Gianfranco Iervolino porta avanti la tradizione della pizza napoletana nel suo ristorante 450°

Gianfranco Iervolino nasce a Torre Annunziata, in provincia di Napoli, nel 1974. Dopo aver frequentato l’Istituto alberghiero, dove gode dell’insegnamento di alcuni grandi chef, come Andrea Cannavacciuolo, papà del notissimo Antonino, Gianfranco decide di partire. Vola alla volta dell’Inghilterra dove resta tre anni, coltivando nuove esperienze culinarie e imparando la lingua. Ma l’Italia chiama e Gianfranco torna per iniziare nuove sfide lavorative.

Prima le gestione di una pizzeria a Pompei, poi, passo dopo passo, la carriera decolla. Gianfranco, studia, si appassiona all’arte della pizza, elabora nuovi impasti, ha il desiderio di sperimentare e progredire. Quando viene scoperto dal giornalista Luciano Pignataro, caporedattore del “Mattino“, per Gianfranco inizia un precorso di grandi soddisfazioni lavorative. Vince numerosi premi: Premio Pizza Up 2012, Premio “Pizza dell’anno”, “Gambero Rosso 2014/2015“, Premio Tre Spicchi “Gambero Rosso 2015/2016“.

Vincenzo Iervolino partecipa a tantissime kermesse a livello internazionale come il “Salone del Gusto 2012″ di Sloow Food International e il “Taste of Roma 2015“. Tutte le migliori riviste di food parlano di lui ed è presente nelle più importanti guide del settore, dalla Guida del Gambero Rosso a quella del Touring Club. Dopo tanto studio e tanta esperienza, Gianfranco apre a Pomigliano d’Arco la sua pizzeria “450°”, nella quale celebra l’antica arte della pizza napoletana, la cui temperatura ottimale di cottura è nel nome stesso del locale.

Lo Chef Iervolino è un vulcano di idee, di entusiasmo e creatività. Nel suo locale si possono gustare dei fritti memorabili ed una vasta scelta di pizze, che restano nel solco della tradizione partenopea ma non disdegnano di guardare al futuro. Gli impasti sono leggeri, digeribili ma effettuati secondo l’originale ricetta di una volta. La sua pizzeria racconta perfettamente lo spirito col quale questo maestro della pizza si muove nel mondo dell’arte bianca. Glamour ed essenziali le sedute ed i tavoli, così come la “mise en place”, per regalare maggiore risalto alla cosa più importante: la pizza.

L’arte e la creatività

I fritti, la famosa “caprese destrutturata” che viene servita la bicchiere e le meravigliose pizze di mare, un’assoluta novità. Iervolino stravolge i condimenti, adoperando, ad esempio, il nero di seppia o i gamberi rossi di Mazara, abbinandoli a verdure di stagione. Come non citare, dunque, “La rana nera” pizza con un impasto al nero di seppia, provola di Agerola, gambero rosso di Mazara e olio extra vergine.

Spettacolare la montanara al nero di seppia, guarnita con stracciatella di bufala e un gambero crudo in cima, posato su di un letto di pappardelle di verdure di stagione. La pizzeria 450 Gradi è una vera e propria esperienza sensoriale imperdibile, perchè cattura il palato e la vista, con la sua originalità e la voglia di osare.

La grande maestria porta lo Chef Iervolino a diventare docente di pizza e ricerca del gusto presso “Il Gambero rosso” e di pizza gourmet nella scuola per professionisti “Dolce e salato” a Maddaloni. Gianfranco diventa anche un volto noto della televisione, accanto a Caterina Balivo, Serena Rossi e Bianca Guaccero che negli anni si succedono nella conduzione del fortunato programma Rai “Detto fatto”.

Parallelamente alla passione per la pizza, Gianfranco Iervolino coltiva il grande amore per la musica.

Frequenta la scuola per musicisti al centro culturale della canzone napoletana ed interpreta con passione i bani del grade maestro Serio Bruni, suonando la

chitarra ed il mandolino.

Questa enorme attitudine per la musica lo porta a partecipare a diverse programmi Mediaset, in qualità di cabarettista ed imitatore.

Un artista ecclettico, dunque, che lavora con versatilità, mettendo amore ed impegno in ogni attività.

450°” non è solo un ristorante… è un viaggio di scoperta di sapori ed emozioni.

450°

Via Giotto 2, 80038

Pomigliano d’Arco, Campania

Tel: 081 884 7592

Sito internet: http://www.gianfrancoiervolino.it/

Facebook: https://www.facebook.com/450gradipomigliano

 

.

Dreaming California”: questa è la sensazione che si prova quando ci si siede ad un tavolo del raffinato ristorante “Beverly“, che si trova all’interno del prestigioso Hoxton Hotel nel cuore del quartiere Parioli a Roma. Dreaming California proprio perchè il concept di ispirazione culinaria prende come riferimento la cucina del NordAmerica unita a quella di stampo prettamente anglosassone.

Una location internazionale

Entrando all’interno dell’ Hoxton Hotel ci si sente immediatamente coccolati. Le luci soffuse, il caminetto, il design caldo e sofisticato permettono a questa location di essere considerata uno dei migliori punti di riferimento della capitale per sorseggiare un drink o bere un tè nelle lunghe domeniche invernali. Ma è la parte esterna, con il suo verde giardino, che all’arrivo della primavera ci permette di gustare i piatti che ricordano la cucina californiana. Questo soprattutto durante i piacevolissimi brunch domenicali.

All’interno del ristorante Beverly si possono assaporare tutti i piatti della West Coast californiana con una rivisitazione però legata ai sapori e ai gusti del territorio italiano. Il nuovo menù primaverile del ristorante Beverly, sempre studiato in collaborazione con Sara Levi, sous e pastry chef di Rome Sousteinable Food Project, mixando tradizione californiana ed italiana, riesce ad ottenere piatti originali ma soprattutto di altissima qualità, perché il principio è quello di essere sempre attenti alla territorialità e alla materia prima.

Vogliamo dare un’esperienza nuova e divertente, ecco perchè abbiamo creato questo menù a metà tra le ispirazioni californiane ed i prodotti del territorio che ci ospita”, ci racconta l’head chef Alessandro Stefoni. Originario di Ostia, lo chef vanta collaborazioni con cuochi di fama internazionale, come Gualtiero Marchesi e Francesco Apreda ed un background eclettico, che si snoda tra Italia, Inghilterra, Spagna ed India.

Tutto nasce dalla passione

La passione per la cucina dello chef Stefoni parte dalle mura domestiche e familiari, luogo di aggregazione per eccellenza.La stessa idea di condivisione la trasporta poi nelle sue creazioni, in nome dello sharing. La filosofia culinaria di Stefoni e del Beverly si ispirano alla cuoca e stagista statunitense Alice Waters, proprietaria del ristorante Chef Panisse a Berkeley California e fondatrice del Rome Susteinable Food Project.

I cavalli di battaglia dello Chef Stefoni sono indubbiamente i tacos fai date, anche nella versione all you can eat. Il martedi‘, chiamato Tacos Tuesday, è infatti dedicato appositamente a queste gustose preparazioni. Restano poi i piatti signature, che sono stati da subito i più richiesti dagli ospiti: la Non Macarthy Salad, ispirata alla macarthy salad del Beverly Hills di Los Angeles, ma rivisitata in chiave mediterranea, con 10 ingredienti stagionali, ed il Taco fai date da farcire con maiale sfilacciato, ma ora anche col pollo fritto o il pesce, oltre che la versione vegetariana con il cavolfiore al forno.

california-beverly

Il menù

Nel menù del brunch – sabato e domenica dalle 11 alle 15- non può mancare l’iconico Club Sandwich, il Double Cheeseburgher con fontina e guanciale croccante e proposte dolci, come il waffle con gelato o i pancakes Xl con pralinato.

Sempre più ricercata, inoltre, la selezione dei vini bio e naturali da piccoli produttori locali a km 0, tra i quali spicca il Casale Certosa, che ha creato per The Hoxton Rome Hotel la speciale etichetta Hox Pops per brindisi freschi e fruttati. Ma le novità ci accompagnano anche dietro l’iconico bancone in marmo verde Alpi, dove l’head bartender Simone De Luca propone nuovi signature cocktail ispirati alle spiagge della california, con liquori ed amari della tradizione italiana pervasi di note fruttate e tropicali.

Le ambizioni future dello chef Stefoni e di tutto lo staff del Beverly sono indubbiamente quelle di accrescere sempre più la curiosità ed il flusso di una clientela romana, italiana e indubbiamente internazionale.

Orari apertura e chiusura del ristorante Beverly- The Hoxton Rome:

Lunedi/venerdi’ 12-15/19-23c

.Sabato e domenica 11-15/19-23

Indirizzo:cLargo Benedetto

Il Consorzio del Provolone del Monaco Dop al fianco del Turuziello. La brutta avventura occorsa all’azienda agricola di Massa Lubrense il Turuziello, danneggiata da un incendio,  deve essere dimenticata al più presto. Per fare questo Benedetto De Gregorioe la sua famiglia si sono rimboccate le maniche per recuperare al più presto i danni causati dall’incendio che ha danneggiato la struttura nei giorni scorsi.

Oggi la visita dei vertici del Consorzio del Provolone del Monaco Dop. Il presidente Giosuè De Simone e il direttore scientifico Vincenzo Peretti sono andati in visita alla struttura. Il caseificio aziendale della famiglia De Gregorio è uno degli storici produttori del formaggio stagionato più famoso della regione Campania.

“Abbiamo voluto fare sentire alla grande famiglia del Turuziello la vicinanza nostra e di tutti i consorziati” spiegano De Simone e Peretti.

Consorzio-provolone-del-monaco

“Fin dall’arrivo della brutta notizia che ha interessato questa struttura abbiamo cercato di pensare al modo migliore per essere concretamente al fianco di Benedetto De Gregorio. Considerato che nell’incendio purtroppo ha perso la vita anche degli animali, insieme ai consorziati abbiamo deciso di donare al Turuziello una bovina agerolese in lattazione. Un animale prezioso per chi produce il Provolone del Monaco Dop” concludono Peretti e De Simone.

Al Turuziello si lavora senza sosta. Da sempre la struttura di Schiazzano, una frazione di Massa Lubrense, è un punto di riferimento per i turisti soprattutto americani. Con l’avvicinarsi dei mesi più caldi dell’anno, si intensificherà il lavoro con i turisti e la struttura dovrà essere bella ed accogliente come da tradizione.  

Solania srl, azienda leader nel settore della coltivazione e trasformazione del Pomodoro San Marzano DOP, nell’ambito del progetto “Il Mio San Marzano” ha presentato l’etichetta con la certificazione in Blockchain realizzata da Authentico, Startup leader in Italia nel settore anti-contraffazione alimentare, nel corso dell’edizione di CIBUS 2022

Solania avendo a cuore l’interesse dei suoi clienti ha fatto un ulteriore passo avanti nella direzione della trasparenza andando a tracciare tutta la filiera del pomodoro San Marzano. Infatti, attraverso la scansione di un QR code stampato sull’etichetta, che contiene un certificato Blockchain con caratteristiche tecniche intrinseche di incorruttibilità e immodificabilità dei dati raccolti in tutti i momenti della produzione, dalla semina alla messa in campo della piantina, dalla raccolta fino alla trasformazione e all’immagazzinamento, permette di accompagnare il consumatore alla scoperta di questo incredibile prodotto che è il San Marzano. Ciò avviene anche grazie alla rete d’impresa con le cooperative di agricoltori coinvolti nella filiera di produzione. 

L’azienda di Nocera Inferiore, d’altronde, già dal 2017 aveva presentato il progetto “Il Mio San Marzano”, che prevede la scelta di un lotto di produzione e la personalizzazione dell’etichetta della confezione da parte dei pizzaioli e dei ristoratori. Un’innovazione questa, che sarà accolta molto favorevolmente dai consumatori attenti alla qualità e dai partner commerciali. In relazione a questo importante traguardo Pino Coletti, CEO & co – Founder di Authentico ha dichiarato: “La tracciabilità di filiera in Blockchain, oltre ad essere una potente leva commerciale, permette di creare un nuovo livello di fiducia nei consumatori. Questo concetto è stato compreso prima degli altri dall’imprenditore Giuseppe Napoletano che continua nel percorso di trasparenza intrapreso da qualche anno a conferma della nuova direzione di Solania”. 

etichetta-solatia-blockchain

Estremamente soddisfatto dei 4 giorni di Fiera l’amministrazione unico di Solania Srl, Peppe Napoletano ha affermato: “La certificazione in Blockchain con Authentico completa quel percorso di trasparenza iniziato nel 2017 con il Progetto “Il Mio San Marzano” e portato avanti ogni anno con l’evento di fine luglio “Aspettando il mio San Marzano” in cui, i nostri clienti, possono vedere i nostri agricoltori nei primi giorni di raccolta del San Marzano e dell’evento del “Mio San Marzano” ad ottobre, in cui si celebra il termine della trasformazione e perciò il giorno in cui i nostri pizzaioli e ristoratori possono venire in fabbrica per scegliere il loro lotto di produzione”.

La Buona Tavola. Via G. Porzio, Centro Direzionale, Napoli, 81042, Is. G1. scala D. Int. 65 Renato Rocco Direttore Responsabile Tel. 081 18701149 Cell. 3356555595 direzione@labuonatavola.org 

Solania srl, azienda leader nel settore della coltivazione e trasformazione del Pomodoro San Marzano DOP, nell’ambito del progetto “Il Mio San Marzano” ha presentato l’etichetta con la certificazione in Blockchain realizzata da Authentico, Startup leader in Italia nel settore anti-contraffazione alimentare, nel corso dell’edizione di CIBUS 2022

Solania avendo a cuore l’interesse dei suoi clienti ha fatto un ulteriore passo avanti nella direzione della trasparenza andando a tracciare tutta la filiera del pomodoro San Marzano. Infatti, attraverso la scansione di un QR code stampato sull’etichetta, che contiene un certificato Blockchain con caratteristiche tecniche intrinseche di incorruttibilità e immodificabilità dei dati raccolti in tutti i momenti della produzione, dalla semina alla messa in campo della piantina, dalla raccolta fino alla trasformazione e all’immagazzinamento, permette di accompagnare il consumatore alla scoperta di questo incredibile prodotto che è il San Marzano. Ciò avviene anche grazie alla rete d’impresa con le cooperative di agricoltori coinvolti nella filiera di produzione. 

L’azienda di Nocera Inferiore, d’altronde, già dal 2017 aveva presentato il progetto “Il Mio San Marzano”, che prevede la scelta di un lotto di produzione e la personalizzazione dell’etichetta della confezione da parte dei pizzaioli e dei ristoratori. Un’innovazione questa, che sarà accolta molto favorevolmente dai consumatori attenti alla qualità e dai partner commerciali. In relazione a questo importante traguardo Pino Coletti, CEO & co – Founder di Authentico ha dichiarato: “La tracciabilità di filiera in Blockchain, oltre ad essere una potente leva commerciale, permette di creare un nuovo livello di fiducia nei consumatori. Questo concetto è stato compreso prima degli altri dall’imprenditore Giuseppe Napoletano che continua nel percorso di trasparenza intrapreso da qualche anno a conferma della nuova direzione di Solania”. 

Estremamente soddisfatto dei 4 giorni di Fiera l’amministrazione unico di Solania Srl, Peppe Napoletano ha affermato: “La certificazione in Blockchain con Authentico completa quel percorso di trasparenza iniziato nel 2017 con il Progetto “Il Mio San Marzano” e portato avanti ogni anno con l’evento di fine luglio “Aspettando il mio San Marzano” in cui, i nostri clienti, possono vedere i nostri agricoltori nei primi giorni di raccolta del San Marzano e dell’evento del “Mio San Marzano” ad ottobre, in cui si celebra il termine della trasformazione e perciò il giorno in cui i nostri pizzaioli e ristoratori possono venire in fabbrica per scegliere il loro lotto di produzione”.

La Buona Tavola. Via G. Porzio, Centro Direzionale, Napoli, 81042, Is. G1. scala D. Int. 65 Renato Rocco Direttore Responsabile Tel. 081 18701149 Cell. 3356555595 direzione@labuonatavola.org 

Buone notizie per il Consorzio di Tutela del Provolone del Monaco Dop. L’assemblea elettiva conferma la crescita costante del mercato del formaggio stagionato più famoso della regione Campania. Un gran lavoro portato avanti con grandi sacrifici da allevatori e casari e premiato dal mercato con numeri, visibilità e posizionamenti sempre maggiori.

L’assemblea elettiva ospitata dalla sede del Consorzio di Tutela a Montechiaro di Vico Equense ha confermato la fiducia alle massime cariche elettive. Alla presidenza è stato confermato Giosuè De Simone, sua la relazione introduttiva che ha sottolineato punti di forza e criticità emersi nell’ultimo triennio.

“La nostra più grande soddisfazione è la crescita della domanda di Provolone del Monaco Dop. Il nostro impegno è quello di garantire un prodotto di eccellenza realizzato seguendo rigidamente il disciplinare di produzione. Latte selezionato, proveniente esclusivamente dall’area dop e tanto tanto lavoro. Sempre alta la guardia contro la contraffazione”.

Una conferma anche alla vicepresidenza. Anche Matteo Ruocco ha accolto con favore la fiducia dei colleghi di Consorzio: “Le difficoltà del periodo moltiplicano il nostro impegno. Ci sarà tanto da lavorare nei prossimi anni e non ci faremo di certo trovare impreparati”.

 Nel consiglio resta il decano dei casari Giuseppe Albano della Verde Fattoria del Monte Comune. Alla vigilia degli ottanta anni prosegue con l’entusiasmo di sempre. Nuovo ingresso quello del caseificio Cacace di Massa Lubrense, un altro degli angoli incantati della penisola sorrentina, patria del Provolone del Monaco Dop. Per i caseifici aziendali conferma per Giuseppe Ferraiuolo di Sant’Agnello.

A sottolineare il gran lavoro svolto il direttore Vincenzo Peretti che sottolinea: “Per la crescita progressiva e costante dobbiamo ringraziare chi lavora tutti i giorni affinché tutto questo avvenga. Dagli allevatori, ai casari fino ai rivenditori che completano la filiera. Siamo presenti in ogni tipo di menù: dall’alta ristorazione alla piccola trattoria. Tutti hanno qualcosa da offrire avendo come ingrediente in nostro prodotto”.

Nei prossimi giorni al via il progetto “Latte nelle Scuole” ancora una volta il Consorzio di Tutela sarà al fianco della Camera di Commercio di Napoli e di Coldiretti per portare ai bambini delle scuole elementari del territorio momenti di conoscenza didattica unitamente a squisite degustazioni di Provolone del Monaco Dop. 

Domani sera Provolone del Monaco Dop protagonista a Striscia La Notizia grazie a Mimmo De Gregorio dello Stuzzichino di Massa Lubrense che preparerà la sua gustosa pasta e patate col Provolone del Monaco Dop.

Vivere in armonia con l’ecosistema imitando la natura traendo spunto dalle api è la filosofia di un giovane enologo campano

Trarre spunto dalla natura, imitarla e impattare meno possibile sull’ambiente, è l’aspirazione di Antonio Giuliano, giovane enologo di appena 25 anni. Antonio risponde al richiamo della terra, nel modo più semplice e genuino possibile, rispettandola. E se si tratta di vivere armonia con l’ambiente, come non trarre ispirazioni dalle laboriose api, capaci di leggere i misteri della natura e farli propri. Riescono ad “autoprodurre” tutto ciò che è necessario per restare in equilibrio con l’ecosistema. 

Da una sapiente osservazione delle risorse naturali, infatti, le api producono la propoli a partire da una resina grezza che si trova su alcuni alberi. Dopo averla raccolta ed elaborata con saliva e cera, le api usano questo straordinario elisir per difende l’alveare da minacce esterne. Non a caso, il nome antico, propolis, è la fusione di due termini greci pro=in difesa e polis=città. 

Il precursore della propoli è una sorta di resina naturale, gommosa, balsamica, ricca di oli essenziali e componenti, che le piante secernono per proteggere gemme e apici vegetativi. Partendo da questa riflessione Antonio Giuliano, utilizza la propoli per proteggere le gemme del suo vigneto, proprio come fanno alcune piante. “È da tre anni che utilizzo la propoli e la cera d’api nel mio vigneto – dichiara Antonio Giuliano, titolare di Cantina Maranto. L’ho trovata veramente utile soprattutto nelle prime fasi del germogliamento perché ha la capacità di stimolare le difese naturali della pianta e agisce come uno straordinario antibiotico naturale utile contro le malattie fungine e adatto a prevenire gli attacchi parassitari”.

La propoli è usata in agricoltura biologica proprio perché è in grado di stimolare importanti funzioni metaboliche, incitando la pianta all’autodifesa. Inoltre, vanta straordinarie proprietà fungicide e antibatteriche, grazie alla massiccia presenza di pigmenti naturali, come i flavonoidi.  In più, è efficace per proteggere le piante dagli agenti atmosferici, infatti è utile contro i danni da grandine, gelate e colpi di calore. Anche la cera d’api è un’ottima alleata per la salute del vigneto. Risulta essere, appunto, una magnifica pomata cicatrizzante, ottima per sanare le ferite dopo gli interventi di potatura, prevenendo, così gli attacchi fungini, che in questo modo trovano difficoltà a penetrare nei tagli di potatura.

Le proprietà di questo straordinario elisir naturale sono tante: antivirali, cicatrizzanti, immunostimolanti, vaso-protettive, antiossidanti… Motivi, che l’hanno resa per secoli, un potente alleato anche per la salute dell’uomo.

Speciale Festa della Mamma: Grezzo Raw Chocolate celebra l’incredibile valore delle madri con nuovi dolci crudisti, vegani e senza glutine

I dolci di Grezzo Raw Chocolate sono messaggi di amore, ancora di più se ispirati alla persona a cui vogliamo donarli. 

Come non preparare un dolce speciale per festeggiare le madri?

Nasce così il Cuore di Mamma Lamponi e Cioccolato Crudo, destinato a fare scuola nella pasticceria crudista. Dalla copertura di cioccolato crudo fondente senza zucchero, si arriva a una ganache al cioccolato crudo, passando per una morbida frolla agrodolce dal colore ottenuto dalla combinazione del lampone con la rapa rossa. Si conclude con un cuore di cremoso cioccolato bianco crudista, delicatamente agrumato.

“Per questa esperienza gustativa di qualità superiore”, come ci racconta il CEO di Grezzo Raw Chocolate, Nicola Salvi, “ci siamo ispirati alla figura della mamma e alle sue deliziose complessità, tutte accomunate da un cuore limpido e caloroso, capace di sorprendere al momento giusto”. E continua: “Dare il nome a questo dolce è stato piuttosto semplice. Per questo lo abbiamo chiamato, senza troppi giri di parole, Cuore di Mamma.

Non mancano altre prelibatezze crudiste all’appello, come il Golden Love, un cuore con una morbida frolla al gusto di caramello salato e di nocciola, avvolto da una croccante copertura di cioccolato crudo con granella di nocciole. Un dolce ideale per fare un regalo pieno di amore.

E l’offerta di Grezzo Raw Chocolate per la Festa della Mamma non finisce qui: nei Flagship Store di Roma è possibile trovare una gamma ancora più ampia di dolci pensati per festeggiare la mamma al meglio.

Le proposte

Viene proposta la Mimosa Crudista nel doppio formato torta e monoporzione: Pan di Spagna crudista, quindi senza cottura o lievitazione e colorato naturalmente con la curcuma, ottenuto con soli ingredienti vegetali e biologici attraverso un metodo innovativo di lavorazione a freddo. Il tutto con una dolce sorpresa all’interno: una crema al limone ricoperta da una glassa di cioccolato bianco crudista si trova proprio nel cuore di questo dolce, simbolo della femminilità.

Grezzo Raw Chocolate, grazie alle tecniche della pasticceria crudista, dal 2014 propone dolci vegetali sani e nutrienti. Ha sfatato il mito della tradizione che vuole dolci ricchi di zuccheri e farine raffinati.

Le materie prime utilizzate come ingredienti, ricercate scrupolosamente, sono tutte vegetali, biologiche e sostenibili.

Grezzo Raw Chocolate è una delle poche pasticcerie a proporre dolci inclusivi, adatti a persone con esigenze alimentari specifiche, offrendo prodotti che possano soddisfare le loro necessità, che siano sicuri, certificati e di qualità superiore.

Per approfondimenti è possibile visitare il sito web https://grezzorawchocolate.com/

Via Urbana 130, Roma

Grezzo Raw Chocolate Ghetto

Piazza Mattei 14

Shop Online

Ri-Scatto, il tour fotografico alla scoperta dei vicoli e degli scorci più belli di Napoli. Caffè Borbone sostiene il progetto sociale dell’Associazione Miniera che avvicina i giovani al mondo della fotografia

Immortalare con uno scatto le bellezze nascoste nei vicoli di Napoli, le antiche botteghe che resistono alla modernità, che si snodano in scorci senza tempo, promuovendo, allo stesso tempo, la socialità è l’intento del progetto Ri-Scatto, dedicato ai ragazzi e promosso dall’Associazione Miniera.

Un progetto sostenuto da Caffè Borbone, azienda napoletana impegnata nella valorizzazione del territorio, la promozione culturale, e iniziative che creino valore sociale.

L’associazione Miniera, con sede ai quartieri spagnoli, ha dato il via a un laboratorio dedicato a ragazzi dai 10 ai 14 anni. A partire da sabato 23 aprile fino alla fine di  giugno, sempre in piccoli gruppi, saranno intrapresi 9 percorsi: Quartieri Spagnoli, centro storico, Forcella, Santa Lucia, e altre zone rappresentative della veracità napoletana, sono alcune delle tappe del “tour metropolitano” guidato dai volontari di Miniera, guide turistiche e fotografi, Una volta terminati i laboratori fotografici sarà allestita una mostra dedicata “scatti più belli”, con tanto di didascalia dove i giovani autori racconteranno ciò che hanno fotografato e le sensazioni che hanno provato. 

La finalità del progetto è quella di promuovere la collaborazione reciproca lavorando insieme, e fare leva sul senso di appartenenza al territorio, si propone, inoltre, di coinvolgere in modo particolare bambini e ragazzi delle realtà difficili. Fare squadra, conoscere ed apprezzare la propria città, il proprio quartiere e insegnare ai ragazzi che esiste una realtà differente, luminosa e allo stesso tempo inclusiva, sono i buoni propositi di questa iniziativa.

Così Salvatore Iodice – presidente dell’associazione Miniera – commenta l’iniziativa: 

“Siamo in debito verso la città, una città che regala bellezza ad ogni sguardo. È importante sostenere gli uomini del futuro, i nostri figli, dandogli la possibilità guardare con occhi diversi ciò che ci circonda. Essere sostenuti da un’azienda dedita alla valorizzazione del caffè napoletano è importante per noi, perché è un emblema della nostra cultura, che comunica socialità, convivialità. In fondo il caffè si offre solo alle persone gradite, e noi ne siamo onorati.”


Catturare il tempo, fermare un istante, raccogliere e condividere le emozioni che si provano al momento dello scatto, saranno uno stimolo per i giovani fotografi a guardare con occhi diversi la bellezza di una città eclettica come Napoli, attraverso l’arte della fotografia.

Napoli, 27 aprile 2022 – Nella sua proposta culinaria, sempre in bilico tra innovazione e tradizione, di sicuro spicca uno dei piatti più rappresentativi della gastronomia partenopea: la genovese, in questo caso servita con occhi di lupo o paccheri di pasta fresca. 

Nel rispetto della ricetta tradizionale, la cipolla ramata di Montoro viene messa a cuocere fin quando non caramella al giusto, insieme a tagli di carne bovina accuratamente selezionati per le lunghe cotture. In questo modo, lo chef Luigi Crispino, fondatore di Salumeria Upnea (il bistrot napoletano sito in Via San Giovanni Maggiore Pignatelli, 35), realizza la tanto apprezzata “Genovese Così si fa”: la stessa che si è guadagnata il massimo dei voti durante la puntata del 22 aprile di “Cortesie per gli ospiti Ristorante”, nuovo spin-off di Real Time che ricalca il format originario spostandosi, però, nei locali di tutta Italia.

Un piatto buonissimo

 “Un sugo così buono alla genovese non l’ho mai mangiato” afferma entusiasta la PR e trendsetter Ursula Seelenbacher al termine della puntata vinta, appunto, da Salumeria Upnea.

Una genovese rivista ma che lascia all’interno del piatto tutti quelli che sono i sapori e i profumi di una genovese vera, autentica, buona: le cipolle e la carne si amalgamano perfettamente nei gusti, senza essere mai troppo pesanti né aggressive, e comunque mantenendo un gusto delicato” la racconta così l’altro giudice del programma di Real Time, lo chef Roberto Valbuzzi, che infine aggiunge: “Ciò che di bello ho trovato in questo piatto è l’attenzione e la testa che una persona in cucina deve mettere quando pensa al piatto, quando lo esegue e quando lo porta in tavola, e qui ho trovato tutto questo!”. 

“Così si fa!” recita il claim di Salumeria Upnea, ristorante/bistrot in cui l’attenzione al cibo di qualità, cucinato rispettando o rivisitando la tradizione, s’incontra con la passione per le arti. 

Giorni e orari di apertura: dal lunedì alla domenica dalle ore 12,15 alle 16,15 e dalle 19 alle 23,45 (chiusi di mercoledì).

Contatti: 08119364649

www.salumeriaupnea.it

Facebook

Instagram

L’azienda irpina lancia gli “chic nic” in terrazza, una nuova interpretazione del classico pic nic e i percorsi di trekking tra i vigneti

Il 24 aprile si darà il via all’evento ideato da Aminea Winery per celebrare la primavera. Ogni domenica sarà possibile partecipare agli avvincenti wine tour.

Start ore 11.00 con l’arrivo in cantina e l’accoglienza degli ospiti. A seguire, il trekking tra i vigneti dell’areale per respirare appieno il profumo di questa terra generosa. Si prosegue con il tour in cantina dove gli ospiti potranno degustare il Fiano di Avellino 2020, che prelevato direttamente dalla botte sprigionerà tutti i suoi sentori fruttati e floreali.

Alle 12.30 inizia lo “chic nic”, un pic nic di qualità sulla terrazza con una splendida vista dell’azienda e degustazione dei vini di Aminea Winery abbinati ai piatti tipici della tradizione irpina che sapranno conquistare il gusto di grandi e piccoli. Il menu: grissini di pane e focaccia abbinati allo spumante Donna Laura, formaggi tipici come il caciocavallo irpino con pane casereccio, pecorino e confetture biologiche, abbinati all’ Aglianico “Monsignore”. La novità: “L’ ucciolo”, un panino realizzato con l’impasto della pizza, farcito con salumi o verdure di stagione, un cult della tradizione irpina.

Su richiesta è possibile fare il pic nic in vigna. A ogni coppia sarà consegnata una tovaglia, un cestino con il pranzo e una bottiglia di vino.   

Un’ occasione unica per immergersi nel verde dell’Irpinia e scoprire i sapori e i profumi di questa terra, in un tour che farà gola a molti. 

Per info: Tel. 0827 65642 Cell. 324 0963938, www.amineawinery.it, Fb @Aminea_Winery Ig @Aminea_Winery Contrada Santa Lucia SS400 Castelvetere sul calore (AV) – Italia

Pinsa Cesare protagonista al Marca. Il marchio in ascesa sul mercato della pinsa romana sarà presente al prestigioso salone bolognese “Marca by BolognaFiere 2022” in programma il 12 e il 13 aprile 2022 al quartiere fieristico di Bologna.

Pinsa Cesare è fra i 900 espositori della diciottesima edizione. Numeri che confermano la grande potenzialità espositiva della manifestazione,  evento che occupa ben cinque padiglioni oltre al Centro Servizi.

Padiglione 28, stand C/7, queste le coordinate per raggiungere la zona dedicata al mondo di questo prodotto e conoscere quanti ci lavorano quotidianamente per portarla sulle tavole degli italiani. A raccontare Pinsa Cesare ci sarà l’amministratrice Ivi Stafa e il responsabile delle vendite Giuseppe Di Bernardo: “Questa è l’occasione giusta per conoscere da vicino il nostro mondo. Le sue caratteristiche rendono Pinsa Cesare un prodotto unico e completamente diverso dalle altre”.

Pinsa Cesare, protagonista al Marca: un brand della Triticum Food
Pinsa Cesare è un marchio della Triticum Food, un’azienda nata dalla lunga collaborazione di fornai artigiani, ricercatori ed esperti del settore alimentare.

La Lavorazione

Lavorazione completamente manuale utile a conferirle la tipica forma irregolare di un prodotto artigianale. La morbidezza interna protetta da una delicata e piacevole croccantezza esterna. Caratteristica inalterata anche se consumata fredda o riscaldata.

“L’uso esclusivo di materie prime naturali, senza l’impiego di Ogm e additivi chimici e la bassa presenza di grassi e calorie la rendono l’alimento ideale per tutta la famiglia” conclude Di Bernardo.

Marca by BolognaFiere è suddivisa in main sections: Food, Non-food, Marca Tech (Packaging) e Marca Fresh.

Il 13 aprile l’appuntamento imperdibile con la Pinsa Nerano e il Provolone del Monaco Dop

Un evento nell’evento. La giornata di mercoledì 13 aprile sarà dedicata alla presentazione di una farcitura davvero innovativa per questo prodotto: arriva la Pinsa Cesare Nerano. Un topping realizzato in collaborazione con il Consorzio di Tutela del Provolone del Monaco Dop che mette a disposizione l’ingrediente fondamentale da aggiungere alle zucchine.

A dare man forte agli organizzatori sarà presente il direttore scientifico del Consorzio di Tutela del Provolone del Monaco Dop Vincenzo Peretti.

— 

La realtà Tramonti si conferma punto di riferimento per il mondo della pizza in Costiera Amalfitana e non solo

Si è conclusa ieri, 7 aprile, l’edizione 2022 del Campionato Mondiale della Pizza di Parma. La kermesse si è svolta dal 5 al 7 aprile presso il Palaverdi, dove circa 750 pizzaioli da tutto il mondo sono accorsi per partecipare alle competizioni.

Le categorie di gara sfidanti erano: Pizza classica, Pizza senza glutine, Pizza napoletana Stg, Pizza in teglia, Pizza in pala, Triathlon. A queste si sono affiancate anche le gare di Freestyle, Pizza più larga, Pizzaiolo più veloce.

