Successo confermato per l’attesissimo “Il Mio San Marzano”, promosso da Solania srl in la collaborazione con Perrella srl, tenutosi presso lo stabilimento aziendale di Fosso Imperatore. 

L’evento, presentato dalla nota conduttrice RAI Veronica Maya, è iniziato con il suggello dell’intesa, volta alla valorizzazione del San Marzano, con i tre istituti scolastici del territorio, l’I.S. Striano Terzigno, Istituto di Istruzione superiore Nocera Inferiore Domenico Rea, I.P.S.S.E.O.A. Pagani Marco Pittoni. Per Giuseppe Napoletano, amministratore unico di Solania srl, “la firma dell’accordo mette nero su bianco la convergenza degli interessi tra le parti, indicando una comune linea d’azione volta alla valorizzazione del territorio, partendo da uno dei suoi prodotti d’eccellenza: il Pomodoro San Marzano”. 

La serata è proseguita con la cerimonia di consegna dei riconoscimenti al Direttore dell’Istituto Zooprofilattico del Mezzogiorno, il Professor Antonio Limone, per l’impegno nella difesa delle produzioni agricole campane esportate in tutto il mondo grazie all’impegno del QR Code, e al Magnifico Rettore dell’Università di Napoli Federico II, il professore Matteo Lorito, per l’impegno profuso nella ricerca volta alla valorizzazione delle produzioni agricole e al miglioramento dei processi produttivi delle eccellenze campane. 

Terzo momento dell’evento, la consegna delle targhe al merito ai contadini e ai conferitori, veri artefici del miracolo de Il Mio San Marzano. 

Spunto di fervide discussioni, il collegamento live con i distributori dei prodotti Solania di Giappone, USA, Australia ed Inghilterra i quali hanno acceso importanti riflessioni sui mercati esteri. 

Infine, il percorso culinario è stato sviluppato dalle Osterie del territorio Slow Food, I Sarrasti e Famiglia Principe, che hanno deliziato ospiti e operatori dell’informazione con piatti a base di San Marzano. Alla presenza dei curatori della classifica più ambita dell’arte bianca 50TopPizza, Luciano PignataroBarbara Guerra e Albert Sapere, decine e decine di pizzaioli, clienti dell’azienda provenienti da tutto lo Stivale, si sono alternati nella realizzazione di pizze a base di San Marzano capitanati dal brand ambassador di Solania Francesco Martucci, reduce dal successo del primo posto della classifica 50TopPizza, e da Diego Vitagliano e Giuseppe Pignalosa,  rispettivamente 2° posto e pizzeria eccellente 2021. 

Il babà o babbà è un dolce da forno a pasta lievitata con lievito di birra di origine francese, divenuto tipico della pasticceria napoletana. Il babà è la derivazione di un dolce a lievitazione naturale originario della Polonia (babka ponczowa) e di altri paesi slavi. Perfezionato dai cuochi francesi assunse il nome di babà. Vide poi trasformato il proprio nome in “babbà” dai pasticceri napoletani.

Ingredienti per il babà

  • 300 g di farina manitoba
  • 45 g di zucchero
  • 4 uova
  • 100 g
  • di burro a temperatura ambiente,
  • 1 cubetto di lievito di birra sciolto in un po’ di acqua calda
  • un pizzico di sale
  • latte q.b. 

Per lo sciroppo

  • 600 g di acqua
  • 300 g di zucchero
  • 300 g di rum bianco (io creola bum) e la buccia di un limone.

Preparazione del babà

Impastare bene ed energicamente tutti gli ingredienti per il babà con lo sbattitore elettrico con le fruste a spirale, sciogliendo il lievito di birra in un poco di acqua tiepida. L’impasto tenderà ad avvolgersi tutto intorno alle fruste, quindi ogni volta farlo scendere con le mani ed aiutarsi aggiungendo quando serve un goccio di latte per impastare meglio. Dopodiché inizierà a non attaccarsi più alle fruste. Una volta impastato bene per un po’ di tempo (almeno un quarto d’ora – 20 minuti), mettere in una teglia per babà imburrata aiutandosi con le mani leggermente bagnate per far scendere l’impasto e sistemarlo bene nella teglia. Lasciare lievitare (almeno 3 ore) in forno precedentemente riscaldato e poi spento (da fare in inverno perché con il calore del forno lievita meglio, invece in estate basta lasciarlo lievitare fuori con un canovaccio sopra) senza nemmeno toccarlo con un dito altrimenti si sgonfia subito e poi è da buttare. Anche se lo si vede storto, tipo da un lato alto e dall’altro basso, lasciarlo stare perché poi si aggiusterà da solo in forno.  Una volta che è lievitato fino alla superficie della teglia, accendere il forno a 180 gradi e cuocere per 30 minuti.Nel frattempo preparare la bagna amalgamando in un pentolino sul fuoco l’acqua, lo zucchero, la buccia intera del limone (che poi andrà tolta) e rum. E lasciar raffreddare.

Una volta sfornato il babà, bagnarlo un po’ con la bagna quando è ancora nella teglia caldo, lasciando altra bagna da parte che servirà per mettere su ogni fetta di babà che si serve. Poi lasciarlo raffreddare. Togliere il babà dalla teglia, prendere un piatto grande, metterlo sulla teglia e capovolgere pian piano senza farlo rompere.

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Cioccolamisù: cubetti di cioccolato al gusto di tiramisù. Una ricetta che farà impazzire grandi e piccini!

Sono molto buoni perché è del cioccolato che racchiude tutto il gusto del tiramisù, brutti da vedere ma molto buoni da gustare. Ci vuole un po’ di pazienza per prepararli ma, alla fine, ne vale davvero la pena!

Ingredienti cioccolamisù

  • 250 ml di panna per dolci
  • 80 gr di zucchero a velo
  • un pizzico di sale
  • 250 gr di mascarpone
  • mezzo pacco di savoiardi
  • 3 caffè lunghi
  • 3 cucchiai di latte
  • 300 gr di cioccolato fondente (oppure a latte o, ancora, si può scegliere di usarli entrambi).

Preparazione cioccolamisù

In una ciotola mettere la panna, lo zucchero a velo, il pizzico di sale e montare con lo sbattitore elettrico. Unire il mascarpone morbido a temperatura ambiente, incorporandolo un po’ alla volta con una spatola poi, finire di montare con lo sbattitore. Tenere la crema in frigo fino al momento di servire. Tagliare i savoiardi a metà nel senso della lunghezza (bisogna fare attenzione a non romperli) e passare solo una metà velocemente nei caffè lunghi con il latte e un po’ di zucchero (mi raccomando senza lasciarli altrimenti si inzuppano troppo), riempire con la crema la metà che non è stata bagnata, riunirli e metterli in una pirofila con carta forno, coperti con pellicola, in freezer per almeno 4 ore (io li ho lasciati una giornata).Trascorso il tempo, sciogliere il cioccolato a bagnomaria fondente, a latte oppure bianco (io ho fatto un misto tra fondente, latte ed extra fondente) e solo quando sarà sciolto tirare i savoiardi dal freezer e tagliare ognuno in 3 pezzi, passarli nel cioccolato e su un vassoio con carta forno a solidificare e conservare in frigo.

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Saranno oltre sessanta i locali, tra trattorie, bistrot, locali storici e ristoranti stellati, in Penisola sorrentina, in Italia e nel mondo, a partecipare alla prima edizione del SorrentoGnocchiDay, in programma dal 7 al 10 ottobre.

Questo piatto iconico della città del Tasso, in cui sono racchiuse storia, maestria, cultura e territorialità, sarà proposto nei menù di decine di ristoranti locali, ma anche dislocati in Italia: da Padova a Ischia, passando per Marina di Pietrasanta, e in tante altre realtà sparse per il mondo, tra le altre: Dubai, Tulum, Leicester, Mykonos e Hong Kong. Chef italiani, al timone delle rispettive brigate internazionali, proporranno ai propri clienti gli Gnocchi, tradizionali o rivisitati.

Un piatto semplice, gli Gnocchi alla sorrentina, conosciuto in tutto il mondo e la cui ricetta classica recita: patate, farina, uova, fiordilatte, olio extra vergine d’oliva e un buon sugo di pomodoro.

In esclusiva per la stampa, giovedì 7 ottobre, ci sarà un’anteprima che coinvolgerà 10 chef campani, impegnati a proporre la propria interpretazione degli Gnocchi, qualcuno nella versione squisitamente tradizionale e qualcun altro introducendo delle rivisitazioni riguardanti la forma, la cottura, le consistenze o gli ingredienti.

I 10 chef che si confronteranno sulla Terrazza delle Sirene del Circolo dei Forestieri di Sorrento saranno: Mario Affinita, del Don Geppi di Sant’Agnello; Giuseppe Aversa, chef de Il Buco di Sorrento; Paolo Barrale dell’Aria Restaurant di Napoli; Pasquale De Simone del Ristorante ‘O Break del Renaissance Naples Hotel Mediterraneo di Napoli; Domenico Iavarone  del Josè Restaurant  della Tenuta Villa Guerra di Torre del Greco; Andrea Napolitano del Ristorante NDRE’ di Sorrento; Marco Parlato, resident chef della Terrazza delle Sirene di Sorrento; Lino Scarallo di Palazzo Petrucci a Napoli e Giuseppe Stanzione del ristorante Glicine dell’Hotel Santa Caterina di Amalfi, tutti coordinati da Vincenzo Guarino, lo chef noto come “Cacciatore di stelle”, per la sua consolidata capacità di conquistare Stelle Michelin.

Quella del SorrentoGnocchiDay sarà anche l’occasione per presentare un dolce inedito, dedicato alla perla della Costiera sorrentina, da sempre musa di artisti, scrittori e musicisti. Per la prima edizione, sarà il maestro pasticcere napoletano Ciro Poppella, il padre dei Fiocchi di Neve, a proporre un nuovo dolce al caffè Illy che, a partire dall’8 ottobre, si potrà degustare in tutte le sue pasticcerie.

L’idea di istituire una celebrazione del piatto identitario di Sorrento che, studiato, reinterpretato e rivisitato, possa diventare un simbolo ancorato al passato ma proiettato, contemporaneamente, nel futuro, è stata di Carmen Davolo della Dieffe Comunicazione che, assieme a Vincenzo Guarino, e grazie alla collaborazione di Peppe Aversa, del ristorante stellato Il Buco di Sorrento, ha chiamato a raccolta decine e decine di chef in tutto in mondo.

Essenziali, per la realizzazione del SorrentoGnocchiDay, la collaborazione di: Mulino Caputoil Mulino di NapoliLatteria SorrentinaEzechiele – Le patate di Michele MocciaTorretta – Olio extravergine di olivaBanca di Credito PopolarePenisolaverde SpACristalleria Fratelli FumoWork Line divisee Divise&Divise –  abbigliamento professionale.

L’evento gode del patrocinio del Comune di Sorrento e di Federalberghi Penisola Sorrentina.

Sulla pagina Facebook “Sorrento Gnocchi Day” si trovano alcune delle interpretazioni proposte dagli chef nonché l’elenco completo dei ristoranti che hanno aderito all’iniziativa, comprese le scuole di cucina locali presso le quali saranno attivate le cooking classes, per imparare a cucinare dei perfetti Gnocchi alla sorrentina.

Dieffe Comunicazione

Masterclass e presentazione della nuova macchina da caffè La San Marco

Grande accoglienza per <<Una giornata da “D.”>> la masterclass avente ad oggetto le potenzialità di estrazione della nuova macchina da espresso D. firmata La San Marco, svoltasi a Castel dell’Ovo grazie all’operosità di Francesco Costanzo, detentore del record del maggior numero di caffè espresso estratti in un’ora e presidente dell’Associazione Maestri dell’Espresso Napoletano ed al supporto logistico della ditta Nicola Bianco, concessionaria de La San Marco nella provincia di Napoli. 

L’evento ha visto la partecipazione dell’amministratore delegato de La San Marco, Roberto Nocera, che ha dichiarato “interpretare la meccanica a leva in chiave digitale è stato l’obiettivo del progetto “D.”. In casa La San Marco siamo stati subito consapevoli che il progetto era sfidante e ambizioso allo stesso tempo. Un progetto che avrebbe richiesto il coinvolgimento di tutte le nostre risorse e competenze tecniche. Oggi, a distanza di due anni, da quando i primi schizzi furono messi su carta, posso affermare che il risultato è stato raggiunto, andando oltre l’obiettivo iniziale del progetto. Con esso, infatti, abbiamo realizzato quella che si potrebbe definire una meccanica a leva “aumentata”, rendendo disponibili al barista professionista un numero sostanzialmente infinito di profili di pressione, oltre alla possibilità di programmazione di tutti i parametri di funzionamento della macchina che influenzano la qualità del caffè erogato. Un tanto grazie all’utilizzo di una moderna elettronica gestita da un evoluto software proprietario, messo a punto e brevettato da La San Marco I caffesperti che hanno dedicato alla macchina interessanti sensory masterclass ce lo hanno confermato.”

Per Dante Monastero, direttore commerciale de La San Marco, “la nuova “D.” ha una elettronica del tutto innovativa, che riassume, nelle sue funzionalità, sia le caratteristiche di estrazione a profilazione variabile della pressione delle macchine a leva, sia le funzionalità tipiche delle macchine elettroniche. La macchina “D.” è disponibile in tre varianti: la più accessoriata è la MBV- multi boiler variant con profilazione di pressione; poi abbiamo la MB-multi boiler che ha profilazione di temperatura ma non di pressione e infine la variante C, un modello a scambiatore di calore con caldaia unica tradizionale”. 

Francesco Costanzobrand ambassador dell’aziendaha precisato che “la nuova macchina “D.” è assimilabile a una macchina sportiva, un’automobile moderna. Durante la masterclass abbiamo dimostrato come tutti i parametri operativi influenzano la qualità del prodotto in tazzina e sono a disposizione del barista professionista, che può ottimizzarli per ottenere il prodotto desiderato al variare sia della specie botanica sia del grado di tostatura”.

Per Mauro Illiano, curatore della Guida Camaleonte e fondatore di Napoli Coffee Experience, che ha guidato le degustazioni nella masterclass “la masterclass è stata un’opportunità per dimostrare le caratteristiche e le potenzialità di questa nuova macchina ultramoderna, che consente l’estrazione con diversi profili di pressione e diversi profili di temperatura. L’evento è stata la prova di quanto effettivamente sia importante avere una macchina dalle alte prestazioni e quanto la tecnologia sia oggigiorno al servizio del barista”. 

Corsi a tema, cene guidate, degustazioni e incontri con il produttore condurranno gli ospiti alla scoperta di note cantine, vigneti ed etichette dal 2 al 10 ottobre

Milano, 28 settembre 2021 – In occasione della Milano Wine Week, Eataly Milano Smeraldo presenta un calendario fitto di appuntamenti per gli appassionati del vino, invitati a scoprire cantine, vigneti, etichette e grandi tradizioni di famiglia attraverso una serie di incontri come corsi a tema, cene guidate e degustazioni.  

Il calendario di eventi, pensato per offrire esperienze variegate adatte tanto a esperti intenditori quanto a curiosi alle prime armi, ha in programma imperdibili appuntamenti come l’“Aperivino: Le mille bolle” previsto per domenica 3 ottobre a partire dalle 18:00, per scoprire le migliori bollicine sotto la guida dei sommelier dell’Enoteca di Eataly. Al prezzo di €18, gli ospiti potranno scegliere due calici tra le etichette proposte e abbinarli a gustosi assaggi realizzati dagli Chef di Eataly nella cornice di Pianodue, il nuovo ristorante al secondo piano del punto vendita.

Lunedì 4 ottobre alle ore 12:30, nell’aula Arclinea al secondo piano di Eataly Milano Smeraldo, appuntamento con “Pranzo in Sicilia”, un viaggio enogastronomico in lingua inglese condotto da uno chef e un sommelier: terroir, stili di vinificazione, produttori e caratteristiche dei vini saranno i protagonisti del pranzo disponibile al costo di €50.

Dopo il successo delle passate edizioni, mercoledì 6 ottobre alle ore 20:00 a Pianodue, torna la “Cena con il produttore” dove sarà possibile degustare quattro portate abbinate ai vini della cantina Borgogno raccontati da Maria Giovanna Migliore. La cena alla scoperta dell’azienda che ha segnato la storia del Barolo è disponibile al prezzo di €60.

La Milano Wine Week di Eataly si concluderà domenica 10 ottobre, dalle ore 18.00, ancora al ristorante Pianodue con l’“Aperivino: Orange is the new wine”: un’occasione unica per degustare gli Orange e scoprire tutti i segreti di questi unici vini, sempre più presenti in Enoteca e in tavola. L’aperitivo, disponibile al costo di €25, include tre calici a scelta tra le etichette proposte e sfiziosi assaggi ideati dall’executive Chef di Eataly Milano Smeraldo.

A completamento del calendario della Wine Week di Eataly, poi, una ricca proposta di corsi adatti a tutti i livelli. È possibile consultare il seguente link per ricevere maggiori informazioni e per prenotare l’esperienza perfetta per i propri gusti.

Ufficio stampa Eataly Milano Smeraldo

Alessia Rizzetto PR & Communication

La Dimora di charme “La Voce del fiume” da sempre attenta alle eccellenze del territorio, dopo la pausa dovuta all’emergenza sanitaria, lo scorso 11 settembre, ha riaperto le sue porte alla cultura, all’informazione, alla musica, con la seconda edizione del Premio “La Voce del fiume”, onorificenza nazionale riservata a lucani e non che si sono distinti nel corso dell’anno in vari settori, dallo spettacolo alla musica, dall’arte alle professioni.
Una serata voluta per promuovere il territorio e le aziende che su esso operano da anni per lo sviluppo del settore turistico. Una occasione per rendere omaggio a quanti sono impegnati nei campi dell’arte, della cultura, della musica, del cinema, del teatro, della letteratura, delle scienze e della pubblica amministrazione. I premiati di quest’anno sono stati: l’attrice Anna Rita Del Piano, la giornalista e scrittrice Imma Vitelli, il soprano Paola Francesca Natale, lo stylist Giovanni Ciacci e l’imprenditore Fabrizio Tarricone.

La serata, condotta dalla giornalista Annamaria Sodano, ha avuto inizio alle 19.00 ed è stata animata da un quartetto d’archi che ha eseguito musiche da film. 
Dopo la premiazione tenutasi all’aperto, in Piazza del Sedile, nel centro storico di Brienza, è seguita una degustazione di prodotti del territorio, offerta da Birra Morena, una delle eccellenza lucane, sui terrazzi della dimora di charme che ospita la Voce del fiume, uno dei B&B più particolari della Basilicata, incastonato nel cuore del borgo medievale di Brienza, all’ombra del Castello Caracciolo.

L’evento organizzato in collaborazione con la Banca Monte Pruno è stata l’occasione per promuovere il territorio e le sue peculiarità.

Premio la voce del fiume 2021 a Paola Francesca Natale ( premia Michele Albanese direttore BCC Monte Pruno di Roscigno e Laurino

La sua voce ha portato in giro per il mondo il nome della Basilicata. Protagonista di centinaia di spettacoli dal Giappone all’Europa, dall’Asia al Sud America, ha interpretato i ruoli più interessanti del panorama operistico nazionale.

Premio la Voce del Fiume 2021 a Giovanni Ciacci (premia Rocchina Adobbato)

Eccentrico, brillante, irriverente: qualità che ne hanno fatto uno dei personaggi più amati dal grande pubblico, che ne ha riconosciuto le doti, attribuendogli il merito di aver aperto uno squarcio di verità sul mondo incantato del jet-set. Premio la Voce del Fiume 2021 a Giovanni Ciacci.

Premio la voce del fiume 2021 a Imma Vitelli ( premia Domenico Tripaldi Dirigente generale Ufficio regionale Programmazione e Finanze)

Vivere sul campo esperienze incredibili per trasmetterne l’essenza a migliaia di lettori, in Italia e nel mondo. Un pezzo importate della storia contemporanea è stata raccontata dalla sua penna. Una giornalista in prima linea che ora affida alla letteratura il racconto di un’epoca.

Premio la Voce del fiume 2021 ad Anna Rita del Piano (premia Antonio Munafò presidente Assoturismo Maratea)

Artista poliedrica, interprete brillante, ma anche attenta osservatrice della realtà. Vivace animatrice della vita culturale del mezzogiorno d’Italia e promotrice di iniziative nel campo del cinema, del teatro, della musica e dell’arte in genere.

Premio la voce del fiume 2021 a Fabrizio Tarricone (premia Rosa Gentile Presidente nazionale Confartigianato)

Imprenditore illuminato, perfetto conoscitore delle dinamiche dei mercati. Attento osservatore delle esigenze dei consumatori. Le sue birre hanno fatto il giro del mondo conquistando onorificenze e attestati per qualità e bontà del prodotto. Premio la voce del fiume 2021 a Fabrizio Tarricone.

La rassegna, giunta al suo quarto anno, è pronta ad accogliere ogni mercoledì

I grandi nomi del panorama musicale italiano

Milano, 20 settembre 2021 – Da Eataly Milano Smeraldo torna Jazz Bar, la rassegna musicale punto di riferimento del panorama concertistico milanese. Dal 22 settembre al 3 novembre, ogni mercoledì alle 18:30, sul Palco dello store di Piazza XXV Aprile andranno in scena ottima musica e aperitivi di qualità, come da tradizione ormai consolidata e in linea con lo spirito artistico del punto vendita.

Anche l’autunno 2021 ha in programma nomi di grande levatura artistica e progetti musicali dai contenuti diversi e variegati: dal jazz contemporaneo al mainstream, dalla musica folk al jazz funky, dalla fusion alla musica da camera. Ad accompagnare la musica, gli aperitivi firmati Eataly con prodotti di qualità, cucinati a regola d’arte. Sarà infatti possibile godersi il concerto scegliendo il proprio calice di vino preferito tra una selezionata lista di etichette dell’Enoteca di Eataly, oltre a una serie di proposte gustose e stagionali preparate dagli chef.

Emilio Soana Quartet, Massimo Minardi M4ete La Swinghera sono solo alcune delle formazioni che animeranno il Palco di Eataly.

Al seguente link è disponibile la programmazione completa della rassegna.

L’accesso ai concerti è gratuito. Per prenotare il proprio tavolo si può telefonare al numero 347 325 5558 (servizio attivo dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 17).

Per garantire lo svolgimento della rassegna in piena sicurezza sarà necessario essere muniti di Green Pass.

Ufficio stampa Eataly Milano Smeraldo

Alessia Rizzetto PR & Communication

Napoli 19-set- I sapori delle terre vulcaniche, i vini e l’ incontro tra culture differenti a partire dalla tavola alla terza giornata di ‘Eruzioni del gusto’, evento promosso dall’associazione culturale Oronero – Dalle scritture del fuoco, in corso di svolgimento fino al 20 settembre al Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa.

“Una manifestazione che intercetta flussi turistici in ascesa, che si distingue per il suo modo concreto di ripensare lo sviluppo. Una sede prestigiosa, quella del Museo di Pietrarsa, che indica le nuove prospettive di crescita nella zona est di Napoli. Una storia carica di suggestioni, materiali e immateriali. Queste peculiarità consentono a Eruzioni del Gusto di offrirsi al partenariato pubblico come una opportunità” dice l’ assessore al Turismo della Regione Campania, Felice Casucci.

Il direttore generale Politiche Culturali e Turismo Regione Campania Rosanna Romano aggiunge: “L’enogastronomia ha un ruolo centrale nel nuovo piano regionale per il Turismo, che punta a una accoglienza più organizzata e coinvolge in misura maggiore le aree interne. Un settore che è la sintesi delle eccellenze ambientali e delle risorse umane del nostro territorio e comprende perfettamente le rinnovate esigenze di un turismo sicuro, sostenibile e ecocompatibile. La nostra cultura enogastronomica è oggi protagonista nell’attrarre flussi turistici in tutte le stagioni”.

Per il direttore Agenzia Campania Turismo Luigi Raia: “I prodotti campani rappresentano spesso il modo migliore per alimentare e diffondere l’immaginario turistico della regione. La promozione e il marketing territoriale non possono prescindere dall’esaltazione dei sapori di una alimentazione sana e gustosa che rappresenta, al contempo, il nostro migliore spot e la più efficace misura della qualità dell’offerta turistica della Campania”.

Eruzioni del gusto è patrocinato dal Ministero della Cultura, Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Regione Campania, Enit- Agenzia Nazionale del Turismo, Fondazione FS, altre regioni, i comuni di Napoli, Portici, Ercolano, Pollica, etc., oltre a Università di Napoli Federico II, Ingv, Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, Stazione Zoologica Napoli Anton Dohrn, Fondazione Dohrn e altri istituti di ricerca scientifica, Mavv, associazioni e ordini professionali.

Il programma è consultabile sul sito www.eruzionidelgusto.it

L’accesso all’evento è disciplinato nel pieno rispetto delle prescrizioni di prevenzione  al Covid 19

Chi non ama la torta di mele, ecco una ricetta rivisitata al cioccolato.

Il classico dolce della nonna con le mele tramandato ormai da generazioni, diverso in ogni regione secondo le tradizioni locali. Noi de la buona tavolo abbiamo voluto apportare la modifica del cioccolato per renderla ancora più golosa per la gioia di grandi e piccini.

Ingredienti ricetta torta di mele

  • 150 g di cioccolato fondente
  • 2 mele
  • succo di limone
  • 3 uova
  • 150 g di zucchero
  • 100 ml di olio di semi
  • 50 ml di latte
  • 2 bustine di vanillina
  • 300 g di farina 00
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • un pizzico di sale
  • burro quanto basta per imburrare la teglia.

Preparazione

Tritare grossolanamente il cioccolato e tenere da parte. Sbucciare le mele, tagliarle a pezzetti piccoli, metterli in una ciotola con una spruzzata di succo di limone (per evirare che anneriscano) e tenere da parte. In una ciotola, con lo sbattitore elettrico, montare le uova con lo zucchero fino a farle diventare spumose.

Aggiungere poi l’olio di semi, il latte, la vanillina e pian piano la farina insieme al lievito.

Infine un pizzico di sale. Imburrare una teglia tonda 26 cm (meglio se a cerniera), fare uno strato con l’impasto, aggiungere la metà delle mele e la metà del cioccolato, coprire con un altro strato di impasto e concludere con mele e cioccolato restanti. In forno già caldo a 160 gradi per circa 40 minuti (dipende dal forno, quindi prova spaghetto).

Far raffreddare bene prima di servire.

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La Toscana in vetrina con le sue bellezze enogasronomiche e culturali

Taglio del nastro per la terza edizione di Eruzioni del gusto, l’evento sul turismo enogastronomico dei territori vulcanici giunto alla terza edizione e promosso dall’associazione culturale ORONERO – Dalle scritture del fuoco in programma da oggi e fino al 20 settembre al Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa, al confine tra Portici e Napoli. Tra gli stand espositivi i vini e i cibi delle aree vulcaniche e quelli tipici delle altre zone d’Italia dove sarà possibile immaginare percorsi enogastronomici nelle aree coltivate a vite. E quest’anno la Toscana sarà ospite a Pietrarsa con una vetrina ad hoc dedicata alle tradizioni enogastronomiche, culturali e artistiche.

”Stiamo posizionando d’intesa con la Regione Campania il nostro territorio come vetrina internazionale del turismo enogastronomico” ha detto Carmine Maione, presidente di Oronero in conferenza stampa ”Un progetto ben accolto dalla Regione Toscana, dalle aree vulcaniche con tutta la loro tradizione legata sopratutto al turismo enogastronomico. La Campania con la Toscana è un bel modello da questo punto di vista. Inoltre, non poteva mancare la Sicilia con l’Etna e i suoi grandi vini,  così come altre regioni tra cui l’Alto Adige e tutte quelle aziende che da anni si stanno affermando nella produzione di eccellenza dei nostri territori”.

I vini protagonisti della terza edizione a Pietrarsa ”Per approfondire la conoscenza dei territori campani, ci saranno le masterclass e le degustazioni dei vini dei consorzi che quest’anno si sono uniti  per accendere i riflettori sulle nostre denominazioni” ha aggiunto Nicoletta Gargiulo, presidente Ais Campania.

Per la Regione Campania l’assessore all’Agricoltura, Nicola Caputo: ”Eventi come Eruzioni del Gusto sono fondamentali per comunicare al mondo la qualità dei nostri prodotti agroalimentari sotto un unico brand “Campania”. Nel futuro, chi mangia e beve campano dovrà essere consapevole della eccezionalità dei prodotti della nostra terra. Siamo la patria della Dieta Mediterranea, non intesa soltanto come stile di vita, ma come declinazione di identità e qualità del cibo. E’ il momento giusto per consolidare la sinergia tra l’assessorato all’Agricoltura e tutti i soggetti che, in questo senso, contribuiscono a fare sistema. Stiamo lavorando, anche grazie alle risorse della nuova programmazione dei fondi europei, al raggiungimento di questo obiettivo”.

A Eruzioni del gusto, il cibo e il vino si intrecciano con la scienza e la ricerca scientifica.

”Oggi ci sono tutte le condizioni per lavorare bene. Col PNRR c’è una possibilità di lavorare molto nella ricerca col programma europeo From Research to Business, non una ricerca solo per sviluppare conoscenza, ma principalmente per creare maggiore competitività nei vari territori. Ci sarà un grande centro nazionale, ce ne saranno cinque in tutto, per un impegno finanziario di circa 1,6 miliardi e uno di questi dovrebbe ubicarsi in Campania” ha aggiunto Luigi Nicolais, consigliere scientifico del Ministro dell’Università e della Ricerca.

Per un breve saluto sono intervenuti anche Maurizio Gemma direttore di Film Commission Campania, a fare gli onori di casa il direttore del Museo di Pietrarsa Oreste Orvitti,

”Ogni volta che vengo a Napoli non è un’ eruzione del gusto ma una emozione del gusto” ha concluso Giampietro Comolli presidente Osservatorio Economico del Vino.

Importante presenza della Regione Toscana con il suo progetto di punta sull’enogastronomia: “Vetrina Toscana”, che da oltre 20 anni promuove ristoranti, botteghe, produzioni di qualità e tutti coloro che offrono esperienze enogastronomiche. La rete valorizza la cultura enogastronomica come attrattore turistico e come espressione dell’identità del territorio.

Ufficio Stampa Oronero

Napoli. “Santa Maria … in Portico: arte, cultura e sapori nell’antico borgo”: grande successo e ampia partecipazione nella serata fortemente voluta e promossa dai titolari delle Botteghe del Gusto di Eccellenza di Santa Maria in Portico, nel cuore di Chiaja, parte antica e pittoresca dalle origini marinare che tuttora convivono accanto a quelle nobiliari. 

Decisi a tutelare le tradizioni territoriali secolari ed in particolare quelle legate al giorno di Santa Maria, e le peculiarità artistico- culturali, storico-religione ed eno-gastronomiche che rischiano di scomparire, si sono uniti nell’organizzazione dello spettacolare evento, coordinato dal suo ideatore, Antonio Arfè, patronchef della famosa Antica Gastronomia simbolo del gusto d’alta qualità a Napoli dal 1870: 

Roberto Ramaglietta della Boutique della Frutta, Salvatore Marra della Pescheria Sanguinelli, Andrea Zamparelli della Pizzeria Zamparelli, tutte attività di qualità top, note e apprezzate, con i loro efficienti staff. 

A difesa dell’identità del Borgo, altre aziende d’eccellenza quali sostenitrici: Caseificio La Morgesina, di Pasquale Morgese, Cantine Mediterranee, di Vincenzo Napolitano, Pasqualino Bakery di Pasquale Esposito, Pastificio  Inserra di Gragnano, di Gaetano Inserra. Al loro fianco, valide forze territoriali e molti cittadini motivati e, in primis le istituzioni: l’iniziativa ha goduto del patrocinio del  Comune di Napoli 1a Municipalità, e del supporto dei dott. Francesco de Giovanni di Santa Severina, presidente circoscrizionale; Iris Savastano, presidente Commissione Cultura e Turismo; Anna Bruno, responsabile Dipartimento Arredo urbano; Salvatore Guanci, consigliere del Comune di Napoli, che hanno sottolineato la grande valenza dell’evento, auspicando “il prosieguo di questa iniziativa nella realizzazione di altri eventi di tale spessore, che fanno bene al territorio”.

Rosario Lopa ha portato il saluto quale portavoce della Consulta Nazionale per l’Agricoltura e il Turismo, con espressioni di notevole apprezzamento.

L’iniziativa ha offerto ai partecipanti l’occasione per ammirare preziose testimonianze artistiche, storiche, architettoniche, religiose e di conoscere usanze ultracentenarie spiccatamente rappresentative del Borgo.

Padre Raffaele Tosto dei Leonardini dopo avere officiato la messa dedicata alla Madonna, con la benedizione in suo nome, nella bellissima Chiesa seicentesca di Santa Maria in Portico – costruita per volere della duchessa di Gravina, Felice Maria Orsini – ha guidato i visitatori alla scoperta delle pregevoli opere in essa custodite, in particolare quelle lignee tra le quali un presepe d’inestimabile valore. 

Nel vicino Santuario dell’Immacolata a Chiaja, edificato grazie ai risparmi degli umili pescatori, il consegnatario, cavalier Roberto Cantagallo si è soffermato sulle interessanti testimonianze artistiche, ex voto, anfore rinvenute nelle profondità del Golfo di Napoli. Nell’attigua Cappella di Sant’Antonio, dedicata ai defunti, dove un tempo i pescatori onoravano nella veglia funebre le salme dei propri cari, impossibilitati a farlo negli angusti alloggi, sono conservati il cranio e altre reliquie di Santa Claudia e la statua della Madonna Dormiente, venerata da secoli in Perù. Ancora, la suggestiva Cappella del Santissimo con i suoi tesori d’arte.

Coinvolgente e commovente la partecipazione dei devoti della locale Associazione dei pescatori devoti alla Madonna dell’Arco che, con musica e canti: molti intervenuti si sono uniti spontaneamente alla testimonianza rituale. 

La serata ha avuto il suo riuscitissimo clou nella caratteristica piazzetta, dove sono state servite varie degustazioni, offerte dai titolari delle Botteghe del Gusto d’Eccellenza di Santa Maria in Portico: squisiti piatti, che vengono preparati tradizionalmente in questa ricorrenza e altre tipicità. Dopo l’immancabile aperitivo con sfizioserie regionali, irresistibili candele spezzate con Genovese, frittura di triglie e di alici freschissime, mozzarella di bufala campana, contorni assortiti, stuzzicanti panini, pizze classiche e speciali, ottima frutta di stagione, deliziose graffette e, in chiusura, le golosità, in un buffet di dolci caratteristici, a partire dalla Pastiera. Un trionfo di sapori! Il tutto accompagnato da vini di qualità dalla Campania.

Nell’ambito dell’iniziativa, un momento solidale dedicato agli “ultimi”, ai quali sono stati donati generi alimentari.

Molti noti esponenti della Cultura, delle Arti, dell’Imprenditoria e dell’Informazione sono stati presenti alla serata, che è stata seguita da professionisti e operatori della Comunicazione specializzati nella carta stampata, online e televisione, con riprese no stop e dirette per consentire di seguire la manifestazione anche a distanza.

L’Ufficio Stampa e Comunicazione è stato curato dalla giornalista professionista Teresa Lucianelli, specializzata in enogastronomia, cultura e benessere e nell’organizzazione di noti eventi d’eccellenza. 

14.000 mq di divertimento e alcune golose anticipazioni: tra le novità anche una Choco Parade.

Dopo la pausa del 2020, Eurochocolate torna con un format tutto nuovo per accogliere il popolo dei golosi in totale sicurezza. L’edizione speciale 2021 si terrà infatti  dal 15 al 24 Ottobre prossimi presso il centro fieristico Umbriafiere, a Bastia Umbra (Perugia): scelta nata dell’esigenza di mettere in scena un’edizione, a suo modo straordinaria, nel pieno rispetto dei protocolli di sicurezza previsti per il settore fieristico.

Così, per la prima volta nella sua storia, Eurochocolate esce dal centro storico di Perugia, che comunque ospiterà una serie di iniziative a tema, a testimoniare il forte legame con il capoluogo umbro che ogni anno, a Ottobre, si trasforma in una vera e propria Capitale del Cioccolato.

Ad accompagnare il lancio della 27esima edizione, puntuali come sempre, una serie di esclusive immagini e un claim, scelti per richiamare l’attenzione delle migliaia di appassionati che nel 2020 hanno dovuto rinunciare al goloso evento: originali scatole in latta colme di cioccolatini, crema spalmabile, tavolette e… l’ironica frase “Ne abbiamo piene le scatole”.

tre padiglioni di Umbriafiere, facilmente raggiungibili grazie ai rapidi collegamenti viari, accoglieranno altrettante coloratissime aree tematiche caratterizzate da importanti scenografie: la Chocolate Experience, il Chocolate Show e il Funny Chocolate. Didattica, intrattenimento, degustazioni guidate, gioco, laboratori per bambini, animazione e un grande mercato del cioccolato animeranno la visita dei chocolovers che potranno accedere ordinatamente all’evento grazie alla messa a punto di un servizio di controllo degli accessi che farà anche leva sul ticketing, accompagnato da golosi omaggi. I biglietti sono già acquistabili su www.eurochocolate.com e lo saranno anche sul posto durante l’evento.

14.000 mq di divertimento e tanto buon cioccolato da degustare e acquistare. Spazio quindi a una vera e propria Fabbrica del Cioccolato bean to bar, firmata FBM, per comprendere l’intero processo di trasformazione del goloso Cibo degli Dèi, dalla fava di cacao alla tavoletta. Sarà inoltre possibile approfondire la storia e la geografia del cacao grazie alla collaborazione con IILA – Istituto Italo Latino Americano e alla partecipazione di Paesi produttori come EcuadorBolivia, Brasile e Costa Rica, che racconteranno la vita nelle lontane piantagioni e il lungo viaggio che, partendo dalla raccolta delle ancora poco conosciute cabosse, porta il frutto del cacao a trasformarsi in uno dei cibi più amati al mondo. Ad accogliere il pubblico della Chocolate Experience l’imponente statua, alta ben 4 metri, dello storico re azteco Montezuma, noto anche per essere stato un insaziabile bevitore di cioccolata calda. Il padiglione experience proporrà inoltrenumerosiappuntamenti live che animeranno i due esclusivi palchi con un ricco programma di show cooking al sapore di cacao condotti da special guest del mondo della pasticceria. In particolare Quinta Forma, scuola di formazione di Belluno dedicata ai professionisti del cioccolato, partecipa a Eurochocolate con quattro golosi appuntamenti quotidiani fra show cooking e laboratori guidati da Angela De Luca, formatrice e fondatrice della Scuola, che trasmetterà tutte le competenze e conoscenze acquisite grazie a un’esperienza pluriennale sul campo e ai numerosi viaggi nei Paesi del Sud America e dell’Africa. Gli appuntamenti saranno gratuiti e su prenotazione. Torna, inoltre, la sezione Cioccolata con l’Autore, dolce pausa letteraria grazie alle quale i visitatori incontreranno autori e autrici che, tra aneddoti e curiosità, presenteranno dal vivo i loro lavori letterari.

Tra le novità di quest’anno la Choco Parade di Accademia Creativa by Eurochocolate, un originale spettacolo itinerante con protagonisti trampolieri, danzatori aerei e un elegante carro cioccolatoso, guidato da uno stravagante personaggio ispirato al popolarissimo Willy Wonka. In stile Art Nouveau e con costumi che richiamano i nuovi cioccolatini di Eurochocolate, l’esclusiva Parata coinvolgerà il pubblico invitandolo a ripercorrere l’affascinante storia del cacao.

Inoltre, tra le aziende leader del mondo del cioccolato che hanno già confermato la loro partecipazione:

Lindt Italia porterà in scena a Eurochocolate tutta la golosità di Lindor, l’iconica pralina dall’irresistibile scioglievolezza, che regalerà momenti di doppia estasi grazie a Lindor Doppio Cioccolato. Questa nuova ricetta è frutto della grande passione dei Maîtres Chocolatiers Lindt, sui quali quest’autunno si accenderanno i riflettori grazie al talent show “Maître Chocolatier, Talenti in Sfida”.

Perugina é lieta di tornare a deliziare gli appassionati di cioccolato con le sue creazioni, fatte con passione e rispetto delle tradizioni fin dal 1907, tra cui l’inimitabile pralina BACI® in tutte le sue versioni e nella nuova Limited Edition “Dolce Vita”, ispirata alla maestria della Scuola del Cioccolato Perugina® ed alla creatività di Dolce&Gabbana.

Icam Cioccolato festeggia a Eurochocolate i suoi primi 75 anni con un ”Re” d’eccezione! I suoi prodotti, frutto di un’autentica cultura del cioccolato “made in Italy”, insieme al brand d’eccellenza Vanini, offriranno un’esperienza di gusto unica e sorprendente.

Immancabile, nel format di Eurochocolate, l’esilarante divertimento a tema cioccolato al quale è dedicata un’intera area: il Padiglione Funny Chocolate. Qui, ad attendere il pubblico, gli originali prodotti firmati Costruttori di Dolcezze: dalla linea Ne abbiamo piene le scatole! dedicata all’edizione 2021, ai coloratissimi Attacca bottone, passando per le dolcissime Choco in casa, fino alle esclusive personalizzazioni possibili grazie alla linea Photo Choc e Nomemade. Imperdibili le maxi installazioni a tema come la Choco Cornice o il Choco Selfie Stick, per originali scatti da condividere. E ancora i Choco Olimpici, patrocinati dal Coni Umbria, dove il ping pong, il basket, la  pallavolo e gli altri sport più conosciuti si trasformeranno in chiave cioccolatosa. Non mancheranno, inoltre, spazi dedicati ai più piccoli con maxi gonfiabili sui quali saltare e scivolare per atterrare su golosi premi in cioccolato.

Tornerà anche il Chocolate Show, il più grande Emporio del Cioccolato con prodotti per tutti i gusti suddivisi per tipologie: il goloso Villaggio delle Spalmabili, l’area A tutta tavoletta!, lo spazio Spiriti golosi! dedicato ai liquori e Mani in alto questa è una pralina con tanto buonissimo cioccolato sfuso. E ancora, un imperdibile viaggio tra le dolci produzioni di PiemonteToscana, Umbria e Modica, fino all’area firmata Gran Tour Italia, per poi proseguire alla scoperta di esclusivi brand internazionali.

La Regione Umbria sarà tra i protagonisti dell’evento attraverso una serie di iniziative che guideranno il pubblico alla scoperta delle risorse, le eccellenze e i territori della regione. Tra le principali anticipazioni, l’area Andiamo al Nocciòlo, novità assoluta dedicata a un prodotto fortemente legato al mondo del cioccolato, che negli ultimi anni ha iniziato a ricoprire un ruolo interessante all’interno della filiera produttiva agroalimentare umbra: la nocciola. I visitatori potranno scattarsi golose foto ricordo di fronte agli scorci e agli itinerari Umbri più suggestivi, da condividere con la propria community rivisitando una delle tendenze social del momento: Dimmi che sono in Umbria senza Dirmi che sono in Umbria. Inoltre, tutti coloro che decideranno di cogliere l’occasione di Eurochocolate per una visita anche nei comprensori limitrofi, passando per i luoghi de I Magnifici Dieci, riceveranno in omaggio una tavoletta di cioccolato con un incarto personalizzato che riprodurrà la loro stessa foto come goloso ricordo di questo dolce viaggio. 

A coprirsi di cioccolato sarà anche l’intero territorio di Bastia Umbra, baricentrico tra Perugia e Assisi, che, grazie alla collaborazione attivata con strutture ricettive, ristoratoricentri benessereesercenti e associazioni locali, si appresta a offrire ai chocolovers dei veri e proprio pacchetti a tema: si va così dal Dolce Soggiorno di una o più notti proposto dagli hotel della zona, comprensivo di Choco gift di benvenuto e Choco colazione, passando per i Choco aperitivi, i Menù a tutto cacao e le serate a tema cioccolato pensati da ristoranti, bar ed enoteche; e ancora Centri estetici e SPA pronti a dispensare dolci trattamenti a base di cacao e cioccolato. Un caratteristico trenino farà da transfer tra Umbriafiere e il polo ExtraChocolate, un ricco palinsesto fatto di attività didattiche, musica, cultura e tradizione che animerà il centro storico della città di Bastia per tutta la durata dell’evento. Il percorso tra Eurochocolate e il Centro di Bastia sarà reso ancora più goloso anche grazie al Piedibus, una dolce passeggiata a tappe che abbinerà la descrizione dei luoghi del territorio a curiosità sul mondo del cioccolato.

