Il Caseificio Vannulo di Paestum e il Caseificio Don Peppe Diana di Castel Volturno hanno vinto la prima edizione del Mozzarella Championship 2021: sono le loro le migliori mozzarelle di questa estate per la giuria di 19 giornalisti che hanno partecipato alle finali organizzate da Lucano Pignataro Wine Blog e Scatti di Gusto con il Patrocinio del Consorzio Vini Sannio.

Le degustazioni si sono svolte in completo anonimato presso Palazzo petrucci a Napoli dopo che i campioni di mozzarella sono stati acquistati direttamente ai caseifici..
Termina così la maratona iniziata lo scorso settembre con la selezione di cento caseifici divisi in dop e non dop.

Questo l’esito della giornata.

Caseifici non dop

1° Vannulo di Paestum
2° Granatore di Palmi
3° Leuci di Caserta
4°Tenuta Bianc di Altavilla Silentina

Caseifici dop
1° Don Peppe Diana di castel Volturno
2° Caseificio Iemma di Battipaglia
3° Caseificio Agnena di Cancella e Arnone
4° Caseificio Polito di Agropoli

Le mozzarelle in gara nella Mozzarella Championship sono state degustate in abbinamento ai vini bianchi del Sannio: Greco, Coda di Volpe, Fiano e Falanghina del Sannio dop.

La Pizza napoletana ha incontrato i vini dell’Azienda Bosco de’ Medici della famiglia Palomba. È sembrato di vivere un vero e proprio sogno di una notte di mezza estate, cullati da un piacevole venticello al fresco del nuovo pergolato pensato dalla proprietà proprio per l’organizzazione di eventi speciali come quello vissuto ieri. Solo per una notte, il Molino Caputo ha installato un vero e proprio forno a legna per la preparazione delle pizze ottenute dalla loro nuova farina denominata “Nuvola”. E grazie a Vincenzo Iannucci, pizzaiolo di scuola “Sorbilliana”, e testimonial del nuovo impasto, gli ospiti hanno potuto degustare ben quattro gusti di una pizza dotata davvero di una scioglievolezza unica.
I gusti degli ingredienti sono stati sapientemente equilibrati dallo chef di Bosco de’ Medici, Gioacchino Nocera, che ha scelto una prima pizza con zucchine, scapece e alici, per poi passare a una delicatissima fiordilatte, ricotta al limone e gamberi rossi. Queste prime due sono state abbinate al Lacryma Christi aziendale “Lavaflava”, per poi passare alla seconda batteria composta dalla margherita storica e dalla genovese con fonduta di caciocavallo, abbinata al Piedirosso “Pompeii”.
La spiegazione dei vini e il racconto della storicità di una Pompei antica città di panificatori e della pizza margherita, che risale a ben ottant’anni prima della venuta della regina Margherita, sono stati curati dal sommelier Yuri Buono.

Saperi & Sapori: viaggio emozionale al caseificio Unica Sarà un vero e proprio viaggio emozionale del gusto nel segno della solidarietà. L’appuntamento è fissato per il 26 luglio nella splendida location del caseificio Unica a Pellezzano. L’evento è organizzato da Saperi & Sapori con la regia della chef Nausica Ronca e vedrà destinato metà dell’incasso all’associazione Internazionale Ai.Bi. Amici dei Bambini, che sostiene e accompagna le famiglie durante l’intero percorso che porta all’adozione ed anche nella fase post adozione. Nell’ambito della serata è prevista anche la presentazione dell’ultimo libro di Luciano Pignataro “Il metodo Cilento.

I cinque segreti dei centenari” edito da Mondadori. La moderazione è affidata al giornalista Alfonso Sarno e sono previsti gli interventi di Raffaele Liguori – proprietario della struttura Unica, Antonella Spadafora – Responsabile Ai.Bi. Amici dei Bambini Campania, Andrea De Simone – Sociologo e Alessandro Condurro – Antica Pizzeria da Michele. A seguire Il casaro di Unica eseguirà in diretta la mozzatura della mozzarella, per poi farla degustare agli ospiti. Spazio poi alla scoperta dei piatti esclusivi preparati per l’occasione da una brigata di chef d’eccezione: “La parmigiana all’emozionando” di Nando Melileo del Ristorante Emozionando di Salerno, “Carpaccio di bufala” di Giuliano Donatantonio dell’Osteria Nonna Nannina di Cava de’ Tirreni, “Bufalotto”, un risotto con bufala, agrumi e menta liquida di Domenico Vitagliano di Espresso Napoletano di Napoli, “La panzanella” di Pasquale Vitale del Ristorante Pascalò di Vietri sul Mare, “Orto d’estate e bufala” di Gerardo Figliolia de La Pignata di Bracigliano; Zuppetta fredda di ceci e mascuotto agli agrumi amalfitani di Salvatore Donatantonio del Ristorante Belvedere di Lancusi di Fisciano. Non può mancare la pizza, Ciro Casale di Pulcinella da Ciro di Baiano preparerà la sua “Pizza Bufalo e Bufala” e Alfonso Simeone della Pizzeria Frescale di Tramonti la sua “Pizza saracena”. Dulcis in fundo, ricottina di bufala accompagnata a una crema allo Strega e croccante di mandorle, Bufala e Sannio di Roberto Maturo de La dolce sosta di Cusano Mutri, e la “Ricottamisù” di Luca Manconi del Ristorante Taverna Penta di Pontecagnano. Il tutto accompagnato dalla birra artigianale del Birrificio Dell’Aspide e Perrella Distribuzione, non possono mancare i vini che sono a cura dell’Azienda Agricola Liguori. La serata sarà allietata dalla musica di Felice D’Amico e del Gipsy Quartet.

Lunedì 19 Luglio 2021 alle ore 18.30, presso Villa Maria Grazia in via Villa Venere a Sarno (SA), immersa in ben sette ettari di filari di pomodoro San Marzano con vista sul Golfo di Napoli e sul Vesuvio, si terrà l’evento “Aspettando… il Mio San Marzano”, organizzato da La Buona Tavola Magazine e promosso da Solania srl, azienda leader nel settore della coltivazione e trasformazione del pomodoro San Marzano con la collaborazione di Perrella srl, suo distributore in Campania e Molise. Convivialità, sapore autentico del pomodoro appena raccolto, pizze e piatti semplici della tradizione sono le parole chiave dell’evento che vuole essere una vera e propria celebrazione del “Re” delle tavole alla scoperta dei luoghi e dei metodi di coltivazione che verranno illustrati da agronomi ed esperti durante la visita ai campi di San Marzano. 

Il percorso degustativo ruoterà attorno alle creazioni a base di San Marzano fresco del maestro pizzaiolo Francesco Martucci, patron della pizzeria I Masanielli di Caserta in qualità di brand ambassador di Solania, con assaggi delle sue pizze innovative, di Giuseppe Daddio Aniello Di Caprio della scuola Dolce&Salato, del pizzaiolo-chef Raffaele Medaglia, patron di Raffaele Medaglia – Ristorante Pizzeria & Braceria a Sant’Antimo (CE) e di Marco Iavazzo chef del ristorante Sunset di Torre del Greco (NA). 

L’evento sarà occasione gradita agli operatori del settore per scegliere il proprio lotto di coltivazione, mentre ci si dà appuntamento per fine settembre per la scelta del lotto di produzione con l’evento Il Mio San Marzano

Il Mio San Marzano è un progetto ambizioso, fortemente voluto dall’amministratore unico di Solania srl Giuseppe Napoletano, grazie al quale pizzaioli e ristoratori possono scegliere il lotto di coltivazione e di produzione e personalizzare l’etichetta della latta di pomodoro San Marzano con il proprio logo, con la propria immagine o con qualsiasi altro segno distintivo. Il progetto risponde alle esigenze della comunità di pizzaioli e ristoratori che vogliono identificarsi in un prodotto e avere garanzia circa il controllo dell’intera filiera dalla semina alla coltivazione, dalla trasformazione alla distribuzione. 

Evento a numero chiuso riservato agli operatori dell’informazione e agli addetti ai lavori: chef, pizzaioli e ristoratori che potranno confermare la loro adesione alla mail eventi@labuonatavola.org oppure tramite messaggio whatsapp al 3929099750.

La salicornia è una pianta grassa erbacea commestibile appartenente alla famiglia botanica amaranthaceae. La caratteristica primaria della salicornia è l’affinità ai terreni salati, da cui prende il nome. Com’è deducibile, la salicornia colonizza principalmente il bagnasciuga marino, soprattutto dove la marea crea ristagni d’acqua, ed è molto diffusa sui terreni fangosi o sabbiosi delle saline.La salicornia è anche nota come finocchio marino, fagiolo di mare ed asparago di mare. E’ ricca di vitamina A e fibre ed è invece priva di colesterolo, lattosio e glutine.

Ingredienti frittelle di salicornia

per 2 persone

  • 200 g di salicornia
  • 200 g di farina 00
  • un pizzico di pepe
  • mezza bustina di lievito di birra secco
  • acqua quanto basta (circa un bicchiere e mezzo)
  • sale
  • olio di semi per friggere.

Preparazione frittelle di salicornia

Pulire e lavare la salicornia, sbollentarla per circa 10 minuti partendo da acqua fredda, scolarla e bloccare la cottura con acqua fredda. Tagliarla a pezzetti e tenere da parte.

In una ciotola mettere la farina, la salicornia, un pizzico di pepe, il lievito, acqua quanto basta per ottenere un composto cremoso (né troppo duro né troppo liquido), regolare di sale (ma non troppo perché la salicornia è già sapida) e lasciar riposare per un’oretta coprendo la ciotola con un canovaccio.

Dopodiché prendere a cucchiate e friggere in olio caldo, scolarle dall’olio in eccesso e servire calde con una presa di sale in superficie se piace.

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Sul Vesuvio nasce Millennial Il vino della generazione Y che guarda al futuro, rispettando il passato

Millennial è il vino ideato e prodotto dall’enologo Antonio Giuliano e da Marika Vallefuoco, coppia consolidata sul lavoro, così come nella vita. Il primo “figlio” di Cantina Maranto, progetto che dà voce a una storia autentica, basata sull’innovazione, che s’intreccia con i retaggi del territorio, lo studio e la voglia di scoprire cose sempre nuove. Non a caso, il vino firmato dai due giovani appassionati, si chiama Millennial ed è dedicato alla cosiddetta “generazione Y”ovvero a tutti quelli nati tra il 1981 e il 1996, che hanno vissuto da teenager gli anni 2000. Una generazione, che sente forte il senso del dovere, legata alle proprie origini, ostinata e propensa alle novità.

Millennial sono giovani intraprendenti, con voglia di creare, apprezzare il passato, rispettarlo, ma che allo stesso tempo, puntano al futuro. Una descrizione, che sembra cucita addosso ai due imprenditori, così come sembra plasmarsi perfettamente al vitigno Piedirosso selezionato dal giovane enologo: “Abbiamo scelto il Piedirosso perché è un’uva molto antica a cui abbiamo dato una seconda vita. Ci regala tracce del passato, massima espressività del nostro territorio, il Vesuvio, che racconta allo stesso tempo anche la nostra storia”.

Ma non è tutto. L’antico vitigno Piedirosso, vanta anche tratti di straordinaria modernità, infatti, se correttamente gestito, è in grado di donare raffinatezza e si fa modellare sotto il tocco dell’enologo. Al rispetto per il passato si unisce la voglia di imparare, sperimentare e di osservare soprattutto le altre culture per attingere sempre il meglio. Non a caso, Antonio e Marika, hanno scelto, come vaso vinario per il loro Piedirosso, il cemento, di tradizione francese. 

“Ogni vitigno – spiega Antonio Giuliano – si comporta in modo diverso, secondo i propri tempi. Non c’è una ricetta per fare un buon vino, c’è bisogno di tanto studio facendo tesoro dalle osservazioni del passato, utilizzando conoscenze attuali legate alla tecnologia. Per il Piedirosso, il cemento è un toccasana – conclude – non solo per i profumi e i sapori che sa esprimere, ma anche per una questione tecnica: promuove l’illimpidimento, che nel cemento avviene in tempi brevi, per questo motivo Millennial non è filtrato.

Millennial è un Piedirosso Pompeiano IGT  2019, elegante al palato, che regala al naso sentori di ciliegia vivaci e maturi, con sfumature speziate e balsamiche, mentre il finale mandorlato è seguito da una sensazione di freschezza minerale, tipica del suolo vesuviano.  

Ufficio Stampa Roberta Raja

Campania Stories 2021: la stampa specializzata alla scoperta delle nuove annate e dei territori della regione

Sono 83 le cantine protagoniste dell’edizione 2021 di Campania Stories”, evento dedicato allastampa specializzata nazionale e internazionale riunita ogni anno sul territorio campano in occasione della presentazione delle nuove annate delle denominazioni della regione.Vini e territori saranno al centro della nuova edizione dell’evento, in programma dal 30 agosto al 4 settembre a cavallo tra due splendidi luoghi della regione, ovvero la Costa d’Amalfi e la Terra degli Dei. Campania Stories, promossa da Miriade & Partners con le aziende partecipanti, celebrerà ancora di più quest’anno la sinergia tra tutte le componenti del mondo del vino: lecantine, l’indispensabile collaborazione di AIS Campania, il sostegno della Regione Campania,che anche quest’anno ha inserito la rassegna nell’elenco delle manifestazioni fieristiche e degli eventi di promozione a cui partecipa in via ufficiale, la media partnership di Luciano Pignataro Wine Blog e la collaborazione del Consorzio Vita Salernum Vites.L’edizione 2021 di Campania Stories vedrà come cuore dell’evento il Campus Principe di Napoli di Agerola (Napoli), sede del percorso di alta formazione nel campo della ristorazione diretto da Heinz Beck, executive chef del ristorante Tre Stelle Michelin La Pergola di Roma, anche lui presente in uno dei momenti di Campania Stories dedicati alla stampa. Il Campus di Agerola sarà sede delle degustazioni delle nuove annate dei vini campani, e da qui partiranno le visite a cantine e territori della Campania. Anche questa edizione, come da tradizione, sarà inaugurata presso un luogo simbolo della Campania nel mondo: dopo il Museo Diocesano Complesso Monumentale Donnaregina, la Reggia di CasertaPaestum con i suoi scavi archeologici, la Costiera Amalfitana, dichiarata dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità per l’indiscussa bellezza ed unicità del suo paesaggio naturale, quest’anno Campania Stories prenderà il via dal Parco Archeologico di Pompei, Patrimonio dell’Umanità UNESCO. La stampa di settore nazionale e internazionale, dunque, avrà la possibilità di degustare le nuove annate delle principali denominazioni regionali e, allo stesso tempo, scoprire i territori in maniera unica, attraverso le visite in cantina e alle zone vitivinicole della regione. Non mancherà per operatori e appassionati il tradizionale Campania Stories Day, che anno dopo anno riscuote sempre più successo con presenze da ogni regione d’Italia. Campania Stories continuerà a fornire alla stampa di settore, agli operatori di tutta Italia e ai consumatori contenuti tecnici e aggiornamenti sui dati di produzione di filiera, nonché sulla valutazione delle annate dei vini bianchi e rossi dell’ultimo ventennio espressa in ventesimi, relativa alla media qualitativa e al potenziale evolutivo generale, accompagnata da parole-chiave riconducibili allo specifico carattere climatico ed espressivo, oltre ad indicazioni sulle finestre di consumo consigliabili per ciascuna annata.Di seguito le aziende partecipanti all’edizione 2021 di Campania Storiesper la provincia di Avellino Amarano, Antico Castello, Barbot Stefania, Boccella Rosa, Borgodangelo, Canonico&Santoli, Cantina del Barone, Cantine Dell’Angelo, Colli di Lapio, Contrade di Taurasi, De Beaumont, De’ Gaeta, Delite, Di Marzo, Di Meo, Di Prisco, Donnachiara, Feudi di San Gregorio, Ferrara Benito, I Capitani, Il Cancelliere, I Favati, Molettieri Salvatore, Nativ, Passo delle Tortore, Perillo, Petilia, Petra Marzia, Pietracupa, Rocca del Principe, Sanpaolo, Sertura, Tenuta Cavalier Pepe, Tenuta del Meriggio,  Tenuta Madre, Tenuta Sarno 1860, Tenuta Scuotto, Traerte, Vesevo, Vigne Guadagno, Villa Raiano; per la provincia di Benevento Cantina Sociale di Solopaca, Fattoria La Rivolta, Fontanavecchia, La Fortezza, La Guardiense, Monserrato, Mustilli, Ocone, Terre Stregate, Tora; per la provincia di Caserta Alois, Galardi, Porto di Mola, Sclavia, Vestini Campagnano, Villa Matilde; per la provincia di Napoli Agnanum, Astroni, Bosco de’ Medici, Cantine del Mare, Carputo, Casa Setaro, Contrada Salandra, La Sibilla, Martusciello Salvatore, Portolano Mario, Sorrentino; per la provincia di Salerno Alessandra, Casebianche, Cuomo Marisa, Lunarossa, Maffini Luigi, Montevetrano, Polito Viticoltori, Sammarco Ettore, San Salvatore 1988, Tempa di Zoè, Tenuta Macellaro, Tenuta San Francesco, Villa Lupara, Viticoltori De Conciliis, Vuolo Mila.Come per tutto l’ultimo anno, continueranno anche le attività on line di promozione della Campania del vino nel mondo, presentando sul web e sui social denominazioni, territori e protagonisti del mondo del vino della regione, da seguire attraverso gli hashtag #campaniastories e #iobevocampano e sul sito www.campaniastories.com.
Ufficio Stampa Miriade & Partners s.r.l.Tel. 329.9606793 – 392.0059528 – 392.9866587 E-mail: ufficiostampa@miriadeweb.it 

