COCOMERO O ANGURIA: IL MITICO FRUTTO DELL’ESTATE

Dissetante, diuretico, dolce, da mangiarlo a morsi, fresco, in compagnia con la famiglia o gli amici, il cocomero è il frutto simbolo dell’estate, delle vacanze, delle giornate a mare, rilassanti e riposanti, adatto a contrastare la stanchezza e la caluria estiva di questi giorni. Cocomero ( in Italia meridionale) o anguria ( in Italia settentrionale) della famiglia delle Curbitacee (come il melone, il cetriolo) deriva dal termine latino “Cucumis citrullis” o dal greco angurion ( cetriolo).

Storia e curiosità

Proveniente dall’ Africa tropicale, è molto consumato nelle aree del Mediterraneo. Nell’ antichità era usato come alimento e medicinale. Esso veniva deposto nelle tombe dei faraoni come mezzo di sostentamento per la vita nell’ aldilà: una sorte di elisir di lunga vita. La mitica gelatina d’anguria piacque molto alla regina Maria Carolina, moglie di Ferdinando I di Borbone, che assaggiandola esclamò: “superb, superb”, tanto da volerne ancora.

Tradizione

In Irpinia, e precisamente ad Altavilla Irpinia, ogni anno si rivive la tradizione del “palio dell’anguria” in onore di Costanza d’ Altavilla. Un tuffo nella storia dai connotati medievali. Si narra che Costanza e il suo seguito, in viaggio per Milano, fossero costretti a far sosta nel paese di Alta Cuda (odierna Altavilla) per un danno ad alcune carrozze. Il popolo si animò alla notizia dell’erede al trono e gli abitanti fecero a gara per portare alla regina Costanza ogni sorta di dono, la quale in segno di gratitudine istituì il palio, che avrebbe premiato una di quelle persone dimostratesi così cordiali

cocomero
Cocomero (o anguria)

Valori nutrizionali

Noi nutrizionisti lo consigliamo a tutti, in primis a bambini, adulti, sportivi soprattutto, in quanto evita i crampi muscolari. Contiene soprattutto acqua ( 90%), zuccheri ( 5%), vitamine, betacarotene, sali minerali (potassio, magnesio), il licopene nella polpa rossa. E’ a basso contenuto calorico ( 100g/16 cal) . In secondo luogo, depura l’organismo reintegrando le perdite di sudore con vitamine e sali minerali, combatte il calo di energia e la ritenzione idrica. L’ ideale è mangiarlo come spuntino o merenda o un paio d’ore dopo il pranzo.

In ogni caso, si sconsiglia di mangiarlo a fine pasto perché il suo alto contenuto idrico diluirebbe eccessivamente i succhi gastrici e renderebbe laboriosa la digestione. Terza cosa, ma molto importante, attenzione ai semi: masticarli potrebbe provocare fastidiosi dolori intestinali. In conclusione, può essere gustata anche come granita, gelato o succo. Inoltre contiene anche la citrullina, un amminoacido non essenziale dalle proprietà antiossidanti e vasodilatatorie nella parte bianca che viene scartata.

Succo di anguria: idratante, dissetante, ipocalorica e facile da preparare

Ingredienti:

cocomero 500 g

2 limoni

Foglioline di menta naturale

Ghiaccio

Attrezzi

Mixer o frullatori

Procedimento

Dopo aver eliminato la buccia, tagliare a pezzi l’ anguria fresca eliminando i semi. Frullarla fino a ottenere una parte di polpa . Unire il succo di un limone e mescolarlo. Versare nei bicchieri con abbondante ghiaccio. Aggiungere uno spicchio di limone e foglioline di menta per decorare. Berlo fresco al momento.

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Grande successo per “Aspettando…il mio San Marzano”, evento firmato Solania, azienda leader nel settore della trasformazione del pomodoro San Marzano, situata nell’area nocerino-sarnese.

Fulcro della serata la degustazione a “Villa Maria Grazia” a Sarno, immersa in ben sette ettari di filari di pomodoro San Marzano, laddove inizierà la raccolta a fine luglio. Tutti i presenti sono stati deliziati da uno straordinario Francesco Martucci, patron della pizzeria “I Masanielli” di Caserta, con assaggi di Margherita e “Amplificato di Provola e Pepe”.

Aspettando...il mio San Marzano

“L’importanza del San Marzano sulla pizza è fondamentale: la pizza è campana, dovrebbe avere obbligatoriamente il San Marzano” dichiara il nuovo brand ambassador Solania; “Inoltre è fondamentale far capire quello che noi facciamo sul nostro territorio e cosa ha da offrire in questo momento storico. Nonostante le avversità di questo periodo, il nostro territorio c’è e ci sarà ancora. Da qui la scelta di collaborare con Solania, una delle pochissime aziende che produce dalla A alla Z, dalla coltivazione alla conservazione del prodotto, che quest’anno è davvero straordinario”.

