organizzata da Francesco Costanzo, detentore del Guinness World Record del maggior numero di caffè espresso estratti in un’ora,brand ambassador dell’azienda e presidente dell’Associazione Maestri dell’Espresso Napoletano.

La giornata, a cui prenderanno parte addetti del settore, baristi, coffee lover, torrefattori ed esperti del caffè, inizierà con un aperitivo di benvenuto a base di caffè seguito dall’apertura ufficiale dei lavori. Introduzione di Francesco Costanzo; relazione di Mauro Illiano, coffee expert e fondatore di Napoli Coffee Experience; e per l’azienda La San Marco, interventi di Mario Signorini della Bianco Nicola & C. srl, concessionario di zona, Dante Monastero, direttore commerciale e Roberto Nocera, amministratore delegato.

Nel corso della masterclass che seguirà, tenuta da Francesco Costanzo e Mauro Illiano col supporto di un tecnico La San Marco, verranno spiegate tutte le caratteristiche tecniche e il funzionamento della nuova macchina da caffè elettronica D nella variante MBV con profilatura di pressione, che si distingue per la possibilità di programmare fino a sedici diversi profili di estrazione combinando quattro profili di temperatura con altrettanti profili di pressione. Il barista professionista, infatti, grazie alla nuova macchina può personalizzare la sua ricetta di caffè senza rinunciare, ad esempio, al profilo leva tanto amato in terra napoletana. “D.” è una macchina gioiello, disponibile in tre varianti tecnologiche. La sua carrozzeria, sviluppata in collaborazione col celebre studio Bonetto Design, si ispira al mondo automotive ed è caratterizzata da linee scolpite, finiture verniciate nella pannellatura laterale e ad effetto soft touch nella carenatura frontale e posteriore, con parti funzionali in acciaio lucido anti-impronta.

Per partecipare alla masterclass è necessario inviare una mail a maestridellespressonapoletano@gmail.com Al termine, verrà rilasciato a tutti i partecipanti un attestato di partecipazione firmato da Napoli Coffe Experience e Francesco Costanzo. 

Di seguito il link di presentazione della macchina:

https://www.lasanmarco.com/profiles/lasanmarco/images/file/1083722362.pdf

Aspettando…Il Mio San Marzano”, l’evento che celebra l’oro rosso della Campania organizzato da La Buona Tavola Magazine e promosso da Solania srl in collaborazione con Perrella srl anche quest’anno ha confermato le aspettative. Un successo tenutosi presso Villa Maria Grazia a Sarno (SA), tenuta della famiglia Napoletano, una location perfetta immersa com’è in 7 ettari di filari di San Marzano con vista sul Golfo di Napoli e sul Vesuvio. 

Presenti all’evento, oltre ai cento tra chef e pizzaioli, i curatori della classifica del mondo pizza più seguita d’Italia, 50 Top Pizza, nonché della classifica 50 Top Italy che decreta i migliori ristoranti italiani in Italia e nel mondo e da quest’anno anche di 50 Top Italy LuxuryRosè e Pasticcerie rispettivamente guide all’ospitalità gourmet d’Italia, ai migliori rosati d’Italia e alle migliori pasticcerie d’Italia, Luciano Pignataro, Barbara Guerra Albert Sapere che hanno potuto apprezzare in anteprima la marinara in tre cotture del progetto “Around The World” di Francesco Martucci, brand ambassador dell’azienda e patron de I Masanielli di Caserta, e l’assaggio de “il trasformista” di Raffaele Bonetta con base di ricotta di bufala mantecata con acqua di governa, falde di San Marzano laccate e arrosto e tartare di San Marzano marinato in aceto di melograno. Ai fornelli, gli chef che hanno declinato il tema centrale dell’evento: Raffaele Medaglia con un primo piatto a base di Marzanello giallo e San Marzano con tartare di tonno; Giuseppe Daddio con una pappa al pomodoro con fonduta di mozzarella di bufala e crostini sbriciolati; Gerardo Figliolia con la braciola di capra con sugo di San Marzano con il quale Marco Iavazzo ha condito un tubettone di Gragnano con spolverata di cacioricotta di capra.  

pizza San Marzano

Per Luciano Pignataro “, direttore del LucianoPignataroWineBlog e famosa penna de Il Mattino, “la rinascita del San Marzano a cui si sta assistendo in questi anni è dovuta principalmente alla consapevolezza del mondo pizza circa l’utilizzo di un prodotto a marchio DOP che sta permettendo lo sviluppo di uno “stile napoletano” sia in Italia che all’esterno supportato da aziende come Solania, impegnata non solo nella produzione e trasformazione di un’eccellenza dell’agroalimentare campano ma anche nella sua valorizzazione”.

Per Barbara Guerra “la parentesi didattica della serata che ha permesso la visita ai campi di San Marzano, durante le quali esperti ed agronomi hanno illustrato i metodi e i luoghi di coltivazione oltre che le tecniche di raccolta, è stato un momento rivelatore perché ha consentito a tutti di vivere e di fare esperienza di una giornata tipo di un produttore di pomodoro”.

Albert Sapere si è soffermato invece su come “il San Marzano sia una delle firme dell’Italia nel mondo, tanto che in America il pomodoro viene indentificato nel San Marzano, e di come sia un prodotto d’eccellenza incredibile legato indissolubilmente alla pizza e che, grazie ai produttori come Solania, possiamo trovare in tutti e cinque i continenti”

Successo confermato per l’attesissimo “Aspettando…Il Mio San Marzano”, l’evento organizzato a da La Buona Tavola Magazine e promosso da Solania srl in la collaborazione di Perrella srl a Villa Maria Grazia a Sarno (SA), tenuta della famiglia Napoletano, immersa in 7 ettari di filari con vista mozzafiato sul Golfo di Napoli e sul Vesuvio. 

Il percorso culinario è stato sviluppato in una chiave di gusto “al naturale” con pizze e piatti a base di San Marzano. Fresco e leggero il primo piatto con Marzanello giallo e San Marzano con tartare di tonno di Raffaele Medaglia, dell’omonimo Ristorante Pizzeria & Braceria a Sant’Antimo (CE); tradizione e modernità mixati alla perfezione nella pappa al pomodoro con fonduta di mozzarella di bufala e crostini sbriciolati preparata dallo chef Giuseppe Daddio della scuola Dolce&Salato ed esaltazione perfetta del San Marzano la preparazione di Gerardo Figliolia, patron de La Pignata di Bracigliano (SA), che ha deliziato gli ospiti con un piatto a base di  braciola di capra al sugo con il quale lo chef Marco Iavazzo ha condito un tubettone di Gragnano con spolverata di cacioricotta di capra.  Le degustazioni di pizze sono state appannaggio di Francesco Martucci, Brand Ambassador dell’azienda e patron della pizzeria “I Masanielli” di Caserta, che ha proposto una marinara in tre cotture e di Raffaele Bonetta, patron del Ciarly di Fuorigrotta (NA), che ha preparato una pizza a base di latticello e tartare di San Marzano. 

Per Francesco Martucci “affidarsi a Solania significa trovare un’eccellenza fuori dal comune perché l’azienda può raccogliere, può trasformare, seguendo la filiera dal primo step all’ultimo che le permette di produrre un San Marzano magnifico”. 

Giuseppe Napoletano, amministratore unico di Solania, ha tenuto a ringraziare gli ospiti sottolineando che l’obiettivo dell’evento è “valorizzare il San Marzano e dimostrare attraverso la visita ai campi la tracciabilità di filiera. Infatti, grazie al progetto Il Mio San Marzano chef e pizzaioli possono venire in azienda, avere cognizione dei metodi di produzione e coltivazione e, infine, scegliere il proprio lotto di produzione”. 

Per Luciano Pignataro, direttore del LucianoPignataroWineBlog e famosa penna de Il Mattino, “la rinascita del San Marzano a cui si sta assistendo in questi anni è dovuta principalmente alla consapevolezza del mondo pizza circa l’utilizzo di un prodotto a marchio DOP che sta permettendo lo sviluppo di uno “stile napoletano” sia in Italia che all’esterno supportato da aziende come Solania, impegnata non solo nella produzione e trasformazione di un’eccellenza dell’agroalimentare campano ma anche nella sua valorizzazione”.

Grande soddisfazione anche da parte dell’organizzatore dell’evento, Renato Rocco, direttore de La Buona Tavola Magazine, per il quale “vedere oltre cento operatori del settore tra ristoratori e pizzaioli partecipare a un evento dopo un anno e mezzo tribolato è un viatico per i prossimi appuntamenti che vedranno La Buona Tavola protagonista al Cibus di Parma e al Tutto Food di Milano”.

Lunedì 19 Luglio 2021 alle ore 18.30, presso Villa Maria Grazia in via Villa Venere a Sarno (SA), immersa in ben sette ettari di filari di pomodoro San Marzano con vista sul Golfo di Napoli e sul Vesuvio, si terrà l’evento “Aspettando… il Mio San Marzano”, organizzato da La Buona Tavola Magazine e promosso da Solania srl, azienda leader nel settore della coltivazione e trasformazione del pomodoro San Marzano con la collaborazione di Perrella srl, suo distributore in Campania e Molise. Convivialità, sapore autentico del pomodoro appena raccolto, pizze e piatti semplici della tradizione sono le parole chiave dell’evento che vuole essere una vera e propria celebrazione del “Re” delle tavole alla scoperta dei luoghi e dei metodi di coltivazione che verranno illustrati da agronomi ed esperti durante la visita ai campi di San Marzano. 

Il percorso degustativo ruoterà attorno alle creazioni a base di San Marzano fresco del maestro pizzaiolo Francesco Martucci, patron della pizzeria I Masanielli di Caserta in qualità di brand ambassador di Solania, con assaggi delle sue pizze innovative, di Giuseppe Daddio Aniello Di Caprio della scuola Dolce&Salato, del pizzaiolo-chef Raffaele Medaglia, patron di Raffaele Medaglia – Ristorante Pizzeria & Braceria a Sant’Antimo (CE) e di Marco Iavazzo chef del ristorante Sunset di Torre del Greco (NA). 

L’evento sarà occasione gradita agli operatori del settore per scegliere il proprio lotto di coltivazione, mentre ci si dà appuntamento per fine settembre per la scelta del lotto di produzione con l’evento Il Mio San Marzano

Il Mio San Marzano è un progetto ambizioso, fortemente voluto dall’amministratore unico di Solania srl Giuseppe Napoletano, grazie al quale pizzaioli e ristoratori possono scegliere il lotto di coltivazione e di produzione e personalizzare l’etichetta della latta di pomodoro San Marzano con il proprio logo, con la propria immagine o con qualsiasi altro segno distintivo. Il progetto risponde alle esigenze della comunità di pizzaioli e ristoratori che vogliono identificarsi in un prodotto e avere garanzia circa il controllo dell’intera filiera dalla semina alla coltivazione, dalla trasformazione alla distribuzione. 

Evento a numero chiuso riservato agli operatori dell’informazione e agli addetti ai lavori: chef, pizzaioli e ristoratori che potranno confermare la loro adesione alla mail eventi@labuonatavola.org oppure tramite messaggio whatsapp al 3929099750.

Il convegno sul caffè dal titolo “L’oro verde dalla pianta alla tazzina” è giunto al termine. Napoli, Castel Dell’Ovo 1-2 luglio 2021

L’oro verde dalla pianta alla tazzina. Una due giorni intensa e ricca di spunti di riflessioni organizzata presso la Sala Italia di Castel Dell’Ovo da “Il Polo del Caffè S.p.A.” in collaborazione con l’Associazione “Maestri dell’Espresso Napoletano”, con il patrocinio di Comune di Napoli, Camera di Commercio di Napoli e Regione Campania. 

Un convegno in cui autorità del settore, addetti ai lavori, esperti del caffè si sono alternati in un confronto tecnico-scientifico analizzando una materia prima fondamentale, caratterizzante tutte le culture del mondo, e per mostrare quanto studio e quanta professionalità si nasconde dietro a una “semplice” tazzina di caffè. 

Il primo giorno del convegno sull’oro verde è stato dedicato ai torrefattori con gli interventi tecnici di: Rosario Carafa, amministratore delegato de Il Polo del Caffè, che ha voluto sottolineare l’obbiettivo dell’organizzazione del convegno: “il nostro ha voluto essere un chiaro messaggio di apertura verso l’intero comparto. L’intento è quello di supportare trader, torrefattori e ogni attore della filiera nello sviluppo di un polo sinergico di cui Il Polo del Caffè possa esserne punto di riferimento”; Maurizio Zugna, presidente de Il polo del Caffè, per il quale “l’evento è stato la concretizzazione dell’ascesa di Napoli nel panorama del caffè italiano e di creare un sistema sostenibile in cui tutte le parti hanno uguale importanza ed è remunerata in maniera equa”; Mario Cerutti, presidente del Comitato Italiano del Caffè in collegamento Skype ha presentato i dati circa il consumo del caffè in Italia e le relative tendenze in relazione alla pandemia da Covid-19, sottolineando che “il possibile scenario futuro è costellato di consumatori sempre più consapevoli che indirizzeranno le loro scelte verso una qualità maggiore del caffè con una predilezione del consumo in ambienti sicuri e confortevoli”;  Francesco Costanzo, presidente dell’Associazione Maestri dell’Espresso Napoletano, per il quale “il convegno è stata una vetrina per l’intera città di Napoli”; Mauro Illiano, ideatore di Napoli Coffe Experience, che ha evidenziato come ci fosse bisogno di una “sensibilizzazione dell’intero comparto circa il viaggio che il caffè conduce dalla pianta alla tazzina, sperando nella possibilità di replicare eventi simili anche fuori dalla Campania” e di Mario Bruscino, direttore commerciale di Inter-kom, che oltre ad esporre la sua relazione circa i mercati del caffè crudo si è detto “fortemente emozionato nel vedere le istituzioni unirsi, con consapevolezza e dedizione, alle imprese, per organizzare il convegno, auspicando a una replicabilità in altre città”. 

Il secondo ha visto la partecipazione dei titolari di bar e caffetterie che si sono confrontati in una tavola rotanda: Massimiliano Rosati, vice presidende sezione bar della FIPE-Confcommercio e co-titolare del caffè Gambrinus, Giuseppe Ioime, responsabile bar di AICAST e Guglielmo Campajola, patron de La Caffettiera e Antonio Siciliano del Bar Napoli a Mergellina.  

Particolarmente interessante la “performance” di Maria Francesca Natale, formatore di Napoli Coffe Experience, Francesco Costanzo, titolare dell’omonima caffetteria a Frattaminore e di Alessio Guido, titolare di Fast Service, che hanno dimostrato le modalità di estrazione del caffè con tecniche alternative a quelle dell’espresso e della moka. Nel pomeriggio, Paola Campana e Vincenzo Sansone hanno illustrato la realtà delle micro roasteries e degli specialty coffee e, prima dei saluti finali, Mauro Illiano e Renato Rocco hanno spiegato le modalità esatte per poter giudicare un buon caffè, come è avvenuto durante la Napoli Coffee Challenge. 

A Sanremo l’evento Pizza tra le stelle con Giovanni Senese e lo stellato Vincenzo Guarino.

Lunedì 5 luglio, alle ore 20.00, presso la Pizzeria-Ristorante Senese-napoletana pizza, in via Scoglio 14 a Sanremo, si terrà l’evento “ Pizza tra le stelle ” organizzato da Renato Rocco, direttore de La Buona Tavola Magazine, con la partecipazione eccezionale dello chef stella Michelin Vincenzo Guarino

Giovanni Senese, pizzaiolo napoletano trapiantato a Sanremo, presenterà alcune delle pizze di stagione e “a modo di mio” proposte nel suo nuovo menù, nate dalla collaborazione proprio con lo chef Guarino. 
Un menù frutto di un lavoro di ricerca portato avanti nei mesi precedenti durante i quali il maestro pizzaiolo ha avuto modo di incontrare diversi produttori delle principali DOP e dei Presidi Slow Food presenti sul territorio, cosa che gli ha dato accesso all’Associazione di Cuochi e dei Pizzaioli dell’Alleanza di Slow Food. 

Il menù per la serata sarà composto da quattro portate di pizza con vini in abbinamento, degustazione di tapas e dolce.

Giovanni Senese propone una pizza napoletana che sa andare “oltre la tradizione”: un impasto diretto, che richiama la “vecchia scuola”, con quel tocco di novità dato dall’abbinamento ricercato degli ingredienti per il topping. Da sempre affascinato dal mondo dell’agricoltura, Giovanni desidera offrire ai suoi clienti un prodotto quanto più naturale possibile: nasce così il suo orto sinergico, che riflette il principio secondo cui le diverse varietà di piante tenute a coltura lavorano per l’appunto in sinergia tra loro, crescendo e nutrendosi in un circolo virtuoso che genera la vita e l’adozione di un terreno a pochi km dal locale le cui colture coprono il 90% di tutta la produzione necessaria per la realizzazione delle sue pizze.  Il locale di via Scoglio è caratterizzato da uno stile moderno e giovanile con circa 70 posti a sedere indoor e 130 in outdoor dove, oltre alla pizza, è possibile degustare i piatti della tradizione italiana con una proposizione spiccatamente innovativa. 

Vincenzo Guarino, una delle figure più interessanti che il panorama della gastronomia italiana possa vantare, ha conquistato ben quattro stelle Michelin in tre ristoranti: I “Salotti dell’hotel Patriarca” in Toscana, all’ “Accanto del Grand Hotel Angiolieri” di Vico Equense, a “Il Pievano” all’interno del Castello di Spaltenna e al ristorante “L’aria” dell’“Hotel Mandarin Oriental” sul lago di Como. La sua è una cucina che mixa tanti ingredienti dall’Italia e dall’Asia senza mai perdere l’impronta mediterranea. Utilizzando prodotti di alta qualità̀, tecniche ricercate e un approccio multisensoriale, lo chef racconta un percorso attraverso il gusto, in cui ogni piatto evoca sensazioni particolari. 

ABBAZIA SAN SALVATORE ATTIVITÀ ED EVENTI ESTATE 2021

Si prospetta un’estate ricca di eventi ed appuntamenti gastronomici all’Abbazia San Salvatore –Oasi Serramarina, a Bernalda (MT).

Il calendario gastronomico sarà curato dallo chef, stella MichelinVincenzo Guarino e sarà un vero e proprio viaggio alla scoperta di una cucina contaminata dalla cultura asiatica che mantiene una sua identità italiana e mediterranea valorizzando gli ingredienti d’eccellenza prodotti anche dall’azienda agricola dell’Abbazia. La proposta del ristorante si affiancherà a quella della pizzeria e, su prenotazione, anche a quella della paelleria, entrambe ospitate sotto uno splendido gazebo in art decò. 

Per quanto riguarda gli eventi, invece, si partirà sabato 3 luglio con la tribute band ufficiale di Adriano Celentano e si protrarrà fino a sabato 28 agosto con l’orchestra disco anni 70/80 Shine. Nel mezzo si succederanno ospiti come la Woman Orchestra, direttamente dalla trasmissione “Tu Si Que Vales”, venerdì 16 luglio; il comico Uccio De Santis – con il suo spettacolo “non ci resta che ridere” venerdì 23 luglio, il re della musica gitana Manolo, il 31 luglio, il crooner internazionale di origini siciliane Mario Biondisabato 7 agosto, Dodi Battaglia, chitarrista e cantante dei Pooh, sabato 14 agosto e La città dei bambiniin tour sabato 21 agosto. Sarà possibile acquistare i biglietti tramite il circuito Ticketone e Go2 e all’indirizzo email prenotazioniabbazia@libero.it. Informazioni al 347 7639276, Abbazia San Salvatore- Oasi Serrmarina via S.s. 175km 38Bernalda MT.

L’Abbazia San Salvatore, la cui costruzione è antecedente all’anno 1000, oggi si presenta come la perfetta sintesi di tradizione e modernità. Infatti, se da una parte la corte interna, l’ampia sala convegni, la sala dedicata al ristorante “La Fortezza di Mauro” in mura di tufo fanno parte della costruzione originaria; dall’altra lo splendido gazebo in art decò in vetro e ferro dedicato ad accogliere i clienti della pizzeria – inserito in un giardino con roseto di circa 10.000 m² – e la spettacolare piscina relax sono l’espressione massima dei tempi moderni. Il complesso è all’interno di un’azienda agricola di circa 300 ettari, di cui 200 destinati alla coltivazione di ulivi, frutteti, graminacee e solanacee. 

Vincenzo Guarino, una delle figure più interessanti che il panorama della gastronomia italiana possa vantare, ha conquistato ben quattro stelle Michelin in tre ristoranti: I “Salotti dell’hotel Patriarca” in Toscana, all’ “Accanto del Grand Hotel Angiolieri” di Vico Equense, a “Il Pievano” all’interno del Castello di Spaltenna e al ristorante “L’aria” dell’“Hotel Mandarin Oriental” sul lago di Como. Utilizzando prodotti di alta qualità̀, tecniche ricercate e un approccio multisensoriale, lo chef racconta un percorso attraverso il gusto, in cui ogni piatto evoca sensazioni particolari. 

Ufficio Stampa: La Buona Tavola Magazine

Totò Sapore Group sbarca a Miseno, a Bacoli in via Dragonara 27, proponendo il primo dei locali in franchising del maestro Angelo Ranieri, docente all’Istituto Professionale Mater Dei, campione mondiale di pizza di stagione 2017 e creatore di “Trattoria a Chiaia” e di “Toaster King – Fast Food italiano”, entrambi marchi che hanno riscosso un notevole successo presso il pubblico e i franchisee: il primo, con formula trattoria tradizionale, il secondo con formula fast food italianizzato che vanta sette punti affiliati e due diretti.