I fiori che preferisco sono quelli di zucchina, se poi sono racchiusi in una croccante pastella e fritti, sono di una bontà unica! 

Ingredienti per 15 fiori di zucchina in pastella

  • 15 fiori di zucchina, 150 gr di farina 00, sale quanto basta
  • 150 ml circa di acqua frizzante fredda
  • un albume di un uovo, un pizzico di pepe, olio di semi per friggere

Preparazione di fiori di zucchina in pastella

Mettere a bagno i fiori in acqua fredda per mezz’ora, per farli aprire e togliere così facilmente il pistillo senza romperli (soprattutto se si vogliono fare ripieni). Dopodiché scolarli dall’acqua in eccesso. Preparare la pastella con la farina, sale ed acqua (bisogna un po’ regolarsi con l’impasto considerando anche che poi va aggiunto il bianco montato: deve essere una pastella un po’ più densa) e mescolare eliminando tutti i grumi. A parte montare l’albume con un pizzico di sale ed aggiungerlo poi alla farina e mescolare delicatamente per non farlo smontare.

Quindi, passare i fiori di zucca nella pastella ottenuta e friggerli in olio caldo.  Scolare dall’olio in eccesso e, se necessario, servirli con una spolverata di sale. Con lo stesso procedimento, una volta tolto il pistillo, si possono anche fare ripieni con ricotta, mozzarella e prosciutto cotto oppure solo con mozzarella e cotto o, ancora, con un altro ripieno a piacere: importante se si usa la mozzarella, deve essere quella asciutta.  Volendo, nella pastella si può anche aggiungere un pizzico di lievito di birra (che io non ho messo), in questo caso sarà però necessario far riposare la pastella almeno mezz’ora.

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AL VIA IN THE KITCHEN TOUR 2021: si parte dal Josè Restaurant

Lunedì 5 luglio 2021 è una data importante per Charming Italian Chef, dopo il periodo di buio si ricomincia finalmente e, la storia ci insegna che dopo le grandi crisi il mondo riparte più forte e con più audacia di prima. Le parole d’ordine saranno sempre territorio, professionalità e accoglienza, sarà una partenza prepotente e immediata.  

Anche CHIC dà il via al collaudato format BtoB “IN THE KITCHEN TOUR” ideato dalla stessa Associazione, il cui scopo è quello di far incontrare gli Chef con le eccellenze dell’enogastronomia del territorio in una piacevole jam session culinaria, per raccontare e conoscere prodotti di qualità, studiarli, sperimentarli e proporli attraverso creazioni ed impieghi innovativi.

Si riparte da una Regione magnifica di grande tradizione, come la Campania e, precisamente da “Josè Restaurant 1* Michelin nella Tenuta Villa Guerra” regno dello Chef Domenico Iavarone, elegante Villa Vesuviana di Torre del Greco, tra il suggestivo parco e i giardini all’ombra del Vesuvio.

Questo primo appuntamento del 2021 si terrà dalle ore 10,30 alle 14,30 ed ha un’importanza ed un significato particolare per CHIC: è la prima occasione del nuovo anno per incontrare alcuni soci, i partner anche nuovi e, non solo a distanza. Oggi più che mai, causa le ridotte occasioni di interazione e le difficoltà che la ristorazione sta attraversando, è importante creare e sostenere momenti di reale confronto e condivisione tra i professionisti della ristorazione. 

In The Kitchen Tour si propone proprio questo: di ideare sempre di più occasioni in cui i valori comuni sono, il desiderio di conoscere nuovi prodotti, la sperimentazione e la volontà di ritrovarsi e confrontarsi tra colleghi. 

“L’Associazione non si è fermata, abbiamo consolidato legami con i nostri soci, con altri professionisti, con i produttori e abbiamo stretto nuovi rapporti, mantenendo sempre lo stesso spirito di squadra. Fare rete e condividere con tutta la filiera, dal campo alla tavola dei ristoranti, quanto di bello e buono ci offre l’Italia con i suoi territori e con le materie prime”  commenta il Direttore Raffaele Geminiani “abbiamo portato avanti in questo periodo, seppur difficile, con forte convinzione l’adozione di un modello di consumo che promuove la dieta equilibrata nel “rispetto” dell’uomo e dell’ambiente, uno dei primi passi da compiere nel cammino per la salvaguardia del pianeta e della nostra salute.   

Con il progetto CHIC RESPECT l’Associazione dà delle risposte concrete: in tutti i ristoranti e le pizzerie degli associati si può scegliere tra piatti e pizze, in alcuni casi interi menu, contraddistinti dal tema della sostenibilità”. 

CHIC RESPECT si basa su intenti e linee guida operative, raccolti in un protocollo che definisce un percorso di filiera (produzione, preparazione, somministrazione) certificato nella selezione, lavorazione e consumo dei prodotti, un’attenzione che il mondo della ristorazione deve avere in ottica di una visione di lungo periodo. 

Come sempre, oltre a conoscere ed assaggiare i prodotti di tutte le aziende presenti, chef, panificatori e gelatieri saranno protagonisti di una vera e propria jam session culinaria. 

Si torna a fare quello che i vari professionisti sanno fare meglio, anzi con più energia e intraprendenza ma sempre con rispetto, impegno e passione di persone, di territori, del nostro “Bel Paese”. 

Chef soci di CHIC:                   

Insieme al Resident Chef Domenico Iavarone (Josè Restaurant di Torre del Greco), Paolo Barrale (Aria a Napoli), Marco Caputi (Caracol Gourmet a Bacoli), Gianluca D’Agostino (Veritas Ristorante a Napoli), Angelo D’Amico (Locanda Radici a Melizzano), Eduardo Estatico (Rooftop Restaurant The Macphersons a Napoli), Francesco Gallifuoco (Pizzeria Gallifuoco  a Napoli), Agostino Malapena (Ristorante Costanzo di Aversa ), Antonio Petrone (Baronissi),  Giuseppe Stanzione (Hotel Santa Caterina di Amalfi), Carmen Vecchione (Dolciarte di Avellino),  Luciano Villani (La Locanda Del Borgo di Telese Terme), Angelo Sabatelli ( Angelo Sabatelli Ristorante di Putignano), Edi Dottori (Torre di Baratti – Bio Resort & Restaurant di Populonia), Umberto De Martino (Umberto De Martino Ristorante – Florian Maison di San Paolo D’Argon).   

Alcuni professionisti della ristorazione che hanno aderito all’invito: Alessandro Tormolino (Sensi Restaurant di Amalfi), Raffaele Della Rocca (Masseria La Casella Pontecagnano Faiano), Giuseppe Maglione (Pizzeria Daniele Gourmet di Avellino), Emilio Panzardi (Gelateria Emilio di Maratea), Vincenzo Florio (Pizza Accademy Puglia), Michele e Salvatore Lioniello (Pizzeria Lioniello di Succivo), Nunzio Spagnuolo (Ristorante Rada di Positano ), Domenico Bianco (San Pietro Bistrot di Torre del Greco), Gian Marco Carli (Il Principe_di Pompei), Mario Affinità (Don Geppi di Sant’agnello), Alois Anlangenaeker Zass di Positano), Francesco Martucci (I Masanielli), Daniele Luongo  (Locanda Della Luna di San Giorgio Del Sannio), Marco Merola (Pasticceria Contemporanea di Caserta), Alberto Amatruda (Blu Stone Restaurant di Castellammare di Stabia), Angelo Gravino (Ristorante Michelasso di Napoli), Raffaele Campagnola (Opera Restaurant di Napoli), Ronny Santoliquido (Bacalajuò di Acerra) e Raffaele Puopolo e Cuono Catapano (Bacalajuò di Nola)                   

Tra le aziende partner CHIC: Kettmeir, Cantina Mesa, Valverde, Spirito Contadino, Carpigiani, Koppert Cress, Riso BuonoCaffè Cagliari, Fsg Italia, Magimix, Caviar Giaveri, Azienda Agricola Giolì, Silko.

Tra i produttori del territorio: Sogni di Latte, Pasta Gentile, Ardolino Ristorazione, Terre del Principe, Azienda Agricola Raffaele Palma, Tenuta Scuotto, Omina Romana, Consorzio Brodo, Birrificio Karma.

CENA A 6 MANI CHIC

L’intensa giornata campana si concluderà con la Cena placè a 6 mani presso “Josè Restaurant” di Tenuta Villa Guerra. 

I protagonisti sono: lo Chef Domenico Iavarone Josè Restaurant 1*M, lo Chef Angelo D’amico patron de “La Locanda Radici” a Melizzano (BN) e lo Chef Umberto De Martino del Ristorante “Umberto De Martino” 1*M 

Partner della serata le aziende: Acqua Valverde, Kettmeir, Az. Agricola Agostinetto Bruno, Cantina Mesa, Riso Buono, Koppert Cress, Caviar Giaveri, Cz Anatra, Caffè Cagliari,  Spirito Contadino.

Le aziende campaneTerre del Principe, Azienda Agricola Raffaele Palma, Tenuta Scuotto, Omina Romana

Per prenotazioni e informazioni: tel. +39 081 883 6298

Aperitivo

cioccolatino bianco con il caviale e lime

Pane, Pomodoro, Limone e Cozze

oliva all’ ascolana

Metodo Classico Pas Dose’ Alto Adige 2016 di Kettmeir

Menu

Baccala’ albicocca pellecchiella e mandorle 

Chardonnay 2019 Ômina Romana

Chef Domenico Iavarone

Risotto Buono come una parmigiana 

Fiano di Avellino Oi Nì 2018 Tenuta Scuotto

Chef Angelo D’Amico

Petto d’anatra laccato all’arancio negli anni 2000, patata al basilico. 

Salicerchi 2019 Azienda Agricola Raffaele Palma 

Chef Umberto De Martino 

Dessert


Pate à Bombe al caffe’ e nocillo Party

Chef Andrea Marano 

Passito di Casavecchia Il Sasso di Riccardo Terre del Principe

Chic – Charming Italian Chef  nata nel 2009, ad oggi l’Associazione riunisce più di cento figure professionali del mondo della ristorazione – chef di grandi ristoranti, pizzaioli, pasticceri, gelatieri e panettieri – tutti professionisti, uniti in una unica forte mission, che hanno sempre proposto una cucina creativa dedita alla valorizzazione delle eccellenze di prodotto e della cucina Made in Italy, agendo da traino convinto e convincente per il settore. Chic è una realtà multidisciplinare, che si riunisce più volte all’anno, per coltivare l’attività associativa e promuovere progetti legati alla ristorazione di qualità, declinata non solo come gusto ma anche come forte attenzione alla sostenibilità nelle pratiche quotidiane. Un importante valore aggiunto dell’Associazione è l’essere una piattaforma aperta che permette un flusso continuo di interazione tra i soci: il risultante scambio di idee ed esperienze dà luogo a una positiva crescita culturale di tutto il movimento.  

“Tenuta Villa Guerra”

Suggestiva location ubicata lungo il cosiddetto Miglio d’oro, un tempo sede delle splendide ville vesuviane settecentesche, immersa in un paesaggio ricco di vegetazione, di rigogliosi pometi e giardini. Qui tutto ha sapore di storia e di semplicità che vengono perfettamente coniugate nelle creazioni gastronomiche proposte dallo Chef Domenico Iavarone all’interno della villa e nel Josè Ristorante 1*Michelin. Il forte radicamento al territorio e la cura profusa nella scelta e nella coltivazione dei prodotti, sono esaltati attraverso ricette uniche nel loro genere dal gusto straordinariamente semplice e, allo stesso tempo, autentico e inimitabile. La proposta gastronomica all’interno di Villa Guerra è infatti molto ampia e variegata e offre la possibilità di scegliere tra tantissimi piatti, sia di pesce, assolutamente freschissimo, sia di terra, e che rendono il menu estremamente versatile, nel rigoroso rispetto delle stagionalità dei prodotti.

Contatti

Direttore CHIC – Charming Italian Chef – Raffaele Geminiani – direttore@charmingitalianchef.com  

Sviluppo Progetti ed Eventi CHIC: Katia Piazzi – katia.piazzi@charmingitalianchef.com – mobile +39 335 6658097

Ufficio Stampa  CM&Partners – Grazia Saporiti –  g.saporiti@cmepartners.it mobile +39 

388.1673792  Tel. 02.620227242

Il convegno sul caffè dal titolo “L’oro verde dalla pianta alla tazzina” è giunto al termine. Napoli, Castel Dell’Ovo 1-2 luglio 2021

L’oro verde dalla pianta alla tazzina. Una due giorni intensa e ricca di spunti di riflessioni organizzata presso la Sala Italia di Castel Dell’Ovo da “Il Polo del Caffè S.p.A.” in collaborazione con l’Associazione “Maestri dell’Espresso Napoletano”, con il patrocinio di Comune di Napoli, Camera di Commercio di Napoli e Regione Campania. 

