Sorrento, a Marina Piccola apre il nuovo locale di Antonino Esposito, tra pizze e ristorazione d’autore Inaugurazione “virtuale” giovedì 13 maggio. L’indomani, apertura al pubblico a pranzo e a cena


Muta pelle. Cambia nome. Stessa faccia. Identica passione. Si chiama ” Antonino Esposito Pizza e Cucina” ed è la nuova sfida del noto maestro pizzaiolo, volto amatissimo dal grande pubblico, ospite di tanti programmi televisivi e la cui insegna campeggia in decine di locali, in Italia e all’estero, che portano la sua firma.Il nuovo ristorante pizzeria, che sorge sul precedente “Acqu’e Sale”, affacciato sullo specchio d’acqua di Marina Piccola, a Sorrento, si presenta completamente rinnovato nell’arredamento, all’insegna del gusto e dell’eleganza, con una razionalizzazione degli spazi, per garantire il giusto distanziamento. L’area esterna è in grado di accogliere tanti ospiti, nel rispetto delle norme anti Covid. In più, un comodo servizio navetta, effettuato con un van ecologico, con alimentazione elettrica, offre l’opportunità, anche ai clienti residenti a Sorrento e nei centri vicini, di lasciare a casa l’auto e di trascorrere qualche ora coccolati dalle pizze di Antonino Esposito, dalle specialità della cucina e dalla accurata carta dei vini.Ai forni ci sarà ovviamente lui, coadiuvato da giovani ma esperti pizzaioli, che offriranno una ricca selezione di pizze con topping ispirati alle tipicità locali e alla stagionalità. Dalle pizze della tradizione alle fritte, dalla mitica Frusta Sorrentina alla novità della pizza alla brace.La stessa filosofia seguita in cucina, dove gli chef Antonio Virno e Michele Coppola proporranno, in particolare, paste fresche e pescato locale.Carmine Persico, storico direttore, supervisionerà l’intera organizzazione, mentre il servizio in sala, all’insegna dell’accoglienza e della disponibilità, sarà gestito da Angela D’Avanzo e Fabio Raiola. Una fornitissima cantina proporrà, infine, abbinamenti con le pizze e i piatti, logico completamento dell’offerta.Nel cuore di questo nuovo progetto, come sempre, la discreta presenza e l’insostituibile contributo della compagna di vita e di lavoro di Antonino, Terry Savarese. “All’inizio molti mi hanno preso per pazzo – confessa Antonino Esposito – Investire denaro e tempo in un nuovo locale, nelle incertezze che vive ora il settore della ristorazione, potendo contare in questo momento solo sugli spazi esterni, non sembra infatti una buona idea. Eppure è una scommessa che sono certo di vincere. La mia storia personale mi ha insegnato a buttare il cuore oltre l’ostacolo. Quella stessa passione che mettiamo in ogni piatto e in ogni pizza, e che i nostri clienti premiano da anni”.Per un’anteprima delle novità del locale, sarà possibile collegarsi giovedì 13 maggio, a partire dalle ore 18, sulla nuova pagina Facebook di “Antonino Esposito Pizza e Cucina” all’indirizzo https://www.facebook.com/antoninoespositopizzaecucina. Esposito presenterà l’idea ed i compagni di questo nuovo viaggio, rispondendo in diretta alle domande del pubblico.L’indomani, venerdì 14 maggio, l’apertura, a pranzo e a cena sull’ampio terrazzo con vista sul Golfo di Napoli.

Ufficio Stampa AGO PRESS

 Nasce “ Qucine Sociali ” food e drink al centro storico tra arte e cultura nel cuore dei Quartieri Spagnoli a Napoli

Apre lo spazio multisensoriale all’interno di FOQUS
A colazione, a pranzo, a cena o per l’aperitivo…E Pizza a tutte le ore con il maestro pizzaiolo Raffaele Boccia

E così mercoledì 12 maggio con uno di quei progetti che fanno bene alla città: Qucine Sociali, lo spazio dedicato alla buona cucina all’interno di FOQUS, nella sua “Corte dell’Arte”, l’unica piazza coperta nel cuore dei Quartieri Spagnoli, a Napoli. Aperto da colazione a cena, con la supervisione di Raffaele Boccia. Giovanissimo e talentuoso pizzaiolo che, con la sua “Nanninella”, da cinque anni spopola tra pizza e dintorni in quel di Poggiomarino, vicino Pompei.

FOQUS è una ventata d’aria buona. Rappresenta un nuovo modo di concepire e coniugare cultura, arte, economia e politiche sociali. Non per caso siamo nei Quartieri Spagnoli, il cuore pulsante di Napoli. Con Qucine Sociali, la formula food si dipanerà tra ristorante e pizzeria, senza dimenticare il Lounge Bar con esperti mixologist. Sorseggiare, spizzicare ad ascoltare musica accompagnati dalle luci del tramonto. Con la possibilità di spaziare tra i tavolini collocati direttamente nella corte principale e le ampie terrazze con vista. Sempre immersi in un contesto ricco di cultura e arte, con migliaia di libri della prima biblioteca dei Quartieri Spagnoli, le opere d’arte permanenti di FOQUS e le mostre temporanee della sua nuova Galleria.

Per l’inaugurazione di mercoledì, si parte con la pizza, spalleggiata dalle classiche fritture della rosticceria napoletana. Mentre, a breve, l’offerta verrà estesa anche alla cucina, con l’incursione di piatti tipicamente partenopei. Tradizione, ma con un qualcosa in più. E Raffaele Boccia, quel “qualcosa in più”, lo emana nei gesti e nelle parole.

La sua è una pizza tradizionale, idratazione al 68% e cura maniacale delle cotture. Professionista attento agli ingredienti, baserà Qucine Sociali sulla cosiddetta cucina circolare, quella che non produce scarti, ma fa girare gli ingredienti in tutti gli ambiti dell’offerta food. Raffaele Boccia sa il fatto suo, competenza da vendere, materie prime di grande qualità, selezionate per lo più dai produttori locali. Proposte che varieranno anche mensilmente, seguendo rigorosamente le stagioni, con un’offerta contenuta e centrata, in grado di curare al meglio ogni dettaglio. Poco, ma buonissimo.

Lato beverage, sulla carta spuntano fuori il Microbirrificio Artigianale Okorei e Tenuta Le Lune del Vesuvio per i vini.

Tra le pizze proposte, oltre ai grandi classici, spicca una certa “Pasta e patane senza pasta”, omaggio che Raffaele Boccia fa al noto piatto partenopeo. Pizza invece della pasta, crema di provola e rosti di patate per l’effetto crunch. Immancabile anche la pizza “Scarpariello”, del resto siamo nei Quartieri Spagnoli. Qui leggenda narra che proprio nelle botteghe degli antichi ciabattini, nacque questo piatto di recupero preparato velocemente dagli artigiani nel loro retro bottega. Utilizzando il sugo avanzato dal giorno prima ed il formaggio che ricevevano dai clienti come pagamento per il servizio reso.

Con Raffaele Boccia, Qucine Sociali profuma di pizza, di tradizione e di poesia. Tanta voglia di far bene, avviando al più presto la squadra vincente in grado di replicare il menu messo a punto dal maestro pizzaiolo. Tra i fritti, non mancheranno crocchè, montanare e frittatine di pasta. Quelle che sposano alla meraviglia un certo Spumante di Falanghina già presente in carta. Insomma, ci sarà di divertirsi.

Ufficio Stampa Roberta Raja

“Vulcano” e “Comics”, esplosione di colori ed energia per le nuove 

Frog Collection firmate Didiesse, dedicate al Vesuvio e ai fumetti

C’è il nero della pietra lavica, il giallo delle ginestre, il fucsia delle bouganville e il verde dei sentieri che conducono al cratere in “Vulcano”, tra i nuovi modelli della nuova Frog Collection, la linea limited edition disponibile in soli 500 pezzi, firmata Diediesseazienda partenopea specializzata nella produzione di macchine per caffè espresso dedicate al consumo di cialde.

Una vera e propria “esplosione” di colori e creatività che, in questo caso, strizza l’occhio al Vesuvio, simbolo indiscusso della città di Napoli, ma conosciuto in tutto il mondo. 

Un omaggio sui generis, sospeso tra Jackson Pollock ed Andy Warhol, attingendo dal primo la tecnica e dal secondo le nuance pop. 

La scocca di “Vulcano”, difatti, è in stile drip dall’effetto sgocciolato, che ricorda quello creato dal “papà dell’action painting”, mentre le tinte richiamano quelle tanto care al “maestro della Pop Art”, che al Vesuvio dedicò una delle sue opere più iconiche degli anni Ottanta.   

Cover come tele, dunque. Le macchine per caffè espresso Frog, dal design divertente e colorato, che si adatta a tutti gli ambienti, infatti, sono pratiche, funzionali, affidabili e belle da vedere. Come “Comics”, altra novità dedicata a famiglie dalla spiccata ironia, ai single e agli appassionati di fumetti di ogni età. A caratterizzarla, tante scritte, racchiuse nelle tradizionali “nuvolette”, pronte a stagliarsi su un vitaminico sfondo arancio. L’ideale per una sferzata di energia al mattino, abbinata al cremoso caffè fumante, buono come al bar, prodotto dalle macchine Didiesse. 

Non a caso, sia Frog che la sorella più piccola Didì, hanno da poco trionfato, per la loro categoria, al prestigioso “Quality Award 2021”, che vede come giudici imperterriti, consumatori reali. 

Ufficio stampa Roberta Raja

La Chioccia D’Oro nel cuore del Cilento, precisamente a Novi Velia, che racconta l’identità territoriale attraverso i piatti.

Parliamo oggi di una terra che è presidio dello slow food internazionale: il Cilento ;luogo ancora incontaminato ricco di contrasti e di piacevoli ed inaspettate sorprese gastronomiche.

Allontanandosi un po’ dai coloriti fasti di Capri, Ischia e Napoli, scendendo un po’ più giù, dopo l’incantevole costiera amalfitana cominciamo a sentire i profumi degli alberi di gelso e i sapori forti e corposi della mozzarella fresca a pasta filata, l’apprezzatisima zizzona di Battipaglia. Ed è qui che comincia il nostro percorso. Pochi chilometri dopo ci troviamo proiettati nell’ormai noto film cult Benvenuti al sud, a santa Maria di Castellabate, o più che altro Benvenuti nel Cilento! Territorio dalle mille sfaccettature, nel quale possiamo gustare il pesce azzurro e la carne di capretto portata dai contadini e il capicollo “con la lacrima”. Eletto dal pluripremiato biologo statunitense Keys negli anni 70 come patria simbolica della dieta mediterranea, basata su alimenti collegati ai cosiddetti “piatti poveri”(legumi, verdure, pesce azzurro, cereali) ma in realtà ricchissima di nutrienti indispensabili, nella quale padroneggia l’incontrastato olio d’oliva, e luogo mondiale nel quale persiste una delle più alte percentuali di centenari e ci sarà un perché…

Se siamo quello che mangiamo, in questo lembo della Campania è ancora più vero. Ed è a Vallo della Lucania, centro focale di questo territorio, che nasce nel lontano 1979 la Chioccia D’Oro. L’idea è di Giovanni Positano, appena ventitreenne, e della fidanzata Maria Grazia De Cristofaro, che abbandona il lavoro di commessa per seguire la sua passione per l’arte culinaria, supportata nel corso degli anni dalla presenza dei nonni, indispensabili a quei tempi per la crescita dell’ attività.

La cucina del ristorante è ben lontana dalle mode del momento (sulle tavole dei ristoranti i must have erano le pennette alla vodka, il risotto mare e monti, l’aspic e le gelatine) dove, invece, la parola chiave è il territorio, inteso a 360 gradi, in tutta la sua espressività, dalla materia prima alla presentazione del piatto.

E’ questo l’ orientamento che ha portato questo ristorante a diventare un punto di riferimento per le persone che vivono in Cilento e ben oltre. Cavallo di battaglia e piatto simbolo del ristorante sono i “Nidi”: croccante girella di pasta arrotolata con besciamella e prosciutto cotto, serviti in un tegamino di terracotta e ragù di carne, specialità che nell’immaginario collettivo riporta dal 1979 ad oggi direttamente con la mente e i ricordi allo spirito del ristorante.

E passiamo alle origini del nome che gli è stato dato, davvero da favola. Si rifà a una leggenda longobarda, di un grosso masso di arenaria che si trova di fronte alla struttura, a Novi Velia, che è un paese fondato proprio dai longobardi. In una notte durante l’ invasione longobarda si narra che dalla fessura della grande pietra si intravedesse una chioccia con i suoi pulcini d’oro. Da qui l’idea del nome.

Nel corso di questi anni il prestigio, la fama e le soddisfazioni sono state tante e l’evoluzione dei piatti si è accresciuta sempre di più, rimanendo però sempre fedele al territorio e alle sue eccellenze. La ventata di freschezza arriva con Rosa, la figlia dei fondatori, la quale dopo la laurea in comunicazione a Roma decide di tornare alla sua terra, inserendosi con gradualità attraverso un’accurata formazione sui cibi e diventando anche un’ esperta sommelier ed assaggiatrice di formaggi. La sua è una costante ricerca delle materie prime, protagoniste dei piatti del menu, rispettando sempre la filosofia del chilometro zero e della stagionalità.

La cucina è di terra: carni rosse e bianche di primissima scelta da fare sulla brace, verdure di stagione, pasta fatte in casa, come i famosi fusilli col ferretto e accompagnati dalla braciola di vitello arrotolata con aglio e prezzemolo e cotta per circa 5/6 ore in una passata di pomodoro, come la tradizione del ragù maritato cilentano comanda. O il tenero coniglio disossato con verdure di stagione e funghi porcini. E ancora tanti primi piatti e secondi in una raccolta che identifica un percorso il quale, attraverso tutta questa carrellata di pietanze, non racconta soltanto l’identità del locale ma anche quella di un territorio nelle sue evoluzioni.

LA CHIOCCIA D’ORO

VIA BIVIO NOVI VELIA- VALLO DELLA LUCANIA(SA)

0974-70004

“ Una finestra sul mare ”: in penisola sorrentina una giornata dedicata alla pesca sostenibile e alla biodiversità Domani 9 maggio, dalle ore 18.30, talk show online con chef stellati, da Iaccarino a Cannavacciuolo, istituzioni ed esperti, trasmesso sui canali social dell’Area Marina Protetta Punta Campanella


Una parata di stelle della cucina parteciperà domani, domenica 9 maggio, a partire dalle 18.30, sul canale YouTube e la pagina Facebook dell’Area Marina Protetta Punta Campanella (https://www.facebook.com/puntacampanella.parcomarino) a ” Una finestra sul mare “, evento realizzato dall’Amp e dal Flag Approdo di Ulisse per promuovere il consumo di pesce sostenibile e locale, salvaguardando così le specie più a rischio perché troppo sfruttate.Cuochi bistellati, da Alfonso Iaccarino, del Don Alfonso 1890 di Sant’Agata sui due Golfi ad Antonino Cannavacciuolo, del Villa Crespi di Orta San Giulio, da Nino Di Costanzo del Danì Maison di Ischia, a Francesco Sodano de Il Faro di Capo d’Orso di Maiori, da Salvatore Elefante, de L’Olivo del Capri Palace di Anacapri a Fabrizio Mellino dei Quattro Passi di Nerano. E, ancora, Salvatore Giuliano, chef di un locale simbolo come Mimì alla Ferrovia di Napoli e Francesco Martucci, patron de I Masanielli di Caserta, laureata come migliore pizzeria al mondo. Ma, soprattutto, gli studenti di tre istituti alberghieri, “F. De Gennaro” di Vico Equense, “San Paolo” di Sorrento e “Pantaleone Comite” di Maiori, chiamati a partecipare al contest dal titolo “Piatto Blu”, cimentandosi con ricette a base di pesce povero, locale e di stagione. Sono loro i protagonisti della giornata conclusiva del progetto “Sea può fare”, coordinato da Carmela Guidone, del Centro di Educazione Ambientale dell’Area Marina Protetta di Punta Campanella, ente presieduto da Lucio Cacace e dal Flag Approdo di Ulisse, guidato da Fortunato Della Monica, sindaco di Cetara. Un’iniziativa promossa dalla Regione Campania, grazie all’Assessorato all’Agricoltura, retto da Nicola Caputo, e finanziato con i Feamp, i Fondi Europei per gli Affari Marittimi e la Pesca.Un evento dedicato al mare e alla biodiversità, con show cooking, interviste, collegamenti, curiosità e ricette, condotto dal giornalista Luigi D’Alise. Location dell’appuntamento, le sale e la cucina del ristorante stellato Quattro Passi di Nerano, in penisola sorrentina. Tra gli ospiti di ” Una finestra sul mare ” anche il vice sindaco di Massa Lubrense, Giovanna Staiano, il critico enogastromico Gimmo Cuomo, ed il pluripremiato sommelier del ristorante stellato Il Comandante dell’hotel Romeo di Napoli, Mario Vitiello, invitati a discutere sul tema della pesca sostenibile e, in particolare, sul pesce eccedentario, il pescato locale che troppo spesso viene sottovalutato, scartato e addirittura ributtato in mare perché ha poco mercato. “In realtà ha grandi qualità nutrizionali, è economico e può essere cucinato in tanti modi, come ci mostreranno i tanti chef rinomati che hanno partecipato all’iniziativa e che ringraziamo, e soprattutto i ragazzi dei tre istituti alberghieri – sottolinea il presidente dell’Amp Punta Campanella, Lucio Cacace – Invitiamo tutti a orientarsi verso azioni più sostenibili, a cominciare dalla scelta dei prodotti da cucinare e mangiare. Tra i prodotti consigliati, oltre alici e pesce azzurro, anche palamita, sgombro, sarago, aguglia, sugarello e diversi altri. Molto importante anche seguire la stagionalità del pesce: ognuno ha il suo periodo”.L’evento in programma chiude il ciclo di appuntamenti di “Sea può fare” che hanno coinvolto, nel corso del mese di aprile, oltre ai tre istituti alberghieri, anche il liceo scientifico Salvemini e alcune classi primarie della penisola sorrentina, attraverso tre moduli didattici. Il primo, dedicato alla “Citizen Science”, ha cercato di ridurre la distanza tra cittadini e mondo della ricerca, in modo da rendere la scienza un patrimonio di tutti. Con il secondo modulo, “Farmacia sottomarina”, realizzato in collaborazione con il Dipartimento di Farmacia dell’Università Federico II di Napoli, l’ambiente marino è stato svelato come risorsa per il benessere dell’uomo. Il terzo modulo, “Vivere sotto le onde”, il cuore del progetto, ha mostrato quanto le risorse marine e gli stock ittici non siano illimitati e, se non adeguatamente protetti, a lungo andare potrebbero esaurirsi. A completare il ricco programma, il concorso fotografico “Un brand per il mare”, bandito per celebrare il mare come risorsa vitale e bene prezioso.

Ufficio stampa ago press

Provolone del Monaco Dop ospite d’onore al mercato contadino coperto di Fuorigrotta. Una tre giorni dedicata al formaggio stagionato più famoso della Campania per cominciare a riprendere il contatto diretto con consumatori ed appassionati.
Si parte domani (21 aprile 2021) e si andrà avanti per tre giorni (gli altri due sono venerdì 23 e sabato 24 aprile) con la promozione del prodotto offrendo a quanti potranno essere presenti l’opportunità di assistere dal vivo alle operazioni di filatura. Quest’ultima fase sarà curata da due dei casari storici appartenenti al Consorzio di Tutela del Provolone del Monaco Dop: Giuseppe Ferraiuolo e Benedetto De Gregorio.

“Un piccolo passo verso la normalità -spiega il presidente del Consorzio di Tutela Giosuè De Simone– il più grande mercato contadino coperto della Campania è il posto giusto per riprendere a parlare del nostro prodotto e per ringraziare i consumatori che anche in questi mesi difficili non hanno fatto mancare il loro affetto, anzi lo hanno aumentato”.

Oltre al Provolone del Monaco Dop, nei mille metri quadrati al coperto della struttura è acquistare i migliori prodotti agroalimentari della Campania. Ventisette i box stabili, altri quindici mini box per proposte di nicchia. 
Il Mercato coperto è aperto nei giorni di mercoledì, giovedì e venerdì dalle 9 alle 15. Il sabato orario continuato dalle 10 alle 19: si accederà da via Guidetti, all’altezza del civico 72, nella zona del Parco San Paolo di Fuorigrotta.   
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Per informazioni Roberto Esse


CAFFÈ BORBONE, PER LA GIORNATA MONDIALE DELLA TERRA

PROGRAMMA AL FIANCO DI PLASTIC FREE LA BONIFICA DELLA
FOCE DEL FIUME GARIGLIANO

L’appuntamento con una delle iniziative green più imponenti del 2021 è per il 25 aprile, al Camping Pineta

Napoli, 22 aprile – Caffè Borbone, sempre più incline alla sostenibilità ambientale, sociale ed economica, conferma il proprio impegno a favore dell’ecologia. Domenica 25 aprile, a 3 giorni dalla “ Giornata Mondiale della Terra ”, il brand partenopeo sarà, infatti, al fianco dell’associazione di volontariato Plastic Free onlus, a supporto di una delle iniziative green più imponenti del 2021: la bonifica della foce del fiume Garigliano. L’appuntamento è per le 9.30 nei pressi del Camping “Pineta La Foce” (Caserta) e chi volesse aggregarsi, in veste di volontario, potrà farlo registrandosi sul sito di Plastic Free (www.plasticfreeonlus.it).

Un evento notevole, che vedrà il coinvolgimento di circa 400 volontari in Campania e 120 nel Basso Lazio, che uniranno le proprie forze per cercare di ripulire da plastica e rifiuti non pericolosi un’area che si estende per ben 5 chilometri. Con una stima che oscilla tra le 5 e le 10 tonnellate di materiale da recuperare. Il tutto, nel pieno rispetto delle normative anti-Covid. I volontari indosseranno, infatti, mascherine e rispetteranno la distanza minima di sicurezza di 2 metri uno dall’altro. 

Per l’occasione, Caffè Borbone sosterrà attivamente la manifestazione.

“La collaborazione con Caffè Borbone è per noi un modo per arrivare più velocemente ai nostri obiettivi per il bene del Pianeta. Sapere che ci sono aziende così attente al benessere dell’ambiente, ci riempie di gioia e ci motiva a fare sempre meglio” spiega Luca De Gaetano, presidente della onlus nata nel 2019, votata alla salvaguardia dell’ambiente e impegnata su più progetti: dalla raccolta di rifiuti su spiagge e in città al salvataggio delle tartarughe, dalla sensibilizzazione nelle scuole al Plastic Free Diving.

D’altronde, la sostenibilità è da sempre tra i valori di Caffè Borbone, prima azienda ad immettere sul mercato la cialda compostabile, smaltibile nell’umido e ideale per la concimazione dei terreni, orientando grande impegno allo sviluppo di una coscienza ecologica, così da rendere sempre più green la pausa caffè. E oggi, la Cialda Compostabile è 100% Amica della Natura, dall’incarto interamente riciclabile realizzato in carta. 

Luca Guelfi, imprenditore della Milano da bere, inventa e si reinventa con un nuovo locale nella sua terra d’origine: “Dal Milanese”. Un omaggio alla Milano degli anni ‘50 che però ha il sapore della speranza, di incoraggiamento, di risposta alla paralisi di tutta l’Italia. 

Un anno è passato a Milano, come del resto ovunque. Un anno tumultuoso, inquieto, che ci ha costretti negli angoli reconditi della nostra mente a tu per tu con lo specchio dell’anima. E c’è chi è riuscito a riconoscere nel riflesso un sé nuovo, rinnovato, cambiato certo, ma pronto a rispondere proattivamente alle sfide imposte dal Pandaemonium. Soprattutto chi, abituato com’era a vivere di persone gestendo locali e ristoranti della Milano per bene, ha dovuto fare i conti con un settore anchilosato per costrizione. E se nomen omen est, per una qualche strana legge universale, Luca Guelfi è il coraggioso imprenditore che con la primavera farà nascere un fiore nel giardino della ristorazione italiana.  

Dopo 9 locali, ognuno con la sua anima, contaminati da esperienze di vita e culture diverse, l’imprenditore, milanese di nascita ma globetrotter per scelta, chiama un all in: punta tutto sul valore gastronomico della sua terra. Anche se non ci è dato sapere quale sia esattamente il posto in cui si ergerà – secondo indiscrezioni nelle vicinanze di Porta Vittoria – il nuovo ristorante a firma di Luca Guelfi ha l’anima 100% lombarda. “Dal Milanese” si chiamerà e sarà un omaggio alla tradizione culinaria meneghina, la celebrazione di una ricchezza organolettica da diffondere. Impossibile dunque non sapere cosa sarà servito – speriamo molto presto – al tavolo: piatti di unica e sola provenienza lombarda abbinati ad etichette di terroir lombardi. Un duplice menù ancora in fieri che, però è certo, unirà tradizione, con la proposta di piatti tipici, e modernità, nella selezione di ricette rivisitate, che potranno essere degustate sia in una sala interna che disporrà di 45 posti a sedere che nei 25 coperti del dehor. 

Dal Milanese sembra essere proprio la risposta positiva a un immobilismo del settore ristorativo che ha il sapore della speranza, di incoraggiamento nell’investire e proporre nuovi format che invoglino sempre più alla scelta del “fuori casa”. 

E Luca Guelfi non se le lascia cantare: nell’epoca della comunicazione digitale, in piena zona rossa, annuncia gli open day dei locali del suo gruppo a partire dal 29 maggio prossimo con un post su Facebook e Instagram. È proprio questo di cui abbiamo bisogno, ciò che Luca Guelfi persegue è la fine di un periodo. Un punto e a capo. La forza di continuare incessantemente a camminare. 

È stata presentata agli organi d’Informazione L’ AICAN, l’Associazione Imprenditori Commercio Agroalimentare Napoli, nella sede ospitata dal C.A.A.N., a Volla.

A presiedere AICAN , l’avv. Ilaria Renna, già attiva nel CGON. Tra i rappresentanti, molti nomi storici: Francesco Solina, terza generazione di imprenditori fondatori delle aree mercatali, in rappresentanza del settore Ho.Re.Ca.; Salvatore Calce, per i lavoratori C.N.L., cooperativa servizi e logistica; Stefano Luciano, pres. Consorzio Terra Italiana e C.N.L.; nell’ortofrutta, Clemente Festa, commissario, e Pasquale Luciano, dettaglianti; nell’Ittica, Gennaro Cozzolino e Fabio Maraucci; Rosa Praticò, referente esterna sindacati e comunicazione, che ha moderato la conferenza, trasmesso in diretta streaming, alla quale hanno presi parte anche il presidente Centro Agro Alimentare di Napoli CAAN, Carmine Giordano, Amedeo D’Alessio, segr gen FILT – CGIL; Stefano Luciano, pres. CNL; Salvatore Ferriero, Amministratore delegato Agrifood.

A.I.C.A.N. riunisce in maniera trasversale i vari ambiti operativi del comparto e si propone di creare una linea diretta con le istituzioni, offrire nuove opportunità di crescita imprenditoriale, spazio ai giovani, servizi alle imprese, consulenza legale e fiscale, convenzioni, internazionalizzazioni, formazione e aggiornamento, sicurezza sul lavoro.

In apertura, i ringraziamenti a Luigi de Magistris sindaco del Comune di Napoli che rappresenta il socio di maggioranza del centro agroalimentare. 

“Molto spesso le frammentazioni sono quelle che poi ci portano a non fare, noi invece abbiamo messo insieme vari mondi perché siamo convinti che insieme si è più forti. AICAN rappresenta molte realtà che insieme faranno sicuramente la differenza” ha detto là moderatrice Rosa Praticò.

Ha quindi introdotto il presidente del CdA del C.A.A.N., Carmine Giordano

“Da quando esiste il C.A.A.N., per la prima volta viene creata un’associazione trasversale, della quale accolgo con piacere la nascita, che racchiude tutti gli attori principali del mercato. Ora si comincia finalmente a lavorare tutti insieme in maniera sinergica, per provare a trovare soluzioni che possano essere utili al mercato, affinché diventi il più grande del Mezzogiorno, non solo per la dimensione e la movimentazione della merce, ma soprattutto per la logistica e per tutto quello che ancora possiamo raccontare. Non più, quindi, richieste di interventi per i singoli settori“ – ha annunciato Giordano.

“Rivalorizzare l’intero settore agroalimentare partendo da questa struttura: questo l’obiettivo primario di A.I.C.A.N. Si porrà in sinergia con la presidenza del C.A.A.N.. Ci preme realizzare nuove opportunità per i nostri associati e per l’intero centro. Ho l’orgoglio di dire che si propone come prima associazione in Italia nella quale sono racchiusi grossisti e acquirenti: frutterie, pescherie, operatori del settore Ho.Re.Ca. E si pone per la prima volta in sintonia con i lavoratori. Nel nostro direttivo abbiamo una rappresentanza di lavoratori della cooperativa dei servizi e di logistica, perché vogliamo il benessere di tutti. È necessario trovare nuovi accordi e A.I.C.A.N. si pone nell’ottica di realizzare nuove sinergie con le istituzioni, con la presidenza del C.A.A.N. e con i comparti dell’ortofrutta e dell’ittico” – ha precisato la presidente A.I.C.A.N., avv. Ilaria Renna.

“In questo momento particolare, bisogna esaltare ciò che già abbiamo, il territorio e le produzioni locali e chi ha il coraggio di combattere questa emergenza sanitaria collegata a una emergenza economica. La possibilità di mettersi insieme in un settore trainante dell’ economia non solo della Campania e del Mezzogiorno, deve essere un segnale forte dell’A.I.C.A.N. per dire che esiste chi vuole ancora combattere fortemente la pandemia e la crisi economica. Bisogna fare squadra, fare sistema, contro visioni narcisistiche.  Siamo pronti a ripartire!” – ha sottolineato, nel suo saluto, Rosario Lopa, portavoce della Consulta Nazionale per l’Agricoltura e Turismo.

Tra i principali intenti condivisi: rappresentare l’assenza nel piano vaccinale degli operatori dei centri agroalimentari che a tutti gli effetti svolgono un servizio pubblico. 

Inoltre, riflettori critici sullo spot “kilometro 0” e sulla “poca correttezza di mercatini che si spacciano per produttori agricoli, ma vanno invece a comprare nei vari centri agroalimentari, per poi rivendere a kilometro 0, inficiando le frutterie e perpetrando una concorrenza sleale nei confronti di chi si alza di notte e viene a comprare prodotti certificati, portandoli presso le proprie botteghe, pagando le tasse”.

Ringraziamenti ad Antonio Riccardi, che ha ricevuto il premio 

“Eccellenze italiane” per la capacità artistica, nella trasformazione della frutta e della verdura; a tutti i giornalisti intervenuti – Gianni Occhiello, Raffaele Carlino, Gianni De Somma, Annamaria Ghedina, Alberto Alovisi, Nicola Rivieccio, Armando Giuseppe Mandile, Anna Feroleto – ai blogger Patrizia Piccolo e Mimmo Credo – ai fotoreporter, tra i quali Pino Attanasio, e ai tanti altri comunicatori “che danno voce all’associazione e alle sue istanze”. A Donna Luisella, “che dà lavoro a tanti dipendenti e, malgrado tutto, ci crede e con coraggio e dedizione sta per aprire un’altra importante attività di ristorazione a Borgo Marinari”. Al noto imprenditore Antonio Ferrieri; a Franco Capasso presente nella duplice veste di responsabile del Gogj italiano e per Clubeconomy che ha ripreso l’intera conferenza; a Maurizio De Costanzo per la diretta streaming; Marco Giss per le registrazioni video; Pasquale Cristofaro per la conduzione tecnica.

Ufficio stampa AICAN : Teresa Lucianelli

AL “ QUALITY AWARD 2021 ” I CONSUMATORI PREMIANO LE MACCHINE PER ESPRESSO IN CIALDA DELLA DIDIESSE, “DIDÌ” E “FROG

CAFFÈ A CASA, BUONO COME AL BAR: LA NUOVA TENDENZA DEI COFFEE LOVER VEDE PROTAGONISTE LE MACCHINE PER ESPRESSO

In poco più di un anno, la pandemia ha cambiato gran parte delle abitudini del mondo intero, ma di certo non è riuscita ad arginare l’amore degli italiani nei confronti del caffè. Se prima, però, per assaporare un buon espresso, l’unica soluzione possibile sembrava fosse il bar, ora, anche a causa delle ristrettezze dovute al virus, i coffee lover pare si siano organizzati per bene, con l’intento di preparare ottimi caffè anche a casa propria. Veri e propri rituali affidati, sempre più spesso, non più alla “vecchia” moka, ma a macchine per caffè espresso in cialde: pratiche, compatte ed efficienti.

È proprio così, dai recenti studi di AstraRicerche, è emerso che gli italiani preferiscano la macchina per caffè espresso alla tradizionale, un cambiamento epocale che conferma un calo nell’uso della moka, passata dal 53,3% del 2014 al 37,2% del 2020 e un aumento, invece, nell’utilizzo delle macchine per espresso, balzate nello stesso periodo, dal 28,8% al 39,5%.

Come Didì e Frog, fiori all’occhiello del brand partenopeo Didiesse che ha da poco conseguito il prestigioso “Quality Award 2021”, premio attribuito dai consumatori italiani ai prodotti giudicati di alta qualità, attraverso rigorosi test di performance condotti da laboratori indipendenti specializzati ciascun consumatore esprime un giudizio di soddisfazione. Per l’occasione, infatti, la Marketing Consulting, società specializzata in consumer analysis per testare “al buio” le macchine per espresso, ha coinvolto 300 consumatori abituali di caffè in cialde o no rejector, appartenenti a varie fasce d’età. Insomma, veri cultori della materia.

Dal “blind test” è emerso che la piccola Didì, compatta, maneggevole e dai consumi ridotti, ha catturato l’attenzione per dimensioni, facilità di pulizia, comodità di utilizzo ed erogazione del caffè. Una macchina moderna e pratica, destinata soprattutto a consumatori dinamici. L’84,7% dei tester ha dichiarato, infatti, che l’acquisterebbe.  

Frog, invece, ha conquistato i partecipanti per il design accattivante (particolarmente apprezzata la versione in rosso), seducendo tutti per la capacità innata di produrre un caffè vellutato caratterizzato da una dolcissima crema in superficie. In previsione, l’83,1% dei tester la comprerebbe.

Una vittoria interessante, in linea con i risultati emersi da recenti studi che registrano un’impennata nella vendita di macchinette, passate dal 6% del 2019 all’11,5% dello scorso anno.

Tanti ottimi motivi per gustare in tutta tranquillità, tra le mura domestiche, la propria bevanda preferita, senza rimpiangere il caffè del bar.

Ufficio stampa: Roberta Raja

A Pompei, lo chef Paolo Gramaglia e l’architetto Giuseppe Scagliarini ha nno voluto accedere i riflettori sulla ristorazione in un progetto che vede protagonisti vari ristoranti.

Paolo Gramaglia, chef stella Michelin del President e Giuseppe Scagliarini, architetto e organizzatore con l’Associazione Sensi Laboratorio Creativo dell’evento Modus Vivendi Cibo &Moda, hanno voluto, con un lungimirante marketing territoriale, accendere i riflettori sulla ristorazione, quella che non si ferma nonostante i colori che cambiamo da giallo a rosso e che tiene aperte le cucine ed i forni attraverso l’asporto ed il delivery di qualità.


Al progetto hanno aderito, al momento i ristoranti: Casa Gallo, La Bettola del Gusto, Garum, Mercato Pompeiano, Varnelli.
Pertanto si va dalla ristorazione più sofisticata della Bettola del Gusto con piatti pronti da mangiare o da cucinare al momento grazie ai singoli ingredienti forniti, alle gustose box con i bon-bon ed i fritti di terra e di mare di Garum, mentre Varnelli propone le sue pizze stagionali tradizionali o piatti espressi in eleganti box, il tutto accompagnato da cocktail serviti in un sacchetto di plastica comprensivo del cubetto di ghiaccio, cucina tradizionale e cuzzetiello di qualità per casa Gallo, e si ritorna su una pizza di qualità da Mercato Pompeiano a cui si aggiungono panini gourmet e insalate detox.

Il progetto è più ampio e parte dall’assunto che la ristorazione pompeiana non vuole adagiarsi sui flussi turistici mordi e fuggi legati al Santuario Mariano o al Parco Archeologico ,ma vuole vivere di luce propria , conscia dell’alta e diversificata proposta che riesce ad offrire.

“Essere da sprono a questi giovani – affermano all’ unisono Gramaglia e Scagliarini – è un dovere per chi come noi crede fermamente che in questo periodo storico, ognuno debba fare la propria parte, nella convinzione che la rinascita della ristorazione passi anche e soprattutto da questa coesione e dalla capacità di essere gruppo a Pompei con i ristoranti che hanno aderito e che vorrà aderire.”
È dai momenti difficili che si migliora e Pompei lo vuole fare alzando l’asticella ed unendo le forze sul territorio. Un bel messaggio per il mondo della gastronomia.

50 Top: 2021 un anno di speranza e grandi novità.

Giusto un anno fa ci consegnavamo nelle nostre case con la percezione che tutto, in tempi rapidi, sarebbe tornato alla normalità. Oggi sappiamo che saranno necessari ancora alcuni mesi prima che questo realmente accada. I nostri progetti, basati sulla fisicità delle visite vere in anonimato, sulle premiazioni in teatri strapieni di tensione, gioia e delusione, si sono dovuti adattare alla nuova realtà.

Consentite la presunzione di averlo capito quasi subito e messo in pratica quando alla fine di aprile 2020, ci rendemmo presto conto che nulla sarebbe tornato come prima per molto tempo. Tra chi rinviava le date di mese in trimestre e chi sosteneva che nulla si poteva fare, noi, una realtà giovane nata in una terra dove l’elasticità e la capacità di adattamento sono condizioni di sopravvivenza e di successo, abbiamo puntato tutto sull’on line dopo un confronto con i nostri partner.

I fatti del 2020 ci hanno dato ragione: siamo riusciti ad avere ancora maggiore audience rispetto al 2019 e ci presentiamo in questo nuovo anno con l’adesione di tutti i nostri partner e con l’ingresso di nuove realtà imprenditoriali significative e importanti di cui siamo davvero molto orgogliosi.
Abbiamo passato questi duri mesi freddi a confrontarci, lavorando sodo e investendo su nuovi progetti che vi presentiamo in questa newsletter. Non solo 50 Top Pizza50 Top Italy si arricchiscono e si rafforzano sul piano internazionale, ma vengono affiancati da nuove sfide: il vino e il settore del lusso e della pasticceria.

Il metodo è sempre lo stesso: sondaggio fra esperti e poi verifica in anonimato. L’obiettivo? Rendere un servizio al lettore, ampliare la platea del settore e dare la giusta visibilità ai partner in un rapporto sano e di reciproco vantaggio anche attraverso la formulazione di contenuti veri e autentici.

La fiducia dei lettori e l’autorevolezza sono il nostro capitale su cui investiamo di più; per questo cerchiamo di fare tutto bene senza lesinare nulla, a cominciare dal giusto compenso per chi lavora con noi, l’esatto opposto di altre scelte editoriali che per prima cosa tagliano sul lavoro abbassando i compensi ai collaboratori per tenere alto il margine di profitto.

Ma non esiste impresa di successo che non abbia al primo posto la cura del capitale umano, il sentirsi parte di una grande famiglia. In questo abbiamo di fronte le imprese di ristorazione, di albergo, di vino come esempio: senza progetto non c’è gruppo, senza gruppo non c’è futuro.

Ufficio stampa

Barbara Guerra
Luciano Pignataro
Albert Sapere

CAFFÈ BORBONE A SOSTEGNO DELLA CULTURA
NEI PRINCIPALI TEATRI D’ITALIA LA PAUSA CAFFÈ HA IL GUSTO DELL’ESPRESSO NAPOLETANO
Confermata la partnership con il Teatro alla Scala di Milano
Nascono le collaborazioni con il Teatro di San Carlo e il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino

Napoli 22 marzo 2021 – Alla conferma come partner e fornitore ufficiale del Teatro alla Scala di Milano per la stagione 2020-2021, si aggiungono per Caffè Borbone le collaborazioni con il Teatro di San Carlo e il Teatro Maggio Musicale Fiorentino. Una scelta ispirata dall’impegno aziendale verso la costante ricerca dell’unicità e dello stile italiano in tutte le sue declinazioni.

Valorizzare i luoghi della cultura è uno dei capisaldi dell’impegno sociale di Caffè Borbone, tanto più significativo nel complesso contesto attuale, come sostegno a uno dei settori maggiormente colpiti dall’emergenza Covid-19: il teatro, luogo dell’arte e della socialità per eccellenza. Caffè Borbone vuole dare il proprio contributo ai Teatri, in attesa che il pubblico possa tornare ad affacciarsi, accolto sia dalle note musicali sia da quelle aromatiche di un buon espresso di alta qualità, cremoso e prodotto con miscele altamente selezionate.

Il caffè da sempre favorisce la socializzazione, sposandosi quindi perfettamente con sale, foyer, palchi e gallerie. Una pausa caffè che unisce, nel segno della tradizione, l’intero Paese da sud a nord, a partire da due templi della lirica italiana, il San Carlo di Napoli e il Teatro alla Scala di Milano. Il primo, fondato nel 1737 dai Borbone, è il teatro d’opera più antico d’Europa e del mondo, Patrimonio dell’Umanità per l’UNESCO; il secondo, costruito per volere dell’Imperatrice Maria Teresa d’Austria, è stato la casa di Rossini, Verdi e Puccini e più tardi di Toscanini e della Callas: ogni 7 dicembre la sua inaugurazione di stagione richiama le massime autorità in sala e milioni di telespettatori in tutto il mondo. L’amore per il classico e per l’armonia, cifre essenziali dell’architettura e della musica di queste due eccellenze italiane, è lo stesso che accompagna da sempre il rito del caffè, fondato sul sapiente equilibrio aromatico e gustativo della miscela.

“La prosecuzione della partnership tra Caffè Borbone e il Teatro alla Scala – sottolinea il Sovrintendente e Direttore Artistico Dominique Meyer – è un importante segno di continuità di un rapporto ormai pluriennale. Quest’anno più che mai questo sostegno al mondo del teatro e della musica esprime la vicinanza tra due tradizioni italiane” 

 “In questo momento di crisi pandemica – afferma il Sovrintendente del Teatro di San Carlo Stéphane Lissner- avere accanto aziende che scelgono di sostenere la cultura ci dà fiducia per il futuro. Ci auguriamo che anche altre imprese possano presto seguire l’azione di Caffè Borbone a sostegno del Teatro di San Carlo, un teatro con una storia unica, dal 1737”.

L’impegno di Caffè Borbone a sostegno del teatro si completa con la partnership appena attivata con il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino. Nella sua nuova e moderna sede, inaugurata nel 2014 con una solenne esecuzione della IX Sinfonia di Ludwig van Beethoven diretta da Zubin Mehta, il Maggio ha raccolto la storia prestigiosa del Teatro Comunale e porta in sé, con il suo nome, il marchio del suo valoroso Festival, il terzo più antico d’Europa e celebre in tutto il mondo.

 “Già dai miei tempi al Teatro alla Scala sono molto legato alla collaborazione con l’espresso napoletano” dice il sovrintendente Alexander Pereira “Il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino è estremamente felice di poter iniziare una partnership con Caffè Borbone; un caffè eccellente mette le ali all’anima dei nostri artisti e del nostro pubblico!”

La pausa caffè associata a momenti d’ispirazione e di fruizione d’arte, un’eredità sociale e culturale con radici profonde nel nostro Paese, si evolve quindi dagli antichi caffè letterari, un tempo elitari ed esclusivi, verso un momento di apertura e di condivisione, come avvenuto anche recentemente con le dirette streaming dal Teatro alla Scala.

Promuovere i valori sociali, culturali e artistici italiani è uno degli impegni alla sostenibilità che Caffè Borbone ha da tempo adottato come impresa responsabile e capace di fondere tradizione secolare e continua innovazione.  

Ufficio Stampa Roberta Raja

FISH FRISK EXPRESS IL SERVIZIO PENSATO PER I PROFESSIONISTI
CON IL SERVIZIO DELIVERY IL PESCE FRESCO A CASA TUTTI I GIORNI

Nella zona dei Ponti Rossi c’è la pescheria Fish Frisk per raggiungerla bisogna attraversare gli archi dell’acquedotto d’epoca romana, un privilegio che ormai è abitudine per chi ogni giorno vi si reca, per la spesa o tornare a casa. Un’eredità storica che Salvatore De Simone non dimentica gestendo la sua pescheria secondo gli antichi retaggi ma in una nuova ottica, restando al passo con i tempi e le mode, guardando in prospettiva l’evoluzione del mercato. Una visione moderna anche nel nuovo nome unione delle lingue del nord inglese e danese, che nella creativa visione partenopea ha assonanza con la domanda che mai passerà di moda al proprio pescivendolo, se il pesce è fresco, se è frisk.

Da questo luogo popolare, crocevia di passaggio tra il cuore pulsante di Napoli e la moderna provincia, parte un nuovo servizio capace di migliorare la qualità della vita dei professionisti impegnati in ufficio fino a tardi, spesso privati della scelta dei prodotti di mare più freschi o di chi è costretto a casa. Un servizio che nella situazione attuale è di supporto alle dinamiche che l’emergenza covid comporta. Nel dna di Salvatore, da quattro generazioni, scorre il mare e la freschezza dei suoi prodotti, suo nonno  tra l’altro aveva una baccaleria.

Ha passato anni tra le strade con la sua pescheria mobile, portando di casa in casa il meglio del pescato del giorno, “dando una voce” alle clienti, una trasposizione delle spase napoletane degli inizi del Novecento che con la musicalità del richiamo verbale intessevano relazioni con i clienti. A questa voce antica, come quelle che si levavano anni fa, dalla strada e dalle botteghe, oggi si è sostituito il veloce scorrere del mondo con i suoi mille impegni quotidiani. Da un anno la pescheria è una bottega nota, un punto di approdo per chi ricerca qualità ma il suo essere itinerante si ripete con un nuovo sistema di  “delivery”, Salvatore sa che la formula “a casa” è la più efficace e in un certo senso ritorna alle origini, servendosi però della tecnologia per andare incontro ai nuovi ritmi che rendono complicato anche il semplice gesto di fare la spesa, scegliere i prodotti migliori, ricerca della freschezza e della qualità. Superando i limiti del concetto di ‘’negozio all’angolo’’ grazie alla potenza dell’on-line, Fish Frisk, è il nuovo progetto di pescato fresco 2.0, con una vetrina social capace di arrivare al cliente oltra i confini di quartiere, direttamente sul cellulare.

La pescheria ha sempre rappresentato il punto d’incontro tra il gusto del mare e l’entroterra, un concetto che si vuole esportare a tutta Napoli e provincia, infatti  basta una rapida telefonata o un messaggio con WhatApp per garantire direttamente a casa il migliore pescato del giorno, che si può congelare a prezzi convenienti in luoghi, specialmente dell’entroterra dove i ricarichi sono maggiori. Attenti alla stagionalità dei prodotti ogni settimana si propongono delle promo dedicate a ogni menù e ricorrenza. Dal martedì al giovedì, ad esempio, c’è un’offerta che copre il fabbisogno di tutti i giorni, mentre l’offerta cambia dal venerdì alla domenica con un’offerta dedicata ai giorni di festa, la speciale formula Fresh Fish Weekend.

Proposte uniche anche nei giorni speciali come Pasqua, Natale e San Valentino. Oggi il mondo cambia velocemente ma la qualità del servizio Fish Fresk resta immutata, ogni giorno, a casa tua.

Ufficio Stampa: Roberta Raja

La Locanda Bruniana è il punto di partenza di un tour culinario che valorizza la gastronomia locale, proponendo, contemporaneamente, ai suoi ospiti, nuove destinazioni.

Esiste uno stretto legame tra l’arte culinaria e la filosofia: il buon cibo stimola il pensiero, quest’ultimo nutre il piacere di “mangiare bene”. La Locanda Bruniana è il luogo dove l’identità di una cucina di mare, tipicamente campana, si confronta con i sapori di una terra particolarmente legata al suo patrimonio gastronomico.

Lo chef Francesco De Simone “professa una cucina spontanea, del tutto svincolata dai classici canoni del gusto, quelli che rompe in maniera chiara e diretta, prediligendo apertamente le contaminazioni, nostrane e non solo”. La Locanda Bruniana è il punto di partenza di un tour culinario che valorizza la gastronomia locale, proponendo, contemporaneamente, ai suoi ospiti, nuove destinazioni. I piatti di Francesco De Simone sono inattesi: l’aspettativa del sapore supera di gran lunga ogni speranza di gusto. Gli abbinamenti sono semplici ma netti; la scelta degli accostamenti è libera.

La food experience bruniana è decisamente contemporanea; essa “conquista i palati ma senza strafare”. Francesco De Simone firma un menù “che non accetta vincoli né condizionamenti, di qualunque tipo”. Ogni portata, soprattutto se “a mano libera”, rappresenta il risultato di un compromesso culinario che viene omaggiato con distinzione. L’acqua al sapore di mare diventa, così, il condimento essenziale di un torchon di linguine, che rivela il gusto intenso e deciso delle vongole veraci.