Un prodotto semplice e genuino come il pomodoro San Marzano ha trovato nelle sapienti mani di Martucci la sua esaltazione migliore, in un’esplosione di gusto e profumo, il tutto mantenendo integra la sua autenticità.

La location recentemente acquisita dal patron di Solania Giuseppe Napoletano, caratterizzata da una vista mozzafiato sul Vesuvio, è stata la cornice perfetta per suggellare ufficialmente la partnership triennale tra Solania e Martucci, al quale è stata dedicata un’etichetta personalizzata sui barattoli di pomodoro San Marzano Solania, così come è previsto dal progetto “Il mio San Marzano” che prevede la personalizzazione dell’etichetta e la scelta dell’appezzamento di terra.

L’evento è stato preceduto da una visita guidata nello stabilimento Solania, dove i giornalisti di settore hanno potuto osservare in prima persona la struttura e i macchinari atti alla lavorazione e alla trasformazione del pomodoro San Marzano dalla raccolta all’inscatolamento.

“La raccolta inizierà, secondo disciplinare, alla fine di Luglio” ha spiegato Giuseppe Napoletano, amministratore unico di Solania srl: “Abbiamo potenziato le linee di produzione, arrivando a un raddoppio della capacità produttiva per soddisfare anche il mercato retail e affermarci anche in paesi dell’Europa centrale, dove prevediamo un forte incremento di fatturato”, sottolineando con passione la sua presenza quotidiana tra i campi, e non dietro la scrivania del suo ufficio: non capo, ma leader della sua azienda, sempre in prima linea.

Si ritornerà tra metà e fine settembre in azienda per “Il mio San Marzano”, momento in cui ci sarà un grande evento in cui ci sarà la possibilità di scegliere il lotto di produzione e di osservare tutta la filiera di produzione nel pieno della sua attività da parte di chef, pizzaioli e ristoratori.

L’evento è stato curato da Renato Rocco direttore de “La Buona Tavola” Magazine.

Si è concluso il 30 Giugno alle ore 24:00 il contest “A’ Pizza” organizzato dal blog Vesuvio’s Shadow.

Il contest è stato organizzato dal fondatore Mario D’Acunzo e ha visto protagonisti pizzaioli e non nel gareggiare alla conquista del podio. Ogni partecipante ha inviato la foto della propria pizza alla pagina Facebook Vesuvio’s Shadow, successivamente pubblicata nell’album dedicato al contest. Da lì poi in partecipanti si sono scatenati nel raccogliere like alle loro foto per aggiudicarsi la vittoria dei tre premi, messi in palio dall’azienda agricola “L’oro del Vesuvio”.

Il calcolo punteggio è stato basato sul numero di like (o reazione) raggiunto dalla foto pubblicata nell’album, più il voto da 1 a 10 della Giuria. Le due foodblogger Ersilia Cacace “La Boss delle Pizze” (giornalista e collaboratrice de La Buona Tavola Magazine) e Marianna Somma “Campania food Porn” sono state scelte da Mario come giudici finali del contest e hanno aderito con piacere all’iniziativa.

I premi in palio sono stati i seguenti: il 1° classificato si è aggiudicato una box grande con all’interno prodotti misti (pomodori D.O.P., confetture, sott’oli, 1 liquore). Il 2° classificato ha vinto una box media con all’interno prodotti misti di cui pomodori D.O.P., confetture, sott’oli e 1 liquore. Infine il 3° classificato ha vinto una box piccola con prodotti misti tra cui pomodori D.O.P., confetture e sott’oli.

Contest A’ Pizza: ecco i vincitori

Su un totale di circa 100 partecipanti, coloro che hanno guadagnato il podio sono: Gianluca Astuto con un totale di 1085 voti, Michele Lamantia con un totale di 1019 voti e Fabio Donsella con un totale di 843 voti; di seguito, in ordine di vittoria, le 3 pizze vincitrici del contest.

La prima è una pizza con zucchine e i suoi fiori, pomodorini gialli, fiordilatte di Agerola e pancetta all’uscita. 

pizza di Gianluca Astuto
Pizza di Gianluca Astuto

La seconda è una pizza Margherita (polpa di ciliegino di pachino,fiordilatte di Cammarata ,basilico fresco) con farina integrale di grani antichi e grano arso (impasto diretto,48h totali ,idro 70%, staglio a 270gr).

pizza di michele lamantia
Pizza di Michele Lamantia

La terza è una pizza con fior di latte, rucola, roastbeef all’inglese, salmoriglio, riduzione di aceto balsamico (impasto indiretto a 48h di maturazione, idratazione 65%; cotta con forno elettrico a 350°).

pizza di Fabio Donsella
Pizza di Fabio Donsella

GPN- Gruppo La Piccola Napoli nasce come gruppo Facebook nell’Agosto 2016 su idea di Paco Linus con l’intento di riunire tanti colleghi pizzaioli, nel giro di un paio di anni diventa Associazione con un suo statuto e conta ad oggi oltre 300 associati e 50.000 iscritti al Gruppo Facebook. Associati e membri del gruppo sono innanzitutto pizzaioli, ma anche panificatori, ristoratori, chef, pasticcieri e tutti coloro che fanno parte del mondo dell’arte bianca.