Il Cibo degli Dèi sarà protagonista anche nella vicina Perugia con il palco della centralissima Piazza IV Novembre firmato Distretto del Cioccolato Perugino: un goloso percorso tra le eccellenze produttive del cioccolato umbro che proseguirà con le iniziative Cioccolaterie Aperte, i tour guidati su Perugia: la Città del Cioccolato, realizzati in collaborazione con Gran Tour Perugia, fino a La Dolce Pedalata aperta a tutte le tipologie di biciclette, in partnership con l’Associazione Grifo Bike di Perugia e le Associazioni Cicloturistiche di Bastia Umbra.

Anche per questa speciale edizione, Trenitalia sarà Official Carrier di Eurochocolate: moltissimi saranno gli sconti e le promo dedicate a tutti coloro che sceglieranno il treno per raggiungere l’evento. 

Eurochocolate vi aspetta a Perugia dal 15 al 24 Ottobre prossimi!

Ufficio Stampa Eurochocolate

Venerdì 17 e sabato 18 settembre, presso la “Corte dell’Arte” di Foqus, unica piazza coperta dei Quartieri Spagnoli, a Napoli

Come ogni anno, in questo periodo, a Napoli c’è gran fermento per l’approssimarsi del 19 settembre, giorno dedicato al santo patrono. Un evento particolarmente sentito dai partenopei, in tribolazione sin dalle prime luci dell’alba, in attesa del miracolo: ovvero della liquefazione del suo sangue racchiuso in un’ampolla custodita al Duomo.

“Faccia gialluta, accurr’ e stuta sta lampa de ‘nfierno… San Gennaro mio putente, tu scioscia chesta cènnera e sarv’ a tanta gente”. È stata quest’antica implorazione partenopea ad ispirare, stavolta, al giovane maestro pizzaiolo di Qucine Sociali, Raffaele Boccia “Mitruvius”, squisita creazione pensata in onore dell’amatissimo patrono. Un’insolita pizza fritta, allestita in altezza, che abbina al santo un’altra icona: il Vesuvio, la cui eruzione del 1631 sarebbe stata fermata proprio da Gennaro. Un’opera d’arte… tutta da gustare, la cui forma strizza l’occhio sia alla mitra, il tradizionale copricapo indossato spesso dal patrono, che al vulcano, con colata di lava di ragù napoletano, che fuoriesce dal cratere fumante e lapilli di basilico sparsi lungo le pendici.

         Una bontà, che si potrà assaporare in esclusiva venerdì 17 e sabato 18 settembre nella “Corte dell’Arte” di Foqus, unica piazza coperta dei Quartieri Spagnoli, a Napoli. Una location unica, frutto di un progetto di rigenerazione urbana, ricavata dal suggestivo chiostro cinquecentesco dell’ex Istituto Montecalvario, che ospita anche Qucine Sociali, equilibrato mix tra pizzeria, lounge bar e ristorante. Ed è proprio qui, che sarà possibile gustare l’originale pizza in un insolito food pairing con “Bloody Januarius”, “sanguigno” cocktail a base di gin, lime, succo di granatina, fiori di sambuco ed aria di limone, ispirato alla reliquia del sangue di San Gennaro. Il cocktail rosso e, allo stesso tempo fumante, è un omaggio anche all’iconico Vesuvio.

Roberta Raja

DOPO IL SUCCESSO DELL’ULTIMA EDIZIONE AUMENTANO LE CATEGORIE IN CONCORSO: SARANNO 21 DA 6 REGIONI AMPIO SPAZIO ALLE DENOMINAZIONI DELLA CAMPANIA 

Dal Sud Italia al mondo: torna la grande iniziativa dedicata al vino italiano: Sud Top Wine, evento ideato e organizzato dal giornale Cronache di Gusto e giunto alla sua terza edizione.

Ci sarà tanta Campania a Sud Top Wine, in programma dal 18 al 22 ottobre, dopo il successo della seconda edizione, che ha visto 48 vini selezionati come i migliori del Sud Italia da una giuria tecnica di alto profiloaumenta le categorie dei vini in concorso, che in questa edizione saranno ben 21, sempre provenienti da 6 regioni d’Italia.

La nuova edizione di Sud Top Wine si terrà dal 18 al 22 ottobre, in un suggestivo hotel sull’Etna, con una giuria tecnica composta da giornalisti di rilievo internazionale e presieduta da Daniele Cernilli, direttore responsabile di DoctorWine e curatore della Guida Essenziale ai Vini d’Italia, giornalista di grandissima esperienza, cofondatore del Gambero Rosso, e autore di libri tecnici di divulgazione, degustazione e analisi dei vini, tra le persone più influenti nel mondo del vino italiano ed internazionale. A breve saranno ufficializzate le modalità di partecipazione e la composizione della giuria, che decreterà i 3 vincitori per ogni categoria (63 etichette premiate) il 24 ottobre.

La decisione di ampliare le categorie in concorso è stata dettata dal successo della scorsa edizione che, oltre al giudizio dei critici, si è caratterizzata per l’attenzione all’internazionalizzazione e in particolare al mercato americano, con oltre cinquecento etichette presentate, provenienti da sei regioni d’Italia, suddivise in sedici categorie tra denominazioni d’origine e vitigni e posti all’assaggio della giuria tecnica presieduta da Daniele Cernilli e composta da professionisti di fama internazionale quali Enrico Donati, docente Wset e fondatore di Veni Vidi Vini, Federico Latteri, Cronache di Gusto, Erik Klein, Export Manager, Italian Wine Ambassador, Vinoteka e Vinko.skAlessandra Piubello, curatore Guida Oro I Vini di Veronelli, Spirito di Vino e Decanter.

Proseguirà anche in questa edizione la partnership con l’agenzia di pr americana Colangelo & Partners, a cui è stata affidata la promozione a New York dei vini premiati nell’ambito di Sud Top Wine, che rappresentano uno spaccato dell’Italia meridionale e dell’altissima qualità delle sue produzioni vitivinicole. Ben 18 dei 48 vini premiati nella scorsa edizione stanno ricevendo apprezzamenti e recensioni negli Usa su testate importanti come Vinous, Washington Post, Bon Appétit e molte altre.

Le aziende interessate a partecipare a Sud Top Wine possono seguire le istruzioni per l’adesione al concorso al seguente link: https://www.sudtopwine.com/it/partecipa/

Ecco le categorie dei vini in concorso:

Taurasi Docg

Greco di Tufo Docg

Fiano di Avellino Docg

Vini bianchi campani a base di Falanghina

Aglianico del Vulture Doc e Aglianico del Vulture Superiore Docg

Cirò Doc Rosso

Altri vini rossi calabresi Doc e Igt (solo vini prodotti con vitigni autoctoni o blend con autoctoni)

Vini bianchi calabresi Doc e Igt (solo vini prodotti con vitigni autoctoni o blend con autoctoni)

Vini bianchi sardi a base di Vermentino

Vini rossi sardi a base di Cannonau

Etna Doc Bianco

Etna Doc Rosso

Vini rossi siciliani da Nero d’Avola (Sicilia Doc e altre Doc)

Sicilia Doc Grillo e Sicilia Doc Catarratto

Altri vini rossi siciliani Doc, Docg e Igt (solo vini prodotti con vitigni autoctoni o blend con autoctoni)

Altri vini bianchi siciliani Doc e Igt (solo vini prodotti con vitigni autoctoni o blend con autoctoni)

Vini rossi pugliesi a base di Primitivo

Vini rossi pugliesi a base di Negroamaro

Altri vini rossi pugliesi (solo vini prodotti con vitigni autoctoni o blend con autoctoni)

Spumanti (Metodo Classico o Metodo Martinotti di Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia)

Vini rosati (tutti i vini rosati prodotti con vitigni autoctoni o blend con autoctoni di Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia)

Tutte le informazioni su https://www.sudtopwine.com/it/

Ufficio Stampa Miriade & Partners

La Food Hall di Napoli Centrale apre oggi in esclusiva per i suoi frequentatori e per la Città tutta.

Il taglio del nastro questa mattina alla presenza di Alberto Baldan, Amministratore Delegato di Grandi Stazioni Retail, che ha simbolicamente riconsegnato lo spazio di stazione ai viaggiatori e alla Città.

Si tratta di un’area di oltre 4.000 metri quadrati dedicata al food, affacciata sui binari e completamente permeabile ai flussi.

L’intervento di restyling di Grandi Stazioni Retail ben si inserisce nell’effervescenza e nell’interesse che in questo momento è rivolto alla stazione di Napoli e ai suoi futuri sviluppi, come hub intermodale, porta della Regione e nuova area direzionale.

Punto focale dell’intervento, ideato dallo studio di architettura L22, è stata la trasformazione di questo grande volume in disuso da circa 20 anni in uno spazio aperto di connessione tra la stazione e Corso Novara, con la creazione di una nuova porta, un nuovo legame con la città, per combattere e allontanare il degrado.

Nel perimetro dello spazio sono ospitate le nuove attività di ristorazione.

Nel mezzo, ha ritrovato vita il grande lucernario progettato dall’architetto Nervi: una cascata di luce naturale che illumina e attira lo sguardo, uno sguardo verso il cielo impreziosito dalla presenza di un piccolo giardino pensile, anch’esso da tempo abbandonato, che ha ripreso vita grazie e alla ripiantumazione delle essenze originali.

E proprio in questa apertura di luce si rivela con pienezza l’architettura, avveniristica per l’epoca, della stazione.

In questa grande hall si affaccia il piano superiore, incorniciato dal lato binari da una splendida e inusuale vista del Vesuvio, e dall’altra sull’atrio e sullo skyline della Piazza Garibaldi.

I due piani della Food Hall sono collegati da scale mobili, ascensore e scale fisse, così da essere totalmente accessibili.

Grande attenzione è stata riservata al design, ai materiali, al risparmio energetico e al comfort acustico per fare della nuova Food Hall di Napoli Centrale un accogliente luogo di pausa, dove offrire un piacevole intervallo nel turbinio della stazione: un’esperienza non solo funzionale ma anche di convivialità.

Siamo felici dell’apertura del nuovo spazio – dichiara Alberto Baldan, Amministratore Delegato di Grandi Stazioni Retail SpA. – La Food Hall di Napoli Centrale dimostra che la stazione continua il suo percorso di cambiamento, per rispondere alle nuove esigenze dei viaggiatori, del quartiere e della Città. Non solo una vetrina di eccellenze locali e del buon mangiare, ma soprattutto un intervento che contribuisce ad unire, migliorare e sviluppare il tessuto urbano che la circonda. Nei progetti che stiamo realizzando a Napoli, Roma, Torino e Milano, la stazione non è più un edificio dedicato al viaggio ma è una rivoluzionaria funzione urbana”

La ristorazione che da oggi arricchisce l’offerta di stazione si differenzia tra i due livelli: veloce e di qualità al piano terra, più “slow” al piano superiore.

Un’offerta gastronomica varia e diversificata che si va ad aggiungere all’esistente e nata per incontrare le preferenze di tutti i segmenti di clientela, in ogni momento della giornata.

Tante eccellenze, locali e non: Al Dente, Bottega Prosecco, Billy Tacos, Cuori di Sfogliatella, Fresco, Il Vero bar del Professore, MammaMia, Mc Cafè, Mc Donald’s, Heineken Beers& Bar, Nonna Titti Road House, Scaturchio, ToastHouse.

Grazie a queste nuove aperture sono stati creati circa 200 nuovi posti di lavoro, una risorsa importante in questo momento per la Città a vantaggio del tessuto economico locale.

Fino al 30 settembre, la Food Hall sarà anche spazio espositivo: opere degli studenti dell’Accademia delle Belle Arti di Napoli (il murales PopNapoliPop); abiti ideati dai giovani stilisti e designer dell’Accademia della Moda Campana (realizzati con materiali riciclati: vetro, carta, fibre di legno, alluminio, fil di ferro, acciaio) e le opere dell’artista Giuseppe Tulino.

La nuova Food Hall sarà aperta tutti i giorni dalle 7 alle 22.

Sarà la suggestiva Villa Vazia a Bacoli in provincia di Napoli, ad ospitare la kermesse campana dedicata all’olio extravergine di oliva italiano.

Dopo il successo dello scorso anno e l’entusiasmo dimostrato dagli operatori del settore, a grande richiesta si rinnova l’appuntamento con TuffOlio  degli Artisti del gusto edizione 2021.

Il percorso wine e food, il cui tema principale è l’olio extravergine di oliva italiano, ideato e organizzato da Angela Merolla, direttore de L’Arcimboldo – Gruppo Artisti del gusto – , si terrà mercoledì 22 settembre 2021 alle ore 18.00 presso “Villa Vazia” a Bacoli in provincia di Napoli.

LA LOCATION

Villa Vazia, suggestiva location di Sole Ricevimenti,  fa parte di una serie di strutture da sogno ideali per realizzare eventi speciali. Sole Ricevimenti è nata dall’intuizione imprenditorialedi Leonardo Campagna, forte dell’esperienza acquisita nel campo del banqueting e della ristorazione.

L’incantevole complesso Villa Vazia sorge sui resti di un’antica dimora patrizia, costruita dall’ l’influente console romano Servilio Vatia tra il III e il I sec a.C., sulla sommità di un banco tufaceo a picco sul mare della costa partenopea.

Villa Vazia ospiterà l’evento sia nell’incomparabile Grottone, sala scavata nella montagna di tufo, sia sulla Terrazza al Mare dove al tramonto farà da cornice, lo scenario unico che guarda Ischia e l’isolotto di San Martino. www.villavaziaeventi.com

L’EVENTO

Il percorso enogastronomico TuffOlio degli Artisti del gusto 2021 è un evento esclusivamente professionale con la presenza di operatori selezionati e su invito; un format  che ha come protagonista l’ingrediente base della dieta mediterranea, il pregiato olio extravergine d’oliva italiano di alta gamma.

Nell’incontro-degustazione “Chef-Aziende” ci saranno proposte tradizionali e al tempo stesso innovative, che permetteranno di assaporare pietanze armonizzate da eccellenti oli Evo italiani.

I frantoi presenti,  proporranno degustazioni tecniche, ma anche semplicemente degustazioni all’italiana, dove il filo d’olio insaporirà la fragrante fetta di pane. Ogni chef realizzerà una pietanze armonizzata da un olio Evo italiano, prodotto da un’azienda specifica, a loro abbinata.

Gli oli, come i vini e le acque, incorniciati nel fascino di un racconto di storia e tradizioni, rappresentano territori diversi, con un proprio e profondo bagaglio identitario che riconduce alla regione d’appartenenza e proprio per l’unicità delle caratteristiche organolettiche, permette di portare in tavola diverse identità di zona, da abbinare ad ogni portata.

A TuffOlio Artisti del gusto, parteciperanno aziende del settore enogastronomico vanto del Bel Paese, prestigiosi chef, storici pizzaioli napoletani, pasticceri e gelatieri di caratura internazionale.

Gli chef  di Sole Group, Giuseppe Baldoni e Giovanni Palumbo, apriranno la serata con piatti realizzati eccezionalmente per  TuffOlio, e  lo staff di sala di Villa Vazia accoglieranno gli ospiti con l’eleganza che da sempre li contraddistingue.

L’evento sarà presentato e moderato dal conduttore televisivo Andrea Bignardi.

La Goeldlin Collection azienda sartoriale campana,  dedita all’ abbigliamento professionale di qualità, vestirà  i protagonisti dell’evento. www.abitidalavoro.shop

Mentre Horeca Service sas di Leopoldo Esposito & C. supporterà l’evento con i suoi prodotti monouso in cellulosa www.forniturehoreca.it/cataloghi

L’agenzia Zebby animation Events e balloon di Napoli, gestirà la direzione artistica, curando gli allestimenti del percorso degustativo.  www.zebbyanimation.it  

L’incantevole  vista panoramica che offre Villa Vazia e la buona musica dell’agenzia “Son Music Live” faranno da cornice al percorso di sapori italiani. www.sonmusiclive.com

I PROTAGONISTI: abbinamento “CHEF-AZIENDE”

-Chef Paolo Gramaglia*-RistorantePresident–Pompei 

Azienda Olivarte-Campania www.olivartesas.it

-Chef Francesco Sodano*-Ristorante Il Faro di Capo D’Orso-Maiori

Az. Agricola Di Muccio-Molise www.oliolicinivs.it

-Chef Giuseppe Baldoni-Sole Group-Villa Vazia-  Bacoli NA

Azienda Agraria Ciarletti-Umbria www.oliociarletti.it 

-Chef Luigi Barone-Villa Diamante- Napoli

Olearia Ortuso-Molise www.ortuso.com 

-Chef Gianluca  Criscuolo- News Machiavelli Restaurant & Lounge-Pompei NA

Forno a legna e Frantoio Oleario Degli Ulivi Fontegreca CE- Campania

-Chef Antonio Cesarano-Pastry chef Barbara Ruscinito-Cosmo Restaurant Pompei NA

Az. Agricola Accademia Olearia- Sardegna www.accademiaolearia.com

Azienda NeroFermento-Ravennawww.nerofermento.it

-Chef Pasquale Cerchia- Ristorante Masaniello Maiori SA

Frantoio Marsicani-Campaniawww.marsicani.com

-Chef Giusy Di Castiglia- Ristorante La Scottona–Napoli

Azienda Francaterra-Campania www.francaterra.it

-Chef Luigi Di Martino-Praiano

Azienda MICHELE FIORENTINO GENUINE OLIVE FARM-Puglia www.michelefiorentino.it

– Bruno Esposito- Ristorante Fefè a Bacoli-NA

Oleificio EMILIO CONTI-Campania www.olioconti.it

-Chef Francesco Esposito-Gennaro Romano- Villa Ruggiero-Brusciano NA

Azienda Valle degli Erei-Sicilia www.olioplutos.it

-Chef Luca Fattoruso- Ristorante O’ Parrucchiano-Sorrento SA

Az. Agricola Rufolo- Campania www.oliorufolo.it

-Chef Biagio Federico–Ristorante La Pineta-Castelvenere BN

Azienda Papaleo-Calabria www.oliopapaleo.com

Tarallificio Damiano- San Lorenzello BN www.tarallificiodamiano.it

-Chef Vincenzo Ferro-Ristorante Country House l’Antica Franconia-Taurano AV

Masseria Crapareccia-Campania www.masseriacrapareccia.it 

Antica Maccaroneria-Rocca San Felice AV www.anticamaccheroneria.it

-Chef Francesco Grieco- Ristorante Dogana Golosa- San Leucio CE

Azienda Oro di Caiazzo-Campania www.orodicaiazzo.it 

-Chef Alfredo Iannaccone- Zen Food Lab-Avellino

U.N.A.P.OL. – “LA FINEZZA”-Campania www.unapol.it  www.lafinezza.it

-Chef Antonio La Marca – Ristorante Nonna Lorenza- Nola NA

Tenuta Celentano- Campaniawww.solaniasrl.it   

Solania- Campania  www.solaniasrl.it   

-Chef Franco Marino-Paestum

Azienda Basso- Campania www.sabinobasso.it

-Chef Pasquale Masullo- Ristorante La Tana di Tano-Aversa

Azienda PUNTOEVO-extravergini selezionati-Campania www.punto-evo.it

-Chef Antonio Morinelli- Ristorante SUSCETTIBILE- Salerno

Az.Agricola L’ORO DEL CILENTO-Campania-aziendaagricolalorodelcilento.it

-Chef Gennaro Pagano-Ristorante Bistrò Rei-San Gennaro Vesuviano NA

Az.Agricola Petrini-Marche www.fattoriapetrini.it 

-Chef Giovanni Palumbo-Sole Group-Villa Vazia-Bacoli NA

Azienda Agraria Ciarletti-Umbria www.oliociarletti.it 

-Chef Ugo Patierno-Tenuta Gentile-Bari 

Az.Agricola Maira Bio- Sicilia www.mairabio.it 

-Chef Francesco Restivo- Ristorante Il Chiostro- Cimitile NA

Cantine Barone-Campania www.cantinebarone.it

-Chef Marianna Sessa- Ristorante Il Postale –Salerno

Az. Agricola Rizzo- Cardile di Gioi SA Campania

-Chef Antonio Sorrentino-Ercolano

Azienda AGRIOIL-Campania www.agrioil.it

-Chef Vincenzo Toppi-Ristorante Amor Mio-Brusciano NA

Az.Agricola Maira Bio- Sicilia www.mairabio.it   

-Chef Pasquale Vitale-Ristorante Pascalò-Vietri sul Mare SA

Azienda Agraria Ciarletti-Umbria www.oliociarletti.it 

LGM Tartufi –Umbria www.lgmtartufi.com

Pastificio Carlo Tortora- Campania www.tortora.it

-Chef Giuseppe Zaccaria-Ristorante Dal Pescatore – Vietri sul Mare

Az.Agricola biologica Tenute Allegretti-Puglia www.tenuteallegretti.com

Ben due forni a legna artigianali dell’azienda Forni Reppuccia di Eboli in provincia di Salerno, ospiteranno i maestri pizzaioli per la cottura della pietanza più amata in assoluto. www.noleggioforni.it

   

Maestri pizzaioli

Luciano Sorbillo- Pizzeria Pizz a’ Street-Napoli

Giuseppe Cardone- Pizzeria La Perla 3 Napoli

Luca Cillo- Pizzeria Cillo- Benevento

Domenico Esposito-Pizzeria Mè-Casavatore-Casoria NA

Agostino Landi-Pizzeria Del Corso- Capaccio Paestum SA

Nicola Sannino-Trattoria-Pizzeria Sannino- Napoli

Mario Severino-Officina della pizza- Sarno SA

Rodolfo Sorbillo-Pizzeria Via Tribunali- Salerno

Mastri fornai

-Carmelo Esposito-Panifico Esposito Mastro Fornaio-Pompei www.panispompeii.it

– Nicola Guariglia- Panificio Mater- Salerno

Pescheria  Da Salatiello al Fusaro NA

Iolanda Amoroso-postazione dedicata ai crudi di mare-sushi-sashimi-tartare

Maestri Pasticceri

Matteo Cutolo-Pasticceria Generoso- Ercolano NA

Vincenzo Faiella- Pasticceria-Caffetteria Faiella-San Marzano sul Sarno SA

Adriano Iannaccone-Pasticceria La Dolce Sosta-Santa Maria Capua Vetere  CE

Raffaele-Gianfranco Romano-Pasticceria Gran Caffè Romano- Solofra AV

Luigi Conte-Vanily Patisserie-Carinaro CE

Stefania Fasano- Pasticceria Baunilha-Salerno

Enzo Crivella-Gelateria Crivella – Sapri SA

Matteo Noce-Mastro cioccolatiere-Caseificio Tenuta Vannulo-Capaccio Paestum

Si ringraziano i  Sommelier Tommaso Caporale e Nello Gatti per l’eleganza e lo stile che daranno al servizio del vino presso le postazioni dedicate alle cantine partecipanti.

Cantine Barone-Rutino SA www.perrellasrl.it

Masseria Crapareccia-Piana di Monte Verna CE www.masseriacrapareccia.it 

GianniTessari-Roncà VR www.giannitessari.wine  

Villa Venier- Sant’Umberto- TV www.villavenier.com

AZIENDE:

Perrella Distribuzione www.perrellasrl.it

Latte Nobile-La Compagnia della Qualitàwww.lattenobile.it

ARICCIA FOOD S.R.L. www.aricciafood.com                                                             

Armatore- Cetara SA www.armatorecetara.it

Stefano Paciotti-Salumeria Paciotti-Roma www.paciottisalumeria.it

Birrificio Fratelli Perrella-Trento www.fravort.it

Antica Distilleria Petrone- Mondragone CE www.distilleriapetrone.it

Liquorificio Terre Pompeiane- Pompei www.terrepompeiane.it

Acqua Minerale Alcalina MANIVA www.maniva.it

Castrese Iannone Legnami-Sant’Antimo-Napoli

Print Art Grafica-Stampa-Edizioni-Nocera Superiore SA www.printartedizioni.it

Si ringrazia Tiziana Portanova amministratore di Tipi Social srl di Pozzuoli, web agency specializzata in food marketing, per aver collaborato nella diffusione social dell’evento.

La partecipazione a TuffOlio degli Artisti del gusto è solo su invito e si svolgerà nel rispetto delle linee guida Covid 19.

Angela Merolla

Vuoi mangiare la vera pizza napoletana ad Ischia? Devi lasciare la caotica zona del porto con i suoi locali uno dietro all’altro ,sorpassare l’elegante fascino di Forio e inerpicati su alle falde dell’Epomeo nella frazione di Buonopane nel Comune di Barano.
Qui al centro della frazione la Pizzeria Don Enzo si caratterizza per la proposta di un impasto tradizionale STG, la scelta per il topping solo di ingredienti di qualità e freschezza .Tra quelle consigliate eccellenti la pizza DOC e la pizza Buonopane,ma quest’anno ha furoreggiato la pizza con i peperoncini verdi di fiume.Imperdibile il crocchè che deve essere ordinato al momento della prenotazione.


Il Propietario Angelo Sorbo e la moglie Maria Teresa D’Ambra gestiscono con capacità ed amore insieme a tutta la famiglia da decenni questa pizzeria.
Ma oramai da quasi vent’anni è entrato nella loro famiglia un autentico personaggio del mondo dell’Arte Bianca,il maestro Pasquale Parziale ,istruttore presso l’Associazione Pizza Verace e già con esperienze di successo a Napoli con la Pizzeria O’ Cafone ,Pizzeria Parziale Melodia ,nonché protagonista in tutte le edizioni del Pizzafest di Napoli e all’estero con il Forum delle Culture Monterrey 2007 oltre che in tante trasmissioni televisive sulle reti nazionali.
D’altronde il Maestro Parziale è stato campione mondiale 2006 della Pizza STG ( specialità tradizionale garantita) e per oltre venti ha insegnato l’arte bianca ai ragazzi a rischio di Nisida ,sottraendoli alla droga, alla delinquenza e a tutti i pericoli della strada, dando loro un futuro trasmettendogli un mestiere per tutta la vita. E di ragazzi ne sono passati nel laboratorio “Futuro ragazzi punto e a capo” se ogni anno hanno partecipato 400 ragazzi e in media 80 sono diventati pizzaioli e trovato lavoro.

Ma l’orgoglio di Pasquale è un suo allievo giapponese diventato il miglior pizzaiolo del 9° Campionato Internazionale del Pizzaiuolo Napoli-Trofeo Caputo :Akinari “Pasquale” Makishima che ha aggiunto Pasquale al suo nome in onore del suo maestro pizzaiolo.
Ed oggi Pasquale Makishima è titolare in Giappone di alcune pizzeria,una di queste la Pizzeria Braceria Cesari di Nagoya è al vertice di 50Top Pizza.
Senatore della pizza, nomina conferitagli dal sindaco dell’epoca Rosa Russo Iervolino,premiato come “miglior pizzaiolo d’Europa” dall’organizzatore del Premio Margherita DOC”, il Cavaliere Dott. Alfredo Folliero,nonostante la non giovane età Pasquale Parziale non smette di essere Ambasciatore della pizza napoletana nel mondo e sta organizzando una missione in Brasile per conto dell’Associazione Verace Pizza.

Renato Rocco

Una giornata da… D: Presentazione della nuova macchina da caffè La San Marco

Lunedì 27 settembre 2021 alle ore 11 si terrà, presso la Sala Compagna di Castel dell’Ovo a Napoli, «Una giornata da… “D.”», la presentazione della nuova macchina da caffè La San Marco, organizzata da Francesco Costanzo, detentore del Guinness World Record del maggior numero di caffè espresso estratti in un’ora,brand ambassador dell’azienda e presidente dell’Associazione Maestri dell’Espresso Napoletano.

La giornata, a cui prenderanno parte addetti del settore, baristi, coffee lover, torrefattori ed esperti del caffè, inizierà con un aperitivo di benvenuto a base di caffè seguito dall’apertura ufficiale dei lavori. Introduzione di Francesco Costanzo; relazione di Mauro Illiano, coffee expert e fondatore di Napoli Coffee Experience; e per l’azienda La San Marco, interventi di Mario Signorini della Bianco Nicola & C. srl, concessionario di zona, Dante Monastero, direttore commerciale e Roberto Nocera, amministratore delegato.

Nel corso della masterclass che seguirà, tenuta da Francesco Costanzo e Mauro Illiano col supporto di un tecnico La San Marco, verranno spiegate tutte le caratteristiche tecniche e il funzionamento della nuova macchina da caffè elettronica D nella variante MBV con profilatura di pressione, che si distingue per la possibilità di programmare fino a sedici diversi profili di estrazione combinando quattro profili di temperatura con altrettanti profili di pressione. Il barista professionista, infatti, grazie alla nuova macchina può personalizzare la sua ricetta di caffè senza rinunciare, ad esempio, al profilo leva tanto amato in terra napoletana. “D.” è una macchina gioiello, disponibile in tre varianti tecnologiche. La sua carrozzeria, sviluppata in collaborazione col celebre studio Bonetto Design, si ispira al mondo automotive ed è caratterizzata da linee scolpite, finiture verniciate nella pannellatura laterale e ad effetto soft touch nella carenatura frontale e posteriore, con parti funzionali in acciaio lucido anti-impronta.

Per partecipare alla masterclass è necessario inviare una mail a maestridellespressonapoletano@gmail.com Al termine, verrà rilasciato a tutti i partecipanti un attestato di partecipazione firmato da Napoli Coffe Experience e Francesco Costanzo. 

Di seguito il link di presentazione della macchina:

https://www.lasanmarco.com/profiles/lasanmarco/images/file/1083722362.pdf

Oggi vi proponiamo delle polpette sfiziose e diverse dal solito: le polpette di patate e cicorie.

Ci sono tantissime varianti della preparazione delle polpette. Oggi vi proponiamo le polpette di patate e cicorie: una bontà tutta da gustare.

Ingredienti: 600 gr di patate, 300 gr di cicoria già cotta, 2 uova, 50 gr di grana grattugiato, 100 gr di pangrattato, sale e pepe quanto basta, olio di semi per friggere.

Preparazione: prima di tutto lavare e mondare la cicoria, ripassarla in padella con un po’ di olio evo e uno spicchio di aglio e tenerla da parte.

Sbollentare le patate, spellarle e schiacciarle con lo schiacciapatate in una ciotola.

Aggiungere la cicoria tagliuzzata, le uova, il formaggio grattugiato, pangrattato, sale e pepe.

Amalgamare bene tutto e formare le polpette.

Buona regola sarebbe farle riposare in frigo così da farle compattare bene ed insaporire, quindi si possono anche preparare la sera prima e tenerle in frigo tutto il tempo fino al momento di cuocerle.

Friggere quindi le polpette in olio di semi caldo ma non bollente e non abbondante, non deve ricoprire completamente le polpette.

Cuocere da ambo i lati dolcemente fino a farle dorare.

Scolarle poi dall’olio in eccesso.

In alternativa si possono cuocere in forno già caldo a 180 gradi su di una teglia con carta forno per 20/25 minuti.

Per altre ricette clicca qui.

Caserta – Mancano poche ore all’attesissima manifestazione che celebra la bufala ed i prodotti che da essi derivano. Un evento che, come abbiamo già avuto modo di dire, si adatta a qualsiasi categoria che include l’aspetto aziendale, formativo, didattico e ludico-ricreativo. Venerdì, alle ore 16.00, i cancelli del polo fieristico di A1Expò di viale delle Industrie 10, San Marco Evangelista – Caserta Sud, si apriranno per dar vita ad un’esperienza di grande portata culturale che avvicina il consumatore alla filiera bufalina entrando nelle dinamiche della preparazione, dell’allevamento e della passione che gli esperti del settore e gli addetti ai lavori, coltivano quotidianamente verso i prodotti bufalini e caseari.

Questa mattina si è svolta la conferenza stampa presso la sede del Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana alle Regie Cavallerizze della Reggia di Caserta.

A fare gli onori di casa è stato il direttore del Consorzio, Pier Maria Saccani. “Dopo l’evento Cibus, – afferma Saccani – siamo pronti per affrontare quest’altra manifestazione che ci consente di mettere in vetrina il nostro prodotto che rappresenta la Campania nel mondo. Per tutelare e rafforzare il comparto – prosegue il Direttore – è necessario formare giovani affinché possano apprendere le tecniche di preparazione del prodotto. Noi ci siamo e a tal proposito abbiamo istituito dei corsi di formazione dalla durata di sei mesi. Con questa proposta formativa cerchiamo di dare linfa e innovazione andando a contrastare il problema delle carenze di figure professionali.”

A seguire ha preso la parola Manuel Lombardi, presidente di Coldiretti Caserta che ribadisce l’importanza dell’intera filiera che rappresenta indiscutibilmente un orgoglio per Terra di Lavoro e la Regione Campania che, con fierezza, esprimono un prodotto ineguagliabile attraverso un concetto di identità e rappresentatività. “Grazie al presidente di A1Expò, Antimo Caturano – conclude Lombardi – che ha pensato ad un evento per le famiglie e per i bimbi. Questo aspetto, credo sia fondamentale per lo sviluppo dell’indotto in un’ottica lungimirante e futuristica. Organizzare un evento del genere vuol dire avere coraggio. Il coraggio di un imprenditore che propone un’esperienza di grande valenza e che testimonia l’attaccamento alla propria terra.”

A chiudere la conferenza stampa, Antimo Caturano. “Ringrazio tutti per la partecipazione – esordisce il Presidente del Polo Fieristico – dalle Istituzioni che ci hanno manifestato la rispettiva vicinanza al Consorzio e Coldiretti. Con il Consorzio si dà seguito ad una collaborazione che è già risultata vincente nelle precedenti edizioni. Un binomio destinato a durare nel tempo. Coldiretti dimostra ogni giorno la potenza dell’intera Confederazione incidendo positivamente sull’intera filiera e l’indotto che ne deriva. Bufala Village sarà l’evento cucito addosso a tutti i visitatori, pensato per la necessità di chiunque verrà a trovarci. Una festa che rende edotto il consumatore ma che mette al centro i bimbi, le famiglie, l’imprenditoria ed il divertimento”.

Hanno arricchito l’incontro anche gli interventi di Giovanna Battipaglia del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Ambientali Biologiche e Farmaceutiche dell’Università Luigi Vanvitelli, Gianluca Neglia, professore di Zootecnica Speciale al Dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni Animali dell’Università Federico II, Achille Guarino, Vicepresidente dell’Istituto Zooprofilattico, Gianluigi Zullo, delegato ANASB.

Appuntamento dunque daa venerdì a domenica per una tre giorni di divertimento, informazione e prelibatezze gastronomiche.

Ufficio Stampa: Coldiretti Campania

Ai fornelli anche gli stellati Domenico Iavarone, Giuseppe Aversa, Michele De Leo e Roberto Di Pinto. Madrina dell’evento: Maria Bolignano

Il cibo, oltre a essere una necessità, è uno dei grandi piaceri della vita. Regala la possibilità di perdersi tra i sapori, di esplorare culture diverse, di dare sfogo alla creatività ai fornelli. Per noi italiani, poi, cibo vuol dire convivialità: che cosa c’è di meglio di un delizioso pasto condiviso con le persone a cui vogliamo bene? Il ruolo del cibo diventa ancora più fondamentale quando è collegato a iniziative benefiche. Così, per sostenere bambini malati e diversamente abili, soggetti che da sempre necessitano di tante attenzioni e che in questo particolare momento che stiamo vivendo hanno bisogno di un sostegno ancora maggiore, l’associazione “Tra cielo e mare” ha chiamato a raccolta 190 tra chef e produttori – italiani e non – che hanno unito le forze per organizzare un grande evento di beneficenza che si svolgerà lunedì 13 settembre presso Villa Alma Plena (Casagiove, CE), incantevole location poco distante dalla Reggia di Caserta, ubicata nei giardini dell’antica riserva di caccia del re, ove oggi tra di ulivi secolari, agrumeti e piante ornamentali si svolgono importanti eventi. Attraverso la tredicesima edizione di “Cenando sotto un Cielo Diverso” cuochi, cantine e aziende hanno deciso di collaborare per un unico obiettivo: ridare speranza e regalare un sorriso a bambini malati e diversamente abili. Parte degli chef e dei produttori sono stati segnalati da Slow Food (Alleanza dei Cuochi della Campania), mentre alcuni dei vini e i relativi abbinamenti con i piatti sono stati organizzati dall’AIS Caserta. Di grande supporto all’organizzazione è stato anche lo chef resident di Villa Alma Plena, Salvatore Spuzzo: a lui è toccato il compito di convocare i cuochi d’oltralpe.

Una serata nel segno della ripartenza e della solidarietà, ed anche un’occasione per raccontare e promuovere il territorio: ci saranno banchi di degustazione, con assaggi di vino, prodotti locali e piatti preparati dagli chef. Fra calici e specialità gastronomiche, ci darà anche (ampio) spazio allo spettacolo: sono infatti testimonial dell’evento Ciro TorloGerardo Stanco e Giuseppe Moscarella, ex “Mister Italia” e attori, mentre la madrina sarà l’attrice, autrice e regista Maria Bolignano. Saliranno sul palcoscenico, introdotti dalla presentatrice Ida Piccolo, gli attori Cosimo AlbertiGiovanni Caso e Giovanni Rienzo, il cantante Gennaro De Crescenzo, la cantante Ida Rendano, i cantautori Luigi Libra e Michele Selillo, il comico Massimiliano Cimino, il cabarettista Stefano De Clemente, il comico e cabarettista Enzo Fischetti, e tanti altri personaggi appartenenti al mondo della musica, del teatro, del cinema e della TV.

 “Per ripartire, mai come ora, è necessaria la collaborazione di tutti. E in un periodo particolarmente delicato come questo hanno tutti raccolto il nostro invito con grande felicità –  sottolinea Alfonsina Longobardi, ideatrice ed organizzatrice della kermesse -. Nonostante le difficoltà che stiamo attraversando, crediamo che queste abbiano contribuito a creare un terreno fertile utile a sedimentare nella mente di tutti il concetto di “diversabilità” e, quindi, a far includere nella società i diversamente abili integrandoli in particolare nel mondo del lavoro”. Infatti, gli chef stellati che parteciperanno all’evento (Domenico IavaroneGiuseppe AversaMichele De Leo e Roberto Di Pinto) cucineranno con alcuni dei pazienti della RSA Don Orione di Ercolano.

Oltre ad essere vicini al mondo della diversità, con “Cenando sotto un Cielo Diverso” intendiamo anche sostenere gli artigiani del gusto e dar loro la giusta visibilità, raccontare il nostro territorio è la nostra più grande passione”, conclude Alfonsina.

Special tnx: Grazia Guarino e Maria Consiglia Izzo, per XY Agency, ufficio stampa dell’evento; Silvia la Penna per View Point, media partner dell’evento; Annamaria Ghedina per “Lo Strillo”, media partner dell’evento; Antonio D’Addio, per la direzione artistica; Nunzia Rocco Buiano e Salvatore Spuzzo per la concessione di Villa Alma Plena.

In ottemperanza alle regole anti – Covid19 sarà possibile accedere all’evento solo in seguito all’esibizione del green pass oppure dell’esito negativo del tampone.

Maria Consiglia Izzo

Si è chiusa oggi la XX edizione di Cibus – I numeri della fiera – Le dichiarazioni del Ministro Giorgetti che ha visitato oggi gli stand – L’ottimo risultato prepara una edizione record di Cibus 2022, a Parma dal 3 al 6 maggio

(Parma, 3 settembre 2021) – “Cibus è una scommessa vinta”, ha detto Giancarlo Giorgetti, Ministro dello Sviluppo Economico, visitando oggi gli stand di Cibus a Parma. “Quando quattro mesi fa si è scelto di fare questa fiera sorsero degli interrogativi. Come autorità politica di governo dobbiamo ringraziare tutti quelli che accettano di fare queste scommesse e permettono al Paese di vincerle”.

E i numeri della XX edizione di Cibus parlano chiaro: duemila aziende espositrici, quasi 40mila visitatori di cui 2mila dall’estero.

I principali operatori internazionali che non sono potuti venire hanno inviato i loro sourcer e i loro broker – ha riferito Antonio Cellie, ceo di Fiere di Parma – per non perdere l’opportunità di scoprire le tante innovazioni presenti in fiera. Perché Cibus è esattamente questo: la capacità di innovazione del nostro agroalimentare che incontra una crescente domanda mondiale di authentic Italian”.

La soddisfazione degli stakeholder è stata sottolineata da Gino Gandolfi, Presidente di Fiere di Parma: “Questa edizione di Cibus ha pienamente conseguito gli obiettivi che si era posta. Le tante attestazioni di apprezzamento da parte delle aziende espositrici, delle Associazioni aderenti a Federalimentare e dei Consorzi di Tutela, mi consente di poter dire che CIBUS 2021 è una sfida vinta dalla community agroalimentare. Voglio anche sottolineare l’attenzione del mondo politico, con la partecipazione di tre Ministri e dei principali attori della filiera: agricoltura, industria, Grande Distribuzione e mondo dell’Horeca. Sulla scia di questo successo, stiamo già lavorando per una edizione record di Cibus, che si terrà a Parma il 3 maggio 2022”.

Nel corso della quarta e ultima giornata di Cibus si è tenuto il World Food Research and Innovation Forum che ha preso in esame il riflesso sulle imprese delle diverse transizioni climatiche, digitali, sociali. “I consumatori sono molto attenti a queste problematiche – ha detto il Ministro Giorgetti intervenendo al convegno – ma dobbiamo anche essere realisti e responsabili nel difendere gli interessi nazionali, consapevoli che le decisioni che prendiamo hanno poi un riflesso sulla vita reale delle nostre imprese”.

Al World Food Research (promosso dalla Regione Emilia-Romagna, dalle Università di Bologna, Parma, Modena e Reggio Emilia, Ferrara, Università Cattolica ed altri) è anche intervenuta: Erika Andreeta, Partner PwC Italia: “Se vogliamo cogliere realmente i benefici delle risorse finanziarie messe a disposizione dalle Istituzioni e continuare a rimanere competitivi nello scenario globale, è fondamentale investire proficuamente in formazione, con l’attuazione di progetti mirati allo sviluppo di competenze per l’utilizzo consapevole delle nuove tecnologie da parte degli addetti ai lavori”.

Nell’ultima giornata di Cibus di è tenuto anche il convegno “Innovare o decrescere”, organizzato dall’ Università di Parma e Le Village by CA Parma. L’Ateneo ha portato a Cibus nuovi protagonisti del settore in ambito accademico con 16 gruppi di ricerca che si sono messi a disposizione per un programma di incontri one-to-one. In tema di innovazione, è stato presente a CIBUS anche SMILE (Smart Manufacturing Innovation Lean Excellence centre), il Digital Innovation Hub nato a Parma per permettere il trasferimento tecnologico tra università e industria, supportare le PMI nella digitalizzazione dei processi operativi e nell’implementazione di metodologie innovative e snelle, in linea con sistemi Cyber-Fisici (CPS) e applicazioni Internet of Things industriali (IoT).

Nell’area dedicata alle START-UP territoriali di Le Village by CA sono state presenti due realtà economiche innovative nate in ambito universitario, nel settore food: Future Cooking Lab, spinoff del Laboratorio di Fisica Gastronomica dell’Università di Parma fondato da Davide Cassi, padre della cucina molecolare, nato con la “mission” dell’innovazione gastronomica, e DNAPhone, PMI innovativa che progetta, sviluppa e commercializza soluzioni tecnologiche per la misura di parametri chimici mediante l’uso di dispositivi ottici portatili, integrati con tecnologie smart e mobile.