Nei suoi locali di Viale Gramsci a Napoli e di Agropoli, oltre che nel nuovissimo Totò Sapore Miseno, il maestro propone una pizza napoletana innovata nell’impasto, con una lievito-maturazione di 36 ore e l’utilizzo di un blend di farine di tipo 1 e 0 a cui aggiunge una terza tipologia che definisce “il suo segreto”, nel rispetto della tradizione. Espressione perfetta di questa filosofia è la sua “Nerano a mare” con fiordilatte, zucchine fritte, cozze di scoglio, Provolone del Monaco, menta e basilico. 

Spicca nella proposta gastronomica, invece, una cucina tradizionale partenopea sapientemente espressa da “Il Cartoccio di Totò”, un primo piatto di mare caratterizzato da spaghetto quadrato, pomodorini gialli e rossi, riduzione di gamberi, scampi e tarallo tritato. 

Angelo Ranieri in merito a questo audace progetto ha affermato: “Abbiamo lanciato il nostro primo locale in frinchising in una delle località più belle e turistiche della nostra regione. A credere nella capacità del nostro gruppo è l’imprenditore Marco Criscitiello che si è affidato a noi per quanto riguarda le proposte di cucina e di pizza oramai collaudate da più di un ventennio nei locali di proprietà di Viale Gramsci a Napoli e ad Agropoli”. Per il franchisee Marco Criscitiello affidarsi a un gruppo collaudato come Totò Sapore “è stata una svolta imprenditoriale perché grazie al percorso di training formativo che ho intrapreso insieme ad Angelo e suo figlio Lino potrà gestire in piena autonomia il locale in tempi relativamente brevi.”.

La location di via Dragonara, inoltre, sarà palcoscenico di una novità assoluta: “nel locale, infattiriprodurremo la scuola di pizza per turisti che tanto successo ha avuto a Napoli. Oltre alle tecniche alle tecniche di impasto, educhiamo i turisti all’utilizzo consapevole delle materie prime: dal nostro San Marzano che va schiacciato a mano al fiordilatte che va tagliato rigorosamente al coltello” ha rivelato Lino Ranieri, responsabile economico del gruppo, data la sua Laurea in Economia e Commercio, ma anche pizzaiolo e figlio di Angelo. 

Totò Sapore Miseno: pizza, cucina e scuola per turisti

Martedì 8 giugno 2021 alle ore 19.30 presso Totò Sapore Miseno, in via Dragonara 27, a Bacoli, Renato Rocco, direttore de La Buona Tavola Magazine, presenterà agli operatori dell’informazione il primo dei locali in franchising di “Totò Sapore Group” del maestro Angelo Ranieri a cui si è affidato l’imprenditore Marco Criscitiello per la realizzazione della proposta gastronomica di cucina e pizza, risultata già vincente nei locali di proprietà del gruppo a Napoli e ad Agropoli.

La location, inoltre, sarà il palcoscenico anche di una scuola di pizza e cucina rivolta ai turisti italiani e stranieri che torneranno ad affollare le spiagge campane, potranno infatti partecipare a veri e propri corsi di pizza e cucina tradizionale, un esperimento che ha riscosso notevole successo già nella sede di Napoli a Viale Gramsci. 

Durante la presentazione verrà proposto il seguente menù: 

Antipasto

Trittico: tartare di scampi, gamberi rossi e spiedino di baccalà in tempura con provola di Agerola in abbinamento a Spumante brut, Montelvini Collezione Promosso 

Spicchio di pizza “La Nerano a Mare”: fiordilatte, zucchine fritte, cozze di scoglio, Provolone del Monaco, menta e basilico in abbinamento a Vignolella, Fiano Cilentano Cantine Barone 

Primo

“Il Cartoccio di Totò”: spaghetto quadrato, pomodorini gialli e rossi, riduzione di gamberi, scampi e tarallo tritato in abbinamento a Falanghina del Sannio Doc Aia dei Colombi

Dolce

Mousse di fragole

Angelo Ranieri, appartenente a una delle storiche famiglie della ristorazione e della gastronomia partenopea, docente all’Istituto Professionale Mater Dei e campione mondiale di pizza di stagione 2017, propone una pizza napoletana innovata nell’impasto, con una lievito-maturazione di 36 ore e l’utilizzo di un blend di farine di tipo 1 e 0 a cui aggiunge una terza tipologia che definisce “il suo segreto”, nel rispetto della tradizione. 

Oltre che dello storico e vincente brand “Totò Sapore”, il maestro è anche il creatore di “Trattoria a Chiaia” e di “Toaster King – Fast Food italiano”, entrambi marchi che hanno riscosso un notevole successo presso il pubblico e i franchisee: il primo, con formula trattoria tradizionale, il secondo con formula fast food italianizzato che vanta sette punti affiliati e due diretti. 

Nasce il sodalizio tra Solania e l’Associazione Mani D’Oro

Sancita per il biennio 2021-2022 la partnership tra Solania s.r.l., azienda leader nel settore della produzione, trasformazione e commercializzazione del pomodoro San Marzano, e l’Associazione Mani D’oro che promuove corsi di formazione per aspiranti pizzaioli e fornai nonché corsi di approfondimento per maestri pizzaioli e titolari di attività già avviate che vogliono approfondire nuove tecniche di lavorazione degli impasti.

Per Giuseppe Napoletano, amministratore unico di Solania, “l’obiettivo del sodalizio è creare una vera sinergia tra la nostra azienda, da sempre al fianco dei protagonisti dell’arte bianca, e l’Associazione Mani D’Oro per offrire una formazione a 360° a tutti gli affiliati e ai futuri studenti della scuola con l’intendo di valorizzare un prodotto di punta che qualifica un territorio ed è identificativo di una tradizione secolare, il Pomodoro San Marzano, affinché si educhi ad un uso consapevole e sapiente della materia prima”.

Felice dell’accordo anche il presidente dell’Associazione, Attilio Albachiara: “L’Associazione Mani d’Oro si occupa di selezionare con estrema cura i prodotti da utilizzare per la realizzazione della pizza. Particolare attenzione è data alla scelta del pomodoro, ingrediente fondamentale: avere un partner come Solania leader nella produzione del pomodoro San Marzano D.O.P rappresenta un elemento qualificante della proposta che offriamo ai nostri pizzaioli associati e ai futuri pizzaioli della scuola che sceglieranno i nostri corsi di formazione. L’obiettivo, grazie alla nostra struttura di Striano (NA), è quello di insegnare non solo l’arte della pizza ma anche a trattare le materie prime, a conoscerle e a saperle usare con competenza.”.

Solania nasce nel 1993 grazie a Giuseppe Napoletano e vanta due stabilimenti nel cuore dell’Agro Sarnese Nocerino destinati alla lavorazione dell’oro rosso nonché un terzo dedicato alla lavorazione di prodotti agroalimentari sottolio, sott’aceto oltre che sughi pronti e pesti con il brand Itaorto.

L’Associazione Mani d’Oro fondata nel 2015 ad Acerra (NAPOLI) da Attilio Albachiara, nasce con l’intento di promuovere e tutelare in tutto il mondo la pizza napoletana S.T.G., difendendo le caratteristiche del prodotto dalla sua origine ad oggi. Conta ad oggi circa 140 associati in tutto il mondo. Nato sotto l’egida dell’associazione anche il Trofeo Pulcinella, una competizione internazionale affermatasi negli anni come un’importante vetrina per tutti i pizzaioli che hanno potuto, possono e potranno dimostrare le loro doti e il loro valore nella preparazione degli impasti e nella cottura della pizza.

Martedì 15 dicembre presso la Camera di Commercio di Napoli in Via S. Aspreno, 2 si è tenuta la premiazione dei vincitori di Napoli Coffee Challenge , il progetto ideato da Mauro Illiano, founder di Napoli Coffee Experience e Renato Rocco, direttore de La Buona Tavola Magazine per valorizzare una delle eccellenze di Napoli: il caffè.

L’iniziativa Napoli Coffee Challenge ha ricevuto il patrocinio da Comune di Napoli, Camera di Commercio di Napoli, AICAST, FIPE-Confommercio e Confesercenti che hanno accolto con favore l’idea alla base del progetto: eleggere il migliore caffè di Napoli attraverso una scheda di degustazione appositamente creata studio e utilizzata per la valutazione dai degustatori professionisti Renato Rocco, Mauro Illiano e Mariafrancesca Natale e dai giudici ospiti Paola Campana, Alessio Guido, Andrea Cremona e Fosca Tortorelli.

La cerimonia di premiazione è stata presentata dal padrone di casa Ciro Fiola che ha portato il saluto dell’Ente Camerale sottolineando l’importanza della formazione nel campo per la figura professionale del barista. A consegnare pergamene e targhe ai vincitori delle varie Municipalità e del podio la Consigliera con delega all’Autonomia per la Città e promotrice di Scegli Napoli, Flavia Sorrentino e l’Assessore al commercio del Comune di Napoli, Rosaria Galiero.

Soddisfatti per la riuscita della prima edizione della Napoli Coffe Challenge anche gli ideatori Renato Rocco e Mauro Illiano che hanno già dato appuntamento per la seconda edizione, che si terrà l’anno prossimo, e che coinvolgerà questa volta bar e caffetteria dell’intera provincia di Napoli.

PODIO

1° classificato: Bar Mexico (Piazza Dante) – caffè Passalacqua

2° classificato: U Bar (Colli Aminei) – caffè Verré

3° classificato: Chalet Ciro 1952 (Stazione Centrale) – caffè Toraldo

PREMI SPECIALI

Miglior Servizio: Ke Kafé (Galleria Umberto I) – caffè Kremoso

Location più bella: Gran Caffè la Caffettiera (Piazza dei Martiri) – caffè Kimbo

CLASSIFICA DELLE MUNICIPALITÀ

Prima Municipalità: Gran Caffè La Caffettiera (Piazza dei Martiri)– caffè Kimbo

Seconda Municipalità: Bar Mexico (Piazza Dante) – caffè Passalacqua

Terza Municipalità: U Bar (Colli Aminei) – caffè Verré

Quarta Municipalità: Chalet Ciro 1952 (Stazione Centrale) – caffè Toraldo

Quinta Municipalità: Mexico Gran Caffè degli artisti (Via San Gennaro ad Antignano)– caffè Passalacqua

Sesta Municipalità: Bar Civico 910 (Via Argine) – caffè Lavazza

Settima Municipalità EX AEQUO: Gran Caffè Secondigliano (Via F.lli Rosselli)– Caffè Vergnano; Piccolo Chalet (Corso Secondigliano)– caffè Toraldo

Ottava Municipalità: Officina del Caffè (Via Santa Maria a Cubito) – caffè Kenon

Nona Municipalità: Caffè Liano (Via Cornelia dei Gracchi) – caffè Illy

Decima Municipalità: Bar San Domingo (Viale Campi Flregrei) – caffè Alcima

Lunedì 12 ottobre alle ore 20:00 presso il Ristorante Pizzeria Raffaele Medaglia in via Appia km 18.900 a Sant’Antimo, Renato Rocco, direttore de La Buona Tavola Magazine, presenterà agli operatori dell’informazione il menù autunnale e la location inaugurata a inizio agosto. La cena prevede un entrée composto da un assaggio di pizza seguito dalla degustazione di diverse portate:

  1. Pizza Zuccotta: crema di zucca, fior di latte di Agerola, pancetta arrotolata di suino nero, scaglie di parmigiano reggiano 36 mesi, fonduta di pecorino romano e olio EVO
  2. Polpo nell’orto: polpo brasato servito con la sua maionese e soutè di verdure di stagione
  3. Porchetta di coniglio e patata affumicata: rollè di coniglio cotto a bassa temperatura con erbe aromatiche, patata affumicata, fondo di coniglio all’ischitana
  4. Raviolo al ragù napoletano: ravioli di ragù serviti con pesto ed emulsione di pomodoro e ricotta
  5. Pasta mista cavolo, frutti di mare e cacao: pasta mista servita con cavolo in due consistenze, frutti di mare e spolverata di cacao
  6. Rana verza e guanciale: rana pescatrice cotta in olio cottura, verza orientale, guanciale croccante
  7. Baccalà alla puttanesca bruciata
  8. Ricordo di Pastiera
pizza zuccotta
Pizza zuccotta

Raffaele Medaglia: Dal Cile all’Italia

Innumerevoli esperienze all’estero hanno arricchito la formazione dello chef Raffaele Medaglia: New York, Londra, Dubai, India, Singapore sono solo alcune delle città in cui ha dato prova del suo estro. Vanta inoltre un’esperienza al Joia, ristorante stellato milanese. Nel 2014, dopo una carriera cosmopolita, arriva la scelta di aprire con dei soci una catena di ristoranti, ben sei, a Santiago del Cile. Creatore del format “Semplicemente Pizza”, un campionato mondiale di pizzaioli professionisti tenutosi nel 2016 con tappe come New York, Buenos Aires e Napoli. Raffaele ha partecipato anche ad altri programmi televisivi in Cile, e al programma italiano “Little big Italy” su Canale 9 con Francesco Pannella.

Raffaele Medaglia
Lo chef Raffaele Medaglia

 Rappresentante ministeriale chef italiano nel mondo, Medaglia torna a casa nella sua Sant’Antimo, in un locale in cui è rappresentata la Napoli antica e quella moderna, caratterizzato dall’azzurro del mare, dal giallo del grano (ma anche di san Gennaro) e dal rosso fuoco del Vesuvio che erutta dal forno.

A far parte della brigata di Raffaele Medaglia, due giovani chef, Antonio Commone e Vincenzo Cozzolino, che vantano nei loro curriculum diverse esperienze professionali come quella presso Josè Restaurant con lo chef stellato Domenico Iavarone.

NB: l’incontro con gli operatori avverrà in una sala separata da quella aperta al pubblico e nel rispetto delle norme anti Covid-19.

Grande successo per “Aspettando…il mio San Marzano”, evento firmato Solania, azienda leader nel settore della trasformazione del pomodoro San Marzano, situata nell’area nocerino-sarnese.

Fulcro della serata la degustazione a “Villa Maria Grazia” a Sarno, immersa in ben sette ettari di filari di pomodoro San Marzano, laddove inizierà la raccolta a fine luglio. Tutti i presenti sono stati deliziati da uno straordinario Francesco Martucci, patron della pizzeria “I Masanielli” di Caserta, con assaggi di Margherita e “Amplificato di Provola e Pepe”.

Aspettando...il mio San Marzano

“L’importanza del San Marzano sulla pizza è fondamentale: la pizza è campana, dovrebbe avere obbligatoriamente il San Marzano” dichiara il nuovo brand ambassador Solania; “Inoltre è fondamentale far capire quello che noi facciamo sul nostro territorio e cosa ha da offrire in questo momento storico. Nonostante le avversità di questo periodo, il nostro territorio c’è e ci sarà ancora. Da qui la scelta di collaborare con Solania, una delle pochissime aziende che produce dalla A alla Z, dalla coltivazione alla conservazione del prodotto, che quest’anno è davvero straordinario”.

Un prodotto semplice e genuino come il pomodoro San Marzano ha trovato nelle sapienti mani di Martucci la sua esaltazione migliore, in un’esplosione di gusto e profumo, il tutto mantenendo integra la sua autenticità.

La location recentemente acquisita dal patron di Solania Giuseppe Napoletano, caratterizzata da una vista mozzafiato sul Vesuvio, è stata la cornice perfetta per suggellare ufficialmente la partnership triennale tra Solania e Martucci, al quale è stata dedicata un’etichetta personalizzata sui barattoli di pomodoro San Marzano Solania, così come è previsto dal progetto “Il mio San Marzano” che prevede la personalizzazione dell’etichetta e la scelta dell’appezzamento di terra.

L’evento è stato preceduto da una visita guidata nello stabilimento Solania, dove i giornalisti di settore hanno potuto osservare in prima persona la struttura e i macchinari atti alla lavorazione e alla trasformazione del pomodoro San Marzano dalla raccolta all’inscatolamento.

“La raccolta inizierà, secondo disciplinare, alla fine di Luglio” ha spiegato Giuseppe Napoletano, amministratore unico di Solania srl: “Abbiamo potenziato le linee di produzione, arrivando a un raddoppio della capacità produttiva per soddisfare anche il mercato retail e affermarci anche in paesi dell’Europa centrale, dove prevediamo un forte incremento di fatturato”, sottolineando con passione la sua presenza quotidiana tra i campi, e non dietro la scrivania del suo ufficio: non capo, ma leader della sua azienda, sempre in prima linea.

Si ritornerà tra metà e fine settembre in azienda per “Il mio San Marzano”, momento in cui ci sarà un grande evento in cui ci sarà la possibilità di scegliere il lotto di produzione e di osservare tutta la filiera di produzione nel pieno della sua attività da parte di chef, pizzaioli e ristoratori.

L’evento è stato curato da Renato Rocco direttore de “La Buona Tavola” Magazine.

Napoli Coffee Challenge: la sfida che celebra il caffè

Martedì 14 luglio alle ore 11.00 presso la Camera di Commercio di Napoli in via Via S. Aspreno, 2 si è tenuta la presentazione di Napoli Coffee Challenge, il progetto ideato da Mauro Illiano, founder di Napoli Coffee Experience e Renato Rocco, direttore de La Buona Tavola Magazine, per valorizzare una delle eccellenze di Napoli: il caffè. L’iniziativa ha ricevuto il patrocinio da Comune di Napoli, Camera di Commercio di Napoli, AICAST, FIPE-Confommercio e Confesercenti che hanno accolto con favore l’idea alla base del progetto: non solo eleggere il migliore caffè di Napoli ma farlo attraverso uno studio scientifico. “È un’opportunità epocale perché per la prima volta si inizia a parlare di qualità del caffè ed è la prima volta che si cerca di sensibilizzare i consumatori verso la percezione sensoriale che possono ritrovare nella tazzina” ha chiarito Mauro Illiano.

Nelle parole dell’assessore al commercio del Comune di Napoli, Rosaria Galiero l’iniziativa “rappresenta un contrasto importante con la chiusura dei mesi scorsi perché il caffè a Napoli non è solo consumazione ma anche socializzazione. Far ripartire Napoli con la celebrazione delle nostre eccellenze, con la sinergia tra le attività economiche napoletane è un buon modo per far risplendere il nostro patrimonio in tutto il mondo”.

Un evento che valorizza non solo un prodotto che unicizza Napoli nel mondo ma anche l’intero comparto di chi rappresenta l’eccellenza di un’arte attraverso la manualità degli operatori del settore. Una competizione sana che serve a rilanciare un settore, quello del caffè, rappresentante dell’economia, della cultura, della tradizione e della storia locale di Napoli” ha confermato la consigliera con delega all’Autonomia per la Città e promotrice di Scegli Napoli, Flavia Sorrentino.

Ha portato i saluti della Camera di Commercio il Presidente Ciro Fiola che ha lanciato un invito alla ripartenza consapevole della città “attraverso iniziative del genere che mirano a ripopolare alcune zone ancora chiuse, una realtà che si ripercuote in modo negativo sulle attività commerciali”.

Massimo Di Porzio, presidente FIPE-Confcommercio, ha plaudito al progetto rimarcando “la possibilità di un rilancio generale del settore. Perché attraverso Napoli Coffee Challange si creerà armonia, svago e soprattutto interesse per i locali coinvolti in un confronto tra professionisti che miri non soltanto a consacrare il caffè migliore ma anche al miglioramento di un prodotto”.

Martedì 30 giugno alle ore 20.00 si è tenuta la presentazione agli operatori dell’informazione del ristorante Bianco specialità baccalà pesce e… in Via Circumvallazione Esterna n°5, Arzano (NA).


La cena è stata presentata dal giornalista enogastronomico Renato Rocco direttore de La Buona Tavola Magazine, ed è stata curata dallo chef Alfonso De Filippo, che per l’occasione ha proposto alcuni dei piatti presenti nel menù del suo ristorante.
Alfonso De Filippo, giovane e talentuoso chef resident di “Ristorante Bianco, specialità baccalà, pesce e…”, è l’erede della famiglia De Filippo, baccalajuoli dal 1971.

Lo chef Alfonso De Filippo


“Tutti i nostri piatti mirano a valorizzare un prodotto, il baccalà, che fino a qualche decennio fa era considerato un piatto povero” ci spiega Alfonso De Filippo, soprannominato “De Filippo Baccalacciuolo”. Piatti della cucina tradizionale napoletana rivisitati in maniera “chic”, come si può notare dalle foto che seguono.

La cena è iniziata con un antipasto misto composto da: polpetta di baccalà, rocher di baccalà e pizza fritta “Sanità”: un incontro tra cucina classica e moderna.

Antipasto con pizza fritta, polpetta e rocher di baccalà con zeppoline


Non solo baccalà ma anche specialità di pesce: infatti come primi, gli ospiti hanno potuto provare la Genovese di baccalà e un risotto al nero di seppia e gamberi di Mazara.

Genovese di Baccalà
Risotto al nero di seppia e gamberi di Mazara


Stesso discorso per i secondi piatti: la prima portata, “Il Salutista”, è il piatto ideale per chi desidera mangiare con leggerezza senza rinunciare al gusto. Come seconda portata di pesce, lo chef ha pensato ad una millefoglie di orata.

“Il salutista”
Millefoglie di orata


Per concludere in dolcezza ma sempre in tema, De Filippo ha stupito i presenti con la millefoglie scomposta di baccalà, un dolce di primo impatto azzardato ma che infine rivela un sapore piacevole e delicato.

Millefoglie di baccalà

Infine è intervenuto il Presidente dell’Accademia Partenopea del Baccalà Toti Lange per insignire lo chef De Filippo con un riconoscimento da parte dell’Accademia stessa.

