IL CAPPUCCINO BENEAUGURALE DI Caffè KAMO PER IL NUOVO ANNO SCOLASTICO

Countdown per l’inizio del nuovo anno scolastico in Campania, mai tanto atteso come in questa occasione poiché considerato dall’opinione pubblica come un segnale di buon auspicio per il territorio al fine di un “ritorno alla normalità” post emergenza Covid 19.

Caffè Kamo cappuccino

Il brand Caffè Kamo, puntualmente attento alla mutevolezza dei tempi ed agli accadimenti del quotidiano, ha inteso dedicare agli studenti della scuola media e superiore un cappuccino ad hoc quale gustosa bevanda, fonte di energia e di vitalità. In linea con il progetto di Projeko, azienda titolare del brand Rodolfo Migliaccio, il creativo proprietario di Argentina Caffè, rinomato punto situato ad Ercolano, (Napoli)  ha confezionato “Freddoloso”, un goloso cappuccino, composto da caffè freddo e crema al caffè,  completato da una gustosa schiuma di latte freddo. A tal fine sono state utilizzate: la Miscela di caffè in grani e la Crema. Presso Argentina Caffè è possibile acquistare anche i prodotti della linea Kamo “A casa”, ovvero le lattine di caffè macinato Kamo Tolima 100% Arabica e Kamo Deca.

Press Office

MARIDI COMMUNICATION

Maridì Vicedomini

Mob. 3382259860

E-mail: maridyvicedomini@gmail.com

TuffOlio 2020

L’evento enogastronomico che ha salutato l’estate con i sapori d’Italia.

I  meravigliosi giardini dell’Hotel Ariston di Paestum hanno ospitato lo scorso martedì 22 settembre l’evento TuffOlio 2020 , percorso enogastronomico che  ha visto come protagonista assoluto l’ingrediente base della dieta mediterranea, l’olio extravergine d’oliva italiano.

Hotel Ariston, struttura di spicco che sorge in un territorio di eccezionale bellezza artistica e naturale, poco distante dal mare, come dal Parco e dal Museo Archeologico di Paestum, dov’è custodita la “Tomba del Tuffatore” manufatto di notevole valore storico-artistico risalente alla Magna Grecia, unica testimonianza figurativa di pittura greca, che ha ispirato il nome della kermesse TuffOlio, ideata e organizzata da Angela Merolla.

Di supporto sul territorio e prezioso sponsor dell’evento TuffOLio 2020 è stato Agostino Landi, Maestro Pizzaiolo e patron della Pizzeria Del Corso che sorge poco distante dall’Hotel Ariston.

La serata è stata una passerella di aziende olearie provenienti da diverse regioni italiane, abbinate ognuna ad un maestro del food, che ha realizzato la propria pietanza dolce o salata, esaltando abilmente le qualità organolettiche dell’olio EVO.

Sulle note suadenti del violino, gli ospiti di TuffOlio hanno degustato i pregiati oli italiani al naturale,  approfondito terroir e cultivar, oltre che a deliziarsi con le creazioni degli chef, pizzaioli, pasticceri e gelatieri partecipanti.

Chef stellati sono stati testimonial di aziende Olearie quali: Tenuta Celentano con il dessert “Il sottobosco all’Olio Evo” realizzato da Giovanni De Vivo, Olivarte con “L’Oliva di Paolo Gramaglia” realizzata appunto dallo chef Gramaglia e con la “Caponatina di frutta e verdura” dello chef Cristian Torsiello.

Angela Merolla e Agostino Landi

La cantina irpina Vini Le Origini ha abbinato ad ogni proposta finger food un suo vino ed il Prosecco di Tenuta San Tommaso ha altresì accompagnato piacevolmente la serata. La pasticceria è stata abbinata all’amaro DON CARLO e al liquore D’Annata, entrambi sono produzioni che rendono omaggio all’ulivo.

L’artigianalità sartoriale napoletana a firma Goeldlin, ha vestito i protagonisti del Festival con capi sviluppati e lavorati nelle proprie sedi e sulle candide divise il logo Artisti del Gusto è stato un felice fil rouge tra l’arte culinaria e gli eccellenti oli EVO di territori vicini e lontani.

Ogni postazione dell’evento TuffOlio è stata completata dai prodotti monouso  biodegradabili dell’HO.RE.CA. SERVICE di Scafati.

Un cadeau a ricordo della serata è stato riservato ad ogni protagonista dell’evento, un manufatto in ceramica interamente realizzato e decorato a mano da “Cerasella Ceramiche”,che con la maestria degli antichi artigiani della Costiera Amalfitana ha completato la serata portando la tradizione secolare dell’arte della ceramica.

La serata si è svolta nel rispetto delle linee guida Covid 19 e gli ingressi sono stati destinati unicamente al settore enogastronomico e solo su invito .

Gli Artisti del Gusto ancora una volta hanno donato emozioni di gusto indelebili.

Aziende Olearie e gli Artisti del Gusto che hanno partecipato a TuffOlio 2020

Tenuta Celentano-Nocera Superiore SA

Chef Giovanni De Vivo Stella Michelin – Ohimà Restaurant Positano

Olivarte Colline Salernitane

Chef Paolo Gramaglia  Stella Michelin – President – Pompei NA

PUNTOEVO Morigerati SA

Chef Cristian Torsiello Stella Michelin – Osteria Arbustico-Capaccio Paestum SA

Olio Cantine Barone- Rutino SA

Chef Antonio La Marca –Nonna Lorenza Nola NA

Maestro Pizzaiolo Mario Severino-Officina della Pizza Sarno SA

Olearia Nardone – Scisciano NA

Chef Alfonso De Luca – Palma Hotel I Gigli – Nola NA

Frantoio Oleario Madaio – Castelcivita SA

Chef Franco Marino- Paestum

Olearia Russo – Montesarchio BN

Chef Pasquale MasulloLa Tana di Tano Aversa CE

Mastro Fornaio Carmelo Esposito  Pompei NA

Frantoio Marsicani  – Sicilì di Morigerati SA

Chef Maria Rina –  Il Ghiottone Policastro Busentino SA

Frattoria Ambrosio 1938 – Castelnuovo Cilento SA

Chef Antonio Morinelli  Suscettibile-Pioppi SA

Maestro Pizzaiolo Vincenzo e Nicola Sannino -Napoli

Frantoio Torretta Battipaglia SA

Maestro Pizzaiolo Alfonso Saviello- Granammare  Salerno

Oro Campania  – Campagna SA

Chef Gianluca Criscuolo – New Machiavelli Pompei  NA

Azienda Agricola Fattoria Maria Petrillo Lapio AV

Chef Luigi Di Martino – Piccolo Sant’Andrea Praiano SA

Chef Fasulo Giuseppe – Eccellenze Nolane Nola NA

Masseria La Casella Pontecagnano Faiano SA

Chef Raffaele Della Rocca – Masseria La Casella Pontecagnano Faiano

Frantoio Ferraro Vico Equense NA

Chef Endoni Di Lieto – Tavernetta Cinquantotto  Meta NA

Oro di Caiazzo   Caiazzo CE

Chef Biagio Federico  – Dogana Golosa San Leucio CE

Maestro Pizzaiolo Salvatore Bonetti – Casa Nostrum Frattamaggiore 

Azienda Agricola Tortoriello Franco   Auletta SA

Chef Andrea Raiola – Nettuno Lounge Beach  Torre Annunziata NA

Oleificio Mambuca  Castelcivita SA

Mastro Artigiano Fornaio Nicola Guariglia   Salerno

Tenuta Perrino Villanova del Battista AV

Chef Luigi Vitiello  – Villa Regina- Villa Belvedere

Oleificio Lo Conte Ariano Irino AV

Chef Alfredo Iannaccone  – Zen Food Lab – Avellino

Chef Marianna Sessa – Postale  Battipaglia SA

Olearia Argenziano   Napoli

Chef Mariano Armonia – Ristorante Armonia  Pozzuoli NA

Azienda I Benedettini Sant’Angelo a Fasanella SA

Chef Geppino Croce – Tenuta Nonno LuigiBellosguardo SA

Azienda Agricola NATURA D’IRPINIA Avellino

Chef Ingino Ciervo – Ristorante PAM  Caiazzo CE

Azienda Agricola F.lli Arizza  Pastorano CE

Chef Vincenzo Ferro – L’Antica Franconia Taurano AV

Sole di Cajani Caggiano SA

Maestro Pasticciere Angelo Grippa  Eboli SA

Angela De Caro-  Da Gusto Salerno

Frantoio De Ruosi   Carinola CE

Chef Renato Martino – Vairo del Volturno Vairano Patenora CE

Orti di San Paolo-Oleificio Emilio Conti-Vallo della Lucania

Chef Vincenzo Carola-Vecchio Saracino Carola1801 Agropoli SA

Oleificio Emilio Conti – Vallo della Lucania

Chef Vincenzo Toppi – “Amor Mio”  Brusciano NA

Maestro Gelatiere Enzo Crivella Sapri SA

Agrioil Roccadaspide SA

Chef Antonio Sorrentino  Napoli

Azienda Agricola Paragano  Perdifumo SA

Maestro Pizzaiolo Errico Porzio Napoli – Salerno

Frantoio di Sant’Agata d’Oneglia  Imperia

Chef Francesco e Fabio Vorraro – Mamma Elena Restaurant San Giuseppe Vesuviano NA

Azienda Agraria Ciarletti  Trevi PG

Maestro Pizzaiolo Fabio Cristiano – Antica Pizzeria da Gennaro Bagnoli NA

Pastry Chef Alfonso Schiavone –  Pasticceria De Vivo  Pompei NA

Azienda Agricola Fattoria Petrini – Monte San Vito AN

Maestro Pizzaiolo Vito De Vita – PizzArt  Battipaglia  SA

Lievitista Helga Liberto -PizzArt  Battipaglia  SA 

Azienda Olearia Ortuso – Campobasso

Chef Luigi Barone

Villa Diamante – Napoli

Olearia Licinivis   Venafro IS

Chef Alessandro Cretella – NH Collection Palazzo 500 Roma

Consorzio di Tutela Vulture Dop

Maestro Pizzaiolo Agostino Landi – Pizzeria Del Corso Capaccio Paestum

Riscopri Bio Vulture

Chef Simone Profeta – La locanda del Profeta Napoli

Azienda Agricola Sorelle Barnaba Monopoli BA

Maestro Pizzaiolo Umberto Ciavarella – IL Mulino Rutigliano BA

Chef Gennaro Pagano – Bistrò REI San Gennaro Vesuviano NA

Michele Fiorentino Farm   Torremaggiore FG

Giusy Di Castiglia- La Scottona Posillipo -Napoli

Azienda Donna Bice  Castellaneta TR

Consulente Pasticciere Cecere Gianluca  NAPOLI

Chef Esposito Franceso-Romano Gennaro Villa Ruggiero Brusciano NA

Agricola Piano – Apricena FG

Maestri Pizzaioli Ciro e Antonio Lentino – 24 Kalò Acerra NA

Chef  Pasquale Cerchia – Masaniello Maiori SA

Accademia Olearia  Tenute Fois Alghero SS

Chef Alessandro Feo – Ristorante Alessandro Feo Casalvelino SA

Azienda Agricola Maira Bio – Caltanissetta

Chef Pasquale Vitale – Pascalò – Vietri sul Mare SA

Chef Pietro Paolo Orsino  – La Rimessa Telese  BN

D’ANNATA Amaro all’ulivo-Olevano sul Tusciano SA

Pasticcere Matteo Cutolo-Pasticceria Generoso Ercolano NA

Partner

Vini Le Origini- Celzi di Forino AV

Amaro DON CARLO – Gargiulo Coloniali Enoteca – Eboli SA

Acqua Fonte Apina MANIVA – Brescia

Caseificio LA CILENTANA  1957 – Eboli SA

Cretella Maestri Gelatieri 1897 – Vietri sul Mare  SA  

Azienda Zara Cereali – Mafalda CB

Molini Pizzuti – Bellizzi SA

Solania – Nocera Inferiore SA

Planet Beverage Cash & Carry – Tenuta San Tommaso- Stella Artois Capaccio Paestum SA

HO.RE.CA. SERVICE – Scafati

LABEL ART Centro Stampa Digitale Etichette Adesive-Battipaglia SA

Cerasella Ceramiche – Nocera Superiore SA

Goeldlin Collection – Avellino    www.abitidalavoro.shop

Printart Edizioni  – Nocera Superiore SA

Forni Reppuccia – Eboli SA

Caldo Pellet – Agropoli SA

Ufficio Stampa TuffOlio 2020 : Angela Merolla

Cristiano Piccirillo, erede della Masardona , leader indiscussa della “Pizza fritta” napoletana, apre a Roma in un format moderno ed esclusivo

Cristiano Piccirillo, dopo 12 anni di intenso lavoro al fianco del padre Enzo nella sede napoletana, intervallati da numerose partecipazioni televisive e lunghi periodi in brigate stellate – fra cui il 2 stelle Michelin Nino Di Costanzo del Danì Maison di Ischia -, apre un punto tutto suo a Roma, a due passi da Piazza San Pietro e dal Vaticano. Un locale che si pone come obiettivo quello di coinvolgere in un’esperienza multisensoriale, infatti non sarà solo il palato ad essere coinvolto ma anche le sensibilità artistica degli ospiti che qui potranno trovare pezzi d’arte contemporanea integrati nel progetto gastronomico.

I piatti – come i centrotavola ed i quadri affissi – sono pezzi unici realizzati da artisti di prestigio internazionale. Antonio Nocera, scultore napoletano di fama mondiale, ha fatto conoscere i suoi pulcinella in tutto il mondo; Marco Ferrigno, artista storico di San Gregorio Armeno, Maestro della tradizione pastorale napoletana;  Mark Kostabi, pittore e compositore statunitense, opera a New York ed è conosciuto per le sue opere oltre che per copertine musicali che hanno fatto la storia. Inoltre una cucina a vista lascerà ammirare sempre i pizzaioli a lavoro. 

Sono passati circa 80 anni da quando la storica friggitoria napoletana ha iniziato a deliziare il proprio popolo con le pizze fritte. Oggi, la ricetta originale di Nonna Anna Manfredi- detta La Masardona, è custodita nelle mani del figlio e dei nipoti, Cristiano e Salvatore. Questo simbolo del Made in Napoli approda oggi nella capitale italiana, dove Cristiano sarà pronto ad accogliere romani e turisti e regalare le calde emozioni dello street food partenopeo per eccellenza.  Inoltre, solo a Roma, ci sarà una grande novità: per la prima volta c’è una proposta moderna e allineata alla tradizione di pizza napoletana al forno a legna.

La friggitoria gode di una vista su Castel Sant’Angelo e la Basilica di San Giovanni Battista a pochi passi da Campo dei Fiori ed ha una sala interna di 50 posti a sedere.

Ufficio stampa: Piccirillo press

YOUR WELL FOOD PRESENTA IL PRIMO HEALTHY HOUR A NAPOLI
L’APERITIVO GUSTOSO E SALUTARE IL 24 SETTEMBRE ORE 18.00

IL GHOST RESTAURANT CHE PROMUOVE LA CUCINA SALUTARE ESALTANDO IL GUSTO LANCIA I MINI BUN
LA LINEA DI PANINI INTEGRALI ARTIGIANALI A BASE DI LIEVITO MADRE

Your Well Food, il ghostrestaurant che prevede unicamente la formula delivery, si affaccia al pubblico. Infatti, il 24 settembre alle ore 18.00 lo staff di Your WellFood presenterà i propri piatti ai curiosi, o agli affezionati del cibo healthy, in via Gianlorenzo Bernini 64 A “Ventimetriquadri – Specialty Coffee“. L’HealthyHour è un omaggio dedicato a chi ama la cucina salutare e non ha nessuna intenzione di rinunciare al gusto: un messaggio condiviso daYour WellFood, trasformato nella mission principale dell’attività. Il ghost restaurant napoletano, infatti, ha come obiettivo quello di sdoganare il concetto arcaico di dieta secondo il quale una corretta alimentazione debba essere necessariamente priva di gusto.

Tutti i concetti dello stile di vita healthy saranno racchiusi nel format dedicato all’aperitivo, il 24 settembre. Un’ulteriore conferma al fatto che ci si può divertire, chiacchierando con gli amici al tavolino di un bar, assaporando cibi gustosi che non interferiscono con la lancetta della bilancia.

In occasione dell’aperitivo, in cui sarà possibile gustare i migliori piatti di Your WellFood in forma “Finger Food”,. Ma le sorprese non sono finite, infatti, sarà presentata in anteprima agli ospiti la linea Bun(110 gr). “Bun” è una linea di sei panini artigianali integrali  preparati con il lievito madre, il lievito naturale che, come sappiamo tutti, è più digeribile. Gli assaggi dei panini, sempre in forma finger, saranno due (uno a base di pesce e l’altro a base di carne). Il primo è un mini-panino integrale-artigianale con burger di scottona, scaglie di parmigiano 36 mesi, maionese veg di peperoni rossi e melanzane arrosto, l’altro invece è un mini-panino integrale-artigianale con burger di spada, rucola, salsa light di noci, datterini bruciato e riduzione di aceto balsamico. Agli ospiti saranno offerte tante altre specialità: polpette di tonno e ricotta in crosta di semi su hummus alla barbabietola, bonbon di pollo giallo ripieno di peperoni su crema di patate alla paprika, insalata greca con origano fresco e couscous, vellutata di zucca, riso rosso e ceci al limone.


Il servizio sarà gestito in totale sicurezza e in ottemperanza delle normative sulla prevenzione da rischio Covid. All’esterno del locale ci saranno tavolini, i finger food saranno serviti a braccio. È possibile recarsi all’interno del locale in un numero massimo di due persone per volta.

Per Info: tel_081/19968601 dalle 10.30 alle 15.00 e dalle 18.30 alle 22.30, whatsapp al 3392471259, Fb_YourWell Food

Ufficio stampa: Roberta Raja

SI PARTE CON IRPINIA EXPRESS IN COMPAGNIA DI SLOW FOOD NELLA TERRA DEL CARMASCIANO IL 20 SETTEMBRE

Un viaggio unico tra i borghi della valle dell’Ansanto, visita alla misteriosa Mefite, degustazione di formaggi e mercatini della terra

Domenica 20 settembre Irpinia Express, sferragliando tra le bellezze architettoniche, paesaggistiche e gastronomiche, vi guiderà nel suo territorio alla scoperta di un tesoro nascosto: il Pecorino di Carmasciano. Da poco entrato a far parte del paniere dei Presidi Slow Food, il formaggio di Carmasciano, dall’area della valle d’Ansanto in cui è prodotto, è uno dei formaggi più preziosi che abbiamo, prodotto in pochissime forme e  in soli tre piccoli comuni irpini. Uno di essi, certamente il più caratteristico, Rocca San Felice, è il luogo in cui Irpinia Express farà tappa domenica prossima, con una vera e propria lezione sulla metodologia di produzione di questo straordinario formaggio di pecora e qualche curiosità sul suo incredibile sapore.

Tra le tappe della giornata non poteva mancare la visita alla Mefite, uno dei luoghi più misteriosi dell’Irpinia e gli ospiti ammireranno la bellezza del suo affascinante paesaggio lunare, custodito gelosamente nella Valle dell’Ofanto. E’ proprio grazie alla composizione dei terreni intorno alla Mefite, ricchi di composti solforati e tepeni, che conferisce all’erba particolari caratteristiche che il latte delle pecore che se ne nutrono ha un sapore tale da fare del formaggio un prodotto straordinario.

Ecco il nostro programma:

ORE 8.00_Partenza da Avellino
ORE 11.20_Arrivo a Sant’Angelo dei Lombardi
ORE 11.20_Trasferimento alla Mefite – visita e rappresentazione teatrale a cura di Proloco Ansanto
Trasferimento al Borgo di Rocca San Felice
ORE 12.10_ Degustazione Guidata di Carmasciano
La degustazione, organizzata in collaborazione con Condotta Slow Food Irpinia Colline dell’Ufita e Taurasi, Condotta Slow Food Alta Irpinia, Comunità  dei produttori del Presidio del Pecorino di Carmasciano, sarà guidata da Mario Carrabs

ORE 13.10_ Trasferimento in Agriturismo per il pranzo
ORE 15.20_ Passeggiata nel Borgo a cura di ProLoco
ORE 16.00_ Apertura Mercatino della Terra, a cura di Slow Food
ORE 17.50_ Transfer per Stazione Sant’Angelo dei Lombardi
ORE 18.16_Partenza da Sant’Angelo dei Lombardi 

Parte, domenica 6 settembre, la seconda edizione delTreno delle tre Docg”, con l’Irpinia Express, il treno storico della tratta Avellino-Rocchetta tornato in auge grazie all’impegno di Fondazione FS e Regione Campania, e con il lavoro costante dell’Associazione Inlocomotivi APS. IL progetto  ha l’obiettivo di promuovere il territorio, rendendo fruibili al pubblico borghi, eccellenze gastronomiche e architettoniche, avvalendosi, di volta in volta della collaborazione dei principali attori del territorio che condividono la stessa missione. IRPINIA EXPRESS CON SLOW FOOD NELLA TERRA DEL CARMASCIANO vede la collaborazione di Slow Food Condotte Alta Irpinia e Valle Ufita Taurasi, Amministrazione comunale di Rocca San Felice, Pro Loco Rocca San Felice. Il programma completo può essere visionato sul portalewww.irpiniaexpress.it attraverso il quale sarà possibile prenotare i pacchetti turistici.

Si precisa, inoltre, che a seguito delle disposizioni emanate dalle Autorità competenti, al fine di massimizzare la tutela della salute di viaggiatori e personale in servizio, Fondazione FS ha attivato misure e iniziative in materia di prevenzione della diffusione del Coronavirus. In particolare sono state potenziate le attività di sanificazione e disinfezione dei treni; a bordo sono presenti dispenser con gel disinfettante per le  mani; il personale è dotato dei sistemi di protezione necessari.  Il nuovo criterio di prenotazione dei posti a bordo garantisce il rispetto delle distanze di sicurezza prescritte dalle Autorità sanitarie, mantenendo invariato il comfort di viaggio”.

PER INFO E PRENOTAZIONI: WEB_www.irpiniaexpress.it; E-MAIL: info@irpiniaexpress.it; Tel +39 331 108 5593

Ufficio stampa: Roberta Raja

Salvatore Martusciello ci presenta il suo vino frutto di passione, tradizione e amore per il territorio.

Parlare di vino in Campania significa raccontare la storia millenaria di una terra sul cui profilo si stagliano chiaramente i filari dei vitigni più famosi al mondo. In Campania e in particolar modo nei Campi Flegrei e nell’Agro Aversano la coltivazione dell’uva ha radici antichissime, che risalgono alla cultura greco-romana. Quel sapere non è andato perduto e oggi è più che rappresentato da tante produzioni di eccellenza. Una di queste è quella di Salvatore Martusciello, dove i vini ci parlano di “persistenza” in un tempo presente permeato dall’effimero.

“Quando ho iniziato nel 1991, insieme alla mia famiglia – ci racconta Martusciello – la Campania del vino non era quella di oggi. Le aziende si contavano sulle dita delle mani, non c’era l’attenzione di oggi. I nostri vini non erano ancora così conosciuti ed apprezzati, non esisteva un mercato di riferimento al quale rivolgersi, la ristorazione regionale e nazionale era restia a inserire i vini campani nelle loro carte. Quindi, paradossalmente, per chi come me ha contributo e partecipato al rinascimento del vino campano, nonostante, nel frattempo, le aziende siano decuplicate, così come anche i vini, è più semplice e stimolante essere oggi sul mercato rispetto a prima”.

Salvatore Martusciello e sua moglie Gilda

La storia

Bere vino, oggi, significa fare una esperienza sensoriale, che si fissa nella memoria tramandando così, di generazione in generazione, odori, sapori, colori che da secoli fanno parte della nostra identità. Il vino è, innazitutto, identità, ma anche testimonianza diretta di una tradizione autentica.

“Da 30 anni, produco vini in aree fortemente vocate e di grande storia e tradizione per la produzione di vino ma allo stesso tempo sono anche aree dove la viticoltura ha delle caratteristiche quasi eroiche perché difficili da condurre e da salvaguardare. A persistere non sono solo i vini che produco ma anche il mio impegno nei confronti di questi territori che si è ulteriormente rafforzato quando io e mia moglie Gilda, nel 2015, abbiamo deciso di far nascere la nostra piccola azienda che oggi porta il mio nome”.

Alle spalle Salvatore Martusciello ha anche una tradizione familiare forte. Dopo la chiusura delle cantine familiari Grotte del Sole di Quarto, insieme alla moglie Gilda, ha voluto continuare la produzione, perché non può immaginare una vita senza il vino. Avere questi legami per Martusciello rappresenta “una grande responsabilità per il contributo che sono stati in grado di dare anche in ambito istituzionale. A mio zio Gennaro Martusciello si deve il contributo alla stesura della gran parte dei disciplinari Doc della nostra regione e a mia madre l’aver guidato – la prima volta per una donna produttrice del sud Italia – l’Associazione Nazionale delle Donne del vino.  La mia scelta di continuare a produrre vino è nata proprio dalla passione che hanno saputo trasmettermi”.

Trentapioli – Asprino d’Aversa doc

Oggi, Salvatore Martusciello produce cinque vini, che si dice essere vini “minori”, poiché si tratta di vini di nicchia, “ancora poco conosciuti anche dagli addetti del settore e, dunque, a definirli minori potrebbe essere chi ancora oggi per una serie di ragioni non ha ancora avuto modo di visitare le vigne ed i territori a cui fanno riferimento e di conoscerne e approfondire la storia, unica, che si portano dietro”. Ma Salvatore Martusciello ha saputo dare il giusto posto ad un prodotto che merita un posto d’onore tra i vini più pregiati.

I vini

Tra i suoi vini si annovera l’Ottouve Gragnano. Il Gragnano della Penisola Sorrentina doc è per antonomasia il vino rosso della città di Napoli ed è considerato il miglior abbinamento con la verace pizza napoletana. É un vino rosso vivace – con sentori di viola, fragola, rosa e lampone – che va servito freddo. Il nome Ottouve è un omaggio ai molteplici vitigni autoctoni che storicamente concorrevano ed in parte ancora concorrono alla produzione del Gragnano: il piedirosso, l’aglianico, lo sciascinoso, la suppezza, la castagnara, l’olivella, la sauca, la surbegna.

Ottouve Gragnano

Tra i rossi c’è anche il Settevulcani – Piedirosso dei Campi Flegrei. È una delle varietà più antiche della Campania e il suo nome deriva dal colore e dalla forma del raspo che in vendemmia diventando di colore rossastro ricordano i ‘piedi’ del colombo. Il Piedirosso dei Campi Flegrei si caratterizza per i suoi profumi di piccoli frutti rossi e tra questi la mora, la marasca e la ciliegia.

Lo spumante

L’Italia è la patria dello spumante e per questo motivo Salvatore Martusciello ha scelto di produrre il Trentapioli – Asprinio Spumante. Si tratta di uno spumante prodotto con metodo Martinotti brut millesimo 2015, rigorosamente da vigneti ad alberata, ed è unico nel suo genere. Il nome di questo spumante nasconde una curiosità. Esso deriva della scala utilizzata per salire sull’alberata, alta 15 metri e formata da circa 30 pioli. Per le peculiarità uniche del vitigno, il Trentapioli può essere degustato anche a distanza di diversi anni.

Tra i vini di Salvatore Martusciello vanno menzionati anche il Settevulcani – Falanghina dei Campi Flegrei e l’ Ottouve Lettere, le cui caratteristiche permettono di accompagnare un’altra eccellenza campana, ovvero la pizza, e i piatti della tradizione partenopea.

Salvatore Martusciello non ha un vino preferito, perché li ama tutti indistintamente: “Non è una frase fatta, poiché ne valuto soprattutto le storie, la fatica, i sacrifici e i percorsi non solo produttivi che mi legano da decenni ad ognuno di loro. Posso dire però di avere, in generale, una certa simpatia per le bollicine”.

La Garbatella, uno dei quartieri popolari di Roma, si è resa protagonista, dal 10 al 13 settembre, della prima edizione di RomaBaccalà: evento che ha avuto come fulcro il baccalà, un’ingrediente radicato nella tradizione italiana, ma soprattutto in quella giudaico-romanesca. La manifestazione è stata inaugurata con le parole di Amedeo Ciaccheri, presidente del Municipio, che si è dichiarato entusiasta di festeggiare i cento anni del quartiere con RomaBaccalà, convinto che questa potesse essere “la prima edizione di una rassegna che durerà nel corso degli anni”.

In questi quattro giorni si sono svolti dibattiti e laboratori sul baccalà dove osti e ristoratori hanno spiegato come scegliere, comprare e comprendere la qualità di questo ingrediente, ma a dominare l’intero evento sono stati la cucina e lo street food. 

Infatti, tra le varie iniziative spunta proprio la proposta dello chef “scellato” Antonio Peluso, il re del baccalà, che ha scelto di fondare la propria ristorazione su questo prodotto proprio “perché – come lui stesso afferma – è l’unico mono-prodotto commestibile che ha un’identità ben definita”. Il titolo di chef “scellato” Antonio Peluso se lo è scherzosamente attribuito perché la parte del baccalà che usa per i suoi bocconcini sono proprio quelle che in napoletano vengono chiamate “scelle” ovvero le ali, le parti laterali rispetto al filetto, che proprio per la presenza della pelle fanno si che il baccalà in cottura non si sfaldi. 

Romabaccalà

Lo chef nel corso della manifestazione ha deciso di rendere onore a questo ingrediente proponendone tre differenti declinazioni: dai paccheri con pomodorini del piennolo, olive e baccalà ai bocconcini di baccalà (differenti dal tradizionale filetto romano perché fatto con le ali del baccalà) passando per la frittella di baccalà, granchio, olive nere e prezzemolo.

“Quest’ultimo piatto – come spiega lo chef Peluso – è stato inventato appositamente per questa manifestazione, aggiungendo alla frittella di baccalà classica il granchio, perché mi piace integrare ad un prodotto classico elementi che si discostino dalle ricette tradizionali, infatti il mio libro “50 sfumature di Baccalà” è composto per lo più da ricette tradizionali rivisitate, anche se alcuni di questi piatti sono stati totalmente inventati da me, tra i quali quello che ritengo possa rappresentare al meglio la mia filosofia sono gli spaghetti al pistacchio, nel quale la pasta viene condita con un pesto di pistacchi e dal baccalà, creando un mix di consistenze”. 

50 top Europe : 50 Kalò di Ciro Salvo Pizzeria London si conferma la migliore pizzeria d’Europa fuori dai confini italiani. Sul podio seguono: Via Toledo enopizzeria di Vienna e Bijou di Parigi nel corso di una diretta streaming che ha contato oltre 75.000 visualizzazioni


Inghilterra, Francia e Spagna i Paesi con il maggior numero di pizzerie presenti nella speciale classifica continentale di 50 Top Pizza. Numerosi i premi speciali assegnati.

Ciro Salvo concede il bis: per il secondo anno consecutivo la sua 50 Kalò di Ciro Salvo Pizzeria London si posiziona infatti al primo posto di 50 Top Europe, la speciale classifica dedicata alle migliori pizzerie del Vecchio Continente (Italia esclusa) di 50 Top Pizza, la più prestigiosa guida on-line di settore.

Questo il responso dato al termine della seguitissima diretta streaming (con oltre 75.000 visualizzazioni totali) presentata da Federico Quaranta e trasmessa ieri sui canali Facebook di 50 Top Pizza, 50 Top Italy, Luciano Pignataro Wine Blog, Voce di Napoli e Food Napoli, e sul profilo Instagram di 50 Top Pizza.

“Una scelta, quella della diretta streaming – sottolineano Barbara Guerra, Luciano Pignataro e Albert Sapere, curatori di 50 Top Pizza – dettata ovviamente dalla situazione sanitaria, che però non ha tolto fascino alla serata. Anzi, l’aver replicato l’ormai famigerato countdown di 50 Top Pizza, dalla 50esima alla prima posizione, anche per la classifica europea, ha aggiunto sicuramente molta suspense e regalato soddisfazioni ai partecipanti”.

Alla sede inglese di 50 Kalò è andato altresì il premio speciale per il miglior servizio di sala, Best Service 2020, mentre lo stesso Ciro Salvo si è aggiudicato l’importante riconoscimento di miglior pizzaiolo europeo dell’anno, Pizza Chef of the Year 2020. Un’incetta di allori che evidenzia ancora una volta il talento e la dedizione del pizzaiolo partenopeo, non solo a Napoli.

Passione per la pizza dimostrata in egual misura da tutti i protagonisti presenti in classifica, a partire dagli altri due locali sul podio: Via Toledo Enopizzeria di Vienna, guidata dal maestro pizzaiolo Francesco Calò, e Bijou di Parigi, dove a dare vita agli impasti è Gennaro Nasti. Alla pizzeria austriaca sono andati inoltre i premi speciali Performance of the Year 2020 e Best Wine List 2020. La Tonno e Cipolle di Nasti invece è stata nominata la Pizza of the Year 2020. Appena fuori dal podio i locali Bæst, di Copenaghen e La Pizza è Bella, di Bruxelles, ai quali sono andati rispettivamente i riconoscimenti Innovation and Sustainability 2020 e Made in Italy 2020.

Tra gli altri European Special Awards da sottolineare il titolo di New Entry of the Year 2020 assegnato alla parigina Peppe Pizzeria. A guidare l’elenco di Paesi con il maggior numero di pizzerie presenti in classifica è l’Inghilterra, a quota 7, poi la Francia (6) e la Spagna (5); seguono con 3, a pari merito, il Belgio, la Germania e la Russia e ancora, con 2, Danimarca, Svezia, Svizzera, Finlandia, Irlanda e Polonia; infine, con un locale, Austria, Olanda, Norvegia, Portogallo, Ucraina, Scozia, Repubblica Ceca, Serbia, Ungheria, Romania ed Estonia.

“Il livello qualitativo medio delle pizzerie nel Vecchio Continente verificato dai nostri ispettori – concludono i tre curatori – è in costante aumento, con punte di eccellenza come quelle presenti in 50 Top Europe. Potremmo dire che se in Italia continua a giocarsi la Champions League della pizza, negli altri campionati europei vengono fatti comunque ogni anno dei passi in avanti. E a contribuire alla crescita di una cultura della buona pizza non sono solo più pizzaioli e imprenditori italiani emigrati all’estero o loro discendenti, ma anche professionisti di diverse nazionalità”.

A seguire l’elenco completo di tutte le pizzerie presenti dalla prima alla 50esima posizione di 50 Top Europe 2020 e quello degli European Special Awards 2020.


50 Top Europe 2020


1 50 Kalò di Ciro Salvo Pizzeria London, Londra – Inghilterra
2 Via Toledo Enopizzeria, Vienna – Austria
3 Bijou, Parigi – Francia
4 Bæst, Copenaghen – Danimarca
5 La Pizza è Bella, Bruxelles – Belgio
6 Malafemmena, Berlino – Germania
7 Lilla Napoli, Falkenberg – Svezia
8 nNea, Amsterdam – Olanda
9 Pizzeria Luca, Copenaghen – Danimarca
10 Fratelli Figurato, Madrid – Spagna
11 Kytaly, Ginevra – Svizzera
12 La Bottega Siciliana, Mosca – Russia
13 L’Antica Pizzeria, Londra – Inghilterra
14 Daroco Bourse, Parigi – Francia
15 Pizzeria Luca, Helsinki – Finlandia
16 Cirillo’s , Dublino – Irlanda
17 60 Secondi Pizza Napoletana, Monaco di Baviera – Germania
18 Oi Vita Pizzeria, Londra – Inghilterra
19 Faggio Pizzeria, Parigi – Francia
20 Vinoteket, Oslo – Norvegia
21 The Dough Bros – O’Connells, Galway – Irlanda
22 Forno d’Oro, Lisbona – Portogallo
23 ‘O Ver St. James’s, Londra – Inghilterra
24 Araldo Arte del Gusto, Madrid – Spagna
25 Vicoli di Napoli, Londra – Inghilterra
26 Guillaume Grasso La vera Pizza Napoletana, Parigi – Francia
27 Dalmata, Parigi – Francia
28 MadreLievito Llacuna, Barcellona – Spagna
29 Peppe Pizzeria, Parigi – Francia
30 La Piola Pizza, Bruxelles – Belgio
31 Acqua & Farina, Lugano – Svizzera
32 La Balmesina, Barcellona – Spagna
33 Double Zero Neapolitan Pizza, Manchester – Inghilterra
34 Positano, Kiev – Ucraina
35 Sodo Pizza, Londra – Inghilterra
36 Oro di Napoli, Santa Cruz de Tenerife – Spagna
37 Paesano Pizza, Glasgow – Scozia
38 450°C, Turku – Finlandia
39 NAPLES Authentic Neapolitan Pizza, Fürth – Germania
40 Pizza Nuova, Praga – Repubblica Ceca
41 450 Gradi, Lidingö – Svezia
42 De Superette Pizza, Gent – Belgio
43 Scrocchiarella, Mosca – Russia
44 Belli di Mamma, Budapest – Ungheria
45 Majstor I Margarita, Belgrado – Serbia
46 Pizza 22 cm, Mosca – Russia
47 Animaletto Pizza Bar, Bucarest – Romania
48 Nonna Pizzeria, Varsavia – Polonia
49 Ave Pizza, Varsavia – Polonia
50 Kaja Pizza Köök, Tallinn – Estonia

European Special Awards 2020


Pizza Chef of the Year 2020 – S.PELLEGRINO & ACQUA PANNA AWARD
50 Kalò di Ciro Salvo Pizzeria London, Londra – Inghilterra
Best Service 2020 – CONSORZIO TUTELA PROSECCO DOC AWARD
50 Kalò di Ciro Salvo Pizzeria London, Londra – Inghilterra
Best Wine List 2020 – CONSORZIO TUTELA PROSECCO DOC AWARD
Via Toledo Enopizzeria, Vienna – Austria
Performance of the Year 2020 – PASTIFICIO DI MARTINO AWARD
Via Toledo Enopizzeria, Vienna – Austria
Pizza of the Year 2020 – SOLANIA AWARD
Tonno e Cipolle di Bijou, Parigi – Francia
Innovation and Sustainability 2020 – S.PELLEGRINO & ACQUA PANNA AWARD
Bæst, Copenaghen – Danimarca
Made in Italy 2020 – LATTERIA SORRENTINA AWARD
La Pizza è Bella, Bruxelles – Belgio
Best Gluten Free Pizza 2020 – BIRRIFICIO FRATELLI PERRELLA AWARD
Malafemmena, Berlino – Germania
Best Fried Food 2020 – OLITALIA AWARD
Malafemmena, Berlino – Germania
Territorial Identity 2020 – LATTERIA SORRENTINA AWARD
Lilla Napoli, Falkenberg – Svezia
Model of Inspiration 2020 – D’AMICO AWARD
nNea, Amsterdam – Olanda
Best Mixed Drink 2020 – CONSORZIO TUTELA PROSECCO DOC AWARD
Pizzeria Luca, Copenaghen – Danimarca
Hospitality 2020 – SOLANIA AWARD
Kytaly, Ginevra – Svizzera
Best Format 2020 – PASTIFICIO DI MARTINO AWARD
La Bottega Siciliana, Mosca – Russia
Best Dessert List 2020 – OLITALIA AWARD
L’Antica Pizzeria, Londra – Inghilterra
Best Beer List 2020 – BIRRIFICIO FRATELLI PERRELLA AWARD
Forno d’Oro, Lisbona – Portogallo
Best Aperitif List 2020 – BIRRIFICIO FRATELLI PERRELLA AWARD
Guillaume Grasso La vera Pizza Napoletana, Parigi – Francia
New Entry of the Year 2020 – SOLANIA AWARD
Peppe Pizzeria, Parigi – Francia
Best Takeaway Service 2020 – D’AMICO AWARD
La Piola Pizza, Bruxelles – Belgio

Partner dell’iniziativa:


Olitalia, Birrificio Fratelli Perrella, Consorzio di Tutela del Prosecco DOC, S.Pellegrino & Acqua Panna, D’Amico, Pastificio Di Martino, Solania, Latteria Sorrentina.

Sabato, 12 Settembre, ore 13,00, l’Azienda Agrituristica PRETORIO di Ricciardi Luisa a Montemarano, (c.da Chianzano n.9 – AV), uno dei 17 Comuni della DOCG “ Taurasi ”, ospiterà un’esclusiva degustazione dedicata a piatti tipici dell’antica tradizione irpina ed al prestigioso vino Taurasi, espressione di dieci tra le migliori aziende vitivinicole dell’areale della DOCG irpina: Azienda Agricola Adelina Molettieri; Azienda Agricola Boccella; Cantine Antonio Caggiano; Cantina Colli Di Castelfranci Srl; Azienda Vitivinicola Cortecorbo; Cantine Delite di Coscia Emanuele; Vini Fratelli Follo; Azienda vitivinicola Guerriero; Azienda vitivinicola Il Cancelliere; Azienda vitivinicolairpina in CampaniaTENUTA Cavalier PEPE.

Il vino Taurasi non ha certo bisogno di presentazioni, essendo tra i migliori rossi prodotti nel sud Italia, come già attestavalo storico Tito Livio, nel suo Ab Urbe Condita, quando, nell’indicare le coltivazioni di vite Greca o Ellenica, descriveva il territorio (gli antichi Campi Taurasini), ricco di “vigne optime”, fornitore di ottimo vino per l’Impero. DOC nel 1970 eDOCG dal 1993, il Taurasi è un pregiato vino rosso ottenuto da uve di vitigno Aglianico, la cui coltivazione è disciplinarmente controllata e garantita tra i comuni di Taurasi, Bonito, Castelfranci, Castelvetere sul Calore, Fontanarosa, Lapio, Luogosano, Mirabella Eclano, Montefalcione, Montemarano, Montemiletto, Paternopoli, Pietradefusi, Sant’Angelo all’Esca, San Mango sul Calore, Torre le Nocelle e Venticano, tutti in provincia di Avellino.

L’evento rientra nel più ampio progetto territoriale dell’Associazione Nazionale di CITTÀ DEL VINO, Presidente dott. Floriano ZAMBON, a cura di Teobaldo ACONE, Ambasciatore del territorio, da decenni impegnato per la promozione e la valorizzazione delle realtà locali, che ha fortemente voluto l’istituzione di un Laboratorio di promozione del territorio vitivinicolo irpino e che è stato presentato a luglio scorso a Montefalcione (AV), Sindaco d.ssa Maria Antonietta Belli. Il Laboratorio è un sistema virtuoso che coinvolge il territorio ed i suoi attori attraverso associazioni, pro loco, amministrazioni pubbliche, aziende, consorzi e si arricchisce dell’esperienza, tra gli altri, del prof. Rossano Pazzagli, docente di storia del territorio e dell’ambiente all’ Università del Molise e promotore del corso di laurea in Enogastronomia e turismo a Termoli e della d.ssa Clelia Cipolletta, Architetto Wine designer. L’intento è di offrire un’esperienza diversificata ed entusiasmante non solo al turista che, per la prima volta, arriva in Irpinia e desidera conoscerne tutti gli aspetti, ma anche a chi, pur vivendo in Irpinia desidera semplicemente approfondire la conoscenza delle sue bellezze naturali, paesaggistiche, storico-architettoniche ed enogastronomiche.

Poiché un grande vino come il Taurasi lo si onora condividendolo e facendolo degustare in modo adeguato, la conduzione tecnica sarà a curadella FISAR (Federazione Italiana Sommelier Albergatori e Ristoratori), sez. di Avellino, per scoprire, a parità di vitigno autoctono, le sottili differenze olfattive ed organolettiche di ogni etichetta, espressioni precipue di terroir e di stile di ogni produttore, accompagnata dal racconto di vino e vigne degli stessi produttori presenti, durante la serata, anche ai banchi di assaggio insieme ai Sommelier professionisti.

L’Agriturismo PRETORIO, apprezzato per la cucina sana, semplice ed attenta alla qualità dei prodotti, proporrà alcuni piatti tipici irpini anche con show cooking: “Maccaronara”, speciale tipo di pasta di grano duro fatta a mano, simile ad uno spaghettone, ma a sezione quadrangolare, realizzata con un matterello scanalato secondo un’antica ricetta semplice, ma molto saporita, nonchè “lagane”, altro taglio speciale di pasta fatta a mano, solitamente condita con i ceci. Su ciascun piatto, ogni commensale potrà scegliere l’assaggio di vino Taurasi preferito, sperimentandone l’abbinamento ottimale.

