L’insostenibile leggerezza di mangiare il panettone d’estate

In estate ci vuole leggerezza e una particolare idea di freschezza che ingiunga al calore di andarsi a fare un giro: Pantheon, il panettone classico del Gran Caffè Romano a Solofra, la freschezza e la leggerezza ce l’ha come prerequisito.

Il Panettone anche d’Estate…

Raffaele Romano sa quanto il panettone sia ‘o frate d’o babbà e, con compassata maestria, ha tirato fuori dal suo cilindro da pastry chef un prodotto che profuma anzitutto di artigianalità, leggerezza e freschezza, quella freschezza che insomma riporta fragranza di aromi e d’ impasto.

Raffaele Romano, maestro del lievitato e capo pasticcere del Gran Caffè Romano di Solofra imprime la sua firma su ogni dolce che prende vita nel laboratorio, frutto di dedizione, studio e rispetto profondo per le tecniche della tradizione; sa come lavorare ogni impasto con cura meticolosa, poiché crede che l’eccellenza nasca da un equilibrio perfetto tra radici antiche e sana innovazione. Il suo obiettivo? Creare esperienze di gusto che restino impresse nel cuore, oltre che al palato.

Lello lancia la sfida sul più semplice dei panettoni che, come per uno spaghetto aglio, olio e peperoncino, o lo fai come Dio comanda o lo getti e lo rifai da capo.

Pantheon, il Panettone Classico di Raffaele Romano

Il profumo della vaniglia e la lieve scia d’agrume di sottofondo sono le connotazioni odorose che accarezzano il naso a metri di distanza, a riprova di grande intensità. La cupola intatta, senza segni di cedimento. Al taglio il lievitato è fluffy e, anche dietro pressione, ritorna e si ricompone. Alveolature uniformi e ben distribuite, così come gli ingredienti. Il tocco è altresì umido, s’intride degli umori di un panettone che pare appena fatto. In bocca scioglievole, con scorze di arancia e uvetta sultanina sode, che quasi schioccano al morso, in una nuvola di impasto che non eccede in aroma, frutto di ricerca ed equilibrio tra gli ingredienti, senza tramortire i sensi con zuccheri e spezie in eccesso.

Come non esser preda dell’insostenibile leggerezza di mangiare il panettone anche d’estate quando è firmato Gran Caffè Romano? E una pallina di gelato al fior di latte? Si, ci può anche stare, ma il panettone Pantheon è ‘bbuono accussì. Poi sono scuole di pensiero. La bollicina finissima del Moscato D’Asti Spumante Docg è decisamente indicata.

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Gaetano Cataldo

Salernitano del 74', precisamente di Castel San Giorgio. Nel bagaglio non gli manca mai il sestante e un cavatappi: ha trascorsi da navigante, con all'attivo 13 giri del mondo ed assaggia professionalmente il vino da almeno un ventennio. Quindi, grazie a un mestiere ha visitato un sacco di Paesi e con l’altro ha imparato a gustarne sapori, differenze e sfumature, incarnando, traducendo e stabilendo la relazione tra il Vino e il Mare, ben prima che fosse coniato il termine “underwaterwine”. È giornalista pubblicista, F&B manager, assaggiatore tecnico di salumi, idro-sommelier e docente della Scuola Italiana Sake, primo ad aver enunciato, con dettagliate motivazioni,la compatibilità tra il fermentato di riso e la Dieta Mediterranea. Ha fondato Identità Mediterranea nel 2016, piccola associazione di cultura con la quale ha creato, assieme a Roberto Cipresso, il famoso Mosaico per Procida, prima bottiglia a celebrare un capitale italiana della cultura, poi l'ha portata un attimo al Papa, citandogli Giordano Bruno, ed è stato nominato miglior sommelier dell'anno al Merano Wine Festival nel 2022. Non contento ha reso Mosaico per Procida vino della trascendenza e lo ha donato a San Gennaro. Insomma, non è proprio uno che se ne sta col calice in mano.