NAPOLI – Riflettori puntati sul comparto della pizza italiana, che si conferma in ottima salute e pronto a raccogliere le sfide della modernizzazione, della formazione e della gestione interna. Nella splendida cornice della Mostra d’Oltremare di Napoli, l’apertura ufficiale della nuova edizione di TuttoPizza 2026 ha fatto da sfondo alla presentazione dei dati aggiornati dell’Osservatorio sulla Pizza 2026. L’indagine, che fotografa lo stato dell’arte, i trend e le prospettive future del settore nel nostro Paese, è stata illustrata alla presenza di importanti cariche istituzionali della Regione Campania, tra cui l’Assessore all’Agricoltura Maria Carmela Serluca, l’Assessore al Turismo, Promozione del Territorio e Innovazione Digitale Vincenzo Maraio e Rosanna Romano, Direttore Generale per le Politiche culturali e il Turismo. Al loro fianco hanno partecipato l’ideatore e direttore della fiera Raffaele Biglietto e Gianluca Pirro, presidente dell’Associazione Pizzaiuoli Napoletani.
TUTTOPIZZA 2026: Dati e Prestigio
Il debutto della kermesse ha ricevuto anche il prestigioso avallo del Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, il quale ha inviato un videomessaggio istituzionale per ribadire come la pizza costituisca un pilastro economico e culturale del Made in Italy nel mondo.
“Un saluto ai rappresentanti delle istituzioni, agli organizzatori, ai maestri pizzaioli e a tutti i presenti. Ringrazio il Direttore Biglietto per l’invito a questo importante appuntamento legato al mondo della pizza, giunto alla nona edizione. Ci tengo a confermare la mia vicinanza al lavoro che svolgete in un territorio simbolo del nostro Made In Italy. La pizza non è soltanto il simbolo della nostra tradizione gastronomica nel mondo, ma rappresenta un motore straordinario per tutta la nostra nazione. Parliamo di un patrimonio che vale quasi 15 miliardi l’anno. Una filiera solidissima che dà a lavoro a oltre 300.000 addetti diretti, senza contare l’immenso che parte dall’agricoltura e dalle produzioni primarie delle nostre eccellenti materie prime” dichiara il Ministro.

Un settore in continua evoluzione
Lo studio evidenzia un settore in continua evoluzione, dove qualità degli ingredienti, formazione professionale e innovazione organizzativa diventano leve decisive per affrontare un mercato sempre più competitivo e complesso. L’Osservatorio conferma infatti come il mondo della pizza stia attraversando una trasformazione profonda: cambiano i comportamenti dei consumatori, cresce l’attenzione all’esperienza nel locale e aumentano le difficoltà legate ai costi di gestione e alla ricerca di personale qualificato.
«La pizza continua a rappresentare uno dei símbolos più forti del Made in Italy gastronomico – dichiara Raffaele Biglietto, direttore e co-ideatore di TuttoPizza – ma oggi il settore richiede competenze sempre più trasversali. Non basta più realizzare un buon prodotto: servono capacità manageriali, formazione continua, comunicazione efficace e attenzione ai nuovi modelli di consumo. TuttoPizza nasce proprio per accompagnare gli operatori in questo percorso di crescita».
L’indagine 2026 è stata condotta su un campione di pizzaioli italiani appartenenti al circuito APN e registrati nel database di Squisito Eventi, con prevalenza di operatori del Centro-Sud Italia.
Tipologia dei locali
La formula tradicional della pizzeria resta dominante:
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Pizzeria: 72,2 %
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Ristorante-pizzeria: 23,6 %
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Pizzeria da asporto/take away: 15,3 %
Anni di attività
Il settore mostra una forte presenza di attività consolidate:
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Oltre 10 anni di attività: 47,2 %
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Tra 6 e 10 anni: 27,8 %
Organizzazione e occupazione
Le pizzerie italiane confermano una struttura prevalentemente medio-piccola:
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37,5 % impiega da 1 a 5 dipendenti
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36,1 % ha tra 6 e 10 dipendenti
Tecnologie di cottura
Il forno a legna si conferma il riferimento assoluto:
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Forno a legna: 56,9 %
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Forno elettrico: 29,2 %
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Forno a gas: 19,4 %
Volumi di vendita
La maggior parte delle attività vende:
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Tra 50 e 100 pizze al giorno: 41,7 %
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Tra 101 e 200 pizze: 36,1 %
Prezzo della Margherita
La fascia di prezzo prevalente resta accessibile:
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Tra 5 e 8 euro: 76,4 %
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Tra 8 e 12 euro: 16,7 %
Andamento del fatturato
Il comparto mantiene segnali di stabilità e crescita:
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Fatturato cresciuto: 41,7 %
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Rimasto stabile: 41,7 %
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Diminuito: 16,7 %
Le pizze più richieste
La tradizione continua a guidare le preferenze dei consumatori:
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Pizza tradizionale napoletana: 62,5 %
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Pizza contemporanea: 38,9 %
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Pizza gourmet: 15,3 %
Cosa cercano oggi i clienti
I consumatori sono sempre più attenti a:
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Qualità degli ingredienti: 55,6 %
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Leggerezza e digeribilità: 23,6 %
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Prezzo: 12,5 %
Marketing e comunicazione
Instagram si conferma la piattaforma più efficace per la visibilità:
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Instagram: 69,4 %
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Passaparola: 51,4 %
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TikTok: 34,7 %
Tra le strategie di promozione prevalgono:
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Social media: 59,7 %
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Passaparola: 22,2 %
Le principali criticità del settore
Le difficoltà maggiori riguardano:
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Costi energetici: 61,1 %
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Reperimento del personale: 55,6 %
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Materie prime: 44,4 %
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Tassazione: 47,2 %
Il tema del personale emerge come una delle emergenze principali:
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Il 75 % degli operatori considera “molto difficile” trovare pizzaioli qualificati.
Investimenti e innovazione
Le pizzerie investono soprattutto in:
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Marketing digitale: 37,5 %
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Software gestionali: 30,6 %
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Ancora limitato invece l’utilizzo di AI e automazioni.
Formazione professionale
La formazione viene considerata strategica dal comparto:
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L’83,3 % assegna il massimo valore all’aggiornamento professionale.
L’Osservatorio 2026 quindi conferma un settore dinamico, resiliente e fortemente orientato alla qualità, ma chiamato ad affrontare nuove sfide legate ai costi, all’innovazione e alla formazione delle competenze professionali.
La Buona Tavola
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