Nel menù, oltre ai due primi, “Maccaronara”e “Lagane e ceci“, anche due secondi di carne, maiale con peperoni e coniglio alla cacciatora, tutto condito con olio extravergine di oliva del Frantoio Oleario Barbieri di Paternopoli, (AV), nonchè degustazione di salumi dell’azienda agricola Biancaniello di Torella dei Lombardi (AV) e assaggi di formaggi di latte crudo vaccino 100% caglio naturale dell’azienda casearia Giovanni Nigro di Montemarano (AV) che, nell’occasione, presenterà una novità davvero particolare!

 Si precisa, infine, che l’evento si svolgerà in linea con la normativa di sicurezza vigente anti covid-19.

Organizzazione: Città del VinoTeobaldo Acone

Comunicazione: PMI Communication– d.ssa Carmen Guerriero.     

 WINE SHOP

Durante l’evento si potranno acquistare direttamente vini e prodotti in degustazione presso i produttori presenti, in vendita ad un prezzo promozionale per l’occasione.

            INFO e PRENOTAZIONE e COSTI

Agriturismo Pretorio, c.da Chianzano n.9, Montemarano AV, cell.389 256 9401.

Quota €.35,00 (ridotto a €.18,00 per i bambini, con possibilità di menu dedicato, previa prenotazione entro e non oltre Venerdi 11 settembre p.v.), a numero chiuso, atteso il rispetto delle norme sul necessario distanziamento sociale.

          COME RAGGIUNGERE l’Agriturismo Pretorio a Montemarano (c.da Chianzano n.9 – AV):

–        In Auto, da Napoli, circa 60 minuti via autostrada A16/E842 direzione Bari:

–        In Bus Taurasi è facilmente raggiungile da Napoli grazie ai collegamenti dell’AIR per Avellino. Dal centro di Avellino è, poi, sufficiente prendere un bus per Montemarano. Per informazioni sugli orari www.air-spa.it

–        In Treno La linea Trenitalia “Avellino-Rocchetta s. Antonio” consente di raggiungere Montemarano direttamente da Napoli Centrale. Per informazioni sugli orari www.trenitalia.it

           COSA VEDERE NEI DINTORNI:

Oltre la visita (previa prenotazione diretta) di una o più cantine in zona, tra cui quelle partecipanti all’evento, gli appassionati di vino potranno perdersi tra i vicoli della graziosa cittadina di MONTEMARANO, fondata, secondo lo storico Appiano d’Alessandria, dal valoroso generale sannita Mario Egnazio, che riuscì perfino a sconfiggere nei pressi del monte Toro le schiere romane.

  • La cattedrale dell’Assunta, costruita intorno al ‘700, è davvero imponente, con i suoi tre portali d’ingresso ed un’ampia facciata con ricche decorazioni e capitelli medioevali. Qui, nell’urna collocata sotto l’altare di marmo, cinto da una balaustra in legno finemente intagliato, sono custodite le spoglie di S. Giovanni, morto nel 1095.

Nella cattedrale sono custoditi una tela di Guido Reni, un Reliquario del 1624, una sedia pieghevole del ‘400 ed altre interessanti opere d’arte, come i due affreschi dell’abside centrale, raffiguranti S. Nicola di Bari e S. Giovanni di Montemarano (secolo XIII-XIV), ritrovati durante i lavori di restauro ed attribuiti alla scuola di Giotto; un busto in legno raffigurante ancora S. Giovanni (secolo XV); un crocefisso (secolo XIV-XV) collocato sull’altare di destra.

  • Il museo dei Parati Sacri, ospitato dall’antica Chiesa del Purgatorio, primo esempio in Italia Meridionale di raccolta e di inventario di Paramenti Sacri, realizzati nel Sud Italia tra il XVI secolo e l’inizio del XX., come il parato del vescovo Celestino Labonia (1670-1720), le donazioni del Papa Benedetto XIII in occasione dell’anno giubilare 1725, e un vestito della Madonna del secolo XVII di manifattura siciliana.
  • il Castello o Palazzo Feudale, costruito sui resti dell’antica fortificazione, ben conservato e con uno splendido portale di ingresso.
  • la Chiesa dell’Immacolata, con dipinti del ‘700.

Nella vicina cittadina di TAURASI, gli enoappassionati potranno visitare (su richiesta) l’Enoteca regionale dei vini d’Irpinia, che ha sede al secondo piano del castello Marchionale di Taurasi, nella parte più alta del Borgo Medievale, che domina tutto il fondovalle. Oltre la Cappella del Crocifisso, le stanze dell’Enoteca sono dedicate ai vari personaggi legati alla storia di Taurasi, come la sala Eleonora d’Este, sala s. Carlo Borromeo … piene di bottiglie di vino fino alla “Stanza del Principe” (sala Gabriele D’Isola), dove, nel 1566, nacque Carlo Gesualdo, in arte “Gesualdo da Venosa”, uno dei più grandi musicisti italiani, oggi destinata alle riunioni di rappresentanza del Comune. 

Nelle scuderie di un tempo, il Castello ospita il “Percorso Sensoriale Tau”, un percorso unico in Italia, alla scoperta dei vini D.O.C.G. dell’Italia meridionale: Taurasi, Fiano di Avellino e Greco di Tufo. 

Lo chef stellato Paolo Barrale e il maestro pizzaiolo Mario Severino salgono in una cattedra virtuale per “pizza e passione”. Il corso on line “Pizza napoletana – Topping stellati” attende lo sparo d’inizio.

Isoliamo per un attimo dal suo contesto originario la frase di una canzone conosciuta dai più e acclimatiamola nel nostro, modificando e aggiungendo qualcosa avremo esattamente ottenuto “l’universo pizza chiuso in una stanza”.  Ci perdonerà l’autore, ma sembrava calzare a pennello.

Il cambiamento sociale che stiamo vivendo muta notevolmente non solo le coscienze, la collettività, le istituzioni ma anche il modo di concepire l’insegnamento che abbraccia, analogamente a quello scolastico, il mondo pizza. È così che è nato il corso, rigorosamente online, “pizza napoletana-topping stellatipromosso dall’istituto Pizza e Passione che lo chef stellato Paolo Barrale e il maestro pizzaiolo Mario Severino terranno il 14 e il 15 settembre.

Una sfida che non ha spaventato nessuno, visto le innumerevoli adesioni a pochi giorni dalla conferma. Paolo Barrale e Mario Severino si dicono entusiasti di questo progetto concepito in presenza ma per ovvie ragioni modificato in un corso a distanza.

In cattedra virtuale salirà Mario Severino per primo che, nonostante la sua giovane età, è certo della sua esperienza e delle sue abilità. La parte teorica che gli compete riguarda naturalmente gli impasti, nello specifico l’indiretto ma non mancheranno parentesi circa le altre tipologie.

Si parlerà di utilizzo e gestione degli impasti a temperatura ambiente e controllata, di autolisi, di idratazione e maturazione dell’impasto. Grande spazio al capitolo “materie prime” e in questo Mario Severino può dire di “avere una marcia in più”: la sua città natale, dove sorge anche la sua officina, si trova in una delle zone più floride della Campania, l’agro nocerino-sarnese.

Un pizzaiolo per essere tale non può limitarsi all’impasto, deve necessariamente scoprire sapori, conoscere i prodotti. Il pomodoro San Marzano, ad esempio, dell’azienda Solania non può mancare nella mia pizzeria. Frantumato a mano, condito con olio e sale, a crudo, essiccato, disidratato e in polvere, cerco di esaltare tutte le sfumature del suo sapore in ogni proposta”.

La prima parte basata sulla conoscenza delle farine e dei vari processi fermentativi unitamente alle nozioni su come gestire i pre-impasti sarà seguita, nel secondo giorno di video-lezione, dalla sezione sui topping definiti stellati. E non a caso.

Paolo Barrale, che brilla nel firmamento delle stelle Michelin, porterà la sua cucina sulla pizza. Due mondi spesso destinati ad essere lontani che si incontrano per dare vita ad una sensibilità culinaria equilibrata perché si possa ritrovare nel piatto un prodotto che sia espressione di consapevolezza e valorizzazione degli ingredienti.

Tutto ruota attorno alla stagionalità dei prodotti, secondo lo stellato che per l’occasione sfodererà le sue conoscenze su come lavorare la materia prima, su come insinuare all’interno di una pizzeria il sentore di una cucina nuova che non sia “gourmet, nel senso di riservata a pochi, ma un’interpretazione diversa di fare la pizza per molti”.

Ma cosa si aspetta Paolo Barrale di trasmettere ai suoi discenti distanti? “Vorrei riuscire a trasmettere il senso di responsabilità di capire che oltre all’impasto c’è di più: il pizzaiolo deve avere quella sensibilità intellettuale di guardare oltre la mozzarella, il pomodoro e il basilico”.

E proprio al pomodoro lo chef fa un elogio: “quello che deve guidare sia gli chef che i pizzaioli è un “pensiero stagionale”. Il pomodoro San Marzano, come anche quello Corbarino e tutte le altre tipologie, ha la sua massima espressione in estate e va esaltato in questo periodo”.

Le premesse delineatesi sono davvero interessanti. Il corso sarà una valida occasione di incontro e confronto tra due mondi dove profumi, colori e sapori, per quanto possibile, bucheranno gli schermi. Anche se potremo soltanto immaginarli.

INFO e ISCRIZIONI:
tel. +39 3270973479 oppure +39 3735050547
mail: corsi@pizzaepassione.it
web: www.pizzaepassione.it

L’arte di Pier Paolo Spinazzè a servizio della città di Napoli
l’azione anti-odio dello street artist CIBO con Caffè Borbone e il Comune di Napoli

Raccontare in maniera colorata, leggera e attraente il mondo del caffè espresso napoletano, ricco di tradizione e cultura è l’obiettivo che Caffè Borbone vuole raggiungere attraverso la capacità creativa e la sensibilità dello street artist anti-odioPier Paolo Spinazzè, in arte CIBO.

A partire da ottobre l’artista racconterà i valori del caffè e delle altre eccellenze gastronomiche napoletane attraverso la street art, nella sua originale e lodevole modalità. Pier Paolo Spinazzè, l’artista, sempre armato di bomboletta spray, che si aggira per le strade d’Italia coprendo i simboli d’odio che compaiono sui muri sostituendoli con disegni pregni di colore, leggerezza e ironia, grazie ad un’operazione di solidarietà finanziata da Caffè Borbone e supportata dal comune di Napoli, colorerà la città partenopea. 

Questa non è l’unica novità che riguarda l’eclettico artista, infatti, tra pochi giorni, Pier Paolo Spinazzè racconterà i valori del caffè con un’opera unica, questa volta un po’ insolita. Non sarà una parete a fare da cornice ai colorati murales dello street artist CIBO ma la carrozzeria dello storico tram 1 di Napoli e che oggi vede una nuova luce grazie al ripristino dell’antica tratta tranviaria.


L’iniziativa, che vede la collaborazione dell’Assessorato alla Creatività Urbana del Comune di Napoli, prevede la realizzazione di opere anti-odio dello Street Artist CIBO su varie superfici cittadine. L’artista, inoltre, si confronterà con il Tavolo della Creatività Urbana del Comune di Napoli e l’Assessore al ramo Luigi Felaco, al fine di portare avanti questa encomiabile attività di sensibilizzazione contro ogni forma di violenza.

Da oltre dieci anni Pier Paolo Spinazzè lavora e disegna sotto la tag di CIBO, la sua firma più nota, sinonimo ormai dell’eccellenza artistica italiana e di un impegno sociale che, attraverso l’arte, ha come obiettivo restituire qualcosa alla comunità trasformando i messaggi d’odio, che spesso purtroppo deturpano i muri delle nostre bellissime città, in appetitose opere d’arte. Cancellare messaggi d’odio ha sempre fatto parte del percorso artistico di Pier Paolo, ma è solo nel 2008 che l’artista comprende la potenza comunicativa del non cancellare semplicemente l’odio ma trasformarlo in messaggi positivi e di speranza, attraverso un’arte ricca di simbolismi.

Perché hai scelto il “cibo” come antidoto all’odio? “Perché in fondo il cibo siamo noi, la nostra tradizione e la nostra storia” risponde lo street artist “Per noi italiani il cibo è qualcosa di sacro. A cena guardiamo programmi di cucina e allo stesso tempo parliamo di cosa mangeremo il giorno dopo. Il cibo, in particolare il caffè, rappresenta anche il principale momento di unione e di condivisione e si presta benissimo a simbolismi e metafore. Per esempio, la cucina come la conosciamo oggi non esisterebbe se non fosse per i flussi migratori che si sono susseguiti nelle ere e molti degli ingredienti che consideriamo sinonimo d’italianità in realtà italiani non sono neanche un po’. Pensiamo a una caprese: pomodoro, mozzarella, basilico e un filo d’olio. Non solo ha i colori della bandiera italiana ma è diventata il simbolo dell’italianità in tutto il mondo, al pari della pizza. Bene, il pomodoro è originario della Colombia, il basilico dell’India, la mozzarella dell’Italia e l’olio della Siria.”


NELLA PRIMA GIORNATA DI CIBUS FORUM GLI INTERVENTI DEL MINISTRO DI MAIO, DI VACONDIO FEDERALIMENTARE, DI GIORGIO SANTAMBROGIO AD DEL GRUPPO VEGE’ – LA RICERCA NIELSEN SUI CONSUMI E IL COMMENTO DI ANTONIO CELLIE CEO DI FIERE DI PARMA

(Parma, 2 settembre 2020) – Parte da Parma l’intesa tra le componenti della filiera agroalimentare per affrontare la ripartenza economica post Covid. I leader dell’industria alimentare, della grande distribuzione e dell’agricoltura si sono incontrati oggi a Cibus Forum (che prosegue anche domani) avviando un dialogo con il Governo, rappresentato, in presenza a Parma, da Luigi Di Maio, Ministro degli Affari Esteri. (https://cibusforum.cibus.it/). L’evento è stato aperto dagli interventi di saluto di Gian Domenico Auricchio, Presidente di Fiere di Parma, di Federico Pizzarotti, Sindaco di Parma e di Stefano Bonaccini, Governatore Regione Emilia Romagna.
Di seguito la sintesi dei primi interventi della mattinata.



L’industria alimentare, dopo essersi rivelata fondamentale nel periodo strettamente legato all’emergenza, può ancora fare da traino economico e tornare ai livelli pre crisi velocemente – ha dichiarato Ivano Vacondio, Presidente di Federalimentare – Questa sua forza, però, non deve essere scambiata per uno stato di benessere. Il 2020 è l’anno nero anche per il food&beverage che per riprendersi in fretta ha assoluto bisogno del sostegno da parte del Governo. Mi riferisco in particolare ai finanziamenti a fondo perduto per il settore horeca (che devono essere ben più sostanziosi di quelli stanziati nel dl agosto), essenziali per far rialzare il settore della ristorazione. Se ci sarà questo supporto, sono convinto che entro la fine del prossimo anno l’industria alimentare tornerà ad essere il volano dell’economia italiana”.



Il Ministro Di Maio, nel corso del suo intervento, ha confermato l’impegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, con tutta la sua rete estera, a sostegno del comparto agroalimentare: “Vogliamo trasformare ogni Ambasciata nel mondo in una casa delle imprese, perché l’Italia e le nostre aziende devono crescere ed esportare le nostre eccellenze ovunque. Molti sono gli interventi che abbiamo previsto, a cominciare dal rilancio del settore fieristico che può ora contare su una piattaforma digitale – Fiera 365 – a disposizione degli operatori. Abbiamo inoltre creato un programma straordinario di incoming fisico e virtuale attraverso il quale accoglieremo nel nostro Paese buyers, influencers, giornalisti e altri attori determinanti per il rilancio del brand Italia nel mondo, a cominciare dalla filiera agroalimentare che ne rappresenta una delle eccellenze più conosciute ed apprezzate”.



La necessaria collaborazione tra le componenti della filiera agroalimentare è stata sottolineata anche da Giorgio Santambrogio, past president di Associazione Distribuzione Moderna e ad del Gruppo VèGè: “La grande distribuzione vuole collaborare con l’industria e l’agricoltura per affrontare le sfide del post Covid. Per esempio stiamo lavorando assieme per eliminare tutte le pratiche unfair come il caporalato nei campi e le aste a doppio ribasso. A proposito di queste ultime abbiamo sostenuto la nuova legge che è già passata alla Camera ed ora è in discussione al Senato. In confronto è aperto anche sul terreno dei prezzi e delle promozioni”.

Domani interverranno a Cibus Forum: Ettore Prandini, Presidente Coldiretti (in streaming); Massimiliano Giansanti, Presidente Confagricoltura; Dino Scanavino, Presidente CIA Agricoltori Italiani.


In mattinata è stato presentato anche il report di Nielsen sull’andamento dei consumi nell’era del Covid. Dopo il boom nel lockdown le vendite del Largo Consumo si sono stabilizzate ma continuano a mantenersi positive. Le famiglie, ormai abituate a nuove categorie di spesa, comprano ancora surgelati, latte uht, farina, pasta, riso, prodotti igienici, etc. Il fattore prezzo sarà sempre più un fattore e continueranno a crescere le vendite nei discount e nei negozi specializzati. Avremo una polarizzazione dei prezzi, con una domanda crescente sia sul basso sia sull’alto prezzo, e decrescente nella fascia media. E l’e-commerce continuerà a crescere anche se una parte significativa del territorio non è coperta.


Una analisi condivisa da Antonio Cellie, ceo di Fiere di Parma e specialist nel settore Food&Beverage: “Iniziamo questo Cibus Forum in uno scenario difficile, ma con un sentiment positivo. Innanzitutto, registriamo la voglia di incontrarsi di persona da parte degli operatori e questo, per il settore delle Fiere ma non solo, è un indicatore incoraggiante; quindi intravediamo un mutamento strutturale nei consumi, a livello internazionale, che potrebbe, nel medio periodo, privilegiare l’offerta Made in Italy caratterizzata da alta qualità, prodotti di base, standard produttivi unici al mondo non solo per sicurezza, ma anche flessibilità. Infine, la visione corale della filiera, dall’Agricoltura alla Distribuzione passando per l’Industria che conferma la sua centralità anche agli occhi delle Istituzioni”.


PER INFORMAZIONI ALLA STAMPA:
 
Ufficio stampa Cibus
Fanini Ufficio Stampa
Tel 339 6668750 – 340 7773887
Sito Web: https://cibusforum.cibus.it/

Pizzeria Millenium: Lunedì 7 settembre evento a sei mani con Civitillo, Pingue e Masella

La grande notte dei formaggi di Alimentale Forchetta & Cervello alla Pizzeria Millenium di Cusano Mutri. Il padrone di casa Giovanni Civitillo apre le porte a due chef del sannio per una serata a sei mani ideata per raccontare tutti insieme le meraviglie della regione Campania.
Con Civitillo ci saranno Dino Masella della Masseria Masella e Gianluca Pingue di Casa Palladino a Guardia Sanframondi che si divertiranno a giocare con i formaggi di Alimentale Forchetta & Cervello realizzando deliziosi manicaretti.

“Avremo a disposizione tutti gli stagionati che hanno fatto tendenza in questa estate del 2020. Li fonderemo nelle nostre preparazioni e sono sicuro che lasceremo più che soddisfatti quanti prenoteranno per partecipare alla serata” spiega il titolare che è anche membro dell’Alleanza Cuochi di Slow Food di Campania e Basilicata.
“A Cusano Mutri porteremo il tiplete dell’estate 2020 -spiega l’amministratore di Alimentale Giuseppe Di Bernardo-, le tre referenze più richieste di questa estate che si avvia verso la conclusione. Ci sarà il Cacio Dei Lattari, un importante biglietto da visita di questo brand che si avvia a conquistare fette di pubblico sempre più ampie. Il capolavoro dell’irpinia ovvero il Pecorino Bagnolese con tanto di Bollino Vero Filiera Sostenibile e il top player: Provolone del Monaco Dop che non ha bisogno di ulteriori presentazioni”.

La Pizzeria Millenium, in piazza Orticelli a Cusano Mutri è da sempre un punto di riferimento per gli appassionati della zona. I suoi impasti con farina di grani antichi autoctoni macinata a pietra si prestano a mille e più interpretazioni. Alle spalle venti anni di storia, gran parte dei quali proprio con la presenza dell’attuale gestore.
“Ho cominciato a fare pizze qui nel 2001 e dal 2013 sono diventato il titolare dell’attività. Con questo matrimonio di sapori fra pizze, pietanze e formaggi ci prepariamo a salutare l’estate ed a proiettarci verso la nuova stagione” conclude Giovanni Civitillo.

Il menù della serata alla pizzeria Millenium

Entrée la pizza fritta: infornata con il pomodoro guardiolo della Valle Telesina e il  Cacio Dei Lattari. Impasto realizzato con la farina di grani antichi risciola e frassineto.
Primo piatto: Carrati al sugo di Pecora di Pietraroja con Pecorino Bagnolese di Alimentale con Bollino Vero Filiera Sostenibile
Secondo piatto: Parmigiana scomposta con Provolone del Monaco Dop
Dolce a cura della Pasticceria Roberto Maturo di Cusano Mutri
Costo della serata 20 euro.

Lunedì 7 settembre 2020 alle ore 20
Pizzeria Millenium
Via Orticelli n.56
Cusano Mutri (BN)
Prenotazioni al numero: 0824.86.20.14

Ufficio stampa: Roberto Esse

Ritorna più sentito che mai, martedì 8 settembre  ore 20.00 a Napoli presso i giardini di Villa Diamante,        il “Festival degli Artisti del gusto”.

Evento dedicato ai professionisti del settore enogastronomico, che ogni giorno con entusiasmo concentrano i loro sforzi nel valorizzare le eccellenze di ogni territorio. Con fierezza fanno da traino educativo al gusto e alla cultura degli ingredienti di qualità, con forte spirito di conservazione della tradizione, volgendo uno sguardo attento all’ innovazione.  

Villa Diamante, location di gran fascino, sorta dal restauro di un antico convento di clausura, uno scrigno di stile nel cuore di Posillipo. Con la sua architettura semplice e raffinata, immersa nel verde di un elegante giardino, offre agli ospiti un panorama di incredibile bellezza sul Golfo di Napoli.

Ideato e organizzato da Angela Merolla, il Festival degli Artisti del Gusto sarà presentato dalla poliedrica Edda Cioffi volto noto della TV campana.

Chef stellati quali Peppe Aversa, Giovanni De Vivo e Paolo Gramaglia, delizieranno gli ospiti con una pietanza rappresentativa della loro cucina.

Villa Diamante sarà il palcoscenico di chef pizzaioli e pasticceri campani provenienti da aree regionali diverse, dove ognuno proporrà un piatto del territorio in versione finger food.

L’executive chef Luigi Barone e il suo team di cucina apriranno la serata con la degustazione di un piatto a sorpresa; lo staff di sala di Villa Diamante accoglierà gli ospiti con l’eleganza che da sempre li contraddistingue.

Aziende di eccellenze italiane con i loro prodotti di nicchia e rinomate cantine saranno presenti con i loro vini.

L’artigianalità sartoriale napoletana a firma Goeldlin, vestirà i protagonisti del Festival con capi sviluppati e lavorati nelle proprie sedi e sulle candide divise il logo Artisti del Gusto farà da fil rouge di energia ed entusiasmo.

Un cadeau a ricordo della serata sarà riservato ad ogni protagonista dell’evento, un manufatto in ceramica interamente realizzato e decorato a mano da “Cerasella Ceramiche”,che con la maestria degli antichi artigiani della Costiera Amalfitana completerà la serata portando la tradizione secolare dell’arte della ceramica.

La serata si svolgerà nel rispetto delle linee guida Covid 19 e gli ingressi saranno riservati al settore enogastronomico e solo su invito .

Un ringraziamento speciale ad ogni Artista del gusto”.

CHEF:

Peppe Aversa Stella Michelin

Ristorante Il Buco – Sorrento

Giovanni De Vivo     Stella Michelin

Ohimà Restaurant – Positano

Paolo Gramaglia      Stella Michelin

Ristorante President – Pompei

Luigi Barone

Villa Diamante – Napoli

Rosa Barone

Villa Diamante – Napoli

Claudio Lanuto

Ristorante Cappuccini–NH Collection Grand Hotel Convento Amalfi Erminia Cuomo

Hostaria di Bacco – Furore SA

Maurizio De Riggi

Ristorante Markus – San Paolo Bel Sito NA

Alfonso De Luca

Ristorante Palma – Hotel I Gigli – Nola NA

Pasquale Rinaldo

d’amore Capri Restaurant

Franco Marino

Ristorante La Terrazza – Paestum

Giusy Di Castiglia

Ristorante La Scottona Posillipo -Napoli

Ciro Campanile

Hotel Ristorante Elisabetta –Lettere

Pasquale Vitale

Ristorante Pascalò – Vietri sul Mare SA

Giuseppe Zaccaria

Ristorante Dal Pescatore – Vietri sul Mare SA

Antonio Aniello

Tenuta Paino – Sessa Aurunca  CE

Alfredo Iannaccone

Zen Food Lab – Avellino

Vincenzo Ferro

Ristorante L’Antica Franconia – Taurano AV 

Gustavo Milione

Hotel Ristorante La Lucertola –  Vietri sul Mare SA

Giovanni Raiola 

Ristorante La Locanda degli Amori e Sapori – Baia Bacoli NA

Giuseppe De Crescenzo

Sole Ricevimenti – Quarto NA

Pasquale Masullo

Ristorante La Tana di Tano – Aversa CE

Antonio Grasso

Ristorante La Frescheria – Napoli

Carmine Ben Mohamed

Ristorante Villa Veseri – Trecase NA

Vincenzo Porzio

I Toraldo Cafè Bistrot –  Casoria NA

Agostino Malapena

Ristorante Costanzo – Aversa CE

Carmine Martinez

Ciabacrò – Napoli

MAESTRI PIZZAIOLI:

Luciano Sorbillo

Pizzeria Pizz a’ Street  Vomero– Napoli

Salvatore Di Matteo

Pizzeria Di Matteo – Napoli

Rodolfo Sorbillo

Pizzeria Via Tribunali – Salerno

Vincenzo Sannino

Pizzeria-Trattoria I Sannino by Maria Marì–prossimamente a Napoli

Nicola Sannino

Pizzeria-Trattoria I Sannino by Maria Marì – prossimamente a Napoli

Mimmo Esposito

Pizzeria Mè –Casavatore NA

Roberto Nasti

Pizzeria I Mascalzoni Latini- Pozzuoli NA

Mastro Fornaio Carmelo Esposito

Mastro Fornaio Esposito – Pompei NA

MAESTRI PASTICCERI:

Giuseppe Ratto

Gran Caffè Ratto – Frattamaggiore NA 

Sabatino Sirica

Pasticceria Sirica -San Giorgio a Cremano NA

Gianluca Ranieri

Pasticcerie Ranieri- Napoli e Pozzuoli

Ciro Poppella

Pasticceria Poppella – Napoli

Francesco Lastra

Varnelli Restaurant – Pompei NA

Antonio Duraccio

Pasticceria Seccia – Napoli

Stefania Fasano

Pasticceria Baunilha – Salerno

Gerardo Di Dato

Pasticceria Di Dato- Angri SA

Luca Russo

Bee Bakery  – Aversa – CE

PARTNER DELLA SERATA

Consorzio Tutela Provolone Del Monaco Dop V. Equense NA

Associazione Latte Nobile Italiano– Potenza

Cantine Barone -Rutino SA

Vini Le Origini- Celzi di Forino AV

Giannitessari – Roncà VR

Antica Distilleria Petrone-Mondragone CE

Acqua Fonte Apina MANIVA – Brescia

Cerasella Ceramiche – Nocera Superiore SA

Goeldlin Collection – Avellino    www.abitidalavoro.shop

Forni Reppuccia – Eboli SA

Caffè Moreno – Napoli

Bluse Cafè – Nocera Superiore SA

Gruppo Vivian – Nocera Superiore SA

Printart Edizioni  – Nocera Superiore SA

Pastifico Antica Maccaroneria – Rocca San Felice AV

Azienda Agraria Ciarletti – Trevi PG

Azienda Agricola Antichi Sapori – Pollena Trocchia- NA

Azienda Agricola Valle Armenia

Azienda Zara Cereali – Mafalda CB

Frantoio Muraglia – Andria BT

Alma De Lux – San Giorgio a Cremano NA

Azienda Armatore – Cetara SA

Azienda Agricola Raimo – Capaccio SA

Azienda Agricola Salera – Martinengo BG

Orizzonti Village – Pozzuoli NA

Studio 92 – Casavatore NA

Zebby animation Events e balloon – Napoli

Solania – Nocera Inferiore SA

Jamonita- Nocera Inferiore SA

Villa Diamante

Via Alessandro Manzoni, 131b – Napoli

www.villadiamante.it

Angela Merolla

Wine-Food Communication and Images

info@angelamerolla.it

meroangela@libero.it

angelamerolla@pec.it

mobile: 320 861 9820

I sapori e le eccellenze della tradizione napoletana saranno protagonisti alla 77esima edizione della Mostra internazionale d’arte cinematografica organizzata dalla Biennale di Venezia

I maestri pizzaioli della Accademia Nazionale Pizza DOC assieme agli chef dell’azienda “Sapori di Napoli” cureranno l’area food dell’Hollywood Celebreties Lounge, l’hospitality ufficiale della 77esima edizione della kermesse veneziana.

 “Siamo orgogliosi di poter portare al Festival del cinema di Venezia le eccellenze della nostra terra – ha dichiarato Antonio Giaccoli, patron dell’Accademia Nazionale Pizza DOC – Dopo essere stati al Festival di Sanremo, abbiamo deciso di regalarci un altro palcoscenico unico al mondo come quello della Mostra del Cinema di Venezia. Per me, il mio progetto e soprattutto la mia squadra di mastri pizzaioli sarà un’altra bellissima vetrina”.

Soddisfatto anche Gennaro Galeotafiore, chef veterano di Casa Sanremo e titolare dell’azienda “Sapori di Napoli”. “A Venezia riusciremo a portare tanto della tradizione culinaria della nostra regione. Anche alla Mostra del cinema di Venezia ci saranno i fritti della tradizione napoletana, la pizza, le mozzarelle di bufala e tantissime altre eccellenze che ci inorgogliscono nel mondo”.

Da mercoledì 2 a sabato 12 settembre all’interno dell’area ideata e realizzata da Hollywood Communication ci saranno rappresentanti di spessore della tradizione culinaria napoletana conosciuti in Italia e all’estero, come:

  • il team di chef e pizzaioli “Sapori di Napoli” guidato da Gennaro Galeotafiore con il pizzaiolo Gaetano Carponi;
  •  il casertano “pizzaiolo con il cappello” Salvatore Lioniello;
  • il molisano Armando Scalella;
  • il pugliese d’Austria Francesco Calò;
  • il team Puglia guidato da Silvio Buttazzo e composto da Angelo Galati e Ivan Forleo;
  • il pugliese Giangi De Masi;
  • il team Calabria e Sicilia messo insieme dal maestro Vincenzo Fotia, di cui fanno parte anche Alessandro Viscomi, Michele Foriglio, Giuseppe Marrapodi, Marcello Fotia, Juri Sciacca, Rocco Alati e Marzia D’Agostino;
  • il direttore della “Scuola Pizzaioli” in Argentina Juan Pablo Padrevita.

Tantissime anche le aziende che accompagneranno “Sapori di Napoli” e l’Accademia Nazionale Pizza DOC alla 77esima edizione del festival del cinema di Venezia. Saranno presenti: le farine del Molino Spadoni; i pelati e le conserve “La Carmela” dei fratelli D’Acunzi; i salumi di Jomi spa; la tecnologia di SaCar Forni; i prodotti conservieri di Carbone Conserve Vegetali; i prodotti caseari di Latteria Sorrentina; i vestiari tecnici di Capece abiti da lavoro; le paste artigianali di Pastificio Venturino.

Tutti i giorni alle 12 e alle 20 in diretta dall’Hollywood Celebreties Lounge ci sarà Dino Della Porta a raccontare sui canali social di YouFood Tv, media partner ufficiale di “Sapori di Napoli” e della Accademia Nazionale Pizza DOC, tutte le novità della Mostra del cinema di Venezia.

Un’occasione importante per promuovere le eccellenze campane su un palcoscenico unico al mondo come quello della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia.

Per maggiori informazioni:

www.facebook.com/AccademiaPizzaDoc   

www.accademianazionalepizzadoc.it

Contatti: 081.5141416 – 339.5688563

info@giaccoli.it

Contatti Ufficio Stampa

Aldo Padovano – BTL Prod

333.2237732

stampa@campionatonazionalepizzadoc.it

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Si parte il 6 settembre con il treno delle Tre Docg
un viaggio inebriante tra i borghi del vino più rinomati della Campania

Parte, domenica 6 settembre, la seconda edizione del “Treno delle tre Docg”, con l’Irpinia Express, il treno storico della tratta Avellino-Rocchetta tornato in auge grazie all’impegno di Fondazione FS e Regione Campania, e con il lavoro costante dell’Associazione Inlocomotivi APSIl viaggio è dedicato alle eccellenze del vino.

Le stazioni racconteranno la storia di un territorio, un paesaggio disegnato dalle vigne, i filari regolari, i colori mutevoli nelle quattro stagioni e la ricchezza della vendemmia. L’Irpinia Express propone un tour attraverso gli areali di tre delle 4 DOCG Campane. Un evento unico che farà d’apripista ad altrettanti appuntamenti speciali che percorreranno le vie dell’arte, della storia e del gusto dell’Irpinia. Da appuntare in agenda anche gli eventi Irpinia Express -StreetArt&Medioevo, previsto per il 13 Settembre, e Irpinia Express – Con Slow Food nella terra del Carmasciano, previsto per il 20 settembre.  Il programma completo può essere visionato sul portale www.irpiniaexpress.it attraverso il quale sarà possibile prenotare i pacchetti turistici.

Il 6 settembre Irpinia Express offrirà un tour nei tre areali DOCG irpini, da Altavilla Irpina, terra di Greco di Tufo, a Montemarano, stazione del Taurasi, passando per Lapio, terra di Fiano di Avellino, un’occasione imperdibile per toccare con mano i territori dove nascono le preziose uve che diventeranno raffinati vini fregiati del marchio “DOCG”.È possibile prenotare il biglietto http://www.irpiniaexpress.it/il-treno-delle-3docg/

L’evento, organizzato da InLocoMotivi, in collaborazione con il Consorzio Tutela Vini d’Irpinia e le Amministrazioni comunali di Altavilla Irpina, Lapio e Montemarano, e, da quest’anno, la Pallenium Tourism&Service, partirà da Benevento ore 9.10 con una prima tappa Altavilla, uno dei territori vocati alla produzione di Greco di Tufo Docg. L’incontro inizierà alle 10.30 con una visita presso le affascinanti miniere di zolfo e proseguirà in Stazione per un Aperitivo guidato, a base di Greco di Tufo e con accompagnamento gastronomico. Alle 11.55 è prevista la Partenza dalla stazione di Altavilla per la seconda tappa, a Lapio, il borgo del Fiano, con  Accoglienza al Palazzo Filangieri e Brunch al Fiano di Avellino. Il viaggio continua nelle terre del Taurasi; il treno si attesta dunque a Montemarano alle ore 16.35 con il brindisi di benvenuto. Dopo una Breve passeggiata per raggiungere “Spazio Ponteromito” sarà il momento di un piccolo spettacolo di folclore locale. Alle 16:50 avrà inizio la degustazione: saranno allestiti banchi di assaggio con vino e prodotti locali. La partenza per il ritorno è prevista per le ore 18.00.

Si precisa, inoltre, che a seguito delle disposizioni emanate dalle Autorità competenti, al fine di massimizzare la tutela della salute di viaggiatori e personale in servizio, Fondazione FS ha attivato misure e iniziative in materia di prevenzione della diffusione del Coronavirus. In particolare sono state potenziate le attività di sanificazione e disinfezione dei treni; a bordo sono presenti dispenser con gel disinfettante per le  mani; il personale è dotato dei sistemi di protezione necessari.  Il nuovo criterio di prenotazione dei posti a bordo garantisce il rispetto delle distanze di sicurezza prescritte dalle Autorità sanitarie, mantenendo invariato il comfort di viaggio”.

PROGRAMMA

Ore 9.10 Partenza da Benevento

Ore 9.27 Arrivo ad Altavilla

Ore 10.30 Inizio tour nelle Miniere di zolfo

In Stazione Aperitivo guidato con Greco di Tufo ed accompagnamento gastronomico

Ore 11.55 Partenza dalla stazione di Altavilla,

Fermata 5’ ad Avellino, Stazione

Ore 13.30 Arrivo stazione di Lapio – transfer al Borgo
Ore 13.40 Arrivo al Borgo
Ore 13.45/13.50 Accoglienza al Palazzo Filangieri
Brunch a Palazzo con Fiano di Avellino

Ore 15.30 Ritorno in stazione e partenza

Arrivo a Montemarano :

Ore 16.35, brindisi di benvenuto con Rosato Spumante
Breve passeggiata e arrivo a Spazio Ponteromito

Accoglienza con spettacolo di folclore locale (tarantella Montemaranese)e saluti istituzionali
16:50 Inizio degustazione: saranno allestiti banchi di assaggio con vino e prodotti locali.
Ore 17:50 ritorno in stazione.
Ore 18.00 Partenza
Ore Arrivo ad Avellino

PER INFO E PRENOTAZIONI_WEB: www.irpiniaexpress.itE-MAIL: info@irpiniaexpress.itTel +39 331 108 5593

Lunedì 31 agosto | ore 20:00 | Casa Setaro
Chef Giuseppe Molaro (ha conquistato la Stella Michelin a Tokyo alla corte di Heinz Beck) di “Contaminazioni Restaurant”. Con la partecipazione del Pizza chef Paolo De Simone di “Storie di Pane” a Vallo della Lucania
Alle luci del tramonto, immersi nel Parco Nazionale del Vesuvio, una serata per celebrare la bellezza delle “contaminazioni”, unendo i saperi e i sapori dei territori vulcanici: da Tokyo al Vesuvio, si scoprono ingredienti, pietanze e vini, abbinati sapientemente tra loro attraverso un viaggio a tavola, ideato da Massimo Setaro, chef Giuseppe Molaro di “Contaminazioni Restaurant” sito in Somma Vesuviana, con la partecipazione di Paolo De Simone “Storie di Pane”. 


La serata si svolgerà nel comune vesuviano più piccolo, Trecase, dove nasce la storia di Casa Setaro: sono ben quattro le generazioni che hanno donato la propria vita alla vite e al vino autoctono vesuviano. Dal 2005, le redini passano da Don Vincenzo, a cui è dedicato anche un vino, al figlio Massimo che, insieme a sua moglie Mariarosaria, crea l’attuale cantina: quattordici ettari vitati, moltiplicati attraverso il tradizionale metodo della propaggine (dalla pianta madre si dirama il ramo che originerà la vite-figlia), risalgono il vulcano fino a 400 metri dal livello del mare – che si ammira da lontano – a partire proprio dal “giardino” di casa. La cantina coincide infatti con l’abitazione di famiglia, una scelta e una dedica a quella che è più di una passione di famiglia. Tutto è coltivato in biologico, anche l’uliveto da cui si produce l’Olio extravergine di oliva Casa Setaro, da monocultivar di Coratina, che sarà servito insieme ai panificati di Paolo De Simone, imprenditore del brand “Storie di Pane”.


Lunedì 31 agosto, dalle ore 20, Casa Setaro ospita la cena in vigna “Contaminazioni” di gusto: un viaggio enogastronomici, da Oriente verso Occidente, con al centro il Vesuvio: un connubio tra enogastronomia e arte, per raccontare l’importanza dell’identità agricola, preservata con il loro lavoro da Massimo, Giuseppe e Paolo, dell’agricoltura sostenibile e della bellezza dei territori che abbiamo sotto gli occhi, colmi di tesori, senza accorgercene”. 


Arrivati nella cantina, situata in via Bosco del Monaco 34, gli ospiti saranno accolti nel pieno rispetto delle norme vigenti e condotti in questo modo attraverso un wine tour a “tappe” in cui si potranno ammirare le vigne e assaggiare alcuni snack di ZioMì – un aperitivo in stile popub itinerante (no buffet) – che conduce alle origini di chef Molaro, ossia a una commistione tra le sue idee e l’esperienza di suo padre Mimmo, da sempre proprietario di hamburgherie nel vesuviano.


Dopo il brindisi con Pietrafumante, Caprettone Metodo Classico, prende il via la cena in vigna: ai fornelli, chef Giuseppe Molaro con la sua brigata preparerà alcuni piatti “contaminati”, ossia proiezioni del suo concetto attuale di cucina che ricordano la memoria storica di luoghi e di identità. In abbinamento a ogni portata – dall’aperitivo al dolce – un calice diverso dei vini biologici prodotti da Casa Setaro.


Per partecipare, è obbligatoria la prenotazione al numero (+39) 3471231391. Posti Limitati.
MenùFritti di ZioMì
Snack – Bloody Mary da bere
Snack – Ricordo di “pasta&fagioli con le cozze” Snack – Churros di pelle di pollo
Snack – Rolls di riso giapponese con sgombro marinato
Snack – Spigola marinata al pepe Sancho con Mayo al sedano e meringa al pomodoro 
Pane e sorprese di Paolo De Simone “Storie di Pane” con l’Olio Extravergine d’Oliva Casa Setaro 
Risotto pistacchio verde di Bronte e profumo di limone 
Spigola con rucola selvatica 
Crema di latte mango e passion fruit
Per ogni portata, un vino di Casa Setaro.

Mito e leggenda

Originari dell’ Asia Minore, i fichi sono di antichissima coltivazione. Furono i Fenici a diffonderli nelle isole del Mediterraneo, in Portogallo e in Francia. Appartenente alla famiglia delle Moraceae e al genere Ficus, l’albero cresce nei climi temperati.

Il fico, sia come albero sia come frutto, è simbolo di vita, forza, conoscenza, fecondità e abbondanza. Si narra che quando i frutti sono immangiabili o sterili sono simbolo di maledizione. Erano doni degli dei per gli antichi. L’ albero era sacro ad Atene, dea della saggezza, e a Priapo, dio della fertilità greco-romana.

Un’altra leggenda vuole che a luna crescente le coppie sterili erano soliti staccare due foglie da un albero riponendole sotto i cuscini perchè si pensava che avesse il potere di far arrivare i figli. Inoltre, l’ albero di fico rappresenta il popolo di Israele amato da Dio. Stare sotto il fico è simbolo di pace e beatitudine, così come lo era anche per Adamo ed Eva prima di spostarsi sotto un altro albero.

Già Catone e Varrone narrano che i fichi essiccati erano usati nel Cilento e nella Lucania come base alimentare della manodopera impiegata nei lavori dei campi. Nel “Quaterno doganale delle marine del Cilento” (1486) è documentata l’ esistenza di una fiorente attività di produzione e commercializzazione di fichi secchi arrivati sui mercati italiani come alimento di pregio.

Propietà nutrizionali dei fichi

Ricchi di vitamine A, B1,B2,B6 C, D, e Sali minerali , (potassio, ferro, calcio), per chi soffre di stanchezza, e di fibre, tra cui la lignina, quadruplicate soprattutto se è essiccato, sono adatti per la nutrizione dell’ adulto, del bambino e degli sportivi.

Definiti siconi ( dal greco sycon) infruttescenze carnose, una volta mature assumono la forma di piccole pere ricche di zucchero. Li possono mangiare tutti, chi ha problemi di stitichezza (soprattutto se secchi) ma attenzione a chi è obeso o in sovrappeso, ai diabetici, con moderazione, in quanto ipercalorici. Le foglie di fico erano usate in passato come tisane contro i raffreddori, per le sue qualità terapeutiche efficaci contro le malattie cardiovascolari, per curare la tosse, il mal di denti. Ancora oggi noi nutrizionisti li consigliamo anche a chi è a dieta, chi ha problemi di stitichezza, ma sempre in un equilibrato regime alimentare.