Ufficio Stampa Fannini

La Dimora di charme “La Voce del fiume” da sempre attenta alle eccellenze del territorio, dopo la pausa dovuta all’emergenza sanitaria, il prossimo 11 settembre, riaprirà le sue porte alla cultura, all’informazione, alla musica, con la seconda edizione del Premio “La Voce del fiume”, onorificenza nazionale riservata a lucani e non che si sono distinti nel corso dell’anno in vari settori, dallo spettacolo alla musica, dall’arte alle professioni.


Una serata voluta dalla proprietaria della dimora Rocchina Adobbato, per promuovere il territorio e le aziende che su esso operano da anni per lo sviluppo del settore turistico. Una occasione per rendere omaggio a quanti sono impegnati nei campi dell’arte, della cultura, della musica, del cinema, del teatro, della letteratura, delle scienze e della pubblica amministrazione.
I premiati di quest’anno sono: l’attrice Anna Rita Del Piano, la giornalista e scrittrice Imma Vitelli, il soprano Paola Francesca Natale, lo stylist Giovanni Ciacci e l’imprenditore Fabrizio Tarricone.
La serata, condotta dalla giornalista Annamaria Sodano, avrà inizio alle 19.00 e sarà allietata da un quartetto d’archi che eseguirà musiche da film.


Dopo la premiazione che si terrà all’aperto, in Piazza del Sedile, nel centro storico di Brienza, seguirà una degustazione di prodotti del territorio, offerta da Birra Morena, una delle eccellenza lucane, sui terrazzi della dimora di charme che ospita la Voce del fiume, uno dei B&B più particolari della Basilicata, incastonato nel cuore del borgo medievale di Brienza, all’ombra del Castello Caracciolo.

Rocchina Rosetta Adobbato

Al via, da Casolaro Hotellerie, i nuovi corsi dedicati a professionisti ed appassionati

Tra i docenti: Rolando Morandin, guru internazionale in materia di “lievito madre”

D’ora in poi, i lievitati non avranno più segreti. E nemmeno i dolci tipici della tradizione partenopea, così come la viennoiserie. Riprendono, finalmente, i “gustosi” corsi in presenza da Casolaro Hotellerie al Cis di Nola (Napoli), azienda leader nel campo delle forniture alberghiere, ristoranti, bar e pasticcerie.

Un calendario fitto di appuntamenti, in parte dedicati ai professionisti, in parte ad appassionati desiderosi di imparare tutti trucchi del mestiere da veri esperti del settore. Maestri, accuratamente selezionati, da anni, punto di riferimento per i clienti-corsisti, che scelgono gli eventi Casolaro. Come Rolando e Francesca Morandin, guru internazionali in materia di “lievito madre” che, il 20 e 21 settembre sveleranno i segreti della “Bilanciatura del panettone”, insegnando a gestire anche gli errori più frequenti negli impasti, a correggerli e recuperarli. Immancabile, l’appuntamento  dedicato alla “Canditura” di agrumi, frutta e ortaggi, il 23 e 24 settembre. Torneranno, poi, l’8 e il 9 novembre, per il corso pratico sulla “Scienza dei lievitati” finalizzato ad apprendere come gestire il lievito madre e riconoscere le diverse acidità con tanto di realizzazione di panettone classico, pandoro tradizionale e sfogliato e nodo d’amore con diverse farciture. L’11 e 12 novembre si terrà, invece, l’esclusivo corso su “I cioccolatini di Rolando”, in collaborazione con Valrhona, per imparare a realizzare  cuneesi al rhum, boeri, cremini tradizionali piemontesi, praline ripiene, marron glacé e cioccolatini al liquore.  

A dare il via al calendario eventi di Casolaro Hotellerie, giovedì 9 settembre, sarà “L’umami del mare” a cura di Alfredo Iannaccone di Zen Food Lab. Incontro, durante il quale si apprenderà come cucinare piatti di mare senza l’utilizzo di un solo granello di sale, usando esclusivamente acqua di cozze e vongole. Lo stesso chef, lo ritroveremo il 30 settembre per “La C.B.T.” ovvero come avvalersi della bassa temperatura per le carni “povere”; il 4 novembre, per parlare di “Zuccheri alternativi” e il 18 novembre per “Declinazioni vegan chic”. Le sue saranno demo interattive, aperte anche ad un pubblico amatoriale.

Il 13 e 14 settembre torneranno anche gli attesissimi appuntamenti con la virtuosa  pastry chef Rita Busalacchi, che miscela alla perfezione le sue due grandi passioni: chimica e pasticceria. Il primo incontro sarà un vero e proprio “Viaggio nella biscotteria” italiana ed internazionale; mentre il 15 settembre Rita punterà sulla “Bilanciatura della pâte à choux” e il 25 e 26 ottobre rivelerà come realizzare “La sfoglia perfetta”.

Per apprendere tutto, ma proprio tutto su uno dei dolci partenopei cult, bisognerà aspettare l’11 e 12 ottobre, quando il pastry chef Andrea Vitale insegnerà a preparare “La sfogliatella riccia e frolla”, trattando tutte le fasi di lavorazione, fino a realizzare varie versioni sia dolci, che salate. Sempre con lui, il 19 ottobre, corso pratico “Il babà… è ‘na cosa seria!” e gran finale di rassegna il 22 e 23 novembre, con “La pasticceria natalizia” all’insegna di struffoli, roccocó, mustacciuoli, cassate, cassatine, cannoli, paste reali e di mandorle.

Tra le chicche di questa edizione: il corso per imparare a preparare esclusivi “Fiori in wafer paper” tenuto dalla cake designer Letizia Grella, in programma per il 14 ottobre e quello sulle “Viennoiserie innovative” il 15 e 16 novembre firmato dalla pastry queen Maria Pastore che, usando impasti mono e bicolore, insegnerà come preparare intrecci, cruffin, girelle, violini e farfalle.

Roberta Raja

Questo dolce l’ho preparato più volte perché è davvero buono, ma, la prima volta che l’ho preparato, ero davvero incredula perché pensavo di dover buttare via tutto, non riuscivo a credere che davvero con solo due ingredienti e, senza nemmeno la farina, potesse riuscire bene.

Ma felice di essermi ricreduta in positivo. Ed oggi, voglio proporlo anche a voi.

Ingredienti: 4 uova, 250 gr di nutella, zucchero a velo quanto basta per spolverare.
Preparazione: in una ciotola montare con lo sbattitore elettrico le uova per 10 minuti a massima velocità!

Dopo aggiungere la nutella sciolta a bagnomaria e continuare con lo sbattitore però al minimo della velocità, fino a far amalgamare bene i due ingredienti.

Versare in uno stampo a cerniera di 18cm rivestito di carta forno (oppure imburrato) e in forno già caldo a 180 gradi per 25-28 minuti (fare prova spaghetto).

Mangiare fredda e con una spolverata di zucchero a velo.

Le pizzette in padella sono veloci da prepara e sfiziosissime da mangiare. Ecco la ricetta.

Oggi propongo una ricetta ottima per quando si ha voglia di qualcosa di sfizioso e veloce, soprattutto se poi di pizza perché, come ben si sa, per una buona pizza bisogna preparare un buon impasto con alta idratazione e lunga lievitazione.

Ma quando non si ha voglia o semplicemente poco tempo, queste pizzette sono ottime da preparare, faranno felici tutti, grandi e bambini!

Ingredienti per l’impasto: 150 gr di farina 00, 90 gr di acqua a temperatura ambiente, un cucchiaino di olio evo, 3 gr di sale, 4 gr di lievito secco istantaneo per torte salate.

Ingredienti per il condimento: sugo di pomodoro quanto basta, sale, origano, olio evo, grana grattugiato.

In alternativa si può variare con vari condimenti a piacere.

Preparazione: in una ciotola mettere la farina, l’acqua, un cucchiaino di olio evo e 3gr di sale, mescolare con un cucchiaio ed aggiungere anche il lievito.

Formare un panetto, stenderlo e ricavare le pizzette con un coppapasta, utilizzando anche la pasta avanzata stendendola di nuovo.

Con queste dosi mi sono venute giusto 12 pizzette.

Riscaldare una padella antiaderente sul fornello più grande a fuoco dolce, mettere le pizzette, condire con pomodoro, sale, origano, olio evo e grana grattugiato, coprire con coperchio e far cuocere per circa 7/8 minuti.

Se avete voglia di farle anche con la mozzarella, aggiungerla dopo 5 minuti di cottura.

Il servizio del TG Regione Campania per l’evento “Aspettando…il Mio San Marzano 2021”

Lo avevamo lasciato in Calabria al White Beach di Sangineto e lo ritroviamo anche quest’anno nella stessa location ,molto gettonata dai cosentini in vacanza, ai comandi di un forno sempre più caldo.

Perché se l’anno scorso ha rappresentato una novità per i giovani avventori della pizzeria del White Beach,che ha anche una qualificatissima proposta di sushi ,adesso invece è una certezza su cui poter contare se si vuole mangiare un’ottima pizza napoletana in questa parte di Calabria.

E i giovanissimi che fanno l’aperitivo al tramonto con cocktail e dj set possono deliziarsi in pairing le pizze classiche e Gourmet del nostro istruttore Tango del GPN Gruppo Piccola Napoli.

È non finisce qui perché appena si chiuderanno i battenti della pizzeria sulla costa,Marco Tango andrà ad accendere i forni nel nuovo locale che i proprietari del White Beach hanno allestito a Cosenza,praticamente pronto da un anno, ma fermo a causa dei continui stop and go dettati dall’andamento dei contagi.

Siamo sicuri che Marco riproporrà i suoi cavalli di battaglia:la Nerano 2.0 con zucchine in versione doppia,a vellutata e a chips,Provolone del Monaco DOP in due consistenze,fonduta e all’uscita a scaglie,fior di latte e olio Evo DOP del Cilento Barone.

Ed il Provolone del Monaco è protagonista in versione fonduta anche della Siciliana 2.0 con crema di melanzane,pomodorino del Piennolo semi-dryed ,basilico e olio Evo DOP di Barone.

Il 22 Agosto 2021, alle ore 9,30 presso il Comune di Montefalcione, in provincia di Avellino, il Comune di Montefalcione, Sindaco d.ssa Antonietta Belli, l’Associazione nazionale di Città del vino e con il supporto dell’Università del Molise, nella persona del Prof. Rossano Pazzagli, presenteranno il progetto di un “Laboratorio di promozione territoriale” che individua le cantine come punti nodali di una rete di risorse territoriali, integrando il patrimonio enogastronomico con quello culturale e ambientale e, più complessivamente, territoriale.

L’obiettivo principale è quello di accrescere l’attrattività e la fruibilità del territorio, contribuendo all’ulteriore valorizzazione economica delle produzioni, a partire da quelle vinicole.

Sarà, inoltre, presentato il Protocollo d’intesa per il territorio dell’Irpinia (Fonte notizia  https://www.asamagazine.it/2021/05/21/campania-protocollo-dintesa-per-il-territorio-tra-regione-citta-del-vino-e-recevin-il-laboratorio-di-montefalcione-e-chiave-in-irpinia/ )

Storica terra di vino, l’Irpinia vanta tre Docg (Fiano di Avellino, Greco di Tufo, Taurasi) ricomprese in ben 51 comuni, alcuni dei quali ne condividono più d’una, come il Comune di Montefalcione, ( Docg Fiano e Docg Taurasi).

L’intento è quello di infondere nuovamente fiducia e consapevolezza nelle potenzialità e nelle opportunità che il territorio offre, alla base dello sviluppo del settore agricolo ed agroalimentare Altro impegno consiste nel coniugare il processo di globalizzazione con l’interesse del territorio; creare un nuovo rapporto tra produzioni, aziende del territorio e collettività.

Otto le cantine attive sul territorio, un patrimonio prezioso sul piano produttivo, occupazionale e culturale che fa la differenza: Aroma Fine wines- Raffaele Noviello, Donnachiara- Chiara Mazzarelli e Ilaria Petitto, Joaquin Sarl- Raffaele Pagano, Macchia dei Briganti –Carmine de Vito, Sertura– Giancarlo Barbieri; Scilli Campana – Carmine Baldassarre e Mariantonia Florio, Cantine Catena – D’Agostino Angelo, Tenuta Madre– Marianna Mazzariello ed Adriano Tartaglia.

Nel corso dell’incontro, saranno comunici gli esiti degli incontri, visite e degustazioni presso le aziende vitivinicole dell’areale in questi mesi di pandemia.

Apertura dei lavori ore 9.30

Saluti Maria Antonietta Belli, Sindaco di Montefalcione

Teobaldo Acone, Ambasciatore Città del vino

La storia dei 15 anni del Laboratorio per la promozione del territorio vitivinicolo irpino

Prof. Rossano Pazzagli– Università del Molise

Presentazione del protocollo di intesa tra il Comune di Montefalcione, Città del vino e Università del Molise

D.ssa Carmen Guerriero, Giornalista, Direttore Responsabile di Asa Magazine

Vino e  territorio, multicanalità e contaminazione.

D.ssa Clelia Cipolletta, Designer

Le architetture del vino nell’era dell’enoturismo

Dott. D’Amora Felice, Commercialista

Coronavirus e vino l’impatto sulle imprese vitivinicole

Dott. Floriano Zambon, Presidente Associazione Nazionale Città del vino

Le città del vino per lo sviluppo locale dei territori vitati

Interverranno, inoltre, il Prof.Pietro Caterini, Dirigente Scolastico dell’Istituto Agrario di Avellino e l’Ing. Francesco Acampora, Presidente Coldiretti di Avellino.

Massimiliano Imbimbo, Heart S.R.L DI Avellino, presenterà la piattaforma per il territorio del Comune di Montefalcione insieme alle aziende vitivinicole dell’areale.

Conclusioni  Teobaldo Acone e Rossano Pazzagli

Saranno presenti giornalisti della stampa di settore, esperti WineFood, Travel &LifeStyle che, negli incoming previsti, avranno possibilità anche di visitare e gustare i territori dell’Irpinia, con la scoperta del territorio e dei suoi vini, assaggi di prodotti locali e visite nei vigneti, guida e confronto dei produttori stessi.

La degustazione dei vini potrà svolgersi, previo contatto ed appuntamento, presso le cantine degli otto Comuni dell’areale DOCG, per un prezioso approfondimento, sia sul territori e che sulle aziende che hanno fatto la storia di questo nobile vitigno.

Partner dell’evento, PMI International, Confederazione delle imprese nel mondo.

Penne con cozze, pesto di basilico, pinoli e pecorino: la ricetta de la buona tavola

Una pasta con un ottimo contrasto di sapori, a dispetto di chi dice che pesce e formaggio non stanno bene insieme, io vi consiglio invece di provare questo accostamento.

Ingredienti per due persone: olio evo quanto basta, uno spicchio di aglio, 300 gr di cozze, 100 gr di pinoli, pepe, prezzemolo tritato, 3 cucchiaini di pesto di basilico, 30 gr di pecorino grattugiato, una spolverata di pangrattato, 250 gr di penne rigate.

Preparazione: in una padella con un po’ di olio evo imbiondire uno spicchio di aglio, toglierlo e mettere le cozze, farle aprire, sgusciarle e tenerle da parte.

In un’altra padella pulita mettere un filo di olio evo e far andare i pinoli fino a farli leggermente dorare, aggiungere le cozze, un po’ di acqua calda, un pizzico di pepe, prezzemolo, il pesto, il pecorino e una spolverata di pangrattato e far insaporire tutto.

Cuocere la pasta, scolarla ed amalgamarla in padella con il composto.

Annamaria Leo


Dei biscottini semplici da accompagnare al caffè o al thè, o semplicemente come un dolce momento.
Ingredienti per circa 22/23 biscotti: 100 gr di burro, 120 gr di zucchero + quello che occorre per passarci i biscotti, 1 uovo, 1 limone grande, 300 gr di farina 00, una bustina di vanillina, mezza bustina di lievito per dolci, zucchero a velo quanto basta per passarci i biscotti.
Preparazione: in una ciotola amalgamare, con lo sbattitore elettrico, il burro ammorbidito a temperatura ambiente con lo zucchero e l’uovo. Aggiungere la buccia grattugiata del limone e il suo succo, la farina, la vanillina e il lievito. Amalgamare con un mestolo e poi un po’ con le mani. È un impasto molto morbido, quindi metterlo in frigo a riposare per un’ora. Dopodiché formare delle palline della grandezza di una noce, passare ognuna prima nello zucchero semolato e poi nello zucchero a velo ed adagiare su una teglia con carta forno distanziate. In forno a 180 gradi per 10-12 minuti, non di più. Si devono formare delle crepe in superficie. Togliere dal forno e lasciar raffreddare bene prima di toglierli dalla teglia perché sono molto morbidi. Saranno ancora più buoni e profumati nei giorni successivi. Conservare in contenitore chiuso ermeticamente.
Consiglio: si può sostituire il succo del limone con due fiale di mandorla oppure con qualche altro aroma a piacere!

Poderi Visone. Un sogno enologico, che parte dal Madagascar e fa scalo in Irpinia, per la nuova sfida, che vede protagonista l’imprenditore partenopeo, Ciro Visone, attuale presidente della “Chambre de Commerce et Industrie Italia Madagascar “

L’alta quota è un pensiero costante per l’imprenditore partenopeo, Ciro Visone. A meno di 18 anni poteva già vantare il primo brevetto di pilota civile, poi, il via, con alcuni partner, a una compagnia aerea impegnata in ambito commerciale e nell’emergenza medica.

Un uomo sempre in volo, ma coi piedi per terra, che ha appena intrapreso una nuova sfida col figlio Raffaele, general manager di una sua compagnia di elicotteri, aeroplani e jet di lusso, che, dopo aver concluso gli studi universitari, ha scelto di impegnarsi nelle aziende di famiglia. Un giovane esperto di vini di qualità, che ama definirsi agricoltore professionista… per passione.

Insieme, a Nusco, nel cuore dell’Irpinia, hanno dato vita a Poderi Visone, un’azienda agricola arroccata a 921 metri d’altezza, votata alla produzione di vini di nicchia, che a breve aprirà anche al pubblico, per degustazioni e circuiti gastro-enologici. 

Un modo autentico per onorare le origini, con vigneti situati nelle zone di maggior pregio della viticoltura irpina: fiano a Lapio, aglianico a Montemarano e greco a Santa Paolina. Emblema della cantina, il Taurasi “Cyrus”, denominato così per volere di nonno Raffaele, che ha fatto nascere nei due imprenditori l’amore per il vino.

Ad aiutarli in questa impresa, il giovane, ma già esperto enologo Antonio Giugliano, che punta a lavorare sulla materia prima senza forzature.

Nella filosofia dell’azienda: rispetto per la tradizione, amore verso il territorio, grande volontà di sperimentazione e continua ricerca dell’eccellenza.

Poderi Visone nasce con l’intento di produrre uve e vini della migliore qualità possibile, garantendo il massimo rispetto della materia prima, che qui viene conferita immediatamente dopo la raccolta, per preservarne il bagaglio aromatico. Ogni fase di lavorazione, dalla fermentazione all’affinamento, mira ad esaltare nei vini la grande ricchezza di profumi, il gusto complesso, l’eleganza e la lunga persistenza.

“Visitando posti bellissimi e attraversando i sapori di tutto il mondo – afferma Visone -, non ho avuto dubbi: pochi territori e pochi vini, possono eguagliare il patrimonio dell’Irpinia”.

In realtà, quella di Nusco, non è la prima esperienza vitivinicola di Ciro Visone. L’imprenditore, infatti, in Madagascar, dopo aver costruito un dispensario sanitario e sostenuto strutture scolastiche delle Suore del Sacro Cuore, ha deciso di puntare anche sull’agricoltura. 

Da 5 anni – continua Visone – ricopro la carica di Presidente Onorario della Chambre de Commerce et Industrie di Nosy Be e quella di Presidente della Chambre de Commerce et Industrie Italia Madagascar. Facilitiamo iniziative agro alimentari, come import ed export con l’Italia. Inoltre, con un gruppo di agricoltori è in corso una produzione sperimentale di uliveti e granoturco e, personalmente, ho puntato anche sulla viticoltura, investendo su 5 ettari di terreno non lontano dalla capitale Antananarivo, dove è nato un vitigno con piante di origine italiana”.

Ufficio Stampa Roberta Raja

Parte da Gragnano, con il nuovo marchio 28 Pastai, la sfida della pasta di qualità certificata in blockchain. Dopo la rivoluzione del grano 100% italiano, la nuova frontiera è rappresentata, infatti, dalla tracciabilità della filiera con la nuova tecnologia a portata di smartphone. 28 Pastai, grazie alla collaborazione con Authentico, consente ai consumatori di rintracciare tutta la catena di produzione, dai campi di grano, alla semola selezionata dal mulino di fiducia, passando per il lento processo di essiccazione fino al confezionamento della pasta. Su ogni singola confezione di pasta c’è un QR code per accedere a tutte le informazioni in maniera trasparente e per verificare tutti gli standard di qualità adottati per quello specifico lotto di produzione. Una novità, questa della certificazione del processo, che mette fine alle polemiche degli ultimi mesi sulla veridicità di alcune caratteristiche peculiari delle paste artigianali, come quella di Gragnano, come l’origine delle materie prime utilizzate, i tempi e le temperature di essiccazione.

28 Pastai, che già ha ottenuto il riconoscimento IGP di Gragnano, è un’impresa di Kylia Lab, società specializzata in servizi per l’innovazione che con questo progetto sbarca nel mondo dell’alimentare. Il nome del marchio nasce dall’idea di valorizzare le storie e le competenze di 28 pastai, realmente esistiti o leggendari, che nel tempo hanno contribuito con il loro sapere e know-how a trasmettere tecniche di lavorazione, segreti e tradizioni e contribuire alla crescita di questo prodotto unico del Made in Italy nel mondo.

La semola utilizzata per produrre i 28 formati è un’accurata selezione dei migliori grani duri italiani che crescono lungo la regione costiera adriatica centrale, tra Abruzzo e Molise, sulle colline frentane. Una miscela esclusiva nata da oltre un anno di ricerca prodotta da Zara Cereali che segue il grano dalla semola alla molitura all’insegna della massima trasparenza e la volontà di garantire ai consumatori materie prime italiane sicure, sane e di eccellente qualità.

Il pastificio, che ha una capacità produttiva di 750.000 kg/anno, pur mantenendo la vocazione artigianale è considerato tra i più moderni e innovativi impianti per la produzione di pasta di Gragnano. È situato nell’edificio storico che agli inizi del `900 era la sede del Molino e Pastificio Emidio Di Nola, a picco sulla Valle dei Mulini.

“Da secoli, per noi di Gragnano l’alchimia è l’unione di acqua, grano, vento e passione che trasforma elementi semplici in Pasta di Gragnano IGP, amata e riconosciuta in tutto il mondo. Ma oltre alla pasta, su cui negli ultimi anni c’è stata molta confusione, vogliamo portare sulle tavole di casa e dei ristoranti qualcosa di più: la trasparenza! È quello che abbiamo cercato di fare con 28 Pastai certificando tutto il processo produttivo con la migliore tecnologia esistente, la blockchain, accessibile da qualsiasi smartphone. Questa tecnologia è un registro digitale pubblico sicuro, verificabile e permanente nel tempo e grazie ad essa possiamo raccontarvi tutto della nostra pasta e lasciarvi verificare, con la massima semplicità, l’origine del grano, il tempo e la temperatura di essiccazione. Una vera e propria rivoluzione”, racconta Elena Elefante, alla guida del pastificio.

Giuseppe Coletti-Authentico

Relax e gusto ad alta quota Rada Rooftop: cena con vista su Positano e cucina sotto le stelle I nuovi piatti dello chef Nunzio Spagnuolo: panzanella con moka al pomodoro, sorbetto alla pesca con champagne… Evoluzioni tra ricerca e ricordo!

 La cucina a vista è una delle tendenze più in voga nel mondo del fine dining: in un’epoca in cui gli chef e il loro lavoro sono protagonisti della vita sociale e culturale, vere e proprie icone pop dei nostri tempi, lo show cooking – per dirla alla maniera anglosassone – è una piacevole forma d’intrattenimento che accresce l’esperienza che si può vivere in un locale, dando al pubblico l’opportunità, durante il pasto, di divertirsi osservando i movimenti esperti dello chef e della sua brigata.

Al “Rada Rooftop” di Positano è possibile assistere ad una spettacolare performance di arte culinaria; il locale (situato sulla sommità della grotta del celebre “Music on the Rocks”), che l’anno scorso è rimasto chiuso in via precauzionale a causa della pandemia in corso, ha fatto, quindi, del “cucinare a vista” un tratto distintivo. Per l’allestimento degli ambienti Gianfranco e Peppe Russo, ideatori del progetto, hanno puntato sull’emozione: una scenografica cucina a vista su cui si affacciano, come in un anfiteatro, pochi tavoli da cui poter ammirare contemporaneamente l’arte della preparazione dei piatti e il panorama più bello di Positano in un legame unico con il cielo e il mare.

Cenare al “Rada Rooftop” è un’esperienza che va oltre quella culinaria e diventa una vera e propria performance artistica durante la quale la brigata dello chef Nunzio Spagnuolo prepara i piatti che hanno reso celebre lui e il locale in tutto il mondo – come il “Black Cod” con profumi d’arancio e zenzero, baby porri arrostiti, patata al rafano e fumetto al Pernod, oppure il “Lingotto d’oro”, un dessert realizzato con un croccante di riso soffiato salato e tre cremosi a base di cioccolati selezionatissimi (fondente, al latte e bianco) ricoperto con una glassa al cioccolato e una foglia d’oro 24 carati – e quelli di più recente interpretazione, sempre contraddistinti da un’alchimia perfetta tra innovazione e tradizione, come l’elica con tartufi di mare, asparagi  e parmigiano, oppure i gamberi rossi tiepidi con tabasco, mango, cocco e ravanello.

Il poliedrico chef Nunzio Spagnuolo ama giocare con gli ingredienti della tradizione per risvegliare, con espedienti insoliti e tecniche contemporanee, antiche sensazioni e ricordi d’infanzia. Lo fa ad esempio attraverso la panzanella con sashimi di dentice e moka al pomodoro, che viene servita ai tavoli del “Rada Rooftop” accompagnata da una caffettiera contenente un caffè al pomodoro che viene versato sul piatto. Oppure con il pre dessert: un sorbetto alla pesca con champagne che rievoca la tanto amata “sangria napoletana”, ovvero il vino con le pesche.

Maria Consiglia Izzo Ufficio Stampa

L’attesa è finita, a Caivano in provincia di Napoli, si è tenuto a battesimo “ Meeto ”, una pizzeria dall’effetto Wow per l’unicità degli ambienti e  per le pietanze che con i loro sapori originali sapranno stupire nell’’avvincente racconto dei territori della Campania e della Sicilia. 

Meeto, un naming volutamente concepito per il raccontare ilMito sacro e profano cullato da secoli di storia.

Ma Meeto vuole arrivare agli ospiti anche come To Meet ovvero la location dove incontrare e condividere momenti conviviali. 

Il progetto è stato studiato e realizzato da tre giovani imprenditori, Giovanna classe 89’, Giovanni e Michele classe 94’, forti della volontà di dare risalto e voce al proprio paese natio “Caivano”, con una nuova concezione di pizza, dai tratti innovativi ma che non perde l’attaccamento alla tradizione napoletana.

LA LOCATION

Le grandi vetrate di Meeto , dalla strada attirano gli sguardi dei passanti ed esaltano gli interni moderni con finiture Vintage/Industrial, dove i colori verde, nero e oro dominano, grazie ad un abile gioco di luci. 

Il forno a vista, si lascia ammirare nel suo colore oro con la cupola verde ad effetto,  manufatto questo, realizzato artigianalmente dal Maestro Florio.

Gli arredi raffinati sono ben definiti, tavoli  circolari e rettangolari  dal piano in marmo, a ricordare le pizzerie di un tempo, conviviali e intimi, espressione di condivisione. 

Le comode sedute si alternano tra divaneria e poltroncine dai tessuti in pelle e velluto, un quid plus, per rendere la location più che accogliente. Il tocco di napoletaneità si evince dalla sala dedicata a San Gennaro, patrono di Napoli,   dove spiccano frasi a led illuminati, per gli appassionati di fotografia ma soprattutto di social. 

“La terrazza stellata” è lo spazio esterno di Meeto, anche qui evidente la cura meticolosa dei dettagli; tavoli interamente realizzati a mano del colore cardine degli interni e sedie di pelle in stile vintage,  accolgono i clienti  sotto un manto di luminarie che riproducono un vero e proprio cielo stellato.

Poi a tavola la scritta impressa sulla tovaglietta trasmette la filosofia del progetto Meeto

“NON AVERE FRETTA IL MEETO STA PER AVVERARSI”, ovvero una cucina da gustare senza fretta, per assaporare la qualità degli ingredienti, lavorati in modo da non alterare le caratteristiche nonché il profumo originario.

I pizzaioli Giovanni e Michele dalla postazione di stesura e forno a vista, creeranno il contatto diretto con il cliente, per far carpire le gestualità, i piccoli segreti dei pizzaioli e la migliore materia prima scelta tra Dop e Presidi Slow Food . 

MEETO-IL TECNOLOGO ALIMENTARE

Focus del progetto Pizzeria Meeto è deliziare il cliente puntando all’alta qualità e genuinità delle pietanze degustate, questo concretizzato  nella figura determinante del mugnologo nonché tecnologo alimentare Enzo Paciello, con il quale  hanno optato di acquistare direttamente il grano migliore e macinarlo, per ottenere una farina dagli alti standard qualitativi, se pur ad un costo elevato. 

Meeto propone impasti unici per pizze uniche, realizzate con l’Impasto Intelligente del maestro Paciello (in fase di brevettazione), a scelta si può optare per la linea  “Healty”, un impasto proteico, con basse calorie. 

MEETO- LA FILIERA GARANTITA

Il progetto Meeto prevede un protocollo salutare che utilizza prodotti accuratamente selezionati con tanto di certificazioni e nitida filiera garantita, dove le stagioni cadenzano l’utilizzo dei prodotti dell’orto e del territorio campano.

La pizzeria Meeto si è circondata di fornitori affidabili e in quanto ad unicità si presenta con una proposta culinaria concreta e genuina, di sintesi e di prospettiva che incuriosisce non poco.

Si tratta di un solo percorso a doppio binario, materia prima e pietanze espresse in pizze e fritti che portano in tavola la tradizione partenopea e della Campania tutta, unitamente a quella della Sicilia.

Infatti Giovanna, la figura in rosa di Meeto, è un’appassionata conoscitrice della cucina e delle tipicità siciliane, con solida formazione presso una delle più rinomate strutture storiche catanesi , per cui ha ideato un percorso di gusto tutto made in Sicilia, che affianca il percorso campano, con la materia prima, le pizze e i fritti tipici.

Per cui una bella sfida regionale, sicuramente un amorevole incontro di sapori.

MEETO- ALCUNE PIETANZE TRATTE DAL MENU’

Lo chef realizza antipasti tradizionali siciliani e napoletani rivisitati in veste molto originale: 

Arancino Classico, dalla nota delicata dati dai pistilli di zafferano di Canicattì

Arancino alla Norma, dalla tipica ricetta siciliana

Arancino Sceccu,  prelibatezza realizzata con mortadella di Asino ragusano presidio slow food, Pistacchio di Bronte, Crema Segreta e Panatura al pistacchio

Le Frittatine stagionali e dai gusti più intriganti sono realizzate in versione panata e  in croccante pastella.

Il Filetto di baccalà da Meeto è un boccone prelibato avvolto in mozzarella di bufala.

Il Crocchettone siciliano con crema al pistacchio sfida il più tipico Panzarotto napoletano. 

La Parmigiana di melanzane e la napoletanissima “Mulignana alla pullastiello”

Tante ancora le proposte che stuzzicheranno i palati più esigenti e raffinati che siederanno ai tavoli di Meeto.

Sicuramente punta di diamante da Meeto è la PIZZA, leggera, digeribile e gustosa che valorizza i sapori della Campania e della Sicilia, un messaggio di storia e tradizione incorniciata nei tempi moderni. 

Meeto aspetta i suoi clienti per rivelare il MITO delle pietanze e dei migliori abbinamenti con vini pregiati e birre artigianali.

Meeto pizza&co

Corso Umberto n.418/420

Caivano-Napoli

Fisso: 081 278 31 33

Mobile: 351 773 7635 

Angela Merolla

Wine-Food Communication and Images

meroangela@libero.it

info@angelamerolla.it

mobile: 320 861 9820

Vi parliamo del Cosmo Restaurant di Pompei per il quale lo Antonio Cesarano si ispira agli elementi naturali.

Quando pensi ad un posto unico come Pompei, le immagini si connettono quasi naturalmente alle scene che tanti documentari e film ci hanno fatto vedere: capitelli e donne in tunica bianca, gladiatori a cavallo che si mischiano al rumorio dei mercati rionali ed alle enfatiche arringhe degli oratori politici del tempo.

Ma esiste un altro aspetto di questo posto assolutamente unico: quello un po’ dark e quasi rock che tanto scenograficamente è stato rappresentato dai Pink Floyd che scelsero proprio una vallata isolata per fare uno dei concerti psichedelici più emozionanti della storia musicale: Live in Pompei.

A questo aspetto più all’ avanguardia, ricco di contrasti che ci fanno viaggiare in più spazi temporali, si è forse ispirato lo chef Antonio Cesarano per le sue geniali creazioni culinarie all’ interno Del Cosmo Restaurant. Il nome è la chiave di lettura che permette di interpretare l’idea di cibo che segue Antonio: acqua, aria, terra, fuoco, i quattro elementi naturali più potenti ai quali si riconduce un concept culinario basato sulle materie prime essenziali, ognuna delle quali associata ad uno di questi elementi.

Ma dove nasce questa continua ricerca delle particolarità e dei sapori? Sicuramente dal nucleo familiare, come ci racconta lo chef, che guardava cucinare le zie, la mamma e la nonna, e già si immaginava a creare piatti fantasiosi. Dopo le scuole medie infatti decide di frequentare l’Ipsar De Gennaro di Vico Equense, scuola alberghiera.

Per convincere il papà un po’ restio a sostenere il suo sogno, comincia a lavorare tutti i fine settimana in una pizzeria. Si fa notare Antonio tanto che, durante il terzo anno di frequentazione ha già la possibilità di portare in una vera cucina tutto il suo talento: complice il suo professore di cucina, Alessandro Carella, che gli permette uno stage all’ hotel Flora di Sorrento e successivamente all’hotel Villa Fiorita a Sorrento.

Ma il mondo alberghiero non è la strada per Cesarano che ha continuo bisogno di stimoli e adrenalina. Queste sensazioni gliele dà il ristorante alla carta, dove può sperimentare e dare libero sfogo al suo estro culinario.

Comincia la sua crescita professionale in varie cucine di Pompei .Il Garum e a seguire il President, una stella michelin, fino ad arrivare a una svolta importante:la possibilità di lavorare al Mudec dello chef Bartolini,considerato il maestro più all’ avanguardia nella sperimentazione culinaria.Impara nuove tecniche, le personalizza e, a seguire, le trasferisce nuovamente nella sua terra. Presso il ristorante Tre Olivi,comincia una proficua collaborazione con lo chef Matteo Sangiovanni, entrando a far parte del team Costa del Cilento e vincendo numerose gare.

Raggiunta una grande consapevolezza della sua ispirazione, decide cosi di creare il “suo” ristorante, coadiuvato dalla compagna pastry chef e lievitista Barbara Ruscinito. Tutti i sapori della terra esplodono, complice un sapiente impiattamento, nello stracotto di manzo fagiolini e patate o nella sovracoscia di galletto con peperoni olive e capperi, i cui ingredienti sono accuratamente selezionati quasi ad essere cucinati appena raccolti o presi dal recinto. La potenza dell’elemento acqua trova la sua naturale connessione di sapori nel cocktail di gamberi rossi, nel polpo e nei ravioli alla Nerano rivisitati col pesce azzurro marinato.

Ma la lista è lunga ed è tutta da scoprire nel menu degustazione di nove portate. L’ ambizione di Cosmo, ci racconta Antonio, “è raggiungere un riconoscimento internazionale” per un concept culinario il quale, oltre che buono a mangiarsi, è anche bello a vedersi.

Cosmo restaurant

viale mazzini 103 Pompei

contatti: 3496053063

Aspettando…Il Mio San Marzano”, l’evento che celebra l’oro rosso della Campania organizzato da La Buona Tavola Magazine e promosso da Solania srl in collaborazione con Perrella srl anche quest’anno ha confermato le aspettative. Un successo tenutosi presso Villa Maria Grazia a Sarno (SA), tenuta della famiglia Napoletano, una location perfetta immersa com’è in 7 ettari di filari di San Marzano con vista sul Golfo di Napoli e sul Vesuvio. 

Presenti all’evento, oltre ai cento tra chef e pizzaioli, i curatori della classifica del mondo pizza più seguita d’Italia, 50 Top Pizza, nonché della classifica 50 Top Italy che decreta i migliori ristoranti italiani in Italia e nel mondo e da quest’anno anche di 50 Top Italy LuxuryRosè e Pasticcerie rispettivamente guide all’ospitalità gourmet d’Italia, ai migliori rosati d’Italia e alle migliori pasticcerie d’Italia, Luciano Pignataro, Barbara Guerra Albert Sapere che hanno potuto apprezzare in anteprima la marinara in tre cotture del progetto “Around The World” di Francesco Martucci, brand ambassador dell’azienda e patron de I Masanielli di Caserta, e l’assaggio de “il trasformista” di Raffaele Bonetta con base di ricotta di bufala mantecata con acqua di governa, falde di San Marzano laccate e arrosto e tartare di San Marzano marinato in aceto di melograno. Ai fornelli, gli chef che hanno declinato il tema centrale dell’evento: Raffaele Medaglia con un primo piatto a base di Marzanello giallo e San Marzano con tartare di tonno; Giuseppe Daddio con una pappa al pomodoro con fonduta di mozzarella di bufala e crostini sbriciolati; Gerardo Figliolia con la braciola di capra con sugo di San Marzano con il quale Marco Iavazzo ha condito un tubettone di Gragnano con spolverata di cacioricotta di capra.  

pizza San Marzano

Per Luciano Pignataro “, direttore del LucianoPignataroWineBlog e famosa penna de Il Mattino, “la rinascita del San Marzano a cui si sta assistendo in questi anni è dovuta principalmente alla consapevolezza del mondo pizza circa l’utilizzo di un prodotto a marchio DOP che sta permettendo lo sviluppo di uno “stile napoletano” sia in Italia che all’esterno supportato da aziende come Solania, impegnata non solo nella produzione e trasformazione di un’eccellenza dell’agroalimentare campano ma anche nella sua valorizzazione”.

Per Barbara Guerra “la parentesi didattica della serata che ha permesso la visita ai campi di San Marzano, durante le quali esperti ed agronomi hanno illustrato i metodi e i luoghi di coltivazione oltre che le tecniche di raccolta, è stato un momento rivelatore perché ha consentito a tutti di vivere e di fare esperienza di una giornata tipo di un produttore di pomodoro”.

Albert Sapere si è soffermato invece su come “il San Marzano sia una delle firme dell’Italia nel mondo, tanto che in America il pomodoro viene indentificato nel San Marzano, e di come sia un prodotto d’eccellenza incredibile legato indissolubilmente alla pizza e che, grazie ai produttori come Solania, possiamo trovare in tutti e cinque i continenti”

Successo confermato per l’attesissimo “Aspettando…Il Mio San Marzano”, l’evento organizzato a da La Buona Tavola Magazine e promosso da Solania srl in la collaborazione di Perrella srl a Villa Maria Grazia a Sarno (SA), tenuta della famiglia Napoletano, immersa in 7 ettari di filari con vista mozzafiato sul Golfo di Napoli e sul Vesuvio. 

Il percorso culinario è stato sviluppato in una chiave di gusto “al naturale” con pizze e piatti a base di San Marzano. Fresco e leggero il primo piatto con Marzanello giallo e San Marzano con tartare di tonno di Raffaele Medaglia, dell’omonimo Ristorante Pizzeria & Braceria a Sant’Antimo (CE); tradizione e modernità mixati alla perfezione nella pappa al pomodoro con fonduta di mozzarella di bufala e crostini sbriciolati preparata dallo chef Giuseppe Daddio della scuola Dolce&Salato ed esaltazione perfetta del San Marzano la preparazione di Gerardo Figliolia, patron de La Pignata di Bracigliano (SA), che ha deliziato gli ospiti con un piatto a base di  braciola di capra al sugo con il quale lo chef Marco Iavazzo ha condito un tubettone di Gragnano con spolverata di cacioricotta di capra.  Le degustazioni di pizze sono state appannaggio di Francesco Martucci, Brand Ambassador dell’azienda e patron della pizzeria “I Masanielli” di Caserta, che ha proposto una marinara in tre cotture e di Raffaele Bonetta, patron del Ciarly di Fuorigrotta (NA), che ha preparato una pizza a base di latticello e tartare di San Marzano. 

Per Francesco Martucci “affidarsi a Solania significa trovare un’eccellenza fuori dal comune perché l’azienda può raccogliere, può trasformare, seguendo la filiera dal primo step all’ultimo che le permette di produrre un San Marzano magnifico”. 

Giuseppe Napoletano, amministratore unico di Solania, ha tenuto a ringraziare gli ospiti sottolineando che l’obiettivo dell’evento è “valorizzare il San Marzano e dimostrare attraverso la visita ai campi la tracciabilità di filiera. Infatti, grazie al progetto Il Mio San Marzano chef e pizzaioli possono venire in azienda, avere cognizione dei metodi di produzione e coltivazione e, infine, scegliere il proprio lotto di produzione”. 

Per Luciano Pignataro, direttore del LucianoPignataroWineBlog e famosa penna de Il Mattino, “la rinascita del San Marzano a cui si sta assistendo in questi anni è dovuta principalmente alla consapevolezza del mondo pizza circa l’utilizzo di un prodotto a marchio DOP che sta permettendo lo sviluppo di uno “stile napoletano” sia in Italia che all’esterno supportato da aziende come Solania, impegnata non solo nella produzione e trasformazione di un’eccellenza dell’agroalimentare campano ma anche nella sua valorizzazione”.

Grande soddisfazione anche da parte dell’organizzatore dell’evento, Renato Rocco, direttore de La Buona Tavola Magazine, per il quale “vedere oltre cento operatori del settore tra ristoratori e pizzaioli partecipare a un evento dopo un anno e mezzo tribolato è un viatico per i prossimi appuntamenti che vedranno La Buona Tavola protagonista al Cibus di Parma e al Tutto Food di Milano”.

50 TOP EUROPE 2021: “PEPPE PIZZERIA”, A PARIGI, È LA MIGLIORE PIZZERIA EUROPEA DELL’ANNO

In seconda piazza “Via Toledo Enopizzeria”, di Vienna,

in terza “Fratelli Figurato”, di Madrid.

Assegnati i primi tre Forni Verdi per la sostenibilità a Bæst, di Copenaghen, a Sartoria Panatieri, di Barcellona, e a Lilla Napoli, di Falkenberg.

28 i Paesi rappresentati, in prima linea Francia e Spagna, con 5 insegne a testa, poi Germania e Inghilterra, con 4.

Sul gradino più alto del podio c’è l’insegna parigina, del maestro pizzaiolo Peppe Cutraro, “Peppe Pizzeria”, che si aggiudica perciò anche il Premio Speciale Performance of the Year 2021 – Prosecco DOC Award.

In seconda posizione il locale di Francesco Calò “Via Toledo Enopizzeria”, a Vienna, migliore pizzeria d’Austria premiata anche per la sua offerta di birre con il Best Beer Service 2021 – Birrificio Fratelli Perrella Award.

In terza piazza “Fratelli Figurato” di Madrid, insegna numero uno di Spagna guidata da Riccardo e Vittorio Figurato che, con la loro Diavola de León, si aggiudicano anche il Pizza of the Year 2021 – Latteria Sorrentina Award. Quarta in Europa e migliore pizzeria d’Inghilterra è “50 Kalò di Ciro Salvo Pizzeria London”, a seguire la Top Pizzeria in Denmark 2021 “Bæst”, gestita da Christian Puglisi in quel di Copenaghen.