La dolcezza del mollusco insaporisce con gentilezza questo primo piatto; il suo succo conserva, invece, una sapidità delicata che si combina perfettamente con la leggera freschezza di una clorofilla di prezzemolo. Trucioli di bottarga accompagnano tutti gli altri ingredienti, armonizzandoli; il limone valorizza un retrogusto a metà strada tra l’aromatico e il fruttato. Questa proposta culinaria mostra in maniera evidente che la tecnica e l’estetica si completano; dimostrando di essere tutt’altro che accessorie.

Poi, quando la tradizione culinaria decide di celebrare le sperimentazioni culturali, ecco che la classicità tipica del risotto bianco viene interrotta con un collage ricco e saporoso. Le patate sautè amalgamano con disciplina i cannolicchi, prelibati e sorprendentemente versatili; il gambero rosso crudo, incluso il suo corallo estratto a freddo; l’alga marina, fritta e polverizzata. Allo stesso tempo, la coda di rana pescatrice viene servita in saporiti bocconi avvolti da una foglia di bietola; il sentore più o meno terroso della verdura, viene annacquato da un brodo dashi, limpido e raffinato. Scaglie di katsuobushi conferiscono a questo secondo piatto una fragranza asiatica.

Il dessert conferma l’identità particolare di un food concept esclusivo. Il gelato di pastiera napoletana è al grano e con fiori d’arancio; una mousse di ricotta assume la forma di un’amigdala che decora questo bon bon freddo esaltandone la cremosità; il crumble dolce alla cannella cattura l’attenzione con il suo profumo speziato. I piatti dello chef Francesco De Simone “parlano chiaro”: il mare è il suo ingrediente segreto. La sua è una filosofia culinaria introspettiva; le stessa che “inonda” la Locanda Bruniana. Il simposio gastronomico ha un interlocutore e anche una sede: lo chef Francesco De Simone e la Locanda Bruniana.

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Si conclude col raggiungimento di tutti gli obiettivi, “I piatti del Carnevale e…”: contest internazionale con sezione solidale  “Cuore d’Oro”, organizzato all’insegna della qualità, da #InsiemeperilTerritorio, rassegna itinerante di eventi d’eccellenza curata dalla giornalista enogastronomica TeresaLucianelli e dal blog Vesuvio’s Shadow del foodblogger Mario D’Acunzo.

Una riuscita alternativa alle splendide manifestazioni charity alle quali eravamo abituati, di grande spessore e coinvolgimento, promosse da svariati anni da Teresa Lucianelli con la sua grande Squadra solidale di #InsiemeperilTerritorio, oggi vietate come tutti gli altri eventi in presenza.Così come il Contest precedente, organizzato nelle Festività natalizie, l’affiatata Squadra solidale di chef, produttori, specialisti della salute e del benessere e professionisti dell’informazione,   impegnata a sostegno dei più deboli, guidata dalla giornalista enogastronomica  napoletana, unitamente ai nuovi sostenitori,  è riuscita a raggiungere lo stesso i fini alla base del contest d’impostazione charity, e a donare oltre a tanti sorrisi, tutti i vari contributi annunciati, alla base della stessa iniziativa benefica.

Il Contest Internazionale è stato dedicato ai piccoli orfani, senzatetto, vittime di gravi problematiche e agli indigenti, nell’ambito del Progetto AbitiAmo, Parrocchia di San Gennaro al Vomero, guidata da Padre Massimo Ghezzi, che opera con i suoi volontari in Campania e nella missione in Albania. 

In primis, esponenti del migliore Food campano, con ultracentenarie ditte ristorative di grande fama, come i partenopei Arfè Gastronomia 150 anni e Mattozzi dal 1833; Donna Luisella, con Carla De Ciampis e Fulvio Mastroianni, l’imprenditrice Anna Pezone Nexyiu; lo stabiese Francesco & Co, erede della tradizione di Ciccio di Pozzano;  da Vico Equense, Ristorante Cerasè e Pizza Therapy; da Positano, Paola Fiorentino Arti; Solania srl, Nocera Inferiore; Caseificio Caracciolo, Lauro; da Casoria, Ileana Mandile Estetica e Benessere; Antica Panetteria Portici; Sweet Dreams Bambolino, Ercolano; Amor Mio, Brusciano;  Sapori di Napoli, Nola; Lago Grande, Monticchio; Agricola Donatello Chiarito, Ripacandida.

Grazie al loro supporto e al contributo di tutta la Squadra, sono stati donati: abiti, chiacchiere, torte e lasagne, specialità e prodotti alimentari per i pasti festivi della Mensa solidale, punto di riferimento sicuro e sempre attivo, per tanti indigenti di ogni età e di varie nazionalità.Non poteva certo mancare il supporto della storica struttura settecentesca partenopea Villa Domi Ricevimenti, Napoli, del patron Domenico Contessa, particolarmente  sensibile alle tematiche benefiche, che ha organizzato un centro raccolta per le donazioni, giusto ora concluse, di vestiario e prodotti di prima necessità, arrivate da più parti, anche dall’Estero.

Quali concorrenti solidali, anche noti chef, giornalisti enogastronomici e foodblogger internazionali, oltre a casalinghe e appassionati dell’arte culinaria, molti particolarmente attivi in campo solidale, tutti impegnati ai forni e ai fornelli, per preparare la ricetta migliore e presentare la mise en place più d’effetto. 

Alquanto complicato il compito della giuria e del pubblico votante Facebook, che hanno dovuto scegliere tra le interessanti proposte preventivamente selezionate e ammesse in gara, nelle tre sezioni: Cuore d’Oro, Social, Critica.

Vittoria ex aequo (334 voti) nella sezione solidale Cuore d’Oro per la pluripremiata chef simbolo della cucina salutista lucana, Silvana Felicetta Colucci con i suoi soavi e fascinosi Biscotti della Sposa, e per Vincenzo Napoletano, italobritannico manager del Ristorante Eventi del Parlamento del Regno Unito, di origini partenopee, con la sua elaborata e originale lasagna vegana. Già vincitori entrambi in precedenti Contest. Di seguito, La Cucina di Cappa (288) con la Parmigiana lasagnata d’ispirazione siciliana, e la nota chef televisiva Piera Parisi (274) con una ottima ricetta antispreco: “Pane e Pomodoro”.

Nella Sezione Social, maggiormente gradite agli utenti Facebook le leggerissime “mascherine chiacchierine” di Maria Teresa de Lorenzo (219 voti); quindi, le “croccanti” di Annamaria Leo (191), e la Torta con ganache al cioccolato fondente de La creativa Cucina di Cappa, (171), pure piazza d’onore al Cuore d’Oro nella stessa competizione. 

Per tutti, box Cantine Mediterranee di Vincenzo Napolitano e, al primo classificato, anche le Specialità Arfè.

I Premi della Critica con le incantevoli miniature nei colori inconfondibili della Costa d’Amalfi, firmate dalla poliedrica artista Paola Fiorentino di Positano, vanno a: Manuela Napoletano, (495 voti)autrice delle splendide e coloratissime maschere dolci in stile veneziano; Gar Cincin Corcione, (373) con la suggestiva Chiacchiera “effetto vetro cattedrale” in trasparenza,  e Alessandra Profenna, (358) con le Stelle filanti nelle più intense tinte dell’arcobaleno.

Altri riconoscimenti sono stati attribuiti, dopo attenta valutazione da parte della qualificata Giuria, agli autori delle migliori preparazioni escluse dal podio. 

Menzioni della Giuria a: Giovanni Bambolino per le Graffe vesuviane, a Mariana Antonecchia e Claudia Laconi, rispettivamente per le Zeppole molisane e Is Zippulas cagliaritane, a Stefano Siracusa per le Chiacchiere di Sciacca.

Note di Merito a: Enza Aragosa, Raffaele Canciello, Adriana Canu, Loredana Cavotta, Giovanna Certamente, Rosanna De Giovanni,  Morena de Lucia, Maria Elia, Hilde Esposito, Michela Festa,  Enrichetta Franza, Antonio Fucciolo, Rosalba Lo Feudo, La mamma cuocò, Leonardo Marzano, Lucia Melchiorre, Raffaella Nastro, Ozzanocucina, Nakisca Pasqualini, Marinella Petrarca, Inna Photovipers, Paolo Poma, Antonio Scamardella, Sara Scognamiglio, Antonella Trotta, Marika Valentini, Anna Vitiello, che si sono distinti con le loro golose creazioni.

In Giuria, con Teresa Lucianelli: Valerio Giuseppe Mandile, chef d’eccellenza da location pluristellate e giornalista gastronomico; Raffaele Carlino, direttore ed. Campania Felix Tv; Marcello Affuso, direttore Eroica Fenice; Ersilia Cacace, foodblogger “La Boss delle Pizze”; Rosalia Ciorciaro, nutrizionista, idrologa e docente di Scienze dell’Alimentazione.

I ringraziamenti ufficiali da parte degli organizzatori, sono andati a tutti i partecipanti e sostenitori, per avere contribuito, con massimo impegno, alla perfetta riuscita di questa significativa mission dedicata al Bene e al Gusto, che dalla Campania, si è estesa alle Nazioni estere.

Ufficio Stampa Teresa Lucianelli

Master di Davide Civitiello alla Pizzaiuoli School dell’APN Aperte le iscrizioni: Pizza napoletana, pizza contemporanea, pizza fritta.


Al via i nuovi corsi della Pizzaiuoli School della Associazione Pizzaiuoli Napoletani. Un calendario fitto che va dai master per i pizzaiuoli professionisti, ai corsi completi per chi vuole diventare pizzaiuolo, fino a lezioni per appassionati su materie singole.
Si parte con il 29 e 30 marzo con il master di Davide Civitiello dedicato ai pizzaioli professionisti sui 3 must: Pizza Napoletana, Pizza Contemporanea, Pizza Fritta.
Il master affronterà, per ciascuna di queste tre sessioni: impasto, staglio, stesura, condimento, cottura.


Tutte le informazioni sono disponibili su: www.pizzaiuolinapoletani.com
“Il master – dicono i referenti della Pizzaiuoli School, Marilena Miccù e Gianluca Pirro – è disponibile anche online: in tal modo sarà possibile frequentare anche a distanza. Assicuriamo in tal modo il rispetto delle norme anti Covid-19. Al termine del corso sarà rilasciato attestato di frequenza”.
I pizzaiuoli interessati ad iscriversi al master possono mandare un messaggio Whatsapp al numero 081.19173674(il numero è abilitato sia alla ricezione di telefonate che di messaggi)

Ufficio Stampa APN COMUNICAZIONE

A Pollena Trocchia (NA) nasce la Pasticceria Celestina, il nuovo regno di Nancy Sannino giovanissima pasticciera di appena 24 anni.

Celestina è l’azzurro del cielo. Celestina è il rosa dei bonbon. Un luogo magico, fatato e ovviamente dolce.
È il nuovo regno di Nancy Sannino, giovanissima pasticciera di appena 24 anni, che è ritornata nel paese natale alle falde del Vesuvio. Per aprire la sua pasticceria. Il sogno diventato realtà della bambina che guardava le pareti della cameretta e desiderava alzarsi in volo sostenuta da palloncini colorati. Per arrivare alla dispensa e rubare i biscotti preparati nel forno di casa, addentare i cioccolatini ripieni di amarena, affondare il cucchiaio nel dolce di ricotta e albicocche pellecchielle. I premi per il suo impegno nello studio a merenda.

E Nancy ha studiato per rendere dolce e croccante il sogno di diventare pasticciera. Dismessi i panni della studentessa adolescente, è scesa in campo come commis di pasticceria in due accorsati laboratori napoletani. Ma poi è ritornata sui banchi di scuola, alla Cast Alimenti. Prima di spiccare il volo con i suoi palloncini in direzione Rimini, dove è diventata responsabile preparazione di base e torte da forno nel laboratorio di Roberto Rinaldini. Per proseguire il viaggio a Parigi e diventare la responsabile delle viennoserie e dirigere la sala di Yann Couvreur alla Gallerie Lafayette. Il luogo in cui dolce e salato si incontrano sullo spartito comune dei codici di cottura, condimento e presentazione.

Al ritorno in Italia, la decisione di aprire la pasticceria Celestina. Per mettere il motore ai suoi palloncini ora fragranti di craquelin e morbidi di ganache.

Una storica pasticceria di Pollena Trocchia, che l’aveva vista schiacciare il naso sui vetri dei banchi ricolmi di dolciumi, è la sede di Celestina. Un layout fresco e giovanile attende gli appassionati della pasticceria al taglio del nastro in questo mese di marzo. Sono ritornate le nuvole rosa e il cielo azzurro che vestono i box per l’asporto dei dolci e le pareti della saletta di degustazione che verrà. Il castello delle fiabe è il luogo dei dolci che fondono i ricordi della bambina e l’esperienza transalpina ed europea di Nancy Sannino.

La madeleine dei ricordi è la crema delle code di aragosta e la ricotta che farcisce la pastiera della tradizione pasquale. La curiosità per il mondo che è al di fuori della pasticceria napoletana è il Paris Brest, il Flan alla vaniglia, il pain au chocolat (vero, con le barrette di cioccolato), le declinazioni delle tarte, la brioche caramello e vaniglia. Ma è anche la sbrisolona mantovana e il Kouglof Alsaziano.

Nella sua pasticceria non c’è contrapposizione tra tradizione e innovazione, basic e gourmet. Il fil rouge è la qualità degli ingredienti, l’utilizzo del cioccolato cru, la devozione al burro, l’ossessione per i migliori pistacchi e le nocciole più saporose. Un percorso che si avvia con la colazione, ricca, esuberante, e che mette sullo stesso piano elevato il cornetto all’italiana e il croissant francese. E non dimentica le istanze di chi cerca equilibrio con i cornetti integrali e miele di acacia del Cilento.

L’attenzione al territorio, anzi, ai territori è un incontro continuo tra la sperimentazione e i cult. Come le sfogliatelle ricce e frolle che mai potrebbero mancare in una pasticceria napoletana. Al pari dei babà e delle zeppole di San Giuseppe che arricchiranno i banchi nella settimana di inaugurazione. Per poi lasciare spazio alle creazioni della Pasqua, dalle pastiere alle colombe. E alle uova di cioccolato.

Ecco, il cioccolato è l’altra grande passione di Nancy Sannino. Celestina recupera il rito delle praline come momento di gioia da gustare in un pomeriggio da addolcire o da regalare e farsi regalare. Quella dolce scatola che suggellava momenti d’amore eterno e filiale. Una strada di cioccolato che inonda le creazioni scolpite nell’immaginario collettivo del pranzo della domenica. Gli “sciù” e gli éclair in un gemellaggio franco-napoletano ricco di gusti classici e nuove invenzioni.

È l’ora del pomeriggio e del rito della merenda all’italiana o del tè all’inglese. Fate voi, ma con le torte e le monoporzioni che Celestina pensa per gli appassionati della biscotteria classica e gli amanti delle torte e delle monoporzioni. O con le prussiane, che mettono insieme colazione e merenda, e gli immancabili macaron alla francese. E potete anche affidarvi all’estro delle sue personali invenzioni come i ventagli che racchiudono un cuore di cioccolato.

Celestina è sempre molto di più di quello che vi aspettate. Semplicemente perché è anche gelateria. Nancy Sannino ha perfezionato la sua conoscenza del gelato con Raffaele Del Verme, nume tutelare della Gelateria Di Matteo a Torchiara nel Cilento. Olimpo per tutti i seguaci del vero gelato artigianale. E nelle carapine della sala dedicata al gelato, troverete uno strepitoso gusto fiordilatte con fuscella di Sant’Anastasia. La bandiera del paese natale della giovanissima pasticciera (e gelatiera).

Ma non chiedete a Nancy Sannino qual è il pezzo forte di Celestina, qual è il dolce migliore o da assaggiare subito. “Il mio dolce preferito è quello che ho appena finito di mangiare soddisfatta e quello che ho pensato e sto per preparare”. Scegliete voi con il cuore. Che sarà subito tra le nuvole rosa e il cielo azzurro. Di una pasticceria che ha molto da raccontarvi. E da farvi gustare.

Celestina Pasticceria Corso Umberto I 42-44 Pollena Trocchia (Na)

A Sirignano, il paese nella provincia di Avellino che ha dato i natali  al principe Francesco Caravita, noto ai più come Pupetto, nei locali un tempo destinati ad una storica taberna, Giovanni Arvonio, “lo chef con una particolare predisposizione per i lievitati”, custodisce con umile garbo e “porta avanti” con la tecnica e un’evidente competenza, “un lievito madre vivo”.

Madremia, è il luogo dove la tradizione degli antichi sapori coesiste, letteralmente, con l’innovazione delle moderne tecniche culinarie. La pizza di Giovanni Arvonio è allo stesso tempo “pane e companatico”; si tratta di un prodotto gastronomico assolutamente semplice, ma con un ruolo altamente funzionale, il suo compito è ben preciso, “deve sfamare”.

Da una parte, la pasta madre, quella ereditata e rinfrescata con un blend esclusivo di farine di tipo 0 e 1 che le conferiscono un carattere ideale; dall’altra parte, la cottura in un forno elettrico che promuove “la sperimentazione nel mondo dell’arte bianca e lo fa ai massimi livelli”. Giovanni Arvonio, “pizzaiolo per passione ma panificatore per vocazione”, propone ai suoi ospiti “una pizza sana e lungimirante che si svincola dalle regole classiche per la preparazione dell’impasto, anzi le inverte e lo fa con cognizione di causa”.

“Il disco di pasta è il mio piatto da portata, il topping è la combinazione degli ingredienti di una proposta moderna con reali caratteristiche stagionali” – racconta Giovanni Arvonio che continua – “Nella mia pizzeria lo spreco è pari a zero perché amo valorizzare, e non sminuire, i prodotti che utilizzo, quelli del mio territorio, quelli buoni; solo così riesco a dare il giusto risalto alle materie prime di cui mi servo”.

L’impasto non è ovviamente il solito diretto; esso lievita ad una temperatura controllata per circa 18 ore. Ogni panetto pesa 280 grammi e risulta avere un’alta percentuale di idratazione. Ad ogni morso emerge tutta la leggerezza di una pizza “tendenzialmente contemporanea”, dalla facile masticazione, scioglievole: e questo è tutto merito dell’aria.

©2019 V2.5 Fernando Cerrone Post-Produzione effettuata con azioni per Photoshop realizzate da Fernando Cerrone

La specialità è sicuramente la Margherita Madremia, la pizza che dà libera espressione alle eccellenze della regione Campania, perché viene condita, tra gli altri ingredienti, con quattro diverse tipologie di pomodoro, lavorati in modo diverso per rispettarne la stagionalità. Il San Marzano Dop viene praticamente aperto con le mani per privarlo naturalmente del suo succo, poi insaporito con un filo di olio, un pizzico di sale e una manciata di origano, prima di essere infornato per quasi un’ora e fino a quando non abbia raggiunto una consistenza ottimale. Il corbarino e il piennolo rosso e giallo vengono, invece, aggiunti freschi, dopo la cottura, per mantenere inalterata la loro succulenza. L’olio evo Talismano è il tocco equilibrante che con il suo sentore delicatamente erbaceo contrasta l’acidità dei pomodori, esaltando allo stesso tempo l’intensità di una salsa a base di fior di latte di Agerola.

Con la Marinara A Modo Mio, lo chef Arvonio, abbina perfettamente il sapore di tre varietà di aglio, da quello bianco tostato e in polvere, il nero aggiunto in cottura a quello orsino inserito all’uscita, con la sapidità dei capperi di Salina e le alici di Sciacca, saporitissime. Il profumo selvatico dell’origano fresco raccolto sui monti di Avella incontra quello fruttato e leggero di un olio evo tenue, vellutato, che deriva da una cultivar autoctona dell’Irpinia.

Il retrolfatto è gradevole e cristallino: una spuma di prezzemolo in gambi è la nota finale che conferisce armonia ed ordine ad una combinazione esplosiva di gusti. La Nerano è la pizza bianca farcita saggiamente con un raffinato pesto di basilico adagiato su un letto di provolone del Monaco e  fior di latte di Agerola, zucchine San Pasquale brasate con la cipolla ramata di Montoro e alla scapece con la menta, olio evo Magnete DOP cilentano dal sapore forte, importante, che asseconda volentieri l’amarezza dell’ortaggio e la grassezza dei latticini.

Qualcuno dice che “l’essenziale è invisibile agli occhi”; in questo caso non lo è affatto per le papille gustative e questo lo sa bene Giovanni Arvonio, soprattutto da quando ha percepito la semplicità di un accostamento primordiale ma altrettanto indissolubile, quello tra il pane fatto alla vecchia maniera, con il lievito madre, e l’olio buono, dal gusto inconfondibile, del Cilento.

Credits: ComuniCARE network.

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DAL 7 MARZO TORNA SU LA7
LA TERZA STAGIONE DI MICA PIZZA E FICHI
CONDOTTA DA TINTO

Dal 7 marzo ogni domenica alle 11.35 torna su La7 la terza stagione di Mica pizza e fichi, il format dedicato a uno dei simboli dell’identità culturale italiana e tra i cibi più noti, amati e celebrati nel mondo: la pizza.

Alla guida sempre Tinto, che nel programma televisivo ci accompagnerà in un viaggio in cui il mondo della cucina, incontrerà e si fonderà con quello della narrativa. I suoi ospiti in tv, saranno scrittori e scrittrici pronti ad assaggiare i menù dei più grandi pizzaioli italiani. Un incontro tra due talenti diversi, quello di chi sa emozionare con le parole e quello di chi sa farlo con i sapori. Un confronto al termine del quale scopriremo che una pizza fatta a regola d’arte e un buon libro sono dei piaceri quotidiani non così distanti tra loro.

Il cast sarà composto dai più rinomati pizzaioli italiani: Renato Bosco, Mattia Cicerone, Luca Doro, Sergio Russo, Francesco Martucci, Sasa’ Martucci, Mirco Petracci, Alberto Rundo, Gianluigi Di Vincenzo, Jacopo Mercuro, Corrado Scaglione, Massimo Travaglini, Pier Daniele Seu, Roberto Davanzo, Daniele Donatelli, Pier Luigi Fais, Luca Pezzetta, Giuseppe Pignalosa, Gianfranco Iervolino, Giovanni Santarpia.

Gli scrittori che assaggeranno insieme a Tinto le loro creazioni saranno: Francesca
Serafini, Vincenzo Filosa, Leonardo Patrignani, Valentina Ferrari, Andrea Pomella, Liana Orfei, Valentina Farinaccio, Giampaolo Simi, Cinzia Giorgio, Giacomo Bevilacqua.

Dieci puntate in cui i sapori si fondono alle parole, i profumi alle storie. Un percorso alla scoperta di un mondo, quello della pizza, sempre più in evoluzione, in costante equilibrio tra tradizione e spinta innovativa.

MICA PIZZA E FICHI è un programma prodotto per La7 da RG FACTORY.
Segui e commenta #mpef su IG @micapizzaefichi_it, FB @MICAPIZZAEFICHI.ITA
Sito web per rivedere le puntate.

Bacio al caffè di Melegatti: il dolce ideale per ogni festa impreziosito dal Caffè Borbone.

Protagonista di dipinti, sculture e innumerevoli scene d’amore al cinema, il bacio è da sempre la dimostrazione d’affetto più sincera e intensa. Che si tratti di amore passionale o filiale è il sigillo di ogni rapporto, la testimonianza di ogni storia, la prova più grande dell’animo umano. Come il significato greco della parola simbolo, symbolon, il bacio rievoca quelle due parti combinate, quell’anello ricomposto, quella tessera o tavoletta spezzata e poi ricombinata. Il bacio è il simbolo di due parti che si uniscono in nome dell’armonia, come nel caso del Bacio al Caffè in cui la tradizione dolciaria Melegatti si sposa con quella dell’espresso napoletano che Caffè Borbone conosce bene.

Il Bacio al Caffèè il nuovo dolce della Melegatti impreziosito con il Caffè Borbone, una bontà che regala un’esperienza gustativa unica e che gli italiani troveranno nei supermercati tutto l’anno, ideale come dessert e per le occasioni speciali come la festa dei papà, San Giuseppe e della mamma.

Il Bacio al Caffè è una torta dall’impasto soffice e digeribile grazie al noto lievito madre Melegatti, dal gusto armonico della crema a base di Miscela Nobile di Caffè Borbone nella farcia, oltre che da chunks di cioccolato fondente belga. La glassa di cioccolato bianco, ricoperta da croccanti minipraline di cereali ai “tre cioccolati”, fa poi da scrigno al delicato impasto lievitato naturalmente e contraddistinto dall’ottima alveolatura, frutto di un sapiente lavoro che ha alle spalle ben 127 anni di tradizione, quella che la Melegatti ha messo a disposizione degli italiani per addolcire tutti i momenti di festa. Se il distanziamento sociale ci limita nei baci e negli abbracci il Bacio al Caffè che fonde tradizione e innovazione saprà riscaldare il cuore di ognuno di noi.

Ufficio Stampa: Roberta Raja

« Al Civico 67 di Casoria troverete cordialità». Parola di Pietro Catalano, che con la sua fidanzata ha aperto ad ottobre 2019 il suo locale, il Civico 67, appunto: una sala che gestisce insieme a lei con amore e passione.

Pizze tradizionali o ricette originali?

Puntualmente ci chiediamo se sia meglio tornare alla tradizione e quindi riscoprire i sapori di sempre oppure invece dare un calcio al passato ed affrontare la modernità con gusti nuovi, ricercati, particolari, che non abbiamo mai provato prima. Quando lo chiedo a Pietro Catalano, del «Civico 67», di Casoria, lui mi risponde così:

«Io penso che le pizze siano sempre buonissime, proprio perché ognuno le sceglie in base ai suoi gusti e le assapora quindi per le specifiche qualità di ognuna, ma credo che la tradizione vinca sempre. Nonostante questo, noi abbiamo anche delle ricette nuove, tutte nostre». E in questo caso ciò a cui si riferisce sono alcune delle pizze particolari che il menù di questo posto offre.

Ovvero, per esempio, la pizza tarallo che prevede crema di patate, porchetta, provola e tarallo sugna e pepe, ma anche la pizza col pesto oppure la pizza finta fritta, detta così perché viene poi cotta al forno, con tanto di crosta al formaggio.

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I veri ingredienti

Non c’è piatto qui, che non sia accompagnato da simpatia, allegria, approccio diretto con il cliente, che spesso manca in tempi di pandemia, perché manca quella libertà di avvicinarsi e di organizzare serate a tema, feste, karaoke, come invece in questo locale accadeva frequentemente.

«Abbiamo sempre creato delle serate pensate per il divertimento e la compagnia, oltre alla buona tavola. E grazie al passaparola, agli assaggi, a chi consiglia e sceglie sempre noi, oltre che grazie ad una pubblicità sui social che man mano sta aumentando, siamo molto cresciuti anche da questo punto di vista. Ci manca questa spensieratezza, che mettevamo in ogni prodotto, in ogni occasione, in ogni portata e in ogni giornata al “Civico 67”».

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Perché venire al «Civico 67»

In primo luogo perché qui ci aspettano la cordialità, la gentilezza, ma anche l’accoglienza delle proposte dei clienti che possono aiutare a migliorarsi e a cambiare prospettiva e punto di vista, quando serve.

Poi per il giusto equilibrio tra i sapori del passato e le nuove tendenze, con uno sguardo al futuro. Ma anche per l’impasto, lievitazione di almeno 24h e farine Caputo, del tipo Saccorosso. Per i prodotti di alta qualità e la simpatia con cui vengono serviti, l’approccio con i clienti e la voglia di condividere. Infine, ma non da ultimo, perché nella speranza di poter ritornare presto, le serate “festaiole”, sono una garanzia del «Civico 67».

STELLATI PER LA DAD

UN’ INIZIATIVA DI SOLIDARIETÀ A FAVORE DEGLI

ISTITUTI ALBERGHIERI ITALIANI

 E IN SOCCORSO DELL’ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO (PCTO)
DAL 17 FEBBRAIO IN DIRETTA FACEBOOK

“E quindi uscimmo a riveder le stelle”, anzi gli stellati, gli chef ovviamente e tutti rigorosamente in DAD. Sono già oltre venti le scuole da tutta Italia che hanno aderito, il numero è destinato a salire vertiginosamente poiché il progetto Stellati per la DAD sta suscitando l’entusiasmo di numerosissimi  docenti e dirigenti coinvolti nel progetto. I giovani futuri chef, hanno bisogno di confrontarsi con il mondo del lavoro, ancor più in questo momento storico difficile.

Dal 17 febbraio prossimo, dieci chef stelle Michelin della Campania, vero orgoglio regionale, illumineranno la didattica a distanza degli studenti degli istituti alberghieri d’Italia con le videolezioni interattive completamente gratuite di STELLATI PER LA DAD. Sui social, nel più puro e genuino esercizio formativo dantesco: insegnare per il piacere stesso di farlo, un lavoro intellettuale al completo servizio della collettività e nel nome della solidarietà.

L’idea è semplice ed efficace: se la vecchia alternanza scuola-lavoro (definita dall’acronimo PCTO Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento) oggi è ferma causa covid-19, si può tornare a imparare ai fornelli attraverso le dirette Facebook. È questo, infatti, il servizio che la rinomata impresa campana Fratelli Casolaro Hotellerie S.p.A., con 150 anni di gloriosa storia alle spalle, intende offrire gratuitamente agli studenti da casa, quelli che un giorno vorranno formarsi e diventare chef o maestri pasticcieri. L’obiettivo è chiaro: fornire un’esperienza extrascolastica che contribuisca a svilupparne il senso di responsabilità, favorire una comunicazione intergenerazionale, gettando le basi per uno mutuo scambio e una crescita personale reciproca, nonché valorizzare le aspirazioni, gli interessi e gli stili di apprendimento.

Il salotto buono della gastronomia si trasferisce perciò in rete, sfruttando le sue enormi potenzialità, e si affida alle dirette Facebook per istruire, con lezioni di cucina ad hoc, i futuri professionisti dalle Alpi alla Sicilia. Che siano ragazzi degli alberghieri residenti in zone rosse, arancioni o gialle poco importa, perché in qui contano solo tre colori: il verde, il bianco e il rosso della cucina italiana, apprezzata ed amata in tutto il mondo col suo immenso patrimonio enogastronomico. 

Ad aprire il nuovo format STELLATI PER LA DAD ci sarà, il 17 febbraio alle 17:00 lo chef Paolo Gramaglia, del Ristorante President (Pompei NA), seguito il 24 febbraio dalla lady chef Marianna Vitale del ristorante Sud (Quarto Flegreo NA). A seguire, gli altri eccellenti colleghi: lo chef Lino Scarallo del rinomato Palazzo Petrucci (Napoli), lo chef Angelo Carannante del Ristorante Caracol (Bacoli NA); lo chef  Peppe Guida dell’Antica Osteria Nonna Rosa, Villa Rosa (Vico Equense NA), lo chef Domenico Iavarone del ristorante José di Tenuta Villa Guerra (Torre del Greco NA), lo chef Francesco Sodano del ristorante Il Faro di Capo d’Orso (Maiori NA), lo chef Gianluca D’Agostino del ristorante Veritas (Napoli), lo chef Peppe Aversa del ristorante Il Buco (Sorrento NA), lo chef Vincenzo Guarino

Appuntamento il mercoledì pomeriggio in diretta dalla pagina Facebook @casolarohotellerie dove questi speciali visiting professors terranno lezioni di alta cucina. 

Anche la cucina così diventa smart e la formazione è a solo un click dai millennial su smartphone, tablet, laptop e computer portatili: un’occasione più unica che rara per apprendere i segreti e le preparazioni dei piatti, e mettersi poi alla prova come mai prima d’ora. Forti dell’esperienza della prima quarantena, che ci ha visto alle prese con pizze, rustici, pane fatto in casa e dolci della domenica nei mesi di marzo e aprile 2020, e dopo i vari lockdown autunnali e natalizi il momento è ideale per lanciare questi appuntamenti enogastronomici sul social network nato, non a caso, 16 anni fa in un campus di formazione, quello di Harvard per la precisione. Se per il filosofo Kant la legge morale sottostava al cielo stellato che è sopra ognuno di noi, la chance di formazione professionale e di perfezionamento ai fornelli contempla un altro cielo di stelle, quello degli STELLATI PER LA DAD, vanto e vessillo della ristorazione italiana nel mondo. 

Segui la diretta Facebook su: @casolarohotellerie 
Per info e iscrizioni: infoeventi@casolaro.com; Tel.081.51.08.631 interno 4200

Ufficio stampa: Roberta Raja

Nasce il sodalizio tra Solania e l’Associazione Mani D’Oro

Sancita per il biennio 2021-2022 la partnership tra Solania s.r.l., azienda leader nel settore della produzione, trasformazione e commercializzazione del pomodoro San Marzano, e l’Associazione Mani D’oro che promuove corsi di formazione per aspiranti pizzaioli e fornai nonché corsi di approfondimento per maestri pizzaioli e titolari di attività già avviate che vogliono approfondire nuove tecniche di lavorazione degli impasti.

Per Giuseppe Napoletano, amministratore unico di Solania, “l’obiettivo del sodalizio è creare una vera sinergia tra la nostra azienda, da sempre al fianco dei protagonisti dell’arte bianca, e l’Associazione Mani D’Oro per offrire una formazione a 360° a tutti gli affiliati e ai futuri studenti della scuola con l’intendo di valorizzare un prodotto di punta che qualifica un territorio ed è identificativo di una tradizione secolare, il Pomodoro San Marzano, affinché si educhi ad un uso consapevole e sapiente della materia prima”.

Felice dell’accordo anche il presidente dell’Associazione, Attilio Albachiara: “L’Associazione Mani d’Oro si occupa di selezionare con estrema cura i prodotti da utilizzare per la realizzazione della pizza. Particolare attenzione è data alla scelta del pomodoro, ingrediente fondamentale: avere un partner come Solania leader nella produzione del pomodoro San Marzano D.O.P rappresenta un elemento qualificante della proposta che offriamo ai nostri pizzaioli associati e ai futuri pizzaioli della scuola che sceglieranno i nostri corsi di formazione. L’obiettivo, grazie alla nostra struttura di Striano (NA), è quello di insegnare non solo l’arte della pizza ma anche a trattare le materie prime, a conoscerle e a saperle usare con competenza.”.

Solania nasce nel 1993 grazie a Giuseppe Napoletano e vanta due stabilimenti nel cuore dell’Agro Sarnese Nocerino destinati alla lavorazione dell’oro rosso nonché un terzo dedicato alla lavorazione di prodotti agroalimentari sottolio, sott’aceto oltre che sughi pronti e pesti con il brand Itaorto.

L’Associazione Mani d’Oro fondata nel 2015 ad Acerra (NAPOLI) da Attilio Albachiara, nasce con l’intento di promuovere e tutelare in tutto il mondo la pizza napoletana S.T.G., difendendo le caratteristiche del prodotto dalla sua origine ad oggi. Conta ad oggi circa 140 associati in tutto il mondo. Nato sotto l’egida dell’associazione anche il Trofeo Pulcinella, una competizione internazionale affermatasi negli anni come un’importante vetrina per tutti i pizzaioli che hanno potuto, possono e potranno dimostrare le loro doti e il loro valore nella preparazione degli impasti e nella cottura della pizza.

                   
Per il Martedì Grasso, giorno di Carnevale, ricette di squisite pietanze italiane e straniere. In gara, concorrenti di ogni età e nazionalità, con le proprie ricette, alla conquista dei tanti premi in palio nelle tre sezioni, con una motivazione solidale dedicata ai bambini del Progetto AbitiAmo

Dalle varie regioni d’Italia e dalle altre nazioni, le più invitanti specialità: ecco come animare in allegria questo austero Carnevale.
Fra le tante  proposte golose, tutte da copiare e realizzare a casa propria, non resta che l’imbarazzo della scelta. Sono presentate nel Contest internazionale di #InsiemeperilTerritorio, rassegna itinerante di eventi d’eccellenza, firmata dalla giornalista enogastronomica Teresa Lucianelli, sempre prodiga di nuove idee dedicate alla solidarietà concreta e supportata dalla sua Squadra d’eccellenza, e dal blog ercolanese Vesuvio’s Shadow del foodblogger Mario D’Acunzo.
“I piatti del Carnevale: Chiacchiere, Sanguinaccio e.. a tavola tra stelle filanti e coriandoli”, è un’iniziativa attraverso cui gli organizzatori puntano a diffondere la migliore cultura eno-gastronomica del Carnevale, evidenziando le sue varie sfaccettature e le caratteristiche secondo le svariate provenienze, in modo da abbattere i confini e avvicinare i popoli attraverso la riscoperta di antichi sapori e la proposta di inedite sfumature di gusto.
Un Contest di alto livello qualitativo, che ha sicuramente tutti i presupposti per conquistare e coinvolgere attivamente il pubblico – com’è stato sempre negli anni per gli eventi di #InsiemeperilTerritorio –  per animare piacevolmente le monotone e grigie giornate in questo periodo vissuto in sicurezza e obbligatoriamente distanti l’uno dall’altro.
Il Contest propone tre differenti sezioni, con differenti formule di votazione.In primis, quella speciale benefica, denominata “Cuore d’Oro”: prevede una piccola donazione (minimo € 5: Postepay 5333 1711 1071 6343, c.f. FRNPLA73E61L845V – o bonifico: Paola Fiorentino IBAN: IT61D3608105138275713175781) da destinare al Carnevale dei bambini e dei ragazzi senzatetto, orfani e vittime di conflitti e gravi disagi, attraverso il “Progetto Abitiamo” di Padre Massimo Ghezzi, Parrocchia di San Gennaro al Vomero, Napoli, che opera sul territorio campano e nella missione in Albania.Vi sono poi le sezioni “Social” e “Critica” a iscrizione gratuita, con sponsor solidali. Anche queste con bei premi in palio.


Per partecipare al Cuore d’Oro, vanno pubblicate su Facebook le foto dei propri piatti o beverage (senza limiti di numero) che s’intende presentare, con descrizione/ricetta,  entro il 21 febbraio, ore 20: https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=739561686696932&id=186529142000192 .  Nella Sezione Social e Premio Critica, è invece consentita  esclusivamente una presentazione per concorrente, e solo di dolci carnascialeschi.  Le proposte ammesse, saranno votate dal pubblico su Facebook, attraverso i like, e valutate dagli esperti.In giuria, Teresa Lucianelli con: Valerio Giuseppe Mandile, chef d’eccellenza da location pluristellate e giornalista gastronomico; Raffaele Carlino, direttore editoriale di Campania Felix Tv; Marcello Affuso, direttore responsabile di Eroica Fenice; Ersilia Cacace, foodblogger “La boss delle pizze”; Rosalia Ciorciaro, nutrizionista e docente di Scienze dell’Alimentazione.
La Sezione solidale “Cuore D’Oro” ha il patrocinio di Chefmania, Castellammare di Stabia: al 1’, 2’ e 3’ classificato (like + voti giurati) Kit completo con prodotti tipici, toque e ricettario per preparare a casa squisitezze genuine e tipiche campane, da gran cuoco.Sezione Social: Cantine Mediterranee, di Vincenzo Napolitano, omaggerà chi avrà ricevuto più “like” con un box brindisi – due tipi di “Spuma” e calici – Gastronomia Arfè con le rinomate specialità artigianali d’eccellenza. Al 2’ e 3’ in graduatoria, confezioni di vini, sempre di Cantine Mediterranee, Napoli.Premi della Critica: i primi tre selezionati dalla Giuria, si aggiudicheranno le esclusive miniature dipinte della poliedrica artista Paola Fiorentino, nell’apprezzato filone “terapeutico” dell’ Arte emozionale”m.
La grande Squadra benefica di eccellenza di #InsiemeperilTerritorio  – tra i componenti titolari di strutture particolarmente  note e storiche della Campania – supporta con la consueta generosità ed efficienza la Mensa Solidale, in particolare per quello che riguarda i pasti caratteristici di questo periodo di Carnevale – chiacchiere, lasagna, sfizi, ecc – oltre alle provviste alimentari. Destinatari, gli indigenti nel Progetto Abitiamo, sostenuti dai volontari della  Parrocchia di San Gennaro al Vomero. Particolarmente impegnati in questa mission carnascialesca, da Ercolano: l’emergente Cornetteria Bambolino; da Portici, la consolidata Antica Panetteria; da Castellammare di Stabia, Francesco & Co, erede della tradizione di Ciccio di Pozzano; da Vico Equense, Cerasè Pizza Therapy; da Napoli colonne ultracentenarie nel campo della Ristorazione: Gastronomia Arfè 150 anni  e Mattozzi dal 1833, ancora, Donna Luisella, con Carla De Ciampis e Fulvio Mastroianni, Anna Pezone Nexyiu; da Casoria, Ileana Mandile Estetica e Benessere; da Nola, Sapori di Napoli; da Brusciano, Amor Mio; da Nocera Inferiore, Solania Srl; da Lauro, Caseificio Caracciolo; da Monticchio, Lago Grande; da Ripacandida, Agricola Donatello Chiarito.
“I piatti del Carnevale…” segue al contest internazionale “Il Panettone e gli altri piatti del Natale solidale”, che ha registrato un’ampia e altamente qualificata partecipazione in Italia e all’Estero, preceduto dall’iniziativa nazionale, pure di successo, “La Castagna”. Sono state entrambe promosse da #InsiemeperilTerritorio di Teresa Lucianelli, con la sua Squadra solidale d’eccellenza, e da Vesuvio’s Shadow di Mario D’Acunzo, con qualificate collaborazioni del Carnevale Princeps Irpino e di Villa Domi Ricevimenti, settecentesca struttura partenopea.

È attivo un punto raccolta a Villa Domi Ricevimenti, Salita Scudillo,19 – 80131 – Napoli. Tel. 081 5922233 -311 (h 9/14, lun/ven), per chi volesse donare abiti, scarpe,  provviste alimentari, generi necessari, ecc.. un aiuto per chi non ha nulla, perché  “Fare del bene, fa bene a tutti e riempie il cuore di gioia”.

Il Macellaio è il nome della braceria con cui Clemente e Salvatore nel 2015 hanno deciso di mettere letteralmente in tavola tutto il buono di una tradizione lunga quasi cento anni.

Quella del macellaio è una figura storica, che rivela l’identità di un mestiere assai antico; primitivo ma necessario. La carne è, infatti, uno degli alimenti più comuni e per niente fuori dall’ordinario. Partendo da questi presupposti, i fratelli Bifulco, Clemente e Salvatore, hanno voluto onorare l’attività di famiglia, quella portata avanti con orgoglio, costanza e dedizione per ben tre generazioni, attraverso l’inaugurazione di un luogo dove poter assaporare “i tagli di una carne che gli stessi preparano”.

Il Macellaio è il nome della braceria con cui Clemente e Salvatore nel 2015 hanno deciso di “mettere letteralmente in tavola tutto il buono di una tradizione lunga quasi cento anni”. Il concetto gastronomico elaborato dallo chef Paolo Cece, in esclusiva per Il Macellaio, combina la ricercatezza di sapori nuovi con la bontà genuina di una materia prima di qualità. L’evoluzione di una proposta culinaria alternativa incontra la semplicità di piatti rivisitati.


Il filetto di chianina, diventa una tartare condita con capperi di Salina e alga disidratata in scaglie, l’ingrediente che conferisce alla carne una sapidità inalterata. Le uova di pesce implementano, con la loro presenza, la pregiatezza di un taglio di per sé riconoscibile; bottoni di maionese di ostriche e lime rendono ogni boccone contrastante ma decisamente esplosivo; listarelle di limone candito rappresentano il tocco frizzante di questo antipasto e cialdine di riso bianco esibiscono con stile tutta la loro croccantezza.


Per la tagliata di Marchigiana, Paolo Cece propone una colardella di primo taglio cotta a bassa temperatura per valorizzare il gusto della carne che rimane, così, morbida e succulenta. Ogni fetta viene, prima, laccata con melassa di cipolle ramate di Montoro che trasuda evidentemente da ogni singola fibra; poi cosparsa con una fonduta di formaggio di fossa che dona intensità ad un abbinamento già deciso ed aromatico. In accompagnamento, un contorno classico, pungente e delicato allo stesso tempo, a base di broccolo napoletano spadellato e lamelle sottili di funghi champignon rigorosamente crudi.

Il bun de Il Macellaio è una vera delizia. La crosta del panino appare morbida e lucente; tutto merito del burro aromatizzato alla salvia con cui viene sapientemente spennellata. La farcitura stratificata ha il suo perché:  in testa un tenero filetto di maiale cotto per 40 minuti circa a 60°, insaporito semplicemente con fiocchi di sale marino Maldon, croccante e scioglievole; una marmellata di pomodorino del piennolo del Vesuvio  DOP che dà spessore al gusto netto della carne; il cuore d’oro della scarola riccia prima pepata e poi condita con alici di Cetara, olive di Gaeta denocciolate e capperi di Salina; alla base uno strato di ricotta di pecora fresca e in purezza amalgama, ad ogni morso, tutti gli altri ingredienti.


Nei piatti proposti da Paolo Cece i sapori freschi del mare si fondono perfettamente con quelli forti della terra; il contrasto è evidente ma è fortemente voluto. Ogni abbinamento gastronomico è pensato per fare apprezzare la carne in tutte le sue sfumature, di sapori e anche di profumi, esaltandone, quindi, il gusto autentico. Non mancano le tecniche di cottura, quelle che vengono sperimentate di volta in volta e adattate ad ogni singolo pezzo di carne, contribuendo in tal modo a non intaccare le sostanze nutritive né ad alterare le proprietà organolettiche di un cibo tanto versatile quanto godurioso.

Ci è voluta tanta esperienza, ma anche tanto coraggio per aprire un nuovo locale. Sì, perché tutto parte da un sogno personale, diventato finalmente realtà, ma quello che più colpisce è che Daniel Giò ha scelto di aprire «Napule sta ccà» proprio in piena pandemia. Andiamo a scoprirlo!

Nonostante una pandemia

«Nonostante una pandemia» è proprio l’espressione giusta per cominciare a parlare di «Napule sta ccà», pizzeria e friggitoria aperta da Daniel Giò il 15 luglio del 2020, proprio quando eravamo ancora in piena emergenza da Coronavirus, anche se l’estate ci aveva ridato qualche speranza.

«Ma dove ha trovato tutta questa forza?» chiedo, sinceramente incuriosita da quanto mi è stato appena detto durante la mia intervista telefonica. La risposta mi fa capire che la paura c’è stata sicuramente e che non è stata affatto una passeggiata, soprattutto quando per timore il locale è stato chiuso per due mesi, nonostante ci fosse la possibilità di riaprire al pubblico. «Quello che cambia è soprattutto il rapporto con la gente, perché non si può stare a contatto e non si possono avere tanti clienti insieme. Poi bisogna seguire tutte le norme, prendere i dati di chi si siede al tavolo. Molti non sono disposti a star dietro a tutto questo e allora preferiscono non venire», aggiunge Daniel.

Tradizione vs originalità

Mangiare la pizza è spesso un ritorno ai vecchi tempi, agli antichi sapori e alle ricette di cui una volta si aveva tanta cura e attenzione. Insomma, la tradizione a quanto pare in questa pizzeria vince sull’originalità e sulla novità, grazie ad un impasto che ha bisogno di lievitare 24 ore, senza frigo ed è proprio per questo che il risultato è sempre soffice e leggero.

«Ogni mestiere nasce sempre da una vocazione personale», mi dice Daniel, che ha ereditato fin da piccolo la passione per la preparazione della pizza, che ha poi consolidato anche grazie all’esperienza da Milano a Torino, fino a Londra e all’America. E anche qui la tradizione vince perché viene da lontano e continua ancora oggi, anche perché la pizza classica, come la Margherita, è quella che non si può non assaggiare e non si può non esportare in tutto il mondo. «Tra l’altro le pizze più semplici sono ancora le più richieste e quelle più difficili da preparare per bene».

Dall’ispirazione al sogno personale

Per realizzare i sogni, si sa, ci vuole pazienza, ma anche tanta buona volontà e poi le soddisfazioni arrivano e ce lo dimostra proprio «Napule sta ccà», aperta durante una pandemia, ma già molto gradita ai palati dei suoi clienti. Daniel Giò mi racconta di aver preso ispirazione e fatto scuola presso Teresa Iorio, con cui ha cominciato, per poi arrivare a diventare un pizzaiolo in grado di affrontare il salto nel buio dell’apertura di un proprio locale, per giunta durante un periodo molto difficile per tutti e per i ristoratori in particolare.

Oggi il mezzo grazie al quale le pizze di Daniel si diffondono e sono apprezzate è ancora e soprattutto il passaparola, perché è certamente più diretto, ma non ci si tira indietro dallo strizzare l’occhio anche ai social, che sono un’importante pubblicità e servono a farsi conoscere. D’altra parte, se l’esperimento è riuscito durante il momento più buio degli ultimi tempi, non si può che migliorare!