Un convegno in cui autorità del settore, addetti ai lavori, esperti del caffè si sono alternati in un confronto tecnico-scientifico analizzando una materia prima fondamentale, caratterizzante tutte le culture del mondo, e per mostrare quanto studio e quanta professionalità si nasconde dietro a una “semplice” tazzina di caffè. 

Il primo giorno del convegno sull’oro verde è stato dedicato ai torrefattori con gli interventi tecnici di: Rosario Carafa, amministratore delegato de Il Polo del Caffè, che ha voluto sottolineare l’obbiettivo dell’organizzazione del convegno: “il nostro ha voluto essere un chiaro messaggio di apertura verso l’intero comparto. L’intento è quello di supportare trader, torrefattori e ogni attore della filiera nello sviluppo di un polo sinergico di cui Il Polo del Caffè possa esserne punto di riferimento”; Maurizio Zugna, presidente de Il polo del Caffè, per il quale “l’evento è stato la concretizzazione dell’ascesa di Napoli nel panorama del caffè italiano e di creare un sistema sostenibile in cui tutte le parti hanno uguale importanza ed è remunerata in maniera equa”; Mario Cerutti, presidente del Comitato Italiano del Caffè in collegamento Skype ha presentato i dati circa il consumo del caffè in Italia e le relative tendenze in relazione alla pandemia da Covid-19, sottolineando che “il possibile scenario futuro è costellato di consumatori sempre più consapevoli che indirizzeranno le loro scelte verso una qualità maggiore del caffè con una predilezione del consumo in ambienti sicuri e confortevoli”;  Francesco Costanzo, presidente dell’Associazione Maestri dell’Espresso Napoletano, per il quale “il convegno è stata una vetrina per l’intera città di Napoli”; Mauro Illiano, ideatore di Napoli Coffe Experience, che ha evidenziato come ci fosse bisogno di una “sensibilizzazione dell’intero comparto circa il viaggio che il caffè conduce dalla pianta alla tazzina, sperando nella possibilità di replicare eventi simili anche fuori dalla Campania” e di Mario Bruscino, direttore commerciale di Inter-kom, che oltre ad esporre la sua relazione circa i mercati del caffè crudo si è detto “fortemente emozionato nel vedere le istituzioni unirsi, con consapevolezza e dedizione, alle imprese, per organizzare il convegno, auspicando a una replicabilità in altre città”. 

Il secondo ha visto la partecipazione dei titolari di bar e caffetterie che si sono confrontati in una tavola rotanda: Massimiliano Rosati, vice presidende sezione bar della FIPE-Confcommercio e co-titolare del caffè Gambrinus, Giuseppe Ioime, responsabile bar di AICAST e Guglielmo Campajola, patron de La Caffettiera e Antonio Siciliano del Bar Napoli a Mergellina.  

Particolarmente interessante la “performance” di Maria Francesca Natale, formatore di Napoli Coffe Experience, Francesco Costanzo, titolare dell’omonima caffetteria a Frattaminore e di Alessio Guido, titolare di Fast Service, che hanno dimostrato le modalità di estrazione del caffè con tecniche alternative a quelle dell’espresso e della moka. Nel pomeriggio, Paola Campana e Vincenzo Sansone hanno illustrato la realtà delle micro roasteries e degli specialty coffee e, prima dei saluti finali, Mauro Illiano e Renato Rocco hanno spiegato le modalità esatte per poter giudicare un buon caffè, come è avvenuto durante la Napoli Coffee Challenge. 

Castel dell’Ovo – Sala Italia, 1 -2 luglio 2021. Il convegno sul caffè organizzato da Il Polo del Caffè in collaborazione con l’Associazione “Maestri dell’Espresso Napoletano”.

Napoli sempre più capitale del caffè: secondo l’Istat e il CIC – Comitato Italiano Caffè – dal 2015 al 2020 la Regione Campania ha registrato il 38% in più di importazione di caffè verde, conquistando il 15% del mercato nazionale e Coffitalia, l’annuario del settore,  registra una presenza sul territorio campano di 95 torrefazioni su 1003 censite in Italia. 

Di questa e di altre tematiche legate alla Borsa, alla logistica, agli aspetti sanitari, doganali, si parlerà nel corso di un convegno nazionale organizzato a Napoli da “Il Polo del Caffè S.p.A.” in collaborazione con l’Associazione “Maestri dell’Espresso Napoletano”, con il patrocinio di Comune di Napoli, Camera di Commercio di Napoli e Regione Campania. 

Il primo giorno ci saranno i saluti di rito da parte degli organizzatori dell’evento, Rosario Carafa e Francesco Costanzo, delle Autorità comunali e del consigliere regionale, Fulvio Frezza, della responsabile enti locali e marketing territoriale della Coldiretti Campania, Flavia Sorrentino, che ha supportato attivamente l’organizzazione del convegno e la relazione introduttiva a cura di Mauro Illiano di Napoli Coffee Experience. I lavori inizieranno poi affrontando le questioni relative: a logistica portuale, con Andrea Annunziata, presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno centrale; agli aspetti doganali con Salvatore Trentino, direttore della dogana di Napoli; a quelli sanitari con Alessandro Raffaele, direttore UVAC/PCF; alle problematiche borsistiche legate al mercato dell’arabica e della robusta, con Mario Bruscino, direttore commerciale di Inter-kom; al magazzino e borsa – gestione della logistica all’estero, con Maurizio Zugna, presidente de Il Polo del Caffè; alla catena di distribuzione affrontata da Rosario Carafa, amministratore delegato de Il Polo del Caffè. Altri momenti clou della giornata saranno a cura di Alberto Ritieni, professore ordinario di Chimica degli Alimenti dell’Università Federico II, su caffè e salute e di MarioCerutti, presidente del Comitato Italiano del Caffè, sul mercato del caffè torrefatto e abitudini di consumo. 

Durante la seconda giornata verranno indagati temi come: l’impatto economico del COVID sul settore e i possibili scenari futuri, a cura dei presidenti di Confcommercio Massimo Di Porzio, Confesercenti Vincenzo Schiavo e AICAST Antonino Della Notte; il ruolo delle caffetterie con i titolari delle storiche Gambrinus e Caffettiera; i diversi metodi di estrazione del caffè con Mauro IllianoMariafrancesca NataleFrancescoCostanzo e Alessio Guido; le nuove tendenze del caffe e la realtà delle micro roasteries con Vincenzo SansonePaola Campana e Francesco Costanzo, nonché un excursus sull’assaggiare e giudicare il caffè con Mauro Illiano e Renato Rocco

Essendo state soddisfatte le numerose richieste ricevute, l’evento in presenza è fully booked. Pertanto, sara’ possibile seguire i lavori del convegno esclusivamente attraverso le pagine Facebook de La Buona Tavola e di Comunicaffè. 

Il Polo del Caffè S.p.A. è un’azienda dinamica specializzata nella supply chain management del caffè crudo, esperta nella gestione del flusso logistico della merce dal porto di origine alla destinazione finale. È situato all’Interno dell’Interporto Campano di Nola, terzo in Italia, e quinto in Europa per grandezza ed infrastrutture. 

La pizza Aroma di Raro Pizzeria vince il contest “Emergente Pizza Delivery” prestigioso premio ideato da Witaly di Luigi Cremona e Lorenza Vitale. Ispirata al tricolore è la migliore pizza partenopea per la giuria di giornalisti ed influencer.

NAPOLI – La pizza Aroma di RARO Pizzeria vince il contest “Emergente Pizza Delivery”, prestigioso premio ideato da Witaly di Luigi Cremona e Lorenza Vitali.Il premio è stato incentrato sul boom del delivery e soprattutto della pizza durante il lockdown, con la selezione di alcune pizzerie in varie città d’Italia che si sono “scontrate” a colpi di delivery, con la consegna della pizza direttamente alla giuria composta, nel caso di Napoli, dalla giornalistaAntonella Amodio, firma di punta del mondo pizza, dalla influencer Ersilia Cacace La Boss delle Pizze e dalla giornalista di Napoli Today esperta di food Alessandra De Cristofaro.La tappa di Napoli è stata vinta dalla pizza Aromaomaggio tricolore all’Italia e ai suoi prodotti straordinari, realizzata con fiordilatte di Agerola, formaggio romano, fiocchi di ricotta, pesto di basilico, pomodorini confit e tarallo sbriciolato dal pizzaiolo Marco Biondi della pizzeria RARO e preparata per l’occasione con le farine Le 5 Stagioni di Agugiaro & Figna Molini e proposta in abbinamento alle birre del Birrificio Zago.RARO Pizzeria è uno spazio di assoluta novità a Napoli, dove l’essenza partenopea si unisce all’arte e al design. Situato sulla collina del Vomero, è un luogo dove mangiare la pizza significa immergersi nella napoletanità, tra i simboli di una città straordinaria realizzati dagli artisti Diego Loffredo e Luigi Barricelli.Una sintesi tra storia, cultura, tradizione, arte e design che fanno di RARO Pizzeria un luogo unico nella città di Napoli.

Ufficio Stampa 

Miriade & Partners s.r.l.

Tel. 329.9606793 – 392.0059528 – 392.9866587 

E-mail: ufficiostampa@miriadeweb.it 

NASCE “ MAGICA EMOZIONE THE WEB RADIO ” DI CAFFÈ BORBONE:
UN PIACERE DA ASSAPORARE ALL DAY LONG

TANTE NOVITÀ: DALLE DEDICHE IN DIRETTA AL CASSA BLUETOOTH “QUADRO SPEAKER”

Ottima musica, che spazia tra diversi generi, notizie in tempo reale, tante rubriche e curiosità. Novità assoluta, il servizio di dedica per gli utenti e i fedeli consumatori del brand. Questi, gli ingredienti principali di “ Magica Emozione ”, la neonata web radio firmata Caffè Borbone, da “assaporare” all day long, ogni volta che si desidera: per dare una sferzata di energia a una giornata partita sottotono, durante una pausa relax o, perché no, dopo pranzo o cena. Magari, abbinata a una tazzina di Caffè Borbone della propria miscela preferita. 

In concomitanza, sui muri di tutti i negozi specializzati di caffè, stanno iniziando ad apparire originali quadri speaker a tema: casse bluetooth con l’interfaccia di coloratissime opere, che richiamano capolavori di Leonardo da Vinci, Picasso, Klimt, Andy Warhol ed altri grandi artisti. Ad accomunare le opere, i protagonisti, intenti a stringere tra le dita tazzine fumanti di Caffè Borbone, a ricordare l’importanza che l’azienda attribuisce al mondo dell’Arte e della Cultura. Non ultime, le collaborazioni con prestigiose istituzioni, come il Teatro alla Scala di Milano, il San Carlo di Napoli e il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino.      

Un binomio perfetto, visto che sia la radio, che il caffè fanno ormai parte della ritualità di quasi ognuno di noi, costellando le giornate di milioni di italiani di “Magica Emozione”, claim del brand partenopeo scelto, non a caso, anche come nome della web radio appena approdata “on air” nell’home page del sito del brand. (https://www.caffeborbone.it/radio-magica-emozione/). 

Intenso, deciso, equilibrato e di qualità, il suo palinsesto, sulla stessa lunghezza d’onda del prodotto protagonista di Caffè Borbone, che ha naturalmente ispirato la programmazione della web radio creata da Radio Music Store (https://www.radiomusicstore.it/). 

“Magica Emozione The Web Radio” è disponibile sulle principali piattaforme multi player, che selezionano le migliori web radio d’Italia, e tramite app (iOS e Android), così da raggiungere facilmente tutti quegli utenti-consumatori, che necessitano di ascoltare la propria musica preferita ovunque, grazie a moderni sistemi che consentono di collegare la radio dell’auto ad app ad hoc. 

Ufficio Stampa Caffè Borbone

A Sanremo l’evento Pizza tra le stelle con Giovanni Senese e lo stellato Vincenzo Guarino.

Lunedì 5 luglio, alle ore 20.00, presso la Pizzeria-Ristorante Senese-napoletana pizza, in via Scoglio 14 a Sanremo, si terrà l’evento “ Pizza tra le stelle ” organizzato da Renato Rocco, direttore de La Buona Tavola Magazine, con la partecipazione eccezionale dello chef stella Michelin Vincenzo Guarino

Giovanni Senese, pizzaiolo napoletano trapiantato a Sanremo, presenterà alcune delle pizze di stagione e “a modo di mio” proposte nel suo nuovo menù, nate dalla collaborazione proprio con lo chef Guarino. 
Un menù frutto di un lavoro di ricerca portato avanti nei mesi precedenti durante i quali il maestro pizzaiolo ha avuto modo di incontrare diversi produttori delle principali DOP e dei Presidi Slow Food presenti sul territorio, cosa che gli ha dato accesso all’Associazione di Cuochi e dei Pizzaioli dell’Alleanza di Slow Food. 

Il menù per la serata sarà composto da quattro portate di pizza con vini in abbinamento, degustazione di tapas e dolce.

Giovanni Senese propone una pizza napoletana che sa andare “oltre la tradizione”: un impasto diretto, che richiama la “vecchia scuola”, con quel tocco di novità dato dall’abbinamento ricercato degli ingredienti per il topping. Da sempre affascinato dal mondo dell’agricoltura, Giovanni desidera offrire ai suoi clienti un prodotto quanto più naturale possibile: nasce così il suo orto sinergico, che riflette il principio secondo cui le diverse varietà di piante tenute a coltura lavorano per l’appunto in sinergia tra loro, crescendo e nutrendosi in un circolo virtuoso che genera la vita e l’adozione di un terreno a pochi km dal locale le cui colture coprono il 90% di tutta la produzione necessaria per la realizzazione delle sue pizze.  Il locale di via Scoglio è caratterizzato da uno stile moderno e giovanile con circa 70 posti a sedere indoor e 130 in outdoor dove, oltre alla pizza, è possibile degustare i piatti della tradizione italiana con una proposizione spiccatamente innovativa. 

Vincenzo Guarino, una delle figure più interessanti che il panorama della gastronomia italiana possa vantare, ha conquistato ben quattro stelle Michelin in tre ristoranti: I “Salotti dell’hotel Patriarca” in Toscana, all’ “Accanto del Grand Hotel Angiolieri” di Vico Equense, a “Il Pievano” all’interno del Castello di Spaltenna e al ristorante “L’aria” dell’“Hotel Mandarin Oriental” sul lago di Como. La sua è una cucina che mixa tanti ingredienti dall’Italia e dall’Asia senza mai perdere l’impronta mediterranea. Utilizzando prodotti di alta qualità̀, tecniche ricercate e un approccio multisensoriale, lo chef racconta un percorso attraverso il gusto, in cui ogni piatto evoca sensazioni particolari. 

Colatura di Alici di Cetara Dop protagonista a Slow Fish di GenovaPanel Test 

La Colatura di Alici di Cetara Dop protagonista della decima edizione di “ Slow Fish ”. Particolarmente ricco il calendario degli eventi in calendario nella splendida location del centro storico di Genova. La mattina del 2 luglio sarà dedicata al liquido ambrato proveniente dalla regione Campania che di recente ha concluso positivamente l’esito per l’ottenimento del marchio Dop.