Lo chef Alfonso De Filippo col papà Nino e Toti Lange

L’evento è stato curato dall’agenzia di comunicazione e marketing La Buona Tavola Magazine.

Martedì 30 giugno alle ore 20.00 si terrà la presentazione agli operatori dell’informazione del ristorante Bianco, specialità baccalà, pesce e… in Via Circumvallazione Esterna n°5, Arzano (NA).

La cena, presentata dal giornalista enogastronomico Renato Rocco direttore de  LaBuonaTavola Magazine, sarà curata e preparata dalle giovani e abili mani del resident chef Alfonso De Filippo che per l’occasione proporrà alcuni dei piatti presenti nel menù del locale.

Antipasto

Polpetta di baccalà

Rocher di baccalà

Pizza fritta “Sanità”

Primi

Genovese di baccalà

Risotto al nero di seppia e gamberi di Mazara

Secondi

Il salutista

Millefoglie di orata

Dolce

Millefoglie scomposta di baccalà

Alfonso De Filippo, giovane e talentuoso chef resident di “Ristorante Bianco, specialità baccalà, pesce e…”, è l’erede della famiglia De Filippo, baccalajuoli dal 1971.

Ufficio Stampa: LaBuonaTavola

Anche a Marina di Vietri (SA) il pesce povero diventa chic grazie all’ormai “re del baccalà” Antonio Peluso, già proprietario di tre Locande del Baccalà a Marcianise (CE), Salerno e Cava de Tirreni (SA) e autore del vendutissimo ricettario “50 Sfumature di Baccalà”, che mercoledì 17 giugno aprirà le porte della sua quarta Locanda del Baccalà, in via Giuseppe Pellegrino 148.

In un momento delicato come quello che il mondo della ristorazione sta affrontando, a causa del quale alcuni locali della costiera amalfitana non riapriranno quest’estate per la previsione di bassa affluenza turistica, Antonio Peluso lancia il cuore oltre l’ostacolo aprendo una nuova Locanda del baccalà.

<<L’intento è quello di portare la cultura del baccalà, tradizionalmente un pesce delle zone interne, anche in costiera amalfitana dove la cucina predilige frutti di mare e altri tipi di pescato. A questo si aggiunge l’opportunità di mantenere intatto il personale, senza dover necessariamente fare dei tagli a causa delle misure anti covid>> ha dichiarato Antonio Peluso.

Le novità non si esauriscono: infatti, alla formula osteria di Marcianise, al bistrot di Salerno e allo street food di Cava di Tirreni, si aggiunge la formula open air, all’aperto: quindi un locale prettamente estivo, che si sviluppa con 40-50 posti disponibili all’esterno, in una delle piazze più belle della costiera amalfitana.

Al centro del menù ovviamente il pesce povero per eccellenza: il baccalà, cucinato e preparato abilmente in tante versioni, dagli antipasti ai primi, ai secondi finanche al dolce. Questa volta, però, il menù non sarà esclusivamente a base di baccalà, ma sarà contaminato da altri piatti a base di pesce.

Martedì 17 marzo alle ore 20.00 si terrà la presentazione agli operatori dell’informazione del ristorante “ Bianco, specialità baccalà, pesce e…” in Via Circumvallazione Esterna n°5, Arzano (NA).

L’evento, targato LaBuonaTavola Magazine e presentato dal giornalista enogastronomico Renato Rocco, sarà una cena curata e preparata dalle giovani e abili mani del resident chef Alfonso De Filippo che per l’occasione proporrà alcuni dei piatti presenti nel menù del locale.

Antipasti

Crocchè, polpette e rocher di baccalà

Tris di minibun: cotoletta panata di baccalà;  salmone salmistrato con ricotta romana, erba cipollina e cappero di Pantelleria; salsiccia di baccalà e friarielli

Primi

Genovese di baccalà

Risotto Bianco di mare

Secondi

Murzillo sapurito di baccalà

Muffin di orata

Dolce

Millefoglie scomposta di baccalà

Alfonso De Filippo, giovane e talentuoso chef resident di “Ristorante Bianco, specialità baccalà, pesce e…”, è l’erede della famiglia De Filippo, baccalajuoli dal 1971.

Ritorna in scena con un nuovo appuntamento il ” Baccalà Fest “, il tour enogastronomico che racconta e porta in tavola il pesce magro per eccellenza. Questa volta il luogo di incontro è nel bel mezzo dell’area flegrea; nella bellissima ‘Villa La Falanghina‘ (Via San Vito 18, Pozzuoli) e le collaborazioni per la realizzazione dell’evento vedono figurare nomi importanti come l’ ‘Accademia Partenopea del Baccalà’ e ‘Ristorante Bianco, specialità baccalà, pesce e..’.

Diverse le figure che, con il piacere degli ospiti, hanno raccontato la storia di un prodotto che è entrato di diritto nella tradizione partenopea diventandone protagonista sin dalle ricette più antiche. Il Baccalà nasce infatti nei freddi mari del nord (i principali paesi produttori sono: Norvegia, Isole Fær Øer, Danimarca, Islanda e Canada) ma giunge nei nostri banchi, e quindi sulle nostre tavole, sin dal 400; quando esperti in materia iniziarono a studiarne i metodi di lavorazione, conservazione e taglio in maniera così attenta tanto da aggiudicarsi l’appellativo di “Baccalajuoli” un umile e antico mestiere che oggi torna quasi di moda.

Bisogna però porre una certa attenzione in merito all’argomento e allora chi meglio del presidente dell’ Accademia Partenopea del Baccalà ‘Toti Lange’ e di ‘Nino De Filippo’, erede della famiglia baccalajuoli dal 1791, con i loro spunti. Toti Lange ci spiega le origini dell’accademia, nata appunto dalla necessità di diffondere nel miglior modo la ricerca sul prodotto, la conoscenza di luoghi e persone di tutta la parte di filiera dedicata al baccalà. Sarà poi Nino De Filippo ad intervenire raccontando la storia della sua famiglia, baccalajuoli dal 1791, e della sua esperienza nella lavorazione del baccalà maturata al fianco del nonno e del papà. Esperienza che lo porta ad ottenere, tra le varie gratificazioni, un importante riconoscimento quale il “PAT” (Prodotto Agroalimentare Tradizionale) ricevuto dalla regione Campania. Interessante e dettagliata la spiegazione di particolari fasi della lavorazione di questo pesce: la conservazione (che ci permette di ottenere il baccalà, se conservato mediante “salagione”, o lo stoccafisso in caso di sola essiccazione) ed il taglio (attraverso il quale otteniamo i diversi pezzi come “coroniello” e “panzetta” per lo stoccafisso).

Siamo passati dunque al momento clou della serata, la cena! Un menù, quello del Baccalà Fest , studiato ed elaborato dalle mani esperte di ‘Edoardo Estatico’ (resident chef di Villa La Falanghina) e da quelle di ‘Alfonso De Filippo’ (resident chef di ‘Ristorante Bianco, specialità baccalà, pesce e..’) più giovane ma di certo abile e talentuoso. Due generazioni a confronto che si sono fuse nella realizzazione di piatti semplici ma non banali.

L’inizio è gustosissimo, un entrée tipica della tradizione partenopea che ha inebriato i commensali: Cuoppo di zeppoline al baccalà. L’antipasto è impiattato alla perfezione; in un unico piatto quadrato troviamo il baccalà in sette vesti diverse, tre assaggi caldi al centro (polpetta di baccalà, crocchè al baccalà e rocher di ricotta e baccalà ricoperto da granella di nocciole) e quattro assaggi freddi, uno per ogni angolo del piatto (carpaccio di baccalà, tartare di baccalà e zucchine, baccalà marinato e quenelle di baccalà mantecato con hummus di ceci).

I primi esaltano due ottimi abbinamenti ai quali il baccalà si presta magnificamente: Risotto con zucca e baccalà e Genovese di baccalà. Nel risotto l’accostamento è vincente, la sapidità del baccalà è moderata dalla dolcezza della zucca.La Genovese non è altro che il luogo di un incontro meraviglioso: cipolla e baccalà, connubio storico nella tradizione culinaria italiana. Semplicemente perfetto.

Tradizionale ed essenziale anche il secondo, un saporito sugo di pomodoro (con capperi e olive) avvolge il filetto di baccalà che diventa così “alla siciliana”. Altro piatto povero che, insieme ad altre preparazioni a base di baccalà, si trova sulle tavole napoletane in diversi periodi dell’anno soprattutto “nel periodo di Quaresima ed in tempo di magro” come specificato da ‘Tommaso Esposito’, giornalista ed autore (insieme a Toti Lange, Santa Di Salvo, Claudio Novelli e Anna Maria Cataldi Palombi) del libro “Baccalajuoli” presentato durante la serata insieme a Vincenzo Russo, chef ed interprete delle ricette riportate all’interno.A conclusione del pasto, un dolce molto curioso ma decisamente sorprendente! anche questo a base di baccalà: una millefoglie con crema al baccalà, amarene e scaglie di cioccolato fondente.

La varietà degli ingredienti proposti, conditi da storie e notizie riguardo il baccalà, unita al calore e all’ospitalità del personale di Villa La Falanghina hanno reso anche questa tappa di Baccalà Fest un grande successo.

Nuova tappa per il Baccalà Fest , il tour enogastronomico a base di baccalà targato LaBuonaTavola Magazine, che venerdì 7 febbraio alle ore 20.00 approderà a Pozzuoli presso Villa La Falanghina in via San Vito 18. L’evento, organizzato in collaborazione con l’“Accademia Partenopea del Baccalà” e “Ristorante Bianco, pesce, baccalà e.…”, sarà una cena a quattro mani preparata dal resident chef di Villa La Falanghina, Edoardo Estatico, e dal resident chef di “Ristorante Bianco, pesce, baccalà e.…”, Alfonso De Filippo che per l’occasione hanno pensato a un menù variegato il cui filo conduttore è naturalmente il baccalà, ingrediente caro alla cucina popolare e negli ultimi tempi riscoperto da chef rinomati.  

Entrée  

Zeppoline di baccalà 

Antipasto caldo  

Crocchè di baccalà, Polpette di baccalà, rocher di ricotta di baccalà in granella di nocciola 

Antipasto freddo  

Carpaccio di baccalà, Baccalà mantecato, Baccalà marinato, Tartare di baccalà 

Primi  

Candele con genovese di baccalà e 

Risotto con baccalà e zucca 

Secondo  

Baccalà alla siciliana 

Dolce  

Millefoglie di baccalà 

COSTO 40 € 

Alfonso De Filippo è il resident chef del Ristorante Bianco, pesce, baccalà e.… nonché erede della famiglia De Filippo, baccalajouli dal 1791. Eduardo Estatico è il resident chef di Villa La Falanghina e vanta esperienze in ristoranti importanti sia in Italia che all’estero.  

Durante l’evento gastronomico verrà presentato il libro “Baccalajiuoli” da parte di uno degli autori Tommaso Esposito. Interverranno anche Renato Rocco, Direttore del magazine “La Buona Tavola” e Toti Lange, Presidente dell’Accademia Partenopea del Baccalà.  

POST EVENTO

Il pomodoro San Marzano ha sposato le eccellenze pugliesi martedì 14 gennaio presso la pizzeria “Regina Margherita” di Orazio Chiapparino a San Giovanni Rotondo (FG), in una degustazione che ha visto protagonista l’oro rosso della Campania in tutte le sue declinazioni coltivato, raccolto, prodotto e confezionato dall’azienda Solania, leader nel settore della trasformazione del pomodoro.  

La mia dedizione alla ricerca di materie prime eccellenti mi ha portato a scegliere il pomodoro San Marzano di Solania per le sue qualità organolettiche dovute a caratteristiche territoriali uniche e molto diverse da quelle del suo cugino pugliese d’origine valliva che non gode delle proprietà vulcaniche del terreno vesuviano, come topping delle mie pizze, perché grazie alle sue particolarità, come la nota acidula, ben si accosta al mio impasto, soffice e croccante, riequilibrando i sapori” ha dichiarato il patron Orazio Chiapparino. 

Regina Margherita

A sostenere questo felice connubio, anche il sindaco di San Giovanni Rotondo Michele Crisetti che si è espresso favorevolmente all’unione “delle energie di due regioni del Sud, Campania e Puglia, che favoriscano lo sviluppo e la valorizzazione di territori portavoce di eccellenze agroalimentari”.  

Marinara

Tra i protagonisti anche l’amministratore unico di Solania, Giuseppe Napoletano fautore del progetto “Il Mio San Marzano” che “Orazio Chiapparino ha sposato identificandosi in un prodotto, dando fede all’azienda che garantisce il controllo di tutta la filiera dalla semina alla coltivazione, dalla trasformazione fino alla distribuzione attraverso la possibilità da parte di pizzaioli e ristoratori di scegliere la particella di terreno e personalizzare l’etichetta della confezione di latta”. 

Burrata e polpo alla Luciana

Il banco di degustazione ha previsto un’entrée di “paposcia” Presidio Slow Food del Gargano con parmigiana di melanzana: una specialità gastronomica da forno (simile per aspetto al “panuozzo” napoletano) del Gargano dall’impasto scioglievole e croccante e dal retrogusto di grano.  A seguire, quattro spicchi di pizze a base di pomodoro San Marzano: La Regina Margherita con mozzarella di bufala, formaggio Grana grattugiato, basilico e olio biologico del Gargano; La Marinara con aglio, origano, alici a beccafico e fonduta di caciocavallo podolico; Pizza con ragù di carne e provola; Pizza con crema di ceci, burrata e polpo alla Luciana all’uscita. Per il dessert, a marcare le sue origini sicule, Orazio Chiapparino sceglie un cannolo siciliano rivisitato con crema di ricotta e composta dolce di Pomodoro San Marzano.  

Cannolo siciliano su letto di emulsione di fragole e pomodoro San Marzano

Degustì, il tour degustativo enogastronomico promosso dalla Luigi Castaldi Group, fa tappa presso la steak house “Old Friends”, giovedì 23 gennaio alle ore 20:00 a Bacoli (NA), in via Fusaro 23. Protagonisti del menù degustazione della serata saranno i piatti della tradizione napoletana abbinati ai vini dei Feudi di Guagnano. 

O’per e ‘o muss  

In abbinamento: VerdecaDiecianni Verde, Salento IGT 

Trippa 
In abbinamento: Nero di Velluto, Negramaro, Salento IGT 

Pasta e patate 
In abbinamento: Cupone, Salice Salentino, Negramaro, Riserva DOC 

Carne alla Genovese 
In abbinamento: Le Camarde, Negramaro & Primitivo, Salento IGT 

 
Costo degustazione 25,00 € 

Degustì 
Tutti gli eventi targati Degustì sono dedicati ai professionisti, a tutti gli appassionati del settore, al mondo dei foodies, agli amanti del buon cibo e dei prodotti di qualità.  

Luigi Castaldi Group 
Nata nel 1970, la Luigi Castaldi Group, azienda di distribuzione “Food & Beverage”, è oggi uno dei punti di riferimento nell’ambito del settore Ho.Re.Ca. Forte di una lunga esperienza, competenza ed intuizione, si appresta quest’anno a festeggiare il 50esimo anno di attività: un traguardo che comprova la capacità di adattarsi a un mercato in continuo divenire. Dai vini alle birre, passando per la variegata proposta più strettamente alimentare, l’azienda mira ad ottimizzare, con dinamismo e propositività, i propri servizi, rendendoli esclusivi. 

Old Friends 
Old Friends è una taverna, una pizzeria e una steak house nata a Bacoli nel 1991 dall’idea innovativa e coraggiosa dei proprietari di creare per la prima volta nella zona flegrea, dove la vicinanza al mare impone una cucina a base di pesce, un ristorante in cui vera protagonista fosse la carne. Oltre agli immancabili sfizi, antipasti e tanti tagli di carne, la taverna propone anche i piatti tipici della tradizione napoletana.  

Martedì 14 gennaio 2020 alle ore 13.00 presso la pizzeria “Regina Margherita” di Orazio Chiapparino, in Corso Regina Margherita 7 a San Giovanni Rotondo (FG), ci sarà una degustazione che vedrà protagonista il Pomodoro San Marzano in tutte le sue declinazioni coltivato, raccolto, prodotto e confezionato dall’azienda Solania, leader nel settore della trasformazione del pomodoro. 

 

Orazio Chiapparino – Il Mio San Marzano

In particolare, il menù proposto da Orazio Chiapparino, che quest’anno ha ricevuto due spicchi dal Gambero Rosso, prevede un’entrée di “paposcia” Presidio Slow Food del Gargano con parmigiana di melanzana: una specialità gastronomica da forno (simile per aspetto al “panuozzo” napoletano) del Gargano dall’impasto scioglievole e croccante e dal retrogusto di grano.  

La degustazione a spicchi comprenderà quattro pizze a base di pomodoro San Marzano:  

  1. La Regina Margherita con mozzarella di bufala, formaggio Grana grattugiato, basilico e olio biologico del Gargano 
  1. La Marinara con aglio, origano, alici a beccafico e fonduta di caciocavallo podolico 
  1. Pizza con ragù di carne e provola 
  1. Pizza con crema di ceci, burrata e polpo alla Luciana all’uscita 

Per il dessert, a marcare le sue origini sicule, Orazio Chiapparino sceglie un cannolo siciliano rivisitato con crema di ricotta e composta dolce di Pomodoro San Marzano.  

Orazio Chiapparino, siciliano d’origine, pugliese d’adozione ma pizzaiolo globe-trotter, nel suo tour europeo alla ricerca di materie prime d’eccellenza trova nella varietà del San Marzano il perfetto pomodoro da utilizzare nella sua pizzeria, per le qualità organolettiche dovute a caratteristiche territoriali uniche e molto diverse da quelle del suo cugino pugliese d’origine valliva che non gode delle proprietà vulcaniche del terreno vesuviano.  

A materie prime d’eccellenza, il pizzaiolo pugliese abbina un impasto studiato, ricercato e perfezionato nel tempo ottenuto da farine macinate a pietra di tipo 1, lievito madre e lievito-maturazione di circa 48 ore da cui deriva un disco di pasta altamente digeribile e salutare che, al palato, esplode nei sapori tipici delle farine con germe di grano. 

Solania

Orazio Chiapparino ha sposato il progetto Il Mio San Marzano”, promosso dall’azienda Solania e nato sotto l’egida della Coldiretti Campania, grazie al quale pizzaioli e ristoratori possono scegliere la particella di terreno e personalizzare l’etichetta della confezione di latta su cui verrà altresì apposto un QR code. Il progetto risponde alle esigenze della comunità di pizzaioli e dei ristoratori che vogliono identificarsi in un prodotto e ne gradiscono il controllo di tutta la filiera dalla semina alla coltivazione, dalla trasformazione fino alla distribuzione. 

 

PRESENTATO IL NUOVO MENU DELLA COSACCA

Sabato 7 dicembre presso la pizzeria La Cosacca in Via Lepanto 271/273 a Pompei, Stefano De Martino ha presentato alla stampa il rinnovato menù autunno-inverno. L’evento è stato organizzato da Renato Rocco, direttore de LaBuonaTavola Magazine, che insieme a giornalisti ed esperti del settore ha testato il banco d’assaggio.

La Cosacca arriva a Pompei portando con sé esperienza ed estro nella convinzione che rispettare la tradizione sia garanzia di bontà e gusto. Pasquale Garofalo, patron de La Cosacca, ha in cantiere l’idea di espandere il progetto e ha dichiarato: “Da circa cinque mesi ho intrapreso questa avventura imprenditoriale nel campo del food e dell’enogastronomia. Il progetto è quello di espandere il brand “La Cosacca”. Ci sono, infatti, tutte le premesse per cui questo diventi un format che da Pompei conquisti altre piazze sia in Campania che fuori”.

Il menù del pranzo ha previsto un’entrée composto da una frittatina classica napoletana e la degustazione di quattro pizze: #LaPizzaDiDeMartino con crema di friarielli, fior di latte di Agerola, lardo di maialino nero, tarallo sbriciolato e fili di peperoncino; La Cipolla Barricata composta da vellutata di cipolle ramate di Montoro sfumate con grappa barricata, fior di latte di Agerola, pancetta croccante di maialino nero e fonduta di formaggi stagionati; La Buona Tavola con crema di papaccelle, fior di latte di Agerola, tuorlo d’uovo fritto, scaglie di Cacioricotta cilentana e basilico cristallizzato; La Cosacca 2.0 con emulsione di pomodorini del Piennolo DOP, formaggio di pecora stagionato alle vinacce, pomodorini gialli del Piennolo DOP e basilico.

Il consenso, nelle parole di giornalisti ed esperti, è dovuto non solo al sapiente equilibrio degli ingredienti nei topping ma anche all’impasto. “Ho perfezionato l’impasto nel tempo, con prove e riprove, cercando di non allontanarmi da quella che è la pizza napoletana e allo stesso tempo non avvicinarmi alla panificazione. L’impasto attuale è una biga solida al 90% e un poolish al 10%. La vera particolarità sta nel non utilizzo di farine separate ma di un bland di 0 e 1 già nei prefermenti. Questo mi permette di trarre da una farina non raffinata aromi, sapori, profumi, fragranza e friabilità per offrire al cliente un prodotto il più digeribile possibile”, ha sostenuto Stefano De Martino.

 

STEFANO DE MARTINO PRESENTA IL NUOVO MENU DELLA COSACCA

La Cosacca

Sabato 7 dicembre alle ore 13.00 presso la pizzeria La Cosacca in Via Lepanto 271/273 a Pompei, Stefano De Martino presenterà alla stampa il rinnovato menù autunno-inverno. L’evento è organizzato da Renato Rocco, direttore de LaBuonaTavola Magazine, che insieme a giornalisti ed esperti del settore testerà il banco d’assaggio.