BORBONCIOK, IL CIOCCOLATINO FONDENTE RIPIENO AL CAFFÈ
IL BINOMIO DAL GUSTO VINCENTE

Cioccolato e caffè sono sempre andati d’accordo nel corso dei secoli, fin dalla scoperta dell’America e dalla loro importazione in Europa. Una chicca di cioccolata calda, in altre parole una tazza, era offerta ai giovani nobili del ‘600 per segnare il loro ingresso nell’età adulta, come ricordava Manzoni nei “Promessi Sposi”, e il caffè era la bevanda per eccellenza degli intellettuali nei circoli letterari, e dei filosofi illuministi nei salotti elitari. L’ultima creazione dell’azienda napoletana Caffè Borbone celebra proprio questo binomio vincente: BorbonCiok è infatti la giusta combinazione tra la qualità dell’espresso napoletano e la forza del cioccolato, quello finissimo, fondente al 75%, combinate in un cioccolatino ripieno sorprendente.


Un prodotto che pone l’accento sulla straordinaria versatilità del caffè, capace di esprimersi al meglio anche con un prodotto così simile com’è il cioccolato, non solo dal punto di vista organolettico, ma anche per le straordinarie capacità benefiche e antiossidanti.

Il food pairing, infatti, ci insegna che ingredienti e materie prime simili tendano a essere ridondanti, mentre prodotti diversi si sposano nel segno di una straordinaria armonia. L’abbinamento del cioccolato col caffè è invece l’eccezione che conferma la regola: pur avendo entrambi caratteristiche molto simili, come la tendenza all’amaro e la tipica tostatura, essi si uniscono in un’alchimia unica di sapore, in grado di stregare ogni palato.

Non a caso, il quadratino di cioccolato fondente servito dopo una buona tazza di caffè fumante è considerato un vero e proprio vezzo, una piccola attenzione raffinata e ricercata in grado di sorprendere sempre il consumatore.

Per una combinazione di cioccolato e caffè davvero appagante ed equilibrata Caffè Borbone ha scelto una miscela con basso grado di tostatura, in modo tale da non coprire troppo le note aromatiche del cioccolato. Inoltre, la scelta di un caffè delicato e speziato si abbina perfettamente al cioccolato fondente al 70%, decisamente persistente.
BorbonCiok debutterà prima in Campania per poi raggiungere aree ben più ampie del Belpaese: questa è la strategia che Caffè Borbone ha ideato per il lancio di questa novità assoluta. Un’operazione che contempla la qualità e l’armonia, mix perfetto per anelare sempre a una magica emozione.

Ufficio stampa: Caffè Borbone

Charity Collection, #InsiemeperilTerritorio e Vesuvio’s Shadow per i bimbi “invisibili”

Prosegue a Villa Domi, fino al domenica, la raccolta di generi di prima necessità per i bambini e i ragazzi assistiti nel Progetto Abitiamo. È promossa da #InsiemeperilTerritorio, rassegna itinerante firmata dalla giornalista enogastronomica Teresa Lucianelli, e dal blog Vesuvio’s Shadow, del foodblogger Mario D’Acunzo, con la collaborazione della storica struttura settecentesca del patron Domenico Contessa .

Giusto un paio di giorni alla chiusura della raccolta organizzata in sostegno dei bambini e ragazzi del Progetto Abitiamo, promossa da #InsiemeperilTerritorio e Vesuvio’s Shadow. Ultime  possibilità, dunque, per consegnare le donazioni (abiti, scarpe, giocattoli, conserve alimentari). Vanno inviare i ci segnate direttamente, entro domenica 31 gennaio, a Villa Domi, Salita Scudillo 19, 80131, Napoli (081 5922233 – 0815922311, ore 9/13, lun/ven).


Nel frattempo, si susseguono le critiche positive per il Charity Contest Internazionale, appena concluso, “Il Panettone e gli altri piatti del Natale solidale”, al quale è connessa la raccolta benefica che volge al termine.Sono stati entrambi ideati a favore dei piccoli orfani, senzatetto, vittime di gravi problematiche della Campania e dei bimbi della missione in Albania, scampati agli orrori dei conflitti, seguiti da Padre Massimo Ghezzi a guida dell’attivissima Parrocchia di San Gennaro al Vomero.

Consensi all’Estero e soprattutto nel Regno britannico, per la riuscita iniziativa benefica organizzata da #InsiemeperilTerritorio, nota rassegna di eventi d’eccellenza fondata e promossa dalla giornalista enogastronomica napoletana Teresa Lucianelli con la sua grande Squadra benefica di chef, produttori, artisti, professionisti nei campi della Salute e dell’Informazione, unitamente a blog ercolanese Vesuvio’s Shadow, specializzato nel buon mangiare e nel buon bere, del foodblogger Mario D’Acunzo, con la preziosa collaborazione della storica Villa Domi Ricevimenti, del patron Domenico Contessa. 

Donati in più occasioni, tra cui quella natalizia  quella dell’Epifania, abiti, calze della Befana, giocattoli per i piccoli, e specialità alimentari destinate ai pasti festivi garantiti agli indigenti dalla Mensa solidale della Parrocchia di via Bernini. Fondamentale sostegno di: Arfè Gastronomia; Mattozzi dal 1833 e Donna Luisella con Carla De Ciampis, Fulvio Mastroianni, Pasquale Sannino, tutti da Napoli. Francesco & Co da Castellammare di Stabia. Raffaele Caldarelli Pasticciere e Micolorodiblu, da Nola. Paola Fiorentino Arti, da Positano. Solania srl da Nocera Inferiore. Lago Grande, da Monticchio. Amor Mio, da Brusciano.


Gli esperti giurati hanno esaminato con attenzione le proposte ammesse alla sfida culinaria, provenienti da varie Nazioni, e hanno espresso il proprio voto; mentre il pubblico Facebook si è pronunciato attraverso i like.In Giuria: Valerio Giuseppe Mandile, chef d’eccellenza da location pluristellate e giornalista gastronomico; Marcello Affuso, direttore di Eroica Fenice; Ersilia Cacace, foodblogger; “La Boss delle Pizze”; Rosalia Ciorciaro, nutrizionista, idrologa e docente di Scienze Alimentari; Clara Gallerani, naturopata, oltre all’artista Paola Fiorentino e agli organizzatori Teresa Lucianelli e Mario D’Acunzo.


La mission costituita dalla raccolta benefica, la mission di supporto alla Mensa solidale e il Charity Contest Internazionale, hanno degnamente sostituito la consueta manifestazione speciale natalizia che ogni anno viene promossa da #InsiemeperilTerritorio, rassegna itinerante di eventi d’eccellenza, ideata e guidata dalla giornalista enogastronomica Teresa Lucianelli,  con la sua Squadra di eccellenza che porta lo stesso nome della rassegna (#InsiemeperilTerritorio). A causa dei divieti anticovid, l’evento del Natale non ha potuto infatti essere realizzato,  Riuscita la partnership con l’ascendente blog specializzato Vesuvio’s Shadow, già felicemente collaudata nel Contest precedente “La Castagna”.


Ricordiamo vincitori e classificati nelle migliori postazioni. Per la Sezione solidale “CUORE D’ORO”, vince da Londra, Vincenzo Napoletano, manager italobritannico del UK House of Commons, Ristorante Eventi Parlamento del Regno Unito, coi suoi involtini natalizi ungheresi London style, con un tocco di Napoletanità (734 voti). A lui, il titolo e l’ambito premio Premio Gastronomia Arfè, messo in palio dall’antica azienda partenopea: 150 anni di storia, all’insegna dell’alta qualità.Quindi, gli chef Vincenzo Toppi (582, Tortino di patate e porcini), Silvana Felicetta Colucci (541, Ravioli rossi lucani) e Rosanna Fienga. Ancora: Paolo Panigoni, Giulia Defalco, Cinzia Carcia, Serena Pane, Anna Marino, Maria Nocerino.Per la sezione “SOCIAL”, massime preferenze ad Aurora D’Auria di Maiori (440 voti, Panettone classico), Paolo Iovieno (231, Panettone Ruby), Mirko Fagiolo (179, Pan alle tre cioccolate).“PREMI CRITICA”: Rosario Saraceno (649,  Panettone alla Barbabietola), Cucina di Cappa (590, Casetta di Pan di Zenzero), Mario Cipolletta (580, Pandorello salato).Suggestivi dipinti della Costiera amalfitana, della poliedrica artista Paola Fiorentino: questi i Premi per i vincitori. Per gli altri classificati, Premi Cantine Mediterranee di Vincenzo Napolitano, vini selezionati, Napoli.Fuori concorso, MENZIONE SPECIALE a Giovanna D’Amodio (torta floreale), Premio Emanuele De Cicco Hair Style.MENZIONI DELLA GIURIA: Donatello Chiarito, Faby Scarica, Domenico Fioretti, Gessica Bears, Hilde Esposito, Giovanna Buono, Pamela Cillis, Emanuele Mastruzzo, Paola Oroni, Alberto Parascandolo, Alessandra Profenna.NOTE DI MERITO: Chiara Zoratti, Denise Adorante, Selenia Amato, Anna Ardito, Dario Balestrieri, Piera Castaldo, Rosmary Cosenza, Antonio Cuoco, Alma Balla Delia, Valentina De Palma, Teresa Di Falco, Michela Festa, Neala Fracassa, Tiziana Mazzotta, Paolo Poma, Antonio Scamardella, Alessia Sbri, Anna Vitiello.

A Cimitile, a pochi passi dal centro storico, a ridosso del celebre complesso delle Basiliche Paleocristiane, lungo l’arteria principale del paese, al civico 5, Giuseppe Cece, giovane pizzaiolo campano, esce allo scoperto con coraggio e un’ambizione davvero ammirevole. Dopo aver fatto tesoro di tutti i segreti per preparare un buon impasto ma, soprattutto, dopo aver appreso le migliori tecniche e il metodo per realizzare un’ottima pizza, Giuseppe Cece decide di aprire le porte della sua pizzeria e promuovere, così, il suo personale modo di intendere l’arte bianca. Dall’incontro con una materia prima di elevata qualità, la farina “Anima di Grano” proveniente dal Molino Piantoni, nasce la pizzeria di Giuseppe Cece e anche la sua pizza speciale; entrambe portano lo stesso nome che, non a caso, è anche quello del prodotto che ha rappresentato la prima fonte di ispirazione per un nuovo progetto di vita.

La proposta culinaria di Giuseppe Cece spazia tra gustose pizze tradizionali, quelle classiche napoletane, e pizze gourmet dal sapore ricercato grazie ad un accostamento di ingredienti originale e non scontato.

La bontà della pizza firmata da Giuseppe Cece deriva innanzitutto da una farina tipo 0 con germe vitale di grano tenero, che dona all’impasto elasticità al momento della stesura e fragranza subito dopo la cottura nel forno. Il tempo di lievitazione è medio- lungo, compreso tra le 24 e le 48 ore circa; il topping è davvero perfetto. Il cornicione è ben alveolato, leggerissimo, sfogliato e soprattutto digeribile. Ad ogni morso si sente tutto lo spessore dell’impasto, sottile e delicato, ma cotto al punto giusto e in modo assolutamente uniforme grazie all’innovazione sostenibile ed ecocompatibile di un forno a metano, altamente professionale.

Anima di grano è la prima delle pizze speciali. Fiordilatte di Agerola, fresco e autentico, il capocollo di Martina Franca, la cui sapidità si combina perfettamente con la dolcezza del pomodoro secco di pomodorino del Piennolo del Vesuvio D.O.P., fondendosi con il sapore burroso e scioglievole del provolone del Monaco D.O.P. Non può mancare il tocco finale, il tarallo napoletano letteralmente sbriciolato e scomposto nei suoi ingredienti principali, valorizzati da un filo di olio extra vergine di oliva estratto a freddo e dal profumo inimitabile delle foglie di basilico aggiunte a crudo.

La Scarpariello rievoca tutti i sapori della tradizione e della cultura culinaria made in Naples. Uno strato di salsa di pomodorino del Piennolo del Vesuvio D.O.P. viene steso sul disco di pasta; olive nere caiazzane “presidio slow food”, capperi, pecorino tagliato a listarelle, basilico e olio evo condiscono in modo eccellente questa pizza dal gusto decisamente equilibrato.
Prodotti locali, stagionali e di origine italiana sono gli ingredienti su cui ogni giorno ricade la scelta di Giuseppe Cece, quelli che seleziona scrupolosamente per difendere la territorialità e sostenere la tipicità di una qualità nostrana senza eguali.

IL CORSO DI WINE BUSINESS RIPARTE CON LA WINE BUSINESS BOX

PER CRESCERE PROFESSIONALMENTE ANCHE CON GLI SMART TASTING

Nuova edizione in modalità online rivolta a laureati e diplomati che vogliono diventare manager nel mondo del vino

Una Nona Edizione ricca di novità quella del Corso di Perfezionamento Universitario e Aggiornamento Culturale in “ Wine Business ”, tenuto anche quest’anno dal Dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche dell’Università degli Studi di Salerno a partire dal prossimo 26 febbraio (iscrizioni entro il 31 gennaio 2021), in collaborazione istituzionale con l’Assessorato all’Agricoltura della Regione Campania.

La pandemia e le restrizioni alla didattica che ne sono conseguite non hanno impedito al piano formativo di prendere forma e di riproporsi in chiave “smart” con una soluzione completamente nuova: la Wine Business Box, la “scatola del vino”che sarà recapita agli allievi per degustare da casa i campioni oggetto di studio.

Abbiamo ancora impresse nella mente le immagini delle dirette sui social e delle video-chat in cui si facevano aperitivi da casa durante la prima quarantenae destò una certa curiosità vedere Meryl Streep impegnata con Christine Baranski e Audra McDonald in un brindisi a distanza durante il confinamento che ha costretto anche i divi di Hollywood a casa. Se in tanti si sono allenati ai fornelli e hanno scoperto talenti culinari in questi mesi di isolamento, nulla impedisce a chi abbia interesse e passione per il mondo del vino di perfezionare le proprie competenze professionali anche grazie alla Wine Business Box che farebbe invidia anche al dio Bacco.

La Nona Edizione del Corso propone quindi una formula originale, con le lezioni in modalità digitale e con gli “smart tasting”, sempre con la direzione scientifica del Prof. Giuseppe Festa. Un’iniziativa formativa sempre più autorevole e innovativa per i destinatari del corso, ossia operatori professionali del comparto, docenti presso le Scuole Secondarie Superiori intenzionati ad approfondire le materie economico-aziendali nel mondo del vino e per chiunque sia attratto dall’idea di lavorare a progetti di gestione dell’impresa vitivinicola e più ampiamente wine-based.

Cento ore di lezione tra streaming online e studio off-line, con docenti universitari, rappresentanti delle istituzioni e imprenditori/manager/professionisti del comparto vitivinicolo regionale, nazionale e internazionale; due incontri settimanali a distanza; aula virtuale sulla piattaformaMicrosoft Teams (con base all’Università degli Studi di Salerno); un laboratorio di degustazione (con base a Milano e in giro per l’Italia) in collaborazione con Divinea.Com, leader in Italia per l’organizzazione degli “smart tasting”, con la partecipazione di aziende vitivinicole da tutta Italia e con la collaborazione istituzionale di tutti i Consorzi di Tutela della Campania; 50 ore di didattica con focus sull’enoturismo e altre 50 centrate sull’internazionalizzazione; 20 case study delle aziende vitivinicole collegate online e attestato finale dell’Università degli Studi di Salerno per laureati (titolo di Corso di Perfezionamento Universitario) e per diplomati (titolo di Corso di Aggiornamento Culturale).

Il Corso sarà svolto in collaborazione con numerosi e importanti partner, tra i quali, a solo titolo di esempio, Associazione Nazionale “Città del Vino”Associazione Nazionale “Donne del Vino”IASA – International Academy of Sensory AnalysisSEF – Sviluppo Efficienza Finanza (agenzia d’internazionalizzazione),Osservatorio dell’Appennino Meridionale (Consorzio tra Regione Campania e Università degli Studi di Salerno) e numerosi altri enti istituzionali del mondo del vino a livello nazionale e internazionale, tra cui l’EuroMedResearch Business Institute con il “Wine Business ResearchInterest Committee” (coordinato dal Prof. Giuseppe Festa).

Scadenza iscrizioni: 31.01.2021. Info: www.corsowinebusiness.it oppure winebusiness@unisa.it.

Ufficio stampa: Roberta Raja

Contatto con il pubblico, amore e passione: questi gli ingredienti principali per un impasto perfetto, secondo Gianluigi Porzio, che insieme al fratello Errico è titolare della pizzeria che porta il loro cognome: la pizzeria Porzio, appunto.

Porzio: due fratelli e l’amore per la pizza

Possiamo dirlo a gran voce: chi è nato a Napoli non può non amare la pizza, non essere affascinato non soltanto dal gusto, ma anche dalla preparazione, dall’odore e da tutto ciò che porta con sé il piacere di gustare una buona pizza, da soli o in compagnia. Ma non solo a Napoli, città regina per eccellenza di questo alimento, si conosce e si ama mangiare questo piatto così semplice eppure così gustoso. È ciò che pensa anche Gianluigi Porzio, che ho il piacere di intervistare proprio su questo meraviglioso e “appetitoso” argomento. «Se abbiamo voluto la globalizzazione a livello europeo e mondiale della pizza, se l’abbiamo resa addirittura patrimonio dell’Unesco, non possiamo pretendere di essere i pizzaioli con l’impasto migliore. Non mi sento di giudicare i miei colleghi: ognuno ha il suo metodo, il suo ingrediente segreto. Facciamo tutti una vita sacrificata, ma piena di passione. Sta al cliente scegliere l’impasto perfetto per lui!», mi dice al telefono.

Pizzeria Porzio – la storia

Oggi ha sedi a Napoli ed anche in altre zone della Campania (ad esempio ad Aversa o a Salerno), ma quando è nata, circa vent’anni fa, non era così. Da un piccolissimo locale, dove lo spazio era pochissimo, con tanto lavoro e tanta dedizione, sono arrivate sia le grandi sale pronte ad accogliere tanti clienti, sia il servizio d’asporto. La situazione di emergenza Covid in cui tutt’ora ci troviamo ha colpito duramente tutto il settore della ristorazione e il peso più grande è stato il non poter avere quel rapporto coi clienti che qui è tanto importante. La cura per i dettagli è infatti fondamentale e in prima fila c’è il poter avere un contatto con chi si siede a tavola pronto a gustare con piacere piatti semplici, ma che sprigionano sensazioni uniche per il palato.

L’ingrediente segreto

«Se è segreto non posso rispondere a questa domanda!» è la giusta osservazione del signor Gianluigi alla mia richiesta di un ingrediente segreto o particolare, ma durante la chiacchierata capisco che il primo punto della ricetta, qualsiasi essa sia, è sempre l’amore per il proprio lavoro e per la cucina.

È la grande passione con cui si svolge il proprio mestiere. In maniera più concreta possiamo aggiungere anche la scelta di vari fornitori selezionati, che garantiscono il prodotto di qualità come una volta si poneva attenzione ad ogni alimento durante la spesa, poi una miscela di farine in varie percentuali che non aggredisce lo stomaco e gusti delicati anche per l’olio o il pomodoro, che si traducono in sapori dietro i quali c’è un vero e proprio studio attento.

Passaparola o social?

Non è sempre facile lavorare con i social. Il signor Porzio mi parla infatti dell’arma a doppio taglio che secondo lui rappresentano. Mi dice che è suo fratello Errico ad occuparsi principalmente della pubblicità e che invece lui crede molto nel passaparola. Infatti ha sempre lavorato tanto grazie alle voci positive diffuse sul suo locale e sui suoi piatti. «I social possono essere molto utili per aiutare la comunicazione, ma anche negativi se per non aver incontrato anche un solo gusto, si produce una nomea sbagliata».

A questo punto, un’ultima curiosità non posso non chiederla: «Qual è la pizza che non possiamo perdere da voi?», a questa domanda mi viene detto che dipende dalle preferenze del singolo: dalla classica margherita per chi resta sulla tradizione, alla pizza poker, 4 gusti diversi per chi ama sperimentare. Quali? Non resta che sedersi ad un tavolo della pizzeria Porzio per scoprirlo personalmente!

Cocktail in una coppa di cioccolato e Panettone gastronomico e low Carb sono alcune delle proposte che il Ruah ha riservato per le festività natalizie.

La sfida continua per il team Langellotti – Gallucci; anche il panettone è Low Carb, cioè a bassissimo contenuto di carboidrati perché realizzato con una farina caratterizzata dalla presenza di un amido resistente che modula positivamente l’assorbimento dei carboidrati.

Lievito madre, uova biologiche da allevamento a terra e burro fresco d’alpeggio sono gli ingredienti che fanno la differenza in una lavorazione che è ovviamente artigianale. Il panettone made in Ruah può essere consumato anche dai diabetici, perché viene preparato con un sano sostituto dello zucchero, l’eritritolo, un dolcificante, naturalmente presente nella frutta e nei cibi fermentati, con pochissime calorie.  

Il mood natalizio che anima la cucina dello chef patissier Gennaro Langellotti si ispira ad una “fusion di tecniche, di concetti e non tanto di materie prime”. Questo lo sa bene anche Mario Donald, il bartender esperto del Ruah, che per questo Natale 2020 ha pensato di combinare il tradizionale gusto del cioccolato con l’innovativo cocktail da asporto.

Una sfera di dolcissimo cioccolato bianco di una qualità superiore perché biologico e anche aromatizzato alla vaniglia diventa la coppa da cui sorseggiare una bevanda a base di pera acidificata, distillato di caffè e marmellata di amarene al pisto.

Il pregiato cioccolato fondente assume, invece, la forma conica di un abete stilizzato e si trasforma nel boccale da cui degustare una Doppelbock con un particolare retrogusto di liquirizia, mescolata con succo d’arancia, vellutata di cocco e rhum bianco infuso al pandoro; la classicità del cioccolato al latte si combina, infine, con le forme di un tronco che contiene al suo interno una miscela storica composta da bitter, vermut rosso e foam di crema inglese.

A casa Ruah le proposte natalizie sono anche salate, ebbene sì, il panettone è anche gastronomico. Quarto classificato al concorso di portata nazionale “Una Mole di Panettoni” anno 2019, nonché tra i primi lievitati campani premiati, è il Pantarallo di Gennaro Langellotti. Per la farcitura vengono utilizzate le pappaccelle dolci prodotte nella zona di Brusciano e le cipolline coltivate nelle campagne limitrofe. Per la decorazione viene ricreata la “griglia” tipica della pastiera napoletana ma questa volta per realizzarla si utilizza l’impasto del noto tarallo partenopeo, fragrante e profumato.

La sfida del Ruah non è solo culinaria ma soprattutto di natura etica e con un obiettivo sociale ben preciso: sostenere e supportare gli anziani della società, che rappresentano la parte probabilmente più debole e più sola di ogni comunità. Lo strumento a cui il team Langellotti – Gallucci ricorre per dimostrare “gratuitamente” la propria vicinanza a queste persone è semplicemente un menù, molto speciale però perché è della cena dell’ultimo giorno dell’anno e una settimana fa anche del pranzo di Natale. Un’iniziativa questa, di cui il Ruah si fa promotore, con impegno e sano orgoglio, perché in ballo c’è un causa benefica, una di quelle che fanno bene al cuore di tutti.

Martedì 15 dicembre presso la Camera di Commercio di Napoli in Via S. Aspreno, 2 si è tenuta la premiazione dei vincitori di Napoli Coffee Challenge , il progetto ideato da Mauro Illiano, founder di Napoli Coffee Experience e Renato Rocco, direttore de La Buona Tavola Magazine per valorizzare una delle eccellenze di Napoli: il caffè.

L’iniziativa Napoli Coffee Challenge ha ricevuto il patrocinio da Comune di Napoli, Camera di Commercio di Napoli, AICAST, FIPE-Confommercio e Confesercenti che hanno accolto con favore l’idea alla base del progetto: eleggere il migliore caffè di Napoli attraverso una scheda di degustazione appositamente creata studio e utilizzata per la valutazione dai degustatori professionisti Renato Rocco, Mauro Illiano e Mariafrancesca Natale e dai giudici ospiti Paola Campana, Alessio Guido, Andrea Cremona e Fosca Tortorelli.

La cerimonia di premiazione è stata presentata dal padrone di casa Ciro Fiola che ha portato il saluto dell’Ente Camerale sottolineando l’importanza della formazione nel campo per la figura professionale del barista. A consegnare pergamene e targhe ai vincitori delle varie Municipalità e del podio la Consigliera con delega all’Autonomia per la Città e promotrice di Scegli Napoli, Flavia Sorrentino e l’Assessore al commercio del Comune di Napoli, Rosaria Galiero.

Soddisfatti per la riuscita della prima edizione della Napoli Coffe Challenge anche gli ideatori Renato Rocco e Mauro Illiano che hanno già dato appuntamento per la seconda edizione, che si terrà l’anno prossimo, e che coinvolgerà questa volta bar e caffetteria dell’intera provincia di Napoli.

PODIO

1° classificato: Bar Mexico (Piazza Dante) – caffè Passalacqua

2° classificato: U Bar (Colli Aminei) – caffè Verré

3° classificato: Chalet Ciro 1952 (Stazione Centrale) – caffè Toraldo

PREMI SPECIALI

Miglior Servizio: Ke Kafé (Galleria Umberto I) – caffè Kremoso

Location più bella: Gran Caffè la Caffettiera (Piazza dei Martiri) – caffè Kimbo

CLASSIFICA DELLE MUNICIPALITÀ

Prima Municipalità: Gran Caffè La Caffettiera (Piazza dei Martiri)– caffè Kimbo

Seconda Municipalità: Bar Mexico (Piazza Dante) – caffè Passalacqua

Terza Municipalità: U Bar (Colli Aminei) – caffè Verré

Quarta Municipalità: Chalet Ciro 1952 (Stazione Centrale) – caffè Toraldo

Quinta Municipalità: Mexico Gran Caffè degli artisti (Via San Gennaro ad Antignano)– caffè Passalacqua

Sesta Municipalità: Bar Civico 910 (Via Argine) – caffè Lavazza

Settima Municipalità EX AEQUO: Gran Caffè Secondigliano (Via F.lli Rosselli)– Caffè Vergnano; Piccolo Chalet (Corso Secondigliano)– caffè Toraldo

Ottava Municipalità: Officina del Caffè (Via Santa Maria a Cubito) – caffè Kenon

Nona Municipalità: Caffè Liano (Via Cornelia dei Gracchi) – caffè Illy

Decima Municipalità: Bar San Domingo (Viale Campi Flregrei) – caffè Alcima

L’associazione AVPN in collaborazione con l’Università di Kyoto in Giappone ha dato vita a una serie di webinar incentrati, oltre che su come fare la pizza, anche sulla conoscenza e valorizzazione del pomodoro San Marzano.

Quasi 14 mila chilometri separano Napoli da Kyoto. Eppure, le due città non sono mai state così vicine, almeno in termini di condivisione, intesa nel suo significato originario latino come “partecipare insieme” a qualcosa. Nel nostro caso, a un progetto.

E se la pizza rappresenta un linguaggio universale che unisce anche l’oriente con l’occidente, chi se ne fa portavoce nel mondo è, senza dubbio, l’Associazione Verace Pizza Napoletana che con i nipponici ha instaurato ormai da alcuni anni un sodalizio tanto gastronomico quanto culturale.

Il carattere sempre più internazionale è sfumatura nota dell’anima dell’AVPN che da anni consolida la sua presenza nel mondo coinvolgendo un numero in costante aumento di affiliati e soprattutto di nuove scuole dedicate all’antica arte del pizzaiolo napoletano.

Proprio in Giappone, precisamente a Kyoto, lo scorso anno è stato siglato il protocollo d’intesa con la Ritsumeikan University, uno dei più importanti e prestigiosi atenei giapponesi nonché fervido istituto di cultura. Dal 2019, dunque, l’università ospita all’interno della facoltà di Food Management il corso per pizzaioli veraci.

Ma, il rapporto d’oltralpe non si è esaurito nella cenere della legna bruciata dal forno con cui l’AVPN ha omaggiato l’università. Anzi, lo scorso anno la scintilla aveva acceso nella mente del signor Masayoshi Ishida, professore dell’università di Ritsumeikan, una brillante idea, anche se nel 2019 non lo sapeva ancora.

Avpn e Giappone: il progetto GastroEDU

Il 2020 è stato l’anno del cambiamento che ha investito globalmente coscienze, collettività, istituzioni e ha costretto anche il mondo scolastico a modularsi su nuove abitudini ed esigenze. E se di scuola parliamo, anche l’università di Kyoto ha dovuto fare i conti con un insegnamento nuovo. In questo contesto è nato il progetto giapponese “GastroEdu” che come obiettivo aveva il costruire “una didattica del futuro per affrontare in modo innovativo il difficile periodo del Covid” ci ha rivelato uno degli ideatori del progetto, il professore Masayoshi Ishida che, forte della collaborazione della napoletana AVPN e di un gruppo di circa 50 persone tra ricercatori, informatici ed esperti di comunicazione, è sceso in campo, ma non in un campo qualsiasi, in uno di pomodoro San Marzano. Naturalmente se dici pizza dici pomodoro e così “è nato il progetto di corsi online, rivolto a ragazzi sia giapponesi che italiani, per promuovere la conoscenza di un ingrediente principe della tradizione italiana che ha riscosso notevole successo grazie alla presenza di maestri pizzaioli napoletani” – messi a disposizione dall’AVPN – “che in un ciclo di vari webinar hanno insegnato anche come si fa una verace pizza napoletana” ha spiegato Stefano Auricchio direttore generale di AVPN.

L’idea, inoltre, era quella di mostrare ai ragazzi tutto il ciclo di commercializzazione di pomodoro San Marzano dal campo fino alla tavola” ci ha rivelato il professore “e in questo ci ha aiutato l’azienda Solania, leader del settore in Italia e all’estero, che ha reso possibile una lezione online, precisamente una tre giorni di video-conferenza, direttamente dai campi di sua proprietà e, grazie a una fitta rete distributiva, è riuscita a fare avere anche ai ragazzi d’oltralpe una scorta di San Marzano per la Tomato Adventure”.

authentico e gpn

AVPN e Giappone: La Tomato Adventure

Il ciclo di webinar si è concluso con la Tomato Adventure, un concorso dedicato esclusivamente ai ragazzi giapponesi spinti dai maestri ad inventare nuove ricette a base di pomodoro che, però, fondessero entrambe le culture. Dunque, l’anima campana/italiana espressa dal pomodoro San Marzano e quella giapponese espressa da spezie e radici. Due le categorie a cui poter accedere: pizza, naturalmente, e primo piatto: le due ricette vincitrici sono state premiate rimanendo sui social dell’associazione ma, soprattutto, sono state inserite all’interno del menù del ristorante AVPN e sono disponibili all’assaggio fino al 31 dicembre.

In un pianeta sempre più ammalato, chi fa veramente la differenza è colui che opera con il cuore nel nome della sostenibilità. E Giappone e Italia, il cuore, ce l’hanno bello grande. Infatti, “chi decide di acquistare la pizza vincitrice o il piatto vincitore della Tomato Adventure, deciderà anche di devolvere l’intera somma a un progetto eco-sostenibile dedicato al pomodoro” ci confida Stefano Auricchio “che si fonda sulla volontà di comprare una compostiera e creare concime bio derivato dagli scarti di cucina che andrà ad alimentare una fioriera in cui cresceranno piantine di pomodoro”.

Se è vero, come dice il professore Ishida che “Italia e Giappone sono così emotivamente e professionalmente vicine perché condividono l’assoluto rispetto per le tradizioni, per la semplicità, per la qualità delle materie prime” possiamo ben dire che oggi c’è un altro elemento, oltre la pizza, ad unire Napoli e Kyoto ed è il pomodoro San Marzano.

Napoli Coffee Challenge : la premiazione dei vincitori alla Camera di Commercio di Napoli

Martedì 15 dicembre alle ore 11.00 presso la Camera di Commercio di Napoli in Via S. Aspreno, 2 si terrà la premiazione dei vincitori di Napoli Coffee Challenge . Ai primi tre classificati, nonché ai vincitori delle categorie miglior servizio e miglior location, verrà conferita una targa e ai 10 vincitori delle sfide all’interno della rispettiva municipalità verrà consegnata una pergamena.

SALUTI

Ciro Fiola, presidente della Camera di Commercio di Napoli

INTRODUCONO

 Renato Rocco, direttore de La Buona Tavola Magazine

Mauro Illiano, founder di Napoli Coffee Experience

INTERVENGONO

Antonino Della Notte, presidente nazionale AICAST

Massimo Di Porzio, presidente FIPE-Confcommercio

CONCLUSIONI e PREMIAZIONI

Flavia Sorrentino, Consigliera con delega all’Autonomia per la Città e promotrice di Scegli Napoli

Rosaria Galiero, Assessore al commercio del Comune di Napoli

Il progetto, che è stato patrocinato da Comune di Napoli, Camera di Commercio di Napoli, AICAST, FIPE-Confommercio e Confesercenti ha coinvolto 40 caffetterie della Città di Napoli, 4 per ogni municipalità, nei test di degustazione a cura dei degustatori Mauro Illiano, Renato Rocco e Mariafrancesca Natale.

Ideato da Mauro Illiano, founder di Napoli Coffee Experience e Renato Rocco, direttore de La Buona Tavola Magazine, Napoli Coffee Challenge è nato per valorizzare una delle eccellenze di Napoli: il caffè. iniziativa che ha ricevuto favore anche dalle associazioni di categoria che hanno condiviso l’idea alla base del progetto: non solo eleggere il migliore caffè di Napoli ma farlo attraverso uno studio scientifico.

Caffè Kamo PROTAGONISTA DI UNA MISSION DI SOLIDARIETA’ PER IL NATALE

“Nulla di quello che accade all’uomo deve risultarci estraneo”,ha affermato  Marizia Rubino, citando Papa Giovanni XXIII.

L’imprenditrice, proprietaria con il fratello Michele, della Projeko srl, titolare del brand Caffè Kamo, prosegue: “forti di questa convinzione, si rinnova, da parte della nostra azienda, la mission di sostegno agli operatori sanitari dell’Azienda Ospedaliera dei Colli (Monaldi, Cotugno, CTO), medici ed infermieri impegnati nella difficile lotta all’emergenza causata dalla diffusione del Covid 19. Nella fattispecie”, ha continuato la dottoressa Rubino, “in vista del Santo Natale, come già avvenuto lo scorso marzo per la Pasqua, abbiamo donato le nostre miscele di caffè a marchio Kamo agli “eroiin corsia”, impegnati senza tregua a combattere il nemico invisibile che ha stravolto la vita dell’intera umanità.

Il nostro” ha concluso la Rubino, “è solo un piccolo gesto di gratitudine e di vicinanza a coloro che con spirito di abnegazione spendono la propria esistenza nelle corsie ospedaliere, regalando loro una piccola pausa con la degustazione di un buon caffè”.

In particolare, sono state donate dalla Projeko srl all’ Azienda Ospedaliera dei Colli circa 24.000 cialde (nelle miscele Kamo Fuego e Kamo Deca) e relativi materiali di consumo.

UFFICIO STAMPA: MARIDI’ VICEDOMINI

Mob: 338/2259860 – 333 /9921506

maridyvicedomini@gmail.com

www.maridicommunication.com


A Natale regala un’esperienza e scegli un voucher regalo dell’ AVPN, Associazione che promuove la Vera Pizza Napoletana nel mondo

Voucher AVPN. A Natale regala un viaggio virtuale nel mondo della Vera Pizza Napoletana per scoprire i segreti dell’Arte del Pizzaiolo Napoletano, riconosciuta Patrimonio dell’umanità dall’Unesco, grazie ad percorso completo che va dalla tecnica d’impasto alla stesura, dal topping alla cottura.

L’Associazione Verace Pizza Napoletana, da sempre un punto di riferimento nel settore, ha sviluppato sul sito www.pizzanapoletana.org una Webschool per dare l’opportunità agli amatori e ai foodies di confrontarsi con i maestri del settore.

Un’offerta ampia e articolata da regalare che ora è anche più vantaggiosa, perché scontata del 25% fino a Natale. Un regalo originale valido per tutto il 2021.

Si inizia con i corsi dal vivo, con diversi appuntamenti da scegliere in base ai propri impegni, realizzati in diretta con un Maestro AVPN in italiano, inglese, francese e spagnolo quali:

·       “Pizzaiolo Napoletano Online” per un giorno, il laboratorio di due ore che si propone di far vivere ai partecipanti l’esperienza di realizzare un impasto Verace e l’opportunità di diventare un vero maestro dell’impasto.

·       La Vera Pizza Fritta Napoletana, una lezione interattiva e dinamica che permette di acquisire abilità pratiche e di conoscere i segreti per preparare non solo la Pizza Fritta, ma anche le “Montanare” e gli “Scugnizzielli”, piatti tipici della tradizione culinaria partenopea.

Una valida alternativa ai corsi dal vivosono i video amatoriali, anch’essi scontati del 25%da vedere e rivedere a proprio piacimento, e tra questi per citarne solo alcuni:

·       Cucina in forno a legna per imparare a realizzare alcuni piatti tipici della tradizione napoletana, quali la Carne alla Pizzaiola, le Alici in tortiera e la Pasta e Fagioli, tutti cucinati esclusivamente nel forno a legna.

·       La stesura tradizionale della pizza napoletana per “ammaccare”, stendere il panetto di pasta secondo la classica tecnica dello “schiaffo” per realizzare un “cornicione” omogeneo e unico.

·       L’impasto della Vera Pizza realizzato a mano per spiegare i segreti dell’impasto, quella magica alchimia di farina, acqua, lievito e sale che è l’elemento basilare della vera pizza napoletana fatta “a regola d’arte”.

·       I piatti salati fatti in casa con l’impasto della Pizza Verace per realizzare tantissimi piatti e idee legate alla tradizione partenopea.

Un pensiero speciale e originale è anche il calendario da collezione 2021 firmato dall’Associazione che racchiude in un’elegante edizione, ben 12 appetitose ricette di pizze napoletane, espressione della tradizione e della creatività partenopea, magistralmente fotografate da Vittorio Sciosia oltre naturalmente al procedimento dell’impasto mostrato in ogni sui singolo passaggio.

Per gli appassionati di libri non poteva mancare la ristampa di farina, acqua, lievito, sale e passione. Un libro professionale di 272 pagine dove sono racchiuse 65 ricette di pizze realizzate dai maestri dell’Associazione, 300 splendide foto ed oltre 50 aneddoti inediti legati alla pizza e al suo rapporto indissolubile con la città di Napoli, raccontati da Antonio Pace, presidente e fondatore della Associazione.  

Per tutti quelli che a Natale sceglieranno un regalo “Verace” sarà omaggiata l’iscrizione al Club degli “Amici della Vera Pizza Napoletana“.

INFO www.pizzanapoletana.org

Per Informazioni:

Gianluca Liccardo – direttore marketing AVPNMail: marketing@pizzanapoletana.org

LA GASTRONOMIA È SU FACEBOOK CON CASOLARO HOTELLERIE
CONTINUANO LE DIRETTE SOCIAL di #CASACASOLARO DEDICATE ALLA PASTICCERIA

PROSSIMO APPUNTAMENTO GIOVEDÌ 10 DICEMBRE ALLE ORE 18.00 CON “IL TRONCHETTO NATALIZIO…E PICCOLE VARIAZIONI SUL TEMA”

Continuano gli show cooking amatissimi dal pubblico e che stanno riscuotendo grande successo, ideati da Casolaro Hotellerie in diretta Facebook da più di un mese. Un’occasione più unica che rara per gli utenti che potranno apprendere i segreti e le preparazioni più diffuse in pasticceria. Il prossimo appuntamento è giovedì 10 dicembre alle ore 18.00 per la video-diretta sulla pagina Facebook “Casolaro Hotellerie SPA”dedicata al Tronchetto Natalizio… E piccole variazioni sul tema. I corsi on-line continueranno per tutto il mese di dicembre e i temi delle lezioni saranno svelati, di volta in volta, sulla pagina Fb di Casolaro.

Anche la cucina così diventa smart a solo un click da smartphone, tablet e portatile, grazie all’impegno di Casolaro Hotellerie, azienda con oltre 150 anni di storia, leader nel settore delle forniture alberghiere, che offre ai propri utenti un’occasione per sfruttare il proprio tempo dedicandosi alle proprie passioni, in questo momento in cui è promossa la vita casalinga, e che permette anche ai professionisti di approfondire o confrontarsi sulle più famose ricette della pasticceria internazionale.

Casolaro, che da oltre 20 anni propone corsi professionali di alta cucina, condotti dalle migliori firme della gastronomia italiana, ha deciso con il concept #CasaCasolaro di offrire una chiave di lettura più semplice adatta a tutti, anche ai semplici appassionati; un modo per l’azienda di stare vicina a tutti in maniera trasversale, professionisti e non.

Il 10 dicembre il pastry chef Pasquale Schettino, proporrà la demo sul tronchetto natalizio, grazie agli show cooking “Live” su Facebook, inoltre, è possibile recuperare anche le passate video-ricette, accessibili tramite la pagina fb “Casolaro Hotellerie SPA”come i dolci natalizi: Roccocò e Mustacciuoli, oppure i buonissimi Profitteroles e Pasta Bignè, il Tiramisù Perfetto, la Delizia a Limone e tante altre prelibatezze.

L’idea è semplice ed efficace: si può tornare a imparare ai fornelli attraverso le dirette Facebook. È questo, infatti, il servizio che la rinomata impresa campana, con oltre 150 anni di gloriosa storia alle spalle, intende offrire agli studenti, appassionati e professionisti del settore, che seguono comodamente da casa.

Il salotto buono della cucina italiana si trasferisce in rete, sfruttando le sue enormi potenzialità, e si affida allo strumento dei “live” per continuare quella formazione preziosa che la seconda ondata del covid-19 sta mettendo a dura prova dalle Alpi alla Sicilia.

Ufficio Stampa: Roberta Raja

Authentico e Gruppo Piccola Napoli: Una partnership per la difesa dell’arte del pizzaiuolo napoletano nel mondo

Dal 7 dicembre 2017, ovvero da quando l’Unesco che ha iscritto l’arte del pizzaiuolo napoletano nell’elenco del patrimonio immateriale dell’umanità, sono aumentate le finte pizzerie napoletane in tutto il mondo, dove in molti tentano di approfittare di questo riconoscimento per attrarre clienti.

Authentico, con la sua app gratuita da sempre in aiuto dei consumatori che amano il vero cibo italiano, consente di trovare le vere pizzerie napoletane all’estero, così come i veri ristoranti italiani che rispettano un rigido disciplinare, semplicemente con un click.

Grazie alla partnership con il Gruppo Piccola Napoli, da oggi sull’app Authentico sarà possibile identificare e riconoscere le pizzerie e i ristoranti associati GPN all’estero che avranno il logo dell’associazione tra i riconoscimenti nella scheda come attestazione di garanzia di qualità della vera pizzeria napoletana.

Gruppo La Piccola Napoli

L’associazione GPN è nata nel 2016 con lo scopo di riunire non solo i pizzaioli ma anche cuochi, pasticcieri e panificatori fino a diventare parte dell’intero mondo gastronomico.

Paco Linus, presidente dell’associazione Gruppo Piccola Napoli, commenta: “La partnership con Authentico ci aiuta ad identificare non solo i tanti napoletani del nostro gruppo trasferitisi all’estero ma anche i tanti stranieri che fanno la vera pizza napoletana. Con quasi 300 iscritti all’Associazione con tanto di tabella e gli oltre 53mila follower della pagina Facebook e, grazie anche all’opera dei corsi di formazione con i nostri Maestri e Istruttori, siamo un importante volano per i prodotti italiani che i nostri associati-pizzaioli utilizzano.”

Authentico

“Si calcola ci siano oltre 100 mila ristoranti italiani all’estero, di cui gran parte sono pizzerie, basti pensare che solo a San Paolo, in Brasile, ci sono oltre 6.000 pizzerie. Ovviamente la maggioranza non sono italiani, ma furbi imprenditori che approfittano dell’appeal del cibo italiano e della pizza napoletana per ingannare i consumatori. Grazie alla nostra app, che oggi si arricchisce di una nuova partnership, tuteliamo l’identità della pizzeria napoletana autentica nel mondo allo scopo di difendere questa storica professione dalle imitazioni che gettano scredito e confondono chi cerca la vera pizza napoletana.”  replica Giuseppe Coletti, CEO e co-founder di Authentico.

Verrà installato lunedì 7 dicembre a partire dalle 10:30, presso la Basilica di Santa Chiara a Napoli, un presepe interamente realizzato con l’impasto della pizza. L’iniziativa si svolge in occasione del terzo anniversario del riconoscimento Unesco, che nel 2017 ha iscritto l’Arte del PizzaiUolo napoletano nell’elenco del patrimonio immateriale dell’umanità.


L’opera, unica nel suo genere, è il frutto di una collaborazione durata mesi tra gli artigiani presepiali e i maestri degli impasti. A lavorare, in perfetta sinergia, i pizzaiuoli dell’Associazione PizzaiUoli Napoletani, presieduta da Sergio Miccù che ha fortemente voluto questa installazione, ed i volontari dell’Associazione “I Sedili di Napoli onlus”, presieduta da Giuseppe Serroni. Pizza e Presepe sono quindi i grandi protagonisti di una iniziativa senza precedenti.
L’opera artigianale, completamente realizzata a mano, le cui dimensioni sono 3 metri di diametro per 2 metri di altezza, mette insieme gli elementi più caratteristici di Napoli e della sua storia. Farina e legno, acqua e sughero, si uniscono per dar vita ad una creazione inedita che celebra il terzo anniversario del riconoscimento Unesco  e valorizza, all’unisono, l’antica arte della rappresentazione della natività proprio nel periodo delle celebrazioni natalizie. 


Sergio Miccù, Presidente dell’Associazione PizzaiUoli Napoletani, spiega: “L’idea nasce per valorizzare lo storico e inscindibile connubio tra l’arte del pizzaiuolo napoletano e l’arte presepiale partenopea, due elementi identitari e culturali della nostra città e del nostro territorio.Tre anni fa, il 7 dicembre 2017, abbiamo raggiunto lo storico traguardo del riconoscimento Unesco per l’arte del PizzaiUolo napoletano, ma è molto importante sostenere anche la tutela e la valorizzazione dell’arte del presepe che ritrova nelle mani degli artigiani napoletani la sua storia e la sua appartenenza, proprio come avviene con la pizza. Realizzare questa opera artigianale così inedita è stata una sfida difficile ma molto affascinante e ha visto i nostri maestri pizzaiuoli lavorare fianco a fianco degli artigiani presepiali per tre mesi. Viviamo un momento di difficoltà e per questo motivo è nato il connubio tra Pizza e Presepe che ha un forte significato storico-culturale”. 


Giuseppe Serroni, Presidente della onlus “I Sedili di Napoli”, aggiunge:  “Abbiamo visto nascere un’opera d’arte originale ed irripetibile. L’installazione che contiene al suo interno tutti i canoni settecenteschi del Presepio napoletano, ricco di rimandi dottrinali e di memorie storiche, per la prima volta assoluta rende omaggio all’arte dei pizzaiuoli, patrimonio Unesco, grazie all’impasto di pizza e rinnova un legame popolare tra i due elementi identitari per i quali Napoli è amata e conosciuta in tutto il mondo. Il progetto, condiviso tra l’Associazione Pizzaiuoli Napoletani e l’Associazione I Sedili di Napoli onlus., è finalizzato alla ricostruzione di una delle tante chiese chiuse di Napoli: la neogotica Santa Maria Stella Maris e San Biagio dei Caciolii che è riprodotta su questo fantastico presepio di pizza e che vogliamo riportare al suo antico e dimenticato splendore”. 


Gli appuntamenti:- Lunedì 7 dicembre ore 10,30 –  installazione dell’opera presso la Basilica di Santa Chiara a Napoli- Martedì 8 dicembre ore 10.30 – Santa messa in onore dei PizzaiUoli
Si ringraziano gli sponsor ufficiali, che hanno reso possibile la realizzazione di questo particolare presepio nonostante le contingenze legate all’emergenza pandemica da Covid-19, che sono: “Mulino Caputo”, “Latticini Orchidea”, “Ciao il Pomodoro di Napoli”, “Gi.Metal” e “Salumificio Rocco”. L’iniziativa è in collaborazione con la Scabec Spa ed ha il patrocinio della Fondazione UniVerde. 
Si ringraziano inoltre la Regione Campania e la provincia napoletana del SS. Cuore di Gesù dell’Ordine 
dei frati minori.

*** Nota per gli operatori dell’informazione: L’organizzazione dei momenti pubblici potrebbe subire variazioni in base alla normativa covid in vigore alla data del 7 e dell’8 dicembre pv.
E’ necessaria in ogni caso la richiesta di accredito da far pervenire al seguente indirizzo: apn.comunicazione@gmail.com 
Ufficio Stampa: Paolo Trapani 347 4602392

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Caseificio Paolella. Sempre di più al giorno d’oggi si parla di prodotti a km zero e di organizzare il territorio in modo da poterne al meglio sfruttare le risorse, senza per questo tuttavia minarne la bellezza. Tutto questo è proprio ciò che racconta il Caseificio della famiglia Paolella.