Il Gruppo promuove eventi, corsi di formazione, ha partecipato a Guinness World Record e si è sempre attivato anche a difesa delle categorie: basti pensare che, durante il periodo di quarantena causa Covid-19, il fondatore Paco Linus e diversi membri del gruppo si sono battuti per affrontare le problematiche economiche causate dalla chiusura forzata delle attività commerciali, al fine di ottenere la riapertura delle loro pizzerie e dei sussidi per affrontare tale ripresa.

Ma non solo: il Gruppo si è spesso attivato anche per scopi benefici, come è avvenuto ad esempio nel 2018, durante il Campionato Pizza DOC a Nocera Inferiore (SA), dove fu allestita un’area dedicata alla raccolta fondi per la ricerca sulla fibrosi cistica.

Per ultimo (ma sicuramente non ultimo) episodio, in cui l’Associazione ha dimostrato di poter fare tanto non solo a scopo professionale, ma anche a scopo umanitario, è quello del piccolo Domenico Sasso, figlio del collega pizzaiolo Ciro Sasso.

Domenico, un vivace bambino come tanti altri, colpito improvvisamente da una malattia totalmente sconosciuta ai genitori: la corsa in ospedale, prima a Nola e poi all’ospedale pediatrico Santobono di Napoli, dove gli viene diagnosticata la Sindrome SEU (emolitico – uretica), una malattia rara che colpisce soprattutto i più piccoli.

Da qui l’Associazione si è subito mobilitata per avviare una raccolta fondi in totale autonomia per far sì che il piccolo Domenico potesse avere tutte le cure necessarie per affrontare questa improvvisa difficoltà di salute. Fortunatamente Domenico oggi sta meglio ed è potuto rientrare a casa, pur dovendo continuare le terapie. Fondamentali sono state le attente cure ricevute al Santobono, ragion per cui i soldi raccolti dall’Associazione sono stati spontaneamente donati da Ciro Sasso, tramite la Fondazione Santobono Pausilipon Onlus, al reparto di Nefrologia e Dialisi, dove è stato accolto il piccolo Domenico al suo arrivo in ospedale.

La Fondazione Santobono Pausilipon Onlus dell’ospedale pediatrico Santobono resta sempre disponibile ed aperta a qualsiasi tipo di donazione a favore dei più piccoli ricoverati presso la loro struttura, al fine di ricevere le migliori cure così come è capitato a Domenico.

BONIFICO BANCARIO intestato:
Fondazione santobono pausillipon Onlus
IBAN: IT75P0514203419CC1181075123 –
Banca di credito popolare-ag. 19

Quando si visita la città eterna, sono principalmente tre i piatti che più vi verranno proposti nelle trattorie romane: carbonara, amatriciana e cacio e pepe. Altro piatto molto gettonato è la gricia, una pseudo carbonara senza uova, altrettanto buona e saporitissima. Ma perché aspettare di fare una gita fuori porta, se possiamo realizzare questo piatto a casa nostra?

Preparare questo piatto è davvero semplicissimo, non solo per i procedimenti (pochi e rapidi) ma anche per l’esigua quantità di ingredienti necessari! Ma non dilunghiamoci oltre, passiamo subito alle cose serie! Vi. lasciamo di seguito la lista degli ingredienti e il procedimento; accendiamo i fornelli!

INGREDIENTI per 4 persone (tempo di preparazione: 20 minuti ca.)

  • 400g spaghetti
  • 200g pecorino romano
  • pepe nero in grani pestato (2 cucchiai)
  • sale q.b.
cacio e pepe di Fiaschetteria Pistoia
Cacio e pepe di Fiaschetteria Pistoia (foto di @mslindsays)

CACIO E PEPE: ECCO IL PROCEDIMENTO

Per preparare una cacio e pepe come Dio comanda dovrete partire dal pepe, che deve essere rigorosamente in grani. Raccogliete i grani di pepe in un mortaio e pestateli con il pestello con energia e con un movimento rotatorio più che verticale. Il pepe sarà pronto quando sarà ridotto in una polvere grezza. Trasferite il pepe pestato in una padella molto ampia che successivamente dovrà contenere anche tutta la pasta per terminare la cottura. Accendete il fuoco e lasciate tostare il pepe.

Nel frattempo portate ad ebollizione una pentola d’acqua, aggiungete del sale grosso; quando l’acqua sarà pronta immergiamo gli spaghetti. Dopo un paio di minuti di cottura della pasta, quando nell’acqua inizierà ad affiorare la schiumetta bianca che altro non è che l’amido, trasferite un paio di mestoli d’acqua bollente della pentola nella padella con il pepe e lasciate che il pepe si sciolga leggermente.