La grande novità per il 2021 è l’assegnazione del Green Oven (Forno Verde), riconoscimento che testimonia la grande attenzione alle corrette pratiche per la sostenibilità ambientale in pizzeria. Come sempre la scelta è stata affidata ai nostri ispettori, che hanno valutato il rispetto dell’ambiente, la lotta allo spreco, l’impatto energetico e tutte le buone pratiche che si possono mettere in campo. Il Forno Verde sarà assegnato, da questo momento in poi, in tutte le guide 50 Top Pizza. Per il 2021, in Europa, sono solo tre le pizzerie che si potranno fregiare di questo nuovo riconoscimento: Bæst, di Copenaghen, Sartoria Panatieri, di Barcellona, e Lilla Napoli, di Falkenberg.

Ben 28 i Paesi europei rappresentati in classifica. In prima linea, con 5 insegne a testa, Francia e Spagna, a quota 4 Germania e Inghilterra, con 3 Danimarca e Russia, con 2 Belgio, Finlandia e Svizzera, a seguire tutte le nazioni rimanenti con un locale a testa.

Partner dell’iniziativa:

Consorzio di Tutela del Prosecco DOC, Pastificio Di Martino, Olitalia, S.Pellegrino & Acqua Panna, Latteria Sorrentina, Robo 1938, Solania, Birrificio Fratelli Perrella.

La classifica di 50 Top Pizza Europe

Di seguito la classifica completa di 50 Top Europe 2021:

1          Peppe Pizzeria – Parigi, Francia

2          Via Toledo Enopizzeria – Vienna, Austria

3          Fratelli Figurato – Madrid, Spagna

4          50 Kalò di Ciro Salvo Pizzeria London – Londra, Inghilterra

5          Bæst – Copenaghen, Danimarca

6          nNea – Amsterdam, Paesi Bassi

7          Lilla Napoli – Falkenberg, Svezia

8          La Piola Pizza – Bruxelles, Belgio

9          Naples Authentic neapolitan Pizza – Fürth, Germania

10        Kytaly – Ginevra, Svizzera

11        Sartoria Panatieri – Barcellona, Spagna

12        Pizzeria Luca – Copenaghen, Danimarca

13        Pizza 22 CM – Mosca, Russia

14        Malafemmena – Berlino, Germania

15        Napoli on The Road – Londra, Inghilterra

16        Dalmata – Parigi, Francia

17        Ti Spiseri&Bar – Sandnes, Norvegia

18        Pizzeria Luca – Helsinki, Finlandia

19        La Pizza è Bella Gourmet – Etterbeek     , Belgio

20        Forno d’Oro – Lisbona, Portogallo

21        L’Antica Pizzeria – Londra, Inghilterra

22        Futura Neapolitan Pizza – Berlino, Germania

23        Faggio Pizzeria – Parigi, Francia

24        ‘O ver – Londra, Inghilterra

25        Guillaume Grasso La Vera Pizza Napoletana  – Parigi, Francia

26        San Gennaro – Zurigo, Svizzera

27        The Dough Bros – Galway, Irlanda

28        La Bottega Siciliana – Mosca, Russia

29        La Balmesina – Barcellona, Spagna

30        Ciao a Tutti – Varsavia, Polonia

31        60 Secondi Pizza Napoletana – Monaco di Baviera, Germania

32        Surt – Copenaghen, Danimarca

33        Bijou – Parigi, Francia

34        Positano – Kiev, Ucrania

35        Verace – Lubiana, Slovenia

36        450°C – Turku, Finlandia

37        Pizza Nuova – Praga, Repubblica Ceca

38        Oro di Napoli – Santa Cruz de Tenerife, Spagna

39        Paesano Pizza – Glasgow, Scozia

40        450 Gradi – Lidingö, Svezia

41        Roostiq – Madrid, Spagna

42        Belli di Mamma – Budapest, Ungheria

43        Majstor I Margarita – Belgrado, Serbia

44        Animaletto Pizza Bar – Bucarest, Romania

45        R14 – San Pietroburgo, Russia

46        Kaja Pizza Köök – Tallinn, Estonia

47        Franko’s Pizza & Bar – Zagabria, Croazia

48        Cupola – Atene, Grecia

49        Basilicò – Bratislava, Slovacchia

50        Street Pizza – Riga, Lettonia

European Special Awards 2021                                                       

Performance of the Year 2021 – Prosecco DOC Award 

Peppe Pizzeria – Parigi, Francia

Best Beer Service 2021 – Birrificio Fratelli Perrella Award 

Via Toledo Enopizzeria – Vienna, Austria

Pizza of the Year 2021 – Latteria Sorrentina Award 

Diavola de León – Fratelli Figurato – Madrid, Spagna

Best Wine List 2021 – Birrificio Fratelli Perrella Award 

La Piola Pizza – Bruxelles, Belgio

Best Fried Food 2021            – Olitalia Award 

Naples Authentic neapolitan Pizza – Fürth, Germania

Best Aperitif List 2021 – Solania Award 

Kytaly – Ginevra, Svizzera

Innovation and Sustainability 2021 – Prosecco DOC Award 

Sartoria Panatieri – Barcellona, Spagna

Consistent Quality 2021 – Robo Award 

Pizza 22 CM – Mosca, Russia

New Entry of the Year 2021 – Pastificio Di Martino Award 

Napoli on The Road – Londra, Inghilterra

Made in Italy 2021 – Latteria Sorrentina Award 

San Gennaro – Zurigo, Svizzera

Best Takeaway Service 2021           – Robo Award 

The Dough Bros – Galway, Irlanda

Best Service 2021 – Solania Award 

Surt – Copenaghen, Danimarca

Best Format 2021 – Pastificio Di Martino Award 

Positano – Kiev, Ucrania

Pizza Maker of the Year 2021 – S.Pellegrino & Acqua Panna Award 

Filomena Tursi – 450°C -Turku, Finlandia

Best Dessert List 2021 – Olitalia Award 

Belli di Mamma – Budapest, Ungheria

Best Pizza Training 2021 – Voce Di Napoli Award 

Scuola di pizzaiolo di Fabio Cristiano

50 Top Europe 2021 – Top in Country

Top Pizzeria in France 2021: Peppe Pizzeria – Parigi, Francia

Top Pizzeria in Austria 2021: Via Toledo Enopizzeria – Vienna, Austria

Top Pizzeria in Spain 2021: Fratelli Figurato – Madrid, Spagna

Top Pizzeria in England 2021: 50 Kalò di Ciro Salvo Pizzeria London – Londra, Inghilterra

Top Pizzeria in Denmark 2021: Bæst – Copenaghen, Danimarca

Top Pizzeria in Netherlands 2021: nNea – Amsterdam, Paesi Bassi

Top Pizzeria in Sweden 2021: Lilla Napoli – Falkenberg, Svezia

Top Pizzeria in Belgium 2021: La Piola Pizza – Bruxelles, Belgio

Top Pizzeria in Germany 2021: Naples Authentic neapolitan Pizza – Fürth, Germania

Top Pizzeria in Switzerland 2021: Kytaly – Ginevra, Svizzera

Top Pizzeria in Russia 2021: Pizza 22 CM – Mosca, Russia

Top Pizzeria in Norway 2021: Ti Spiseri&Bar – Sandnes, Norvegia

Top Pizzeria in Finland 2021: Pizzeria Luca – Helsinki, Finlandia

Top Pizzeria in Portugal 2021: Forno d’Oro – Lisbona, Portogallo

Top Pizzeria in Ireland 2021: The Dough Bros – Galway, Irlanda

Top Pizzeria in Poland 2021: Ciao a Tutti – Varsavia, Polonia

Top Pizzeria in Ukraine 2021: Positano – Kiev, Ucrania

Top Pizzeria in Slovenia 2021: Verace – Lubiana, Slovenia

Top Pizzeria in Czech Republic 2021: Pizza Nuova – Praga, Repubblica Ceca

Top Pizzeria in Scotland 2021: Paesano Pizza – Glasgow, Scozia

Top Pizzeria in Hungary 2021: Belli di Mamma – Budapest, Ungheria

Top Pizzeria in Serbia 2021: Majstor I Margarita – Belgrado, Serbia

Top Pizzeria in Romania 2021: Animaletto Pizza Bar – Bucarest, Romania

Top Pizzeria in Estonia 2021: Kaja Pizza Köök – Tallinn, Estonia

Top Pizzeria in Croatia 2021: Franko’s Pizza & Bar – Zagabria, Croazia

Top Pizzeria in Greece 2021: Cupola – Atene, Grecia

Top Pizzeria in Slovakia 2021: Basilicò – Bratislava, Slovacchia

Top Pizzeria in Latvia 2021: Street Pizza – Riga, Lettonia

Green Oven

  • Bæst – Copenaghen, Danimarca
  • Sartoria Panatieri – Barcellona, Spagna
  • Lilla Napoli – Falkenberg, Svezia

Paccheri di Gragnano con salmone, olivie, robiola e lime: una ricetta facile e veloce che vi conquisterà. Scopri come preparare un primo piatto davvero interessante.

Nessuna idea per il pranzo? Hai voglia di cambiare “musica” ma non riesci proprio a trovare una ricetta che faccia al caso tuo? Oggi ti proponiamo un primo piatto molto estivo, facile da preparare e gustoso che potrai riproporre anche agli ospiti dell’ultimo momento. Stiamo parlando dei paccheri di Gragnano con salmone, olive denocciolate, robiola e lime. Prendi carta e penna e scrivi la ricetta!

Paccheri di Gragnano con salmone, olivie, robiola e lime: ingredienti per due persone

Ecco cosa ti serve:

  • un po’ di olio evo
  • uno spicchio di aglio
  • 300 g di salmone fresco
  • due cucchiai di vino bianco
  • sale
  • pepe
  • prezzemolo
  • 100 g di olive nere denocciolate
  • erba cipollina fresca
  • la buccia grattugiata di un lime
  • 200 g di robiola
  • 250 g di paccheri.

Procedimento

In una padella con olio evo, far imbiondire l’aglio, toglierlo ed aggiungere il salmone a cubetti (avendo prima tolto la pelle). Farlo rosolare 2 minuti e sfumare con il vino bianco. Quando il vino è evaporato, regolare di sale, pepe, prezzemolo tritato ed aggiungere anche le olive nere denocciolate. Cuocere i paccheri e prendere un po’ di acqua di cottura della pasta per aiutarvi a sciogliere la robiola ed aggiungerla in padella con il composto. Scolare la pasta ed amalgamarla in padella, terminare con prezzemolo tritato, erba cipollina e buccia grattugiata di lime. Et voilà: il pranzo è servito!

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Il Caseificio Vannulo di Paestum e il Caseificio Don Peppe Diana di Castel Volturno hanno vinto la prima edizione del Mozzarella Championship 2021: sono le loro le migliori mozzarelle di questa estate per la giuria di 19 giornalisti che hanno partecipato alle finali organizzate da Lucano Pignataro Wine Blog e Scatti di Gusto con il Patrocinio del Consorzio Vini Sannio.

Le degustazioni si sono svolte in completo anonimato presso Palazzo petrucci a Napoli dopo che i campioni di mozzarella sono stati acquistati direttamente ai caseifici..
Termina così la maratona iniziata lo scorso settembre con la selezione di cento caseifici divisi in dop e non dop.

Questo l’esito della giornata.

Caseifici non dop

1° Vannulo di Paestum
2° Granatore di Palmi
3° Leuci di Caserta
4°Tenuta Bianc di Altavilla Silentina

Caseifici dop
1° Don Peppe Diana di castel Volturno
2° Caseificio Iemma di Battipaglia
3° Caseificio Agnena di Cancella e Arnone
4° Caseificio Polito di Agropoli

Le mozzarelle in gara nella Mozzarella Championship sono state degustate in abbinamento ai vini bianchi del Sannio: Greco, Coda di Volpe, Fiano e Falanghina del Sannio dop.

La Pizza napoletana ha incontrato i vini dell’Azienda Bosco de’ Medici della famiglia Palomba. È sembrato di vivere un vero e proprio sogno di una notte di mezza estate, cullati da un piacevole venticello al fresco del nuovo pergolato pensato dalla proprietà proprio per l’organizzazione di eventi speciali come quello vissuto ieri. Solo per una notte, il Molino Caputo ha installato un vero e proprio forno a legna per la preparazione delle pizze ottenute dalla loro nuova farina denominata “Nuvola”. E grazie a Vincenzo Iannucci, pizzaiolo di scuola “Sorbilliana”, e testimonial del nuovo impasto, gli ospiti hanno potuto degustare ben quattro gusti di una pizza dotata davvero di una scioglievolezza unica.
I gusti degli ingredienti sono stati sapientemente equilibrati dallo chef di Bosco de’ Medici, Gioacchino Nocera, che ha scelto una prima pizza con zucchine, scapece e alici, per poi passare a una delicatissima fiordilatte, ricotta al limone e gamberi rossi. Queste prime due sono state abbinate al Lacryma Christi aziendale “Lavaflava”, per poi passare alla seconda batteria composta dalla margherita storica e dalla genovese con fonduta di caciocavallo, abbinata al Piedirosso “Pompeii”.
La spiegazione dei vini e il racconto della storicità di una Pompei antica città di panificatori e della pizza margherita, che risale a ben ottant’anni prima della venuta della regina Margherita, sono stati curati dal sommelier Yuri Buono.

Saperi & Sapori: viaggio emozionale al caseificio Unica Sarà un vero e proprio viaggio emozionale del gusto nel segno della solidarietà. L’appuntamento è fissato per il 26 luglio nella splendida location del caseificio Unica a Pellezzano. L’evento è organizzato da Saperi & Sapori con la regia della chef Nausica Ronca e vedrà destinato metà dell’incasso all’associazione Internazionale Ai.Bi. Amici dei Bambini, che sostiene e accompagna le famiglie durante l’intero percorso che porta all’adozione ed anche nella fase post adozione. Nell’ambito della serata è prevista anche la presentazione dell’ultimo libro di Luciano Pignataro “Il metodo Cilento.

I cinque segreti dei centenari” edito da Mondadori. La moderazione è affidata al giornalista Alfonso Sarno e sono previsti gli interventi di Raffaele Liguori – proprietario della struttura Unica, Antonella Spadafora – Responsabile Ai.Bi. Amici dei Bambini Campania, Andrea De Simone – Sociologo e Alessandro Condurro – Antica Pizzeria da Michele. A seguire Il casaro di Unica eseguirà in diretta la mozzatura della mozzarella, per poi farla degustare agli ospiti. Spazio poi alla scoperta dei piatti esclusivi preparati per l’occasione da una brigata di chef d’eccezione: “La parmigiana all’emozionando” di Nando Melileo del Ristorante Emozionando di Salerno, “Carpaccio di bufala” di Giuliano Donatantonio dell’Osteria Nonna Nannina di Cava de’ Tirreni, “Bufalotto”, un risotto con bufala, agrumi e menta liquida di Domenico Vitagliano di Espresso Napoletano di Napoli, “La panzanella” di Pasquale Vitale del Ristorante Pascalò di Vietri sul Mare, “Orto d’estate e bufala” di Gerardo Figliolia de La Pignata di Bracigliano; Zuppetta fredda di ceci e mascuotto agli agrumi amalfitani di Salvatore Donatantonio del Ristorante Belvedere di Lancusi di Fisciano. Non può mancare la pizza, Ciro Casale di Pulcinella da Ciro di Baiano preparerà la sua “Pizza Bufalo e Bufala” e Alfonso Simeone della Pizzeria Frescale di Tramonti la sua “Pizza saracena”. Dulcis in fundo, ricottina di bufala accompagnata a una crema allo Strega e croccante di mandorle, Bufala e Sannio di Roberto Maturo de La dolce sosta di Cusano Mutri, e la “Ricottamisù” di Luca Manconi del Ristorante Taverna Penta di Pontecagnano. Il tutto accompagnato dalla birra artigianale del Birrificio Dell’Aspide e Perrella Distribuzione, non possono mancare i vini che sono a cura dell’Azienda Agricola Liguori. La serata sarà allietata dalla musica di Felice D’Amico e del Gipsy Quartet.

Lunedì 19 Luglio 2021 alle ore 18.30, presso Villa Maria Grazia in via Villa Venere a Sarno (SA), immersa in ben sette ettari di filari di pomodoro San Marzano con vista sul Golfo di Napoli e sul Vesuvio, si terrà l’evento “Aspettando… il Mio San Marzano”, organizzato da La Buona Tavola Magazine e promosso da Solania srl, azienda leader nel settore della coltivazione e trasformazione del pomodoro San Marzano con la collaborazione di Perrella srl, suo distributore in Campania e Molise. Convivialità, sapore autentico del pomodoro appena raccolto, pizze e piatti semplici della tradizione sono le parole chiave dell’evento che vuole essere una vera e propria celebrazione del “Re” delle tavole alla scoperta dei luoghi e dei metodi di coltivazione che verranno illustrati da agronomi ed esperti durante la visita ai campi di San Marzano. 

Il percorso degustativo ruoterà attorno alle creazioni a base di San Marzano fresco del maestro pizzaiolo Francesco Martucci, patron della pizzeria I Masanielli di Caserta in qualità di brand ambassador di Solania, con assaggi delle sue pizze innovative, di Giuseppe Daddio Aniello Di Caprio della scuola Dolce&Salato, del pizzaiolo-chef Raffaele Medaglia, patron di Raffaele Medaglia – Ristorante Pizzeria & Braceria a Sant’Antimo (CE) e di Marco Iavazzo chef del ristorante Sunset di Torre del Greco (NA). 

L’evento sarà occasione gradita agli operatori del settore per scegliere il proprio lotto di coltivazione, mentre ci si dà appuntamento per fine settembre per la scelta del lotto di produzione con l’evento Il Mio San Marzano

Il Mio San Marzano è un progetto ambizioso, fortemente voluto dall’amministratore unico di Solania srl Giuseppe Napoletano, grazie al quale pizzaioli e ristoratori possono scegliere il lotto di coltivazione e di produzione e personalizzare l’etichetta della latta di pomodoro San Marzano con il proprio logo, con la propria immagine o con qualsiasi altro segno distintivo. Il progetto risponde alle esigenze della comunità di pizzaioli e ristoratori che vogliono identificarsi in un prodotto e avere garanzia circa il controllo dell’intera filiera dalla semina alla coltivazione, dalla trasformazione alla distribuzione. 

Evento a numero chiuso riservato agli operatori dell’informazione e agli addetti ai lavori: chef, pizzaioli e ristoratori che potranno confermare la loro adesione alla mail eventi@labuonatavola.org oppure tramite messaggio whatsapp al 3929099750.

La salicornia è una pianta grassa erbacea commestibile appartenente alla famiglia botanica amaranthaceae. La caratteristica primaria della salicornia è l’affinità ai terreni salati, da cui prende il nome. Com’è deducibile, la salicornia colonizza principalmente il bagnasciuga marino, soprattutto dove la marea crea ristagni d’acqua, ed è molto diffusa sui terreni fangosi o sabbiosi delle saline.La salicornia è anche nota come finocchio marino, fagiolo di mare ed asparago di mare. E’ ricca di vitamina A e fibre ed è invece priva di colesterolo, lattosio e glutine.

Ingredienti frittelle di salicornia

per 2 persone

  • 200 g di salicornia
  • 200 g di farina 00
  • un pizzico di pepe
  • mezza bustina di lievito di birra secco
  • acqua quanto basta (circa un bicchiere e mezzo)
  • sale
  • olio di semi per friggere.

Preparazione frittelle di salicornia

Pulire e lavare la salicornia, sbollentarla per circa 10 minuti partendo da acqua fredda, scolarla e bloccare la cottura con acqua fredda. Tagliarla a pezzetti e tenere da parte.

In una ciotola mettere la farina, la salicornia, un pizzico di pepe, il lievito, acqua quanto basta per ottenere un composto cremoso (né troppo duro né troppo liquido), regolare di sale (ma non troppo perché la salicornia è già sapida) e lasciar riposare per un’oretta coprendo la ciotola con un canovaccio.

Dopodiché prendere a cucchiate e friggere in olio caldo, scolarle dall’olio in eccesso e servire calde con una presa di sale in superficie se piace.

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Sul Vesuvio nasce Millennial Il vino della generazione Y che guarda al futuro, rispettando il passato

Millennial è il vino ideato e prodotto dall’enologo Antonio Giuliano e da Marika Vallefuoco, coppia consolidata sul lavoro, così come nella vita. Il primo “figlio” di Cantina Maranto, progetto che dà voce a una storia autentica, basata sull’innovazione, che s’intreccia con i retaggi del territorio, lo studio e la voglia di scoprire cose sempre nuove. Non a caso, il vino firmato dai due giovani appassionati, si chiama Millennial ed è dedicato alla cosiddetta “generazione Y”ovvero a tutti quelli nati tra il 1981 e il 1996, che hanno vissuto da teenager gli anni 2000. Una generazione, che sente forte il senso del dovere, legata alle proprie origini, ostinata e propensa alle novità.

Millennial sono giovani intraprendenti, con voglia di creare, apprezzare il passato, rispettarlo, ma che allo stesso tempo, puntano al futuro. Una descrizione, che sembra cucita addosso ai due imprenditori, così come sembra plasmarsi perfettamente al vitigno Piedirosso selezionato dal giovane enologo: “Abbiamo scelto il Piedirosso perché è un’uva molto antica a cui abbiamo dato una seconda vita. Ci regala tracce del passato, massima espressività del nostro territorio, il Vesuvio, che racconta allo stesso tempo anche la nostra storia”.

Ma non è tutto. L’antico vitigno Piedirosso, vanta anche tratti di straordinaria modernità, infatti, se correttamente gestito, è in grado di donare raffinatezza e si fa modellare sotto il tocco dell’enologo. Al rispetto per il passato si unisce la voglia di imparare, sperimentare e di osservare soprattutto le altre culture per attingere sempre il meglio. Non a caso, Antonio e Marika, hanno scelto, come vaso vinario per il loro Piedirosso, il cemento, di tradizione francese. 

“Ogni vitigno – spiega Antonio Giuliano – si comporta in modo diverso, secondo i propri tempi. Non c’è una ricetta per fare un buon vino, c’è bisogno di tanto studio facendo tesoro dalle osservazioni del passato, utilizzando conoscenze attuali legate alla tecnologia. Per il Piedirosso, il cemento è un toccasana – conclude – non solo per i profumi e i sapori che sa esprimere, ma anche per una questione tecnica: promuove l’illimpidimento, che nel cemento avviene in tempi brevi, per questo motivo Millennial non è filtrato.

Millennial è un Piedirosso Pompeiano IGT  2019, elegante al palato, che regala al naso sentori di ciliegia vivaci e maturi, con sfumature speziate e balsamiche, mentre il finale mandorlato è seguito da una sensazione di freschezza minerale, tipica del suolo vesuviano.  

Ufficio Stampa Roberta Raja

Campania Stories 2021: la stampa specializzata alla scoperta delle nuove annate e dei territori della regione

Sono 83 le cantine protagoniste dell’edizione 2021 di Campania Stories”, evento dedicato allastampa specializzata nazionale e internazionale riunita ogni anno sul territorio campano in occasione della presentazione delle nuove annate delle denominazioni della regione.Vini e territori saranno al centro della nuova edizione dell’evento, in programma dal 30 agosto al 4 settembre a cavallo tra due splendidi luoghi della regione, ovvero la Costa d’Amalfi e la Terra degli Dei. Campania Stories, promossa da Miriade & Partners con le aziende partecipanti, celebrerà ancora di più quest’anno la sinergia tra tutte le componenti del mondo del vino: lecantine, l’indispensabile collaborazione di AIS Campania, il sostegno della Regione Campania,che anche quest’anno ha inserito la rassegna nell’elenco delle manifestazioni fieristiche e degli eventi di promozione a cui partecipa in via ufficiale, la media partnership di Luciano Pignataro Wine Blog e la collaborazione del Consorzio Vita Salernum Vites.L’edizione 2021 di Campania Stories vedrà come cuore dell’evento il Campus Principe di Napoli di Agerola (Napoli), sede del percorso di alta formazione nel campo della ristorazione diretto da Heinz Beck, executive chef del ristorante Tre Stelle Michelin La Pergola di Roma, anche lui presente in uno dei momenti di Campania Stories dedicati alla stampa. Il Campus di Agerola sarà sede delle degustazioni delle nuove annate dei vini campani, e da qui partiranno le visite a cantine e territori della Campania. Anche questa edizione, come da tradizione, sarà inaugurata presso un luogo simbolo della Campania nel mondo: dopo il Museo Diocesano Complesso Monumentale Donnaregina, la Reggia di CasertaPaestum con i suoi scavi archeologici, la Costiera Amalfitana, dichiarata dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità per l’indiscussa bellezza ed unicità del suo paesaggio naturale, quest’anno Campania Stories prenderà il via dal Parco Archeologico di Pompei, Patrimonio dell’Umanità UNESCO. La stampa di settore nazionale e internazionale, dunque, avrà la possibilità di degustare le nuove annate delle principali denominazioni regionali e, allo stesso tempo, scoprire i territori in maniera unica, attraverso le visite in cantina e alle zone vitivinicole della regione. Non mancherà per operatori e appassionati il tradizionale Campania Stories Day, che anno dopo anno riscuote sempre più successo con presenze da ogni regione d’Italia. Campania Stories continuerà a fornire alla stampa di settore, agli operatori di tutta Italia e ai consumatori contenuti tecnici e aggiornamenti sui dati di produzione di filiera, nonché sulla valutazione delle annate dei vini bianchi e rossi dell’ultimo ventennio espressa in ventesimi, relativa alla media qualitativa e al potenziale evolutivo generale, accompagnata da parole-chiave riconducibili allo specifico carattere climatico ed espressivo, oltre ad indicazioni sulle finestre di consumo consigliabili per ciascuna annata.Di seguito le aziende partecipanti all’edizione 2021 di Campania Storiesper la provincia di Avellino Amarano, Antico Castello, Barbot Stefania, Boccella Rosa, Borgodangelo, Canonico&Santoli, Cantina del Barone, Cantine Dell’Angelo, Colli di Lapio, Contrade di Taurasi, De Beaumont, De’ Gaeta, Delite, Di Marzo, Di Meo, Di Prisco, Donnachiara, Feudi di San Gregorio, Ferrara Benito, I Capitani, Il Cancelliere, I Favati, Molettieri Salvatore, Nativ, Passo delle Tortore, Perillo, Petilia, Petra Marzia, Pietracupa, Rocca del Principe, Sanpaolo, Sertura, Tenuta Cavalier Pepe, Tenuta del Meriggio,  Tenuta Madre, Tenuta Sarno 1860, Tenuta Scuotto, Traerte, Vesevo, Vigne Guadagno, Villa Raiano; per la provincia di Benevento Cantina Sociale di Solopaca, Fattoria La Rivolta, Fontanavecchia, La Fortezza, La Guardiense, Monserrato, Mustilli, Ocone, Terre Stregate, Tora; per la provincia di Caserta Alois, Galardi, Porto di Mola, Sclavia, Vestini Campagnano, Villa Matilde; per la provincia di Napoli Agnanum, Astroni, Bosco de’ Medici, Cantine del Mare, Carputo, Casa Setaro, Contrada Salandra, La Sibilla, Martusciello Salvatore, Portolano Mario, Sorrentino; per la provincia di Salerno Alessandra, Casebianche, Cuomo Marisa, Lunarossa, Maffini Luigi, Montevetrano, Polito Viticoltori, Sammarco Ettore, San Salvatore 1988, Tempa di Zoè, Tenuta Macellaro, Tenuta San Francesco, Villa Lupara, Viticoltori De Conciliis, Vuolo Mila.Come per tutto l’ultimo anno, continueranno anche le attività on line di promozione della Campania del vino nel mondo, presentando sul web e sui social denominazioni, territori e protagonisti del mondo del vino della regione, da seguire attraverso gli hashtag #campaniastories e #iobevocampano e sul sito www.campaniastories.com.
Ufficio Stampa Miriade & Partners s.r.l.Tel. 329.9606793 – 392.0059528 – 392.9866587 E-mail: ufficiostampa@miriadeweb.it 

I fiori che preferisco sono quelli di zucchina, se poi sono racchiusi in una croccante pastella e fritti, sono di una bontà unica! 

Ingredienti per 15 fiori di zucchina in pastella

  • 15 fiori di zucchina, 150 gr di farina 00, sale quanto basta
  • 150 ml circa di acqua frizzante fredda
  • un albume di un uovo, un pizzico di pepe, olio di semi per friggere

Preparazione di fiori di zucchina in pastella

Mettere a bagno i fiori in acqua fredda per mezz’ora, per farli aprire e togliere così facilmente il pistillo senza romperli (soprattutto se si vogliono fare ripieni). Dopodiché scolarli dall’acqua in eccesso. Preparare la pastella con la farina, sale ed acqua (bisogna un po’ regolarsi con l’impasto considerando anche che poi va aggiunto il bianco montato: deve essere una pastella un po’ più densa) e mescolare eliminando tutti i grumi. A parte montare l’albume con un pizzico di sale ed aggiungerlo poi alla farina e mescolare delicatamente per non farlo smontare.

Quindi, passare i fiori di zucca nella pastella ottenuta e friggerli in olio caldo.  Scolare dall’olio in eccesso e, se necessario, servirli con una spolverata di sale. Con lo stesso procedimento, una volta tolto il pistillo, si possono anche fare ripieni con ricotta, mozzarella e prosciutto cotto oppure solo con mozzarella e cotto o, ancora, con un altro ripieno a piacere: importante se si usa la mozzarella, deve essere quella asciutta.  Volendo, nella pastella si può anche aggiungere un pizzico di lievito di birra (che io non ho messo), in questo caso sarà però necessario far riposare la pastella almeno mezz’ora.

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AL VIA IN THE KITCHEN TOUR 2021: si parte dal Josè Restaurant

Lunedì 5 luglio 2021 è una data importante per Charming Italian Chef, dopo il periodo di buio si ricomincia finalmente e, la storia ci insegna che dopo le grandi crisi il mondo riparte più forte e con più audacia di prima. Le parole d’ordine saranno sempre territorio, professionalità e accoglienza, sarà una partenza prepotente e immediata.  

Anche CHIC dà il via al collaudato format BtoB “IN THE KITCHEN TOUR” ideato dalla stessa Associazione, il cui scopo è quello di far incontrare gli Chef con le eccellenze dell’enogastronomia del territorio in una piacevole jam session culinaria, per raccontare e conoscere prodotti di qualità, studiarli, sperimentarli e proporli attraverso creazioni ed impieghi innovativi.

Si riparte da una Regione magnifica di grande tradizione, come la Campania e, precisamente da “Josè Restaurant 1* Michelin nella Tenuta Villa Guerra” regno dello Chef Domenico Iavarone, elegante Villa Vesuviana di Torre del Greco, tra il suggestivo parco e i giardini all’ombra del Vesuvio.

Questo primo appuntamento del 2021 si terrà dalle ore 10,30 alle 14,30 ed ha un’importanza ed un significato particolare per CHIC: è la prima occasione del nuovo anno per incontrare alcuni soci, i partner anche nuovi e, non solo a distanza. Oggi più che mai, causa le ridotte occasioni di interazione e le difficoltà che la ristorazione sta attraversando, è importante creare e sostenere momenti di reale confronto e condivisione tra i professionisti della ristorazione. 

In The Kitchen Tour si propone proprio questo: di ideare sempre di più occasioni in cui i valori comuni sono, il desiderio di conoscere nuovi prodotti, la sperimentazione e la volontà di ritrovarsi e confrontarsi tra colleghi. 

“L’Associazione non si è fermata, abbiamo consolidato legami con i nostri soci, con altri professionisti, con i produttori e abbiamo stretto nuovi rapporti, mantenendo sempre lo stesso spirito di squadra. Fare rete e condividere con tutta la filiera, dal campo alla tavola dei ristoranti, quanto di bello e buono ci offre l’Italia con i suoi territori e con le materie prime”  commenta il Direttore Raffaele Geminiani “abbiamo portato avanti in questo periodo, seppur difficile, con forte convinzione l’adozione di un modello di consumo che promuove la dieta equilibrata nel “rispetto” dell’uomo e dell’ambiente, uno dei primi passi da compiere nel cammino per la salvaguardia del pianeta e della nostra salute.   

Con il progetto CHIC RESPECT l’Associazione dà delle risposte concrete: in tutti i ristoranti e le pizzerie degli associati si può scegliere tra piatti e pizze, in alcuni casi interi menu, contraddistinti dal tema della sostenibilità”. 

CHIC RESPECT si basa su intenti e linee guida operative, raccolti in un protocollo che definisce un percorso di filiera (produzione, preparazione, somministrazione) certificato nella selezione, lavorazione e consumo dei prodotti, un’attenzione che il mondo della ristorazione deve avere in ottica di una visione di lungo periodo. 

Come sempre, oltre a conoscere ed assaggiare i prodotti di tutte le aziende presenti, chef, panificatori e gelatieri saranno protagonisti di una vera e propria jam session culinaria. 

Si torna a fare quello che i vari professionisti sanno fare meglio, anzi con più energia e intraprendenza ma sempre con rispetto, impegno e passione di persone, di territori, del nostro “Bel Paese”. 

Chef soci di CHIC:                   

Insieme al Resident Chef Domenico Iavarone (Josè Restaurant di Torre del Greco), Paolo Barrale (Aria a Napoli), Marco Caputi (Caracol Gourmet a Bacoli), Gianluca D’Agostino (Veritas Ristorante a Napoli), Angelo D’Amico (Locanda Radici a Melizzano), Eduardo Estatico (Rooftop Restaurant The Macphersons a Napoli), Francesco Gallifuoco (Pizzeria Gallifuoco  a Napoli), Agostino Malapena (Ristorante Costanzo di Aversa ), Antonio Petrone (Baronissi),  Giuseppe Stanzione (Hotel Santa Caterina di Amalfi), Carmen Vecchione (Dolciarte di Avellino),  Luciano Villani (La Locanda Del Borgo di Telese Terme), Angelo Sabatelli ( Angelo Sabatelli Ristorante di Putignano), Edi Dottori (Torre di Baratti – Bio Resort & Restaurant di Populonia), Umberto De Martino (Umberto De Martino Ristorante – Florian Maison di San Paolo D’Argon).   

Alcuni professionisti della ristorazione che hanno aderito all’invito: Alessandro Tormolino (Sensi Restaurant di Amalfi), Raffaele Della Rocca (Masseria La Casella Pontecagnano Faiano), Giuseppe Maglione (Pizzeria Daniele Gourmet di Avellino), Emilio Panzardi (Gelateria Emilio di Maratea), Vincenzo Florio (Pizza Accademy Puglia), Michele e Salvatore Lioniello (Pizzeria Lioniello di Succivo), Nunzio Spagnuolo (Ristorante Rada di Positano ), Domenico Bianco (San Pietro Bistrot di Torre del Greco), Gian Marco Carli (Il Principe_di Pompei), Mario Affinità (Don Geppi di Sant’agnello), Alois Anlangenaeker Zass di Positano), Francesco Martucci (I Masanielli), Daniele Luongo  (Locanda Della Luna di San Giorgio Del Sannio), Marco Merola (Pasticceria Contemporanea di Caserta), Alberto Amatruda (Blu Stone Restaurant di Castellammare di Stabia), Angelo Gravino (Ristorante Michelasso di Napoli), Raffaele Campagnola (Opera Restaurant di Napoli), Ronny Santoliquido (Bacalajuò di Acerra) e Raffaele Puopolo e Cuono Catapano (Bacalajuò di Nola)                   

Tra le aziende partner CHIC: Kettmeir, Cantina Mesa, Valverde, Spirito Contadino, Carpigiani, Koppert Cress, Riso BuonoCaffè Cagliari, Fsg Italia, Magimix, Caviar Giaveri, Azienda Agricola Giolì, Silko.

Tra i produttori del territorio: Sogni di Latte, Pasta Gentile, Ardolino Ristorazione, Terre del Principe, Azienda Agricola Raffaele Palma, Tenuta Scuotto, Omina Romana, Consorzio Brodo, Birrificio Karma.

CENA A 6 MANI CHIC

L’intensa giornata campana si concluderà con la Cena placè a 6 mani presso “Josè Restaurant” di Tenuta Villa Guerra. 

I protagonisti sono: lo Chef Domenico Iavarone Josè Restaurant 1*M, lo Chef Angelo D’amico patron de “La Locanda Radici” a Melizzano (BN) e lo Chef Umberto De Martino del Ristorante “Umberto De Martino” 1*M 

Partner della serata le aziende: Acqua Valverde, Kettmeir, Az. Agricola Agostinetto Bruno, Cantina Mesa, Riso Buono, Koppert Cress, Caviar Giaveri, Cz Anatra, Caffè Cagliari,  Spirito Contadino.

Le aziende campaneTerre del Principe, Azienda Agricola Raffaele Palma, Tenuta Scuotto, Omina Romana

Per prenotazioni e informazioni: tel. +39 081 883 6298

Aperitivo

cioccolatino bianco con il caviale e lime

Pane, Pomodoro, Limone e Cozze

oliva all’ ascolana

Metodo Classico Pas Dose’ Alto Adige 2016 di Kettmeir

Menu

Baccala’ albicocca pellecchiella e mandorle 

Chardonnay 2019 Ômina Romana

Chef Domenico Iavarone

Risotto Buono come una parmigiana 

Fiano di Avellino Oi Nì 2018 Tenuta Scuotto

Chef Angelo D’Amico

Petto d’anatra laccato all’arancio negli anni 2000, patata al basilico. 

Salicerchi 2019 Azienda Agricola Raffaele Palma 

Chef Umberto De Martino 

Dessert


Pate à Bombe al caffe’ e nocillo Party

Chef Andrea Marano 

Passito di Casavecchia Il Sasso di Riccardo Terre del Principe

Chic – Charming Italian Chef  nata nel 2009, ad oggi l’Associazione riunisce più di cento figure professionali del mondo della ristorazione – chef di grandi ristoranti, pizzaioli, pasticceri, gelatieri e panettieri – tutti professionisti, uniti in una unica forte mission, che hanno sempre proposto una cucina creativa dedita alla valorizzazione delle eccellenze di prodotto e della cucina Made in Italy, agendo da traino convinto e convincente per il settore. Chic è una realtà multidisciplinare, che si riunisce più volte all’anno, per coltivare l’attività associativa e promuovere progetti legati alla ristorazione di qualità, declinata non solo come gusto ma anche come forte attenzione alla sostenibilità nelle pratiche quotidiane. Un importante valore aggiunto dell’Associazione è l’essere una piattaforma aperta che permette un flusso continuo di interazione tra i soci: il risultante scambio di idee ed esperienze dà luogo a una positiva crescita culturale di tutto il movimento.  

“Tenuta Villa Guerra”

Suggestiva location ubicata lungo il cosiddetto Miglio d’oro, un tempo sede delle splendide ville vesuviane settecentesche, immersa in un paesaggio ricco di vegetazione, di rigogliosi pometi e giardini. Qui tutto ha sapore di storia e di semplicità che vengono perfettamente coniugate nelle creazioni gastronomiche proposte dallo Chef Domenico Iavarone all’interno della villa e nel Josè Ristorante 1*Michelin. Il forte radicamento al territorio e la cura profusa nella scelta e nella coltivazione dei prodotti, sono esaltati attraverso ricette uniche nel loro genere dal gusto straordinariamente semplice e, allo stesso tempo, autentico e inimitabile. La proposta gastronomica all’interno di Villa Guerra è infatti molto ampia e variegata e offre la possibilità di scegliere tra tantissimi piatti, sia di pesce, assolutamente freschissimo, sia di terra, e che rendono il menu estremamente versatile, nel rigoroso rispetto delle stagionalità dei prodotti.

Contatti

Direttore CHIC – Charming Italian Chef – Raffaele Geminiani – direttore@charmingitalianchef.com  

Sviluppo Progetti ed Eventi CHIC: Katia Piazzi – katia.piazzi@charmingitalianchef.com – mobile +39 335 6658097

Ufficio Stampa  CM&Partners – Grazia Saporiti –  g.saporiti@cmepartners.it mobile +39 

388.1673792  Tel. 02.620227242

Il convegno sul caffè dal titolo “L’oro verde dalla pianta alla tazzina” è giunto al termine. Napoli, Castel Dell’Ovo 1-2 luglio 2021

L’oro verde dalla pianta alla tazzina. Una due giorni intensa e ricca di spunti di riflessioni organizzata presso la Sala Italia di Castel Dell’Ovo da “Il Polo del Caffè S.p.A.” in collaborazione con l’Associazione “Maestri dell’Espresso Napoletano”, con il patrocinio di Comune di Napoli, Camera di Commercio di Napoli e Regione Campania. 

Un convegno in cui autorità del settore, addetti ai lavori, esperti del caffè si sono alternati in un confronto tecnico-scientifico analizzando una materia prima fondamentale, caratterizzante tutte le culture del mondo, e per mostrare quanto studio e quanta professionalità si nasconde dietro a una “semplice” tazzina di caffè. 

Il primo giorno del convegno sull’oro verde è stato dedicato ai torrefattori con gli interventi tecnici di: Rosario Carafa, amministratore delegato de Il Polo del Caffè, che ha voluto sottolineare l’obbiettivo dell’organizzazione del convegno: “il nostro ha voluto essere un chiaro messaggio di apertura verso l’intero comparto. L’intento è quello di supportare trader, torrefattori e ogni attore della filiera nello sviluppo di un polo sinergico di cui Il Polo del Caffè possa esserne punto di riferimento”; Maurizio Zugna, presidente de Il polo del Caffè, per il quale “l’evento è stato la concretizzazione dell’ascesa di Napoli nel panorama del caffè italiano e di creare un sistema sostenibile in cui tutte le parti hanno uguale importanza ed è remunerata in maniera equa”; Mario Cerutti, presidente del Comitato Italiano del Caffè in collegamento Skype ha presentato i dati circa il consumo del caffè in Italia e le relative tendenze in relazione alla pandemia da Covid-19, sottolineando che “il possibile scenario futuro è costellato di consumatori sempre più consapevoli che indirizzeranno le loro scelte verso una qualità maggiore del caffè con una predilezione del consumo in ambienti sicuri e confortevoli”;  Francesco Costanzo, presidente dell’Associazione Maestri dell’Espresso Napoletano, per il quale “il convegno è stata una vetrina per l’intera città di Napoli”; Mauro Illiano, ideatore di Napoli Coffe Experience, che ha evidenziato come ci fosse bisogno di una “sensibilizzazione dell’intero comparto circa il viaggio che il caffè conduce dalla pianta alla tazzina, sperando nella possibilità di replicare eventi simili anche fuori dalla Campania” e di Mario Bruscino, direttore commerciale di Inter-kom, che oltre ad esporre la sua relazione circa i mercati del caffè crudo si è detto “fortemente emozionato nel vedere le istituzioni unirsi, con consapevolezza e dedizione, alle imprese, per organizzare il convegno, auspicando a una replicabilità in altre città”. 

Il secondo ha visto la partecipazione dei titolari di bar e caffetterie che si sono confrontati in una tavola rotanda: Massimiliano Rosati, vice presidende sezione bar della FIPE-Confcommercio e co-titolare del caffè Gambrinus, Giuseppe Ioime, responsabile bar di AICAST e Guglielmo Campajola, patron de La Caffettiera e Antonio Siciliano del Bar Napoli a Mergellina.  

Particolarmente interessante la “performance” di Maria Francesca Natale, formatore di Napoli Coffe Experience, Francesco Costanzo, titolare dell’omonima caffetteria a Frattaminore e di Alessio Guido, titolare di Fast Service, che hanno dimostrato le modalità di estrazione del caffè con tecniche alternative a quelle dell’espresso e della moka. Nel pomeriggio, Paola Campana e Vincenzo Sansone hanno illustrato la realtà delle micro roasteries e degli specialty coffee e, prima dei saluti finali, Mauro Illiano e Renato Rocco hanno spiegato le modalità esatte per poter giudicare un buon caffè, come è avvenuto durante la Napoli Coffee Challenge. 

Castel dell’Ovo – Sala Italia, 1 -2 luglio 2021. Il convegno sul caffè organizzato da Il Polo del Caffè in collaborazione con l’Associazione “Maestri dell’Espresso Napoletano”.