Il menù del pranzo prevede un’entrée composto da una frittatina classica napoletana e la degustazione di quattro pizze:

  1. #LaPizzaDiDeMartino con crema di friarielli, fior di latte di Agerola, Lardo di maialino nero, tarallo sbriciolato e fili di peperoncino;
  2. La Cipolla Barricata composta da vellutata di cipolle ramate di Montoro sfumate con grappa barricata, fior di latte di Agerola, pancetta croccante di maialino nero e fonduta di formaggi stagionati;
  3. La Buona Tavola con crema di papaccelle, fior di latte di Agerola, tuorlo d’uovo fritto, scaglie di Cacioricotta cilentana e basilico cristallizzato;
  4. La Cosacca 2.0 con emulsione di pomodorini del Piennolo DOP, formaggio di pecora stagionato alle vinacce, pomodorini gialli del Piennolo DOP e basilico.

Terminano il percorso d’assaggio i dolci della rinomata pasticceria di Napoli Poppella.
La Cosacca arriva a Pompei portando con sé esperienza ed estro nella convinzione che rispettare la tradizione sia garanzia di bontà e gusto. Situata al ridosso del centro di Pompei, la pizzeria è punto di ritrovo non solo per i tanti giovani che affollano le vie della cittadina ma anche per chi, attirati dalle bellezze del Santuario e degli scavi romani, vuole concludere il suo itinerario con un’intensa esperienza culinaria.

Stefano De Martino, giovane ma già esperto pizzaiolo, sforna una pizza friabile e fragrante, altamente digeribile grazie a un impasto indiretto composto da un bland di farina tipo 0 al 90% e tipo 1 al 10, biga al 90%, poolish al 10%. Grazie all’alta idratazione pari al 70%, De Martino porta in tavola un prodotto dall’ottima struttura che rende facile la masticazione.

 

Ufficio Stampa LaBuona Tavola

HELGA LIBERTO PRESENTA A RE PANETTONE

“PASSEGGIATA CILENTANA”

Domenica 24 novembre alle ore 18.30 al Grand Hotel Parker’s  in Corso Vittorio Emanuele a Napoli,  Helga Liberto , maestra pasticciera, Chef dei Grani di Battipaglia, darà prova della sua esperienza e creatività in una golosa esibizione live intitolata “Passeggiata Cilentana”. L’appuntamento si inserisce nella quinta edizione di RE PANETTONE®, l’ormai tradizionale evento sui lievitati che ha come protagonista il panettone artigianale presentato in infinite varianti.

Passeggiata Cilentana” sarà un dolce momento in cui assaporare il territorio campano nella sua naturalità, una prova d’artista in cui verrà sottolineato l’aspetto artigianale del panettone realizzato senza additivi, conservanti e scorciatoie produttive. In particolare, la ricetta prevede quello che Helga Liberto ha chiamato “RiPanettone”: il riciclo di un panettone artigianale con miele pregiato di Alicanto, una pianta tipica cilentana, con retrogusto di fragola passita e fico bianco con glassatura di cioccolato fondente.  La scelta di abbinare il fico all’Alicanto è dettata dal fatto che la fioritura, la maturazione e la produzione dei due prodotti avviene nello stesso periodo dell’anno. L’accenno di cremosità sarà dato da un ingrediente molto caro alla lievitista perché proveniente dalla sua terra, la Piana del Sele: la ricotta di bufala.

In occasione dell’evento, i panettoni in degustazione giudicati dalle due giurie, tecnica e pubblico, targati Helga Liberto saranno:

  1. Il Tradizionale, panettone artigianale con uvetta e scorza d’arancia
  2. Carezza del Cilento, panettone artigianale con fico bianco monnato di Prignano Cilento, Presidio Slow Food, confusione di rum agricolo e glassatura di cioccolato Domori Sur del Lago

Il banco d’assaggio durante la due giorni, oltre ai due precedenti, vedrà la presenza anche di altre eccellenze:

  1. Nuvola del Vesuvio, panettone artigianale con arance candite, uvetta australiana 7 corone e Albicocca Pellecchiella del Vesuvio, Presidio Slow Food
  2. Terra degli Alburni, panettone artigianale con Marrone di Serino IGP, pasta di caffè con glassatura di cioccolato a latte Equador Domori
  3. Profumo di bosco, panettone artigianale con mirtilli, more, e fragoline a canditura morbida e glassatura di cioccolato Ruby

Ingredienti di qualità quelli che Helga Liberto utilizza nei suoi lievitati: albicocche pellecchiele e fico bianco di Prignano Cilentano a Presidio Slow Food, burro rigorosamente italiano, uova biologiche territoriali provenienti da galline nutrite esclusivamente con semi di lino che conferiscono al prodotto un apporto di Omega 3 superiore alla media. La Chef dei Grani sceglie i suoi ingredienti in un territorio circoscritto in cui proliferano materie prime d’eccellenza che risultano essere l’asso nella manica di una profonda conoscitrice di grani e farine che riesce con il suo estro a produrre un lievitato in cui ogni senso è appagato: dal sapore unico, dall’odore inebriante, dall’aspetto gradevole.

 

“ IL MIO SAN MARZANO ” 

Lunedì 21 OTTOBRE alle ore 18.00 presso lo stabilimento Solania in via Provinciale Nocera-Sarno (Località Fosso Imperatore) di Nocera Inferiore (SA) al via la terza edizione dell’evento “Il Mio San Marzano”, organizzato da Renato Rocco, direttore de LaBuonaTavola Magazine e promosso dall’azienda Solania srl, leader nel settore della trasformazione del pomodoro San Marzano in collaborazione con Perrella, distributore esclusivo di Solania in Campania e Molise.   

San Marzano

Dalle 18.00 alle 19.00 sarà possibile visitare lo stabilimento Solania ed assistere ai processi di lavorazione e trasformazione del pomodoro. A seguire la grande festa con ospiti d’eccezione: Gianfranco Vissani, noto volto televisivo in programmi di cucina, nonché chef pluristellato dell’omonimo ristorante di Terni e Luciano Pignataro, giornalista enogastronomico de Il Mattino e del LucianoPignataroWineBlog 

San Marzano

La serata sarà presentata dalla dirompente Francesca Faratro, giornalista enogastronomica del LucianoPignataroWineBlog e da Renato Rocco e prenderanno parte all’evento chef, pizzaioli e maitre patissier che presenteranno in esclusiva le loro ricette con il pomodoro San Marzano Dop disponendo di cinque forni e di altrettante postazioni cucina. Guest star canora della serata Anna Capasso che allieterà la serata con musica classica napoletana e moderna.  

Grande novità di questa terza edizione, la presentazione di un museo dedicato interamente alle etichette del pomodoro San Marzano di cui si potrà seguire l’evoluzione grafica nel corso dei secoli. Inoltre, verrà presentato l’accordo con “Authentico”, un eco-sistema digitale che attraverso una app e un sito internet supporta gli utenti nella scelta di acquisto, consentendogli di identificare i veri prodotti italiani autentici, fondato dall’imprenditore Pino Coletti. Una dimostrazione di come l’azienda Solania sia sempre più attenta ad informare ed educare il consumatore finale e per garantirgli un’informazione trasparente di qualità che possa anche tutelare la salute di chi ama i prodotti italiani.  

IL PROGETTO “ IL MIO SAN MARZANO ” 

Grazie al progetto “Il Mio San Marzano” pizzaioli, ristoratori e chef potranno scegliere la particella di terreno per poter controllare tutte le fasi di crescita del proprio pomodoro e personalizzare l’etichetta della confezione con il logo del locale, la loro immagine o altro segno identificativo. L’etichetta conterrà altresì il QR code con i dati di produzione. 

 

Ufficio Stampa

La Buona Tavola

 

Considerazioni finali sull’evento “Aspettando…il Mio San Marzano”

Renato Rocco

Pizza e San Marzano

Lunedì 23 settembre alle ore 18.30 presso lo stabilimento Solania in via Provinciale Nocera-Sarno (Località Fosso Imperatore) di Nocera Inferiore (SA) al via la terza edizione dell’evento “Il Mio San Marzano”, organizzato da Renato Rocco, direttore de LaBuonaTavola Magazine e promosso dall’azienda Solania srl, leader nel settore della trasformazione del pomodoro San Marzano in collaborazione con Perrella, distributore esclusivo di Solania in Campania e Molise.   

Dalle 18.30 alle 19.30 sarà possibile visitare lo stabilimento Solania ed assistere ai processi di lavorazione e trasformazione del pomodoro. A seguire la grande festa con ospiti d’eccezione: Gianfranco Vissani, noto volto televisivo in programmi di cucina, nonché chef pluristellato dell’omonimo ristorante di Terni e Luciano Pignataro, giornalista enogastronomico de Il Mattino e del LucianoPignataroWineBlog 

Locandina Il Mio San Marzano

La serata sarà presentata dalla dirompente Francesca Faratro, giornalista enogastronomica del LucianoPignataroWineBlog e da Renato Rocco e prenderanno parte all’evento chef, pizzaioli e maitre patissier che presenteranno in esclusiva le loro ricette con il pomodoro San Marzano Dop disponendo di cinque forni e di altrettante postazioni cucina. Guest star canora della serata Anna Capasso che allieterà la serata con musica classica napoletana e moderna.  

Grande novità di questa terza edizione, la presentazione di un museo dedicato interamente alle etichette del pomodoro San Marzano di cui si potrà seguire l’evoluzione grafica nel corso dei secoli. 

IL PROGETTO “ IL MIO SAN MARZANO ” 

Grazie al progetto “Il Mio San Marzano” pizzaioli, ristoratori e chef potranno scegliere la particella di terreno per poter controllare tutte le fasi di crescita del proprio pomodoro e personalizzare l’etichetta della confezione con il logo del locale, la loro immagine o altro segno identificativo. L’etichetta conterrà altresì il QR code con i dati di produzione. 

TOP 20 DELLE MIGLIORI PIZZERIE

GOURMET DELLA CAMPANIA:

IL FUTURO DELLA PIZZA ABITA QUI

Pubblicata dall’Accademia dei Maestri Pizzaioli Gourmet la selezione delle migliori pizzerie per buongustai della regione. L’appuntamento si ripeterà ogni anno e già si sta lavorando alla Top per le altre regioni

top 20

Impasti e ingredienti ricercati, cura e attenzione ai particolari. Ma anche tanta originalità e creatività per realizzare prodotti di eccellenza. La Top 20 delle migliori pizzerie gourmet, selezionate dall’Accademia dei Maestri Pizzaioli Gourmet, restituisce alcuni dati di tendenza, una vera e propria radiografia dello stato attuale di un mondo, che sta diventando un universo sempre più ampio. Il primo elemento è quello della ricerca. Sta sempre più avanzando l’idea di lavorare sulle materie prime di qualità, a cominciare dalle farine. Il recupero delle integrali è generalmente condiviso e questo incide direttamente sulla qualità degli impasti, che risultano più ricchi di sapore, digeribili, e anche salutari. Da questo al lavoro sui topping il passo è breve. E su questo i 20 pizzaioli Gourmet della Campania si sono davvero sbizzarriti. Soluzioni intriganti, attraversano in lungo e in largo ingredienti tra i più disparati e, a volte, imprevedibili e stuzzicanti.

Le pizzerie scelte sono state sottoposte ad una dura selezione a cominciare dagli impasti. Altro parametro di giudizio del gruppo di selezionatori di AmpGourmet, tra i quali alcuni esperti dell’Ordine dei Tecnologi Alimentari di Campania e Lazio, è stato rivolto alla scelta delle materie prime, tutte di primissima scelta, ma anche al felice abbinamento tra di esse. Infine la cottura, l’arte del pizzaiolo, quella che alla fine rende eccezionale una pizza al punto tale da accontentare i palati più esigenti, in grado di avvalersi del titolo di gourmet. L’iniziativa si avvale della collaborazione del marchio Olivarte al quale l’Accademia si affianca per la grande qualità dei prodotti.

In una parola il mondo della pizza gourmet avanza a passi da gigante, parallelamente al prodotto tradizionale di cui è figlia naturale. AmpGourmet annuncia inoltre che la Top 20 Campania è solo la prima di altre che seguiranno in seguito, e che allargheranno il campo anche alle altre regioni italiane fino ad ottenere una Top delle migliori pizzerie d’Italia.

La selezione delle Top 20 Campania è disponibile sul sito dell’AmpGourmet https://www.ampgourmet.com/top-20.

Ufficio stampa

Sabatino Di Maio

Aspettando il Mio San Marzano

Lunedì 29 Luglio alle ore 18.00, presso l’“Azienda Farao di Renato Faraone Mennella in via Sarno-Striano, 109 a Sarno (SA), si terrà l’evento: “Aspettando il Mio San Marzano , organizzato da LaBuonaTavolaMagazine promosso da Solania srl, azienda leader del settore della trasformazione del pomodoro San Marzano con la collaborazione di Perrella srl, azienda di distribuzione in Campania e Molise. Convivialità, sapore autentico del pomodoro appena raccolto, musica live e piatti semplici della tradizione sono le parole chiave dell’evento che vuole essere una vera e propria celebrazione del “Re” delle tavole in quello che è il primo giorno di raccolta del San Marzano alla scoperta dei metodi e dei luoghi di coltivazione. Una festa in primis degli agricoltori, veri volti della qualità del San Marzano.  

 La serata sarà presentata da Renato Rocco, direttore de LaBuonaTavolaMagazine, e Francesca Faratro, giornalista enogastronomica del LucianoPignataroWineBlog. Con i contributi di Luciano Pignataro, giornalista enogastronomico de Il Mattino e del LucianoPignataroWineBlog Barbara Guerra curatrice della guida 50 TOP PIZZA. Tra gli ospiti, l’“Associazione Verace Pizza Napoletana”, i pizzaioli del gruppo La Piccola Napoli, gli chef della Federazione Italiana Cuochi e dell’Associazione Professionale Cuochi Italiani Campania e lo staff della Gambero Rosso Academy guidata da Serena Maggiulli.    

 Il percorso degustativo, a cura di Giuseppe Daddio Aniello Di Caprio della scuola Dolce&Salato, prevederà piatti in cui assaporare tutta la freschezza e la genuinità del pomodoro appena raccolto: dalla “focaccia con pomodoro, mozzarella e basilico crudo” all’ “insalata di pasta alla crudaiola”, passando per assaggi di “pomodoro San Marzano spaccato con olio, sale e origano” alla “caprese DOP e caprese dei Monti Lattari” fino ai “peperoncini del fiume al filetto di San Marzano” e al  “Cuzzitiello al ragù e polpette”.  

 Quest’anno Il Mio San Marzano, progetto avviato dall’azienda Solania srl, si arricchisce di questa appendice che la precede, per rispondere alla necessità di mostrare le metodologie di coltivazione del San Marzano e il suo areale tipico, quello dell’Agro Nocerino Sarnese.

Attraverso il progetto – che mira a soddisfare le esigenze delle comunità di che e pizzaioli che vogliono identificarsi in un prodotto e soprattutto richiedono fortemente una garanzia circa la sua qualità –si potrà: 

  1. Scegliere la propria particella di terreno
  2. Identificare il proprio lotto di produzione
  3. Personalizzare l’etichetta del barattolo  

 Nel corso della manifestazione verrà presentata la sottoscrizione, sulla piattaforma change.org, della petizione all’UNESCO per il riconoscimento dell’Agro Sarnese Nocerino, patria del pomodoro San Marzano, come patrimonio naturale e culturale dell’Umanità.   

Nuova tappa per il Baccalà Fest che l’8 Luglio alle ore 20.30 approderà ad Avellino in casa di Giuseppe Maglione patron di Daniele Gourmet in Viale Italia, 233. L’evento è organizzato da La Buona Tavola Magazine in collaborazione con DolciarteBiancoBaccalà Osteria del Baccalà 

Ospiti Baccalà F

Quattro gli autori che firmeranno il menù rigorosamente a base di baccalà, ingrediente caro alla cucina popolare: Giuseppe MaglioneAntonio RuggieroAlfonso De Filippo Carmen Vecchione. Per questa occasione Giuseppe Maglione, nei panni del perfetto pizzachef padrone di casa, delizierà gli ospiti con tranci di pizze al “mantecato di baccalà, olive disidratate e scarola fresca”, “caponata di baccalà con pomodorini gialli e rossi e asparago selvatico” e “papaccella napoletana e baccalà”. Un mix di sapori che trovano nella freschezza del baccalà un pendant perfetto. Direttamente dalla cucina del suo ristorante, Antonio Ruggiero presenterà il famoso “Fil di ferro”, un primo piatto “pre-al dente”, fiore all’occhiello della sua Osteria. Sarà poi il turno di Alfonso De Filippo che, per un secondo piatto davvero estasiante, preparerà del “baccalà in cassuola alla siciliana”. Unica donna del quartetto, Carmen Vecchione, sulla scia dei suoi colleghi, sorprenderà gli ospiti con un dessert al baccalà che rivelerà la flessibilità dell’ingrediente principe ad adattarsi alle ricette più estrose. Un evento questo che desidera ridare giusto valore a un ingrediente considerato un piatto povero ma che negli ultimi anni sta tornando alla ribalta nelle cucine di rinomati chef che diffondono la cultura del buon baccalà, grazie a rivisitazioni moderne e all’esaltazione del suo gusto naturale.  

 

Giuseppe Maglione napoletano di nascita ed avellinese d’adozione è il giovane interprete della nouvelle vogue dell’arte della pizza gourmet in Italia, patron e pizza chef di Daniele Gourmet e Daniele Urban ad Avellino.   

Antonio Ruggiero docente dell’istituto alberghiero e patron dell’Osteria del Baccalà. Vanta un curriculum di tutto rispetto: consulente di alberghi prestigiosi, degustatore di oli con il titolo di capo panel, micologo, sommelier AIS e infine maestro assaggiatore di formaggi ONA. 

 Alfonso De Filippo è il resident chef del ristorante BiancoBaccalà oltre che erede della famiglia De Filippo, baccalajuoli dal 1791 con il laboratorio di lavorazione adiacente al ristorante.  

Carmen Vecchione pastry chef e proprietaria della pasticceria Dolciarte ad Avellino, dopo una laurea in Economia e Commercio, nel 2002, approda al ristorante “La Maschera” del capoluogo irpino affiancando lo chef Lino Scarallo, oggi stella Michelin a Palazzo Petrucci di Napoli. Nel 2008 inaugura il Dolciarte in via Trinità ad Avellino.  

Sartù“Galeotto fu il libro e chi lo scrisse”. Mai frase fu più adatta per descrivere il modo in cui il libro Il pesce e l’olio- Mangiare di Scammaro di Tommaso Esposito ha ispirato la cena al Sartù, organizzata dal patron Carlo Capuano in collaborazione con Renato Rocco direttore de “La Buona Tavola Magazine” e la tenuuta “Le Lune del Vesuvio”.

La cena, basata sul concetto di “mangiar di scammaro” e cioè sul mangiar di magro, è stato evento fausto per riportar in tavola ricette “povere”, ma abbondanti, scelte e raccolte nella piccola antologia. Tra queste: lupine a zuppetella; le patane, foglie e pesce curreja; la frettata de vermicielle, e il migliaccio docc ‘e pan. E seguendo la sua filosofia di “tradizione in movimento”, il patron di Sartù ha inserito nel menu anche ricette più “moderne” come il baccalà con salsa di limone, pomodoro ramato e acciughe. <<Un caleidoscopico universo di sapori che dalle antiche distanze trae linfa per una sorprendente gastronomia umanistica>>, suggerisce Santa di Salvo, giornalista enogastronomica de “Il Mattino” e autrice della prefazione al libro di Esposito . Il tutto sapientemente abbinato al Lacryma Christi del Vesuvio Doc “Janesta” bianco della tenuta Le Lune del Vesuvio, il perfetto accostamento ai classici piatti di mare dell’antica cucina.

Alici e lupine a zuppetellaPresente alla cena, la Di Salvo suggerisce come oggi sia possibile <<riscoprire piccoli gioielli di alimentazione sobria e gustosa in quei cibi ordinari a cui le classi meno abbienti erano costrette a piegarsi>> solamente perché <<è mutato l’orizzonte culturale con cui guardiamo al nostro passato>>.

Concorde con le sue parole anche Carlo Capuano: <<sono convinto che esista un fil rouge che lega la cucina storica a quella per così dire “moderna”, non bisogna mai separarle, piuttosto fare della cucina moderna una “tradizione in movimento”.  Per poter affrontare le novità,  bisogna guardare sempre indietro, senza mai dimenticare i vecchi insegnamenti>>.

Possiamo ben dire che questo evento al Sartù, sempre attento alle tematiche della cucina storica oltre che un momento gioioso di convivialità, è stato un’importante lezione di memoria storica>> per far rivivere ai commensali <<amici, curiosi e cultori del settore>>  i comportamenti alimentari di un tempo, riportati alla luce dalle ricette di nonna Mariuccia Di Buono (poi passate a mamma Chicchina e Tommaso Esposito, secondo ciclica eredità) che, soprattutto la pasta con alici e lupini ‘a zuppetella, venivano preparate al venerdì <<quando Cicciariello ‘o pisciaiuolo ne garantiva, giurando e rigiurando su tutti i Santi del Paradiso, la freschezza e la bontà>>.

E se per Carlo Capuano, la storia delle tradizioni fa parte di quella memoria storica e collettiva di un popolo, possiamo ben dire che anche la cucina storica è un diario, un “salvadanaio dello spirito” che racconta ritualità e specifici modelli di consumo della vicenda umana.