Sarà compito di Lucia Di Mauro, presidente dell’associazione Colatura di Alici di Cetara Dop, aprire il laboratorio sperimentale di analisi sensoriale che sarà ospitato nell’area dedicata alla Regione Campania. Una ulteriore soddisfazione per questo prodotto che continua a far parlare di se: “Essere entrati a fare parte dapprima come Colatura tradizionale di alici di Cetara delle produzioni Presidio Slow Food e poi aver ottenuto la Dop (denominazione di origine protetta) ci fa arrivare all’appuntamento di Slow Fish con forti motivazioni. Abbiamo voglia di parlare con tutti i presenti del nostro prodotto, di farlo conoscere attraverso un particolare panel test, pensato apposta per i consumatori. Cercheremo di fare respirare l’aria e i panorami della costiera amalfitana che da sempre ci consente di vivere in una cornice da sogno e di poter, attraverso il nostro lavoro, realizzare un prodotto come la Colatura di Alici di Cetara” conclude la presidente.

Sulla Colatura di Alici, vanto ed orgoglio non solo dell’Amministrazione Comunale di Cetara, ma fiore all’occhiello della Regione Campania, interviene anche l’assessore all’agricoltura Nicola Caputo che: “Come assessorato, sin dal mio insediamento  ho da sempre supportato chi in Campania promuove le eccellenze, -dichiara Caputo- un percorso quello del Comitato Promotore della Colatura di Alici di Cetara lungo ed articolato, che si è riusciti a portare a conclusione nel 2020. D’ora in poi -continua l’Assessore- sarà necessario  concentrare gli sforzi di tutti affinché questa eccellenze, fortemente identificativa di un territorio a vocazione peschereccia sappia trasformarsi in una realtà economica e sostenibile che prevalichi i confini regionali e nazionali”. 

Pezzo forte del laboratorio sperimentale di analisi sensoriale sarà il panel test. Durante il quale consumatori e curiosi saranno direttamente coinvolti assaggiando anche campioni e compilando la specifica scheda di valutazione. Responsabili di questa fase delicata due panel leader Secondo Squizzato, presidente associazione Amici delle Alici e Vincenzo Peretti, professore del dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni Animali dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e responsabile scientifico del progetto Calice, acronimo di Colatura di Alici di Cetara.
“Dal punto di vista scientifico, l’obiettivo finale –spiega il professore Peretti- è quello di monitorare nel tempo le qualità organolettiche e gustative del prodotto. Il tema delle attività produttive compatibili con la salvaguardia e la qualità delle produzioni marine è di grande rilevanza nel dibattito scientifico, nella programmazione delle strategie di sviluppo e nella prassi operativa. Le fasce costiere richiedono una specifica attenzione per l’estrema vulnerabilità, per la coesistenza di habitat diversi e per la densità degli usi antropici. Il progetto Calice nasce infatti con lo scopo di adottare le iniziative giuste che mirano allo sviluppo di una pesca sostenibile per le alici e la loro successiva trasformazione in Colatura di Alici di Cetara che a gennaio del 2022 finalmente vedrà in commercio i primi contenitori di vetro chiaro, da 50 a 1000 ml, etichettati Dop”.

Un prodotto che attraverso queste esperienze sensoriali vuole costruirsi una vera e propria carta di identità, come sottolinea Secondo Squizzato: “Sottoporremo al test un numero massimo di quindici partecipanti, preselezionati. Le normative anti-covid ci costringono ad adottare tutti gli accorgimenti di sicurezza e faremo un passo avanti di quel percorso cominciato nel 2016 per tracciare le caratteristiche della Colatura di Alici di Cetara in termini di colore, gusto ed olfatto attraverso i panel test. Un percorso, durante il quale consumatori e curiosi, precedentemente selezionati, attraverso il coinvolgimento diretto, potranno assaggiare campioni e compilare la specifica scheda di valutazione, che ci consentirà di collegare, attraverso l’analisi di una varietà di segnali e indicatori, i fattori di desiderabilità che riguardano il consumatore”.

Slow Fish 2021 ha come tema i cicli dell’acqua e lega la sua anima più gastronomica all’educazione dei cittadini di tutte le età, proponendo quest’anno una narrazione incentrata sulle connessioni tra tutti i soggetti in essi coinvolti. Si parte dalle buone pratiche delle comunità che hanno saputo adattarsi ai cambiamenti degli ecosistemi senza trascurare lo sviluppo della pesca sostenibile. Slow Fish 2021 è stata fortemente voluta dagli organizzatori, Slow Food e Regione Liguria, e da tutti i partner istituzionali – Ministero della Transizione Ecologica, Comune di Genova e Camera di Commercio di Genova in primis – e dai privati che hanno scommesso su una delle primissime manifestazioni in presenza a livello nazionale. Un segnale di ottimismo e di ripartenza lanciato a tutti i soggetti legati a questo evento e a ciò che esso rappresenta. Innanzitutto, il mondo della piccola pesca italiano e la rete Slow Fish a livello internazionale che si riconosce nella visione di Slow Food, ma anche la ristorazione e l’ospitalità alberghiera, tra le più colpite dalla crisi innescata dalla pandemia.

Roberto Esse

Ho provato a preparare a casa tante volte una crema di caffè con diverse ricette, sempre con scarsi risultati, non mi entusiasmavano. Ma da quando ho provato questa me ne sono letteralmente innamorata, facile e veloce, l’ho fatta spesso ed ogni volta l’hanno sempre bevuta tutti volentieri, tanto che non durava in frigo per più di due giorni! Ottima e fresca per l’estate, ma può essere tranquillamente preparata anche in inverno come momento dolce dopo un fine pasto.

Ingredienti crema di caffè

per una bottiglia da 1 litro e mezzo:

  • 80 ml di caffè espresso della moka
  • un cucchiaio di nutella
  • 80 g di zucchero a velo
  • 500 ml di panna fresca liquida e fredda.

Preparazione crema di caffè

In una ciotola mettere il caffè preparato con la moka, la nutella e lo zucchero a velo ed amalgamare bene. Prendere una bottiglia di plastica da 1.5 LT e versare all’interno prima la panna e poi la miscela di caffè. Chiudere con il tappo, agitare bene e conservare in frigo fino al momento di servire (almeno un’intera notte), avendo poi cura di agitare sempre prima di servire!

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Una focaccia semplice e gustosa, una ricetta tradizionale che richiama anche la stagionalità dei prodotti perchè condita con zucchine e i suoi fiori. Scopritela qui sotto.

Solitamente preparo un impasto alta idratazione con altri tipi di farina, con lievitazione h24 e pochissimo lievito. Ma questa focaccia, è quella che più amo in assoluto in questo periodo e la preparo la mattina per la sera. Una di quelle classiche pizze/focacce buone della nonna senza troppi fronzoli e dal sapore unico di questi ingredienti messi insieme. Decidendo poi se cuocerla in teglia o dividere l’impasto in panetti.

Io, questa, la preferisco in teglia e senza cornicione!

Ingredienti per l’impasto

Pe una focaccia:

  • 350 gr di farina 0
  • mezzo cubetto di lievito di birra
  • un filo di olio evo
  • un pizzico di sale
  • mezzo cucchiaino di zucchero
  • un bicchiere e mezzo di acqua a temperatura ambiente.

Per la farcitura

  • una zucchina
  • olio quanto basta
  • una spolverata di grana grattugiato
  • 5-6 foglie di basilico fresco
  • una decina di fiori di zucca
  • sale
  • pepe
  • 250 gr di provola affumicata
  • 80 gr di pancetta a fette.

Preparazione della focaccia

Per le 9:30 del mattino preparare l’impasto mettendo in una ciotola la farina, il sale e l’olio, mescolare tutto ed aggiungere il bicchiere e mezzo di acqua nel quale avrete sciolto il lievito con lo zucchero. Impastare fino ad ottenere un panetto e sbatterlo energicamente per 2-3 volte sul piano da lavoro. Metterlo in una ciotola, coprire e lasciar lievitare in forno chiuso e spento con alla base del forno una tazza di acqua calda.

Far lievitare 5 ore, dopodiché, verso le 14:30 fare le pieghe all’impasto e procedere alla seconda lievitazione per altre 4 ore, anche qui con la tazza di acqua calda alla base del forno. Alle 18:30 stendere l’impasto sulla leccarda da forno un po’ oleata ed infarinata, stenderlo ed allargarlo bene e lasciar lievitare ancora per un’ora. Dopodiché condire con un filo di olio, grana, basilico, zucchina cruda grattugiata con la grattugia a fori grandi, fiori di zucca crudi (avendo eliminato il pistillo), regolare di sale e pepe, aggiungere la provola, la pancetta, altra provola ed un altro filo di olio. Cuocere in forno già caldo alla massima temperatura per circa 15 minuti.

Per altre ricette clicca qui.

ABBAZIA SAN SALVATORE ATTIVITÀ ED EVENTI ESTATE 2021

Si prospetta un’estate ricca di eventi ed appuntamenti gastronomici all’Abbazia San Salvatore –Oasi Serramarina, a Bernalda (MT).

Il calendario gastronomico sarà curato dallo chef, stella MichelinVincenzo Guarino e sarà un vero e proprio viaggio alla scoperta di una cucina contaminata dalla cultura asiatica che mantiene una sua identità italiana e mediterranea valorizzando gli ingredienti d’eccellenza prodotti anche dall’azienda agricola dell’Abbazia. La proposta del ristorante si affiancherà a quella della pizzeria e, su prenotazione, anche a quella della paelleria, entrambe ospitate sotto uno splendido gazebo in art decò. 

Per quanto riguarda gli eventi, invece, si partirà sabato 3 luglio con la tribute band ufficiale di Adriano Celentano e si protrarrà fino a sabato 28 agosto con l’orchestra disco anni 70/80 Shine. Nel mezzo si succederanno ospiti come la Woman Orchestra, direttamente dalla trasmissione “Tu Si Que Vales”, venerdì 16 luglio; il comico Uccio De Santis – con il suo spettacolo “non ci resta che ridere” venerdì 23 luglio, il re della musica gitana Manolo, il 31 luglio, il crooner internazionale di origini siciliane Mario Biondisabato 7 agosto, Dodi Battaglia, chitarrista e cantante dei Pooh, sabato 14 agosto e La città dei bambiniin tour sabato 21 agosto. Sarà possibile acquistare i biglietti tramite il circuito Ticketone e Go2 e all’indirizzo email prenotazioniabbazia@libero.it. Informazioni al 347 7639276, Abbazia San Salvatore- Oasi Serrmarina via S.s. 175km 38Bernalda MT.

L’Abbazia San Salvatore, la cui costruzione è antecedente all’anno 1000, oggi si presenta come la perfetta sintesi di tradizione e modernità. Infatti, se da una parte la corte interna, l’ampia sala convegni, la sala dedicata al ristorante “La Fortezza di Mauro” in mura di tufo fanno parte della costruzione originaria; dall’altra lo splendido gazebo in art decò in vetro e ferro dedicato ad accogliere i clienti della pizzeria – inserito in un giardino con roseto di circa 10.000 m² – e la spettacolare piscina relax sono l’espressione massima dei tempi moderni. Il complesso è all’interno di un’azienda agricola di circa 300 ettari, di cui 200 destinati alla coltivazione di ulivi, frutteti, graminacee e solanacee. 

Vincenzo Guarino, una delle figure più interessanti che il panorama della gastronomia italiana possa vantare, ha conquistato ben quattro stelle Michelin in tre ristoranti: I “Salotti dell’hotel Patriarca” in Toscana, all’ “Accanto del Grand Hotel Angiolieri” di Vico Equense, a “Il Pievano” all’interno del Castello di Spaltenna e al ristorante “L’aria” dell’“Hotel Mandarin Oriental” sul lago di Como. Utilizzando prodotti di alta qualità̀, tecniche ricercate e un approccio multisensoriale, lo chef racconta un percorso attraverso il gusto, in cui ogni piatto evoca sensazioni particolari. 

Ufficio Stampa: La Buona Tavola Magazine

L’oro verde dalla pianta alla tazzina 

Napoli, Castel Dell’Ovo 1-2 luglio 2021

Un convegno nazionale organizzato a Napoli da “Il Polo del Caffè S.p.A.” in collaborazione con l’Associazione “Maestri dell’Espresso Napoletano”, con il patrocinio di Comune di Napoli e Regione Campania, in cui autorità del settore, addetti ai lavori, esperti del caffè faranno il punto su questa importante materia prima, una commodity quotata nelle borse mondiali, caratterizzante le culture da est a ovest, da nord a sud.

La fotografia mostra l’antica fortificazione Castel dell’Ovo, che sorge sull’antico isolotto di Megaride

Il primo giorno ci saranno i saluti di rito da parte degli organizzatori dell’evento, Rosario Carafa e Francesco Costanzo, delle Autorità comunali e del consigliere regionale, Fulvio Frezza, della responsabile relazione esterne della Coldiretti Campania, Flavia Sorrentino, e la relazione introduttiva a cura di Mauro Illiano di Napoli Coffee Experience. I lavori inizieranno poi affrontando le questioni relative: a logistica portuale, con Andrea Annunziata, presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno centrale; agli aspetti doganali con Salvatore Trentino, direttore della dogana di Napoli; a quelli sanitari con Alessandro Raffaele, direttore UVAC/PCF; alle problematiche borsistiche legate al mercato dell’arabica e della robusta, con Mario Bruscino, direttore commerciale di Inter-kom; al magazzino e borsa – gestione della logistica all’estero, con Maurizio Zugna, presidente de Il Polo del Caffè alla catena di distribuzione affrontata da Rosario Carafa, amministratore delegato de Il Polo del Caffè. Altri momenti clou della giornata saranno a cura di Alberto Ritieni, professore ordinario di Chimica degli Alimenti dell’Università Federico II, su caffè e salute e di Mario Cerutti, presidente del Comitato Italiano del Caffè, sul mercato del caffè torrefatto e abitudini di consumo. 

Durante la seconda giornata verranno indagati temi come: l’impatto economico del COVID sul settore e i possibili scenari futuri, a cura dei presidenti di Confcommercio Massimo Di Porzio, Confesercenti Vincenzo Schiavo e AICAST Antonino Della Notte; il ruolo delle caffetterie con i titolari delle storiche Gambrinus e Caffettiera; i diversi metodi di estrazione del caffè con Mauro IllianoMariafrancesca NataleFrancescoCostanzo e Alessio Guido; le nuove tendenze del caffe e la realtà delle micro roasteries con Vincenzo SansonePaola Campana e Francesco Costanzo, nonché un excursus sull’assaggiare e giudicare il caffè con Mauro Illiano e Renato Rocco

Sarà possibile seguire i lavori del convegno sul caffè attraverso le pagine Facebook de La Buona Tavola e di Comunicaffè. 

In ottemperanza alle norme anti Covid-19 si richiede la prenotazione con l’invio dei dati personali alla mail: rtroisi@ilpolodelcaffe.it

Il Polo del Caffè S.p.A. è un’azienda dinamica specializzata nella supply chain management del caffè crudo, esperta nella gestione del flusso logistico della merce dal porto di origine alla destinazione finale. È situato all’Interno dell’Interporto Campano di Nola, terzo in Italia, e quinto in Europa per grandezza ed infrastrutture. 