Napoli sempre più capitale del caffè: secondo l’Istat e il CIC – Comitato Italiano Caffè – dal 2015 al 2020 la Regione Campania ha registrato il 38% in più di importazione di caffè verde, conquistando il 15% del mercato nazionale e Coffitalia, l’annuario del settore,  registra una presenza sul territorio campano di 95 torrefazioni su 1003 censite in Italia. 

Di questa e di altre tematiche legate alla Borsa, alla logistica, agli aspetti sanitari, doganali, si parlerà nel corso di un convegno nazionale organizzato a Napoli da “Il Polo del Caffè S.p.A.” in collaborazione con l’Associazione “Maestri dell’Espresso Napoletano”, con il patrocinio di Comune di Napoli, Camera di Commercio di Napoli e Regione Campania. 

Il primo giorno ci saranno i saluti di rito da parte degli organizzatori dell’evento, Rosario Carafa e Francesco Costanzo, delle Autorità comunali e del consigliere regionale, Fulvio Frezza, della responsabile enti locali e marketing territoriale della Coldiretti Campania, Flavia Sorrentino, che ha supportato attivamente l’organizzazione del convegno e la relazione introduttiva a cura di Mauro Illiano di Napoli Coffee Experience. I lavori inizieranno poi affrontando le questioni relative: a logistica portuale, con Andrea Annunziata, presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno centrale; agli aspetti doganali con Salvatore Trentino, direttore della dogana di Napoli; a quelli sanitari con Alessandro Raffaele, direttore UVAC/PCF; alle problematiche borsistiche legate al mercato dell’arabica e della robusta, con Mario Bruscino, direttore commerciale di Inter-kom; al magazzino e borsa – gestione della logistica all’estero, con Maurizio Zugna, presidente de Il Polo del Caffè; alla catena di distribuzione affrontata da Rosario Carafa, amministratore delegato de Il Polo del Caffè. Altri momenti clou della giornata saranno a cura di Alberto Ritieni, professore ordinario di Chimica degli Alimenti dell’Università Federico II, su caffè e salute e di MarioCerutti, presidente del Comitato Italiano del Caffè, sul mercato del caffè torrefatto e abitudini di consumo. 

Durante la seconda giornata verranno indagati temi come: l’impatto economico del COVID sul settore e i possibili scenari futuri, a cura dei presidenti di Confcommercio Massimo Di Porzio, Confesercenti Vincenzo Schiavo e AICAST Antonino Della Notte; il ruolo delle caffetterie con i titolari delle storiche Gambrinus e Caffettiera; i diversi metodi di estrazione del caffè con Mauro IllianoMariafrancesca NataleFrancescoCostanzo e Alessio Guido; le nuove tendenze del caffe e la realtà delle micro roasteries con Vincenzo SansonePaola Campana e Francesco Costanzo, nonché un excursus sull’assaggiare e giudicare il caffè con Mauro Illiano e Renato Rocco

Essendo state soddisfatte le numerose richieste ricevute, l’evento in presenza è fully booked. Pertanto, sara’ possibile seguire i lavori del convegno esclusivamente attraverso le pagine Facebook de La Buona Tavola e di Comunicaffè. 

Il Polo del Caffè S.p.A. è un’azienda dinamica specializzata nella supply chain management del caffè crudo, esperta nella gestione del flusso logistico della merce dal porto di origine alla destinazione finale. È situato all’Interno dell’Interporto Campano di Nola, terzo in Italia, e quinto in Europa per grandezza ed infrastrutture. 

La pizza Aroma di Raro Pizzeria vince il contest “Emergente Pizza Delivery” prestigioso premio ideato da Witaly di Luigi Cremona e Lorenza Vitale. Ispirata al tricolore è la migliore pizza partenopea per la giuria di giornalisti ed influencer.

NAPOLI – La pizza Aroma di RARO Pizzeria vince il contest “Emergente Pizza Delivery”, prestigioso premio ideato da Witaly di Luigi Cremona e Lorenza Vitali.Il premio è stato incentrato sul boom del delivery e soprattutto della pizza durante il lockdown, con la selezione di alcune pizzerie in varie città d’Italia che si sono “scontrate” a colpi di delivery, con la consegna della pizza direttamente alla giuria composta, nel caso di Napoli, dalla giornalistaAntonella Amodio, firma di punta del mondo pizza, dalla influencer Ersilia Cacace La Boss delle Pizze e dalla giornalista di Napoli Today esperta di food Alessandra De Cristofaro.La tappa di Napoli è stata vinta dalla pizza Aromaomaggio tricolore all’Italia e ai suoi prodotti straordinari, realizzata con fiordilatte di Agerola, formaggio romano, fiocchi di ricotta, pesto di basilico, pomodorini confit e tarallo sbriciolato dal pizzaiolo Marco Biondi della pizzeria RARO e preparata per l’occasione con le farine Le 5 Stagioni di Agugiaro & Figna Molini e proposta in abbinamento alle birre del Birrificio Zago.RARO Pizzeria è uno spazio di assoluta novità a Napoli, dove l’essenza partenopea si unisce all’arte e al design. Situato sulla collina del Vomero, è un luogo dove mangiare la pizza significa immergersi nella napoletanità, tra i simboli di una città straordinaria realizzati dagli artisti Diego Loffredo e Luigi Barricelli.Una sintesi tra storia, cultura, tradizione, arte e design che fanno di RARO Pizzeria un luogo unico nella città di Napoli.

Ufficio Stampa 

Miriade & Partners s.r.l.

Tel. 329.9606793 – 392.0059528 – 392.9866587 

E-mail: ufficiostampa@miriadeweb.it 

NASCE “ MAGICA EMOZIONE THE WEB RADIO ” DI CAFFÈ BORBONE:
UN PIACERE DA ASSAPORARE ALL DAY LONG

TANTE NOVITÀ: DALLE DEDICHE IN DIRETTA AL CASSA BLUETOOTH “QUADRO SPEAKER”

Ottima musica, che spazia tra diversi generi, notizie in tempo reale, tante rubriche e curiosità. Novità assoluta, il servizio di dedica per gli utenti e i fedeli consumatori del brand. Questi, gli ingredienti principali di “ Magica Emozione ”, la neonata web radio firmata Caffè Borbone, da “assaporare” all day long, ogni volta che si desidera: per dare una sferzata di energia a una giornata partita sottotono, durante una pausa relax o, perché no, dopo pranzo o cena. Magari, abbinata a una tazzina di Caffè Borbone della propria miscela preferita. 

In concomitanza, sui muri di tutti i negozi specializzati di caffè, stanno iniziando ad apparire originali quadri speaker a tema: casse bluetooth con l’interfaccia di coloratissime opere, che richiamano capolavori di Leonardo da Vinci, Picasso, Klimt, Andy Warhol ed altri grandi artisti. Ad accomunare le opere, i protagonisti, intenti a stringere tra le dita tazzine fumanti di Caffè Borbone, a ricordare l’importanza che l’azienda attribuisce al mondo dell’Arte e della Cultura. Non ultime, le collaborazioni con prestigiose istituzioni, come il Teatro alla Scala di Milano, il San Carlo di Napoli e il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino.      

Un binomio perfetto, visto che sia la radio, che il caffè fanno ormai parte della ritualità di quasi ognuno di noi, costellando le giornate di milioni di italiani di “Magica Emozione”, claim del brand partenopeo scelto, non a caso, anche come nome della web radio appena approdata “on air” nell’home page del sito del brand. (https://www.caffeborbone.it/radio-magica-emozione/). 

Intenso, deciso, equilibrato e di qualità, il suo palinsesto, sulla stessa lunghezza d’onda del prodotto protagonista di Caffè Borbone, che ha naturalmente ispirato la programmazione della web radio creata da Radio Music Store (https://www.radiomusicstore.it/). 

“Magica Emozione The Web Radio” è disponibile sulle principali piattaforme multi player, che selezionano le migliori web radio d’Italia, e tramite app (iOS e Android), così da raggiungere facilmente tutti quegli utenti-consumatori, che necessitano di ascoltare la propria musica preferita ovunque, grazie a moderni sistemi che consentono di collegare la radio dell’auto ad app ad hoc. 

Ufficio Stampa Caffè Borbone

A Sanremo l’evento Pizza tra le stelle con Giovanni Senese e lo stellato Vincenzo Guarino.

Lunedì 5 luglio, alle ore 20.00, presso la Pizzeria-Ristorante Senese-napoletana pizza, in via Scoglio 14 a Sanremo, si terrà l’evento “ Pizza tra le stelle ” organizzato da Renato Rocco, direttore de La Buona Tavola Magazine, con la partecipazione eccezionale dello chef stella Michelin Vincenzo Guarino

Giovanni Senese, pizzaiolo napoletano trapiantato a Sanremo, presenterà alcune delle pizze di stagione e “a modo di mio” proposte nel suo nuovo menù, nate dalla collaborazione proprio con lo chef Guarino. 
Un menù frutto di un lavoro di ricerca portato avanti nei mesi precedenti durante i quali il maestro pizzaiolo ha avuto modo di incontrare diversi produttori delle principali DOP e dei Presidi Slow Food presenti sul territorio, cosa che gli ha dato accesso all’Associazione di Cuochi e dei Pizzaioli dell’Alleanza di Slow Food. 

Il menù per la serata sarà composto da quattro portate di pizza con vini in abbinamento, degustazione di tapas e dolce.

Giovanni Senese propone una pizza napoletana che sa andare “oltre la tradizione”: un impasto diretto, che richiama la “vecchia scuola”, con quel tocco di novità dato dall’abbinamento ricercato degli ingredienti per il topping. Da sempre affascinato dal mondo dell’agricoltura, Giovanni desidera offrire ai suoi clienti un prodotto quanto più naturale possibile: nasce così il suo orto sinergico, che riflette il principio secondo cui le diverse varietà di piante tenute a coltura lavorano per l’appunto in sinergia tra loro, crescendo e nutrendosi in un circolo virtuoso che genera la vita e l’adozione di un terreno a pochi km dal locale le cui colture coprono il 90% di tutta la produzione necessaria per la realizzazione delle sue pizze.  Il locale di via Scoglio è caratterizzato da uno stile moderno e giovanile con circa 70 posti a sedere indoor e 130 in outdoor dove, oltre alla pizza, è possibile degustare i piatti della tradizione italiana con una proposizione spiccatamente innovativa. 

Vincenzo Guarino, una delle figure più interessanti che il panorama della gastronomia italiana possa vantare, ha conquistato ben quattro stelle Michelin in tre ristoranti: I “Salotti dell’hotel Patriarca” in Toscana, all’ “Accanto del Grand Hotel Angiolieri” di Vico Equense, a “Il Pievano” all’interno del Castello di Spaltenna e al ristorante “L’aria” dell’“Hotel Mandarin Oriental” sul lago di Como. La sua è una cucina che mixa tanti ingredienti dall’Italia e dall’Asia senza mai perdere l’impronta mediterranea. Utilizzando prodotti di alta qualità̀, tecniche ricercate e un approccio multisensoriale, lo chef racconta un percorso attraverso il gusto, in cui ogni piatto evoca sensazioni particolari. 

Colatura di Alici di Cetara Dop protagonista a Slow Fish di GenovaPanel Test 

La Colatura di Alici di Cetara Dop protagonista della decima edizione di “ Slow Fish ”. Particolarmente ricco il calendario degli eventi in calendario nella splendida location del centro storico di Genova. La mattina del 2 luglio sarà dedicata al liquido ambrato proveniente dalla regione Campania che di recente ha concluso positivamente l’esito per l’ottenimento del marchio Dop.

Sarà compito di Lucia Di Mauro, presidente dell’associazione Colatura di Alici di Cetara Dop, aprire il laboratorio sperimentale di analisi sensoriale che sarà ospitato nell’area dedicata alla Regione Campania. Una ulteriore soddisfazione per questo prodotto che continua a far parlare di se: “Essere entrati a fare parte dapprima come Colatura tradizionale di alici di Cetara delle produzioni Presidio Slow Food e poi aver ottenuto la Dop (denominazione di origine protetta) ci fa arrivare all’appuntamento di Slow Fish con forti motivazioni. Abbiamo voglia di parlare con tutti i presenti del nostro prodotto, di farlo conoscere attraverso un particolare panel test, pensato apposta per i consumatori. Cercheremo di fare respirare l’aria e i panorami della costiera amalfitana che da sempre ci consente di vivere in una cornice da sogno e di poter, attraverso il nostro lavoro, realizzare un prodotto come la Colatura di Alici di Cetara” conclude la presidente.

Sulla Colatura di Alici, vanto ed orgoglio non solo dell’Amministrazione Comunale di Cetara, ma fiore all’occhiello della Regione Campania, interviene anche l’assessore all’agricoltura Nicola Caputo che: “Come assessorato, sin dal mio insediamento  ho da sempre supportato chi in Campania promuove le eccellenze, -dichiara Caputo- un percorso quello del Comitato Promotore della Colatura di Alici di Cetara lungo ed articolato, che si è riusciti a portare a conclusione nel 2020. D’ora in poi -continua l’Assessore- sarà necessario  concentrare gli sforzi di tutti affinché questa eccellenze, fortemente identificativa di un territorio a vocazione peschereccia sappia trasformarsi in una realtà economica e sostenibile che prevalichi i confini regionali e nazionali”. 

Pezzo forte del laboratorio sperimentale di analisi sensoriale sarà il panel test. Durante il quale consumatori e curiosi saranno direttamente coinvolti assaggiando anche campioni e compilando la specifica scheda di valutazione. Responsabili di questa fase delicata due panel leader Secondo Squizzato, presidente associazione Amici delle Alici e Vincenzo Peretti, professore del dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni Animali dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e responsabile scientifico del progetto Calice, acronimo di Colatura di Alici di Cetara.
“Dal punto di vista scientifico, l’obiettivo finale –spiega il professore Peretti- è quello di monitorare nel tempo le qualità organolettiche e gustative del prodotto. Il tema delle attività produttive compatibili con la salvaguardia e la qualità delle produzioni marine è di grande rilevanza nel dibattito scientifico, nella programmazione delle strategie di sviluppo e nella prassi operativa. Le fasce costiere richiedono una specifica attenzione per l’estrema vulnerabilità, per la coesistenza di habitat diversi e per la densità degli usi antropici. Il progetto Calice nasce infatti con lo scopo di adottare le iniziative giuste che mirano allo sviluppo di una pesca sostenibile per le alici e la loro successiva trasformazione in Colatura di Alici di Cetara che a gennaio del 2022 finalmente vedrà in commercio i primi contenitori di vetro chiaro, da 50 a 1000 ml, etichettati Dop”.

Un prodotto che attraverso queste esperienze sensoriali vuole costruirsi una vera e propria carta di identità, come sottolinea Secondo Squizzato: “Sottoporremo al test un numero massimo di quindici partecipanti, preselezionati. Le normative anti-covid ci costringono ad adottare tutti gli accorgimenti di sicurezza e faremo un passo avanti di quel percorso cominciato nel 2016 per tracciare le caratteristiche della Colatura di Alici di Cetara in termini di colore, gusto ed olfatto attraverso i panel test. Un percorso, durante il quale consumatori e curiosi, precedentemente selezionati, attraverso il coinvolgimento diretto, potranno assaggiare campioni e compilare la specifica scheda di valutazione, che ci consentirà di collegare, attraverso l’analisi di una varietà di segnali e indicatori, i fattori di desiderabilità che riguardano il consumatore”.

Slow Fish 2021 ha come tema i cicli dell’acqua e lega la sua anima più gastronomica all’educazione dei cittadini di tutte le età, proponendo quest’anno una narrazione incentrata sulle connessioni tra tutti i soggetti in essi coinvolti. Si parte dalle buone pratiche delle comunità che hanno saputo adattarsi ai cambiamenti degli ecosistemi senza trascurare lo sviluppo della pesca sostenibile. Slow Fish 2021 è stata fortemente voluta dagli organizzatori, Slow Food e Regione Liguria, e da tutti i partner istituzionali – Ministero della Transizione Ecologica, Comune di Genova e Camera di Commercio di Genova in primis – e dai privati che hanno scommesso su una delle primissime manifestazioni in presenza a livello nazionale. Un segnale di ottimismo e di ripartenza lanciato a tutti i soggetti legati a questo evento e a ciò che esso rappresenta. Innanzitutto, il mondo della piccola pesca italiano e la rete Slow Fish a livello internazionale che si riconosce nella visione di Slow Food, ma anche la ristorazione e l’ospitalità alberghiera, tra le più colpite dalla crisi innescata dalla pandemia.

Roberto Esse

Ho provato a preparare a casa tante volte una crema di caffè con diverse ricette, sempre con scarsi risultati, non mi entusiasmavano. Ma da quando ho provato questa me ne sono letteralmente innamorata, facile e veloce, l’ho fatta spesso ed ogni volta l’hanno sempre bevuta tutti volentieri, tanto che non durava in frigo per più di due giorni! Ottima e fresca per l’estate, ma può essere tranquillamente preparata anche in inverno come momento dolce dopo un fine pasto.

Ingredienti crema di caffè

per una bottiglia da 1 litro e mezzo:

  • 80 ml di caffè espresso della moka
  • un cucchiaio di nutella
  • 80 g di zucchero a velo
  • 500 ml di panna fresca liquida e fredda.

Preparazione crema di caffè

In una ciotola mettere il caffè preparato con la moka, la nutella e lo zucchero a velo ed amalgamare bene. Prendere una bottiglia di plastica da 1.5 LT e versare all’interno prima la panna e poi la miscela di caffè. Chiudere con il tappo, agitare bene e conservare in frigo fino al momento di servire (almeno un’intera notte), avendo poi cura di agitare sempre prima di servire!

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Una focaccia semplice e gustosa, una ricetta tradizionale che richiama anche la stagionalità dei prodotti perchè condita con zucchine e i suoi fiori. Scopritela qui sotto.

Solitamente preparo un impasto alta idratazione con altri tipi di farina, con lievitazione h24 e pochissimo lievito. Ma questa focaccia, è quella che più amo in assoluto in questo periodo e la preparo la mattina per la sera. Una di quelle classiche pizze/focacce buone della nonna senza troppi fronzoli e dal sapore unico di questi ingredienti messi insieme. Decidendo poi se cuocerla in teglia o dividere l’impasto in panetti.

Io, questa, la preferisco in teglia e senza cornicione!

Ingredienti per l’impasto

Pe una focaccia:

  • 350 gr di farina 0
  • mezzo cubetto di lievito di birra
  • un filo di olio evo
  • un pizzico di sale
  • mezzo cucchiaino di zucchero
  • un bicchiere e mezzo di acqua a temperatura ambiente.

Per la farcitura

  • una zucchina
  • olio quanto basta
  • una spolverata di grana grattugiato
  • 5-6 foglie di basilico fresco
  • una decina di fiori di zucca
  • sale
  • pepe
  • 250 gr di provola affumicata
  • 80 gr di pancetta a fette.

Preparazione della focaccia

Per le 9:30 del mattino preparare l’impasto mettendo in una ciotola la farina, il sale e l’olio, mescolare tutto ed aggiungere il bicchiere e mezzo di acqua nel quale avrete sciolto il lievito con lo zucchero. Impastare fino ad ottenere un panetto e sbatterlo energicamente per 2-3 volte sul piano da lavoro. Metterlo in una ciotola, coprire e lasciar lievitare in forno chiuso e spento con alla base del forno una tazza di acqua calda.

Far lievitare 5 ore, dopodiché, verso le 14:30 fare le pieghe all’impasto e procedere alla seconda lievitazione per altre 4 ore, anche qui con la tazza di acqua calda alla base del forno. Alle 18:30 stendere l’impasto sulla leccarda da forno un po’ oleata ed infarinata, stenderlo ed allargarlo bene e lasciar lievitare ancora per un’ora. Dopodiché condire con un filo di olio, grana, basilico, zucchina cruda grattugiata con la grattugia a fori grandi, fiori di zucca crudi (avendo eliminato il pistillo), regolare di sale e pepe, aggiungere la provola, la pancetta, altra provola ed un altro filo di olio. Cuocere in forno già caldo alla massima temperatura per circa 15 minuti.

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ABBAZIA SAN SALVATORE ATTIVITÀ ED EVENTI ESTATE 2021

Si prospetta un’estate ricca di eventi ed appuntamenti gastronomici all’Abbazia San Salvatore –Oasi Serramarina, a Bernalda (MT).

Il calendario gastronomico sarà curato dallo chef, stella MichelinVincenzo Guarino e sarà un vero e proprio viaggio alla scoperta di una cucina contaminata dalla cultura asiatica che mantiene una sua identità italiana e mediterranea valorizzando gli ingredienti d’eccellenza prodotti anche dall’azienda agricola dell’Abbazia. La proposta del ristorante si affiancherà a quella della pizzeria e, su prenotazione, anche a quella della paelleria, entrambe ospitate sotto uno splendido gazebo in art decò. 

Per quanto riguarda gli eventi, invece, si partirà sabato 3 luglio con la tribute band ufficiale di Adriano Celentano e si protrarrà fino a sabato 28 agosto con l’orchestra disco anni 70/80 Shine. Nel mezzo si succederanno ospiti come la Woman Orchestra, direttamente dalla trasmissione “Tu Si Que Vales”, venerdì 16 luglio; il comico Uccio De Santis – con il suo spettacolo “non ci resta che ridere” venerdì 23 luglio, il re della musica gitana Manolo, il 31 luglio, il crooner internazionale di origini siciliane Mario Biondisabato 7 agosto, Dodi Battaglia, chitarrista e cantante dei Pooh, sabato 14 agosto e La città dei bambiniin tour sabato 21 agosto. Sarà possibile acquistare i biglietti tramite il circuito Ticketone e Go2 e all’indirizzo email prenotazioniabbazia@libero.it. Informazioni al 347 7639276, Abbazia San Salvatore- Oasi Serrmarina via S.s. 175km 38Bernalda MT.

L’Abbazia San Salvatore, la cui costruzione è antecedente all’anno 1000, oggi si presenta come la perfetta sintesi di tradizione e modernità. Infatti, se da una parte la corte interna, l’ampia sala convegni, la sala dedicata al ristorante “La Fortezza di Mauro” in mura di tufo fanno parte della costruzione originaria; dall’altra lo splendido gazebo in art decò in vetro e ferro dedicato ad accogliere i clienti della pizzeria – inserito in un giardino con roseto di circa 10.000 m² – e la spettacolare piscina relax sono l’espressione massima dei tempi moderni. Il complesso è all’interno di un’azienda agricola di circa 300 ettari, di cui 200 destinati alla coltivazione di ulivi, frutteti, graminacee e solanacee. 

Vincenzo Guarino, una delle figure più interessanti che il panorama della gastronomia italiana possa vantare, ha conquistato ben quattro stelle Michelin in tre ristoranti: I “Salotti dell’hotel Patriarca” in Toscana, all’ “Accanto del Grand Hotel Angiolieri” di Vico Equense, a “Il Pievano” all’interno del Castello di Spaltenna e al ristorante “L’aria” dell’“Hotel Mandarin Oriental” sul lago di Como. Utilizzando prodotti di alta qualità̀, tecniche ricercate e un approccio multisensoriale, lo chef racconta un percorso attraverso il gusto, in cui ogni piatto evoca sensazioni particolari. 

Ufficio Stampa: La Buona Tavola Magazine

L’oro verde dalla pianta alla tazzina 

Napoli, Castel Dell’Ovo 1-2 luglio 2021

Un convegno nazionale organizzato a Napoli da “Il Polo del Caffè S.p.A.” in collaborazione con l’Associazione “Maestri dell’Espresso Napoletano”, con il patrocinio di Comune di Napoli e Regione Campania, in cui autorità del settore, addetti ai lavori, esperti del caffè faranno il punto su questa importante materia prima, una commodity quotata nelle borse mondiali, caratterizzante le culture da est a ovest, da nord a sud.

La fotografia mostra l’antica fortificazione Castel dell’Ovo, che sorge sull’antico isolotto di Megaride

Il primo giorno ci saranno i saluti di rito da parte degli organizzatori dell’evento, Rosario Carafa e Francesco Costanzo, delle Autorità comunali e del consigliere regionale, Fulvio Frezza, della responsabile relazione esterne della Coldiretti Campania, Flavia Sorrentino, e la relazione introduttiva a cura di Mauro Illiano di Napoli Coffee Experience. I lavori inizieranno poi affrontando le questioni relative: a logistica portuale, con Andrea Annunziata, presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno centrale; agli aspetti doganali con Salvatore Trentino, direttore della dogana di Napoli; a quelli sanitari con Alessandro Raffaele, direttore UVAC/PCF; alle problematiche borsistiche legate al mercato dell’arabica e della robusta, con Mario Bruscino, direttore commerciale di Inter-kom; al magazzino e borsa – gestione della logistica all’estero, con Maurizio Zugna, presidente de Il Polo del Caffè alla catena di distribuzione affrontata da Rosario Carafa, amministratore delegato de Il Polo del Caffè. Altri momenti clou della giornata saranno a cura di Alberto Ritieni, professore ordinario di Chimica degli Alimenti dell’Università Federico II, su caffè e salute e di Mario Cerutti, presidente del Comitato Italiano del Caffè, sul mercato del caffè torrefatto e abitudini di consumo. 

Durante la seconda giornata verranno indagati temi come: l’impatto economico del COVID sul settore e i possibili scenari futuri, a cura dei presidenti di Confcommercio Massimo Di Porzio, Confesercenti Vincenzo Schiavo e AICAST Antonino Della Notte; il ruolo delle caffetterie con i titolari delle storiche Gambrinus e Caffettiera; i diversi metodi di estrazione del caffè con Mauro IllianoMariafrancesca NataleFrancescoCostanzo e Alessio Guido; le nuove tendenze del caffe e la realtà delle micro roasteries con Vincenzo SansonePaola Campana e Francesco Costanzo, nonché un excursus sull’assaggiare e giudicare il caffè con Mauro Illiano e Renato Rocco

Sarà possibile seguire i lavori del convegno sul caffè attraverso le pagine Facebook de La Buona Tavola e di Comunicaffè. 

In ottemperanza alle norme anti Covid-19 si richiede la prenotazione con l’invio dei dati personali alla mail: rtroisi@ilpolodelcaffe.it

Il Polo del Caffè S.p.A. è un’azienda dinamica specializzata nella supply chain management del caffè crudo, esperta nella gestione del flusso logistico della merce dal porto di origine alla destinazione finale. È situato all’Interno dell’Interporto Campano di Nola, terzo in Italia, e quinto in Europa per grandezza ed infrastrutture. 

La prima cosa che colpisce del ristorante-pizzeria di Felice Franzese posto nel piccolo paesino di Saviano, in provincia di Napoli, è il nome: Vito#mastupito. Questo deriva principalmente dal nome del padre del proprietario (Vito) e dalla sensazione di stupore che si vuole suscitare nel cliente attraverso la qualità della pizza e dei prodotti, quasi esclusivamente biologici e del territorio campano, e gli abbinamenti proposti tra pizza e cocktail. A guidare il ristorante-pizzeria c’è Felice Franzese, un barman, che ha deciso di chiudere il suo bar, aperto nel 2010, e di dare vita, nella stessa via, alla nuova realtà di Vito#mastupito.

“Nonostante abbiamo deciso di proporre piatti anche da ristorante – racconta Felice Franzese – puntiamo principalmente sulla pizza e sull’abilità del nostro pizzaiolo Ciro Sasso. Inoltre, un aspetto particolare della nostra pizzeria è l’accostamento tra la pizza e il beverage, ascoltiamo molto i gusti del cliente e cerchiamo così di creare un connubio tra gli ingredienti della pizza e quelli dei cocktail o dei vini. Il fil rouge che lega i drink alla piazza è la stagionalità”. Infatti, proprio, per perseguire la freschezza e la stagionalità non si trova una carta fissa, il menu varia continuamente e il proprietario, insieme al proprio entourage, cerca di approvvigionare giornalmente la dispensa, in modo tale da preservare la freschezza degli ingredienti. I prodotti che vengono proposti sono principalmente campani, ma non mancano le eccellenze del territorio italiano: i salumi della Filiera di parma; i pomodori, le passate, i pelati, i pomodorini del piennolo e il datterino giallo in conserva dell’azienda salernitana La Fiammante e i prodotti d.o.p dell’azienda napoletana Latteria Sorrentina tra i quali non possono mancare il fior di latte e la provola di Agerola. 

Anche solo ascoltando i nomi delle pizze emerge una connessione con la tradizione e la cultura del piccolo paesino che ospita Vito#mastupito. Infatti, le pizze richiamano sia i rioni storici che i personaggi e le figure più importanti del paese, come la pizza Tommassoni, che prende il nome da una famosa masseria di Saviano, con pistacchi di bronte, grana padano 24 mesi, fior di latte di agerola, olio e basilico. Nonostante il menu cambi in continuazione molte pizze ormai sono talmente radicate nel locale, che ne sono diventate l’emblema, e non si possono eliminare dal menu. Una di queste è la pizza con patate viola e i tentacoli di polpo. Il successo di Vito#mastupito si deve molto alla sua pizza e di conseguenza al suo pizzaiolo Ciro Sasso. 

Ciro Sasso, nonostante venisse da una famiglia di panificatori, non aveva mai pensato a una carriera in pizzeria. “Nel 2001 – racconta il pizzaiolo – ho vinto un concorso dell’esercito italiano e ho deciso, così, di arruolarmi. Mi sono trasferito a Padova presso il comando generale artiglieria ed è proprio qui che nasce la mia storia come pizzaiolo. Ho vissuto molto poco la vita militare perché dopo l’addestramento, proprio per la mia tradizione familiare, sono stato segnalato per lavorare presso il bunker-pizzeria. Grazie a questa esperienza nasce la passione per la pizza e, anche, il mio lavoro”. Ciro Sasso è un pizzaiolo molto eclettico, non ha un solo stile, infatti, la propria filosofia si sposa appieno con quella di Vito#mastupito, perché la presenza di un menu variabile gli permette anche di sperimentare molto. La sua pizza viene creata a partire da un blend di farine 0 e 00, ma spesso il pizzaiolo crea impasti alternativi aggiungendo cereali, grano arso o segale. Questo è possibile anche grazie all’aver creato una clientela su prenotazione che permette quindi di scegliere, in base alle loro preferenze, che tipo di impasto utilizzare, per quanto riguarda, invece, la lievitazione Sasso lavora con i prefermenti e il suo impasto lievita, inizialmente, per 12 ore e poi matura per circa 16 ore.

Anche solo guardando le pizze che vengono proposte emerge subito l’attenzione che viene posta sull’aspetto visivo. “Mi piace molto giocare con i colori – spiega il pizzaiolo – i miei abbinamenti, infatti, si basano esclusivamente su due aspetti: gusto e sapore. Proprio per questo mi piace molto giocare con il pomodoro, uno degli ingredienti più versatili cromaticamente e, di conseguenza, la pizza che meglio rappresenta la mia cucina è la marina con quattro tipologie di  pomodoro, che mi permette così di creare un connubio tra diverse intensità di colore e di sapore”. 

Queste sfoglie di pane, sono chiamate lingue di suocera perché hanno la forma di una lingua e quindi alludono a quella delle suocere, lunghe e pungenti, un classico!

Ad ogni modo, sono davvero sfiziose da mangiare sia da sole che accompagnandole a salumi e verdure.

Ingredienti lingue di suocera

per 6/7 lingue:

  • 150 gr di farina 00
  • un cucchiaino raso di sale
  • 75 gr di acqua a temperatura ambiente
  • 40 gr di olio evo,
  • rosmarino fresco tritato quanto basta.

Preparazione

In una ciotola mettere la farina, il sale, l’acqua, il rosmarino e l’olio evo ed impastare tutto, formare una palla, avvolgerla nella pellicola e far riposare 10 minuti. Dopodiché formare dei pezzi di 35/40 gr l’uno e stendere ognuno molto sottile con l’aiuto di molta farina e mettere in teglia con carta forno. Spennellare con olio, aggiungere un po’ di sale in superficie ed origano (si può variare a piacere con le spezie). In forno già caldo alla massima temperatura prima sulla parte bassa del forno per circa 3/4 minuti (appena si formeranno delle bolle) e poi nella parte più alta per circa 2 minuti. Bisogna fare attenzione che non si brucino perché la cottura è veloce.

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Totò Sapore Miseno, il primo locale in franchising a Bacoli.

A Capo Miseno, la punta estrema della penisola flegrea, proprio di fronte al mare, ha aperto le porte  “Totò Sapore Miseno” il primo locale in franchising del gruppo del maestro Angelo Ranieri, già creatore di altri due marchi di successo “Trattoria a Chiaia” e “Toaster King – Fast Food italiano, a cui si è affidato l’imprenditore Marco Criscitiello per la realizzazione della proposta gastronomica di cucina e pizza, risultata già vincente nei locali di proprietà del gruppo di Viale Gramsci a Napoli e di Via San Marco ad Agropoli.

Durante la presentazione agli operatori dell’informazione, svoltasi recentemente, una novità è stata rivelata dal figlio di Angelo, Lino Ranieri, nonché responsabile commerciale del gruppo: il giovane pizzaiolo, infatti, ha svelato che la location di Bacoli sarà anche sede di una scuola di pizza per turisti in cui, oltre alle tecniche di impasto, si educheranno i turisti all’utilizzo consapevole delle materie prime del nostro territorio.

Il menù creato appositamente per l’occasione ha dimostrato le grandi competenze della brigata dovute all’esperienza ormai ventennale dei locali del gruppo. L’antipasto composto da un trittico di tartare di scampi, gamberi rossi e spiedino di baccalà in tempura con provola di Agerola e da uno spicchio di “Nerano a Mare” realizzata con un blend di farine di tipo 1 e 0 a cui il maestro Ranieri aggiunge una terza tipologia “segreta” e con un topping di fiordilatte, zucchine fritte, cozze di scoglio, Provolone del Monaco, menta e basilico, è stato il preludio di una degustazione eccellente. A seguire, il primo “Il Cartoccio di Totò”, uno spaghetto quadrato con pomodorini gialli e rossi, riduzione di gamberi, scampi e tarallo tritato, ha dimostrato come in cucina regni una filosofia tradizionale rispettosa della cultura gastronomica partenopea. Dulcis in fundo, è proprio il caso di dirlo, una mousse di fragole che ha sugellato una cena coi fiocchi. 

Aspettative confermate con successo che fanno presagire uno sviluppo felice non solo del locale ma del brand in generale, sicuri di vederlo presto in altre piazze d’Italia. Per un’esperienza di gusto vista mare, che sia incarnazione di tradizione con accenni d’innovazione, vi basterà inserire sul navigatore Via Dragonara 27, Bacoli (NA). 

Totò Sapore Miseno

Via Dragonara 27, 80070 Bacoli (NA)

351 706 3820

Totò Sapore Group sbarca a Miseno, a Bacoli in via Dragonara 27, proponendo il primo dei locali in franchising del maestro Angelo Ranieri, docente all’Istituto Professionale Mater Dei, campione mondiale di pizza di stagione 2017 e creatore di “Trattoria a Chiaia” e di “Toaster King – Fast Food italiano”, entrambi marchi che hanno riscosso un notevole successo presso il pubblico e i franchisee: il primo, con formula trattoria tradizionale, il secondo con formula fast food italianizzato che vanta sette punti affiliati e due diretti.

Nei suoi locali di Viale Gramsci a Napoli e di Agropoli, oltre che nel nuovissimo Totò Sapore Miseno, il maestro propone una pizza napoletana innovata nell’impasto, con una lievito-maturazione di 36 ore e l’utilizzo di un blend di farine di tipo 1 e 0 a cui aggiunge una terza tipologia che definisce “il suo segreto”, nel rispetto della tradizione. Espressione perfetta di questa filosofia è la sua “Nerano a mare” con fiordilatte, zucchine fritte, cozze di scoglio, Provolone del Monaco, menta e basilico. 

Spicca nella proposta gastronomica, invece, una cucina tradizionale partenopea sapientemente espressa da “Il Cartoccio di Totò”, un primo piatto di mare caratterizzato da spaghetto quadrato, pomodorini gialli e rossi, riduzione di gamberi, scampi e tarallo tritato. 

Angelo Ranieri in merito a questo audace progetto ha affermato: “Abbiamo lanciato il nostro primo locale in frinchising in una delle località più belle e turistiche della nostra regione. A credere nella capacità del nostro gruppo è l’imprenditore Marco Criscitiello che si è affidato a noi per quanto riguarda le proposte di cucina e di pizza oramai collaudate da più di un ventennio nei locali di proprietà di Viale Gramsci a Napoli e ad Agropoli”. Per il franchisee Marco Criscitiello affidarsi a un gruppo collaudato come Totò Sapore “è stata una svolta imprenditoriale perché grazie al percorso di training formativo che ho intrapreso insieme ad Angelo e suo figlio Lino potrà gestire in piena autonomia il locale in tempi relativamente brevi.”.

La location di via Dragonara, inoltre, sarà palcoscenico di una novità assoluta: “nel locale, infattiriprodurremo la scuola di pizza per turisti che tanto successo ha avuto a Napoli. Oltre alle tecniche alle tecniche di impasto, educhiamo i turisti all’utilizzo consapevole delle materie prime: dal nostro San Marzano che va schiacciato a mano al fiordilatte che va tagliato rigorosamente al coltello” ha rivelato Lino Ranieri, responsabile economico del gruppo, data la sua Laurea in Economia e Commercio, ma anche pizzaiolo e figlio di Angelo. 

Dinner in the Sky : Il ristorante in cui mangiare a 50 metri di altezza sul Belvedere di San Leucio

Caserta, 07 giugno 2021. I viniPorto di Mola”, l’azienda che si trova a Galluccio, in un’area situata alle pendici del vulcano spento di Roccamonfina, ai confini tra Lazio e Campania, la terra dove i romani costruirono un importante porto sul fiume Garigliano di cui restano le vestigia, accompagneranno i piatti di alcune delle cene stellate della tappa casertana dell’evento “Dinner in the Sky”, il ristorante sospeso a 50 metri di altezza, che vedrà protagonista la magnificenza del Belvedere di San Leucio. Una location sicuramente molto suggestiva per degustare i vini di una delle più belle e prestigiose cantine della Campania  per vivere il panorama da un punto di vista davvero esclusivo.

Parliamo di vini che raccontano un territorio “ricco e magico”, ma soprattutto la storia e di due famiglie, gli Esposito e i Capuano proprietarie della tenuta (che conta quattrocento ettari tra vigneti, oliveti e orto, più duemila mq di cantina, sette laghi ed un frantoio) che, dal 1988 iniziarono a lavorare le terre un tempo appartenute al Duca fiorentino ‘Velluti Zati’,  dove vi aveva fatto impiantare sangiovese, ciliegiolo e merlot. Oggi, troviamo varietà autoctone campane quali: l’Aglianico amaro (localmente diffuso) la Falanghina (biotipo beneventano), Piedirosso, Greco di Tufo, Fiano e Coda di Volpe.

I vini in abbinamento saranno: “Petratonda”, un bel bianco “gioioso e floreale” ottenuto da uva Falanghina in purezza di tipo beneventano, “Acquamara” che nasce dal blend di Fiano 15%, Falanghina Beneventana 70% e Greco 15%, con fermentazione in legno ed un lungo affinamento conferiscono a questo vino una struttura importante senza intaccare la freschezza e la tipicità della triade, ancora, il rosato Roccamonfina “Campo dei Fiori”, un vino dalla piacevolissima beva di notevole successo ottenuto con uve Aglianico ed infine  lo spumante di Falanghina “Basalto”, un metodo Martinotti-Charmat che mantiene inalterato l’aroma fresco del vino.

Un territorio, quello di Porto di Mola, che darà  il via al grande evento con la cena della serata inaugurale con lo chef Adriano Dentoni Litta de la Dispensa dell’Armatore di Cetara.

“Dinner in the Sky” è un’esperienza unica nel suo genere che nel giro di poco tempo ha fatto il giro del mondo con più di 5000 eventi a Parigi, Dubai, San Paolo, Las Vegas, Sydney e in tantissimi altri luoghi, evento particolarissimo definito dalla rivista statunitense Forbes “il ristorante più insolito del mondo”: è infatti un ristorante costruito con sedie collegate ad un tavolo di 5 tonnellate tenuto su da una gru con 16 cavi di acciaio e con la capienza massima per il tavolo di 22 persone.  Momenti quindi che daranno la possibilità di conoscere la nostra terra, le nostre tipicità  enologiche e l’alta ristorazione campana da uno dei punti più suggestivi di Caserta.

Azienda Vitivinicola Porto Di Mola – sede Via Risiera, snc 81044 Galluccio (CE)

Ufficio stampa Antonella D’Avanzo

CIBUS 2021 A SETTEMBRE: PRIMA FIERA EUROPEA DELL’ALIMENTAZIONE

Si è tenuta oggi la conferenza stampa su Cibus 2021 – L’evento rappresenta un pass per la ripartenza e l’export dell’agroalimentare made in Italy – Gli interventi di Luigi Di Maio, Carlo Ferro, Ivano Vacondio, Gino Gandolfi, Antonio Cellie

(Roma, 7 giugno 2021) – Cibus 2021 è la prima grande fiera internazionale italiana B2B a riaprire in presenza, a Parma dal 31 agosto al 3 settembre. Per il food and beverage italiano Cibus rappresenta un pass per la ripartenza e per l’export. Nel lungo periodo del lockdown, l’agroalimentare made in Italy non solo ha soddisfatto la domanda domestica, ma ha aumentato le sue quote di esportazione. La richiesta dall’estero, infatti, è stata crescente sia per quanto riguarda i prodotti tipici della dieta mediterranea (pasta, pomodoro, olio, formaggi), sia per i prodotti premium di alta qualità. Buone premesse, dunque, per una forte ripresa produttiva del comparto e il consolidamento di nuove posizioni sui mercati internazionali.
Le aziende espositrici a Cibus hanno già rinnovato la propria adesione, rassicurate dal successo della campagna di vaccinazione e confortate dalle misure di sanificazione e distanziamento che verranno adottate da Fiere di Parma nel suo quartiere espositivo, peraltro già sperimentate con successo al Cibus Forum del settembre 2020.

Luigi Di Maio, Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, ha dichiarato: “Il settore agroalimentare è l’emblema del “Made in Italy” in tutto il mondo. Possiamo promuoverlo grazie alle fiere, che sono una vetrina per l’export e un generatore di crescita economica. Tutto il sistema fieristico italiano ha dato prova di resilienza e maturità. Adesso possiamo finalmente dire che il 15 giugno riapriranno le fiere in presenza, è un obiettivo a cui lavoriamo da mesi. La prima manifestazione fieristica di rilevanza internazionale del settore a tornare in presenza sarà proprio CIBUS 2021, che segna quindi la vera ripartenza del nostro Paese, in quanto fiore all’occhiello del migliore “Made in Italy”.

Alla conferenza stampa, tenutasi oggi a Roma nella sede di ICE Agenzia, hanno partecipato: Carlo Ferro, Presidente di Agenzia ICE; Ivano Vacondio, Presidente di Federalimentare; Gino Gandolfi, Presidente di Fiere di Parma.

In esposizione a Cibus 2021 tutte le merceologie: dai salumi ai formaggi, dalla pasta al pomodoro, dall’olio ai prodotti da forno, dal beverage al grocery, dai surgelati ai prodotti locali, e altro. Si aggiungerà anche una nuova area dedicata al canale dell’Horeca (ristoranti, bar e affini), chiamata “Ho.Re.Ca.The HUB”, in collaborazione con Dolcitalia. Tra le altre aree dedicate, quella del nuovo spazio di Unionbirrai e Birra Nostra dedicato alle birre artigianali e quella di Bellavita Expo, la manifestazione B2B che da anni organizza nelle capitali estere eventi promozionali del Food & Beverage italiano.

Voglio pensare a Cibus come al momento simbolico della ripresa dell’industria alimentare italiana – ha detto Ivano Vacondio, Presidente di Federalimentare – Dopo avere assicurato le forniture ai mercati in un anno difficilissimo come il 2020, la prima parte del 2021 non mostra grandi segnali di ripresa. La fine dell’estate, però, dovrebbe segnare un momento di svolta. Con la ripresa dell’Horeca e il ritorno a pieno regime delle esportazioni, credo che l’industria alimentare potrà riportare, nella seconda metà dell’anno, i numeri del 2021 quantomeno a quelli registrati nel 2019, sperando di superarli. A suggello di questi auspici, Cibus sarà l’occasione per lanciare un segnale forte: il Made in Italy torna al centro ed è pronto ad affacciarsi sui mercati esteri per riprendere, più veloce di prima, l’autostrada dell’export”.