 

Patane, foglie e pesce curreja  Frettata

Marika Manna 

 

 

Salomone Auricchio

Venerdì 7 Giugno alle ore 21.00, presso il “Post – Aperitif Club” in Via Coroglio, 35 (NA), si terrà l’evento “A Table full of Stars” a cura di “Che Gusto!”. Una cena a quattro mani preparata dallo chef Roberto Auricchio e dallo chef stellato Luigi Salomone.

Per la cena, divisa in due parti, gli chef si alterneranno nella realizzazione dei piatti:

  • Aperitivo finger di benvenuto composto da:

Branzino teriyaki, pesca e burrata  ( Salomone );  Polpo,cocco e lime ( Auricchio ); Ostrica, vodka, pomodoro e anguria ( Salomone ); Tonno e fresella 2.0 ( Auricchio ); Salmone, panna acida,melone, gin e mandorle ( Salomone ); Fish&Chips ( Auricchio );

 

  • Antipasto: lo chef Luigi Salomone delizierà gli ospiti con un cocktail a base di gamberi, fragole e puntarelle

Primo: pasta e piselli che lo chef Salomone rivisiterà con latte affumicato, seppia e alghe

Secondo: lo chef Auricchio propone del pesce spigola condito con  scarola, yogurt di bufala e tè nero.

Dessert: mojito cheesecake, realizzata dallo chef Roberto Auricchio.

 

Roberto Auricchio , costruitosi la sua esperienza tra alberghi e ristoranti sia all’estero che in Italia, fa attualmente parte dello staff di “Identità golose” e la sua attività professionale è maturata al fianco di Davide Mazza (docente all’accademia “Niko Romito”); della chef stellata Rosanna Marziale de “Le colonne” a Caserta; di Paolo Barrale, chef stellato del “Marenna’” nei Feudi di San Gregorio e dello chef tristellato Niko Romito del “Reale”a Castel di Sangro.

L’esperienza professionale di Luigi Salomone si modella al fianco di numerosi chef stellati. Lavora, infatti, con Nino Di Costanzo patron e chef del “Danì Maison” a Ischia; Francesco Sposito , chef e socio di Taverna Estia” a Brusciano insignito di due stelle Michelin  e Paolo Barrale. Dal 2015 Salomone ha guidato il ristorante “Piazzetta Milù” a Castellammare di Stabia guadagnando nel 2016 la sua prima stella Michelin e terminando la sua esperienza a fine 2018.

 

Evento su prenotazione  tel. 331  799 80 08                                          40€ escluso bevande

Maurizio De Riggi e Katharina Mosseng presentano il primo
Lofoten Seafood Center

deriggi-lofotenAl Convento Padri Trinitari di Somma Vesuviana, lo chef campano Maurizio De Riggi e l’imprenditrice norvegese Katharina Mosseng presentano il progetto “Lofoten Seafood Center”, un centro di cultura e produzione sulla sostenibilità legata al mare e alla pesca. Il progetto mira a far avvicinare il consumatore alla conoscenza di un prodotto dalla fase di pesca, alla scoperta del percorso di allevamento sostenibile, alla trasformazione, alla cucina. “Questo progetto che unisce la Campania alla Norvegia – dichiara Maurizio De Riggi – nasce dalla volontà di capire e raccontare che siamo ciò che siamo grazie alle contaminazioni culturali. La mia cucina fondata su forti convinzioni etiche, su cui si muove una ricerca di equilibrio dei contrasti, nutre un profondo rispetto delle tradizioni, pur convinto che, cambiando i gusti delle nuove generazioni, la  tradizione proposta uguale a se stessa può rivelarsi un fallimento. Per questo motivo, partendo delle tematiche ecologiche, ho iniziato questo progetto con le isole Lofoten da un ingrediente in comune: lo Stoccafisso. Il primo viaggio a Leknes mi è servito per scoprire una terra che mi ha segnato per la profonda attenzione alla materia prima e per il rispetto all’ambiente. Ho scoperto un elemento in comune tra la mia cucina e l’attenzione del Lofoten Seafood Center alla materia prima”.
deriggi-mosseng“Maurizio è un giovane chef con un genuino interesse per il territorio, per il cibo e per smuovere le coscienze – sostiene Katharina Mosseng. La sua attenzione rivolta soprattutto ai più giovani è per noi del Lofoten Seafood un punto di forza che ci consente di guardare alla categoria sulla quale far leva per il futuro.Grazie alla collaborazione con Maurizio ha preso forma il Lofoten Seafood Center, grazie al quale restituiamo tra l’altro attenzione allo stoccafisso che da oltre 600 anni ha dato tanto alla mia terra e che ha trovato in Somma Vesuviana, fin dai tempi dei Borboni, l’eccellente luogo di trasformazione di questo prodotto. Ed è grazie a quel lavoro, che continua ancora oggi, che possiamo continuare a portare lo stock oltre i confini del territorio norvegese. Lo stock, oltre ad essere un prodotto di eccellenza, è uno dei prodotti più naturali e sani e con il contributo sinergico dell’industria, la formazione dei ragazzi e le idee innovative dei giovani chef il prodotto e la cultura possono continuare il loro viaggio”. Saranno proprio i giovani i tester di questa esperienza gastronomica, in quanto una classe di allievi di un istituto superiore norvegese fornirà l’indice di gradimento delle nuove ricette ideate dallo chef Maurizio De Riggi. “Ci aspettiamo – conclude De Riggi – che questo possa portare innanzitutto ad una conoscenza, a un coinvolgimento di giovani nel recupero della storia di un prodotto che rappresenta non solo una grande tradizione ma il futuro dei due territori” . Dal 3 giugno il Markus si sposta dunque in Norvegia per l’avvio di questo importante progetto fino al 12 settembre, data in cui i risultati del percorso prenderanno forma e vita al locale di San Paolo Belsito. Tra i piatti che Maurizio De Riggi prepara per la giornata di congedo “Stop &
Stock” vi sono: Stoccafisso e baccalà all’insalata; Mozzarellina di bufala con salmone affumicato a freddo con bacche di ginepro, pesto di capperi e olive e Pasta fredda con cremoso di parmigiano reggiano e salmone affumicato con polvere di prezzemolo.

 

Antonio Puzzi 

 

Girone di ritorno per ” Legami di Pizza “

Legami di PizzaGiovedì 30 Maggio alle ore 20.00, presso la PizzaGourmet  del pizzachef Giuseppe Vesi  sita in Via Francesco Caracciolo, 13 (NA),  si terrà il girone di ritorno dell’evento Legami di Pizza organizzato da La Buona Tavola, magazine diretto dal giornalista enogastronomico Renato Rocco.

Dopo il primo match tenutosi il 16 Maggio presso la pizzeria Daniele Gourmet di Avellino,  questa volta Giuseppe Vesi giocherà in casa ospitando il pizzachef Giuseppe Maglione. Territorialità ed Innovazione sono le parole chiave per descrivere le delizie proposte dai due chef che si “sfideranno” eseguendo tre pizze gourmet create ad hoc per l’occasione.

Darà il via alla cena l’antipasto, la cui realizzazione spetta al padrone di casa il quale delizierà gli ospiti proponendo una degustazione di fritti gourmet in porzioni mignon. A seguire la “sfida” dei due pizzachef che presenteranno i loro cavalli di battaglia.

Giuseppe Vesi propone “Panorami” con fior di latte di pezzata rossa, formaggio cashel blue, noci di Sorrento, speck tirolese artigianale e miele di acacia; “Verso sud” con mozzarella di bufala, carciofo di Paestum indorato e fritto, scaglie di provolone del Monaco, riduzione di liquirizia calabra e menta. Concluderà la sfida “Mediterranea” con stracciatella di bufala campana, tartare di tonno pinna gialla, pomodorino giallo confit e sbriciolata di tarallo napoletano.

Le tre pizze di Giuseppe Maglione saranno: “I sapori dell’orto” con crema di peperoni, crema di zucchine, vellutata di melanzane e patate, burrata di bufala, funghi champignon, misto di verdure tagliate alla julienne e fritte, briciole di pane croccante e olio evo bio; “Rifugio nel bosco” condita con crema di asparagi e tartufo, fior di latte, olive nere caizzane, asparago selvatico, pancetta affumicata dell’Irpinia, olio evo bio; per finire delizierà gli ospiti con la “Cacio e cozze” preparata con crema di caciocavallo podolico e tartufo bianco, fior di latte, cozze gratinate e cotte a vapore, basilico castellato e giro di olio evo bio.

Termina la cena il dessert: Giuseppe Vesi stupirà gli ospiti con una piramide in crosta di cioccolato bianco con cuore di mousse alla fragola.

Baccalà Fest: nuova tappa al ristorante “Benvenuti al Sud” (Lusciano)

 

Lunedì 27 Maggio il ristorante “Benvenuti al Sud” di Lusciano (CE) ospiterà la nuova tappa del Baccalà Fest: una cena per celebrare il Baccalà, uno degli ingredienti della cucina tradizionale popolare. In collaborazione con “La Buona Tavola Magazine”, il ristorante “BiancoBaccalà”, la casa vitivinicola “I tre Mori” e l’Accademia Partenopea del Baccalà.

Protagonisti d’ eccezione della serata saranno: Mirko e Danilo Fusco maestri pizzaioli, Nicola Di Filippo chef e presidente dell’Associazione “Escoffier”, Alfonso De Filippochef del ristorante “BiancoBaccalà” e Nino Cannavale chef.

Un evento che desidera ridare giusto valore a un ingrediente considerato un piatto povero ma che negli ultimi anni sta tornando alla ribalta nelle cucine di rinomati chef che ritornano a diffondere la cultura del buon baccalà, grazie a rivisitazioni moderne ma anche solo all’ottimizzazione del suo gusto naturale.

Per deliziare i palati degli ospiti gli chef proporranno un menù innovativo che rivelerà la flessibilità dell’ingrediente principe ad adattarsi alle ricette più estrose: dalle polpette del primo aperitivo, passando per un risotto mantecato allo champagne, alle pizze a spicchi, tutto rigorosamente al sapore di baccalà. La sorpresa, a fine cena, arriverà dallo chef Nino Cannavale che per il suo dessert rivisiterà il baccalà in chiave dolce.

A fare da sfondo, come un vero e proprio cantastorie, l’autore dei libri “Il pesce e l’Olio” “Baccalajiuoli”  Tommaso Esposito, giornalista enogastronomico de “Il Mattino”, che racconterà – coadiuvato da esperti del food quali Renato Rocco direttore del magazine “La Buona Tavola”, Nino De Filippo Patron della storica baccaleria “De Filippo 1791” e Toti Lange Presidente dell’Accademia Partenopea del Baccalà – aneddoti leggende e tradizioni sulla cucina povera napoletana e sul Baccalà, alla riscoperta di un prodotto che vanta il primato di essere uno dei più antichi della cucina tradizionale delle Campania e dell’Italia in generale.

 

 

 

 

 

 

Per ulteriori informazioni e prenotazioni: BENVENUTI AL SUD – Viale della Libertà, 47 Lusciano 081 014 87 64

La Primavera dei Borbone
Il terzo appuntamento di “Esperienze Borboniche” sarà dedicato alla stagione della rinascita

La cucina e la natura sono strettamente legate: l’interesse per la cucina non deve mai superare il rispetto per il cibo, e dunque per i frutti che la natura offre solo in determinati periodi dell’anno. Era questa una regola “aurea” per i monzù, ovvero i cuochi dei Re, che utilizzavano ortaggi, verdure, agrumi e altri frutti raccolti principalmente nei giardini dei palazzi di corte.

Le delizie destinate alle tavole dei Re allietavano gli ospiti durante i ricevimenti grandiosi e le spettacolari feste a cui partecipavano personaggi illustri che hanno fatto la storia del Regno di Napoli, che con i Borbone ha dunque vissuto una vera e propria rinascita.

I sovrani erano ghiotti di asparagi, piselli, fave, fragole, limoni… Sono questi gli ingredienti dei piatti che compongono il menù che lo chef stellato Pasquale Palamaro ha pensato per il terzo capitolo di “Esperienze Borboniche” che si svolgerà il 27 marzo presso l’”Archivio Storico” (ristorante e premium bar ubicato in via Scarlatti, 30 – Napoli). In terzo appuntamento della kermesse – incentrata sulla cultura borbonica, e sul cibo e le bevande di cui i reali andavano ghiotti – è dunque dedicato alla Primavera e ai suoi buoni frutti, Le pietanze che saranno servite nel corso della serata sono dunque un inno alla cultura borbonica e alla stagione appena iniziata: gamberi e asparagi fritti; sartù di riso primaverile; crostata con fior di ricotta, fragole e limone. A tali ricette saranno abbinati un cocktail floreale preparato dal bar manager della struttura, Salvatore D’Anna (il “Floridiana – Sanmartino”), e due vini dell’azienda “Vitematta” (il “59 Vitematta”soumante metodo Martinotti Aglianico rosè, e “Il Principe”, un Asprinio spumante Metodo Classico).

La scaletta dell’evento prevede l’intervento di Salvatore Lanza dell’Associazione Culturale Neoborbonica (che parlerà dei primati del Regno delle Due Sicilie), dello chef Pasquale Palamaro, del bar manager Salvatore D’Anna, e di Tommaso Luongo dell’AIS Napoli, che introdurrà a sua volta l’intervento dei rappresentanti dell’azienda Vitematta che racconteranno la storia della cooperativa da cui la cantina ha avuto origine che ha l’obiettivo di contribuire all’emancipazione sociale e lavorativa del territorio casertano attraverso la cura e l’inserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati nel settore dell’agricoltura e della vinificazione.

Per info e prenotazioni

375 6089682

Ufficio Stampa:

Grazia Guarino

 

Beer attraction daily report domenica 17 febbraio 2019

 

IL FUTURO DELLA DISTRIBUZIONE SECONDO ITALGROB

Dal Master ai nuovi work shop formativi, la distribuzione ho.re.ca. guarda al futuro”. Questo il titolo dell’evento a cura del Centro Studi Italgrob in collaborazione con IEG – Italian Exhibition Group che si è svolto questa mattina a Beer Attraction (alla fiera di Rimini fino a martedì). Presenti Matteo Zoppas, Presidente Confindustria Veneto, Giuseppe Cuzziol, Presidente AFDB – Associazione per la Formazione nella Distribuzione del Beverage e Vincenzo Caso, Presidente Italgrob.

L’incontro formativo ha visto alternarsi sul palco illustri personaggi del settore come Matteo De Angelis, docente della Luiss Business School insieme ai corsisti della 4° edizione del Master in Trade  Management del Consumo Fuori Casa, organizzato dalla Luiss Business School. Tra i relatori, inoltre, Febo Leondini, Consigliere e responsabile Centro Studi Italgrob e Carlo Alberto Carnevale Maffè, Docente di strategia e imprenditorialità in SDA Bocconi e Università Bocconi.

Sul tappeto, un’analisi accurata della revisione strategica dei processi di business, dall’orientamento all’offerta, un processo in cui il cliente diventa comparsa e al contempo attore. L’incontro ha mostrato in particolare come si debba iniziare a scrivere la “sceneggiatura” leggendo il comportamento del cliente e interpretando i segnali provenienti dal mercato.

I corsisti del Master hanno motivato gli operatori presenti illustrando loro l’andamento degli investimenti delle aziende del settore ho.re.ca. nei beni tangibili e intangibili, mettendo in luce sia lo sviluppo che la perdita di eventuali opportunità di business.

 

UNA PINTA DI MARKETING

Molto seguiti anche gli incontri di formazione “Una pinta di marketing”, organizzati al Beer Attraction Lab a cura di Curlad. OggiAggiungi un appuntamento per oggi si è parlato di food&beverage ai tempi del web e di come costruire la propria presenza online. A Marco Poderi – Studio t-LIZE – che ha realizzato numerosi video importanti, tra gli altri, per Valentino Rossi, la Moto Gp e grandi chef come Cracco, Cannavacciuolo e Bottura, abbiamo chiesto: cosa serve per fare il video perfetto sulla birra? “Non serve un occhio particolare, ma anzi, il segreto è proprio non pensare sempre alla birra! Questo vale un po’ anche per gli altri settori, l’anno scorso abbiamo fatto lo spot della Moto GP a Misano, dove non si vedeva mai una moto gp per esempio…”.

E’ intervenuta anche Ilaria Barbotti – Digital pr Atelier, fondatrice di Instagrammers Italia. “In Italia mancano persone autorevoli sui social, per quanto riguarda il beverage. Nel food sono invece moltissimi, sia sui blog che su Instagram, ma sul beverage c’è ancora molto mercato… Quindi, cari beer lovers, avete tanto spazio in cui crescere, impegnatevi su Instagram e avrete anche lavoro. Perché i follower su Instagram si possono avere, e a volte è anche semplice, ma la competenza è ancora rara”.

 

L’ESPERIENZA DELLA BREWER ASSOCIATION AMERICANA

Formazione anche internazionale, oggiAggiungi un appuntamento per oggi a Beer Attraction. Folla di operatori entusiasti ed interessati al talk show “US and European Independent craft beers: a comparison of two experiences”. Ha aperto l’incontro Alessio Selvaggio di Uniobirrai, che ha descritto il successo del brand, lasciando poi la parola ad Adam Dulye della BA – Brewer Association, potentissima associazione statunitense che associa quasi 7.000 produttori di craft beer americane. Dulye ha spiegato come ha consolidato l’associazione e come, con una intensa attività di lobbing, il marchio difenda  sempre più la tipicità delle birre: “chi consuma birra artigianale vuole assolutamente entrare in contatto con il produttore, e quindi l’esperienza è fondamentale”, ha detto. La BA organizza la Coppa del Mondo della birra artigianale, alla quale partecipano anche birrifici italiani.

 

VALENTINO GALLO (foto allegata, n.d.r.), DUE BRACCIATE FRA LE BIRRE

Oltre ad essere un campione di pallanuoto, Valentino Galloè anche tra i soci del birrificio Zion (pronuncia ‘Zaion’, dall’antica città di Sion, dove pare sia stata creata la birra più antica al mondo, circa 3000 anni fa, ai tempi dei sumeri), ed oggiAggiungi un appuntamento per oggi ha fatto visita allo stand dell’azienda in fiera. Valentino, che rapporto c’è tra la birra e la forma fisica? “La birra è fondamentale…è ricca di sali minerali…”, dice ridendo. Il tuo allenamento ideale? “E’ più un sogno, consiste in un’oretta scarsa di palleggio e tiri e poi birra per tutto il giorno… La realtà purtroppo è diversa: 4-5 ore di allenamento e la birra… rimane una passione!”.

 

PER LA FIC MORENO CEDRONI (foto allegata, n.d.r.) INCORONA I VINCITORI DEL CONTEST RAGAZZI SPECIALI

Ieri taglio del nastro e lancio delle toques all’inaugurazione dei Campionati della Cucina Italiana 2019, la più importante e completa competizione italiana per tutte le categorie della cucina, organizzata dalla Federazione Italiana Cuochi con il supporto di Worldchef e in collaborazione con Italian Exhibition Group all’interno del FoodAttraction in programma alla Fiera di Rimini.

Oltre 1.500 cuochi provenienti dall’Italia e dall’estero, centinaia di cuochi si alternano fino a martedì 19 febbraio per le gare. Super ospite della giornata inaugurale di ieri è stato Moreno Cedroni (Madonnina del Pescatore**- Senigallia) presente per incoronare tutti gli iscritti al Contest Ragazzi Speciali, la gara che prevede la partecipazione di un Team di due persone composto da un ragazzo del IV o V anno con programmazione scolastica differenziata e un suo compagno di scuola tutor.

A chiusura dei lavori di ieri, le premiazioni delle categorie in gara e l’assegnazione delle medaglie per il Global Chef Junior in cui l’Italia si è classificata prima con Andrea Del Villano che conquista così il posto nella finale mondiale che si terrà in Russia nel 2020.

Il Trofeo per Miglior Allievo Istituti Alberghieri – Trofeo Metro Cash & Carry, è andato a Matteo Delvai dal Trentino Alto Adige del CFP Enaip di Tione.

Per il secondo anno il Gran Premio della Cucina Mediterranea, che prevede la realizzazione di menù da competizione per 60 persone con obbligo di utilizzo di ingredienti legati alla dieta mediterranea come la pasta e il pomodoro, è stato vinto dalla Slovenia, seguita dalla Francia e dall’Albania.

 

 

COLPO D’OCCHIO SU BEER ATTRACTION E BBTECH EXPO 2019

Data: 16-19 febbraio 2019; organizzazione: Italian Exhibition Group SpA in collaborazione con Unionbirrai, FIC Federazione Italiana Cuochi; con il patrocinio di: Regione Emilia-Romagna e Comune di Rimini; frequenza: annuale; edizione: 5a; accesso: riservato esclusivamente agli operatori professionali,  solo nella giornata di sabato 16 febbraio: aperto anche al pubblico (maggiorenne) dei beer lovers, foodies e consumatori gourmet; orari: sabato 16, domenica 17 e lunedì 18 febbraio: 10.00-18:30; martedì 20 febbraio: 10.00 – 17.00; group brand manager food&beverage division: Flavia Morelli; brand manager: Marco Cecchini; www.beerattraction.it  www.bbtechexpo.it  #BA2019

Ufficio Stampa:

Marco Forcellini

 

 

 

 

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La linea di “cocktail a porter” dell’Archivio Storico

archivio storicoL’ Archivio Storico, premium bar e ristorante napoletano, propone un nuovo “concept” di degustazione: il “cocktail a porter.

I drink che hanno reso famoso questo locale – un amalgama di sapori e di suggestioni per il palato – sono recapitabili a casa grazie a Moovenda.