Tra i partecipanti c’era anche Paolo Moccia, della “Pizzeria Da Orlando” di Scandiano. Il pizzaiolo, originario di Tramonti, si è aggiudicato il primo posto nella categoria Pizza Classica sfidando grandi maestri pizzaioli provenienti da tutto il mondo. Una sfida affrontata con tutte quelle capacità che solo il talento e la dedizione possono mettere a disposizione.

L’uso delle farine

Ha composto una pizza semi-integrale a base di grani antichi tipici della tradizione tramontana, ma più moderna con farine integrali macinate a pietra una percentuale di farine forti. Il tutto accompagnato da un tortello di zucca reggiano. Un amore a prima vista per questo piatto, che Paolo ebbe modo di assaggiare al suo arrivo in Emilia-Romagna e che in occasione della competizione ha rivisitato utilizzando, oltre a materie prime locali come la zucca, il Parmigiano e l’Aceto Balsamico di Modena, anche ingredienti del nostro territorio come il Fiordilatte e le farine integrali di Tramonti.

“Il trionfo di Paolo, a cui, insieme ai membri dell’Associazione che hanno partecipato alla competizione, vanno i nostri più sentiti ringraziamenti, ci rende estremamente orgogliosi. – ha dichiarato il Vicesindaco e Presidente dell’Associazione Pizza Tramonti Vincenzo Savino – Il primo posto al Campionato Mondiale di Parma, in una categoria estremamente competitiva come quella dedicata alla Pizza Classica, è un risultato semplicemente straordinario.

Il suo successo è un po’ anche il nostro, sia come cittadini di Tramonti, sia come membri dell’Associazione di cui fa parte il neo proclamato campione. Un punto di arrivo, ma anche di partenza: siamo certi che la vittoria di Paolo, che va ad unirsi ai riconoscimenti ottenuti nei più diversi settori da tutti quelli che portano in alto il nome di Tramonti nel mondo, sarà un ulteriore stimolo per i numerosi talenti locali, che ora hanno una strada ancora ben più chiara da seguire.”. 

Ecco i Campioni del Mondo nelle diverse categorie:

🏆 𝗣𝗶𝘇𝘇𝗮 𝗖𝗹𝗮𝘀𝘀𝗶𝗰𝗮
1° – Moccia Paolo
2° – Favero Daniel
3° – Criminisi Giuseppe
3° – Vassallo Domenico
🏆 𝗣𝗶𝘇𝘇𝗮 𝗶𝗻 𝗧𝗲𝗴𝗹𝗶𝗮
1° – Rusu Camelia
2° – Batzella Nicole
3° – Di Pietro Alberto
🏆 𝗣𝗶𝘇𝘇𝗮 𝗶𝗻 𝗣𝗮𝗹𝗮
1° – Criminisi Giuseppe
2° – Di Stasio Raffaele
3° – Gallizzi Andrea 
🏆 𝗣𝗶𝘇𝘇𝗮 𝗡𝗮𝗽𝗼𝗹𝗲𝘁𝗮𝗻𝗮 𝗦𝗧𝗚
1° – Longobardi Manuel
2° – Matarazzo Mario
3° – De Palma Francesco
🏆 𝗣𝗶𝘇𝘇𝗮 𝗮 𝗱𝘂𝗲
1° – Maya Caroline (con Alain Patrick Fauconnet)
2° – Micheli Clara (con Alberti Giovanna)
3° – Conidi Piero (con Christian Conidi)
🏆 𝗣𝗶𝘇𝘇𝗮 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗴𝗹𝘂𝘁𝗶𝗻𝗲
1° – Alveti Fabio
2° – Franco Eleonora
3° – Fontebasso Jenny 
🏆 𝗧𝗿𝗼𝗳𝗲𝗼 𝗛𝗲𝗶𝗻𝘇 𝗕𝗲𝗰𝗸
1° – Mattei Nicolai
2° – Gobeo Mattia
3° – Baraldo Manuel 
🏆 𝗣𝗶𝘇𝘇𝗮 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗹𝗮𝗿𝗴𝗮
1° – Nardin Dario
2° – Pasini Daniele
3° – Borrelli Giorgio
🏆 𝗙𝗿𝗲𝗲𝘀𝘁𝘆𝗹𝗲
1° – Matarazzo Nicola
2° – Martos Del Árbol Antonio
3° – Falco Jerome 
🏆 𝗣𝗶𝘇𝘇𝗮𝗶𝗼𝗹𝗼 𝗽𝗶𝘂̀ 𝘃𝗲𝗹𝗼𝗰𝗲
1° – Zikulari Andi
2° – Amendola Giuseppe
3° – Gòmez Suárez Carlos David 
🏆 𝗧𝗿𝗶𝗮𝘁𝗵𝗹𝗼𝗻
1° – Criminisi Giuseppe
2° – Vassallo Domenico
3° – Batzella Nicole

La vivacità in tavola

L’estro e le tradizioni sono il nostro modus operandi“: Giovanni Cerrato, titolare della pizzeria “Addo Ciaccio“, a Mercato San Severino, spiega così la sua concezione dell’arte della pizza: “Tutto cio ‘ che portiamo in tavola deve essere il frutto di un accostamento di sapori e colori che ci riportano ai ricordi d’ infanzia” ci racconta”.

Pizza-addo-ciaccio

La Storia

Addo’ Ciaccio” nasce nel 2017, come sogno a coronamento di una lunga gavetta. La mission è quella di unire estro e memoria per dare vita a prodotti di qualità. “Ispirati dai valori che incarnano la nostra tradizione“, ci racconta, “i nostri ingredienti si arricchiscono con i sapori del nostro territorio, con un contatto costante e diretto con i produttori agricoltori“, in quanto dietro ogni prodotto ci sta una storia da raccontare ed un viaggio da vivere ad ogni assaggio.

La vera pizza “alta”

Le pizze, che si rifanno all’inimitabile ricetta napoletana, con “impasto a lunga maturazione e dal classico cornicione largo e alto“, nascono in collaborazione con mio fratello Francesco Cerrato, chef del ristorante casa Federici; cio’ che accomuna entrambi è l’amore per la cucina ,nato fra sorrisi di nonne e ricordi d’ infanzia: proprio perchè senza la tradizione non può esistere l’ innovazione, ci piace ispirarci con affetto e gratitudine a quelle mani femminili capaci di creare squisitezze dall’ odore irresistibile.

Un menu stagione per stagione

Il nostro menu’ varia in base alle stagioni per offrire sempre un prodotto di qualità“, ci spiega Cerrato, “le proposte stagionali si tingono sempre di nuovi colori, lasciando spazio ad un’ inaspettata creatività, con prodotti sempre freschi e sostenibili. Un’attenzione particolare è stata portata a chi è intollerante al glutine ,con una proposta della quale “andiamo particolarmente fieri“: crocchè, frittatine, arancini e montanare sono un’ audace e stuzzicante soluzione, che con sensibilità ed ingegno nulla cede in termini di gusto e piacere.

I “cavalli di battaglia”

La Montorese: cipolla ramata di montoro, stracotta,lardo, fiordilatte, cacioricotta di capra cilentana presidio slow food e olio evo.

La Malafemmina: pomodorini semidried, fiordilatte, pancetta, basilico e tarallo napoletano prodotto da Casa Federici e olio evo.

La Ciaccio: baccalà, pomodorini gialli, olive e capperi di salina presidio slow food, olio evo e filetti di alici.

“Addo Ciaccio” è aperta tutti i giorni a cena dalle 19 a mezzanotte e apranzo dal giovedi al sabato dalle 12. 30 alle 15

via delle Puglie 1/2 Piazza di Pandola (Sa)

Vola la prevendita delle pizze al Coca-Cola PizzaVillage@Home, in programma nella città padovana sino a domenica 10, con oltre 3.000 pizze prenotate da casa. Ieri accesi i forni.

Padova, 8 aprile 2022 – La pizza napoletana invade Padova. Quasi 3.500 sono stati gli ordini in prevendita, ancora prima che i forni fossero accesi, effettuati dai cittadini padovani in attesa dell’inizio della manifestazione Coca-Cola PizzaVillage@Home 2022. L’evento, che ha preso il via ieri sera e che terminerà la sera di domenica 10, vede quattro maestri pizzaioli napoletani preparare i grandi classici della tradizione e proposte gourmet inedite.

Il format vincente dell’evento, che si svolge con la formula delivery offrendo così la possibilità di apprezzare contemporaneamente, sulla propria tavola, diverse pizze realizzate dai top player pizzaioli, ha trovato pieno riscontro in città. L’hub di produzione è allestito nel padiglione 1 nella Fiera di Padova, dove vengono prodotte le pizze per essere velocemente ricevute a casa, ordinando sull’App di Glovo, il delivery partner dell’iniziativa. Il raggio di consegna, fissato in massimo 3 km dal centro di produzione, consente ai riders di consegnare le pizze accompagnate da una Special Box ricca di prodotti d’eccellenza in omaggio.  

Continua anche a Padova la mission solidale, durante la quattro giorni saranno donate 1.000 pizze a Banco Alimentare per aiutare chi si trova in difficoltà. Il Charity Partner, che lotta contro lo spreco alimentare, opererà a fianco degli organizzatori ricevendo, a fine tappa, le materie prime inutilizzate. Sostiene l’iniziativa anche Coca-Cola che, per ogni pizza venduta, donerà un contributo a Banco Alimentare consentendo di distribuire alimenti alle persone in difficoltà pari a un pasto (corrispondente a 500 g. di alimenti) attraverso le strutture caritative convenzionate.

Campania al Vinitaly, Tenuta Cavalier Pepe presenta “Appio”, in anteprima il vino aglianico in Anfora, con una lunga storia per un brillante futuro 10- 13 aprile 2022, Tenuta Cavalier Pepe al Vinitaly, Verona

È finita l’attesa. La Tenuta Cavalier Pepe presenta ufficialmente la sua nuova creazione, denominata “Appio”. È una etichetta esclusiva di aglianico, un Irpinia Campi Taurasi doc 2017, con una produzione limitata e numerata.

Trae ispirazione dalle tecniche di vinificazione dell’antica Roma, con vinificazione e affinamento in anfore. Rende omaggio nel nome all’antica Via Appia, che attraversava tutta l’Irpinia. L’occasione propizia per l’evento è il Vinitaly, che quest’anno si terrà da domenica 10 a mercoledì 13 aprile (Pad. B Regione Campania – Stand 52, Area Irpinia – Camera di Commercio Avellino).

Vino-irpinia-campi

Nell’antichità, la colonia romana di Aeclanum, in Irpinia, a partire dalla metà del III secolo a.C., era luogo di transito di merci, di uomini e fusione di culture, grazie alla regina delle strade, la Via Appia, fatta costruire da Appio Claudio Cieco per collegare Roma a Brindisi.

La Media Valle del Calore, dove si trova la Tenuta tra gli attuali comuni di Luogosano e Sant’Angelo all’Esca, già era coltivata a vite aglianico. 

Oggi, le anfore di ceramica, situate nel cuore della cantina, permettono al vino di evolvere, grazie alla leggera micro-ossigenazione durante il suo affinamento. Questa peculiarità conferisce lunga vita e grande bevibilità al vino.

Anfore-in-ceramica-vino

Nasce così un vino versatile con forte identità, strutturato, elegante, minerale e fruttato, dalla lunga storia per un brillante futuro.

“Appio” è prodotto dalle uve aglianico provenienti da “Vigna Piergolo”, allevata a starseta su un terreno tipicamente argilloso, sabbioso e vulcanico a Luogosano, nel cuore della denominazione del Taurasi docg, ad una altitudine di 400 metri sul livello del mare, per una produzione limitata e numerata di circa 2.000 bottiglie all’anno.

All’azienda il Premio Food 2022: “Prima pasta di Gragnano certificata in blockchain”

La pasta di Gragnano IGP “28 Pastai” è il prodotto alimentare più innovativo del 2022 riconosciuto con il premio Food – categoria primi piatti. Il brand è stato scelto tra ben 124 concorrenti raggruppati in 12 aree attraverso una selezione effettuata dalla società Nielsen IQ e sulla base di un’indagine di Bva-Doxa condotta su un panel rappresentativo della popolazione italiana che ha preso in considerazione conoscenza del prodotto, prezzo, rilevanza, unicità, gusto, qualità, contenuto di innovazione, praticità, attenzione all’ambiente e packaging. 

La giuria del premio, composta da manager della Gdo e dell’industria, anche in funzione di una valutazione di Confconsumatori, ha scelto “28 Pastai” perché “è la prima con la filiera interamente tracciata in blockchain, attraverso la soluzione di Authentico, azienda campana leader anti-contraffazione alimentare, che grazie ad un QR CODE presente su ogni confezione consente ai consumatori di rintracciare tutta la catena di produzione, dai campi di grano, alla semola selezionata dal mulino di fiducia, e per la prima volta al mondo permette di scoprire la temperatura e tempo di essiccazione del lotto di pasta acquistaro”. 

Pasta di Gragnano

Prodotta a Gragnano in un piccolo pastificio artigianale situato a picco sulla storica Valle dei Mulini, è lavorata secondo la tradizione che l’ha resa famosa in tutto il mondo ma con tecnologie innovative che ha consentito di ottenere un prodotto premium amato dagli chef e dai consumatori più esigenti. 

La pasta è ottenuta con una miscela di semola esclusiva e personalizzata dei migliori grani 100% italiani coltivati tra Abruzzo e Molise con metodo zero pesticidi ed è confezionata in un pack innovativo con la storia di 28 celebri pastai di Gragnano, 100% riciclabile nella carta, con un pratico cono dosatore. 

“Questo premio è un riconoscimento della portata innovativa del nostro progetto che per la prima volta mette il consumatore e non il prodotto al centro del processo produttivo consentendogli non solo di avere le informazioni su tutto il processo produttivo, ma di poterle verificare personalmente all’insegna della massima trasparenza.

28 Pastai, nel rispetto di una delle tradizioni produttive del Made in Italy più antiche e apprezzate al mondo, infatti, propone un nuovo modo di intendere la pasta e più in generale l’alimentazione in cui il consumatore, con la sua scelta di acquisto, diventa protagonista di un mondo più sostenibile”, afferma l’imprenditrice Elena Elefante

A Verona, da domenica 10 a mercoledì 13 aprile, nella tensostruttura B, area Camera di Commercio di Avellino

A VINITALY UN’IRPINIA A TRAZIONE INTERNAZIONALE, CON UN EXPORT CHE IN QUESTI ULTIMI MESI HA FATTO REGISTRARE CIFRE RECORD. AMERICA E ASIA I NUOVI MERCATI DI RIFERIMENTO

Una collettiva con 89 aziende per un calendario ricco di iniziative: tra turismo, arte e cultura, un viaggio in un territorio capace di sorprendere. 

Saranno ben 89 le aziende presenti alla 54esima edizione di Vinitaly nella collettiva organizzata dalla Camera di Commercio di Avellino. Che ancora una volta, da domenica 10 a mercoledì 13, costituirà un imperdibile punto di passaggio per winelover, appassionati e addetti ai lavori che affolleranno gli spazi della manifestazione scaligera. 

“Dopo lo stop imposto dalla pandemia – sottolinea il Commissario Straordinario Gaetano Mosellatorniamo finalmente a incontrarci e a confrontarci in uno scenario importante come il Vinitaly. Lo facciamo con la forza dei nostri vini straordinari, con le storie dei nostri vignaioli e con il racconto di un territorio capace di incantare e di sorprendere. Con la consapevolezza che, come sempre, l’Irpinia saprà essere protagonista”.

Ricco il calendario di iniziative che animeranno lo spazio avellinese che avrà come claim “L’Irpinia, una terra da raccontare”. Confermato, dopo il successo ottenuto negli anni precedenti, il format TASTE4TEST che offre alle cantine irpine la possibilità di incontrarsi, faccia a faccia, con alcune delle più note firme del giornalismo agroalimentare ed enogastronomico italiano. Una bella opportunità di confronto tra chi produce vini e chi li comunica, in un vis a vis dal quale, sulla base delle esperienze passate, possiamo dire che entrambi le parti escono arricchite. 

Numerosissimi gli incontri che i produttori avranno con buyer e operatori internazionali, a testimonianza della crescita esponenziale che i vini irpini stanno riscontrando presso i mercati esteri, come dimostrano ampiamente i dati ISTAT che parlano di un incremento del +6,8% dell’export del 2021 rispetto al 2020, per un totale di oltre 21 milioni di euro. Da evidenziare, tra l’altro, gli exploit ottenuti presso mercati fondamentali come America del Nord (Stati Uniti e Canada) che registra un + 33,9% e Asia che fa segnare un lusinghiero +35,5%.

“L’ente camerale in questi anni – spiega Luca Perozzi, Segretario Generale della Camera di Commercio di Avellino ha lavorato per offrire ai nostri vignaioli la possibilità di incontrarsi con importanti esponenti di diversi mercati esteri e continuerà a farlo nel futuro. Conosciamo l’appeal e le potenzialità dei nostri vini e dobbiamo fare in modo che le etichette irpine diventino sempre più un punto di riferimento per chi determina i flussi di acquisto. Vinitaly, in tal senso, rappresenta un palcoscenico fondamentale dove muoversi, intercettare le tendenze, costruire rapporti che aprano nuovi scenari ai produttori. Senza dimenticare che il vino e le eccellenze agroalimentari costituiscono ormai da tempo un volano imprescindibile per l’intera economia dei territori”.

Non a caso la Camera di Commercio punterà molto anche sul discorso legato al turismo enogastronomico, asset fondamentale per il nostro Paese. Lo farà premiando, con il marchio Ospitalità Italiana, 19 strutture ricettive, ristorative e agrituristiche che si sono particolarmente distinte su questo versante. Mentre sarà la Coldiretti a evidenziare le strategie per il futuro con un focus sull’Irpinia come riuscito esempio di DAQ (Distretto Agroalimentare di Qualità – Vini d’Irpinia).

Quindi riflettori puntati su un turismo votato alla ricerca del buono e del bello. E dove il vino rappresenta davvero un fil rouge importante: basti pensare al Taurasi, protagonista di una guida che condurrà i lettori, e gli ospiti del padiglione, in un percorso che toccherà i 17 Comuni che impreziosiscono l’areale di produzione, piccoli gioielli tutti da scoprire.

Così come saranno da scoprire le 5 declinazioni dell’Aglianico: dallo Spumante al Rosato, dai Campi Taurasini al Passito, con il passaggio obbligato per il Taurasi DOCG, un viaggio alla scoperta di uno dei vitigni più affascinanti del panorama vitivinicolo, non solo nazionale. 

Per chi ama farsi sorprendere l’appuntamento è con il vitigno Roviello Bianco detto Grecomusc’, autentica chicca per intenditori, per una degustazione verticale condotta da Slowfood.

E se è vero che il vino flirta spesso con l’arte, i visitatori del padiglione non potranno perdersi la performance musicale che vedrà sul palco il maestro più amato dagli italiani, Beppe Vessicchio, in compagnia di due esperti dell’improvvisazione jazz, capaci di fusion che non hanno nulla da invidiare ai migliori blend. Spazio quindi a Carlo Cantini, violinista di straordinario talento, e a Trilok Gurtu, percussionista di origine indiana che vanta collaborazioni con alcuni dei migliori musicisti del pianeta.

“Ci siamo preparati per essere protagonisti di questo Vinitaly della ripresa – conclude Mosella – e lo vogliamo fare giocando le nostre carte migliori. Che sono quelle di un territorio che rappresenta, per molti versi, un unicum. L’Irpinia è un sud diverso, fuori dai consueti schemi, capace di sorprendere e talvolta di spiazzare chi da una regione come la nostra si aspetta solo spiagge e mare. Noi offriamo una tavolozza di emozioni, con i nostri borghi e i nostri castelli, con le nostre montagne e un verde che incanta. Ma soprattutto con i nostri vini, semplicemente straordinari, e con la passione dei nostri produttori. In grado di raccontare, con le loro etichette, una storia che vale la pena ascoltare”.

Martedì 5 aprile lo chef stellato Nicola Annunziata protagonista a “Cinquanta x Mille”, le cene di beneficenza di Cinquanta – Spirito Italiano

Martedì 5 aprile torna l’appuntamento con “Cinquanta x Mille”, il progetto di solidarietà pensato e realizzato dal cocktail bar “Cinquanta – Spirito Italiano” di Pagani (Sa).

Dopo la prima serata con lo chef napoletano Francesco Sodano, quella con la chef stellata Marianna Vitale e quella con Lorenzo Montoro, questa volta toccherà allo chef sarnese Nicola Annunziata, guida della cucina del ristorante stellato “Pietramare Natural Food” del Praia Art Resort di Isola di Capo Rizzuto, in provincia di Crotone

Il ricavato della cena di martedì 5 aprile sarà devoluto all’associazione “Papa Charlie II”, realtà di Pagani (Sa) che da oltre 30 anni opera senza scopo di lucro nel settore della protezione civile, con interventi d’aiuto da parte dei volontari in caso di calamità naturali e situazioni di emergenza. 

L’obiettivo del progetto “Cinquanta x Mille”, infatti, è quello di raccogliere fondi attraverso cibo di qualità realizzato da chef stellati, maestri pizzaioli, food bloggers ed influencer di spessore, con uno “special cocktail menù” creato ad hoc dai bar tender di “Cinquanta”.

Partner del progetto saranno i brand di Pernod Ricard, multinazionale leader nella fabbricazione e distribuzione di vini ed alcolici, e 2 realtà campane sinonimo di alta qualità, ovvero Casa Marrazzo, con i suoi prodotti conservieri, ed Armatore, con i sapori e profumi della Costiera Amalfitana. 

Martedì 5 aprile ospite della serata sarà Nicola Annunziata, chef stella Michelin originario di Sarno, in provincia di Salerno, e famoso per essere lo chef de “Pietramare Natural Food”, il ristorante stellato del meraviglioso Praia Art Restort di Isola di Capo Rizzuto, in provincia di Crotone.

Nicola Annunziata porterà al Cinquanta il suo concetto di “Calabria / Campania solo andata”. La sua cucina è basata sul rispetto delle materie prime, che affonda le radici nella tradizione ma con uno sguardo volto all’innovazione e alla ricercatezza. La sua costante ricerca dell’eccellenza lo ha portato ad ottenere la Stella Michelin 2022 ancora una volta. Noto come uno dei più giovani chef stellati d’Italia, Nicola è nato a Sarno (Sa) nel 1991, lo chef ha già alle spalle un’esperienza a Roma al ristorante 1978 di Stefano Cocco e l’esperienza stellata del Vistamare Restaurant a Latina. Annunziata propone una cucina leggera, semplice nei concetti, con pochi ingredienti legati da tecniche all’avanguardia, come azoto e osmosi. Campano prestato alla Calabria, nei suoi piatti si sente anche l’influenza della sua terra d’origine e della sua brigata. Giovani cuochi alle prese con i regali del mare e della montagna, perché la Calabria ha questo potere immenso di possedere l’intera biodiversità del nostro paese, passando dalla montuosa Sila alla vastità del mare Ionio o del Tirreno in un battito di ciglia.

Con il progetto “Cinquanta x Mille”, quindi, il cocktail bar “Cinquanta – Spirito Italiano” mette il “bar” al centro del tessuto sociale in cui è inserito, non solo come luogo di aggregazione ma come un’autentica piattaforma al centro della società. “Cinquanta” vuole offrire drink e food di qualità ai propri commensali per garantire una migliore qualità della vita a tante altre persone che nel quotidiano hanno più difficoltà del solito. 

Il premio Packaging 2022 di Vinitaly Design International Packaging Competition va ai Brand V8+, Torre Rosazza e Bricco dei Guazzi 

Le tre realtà, parte del progetto de Le Tenute del Leone Alato, si distinguono per l’autenticità e la coerenza della loro essenza, caratteristiche che si riflettono in tutti dettagli delle loro bottiglie

Verona, 01 aprile 2022 – Uno speciale riconoscimento che premia i migliori packaging e i progetti di marketing da cui prendono vita. In occasione della 26^ edizione di Vinitaly Design International Packaging Competition, organizzato da Veronafiere in concomitanza del più prestigioso evento vitivinicolo italiano,V8+, Torre Rosazza e Bricco dei Guazzi sono stati premiati per il design delle loro bottiglie e per tutti i dettagli estetici che le caratterizzano, dalla chiusura e la capsula, all’etichetta e il collarino.

Un riconoscimento di prestigio – sono state esaminate oltre 287 confezioni – che premia l’immagine dei prodotti e le idee di marketing che li definiscono, e per cui si distinguono i tre marchi; Bricco dei Guazzi racconta l’eleganza e l’austerità del Piemonte, Torre Rosazza la modernità minimal dei suoi vini e dei suoi vigneti friulani e V8+ rivoluziona il modo di intendere il Prosecco. 

“Siamo molto soddisfatti di questo riconoscimento che premia l’approccio di marketing dell’azienda sul tema del packaging nella sua interezza. Le brand identity valutate puntano a raccontare i nuovi posizionamenti con un approccio narrativo fedele all’essenza di ciascuna tenuta. In altre parole il design dell’etichetta è la naturale conseguenza di un racconto autentico dei marchi che parte da lontano e che stiamo costruendo passo dopo passo” racconta Antonella Imborgia, Responsabile Marketing e Comunicazione de Le Tenute del Leone Alato.

Tra i tre marchi premiati, V8+ fa proprio del suo design un elemento altamente differenziante, rivoluzionando il modo di intendere il prosecco: il packaging delle sette referenze del Brand è “parlante”, le etichette raccontano la storia della bollicina italiana più famosa al mondo, dai giorni di fermentazione, al metodo Martinotti 100% made in Italy fino ad arrivare alla capsula, che racchiude un ulteriore messaggio sul perlage. 

V8+ è lo Storyteller del Prosecco, che di questa categoria si fa portavoce raccontando attraverso il suo packaging una storia di amore incondizionato per la terra e i suoi doni.

Le grafiche che caratterizzano le bottiglie premiate sono state curate da Alias Communication and Design, CBA Italy e Usopposto.

Nasce a Testaccio il “fratello punk” del Pastificio San Lorenzo, uno spazio interamente dedicato al vino naturale

Un progetto nato dalla volontà di voler creare un qualcosa che ruotasse attorno ad una grande passione, quella legata al vino naturale, ma che seguisse delle logiche completamente diverse rispetto alle tante enoteche nate in questi ultimi anni in Italia.

Questa l’idea che ha dato vita a Vinificio, la nuova realtà imprenditoriale del gruppo già proprietario del Pastificio San Lorenzo, storica insegna del panorama capitolino, che porta in Piazza dell’Emporio, nel quartiere Testaccio di Roma, un luogo dedicato naturalmente agli appassionati del vino naturale ma che possa essere aperto e familiare, per poter avvicinare anche i neofiti e avviare un processo di scoperta, abitudine ed educazione a bere in un determinato modo. 

Per realizzare Vinificio abbiamo pensato che servisse un progetto di respiro ampio e internazionale, che racchiudesse tutte le nostre passioni in un unico grande contenitore: vino naturale, musica, arte e una proposta gastronomica fresca e contemporanea che convivono in perfetto equilibrio.

Ci piace definire Vinificio il “fratello punk” di Pastificio: volevamo rendere esplicito il legame tra le due attività, anche se non direttamente, perché in entrambe ritroviamo un’anima retrò e contemporanea allo stesso tempo, e sia Vinificio che il Pastificio San Lorenzo sono nati in due quartieri storici di Roma che a nostro avviso stanno vivendo una grande fermento sociale e gastronomico.

Una fase di rilancio che ci piace vivere contribuendo a modo nostro, condividendo la passione per il buon cibo ed il buon vino”, questo il pensiero comune dei soci delle due realtà imprenditoriali in ambito ristorativo.

Molte delle attività che saranno svolte all’interno di Vinificio saranno fortemente legate a Testaccio, luogo nel quale – come forse pochi sanno – nel XIX secolo si trovavano terreni adibiti a vigne e depositi per il vino posizionati all’interno del Monte dei Cocci, rilievo formato da frammenti di anfore che arrivavano dalle vie commerciali del Porto Fluviale.

Un rione che negli ultimi anni ha vissuto un’involuzione ma che ora ha intrapreso un percorso di riqualificazione supportato dalla nascita di nuovi ed interessanti progetti. “La nostra speranza è che Vinificio possa contribuire a dare la definitiva spinta verso un nuovo ciclo commerciale e culturale di tutta la zona”.

Gli spazi del locale si sviluppano su due grandi ambienti, collegati da un lungo bancone angolare, per un totale di circa 200 coperti (includendo le due sale e lo stesso bancone) ai quali si aggiungono circa 40 coperti all’esterno. Il design è stato curato dallo studio More Than Arch di Roma, sviluppando uno spazio dall’anima industriale, retrò e contemporanea allo stesso tempo, con elementi d’arredo e corpi illuminanti prodotti in Germania e Francia.

La proposta gastronomica di Vinificio è affidata ad Alberto Mereu, cresciuto professionalmente con Heinz Beck a La Pergola, per poi maturare un’esperienza trasversale ed estremamente completa, dividendosi tra ristoranti gourmet, altri legati alla cucina della tradizione ma anche a realtà agricole. Il menu di Vinificio è pensato per proporre una cucina di prodotto, fatta di ricerca maniacale della materia prima, fortemente legata al territorio e inevitabilmente a determinate filosofie agricole rispettose dell’ambiente. La proposta è strutturata su tre differenti sezioni: Tapas, Bottega e Cucina. Si parte con le Tapas, con una decina di proposte in esposizione al bancone, in stile madrileno, con la classica fetta di baguette abbinata a prodotti e ricette locali.

Meritano una menzione il Baccalà mantecato e peperoni marinati, il Pomodoro infornato alla pizzaiola e pecorino stagionato, oppure Fegatini di pollo e carciofo alla romana, Caprino “selezione Pira” e zucchine scapece ed il “Tonno” di maiale e pomodori verdi in conserva.

La sezione Bottega è invece rappresentata da un corner del banco dedicato a salumi e formaggi di alta qualità, circa 15 prodotti selezionati da produttori artigianali che ruotano a seconda della stagione e delle disponibilità. Infine la Cucina con 12 proposte dello chef, non catalogate in modo classico tra antipasti, primi e secondi: sono semplicemente 12 piatti, un mix di main course di piccole dimensioni e proposte più street come fritti e sandwich, da poter ordinare in ordine sparso.

Dal menu è possibile scegliere piatti come il Krapfen di aringa affumicata, il Pescato in saor, la Bouillabaisse di cozze e patate fritte, e ancora la Tartelletta con crudo di manzo e spuma di patate al forno, l’Anatra, finocchi e burro acido, e una romantica reinterpretazione dell’Apollo, celebre panino da viaggio.

Cantina e sala sono affidate ad Alessandro Antognozzi, che dopo le esperienze nel gruppo Sorpasso/Passaguai e la più recente come head sommelier da Acquasanta, prende in mano quella che promette di essere una delle selezioni di vini naturali più ampie e dinamiche d’Italia: la cantina può infatti contare su oltre 500 referenze di vini naturali provenienti da tutto il mondo, con particolare attenzione alle etichette di Italia e Francia, in continua evoluzione (l’obiettivo è raggiungere le 1000 referenze entro l’autunno!).

A completare l’offerta di Vinificio c’è il programma degli eventi che vedrà alternarsi dj e artisti, ma anche momenti di incontro con produttori ed eventi con ospiti da tutta Italia, per condividere la filosofia di Vinificio. Il locale è aperto tutti i giorni, dal lunedì alla domenica, con apertura dalle 18 alle 2, anticipata alle 12 solo nella giornata della domenica.

Vini, Arte e storicità nell’evento marchigiano

Si è concluso domenica il terzo evento proposto da Why Not Wine, associazione no profit fondata da tre giovani con la passione per il vino e per le bellezze del territorio marchigiano. Evento che lo scorso weekend, ha animato il centro ascolano regalando un’esperienza studiata per mettere in relazione arte e storia con la tradizione del vino piceno.

Grazie al sostegno del Consorzio dei Vini Piceni, della Regione Marche e del Ministero delle Politiche Agricole, l’associazione è riuscita ad organizzare due giornate di convivialità.

Why not Wine nasce dalla volontà di tre marchigiani, Clara, Marco e Niccolò, che uniscono le proprie conoscenze e competenze, per dare valore a ciò che di bello e buono il piceno offre alla comunità.

Promuovere il territorio è infatti l’obiettivo primario di questo gruppo, che, creando esperienze di enoturismo, vogliono far conoscere il lavoro che c’è dietro ai prodotti e alla storia della Regione Marche.

Questo è il motivo per il quale propongono eventi non convenzionali, in cui poter visitare posti meravigliosi ricchi di cultura, architettura, buon cibo e ottimo vino con l’intento di regalare emozioni profonde e bei ricordi.

Pinacoteca Civica e Vini Bianchi Piceni

Esperti del settore vinicolo e “winelovers” provenienti da tutt’Italia, dopo il brindisi inaugurale del primo pomeriggio, hanno avuto il piacere di conoscere le bellezze artistiche della città di Ascoli Piceno, partendo proprio dalla visita alla Pinacoteca Civica situata nel Palazzo dell’Arengo di Piazza Arringo.

In un’atmosfera aristocratica tipica dei palazzi ottocenteschi, si è avuta la possibilità di ammirare il Piviale del XIII secolo donato al Duomo di Ascoli da Papa Niccolò IV, i dipinti di Carlo Crivelli, La salita al Calvario di Cola dell’Amatrice, San Francesco riceve le stigmate di Tiziano, Annunciazione di Guido Reni e Passeggiata amorosa di Pellizza da Volpedo.

Conclusosi il momento culturale, l’evento si sposta a Piazza del Popolo, una delle dieci piazze più belle d’Italia, dove inizia la degustazione vini del territorio. È proprio al Caffè Lorenz, che si aprono le danze e ci si prepara per l’assaggio dei bianchi autoctoni delle cantine del Consorzio dei Vini Piceni.

Passerina, Pecorino e Falerio sono i protagonisti della degustazione delle 18, dove lo scambio di opinioni e l’allegria fanno del pomeriggio un momento di confronto e scoperta delle autenticità picene.

Il Vino Rosso e il territorio marchigiano

Con il calare della sera, si passa alla degustazione dei vini rossi, quali Rosso Piceno e Rosso Piceno Superiore, a cui viene abbinato un menù tipico della gastronomia locale proposto da Chisc Restaurant di Piazza Cairoli.

La proposta culinaria, reinterpreta in chiave moderna i prodotti e le ricette del territorio. Si propone una cialda su mousse di ciauscolo, il classico fritto misto all’ascolana, fino ad arrivare al raviolo incaciato, tipico del periodo carnevalesco, e al coniglio in porchetta.