Paolella: “Il nostro Caseificio ha una storia di un secolo”

Quasi cento anni fa inizia l’avventura dei nonni del signor Vittorio Paolella, che dalla zona di Cellole, Caserta e più precisamente di Baia Domizia, si trasferiscono a Fondi. All’epoca quell’area laziale paludosa appare del tutto adatta per l’allevamento dei bufali e, poiché la cultura della lavorazione del latte di bufala non è presente, ideale anche per cominciare una nuova lavorazione. Nel 1933 viene pertanto inaugurato il primo caseificio di famiglia per la produzione di mozzarella di bufala D.O.P.

La guerra e le difficoltà che inevitabilmente comporta, fanno sì che l’attività subisca una pausa e dunque intorno al 1942-45 la continuità del lavoro cede ad un inevitabile stop. È il padre del signor Vittorio a prendere in mano l’incarico e a proseguire con l’azienda familiare, andando a tutti gli effetti a costituirne la seconda generazione.

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Latte a km zero

Il latte lavorato dal caseificio è esclusivamente di bufala ed è assolutamente a km zero, proprio perché si punta sull’antica tradizione di recupero delle materie prime in forma diretta e sulla lavorazione del tutto artigianale. Il connubio con tecniche innovative permette inoltre di effettuare un controllo qualità all’avanguardia in grado di garantire ai clienti offerte dalle proprietà elevate (è il metodo H.A.C.C.P., sistema di controllo igienico – sanitario e sicurezza alimentare). La conduzione è ancora familiare con qualche altro dipendente, per un totale di 15 persone impiegate.

“Anche i miei figli sono diventati casari oggi. Siamo un’azienda medio – piccola, che produce all’incirca una trentina di quintali di latte ogni giorno e i nostri mercati di riferimento sono in tutta Italia, dal Piemonte alla Sicilia, con  una fornitura capillare delle nostre produzioni”. Ma non solo. Infatti la distribuzione si espande anche all’estero, allargandosi in particolare a Belgio, Svizzera, Francia e in parte anche Inghilterra e Germania.

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Prospettive del Caseificio Paolella

“Non è il momento per ingrandire”, la piccola distribuzione è l’obiettivo principale di questa azienda e la lavorazione manuale supervisionata dalla dirigenza familiare è ciò che conta di più per tutti i suoi dipendenti. Proprio grazie a questa organizzazione, infatti, è più facile avere un controllo maggiore e a lungo termine su tutto il processo di lavorazione, dalla pianificazione al risultato.

“Se andassimo oltre, cambierebbero i parametri e allora perderemmo il principio stesso della nostra azienda, della nostra famiglia. E la dedizione e la nostra politica di vendita non basterebbero più, tradendo l’idea stessa che ci ha accompagnato per anni”. Quale? Quella di gusto e responsabilità, naturalmente!

Quale miglior periodo per cimentarsi con ricette con il prodotto simbolo dell’autunno? La Castagna sarà la protagonista del nostro contest a premi!

È dedicato alla castagna, bontà autunnale per eccellenza, il secondo contest organizzato dal blog Vesuvio’s Shadow, nell’ambito della promozione delle iniziative e delle eccellenze della nostra Campania Felix.

​​Per partecipare al contest “LA CASTAGNA”, che partirà il 14 Novembre e si concluderà il giorno 30 dello stesso mese, basta semplicemente inviare una fotografia e la descrizione della propria pietanza che deve avere tra gli ingredienti principali appunto la castagna, alla pagina facebook del blog rispondendo al post principale del contest.

Il vincitore sarà colui che riceverà il maggior numero di like (o reazioni) per la propria pietanza in gara, più il voto (da 1 a 100) dei giudici che compongono la qualificata Giuria di esperti:

  • Teresa Lucianelli (giornalista professionista enogastronomica)
  • Rosalia Ciorciaro (biologa nutrizionista e docente di Scienze alimentari)
  • Rosario Scavetta (direttore responsabile di New Media Magazine)
  • Valerio Giuseppe Mandile (chef d’eccellenza da location pluristellate)
  • Ersilia Cacace (foodblogger)
  • Francesca Pace (foodblogger)

Inoltre è previsto il “premio della Critica” che sarà assegnato a colui che riceverà il punteggio più alto dei soli voti dei giudici di gara.

Il contest è promosso in collaborazione con #InsiemeperilTerritorio e con ”Azienda agricola Giovanni Tedesco”, Serino (AV) per ”Carnevale Princeps Irpino”, che omaggerà i vincitori con confezioni del prodotto simbolo di questo periodo: la pregiata Castagna avellinese di alta qualità, tra le migliori produzioni italiane, conosciuta ed apprezzata anche oltre confine.

Contatti
Vesuvio’s Shadow – Eventi e gusto all’ombra del Vesuvio
vesuvioshadow.redazione@gmail.com

Marco Nitride e il suo cannolo di rinforzo.

La cialda è ovviamente artigianale, il ripieno è decisamente goloso. “Il cannolo a pasta salata” viene farcito con una mousse dalla texture particolarmente granulosa che racchiude tutti i sapori della tradizione napoletana.

Il cavolfiore inizialmente sabbioso, le olive verdi in salamoia, i cetrioli per un piacevole effetto crudité , le acciughe fresche e saporite, i capperi sott’aceto e le “papaccelle”, i tipici peperoni campani tondi e costoluti dalla buccia piuttosto spessa ma con un gusto dolce e tenace.

Gli ingredienti della cosiddetta “insalata di rinforzo”, consumata dal popolo napoletano durante le festività natalizie, hanno ispirato l’estro di Marco Nitride, l’executive chef di Garage Gourmand, il ristorante made in Naples dove la tradizione culinaria diventa inevitabilmente gourmet.

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I piatti di nicchia, quelli storici, che un tempo primeggiavano sulle tavole accuratamente imbandite, non possono essere dimenticati” – afferma con convinzione Marco Nitride che aggiunge – “Ecco perché ho cercato un modo per rendere appetibile l’insalata di rinforzo; l’ho rivisitata e l’ho proposta ai miei ospiti in una nuova veste”.

L’abbinamento gastronomico è geniale; l’eticità di una “cucina di recupero” incontra la raffinatezza di un piatto gourmet tutto da scoprire. Il cannolo di rinforzo è il delizioso antipasto di un menù autunnale ex novo; una prelibatezza in grado di conquistare le papille gustative più scettiche e di convertire i curiosi in autentici cultori del buon cibo.

Non si tratta semplicemente di assaggiare la variante di un piatto della tradizione; ad ogni boccone, infatti, corrisponde un viaggio nel passato, quello che riporta il commensale nella casa dei ricordi. Il profumo è fragrante, il sapore è morbido e persistente. “Emozionarsi ed emozionare”: è questa la vera identità di Garage Gourmand; ma anche il segno di riconoscimento dell’ intelligenza culinaria di Marco Nitride.

Il Presidente dell’Associazione PizzaiUoli Napoletani APN, Sergio Miccù, annuncia la nuova campagna per ‘chiamare la Pizza a casa ed in ufficio’ ed aiutare le pizzerie ad affrontare la crisi

Per rispondere alla crisi determinata dalla nuova ondata di contagi da Covid, l’Associazione dei PizzaiUoli Napoletani, guidata da Sergio Miccù, lancia un appello per sostenere la categoria e il comparto.

Per reagire a questa fase difficile l’Associazione PizzaiUoli Napoletani promuove la campagna denominata “Pizza a casa, piacere a domicilio”.
“Dobbiamo tornare – spiega Miccù – a chiamare la pizza a domicilio, a casa o in ufficio, tornando alle abitudini di una volta e facendolo soprattutto a pranzo, viste le restrizioni imposte dal Governo per fronteggiare l’emergenza sanitaria.

L’asporto può rappresentare un grande volano per reagire e fronteggiare questo momento così difficile. Come Associazione PizzaiUoli Napoletani abbiamo studiato una specifica campagna di comunicazione e sensibilizzazione per sostenere gli operatori ed il comparto che da sempre sono elementi trainanti dell’economia napoletana e campana. Viste le recenti disposizioni le pizzerie restano aperte fino alle ore 18 mentre le consegne a domicilio sono sempre consentite. Per questo occorre riscoprire la vecchia abitudine di chiamare la pizza a domicilio, facendolo anche per pranzo e naturalmente per cena, sicuri che in questo modo aiuteremo il nostro settore che è strategico per il territorio.

La Pizza ha sempre dimostrato di saper affrontare e superare le crisi più gravi, sia quelle sanitarie sia socio-economiche (ad esempio: le guerre, l’epidemia di colera e di febbre spagnola). Anche stavolta ne siamo certi sarà grazie alla Pizza che potremo ripartire. Per farlo chiediamo a tutti di ordinare una Pizza a domicilio, così da sostenere concretamente il settore e le attività”. 

* Le pizzerie aderenti all’Associazione PizzaiUoli Napoletani possono segnalare il servizio a domicilio anche attraverso la pagina Facebook ufficiale “APN – Associazione PizzaiUoli Napoletani” (con il tag alla propria pagina e contatti telefonici) al seguente link: https://www.facebook.com/195538087166395/posts/3506437536076417/

Ufficio Stampa APN Pizza a casa : dott. Paolo Trapani /

BC Communication Services Srls: 347 4602392

Ai piedi dei Monti Lattari, dove troviamo il Caseificio Aurora, crescono amore per la tradizione e passione per il gusto, con uno sguardo al futuro e un occhio strizzato all’originalità

Due famiglie a segnare le origini del Caseificio Aurora e di colui che attualmente lo manda avanti con la stessa passione delle passate generazioni, Paolo Amato, che si ama definire “un ricercatore del latte” e l’espressione la dice lunga sulla profonda qualità che è protagonista in questa azienda.

Originaria di Tramonti la generazione paterna, dell’Irpinia quella materna ed ecco che la fusione tra la cultura della lavorazione e la tradizione della produzione si fondono fino ad arrivare ai giorni d’oggi.

Paolo Amato, come anticipato, porta adesso avanti la tradizione di famiglia, senza farsi mancare premi e riconoscimenti, come quelli ricevuti al “Concorso dei Formaggi a latte crudo della Regione Campania 2017” o al “Premio Rotary” nel 2018.

Caseificio Aurora: la storia

Sono i trisavoli di Paolo Amato ad aver cominciato la lavorazione di latte e formaggi e lui è l’ultimo ad aver preso in mano le sorti dell’azienda. Proprio questa doppia storia intrecciata permette di sviluppare da una parte la cultura dei Monti Lattari, con la freschezza della lavorazione (fior di latte, provolone) mentre dall’altra la stagionatura, come quella del classico caciocavallo.

Nel primissimo dopoguerra sono i nonni a fondare il caseificio, avendo alle spalle un passato di allevatori in cui l’organizzazione era suddivisa tra la produzione di latte affidata agli uomini e la parte di smistamento e vendita gestita dalle donne.

Ma i primi dipendenti e le vendite alle varie botteghe del mercato napoletano fin dall’alba del mattino arrivano anche grazie ad un importante primato: il nonno è il primo a creare una raccolta di latte a valle. In seguito ad una disgrazia, la gestione passa alla nonna, ma nel dopoguerra, a causa delle condizioni dell’epoca, sia economiche che sociali, “più che altro serviva a guadagnare la famosa giornata. L’evoluzione, infatti, è avvenuta con mio padre”.

Grazie allo sviluppo e all’ingrandimento dell’azienda, nasce così il vero e proprio Caseificio Aurora.                                                                           

Ho avuto la fortuna di seguire dei corsi all’Istituto Sperimentale per la Zootecnia nel potentino, specializzandomi anche nella formaggeria, dai 18 ai 22 anni e grazie anche a degli stage ho approfondito gli studi lavorando direttamente nella produzione e formandomi anche con la cultura estera e non soltanto nazionale”, spiega Paolo Amato, che ha poi indirizzato l’azienda di famiglia anche verso una svolta più commerciale.

Insomma il segreto sta nel mantenere lo standard, ma cercando di innovare e di sperimentare e soprattutto di ricercare la cultura del confronto anche fuori dai confini, per poi tornare e portare sul territorio l’esperienza accumulata ed impiegare nuove energie nel miglioramento continuo delle risorse e delle potenzialità.

La produzione

Le parole d’ordine qui sono tante: tra le varie qualità, selezione, sfida, passione, ricerca, originalità. Qualità come il latte Jersey, di ottima origine, ma spesso poco venduto dagli allevatori che invece il Caseificio Aurora ha rilevato e in qualche modo possiamo dire adottato, rendendolo protagonista della produzione.

Selezione come le zone da cui rifornirsi, scelte in base ad una vera e propria cultura dell’allevamento e alla predisposizione degli animali, rigorosamente autoctoni.
Sfida per la continua spinta a dare sempre di più, coniugando la ristorazione stellata e quindi i prodotti di valore e di livello, con la diffusione più generalizzata e quindi anche nei circuiti delle pizzerie, dove arrivano anche ragazzi, soddisfatti nel gustare un buon prodotto, un buon ripieno e non solo un buon impasto.

Passione come quella per i formaggi e per la promozione di questa cultura in Campania, già quando ancora nessuno si occupava di valorizzarla. Ricerca come la capacità di offrire al cliente la bontà da gustare a tavola e la felicità di consumare prodotti che raccontano la storia delle loro origini più che dignitose. Infine, non da ultima l’originalità, come il blu di capra, i formaggi ai frutti di bosco, il quadrello di capra alla rosa canina, ma anche il primato dei formaggi di bufala.

L’organizzazione oggi

Oggi la produzione, che non sfocia nella GDO per la scelta personale di avere solo contatti diretti con chi come il direttore di questa azienda ricerca l’altezza del prodotto, ha ricevuto molta pubblicità anche grazie al mercato delle pizzerie, ma può vantarsi anche della diffusione nell’area del nord Italia, in cui le caratteristiche di questa terra e dei suoi gusti, dei suoi sapori e dei suoi colori, vengono molto apprezzate.

La conduzione resta prettamente familiare, ma con dipendenti di fiducia sotto lo sguardo vigile di Paolo Amato: ognuno ha il suo ruolo specifico e la produzione media giornaliera è di circa 100 quintali di latte, suddivisi tra fiordilatte per pizza, per la tavola, bufala e formaggi.

La volontà di lasciare un segno è tanta, soprattutto per curare ogni passaggio, dall’inizio alla fine di tutta l’organizzazione: può risultare forse più costosa la scelta di non affidarsi ai grandi distributori, ma il signor Amato assicura che “il cliente poi è più soddisfatto, sia per i tempi, che per la quantità, che per la qualità”.

La spinta al futuro

Difficile parlare di futuro in un momento in cui l’emergenza Covid fa segnare fin troppi punti all’incertezza, ma il Caseificio Aurora, considerato per la produzione e la vendita bene di prima necessità dai vari decreti alternatisi negli ultimi mesi, non ha mai chiuso i battenti e nonostante le difficoltà economiche i progetti provano a non farsi distruggere dai dubbi e dalle paure.

Il lavoro che facciamo è difficile e sacrificato, parte alle 4 del mattino per concludersi soltanto alle 9 di sera, ma vogliamo portare avanti la costruzione delle prospettive future, concentrandoci soprattutto sull’apertura di una sala degustazione e sulla continuazione dei lavori di una cantina molto bella e caratteristica, oltre alla collaborazione con le università, che sempre svolgiamo”.

La valorizzazione del nostro Paese, della terra di nascita e dell’identità dei luoghi, porta senza dubbio a credere che ci siano, è proprio il caso di dirlo, tutte le carte in tavola per sperimentare senza dimenticare le basi storiche su cui si fonda questo tempio del gusto!

1° Contest fotografico
“Il Cibo e l’Arte”
aperto a tutti
organizzato da spaghettitaliani.com

alla ricerca della fotografia
più ORIGINALE e più CREATIVA


Un contest social, quello organizzato da spaghettiitaliani.com di Luigi Farina che ha visto la partecipazione di ben 33 fotografie. Il Contest Cibo e l’Arte aperto a tutti si è chiuso il 31 ottobre e ha decretato i vincitori delle due categorie “la fotografia più originale” e quella “più creativa”. Un giuria d’eccezione, presieduta da Chef Antonio Arfè e composta da figure importanti del mondo food, ha scelto come fotografia vincitrice “Lady Mary sea” presentata da Almerindo Santucci. Il Premio Social, assegnato alla fotografia che ha totalizzato la somma più alta dei like su Facebook e dei cuoricini su Instagram, è stato vinto da “Sapore di mare” presentata da Gennaro del Gais

La giuria è stata così composta:
Carol Agostini (Esperta enogastronomica )
Michele Amato (Libero prof.)
Ghedina AnnaMaria (Giornalista)
Antonio Arfè (Chef)
Domenico Ascolese (Giornalista)
Stefano Auricchio (Direttore Ass. Verace Pizza Napoletana )
Stefano Bartolucci (Chef)
Gianfranco Bellissimo (Giornalista )
Vincenzo Borrelli (Attore – Regista)
Evelina Bruno (Food blogger)
Clara Cappelli (Professoressa)
Tecla Carenzo (Docente Scuola Superiore (Inglese))
Luigi Carfora ()
Fabio Carnevali (Giornalista)
Camillo Costa (Blogger )
Mario D’Acunzo (Ingegnere informatico – Blogger)
Roberta D’Ancona (Giornalista e scrittrice enogastronomica )
Carla De Ciampis (Giornalista)
Pietro De Martino (Assessore)
Enrico De Nigris ()
Roberto Dentice (Fotografo)
Carlo Dutto (Ufficio stampa)
Tommaso Esposito (Giornalista )
Anna Facchini (Consulente marketing)
Francesco Farina (Web Developer)
Luigi Farina (Cuochino)
Pasquale Franzese (Docente/Chef)
Bruno Gambacorta (Giornalista )
Laura Gambacorta (Giornalista)
Carlo Giordano (Marketing & Sales Manager)
Giuseppe Giorgio (Giornalista)
Duilio Grassini (Fotografo)
Ernesto Iaccarino (Chef)
Lidia Ianuario (Editore – Blogger – Social Media MKTG Specialist)
Pasquale Imperato (Imprenditore agricolo)
Ernesto Lamatta (Delegato AIS Comuni Vesuviani )
Sergio Landolfi (Farmacista)
Oscar Leonessa (Artigiano)
Vincenzo Liuzzi (Pasticciere )
Alessandro Manna (Giornalista pubblicista – Critico d’arte – Sommelier)
Nicolangelo Marsicani (Frantoiano)
Serena Mattiello (Sceneggiatrice e lavoratore dello spettacolo (regia e produzione))
Laura Messina (Disegnatrice)
Rina Poletti (Maestra Pastaia)
Giovanni Rivera (Pensionato)
Nicola Rivieccio (Giornalista)
Renato Rocco (Giornalista)
Luigi Savino (Fotografo)
Francesca Scognamiglio (Giornalista)
Bruno Sganga (Giornalista)
Tano Simonato (Cuoco)
Romina Sodano (Giornalista)
Laura Giuseppina Spoleti (Insegnante )
Katya Tarantino (Biologa Nutrizionista)
Maurizio Urso (Chef)
Angela Viola (Blogger)
Gennaro Volpe (Pasticciere)

Ipremi in palio sono stati offerti dalle aziende che hanno creduto fortemente nel valore della fotografia è soprattutto in quella dei social:

Agricola Nadore – Via Brancati, 12 – 91024 Gibellina (Trapani)
Aralia – Via del Lavoro, 8 – 20061 Carugate (Milano)
Azienda Agricola Sapori Vesuviani – Strada Provinciale Pugliano, 16 – 80055 – Portici (Napoli)
Cantine Mediterranee – Corso San Giovanni a Teduccio, 539 – 80146 Napoli
Il Tartufo di Ennio – Via Tiziano, 2 – 66050 San Salvo (Chieti)
Spaghetti Italiani – 80046 San Giorgio a Cremano (Napoli)
Tenuta Massanova – Via Noce, SNC – 84060 Perdifumo (Salerno)
Teorema Mediterraneo – Via Caiano – 84014 Nocera Inferiore (Salerno)

Una Festa Ogni Santi al sapore della zeppola di San Giuseppe: questa la   nuova significativa iniziativa promossa dall’APS (Associazione Pasticceri Salernitani) volta a celebrare la ricorrenza religiosa  del 1 novembre, confezionando la zeppola fritta e al forno con crema chantilly ed amarena e proponendone l’acquisto con un risvolto anche benefico.

“Il lockdown della scorsa primavera”, ha riferito Aniello Esposito, membro del Consiglio direttivo dell ‘APS, “ha bloccato la rituale consuetudine della degustazione  della zeppola nel giorno di San Giuseppe; pertanto, di concerto  con il Presidente  Giuseppe Faiella e con gli altri consociati, abbiamo pensato di recuperare questa dolce tradizione individuando la festa di Tutti i Santi come data ideale per poter proporre una delicatezza che rientra tra le eccellenze della cultura pasticciera campana; e rifacendoci alla tradizione anglosassone che recita “dolcetto eguale scherzetto”, abbineremo la vendita della zeppola ad una mission umanitaria devolvendo parte del ricavato della vendita all’Ospedale Santobono di Napoli nella persona della dottoressa Sandra Coppola, chirurgo pediatra”. La zeppola di San Giuseppe sarà acquistabile al prezzo di euro 1,50 al forno e di 2 euro fritta domenica 1 novembre presso tutte le pasticcerie associate all’APS 

UFFICIO STAMPA

MARIDI’ VICEDOMINI

Mob: 338/2259860 – 333 /9921506

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Enzo De Paolis, classe 1988, è il pizzaiolo di Lievito Madre a Giugliano, pizzeria di nuova generazione che punta alla qualità e all’innovazione senza dimenticare le origini della pizza napoletana.

Nonostante la sua giovane età, Enzo ha alle sue spalle una serie di esperienze formative e professionali, oltre ad aver ottenuto diversi premi grazie alla partecipazione ad eventi e campionati.

Come nasce la tua passione per la pizza?

«Fin da piccolo ho avuto la passione non solo per la pizza, ma per il mondo della ristorazione nella sua totalità: già a 13 anni, e fino ai 19, ho sacrificato i miei weekend lavorando in una pizzeria del Vomero come cameriere, stando prima al pass e pian piano spostandomi dietro al banco come fornaio e pizzaiolo. Anche in estate restavo in città per lavorare l’intera stagione come extra. Da qui anche la scelta di compiere gli studi superiori alla scuola alberghiera. Il mio sogno è sempre stato quello di aprire un locale tutto mio, ragion per cui ho sempre pensato che bisognasse saper fare tutto, sia in cucina, sia in sala, proprio per avere una conoscenza della ristorazione a 360 gradi. Stesso discorso vale per lo studio degli abbinamenti sulla pizza».

Quando iniziano le tue prime esperienze da pizzaiolo?

«Nel 2009, a 19 anni, mi si presenta l’opportunità di gestire un locale a Milano; subito parto e vivo intensamente questa esperienza per due anni. Due anni in cui riesco ad aprire la mente su altre conoscenze e soprattutto sulla combinazione dei topping, perché all’epoca a Napoli si era ancora incentrati sulla classica pizza napoletana. Dopo questi due anni resto ancora a Milano fino al 2016, occupandomi dell’apertura di diverse pizzerie».

Quindi dopo l’esperienza milanese, qual è l’occasione che ti riporta a Napoli?

«Galeotto fu l’incontro con il collega Valentino Libro ad un evento, il Pizza Village. Valentino già era campione mondiale, mente stavo partecipando come concorrente; mi parlò dell’apertura di Aversa e della volontà di coinvolgermi nel suo progetto: così a dicembre 2016 nacque Libro’s ad Aversa. Con Valentino resto fino ad agosto 2019 dopo varie aperture fatte insieme, Marano e Formentera. Soddisfazioni intanto arrivano anche dalla partecipazione a diversi campionati: arrivo 2° classificato al Master Pizza Chef 2016, 1° classificato al Trofeo Tutto Pizza 2017, 3° classificato Trofeo Pulcinella 2017».

Enzo De Paolis con Valentino Libro
Enzo De Paolis con Valentino Libro

Come inizia invece la tua avventura con Lievito Madre?

«Avevo già lasciato il gruppo Libro’s da circa un mese, perché in ogni percorso si arriva a un punto in cui è fondamentale cercare nuovi stimoli. Entro in contatto con i titolari della pizzeria Lievito Madre, una recente apertura a Giugliano in Campania (febbraio 2019). Resto piacevolmente colpito da questo progetto. Due tipologie di pizze, una per l’asporto (legata alla pizza classica napoletana), una per la sala, legata al concetto di “gourmet”, con cornicione alto e alveolato: proprio come piace a me. C’erano quindi ottime basi; con la mia collaborazione lavoriamo al perfezionamento del concept su cui si fonda la pizzeria.

Oltre a pizze classiche in rispetto della tradizione napoletana abbiamo studiato una carta di pizze gourmet, come la scarola e baccalà e la parmigiana scomposta.

Enzo De Paolis parmigiana scomposta
parmigiana scomposta

Vengono fatte anche delle ottime fritture gourmet che vanno in base alle stagioni, come il crocchè salsiccia e friarielli, la frittatina di pasta e patate, arancino con porcini e provola.

Facciamo un po’ di cucina: uno dei piatti forti del locale è la zuppa di cozze. Il locale conta circa 150 posti a sedere, causa covid circa 100; c’è anche una piccola saletta esterna».

Qual è il tuo concept di pizza? E la pizza a cui tieni di più?

«Lavoro costantemente per ottenere una pizza molto leggera e fragrante, sulle 48 ore di lievitazione. La cottura è fondamentale perché la pizza deve asciugarsi bene, altrimenti il lavoro fatto fino a quel momento viene totalmente sprecato. Anche i nostri forni sono a temperatura diversa: infatti l’asporto è sui 450°, mentre per la sala lavoriamo sui 350°/360° proprio per ottenere un’asciugatura ottimale.

Enzo De Paolis polpettine e melanzane
pizza polpettine e melanzane

La pizza polpettine e melanzane è la pizza che porto nel cuore, e che già avevo in menù quando lavoravo a Milano: mi riporta alla mente la cucina di mia nonna, con la quale trascorrevo lunghe giornate da bambino. Ogni domenica mattina mi preparava ragù e polpette ed è un ricordo indelebile della mia infanzia a cui sono rimasto particolarmente legato; oggi provo lo stesso piacere nel preparare ai miei clienti questa pizza che ha gli stessi ingredienti che mia nonna preparava con tanto amore per me».

Si è svolta martedì 20 ottobre in diretta streaming, raccogliendo migliaia di visualizzazioni, la cerimonia di premiazione di 50 Top Italy 2021, seconda edizione della guida on-line, completamente gratuita, ai Migliori Ristoranti Italiani. Un progetto firmato LSDM – storico congresso di cucina d’autore in scena dal 2008 a Paestum – e curato dai suoi ideatori, Barbara Guerra e Albert Sapere, insieme al giornalista Luciano Pignataro.

Condotta da Federico Quaranta, l’evento virtuale ha annunciato i migliori locali della Penisola seguendo la divisione in quattro categorie, secondo prezzo e tipologia di ristorazione: Ristoranti Oltre 120€, Ristoranti Fino a 120€, Trattorie/Osterie e Low Cost. Le quattro distinte classifiche, composte ognuna da 50 locali, sono state tutte svelate fino ad arrivare alla top 4: Osteria Francescana, a Modena, dello chef Massimo Bottura; daGorini, a San Piero in Bagno (FC), guidato da Gianluca Gorini; Antica Osteria del Mirasole, a San Giovanni in Persiceto (BO), di Franco Cimini; Panificio Bonci, a Roma, di Gabriele Bonci.

“Quello di daGorini – commentano i tre curatori – è l’unico cambio al vertice rispetto alla precedente edizione. Del resto, i locali di Bottura, Cimini e Bonci sono da considerare, nelle rispettive categorie, tre pesi massimi della ristorazione italiana, riconosciuti anche a livello internazionale. Ma le nuove generazioni non stanno certo a guardare, come testimoniato dalle tante insegne di qualità, tra le 200 totali recensite, guidate da giovani cuochi e ristoratori, a cominciare appunto da Gianluca Gorini. Allo stesso modo, se è vero che tre vincitori su quattro provengono dall’Emilia Romagna, accertando la grande storia gastronomica di questa regione, scorrendo le classifiche è facile constatare come siano rappresentati tanti e diversi territori dello Stivale, da Nord a Sud. Ciò a conferma di quanto il nostro Paese sia unico nel panorama mondiale, intriso, dalla testa ai piedi, di cultura del buon cibo”.  

Dal 5 all’8 novembre, il Pizza Village @ Home

Si svolgerà a Milano, dal 5 all’ 8 novembre p.v., una formula inedita del noto evento PizzaVillage di Napoli denominata Pizza Village @ Home. L’evento, ideato e prodotto dalle società Oramata Grandi Eventi ed AADV Entertainment si basa su un nuovo format, attraverso il delivery, per raggiungere le persone a casa con la pietanza più conosciuto al mondo: la pizza.

“In questo particolare momento, purtroppo, le persone non potranno riversarsi in piazza per affollare un’edizione fisica del Pizza Village in programma a Milano, motivo per il quale il Pizza Village diventa @ Home e arriva direttamente nelle case dei milanesi. Un nuovo format che manterrà una identità fisica attraverso il delivery e ne assumerà una nuova e digitale attraverso i social, le piattaforme di streaming e il web”. Affermano gli organizzatori dell’evento.

Nel capoluogo lombardo, dalla Campania al Veneto, giungeranno i top player del settore: Toto Sorbillo (Gino e Toto Sorbillo), Errico Porzio (Errico Porzio), Antonio Falco (Antica Pizzeria da Michele), Francesco Carrano (Artesana), Vincenzo Capuano (Vincenzo Capuano), Davide Civitiello e Antonio Sorrentino (Rossopomodoro) e Fabio Cristiano (Antica Pizzeria da Gennaro).

I maestri pizzaioli, in collaborazione con trenta colleghi tra i migliori d’Italia, realizzeranno una selezione ad hoc nei due hub di produzione, che saranno posizionati in aree strategiche tali da garantire la più ampia copertura del territorio urbano. Il menù prevede sei pizze speciali a cui si aggiunge la regina delle pizze: la Margherita. Le consegne, nei 4 giorni di evento, saranno effettuate attraverso Glovo, Official Delivery Partner, che impiegherà centinaia di rider per consegnare gli ordini a destinazione.

Il Pizza Village, pur conservando il mood e la matrice originale dell’happening partito da Napoli dove ha superato il milione di visitatori e, da due anni, giunto anche a New York, si presenta così a Milano con un nuovo format in grado di far fronte alle limitazioni imposte dal distanziamento sociale. È proprio da questi presupposti, nonché dai dati confortanti che rilevano quanto gli italiani utilizzino il delivery per il cibo, che è nata l’idea che unisce Napoli e Milano mettendo insieme il know-how di Oramata Grandi Eventi e l’esperienza di AADV Entertainment.

Le special box del Pizza Village @ Home, che oltre la pizza includeranno altre sorprese tra cui anche una bottiglia di Coca-Cola, una lattina di Acqua Minerale S. Bernardo, una bottiglia di Birra del Borgo Lisa, un mini pack di caramelle HARIBO, una mignon di Vecchio Amaro del Capo e una confezione di Caffé Kenon, saranno proposte al prezzo di 12,00 euro cadauno. Si potranno inoltre acquistare in pre-sales (2-4 novembre) al prezzo speciale di 5,00 euro. Gli ordini si potranno effettuare dal 2 all’8 novembre in delivery attraverso il partner Glovo.

Pizza Village @ Home arriverà anche con un’iniziativa di charity, sviluppata in collaborazione con il Comune di Milano, per sostenere le mense con la consegna quotidiana di pizze.

L’evento è ideato e prodotto da Oramata Grandi Eventi e AADV Entertainment e si svolgerà con la partecipazione di Founding Partner Mulino Caputo, Main Partner Coca-Cola, Galbani Santa Lucia, Official Partner Birra del Borgo, Ciao – Il Pomodoro di Napoli, Acqua Minerale S. Bernardo, Vecchio Amaro del Capo, HARIBO Italia, Caffé Kenon, Official Delivery Partner Glovo.

www.pizzavillage.it

UFFICIO STAMPA:

Nazionale – Fabrizio Kuhne cell. 339 83.83.413 mail –  comunicazione@fabriziokuhne.com

Territorio – Arianna Monteverdi 338 618.20.78  mail – arianna.monteverdi@gmail.com

Concluso l’iter: finalmente arriva la D.O.P. per la colatura di Alici di Cetara


E’ fatta, Cetara può godersi la Colatura di Alici Dop. Il traguardo è praticamente raggiunto non essendo arrivati ostacoli europei dopo la fatidica data del 22 settembre 2020 entro la quale potevano esserci richiesta di approfondimento da parte di soggetti imprenditoriali europei, come previsto dal lungo percorso burocratico.


“Una data storica, quella di oggi -spiega con entusiasmo la presidente dell’Associazione per la valorizzazione della Colatura di Alici di Cetara Lucia Di Mauro– finalmente la conclusione dell’iter che ci ha portato all’approvazione della nostra Dop. Ora è arrivato il momento di presentare al Mipaaf il piano di controllo. Ringrazio la Regione Campania e il Comune di Cetara per il prezioso sostegno e si può procedere verso la fase più interessante di tutte: quella della produzione. Nove mesi minimo di maturazione delle alici nei terzigni e botti di legno, che significa l’arrivo sugli scaffali della Colatura di Alici di Cetara D.o.p. nel 2021″.

Un progetto seguito con entusiasmo anche dall’amministrazione comunale: “Un plauso al grande lavoro dell’Associazione che è riuscita a centrare un obiettivo che valorizza l’antica tradizione della Colatura di Alici di Cetara. La Dop sicuramente porterà benefici anche ai nostri pescatori che da sempre offrono un prodotto di grande qualità alle aziende che poi si occupano di trasformarlo” commenta il sindaco di Cetara Roberto Della Monica.
Un momento sognato tante volte da quanti hanno lavorato sodo per riuscire a raggiungere questo traguardo a cominciare dal professore Vincenzo Peretti: “Finalmente ci siamo. La realizzazione del piano di controllo di Agroqualità, ente di certificazione scelto dall’Associazione per la valorizzazione della Colatura di Alici di Cetara, è veramente l’ultimo passo prima dell’avvio alla produzione. La Campania sarà la prima Regione in Italia, a potersi fregiare di una Dop prodotto trasformato di mare. Presto le aziende interessate potranno quindi partire per realizzare le prime confezioni Dop della Colatura di Alici di Cetara, seguendo il rigoroso disciplinare di produzione”.


Importante contributo sarà dato ora dai pescatori salernitani, rappresentati nell’Associazione da due armatori Cetaresi: Pappalardo Salvatore e Federmar. Quattro le aziende produttrici che hanno aderito al progetto: Iasa, Delfino, Nettuno e Armatore. I ristoratori di Cetara invece sono: Al Convento, La Cianciola e San Pietro.

Per info: Roberto Esse

De Matteo alla Brace. Sfoglia di cannolo siciliano ripieno di carne alla genovese su crema di cioccolato fondente.

La Campania e la Sicilia che si uniscono in un abbraccio creativo e gustoso.

Maddaloni, 19 ottobre 2020. Si chiama “l’Azzardo” perché rappresenta un vero e proprio azzardo il cannolo creato da Daniele de Matteo che da oltre un anno guida insieme a suo fratello Umberto la nota Braceria che porta il loro cognome situata a Maddaloni, in via Mastrantuono. Un connubio di grande equilibrio, dove troviamo una delle ricette tipiche partenopee, la genovese avvolta dal calore e dai profumi siciliani della sfoglia del cannolo e dal cioccolato fondente di Modica.

La Campania e la Sicilia che si uniscono in un abbraccio creativo e gustoso: il piatto che resiste a tutte le stagioni sempre in carta anche nel prossimo menù “Autunno/Inverno” della “Braceria de Matteo”. Una creazione destinata a diventare “storica”, in quanto, non potrà mai mancare perchè segna l’identikit del cuoco ed è nel Dna della braceria oltre ad essere ciò che i clienti più curiosi chiedono e ordinano.

“È una felice intuizione nata dalla voglia di creare qualcosa di nuovo sposando quella che è la nostra filosofia di lavoro che vede l’incontro tra innovazione e tradizione – racconta  il macellaio-bracista  Daniele de Matteo – esplorando e sperimentando  siamo arrivati alla ricetta ideale che oggi  rappresenta uno dei nostri piatti ‘simbolo’,  identitari”.

La sfoglia del cannolo fragrante e croccante, il ripieno di genovese realizzato come vuole la tradizione e la cremosità del cioccolato fondente sciolto, rendono questa preparazione davvero unica.

“Riproporlo – conclude – non può che essere un piacere, perché per noi non esiste soddisfazione più grande del sapere che  i nostri piatti sono apprezzati e durano nel tempo e anche se siamo giovani ed abbiamo molta strada da fare, quando gli habituèe della nostra Braceria lo richiedono,  ci sentiamo molti gratificati”.

L’Azzardo è un antipasto ma molti lo preferiscono anche per chiudere il pasto dopo aver provato qualche taglio di carne alla brace o marinato dell’ampia selezione di carni nazionali, estere e filetti esotici.

“Con l’apertura di questa braceria abbiamo coronato il nostro sogno – ci spiega – e il nostro obiettivo è portare l’attenzione dei buongustai della carne a Maddaloni, stiamo lavorando duro, specie in questo periodo poco favorevole per tutti e, speriamo tanto che i sacrifici ci porteranno dei buoni frutti”.

de Matteo alla Brace, Via Mastrantuono, 48, 81024 Maddaloni CE

Telefono0823 436819, Aperto solo la sera. Chiuso il martedì.

ufficio stampa Antonella D’Avanzo

PREMIO ECCELLENZE D’IMPRESA 2020: CAFFÈ BORBONE SI AGGIUDICA IL PREMIO ASSOLUTO 2020

Ritira il premio per caffè borbone Massimo Renda il 15 ottobre a Milano durante la cerimonia di consegna del premio presso il Teatro Manzoni

Caffè Borbone si aggiudica sia il “Premio Assoluto 2020” tra tutte le categorie, sia il riconoscimento “Crescita e sostenibilità”, conquistando il primo posto tra le numerose aziende in lizza per i riconoscimenti assegnati da “Eccellenze d’Impresa 2020”. 

L’ambito premio “assoluto”tra tutte le categorie negli anni passati è stato assegnato ad aziende del calibro di Diasorin, Giovanni Rana, Recordati, Iguzzini.
Il riconoscimento 2020 è stato assegnato a Caffè Borbone S.r.l. in un evento presso il Teatro Manzoni, promosso da GEA-Consulenti di Direzione, Harvard Business Review Italia e Arca Fondi SGR, con il patrocinio di Borsa Italiana. I vincitori sono stati selezionati da una giuria composta da Gabriele Galateri (Presidente di Assicurazioni Generali), Patrizia Grieco (Presidente di MPS), Marco Fortis (Vicepresidente di Fondazione Edison), Raffaele Jerusalmi(Amministratore Delegato di Borsa Italiana) e Luisa Todini (Presidente di Todini Finanziaria).

Contestualmente all’attribuzione del premio sono stati presentati i risultati della Ricerca Campioni d’Italia, che analizza i fattori del successo di diecimila aziende italiane e si è tenuta una tavola rotonda su “Come il mercato dei capitali può accelerare la crescita dei campioni nazionali”.

Questo riconoscimento segue la menzione attribuita a Caffè Borbone da “Eccellenze d’impresa” il 26 giugno 2020 nell’ambito del premio “attrattività finanziaria” per le aziende non quotate, dedicato alle aziende che hanno dimostrato caratteristiche di eccellenza in termini di trasparenza, governance e capacità di attrarre risparmio privato per la crescita.

“Dopo la menzione “Attrattività Finanzaria” assegnata da “Eccellenze d’Impresa” lo scorso giugno, questo premio ci rende davvero orgogliosi” commenta il presidente esecutivo di Caffè Borbone Massimo Renda Il riconoscimento“Crescita e Sostenibilità” è un tema che mi sta particolarmente a cuore e credo vada a premiare il nostro grande impegno, specialmente nel campo della sostenibilità con la cialda compostabile. Il premio assoluto 2020 tra tutte le categorieè un momento di grande gioia per me e tutta l’azienda e un riconoscimento che ci ripaga dei tanti sforzi fatti in questi anni.”

Caffè Borbone S.r.l. è un’azienda napoletana fondata da Massimo Renda nel 1996, attiva nel business della torrefazione, produzione e commercializzazione di cialde compatibili e capsule. La società è il terzo player in Italia dopo Lavazza e Nespresso nell’ambito del caffè porzionato e tra i primi produttori delmercato delle capsule compatibili. Grazie alla lungimiranza di Massimo Renda, l’azienda, che agli albori era a carattere familiare, passa in poco tempo a competere tra le prime posizioni del mercato.

Proprio per questo motivo, nel 2018 Massimo Renda decide di farsi affiancare da Italmobiliare, la più grande “investment holding” italiana, con l’obiettivo di assicurare all’azienda una visione a lungo termine. Quest’operazione ha permesso a Caffè Borbone di diventare un’azienda con una governance strutturata in grado di supportare impegnativi e ambiziosi piani di sviluppo.

La giovane azienda, nata a Napoli, dove il caffè espresso è storia, a distanza di pochi anni, già rappresenta un caso imprenditoriale di straordinario successo, grazie a un continuo processo di crescita. Dopo un 2019 chiuso con un fatturato pari a 173 milioni, anche in uno scenario complesso come quello attuale, nel primo semestre 2020, Caffè Borbone ha fatto registrare un fatturato di 104,1 milioni di euro, in crescita del 21,1% rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente, cifre sostenute da un approccio disciplinato allo sviluppo e da una forte efficienza produttiva e organizzativa che le hanno conferito il primato di realtà più efficiente del mercato italiano grazie ad un’elevata redditività.

Ufficio stampa Roberta Raja

Aperidog : 18 Ottobre 2020

dalle ore 18.00 alle ore 22.00

APERIDOG

Percorso enogastronomico, realizzato con il rispetto delle norme anti Covid-19

Questo percorso vedrà le seguenti tappe:

Gastronomia Arfé: Sformatino di tagliatelle con funghi e piselli, e mousse di provolone del monaco.

Pizzeria Zamparelli: Mignon con filetto di pomodoro, pomodorino giallo del piennolo e provola affumicata.

MoVino: 1 calice di bollicine + acqua.

La boutique della Frutta: Macedonia con panna e granella di nocciola.

L’intero percorso avrà un costo di 16.00 €.

Inoltre, Pelomagia praticherà uno sconto di 5.00 € per tutti i servizi di tolettatura per cani offerti.

Media partner: spaghettitaliani.com e Prima Turismo

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Via Santa Maria in Portico é il prolungamento di via Giuseppe Martucci che porta sulla riviera di Chiaia. Adiacente a questa via si trova via Giacomo Piscicelli, meglio identificata sempre con il nome di Santa Maria in Portico. Questo nome è anche dedicato alla notissima chiesa, che si trova su di un lato della omonima piazzetta, la cui costruzione è iniziata nel 1632 su disegno dell’architetto Nicola Longo, e si deve alla generosità della Duchessa di Gravina, Felice Maria Orsini, ricca di opere come il presepe ligneo e il cristo tutto scolpito in legno entrambi risalenti al seicento. Alle spalle della chiesa é situato il convento tutt’oggi scuola di formazione per novizi.

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A questo evento ne seguiranno altri.

Questo il calendario:

31 Ottobre – In nome di Halloween: porchetta, porcini, zucca, novello e castagne.

14 Novembre – Sapori invernali (zuppa forte, salsicce e friarielli, mele infornate, vin  brulé).

8 Dicembre – Aspettando il Natale.

28 Dicembre – Brindiamo al 2021.

DA CASOLARO RIPARTONO I CORSI PROFESSIONALI DI CUCINA A PARTIRE DAL 12 OTTOBRE
CON GRANDI NOMI COME IL MAESTRO ROLANDO, FRANCESCA MORANDIN E RITA BUSALACCHI

UN VERO E PROPRIO VIAGGIO NELLA SCIENZA DAL 12 OTTOBRE AL 17 NOVEMBRE
DA CASOLARO HOTELLERIE AL CIS DI NOLA

Ripartono finalmente i corsi professionali di cucina rivolti agli addetti ai lavori a cura di Casolaro Hotellerie. Infatti, dal 12 ottobre fino al 17 novembre l’azienda leader nel campo delle forniture alberghiere, ristoranti, bar, pasticcerie, con sede attuale al Cis di Nola, dedicherà un ciclo di incontri volti a conoscere uno dei mondi più insidiosi della cucina: la pasticceria, ma non solo, questo ciclo d’incontri rappresenta un vero e proprio viaggio nella scienza grazie alla presenza di pareri autorevoli del mondo della gastronomia come la pastry chef “Rita Busalacchi” vera punta di diamante della pâtisserie italiana e i maestri Rolando e Francesca Morandin, esperti soprattutto in materia di “lievito madre”e della gastronomia in tutte le sue sfaccettature. Il corso è dedicato a professionisti che intendono approfondire temi come la gestione del lievito madre, la realizzazione di una perfetta canditura di agrumi, oppure “approprarsi” dei segreti che sottendono il mondo della biscotteria e dei dolci napoletani, grazie al corso pratico teorico che svelerà agli appassionati tutti i segreti per realizzare un babà o una sfogliatella “a regola d’arte”.

Il calendario dei corsi è già on-line su www.casolaro.it

Si parte alla grande il 12 e 13 ottobre con il pastry chef Andrea Vitale che illustrerà tutte le fasi per realizzare una perfetta sfogliatella. Il corso inizia con la realizzazione di una perfetta pasta sfoglia, per continuare con le tecniche di realizzazione della frolla, l’imbottitura, formatura, e infine, cottura. Sarà realizzata anche una variante salata, mignon, coda d’aragosta e sfogliatella verticale.

Il 19 e 20 ottobre è il turno di un vero e proprio viaggio nella biscotteria con Rita Busalacchi, laureata in chimica, la chef palermitana è stata scelta dall’A.M.P.I. (’Accademia Maestri Pasticceri Italiani) come pasticcera emergente 2018. Lo stesso Luca Montersino ha elogiato la sua chiboust, mentre il maestro Gino Fabbri utilizza la sua crema diplomatica dalla struttura perfetta. All’attivo vanta tante collaborazioni, come quella con il maestro Maurizio Santin. La talentuosa Rita Busalacchi condurrà presso Casolaro Hotellerie un corso teorico-pratico durante il quale saranno realizzati i frollini con diverse tecniche di base, con ricette che vanno dai grandi classici, a frollini senza glutine e anche senza lattosio. Continua il percorso con Rita Busalacchi il 21 ottobre con il corso di bilanciatura della pâte à choux, analizzata in tutte le sue sfaccettature, anche senza glutine. I corsisti potranno sbizzarrirsi nel creare le proprie ricette, sia dolci sia salate.

Si ritorna alle origini il 26 ottobre con il corso dedicato al babà napoletano. Un giorno interamente dedicato all’arte di preparare il babà e al corretto svolgimento di tutte le sue fasi. Sarà possibile assistere alla creazione di svariati modi di preparare l’emblema della pasticceria napoletana: classico, savarin, con crema e frutta, al pistacchio, al cioccolato, ai cereali.

A novembre ci si divertirà con la scienza in cucina insieme a Rolando Morandin, uno dei grandi maestri della pasticceria italiana affiancato, nella parte teorica, dalla figlia, la dottoressa Francesca Morandin depositaria di un brevetto sul lievito madre senza glutine. Le specialità del maestro Morandin sono molteplici, come ad esempio: la canditura tradizionale, la confetteria, la pralineria, ma la sua forza sono i lievitati. Non a caso, la tecnica per la realizzazione del lievito madre in acqua, conosciuta come “Metodo Morandin”porta il suo nome.

Il 9-10 Novembre si parte con la Scienza dei lievitati, durante il corso saranno mostrate tutte le tecniche di gestione del lievito madre, e svelati piccoli utili a riconoscere le varie acidità e mettere a confronto tutti i sistemi per la sua gestione. Saranno realizzati cult della pasticceria italiana come: il panettone classico, lievitati alternativi con farina di farro monococco, segale, fiocchi di avena e brioches con cereali alternativi. 

Immancabile l’appuntamento fissato l’11 novembre: “Una giornata in cucina con i maestri Morandin”, un’occasione unica per imparare tante gustose preparazioni, partendo dalla colazione fino alla cena. Strudel di mele, quiche lorraine, torta paradiso, pancarrè, pizza in teglia e tante altre piacevoli preparazioni.


Uno dei corsi più attesi è sicuramente quello dedicato alla canditura di agrumi frutta e ortaggi, fissato il 12- 13 novembre. Contestualmente saranno prodotte marmellate a basso contenuto di zuccheri, senza pectina e salse da abbinare a carne e formaggi. 