Ora è il momento del pecorino ( noi abbiamo usato il pecorino bagnolese acquistato su Terra di Sapori): riunite il pecorino in una ciotola di vetro e aggiungete poca acqua per volta fino a che non otteniate una sorta di pasta consistente. Noi abbiamo usato pecorino romano al 100%, chi non amasse il sapore troppo forte del pecorino potrà smezzarlo con il parmigiano grattugiato (anche se si travisa un po’ il senso e le origini della cacio e pepe). L’importante è che il parmigiano sia anch’esso abbastanza stagionato poiché se troppo fresco, tenderà a filare e impastarsi nel momento in cui andrete ad unire la pasta per mantecare il piatto. A due minuti prima del termine della cottura, scolate gli spaghetti e trasferiteli nella padella con il pepe; concludete la cottura degli spaghetti aggiungendo, se necessario, un altro mestolo di acqua di cottura per amalgamare meglio il piatto.

A cottura al dente degli spaghetti, spostate la padella dal fuoco e lasciate intiepidire giusto qualche istante. Quindi aggiungete il composto di pecorino e fate mantecare saltando gli spaghetti e smuovendoli velocemente. Vedrete che quasi subito si formerà una bella cremina, che avvolgerà i vostri spaghetti in modo omogeneo.

A questo punto non vi resta che servire la cacio e pepe nei piatti, ancora ben calda e cremosa nonché bella carica di pepe.

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Ersilia Cacace

La tipica colazione italiana odora di caffè e ha il sapore del cornetto. C’è chi lo preferisce al cioccolato, chi alla crema e chi è amante della marmellata di stagione. Quale che sia il gusto che preferite sono pronta a scommettere che almeno una volta siete andati al bar, avete ordinato e, ahimè, vi hanno risposto che  proprio quello che cercavate era già finito! Ho indovinato? Lo so, capita a tutti. Fortunatamente la soluzione è semplice: basta farli in casa ! La preparazione non è delle più veloci (bisogna contare almeno quattro ore da quando si inizia a lavorare a quando potremo sfornare il nostro dolcetto preferito) ma, soprattutto in questo periodo, vale la pena sporcarsi le mani e mantenersi attivi cimentandosi in questa nuova, gustosissima, sfida!

Quando la vostra casa si riempirà dello stesso odore della vostra pasticceria preferita mi ringrazierete..

Ingredienti:

 

Per l’Impasto:

  • 300 gr. di farina manitoba
  • 250 gr. farina 00
  • 200 ml acqua
  • 120 ml di latte
  • 100 gr. di zucchero
  • 40 gr. burro
  • 1 tuorlo
  • 10 gr di lievito di birra fresco (o 3 gr. di lievito di birra secco)

Per la sfogliatura:

  • 200 gr. burro

Per spennellare:

–       50 ml. di latte

–       1 tuorlo

Per guarnire:

–       Zucchero a velo q.b. per spennellare:

Procedimento:

Per il lievitino:

Come prima cosa mescolate in una ciotola la farina e la farina manitoba. Dal totale delle farine mettete da parte 150 gr. di prodotto. Sciogliete in acqua leggermente tiepida il lievito di birra fresco (se utilizzate quello secco riattivatelo con un cicchiaio di acqua tiepida e un pizzico di zucchero) e poi aggiungete questo “composto” ai 150 gr. di farina messi da parte. Impastate fino ad ottenere un impasto morbido e un po’ appiccicoso e lasciate lievitare il tutto per un ora circa.

Per l’impasto:

Prendete il panetto lievitato, mettetelo nell’impastatrice e unite il tuorlo.  Fatelo assorbire dall’impasto e unite i 40 grammi di burro e lo zucchero impastando per 5 minuti.  Unite la restante farina e il latte a poco a poco fino a che otterrete un impasto liscio, omogeneo e filamentoso: ci vorranno circa 10 minuti. Coprite e lasciate lievitare per due ore fino a che sarà raddoppiato di volume.

La sfogliatura:

Quando l’impasto sarà lievitato sgonfiatelo leggermente con le mani e create un rettangolo su un piano da lavoro infarinato. Prendete il burro per la sfogliatura dal frigo e mettetelo tra due fogli di carta da forno. Stendete il burro con il mattarello in modo da renderlo sottile. Poi stendete il burro sul rettangolo di impasto lasciando liberi i bordi. A questo punto prendete il bordo basso della sfoglia e portatelo al centro. Fate lo stesso procedimento portando la parte alta della sfoglia al centro. Chiudete l’impasto imburrato con pellicola trasparente e fate riposare il frigo per 30 minuti circa.

Trascorso questo tempo riprendete l’impasto imburrato e stendetelo nuovamente con il mattarello tra due fogli di carta forno. Piegate nuovamente il bordo basso della sfoglia al centro e lo stesso con il bordo alto come avete fatto prima, avvolgete in pellicola trasparente e rimettetelo in frigo per 15 minuti.

Ripetete nuovamente questo procedimento per la terza volta.