  L’  Archivio Storico sdogana così un nuovo modo di vivere l’assaggio finalizzato affinché l’esperienza di aver bevuto un buon drink possa avvenire ovunque, anche oltre il bancone di un locale: a casa in compagnia di amici, in ufficio per festeggiare un importante risultato acquisito, o nella sala d’attesa di un centro estetico mentre si attende il proprio turno.

Sebbene la scelta di consumare il pranzo, la cena o l’aperitivo a casa in compagnia di amici è un fenomeno in crescita, recenti ricerche dimostrano che anche i più pantofolai sono attenti alla qualità del cibo e delle bevande che consumano tra le mura domestiche.

Molti napoletani preferiscono sì rimanere a casa, ma anziché mangiare “junk food” oppure sorseggiare bevande comprate in negozi appartenenti alla grande distribuzione e, magari, miscelate male, preferiscono ordinare il pranzo o la cena presso ristoranti rinomati. E, grazie all’Archivio Storico, possono ordinare e degustare placidamente accomodati sul divano di casa un “Old fashioned” oppure un “Manhattan”.

archivio storicoI “cocktail a porter” dell’Archivio Storico rispecchiano il carattere del locale: oltre ai grandi classici, nella “carta da asporto” sono presenti drink ottenuti con ricette  provenienti da vecchi ricettari di fine ‘800, sia miscelati che invecchiati in botte di rovere nelle cantine del locale e poi imbottigliati.

Per ciascun batch che viene imbottigliato vengono adoperate la stessa attenzione e cura che sono investite durante la fase di miscelazione al bancone.

Ovviamente per i cocktail d’asporto sono banditi ingredienti potenzialmente deperibili come succhi, sciroppi o uova; via libera invece a vini liquorosi, vermouth e distillati.

Ecco i “cocktail a porter” attualmente disponibili:
OLD FASHIONED (zucchero, bitters, whiskey), OLD FASHIONED INVECCHIATO (miele, bitters, whiskey con infusione di spezie, vino sherry, lasciato riposare 40 giorni in botte), BOULEVARDIER (whiskey, vermouth dolce, bitter), BOULEVARDIER INVECCHIATO (Whiskey, vermouth dolce, bitter lasciato riposare 40 gg in botte), NEGRONI (gin, vermouth dolce, bitter, bitters aromatici), MANHATTAN (rye whiskey, vermouth dolce, bitters aromatici).

Insomma, il dilemma “uscire o restare a casa” oggi è di più semplice risoluzione grazie alla linea d’asporto dell’Archivio Storico che, oltre ai cocktail, comprende anche alcuni gustosi piatti appartenenti al menù del ristorante e i famosissimi dolci borbonici.

 

archivio storicoArchivio Storico
Via Alessandro Scarlatti 30, Napoli
http://www.archiviostorico.com

Al via dal 17 aprile, il corso prevede tre moduli per un totale di 14 incontri

Dedicati alle materie prime e agli abbinamenti con il vino e la birra

 

L’Associazione Verace Pizza Napoletana lancia

“PerCorsi Veraci”,

le nuove masterclass sulla vera pizza Napoletana

Presentata a Napoli la nuova proposta formativa per pizzaioli professionisti,

Ideata dall’Associazione Verace Pizza Napoletana e da La Buona Tavola magazine

Con il coinvolgimento di docenti universitari e rinomati chef campani,

Tra cui gli stellati Michelin Paolo Gramaglia, Lino Scarallo e Gianluca D’Agostino.

 

Masterclass ad alto tasso formativo per un’autentica full immersion sulla vera pizza napoletana, prodotta e lavorata secondo le antiche tradizioni e usanze partenopee. Si chiamano PerCorsi Veraci ed è la nuova proposta per pizzaioli professionisti targata AVPNAssociazione Verace Pizza Napoletana, nata con l’obiettivo di approfondire la conoscenza dei prodotti legati a questa grande eccellenza del made in Italy gastronomico e alla sua antica arte, quella del pizzaiolo napoletano, riconosciuta patrimonio immateriale dell’umanità dall’Unesco.

L’iniziativa è stata presentata oggi a Napoli, presso la sede di AVPN, alla presenza di Antonio Pace, presidente dell’Associazione Verace Pizza Napoletana, Amedeo Lepore, assessore regionale alle Attività Produttive, Enrico Panini, assessore al Lavoro del Comune di Napoli, Flavia Sorrentino, consigliera delegata per L’Autonomia del sindaco di Napoli, e Renato Rocco, direttore del magazine La Buona Tavola e co-organizzatore del progetto. Per l’occasione, inoltre, sono state annunciate le prime pizzerie AVPN che hanno aderito a “Scegli Napoli”, il progetto promosso dal Comune di Napoli nell’ambito della delega Napoli Città Autonoma, dedicato alla valorizzazione dei produttori e dei prodotti legati alla città partenopea e al suo territorio metropolitano.

Al via dal 17 aprile, la nuova proposta ‘PerCorsi Veraci’ – aperta a pizzaioli affiliati e non, gratuita ma a numero chiuso e in programma fino al 23 novembre 2018 – si articola in tre moduli, per un totale di 14 incontri, che spaziano dagli ingredienti ai metodi di coltivazione dei prodotti e di conservazione delle materie prime, fino alle tecniche di degustazione e agli abbinamenti con il vino e la birra. Il tutto, guidato da esperti del settore, docenti universitari e produttori che si alterneranno insieme a rinomati chef campani, chiamati a realizzare show cooking alla fine di ogni masterclass. Tra questi, gli stellati Michelin Paolo Gramaglia, Lino Scarallo e Gianluca D’Agostino, lo chef docente del Gambero Rosso Alfonso Crisci, il vicepresidente regionale della FIC Ludovico D’Urso e Antonio Arfè del direttivo nazionale APCI.

Questa nuova offerta formativaspiega Antonio Pace, presidente di AVPNrappresenta un ulteriore e importante tassello per la nostra Associazione, il cui obiettivo sin dalla sua nascita nel 1984 è preservare, difendere ed esportare la vera pizza napoletana, diffondendo il modo corretto per realizzarla e le regole che ne stanno alla base. A differenza del passato, quando il mestiere si tramandava solo di padre in figlio per custodirne gelosamente i segreti, abbiamo capito che aprirsi a quanti vogliono imparare è il modo più utile per difenderne l’originalità. Proprio per questo continuiamo a puntare sulla formazione, ideando iniziative come i nuovi PerCorsi Veraci, che ci permettono di mettere a disposizione dei partecipanti la nostra conoscenza sul prodotto per approfondire gli aspetti tecnici e, allo stesso tempo, trasmettere i valori e la profonda passione che stanno dietro al lavoro dei pizzaioli veraci. Non meno importante il nostro lavoro verso l’utilizzo di materie prime di qualità, legate soprattutto al nostro territorio. In quest’ottica, siamo felici di aderire al progetto Scegli Napoli, che nasce proprio per sostenere l’economia locale, promuovendo una scelta d’acquisto consapevole e a favore del made in Naples”.

L’offerta formativa PerCorsi Veraci si apre con il modulo “formaggi e salumi”, che prevede 4 appuntamenti: da quello dedicato ai prodotti caseari di latte vaccino (17 aprile) a quello sui formaggi di capra e pecora (15 maggio); dal focus sui formaggi di bufala (29 maggio) a quello sui salumi (12 giugno).

Cinque invece gli incontri del secondo modulo sui “prodotti della terra”, che comincia il 19 giugno con l’approfondimento sui metodi di coltivazione e tipicità, dal Pomodorino del Piennolo del Vesuvio DOP al Pomodorino Corbarino. Si prosegue il 10 luglio con i metodi di coltivazione e trasformazione dei pomodori pelati (San Marzano Dop), il 4 settembre con le tecniche di conservazione e utilizzo delle materie prima surgelate, il 25 settembre con gli oli da frittura e il 16 ottobre con le varie tipologie di oli da tavola.

A chiudere il percorso, il terzo modulo incentrato sugli “abbinamenti”: si parte con le tecniche di degustazione del vino (15 novembre) e si prosegue con le tecniche di abbinamento dei vini bianchi (16 novembre) e rossi (17 novembre) alla pizza. A tema birra, infine, gli ultimi due incontri previsti il 22 e 23 novembre e dedicati rispettivamente agli stili birrari e ai suoi possibili abbinamenti con la tonda.

Tutti gli incontri di PerCorsi Veraci – realizzati in collaborazione con le aziende partner AVPN – si svolgeranno il martedì dalle ore 16.00 alle ore 19.00 a Napoli, presso la sede dell’Associazione Verace Pizza Napoletana, in via Capodimonte 19a. I corsi sono gratuiti ma su prenotazione e a numero chiuso (massimo 25 persone). Al termine di ogni modulo saranno rilasciati gli attestati di partecipazione ai singoli pizzaioli.

Per informazioni e prenotazioni www.pizzanapoletana.org oppure scrivere a info@pizzanapoletana.org.

IL PROGRAMMA DI PERCORSI VERACI

I Modulo “Formaggi e Salumi”

Tema Data
1 – Prodotti caseari di latte vaccino 17 aprile 2018
2 – Formaggi di capra e pecora 15 maggio 2018
3 – Formaggi di bufala 29 maggio 2018
4 – Salumi 12 giugno 2018

 

II Modulo “I prodotti della terra”

Tema Data
5 – Metodiche di coltivazione e tipicità (Piennolo, Corbarino, ecc.) 19 giugno 2018
6 – Metodiche di coltivazione, trasformazione pomodori pelati (San Marzano Dop) 10 luglio 2018
7 – Tecniche di conservazione e utilizzo delle materie prime surgelate 4 settembre 2018
8 – Gli oli da frittura 25 settembre 2018
9 – Le varie tipologie di oli da tavola 16 ottobre 2018

 

III Modulo “Gli abbinamenti”

Tema Data
10 – Tecniche di Degustazione del vino 15 novembre 2018
11 – Tecniche di abbinamento dei vini bianchi alla pizza 16 novembre 2018
12 – Tecniche di abbinamento dei vini rossi alla pizza 17 novembre 2018
13 – Gli stili birrari 22 novembre 2018
14 – I possibili abbinamenti della birra con la pizza 23 novembre 2018

 

La braceria Bradoburger

La braceria Bradoburger nasce a Castello di Cisterna (NA), dall’esperienza e passione di Antonio Monda, già produttore di latticini e ristoratore, quale innovativo locale dove sperimentare l’esperienza totalizzante della carne proveniente esclusivamente da allevamenti allo stato brado per riscoprire i piaceri della carne.

Una scelta etica mirata a rifuggire dall’utilizzo dei prodotti da allevamenti intensivi, promuovendo nel contempo la piena sostenibilità delle filiere.

Nell’ottica di una continua ed accurata selezione di prodotti di qualità, particolarmente significativa risulta essere stata l’adesione al progetto “Social Table”, format ospitato in sede Mercoledì 14 Marzo, allo scopo di mettere in relazione utenti  ed addetti ai lavori interessati sì alla qualità, ma anche alla sostenibilità delle proprie scelte gastronomiche.

la braceria BradoburgerL’ evento, che ha visto la partecipazione di utenti ed addetti ai lavori (tra i quali le aziende agricole “D’Apolito”, “Antico Castello”, per i vini Ciro Scala, oltre alla cioccolateria “Tortora Celestino”), ha permesso ai commensali un vero e proprio excursus gastronomico alla scoperta delle proposte culinarie dello Chef Elio Genualdo, declinate a partire dalla selezione di carni da allevatori altamente specializzati in una o poche razze animali, fino alla scelta di salumi, formaggi, verdure, legumi, la maggior parte dei quali Presidi Slow Food o facenti parte dell’Arca del Gusto.

Protagonista della braceria Bradoburger risulta essere ovviamente la carne, disponibile in tutta una serie di preparazioni, sia “al piatto” che sotto forma di stuzzicanti panini, il tutto esaltato dall’utilizzo di pane e contorni sempre freschi. Da provare inoltre, vista l’accurata selezione dei prodotti, il classico tagliere di salumi e formaggi.

Tra i primi piatti, interessante l’interpretazione della “genovese”, un “must” della cucina partenopea, una sorta di ragù bianco a base di cipolle, ove inoltre risultano essere disponibili anche alternative vegetariane e vegane. In conclusione, presente la proposta “dolce”, così come ottime risultano essere sia la selezione di birre che la carta dei vini.

Una giovane realtà, in pieno stile retrò Anni ’50, ove sperimentare una proposta gastronomica non banale, concepita con etica e passione, esaltata dall’ utilizzo, di una materia prima di altissima qualità in grado di soddisfare una clientela alquanto variegata.

 

la braceria Bradoburger

 

La braceria Bradoburger si trova in

Via Cosimo Miccoli, 80030, Castello di Cisterna (Napoli)

+39 081 803 11 80

https://www.facebook.com/pg/bradoburger

 

 

 

 

 

Grande successo per il restyling e presentazione alla stampa del nuovo Pub (B)McCool’s

 

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I tavoli dai piani in rame si accompagnano a sedie e panche nere, i punti luce sono sparsi davanti al bancone con elegante spilla di birra in tono cromatico con i tavoli della sala. La stessa si fregia di una parete a cornici, di una libreria a muro ed un grande orologio tutto in stile liberty.

 

Da scoprire anche il senso della (B) che viene adottata come tratto identitario del nuovo McCool’s; decorata e illuminata a parete di fronte all’ingresso campeggia cubitale al fianco delle sue 7 declinazioni che esprimono le caratteristiche proprie del pub.

“B” come (B)lack, il colore che caratterizza il locale, ma che risulta essere il comune denominatore di una serie di elementi: (B)urger, (B)eer, (B)eef, (B)ar, (B)read, (B)ites.

 

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Ma la vera novità riguarda la selezione delle carni, in particolare parliamo della carne di bufala, di maiale nero casertano e infine di mucca podolica, una selezione di tagli studiati da Sabatino Cillo, noto selezionatori di carni.

Un “Menu che fa bene al cuore e al palato” perché contiene carne di bufala che presenta proprietà nutrizionali peculiari, dovute al tipo di allevamento non finalizzato alla produzione di caseari che permette alle carni di risultare saporite e con un elevato tasso di ferro ma povera di grasso, il risultato è una carne tenera e gustosa.

Il secondo taglio di carni presentato è quello del famoso maiale nero casertano, allevato allo stato semibrado nei boschi. La sua alimentazione è caratterizzata prevalentemente da ghiande, castagne e altri vegetali del sottobosco, e dal punto di vista alimentare, la caratteristica più pregiata è data dalla presenza di abbondante tessuto connettivo intramuscolare, che conferisce una particolare sapidità e morbidezza alle carni che producono il cosiddetto “colesterolo buono”.

Ultima, ma non per importanza la carne proveniente dalla mucca podolica, una varietà bovina allevata all’aperto. Caratterizzata da sapori aromatici naturali, la carne di mucca podolica risulta magra e saporita a tavola.

 

I PIATTI SPECIALI

L’originale proposta del pub (B)McCool’s prevede una rivisitazione del tipico piatto di origine Cilentana: La “Ciambotta”, una composta fatta di peperoni, melanzane, pomodorini e patate, fritta e saltata in padella, un tradizionale contorno appartenente alla cultura gastronomica del territorio Campano.

 

IMG_4739LE BIRRE

Da abbinare alle pietanze, le birre irlandesi alla spina o in bottiglia Konig Ludwing Dankel, Twaites Strong Lager, Chouffe, Konig Ludwig Weissbier, Paulaner Gold, Warsteiner Pils, Bulldog Strong Ale, Charles Quint Rouge e Tongerlo Blonde e Val Dieu Grand Cru.

 

 

BARTENDING

Interessanti anche la proposta di drink e cocktail che rappresenta un’apertura al mondo del bartending, a conferma di un nuovo spirito innovativo che ispira il nuovo locale (B)McCool’s.

Nel corso della serata riservata agli organi di informazione è stata proposta in degustazione una scelta di prodotti caseari di latte vaccino, di bufala e di pecora dell’Azienda “Sancti Petri” di Giuseppe Iaconelli, con varie tipologie di formaggi tra cui il caciocavallo mediterraneo aromatizzato, stagionato in grotta oltre 36 mesi accompagnato da noci e miele.

(B) McCool’s si trova nei pressi della Chiesa di S. Gennaro ad Antignano, alle spalle di Piazza degli Artisti al Vomero.

I grani antichi siciliani sposano le eccellenze della pasticceria napoletana

 

Susamielli, Roccocò, Struffoli, Raffiolo,

dolci conventuali e natalizi tra cultura e tradizione 

 

La Buona Tavola magazine diretto da Renato Rocco è stata lieta di partecipare, insieme a alla giornalista Rosaria Castaldo, alla giornata-evento “I grani antichi siciliani sposano la i dolci della tradizione napoletana”.

Sabato 16 dicembre siamo stati allo splendido Complesso di San Giovanni a Carbonara dove i dolci ed in particolare i dolci di Natale sono stati i protagonisti principali. La nostra presenza ha dato l’opportunità di valorizzare la tradizione e l’importante ruolo che la pasticceria svolge nel panorama culturale napoletano. La ricostruzione delle radici della pasticceria partenopea è stata un percorso di carattere storiografico raccontato egregiamente da Amedeo Colella, famoso storico della Napoletanità, che ha presentato la mappa del centro cittadino dove si evidenziano le strette relazioni tra il territorio, le strutture conventuali e l’arte culinaria. Dagli Angioini agli Aragonesi dai Francesi fino ai Savoia sono tanti i dolci che hanno attraversato la tradizione dolciaria napoletana. Roccoco’, Susamielli, Struffoli, Raffiolo, insieme alla Sfogliatella, sono nati in seno ai conventi dove da principio hanno rappresentato una compensazione per gli onorari dei medici che visitavano i conventuali.

Raffaele Capparelli, ha illustrato la metodologia di preparazione dei dolci natalizi con le tecniche adottate da oltre 100 anni dalla sua nota pasticceria il Capriccio. Una testimonianza preziosa che ha nobilitato la presenza dei veri protagonisti della giornata: il Susamiello, il Roccocò, gli Struffoli e il Raffiolo tutti dolci di Natale che sono stati molto apprezzati. “L’arte pasticciera, dove il Babà è senz’altro un cavallo di battaglia insieme alla Sfogliatella, è strettamente legata alla storia e ai luoghi del territorio”.

Veronica Dubbio, rappresentante del distributore campano Tailor Food ha esaltato le proprietà delle farine dell’Azienda Siciliana Molini Riggi. “L’eccellenza di questi farine e nella lavorazione detta “molitura a pietra” in cui viene utilizzata la Fertè, una pietra francese nota per la sua capacità di lasciare intatte le caratteristiche organolettiche delle farine. La “Maiorca” in particolare, è fatta di grano tenero siciliano ed è indicata per la preparazione di dolci. Le altre sono la “Perciasacchi”,“Russello” e “Timilia” farine realizzate con grani duri siciliani indicate per la preparazione di pizza e pane, attualmente utilizzate nel progetto Pizza Maestro realizzato in collaborazione con il maestro pizzaiolo Vito de Vita”.

L’incontro si è concluso con una visita guidata dall’Associazione culturale Mani e Vulcani, al complesso monumentale della Chiesa S. Giovanni a Carbonara, uno degli esempi più rappresentativi del gotico napoletano.

I Grani antichi siciliani sposano i dolci della tradizione Napoletana.

Sabato 16 Dicembre alle ore 10:30 presso la chiesa di S. Giovanni a Carbonara, nell’omonima strada del centro storico di Napoli, verranno presentati i dolci della tradizione partenopea realizzati dalla pasticceria Il Capriccio di Raffaele Capparelli.

I dolci tipici natalizi: Susamiello, Roccocò, Struffoli e Raffiolo, saranno realizzati con i grani antichi siciliani dell’Azienda Molini Riggi di Caltanissetta.

San Giovanni a Carbonara

 

L’evento vedrà come ospite d’onore Amedeo Colella, storico della Napoletanità, che presenterà la mappa del centro storico di Napoli, dove erano situati i laboratori conventuali in cui venivano anticamente realizzati i dolci che poi sono entrati a far parte della tradizione dolciaria della città.

A Seguire Raffaele Capparelli illustrerà la metodologia di preparazione dei dolci natalizi con le tecniche adottate da oltre 100 anni dalla nota pasticceria il Capriccio.

L’incontro terminerà con una visita al complesso monumentale della Chiesa S. Giovanni a Carbonara, uno degli esempi più rappresentativi del gotico napoletano, con un excursus sulle sue origini e sul suo valore artistico e culturale

Per info e accrediti:

Renato Rocco

Cell: 3356555595

E-Mail: direzione@labuonatavola.org

Rosaria Castaldo

Cell: 335 41 19 36

E-Mail: erre.castaldo@gmail.com

 

A tavola con Totò al ristorante Il Silenzio Cantatore

Il 12 Novembre a pranzo il Ristorante “Il Silenzio Cantatore” a Meta di Sorrento (Na) celebra uno degli artisti più importanti della tradizione partenopea. Il silenzio cantatore è un ristorante d’eccezione situato in uno dei luoghi più suggestivi della regione Campana, la costiera sorrentina.

Un pranzo a base di piatti della tradizione con le ricette originali scritte e tramandate da Totò, accompagnate da interpretazioni dal vivo di poesie e canzoni del principe della risata!

In occasione dell’anno dedicato al Principe De Curtis, in arte Totò, lo chef proporrà le pietanze raccolte nel libro “Fegato qua, fegato là, fegato fritto e baccalà” edito da Rizzoli e scritto a quattro mani dalla figlia Liliana de Curtis e Matilde Amorosi considerata la biografa ufficiale di Totò.