Una valutazione condivisa da Antonio Cellie, ceo di Fiere di Parma, che ha dichiarato: “Fare Cibus a settembre 2021 era una sfida, ma anche un dovere. Mettiamo in campo la nostra reputazione a livello internazionale, costruita in 40 anni insieme a Federalimentare. Saremo i primi nello scenario fieristico europeo per offrire, insieme al Governo italiano, un vantaggio competitivo ai nostri espositori e quindi al Made in Italy alimentare”.

A Cibus 2021 saranno presenti i buyer italiani ed europei del retail, e folte rappresentanze degli operatori commerciali dagli Usa, America Latina, Asia, grazie anche al programma di incoming di ICE Agenzia. Ai buyer viene offerta un’esperienza unica sul territorio con “factory tours” e “retail tours”, per visitare gli stabilimenti produttivi della food valley e i punti vendita distributivi, e “tour on-site” con percorsi tematici dedicati a produzioni tipiche, alla scoperta dei nuovi trend dell’Authentic Italian.

“Il ritorno di Cibus in presenza, dopo la cancellazione dell’edizione 2020, è un traguardo molto importante e testimonia il coraggio degli organizzatori, la tenacia delle imprese e, fatemi dire, il supporto del Sistema Paese – ha detto Carlo Ferro, Presidente di ICE Agenzia – La Pandemia ha accelerato alcuni megatrend che saranno propri dei mercati del futuro, tra cui l’attenzione a una sana alimentazione e alla sostenibilità. Cibus sarà anche l’occasione per riaffermare la qualità e la salubrità della dieta mediterranea, combinata alla bio-diversità del territorio, all’eccellenza dell’intera filiera agroalimentare e all’unicità dello stile di vita italiano. Fattori di eccellenza del Made in Italy che vogliamo promuovere sui mercati internazionali, per accompagnare le imprese italiane nella ripartenza già in atto”

Tanti i nuovi prodotti che saranno presentati a Cibus2021. Eccone un primo elenco, altri sono consultabili sul sitohttps://www.cibus.it/press/comunicati-stampa/
Nel comparto della pasta: sedanini con lenticchie rosse, fusilli, mezze penne rigate con piselli, tutti senza glutine; gli spaghetti superfood ai gusti di matcha e ginseng, estratto di spirulina, dragon fruit, carbone vegetale, curcuma e zenzero; il couscous biologico alla barbabietola.
Nel settore dei sughi: la salsa biologica pronta con datterino bio pensata per bambini; i sughi preparati senza aromi, senza conservanti e senza zuccheri aggiunti; il ragù di ciliegino vegano; i sughi pronti al tartufo in nove differenti gusti, a prezzo conveniente.
Tra i formaggi: le fette sottili di caciotta toscana, pecorino toscano dop, pecorino con pesto, pecorino con zafferano, pecorino con tartufo, pronte al consumo in vaschette; il formaggio spalmabile con il 15% di parmigiano reggiano; lo yogurt di avena; il grattugiato italiano senza lisozima.
Nel comparto delle carni: il panino con prosciutto cotto e formaggio; la manzetta d’Abruzzo; il prosciutto cotto completamente tracciabile.
Tra i condimenti: una nuova gamma di oli extravergini italiani di qualità superiore; l’aceto derivato da birra artigianale di qualità.
E ancora: la cialda di caffè compostabile con il nuovo incarto riciclabile nella raccolta della carta; la crema fredda caffè già pronta da servire senza miscelare o altro; l’acqua minerale arricchita da collagene, zinco e acido ialuronico; le barrette di sesamo e miele bio; le insalate pronte in busta in bioplastica biodegradabile e compostabile da smaltire nell’umido di casa; la mela rosa in busta riciclabile; crema bio al cioccolato e nocciole; la frutta secca al tartufo; le patatine al pesto.
Infine, tra i surgelati: la pinsa romana; la pizza alla napoletana, con impasto sottile al centro e croccante nel cornicione.

Importante, come sempre, la convegnistica del 20° Salone Internazionale dell’Alimentazione, che è stata chiamata “Cibus Forum” per ricordare la fortunata esperienza del settembre 2020. Gli attori della filiera agroalimentare si confronteranno sulle principali tematiche di settore per definire una strategia vincente. Si segnala un convegno sui prodotti alimentari italiani a denominazione d’origine, per presentare le best practices di prodotti certificati che contribuiscono ad un’alfabetizzazione del gusto, e incontri sulla ripresa dei consumi e sui cambiamenti nei processi di distribuzione ed acquisto con particolare attenzione al tema dell’innovazione e della sostenibilità.

Inaugurerò con grande piacere Cibus 2021, la mia prima edizione nelle vesti di Presidente di Fiere di Parma – ha dichiarato Gino Gandolfi, Presidente di Fiere di Parma – dando il benvenuto a tutti i protagonisti del Food & Beverage, per una manifestazione che, mai come oggi, rappresenta un punto di incontro tra filiera e istituzioni, aziende, buyer e associazioni, uniti per la ripartenza del Made in Italy”.

I visitatori di Cibus 2021 saranno accolti dalla città di Parma, che quest’anno è Capitale della Cultura e Capitale Unesco per la Gastronomia: nelle vie cittadine si terrà “Cibus Off”, il Fuorisalone che unisce cultura e scoperta gastronomica.

PER INFORMAZIONI ALLA STAMPA:

Ufficio stampa Cibus
Fanini Ufficio Stampa
Tel 339 6668750 – 340 7773887
Sito Web: www.cibus.it

Totò Sapore Miseno: pizza, cucina e scuola per turisti

Martedì 8 giugno 2021 alle ore 19.30 presso Totò Sapore Miseno, in via Dragonara 27, a Bacoli, Renato Rocco, direttore de La Buona Tavola Magazine, presenterà agli operatori dell’informazione il primo dei locali in franchising di “Totò Sapore Group” del maestro Angelo Ranieri a cui si è affidato l’imprenditore Marco Criscitiello per la realizzazione della proposta gastronomica di cucina e pizza, risultata già vincente nei locali di proprietà del gruppo a Napoli e ad Agropoli.

La location, inoltre, sarà il palcoscenico anche di una scuola di pizza e cucina rivolta ai turisti italiani e stranieri che torneranno ad affollare le spiagge campane, potranno infatti partecipare a veri e propri corsi di pizza e cucina tradizionale, un esperimento che ha riscosso notevole successo già nella sede di Napoli a Viale Gramsci. 

Durante la presentazione verrà proposto il seguente menù: 

Antipasto

Trittico: tartare di scampi, gamberi rossi e spiedino di baccalà in tempura con provola di Agerola in abbinamento a Spumante brut, Montelvini Collezione Promosso 

Spicchio di pizza “La Nerano a Mare”: fiordilatte, zucchine fritte, cozze di scoglio, Provolone del Monaco, menta e basilico in abbinamento a Vignolella, Fiano Cilentano Cantine Barone 

Primo

“Il Cartoccio di Totò”: spaghetto quadrato, pomodorini gialli e rossi, riduzione di gamberi, scampi e tarallo tritato in abbinamento a Falanghina del Sannio Doc Aia dei Colombi

Dolce

Mousse di fragole

Angelo Ranieri, appartenente a una delle storiche famiglie della ristorazione e della gastronomia partenopea, docente all’Istituto Professionale Mater Dei e campione mondiale di pizza di stagione 2017, propone una pizza napoletana innovata nell’impasto, con una lievito-maturazione di 36 ore e l’utilizzo di un blend di farine di tipo 1 e 0 a cui aggiunge una terza tipologia che definisce “il suo segreto”, nel rispetto della tradizione. 

Oltre che dello storico e vincente brand “Totò Sapore”, il maestro è anche il creatore di “Trattoria a Chiaia” e di “Toaster King – Fast Food italiano”, entrambi marchi che hanno riscosso un notevole successo presso il pubblico e i franchisee: il primo, con formula trattoria tradizionale, il secondo con formula fast food italianizzato che vanta sette punti affiliati e due diretti. 

La ricetta dei biscotti più semplici e buoni che ci siano: i Canestrelli. Scopri la storia.

Questa è la storia di un dolce che fu moneta, una lunga storia che narra di tempi in cui in Alta Valle e in tutta la Val Trebbia, lontano dal mare, le farine in generale, sia di segale che di frumento scarseggiavano, e la farina bianca era un lusso per pochi, certo da non sprecare per qualcosa di superfluo come un dolce. Un giorno però, pare che dei produttori di ostie, che all’epoca erano sicuramente commercianti benestanti, cominciarono a sfornare dei biscotti a forma di margherita prodotti con farina bianca e burro, il massimo dell’abbondanza per l’epoca, questi biscotti furono chiamati Canestrelli.

La vendita di queste “primizie” cominciò sui sagrati delle chiese per finire poi su mercati ed arrivare a Genova “La Superba” la quale, decise di rappresentarli sul Genovino, la moneta d’oro coniata dai Genovesi, di fatto la prima moneta della storia. Storie e leggende a parte, una cosa è certa, nel 1829 nel Bar Caffè di Torriglia gestito da una certa “Pollicina” nome d’arte di Maria Avanzino che insieme al marito gestiva il famoso bar, cominciarono ad essere commercializzati diciamo ufficialmente i primi Canestrelli.  

Da quel periodo in poi fino ai giorni nostri, il successo del dolce che fu moneta non si fermò più, tanto che ogni anno all’inizio del mese di giugno vi è un festival del Canestrelletto di Torriglia a celebrarne la bontà.

Canestrelli: ricetta

Ingredienti per circa 28 canestrelli:

  • 2 uova
  • 150 gr di farina 0
  • 100 gr di amido di mais
  • 75 gr di zucchero a velo + quello che serve alla fine per spolverare
  • buccia grattugiata di un limone
  • 150 gr di burro freddo
  • 2 bustine di vanillina

Preparazione

Per prima cosa mettere a bollire le uova. Appena l’acqua inizia a sobollire calcolare 7 minuti. Sbucciarle e ricavare solo il tuorlo sodo. Passare i tuorli (o schiacciati benissimo con una forchetta o con uno spremiaglio) e tenere da parte. In una ciotola mescolare la farina e l’amido di mais, aggiungere lo zucchero a velo, la buccia grattugiata del limone, il burro freddo a tocchetti (mi raccomando deve essere freddo di frigo), la vanillina (o aroma vaniglia) e i tuorli passati. Impastare tutto fino ad ottenere un composto morbido e molto chiaro. Bisogna avere pazienza perché sembra che non si compatti, ma lavorandolo per un po’ il burro inizierà ad amalgamarsi alle farine e si otterrà così un bell’impasto morbido e liscio! Compattarlo bene, avvolgerlo in pellicola e mettere in frigo a riposare per circa un’ora.

Trascorso il riposo, stendere la pasta tra due fogli di carta forno, all’altezza di circa 1 cm e, con una formina a fiore, ricavare i canestrelli. Metterli su una leccarda da forno ricoperta con carta forno e, con l’aiuto di un attrezzo cavo, ricavare anche i fori centrali (io ho usato una bocchetta della siringa per dolci). Con queste dosi ho ricavato 28 canestrelli! Cuocere in forno statico già caldo a 170 gradi per circa 15 minuti (con il mio forno ci sono voluti 13 minuti): bisogna fare molta attenzione perché i canestrelli non devono scurire, bisogna sfornarli ancora chiarissimi e poi tirarli dal forno e farli raffreddare senza toccarli. Solo quando saranno poi completamente freddi, spolverare con zucchero a velo. Se non si consumano subito, conservare in un contenitore di latta per biscotti o in un contenitore che si chiude ermeticamente.

Si chiama WHITESTAR la società innovativa di ricerca e sviluppo che ha brevettato una gamma di macchine per la preparazione al riutilizzo delle capsule di caffè usate. Ogni macchina è il prodotto di una filiera d’eccellenza diffusa del Made in Italy.

Negli ultimi anni si è assistito a un aumento vertiginoso dell’uso di cialde e capsule di caffè, sia per la loro celerità e comodità nella preparazione che per l’alta qualità delle miscele, il loro gusto e l’aroma. Accanto ai brand monomarca come NespressoLavazzaIlly Caffè, si è assistito pertanto a una crescente apertura di catene in franchising e di punti vendita plurimarca con un’ampia offerta di capsule compatibili. La mappatura effettuata da WHITESTAR ne ha censiti a oggi oltre 5.000 dislocati su tutto il territorio nazionale.

Dall’indagine svolta si ricava un’instanea molto interessante e a oggi inedita. Innanzitutto, la distribuzione dei punti vendita plurimarca, monomarca in franchising: il Sud (ripartizione regionale Eurostat) ha un numero di punti vendita pari a oltre 1.000 e l’Italia insulare oltre 700; il Centro Italia ne presenta più di 1.300 di cui oltre 700 solo nella Regione Lazio; nel Nord sono invece oltre 1.700 e, in particolare, in Lombardia con poco più di 700 si registra la più alta concentrazione nazionale di coffee shop.

Per quanto concerne i punti vendita in franchising, anch’essi rispecchiano la medesima distribuzione nel Paese, essendo maggiormente presenti al Centro-Nord Italia (oltre 1.300), mentre al Sud e nelle isole hanno numeri inferiori (circa 300).

Come i coffee shop possono incrementare i fatturati e salvaguardare l’ambiente

Dietro questi numeri incoraggianti per i produttori del settore, ce ne sono altri decisamente allarmanti per noi tutti, in quanto coinvolgono in prima persona l’ambiente. In Italia su circa 1 miliardo e mezzo di capsule vendute all’anno, a finire in discariche e inceneritori è l’equivalente di oltre 12 mila tonnellate. Le capsule, realizzate in plastica e in alluminio, possono richiedere fino a 500 anni per essere smaltite.

La sfida per invertire questa tendenza è stata raccolta con inventiva tipicamente Made in Italy, da una società innovativa di ricerca e sviluppo del reatino, la WHITESTAR, che ha brevettato una gamma di macchine separacapsule per la preparazione al riutilizzo delle capsule di caffè usate. “Le macchine separacapsule WHITESTAR sono in grado di preparare al riutilizzo le capsule di caffè usate, separando, attraverso un meccanismo brevettato, efficiente e pulito, a basso consumo, l’involucro delle capsule dal caffè esausto. Queste macchine sono state progettate per lavorare sia su grandi quantitativi nei centri di raccolta o nelle aziende del settore vending o di quello Ho.Re.Ca., sia su quantitativi minori, direttamente all’interno dei rivenditori e dei negozi specializzati nella vendita di capsule da caffè, presenti in diverse migliaia solo nelle città italiane. In questo modo ogni rivenditore può fare la sua parte, contribuendo a risolvere l’annoso problema legato allo smaltimento di un rifiuto composto da diverse tipologie di materiali che, altrimenti, finisce nell’indifferenziato. Sicuramente siamo arrivati a un punto dove il produttore, il rivenditore, il consumatore di capsule e gli enti preposti alla gestione dei rifiuti devono darsi una ‘mano’ e collaborare per il bene comune”, dichiara Stefano Ceccarelli, amministratore e co-fondatore di WHITESTAR.

“I nostri clienti, titolari di singoli coffee shop o di catene anche in franchising, hanno chiuso il 2020 con un incremento di fatturato di oltre il 30% rispetto al 2019. Certamente complice è stata la pandemia che ha modificato le abitudini delle persone, in particolare con l’esplosione del telelavoro. Ma tutti hanno ammesso che un grande contributo a questo sensibile incremento è venuto anche dall’adozione delle nostre macchine separacapsule LaTwist. Queste macchine confermano di essere infatti una straordinaria leva di marketing che consente di offrire ai propri clienti un servizio unico, vale a dire raccogliere e preparare per il riutilizzo le capsule di caffè usate. La clientela sceglie e torna nei coffee shop che hanno adottato la macchina separacapsule LaTwist avendo ormai maturato una sensibilità ecologica diffusa, avvertendo l’importanza di non gettare le capsule usate nella propria pattumiera dell’indifferenziato di casa, dell’ufficio o del negozio. 

Tra le prime multinazionali a credere in questa soluzione Made in Italy c’è Nespresso che con la LaTwist ha inaugurato, lo scorso marzo, il nuovo flagship store boutique Nespresso di Vienna”, afferma Paolo Costantini, direttore generale e co-fondatore di WHITESTAR. 

 UFFICIO COMUNICAZIONE – WHITESTAR SRL

Floriana Annunziata (E) comunicazione@wstar.it – (T) +39 351 9669901

Oggi da “le ricette di Anna“, un piato veloce ma buonissimo, che ha sapori freschi e gradevoli, in cui la menta è protagonista: le caserecce con crema di ricotta, menta e pistacchio. La menta, infatti, è una spezia dall’azione digestiva, antisettica e rinfrescante, è utile anche per combattere nausea ed alitosi. È utilizzata per gli oli essenziali, per i dentifrici, negli sciroppi ed anche per caramelle e chewing gum. In cucina è ottima per profumare piatti sia dolci che salati e per aromatizzare il tè. E che dire del famoso Mojito, il cocktail a base di menta, rum, zucchero di canna, lime e acqua tonica? Inventato in un bar di L’Avana – frequentato molto da Hernest Hemingway che lo amava particolarmente e che ne decretò il successo – è un cocktail in cui la menta predomina in modo totale da conquistare cuore e palato.

Caserecce con crema di ricotta, menta e pistacchio: ingredienti

  • 150 g di ricotta
  • Olio EVO
  • 80 g di pistacchi sgusciati
  • qualche foglia di menta fresca
  • un pizzico di pepe
  • un pizzico di sale
  • 20 g di grana grattugiato
  • Pasta tipo caserecce

Caserecce con crema di ricotta, menta e pistacchio: procedimento

Per le nostre caserecce con crema di ricotta: nel bicchiere del mixer mettere la ricotta, un filo di olio evo, un po’ di acqua, pistacchi sgusciati, menta fresca, pepe, grana grattugiato, un po’ di sale e frullare tutto fino ad ottenere una crema. Versare la crema in padella. Cuocere la pasta, scolarla al dente ed amalgamarla in padella con il composto aggiungendo un po’ di acqua di cottura. Impiattare e servire con granella di pistacchio in superficie.

Per altre ricette visita la sezione dedicata del nostro magazine.

Saranno le aule e i laboratori didattici della Pizzaiuoli School lo scenario scelto da Tuttopizza (la fiera internazionale della pizza che quest’anno si svolge in edizione digitale) per le numerose masterclass. Ecco il programma.

24 maggio 2021

Ore 10: Apertura lavori della prima fiera digitale sulla pizza.

Conducono: Lino D’Angiò e Delia Paciello

Introduzione: Luciano Pignataro

Saluto degli organizzatori agli espositori e ai visitatori:

Sergio Miccù – Presidente Associazione Pizzaiuoli Napoletani

Raffaele Biglietto – Direttore della manifestazione

Gianluca Pirro – Amministratore Squisito Eventi

Ore 11: Incontri in bianco ore 11 – Presentano: Alfonso Oliva e Giuseppe Gargiulo 

La “farina intera” di Varvello, l’innovazione che fa bene

Ospiti: Clelia Iacoviello – Farina Intera Varvello

Ore 12: La pizza napoletana S.T.G.: origini, storia e tecniche

Ospite: Enzo Coccia

Ore 13: Un classico dello street food napoletano: la pizza fritta.

Ospite: Simone Fortunato

Ore 14: Intervista a Raffaele Maiello – Titolare GCM Gruppo Caseario Meridionale

Ore 15: Come scegliere il pomodoro per preparare una pizza

Webinar/Dimostrazione a cura di Finagricola con le conserve GRANGUSTO

Ore 16: Incontri di Gusto –  I pomodori DOP della Campania per una pizza senza confini

Speaker: Giuseppe Gargiulo e Francesco Martucci 

Ospiti: Giuseppe Napoletano – Solania S.r.l.              

Giannina Manfellotto – Azienda Agricola Terra Viva

Ore 17: Webinar/dimostrazione a cura de I Sapori di Corbara

Speaker: Carlo D’Amato

Paola Cappuccio – Pizza chef

Lino Scaralllo – Chef Stellato (Palazzo Petrucci- Napoli)

Martedì 25 maggio 2021

Ore 10: Fusione della tradizione e dell’innovazione: il pre fermento Caputo a cura di Vincenzo Iannucci

Ore 11: Incontri in bianco – La farina con l’olio essenziale di germe di grano Casillo 

Presentano: Alfonso Oliva e Giuseppe Gargiulo

Ospiti:  Alessandro Lo Stocco (Specialist Molino Casillo) e Vito Mauro Giovanni (Direttore Commerciale)

Ore 12: La pinsa romana farcita e condita con i prodotti La Torrente

Ospite: Marco Montuori /Pinsa School

Ore 13: La pizza contemporanea interpretata da Vincenzo Capuano

Ore 14: La pizza in pala a cura di Vincenzo Iannucci

Ore 15: Incontri di gusto – “Gli artigiani del gusto” Perrella, le eccellenze “esclusive” sulla pizza
Presentano: Giuseppe Gargiulo e Alfonso Oliva

Ospiti: Francesco Gargiulo (Latterie Gargiulo) – Valentina De Nisco (Salumificio Ciaccia)

Ore 16: Il giusto abbinamento sullo spicchio di pizza: qualità e quantità del prodotto

Speaker: Giuseppe Maglione – Maestro Pizzaiuolo

Mercoledì 26 maggio 2021

Ore 10: Pizza Gluten free e lactose free a cura di Marco Amoriello

Ore 11: Incontri di gusto – Farina e birra, le opportunità offerte dei giusti abbinamenti

Presentano: Alfonso Oliva e Giuseppe Gargiulo 

Farina: Molino Vigevano

Birra: Birrificio F.lli Perrella (Bier Specialist Giovanni Nocera)

Ore 12: Pizza proteica con farina di legumi a cura di Davide Civitiello

Ore 13: La pizza fritta gluten free 

Speaker Marco Amoriello

 Ore 14: I migliori abbinamenti birra e pizza

Ospite: Gilberto Acciaio (Beer Sommelier) 

Ore 15: Incontri di gusto – Farina e vino le opportunità offerte dai giusti abbinamenti

Presentano: Giuseppe Gargiulo e Alfonso Oliva 

Ospiti: Vincenzo Ianucci (Caputo Nuvola Specialist) – Giuseppe Di Fiore (Wine Specialist Cantine Barone)

Ore 16: Masterclass a cura di Latteria Sorrentina

Ore 17: Pizza dessert gluten free

Speaker: Marco Amoriello

Ufficio Stampa Bc Communication

 

Il Tuttopizza2021 avrà solo un’edizione digitale, per tornare in presenza e in sicurezza nel 2022.

I padiglioni della Mostra d’Oltremare in questo periodo occupati dal Centro Vaccini Anti-Covid e le norme restrittive anti pandemia che ancora non consentono lo svolgimento delle manifestazioni fieristiche in presenza, hanno spinto Squisito Eventi a rimandare al 2002 l’ edizione in presenza di Tuttopizza, il consolidato appuntamento fieristico di fine maggio per gli operatori del settore pizza.
Per quest’anno, sfruttando le potenzialità del digitale, l’evento avrà solo una versione digitale, un format pensato per rappresentare comunque un’occasione importante per le aziende e i protagonisti del settore che continuano a investire e innovare.

Tuttopizza2021 Digital Edition

L’esperienza del cibo più famoso al mondo, si fa digitale dal 24 al 26 maggio 2021 e tornerà in presenza a fine maggio 2022.

La manifestazione b2b leader per chi lavora in pizzeria, con visitatori nelle 4 prime edizioni provenienti da diversi Paesi del mondo, si svolgerà su una piattaforma on line che consentirà ai partecipanti di assistere via web o via mobile scaricando l’app dedicata, a masterclass, webinar, meeting talk e di interagire con chat, videochiamate, forum e discussioni con una selezione di aziende del settore e tra gli stessi operatori.

“L’evoluzione del mercato e la diffusione della tecnologia ci ha spinto a realizzare questo format digitale come canale comunicativo più idoneo, per far fronte alle difficoltà oggettive del contesto che stiamo vivendo.  Siamo riusciti a realizzare l’evento grazie a tutti gli stakeholders della manifestazione: espositori, visitatori, l’associazione pizzaiuoli napoletani e i media partner, che riconoscono in Tuttopizza un punto di riferimento per il settore dei consumi fuori casa” afferma Raffaele Biglietto, direttore e ideatore con Sergio Miccù della manifestazione. “La conferma delle date di maggio è stata quindi ponderata per consentire a tutta la comunità dei pizzaiuoli di vecchia e nuova generazione di ritrovarsi e di confrontarsi sulle tendenze di mercato, in vista della riapertura totale delle pizzerie e di una normalità tanto attesa da tutti” conclude Sergio Miccù – Presidente dell’APN – Associazione Pizzaiuoli Napoletani.

Tuttopizza2021 Digital Edition, una sorta di social network b2b per i pizzaioli sarà una esperienza digitale delle novità del settore e delle tecniche di concezione tradizionale e contemporanea per supportare la rinascita di un segmento fondamentale per i consumi, per la diffusione della dieta mediterranea e per il made in Italy. Tra queste, le potenzialità che il digitale propone per le pizzerie, così come il tema della sostenibilità, del delivery e dei prodotti alternativi e di nicchia.

Caffè Borbone: 75 tra nuovi assunti e collaboratori durante la pandemia. Chiude in grande crescita il primo trimestre 2021

Caffè Borbone, attività di torrefazione e confezionamento di caffè, oggi uno dei principali produttori in Italia specializzato in cialde e capsule compatibili, chiude in positivo il primo trimestre del 2021. I ricavi si attestano sui 65,0 milioni di euro, con una crescita del 32,9%. Si registra, inoltre, un aumento del 50,6% del MOL (23,5 milioni rispetto all’esercizio precedente). Numeri in salita anche per la GDO, che riporta il +67% .

Una crescita che ha trainato anche la chiusura in positivo del primo trimestre di Italmobiliare, investment holding quotata in Borsa, che fa capo alla famiglia Pesenti, di cui Caffè Borbone è parte da maggio 2018, come società controllata con una quota del 60%. I ricavi consolidati del Gruppo Italmobiliare nel primo trimestre 2021 (115,6 milioni) registrano un incremento di 28,9 milioni (+33,4% rispetto al corrispondente periodo 2020) principalmente grazie a Caffè Borbone (+16,1 milioni) e alle società acquisite nel corso dell’ultimo trimestre 2020. 

Positivo anche l’effetto occupazionale. I brillanti risultati economici hanno, difatti, determinato un significativo ampliamento dell’organico aziendale, con 75 nuovi collaboratori, competenti e motivati, assunti durante il periodo più critico della crisi pandemica. Anche in questo delicato frangente Caffè Borbone ha tenuto fede ai propri valori: eticità della condotta imprenditoriale, tutela e valorizzazione del capitale umano. L’azienda ha, infatti, corrisposto bonus straordinari ai dipendenti che hanno dimostrato disponibilità e dedizione al lavoro, assicurando continuità produttiva anche in un momento di estrema difficoltà, oltre a fornire loro forme varie di supporto economico. Il tutto senza recedere, nell’ambito delle proprie politiche di remunerazione, dai valori della meritocrazia e della produttività e assicurando gli standard qualitativi di sempre.

Ufficio Stampa

Roberta Raja

Con Godina e Illiano i giovani dello Y20 elaborano proposte sul caffè per il G20.

Quest’anno l’Italia ospita per la prima volta il G20. Per elaborare le loro proposte i giovani dello Youth 20 hanno a loro disposizione le esperienze di inclusione, sostenibilità, innovazione e nuove opportunità di lavoro nel mondo del caffè presentate dai due esperti convocati da ICO – International Coffee Organization, Mauro Illiano e Andrej Godina.

Nel 2021 l’Italia ospita il G20 per la prima volta nella storia. Da dieci anni, il Foro internazionale che riunisce le principali economie del mondo riceve le visioni e le idee di un suo gruppo ufficiale di coinvolgimento, lo Youth 20 (Y20). I tre focus sui quali quest’anno si concentra l’attenzione dei giovani sono inclusione; sostenibilità, cambiamento climatico e ambiente; innovazione, digitalizzazione e futuro del lavoro. Il caffè offrirà spunti di approfondimento e testimonianze per tutti i temi di discussione; l’ICO – International Coffee Organization ha infatti deciso di collaborare con lo Y20 in occasione dell’arrivo del summit in Italia, il Paese nel quale il settore più si identifica a livello mondiale. 

Lo farà attraverso due esponenti di primo piano della scena caffeicola italiana: Andrej Godina , caffesperto, PhD in Scienza, Tecnologia ed Economia nell’Industria del Caffè e Mauro Illiano , winexpert e caffesperto; quest’ultimo spiega «a noi spetta il compito di fornire case history, spunti di riflessione e indicazioni pratiche utili all’elaborazione del progetto che poi i giovani porteranno al G20. È un’occasione importante per fare conoscere alla platea internazionale dei giovani la complessità e la ricchezza di una filiera lunga e articolata qual è quella del caffè, per lo più ignorata, ma ricca di opportunità».

Sono numerosi gli elementi che saranno presentati alla voce sostenibilità. Spicca la case history dello stage in piantagione organizzato da Andrej Godina, Umami Area Honduras e la cooperativa Cocafcal di Las Capucas in Corquin, Copán nel Paese Centro Americano. Giovani baristi, torrefattori e appassionati di caffè si sono formati sulla coltivazione del caffè e la gestione del lavoro agricolo in piantagione. L’esperienza è culminata con la realizzazione di una compagine societaria internazionale che in quell’area ha acquistato la sua prima piantagione: Finca Rio Colorado. È il primo tassello con cui il progetto vuole dimostrare che la produzione di un caffè di alta qualità in un regime agricolo sostenibile è possibile; durante la raccolta che va da ottobre a inizio aprile di ogni anno, viene dato lavoro a 40 persone. «Abbiamo dimostrato che è possibile offrire al consumatore una tazzina che parla di sostenibilità, alla cui definizione concorrono più elementi – afferma Andrej Godina -: quella del contadino, quella ambientale di coltivazione e avanti, fino ai Paesi di consumo, dove l’attenzione alla sensibilità è ancora poco considerata. Spesso a un prodotto rispettoso dell’ambiente e di chi lo produce viene perdonato il fatto di non avere una qualità eccelsa, che al contrario si trova nei nostri caffè». 

Innovazione e futuro del lavoro trovano uno spunto interessante nella startup nel campo dell’innovazione del caffè realizzata nel 2009 all’interno del Trieste Coffee Cluster da Andrej Godina insieme a Massimo Chenda, imprenditore nel campo della produzione di macchine espresso ed esperto di creazione e gestione d’impresa e Fabrizio Polojaz, imprenditore nel campo del caffè verde e della tostatura. Il primo brevetto è stato la Bacchi Espresso, l’unica macchina da caffè espresso al mondo che riesce a ricreare meccanicamente su una semplice fonte di calore, i giusti parametri di pressione (9 bar) e di temperatura (90°C) necessari per erogare un espresso. Un complesso lavoro di squadra con più aziende e consulenti ha poi permesso di mettere a punto il primo prototipo di macchina industriale per la produzione automatica di un prodotto assolutamente innovativo: Tablì, ovvero compresse di caffè del tutto naturali, pronte all’uso e totalmente compostabili. L’intero pacchetto azionario è stato acquistato pochi mesi fa da una importante realtà produttiva italiana.

Procede da oltre un decennio l’attività di formazione e di inclusione condotta da Andrej Godina dapprima con l’associazione Umami Area, che successivamente ha collaborato con la NGO tedesca Starkmacher realizzando il C.O.F.F.E.E. Project, un percorso di studio sul caffè finalizzato alla realizzazione di nuove opportunità di lavoro che ha coinvolto centinaia di giovani provenienti dall’Europa (Italia, Belgio, Germania e Spagna) e dai luoghi di produzione (Colombia, Brasile e Indonesia). I partecipanti hanno seguito i percorsi di formazione del Coffee Diploma System della SCA, preparando professionisti ben formati su tutta la filiera di cui il settore ha decisamente bisogno. Il percorso, durato un anno, ha visto un interessante interscambio tra i giovani provenienti dalle piantagioni di caffè hanno potuto seguire il corso sulle abilità del barista e, contemporaneamente, alcuni baristi europei hanno potuto approfondire il caffè dal punto di vista della sua botanica e della lavorazione all’origine. Due mondi tra loro molto lontani – e non solo da un punto di vista geografico – si sono incontrati e completati reciprocamente. 

Le tappe

I giovani del Y20 prenderanno parte a una serie di eventi online in cui verranno presentate diverse realtà e forniti spunti di riflessione, che saranno poi ripresi e approfonditi dal 19 al 22 luglio; il 23 è prevista una giornata in presenza tra Milano e Bergamo con eventi, workshop e incontri, tutti sul tema del caffè. Infine i giovani scriveranno il loro documento programmatico sui tre temi che presenteranno al G20.

In conclusione, Mauro Illiano afferma: «Essere chiamati a rappresentare l’Italia in un’occasione tanto importante ci ha sorpresi e ha confermato che il cammino intrapreso da tempo da Andrej Godina, al quale mi sono unito da 3 anni è positivo e suscita interesse. Vogliamo sensibilizzare la platea internazionale al valore del caffè e delle professionalità che lo circondano con argomentazioni di alto livello, ma anche con esempi semplici, alla portata di tutti».  «Quando è arrivata la lettera dell’ICO firmata dal Presidente ho pensato ad Alberto Hesse, Vinko Sandalj, Ernesto Illy: persone che mi hanno ispirato sin da quando ho cominciato a lavorare nel mondo del caffè e che ho sempre ammirato – prosegue Andrej Godina -. Li ammiravo e un po’ invidiavo il credito che ricevevano a livello internazionale: la chiamata di ICO è davvero una grande soddisfazione».

Il sondaggio: ottimismo e un futuro internazionale

Yas (Young Ambassador Society), l’associazione responsabile di processi giovanili dei vertici G7/G20 per l’Italia ha condotto una ricerca attraverso 9451 giovani italiani di ogni parte del Paese per conoscere la loro opinione sui temi che il G20 dovrebbe affrontare. Il profilo dei partecipanti è stato per il 60% di giovani dell’età compresa tra 20 e 24 anni, la maggior parte dei quali studenti o giovani professionisti. Circa il 70% dichiara di avere una prospettiva internazionale perché si identifica come cittadino del proprio continente o del mondo. La prospettiva globale emerge anche dalla disponibilità a vivere all’estero nel futuro; ad oggi il 92% i degli intervistati risiede in Italia e solo il 24% ha trascorso più di 4 mesi all’estero; circa il 75% vorrebbe trasferirsi in un altro Paese nei prossimi 3 anni. Riguardo il loro atteggiamento nei confronti del futuro, il 76% si sente ottimista nel breve termine (3 anni); solo il 23% lo è nei confronti del futuro del mondo. La percentuale scende al 19% riguardo i prossimi tre anni nel nostro Paese.

I temi più urgenti da affrontare hanno visto in primo piano il cambiamento climatico e le questioni ambientali (la sostenibilità sarà al centro delle discussioni del G20), quindi le disuguaglianze, le guerre e il terrorismo (39%) e lo sviluppo dei paesi emergenti (30%). Un’altra importante priorità sono l’occupazione e il futuro del lavoro (43%), l’istruzione e la cultura (37%) e la crescita economica (37%).

Andrej Godina nasce a Trieste e consegue il dottorato di Ricerca in Scienza, Tecnologia ed Economia nell’Industria del Caffè con una tesi inerente all’analisi sensoriale dell’espresso presentata presso l’Università degli Studi di Trieste. Nel 1997 frequenta il primo corso di assaggio in tazza organizzato dall’Associazione Caffè Trieste e nel 2000 segue i corsi di SCA – Speciality Coffee Association di cui supera con successo tutti i moduli formativi ottenendo anche le certificazioni di Formatore ufficiale e di Master Barista. Nel 2015 costituisce assieme ad altri cinque soci l’associazione Umami Area, perseguendo la diffusione della cultura del caffè di qualità e internazionalizzando l’attività formativa di SCA con eventi nelle piantagioni.

Nel 2017 costituisce con altri 27 soci la ditta Umami Area Honduras, che acquista una piantagione di caffè nel Paese centro americano, la finca Rio Colorado. Le caratteristiche professionali di Godina, unite alla sua attività di consulenza libera, ne fanno un assaggiatore indipendente, svincolato dalle dinamiche commerciali delle aziende che operano nel settore. È autore dei libri Caffè Verde in un Libro (scritto con Alberto Polojac), Barista in un Libro, Tostatura in un Libro (scritto con Massimo Barnabà), Zero Caffè (coautore Sandro Bonacchi) e Un Caffè in Toscana, editi da Edizioni Medicea Firenze.

Mauro Illiano nasce a Napoli e si laurea in Legge. Approda al mondo della gastronomia attraverso l’Associazione Italiana Sommelier, delegazione di Napoli, con cui collabora da oltre 10 anni. Giornalista pubblicista, attualmente collabora con numerose riviste e guide di settore. Dopo numerose esperienze formative in tutto il mondo approda alla scuola della Specialty Coffee Association, di cui completa il Coffee Skills Program, conseguendo il Coffee Diploma System. Durante la formazione effettua un viaggio in piantagione in Honduras ed El Salvador, dove approfondisce la conoscenza del caffè e stringe amicizia con Andrej Godina. È socio fondatore della società Napoli Coffee Experience che opera in ambito formativo professionale nel mondo del caffè e segue numerose aziende con consulenze inerenti la formazione del personale, la realizzazione di modelli di business e il controllo qualità di prodotti a base caffè.  Fuori dal mondo gastronomico ha pubblicato i libri Silent Song per Graus Editore e Perunavolta nella vita.

Ufficio stampa

Nadia Rossi – espresso comunicazione

347 7688946 – rossi@espressocomunicazione.it

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Lo chef stellato Peppe Guida approda all’Hotel Saline di Palinuro. Tra Bandiere blu e cucina di mare, la nuova proposta gastronomica della struttura cilentana. Apertura stagionale, il 2 giugno.
E’ la regina del Cilento, con due Bandiere Blu appena riconfermate, che certificano la salute del mare, ma anche  la qualità dei servizi offerti ai visitatori. Palinuro è una delle più rinomate località turistiche della Campania, apprezzata per le sue spiagge, le insenature, le baie naturali e le grotte marine, situata sulla costa del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, dichiarato nel 1998 patrimonio dell’umanità Unesco. Luoghi del mito. Esattamente come la penisola sorrentina, terra di origine di Peppe Guida, volto noto della televisione e dei social, pluripremiato cuoco stellato, sbarcato in questi giorni all’Hotel Saline, un accogliente complesso turistico direttamente sul mare, con spiaggia privata, per ripensare l’offerta gastronomica, insieme all’executive chef Antonio Cappiello, cilentano doc.“Ho accettato con entusiasmo l’invito della proprietà ad offrire il mio contributo in qualità di consulente per tutto il settore food – spiega chef Guida – Il Cilento è un territorio in grado di proporre una varietà ed una qualità di materie prime di assoluta eccellenza, dalle verdure ai formaggi, dall’olio al pescato locale, fatto sopratutto di alici di menaica e di crostacei. Con prodotti così, e con una fusione tra ricette della tradizione locale e napoletana, contiamo di regalare un’esperienza unica, un menu stagionale che rispecchi il magnifico territorio in cui soggiorneranno gli ospiti”.Del resto è qui che la dieta mediterranea venne codificata da Ancel Keys come stile alimentare, ed inserita nel 2010 nella lista dei patrimoni immateriali dell’umanità.Dotato di piscina per adulti e bambini, centro estetico e benessere, palestra, camere accessoriate di tutto i confort e con smart tv 43 pollici con canali Sky, l’Hotel Saline è anche l’unico Italy Family Hotel del Cilento. Le nuovissime camere exclusive, di cui quattro dotate di infinity Jacuzzi a strapiombo sul mare, sono state interamente disegnate dall’interior design Marco De Luca,  in collaborazione con lo studio Carlo Saulle, all’insegna di una elegante architettura ispirata ai colori e alle emozioni del Mediterraneo.“La sicurezza è la nostra priorità e grazie ad uno staff continuamente formato ed attento, a controlli continui, igienizzazione e distanziamento, siamo in grado di garantirla – spiega l’amministratore delegato della società, Gino Acampora –  Per questo, a causa delle attuali normative, il servizio di ristorazione per quest’anno resta a disposizione, in via esclusiva, a pranzo e a cena, degli ospiti dell’albergo. Per la prossima stagione contiamo invece di aprirlo anche al pubblico esterno. Il progetto è quello di trasformare le cucine del ristorante dell’Hotel Saline in un laboratorio dove ritrovare sapori e tradizioni in grado di trasmettere identità e cultura locale”.
Ufficio Stampa Ago Press

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Sorrento, a Marina Piccola apre il nuovo locale di Antonino Esposito, tra pizze e ristorazione d’autore Inaugurazione “virtuale” giovedì 13 maggio. L’indomani, apertura al pubblico a pranzo e a cena


Muta pelle. Cambia nome. Stessa faccia. Identica passione. Si chiama ” Antonino Esposito Pizza e Cucina” ed è la nuova sfida del noto maestro pizzaiolo, volto amatissimo dal grande pubblico, ospite di tanti programmi televisivi e la cui insegna campeggia in decine di locali, in Italia e all’estero, che portano la sua firma.Il nuovo ristorante pizzeria, che sorge sul precedente “Acqu’e Sale”, affacciato sullo specchio d’acqua di Marina Piccola, a Sorrento, si presenta completamente rinnovato nell’arredamento, all’insegna del gusto e dell’eleganza, con una razionalizzazione degli spazi, per garantire il giusto distanziamento. L’area esterna è in grado di accogliere tanti ospiti, nel rispetto delle norme anti Covid. In più, un comodo servizio navetta, effettuato con un van ecologico, con alimentazione elettrica, offre l’opportunità, anche ai clienti residenti a Sorrento e nei centri vicini, di lasciare a casa l’auto e di trascorrere qualche ora coccolati dalle pizze di Antonino Esposito, dalle specialità della cucina e dalla accurata carta dei vini.Ai forni ci sarà ovviamente lui, coadiuvato da giovani ma esperti pizzaioli, che offriranno una ricca selezione di pizze con topping ispirati alle tipicità locali e alla stagionalità. Dalle pizze della tradizione alle fritte, dalla mitica Frusta Sorrentina alla novità della pizza alla brace.La stessa filosofia seguita in cucina, dove gli chef Antonio Virno e Michele Coppola proporranno, in particolare, paste fresche e pescato locale.Carmine Persico, storico direttore, supervisionerà l’intera organizzazione, mentre il servizio in sala, all’insegna dell’accoglienza e della disponibilità, sarà gestito da Angela D’Avanzo e Fabio Raiola. Una fornitissima cantina proporrà, infine, abbinamenti con le pizze e i piatti, logico completamento dell’offerta.Nel cuore di questo nuovo progetto, come sempre, la discreta presenza e l’insostituibile contributo della compagna di vita e di lavoro di Antonino, Terry Savarese. “All’inizio molti mi hanno preso per pazzo – confessa Antonino Esposito – Investire denaro e tempo in un nuovo locale, nelle incertezze che vive ora il settore della ristorazione, potendo contare in questo momento solo sugli spazi esterni, non sembra infatti una buona idea. Eppure è una scommessa che sono certo di vincere. La mia storia personale mi ha insegnato a buttare il cuore oltre l’ostacolo. Quella stessa passione che mettiamo in ogni piatto e in ogni pizza, e che i nostri clienti premiano da anni”.Per un’anteprima delle novità del locale, sarà possibile collegarsi giovedì 13 maggio, a partire dalle ore 18, sulla nuova pagina Facebook di “Antonino Esposito Pizza e Cucina” all’indirizzo https://www.facebook.com/antoninoespositopizzaecucina. Esposito presenterà l’idea ed i compagni di questo nuovo viaggio, rispondendo in diretta alle domande del pubblico.L’indomani, venerdì 14 maggio, l’apertura, a pranzo e a cena sull’ampio terrazzo con vista sul Golfo di Napoli.