I cornetti:

Dopo aver atteso altri 15 minuti di riposo in frigo riprendete l’impasto, stendetelo con il mattarello e con un coltello e create tanti triangoli. Praticate un taglio sul lato corto del triangolo, vi aiuterà a fare i cornetti sfogliati di forma perfetta. Arrotolate i cornetti sfogliati, metteteli su un tegame con carta forno e fateli lievitare per due ore circa. Trascorso il tempo di lievitazione spennellateli con latte e un tuorlo sbattuti.

Cottura:

Cuocete i cornetti sfogliati in forno preriscaldato statico a 170 gradi per venti minuti circa fino: alla fine dovranno essere gonfi e dorati.

Sfornate i cornetti, fateli raffreddare e cospargeteli di zucchero a velo.

A questo punto sono pronti per essere farciti con marmellata, nutella o anche crema pasticcera. Invece di usare lo zucchero a velo potete spennellarli di albume e cospargerli di zucchero semolato prima di infornarli.

Un consiglio da amica? I vostri cornetti possono essere congelati sia crudi che cotti, pronti da infornare per la prossima colazione!

Livia Giordano

La crepe alla crema di nocciole è uno dei dolcetti più amati sia dai grandi che dai più piccini. Le sere d’estate, soprattutto, sono caratterizzate tra chi consuma il classico cornetto di notte e chi opta invece per una crêpe ripiena di una dolce e calda crema alle nocciole.

Ma come si preparano? Noi vi lasciamo la ricetta, voi mettetela in pratica e fateci sapere se vi hanno soddisfatto! Gli ingredienti che vi lasciamo qui di seguito sono per circa 6 crepe; ovviamente sta a voi raddoppiare o dimezzare le dosi, a seconda della quantità di crepe che volete preparare! Inoltre, per chi non preferisse la crema alle nocciole, si può optare per una qualsiasi crema o marmellata a vostro piacere!

INGREDIENTI x 6 persone

– 100 gr di farina

– 250 ml di latte

– 1 uovo ntero

– 1 tuorlo

– 20 gr di burro

PER FARCIRE

– crema spalmabile alle nocciole q.b. (suggeriamo la crema alle nocciole Noccioro o la linea Creams Selection di Sodano, due eccellenze campane)

PER CONDIRE

– zucchero a velo q.b.

crepe alla crema di nocciole di @vale_incucina
crepe alla crema di nocciole di @vale_incucina

Crepe alla crema di nocciole: procedimento

In una terrina mettete l’uovo intero e il tuorlo, lavorateli con la frusta, unitevi poco a poco la farina setacciata diluendola con il latte. Lavorate il tutto fino a ottenere una pastella completamente liscia e omogenea. Lasciate riposare per circa un’ora in frigorifero.

Scaldate una padella antiaderente, ungetela con il burro fuso, versate un mestolo di composto roteando la padella in modo che la pastella si distribuisca uniformemente formando un sottile velo.

Fate asciugare le crepe a fuoco moderato, rigiratele con una spatola e fatele asciugare anche dall’altra parte. Procedete fino a esaurimento della pastella. 

Spalmate le crepe con con la crema alle nocciole, poi potete richiuderle come meglio preferite! Alcui preferiscono arrotolarle, altri invece optano per la classica forma a portafoglio, piegandole in due o quattro parti, spolverizzatele di zucchero a velo e servitele ben calde.

Se la ricetta vi è piaciuta, lasciateci un commento! Tutte le altre ricette sono consultabili nella nostra rubrica La Buona Ricetta!

La cheesecake alle fragole senza cottura è un dolce fresco e delizioso, realizzato con una base di biscotti e una crema di formaggio, zucchero, panna e una copertura di fragole fresche. Una ricetta semplice ma vincente, ideale anche come torta per un’occasione speciale: per la farcitura noi abbiamo preparato una delicata gelèe, ma potete guarnirla anche semplicemente con delle fragole fresche. Ecco come realizzare, in pochi e semplici passaggi, questa deliziosa e spumosa cheesecake di fragole fredda.

DOSE PER UNO STAMPO A CERNIERA DI 24 CM DI DIAMETRO

  • BISCOTTI SECCHI (TIPO DIGESTIVE) 250 gr
  • BURRO FUSO 130 gr
  • FORMAGGIO CREMOSO (TIPO PHILADELPHIA) 500 gr • 750 kcal
  • PANNA DA MONTARE 200 ml • 335 kcal
  • ZUCCHERO A VELO VANIGLIATO 120 gr • 79 kcal
  • COLLA DI PESCE 10 gr

PER LA GUARNIZIONE

  • FRAGOLE 250 gr • 79 kcal
  • ZUCCHERO 60 gr • 600 kcal
  • COLLA DI PESCE 6 gr
  • SUCCO DI LIMONE 2-3 cucchiai • 29 kcal
cheesecake alle fragole
Cheesecake alle fragole di Ersilia Cacace

CHEESECAKE ALLE FRAGOLE: PROCEDIMENTO

Cominciate con la preparazione della base: passate i biscotti nel mixer fino a ridurli in polvere. Unite il burro fuso e mescolate bene. Schiacciate bene il composto sul fondo di una tortiera a cerniera, aiutandovi col il dorso di un cucchiaio, e mettete in frigo per almeno mezz’ora.