Tradizione ed eccellenza


Il Cilento, terra incantata, mare meraviglioso da bandiera blu, borghi interni affascinanti, culla della civiltà greca. E’ proprio lì nella patria della Dieta Mediterranea e della longevità, nel parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano, Alburni, da Paestum fino al Bussento che nasce uno dei prodotti tipici genuini, pregiati più apprezzati e rinomati in Italia e all’ estero. Una vera eccellenza. E’ il “Fico Bianco DOP” del Cilento, cultivar Dottato, un ecotipo selezionato e diffuso proprio in quella terra.

Introdotto dai coloni greci, lo si riconosce dalle caratteristiche uniche, dal diametro piccolo, dalla buccia verde chiaro con polpa giallo -ambrato dai piccolissimi semi. Molto digeribile. Si narra che molti matrimoni siano nati da un’ antica tradizione dove le donne che lavoravano i fichi mettevano un bigliettino con i loro dati all’ interno dei fichi. Da sempre alimento base per le popolazioni locali da pane dei poveri, quando scarseggiava il cibo, ad alimento pregiato da consumare soprattutto a Natale, sono diventati fonte di reddito per i contadini grazie all’ abbondanza e alla possibilità di consumarlo tutto l’anno.

Essiccati a fine estate naturalmente al sole e all’ aria pura per 10 – 15 giorni senza bucce su vassoi di legno o di canne intrecciate e girati a mano uno ad uno in modo che il sole possa baciare ogni parte tale da far perdere umidità, è grazie alla secolare tenacia e capacità di produttori dei cilentani se ancora oggi disponiamo di un prodotto dalle lodevoli qualità organolettiche. Grazie anche alle peculiarità pedoclimatiche, all’ ambiente di coltivazione, all’ azione mitigatrice del mare, al terreno fertile, alla barriera posta dalla catena degli Appenini alle freddi correnti invernali da nord – ovest.

Una volta essiccato è tagliato a metà e farcito con scorze di limone, mandorle anch’esse locali e coperto con l’ altra metà del fico pronti per essere infornati. Una volta sfornati dorati vengono disposti ancora caldi in grandi vasi di terracotta con foglie di alloro chiusi ermeticamente o sciroppati per poi essere commercializzati in cesti fatti a mano o con due stecche. La pianta di fico millenaria, come l‘ ulivo, caratterizzano il paesaggio rurale del Cilento, simbolo della civiltà di un popolo. Sempre più rari e ricercati anche per gli alti costi di preparazione.

I fichi in cucina

Fioroni o primaticci ( giugno-luglio), forniti (agosto -settembre), tardivi ( ottobre) dalle diverse varietà, dimensioni, colori che vanno dal giallo al viola scuro, vengono raccolti rigorosamente a mano per essere mangiati con gusto sia freschi nel breve periodo, sia essiccati, farciti con mandorle, noci, nocciole o immersi nel cioccolato o nel rhum e conservati per l’intero inverno. Raggiunta la pienezza del tasso zuccherino, il frutto va raccolto a mano per non rovinarlo e per dare il meglio nelle ricette. Ottima conservata come marmellata, per farcire crostate, dolci, torte.
Ricetta facile, nutriente e gustosa.


Crostata con marmellata di Fichi Bianchi DOP del Cilento
Ingredienti per la pasta frolla
350 g di farina 0
150 g di zucchero
180 g di burro
2 uova di galline fresche
150 g di marmellata di fichi
1 cucchiaino di cannella


Procedimento
Aggiungere la cannella alla farina, poi il burro e lo zucchero. Iniziare a lavorarla fino ad ottenere un composto bricioloso. Aggiungere le uova e continuare a impastare. Avvolgerla in una pellicola e farla riposare in frigorifero per circa un’oretta. Trascorso il tempo toglierla dal frigo, stenderla a mano con un matterello e metterlo in uno stampo imburrato. Immergere la marmellata di fichi e coprirla con delle strisce della restante pasta frolla. Infornarla a 180 ° C per 30 minuti in forno ventilato.

Muntoni: “Crediamo fortemente che il nostro ruolo sia quello di offrire agli ospiti i veri prodotti della nostra terra e che sia fondamentale supportare le piccole eccellenze dei nostri territori ed aiutarle a crescere.”Anche per questo abbiamo lanciato la linea di prodotti “Selezione Delphina”, ispirata al progetto Genuin Local Food Oriented® e proposti in esclusiva agli ospiti dei resort.Delphina nel 2019 ha fatturato più 72 milioni confermando il trend positivo di crescita degli ultimi anni e dà lavoro a più di mille persone di cui più di cento negli uffici e un indotto per i servizi interni di più di 300 persone
“Crediamo fortemente che il nostro ruolo sia quello di offrire agli ospiti i veri prodotti della nostra terra e che sia fondamentale supportare le realtà economiche e le piccole eccellenze dei nostri territori, aiutarle a crescere e ad aprirsi ai mercati internazionali anche grazie ai nostri ospiti. Per noi è un ulteriore modo per dimostrare concretamente la responsabilità sociale e il sostegno al territorio”.

Hotel marinedda and the beach

Elena Muntoni, brand manager della realtà simbolo del turismo a 4 e 5 stelle del Nord Sardegna, racconta così l’approccio di Delphina hotels & resorts (https://www.delphina.it) nel presentare i risultati del progetto “Genuin Local Food Oriented®”, marchio di qualità Delphina, a sostegno di una cucina sana, buona e giusta, basata su ingredienti genuini che rispettano la stagionalità, preferibilmente a km 0. Per questo più del 70 per cento dei fornitori è nel raggio di 150 chilometri o sull’isola, con l’obiettivo di raggiungere l’80 per cento entro la fine del 2021.
Delphina nel 2019 ha fatturato più 72 milioni confermando il trend positivo di crescita degli ultimi anni e dà lavoro a più di mille persone di cui più di cento negli uffici e un indotto per i servizi interni di più di 300 persone. Dal novembre del 2018 l’azienda è entrata nella “Lounge” di Intesa San Paolo di Elite, il progetto di Borsa Italiana e del London Stock Exchange per le imprese ad alto potenziale realizzato in collaborazione con Confindustria.

Anche per l’arredamento e il decor vengono prescelti soprattutto manufatti realizzati da aziende sarde. “Gli arredi, nella falegnameria, nelle pietre, nel ferro battuto- spiega Elena Muntoni- e perfino lampadari e plafoniere realizzati in ceramica artistica, sono di provenienza e design rigorosamente sardo. Un esempio su tutti, l’hotel e la reception La Licciola del Resort Valle dell’Erica. Tutti gli elementi ornamentali sono di provenienza sarda. Le ceramiche dal piccolo paesino di Luogosanto e i tappeti da Aggius e Nule.”

“Spesso è proprio Delphina- – continua Elena Muntoni- a spronare i piccoli produttori, chiedendogli un maggiore sforzo produttivo e organizzativo. Questo viene sempre accolto con piacere e diventa un piccolo incentivo alla crescita. Sono molte le aziende locali che negli anni sono passate da una micro realtà locale a una realtà artigianale più strutturata grazie a questa spinta”.

Anche in quest’ottica nasce Selezione Delphina (www.selezionedelphina.com), linea di prodotti enogastronomici della Sardegna, selezionati con cura e proposti in esclusiva nelle strutture. Eccellenze dell’isola che gli ospiti possono trovare nei ristoranti degli hotel e acquistare alla partenza oppure online sul sito per riceverli direttamente a casa.

“Abbiamo un team in azienda- spiega Muntoni- che si occupa di scovare piccoli produttori e instaurare sinergie di crescita con quelli di fiducia di famiglia, come la macelleria del mio paese, per esempio. Essendo prodotti artigianali non riusciamo ancora a soddisfare tutte le richieste, ma la speranza è di aiutare i nostri fornitori a crescere e a strutturarsi per rispondere meglio alla domanda internazionale mantenendo uguale la qualità e l’artigianalità dei prodotti.
Il progetto “Genuin Local Food Oriented®” è un tassello importante del nostro percorso di sostenibilità che ci vede in prima linea anche nel rispetto dell’ambiente.”

“We are green”: l’impegno per l’ambiente
Delphina inizia la sua attività negli anni novanta con lo slogan “la natura come progetto”. Per decenni si è distinta per le azioni improntate alla tutela e alla valorizzazione del territorio e dal 2017, con il protocollo “We are green”, si è resa protagonista di un ulteriore salto di qualità.
Delphina hotels & resorts è, infatti, la prima catena alberghiera italiana, ed una delle prime al mondo, ad utilizzare in tutti gli hotel, resort e nella sede centrale energia al 100% verde, proveniente da fonti rinnovabili, con un risparmio di 3.536 tonnellate di Co2 ogni anno. Nell’ultimo triennio più di 10600 tonnellate risparmiate: l’equivalente della Co2 assorbita da 75.000 alberi in un anno intero.
Grande attenzione è rivolta anche alla mobilità sostenibile. Nelle strutture Delphina per lo spostamento degli ospiti all’interno dei resort circolano veicoli elettrici ricaricati sul posto e sono presenti anche colonnine per le auto elettriche degli ospiti.

Dal 2019 è stato abolito l’utilizzo delle bottiglie di plastica da strutture e uffici, con un risparmio di più di 68 mila e 700 bottiglie, sostituite con vetro e alluminio. Una svolta che ha interessato le 1600 camere e appartamenti, i 32 ristoranti e i 22 bar del gruppo.
Il lungo percorso di Delphina, responsabile e lungimirante, è oggi consacrato da importanti premi internazionali, tra cui l’incoronazione del Resort Valle dell’Erica come Europe’s Leading Green Resort, ovvero migliore green resort d’Europa 2019 ai World Travel Awards. I Centri Thalasso & SPA Delphina si sono inoltre aggiudicati il Green Travel Award 2020 nella categoria Bio Spa assegnato da Gist, Gruppo Italiano Stampa Turistica.

 L’azienda è anche Corporate Golden Donor del FAI, il Fondo per l’ambiente italiano che lavora per la protezione della bellezza, della cultura e del patrimonio naturale. E’ inoltre partner di Spazzatura Kilometrica, l’associazione che promuove gare di raccolta di rifiuti differenziati.

Roberto Race

Otto hotel nel nord della Sardegna, un unico comune denominatore: l’offerta food di alto livello che recupera le grandi tradizioni gastronomiche sarde e ne fa uno spettacolo.

Pasta fresca fatta a mano ogni giorno, pescato del giorno e prelibate carni galluresi, frutta e verdura dei produttori locali e, ad accompagnare il tutto, il Vermentino di Gallura DOCG: si ritrova il meglio dell’enogastronomia sarda nel mondo degli hotel e resort Delphina (https://www.delphina.it). Il gruppo alberghiero sardo contra tre 5 stelle, quattro hotel 4S e 4 stelle e un esclusivo residence, tutti lungo la costa del Nord Sardegna, tra la Costa Smeralda, l’Arcipelago di La Maddalena e il Golfo dell’Asinara. Qui le specialità non sono solo da gustare, ma da assaporare con tutti i sensi: merito delle splendide cucine a vista, dei deliziosi Brunch Mediterranei preparati al momento dagli chef, delle ricette tradizionali e, naturalmente, delle terrazze panoramiche dei diversi ristoranti.

Il ristorante a pelo d’acqua dell’Hotel Capo d’Orso
Una cena pied dans l’eau, ammirando uno dei panorami più spettacolari di tutta la Sardegna: è l’Ile Flottante dell’Hotel Capo d’Orso (www.hotelcapodorso.com) a Palau, ristorante “a pelo d’acqua” collocato su una piattaforma protesa sul mare turchese della baia di Cala Capra. Di fronte il mare unico dell’Arcipelago di La Maddalena, in tavola pesce freschissimo e piatti della tradizione per questo angolo gourmet che va ad affiancare gli altri ristoranti dell’albergo – Il Paguro e Gli Olivastri – entrambi collocati su scenografiche terrazze. Ma in questo “5 stelle” del gruppo Delphina le coccole per gli ospiti incominciano fin dal mattino, quando la colazione – servita naturalmente all’aperto, all’ombra di profumati ginepri e olivastri – viene accompagnata dalle note di un’arpa.

Dalla cucina vegana a quella tipica gallurese
Sconfinata, ma sempre curatissima, anche l’offerta food del Resort Valle dell’Erica (www.hotelvalledellerica.com), l’altro 5 stelle della collezione eletto Miglior Green Resort d’Europa 2019 ai World Travel Awards, incastonato in un magnifico tratto di costa a soli dieci minuti di auto da Santa Teresa Gallura. Tra le proposte più apprezzate, il Ristorante “Li Zini” per cene romantiche da gustare a piedi nudi sulla sabbia o l’angolo a base di specialità vegetariane e vegane proposte al ristorante Les Bouches. Un’ulteriore aggiunta ad una proposta culinaria già ricchissima, che propone piatti e piccole porzioni preparate al momento nella cucina a vista, con una scelta che spazia dal pesce crudo di tradizione mediterranea ai primi piatti di pasta fresca saltati al momento.

E per chi vuole invece una full immersion nei sapori galluresi c’è il ristorante “Li Ciusoni” (dal nome dei tipici gnocchetti): in menù antipasti caldi preparati sulla griglia o nel forno a legna, salumi della zona rurale, verdure sott’olio alla maniera tradizionale, e poi naturalmente le paste fresche dell’esperta massaia Chicca, l’immancabile maialino da latte e i saporiti formaggi locali, accompagnati da un buon calice di Vino Cannonau. Per non sbagliare, basta scegliere la Riserva del Presidente, frutto di una lunga ricerca sul territorio per offrire agli ospiti degli hotel e resort i migliori vini dell’isola, imbottigliati appositamente per Delphina con un’etichetta esclusiva. Parte della Selezione Delphina (www.selezionedelphina.com), può essere acquistata e portata a casa come l’olio extravergine di oliva, spezie, marmellate, bottarga, tisane biologiche, mirto, tutti prodotti in Sardegna.

La cucina a 5 stelle dell’Hotel Marinedda
Unico hotel 5 stelle lungo il tratto di costa tra Alghero e Santa Teresa Gallura, l’Hotel Marinedda (www.hotelmarinedda.com) di Isola Rossa è noto per la grande attenzione all’offerta gastronomica articolata in quattro ristoranti, ognuno con una propria personalità. Per gli ospiti che cercano la varietà, perfetto il ristorante Petra Ruja con la sua cucina “espressa” e il buffet freschissimo con proposte anche per chi mangia “senza glutine”. Servizio al tavolo e menù à la carte per il Punta Canneddi, mentre per le coppie in cerca di romanticismo (e di una vista strepitosa) c’è la terrazza del ristorante Tramonto. Completano il mondo gourmet del Marinedda il ristorante la pizzeria Basaricò per serate informali trascorse davanti a pizze fragranti preparate con farine attentamente selezionate e impasti lievitati naturalmente.

Roberto Race

Venerdì 28 Agosto alle ore 20.00 terzo e ultimo appuntamento con RipartiamoRosè, evento di narrazione e degustazione enogastronomica presso la Terrazza all’aperto del ristorante Pane&Acqua Bistrot alla  napoletana in località Vaccheria di San Leucio di Caserta che, dopo la breve pausa estiva,  riapre al pubblico  martedì 25.

RipartiamoRosè è un evento nato per  approfondire  i vini sempre più protagonisti dell’estate mediterranea, ovvero i rosati, che con leggerezza, brio, versatilità, possono ben accompagnare i piatti della tradizione estiva o  gli aperitivi e gli antipasti delle sere nella bella stagione.  Gia’ 8 le aziende vitivinicole rappresentative di tutte le aree della Campania che hanno animato i primi due appuntamenti per 10 diverse  etichette di rosato;  in questo ultimo appuntamento in degustazione 4 etichette campane e un ospite d’oltre…mare, precisamente dalla Sardegna che ci farà compiere un viaggio dai vitigni di Aglianico e  Casavecchia tra Cilento, alto casertano e Sannio  fino al Cannonau della Costa Smeralda, il tutto nelle varianti in rosa.

A condurre la narrazione, con la partecipazione di anche di alcuni produttori,  il giornalista enogastronomico Carlo Scatozza e il Sommelier Salvatore Landolfo.

I vini sanno abbinati con gli antipasti di mare e terra del Pane&Acqua Bistrot alla  Napoletana, dal tagliere di salumi e formaggi alle alici ripiene, provola, scapece di zucchine a doppia consistenza  fino alla montanara con salmone cotto a freddo con burrata e lime.

Queste le etichette in degustazione:

Pellerosa   Roccamonfina IGT Aglianico  Rosato in Anfora- 2018 – I Cacciagalli, Teano ( CE)

Ecce Vinum Paestum IGT Aglianico Rosato – 2018 – Tenuta Massanova, Perdifumo ( Sa)

Veritas Terre del Volturno IGT Casavecchia Rosato  2018 – La Masserie, Bellona ( Ce)

Rosè Cannonau di Sardegna Doc  Rosato 2019 – Vigne Surrau, Arzachena-Porto Cervo ( OT)

 Marosa Aglianico del Taburno Rosato DOCG 2019 – Nifo Sarrapochiello, Ponte (Bn)

L’evento, come sempre, sarà svolto nel più rigoroso rispetto delle norme in vigore anticovid, aperto esclusivamente a 30 prenotati, con tavoli distanziati ben oltre un metro nella terrazza. Obbligatoria la mascherina all’ingresso e prima della seduta ai tavoli.

Info  e prenotazioni

Ingresso esclusivamente su prenotazione ( max gruppi di 4 prenotabili insieme) al numero 3317422774   fino ad esaurimento posti ( 30) al costo di € 10 a persona.  Per coloro che sceglieranno dopo di  restare a cena, sconto 10 € dal conto finale.

Strada Statale 87 Sannitica 63 San Leucio | Vaccheria Caserta

Carlo Scatozza

https://www.facebook.com/paneacquabistrot.it

A PAESTUM, ANTICA CITTA’ DELLA MAGNA GRECIA, IL PRIMO EVENTO DI SETTORE DEL PAESE DOPO LA RIPRESA

TASTING E VISITE SUI TERRITORI PER I GIORNALISTI EUROPEI, GROUPAGE PER LA STAMPA D’OLTREOCEANO  PER OPERATORI E APPASSIONATI TANTI NUOVI CONTENUTI TECNICI, DAI DATI DI PRODUZIONE E FILIERA ALLA VALUTAZIONE DELLE ANNATE DI VINI BIANCHI E ROSSI DELL’ULTIMO VENTENNIO

L’Italia del vino riparte dalla Campania: è “Campania Stories” il primo evento dedicato alla stampa specializzata nazionale ed internazionale ad essere programmato ed organizzato nel post-emergenza e a svolgersi in presenza. Un format rinnovato per dare modo ai giornalisti italiani, europei ed oltreoceano di degustare le nuove annate dei vini della regione, ma anche di scoprire i territori attraverso visite ed iniziative.

Dall’1 al 4 settembre 2020, dunque, si terrà la nuova edizione della rassegna promossa da Miriade & Partners e dalle circa 80 aziende partecipanti, in collaborazione con AIS Campania e con il sostegno della Regione Campania, che anche per questa edizione ha sposato in pieno lo spirito dell’evento, dando voce alle esigenze del comparto in termini di valorizzazione e di promozione, e con la Media Partnership di Luciano Pignataro Wine Blog. Main Sponsor di Campania Stories 2020 è il Gruppo Acanfora Hotels & Resorts, con strutture a 4 e 5 stelle sulle spiagge dorate della costa del Cilento, con elevati standard qualitativi, grandi spazi di design interni ed esterni, piscine e servizi di alto livello: Mec Paestum Hotel, Hotel Cerere Paestum, Olimpia Cilento Resort, Paestum Inn Beach Resort.

Ad accogliere i giornalisti saranno il Mec Paestum Hotel e l’Hotel Cerere, entrambi situati a Paestum, uno dei luoghi più ricchi di fascino e di storia d’Italia e del mondo. Una location esclusiva, dunque, ospiterà il primo evento di settore italiano dalla ripresa, nel cuore dell’antica città della Magna Grecia. Altri partner dell’edizione 2020 sono Associazione Distretto Turistico Costa d’Amalfi, Assoenologi Campania, agenzia di viaggi AJ54.

Focus sulla stampa italiana ed europea, che sarà in Cilento per prendere parte ai tasting e alle visite alle aziende e ai territori, mentre per i giornalisti d’oltreoceano sono stati organizzati groupage appositi per dare modo alle più importanti testate internazionali di degustare le nuove annate delle principali denominazioni regionali, superando le difficoltà logistiche dovute alla delicata congiuntura che si sta vivendo a livello globale. Un’edizione decisamente speciale, dunque, con l’importante obiettivo di rilanciare la promozione del vino campano nel mondo.

Il programma prevede tasting tecnici per l’assaggio dei vini delle aziende partecipanti da parte della stampa, tour su tutto il territorio regionale per visitare le cantine ed incontrare i produttori, iniziative per dare la possibilità alla stampa di apprezzare il volto più autentico della Campania, in un dialogo inedito tra il patrimonio artistico-storico-naturalistico della regione e il vino. Non mancherà infatti la tappa al meraviglioso Parco Archeologico di Paestum, gioiello archeologico italiano e patrimonio Unesco, che si aggiunge agli altri simboli della Campania nel mondo che hanno finora ospitato la rassegna: il Museo Diocesano Complesso Monumentale Donnaregina, la Reggia di Caserta e la Costiera Amalfitana, dichiarata dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità per l’indiscussa bellezza ed unicità del suo paesaggio naturale. L’ultimo giorno, venerdì 4 settembre, si terrà il tradizionale momento dedicato agli operatori di settore di tutta Italia, “Campania Stories Day”, con la possibilità di degustare i vini proposti in assaggio dalle aziende partecipanti (3 fasce orarie disponibili: dalle ore 14.30 alle 16.30, dalle 17.30 alle 19.30, dalle 20.30 alle 22.30 – info e prenotazioni: tel. 329.9606793 – 392.0059528 – staff@miriadeweb.it). 

Interessanti ed inediti i nuovi contenuti tecnici realizzati in occasione dell’edizione 2020: la pubblicazione realizzata annualmente conterrà infatti importanti aggiornamenti sui dati di produzione e di filiera, nonché sulla valutazione delle annate dei vini bianchi e rossi dell’ultimo ventennio. Per ogni millesimo una valutazione in ventesimi, relativa alla media qualitativa e al potenziale evolutivo generale, accompagnata da parole-chiave riconducibili allo specifico carattere climatico ed espressivo, oltre ad indicazioni sulle finestre di consumo consigliabili per ciascuna annata. A cura di Associazione Enologi Enotecnici Italiani – Sezione Campania la presentazione della nuova annata (2019). La pubblicazione dedicata a Campania Stories 2020 si conferma dunque uno strumento di grande utilità sia per i professionisti che per gli appassionati.

Circa 80 le aziende partecipanti all’edizione 2020 di Campania Stories. Per la provincia di Avellino: Amarano, Antico Castello, Bambinuto, Barbot Stefania, Bellaria, Borgodangelo, Canonico e Santoli, Cantine dell’Angelo, Colli di Lapio, Contrade di Taurasi, De Gaeta, Delite, Di Marzo, Di Meo, Di Prisco, Donnachiara, Ferrara Benito, Feudi di San Gregorio, I Capitani, I Favati, Il Cancelliere, Le Masciare, Nativ, Passo delle Tortore, Perillo, Pietracupa, Regina Collis, Rocca del Principe, Tecce Luigi, Tenuta Cavalier Pepe, Tenuta del Meriggio, Tenuta Sarno 1860, Tenuta Scuotto, Tenute di Altavilla, Terre D’Aione, Traerte, Vesevo, Vigne Guadagno, Villa Diamante, Villa Raiano. Per la provincia di Benevento: Fontanavecchia, Fattoria Ciabrelli, Iannella Antonio, La Guardiense, La Rivolta, Monserrato 1973, Mustilli, Rossovermiglio, Terre Stregate. Per la provincia di Caserta: Alois, Cantina di Lisandro, Galardi, Sclavia, Villa Matilde Avallone. Per la provincia di Napoli: Agnanum, Astroni, Bosco de’ Medici, Cantine del Mare, Casa Setaro, Contrada Salandra, La Sibilla, Martusciello Salvatore, Sorrentino, Villa Dora. Per la provincia di Salerno: Albamarina, Cantine Barone, Cuomo Marisa, Famiglia Pagano, Lenza Viticoltori, Lunarossa, Marino, Montevetrano, Polito Viticoltori, Sammarco Ettore, San Salvatore 1988, Tempa di Zoè, Vuolo Mila.

Continuano parallelamente anche le attività di promozione della Campania del vino nel mondo, portata avanti per tutta la durata dell’anno da Campania Stories, con attenzione e sostegno al tessuto produttivo della vitivinicoltura campana, presentando denominazioni, territori e protagonisti del mondo del vino,da seguire attraverso gli hashtag #campaniastories e #iobevocampano. Per altre informazioni: www.campaniastories.com

UFFICIO STAMPA

MIRIADE & PARTNERS SRL

8-9-10 agosto 2020 alla Tenuta Cavalier Pepe : “Serate di Gala”, tra Menù delle Stelle e degustazioni di Vini presso il Ristorante della Tenuta

Tre serate memorabili alla Tenuta Cavalier Pepe l’8 il 9 e il 10 agosto 2020 per omaggiare San Lorenzo con i vini della tenuta, in collaborazione con Calici di Stelle. 

Il programma prevede ogni sera l’inizio alle ore 20 con L’aperitivo del Cavaliere sorseggiando“Oro Spumante” e Cerri Merry Dry, per proseguire con un menu del territorio, in abbinamento con i vini della Tenuta (al costo di 50 euro a persona bevande e caffè inclusi. Il miglior modo per arrivare a destinazione è uscita autostrada A16 Castel del Lago, direzione Taurasi, per proseguire verso Sant’Angelo All’Esca (Av), Contrada Bosco. (Info e prenotazioni: 349/3172480 – 393/0725905 – 0827/73766). 

Il programma della tre giorni alla Tenuta Cavalier Pepe

Il programma fitto, prevede alle ore 20,00 il concerto Jazz sotto le stelle, con i musicisti Quartet, ovvero Bruno Salicone al piano,Federico Milone al sax, Francesco Galatro al basso, e Stefano De Rosa alla batteria, per poi passare al momento ludico con il quiz a squadre sul tema vino. Ai vincitori, in omaggio, una bottiglia Magnum di Taurasi Opera Mia 2013. Mentre a fine serata poi si potrà degustare il sigaro italiano, in compagnia con gli Amici della Dolce Vita, con in abbinamento un dessert realizzato dalla Gelateria Aloha.

Il menù

I vini delle stelle scelti per la tre giorni sono “Santa Vara” Irpinia Falanghina DOC 2018, “Brancato” Selezione Fiano di Avellino DOCG 2017, “Santo Stefano” Irpinia Campi Taurasini doc 2015, “Opera Mia” Taurasi DOCG 2013 e “Cerri Merry” Vino aromatizzato. m

entre il menu della serata prevede dopo l’Aperitivo del Cavaliere: Fagottino di scarola e acciughe, Salmone marinato, Salumi Irpini, Caciocavallo podolico, Ciliegina di mozzarella fresca, Fagioli e broccoli caldi, e Patate e peperoni con in abbinamento “Santa Vara” Irpinia Falanghina Doc 2018. Per poi passare ai primi: Fusilli con zucchine, salsiccia, pomodorini e crema di caciotta semi-stagionata e i Ravioli di bufala con noci e pesto di rucola in abbinamento con il “Brancato” Selezione Fiano di Avellino DOCG 2017.

Il secondo: Millefoglie di maialino Irpino alle verdure con salsa di asparagi, fughi porcini e patate al forno con in abbinamento “Santo Stefano” Irpinia Campi Taurasini doc 2015. Ed ancora degustazione di formaggi stagionati al piatto come il Pecorino di Carmasciano e il Caciocavallo podolico con in abbinamento “Opera Mia” Taurasi DOCG 2013.

Infine dolci e frutta: rotolo di crema Cerri e scaglie di cioccolato fondente realizzato dalla Gelateria Aloha con in abbinamento il “Cerri Merry” Vino Aromatizzato.  

Comunicazione | Ufficio Stampa
Annalisa Tirrito +39 335 5289607

Pizzaiuoli School, 20 maestri pronti a insegnare a ragazzi di tutto il mondo l’antica arte

Sergio Miccù (Presidente Apn): “Così rendiamo immortali un codice fatto di gestualità e saperi che rischiano di scomparire”

Lunedì 27 luglio ore 18 presentazione alla stampa (Apn – Napoli via Michele Parise)


Promuovere la formazione di pizzaiuoli napoletani. E’ con questo obiettivo che un esercito di oltre 20 maestri degli impasti ha messo la propria arte a disposizione di giovani di tutto il mondo che vogliono imparare il mestiere.

A chiamarli in cattedra, la Pizzaiuoli School della stessa Apn che a settembre riparte con una sede completamente rinnovata, a Napoli in via Michele Parise, e un’offerta sempre più rispondente alle esigenze di chi voglia oggi approcciarsi a questo antico mestiere: sono previste, in aggiunta alle ore di apprendimento pratico, lezioni di marketing, nutrizione, sicurezza sul lavoro, food cost, nonché sull’attuazione delle norme igienico-sanitarie anche alla luce dell’emergenza Covid-19.”Chiunque nel mondo voglia diventare pizzaiuolo – dice il presidente dell’Apn, Sergio Miccù – deve venire nella nostra scuola.

Qui formiamo i pizzaiuoli, con la U, quelli capaci di attuare l’arte divenuta patrimonio immateriale dell’umanità. La nostra è la scuola della tradizione, degli impasti e delle tecniche che hanno reso unica la pizza napoletana nel mondo. I nostri maestri pizzaiuoli sono eredi della straordinaria tradizione partenopea che è passata di generazione in generazione e oggi, grazie alla scuola, potranno trasferire il proprio patrimonio di conoscenze ai ragazzi provenienti da tutto il mondo per apprendere quest’arte, come se fossero i loro genitori. Per questo la nostra formazione, da un lato, rende immortale l’arte del pizzaiuolo e, dall’altro, crea una professione”.


La Pizzaiuoli School è gestita da Marilena Miccù e Gianluca PirroLe iscrizioni sono apertePer informazioni: www.pizzaiuolinapoletani.com
“I Corsi di formazione professionale per pizzaiuoli – spiegano Marilena Miccù e Gianluca Pirro, responsabili della Scuola – sono assolutamente unici in Italia e nel mondo, sono rivolti a coloro che seriamente intendono investire nel proprio futuro professionale apprendendo dai migliori docenti e dai più importanti Maestri Pizzaiuoli napoletani.

Un percorso che parte dalla conoscenza dei territori e delle materie prime, delle tradizioni e delle tecniche più rinomate, dei valori della nutrizione per arrivare alla pratica e a consentire ai discenti di avere piena padronanza degli impasti, della farcitura, della cottura, nonché delle normative in materia. Obiettivo della Scuola è quello di offrire una esperienza formativa di alto profilo in grado di generare una figura professionale in uscita capace di confrontarsi ed operare ai più elevati standard richiesti dal mercato del lavoro. Sono centinaia i pizzaiuoli che abbiamo già formato e che hanno trovato lavoro nel mondo o in proprio o in realtà imprenditoriali di settore”.

Tutti i dettagli dei nuovi corsi, saranno illustrati alla stampa lunedì 27 luglio alle ore 18.00 presso la sede della Scuola a Napoli, in via Michele Parise, 51
Partecipano: Sergio Miccù, presidente Associazione Pizzaiuoli Napoletani- Luciano Pignataro, giornalista-

I 20 maestri pizzaiuoli
Tra i pizzaiuoli in cattedra:

VINCENZO PELLONE 
GENNARO CERVONE
ADOLFO MARLETTA
UMBERTO FORNITO
VINCENZO GIUSTINIANI
RAFFAELE GIUSTINIANI
MAURIZIO IANNICELLI
UMBERTO SALVO
ALBERTO BUONOCORE
DAVIDE CIVITIELLO
TERESA IORIO
SILVIO ZIGARELLI
ATTILIO ALBACHIARA
PASQUALE POERIO
VINCENZO CAPUANO
MARCO AMORIELLO
SIMONE FORTUNATO
VALENTINO LIBRO
ANGELO TRAMONTANODANIELE AIELLOCRESCENZO CAPUOZZO
DOCENTE TEORIA: DOTT.SSA ROSANNA GIORDANO
DOCENTE FORMAZIONE SICUREZZA SUL LAVORO: DOTT. ROBERTO CIARAMELLA DOCENTE MARKETING: RAFFAELE BIGLIETTO

Ufficio stampa: bc communication

Grande successo per “Aspettando…il mio San Marzano”, evento firmato Solania, azienda leader nel settore della trasformazione del pomodoro San Marzano, situata nell’area nocerino-sarnese.

Fulcro della serata la degustazione a “Villa Maria Grazia” a Sarno, immersa in ben sette ettari di filari di pomodoro San Marzano, laddove inizierà la raccolta a fine luglio. Tutti i presenti sono stati deliziati da uno straordinario Francesco Martucci, patron della pizzeria “I Masanielli” di Caserta, con assaggi di Margherita e “Amplificato di Provola e Pepe”.

Aspettando...il mio San Marzano

“L’importanza del San Marzano sulla pizza è fondamentale: la pizza è campana, dovrebbe avere obbligatoriamente il San Marzano” dichiara il nuovo brand ambassador Solania; “Inoltre è fondamentale far capire quello che noi facciamo sul nostro territorio e cosa ha da offrire in questo momento storico. Nonostante le avversità di questo periodo, il nostro territorio c’è e ci sarà ancora. Da qui la scelta di collaborare con Solania, una delle pochissime aziende che produce dalla A alla Z, dalla coltivazione alla conservazione del prodotto, che quest’anno è davvero straordinario”.

Un prodotto semplice e genuino come il pomodoro San Marzano ha trovato nelle sapienti mani di Martucci la sua esaltazione migliore, in un’esplosione di gusto e profumo, il tutto mantenendo integra la sua autenticità.

La location recentemente acquisita dal patron di Solania Giuseppe Napoletano, caratterizzata da una vista mozzafiato sul Vesuvio, è stata la cornice perfetta per suggellare ufficialmente la partnership triennale tra Solania e Martucci, al quale è stata dedicata un’etichetta personalizzata sui barattoli di pomodoro San Marzano Solania, così come è previsto dal progetto “Il mio San Marzano” che prevede la personalizzazione dell’etichetta e la scelta dell’appezzamento di terra.

L’evento è stato preceduto da una visita guidata nello stabilimento Solania, dove i giornalisti di settore hanno potuto osservare in prima persona la struttura e i macchinari atti alla lavorazione e alla trasformazione del pomodoro San Marzano dalla raccolta all’inscatolamento.

“La raccolta inizierà, secondo disciplinare, alla fine di Luglio” ha spiegato Giuseppe Napoletano, amministratore unico di Solania srl: “Abbiamo potenziato le linee di produzione, arrivando a un raddoppio della capacità produttiva per soddisfare anche il mercato retail e affermarci anche in paesi dell’Europa centrale, dove prevediamo un forte incremento di fatturato”, sottolineando con passione la sua presenza quotidiana tra i campi, e non dietro la scrivania del suo ufficio: non capo, ma leader della sua azienda, sempre in prima linea.

Si ritornerà tra metà e fine settembre in azienda per “Il mio San Marzano”, momento in cui ci sarà un grande evento in cui ci sarà la possibilità di scegliere il lotto di produzione e di osservare tutta la filiera di produzione nel pieno della sua attività da parte di chef, pizzaioli e ristoratori.

L’evento è stato curato da Renato Rocco direttore de “La Buona Tavola” Magazine.

#STRONGERTHANEVER – IL VINO E LA RISTORAZIONE INSIEME

PER RIPARTIRE ALLA “MILANO WINE WEEK 2020

Tra i protagonisti dell’evento, in programma dal 3 all’11 ottobre, ci saranno anche chef del calibro di Cedroni, Oldani, Negrini, Berton e Roncoroni, che lanciano segnali di ottimismo durante il webinar #STRONGERTHANEVER.

Milano, 21 luglio 2020 – La ripartenza del mondo del vino non può prescindere da quella del mondo della ristorazione e della somministrazione, e viceversa. Produttori vinicoli e grandi protagonisti della cucina italiana fanno fronte comune per risollevare le sorti dei rispettivi settori, messi a dura prova dall’emergenza sanitaria di questi mesi, e la riscossa non potrà che partire da Milano, città che, specie negli ultimi dieci anni, è stata capitale indiscussa dell’enogastronomia anche a livello internazionale. L’occasione sarà offerta dalla prossima edizione della Milano Wine Week (3-11 ottobre 2020), con cui si rimetterà ufficialmente in moto la macchina degli eventi milanesi dopo la pausa imposta dalla pandemia da Covid-19.

#STRONGERTHANEVER webinar

Tra i protagonisti della “settimana del vino” ci saranno anche alcuni dei più importanti chef italiani come Moreno Cedroni, Davide Oldani, Alessandro Negrini, Andrea Berton ed Eugenio Roncoroni, che hanno partecipato al webinar dal titolo “ #StrongerThanEver – Il vino e la ristorazione insieme per ripartire alla Milano Wine Week” insieme all’organizzatore della manifestazione, Federico Gordini, e al presidente della FIPE, Lino Enrico Stoppani, con l’obiettivo di fare il punto della situazione (secondo il centro studi FIPE ha riaperto il 97% delle attività di somministrazione con un fatturato, nei casi migliori, pari al 60% dei livelli pre-Covid) e ribadire l’importanza di fare sistema per superare al meglio la crisi.

“Vogliamo che Milano dal 3 all’11 ottobre diventi un luogo – ha auspicato Federico Gordinidal quale parta un messaggio di capacità di convivenza con questa emergenza che evidentemente si protrarrà ancora a lungo, ma che non può fermare il mondo produttivo, così come quello degli eventi. Con la Milano Wine Week intendiamo lanciare il segnale di una Milano che riparte da una grande eccellenza come quella del mondo del vino, prevedendo anche il coinvolgimento massivo di locali e pubblici esercizi sia nei Wine District, abbinati ciascuno a un consorzio diverso, ma anche in tantissime altre aree di Milano. In Piazza San Babila, in particolare, sorgerà un nuovo hub in cui si parlerà di cibo e vino con una grande cucina all’aperto nella quale si alterneranno numerosi chef”.

E gli chef che hanno partecipato al webinar #STRONGERTHANEVER, nonostante il futuro riservi ancora delle incognite, hanno lanciato segnali di ottimismo. “A Senigallia – ha dichiarato Moreno Cedronisiamo ripartiti bene. Non abbiamo visto cali di lavoro e questo vuol dire che, dove c’è un’offerta gastronomica qualificata, c’è turismo. Ora ci troviamo in una situazione felice che ci ha portato ad essere un punto di riferimento non solo a livello locale. Speriamo che il Governo voglia dare un segnale importante in termini di infrastrutture potenziando l’alta velocità e prevedendo un nuovo aeroporto. E’ importante tuttavia che anche Milano riparta seriamente e, in questo senso, la Milano Wine Week di ottobre, in un anno in cui sono saltate tutte le fiere di settore, sarà un’occasione imperdibile per degustare i vini nel loro momento di maturità e, per noi chef, di abbinare cibi che possano duettare alla perfezione con essi”.

“Più che di ripartenza – ha aggiunto Davide Oldanisarebbe opportuno parlare di una nuova partenza. Come per Expo 2015, per il mondo del cibo ci sarà un prima e un dopo Covid. Credo tuttavia che le aziende sane, che hanno alle spalle almeno 35-40 anni di lavoro e hanno continuato a seminare in maniera corretta, facendo sacrifici, risparmiando e operando sempre in maniera altruistica, a un certo punto sapranno venirne fuori. La mia Milano è una città che ha sempre usato le giuste velocità e sono d’accordo che abbia l’intelligenza di rallentare, che non vuol dire fermarsi, per poi riprendere. Quanto al mondo degli eventi e del catering, credo sia da prendere con molta serietà questa possibilità di cambiamento dettata dall’emergenza sanitaria per cui ridurre i numeri può portare anche a un innalzamento della qualità e a rendere più efficaci i messaggi che si vogliono far passare”.

Ottimista à anche Alessandro Negrini: “Noi crediamo in una ripresa forte nel 2021. Siamo convinti che Milano sia una delle città metropolitane più colpite d’Italia, ma anche che sarà una delle prime a ripartire. Questo è il momento in cui gli imprenditori italiani devono rimanere in Italia e creare molti eventi qui. Sia pure con nuove regole sanitarie, ma ripartire è indispensabile”.

“Il successo della mia iniziativa dei ‘restaurant bond’ – incalza Andrea Bertonè la dimostrazione che le persone hanno voglia di uscire e tornare a frequentare in sicurezza i ristoranti. Non dobbiamo fermarci e farci penalizzare da questa pandemia che ci ha coinvolti in maniera molto forte. Anche al Sereno, sul lago di Como, ho notato un ritorno molto forte da parte dei clienti, soprattutto italiani, e questo lascia ben sperare affinché l’economia nel nostro Paese riprenda a girare velocemente. Anche al Dry Milano abbiamo registrato un riscontro positivo. Nel locale di Viale Vittorio Veneto abbiamo creato un dehors più ampio poiché le persone preferiscono rimanere all’aperto. Certo, non abbiamo più quel pubblico straniero che frequentava Milano come gli altri anni, ma gli italiani hanno voglia di tornare nei ristoranti e di stare bene”.

“Durante il lockdown – ha concluso Eugenio Roncoronimi sono rimboccato le maniche e ho imparato a conoscere meglio il mondo del delivery, rivelatosi poi la mia salvezza dal punto di vista non solo economico, ma anche mentale. Questa esperienza mi ha conferito una grossa dose di umiltà e mi ha fatto riflettere su qualche errore commesso in passato. Per fortuna ho incontrato poi delle persone con cui in autunno svilupperemo e ridaremo vita al progetto di ‘Al Mercato’ in una nuova veste e in un nuovo format caratterizzato dalla fusione del ristorante gastronomico con il burger bar, che aveva bisogno di nuova linfa”.

Ufficio Stampa

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Pizzaioli Veraci e la Napoli che sa unire

A Fuorigrotta, quattordici anni fa nasceva il ristorante-pizzeria Pizzaioli Veraci, grazie all’intraprendenza dell’ex manager partenopeo Raffaele Fusco. Il nome Pizzaioli Veraci racchiude appieno la filosofia su cui si erge il progetto di uno staff 100% partenopeo. Una cucina semplice tanto quanto originale, questa la proposta di Pizzaioli Veraci.

Che sia nel locale storico di Fuorigrotta o sul terrazzo del locale in piena via Toledo, il cliente potrà tuffarsi in un’esperienza culinaria che racconta, morso dopo morso, di Napoli e dell’amore per i dettagli.

La cucina di Pizzaioli Veraci racconta la storia di una Napoli in grado di unire grazie al buon cibo, alla  tradizione e alla passione di chi quotidianamente offre un assaggio della città.

La Cucina di Pizzaioli Veraci

Il percorso che gli chef Gennaro Esposito, Alessandro Gargiulo e Carmine Eboli offrono al cliente, porta verso una cucina ‘verace’ napoletana, dai profumi familiari e accattivanti. Una proposta capace di accontentare ogni tipo di palato, accostando ai piatti capisaldi della tradizione partenopea, ingredienti del territorio di primissima scelta. Dalla proposta di un menu di mare, con l’immancabile baccalà e l’offerta del pescato del giorno, a un menu di terra che parla di tradizione, con la classica lasagna napoletana e il pacchero alla mammà.

La proposta Gluten Free

Pizzaioli Veraci propone una pizza in cui tradizione e innovazione si fondono in un connubio originale e sorprendente. Da qualche anno, infatti, Pizzaioli Veraci, anche grazie all’intraprendenza del pizzaiolo Sasà Miceli, si è guadagnata un posto di rilievo nell’offerta gluten free, capace di soddisfare appieno le richieste della clientela. Lo staff porta avanti il progetto con grande cura e attenzione, grazie a corsi di formazione appositamente realizzati per ottenere un prodotto studiato per soddisfare il cliente.