Menù Adulti

  • Benvenuto con bollicine
  • Antipasto
  • Sformato di parmigiana di melanzane su crostone di pane saporito e fritta napoletana
  • Primo
  • Pasta ricca alla nonna Nannina
  • Secondo
  • Arista di maiale cotta al forno con patate
  • Dolce strudel napoletano

Menù Bambini

  • Prosciutto e treccia di pasta
  • Pennette al pomodoro
  • Cotoletta alla milanese di pollo e patatine fritte
  • Dolce

Ticket: euro 40,00 adulti, bambini: euro 20,00

Vino e bevande inclusi.

 

Prenotazione obbligatoria:

0815333374

Silenzio Cantatore

Via Meta – Amalfi, 101 – Colli di San Pietro

80063 Piano di Sorrento

 

5 Novembre ore 20:00 – Apre le porte del gusto 1000 Gourmet.

1000 Gourmet- Logo

Domenica 5 Novembre 2017 ore 20 a Via S. Pasquale 51, Napoli, apre la Pizzeria 1000 Gourmet.
La pizzeria, che prende il posto di uno dei più celebri locali della movida partenopea “La Scalinaletella”, si caratterizza per una proposta di grande qualità sia per la tipologia di pizze proposte che per l’eleganza e la raffinatezza del servizio.
Boiserie, specchi ed elementi cromati fanno da cornice ai 70 posti interni,30 invece i posti previsti in esterno sotto confortevoli gazebi che potranno accogliere l’area fumatori.
Le pizze sono tutte realizzate con farine non raffinate di tipo 2 e con l’utilizzo di ingredienti per la farcitura che rappresentano il meglio della produzione artigianale campana, per lo più D.O.P. e dei Presidi Slow Food.
Una chicca è rappresentata dagli impasti alle noci, al limone, al cacao.
Particolare attenzione è stata dedicata ai celiaci e pertanto si possono scegliere pizze ,dolci e finanche birre rigorosamente gluten free.
Ad accompagnare la proposta della pizzeria le fritture classiche napoletane, i taglieri con varie tipologie di formaggio ovino, caprino e vaccino.
Ampia la proposta di birre, sia alla spina che in bottiglia, tutte rigorosamente artigianali campane o di Presidio Slow Food.
Così come ampia e sempre centrata sulla Campania la cantina con tutte le tipologie di vitigno rappresentate da quelle dei Campi Flegrei e del Vesuvio,  a quelle del Beneventano e dell’ Avellinese per finire alla Costa d’Amalfi e al Cilento.
“Abbiamo voluto realizzare un posto elegante nel salotto della città con una proposta enogastronomia che rappresentasse il meglio della nostra regione” affermano i due giovani imprenditori dell’iniziativa Vittorio Ferraro e Michele Imparato.

in ordine da sinistra: Michele imparato, Giuseppe Maglione, Vittorio Ferraro

in ordine da sinistra: Michele imparato, Giuseppe Maglione, Vittorio Ferraro

A capo del progetto Giuseppe Maglione chef-pizzaiolo patron del ristorante Daniele Gourmet ad Avellino, le cui origini familiari affondano le radici nel centro storico di Napoli con la bisnonna e la nonna che proponevano le pizze fritte da asporto.
Per Giuseppe Maglione è :”un orgoglio ritornare a Napoli dove la storia della mia famiglia ha avuto inizio, proponendo uno stile di pizza che sia rispettoso del territorio ,ma che vada incontro anche ai nuovi gusti e alle nuove esigenze del consumatore che chiede maggiore digeribilità ed attenzione all’uso di ingredienti salubri senza conservanti.”

Sito: www.1000gourmet.it
Fb: @1000gourmet

Angelo Ranieri presenta le sue proposte di Pizza e Cucina.

 

Angelo Ranieri, chef-pizzaiolo e titolare della catena Totò Sapore, in occasione dei suoi festeggiamenti quale campione del mondo 2017 del Trofeo Caputo nella categoria Pizza di stagione, ha presentato le nuove proposte di pizza e di cucina tipica napoletana.

  • La pizza Mammà
  • La pizza vincitrice al trofeo Caputo nella categoria pizza di stagione
  • La pizza Totò Sapore
  • La pizza “Autunno in Costiera”

angelo ranieri genovese

angelo ranieri, birrificio alkimiaNon poteva mancare una degustazione di un piatto tipico della cucina Napoletana: La Genovese.

Autentica novità è stato il dolce: Pastiera d’Autunno, con ricotta e crema di castagne e cioccolato.

In abbinamento vini di Casa Ranieri e di Spuma66 e le birre artigianali del birrificio Alkimia di Montesarchio.

Ospiti d’onore: Carmine e Antimo Caputo, Sergio Miccu dell’Associazione APN, Angelo Pisani Presidente dell’Associazione Noi Consumatori, Michele Leo Campione del Trofeo Caputo e Umberto Fornito Cavaliere della Repubblica.

Nello spirito dell’evento, data la presenza dei due campioni Angelo Ranieri e Michele Leo, il Magazine “La Buona Tavola” affiancata dalle Associazioni che rappresentano la categoria dei pizzaioli ha lanciato una petizione per l’impiego di risorse destinate alla valorizzazione in Italia e all’estero dell’arte della pizza Napoletana.

Un impegno che sia almeno pari alle risorse impiegate attualmente per l’insediamento produttivo di una grande multinazionale, che produrrà pizze congelate da esportare sul mercato globale, portando ad un inevitabile distorsione del classico prodotto che ci ha resi celebri in tutto il mondo.

Angelo Ranieri in qualità di Campione del mondo si fa portavoce dei pizzaioli Napoletani che vogliono difendere la tradizione dell’arte bianca: “Siamo costernati, dover assistere ad uno svilimento della nostra professione da parte delle Istituzioni che dovrebbero essere al nostro fianco. L’insediamento e soprattutto il finanziamento di una fabbrica per la realizzazione di una pizza surgelata in Campania e che verrà esportata in tutto il mondo dà un’immagine distorta di un prodotto tipico napoletano e penalizza un’intera categoria.”

 

 

 

Grande successo di Solania per la presentazione del progetto

Il mio S. Marzano D.O.P.

Lo chef Vissani e i pizzaioli, i ristoratori e i pasticceri della Campania uniti per la valorizzazione dell’Oro rosso dell’agro nocerino-sarnese.

 

È stata una grande festa di “matrimonio” quella tenutasi lunedì 24 luglio presso l’azienda Solania, storico marchio leader nel settore della trasformazione del pomodoro S. Marzano D.O.P.

Si il matrimonio tra il pomodoro più famoso e coltivato in Campania e il mondo delle pizzerie e dei ristoratori in generale. Ad officiare questo rito culinario è stato chiamato uno dei “Cardinali” della cucina italiana, Gianfranco Vissani.

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L’istrionico chef di Baschi si è prodotto in una serie di proposte d’interpretazione del S. Marzano D.O.P. con una panzanella, uno spaghetto di Gragnano, un gelato ed altre sorprese che non hanno mancato di affascinare il mondo dei gourmand.

NapolitanoL’evento è stata l’occasione per presentare il progetto: “il Mio S. Marzano D.O.P.”, che nasce sotto l’egida della Coldiretti Campania e del Consorzio S. Marzano dell’Agro Sarnese-Nocerino D.O.P., e prevede che pizzaioli e ristoratori possano scegliere l’appezzamento di terra ed il lotto di produzione e finanche personalizzare l’etichetta della confezione di latta, con il logo del locale, la loro immagine o altro segno identificativo.

Ciò è reso possibile dal fatto che Solania è una delle poche aziende del settore che controlla tutta la filiera dal seme alla coltivazione, alla trasformazione e finanche la distribuzione.

La cooperativa di agricoltori aderente alla sua rete d’impresa, Solanacea 2.0, ha tra l’altro fatto richiesta di assegnazione del QR Code all’istituto Zooprofilattico del Mezzogiorno per i prodotti coltivati, in modo da poterne garantire la tracciabilità.

Oltre a Gianfranco Vissani hanno fatto gli onori di casa il Pizzaiolo-chansonnier Gianfranco Iervolino, reduce dai successi televisivi di Rai2, Giuseppe Vesi di Pizza Gourmet, vincitore del contest televisivo 4 ristoranti di Alessandro Borghese e lo chef Maurizio De Riggi, del Markus di San Paolo Belsito, esponente della F.I.C. Campania.

Per l’occasione a questi si sono affiancati i Pizzaioli dell’Associazione Pizza Verace, di cui Solania è partner ufficiale, e del Dream-Team Perrella distributore del S. Marzano D.O.P. prodotto da Solania con il brand Napoletano, capitanati da Diego Vitagliano.

In rappresentanza della prestigiosa associazione di chef stellati EuroToque ha partecipato Alfonso Crisci, patron di Taverna Vesuviana a San Gennaro Vesuviano e adesso impegnato a Nola con la pizzeria gourmet Metamorsi e nel Cilento con il ristorante di mare Annalì.

il dessert proposto dallo chef Gianfranco Vissani

il dessert proposto dallo chef Gianfranco Vissani

l’Associazione Professionale Cuochi Italiani, è stata rappresentata da Antonio Arfè, della storica gastronomia di Chiaia, oggi impegnato al Don Pedro della Maison Toledo di Pozzuoli.

Protagonisti con le loro proposte a base sempre di S.Marzano D.O.P. lo chef Marco di Martino dello Sky Garden Club di Castellammare di Stabia, il pizzaiolo-chef Giuseppe Maglione di Daniele Gourmet ad Avellino, e gli chef dei Grani Helga Liberti e Vito De Vita.

La pizza fritta è stata interpretata da Aniello Falanga dell’Accademia di Terzigno, il rustico dal mastro fornaio Domenico Fioretti e il panino gourmet da Gianluca Ungaro di Ciacco&Baccoristo-burger di Gragnano.

Anche la scuola Dolce&Salato di Maddaloni di Giuseppe Daddio e Aniello Di Caprio con i loro allievi sono stati protagonisti per la valorizzazione dell’oro rosso dell’agro nocerino-sarnese con una proposta dolce e una salata.

Non si poteva non finire con i dolci proposti da Carlo Cuofano, della Pasticceria Svizzera a Salerno, Anna Chiavazzo del Giardino di Ginevra a Casapulla e da Salvatore Gabbiano dalla Pasticceria Gabbiano di Pompei, il sorbetto dalla Gelateria Lavezzi di Sarno.

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il dessert proposto dalla pasticceria Svizzera

È stata la festa dell’agroalimentare campano, perché al San Marzano D.O.P. è stata affiancata la pasta con Il Mulino di Gragnano e L’Antica Maccheroneria, il fior di latte e il fior di fuscella della Latteria Sorrentina, la mozzarella di bufala campana D.O.P. della La Perla del Mediterraneo, i prodotti del mare con IASA, vini della Campania con le aziende Porto di Mola di Galluccio e Selezione Catering, l’olio Evo del Consorzio Colline Salernitane D.O.P. e i Liquori di Gusta Campania.

Ma il San Marzano è stato protagonista anche con le creme per il viso e per il corpo che sono state messe a punto dai ricercatori del CNR Barbara Nicolais e Rocco Di Prisco autori del prestigioso lavoro scientifico sulle proprietà antitumorali del prodotto nocerino-sarnese.

E la festa è stata tale anche grazie alle melodie della musica classica napoletana interpretata dai maestri Mario Maglione e Espedito de Marino.

 

Lunedì 24 Luglio Solania presenta “il Mio S. Marzano D.O.P.”

Show- cooking dello Chef Gianfranco Vissani.

 

Solania, azienda leader nel settore della trasformazione del pomodoro S. Marzano D.O.P. presenta il progetto: “il mio S. Marzano D.O.P.” sotto l’egida della Coldiretti Campania e del Consorzio S. Marzano dell’Agro Sarnese-Nocerino D.O.P.

Tale progetto prevede che pizzaioli e ristoratori possano scegliere l’appezzamento, il lotto di produzione e personalizzare l’etichetta della confezione di latta, con il logo del locale, la loro immagine o altro segno identificativo.

Solania si approvvigionerà del S. Marzano dalla cooperativa di agricoltori aderente alla sua rete di impresa, i cui soci avranno fatto richiesta di QR Code all’istituto Zooprofilattico del Mezzogiorno.

Il programma prevede:

Alle ore 19:00 la visita ai campi di coltivazione con la presenza dei ricercatori del CNR: Barbara Nicolais e Rocco Di Prisco, che esporranno i risultati sulle più recenti pubblicazioni riguardo le proprietà del S. Marzano.

Alle ore 19:30 sarà possibile assistere ai processi di lavorazione e trasformazione del S. Marzano D.O.P.

Alle ore 20:00 avrà inizio la Grande Festa, con lo show-cooking di Gianfranco Vissani presentato da Luciano Pignataro, giornalista eno-gastronomico del Mattino e del Luciano Pignataro wine-food blog.

Foto Vissani con giacca da cuoco 2016

A fare gli onori di casa il Pizzaiolo-chansonnier Gianfranco Iervolino, reduce dai successi televisivi di Rai2, Giuseppe Vesi di Pizza Gourmet, vincitore del contest televisivo 4 ristoranti di Alessandro Borghese, lo chef Maurizio De Riggi, del Markus di San Paolo Belsito, esponente della F.I.C. Campania.

Per l’occasione si affiancheranno i Pizzaioli dell’Associazione Pizza Verace e del Dream-Team Perrella distributore del S. Marzano D.O.P. prodotto da Solania con il brand Napoletano, capitanati da Diego Vitagliano. In rappresentanza dell’A.P.C.I. Campania Alfonso Crisci di Taverna Vesuviana a San Gennaro Vesuviano e Antonio Arfè del Don Pedro della Maison Toledo di Pozzuoli. Lo chef Marco di Martino dello Sky Garden Club di Castellammare di Stabia e il pizzaiolo-chef Giuseppe Maglione di Daniele Gourmet ad Avellino, e gli chef dei Grani Helga Liberti e Vito De Vita.

La pizza fritta sarà interpretata da Aniello Falanga dell’Accademia di Terzigno, le pizze in teglia dal mastro fornaio Domenico Fioretti e il panino gourmet da Gianluca Ungaro di Ciacco&Bacco risto-burger di Gragnano.

Saranno altresì presenti Giuseppe Daddio e Aniello Di Caprio della scuola Dolce&Salato. I dolci saranno proposti da Carlo Cuofano, della Pasticceria Svizzera a Salerno, Anna Chiavazzo del Giardino di Ginevra a Casapulla e da Salvatore Gabbiano dalla Pasticceria Gabbiano di Pompei. Il sorbetto verrà offerto dalla Gelateria Lavezzi di Sarno.

I Partners tecnici dell’evento Perrella Distribuzione, pasta Il Mulino di Gragnano e Antica Maccheroneria, fior di latte e fior di fuscella della Latteria Sorrentina, mozzarella di bufala campana D.O.P. La Perla del Mediterraneo, vini Porto di Mola di Galluccio, olio Evo del Consorzio Colline Salernitane D.O.P. e Liquori di Gusta Campania.

Ad allietare la serata i maestri della musica classica napoletana Mario Maglione e Espedito de Marino.

Per i colleghi che vorranno aderire all’evento sarà attivato un servizio di navetta con partenza alle ore 17:30 da P.zza Municipio, ad angolo su Via Cristoforo Colombo, alle 17:45 Parcheggio Brin. Il ritorno è previsto per le ore 23:30.

Renato Rocco

Direttore Responsabile

Tel. 081 18701149

cell.3356555595

 

direzione@labuonatavola.org

 

www.labuonatavola.org

 

 

Angela Merolla

Direttore L’Arcimboldo

www.larcimboldo.it

 

cell.39+ 320861 9820

E-mail: meroangela@libero.it

   Comunicato Stampa

14 Aprile alle ore 11.30

Palazzo Ducale di Parete

presentazione della

XI Festa della Fragola

Sono intervenuti:

Luigi Pellegrino – Sindaco di Parete

“ Nonostante siamo al governo da meno di un anno, abbiamo dato una forte accelerata per dare un’anima e un’identità al nostro Paese, lo vogliamo fare dando visibilità alle sue eccellenze, sia di tipo produttivo quale la fragola, che di tipo culturale attraverso il restauro del Palazzo Ducale che vuol essere un incubatore di attività letterali, culturali e musicali. I nostri prossimi interventi saranno sempre orientati in tal senso, realizzando il Parco Agricolo Urbano con il recupero di masserie da destinare a fini didattici e con la realizzazione di un’area PIP dove verranno allocate attività di trasformazione ortofrutticola”.

Paolo Nugnes –  Assessore Agricoltura, “La fragola, eccellenza di Parete”

“Partiremo con il Museo della Fragola per dare un importante riconoscimento a questo frutto, che ha dato un valore aggiunto all’economia del nostro territorio con

centinaia di soggetti imprenditoriali e migliaia di addetti diretti ed indiretti. Inoltre con il nome di Città della Fragola abbiamo conferito riconoscimento al nostro Paese”.

Gilda Grasso – Assessore alla Cultura: Selezione di Poesia e di Opere Narrative, Concorso “Scorci del tuo Paese”

“il Contest Scorci del tuo Paese è riservato e dedicato esclusivamente ai bambini delle classi quarte e quinte delle scuole primarie e ai ragazzi della scuola secondaria di primo grado del Comune di Parete. Massima è la libertà di espressione artistica: pittura, disegno, scultura, fotografia, ecc, purché essa sia compatibile con la necessità di esporre i lavori in una mostra temporanea nelle sale del Palazzo Ducale. Ogni classe potrà partecipare con uno o massimo due manufatti che sia espressione dell’intero gruppo classe. L’intento è quello di favorire il rafforzamento dello spirito di squadra e l’interazione di talenti differenti”

“il contest Parete: Origini e Tradizioni è aperto a tutti e per partecipare alle selezioni è sufficiente inviare un testo poetico o un racconto, in lingua italiana o in vernacolo”

Emiliano Pagano – Consigliere Delegato ai Lavori Pubblici “ Il Restauro del Palazzo Ducale”

“Il Palazzo Ducale di Parete risalente al X-XI sec. prima torre militare e poi residenza signorile, rappresenta ancora oggi la testimonianza storica di un periodo florido per Parete. È stato interessato da un importante intervento di recupero sui colori vivaci e i materiali di pregio degli affreschi e delle incartate dipinte, sui soffitti in legno decorati con carta dipinta di quasi tutti gli ambienti del piano nobile e perfino sui comignoli dei camini, rendendoli oggi perfettamente funzionanti”.

Pietro Feliciello – Consigliere Delegato all’Urbanistica, “Concorso Internazionale d’Arte “Paesaggio urbano e rurale di Parete”

“Sono arrivate una quarantina di opere d’arte e saranno selezionate da un giuria internazionale, la nostra speranza è che alcune opere possano trovare attuazione nel nostro Paese anche grazie ai fondi stanziati dalla Comunità Europea”

Luciano de Venezia – Progettista del Museo della Fragola, “Il Museo della Fragola”

“Il Museo della Fragola di Parete (Ce) è il primo e unico museo del genere in Italia. Situato negli antichi ambienti del Palazzo Ducale, appena restaurato e per la prima volta aperto al pubblico. L’allestimento ha un taglio apertamente didattico e soprattutto multidisciplinare, spaziando tra aspetti propriamente scientifici, uniti a informazioni storiche e contenuti più apertamente divulgativi. Nelle cinque sale del museo, distribuite tra il piano terra e il piano ammezzato, i temi esposti interessano botanica e alimentazione, storia ed economia, ricerca e mercato, fino a una piccola sezione dedicata all’arte e alla pubblicità. Un percorso tematico che celebra uno tra i frutti più amati e diffusi al mondo: un vero e proprio omaggio a quello che Shakespeare definì “il cibo delle fate” ma anche un’occasione per valorizzare una tra le produzioni più importanti del sistema agroalimentare italiano”.

Salvatore Buonomo – il Soprintendente per l’archeologia, le belle arti, e il paesaggio per le province di Caserta e Benevento,

“il recupero del Palazzo Ducale può servire anche al recupero di altri immobili di pregio appartenenti a privati, non solo a Parete, ma anche nell’Agro Aversano. Tocca ora all’Amministrazione la sua valorizzazione ai fini culturali artistici e aggregativi per la popolazione di Parete e in particolare per i giovani”.

Ha moderato:

Renato Rocco – Direttore del Magazine “La Buona Tavola”

 

 

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Comunicato Stampa

Lunedì 3 Aprile 2017 alle ore 19.00

Eccellenze Campane via Brin 69 Napoli

presentazione della

Rubia Gallega

“La miglior carne del mondo”

Sono intervenuti:

Jose Portas di Discarlux, produttore della Rubia Gallega :

“Nel nostro bagaglio ci sono più di 12 anni di esperienza nel settore della carne. Gestiamo i tagli dall’origine fino alla tavola del consumatore: perché una volta arrivati ai nostri clienti i prodotti devono essere della qualità più alta”.

Pietro Uzzauto della Meat Premium, importatore esclusivo per l’Italia:

“La Rubia Gallega rappresenta un’eccellenza tra le carni che non può mancare nelle proposte delle più importanti gastronomie, macellerie, bracerie e ristoranti”.

Professor Giuseppe Campanile Dipartimento di Veterinaria della facoltà Federico II di Napoli:

“La carne della razza Rubia Gallega presenta delle caratteristiche organolettiche e nutrizionali peculiari che derivano principalmente dal luogo di origine, dalle tecniche di allevamento adottate e dall’età alla macellazioni. La possibilità di allevare animali al pascolo, così come avviene per la razza Rubia Gallega e per alcune razze da carne italiane, quali la Podolica, Chianina etc., favorisce uno sviluppo più fisiologico delle masse muscolari, in quanto i ritmi di accrescimento non risultano accelerati. Il ricorso al pascolo, oltre a trasferire molecole funzionali e che fanno bene alla salute dei consumatori, assicura quella giusta ginnastica funzionale che associata ad una frollatura adeguata, in termine di tempo e modalità, trasferisce alle carni un sapore e una tenerezza uniche“.