La serata però, non prevede l’assaggio esclusivo del vino. Ma grazie alla collaborazione tra Picena Food Trade e l’emergente azienda NGRICCA, i commensali hanno avuto la possibilità di assaggiare vari distillati. Il Gin, il Mistrà proposto in due versioni, la Genziana e un amaro rivoluzionario.

Il giorno seguente, gli ospiti hanno avuto l’opportunità di degustare la colazione dolce e salata dello storico Caffè Meletti. Unica attività nella città di Ascoli ad essere anche menzionata nella Guida Michelin 2022.

Il Caffè Meletti è infatti un locale storico dell’ascolano ricco fascino ed eleganza, in cui godersi l’atmosfera magica del Caffè.

Questa iniziativa è uno dei primi passi per far conoscere il territorio piceno e i suoi prodotti oltre il confine regionale, permettendo così ai piccoli e grandi produttori di farsi strada.

Instagram: @whynotwineitalia

Facebook: Why Not Wine Italia

“La vita è una questione di stile” e mai come nel caso di Casa Federici questa affermazione è più che calzante. Casa Federici, infatti, si trova nell’antica cornice della strada da cui prende il nome, nella parte storica di piazza di Pandola, piccola frazione del comune di Montoro, dal passato fascinoso. Il risorante Casa Federici si trova appunto nell’antico palazzo settecentesco, che è stato ristrutturato rispettando però il fascino della sua storia.

Viaggiare indietro nel tempo

Al suo interno Casa Federici racchiude molte tracce di epoche passate, quelle dei grandi balli e della sontuosità e classe del settecento. Gli archi ed il pozzo ci raccontano la quotidianità che caratterizzava questi spazi, e che ora tornano a risplendere dando eleganza e originalità. Il design è caratterizzato da uno stile contemporaneo, con due aperture a fronte strada ed una splendida cucina a vista.

chef-casa-federici

Passione e ricerca dei particolari

La passione e la tenacia, la capacità di fondere nuovi ed antichi sapori, la voglia dicogliere le sfide del presente con proposte ricercate ed audaci hanno dato vita al nostro ristorante“- racconta orgoglioso lo chef Francesco Cerrato.

Mentre marzia ci accompagna fuori nell’orto coltivato dal nonno, dal quale in cucina attingono materie prime di prima qualità, e riportano la mente con nostalgia e commozione all’infanzia.

“Raccontare ciò che possiamo degustare è riduttivo in Casa Federici, ma proviamo a farvi viaggiare i sensi ed il gusto prima di avere il piacere di mangiarli dal vivo“.

Si parte da due primi assolutamente unici: i cappelletti di genovese, composti da ben 36 tuorli insieme alla famosissima salsa a base di cipolle partenopea, e le Eliche denuncia: un piatto che ha un alto valore etico, in quanto con gli odori bruciati della nocciola e delle erbette vuole sottolineare a gran voce la protesta contro il disboscamento dovuto agli incendi.

tortelli-casa-federici

Si assaporano i wafer di pollo e i fagottini di patate pepe limone e maio di carote, per poi passare al pane bianco caldo di accompagnamento ed i taralli di grasso rancido. “Tutto è allinsegna della tradizione rivisitata” sottolinea lo chef Cerrato. Esempio ne è la melanzana al cioccolato, in cui si accostano il dolce e il salato e, per finire in dolcezza la piccola pasticceria con moscow mule in provetta.

pasticceria-casa-federici

Casa Federici

via Pellegrino Federici 63, Montoro(Av)

0825-457211 Francesco Cerrato

lunedi’ riposo settimanale

Lo “shop in shop” dedicato ai professionisti della ristorazione che contiene i costi della logistica e valorizza l’assistenza al cliente

Cooperazione, sinergia e speciale attenzione al cliente. Da questi presupposti trae ispirazione la collaborazione tra Paderno, leader italiano nella produzione e commercializzazione di strumenti da cucina per la ristorazione professionale e punto di riferimento del settore Ho.Re.Ca a livello internazionale, con l’azienda campana Casolaro Hotellerie, specializzata in forniture alberghiere e marchio autorevole nel mondo dell’ospitalità. 


I due partner inaugureranno insieme il primo Paderno Point d’Italia giovedì 31 marzo al Cis di Nola dalle ore 10.30 alle ore 14.00, presso lo showroom di Casolaro.


Un vero e proprio “shop in shop” è quello che ha preso forma nei locali di Casolaro Hotellerie, una sorta di stand fieristico “in house” che si dipana per ben 100 metri quadrati e in cui gli avventori potranno “toccare con mano” le novità e l’eccellenza dei prodotti firmati Paderno. Un assortimento completo che unisce altissima qualità a funzionalità e design, per una gamma completa in grado di soddisfare ogni esigenza del back office del canale professionale, con un’assistenza continua. 

Questo evento è il frutto di un sogno iniziato 10 anni fa e che oggi diventa realtà grazie all’incontro e allo scambio d’intenti delle “nuove generazioni”. Sì, perché oltre ad essere un’iniziativa dall’alto valore imprenditoriale, quello che accomuna i due brand è una storia familiare, generazioni che per decenni si sono tramandate la passione per la cucina e il rispetto per la Famiglia. Due realtà diverse che condividono la stessa filosofia e lo stesso modo di fare business, la cura del cliente sopra ogni cosa, un aspetto prioritario per entrambe le aziende.

Infatti, Paderno Point è un’esperienza che nasce soprattutto per agevolare la customer care. I clienti avranno la possibilità di effettuare ordini diretti all’azienda, risparmiando sulle spese di trasporto, e potranno usufruire di offerte dedicate. 

Così commenta l’iniziativa Paolo jr Casolaro, socio della f.lli Casolaro Spa: “Da buoni cultori dell’ospitalità, qui da Casolaro c’è spazio per tutti. La cooperazione è uno stimolo che alimenta lo scambio d’idee, una spinta a fare sempre meglio, anche se si tratta di aziende affermate. “Paderno Point” è un po’ il coronamento di un’avventura iniziata molti anni fa, un percorso nato dalla condivisione degli stessi valori, come quello di essere aperti alle novità e la famiglia”

Incontrare le esigenze dei clienti, creando allo stesso tempo, nuove opportunità di lavoro, è un atto dovuto per rendere omaggio al consumatore, motore propulsivo di ogni attività. 

Casolaro Hotellerie

Forte dei suoi 150 anni di storia Casolaro è un solido punto di riferimento, nel mondo delle forniture Horeca a livello nazionale e internazionale.
Una logistica organizzata, completata da un ufficio spedizioni dinamico, consente ogni giorno a Casolaro di effettuare spedizioni in tutto il mondo. Esclusivista di marchi di qualità come: Landhaus, Mecnotec, Casolaro Plus, Casolaro Jewels, Casolaro copre ogni esigenza nel settore dell’ospitalità.

www.casolaro.it 

www.facebook.com/casolarohotellerie 

www.instagram.com/casolaro_hotellerie 

Paderno

Fondata nel 1925, Paderno offre un’ampia gamma di pentole e strumenti per la cucina perfetti per soddisfare le esigenze di chef professionisti e appassionati gourmand. 

Forte di oltre 90 anni di storia e di una presenza capillare in tutto il mondo, Paderno è il punto di riferimento per il mondo della ristorazione. 

Insieme a Sambonet e Rosenthal, fa parte di Arcturus, gruppo leader del settore tavola e cucina a livello internazionale.

www.paderno.it 

www.instagram.com/paderno_official

www.facebook.com/PadernoWorldCuisine 

La Campania rappresentata da formaggio: Caciocavallo Podolico, Pecorino Bagnolese e Provolone del Monaco Dop

Sta per terminare la grande attesa. Fra due giorni ritorna “Formaggio in Villa” la grande rassegna dedicata all’arte della caseificazione italiana ed internazionale. Appuntamento collocato all’interno della mura medievali di Cittadella, in provincia di Padova. La grande novità di questa edizione è sicuramente la partecipazione di Alimentale Forchetta & Cervello con una gustosa selezione dei formaggi autoctoni della regione Campania. Le razze autoctone in via di estinzione ed i loro prodotti saranno i protagonisti dei quattro giorni della kermesse che apre i battenti venerdì 1 aprile per concludersi il 4. 

“La nostra missione –spiega Giuseppe Di Bernardo di Alimentale Forchetta & Cervello– è quella di fare conoscere storie e territori ai tanti visitatori che vorranno venirci a trovare nelle mura medievali di Cittadella. Punteremo la nostra attenzione sul Caciocavallo Podolico di Castelnuovo di Conza. Una bella storia di un allevatore che si dedica 24 ore al giorno alla salvaguardia della razza della Vacca Podolica in via di estinzione”.

Dalla provincia salernitana a quella irpina il passo è breve: “La pecora Malvizza è un’altra delle razze che intendiamo tutelare. Lo facciamo tutti i giorni attraverso la passione che mettiamo per portare all’attenzione dei consumatori la bontà del pecorino che deriva dal suo latte. Il Pecorino Bagnolese proveniente da questo animale è facilmente riconoscibile grazie al bollino Vero-Filiera Sostenibile. Per questo spieghiamo sempre di fare attenzione. C’è sempre troppo falso in giro”.

La provincia napoletana

Infine la provincia napoletana, con un’altra meraviglia che spesso e volentieri è presa di mira dai falsari: “Sua Maestà il Provolone del Monaco Dop non può assolutamente mancare, ricordando che la sua diffusione ha dato una mano al bovino di razza Agerolese ad allontanarsi dallo spauracchio dell’estinzione” concludono i responsabili di Alimentale.

Presente anche il resto del “catalogo” dei prodotti e il Miele della Campania, ovviamente solo quello Vero. 

Formaggi in Villa 2022 Dal 1 al 4 aprile 2022 Cittadella sarà dalle ore 10 alle 21 il luogo di questa grande mostra mercato con più di 140 bancarelle di espositori. Un week-end di grande gusto, con i migliori formaggi da tutta Italia e non solo. L’evento è spalmato in quattro giorni, tutti dedicati al gusto d’autore. Il posto giusto per assaggiare, scoprire, degustare bontà regionali. Formaggi rari, distribuiti localmente e piccole produzioni artigianali. 

Che siano gourmet o da “salumeria”, i panini artigianali del noto bistrot sito in Via San Giovanni Maggiore Pignatelli 34/35, nel cuore pulsante del centro storico di Napoli, offrono, ad ogni morso, una esperienza sensoriale irripetibile e completa. Cruciale è stata la decisione di affidarsi esclusivamente a macellerie che lavorassero in allevamento “estensivo”, assicurando all’animale una più elevata qualità di vita.

In una prospettiva di maggiore sostenibilità, per la quale gli sprechi vanno evitati e il consumo di carne ridotto, la scelta ricade quasi del tutto su tagli non convenzionali (ad esempio, la corazza di bovino): parti grasse come queste vengono poi massaggiate, garantendo così la “marezzatura”; e, una volta giunte in ristorante, con un opportuno lavoro prima di coltello e poi di cottura, si ottiene un prodotto dalla inesplorata morbidezza.

Lo stesso discorso vale per i salumi: anche in questo caso il principale fornitore è la macelleria del centro storico San Marzano sul Sarno, che stagionando il dosso di maiale – tanto per dirne una – riesce a realizzare qualcosa di incredibilmente saporito, come bresaole di pregio assoluto. Si tratta dello stesso fornitore di carni che lo chef poi impiega per la preparazione di ragù, genovese, tagliate, hamburger, etc. A completare il gusto unico dei piatti proposti interviene, di certo, l’abbinamento con erbe, spezie, verdure e altri alimenti rigorosamente stagionali e di produzione locale o italiana (qui entra in ballo il prezioso contributo di Enzo Egizio che, insieme a Slowfood Italia, porta avanti la sua meritevole idea di agricoltura sostenibile). 

Menù Panini

Il menù dei panini, in particolare, è assai variegato e non manca di soluzioni, altresì gustose, per vegani e vegetariani. Tra i fiori all’occhiello ricordiamo: il Maialino nero (filetto di maialino nero casertano cotto a bassa temperatura, pancetta tesa croccante, pere caramellate, fondente di caciocavallo fresco, insalata, ketchup artigianale e maionese); il Terence Hill (hamburger, rosti di patata fresca, provola affumicata, insalata e maionese).

Il panino Hattori Hanzo (hamburger, pancetta tesa, verza croccante e maionese aromatizzata alla salsa di soia); il Milano chiama Napoli risponde (hamburger, gorgonzola, cipolle caramellate e maionese); La Bismarck di tonno (filetto di tonno fresco impanato tra due fette di provola nel pan grattato della salumeria, uovo al tegamino, insalata, ketchup artigianale e maionese) e tanti altri ancora; senza trascurare gli speciali hot dog della casa, preparati solo con wurstel artigianali (alta qualità, selezione Cillo eletto Gambero rosso numero uno in Italia), né i cosiddetti “cuozzi” di pane multicereali a lievitazione naturale, farciti o col ragù o con la genovese, entrambi cucinati secondo tradizione. Inoltre, nonostante i prodotti siano tutti di primissima scelta, i prezzi restano sorprendentemente accessibili.    

L’atmosfera è un altro dei motivi che fa di Salumeria Upnea tappa obbligata per turisti, napoletani e non solo: riferimenti alla tradizione, elementi della cultura pop partenopea ed esposizioni fotografiche permanenti dialogano in armonia con lo stile industrial che caratterizza la struttura.

A seguito della pandemia da Covid-19, poi, si è fatto di necessità virtù: il vicolo antistante al bistrot è stato ampiamente riqualificato; da luogo abbandonato qual era, ora – dopo un lungo lavoro di ristrutturazione – è diventato una romantica location dove poter pranzare, cenare o semplicemente consumare un aperitivo e, al contempo, ammirare i coloratissimi murales di Michele Wuk (un Cristo con la mascherina che vigila sul distanziamento sociale; l’ultima cena e la copertina dell’album “Terra mia” di Pino Daniele).

«Il progetto di Salumeria – racconta lo chef e socio fondatore, Luigi Crispinonasce da un’enorme passione che ci ha portati dalla chimica alla cucina, spingendoci a ricercare il sapore dei singoli prodotti nel loro momento di apice. Un lavoro più approfondito sul giusto pezzo di carne, una selezione attenta della verdura e una scelta accurata del vino in accompagnamento ci permettono di esplorare nuovi piaceri del gusto e di evitare gli sprechi.»

“Così si fa!” recita il claim di Salumeria Upnea, ristorante/bistrot in cui l’attenzione al cibo di qualità, cucinato rispettando o rivisitando la tradizione, s’incontra con la passione per le arti. 

Giorni e orari di apertura: dal lunedì alla domenica dalle ore 12,15 alle 16,15 e dalle 19 alle 23,45 (chiusi di mercoledì).

Chiusa con numeri record (765 pizze da 56 nazioni) la terza edizione del VeraPizzaContest, sfida internazionale dell’Associazione Verace Pizza Napoletana

Vittoria in casa per Stefano Di Filippo (Siano – Salerno), Vania Schiavone (Roma) sul secondo gradino del podio, terza ancora l’Italia con Giacomo Gurrieri (Chiaravalle- Ancona). I primi dieci classificati della categoria amatori accedono di diritto alle Olimpiadi della Vera Pizza Napoletana in programma a Napoli dal 3 al 6 luglio

Roma, 30 Marzo 2022 – In continua crescita il successo registrato dal VeraPizzaContest, la sfida internazionale per pizzaioli tra le mura domestiche promossa dall’Associazione Verace Pizza NapoletanaAVPN che quest’anno ha visto tornare la classifica in Italia.

Tra le 765 pizze in gara provenienti da 56 differenti nazioni, Stefano Di Filippo, salernitano con la pizza nel DNA, ha ideato quella che che ha conquistato la giuria posizionandosi al primo posto, medaglia d’argento per la romana Vania Schiavone e bronzo di Giacomo Guerrieri da Ancona, un tridente che riporta in Italia l’intero podio della competizione.

“Ancora un successo – spiega il presidente di AVPN, Antonio Pace – per il campionato mondiale della pizza fatta in casa che dimostra come la passione per la pizza in questi due anni è aumentata esponenzialmente, così come la voglia di cimentarsi nella preparazione in casa.

Anche in questa edizione amatori e professionisti di ogni continente hanno voluto mettersi in gioco per vincere i nostri ambiti corsi da pizzaiolo. Siamo orgogliosi che del grande successo degli “amatori” italiani ma siamo anche molto contenti e soddisfatti del riscontro internazionale che ci ha fatto scoprire pizze di altissimo livello provenienti da tutti i continenti’’

Guardando ai numeri complessivi della gara di quest’anno, 56 i Paesi in gara, con Italiani, Polacchi e Brasiliani a guidare, per numeri, la pattuglia dei concorrenti.

Anche se, non sono mancati concorrent da ogni angolo del pianeta. Indonesia, Messico, Macedonia, Algeria, Giordania, India, Filippine, Paraguay, Bolivia, Perù e tante altre nazioni, a dimostrazione dell’internazionalità della pizza.

Sono state oltre 1300 le pizze presentate al VeraPizzaContest 2022, di cui solo 765 ammesse in gara, generando un tam tam mediatico sui social con oltre 95 mila like sul profilo Facebook AVPN @verapizzanapoletana.

Di queste, solo 50 finaliste hanno avuto accesso alla seconda fase della sfida, che ha visto riunirsi una giuria internazionale. Paolo Surace, presidente di giuria (Mattozzi a Piazza Carità – Napoli), Luca Tudda (A’mmasciata – San Marco Argentano CS), Lucio De Falco (Lucio Pizzeria – Sidney, Australia), Kenji Shoji (Pizzeria Verde Ischia – Tsuruoka, Giappone), Dareen Akkad (What the Crust – Il Cairo, Egitto). Pasquale Mormile (Pulcinella 01 – Bourg en Bresse, Francia), Rafael Olebinski (Forni Rossi – Poznan, Polonia), Antonia Ricciardi (AVPN School – Granada, Spagna), Gabriel Rossi (Ciao Pizzeria Napoletana – Porto Alegre, Brasile), Pasquale Illiano (Pasquale’s Pizzeria – South Kingstown, USA)

Un panel di esperti che, in base a requisiti quali forma, cottura, appetibilità e farcitura, hanno scelto come migliori pizze dell’edizione 2022 del VeraPizzaContest quelle create da Stefano Di Filippo, Vania Schiavone e Giacomo Gurrieri che hanno vinto rispettivamente i seguenti corsi per pizzaioli “firmati” AVPN, insieme ai premi speciali messi a disposizione dai partner dell’iniziativa (strumenti tecnici e kit di prodotti):

Al 1° classificato: un corso professionale base di 9 giorni da svolgere presso l’AVPN School, oltre al volo e soggiorno a Napoli, dal 3 a 6 luglio, per partecipare alle finali delle Olimpiadi della Vera Pizza Napoletana 2022 nella categoria ‘’Amatori’’.

: un corso professionale avanzato di 3 giorni da svolgere presso l’AVPN School oltre al volo a Napoli dal 3 a 6 luglio per partecipare alle finali delle Olimpiadi della Vera Pizza Napoletana 2022.

: corso amatoriale di 4 ore da svolgere presso l’AVPN School, oltre soggiorno a Napoli dal 3 a 6 luglio per partecipare alle finali delle Olimpiadi della Vera Pizza Napoletana 2022.

Ottimo riscontro anche i classificati dal 4° al 10° posto che si qualificano di diritto alle Olimpiadi della Vera Pizza Napoletana organizzate da AVPN dal 3 a 6 luglio: Kamil Lange, Dario Martino, Giuseppe Sbrescia, Davide Cormaci, Alba de Santis, Ciro Fiubettino e Armanda Finucci.

“Per la prima volta, infatti, le Olimpiadi ospiteranno anche delle gare riservate ai non professionisti – conclude Antonio Pace – E sarà bello vedere gareggiare nelle stesse giornate professionisti e amatori, tutti nel nome del prodotto che tutti noi amiamo”.

Il “VeraPizzaContest” ha visto la partecipazione di Caputo, Latteria Sorrentina, La Fiammante, Ooni, Mecnosud, Gi.metal e KBirr.

Le 3 migliori pizze dell’edizione 2022 del Vera Pizza Contest 1° classificato: Stefano Di Filippo con la sua pizza “O’ Serafino”

2° classificato: Vania Schiavone con la sua pizza “Ammare”

3°classificato: Giacomo Gurrieri con la sua pizza crema di pistacchio, fiordilatte, mortadella, granella di pistacchio e burratina

Sono ripartiti gli eventi di Witaly e abbiamo finalmente i vincitori di EmergentePizza e EmergenteSala CentroSud 2022, evviva!

Siamo felici di essere finalmente giunti alla chiusura del ciclo delle selezioni territoriali del nostro format di gare dedicate ai giovani talenti dell’ospitalità: EMERGENTE!

Siamo così  ripartiti il 22 marzo con EmergentePizza, la selezione centrosud 2022 all’interno del polo formativo “Villaggio dei Ragazzi” di Maddaloni.  Per noi  di Witaly e per i concorrenti pensiamo sia stato un evento davvero memorabile! . Questi i giovani pizzaioli che si sono sfidati in gara: Andrea Arcuti della pizzeria Araknos di Aradeo (LE); Diego Caiazzo della pizzeria Capriccio di Monsano (AN); Antonio Matera della pizzeria Virgo Esperienza in Purezza di Andria (BT); Milena Natale della pizzeria Verdevasinicola di Battipaglia (SA, unica donna in gara.; Nicholas Pardini della pizzeria Apogeo di Pietrasanta (LU); Emilio Taglialatela della pizzeria Margherì di Mondragone (CE); Vincenzo Valla della pizzeria Il Mago degli Arrosti di Riardo (CE); Daniele Grella  della Pizzeria Riccadone, Sparanise (CE): Luigi Gentile della pizzeria Cirasella di Monopoli (BA) che vince il premio della Critica e diventa automaticamente riserva. 

Al termine di un’estenuante sfida durata due giorni (il primo a colpi di “Margherita”, il secondo, il 23 marzo,  con la prova della pizza creativa, (realizzata con l’impasto fatto  a mano il 22 sotto gli occhi degli esaminatori e di Nicola Demo, tecnico di Agugiaro&Figna): Ecco i concorrenti che si sono aggiudicati il consenso della Giuria :  Davide Sardina della Pizzeria Lionello di Succivo (CE), Daniele Grella della Pizzeria Riccardone a Sparanise (CE) e Luca Vessecchia della Pizzeria Seu Illuminati di Roma. Rivedremo questi giovani talenti (provenienti per la maggior parte da piccoli centri, piuttosto che da grandi città)  alla finale di maggio ad ALMA , la Scuola di alta Formazione a Colorno (Parma) per la finalissima nazionale dal 13 al 15 maggio prossimi.

La giuria è rimasta positivamente impressionata dalla professionalità dimostrata dai  giovanissimi concorrenti, dal rispetto delle regole e delle tempistiche. Circa 30 giurati tra giornalisti ed esperti d settor hanno molto apprezzato  le qualità di questi giovani talenti. Oltre all’immancabile forno a legna griffato Valoriani, la vera cornice dell’ evento è stata disegnata dai tanti allievi e ragazzi del Villaggio dei Ragazzi che hanno prestato una collaborazione altamente seria e professionale. 

Gli Sponsor presenti: Agugiaro e Figna con Nadia De Ruosi, l’acqua Egeria, il Consorzio del Parmigiano Reggiano, Olitalia, Valoriani Forni, ABC Latticini con Francesco Nucci, Brazzale con Valerio Fabri, Agrigenus, Vini Federici, Horeca, Gimetal, le birre artigianali Karma e Obbé. Prestigiosa la presenza di Richemont Italia, rappresentata da Adriano Albanesi. Un ringraziamento particolare  va alla Scuola di Dolce&Salato che ha supportato la manifestazione e all’infaticabile Giuseppe Daddio, ad Antonella Amodio che ha presentato in larga parte l’evento, a Claudio Petrone Preside del Villaggio che è riuscito a coinvolgere con entusiasmo i  tantissimi allievi. Evento nell’evento la serata dedicata ai pizzaioli “senior” di Caserta: man mano si è sparsa la voce ed alla fine sono arrivati in tanti: Francesco Martucci, Sasà Martucci, Simone De Gregorio, Salvatore Lionello, Michele Martorano, Otello Schiavon, Giovanni Russo, Raffaele Cavalieri, Giacomo Garau, Giovanni Di Vico, Raffaele Ippolito, Ciccio Vitiello, che hanno allietato il numerosissimo pubblico arrivato da tutto il CentroSud, con le loro pizze.

Con un’ideale staffetta i giovani della pizza il 23 marzo hanno passato “il testimone” agli emergenti di Sala del Centro Sud, undici talenti under 30 per la precisione: Andrea Bianchini de L’Arcade* a Porto San Giorgio (FM); Ion Chelici del Nostrano* a Pesaro; Stefano Herrera Balgos di Zia restaurant* a Roma; Salvatore Matarazzo di John Restaurant ad Afragola NA; Livia Luciani di Enoteca La Torre* a Villa Laetitia a Roma; Nicolina Luisa La Peruta di My Seacret a Napoli; Simone Monzillo di Tenuta Le Trabe* a Capaccio (SA); Ivan Polucci Sabbioni di Zass* presso l’Hotel San Pietro a Positano; Michele Pugliese del Mantineo d3i Capo Vaticano Resort a Ricadi (VV); Gabriele Sonnessa di Agriturismo La Villa di Melfi (PZ); Giorgio Zoccolella del Michelasso a Napoli. 

I giovani professionisti di Sala hanno affrontato diverse prove: quella teorica basata sul riconoscimento di errori voluti all’interno di una carta dei vini compilata ad hoc, quella pratica durante una cena informale servita a braccio presso la Masseria Rosamelia, dove abbiamo avuto  anche ospiti ed interpreti d’eccezione come Franco Pepe con le sue straordinarie pizze e Pasquale Marigliano Pastry Chef autore di grandissime praline, Biagio Martinelli con i suoi dessert  e Aniello di Caprio di Dolce&Salato, con le sue colombe pasquali.

Il 24 marzo nella sala convegni del Villaggio dei Ragazzi si è svolta la difficile, quanto impegnativa, prova orale davanti a una numerosa e qualificata Giuria composta da grandi nomi di professionisti di Sala e Cucina ( Chef, chef de rang, Maitre Sommelier, Maitre,  Fb Manager, Restaurant Manager e camerieri)  di tutto il Centro Sud.

Come da regolamento i concorrenti si sono presentati alla giuria  e al numeroso pubblico, attraverso  un video;  successivamente hanno risposto ai difficoltosi  quesiti posti  dai  giurati e dai partner. Tra questi: l’Acqua Egeria, il Consorzio del Parmigiano Reggiano, Federici Vini, Brazzale con il suo  straordinario burro artigianale, il Consorzio di Tutela vini di Custoza, i vini e gli oli di Monte Vibiano, Horeca Service, il Consorzio dei Vini del Sannio, Vigne Chigi, la birra Obbè, ABC Latticini, Il Casolare, Goedlin. Presente in giuria  l’ormai famoso “Uomo di Sala” e Influencer Gabriele Bianchi, past winner nazionale 2019. La  sfida  è stata ardua ed equilibrata. La giuria ha designato vincitori:: Ion Chelici, Simone Monzillo, Salvatore Matarazzo e ha voluto attribuire un riconoscimento particolare a Nicolina La Peruta e Ivan Polucci Sabbioni. Rivedremo i vincitori alla finale nazionale di Colorno (Parma) presso ALMA la Scuola di Alta Formazione, realtà principale per la formazione dei professionisti della ristorazione: dagli chef,  ai pasticcieri, pizzaioli e personale di Sala.

Castiglione delle Stiviere (MN), 28 marzo 2022 – Edoardo Freddi International, la prima realtà italiana di export management del settore vitivinicolo, e Feudi di San Gregorio, cantina leader del Sud Italia, hanno siglato una partnership che ha lo scopo di sviluppare un solido programma di valorizzazione e affermazione dell’azienda vinicola nei mercati esteri.

Grazie a questo accordo Feudi di San Gregorio – già presente in oltre 50 Paesi nel mondo – potrà ampliare il proprio portafoglio di canali e clienti, diversificando il modello distributivo nei mercati alla ricerca della soluzione ottimale per ogni marchio del Gruppo (Tenute Capaldo, Feudi di San Gregorio, DUBL, Basilisco, Campo alle Comete, Sirch). 

La partnership punta a cogliere opportunità anche nei mercati emergenti (Cina in primis) e nei canali a più forte crescita, consolidando le strategie commerciali con l’obiettivo di guardare costantemente al consumatore finale. A integrare il team aziendale di Feudi ci saranno i 25 collaboratori della Edoardo Freddi International che aiuteranno a intercettare le principali tendenze nei diversi mercati e canali.

I mercato internazionali

Con all’attivo già 40 aziende italiane in portfolio, la Edoardo Freddi International si conferma un vero e proprio acceleratore di business per cantine che intendono avere un ruolo di primo piano nei mercati internazionali: dall’Europa (mercato principale la Germania, dove Feudi di San Gregorio ha recentemente aperto una propria filiale) agli Stati Uniti, dall’Australia fino all’Africa.

Siamo onorati – commenta Edoardo Freddi – di poter rappresentare il Gruppo di Feudi di San Gregorio, una delle cantine più note, simbolo di eccellenza enologica. Metteremo a loro disposizione la nostra esperienza maturata nel mondo con alcune delle più rinomate aziende vinicole italiane. Il nostro scopo è contribuire ad ampliare ulteriormente la presenza del Gruppo nei mercati esteri e a farloconoscere presso i consumatori. Crediamo inoltre che Feudi sia l’azienda giusta per diffondere la cultura dei vitigni autoctoni del Sud Italia, da anni valorizzati dal Gruppo, e in linea con quanto ci proponevamo di fare già da tempo col nostro portfolio”.

Antonio Capaldo, Presidente di Feudi di San Gregorio, commenta così: “Oggi non è più il momento di limitarsi a ‘mettere una bandierina’ per poter dire di essere presenti in un determinato Paese. Oggi occorre frequentare ogni mercato, conoscerne a fondo le tendenze e affrontare la multi-canalità, considerando le tante opportunità emerse durante la pandemia. E occorre avere, almeno nei principali mercati, una cultura di marca, che non può limitarsi, nel nostro caso, al solo mercato domestico. Per fare questo l’azienda, e il suo team dedicato all’export, ha bisogno di essere coadiuvata da specialisti competenti. Sono convinto che la Edoardo Freddi International ci consentirà non solo di crescere, ma anche di arricchire le nostre conoscenze al fine di comunicare meglio i nostri valori fondanti, almeno nei principali Paesi di esportazione”.

Contatti Ufficio Stampa

AR PR & Communication | press@alessiarizzetto.com

Edoardo Freddi International

Edoardo Freddi International è la prima azienda italiana di export management del settore vino, un vero e proprio “acceleratore di business” per cantine che intendono avere un ruolo da protagoniste nei mercati internazionali.

Con sede a Castiglione delle Stiviere (MN), dove è stata fondata nel 2012 da Edoardo Freddi, l’azienda individua effettive opportunità, supporta le realtà vinicole nello studio e nella definizione di modelli commerciali e nell’identificazione dei giusti partner sui mercati esteri.

In pratica mette in contatto i produttori con i migliori importatori e distributori esteri per creare un network internazionale capace di sviluppare e incrementare il business legato al mondo del vino. Rappresenta le più importanti cantine italiane, agendo come un vero e proprio “ambassador” del meglio del mondo vitivinicolo del Bel Paese. 

Una pizza contro il pizzo. Iniziativa organizzata nel comune napoletano contro gli atti intimidatori avvenuti la scorsa domenica ai danni di tre pizzerie

Questa mattina, 25 marzo, alle ore 10 si è tenuta la manifestazione “Pizza Antipizzo” contro la prepotenza e la sopraffazione di clan appartenenti alla malavita, protagonisti di spari contro alcune delle maggiori pizzerie di Frattamaggiore, comune appartenente all’hinterland napoletano. Queste intimidazioni sono state precedute, nelle scorse settimane, da ulteriori episodi che hanno avuto come obiettivo altri negozi e attività della zona.

pizza antipizzo Frattamaggiore

L’atto intimidatorio avvenuto nella notte tra domenica 20 e lunedì 21 marzo con diversi colpi d’arma da fuoco, che hanno colpito le vetrine delle pizzerie “Sapureat“, “Anema e Pizza” e “Palapizza“, ha sconvolto un’intera comunità. Ma, la risposta dei proprietari dei locali per sensibilizzare i frattesi e le comunità circostanti sull’aggressione criminale contro la libera attività imprenditoriale, è stata immediata.

anemaepizza sapureat

Luca Piscopo, proprietario di Anema e Pizza ha lanciato un appello: “Venite nella mia pizzeria, vi insegno un mestiere così non ci sarà bisogno di delinquere. Potrete guadagnare uno stipendio da portare a casa“. Un appello senza paura dunque per l’imprenditore napoletano, che propone un’alternativa a chi vive di criminalità.

La comunità ha risposto

La mobilitazione organizzata dal Comitato di Liberazione dalla camorra Area Nord e da La Buona Tavola Magazine, ha ripercorso l’iter dei malavitosi, partendo dalla pizzeria Anema e Pizza presso il corso Francesco Durante, per poi raggiungere le altre due Pizzerie.

Oltre ai cittadini e i negozianti, i quali hanno affisso alle vetrine del proprio esercizio commerciale il simbolo “O si è contro la camorra o si è complice della camorra” (gesto di grande significato), hanno partecipato al corteo anche: il Comune di Frattamaggiore, CGIL, CISL e UIL Napoli, Partito Democratico di Napoli e Frattamaggiore, Libera, Finetica Onlus.

Gli interventi

Durante l’evento è intervenuto Sandro Ruotolo, parlamentare e giornalista da tempo attivo in questo ambito per le sue continue denunce ai danni della malavita: “abbiamo acceso i riflettori sul territorio. L’iniziativa di oggi è molto importante. Questi tre imprenditori sono straordinari. La decisione, senza alcun dubbio, di cambiare le vetrine e di rispondere subito è un messaggio chiaro: ‘non ci sottomettiamo alla camorra’. Ciò vuol dire difendere tutti noi, perchè dove si insedia la camorra non c’è lavoro“. Questa risposta segna una data importante per il nostro territorio. Una data positiva ovviamente.”- continua il giornalista napoletano.