Ancora una volta la pastry chef Rita Busalcchi stupirà gli ospiti il 16 e 17 novembrecon il corso: Sfoglia Perfetta, un corso dedicato alla buona tecnica di sfogliatura sia di paste sfoglie che di prodotti lievitati. Dalla teoria alla pratica, saranno analizzati diversi tipi di sfoglie e approfondite le tecniche di sfogliatura di piccoli lievitati come brioches sfogliate e croissant.

Ufficio stampa: Roberta Raja

Di Food in Tour a Pellezzano. L’11 ottobre riparte il progetto di valorizzazione del territorio salernitano per infondere un segnale di speranza

La Chiesa di Santa Maria alli Mazzi, l’Eremo dello Spirito Santo, la lavorazione dei formaggi, i vini e tante altre curiosità da scoprire per ripartire e dare un segnale di speranza

In un momento epocale così critico, in cui epidemie virologiche stanno diffondendo il panico e la paura in tutta il mondo e nella nostra nazione, il Gruppo al femminile del format “ Di Food in Tour” intende insistere sulla promozione turistica della provincia salernitana e in particolar modo della Valle dell’Irno, affinché le attività economiche collegate al turismo e alla cultura non muoiano e non subiscano ulteriori danni. Il tour di Pellezzano si sarebbe dovuto svolgere l’8 marzo. Abbiamo preferito aspettare e nonostante la situazione non sia delle migliori, vogliamo ripartire con fiducia e speranza. Per questo adesso è importante essere uniti, crederci e fare rete, promuovendo ciò che di bello e buono il nostro territorio ha da offrire a turisti stranieri, italiani e campani, che ci auguriamo accorreranno come sempre numerosi e desiderosi di essere ospitati nella nostra terra sorridente e accogliente”. Queste le riflessioni piene di speranza della Presidente Mina Felici, capogruppo del CTG Picentia, insieme alle Dott.sse Annamaria Parlato e Maria De Vita organizzatrici della seconda tappa di Di Food in Tour a Pellezzano, in data 11 ottobre 2020. Pellezzano deriva da “fundus Pellitianus” di proprietà del patrizio romano Pellitius o Pelitius con l’aggiunta del suffisso “anus” che indica appartenenza. Il territorio ha vissuto tutta la storia del meridione, dalla civiltà degli etruschi a quella greco-lucana (dall’inizio deil VI secolo a.C. alla metà del III secolo a.C. come dimostra il complesso archeologico di Fratte), dall’avvento dei Picentini alla dominazione romana, come testimoniano la villa romana di Sava e i vari rinvenimenti in tutta la Valle dell’Irno, dalle invasioni barbariche alle incursioni saracene, dalla dominazione longobarda a quella borbonica. Col passare dei secoli, in questo territorio, situato nella media Valle dell’Irno, si erano formati Casali, ben distinti fra loro, di essi cinque incorporati nella Università di Salerno. I Casali ad occidente della Valle erano: S.Nicola, Coperchia, Pellezzano, Capriglia, Cologna, Nofilo e Casal Barone. Il Consiglio d’Intendenza della Provincia, con deliberazione in data 3 febbraio 1819, si pronunciò per il distacco dei Casali dall’Università di Salerno. Nel mese di dicembre del 1819, nacque, così, il Comune di Pellezzano. Pellezzano è famosa per il “sciusciello”, un alimento tipico regionale a cui sono dedicate anche alcune manifestazioni estive. Il tour prenderà il via dopo un caffè di benvenuto e i saluti istituzionali del Sindaco Dott. Francesco Morra e del consigliere comunale Marco Rago presso Villa Pastore, una struttura del XVIII sec. donata alle Suore Crocifisse Adoratrici dell’Eucarestia dalla casata da cui prende il nome. Nella frazione di Coperchia una sosta nella Chiesa di Santa Maria alli Mazzi servirà per far conoscere la magnificenza dei suoi affreschi e cappelle. Presso la fattoria didattica Al Convivio – Home Restaurant i visitatori potranno degustare particolari formaggi prodotti dall’azienda e partecipare ad un’interessante food experience con prodotti locali. Un pranzo a base di pietanze tipiche sarà servito presso “U’Chevalier Pizza & Trattoria”. Nel pomeriggio i visitatori andranno alla scoperta della Casa della venerabile Madre Maria Pia Notari, fondatrice delle Suore Crocifisse, del convento e del chiostro. Subito dopo ci si dirigerà verso l’Eremo dello Spirito Santo immerso in una meravigliosa distesa di ulivi, dove sarà possibile ammirare anche la mostra “La casa dell’angelo -5 Artisti per Ugo Marano” programmata e finanziata dalla Regione Campania, realizzata e promossa dalla Scabec S.p.A. con il Comune di Pellezzano. Infine a Villa Pastore una degustazione guidata di formaggi caprini freschi e stagionati sarà l’occasione per apprezzarne le caratteristiche organolettiche e nutrizionali. Il Food Blog 2Ingredienti Arte&Cibo sarà media partner dell’evento.

Il CTG (Centro Turistico Giovanile) è un’ Associazione nazionale senza scopo di lucro che promuove e realizza un progetto educativo e di formazione integrale della persona, attraverso momenti di crescita, di impegno e di aggregazione sociale, ispirandosi alla concezione cristiana dell’uomo e della vita, nel servizio alle persone e al territorio. Agisce nell’ambito del turismo giovanile e sociale, della cultura e dei beni culturali, dell’ambiente e del tempo libero, avvalendosi del metodo dell’animazione e rivolgendosi a tutte le fasce di età, in particolare a quelle giovanili. Nato nel 1949, il Ctg oggi si estende in tutta Italia con centinaia di realtà tra gruppi di base, circoli e centri  di vacanza in località di grande richiamo turistico e naturalistico, con una rete diffusa di comitati provinciali e di consigli regionali, coinvolgendo ogni anno nelle proprie attività migliaia di persone. Il CTG è riconosciuto dal Ministero dell’Interno come Ente Nazionale con Finalità Assistenziali ed è altresì iscritto al Registro Nazionale delle Associazioni di promozione Sociale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Ulteriore riconoscimento ufficiale come Associazione è quello concesso dalla CEI. Il 2 marzo 2019 è stato stipulato un protocollo d’intesa con “I Borghi più belli d’Italia”, per valorizzare l’Italia e le sue bellezze e il 6 giugno 2019 con il MIBAC sull’educazione e formazione al patrimonio culturale.

Ufficio stampa di food in tour Annamaria Parlato

50 Top Pizza Awards : Frumento è la migliore pizzeria in Sicilia, trentunesima in Italia e vince anche l’Olitalia Award per la migliore proposta di fritti nazionale.

Martedì 29 settembre 2020 in diretta streaming sulle pagine Instagram e Facebook di 50 Top Pizza a partire dalle 18.30 si è tenuta la cerimonia di consegna dei riconoscimenti alle migliori 50 pizzerie d’Italia e del mondo selezionate dalla più autorevole guida online, aggiornata ogni anno – 50 Top Pizza Award – ideata da Barbara Guerra, Albert Sapere e Luciano Pignataro Wine&FoodBlog per premiare idee imprenditoriali originali basate sull’uso e valorizzazione di prodotti locali e stagionali fra cui quelli a marchio europeo (Dop, Igp, Stg) e i PAT ministeriali. Tra i premiati, la pizzeria Frumento di Acireale di Emanuele Serpa e Federica Lazzaro si è aggiudicata il 31°posto su scala nazionale e il 1° su scala regionale, attestandosi come la migliore pizzeria in Sicilia e anche la più a Sud d’Italia. Frumento ha vinto pure l’Olitalia Award per la migliore proposta di fritti in Italia.

Grande soddisfazione per Emanuele Serpa e Federica Lazzaro che da cinque anni, insieme al loro team, continuano a ricevere conferme e nuovi riconoscimenti da parte degli addetti al settore su cui, da giovanissimi, hanno deciso di investire aprendo, nel cuore di Acireale, la loro pizzeria, Frumento. La scelta di avere una sola sede e di averla proprio ad Acireale, a pochi chilometri dalla rinomata piazza catanese, è stata, dapprima, una scelta visionaria, e alla lunga, una scelta vincente tanto che in questi anni, sono tante le realtà legate al mondo dell’enogastronomia che hanno deciso di seguire il loro esempio.

Neanche il lockdown e la pandemia sono riusciti a fermare il vulcanico duo imprenditoriale e il loro team che, in una situazione difficile e insidiosa come quella che stiamo ancora vivendo, hanno continuato a lavorare e a investire sul proprio progetto con lo stesso coraggio e dedizione di chi crede e si appassiona davvero a ciò che fa, senza perdere mai la lucidità e la positività che li contraddistingue. Si pensi all’iniziativa di delivery lanciata da Serpa che occupandosi in prima persona delle consegne a domicilio ha mantenuto vivo il rapporto con i suoi clienti con cui è sempre rimasto in contatto, sempre rispettando le indicazioni ministeriali. Tra le nuove collaborazioni, avviate proprio negli scorsi mesi, vi sono: quella con il Birrificio Baladin che ha realizzato delle bottiglie personalizzate per Frumento; e quella con Campari Academy con cui Frumento ha organizzato delle masterclass di aggiornamento professionale, fonti d’ispirazione per il bartender, Domenico Cosentino che ha ideato una nuova cocktail list disponibile nei prossimi mesi. Ricordiamo anche new entry del menù (consultabile online), ovvero, le nuove fritture  – crocchè di patate e gli arancini con il trunzo di Aci  (cavolo rapa coltivato nella zona di Acireale) – e le nuove pizze che seguono sempre la stagionalità delle materie prime secondo il diktat qualità e freschezza da sempre osservato e tutelato da Frumento.

«Siamo molto felici e orgogliosi di questi due riconoscimenti – dichiarano i due imprenditori – perché sono la riprova della nostra costante crescita in termini di esperienza e qualità. Scalare la classifica, conquistando otto posizioni più in alto rispetto all’edizione precedente (39 nel 2019; °31° nel 2020) ed essere riconfermati come la prima pizzeria in Sicilia e anche la più a Sud d’Italia e ricevere l’Olitalia Award per la migliore proposta di fritti in Italia ci motiva e ci fa credere di aver imboccato davvero la strada giusta. Una strada che abbiamo deciso di percorrere da giovanissimi spinti dalla forza di seguire un sogno e dalla consapevolezza che ci stavamo davvero giocando il tutto per tutto. Una strada che ci ha portato a scrivere una storia ambientata ad Acireale, un territorio cui siamo molto legati e su cui abbiamo voluto riaccendere le luci che merita di avere puntate, contribuendo alla sua rinascita. Una storia fatta da noi ma soprattutto dal nostro team e dai nostri fornitori che ci consentono da cinque anni di offrire una proposta di qualità, costante e coerente nel tempo. Ringraziamo 50 Top Pizza non solo per  averci inserito all’interno della loro autorevole classifica nazionale che premia le migliori pizzerie italiane ma soprattutto perché ha conferito importanza a questo prodotto e a questo segmento della ristorazione per molto tempo rimasto nell’ombra sebbene sia uno dei simboli più considerevoli della nostra identità gastronomica a livello internazionale. Concludiamo, annunciando una nuova tappa del processo di evoluzione della pizza in Sicilia, ovvero, che a breve saremo aperti anche la domenica a pranzo per offrirvi sempre le nostre pizze».

Questi nuovi riconoscimenti che vedono nella 50 top pizza award Frumento al 31°posto su scala nazionale e al 1° tra le pizzerie siciliane, oltre all’Olitalia Award per i migliore proposta di fritti in Italia, s’aggiungonoallealtre segnalazioni della pizzeria all’interno della “Guida del Gambero Rosso 2020” con due spicchi, il “Premio Migliore Pizzeria in Sicilia – Best in Sicily 2019” organizzato da Cronache di Gusto, della “Guida ai sapori e ai piaceri della Sicilia 2019 e 2020” di Repubblica, della “Guida ai Ristoranti e Pizzerie di Sicilia” del 2018 e del 2019 edita da Il giornale di Sicilia; de “I Ristoranti d’Italia 2018” dell’Espresso.

Ufficio stampa | Valentina Barbagallo

Lunedì 12 ottobre alle ore 20:00 presso il Ristorante Pizzeria Raffaele Medaglia in via Appia km 18.900 a Sant’Antimo, Renato Rocco, direttore de La Buona Tavola Magazine, presenterà agli operatori dell’informazione il menù autunnale e la location inaugurata a inizio agosto. La cena prevede un entrée composto da un assaggio di pizza seguito dalla degustazione di diverse portate:

  1. Pizza Zuccotta: crema di zucca, fior di latte di Agerola, pancetta arrotolata di suino nero, scaglie di parmigiano reggiano 36 mesi, fonduta di pecorino romano e olio EVO
  2. Polpo nell’orto: polpo brasato servito con la sua maionese e soutè di verdure di stagione
  3. Porchetta di coniglio e patata affumicata: rollè di coniglio cotto a bassa temperatura con erbe aromatiche, patata affumicata, fondo di coniglio all’ischitana
  4. Raviolo al ragù napoletano: ravioli di ragù serviti con pesto ed emulsione di pomodoro e ricotta
  5. Pasta mista cavolo, frutti di mare e cacao: pasta mista servita con cavolo in due consistenze, frutti di mare e spolverata di cacao
  6. Rana verza e guanciale: rana pescatrice cotta in olio cottura, verza orientale, guanciale croccante
  7. Baccalà alla puttanesca bruciata
  8. Ricordo di Pastiera
pizza zuccotta
Pizza zuccotta

Raffaele Medaglia: Dal Cile all’Italia

Innumerevoli esperienze all’estero hanno arricchito la formazione dello chef Raffaele Medaglia: New York, Londra, Dubai, India, Singapore sono solo alcune delle città in cui ha dato prova del suo estro. Vanta inoltre un’esperienza al Joia, ristorante stellato milanese. Nel 2014, dopo una carriera cosmopolita, arriva la scelta di aprire con dei soci una catena di ristoranti, ben sei, a Santiago del Cile. Creatore del format “Semplicemente Pizza”, un campionato mondiale di pizzaioli professionisti tenutosi nel 2016 con tappe come New York, Buenos Aires e Napoli. Raffaele ha partecipato anche ad altri programmi televisivi in Cile, e al programma italiano “Little big Italy” su Canale 9 con Francesco Pannella.

Raffaele Medaglia
Lo chef Raffaele Medaglia

 Rappresentante ministeriale chef italiano nel mondo, Medaglia torna a casa nella sua Sant’Antimo, in un locale in cui è rappresentata la Napoli antica e quella moderna, caratterizzato dall’azzurro del mare, dal giallo del grano (ma anche di san Gennaro) e dal rosso fuoco del Vesuvio che erutta dal forno.

A far parte della brigata di Raffaele Medaglia, due giovani chef, Antonio Commone e Vincenzo Cozzolino, che vantano nei loro curriculum diverse esperienze professionali come quella presso Josè Restaurant con lo chef stellato Domenico Iavarone.

NB: l’incontro con gli operatori avverrà in una sala separata da quella aperta al pubblico e nel rispetto delle norme anti Covid-19.

Presso la sala demo della Nardone Forni  a San Giorgio del Sannio in provincia di Benevento, due giorni sono stati dedicati alla formazione professionale “ Consulenza 3.0 – Impasti Gourmet” firmata Maurizio Stanco.

La Consulting Stanco, agenzia  di consulenza aziendale fondata da Maurizio Stanco è il frutto di 25 anni d’esperienza nel settore  della formazione e  della realizzazione di impasti gourmet.

La Consulting Stanco focalizza la consulenza su: pizza classica, pizza napoletana 3.0 , pizza in pala 3.0 , pizza in teglia ,  focaccia gourmet, impasti alternativi, grani antichi, multicereali, integrale ,   bun sburger,  gluten free, prefermenti e  lievito madre.

Oltretutto si occupa di formare per una gestione ottimale del food cost e del business plan, garantendo la crescita del fatturato nell’ambito Pizzeria-Panificazione-Pub e Pasticceria.

Maurizio Stanco perseguendo una costante ricerca e valorizzazione dei prodotti di qualità, ha dato vita in collaborazione con l’azienda Molini Pizzuti di Bellizzi, che vanta oltre cinquant’anni d’esperienza nell’arte molitoria, una  nuova selezione di farine “Linea Professional“ nello specifico, Natura e Natura Plus, farine di tipo “ 0 “a cui a breve si affiancherà una tipo “ 1 ”.

Farine ideali per realizzare prodotti che permettono di soddisfare gli obbiettivi prefissati e che sono in dotazione con assoluta esclusività di zona agli aderenti al progetto Partner su tutto il territorio nazionale.

Da qui ha preso corpo il nuovo format registrato  “ Consulenza 3.0 – Impasti  Gourmet “, fondamentale per ampliare e completare  una formazione professionale.

Si tratta di una full immersion di due giorni dedicata agli impasti gourmet sia di pizza napoletana che di pizza in pala, con l’unicità che, ogni partecipante è protagonista della consulenza, poiché ha una postazione personale dotata d’impastatrice professionale MecnoSud azienda di Flumeri leader nel settore delle attrezzature per pizzerie, panificazione e pasticceria, inoltre al proprio banco ci sono utensili, farine Linea Professional Molini Pizzuti e quanto necessario per realizzare gli impasti, in tal modo mette letteralmente le mani in pasta, in contemporanea con l’intero gruppo mentre segue la lezione e interagisce con il relatore.

Il primo giorno alterna teoria e pratica, dove ogni corsista realizza il suo impasto pizza napoletana 3.0 e pizza in pala 3.0 che a temperatura controllata affrontano una lievitazione di 24 ore. Il secondo giorno è dedicato ad approfondimenti teorici e alla stesura dei panetti lievitati, quindi alla cottura della pizza napoletana 3.0 e pizza in pala 3.0 con impasti gourmet, personalizzate dai prodotti tipici del territorio di provenienza dei partecipanti.

La prima tappa di formazione ”Consulenza 3.0 Impasti Gourmet” ha visto realizzare da ogni corsista due impasti gourmet:

  • Impasto  Pizza Napoletana 3.0  con idratazione minima del 70 % H2o 
  • Impasto Pizza in Pala 3.0 con idratazione minima del  80 %  H2o

I pizzaioli professionisti che hanno partecipato sono stati:

  • Pietro Zannini pizzaiolo e patron della pizzeria Pucci e Manella di Formia; la pizza che ha realizzato è stata la “Pucci” (Mozzarella di bufala dop, all’uscita capocollo artigianale di Maranola, provolone Recco e pomodorino confit, olio evo e basilico)
  • Giuliano Bucci dall’Abruzzo, patron di ben tre pizzerie: Pizzeria La Fattoria a Roccaraso, La Lanterna a Castel di Sangro e Kilometro Zero a Tenerife. La pizza che ha realizzato è stata la “Poker” (Crema di pecorino, ventricina spalmabile, fior di latte, tartufo nero estivo a scaglie, olio evo)
  • Cesare Tassone dalla Calabria, pizzaiolo  presso la pizzeria Il Castello di Stilo; la pizza che ha realizzato è stata “L’improvvisata” (Base pomodorino giallo, fior di latte. All’uscita capocollo, pomodorini rossi, olio evo e basilico)
  • Attilio Ferrante patron della pizzeria Pizza e Babbà di Santa Maria Capua Vetere in provincia di   Caserta, la pizza che ha realizzato è stata la “Vesuviana” (Passata di pomodorino giallo del Vesuvio, fior di latte, salame di maialino nero casertano, cipolla croccante, olio evo)
  • Luciano Passeggio pizzaiolo di Spicchi d’Autore a Napoli;la pizza che ha realizzato è stata “La speziata” (Vellutata di zucca, carote, zenzero, sale, pepe e burro, mousse di patata viola, mandorle tostate e rosmarino in foglie, fior di latte di Agerola e olio evo)
  • Guido Tartaglia da Napoli pizzaiolo presso la pizzeria  Spicchi d’Autore a Napoli, la pizza che ha realizzato è stata la ”Campagnola” (Base di fior di latte di Agerola. All’uscita, crema di topinambur e funghi porcini, radicchio fritto e topinambur in chips, olio evo e basilico)
  • Michele Casertano  da Curti, pizzaiolo presso la pizzeria Pizza e Babbà di Santa Maria Capua Vetere in provincia di Caserta; la pizza che ha realizzato è stata “La donna in viola” (Vellutata di patate viola, salsiccia di maialino nero casertano, mozzarella di bufala dop, olio evo e basilico)
  • Carlo De Angelis pizzaiolo presso la pizzeria Panidà 2.0 di Aversa;la pizza che ha realizzato è stata la “Casertana” (Crema di melanzana e peperoni artigianale, salsiccia di maialino nero casertano, olive nere denocciolate Caiazzane, fior di latte di Agerola, olio evo e basilico)
  • Dino Daniele – Wael El Sayed pizzaiolo proveniente da  Passo di Mirabella; la pizza che ha realizzato è stata la “Filù” (Vellutata di zucchine e datterino giallo in succo, fior di latte, fiori di zucca ripieni di ricotta, provola e pesto di basilico, olio evo e basilico)
  • Taddeo De Luca pizzaiolo presso la pizzeria Luigi Gallo pizza e fritti a Casamarciano; la pizza che ha realizzato è stata la Pizza “Bizzarra” (Crema pomodorino giallo del piennolo, pomodorino giallo semi dry, olive nere di Gaeta. All’uscita pomodorino rosso semi dry e acciughe di Cetara, origano di montagna, olio evo)

Lo staff di supporto alla prima tappa di Consulenza 3.0 ha visto in sala:

  • Luigi Gallo pizzaiolo  e patron della pizzeria Luigi Gallo pizza e fritti a Casamarciano che ha realizzato la sua “Pizza Scarulella” (Provola di Agerola, salsiccia di maialino nero casertano. In uscita scarola riccia saltata in padella, acciughe e guanciale)
  • Nunzio Ieppariello maestro pizzaiolo presso la Pizzeria Le Quattro Esse di Avellino. La pizza che ha realizzato è stata la “Zuccona” (Crema di zucca, provola, porcini, scaglie di patate viola. All’uscita scaglie di caciocavallo stagionato, basilico e olio evo)

Antonella Salvatore Hostess

La seconda tappa  della Consulenza 3.0 Impasti Gourmet è in programma per il mese di  Novembre 2020 in Campania e sarà riservata esclusivamente ad un numero di 10 partecipanti.

Per info e prenotazioni consultare il sito www.consultingstanco.it

Contatti: Consulente Tecnico  Maurizio Stanco Mobile 320.3118869

info@consultingstanco.it

Partner: MecnoSud, Dott. Raffaele Ingrisano, Molini Pizzuti, Dott.ssa Mariella Pizzuti, Martino Nardone, Marcello Nardone, Antonella Salvatore, Nunzio Ieppariello, Luigi Gallo

Ufficio stampa: Angela Merolla

Wine-Food Communication and Images

info@angelamerolla.it

angelamerolla@pec.it

Dal 3 all’11 ottobre al via la terza edizione della Milano Wine Week con cui ripartirà ufficialmente la rosa degli eventi milanesi dopo la pausa imposta dalla pandemia.

Milano riparte, torna ad essere palcoscenico nazionale ed internazionale di eventi fashion e gourmet. Riparte e lo fa dalla Milano Wine Week, la settimana dedicata alla promozione e al rilancio del settore vitivinicolo.

Nove giorni, dal 3 all’11 ottobre, durante cui un programma ricco di eventi si snoderà tra Milano e altre città di 7 paesi importanti per l’export del vino. Operatori del settore, buyers e pubblico saranno a contatto, rispettando tutte le normative vigenti, con le aziende vitivinicole.

Una Milano Wine Week inedita, trasformata e potenziata che cavalca l’onda dell’epoca digital con il chiaro obiettivo di offrire uno strumento potente che possa connettere tutti gli attori della filiera, da monte a valle. Nasce quindi la prima Digital Wine Fair, la piattaforma digitale che permette l’incontro tra cantine, aziende, buyers di tutto il mondo offrendo un momento di dialogo, promozione e networking. Masterclass, Walk-Around tasting, ShowCooking e Wine Pairing, Forum e meeting B2B: questo e molto altro animerà il primo evento internazionale del 2020 interamente dedicato al mondo del vino.

Una manifestazione che partirà dal cuore di Milano, i luoghi della ristorazione, che permetterà al pubblico vivere un’esperienza sensoriale a 360°.

Dunque, il mondo del vino non può ripartire se non ha al suo fianco quello della ristorazione e viceversa. Produttori vinicoli e grandi protagonisti della cucina saranno in scena insieme per risollevare le sorti dei rispettivi settori. Tra i protagonisti dell’evento, ci saranno anche chef del calibro di Cedroni, Oldani, Negrini, Berton e Roncoroni.  Nonostante il futuro riservi delle incognite, gli chef lanciano segnali d’ottimismo. La Milano Wine Week è occasione feconda ed imperdibile per degustare i vini nel loro momento di maturità e, per gli chef, di abbinare cibi che possano accordarsi armoniosamente con essi.

Più che di ripartenza potremmo parlare di una nuova partenza, soprattutto per il settore food e beverage che più di tutti ha risentito degli eventi drammatici che abbiamo vissuto. Una nuova ripartenza è possibile: le aziende, le realtà enogastronomiche, sapranno venirne fuori rinnovate nello spirito. È bene che la macchina degli eventi riparta ed è bene che lo faccia Milano con manifestazioni del genere: puntando al cuore (e alla pancia) degli italiani.

50 TOP PIZZA 2020 : I MASANIELLI DI FRANCESCO MARTUCCI (CASERTA) È LA MIGLIORE PIZZERIA D’ITALIA E DEL MONDO
 

SECONDA POSIZIONE PER PEPE IN GRANI, DI FRANCO PEPE (CAIAZZO – CE) IN TERZA PIAZZA I TIGLI, DI SIMONE PADOAN (SAN BONIFACIO – VR), A QUEST’ULTIMO IL PREMIO SPECIALE DI PIZZAIOLO DELL’ANNO.

LA PIZZA DEL 2020 È LA FUTURO DI MARINARA DI MARTUCCI, GENNARO POLICE (‘O SCUGNIZZO, DI AREZZO) È IL GIOVANE PIZZAIOLO DELL’ANNO. LA PIZZERIA NOVITÀ DEL 2020 È IQUINTILI, DI MARCO QUINTILI (ROMA).

TANTI I CAMBIAMENTI E LE NEW ENTRY NELLA CLASSIFICA DELLA CELEBRE GUIDA ON-LINE  16 I LOCALI CAMPANI NELLA TOP 50 SEGUONO, A QUOTA 6, LAZIO, LOMBARDIA E TOSCANA ASSEGNATI ANCHE I PRESTIGIOSI RICONOSCIMENTI INTERNAZIONALI

Il sorpasso è avvenuto, I Masanielli di Francesco Martucci è la migliore pizzeria d’Italia e del mondo secondo 50 Top Pizza 2020 , IV edizione della celebre guida on-line di settore. Il locale di Caserta rimane da solo sul gradino più alto del podio dopo l’ex-aequo del 2019, condiviso con Pepe in Grani di Franco Pepe (Caiazzo, CE) che scende dunque per la prima volta in seconda posizione dopo tre anni da primo della classe. In terza piazza I Tigli di Simone Padoan (San Bonifacio, VR), il quale si aggiudica l’ambito premio speciale di pizzaiolo dell’anno. Ai piedi del podio 50 Kalò di Ciro Salvo Pizzeria e La Notizia 94, del pizzaiolo Enzo Coccia, entrambe di Napoli.

Se al vaglio degli ispettori i criteri per la valutazione sono rimasti gli stessi delle precedenti edizioni (dalla qualità della proposta del cibo all’insieme dei servizi offerti al cliente), sono stati invece tanti i cambiamenti nella top 50, che appare, rispetto alle precedenti edizioni, abbastanza rivoluzionata, grazie a diverse new entry e altrettante uscite di scena. Il duo di testa continua a essere espressione della scuola casertana e la Campania resta ovviamente la regione con il maggior numero di locali presenti in classifica, ben 16. A essere rappresentata è però quasi l’intera Penisola, a cominciare da Lazio, Lombardia e Toscana, a quota 6, segue il Veneto (4), poi il Piemonte, la Sardegna e la Sicilia (2), infine Abruzzo, Basilicata, Emilia-Romagna, Liguria, Marche e Puglia (1).

Novità anche per gli attesi Italian Special Awards 2020. Tra questi il premio di giovane pizzaiolo dell’anno, dato a Gennaro Police dell’insegna ‘O Scugnizzo, di Arezzo, e quello di pizzeria novità del 2020, assegnato alla romana IQuintili, di Marco Quintili. La performance del 2020 (ovvero il più grande balzo in avanti in classifica, dal 106° posto del 2019 all’attuale 29°) è invece opera del Ristorante Pizzeria Ciarly, di Napoli. L’incredibile Futuro di Marinara di Francesco Martucci è la classica zampata del campione e si aggiudica il premio di pizza dell’anno. Mentre a firmare la margherita dell’anno è un maestro come Enzo Coccia (La Notizia 94, Napoli). Per la migliore proposta dei fritti occorre andare ad Acireale (CT), presso Frumento, e per la più buona frittatina di pasta da Carlo Sammarco Pizzeria 2.0, a Frattamaggiore (NA).

Il premio Pasticceria in Pizzeria va a Dry Milano, mentre la migliore pizza dolce è la Pizza Colada di Seu Pizza Illuminati (Roma). Il miglior servizio di sala è di Francesco & Salvatore Salvo (Napoli). Le migliori carte dei vini, delle birre e degli oli sono rispettivamente di: 50 Kalò di Ciro Salvo Pizzeria (Napoli), Apogeo (Pietrasanta, LU), Giangi Pizza e Ricerca (Arielli, CH). Infine il premio Best Format, conferito a Crosta (MI), e l’importante riconoscimento Innovazione e Sostenibilità Ambientale attribuito a Le Grotticelle (Caggiano, SA).


Sono stati inoltre assegnati i prestigiosi riconoscimenti internazionali per le top pizzerie in Giappone, Canada, Asia e Oceania. Ad aggiudicarseli rispettivamente: Pizzeria Braceria Cesari (Nagoya, Japan), Via Tevere Pizzeria Napoletana (Vancouver, Canada), CIAK – In The Kitchen (Hong Kong, China) e 400 Gradi (Brunswick, Australia). A quest’ultima insegna australiana per finire, è stato dato anche l’ambito premio per la Migliore Pizza Napoletana fuori dall’Italia. Purtroppo quest’anno non è stato possibile stilare le classifiche delle migliori pizzerie di Usa, Sud America e Africa a causa dell’emergenza sanitaria, che non ha reso agevole né il lavoro dei pizzaioli e né tantomeno quello degli ispettori.


Tutti i responsi sono stati dati al termine di un’appassionante diretta streaming, condotta da Federico Quaranta e seguita da migliaia di persone attraverso i canali social. L’ormai consueto countdown ha visto collegati tutti i pizzaioli presenti in classifica, i quali hanno così potuto ritirare virtualmente le onorificenze assegnategli. Tra questi anche Gabriele Bonci, con la sua Pizzarium al primo posto delle 20 Migliori Pizze in Viaggio in Italia – da Taglio e Asporto – 2020, e ovviamente Ciro Salvo, numero uno, con 50 Kalò London, di 50 Top Europe 2020, la classifica delle migliori pizzerie d’Europa fuori dai confini italiani che ha fatto migliaia di visualizzazioni durante la sua presentazione e raccolto centinaia di articoli da tutti i Paesi europei.


“Il mondo della pizza – commentano Barbara Guerra, Luciano Pignataro e Albert Sapere, i tre curatori del progetto editoriale – si è dimostrato quello più reattivo di fronte alle difficoltà del momento. Nessuno ha rinunciato alla qualità e sono proseguiti gli investimenti. Ci teniamo poi a sottolineare l’ingresso di tanti giovani, sia in Italia che all’estero, a testimonianza di un settore vivo, ricco di passione e di competenze. Vogliamo infine ringraziare i nostri partner e tutti gli ispettori, che quest’anno hanno compiuto un eccellente e difficile lavoro fuori e dentro i confini nazionali. Grazie a loro, ai coordinatori regionali e nazionali, abbiamo potuto offrire ai lettori e ai clienti una fotografia del comparto come forse nessun altro è in grado di fare. Diamo ovviamente appuntamento a 50 Top Pizza 2021, augurandoci un felice ritorno alla normalità”.

Partner dell’iniziativa 50 Top Pizza 2020 : 
Olitalia, Birrificio Fratelli Perrella, Consorzio di Tutela del Prosecco DOC, S.Pellegrino & Acqua Panna, D’Amico, Pastificio Di Martino, Solania, Latteria Sorrentina.

Da un’idea dello chef Mario Carmine Solimeo nasce una nuova veste del progetto culinario IrpiniAmo Food & Travel di cui egli stesso è l’autore e il promotore. IrpiniAmo Food & Travel diventa un’esperienza culinaria non solo da amare ma soprattutto da condividere.

Per il secondo anno consecutivo, lo chef Solimeo di origini calabresi ma avellinese di adozione, proporrà il suo menù itinerante ad un pubblico di commensali molto speciale, “i meno fortunati”. “In collaborazione con la Caritas Diocesana di Avellino, sarà organizzato, molto probabilmente alla fine del mese di ottobre, un pranzo offerto a chiunque abbia bisogno di un piatto caldo” – dichiara con un pizzico di emozione Mario Carmine Solimeo.

La cucina diventa, così, lo strumento per regalare un momento di allegria, un istante di spensieratezza; la convivialità è la diretta conseguenza di un gesto solidale. “Tutti possono sedersi allo stesso tavolo; insieme possono gustare e apprezzare i prodotti locali, a km 0, e i piatti tipici della tradizione culinaria irpina; ma anche semplicemente socializzare e scambiare una parola di conforto” – con queste parole, pregne di umiltà, lo chef Solimeo si mette in gioco per una buona causa.

Il menù di IrpiniAmo Food & Travel

L’antipasto sarà composto da un tagliere di salumi contadini, che rappresentano il lato prettamente rustico delle terre d’Irpina. Poi sarà servito un gustoso primo piatto di fusilli classici avellinesi condito con un ragù di carne, semplice e genuino. Seguirà un secondo, ricco e sostanzioso, uno stracotto di maiale accompagnato da un contorno di qualità, la patata Rosina. Non poteva mancare il dolce, il bucchinotto, un pasticciotto di pasta frolla con un cuore di mostarda, una ghiotta squisitezza.

“Le portate sono quelle dei giorni di festa, i momenti in cui le famiglie si riuniscono” – dice Mario Carmine Solimeo che aggiunge – “La cucina non deve essere solo un piacere per pochi; mangiare un pasto caldo è un diritto di tutti”.

Il piatto che lo chef Solimeo prepara con tanto entusiasmo è ricco di amore per il prossimo, un sentimento quasi non provato più e dimostrato ancora a stento.

Irpinia Amore Mio Food & Travel è un progetto che intende promuovere, e non solo nel territorio di Avellino, la nuova figura dello “chef solidale”, ma soprattutto la sua missione che è quella di lanciare un messaggio chiaro e diretto: sensibilizzare ed educare alla solidarietà, perché tutti ne hanno bisogno. Un atto che coinvolge emotivamente una persona e che provoca delle belle sensazioni, arricchisce sia colui che le dona sia chi le riceve.

La rinomata azienda di eccellenza Gastronomia Arfè , fondata nel 1870, domenica prossima, 4 ottobre, celebra un secolo e mezzo di storia di tutto rispetto nel settore alimentare e culinario.

Napoli. La storica Gastronomia Arfè celebra 150 anni di attività insieme ai suoi clienti affezionati, domenica prossima 4 ottobre, dalle ore 19, nella sede unica in via Giacomo Piscicelli 37, (angolo via G. Martucci, 2), a Chiaia.

Lo annuncia lo chefpatron della storica azienda napoletana, tra le più antiche e apprezzate della Campania e d’Italia, Antonio Arfè, classe 1957.

Fra le massime espressioni della Cucina tradizionale partenopea, Maestro di Cucina dell’ Associazione Professionale Cuochi Italiani Antonio gestisce l’attività insieme all’affiatata famiglia: in primis la moglie Rosaria, sempre al suo fianco, esperta di settore; le figlie Barbara e Martina, diplomate in Agrotecnica, e specializzate, tra l’altro, nella conoscenza dei prodotti e loro classificazioni e tecniche di vinificazione, alle quali è affidata la consulenza sulle tecniche di produzione, trasformazione, igiene e conservazione degli alimenti; le relazioni con il pubblico e le ditte fornitrici sono affidate a Silvana Rizzolo.

L’evento avrà luogo en plein air a turnazioni, con numero limitato di avventori, in assoluta sicurezza, nel rispetto delle norme anti-covid. 

Nel corso della serata, i partecipanti potranno degustare le rinomate bontà salate e dolci, dello chef Antonio Arfè e della figlia Barbara. 

Ufficio Stampa e Comunicazione sono curati dalla giornalista Teresa Lucianelli che coordinerà anche i servizi tv e fotografici e le interviste programmati con i colleghi. 

La Gastronomia Arfè rappresenta dal 1870 un punto di riferimento certo per tanti buongustai e fini intenditori, dove è possibile sia acquistare da asporto che degustare una selezione di prodotti di alta qualità, squisite pietanze e irresistibili dolci preparati dallo chef Antonio Arfè, coadiuvato dalla figlia Barbara, sous chef; specialità di salumeria di primissima scelta e un’ampia selezione di tipicità, tra cui mozzarella e provole da latte di bufala, aversane, fior di latte, provala e caciocavallo di Agerola e formaggi dei migliori caseifici della regione, salami provenienti dal Nolano, dall’Avellinese ecc., vari salumi campani di pregio, proposti pure nella versione a tagliere, con consegne quotidiane e anche più volte al giorno, a garanzia di un’assoluta freschezza. 

Originari degli antichi quartieri spagnoli di Napoli, gli Arfè si dedicano con passione al commercio da un secolo e mezzo.  

Già agli inizi, nella seconda metà dell’Ottocento, fondamentale è la scelta di qualità dei prodotti, selezionati con grande attenzione: generi alimentari di ampio consumo come legumi, salsa, oli e affini. 

È agli inizi del 1900 che apre i battenti il primo negozio in vico Tiratoio 4 ai Quartieri Spagnoli e viene ampliata la gamma degli articoli, con maggiore tendenza alle specialità, prodotti tipici caseari e di salumeria. A gestirlo è don Antonio Arfè con la moglie, donna Teresina Mazziotti. Scelgono prodotti tipici di eccellenza, ancora oggi presenti nella rinomata attività commerciale di via Giacomo Piscicelli, aperta negli anni ‘50, poco dopo il ritorno dalla prigionia tedesca del figlio Pasqualino, che la rileverà, in previsione delle proprie nozze, affiancato dalla futura moglie, Rita Valente. Anche in questo negozio, vengono commercializzati prodotti di prima qualità, con l’aggiunta di scatolami, pasta, vini e liquori, ad arricchire l’assortimento.

Nel 1972, con la scomparsa di Pasquale, la gestione passa nelle mani della vedova Rita e della figlia Carla, e più tardi entra a far parte dell’organico anche il figlio Antonio, che punta a dare nuovo slancio all’azienda di famiglia, con un contributo sostanziale e inedito: quello dei cibi cotti, ovviamente di alta qualità, in linea con l’impostazione storica della ditta e con il target della clientela, medio-alto e d’élite. 

Antonio Arfè si specializza nel settore gastronomico: frequenta corsi di formazione, perfezionamento e aggiornamento in campo alimentare, e soprattutto in ambito culinario, e va ad aggiungere alle ampiamente note specialità alimentari di Arfè, anche quelle preparate in sede, che diverranno in breve tempo famose e tra i simboli gastronomici della città di Napoli, in eventi di grande portata nazionale e internazionale.

Antonio, insignito di prestigiose onorificenze e vincitore di vari trofei di categoria, prepara tuttora, con passione e alta tecnica, tante pietanze della migliore tradizione e squisiti piatti innovativi, a base di ingredienti selezionatissimi campani. Autentiche gioie per i palati raffinati di una platea esigente, formata prevalentemente da autentici esperti, cultori e appassionati del buon gusto. 

Ufficio stampa: Teresa Lucianelli

MIGLIORI CHEF E SOMMELIER DEL MONDO DELL’INTERNATIONAL TASTE INSTITUTE PREMIANO CAFFÈ BORBONE

MISCELA NOBILE BLU – CAPSULE COMPATIBILI CON MACCHINE NESCAFÈ®* DOLCE GUSTO®*SI AGGIUDICA LE DUE STELLE CON IL PREMIO SUPERIOR TASTE AWARD

Anche la Miscela Nobile Blu – capsule compatibili con macchine Nescafè®* Dolce Gusto®* di Caffè Borbone si aggiunge alla lista dei prodotti meritevoli di encomio secondo la giuria internazionale composta dai migliori Chef e Sommelier del mondo dell’International Taste Institute, leader mondiale nella valutazione e certificazione di alimenti e bevande di consumo. Il Superior Taste Award è uno dei riconoscimenti più rinomati al mondo perché valuta il GUSTO, in maniera obiettiva e indipendente, senza che la marca influenzi i giurati. La valutazione non dipende dal gusto personale dei giudici ma da una stima della qualità organolettica dei prodotti secondo un approccio sistematico basato sul metodo di analisi sensoriale edonica internazionale.         

Caffè Borbone, azienda napoletana riconosciuta a livello nazionale come una delle migliori imprese produttrici di caffè e rinomata soprattutto per il caffè porzionato, porta a casa un altro riconoscimento assegnato dai professionisti del gusto dell’International Taste Institute. Tocca alla Miscela Nobile/Blu – Capsule compatibili con macchine Nescafè®* Dolce Gusto®*, ricevere il Superior Taste Award con 2 Stelle, grazie alle sue caratteristiche che rendono la miscela Equilibrata e Corposa. La Miscela Nobile/ Blu Capsule compatibili con macchine Nescafè®* Dolce Gusto®* è ottenuta dalla selezione di miscele combinte  per donare un equilibrio perfetto tra corpo, persistenza e dolcezza. Un mix che regala “magiche emozioni” grazie al suo sapore nobile che non nega a chi lo sorseggia di compiacersi del carattere vigoroso e dell’aroma intenso della Miscela Nobile/Blu.

L’azienda Caffè Borbone non è nuova del palcoscenico dell’International Taste Institut, infatti, ha già ottenuto punteggi altissimi aggiudicandosi 3 Stelle con un punteggio superiore al 90%  per la referenza Caffè Borbone Miscela Suprema/Oro – con le sue capsule compatibili con macchine a marchio Lavazza®* A Modo Mio®*.Questo non è l’unico riconoscimento che Caffè Borbone ha ottenuto, infatti, è stato premiato anche con la referenza Caffè Borbone Miscela Suprema/Oro – con le sue capsule compatibili con macchine a uso domestico a marchio Nespresso®*, conseguendo le tre stelle.

Così –commenta- il prestigioso riconoscimento internazionale –Massimo Rendapresidente esecutivo del brand Caffè Borbone: “Ormai i riconoscimenti dell’International Taste Institute sono un appuntamento fisso per Caffè Borbone, è il nostro quarto prodotto a essere premiato con Il Superior Taste Award dalla giuria di esperti nel mondo del food e del beverage. Un feedback davvero importante per noi, dal momento che, in questa competizione è soprattutto il gusto ad essere premiato, in maniera obiettiva e indipendente, senza che la marca influenzi i giurati. La nostra mission, da sempre, è quella d’innovare il processo produttivo, ovviamente mantenendo salda la tradizione del caffè espresso napoletano e nel pieno rispetto di chi, ogni giorno sceglie il nostro caffè. Sono entusiasta di questo nuovo successo ringrazio tutti i miei collaboratori che hanno reso possibile questo risultato.”


Un successo per Caffè Borbone, ma che dà lustro all’intero Made in Italy che in questa competizione ha registrato, in media, punteggi altissimi rispetto agli altri paesi e per svariate categorie. Particolarmente meritevole, quest’anno, la categoria del Caffè Italiano, che con una sempre più crescente presenza di grandi e piccole torrefazioni italiane, rende il caffè uno dei prodotti di punta dell’Italia, anche al di fuori dei suoi confini.

*Nespresso® e *Nescafé® *Dolce Gusto® sono marchi registrati di Societè des Produits Nestlè® S.A. La compatibilità delle capsule Caffè Borbone è funzionale all’utilizzo con macchine da caffè ad uso domestico Nespresso ®

Lavazza ®, A Modo Mio®, sono marchi di proprietà di Luigi Lavazza S.p.A.®. 

La compatibilità delle capsule Caffè Borbone è funzionale all’utilizzo con macchine da caffè ad uso domestico Lavazza ® A Modo Mio ®.

Caffè Borbone Srl è produttore autonomo non collegato alle società Luigi Lavazza S.p.A.®. e Societè des Produits Nestlè® S.A.

Consorzio Provolone del Monaco : con l’assessore all’agricoltura verso l’associazione dei consorzi Dop e Igp
Con gli auguri arrivano le prime proposte per Nicola Caputo

Il Consorzio di Tutela del Provolone del Monaco Dop ha accolto con grande entusiasmo la nomina di Nicola Caputo ad assessore regionale all’agricoltura. Un atto che fa cominciare sotto i migliori auspici per il comparto il secondo mandato di Vincenzo De Luca in qualità di presidente della Regione Campania.


“Nell’augurare buon lavoro al nuovo assessore Nicola Caputo – esordiscono il direttore Vincenzo Peretti e il presidente Giosué De Simone- siamo anche lieti di questo cambio di rotta della politica regionale che finalmente ha realizzato quanto più volte abbiamo sollecitato nel corso dei primi cinque anni di amministrazione. La Campania necessitava di un assessore  in grado di guidarla verso la massima espressione di potenzialità che possono scaturire da questo settore”.


Una notizia che era nell’aria e che rappresenta un po’ il proseguimento, con pieni poteri, di un percorso iniziato nel luglio del 2019 allorché il presidente Vincenzo De Luca lo nominò consigliere per l’agricoltura. Da quel giorno ha cominciato ad occuparsi di  Politiche agricole, alimentari e forestali, Caccia e Pesca; strategie regionali di definizione del nuovo PSR (periodo 2021-2027). Caputo vanta nel curriculum un’esperienza a Bruxelles come coordinatore S&D della Commissione Agricoltura e Sviluppo rurale e presidente del Comitato Life. Si è occupato di Pac, promuovendo i temi della sostenibilità, dell’innovazione in agricoltura e della protezione delle produzioni agroalimentari italiane contro il fenomeno dell’Italian sounding.


“Adesso è il momento di fare sul serio -concludono Peretti e De Simone- la regione Campania necessita di un tavolo permanente aperto a tutti i Consorzi di Tutela dei nostri prodotti Dop ed anche di quelli Igp. Non dobbiamo restare indietro nemmeno di un passo rispetto al resto del Paese consentendo a tutti di competere ad ogni livello. Con l’aiuto di un assessore presente e competente possiamo farcela”.

Roberto Esse

“Dal chicco alla tazzina”: Open Day per la Giornata Internazionale del Caffè Cultura e sostenibilità al Gambrinus giovedì 1 ottobre


Un caffè sospeso per ogni firma lasciata per il caffè Unesco


A Napoli cultura, dimostrazioni pratiche e approfondimenti per la Giornata Internazionale del Caffè. L’appuntamento per appassionati, addetti ai lavori e curiosi è nel salone del “Gran Caffè Gambrinus” che giovedì 1 ottobre dalle ore 15 alle ore 20 sarà completamente rimodulato per l’occasione e ospiterà tutto ciò che ruota attorno alla conoscenza della bevanda.
Un evento – per cui è stato chiesto il patrocinio morale del comune di Napoli – e che intende sempre più dar voce a tutti i comparti della filiera. Prevista la partecipazione di Flavia Sorrentino, delegata del Comune di Napoli per l’Autonomia della città.


Un pomeriggio dedicato al caffè che arriva proprio nel giorno in cui verrà presentato il Manifesto di Zero Caffè©, nato dal saggio sulla filiera del caffè a doppia firma Sandro Bonacchi e Andrej Godina pubblicato lo scorso anno, in collaborazione con Umami Area Honduras e b.farm.


Nel rispetto delle misure anti-Covid (con ingresso a scaglioni, con mascherina e misurazione della temperatura) sarà possibile visitare le diverse postazioni e scoprire la storia del caffè dal chicco verde al prodotto finale che siamo abituati a bere. Prevista la partecipazione anche di una delegazione Sca Italy, Speciality Coffee Association.
Focus sulle piantagioni con foto e approfondimenti, sulla sostenibilità ambientale e sulle fasi della tostatura e estrazione. Non manca la formazione e uno spazio dedicato alla candidatura della cultura del caffè napoletano come bene immateriale dell’Unesco (il cui dossier è stato già trasmesso dalla Regione Campania all’apposita commissione nazionale) e al caffè sospeso.


Sempre giovedì 1 ottobre per il lancio del nuovo sito www.grancaffegambrinus.shop chiunque lascerà la propria mail per l’iscrizione alla newsletter parteciperà ad un’estrazione: a fine evento saranno sorteggiati, infatti, due numeri che vinceranno rispettivamente o una pastiera da 1 kg, oppure un set composto da 2 tazzine Gambrinus stile liberty con una latta di caffè miscela Gambrinus da 250 grammi.