La prima cosa che colpisce del ristorante-pizzeria di Felice Franzese posto nel piccolo paesino di Saviano, in provincia di Napoli, è il nome: Vito#mastupito. Questo deriva principalmente dal nome del padre del proprietario (Vito) e dalla sensazione di stupore che si vuole suscitare nel cliente attraverso la qualità della pizza e dei prodotti, quasi esclusivamente biologici e del territorio campano, e gli abbinamenti proposti tra pizza e cocktail. A guidare il ristorante-pizzeria c’è Felice Franzese, un barman, che ha deciso di chiudere il suo bar, aperto nel 2010, e di dare vita, nella stessa via, alla nuova realtà di Vito#mastupito.

“Nonostante abbiamo deciso di proporre piatti anche da ristorante – racconta Felice Franzese – puntiamo principalmente sulla pizza e sull’abilità del nostro pizzaiolo Ciro Sasso. Inoltre, un aspetto particolare della nostra pizzeria è l’accostamento tra la pizza e il beverage, ascoltiamo molto i gusti del cliente e cerchiamo così di creare un connubio tra gli ingredienti della pizza e quelli dei cocktail o dei vini. Il fil rouge che lega i drink alla piazza è la stagionalità”. Infatti, proprio, per perseguire la freschezza e la stagionalità non si trova una carta fissa, il menu varia continuamente e il proprietario, insieme al proprio entourage, cerca di approvvigionare giornalmente la dispensa, in modo tale da preservare la freschezza degli ingredienti. I prodotti che vengono proposti sono principalmente campani, ma non mancano le eccellenze del territorio italiano: i salumi della Filiera di parma; i pomodori, le passate, i pelati, i pomodorini del piennolo e il datterino giallo in conserva dell’azienda salernitana La Fiammante e i prodotti d.o.p dell’azienda napoletana Latteria Sorrentina tra i quali non possono mancare il fior di latte e la provola di Agerola. 

Anche solo ascoltando i nomi delle pizze emerge una connessione con la tradizione e la cultura del piccolo paesino che ospita Vito#mastupito. Infatti, le pizze richiamano sia i rioni storici che i personaggi e le figure più importanti del paese, come la pizza Tommassoni, che prende il nome da una famosa masseria di Saviano, con pistacchi di bronte, grana padano 24 mesi, fior di latte di agerola, olio e basilico. Nonostante il menu cambi in continuazione molte pizze ormai sono talmente radicate nel locale, che ne sono diventate l’emblema, e non si possono eliminare dal menu. Una di queste è la pizza con patate viola e i tentacoli di polpo. Il successo di Vito#mastupito si deve molto alla sua pizza e di conseguenza al suo pizzaiolo Ciro Sasso. 

Ciro Sasso, nonostante venisse da una famiglia di panificatori, non aveva mai pensato a una carriera in pizzeria. “Nel 2001 – racconta il pizzaiolo – ho vinto un concorso dell’esercito italiano e ho deciso, così, di arruolarmi. Mi sono trasferito a Padova presso il comando generale artiglieria ed è proprio qui che nasce la mia storia come pizzaiolo. Ho vissuto molto poco la vita militare perché dopo l’addestramento, proprio per la mia tradizione familiare, sono stato segnalato per lavorare presso il bunker-pizzeria. Grazie a questa esperienza nasce la passione per la pizza e, anche, il mio lavoro”. Ciro Sasso è un pizzaiolo molto eclettico, non ha un solo stile, infatti, la propria filosofia si sposa appieno con quella di Vito#mastupito, perché la presenza di un menu variabile gli permette anche di sperimentare molto. La sua pizza viene creata a partire da un blend di farine 0 e 00, ma spesso il pizzaiolo crea impasti alternativi aggiungendo cereali, grano arso o segale. Questo è possibile anche grazie all’aver creato una clientela su prenotazione che permette quindi di scegliere, in base alle loro preferenze, che tipo di impasto utilizzare, per quanto riguarda, invece, la lievitazione Sasso lavora con i prefermenti e il suo impasto lievita, inizialmente, per 12 ore e poi matura per circa 16 ore.

Anche solo guardando le pizze che vengono proposte emerge subito l’attenzione che viene posta sull’aspetto visivo. “Mi piace molto giocare con i colori – spiega il pizzaiolo – i miei abbinamenti, infatti, si basano esclusivamente su due aspetti: gusto e sapore. Proprio per questo mi piace molto giocare con il pomodoro, uno degli ingredienti più versatili cromaticamente e, di conseguenza, la pizza che meglio rappresenta la mia cucina è la marina con quattro tipologie di  pomodoro, che mi permette così di creare un connubio tra diverse intensità di colore e di sapore”. 

Queste sfoglie di pane, sono chiamate lingue di suocera perché hanno la forma di una lingua e quindi alludono a quella delle suocere, lunghe e pungenti, un classico!

Ad ogni modo, sono davvero sfiziose da mangiare sia da sole che accompagnandole a salumi e verdure.

Ingredienti lingue di suocera

per 6/7 lingue:

  • 150 gr di farina 00
  • un cucchiaino raso di sale
  • 75 gr di acqua a temperatura ambiente
  • 40 gr di olio evo,
  • rosmarino fresco tritato quanto basta.

Preparazione

In una ciotola mettere la farina, il sale, l’acqua, il rosmarino e l’olio evo ed impastare tutto, formare una palla, avvolgerla nella pellicola e far riposare 10 minuti. Dopodiché formare dei pezzi di 35/40 gr l’uno e stendere ognuno molto sottile con l’aiuto di molta farina e mettere in teglia con carta forno. Spennellare con olio, aggiungere un po’ di sale in superficie ed origano (si può variare a piacere con le spezie). In forno già caldo alla massima temperatura prima sulla parte bassa del forno per circa 3/4 minuti (appena si formeranno delle bolle) e poi nella parte più alta per circa 2 minuti. Bisogna fare attenzione che non si brucino perché la cottura è veloce.

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Totò Sapore Miseno, il primo locale in franchising a Bacoli.

A Capo Miseno, la punta estrema della penisola flegrea, proprio di fronte al mare, ha aperto le porte  “Totò Sapore Miseno” il primo locale in franchising del gruppo del maestro Angelo Ranieri, già creatore di altri due marchi di successo “Trattoria a Chiaia” e “Toaster King – Fast Food italiano, a cui si è affidato l’imprenditore Marco Criscitiello per la realizzazione della proposta gastronomica di cucina e pizza, risultata già vincente nei locali di proprietà del gruppo di Viale Gramsci a Napoli e di Via San Marco ad Agropoli.

Durante la presentazione agli operatori dell’informazione, svoltasi recentemente, una novità è stata rivelata dal figlio di Angelo, Lino Ranieri, nonché responsabile commerciale del gruppo: il giovane pizzaiolo, infatti, ha svelato che la location di Bacoli sarà anche sede di una scuola di pizza per turisti in cui, oltre alle tecniche di impasto, si educheranno i turisti all’utilizzo consapevole delle materie prime del nostro territorio.

Il menù creato appositamente per l’occasione ha dimostrato le grandi competenze della brigata dovute all’esperienza ormai ventennale dei locali del gruppo. L’antipasto composto da un trittico di tartare di scampi, gamberi rossi e spiedino di baccalà in tempura con provola di Agerola e da uno spicchio di “Nerano a Mare” realizzata con un blend di farine di tipo 1 e 0 a cui il maestro Ranieri aggiunge una terza tipologia “segreta” e con un topping di fiordilatte, zucchine fritte, cozze di scoglio, Provolone del Monaco, menta e basilico, è stato il preludio di una degustazione eccellente. A seguire, il primo “Il Cartoccio di Totò”, uno spaghetto quadrato con pomodorini gialli e rossi, riduzione di gamberi, scampi e tarallo tritato, ha dimostrato come in cucina regni una filosofia tradizionale rispettosa della cultura gastronomica partenopea. Dulcis in fundo, è proprio il caso di dirlo, una mousse di fragole che ha sugellato una cena coi fiocchi. 

Aspettative confermate con successo che fanno presagire uno sviluppo felice non solo del locale ma del brand in generale, sicuri di vederlo presto in altre piazze d’Italia. Per un’esperienza di gusto vista mare, che sia incarnazione di tradizione con accenni d’innovazione, vi basterà inserire sul navigatore Via Dragonara 27, Bacoli (NA). 

Totò Sapore Miseno

Via Dragonara 27, 80070 Bacoli (NA)

351 706 3820

Totò Sapore Group sbarca a Miseno, a Bacoli in via Dragonara 27, proponendo il primo dei locali in franchising del maestro Angelo Ranieri, docente all’Istituto Professionale Mater Dei, campione mondiale di pizza di stagione 2017 e creatore di “Trattoria a Chiaia” e di “Toaster King – Fast Food italiano”, entrambi marchi che hanno riscosso un notevole successo presso il pubblico e i franchisee: il primo, con formula trattoria tradizionale, il secondo con formula fast food italianizzato che vanta sette punti affiliati e due diretti.

Nei suoi locali di Viale Gramsci a Napoli e di Agropoli, oltre che nel nuovissimo Totò Sapore Miseno, il maestro propone una pizza napoletana innovata nell’impasto, con una lievito-maturazione di 36 ore e l’utilizzo di un blend di farine di tipo 1 e 0 a cui aggiunge una terza tipologia che definisce “il suo segreto”, nel rispetto della tradizione. Espressione perfetta di questa filosofia è la sua “Nerano a mare” con fiordilatte, zucchine fritte, cozze di scoglio, Provolone del Monaco, menta e basilico. 

Spicca nella proposta gastronomica, invece, una cucina tradizionale partenopea sapientemente espressa da “Il Cartoccio di Totò”, un primo piatto di mare caratterizzato da spaghetto quadrato, pomodorini gialli e rossi, riduzione di gamberi, scampi e tarallo tritato. 

Angelo Ranieri in merito a questo audace progetto ha affermato: “Abbiamo lanciato il nostro primo locale in frinchising in una delle località più belle e turistiche della nostra regione. A credere nella capacità del nostro gruppo è l’imprenditore Marco Criscitiello che si è affidato a noi per quanto riguarda le proposte di cucina e di pizza oramai collaudate da più di un ventennio nei locali di proprietà di Viale Gramsci a Napoli e ad Agropoli”. Per il franchisee Marco Criscitiello affidarsi a un gruppo collaudato come Totò Sapore “è stata una svolta imprenditoriale perché grazie al percorso di training formativo che ho intrapreso insieme ad Angelo e suo figlio Lino potrà gestire in piena autonomia il locale in tempi relativamente brevi.”.

La location di via Dragonara, inoltre, sarà palcoscenico di una novità assoluta: “nel locale, infattiriprodurremo la scuola di pizza per turisti che tanto successo ha avuto a Napoli. Oltre alle tecniche alle tecniche di impasto, educhiamo i turisti all’utilizzo consapevole delle materie prime: dal nostro San Marzano che va schiacciato a mano al fiordilatte che va tagliato rigorosamente al coltello” ha rivelato Lino Ranieri, responsabile economico del gruppo, data la sua Laurea in Economia e Commercio, ma anche pizzaiolo e figlio di Angelo. 

Dinner in the Sky : Il ristorante in cui mangiare a 50 metri di altezza sul Belvedere di San Leucio

Caserta, 07 giugno 2021. I viniPorto di Mola”, l’azienda che si trova a Galluccio, in un’area situata alle pendici del vulcano spento di Roccamonfina, ai confini tra Lazio e Campania, la terra dove i romani costruirono un importante porto sul fiume Garigliano di cui restano le vestigia, accompagneranno i piatti di alcune delle cene stellate della tappa casertana dell’evento “Dinner in the Sky”, il ristorante sospeso a 50 metri di altezza, che vedrà protagonista la magnificenza del Belvedere di San Leucio. Una location sicuramente molto suggestiva per degustare i vini di una delle più belle e prestigiose cantine della Campania  per vivere il panorama da un punto di vista davvero esclusivo.

Parliamo di vini che raccontano un territorio “ricco e magico”, ma soprattutto la storia e di due famiglie, gli Esposito e i Capuano proprietarie della tenuta (che conta quattrocento ettari tra vigneti, oliveti e orto, più duemila mq di cantina, sette laghi ed un frantoio) che, dal 1988 iniziarono a lavorare le terre un tempo appartenute al Duca fiorentino ‘Velluti Zati’,  dove vi aveva fatto impiantare sangiovese, ciliegiolo e merlot. Oggi, troviamo varietà autoctone campane quali: l’Aglianico amaro (localmente diffuso) la Falanghina (biotipo beneventano), Piedirosso, Greco di Tufo, Fiano e Coda di Volpe.

I vini in abbinamento saranno: “Petratonda”, un bel bianco “gioioso e floreale” ottenuto da uva Falanghina in purezza di tipo beneventano, “Acquamara” che nasce dal blend di Fiano 15%, Falanghina Beneventana 70% e Greco 15%, con fermentazione in legno ed un lungo affinamento conferiscono a questo vino una struttura importante senza intaccare la freschezza e la tipicità della triade, ancora, il rosato Roccamonfina “Campo dei Fiori”, un vino dalla piacevolissima beva di notevole successo ottenuto con uve Aglianico ed infine  lo spumante di Falanghina “Basalto”, un metodo Martinotti-Charmat che mantiene inalterato l’aroma fresco del vino.

Un territorio, quello di Porto di Mola, che darà  il via al grande evento con la cena della serata inaugurale con lo chef Adriano Dentoni Litta de la Dispensa dell’Armatore di Cetara.

“Dinner in the Sky” è un’esperienza unica nel suo genere che nel giro di poco tempo ha fatto il giro del mondo con più di 5000 eventi a Parigi, Dubai, San Paolo, Las Vegas, Sydney e in tantissimi altri luoghi, evento particolarissimo definito dalla rivista statunitense Forbes “il ristorante più insolito del mondo”: è infatti un ristorante costruito con sedie collegate ad un tavolo di 5 tonnellate tenuto su da una gru con 16 cavi di acciaio e con la capienza massima per il tavolo di 22 persone.  Momenti quindi che daranno la possibilità di conoscere la nostra terra, le nostre tipicità  enologiche e l’alta ristorazione campana da uno dei punti più suggestivi di Caserta.

Azienda Vitivinicola Porto Di Mola – sede Via Risiera, snc 81044 Galluccio (CE)

Ufficio stampa Antonella D’Avanzo

CIBUS 2021 A SETTEMBRE: PRIMA FIERA EUROPEA DELL’ALIMENTAZIONE

Si è tenuta oggi la conferenza stampa su Cibus 2021 – L’evento rappresenta un pass per la ripartenza e l’export dell’agroalimentare made in Italy – Gli interventi di Luigi Di Maio, Carlo Ferro, Ivano Vacondio, Gino Gandolfi, Antonio Cellie

(Roma, 7 giugno 2021) – Cibus 2021 è la prima grande fiera internazionale italiana B2B a riaprire in presenza, a Parma dal 31 agosto al 3 settembre. Per il food and beverage italiano Cibus rappresenta un pass per la ripartenza e per l’export. Nel lungo periodo del lockdown, l’agroalimentare made in Italy non solo ha soddisfatto la domanda domestica, ma ha aumentato le sue quote di esportazione. La richiesta dall’estero, infatti, è stata crescente sia per quanto riguarda i prodotti tipici della dieta mediterranea (pasta, pomodoro, olio, formaggi), sia per i prodotti premium di alta qualità. Buone premesse, dunque, per una forte ripresa produttiva del comparto e il consolidamento di nuove posizioni sui mercati internazionali.
Le aziende espositrici a Cibus hanno già rinnovato la propria adesione, rassicurate dal successo della campagna di vaccinazione e confortate dalle misure di sanificazione e distanziamento che verranno adottate da Fiere di Parma nel suo quartiere espositivo, peraltro già sperimentate con successo al Cibus Forum del settembre 2020.