Fondamentale, la partecipazione di Don Patriciello, che con la tenacia che lo contraddistingue, ha affermato come la realtà criminale voglia sconvolgere quanto di bello c’è nel nostro territorio.

Il prete, faro della lotta alla camorra, ha sottolineato quanto la presenza dei media possa aiutare a far scomparire queste minuscole realtà. “Vogliamo che i nostri pizzaioli possano lavorare degnamente, onestamente. Vogliamo andare a mangiare la pizza con gioia pagando ciò che bisogna pagare. Siamo contro qualsiasi tipo di camorra, sopraffazione, violenza, prepotenza, anche solo quella verbale. Diciamo sì alla legalità, alla fraternità. Bisogna comunicare questi eventi, solo cosi queste realtà possono cominciare a scomparire. Aiutateci!”

L’evento si è concluso in Piazza Umberto I dove, dalle ore 11 alle ore 12 è stato allestito un forno per le “Pizze Antipizzo”. Tutti i pizzaioli di Frattamaggiore in segno di solidarietà nei confronti delle vittime ma, soprattutto, per sottolineare la loro contrarietà alla camorra, hanno sfornato “pizze a portafoglio” a titolo gratuito per l’intera comunità.

Vasinikò aprirà nei prossimi giorni un locale a Modena e subito dopo al Covent Garden di Londra. La mission è portare al Nord Italia la pizza verace partenopea e la cucina di tradizione napoletana

Da poco Vincenzo Salemme  ha concluso con grande successo le repliche della commedia “Napoletano? E famme ‘na pizza” dove un personaggio chiede ad un altro di dimostrare la sua presunta napoletanità facendogli una pizza. Si ripete così lo stereotipo che vede il napoletano cantante e sempre allegro.

Certo il più famoso prodotto che ha reso celebre Napoli nel mondo è proprio la pizza, che è entrata a far parte del patrimonio immateriale dell’UNESCO. Fra tanti marchi uno si distingue per fare da ambasciatore della napoletanità, è Vasinikò, il network di pizzerie nato nel 2013 e presente a Milano, Bergamo, Lodi, Bologna e Cremona.

Nel 2022 ha inaugurato due nuove insegne e un radicale rebranding che segna un vero e proprio passaggio da food brand a lovemark, cioè un concetto di marketing che si basa su un nuovo modo di interpretare l’idea di brand, inteso come “fidelizzazione”.

Entro la primavera di quest’anno, Vasinikò sbarcherà nella città di Modena e subito dopo inaugurerà il suo primo locale fuori Italia, al Covent Garden di Londra, la principale zona di Londra per teatri e intrattenimento. 

Vasinkò nasce nel 2013 con una mission precisa: portare al Nord Italia la pizza verace partenopea e la cucina di tradizione napoletana attraverso una rete di locali dal tipo mediterraneo e contemporaneo al tempo stesso, con una proposta classica e dal prezzo giusto.

Le materie prime arrivano dalla Campania e sono tutti ingredienti selezionati con cura: i pomodori dell’agro nocerino sarnese, i latticini della Costiera, olio extravergine da olive di cultivar del territorio campano.

Il basilico, il profumo principe ed irrinunciabile della cucina napoletana e mediterranea più in generale, emblema di freschezza, dà il nome al network: vasinicola, da cui Vasinikò, è il basilico in dialetto napoletano, un termine antico e ancora in uso all’ombra del Vesuvio che deriva dal greco vazilikon e che a sua volta si rifà alla parola vasilias cioè Re. Non a caso il piatto sempre in menù è la pizza Vasinikò fatta con pesto di basilico campano e stracciatella.

Freschezza, gusto napoletano e innovazione contemporanea sono i valori del brand. Il basilico viene da sempre utilizzato dalla medicina popolare per contrastare disturbi gastrointestinali e come rimedio per favorire la digestione, la diuresi e per stimolare l’appetito.

Il basilico sulla pizza deve essere messo all’inizio della cottura oppure in uscita dal forno, il posizionamento del basilico sulla pizza deve avvenire in maniera delicata e nessuna foglia deve coprire le altre. Le altre pizze speciali sono: o’ cappiell’ e Totò, la sbagliat, la scarurella e la pistacchiella.

Ad accompagnare la costante espansione del marchio – che oggi impiega oltre 60 risorse – è la nuova immagine. L’agenzia napoletana Wstaff Dabliu, che ha firmato la nuova identità di marca tra stile scandinavo e pathos partenopeo, punta a costruire un rapporto di empatia, condivisione e gioco.

L’obiettivo è creare un rapporto con la propria community di clienti spostando l’attenzione sul piano delle emozioni, per dare vita ad esperienze di consumo inedite, volte a stringere con il pubblico una  fidelizzazione e quindi una relazione speciale e duratura nel tempo.

La nuova brand identity di Vasinikò si ispira allo svedese IKEA, benchmark di riferimento che per primo ha puntato a creare dei reali e profondi legami con i propri clienti.

Il nuovo pay off, cioè il testo che caratterizza il logo del  marchio che sintetizza le caratteristiche salienti che costituiscono l’essenza stessa del brand e che il logo esprime in forma visiva è: “Accento Napoletano” per sottolineare la vera anima del marchio, espressione della napoletanità a tutto tondo.

Lo stile comunicativo è incentrato sulla  cultura napoletana che è riconosciuta da tutti e che  spicca per arte, teatro, nel  suo dialetto e ovviamente per la pizza.

Per maggiori informazioni: www.vasiniko.com

Harry di Prisco

“Nuove Emozioni di Gusto” oltre la pausa caffè le bevande aromatizzate in capsula ideate da Caffè Borbone per incontrare le esigenze dei consumatori di ogni età e in ogni momento della giornata

Tra le novità: la linea dedicata ai più piccoli con aggiunta di vitamine e senza caffeina, bevande healthy, gluten free, infusi naturali, da preparare a casa

Infusi naturali, bevande senza zucchero, gluten free, oppure senza caffeina per i più piccoli, e ricette innovative per soddisfare gustosi capricci, tante sono le proposte per appagare qualsiasi esigenza alimentare o preferenza, da preparare a casa con la macchinetta pensate per “Nuove Emozioni di Gusto” la gamma di bevande aromatizzate di Caffè Borbone. Le nuove bevande Borbone nascono per incontrare le diverse esigenze dei consumatori di ogni età e in ogni momento della giornata con l’obiettivo di soddisfare tutti i momenti legati alla pausa. Un break gustoso ma anche smart, dinamico e pratico per preparare ottime bevande “Home made”.

Ricette nuove, particolarmente profumate e dal gusto intenso nate per accontentare i palati più esigenti grazie a un’ampia scelta divisa per categorie che definiscono i diversi momenti di consumo, in grado di soddisfare ogni target, come i più piccini ai quali è stata dedicata la lineaJunior: bevande ideali per una sana colazione o una merenda sfiziosa senza uso di caffeina o coloranti aggiuntivi. Il packaging è accattivante e caratterizzato da un simpatico Dj che mixa il latte con altri ingredienti. Due le bevande, Djgusto Ciok a base di cioccolata e latte, con aggiunta di vitamina C e D e Djgusto Cheesecake al gusto di fragola, sempre a base di latte. Natura è la linea caratterizzata da materie prime naturali: infusi, tè, tisane. Tra le ricette più particolari “la camomilla con melatonina”, in versione solubile, un integratore alimentare notificato al ministero della salute, indicata per conciliare il sonno.

Vita è la linea che rispetta i principi “wellness” e “healthy”: le bevande sono a basso contenuto calorico, senza zuccheri aggiunti, adatte per chi conduce una dieta sana ed equilibrata. La linea Capriccio è la più classica e sfiziosa, adatta ai palati più golosi ed esigenti: ginseng dolce o amaro, nocciola, cioccolata, cappuccino, e gusti particolari come crème brûlée, pistacchio e irish coffee.

Le linee sono declinate nei sistemi “capsula” compatibili con le macchine: Nespresso®*, A Modo Mio®* e Dolce Gusto®*, quest’ ultima con una quantità più cospicua di prodotto, non a caso i nomi traggono spunto da questa caratteristica: Superginseng, Superciok, Pistacchione e tanti altri gusti per chi ricerca un sapore ancora più intenso. Le linee “Nuove Emozioni di Gusto” sono disponibili nei negozi specializzati e a breve anche nella Gdo. Inoltre, per la gamma di bevande aromatizzate che riguardano il “sistema cialda”, l’azienda sta lavorando a un “cambio di look” e alla selezione di nuove fragranze.

Caffè Borbone S.r.l. è un’azienda napoletana fondata da Massimo Renda nel 1996, attiva nel business della torrefazione, produzione e commercializzazione di cialde compostabili e capsule compatibili. L’azienda occupa nel consumo di porzionato una delle primissime posizioni sul mercato. Nel 2018 entra nel capitale sociale Italmobiliare, la più grande “investment holding” italiana, con il 60% delle quote mentre il 40% è rimasto al fondatore che prosegue il suo impegno manageriale come Presidente. L’azienda rappresenta un caso di crescita straordinario, anche grazie all’impegno nel campo ricerca&sviluppo, una costante conferma, comprovata dal lancio di prodotti sempre innovativi come la cialda compostabile 100% amica della natura, dall’incarto totalmente riciclabile nella raccolta della carta e la capsula compostabile Don Carlo, referenze che hanno conquistato i consumatori, sempre più attenti all’ambiente.

*Nespresso® e *Nescafé® *Dolce Gusto® sono marchi registrati di Societè des Produits Nestlè® S.A.
Caffè Borbone Srl è produttore autonomo non collegato alla Societè des Produits Nestlè® S.A.
La compatibilità delle capsule Caffè Borbone è funzionale all’utilizzo con macchine da caffè ad uso domestico Nespresso® – Nescafé® Dolce Gusto®.

*Lavazza ®, *A Modo Mio ®, *Lavazza A Modo Mio ®, *Espresso Point ® e *Lavazza Espresso Point ® sono marchi di proprietà di Luigi Lavazza S.p.A. ®.
Caffè Borbone Srl è produttore autonomo non collegato alla Luigi Lavazza S.p.A.®.
La compatibilità delle capsule Caffè Borbone è funzionale all’utilizzo con macchine da caffè ad uso domestico Lavazza® Espresso Point® – Lavazza® A Modo Mio®.

Roma, marzo 2022 – Grezzo Raw Chocolate, pasticceria, cioccolateria e gelateria crudista fondata a Roma nel 2014, ha presentato la nuova collezione 2022 delle Uova di Pasqua crudiste, vegan e biologiche, prive di glutine, latte e derivati, realizzate con cioccolato crudo proveniente dal Perù.

L’Uovo di cioccolato è il simbolo iconico della Pasqua per il quale i cioccolatieri più famosi esprimono tutta la loro creatività soprattutto in ambito di food design

La cioccolateria crudista Grezzo Raw Chocolate si concentra, invece, su altri aspetti, come spiega il CEO Nicola Salvi: “Siamo orgogliosi di presentare questo prodotto davvero particolare, il primo realizzato con materie prime di qualità superiore: il cioccolato crudo e lo zucchero di cocco. 

Il cioccolato, prodotto a partire da fave di cacao biologiche non tostate, viene lavorato nel nostro laboratorio con un processo inedito che ne esalta sia il gusto sia le proprietà nutrizionali. Abbiamo battezzato questo processo con il nome di “SPA del cioccolato” e consiste in tre trattamenti: frictio, frigidarium e tiepidarium. Otteniamo, così, un cioccolato dalla personalità distinta che contiene fino a 5 volte gli antiossidanti rispetto al cioccolato tradizionale. Inoltre, usiamo zucchero di cocco integrale – un dolcificante estratto dalla palma da cocco durante la fioritura, che contiene una speciale fibra in grado di mantenere un indice glicemico molto basso – il quale, unito a una lavorazione del tutto naturale, dona un interessante retrogusto caramellato che rende il cioccolato ancora più aromatico.”

Il cioccolato crudo di Grezzo Raw Chocolate è particolarmente indicato per gli amanti del fondente e per tutti coloro che vogliono tenere sotto controllo la quantità di zuccheri. Proprio per questo, l’azienda ha presentato per la Pasqua 2022 un nuovo Uovo di Cioccolato Crudo con una percentuale di cacao dell’85%  dolcificato con eritritolo, un dolcificante estratto dalle piante con calorie pari a zero.

Uova di Cioccolato dalla struttura semplice, senza coloranti né forme creative, ma che puntano dritte al podio dei prodotti più ricercati e sani.

La più recente letteratura scientifica ha dimostrato che un consumo giornaliero tra 10 e 20 g di cioccolato fondente con una percentuale di cacao almeno del 70% ha evidenti benefici sulla riduzione del rischio cardiovascolare” ha spiegato il dott. Loreto Nemi, Dietista Nutrizionista Docente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. “Questa azione benefica del cioccolato fondente sullo stato di salute sono correlate alla consistente presenza di polifenoli, importanti nel prevenire le patologie cardiovascolari. I polifenoli, infatti, hanno proprietà anti-ossidanti e anti-infiammatorie, e per questo sono utili per combattere lo stress ossidativo – causato dall’eccessiva produzione di radicali liberi – e l’infiammazione, due elementi che sono alla base di numerose malattie croniche e degenerative. Il cioccolato, soprattutto fondente, è più ricco di polifenoli, per questo diventa un ottimo alimento per ‘nutrire il cuore’. 

Oltre ai polifenoli (rappresentati da flavonoidi come la quercetina) troviamo anche i carotenoidi (beta carotene e luteina utili per la vista e sistema immunitario), vitamine e minerali ( come vitamina   E, vitamina A, magnesio e potassio). Troviamo anche l’aminoacido triptofano, precursore della serotonina, neurotrasmettitore definito  spesso “l’ormone” della felicità e del buonumore.
Il cioccolato crudo, in particolare, è il cibo con il maggior quantitativo di antiossidanti al mondo e, abbinato allo zucchero di cocco, ha un impatto positivo sulla salute decisamente superiore rispetto a quello tradizionale”.

Il cioccolato crudo è cinque volte più ricco di proprietà nutritive rispetto al cioccolato tradizionale. Le fave di cacao, ovvero i semi del frutto del cacao, vengono inizialmente raccolte, lasciate fermentare e successivamente essiccate naturalmente al sole in modo da mantenere inalterate tutte le sostanze benefiche che rendono famoso il cacao. La sola essiccazione (sotto i 42°C) è un processo alternativo alla tostatura, attualmente utilizzata su ampia scala in commercio, che con la sua alta temperatura distrugge gran parte del gusto autentico e delle proprietà benefiche del cacao. Un cioccolato, quindi, privo di additivi e aromi artificiali, che preserva la naturalità e la bontà del cacao, restituendo un gusto unico e un sapore inconfondibile.

Per dolcificare viene utilizzato lo zucchero di cocco, non raffinato e senza conservanti, estratto dalla palma del cocco, ricco di vitamine e sali minerali oltre che di inulina, fibra che rallenta l’assorbimento del saccarosio e che attribuisce a questo zucchero un indice glicemico basso (solo 35) rendendolo adatto a chi vuole tenere sotto controllo la glicemia. Lo zucchero di cocco ha una lavorazione semplice e breve, che lo rende uno dei dolcificanti più naturali al mondo.

L’Uovo di Pasqua di Cioccolato Crudo, grazie alla selezione degli ingredienti e alle modalità di lavorazione, con oltre 800 micronutrienti, valori di anti-ossidanti 5 volte superiori al cacao tostato, con il suo sapore originale e naturale non alterato dalla lavorazione, nutre in modo sano.

Ma la Pasqua di Grezzo Raw Chocolate non si limita al cioccolato: il fervente laboratorio di Roma ha realizzato nuove versioni del Krumorino, dolce iconico delle festività, riferimento assoluto per la pasticceria crudista. Si parte dal più classico con mandorle e cioccolato bianco, fino all’innovativo Krumorino con nocciole, ma senza zucchero, passando per il più gustoso Krumorino con nocciole e caramello salato. Tre varianti adatte a ogni tipo di palato, ma, soprattutto, a chi vuole scegliere un prodotto sano e senza rinunce.

E per coloro che non vogliono rinunciare ai sapori classici e allo stesso tempo desiderano un prodotto ricercato e appagante, con la caratteristica di essere senza glutine, senza latte e derivati, Grezzo Raw Chocolate ha interpretato un classico della pasticceria siciliana in chiave crudista: la Torta Fedora. Pan di Spagna realizzato a freddo con farina di mandorle, ricotta crudista realizzata con anacardi, cioccolato bianco e arancia. 

L’approccio crudista alla pasticceria stravolge tutte le basi classiche evitando l’uso di farina, latte, lieviti, uova, zucchero bianco e, naturalmente, di cottura. Il concetto di qualità si amplia: non è più solo collegato al prodotto, bensì si estende fino a considerare le conseguenze di lungo periodo sulla salute del consumatore.

Il Consorzio Parmigiano Reggiano punta sulle lunghe stagionature: prosegue il progetto premium mirato a sviluppare questo segmento con oltre 100 mila forme destinate alla produzione del 40 mesi.

Reggio Emilia, 23 marzo 2022 – Il Parmigiano Reggiano sarà protagonista alla quindicesima edizione di PITTI TASTE, il salone dedicato alle eccellenze del gusto, dell’Italian lifestyle e del design della tavola, che si terrà da sabato 26 a lunedì 28 marzo 2022 alla Fortezza da Basso di Firenze.

Parmigiano Reggiano ha immediatamente colto il significato dallo slogan dell’edizione 2002 – Taste the Unexpected -scegliendo di dedicare il proprio stand numero O 5, situato nel Padiglione Centrale, piano attico,al 40 mesi: una lunga stagionatura dal profilo sensoriale davvero inaspettato. Friabile, estremamente solubile e dalla forte personalità, il Parmigiano Reggiano 40 mesi riesce a trasferire al naso e al palato tutta la sua complessità e le caratteristiche organolettiche: dalle note speziate, in particolare noce moscata e pepe, a quelle di frutta secca, fino al brodo di carne.

Ricordiamo che la stagionatura minima del Parmigiano Reggiano è pari a 12 mesi, il 40 mesi è un prodotto che ha un profilo molto diverso dalle stagionature più giovani: è connotato da un colore giallo paglierino più intenso, tendente all’ambrato; ben visibili i cristalli e le formazioni amminoacidiche create dai processi proteolitici. All’esame olfattivo prevalgono note calde di spezie e il profumo di fieno mentre l’aroma ricorda la castagna ed il brodo di carne.

Le lunghe stagionature sono inoltre fonte di selenio e cromo. Il selenio è un micronutriente che contribuisce alla normale funzione del sistema immunitario, alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo, alla normale funzione tiroidea e al mantenimento di unghie e capelli normali. Il cromo contribuisce al normale metabolismo dei macronutrienti e al mantenimento dei normali livelli di glucosio nel sangue.

Il Parmigiano Reggiano nel 2019

Nel dicembre 2019, per sostenere lo sviluppo del segmento di mercato a lunga stagionatura, il Consorzio del Parmigiano Reggiano ha lanciato il Progetto Premium “40 mesi”, introducendo una specifica selezione di qualità a garanzia del consumatore e agevolando, anche economicamente, i caseifici che hanno deciso di aderire all’iniziativa. 

A dimostrare l’interesse verso le lunghe stagionature sono innanzitutto i numeri: 57 caseifici si sono impegnati a portare a 40 mesi di stagionatura oltre 34mila forme prodotte nel 2019, mentre altri 35 caseifici hanno già destinato a lunga stagionatura oltre 15mila forme della produzione 2020. Il 15 dicembre scorso, nel corso dell’Assemblea Generale dei Consorziati, sono state riaperte le adesioni per le produzioni 2021 per un massimo di 50mila forme ed è stato proposto di dare continuità il Progetto Premium 40 Mesi anche nel 2022.

«Per distinguersi dai competitor è fondamentale mettere in evidenza i valori e le peculiarità del prodotto – afferma Nicola Bertinelli, Presidente del Consorzio di Tutela – Per questo, abbiamo puntato sul progetto 40 mesi, sottolineando che il Parmigiano Reggiano, a differenza di altri formaggi, può raggiungere stagionature elevate regalando al palato sensazioni uniche, mantenendo un equilibro perfetto di gusti, e diventando nelle mani degli chef uno strumento per dare un inconfondibile tocco di carattere ai piatti”.

In particolare, le lunghe stagionature riscuotono ampi consensi nel mondo dell’alta ristorazione: il Parmigiano Reggiano è infatti tra gli alimenti più ricchi di Umami, cioè quel gusto sapido e piacevole che solletica le papille gustative e rende l’esperienza sensoriale indimenticabile. Da Carlo Cracco a Massimo Bottura, passando per Riccardo Monco, sono tanti gli chef stellati che apprezzano la complessità e le caratteristiche organolettiche del Parmigiano Reggiano stagionato 40 mesi e oltre.

Venerdì 25 Marzo dalle 12 alle 15 da Amico Bio Arena Spartacus all’Anfiteatro Campano di Santa Maria Capua Vetere show cooking pizza a quattro mani con il Maestro pizzaiolo napoletano Errico Porzio ed il giovane talento africano Ibrahim Sarra. Con una tavolata dedicata all’integrazione tra studiosi russi ed ucraini

“In un momento così difficile per la pace e la serenità internazionale abbiamo pensato ad una testimonianza concreta di come i saperi ed i sapori possano essere un grande volano di integrazione interculturale: dalle tavole di un ristorante alle scrivanie delle Università”.

Così l’imprenditore Bruno Zarzaca, fondatore di Amico Bio Arena Spartacus, il primo ristorante al mondo nato in un sito archeologico, presenta “L’arte della pizza per l’integrazione interculturale”, evento che si svolgerà venerdì 25 Marzo dalle ore 12 alle 15 presso l’Anfiteatro Campano di Santa Maria Capua Vetere.

Le ‘star’ del live cooking dedicato alla pizza partenopea saranno il Maestro pizzaiolo napoletano Errico Porzio ed il giovane talento emergente dei moderni impasti della pizza, Ibrahim Sarra.

Dalla Partenope di Porzio alla Spartaco di Ibra: due poker di pizze tra tradizione e innovazione

L’idea dell’unione tra il Maestro e l’allievo è nata spontaneamente sui social. “Sono stato contattato da alcune persone che mi seguono sui social e che mi segnalavano questo ragazzo che si ispirava dichiaratamente a me, esprimendo il desiderio di affiancarmi prima o poi al forno”, racconta Errico Porzio. “E ora sono ben contento – evidenzia Porzio – di poter contribuire a realizzare il sogno di un ragazzo che, dopo aver affrontato una traversata a bordo di un barcone, è arrivato in Italia, circa 6 anni fa, portando con sé tanto entusiasmo e il desiderio di ricostruirsi una vita.  Una testimonianza concreta di come in molti casi l’integrazione tra popoli e culture diverse non solo sia possibile ma rappresenti un grande valore aggiunto anche per il Paese che accoglie”.

Venerdì sulle ampie tavolate esterne ed interne di Amico Bio Arena Spartacus Maestro ed allievo serviranno ognuno quattro delle proprie specialità (dalla Partenope con doppio pomodorino di Porzio alla Spartaco con mozzarella di bufala a fette e salame piccante di Ibra) con un connubio di tradizione ed innovazione suggellato dai prodotti di agricoltura biologica e biodinamica dell’azienda agricola capuana “La Colombaia”, colonna portante della garanzia a km0 del gruppo Amico Bio. 

“Non nascondo onore ed emozione – sottolinea Ibrahim – per essere da un lato testimone di un percorso di integrazione culturale oggi ancor più importante al tempo della guerra e dall’altro per l’occasione di poter ‘lavorare’ insieme ad un grande artista della pizza napoletana come Errico Porzio l’impasto speciale a cui ci dedichiamo da anni da Amico Bio Arena Spartacus per garantire qualità, digeribilità e salubrità delle nostre pizze. Si tratta di un metodo di impasto indiretto a lunga lievitazione che ci permette di ottenere un prodotto molto leggero e alveolato, grazie ad un preimpasto con una percentuale di idratazione molto alta, con un procedimento di circa 24 ore di maturazione”.

Un evento al servizio di un messaggio di pace con la tavolata russo-ucraina ‘capitanata’ da Massimo Capaccioli con le sue quattro lauree honoris causa in Astofisica ricevute proprio dai due paesi in guerra

A rappresentare il valore dell’integrazione interculturale anche e soprattutto al servizio della pace venerdì da Amico Bio Arena Spartacus ci sarà anche una lunga tavolata con studenti e ricercatori universitari russi e ucraini uniti dal lavoro dei tanti accademici italiani che da anni lavorano agli scambi culturali e scientifici tra l’Italia, la Russia e l’Ucraina. Tra questi ci saranno, tra gli altri, Rosanna Cioffi, già pro Rettore alla Cultura e promotore del Centro studi di lingua e cultura russa dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, e Massimo Capaccioli, professore onorario di Astronomia all’Università di Mosca insignito per ben quattro volte di una laurea honoris causa in astrofisica da tre Università russe (Mosca, Dubna e Pyatigorsk) ed una Ucraina (Kharkiv).

Dopo il Sigep di Rimini (12-16 marzo), tappa americana a Las Vegas (22-24 marzo) e quindi doppio appuntamento in Francia a Tolosa (21 marzo) per il Campionato Francese di Pizza Napoletana e a Parigi (30-31 marzo) al Parizza, la più grande fiera europea dedicata alla pizza

AVPN: PER L’ISTITUTO AMERICANO DI NEUROSCIENZE E’ LA VERA PIZZA NAPOLETANA LA PIZZA PIU’ APPREZZATA NEGLI STATES

La ricerca di neuromarketing, che verrà presentata a Las Vegas, vede la vera pizza napoletana battere le “sorelle” american style per qualità, tradizione, sapore e nell’aspetto salutistico. La presenza del marchio fondamentale motivazione per l’acquisto.
Picco di crescita sulla East Coast

E’ quindi la Vera Napoletana la pizza più apprezzata negli Stati Uniti. E’ quanto emerge da uno studio che AVPN (Associazione Verace Pizza Napoletana) ha commissionato all’Istituto Americano di Neuroscienze e che verrà presentato a Las Vegas (Nevada) martedì 22 marzo nell’ambito di Pizza Expo e in particolare del meeting dell’Associazione Verace Pizza Napoletana. Il prodotto tricolore, in questa sorta di sfida basata sui concetti del neuromarketing, disciplina emergente basata sull’applicazione al marketing delle conoscenze e delle pratiche neuroscientifiche, batte le varie pizze american style per qualità, tradizione, sapore e stravince nella percezione legata all’ambito salutistico.

vera-pizza-napoletana

Un risultato importante ottenuto in un Paese che vanta con la pizza un rapporto molto stretto al punto di poter contare su numerose varianti: New York Style, Chicago Style, Detroit Style, California Style e molte altre ancora, tutte messe in fila, in questa particolare classifica, dall’amatissima Vera Pizza Napoletana. E con altri riscontri da sottolineare: come la crescita esponenziale del 52% sulla East Coast e l’endorsement costituito dal marchio Vera Pizza Napoletana, vero e proprio driver di scelta nelle intenzioni di acquisto del consumatore americano.

“Una bella soddisfazione per chi, come noi, da anni promuove e divulga la Verace in ogni angolo del mondo – spiega Antonio Pace, Presidente AVPNE che giunge in un momento terribile come quello che stiamo vivendo, un periodo dove, più di sempre, è fondamentale aprire le frontiere e cercare di vivere esperienze comuni. E che non a caso vede AVPN impegnata, proprio nel mese di marzo, in una serie di importanti appuntamenti”.

Effettivamente l’agenda dell’Associazione risulta piuttosto calda. La prima tappa è stata il Sigep di Rimini (12-16 marzo) con workshop e seminari dedicati ad appassionati e addetti ai lavori.

Quindi, come anticipato, sarà poi la volta di Las Vegas dove, dal 22 al 24 marzo, si svolgerà il Pizza Expo, convention che vedrà la presenza degli affiliati americani dell’associazione e dove si svolgerà una competizione tra pizzaioli. Il premio andrà al vincitore della categoria Pizza Napoletana, con garantito di diritto l’accesso, con volo e soggiorno, alle Olimpiadi della Pizza che si disputeranno a Napoli dal 3 al 6 luglio. L’appuntamento in Nevada offrirà inoltre l’opportunità di annunciare l’apertura della seconda scuola di Verace che avrà come sede Atlanta e che andrà ad affiancare quella ormai storica di Los Angeles.

Stesso premio andrà al vincitore del Campionato Francese di Pizza Napoletana, in programma a Tolosa il 21 marzo.

Chiusura ancora in Francia, più esattamente a Parigi che, il 30 e il 31 marzo, ospiterà il Parizza, la più importante fiera europea dedicata alla pizza. Una sede prestigiosa che sarà teatro dell’accordo tra AVPN e 5 scuole transalpine che si vedranno riconosciuto l’accreditamento all’Associazione  della vera pizza napoletana. 

Si riaccendono i forni della più importante manifestazione internazionale del settore. La 29ª edizione dell’evento vedrà sfidarsi in gare di cottura e di abilità pizzaioli in arrivo da tutto il mondo. Già oltre 800 gli iscritti, in rappresentanza di più di 40 Paesi.

Pizzaioli provenienti anche dal Brasile e dal Sud Africa. Ospite speciale, lo chef tristellato Heinz Beck per il trofeo che ne porta il nome. Iscrizioni aperte fino al 25 marzo.

Concluso il countdown per il Campionato Mondiale della Pizza 2022, dopo due anni di stop causati dalla pandemia, finalmente a Parma dal 5 al 7 aprile si riaccendono i forni della più importante manifestazione di professionisti della pizza a livello internazionale, giunta quest’anno alla 29ª edizione.

Nel polo fieristico Palaverdi del capoluogo emiliano, durante la tre giorni che anticipa le innovazioni del piatto simbolo del Made in Italy, si sfideranno centinaia di maestri pizzaioli in rappresentanza di più di 40 Paesi.

Più del 60% dei partecipanti sarà italiano, questo causa restrizioni anti covid, ma saranno presenti anche pizzaioli che arrivano dall’Australia, dagli Emirati Arabi, dal Giappone

Non sarà una edizione semplice quella del 2022, dopo due anni di chiusura, poter rimettere in moto un evento che conta quasi mille partecipanti provenienti da ogni parte del mondo ha messo a dura prova lo staff organizzativo del Campionato. – ha spiegato l’organizzatore Massimo Puggina.

Ogni pizzaiolo ha dovuto affrontare diversi iter di profilassi anti covid per poter partecipare alle gare, infatti, non tutti i paesi di provenienza dei partecipanti hanno affrontato le emergenza pandemica allo stesso modo”.

Ma nonostante la complessità, si è giunti all’iscrizione di circa 800 pizzaiole e pizzaioli che concorreranno a 1001 gare, di cui 925 sono quelle dove l’abilità più importante è la modalità di cottura della pizza.

Infatti sono gli iscritti saranno chiamati a confrontarsi in gare di cottura (come ad esempio, Pizza classica, Pizza senza glutine, Pizza napoletana STG, Pizza in teglia, Pizza in pala, Triathlon, ovvero tre sfide individuali tra le categorie precedenti).

A queste si affiancano gare di abilità, quali Freestyle, Pizza più larga (l’abilità dei pizzaioli nell’allargare 500 grammi di pasta dimostrerà quanto grande può diventare una pizza), Pizzaiolo più veloce (vince chi allarga più velocemente cinque dischi di pasta).

Il fischio d’inizio sarà soffiato martedì 5 aprile con le gare di cottura e le selezioni per l’atteso Trofeo Heinz Beck. I primi piatti in pizzeria: una gara unica e innovativa, firmata dal famoso chef tristellato Heinz Beck, a Parma nella veste di giurato d’eccezione. A gareggiare sono i primi piatti di qualità, artigianali ed «espressi» creati dai cuochi delle pizzerie.

Nella stessa giornata seguiranno le gare di Stile libero che si prolungheranno per tutti e tre i giorni della manifestazione.

Il secondo giorno, mercoledì 6 aprile sarà la volta dei pizzaioli che concorrono

alle gare di gastronomia e infine giovedì 7 aprile si concluderà con le finali delle gare in programma e la premiazione dei migliori pizzaioli.

Si é appena concluso il Sigep di Rimini 2022, l’appuntamento professionale più importante al mondo dedicato al gelato artigianale, alla pasticceria e panificazione, al caffè, al cioccolato e alla filiera Horeca, il settore che lega i prodotti alimentari alla ristorazione, strutture alberghiere, catering, bar. Alla Fiera,in calendario dal 12 al 16 marzo 2022, si è segnalata una nutrita presenza di giornalisti specializzati con il Presidente UNAGA Roberto Zalambani, la Presidente di European Network of Agricultural Journalists Lisa Bellocchi e i Presidenti delle ARGA di Emilia Romagna, Marche, Umbria e San Marino Andrea GuoloLuana SpernanzoniSimona Maggi e Meris Andreani. Da ARGA Veneto Maurizio Drago, da ARGA Campania Renato Rocco. L’evento ha spento 30 candeline e si è svolto finalmente in presenza. 

Le ARGA e l’UNAGA hanno completato il percorso per la stampa specializzata con una sorpresa tutta marchigiana presso lo stand Italforni di Pesaro nel quale, presentato dal direttore de ‘La buona tavola magazine’ Renato Rocco, il responsabile nazionale del Gruppo Tecnicamente Pizza Marco Quintili, reduce dai successi nella Masterclass&Show Cooking, ha realizzato una “Gricia tra le fiamme” per i giornalisti.

Il Faccione tra il simpatico ed il burbero dello chefstar Antonino Cannavacciuolo ha campeggiato per mesi nelle campagne pubblicitarie di Facebook invitando gli utenti per un evento formativo che si sarebbe tenuto martedi 19 aprile allo Stadio Olimpico di Roma.

Attratto dalla proposta che combinava showcooking del più simpatico dei moschettieri Masterchef, ma anche relazioni di esperti della formazione ho acquistato non solo il biglietto per l’evento, ben 97 euro ,ma anche l’accesso ad una vip experience alla ragguardevole cifra di 247 euro per un totale di 344 euro.

Questo pacchetto aggiuntivo mi avrebbe dovuto riservare un posto in prima fila e la possibilità di poter intrattenersi a pranzo con i relatori della giornata e con Antonino Cannavacciuolo in una VIP lounge dedicata. Il tutto per soli 50 posti disponibili.

Il 9 aprile, a pochi giorni dall’evento, vengono poi immessi biglietti in posti più alti della tribuna a 35 euro.