Passate ora alla realizzazione della crema: ammorbidite il formaggio cremoso con le fruste elettriche, e lavorate con zucchero a velo vanigliato, setacciato con un colino, fino ad ottenere un composto liscio. Sistemate la colla di pesce in una ciotola con acqua fredda per una decina di minuti, fino ad ammorbidirla. In un pentolino scaldate 3 cucchiai di panna, aggiungete la colla di pesce ben strizzata e mescolate per pochi secondi, finchè non sarà completamente sciolta. Una volta intiepidito, aggiungete il tutto alla crema di formaggio e mescolate con le fruste. Infine unite a mano la panna montata, incorporandola con una spatola e con movimenti dal basso verso l’alto.

Tirate fuori dal frigo la base e versateci sopra la crema, livellatela bene e fate riposare in frigo per almeno 5-6 ore. 

Per il gelèe alle fragole mettete in ammollo la colla di pesce in acqua fredda. Sistemate le fragole tagliate in un pentolino con zucchero e succo di limone; lasciar cuocere a fuoco lento per 5 minuti. Frullate il composto nel mixer così da realizzare una purea. Rimettete il composto sul fuoco e aggiungete la colla di pesce strizzata, mescolando il tutto per bene. Lasciate intiepidire e versatela sulla torta fino a coprire tutta la superficie: conservate in frigo per almeno 4 ore.

La vostra cheesecake alle fragole è pronta per essere gustata!

Potete trovare tutte le altre ricette qui

In primavera, ma in particolare modo anche a Pasqua, la pizza rustica napoletana fa parte dell’abbondante menu delle festività.

La pizza rustica viene preparata con una pasta a base di farina lievito e acqua, che dovrà lievitare a lungo prima di poter essere stesa sulla spianatoia. Successivamente viene divisa in 2 dischi, dei quali uno andrà sul fondo di una tortiera per essere ricoperto da una farcitura a base di formaggio, uova, scamorze affettate e salsiccia sbriciolata, e l’altro ricoprirà il tutto.

La pizza rustica richiede un tempo di preparazione davvero molto breve ed è davvero molto semplice da preparare! La ricetta che di seguito vi lasciamo è ideale per 6 persone.

INGREDIENTI PER LA PIZZA RUSTICA

500 gr di farina 00

30 gr di lievito di birra

2 cucchiai di olio extravergine di oliva

1 uovo

20 gr di strutto

1/2 tazza di latte

PER FARCIRE

300 gr di mozzarella

150 gr di pecorino

50 gr di prosciutto crudo

50 gr di capicollo

2 salsicce

2 uova

sale q.b.

Pizza rustica napoletana – Foto Instagram: @nosharazzi
Pizza rustica napoletana – Foto Instagram: @nosharazzi

PIZZA RUSTICA: PROCEDIMENTO

Preparare la pasta: versare la farina sulla spianatoia, fare la fontana e sbriciolare al centro il lievito. Impastare unendo il latte tiepido, salare e aggiungere l’olio per ottenere un impasto morbido. Dopo aver ben lavorato la pasta, fame una palla e lasciarla riposare un paio d’ore avvolta in un telo.

Preparare il ripieno: Sbattere le uova e mescolarvi il pecorino grattugiato; affettare le scamorze e sbriciolare le salsicce privandole della pelle (per questo ripieno abbiamo utilizzato i salumi Ciarcia acquistati sul sito www.terradisapori.it). Riprendere la pasta, lavorarla ancora per qualche istante e poi stenderne con il matterello due terzi circa in forma di sfoglia sottile. Ungere una tortiera con lo strutto, foderarla con il disco di sfoglia in modo da coprire perfettamente il fondo e i bordi.

Distribuire sul fondo della tortiera, foderata con la pasta, la miscela di uova e pecorino grattugiato, quindi alternare le fettine di scamorza, le salsicce sbriciolate, le fette di prosciutto e dì lonza fino a riempire per due te&rz i abbondanti la tortiera.

Ricavare dalla rimanente pasta un disco dello stesso diametro della tortiera, appoggiarlo sul ripieno e ripiegare le sfoglie verso l’interno. Unire insieme le due sfoglie (quella sotto e quella sopra) pizzicandole intorno ai bordi. Pennellare la superficie con il tuorlo d’uovo sbattuto, quindi mettete a cuocere la pizza in forno a 180° C per 40 minuti circa.

Per ridurre i tempi di preparazione potete anche preparare la pasta un giorno prima dell’uso e conservarla in frigorifero avvolta in pellicola trasparente.

Scopri tutte le altre ricette presenti sul nostro blog labuonatavola.org !

