Tra arte bianca, degustazioni e golose visioni imprenditoriali, quella del 5 novembre a Lusciano (CE) si è confermata una serata davvero da incorniciare. Merito di Claudio Abbate, il giovane ma già esperto maestro pizzaiolo che, aprendo le porte della sua pizzeria agli operatori dell’informazione e alla stampa, ha saputo dar prova di abilità, audacia ma ancor più profondo amore e rispetto per una tradizione che mira al progresso senza tuttavia mai dimenticare il passato.
Abbate Pizzeria: tradizione e talento
Celebrando la tradizione partenopea, ma rivisitandola al contempo con talento, tecnica e grande visione; nella sede di Lusciano, tra l’atmosfera accogliente e la partecipazione entusiasta, ha preso infatti vita un racconto fatto di sapori, territorio e passione. Figlio d’arte e pizzaiolo di nuova generazione, Claudio Abbate ha saputo di fatto coniugare l’eredità paterna con la sperimentazione contemporanea offrendo ai presenti alla serata sì un percorso degustativo di grande coerenza e spessore, ma anche un’experience golosa e sorprendente.

Tecnica, squadra, amore e ricerca
Alla riuscita della serata hanno contribuito inoltre figure chiave come Cesare Abbate, il padre di Claudio, che ha firmato i fritti d’autore, il maître Francesco Strangis, che ha curato l’accoglienza e il racconto in sala e lo stesso Claudio Abbate che, occupandosi delle pizze, è riuscito a dimostrare una notevole padronanza della tecnica e soprattutto una grande visione.
Distinguendosi per la capacità di creare una vera e propria “serie” di impasti e cotture e, dunque, non più solo pizza classica napoletana, ma padellino, ruota di carro, proposte gourmet e gluten free (con laboratorio interamente dedicato al riparo da ogni contaminazione) Claudio ha saputo infatti dar segno di una professionalità davvero in evoluzione e non solo di giovanile fermento.

Di fatto, si torna indietro verso la ruota di carro o avanti verso il padellino? la risposta è: ambedue! Senza tuttavia dimenticar mai di dar rilevanza a prodotti di stagione fancendo, ancora una volta, un passo indietro con la genovese o uno in avanti con gli abbinamenti particolari, sorprendenti e inaspettati.

Una visione imprenditoriale in fermento
Accanto a Claudio Abbate, il socio Claudio Capasso, che ha creduto fin dall’inizio in un progetto oggi cresciuto fino a contare tre sedi operative: Giugliano, Lusciano e Pomigliano d’Arco. In meno di due anni, Abbate Pizzeria si è imposta come punto di riferimento grazie a una proposta che riesce a parlare a tutti i palati, con rigore e originalità.

Un viaggio di gusto tra innovazione e memoria
Il menù, pensato come un vero e proprio racconto gastronomico, ha proposto infatti:
FRITTURE
• Polpettine di pulled pork marinate alla salsa BBQ, paprika dolce, pepe e panatura ai corn flakes
• Frittatina classica con bucatini, macinato di bovino, piselli, sedano, carote, cipolla, basilico, latte, burro, noce moscata, pepe, farina, fior di latte e pomodoro
• Frittatina cacio e pepe
• Mozzarella in carrozza alla francese con fior di latte, prosciutto cotto, besciamella, pancarrè e pan grattato
In abbinamento: Vino Spumante Brut DUBL
PIZZE RUOTA DI CARRO
• Provola e pepe: pomodoro San Marzano, provola di Agerola, Grana DOP, basilico, pepe e olio EVO
MONTANARE FRITTE E AL FORNO
• Alla genovese: stracotto di cipolla con sfilacciato di manzo, fior di latte, Grana Padano e olio EVO
In abbinamento: Trentapioli – Asprinio d’Aversa
SECONDO ABBATE
• Scarola d’amare: crema di scarole, scarole saltate in padella, fior di latte, tartare di tonno, maionese ai capperi e olio EVO
• Sinfonia: fiordilatte di Agerola, mousse di gorgonzola, Grana Padano DOP, vellutata ed essenza di albicocche, zest di limone
In abbinamento: Paestum Rosato Vetere IGP – San Salvatore
DOLCE FINALE
• Graffa artigianale

Un evento riuscito, un’identità forte, un futuro che lievita.
Quella del 5 novembre non è stata solo una serata gastronomica, ma la dimostrazione concreta di come la pizza possa farsi linguaggio, racconto, emozione. Claudio Abbate non ha solo servito pizze: ha condiviso una visione.

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Redazione La Buona Tavola
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