Antonino ha poi permesso, prima dell’inizio dell’evento, a coloro che avevano comprato questi tipi di biglietti,di sedersi affianco a quelli che lo avevano pagato quasi il triplo con la motivazione di creare un effetto più caldo nella platea. Si è evitato un effetto estraniante e si è creato un maggior colpo d’occhio ma sicuramente non è stato un bel messaggio per quegli aficionados che si erano sottoposto anche a dei sacrifici comprando un biglietto al triplo.

E’ stato come aver come scoprire che i commensali a Villa Crespi avessero usufruito di Groupon.

Ma veniamo al giorno dell’evento.

A parte il fatto che l’accesso allo stadio previsto per le ore 8.00 è avvenuto solo alle 9.15 e l’evento doveva incominciare alle 9.00. É iniziato solo alle 10.30, ma  è stata all’area lounge riservata che è avvenuta la parte più “formativa” della lezione: cucine da incubo.

Dovevamo essere solo 50 e ce ne erano 150,i formatori si sono visti poco e Antonino si è concesso giusto i pochi secondi del selfie di prammatica. L’ultima portata è stata servita solo alle 15,30 quando era già ricominciata abbondantemente la parte formativa. 

A dire la verità all’inizio con i miei commensali, una coppia proprietaria di un ristorante –pizzeria in provincia di Torino, un’altra coppia di Napoli proprietaria di una villa per eventi a Ischia, una signora  proprietaria di un ristorante a Mariglianella e altri due appassionati di cucina, abbiamo pensato ad un altro programma: Scherzi a parte.

Sembrava che da un momento all’altro potesse uscire una telecamera che aveva filmato i nostri volti esterrefatti, le espressioni di stupore per i piatti che ci stavano proponendo.

Antipasto:una burrata. Sì una burrata quella tipica pugliese presa e messa nel piatto. Ci fosse stato il pane di Altamura….

Primo: rigatoni all’amatriciana che però di pancetta non v’era l’ombra e perciò pasta al pomodoro ma non quelli a cui siamo abituati a mangiare dalle nostre parti con i San Marzano ,il piennolo o il corbarino.

Secondo: carne stopposa e fredda con contorno banale di verdure

Dolce:una sfera di cioccolato semiaperta con cioccolata calda e frutti di bosco. L’unica cosa buona della giornata.

Servizio pessimo con giovani camerieri che hanno servito un vino bianco caldo per altro con poche bottiglie disponibili, tant’è vero che recuperavano bottiglie aperte dai tavoli per soddisfare quelli che non ne avevano .

“Una cucina da Incubo” la vera lezione di Antonino Cannavacciuolo si è tenuta nell’area Vip Lounge.

Hai voglia a spiegare come hanno fatto i formatori, la selezione e gestione del personale (Flavio Cabrini) o i segreti della vendita e della gestione del cliente in sala e come generare clienti entusiasti (Bruno Bruni)  o la valorizzazione del Cliente attraverso i più moderni strumenti e i classici della presentazione (Stefano Quarta) e infine i consigli di comunicazione e marketing di un blogger, scrittore, giornalista come Rudy Bandiera, se mangi male e vieni trattato peggio c’è un’unica sensazione: cucine da incubo.

Ecco caro Antonino ,ci hai fatto sognare con i tuoi show cooking dal palco,con i tuoi piatti simbolo il polpo,la triglia ,il tortello,il dolce al mango. Ci saremmo aspettati che questi piatti li avresti proposti nell’area a noi riservata. D’altronde il costo del biglietto 247 euro ci faceva immaginare di essere sul Lago D’Orta in quella Villa Crespi che ti ha adottato.

Una cosa hai ripetuto spesso durante la tua performance dal palco: “la gestione del secchio, guardate che cosa viene buttato nella spazzatura alla fine di un ciclo di lavorazione in cucina .Un bravo cuoco riutilizza al meglio tutte le componenti degli alimenti” e ancora “se saprete gestire la lavorazione sarete più ricchi perché abbasserete il food-cost”.

Vero, ma è ancor più vero che un buon cuoco e buon imprenditore della ristorazione deve anche vedere quello che i clienti mandano al pattume.

E oggi vale ancor di più per te che sei testimonial della raccolta differenziata a Napoli per l’umido.

Non contribuirne all’aumento !

L’azienda punta alla valorizzazione dei prodotti di bufala e al recupero dei sapori dimenticati. Nella struttura appena inaugurata si potranno acquistare i prodotti caseari e gustare le specialità dolci e i gelati prodotti con l’ottimo latte di bufala dell’allevamento siciliano. 

È il primo step di un grande progetto che vedrà a breve l’apertura di un ristorante, un’enoteca e delle suites per l’ospitalità.

SAN FILIPPO DEL MELA (ME) – In un antico e affascinante borgo risalente al 1700 nasce il nuovissimo caseificio con punto vendita e caffetteria di Tenuta Anasita, l’azienda agricola zootecnica bufalina della famiglia Isgrò. Ci troviamo in località Corriolo, a San Filippo del Mela, in provincia di Messina, a pochi passi dallo svincolo autostradale di Milazzo, dove sorgeva un’antichissima struttura con muri in pietra e palmento di proprietà della famiglia Pulejo Fulci, attorniata da vasti terreni di proprietà della famiglia Carrozza. Nel 2018 l’imprenditore Emanuele Isgrò acquista l’area e i fabbricati dalle due famiglie, immaginando immediatamente di trasferire in questo luogo, ricco di storia, il cuore della propria azienda dedita all’allevamento di bufale. Oggi quel sogno è diventato realtà e il 14 marzo scorso sono stati inaugurati il nuovo caseificio – in cui poter acquistare la mozzarella di bufala di giornata, la ricotta appena fatta, lo yogurt, il burro e i formaggi, – e la caffetteria che proporrà una colazione artigianale di altissima qualità con i prodotti a km zero dell’azienda agricola. A completare l’offerta c’è una dispensa dove acquistare confetture, miele, olio extravergine di oliva, pasta e vini selezionati accuratamente tra le eccellenze del territorio.

Una storia che parte da lontano, quella della famiglia Isgrò, che ha creduto nelle grandi potenzialità dell’allevamento della bufala mediterranea in Sicilia.

«Nel 2004 – racconta il dottor Emanuele Isgrò – spinto dalla passione per la natura e gli animali, ho iniziato ad allevare le prime bufale di razza autoctona del Mediterraneo, selezionando animali di altissima genealogia. L’obiettivo era quello di offrire una proposta di eccellenza di prodotti a base di latte e carne di bufala in Sicilia, ponendo la massima attenzione al benessere animale e operando con tecniche innovative e all’avanguardia nel rispetto del comparto bufalino. Tanta strada è stata fatta e tanta ancora ne abbiamo da fare insieme a mia moglie e ai miei figli che supportano in tutto e per tutto le mie attività. Oggi – continua Isgrò – l’allevamento conta diverse centinaia di capi in contrada Femminamorta, nel territorio di Santa Lucia del Mela, in un’area di circa 26 mila metri quadrati dove le bufale e i bufali vivono in un ambiente di nuova concezione, sano, pulito e controllato, e si alimentano con foraggi autoprodotti e cereali selezionati con cura, provenienti da aziende siciliane».

Lazienda agricola, nei 42 ettari di proprietà, sparsi in tutto il comprensorio del Mela, produce anche agrumi, olio extravergine di oliva, miele ed ortaggi ma il core business è rappresentato dai prodotti artigianali derivati dalle bufale, a cominciare dal latte prodotto in azienda che viene sapientemente utilizzato per la produzione di eccellenti mozzarelle di latte 100% di bufala dal sapore inconfondibile, mozzate esclusivamente a mano, come tradizione vuole, dal pluripremiato casaro Rosario D’Alessandro che, con orgoglio, ha commentato: «Da 36 anni faccio questo lavoro che continua ad appassionarmi molto. Sono convinto che riusciremo a portare questa azienda ad alti livelli». 

rosario-dalessandro

Oltre ai formaggi, molto richiesta è la carne dei bufali che presenta ottime caratteristiche nutrizionali. Recenti studi dimostrano che queste carni rosse, molto succose e digeribili, hanno meno grassi e meno calorie rispetto alla carne bovina, apportano una maggiore quantità di ferro e riducono il tasso di colesterolo. Per tutte queste caratteristiche, il consumo di carne di bufalo è particolarmente indicata per una sana alimentazione, in particolare per bambini, sportivi e anziani. 

Oggi, il valore aggiunto dell’azienda, che chiude tutta la filiera grazie al lavoro del caseificio, è lo sguardo al futuro, con importanti investimenti e un progetto in espansione che prende il via dall’antico borgo restaurato. Il progetto si avvale della consulenza dello chef milazzese Dario Pandolfo che ha seguito la famiglia Isgrò nella pianificazione dell’idea e nella progettazione della struttura e si è occupato del reclutamento e della formazione del personale. 

Responsabile della caffetteria della nuova Tenuta Anasita è il pastry chef Mario Cortese che, conclusa la bellissima esperienza come pasticcere del ristorante Zash, 1 stella Michelin a Riposto, in provincia di Giarre, ha accolto con entusiasmo il progetto della famiglia. «Lavorare con una materia prima di questo livello, con il latte appena munto, con il burro a km zero, con la ricotta fresca, con le uova di giornata, è il sogno di ogni pasticcere che lavora mettendo la qualità al primo posto» -ha affermato Mario Cortese. 

Il caseificio con caffetteria è solo il primo passo. «Per il prossimo futuro – aggiunge Isgrò – non mancheranno importanti novità. Innanzitutto, stiamo lavorando all’apertura di una boutique di carni, preparati di bufala e salumi di eccellenza. In seguito realizzeremo il ristorante, l’enoteca e delle suites in cui ospitare turisti e viaggiatori che abbiano voglia di vivere un’esperienza a contatto con la natura. Abbiamo in progetto anche un programma articolato di sviluppo aziendale per espandere il nostro marchio al di fuori della Sicilia» – ha concluso l’imprenditore. 

Tenuta Anasita Az. Bufalina

Via Avv. Ludovico Fulci

San Filippo del Mela (ME)

Tel. 090 7386394

Il 1° aprile riapre l’Hotel Santa Caterina di Amalfi, pronto ad accogliere i suoi ospiti per una nuova stagione all’insegna del bel vivere e del relax

La Costiera Amalfitana è una magnifica dispensa di sapori e di paesaggi strabilianti, chi organizza un viaggio in questo tempio di naturale bellezza non può esimersi dal sedersi a tavola e degustare i piatti tipici dei paesi che abitano lungo questo tratto di strada meraviglioso. Dalle alici di Cetara alle melanzane con la cioccolata tipiche di Maiori, un tour enogastronomico in questa terra è un’esperienza unica da assaporare ammirando il bel panorama che si apre davanti agli occhi. Tra il mare e il cielo sempre azzurro della Costiera Amalfitana sorge l’esclusivo Hotel Santa Caterina, che riaprirà per la nuova stagione il prossimo 1° aprile, luogo ideale per vivere un soggiorno da favola e da cui partire per andare alla scoperta delle specialità e dei piatti tipici delle tappe più famose della Costa d’Amalfi.

La Costiera Amalfitana è un territorio ricco di cose da ammirare e colmo di squisitezze da provare ed assaggiare, è un luogo in cui la cucina ha un legame forte e indissolubile con il territorio: il giallo dei limoni si sposa alla perfezione con il verde intenso della natura circostante come fosse un dipinto perfetto. I limoni, sono il segno che contraddistinguono la Costa d’Amalfi, questo frutto oltre ad essere protagonista del bel paesaggio è anche l’attore principale di alcune ricette tipiche come il famoso limoncello, i babà, i gelati e persino dei ravioli ripieni di ricotta.

La cucina amalfitana è fatta di colori, profumi intensi, ingredienti genuini e contaminazioni di altri popoli antichissimi, queste contaminazioni le conosce molto bene Minori, che ha ereditato dalla tavola del popolo romano gli “ndunderi”, un particolare tipo di pasta fatta a mano simili agli gnocchi ma più grandi, preparati anticamente con il caglio, oggi sostituito dalla ricotta. Tipicamente gli “ndunderi” sono conditi con il ragù, ma possono essere accompagnati anche dal pesto, dal pesce e dai crostacei, una vera e propria goduria per il palato. “Gli abitanti della costiera sono dei pazzi, degli ubriachi di sole. Ma sanno vivere valendosi di unapage1image475676560

hotel-santa-caterina

forza che pochi di noi posseggono: la forza della fantasia” diceva il regista Roberto Rossellini a proposito di Maiori dove ha girato un episodio di Paisà. Sembrerebbe che al maestro del Neorealismo, durante le ripresegli venissero offerti dolci dai cittadini, tra tutti i “sospiri” e la “mulignana c’a’ ciucculata“. Queste ultime, melanzane con la cioccolata, sono una specialità tipica del ferragosto Maiori e si tratta di una sorta di parmigiana dolce a base di melanzane fritte, impanate ed immerse nella cioccolata, prima di essere servite vengono cosparse di mandorle, amaretti e cioccolato fondente. I sospiri, invece, sono dei dolcetti fatti con la pasta di mandorle ripiena di una squisita crema al limone. Maiori è bella da vedere e bella da “mangiare”, è un meraviglioso connubio tra storia, arte, paesaggi mozzafiato e prelibatezze culinarie tutte da gustare.

Proseguendo il tour enogastronomico non può mancare una tappa a Cetara, un borgo marinaro che si sviluppa attorno ad una piccola spiaggia. Questo comune Amalfitano è una bomboniera deliziosa dove il legame con il mare si respira ovunque, nelle case dalle mura colorate che si rispecchiano nell’acqua, nella pesca ancora oggi attività molto importante e anche nella gastronomia ricca e variegata grazie alla presenza abbondante di pesce. Il tonno e le alici sono le star dei piatti tipici della cucina di Cetara, durante la visita a questa cittadina non si può non fare una sosta golosa ed assaggiare la specialità di questo luogo: la colatura di alici che, nonostante abbia origine antichissime, è riuscita a mantenere intatti nel tempo il gusto e la bontà di una volta. Le alici vengono pescate in primavera, una volta pulite e lavate, il 25 marzo, alla festa dell’Annunziata, inizia il lungo processo di lavorazione della colatura che termina a luglio.

La Costiera Amalfitana è una terra esuberante, vivace, colorata e ricca di sapori intensi, è un luogo che ha saputo portare fino ai giorni nostri, un’infinità di ingredienti irresistibili. Tra i gioielli della Costiera Amalfitana, incastonato tra Amalfi Conca dei Marini sorge Praiano un piccolo borgo che seduce i visitatori non solo per i suoi panorami mozzafiato, per il blu intenso del mare, per le spiagge bianche e per i tramonti che sembrano non avere una fine, ma anche per la cucina, buona, originale e variegata capace di conquistare anche i palati più difficili. Qui i pescatori si sono specializzati nella pesca dei molluschi e soprattutto dei totani con i quali è realizzato il famoso piatto di Praiano: i totani alla praianese, cucinati insieme alle patate, aglio e olio, elementi semplici che offre la natura. Questo è un piatto tradizionale ereditato dagli antichi pescatori che sapevano unire egregiamente il pescato locale alla tradizione contadina, tutt’oggi molto amato sia dai turisti che dagli abitanti di Praiano.

La Costiera Amalfitana è un santuario di rara bellezza che ha tanto da offrire, oltre ai meravigliosi paesaggi, agli scorci indimenticabili, ai tramonti idilliaci permette di gustare piatti tipici con ingredienti e accostamenti antichi ed originali allo stesso tempo. Il Santa Caterina di Amalfi è il luogo ideale dove soggiornare per toccare con mano l’atmosfera magica che solo la Costiera Amalfitana è in grado di regalare. L’hotel, situato in una posizione suggestiva a picco sul mare e a pochi passi dal centro di Amalfi, dispone, tra l’altro, di due ristoranti panoramici, di cui uno stellato, dove poter degustare, assaporare e scoprire i prodotti genuini delle classiche ricette della cultura gastronomica amalfitana cucinate dalle sapienti mani dello chef Giuseppe Stanzione.

La magia dell’Hotel Santa Caterina
A pochi minuti di distanza da Amalfi, in uno dei punti più suggestivi della costiera, l’Hotel Santa Caterina è costruito a picco sul mare, all’interno di una vasta proprietà che “precipita” fino all’acqua con una serie di splendide terrazze naturali. Due ascensori scavati nella roccia o un sentiero di spettacolare bellezza portano gli ospiti attraverso agrumeti e giardini lussureggianti fino agli impianti a livello del mare, che comprendono una piscina con acqua marina, solarium, fitness centre, café/bar e ristorante all’aperto. La sera la magia continua nell’elegantissimo ristorante con una cena a lume di candela ammirando il suggestivo panorama di Amalfi illuminata dalla luna. E che dire della suite “Follia Amalfitana” con la sua minipiscina tonda con vetrata e vista mozzafiato sulla baia o della suite “Giulietta e Romeo” con terrazzino a picco sul mare e piscina privata a sfioro…
L’Hotel Santa Caterina ha 36 camere di tipologia standard, superior e deluxe e 13 tra junior suite, executive junior suite, suite e senior deluxe suite che si trovano nell’edificio principale. Inoltre, tra le Garden Suite, le dépendances “Villa Santa Caterina” e la “Villa il Rosso” nel lussureggiante parco si contano altre 17 camere e suite.
Da aprile 2022 si aggiungono alle sistemazioni offerte le Ville della Marchesa: un complesso di suites immerse in giardini pensili affacciati sul mare a pochi metri dall’Hotel Santa Caterina.page2image578851120

Dal 2019 l’offerta gastronomica dell’albergo è firmata dallo Chef Giuseppe Stanzione: le colazioni, gli snack, il Bistrot, l’elegante Ristorante fine dining Glicine che è stato insignito dalla Guida Michelin 2020 di una stella, con le vetrate affacciate sul panorama del golfo, e un menù più raffinato e personale con l’impronta dello Chef, il Ristorante Al Mare, aperto adesso sia a pranzo che a cena, con piatti più semplici e tradizionali e prevalentemente marinari. I due ristoranti panoramici dell’Hotel saranno quindi aperti entrambi la sera mentre il Ristorante Al Mare sarà aperto anche a pranzo. La Carta dei Vini offre un’accurata selezione di etichette italiane ed estere e una scelta produzione della Campania.

La collezione di Specialty Coffee by Lavazza si arricchisce di tre miscele inedite create in esclusiva per la storica pasticceria milanese, dove prende vita un inedito rituale per la degustazione della bevanda

Settimo Torinese (TO), 14 marzo 2022 – 1895 Coffee Designers by Lavazza e Marchesi 1824 stringono una partnership all’insegna dell’eccellenza italiana esaltando l’alta pasticceria e il rito del caffè. Per l’occasione, l’esclusiva collezione di Specialty Coffee by Lavazza si arricchisce di tre miscele inedite – Panama Geisha, Maravilla e Milano Heritage Blend – create in esclusiva per la storica pasticceria milanese con l’obiettivo di accompagnare e valorizzare la rinomata proposta dolce, curata dal Maître Pâtissier Diego Crosara. Lo stereotipo della tazzina sorseggiata fugacemente al bancone è ormai superato e si fa strada dunque una vera e propria “experience” da vivere con calma seduti al tavolo assaporando tutti i sentori del caffè.

Gli Specialty Coffee creati appositamente da 1895 per Marchesi 1824 sono stati pensati in abbinamento alla proposta food della pasticceria, in un’irresistibile armonia che porta al tavolo l’heritage culturale e valoriale dei due brand.

Una collaborazione che unisce amore per l’artigianalità, il dettaglio e la voglia di stupire, con l’obiettivo di offrire ai clienti di Marchesi 1824 un’esperienza unica di gusto, volta a reinventare il momento del caffè. Panama Geisha e Maravilla, infatti, vengono serviti direttamente al tavolo per mezzo di un’estrazione manuale con il metodo Chemex con l’intento di celebrare una “Authentic Contemporary Coffee Experience”, mentre Milano Heritage Blend viene utilizzato per la preparazione dell’espresso al bancone. 

“La storia della Pasticceria Marchesi è intessuta di tradizione e creatività così come il percorso intrapreso da 1895 Coffee Designers by Lavazza. Siamo quindi felici di collaborare con un’eccellenza nel mondo della pasticceria che condivide i nostri stessi valori e la nostra passione”, commenta Michele Cannone, Lavazza Brand Away from Home Director.

Panama Geisha, microlotto in edizione limitata, 100% arabica, proviene da una piantagione situata a Panama, nella Regione di Quiel, da cui si ricava uno dei caffè più rari e pregiati al mondo. L’aroma floreale della pianta di gelsomino si fonde con le note agrumate del bergamotto e con quelle della pesca. Arabica è anche Maravilla, monorigine proveniente dalla regione di Cauca, in Colombia, caratterizzata da un aroma di frutta dolce con note spiccate di prugna. Milano Heritage Blend è invece uno Specialty Blend – 60% Brasile, 30% Indonesia, 10% Colombia – che si distingue per l’aroma di cioccolato con note speziate di cannella e zeste di arancia. Tutte e tre le miscele sono adatte per la preparazione dell’espresso o per l’estrazione con moka, cui per le prime due si aggiunge anche la possibilità di essere servite come caffè filtro con un vero e proprio “cerimoniale” al tavolo.

La sinergia tra i due brand si riflette anche nella scelta del packaging degli Specialty Coffee. Oltre alle tipiche tonalità pastello di Marchesi 1824, infatti, la grafica utilizzata ricorda la facciata della prima pasticceria, in via Santa Maria alla Porta, uno dei luoghi più in voga della vecchia Milano. L’impronta tecnologica e sostenibile di 1895 Coffee Designers by Lavazza si ritrova invece nei materiali scelti per le confezioni, adatti a conservare al meglio l’aroma del caffè.

Le nuove miscele create da 1895 Coffee Designers by Lavazza in esclusiva per Marchesi 1824 si possono degustare presso le tre pasticcerie della storica insegna a Milano, rispettivamente in Via Santa Maria alla Porta 11/a, Via Montenapoleone 9 e Galleria Vittorio Emanuele II. Nelle stesse location è inoltre possibile l’acquisto al dettaglio di Maravilla,in buste da 125 grammi, e Panama Geisha, in buste da 64 grammi.

Gruppo Lavazza

Lavazza, fondata a Torino nel 1895, è un’azienda italiana produttrice di caffè, di proprietà dell’omonima famiglia da quattro generazioni. Fra i principali torrefattori mondiali, il Gruppo è oggi presente in oltre 140 Paesi attraverso consociate e distributori, con il 70% dei ricavi realizzato all’estero e impiegando complessivamente oltre 4 mila persone.

Fanno parte del Gruppo Lavazza le aziende francesi Carte Noire ed ESP (acquisite rispettivamente nel 2016 e nel 2017), la danese Merrild (2015), la canadese Kicking Horse Coffee (2017), l’italiana Nims (2017) e il business dell’australia Blue Pod Coffee Co. (2018). Alla fine del 2018, a seguito di acquisizione, è stata creata la Business Unit Lavazza Professional, che comprende i sistemi Flavia e Klix, attivi nel settore dell’Office Coffee Service (OCS) e del Vending.

Lavazza – già tra le prime 100 marche al mondo per reputazione secondo il Reputation Institute – è la nona azienda a livello globale per la Corporate Responsibility nella classifica 2019 Global CR RepTrak, posizionandosi prima nel settore Food & Beverage.

Lavazza ha creato, sin dalle sue origini, il concetto di miscela, ovvero l’arte di combinare diverse tipologie e origini geografiche del caffè, caratteristica che ancora oggi contraddistingue la maggior parte dei suoi prodotti.

L’azienda conta inoltre 30 anni di tradizione nel settore della produzione e della commercializzazione di sistemi e prodotti per il caffè proporzionato, imponendosi come prima realtà italiana a lavorare sui sistemi a capsula espresso. Lavazza è presente in tutti i business: a casa, fuori casa e in ufficio, puntando sempre alla costante innovazione.

Ad oggi Lavazza vanta un brand conosciuto in tutto il mondo, cresciuto grazie a importanti partnership perfettamente coerenti con la strategia di internazionalizzazione della marca: ne sono esempio il legame con il mondo dello sport, con i tornei tennistici del Grande Slam e con il mondo dell’arte e della cultura, attraverso prestigiosi musei quali i Musei Civici Veneziani, la Triennale di Milano e l’Ermitage di San Pietroburgo.

Marchesi 1824

Fedele alla sua storia e tradizione, Marchesi 1824 è una delle più antiche e rinomate pasticcerie di Milano, sinonimo di eccellenza per l’offerta di pasticceria, di cioccolato e per la produzione del panettone, il tipico dolce milanese.  La Pasticceria nasce a Milano nel 1824 aprendo le sue porte in un elegante edificio settecentesco nel cuore della città, in Via Santa Maria alla Porta 11/a.

Nei primi anni del Novecento il proprietario, Angelo Marchesi, oltre all’offerta di pasticceria e cioccolato, inizia  a servire caffè, bevande e cocktail all’ora dell’aperitivo, rendendo lo spazio  uno dei posti più suggestivi di Milano. Ancora oggi la pasticceria mantiene intatto il suo fascino, conservando gli arredi originali dei primi del Novecento, i soffitti a cassettoni, gli antichi specchi e le lampade in stile art déco, divenendo la meta preferita di una clientela elegante e cosmopolita.

In Sicilia la Pasqua è davvero una Pasqua e le Colombe Di Stefano sono la sintesi perfetta di questa gioia dei sensi. Per il 2022 il gruppo di lavoro con base a Raffadali conferma la sostanza e cambia la forma. L’arte del mangiare è un’esperienza che parte dagli occhi, dall’olfatto e dal tatto, arriva al palato e si sublima nelle scelte consapevoli che compiamo, come quella di comprare prodotti che tutelano e valorizzano le materie prime del territorio e che scelgono una carta attenta al rispetto dell’ambiente per il pack. 

Da trentacinque anni, la Di Stefano stende, impasta, modella e incarta a mano soffici lievitati realizzati con ingredienti di primissima scelta cui unisce una costante revisione delle ricette per ottenere prodotti genuini senza rinunciare alla bontà. Per la Pasqua 2022, ha deciso di continuare a raccontare con le “cartoline di gusto” i sapori, la storia e i luoghi della Sicilia.

Questa campagna, come la natalizia 2021 e la nuova corporate-image, è stata concepita come un viaggio alla scoperta del patrimonio naturale e monumentale della Sicilia. È così che sono nati gli scatti “cartoline di gusto”.

Alcuni dei luoghi più suggestivi delle città di Catania, Palermo e Agrigento sono divenuti le quinte di foto e video delle varianti del tradizionale carretto siculo rivisitato in chiave pop, dei nuovi pack e delle nuove shopper, uguali nella forma e nell’essenza del “confezionato a mano”, diverse nello stile e nella scelta del materiale, una particolare tipologia di carta che sancisce l’inizio di un nuovo percorso volto ad utilizzare anche per il confezionamento dei prodotti, materie prime attente all’ambiente.

La Pasqua 2022 Di Stefano conferma la sostanza, ma cambia la forma. 

È il bianco il colore scelto per questa festività

Emblema della luce calda del sole che si specchia sul mare e sulla pietra bianca della Sicilia. 

Simbolo di pace e riconciliazione come la ricorrenza di cui le Colombe sono il dolce per definizione.

Rappresentazione dei fogli intonsi degli sketch-book degli artisti pronti ad accogliere nuove idee e a sintetizzarle in immagini come il carretto dallo stile pop dei nuovi pack.

Metafora di armonia ed equilibrio come le linee classiche golose e alla frutta e le novità dello scorso anno, ossia, le Colombe Gluten Free ai gusti Cioccolato Siciliano in gocce e Mandorlato Siciliano e la Colomba Mandarino Tardivo di Ciaculli & Fondente.

Se la Colomba Mandarino Tardivo di Ciaculli & Fondente – equilibrio di gusto fra i profumi degli agrumi di Sicilia e la rotondità della fava di cacao – nasce dalla voglia di far conoscere una materia prima davvero pregiata come questo agrume, detto anche “marzuddu” (di marzo) che si contraddistingue per il forte aroma, l’alto contenuto zuccherino e la buccia sottile, le Colombe Gluten Free ai gusti Cioccolato Siciliano in gocce e Mandorlato Siciliano continuano un percorso di ricerca e sperimentazione sempre più attento alle esigenze dei celiaci.

La Colomba Cioccolato Siciliano in gocce è il connubio perfetto per chi ama i sapori semplici ed equilibrati e un soffice impasto genuino e godurioso allo stesso tempo; la Colomba Mandorlata Siciliana è un grande classico che conquista per il suo gusto tradizionale e per la sorprendente alveolatura dell’impasto farcito con profumati cubetti di arance di Sicilia candite, ricoperto da una cupola croccante di zucchero muscovado e mandorle siciliane intere.

Le novità non sono finite e in vista del prossimo Natale riguarderanno di nuovo la sostanza. Il management, infatti, sta lavorando a una nuova ricetta – autentica espressione della Sicilia – che esalterà una materia prima isolana davvero molto particolare e non ancora usata nei loro lievitati.

Si tratta di un nuovo gusto Limited Edition, che aggiunge un altro capitolo alla raccolta di racconti del territorio e di ricette che la Di Stefano scrive ormai da tantissimi anni. Le storie coinvolgono parlando di luoghi e di valorizzazione delle materie prime e di persone appassionate del proprio lavoro e convinte che l’unione sia il modo migliore per far conoscere le eccellenze siciliane. 

DI STEFANO DOLCIARIA 

La storia della Di Stefano inizia nel 1986 quando Paolo Di Stefano avvia – insieme ai figli Enzo, Benvenuto e Settimio –– un piccolo laboratorio di pasticceria artigianale a conduzione familiare.

 A Raffadali (nei pressi di Agrigento), che in arabo vuol dire “villaggio eccellente”, prepariamo ancora prodotti unici – panettoni, creme, colombe e marmellate – rifacendoci alle ricette della più antica tradizione dolciaria italiana e siciliana, aggiungendoci solo ingredienti genuini e accuratamente selezionati.

A cosa sono dovuti il successo e l’apprezzamento da parte dei clienti? Alla cura in maniera rigorosa, e con le nostre mani, di ogni fase della preparazione: dalla miscelazione degli ingredienti al confezionamento.

Ai nostri NO (no emulsionanti; no conservanti; no a tutto il superfluo in ricetta) che sono diventati i SI del mercato e di chi sceglie i prodotti Di Stefano. Alla costante ricerca in campo alimentare e allo spirito innovativo, che ci hanno permesso di ampliare la nostra offerta, anche andando contro i luoghi comuni. Ad esempio, quello secondo cui il panettone artigianale si produce solo a Milano.

LINK PRESS KIT

Ufficio Stampa | Valentina Barbagallo | Industria01 

———————————————————————–

E-mail: ufficiostampa@industria01.it | Mobile: + 39 349 84 71 800 

Website: www.industria01.it

Industria01 | creatività e comunicazione

via Carnazza, 75/A – 95030 – Tremestieri Etneo (CT) 

Stamattina nel Castello di Duino Aurisina (città del vino) la cerimonia ufficiale. Un programma ricco di eventi e collaborazioni su progetti transazionali, aperti agli altri territori del Friuli Venezia Giulia e alle vicine Slovenia e Croazia. 

Il Presidente, Angelo Radica: “Da Duino Aurisina un bel messaggio di pace e un grande lavoro di squadra per creare nuove reti e collaborazioni tra le comunità”

Questa mattina è in corso il passaggio di consegne tra Barolo e Duino Aurisina, Città Italiana del Vino 2022, un progetto culturale d’ampio respiro che coinvolge tutte le altre Città del Vino del Friuli Venezia Giulia e della Croazia e istituzioni della confinante Slovenia, in un’ottica transazionale. L’originalità del programma culturale di Duino Aurisina (Trieste) è di rappresentare un intero territorio, mettendo in sinergia altre amministrazioni e dando valore al rapporto di collaborazione consolidato in questi anni tra i Comuni che aderiscono all’Associazione Nazionale (sono 480 in tutta Italia). L’iniziativa ha anche una vocazione transfrontaliera e coinvolge, ad esempio, le Città del Vino istriane della Croazia, come Buie, Verteneglio, Umago e Grisignana. 

“Il Carso è da sempre terra d’influenze e scambi tra culture e il titolo di Città Italiana del Vino 2022 vuole essere proprio un omaggio e un impegno a una maggior condivisione di valori, strategie e azioni per uno sviluppo il più possibile allargato e condiviso tra istituzioni, aziende, associazioni culturali, comunità e territori – sottolinea il Presidente Angelo Radica -. Ancora una volta il filo d’unione è la cultura del vino e dell’enoturismo, settori che portano ricchezza, benessere, armonia, qualità della vita e dell’ambiente. E che sono poi un terreno di confronto, di collaborazione e di amicizia tra comunità e popoli diversi. Oggi più che mai”. 

città-del-vino

Il progetto lanciato da Duino Aurisina (Devin Nabrežina in sloveno) è frutto di un lavoro di squadra condotto in questi mesi dal coordinamento delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia (30 soci: di cui 26 Comuni e 4 Proloco) che ha saputo mettere a regime un dossier convincente e di qualità, in un’ottica di sinergia tra Comuni ed enti locali. Il gioco di squadra continuerà sulla progettazione di eventi futuri, tra questi la candidatura per ospitare l’edizione del Concorso Enologico Internazionale delle Città del Vino 2025, quando Gorizia e Nova Goriča saranno invece Capitali Europea della Cultura

Tante le iniziative in programma come Città Italiana del Vino 2022: dal 1 al 15 agosto, ad esempio, c’è il calendario condiviso tra i Comuni del Friuli Venezia Giulia per un’edizione speciale di Calici di Stelle 2022; da giugno a settembre l’evento Un Calice a Teatro; dal 1 luglio al 15 settembre il Festival Vini Gusti in Musica; inoltre la vendemmia turistica e didattica; e il progetto di sostenibilità Agenda 2030 delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia, con l’obiettivo di condividere e definire le linee guida per i Regolamenti di Polizia Rurale. Proprio di recente è stata sottoscritta la convenzione operativa con l’Università degli Studi di Udine, incaricata di curare la parte di ricerca scientifica ed elaborare il documento finale condiviso. L’attività dell’Università si completerà in 18 mesi. 