Il gluten free è assicurato anche nell’offerta dei fritti in cui è possibile assaporare la tradizionale frittatina napoletana, i classici crocchè, la mozzarella in carrozza e i gustosi arancini.

La pizza che sa di incontro

A via Toledo, il pizzaiolo Gianluca Nocerino, con un impasto a doppia lievitazione, ma pur sempre bordato, è stato in grado di coniugare le richieste del quartiere con quelle dei turisti in visita per la prima volta a Napoli. La grande esperienza del pizzaiolo di Fuorigrotta, Renato Matarazzo trova la sua massima espressione in una biga al 70-80%, un impasto soffice e leggero, arricchito da un cornicione alto e alveolato. Un compromesso che parla d’incontro, in grado di unire cultura e amore per la buona cucina.

Dalla classica Margherita, con fiordilatte, pomodoro San Marzano DOP, basilico fresco e olio, alla proposta ‘verace’, con A’Primmavera, arricchita da provola affumicata, ciuffetti di ricotta, salsiccia e fiori di zucca saltati in padella. Pizzaioli veraci proprio come le pizze da loro proposte. 

Nel periodo di ripresa post-Covid, Pizzaioli Veraci continua in un’offerta radicata nella tutela della tradizione e di quella convivialità che, seppure in forma rivista, è servita in un piatto caldo e fumante che parla di Napoli e di incontri costanti. 

Pertanto resta soltanto una cosa da fare: assaggiare per credere.

IrpiniAmo Food&Travel: la cucina mobile

Ai piedi dei monti del Partenio, in una valle verde e rigogliosa, tra la storicità del borgo medioevale di San Martino Valle Caudina e la nobiltà dell’atmosfera del Palazzo Ducale Pignatelli Della Leonessa risalente al 1600, lo chef Mario Carmine Solimeo presenta il nuovo menù della sua originalissima “cucina mobile” Irpiniamo Food&Travel.

Tutto inizia con un aperitivo di benvenuto presso la Cantina Santiuorio che da cinquant’anni produce vini pregiatissimi ispirandosi “ai vecchi principi di lavorazione artigianale”. Si prosegue con una visita guidata alle stanze del Palazzo situato nel centro del paese, sul Corso Vittorio Emanuele; la serata termina nel giardino della corte imbandito in perfetto stile romantico per una cena a lume di candela.

Il menù

L’ antipasto prevede una degustazione di salumi e formaggi del territorio irpino; un primo piatto di cortecce ai funghi porcini servite su una crema di patata Rosina al profumo di timo; un secondo a base di filetto di maialino nero cotto a bassa temperatura e impreziosito da un croccante di nocciole di Avella; immancabile il dessert dello chef e la frutta di stagione.

L’ annata vinicola servita in accompagnamento ad ogni singola portata è quelle del 2018. Un rosato e un fiano di una qualità sopraffina hanno l’importante compito di esaltare i sapori di eccellenze gastronomiche autoctone, tipiche della tradizione culinaria irpina.

IrpiniAmo Food&Travel: le parole dello chef

Dalla pasta fresca, il profumo rustico e inebriante del fungo, al gusto versatile del tubero. Dalla crosta rosata, il tenero boccone di carne e la delicata rugosità della frutta secca. Lo chef Solimeo, con oltre venti anni di esperienza maturata nel campo della ristorazione, “porta avanti concetti elementari ma mirati”, figli di una cultura popolare contadina sottolineata da una “cucina introspettiva”. “IrpiniAmo” è la sigla che vuole evidenziare l’amore che lo chef in persona nutre verso l’Irpinia e le eccellenze enogastronomiche del territorio; si tratta di un sentimento che Mario Carmine Solimeo intende trasmettere ai suoi ospiti in modo che anche essi intravedano e riconoscano quei valori che animano una esclusività sui generis. I destinatari di questa esperienza straordinaria e autentica fanno parte di un pubblico ristretto proveniente da tutto il sud Italia: circa cinquanta palati da sorprendere e far innamorare al primo assaggio.

“Le mie radici sono calabresi. Qualche anno fa mi sono avvicinato all’avellinese, una zona della Campania in cui ho ritrovato parte della mia terra di origine, dalle tradizioni alle contaminazioni popolari, i valori e le emozioni che vanno senza alcun dubbio esaltati e mai dimenticati” – afferma lo chef Solimeo.

Il progetto IrpianiAmo Food&Travel

Irpinia Amore Mio Food & Travel è un progetto dal cuore grande, che nasce da un’idea ben precisa. Quella di “utilizzare solo ingredienti locali, a km 0, per la preparazione di ogni piatto e, soprattutto, metterci l’anima nella sua realizzazione”.

Napoli Coffee Challenge: la sfida che celebra il caffè

Martedì 14 luglio alle ore 11.00 presso la Camera di Commercio di Napoli in via Via S. Aspreno, 2 si è tenuta la presentazione di Napoli Coffee Challenge, il progetto ideato da Mauro Illiano, founder di Napoli Coffee Experience e Renato Rocco, direttore de La Buona Tavola Magazine, per valorizzare una delle eccellenze di Napoli: il caffè. L’iniziativa ha ricevuto il patrocinio da Comune di Napoli, Camera di Commercio di Napoli, AICAST, FIPE-Confommercio e Confesercenti che hanno accolto con favore l’idea alla base del progetto: non solo eleggere il migliore caffè di Napoli ma farlo attraverso uno studio scientifico. “È un’opportunità epocale perché per la prima volta si inizia a parlare di qualità del caffè ed è la prima volta che si cerca di sensibilizzare i consumatori verso la percezione sensoriale che possono ritrovare nella tazzina” ha chiarito Mauro Illiano.

Nelle parole dell’assessore al commercio del Comune di Napoli, Rosaria Galiero l’iniziativa “rappresenta un contrasto importante con la chiusura dei mesi scorsi perché il caffè a Napoli non è solo consumazione ma anche socializzazione. Far ripartire Napoli con la celebrazione delle nostre eccellenze, con la sinergia tra le attività economiche napoletane è un buon modo per far risplendere il nostro patrimonio in tutto il mondo”.

Un evento che valorizza non solo un prodotto che unicizza Napoli nel mondo ma anche l’intero comparto di chi rappresenta l’eccellenza di un’arte attraverso la manualità degli operatori del settore. Una competizione sana che serve a rilanciare un settore, quello del caffè, rappresentante dell’economia, della cultura, della tradizione e della storia locale di Napoli” ha confermato la consigliera con delega all’Autonomia per la Città e promotrice di Scegli Napoli, Flavia Sorrentino.

Ha portato i saluti della Camera di Commercio il Presidente Ciro Fiola che ha lanciato un invito alla ripartenza consapevole della città “attraverso iniziative del genere che mirano a ripopolare alcune zone ancora chiuse, una realtà che si ripercuote in modo negativo sulle attività commerciali”.

Massimo Di Porzio, presidente FIPE-Confcommercio, ha plaudito al progetto rimarcando “la possibilità di un rilancio generale del settore. Perché attraverso Napoli Coffee Challange si creerà armonia, svago e soprattutto interesse per i locali coinvolti in un confronto tra professionisti che miri non soltanto a consacrare il caffè migliore ma anche al miglioramento di un prodotto”.

Old Friends e Ristorante Bianco presentano il Baccalà Day

Old Friends e Ristorante Bianco specialità baccalà, pesce e…presentano giovedì 16 luglio alle ore 20.00 il Baccalà Day  presso la sede della steak house in Via Fusaro, 23, 80070 Bacoli NA.

La cena sarà curata e preparata dalle quattro mani dei resident chef dei due locali: Michele Guardascione, chef dell’Old Friends e Alfonso De Filippo (baccalacciuolo) chef del Ristorante Bianco specialità baccalà, pesce e… Per l’occasione i due guideranno gli ospiti attraverso un menù pensato e dedicato esclusivamente all’esaltazione di un prodotto caro alla cucina partenopea: il baccalà. 

Antipasto

Marinato, tartare, carpaccio, sashimi, crocchè, polpette, zeppoline e rocher

Primi

Fusilli con genovese di baccalà e Mezzanelli all’ “Allardiata” di baccalà

Secondi

Baccalà, pane fritto, peperoncini verdi

Dolce

Millefoglie scomposta di baccalà

35€

(Prosecco Falanghina e Acqua inclusi)

Il Ristorante Bianco specialità baccalà, pesce e… è l’esclusivo locale di Arzano a base di baccalà. L’unicità del ristorante è rappresentata dal fatto che i clienti possano affacciarsi nello stabilimento per assistere alle varie fasi della lavorazione di stoccafisso e baccalà.

Old Friends è una taverna nata a Bacoli nel 1991 dall’idea innovativa e coraggiosa dei proprietari di creare per la prima volta nella zona flegrea, dove la vicinanza al mare impone una cucina a base di pesce, un ristorante in cui vera protagonista fosse la carne.

Si è concluso il 30 Giugno alle ore 24:00 il contest “A’ Pizza” organizzato dal blog Vesuvio’s Shadow.

Il contest è stato organizzato dal fondatore Mario D’Acunzo e ha visto protagonisti pizzaioli e non nel gareggiare alla conquista del podio. Ogni partecipante ha inviato la foto della propria pizza alla pagina Facebook Vesuvio’s Shadow, successivamente pubblicata nell’album dedicato al contest. Da lì poi in partecipanti si sono scatenati nel raccogliere like alle loro foto per aggiudicarsi la vittoria dei tre premi, messi in palio dall’azienda agricola “L’oro del Vesuvio”.

Il calcolo punteggio è stato basato sul numero di like (o reazione) raggiunto dalla foto pubblicata nell’album, più il voto da 1 a 10 della Giuria. Le due foodblogger Ersilia Cacace “La Boss delle Pizze” (giornalista e collaboratrice de La Buona Tavola Magazine) e Marianna Somma “Campania food Porn” sono state scelte da Mario come giudici finali del contest e hanno aderito con piacere all’iniziativa.

I premi in palio sono stati i seguenti: il 1° classificato si è aggiudicato una box grande con all’interno prodotti misti (pomodori D.O.P., confetture, sott’oli, 1 liquore). Il 2° classificato ha vinto una box media con all’interno prodotti misti di cui pomodori D.O.P., confetture, sott’oli e 1 liquore. Infine il 3° classificato ha vinto una box piccola con prodotti misti tra cui pomodori D.O.P., confetture e sott’oli.

Contest A’ Pizza: ecco i vincitori

Su un totale di circa 100 partecipanti, coloro che hanno guadagnato il podio sono: Gianluca Astuto con un totale di 1085 voti, Michele Lamantia con un totale di 1019 voti e Fabio Donsella con un totale di 843 voti; di seguito, in ordine di vittoria, le 3 pizze vincitrici del contest.

La prima è una pizza con zucchine e i suoi fiori, pomodorini gialli, fiordilatte di Agerola e pancetta all’uscita. 

pizza di Gianluca Astuto
Pizza di Gianluca Astuto

La seconda è una pizza Margherita (polpa di ciliegino di pachino,fiordilatte di Cammarata ,basilico fresco) con farina integrale di grani antichi e grano arso (impasto diretto,48h totali ,idro 70%, staglio a 270gr).

pizza di michele lamantia
Pizza di Michele Lamantia

La terza è una pizza con fior di latte, rucola, roastbeef all’inglese, salmoriglio, riduzione di aceto balsamico (impasto indiretto a 48h di maturazione, idratazione 65%; cotta con forno elettrico a 350°).

pizza di Fabio Donsella
Pizza di Fabio Donsella

Martedì 30 giugno alle ore 20.00 si è tenuta la presentazione agli operatori dell’informazione del ristorante Bianco specialità baccalà pesce e… in Via Circumvallazione Esterna n°5, Arzano (NA).


La cena è stata presentata dal giornalista enogastronomico Renato Rocco direttore de La Buona Tavola Magazine, ed è stata curata dallo chef Alfonso De Filippo, che per l’occasione ha proposto alcuni dei piatti presenti nel menù del suo ristorante.
Alfonso De Filippo, giovane e talentuoso chef resident di “Ristorante Bianco, specialità baccalà, pesce e…”, è l’erede della famiglia De Filippo, baccalajuoli dal 1971.

Lo chef Alfonso De Filippo


“Tutti i nostri piatti mirano a valorizzare un prodotto, il baccalà, che fino a qualche decennio fa era considerato un piatto povero” ci spiega Alfonso De Filippo, soprannominato “De Filippo Baccalacciuolo”. Piatti della cucina tradizionale napoletana rivisitati in maniera “chic”, come si può notare dalle foto che seguono.

La cena è iniziata con un antipasto misto composto da: polpetta di baccalà, rocher di baccalà e pizza fritta “Sanità”: un incontro tra cucina classica e moderna.

Antipasto con pizza fritta, polpetta e rocher di baccalà con zeppoline


Non solo baccalà ma anche specialità di pesce: infatti come primi, gli ospiti hanno potuto provare la Genovese di baccalà e un risotto al nero di seppia e gamberi di Mazara.

Genovese di Baccalà
Risotto al nero di seppia e gamberi di Mazara


Stesso discorso per i secondi piatti: la prima portata, “Il Salutista”, è il piatto ideale per chi desidera mangiare con leggerezza senza rinunciare al gusto. Come seconda portata di pesce, lo chef ha pensato ad una millefoglie di orata.

“Il salutista”
Millefoglie di orata


Per concludere in dolcezza ma sempre in tema, De Filippo ha stupito i presenti con la millefoglie scomposta di baccalà, un dolce di primo impatto azzardato ma che infine rivela un sapore piacevole e delicato.

Millefoglie di baccalà

Infine è intervenuto il Presidente dell’Accademia Partenopea del Baccalà Toti Lange per insignire lo chef De Filippo con un riconoscimento da parte dell’Accademia stessa.

Lo chef Alfonso De Filippo col papà Nino e Toti Lange

L’evento è stato curato dall’agenzia di comunicazione e marketing La Buona Tavola Magazine.

Giovedì 9  luglio alle ore 19.30  continuano gli eventi di narrazione enogastronomica RipartiamoRosè presso la terrazza del  ristorante Pane&Acqua Bistrot Napoletano di San Leucio di Caserta.

RipartiamoRosè  vuole approfondire  i vini rosati della Campania  che possono ben accompagnare i piatti della nostra tradizione estiva o  gli aperitivi e gli antipasti delle sere nella bella stagione; al mare, in collina o in città. L’evento degustativo è svolto insieme ai produttori, a partire dalla narrazione delle loro realtà aziendale e dei propri territori d’origine.

Come nel primo evento, tutto verrà svolto nel pieno rispetto delle norme in vigore anticovid e  sarà aperto ai primi 40 prenotati, con tavolini distanziati ben oltre un metro. Oltre ai produttori sono previsti gli interventi del giornalista enogastronomico Carlo Scatozza e del Sommelier Salvatore Landolfo. Intrattenimento  musicale a cura dello chansonnier Peppe Licciardi.

RipartiamoRosè : ecco i vini del secondo appuntamento

I 5 vini in degustazione sono, per questo secondo appuntamento, espressione di  ben 4 diverse province della Campania:

 Dal  Sannio e segnatamente da Foglianise ci sarà il rosato di Cantine del Taburno, da Trecase, alle  pendici del Vesuvio arriveranno le produzioni in rosa di Casa Setaro, mentre dal cuore dell’Irpinia doc sarà protagonista la Cantina Borgodangelo, la Terra di Lavoro presenzierà  con l’areale del Falerno grazie a Regina Viarum da Falciano del Massico e a   Sclavia, che nel piccolo centro trebulano di   Liberi produce il rosato di Casavecchia.

In degustazione  5  aspetti di rosato:   

  • Munazei- Vesuvio Doc  Lacryma Christi Rosato-Casa Setaro
  • Albarosa -Aglianico del Taburno DOCG -Cantina del Taburno
  • Petali -Roccamonfina IGP Rosato Primitivo-Regina Viarum
  • Sciròcco- IGP Terre del Volturno Casavecchia Rosato – Sclavia
  • Borgodangelo-Irpinia Rosato Doc – Borgodangelo

In abbinamento, serviti al tavolo in monoporzione, gli antipasti del Pane&Acqua Bistrot Napoletano, dal tagliere di salumi e formaggi alle alici ripiene, provola, scapece di zucchine a doppia consistenza  fino alla montanara classica e alla montanara con salmone cotto a freddo con burrata e lime.

Ingresso esclusivamente su prenotazione ( max gruppi di 4 prenotabili insieme) al numero 3317422774   fino ad esaurimento posti al costo di € 10 a persona.  Per coloro che sceglieranno dopo di  restare a cena, sconto 10 € dal conto finale.

Pane&Acqua Bistrot SS87, 63,  Caserta.

Ufficio Stampa Carlo Scatozza

Il Mokamisù: il classico tiramisù servito in una moka

l pasticciere Vincenzo Ferrieri: “Mi piace pensare che questo dolce possa rappresentare la ripresa del nostro Paese”

Il Tiramisù è una delle ricette più conosciute e antiche della cucina italiana, ed è apprezzato in tutto il mondo. E’ anche uno dei dolci più versatili, in quanto la sua ricetta – estremamente semplice – oggi vanta decine di varianti (alla frutta, al pistacchio, agli amaretti, etc.). Nella versione classica è composto da strati di biscotti friabili inzuppati nel caffè e farciti con una crema a base di mascarpone.

Le origini


Le origini del tiramisù sono incerte e sono almeno tre regioni a contendersele: Piemonte, Friuli Venezia Giulia e Veneto. Il nome “tiramisù” sembra risalire, invece, alla nomea che gli veniva conferita dai cortigiani della Serenissima a Venezia, i quali erano convinti che questo dolce avesse dei poteri afrodisiaci tanto da gustarlo ad ogni appuntamento galante.
Questo dolce a Napoli ha attecchito particolarmente bene, forse perchè il caffè – ovvero l’ingrediente principale del tiramisù – è un’icona nel capoluogo partenopeo.

Vincenzo Ferrieri crea il Mokamisù

Il tiramisù, fatto secondo la ricetta classica, servito all’interno di una moka, la caffettiera più amata dagli italiani e il “must have” di tutte le case napoletane. “Questa volta ho voluto conferire un tocco di napoletanità a un dolce le cui origini non ci appartengono, ma che piace tanto ai napoletani – afferma Vincenzo Ferrieri -. 

Non ho manipolato la ricetta, piuttosto il modo di presentare il tiramisù, che viene servito in una moka che chi lo mangia può tranquillamente portare a casa“. “Mi piace pensare che questo dolce, già dal nome rincuorante, presentato in questo modo possa rappresentare la ripresa del nostro Paese – continua il pasticciere -. La moka è il primo oggetto che utilizziamo al mattino per fare quel caffè che  ci dà la giusta carica di energia per affrontare la giornata“.


Il Mokamisù è il dolce di punta della nuova pasticceria che Vincenzo Ferrieri ha aperto in piazza Dante. All’interno del Complesso di San Domenico Soriano, nei locali che hanno ospitato per un po’ di tempo l’ex anagrafe del Comune di Napoli. “Ci auguriamo di dimenticare presto questi mesi – afferma il pasticciere – mettendoci tutto il nostro impegno per tornare presto alla nuova normalità… Noi in primis: purtroppo mio padre Salvatore è stato affetto da Covid, dedico a lui e a tutti coloro che sono guariti quest’apertura. Un nuovo inizio è possibile!“.        

Ufficio stampa: Maria Consiglia Izzo


IRPINIAMO FOOD&TRAVEL, IL RISTORANTE MOBILE CHE VIAGGIA PER I BORGHI DELL’IRPINIA FA TAPPA A PATERNOPOLI CON I VINI DI CANTINE FAMIGLIETTI
IL 5 LUGLIO – ORE 11.30 –  SAN PIETRO COUNTRY HOUSE

Il ristorante mobile d’Irpiniamo Food&Travel approda a San Pietro Country House B&B, il Casale Storico della famiglia Famiglietti, adornato dai vigneti delle storiche Cantine Famiglietti. L’appuntamento è alle ore 11.30 e il programma è denso. Aperitivo ore 12.30, a seguire il pranzo all’aperto tra le vigne rigogliose, sotto il pino monumentale. Il menu a cura dello chef Solimeo rievoca la cucina irpina, le pietanze saranno accompagnate dai vini di Cantine Famiglietti. Alle 17.30 visita presso la cantina storica di Paternopoli, un edificio settecentesco di rara bellezza recentemente restaurato. Un’opera, il cui restauro, ha avuto l’obiettivo di rivalutare il centro del paese con nuova linfa produttiva, realizzando un impianto per la trasformazione enologica di qualità con tecnologie innovative.

Cos’è Irpiniamo Food&Travel?


È un vero e proprio ristorante mobile che propone una cucina elegante e raffinata. Una gastronomia nobile, dalle umili origini, che racconta un territorio da sempre aperto alle contaminazioni e alla sperimentazione.
Il pranzo sarà riservato a un pubblico di 40 persone, e tutto si svolgerà nel rispetto delle linee guida della Regione Campana per la prevenzione del contagio dal Covid e per mantenere l’atmosfera intima del ristorante, l’attenzione nella presentazione e nel servizio dei piatti e, non in ultimo, la cura del cliente.

Il menu
Aperitivo di benvenuto
Antipasto
Degustazione di formaggi e salumi della tradizione contadina irpina
Primo
Gnocchi di patata Rosina alla crema di caciocavallo DOP con granella di nocciola di Avella.
Secondo
Bocconcini di pancia di maialino nero cotto a bassa temperatura
Caponatina di stagione
Dolce dello chef Solimeo
Acqua e vino inclusi
Pane fatto a mano della tradizione contadina con la cipolla ramata di montoro


I vini

Erigone IGT/IGP il gustoso rosato 100% aglianico


Icaro DOC, aglianico in purezza

Temprato DOC –  Irpinia Campi Taurasini, vino strutturato 100% aglianico

Per info e prenotazioni:
tel. 3451816767; Fb_Irpiniamo Food&Travel; Mail: Solimeomariocarmine@alice.it
La prenotazione è obbligatoria
Indirizzo: San Pietro Country House B&B, Contrada Casale -Paternopoli (AV)

Ufficio stampa: Roberta Raja

Giulia Salemi al panino ignorante gourmet: nuova sfida

Altra sfida tra Vittorio Gucci musical chef e un altro personaggio dello spettacolo. Questa volta la protagonista era Giulia Salemi che ha “battuto” il padrone di casa. 

Altra sfida al Panino ignorante gourmet, questa volta protagonisti erano il padrone di casa Vittorio Gucci e Giulia Salemi. Durante la sfida sono stati proposti due tipi di panini molto gustosi; uno con il salmone e l’altro, in una versione più classica, con l’hamburger.  Giulia  Salemi, ha  battuto  con  la  sua  simpatia, Vittorio  Gucci  che  ha  gentilmente  concesso  il  podio, da vero galantuomo, alla  bellissima  ospite  nonostante  il  suo  panino  avesse  risultato  più  successo  tra  gli ospiti.  

Tanti gli ospiti alla serata: Sylvie Lubamba, il chirurgo delle star Giacomo UrtisRosy Dilettuso, il gigante gentile Max Bertolani con la dolce metta Serena, l’influencer Laura Drzewickale con la pr Enza Pietrangeli, le spumeggianti Elena Galliano e Dana Bertone  e tanti altri. La serata si è conclusa in canto e musica con vecchi classici che hanno segnato la storia della musica italiana. La serata ha segnato anche l’inizio di una bellissima collaborazione con Steccolecco, della famiglia De Laurentiis; che segnerà l’estate con i suoi gelati gusto cioccolato, al latte, mango, cocco e molti altri, solo in esclusiva da Il panino giusto gourmet. Il format della serata è stato ideato dallo stesso Vittorio Gucci che sfida i personaggi del mondo dello spettacolo in una competizione gastronomica. La volta scorsa protagonista era la bella Federica Panicucci e Ronn Mosse, questa volta la scrittrice di “Agli uomini preferisco la cioccolata”, Giulia Salemi chi sarà il prossimo Vip in gara? Non ci resta che aspettare la prossima sfida che sarà con il re dei paparazzi Fabrizio Corona

Colatura di Alici di Cetara comincia il conto alla rovescia: a ottobre verrà presentato al Mipaaf il piano di controllo per l’approvazione della Dop

Cetara comincia il conto alla rovescia in attesa della Dop per la Colatura di Alici. Il giorno dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Europea della richiesta per ottenere l’ambita certificazione, si guarda già al futuro, alle mosse da compiere dopo la fatidica data del 22 settembre 2020.

“Da ieri (22 giugno 2020) siamo sulla GUCE (Official Journal of the European Union – C 208/10). Sono cominciati i fatidici tre mesi istituzionali nel corso dei quali ci può essere una richiesta di approfondimento da parte di soggetti imprenditoriali europei” spiega la presidente dell’Associazione per la valorizzazione della Colatura di Alici di Cetara Lucia Di Mauro. Una pubblicazione che di fatto mette la parola fine al percorso italiano e lascia aperti eventuali chiarimenti solo a imprese con sede fuori Italia fino alla fatidica data di fine settembre allorché calerà definitivamente il sipario sulla burocrazia e si potrà cominciare la fase più interessante: quella della produzione. Nove mesi minimo di maturazione delle alici nei terzigni e botti di legno, che significa l’arrivo sugli scaffali della Colatura di Alici di Cetara Dop nel 2021.

“Da ottobre –spiega il professore Vincenzo Peretti– si parte con la realizzazione del piano di controllo redatto dall’Ente di Certificazione indicato dall’Associazione per la valorizzazione della Colatura di Alici di Cetara che nel caso specifico è l’Agroqualità, a cui farà seguito l’approvazione ministeriale. Finita questa fase le aziende del territorio salernitano, che ne faranno richiesta, si iscriveranno al sistema di certificazione e potranno finalmente partire, seguendo severamente le indicazioni contenute nel disciplinare di produzione, con la produzione delle prime confezioni Dop”.
Un lavoro di squadra che ha saputo nel corso di questi anni lavorare con passione ed armonia. “Quando si passa ai ringraziamenti -conclude Lucia Di Mauro- si rischia sempre di dimenticare qualcuno, questa volta è il caso di partire dai pescatori, importante categoria per l’approvvigionamento delle alici pescate esclusivamente nel mare antistante la provincia di Salerno, alle quattro aziende produttrici Iasa, Nettuno, Delfino e Armatore che avranno l’onore di produrre le prime confezioni Dop per finire ai ristoratori di Cetara: Al Convento, La Cianciola e San Pietro”.
Non di poca importanza ma è bene sottolineare che la Campania sarà la prima Regione in Italia, a potersi fregiare di una Dop prodotto trasformato di mare, per la Colatura di Alici di Cetara è una soddisfazione in più.

Roberto Esse

Apre giovedì 25 Antropia la nuova pizzeria di Ciro Coccia alle Stufe di Nerone

Una pizza figlia della tradizione, un parco mitologico immerso in un’oasi di verde, un territorio dalla straordinaria forza: è con queste premesse che apre, giovedì 25, un locale unico per location e qualità: si chiama Antropia. 

E’ un format estivo (il locale sarà aperto tutte le sere a partire dalle 20 dal 25 giugno al 20 settembre) che nasce dalla partnership tra due già note realtà imprenditoriali dei Campi Flegrei: le Terme Stufe di Nerone della famiglia Colutta e la Dea Bendata di Ciro Coccia.

E’ la grande novità dell’estate: un format esclusivo che abbina la suggestiva location nota per le sorgenti naturali, gli ulivi, le pergole che si estendono su un ettaro di terreno, alla maestria e l’arte del noto titolare de La Dea Bendata. Un locale di tendenza, all’insegna del benessere anche a tavola.

A cena in 300 metri quadri di agrumeto tra sorgenti naturali e piante uniche 

“La sinergia nasce – spiega Erika Colutta delle Stufe di Nerone – da una reciproca stima professionale che si è consolidata nel tempo. Abbiamo deciso di dedicare a questa attività l’agrumeto del nostro parco termale. Il filo conduttore è l’attenzione al cliente e al concetto di benessere a 360 gradi che da sempre contraddistingue sia la nostra struttura e che si ritrova anche nelle pizze di Ciro Coccia attraverso l’alta qualità degli ingredienti”.

“Le eccellenze – dice Ciro Coccia – si sposano facilmente. Abbiamo cominciato a pensare insieme in questo periodo di chiusura forzata. In questo format non si ha semplicemente la possibilità di gustare la pizza alle stufe, ma si vive un’emozione data da una complessità di fattori: l’ampiezza degli spazi, il benessere, la pizza buona, ma soprattutto un modo di pensare diverso. Dove la pizza diventa slow, si ripensa anche alla modalità, più rilassata, di stare a tavola insieme”.

E infatti Antropia significa proprio ripensare gli spazi dedicati allo stare insieme dando valore alla persona. E si sviluppa dal rispetto della natura e dell’uomo in quanto parte di essa. 

Si fondono, nel logo gli elementi dell’acqua (simbolo delle terme naturali) e del fuoco, simbolo della cottura nel forno a legna ma anche dell’ardore dei Campi Flegrei. 

Ogni sera, sarà dunque possibile degustare le pizze di Ciro Coccia e le fritture della tradizione con prodotti di alta qualità territoriale ed eubiotici, nonché i dolci di Federica Morra (che è anche il volto del locale) nel bel mezzo di un parco termale unico al mondo in un agrumeto di 300 metri quadri.

No stress: massima sicurezza, piena libertà

Sarà così possibile vivere per tutta l’estate una esperienza indimenticabile caratterizzata dal no stress. La pizza diventa così un’esperienza benessere a tutto tondo. Che parte dal contesto, da questo eden sulle sponde del lago Lucrino, dai profumi delle varietà naturali di uno splendido parco in cui è possibile ritrovare il carrubo, il mirto, godere della vista di fiori rari come il tagetes, per arrivare alla pizza di Ciro Coccia. Una pizza realizzata con l’impasto di sempre a lunga lievitazione a temperatura ambiente (senza frigo), così come tramandato da tre generazioni e con prodotti di altissima qualità territoriale derivanti da semi antichi autoctoni del territorio della linea Indispensabile di Eccellenze Nolane: trionfano i pomodorini Caramella, il giallo Giagiu, le zucchine San Pasquale e tantissime altre varietà in grado di far ritrovare i sapori di una volta e, perché no, di contribuire al benessere.  

Massima sicurezza, piena libertà in una location che unisce storia, terme, benessere e naturalità.

Simbolo del locale è l’arco che, a ben guardare, identifica, in uno, l’imboccatura del forno per le pizze e la cornice delle sorgenti naturali di epoca romana: l’antro da cui deriva il naming stesso del locale (Antropìa) e anche il divertente #AntroPIZZAtevi. Concept e comunicazione sono curati da Bc Communication Services.

Il format

Ad Antropia si accede su prenotazione via wa al numero: 338.4128091

La fascia di prezzo è la stessa della Dea Bendata: 15-20 euro a persona

Nessun ticket di ingresso al parco termale e all’agrumeto

Parcheggio gratuito

Indirizzo: c/o Stufe di Nerone – Bacoli, via Stufe di Nerone 37

PRIMO CONTEST FOTOGRAFICO “IL CIBO E L’ARTE”
APERTO A TUTTI



spaghettitaliani.com
presenta
Il Contest gratuito “Il Cibo e l’Arte” aperto a tutti

dipingi il tuo piatto
o
crea la tua scultura
usando prodotti alimentari

PARTECIPA AL CONTEST

potresti vincere un paniere di prodotti di qualità

scarica il regolamento
se vuoi partecipare anche tu al Contest compila il Modulo di iscrizione


Con il Contest “Il Cibo e l’Arte“, organizzato da spaghettitaliani, verrà premiata la più bella fotografia, scelta da una Giuria di specialisti, che dovrà raffigurare una composizione realizzata con prodotti alimentari, siano essi cotti o crudi, che potrà essere anche non commestibile, e che come unica caratteristica dovrà potersi accostare ad un ipotetico quadro, ad una scultura, …

L’iscrizione al Contest è completamente gratuita.

Per partecipare basterà iscriversi al Contest, compilando l’apposito modulo presente su spaghettitaliani, attraverso il quale si dovranno inserire oltre ai propri dati, una fotografia raffigurante la propria composizione, il titolo, una breve descrizione che spieghi con quali ingredienti è stata costruita, l’autorizzazione alla pubblicazione e la dichiarazione che quanto raffigurato nella fotografia è stato da lui creato e prodotto.

Si potrà partecipare anche con più fotografie, aumentando così le possibilità di vittoria, infatti per ogni acquisto effettuato attraverso i “Carrelli” delle Aziende che hanno messo in palio i premi si avrà diritto a iscrivere 3 fotografie aggiuntive al Contest, seguendo le modalità viste in precedenza.

Tutte le fotografie partecipanti al Contest saranno pubblicate, in un apposito spazio su spaghettitaliani, in forma anonima, e ad ognuna di esse verrà abbinato un numero identificativo.

L’autore della fotografia vincitrice riceverà in premio i prodotti messi in palio dalle aziende che aderiranno alla nostra iniziativa.

La Giuria, con i cui voti sarà determinata la fotografia vincitrice, in linea di massima, sarà composta da un rappresentante di ogni azienda che aderirà alla nostra iniziativa, e da chef, pizzaioli, pasticceri, giornalisti, fotografi, blogger, …, ed ognuno di essi potrà dare una sola preferenza.

La fotografia che riceve più preferenze verrà proclamata vincitrice del Contest. In caso di parità fra due o più fotografie, il presidente della Giuria sarà incaricato a decidere quale sarà la vincitrice del Contest.

Le iscrizioni si chiuderanno il 15 settembre.


Il nome dei giudici sarà comunicato solo dopo la proclamazione della fotografia vincitrice, le altre fotografie saranno classificate tutte in seconda posizione a parimerito.

Dal 16 settembre le fotografie iscritte al Contest verranno pubblicate, sempre in forma anonima, oltre che nell’apposito spazio di spaghettitaliani, anche in un gruppo su facebook e su instagram, e potranno ricevere like e cuoricini.

Al 31 ottobre la somma dei like e dei cuoricini determinerà la fotografia vincitrice il premio aggiuntivo social.

Ad ogni fotografia verrà abbinato un “avatar” identificativo, che verrà sostituito dalla fotografia dell’autore (se ci verrà inviata), nel momento in cui verranno svelati i nomi dei concorrenti, dopo la proclamazione dei vincitori.

In un qualsiasi momento, se è accertato che quanto raffigurato nella fotografia non è realizzato da chi l’ha presentata, la fotografia verrà squalificata e tolta da tutti gli spazi dedicati al Contest.

Ci riserviamo di aggiungere premi speciali, che comunicheremo entro la scadenza dell’iscrizione.

Le fotografie in concorso rimarranno negli spazi visti in precedenza anche dopo la chiusura del contest, e si potranno organizzare mostre virtuali, e non, ad esse dedicate.

Martedì 30 giugno alle ore 20.00 si terrà la presentazione agli operatori dell’informazione del ristorante Bianco, specialità baccalà, pesce e… in Via Circumvallazione Esterna n°5, Arzano (NA).

La cena, presentata dal giornalista enogastronomico Renato Rocco direttore de  LaBuonaTavola Magazine, sarà curata e preparata dalle giovani e abili mani del resident chef Alfonso De Filippo che per l’occasione proporrà alcuni dei piatti presenti nel menù del locale.

Antipasto

Polpetta di baccalà

Rocher di baccalà

Pizza fritta “Sanità”

Primi

Genovese di baccalà

Risotto al nero di seppia e gamberi di Mazara

Secondi

Il salutista

Millefoglie di orata

Dolce

Millefoglie scomposta di baccalà

Alfonso De Filippo, giovane e talentuoso chef resident di “Ristorante Bianco, specialità baccalà, pesce e…”, è l’erede della famiglia De Filippo, baccalajuoli dal 1971.

Ufficio Stampa: LaBuonaTavola

Il “Rada” di Positano riapre in riva al mare
Qualità, etica, bellezza: gli ingredienti suggeriti dallo chef Nunzio Spagnuolo per ripartire in sicurezza

Italy, Campania, Positano


Il ristorante Rada di Positano riapre le porte oggi, venerdì 19 giugno. Ad attendere gli ospiti ci sono grandi novità, dalla terrazza del lounge bar “Fly” al “beach reastaurant“, con l’altissima qualità che contraddistingue da sempre questo progetto ristorativo figlio del “Music on the Rocks“, luogo di culto del divertimento italiano, particolarmente apprezzato perchè immerso nella natura positanese (il locale è scavato nella roccia) e perchè meta preferita di personaggi appartenenti al mondo del jet set internazionale.

 La famiglia Russo ha approfittato del procratinamento del periodo di chiusura (a causa dell’emergenza Covid) per riprogettare il locale. E offrire ai propri ospiti ancora di più: nuovi spazi ampliati e restylizzati, ed ancora più accoglienti; più privacy e intimità per le coppie… Il tutto con la massima attenzione per la salute e il benessere dell’ospite.

Il menù del Rada Beach

Riuscire a stare bene non è proprio così semplice come fino a poco tempo fa credevamo – spiega lo chef della struttura, Nunzio Spagnuolo -. L’educazione alla salute e al benessere è uno strumento indispensabile di prevenzione che deve partire proprio dai tavoli dei ristoranti. La cura siamo noi: la salute, intesa come stato di benessere “globale”, può realizzarsi solo attraverso il concorso di tutti, chef compresi! Per questo ho deciso che il menù del “Rada Beach” sarà composto da piatti semplici – alcuni healthy, altri della tradizione -, aventi come ingredienti prodotti italiani“.

Ad esempio il beach sandwich farcito con tartare di tonno, zucchine alla griglia e nduja piccante, oppure i paccheri con frutti di mare, limone e pane profumato, o le classiche polpette della nonna. “La ricetta per riprendere in mano la nostra vita secondo noi è concentrarci sulle eccellenze e sulle bellezze che hanno reso Positano conosciuta in tutto il mondo.

Il Rada riapre in maniera graduale non solo per garantire la massima sicurezza agli ospiti, ma anche e soprattutto per garantire loro un’esperienza  – rivisitata sì – ma che non ha nulla da invidiare a quella precedente. Abbiamo dovuto reagire in fretta per loro e per i nostri dipendenti”, queste le parole di Peppe Russo, imprenditore ed esperto dell’accoglienza positanese in quanto “figlio d’arte”: suo padre è Black, noto ristoratore che gestisce il primo ristorante nato a Positano (lo “Chez Black”, tanto amato da De Sica e ai cui tavoli si sono seduti Sean Connery, Anthony Quinn, Federico Fellini, Sofia Loren, Gina Lollobrigida, Jessica Alba e tanti altri).

Le possibilità per vivere il Rada nella nuova versione raddoppiano, in quanto quest’anno il locale sarà aperto anche a pranzo. Tra le cose rimaste invariate, il panorama – incantevole – che, data la posizione privilegiata del ristorante, permette di godere di tutte le bellezze di Positano. Si potrà pranzare circondati dal mare oppure cenare col suono delle onde come sottofondo.

Tre eccellenze riconosciute sul panorama della ristorazione si uniscono per una stagione estiva raffinata, singolare e esperienziale. I loro nomi sono ‘ Villa Soglia ‘ , ‘Macelleria Bifulco’ e ‘Daniele Gourmet – Giuseppe Maglione’ . Tre brand affermati che hanno deciso di radunare le forze per rilanciare la lussuosa residenza di Castel San Giorgio con un format che coniuga sperimentazioni di gusto, contaminazioni culturali e materie prime prelibate in un contesto onirico di rara bellezza.

Il concept

Da questi ingredienti nasce ” In Villa ” un concept ambizioso in cui convivono le anime di tre imprenditori illuminati e di tre province: Salerno, Napoli e Avellino.”Crediamo fortemente che l’unione delle forze in questo momento particolare possa arricchirci reciprocamente e rilanciare l’economia – esordisce  Nobile Soglia, titolare di Villa Soglia –  Per questo in una fase alquanto delicata ho deciso di investire in un progetto che coinvolge partners con un riconosciuto livello di eccellenza come Daniele Gourmet – Giuseppe Maglione e Bifulco Carni. A partire da domenica 21 giugno saremo felici di riaprire le porte della nostra struttura per offrire a tutti un’esperienza senza paragoni”. 

Dolcemente avvolti dalla magnificenza della natura, da domenica potrete cenare nel romantico giardino di Villa Soglia, nata come abitazione dell’ultimo Principe di Salerno Ferrante Sanseverino e oggi un vero locus amoenus che con il suo fascino e la sua bellezza ammalierà magicamente occhi, spirito e gola. Tre i menu degustazione previsti e curati da Bifulco Macelleria, punto di riferimento per carni certificate e ottimamente frollate e Giuseppe Maglione, titolare e pizza chef di Daniele Gourmet che sarà presente con la sua brigata ‘in Villa’ per coordinare ogni dettaglio con dovizia di particolare. 

Tre percorsi gastronomici in Villa

“Insieme a Nobile Soglia e Macelleria Bifulco abbiamo previsto tre percorsi gastronomici – spiega Giuseppe Maglione – due proposte legate al mondo della pizza e una incentrata sulla carne. A completare l’offerta ci saranno le sapienti mani dei pastry chef di Villa Soglia con delle interessanti sorprese dolciarie. L’obiettivo è far vivere ai nostri ospiti un’esperienza edonistica sopraffina, elegante e molto originale. Non solo avranno la possibilità di cenare a lume di candela tra il lusso bucolico di un esempio architettonico risalente al 1500, ma potranno scegliere tra tre menu degustazione che spaziano da pizze gourmet di mare e di terra e tagli di carne pregiati. Importante sarà anche la proposta enologica in abbinamento”. 

Soglia, Bifulco, Daniele Gourmet è una triade già ben consolidata che basa la propria collaborazione su qualità e fiducia l’uno verso l’altro. Un modo per reagire alla crisi post Covid-19 offrendo sempre il meglio, in totale sicurezza, ad una clientela esigente che non si accontenta del buono, ma in una cena ricerca anche atmosfera, bellezza, arte e cultura.

Ufficio Stampa Rosa Iandiorio

NASCE A NAPOLI YOUR WELL FOOD
IL GHOST RESTAURANT CHE PROMUOVE IL MANGIAR BENE ESALTANDO IL GUSTO

Ordina a casa o in ufficio il menu su misura per te scegliendo tra i profili healthy, depurativo e fitness oppure personalizza la tua dieta con un’esperta nutrizionista

La parola dieta fa storcere il naso a tutti, questo accade perché spesso il nostro approccio è totalmente sbagliato. È proprio da questa considerazione che nasce il concept di Your Well Food, ghost restaurant che prevede unicamentela formula asporto e delivery, e che aprirà i battenti il 18 giugno a Napoli, in via Massimo Stanzione n°43, al Vomero. La mission dell’innovativo ghost restaurant è quella sdoganare il concetto arcaico di dieta secondo il quale una corretta alimentazione debba essere necessariamente priva di gusto.

L’idea di Your Well Food


L’idea di Your Well Food  è quella di cambiare approccio al concetto di “dieta” spesso inteso come regime alimentare da seguire per un tempo limitato e che spesso non sortisce i risultati desiderati.  La dieta, è molto di più, rappresenta lo stile di vita che adottiamo tutti i giorni e che si confà alle nostre abitudini, ma soprattutto al nostro palato, un modo per ritrovare equilibrio e benessere, senza rinunce. Un progetto che nel proprio DNA ha il fregio del rispetto per la salute che va coltivata tutti i giorni, e che nel contempo permetta di risparmiare tempo ed energie. Prodotti di alta qualità a filiera controllata, rispetto della stagionalità, la conoscenza delle tecniche rivolte a preservare le proprietà e il sapore delle materie prime, la vocazione al gusto, servizio di consegna celere sono al centro della filosofia di Your Well Food.

Sul portale (www.yourwellfood.it) è possibile scegliere tra i gustosi piatti singoli in vetrina, oppure tra i profili alimentari precostituiti studiati ad hoc per i vari stili di vita, come:  healthy, depurativo o fitness, divertirsi nel creare diete personalizzate in base al proprio gusto, alle proprie esigenze, ma soprattutto alla propria fantasia. Se qualcosa non fosse chiaro, lo sportello on-line di Your Well Food è sempre attivo, e permette d’interagire con gli esperti del team pronti a dare suggerimenti e consigli. Ma la parte più bella riguarda la creazione di profili alimentari “su misura” messi a punto da un’esperta nutrizionista, che in 48 ore, elaborerà la dieta più adatta in base alle diverse esigenze alimentari.