EVENTO MATTINA
E intanto durante la giornata – solo però dalle ore 11 alle ore 13 e dalle ore 15 alle ore 20 – per ogni firma lasciata a supporto della candidatura Unesco, il Gambrinus donerà un caffè sospeso a chi non può permetterselo. L’iniziativa mattutina vedrà impegnato il consigliere regionale Francesco Borrelli, presidente dell’Osservatorio per il patrimonio culturale immateriale della Campania.
Gran Caffè Gambrinus
Via Chiaia, 1
giovedì 1 ottobre ore 15-20
(raccolta firme Unesco anche dalle 11 alle 13)
Ingresso gratuito

Ufficio stampa: Emanuela Sorrentino

Dodicesima Edizione di Cenando sotto un Cielo Diverso

Il Buono dopo la tempesta

Lunedì 28 settembre si terrà a Villa Alma Plena (Caserta) la dodicesima edizione di ” Cenando sotto un Cielo Diverso” , evento di beneficenza en plein air che coinvolgerà ben 140 chef (stellati e non) che cucineranno con il comune obiettivo di raccogliere fondi per la costruzione di un laboratorio ludico – didattico per malati schizofrenici (finalità storica della kermesse) e per l’acquisto di giocattoli da distribuire durante il periodo natalizio ai bambini ricoverati nel reparto dI nefrologia dell’ospedale Santobono Pausilipon.

Tale evento sostituirà l’edizione estiva, che si sarebbe dovuta svolgere a giugno e che non si è concretizzata a causa dell’emergenza Covid-19, e quella invernale, che si svolge solitamente a dicembre e che quest’anno, per ovvi motivi temporali, non avrebbe senso proporre. Il claim di questa edizione è “Il Buono dopo la tempesta“; la tempesta è il COVID-19 e tutto quello che ha portato con sè: malattia, isolamento, dolore… “Ci eravamo dimenticati della natura, degli uomini e delle vigne, delle foreste, dei fiumi, della tutela della salute. La libertà negli ultimi tempi si era trasformata in senso di onnipotenza – commenta Alfonsina Longobardi, ideatrice ed organizzatrice della kermesse -. Abbiamo pagato tutto questo  con paura,  rimpianti, lontananza e incertezza. Voglio dedicare questa edizione alla ripartenza e al miglioramento di noi tutti. Il numero di chef partecipanti è lievitato da 100 a 140: il mondo della ristorazione sta passando un momento bruttissimo, è giusto fornire ai ristoratori delle occasioni che permettano loro di riallacciare il contatto con il pubblico”.


Testimonial della kermesse: gli chef stellati Crescenzo ScottiDomenico IavaroneMichele De Leo; il pasticcere del ristorante “Torre del Saracino” (due stelle Michelin) Carmine Di Donna; e il modello e attore Ciro Torlo. Molti i volti noti dello spettacolo che interverranno in qualità di special guest: la cantante Veronica Rubino (componente delle “Lollipop”), il “cuoco stripper” Mirco Di Centa, Il cantautore Michele Selillo, il modello Nicola Coletta,  la show girl Rosanna Romano, il cabarettista Massimiliano Cimino,  l’attore Cosimo Alberti. Attesi altri ospiti a sorpresa.

“Cenando sotto un Cielo diverso” è un evento con una triplice finalità: beneficenza, valorizzazione del territorio e dei suoi prodotti (e, dunque, della buona cucina ad essi direttamente legata). Esso coinvolge – in qualità di protagonisti ai fornelli – cuochi, pizzaioli, pasticceri, produttori del territorio campano e non (tutti di acclarata professionalità), aziende, personaggi del mondo dello spettacolo vicini al concetto di “beneficenza”, e migliaia di persone che intervengono all’iniziativa per far del bene e mangiare bene.

Il progetto a monte della kermesse è stato ideato da  Alfonsina Longobardi – psicologa, sommelier ed esperta di food & beverage – che ha voluto coniugare il suo impegno nel sociale alla sue competenze nel mondo del food attraverso l’Associazione “Tra cielo e mare” da lei fondata nel marzo 2013: tale ente opera a sostegno delle persone con disagi psichici e di altra natura; altra finalità del sodalizio è quella di avvicinare le persone cosiddette “normali” a persone che purtroppo vivono situazioni di disagio, abbattendo la barriera della “paura” che è causa dell’incomunicabilità; l’ultimo obiettivo dell’Associazione consiste nella valorizzazione del territorio campano, sia delle sue bellezze che del suo potenziale umano (perciò l’evento si tiene in luoghi di interesse storico – culturale e perciò coinvolge chef e produttori, in primis campani).

A causa delle regole anti – Covid l’evento purtroppo avrà un pubblico limitato, è dunque consigliabile prenotare l’ingresso attraverso la pagina Facebook ad esso dedicata oppure attraverso il sito “Essenze di gusto”: http://essenzedigusto.it/.

Ufficio stampa: Maria Consiglia Izzo

IL CAPPUCCINO BENEAUGURALE DI Caffè KAMO PER IL NUOVO ANNO SCOLASTICO

Countdown per l’inizio del nuovo anno scolastico in Campania, mai tanto atteso come in questa occasione poiché considerato dall’opinione pubblica come un segnale di buon auspicio per il territorio al fine di un “ritorno alla normalità” post emergenza Covid 19.

Caffè Kamo cappuccino

Il brand Caffè Kamo, puntualmente attento alla mutevolezza dei tempi ed agli accadimenti del quotidiano, ha inteso dedicare agli studenti della scuola media e superiore un cappuccino ad hoc quale gustosa bevanda, fonte di energia e di vitalità. In linea con il progetto di Projeko, azienda titolare del brand Rodolfo Migliaccio, il creativo proprietario di Argentina Caffè, rinomato punto situato ad Ercolano, (Napoli)  ha confezionato “Freddoloso”, un goloso cappuccino, composto da caffè freddo e crema al caffè,  completato da una gustosa schiuma di latte freddo. A tal fine sono state utilizzate: la Miscela di caffè in grani e la Crema. Presso Argentina Caffè è possibile acquistare anche i prodotti della linea Kamo “A casa”, ovvero le lattine di caffè macinato Kamo Tolima 100% Arabica e Kamo Deca.

Press Office

MARIDI COMMUNICATION

Maridì Vicedomini

Mob. 3382259860

E-mail: maridyvicedomini@gmail.com

TuffOlio 2020

L’evento enogastronomico che ha salutato l’estate con i sapori d’Italia.

I  meravigliosi giardini dell’Hotel Ariston di Paestum hanno ospitato lo scorso martedì 22 settembre l’evento TuffOlio 2020 , percorso enogastronomico che  ha visto come protagonista assoluto l’ingrediente base della dieta mediterranea, l’olio extravergine d’oliva italiano.

Hotel Ariston, struttura di spicco che sorge in un territorio di eccezionale bellezza artistica e naturale, poco distante dal mare, come dal Parco e dal Museo Archeologico di Paestum, dov’è custodita la “Tomba del Tuffatore” manufatto di notevole valore storico-artistico risalente alla Magna Grecia, unica testimonianza figurativa di pittura greca, che ha ispirato il nome della kermesse TuffOlio, ideata e organizzata da Angela Merolla.

Di supporto sul territorio e prezioso sponsor dell’evento TuffOLio 2020 è stato Agostino Landi, Maestro Pizzaiolo e patron della Pizzeria Del Corso che sorge poco distante dall’Hotel Ariston.

La serata è stata una passerella di aziende olearie provenienti da diverse regioni italiane, abbinate ognuna ad un maestro del food, che ha realizzato la propria pietanza dolce o salata, esaltando abilmente le qualità organolettiche dell’olio EVO.

Sulle note suadenti del violino, gli ospiti di TuffOlio hanno degustato i pregiati oli italiani al naturale,  approfondito terroir e cultivar, oltre che a deliziarsi con le creazioni degli chef, pizzaioli, pasticceri e gelatieri partecipanti.

Chef stellati sono stati testimonial di aziende Olearie quali: Tenuta Celentano con il dessert “Il sottobosco all’Olio Evo” realizzato da Giovanni De Vivo, Olivarte con “L’Oliva di Paolo Gramaglia” realizzata appunto dallo chef Gramaglia e con la “Caponatina di frutta e verdura” dello chef Cristian Torsiello.

Angela Merolla e Agostino Landi

La cantina irpina Vini Le Origini ha abbinato ad ogni proposta finger food un suo vino ed il Prosecco di Tenuta San Tommaso ha altresì accompagnato piacevolmente la serata. La pasticceria è stata abbinata all’amaro DON CARLO e al liquore D’Annata, entrambi sono produzioni che rendono omaggio all’ulivo.

L’artigianalità sartoriale napoletana a firma Goeldlin, ha vestito i protagonisti del Festival con capi sviluppati e lavorati nelle proprie sedi e sulle candide divise il logo Artisti del Gusto è stato un felice fil rouge tra l’arte culinaria e gli eccellenti oli EVO di territori vicini e lontani.

Ogni postazione dell’evento TuffOlio è stata completata dai prodotti monouso  biodegradabili dell’HO.RE.CA. SERVICE di Scafati.

Un cadeau a ricordo della serata è stato riservato ad ogni protagonista dell’evento, un manufatto in ceramica interamente realizzato e decorato a mano da “Cerasella Ceramiche”,che con la maestria degli antichi artigiani della Costiera Amalfitana ha completato la serata portando la tradizione secolare dell’arte della ceramica.

La serata si è svolta nel rispetto delle linee guida Covid 19 e gli ingressi sono stati destinati unicamente al settore enogastronomico e solo su invito .

Gli Artisti del Gusto ancora una volta hanno donato emozioni di gusto indelebili.

Aziende Olearie e gli Artisti del Gusto che hanno partecipato a TuffOlio 2020

Tenuta Celentano-Nocera Superiore SA

Chef Giovanni De Vivo Stella Michelin – Ohimà Restaurant Positano

Olivarte Colline Salernitane

Chef Paolo Gramaglia  Stella Michelin – President – Pompei NA

PUNTOEVO Morigerati SA

Chef Cristian Torsiello Stella Michelin – Osteria Arbustico-Capaccio Paestum SA

Olio Cantine Barone- Rutino SA

Chef Antonio La Marca –Nonna Lorenza Nola NA

Maestro Pizzaiolo Mario Severino-Officina della Pizza Sarno SA

Olearia Nardone – Scisciano NA

Chef Alfonso De Luca – Palma Hotel I Gigli – Nola NA

Frantoio Oleario Madaio – Castelcivita SA

Chef Franco Marino- Paestum

Olearia Russo – Montesarchio BN

Chef Pasquale MasulloLa Tana di Tano Aversa CE

Mastro Fornaio Carmelo Esposito  Pompei NA

Frantoio Marsicani  – Sicilì di Morigerati SA

Chef Maria Rina –  Il Ghiottone Policastro Busentino SA

Frattoria Ambrosio 1938 – Castelnuovo Cilento SA

Chef Antonio Morinelli  Suscettibile-Pioppi SA

Maestro Pizzaiolo Vincenzo e Nicola Sannino -Napoli

Frantoio Torretta Battipaglia SA

Maestro Pizzaiolo Alfonso Saviello- Granammare  Salerno

Oro Campania  – Campagna SA

Chef Gianluca Criscuolo – New Machiavelli Pompei  NA

Azienda Agricola Fattoria Maria Petrillo Lapio AV

Chef Luigi Di Martino – Piccolo Sant’Andrea Praiano SA

Chef Fasulo Giuseppe – Eccellenze Nolane Nola NA

Masseria La Casella Pontecagnano Faiano SA

Chef Raffaele Della Rocca – Masseria La Casella Pontecagnano Faiano

Frantoio Ferraro Vico Equense NA

Chef Endoni Di Lieto – Tavernetta Cinquantotto  Meta NA

Oro di Caiazzo   Caiazzo CE

Chef Biagio Federico  – Dogana Golosa San Leucio CE

Maestro Pizzaiolo Salvatore Bonetti – Casa Nostrum Frattamaggiore 

Azienda Agricola Tortoriello Franco   Auletta SA

Chef Andrea Raiola – Nettuno Lounge Beach  Torre Annunziata NA

Oleificio Mambuca  Castelcivita SA

Mastro Artigiano Fornaio Nicola Guariglia   Salerno

Tenuta Perrino Villanova del Battista AV

Chef Luigi Vitiello  – Villa Regina- Villa Belvedere

Oleificio Lo Conte Ariano Irino AV

Chef Alfredo Iannaccone  – Zen Food Lab – Avellino

Chef Marianna Sessa – Postale  Battipaglia SA

Olearia Argenziano   Napoli

Chef Mariano Armonia – Ristorante Armonia  Pozzuoli NA

Azienda I Benedettini Sant’Angelo a Fasanella SA

Chef Geppino Croce – Tenuta Nonno LuigiBellosguardo SA

Azienda Agricola NATURA D’IRPINIA Avellino

Chef Ingino Ciervo – Ristorante PAM  Caiazzo CE

Azienda Agricola F.lli Arizza  Pastorano CE

Chef Vincenzo Ferro – L’Antica Franconia Taurano AV

Sole di Cajani Caggiano SA

Maestro Pasticciere Angelo Grippa  Eboli SA

Angela De Caro-  Da Gusto Salerno

Frantoio De Ruosi   Carinola CE

Chef Renato Martino – Vairo del Volturno Vairano Patenora CE

Orti di San Paolo-Oleificio Emilio Conti-Vallo della Lucania

Chef Vincenzo Carola-Vecchio Saracino Carola1801 Agropoli SA

Oleificio Emilio Conti – Vallo della Lucania

Chef Vincenzo Toppi – “Amor Mio”  Brusciano NA

Maestro Gelatiere Enzo Crivella Sapri SA

Agrioil Roccadaspide SA

Chef Antonio Sorrentino  Napoli

Azienda Agricola Paragano  Perdifumo SA

Maestro Pizzaiolo Errico Porzio Napoli – Salerno

Frantoio di Sant’Agata d’Oneglia  Imperia

Chef Francesco e Fabio Vorraro – Mamma Elena Restaurant San Giuseppe Vesuviano NA

Azienda Agraria Ciarletti  Trevi PG

Maestro Pizzaiolo Fabio Cristiano – Antica Pizzeria da Gennaro Bagnoli NA

Pastry Chef Alfonso Schiavone –  Pasticceria De Vivo  Pompei NA

Azienda Agricola Fattoria Petrini – Monte San Vito AN

Maestro Pizzaiolo Vito De Vita – PizzArt  Battipaglia  SA

Lievitista Helga Liberto -PizzArt  Battipaglia  SA 

Azienda Olearia Ortuso – Campobasso

Chef Luigi Barone

Villa Diamante – Napoli

Olearia Licinivis   Venafro IS

Chef Alessandro Cretella – NH Collection Palazzo 500 Roma

Consorzio di Tutela Vulture Dop

Maestro Pizzaiolo Agostino Landi – Pizzeria Del Corso Capaccio Paestum

Riscopri Bio Vulture

Chef Simone Profeta – La locanda del Profeta Napoli

Azienda Agricola Sorelle Barnaba Monopoli BA

Maestro Pizzaiolo Umberto Ciavarella – IL Mulino Rutigliano BA

Chef Gennaro Pagano – Bistrò REI San Gennaro Vesuviano NA

Michele Fiorentino Farm   Torremaggiore FG

Giusy Di Castiglia- La Scottona Posillipo -Napoli

Azienda Donna Bice  Castellaneta TR

Consulente Pasticciere Cecere Gianluca  NAPOLI

Chef Esposito Franceso-Romano Gennaro Villa Ruggiero Brusciano NA

Agricola Piano – Apricena FG

Maestri Pizzaioli Ciro e Antonio Lentino – 24 Kalò Acerra NA

Chef  Pasquale Cerchia – Masaniello Maiori SA

Accademia Olearia  Tenute Fois Alghero SS

Chef Alessandro Feo – Ristorante Alessandro Feo Casalvelino SA

Azienda Agricola Maira Bio – Caltanissetta

Chef Pasquale Vitale – Pascalò – Vietri sul Mare SA

Chef Pietro Paolo Orsino  – La Rimessa Telese  BN

D’ANNATA Amaro all’ulivo-Olevano sul Tusciano SA

Pasticcere Matteo Cutolo-Pasticceria Generoso Ercolano NA

Partner

Vini Le Origini- Celzi di Forino AV

Amaro DON CARLO – Gargiulo Coloniali Enoteca – Eboli SA

Acqua Fonte Apina MANIVA – Brescia

Caseificio LA CILENTANA  1957 – Eboli SA

Cretella Maestri Gelatieri 1897 – Vietri sul Mare  SA  

Azienda Zara Cereali – Mafalda CB

Molini Pizzuti – Bellizzi SA

Solania – Nocera Inferiore SA

Planet Beverage Cash & Carry – Tenuta San Tommaso- Stella Artois Capaccio Paestum SA

HO.RE.CA. SERVICE – Scafati

LABEL ART Centro Stampa Digitale Etichette Adesive-Battipaglia SA

Cerasella Ceramiche – Nocera Superiore SA

Goeldlin Collection – Avellino    www.abitidalavoro.shop

Printart Edizioni  – Nocera Superiore SA

Forni Reppuccia – Eboli SA

Caldo Pellet – Agropoli SA

Ufficio Stampa TuffOlio 2020 : Angela Merolla

Cristiano Piccirillo, erede della Masardona , leader indiscussa della “Pizza fritta” napoletana, apre a Roma in un format moderno ed esclusivo

Cristiano Piccirillo, dopo 12 anni di intenso lavoro al fianco del padre Enzo nella sede napoletana, intervallati da numerose partecipazioni televisive e lunghi periodi in brigate stellate – fra cui il 2 stelle Michelin Nino Di Costanzo del Danì Maison di Ischia -, apre un punto tutto suo a Roma, a due passi da Piazza San Pietro e dal Vaticano. Un locale che si pone come obiettivo quello di coinvolgere in un’esperienza multisensoriale, infatti non sarà solo il palato ad essere coinvolto ma anche le sensibilità artistica degli ospiti che qui potranno trovare pezzi d’arte contemporanea integrati nel progetto gastronomico.

I piatti – come i centrotavola ed i quadri affissi – sono pezzi unici realizzati da artisti di prestigio internazionale. Antonio Nocera, scultore napoletano di fama mondiale, ha fatto conoscere i suoi pulcinella in tutto il mondo; Marco Ferrigno, artista storico di San Gregorio Armeno, Maestro della tradizione pastorale napoletana;  Mark Kostabi, pittore e compositore statunitense, opera a New York ed è conosciuto per le sue opere oltre che per copertine musicali che hanno fatto la storia. Inoltre una cucina a vista lascerà ammirare sempre i pizzaioli a lavoro. 

Sono passati circa 80 anni da quando la storica friggitoria napoletana ha iniziato a deliziare il proprio popolo con le pizze fritte. Oggi, la ricetta originale di Nonna Anna Manfredi- detta La Masardona, è custodita nelle mani del figlio e dei nipoti, Cristiano e Salvatore. Questo simbolo del Made in Napoli approda oggi nella capitale italiana, dove Cristiano sarà pronto ad accogliere romani e turisti e regalare le calde emozioni dello street food partenopeo per eccellenza.  Inoltre, solo a Roma, ci sarà una grande novità: per la prima volta c’è una proposta moderna e allineata alla tradizione di pizza napoletana al forno a legna.

La friggitoria gode di una vista su Castel Sant’Angelo e la Basilica di San Giovanni Battista a pochi passi da Campo dei Fiori ed ha una sala interna di 50 posti a sedere.

Ufficio stampa: Piccirillo press

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IL GHOST RESTAURANT CHE PROMUOVE LA CUCINA SALUTARE ESALTANDO IL GUSTO LANCIA I MINI BUN
LA LINEA DI PANINI INTEGRALI ARTIGIANALI A BASE DI LIEVITO MADRE

Your Well Food, il ghostrestaurant che prevede unicamente la formula delivery, si affaccia al pubblico. Infatti, il 24 settembre alle ore 18.00 lo staff di Your WellFood presenterà i propri piatti ai curiosi, o agli affezionati del cibo healthy, in via Gianlorenzo Bernini 64 A “Ventimetriquadri – Specialty Coffee“. L’HealthyHour è un omaggio dedicato a chi ama la cucina salutare e non ha nessuna intenzione di rinunciare al gusto: un messaggio condiviso daYour WellFood, trasformato nella mission principale dell’attività. Il ghost restaurant napoletano, infatti, ha come obiettivo quello di sdoganare il concetto arcaico di dieta secondo il quale una corretta alimentazione debba essere necessariamente priva di gusto.

Tutti i concetti dello stile di vita healthy saranno racchiusi nel format dedicato all’aperitivo, il 24 settembre. Un’ulteriore conferma al fatto che ci si può divertire, chiacchierando con gli amici al tavolino di un bar, assaporando cibi gustosi che non interferiscono con la lancetta della bilancia.

In occasione dell’aperitivo, in cui sarà possibile gustare i migliori piatti di Your WellFood in forma “Finger Food”,. Ma le sorprese non sono finite, infatti, sarà presentata in anteprima agli ospiti la linea Bun(110 gr). “Bun” è una linea di sei panini artigianali integrali  preparati con il lievito madre, il lievito naturale che, come sappiamo tutti, è più digeribile. Gli assaggi dei panini, sempre in forma finger, saranno due (uno a base di pesce e l’altro a base di carne). Il primo è un mini-panino integrale-artigianale con burger di scottona, scaglie di parmigiano 36 mesi, maionese veg di peperoni rossi e melanzane arrosto, l’altro invece è un mini-panino integrale-artigianale con burger di spada, rucola, salsa light di noci, datterini bruciato e riduzione di aceto balsamico. Agli ospiti saranno offerte tante altre specialità: polpette di tonno e ricotta in crosta di semi su hummus alla barbabietola, bonbon di pollo giallo ripieno di peperoni su crema di patate alla paprika, insalata greca con origano fresco e couscous, vellutata di zucca, riso rosso e ceci al limone.


Il servizio sarà gestito in totale sicurezza e in ottemperanza delle normative sulla prevenzione da rischio Covid. All’esterno del locale ci saranno tavolini, i finger food saranno serviti a braccio. È possibile recarsi all’interno del locale in un numero massimo di due persone per volta.

Per Info: tel_081/19968601 dalle 10.30 alle 15.00 e dalle 18.30 alle 22.30, whatsapp al 3392471259, Fb_YourWell Food

Ufficio stampa: Roberta Raja

SI PARTE CON IRPINIA EXPRESS IN COMPAGNIA DI SLOW FOOD NELLA TERRA DEL CARMASCIANO IL 20 SETTEMBRE

Un viaggio unico tra i borghi della valle dell’Ansanto, visita alla misteriosa Mefite, degustazione di formaggi e mercatini della terra

Domenica 20 settembre Irpinia Express, sferragliando tra le bellezze architettoniche, paesaggistiche e gastronomiche, vi guiderà nel suo territorio alla scoperta di un tesoro nascosto: il Pecorino di Carmasciano. Da poco entrato a far parte del paniere dei Presidi Slow Food, il formaggio di Carmasciano, dall’area della valle d’Ansanto in cui è prodotto, è uno dei formaggi più preziosi che abbiamo, prodotto in pochissime forme e  in soli tre piccoli comuni irpini. Uno di essi, certamente il più caratteristico, Rocca San Felice, è il luogo in cui Irpinia Express farà tappa domenica prossima, con una vera e propria lezione sulla metodologia di produzione di questo straordinario formaggio di pecora e qualche curiosità sul suo incredibile sapore.

Tra le tappe della giornata non poteva mancare la visita alla Mefite, uno dei luoghi più misteriosi dell’Irpinia e gli ospiti ammireranno la bellezza del suo affascinante paesaggio lunare, custodito gelosamente nella Valle dell’Ofanto. E’ proprio grazie alla composizione dei terreni intorno alla Mefite, ricchi di composti solforati e tepeni, che conferisce all’erba particolari caratteristiche che il latte delle pecore che se ne nutrono ha un sapore tale da fare del formaggio un prodotto straordinario.

Ecco il nostro programma:

ORE 8.00_Partenza da Avellino
ORE 11.20_Arrivo a Sant’Angelo dei Lombardi
ORE 11.20_Trasferimento alla Mefite – visita e rappresentazione teatrale a cura di Proloco Ansanto
Trasferimento al Borgo di Rocca San Felice
ORE 12.10_ Degustazione Guidata di Carmasciano
La degustazione, organizzata in collaborazione con Condotta Slow Food Irpinia Colline dell’Ufita e Taurasi, Condotta Slow Food Alta Irpinia, Comunità  dei produttori del Presidio del Pecorino di Carmasciano, sarà guidata da Mario Carrabs

ORE 13.10_ Trasferimento in Agriturismo per il pranzo
ORE 15.20_ Passeggiata nel Borgo a cura di ProLoco
ORE 16.00_ Apertura Mercatino della Terra, a cura di Slow Food
ORE 17.50_ Transfer per Stazione Sant’Angelo dei Lombardi
ORE 18.16_Partenza da Sant’Angelo dei Lombardi 

Parte, domenica 6 settembre, la seconda edizione delTreno delle tre Docg”, con l’Irpinia Express, il treno storico della tratta Avellino-Rocchetta tornato in auge grazie all’impegno di Fondazione FS e Regione Campania, e con il lavoro costante dell’Associazione Inlocomotivi APS. IL progetto  ha l’obiettivo di promuovere il territorio, rendendo fruibili al pubblico borghi, eccellenze gastronomiche e architettoniche, avvalendosi, di volta in volta della collaborazione dei principali attori del territorio che condividono la stessa missione. IRPINIA EXPRESS CON SLOW FOOD NELLA TERRA DEL CARMASCIANO vede la collaborazione di Slow Food Condotte Alta Irpinia e Valle Ufita Taurasi, Amministrazione comunale di Rocca San Felice, Pro Loco Rocca San Felice. Il programma completo può essere visionato sul portalewww.irpiniaexpress.it attraverso il quale sarà possibile prenotare i pacchetti turistici.

Si precisa, inoltre, che a seguito delle disposizioni emanate dalle Autorità competenti, al fine di massimizzare la tutela della salute di viaggiatori e personale in servizio, Fondazione FS ha attivato misure e iniziative in materia di prevenzione della diffusione del Coronavirus. In particolare sono state potenziate le attività di sanificazione e disinfezione dei treni; a bordo sono presenti dispenser con gel disinfettante per le  mani; il personale è dotato dei sistemi di protezione necessari.  Il nuovo criterio di prenotazione dei posti a bordo garantisce il rispetto delle distanze di sicurezza prescritte dalle Autorità sanitarie, mantenendo invariato il comfort di viaggio”.

PER INFO E PRENOTAZIONI: WEB_www.irpiniaexpress.it; E-MAIL: info@irpiniaexpress.it; Tel +39 331 108 5593

Ufficio stampa: Roberta Raja

Salvatore Martusciello ci presenta il suo vino frutto di passione, tradizione e amore per il territorio.

Parlare di vino in Campania significa raccontare la storia millenaria di una terra sul cui profilo si stagliano chiaramente i filari dei vitigni più famosi al mondo. In Campania e in particolar modo nei Campi Flegrei e nell’Agro Aversano la coltivazione dell’uva ha radici antichissime, che risalgono alla cultura greco-romana. Quel sapere non è andato perduto e oggi è più che rappresentato da tante produzioni di eccellenza. Una di queste è quella di Salvatore Martusciello, dove i vini ci parlano di “persistenza” in un tempo presente permeato dall’effimero.

“Quando ho iniziato nel 1991, insieme alla mia famiglia – ci racconta Martusciello – la Campania del vino non era quella di oggi. Le aziende si contavano sulle dita delle mani, non c’era l’attenzione di oggi. I nostri vini non erano ancora così conosciuti ed apprezzati, non esisteva un mercato di riferimento al quale rivolgersi, la ristorazione regionale e nazionale era restia a inserire i vini campani nelle loro carte. Quindi, paradossalmente, per chi come me ha contributo e partecipato al rinascimento del vino campano, nonostante, nel frattempo, le aziende siano decuplicate, così come anche i vini, è più semplice e stimolante essere oggi sul mercato rispetto a prima”.

Salvatore Martusciello e sua moglie Gilda

La storia

Bere vino, oggi, significa fare una esperienza sensoriale, che si fissa nella memoria tramandando così, di generazione in generazione, odori, sapori, colori che da secoli fanno parte della nostra identità. Il vino è, innazitutto, identità, ma anche testimonianza diretta di una tradizione autentica.

“Da 30 anni, produco vini in aree fortemente vocate e di grande storia e tradizione per la produzione di vino ma allo stesso tempo sono anche aree dove la viticoltura ha delle caratteristiche quasi eroiche perché difficili da condurre e da salvaguardare. A persistere non sono solo i vini che produco ma anche il mio impegno nei confronti di questi territori che si è ulteriormente rafforzato quando io e mia moglie Gilda, nel 2015, abbiamo deciso di far nascere la nostra piccola azienda che oggi porta il mio nome”.

Alle spalle Salvatore Martusciello ha anche una tradizione familiare forte. Dopo la chiusura delle cantine familiari Grotte del Sole di Quarto, insieme alla moglie Gilda, ha voluto continuare la produzione, perché non può immaginare una vita senza il vino. Avere questi legami per Martusciello rappresenta “una grande responsabilità per il contributo che sono stati in grado di dare anche in ambito istituzionale. A mio zio Gennaro Martusciello si deve il contributo alla stesura della gran parte dei disciplinari Doc della nostra regione e a mia madre l’aver guidato – la prima volta per una donna produttrice del sud Italia – l’Associazione Nazionale delle Donne del vino.  La mia scelta di continuare a produrre vino è nata proprio dalla passione che hanno saputo trasmettermi”.

Trentapioli – Asprino d’Aversa doc

Oggi, Salvatore Martusciello produce cinque vini, che si dice essere vini “minori”, poiché si tratta di vini di nicchia, “ancora poco conosciuti anche dagli addetti del settore e, dunque, a definirli minori potrebbe essere chi ancora oggi per una serie di ragioni non ha ancora avuto modo di visitare le vigne ed i territori a cui fanno riferimento e di conoscerne e approfondire la storia, unica, che si portano dietro”. Ma Salvatore Martusciello ha saputo dare il giusto posto ad un prodotto che merita un posto d’onore tra i vini più pregiati.

I vini

Tra i suoi vini si annovera l’Ottouve Gragnano. Il Gragnano della Penisola Sorrentina doc è per antonomasia il vino rosso della città di Napoli ed è considerato il miglior abbinamento con la verace pizza napoletana. É un vino rosso vivace – con sentori di viola, fragola, rosa e lampone – che va servito freddo. Il nome Ottouve è un omaggio ai molteplici vitigni autoctoni che storicamente concorrevano ed in parte ancora concorrono alla produzione del Gragnano: il piedirosso, l’aglianico, lo sciascinoso, la suppezza, la castagnara, l’olivella, la sauca, la surbegna.

Ottouve Gragnano

Tra i rossi c’è anche il Settevulcani – Piedirosso dei Campi Flegrei. È una delle varietà più antiche della Campania e il suo nome deriva dal colore e dalla forma del raspo che in vendemmia diventando di colore rossastro ricordano i ‘piedi’ del colombo. Il Piedirosso dei Campi Flegrei si caratterizza per i suoi profumi di piccoli frutti rossi e tra questi la mora, la marasca e la ciliegia.

Lo spumante

L’Italia è la patria dello spumante e per questo motivo Salvatore Martusciello ha scelto di produrre il Trentapioli – Asprinio Spumante. Si tratta di uno spumante prodotto con metodo Martinotti brut millesimo 2015, rigorosamente da vigneti ad alberata, ed è unico nel suo genere. Il nome di questo spumante nasconde una curiosità. Esso deriva della scala utilizzata per salire sull’alberata, alta 15 metri e formata da circa 30 pioli. Per le peculiarità uniche del vitigno, il Trentapioli può essere degustato anche a distanza di diversi anni.

Tra i vini di Salvatore Martusciello vanno menzionati anche il Settevulcani – Falanghina dei Campi Flegrei e l’ Ottouve Lettere, le cui caratteristiche permettono di accompagnare un’altra eccellenza campana, ovvero la pizza, e i piatti della tradizione partenopea.

Salvatore Martusciello non ha un vino preferito, perché li ama tutti indistintamente: “Non è una frase fatta, poiché ne valuto soprattutto le storie, la fatica, i sacrifici e i percorsi non solo produttivi che mi legano da decenni ad ognuno di loro. Posso dire però di avere, in generale, una certa simpatia per le bollicine”.

La Garbatella, uno dei quartieri popolari di Roma, si è resa protagonista, dal 10 al 13 settembre, della prima edizione di RomaBaccalà: evento che ha avuto come fulcro il baccalà, un’ingrediente radicato nella tradizione italiana, ma soprattutto in quella giudaico-romanesca. La manifestazione è stata inaugurata con le parole di Amedeo Ciaccheri, presidente del Municipio, che si è dichiarato entusiasta di festeggiare i cento anni del quartiere con RomaBaccalà, convinto che questa potesse essere “la prima edizione di una rassegna che durerà nel corso degli anni”.

In questi quattro giorni si sono svolti dibattiti e laboratori sul baccalà dove osti e ristoratori hanno spiegato come scegliere, comprare e comprendere la qualità di questo ingrediente, ma a dominare l’intero evento sono stati la cucina e lo street food. 

Infatti, tra le varie iniziative spunta proprio la proposta dello chef “scellato” Antonio Peluso, il re del baccalà, che ha scelto di fondare la propria ristorazione su questo prodotto proprio “perché – come lui stesso afferma – è l’unico mono-prodotto commestibile che ha un’identità ben definita”. Il titolo di chef “scellato” Antonio Peluso se lo è scherzosamente attribuito perché la parte del baccalà che usa per i suoi bocconcini sono proprio quelle che in napoletano vengono chiamate “scelle” ovvero le ali, le parti laterali rispetto al filetto, che proprio per la presenza della pelle fanno si che il baccalà in cottura non si sfaldi. 

Romabaccalà

Lo chef nel corso della manifestazione ha deciso di rendere onore a questo ingrediente proponendone tre differenti declinazioni: dai paccheri con pomodorini del piennolo, olive e baccalà ai bocconcini di baccalà (differenti dal tradizionale filetto romano perché fatto con le ali del baccalà) passando per la frittella di baccalà, granchio, olive nere e prezzemolo.

“Quest’ultimo piatto – come spiega lo chef Peluso – è stato inventato appositamente per questa manifestazione, aggiungendo alla frittella di baccalà classica il granchio, perché mi piace integrare ad un prodotto classico elementi che si discostino dalle ricette tradizionali, infatti il mio libro “50 sfumature di Baccalà” è composto per lo più da ricette tradizionali rivisitate, anche se alcuni di questi piatti sono stati totalmente inventati da me, tra i quali quello che ritengo possa rappresentare al meglio la mia filosofia sono gli spaghetti al pistacchio, nel quale la pasta viene condita con un pesto di pistacchi e dal baccalà, creando un mix di consistenze”. 

50 top Europe : 50 Kalò di Ciro Salvo Pizzeria London si conferma la migliore pizzeria d’Europa fuori dai confini italiani. Sul podio seguono: Via Toledo enopizzeria di Vienna e Bijou di Parigi nel corso di una diretta streaming che ha contato oltre 75.000 visualizzazioni


Inghilterra, Francia e Spagna i Paesi con il maggior numero di pizzerie presenti nella speciale classifica continentale di 50 Top Pizza. Numerosi i premi speciali assegnati.

Ciro Salvo concede il bis: per il secondo anno consecutivo la sua 50 Kalò di Ciro Salvo Pizzeria London si posiziona infatti al primo posto di 50 Top Europe, la speciale classifica dedicata alle migliori pizzerie del Vecchio Continente (Italia esclusa) di 50 Top Pizza, la più prestigiosa guida on-line di settore.

Questo il responso dato al termine della seguitissima diretta streaming (con oltre 75.000 visualizzazioni totali) presentata da Federico Quaranta e trasmessa ieri sui canali Facebook di 50 Top Pizza, 50 Top Italy, Luciano Pignataro Wine Blog, Voce di Napoli e Food Napoli, e sul profilo Instagram di 50 Top Pizza.

“Una scelta, quella della diretta streaming – sottolineano Barbara Guerra, Luciano Pignataro e Albert Sapere, curatori di 50 Top Pizza – dettata ovviamente dalla situazione sanitaria, che però non ha tolto fascino alla serata. Anzi, l’aver replicato l’ormai famigerato countdown di 50 Top Pizza, dalla 50esima alla prima posizione, anche per la classifica europea, ha aggiunto sicuramente molta suspense e regalato soddisfazioni ai partecipanti”.

Alla sede inglese di 50 Kalò è andato altresì il premio speciale per il miglior servizio di sala, Best Service 2020, mentre lo stesso Ciro Salvo si è aggiudicato l’importante riconoscimento di miglior pizzaiolo europeo dell’anno, Pizza Chef of the Year 2020. Un’incetta di allori che evidenzia ancora una volta il talento e la dedizione del pizzaiolo partenopeo, non solo a Napoli.

Passione per la pizza dimostrata in egual misura da tutti i protagonisti presenti in classifica, a partire dagli altri due locali sul podio: Via Toledo Enopizzeria di Vienna, guidata dal maestro pizzaiolo Francesco Calò, e Bijou di Parigi, dove a dare vita agli impasti è Gennaro Nasti. Alla pizzeria austriaca sono andati inoltre i premi speciali Performance of the Year 2020 e Best Wine List 2020. La Tonno e Cipolle di Nasti invece è stata nominata la Pizza of the Year 2020. Appena fuori dal podio i locali Bæst, di Copenaghen e La Pizza è Bella, di Bruxelles, ai quali sono andati rispettivamente i riconoscimenti Innovation and Sustainability 2020 e Made in Italy 2020.

Tra gli altri European Special Awards da sottolineare il titolo di New Entry of the Year 2020 assegnato alla parigina Peppe Pizzeria. A guidare l’elenco di Paesi con il maggior numero di pizzerie presenti in classifica è l’Inghilterra, a quota 7, poi la Francia (6) e la Spagna (5); seguono con 3, a pari merito, il Belgio, la Germania e la Russia e ancora, con 2, Danimarca, Svezia, Svizzera, Finlandia, Irlanda e Polonia; infine, con un locale, Austria, Olanda, Norvegia, Portogallo, Ucraina, Scozia, Repubblica Ceca, Serbia, Ungheria, Romania ed Estonia.

“Il livello qualitativo medio delle pizzerie nel Vecchio Continente verificato dai nostri ispettori – concludono i tre curatori – è in costante aumento, con punte di eccellenza come quelle presenti in 50 Top Europe. Potremmo dire che se in Italia continua a giocarsi la Champions League della pizza, negli altri campionati europei vengono fatti comunque ogni anno dei passi in avanti. E a contribuire alla crescita di una cultura della buona pizza non sono solo più pizzaioli e imprenditori italiani emigrati all’estero o loro discendenti, ma anche professionisti di diverse nazionalità”.

A seguire l’elenco completo di tutte le pizzerie presenti dalla prima alla 50esima posizione di 50 Top Europe 2020 e quello degli European Special Awards 2020.


50 Top Europe 2020


1 50 Kalò di Ciro Salvo Pizzeria London, Londra – Inghilterra
2 Via Toledo Enopizzeria, Vienna – Austria
3 Bijou, Parigi – Francia
4 Bæst, Copenaghen – Danimarca
5 La Pizza è Bella, Bruxelles – Belgio
6 Malafemmena, Berlino – Germania
7 Lilla Napoli, Falkenberg – Svezia
8 nNea, Amsterdam – Olanda
9 Pizzeria Luca, Copenaghen – Danimarca
10 Fratelli Figurato, Madrid – Spagna
11 Kytaly, Ginevra – Svizzera
12 La Bottega Siciliana, Mosca – Russia
13 L’Antica Pizzeria, Londra – Inghilterra
14 Daroco Bourse, Parigi – Francia
15 Pizzeria Luca, Helsinki – Finlandia
16 Cirillo’s , Dublino – Irlanda
17 60 Secondi Pizza Napoletana, Monaco di Baviera – Germania
18 Oi Vita Pizzeria, Londra – Inghilterra
19 Faggio Pizzeria, Parigi – Francia
20 Vinoteket, Oslo – Norvegia
21 The Dough Bros – O’Connells, Galway – Irlanda
22 Forno d’Oro, Lisbona – Portogallo
23 ‘O Ver St. James’s, Londra – Inghilterra
24 Araldo Arte del Gusto, Madrid – Spagna
25 Vicoli di Napoli, Londra – Inghilterra
26 Guillaume Grasso La vera Pizza Napoletana, Parigi – Francia
27 Dalmata, Parigi – Francia
28 MadreLievito Llacuna, Barcellona – Spagna
29 Peppe Pizzeria, Parigi – Francia
30 La Piola Pizza, Bruxelles – Belgio
31 Acqua & Farina, Lugano – Svizzera
32 La Balmesina, Barcellona – Spagna
33 Double Zero Neapolitan Pizza, Manchester – Inghilterra
34 Positano, Kiev – Ucraina
35 Sodo Pizza, Londra – Inghilterra
36 Oro di Napoli, Santa Cruz de Tenerife – Spagna
37 Paesano Pizza, Glasgow – Scozia
38 450°C, Turku – Finlandia
39 NAPLES Authentic Neapolitan Pizza, Fürth – Germania
40 Pizza Nuova, Praga – Repubblica Ceca
41 450 Gradi, Lidingö – Svezia
42 De Superette Pizza, Gent – Belgio
43 Scrocchiarella, Mosca – Russia
44 Belli di Mamma, Budapest – Ungheria
45 Majstor I Margarita, Belgrado – Serbia
46 Pizza 22 cm, Mosca – Russia
47 Animaletto Pizza Bar, Bucarest – Romania
48 Nonna Pizzeria, Varsavia – Polonia
49 Ave Pizza, Varsavia – Polonia
50 Kaja Pizza Köök, Tallinn – Estonia

European Special Awards 2020


Pizza Chef of the Year 2020 – S.PELLEGRINO & ACQUA PANNA AWARD
50 Kalò di Ciro Salvo Pizzeria London, Londra – Inghilterra
Best Service 2020 – CONSORZIO TUTELA PROSECCO DOC AWARD
50 Kalò di Ciro Salvo Pizzeria London, Londra – Inghilterra
Best Wine List 2020 – CONSORZIO TUTELA PROSECCO DOC AWARD
Via Toledo Enopizzeria, Vienna – Austria
Performance of the Year 2020 – PASTIFICIO DI MARTINO AWARD
Via Toledo Enopizzeria, Vienna – Austria
Pizza of the Year 2020 – SOLANIA AWARD
Tonno e Cipolle di Bijou, Parigi – Francia
Innovation and Sustainability 2020 – S.PELLEGRINO & ACQUA PANNA AWARD
Bæst, Copenaghen – Danimarca
Made in Italy 2020 – LATTERIA SORRENTINA AWARD
La Pizza è Bella, Bruxelles – Belgio
Best Gluten Free Pizza 2020 – BIRRIFICIO FRATELLI PERRELLA AWARD
Malafemmena, Berlino – Germania
Best Fried Food 2020 – OLITALIA AWARD
Malafemmena, Berlino – Germania
Territorial Identity 2020 – LATTERIA SORRENTINA AWARD
Lilla Napoli, Falkenberg – Svezia
Model of Inspiration 2020 – D’AMICO AWARD
nNea, Amsterdam – Olanda
Best Mixed Drink 2020 – CONSORZIO TUTELA PROSECCO DOC AWARD
Pizzeria Luca, Copenaghen – Danimarca
Hospitality 2020 – SOLANIA AWARD
Kytaly, Ginevra – Svizzera
Best Format 2020 – PASTIFICIO DI MARTINO AWARD
La Bottega Siciliana, Mosca – Russia
Best Dessert List 2020 – OLITALIA AWARD
L’Antica Pizzeria, Londra – Inghilterra
Best Beer List 2020 – BIRRIFICIO FRATELLI PERRELLA AWARD
Forno d’Oro, Lisbona – Portogallo
Best Aperitif List 2020 – BIRRIFICIO FRATELLI PERRELLA AWARD
Guillaume Grasso La vera Pizza Napoletana, Parigi – Francia
New Entry of the Year 2020 – SOLANIA AWARD
Peppe Pizzeria, Parigi – Francia
Best Takeaway Service 2020 – D’AMICO AWARD
La Piola Pizza, Bruxelles – Belgio

Partner dell’iniziativa:


Olitalia, Birrificio Fratelli Perrella, Consorzio di Tutela del Prosecco DOC, S.Pellegrino & Acqua Panna, D’Amico, Pastificio Di Martino, Solania, Latteria Sorrentina.

Sabato, 12 Settembre, ore 13,00, l’Azienda Agrituristica PRETORIO di Ricciardi Luisa a Montemarano, (c.da Chianzano n.9 – AV), uno dei 17 Comuni della DOCG “ Taurasi ”, ospiterà un’esclusiva degustazione dedicata a piatti tipici dell’antica tradizione irpina ed al prestigioso vino Taurasi, espressione di dieci tra le migliori aziende vitivinicole dell’areale della DOCG irpina: Azienda Agricola Adelina Molettieri; Azienda Agricola Boccella; Cantine Antonio Caggiano; Cantina Colli Di Castelfranci Srl; Azienda Vitivinicola Cortecorbo; Cantine Delite di Coscia Emanuele; Vini Fratelli Follo; Azienda vitivinicola Guerriero; Azienda vitivinicola Il Cancelliere; Azienda vitivinicolairpina in CampaniaTENUTA Cavalier PEPE.

Il vino Taurasi non ha certo bisogno di presentazioni, essendo tra i migliori rossi prodotti nel sud Italia, come già attestavalo storico Tito Livio, nel suo Ab Urbe Condita, quando, nell’indicare le coltivazioni di vite Greca o Ellenica, descriveva il territorio (gli antichi Campi Taurasini), ricco di “vigne optime”, fornitore di ottimo vino per l’Impero. DOC nel 1970 eDOCG dal 1993, il Taurasi è un pregiato vino rosso ottenuto da uve di vitigno Aglianico, la cui coltivazione è disciplinarmente controllata e garantita tra i comuni di Taurasi, Bonito, Castelfranci, Castelvetere sul Calore, Fontanarosa, Lapio, Luogosano, Mirabella Eclano, Montefalcione, Montemarano, Montemiletto, Paternopoli, Pietradefusi, Sant’Angelo all’Esca, San Mango sul Calore, Torre le Nocelle e Venticano, tutti in provincia di Avellino.

L’evento rientra nel più ampio progetto territoriale dell’Associazione Nazionale di CITTÀ DEL VINO, Presidente dott. Floriano ZAMBON, a cura di Teobaldo ACONE, Ambasciatore del territorio, da decenni impegnato per la promozione e la valorizzazione delle realtà locali, che ha fortemente voluto l’istituzione di un Laboratorio di promozione del territorio vitivinicolo irpino e che è stato presentato a luglio scorso a Montefalcione (AV), Sindaco d.ssa Maria Antonietta Belli. Il Laboratorio è un sistema virtuoso che coinvolge il territorio ed i suoi attori attraverso associazioni, pro loco, amministrazioni pubbliche, aziende, consorzi e si arricchisce dell’esperienza, tra gli altri, del prof. Rossano Pazzagli, docente di storia del territorio e dell’ambiente all’ Università del Molise e promotore del corso di laurea in Enogastronomia e turismo a Termoli e della d.ssa Clelia Cipolletta, Architetto Wine designer. L’intento è di offrire un’esperienza diversificata ed entusiasmante non solo al turista che, per la prima volta, arriva in Irpinia e desidera conoscerne tutti gli aspetti, ma anche a chi, pur vivendo in Irpinia desidera semplicemente approfondire la conoscenza delle sue bellezze naturali, paesaggistiche, storico-architettoniche ed enogastronomiche.

Poiché un grande vino come il Taurasi lo si onora condividendolo e facendolo degustare in modo adeguato, la conduzione tecnica sarà a curadella FISAR (Federazione Italiana Sommelier Albergatori e Ristoratori), sez. di Avellino, per scoprire, a parità di vitigno autoctono, le sottili differenze olfattive ed organolettiche di ogni etichetta, espressioni precipue di terroir e di stile di ogni produttore, accompagnata dal racconto di vino e vigne degli stessi produttori presenti, durante la serata, anche ai banchi di assaggio insieme ai Sommelier professionisti.

L’Agriturismo PRETORIO, apprezzato per la cucina sana, semplice ed attenta alla qualità dei prodotti, proporrà alcuni piatti tipici irpini anche con show cooking: “Maccaronara”, speciale tipo di pasta di grano duro fatta a mano, simile ad uno spaghettone, ma a sezione quadrangolare, realizzata con un matterello scanalato secondo un’antica ricetta semplice, ma molto saporita, nonchè “lagane”, altro taglio speciale di pasta fatta a mano, solitamente condita con i ceci. Su ciascun piatto, ogni commensale potrà scegliere l’assaggio di vino Taurasi preferito, sperimentandone l’abbinamento ottimale.