Tra i rappresentanti delle istituzioni presenti alla cerimonia d’inaugurazione di Duino Aurisina Città Italiana del Vino 2022, che è in programma per l’intera giornata nel Castello del piccolo Comune in provincia di Trieste, oltre al sindaco Daniela Pallotta e al Presidente Angelo Radica, l’assessore regionale alle Attività Produttive, Sergio Emidio Bini, che porterà i saluti del Presidente della Regione, Massimiliano Fedriga.  


Intervengono inoltre: Renata Bianco, sindaco di Barolo, Città Italiana del Vino 2021; l’assessore al Turismo di Duino Aurisina, Massimo Romita, ideatore e coordinatore del progetto della Città Italiana del Vino 2022; il coordinatore delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia, Tiziano Venturini; il professore Francesco Marangon dell’Università di Udine e coordinatore per la parte italiana della candidatura Unesco del Brda-Collio-Cuei. 


E ancora: Carlo Rossi, Presidente Nazionale degli Ambasciatori delle Città del Vino; Roberto Filipaz, vice presidente regionale Ais Fvg; Antonio Paoletti, presidente della Camera di Commercio Venezia Giulia Trieste Gorizia. 


A svolgere il ruolo di moderatore il giornalista Stefano Cosma. L’evento verrà trasmesso in diretta sui canali social dell’amministrazione Comunale e condiviso sui canali delle Città del Vino Fvg, a partiredalle ore 10. 

Ufficio Stampa Città del Vino
Massimiliano Rella info@maxrella.com  347.8872490

Il Pecorino del Monte Poro una delle Dop più giovani d’Italia entra a fare parte del catalogo di Alimentale Forchetta & Cervello

 Il brand che produce, seleziona e commercializza le meraviglie casearie italiane ha deciso di puntare su questa meraviglia della regione Calabria per consentire di apprezzarlo ad un pubblico sempre più ampio. 

Il “Pecorino del Monte Poro” DOP è un formaggio prodotto con latte di pecora che vanta tre diverse tipologie a seconda del tempo di stagionatura: 

– “fresco”, da 20 giorni a 60 giorni di conservazione;

– “semistagionato”, da 61 giorni a 6 mesi di stagionatura;

– “stagionato”, da 6 mesi a 24 mesi di stagionatura.

“L’indispensabile mano d’opera presente nelle fasi di trasformazione mette in evidenza l’artigianalità del sistema produttivo è uno dei fattori che sembrano tagliarlo su misura per il nostro progetto” spiega l’amministratore di Alimentale Giuseppe Di Bernardo. “Questo prodotto resta legato alle loro competenze che applicate all’intero ciclo produttivo: cagliatura, formatura e stagionatura lo rendono tipico e legato al territorio di produzione”.

Il Pecorino del Monte Poro Dop ha un sapore inconfondibile. Fragrante e con aromi di fiori selvatici, di macchia mediterranea e di fieno, pastoso e piacevolmente nocciolato all’assaggio. Caratteristiche che diventano sempre più intense con l’aumentare del periodo di stagionatura, fino a diventare decisamente pungente e sapido.

“Il Pecorino del Monte Poro dop segue un rigido disciplinare di produzione che prevede l’impiego di latte ovino, crudo e intero frutto dell’unione di due mungiture (sera e mattina del giorno dopo) di capi allevati allo stato semi brado. Le pecore allevate unicamente nell’area interessata dalla denominazione di origine protetta si riparano negli ovili soltanto nel corso della notte. Particolare attenzione viene fornita all’alimentazione è a base di essenze tipiche della zona del Monte Poro, sotto forma di foraggio fresco nel periodo estivo e affienato nel periodo invernale. Rigorosamente vietati i prodotti geneticamente modificati (Ogm)”. 

La Lavorazione. Il Pecorino del Monte Poro Dop si ottiene facendo coagulare il latte con caglio ottenuto dalle pareti del quarto stomaco dell’agnello e/o del capretto, alimentati esclusivamente con latte.

L’area dop. La zona di allevamento degli ovini, di produzione e di stagionatura del “Pecorino del Monte Poro” è rappresentata esclusivamente dal territorio dei seguenti comuni della provincia di Vibo Valentia tutti appartenenti al comprensorio del Monte Poro: Joppolo, Spilinga, Zungri, Rombiolo, Nicotera, Limbadi, Zaccanapoli, Drapia, Filandari, Briatico, Ricadi, Maierato, Mileto, San Calogero, Parghelia, Pizzo Calabro, Stefanaconi, Filogaso, Tropea, San Costantino Calabro, San Gregorio d’Ippona, Sant’Onofrio, Vibo Valentia, Zambrone, Cessaniti, Ionadi, Francica.

Il Pecorino del Monte Poro Dop ha forma rotonda con facce piane. Il peso può variare da 600 gr a 2,5 Kg, per la tipologia «fresco» e «semistagionato», fino a 10 Kg per la tipologia «stagionato».

Crosta: dura, rugosa, di colore variabile dal giallo oro per la tipologia «fresco» al nocciola più o meno scuro per la tipologia «semistagionato» e «stagionato», tendente al rossiccio, laddove unto con peperoncino e olio extravergine di oliva e peperoncino per trattare la crosta esterna.

Pasta: struttura compatta con eventuale leggera occhiatura irregolarmente distribuita. Al taglio il colore si presenta variabile dal bianco per la tipologia «fresco» al paglierino più meno intenso nella tipologia «semistagionato» e «stagionato». La consistenza della pasta è morbida al taglio nella tipologia “fresco” e via via più consistente nella tipologia “stagionato”.

Il “Pecorino del Monte Poro” è molto ricercato dai ristoratori che lo utilizzano nei piatti della cucina tradizionale, oltre che nel consumo fresco. Come formaggio da tavola è l’ingrediente ideale nei taglieri dell’antipasto accompagnato da pomodori secchi, salumi e ortaggi sott’olio. Può essere grattugiato sui primi piatti conditi con sugo di carne di capretto o d’agnello. Ma anche inserito a cubetti nella preparazione della minestra di fave e cicorie selvatiche e delle cipolle gratinate. Nel periodo della Pasqua viene consumato fresco, accompagnato da fave crude e da vini rossi tipici calabresi quali il Cirò Doc sia bianco che rosso, il Val di Neto e il Melissa.

“DAJE!”, AL VIA LUNEDI’ 14 MARZO LA SETTIMANA DELLA CUCINA ROMANA DI EATALY MILANO SMERALDO

Il palinsesto, tra una cena con 8 celebri Osti, speciali menu, corsi e showcooking, è pronto a offrire una serie di imperdibili appuntamenti per gli amanti della tradizione gastronomica capitolina

Milano, 9 marzo 2022Eataly Milano Smeraldo presenta “Daje! La Settimana della Cucina Romana” e accoglie a braccia aperte una delle cucine regionali più amate del Bel Paese. Tra supplì, carciofi alla giudia, baccalà, cacio e pepe e la mitica carbonara, lo store di Piazza XXV Aprile è pronto a esaudire i desideri delle “buone forchette” della città.

Dal 14 al 20 marzo l’insegna milanese diventa il palcoscenico di una speciale rassegna interamente dedicata alla tradizione gastronomica della Capitale. Una fitta agenda di appuntamenti speciali è pronta ad animare il negozio tra showcooking, cene con ospiti romani, prodotti e piatti tipici e corsi per imparare a destreggiarsi tra le preparazioni considerate le colonne portanti della cucina laziale.

In programma per martedì 15 il corso di cucina guidato da Daniela Di Veroli per insegnare passo dopo passo a preparare i piatti più gustosi della cucina romana, dai supplì ai tonnarelli cacio e pepe fino al filetto di baccalà alla romana. Un percorso coinvolgente tra segreti e accorgimenti indispensabili per servire in tavola portate degne di un ristorante della Capitale. Giovedì 17, sul Palco di Eataly, è poi la volta dello showcooking guidato dallo Chef Gianluca Rossetti, pronto a svelare tutti i segreti per realizzare un risotto con tipici ingredienti laziali e rendere romano uno dei piatti più milanesi che ci siano. 

Punta di diamante del palinsesto è la cena “Ostissimi: gli Osti più tosti di Roma!”, una serata speciale in programma per venerdì 18 marzo, alle ore 19:30, che riunirà nella stessa cucina 8 tra gli Osti più celebri della città. Da “Flavio al Velavevodetto”, “L’Oste a Roma in Banchi Vecchi” e “Hostaria Grappolo d’Oro”, passando per “Da Roberto e Loretta” e “Proloco Trastevere”, per arrivare a “Rosario”, “Osteria Fratelli Mori” e “Maccarè”, i nomi più celebri della tradizione gastronomica capitolina propongono un menu di 8 portate comprensivo di portate salate e dolci che solitamente popolano le tavole romane.

Pizza e mortazza, rigatoni all’amatriciana, trippa alla romana e tiramisù al bicchiere sono solo alcune delle specialità proposte in occasione della cena.

Ma non finisce qui. Durante tutta la settimana la carta dei ristoranti di Eataly Smeraldo si arricchisce di piatti speciali quali le polpette al sugo, i tonnarelli cacio e pepe e la pizza speciale alla carbonara, disponibili da Pizza & Cucina – il ristorante al primo piano dello store -, e la pasta cacio, pepe e cozze e il carciofo alla giudia con crema di pecorino, proposti invece da Pianodue – al secondo piano -.

Le sorprese proseguono al Bar Lavazza – al pianterreno – con la speciale pizza allapala alla gricia, farcita con guanciale e pecorino romano, e in gastronomia, dove è possibile degustare l’abbacchio con patate, gli gnocchi alla romana con burro, salvia e parmigiano e la coda alla vaccinara. Il weekend è poi interamente dedicato ai maritozzi di Gelsomina Pasticceria, le cui iconiche brioche ripiene di panna montata sono pronte a deliziare il palato del pubblico in tutti i punti ristorazione dello store. 

Per maggiori informazioni è possibile consultare il seguente link: https://www.eataly.net/it_it/negozi/milano-smeraldo/news/daje-settimana-della-cucina-romana-milano 

Dal 21 al 27 marzo torna il più grande “evento diffuso” dedicato alla birra artigianale, organizzato da Cronache di Birra, web magazine e testata giornalistica.

Dopo l’ultima edizione interamente digitale, tornano finalmente anche gli appuntamenti in presenza. Sul sito Italybeerweek.com pub, ristoranti e birrifici possono segnalale proprie iniziative (online e dal vivo) e inserirle nel calendario della manifestazione.

Non mancano gli eventi organizzati direttamente dalla Italy Beer Week e i suoi partner. Giunta alla dodicesima edizione, la Italy Beer Week è l’evoluzione della “Settimana della Birra Artigianale” nata nel 2011. 

Contenuti e obiettivi della Italy Beer Week

La Italy Beer Week si propone di diffondere la cultura e supportare il movimento birrario italiano coinvolgendo realtà diverse su tutto il territorio nazionale. Birrifici, pub, beer shop, ristoranti e associazioni possono segnalare liberamente le iniziative sul sito Italybeerweek.com

L’adesione è completamente gratuita e ogni aderente può contribuire con degustazioni, cotte pubbliche, incontri con birrai, tap takeover, presentazioni di nuove birre, cene di abbinamento, seminari, webinar, dirette sui social e altro ancora.

Grazie a un calendario di eventi molto variegato, i neofiti possono approcciarsi con curiosità a questo mondo, chi invece ha già un buon livello di conoscenze, troverà sicuri spunti di interesse.  

L’edizione 2022

Negli anni, la Italy Beer Week ha saputo adattare la propria formula ai cambiamenti del mercato e non solo. 

“ L’anno scorso abbiamo dovuto ripensare il nostro format, digitalizzando tutte le iniziative – racconta Andrea Turco, direttore di Cronache di Birra – Il successo è andato oltre le nostre aspettative e ci ha spinto a confermare alcuni appuntamenti online anche per l’edizione 2022”

Il tanto agognato ritorno agli eventi dal vivo arricchirà ulteriormente il calendario della Italy Beer Week.

“ Si torna finalmente anche nella nostra dimensione più naturale. Ancor prima di essere un prodotto da bere o degustare, la birra è un modo per socializzare – afferma Salvatore Cosenza, organizzatore della manifestazione insieme ad Andrea Turco.

Il Ballo delle debuttanti

Un anticipo di Italy Beer Week, si terrà dal 18 al 20 marzo, quando la Festa delle Birre Artigianali di Eataly Roma ospiterà il Ballo delle Debuttanti, con la presentazione in anteprima assoluta di diverse birre inedite.

“Il Ballo delle Debuttanti è il tradizionale evento inaugurale della Italy Beer Week, siamo contenti che possa tornare ad essere un appuntamento dal vivo” afferma Andrea Turco. 

Chi non potrà raggiungere la Capitale per il festival, avrà modo comunque di assaggiare le “debuttanti”. Sul sito 1001Birre è acquistabile una box speciale contenente le 13 birre inedite. Per degustarle con i birrai che le hanno realizzate, sono previste quattro dirette online sulla pagina Facebook della Italy Beer Week, che si terranno da martedì 22 a venerdì 25 marzo, a partire dalle 19.30.

Inoltre da lunedì 21 marzo le “debuttanti” saranno disponibili in esclusiva alle spine di alcuni pub selezionati in tutta Italia.  

I numeri della Italy Beer Week

I numeri delle passate edizioni sono importanti: 3.405 aderenti, 2.516 eventi, 1.828 promozioni e scontistiche speciali. Cifre che hanno seguito di pari passo la crescita del comparto. Nel 2010 in Italia si potevano contare solo 311 birrifici artigianali, attualmente sono oltre 800, con conseguente aumento esponenziale dei volumi di vendita nel mercato interno (il 4% del totale dei consumi di birra) e delle esportazioni. Da prodotto di nicchia, la birra artigianale è entrata a far parte della quotidianità di molti consumatori.

Alcuni degli Eventi della Italy Beer Week

Sul sito della Italy Beer Week, nella sezione dedicata il calendario è aggiornato in tempo reale man mano che gli aderenti segnalano le iniziative. Di seguito alcuni degli appuntamenti organizzati direttamente da Italy Beer Week.

Lunedì 21

  • Dalle 12 alle 20: Open Brewery – Visite guidate al birrificio romano Rebel’s Brewery
  • Ore 16,00 – Incognito e Spectrum: le nuove frontiere della luppolatura – A cura di BarthHaas X con la partecipazione del birrificio Rebel’s (online)
  • Ore 19,00 – Tavolo rotonda online su birra e specialty coffee – A cura di Alessandra Di Dio

Martedì 22

  • Dalle 12 alle 20: Open Brewery – Visite guidate al birrificio romano Rebel’s Brewery
  • Ore 19,30 – In diretta streaming da Eataly Roma sulla pagina Facebook della Italy Beer Week – Degustazione delle birre debuttanti con i realtivi birrai 


Mercoledì 23

  • Dalle 12 alle 20: Open Brewery – Visite guidate al birrificio romano Rebel’s Brewery
  • Ore 17,00 – Perfetti sconosciuti: come abbinare le birre alle eccellenze gastronomiche di tutti i giorni – A cura di Roberto Muzi
  • Dalle 12 alle 20: Open Brewery – Visite guidate al birrificio romano Rebel’s Brewery
  • Ore 19,30 –  In diretta streaming da Eataly Roma sulla pagina Facebook della Italy Beer Week – Degustazione delle birre debuttanti con i realtivi birrai

Giovedì 24

  • Dalle 12 alle 20: Open Brewery – Visite guidate al birrificio romano Rebel’s Brewery
  • Ore 19,30 – In diretta streaming da Eataly Roma sulla pagina Facebook della Italy Beer Week – Degustazione delle birre debuttanti con i realtivi birrai 


Venerdì 25

  • Dalle 12 alle 20: Open Brewery – Visite guidate al birrificio romano Rebel’s Brewery
  • Ore 16,00 – IGA Beer Challenge: presente e futuro del concorso dedicato alle Italian Grape Ale
  • Ore 19,30 – In diretta streaming da Eataly Roma sulla pagina Facebook della Italy Beer Week – Degustazione delle birre debuttanti con i realtivi birrai 


Sabato 26

  • Ore 12,00 – Birra e maiale: pranzo-evento didattico al Pork’n’Roll di Roma – Conduce Roberto Muzi


Domenica 27

  • Ore 19,00 – Cerimonia di chiusura – Diretta sulla pagina Facebook della Italy Beer Week

Partners

A conferma del prestigio e della risonanza dell’evento, per l’edizione 2022 la Italy Beer Week può contare sul supporto di:

BartHaas X – Giovane costola dedicata alla birra artigianale dello storico gruppo BarthHaas, leader mondiale nella produzione di luppoli con sedi strategiche nell’Hallertau (Germania), nella Yakima Valley (USA) e in Tasmania (Australia).

Easybräu-Velo – Leader in Italia per la progettazione e la realizzazione di impianti e accessori per birrifici, microbirrifici e brewpub.

Lallemand Brewing – Realtà che consta di tre marchi: LalBrew® Premium Series che produce lieviti e batteri; AB Vickers, all’avanguardia nello sviluppo e produzione di coadiuvanti tecnologici, enzimi e nutrienti. Siebel Institute of Technology che si occupa di  formazione di birrai in tutto il mondo.

Rebel’s Brewery – birrificio artigianale con sede a Roma, dal 2016 produttore di birre ispirate al mondo hop-forward americano e alla tradizione belga rivisitata in chiave moderna.

VDGLASS – Azienda produttrice di articoli in vetro, trasparenti e brandizzati, per la degustazione della birra.

1001Birre – E-commerce specializzato e azienda di distribuzione e importazione di birre artigianali, vini di piccoli produttori, sidri, liquori e distillati. 

Italy Beer Week può contare inoltre sulla collaborazione di Unionbirrai – associazione di categoria dei piccoli birrifici indipendenti impegnata nella tutela, valorizzazione e promozione della birra artigianale italiana.  

Italy-beer-week

Unione Degustatori Birre – associazione culturale che promuove la cultura birraria e organizza corsi di degustazione

Cronache di Birra 

È un magazine online (www.cronachedibirra.it) che dal 2008 offre una finestra quotidiana su quanto accade nel mondo della birra artigianale. Costantemente primo blog di settore in Italia nella classifica Teads, ospita contributi di esperti e analisi sull’evoluzione della scena brassicola italiana e internazionale.

Gli organizzatori

Andrea Turco

Fondatore e curatore di Cronache di Birra, è giudice in concorsi nazionali e internazionali, docente e consulente di settore. 

Salvatore Cosenza

È tra i fondatori e docente dell’Unione Degustatori Birre. Scrive di birra, cibo e ristoranti per diversi siti e guide. Raccoglie i suoi articoli sul sito Lieviti Digitali.

Contatti:

Italy Beer Week 

Cronache di Birra

Andrea Turco: +39 328 472 6882

Salvatore Cosenza +39 347 133 5137

Facebook – Instagram

Un sogno realizzato

Il suono del ragù domenicale, l’odore della parmigiana, del polpo alla luciana, ci portano all’interno dell’avventura culinaria di “Benvenuti in casa“, una trattoria a conduzione familiare situata a Sorrento. Il ristorante “Benvenuti in casa”a Sorrento, nasce dal sogno di Schisano Gianfranco e dalle fantastiche abilità culinarie della chef. Dopo un lungo percorso di tradizione ed esercizio i due sono giunti a coronare il proprio lavoro dando vita al fantastico ristorante, che ripropone piatti della tradizione rivisitati in chiave contemporanea.

Tradizione e contemporaneità di Sorrento

Tradizione e contemporaneità fanno da sfondo all’esperienza culinaria del nostro locale”- afferma Gianfranco. Un menù ricco di tradizione che viene riadattato utilizzando le nuove formule come la cucina a bassa temperatura, la cucina a vapore ed altre tecniche.

Crudo-di-gamberi-rossi
Crudo di gamberi rossi di Mazara del Vallo, burrata, misticanza, arancia di Sorrento, cipolla rossa di tropea agrodolce

L’uso esclusivo di prodotti locali è l’elemento fondamentale del ristorante che punta alla “freschezza” della pietanza perciò, il menù, si restringe prediligendo alimenti di stagione. Si ripropongono la maggior parte delle paste fresche fatte in casa: cavatelli, gnocchi di patate. Tutti elementi che con il passare del tempo, il ristorante cerca di proteggere dall’oblio. La trattoria, da quando ha preso vita, si compone di due sale: una interna e una esterna. La prima ha venti posti, la seconda trenta.

baccala-di-ricotta
Baccala di ricotta di bufala e spinaci

L’agrume di Sorrento

Non poteva non mancare il protagonista della terra del Sorrento ovvero l’agrume. Perciò “Benvenuti in casa” propone una serie di piatti con protagonista il prodotto tipico della propria terra madre. L’agrume è inserito all’interno di molti piatti che il ristorante offre. “Ogni piatto che presentiamo nel nostro ristorante è pensato per creare un’emozione, partiamo da un ricordo passato e lo portiamo nel presente utilizzando nuove tecniche di cottura o semplicemente impiattandolo in chiave moderna quello che è certo è che ogni portata avrà un sapore intenso ed indimenticabile“.

benvenuti-in-cassa-a-sorrento

Il Villaggio dei Ragazzi diventa per l’occasione il Villaggio degli Emergenti

Arrivano a Caserta le gare di EMERGENTE: la Selezione Centro Sud di Emergente Pizza si svolgerà il 22 ed il 23 marzo 2022, la Selezione Centro Sud di Emergente Sala il 23 ed il 24 a seguire. Ambedue le competizioni saranno ospitate da una struttura particolare, il Villaggio dei Ragazzi in Piazza Matteotti 8 Maddaloni – Caserta.

Il Villaggio è un luogo di alta formazione, polo educativo ed universitario con corsi di specializzazione (anche per i settori tecnico e aerospaziale) con il duplice intento di educare e di avviare i giovani all’inserimento nel mondo del lavoro. E’ una struttura semplice, funzionale, perfettamente in linea con la nostra filosofia. Ribadiamo che le gare di EMERGENTE sono riservate solo ai migliori giovani talenti della nostra ristorazione che vengono selezionati in base a criteri di merito da Witaly, la società che ha ideato questi eventi e che li realizza da molti anni.

Il programma di massima:

Emergente Pizza. Due gare il pomeriggio di martedì 22 e la mattina del 23 con la premiazione prevista a metà giornata. 

Emergente Sala. Due gare, la sera del 23 presso la Masseria Casale Rosamelia per la prova pratica e il mattino del 24 nella Sala Teatro del Villaggio per la prova orale. La premiazione è prevista a metà giornata. I concorrenti saranno giudicati da diverse giurie composte da esperti e giornalisti del settore, sarà inoltre invitato un gruppo ristretto e selezionato di operatori, oltre al personale didattico e agli allievi del Villaggio. 

Due i momenti ludici: la serata di martedì 22 nella grande sala della mensa i migliori pizzaioli di Caserta e dintorni, tra cui Francesco e Sasà Martucci, Simone De Gregorio, Salvatore Lionello, Michele Martorano, Otello Schiavone, Giovanni Russo, Raffaele Cavalieri, si esibiranno in una serie di pizze che vogliono valorizzare il territorio. La sera di mercoledì 23 presso il Casale Rosamelia, avremo come ospite Franco Pepe con le sue famose pizze. Partner dell’evento la Scuola di Dolce e Salato di Giuseppe D’Addio.

Per accedere all’evento è necessario essere in possesso di valido green pass.

Logistica Giulia Pallante eventi@witaly.it   346 6160972

Ufficio stampa: Giulia Cannada Bartoli emergentecentrosud@gmail.com 3398789602

DA 50 TOP PIZZA A 50 TOP ITALY: SARÀ UN 2022 DI GRANDE VALORE PER LE CLASSIFICHE DI 50 TOP NASCE LA PRIMA CLASSIFICA MONDIALE DELLE PIZZERIE E ARRIVA 50 TOP ASIA-PACIFIC 

Sono solo alcune delle grandi novità di 50 TOP che premia i migliori locali e le eccellenze italiane e in tutto il mondo. Una stagione ricca con grande attenzione anche alle pasticcerie, ai vini rosé alle migliori pizzerie in viaggio

Milano, 3 marzo 2022 – È stata presentata oggi presso Dry Milano, la nuova stagione di 50 Top, il gruppo editoriale creato e curato da Barbara Guerra, Albert Sapere e Luciano Pignataro che è diventato in pochissimo tempo il punto di riferimento della critica enogastronomica italiana e non solo. 

Dopo due anni in cui le classifiche hanno avuto vita in streaming a causa della pandemia, in questa stagione si torna con gli eventi in presenza, una grande occasione per ripartire con immutato entusiasmo e importanti novità che celebreranno un 2022 davvero importante per il prosieguo e l’affermazione internazionale del brand 50 TOP.

Fitto e articolato il calendario degli eventi 2022 volti a premiare per la prima volta nella storia di 50 top le migliori pizzerie al mondo: “Per noi – dicono i curatori del progetto 50 Top – stilare questa classifica era uno dei primi obiettivi da raggiungere dopo una prima affermazione in Italia. C’è davvero una grande professionalità in giro nel bacino che sarà esaminato e siamo certi che verrà fuori il meglio, per continuare a essere un punto di riferimento per tutti gli appassionati di cibo“. Un percorso avviato nel 2017 con 50 Top Pizza che da sempre tiene sotto controllo lo straordinario movimento della pizza nel mondo. 

“Siamo molto orgogliosi di perpetuare negli anni questa guida, che è diventata per i pizzaioli e per i consumatori molto importante – affermano i curatori di 50 TOP I suoi punti di forza, sono senza dubbio la fruibilità: tutte le guide firmate 50 Top sono completamente gratuite, tradotte in inglese e integrate ad un servizio di geolocalizzazione. Ma anche l’immediatezza: tutte le guide firmate 50 Top sono consultabili online e questo permette al lettore di essere aggiornato in tempo reale sulle informazioni che riguardano i locali presenti, e soprattutto Il metodo di giudizio, al servizio del lettore: I nostri “panel” sono formati da esperti gastronomi, con particolare sensibilità verso il mondo dell’enogastronomia”.

“A loro è chiesto il vincolo di riservatezza e anonimato, sia nel compilare i sondaggi che portano a stilare le classifiche, sia nello step delle visite, le quali avvengono sempre pagando il conto. La 50 Top Pizza si impegna a creare una guida minuziosa nonostante le difficoltà della pandemia che stiamo affrontando tutti, facendo uso dei nuovi coordinatori locali per valorizzare tutte le migliori pizzerie senza lasciare nessun dettaglio indietro. Le classifiche saranno svelate a breve con una serie di eventi in città importanti come Milano, Madrid, New York, Bangkok e Napoli a cui stiamo lavorando con immutato impegno”. Ci sarà anche la classifica delle migliori pizze in viaggio, realizzata in Italia, in cui saranno premiate le migliori pizzerie da taglio e asporto del Bel Paese.

50 TOP ASIA PACIFIC– agosto, streaming

L’edizione 2022 porterà tante novità importanti anche per la regione Asiatica. Infatti, l’Asia, il Giappone e l’Oceania non saranno più separate, ma saranno considerate come un’unica regione chiamata la nuova area Asiatica Pacifico. L’area includerà: il Giappone, la Corea del Sud, la Cina, Hong Kong, le Filippine, il Taiwan, il Singapore, l’Indonesia, il Vietnam, l’Australia, la Nuova Zelanda e la Tailandia. 

Oltre 3 mila euro raccolti da Salvatore Lioniello e Giuseppe Bove per il progetto di beneficenza “La stanza di Tobia” dell’Accademia Nazionale Pizza DOC ed ARLI

La solidarietà ha un gusto speciale. 

Oltre 3000 euro raccolti per “La stanza di Tobia”, il progetto di beneficenza della Accademia Nazionale Pizza DOC in sostegno dell’ARLI – Associazione Regionale Leucemie Infantili, durante l’evento di beneficenza che ha visto protagonisti i maestri pizzaioli Salvatore Lioniello e Giuseppe Bove.

Lunedì 28 febbraio presso la “Pizzeria da Lioniello” a Succivo, in provincia di Caserta, c’è stata una cena degustazione speciale. La pizza “diversamente napoletana” di Salvatore Lioniello, padrone di casa, ha incontrato quella di Giuseppe Bove della pizzeriaIl segreto di Pulcinella” di Montesarchio, nella beneventana Valle Caudina. 

Una cena degustazione a quattro mani, quindi, con Salvatore Lioniello e Giuseppe Bove al lavoro dietro il banco. 

Il ricavato della serata è stato interamente devoluto alla 𝐒𝐭𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐢 𝐓𝐨𝐛𝐢𝐚, progetto di beneficenza realizzato dall’Accademia Nazionale Pizza DOC e dall’A.R.L.I. – 𝐴𝑠𝑠𝑜𝑐𝑖𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒𝑅𝑒𝑔𝑖𝑜𝑛𝑎𝑙𝑒𝐿𝑒𝑢𝑐𝑒𝑚𝑖𝑒𝐼𝑛𝑓𝑎𝑛𝑡𝑖𝑙𝑖.

Il progetto sostiene i bambini ricoverati per le terapie oncologiche presso l’ospedale Santobono – Pausillipon di Napoli, e in tutti i presidi ospedalieri del sud Italia, con un appartamento in via Foria a Napoli gratuitamente a disposizione delle famiglie dei piccoli pazienti. 

Una cena degustazione che oltre a far bene al palato fa bene anche al cuore.

La degustazione è stata strutturata in 6 proposte pizza in cui Salvatore e Giuseppe si sono alternati; solo per le ultime due portate Giuseppe ha lasciato chiudere Salvatore in quanto la sua “sogni di latte” è un fine pasto ideale.

Mentre Bove ha scelto di portare alcuni dei suoi must have come “triple baccalà” e “omaggio a Montesarchio”, Lioniello ha voluto proporsi con impasti e topping ideati ad hoc per la serata come “una battuta di pesca” e “puntarella di luna”.

Alle pizze sono stati associati vini scelti appositamente da Roberto Di Meo per un pairing molto azzeccato che ha reso ancor più godibile la serata.

Il menù degustazione prevedeva:

1) Una battuta di pesca di Salvatore Lioniello

Pizza in teglia al 100% idratazione con cicorie, tartare di spigola, alghe di mare fritte, zest di limone

2) Pepita di bufalo di Giuseppe Bove

Montanara fritta e al forno con stracciata di bufala, tartare di bufalo campano, olive nere di Bonea, capperi di Salina soffiati, maionese allo zafferano del Taburno, tartufo nero invernale, olio evo Seleca

3) Puntarelle di luna di Salvatore Lioniello

Padellino cotto a vapore con triplo pre-fermento con farina di Senatore Cappelli, Saragolla, Carosello del Cilento e multicereali al 90% idratazione, insalata di puntarelle, carpaccio di manzetta prussiana, maionese di alici di Cetara, senape in grani

4) Triple Baccalà di Giuseppe Bove

Fior di latte, baccalà islandese marinato, maionese di baccalà, chips di baccalà, polvere di pomodorino dunne, polvere di olive infornate, polvere di capperi di Salina, erba cipollina, basilico, olio evo Seleca

5) Omaggio a Montesarchio di Giuseppe Bove

Fior di latte, battuto di peperone saltato con aglio, capperi e acciughe, crumble di pane cafone con noci, olio evo Elaios

6) Sogni di latte di Salvatore Lioniello

Diversamente Napoletana con crema di pecorino toscano, fior di latte, blu di bufala, caciocavallo di Agnone, annegato di capra, crema di limone, erba cipollina, polvere di caffè

Come vini, invece, sono stati serviti: uno spumante Di Meo brut, una falanghina campania IGT, un fiano di Avellino DOCG, un aglianico campania IGT

Per continuare a sostenere il progetto “La stanza di Tobia” lo si può fare al link https://rb.gy/hspeiv oppure attraverso bonifico bancario intestato alla “A.R.L.I – Associazione Regionale Leucemie Infantili” con Iban: IT90V0200803452000004167728 Codice Bic SWIFT UNCRITM1G42 presso agenzia Napoli

La pizza non ha mai fatto tanto bene come adesso.

Braceria, macelleria, bistrot. Il 3 marzo, a San Potito Ultra, lungo la Ss.7 di via Appia (Ofantina), apre BradeVi, il nuovo tempio di Fiore De Vito. 

Il rinomato macellaio avellinese, titolare di Fior di Bontà, in via Bellabona, raddoppia con un progetto di ultima generazione che coniuga tradizione, ricerca e creatività. 

Un format innovativo pronto ad accogliere appassionati carnivori per godere di una proposta gastronomica ricca e variegata. I clienti potranno fare la spesa usufruendo del servizio macelleria-gastronomia, aperto dalle 8.00 alle 20.00, oppure, direttamente dal bancone al piatto, potranno assaporare le selezioni ‘De Vito’ comodamente seduti nella moderna sala ristorante, dalle 12.00 alle 15.00 e dalle 19.00 alle 23.00. 

Il macellaio Fiore De Vito, ormai punto di riferimento per il capoluogo avellinese, vi guiderà in una degustazione esclusiva dei migliori tagli di carne a scelta tra allevamenti locali, nazionali o internazionali da cuocere attraverso la tecnica del reverse searing.

Un metodo professionale che consente di avere un grande controllo sulla reazione di Maillard, il processo che porta la superficie della carne ad avere una crosta gustosa e molto aromatica dovuta alla caramellizzazione degli zuccheri e quindi ad una cottura omogenea con la parte interna perfettamente rosea, e quella esterna brunita e croccante. 

braceria-macelleria-bistrot

L’esperienza e il rispetto per le materie prime sono gli elementi fondanti di BradeVi,  un luogo di scambio tra dimensione rurale e urbana che rappresenta la realizzazione del sogno di ogni macellaio: davanti, il bancone curato nei minimi particolari con un’esposizione ben assortita e dietro, il braciere e la cucina che vede a capo lo chef Antonio Sicignano, volto noto dell’alta ristorazione.

Sicignano dopo l’esperienza da Taberna Vulgi prima e, da Marennà dopo, approda nel ristorante di San Potito per dare forma alle visioni di De Vito, ovvero un dialogo costante con la storia e la cultura dell’Irpinia che si manifesta a tavola con grande tecnica ed estetica. 

BradeVi vuole evocare sapori raffinati, ma sinceri che si esplicano nella carne alla brace, ma anche nei piatti e nei taglieri. Lo chef ha studiato un menu à la carte che vede protagoniste ricette opulente interpretate in maniera contemporanea. Protagonista come sempre la carne, anche se non mancherà una proposta vegetariana e i tanti contorni a base di verdure di stagione.