Un sogno che diventa realtà


Dietro ogni idea, si cela un volto, spesso anche più di uno, e talvolta, quella stessa idea è il frutto di un sogno nel cassetto che finalmente prende forma. Come tutti i progetti, anche Your Well Food, ha la sua storia. Il progetto nasce da un incontro fortuito tra tre persone entusiaste, quello tra Giorgjo Comitangelo, chef napoletano che ha maturato molte esperienze sia in Italia che all’estero, l’imprenditore esperto di food&beverage Fabio Sabino e la nutrizionista Claudia Imparato, tutti e tre appassionati di cucina, anche se da punti di vista differenti, condividono la stessa convinzione:  “L’alimentazione sana, dovrebbe essere radicata nello stile di vita di tutti i giorni e non intesa come un periodo transitorio fatto di costrizioni.”
Insieme decidono di intraprendere questa nuova avventura, apportando al progetto il proprio know how, ognuno con la propria competenza, ma accomunati da un’unica vincente visione, quella di affermare una realtà differente, nuova e di scardinare l’errata equazione dieta=rinuncia.

Per info e prenotazioni: www.yourwellfood.it, tel 081-1996860, WhatsApp 3392471259, Mail info@yourwellfood.com
indirizzo_Via Massimo Stanzione n° 43, quartiere Vomero (Na)

Anche a Marina di Vietri (SA) il pesce povero diventa chic grazie all’ormai “re del baccalà” Antonio Peluso, già proprietario di tre Locande del Baccalà a Marcianise (CE), Salerno e Cava de Tirreni (SA) e autore del vendutissimo ricettario “50 Sfumature di Baccalà”, che mercoledì 17 giugno aprirà le porte della sua quarta Locanda del Baccalà, in via Giuseppe Pellegrino 148.

In un momento delicato come quello che il mondo della ristorazione sta affrontando, a causa del quale alcuni locali della costiera amalfitana non riapriranno quest’estate per la previsione di bassa affluenza turistica, Antonio Peluso lancia il cuore oltre l’ostacolo aprendo una nuova Locanda del baccalà.

<<L’intento è quello di portare la cultura del baccalà, tradizionalmente un pesce delle zone interne, anche in costiera amalfitana dove la cucina predilige frutti di mare e altri tipi di pescato. A questo si aggiunge l’opportunità di mantenere intatto il personale, senza dover necessariamente fare dei tagli a causa delle misure anti covid>> ha dichiarato Antonio Peluso.

Le novità non si esauriscono: infatti, alla formula osteria di Marcianise, al bistrot di Salerno e allo street food di Cava di Tirreni, si aggiunge la formula open air, all’aperto: quindi un locale prettamente estivo, che si sviluppa con 40-50 posti disponibili all’esterno, in una delle piazze più belle della costiera amalfitana.

Al centro del menù ovviamente il pesce povero per eccellenza: il baccalà, cucinato e preparato abilmente in tante versioni, dagli antipasti ai primi, ai secondi finanche al dolce. Questa volta, però, il menù non sarà esclusivamente a base di baccalà, ma sarà contaminato da altri piatti a base di pesce.

I funghi sono buoni in tutti i modi e in tutte le salse, ma oggi vi proponiamo un modo diverso per mangiarli. I Funghi Champignon ripieni con prosciutto cotto e pancarré serviti caldi sono un ottimo antipasto o un contorno alternativo.

Ingredienti per 2 persone

Funghi Champignon 4 grandi

Prosciutto cotto 2 fette non molto sottili

Pancarré 1 fetta

Sale fino q. b.

Prezzemolo q.b.

Pepe nero q.b.

Aglio 1 spicchio piccolo

Pangrattato q.b.

Pecorino romano q.b.

Olio evo

Procedimento per i funghi ripieni

Pulite i funghi eliminando le impurità esterne e staccate delicatamente i gambi. Su un tagliere sminuzzate i gambi, il prosciutto cotto, l’aglio e il pancarré . Aggiustate di sale e pepe e condite con l’olio. Con un po’ di pazienza, tritate il tutto e aiutandovi con una forchetta create un composto abbastanza cremoso. Nel frattempo salate leggermente l’interno dei funghi e riempiteli con il composto. Cospargete la superficie prima con il pangrattato e poi con il formaggio. Prima di infornare, aggiungete un filo di olio sia sul fondo della teglia che sulla superficie dei funghi. Cuocete in forno ventilato a 200° per circa 15-20 minuti, controllando di tanto in tanto. Se i funghi dovessero rilasciare molta acqua, lasciateli qualche altro minuto in forno per farli asciugare. Serviteli caldi.

Consigli:

Pulite i funghi con un tovagliolo umido. Potete sostituire il prosciutto cotto con della pancetta affumicata, ma in questo caso fate attenzione al sale. Inoltre, potrete sostituire il Pecorino con del Parmigiano o, se volete osare, con un formaggio che fonde.

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Nel cuore di Capaccio, a due passi dagli splendidi templi di Paestum, dal mare, dalla montagna, nel lontano 1999, nasce la Pizzeria del Corso di Agostino Landi. Quello di Agostino è un percorso che inizia molto tempo prima; già a quattordici anni lavora come cameriere, studia all’Istituto Alberghiero per poi approdare alla pizzeria, seguendo le orme di papà Emilio.

Rispetto al 1999 la Pizzeria del Corso è cambiata. Innanzitutto, si è trasferita in un locale più grande, a pochi metri dal precedente. Anche il modo di fare la pizza è cambiato, ma ciò che rimane saldo nel percorso di Agostino Landi è il legame con la tradizione.

La pizza di Agostino Landi

La pizza che il patron di Pizzeria del Corso propone è quella della tradizione cilentana, fatta con gli ingredienti migliori provenienti dal territorio circostante: la farina di tipo 0, di cui il territorio è rinomato, così come per i formaggi e i salumi.

Oltre all’esaltazione dei sapori della tradizione, Agostino Landi è famoso per i suoi impasti: un impasto tradizionale, integrale fatto di grani antichi, ed uno di sua invenzione, composto da curcuma, multicereali e canapa.

Quest’ultimo è molto apprezzato dalla clientela. Tra il menù pizza Agostino Landi ci suggerisce di assaggiare in particolare due sue pizze: «Se il cliente vuole mangiare una pizza dall’impasto integrale consiglio la tipica Cilentana con formaggio di capra e pomodoro cotto. Mentre se sceglie il mio nuovo impasto, consiglio la pizza Alice, così chiamata perché dedicata all’ultima delle mie figlie. Questa pizza si presenta con una base di fiordilatte a cui vengono aggiunti, in uscita, burrata di Bufala, salmone, zucchine grigliate, menta e buccia di limone grattugiata».

La cucina

Dal 2014, quando l’attività si è ingrandita, Agostino Landi propone anche un menù cucina che, ci tiene a sottolineare, essere lo specchio della tradizione culinaria cilentana.

In cucina c’è mamma Nicolina, che è famosa per i suoi Fusilli al ragù cilentano, ma nel menù vi sono tantissimi altri piatti di mare e di terra e gli ottimi Antipasti di stagione, composti da verdure grigliate, formaggi e salumi rigorosamente cilentani e l’immancabile Mozzarella di Bufala.

Quella di Agostino Landi è una pizzeria che ama definire “a conduzione famigliare”. Infatti, oltre a lui e ai genitori, c’è anche la sorella Monica. La chiusura forzata a causa dell’emergenza Covid-19 ha sortito i suoi pesanti effetti, ma Agostino Landi non si è fatto trovare impreparato.

La ripartenza tra delivery e asporto è andata oltre le aspettative. Così come la riapertura totale ha registrato un flusso costante della clientela, agevolata anche dal fatto che il locale è dotato di un ampio giardino. Il che consente di garantire tutte le norme di sicurezza sia per i clienti che per il personale, che come il cameriere Silvio, è rientrato regolarmente nel team.

Non sono mancate, nella carriera di Agostino Landi altri tipi di soddisfazioni. Come il secondo posto al Campionato Italiano di Pizza Doc del 2019 e la vittoria al Guinness World Record col gruppo La Piccola Napoli per il maggior numero di pizze prodotte in 24 ore, quasi 11.000. Ma la sua più grande soddisfazione, ci tiene a dichiararlo, sono le sue tre figlie, Nicole, Ilaria e Alice, avute da sua moglie Claudia.

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Aquerello , il primo nuovo ristorante gourmet nell’era post-lockdown

Il ristorante ” Acquerello ” apre le sue porte sabato 30 maggio all’ultimo piano della galleria “Le Pendici” ubicata a Ercolano (in privincia di Napoli). Una location con vista sulla skyline vesuviana e un menù creato per sublimare attraverso l’alta cucina prodotti e produttori locali.

A dirigere la brigata c’è lo chef Antonio Borrelli, che rende omaggio agli ingredienti italiani, soprattutto campani, declinandoli in decine di modi diversi. Creando così piatti stagionali che sorprendono per la particolarità dell’estetica e del gusto. Al bando il menù cartaceo, le carte del ristorante – aperto a cena tutti i giorni tranne il lunedi, giorno di chiusura -, sono rigorosamente digitali. Le portate possono essere degustate singolarmente oppure attraverso un menù degustazione, accostate a cocktail appositamente studiati oppure a ottimi vini.

La famiglia Irollo ha pensato ad ” Acquerello ” come un polo animato da una grande comunità unita dalla cultura. E soprattutto dalla volontà di valorizzare la ricchezza delle eccellenze artigiane campane e italiane. Stefano, Luigi e il loro papà, soci nell’impresa, hanno voluto trasferire la ricchezza della cultura artigianale campana e italiana sia nel décor, sia nella proposta gastronomica di fascia alta.

La cucina e l’ospitalità hanno il ruolo fondamentale di promotrici del buon vivere e della coesione sociale, temi più che mai attuali per la ripresa del nostro Paese – spiegano i fratelli Irollo -. Ci auguriamo che tra gli insegnamenti che possiamo trarre da questa delicata esperienza che stiamo vivendo ci sia anche un nuovo approccio all’alimentazione, più consapevole e rispettoso del territorio ed, in generale, della natura“. “Non dobbiamo pensare a quello che non si può fare e a quello che si è perso: dobbiamo concentrarci su quello che si può fare. Vogliamo restituire a chi si vorrà concedere una fuga culinaria in città il gusto e la gioia di vivere“, questa la loro mission per il futuro prossimo.

La cucina dell’ Aquerello

Nei piatti si avverte una commistione tra materie prime più ataviche risvegliate da cotture innovative dalle quali vengono fuori combinazioni extra-ordinarie. “Rinascere attraverso la cucina e recuperare l’heritage del territorio sono gli spunti dai quali sono partito per creare il menù di Acquerello – spiega lo chef Antonio Borrelli.

Esso varierà in base ai prodotti locali disponibili. Collaboriamo con i produttori della zona per dare massimo sostegno alla filiera ed abbattere gli sprechi. In quest’ottica alcune portate saranno arricchite da un pairing speciale. Non solo vini, ma anche soft e long drink prodotti con materie prime locali creati dal bar manager Elpidio Dell’Aversano“.

Lo stile del locale è contemporaneo, reso unico da elementi d’impatto. Come pezzi d’arredo caratteristici e materie prime singolari: legni, cristalli, tessuti, quadri provenienti da tutta Italia. In ottemperanza ai protocolli vigenti, per consentire la massima distanza tra i tavoli è stato creato anche un pop-up restaurant all’aperto con tavoli spaziosi, tutti rigorosamente “vista Vesuvio”.
Per l’opening di ” Acquerello ” l’azienda adotterà tutte le misure anti – Covid 19 indicate nei protocolli nazionali e regionali.

Ufficio Stampa Grazia Guarino

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Un esperimento rivoluzionario quello di Authentico che consente di tracciare, attraverso la tecnologia Blockchain, il cibo per l’asporto e la consegna a domicilio. E certificare la provenienza di tutti gli ingredienti utilizzati e le modalità di lavorazione.

E’ quanto prevede l’App gratuita Authentico. Ideata dall’omonima startup, che rilascia Certifood, un’etichetta intelligente che permette al ristoratore di garantire ai suoi clienti un livello più alto di sicurezza alimentare.

Su ogni prodotto preparato viene apposta un’etichetta adesiva con un QR Code, che è anche un sigillo di garanzia sulla confezione utilizzata per la consegna, contenente le informazioni sull’origine degli ingredienti usati per la preparazione. Il cliente, che effettua con lo smartphone la scansione del codice, potrà verificare il rispetto delle pratiche in materia di igiene alimentare.

“Con la blockchain di Authentico siamo in grado di assicurare la tracciabilità della preparazione di un piatto pronto o una pizza ma soprattutto il rispetto delle norme igienico-sanitarie e offrire la verifica in tempo reale al cliente finale”, spiega il Ceo di Authentico Pino Coletti.

Il servizio è stato adottato in via sperimentale dalla pizzeria “La Notizia” di Napoli che da oggi apporrà l’etichetta con il QR Code su ogni confezione.

Secondo la ricerca «Il Food Delivery Al Tempo Del Coronavirus» del centro Studi FIPE, un consumatore su quattro non ordina il cibo in delivery per timore del contagio e il 57% pensa di ridurre o annullare le occasioni di consumo fuori casa perchè frenato dalla paura per il mancato rispetto delle norme.

Cos’è Authentico Certifood?

Authentico Certifood nasce con l’obiettivo di tranquillizare i clienti dei ristoranti impauriti dal contagio. Il 25% dei clienti non ordina il delivery perchè ha paura del contaggio e il 57% pensa di ridurre o annullare le occasioni di consumo fuori casa perchè (il 43% di questi) è frenato dalla paura per il mancato rispetto delle norme igienico-sanitarie.

Grazie ad un’etichetta intelligente adesiva, attaccata sul packaging, il consumatore che riceve il cibo legge il QR-code con il suo telefonino. E scopre, oltre alla qualità delle materie prime,  le certificazioni e il rispetto delle norme igienico-sanitarie del ristorante.

Ha inoltre la possibilità di visualizzare il certificato di sanificazione, il certificato di igienizzazione degli impianti di climatizzazione, il registro delle sanificazioni e la temperatura degli addetti ai lavori che hanno preparato il suo cibo.
Questo ha lo scopo di portare a conoscenza del consumatore le buone pratiche di igiene e garantire una maggiore trasparenza sulla sicurezza alimentare.

La soluzione è realizzata da Authentico (authentico.it), utilizando la tecnlogia di certificazione blockchain. Authentico è una startup napoletana che da oltre 3 anni è vicina ai consumatori. E li aiuta a riconoscere i veri prodotti enogastronomici Made in Italy attraverso un’app gratuita in modo semplice ed immediato. L’app Authentico consente di sapere velocemente se il prodotto è Made in Italy ed inoltre consente di segnalare i prodotti tarocchi. Inoltre grazie alla tracciabilità della filiera alimentare è in grado di svelare l’origine della materia prima utilizzata nei prodotti.


Contatto Authentico: Pino Coletti CEO & Founder – 3407003843

Da oggi 18 Maggio riaprono anche le wedding location della Campania,  con la possibilità, per le coppie  in programmazione di matrimonio,  di visitare le strutture ricettive. Va scongiurato un “ingorgo” che può verificarsi nella parte finale dell’anno e soprattutto nel 2021, a causa dello stop di questa primavera per l’emergenza Covid.

Tante coppie, infatti, hanno rimandato il loro evento a causa della quarantena, quindi è necessario ora prenotare per tempo la nuova cerimonia. A riaprire i sontuosi “battenti” nella giornata di lunedì anche I Giardini di San Massimo a Teano, elegante dimora nella  località Casi del borgo sidicino. Immersa in un raffinato giardino con fiori e  querce secolari ospita in piena sicurezza ogni tipo di eventi e cerimonie che devono lasciare un ricordo indelebile. 


La direzione de I Giardini di San Massimo , proprio per evitare che tanti possano trovare già tutto pieno per il 2021,  invita le coppie a visitare la location su appuntamento. Solo in 2, per un percorso guidato ed in pieno rispetto delle norme anticovid,  riconoscendo,  a chi prenoterà la struttura  entro il 31 Agosto 2020, il 20 % di sconto per  le cerimonie  da tenersi entro  il  31 Dicembre 2021.

Questi gli orari e le modalità di prenotazione della visita.

Tutti i giorni dalle 10,00 alle 13,00 previo appuntamento al numero 3939363473.

Ufficio Stampa Carlo Scatozza

In un periodo molto delicato come quello che stiamo vivendo i gesti di solidarietà risultano ancora più importanti. Gli italiani tutti stanno facendo uno sforzo immane per fronteggiare l’emergenza e gettare le basi per un nuovo inizio.

In questi mesi non sono mancate iniziative di solidarietà finalizzate a sostenere i soggetti meno fortunati. A tal proposito si stanno mobilitando personaggi famosi, imprenditori e chef stellati. A Napoli l’associazione “Tra Cielo e Mare”, presieduta da Alfonsina Longobardi, ha coinvolto tre chef stellati, due dinamici personaggi molto popolari e importanti imprenditori nel campo del food in un tour. Un tour che li porterà a cucinare nelle mense animate da anni da realtà parrocchiali che si impegnano a dar da mangiare a persone meno abbienti.


Gli chef Crescenzo Scotti, Domenico Iavarone e Michele De Leo cucineranno per persone in difficoltà

Cosi gli chef Crescenzo ScottiDomenico Iavarone e Michele De Leo cucineranno un menù stellato a sei mani, utilizzando prodotti del territorio forniti dalle aziende partner dell’iniziativa. Il menù sarà servito nei giorni 21, 25 e 28 maggio nelle mense sociali di Torre del Greco, Napoli e Pompei. 
Francesco Albanese – attore e regista,– e Ciro Torlo – modello e attore, ex Mister Italia – interverranno in tali occasioni per salutare i presenti.

Alfonsina Longobardi ha deciso così di convogliare gli sforzi che l’associazione avrebbe dovuto profondere per l’organizzazione di “Cenando sotto un cielo diverso”. Un evento di beneficenza che si sarebbe dovuto tenere nel mese di giugno, per aiutare persone che versano in condizioni precarie.

Dotati di mascherina, guanti e con ogni precauzione sanitaria dettata dall’emergenza per il Covid-19, gli chef prepareranno i pasti per coloro che si siederanno ai tavoli della mensa della parrocchia di S. Antonio di Padova (Torre del Greco), del centro polifunzionale “Binario della Solidarietà” di Napoli e della mensa della “Casa del Pellegrino” di Pompei.

Continua inoltre la collaborazione dell’associazione “Tra Cielo e Mare” con il dott.  Ciro Langella, ricercatore  nel campo della Nutraceutica – ossia del food quale principale arma di prevenzione – responsabile della divisione scientifica di “Eye for Innovation”, impegnata nel  rendere funzionali una vasta gamma di prodotti alimentari che risultano in grado di apportare benefici ai consumatori. Alcuni di questi alimenti funzionali saranno serviti assieme ai piatti cucinati dagli chef stellati.

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Ufficio Stampa Maria Consiglia Izzo

La ristorazione attraverso la narrazione

Castiello ( ristoratore) : “Nasce il progetto ” Ritorno ai laboratori “. Ho ridotto gli spazi per la ristorazione ed ho dato vita ad un laboratorio di narrazione del prodotto sulla colatura delle alici di Cetara. L’obiettivo è dare vita ad un borgo – laboratorio con la trasformazione dell’attività per il dopo Covid. Regaleremo emozioni”.

Ferraioli : ” Un turismo esperienziale”. Miola : “In Costiera da questo punto di vista siamo avanti. Io ho fondato Gastronomic Trekking per restituire la felicità”. Inserra (Guida Ambientale Escursionistica): “Il trekking è pronto”.

“Nasce durante il Coronavirus, il progetto ” Recupero dei laboratori “. L’ambizione è far diventare Cetara un borgo di attività laboratoriali. I laboratori saranno dedicati alla lavorazione dei prodotti limitata al turista italiano o straniero accompagnata dalla narrazione della storia di quel prodotto. L’attività laboratoriale sarà adiacente a quella della ristorazione. Stiamo riducendo il numero dei tavoli nel rispetto delle norme, mentre gli altri spazi sempre nel rispetto delle norme verranno adibiti ad attività laboratoriali. Abbiamo dunque iniziato a creare delle salette con design attinente al contesto storico del prodotto da raccontare.

Un’azione concreta per arrivare al recupero di attività laboratoriali antiche. L’obiettivo è quello di far rinascere i laboratori di una volta e far diventare Cetara un borgo – laboratorio pilota.
Ora sto facendo anche un sondaggio tra i clienti sul come vorranno essere accolti”. Lo ha annunciato Gennaro Castiello personaggio noto nel mondo della ristorazione in Costiera Amalfitana, titolare di “Acqua Pazza” . La Costiera non si ferma e si riorganizza puntando sull’identità territoriale.

“Ad esempio daremo vita a giornate dedicate alla lavorazione del prodotto – ha proseguito Castiello – in questo caso le alici di Cetara che sono in forte crescita sul mercato. Sarà anche una grande opportunità per aiutare la pesca in quanto lavoreremo e daremo la possibilità di consumare esclusivamente i prodotti locali. Una vera riappropriazione del passato per una rinascita economica dei territori. Non vogliamo attirare solo il consumatore ma anche coloro i quali al ristorante non si fermeranno.

Gli stessi ambienti interni seguiranno un design corrispondente alla narrazione storica del prodotto. Abbiamo già dato vita alle prime salette di laboratorio. L’appello è che tutti facciano la stessa cosa in modo tale da creare un meccanismo innovativo che porterà alla nascita di numerose attività laboratoriali sentinelle della nostra identità. Dobbiamo regalare emozioni, e mettere passione. Mia madre faceva la portatrice di limoni ed ogni giorno trasportava decine e decine di Kg con grande sacrificio e sudore. Ora possiamo tornare alle lavorazioni laboratoriali dei prodotti e sullo sfondo il paesaggio pittoresco della Costiera Amalfitana”.

La Costiera Amalfitana punta sulla sua identità e sui laboratori

“Questo periodo offrirà l’opportunità di riaprire gli occhi su un turismo più lento – ha dichiarato Andrea Ferraioli, Presidente del Distretto Turistico della Costiera Amalfitana – basato sull’identità territoriale. Il mondo ad un certo punto avrebbe avuto bisogno di una capacità, apparentemente semplice, di interrompere la corsa e riflettere, perché questo vertiginoso ritmo di vita non sembra ricondurre alla felicità. Lo diceva Luis Sepulveda. Questo fermo anche in Costiera ha portato ad un ritorno alla natura e può portare ad un turismo diverso”.

Pronto il mondo delle emozioni, di trekking unici appena sarà possibile. “Ad esempio Gastronomic Trekking che ho fondato è un’attività socio e o-gastronomica pensata per riconnettere i viaggiatori con il territorio della Costa d’Amalfi – ha dichiarato Giacomo Miola, fondatore di Gastronomic Trekking, componente del Comitato Esecutivo Campano di Slow Food – con i suoi abitanti e con le piccole realtà rurali e produttive locali.
È un modello di ospitalità che coniuga svariate attività outdoor come il walking, il foraging e il cooking ma anche degustazione di cibi e bevande del territorio. L’offerta è riservata a piccoli gruppi e personalizzabile a seconda di disponibilità ma anche stagionalità del cibo. Gastronomic Trekking mette insieme lo chef, il contadino, il cittadino, il turista. Mettiamo insieme esperienze diverse, persone diverse. Ora deve nascere un modo nuovo di fare turismo perché crediamo che sia centrale il ruolo della Comunità”.

Dunque un turismo diverso, già in crescita, ma che anche con una buona attività di informazione e comunicazione è già in grado di attrarre fette di mercato che sembravano lontane.

Il turismo 3.0

“Nel dopo Coronavirus avremo un turismo 3.0 con le Guide Ambientali Escursionistiche che potrebbero avere un ruolo importante nei progetti di didattica a distanza con le scuole portando l’Educazione Ambientale ed il territorio a contatto con gli studenti. In questo momento tante agenzie di viaggio del Nord Italia si stanno muovendo per il trekking in Costiera Amalfitana nei mesi di Luglio e di Agosto ma ci sono tanti temi e domande alle quali dare risposta.

In Costiera Amalfitana – ha affermato Michele Inserra, Guida Ambientale Escursionistica, fondatore di CartoTrekking – il trekking rappresenta un turismo che abbraccia sia l’alberghiero che l’extralberghiero, sia clientela italiana e sia straniera.

Ora stiamo cercando di capire come sarà possibile fare trekking e dunque necessitano norme chiare. Sicuramente la riflessione da fare sarà sul ridimensionamento dei costi e dei prezzi anche perché per il 2020 avremo un mercato esclusivamente italiano. Bisognerà stare attenti al rispetto delle norme per la Fase 2 anche perché esperienze di gruppo, almeno come prima, ora non si potranno fare. Quante persone potremo portare?

E’ importante comunque che non si vada in natura da soli, questo è l’appello perché se prima il tema del soccorso aveva la sua importanza ora è ancora più importante. In due si potrà sicuramente andare. Altro tema sarà quello degli spostamenti. Le persone sappiamo che dovranno mantenere 2 metri di distanza ma quante potranno viaggiare in un minibus? Oggi c’è tanta confusione su quelle che potranno essere le attività all’aperto”.

Giuseppe Ragosta – addetto stampa del Distretto Turistico della Costiera Amalfitana.

In un momento complicato come quello che stiamo vivendo, è facile farsi prendere dalla paura e dalla
sconforto. Farsi travolgere dai numeri, dai bollettini e da tutto ciò che questo coronavirus sta portando in
dote dall’inizio della pandemia.
Il popolo italiano si è stretto, si è unito ancora di più, ogni mano tesa ha trovato dall’altra parte un’altra
pronta a stringerla perché, si sa, gli italiani non si abbattono mai. Sanno che l’unione fa la forza e che
insieme si può sconfiggere ogni male.

E’ un periodo nel quale è la solidarietà a fare la differenza. Chi ha di più mette a disposizione i propri beni
per aiutare chi, invece, sta vivendo difficoltà più grandi del normale.
Il coronavirus sta modificando le abitudini di ognuno di noi: da oggi niente sarà uguale a prima. Dovremo
cominciare a ricordare le precauzioni che stanno scandendo ogni istante e convivere con oggetti che
diventeranno di uso comune. In primis le mascherine di protezione, primo e importante scudo che può
difenderci dal contagio.

E allora ecco la mano tesa delle Cantine La Fortezza verso i propri clienti: con l’acquisto dei nostri vini,
rinomati e di ottima qualità, ci saranno in omaggio le mascherine. Tutto estremamente facile e alla portata:
basta un solo clic. Un modo per mostrare la vicinanza dell’azienda alla clientela affezionata con l’invito a
riprenderci la nostra vita e le nostre sane e belle abitudini.
Procedi all’ordine su www.vinilafortezza.it

I vini sono scontati del 30% e la spedizione è completamente gratuita. In omaggio ci sarà una quantità di
mascherine che può variare in funzione dell’ordinazione effettuata.
Le Cantine la Fortezza mettono a disposizione di tutti ciò che l’ha resa punto di riferimento nel panorama
vitivinicolo internazionale, dà il suo contributo a chiunque voglia riavvicinarsi a un pizzico di normalità
tendendo tra le mani un calice di buon vino. Lo stesso vino che ha reso l’azienda sannita il top in Italia e nel
mondo. Se il buon vino può renderti la vita migliore, la mascherina può salvartela.

Franco Carputo dona 200 bottiglie di vino a medici e infermieri

Gli imprenditori campani si dimostrano sempre più solidali in un periodo d’emergenza economica come quello che la Campania e l’Italia tutta sta affrontando. Infatti, si moltiplicano ogni giorno le iniziative di solidarietà legate all’emergenza coronavirus. Tanti gli imprenditori che hanno messo a disposizione dei meno fortunati prodotti alimentari e non solo. E c’è chi non dimentica l’enorme sforzo di medici e infermieri, impegnati a curare tantissimi contagiati.

Tra chi ha voluto donare al personale ospedaliero ciò che produce da anni, è Franco Carputo, patron dell’omonima azienda vitivinicola di Quarto. Ai medici e infermieri dell’ospedale Cotugno sono destinate oltre 200 bottiglie di vino falanghina dei Campi Flegrei, le cui viti sono coltivate sulla collina della Viticella.

<<Nessun dover è così urgente come quello di ringraziare chi ci sta aiutando. Ai nostri eroi da Cantine Carputo>> è la dedica stampata sulle confezioni di vino. Un’azienda che ha subito un durissimo colpo dalla crisi dovuta alla diffusione del virus, lavorando principalmente con i ristoratori, settore fermo da un mese. <<Voglio augurare loro una serena Pasqua – ha commentato Franco Carputo – e ringraziarli di cuore per quello che stanno facendo. Un pensiero per tutti loro nonché per le famiglie, in questo tragico momento senza precedenti>>.

Per conoscere altre iniziative, clicca qui .

di Alessandro Napolitano

CAFFÈ BORBONE PRESENTA LA BOX #RESTAaCASA A FAVORE DELLE ASSOCIAZIONI DI BENEFICENZA IMPEGNATE NELL’EMERGENZA COVID-19

5500 SCATOLE DI MACINATO FRESCO IN REGALO DA BORBONE PER NON NEGARE A NESSUNO LA SODDISFAZIONE DI BERE UN BUON CAFFÈ

Dopo la donazione di 100.000 euro all’Ospedale Loreto Mare e il piano di sostegno a favore dei suoi dipendenti, Caffè Borbone elargisce 5500 scatole di macinato fresco alle associazioni di beneficenza per l’emergenza Covid-19

Il caffè è considerato un bene primario, soprattutto in Italia, un piacere così radicato nella nostra cultura e nelle nostre abitudini, diventato quasi necessario, e che di certo non può essere negato a nessuno. È per questo motivo Caffè Borboneazienda napoletana tra le prime per importanza sul mercato nazionale della torrefazione, nell’ottica di dare un messaggio di solidarietà e un concreto sostegno alle famiglie più bisognose, ha predisposto la donazione di 5500 scatole di macinato fresco Miscela Nobile da 250gr “Resta a Casa” a favore delle associazioni di beneficenza, le quali distribuiranno il cadeaux alle famiglie che in questo momento hanno bisogno di sostegno.

L’azienda Caffè Borbone, si è da subito schierata in prima linea per la lotta al Covid-19, donando 100mila euro per l’acquisto di dispositivi  di protezione individuale e ventilatori all’Ospedale Loreto Mare di Napoli, tramite la donazione fatta all’Asl Napoli 1 di 100.000 euro, e adottando misure economiche straordinarie a sostegno dei suoi dipendenti, come quella di premiare chi ha dimostrato costanza  e continuità nel lavoro, in questo momento così difficile, riconoscendo un aumento in busta paga. Nel contempo, l’azienda si è impegnata nel garantire, dal primo momento, la tutela dei dipendenti, come in tutte le filiere alimentari,  disponendo l’utilizzo e fornendo materiale Dpi per garantire la sicurezza personale.

Caffè Borbone s’impegna a donare una piccola e ‘magica emozione, in questo momento di forte disorientamento e difficoltà economica, a chi necessita di beni primari di consumo e che è costretto a eliminare dalla propria lista della spesa tutto ciò che non è di primaria importanza.
Le associazioni napoletane coinvolte nella ricezione e distribuzione delle scatole “Resta a Casa” sono: l’associazione di promozione sociale “Gli Amici di Peterpan”, l’Oratorio Rogazionisti Karol Aps e la Comunità di Sant’Egidio.

Inoltre, tramite il Comune di Napoli, 2000 scatole saranno recapitate alla Mostra d’Oltremare, dove è stato istituito un punto di raccolta per accogliere medicinali e generi alimentari che saranno donati a chi ne ha bisogno. In ultimo, contribuirà alla distribuzione il Consorzio CSA ASI, che tutela il tessuto industriale di Caivano, già impegnato con successo nella campagna “Le Aziende fanno squadra, doniamo”.

Ufficio Stampa Roberta Raja

Mozzarè Casearia per il sociale

Gli imprenditori campani si dimostrano sempre più solidali in un periodo d’emergenza economica come quello che la Campania e l’Italia tutta sta affrontando.

Parte oggi infatti, fino a sabato 11 Aprile, l’iniziativa benefica “Mozzarè Casearia per il sociale” ideata da Giovanni Palmentieri e Gianluca Loreto, proprietari di Mozzarè Casearia. Questa si inserisce nella più ampia rete di iniziative di beneficenza promosse da “Uniti per la Campania”. Il giovane imprenditore campano, grazie alle collaborazioni di esponenti di altre aziende del settore agroalimentare, la Caritas, la Protezione Civile e l’Associazione “Colora il Corona”, distribuirà nella provincia di Napoli 300 pacchi di “spesa solidale” ad altrettante famiglie che hanno risentito maggiormente della crisi e che vedranno arrivare sulle proprie tavole generi alimentari d’ogni tipo.

<<Una comunità è tale se in un momento difficile come quello che stiamo affrontando sa dimostrarsi coesa e capace di porgere una mano laddove ce n’è bisogno. Grazie alle tante aziende amiche che mi hanno sostenuto, il progetto ha preso forma in pochissimo tempo perché, si sa, solo uniti si va più lontano>> ha  dichiarato Giovanni Palmentieri.

Sono tanti e importanti i gesti di solidarietà arrivati dal mondo enogastronomico ed agroalimentare. In queste settimane, abbiamo infatti assistito a una vera e propria “corsa alla beneficenza”. A colpire sono i gesti di chi, come quello di Giovanni Palmentieri, fa il possibile per aiutare, donando ciò che produce. Sono iniziative come queste che fanno bene al cuore e fanno ben sperare a una ripresa migliore, non solo economica, ma umana.

Per altre buone storie clicca qui!

La pasta frolla è un impasto dolce tipico della pasticceria italiana a base di farina, burro, uova, zucchero e aromi che viene utilizzato per realizzare vari tipi di dolce (crostate, biscotti, pasticcini). Dopo una breve lavorazione e un po’ di riposo in frigo dev’essere cotta in forno dove assume la classica consistenza friabile al morso. Avete già l’acquolina in bocca? Non temete, ecco la ricetta:


Ingredienti:

1 kg di farina

12 rossi d’uovo

500 g di sugna (o di burro)

500 g di zucchero

Raspatura di mezzo limone

Procedimento:

Al centro della farina disposta a fontana insieme allo zucchero ponete la sugna (o il burro) (precedentemente ammorbiditi in luogo tiepido) e le uova e, battendo con una forchetta cominciate a mescolarle prendendo contemporaneamente in giro in giro, la farina. Quando l’impasto sarà abbastanza sodo iniziate a pressarlo con le mani e continuate a farlo fino a quando tutti gli ingredienti non siano perfettamente amalgamati e il colore non sia uniforme. Chiarisco: la pasta frolla non va mai impastata, stracciata e pestata come le altre paste! Va invece lavorata il meno possibile, dandole forma a palla e,come ho già detto, soltanto premendola con le mani per non farle perdere la caratteristica friabilità. Lasciatela quindi riposare in frigo avvolta in pellicola o in un panno per almeno 3 o 4 ore e poi spianatela poi su di un foglio di carta oleata dell’altezza di mezzo cm.

Vi ho regalato la ricetta originale di mia nonna che ha sempre usato la sugna per la pasta frolla.. io ho sempre preferito il burro ma è questione di abitudine e gusti.. provatele entrambe e poi fatemi sapere di che “team” siete!

Se questa ricetta ti è piaciuta, scopri tutte le altre! Condividila sui tuoi social e seguici su facebook!

Livia Giordano

Pastiera Chirico Challange

Sa di buono, ma non solo. Sa di dolce, di calore di casa, di condivisione, di mani che lavorano… insieme. Questi ingredienti, mescolati con quelli del dolce forse più amato dagli italiani, sicuramente dai napoletani, hanno dato spunto all’iniziativa PASTIERA CHIRICO CHALLENGE.

Dolce partenopeo per eccellenza ma sdoganato nei forni di tutta Italia e proposto come re indiscusso della tavola nel giorno di Pasqua, la pastiera è protagonista di un challenge dai contorni sociali più che social.

Nato con l’intento di cogliere l’occasione di questa ritrovata intimità familiare, all’interno del calore domestico raccogliendo la sfida di eseguire la ricetta con prodotti Chirico e partendo già con un vantaggio: se preparata con il kit preparato Chirico la ricetta diventa ancora più semplice e facile da eseguire, senza pericolo di cadere nell’errore per via delle voci fuorvianti “un pizzico di”, “quanto basta” etc.

Del resto a garantirne il successo del #PASTIERACHIRICOCHALLENGE ci ha pensato la sua più autorevole autrice, la signora Annnamaria Chirico in persona. Muniti di mestolo e ciotola, chiunque è invitato a partecipare e a far entrare Chirico all’interno della propria cucina avviando un network che permette di restare a casa ma insieme, cimentandosi nella propria personale interpretazione della ricetta a pochi giorni dalla Pasqua 2020, senza nessun vincolo se non il rispetto ossequioso della tradizione, come spiegato sulla latta di grano cotto.

Un’iniziativa che ha raccolto entusiasmo e intrattenimento, fattori divenuti prioritari oggi, e che documenta anche la trasversalità generazionale attorno a cui ruota questo dolce, impastato nelle cucine fumose delle nonne e in viaggio nel tempo fino ad oggi, sfornato in spazi moderni e hi-tech dove giovani esecutrici o esecutori si rivelano nuovi adepti della pastiera.

Determinante è poi il risvolto simbolico che da sempre caratterizza questo dolce e che oggi assume un valore speciale, il concetto di rinascita e speranza proprio della Festa a cui viene da sempre abbinato: la Pasqua cristiana. Così per ciascun partecipante al challenge la formula sarà: #iorestoacasa e preparo la pastiera mettendoci tutto l’amore possibile.

WEBMINAR CON ANNAMARIA CHIRICO

A conclusione del #PASTIERACHIRICOCHALLENGE e a dare ancor di più una connotazione sociale all’iniziativa lanciata dall’azienda Chirico, il 10 aprile verrà proposto un  Webminar. Sulla piattaforma della scuola di cucina Toffini Academy sarà possibile assistere live dalle ore 16.30 alla preparazione della pastiera seguendo tutti i passaggi svolti dalle abili mani di Annamaria Chirico così da poterne rubare i segreti e provare a farla insieme a lei. Su IG @granochirico e sulla pagina Facebook aggiornamento e spiegazioni per battere il record della ricetta più popolosa del mondo, quella con più persone coinvolte.

Alle creazioni sarà dato ancora maggior risonanza attraverso la piattaforma di ricette professionali www.MYSOCIALRECIPE.COM, dove ciascun utente potrà registrare la ricetta della propria Pastiera realizzata con Grano Chirico per certificare la propria capacità e condividere la propria tradizione.

Ufficio Stampa

Cristiana Giornado

Il giovane Giovanni Ostetrico della scuderia di chef e pizzaioli guidati da Gennaro Galeotafiore, patron dell’azienda “Sapori di Napoli”, si è aggiudicato il primo posto nella categoria “Pizza Napoletana” alla seconda edizione del campionato “Pizza ai Sapori di Calabria”.

Il pizzaiolo napoletano, Giovanni Ostetrico , punta di diamante della pizzeria e ristorante “Pizza e Fritti” di Nola, ha vinto la categoria con una marinara classica, una pizza dagli ingredienti semplici ma da grande difficoltà tecnica. A giudicare come vincente la pizza realizzata da Giovanni Ostetrico sono stati grandissimi esperti del settore, come: Umberto Fornito; Felicia Annarumma; Stefano Manzella; Gennaro Tommasino; Giuseppe Carbonaro.

La seconda edizione del campionato dedicato alle pizze dai sapori calabresi si è tenuta lunedì 2 e martedì 3 marzo presso l’hotel “Sciaron” di Capo Vaticano, in provincia di Vibo Valentia. Decine e decine di pizzaioli provenienti da tutta Italia si sono iscritti al campionato. Tanti anche i corsisti della Accademia Nazionale Pizza DOC che hanno partecipato al campionato.

Lo stesso Giovanni Ostetrico , infatti, ha partecipato a diversi corsi della Accademia Nazionale Pizza DOC del patron Antonio Giaccoli. Il pizzaiolo vincitore del campionato “Pizza ai Sapori di Calabria”, inoltre, ha fatto parte del gruppo di chef e pizzaioli presenti all’ultima edizione di Casa Sanremo, l’hospitality ufficiale del 70esimo Festival di Sanremo. Un’esperienza realizzata grazie all’intuizione della “Pizzeria – Bistrot” realizzata da Sapori di Napoli e dalla Accademia Nazionale Pizza DOC e fortemente voluta da Gennaro Galeotafiore e Antonio Giaccoli. Un’unione vincente.

Anche in questo periodo continuano i corsi dell’Accademia Nazionale Pizza DOC, rivolti soprattutto a chi vuole entrare nel mondo del lavoro del pizzaiolo, a chi è già dentro e vuole perfezionarsi ma anche a semplici appassionati. Ogni corso dell’Accademia Nazionale Pizza DOC alterna lezioni pratiche a quelle teoriche. Gli istruttori insegnano le tecniche di impasto e di lievitazione, la scelta della farina più adatta per caratterizzare il gusto desiderato, quali sono gli ingredienti principali, come utilizzarli per ogni tipologia di impasto, come condire e farcire.

L’Accademia, inoltre, si prodiga anche per l’inserimento nel mondo del lavoro dei pizzaioli corsisti. Nell’ultimo anno, infatti, sono stati definiti degli accordi di collaborazione con importanti gruppi imprenditoriali, impegnati nel mondo delle pizzerie e della ristorazione in generale, con cui riusciremo a dare anche un’opportunità lavorativa ai corsisti.

Un progetto partito da Salerno ed oggi richiesto in ogni parte d’Italia e del Mondo. Da settembre 2018 ad oggi si è avuta prima un’espansione extra regionale con i primi corsi in Calabria con il maestro Fotia, poi Sicilia, Piemonte, e da questo mese l’Accademia Nazionale Pizza DOC ha varcato anche i confini nazionali con il primo corso Austria, realizzato con il supporto tecnico Luigi Tesoro, e con i prossimi appuntamenti già calendarizzati nei Pesi Bassi, in Norvegia, e in Sud Africa, dove sarà esportato il modello Pizza DOC.

Ogni corso dell’Accademia ha registrato sempre una cospicua partecipazione da parte di pizzaioli provenienti da Irlanda, Scozia, Belgio, Danimarca, Grecia, Francia, Inghilterra, Galles, Austria, Croazia, Norvegia, Germania, Olanda, Malta, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Spagna e Svizzera ma anche da Paesi non europei come Australia, Canada, Sud Africa, Giappone, India, Argentina, Brasile, Canada, Israele.

Un progetto che continua a maturare successi ma soprattutto a formare giovani e meno giovani che vogliono entrare nel mondo della ristorazione e della pizza con la partecipazione dei corsisti ad eventi di caratura nazionale ed internazionale.

Ufficio Stampa Aldo Padovano

A partire da ottobre 2019, Perrella Distribuzione srl – attraverso il marchio Birra Fravort – è sponsor istituzionale della SSC Napoli.

“Siamo davvero entusiasti di aver avuto l’opportunità di poter abbinare la nostra professionalità ad un brand così prestigioso, conosciuto a livello mondiale – afferma con orgoglio Salvatore Perrella, amministratore delegato della Perrella Distribuzione srl. Essere oggi al fianco di una realtà così importante è per noi sinonimo di orgoglio e fierezza, a partire dalla condivisone dell’etica legata ai valori più profondi dello sport e alla consapevolezza che, lavorando insieme, si possano raggiungere i successi sportivi e commerciali che ci aspettiamo per gli anni a venire”.