Ersilia Cacace

Da sempre gli gnocchi alla sorrentina rappresentano la cucina italiana in tutto il mondo. Infatti è davvero difficile nono trovarli in un qualsiasi menù di un qualunque ristorante in ogni angolo del mondo. Il loro successo deriva sicuramente dalla semplicità del piatto abbinato a sapori mediterranei che ben rappresentano la nostra terra. Al primo assaggio, chiunque può catapultarsi improvvisamente, almeno con la fantasia, nella nostra bella Italia e sognare, un giorno, di venire a mangiarli qui, accomodandosi ad uno dei nostri ristoranti.

Preparare gli gnocchi alla sorrentina in casa è davvero molto semplice, tant’è vero che si sono sviluppati addirittura dei modi di dire legati a questo piatto. Basti pensare alla famosissima frase con cui abbiamo intitolato l’articolo, “giovedì gnocchi!”, oppure alla frase proverbiale “ridi, ridi, che mamma ha fatto gli gnocchi!”. Ebbene, stupiamo noi le nostre mamme, oppure approfittiamone per condividere del tempo assieme ai fornelli, dilettandoci a preparare gli gnocchi alla sorrentina insieme!

INGREDIENTI PER GLI GNOCCHI

  • 1 kg patate rosse
  • 1 uovo
  • 300 gr di farina
  • semola q.b.
  • sale fino q.b.

INGREDIENTI PER IL SUGO

  • 600 gr di passata di pomodoro
  • 1 spicchio d’aglio
  • foglie di basilico
  • sale q.b.
  • olio extravergine d’oliva q.b.

PER CONDIRE

  • 250 gr di mozzarella o fior di latte
  • 100 gr di parmigiano grattugiato
gnoocchi alla sorrentina

PROCEDIMENTO

Iniziamo dalle patate: dopo averle ben lavate per eliminare terriccio residuo, le mettiamo a scaldare in una pentola con acqua per circa 30 minuti. Per controllare se siano scaldate, proviamo ad infilare una forchetta in una patata e vedremo se è morbida e quindi cotta. Intanto prepariamo il sugo: in una pentola versiamo un filo d’olio, lo spicchio d’aglio, la passata di pomodoro e un pizzico di sale. Aggiungiamo le foglie di basilico e copriamo, lasciando cuocere per circa 30 minuti.

Prendiamo le patate scolate e pelate, disponiamo la farina a fontana su una spianatoia e schiacciamo le patate al centro, ancora calde. Versiamo l’uovo e il sale sulle patate e impastiamo il tutto velocemente. Una volta ottenuto un impasto omogeneo e compatto, copriamo con un canovaccio asciutto e pulito. Mettiamo a bollire in un tegame capiente l’acqua per cuocere gli gnocchi e saliamo quando bolle; intanto preleviamo man a mano una porzione di impasto e la lavoriamo, realizzando delle striscette di impasto dalle quali tagliare gli gnocchi, avendo cura si spolverizzare un po’ di semola sulle strisce per evitare che appiccichino. Se preferite, potete rigare gli gnocchi con i rebbi della forchetta o con un rigagnocchi.

FASE FINALE: GNOCCHI ALLA SORRENTINA IN FORNO!

Una volta saliti a galla, scolate gli gnocchi (piccolo suggerimento: aggiungiamo un filo d’olio all’interno dell’acqua di cottura, in modo tale da evitare che gli gnocchi si attacchino durante la cottura!) e adagiamo un primo strato in un tegame, dove avremo messo precedentemente un po’ di sugo.

Distribuiamo la mozzarella a cubetti e una spolverata di parmigiano, dunque proseguiamo con un altro strato di gnocchi. Una volta terminato questo procedimento, inforniamo il tegame in forno statico a 250 gradi in modalità grill per 5 minuti.

I vostri gnocchi alla sorrentina sono pronti! Lasciateci un commento per farci sapere se vi sono piaciuti!

Ersilia Cacace

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Il Danubio rustico, per chi non l’avesse mai mangiato, è una torta di pasta brioche fatta di tante brioscine attaccate fra loro. Qualcuno la chiama anche “brioche di pizzico” perché appunto ci si serve “pizzicando” una brioscina. Può essere servito sia come di accompagnamento a un aperitivo (leggi anche il nostro articolo sull’Aperitivo fai da te), come secondo piatto o come piatto unico a cena. Il tempo di preparazione non è particolarmente lungo: impiegherete circa due ore più il tempo di lievitazione. Ma passiamo subito alla ricetta!

Danubio rustico con semi di papavero
Danubio rustico con semi di papavero

INGREDIENTI

  • 500 gr di farina
  • 4 uova
  • 1 cubetto di lievito di birra
  • 1/2 bicchiere di latte
  • 100 gr di burro
  • 1 cucchiaio e mezzo di zucchero
  • 1 cucchiaino di sale
  • 200 gr di prosciutto cotto a cubetti (o salame)
  • 200 gr di formaggio a dadini tipo emmenthal, fontina o altro a seconda del gusto

PREPARAZIONE DEL DANUBIO RUSTICO

Sbriciolate in una ciotola il lievito con mezzo cucchiaio di zucchero, poi con 1/2 bicchiere di latte tiepido amalgamate il lievito con un po’ di farina, quanto basta per ottenere una pallina. Lasciate lievitare per circa 30 minuti.