Ufficio Stampa AGO PRESS

 Nasce “ Qucine Sociali ” food e drink al centro storico tra arte e cultura nel cuore dei Quartieri Spagnoli a Napoli

Apre lo spazio multisensoriale all’interno di FOQUS
A colazione, a pranzo, a cena o per l’aperitivo…E Pizza a tutte le ore con il maestro pizzaiolo Raffaele Boccia

E così mercoledì 12 maggio con uno di quei progetti che fanno bene alla città: Qucine Sociali, lo spazio dedicato alla buona cucina all’interno di FOQUS, nella sua “Corte dell’Arte”, l’unica piazza coperta nel cuore dei Quartieri Spagnoli, a Napoli. Aperto da colazione a cena, con la supervisione di Raffaele Boccia. Giovanissimo e talentuoso pizzaiolo che, con la sua “Nanninella”, da cinque anni spopola tra pizza e dintorni in quel di Poggiomarino, vicino Pompei.

FOQUS è una ventata d’aria buona. Rappresenta un nuovo modo di concepire e coniugare cultura, arte, economia e politiche sociali. Non per caso siamo nei Quartieri Spagnoli, il cuore pulsante di Napoli. Con Qucine Sociali, la formula food si dipanerà tra ristorante e pizzeria, senza dimenticare il Lounge Bar con esperti mixologist. Sorseggiare, spizzicare ad ascoltare musica accompagnati dalle luci del tramonto. Con la possibilità di spaziare tra i tavolini collocati direttamente nella corte principale e le ampie terrazze con vista. Sempre immersi in un contesto ricco di cultura e arte, con migliaia di libri della prima biblioteca dei Quartieri Spagnoli, le opere d’arte permanenti di FOQUS e le mostre temporanee della sua nuova Galleria.

Per l’inaugurazione di mercoledì, si parte con la pizza, spalleggiata dalle classiche fritture della rosticceria napoletana. Mentre, a breve, l’offerta verrà estesa anche alla cucina, con l’incursione di piatti tipicamente partenopei. Tradizione, ma con un qualcosa in più. E Raffaele Boccia, quel “qualcosa in più”, lo emana nei gesti e nelle parole.

La sua è una pizza tradizionale, idratazione al 68% e cura maniacale delle cotture. Professionista attento agli ingredienti, baserà Qucine Sociali sulla cosiddetta cucina circolare, quella che non produce scarti, ma fa girare gli ingredienti in tutti gli ambiti dell’offerta food. Raffaele Boccia sa il fatto suo, competenza da vendere, materie prime di grande qualità, selezionate per lo più dai produttori locali. Proposte che varieranno anche mensilmente, seguendo rigorosamente le stagioni, con un’offerta contenuta e centrata, in grado di curare al meglio ogni dettaglio. Poco, ma buonissimo.

Lato beverage, sulla carta spuntano fuori il Microbirrificio Artigianale Okorei e Tenuta Le Lune del Vesuvio per i vini.

Tra le pizze proposte, oltre ai grandi classici, spicca una certa “Pasta e patane senza pasta”, omaggio che Raffaele Boccia fa al noto piatto partenopeo. Pizza invece della pasta, crema di provola e rosti di patate per l’effetto crunch. Immancabile anche la pizza “Scarpariello”, del resto siamo nei Quartieri Spagnoli. Qui leggenda narra che proprio nelle botteghe degli antichi ciabattini, nacque questo piatto di recupero preparato velocemente dagli artigiani nel loro retro bottega. Utilizzando il sugo avanzato dal giorno prima ed il formaggio che ricevevano dai clienti come pagamento per il servizio reso.

Con Raffaele Boccia, Qucine Sociali profuma di pizza, di tradizione e di poesia. Tanta voglia di far bene, avviando al più presto la squadra vincente in grado di replicare il menu messo a punto dal maestro pizzaiolo. Tra i fritti, non mancheranno crocchè, montanare e frittatine di pasta. Quelle che sposano alla meraviglia un certo Spumante di Falanghina già presente in carta. Insomma, ci sarà di divertirsi.

Ufficio Stampa Roberta Raja

“Vulcano” e “Comics”, esplosione di colori ed energia per le nuove 

Frog Collection firmate Didiesse, dedicate al Vesuvio e ai fumetti

C’è il nero della pietra lavica, il giallo delle ginestre, il fucsia delle bouganville e il verde dei sentieri che conducono al cratere in “Vulcano”, tra i nuovi modelli della nuova Frog Collection, la linea limited edition disponibile in soli 500 pezzi, firmata Diediesseazienda partenopea specializzata nella produzione di macchine per caffè espresso dedicate al consumo di cialde.

Una vera e propria “esplosione” di colori e creatività che, in questo caso, strizza l’occhio al Vesuvio, simbolo indiscusso della città di Napoli, ma conosciuto in tutto il mondo. 

Un omaggio sui generis, sospeso tra Jackson Pollock ed Andy Warhol, attingendo dal primo la tecnica e dal secondo le nuance pop. 

La scocca di “Vulcano”, difatti, è in stile drip dall’effetto sgocciolato, che ricorda quello creato dal “papà dell’action painting”, mentre le tinte richiamano quelle tanto care al “maestro della Pop Art”, che al Vesuvio dedicò una delle sue opere più iconiche degli anni Ottanta.   

Cover come tele, dunque. Le macchine per caffè espresso Frog, dal design divertente e colorato, che si adatta a tutti gli ambienti, infatti, sono pratiche, funzionali, affidabili e belle da vedere. Come “Comics”, altra novità dedicata a famiglie dalla spiccata ironia, ai single e agli appassionati di fumetti di ogni età. A caratterizzarla, tante scritte, racchiuse nelle tradizionali “nuvolette”, pronte a stagliarsi su un vitaminico sfondo arancio. L’ideale per una sferzata di energia al mattino, abbinata al cremoso caffè fumante, buono come al bar, prodotto dalle macchine Didiesse. 

Non a caso, sia Frog che la sorella più piccola Didì, hanno da poco trionfato, per la loro categoria, al prestigioso “Quality Award 2021”, che vede come giudici imperterriti, consumatori reali. 

Ufficio stampa Roberta Raja

La Chioccia D’Oro nel cuore del Cilento, precisamente a Novi Velia, che racconta l’identità territoriale attraverso i piatti.

Parliamo oggi di una terra che è presidio dello slow food internazionale: il Cilento ;luogo ancora incontaminato ricco di contrasti e di piacevoli ed inaspettate sorprese gastronomiche.

Allontanandosi un po’ dai coloriti fasti di Capri, Ischia e Napoli, scendendo un po’ più giù, dopo l’incantevole costiera amalfitana cominciamo a sentire i profumi degli alberi di gelso e i sapori forti e corposi della mozzarella fresca a pasta filata, l’apprezzatisima zizzona di Battipaglia. Ed è qui che comincia il nostro percorso. Pochi chilometri dopo ci troviamo proiettati nell’ormai noto film cult Benvenuti al sud, a santa Maria di Castellabate, o più che altro Benvenuti nel Cilento! Territorio dalle mille sfaccettature, nel quale possiamo gustare il pesce azzurro e la carne di capretto portata dai contadini e il capicollo “con la lacrima”. Eletto dal pluripremiato biologo statunitense Keys negli anni 70 come patria simbolica della dieta mediterranea, basata su alimenti collegati ai cosiddetti “piatti poveri”(legumi, verdure, pesce azzurro, cereali) ma in realtà ricchissima di nutrienti indispensabili, nella quale padroneggia l’incontrastato olio d’oliva, e luogo mondiale nel quale persiste una delle più alte percentuali di centenari e ci sarà un perché…

Se siamo quello che mangiamo, in questo lembo della Campania è ancora più vero. Ed è a Vallo della Lucania, centro focale di questo territorio, che nasce nel lontano 1979 la Chioccia D’Oro. L’idea è di Giovanni Positano, appena ventitreenne, e della fidanzata Maria Grazia De Cristofaro, che abbandona il lavoro di commessa per seguire la sua passione per l’arte culinaria, supportata nel corso degli anni dalla presenza dei nonni, indispensabili a quei tempi per la crescita dell’ attività.

La cucina del ristorante è ben lontana dalle mode del momento (sulle tavole dei ristoranti i must have erano le pennette alla vodka, il risotto mare e monti, l’aspic e le gelatine) dove, invece, la parola chiave è il territorio, inteso a 360 gradi, in tutta la sua espressività, dalla materia prima alla presentazione del piatto.

E’ questo l’ orientamento che ha portato questo ristorante a diventare un punto di riferimento per le persone che vivono in Cilento e ben oltre. Cavallo di battaglia e piatto simbolo del ristorante sono i “Nidi”: croccante girella di pasta arrotolata con besciamella e prosciutto cotto, serviti in un tegamino di terracotta e ragù di carne, specialità che nell’immaginario collettivo riporta dal 1979 ad oggi direttamente con la mente e i ricordi allo spirito del ristorante.

E passiamo alle origini del nome che gli è stato dato, davvero da favola. Si rifà a una leggenda longobarda, di un grosso masso di arenaria che si trova di fronte alla struttura, a Novi Velia, che è un paese fondato proprio dai longobardi. In una notte durante l’ invasione longobarda si narra che dalla fessura della grande pietra si intravedesse una chioccia con i suoi pulcini d’oro. Da qui l’idea del nome.

Nel corso di questi anni il prestigio, la fama e le soddisfazioni sono state tante e l’evoluzione dei piatti si è accresciuta sempre di più, rimanendo però sempre fedele al territorio e alle sue eccellenze. La ventata di freschezza arriva con Rosa, la figlia dei fondatori, la quale dopo la laurea in comunicazione a Roma decide di tornare alla sua terra, inserendosi con gradualità attraverso un’accurata formazione sui cibi e diventando anche un’ esperta sommelier ed assaggiatrice di formaggi. La sua è una costante ricerca delle materie prime, protagoniste dei piatti del menu, rispettando sempre la filosofia del chilometro zero e della stagionalità.

La cucina è di terra: carni rosse e bianche di primissima scelta da fare sulla brace, verdure di stagione, pasta fatte in casa, come i famosi fusilli col ferretto e accompagnati dalla braciola di vitello arrotolata con aglio e prezzemolo e cotta per circa 5/6 ore in una passata di pomodoro, come la tradizione del ragù maritato cilentano comanda. O il tenero coniglio disossato con verdure di stagione e funghi porcini. E ancora tanti primi piatti e secondi in una raccolta che identifica un percorso il quale, attraverso tutta questa carrellata di pietanze, non racconta soltanto l’identità del locale ma anche quella di un territorio nelle sue evoluzioni.

LA CHIOCCIA D’ORO

VIA BIVIO NOVI VELIA- VALLO DELLA LUCANIA(SA)

0974-70004

“ Una finestra sul mare ”: in penisola sorrentina una giornata dedicata alla pesca sostenibile e alla biodiversità Domani 9 maggio, dalle ore 18.30, talk show online con chef stellati, da Iaccarino a Cannavacciuolo, istituzioni ed esperti, trasmesso sui canali social dell’Area Marina Protetta Punta Campanella


Una parata di stelle della cucina parteciperà domani, domenica 9 maggio, a partire dalle 18.30, sul canale YouTube e la pagina Facebook dell’Area Marina Protetta Punta Campanella (https://www.facebook.com/puntacampanella.parcomarino) a ” Una finestra sul mare “, evento realizzato dall’Amp e dal Flag Approdo di Ulisse per promuovere il consumo di pesce sostenibile e locale, salvaguardando così le specie più a rischio perché troppo sfruttate.Cuochi bistellati, da Alfonso Iaccarino, del Don Alfonso 1890 di Sant’Agata sui due Golfi ad Antonino Cannavacciuolo, del Villa Crespi di Orta San Giulio, da Nino Di Costanzo del Danì Maison di Ischia, a Francesco Sodano de Il Faro di Capo d’Orso di Maiori, da Salvatore Elefante, de L’Olivo del Capri Palace di Anacapri a Fabrizio Mellino dei Quattro Passi di Nerano. E, ancora, Salvatore Giuliano, chef di un locale simbolo come Mimì alla Ferrovia di Napoli e Francesco Martucci, patron de I Masanielli di Caserta, laureata come migliore pizzeria al mondo. Ma, soprattutto, gli studenti di tre istituti alberghieri, “F. De Gennaro” di Vico Equense, “San Paolo” di Sorrento e “Pantaleone Comite” di Maiori, chiamati a partecipare al contest dal titolo “Piatto Blu”, cimentandosi con ricette a base di pesce povero, locale e di stagione. Sono loro i protagonisti della giornata conclusiva del progetto “Sea può fare”, coordinato da Carmela Guidone, del Centro di Educazione Ambientale dell’Area Marina Protetta di Punta Campanella, ente presieduto da Lucio Cacace e dal Flag Approdo di Ulisse, guidato da Fortunato Della Monica, sindaco di Cetara. Un’iniziativa promossa dalla Regione Campania, grazie all’Assessorato all’Agricoltura, retto da Nicola Caputo, e finanziato con i Feamp, i Fondi Europei per gli Affari Marittimi e la Pesca.Un evento dedicato al mare e alla biodiversità, con show cooking, interviste, collegamenti, curiosità e ricette, condotto dal giornalista Luigi D’Alise. Location dell’appuntamento, le sale e la cucina del ristorante stellato Quattro Passi di Nerano, in penisola sorrentina. Tra gli ospiti di ” Una finestra sul mare ” anche il vice sindaco di Massa Lubrense, Giovanna Staiano, il critico enogastromico Gimmo Cuomo, ed il pluripremiato sommelier del ristorante stellato Il Comandante dell’hotel Romeo di Napoli, Mario Vitiello, invitati a discutere sul tema della pesca sostenibile e, in particolare, sul pesce eccedentario, il pescato locale che troppo spesso viene sottovalutato, scartato e addirittura ributtato in mare perché ha poco mercato. “In realtà ha grandi qualità nutrizionali, è economico e può essere cucinato in tanti modi, come ci mostreranno i tanti chef rinomati che hanno partecipato all’iniziativa e che ringraziamo, e soprattutto i ragazzi dei tre istituti alberghieri – sottolinea il presidente dell’Amp Punta Campanella, Lucio Cacace – Invitiamo tutti a orientarsi verso azioni più sostenibili, a cominciare dalla scelta dei prodotti da cucinare e mangiare. Tra i prodotti consigliati, oltre alici e pesce azzurro, anche palamita, sgombro, sarago, aguglia, sugarello e diversi altri. Molto importante anche seguire la stagionalità del pesce: ognuno ha il suo periodo”.L’evento in programma chiude il ciclo di appuntamenti di “Sea può fare” che hanno coinvolto, nel corso del mese di aprile, oltre ai tre istituti alberghieri, anche il liceo scientifico Salvemini e alcune classi primarie della penisola sorrentina, attraverso tre moduli didattici. Il primo, dedicato alla “Citizen Science”, ha cercato di ridurre la distanza tra cittadini e mondo della ricerca, in modo da rendere la scienza un patrimonio di tutti. Con il secondo modulo, “Farmacia sottomarina”, realizzato in collaborazione con il Dipartimento di Farmacia dell’Università Federico II di Napoli, l’ambiente marino è stato svelato come risorsa per il benessere dell’uomo. Il terzo modulo, “Vivere sotto le onde”, il cuore del progetto, ha mostrato quanto le risorse marine e gli stock ittici non siano illimitati e, se non adeguatamente protetti, a lungo andare potrebbero esaurirsi. A completare il ricco programma, il concorso fotografico “Un brand per il mare”, bandito per celebrare il mare come risorsa vitale e bene prezioso.

Ufficio stampa ago press

Provolone del Monaco Dop ospite d’onore al mercato contadino coperto di Fuorigrotta. Una tre giorni dedicata al formaggio stagionato più famoso della Campania per cominciare a riprendere il contatto diretto con consumatori ed appassionati.
Si parte domani (21 aprile 2021) e si andrà avanti per tre giorni (gli altri due sono venerdì 23 e sabato 24 aprile) con la promozione del prodotto offrendo a quanti potranno essere presenti l’opportunità di assistere dal vivo alle operazioni di filatura. Quest’ultima fase sarà curata da due dei casari storici appartenenti al Consorzio di Tutela del Provolone del Monaco Dop: Giuseppe Ferraiuolo e Benedetto De Gregorio.

“Un piccolo passo verso la normalità -spiega il presidente del Consorzio di Tutela Giosuè De Simone– il più grande mercato contadino coperto della Campania è il posto giusto per riprendere a parlare del nostro prodotto e per ringraziare i consumatori che anche in questi mesi difficili non hanno fatto mancare il loro affetto, anzi lo hanno aumentato”.

Oltre al Provolone del Monaco Dop, nei mille metri quadrati al coperto della struttura è acquistare i migliori prodotti agroalimentari della Campania. Ventisette i box stabili, altri quindici mini box per proposte di nicchia. 
Il Mercato coperto è aperto nei giorni di mercoledì, giovedì e venerdì dalle 9 alle 15. Il sabato orario continuato dalle 10 alle 19: si accederà da via Guidetti, all’altezza del civico 72, nella zona del Parco San Paolo di Fuorigrotta.   
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Per informazioni Roberto Esse


CAFFÈ BORBONE, PER LA GIORNATA MONDIALE DELLA TERRA

PROGRAMMA AL FIANCO DI PLASTIC FREE LA BONIFICA DELLA
FOCE DEL FIUME GARIGLIANO

L’appuntamento con una delle iniziative green più imponenti del 2021 è per il 25 aprile, al Camping Pineta

Napoli, 22 aprile – Caffè Borbone, sempre più incline alla sostenibilità ambientale, sociale ed economica, conferma il proprio impegno a favore dell’ecologia. Domenica 25 aprile, a 3 giorni dalla “ Giornata Mondiale della Terra ”, il brand partenopeo sarà, infatti, al fianco dell’associazione di volontariato Plastic Free onlus, a supporto di una delle iniziative green più imponenti del 2021: la bonifica della foce del fiume Garigliano. L’appuntamento è per le 9.30 nei pressi del Camping “Pineta La Foce” (Caserta) e chi volesse aggregarsi, in veste di volontario, potrà farlo registrandosi sul sito di Plastic Free (www.plasticfreeonlus.it).

Un evento notevole, che vedrà il coinvolgimento di circa 400 volontari in Campania e 120 nel Basso Lazio, che uniranno le proprie forze per cercare di ripulire da plastica e rifiuti non pericolosi un’area che si estende per ben 5 chilometri. Con una stima che oscilla tra le 5 e le 10 tonnellate di materiale da recuperare. Il tutto, nel pieno rispetto delle normative anti-Covid. I volontari indosseranno, infatti, mascherine e rispetteranno la distanza minima di sicurezza di 2 metri uno dall’altro. 

Per l’occasione, Caffè Borbone sosterrà attivamente la manifestazione.

“La collaborazione con Caffè Borbone è per noi un modo per arrivare più velocemente ai nostri obiettivi per il bene del Pianeta. Sapere che ci sono aziende così attente al benessere dell’ambiente, ci riempie di gioia e ci motiva a fare sempre meglio” spiega Luca De Gaetano, presidente della onlus nata nel 2019, votata alla salvaguardia dell’ambiente e impegnata su più progetti: dalla raccolta di rifiuti su spiagge e in città al salvataggio delle tartarughe, dalla sensibilizzazione nelle scuole al Plastic Free Diving.

D’altronde, la sostenibilità è da sempre tra i valori di Caffè Borbone, prima azienda ad immettere sul mercato la cialda compostabile, smaltibile nell’umido e ideale per la concimazione dei terreni, orientando grande impegno allo sviluppo di una coscienza ecologica, così da rendere sempre più green la pausa caffè. E oggi, la Cialda Compostabile è 100% Amica della Natura, dall’incarto interamente riciclabile realizzato in carta. 

Luca Guelfi, imprenditore della Milano da bere, inventa e si reinventa con un nuovo locale nella sua terra d’origine: “Dal Milanese”. Un omaggio alla Milano degli anni ‘50 che però ha il sapore della speranza, di incoraggiamento, di risposta alla paralisi di tutta l’Italia. 

Un anno è passato a Milano, come del resto ovunque. Un anno tumultuoso, inquieto, che ci ha costretti negli angoli reconditi della nostra mente a tu per tu con lo specchio dell’anima. E c’è chi è riuscito a riconoscere nel riflesso un sé nuovo, rinnovato, cambiato certo, ma pronto a rispondere proattivamente alle sfide imposte dal Pandaemonium. Soprattutto chi, abituato com’era a vivere di persone gestendo locali e ristoranti della Milano per bene, ha dovuto fare i conti con un settore anchilosato per costrizione. E se nomen omen est, per una qualche strana legge universale, Luca Guelfi è il coraggioso imprenditore che con la primavera farà nascere un fiore nel giardino della ristorazione italiana.  

Dopo 9 locali, ognuno con la sua anima, contaminati da esperienze di vita e culture diverse, l’imprenditore, milanese di nascita ma globetrotter per scelta, chiama un all in: punta tutto sul valore gastronomico della sua terra. Anche se non ci è dato sapere quale sia esattamente il posto in cui si ergerà – secondo indiscrezioni nelle vicinanze di Porta Vittoria – il nuovo ristorante a firma di Luca Guelfi ha l’anima 100% lombarda. “Dal Milanese” si chiamerà e sarà un omaggio alla tradizione culinaria meneghina, la celebrazione di una ricchezza organolettica da diffondere. Impossibile dunque non sapere cosa sarà servito – speriamo molto presto – al tavolo: piatti di unica e sola provenienza lombarda abbinati ad etichette di terroir lombardi. Un duplice menù ancora in fieri che, però è certo, unirà tradizione, con la proposta di piatti tipici, e modernità, nella selezione di ricette rivisitate, che potranno essere degustate sia in una sala interna che disporrà di 45 posti a sedere che nei 25 coperti del dehor. 

Dal Milanese sembra essere proprio la risposta positiva a un immobilismo del settore ristorativo che ha il sapore della speranza, di incoraggiamento nell’investire e proporre nuovi format che invoglino sempre più alla scelta del “fuori casa”. 

E Luca Guelfi non se le lascia cantare: nell’epoca della comunicazione digitale, in piena zona rossa, annuncia gli open day dei locali del suo gruppo a partire dal 29 maggio prossimo con un post su Facebook e Instagram. È proprio questo di cui abbiamo bisogno, ciò che Luca Guelfi persegue è la fine di un periodo. Un punto e a capo. La forza di continuare incessantemente a camminare. 

È stata presentata agli organi d’Informazione L’ AICAN, l’Associazione Imprenditori Commercio Agroalimentare Napoli, nella sede ospitata dal C.A.A.N., a Volla.

A presiedere AICAN , l’avv. Ilaria Renna, già attiva nel CGON. Tra i rappresentanti, molti nomi storici: Francesco Solina, terza generazione di imprenditori fondatori delle aree mercatali, in rappresentanza del settore Ho.Re.Ca.; Salvatore Calce, per i lavoratori C.N.L., cooperativa servizi e logistica; Stefano Luciano, pres. Consorzio Terra Italiana e C.N.L.; nell’ortofrutta, Clemente Festa, commissario, e Pasquale Luciano, dettaglianti; nell’Ittica, Gennaro Cozzolino e Fabio Maraucci; Rosa Praticò, referente esterna sindacati e comunicazione, che ha moderato la conferenza, trasmesso in diretta streaming, alla quale hanno presi parte anche il presidente Centro Agro Alimentare di Napoli CAAN, Carmine Giordano, Amedeo D’Alessio, segr gen FILT – CGIL; Stefano Luciano, pres. CNL; Salvatore Ferriero, Amministratore delegato Agrifood.

A.I.C.A.N. riunisce in maniera trasversale i vari ambiti operativi del comparto e si propone di creare una linea diretta con le istituzioni, offrire nuove opportunità di crescita imprenditoriale, spazio ai giovani, servizi alle imprese, consulenza legale e fiscale, convenzioni, internazionalizzazioni, formazione e aggiornamento, sicurezza sul lavoro.

In apertura, i ringraziamenti a Luigi de Magistris sindaco del Comune di Napoli che rappresenta il socio di maggioranza del centro agroalimentare. 

“Molto spesso le frammentazioni sono quelle che poi ci portano a non fare, noi invece abbiamo messo insieme vari mondi perché siamo convinti che insieme si è più forti. AICAN rappresenta molte realtà che insieme faranno sicuramente la differenza” ha detto là moderatrice Rosa Praticò.

Ha quindi introdotto il presidente del CdA del C.A.A.N., Carmine Giordano

“Da quando esiste il C.A.A.N., per la prima volta viene creata un’associazione trasversale, della quale accolgo con piacere la nascita, che racchiude tutti gli attori principali del mercato. Ora si comincia finalmente a lavorare tutti insieme in maniera sinergica, per provare a trovare soluzioni che possano essere utili al mercato, affinché diventi il più grande del Mezzogiorno, non solo per la dimensione e la movimentazione della merce, ma soprattutto per la logistica e per tutto quello che ancora possiamo raccontare. Non più, quindi, richieste di interventi per i singoli settori“ – ha annunciato Giordano.

“Rivalorizzare l’intero settore agroalimentare partendo da questa struttura: questo l’obiettivo primario di A.I.C.A.N. Si porrà in sinergia con la presidenza del C.A.A.N.. Ci preme realizzare nuove opportunità per i nostri associati e per l’intero centro. Ho l’orgoglio di dire che si propone come prima associazione in Italia nella quale sono racchiusi grossisti e acquirenti: frutterie, pescherie, operatori del settore Ho.Re.Ca. E si pone per la prima volta in sintonia con i lavoratori. Nel nostro direttivo abbiamo una rappresentanza di lavoratori della cooperativa dei servizi e di logistica, perché vogliamo il benessere di tutti. È necessario trovare nuovi accordi e A.I.C.A.N. si pone nell’ottica di realizzare nuove sinergie con le istituzioni, con la presidenza del C.A.A.N. e con i comparti dell’ortofrutta e dell’ittico” – ha precisato la presidente A.I.C.A.N., avv. Ilaria Renna.

“In questo momento particolare, bisogna esaltare ciò che già abbiamo, il territorio e le produzioni locali e chi ha il coraggio di combattere questa emergenza sanitaria collegata a una emergenza economica. La possibilità di mettersi insieme in un settore trainante dell’ economia non solo della Campania e del Mezzogiorno, deve essere un segnale forte dell’A.I.C.A.N. per dire che esiste chi vuole ancora combattere fortemente la pandemia e la crisi economica. Bisogna fare squadra, fare sistema, contro visioni narcisistiche.  Siamo pronti a ripartire!” – ha sottolineato, nel suo saluto, Rosario Lopa, portavoce della Consulta Nazionale per l’Agricoltura e Turismo.

Tra i principali intenti condivisi: rappresentare l’assenza nel piano vaccinale degli operatori dei centri agroalimentari che a tutti gli effetti svolgono un servizio pubblico. 

Inoltre, riflettori critici sullo spot “kilometro 0” e sulla “poca correttezza di mercatini che si spacciano per produttori agricoli, ma vanno invece a comprare nei vari centri agroalimentari, per poi rivendere a kilometro 0, inficiando le frutterie e perpetrando una concorrenza sleale nei confronti di chi si alza di notte e viene a comprare prodotti certificati, portandoli presso le proprie botteghe, pagando le tasse”.

Ringraziamenti ad Antonio Riccardi, che ha ricevuto il premio 

“Eccellenze italiane” per la capacità artistica, nella trasformazione della frutta e della verdura; a tutti i giornalisti intervenuti – Gianni Occhiello, Raffaele Carlino, Gianni De Somma, Annamaria Ghedina, Alberto Alovisi, Nicola Rivieccio, Armando Giuseppe Mandile, Anna Feroleto – ai blogger Patrizia Piccolo e Mimmo Credo – ai fotoreporter, tra i quali Pino Attanasio, e ai tanti altri comunicatori “che danno voce all’associazione e alle sue istanze”. A Donna Luisella, “che dà lavoro a tanti dipendenti e, malgrado tutto, ci crede e con coraggio e dedizione sta per aprire un’altra importante attività di ristorazione a Borgo Marinari”. Al noto imprenditore Antonio Ferrieri; a Franco Capasso presente nella duplice veste di responsabile del Gogj italiano e per Clubeconomy che ha ripreso l’intera conferenza; a Maurizio De Costanzo per la diretta streaming; Marco Giss per le registrazioni video; Pasquale Cristofaro per la conduzione tecnica.

Ufficio stampa AICAN : Teresa Lucianelli

AL “ QUALITY AWARD 2021 ” I CONSUMATORI PREMIANO LE MACCHINE PER ESPRESSO IN CIALDA DELLA DIDIESSE, “DIDÌ” E “FROG

CAFFÈ A CASA, BUONO COME AL BAR: LA NUOVA TENDENZA DEI COFFEE LOVER VEDE PROTAGONISTE LE MACCHINE PER ESPRESSO

In poco più di un anno, la pandemia ha cambiato gran parte delle abitudini del mondo intero, ma di certo non è riuscita ad arginare l’amore degli italiani nei confronti del caffè. Se prima, però, per assaporare un buon espresso, l’unica soluzione possibile sembrava fosse il bar, ora, anche a causa delle ristrettezze dovute al virus, i coffee lover pare si siano organizzati per bene, con l’intento di preparare ottimi caffè anche a casa propria. Veri e propri rituali affidati, sempre più spesso, non più alla “vecchia” moka, ma a macchine per caffè espresso in cialde: pratiche, compatte ed efficienti.

È proprio così, dai recenti studi di AstraRicerche, è emerso che gli italiani preferiscano la macchina per caffè espresso alla tradizionale, un cambiamento epocale che conferma un calo nell’uso della moka, passata dal 53,3% del 2014 al 37,2% del 2020 e un aumento, invece, nell’utilizzo delle macchine per espresso, balzate nello stesso periodo, dal 28,8% al 39,5%.

Come Didì e Frog, fiori all’occhiello del brand partenopeo Didiesse che ha da poco conseguito il prestigioso “Quality Award 2021”, premio attribuito dai consumatori italiani ai prodotti giudicati di alta qualità, attraverso rigorosi test di performance condotti da laboratori indipendenti specializzati ciascun consumatore esprime un giudizio di soddisfazione. Per l’occasione, infatti, la Marketing Consulting, società specializzata in consumer analysis per testare “al buio” le macchine per espresso, ha coinvolto 300 consumatori abituali di caffè in cialde o no rejector, appartenenti a varie fasce d’età. Insomma, veri cultori della materia.

Dal “blind test” è emerso che la piccola Didì, compatta, maneggevole e dai consumi ridotti, ha catturato l’attenzione per dimensioni, facilità di pulizia, comodità di utilizzo ed erogazione del caffè. Una macchina moderna e pratica, destinata soprattutto a consumatori dinamici. L’84,7% dei tester ha dichiarato, infatti, che l’acquisterebbe.  

Frog, invece, ha conquistato i partecipanti per il design accattivante (particolarmente apprezzata la versione in rosso), seducendo tutti per la capacità innata di produrre un caffè vellutato caratterizzato da una dolcissima crema in superficie. In previsione, l’83,1% dei tester la comprerebbe.

Una vittoria interessante, in linea con i risultati emersi da recenti studi che registrano un’impennata nella vendita di macchinette, passate dal 6% del 2019 all’11,5% dello scorso anno.

Tanti ottimi motivi per gustare in tutta tranquillità, tra le mura domestiche, la propria bevanda preferita, senza rimpiangere il caffè del bar.

Ufficio stampa: Roberta Raja

A Pompei, lo chef Paolo Gramaglia e l’architetto Giuseppe Scagliarini ha nno voluto accedere i riflettori sulla ristorazione in un progetto che vede protagonisti vari ristoranti.

Paolo Gramaglia, chef stella Michelin del President e Giuseppe Scagliarini, architetto e organizzatore con l’Associazione Sensi Laboratorio Creativo dell’evento Modus Vivendi Cibo &Moda, hanno voluto, con un lungimirante marketing territoriale, accendere i riflettori sulla ristorazione, quella che non si ferma nonostante i colori che cambiamo da giallo a rosso e che tiene aperte le cucine ed i forni attraverso l’asporto ed il delivery di qualità.


Al progetto hanno aderito, al momento i ristoranti: Casa Gallo, La Bettola del Gusto, Garum, Mercato Pompeiano, Varnelli.
Pertanto si va dalla ristorazione più sofisticata della Bettola del Gusto con piatti pronti da mangiare o da cucinare al momento grazie ai singoli ingredienti forniti, alle gustose box con i bon-bon ed i fritti di terra e di mare di Garum, mentre Varnelli propone le sue pizze stagionali tradizionali o piatti espressi in eleganti box, il tutto accompagnato da cocktail serviti in un sacchetto di plastica comprensivo del cubetto di ghiaccio, cucina tradizionale e cuzzetiello di qualità per casa Gallo, e si ritorna su una pizza di qualità da Mercato Pompeiano a cui si aggiungono panini gourmet e insalate detox.

Il progetto è più ampio e parte dall’assunto che la ristorazione pompeiana non vuole adagiarsi sui flussi turistici mordi e fuggi legati al Santuario Mariano o al Parco Archeologico ,ma vuole vivere di luce propria , conscia dell’alta e diversificata proposta che riesce ad offrire.

“Essere da sprono a questi giovani – affermano all’ unisono Gramaglia e Scagliarini – è un dovere per chi come noi crede fermamente che in questo periodo storico, ognuno debba fare la propria parte, nella convinzione che la rinascita della ristorazione passi anche e soprattutto da questa coesione e dalla capacità di essere gruppo a Pompei con i ristoranti che hanno aderito e che vorrà aderire.”
È dai momenti difficili che si migliora e Pompei lo vuole fare alzando l’asticella ed unendo le forze sul territorio. Un bel messaggio per il mondo della gastronomia.

50 Top: 2021 un anno di speranza e grandi novità.

Giusto un anno fa ci consegnavamo nelle nostre case con la percezione che tutto, in tempi rapidi, sarebbe tornato alla normalità. Oggi sappiamo che saranno necessari ancora alcuni mesi prima che questo realmente accada. I nostri progetti, basati sulla fisicità delle visite vere in anonimato, sulle premiazioni in teatri strapieni di tensione, gioia e delusione, si sono dovuti adattare alla nuova realtà.

Consentite la presunzione di averlo capito quasi subito e messo in pratica quando alla fine di aprile 2020, ci rendemmo presto conto che nulla sarebbe tornato come prima per molto tempo. Tra chi rinviava le date di mese in trimestre e chi sosteneva che nulla si poteva fare, noi, una realtà giovane nata in una terra dove l’elasticità e la capacità di adattamento sono condizioni di sopravvivenza e di successo, abbiamo puntato tutto sull’on line dopo un confronto con i nostri partner.

I fatti del 2020 ci hanno dato ragione: siamo riusciti ad avere ancora maggiore audience rispetto al 2019 e ci presentiamo in questo nuovo anno con l’adesione di tutti i nostri partner e con l’ingresso di nuove realtà imprenditoriali significative e importanti di cui siamo davvero molto orgogliosi.
Abbiamo passato questi duri mesi freddi a confrontarci, lavorando sodo e investendo su nuovi progetti che vi presentiamo in questa newsletter. Non solo 50 Top Pizza50 Top Italy si arricchiscono e si rafforzano sul piano internazionale, ma vengono affiancati da nuove sfide: il vino e il settore del lusso e della pasticceria.

Il metodo è sempre lo stesso: sondaggio fra esperti e poi verifica in anonimato. L’obiettivo? Rendere un servizio al lettore, ampliare la platea del settore e dare la giusta visibilità ai partner in un rapporto sano e di reciproco vantaggio anche attraverso la formulazione di contenuti veri e autentici.

La fiducia dei lettori e l’autorevolezza sono il nostro capitale su cui investiamo di più; per questo cerchiamo di fare tutto bene senza lesinare nulla, a cominciare dal giusto compenso per chi lavora con noi, l’esatto opposto di altre scelte editoriali che per prima cosa tagliano sul lavoro abbassando i compensi ai collaboratori per tenere alto il margine di profitto.

Ma non esiste impresa di successo che non abbia al primo posto la cura del capitale umano, il sentirsi parte di una grande famiglia. In questo abbiamo di fronte le imprese di ristorazione, di albergo, di vino come esempio: senza progetto non c’è gruppo, senza gruppo non c’è futuro.

Ufficio stampa

Barbara Guerra
Luciano Pignataro
Albert Sapere

CAFFÈ BORBONE A SOSTEGNO DELLA CULTURA
NEI PRINCIPALI TEATRI D’ITALIA LA PAUSA CAFFÈ HA IL GUSTO DELL’ESPRESSO NAPOLETANO
Confermata la partnership con il Teatro alla Scala di Milano
Nascono le collaborazioni con il Teatro di San Carlo e il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino

Napoli 22 marzo 2021 – Alla conferma come partner e fornitore ufficiale del Teatro alla Scala di Milano per la stagione 2020-2021, si aggiungono per Caffè Borbone le collaborazioni con il Teatro di San Carlo e il Teatro Maggio Musicale Fiorentino. Una scelta ispirata dall’impegno aziendale verso la costante ricerca dell’unicità e dello stile italiano in tutte le sue declinazioni.

Valorizzare i luoghi della cultura è uno dei capisaldi dell’impegno sociale di Caffè Borbone, tanto più significativo nel complesso contesto attuale, come sostegno a uno dei settori maggiormente colpiti dall’emergenza Covid-19: il teatro, luogo dell’arte e della socialità per eccellenza. Caffè Borbone vuole dare il proprio contributo ai Teatri, in attesa che il pubblico possa tornare ad affacciarsi, accolto sia dalle note musicali sia da quelle aromatiche di un buon espresso di alta qualità, cremoso e prodotto con miscele altamente selezionate.

Il caffè da sempre favorisce la socializzazione, sposandosi quindi perfettamente con sale, foyer, palchi e gallerie. Una pausa caffè che unisce, nel segno della tradizione, l’intero Paese da sud a nord, a partire da due templi della lirica italiana, il San Carlo di Napoli e il Teatro alla Scala di Milano. Il primo, fondato nel 1737 dai Borbone, è il teatro d’opera più antico d’Europa e del mondo, Patrimonio dell’Umanità per l’UNESCO; il secondo, costruito per volere dell’Imperatrice Maria Teresa d’Austria, è stato la casa di Rossini, Verdi e Puccini e più tardi di Toscanini e della Callas: ogni 7 dicembre la sua inaugurazione di stagione richiama le massime autorità in sala e milioni di telespettatori in tutto il mondo. L’amore per il classico e per l’armonia, cifre essenziali dell’architettura e della musica di queste due eccellenze italiane, è lo stesso che accompagna da sempre il rito del caffè, fondato sul sapiente equilibrio aromatico e gustativo della miscela.

“La prosecuzione della partnership tra Caffè Borbone e il Teatro alla Scala – sottolinea il Sovrintendente e Direttore Artistico Dominique Meyer – è un importante segno di continuità di un rapporto ormai pluriennale. Quest’anno più che mai questo sostegno al mondo del teatro e della musica esprime la vicinanza tra due tradizioni italiane” 

 “In questo momento di crisi pandemica – afferma il Sovrintendente del Teatro di San Carlo Stéphane Lissner- avere accanto aziende che scelgono di sostenere la cultura ci dà fiducia per il futuro. Ci auguriamo che anche altre imprese possano presto seguire l’azione di Caffè Borbone a sostegno del Teatro di San Carlo, un teatro con una storia unica, dal 1737”.

L’impegno di Caffè Borbone a sostegno del teatro si completa con la partnership appena attivata con il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino. Nella sua nuova e moderna sede, inaugurata nel 2014 con una solenne esecuzione della IX Sinfonia di Ludwig van Beethoven diretta da Zubin Mehta, il Maggio ha raccolto la storia prestigiosa del Teatro Comunale e porta in sé, con il suo nome, il marchio del suo valoroso Festival, il terzo più antico d’Europa e celebre in tutto il mondo.

 “Già dai miei tempi al Teatro alla Scala sono molto legato alla collaborazione con l’espresso napoletano” dice il sovrintendente Alexander Pereira “Il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino è estremamente felice di poter iniziare una partnership con Caffè Borbone; un caffè eccellente mette le ali all’anima dei nostri artisti e del nostro pubblico!”

La pausa caffè associata a momenti d’ispirazione e di fruizione d’arte, un’eredità sociale e culturale con radici profonde nel nostro Paese, si evolve quindi dagli antichi caffè letterari, un tempo elitari ed esclusivi, verso un momento di apertura e di condivisione, come avvenuto anche recentemente con le dirette streaming dal Teatro alla Scala.

Promuovere i valori sociali, culturali e artistici italiani è uno degli impegni alla sostenibilità che Caffè Borbone ha da tempo adottato come impresa responsabile e capace di fondere tradizione secolare e continua innovazione.  

Ufficio Stampa Roberta Raja

FISH FRISK EXPRESS IL SERVIZIO PENSATO PER I PROFESSIONISTI
CON IL SERVIZIO DELIVERY IL PESCE FRESCO A CASA TUTTI I GIORNI

Nella zona dei Ponti Rossi c’è la pescheria Fish Frisk per raggiungerla bisogna attraversare gli archi dell’acquedotto d’epoca romana, un privilegio che ormai è abitudine per chi ogni giorno vi si reca, per la spesa o tornare a casa. Un’eredità storica che Salvatore De Simone non dimentica gestendo la sua pescheria secondo gli antichi retaggi ma in una nuova ottica, restando al passo con i tempi e le mode, guardando in prospettiva l’evoluzione del mercato. Una visione moderna anche nel nuovo nome unione delle lingue del nord inglese e danese, che nella creativa visione partenopea ha assonanza con la domanda che mai passerà di moda al proprio pescivendolo, se il pesce è fresco, se è frisk.

Da questo luogo popolare, crocevia di passaggio tra il cuore pulsante di Napoli e la moderna provincia, parte un nuovo servizio capace di migliorare la qualità della vita dei professionisti impegnati in ufficio fino a tardi, spesso privati della scelta dei prodotti di mare più freschi o di chi è costretto a casa. Un servizio che nella situazione attuale è di supporto alle dinamiche che l’emergenza covid comporta. Nel dna di Salvatore, da quattro generazioni, scorre il mare e la freschezza dei suoi prodotti, suo nonno  tra l’altro aveva una baccaleria.

Ha passato anni tra le strade con la sua pescheria mobile, portando di casa in casa il meglio del pescato del giorno, “dando una voce” alle clienti, una trasposizione delle spase napoletane degli inizi del Novecento che con la musicalità del richiamo verbale intessevano relazioni con i clienti. A questa voce antica, come quelle che si levavano anni fa, dalla strada e dalle botteghe, oggi si è sostituito il veloce scorrere del mondo con i suoi mille impegni quotidiani. Da un anno la pescheria è una bottega nota, un punto di approdo per chi ricerca qualità ma il suo essere itinerante si ripete con un nuovo sistema di  “delivery”, Salvatore sa che la formula “a casa” è la più efficace e in un certo senso ritorna alle origini, servendosi però della tecnologia per andare incontro ai nuovi ritmi che rendono complicato anche il semplice gesto di fare la spesa, scegliere i prodotti migliori, ricerca della freschezza e della qualità. Superando i limiti del concetto di ‘’negozio all’angolo’’ grazie alla potenza dell’on-line, Fish Frisk, è il nuovo progetto di pescato fresco 2.0, con una vetrina social capace di arrivare al cliente oltra i confini di quartiere, direttamente sul cellulare.

La pescheria ha sempre rappresentato il punto d’incontro tra il gusto del mare e l’entroterra, un concetto che si vuole esportare a tutta Napoli e provincia, infatti  basta una rapida telefonata o un messaggio con WhatApp per garantire direttamente a casa il migliore pescato del giorno, che si può congelare a prezzi convenienti in luoghi, specialmente dell’entroterra dove i ricarichi sono maggiori. Attenti alla stagionalità dei prodotti ogni settimana si propongono delle promo dedicate a ogni menù e ricorrenza. Dal martedì al giovedì, ad esempio, c’è un’offerta che copre il fabbisogno di tutti i giorni, mentre l’offerta cambia dal venerdì alla domenica con un’offerta dedicata ai giorni di festa, la speciale formula Fresh Fish Weekend.