Un sodalizio dunque che va avanti da diversi mesi e che trova la sua massima espressione nel concorso “Scendi in campo con noi” appena avviato. Si tratta di uno strumento per condividere innanzitutto una passione e poi per coinvolgere i partner commerciali della Perrella Distribuzione srl. Infatti, attraverso questi i consumatori avranno la possibilità concreta di vincere dei biglietti per assistere alle partite di Serie A della SSC Napoli allo stadio San Paolo, in tribuna e tantissimi altri premi a marchio SSC Napoli come tute, magliette ufficiali, palloni, cappellini, sciarpe ecc. Ma non è tutto, ci sarà anche una estrazione finale che permetterà ad alcuni fortunati di vincere non solo un biglietto di tribuna ma anche quello che in gergo tecnico si definisce “walk about” ossia una visita guidata al terreno di gioco, agli spogliatoi e alle aree che frequentano le squadre prima di scendere in campo.

“Il concorso è attivo – e durerà fino al 26 aprile – attraverso i nostri partner commerciali che hanno aderito, in tutta la Campania – ci dice Giuseppe Perrella, direttore commerciale della Perrella Distribuzione srl. Sul sito scendiincampoconnoi.it si possono scoprire, attraverso la geolocalizzazione, gli esercenti che hanno aderito e presso i quali i consumatori possono rivolgersi per provare a vincere i premi messi in palio”.

Come funziona il concorso. I partner commerciali (bar, pub, pizzerie, ristoranti) aderenti esporranno locandine, vetrofanie, display ecc. che indicheranno l’adesione al concorso; il consumatore, in virtù di ciò, nel momento in cui gli verrà consegnata una delle birre appena ordinate (Birra Fravort, Birra Valsuana, Birra del Brenta) avrà diritto ad una card sulla quale proverà a grattare via la parte metallica per scoprire se ha vinto un premio immediato che potrà consistere in un biglietto per assistere ad una partita di Serie A della SSC Napoli allo stadio San Paolo, in tribuna, oppure una birra tra quelle indicate sul materiale di comunicazione (Birra Fravort, Birra Valsuana, Birra del Brenta).

Ma il gioco non si conclude qui, infatti il consumatore ha ancora altre due possibilità di vincita: collegandosi al sito scendiincampoconnoi.it ed inserendo nell’apposito campo il codice alfanumerico presente sulla scheda (altra parte metallica da grattare) ha la possibilità di vincere i prodotti messi in palio a marchio SSC Napoli (tute, magliette ufficiali, palloni, cappellini, sciarpe ecc.) e inoltre di partecipare alla estrazione finale del walk about.

L’azienda Perrella Distribuzione srl

“La nostra azienda è in continuo divenire, la progettualità rivolta alla crescita non è un’esigenza ma una volontà” (G. Perrella)

1982 – 1988

Nasce la ditta individuale di Emanuele Perrella per la distribuzione di bevande. Con un piccolo deposito e alcuni mezzi per la distribuzione Emanuele pone le basi, con competenza e professionalità, per una crescita esponenziale che vedrà nel 1988 l’ingresso degli altri due fratelli, Giuseppe e Salvatore: nasce la Perrella G&C snc. Idee chiare, volontà e cultura imprenditoriale consentono ai fratelli Perrella di creare un’azienda innovativa nel suo settore di riferimento, espandendo la struttura, creando una rete vendita e definendo un modello distributivo che si afferma di anno in anno.

1995 – 2000

La filosofia dei fratelli Perrella si fonda sulla volontà di fare impresa in modo serio, onesto e soprattutto investendo sulle persone e sulla costruzione delle competenze. Il modello innovativo di distribuzione proposto dall’azienda si afferma in un contesto ricettivo, quello dell’Ho.Re.Ca. Un modello che mette al centro l’aspetto consulenziale, la formazione, il marketing e la comunicazione. Nel 1995 la società diventa Perrella Distribuzione Srl raggiungendo fatturati interessanti e un’ottima copertura distributiva.

2000 – 2008

Nel 2000 Perrella Distribuzione raggiunge il fatturato di € 6.500,000 e cede il 70% delle sue quote a Partesa Italia, riconoscendole competenze e professionalità eccellenti nel settore della distribuzione integrata: nasce Partesa Campania srl. Nel 2008, dopo anni di ottimi risultati e soddisfazioni reciproche con Partesa Italia, i fratelli Perrella riacquistano le quote fondando quella che oggi è la Perrella srl.

2008 – Ad Oggi

L’azienda ha continuato il suo percorso di crescita, facendo tesoro della partnership con Partesa e migliorando il modello distributivo adattandolo alle logiche del territorio di appartenenza. Anno dopo anno è diventata leader in Campania per la distribuzione del beverage, ampliando la gamma di prodotti offerti con l’inserimento di prodotti food e non food. Ancora oggi, come ieri, la supervisione delle aree strategiche è seguita direttamente dai fratelli Perrella che si relazionano con i propri partner in modo trasparente e responsabile, consapevoli del ricoprire il ruolo fondamentale di raccordo tra industria e pubblici esercizi.

Dal 9 al 15 marzo nei migliori ristoranti e trattorie di Napoli una risposta in sicurezza e nel rispetto delle norme previste dal governo  

7su7 Ragu&Genovese, iniziativa promossa da Luciano Pignataro WineBlog e Mysocialrecipe, piattaforma di deposito ricette ideata dalla nutrizionista Francesca Marino, dal 9 al 15 marzo, celebrerà i piatti più amati e conosciuti della cucina tradizionale napoletana, in oltre 60 locali di Napoli e provincia.

Una terza edizione che si preannuncia ancora più ricca di ricette da scoprire e gustare, non solo nelle trattorie e ristoranti partenopei, ma anche nelle caratteristiche località della provincia che hanno conservato ancor più la tradizione di questi piatti che, da sempre, evocano il focolare domestico, il calore degli affetti, una domenica passata in famiglia o in allegra compagnia degli amici. 

Una risposta nel rispetto dell’ultimo decreto del governo che ha consentito ai locali pubblici di restare aperti osservando delle prescrizioni di buon senso. 

Vivere le settimane del Coronavirus in sicurezza, ma anche con la gioia di una serata in compagnia di un ragù o di una genovese! 

La presentazione ufficiale alla stampa, prevista martedì 10 marzo alle ore 11 presso il ristorante stellato Palazzo Petrucci, sarà tenuta dal giornalista enogastronomico Luciano Pignataro e dalla nutrizionista Francesca Marino, moderati da Santa Di Salvo. Per la prima volta, Giovanna Voria dell’Agriturismo Corbella, Liliana Lombardi dell’agriturismo Le Campestre di Castel di Sasso, e Carmela Abate di Zi Teresa, prepareranno le paste fresche della tradizione da abbinare a Ragù e Genovese. 


Grande entusiasmo da parte dei ristoratori aderenti all’iniziativa, che in questi giorni hanno dato sfogo alla loro creatività registrando più di 100 ricette di Ragù e Genovese su Mysocialrecipe.com, e che si preparano ad offrire ai propri clienti dei menù a tema ideati per l’occasione e tante iniziative particolari, dalla social dinner al cabaret, da letture impegnate a serate musicali. 

Ad aprire la settimana di “ 7su7 Ragù e Genovese ” sarà un’iniziativa a scopo benefico, giunta alla VI edizione, “Un angelo tra le stelle”, organizzata dalla Onlus Progetto Abbracci di Claudio e Giovanna Zanfagna che si terrà il 9 marzo, presso il Ristorante Zì Teresa.  

Nel corso della settimana sono previste due masterclass di approfondimento, solo su invito: 

·       “Le forme del Pane per il Ragù”, l’11 marzo presso il ristorante Zi Teresa. In collaborazione con l’Associazione dei Panettieri e con Santa di Salvo, si cercherà di capire quale pane è il più adatto per fare la scarpetta. 

·       “Quale pasta per Ragu&Genovese”, il 13 marzo presso il Sea Front Pasta Bar Di Martino.  Con Albert Sapere si capirà quale è la migliore trafila di pasta da usare nel ragù e nella genovese.

Gli sponsor dell’iniziativa 7su7 sono:Adhoc Cash&Carry con le sue carni pregiate, Pastificio Di MartinoMolino Caputo, La Fortezza ViniSolania, il Consorzio del Parmigiano Reggiano DOP, Pentole Agnelli distribuito da Caros, e l’Associazione di produttori di olio Aprol Campania. I partner sono l’associazione Euro-Toques, e la scuola Dolce&Salato. Mediapartner Italia a Tavola e La Buona Tavola. 

Ufficio Stampa MySocialRecipe


Il Provolone del Monaco Dop come ambasciatore del nome di Sorrento nel mondo. Questa la motivazione del premio conferito dai Lions della penisola sorrentina e ritirato dal presidente del Consorzio di Tutela del formaggio stagionato più famoso della regione Campania Giosuè De Simone. “Un riconoscimento che arriva – come ha ricordato lo stesso presidente- a pochi giorni dalla conclusione della prima missione ufficiale negli Stati Uniti d’America. Evento nel corso del quale il prodotto è stato particolarmente apprezzato non solo dagli italiani emigrati nel nuovo continente ma anche dagli stessi statunitensi”.


L’evento “Sorrento nel mondo” è stato ospitato dalla sala consiliare del Comune di Sorrento ed è giunto alla sua ventiduesima edizione. Oltre a Giosuè De Simone, hanno ottenuto riconoscimenti anche il dottor Leopoldo Milano professore ordinario di Fisica sperimentale dell’Università degli studi Federico II di Napoli ed il soprano Daniela Cappiello. Ad accompagnare il presidente Giosuè De Simone anche il direttore del Consorzio di Tutela Vincenzo Peretti ed alcuni consorziati: Giuseppe Ferraiuolo, Benedetto De Gregorio e Ferdinando Imperati.
Grande successo ha riscosso la degustazione finale. “Gli ospiti –conclude il presidente- hanno particolarmente apprezzato il Provolone del Monaco Dop che, grazie al grande lavoro di tutti i consorziati, ha ottenuto questo importante riconoscimento. Sorrento è la città più famosa nel mondo di quelle appartenenti all’area Dop ed è importante ricevere un riconoscimento per quello che cerchiamo di fare in un settore fra i più apprezzati dai turisti che arrivano a visitarla: quello dell’enogastronomia. Un ringraziamento speciale al presidente dei Lions della Penisola Sorrentina Giacomo Aiello che ha voluto la nostra presenza all’evento”.

Roberto Esse

GRANDE DEGUSTAZIONE E MASTERCLASS DI VINI DELL’ALTO PIEMONTE

Per la prima volta, domenica 29 e lunedì 30 marzo 2020 i Nebbioli dell’Alto Piemonte sbarcheranno a Napoli con la partecipazione di oltre 20 aziende vitivinicole che proporranno le ultime annate delle denominazioni del territorio: Boca DOC, Bramaterra DOC, Colline Novaresi DOC, Coste della Sesia DOC, Fara DOC, Gattinara DOCG, Ghemme DOCG, Lessona DOC, Sizzano DOC, Valli Ossolane DOC.

Un appuntamento organizzato dal Consorzio di Tutela Nebbioli dell’Alto Piemonte con il sostegno della Regione Piemonte e la collaborazione di A.I.S Campania.

IL PROGRAMMA

Durante le giornate di domenica 29 e lunedì 30 marzo, i produttori vinicoli delle quattro province di Biella, Vercelli, Novara e Verbano-Cusio-Ossola si ritroveranno nelle eleganti sale dell’Hotel Excelsior di Napoli per presentare i grandi vini dell’Alto Piemonte.

Attraverso un walkaroundtasting e masterclass dedicate a temi di approfondimento, il pubblico degli addetti ai lavori e dei winelovers, avrà la possibilità di incontrare e scoprire le eccellenze dell’Alto Piemonte, in un contatto diretto con produttori ed esperti.

I banchi d’assaggio saranno aperti al pubblico, a stampa e operatori di settore domenica 29 marzo dalle ore 11.00 alle ore 20:30 e lunedì 30 marzo dalle ore 10:30 alle ore 16:00. Le masterclass si terranno nella giornata di domenica e saranno curate da Tommaso Luongo, delegato Ais Napoli e Franco De Luca, coordinatore didattica Ais Campania, con il prezioso supporto diMauro Carosso delegato Ais Torino, profondo conoscitore dei vini alto piemontesi.

Nello specifico, la primamasterclass “Le morene, i vini plasmati dal ghiaccio e le terre emerse”, dedicato alle denominazioni Ghemme, Fara, Sizzano, Colline Novaresi, Valli Ossolane, si terrà domenica dalle 12:30 alle 14:30, mentre la seconda “I figli del fuoco, le sabbie plioceniche e le rocce vulcaniche” dedicato alle denominazioni Gattinara, Boca, Bramaterra, Lessona, Coste della Sesia, dalle 16:00 alle 18:00.

Orari di apertura banchi d’assaggio per pubblico, stampa ed operatori di settore

Domenica 29 marzo, h. 11:00 – 20:30                                                                                                        

Lunedì 30 marzo, h. 10:30 – 16:00

Tariffe e modalità di accesso alla manifestazione

  • INTERO: ingresso al pubblico senza prenotazione obbligatoria € 15,00
  • RIDOTTO: ingresso ridotto per soci Ais, Fisar, Fis, Onav, Aspi e Slow Food € 10,00
  • GRATUITO: ingresso gratuito per stampa ed operatori di settore
  • MASTERCLASS:
  • Le morene, i vini plasmati dal ghiaccio e le terre emerse € 15,00
  • I figli del fuoco, le sabbie plioceniche e le rocce vulcaniche € 15,00

Acquisto on-line: ticket intero, ridotto e masterclass

Al seguente link* è possibile acquistare il biglietto di ingresso ai banchi d’assaggio ed alle masterclass. I ticket saranno in vendita anche nei giorni della manifestazione, nella zona accrediti della sala dell’hotel.

Accrediti gratuiti ed informazioni

Per accrediti gratuiti ed informazioni scrivere a info@tastealtopiemonte.it

All’ingresso della manifestazione è richiesta una cauzione di 5€ per il calice di degustazione. Tale cauzione verrà restituita al termine della degustazione, previa restituzione del calice.

Programma delle masterclass

Domenica 29 marzo

  • h. 12:30 – 14:30: masterclass “Le morene, i vini plasmati dal ghiaccio e le terre emerse”, a cura di Franco De Luca delegato Ais Napoli e Mauro Carosso delegato AisTorino.

€ 15,00 a persona

  • h. 16:00 – 18:00: masterclass “”I figli del fuoco, le sabbie plioceniche e le rocce vulcaniche”, a cura di Tommaso Luongo delegato Ais Napoli e Mauro Carosso delegato AisTorino

€ 15,00 a persona

Ufficio Stampa Alessandra Beltramo

Domenica 8 marzo la seconda tappa nella Valle dell’Irno. “ Di Food in Tour ” alla scoperta di Pellezzano e della “bellezza”

Villa Wenner, l’Eremo dello Spirito Santo, la lavorazione dei formaggi caprini e tante altre curiosità da scoprire in occasione della Festa della Donna

In un momento epocale così critico, in cui epidemie virologiche stanno diffondendo il panico e la paura in tutta il mondo e nella nostra nazione, il Gruppo al femminile del format “Di Food in Tour” intende insistere sulla promozione turistica della provincia salernitana e in particolar modo della Valle dell’Irno, affinché le attività economiche collegate al turismo e alla cultura non muoiano e non subiscano ulteriori danni. Per questo adesso è importante essere uniti, crederci e fare rete, promuovendo ciò che di bello e buono il nostro territorio ha da offrire a turisti stranieri, italiani e  campani, che ci auguriamo accorreranno come sempre numerosi e desiderosi di essere ospitati nella nostra terra sorridente e accogliente”.

Queste le riflessioni piene di speranza della Presidente Mina Felici, capogruppo del CTG Picentia, insieme alle Dott.sse Annamaria Parlato e Maria De Vita organizzatrici della seconda tappa di Di Food in Tour a Pellezzano, in data 8 marzo 2020. L’8 marzo sarà anche l’occasione per festeggiare la “bellezza” delle donne presenti all’insegna dell’arricchimento dell’anima che solo l’arte e la cultura hanno il potere di trasmettere. Pellezzano deriva da “fundus Pellitianus” di proprietà del patrizio romano Pellitius o Pelitius con l’aggiunta del suffisso “anus” che indica appartenenza. Il territorio ha vissuto tutta la storia del meridione, dalla civiltà degli etruschi a quella greco-lucana (dall’inizio deil VI secolo a.C. alla metà del III secolo a.C. come dimostra il complesso archeologico di Fratte), dall’avvento dei Picentini alla dominazione romana, come testimoniano la villa romana di Sava e i vari rinvenimenti in tutta la Valle dell’Irno, dalle invasioni barbariche alle incursioni saracene, dalla dominazione longobarda a quella borbonica. Col passare dei secoli, in questo territorio, situato nella media Valle dell’Irno, si erano formati Casali, ben distinti fra loro, di essi cinque incorporati nella Università di Salerno. I Casali ad occidente della Valle erano: S.Nicola, Coperchia, Pellezzano, Capriglia, Cologna, Nofilo e Casal Barone. Il Consiglio d’Intendenza della Provincia, con deliberazione in data 3 febbraio 1819, si pronunciò per il distacco dei Casali dall’Università di Salerno. Nel mese di dicembre del 1819, nacque, così, il Comune di Pellezzano.

Pellezzano è famosa per il “sciusciello”, un alimento tipico regionale a cui sono dedicate anche alcune manifestazioni estive.  Il tour prenderà il via dopo un caffè di benvenuto a Villa Wenner dove ci saranno i saluti istituzionali del Sindaco Dott. Francesco Morra. Qui ci sarà la possibilità di visitare gli appartamenti e anche l’interessante mostra fotografica “Pellezzano Punta di diamante Svizzera”. Un pranzo a base di pietanze locali e artigianali sarà servito al Ristorante-Braceria Il Nido del Falco. Nel pomeriggio il consigliere comunale Marco Rago guiderà i visitatori alla scoperta dell’Eremo dello Spirito Santo immerso in una meravigliosa distesa di ulivi e subito dopo ci si dirigerà verso la Casa della venerabile  Madre Maria Pia Notari, fondatrice delle Suore Crocifisse, il convento e il chiostro. Infine a Villa Pastore una degustazione guidata di formaggi caprini freschi e stagionati sarà l’occasione per apprezzarne le caratteristiche organolettiche e nutrizionali. Il Food Blog 2Ingredienti Arte&Cibo sarà media partner dell’evento.

Il CTG (Centro Turistico Giovanile) è un’ Associazione nazionale senza scopo di lucro che promuove e realizza un progetto educativo e di formazione integrale della persona, attraverso momenti di crescita, di impegno e di aggregazione sociale, ispirandosi alla concezione cristiana dell’uomo e della vita, nel servizio alle persone e al territorio. Agisce nell’ambito del turismo giovanile e sociale, della cultura e dei beni culturali, dell’ambiente e del tempo libero, avvalendosi del metodo dell’animazione e rivolgendosi a tutte le fasce di età, in particolare a quelle giovanili. Nato nel 1949, il Ctg oggi si estende in tutta Italia con centinaia di realtà tra gruppi di base, circoli e centri  di vacanza in località di grande richiamo turistico e naturalistico, con una rete diffusa di comitati provinciali e di consigli regionali, coinvolgendo ogni anno nelle proprie attività migliaia di persone. Il CTG è riconosciuto dal Ministero dell’Interno come Ente Nazionale con Finalità Assistenziali ed è altresì iscritto al Registro Nazionale delle Associazioni di promozione Sociale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Ulteriore riconoscimento ufficiale come Associazione è quello concesso dalla CEI. Il 2 marzo 2019 è stato stipulato un protocollo d’intesa con “I Borghi più belli d’Italia”, per valorizzare l’Italia e le sue bellezze e il 6 giugno 2019 con il MIBAC sull’educazione e formazione al patrimonio culturale.

Lancio a cura dell’Ufficio Stampa di

2Ingredienti Arte&Cibo della giornalista enogastronomica Annamaria Parlato

Martedì 17 marzo alle ore 20.00 si terrà la presentazione agli operatori dell’informazione del ristorante “ Bianco, specialità baccalà, pesce e…” in Via Circumvallazione Esterna n°5, Arzano (NA).

L’evento, targato LaBuonaTavola Magazine e presentato dal giornalista enogastronomico Renato Rocco, sarà una cena curata e preparata dalle giovani e abili mani del resident chef Alfonso De Filippo che per l’occasione proporrà alcuni dei piatti presenti nel menù del locale.

Antipasti

Crocchè, polpette e rocher di baccalà

Tris di minibun: cotoletta panata di baccalà;  salmone salmistrato con ricotta romana, erba cipollina e cappero di Pantelleria; salsiccia di baccalà e friarielli

Primi

Genovese di baccalà

Risotto Bianco di mare

Secondi

Murzillo sapurito di baccalà

Muffin di orata

Dolce

Millefoglie scomposta di baccalà

Alfonso De Filippo, giovane e talentuoso chef resident di “Ristorante Bianco, specialità baccalà, pesce e…”, è l’erede della famiglia De Filippo, baccalajuoli dal 1971.

CAFFÈ BORBONE : DOPO LA CIALDA COMPOSTABILE, IL PACKAGING CERTIFICATO “FOREST STEWARDSHIP COUNCIL” CHE TUTELA LA GESTIONE SOSTENIBILE DELLE FORESTE

Caffè Borbone, azienda napoletana tra le prime per importanza sul mercato nazionale del caffè e leader per il caffè porzionato, continua il suo percorso in nome dell’ecostenibilità, mostrandosi sempre più alla ricerca di soluzioni che rispettino l’ambiente, senza rinunciare alla praticità e all’eleganza, punti cardine del concept aziendale.Dopo i tanti i progetti realizzati, in nome di una nuova visione green;come l’adesione al programma 100% Campania che pone al centro il riutilizzo della carta fornita da cartiere locali, l’utilizzo di un kit Professional Sostenibile dotato di bicchieri compostabili, la creazione della cialda compostabile che oltre a donare un caffè di altissima qualità preserva il nostro bel pianeta, grazie all’utilizzo di materiali completamente organici, che rendono facilmente smaltibile la cialda nell’umido, e ideale per la concimazione naturale dei terreni; Caffè Borbone lancia una sfida ecosostenibile capace di tutelare l’ambiente e che si estende fino alla scelta del packaging esterno.


Caffè Borbone, in piena coerenza con la sua nuova veste green, sigla un accordo con i fornitori dei materiali legati al packaging. Da ora, il packaging firmato Borbone sarà sempre certificato dalla Ong internazionale Forest Stewardship Council (FSC).La certificazione ha come scopo la gestione sostenibile delle foreste e la tracciabilità dei prodotti da esse derivate. Il logo di FSC garantisce che il prodotto sia realizzato con materie prime derivanti da foreste correttamente gestite secondo i dogmi dei due principali standard: gestione forestale e catena di custodia.

Un traguardo molto importante-come dichiarato da Massimo Renda (presidente esecutivo di Caffè Borbone)-perché garantisce agli affezionati consumatori di caffè, non solo di godere di un prodotto di altissima qualità, ma che allo stesso tempo, rispetti l’ambiente. Lo stesso presidente -aggiunge- “Noi imprenditori abbiamo il dovere morale di trovare soluzioni sempre più innovative che rispettino l’ambiente.Lo trovo un modo per onorare la fiducia degli amanti del nostro brand che ogni giorno ci ospitano, attraverso i nostri prodotti, nelle loro case, oltre che una scelta etica personale di cui vado particolarmente fiero”.

Un’attenzione alla natura, quella di Caffè Borbone, che non svilisce il concept basato sull’altissima qualità e l’eleganza che prende forma nel nuovo  packaging dalla grafica accattivante dedicato ai prodotti monoporzionati, in cui l’azienda è leader, come definito da Financial Times. Il nuovo packaging rivoluziona l’immagine del caffè porzionato di Caffè Borbone, dove ogni sistema compatibile,con le più importanti macchinette da caffè presenti sul mercato, è contrassegnato da un colore.

Da oggi tutte le famiglie di prodotto parlano tra loro sia rispetto al formato sia alla grafica. Creando così un’identità coordinata e fortemente riconoscibile.  Questa nuova caratterizzazione visiva rende unico il packaging grazie alla presenza di vernice metallizzata, che definisce il particolare tipo di sistema. A impreziosire il packaging, una finitura che dona un effetto ibrido capace di combinare le aree lucide e con quelle opache, realizzato con la tecnica del drip off.

Chi è Caffè Borbone:

L’azienda nasce a Napoli nel 1997 come marchio della società L’Aromatika S.r.l. Caffè Borbone porta nelle case la qualità, la dedizione e la passione dell’inimitabile espresso napoletano ed è considerata una tra le aziende più importanti sul mercato nazionale del caffè.
Caffè Borbone occupa, nel consumo di porzionato, una delle primissime posizioni sul mercato. Non a caso, Financial Times inserisce Caffè Borbone tra le 1.000 aziende europee con il più alto tasso di crescita, e la identifica come la torrefazione italiana leader nella produzione di monoporzionato, che rappresenta l’80% del suo fatturato tra cialde e capsule. 

Ufficio stampa Roberta Raja

La Stella Michelin Angelo Carannante in una serata evento con Luca Doro

Lunedì 24 Febbraio alle 20.00 la Pizzeria Doro Gourmet in Via Trieste 54 a Macerata Campania ( Ce) ospita lo Chef Stellato Angelo Carannante del ristorante Caracol di Bacoli, per una serata a quattro mani con il Pizzaiolo Luca Doro. Saranno create 3 pizze inprima assoluta, con divagazioni flegree e della piana campana,  grazie  all’ideazione della stella Michelin; un evento per approfondire gusti, impasti, topping, della filosofia del movimento della Pizza Gourmet che incontra la professionalità e l’estro dei grandi Chef premiati dalla Guida più famosa al mondo. In abbinamento alle pizze i grandi vini di Cantina Bianchini Rossetti di Carinola, a rendere speciale una serata da ricordare, anche per l’incontro con prodotti dalla grande storia che saranno oggetto, insieme ad altri, delle preparazioni, come il Pomodoro Cannellino Flegreo Cuma Doro, coltivato nei pressi dell’Acropoli di Cuma.

A condurre l’evento i giornalisti enogastronomici Carlo Scatozza e Floriana Schiano Moriello.

Menù

Aperitivo di Benvenuto Finger  di Cannellino Flegreo al cucchiaio

Asprinio Spumante Brut I Borboni

4 pizze, di cui 3  inedite in degustazione  ispirate alle creazioni stellate e che saranno

1 Alleanza

2 Terra e Mare

3 Baccalà, Friarielli, Perle di Tartufo

4 Pizzaiola

Dolce : Pannacotta al mandarino flegreo

In abbinamento :

             Falerno del Massico Bianco Dop  1880 2017 Bianchini Rossetti

             Falerno del Massico Rosso Dop Selezione Personale della  

              Proprietà Bianchini Rossetti Magnum 2016

Evento a numero chiuso, costo € 35.  Info e prenotazione 0823693157

Chef Angelo Carannante, 1 stella Michelin, è nato a Napoli nell’agosto del 1979. Successivamente agli studi presso l’Istituto Alberghiero di Pozzuoli, si è trasferito nella capitale dove ha lavorato presso Antonello Colonna (1* Michelin) ed il Ristorante del RADISSON BLU ES ROME – Design & SPA Hotel 5*.

Ha perfezionato la sua tecnica frequentando corsi di cucina creativa con i F.lli Cerea (2* Michelin) e Vincenzo Camerucci (1* Michelin), ritornato in Campania, collaborando con Giuseppe D’Addio della scuola “Dolce e Salato”.

Nel 2011 è approdato al Ristorante Marennà (1* Michelin) lavorando come Sous-Chef sotto la direzione di Paolo Barrale, ma è in Costiera Sorrentina che ha avuto modo di trarre maggiore ispirazione per la definizione dell’identità mediterranea della sua attuale cucina; ha infatti ricoperto il ruolo di Executive Sous-Chef del Ristorante Terrazza Bosquet dell’intramontabile Grand Hotel Excelsior Vittoria di Sorrento, acquisendo nel 2013 con Luigi Tramontano 1* Michelin. E’ Chef resident del Ristorante Caracol di Bacoli del gruppo Laringe.

Luca Doro nasce a Macerata Campana nel 1981. Sin da bambino si appassiona all’arte della pizza e della panificazione grazie a sua nonna e a sua madre. Guidato da grandissimo entusiasmo, nel 2001 decide di aprire la sua prima pizzeria d’asporto a Marcerata Campania.Luca impara e scopre che non serve soltanto un disco di pasta ben lievitato, la giusta qualità del pomodoro o una mozzarella dop per realizzare una vera pizza Napoletana, ma anche tanto cuore e passione, tanta formazione anche grazie all’Alleanza Cuochi e Pizzaioli Slow Food, di cui è parte e al Mulino Quaglia Farine Petra, di cui è selected partner.

Il confronto con altri operatori pizzaioli e i suoi viaggi a Londra, Amsterdam, Svizzera, New York e Colombia gli fa comprendere che è ugualmente importante innovarsi e stare sempre al passo per poter offrire un prodotto di eccellenza. Dall’agosto 2018 apre la Pizzeria Doro Gourmet, destinazione ormai affermata nel ricco panorama campano,  che in poco tempo entra nella Guida Osterie d’Italia Slow Food e nella Guida Il Golosario di Gatti e Massobrio.

Ufficio Stampa Carlo Scatozza

Venerdì 21 febbraio, alle ore 12, presso il Palazzo Municipale di Sorrento, in piazza Sant’Antonino 1, si terrà la conferenza stampa di presentazione della 18ma edizione del Premio Sirena d’Oro, dedicato all’ olio extravergine di oliva Dop, Igt e Bio, promosso dal Comune di Sorrento, in collaborazione con Coldiretti Campania, con il patrocinio di Unioncamere Campania, in collaborazione con Associazione Oleum, Gal Terra Protetta, Associazione Aprol Campania, Unaprol e Associazione Nazionale Donne dell’ Olio. 
All’incontro con i giornalisti prenderanno parte il sindaco di Sorrento, Giuseppe Cuomo, l’assessore all’Agricoltura, Lorenzo Fiorentino, il direttore di Coldiretti Campania, Salvatore Loffreda e del presidente del comitato tecnico del Sirena d’Oro, Tullio Esposito.
Al termine della conferenza stampa è prevista una degustazione, con oli extravergini di oliva e prodotti tipici del territorio.

Ufficio Stampa
a cura dell’Ago PressLuigi D’Alise

Patrizio De Biase&Salvatore Di Maio

Una serata all’insegna della pizza contemporanea quella organizzata da Patrizio De Biase, Marco Tango e Salvatore Di Maio che Martedì 18 febbraio al ristorante e pizzeria “Mazz e Panell” presenteranno i loro cavalli di battaglia. Interessanti spunti di riflessione verranno da esperti di food, giornalisti e specialisti del settore che prenderanno parte all’evento. Il patron Patrizio De Biase ospiterà i suoi colleghi in una serata degustazione con focus sull’unica pietanza che unisce tutti dall’Europa all’America: la pizza.

Parteciperanno all’evento i membri del Gruppo La Piccola Napoli, capeggiata da Paco Linus ed Enzo Fiore.

Start 19.30

Ristorante e Pizzeria Mazz e Panell –

Marco Tango

Via Giordano Bruno 7 – Marano di Napoli

Tel 0817427932

Marika Manna

Ritorna in scena con un nuovo appuntamento il ” Baccalà Fest “, il tour enogastronomico che racconta e porta in tavola il pesce magro per eccellenza. Questa volta il luogo di incontro è nel bel mezzo dell’area flegrea; nella bellissima ‘Villa La Falanghina‘ (Via San Vito 18, Pozzuoli) e le collaborazioni per la realizzazione dell’evento vedono figurare nomi importanti come l’ ‘Accademia Partenopea del Baccalà’ e ‘Ristorante Bianco, specialità baccalà, pesce e..’.

Diverse le figure che, con il piacere degli ospiti, hanno raccontato la storia di un prodotto che è entrato di diritto nella tradizione partenopea diventandone protagonista sin dalle ricette più antiche. Il Baccalà nasce infatti nei freddi mari del nord (i principali paesi produttori sono: Norvegia, Isole Fær Øer, Danimarca, Islanda e Canada) ma giunge nei nostri banchi, e quindi sulle nostre tavole, sin dal 400; quando esperti in materia iniziarono a studiarne i metodi di lavorazione, conservazione e taglio in maniera così attenta tanto da aggiudicarsi l’appellativo di “Baccalajuoli” un umile e antico mestiere che oggi torna quasi di moda.

Bisogna però porre una certa attenzione in merito all’argomento e allora chi meglio del presidente dell’ Accademia Partenopea del Baccalà ‘Toti Lange’ e di ‘Nino De Filippo’, erede della famiglia baccalajuoli dal 1791, con i loro spunti. Toti Lange ci spiega le origini dell’accademia, nata appunto dalla necessità di diffondere nel miglior modo la ricerca sul prodotto, la conoscenza di luoghi e persone di tutta la parte di filiera dedicata al baccalà. Sarà poi Nino De Filippo ad intervenire raccontando la storia della sua famiglia, baccalajuoli dal 1791, e della sua esperienza nella lavorazione del baccalà maturata al fianco del nonno e del papà. Esperienza che lo porta ad ottenere, tra le varie gratificazioni, un importante riconoscimento quale il “PAT” (Prodotto Agroalimentare Tradizionale) ricevuto dalla regione Campania. Interessante e dettagliata la spiegazione di particolari fasi della lavorazione di questo pesce: la conservazione (che ci permette di ottenere il baccalà, se conservato mediante “salagione”, o lo stoccafisso in caso di sola essiccazione) ed il taglio (attraverso il quale otteniamo i diversi pezzi come “coroniello” e “panzetta” per lo stoccafisso).

Siamo passati dunque al momento clou della serata, la cena! Un menù, quello del Baccalà Fest , studiato ed elaborato dalle mani esperte di ‘Edoardo Estatico’ (resident chef di Villa La Falanghina) e da quelle di ‘Alfonso De Filippo’ (resident chef di ‘Ristorante Bianco, specialità baccalà, pesce e..’) più giovane ma di certo abile e talentuoso. Due generazioni a confronto che si sono fuse nella realizzazione di piatti semplici ma non banali.

L’inizio è gustosissimo, un entrée tipica della tradizione partenopea che ha inebriato i commensali: Cuoppo di zeppoline al baccalà. L’antipasto è impiattato alla perfezione; in un unico piatto quadrato troviamo il baccalà in sette vesti diverse, tre assaggi caldi al centro (polpetta di baccalà, crocchè al baccalà e rocher di ricotta e baccalà ricoperto da granella di nocciole) e quattro assaggi freddi, uno per ogni angolo del piatto (carpaccio di baccalà, tartare di baccalà e zucchine, baccalà marinato e quenelle di baccalà mantecato con hummus di ceci).

I primi esaltano due ottimi abbinamenti ai quali il baccalà si presta magnificamente: Risotto con zucca e baccalà e Genovese di baccalà. Nel risotto l’accostamento è vincente, la sapidità del baccalà è moderata dalla dolcezza della zucca.La Genovese non è altro che il luogo di un incontro meraviglioso: cipolla e baccalà, connubio storico nella tradizione culinaria italiana. Semplicemente perfetto.

Tradizionale ed essenziale anche il secondo, un saporito sugo di pomodoro (con capperi e olive) avvolge il filetto di baccalà che diventa così “alla siciliana”. Altro piatto povero che, insieme ad altre preparazioni a base di baccalà, si trova sulle tavole napoletane in diversi periodi dell’anno soprattutto “nel periodo di Quaresima ed in tempo di magro” come specificato da ‘Tommaso Esposito’, giornalista ed autore (insieme a Toti Lange, Santa Di Salvo, Claudio Novelli e Anna Maria Cataldi Palombi) del libro “Baccalajuoli” presentato durante la serata insieme a Vincenzo Russo, chef ed interprete delle ricette riportate all’interno.A conclusione del pasto, un dolce molto curioso ma decisamente sorprendente! anche questo a base di baccalà: una millefoglie con crema al baccalà, amarene e scaglie di cioccolato fondente.

La varietà degli ingredienti proposti, conditi da storie e notizie riguardo il baccalà, unita al calore e all’ospitalità del personale di Villa La Falanghina hanno reso anche questa tappa di Baccalà Fest un grande successo.

Umberto Esposito

“ Insieme per il Dormitorio ”: nella  IV edizione raccolti 14 mila euro a favore della “Casa di Sant’Antonio”

Grande partecipazione alla quarta edizione dell’evento enogastronomico di beneficenza, “ Insieme per il Dormitorio ”. Grazie alla generosità delle aziende sostenitrici, dei ristoratori, dei pasticceri che hanno donato le loro pietanze e alle circa 1000 persone che hanno partecipato entusiaste alla serata, sono stati raccolti, al netto delle spese, 14.507,88 euro.

Una vastità di pietanze, ricche di colori e profumi hanno caratterizzato la serata conclusiva della manifestazione del 3 febbraio scorso, organizzata dalla Comunità interparrocchiale di Brusciano, con il sostegno del Parroco, don Salvatore Purcaro e l’immancabile collaborazione degli chef Gennaro Langellotti e Tommaso Foglia.

Una quarta edizione sempre in crescendo, che ha fatto registrare un sempre più apprezzamento ed interesse da parte di persone accorse anche da oltre i confini della Campania e una sempre maggior partecipazione da parte di strutture del variegato mondo dell’arte culinaria.

Suggestive ricette hanno allietato il palato dei presenti. Particolari e sfiziosi piatti dai sapori della Costiera Amalfitana, dell’Emilia Romagna, della Basilicata, della zona nolana – vesuviana, dell’ Irpinia sono stati i veri protagonisti della serata.

Entusiasta don Salvatore Purcaro dopo la conclusione della quarta edizione: “Siamo contenti di vedere come negli anni questo evento sia cresciuto, come sta a cuore sempre a più persone il motivo che ci spinge a fare tutto questo. L’emergenza abitativa può essere contrastata solo tirando su strutture che possano dare accoglienza, assistenza e supporto, e attraverso “Insieme per il Dormitorio” stiamo cercando di fare proprio questo. Con il gruzzoletto raccolto in questa edizione riusciremo a fare un importante passo in avanti nella ristrutturazione dei locali destinati a diventare la Casa di Sant’ Antonio. Ringrazio tutti coloro che ci sostengono dalla prima edizione, coloro che hanno preso parte alla serata per la prima volta, ringrazio la comunità interparrocchiale di Brusciano per la dedizione alla causa, le Associazioni del territorio per l’impegno e Gennaro e Tommaso che ormai fanno parte della nostra grande famiglia”.

Una vera cena d’Amore è l’iniziativa di Tre Farine Caserta e Aversa per celebrare San Valentino senza smartphone

L’utilizzo degli smartphone sta condizionando sempre di più la nostra vita, dove a risentirne sono soprattutto le nostre relazioni, con interazioni sociali di bassa qualità e poco empatiche. In particolare, in coppia, la dipendenza dal cellulare toglie attenzione e tempo al partner, talvolta, intaccando anche il fronte della fiducia e dell’autostima, perché trasmette la sensazione di non riuscire a suscitare più interesse; il telefono quindi, può diventare un terzo incomodo, che interferisce anche nei momenti più intimi, scatenando gelosie e fraintendimenti. E poi, al ristorante è buona regola non mettere mai il cellulare sul tavolo, togliere la suoneria e riporlo in una tasca o in borsa.

La proposta originale per San Valentino arriva da Tre Farine, il format ristorante e pizzeria dove a Caserta è in via Cesare Battisti e ad Aversa in Viale Olimpico, per questo giorno, proporrà agli innamorati di vivere un’esperienza diversa con “Una Vera Cena D’Amore”, invitando le coppie a spegnere i cellulari per tenersi per mano e guardarsi negli occhi d’amore in un’atmosfera romantica e intima, fatta di sguardi e carezze interamente offline.

Una serata in cui non mancherà una mise en place a tema e l’intrattenimento musicale con le note  dei Daudia per Aversa e il maestro Angelo Abate con Lello Fasano per Caserta, dove per le coppie è stato pensato un cadeux speciale e per chi deciderà di non utilizzare lo smartphone, ci saranno polaroid nelle sale per scattare foto e creare anche engagement.

Una proposta esclusiva, a fronte di un mondo che corre e non dà tregua per chi vuole celebrare e consolidare l’amore verso il partner o conquistare la persona che si desidera, in puro stile Tre Farine, quello elegante e raffinato che coniuga perfettamente cucina territoriale con ingredienti ricercati, rendendo i piatti unici, non solo buoni da gustare ma anche belli da vedere.

Tre Farine è a Caserta, in via Cesare Battisti, 46 telefono 0823 442172Aversa, in Viale Olimpico, 122 telefono 081 1839 9929

Ufficio Stampa

Antonella D’Avanzo

È stata vinta da Francesca Ghidini la sfida gastronomica tra giornalisti che si è svolta ieri sera per consentire alla cooperativa agricola del distretto eubiotico del Vesuvio, Eccellenze Nolane di garantire la fornitura di prodotti per un mese alla Caritas. Una “competizione”, che si è svolta a Nola presso Agriturismo di Città, il punto di degustazione di Eccellenze Nolane, che ha visto in gara anche i noti giornalisti Antonella Maffei e Nino Nicois. I piatti sono stati realizzati a base di materie prime recuperate da semi antichi autoctoni del territorio come torzelle, broccolo dell’olio, portulaca e dei prodotti della linea di conserve di alta qualità territoriale del brand inDISPENSAbile. La Ghidini ha sbaragliato la concorrenza grazie ad una lasagna realizzata con i due pomodorini recuperati da Eccellenze Nolane nei campi di Cimitile e Camposano : il datterino Caramella e il giallo Già Giù. Una preparazione che ha ottenuto anche il plauso di Giovanni Trinchese, presidente della cooperativa che ha commentato: “c’è voluto coraggio a proporre una lasagna che normalmente assorbe tanto condimento con l’utilizzo di due pomodori che rilasciano poca acqua”. Una gara all’ultimo manicaretto: a supportare i 3 giornalisti lo chef resident Giuseppe Fasulo.Complessa la presentazione della Maffei che ha sviluppato una minetra maritata anche con salsiccia di maialino di pura razza casertana. Delicato il piatto di Nino Nicois che è stato completato da una spolverata di provolone.
Esperimento riuscito all’Agriturismo di Città di Nola in un format nuovo denominato Chef per una sera, sulla scia di grandi trasmissioni televisive dedicate alla cucina in una versione inedita che ha visto il supporto della Bc Communication, agenzia di comunicazione e marketing che sta seguendo lo sviluppo del progetto e la comunicazione del brand. La giuria ha molto apprezzato anche le preparazioni degli altri concorrenti distanziati di un solo punto: Nino Nicois applaudito per la doppia consistenza della torzella utilizzata per le sue orecchiette e della Maffei, premiata per la “presentazione del piatto”, una minestra maritata rivisitata. Autorevole la giuria composta, tra l’altro, dal sindaco di Nola, Gaetano Minieri, dal responsabile Confederazione Italiani nel Mondo della Campania, Antonino Di Trapani, dal direttore generale dell’istituto zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno, Antonio Limone, dalla nutrizionista Patrizia Zinno, dall’imprenditore Alfonso Gifuni, da Adolfo Apicella di Marilicia Salvia, responsabile della redazione Grande Napoli del Mattino.L’incontro è stato presentato dalla giornalista Brunella Cimadomo
La cooperativa agricola Eccellenze Nolane ha garantito alla Caritas la fornitura di materie prime per un mese.
Il lancio ha rappresentato l’avvio della nuova stagione del format: da oggi ad Agriturismo di Città è possibile per tutti trasformarsi in chef per una sera: chiunque voglia mettersi alla prova può prenotare una serata chiamando a raccolta i propri amici. Per informazioni e prenotazioni: 3511245552

Ufficio Stampa

BC COMMUNICATION

Che festeggiate il San Valentino con una cena romantica, una gita fuori porta, o un tête-à-tête casalingo, per chiudere in bellezza il giorno più romantico dell’anno non c’è modo migliore che mangiare un dolce di peccato di gola diviso in due.

Scopriamo insieme i più interessanti dolci di San Valentino 2020 dei maestri pasticcieri in giro per la Campania, perfetti per condividere un momento speciale con la vostra dolce metà o per conquistare la persona che corteggiate da tempo.