Ad esaltare ogni piatto ovviamente i vini. Etichette che strizzano l’occhio all’Irpinia, ma senza mai dimenticare i grandi classici, declinazioni enologiche internazionali o vini di piccole e medie aziende nazionali. In armonia con l’ampia carta dei vini, il bancone in sala che negli orari dell’aperitivo propone panini e taglieri a base di insaccati e formaggi tra cui spicca la regina della produzione artigianale di Fiore De Vito: la soppressata avellinese. 

Questa la proposta di BradeVi, un luogo di convivio da scoprire angolo dopo angolo per riassaporare l’identità gastronomica locale in una chiave originale ed elegant

Brunch all’italiana 2022: parte il contest dedicato ai giovani pasticceri e pastry chef ideato da Caffè Borbone e 50 Top Italyle migliori interpretazioni del brunch all’italiana e gli abbinamenti con il caffè più creativi saranno premiati a Cibus

È partito “Brunch all’italiana 2022”, il nuovo progetto ideato da 50 Top Italy e da Caffè Borbone che premia le migliori interpretazioni del brunch all’italianae gli abbinamenti più creativi con il caffè. Il vincitore sarà premiato a Cibus, il salone dell’alimentazione di Parma, e sarà protagonista di una videoproduzione in collaborazione con Caffè Borbone. La collaborazione tra Caffè Borbone e 50 Top Italy è già consolidata, infatti, l’anno scorso, i due partner hanno ideato insieme “L’altra Faccia del Tiramisù” un contest dedicato al dessert più amato d’Italia, il vincitore: Angelo Tramontano è stato protagonista di un delizioso show cooking durante la premiazione a Cibus. Inoltre, il pastry chef è stato l’autore delle videoricette condivise sul blog e sui social di Caffè Borbone.

Le iscrizioni sono aperte fino al 10/03/2022 l’invitoè rivolto a pasticceri e pastry chef under 35, già esperti nel settore. Il contest nasce per promuovere la cultura italiana del caffè e, allo stesso tempo, le nuove tendenze culinarie e mira a valorizzare i giovani talenti. I partecipanti daranno sfogo al proprio estro con un’interpretazione personale del brunch all’italiana e il relativo abbinamento con il caffè. Una volta valutate le candidature, saranno ammessi alla selezione 10 partecipanti, che riceveranno una fornitura omaggio da Caffè Borbone

Il brunch nesce in Inghilterra, a fine Ottocento, come pasto da consumare dopo le battute di caccia domenicali. Un momento di convivialità. Il nome è l’unione di breakfast e lunch: un incontro tra prima e seconda colazione. È però negli Stati Uniti, a partire dagli anni ‘30, che entra a far parte della cultura di massa, fino ad affermarsi nel mondo come stile di vita informale.

Oggi, il brunch è diventato un vero e proprio food trend, anche in Italia, una delle nuove tendenze della ristorazione, consolidatasi soprattutto nelle grandi città. Si tratta di un fenomeno prevalentemente giovanile, del fine settimana, che ben si lega a momenti di intrattenimento sociale come le colazioni fuori casa e gli aperitivi pre-pranzo.


Gli italiani amanti del brunch sono sì alla ricerca della varietà e del piacere dello stare insieme, ma sono anche attenti alla qualità, in sintonia con il nuovo bisogno di benessere e sicurezza alimentare, e vicini al concetto di sostenibilità.  Punti cardine, anche della filosofia di Caffè Borbone che supporterà in questa iniziativa i giovani talenti. Al termine del contest, una giuria di esperti nominata da 50 Top Italy valuterà i lavori ricevuti, scegliendo le proposte vincitrici.

Per info e informazioni: info@50topitaly.it

Regolamento:  https://www.50topitaly.it/it/brunch-allitaliana-2022-parte-oggi-il-progetto-promosso-da-50-top-italy-e-caffe-borbone-per-pasticceri-e-pastry-chef-under-35/


Molini Ambrosi lancia “CRUNCHY”: la farina ideale per la produzione di pinse, pizze in pala e napoletana croccanti.

Proprio a ricordare quel divertentissimo rumore nello sgranocchiare, ormai, il crunchy food è qualcosa di irresistibile. Sin da bambini si è attratti dai cibi croccanti proprio perché il nostro cervello giudica mangiabile qualcosa che si spinge al di là del semplice sapore, coinvolgendo tutti i nostri sensi. 

C’è chi preferisce le consistenze morbide ed altri, invece, cibi croccanti; proprio per chi ricerca il CRUNCHY in tutte le tipologie di pizza (napoletana, in pala e in teglia) o nella pinsa romana, ci pensa Molini Ambrosio. Una miscela di farina “Tipo 0”, semola rimacinata, farina di riso, farina di soia e il lievito madre essiccato che riesce a coniugare gusto e croccantezza. 

Il mix di farina “CRUNCHY” è consigliato per la produzione di pinse, pizze alla pala, pizze in teglia a lievitazioni con tecnica “sponge” per 18 ore a temperatura controllata, con puntata fino al raddoppio dell’impasto finale e riposo dei panetti a temperatura ambiente per 2 ore. 

CRUNCHY verrà presentata, agli esperti del settore, a Napoli nella boutique del gusto “Legrani”, via Verdi 8 – Galleria Umberto I, mercoledì 2 marzo alle ore 18. 

All’evento saranno presenti: Catello di Maio Ceo di CestoBakery, esperto lievitista e astro nascente della panificazione campana; Massimiliano Malafronte del panificio Malafronte e Legrani – legami di gusto, 3 pani gambero rosso, tecnologo alimentare e lievitista di fama nazionale.

La famiglia Ambrosio, dal 1886, non ha mai interrotto il legame che la unisce all’arte molitoria; una tradizione secolare, elemento, che caratterizza e contraddistingue la storica azienda. Molini Ambrosio ha un ruolo centrale nello sviluppo del settore molitorio italiano e fornisce ai propri clienti una qualità ed una cura dei prodotti in Italia e nel mondo, grazie ad una forte passione ed ai segreti della lavorazione del grano tenero e duro tramandati con dedizione

Non si tratta solo di storia e tradizione, la vera forza dell’azienda risiede nell’entusiasmo, nell’impegno e nella soddisfazione di chi, tutti i giorni, sceglie la materia prima, la lavora e consegna il prodotto finito con l’unico obiettivo di soddisfare le esigenze del cliente. 

Tra le caratteristiche vincenti della Molini Ambrosio, oltre ad offrire a ciascuna categoria di clientela un prodotto appositamente pensato, la presenza di un team di professionisti in grado di aiutare il cliente ad ottenere il miglior risultato possibile facendo proprie le sue esigenze, grazie alla personalizzazione e al supporto post–vendita con i propri tecnici esperti.

I segreti della macinazione classica sono stati rivisitati in chiave moderna da Molini Ambrosio tanto da permettere, dal 1886 ad oggi, il coinvolgimento ed il susseguirsi di ben cinque generazioni. 

Dopo l’inaugurazione dei primi due molini Ambrosio a San Giuseppe Vesuviano segue, negli anni 1930 quella del primo molino a Castellammare di Stabia. L’azienda ha poi avuto una forte espansione focalizzandosi sull’esportazione di farine e semole fino ad un posizionamento dell’attività, negli anni duemila, grazie agli attuali soci i cugini omonimi Domenico Ambrosio, sul mercato interno delle farine di grano tenero e su prodotti di qualità elevata. 

Proprio nell’ultimo biennio, nonostante le grandi difficoltà legate alla pandemia Covid-19, si è manifestata un’espansione del molino con una nuova sezione a grano duro per la produzione di semola.

Grazie alla personalizzazione ed al supporto post–vendita con i propri tecnici esperti Molini Ambrosio offre non solo un prodotto personalizzato in base al cliente, ma si avvale di un team di professionisti in grado di aiutare l’utente finale ad ottenere il miglior risultato possibile facendo proprie le esigenze di ognuno di essi.

Di seguito le diverse Linee:

  • Linea “La Pizza”

La linea di farine per pizza dell’azienda che coniugano la tradizione napoletana con le farine “ZeroZero” e le applicazioni contemporanee con le farine “Origine”. Queste ultime sono caratterizzate dalla presenza di crusca micronizzata e germe di grano, naturalmente contenute nel grano macinato, e permettono la realizzazione pizze caratterizzate da texture, colore e profumi innovativi per incontrare il gusto dell’artigiano e del consumatore contemporaneo.

  • Linea “Giallo Oro” – Semola e Semola Rimacinata

Semole ottenute da un’accurata selezione e trattamento del grano duro. Tutte le fasi della produzione sono eseguite con eccellenza. Pulitura e selezione ottica a colori eliminano tutti gli elementi estranei al grano ed i chicchi imperfetti. La macinazione lenta con tre passaggi di decorticazione lavora il prodotto sempre a bassa temperatura preservando amidi e proteine e garantisce una calibrazione ottimale e costante della granulometria. Il risultato dopo la lavorazione è un prodotto finito dal colore sempre vivo, Giallo Oro.

  • Linea “Capolavoro”

Capolavoro è la linea di farine per il panificatore moderno e si distinguono per l’elevata costanza qualitativa, rendimento e qualità del glutine. 

  • Linea “Opera”

Opera è la linea di ingredienti a base di cereali alternativi per la panificazione pensata per incontrare i nuovi gusti dei clienti: uno stile di vita più salutare, gusti diversi e non convenzionali. La materia prima ricercata è garanzia di standard qualitativi elevati nonché depositaria di notevoli benefici nutrizionali, come il basso contenuto di glutine e l’alto contenuto di fibre e vitamine. Ulteriore punto di forza risiede nella facilità di utilizzo che permette all’artigiano di esprimere al meglio la sua creatività.

Molini Ambrosio è presente a manifestazioni e fiere internazionali quali: Gulfood di Dubai, Pizza Expo Las Vegas, Tutto Food, Cibus, Anuga.

Decretati con il Premio Grandenapoli i migliori attori del food & beverage a Napoli e dintorni per l’anno 2021

La seconda edizione del premio è stata un successo, con i vincitori scelti sulla base del voto esclusivo dei consumatori

Il premio Grandenapoli è nato dalla volontà di valorizzare i protagonisti del food napoletano, individuando i protagonisti di più alto profilo e premiando le eccellenze di Napoli e provincia.  Nell’ampio panorama della ristorazione, dalla classica pizza, fino al sushi, andando a coprire anche i trend più recenti in termini di consumi alimentari.

E come segno di riconoscimento della vittoria per gli esercenti sul podio, un bollino identificativo di successo, da esporre all’entrata del proprio esercizio come segno inconfondibile di garanzia di bontà che il contest gli ha decretato.

L’iniziativa sponsorizzata dalle aziende Big Party, Caffè I Due Napoletani, e l’Agenzia di creativi Mutart Agency, è un progetto ambizioso, che ha visto il coinvolgimento di differenti esercenti e del pubblico tutto dei consumatori e fruitori del giornale Grandenapoli.

Così per il 2021 sono stati individuati i migliori protagonisti del food & beverage di Napoli e dintorni per ognuna delle categorie in gara: Bar Caffè, Birrerie, Focaccerie, Gelaterie, Lounge Bar, Pasticcerie, Pizzerie, Pub, Risto pescherie, Ristoranti di carne, Ristoranti di pesce, Sushi, Take-away Pub, Trattorie, Ville per cerimonie, Vinerie, Caseifici, Agriturismi. Il voto è stato espresso su basepopolare, dai consumatori, mediante la creazione di un account sul sito premio.grandenapoli.it, inserendo il proprio indirizzo e-mail.

Ovvero una volta effettuata l’iscrizione, ognuno ha potuto accedere alla pagina web dedicata alle votazioni ed esprimere una sola preferenza, tra tutti i nominativi concorrenti, e per ognuna delle categorie food in gara. E i primi 3 classificati, una per ognuna delle 18 categorie in ordine di arrivo sul podio sono stati premiati.

Grande Pasticceria 2021: 1 Pasticceria Capriccio, Napoli; 2 Pasticceria Colotti, Napoli; 3 Pasticceria Charlot, Cardito.

Grande Bar Caffè 2021: 1 A pari merito Gran Caffè Gambrinus e Chalet Ciro, Napoli; 2 A pari merito Caffè Salvo Dal 1955 e Saint-Honorè Bakery & Coffee, Napoli; 3 A pari merito Marco Cafè e Bar Mexico, Napoli; 4 A pari merito Gran Caffè La Caffettiera e Centrale del Caffè, Napoli.

Grande Birreria 2021: 1 Birreria Babette, Napoli; 2 A pari merito Tallioo!, San Giorgio a Cremano e Mosto, Napoli; 3 A pari merito NaBeer Birroteca e Frank Malone, Napoli.

Grande Focacceria 2021: 1 Fermo Pizza, Napoli; 2 La Focaccia a Fuorigrotta, Napoli; 3 A pari merito Porzio… ni di pizza e La Focaccia della Signora dal 1962, Napoli.

Grande Gelateria 2021: 1 Mennella; 2 Gelatosità; 3 Bilancione, Napoli.

Grande Lounge Bar 2021: 1 Cantine Sociali, Napoli; 2 A pari merito Opera Taste Factory e Libreria Berisio, Napoli; 3 A pari merito Barrio Botanico e Archivio Storico, Napoli.

Grande Pizzeria 2021: 1 Pizzaingrammi, Pozzuoli; 2 Pizzeria Porzio e Pizzeria da Concettina ai Tre Santi, Napoli.

Grande Pub 2021: 1 12 Morsi Burger & Friends, Napoli; 2 A pari merito The Penny Black Pub e L’Oca Nera Irish Pub, Napoli; 3 Paninissimo, Portici.

Grande Risto-pescheria 2021: 1 Pescheria di Napoli, Napoli; 2 Pescheria Mattiucci, Napoli; 3 Pescheria Lo Squalo, Napoli.

Grande Ristorante di carne 2021: 1 James Joyce, Napoli; 2 9 Gradi, Somma Vesuviana; 3 A pari merito MacelleGria e Meatin, Napoli. 

Grande Ristorante di pesce 2021: 1 Punto Nave, Napoli; 2 A pari merito La Locanda del Testardo e La Frescheria, Napoli; Turistico Beach Park, Bacoli.

Grande Sushi 2021: 1 Contemporary Japanese Restaurant, Napoli; 2 A pari merito Jap-One e Urubamba, Napoli; 3 A pari merito O Sushi e Honzen Fusion Japanese Restaurant, Napoli.

Grande Take-away pub 2021: 1 Paninoteca Da Francesco, Napoli; A pari merito Tortora e PUOK, Napoli; Pub JUST, Napoli.

Grande Trattoria 2021: 1 Scugnizzi, Napoli; 2 La Cucina di Elvira, Napoli; 3 A pari merito Trattoria Antonio La Trippa e Trattoria Da Nennella, Napoli.

Grande Villa per cerimonie 2021: 1 La Terra Degli Aranci, Napoli; 2 A pari merito Villa Fattorusso, Napoli e Nabilah, Bacoli; 3 A pari merito Il Gabbiano e Sohal, Bacoli.

Grande Vineria 2021: 1 Wine Boat, Napoli; 2 Bucopertuso, Napoli; 3 A pari merito 13 GRADI, Pozzuoli e Spuzzulè, Napoli.

Grande Agriturismo 2021: 1 Il Centrangolo, Bacoli; 2 Agriturismo Fattoria Terranova, Sant’Agata sui Due Golfi; 3 A pari merito La Granzeola by Al Vecchio Ulivo, Pozzuoli e Agriturismo Carpineto, Pietrastornina.

Grande Caseificio 2021: 1 A pari merito Antica Casearia Fierro, Napoli e Caseificio Antico Casale, Mondragone; 2 La Tramontina, Portici; 3 Caseificio F.lli Battiniello s.r.l., Napoli.

Ed ancora tante sorprese riserva il Premio Grandenapoli, per esempio è già possibile iscriversi gratuitamente al Contest 2022 per le eccellenze del food & beverage di Napoli e dintorni.

Si conclude il mio percorso al The Britannique Naples, Curio Collection by Hilton.

Desidero sentitamente ringraziare la proprietà ed il management per avermi dato la possibilità di vivere una bella esperienza. Mi appresto ad intraprendere una nuova ed emozionante avventura nel dirigere, in qualità di Executive Chef, il Ristorante Maxi dell’Hotel Capo La Gala di Vico Equense.

Proseguo il mio percorso che da sempre affronto con amore, impegno e professionalità, cosciente delle nuove e stimolanti sfide che mi si presenteranno in questa cornice da sogno nel cuore della Penisola Sorrentina accolto dalla Famiglia Acampora.Mare e colori della natura, saranno per me una continua ispirazione per fondere tecnica, conoscenza e tutela dell’ambiente.

Eduardo Estatico classe 1985, dopo il diploma all’Istituto Alberghiero ed alla specializzazione alla Scuola internazionale di cucina italiana Alma, negli anni ha maturato numerose esperienze in ristoranti e Hotel di lusso in Italia e all’estero.

Direttore Didattico e formatore della Toffini Academy per i corsi di alta cucina, lo chef Estatico è sociodella prestigiosa associazione “Chic”, Charming Italian Chef.

Bibliofilo e collezionista di rari testi sulla gastronomia, “La biblioteca di Eduardo Estatico”. Conduce la rubrica on line“due chiacchiere con…”.

Format video con interviste a persone e personaggi. 

La tradizione familiare e l’innovazione culinaria

Sulle sponde della costa Adriatica che, in ogni suo angolo regala rivelazione culinarie di eccellenza, troviamo, Festa Restaurant, una giovane realtà gastronomica che ormai da qualche mese arricchisce il panorama ristorativo del fermano.

Il ristorante, nato ad Ottobre 2021 a Porto sant’Elpidio, porta con se una romantica storia familiare che vede il miscelarsi di idee di diverse generazioni che nel loro insieme maturano verso una proposta ristorativa moderna ed innovativa.

La storia vede come protagonisti Alessia, Jessica e Roberto, tre fratelli che, dopo aver gestito insieme allo zio Paolo uno stabilimento balneare, decidono di prendersi un periodo di pausa per riordinare le idee e cercare di intraprendere un percorso di rigenerazione culinaria.

E’ da un’attenta analisi dell’evoluzione del panorama ristorativo che insieme decidono di aprire Festa Restaurant, locale, che già dal nome, richiama l’identità di famiglia e la voglia di ripartire e regalare ai clienti un’atmosfera frizzante ed allegra.

Il ristorante, che in precedenza ospitava una pizzeria, viene preso in gestione e, dopo essere stato totalmente rivisitato, è oggi un ambiente fresco, lineare e di tendenza, dove tutto è curato nei minimi dettagli.

Le pareti interne color grigio intenso ben si sposano con le ampie vetrate dell’ingresso, le quali garantiscono un punto luce che permette di rimanere in contatto con l’esterno, garantendo un buon calore, dato anche dalla scelta dei tavoli in legno.

La cucina moderna di Festa Restaurant

La location moderna, è in linea con la proposta degustativa, in quanto la scelta del team è stata quella di proporre una cucina dal taglio moderno, che lavora sulle tecniche di cottura e sulla presentazione curata dei piatti, rimanendo però fedele alle materie prime della tradizione locale.

Affacciandosi sul mare, il menù è prettamente dedicato al pesce, ma ritroviamo anche delle pietanze vegetali che forniscono un’alternativa per il cliente. Nell’impostazione della carta troviamo sia la degustazione base pesce composta da cinque portate, che permette di conoscere a pieno i sapori e l’identità della cucina proposta, sia la semplice scelta alla carta.

Tutto quello che è inserito nel menù è rigorosamente frutto di studio pregresso che interseca un’attenta ricerca delle materie prime al giusto abbinamento dei singoli prodotti, garantendo un buon equilibrio gastronomico alle pietanze.

Infatti, partendo dai lievitati ad alta digeribilità, passando per la pasta all’uovo regina dei primi piatti, fino ad arrivare al dessert, tutto viene rigorosamente prodotto all’interno della cucina del ristorante, conferendo un’ulteriore originalità e tocco distintivo all’estro creativo della brigata.

La selezione di pietanze, che viene proposta e aggiornata sulla base dei prodotti stagionali, risulta ben strutturata, regalando due chicche gastronomiche da non perdere: alici croccanti ripiene di pancotto, prodotto tipico del mar Adriatico, e “come un moscow mule”, il raviolo di gamberi accompagnati da tartare di gamberi rossi di Mazara aromatizzati al moscow mule, che permettono nell’immaginario di gusto di provare la sensazione di bere un cocktail rinfrescante.

Se vorreste provare questa esperienza in prima persona, e conoscere una realtà innovativa a conduzione familiare dove vivere un’esperienza di gusto deliziosa in un’ambiente moderno, giovane e rilassante, non resta che riservare un tavolo da Festa Restaurant.

FESTA RESTAURANT

Contatti: 3519606683

Indirizzo: Via Canada, 10 – Porto Sant’Elpidio

Orario: 

Lun. – Dom. 19.30 – 23

Dom. 12.30 – 14.30

Mercoledì riposo settimanale

Facebook: FESTA Restaurant

Instagram: @festa.restaurant

Sito: www.festarestaurant.com

Il bistrot del Brunelleschi Hotel diventa ancora più gourmet, un’anticamera del Ristorante Santa Elisabetta, due stelle Michelin

L’Osteria Pagliazza, al piano terra della Torre bizantina da cui prende il nome, sta vivendo una revisione totale: non solo della proposta gastronomica ma anche identitaria. Il cambiamento di menù è infatti una diretta conseguenza del mutato concept: l’Osteria Pagliazza si trasforma in un bistrot con una cucina che rispecchia quella del sovrastante ristorante stellato, in versione più easy e che include anche assaggi dei piatti più iconici del Ristorante Santa Elisabetta.

Il piano terra della Torre della Pagliazza nel Brunelleschi Hotel di Firenze è protagonista di un progetto di riorganizzazione e rilancio e si rifà il look, illuminato dalle due stelle Michelin del Ristorante Santa Elisabetta, situato al primo piano. L’Osteria Pagliazza e l’attiguo Tower Bar si rinnovano, intensificando i rapporti con il ristorante stellato. Il lavoro di squadra e lo scambio continuo da sempre sottolineati dall’Executive Chef Rocco De Santis, saranno ora evidenti anche nei menù di Osteria, Bar e Ristorante fine dining.

La cucina della Pagliazza è una sintesi intrigante e moderna della tradizione fiorentina e toscana, rivisitata con accenti contemporanei e fusion. Adesso nella sua carta si aggiunge il Corner Santa Elisabetta: “un assaggio dei piatti più iconici del nostro Ristorante stellato”.

Un altro elemento che collega Osteria e Ristorante stellato, è la carta dei signature cocktail, inediti e stagionali, che vengono creati nell’attiguo Tower Bar seguendo il mood dei piatti dello Chef Rocco De Santis e abbinabili ai piatti.

L’Osteria Pagliazza, chedurante la bella stagione ha anche tavoli all’aperto, e il Tower Bar diventano così un biglietto da visita, una prosecuzione o anticipazione di quello che avviene al piano di sopra, con proposte contemporanee e gourmet.

Menù Osteria Pagliazza

La novità della carta dell’Osteria è il Corner Santa Elisabetta, una sezione del menù che offre l’opportunità di avere un assaggio dei piatti più iconici del Ristorante stellato Santa Elisabetta. Un’occasione più veloce ed economica di poter degustare la cucina stellata del piano di sopra.

Include tre piatti e un dessert rappresentativi dell’estro dello Chef e della sua visione: Gambero, Panzanella, Caviale, Olive verdi; Bottoni, Provola affumicata, Seppie, Inzimino; Triglia, Pesto, Aglio, Cipolla. Infine il dessert Castagna e Mandarino.

Il Menù dell’Osteria è composto da piatti semplici ma sofisticati che ripercorrono la tradizione fiorentina e toscana e la abbinano a quella campana, sintesi felice che è il marchio di fabbrica dello Chef Rocco De Santis. Rispetto ai piatti del ristorante stellato, sono sicuramente più semplici, ma ne mantengono il carattere.

La Panzanella contemporanea è abbinata al Pescato del giorno, oppure la burrata è inserita nella Tagliatella ripiena, Pappa & Burrata, Bietola e Frutti di mare. Fra gli antipasti un intrigante e sibillino Seppia / Napoli / Tokyo / Firenze; fra i primi i profumati e aromatici Garganelli, Coniglio, Pomodori secchi e Olive nere, Cavatelli, Carciofi, Pecorino, Mentuccia; i secondisi dividono equamente fra mare e terra, ad esempio Ombrina, Broccoli, Olive verdi o la Guancia, Funghi d’inverno, Radicchio, Cime di Rapa.

Non mancano proposte veloci ma sfiziose come Tartare, Tuorlo d’uovo, Pepe verde, Capperi o un tagliere di Salumi e Formaggi, insalate, Club Sandwhich, o Buns, Cheeseburger di Chianina, Patate fritte.

Sono presenti anche due percorsi degustazione: un Menù di pesce e un Menù di carne da 4 portate l’uno.

Brunelleschi Hotel

L’ingresso del Brunelleschi Hotel si affaccia su una accogliente piazzetta del centro storico fiorentino,a pochi passi dal Duomo, da Palazzo della Signoria e dalla Galleria degli Uffizi: l’albergo è attorniato dalle vie dello shopping e dai musei più famosi della città. Il Brunelleschi Hotel ingloba nella facciata una torre semi circolare bizantina del VI secolo e una chiesa medievale, interamente ristrutturate nel rispetto delle caratteristiche originali. All’interno, un museo privato conserva reperti rinvenuti durante il restauro della Torre e un calidarium di origine romana, oggi incastonato nelle fondamenta. Il Brunelleschi Hotel fa parte degli Esercizi Storici Fiorentini. L’albergo è stato rinnovato in uno stile classico contemporaneo estremamente elegante, dove predominano i colori chiari e il grigio della tipica pietra serena.

Il Santa Elisabetta è il ristorante gourmet dell’hotel, uno degli indirizzi gastronomici più interessanti su Firenze. È stato insignito dalla Guida Michelin dal 2021 della seconda stella; ha ricevuto due forchette  nella Guida dei Ristoranti d’Italia 2022 di Gambero Rosso e un cappello nella Guida gourmet de L’Espresso 2020. Situato in una sala intima con solo 7 tavoli al primo piano della torre bizantina facente parte dell’hotel, alla location invidiabile aggiunge un’atmosfera ricercata e una cucina raffinata. E’ aperto dal martedì al sabato a pranzo dalle 12.30 alle 14.30 e a cena dalle 19.30 alle 22.30. Dal 2017 la proposta gastronomica dell’albergo è firmata dallo Chef Rocco De Santis. 

La più informale Osteria Pagliazza, è situata al pianterreno dell’hotel e durante la bella stagione ha anche tavoli all’aperto sulla suggestiva piazzetta antistante l’albergo; propone un menu sfizioso di piatti dichiaratamente a base di ingredienti del territorio. Affianco all’Osteria si trova il Tower Bar, che propone cocktail inediti e personalizzati degustabili anche nel ristorante gourmet.

Brunelleschi Hotel

Via de’ Calzaiuoli – Piazza Santa Elisabetta 3 – 50122 Firenze

Tel. 055/27370 – Fax 055/219653

info@hotelbrunelleschi.it

www.hotelbrunelleschi.it

pastedGraphic.png

Ufficio Stampa Travel Marketing 2, Roma

Alessandra Amati Cell. 335 8111049

www.travelmarketing2.com

E-mail alessandra.amati@travelmarketing2.com

info@travelmarketing2.com

Seguici su facebook

Presentato il progetto“ViteresZero: gestione dei vigneti a residuo zero e uso innovativo delle risorse idriche”

Presso la sala convegni Mercato Coperto di Campagna Amica a Fuorigrotta, si è tenuta la presentazione di “Vitereszero: gestione dei vigneti a residuo zero e uso innovativo delle risorse idriche”, il progetto nato dal partenariato de Il Cortiglio, azienda vitivinicola e olivicola irpina, l’Università degli Studi del Molise e Gal Irpina.

Il convegno, presentato da Renato Rocco direttore de la Buona Tavola Magazine e moderato da Luciano Pignataro giornalista enogastronomico de “Il Mattino” e del “Lucianopignatarowineblog”, ha visto gli interventi di ospiti appartenenti alla realtà universitaria, politica e associativa dando vita a interessanti spunti di discussione e riflessione.

“L’intento del progetto – ha chiarito Francesco M. Acampora, presidente Coldiretti Avellino, titolare de Il Cortiglio nonché capofila del progetto – è la gestione dei vigneti a residuo zero e l’utilizzo critico delle risorse idriche con l’obiettivo di mettere a punto un protocollo scientifico di gestione che nasce dalle esigenze del territorio. In questo modo, la produzione migliorerà qualitativamente e quantitativamente”.

Per Antonio De Cristofaro, ordinario di Controllo biologico ed integrato e di Entomologia Agraria e Forestale dell’Università degli Studi del Molise e coinvolto nel progetto in qualità di responsabile scientifico: “lo scopo ultimo è quello di ottenere un prodotto di alto profilo qualitativo dal punto di vista organolettico e ancor più pregiato perchè privo di residui di prodotti di sintesi”.

Filippo De Curtis, associato di Patologia Vegetale dell’Università degli Studi del Molise, si è concentrato sulla lotta ai patogeni sostenendo che “se qualche anno fa il target principale era il patogeno, in questa nuova fase della lotta biologica la buona e necessaria filosofia è disegnare una strategia di lotta che prenda in considerazione non solo i patogeni ma il miglioramento generale della pianta (induzione di resistenza vs i patogeni e condizioni nutrizionali), della zona radicale (dare più importanza al microbiota rizosferico), nonché dell’interazione completa patogeno-pianta-ambiente”.

Il presidente del Gal Irpinia, Giovanni Maria Chieffo: “è importante sostenere queste aziende biologiche per rendere i loro prodotti di alta qualità”. Gennarino Masiello, Coldiretti Campania e Vicepresidente Nazionale Coldiretti: “la sperimentazione fatta presso l’azienda Il Cortiglio è una best practice per tutte le aziende nostre associate”. A concludere l’on. Nicola Caputo, Assessore all’Agricoltura Regione Campania: “ViteResZero rappresenta una innovazione davvero importante per le aziende vitivinicole.

É la strada giusta che dobbiamo percorrere, basata su una forte sinergia tra imprese, università e associazioni di categoria, per garantire il trasferimento tecnologico alle altre aziende e puntare ad un’agricoltura campana veramente innovativa”. Dopo il convegno una degustazione dei vini biologici de Il Cortiglio in abbinamento ai prodotti a Km0 di Campagna Amica.

La Buona Tavola, Via G. Porzio, Centro Direzionale, Napoli,80143, Is. G1. Scala D. Int. 65. Renato Rocco Direttore Responsabile Tel. 081 18701149 Cell. 3356555595 direzione@labuonatavola.org

Il design che strizza l’occhio alla sostenibilità

Una storia importante quella della famiglia Visone, imprenditori della scena napoletana, e che con Poderi Visone, danno forma a un sogno: fare vino, una passione tramandata da nonno Ciro. Poderi Visone nasce a Nusco e produce i principali vini DOC e DOCG irpini.

È così che la passione si lega all’imprenditoria, quella sana e che promuove atteggiamenti responsabili, dalla produzione al packaging. L’etichetta, il biglietto da visita di ogni vino, oltre ad avere un design accattivante è caratterizzata dal peculiare “effetto feltro” che conferisce all’etichetta un aspetto naturale, una sensazione unica al tatto ed amplifica l’aspetto ricercato e la texture. Ma c’è di più l’etichetta strizza l’occhio alla sostenibilità essendo realizzata in carta naturale 100% cotone, una scelta in accordo al fenomeno attuale che vede sempre più l’utilizzo di “fibre alternative” alla carta. Infatti, ilcotone è il “frutto” della pianta che fiorisce ogni anno e non prevede l’abbattimento della pianta. L’etichetta è, inoltre, certificata FSC, attestazione specifica per il settore forestale e i prodotti – legnosi e non legnosi – che ha come scopo la corretta gestione forestale e la tracciabilità dei prodotti derivati. 

La cooperazione con partner locali con cui condividere gli stessi principi è un’altra prerogativa dell’azienda. Infatti, la collaborazione con Sovemec, assicura all’azienda che il processo di realizzazione e di stampa delle etichette avvenga in modo rispettoso dell’ambiente. L’inchiostro utilizzato è waterless, ossia senza aggiunta di acqua o di altri solventi, attenzione che riduce l’utilizzo di acqua in tutti i processi. Inoltre, l’azienda da più di 10 anni ha adottato politiche ecosostenibili mirate alla salvaguardia dell’ambiente, come l’installazione di un impianto fotovoltaico da 400kw che riesce a soddisfare il fabbisogno energetico. Inoltre, Poderi Visone, per sostenere le comunità malgascia ha previsto per i vini premium una scatola in pregiato legno di palissandro intarsiate a mano, opere tipiche del Madagascar e dal fascino incommensurabile. 

RIPARTE IL CAMPIONATO MONDIALE DELLA PIZZA FATTA IN CASA

Il contest gratuito è aperto a tutti, amatori e professionisti. 

In palio voli e soggiorni a Napoli, corsi professionali e il meglio per fare la pizza a casa

Roma, 21 febbraio 2022 – È diventato ormai un appuntamento fisso il Vera Pizza Contest organizzato da AVPN (Associazione Verace Pizza Napoletana), quello che possiamo definire il campionato mondiale della pizza fatta in casa. Una sfida imperdibile, dopo questi due anni in cui la passione per la pizza nel mondo è aumentata così come la voglia di cimentarsi nella sua preparazione in casa. Lo dimostrano il successo delle scorse edizioni, che hanno visto partecipare più di 2.000 pizze da oltre 50 Nazioni del Mondo, e il seguito social raccolto che sancisce come ora più che mai la pizza sia uno dei topic tra i foodlover.

“L’incredibile successo delle passate edizioni ci ha spinto ad organizzarne una terza – spiega Antonio Pace, Presidente di AVPN il Vera Pizza Contest riparte, sempre con il disciplinare AVPN a fare da pilastro, ma quest’anno introduce alcune novità come la possibilità di preparare la Vera Pizza Fritta o quella di utilizzare forni domestici a gas e a legna. Inoltre i primi classificati del contest saranno direttamente qualificati alle finali delle Olimpiadi della Vera Pizza Napoletana, in programma a Napoli dal 3 al 6 luglio, che sarà la prima competizione a vedere concorrere insieme professionista e amatori’’

Il contest è gratuito e aperto a tutti, amatori e professionisti. Le regole per partecipare, scaricabili da https://www.pizzanapoletana.org/it/verapizzacontest sono semplici, la base per preparare la pizza è il disciplinare internazionale AVPN e i partecipanti saranno liberi di sceglierne la tipologia, Vera pizza napoletana o Vera pizza fritta e il topping. Che sia quindi Margherita, Capricciosa o una variante creativa, l’unico requisito inderogabile, oltre alla passione per la pizza, sarà l’utilizzo di un forno di tipo domestico che sia elettrico, a gas o a legna e per la frittura in padella o in friggitrice.