L’Incontro tecnico-degustativo di presentazione della carne spagnola Rubia Gallega, ne ha illustrato  le proprietà nutrizionali ed organolettiche.

Al termine della presentazione, il Maestro grigliatore Sabatino Cillo ha guidato una degustazione di hamburger, wurstel e tagliate della famosa carne spagnola.

La degustazione è stata preceduta dal  Flavus Spumante Asprinio Brut e accompagnata dall’ Orlando Riserva Aglianico entrambi della Tenuta Di Costanzo.

 

Il gruppo Discarlux, produttore ed esportatore della Rubia Gallega con sede a Madrid è attivo nel mercato della carni fresche da più di 12 anni.

Propone un servizio di alta qualità per la clientela nazionale ed internazionale, nella quale si distinguono ristoranti, griglierie enoteche e hotel, così come macellerie e supermercati. Specializzati nella carne rossa, nel Vitello rosato ed in quello bianco, Maialino di Aranda e Maialino di Segovia, tutto della massima qualità. I valori dell’azienda sono sicurezza per la garanzia della tracciabilità e del controllo di qualità , la flessibilità per l’attenzione e il supporto al cliente  e gli sviluppi specifici per la protezione delle razze rurali.

Il fiore all’occhiello è la carne di Bue di Vaca Vieja Gallega:

‘Origen Delux rappresenta la massima espressione. Carne selezionata dall’allevamento fino alla tavola del cliente. Fattori come la razza, l’età dell’animale, quantità e qualità della marmorizzazione del grasso fanno di Origen Delux  una carne dedicata agli intenditori.

Solo le migliori selezioni vengono marchiate come Origen Delux.

Vacca Gallega:

La textura e la succulenza, cosi come gli aromi e i sapori generati attraverso la maturazione, godono di un prestigio riconosciuto in tutto il territorio  spagnolo e fuori dai confini nazionali.

L’allevamento avviene all’aperto in mandria con le madri. La struttura dell’ allevamento è lunga, larga, profonda e di mole generosa, tipica dei i bovini scelti per la produzione di carne.

L’alimentazione è composta di latte ed erba oltre che di fieno nei periodi necessari, l’abbattimento avviene superati i 4 anni. Il colore della carne è rosso porpora, con il grasso che va dal giallo paglierino chiaro ad uno più marcato, che si scioglie con il semplice calore della mano. La fibra è di una trama vellutata, delicata e di consistenza ferma.

 

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Gli Articoli di Luigi Farina -Spaghettaro

conferenza stampa de “il MIO SAN MARZANO” tenutasi il 23 febbraio alla Camera di Commercio di Napoli

Giovedì 23 febbraio 2017 alle ore 11
Sala Convegni Camera di Commercio di Napoli
Piazza Bovio

presentazione del
“Mio San Marzano”

Il Progetto di Solania SrL,che nasce sotto l’egida della Coldiretti Campania e del Consorzio San Marzano Dop e che si avvarrà della collaborazione dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, prevede che i pizzaioli e i ristoratori potranno scegliere il lotto di produzione e personalizzare l’etichetta della confezione di latta con il logo del locale, la loro immagine o altro segno identificativo.

L’etichetta conterrà altresì il QR Code rilasciato dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno.
Solania si approvvigionerà del S. Marzano dalla cooperativa di agricoltori aderente alla sua rete di impresa i cui soci avranno fatto richiesta di QR Code per il prodotto coltivato. apponendo sull’etichetta della confezione di latta il loro logo, immagine o altro segno identificativo.

Sono Intervenuti:
Giuseppe Napoletano, Amministratore di Solania SrL e della Rete di Impresa Solanacea 2.0:
“Il progetto “il mio S. Marzano” risponde alle esigenze della comunità di pizzaioli e dei ristoratori che vogliono identificarsi in un prodotto e ne gradiscono il controllo di tutta la filiera dalla semina, dalla coltivazione dalla trasformazione fino alla distribuzione. Con la garanzia di sicurezza alimentare e controllo del QR Code Campania, sia sul prodotto trasformato che su quello coltivato.”

Vittorio Sangiorgio, Vicepresidente Coldiretti Campania:
“Il pomodoro S. Marzano è l’esempio perfetto del modello di sviluppo che Coldiretti sta costruendo per il futuro del Paese, un prodotto che non è solo materia prima da mettere in scatola, ma essenza ed espressione di un territorio che può e deve fare di più scegliendo percorsi virtuosi. Agricoltura ed Industria superano in questo caso logiche contrapposte ed iniziano a fare marketing territoriale. Un gran bell’esempio anche per i tanti giovani che stanno investendo e scommettendo sull’agroalimentare in chiave moderna e innovativa.”

Tommaso Romano, Presidente Consorzio San Marzano Dop:
“Stiamo lavorando all’ampliamento della superficie coltivata in quanto la richiesta è di gran lunga superiore all’attuale produzione e per migliorare la genetica e la tecnica culturale, ci stanno affiancando esperti agronomici di grande esperienza.”

Antonio Limone, Direttore Generale Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno:
“Il pomodoro di S. Marzano rappresenta uno dei simboli del cibo campano d’eccellenza e di indiscussa qualità. È un prodotto identitario che rappresenta un intero territorio. Molto deve alla pregiatezza di un suolo vulcanico che appartiene solo alla nostra regione, una regione che vanta una biodiversità unica. Nel pomodoro di S. Marzano c’è dentro il sapore della nostra terra e per questo rappresenta, per noi campani, un alimento sul quale riporre molta attenzione anche da parte degli enti di ricerca, come l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, che è preposto al controllo delle produzioni alimentari.”

Nella fotografia: da sinistra: Paolo Fiorentino Assoreti-Pmi Campania, Giuseppe Maglione Daniele Gourmet Avellino ed Eboli, Tommaso De Simone Presidente Consorzio S.Marzano dell’Agro Sarnese-Nocerino DOP, Giuseppe Vesi PizzaGourmet Napoli, Giuseppe Napoletano Amministratore Solania e presidente della rete d’impresa Solanacea 2.0, Antonio Limone Direttore Generale dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, Daniele Vanore Trattoria -Pizzeria Innarone Caserta, Vittorio Sangiorgio VicePresidente Coldiretti Regionale, Maurizio De Riggi chef e patron del ristorante Markus San Paolo Belsito.

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Il Progetto di Solania Srl, che nasce sotto l’egida della Coldiretti Campania e del Consorzio San Marzano Dop e che si avvarrà della collaborazione dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, prevede che i pizzaioli e i ristoratori potranno scegliere il lotto di produzione e personalizzare l’etichetta della confezione di latta con il logo del locale, la loro immagine o altro segno identificativo.
L’etichetta conterrà altresì il QR Code rilasciato dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno.
Solania si approvvigionerà del S. Marzano dalla cooperativa di agricoltori aderente alla sua rete di impresa i cui soci avranno fatto richiesta di QR Code per il prodotto coltivato.
Hanno preso parte alla presentazione:
Giuseppe Napoletano, Amministratore di Solania SrL e della Rete di Impresa Solanacea 2.0:
“Il progetto “il mio S. Marzano” risponde alle esigenze della comunità di pizzaioli e dei ristoratori che vogliono identificarsi in un prodotto e ne gradiscono il controllo di tutta la filiera dalla semina, dalla coltivazione dalla trasformazione fino alla distribuzione. Con la garanzia di sicurezza alimentare e controllo del QR Code Campania, sia sul prodotto trasformato che su quello coltivato.”

Vittorio Sangiorgio, Vicepresidente Coldiretti Campania:
“Il pomodoro S. Marzano è l’esempio perfetto del modello di sviluppo che Coldiretti sta costruendo per il futuro del Paese, un prodotto che non è solo materia prima da mettere in scatola, ma essenza ed espressione di un territorio che può e deve fare di più scegliendo percorsi virtuosi. Agricoltura ed Industria superano in questo caso logiche contrapposte ed iniziano a fare marketing territoriale. Un gran bell’esempio anche per i tanti giovani che stanno investendo e scommettendo sull’agroalimentare in chiave moderna e innovativa.”

Tommaso Romano, Presidente Consorzio San Marzano Dop:
“Stiamo lavorando all’ampliamento della superficie coltivata in quanto la richiesta è di gran lunga superiore all’attuale produzione e per migliorare la genetica e la tecnica culturale, ci stanno affiancando esperti agronomici di grande esperienza.”

Antonio Limone, Direttore Generale Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno:
“Il pomodoro di S. Marzano rappresenta uno dei simboli del cibo campano d’eccellenza e di indiscussa qualità. È un prodotto identitario che rappresenta un intero territorio. Molto deve alla pregiatezza di un suolo vulcanico che appartiene solo alla nostra regione, una regione che vanta una biodiversità unica. Nel pomodoro di S. Marzano c’è dentro il sapore della nostra terra e per questo rappresenta, per noi campani, un alimento sul quale riporre molta attenzione anche da parte degli enti di ricerca, come l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, che è preposto al controllo delle produzioni alimentari.”

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Presentato questa mattina alla Camera di Commercio di Napoli il progetto “Il Mio San Marzano” di Solania, che nasce sotto l’egida della Coldiretti Campania e del Consorzio San Marzano Dop e che si avvarrà della collaborazione dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, prevede che i pizzaioli e i ristoratori potranno scegliere il lotto di produzione e personalizzare l’etichetta della confezione di latta con il logo del locale, la loro immagine o altro segno identificativo. L’etichetta conterrà altresì il QR Code rilasciato dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno. Solania si approvvigionerà del San Marzano dalla cooperativa di agricoltori aderente alla sua rete di impresa i cui soci avranno fatto richiesta di QR Code per il prodotto coltivato. apponendo sull’etichetta della confezione di latta il loro logo, immagine o altro segno identificativo.
“Il progetto ‘Il Mio San Marzano’ – spiega in conferenza stampa Giuseppe Napoletano, amministratore di Solania SrL e della rete di impresa Solanacea 2.0 – risponde alle esigenze della comunità di pizzaioli e dei ristoratori che vogliono identificarsi in un prodotto e ne gradiscono il controllo di tutta la filiera dalla semina, dalla coltivazione dalla trasformazione fino alla distribuzione. Con la garanzia di sicurezza alimentare e controllo del QR Code Campania, sia sul prodotto trasformato che su quello coltivato”.
“Il pomodoro San Marzano – sottolinea Vittorio Sangiorgio, vice presidente di Coldiretti Campania – è l’esempio perfetto del modello di sviluppo che Coldiretti sta costruendo per il futuro del Paese, un prodotto che non è solo materia prima da mettere in scatola, ma essenza ed espressione di un territorio che può e deve fare di più scegliendo percorsi virtuosi. Agricoltura ed Industria superano in questo caso logiche contrapposte ed iniziano a fare marketing territoriale. Un gran bell’esempio anche per i tanti  giovani che stanno investendo e scommettendo sull’agroalimentare in chiave moderna e innovativa”.
“Stiamo lavorando all’ampliamento della superficie coltivata – aggiunge Tommaso Romano, presidente del Consorzio San Marzano Dop – in quanto la richiesta è di gran lunga superiore all’attuale produzione e per migliorare la genetica e la tecnica culturale, ci stanno affiancando esperti agronomici di grande esperienza”.
“Il pomodoro di San Marzano – conclude Antonio Limone, direttore generale dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno – rappresenta uno dei simboli del cibo campano d’eccellenza e di indiscussa qualità. È un prodotto identitario che rappresenta un intero territorio. Molto deve alla pregiatezza di un suolo vulcanico che appartiene solo alla nostra regione, una regione che vanta una biodiversità unica. Nel pomodoro di San Marzano c’è dentro il sapore della nostra terra e per questo rappresenta, per noi campani, un alimento sul quale riporre molta attenzione anche da parte degli enti di ricerca, come l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, che è preposto al controllo delle produzioni alimentari”.

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Comunicato Stampa

Giovedì 23 febbraio 2017 alle ore 11

Sala Convegni Camera di Commercio di Napoli Piazza Bovio

presentazione del

“Mio San Marzano

Interverranno:

Giuseppe Napoletano Amministratore di Solania SrL e della Rete di Impresa Solanacea 2.0

Vittorio Sangiorgio Vicepresidente Coldiretti Campania

Tommaso Romano Presidente Consorzio San Marzano Dop

Antonio Limone Direttore Generale Istituto Zooprofilattico del Mezzogiorno

Il Progetto di Solania SrL,che nasce sotto l’egida della Coldiretti Campania e del Consorzio San Marzano Dop e che si avvarrà della collaborazione dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, prevede che i pizzaioli e i ristoratori potranno scegliere il lotto di produzione e personalizzare l’etichetta della confezione di latta con il logo del locale, la loro immagine o altro segno identificativo.

L’etichetta conterrà altresì il QR Code rilasciato dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno.

Solania si approvvigionerà del S. Marzano dalla cooperativa di agricoltori aderente alla sua rete di impresa i cui soci avranno fatto richiesta di QR Code per il prodotto coltivato. apponendo sull’etichetta della confezione di latta il loro logo, immagine o altro segno identificativo.

 

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Si chiama  “Mio San Marzano”, ed è un nuovo ed ambizioso progetto marchiato Solania che nasce sotto l’egida della Coldiretti Campania e del Consorzio San Marzano Dop. L’originale iniziativa vede la luce in un momento particolare in cui è forte l’esigenza di personalizzare i propri prodotti di riferimento per caratterizzare in maniera inequivocabile la propria attività. Si avvarrà  dell’attiva collaborazione dell’Istituto Zooprofilattico del Mezzogiorno.

Il Mio San Marzano mira ad offrire la possibilità ai pizzaioli ed ai ristoratori di scegliere il proprio lotto di produzione e di personalizzarlo pure in maniera originale e distintiva, facendo apporre sull’etichetta della tipica confezione in latta il proprio logo, eventualmente l’ immagine oppure altri segni che siano identificativi della propria azienda.

Sulla stessa etichetta potrà pure essere apposto il QR code rilasciato dallo stesso Istituto Zooprofilattico al produttore-trasformatore Solania. Resta inteso che questi dovrà rifornirsi del prodotto chiaramente da una cooperativa che rientra nella stessa rete di impresa.

I soci-agricoltori di questa  avranno dovuto pure inoltrste apposita richiesta di QR code relativa al prodotto coltivato.

Il “Mio San Marzano” verrà  presentato ai Media incontro programmato per giovedì 23 febbraio alle ore 11 nella

Sala Convegni della Camera di Commercio di Napoli, nella centrale piazza Bovio.

Sono previsti gli interventi a riguardo di: Giuseppe Napoletano, amministratore di Solania SrL e della rete di impresa Solanacea 2.0, Vittorio Sangiorgio vicepresidente Coldiretti Campania, Tommaso Romano, presidente Consorzio San Marzano Dop; Antonio Limone, direttore generale Istituto Zooprofilattico del Mezzogiorno.

Valerio Giuseppe Mandile

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Presentato oggi alla Camera di commercio di Napoli il progetto ‘Il mio San Marzano’ di Solania, che nasce sotto l’egida della Coldiretti Campania e del Consorzio San Marzano Dop ADN KRONOSe che si avvarrà della collaborazione dell’Istituto zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno. Si prevede che i pizzaioli e i ristoratori potranno scegliere il lotto di produzione e personalizzare l’etichetta della confezione di latta con il logo del locale, la loro immagine o altro segno identificativo. L’etichetta conterrà anche il QR Code rilasciato dall’Istituto zooprofilattico; Solania si approvvigionerà del San Marzano dalla cooperativa di agricoltori aderente alla sua rete di im
presa i cui soci avranno fatto richiesta di QR Code per il prodotto coltivato, apponendo sull’etichetta della confezione di latta il loro logo, immagine o altro segno identificativo.

“Il progetto ‘Il mio San Marzano’ -ha spiegato Giuseppe Napoletano, amministratore di Solania Srl e della rete di impresa Solanacea 2.0- risponde alle esigenze della comunità di pizzaioli e dei ristoratori che vogliono identificarsi in un prodotto e ne gradiscono il controllo di tutta la filiera dalla semina, dalla coltivazione dalla trasformazione fino alla distribuzione. Con la garanzia di sicurezza alimentare e controllo del QR Code Campania, sia sul prodotto trasformato che su quello coltivato”.

“Il pomodoro San Marzano -ha sottolineato Vittorio Sangiorgio, vicepresidente di Coldiretti Campania- è l’esempio perfetto del modello di sviluppo che Coldiretti sta costruendo per il futuro del Paese, un prodotto che non è solo materia prima da mettere in scatola, ma essenza ed espressione di un territorio che può e deve fare di più scegliendo percorsi virtuosi”. “Agricoltura e industria -ha fatto notare- superano in questo caso logiche contrapposte e iniziano a fare marketing territoriale. Un gran bell’esempio anche per i tanti giovani che stanno investendo e scommettendo sull’agroalimentare in chiave moderna e innovativa”.

“Stiamo lavorando all’ampliamento della superficie coltivata -ha aggiunto Tommaso Romano, presidente del Consorzio San Marzano Dop- in quanto la richiesta è di gran lunga superiore all’attuale produzione e per migliorare la genetica e la tecnica culturale, ci stanno affiancando esperti agronomici di grande esperienza”. “Il pomodoro di San Marzano -ha ricordato Antonio Limone, direttore generale dell’Istituto zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno- rappresenta uno dei simboli del cibo campano d’eccellenza e di indiscussa qualità. E’ un prodotto identitario che rappresenta un intero territorio”.

“Molto deve -ha ribadito- alla pregiatezza di un suolo vulcanico che appartiene solo alla nostra regione, una regione che vanta una biodiversità unica”.

“Nel pomodoro di San Marzano c’è dentro il sapore della nostra terra e per questo rappresenta, per noi campani, un alimento sul quale riporre molta attenzione anche da parte degli enti di ricerca, come l’Istituto zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno, che è preposto al controllo delle produzioni alimentari”, ha concluso.

 

POMODORI

 

Il mio San Marzano”, ecco il
pomodoro dop tracciato dal
campo alla pizza
23 febbraio 2017

 

Presentato questa mattina alla Camera di Commercio di Napoli il progetto “Il Mio San Marzano” di Solania, che nasce sotto l’egida della Coldiretti Campania e del Consorzio San Marzano Dop e che siavvarrà della collaborazione dell’Istituto Zooprofilattico
Sperimentale del Mezzogiorno, prevede che i pizzaioli e i ristoratori, altro segno identificativo. L’etichetta conterrà altresì il QR Code rilasciato dall’Istituto Zoopro㥁�lattico Sperimentale del Mezzogiorno.Solania si approvvigionerà del San Marzano dalla cooperativa diagricoltori aderente alla sua rete di impresa i cui soci avranno fattorichiesta di QR Code per il prodotto coltivato. apponendosull’etichetta della confezione di latta il loro logo, immagine o altro segno identi㥁�cativo.

“Ilprogetto‘IlMioSan Marzano’ – ha spiegato in conferenza stampa Giuseppe Napoletano, amministratore di Solania SrL e della rete di impresa
Solanacea 2.0 – risponde alle esigenze della comunità di pizzaioli edei ristoratori che vogliono identi㥁�carsi in un prodotto e ne gradiscono ilcontrollo di tutta la 㥁�liera dalla semina, dallacoltivazione dalla trasformazione 㥁�no alla distribuzione. Con la
garanzia di sicurezza alimentare e controllo del QR Code Campania,sia sul prodotto trasformato che su quello coltivato”.“Il pomodoro San Marzano – ha sottolineato Vittorio Sangiorgio,vice presidente di Coldiretti Campania – è l’esempio perfetto delmodello di sviluppo che Coldiretti sta costruendoper il futuro delPaese, un prodotto che non è solo materia prima da mettere inscatola, ma essenza ed espressione di un territorio che può e deve fare di più scegliendo percorsi virtuosi. Agricoltura ed Industriasuperano in questo caso logiche contrapposte ed iniziano a faremarketing territoriale. Un gran bell’esempio anche per i tantigiovani che stanno investendo e scommettendo sull’agroalimentarein chiave moderna e innovativa”.“Stiamo lavorando all’ampliamento della super㥁�cie coltivata – haaggiunto Tommaso Romano, presidente del Consorzio San
Marzano Dop – in quanto la richiesta è di gran lunga superioreall’attuale produzione e per migliorare la genetica e la tecnica

Comunicato Stampa

Giovedì 23 febbraio 2017 alle ore 11

Sala Convegni Camera di Commercio di Napoli, Piazza Bovio

presentazione del

“Il Mio San Marzano

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Il Progetto di Solania SrL,che nasce sotto l’egida della Coldiretti Campania e del Consorzio San Marzano Dop e che si avvarrà della collaborazione dell’Istituto Zooprofilattico del Mezzogiorno, prevede che i pizzaioli e i ristoratori potranno scegliere il lotto di produzione e personalizzare l’etichetta della confezione di latta con il logo del locale, la loro immagine o altro segno identificativo.

L’etichetta conterrà altresì il QR Code rilasciato dall’Istituto Zooprofilattico del Mezzogiorno.

Solania si approvvigionerà del S. Marzano dalla cooperativa di agricoltori aderente alla sua rete di impresa i cui soci avranno fatto richiesta di QR Code per il prodotto coltivato. apponendo sull’etichetta della confezione di latta il loro logo, immagine o altro segno identificativo.

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