Intanto in una ciotola mettete il burro fuso freddo, 3 uova, il cucchiaio di zucchero, il sale e mescolate con la pallina che avete fatto lievitare. Trasferite l’impasto sulla spianatoia e con il resto della farina impastate molto bene il tutto, sbattendo la pasta e lavorando con forza per circa 10-15 minuti, formate una palla e fatela lievitare coperta per circa 2 ore.

Riprendete la pasta, lavoratela un po’ e poi formate circa 20 palline, spianatele con le dita ottenendo dei dischetti, farcite ogni dischetto con un po’ di prosciutto e un po’ di formaggio a dadini. Chiudete ogni dischetto e date ad ognuno una forma sferica. Imburrate e infarinate una teglia di 30-32 cm, mettete le palline con la chiusura sotto ad una distanza di circa 1 cm l’una dall’altra perché cuocendo si attaccheranno. Dopodiché fate lievitare ancora per circa un’ora. Sbattete l’uovo rimasto con un cucchiaio di latte e un pizzico di sale e spennellate la superficie. Cuocete in forno preriscaldato a 180°-200° per circa 30 minuti.

Il vostro Danubio rustico è pronto! Potete fare diverse varianti con i salumi e i formaggi che preferite; inoltre, per chi preferisce una variante più semplice e veloce, si più evitare di fare le singole palline ed optare per un grande rustico a sfoglia unica!

Ersilia Cacace

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Photo credit: www.fidelityhouse.eu

Avreste mai pensato di preparare la pizza napoletana a casa vostra?

Durante questi ultimi giorni ci troviamo di fronte ad uno stop forzato, che ci permette di trascorrere più tempo in casa con i nostri cari. Ci sembra un’ottima idea quella di approfittarne per metterci ai fornelli e trascorrere con golosità questi momenti! Uno dei piatti ai quali noi italiani non sappiamo rinunciare è la pizza: un must have del weekend, che per alcuni rappresenta il pasto ideale anche a colazione! Ebbene, è arrivato il momento di sperimentare: vi lasciamo qui di seguito una ricetta molto semplice e veloce per preparare la pizza napoletana direttamente a casa vostra.

INGREDIENTI per 4 persone (circa 2 teglie)

  • 500 gr di farina di grano tenero tipo 00
  • 300 ml di acqua
  • 20 gr di lievito
  • 15 gr di sale
  • 4 cucchiai di olio evo
mani di un bambino che impastano la pizza

PROCEDIMENTO

Prendete una scodella abbastanza profonda, versate la farina, sbriciolate il lievito e aggiungete l’acqua un po’ per volta. Dopo una prima impastata, di almeno 10 minuti, aggiungete il sale e l’olio, e continuate energicamente per altri 15 minuti. Il risultato dovrà essere una pasta liscia e compatta.

Dividete il composto in 2 panetti e riponeteli in 2 scodelle, entrambe ben sigillate da pellicola trasparente (o coperte da un panno umido); riponete in un luogo asciutto e possibilmente tiepido (ad esempio all’interno del forno leggermente riscaldato) e lasciate riposare per almeno 3 ore.

Estraete i panetti dalle ciotole e lavorateli uno alla volta. Potete decidere di stenderli o su un piano infarinato o direttamente nella teglia precedentemente oleata. Una volta steso l’impasto, potete procedere alla farcitura che desiderate, ad esempio una Margherita. In questo caso vi serviranno: pomodoro, mozzarella, sale, olio e basilico. La mozzarella potrete tagliarla a cubetti qualche ora prima di condire la pizza, e riporla in frigo in un colino. Questo vi permetterà di eliminare i residui liquidi in eccesso. Il pomodoro invece andrà leggermente salato prima di stenderlo sull’impasto. Vi consigliamo una passata o, ancor meglio, un pomodoro pelato, ad esempio il San Marzano, ideale per la pizza napoletana. Aggiungete qualche fogliolina di basilico e fate un piccolo giro d’olio prima di infornare.

Infornate la pizza in forno preriscaldato a 250° per circa 15 minuti. Se avete optato per una margherita, vi sveliamo un altro piccolo trucco: aggiungete la mozzarella a metà cottura per preservarne la consistenza! All’uscita, aggiungete le foglie di basilico rimaste e un filo d’olio a crudo, che esalta i sapori.

La vostra pizza napoletana è pronta! Fateci sapere se la ricetta vi è piaciuta! Potrete taggarci nei vostri post o nelle vostre stories Instagram e Facebook utilizzando il tag @la.buona.tavola e l’hashtag #labuonatavola

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Ersilia Cacace