Luigi Di Maio, Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, ha dichiarato: “Il settore agroalimentare è l’emblema del “Made in Italy” in tutto il mondo. Possiamo promuoverlo grazie alle fiere, che sono una vetrina per l’export e un generatore di crescita economica. Tutto il sistema fieristico italiano ha dato prova di resilienza e maturità. Adesso possiamo finalmente dire che il 15 giugno riapriranno le fiere in presenza, è un obiettivo a cui lavoriamo da mesi. La prima manifestazione fieristica di rilevanza internazionale del settore a tornare in presenza sarà proprio CIBUS 2021, che segna quindi la vera ripartenza del nostro Paese, in quanto fiore all’occhiello del migliore “Made in Italy”.

Alla conferenza stampa, tenutasi oggi a Roma nella sede di ICE Agenzia, hanno partecipato: Carlo Ferro, Presidente di Agenzia ICE; Ivano Vacondio, Presidente di Federalimentare; Gino Gandolfi, Presidente di Fiere di Parma.

In esposizione a Cibus 2021 tutte le merceologie: dai salumi ai formaggi, dalla pasta al pomodoro, dall’olio ai prodotti da forno, dal beverage al grocery, dai surgelati ai prodotti locali, e altro. Si aggiungerà anche una nuova area dedicata al canale dell’Horeca (ristoranti, bar e affini), chiamata “Ho.Re.Ca.The HUB”, in collaborazione con Dolcitalia. Tra le altre aree dedicate, quella del nuovo spazio di Unionbirrai e Birra Nostra dedicato alle birre artigianali e quella di Bellavita Expo, la manifestazione B2B che da anni organizza nelle capitali estere eventi promozionali del Food & Beverage italiano.

Voglio pensare a Cibus come al momento simbolico della ripresa dell’industria alimentare italiana – ha detto Ivano Vacondio, Presidente di Federalimentare – Dopo avere assicurato le forniture ai mercati in un anno difficilissimo come il 2020, la prima parte del 2021 non mostra grandi segnali di ripresa. La fine dell’estate, però, dovrebbe segnare un momento di svolta. Con la ripresa dell’Horeca e il ritorno a pieno regime delle esportazioni, credo che l’industria alimentare potrà riportare, nella seconda metà dell’anno, i numeri del 2021 quantomeno a quelli registrati nel 2019, sperando di superarli. A suggello di questi auspici, Cibus sarà l’occasione per lanciare un segnale forte: il Made in Italy torna al centro ed è pronto ad affacciarsi sui mercati esteri per riprendere, più veloce di prima, l’autostrada dell’export”.

Una valutazione condivisa da Antonio Cellie, ceo di Fiere di Parma, che ha dichiarato: “Fare Cibus a settembre 2021 era una sfida, ma anche un dovere. Mettiamo in campo la nostra reputazione a livello internazionale, costruita in 40 anni insieme a Federalimentare. Saremo i primi nello scenario fieristico europeo per offrire, insieme al Governo italiano, un vantaggio competitivo ai nostri espositori e quindi al Made in Italy alimentare”.

A Cibus 2021 saranno presenti i buyer italiani ed europei del retail, e folte rappresentanze degli operatori commerciali dagli Usa, America Latina, Asia, grazie anche al programma di incoming di ICE Agenzia. Ai buyer viene offerta un’esperienza unica sul territorio con “factory tours” e “retail tours”, per visitare gli stabilimenti produttivi della food valley e i punti vendita distributivi, e “tour on-site” con percorsi tematici dedicati a produzioni tipiche, alla scoperta dei nuovi trend dell’Authentic Italian.

“Il ritorno di Cibus in presenza, dopo la cancellazione dell’edizione 2020, è un traguardo molto importante e testimonia il coraggio degli organizzatori, la tenacia delle imprese e, fatemi dire, il supporto del Sistema Paese – ha detto Carlo Ferro, Presidente di ICE Agenzia – La Pandemia ha accelerato alcuni megatrend che saranno propri dei mercati del futuro, tra cui l’attenzione a una sana alimentazione e alla sostenibilità. Cibus sarà anche l’occasione per riaffermare la qualità e la salubrità della dieta mediterranea, combinata alla bio-diversità del territorio, all’eccellenza dell’intera filiera agroalimentare e all’unicità dello stile di vita italiano. Fattori di eccellenza del Made in Italy che vogliamo promuovere sui mercati internazionali, per accompagnare le imprese italiane nella ripartenza già in atto”

Tanti i nuovi prodotti che saranno presentati a Cibus2021. Eccone un primo elenco, altri sono consultabili sul sitohttps://www.cibus.it/press/comunicati-stampa/
Nel comparto della pasta: sedanini con lenticchie rosse, fusilli, mezze penne rigate con piselli, tutti senza glutine; gli spaghetti superfood ai gusti di matcha e ginseng, estratto di spirulina, dragon fruit, carbone vegetale, curcuma e zenzero; il couscous biologico alla barbabietola.
Nel settore dei sughi: la salsa biologica pronta con datterino bio pensata per bambini; i sughi preparati senza aromi, senza conservanti e senza zuccheri aggiunti; il ragù di ciliegino vegano; i sughi pronti al tartufo in nove differenti gusti, a prezzo conveniente.
Tra i formaggi: le fette sottili di caciotta toscana, pecorino toscano dop, pecorino con pesto, pecorino con zafferano, pecorino con tartufo, pronte al consumo in vaschette; il formaggio spalmabile con il 15% di parmigiano reggiano; lo yogurt di avena; il grattugiato italiano senza lisozima.
Nel comparto delle carni: il panino con prosciutto cotto e formaggio; la manzetta d’Abruzzo; il prosciutto cotto completamente tracciabile.
Tra i condimenti: una nuova gamma di oli extravergini italiani di qualità superiore; l’aceto derivato da birra artigianale di qualità.
E ancora: la cialda di caffè compostabile con il nuovo incarto riciclabile nella raccolta della carta; la crema fredda caffè già pronta da servire senza miscelare o altro; l’acqua minerale arricchita da collagene, zinco e acido ialuronico; le barrette di sesamo e miele bio; le insalate pronte in busta in bioplastica biodegradabile e compostabile da smaltire nell’umido di casa; la mela rosa in busta riciclabile; crema bio al cioccolato e nocciole; la frutta secca al tartufo; le patatine al pesto.
Infine, tra i surgelati: la pinsa romana; la pizza alla napoletana, con impasto sottile al centro e croccante nel cornicione.

Importante, come sempre, la convegnistica del 20° Salone Internazionale dell’Alimentazione, che è stata chiamata “Cibus Forum” per ricordare la fortunata esperienza del settembre 2020. Gli attori della filiera agroalimentare si confronteranno sulle principali tematiche di settore per definire una strategia vincente. Si segnala un convegno sui prodotti alimentari italiani a denominazione d’origine, per presentare le best practices di prodotti certificati che contribuiscono ad un’alfabetizzazione del gusto, e incontri sulla ripresa dei consumi e sui cambiamenti nei processi di distribuzione ed acquisto con particolare attenzione al tema dell’innovazione e della sostenibilità.

Inaugurerò con grande piacere Cibus 2021, la mia prima edizione nelle vesti di Presidente di Fiere di Parma – ha dichiarato Gino Gandolfi, Presidente di Fiere di Parma – dando il benvenuto a tutti i protagonisti del Food & Beverage, per una manifestazione che, mai come oggi, rappresenta un punto di incontro tra filiera e istituzioni, aziende, buyer e associazioni, uniti per la ripartenza del Made in Italy”.

I visitatori di Cibus 2021 saranno accolti dalla città di Parma, che quest’anno è Capitale della Cultura e Capitale Unesco per la Gastronomia: nelle vie cittadine si terrà “Cibus Off”, il Fuorisalone che unisce cultura e scoperta gastronomica.

PER INFORMAZIONI ALLA STAMPA:

Ufficio stampa Cibus
Fanini Ufficio Stampa
Tel 339 6668750 – 340 7773887
Sito Web: www.cibus.it

Totò Sapore Miseno: pizza, cucina e scuola per turisti

Martedì 8 giugno 2021 alle ore 19.30 presso Totò Sapore Miseno, in via Dragonara 27, a Bacoli, Renato Rocco, direttore de La Buona Tavola Magazine, presenterà agli operatori dell’informazione il primo dei locali in franchising di “Totò Sapore Group” del maestro Angelo Ranieri a cui si è affidato l’imprenditore Marco Criscitiello per la realizzazione della proposta gastronomica di cucina e pizza, risultata già vincente nei locali di proprietà del gruppo a Napoli e ad Agropoli.

La location, inoltre, sarà il palcoscenico anche di una scuola di pizza e cucina rivolta ai turisti italiani e stranieri che torneranno ad affollare le spiagge campane, potranno infatti partecipare a veri e propri corsi di pizza e cucina tradizionale, un esperimento che ha riscosso notevole successo già nella sede di Napoli a Viale Gramsci. 

Durante la presentazione verrà proposto il seguente menù: 

Antipasto

Trittico: tartare di scampi, gamberi rossi e spiedino di baccalà in tempura con provola di Agerola in abbinamento a Spumante brut, Montelvini Collezione Promosso 

Spicchio di pizza “La Nerano a Mare”: fiordilatte, zucchine fritte, cozze di scoglio, Provolone del Monaco, menta e basilico in abbinamento a Vignolella, Fiano Cilentano Cantine Barone 

Primo

“Il Cartoccio di Totò”: spaghetto quadrato, pomodorini gialli e rossi, riduzione di gamberi, scampi e tarallo tritato in abbinamento a Falanghina del Sannio Doc Aia dei Colombi

Dolce

Mousse di fragole

Angelo Ranieri, appartenente a una delle storiche famiglie della ristorazione e della gastronomia partenopea, docente all’Istituto Professionale Mater Dei e campione mondiale di pizza di stagione 2017, propone una pizza napoletana innovata nell’impasto, con una lievito-maturazione di 36 ore e l’utilizzo di un blend di farine di tipo 1 e 0 a cui aggiunge una terza tipologia che definisce “il suo segreto”, nel rispetto della tradizione. 

Oltre che dello storico e vincente brand “Totò Sapore”, il maestro è anche il creatore di “Trattoria a Chiaia” e di “Toaster King – Fast Food italiano”, entrambi marchi che hanno riscosso un notevole successo presso il pubblico e i franchisee: il primo, con formula trattoria tradizionale, il secondo con formula fast food italianizzato che vanta sette punti affiliati e due diretti. 

La ricetta dei biscotti più semplici e buoni che ci siano: i Canestrelli. Scopri la storia.

Questa è la storia di un dolce che fu moneta, una lunga storia che narra di tempi in cui in Alta Valle e in tutta la Val Trebbia, lontano dal mare, le farine in generale, sia di segale che di frumento scarseggiavano, e la farina bianca era un lusso per pochi, certo da non sprecare per qualcosa di superfluo come un dolce. Un giorno però, pare che dei produttori di ostie, che all’epoca erano sicuramente commercianti benestanti, cominciarono a sfornare dei biscotti a forma di margherita prodotti con farina bianca e burro, il massimo dell’abbondanza per l’epoca, questi biscotti furono chiamati Canestrelli.

La vendita di queste “primizie” cominciò sui sagrati delle chiese per finire poi su mercati ed arrivare a Genova “La Superba” la quale, decise di rappresentarli sul Genovino, la moneta d’oro coniata dai Genovesi, di fatto la prima moneta della storia. Storie e leggende a parte, una cosa è certa, nel 1829 nel Bar Caffè di Torriglia gestito da una certa “Pollicina” nome d’arte di Maria Avanzino che insieme al marito gestiva il famoso bar, cominciarono ad essere commercializzati diciamo ufficialmente i primi Canestrelli.  

Da quel periodo in poi fino ai giorni nostri, il successo del dolce che fu moneta non si fermò più, tanto che ogni anno all’inizio del mese di giugno vi è un festival del Canestrelletto di Torriglia a celebrarne la bontà.

Canestrelli: ricetta

Ingredienti per circa 28 canestrelli:

  • 2 uova
  • 150 gr di farina 0
  • 100 gr di amido di mais
  • 75 gr di zucchero a velo + quello che serve alla fine per spolverare
  • buccia grattugiata di un limone
  • 150 gr di burro freddo
  • 2 bustine di vanillina

Preparazione

Per prima cosa mettere a bollire le uova. Appena l’acqua inizia a sobollire calcolare 7 minuti. Sbucciarle e ricavare solo il tuorlo sodo. Passare i tuorli (o schiacciati benissimo con una forchetta o con uno spremiaglio) e tenere da parte. In una ciotola mescolare la farina e l’amido di mais, aggiungere lo zucchero a velo, la buccia grattugiata del limone, il burro freddo a tocchetti (mi raccomando deve essere freddo di frigo), la vanillina (o aroma vaniglia) e i tuorli passati. Impastare tutto fino ad ottenere un composto morbido e molto chiaro. Bisogna avere pazienza perché sembra che non si compatti, ma lavorandolo per un po’ il burro inizierà ad amalgamarsi alle farine e si otterrà così un bell’impasto morbido e liscio! Compattarlo bene, avvolgerlo in pellicola e mettere in frigo a riposare per circa un’ora.

Trascorso il riposo, stendere la pasta tra due fogli di carta forno, all’altezza di circa 1 cm e, con una formina a fiore, ricavare i canestrelli. Metterli su una leccarda da forno ricoperta con carta forno e, con l’aiuto di un attrezzo cavo, ricavare anche i fori centrali (io ho usato una bocchetta della siringa per dolci). Con queste dosi ho ricavato 28 canestrelli! Cuocere in forno statico già caldo a 170 gradi per circa 15 minuti (con il mio forno ci sono voluti 13 minuti): bisogna fare molta attenzione perché i canestrelli non devono scurire, bisogna sfornarli ancora chiarissimi e poi tirarli dal forno e farli raffreddare senza toccarli. Solo quando saranno poi completamente freddi, spolverare con zucchero a velo. Se non si consumano subito, conservare in un contenitore di latta per biscotti o in un contenitore che si chiude ermeticamente.

Si chiama WHITESTAR la società innovativa di ricerca e sviluppo che ha brevettato una gamma di macchine per la preparazione al riutilizzo delle capsule di caffè usate. Ogni macchina è il prodotto di una filiera d’eccellenza diffusa del Made in Italy.

Negli ultimi anni si è assistito a un aumento vertiginoso dell’uso di cialde e capsule di caffè, sia per la loro celerità e comodità nella preparazione che per l’alta qualità delle miscele, il loro gusto e l’aroma. Accanto ai brand monomarca come NespressoLavazzaIlly Caffè, si è assistito pertanto a una crescente apertura di catene in franchising e di punti vendita plurimarca con un’ampia offerta di capsule compatibili. La mappatura effettuata da WHITESTAR ne ha censiti a oggi oltre 5.000 dislocati su tutto il territorio nazionale.