Proposte uniche anche nei giorni speciali come Pasqua, Natale e San Valentino. Oggi il mondo cambia velocemente ma la qualità del servizio Fish Fresk resta immutata, ogni giorno, a casa tua.

Ufficio Stampa: Roberta Raja

La Locanda Bruniana è il punto di partenza di un tour culinario che valorizza la gastronomia locale, proponendo, contemporaneamente, ai suoi ospiti, nuove destinazioni.

Esiste uno stretto legame tra l’arte culinaria e la filosofia: il buon cibo stimola il pensiero, quest’ultimo nutre il piacere di “mangiare bene”. La Locanda Bruniana è il luogo dove l’identità di una cucina di mare, tipicamente campana, si confronta con i sapori di una terra particolarmente legata al suo patrimonio gastronomico.

Lo chef Francesco De Simone “professa una cucina spontanea, del tutto svincolata dai classici canoni del gusto, quelli che rompe in maniera chiara e diretta, prediligendo apertamente le contaminazioni, nostrane e non solo”. La Locanda Bruniana è il punto di partenza di un tour culinario che valorizza la gastronomia locale, proponendo, contemporaneamente, ai suoi ospiti, nuove destinazioni. I piatti di Francesco De Simone sono inattesi: l’aspettativa del sapore supera di gran lunga ogni speranza di gusto. Gli abbinamenti sono semplici ma netti; la scelta degli accostamenti è libera.

La food experience bruniana è decisamente contemporanea; essa “conquista i palati ma senza strafare”. Francesco De Simone firma un menù “che non accetta vincoli né condizionamenti, di qualunque tipo”. Ogni portata, soprattutto se “a mano libera”, rappresenta il risultato di un compromesso culinario che viene omaggiato con distinzione. L’acqua al sapore di mare diventa, così, il condimento essenziale di un torchon di linguine, che rivela il gusto intenso e deciso delle vongole veraci.

La dolcezza del mollusco insaporisce con gentilezza questo primo piatto; il suo succo conserva, invece, una sapidità delicata che si combina perfettamente con la leggera freschezza di una clorofilla di prezzemolo. Trucioli di bottarga accompagnano tutti gli altri ingredienti, armonizzandoli; il limone valorizza un retrogusto a metà strada tra l’aromatico e il fruttato. Questa proposta culinaria mostra in maniera evidente che la tecnica e l’estetica si completano; dimostrando di essere tutt’altro che accessorie.

Poi, quando la tradizione culinaria decide di celebrare le sperimentazioni culturali, ecco che la classicità tipica del risotto bianco viene interrotta con un collage ricco e saporoso. Le patate sautè amalgamano con disciplina i cannolicchi, prelibati e sorprendentemente versatili; il gambero rosso crudo, incluso il suo corallo estratto a freddo; l’alga marina, fritta e polverizzata. Allo stesso tempo, la coda di rana pescatrice viene servita in saporiti bocconi avvolti da una foglia di bietola; il sentore più o meno terroso della verdura, viene annacquato da un brodo dashi, limpido e raffinato. Scaglie di katsuobushi conferiscono a questo secondo piatto una fragranza asiatica.

Il dessert conferma l’identità particolare di un food concept esclusivo. Il gelato di pastiera napoletana è al grano e con fiori d’arancio; una mousse di ricotta assume la forma di un’amigdala che decora questo bon bon freddo esaltandone la cremosità; il crumble dolce alla cannella cattura l’attenzione con il suo profumo speziato. I piatti dello chef Francesco De Simone “parlano chiaro”: il mare è il suo ingrediente segreto. La sua è una filosofia culinaria introspettiva; le stessa che “inonda” la Locanda Bruniana. Il simposio gastronomico ha un interlocutore e anche una sede: lo chef Francesco De Simone e la Locanda Bruniana.

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Si conclude col raggiungimento di tutti gli obiettivi, “I piatti del Carnevale e…”: contest internazionale con sezione solidale  “Cuore d’Oro”, organizzato all’insegna della qualità, da #InsiemeperilTerritorio, rassegna itinerante di eventi d’eccellenza curata dalla giornalista enogastronomica TeresaLucianelli e dal blog Vesuvio’s Shadow del foodblogger Mario D’Acunzo.

Una riuscita alternativa alle splendide manifestazioni charity alle quali eravamo abituati, di grande spessore e coinvolgimento, promosse da svariati anni da Teresa Lucianelli con la sua grande Squadra solidale di #InsiemeperilTerritorio, oggi vietate come tutti gli altri eventi in presenza.Così come il Contest precedente, organizzato nelle Festività natalizie, l’affiatata Squadra solidale di chef, produttori, specialisti della salute e del benessere e professionisti dell’informazione,   impegnata a sostegno dei più deboli, guidata dalla giornalista enogastronomica  napoletana, unitamente ai nuovi sostenitori,  è riuscita a raggiungere lo stesso i fini alla base del contest d’impostazione charity, e a donare oltre a tanti sorrisi, tutti i vari contributi annunciati, alla base della stessa iniziativa benefica.

Il Contest Internazionale è stato dedicato ai piccoli orfani, senzatetto, vittime di gravi problematiche e agli indigenti, nell’ambito del Progetto AbitiAmo, Parrocchia di San Gennaro al Vomero, guidata da Padre Massimo Ghezzi, che opera con i suoi volontari in Campania e nella missione in Albania. 

In primis, esponenti del migliore Food campano, con ultracentenarie ditte ristorative di grande fama, come i partenopei Arfè Gastronomia 150 anni e Mattozzi dal 1833; Donna Luisella, con Carla De Ciampis e Fulvio Mastroianni, l’imprenditrice Anna Pezone Nexyiu; lo stabiese Francesco & Co, erede della tradizione di Ciccio di Pozzano;  da Vico Equense, Ristorante Cerasè e Pizza Therapy; da Positano, Paola Fiorentino Arti; Solania srl, Nocera Inferiore; Caseificio Caracciolo, Lauro; da Casoria, Ileana Mandile Estetica e Benessere; Antica Panetteria Portici; Sweet Dreams Bambolino, Ercolano; Amor Mio, Brusciano;  Sapori di Napoli, Nola; Lago Grande, Monticchio; Agricola Donatello Chiarito, Ripacandida.

Grazie al loro supporto e al contributo di tutta la Squadra, sono stati donati: abiti, chiacchiere, torte e lasagne, specialità e prodotti alimentari per i pasti festivi della Mensa solidale, punto di riferimento sicuro e sempre attivo, per tanti indigenti di ogni età e di varie nazionalità.Non poteva certo mancare il supporto della storica struttura settecentesca partenopea Villa Domi Ricevimenti, Napoli, del patron Domenico Contessa, particolarmente  sensibile alle tematiche benefiche, che ha organizzato un centro raccolta per le donazioni, giusto ora concluse, di vestiario e prodotti di prima necessità, arrivate da più parti, anche dall’Estero.

Quali concorrenti solidali, anche noti chef, giornalisti enogastronomici e foodblogger internazionali, oltre a casalinghe e appassionati dell’arte culinaria, molti particolarmente attivi in campo solidale, tutti impegnati ai forni e ai fornelli, per preparare la ricetta migliore e presentare la mise en place più d’effetto. 

Alquanto complicato il compito della giuria e del pubblico votante Facebook, che hanno dovuto scegliere tra le interessanti proposte preventivamente selezionate e ammesse in gara, nelle tre sezioni: Cuore d’Oro, Social, Critica.

Vittoria ex aequo (334 voti) nella sezione solidale Cuore d’Oro per la pluripremiata chef simbolo della cucina salutista lucana, Silvana Felicetta Colucci con i suoi soavi e fascinosi Biscotti della Sposa, e per Vincenzo Napoletano, italobritannico manager del Ristorante Eventi del Parlamento del Regno Unito, di origini partenopee, con la sua elaborata e originale lasagna vegana. Già vincitori entrambi in precedenti Contest. Di seguito, La Cucina di Cappa (288) con la Parmigiana lasagnata d’ispirazione siciliana, e la nota chef televisiva Piera Parisi (274) con una ottima ricetta antispreco: “Pane e Pomodoro”.

Nella Sezione Social, maggiormente gradite agli utenti Facebook le leggerissime “mascherine chiacchierine” di Maria Teresa de Lorenzo (219 voti); quindi, le “croccanti” di Annamaria Leo (191), e la Torta con ganache al cioccolato fondente de La creativa Cucina di Cappa, (171), pure piazza d’onore al Cuore d’Oro nella stessa competizione. 

Per tutti, box Cantine Mediterranee di Vincenzo Napolitano e, al primo classificato, anche le Specialità Arfè.

I Premi della Critica con le incantevoli miniature nei colori inconfondibili della Costa d’Amalfi, firmate dalla poliedrica artista Paola Fiorentino di Positano, vanno a: Manuela Napoletano, (495 voti)autrice delle splendide e coloratissime maschere dolci in stile veneziano; Gar Cincin Corcione, (373) con la suggestiva Chiacchiera “effetto vetro cattedrale” in trasparenza,  e Alessandra Profenna, (358) con le Stelle filanti nelle più intense tinte dell’arcobaleno.

Altri riconoscimenti sono stati attribuiti, dopo attenta valutazione da parte della qualificata Giuria, agli autori delle migliori preparazioni escluse dal podio. 

Menzioni della Giuria a: Giovanni Bambolino per le Graffe vesuviane, a Mariana Antonecchia e Claudia Laconi, rispettivamente per le Zeppole molisane e Is Zippulas cagliaritane, a Stefano Siracusa per le Chiacchiere di Sciacca.

Note di Merito a: Enza Aragosa, Raffaele Canciello, Adriana Canu, Loredana Cavotta, Giovanna Certamente, Rosanna De Giovanni,  Morena de Lucia, Maria Elia, Hilde Esposito, Michela Festa,  Enrichetta Franza, Antonio Fucciolo, Rosalba Lo Feudo, La mamma cuocò, Leonardo Marzano, Lucia Melchiorre, Raffaella Nastro, Ozzanocucina, Nakisca Pasqualini, Marinella Petrarca, Inna Photovipers, Paolo Poma, Antonio Scamardella, Sara Scognamiglio, Antonella Trotta, Marika Valentini, Anna Vitiello, che si sono distinti con le loro golose creazioni.

In Giuria, con Teresa Lucianelli: Valerio Giuseppe Mandile, chef d’eccellenza da location pluristellate e giornalista gastronomico; Raffaele Carlino, direttore ed. Campania Felix Tv; Marcello Affuso, direttore Eroica Fenice; Ersilia Cacace, foodblogger “La Boss delle Pizze”; Rosalia Ciorciaro, nutrizionista, idrologa e docente di Scienze dell’Alimentazione.

I ringraziamenti ufficiali da parte degli organizzatori, sono andati a tutti i partecipanti e sostenitori, per avere contribuito, con massimo impegno, alla perfetta riuscita di questa significativa mission dedicata al Bene e al Gusto, che dalla Campania, si è estesa alle Nazioni estere.

Ufficio Stampa Teresa Lucianelli

Master di Davide Civitiello alla Pizzaiuoli School dell’APN Aperte le iscrizioni: Pizza napoletana, pizza contemporanea, pizza fritta.


Al via i nuovi corsi della Pizzaiuoli School della Associazione Pizzaiuoli Napoletani. Un calendario fitto che va dai master per i pizzaiuoli professionisti, ai corsi completi per chi vuole diventare pizzaiuolo, fino a lezioni per appassionati su materie singole.
Si parte con il 29 e 30 marzo con il master di Davide Civitiello dedicato ai pizzaioli professionisti sui 3 must: Pizza Napoletana, Pizza Contemporanea, Pizza Fritta.
Il master affronterà, per ciascuna di queste tre sessioni: impasto, staglio, stesura, condimento, cottura.


Tutte le informazioni sono disponibili su: www.pizzaiuolinapoletani.com
“Il master – dicono i referenti della Pizzaiuoli School, Marilena Miccù e Gianluca Pirro – è disponibile anche online: in tal modo sarà possibile frequentare anche a distanza. Assicuriamo in tal modo il rispetto delle norme anti Covid-19. Al termine del corso sarà rilasciato attestato di frequenza”.
I pizzaiuoli interessati ad iscriversi al master possono mandare un messaggio Whatsapp al numero 081.19173674(il numero è abilitato sia alla ricezione di telefonate che di messaggi)

Ufficio Stampa APN COMUNICAZIONE

A Pollena Trocchia (NA) nasce la Pasticceria Celestina, il nuovo regno di Nancy Sannino giovanissima pasticciera di appena 24 anni.

Celestina è l’azzurro del cielo. Celestina è il rosa dei bonbon. Un luogo magico, fatato e ovviamente dolce.
È il nuovo regno di Nancy Sannino, giovanissima pasticciera di appena 24 anni, che è ritornata nel paese natale alle falde del Vesuvio. Per aprire la sua pasticceria. Il sogno diventato realtà della bambina che guardava le pareti della cameretta e desiderava alzarsi in volo sostenuta da palloncini colorati. Per arrivare alla dispensa e rubare i biscotti preparati nel forno di casa, addentare i cioccolatini ripieni di amarena, affondare il cucchiaio nel dolce di ricotta e albicocche pellecchielle. I premi per il suo impegno nello studio a merenda.

E Nancy ha studiato per rendere dolce e croccante il sogno di diventare pasticciera. Dismessi i panni della studentessa adolescente, è scesa in campo come commis di pasticceria in due accorsati laboratori napoletani. Ma poi è ritornata sui banchi di scuola, alla Cast Alimenti. Prima di spiccare il volo con i suoi palloncini in direzione Rimini, dove è diventata responsabile preparazione di base e torte da forno nel laboratorio di Roberto Rinaldini. Per proseguire il viaggio a Parigi e diventare la responsabile delle viennoserie e dirigere la sala di Yann Couvreur alla Gallerie Lafayette. Il luogo in cui dolce e salato si incontrano sullo spartito comune dei codici di cottura, condimento e presentazione.

Al ritorno in Italia, la decisione di aprire la pasticceria Celestina. Per mettere il motore ai suoi palloncini ora fragranti di craquelin e morbidi di ganache.

Una storica pasticceria di Pollena Trocchia, che l’aveva vista schiacciare il naso sui vetri dei banchi ricolmi di dolciumi, è la sede di Celestina. Un layout fresco e giovanile attende gli appassionati della pasticceria al taglio del nastro in questo mese di marzo. Sono ritornate le nuvole rosa e il cielo azzurro che vestono i box per l’asporto dei dolci e le pareti della saletta di degustazione che verrà. Il castello delle fiabe è il luogo dei dolci che fondono i ricordi della bambina e l’esperienza transalpina ed europea di Nancy Sannino.

La madeleine dei ricordi è la crema delle code di aragosta e la ricotta che farcisce la pastiera della tradizione pasquale. La curiosità per il mondo che è al di fuori della pasticceria napoletana è il Paris Brest, il Flan alla vaniglia, il pain au chocolat (vero, con le barrette di cioccolato), le declinazioni delle tarte, la brioche caramello e vaniglia. Ma è anche la sbrisolona mantovana e il Kouglof Alsaziano.

Nella sua pasticceria non c’è contrapposizione tra tradizione e innovazione, basic e gourmet. Il fil rouge è la qualità degli ingredienti, l’utilizzo del cioccolato cru, la devozione al burro, l’ossessione per i migliori pistacchi e le nocciole più saporose. Un percorso che si avvia con la colazione, ricca, esuberante, e che mette sullo stesso piano elevato il cornetto all’italiana e il croissant francese. E non dimentica le istanze di chi cerca equilibrio con i cornetti integrali e miele di acacia del Cilento.

L’attenzione al territorio, anzi, ai territori è un incontro continuo tra la sperimentazione e i cult. Come le sfogliatelle ricce e frolle che mai potrebbero mancare in una pasticceria napoletana. Al pari dei babà e delle zeppole di San Giuseppe che arricchiranno i banchi nella settimana di inaugurazione. Per poi lasciare spazio alle creazioni della Pasqua, dalle pastiere alle colombe. E alle uova di cioccolato.

Ecco, il cioccolato è l’altra grande passione di Nancy Sannino. Celestina recupera il rito delle praline come momento di gioia da gustare in un pomeriggio da addolcire o da regalare e farsi regalare. Quella dolce scatola che suggellava momenti d’amore eterno e filiale. Una strada di cioccolato che inonda le creazioni scolpite nell’immaginario collettivo del pranzo della domenica. Gli “sciù” e gli éclair in un gemellaggio franco-napoletano ricco di gusti classici e nuove invenzioni.

È l’ora del pomeriggio e del rito della merenda all’italiana o del tè all’inglese. Fate voi, ma con le torte e le monoporzioni che Celestina pensa per gli appassionati della biscotteria classica e gli amanti delle torte e delle monoporzioni. O con le prussiane, che mettono insieme colazione e merenda, e gli immancabili macaron alla francese. E potete anche affidarvi all’estro delle sue personali invenzioni come i ventagli che racchiudono un cuore di cioccolato.

Celestina è sempre molto di più di quello che vi aspettate. Semplicemente perché è anche gelateria. Nancy Sannino ha perfezionato la sua conoscenza del gelato con Raffaele Del Verme, nume tutelare della Gelateria Di Matteo a Torchiara nel Cilento. Olimpo per tutti i seguaci del vero gelato artigianale. E nelle carapine della sala dedicata al gelato, troverete uno strepitoso gusto fiordilatte con fuscella di Sant’Anastasia. La bandiera del paese natale della giovanissima pasticciera (e gelatiera).

Ma non chiedete a Nancy Sannino qual è il pezzo forte di Celestina, qual è il dolce migliore o da assaggiare subito. “Il mio dolce preferito è quello che ho appena finito di mangiare soddisfatta e quello che ho pensato e sto per preparare”. Scegliete voi con il cuore. Che sarà subito tra le nuvole rosa e il cielo azzurro. Di una pasticceria che ha molto da raccontarvi. E da farvi gustare.

Celestina Pasticceria Corso Umberto I 42-44 Pollena Trocchia (Na)

A Sirignano, il paese nella provincia di Avellino che ha dato i natali  al principe Francesco Caravita, noto ai più come Pupetto, nei locali un tempo destinati ad una storica taberna, Giovanni Arvonio, “lo chef con una particolare predisposizione per i lievitati”, custodisce con umile garbo e “porta avanti” con la tecnica e un’evidente competenza, “un lievito madre vivo”.

Madremia, è il luogo dove la tradizione degli antichi sapori coesiste, letteralmente, con l’innovazione delle moderne tecniche culinarie. La pizza di Giovanni Arvonio è allo stesso tempo “pane e companatico”; si tratta di un prodotto gastronomico assolutamente semplice, ma con un ruolo altamente funzionale, il suo compito è ben preciso, “deve sfamare”.

Da una parte, la pasta madre, quella ereditata e rinfrescata con un blend esclusivo di farine di tipo 0 e 1 che le conferiscono un carattere ideale; dall’altra parte, la cottura in un forno elettrico che promuove “la sperimentazione nel mondo dell’arte bianca e lo fa ai massimi livelli”. Giovanni Arvonio, “pizzaiolo per passione ma panificatore per vocazione”, propone ai suoi ospiti “una pizza sana e lungimirante che si svincola dalle regole classiche per la preparazione dell’impasto, anzi le inverte e lo fa con cognizione di causa”.

“Il disco di pasta è il mio piatto da portata, il topping è la combinazione degli ingredienti di una proposta moderna con reali caratteristiche stagionali” – racconta Giovanni Arvonio che continua – “Nella mia pizzeria lo spreco è pari a zero perché amo valorizzare, e non sminuire, i prodotti che utilizzo, quelli del mio territorio, quelli buoni; solo così riesco a dare il giusto risalto alle materie prime di cui mi servo”.

L’impasto non è ovviamente il solito diretto; esso lievita ad una temperatura controllata per circa 18 ore. Ogni panetto pesa 280 grammi e risulta avere un’alta percentuale di idratazione. Ad ogni morso emerge tutta la leggerezza di una pizza “tendenzialmente contemporanea”, dalla facile masticazione, scioglievole: e questo è tutto merito dell’aria.

©2019 V2.5 Fernando Cerrone Post-Produzione effettuata con azioni per Photoshop realizzate da Fernando Cerrone

La specialità è sicuramente la Margherita Madremia, la pizza che dà libera espressione alle eccellenze della regione Campania, perché viene condita, tra gli altri ingredienti, con quattro diverse tipologie di pomodoro, lavorati in modo diverso per rispettarne la stagionalità. Il San Marzano Dop viene praticamente aperto con le mani per privarlo naturalmente del suo succo, poi insaporito con un filo di olio, un pizzico di sale e una manciata di origano, prima di essere infornato per quasi un’ora e fino a quando non abbia raggiunto una consistenza ottimale. Il corbarino e il piennolo rosso e giallo vengono, invece, aggiunti freschi, dopo la cottura, per mantenere inalterata la loro succulenza. L’olio evo Talismano è il tocco equilibrante che con il suo sentore delicatamente erbaceo contrasta l’acidità dei pomodori, esaltando allo stesso tempo l’intensità di una salsa a base di fior di latte di Agerola.

Con la Marinara A Modo Mio, lo chef Arvonio, abbina perfettamente il sapore di tre varietà di aglio, da quello bianco tostato e in polvere, il nero aggiunto in cottura a quello orsino inserito all’uscita, con la sapidità dei capperi di Salina e le alici di Sciacca, saporitissime. Il profumo selvatico dell’origano fresco raccolto sui monti di Avella incontra quello fruttato e leggero di un olio evo tenue, vellutato, che deriva da una cultivar autoctona dell’Irpinia.

Il retrolfatto è gradevole e cristallino: una spuma di prezzemolo in gambi è la nota finale che conferisce armonia ed ordine ad una combinazione esplosiva di gusti. La Nerano è la pizza bianca farcita saggiamente con un raffinato pesto di basilico adagiato su un letto di provolone del Monaco e  fior di latte di Agerola, zucchine San Pasquale brasate con la cipolla ramata di Montoro e alla scapece con la menta, olio evo Magnete DOP cilentano dal sapore forte, importante, che asseconda volentieri l’amarezza dell’ortaggio e la grassezza dei latticini.

Qualcuno dice che “l’essenziale è invisibile agli occhi”; in questo caso non lo è affatto per le papille gustative e questo lo sa bene Giovanni Arvonio, soprattutto da quando ha percepito la semplicità di un accostamento primordiale ma altrettanto indissolubile, quello tra il pane fatto alla vecchia maniera, con il lievito madre, e l’olio buono, dal gusto inconfondibile, del Cilento.

Credits: ComuniCARE network.

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DAL 7 MARZO TORNA SU LA7
LA TERZA STAGIONE DI MICA PIZZA E FICHI
CONDOTTA DA TINTO

Dal 7 marzo ogni domenica alle 11.35 torna su La7 la terza stagione di Mica pizza e fichi, il format dedicato a uno dei simboli dell’identità culturale italiana e tra i cibi più noti, amati e celebrati nel mondo: la pizza.

Alla guida sempre Tinto, che nel programma televisivo ci accompagnerà in un viaggio in cui il mondo della cucina, incontrerà e si fonderà con quello della narrativa. I suoi ospiti in tv, saranno scrittori e scrittrici pronti ad assaggiare i menù dei più grandi pizzaioli italiani. Un incontro tra due talenti diversi, quello di chi sa emozionare con le parole e quello di chi sa farlo con i sapori. Un confronto al termine del quale scopriremo che una pizza fatta a regola d’arte e un buon libro sono dei piaceri quotidiani non così distanti tra loro.

Il cast sarà composto dai più rinomati pizzaioli italiani: Renato Bosco, Mattia Cicerone, Luca Doro, Sergio Russo, Francesco Martucci, Sasa’ Martucci, Mirco Petracci, Alberto Rundo, Gianluigi Di Vincenzo, Jacopo Mercuro, Corrado Scaglione, Massimo Travaglini, Pier Daniele Seu, Roberto Davanzo, Daniele Donatelli, Pier Luigi Fais, Luca Pezzetta, Giuseppe Pignalosa, Gianfranco Iervolino, Giovanni Santarpia.

Gli scrittori che assaggeranno insieme a Tinto le loro creazioni saranno: Francesca
Serafini, Vincenzo Filosa, Leonardo Patrignani, Valentina Ferrari, Andrea Pomella, Liana Orfei, Valentina Farinaccio, Giampaolo Simi, Cinzia Giorgio, Giacomo Bevilacqua.

Dieci puntate in cui i sapori si fondono alle parole, i profumi alle storie. Un percorso alla scoperta di un mondo, quello della pizza, sempre più in evoluzione, in costante equilibrio tra tradizione e spinta innovativa.

MICA PIZZA E FICHI è un programma prodotto per La7 da RG FACTORY.
Segui e commenta #mpef su IG @micapizzaefichi_it, FB @MICAPIZZAEFICHI.ITA
Sito web per rivedere le puntate.

Bacio al caffè di Melegatti: il dolce ideale per ogni festa impreziosito dal Caffè Borbone.

Protagonista di dipinti, sculture e innumerevoli scene d’amore al cinema, il bacio è da sempre la dimostrazione d’affetto più sincera e intensa. Che si tratti di amore passionale o filiale è il sigillo di ogni rapporto, la testimonianza di ogni storia, la prova più grande dell’animo umano. Come il significato greco della parola simbolo, symbolon, il bacio rievoca quelle due parti combinate, quell’anello ricomposto, quella tessera o tavoletta spezzata e poi ricombinata. Il bacio è il simbolo di due parti che si uniscono in nome dell’armonia, come nel caso del Bacio al Caffè in cui la tradizione dolciaria Melegatti si sposa con quella dell’espresso napoletano che Caffè Borbone conosce bene.

Il Bacio al Caffèè il nuovo dolce della Melegatti impreziosito con il Caffè Borbone, una bontà che regala un’esperienza gustativa unica e che gli italiani troveranno nei supermercati tutto l’anno, ideale come dessert e per le occasioni speciali come la festa dei papà, San Giuseppe e della mamma.

Il Bacio al Caffè è una torta dall’impasto soffice e digeribile grazie al noto lievito madre Melegatti, dal gusto armonico della crema a base di Miscela Nobile di Caffè Borbone nella farcia, oltre che da chunks di cioccolato fondente belga. La glassa di cioccolato bianco, ricoperta da croccanti minipraline di cereali ai “tre cioccolati”, fa poi da scrigno al delicato impasto lievitato naturalmente e contraddistinto dall’ottima alveolatura, frutto di un sapiente lavoro che ha alle spalle ben 127 anni di tradizione, quella che la Melegatti ha messo a disposizione degli italiani per addolcire tutti i momenti di festa. Se il distanziamento sociale ci limita nei baci e negli abbracci il Bacio al Caffè che fonde tradizione e innovazione saprà riscaldare il cuore di ognuno di noi.

Ufficio Stampa: Roberta Raja

« Al Civico 67 di Casoria troverete cordialità». Parola di Pietro Catalano, che con la sua fidanzata ha aperto ad ottobre 2019 il suo locale, il Civico 67, appunto: una sala che gestisce insieme a lei con amore e passione.

Pizze tradizionali o ricette originali?

Puntualmente ci chiediamo se sia meglio tornare alla tradizione e quindi riscoprire i sapori di sempre oppure invece dare un calcio al passato ed affrontare la modernità con gusti nuovi, ricercati, particolari, che non abbiamo mai provato prima. Quando lo chiedo a Pietro Catalano, del «Civico 67», di Casoria, lui mi risponde così:

«Io penso che le pizze siano sempre buonissime, proprio perché ognuno le sceglie in base ai suoi gusti e le assapora quindi per le specifiche qualità di ognuna, ma credo che la tradizione vinca sempre. Nonostante questo, noi abbiamo anche delle ricette nuove, tutte nostre». E in questo caso ciò a cui si riferisce sono alcune delle pizze particolari che il menù di questo posto offre.

Ovvero, per esempio, la pizza tarallo che prevede crema di patate, porchetta, provola e tarallo sugna e pepe, ma anche la pizza col pesto oppure la pizza finta fritta, detta così perché viene poi cotta al forno, con tanto di crosta al formaggio.

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I veri ingredienti

Non c’è piatto qui, che non sia accompagnato da simpatia, allegria, approccio diretto con il cliente, che spesso manca in tempi di pandemia, perché manca quella libertà di avvicinarsi e di organizzare serate a tema, feste, karaoke, come invece in questo locale accadeva frequentemente.

«Abbiamo sempre creato delle serate pensate per il divertimento e la compagnia, oltre alla buona tavola. E grazie al passaparola, agli assaggi, a chi consiglia e sceglie sempre noi, oltre che grazie ad una pubblicità sui social che man mano sta aumentando, siamo molto cresciuti anche da questo punto di vista. Ci manca questa spensieratezza, che mettevamo in ogni prodotto, in ogni occasione, in ogni portata e in ogni giornata al “Civico 67”».

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Perché venire al «Civico 67»

In primo luogo perché qui ci aspettano la cordialità, la gentilezza, ma anche l’accoglienza delle proposte dei clienti che possono aiutare a migliorarsi e a cambiare prospettiva e punto di vista, quando serve.

Poi per il giusto equilibrio tra i sapori del passato e le nuove tendenze, con uno sguardo al futuro. Ma anche per l’impasto, lievitazione di almeno 24h e farine Caputo, del tipo Saccorosso. Per i prodotti di alta qualità e la simpatia con cui vengono serviti, l’approccio con i clienti e la voglia di condividere. Infine, ma non da ultimo, perché nella speranza di poter ritornare presto, le serate “festaiole”, sono una garanzia del «Civico 67».

STELLATI PER LA DAD

UN’ INIZIATIVA DI SOLIDARIETÀ A FAVORE DEGLI

ISTITUTI ALBERGHIERI ITALIANI

 E IN SOCCORSO DELL’ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO (PCTO)
DAL 17 FEBBRAIO IN DIRETTA FACEBOOK

“E quindi uscimmo a riveder le stelle”, anzi gli stellati, gli chef ovviamente e tutti rigorosamente in DAD. Sono già oltre venti le scuole da tutta Italia che hanno aderito, il numero è destinato a salire vertiginosamente poiché il progetto Stellati per la DAD sta suscitando l’entusiasmo di numerosissimi  docenti e dirigenti coinvolti nel progetto. I giovani futuri chef, hanno bisogno di confrontarsi con il mondo del lavoro, ancor più in questo momento storico difficile.

Dal 17 febbraio prossimo, dieci chef stelle Michelin della Campania, vero orgoglio regionale, illumineranno la didattica a distanza degli studenti degli istituti alberghieri d’Italia con le videolezioni interattive completamente gratuite di STELLATI PER LA DAD. Sui social, nel più puro e genuino esercizio formativo dantesco: insegnare per il piacere stesso di farlo, un lavoro intellettuale al completo servizio della collettività e nel nome della solidarietà.

L’idea è semplice ed efficace: se la vecchia alternanza scuola-lavoro (definita dall’acronimo PCTO Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento) oggi è ferma causa covid-19, si può tornare a imparare ai fornelli attraverso le dirette Facebook. È questo, infatti, il servizio che la rinomata impresa campana Fratelli Casolaro Hotellerie S.p.A., con 150 anni di gloriosa storia alle spalle, intende offrire gratuitamente agli studenti da casa, quelli che un giorno vorranno formarsi e diventare chef o maestri pasticcieri. L’obiettivo è chiaro: fornire un’esperienza extrascolastica che contribuisca a svilupparne il senso di responsabilità, favorire una comunicazione intergenerazionale, gettando le basi per uno mutuo scambio e una crescita personale reciproca, nonché valorizzare le aspirazioni, gli interessi e gli stili di apprendimento.

Il salotto buono della gastronomia si trasferisce perciò in rete, sfruttando le sue enormi potenzialità, e si affida alle dirette Facebook per istruire, con lezioni di cucina ad hoc, i futuri professionisti dalle Alpi alla Sicilia. Che siano ragazzi degli alberghieri residenti in zone rosse, arancioni o gialle poco importa, perché in qui contano solo tre colori: il verde, il bianco e il rosso della cucina italiana, apprezzata ed amata in tutto il mondo col suo immenso patrimonio enogastronomico. 

Ad aprire il nuovo format STELLATI PER LA DAD ci sarà, il 17 febbraio alle 17:00 lo chef Paolo Gramaglia, del Ristorante President (Pompei NA), seguito il 24 febbraio dalla lady chef Marianna Vitale del ristorante Sud (Quarto Flegreo NA). A seguire, gli altri eccellenti colleghi: lo chef Lino Scarallo del rinomato Palazzo Petrucci (Napoli), lo chef Angelo Carannante del Ristorante Caracol (Bacoli NA); lo chef  Peppe Guida dell’Antica Osteria Nonna Rosa, Villa Rosa (Vico Equense NA), lo chef Domenico Iavarone del ristorante José di Tenuta Villa Guerra (Torre del Greco NA), lo chef Francesco Sodano del ristorante Il Faro di Capo d’Orso (Maiori NA), lo chef Gianluca D’Agostino del ristorante Veritas (Napoli), lo chef Peppe Aversa del ristorante Il Buco (Sorrento NA), lo chef Vincenzo Guarino

Appuntamento il mercoledì pomeriggio in diretta dalla pagina Facebook @casolarohotellerie dove questi speciali visiting professors terranno lezioni di alta cucina. 

Anche la cucina così diventa smart e la formazione è a solo un click dai millennial su smartphone, tablet, laptop e computer portatili: un’occasione più unica che rara per apprendere i segreti e le preparazioni dei piatti, e mettersi poi alla prova come mai prima d’ora. Forti dell’esperienza della prima quarantena, che ci ha visto alle prese con pizze, rustici, pane fatto in casa e dolci della domenica nei mesi di marzo e aprile 2020, e dopo i vari lockdown autunnali e natalizi il momento è ideale per lanciare questi appuntamenti enogastronomici sul social network nato, non a caso, 16 anni fa in un campus di formazione, quello di Harvard per la precisione. Se per il filosofo Kant la legge morale sottostava al cielo stellato che è sopra ognuno di noi, la chance di formazione professionale e di perfezionamento ai fornelli contempla un altro cielo di stelle, quello degli STELLATI PER LA DAD, vanto e vessillo della ristorazione italiana nel mondo. 

Segui la diretta Facebook su: @casolarohotellerie 
Per info e iscrizioni: infoeventi@casolaro.com; Tel.081.51.08.631 interno 4200

Ufficio stampa: Roberta Raja

Nasce il sodalizio tra Solania e l’Associazione Mani D’Oro

Sancita per il biennio 2021-2022 la partnership tra Solania s.r.l., azienda leader nel settore della produzione, trasformazione e commercializzazione del pomodoro San Marzano, e l’Associazione Mani D’oro che promuove corsi di formazione per aspiranti pizzaioli e fornai nonché corsi di approfondimento per maestri pizzaioli e titolari di attività già avviate che vogliono approfondire nuove tecniche di lavorazione degli impasti.

Per Giuseppe Napoletano, amministratore unico di Solania, “l’obiettivo del sodalizio è creare una vera sinergia tra la nostra azienda, da sempre al fianco dei protagonisti dell’arte bianca, e l’Associazione Mani D’Oro per offrire una formazione a 360° a tutti gli affiliati e ai futuri studenti della scuola con l’intendo di valorizzare un prodotto di punta che qualifica un territorio ed è identificativo di una tradizione secolare, il Pomodoro San Marzano, affinché si educhi ad un uso consapevole e sapiente della materia prima”.

Felice dell’accordo anche il presidente dell’Associazione, Attilio Albachiara: “L’Associazione Mani d’Oro si occupa di selezionare con estrema cura i prodotti da utilizzare per la realizzazione della pizza. Particolare attenzione è data alla scelta del pomodoro, ingrediente fondamentale: avere un partner come Solania leader nella produzione del pomodoro San Marzano D.O.P rappresenta un elemento qualificante della proposta che offriamo ai nostri pizzaioli associati e ai futuri pizzaioli della scuola che sceglieranno i nostri corsi di formazione. L’obiettivo, grazie alla nostra struttura di Striano (NA), è quello di insegnare non solo l’arte della pizza ma anche a trattare le materie prime, a conoscerle e a saperle usare con competenza.”.

Solania nasce nel 1993 grazie a Giuseppe Napoletano e vanta due stabilimenti nel cuore dell’Agro Sarnese Nocerino destinati alla lavorazione dell’oro rosso nonché un terzo dedicato alla lavorazione di prodotti agroalimentari sottolio, sott’aceto oltre che sughi pronti e pesti con il brand Itaorto.

L’Associazione Mani d’Oro fondata nel 2015 ad Acerra (NAPOLI) da Attilio Albachiara, nasce con l’intento di promuovere e tutelare in tutto il mondo la pizza napoletana S.T.G., difendendo le caratteristiche del prodotto dalla sua origine ad oggi. Conta ad oggi circa 140 associati in tutto il mondo. Nato sotto l’egida dell’associazione anche il Trofeo Pulcinella, una competizione internazionale affermatasi negli anni come un’importante vetrina per tutti i pizzaioli che hanno potuto, possono e potranno dimostrare le loro doti e il loro valore nella preparazione degli impasti e nella cottura della pizza.

                   
Per il Martedì Grasso, giorno di Carnevale, ricette di squisite pietanze italiane e straniere. In gara, concorrenti di ogni età e nazionalità, con le proprie ricette, alla conquista dei tanti premi in palio nelle tre sezioni, con una motivazione solidale dedicata ai bambini del Progetto AbitiAmo

Dalle varie regioni d’Italia e dalle altre nazioni, le più invitanti specialità: ecco come animare in allegria questo austero Carnevale.
Fra le tante  proposte golose, tutte da copiare e realizzare a casa propria, non resta che l’imbarazzo della scelta. Sono presentate nel Contest internazionale di #InsiemeperilTerritorio, rassegna itinerante di eventi d’eccellenza, firmata dalla giornalista enogastronomica Teresa Lucianelli, sempre prodiga di nuove idee dedicate alla solidarietà concreta e supportata dalla sua Squadra d’eccellenza, e dal blog ercolanese Vesuvio’s Shadow del foodblogger Mario D’Acunzo.
“I piatti del Carnevale: Chiacchiere, Sanguinaccio e.. a tavola tra stelle filanti e coriandoli”, è un’iniziativa attraverso cui gli organizzatori puntano a diffondere la migliore cultura eno-gastronomica del Carnevale, evidenziando le sue varie sfaccettature e le caratteristiche secondo le svariate provenienze, in modo da abbattere i confini e avvicinare i popoli attraverso la riscoperta di antichi sapori e la proposta di inedite sfumature di gusto.
Un Contest di alto livello qualitativo, che ha sicuramente tutti i presupposti per conquistare e coinvolgere attivamente il pubblico – com’è stato sempre negli anni per gli eventi di #InsiemeperilTerritorio –  per animare piacevolmente le monotone e grigie giornate in questo periodo vissuto in sicurezza e obbligatoriamente distanti l’uno dall’altro.
Il Contest propone tre differenti sezioni, con differenti formule di votazione.In primis, quella speciale benefica, denominata “Cuore d’Oro”: prevede una piccola donazione (minimo € 5: Postepay 5333 1711 1071 6343, c.f. FRNPLA73E61L845V – o bonifico: Paola Fiorentino IBAN: IT61D3608105138275713175781) da destinare al Carnevale dei bambini e dei ragazzi senzatetto, orfani e vittime di conflitti e gravi disagi, attraverso il “Progetto Abitiamo” di Padre Massimo Ghezzi, Parrocchia di San Gennaro al Vomero, Napoli, che opera sul territorio campano e nella missione in Albania.Vi sono poi le sezioni “Social” e “Critica” a iscrizione gratuita, con sponsor solidali. Anche queste con bei premi in palio.


Per partecipare al Cuore d’Oro, vanno pubblicate su Facebook le foto dei propri piatti o beverage (senza limiti di numero) che s’intende presentare, con descrizione/ricetta,  entro il 21 febbraio, ore 20: https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=739561686696932&id=186529142000192 .  Nella Sezione Social e Premio Critica, è invece consentita  esclusivamente una presentazione per concorrente, e solo di dolci carnascialeschi.  Le proposte ammesse, saranno votate dal pubblico su Facebook, attraverso i like, e valutate dagli esperti.In giuria, Teresa Lucianelli con: Valerio Giuseppe Mandile, chef d’eccellenza da location pluristellate e giornalista gastronomico; Raffaele Carlino, direttore editoriale di Campania Felix Tv; Marcello Affuso, direttore responsabile di Eroica Fenice; Ersilia Cacace, foodblogger “La boss delle pizze”; Rosalia Ciorciaro, nutrizionista e docente di Scienze dell’Alimentazione.
La Sezione solidale “Cuore D’Oro” ha il patrocinio di Chefmania, Castellammare di Stabia: al 1’, 2’ e 3’ classificato (like + voti giurati) Kit completo con prodotti tipici, toque e ricettario per preparare a casa squisitezze genuine e tipiche campane, da gran cuoco.Sezione Social: Cantine Mediterranee, di Vincenzo Napolitano, omaggerà chi avrà ricevuto più “like” con un box brindisi – due tipi di “Spuma” e calici – Gastronomia Arfè con le rinomate specialità artigianali d’eccellenza. Al 2’ e 3’ in graduatoria, confezioni di vini, sempre di Cantine Mediterranee, Napoli.Premi della Critica: i primi tre selezionati dalla Giuria, si aggiudicheranno le esclusive miniature dipinte della poliedrica artista Paola Fiorentino, nell’apprezzato filone “terapeutico” dell’ Arte emozionale”m.
La grande Squadra benefica di eccellenza di #InsiemeperilTerritorio  – tra i componenti titolari di strutture particolarmente  note e storiche della Campania – supporta con la consueta generosità ed efficienza la Mensa Solidale, in particolare per quello che riguarda i pasti caratteristici di questo periodo di Carnevale – chiacchiere, lasagna, sfizi, ecc – oltre alle provviste alimentari. Destinatari, gli indigenti nel Progetto Abitiamo, sostenuti dai volontari della  Parrocchia di San Gennaro al Vomero. Particolarmente impegnati in questa mission carnascialesca, da Ercolano: l’emergente Cornetteria Bambolino; da Portici, la consolidata Antica Panetteria; da Castellammare di Stabia, Francesco & Co, erede della tradizione di Ciccio di Pozzano; da Vico Equense, Cerasè Pizza Therapy; da Napoli colonne ultracentenarie nel campo della Ristorazione: Gastronomia Arfè 150 anni  e Mattozzi dal 1833, ancora, Donna Luisella, con Carla De Ciampis e Fulvio Mastroianni, Anna Pezone Nexyiu; da Casoria, Ileana Mandile Estetica e Benessere; da Nola, Sapori di Napoli; da Brusciano, Amor Mio; da Nocera Inferiore, Solania Srl; da Lauro, Caseificio Caracciolo; da Monticchio, Lago Grande; da Ripacandida, Agricola Donatello Chiarito.
“I piatti del Carnevale…” segue al contest internazionale “Il Panettone e gli altri piatti del Natale solidale”, che ha registrato un’ampia e altamente qualificata partecipazione in Italia e all’Estero, preceduto dall’iniziativa nazionale, pure di successo, “La Castagna”. Sono state entrambe promosse da #InsiemeperilTerritorio di Teresa Lucianelli, con la sua Squadra solidale d’eccellenza, e da Vesuvio’s Shadow di Mario D’Acunzo, con qualificate collaborazioni del Carnevale Princeps Irpino e di Villa Domi Ricevimenti, settecentesca struttura partenopea.

È attivo un punto raccolta a Villa Domi Ricevimenti, Salita Scudillo,19 – 80131 – Napoli. Tel. 081 5922233 -311 (h 9/14, lun/ven), per chi volesse donare abiti, scarpe,  provviste alimentari, generi necessari, ecc.. un aiuto per chi non ha nulla, perché  “Fare del bene, fa bene a tutti e riempie il cuore di gioia”.