La sfida si dividerà in due fasi. La prima, dalle 12.00 (GMT+1) del 24 febbraio fino alla medesima ora del 24 marzo 2022. I concorrenti dovranno seguire il profilo Facebook @verapizzanapoletana ed inviare tramite Messenger la foto della pizza proposta, del forno o friggitrice in cui è stata cotta, oltre naturalmente, le generalità per poter essere iscritti. 

Le foto delle pizze saranno pubblicate sulla pagina Facebook e votate dagli utenti tramite like. Nella seconda fase, subito successiva, le 50 foto con il maggior numero di voti saranno giudicate da una giuria internazionale composta da 10 maestri pizzaiuoli provenienti da diverse nazioni che deciderà, a suo insindacabile giudizio, la classifica finale entro il 30 marzo. 

Nella valutazione terremo conto di diversi aspetti che vanno dalla forma alla cottura, dall’appetibilità alla farcitura. – dichiara Paolo Surace, presidente della giuria e consigliere direttivo AVPN – Il Vera Pizza Contest è per noi un modo per promuovere la pizza nel mondo con l’utilizzo di tecniche e prodotti di alta qualità come da disciplinare AVPN”.

La votazione determinerà il podio con i 3 vincitori che, oltre a ricevere una madia ed una fornitura di farina Caputo, un kit di attrezzature Gi.Metal, una selezione di birre KBirr, una selezione di prodotti tipici La Fiammante e della Latteria Sorrentina potranno usufruire, a seconda della loro posizione:

Il 1° classificato vincerà un corso professionale base di 9 giorni da svolgere presso l’AVPN School, oltre al volo e soggiorno a Napoli, dal 3 a 6 luglio, per partecipare alle finali delle Olimpiadi della Vera Pizza Napoletana 2022 nella categoria ‘’Amatori’’. Tra i premi ci saranno poi un forno per pizza Ooni Karu 16 e la nuova impastatrice M7 Massima di Mecnosud.

Il avrà diritto a un corso professionale avanzato di 3 giorni da svolgere presso l’AVPN School oltre al volo a Napoli dal 3 a 6 luglio per partecipare alle finali delle Olimpiadi della Vera Pizza Napoletana 2022.  

Al classificato andrà un corso amatoriale di 4 ore da svolgere presso l’AVPN School, oltre soggiorno a Napoli dal 3 a 6 luglio per partecipare alle finali delle Olimpiadi della Vera Pizza Napoletana 2022. 

I classificati dal 4° al 10° posto saranno direttamente qualificati alle finali della categoria “Amatori” delle Olimpiadi della Vera Pizza Napoletana 2022 mentre tutti i primi 50 classificati vinceranno l’iscrizione gratuita al Club della Vera Pizza Napoletana.

I maestri Morandin, guru in materia di “lievito madre” svelano i segreti sul mondo dei lievitati in una diretta Facebook (aperta a tutti)

I maestri Morandin, esperti internazionali in materia di lievito madre e profondi conoscitori dell’ arte bianca in tutte le sue sfaccettature, presentano in diretta Facebook “Lievitati senza filtri”. Insieme condivideranno la propria conoscenza, rispondendo alle domande degli utenti, siano professionisti o semplici appassionati. Chiunque seguirà la diretta potrà infatti porre delle domande ai due maestri che risponderanno in tempo reale alle curiosità legate al mondo dei lievitati. L’appuntamento è il 22 febbraio alle ore 18.00 sulla pagina Facebook di Casolaro Hotellerie.

I protagonisti della diretta non hanno bisogno di presentazioni, Rolando Morandin e sua figlia Francesca sono delle figure di spicco, soprattutto nell’ambito delle lievitazioni naturali. Infatti il maestro Morandin è una delle grandi figure della pasticceria italiana, artefice della tecnica per la gestione del lievito madre in acqua, conosciuta in tutto il mondo appunto come “Metodo Morandin”, per un lievito madre dal sapore bilanciato, dolce, non troppo aggressivo. La dottoressa Francesca Morandin è depositaria di un brevetto sul lievito madre senza glutine, e affianca da sempre il maestro, per la parte teorico-scientifica. I due maestri saranno ai microfoni di Maria Vittoria Casolaro che modererà l’evento in diretta.

Questa diretta non è che un assaggio della collaborazione tra Casolaro Hotellerie e i maestri Morandin; infatti i due durante tutto il 2022 continueranno a tenere i corsi professionali nel laboratorio attrezzato di Casolaro. A breve, il 24 e 25 febbraio, li vedremo protagonisti di una demo sui Lievitati Naturali, dove i partecipanti potranno imparare la preparazione di Colombe (sia tradizionali che “innovative”) croissant e brioche.

Tra i must, il corso sulla Bilanciatura del Panettone, dove i maestri mostreranno e correggeranno gli errori più frequenti nella preparazione di questo prodotto, e quello dedicato alla Canditura, corso imperdibile per apprendere la tecnica francese e italiana per candire frutta e ortaggi al meglio. E ancora corsi sulle prime Colazioni, dedicato alle specialità da servire nel pasto più importante della giornata, e sulla Biscotteria e Torte da forno, dedicato per i più golosi che vogliono apprendere ricette classiche ma anche versioni alternative e innovative. Gli appuntamenti in compagnia dei maestri Morandin si protraggono fino ad autunno inoltrato con il corso sulla Scienza dei Lievitati, finalizzato ad apprendere come gestire il lievito madre da utilizzare nel panettone e nel pandoro.

Il restyling dello spazio dedicato al Forno e l’ampliamento della proposta dolce e salata hanno permesso a Danilo Frisone di rinnovare il suo apprezzato spazio dedicato al pane e ai lievitati

Un progetto dalle due anime che ha conquistato sin da subito il palato dei clienti grazie ad una proposta gastronomica versatile e di qualità: Cresci, il locale che unisce bistrot e bottega, implementa la sua offerta con un accurato lavoro di ampliamento e restyling e presenta la grande novità del rinnovato Forno. Il progetto di Danilo Frisone, cuoco con un’esperienza di venticinque anni in cucina che si è felicemente riscoperto fornaio a quarant’anni, in soli tre anni è divenuto un riferimento per gli amanti della buona cucina e per tutti gli appassionati di pane, dolci e lievitati. Il connubio tra prodotti di alto livello ed una offerta ampia e trasversale adatta a tutti i gusti costituisce il punto di forza di un locale accogliente che profuma di buono sin dalle prime ore del mattino.

Da circa un mese Cresci ha una nuova e golosa veste rappresentata dal rinnovato spazio dedicati ai prodotti da Forno, una scelta nata dalla voglia di Danilo di cimentarsi con i grandi lievitati e dalla buona risposta della clientela, attratta dall’ampia offerta e dalla possibilità di provare sapori sempre nuovi. Così, partendo dall’ispirazione del modello delle Boulangerie francesi, Frisone ha puntato sull’ampliamento dello spazio della precedente bottega dedicata principalmente alla vendita del pane e della pizza al taglio per introdurre un nuovo banco, pensili rinnovati ed un più grande spazio espositivo che può accogliere crostate e cake, biscotti e quiche. Alla già ricca proposta di pane e di pizza si aggiunge ora una vasta gamma di prodotti da forno: Cake allo yogurt e arancia, Cake con noci, mele e kefir, Torta di Pane, Babà salato, Babka, Torta di Zucca, Biscotteria secca, Cookies, Biscotti con i corn flakes, Amaretti, Crostata di visciole, con frolla di segale, ma anche le versioni con Crema e pinoli e quella con Ganache al cioccolato.

I nuovi spazi del Forno permetteranno anche di implementare il già eccellente lavoro fatto da Danilo Frisone sul pane. Un accurato lavoro di preparazione e gestione degli impasti che consente di dar vita al Pane rustico, all’intrigante versione al cioccolato, al Pane Danese (con segale, melassa e semi), Farro monococco, fougasse, ma anche i Pani farciti (tra cui la versione con olive, quella con la zucca e quella con le patate) oltre al sempre richiesto Pane ai cereali. Una varietà che evidenza l’acquisita capacità di Frisone di valorizzare il lievito madre che gestisce con grande attenzione e che gli permette di preparare anche Panini da hamburger, Focaccia Pugliese e Casatiello (anche nella inedita versione con Salsiccia e Friarielli).

Contatti Forno Cresci:

via Alcide de Gasperi 11/17
+39 06 518 426 94 –  info@cresciroma.it
@cresciroma –  /cresciroma
cresciroma.it

Aperto tutti i giorni dalle 7 alle 23.30

“Cillo, pizzeria e friggitoria”: l’arte di preparare la vera pizza napoletana

Luca Cillo nasce a Benevento nel 1984 e, dopo alcune esperienze in cucina, inizia ad appassionarsi all’arte bianca. L’amore per la pizza Luca lo coltiva giorno dopo giorno, sin da ragazzo, facendo una ardua gavetta al fianco di pizzaioli della sua zona. Dopo una lunga esperienza e importanti sacrifici, nel 2019 rileva un locale antico nel centro di Benevento in cui esercita la sua “arte bianca” dandogli il nome di “Cillo pizzeria friggitoria“: “Da sempre ho prediletto la pizza napoletana, pur essendo di Benevento… ho sempre cercato di seguire la tradizione“.

Con la sua pizzeria, Luca Cillo cerca, sin da subito, di far conoscere la vera tradizione della pizza nel territorio in cui vive. Infonde, con maestria, la sua città con il profumo di Napoli. Una scommessa vinta in toto, anche perchè basata sullo studio costante.

Ciò su cui punta è la classica pizza fritta. Per Benevento, questa scelta è una vera novità, che riscuote immediatamente un grande successo. I clienti amano la pizza di Luca Cillo, in cui riconoscono due caratteristiche fondamentali: le ottime materie prime e la grande passione utile per realizzarla: “Da qualche anno ho introdotto la pizza fritta a Benevento (come da tradizione). L’ho proposta in varie versioni sia a battilocchio o cappello di pulcinella, oppure tonda a doppia chiusura. Le versioni sono varie : ricotta locale, provola di Agerola, pepe e cicoli di maiale pressati, oppure la versione col pomodoro San Marzano e aggiunta di Salame, la classica salsiccia e friarielli. Spesso però viene farcita, coi prodotti del territorio. La mia sfida, la mia prerogativa è quella di servire una pizza fritta altamente digeribile è asciutta”.

Nel 2019, Luca si aggiudica il quinto posto al campionato mondiale del pizzaiolo e il secondo posto al campionato nazionale “pizza doc”. Importanti soddisfazioni per questo giovane pizzaiolo che non ha mai avuto un Maestro, ma è sempre stato un autodidatta, un artigiano della panificazione che, sin dagli esordi, si è impegnato con dedizione estrema, senza alcun briciolo di presunzione.

I premi conquistati sono stati per lui un’occasione per fare grandi incontri in campo culinario. Infatti: “Nel 2021 ho avuto l’onore di affiancare il Grande Maestro Luciano Sorbillo al Tuff’OLIO, evento gastronomico organizzato da Angela Merolla

Un ragazzo, dunque, che non ama fermarsi. Ha voglia di imparare, di migliorare e superarsi. É sempre in sfida con se stesso: “Ad oggi so solo che non voglio fermarmi né fossilizzarmi. Infatti sto seguendo altri percorsi inerenti all’arte bianca, ampliando i miei studi e le mie conoscenze“.

Cillo, pizzeria e friggitoria

Via Capitano Pasquale De Juliis, 11,

Benevento, Campania

cell. 380 637 6196

Facebook: cillopizzeria

Sabato 19 febbraio alle ore 10.00 si terrà, presso la sala convegni Mercato Coperto Campagna Amica, via Guidetti 72, parco San Paolo di Fuorigrotta, Napoli della Coldiretti Campania, la presentazione di “Vitereszero: gestione dei vigneti a Residuo Zero e uso innovativo delle Risorse Idriche”, il progetto nato dal partenariato de Il Cortiglio, azienda vitivinicola e olivicola irpina, l’Università degli Studi del Molise e Gal Irpinia.

Il progetto è finanziato dal PSR Campania 2014/2020 Misura 19-19.2.1 e trova nella Coldiretti Campania un importante punto di slancio per il suo ruolo di disseminatore dei risultati ottenuti dall’implementazione delle best practice previste. ViteresZero getta le basi per una gestione innovativa delle aziende vitivinicole validando un sistema integrato e innovativo per la gestione colturale ecosostenibile della vite, integrando strategie innovative nella gestione idrica e fitosanitaria della coltura.

Il convegno di presentazione sarà introdotto dal dott. Renato Rocco, direttore de La Buona Tavola Magazine e moderato dal dott. Luciano Pignataro, giornalista enogastronomico de “Il Mattino” e del “Lucianopignatarowineblog”. Interverranno: l’ing. Francesco M. Acampora, presidente Coldiretti Avellino e titolare de Il Cortiglio; il prof. Antonio De Cristofaro, ordinario di Controllo biologico ed integrato e di Entomologia Agraria e Forestale dell’Università degli Studi del Molise; il prof. Filippo De Curtis, associato di Patologia Vegetale dell’Università degli Studi del Molise; il pres. Giovanni Maria Chieffo, Gal Irpinia e il pres. Gennarino Masiello, Coldiretti Campania e Vicepresidente Nazionale Coldiretti. La chiusura del convegno è affidata all’on. Nicola Caputo, Assessore all’Agricoltura della Regione Campania.

Capofila del progetto, Il Cortiglio è un’azienda vitivinicola e olivicola di Fontanarosa (AV). La filosofia aziendale è preservare l’ambiente, le tradizioni e la biodiversità attraverso l’innovazione e la ricerca in campo agronomico.
Ente di ricerca del progetto, l’Università degli studi del Molise, attraverso Dipartimento Agricoltura, Ambiente e Alimenti, coordina importanti progetti di ricerca nazionali e internazionali e intrattiene collaborazioni con aziende e industrie del comparto agroalimentare.
Soggetto attuatore del progetto, il GAL Irpinia elabora ed attua strategie di sviluppo locale dirette a favorire la crescita economica e sociale. Grazie alle sinergie fra imprenditori, associazioni di categoria ed enti, è tra i principali artefici dello sviluppo del proprio territorio.

LEZIONI E DEGUSTAZIONI TECNICHE ONLINE (“SMART TASTING”)

La più grande Professional Learning Community sul Wine Business in Italia rivolta a chi desidera diventare manager nel mondo del vino

Il Corso di Perfezionamento Universitario e Aggiornamento Culturale in “Wine Business”, organizzato dal Dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche dell’Università degli Studi di Salerno,arriva alla Decima Edizione, che conferma la modalità digitale già sperimentata nel 2021 con la Nona Edizione.

A partire dal 18 marzo 2022 (iscrizioni entro il 20 febbraio 2022), il Corso, con la direzione scientifica del Prof. Giuseppe Festa, che ha dato vita alla più grande Professional Learning Community sul Wine Business in Italia, ritorna anche quest’anno in chiave “smart” con tanto di Wine Business Box che renderà possibile i laboratori di degustazione a distanza; in modalità “smart tasting”. 

La “scatola del vino” sarà recapita agli allievi per degustare da casa, dall’ufficio o altrove, in tutta comodità e sicurezza, i campioni oggetto di studio, insieme ai propri colleghi di Corso, durante le lezioni online.

Durante il percorso didattico si affronteranno gli argomenti più importanti e stimolanti dell’economia del vino,come l’introduzione all’enologia e l’enografia, assieme a dettagliate conoscenze di Wine Marketing, comunicazione ed enoturismo; non mancheranno approfondimenti sulle valutazioni di sostenibilità, tema caldo del momento e studi economici in materia di valutazione degli investimenti nel comparto vitivinicolo, analisi economico/finanziaria del sistema vitivinicolo italiano e internazionale, strategie di crescita e sviluppo nei mercati del vino. Inoltre, i Case Study aziendali, con interventi da parte dei principali stakeholder del mondo del vino nazionale e internazionale, assieme alle degustazioni tecniche in modalità smart. renderanno ancora più coinvolgente il Corso che renderà i discenti dei veri “esperti del Wine Business”.

Il Corso si è affermato nel tempo come un’iniziativa formativa sempre più autorevole e innovativa, ideale per chi intende sviluppare competenze professionali nell’ambito dell’economia del vino e soprattutto in materia di enoturismo. È rivolto a operatori professionali del comparto viti-vinicolo, docenti presso le Scuole Secondarie Superiori intenzionati ad approfondire le materie economico-aziendali nel mondo del vino e a chiunque sia attratto dall’idea di lavorare a progetti di gestione dell’impresa vitivinicola e più ampiamente wine-based come la consulenza amministrativa fiscale e direzionale, formazione, eventi.

Le modalità del corso. 100 ore di lezione tra streaming online e studio off-line, con docenti universitari, rappresentanti delle istituzioni, imprenditori/manager/professionisti del comparto vitivinicolo regionale, nazionale e internazionale; due incontri settimanali a distanza (giovedì e venerdì, dalle 17 alle 20); aula virtuale sulla piattaforma Microsoft Teams (con base all’Università degli Studi di Salerno); un laboratorio di degustazione (con base a Milano e in giro per l’Italia) in collaborazione con Divinea.Com, leader in Italia per l’organizzazione degli “smart tasting”, con la partecipazione di aziende vitivinicole da tutta Italia e con la collaborazione istituzionale di tutti i Consorzi di Tutela della Campania; 50 ore di didattica con focus sull’enoturismo e altre 50 centrate sull’internazionalizzazione dell’impresa vitivinicola; 20 Case Study delle aziende vitivinicole collegate online e attestato finale dell’Università degli Studi di Salerno per laureati (titolo di Corso di Perfezionamento Universitario) e per diplomati (titolo di Corso di Aggiornamento Culturale).

Il Corso sarà svolto in collaborazione con numerosi e importanti partner, come: Associazione Nazionale “Città del Vino”, Associazione Nazionale “Donne del Vino”, Movimento Turismo del Vino della Campania, International Academy of Sensory Analysis (IASA), SEF – Sviluppo Efficienza Finanza (agenzia d’internazionalizzazione), Osservatorio dell’Appennino Meridionale (Consorzio tra Regione Campania e Università degli Studi di Salerno) e numerosi altri enti istituzionali del mondo del vino a livello nazionale e internazionale, tra cui l’EuroMed Research Business Institute con il “Wine Business Research Interest Committee” (coordinato dal Prof. Giuseppe Festa).

Scadenza iscrizioni. 20.01.2022.

Info: www.corsowinebusiness.it oppure winebusiness@unisa.it

I numeri 2021 del Primitivo di Manduria. Attività di vigilanza e tutela: 64 azioni legali intraprese e 35 battaglie vinte

Oltre 23 milioni di litri (+ 2 milioni rispetto al 2020) che equivalgono a più di 30 milioni di bottiglie (+ 2 milioni rispetto al 2020) con un fatturato di 195 milioni di euro (+ 12 milioni rispetto al 2020). 

Sono questi i numeri dell’anno 2021 per il Primitivo di Manduria (+7,2% rispetto al 2020). 

Il Primitivo di Manduria è un brand riconosciuto in tutto il mondo. – afferma soddisfatta Novella Pastorelli, Presidente Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria – E’ un vino che non conosce crisi, soprattutto all’estero, con un exploit importante su tutti i mercati nazionali ed internazionali.

Ed è proprio l’essere così amato all’estero che il Primitivo di Manduria è il prodotto sul quale maggiormente si concentrano quotidianamente fenomeni di imitazione e contraffazione.

Questo è uno degli scopi  principali  che persegue  Consorzio di Tutela, ovvero combattere condotte illecite intervenendo con massicce azioni legali in ogni parte del mondo, mirate a contrastare opere di contraffazione ed emulazioni dove si tenta di registrare marchi che evocano il Primitivo di Manduria e che ne usurpino l’avviamento commerciale anche in vista di continui aumenti della produzione”. 

In quest’ottica il Consorzio di Tutela ha attivato procedure processuali per bloccare moltissimi marchi ingannevoli presenti in tutto, sia marchi figurativi che marchi denominativi.

Ogni giorno nuove azioni di repressione si vanno ad aggiungere, quindi, alle sessantaquattro azioni legali già intraprese dal Consorzio di Tutela per difendere il Primitivo di Manduria. 

Trentacinque le battaglie vinte  (le altre sono ancora in corso) fino ad oggi: due in Cina, una in Cile, cinque in Spagna, tredici in Italia, una in Sud Africa, una in Germania, una in Portogallo, una in Francia ed è stata sospesa la commercializzazione in Europa di 8 marchi depositati presso l’Euipo (l’invalidity division dell’Ufficio dell’Unione europea per la Proprietà intellettuale).

Inoltre, è stato acquistato dal Consorzio di Tutela un dominio con la dicitura primitivodimanduria. Tante sono le novità e i progetti in cantiere  sia per incrementare la valorizzazione e la promozione del Primitivo di Manduria che, al contempo, per combattere, ulteriormente, la contraffazione della nostra preziosa denominazione.

“Abbiamo anche inibito la produzione e la commercializzazione di prodotti alimentari che utilizzavano in modo non autorizzato la dop Primitivo di Manduria. – conclude il Presidente Novella Pastorelli – Con l’Erga Omnes il Consorzio  di Tutela è diventato il nodo delle decisioni e del coordinamento esclusivo di tutte le politiche di valorizzazione e di tutela della dop Manduria”. 

Ufficio stampa 

Daniela Fabietti 3351979415

                                                    COMUNICATO STAMPA 

Le fettuccine di Alfredo Di Lelio I: leggenda divenuta business food: il “Fettuccine Alfredo Day” ovvero la nascita delle “Maestosissime Fettuccine all’Alfredo” al burro e parmigiano confezionate per la prima volta nel 1908 a Roma proprio in quella giornata da un giovane ristoratore di nome Alfredo Di Lelio che preparò quel piatto, quale pietanza nutriente per tirare su l’amata moglie che aveva appena partorito suo figlio. 

Una storia affascinante, quella di Alfredo Di Lelio, che perdura da ben 114 anni, suggellata da tanti successi, tra cui in primis il dono nel 1927 di due posate d’oro con inciso “To Alfred the King of noods” ricevuto da due divi del cinema degli anni “20, Mary Pickford e Douglas Fairbanks, che compirono questo generoso gesto quale simbolo di gratitudine per essere stati ogni sera deliziati con questo gustosissimo piatto durante la loro permanenza a Roma.

’attività di ristorazione di Alfredo I venne da lui  esercitata per circa trent’anni  in un locale della capitale in via della Scrofa, esattamente dal 1914 al 1943, anno in cui  egli decise di vendere l’avviamento commerciale della sua attività al personale di servizio per poi riprenderla con maggiore passione nel 1950, individuando come  nuova sede, una location più prestigiosa, situata sempre a Roma in  Piazza Augusto Imperatore n.30,  tuttora operativa grazie all’eccellente operato delle sue eredi legittime Ines Di lelio e Chiara Cuomo.

E prima ancora di suo figlio Armando e di suo nipote Alfredo. Al “Vero Alfredo” di piazza Augusto Imperatore, ancor prima denominato “Alfredo l’Originale”, al fine di evitare sterili e spiacevoli equivoci, gli ospiti, esponenti del mondo della cultura, delle istituzioni, dello spettacolo di fama mondiale, accolti puntualmente  con innegabile savoir faire dalle padrone di casa Ines Di Lelio e Chiara Cuomo, possono gustare oltre alle mitiche fettuccine al burro e parmigiano, piatti tipici della tradizione culinaria romana, in un ambiente elegante e raffinato tra pareti tappezzate da immagini di personaggi che hanno scandito la storia della politica e  dell’arte universale decantata  in tutte le sue sublimi espressioni, dal cinema, alla musica, alla pittura, alla poesia e alla letteratura in una coinvolgente e magica  atmosfera dove il passato ed il presente si fondono in un unico grande abbraccio nel segno di un comune denominatore: la passione per il proprio lavoro e l’amore ed il rispetto  per la tradizione familiare.  

   PRESS OFFICE:  

 MARIDI VICEDOMINI 

Casa Sanremo, il crocevia dove si incontrano artisti, addetti stampa e ospiti accompagna tutte le giornate della settimana della musica prima che si alzi il sipario dell’Ariston. Uno spazio dove trovare musica, arte, ma anche Enogastronomia con show-cooking ed una mega pizzeria all’aperto dove sono sono stati installati due forni ai quali si alterneranno oltre 50 pizzaioli.

Questo spazio è stato denominato Arena del Gusto. I 50 pizzaioli coordinati da Enzo Piedimonte, Carmelo Pistritto e Lorenzo Fortuna provengo da ogni parte del sud, in particolare, dalla Sicilia ma anche dalla Calabria e Campania.

Carmelo-Pistritto-Enzo-Pedimonte

Utilizzano prodotti del Sud dal San Marzano dell’agro nocerino-sarnese di Solania ai grani siciliani del Molino Riggi, l’olio della piana di Catania di Arena, la mozzarella di bufala campana ed il fior di latte sempre LOro di Napoli

Nel menù è possibile trovare le più classiche pizze italiane, ma anche creazioni più gourmet, i cui nomi vengono dedicati ai protagonisti del festival: i conduttori, gli organizzatori e i luoghi simbolo del festival. Ed allora ecco la Sabrina Ferilli (con lo zafferano, il pistacchio e la mortadella); la Maya (con pesto di castagne, funghi porcini e pancetta). O ancora, la Russolillo, dedicata al patròn del festival, (accostamento di sapori piccanti che vanno dalle acciughe al gorgonzola, passando per la confettura di peperoncino e il limone) per arrivare, infine alla Amadeus (con crema cacio e pepe e mix di pomodorini gialli e rossi).

PIZZAIOLI SANREMO

  1. BOMBACI CORRADO
  2. SANTORO DANTE
  3. PINTO GIUSEPPE
  4. TAGLIENTI SIMONE
  5. LOPEZ MICHELE
  6. ORLANDO GIOVANNI
  7. GERACI CARMELO
  8. DI STASIO RAFFAELE
  9. VILLANI GIUSEPPE
  10. COLOSIMO DENNIS
  11. CARBONE CARMELO
  12. REINA DANIELE
  13. LA PORTA VINCENZO
  14. SCHEMBRÌ GIUSEPPE
  15. PARISI CARMELO
  16. CHINZì MIRKO
  17. FIORENTINO CONCETTO
  18. CALÀ EMANUELE
  19. DONSELLA FABIO
  20. FERRARA FABIO
  21. LICCIARDI GIUSEPPE
  22. NONNATO SALVO
  23. CARMELO CAMIILLERI
  24. MARCOLETTI SALVATORE
  25. ORLANDO MICHELE
  26. PARATORE ANTONIO
  27. GIALLONGO GIUSEPPE
  28. MALLIA CARMELO
  29. DI DIO DAVIDE
  30. DE NATALE ALESSANDRO
  31. PASSANTINO ROSARIO
  32. CERRATO GIOVANNI
  1. LANDI AGOSTINO
  2. CASALE CIRO
  3. CAPUTO GIUSEPPE
  4. TOIA RICCARDO 
  5. TORROMINO SALVATORE
  6. STELLINO EMANUELE
  7. CACCIUOLO DANIELE
  8. GIACOMO
  9. PALMIGIANO SALVATORE
  10. DI PIERO PAOLO
  11. FRANCESCO SALOMONE
  12. ANTONIO NATOLI
  13. FAMÁ GIOVANNI 
  14. SEVERINO MARIO
  15. RAFTI GIOVANNI
  16. BARRECA GIUSEPPE
  17. FLORINDO FRANCO
  18. COSTA FRANCESCO 
  19. COSTANZA FAUSTO

XX edizione, iscrizioni aperte. Concorso Enologico Internazionale Città del Vino

Le commissioni internazionali ospiti a Priocca (Cuneo), tra le colline del Roero, dal 19 al 22 maggio. Oltre 1.500 i campioni stimati in arrivo per le degustazioni alla cieca nei locali di Mondodelvino. Oltre ai premi speciali Forum Spumanti, BioDivino, Mondo Merlot e Grappa Award quest’anno anche un riconoscimento eccezionale in omaggio a Duino Aurisina (Devin-Nabrežina in sloveno) Città Italiana del Vino 2021 

foto-concorso-del-vino

Il presidente di Città del Vino, Angelo Radica: “Il nostro concorso, ormai ventennale, genera visibilità e ricadute economiche sui territori, che ormai gareggiano per ospitarlo. E questo è un grande successo di cui siamo orgogliosi. Nel 2023 e nel 2024 si sono già prenotate Sambuca di Sicilia (Ag) e Gorizia, che l’anno successivo sarà Capitale Europea della Cultura insieme a Nova Goriča”. 

Sono aperte le iscrizioni al XX Concorso Enologico Internazionale Città del Vino e al III Grappa Award che quest’anno si svolgerà in Piemonte, nelle terre del Roero a Priocca (Cuneo), negli spazi della cantina Mondodelvino, dal 19 al 22 maggio. Prima importante novità è il nuovo sito web https://concorsoenologicocittadelvino.it/ dove le cantine possono facilmente iscrivere i loro vini da sottoporre alle commissioni di assaggio; sul sito anche le immagini e i risultati delle ultime tre edizioni del concorso enologico; il Regolamento, le informazioni sull’ invio dei campioni e sulle quote di iscrizione e le principali scadenze per partecipare (chiusura delle iscrizioni il 2 maggio). 

L’edizione di Priocca sarà la ventesima, un traguardo che consolida un progetto nato nel 2001 con il nome di Selezione del Sindaco, felice intuizione dello scomparso direttore Paolo Benvenuti che voleva evocare la simbolica presentazione dei vini e dei territori da parte dei sindaci. Il Concorso cresciuto in questi 20 anni ha avuto solo uno stop nel 2020 a causa del Covid.  

“L’importanza del nostro concorso è dimostrata anche dalle manifestazioni d’interesse di molti Comuni associati a voler ospitare l’evento: per il 2023 si è già prenotata Sambuca di Sicilia (Ag), mentre nel 2024 sarà Gorizia a ospitare le commissioni internazionali nell’ambito delle attività in programma nel 2025 come Capitale Europea della Cultura – sottolinea il presidente di Città del Vino, Angelo Radica –. Voglio ricordare che il concorso attiva importanti ricadute economiche e di visibilità sui territori ospiti: per la logistica, la ricettività, l’enogastronomia e i vari servizi di supporto e collaborazione con scuole alberghiere, associazioni di sommelier e altro ancora”.

Il Concorso, autorizzato dal Ministero per le Politiche Agricole e con il patrocinio tecnico dell’OIV, Organizzazione Internazionale della Vite e del vino, punta a superare il record dei 1.400 campioni iscritti lo scorso anno per l’edizione svoltasi Castelvetro di Modena. 

Lo sponsor tecnico è anche quest’anno VDGLASS, l’Azienda di Parma leader nella fornitura di prodotti in vetro per il beverage.

Oltre a proporre i consueti premi speciali Forum Spumanti (in collaborazione con il Comune di Valdobbiadene), BiodiVino (in collaborazione con Città del Bio) e Mondo Merlot (in collaborazione con il Comune di Aldeno, Trento), il concorso rilancia la terza edizione del Grappa Award, premio riservato esclusivamente al prestigioso distillato italiano, nelle sue molteplici declinazioni.

Su iniziativa del Coordinamento delle Città del Vino del Piemonte, saranno premiate anche le migliori annate dei vini a base di uva nebbiolo; iniziativa maturata in collaborazione con i Coordinamenti regionali di Lombardia, Valle d’Aosta e Sardegna, dove il nebbiolo è chiamato rispettivamente chiavennasca, picodendro e nebiolo (con una “b”). 

Inoltre, in nome di Duino Aurisina, Città Italiana del Vino 2022, è stato istituito un premio che andrà ai migliori friulani bianchi e rossi nelle rispettive categorie: vini fermi dell’annata 2021 e delle annate precedenti; vini spumanti e frizzanti; vini dolci, passiti e liquorosi. 

Altra importante novità: l’azienda dovrà inviare solo 3 bottiglie della stessa tipologia di vino (stesso lotto) di capacità di litri 0,75. In alternativa, solo per i vini da dessert, 6 bottiglie della capacità di litri 0,375. Sul cartone di vino deve essere chiaramente scritto: “Campione non commerciale inviato per XX CONCORSO ENOLOGICO INTERNAZIONALE CITTÀ del VINO”. All’interno del cartone dovrà essere inserito il certificato di analisi come indicato sul Regolamento.

I campioni di vino devono essere spediti alla sede del Concorso a partire dal giorno 26 aprile 2022 e dovranno pervenire entro la data del 13 maggio 2022 al seguente indirizzo: Mondodelvino – Via Umberto I, 115 – 12040 Priocca (Cuneo). Sempre dal sito è possibile ordinare i bollini attestanti la vincita delle medaglie d’oro e d’argento.

Invariato il costo di iscrizione di € 80,00+IVA (22%) a campione, richiesto a titolo di contributo nelle spese organizzative per una manifestazione che non persegue scopi di lucro; il pagamento può essere effettuato direttamente online tramite Paypal al termine delle procedure di iscrizione dei vini, o tramite bonifico bancario alle seguenti coordinate:

BENEFICIARIO: CI.VIN srl società di servizi dell’Ass. Naz. Città del Vino
IBAN: IT45C0707514201000000032086
Banca Centro Credito Cooperativo Toscana Umbria Filiale di Siena – Viale Europa

Le iscrizioni dei vini si chiuderanno improrogabilmente lunedì 2 maggio.

Ufficio Stampa Città del Vino
Massimiliano Rella info@maxrella.com  347.8872490
Paolo Corbini corbini@cittadelvino.com 335.5723297 

San Valentino “da fotografare”, l’idea di Aminea Winery per la festa degli innamorati 

 L’azienda campana propone la confezione in legno con immagine della coppia. Al suo interno: spumante e flute, per brindare all’amore ovunque e in ogni momento. In riva al mare, in macchina, sotto casa o proprio lì, dov’è è avvenuto il primo incontro. Per San Valentino, ormai alle porte, l’azienda campana tutta al femminile, Aminea Winery, punta a far brindare all’amore ovunque e in qualsiasi momento.