Nel menù, oltre ai due primi, “Maccaronara”e “Lagane e ceci“, anche due secondi di carne, maiale con peperoni e coniglio alla cacciatora, tutto condito con olio extravergine di oliva del Frantoio Oleario Barbieri di Paternopoli, (AV), nonchè degustazione di salumi dell’azienda agricola Biancaniello di Torella dei Lombardi (AV) e assaggi di formaggi di latte crudo vaccino 100% caglio naturale dell’azienda casearia Giovanni Nigro di Montemarano (AV) che, nell’occasione, presenterà una novità davvero particolare!

 Si precisa, infine, che l’evento si svolgerà in linea con la normativa di sicurezza vigente anti covid-19.

Organizzazione: Città del VinoTeobaldo Acone

Comunicazione: PMI Communication– d.ssa Carmen Guerriero.     

 WINE SHOP

Durante l’evento si potranno acquistare direttamente vini e prodotti in degustazione presso i produttori presenti, in vendita ad un prezzo promozionale per l’occasione.

            INFO e PRENOTAZIONE e COSTI

Agriturismo Pretorio, c.da Chianzano n.9, Montemarano AV, cell.389 256 9401.

Quota €.35,00 (ridotto a €.18,00 per i bambini, con possibilità di menu dedicato, previa prenotazione entro e non oltre Venerdi 11 settembre p.v.), a numero chiuso, atteso il rispetto delle norme sul necessario distanziamento sociale.

          COME RAGGIUNGERE l’Agriturismo Pretorio a Montemarano (c.da Chianzano n.9 – AV):

–        In Auto, da Napoli, circa 60 minuti via autostrada A16/E842 direzione Bari:

–        In Bus Taurasi è facilmente raggiungile da Napoli grazie ai collegamenti dell’AIR per Avellino. Dal centro di Avellino è, poi, sufficiente prendere un bus per Montemarano. Per informazioni sugli orari www.air-spa.it

–        In Treno La linea Trenitalia “Avellino-Rocchetta s. Antonio” consente di raggiungere Montemarano direttamente da Napoli Centrale. Per informazioni sugli orari www.trenitalia.it

           COSA VEDERE NEI DINTORNI:

Oltre la visita (previa prenotazione diretta) di una o più cantine in zona, tra cui quelle partecipanti all’evento, gli appassionati di vino potranno perdersi tra i vicoli della graziosa cittadina di MONTEMARANO, fondata, secondo lo storico Appiano d’Alessandria, dal valoroso generale sannita Mario Egnazio, che riuscì perfino a sconfiggere nei pressi del monte Toro le schiere romane.

  • La cattedrale dell’Assunta, costruita intorno al ‘700, è davvero imponente, con i suoi tre portali d’ingresso ed un’ampia facciata con ricche decorazioni e capitelli medioevali. Qui, nell’urna collocata sotto l’altare di marmo, cinto da una balaustra in legno finemente intagliato, sono custodite le spoglie di S. Giovanni, morto nel 1095.

Nella cattedrale sono custoditi una tela di Guido Reni, un Reliquario del 1624, una sedia pieghevole del ‘400 ed altre interessanti opere d’arte, come i due affreschi dell’abside centrale, raffiguranti S. Nicola di Bari e S. Giovanni di Montemarano (secolo XIII-XIV), ritrovati durante i lavori di restauro ed attribuiti alla scuola di Giotto; un busto in legno raffigurante ancora S. Giovanni (secolo XV); un crocefisso (secolo XIV-XV) collocato sull’altare di destra.

  • Il museo dei Parati Sacri, ospitato dall’antica Chiesa del Purgatorio, primo esempio in Italia Meridionale di raccolta e di inventario di Paramenti Sacri, realizzati nel Sud Italia tra il XVI secolo e l’inizio del XX., come il parato del vescovo Celestino Labonia (1670-1720), le donazioni del Papa Benedetto XIII in occasione dell’anno giubilare 1725, e un vestito della Madonna del secolo XVII di manifattura siciliana.
  • il Castello o Palazzo Feudale, costruito sui resti dell’antica fortificazione, ben conservato e con uno splendido portale di ingresso.
  • la Chiesa dell’Immacolata, con dipinti del ‘700.

Nella vicina cittadina di TAURASI, gli enoappassionati potranno visitare (su richiesta) l’Enoteca regionale dei vini d’Irpinia, che ha sede al secondo piano del castello Marchionale di Taurasi, nella parte più alta del Borgo Medievale, che domina tutto il fondovalle. Oltre la Cappella del Crocifisso, le stanze dell’Enoteca sono dedicate ai vari personaggi legati alla storia di Taurasi, come la sala Eleonora d’Este, sala s. Carlo Borromeo … piene di bottiglie di vino fino alla “Stanza del Principe” (sala Gabriele D’Isola), dove, nel 1566, nacque Carlo Gesualdo, in arte “Gesualdo da Venosa”, uno dei più grandi musicisti italiani, oggi destinata alle riunioni di rappresentanza del Comune. 

Nelle scuderie di un tempo, il Castello ospita il “Percorso Sensoriale Tau”, un percorso unico in Italia, alla scoperta dei vini D.O.C.G. dell’Italia meridionale: Taurasi, Fiano di Avellino e Greco di Tufo. 

Lo chef stellato Paolo Barrale e il maestro pizzaiolo Mario Severino salgono in una cattedra virtuale per “pizza e passione”. Il corso on line “Pizza napoletana – Topping stellati” attende lo sparo d’inizio.

Isoliamo per un attimo dal suo contesto originario la frase di una canzone conosciuta dai più e acclimatiamola nel nostro, modificando e aggiungendo qualcosa avremo esattamente ottenuto “l’universo pizza chiuso in una stanza”.  Ci perdonerà l’autore, ma sembrava calzare a pennello.

Il cambiamento sociale che stiamo vivendo muta notevolmente non solo le coscienze, la collettività, le istituzioni ma anche il modo di concepire l’insegnamento che abbraccia, analogamente a quello scolastico, il mondo pizza. È così che è nato il corso, rigorosamente online, “pizza napoletana-topping stellatipromosso dall’istituto Pizza e Passione che lo chef stellato Paolo Barrale e il maestro pizzaiolo Mario Severino terranno il 14 e il 15 settembre.

Una sfida che non ha spaventato nessuno, visto le innumerevoli adesioni a pochi giorni dalla conferma. Paolo Barrale e Mario Severino si dicono entusiasti di questo progetto concepito in presenza ma per ovvie ragioni modificato in un corso a distanza.

In cattedra virtuale salirà Mario Severino per primo che, nonostante la sua giovane età, è certo della sua esperienza e delle sue abilità. La parte teorica che gli compete riguarda naturalmente gli impasti, nello specifico l’indiretto ma non mancheranno parentesi circa le altre tipologie.

Si parlerà di utilizzo e gestione degli impasti a temperatura ambiente e controllata, di autolisi, di idratazione e maturazione dell’impasto. Grande spazio al capitolo “materie prime” e in questo Mario Severino può dire di “avere una marcia in più”: la sua città natale, dove sorge anche la sua officina, si trova in una delle zone più floride della Campania, l’agro nocerino-sarnese.

Un pizzaiolo per essere tale non può limitarsi all’impasto, deve necessariamente scoprire sapori, conoscere i prodotti. Il pomodoro San Marzano, ad esempio, dell’azienda Solania non può mancare nella mia pizzeria. Frantumato a mano, condito con olio e sale, a crudo, essiccato, disidratato e in polvere, cerco di esaltare tutte le sfumature del suo sapore in ogni proposta”.

La prima parte basata sulla conoscenza delle farine e dei vari processi fermentativi unitamente alle nozioni su come gestire i pre-impasti sarà seguita, nel secondo giorno di video-lezione, dalla sezione sui topping definiti stellati. E non a caso.

Paolo Barrale, che brilla nel firmamento delle stelle Michelin, porterà la sua cucina sulla pizza. Due mondi spesso destinati ad essere lontani che si incontrano per dare vita ad una sensibilità culinaria equilibrata perché si possa ritrovare nel piatto un prodotto che sia espressione di consapevolezza e valorizzazione degli ingredienti.

Tutto ruota attorno alla stagionalità dei prodotti, secondo lo stellato che per l’occasione sfodererà le sue conoscenze su come lavorare la materia prima, su come insinuare all’interno di una pizzeria il sentore di una cucina nuova che non sia “gourmet, nel senso di riservata a pochi, ma un’interpretazione diversa di fare la pizza per molti”.

Ma cosa si aspetta Paolo Barrale di trasmettere ai suoi discenti distanti? “Vorrei riuscire a trasmettere il senso di responsabilità di capire che oltre all’impasto c’è di più: il pizzaiolo deve avere quella sensibilità intellettuale di guardare oltre la mozzarella, il pomodoro e il basilico”.

E proprio al pomodoro lo chef fa un elogio: “quello che deve guidare sia gli chef che i pizzaioli è un “pensiero stagionale”. Il pomodoro San Marzano, come anche quello Corbarino e tutte le altre tipologie, ha la sua massima espressione in estate e va esaltato in questo periodo”.

Le premesse delineatesi sono davvero interessanti. Il corso sarà una valida occasione di incontro e confronto tra due mondi dove profumi, colori e sapori, per quanto possibile, bucheranno gli schermi. Anche se potremo soltanto immaginarli.

INFO e ISCRIZIONI:
tel. +39 3270973479 oppure +39 3735050547
mail: corsi@pizzaepassione.it
web: www.pizzaepassione.it

L’arte di Pier Paolo Spinazzè a servizio della città di Napoli
l’azione anti-odio dello street artist CIBO con Caffè Borbone e il Comune di Napoli

Raccontare in maniera colorata, leggera e attraente il mondo del caffè espresso napoletano, ricco di tradizione e cultura è l’obiettivo che Caffè Borbone vuole raggiungere attraverso la capacità creativa e la sensibilità dello street artist anti-odioPier Paolo Spinazzè, in arte CIBO.

A partire da ottobre l’artista racconterà i valori del caffè e delle altre eccellenze gastronomiche napoletane attraverso la street art, nella sua originale e lodevole modalità. Pier Paolo Spinazzè, l’artista, sempre armato di bomboletta spray, che si aggira per le strade d’Italia coprendo i simboli d’odio che compaiono sui muri sostituendoli con disegni pregni di colore, leggerezza e ironia, grazie ad un’operazione di solidarietà finanziata da Caffè Borbone e supportata dal comune di Napoli, colorerà la città partenopea. 

Questa non è l’unica novità che riguarda l’eclettico artista, infatti, tra pochi giorni, Pier Paolo Spinazzè racconterà i valori del caffè con un’opera unica, questa volta un po’ insolita. Non sarà una parete a fare da cornice ai colorati murales dello street artist CIBO ma la carrozzeria dello storico tram 1 di Napoli e che oggi vede una nuova luce grazie al ripristino dell’antica tratta tranviaria.


L’iniziativa, che vede la collaborazione dell’Assessorato alla Creatività Urbana del Comune di Napoli, prevede la realizzazione di opere anti-odio dello Street Artist CIBO su varie superfici cittadine. L’artista, inoltre, si confronterà con il Tavolo della Creatività Urbana del Comune di Napoli e l’Assessore al ramo Luigi Felaco, al fine di portare avanti questa encomiabile attività di sensibilizzazione contro ogni forma di violenza.

Da oltre dieci anni Pier Paolo Spinazzè lavora e disegna sotto la tag di CIBO, la sua firma più nota, sinonimo ormai dell’eccellenza artistica italiana e di un impegno sociale che, attraverso l’arte, ha come obiettivo restituire qualcosa alla comunità trasformando i messaggi d’odio, che spesso purtroppo deturpano i muri delle nostre bellissime città, in appetitose opere d’arte. Cancellare messaggi d’odio ha sempre fatto parte del percorso artistico di Pier Paolo, ma è solo nel 2008 che l’artista comprende la potenza comunicativa del non cancellare semplicemente l’odio ma trasformarlo in messaggi positivi e di speranza, attraverso un’arte ricca di simbolismi.

Perché hai scelto il “cibo” come antidoto all’odio? “Perché in fondo il cibo siamo noi, la nostra tradizione e la nostra storia” risponde lo street artist “Per noi italiani il cibo è qualcosa di sacro. A cena guardiamo programmi di cucina e allo stesso tempo parliamo di cosa mangeremo il giorno dopo. Il cibo, in particolare il caffè, rappresenta anche il principale momento di unione e di condivisione e si presta benissimo a simbolismi e metafore. Per esempio, la cucina come la conosciamo oggi non esisterebbe se non fosse per i flussi migratori che si sono susseguiti nelle ere e molti degli ingredienti che consideriamo sinonimo d’italianità in realtà italiani non sono neanche un po’. Pensiamo a una caprese: pomodoro, mozzarella, basilico e un filo d’olio. Non solo ha i colori della bandiera italiana ma è diventata il simbolo dell’italianità in tutto il mondo, al pari della pizza. Bene, il pomodoro è originario della Colombia, il basilico dell’India, la mozzarella dell’Italia e l’olio della Siria.”


NELLA PRIMA GIORNATA DI CIBUS FORUM GLI INTERVENTI DEL MINISTRO DI MAIO, DI VACONDIO FEDERALIMENTARE, DI GIORGIO SANTAMBROGIO AD DEL GRUPPO VEGE’ – LA RICERCA NIELSEN SUI CONSUMI E IL COMMENTO DI ANTONIO CELLIE CEO DI FIERE DI PARMA

(Parma, 2 settembre 2020) – Parte da Parma l’intesa tra le componenti della filiera agroalimentare per affrontare la ripartenza economica post Covid. I leader dell’industria alimentare, della grande distribuzione e dell’agricoltura si sono incontrati oggi a Cibus Forum (che prosegue anche domani) avviando un dialogo con il Governo, rappresentato, in presenza a Parma, da Luigi Di Maio, Ministro degli Affari Esteri. (https://cibusforum.cibus.it/). L’evento è stato aperto dagli interventi di saluto di Gian Domenico Auricchio, Presidente di Fiere di Parma, di Federico Pizzarotti, Sindaco di Parma e di Stefano Bonaccini, Governatore Regione Emilia Romagna.
Di seguito la sintesi dei primi interventi della mattinata.



L’industria alimentare, dopo essersi rivelata fondamentale nel periodo strettamente legato all’emergenza, può ancora fare da traino economico e tornare ai livelli pre crisi velocemente – ha dichiarato Ivano Vacondio, Presidente di Federalimentare – Questa sua forza, però, non deve essere scambiata per uno stato di benessere. Il 2020 è l’anno nero anche per il food&beverage che per riprendersi in fretta ha assoluto bisogno del sostegno da parte del Governo. Mi riferisco in particolare ai finanziamenti a fondo perduto per il settore horeca (che devono essere ben più sostanziosi di quelli stanziati nel dl agosto), essenziali per far rialzare il settore della ristorazione. Se ci sarà questo supporto, sono convinto che entro la fine del prossimo anno l’industria alimentare tornerà ad essere il volano dell’economia italiana”.



Il Ministro Di Maio, nel corso del suo intervento, ha confermato l’impegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, con tutta la sua rete estera, a sostegno del comparto agroalimentare: “Vogliamo trasformare ogni Ambasciata nel mondo in una casa delle imprese, perché l’Italia e le nostre aziende devono crescere ed esportare le nostre eccellenze ovunque. Molti sono gli interventi che abbiamo previsto, a cominciare dal rilancio del settore fieristico che può ora contare su una piattaforma digitale – Fiera 365 – a disposizione degli operatori. Abbiamo inoltre creato un programma straordinario di incoming fisico e virtuale attraverso il quale accoglieremo nel nostro Paese buyers, influencers, giornalisti e altri attori determinanti per il rilancio del brand Italia nel mondo, a cominciare dalla filiera agroalimentare che ne rappresenta una delle eccellenze più conosciute ed apprezzate”.



La necessaria collaborazione tra le componenti della filiera agroalimentare è stata sottolineata anche da Giorgio Santambrogio, past president di Associazione Distribuzione Moderna e ad del Gruppo VèGè: “La grande distribuzione vuole collaborare con l’industria e l’agricoltura per affrontare le sfide del post Covid. Per esempio stiamo lavorando assieme per eliminare tutte le pratiche unfair come il caporalato nei campi e le aste a doppio ribasso. A proposito di queste ultime abbiamo sostenuto la nuova legge che è già passata alla Camera ed ora è in discussione al Senato. In confronto è aperto anche sul terreno dei prezzi e delle promozioni”.

Domani interverranno a Cibus Forum: Ettore Prandini, Presidente Coldiretti (in streaming); Massimiliano Giansanti, Presidente Confagricoltura; Dino Scanavino, Presidente CIA Agricoltori Italiani.


In mattinata è stato presentato anche il report di Nielsen sull’andamento dei consumi nell’era del Covid. Dopo il boom nel lockdown le vendite del Largo Consumo si sono stabilizzate ma continuano a mantenersi positive. Le famiglie, ormai abituate a nuove categorie di spesa, comprano ancora surgelati, latte uht, farina, pasta, riso, prodotti igienici, etc. Il fattore prezzo sarà sempre più un fattore e continueranno a crescere le vendite nei discount e nei negozi specializzati. Avremo una polarizzazione dei prezzi, con una domanda crescente sia sul basso sia sull’alto prezzo, e decrescente nella fascia media. E l’e-commerce continuerà a crescere anche se una parte significativa del territorio non è coperta.


Una analisi condivisa da Antonio Cellie, ceo di Fiere di Parma e specialist nel settore Food&Beverage: “Iniziamo questo Cibus Forum in uno scenario difficile, ma con un sentiment positivo. Innanzitutto, registriamo la voglia di incontrarsi di persona da parte degli operatori e questo, per il settore delle Fiere ma non solo, è un indicatore incoraggiante; quindi intravediamo un mutamento strutturale nei consumi, a livello internazionale, che potrebbe, nel medio periodo, privilegiare l’offerta Made in Italy caratterizzata da alta qualità, prodotti di base, standard produttivi unici al mondo non solo per sicurezza, ma anche flessibilità. Infine, la visione corale della filiera, dall’Agricoltura alla Distribuzione passando per l’Industria che conferma la sua centralità anche agli occhi delle Istituzioni”.


PER INFORMAZIONI ALLA STAMPA:
 
Ufficio stampa Cibus
Fanini Ufficio Stampa
Tel 339 6668750 – 340 7773887
Sito Web: https://cibusforum.cibus.it/

Pizzeria Millenium: Lunedì 7 settembre evento a sei mani con Civitillo, Pingue e Masella

La grande notte dei formaggi di Alimentale Forchetta & Cervello alla Pizzeria Millenium di Cusano Mutri. Il padrone di casa Giovanni Civitillo apre le porte a due chef del sannio per una serata a sei mani ideata per raccontare tutti insieme le meraviglie della regione Campania.
Con Civitillo ci saranno Dino Masella della Masseria Masella e Gianluca Pingue di Casa Palladino a Guardia Sanframondi che si divertiranno a giocare con i formaggi di Alimentale Forchetta & Cervello realizzando deliziosi manicaretti.

“Avremo a disposizione tutti gli stagionati che hanno fatto tendenza in questa estate del 2020. Li fonderemo nelle nostre preparazioni e sono sicuro che lasceremo più che soddisfatti quanti prenoteranno per partecipare alla serata” spiega il titolare che è anche membro dell’Alleanza Cuochi di Slow Food di Campania e Basilicata.
“A Cusano Mutri porteremo il tiplete dell’estate 2020 -spiega l’amministratore di Alimentale Giuseppe Di Bernardo-, le tre referenze più richieste di questa estate che si avvia verso la conclusione. Ci sarà il Cacio Dei Lattari, un importante biglietto da visita di questo brand che si avvia a conquistare fette di pubblico sempre più ampie. Il capolavoro dell’irpinia ovvero il Pecorino Bagnolese con tanto di Bollino Vero Filiera Sostenibile e il top player: Provolone del Monaco Dop che non ha bisogno di ulteriori presentazioni”.

La Pizzeria Millenium, in piazza Orticelli a Cusano Mutri è da sempre un punto di riferimento per gli appassionati della zona. I suoi impasti con farina di grani antichi autoctoni macinata a pietra si prestano a mille e più interpretazioni. Alle spalle venti anni di storia, gran parte dei quali proprio con la presenza dell’attuale gestore.
“Ho cominciato a fare pizze qui nel 2001 e dal 2013 sono diventato il titolare dell’attività. Con questo matrimonio di sapori fra pizze, pietanze e formaggi ci prepariamo a salutare l’estate ed a proiettarci verso la nuova stagione” conclude Giovanni Civitillo.

Il menù della serata alla pizzeria Millenium

Entrée la pizza fritta: infornata con il pomodoro guardiolo della Valle Telesina e il  Cacio Dei Lattari. Impasto realizzato con la farina di grani antichi risciola e frassineto.
Primo piatto: Carrati al sugo di Pecora di Pietraroja con Pecorino Bagnolese di Alimentale con Bollino Vero Filiera Sostenibile
Secondo piatto: Parmigiana scomposta con Provolone del Monaco Dop
Dolce a cura della Pasticceria Roberto Maturo di Cusano Mutri
Costo della serata 20 euro.

Lunedì 7 settembre 2020 alle ore 20
Pizzeria Millenium
Via Orticelli n.56
Cusano Mutri (BN)
Prenotazioni al numero: 0824.86.20.14

Ufficio stampa: Roberto Esse

Ritorna più sentito che mai, martedì 8 settembre  ore 20.00 a Napoli presso i giardini di Villa Diamante,        il “Festival degli Artisti del gusto”.

Evento dedicato ai professionisti del settore enogastronomico, che ogni giorno con entusiasmo concentrano i loro sforzi nel valorizzare le eccellenze di ogni territorio. Con fierezza fanno da traino educativo al gusto e alla cultura degli ingredienti di qualità, con forte spirito di conservazione della tradizione, volgendo uno sguardo attento all’ innovazione.  

Villa Diamante, location di gran fascino, sorta dal restauro di un antico convento di clausura, uno scrigno di stile nel cuore di Posillipo. Con la sua architettura semplice e raffinata, immersa nel verde di un elegante giardino, offre agli ospiti un panorama di incredibile bellezza sul Golfo di Napoli.

Ideato e organizzato da Angela Merolla, il Festival degli Artisti del Gusto sarà presentato dalla poliedrica Edda Cioffi volto noto della TV campana.

Chef stellati quali Peppe Aversa, Giovanni De Vivo e Paolo Gramaglia, delizieranno gli ospiti con una pietanza rappresentativa della loro cucina.

Villa Diamante sarà il palcoscenico di chef pizzaioli e pasticceri campani provenienti da aree regionali diverse, dove ognuno proporrà un piatto del territorio in versione finger food.

L’executive chef Luigi Barone e il suo team di cucina apriranno la serata con la degustazione di un piatto a sorpresa; lo staff di sala di Villa Diamante accoglierà gli ospiti con l’eleganza che da sempre li contraddistingue.

Aziende di eccellenze italiane con i loro prodotti di nicchia e rinomate cantine saranno presenti con i loro vini.

L’artigianalità sartoriale napoletana a firma Goeldlin, vestirà i protagonisti del Festival con capi sviluppati e lavorati nelle proprie sedi e sulle candide divise il logo Artisti del Gusto farà da fil rouge di energia ed entusiasmo.

Un cadeau a ricordo della serata sarà riservato ad ogni protagonista dell’evento, un manufatto in ceramica interamente realizzato e decorato a mano da “Cerasella Ceramiche”,che con la maestria degli antichi artigiani della Costiera Amalfitana completerà la serata portando la tradizione secolare dell’arte della ceramica.

La serata si svolgerà nel rispetto delle linee guida Covid 19 e gli ingressi saranno riservati al settore enogastronomico e solo su invito .

Un ringraziamento speciale ad ogni Artista del gusto”.

CHEF:

Peppe Aversa Stella Michelin

Ristorante Il Buco – Sorrento

Giovanni De Vivo     Stella Michelin

Ohimà Restaurant – Positano

Paolo Gramaglia      Stella Michelin

Ristorante President – Pompei

Luigi Barone

Villa Diamante – Napoli

Rosa Barone

Villa Diamante – Napoli

Claudio Lanuto

Ristorante Cappuccini–NH Collection Grand Hotel Convento Amalfi Erminia Cuomo

Hostaria di Bacco – Furore SA

Maurizio De Riggi

Ristorante Markus – San Paolo Bel Sito NA

Alfonso De Luca

Ristorante Palma – Hotel I Gigli – Nola NA

Pasquale Rinaldo

d’amore Capri Restaurant

Franco Marino

Ristorante La Terrazza – Paestum

Giusy Di Castiglia

Ristorante La Scottona Posillipo -Napoli

Ciro Campanile

Hotel Ristorante Elisabetta –Lettere

Pasquale Vitale

Ristorante Pascalò – Vietri sul Mare SA

Giuseppe Zaccaria

Ristorante Dal Pescatore – Vietri sul Mare SA

Antonio Aniello

Tenuta Paino – Sessa Aurunca  CE

Alfredo Iannaccone

Zen Food Lab – Avellino

Vincenzo Ferro

Ristorante L’Antica Franconia – Taurano AV 

Gustavo Milione

Hotel Ristorante La Lucertola –  Vietri sul Mare SA

Giovanni Raiola 

Ristorante La Locanda degli Amori e Sapori – Baia Bacoli NA

Giuseppe De Crescenzo

Sole Ricevimenti – Quarto NA

Pasquale Masullo

Ristorante La Tana di Tano – Aversa CE

Antonio Grasso

Ristorante La Frescheria – Napoli

Carmine Ben Mohamed

Ristorante Villa Veseri – Trecase NA

Vincenzo Porzio

I Toraldo Cafè Bistrot –  Casoria NA

Agostino Malapena

Ristorante Costanzo – Aversa CE

Carmine Martinez

Ciabacrò – Napoli

MAESTRI PIZZAIOLI:

Luciano Sorbillo

Pizzeria Pizz a’ Street  Vomero– Napoli

Salvatore Di Matteo

Pizzeria Di Matteo – Napoli

Rodolfo Sorbillo

Pizzeria Via Tribunali – Salerno

Vincenzo Sannino

Pizzeria-Trattoria I Sannino by Maria Marì–prossimamente a Napoli

Nicola Sannino

Pizzeria-Trattoria I Sannino by Maria Marì – prossimamente a Napoli

Mimmo Esposito

Pizzeria Mè –Casavatore NA

Roberto Nasti

Pizzeria I Mascalzoni Latini- Pozzuoli NA

Mastro Fornaio Carmelo Esposito

Mastro Fornaio Esposito – Pompei NA

MAESTRI PASTICCERI:

Giuseppe Ratto

Gran Caffè Ratto – Frattamaggiore NA 

Sabatino Sirica

Pasticceria Sirica -San Giorgio a Cremano NA

Gianluca Ranieri

Pasticcerie Ranieri- Napoli e Pozzuoli

Ciro Poppella

Pasticceria Poppella – Napoli

Francesco Lastra

Varnelli Restaurant – Pompei NA

Antonio Duraccio

Pasticceria Seccia – Napoli

Stefania Fasano

Pasticceria Baunilha – Salerno

Gerardo Di Dato

Pasticceria Di Dato- Angri SA

Luca Russo

Bee Bakery  – Aversa – CE

PARTNER DELLA SERATA

Consorzio Tutela Provolone Del Monaco Dop V. Equense NA

Associazione Latte Nobile Italiano– Potenza

Cantine Barone -Rutino SA

Vini Le Origini- Celzi di Forino AV

Giannitessari – Roncà VR

Antica Distilleria Petrone-Mondragone CE

Acqua Fonte Apina MANIVA – Brescia

Cerasella Ceramiche – Nocera Superiore SA

Goeldlin Collection – Avellino    www.abitidalavoro.shop

Forni Reppuccia – Eboli SA

Caffè Moreno – Napoli

Bluse Cafè – Nocera Superiore SA

Gruppo Vivian – Nocera Superiore SA

Printart Edizioni  – Nocera Superiore SA

Pastifico Antica Maccaroneria – Rocca San Felice AV

Azienda Agraria Ciarletti – Trevi PG

Azienda Agricola Antichi Sapori – Pollena Trocchia- NA

Azienda Agricola Valle Armenia

Azienda Zara Cereali – Mafalda CB

Frantoio Muraglia – Andria BT

Alma De Lux – San Giorgio a Cremano NA

Azienda Armatore – Cetara SA

Azienda Agricola Raimo – Capaccio SA

Azienda Agricola Salera – Martinengo BG

Orizzonti Village – Pozzuoli NA

Studio 92 – Casavatore NA

Zebby animation Events e balloon – Napoli

Solania – Nocera Inferiore SA

Jamonita- Nocera Inferiore SA

Villa Diamante

Via Alessandro Manzoni, 131b – Napoli

www.villadiamante.it

Angela Merolla

Wine-Food Communication and Images

info@angelamerolla.it

meroangela@libero.it

angelamerolla@pec.it

mobile: 320 861 9820

I sapori e le eccellenze della tradizione napoletana saranno protagonisti alla 77esima edizione della Mostra internazionale d’arte cinematografica organizzata dalla Biennale di Venezia

I maestri pizzaioli della Accademia Nazionale Pizza DOC assieme agli chef dell’azienda “Sapori di Napoli” cureranno l’area food dell’Hollywood Celebreties Lounge, l’hospitality ufficiale della 77esima edizione della kermesse veneziana.

 “Siamo orgogliosi di poter portare al Festival del cinema di Venezia le eccellenze della nostra terra – ha dichiarato Antonio Giaccoli, patron dell’Accademia Nazionale Pizza DOC – Dopo essere stati al Festival di Sanremo, abbiamo deciso di regalarci un altro palcoscenico unico al mondo come quello della Mostra del Cinema di Venezia. Per me, il mio progetto e soprattutto la mia squadra di mastri pizzaioli sarà un’altra bellissima vetrina”.

Soddisfatto anche Gennaro Galeotafiore, chef veterano di Casa Sanremo e titolare dell’azienda “Sapori di Napoli”. “A Venezia riusciremo a portare tanto della tradizione culinaria della nostra regione. Anche alla Mostra del cinema di Venezia ci saranno i fritti della tradizione napoletana, la pizza, le mozzarelle di bufala e tantissime altre eccellenze che ci inorgogliscono nel mondo”.

Da mercoledì 2 a sabato 12 settembre all’interno dell’area ideata e realizzata da Hollywood Communication ci saranno rappresentanti di spessore della tradizione culinaria napoletana conosciuti in Italia e all’estero, come:

  • il team di chef e pizzaioli “Sapori di Napoli” guidato da Gennaro Galeotafiore con il pizzaiolo Gaetano Carponi;
  •  il casertano “pizzaiolo con il cappello” Salvatore Lioniello;
  • il molisano Armando Scalella;
  • il pugliese d’Austria Francesco Calò;
  • il team Puglia guidato da Silvio Buttazzo e composto da Angelo Galati e Ivan Forleo;
  • il pugliese Giangi De Masi;
  • il team Calabria e Sicilia messo insieme dal maestro Vincenzo Fotia, di cui fanno parte anche Alessandro Viscomi, Michele Foriglio, Giuseppe Marrapodi, Marcello Fotia, Juri Sciacca, Rocco Alati e Marzia D’Agostino;
  • il direttore della “Scuola Pizzaioli” in Argentina Juan Pablo Padrevita.

Tantissime anche le aziende che accompagneranno “Sapori di Napoli” e l’Accademia Nazionale Pizza DOC alla 77esima edizione del festival del cinema di Venezia. Saranno presenti: le farine del Molino Spadoni; i pelati e le conserve “La Carmela” dei fratelli D’Acunzi; i salumi di Jomi spa; la tecnologia di SaCar Forni; i prodotti conservieri di Carbone Conserve Vegetali; i prodotti caseari di Latteria Sorrentina; i vestiari tecnici di Capece abiti da lavoro; le paste artigianali di Pastificio Venturino.

Tutti i giorni alle 12 e alle 20 in diretta dall’Hollywood Celebreties Lounge ci sarà Dino Della Porta a raccontare sui canali social di YouFood Tv, media partner ufficiale di “Sapori di Napoli” e della Accademia Nazionale Pizza DOC, tutte le novità della Mostra del cinema di Venezia.

Un’occasione importante per promuovere le eccellenze campane su un palcoscenico unico al mondo come quello della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia.

Per maggiori informazioni:

www.facebook.com/AccademiaPizzaDoc   

www.accademianazionalepizzadoc.it

Contatti: 081.5141416 – 339.5688563

info@giaccoli.it

Contatti Ufficio Stampa

Aldo Padovano – BTL Prod

333.2237732

stampa@campionatonazionalepizzadoc.it

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Si parte il 6 settembre con il treno delle Tre Docg
un viaggio inebriante tra i borghi del vino più rinomati della Campania

Parte, domenica 6 settembre, la seconda edizione del “Treno delle tre Docg”, con l’Irpinia Express, il treno storico della tratta Avellino-Rocchetta tornato in auge grazie all’impegno di Fondazione FS e Regione Campania, e con il lavoro costante dell’Associazione Inlocomotivi APSIl viaggio è dedicato alle eccellenze del vino.

Le stazioni racconteranno la storia di un territorio, un paesaggio disegnato dalle vigne, i filari regolari, i colori mutevoli nelle quattro stagioni e la ricchezza della vendemmia. L’Irpinia Express propone un tour attraverso gli areali di tre delle 4 DOCG Campane. Un evento unico che farà d’apripista ad altrettanti appuntamenti speciali che percorreranno le vie dell’arte, della storia e del gusto dell’Irpinia. Da appuntare in agenda anche gli eventi Irpinia Express -StreetArt&Medioevo, previsto per il 13 Settembre, e Irpinia Express – Con Slow Food nella terra del Carmasciano, previsto per il 20 settembre.  Il programma completo può essere visionato sul portale www.irpiniaexpress.it attraverso il quale sarà possibile prenotare i pacchetti turistici.

Il 6 settembre Irpinia Express offrirà un tour nei tre areali DOCG irpini, da Altavilla Irpina, terra di Greco di Tufo, a Montemarano, stazione del Taurasi, passando per Lapio, terra di Fiano di Avellino, un’occasione imperdibile per toccare con mano i territori dove nascono le preziose uve che diventeranno raffinati vini fregiati del marchio “DOCG”.È possibile prenotare il biglietto http://www.irpiniaexpress.it/il-treno-delle-3docg/

L’evento, organizzato da InLocoMotivi, in collaborazione con il Consorzio Tutela Vini d’Irpinia e le Amministrazioni comunali di Altavilla Irpina, Lapio e Montemarano, e, da quest’anno, la Pallenium Tourism&Service, partirà da Benevento ore 9.10 con una prima tappa Altavilla, uno dei territori vocati alla produzione di Greco di Tufo Docg. L’incontro inizierà alle 10.30 con una visita presso le affascinanti miniere di zolfo e proseguirà in Stazione per un Aperitivo guidato, a base di Greco di Tufo e con accompagnamento gastronomico. Alle 11.55 è prevista la Partenza dalla stazione di Altavilla per la seconda tappa, a Lapio, il borgo del Fiano, con  Accoglienza al Palazzo Filangieri e Brunch al Fiano di Avellino. Il viaggio continua nelle terre del Taurasi; il treno si attesta dunque a Montemarano alle ore 16.35 con il brindisi di benvenuto. Dopo una Breve passeggiata per raggiungere “Spazio Ponteromito” sarà il momento di un piccolo spettacolo di folclore locale. Alle 16:50 avrà inizio la degustazione: saranno allestiti banchi di assaggio con vino e prodotti locali. La partenza per il ritorno è prevista per le ore 18.00.

Si precisa, inoltre, che a seguito delle disposizioni emanate dalle Autorità competenti, al fine di massimizzare la tutela della salute di viaggiatori e personale in servizio, Fondazione FS ha attivato misure e iniziative in materia di prevenzione della diffusione del Coronavirus. In particolare sono state potenziate le attività di sanificazione e disinfezione dei treni; a bordo sono presenti dispenser con gel disinfettante per le  mani; il personale è dotato dei sistemi di protezione necessari.  Il nuovo criterio di prenotazione dei posti a bordo garantisce il rispetto delle distanze di sicurezza prescritte dalle Autorità sanitarie, mantenendo invariato il comfort di viaggio”.

PROGRAMMA

Ore 9.10 Partenza da Benevento

Ore 9.27 Arrivo ad Altavilla

Ore 10.30 Inizio tour nelle Miniere di zolfo

In Stazione Aperitivo guidato con Greco di Tufo ed accompagnamento gastronomico

Ore 11.55 Partenza dalla stazione di Altavilla,

Fermata 5’ ad Avellino, Stazione

Ore 13.30 Arrivo stazione di Lapio – transfer al Borgo
Ore 13.40 Arrivo al Borgo
Ore 13.45/13.50 Accoglienza al Palazzo Filangieri
Brunch a Palazzo con Fiano di Avellino

Ore 15.30 Ritorno in stazione e partenza

Arrivo a Montemarano :

Ore 16.35, brindisi di benvenuto con Rosato Spumante
Breve passeggiata e arrivo a Spazio Ponteromito

Accoglienza con spettacolo di folclore locale (tarantella Montemaranese)e saluti istituzionali
16:50 Inizio degustazione: saranno allestiti banchi di assaggio con vino e prodotti locali.
Ore 17:50 ritorno in stazione.
Ore 18.00 Partenza
Ore Arrivo ad Avellino

PER INFO E PRENOTAZIONI_WEB: www.irpiniaexpress.itE-MAIL: info@irpiniaexpress.itTel +39 331 108 5593

Lunedì 31 agosto | ore 20:00 | Casa Setaro
Chef Giuseppe Molaro (ha conquistato la Stella Michelin a Tokyo alla corte di Heinz Beck) di “Contaminazioni Restaurant”. Con la partecipazione del Pizza chef Paolo De Simone di “Storie di Pane” a Vallo della Lucania
Alle luci del tramonto, immersi nel Parco Nazionale del Vesuvio, una serata per celebrare la bellezza delle “contaminazioni”, unendo i saperi e i sapori dei territori vulcanici: da Tokyo al Vesuvio, si scoprono ingredienti, pietanze e vini, abbinati sapientemente tra loro attraverso un viaggio a tavola, ideato da Massimo Setaro, chef Giuseppe Molaro di “Contaminazioni Restaurant” sito in Somma Vesuviana, con la partecipazione di Paolo De Simone “Storie di Pane”. 


La serata si svolgerà nel comune vesuviano più piccolo, Trecase, dove nasce la storia di Casa Setaro: sono ben quattro le generazioni che hanno donato la propria vita alla vite e al vino autoctono vesuviano. Dal 2005, le redini passano da Don Vincenzo, a cui è dedicato anche un vino, al figlio Massimo che, insieme a sua moglie Mariarosaria, crea l’attuale cantina: quattordici ettari vitati, moltiplicati attraverso il tradizionale metodo della propaggine (dalla pianta madre si dirama il ramo che originerà la vite-figlia), risalgono il vulcano fino a 400 metri dal livello del mare – che si ammira da lontano – a partire proprio dal “giardino” di casa. La cantina coincide infatti con l’abitazione di famiglia, una scelta e una dedica a quella che è più di una passione di famiglia. Tutto è coltivato in biologico, anche l’uliveto da cui si produce l’Olio extravergine di oliva Casa Setaro, da monocultivar di Coratina, che sarà servito insieme ai panificati di Paolo De Simone, imprenditore del brand “Storie di Pane”.


Lunedì 31 agosto, dalle ore 20, Casa Setaro ospita la cena in vigna “Contaminazioni” di gusto: un viaggio enogastronomici, da Oriente verso Occidente, con al centro il Vesuvio: un connubio tra enogastronomia e arte, per raccontare l’importanza dell’identità agricola, preservata con il loro lavoro da Massimo, Giuseppe e Paolo, dell’agricoltura sostenibile e della bellezza dei territori che abbiamo sotto gli occhi, colmi di tesori, senza accorgercene”. 


Arrivati nella cantina, situata in via Bosco del Monaco 34, gli ospiti saranno accolti nel pieno rispetto delle norme vigenti e condotti in questo modo attraverso un wine tour a “tappe” in cui si potranno ammirare le vigne e assaggiare alcuni snack di ZioMì – un aperitivo in stile popub itinerante (no buffet) – che conduce alle origini di chef Molaro, ossia a una commistione tra le sue idee e l’esperienza di suo padre Mimmo, da sempre proprietario di hamburgherie nel vesuviano.


Dopo il brindisi con Pietrafumante, Caprettone Metodo Classico, prende il via la cena in vigna: ai fornelli, chef Giuseppe Molaro con la sua brigata preparerà alcuni piatti “contaminati”, ossia proiezioni del suo concetto attuale di cucina che ricordano la memoria storica di luoghi e di identità. In abbinamento a ogni portata – dall’aperitivo al dolce – un calice diverso dei vini biologici prodotti da Casa Setaro.


Per partecipare, è obbligatoria la prenotazione al numero (+39) 3471231391. Posti Limitati.
MenùFritti di ZioMì
Snack – Bloody Mary da bere
Snack – Ricordo di “pasta&fagioli con le cozze” Snack – Churros di pelle di pollo
Snack – Rolls di riso giapponese con sgombro marinato
Snack – Spigola marinata al pepe Sancho con Mayo al sedano e meringa al pomodoro 
Pane e sorprese di Paolo De Simone “Storie di Pane” con l’Olio Extravergine d’Oliva Casa Setaro 
Risotto pistacchio verde di Bronte e profumo di limone 
Spigola con rucola selvatica 
Crema di latte mango e passion fruit
Per ogni portata, un vino di Casa Setaro.

Muntoni: “Crediamo fortemente che il nostro ruolo sia quello di offrire agli ospiti i veri prodotti della nostra terra e che sia fondamentale supportare le piccole eccellenze dei nostri territori ed aiutarle a crescere.”Anche per questo abbiamo lanciato la linea di prodotti “Selezione Delphina”, ispirata al progetto Genuin Local Food Oriented® e proposti in esclusiva agli ospiti dei resort.Delphina nel 2019 ha fatturato più 72 milioni confermando il trend positivo di crescita degli ultimi anni e dà lavoro a più di mille persone di cui più di cento negli uffici e un indotto per i servizi interni di più di 300 persone
“Crediamo fortemente che il nostro ruolo sia quello di offrire agli ospiti i veri prodotti della nostra terra e che sia fondamentale supportare le realtà economiche e le piccole eccellenze dei nostri territori, aiutarle a crescere e ad aprirsi ai mercati internazionali anche grazie ai nostri ospiti. Per noi è un ulteriore modo per dimostrare concretamente la responsabilità sociale e il sostegno al territorio”.

Hotel marinedda and the beach

Elena Muntoni, brand manager della realtà simbolo del turismo a 4 e 5 stelle del Nord Sardegna, racconta così l’approccio di Delphina hotels & resorts (https://www.delphina.it) nel presentare i risultati del progetto “Genuin Local Food Oriented®”, marchio di qualità Delphina, a sostegno di una cucina sana, buona e giusta, basata su ingredienti genuini che rispettano la stagionalità, preferibilmente a km 0. Per questo più del 70 per cento dei fornitori è nel raggio di 150 chilometri o sull’isola, con l’obiettivo di raggiungere l’80 per cento entro la fine del 2021.
Delphina nel 2019 ha fatturato più 72 milioni confermando il trend positivo di crescita degli ultimi anni e dà lavoro a più di mille persone di cui più di cento negli uffici e un indotto per i servizi interni di più di 300 persone. Dal novembre del 2018 l’azienda è entrata nella “Lounge” di Intesa San Paolo di Elite, il progetto di Borsa Italiana e del London Stock Exchange per le imprese ad alto potenziale realizzato in collaborazione con Confindustria.

Anche per l’arredamento e il decor vengono prescelti soprattutto manufatti realizzati da aziende sarde. “Gli arredi, nella falegnameria, nelle pietre, nel ferro battuto- spiega Elena Muntoni- e perfino lampadari e plafoniere realizzati in ceramica artistica, sono di provenienza e design rigorosamente sardo. Un esempio su tutti, l’hotel e la reception La Licciola del Resort Valle dell’Erica. Tutti gli elementi ornamentali sono di provenienza sarda. Le ceramiche dal piccolo paesino di Luogosanto e i tappeti da Aggius e Nule.”

“Spesso è proprio Delphina- – continua Elena Muntoni- a spronare i piccoli produttori, chiedendogli un maggiore sforzo produttivo e organizzativo. Questo viene sempre accolto con piacere e diventa un piccolo incentivo alla crescita. Sono molte le aziende locali che negli anni sono passate da una micro realtà locale a una realtà artigianale più strutturata grazie a questa spinta”.

Anche in quest’ottica nasce Selezione Delphina (www.selezionedelphina.com), linea di prodotti enogastronomici della Sardegna, selezionati con cura e proposti in esclusiva nelle strutture. Eccellenze dell’isola che gli ospiti possono trovare nei ristoranti degli hotel e acquistare alla partenza oppure online sul sito per riceverli direttamente a casa.

“Abbiamo un team in azienda- spiega Muntoni- che si occupa di scovare piccoli produttori e instaurare sinergie di crescita con quelli di fiducia di famiglia, come la macelleria del mio paese, per esempio. Essendo prodotti artigianali non riusciamo ancora a soddisfare tutte le richieste, ma la speranza è di aiutare i nostri fornitori a crescere e a strutturarsi per rispondere meglio alla domanda internazionale mantenendo uguale la qualità e l’artigianalità dei prodotti.
Il progetto “Genuin Local Food Oriented®” è un tassello importante del nostro percorso di sostenibilità che ci vede in prima linea anche nel rispetto dell’ambiente.”

“We are green”: l’impegno per l’ambiente
Delphina inizia la sua attività negli anni novanta con lo slogan “la natura come progetto”. Per decenni si è distinta per le azioni improntate alla tutela e alla valorizzazione del territorio e dal 2017, con il protocollo “We are green”, si è resa protagonista di un ulteriore salto di qualità.
Delphina hotels & resorts è, infatti, la prima catena alberghiera italiana, ed una delle prime al mondo, ad utilizzare in tutti gli hotel, resort e nella sede centrale energia al 100% verde, proveniente da fonti rinnovabili, con un risparmio di 3.536 tonnellate di Co2 ogni anno. Nell’ultimo triennio più di 10600 tonnellate risparmiate: l’equivalente della Co2 assorbita da 75.000 alberi in un anno intero.
Grande attenzione è rivolta anche alla mobilità sostenibile. Nelle strutture Delphina per lo spostamento degli ospiti all’interno dei resort circolano veicoli elettrici ricaricati sul posto e sono presenti anche colonnine per le auto elettriche degli ospiti.

Dal 2019 è stato abolito l’utilizzo delle bottiglie di plastica da strutture e uffici, con un risparmio di più di 68 mila e 700 bottiglie, sostituite con vetro e alluminio. Una svolta che ha interessato le 1600 camere e appartamenti, i 32 ristoranti e i 22 bar del gruppo.
Il lungo percorso di Delphina, responsabile e lungimirante, è oggi consacrato da importanti premi internazionali, tra cui l’incoronazione del Resort Valle dell’Erica come Europe’s Leading Green Resort, ovvero migliore green resort d’Europa 2019 ai World Travel Awards. I Centri Thalasso & SPA Delphina si sono inoltre aggiudicati il Green Travel Award 2020 nella categoria Bio Spa assegnato da Gist, Gruppo Italiano Stampa Turistica.

 L’azienda è anche Corporate Golden Donor del FAI, il Fondo per l’ambiente italiano che lavora per la protezione della bellezza, della cultura e del patrimonio naturale. E’ inoltre partner di Spazzatura Kilometrica, l’associazione che promuove gare di raccolta di rifiuti differenziati.

Roberto Race

Otto hotel nel nord della Sardegna, un unico comune denominatore: l’offerta food di alto livello che recupera le grandi tradizioni gastronomiche sarde e ne fa uno spettacolo.

Pasta fresca fatta a mano ogni giorno, pescato del giorno e prelibate carni galluresi, frutta e verdura dei produttori locali e, ad accompagnare il tutto, il Vermentino di Gallura DOCG: si ritrova il meglio dell’enogastronomia sarda nel mondo degli hotel e resort Delphina (https://www.delphina.it). Il gruppo alberghiero sardo contra tre 5 stelle, quattro hotel 4S e 4 stelle e un esclusivo residence, tutti lungo la costa del Nord Sardegna, tra la Costa Smeralda, l’Arcipelago di La Maddalena e il Golfo dell’Asinara. Qui le specialità non sono solo da gustare, ma da assaporare con tutti i sensi: merito delle splendide cucine a vista, dei deliziosi Brunch Mediterranei preparati al momento dagli chef, delle ricette tradizionali e, naturalmente, delle terrazze panoramiche dei diversi ristoranti.

Il ristorante a pelo d’acqua dell’Hotel Capo d’Orso
Una cena pied dans l’eau, ammirando uno dei panorami più spettacolari di tutta la Sardegna: è l’Ile Flottante dell’Hotel Capo d’Orso (www.hotelcapodorso.com) a Palau, ristorante “a pelo d’acqua” collocato su una piattaforma protesa sul mare turchese della baia di Cala Capra. Di fronte il mare unico dell’Arcipelago di La Maddalena, in tavola pesce freschissimo e piatti della tradizione per questo angolo gourmet che va ad affiancare gli altri ristoranti dell’albergo – Il Paguro e Gli Olivastri – entrambi collocati su scenografiche terrazze. Ma in questo “5 stelle” del gruppo Delphina le coccole per gli ospiti incominciano fin dal mattino, quando la colazione – servita naturalmente all’aperto, all’ombra di profumati ginepri e olivastri – viene accompagnata dalle note di un’arpa.