Dall’indagine svolta si ricava un’instanea molto interessante e a oggi inedita. Innanzitutto, la distribuzione dei punti vendita plurimarca, monomarca in franchising: il Sud (ripartizione regionale Eurostat) ha un numero di punti vendita pari a oltre 1.000 e l’Italia insulare oltre 700; il Centro Italia ne presenta più di 1.300 di cui oltre 700 solo nella Regione Lazio; nel Nord sono invece oltre 1.700 e, in particolare, in Lombardia con poco più di 700 si registra la più alta concentrazione nazionale di coffee shop.

Per quanto concerne i punti vendita in franchising, anch’essi rispecchiano la medesima distribuzione nel Paese, essendo maggiormente presenti al Centro-Nord Italia (oltre 1.300), mentre al Sud e nelle isole hanno numeri inferiori (circa 300).

Come i coffee shop possono incrementare i fatturati e salvaguardare l’ambiente

Dietro questi numeri incoraggianti per i produttori del settore, ce ne sono altri decisamente allarmanti per noi tutti, in quanto coinvolgono in prima persona l’ambiente. In Italia su circa 1 miliardo e mezzo di capsule vendute all’anno, a finire in discariche e inceneritori è l’equivalente di oltre 12 mila tonnellate. Le capsule, realizzate in plastica e in alluminio, possono richiedere fino a 500 anni per essere smaltite.

La sfida per invertire questa tendenza è stata raccolta con inventiva tipicamente Made in Italy, da una società innovativa di ricerca e sviluppo del reatino, la WHITESTAR, che ha brevettato una gamma di macchine separacapsule per la preparazione al riutilizzo delle capsule di caffè usate. “Le macchine separacapsule WHITESTAR sono in grado di preparare al riutilizzo le capsule di caffè usate, separando, attraverso un meccanismo brevettato, efficiente e pulito, a basso consumo, l’involucro delle capsule dal caffè esausto. Queste macchine sono state progettate per lavorare sia su grandi quantitativi nei centri di raccolta o nelle aziende del settore vending o di quello Ho.Re.Ca., sia su quantitativi minori, direttamente all’interno dei rivenditori e dei negozi specializzati nella vendita di capsule da caffè, presenti in diverse migliaia solo nelle città italiane. In questo modo ogni rivenditore può fare la sua parte, contribuendo a risolvere l’annoso problema legato allo smaltimento di un rifiuto composto da diverse tipologie di materiali che, altrimenti, finisce nell’indifferenziato. Sicuramente siamo arrivati a un punto dove il produttore, il rivenditore, il consumatore di capsule e gli enti preposti alla gestione dei rifiuti devono darsi una ‘mano’ e collaborare per il bene comune”, dichiara Stefano Ceccarelli, amministratore e co-fondatore di WHITESTAR.

“I nostri clienti, titolari di singoli coffee shop o di catene anche in franchising, hanno chiuso il 2020 con un incremento di fatturato di oltre il 30% rispetto al 2019. Certamente complice è stata la pandemia che ha modificato le abitudini delle persone, in particolare con l’esplosione del telelavoro. Ma tutti hanno ammesso che un grande contributo a questo sensibile incremento è venuto anche dall’adozione delle nostre macchine separacapsule LaTwist. Queste macchine confermano di essere infatti una straordinaria leva di marketing che consente di offrire ai propri clienti un servizio unico, vale a dire raccogliere e preparare per il riutilizzo le capsule di caffè usate. La clientela sceglie e torna nei coffee shop che hanno adottato la macchina separacapsule LaTwist avendo ormai maturato una sensibilità ecologica diffusa, avvertendo l’importanza di non gettare le capsule usate nella propria pattumiera dell’indifferenziato di casa, dell’ufficio o del negozio. 

Tra le prime multinazionali a credere in questa soluzione Made in Italy c’è Nespresso che con la LaTwist ha inaugurato, lo scorso marzo, il nuovo flagship store boutique Nespresso di Vienna”, afferma Paolo Costantini, direttore generale e co-fondatore di WHITESTAR. 

 UFFICIO COMUNICAZIONE – WHITESTAR SRL

Floriana Annunziata (E) comunicazione@wstar.it – (T) +39 351 9669901

Oggi da “le ricette di Anna“, un piato veloce ma buonissimo, che ha sapori freschi e gradevoli, in cui la menta è protagonista: le caserecce con crema di ricotta, menta e pistacchio. La menta, infatti, è una spezia dall’azione digestiva, antisettica e rinfrescante, è utile anche per combattere nausea ed alitosi. È utilizzata per gli oli essenziali, per i dentifrici, negli sciroppi ed anche per caramelle e chewing gum. In cucina è ottima per profumare piatti sia dolci che salati e per aromatizzare il tè. E che dire del famoso Mojito, il cocktail a base di menta, rum, zucchero di canna, lime e acqua tonica? Inventato in un bar di L’Avana – frequentato molto da Hernest Hemingway che lo amava particolarmente e che ne decretò il successo – è un cocktail in cui la menta predomina in modo totale da conquistare cuore e palato.

Caserecce con crema di ricotta, menta e pistacchio: ingredienti

  • 150 g di ricotta
  • Olio EVO
  • 80 g di pistacchi sgusciati
  • qualche foglia di menta fresca
  • un pizzico di pepe
  • un pizzico di sale
  • 20 g di grana grattugiato
  • Pasta tipo caserecce

Caserecce con crema di ricotta, menta e pistacchio: procedimento

Per le nostre caserecce con crema di ricotta: nel bicchiere del mixer mettere la ricotta, un filo di olio evo, un po’ di acqua, pistacchi sgusciati, menta fresca, pepe, grana grattugiato, un po’ di sale e frullare tutto fino ad ottenere una crema. Versare la crema in padella. Cuocere la pasta, scolarla al dente ed amalgamarla in padella con il composto aggiungendo un po’ di acqua di cottura. Impiattare e servire con granella di pistacchio in superficie.

Per altre ricette visita la sezione dedicata del nostro magazine.

Saranno le aule e i laboratori didattici della Pizzaiuoli School lo scenario scelto da Tuttopizza (la fiera internazionale della pizza che quest’anno si svolge in edizione digitale) per le numerose masterclass. Ecco il programma.

24 maggio 2021

Ore 10: Apertura lavori della prima fiera digitale sulla pizza.

Conducono: Lino D’Angiò e Delia Paciello

Introduzione: Luciano Pignataro

Saluto degli organizzatori agli espositori e ai visitatori:

Sergio Miccù – Presidente Associazione Pizzaiuoli Napoletani

Raffaele Biglietto – Direttore della manifestazione

Gianluca Pirro – Amministratore Squisito Eventi

Ore 11: Incontri in bianco ore 11 – Presentano: Alfonso Oliva e Giuseppe Gargiulo 

La “farina intera” di Varvello, l’innovazione che fa bene

Ospiti: Clelia Iacoviello – Farina Intera Varvello

Ore 12: La pizza napoletana S.T.G.: origini, storia e tecniche

Ospite: Enzo Coccia

Ore 13: Un classico dello street food napoletano: la pizza fritta.

Ospite: Simone Fortunato

Ore 14: Intervista a Raffaele Maiello – Titolare GCM Gruppo Caseario Meridionale

Ore 15: Come scegliere il pomodoro per preparare una pizza

Webinar/Dimostrazione a cura di Finagricola con le conserve GRANGUSTO

Ore 16: Incontri di Gusto –  I pomodori DOP della Campania per una pizza senza confini

Speaker: Giuseppe Gargiulo e Francesco Martucci 

Ospiti: Giuseppe Napoletano – Solania S.r.l.              

Giannina Manfellotto – Azienda Agricola Terra Viva

Ore 17: Webinar/dimostrazione a cura de I Sapori di Corbara

Speaker: Carlo D’Amato

Paola Cappuccio – Pizza chef

Lino Scaralllo – Chef Stellato (Palazzo Petrucci- Napoli)

Martedì 25 maggio 2021

Ore 10: Fusione della tradizione e dell’innovazione: il pre fermento Caputo a cura di Vincenzo Iannucci

Ore 11: Incontri in bianco – La farina con l’olio essenziale di germe di grano Casillo 

Presentano: Alfonso Oliva e Giuseppe Gargiulo

Ospiti:  Alessandro Lo Stocco (Specialist Molino Casillo) e Vito Mauro Giovanni (Direttore Commerciale)

Ore 12: La pinsa romana farcita e condita con i prodotti La Torrente

Ospite: Marco Montuori /Pinsa School

Ore 13: La pizza contemporanea interpretata da Vincenzo Capuano

Ore 14: La pizza in pala a cura di Vincenzo Iannucci

Ore 15: Incontri di gusto – “Gli artigiani del gusto” Perrella, le eccellenze “esclusive” sulla pizza
Presentano: Giuseppe Gargiulo e Alfonso Oliva

Ospiti: Francesco Gargiulo (Latterie Gargiulo) – Valentina De Nisco (Salumificio Ciaccia)

Ore 16: Il giusto abbinamento sullo spicchio di pizza: qualità e quantità del prodotto

Speaker: Giuseppe Maglione – Maestro Pizzaiuolo

Mercoledì 26 maggio 2021

Ore 10: Pizza Gluten free e lactose free a cura di Marco Amoriello

Ore 11: Incontri di gusto – Farina e birra, le opportunità offerte dei giusti abbinamenti

Presentano: Alfonso Oliva e Giuseppe Gargiulo 

Farina: Molino Vigevano

Birra: Birrificio F.lli Perrella (Bier Specialist Giovanni Nocera)

Ore 12: Pizza proteica con farina di legumi a cura di Davide Civitiello

Ore 13: La pizza fritta gluten free 

Speaker Marco Amoriello

 Ore 14: I migliori abbinamenti birra e pizza

Ospite: Gilberto Acciaio (Beer Sommelier) 

Ore 15: Incontri di gusto – Farina e vino le opportunità offerte dai giusti abbinamenti

Presentano: Giuseppe Gargiulo e Alfonso Oliva 

Ospiti: Vincenzo Ianucci (Caputo Nuvola Specialist) – Giuseppe Di Fiore (Wine Specialist Cantine Barone)

Ore 16: Masterclass a cura di Latteria Sorrentina

Ore 17: Pizza dessert gluten free

Speaker: Marco Amoriello

Ufficio Stampa Bc Communication

 

Il Tuttopizza2021 avrà solo un’edizione digitale, per tornare in presenza e in sicurezza nel 2022.

I padiglioni della Mostra d’Oltremare in questo periodo occupati dal Centro Vaccini Anti-Covid e le norme restrittive anti pandemia che ancora non consentono lo svolgimento delle manifestazioni fieristiche in presenza, hanno spinto Squisito Eventi a rimandare al 2002 l’ edizione in presenza di Tuttopizza, il consolidato appuntamento fieristico di fine maggio per gli operatori del settore pizza.
Per quest’anno, sfruttando le potenzialità del digitale, l’evento avrà solo una versione digitale, un format pensato per rappresentare comunque un’occasione importante per le aziende e i protagonisti del settore che continuano a investire e innovare.

Tuttopizza2021 Digital Edition

L’esperienza del cibo più famoso al mondo, si fa digitale dal 24 al 26 maggio 2021 e tornerà in presenza a fine maggio 2022.

La manifestazione b2b leader per chi lavora in pizzeria, con visitatori nelle 4 prime edizioni provenienti da diversi Paesi del mondo, si svolgerà su una piattaforma on line che consentirà ai partecipanti di assistere via web o via mobile scaricando l’app dedicata, a masterclass, webinar, meeting talk e di interagire con chat, videochiamate, forum e discussioni con una selezione di aziende del settore e tra gli stessi operatori.

“L’evoluzione del mercato e la diffusione della tecnologia ci ha spinto a realizzare questo format digitale come canale comunicativo più idoneo, per far fronte alle difficoltà oggettive del contesto che stiamo vivendo.  Siamo riusciti a realizzare l’evento grazie a tutti gli stakeholders della manifestazione: espositori, visitatori, l’associazione pizzaiuoli napoletani e i media partner, che riconoscono in Tuttopizza un punto di riferimento per il settore dei consumi fuori casa” afferma Raffaele Biglietto, direttore e ideatore con Sergio Miccù della manifestazione. “La conferma delle date di maggio è stata quindi ponderata per consentire a tutta la comunità dei pizzaiuoli di vecchia e nuova generazione di ritrovarsi e di confrontarsi sulle tendenze di mercato, in vista della riapertura totale delle pizzerie e di una normalità tanto attesa da tutti” conclude Sergio Miccù – Presidente dell’APN – Associazione Pizzaiuoli Napoletani.

Tuttopizza2021 Digital Edition, una sorta di social network b2b per i pizzaioli sarà una esperienza digitale delle novità del settore e delle tecniche di concezione tradizionale e contemporanea per supportare la rinascita di un segmento fondamentale per i consumi, per la diffusione della dieta mediterranea e per il made in Italy. Tra queste, le potenzialità che il digitale propone per le pizzerie, così come il tema della sostenibilità, del delivery e dei prodotti alternativi e di nicchia.

Caffè Borbone: 75 tra nuovi assunti e collaboratori durante la pandemia. Chiude in grande crescita il primo trimestre 2021

Caffè Borbone, attività di torrefazione e confezionamento di caffè, oggi uno dei principali produttori in Italia specializzato in cialde e capsule compatibili, chiude in positivo il primo trimestre del 2021. I ricavi si attestano sui 65,0 milioni di euro, con una crescita del 32,9%. Si registra, inoltre, un aumento del 50,6% del MOL (23,5 milioni rispetto all’esercizio precedente). Numeri in salita anche per la GDO, che riporta il +67% .

Una crescita che ha trainato anche la chiusura in positivo del primo trimestre di Italmobiliare, investment holding quotata in Borsa, che fa capo alla famiglia Pesenti, di cui Caffè Borbone è parte da maggio 2018, come società controllata con una quota del 60%. I ricavi consolidati del Gruppo Italmobiliare nel primo trimestre 2021 (115,6 milioni) registrano un incremento di 28,9 milioni (+33,4% rispetto al corrispondente periodo 2020) principalmente grazie a Caffè Borbone (+16,1 milioni) e alle società acquisite nel corso dell’ultimo trimestre 2020. 

Positivo anche l’effetto occupazionale. I brillanti risultati economici hanno, difatti, determinato un significativo ampliamento dell’organico aziendale, con 75 nuovi collaboratori, competenti e motivati, assunti durante il periodo più critico della crisi pandemica. Anche in questo delicato frangente Caffè Borbone ha tenuto fede ai propri valori: eticità della condotta imprenditoriale, tutela e valorizzazione del capitale umano. L’azienda ha, infatti, corrisposto bonus straordinari ai dipendenti che hanno dimostrato disponibilità e dedizione al lavoro, assicurando continuità produttiva anche in un momento di estrema difficoltà, oltre a fornire loro forme varie di supporto economico. Il tutto senza recedere, nell’ambito delle proprie politiche di remunerazione, dai valori della meritocrazia e della produttività e assicurando gli standard qualitativi di sempre.

Ufficio Stampa

Roberta Raja

Con Godina e Illiano i giovani dello Y20 elaborano proposte sul caffè per il G20.

Quest’anno l’Italia ospita per la prima volta il G20. Per elaborare le loro proposte i giovani dello Youth 20 hanno a loro disposizione le esperienze di inclusione, sostenibilità, innovazione e nuove opportunità di lavoro nel mondo del caffè presentate dai due esperti convocati da ICO – International Coffee Organization, Mauro Illiano e Andrej Godina.