“Sfogliacampanella” di Vincenzo Ferrieri (SfogliateLab, Napoli)

Un concentrato di passione e dolcezza; non esiste definizione più giusta per la Sfogliacampanella, il dolce due in uno (una sfogliatella con il cuore di babà) che ha conquistato il palato di napoletani e non.
In occasione della Festa degli Innamorati, il dolce (al gusto di bacio) si veste di una raffinata decorazione in pasta di zucchero a forma di rosa rossa. La pasticceria classica napoletana incontra dunque l’arte del cake design per creare un prodotto goloso e unico. E’ possibile ordinare il prodotto online e commissionare la tua scatola dolce personalizzata con la foto che preferisci.

dolci di san valentino 2020

“Cuore Filigranato” di Marco Infante (Casa Infante, Napoli)

Oltre ai classici cuori di cioccolato con dedica sopra in italiano, inglese o napoletano (Vita mia, My love, Core mio), quest’anno Casa Infante in occasione della Festa degli Innamorati propone il Cuore Filigranato, un golosissimo cuore di cioccolato per metà lavorato a filigrana che lascia intravedere il contenuto al suo interno. Il Cuore infatti è ripieno di “ciucculatelle”, ovvero praline di cioccolato super saporite. L’altra proposta è il “Cuore Matto“, due cuori cioccolatosi (uno fondente, uno al latte) da dividere con il partner.

dolci di san valentino 2020

“Cuore degli Innamorati” di Guido Sparaco (Pasticceria Sparaco, Caserta)

Il pasticciere Guido Sparaco per questo Valentine’s Day ha realizzato un dolce in formato monoporzione a forma di cuore e dal colore rosso fiammante, ma dal cuore tenero e dal gusto accattivante. “Il Cuore degli Innamorati” racchiude una delicata crema montata al cocco e un fresco gelée di lamponi adagiato su una frolla alla nocciola.

dolci di san valentino 2020

“Baciami” (Chiosco Aurelio, Napoli)

Falla/o innamorare con la dolcezza di questa crema spalmabile edizione limitata di San Valentino al gusto bacio. Da spalmare su fette biscottate, frollini, o ancor meglio da mangiare a cucchiaiate direttamente dal barattolo!

Un’idea originale è anche la colazione a letto. Nessun gesto d’amore plateale supera la dolcezza di una prima colazione servita a letto alla vostra dolce metà. L’ideale è regalare una scatola personalizzata che contiene la sua torta preferita ordinata da Bakery & Love.

Questo San Valentino regalate attenzioni e riscoprite il piacere dei piccoli gesti. Regalatevi tempo, coccole, concedetevi un momento di tranquillità e condividete uno dei dolci d’amore di San Valentino 2020.

Marianna Somma

Un appuntamento che si rinnova, quello del Caffè Kamo con gli “innamorati del caffè” nel giorno di San Valentino, il Santo dell’amore! Stante il grande successo riscosso nel 2019, Caffè Kamo  lancia nuovamente l’iniziativa di premiare i suoi affezionati coffee loversin questa ricorrenza che rappresenta per il brand stesso una dataspeciale, vantando tra i suoi valori fondanti proprio l’amore e la passione…per il caffè!

San Valentino sarà anche quest’anno celebrato in maniera originale da Caffè Kamo, con un regalo alle coppie che venerdì 14 febbraio inizieranno la giornata da perfetti amanti del caffè.

Basterà scegliere due colazioni con espresso e/o cappuccino Kamo accompagnati da altrettanti croissant e brioche, per ricevere due esclusive tazze in vetro con piattino.

Allo slogan di “Kamo, che amore!” le coppie potranno così farsi conquistare da un espresso avvolgente, o da un cremoso cappuccino, insieme alle specialità di cornetteria dei nostri punti Kamo, vivendo così un’intensa coffee experience.

E non è tutto: coloro che condivideranno sui social post e storie della dolce colazione potranno diventare protagonisti dei canali Kamo ufficiali, menzionando @caffekamo con l’hashtag #kamosanvalentino2020.

I punti Kamo aderenti all’iniziativa si trovano a Napoli, Caserta e rispettive province:

Napoli:

Caffetteria Le Circle Via Ferdinando del Carretto 47

Bar California Via Napoli Roma 14

Napoli Vomero/Colli Aminei:

El Divino- Via Cilea 41

JammCafè- Via Belvedere 134/136/138

La Piazzetta- Via Pietravalle 25/27

Provincia di Napoli:

G&G Oil and Food– Tangenziale di Napoli KM.2.500 Pozzuoli (Na)

Argentina Caffè– Via Panoramica 306 Ercolano (Na)

Green Bar– Via Silvestre 10 Casandrino (Na)

Caserta e provincia:

Caffetteria Acquaviva– Via Acquaviva 30-32 Caserta

Whoop Via delle Mimose 11- Castelvolturno (Ce)

PRESS OFFICE: MARIDI’ COMMUNICATION

MaridìVicedomini

Mob: 338/2259860 – 333 /9921506

Mail: : maridyvicedomini@gmail.com

Nuova tappa per il Baccalà Fest , il tour enogastronomico a base di baccalà targato LaBuonaTavola Magazine, che venerdì 7 febbraio alle ore 20.00 approderà a Pozzuoli presso Villa La Falanghina in via San Vito 18. L’evento, organizzato in collaborazione con l’“Accademia Partenopea del Baccalà” e “Ristorante Bianco, pesce, baccalà e.…”, sarà una cena a quattro mani preparata dal resident chef di Villa La Falanghina, Edoardo Estatico, e dal resident chef di “Ristorante Bianco, pesce, baccalà e.…”, Alfonso De Filippo che per l’occasione hanno pensato a un menù variegato il cui filo conduttore è naturalmente il baccalà, ingrediente caro alla cucina popolare e negli ultimi tempi riscoperto da chef rinomati.  

Entrée  

Zeppoline di baccalà 

Antipasto caldo  

Crocchè di baccalà, Polpette di baccalà, rocher di ricotta di baccalà in granella di nocciola 

Antipasto freddo  

Carpaccio di baccalà, Baccalà mantecato, Baccalà marinato, Tartare di baccalà 

Primi  

Candele con genovese di baccalà e 

Risotto con baccalà e zucca 

Secondo  

Baccalà alla siciliana 

Dolce  

Millefoglie di baccalà 

COSTO 40 € 

Alfonso De Filippo è il resident chef del Ristorante Bianco, pesce, baccalà e.… nonché erede della famiglia De Filippo, baccalajouli dal 1791. Eduardo Estatico è il resident chef di Villa La Falanghina e vanta esperienze in ristoranti importanti sia in Italia che all’estero.  

Durante l’evento gastronomico verrà presentato il libro “Baccalajiuoli” da parte di uno degli autori Tommaso Esposito. Interverranno anche Renato Rocco, Direttore del magazine “La Buona Tavola” e Toti Lange, Presidente dell’Accademia Partenopea del Baccalà.  

”Già Stati Uniti” i vecchi compagni di viaggio si ritrovano per le tappe di Brandford e New York

Con la presenza degli chef Cristoforo Trapani, Stefano Parrella e del patron degli istituti alberghieri I Carissimi e Stefanini Raffaele Jervolino

Ritorna e si arricchisce il “Festival della cucina italiana” in programma a fine febbraio a Branford e New York. Due tappe per divulgare la cucina italiana e alcune delle sue eccellenze. La rassegna ideata dall’avvocato-gourmet Sergio Sbarra con il titolo originale di “Dining with the stars: festival of italian cousine” vedrà protagoniste le materie prime oltre che gli chef.

Per la prima volta oltre oceano in veste ufficiale il Consorzio di Tutela del Provolone del Monaco Dop  che sbarcherà in compagnia dell’azienda salernitana Iasa, leader nella trasformazione e nella commercializzazione di tonno, alici oltre che della deliziosa Colatura di Alici di Cetara.  Prodotti che saranno protagonisti dei menù delle due serate. Si parte il giorno 23 febbraio 2020 dallo “Strega restaurant” di Branford del padrone di casa Danilo Mongillo.

Nel corso dell’evento sarà premiato lo chef stellato Cristoforo Trapani, di origini campane, attualmente in forza del ristorante “La Magnolia” di Forte dei Marmi. Succede nell’albo d’oro riconoscimenti ad Alfonso Iaccarino, protagonista della prima edizione.

Ad accompagnare il premiato anche l’ambizioso Stefano Parrella della Lanterna di Mugnano del Cardinale. In rappresentanza del Consorzio di Tutela del Provolone del Monaco Dop il direttore Vincenzo Peretti. Mentre per l’azienda Iasa prenderà parte alla spedizione americana la “responsabile estero” Lucia Di Mauro.

Per le serate di Branford e New York si ricostituisce anche il gruppo della trasmissione radiofonica “Sapori di Mezzogiorno”. Oltre a Sbarra e Peretti infatti saranno presenti il direttore della Gazzetta dei Sapori Roberto Esse e l’art director Ferdinando Polverino de Laureto.

Presente all’evento anche l’avvocato Raffaele Jervolino, leader nel campo dell’istruzione privata. Vicino al settore della ristorazione con le sue scuole alberghiere I Carissimi di Santa Maria Capua Vetere e l’Istituto Stefanini di Casalnuovo.

“Per me è un onore premiare Cristoforo Trapani campano autentico. Sono lieto –spiega l’organizzatore Sergio Sbarra- di condividere questa esperienza con numerosi amici. Siamo già stati uniti da precedenti esperienze e siamo pronti anche per questa. Infine grazie alle aziende che credono in questo progetto come il Consorzio di Tutela del Provolone del Monaco Dop e l’azienda di prodotti ittici Iasa”.

 Si replica la sera del 25 febbraio. Ad ospitare la seconda tappa del tour sarà il Ristorante Lago di West Harrison a New York. 

Roberto Esse

Il 16 febbraio 2020 alla Tenuta Cavalier Pepe il corso ONAF per degustare i formaggi irpini e abbinarli al vino

Il programma prenderà il via la mattina alle ore 10:30, con il ritrovo dei partecipanti in cantina e l’accoglienza con caffè e brioches. Dalle ore 11:00 si darà inizio al Seminario di approfondimento dei formaggi irpini in abbinamento ai vini dell’azienda Tenuta Cavalier Pepe:in particolare si comincerà con il Primo sale di Carmasciando, abbinato al “Bianco di Bellona” Irpinia Coda Di Volpe DOC 2018; poi il Carmasciano semi-stagionato di Forgione abbinato al “Brancato” Fiano di Avellino DOCG 2017; ancora il Caciocavallo stagionato di Carmasciando abbinato al “Santo Stefano” Irpinia Campi Taurasini DOC 2015; poi il Carmasciano stagionato di Forgione abbinato a “Opera Mia” Taurasi DOCG 2014 e infine il Blu di pecora di Carmasciando abbinato a “Chicco d’oro” Campania Passito IGT 2016.

Su richiesta, è possibile una attività per impegnare e interessare i bambini al mondo del gusto, durante la degustazione seguita dagli adulti, infatti un laboratorio didattico con degustazione di marmellate e formaggi alla cieca, darà la possibilità anche ai più piccoli di divertirsi.

Le prenotazioni si possono effettuare fino a venerdì 14 febbraio 2020, contattando i numeri di telefono 0827.73766 o 3493172480, oppure scrivendo a eventi@tenutacavalierpepe.it, a cui si possono chiedere tutte le informazioni sul corso. Si consiglia per raggiungere la Tenuta attraversare l’autostrada A16 Napoli-Bari, uscire a Benevento/Castel del lago e proseguire per Taurasi (13km) e infine per Luogosano (3km).

Il costo del seminario è di €30,00 a persona ed è previsto uno sconto per i soci ONAF, mentre il costo per bambini è di 15 euro. Inoltre previa prenotazione è possibile pranzare presso il Ristorante “La Collina” o gli agriturismi convenzionati. La cantina tra l’altro è aperta per le visite guidate dal lunedì al venerdì dalle 9,00 alle 18,00 ed il sabato e domenica dalle 10,00 alle 13,00 e dalle 15,00 alle 18,00.

Ufficio Stampa

Annalisa Tirrito, cell. 335.5289607, tirrito.annalisa@gmail.com

Da Daniele Gourmet il sushi come non lo non avete mai provato: arriva il più grande chef di Sushi, Wicky Priyan

La prestigiosa cucina nipponica di Wicky Priyan fa il suo ingresso nel ristorante avellinese di Giuseppe Maglione. Il 16 febbraio da DanieleGourmet un evento imperdibile tra i colori e i profumi del Sol Levante.  Ospite d’eccezione uno dei massimi esponenti di ‘Innovative Sushi’ che abbiamo in Italia: Wicky Priyan. Un nome d’autore celebre per i suoi piatti originali, creativi e intriganti declinati in infinite sfumature nate dalla conoscenza di chi ha viaggiato e sperimentato. Nel suo ristorante milanese (Wicky’s Innovative Japanese Cuisine) Wicky, seguendo i dettami del Sushi Kan di Tokyo (di cui è stato allievo), offre un condensato della cucina internazionale come pochi altri al mondo. Una formula fatta di pensiero e contaminazioni che spazia dalla via della Seta al Bel Paese con eleganza, gusto ed equilibrio. Priyan è un vulcano in continua eruzione, un generatore di energia che per una sera sarà al fianco di un altro guru della tecnica e dell’innovazione: Giuseppe Maglione, artista della pizza e pioniere della ‘nouvelle vague’ Pizza Gourmet. Due stili inconfondibili che in comune hanno la sensibilità e la curiosità di esplorare l’inesplorato sempre alla ricerca del risultato insolito, travolgente e armonico. “La ‘Wicuisine’ rappresenta la coniugazione della cucina tradizionale giapponese con i migliori ingredienti mediterranei – esordisce Giuseppe Maglione – Un modo di interpretare la materia che mi ha colpito ed emozionato e con cui ho ritrovato molti punti in comune. Nei suoi piatti c’è rigore, disciplina e dedizione al lavoro, con una conoscenza maniacale di decine di materie prime, da erbe di prato e di orto a legni per affumicare, dal riso ai fiori, dai pesci agli oli, dalle spezie ai vini fino alle acque e alle carni.  Wicky Priyan è un vero artista, nella sua cucina c’è immaginazione, senso critico, la sua sua cultura, la sua vita. Come lui sono alla ricerca continua di materie prime di altissimo livello per raccontare suggestioni ed esperienze attraverso i miei piatti, ogni pizza e l’addizione finale del mio vissuto, racchiude una storia in evoluzione: la mia”. 
Per Wicky il cibo è un viaggio, un percorso che vede come punto di partenza l’ingrediente e le sue origini. Lo stesso vale per Giuseppe Maglione che con questa serata promette di unire la tavola giapponese con tecniche e ingredienti mediterranei e irpini. Un incontro confronto tra due mondi per vivere un’esperienza edonistica e gustativa nel segno delle tradizioni e delle ultime innovazioni gastronomiche italiane e nipponiche. 
“La sfida è stata quella di immaginare un menu giapponese che potesse valorizzare i prodotti mediterranei, dal pescato locale fino alle specialità irpine, come il pecorino Carmasciano e la cipolla ramata di Montoro – conclude Maglione – Una cena articolata su un doppio binario, dove la carne si alterna al pesce, seguendo le mie predisposizioni naturali e e quelle di Wicky”. 
Il 16 febbraio a partire dalle 20.00 vi attende un evento che mette fuori gioco la banalità per iniziare un viaggio ad alta intensità, in un pathos continuo, sempre in attesa del piatto successivo. Una serata unica nel suo genere che si avvarrà oltre che degli chef Maglione e Wicky, anche di Nando Melileo (chef executive Emozionando) e Ivan Matarazzo (Chef resident DanieleGourmet) . Partner della serata la Caramella Food and Beverage con gli Champagne Bruno Paillard e il Fra Lu Cafe con il cocktail di benvenuto.  
Menu della serata
Cocktail di benvenuto a cura di Fralu’ cafe
Antipasti 
ORIENTAL SICILIAGambero rosso di Mazara del Vallo, tartare di tonno siciliano, caviale nero di storione, il tutto servito su foglia di dakon marinato con aceto di riso e condito con crema Yuzu 

CAMPANIA-CALABRIA-TOKYOBaccalà pil pil con la sua riduzione spumosa, sentore di liquirizia e alga wakame 

HAMACHI PECORARicciola giapponese, pecorino Carmasciano, consommé di zenzero, polvere shiso ume, olio di oliva extravergine

MEDITERRANEO EXPRESSSandwich di triglia del Mediterraneo, mousse di patate allo zenzero e clorofilla di lattughino di mare

CARPACCIO DEI 5 CONTINENTITonno, salmone accompagnati da salsa marinata a base di agrumi, Lemongrass, zenzero, semi di finocchio, erba cipollina, basilico, maggiorana, olio di sesamo 
PIZZE

INVERSO OKONAMIYAKI ASTICE Pizza cotta al vapore, polpa di astice,cipolla  ramata di Montoro acidula, salsa worcester pomodorino datterino e ventresca di tonno 

WICKY’S OMAKASE Degustazione di 2 pizze ad ispirazione dello chef 

UN VIAGGIO DI STAGIONE Ragù giallo di cicaleCorallo neroCalamaretti cotti a bassa temperatura Caviale di pompelmo e mandarino Crema di bufala Carciofo croccante

WIKAKUNI KYOTO Maialino tipico della tradizione giapponese lessato per 16 ore secondo la tecnica di Ryoutei Kaneki, mela caramellata e senape 
Dessert Semisfera fondente mousse al The verde mat-cha e vaniglia
Acqua Panna e San Pellegrino Champagne Bruno Paillard Posti limitati solo su prenotazione 

Ufficio Stampa

Rosa Iandiorio

In occasione di una cena di gala ad alto profilo, organizzata giovedì scorso presso il prestigioso istituto “San Paolo” di Sorrento, è stata presentata la nuova edizione di “Capitan Cooking 2.0”.  

La gara culinaria, inserita nella rassegna “Giornate dell’Emigrazione” e patrocinata dal ministero per gli Affari Esteri, giunge quest’anno alla sua V edizione.  

La sfida si basa su ricette provenienti da sondaggi degli italiani all’estero (del tipo “che ricetta italiana ricordi con maggiore nostalgia?”). Si sottolinea in questo modo il legame profondo esistente tra gli emigranti e la madrepatria, legame simboleggiato dalla cucina e ricordato dai piatti che magari si mangiavano da bambini prima di emigrare, o che cucinavano le nonne per gli emigranti di seconda generazione. 

capitan cooking 2.0

Qual è la novità della V edizione di “Capitan Cooking 2.0”? Salvo Iavarone, assieme a Nadia Pedicino e Silvana Virgilio per Asmef, a Martina Di Bartolomeo per Tipics, al sindaco Giuseppe Cuomo ed alla padrona di casa, la preside Paola Cuomo, hanno spiegato l’evoluzione di “Capitan Cooking 2.0” che quest’anno entra nella piattaforma Tipics, un grande progetto di enogastronomia e si estende su scala nazionale.  

A sfidarsi in quest’edizione saranno gli studenti degli Istituti alberghieri di tutt’Italia che daranno una loro interpretazione creativa ed innovativa di un piatto tipico del loro territorio, prestando grande attenzione alle materie prime utilizzate. In ogni squadra sarà presente anche uno studente diversamente abile che sarà poi inserito nel mondo del lavoro. 

capitan cooking 2.0

Ci saranno gare oltre i confini regionali, a Modena, in Calabria, nel Lazio, ma la Finalissima si terrà sempre a Sorrento. Per il 2021 si progetta anche una tappa a New York, presso le comunità di italiani degli Usa.  

All’incontro per la presentazione della nuova edizione di Capitan Cooking 2.0 erano presenti, su delega del Presidente della CIM, anche Angelo Sollazzo, responsabile della CIM Campania, Angelo Di Trapani, responsabile nazionale dell’Agroalimentare, Renato Rocco e Brunella Cimadomo, responsabile della Comunicazione.

Marianna Somma

3^ TAPPA DEL TOUR DI APROL E COLDIRETTI CAMPANIA NEGLI ALBERGHIERI

Si è tenuta lo scorso 29 Gennaio all’Istituto Alberghiero Le Streghe di Benevento la terza tappa del tour didattico “A scuola di Olio Evo”, promosso da Aprol e Coldiretti Campania. Gli studenti, dopo due giorni di teoria, si sono cimentati in una gara culinaria con il compito di ideare piatti gourmet partendo dall’olio extravergine di eccellenza del territorio. I venticinque ragazzi e ragazze partecipanti, divisi in cinque brigate, hanno saputo cogliere perfettamente lo spirito dell’iniziativa, realizzando piatti straordinari. Il team vincitore, composto dagli studenti della classe IV enog A – Antonio Beatrice, Francesco Cefalo, Mariagrazia Civitillo, Davide Cucciniello, Francesco D’Aniello – ha preparato un piatto dal titolo “povero cestino contadino”, realizzato con pane e verdure di stagione, abbinato all’olio evo cuore di ortice dell’azienda agricola Torre a Oriente di Torrecuso. La squadra parteciperà alla finale regionale a Sorrento con le altre quattro scuole provinciali.

Gli altri piatti presentati sono stati un dolce, una camilla all’olio, abbinata all’olio evo bio dell’azienda agricola Masseria Frangiosa di Torrecuso; spaghetto alla chitarra con pesto di cavolo nero, abbinato all’olio evo bio dell’azienda agricola Fontana Reale di San Lorenzo Maggiore; cheesecake di baccalà, abbinata all’olio evo bio dell’azienda agricola Olivicola Cassetta di Circello; insalatina di farro abbinata all’olio evo dell’azienda agricola Cantinaro di Guardia Sanframondi.

Gli altri studenti partecipanti sono stati Vincenzo Battiloro, Daniele Gianquitto, Silvio Pio Santucci, Martina Pastore, Omar Bassam, Franco Gangale, Sara Cerulo, Kristian Insogna, Giorgia Orrei, Nico Melillo, Marco Cocchiarella, Ornella Magliulo, Giulia Varricchio, Serena Tranfaglia, Chiara Melisi, Amata Elettra Fusco, Cristina Argenta Di Palma, Jenny Calandriello, Antonio Pio D’Aloia, Daniela Giannini.

La giuria era composta dal professor Vincenzo Parente (Ipsar le Streghe), Maria Luisa Ambrosino (capo panel e docente del corso), gli agrichef “Coldiretti Campagna Amica” Antonio Carbone e Marilena Di Filippo, Corrado Guerrera (tecnico Aprol). Alla realizzazione del progetto hanno participato attivamente la dirigente scolastica Maria Gaetana Ianzito e i docenti Fausto Grande, Isidoro Mennicillo, Marco De Pierro, Alessandro Di Fazio.

Prossima tappa di “A scuola di Olio Evo” da oggi all’Istituto Marconi di Vairano Patenora, in provincia di Caserta.

UFFICIO STAMPA E RELAZIONI ESTERNE

COLDIRETTI CAMPANIA

Buona cucina, arte, musica e spettacolo nella nuova edizione della manifestazione benefica organizzata dalla Comunità Interparrocchiale di Brusciano (NA)  

Il 1 ,2, e 3 febbraio 2020, si terrà la quarta edizione dell’evento di beneficenza “Insieme per il Dormitorio”. La comunità interparrocchiale di Brusciano anche quest’anno, con il sostegno di Don Salvatore Purcaro, in una tendostruttura di 1200 mq, ha organizzato tre serate in cui sarà dato spazio alla musica, al talento, all’arte culinaria, al buon cibo e soprattutto alla beneficenza. 

Le serate dell’1 e del 2 febbraio, saranno dedicate alle iniziative promosse da alcune associazioni del territorio: spettacoli musicali, danza, teatro, cinema, poesia, pittura, scultura, “Insieme per il Dormitorio” diventa, in questa edizione, un’occasione di apertura e di coinvolgimento dell’intero sistema sociale.  

Il 3 febbraio, invece, grazie alla collaborazione degli chef Gennaro Langellotti e Tommaso Foglia, si avrà la serata delle eccellenze enogastronomiche che ospiterà 53 attività tra ristoranti, pasticcerie ed enoteche che sostengono la causa dal 2017. 

Nella scorsa edizione sono passate tra gli stand circa 1500 persone, un record di presenze che ha portato l’evento benefico ad essere riconosciuto a livello nazionale. Infatti, di anno in anno, cresce sempre più il numero di chef di diverse regioni italiane che scelgono di partecipare a questo evento. 

Nelle scorse edizioni sono stati raccolti circa 40 mila euro che hanno permesso alla comunità di sistemare alcune districate vicende burocratiche legate alla palazzina attigua alla Parrocchia di Santa Maria delle Grazie e di iniziare importanti lavori fognari e strutturali.  

La “Casa di Sant’Antonio” comincia a prendere forma.  

Ospiti delle tre serate tra glia altri: Mario Forte, Nello Iorio e Antonio Manganiello

Per partecipare alla serata del 3 febbraio è a previsto un ticket di 20 euro, che darà la possibilità di degustare un bicchiere di vino e otto pietanze a scelta tra quelle proposte dagli chef presenti. Tutto il ricavato, al netto delle spese, sarà devoluto al progetto del Dormitorio. 

Per info e ticket insiemeperildormitorio@gmail.com – 3485676906 -3888230446 – 3386102589 

Qui sotto i nomi delle 53 attività e degli chef che parteciperanno alla serata del 3 febbraio.  

Jap One – Alex Pochynok 

Taverna Vesuviana – Alfonso Crisci

Brado Bistrot – Amedeo Mottola

Sharon Pasticceria – Andrea Barone

Al Baliaggio – Angelo Fiorisi

Glamour The Fashion Pizza – Antonello Scatorchia

La Fescina Nuova Hostaria Flegrea – Antonio Apa & Dario De Gaetano 

Pasticceria La Delizia – Antonio Di Rosa

Caffè Poit – Caffè Santa Cruz

Pasticceria GF3 – Carmine Grasso

Ruah – Ciro Sasso e Leopoldo Sommese

Salotto Nunziata – Diego Grazia

Lo Stuzzichino – Domenico De Gregorio

Bertie’s Bistrot Pizza – Dominic Russo

San Barbato Resort – Donato De Leonardis

I Portici – Emanuele Petrosino

Salumeria e Cucina 13 – Enrico Ruggiero

Cantina D’Angelo – Erminia D’Angelo

Don Alfonso 1890 – Ernesto Iaccarino

Casa Mele – Ferdinando Veritiero & Danilo Stinga 

Il Moera – Francesco Fusco

Sir Buckler – Francesco Piscopo

Kipò – Francesco Vernace

Chef free lance – Franco Nastasia & Daniele Bracuto 

Pasticceria Ruah – Gennaro Langellotti

Antica Macelleria Buonanno macelleria IGP – Giacomo Buonanno

New Machiavelli  Restaurant e Lounge  – Gian Luca Criscuolo & Luigi Di Martino 

Il Principe – Gian Marco Carli  

Casa a Tre Pizzi – Gianluca Farina

Pausa Patisserie, Café & Bistrot  – Gianrocco Forestieri 

Mamma Elena – Gioacchino e Fabio Vorraro 

Caupona – Giovanni Elefante

Ohibi – Luigi Castaldo Tuccillo

La Lanterna – Luigi Russo & Consiglia Caliendo 

Pasta D’Aragona – Luigi Sorrentino

Ruah Dessert bar – Mario Donald

Ristorante Mazì di Villa Zaira – Maurizio Di Ruocco

Ristorante Sant’Anna Marina Grande  – Maurizio Elefante

Emblema – Nicola Del Giudice

MM Lounge Restaurant Bar  – Nunzio Spagnuolo & Vincenzo D’Angelo 

Chef – Paolo Cece & Stefano Vacchiano  

Hotel Pupetto – Paolo Iovieno 

The New President – Rodolfo Langellotti 

Consultant Chef – Salvatore Acampora 

Ristorante Salvatore & Mafalda – Saverio Gargiulo 

Osteria La Lanterna – Stefano Parrella

San Barbato Resort Pastry Lab – Tommaso Foglia & Martina Brachetti 

Bertie’s Bistrot – Valentino Buonincontri

Pasticceria Pina – Vincenzo Faiella 

L’Antica Fraconia – Vincenzo Ferro

Amor Mio – Vincenzo Toppi

Cantina I Due Principati –

IPSSEOA Carmine Russo di Cicciano (NA) 


Cena in favore della Caritas

Martedì 4 febbraio ore 20.30 Nola

Si sfideranno a colpi di gustose pietanze realizzate con i prodotti a chilometro zero del distretto eubiotico del Vesuvio i tre giornalisti (i cui nomi saranno svelati solo al momento della cena) che hanno deciso di mettersi alla prova ai fornelli per contribuire ad una serata di beneficenza organizzata da Eccellenze Nolane presso Agriturismo di Città, a Nola – via Mario De Sena 247. Una cena, quella del 4 febbraio prossimo, che servirà a contribuire a garantire alla Caritas di Nola una fornitura di materie prime di stagione per un mese. La giuria sarà d’eccezione. In dettaglio sarà composta da:- Gaetano Minieri, sindaco di Nola- Antonio Limone, direttore Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno- Giovanni Occhiello, giornalista RAI- Marilicia Salvia, responsabile redazione Grande Napoli de Il Mattino- Antonino Di Trapani, responsabile CIM Campania- Giovanni Trinchese, presidente cooperativa Eccellenze Nolane- Giuseppe Fasulo, chef- Patrizia Zinno, nutrizionista e docente Scienza, Cultura e storia degli alimenti- Brunella Cimadomo, giornalista.
Sarà presente il Vescovo di Nola, monsignor Francesco Marino referente della Caritas.

LO START DELLA CENA E’ FISSATO ALLE 20.30 NON SONO PREVISTI ACCREDITI STAMPA TRATTANDOSI DI UNA SERATA DI BENEFICENZA IL COSTO DELLA SERATA E’ DI 20 EURO A PERSONA E’ NECESSARIA LA PRENOTAZIONE: 3511245552

Ufficio stampa BC Communication

Giovedì 23 gennaio si è svolta a Bacoli, presso la steak house “Old Friends”  in Via Fusaro 23, la prima tappa di “Degustì”, noto tour enogastronomico dedicato a tutti gli appassionati del mondo food e agli esperti del settore.

La serata è trascorsa all’insegna del buon cibo della tradizione napoletana accompagnato dai gustosi vini dei Feudi di Guagnano.

Ad aprire le danze uno scenografico piatto di “o’per e ‘o muss” in abbinamento al vino bianco Verdeca Diecianni Verde.

A seguire una deliziosa trippa al sugo proposta in abbinamento ad un intenso Nero di Velluto Negramaro

Come primo una bella pasta e patate, calda e avvolgente come solo le nostre nonne sapevano farla, in abbinamento al Cupone di Negramaro.

Come degna conclusione della serata degustativa, un celebre secondo piatto napoletano, la carne alla genovese, dal sapore intenso e dal gusto indimenticabile, abbinata al vino Le Camarde di Negramaro & Primitivo.

Il tour Degustì è stato promosso dalla Luigi Castaldi Group S.r.l., azienda di distribuzione “Food & Beverage”, che rappresenta oggi uno dei punti di riferimento nell’ambito del settore Ho.Re.Ca. “Quest’anno festeggeremo il 50esimo anno di attività: un gran traguardo a testimonianza della nostra capacità di adattarci ad un mercato in continuo divenire”, dichiara Francesco Gemini, responsabile commerciale della Castaldi Group S.r.l.

Degustì è un momento di condivisione nonché un ottimo palcoscenico per far conoscere ed apprezzare i nostri prodotti, ma anche i piatti del locale che ospita l’evento, in questo caso la taverna Old Friends di Bacoli”, prosegue Francesco.

Abbiamo aperto a Bacoli nel 1991 quando ancora nessuno osava proporre menu a base di carne in una terra baciata dal mare ed abituata ad una cucina a base di pesce”, confida Michele Guardascione, proprietario dell’Old Friend.

Non ci resta che scoprire dove si terrà la prossima tappa del tour Degustì per tuffarci nel gusto con passione. 

Marianna Somma

 “ Primo Piatto dei Campi 2020 ”: parte oggi il progetto promosso da LSDM e Pastificio dei Campi per chef under 35 incentrato sui ricordi legati al primo assaggio di pasta. 

Ricordi di Pasta è il tema dell’edizione 2020, che premierà la migliore preparazione legata al ricordo del primo assaggio di pasta e reinterpretata in chiave contemporanea secondo tecniche e dettami della cucina d’autore. 

Il vincitore sarà invitato ad essere il protagonista, insieme allo chef Peppe Guida, di uno degli esclusivi appuntamenti del format Indovina Chi Viene a Cena al Pastificio dei Campi. 

Parte oggi “ Primo Piatto dei Campi 2020 ”, il progetto ideato da LSDM e da Pastificio dei Campi che premierà la migliore preparazione legata al ricordo del primo assaggio di pasta e reinterpretata in chiave contemporanea secondo tecniche e dettami della cucina d’autore. 

L’iniziativa, aperta fino al 10 febbraio 2020, è rivolta a chef, souschef, capopartita che non abbiano compiuto il 35° anno di età e che siano regolarmente impiegati in un’attività ristorativa, dentro e fuori i confini nazionali. Una volta formalizzata la partecipazione, occorre presentare entro il 10 marzo 2020 la propria ricetta. Una creazione che privilegi, dunque, la tradizione familiare e, allo stesso tempo, metta in risalto tecniche e dettami della cucina d’autore.  

La competizione includerà un numero massimo di 20 partecipanti. L’organizzazione si riserva di scegliere tra le candidature, qualora le richieste di partecipazione fossero superiori a 20.  

I tre piatti più interessanti saranno presentati dagli chef finalisti il 7 aprile 2020nell’evento in programma Gragnano presso il Pastificio dei Campi, alla presenza della giuria composta da: 

Alice Bosio, Giornalista de Le Figaro 

Eleonora Cozzella, Chairman di The World’s 50 Best Restaurants sezione Italia 

Barbara Guerra, Co-curatrice di 50 Top Italy e 50 Top Pizza 

Albert Sapere, Direttore Editoriale di 50 Top Italy e 50 Top Pizza 

Antonio Scuteri, Responsabile di Repubblica Sapori 

Massimiliano Tonelli, Direttore Editoriale di Gambero Rosso   

Il vincitore sarà invitato ad essere il protagonista, insieme allo chef Peppe Guida, di uno degli esclusivi appuntamenti del format Indovina Chi Viene a Cena al Pastificio dei Campi. 

E’ possibile consultare il regolamento del progetto “Primo Piatto dei Campi 2020” al seguente link

Hashtag di riferimento:  

#PrimoPiattodeiCampi2020  

#LSDM  

#RicordiDiPasta  

Ufficio Stampa Bruna Sapere

Tra i talentuosi chef selezionati per il “Premio Miglior Chef Emergente” under 30 per la selezione Centro Sud c’è il campano Davide Filadoro, nato in Irpinia, nel borgo di Lapio. Il 24 e il 25 gennaio, il giovane chef parteciperà alla gara che si disputerà al Roma Convention Center de la ”Nuvola” di Fuksas. Il premio è una novità istituita al Witaly, oggi casa editrice specializzata nell’editing di guide di alberghi, ristoranti, ma anche di eventi e format innovativi come “premio miglior chef emergente” a cura di due volti noti dell’enogastronomia nazionale come Luigi Cremona e Lorenza Viitali.

Chi è Davide Filadoro?

Davide Filadoro

Giovane chef irpino, classe ‘93. La passione per la cucina lo accompagna fin da bambino, riuscendo a trasformare un hobby in un vero e proprio lavoro. L’impegno e la voglia di mettersi in gioco lo hanno guidato nelle scelte professionali, sempre pronto a dare il meglio e a non lasciarsi mai scoraggiare. Legato alla sua terra, nei piatti racconta e porta avanti il nome dell’Irpinia, attraverso i colori e molteplici prodotti a km 0. Il suo territorio, non è solo una casa, è un rapporto vivo. Un rapporto d’amore. Nonostante i successi, Davide è costantemente alla ricerca di nuove sfide e misurarsi con se stesso. “La diversità è la ricchezza e il valore aggiunto della vita”. Davide nel suo regno, la cucina, si muove con disinvoltura e armonia e soprattutto si diverte mentre elabora i suoi piatti. Il cibo è amore e lui lo ama.

Ufficio Stampa

Ciriaco Palmariello

POST EVENTO

Il pomodoro San Marzano ha sposato le eccellenze pugliesi martedì 14 gennaio presso la pizzeria “Regina Margherita” di Orazio Chiapparino a San Giovanni Rotondo (FG), in una degustazione che ha visto protagonista l’oro rosso della Campania in tutte le sue declinazioni coltivato, raccolto, prodotto e confezionato dall’azienda Solania, leader nel settore della trasformazione del pomodoro.  

La mia dedizione alla ricerca di materie prime eccellenti mi ha portato a scegliere il pomodoro San Marzano di Solania per le sue qualità organolettiche dovute a caratteristiche territoriali uniche e molto diverse da quelle del suo cugino pugliese d’origine valliva che non gode delle proprietà vulcaniche del terreno vesuviano, come topping delle mie pizze, perché grazie alle sue particolarità, come la nota acidula, ben si accosta al mio impasto, soffice e croccante, riequilibrando i sapori” ha dichiarato il patron Orazio Chiapparino. 

Regina Margherita

A sostenere questo felice connubio, anche il sindaco di San Giovanni Rotondo Michele Crisetti che si è espresso favorevolmente all’unione “delle energie di due regioni del Sud, Campania e Puglia, che favoriscano lo sviluppo e la valorizzazione di territori portavoce di eccellenze agroalimentari”.  

Marinara

Tra i protagonisti anche l’amministratore unico di Solania, Giuseppe Napoletano fautore del progetto “Il Mio San Marzano” che “Orazio Chiapparino ha sposato identificandosi in un prodotto, dando fede all’azienda che garantisce il controllo di tutta la filiera dalla semina alla coltivazione, dalla trasformazione fino alla distribuzione attraverso la possibilità da parte di pizzaioli e ristoratori di scegliere la particella di terreno e personalizzare l’etichetta della confezione di latta”. 

Burrata e polpo alla Luciana

Il banco di degustazione ha previsto un’entrée di “paposcia” Presidio Slow Food del Gargano con parmigiana di melanzana: una specialità gastronomica da forno (simile per aspetto al “panuozzo” napoletano) del Gargano dall’impasto scioglievole e croccante e dal retrogusto di grano.  A seguire, quattro spicchi di pizze a base di pomodoro San Marzano: La Regina Margherita con mozzarella di bufala, formaggio Grana grattugiato, basilico e olio biologico del Gargano; La Marinara con aglio, origano, alici a beccafico e fonduta di caciocavallo podolico; Pizza con ragù di carne e provola; Pizza con crema di ceci, burrata e polpo alla Luciana all’uscita. Per il dessert, a marcare le sue origini sicule, Orazio Chiapparino sceglie un cannolo siciliano rivisitato con crema di ricotta e composta dolce di Pomodoro San Marzano.  

Cannolo siciliano su letto di emulsione di fragole e pomodoro San Marzano

Polvica al SIGEP di Rimini con il pastry chef Armando Pascarella

 insieme ai Big della pasticceria italiana

Il pasticcere Armando Pascarella di Polvica (Pasticceria Primavera), parteciperà insieme ai Big della pasticceria italiana alla 41esima edizione del SIGEP, il salone mondiale del dolciario artigianale firmato Italian Exhibition Group che si terrà a Rimini dal 18 al 22 gennaio.

Un appuntamento di grande prestigio per il mondo della pasticceria, della gelateria, della panificazione e del caffè con la presenza di circa 1.250 aziende e brand stranieri provenienti da oltre 30 Paesi che rappresenterà una importante vetrina per questo giovanissimo e promettente pasticciere che lo scorso Natale ha sbancato con il suo panettone artigianale al caffè e cioccolato bianco. Un forte riconoscimento per Armando Pascarella e per Polvica, la piccola cittadina dove opera situata a Sud del comune di San Felice a Cancello sul versante opposto di Monte Sant’Angelo al confine con Nola, dove diverse sono le produzioni agroalimentari, oggi sotto i riflettori grazie a giovani talenti come questo giovane pasticcere che non smette mai di studiare ed approfondire la materia e la tecnica attraverso corsi professionalizzanti. Armando, sarà protagonista nello spazio del Molino Agugiaro&Figna insieme ai maestri italiani con Dolce&Salato, la scuola di formazione più importante del Centro Sud Italia presso la quale ha conseguito il Master di pasticceria, si presenterà con una demo dove preparerà  live una sua creazione con cui ha vinto il Contest “I Sapori della Filiera” dell’edizione 2019 del Bufala Fest,si tratta di unacrostata realizzata con pasta frolla alle mandorle, cremoso al caramello, confit di mela annurca e mousse di ricotta di bufala. Un dolce in cui è racchiuso il suo sapere, la freschezza della sua giovinezza, l’amore per il territorio e l’autenticità della sua terra.

 Armando Pascarella Pastry Chef

Pasticceria Primavera

Via Polvica, 87

Tel. 081 821 0687

Polvica di San Felice a Cancello (CE)

Ufficio Stampa Antonella D’Avanzo

Degustì, il tour degustativo enogastronomico promosso dalla Luigi Castaldi Group, fa tappa presso la steak house “Old Friends”, giovedì 23 gennaio alle ore 20:00 a Bacoli (NA), in via Fusaro 23. Protagonisti del menù degustazione della serata saranno i piatti della tradizione napoletana abbinati ai vini dei Feudi di Guagnano. 

O’per e ‘o muss  

In abbinamento: VerdecaDiecianni Verde, Salento IGT 

Trippa 
In abbinamento: Nero di Velluto, Negramaro, Salento IGT 

Pasta e patate 
In abbinamento: Cupone, Salice Salentino, Negramaro, Riserva DOC 

Carne alla Genovese 
In abbinamento: Le Camarde, Negramaro & Primitivo, Salento IGT 

 
Costo degustazione 25,00 € 

Degustì 
Tutti gli eventi targati Degustì sono dedicati ai professionisti, a tutti gli appassionati del settore, al mondo dei foodies, agli amanti del buon cibo e dei prodotti di qualità.  

Luigi Castaldi Group 
Nata nel 1970, la Luigi Castaldi Group, azienda di distribuzione “Food & Beverage”, è oggi uno dei punti di riferimento nell’ambito del settore Ho.Re.Ca. Forte di una lunga esperienza, competenza ed intuizione, si appresta quest’anno a festeggiare il 50esimo anno di attività: un traguardo che comprova la capacità di adattarsi a un mercato in continuo divenire. Dai vini alle birre, passando per la variegata proposta più strettamente alimentare, l’azienda mira ad ottimizzare, con dinamismo e propositività, i propri servizi, rendendoli esclusivi. 

Old Friends 
Old Friends è una taverna, una pizzeria e una steak house nata a Bacoli nel 1991 dall’idea innovativa e coraggiosa dei proprietari di creare per la prima volta nella zona flegrea, dove la vicinanza al mare impone una cucina a base di pesce, un ristorante in cui vera protagonista fosse la carne. Oltre agli immancabili sfizi, antipasti e tanti tagli di carne, la taverna propone anche i piatti tipici della tradizione napoletana.  