Dalla cucina vegana a quella tipica gallurese
Sconfinata, ma sempre curatissima, anche l’offerta food del Resort Valle dell’Erica (www.hotelvalledellerica.com), l’altro 5 stelle della collezione eletto Miglior Green Resort d’Europa 2019 ai World Travel Awards, incastonato in un magnifico tratto di costa a soli dieci minuti di auto da Santa Teresa Gallura. Tra le proposte più apprezzate, il Ristorante “Li Zini” per cene romantiche da gustare a piedi nudi sulla sabbia o l’angolo a base di specialità vegetariane e vegane proposte al ristorante Les Bouches. Un’ulteriore aggiunta ad una proposta culinaria già ricchissima, che propone piatti e piccole porzioni preparate al momento nella cucina a vista, con una scelta che spazia dal pesce crudo di tradizione mediterranea ai primi piatti di pasta fresca saltati al momento.

E per chi vuole invece una full immersion nei sapori galluresi c’è il ristorante “Li Ciusoni” (dal nome dei tipici gnocchetti): in menù antipasti caldi preparati sulla griglia o nel forno a legna, salumi della zona rurale, verdure sott’olio alla maniera tradizionale, e poi naturalmente le paste fresche dell’esperta massaia Chicca, l’immancabile maialino da latte e i saporiti formaggi locali, accompagnati da un buon calice di Vino Cannonau. Per non sbagliare, basta scegliere la Riserva del Presidente, frutto di una lunga ricerca sul territorio per offrire agli ospiti degli hotel e resort i migliori vini dell’isola, imbottigliati appositamente per Delphina con un’etichetta esclusiva. Parte della Selezione Delphina (www.selezionedelphina.com), può essere acquistata e portata a casa come l’olio extravergine di oliva, spezie, marmellate, bottarga, tisane biologiche, mirto, tutti prodotti in Sardegna.

La cucina a 5 stelle dell’Hotel Marinedda
Unico hotel 5 stelle lungo il tratto di costa tra Alghero e Santa Teresa Gallura, l’Hotel Marinedda (www.hotelmarinedda.com) di Isola Rossa è noto per la grande attenzione all’offerta gastronomica articolata in quattro ristoranti, ognuno con una propria personalità. Per gli ospiti che cercano la varietà, perfetto il ristorante Petra Ruja con la sua cucina “espressa” e il buffet freschissimo con proposte anche per chi mangia “senza glutine”. Servizio al tavolo e menù à la carte per il Punta Canneddi, mentre per le coppie in cerca di romanticismo (e di una vista strepitosa) c’è la terrazza del ristorante Tramonto. Completano il mondo gourmet del Marinedda il ristorante la pizzeria Basaricò per serate informali trascorse davanti a pizze fragranti preparate con farine attentamente selezionate e impasti lievitati naturalmente.

Roberto Race

Venerdì 28 Agosto alle ore 20.00 terzo e ultimo appuntamento con RipartiamoRosè, evento di narrazione e degustazione enogastronomica presso la Terrazza all’aperto del ristorante Pane&Acqua Bistrot alla  napoletana in località Vaccheria di San Leucio di Caserta che, dopo la breve pausa estiva,  riapre al pubblico  martedì 25.

RipartiamoRosè è un evento nato per  approfondire  i vini sempre più protagonisti dell’estate mediterranea, ovvero i rosati, che con leggerezza, brio, versatilità, possono ben accompagnare i piatti della tradizione estiva o  gli aperitivi e gli antipasti delle sere nella bella stagione.  Gia’ 8 le aziende vitivinicole rappresentative di tutte le aree della Campania che hanno animato i primi due appuntamenti per 10 diverse  etichette di rosato;  in questo ultimo appuntamento in degustazione 4 etichette campane e un ospite d’oltre…mare, precisamente dalla Sardegna che ci farà compiere un viaggio dai vitigni di Aglianico e  Casavecchia tra Cilento, alto casertano e Sannio  fino al Cannonau della Costa Smeralda, il tutto nelle varianti in rosa.

A condurre la narrazione, con la partecipazione di anche di alcuni produttori,  il giornalista enogastronomico Carlo Scatozza e il Sommelier Salvatore Landolfo.

I vini sanno abbinati con gli antipasti di mare e terra del Pane&Acqua Bistrot alla  Napoletana, dal tagliere di salumi e formaggi alle alici ripiene, provola, scapece di zucchine a doppia consistenza  fino alla montanara con salmone cotto a freddo con burrata e lime.

Queste le etichette in degustazione:

Pellerosa   Roccamonfina IGT Aglianico  Rosato in Anfora- 2018 – I Cacciagalli, Teano ( CE)

Ecce Vinum Paestum IGT Aglianico Rosato – 2018 – Tenuta Massanova, Perdifumo ( Sa)

Veritas Terre del Volturno IGT Casavecchia Rosato  2018 – La Masserie, Bellona ( Ce)

Rosè Cannonau di Sardegna Doc  Rosato 2019 – Vigne Surrau, Arzachena-Porto Cervo ( OT)

 Marosa Aglianico del Taburno Rosato DOCG 2019 – Nifo Sarrapochiello, Ponte (Bn)

L’evento, come sempre, sarà svolto nel più rigoroso rispetto delle norme in vigore anticovid, aperto esclusivamente a 30 prenotati, con tavoli distanziati ben oltre un metro nella terrazza. Obbligatoria la mascherina all’ingresso e prima della seduta ai tavoli.

Info  e prenotazioni

Ingresso esclusivamente su prenotazione ( max gruppi di 4 prenotabili insieme) al numero 3317422774   fino ad esaurimento posti ( 30) al costo di € 10 a persona.  Per coloro che sceglieranno dopo di  restare a cena, sconto 10 € dal conto finale.

Strada Statale 87 Sannitica 63 San Leucio | Vaccheria Caserta

Carlo Scatozza

https://www.facebook.com/paneacquabistrot.it

A PAESTUM, ANTICA CITTA’ DELLA MAGNA GRECIA, IL PRIMO EVENTO DI SETTORE DEL PAESE DOPO LA RIPRESA

TASTING E VISITE SUI TERRITORI PER I GIORNALISTI EUROPEI, GROUPAGE PER LA STAMPA D’OLTREOCEANO  PER OPERATORI E APPASSIONATI TANTI NUOVI CONTENUTI TECNICI, DAI DATI DI PRODUZIONE E FILIERA ALLA VALUTAZIONE DELLE ANNATE DI VINI BIANCHI E ROSSI DELL’ULTIMO VENTENNIO

L’Italia del vino riparte dalla Campania: è “Campania Stories” il primo evento dedicato alla stampa specializzata nazionale ed internazionale ad essere programmato ed organizzato nel post-emergenza e a svolgersi in presenza. Un format rinnovato per dare modo ai giornalisti italiani, europei ed oltreoceano di degustare le nuove annate dei vini della regione, ma anche di scoprire i territori attraverso visite ed iniziative.

Dall’1 al 4 settembre 2020, dunque, si terrà la nuova edizione della rassegna promossa da Miriade & Partners e dalle circa 80 aziende partecipanti, in collaborazione con AIS Campania e con il sostegno della Regione Campania, che anche per questa edizione ha sposato in pieno lo spirito dell’evento, dando voce alle esigenze del comparto in termini di valorizzazione e di promozione, e con la Media Partnership di Luciano Pignataro Wine Blog. Main Sponsor di Campania Stories 2020 è il Gruppo Acanfora Hotels & Resorts, con strutture a 4 e 5 stelle sulle spiagge dorate della costa del Cilento, con elevati standard qualitativi, grandi spazi di design interni ed esterni, piscine e servizi di alto livello: Mec Paestum Hotel, Hotel Cerere Paestum, Olimpia Cilento Resort, Paestum Inn Beach Resort.

Ad accogliere i giornalisti saranno il Mec Paestum Hotel e l’Hotel Cerere, entrambi situati a Paestum, uno dei luoghi più ricchi di fascino e di storia d’Italia e del mondo. Una location esclusiva, dunque, ospiterà il primo evento di settore italiano dalla ripresa, nel cuore dell’antica città della Magna Grecia. Altri partner dell’edizione 2020 sono Associazione Distretto Turistico Costa d’Amalfi, Assoenologi Campania, agenzia di viaggi AJ54.

Focus sulla stampa italiana ed europea, che sarà in Cilento per prendere parte ai tasting e alle visite alle aziende e ai territori, mentre per i giornalisti d’oltreoceano sono stati organizzati groupage appositi per dare modo alle più importanti testate internazionali di degustare le nuove annate delle principali denominazioni regionali, superando le difficoltà logistiche dovute alla delicata congiuntura che si sta vivendo a livello globale. Un’edizione decisamente speciale, dunque, con l’importante obiettivo di rilanciare la promozione del vino campano nel mondo.

Il programma prevede tasting tecnici per l’assaggio dei vini delle aziende partecipanti da parte della stampa, tour su tutto il territorio regionale per visitare le cantine ed incontrare i produttori, iniziative per dare la possibilità alla stampa di apprezzare il volto più autentico della Campania, in un dialogo inedito tra il patrimonio artistico-storico-naturalistico della regione e il vino. Non mancherà infatti la tappa al meraviglioso Parco Archeologico di Paestum, gioiello archeologico italiano e patrimonio Unesco, che si aggiunge agli altri simboli della Campania nel mondo che hanno finora ospitato la rassegna: il Museo Diocesano Complesso Monumentale Donnaregina, la Reggia di Caserta e la Costiera Amalfitana, dichiarata dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità per l’indiscussa bellezza ed unicità del suo paesaggio naturale. L’ultimo giorno, venerdì 4 settembre, si terrà il tradizionale momento dedicato agli operatori di settore di tutta Italia, “Campania Stories Day”, con la possibilità di degustare i vini proposti in assaggio dalle aziende partecipanti (3 fasce orarie disponibili: dalle ore 14.30 alle 16.30, dalle 17.30 alle 19.30, dalle 20.30 alle 22.30 – info e prenotazioni: tel. 329.9606793 – 392.0059528 – staff@miriadeweb.it). 

Interessanti ed inediti i nuovi contenuti tecnici realizzati in occasione dell’edizione 2020: la pubblicazione realizzata annualmente conterrà infatti importanti aggiornamenti sui dati di produzione e di filiera, nonché sulla valutazione delle annate dei vini bianchi e rossi dell’ultimo ventennio. Per ogni millesimo una valutazione in ventesimi, relativa alla media qualitativa e al potenziale evolutivo generale, accompagnata da parole-chiave riconducibili allo specifico carattere climatico ed espressivo, oltre ad indicazioni sulle finestre di consumo consigliabili per ciascuna annata. A cura di Associazione Enologi Enotecnici Italiani – Sezione Campania la presentazione della nuova annata (2019). La pubblicazione dedicata a Campania Stories 2020 si conferma dunque uno strumento di grande utilità sia per i professionisti che per gli appassionati.

Circa 80 le aziende partecipanti all’edizione 2020 di Campania Stories. Per la provincia di Avellino: Amarano, Antico Castello, Bambinuto, Barbot Stefania, Bellaria, Borgodangelo, Canonico e Santoli, Cantine dell’Angelo, Colli di Lapio, Contrade di Taurasi, De Gaeta, Delite, Di Marzo, Di Meo, Di Prisco, Donnachiara, Ferrara Benito, Feudi di San Gregorio, I Capitani, I Favati, Il Cancelliere, Le Masciare, Nativ, Passo delle Tortore, Perillo, Pietracupa, Regina Collis, Rocca del Principe, Tecce Luigi, Tenuta Cavalier Pepe, Tenuta del Meriggio, Tenuta Sarno 1860, Tenuta Scuotto, Tenute di Altavilla, Terre D’Aione, Traerte, Vesevo, Vigne Guadagno, Villa Diamante, Villa Raiano. Per la provincia di Benevento: Fontanavecchia, Fattoria Ciabrelli, Iannella Antonio, La Guardiense, La Rivolta, Monserrato 1973, Mustilli, Rossovermiglio, Terre Stregate. Per la provincia di Caserta: Alois, Cantina di Lisandro, Galardi, Sclavia, Villa Matilde Avallone. Per la provincia di Napoli: Agnanum, Astroni, Bosco de’ Medici, Cantine del Mare, Casa Setaro, Contrada Salandra, La Sibilla, Martusciello Salvatore, Sorrentino, Villa Dora. Per la provincia di Salerno: Albamarina, Cantine Barone, Cuomo Marisa, Famiglia Pagano, Lenza Viticoltori, Lunarossa, Marino, Montevetrano, Polito Viticoltori, Sammarco Ettore, San Salvatore 1988, Tempa di Zoè, Vuolo Mila.

Continuano parallelamente anche le attività di promozione della Campania del vino nel mondo, portata avanti per tutta la durata dell’anno da Campania Stories, con attenzione e sostegno al tessuto produttivo della vitivinicoltura campana, presentando denominazioni, territori e protagonisti del mondo del vino,da seguire attraverso gli hashtag #campaniastories e #iobevocampano. Per altre informazioni: www.campaniastories.com

UFFICIO STAMPA

MIRIADE & PARTNERS SRL

8-9-10 agosto 2020 alla Tenuta Cavalier Pepe : “Serate di Gala”, tra Menù delle Stelle e degustazioni di Vini presso il Ristorante della Tenuta

Tre serate memorabili alla Tenuta Cavalier Pepe l’8 il 9 e il 10 agosto 2020 per omaggiare San Lorenzo con i vini della tenuta, in collaborazione con Calici di Stelle. 

Il programma prevede ogni sera l’inizio alle ore 20 con L’aperitivo del Cavaliere sorseggiando“Oro Spumante” e Cerri Merry Dry, per proseguire con un menu del territorio, in abbinamento con i vini della Tenuta (al costo di 50 euro a persona bevande e caffè inclusi. Il miglior modo per arrivare a destinazione è uscita autostrada A16 Castel del Lago, direzione Taurasi, per proseguire verso Sant’Angelo All’Esca (Av), Contrada Bosco. (Info e prenotazioni: 349/3172480 – 393/0725905 – 0827/73766). 

Il programma della tre giorni alla Tenuta Cavalier Pepe

Il programma fitto, prevede alle ore 20,00 il concerto Jazz sotto le stelle, con i musicisti Quartet, ovvero Bruno Salicone al piano,Federico Milone al sax, Francesco Galatro al basso, e Stefano De Rosa alla batteria, per poi passare al momento ludico con il quiz a squadre sul tema vino. Ai vincitori, in omaggio, una bottiglia Magnum di Taurasi Opera Mia 2013. Mentre a fine serata poi si potrà degustare il sigaro italiano, in compagnia con gli Amici della Dolce Vita, con in abbinamento un dessert realizzato dalla Gelateria Aloha.

Il menù

I vini delle stelle scelti per la tre giorni sono “Santa Vara” Irpinia Falanghina DOC 2018, “Brancato” Selezione Fiano di Avellino DOCG 2017, “Santo Stefano” Irpinia Campi Taurasini doc 2015, “Opera Mia” Taurasi DOCG 2013 e “Cerri Merry” Vino aromatizzato. m

entre il menu della serata prevede dopo l’Aperitivo del Cavaliere: Fagottino di scarola e acciughe, Salmone marinato, Salumi Irpini, Caciocavallo podolico, Ciliegina di mozzarella fresca, Fagioli e broccoli caldi, e Patate e peperoni con in abbinamento “Santa Vara” Irpinia Falanghina Doc 2018. Per poi passare ai primi: Fusilli con zucchine, salsiccia, pomodorini e crema di caciotta semi-stagionata e i Ravioli di bufala con noci e pesto di rucola in abbinamento con il “Brancato” Selezione Fiano di Avellino DOCG 2017.

Il secondo: Millefoglie di maialino Irpino alle verdure con salsa di asparagi, fughi porcini e patate al forno con in abbinamento “Santo Stefano” Irpinia Campi Taurasini doc 2015. Ed ancora degustazione di formaggi stagionati al piatto come il Pecorino di Carmasciano e il Caciocavallo podolico con in abbinamento “Opera Mia” Taurasi DOCG 2013.

Infine dolci e frutta: rotolo di crema Cerri e scaglie di cioccolato fondente realizzato dalla Gelateria Aloha con in abbinamento il “Cerri Merry” Vino Aromatizzato.  

Comunicazione | Ufficio Stampa
Annalisa Tirrito +39 335 5289607

Pizzaiuoli School, 20 maestri pronti a insegnare a ragazzi di tutto il mondo l’antica arte

Sergio Miccù (Presidente Apn): “Così rendiamo immortali un codice fatto di gestualità e saperi che rischiano di scomparire”

Lunedì 27 luglio ore 18 presentazione alla stampa (Apn – Napoli via Michele Parise)


Promuovere la formazione di pizzaiuoli napoletani. E’ con questo obiettivo che un esercito di oltre 20 maestri degli impasti ha messo la propria arte a disposizione di giovani di tutto il mondo che vogliono imparare il mestiere.

A chiamarli in cattedra, la Pizzaiuoli School della stessa Apn che a settembre riparte con una sede completamente rinnovata, a Napoli in via Michele Parise, e un’offerta sempre più rispondente alle esigenze di chi voglia oggi approcciarsi a questo antico mestiere: sono previste, in aggiunta alle ore di apprendimento pratico, lezioni di marketing, nutrizione, sicurezza sul lavoro, food cost, nonché sull’attuazione delle norme igienico-sanitarie anche alla luce dell’emergenza Covid-19.”Chiunque nel mondo voglia diventare pizzaiuolo – dice il presidente dell’Apn, Sergio Miccù – deve venire nella nostra scuola.

Qui formiamo i pizzaiuoli, con la U, quelli capaci di attuare l’arte divenuta patrimonio immateriale dell’umanità. La nostra è la scuola della tradizione, degli impasti e delle tecniche che hanno reso unica la pizza napoletana nel mondo. I nostri maestri pizzaiuoli sono eredi della straordinaria tradizione partenopea che è passata di generazione in generazione e oggi, grazie alla scuola, potranno trasferire il proprio patrimonio di conoscenze ai ragazzi provenienti da tutto il mondo per apprendere quest’arte, come se fossero i loro genitori. Per questo la nostra formazione, da un lato, rende immortale l’arte del pizzaiuolo e, dall’altro, crea una professione”.


La Pizzaiuoli School è gestita da Marilena Miccù e Gianluca PirroLe iscrizioni sono apertePer informazioni: www.pizzaiuolinapoletani.com
“I Corsi di formazione professionale per pizzaiuoli – spiegano Marilena Miccù e Gianluca Pirro, responsabili della Scuola – sono assolutamente unici in Italia e nel mondo, sono rivolti a coloro che seriamente intendono investire nel proprio futuro professionale apprendendo dai migliori docenti e dai più importanti Maestri Pizzaiuoli napoletani.

Un percorso che parte dalla conoscenza dei territori e delle materie prime, delle tradizioni e delle tecniche più rinomate, dei valori della nutrizione per arrivare alla pratica e a consentire ai discenti di avere piena padronanza degli impasti, della farcitura, della cottura, nonché delle normative in materia. Obiettivo della Scuola è quello di offrire una esperienza formativa di alto profilo in grado di generare una figura professionale in uscita capace di confrontarsi ed operare ai più elevati standard richiesti dal mercato del lavoro. Sono centinaia i pizzaiuoli che abbiamo già formato e che hanno trovato lavoro nel mondo o in proprio o in realtà imprenditoriali di settore”.

Tutti i dettagli dei nuovi corsi, saranno illustrati alla stampa lunedì 27 luglio alle ore 18.00 presso la sede della Scuola a Napoli, in via Michele Parise, 51
Partecipano: Sergio Miccù, presidente Associazione Pizzaiuoli Napoletani- Luciano Pignataro, giornalista-

I 20 maestri pizzaiuoli
Tra i pizzaiuoli in cattedra:

VINCENZO PELLONE 
GENNARO CERVONE
ADOLFO MARLETTA
UMBERTO FORNITO
VINCENZO GIUSTINIANI
RAFFAELE GIUSTINIANI
MAURIZIO IANNICELLI
UMBERTO SALVO
ALBERTO BUONOCORE
DAVIDE CIVITIELLO
TERESA IORIO
SILVIO ZIGARELLI
ATTILIO ALBACHIARA
PASQUALE POERIO
VINCENZO CAPUANO
MARCO AMORIELLO
SIMONE FORTUNATO
VALENTINO LIBRO
ANGELO TRAMONTANODANIELE AIELLOCRESCENZO CAPUOZZO
DOCENTE TEORIA: DOTT.SSA ROSANNA GIORDANO
DOCENTE FORMAZIONE SICUREZZA SUL LAVORO: DOTT. ROBERTO CIARAMELLA DOCENTE MARKETING: RAFFAELE BIGLIETTO

Ufficio stampa: bc communication

Grande successo per “Aspettando…il mio San Marzano”, evento firmato Solania, azienda leader nel settore della trasformazione del pomodoro San Marzano, situata nell’area nocerino-sarnese.

Fulcro della serata la degustazione a “Villa Maria Grazia” a Sarno, immersa in ben sette ettari di filari di pomodoro San Marzano, laddove inizierà la raccolta a fine luglio. Tutti i presenti sono stati deliziati da uno straordinario Francesco Martucci, patron della pizzeria “I Masanielli” di Caserta, con assaggi di Margherita e “Amplificato di Provola e Pepe”.

Aspettando...il mio San Marzano

“L’importanza del San Marzano sulla pizza è fondamentale: la pizza è campana, dovrebbe avere obbligatoriamente il San Marzano” dichiara il nuovo brand ambassador Solania; “Inoltre è fondamentale far capire quello che noi facciamo sul nostro territorio e cosa ha da offrire in questo momento storico. Nonostante le avversità di questo periodo, il nostro territorio c’è e ci sarà ancora. Da qui la scelta di collaborare con Solania, una delle pochissime aziende che produce dalla A alla Z, dalla coltivazione alla conservazione del prodotto, che quest’anno è davvero straordinario”.

Un prodotto semplice e genuino come il pomodoro San Marzano ha trovato nelle sapienti mani di Martucci la sua esaltazione migliore, in un’esplosione di gusto e profumo, il tutto mantenendo integra la sua autenticità.

La location recentemente acquisita dal patron di Solania Giuseppe Napoletano, caratterizzata da una vista mozzafiato sul Vesuvio, è stata la cornice perfetta per suggellare ufficialmente la partnership triennale tra Solania e Martucci, al quale è stata dedicata un’etichetta personalizzata sui barattoli di pomodoro San Marzano Solania, così come è previsto dal progetto “Il mio San Marzano” che prevede la personalizzazione dell’etichetta e la scelta dell’appezzamento di terra.

L’evento è stato preceduto da una visita guidata nello stabilimento Solania, dove i giornalisti di settore hanno potuto osservare in prima persona la struttura e i macchinari atti alla lavorazione e alla trasformazione del pomodoro San Marzano dalla raccolta all’inscatolamento.

“La raccolta inizierà, secondo disciplinare, alla fine di Luglio” ha spiegato Giuseppe Napoletano, amministratore unico di Solania srl: “Abbiamo potenziato le linee di produzione, arrivando a un raddoppio della capacità produttiva per soddisfare anche il mercato retail e affermarci anche in paesi dell’Europa centrale, dove prevediamo un forte incremento di fatturato”, sottolineando con passione la sua presenza quotidiana tra i campi, e non dietro la scrivania del suo ufficio: non capo, ma leader della sua azienda, sempre in prima linea.

Si ritornerà tra metà e fine settembre in azienda per “Il mio San Marzano”, momento in cui ci sarà un grande evento in cui ci sarà la possibilità di scegliere il lotto di produzione e di osservare tutta la filiera di produzione nel pieno della sua attività da parte di chef, pizzaioli e ristoratori.

L’evento è stato curato da Renato Rocco direttore de “La Buona Tavola” Magazine.

#STRONGERTHANEVER – IL VINO E LA RISTORAZIONE INSIEME

PER RIPARTIRE ALLA “MILANO WINE WEEK 2020

Tra i protagonisti dell’evento, in programma dal 3 all’11 ottobre, ci saranno anche chef del calibro di Cedroni, Oldani, Negrini, Berton e Roncoroni, che lanciano segnali di ottimismo durante il webinar #STRONGERTHANEVER.

Milano, 21 luglio 2020 – La ripartenza del mondo del vino non può prescindere da quella del mondo della ristorazione e della somministrazione, e viceversa. Produttori vinicoli e grandi protagonisti della cucina italiana fanno fronte comune per risollevare le sorti dei rispettivi settori, messi a dura prova dall’emergenza sanitaria di questi mesi, e la riscossa non potrà che partire da Milano, città che, specie negli ultimi dieci anni, è stata capitale indiscussa dell’enogastronomia anche a livello internazionale. L’occasione sarà offerta dalla prossima edizione della Milano Wine Week (3-11 ottobre 2020), con cui si rimetterà ufficialmente in moto la macchina degli eventi milanesi dopo la pausa imposta dalla pandemia da Covid-19.

#STRONGERTHANEVER webinar

Tra i protagonisti della “settimana del vino” ci saranno anche alcuni dei più importanti chef italiani come Moreno Cedroni, Davide Oldani, Alessandro Negrini, Andrea Berton ed Eugenio Roncoroni, che hanno partecipato al webinar dal titolo “ #StrongerThanEver – Il vino e la ristorazione insieme per ripartire alla Milano Wine Week” insieme all’organizzatore della manifestazione, Federico Gordini, e al presidente della FIPE, Lino Enrico Stoppani, con l’obiettivo di fare il punto della situazione (secondo il centro studi FIPE ha riaperto il 97% delle attività di somministrazione con un fatturato, nei casi migliori, pari al 60% dei livelli pre-Covid) e ribadire l’importanza di fare sistema per superare al meglio la crisi.

“Vogliamo che Milano dal 3 all’11 ottobre diventi un luogo – ha auspicato Federico Gordinidal quale parta un messaggio di capacità di convivenza con questa emergenza che evidentemente si protrarrà ancora a lungo, ma che non può fermare il mondo produttivo, così come quello degli eventi. Con la Milano Wine Week intendiamo lanciare il segnale di una Milano che riparte da una grande eccellenza come quella del mondo del vino, prevedendo anche il coinvolgimento massivo di locali e pubblici esercizi sia nei Wine District, abbinati ciascuno a un consorzio diverso, ma anche in tantissime altre aree di Milano. In Piazza San Babila, in particolare, sorgerà un nuovo hub in cui si parlerà di cibo e vino con una grande cucina all’aperto nella quale si alterneranno numerosi chef”.

E gli chef che hanno partecipato al webinar #STRONGERTHANEVER, nonostante il futuro riservi ancora delle incognite, hanno lanciato segnali di ottimismo. “A Senigallia – ha dichiarato Moreno Cedronisiamo ripartiti bene. Non abbiamo visto cali di lavoro e questo vuol dire che, dove c’è un’offerta gastronomica qualificata, c’è turismo. Ora ci troviamo in una situazione felice che ci ha portato ad essere un punto di riferimento non solo a livello locale. Speriamo che il Governo voglia dare un segnale importante in termini di infrastrutture potenziando l’alta velocità e prevedendo un nuovo aeroporto. E’ importante tuttavia che anche Milano riparta seriamente e, in questo senso, la Milano Wine Week di ottobre, in un anno in cui sono saltate tutte le fiere di settore, sarà un’occasione imperdibile per degustare i vini nel loro momento di maturità e, per noi chef, di abbinare cibi che possano duettare alla perfezione con essi”.

“Più che di ripartenza – ha aggiunto Davide Oldanisarebbe opportuno parlare di una nuova partenza. Come per Expo 2015, per il mondo del cibo ci sarà un prima e un dopo Covid. Credo tuttavia che le aziende sane, che hanno alle spalle almeno 35-40 anni di lavoro e hanno continuato a seminare in maniera corretta, facendo sacrifici, risparmiando e operando sempre in maniera altruistica, a un certo punto sapranno venirne fuori. La mia Milano è una città che ha sempre usato le giuste velocità e sono d’accordo che abbia l’intelligenza di rallentare, che non vuol dire fermarsi, per poi riprendere. Quanto al mondo degli eventi e del catering, credo sia da prendere con molta serietà questa possibilità di cambiamento dettata dall’emergenza sanitaria per cui ridurre i numeri può portare anche a un innalzamento della qualità e a rendere più efficaci i messaggi che si vogliono far passare”.

Ottimista à anche Alessandro Negrini: “Noi crediamo in una ripresa forte nel 2021. Siamo convinti che Milano sia una delle città metropolitane più colpite d’Italia, ma anche che sarà una delle prime a ripartire. Questo è il momento in cui gli imprenditori italiani devono rimanere in Italia e creare molti eventi qui. Sia pure con nuove regole sanitarie, ma ripartire è indispensabile”.

“Il successo della mia iniziativa dei ‘restaurant bond’ – incalza Andrea Bertonè la dimostrazione che le persone hanno voglia di uscire e tornare a frequentare in sicurezza i ristoranti. Non dobbiamo fermarci e farci penalizzare da questa pandemia che ci ha coinvolti in maniera molto forte. Anche al Sereno, sul lago di Como, ho notato un ritorno molto forte da parte dei clienti, soprattutto italiani, e questo lascia ben sperare affinché l’economia nel nostro Paese riprenda a girare velocemente. Anche al Dry Milano abbiamo registrato un riscontro positivo. Nel locale di Viale Vittorio Veneto abbiamo creato un dehors più ampio poiché le persone preferiscono rimanere all’aperto. Certo, non abbiamo più quel pubblico straniero che frequentava Milano come gli altri anni, ma gli italiani hanno voglia di tornare nei ristoranti e di stare bene”.

“Durante il lockdown – ha concluso Eugenio Roncoronimi sono rimboccato le maniche e ho imparato a conoscere meglio il mondo del delivery, rivelatosi poi la mia salvezza dal punto di vista non solo economico, ma anche mentale. Questa esperienza mi ha conferito una grossa dose di umiltà e mi ha fatto riflettere su qualche errore commesso in passato. Per fortuna ho incontrato poi delle persone con cui in autunno svilupperemo e ridaremo vita al progetto di ‘Al Mercato’ in una nuova veste e in un nuovo format caratterizzato dalla fusione del ristorante gastronomico con il burger bar, che aveva bisogno di nuova linfa”.

Ufficio Stampa

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Pizzaioli Veraci e la Napoli che sa unire

A Fuorigrotta, quattordici anni fa nasceva il ristorante-pizzeria Pizzaioli Veraci, grazie all’intraprendenza dell’ex manager partenopeo Raffaele Fusco. Il nome Pizzaioli Veraci racchiude appieno la filosofia su cui si erge il progetto di uno staff 100% partenopeo. Una cucina semplice tanto quanto originale, questa la proposta di Pizzaioli Veraci.

Che sia nel locale storico di Fuorigrotta o sul terrazzo del locale in piena via Toledo, il cliente potrà tuffarsi in un’esperienza culinaria che racconta, morso dopo morso, di Napoli e dell’amore per i dettagli.

La cucina di Pizzaioli Veraci racconta la storia di una Napoli in grado di unire grazie al buon cibo, alla  tradizione e alla passione di chi quotidianamente offre un assaggio della città.

La Cucina di Pizzaioli Veraci

Il percorso che gli chef Gennaro Esposito, Alessandro Gargiulo e Carmine Eboli offrono al cliente, porta verso una cucina ‘verace’ napoletana, dai profumi familiari e accattivanti. Una proposta capace di accontentare ogni tipo di palato, accostando ai piatti capisaldi della tradizione partenopea, ingredienti del territorio di primissima scelta. Dalla proposta di un menu di mare, con l’immancabile baccalà e l’offerta del pescato del giorno, a un menu di terra che parla di tradizione, con la classica lasagna napoletana e il pacchero alla mammà.

La proposta Gluten Free

Pizzaioli Veraci propone una pizza in cui tradizione e innovazione si fondono in un connubio originale e sorprendente. Da qualche anno, infatti, Pizzaioli Veraci, anche grazie all’intraprendenza del pizzaiolo Sasà Miceli, si è guadagnata un posto di rilievo nell’offerta gluten free, capace di soddisfare appieno le richieste della clientela. Lo staff porta avanti il progetto con grande cura e attenzione, grazie a corsi di formazione appositamente realizzati per ottenere un prodotto studiato per soddisfare il cliente.

Il gluten free è assicurato anche nell’offerta dei fritti in cui è possibile assaporare la tradizionale frittatina napoletana, i classici crocchè, la mozzarella in carrozza e i gustosi arancini.

La pizza che sa di incontro

A via Toledo, il pizzaiolo Gianluca Nocerino, con un impasto a doppia lievitazione, ma pur sempre bordato, è stato in grado di coniugare le richieste del quartiere con quelle dei turisti in visita per la prima volta a Napoli. La grande esperienza del pizzaiolo di Fuorigrotta, Renato Matarazzo trova la sua massima espressione in una biga al 70-80%, un impasto soffice e leggero, arricchito da un cornicione alto e alveolato. Un compromesso che parla d’incontro, in grado di unire cultura e amore per la buona cucina.

Dalla classica Margherita, con fiordilatte, pomodoro San Marzano DOP, basilico fresco e olio, alla proposta ‘verace’, con A’Primmavera, arricchita da provola affumicata, ciuffetti di ricotta, salsiccia e fiori di zucca saltati in padella. Pizzaioli veraci proprio come le pizze da loro proposte. 

Nel periodo di ripresa post-Covid, Pizzaioli Veraci continua in un’offerta radicata nella tutela della tradizione e di quella convivialità che, seppure in forma rivista, è servita in un piatto caldo e fumante che parla di Napoli e di incontri costanti. 

Pertanto resta soltanto una cosa da fare: assaggiare per credere.

IrpiniAmo Food&Travel: la cucina mobile

Ai piedi dei monti del Partenio, in una valle verde e rigogliosa, tra la storicità del borgo medioevale di San Martino Valle Caudina e la nobiltà dell’atmosfera del Palazzo Ducale Pignatelli Della Leonessa risalente al 1600, lo chef Mario Carmine Solimeo presenta il nuovo menù della sua originalissima “cucina mobile” Irpiniamo Food&Travel.

Tutto inizia con un aperitivo di benvenuto presso la Cantina Santiuorio che da cinquant’anni produce vini pregiatissimi ispirandosi “ai vecchi principi di lavorazione artigianale”. Si prosegue con una visita guidata alle stanze del Palazzo situato nel centro del paese, sul Corso Vittorio Emanuele; la serata termina nel giardino della corte imbandito in perfetto stile romantico per una cena a lume di candela.

Il menù

L’ antipasto prevede una degustazione di salumi e formaggi del territorio irpino; un primo piatto di cortecce ai funghi porcini servite su una crema di patata Rosina al profumo di timo; un secondo a base di filetto di maialino nero cotto a bassa temperatura e impreziosito da un croccante di nocciole di Avella; immancabile il dessert dello chef e la frutta di stagione.

L’ annata vinicola servita in accompagnamento ad ogni singola portata è quelle del 2018. Un rosato e un fiano di una qualità sopraffina hanno l’importante compito di esaltare i sapori di eccellenze gastronomiche autoctone, tipiche della tradizione culinaria irpina.

IrpiniAmo Food&Travel: le parole dello chef

Dalla pasta fresca, il profumo rustico e inebriante del fungo, al gusto versatile del tubero dalla crosta rosata, il tenero boccone di carne e la delicata rugosità della frutta secca. Lo chef Solimeo, con oltre venti anni di esperienza maturata nel campo della ristorazione, “porta avanti concetti elementari ma mirati”, figli di una cultura popolare contadina sottolineata da una “cucina introspettiva”. “IrpiniAmo” è la sigla che vuole evidenziare l’amore che lo chef in persona nutre verso l’Irpinia e le eccellenze enogastronomiche del territorio; si tratta di un sentimento che Mario Carmine Solimeo intende trasmettere ai suoi ospiti in modo che anche essi intravedano e riconoscano quei valori che animano una esclusività sui generis. I destinatari di questa esperienza straordinaria e autentica fanno parte di un pubblico ristretto proveniente da tutto il sud Italia: circa cinquanta palati da sorprendere e far innamorare al primo assaggio.

“Le mie radici sono calabresi. Qualche anno fa mi sono avvicinato all’avellinese, una zona della Campania in cui ho ritrovato parte della mia terra di origine, dalle tradizioni alle contaminazioni popolari, i valori e le emozioni che vanno senza alcun dubbio esaltati e mai dimenticati” – afferma lo chef Solimeo.

Il progetto IrpianiAmo Food&Travel

Irpinia Amore Mio Food & Travel è un progetto dal cuore grande, che nasce da un’idea ben precisa. Quella di “utilizzare solo ingredienti locali, a km 0, per la preparazione di ogni piatto e, soprattutto, metterci l’anima nella sua realizzazione”.

Napoli Coffee Challenge: la sfida che celebra il caffè

Martedì 14 luglio alle ore 11.00 presso la Camera di Commercio di Napoli in via Via S. Aspreno, 2 si è tenuta la presentazione di Napoli Coffee Challenge, il progetto ideato da Mauro Illiano, founder di Napoli Coffee Experience e Renato Rocco, direttore de La Buona Tavola Magazine, per valorizzare una delle eccellenze di Napoli: il caffè. L’iniziativa ha ricevuto il patrocinio da Comune di Napoli, Camera di Commercio di Napoli, AICAST, FIPE-Confommercio e Confesercenti che hanno accolto con favore l’idea alla base del progetto: non solo eleggere il migliore caffè di Napoli ma farlo attraverso uno studio scientifico. “È un’opportunità epocale perché per la prima volta si inizia a parlare di qualità del caffè ed è la prima volta che si cerca di sensibilizzare i consumatori verso la percezione sensoriale che possono ritrovare nella tazzina” ha chiarito Mauro Illiano.

Nelle parole dell’assessore al commercio del Comune di Napoli, Rosaria Galiero l’iniziativa “rappresenta un contrasto importante con la chiusura dei mesi scorsi perché il caffè a Napoli non è solo consumazione ma anche socializzazione. Far ripartire Napoli con la celebrazione delle nostre eccellenze, con la sinergia tra le attività economiche napoletane è un buon modo per far risplendere il nostro patrimonio in tutto il mondo”.

Un evento che valorizza non solo un prodotto che unicizza Napoli nel mondo ma anche l’intero comparto di chi rappresenta l’eccellenza di un’arte attraverso la manualità degli operatori del settore. Una competizione sana che serve a rilanciare un settore, quello del caffè, rappresentante dell’economia, della cultura, della tradizione e della storia locale di Napoli” ha confermato la consigliera con delega all’Autonomia per la Città e promotrice di Scegli Napoli, Flavia Sorrentino.

Ha portato i saluti della Camera di Commercio il Presidente Ciro Fiola che ha lanciato un invito alla ripartenza consapevole della città “attraverso iniziative del genere che mirano a ripopolare alcune zone ancora chiuse, una realtà che si ripercuote in modo negativo sulle attività commerciali”.

Massimo Di Porzio, presidente FIPE-Confcommercio, ha plaudito al progetto rimarcando “la possibilità di un rilancio generale del settore. Perché attraverso Napoli Coffee Challange si creerà armonia, svago e soprattutto interesse per i locali coinvolti in un confronto tra professionisti che miri non soltanto a consacrare il caffè migliore ma anche al miglioramento di un prodotto”.

Old Friends e Ristorante Bianco presentano il Baccalà Day

Old Friends e Ristorante Bianco specialità baccalà, pesce e…presentano giovedì 16 luglio alle ore 20.00 il Baccalà Day  presso la sede della steak house in Via Fusaro, 23, 80070 Bacoli NA.

La cena sarà curata e preparata dalle quattro mani dei resident chef dei due locali: Michele Guardascione, chef dell’Old Friends e Alfonso De Filippo (baccalacciuolo) chef del Ristorante Bianco specialità baccalà, pesce e… Per l’occasione i due guideranno gli ospiti attraverso un menù pensato e dedicato esclusivamente all’esaltazione di un prodotto caro alla cucina partenopea: il baccalà. 

Antipasto

Marinato, tartare, carpaccio, sashimi, crocchè, polpette, zeppoline e rocher

Primi

Fusilli con genovese di baccalà e Mezzanelli all’ “Allardiata” di baccalà

Secondi

Baccalà, pane fritto, peperoncini verdi

Dolce

Millefoglie scomposta di baccalà

35€

(Prosecco Falanghina e Acqua inclusi)

Il Ristorante Bianco specialità baccalà, pesce e… è l’esclusivo locale di Arzano a base di baccalà. L’unicità del ristorante è rappresentata dal fatto che i clienti possano affacciarsi nello stabilimento per assistere alle varie fasi della lavorazione di stoccafisso e baccalà.

Old Friends è una taverna nata a Bacoli nel 1991 dall’idea innovativa e coraggiosa dei proprietari di creare per la prima volta nella zona flegrea, dove la vicinanza al mare impone una cucina a base di pesce, un ristorante in cui vera protagonista fosse la carne.

Si è concluso il 30 Giugno alle ore 24:00 il contest “A’ Pizza” organizzato dal blog Vesuvio’s Shadow.

Il contest è stato organizzato dal fondatore Mario D’Acunzo e ha visto protagonisti pizzaioli e non nel gareggiare alla conquista del podio. Ogni partecipante ha inviato la foto della propria pizza alla pagina Facebook Vesuvio’s Shadow, successivamente pubblicata nell’album dedicato al contest. Da lì poi in partecipanti si sono scatenati nel raccogliere like alle loro foto per aggiudicarsi la vittoria dei tre premi, messi in palio dall’azienda agricola “L’oro del Vesuvio”.

Il calcolo punteggio è stato basato sul numero di like (o reazione) raggiunto dalla foto pubblicata nell’album, più il voto da 1 a 10 della Giuria. Le due foodblogger Ersilia Cacace “La Boss delle Pizze” (giornalista e collaboratrice de La Buona Tavola Magazine) e Marianna Somma “Campania food Porn” sono state scelte da Mario come giudici finali del contest e hanno aderito con piacere all’iniziativa.

I premi in palio sono stati i seguenti: il 1° classificato si è aggiudicato una box grande con all’interno prodotti misti (pomodori D.O.P., confetture, sott’oli, 1 liquore). Il 2° classificato ha vinto una box media con all’interno prodotti misti di cui pomodori D.O.P., confetture, sott’oli e 1 liquore. Infine il 3° classificato ha vinto una box piccola con prodotti misti tra cui pomodori D.O.P., confetture e sott’oli.

Contest A’ Pizza: ecco i vincitori

Su un totale di circa 100 partecipanti, coloro che hanno guadagnato il podio sono: Gianluca Astuto con un totale di 1085 voti, Michele Lamantia con un totale di 1019 voti e Fabio Donsella con un totale di 843 voti; di seguito, in ordine di vittoria, le 3 pizze vincitrici del contest.

La prima è una pizza con zucchine e i suoi fiori, pomodorini gialli, fiordilatte di Agerola e pancetta all’uscita. 

pizza di Gianluca Astuto
Pizza di Gianluca Astuto

La seconda è una pizza Margherita (polpa di ciliegino di pachino,fiordilatte di Cammarata ,basilico fresco) con farina integrale di grani antichi e grano arso (impasto diretto,48h totali ,idro 70%, staglio a 270gr).

pizza di michele lamantia
Pizza di Michele Lamantia

La terza è una pizza con fior di latte, rucola, roastbeef all’inglese, salmoriglio, riduzione di aceto balsamico (impasto indiretto a 48h di maturazione, idratazione 65%; cotta con forno elettrico a 350°).

pizza di Fabio Donsella
Pizza di Fabio Donsella

Martedì 30 giugno alle ore 20.00 si è tenuta la presentazione agli operatori dell’informazione del ristorante Bianco specialità baccalà pesce e… in Via Circumvallazione Esterna n°5, Arzano (NA).


La cena è stata presentata dal giornalista enogastronomico Renato Rocco direttore de La Buona Tavola Magazine, ed è stata curata dallo chef Alfonso De Filippo, che per l’occasione ha proposto alcuni dei piatti presenti nel menù del suo ristorante.
Alfonso De Filippo, giovane e talentuoso chef resident di “Ristorante Bianco, specialità baccalà, pesce e…”, è l’erede della famiglia De Filippo, baccalajuoli dal 1971.

Lo chef Alfonso De Filippo


“Tutti i nostri piatti mirano a valorizzare un prodotto, il baccalà, che fino a qualche decennio fa era considerato un piatto povero” ci spiega Alfonso De Filippo, soprannominato “De Filippo Baccalacciuolo”. Piatti della cucina tradizionale napoletana rivisitati in maniera “chic”, come si può notare dalle foto che seguono.

La cena è iniziata con un antipasto misto composto da: polpetta di baccalà, rocher di baccalà e pizza fritta “Sanità”: un incontro tra cucina classica e moderna.

Antipasto con pizza fritta, polpetta e rocher di baccalà con zeppoline


Non solo baccalà ma anche specialità di pesce: infatti come primi, gli ospiti hanno potuto provare la Genovese di baccalà e un risotto al nero di seppia e gamberi di Mazara.

Genovese di Baccalà
Risotto al nero di seppia e gamberi di Mazara


Stesso discorso per i secondi piatti: la prima portata, “Il Salutista”, è il piatto ideale per chi desidera mangiare con leggerezza senza rinunciare al gusto. Come seconda portata di pesce, lo chef ha pensato ad una millefoglie di orata.

“Il salutista”
Millefoglie di orata


Per concludere in dolcezza ma sempre in tema, De Filippo ha stupito i presenti con la millefoglie scomposta di baccalà, un dolce di primo impatto azzardato ma che infine rivela un sapore piacevole e delicato.

Millefoglie di baccalà

Infine è intervenuto il Presidente dell’Accademia Partenopea del Baccalà Toti Lange per insignire lo chef De Filippo con un riconoscimento da parte dell’Accademia stessa.

Lo chef Alfonso De Filippo col papà Nino e Toti Lange

L’evento è stato curato dall’agenzia di comunicazione e marketing La Buona Tavola Magazine.

Giovedì 9  luglio alle ore 19.30  continuano gli eventi di narrazione enogastronomica RipartiamoRosè presso la terrazza del  ristorante Pane&Acqua Bistrot Napoletano di San Leucio di Caserta.

RipartiamoRosè  vuole approfondire  i vini rosati della Campania  che possono ben accompagnare i piatti della nostra tradizione estiva o  gli aperitivi e gli antipasti delle sere nella bella stagione; al mare, in collina o in città. L’evento degustativo è svolto insieme ai produttori, a partire dalla narrazione delle loro realtà aziendale e dei propri territori d’origine.

Come nel primo evento, tutto verrà svolto nel pieno rispetto delle norme in vigore anticovid e  sarà aperto ai primi 40 prenotati, con tavolini distanziati ben oltre un metro. Oltre ai produttori sono previsti gli interventi del giornalista enogastronomico Carlo Scatozza e del Sommelier Salvatore Landolfo. Intrattenimento  musicale a cura dello chansonnier Peppe Licciardi.

RipartiamoRosè : ecco i vini del secondo appuntamento

I 5 vini in degustazione sono, per questo secondo appuntamento, espressione di  ben 4 diverse province della Campania:

 Dal  Sannio e segnatamente da Foglianise ci sarà il rosato di Cantine del Taburno, da Trecase, alle  pendici del Vesuvio arriveranno le produzioni in rosa di Casa Setaro, mentre dal cuore dell’Irpinia doc sarà protagonista la Cantina Borgodangelo, la Terra di Lavoro presenzierà  con l’areale del Falerno grazie a Regina Viarum da Falciano del Massico e a   Sclavia, che nel piccolo centro trebulano di   Liberi produce il rosato di Casavecchia.

In degustazione  5  aspetti di rosato:   

  • Munazei- Vesuvio Doc  Lacryma Christi Rosato-Casa Setaro
  • Albarosa -Aglianico del Taburno DOCG -Cantina del Taburno
  • Petali -Roccamonfina IGP Rosato Primitivo-Regina Viarum
  • Sciròcco- IGP Terre del Volturno Casavecchia Rosato – Sclavia
  • Borgodangelo-Irpinia Rosato Doc – Borgodangelo

In abbinamento, serviti al tavolo in monoporzione, gli antipasti del Pane&Acqua Bistrot Napoletano, dal tagliere di salumi e formaggi alle alici ripiene, provola, scapece di zucchine a doppia consistenza  fino alla montanara classica e alla montanara con salmone cotto a freddo con burrata e lime.

Ingresso esclusivamente su prenotazione ( max gruppi di 4 prenotabili insieme) al numero 3317422774   fino ad esaurimento posti al costo di € 10 a persona.  Per coloro che sceglieranno dopo di  restare a cena, sconto 10 € dal conto finale.

Pane&Acqua Bistrot SS87, 63,  Caserta.

Ufficio Stampa Carlo Scatozza