Il concorso gastronomico itinerante ha lo scopo di divulgare la conoscenza della cozza tarantina, eccellenza tipica locale, per valorizzare e promuovere il turismo enogastronomico

Sabato 18 gennaio si terrà a Gallipoli, in provincia di Lecce, la ventesima edizione del “Festival italiano della cucina con la cozza tarantina” e prodotti della gastronomia pugliese. Sono dunque trascorsi diciotto anni da quando il Cav. Uff. Cosimo Lardiello, Presidente del Centro di Cultura Renoir di Taranto, diede inizio con passione al concorso gastronomico itinerante su tutto il territorio nazionale con lo scopo di divulgare, in tante regioni italiane, la conoscenza della cozza tarantina, eccellenza tipica locale, per valorizzare e promuovere il turismo enogastronomico e l’immagine complessiva della città in cui viene allevato il mitile. La manifestazione, nel classico stile Renoir, negli anni è andata sempre più a crescere e ad affermarsi, riscuotendo unanimi consensi, tanto da essere imitata, senza avere successo, dai Comuni di Lerici, Macerata e Cervia, per promuovere i loro prodotti tipici locali. Si riaccendono quindi i riflettori sul prezioso frutto del Mar Piccolo di Taranto, allevato in aree sottoposte a strettissimi controlli da parte delle autorità preposte, che ogni settimana definiscono la qualità e la salubrità, tanto che oggi i mitili del comprensorio indicato come secondo seno del Mar Piccolo di Taranto sono finalmente tornati ad essere classificati nella classe “A”, il prodotto quindi non necessita più di essere messo nelle vasche di stabulazione dopo la raccolta, le cozze potranno ora arrivare direttamente nelle case dei consumatori sempre freschissime, pulite, pronte da mettere in pentola. Il prodotto ha il suo periodo di riproduzione durante l’inverno e il miglior periodo per assaporarne la prelibatezza sono i mesi successivi. Come nelle precedenti edizioni il Festival sarà seguito dalla stampa locale e nazionale, alla manifestazione parteciperanno giornalisti provenienti da diverse città italiane e verrà ripresa – come nelle altre edizioni – dalle telecamere di Rai 2 , mandata poi in onda nella trasmissione “Eat Parade”. Proprio in questo momento di difficoltà Taranto ha bisogno di fare leva sulle sue qualità migliori e su nuove energie che possano contribuire a diversificare quello che viene definito il “business network”, cioè il “tessuto produttivo” a cui si fa riferimento per indicare le relazioni immateriali tra un produttore e l’altro, relazioni economiche, sociali e culturali che fanno sì che le imprese in un determinato territorio non siano isolate, ma interagiscano con le infrastrutture produttive cioè con tutti i mezzi tecnici, i servizi e strumenti che rendono possibile la produzione. Occorre quindi migliorare la filiera commerciale dei prodotti del mare di Taranto, attivando una seria politica di valorizzazione sul contesto italiano.

Festival della cozza tarantina

E’ questo l’obiettivo che il Festival in questi anni è riuscito a perseguire in tutte le sue tappe, stimolando la creatività dei vari chefs che si fronteggiano nella preparazione delle più fantasiose pietanze. Gli chefs provenienti da ogni parte d’Italia, appartengono tutti a prestigiose strutture ricettive, trasformano e arricchiscono con nuove proposte creative il mollusco bivalve con abbinamenti insoliti e accattivanti che esaltano la cozza tarantina, la vera protagonista dell’evento, conferendo nuove sensazioni al palato e scrivendo di volta in volta nuove pagine della storia della cucina italiana.

Gli chefs e i maîtres, che hanno accolto nelle loro cucine i mitili tarantini, diventano a loro volta, attori e diffusori dell’immagine del prodotto stesso attraverso l’elaborazione di centinaia di nuovi piatti da essere replicati dagli estimatori di tale prelibato frutto del mare jonico. Sarà l’Hotel Bellavista Club del gruppo Caroli Hotels di Gallipoli ancora una volta ad ospitare il Festival per la XX edizione 2020, sponsorizzando ufficialmente l’evento. Seguiranno poi gli appuntamenti itineranti in tutto il territorio nazionale: nel mese di Febbraio si svolgeranno quattro serate eliminatorie, riservate agli chefs e ai commissari di gara, presso il ristorante dell’ Hotel Lido Impero di Chiatona, vicino Massafra, in provincia di Taranto. Il 24 e il 25 Marzo si disputerà poi ad Aversa il Gran Premio “Pizza e Cozze Tarantine” a cui seguiranno altri appuntamenti ad Isernia, Civitanova Marche, Peschiera del Garda ed altri, per concludersi prima della stagione estiva. Il direttore organizzativo del “Festival italiano della cucina con la cozza tarantina” Cav. Uff. Cosimo Lardiello, per la ventesima edizione ha schierato a Gallipoli i più prestigiosi chefs nazionali ed internazionali componenti della squadra ufficiale nazionale del Festival, che rappresentano il Festival nelle competizioni più importanti nazionali ed internazionali, questi i nomi: Gianfranco Anzini executive chef di Napoli; Alessandro Angiola executive chef di Foggia; Vincenzo Cecere executive chef di Catanzaro; Nicola Altavilla executive chef di Taranto; Onofrio Terrafino executive chef di Gallipoli (Le).

Cozze di Taranto

La manifestazione sarà presentata da Angelo Caputo, Vice Direttore di Studio 100 Tv di Taranto. Il gruppo musicale Rua Katalana Quartet, nato dall’incontro di quattro amici musicisti con esperienze nei diversi stili musicali e appassionati della canzone classica e moderna napoletana, eseguirà brani del loro repertorio. E’ prevista la partecipazione di rappresentanti delle Forze dell’Ordine dei Comuni di Lecce e Brindisi, nonché di un numeroso gruppo di piloti dell’Aviazione Marittima Italiana con il loro Presidente nazionale Orazio Frigino e con i rappresentanti delle delegazioni delle Regioni Calabria, Marche, Lombardia, Toscana. Scopi dell’Aviazione Marittima Italiana sono quelli di diffondere l’idea del volo sportivo proprio in una regione d’Italia, la Puglia, che è una piattaforma naturale protesa nel Mediterraneo, dove le tradizioni aeronautiche hanno salda dimora e con dentro l’irresistibile voglia di vivere il cielo da protagonisti.

Harry di Prisco

Il primo corso universitario online sulla pizza per tutti 

Tutti ne parlano, tutti la mangiano ma pochi la conoscono davvero: la Pizza è uno dei simboli dell’Italia nel mondo ma quanti ne conoscono la storia, l’evoluzione, gli ingredienti, le tecniche, gli stili, l’apporto nutrizionale? 

La pizza è più di una ricetta: è un Patrimonio Culturale Nazionale, e, nel caso del pizzaiolo napoletano, un Patrimonio Immateriale sancito dall’Unesco. Un simbolo della Dieta Mediterranea e della cultura della Convivialità, un elemento in cui si fondono tradizione e innovazione.  

Per questo la più antica università laica d’Europa ha raccolto la sfida di parlarne in maniera scientifica e divulgativa con un prodotto multimediale pensato per il web. 

Il Centro Federica Weblearning dell’Università di Napoli Federico II presenta il primo corso online sulla pizza, da seguire gratuitamente su computer, ipad e i cellulari, senza vincoli di presenza e orario. 

Da oggi, online, c’è una nuova possibilità di imparare, anche in modo divertente ma preciso e scientifico: https://www.federica.eu/c/pizza_revolution 

Il corso Pizza Revolution è curato del giornalista Luciano Pignataro, autore di uno primi e più completi saggi sull’argomento: “La pizza. Una storia contemporanea” edito da Hoepli, ed è un corso teorico e online. Dalla storia alla lievitazione, dalla farcitura alla cottura, dalla diffusione all’etimologia della parola, la pizza viene trattata in tutte le sue diverse componenti. Un corso pensato per vari target: dagli addetti ai lavori ai semplici curiosi, dagli appassionati agli operatori del settore enogastronomico. 

Luciano Pignataro è la voce narrante di un viaggio che ci porta dal Veneto a Roma, dalla Campania a New York attraverso i volti e le storie dei pizzaioli più noti al grande pubblico: Gino Sorbillo, Ciro Salvo, Franco Pepe, Salvatore Salvo, Enzo Coccia, Matteo Aloe, Giancarlo Casa, Enzo Piccirillo, Sara Palmieri, Lello Ravagnan.  

Non mancano i tutorial sulla cottura e sull’impasto, sulla pizza fritta e sugli ingredienti.  

50 interviste ai testimoni di una “rivoluzione” che vede la pizza passare da cibo povero a piatto ricercato, che si adatta, attraverso studio e ricerca, anche a celiaci e intolleranti. 

Accanto ai pizzaioli, ci sono professori universitari, imprenditori, rappresentanti delle istituzioni, esponenti dei media. 200 slide di testo e 100 link per un racconto corale che parte da discipline diverse con il comune denominatore “pizza”: il prof. Bruno Siciliano e il robot Rodyman, il prof. Paolo Masi e la cottura in termini scientifici, il prof. Alberto Ritieni e la pizza nutraceutica, la prof.ssa Valentina Della Corte e la pizza experience, il prof. Raffaele Sacchi e lo studio degli ingredienti, il linguista Paolo D’Achille e il significato della parola pizza, il prof. Matteo Lorito e l’alta formazione in campo gastronomico. 

Un’esperienza innovativa, coinvolgente, un sapere gratuito, a portata di click: il corso Pizza Revolution è una rivoluzione anche per questo.  

Per iscriversi basta accedere al corsoiscriversi compilando il form di registrazione e confermare la propria mail. Poi, non resta che seguire, spicchio dopo spicchio, questo percorso a base di pizza. 

Ufficio Stampa Evelina Bruno

Martedì 14 gennaio 2020 alle ore 13.00 presso la pizzeria “Regina Margherita” di Orazio Chiapparino, in Corso Regina Margherita 7 a San Giovanni Rotondo (FG), ci sarà una degustazione che vedrà protagonista il Pomodoro San Marzano in tutte le sue declinazioni coltivato, raccolto, prodotto e confezionato dall’azienda Solania, leader nel settore della trasformazione del pomodoro. 

 

Orazio Chiapparino – Il Mio San Marzano

In particolare, il menù proposto da Orazio Chiapparino, che quest’anno ha ricevuto due spicchi dal Gambero Rosso, prevede un’entrée di “paposcia” Presidio Slow Food del Gargano con parmigiana di melanzana: una specialità gastronomica da forno (simile per aspetto al “panuozzo” napoletano) del Gargano dall’impasto scioglievole e croccante e dal retrogusto di grano.  

La degustazione a spicchi comprenderà quattro pizze a base di pomodoro San Marzano:  

  1. La Regina Margherita con mozzarella di bufala, formaggio Grana grattugiato, basilico e olio biologico del Gargano 
  1. La Marinara con aglio, origano, alici a beccafico e fonduta di caciocavallo podolico 
  1. Pizza con ragù di carne e provola 
  1. Pizza con crema di ceci, burrata e polpo alla Luciana all’uscita 

Per il dessert, a marcare le sue origini sicule, Orazio Chiapparino sceglie un cannolo siciliano rivisitato con crema di ricotta e composta dolce di Pomodoro San Marzano.  

Orazio Chiapparino, siciliano d’origine, pugliese d’adozione ma pizzaiolo globe-trotter, nel suo tour europeo alla ricerca di materie prime d’eccellenza trova nella varietà del San Marzano il perfetto pomodoro da utilizzare nella sua pizzeria, per le qualità organolettiche dovute a caratteristiche territoriali uniche e molto diverse da quelle del suo cugino pugliese d’origine valliva che non gode delle proprietà vulcaniche del terreno vesuviano.  

A materie prime d’eccellenza, il pizzaiolo pugliese abbina un impasto studiato, ricercato e perfezionato nel tempo ottenuto da farine macinate a pietra di tipo 1, lievito madre e lievito-maturazione di circa 48 ore da cui deriva un disco di pasta altamente digeribile e salutare che, al palato, esplode nei sapori tipici delle farine con germe di grano. 

Solania

Orazio Chiapparino ha sposato il progetto Il Mio San Marzano”, promosso dall’azienda Solania e nato sotto l’egida della Coldiretti Campania, grazie al quale pizzaioli e ristoratori possono scegliere la particella di terreno e personalizzare l’etichetta della confezione di latta su cui verrà altresì apposto un QR code. Il progetto risponde alle esigenze della comunità di pizzaioli e dei ristoratori che vogliono identificarsi in un prodotto e ne gradiscono il controllo di tutta la filiera dalla semina alla coltivazione, dalla trasformazione fino alla distribuzione. 

Domenica 12 gennaio alla scoperta della Valle dell’Irno. “ Di Food in Tour ” farà tappa a Baronissi

Dopo i Picentini, il progetto nato nel novembre 2017, si occuperà della promozione e valorizzazione delle attrattive culturali ed enogastronomiche dell’Irno

Aria di novità nel 2020 per Di Food in Tour , il progetto nato dalla sinergia tra il Gruppo CTG Picentia di Salerno e lo Studio PAMart-ProgettazioneCulturale operativo in Costiera Amalfitana. La Presidente dell’Associazione di promozione sociale Mina Felici, la Vicepresidente Annamaria Parlato e la Dott.ssa Maria De Vita responsabile del marketing territoriale hanno scelto come comune capofila dell’Irno, Baronissi. La Presidente provinciale del CTG Adele Cavallo ha espresso il suo entusiasmo in merito, dichiarando: “Un nuovo successo per Di Food in Tour anche nel 2020. Dopo i Picentini con i quali abbiamo instaurato rapporti di collaborazione presenti e futuri sia nella formazione ACA che nella promozione turistica dei piccoli borghi, adesso toccherà alla Valle dell’Irno, con l’augurio di riuscire a portare i tanti turisti campani curiosi di conoscere le belle realtà salernitane”. Anche la Dott.ssa Mina Felici ha voluto esprimere un pensiero a riguardo: “La nostra è stata un’intuizione felice in anni non sospetti. Arte e Cibo oggi sono un binomio indissolubile e molte associazioni nel salernitano hanno preso spunto dal nostro progetto. A livello regionale e nazionale pare che questa sia diventata la priorità, e cioè la valorizzazione dei piccoli borghi e la promozione del turismo lento. Noi ci auguriamo che vengano stanziati fondi o emanati bandi rivolti alle associazioni a sostegno di simili iniziative.

Prodotti tipici

Forti delle esperienze pregresse, anche in questo territorio lasceremo e lanceremo un segnale fortissimo affinché ci sia il recupero di tutto ciò che è prezioso e che spesso viene dimenticato e trascurato ma che fa parte del nostro orgoglio e della nostra ricerca identitaria. Ci tengo a sottolineare che ci stiamo muovendo con le sole nostre forze e grazie all’impegno e alla preparazione delle nostre professioniste che lavorano in sinergia per la buona riuscita dei tour”. Il Comune di Baronissi con grande interesse si è reso disponibile a sposare l’iniziativa domenica 12 gennaio, così come la Pro Loco e le Associazioni culturali presenti sul territorio “Archeologando Intour” “Casa della Poesia” e “Tutti Suonati”. A dare il benvenuto ai visitatori il Sindaco Gianfranco Valiante, il consigliere comunale Giuseppe Pasquile, delegato alle politiche del turismo e la Presidente della Pro Loco Maria Picarone. Dopo la colazione offerta dalla Pro Loco, le visite alla Villa Romana di Sava, al Convento francescano della SS. Trinità con la sua mostra di presepi, al Museo FRAC per l’arte contemporanea con la mostra Object Rituels e alla Villa Comunale con le Luci dell’Irno-Costellazioni infinite e il presepe artistico del Maestro Mario Carotenuto arricchiranno culturalmente il percorso, mentre quelle alla Cantina Renato Cosimato e al Birrificio dei Bardi approfondiranno le tematiche enogastronomiche. Le degustazioni di prodotti tipici delle aziende del territorio al pomeriggio, il pranzo presso l’Agriturismo Nonno Carmine a base di ingredienti della tradizione contadina e un “caffè letterario” presso la sede della Casa della poesia per conoscerne le attività a livello internazionale, saranno nutrimento per le menti e i palati dei buongustai. Il Food Blog 2Ingredienti Arte&Cibo sarà media partner dell’evento.

Cantine

Il CTG (Centro Turistico Giovanile) è un’ Associazione nazionale senza scopo di lucro che promuove e realizza un progetto educativo e di formazione integrale della persona, attraverso momenti di crescita, di impegno e di aggregazione sociale, ispirandosi alla concezione cristiana dell’uomo e della vita, nel servizio alle persone e al territorio. Agisce nell’ambito del turismo giovanile e sociale, della cultura e dei beni culturali, dell’ambiente e del tempo libero, avvalendosi del metodo dell’animazione e rivolgendosi a tutte le fasce di età, in particolare a quelle giovanili. Nato nel 1949, il Ctg oggi si estende in tutta Italia con centinaia di realtà tra gruppi di base, circoli e centri di vacanza in località di grande richiamo turistico e naturalistico, con una rete diffusa di comitati provinciali e di consigli regionali, coinvolgendo ogni anno nelle proprie attività migliaia di persone. Il CTG è riconosciuto dal Ministero dell’Interno come Ente Nazionale con Finalità Assistenziali ed è altresì iscritto al Registro Nazionale delle Associazioni di promozione Sociale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Ulteriore riconoscimento ufficiale come Associazione è quello concesso dalla CEI. Il 2 marzo 2019 è stato stipulato un protocollo d’intesa con “I Borghi più belli d’Italia”, per valorizzare l’Italia e le sue bellezze e il 6 giugno 2019 con il MIBAC sull’educazione e formazione al patrimonio culturale.

Ufficio Stampa Annamaria Parlato


Dopo aver conquistato la sua Cava de’ Tirreni col format Delicious, con 6 locali aperti in un’unica strada in meno di 5 anni, Vincenzo Falcone a 32 anni è pronto a gettarsi in una nuova e ambiziosa avventura dal nome Golocious . Tutto nasce dall’incontro con Gian Andrea Squadrilli – tecnologo alimentare, influencer e fondatore della piattaforma italyfoodporn, classe 1994 – per un format che avrà diverse declinazioni tra pizza in teglia, pizza, hamburger, enoteca. Il logo è espressamente pop: una bocca sorridente, stampo del sorriso di Vincenzo. «Perché davanti ai miei piatti non si può non sorridere». 

E così martedì 31 dicembre si sono alzate le saracinesche in via Luigi de Maio 17 a Sorrento per il primo locale con insegna Golociuos che punta sulla pizza in teglia. La mission è far godere occhi, palato e stomaco del consumatore. Una evoluzione del food porn americano, che Falcone ha importato per primo in Italia, che si distacca dal junk food per evolversi in prodotto d’eccellenza, frutto di constante ricerca delle materie prime e di studi sull’estetica. 

Pizza in tegia


Grande cura dell’impasto a 48 ore di lievitazione con utilizzo della biga per un blend di farine tipo 0 (30%) e tipo 1 (70%) a cura del maestro pizzaiolo Guido Palladino. «Diversamente dalle farine bianche 00 e 0 – spiega Falcone – il tipo 1 di farina è meno raffinata in quanto contiene un maggior quantitativo di crusca e di germe di grano che, essendo ricchi di fibre, sali minerali e vitamine, ne incrementano notevolmente il valore nutritivo e la digeribilità. I benefici della farina Tipo 1 sono molteplici. La fibra alimentare in essa contenuta ha, infatti, effetti di tipo funzionale e metabolico in quanto aiuta a mantenere una corretta funzionalità intestinale, a diminuire il colesterolo e a ridurre il glucosio nel sangue».

C’è l’imbarazzo della scelta in un menù che segue rigorosamente la stagionalità dei prodotti. Ecco la ragù, cheddar fuso e stracciata di bufala, poi quella con crocchè, fonduta di noci e bacon croccante, per passare alla pulled pork, cipolla caramellata e patate schiacciate, e come non menzionare la pizza con lardo di colonnata, miele al tartufo e gorgonzola. Non mancano quelle le classiche come Margherita, Marinara, con pomodorini gialli e quelle che strizzano l’occhio a Carbonara e Nerano. Il tutto prodotto in un laboratorio a vista.
A completare il format sorrentino, con 30 posti a sedere aperto dalle 7 del mattino a mezzanotte, anche caffetteria e gelateria artigianale con il maestro Vincenzo Vaccaro che ha realizzato una linea ad hoc. Il progetto poi sbarcherà nei primi mesi del 2020 anche a Napoli, Roma e Milano, con altre formule.

Pizza in teglia



Per annunciare la nascita di questo progetto Vincenzo Falcone si affida ai social network dove è seguitissimo (con 210k follower su Instagram), indicato da Bazzoole nella top 5 dei food creator italiani, primo tra gli uomini per engagement. Nel post Falcone ha un quadretto col logo Golocious in mano e sorride ricordando i suoi esordi e dove è arrivato oggi. “Facciamo un passo indietro… «Diventeremo uno dei brand più conosciuti d’Italia». Questa è la frase da sognatore detta ai miei soci all’apertura del nostro primo locale, ovviamente, seguita da una loro grande risata. Era il 2014, avevo appena terminato la mia ultima stagione nei villaggi e con i ricordi indelebili della mia esperienza Californiana del 2010, decisi di aprire il primo locale dove esprimere il mio concetto di Foodporn con prodotti di alta qualità. Lo dico sempre: si gode prima con gli occhi e poi col palato. È passato tanto tempo da quel giorno e dopo tanto lavoro, sacrifici, notti insonni e perseveranza, con la gioia nel cuore vi presento “ Golocious ”, il brand del nostro progetto di espansione. Molti di voi si chiederanno perché un nuovo brand. Delicious purtroppo è una parola internazionale di uso comune, che però resterà sempre presente nei nostri locali a Cava. Volevamo qualcosa che fosse solo nostro, unico e inimitabile. Golocious is the new delicious

Ufficio Stampa

Alessandro Savoia

3D Magazine presenta il numero 20 dedicato al Mistico in un doppio appuntamento a Roma e a Napoli. L’ evento per i lettori della città partenopea si è svolto al Mente + Locale, le cui affascinanti e misteriose cisterne d’epoca romana della villa di Servilio Vatia si inquadrano perfettamente con il misticismo della rivista patinata. Una processione di incappucciati e Madonne Addolorate, i cui simulacri sono i protagonisti delle nuove copertine: Mena Marano l’Ad di Silvian Heach e l’architetto romano Pietro di Pierri, dà inizio al viaggio nella spiritualità del nuovo numero presentato dall’editore Palma Sopito, il direttore responsabile Valentina Nasso e dal responsabile della comunicazione Giovanni Salzano. Presenti anche il direttore creativo eventi Salvio De Rosa e Alessia Zibellini account manager Lazio. Durante la serata sono stati assegnati due premi. #piattomistico all’executive chef Angelo Borghese del Settanta Neo Bistrot di Pontecagnano (Sa), per la sua interpretazione in chiave mistica del tortello di genovese di tonno in brodo di soia. Il premio miglior piatto dell’anno per la rubrica #peperosso è stato consegnato dal responsabile della rubrica Davide Milone, all’executive Chef Gianluca Centomani e allo Chef Rosario Consalvo Villa Imperiale Posillipo (Na):“Come un vitello toRnato dall’Asia” tonno bianco ala lunga marinato al tè lapsang con croccante al farro integrale, giardiniera di verdure, maionese di miso, salsa d’alga nori al wasabi e gel di yuzu. Una serata all’insegna delle eccellenze campane con la degustazione dei panettoni del maestro pasticcere Raffaele Caldarelli, i vini delle Cantine Cerullo di Napoli, i taralli di Leopoldo e una drink list signature Brown Spirits. A festeggiare l’uscita del nuovo numero tra brindisi sulle note del DJ set max Vitolo, la redazione di 3D Magazine, giornalisti, blogger. Tra gli ospiti Ottavio Lucarelli, presidente Ordine dei giornalisti Campania, Domenico Contessa, Gennaro D’Elia, Luca Iannuzzi, Deborah di Meo, il Prof. Carmine Pecoraro, Adriano Casolaro, Teresa Lucianelli, Anna Annunziata, Raffaele Campanella, Nunzio Crispino.

Qr- code Issue 20

Attraverso un sistema di Qr- code, 3D, sceglie un modo di comunicare che va oltre il semplice cartaceo. Il collegamento emozionale trasmesso da un’esperienza fisica, come il toccare la carta, sfogliare le pagine, abbinato alle tecnologie come i codici QR, ha permesso un collegamento molto più intimo tra magazine e lettore. I sistemi in accoppiamento hanno creato una straordinaria esperienza immersiva alla quale è possibile accedere, nel numero 20 inquadrando la pagina dedicata alla pianista Ginevra Costantini Negri, talento del pianoforte, l’enfant prodige orgoglio italiano, che ha firmato il sound dell’intero numero. Il qr – code inserito nel numero 20 è uno strumento emozionale capace di coinvolgere il lettore in una intrigante esperienza visiva che abbatte ogni frontiera tra cartaceo e digitale. L’innovativo sistema è presente nell’intervista all’artista Roberto Ferri che, profondamente ispirato dai pittori del barocco, in particolare Caravaggio, ci mostra i dettagli della realizzazione delle sue opere. Allo stesso modo è possibile visitare la Cappella di Sansevero, in cui bellezza e mistero si intrecciano. Un affascinante qr-code per indagare sulla relazione tra la materia e il potere archetipico dei simboli con  “Les Arcanistes” il progetto delle maghe del design: Arianna Lelli Mami e Chiara di Pinto, le menti creative di Studiopepe . È possibile entrare nel mondo fiabesco e colorato di Elena Salmistraro volto del design italiano. Un qr- code per emozionarsi con la musica della natura di Plants Play: un device che, tramite dei sensori da apporre sulle piante, permette di convertire le vibrazioni emesse da fiori e alberi in note musicali. Potrete partecipare, seduti in prima fila, grazie al sistema inserito nell’intervista, alle sfilate della Milano Fashion Week 2020 dei giovani designer Simona Marziali e Federico Cina.

Basterà solo puntare la fotocamera del dispositivo sul codice da scansionare per entrare nel “mondo 3D”. Issue 20 di #3D Magazine, esalta la bellezza della carta stampata, “raccontandola” in ogni sua declinazione.

 # 3D Magazine Issue 20 #Mistico Concept

3D Magazine ha una forte identità. Nasce dal desiderio di raccontare “la straordinaria ordinarietà” dell’essere umano. Un altro genere di comunicazione il cui obiettivo è quello di raccontare una storia. Alla scoperta della terza dimensione, si muove tra vibrazioni di pensiero ed emozioni. Frutto di quest’analisi è la profondità del cuore dell’uomo, la parte più intima, più recondita della coscienza, quella che mostra tutta la sensibilità dell’individuo, e la sua capacità di andare oltre la superficie delle cose. #3D è proprio questo: andare oltre. Andare oltre è possibile solo quando c’è una profondità di pensiero anche da parte di chi, ha la fortuna di immortalare i momenti irripetibili di un racconto e di trasformarli in parole. È un “dono”, fatto di ascolto, osservazione e comprensione dell’altro.  #3D Magazine è strutturato in due sezioni che sono speculari con due Cover Story, una dedicata all’ Ad di Silvian Heach Mena Marano, l’altro all’imprenditore filantropo Pietro di Pierri. Lo scopo è rappresentare la straordinaria ordinarietà del personaggio pubblico, nel suo quotidiano come l’ordinaria straordinarietà delle persone comuni che si adoperano per qualcosa di unico. Questa dualità confluisce in un unico leitmotiv: mistico. Il numero 20 celebra la spiritualità in tutte le sue declinazioni. Mistica è un’esperienza interiore che accomuna tutte le religioni e le forme di civiltà. Lo stesso rapporto tra Uomo e Natura è governato, secondo la filosofia Platonica e la tradizione iniziatica, dalla strutturale corrispondenza tra il Microcosmo – Uomo ed il Macrocosmo – Universo. Il numero 20 è un viaggio attraverso la dimensione “sacra” e “divina” della realtà, tra occultismo, sangue e simboli esoterici.

Nell’inserto #Mistico sono presenti le foto di Giovanni Gastel, appartenenti alla serie Angeli Caduti, le opere del regista e fotografo statunitense David LaChapelle, esposte in Italia nella grande mostra “ Atti Divini” alla Reggia di Venaria, presso la Citroniera delle Scuderie Juvarriane, e la visione di ritratto sacro di Serrano.

Ufficio Stampa

Valentina Nasso

Da Sustable un movimento per la valorizzazione di questa varietà unica nel mondo Venerdì ore 19, via Filichito 102

Si è tenuta venerdi sera alle 19 a Volla presso Sustable (via Filichito 102), bistrot guidato dall’imprenditore Salvatore Susta, la presentazione del movimento per Volla Capitale del friariello.All’evento, a cura di Bc Communication, hanno partecipato:- Pasquale Di Marzo, sindaco di Volla- Federico Capuano, capo dipartimento degli Alimenti Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno- Amilcare Troiano, responsabile Parchi del Gruppi Ricerca Ecologica- Rosario Lopa, portavoce Consulta Nazionale per l’Agricoltura e il Turismo
– Pasquale Calviati, imprenditore settore agroalimentare- Giuseppe Serroni, presidente Associazione I Sedili di Napoli- Alfredo Catapano, Vicepresidente provinciale Federmoda e membro esecutivo nazionale Federmoda Giovani- Giuseppe Daddio, chef e patron Dolce & Salato- Salvatore Susta, titolare Sustable

Presente inoltre un rappresentante di Slow Food
“I friarielli – ha osservato Salvatore Susta –  sono tra le verdure più consumate ma anche più amate nella nostra regione: si tratta di una cultivar esclusiva che non si trova in nessuna altra parte del mondo e che ha caratterizzato l’agricoltura della nostra terra. Per questo abbiamo sostenuto questo progetto che intende riportare Volla anche alle sue origini di terra fertile. Abbiamo proposto un menù a base di friariello proprio per esplorare le virtù di questo ortaggio”.
Per l’occasione Sustable, che compie il primo anno di attività, ha presentato il nuovo menù invernale realizzato con la collaborazione della Scuola di Cucina Dolce & Salato e un’intera linea dedicata alla valorizzazione del friariello.
Il marchio per la tutela di questa cultivar autoctona è di Bc Communication che ha seguito l’intero progetto. Agenzia di marketing e pubblicità, la BC si sta dedicando alla promozione del territorio partendo proprio dall’agricoltura.

BCCOMMUNICATION

Ospite della rassegna culinaria “ 5 Senses Dinner ”

lo chef stellato Crescenzo Scotti

Martedì 17 dicembre, cena a quattro mani con

lo chef Gustavo Milione al Via Porto Bistrot

Nel pieno centro di Salerno, a pochi passi da “Luci d’Artista”, consueta manifestazione natalizia cittadina, torna il terzo appuntamento con la rassegna gastronomica  “ 5 Senses Dinner ” organizzata da Via Porto Bistrot, martedì 17 dicembre alle ore 20.30. Dopo la partecipazione di Paolo Gramaglia, chef e patron del ristorante stella Michelin “President” di Pompei, e di Domenico Iavarone, chef due volte stellato prima al ristorante “Maxi” di Vico Equense e poi presso il “Josè Restaurant” di Torre del Greco, sarà ospite lo chef Crescenzo Scotti, del ristorante stella Michelin – anno 2014/2015 – Il Cappero del Terasia Resort di Vulcano.

Scotti, però, non è nuovo ai fornelli del Via Porto Bistrot. Il suo, infatti, sarà un felice ritorno che lo vedrà nuovamente a preparare deliziose pietanze congiuntamente con lo chef del locale, Gustavo Milione.Il menu sarà perfetto per i palati più curiosi ed esigenti e punterà all’eccellenza in un mix di tradizione autoctona e di contemporaneità, come spiega chef Gustavo: «Sono felice della prossima cena a quattro mani, con lo chef stellato Crescenzo Scotti, perché i punti di incontro delle cucine non sono solo legate all’agroalimentare, ma anche alle sue più antiche tradizioni con un’acuta attenzione alla storia recente. Il nostro obiettivo, infatti, sarà quello di puntare sulle autentiche ricchezze del nostro territorio. Sono sicuro che la cena di martedì sarà, per i nostri ospiti, un’emozione per gli occhi che si tradurrà nei sapori proposti a tavola».

Inoltre, per ogni portata in tavola verrà abbinato un vino di “Tenuta Scuotto”, azienda agricola irpina, che esalterà il gusto di ciascuna pietanza creando così un vero e proprio matrimonio armonico capace di bilanciare tutti i sapori.

«I vini della nostra tenuta sono sempre riusciti ad intercettare i gusti del pubblico e sono sicuro che sarà così anche con gli ospiti della cena stellata di martedì. Siamo così entusiasti di accompagnare i nostri vini ai piatti preparati dallo chef Gustavo Milione e lo chef Crescenzo Scotti che abbiamo deciso di fare una sorpresa a tutti i presenti con un vino di nostra produzione di annata prestigiosa». Spiega Adolfo Scuotto, owner dell’azienda.

Il Via Porto Bistrot, gestito dalla famiglia Salvati, si propone quindi ancora una volta come tappa fissa per chi ama la cucina d’eccellenza salernitana attraverso piatti che, senza rinnegare le antiche tradizioni culinarie, strizzano l’occhio all’attualità e all’innovazione in cui, grazie all’ambiente elegante ma allo stesso tempo accogliente, accarezzano le papille gustative di tutti i commensali alterandone i cinque sensi: vista, tatto, udito, gusto e olfatto.

 

Ufficio Stampa

Ilaria Cuomo

Armando Pascarella , il giovane pastry chef di Polvica che sorprende con le

sue creazioni artigianali.

Il 15 dicembre la degustazione dei panettoni di Amando Pascarella

 

Quando si arriva a Polvica, un piccolo centro a vocazione agricola che si trova a Sud del comune di San Felice a Cancello, sul versante opposto di Monte Sant’Angelo al confine con Nola, e si chiede della pasticceria Primavera tutti sanno indicare dove si trova perché è l’unico laboratorio dolciario di questo piccolo centro conosciuto per l’artigianalità e la freschezza dei prodotti che troviamo al banco. Unico e solo, situato al civico n. 87 di via Polvica, la strada principale di collegamento con il Cis di Nola, l’Interporto Campano, il Vulcano Buono e ancora, con l’Alenia Aeronautica. Il laboratorio (pasticceria Primavera), nasce dodici anni fa con la gestione familiare, dove da alcuni anni ha preso le redini in mano il secondogenito Armando Pascarella , dopo gli studi alberghieri ed un Master di Pasticceria conseguito presso una delle scuole più importanti e qualificate del Centro Sud Italia (Dolce&Salato) e dopo diversi corsi di specializzazione e stage con maestri lievitisti, tra cui Aniello di Caprio.

Per lui le parole d’ordine sono tradizione, precisione, passione, ricerca e territorio, pulizia estetica e gustativa, Armando Pascarella lo scorso mese di settembre è stato il vincitore del Contest  “I Sapori della Filiera” dell’edizione 2019 del Bufala Fest con  una crostata realizzata con pasta frolla alle mandorle, cremoso al caramello, confit di mela annurca e mousse di ricotta di bufala e, a gennaio, lo vedremo protagonista, con la scuola con cui si è specializzato, al Sigep di Rimini (Salone Internazionale di pasticceria e gelateria), con un’altra sua innovativa creazione che non si discosterà molto dalla tradizione, così come piace lavorare a questo giovane pastry chef destinato ad una lunga e brillante carriera.

“I sogni nel cassetto sono tanti – racconta – ora devo lavorare sodo e continuare a studiare perché la pasticceria è una materia in continua evoluzione e voglio specializzarmi nei lievitati – ed aggiunge – presto mi piacerebbe spostarmi di poche centinaia di metri con il laboratorio per mettere in piedi qualcosa di innovativo e molto accogliente per questo paesino che mi sta dando tanto e per migliorare anche i miei spazi di lavoro”.

Molto apprezzati sono i suoi biscotti classici all’amarena, vanno a ruba ed è molto bravo anche con i prodotti da prima colazione di cui presto ne parleremo, ma ora visto che il Natale è alle porte, vogliamo soffermarci su quanto ci offre, a partire dai panettoni artigianali tra cui, il tradizionale milanese ed uno al caffè e cioccolato bianco che sta avendo un notevole successo, non manca quello all’albicocca pellecchiella del Vesuvioai frutti di bosco e alla mela annurca di cui il territorio è ricco. Interessante anche i mostaccioli che hanno una lavorazione diversa dal solito appresa da uno dei suoi maestri, che non troviamo solo nella versione classica al cioccolato fondente, ma anche nelle versioni ripiene. A tutto questo si aggiungono i roccocò, gli struffoli, la pastiera, le cassate, i raffaiuoli e tante altre prelibatezze di cui, alcune innovative che Armando preparerà proprio nei giorni prossimi alle festività natalizie.

La sua è una di quelle storie che affascinano per il coraggio di rimanere in un piccolo centro senza il desiderio di andare altrove per seguire i suoi sogni e poi per una determinazione non comune e soprattutto se pensiamo al suo pilastro principale: coltivare gli ingredienti che utilizza per i suoi dolci, questo un altro progetto che inizierà a sviluppare l’anno che verrà. Intanto, si sta preparando per domenica 15 dicembre per una degustazione di  panettoni, tutti da raccontare, da assaggiare e di altre specialità che ha in riserbo per i suoi ospiti.

Ufficio Stampa

Antonella D’Avanzo

Il menù funzionale dell’”Hostaria degli Artisti”

Il motto di Antonio Serra ed Ugo Di Paolo: “Mangiare bene, per vivere bene”

Pranzo di lavoro? Cena conviviale? In tanti sono angosciati al sol pensiero di consumare un pasto al ristorante. Eppure molti momenti della vita ruotano attorno al cibo, e questo – ovviamente – influisce sul benessere fisico.

L’”Hostaria degli Artisti”, piccolo hub del gusto ubicato a Napoli (nel cuore del quartiere Vomero, precisamente in via Tino di Camaino 5), propone il primo menù studiato per chi non è disposto a rinunciare né al piacere di mangiare con parenti, colleghi ed amici fuori casa, né ad una corretta alimentazione. Il primo segreto alla base dei piatti proposti dallo chef Antonio Serra è l’altissima qualità degli ingredienti (figurano tra i suoi fornitori nomi come Adoro, Ardolino Carni, Armatore, Jolanda De Colo, Otranto, Umani Ronchi).  I piatti da lui preparati sono semplici, equilibrati, mai carichi di sale, zucchero o spezie; le cotture sono delicate, per evitare che annullino i benefici degli ingredienti.
Le proposte in menù sono frutto di uno studio sul bilanciamento dei nutrienti (carboidrati, proteine, fibre e lipidi) effettuato dallo chef e dalla nutrizionista Sabrina Chimenz; così sia i piatti della tradizione che quelli ideati da Antonio Serra sono stati ripensati per andare a comporre un menù funzionale, in modo tale che mangiare fuori non rappresenti più un problema, ma un piacere per chi si siede ai tavoli (pochi, il locale arriva ad un massimo di 28 coperti) dell’Hostaria.

hostaria

Dunque una proposta intelligente, e trasparente, raccontata ai commensali con dovizia di particolari sia attraverso la minuziosa descrizione in carta sia dallo chef che, finito il lavoro in cucina, ripone il grembiule e si dedica a loro in sala.  L’idea di Antonio Serra, infatti, è proprio quella di far sentire i suoi ospiti come a casa, raccontando loro le sue creazioni culinarie. «Le mie ricette, anche quelle che mutuo dalla tradizione culinaria partenopea, sono tutte originali, riviste passo passo, ingrediente dopo ingrediente – spiega lo chef, anche titolare del locale -. Ritengo che l’olio sia di fondamentale importanza, perciò ho scelto di utilizzare quello dell’azienda napoletana Adoro. Per ogni piatto, poi, abbiamo il giusto vino da accostare. Il punto di forza della nostra carta dei vini è la versatilità delle sue proposte, ad esempio il Verdicchio dell’azienda Umani Ronchi si abbina bene a diversi miei piatti, come la “Colatura di Cetara” (linguine di Gragnano condite con aglio rosso di Sulmona, olio EVO, prezzemolo e colatura di alici) oppure il risotto al Mojito (riso Carnaroli lavorato a pietra, rhum Bacardi, burro di bufala, gambero rosa del Mediterraneo, menta fresca, lime, pepe verde in grani e petali di Parmigiano Reggiano 28 mesi)».

«Tutto questo rappresenta la nostra idea di offerta a 360 gradi – confessa Ugo Di Paolo, direttore del ristorante -. Selezioniamo con cura i fornitori e cerchiamo sempre il meglio per dare la giusta resa qualitativa ai nostri piatti. Per noi è fondamentale l’equilibrio tra gusto e benessere, il nostro motto è “mangiare bene, per vivere bene”. La Dottoressa Sabrina Chimenz lavora con lo chef sulle dosi, sulla scelta dei cibi e decreta se il piatto finale regala benessere a chi lo consuma».

Dunque presso l’”Hostaria degli Artisti” si possono affrontare i pasti conviviali fuori casa in maniera più critica e consapevole, senza angosce o preoccupazioni, continuando a vivere queste situazioni in modo positivo e piacevole.

 

Ufficio Stampa

Maria Consiglia Izzo

“Assuntì: scètate, scè!”, così ‘A figlia d”o Marenaro diventa un fumetto per beneficenza

Serata di presentazione condotta da Gianni Simioli al Romeo Hotel

Comics, enogastronomia e beneficenza. Sono queste le parole chiave della serata di presentazione di “Assuntì: scètate, scè!“, il primo fumetto dedicato alla vita dell’imprenditrice napoletana Assunta Pacifico, anima e volto del noto brand partenopeo ‘A figlia d”o Marenaro , realizzato dalla Scuola Salernitana del Fumetto Comix Ars in occasione di questo Natale 2019
 
L’evento si terrà mercoledì 18 dicembre (dalle ore 19) presso l’Hotel Romeo di Napoli: dopo i calendari artistici realizzati per i Natale scorsi, quest’anno ‘A figlia d”o Marenaro diventa un fumetto, sempre per beneficenza: la serata, condotta da Gianni Simioli, è organizzata con l’idea di raccogliere fondi da devolvere interamente a favore dei bambini dell’Ospedale Pausilipon di Napoli attraverso la Fondazione Santobono Pausilipon onlus.
 
Oltre l’amore per l’enogastronomia partenopea e la sua Napoli, l’imprenditrice napoletana Assunta Pacifico è impegnata nel sociale: la chef, conosciuta nel mondo per la zuppa di cozze, ha voluto mettere “nero su bianco” la storia della sua vita, partendo da un’infanzia non facile, piena di sacrifici, quelli che a sette anni la vedevano già ad aiutare la sua famiglia a pulire le cozze e a imparare il mestiere, fino a diventare una donna di successo.
Ufficio Stampa
Tredici Annacarla

 

PRESENTATO IL NUOVO MENU DELLA COSACCA

Sabato 7 dicembre presso la pizzeria La Cosacca in Via Lepanto 271/273 a Pompei, Stefano De Martino ha presentato alla stampa il rinnovato menù autunno-inverno. L’evento è stato organizzato da Renato Rocco, direttore de LaBuonaTavola Magazine, che insieme a giornalisti ed esperti del settore ha testato il banco d’assaggio.

La Cosacca arriva a Pompei portando con sé esperienza ed estro nella convinzione che rispettare la tradizione sia garanzia di bontà e gusto. Pasquale Garofalo, patron de La Cosacca, ha in cantiere l’idea di espandere il progetto e ha dichiarato: “Da circa cinque mesi ho intrapreso questa avventura imprenditoriale nel campo del food e dell’enogastronomia. Il progetto è quello di espandere il brand “La Cosacca”. Ci sono, infatti, tutte le premesse per cui questo diventi un format che da Pompei conquisti altre piazze sia in Campania che fuori”.

Il menù del pranzo ha previsto un’entrée composto da una frittatina classica napoletana e la degustazione di quattro pizze: #LaPizzaDiDeMartino con crema di friarielli, fior di latte di Agerola, lardo di maialino nero, tarallo sbriciolato e fili di peperoncino; La Cipolla Barricata composta da vellutata di cipolle ramate di Montoro sfumate con grappa barricata, fior di latte di Agerola, pancetta croccante di maialino nero e fonduta di formaggi stagionati; La Buona Tavola con crema di papaccelle, fior di latte di Agerola, tuorlo d’uovo fritto, scaglie di Cacioricotta cilentana e basilico cristallizzato; La Cosacca 2.0 con emulsione di pomodorini del Piennolo DOP, formaggio di pecora stagionato alle vinacce, pomodorini gialli del Piennolo DOP e basilico.

Il consenso, nelle parole di giornalisti ed esperti, è dovuto non solo al sapiente equilibrio degli ingredienti nei topping ma anche all’impasto. “Ho perfezionato l’impasto nel tempo, con prove e riprove, cercando di non allontanarmi da quella che è la pizza napoletana e allo stesso tempo non avvicinarmi alla panificazione. L’impasto attuale è una biga solida al 90% e un poolish al 10%. La vera particolarità sta nel non utilizzo di farine separate ma di un bland di 0 e 1 già nei prefermenti. Questo mi permette di trarre da una farina non raffinata aromi, sapori, profumi, fragranza e friabilità per offrire al cliente un prodotto il più digeribile possibile”, ha sostenuto Stefano De Martino.