Nel 2021 l’Italia ospita il G20 per la prima volta nella storia. Da dieci anni, il Foro internazionale che riunisce le principali economie del mondo riceve le visioni e le idee di un suo gruppo ufficiale di coinvolgimento, lo Youth 20 (Y20). I tre focus sui quali quest’anno si concentra l’attenzione dei giovani sono inclusione; sostenibilità, cambiamento climatico e ambiente; innovazione, digitalizzazione e futuro del lavoro. Il caffè offrirà spunti di approfondimento e testimonianze per tutti i temi di discussione; l’ICO – International Coffee Organization ha infatti deciso di collaborare con lo Y20 in occasione dell’arrivo del summit in Italia, il Paese nel quale il settore più si identifica a livello mondiale. 

Lo farà attraverso due esponenti di primo piano della scena caffeicola italiana: Andrej Godina , caffesperto, PhD in Scienza, Tecnologia ed Economia nell’Industria del Caffè e Mauro Illiano , winexpert e caffesperto; quest’ultimo spiega «a noi spetta il compito di fornire case history, spunti di riflessione e indicazioni pratiche utili all’elaborazione del progetto che poi i giovani porteranno al G20. È un’occasione importante per fare conoscere alla platea internazionale dei giovani la complessità e la ricchezza di una filiera lunga e articolata qual è quella del caffè, per lo più ignorata, ma ricca di opportunità».

Sono numerosi gli elementi che saranno presentati alla voce sostenibilità. Spicca la case history dello stage in piantagione organizzato da Andrej Godina, Umami Area Honduras e la cooperativa Cocafcal di Las Capucas in Corquin, Copán nel Paese Centro Americano. Giovani baristi, torrefattori e appassionati di caffè si sono formati sulla coltivazione del caffè e la gestione del lavoro agricolo in piantagione. L’esperienza è culminata con la realizzazione di una compagine societaria internazionale che in quell’area ha acquistato la sua prima piantagione: Finca Rio Colorado. È il primo tassello con cui il progetto vuole dimostrare che la produzione di un caffè di alta qualità in un regime agricolo sostenibile è possibile; durante la raccolta che va da ottobre a inizio aprile di ogni anno, viene dato lavoro a 40 persone. «Abbiamo dimostrato che è possibile offrire al consumatore una tazzina che parla di sostenibilità, alla cui definizione concorrono più elementi – afferma Andrej Godina -: quella del contadino, quella ambientale di coltivazione e avanti, fino ai Paesi di consumo, dove l’attenzione alla sensibilità è ancora poco considerata. Spesso a un prodotto rispettoso dell’ambiente e di chi lo produce viene perdonato il fatto di non avere una qualità eccelsa, che al contrario si trova nei nostri caffè». 

Innovazione e futuro del lavoro trovano uno spunto interessante nella startup nel campo dell’innovazione del caffè realizzata nel 2009 all’interno del Trieste Coffee Cluster da Andrej Godina insieme a Massimo Chenda, imprenditore nel campo della produzione di macchine espresso ed esperto di creazione e gestione d’impresa e Fabrizio Polojaz, imprenditore nel campo del caffè verde e della tostatura. Il primo brevetto è stato la Bacchi Espresso, l’unica macchina da caffè espresso al mondo che riesce a ricreare meccanicamente su una semplice fonte di calore, i giusti parametri di pressione (9 bar) e di temperatura (90°C) necessari per erogare un espresso. Un complesso lavoro di squadra con più aziende e consulenti ha poi permesso di mettere a punto il primo prototipo di macchina industriale per la produzione automatica di un prodotto assolutamente innovativo: Tablì, ovvero compresse di caffè del tutto naturali, pronte all’uso e totalmente compostabili. L’intero pacchetto azionario è stato acquistato pochi mesi fa da una importante realtà produttiva italiana.

Procede da oltre un decennio l’attività di formazione e di inclusione condotta da Andrej Godina dapprima con l’associazione Umami Area, che successivamente ha collaborato con la NGO tedesca Starkmacher realizzando il C.O.F.F.E.E. Project, un percorso di studio sul caffè finalizzato alla realizzazione di nuove opportunità di lavoro che ha coinvolto centinaia di giovani provenienti dall’Europa (Italia, Belgio, Germania e Spagna) e dai luoghi di produzione (Colombia, Brasile e Indonesia). I partecipanti hanno seguito i percorsi di formazione del Coffee Diploma System della SCA, preparando professionisti ben formati su tutta la filiera di cui il settore ha decisamente bisogno. Il percorso, durato un anno, ha visto un interessante interscambio tra i giovani provenienti dalle piantagioni di caffè hanno potuto seguire il corso sulle abilità del barista e, contemporaneamente, alcuni baristi europei hanno potuto approfondire il caffè dal punto di vista della sua botanica e della lavorazione all’origine. Due mondi tra loro molto lontani – e non solo da un punto di vista geografico – si sono incontrati e completati reciprocamente. 

Le tappe

I giovani del Y20 prenderanno parte a una serie di eventi online in cui verranno presentate diverse realtà e forniti spunti di riflessione, che saranno poi ripresi e approfonditi dal 19 al 22 luglio; il 23 è prevista una giornata in presenza tra Milano e Bergamo con eventi, workshop e incontri, tutti sul tema del caffè. Infine i giovani scriveranno il loro documento programmatico sui tre temi che presenteranno al G20.

In conclusione, Mauro Illiano afferma: «Essere chiamati a rappresentare l’Italia in un’occasione tanto importante ci ha sorpresi e ha confermato che il cammino intrapreso da tempo da Andrej Godina, al quale mi sono unito da 3 anni è positivo e suscita interesse. Vogliamo sensibilizzare la platea internazionale al valore del caffè e delle professionalità che lo circondano con argomentazioni di alto livello, ma anche con esempi semplici, alla portata di tutti».  «Quando è arrivata la lettera dell’ICO firmata dal Presidente ho pensato ad Alberto Hesse, Vinko Sandalj, Ernesto Illy: persone che mi hanno ispirato sin da quando ho cominciato a lavorare nel mondo del caffè e che ho sempre ammirato – prosegue Andrej Godina -. Li ammiravo e un po’ invidiavo il credito che ricevevano a livello internazionale: la chiamata di ICO è davvero una grande soddisfazione».

Il sondaggio: ottimismo e un futuro internazionale

Yas (Young Ambassador Society), l’associazione responsabile di processi giovanili dei vertici G7/G20 per l’Italia ha condotto una ricerca attraverso 9451 giovani italiani di ogni parte del Paese per conoscere la loro opinione sui temi che il G20 dovrebbe affrontare. Il profilo dei partecipanti è stato per il 60% di giovani dell’età compresa tra 20 e 24 anni, la maggior parte dei quali studenti o giovani professionisti. Circa il 70% dichiara di avere una prospettiva internazionale perché si identifica come cittadino del proprio continente o del mondo. La prospettiva globale emerge anche dalla disponibilità a vivere all’estero nel futuro; ad oggi il 92% i degli intervistati risiede in Italia e solo il 24% ha trascorso più di 4 mesi all’estero; circa il 75% vorrebbe trasferirsi in un altro Paese nei prossimi 3 anni. Riguardo il loro atteggiamento nei confronti del futuro, il 76% si sente ottimista nel breve termine (3 anni); solo il 23% lo è nei confronti del futuro del mondo. La percentuale scende al 19% riguardo i prossimi tre anni nel nostro Paese.

I temi più urgenti da affrontare hanno visto in primo piano il cambiamento climatico e le questioni ambientali (la sostenibilità sarà al centro delle discussioni del G20), quindi le disuguaglianze, le guerre e il terrorismo (39%) e lo sviluppo dei paesi emergenti (30%). Un’altra importante priorità sono l’occupazione e il futuro del lavoro (43%), l’istruzione e la cultura (37%) e la crescita economica (37%).

Andrej Godina nasce a Trieste e consegue il dottorato di Ricerca in Scienza, Tecnologia ed Economia nell’Industria del Caffè con una tesi inerente all’analisi sensoriale dell’espresso presentata presso l’Università degli Studi di Trieste. Nel 1997 frequenta il primo corso di assaggio in tazza organizzato dall’Associazione Caffè Trieste e nel 2000 segue i corsi di SCA – Speciality Coffee Association di cui supera con successo tutti i moduli formativi ottenendo anche le certificazioni di Formatore ufficiale e di Master Barista. Nel 2015 costituisce assieme ad altri cinque soci l’associazione Umami Area, perseguendo la diffusione della cultura del caffè di qualità e internazionalizzando l’attività formativa di SCA con eventi nelle piantagioni.

Nel 2017 costituisce con altri 27 soci la ditta Umami Area Honduras, che acquista una piantagione di caffè nel Paese centro americano, la finca Rio Colorado. Le caratteristiche professionali di Godina, unite alla sua attività di consulenza libera, ne fanno un assaggiatore indipendente, svincolato dalle dinamiche commerciali delle aziende che operano nel settore. È autore dei libri Caffè Verde in un Libro (scritto con Alberto Polojac), Barista in un Libro, Tostatura in un Libro (scritto con Massimo Barnabà), Zero Caffè (coautore Sandro Bonacchi) e Un Caffè in Toscana, editi da Edizioni Medicea Firenze.

Mauro Illiano nasce a Napoli e si laurea in Legge. Approda al mondo della gastronomia attraverso l’Associazione Italiana Sommelier, delegazione di Napoli, con cui collabora da oltre 10 anni. Giornalista pubblicista, attualmente collabora con numerose riviste e guide di settore. Dopo numerose esperienze formative in tutto il mondo approda alla scuola della Specialty Coffee Association, di cui completa il Coffee Skills Program, conseguendo il Coffee Diploma System. Durante la formazione effettua un viaggio in piantagione in Honduras ed El Salvador, dove approfondisce la conoscenza del caffè e stringe amicizia con Andrej Godina. È socio fondatore della società Napoli Coffee Experience che opera in ambito formativo professionale nel mondo del caffè e segue numerose aziende con consulenze inerenti la formazione del personale, la realizzazione di modelli di business e il controllo qualità di prodotti a base caffè.  Fuori dal mondo gastronomico ha pubblicato i libri Silent Song per Graus Editore e Perunavolta nella vita.

Ufficio stampa

Nadia Rossi – espresso comunicazione

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Lo chef stellato Peppe Guida approda all’Hotel Saline di Palinuro. Tra Bandiere blu e cucina di mare, la nuova proposta gastronomica della struttura cilentana. Apertura stagionale, il 2 giugno.
E’ la regina del Cilento, con due Bandiere Blu appena riconfermate, che certificano la salute del mare, ma anche  la qualità dei servizi offerti ai visitatori. Palinuro è una delle più rinomate località turistiche della Campania, apprezzata per le sue spiagge, le insenature, le baie naturali e le grotte marine, situata sulla costa del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, dichiarato nel 1998 patrimonio dell’umanità Unesco. Luoghi del mito. Esattamente come la penisola sorrentina, terra di origine di Peppe Guida, volto noto della televisione e dei social, pluripremiato cuoco stellato, sbarcato in questi giorni all’Hotel Saline, un accogliente complesso turistico direttamente sul mare, con spiaggia privata, per ripensare l’offerta gastronomica, insieme all’executive chef Antonio Cappiello, cilentano doc.“Ho accettato con entusiasmo l’invito della proprietà ad offrire il mio contributo in qualità di consulente per tutto il settore food – spiega chef Guida – Il Cilento è un territorio in grado di proporre una varietà ed una qualità di materie prime di assoluta eccellenza, dalle verdure ai formaggi, dall’olio al pescato locale, fatto sopratutto di alici di menaica e di crostacei. Con prodotti così, e con una fusione tra ricette della tradizione locale e napoletana, contiamo di regalare un’esperienza unica, un menu stagionale che rispecchi il magnifico territorio in cui soggiorneranno gli ospiti”.Del resto è qui che la dieta mediterranea venne codificata da Ancel Keys come stile alimentare, ed inserita nel 2010 nella lista dei patrimoni immateriali dell’umanità.Dotato di piscina per adulti e bambini, centro estetico e benessere, palestra, camere accessoriate di tutto i confort e con smart tv 43 pollici con canali Sky, l’Hotel Saline è anche l’unico Italy Family Hotel del Cilento. Le nuovissime camere exclusive, di cui quattro dotate di infinity Jacuzzi a strapiombo sul mare, sono state interamente disegnate dall’interior design Marco De Luca,  in collaborazione con lo studio Carlo Saulle, all’insegna di una elegante architettura ispirata ai colori e alle emozioni del Mediterraneo.“La sicurezza è la nostra priorità e grazie ad uno staff continuamente formato ed attento, a controlli continui, igienizzazione e distanziamento, siamo in grado di garantirla – spiega l’amministratore delegato della società, Gino Acampora –  Per questo, a causa delle attuali normative, il servizio di ristorazione per quest’anno resta a disposizione, in via esclusiva, a pranzo e a cena, degli ospiti dell’albergo. Per la prossima stagione contiamo invece di aprirlo anche al pubblico esterno. Il progetto è quello di trasformare le cucine del ristorante dell’Hotel Saline in un laboratorio dove ritrovare sapori e tradizioni in grado di trasmettere identità e cultura locale”.
Ufficio Stampa Ago Press

Contatti Luigi D’Alise

Tel 0812137364 – 3351851384

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Sorrento, a Marina Piccola apre il nuovo locale di Antonino Esposito, tra pizze e ristorazione d’autore Inaugurazione “virtuale” giovedì 13 maggio. L’indomani, apertura al pubblico a pranzo e a cena


Muta pelle. Cambia nome. Stessa faccia. Identica passione. Si chiama ” Antonino Esposito Pizza e Cucina” ed è la nuova sfida del noto maestro pizzaiolo, volto amatissimo dal grande pubblico, ospite di tanti programmi televisivi e la cui insegna campeggia in decine di locali, in Italia e all’estero, che portano la sua firma.Il nuovo ristorante pizzeria, che sorge sul precedente “Acqu’e Sale”, affacciato sullo specchio d’acqua di Marina Piccola, a Sorrento, si presenta completamente rinnovato nell’arredamento, all’insegna del gusto e dell’eleganza, con una razionalizzazione degli spazi, per garantire il giusto distanziamento. L’area esterna è in grado di accogliere tanti ospiti, nel rispetto delle norme anti Covid. In più, un comodo servizio navetta, effettuato con un van ecologico, con alimentazione elettrica, offre l’opportunità, anche ai clienti residenti a Sorrento e nei centri vicini, di lasciare a casa l’auto e di trascorrere qualche ora coccolati dalle pizze di Antonino Esposito, dalle specialità della cucina e dalla accurata carta dei vini.Ai forni ci sarà ovviamente lui, coadiuvato da giovani ma esperti pizzaioli, che offriranno una ricca selezione di pizze con topping ispirati alle tipicità locali e alla stagionalità. Dalle pizze della tradizione alle fritte, dalla mitica Frusta Sorrentina alla novità della pizza alla brace.La stessa filosofia seguita in cucina, dove gli chef Antonio Virno e Michele Coppola proporranno, in particolare, paste fresche e pescato locale.Carmine Persico, storico direttore, supervisionerà l’intera organizzazione, mentre il servizio in sala, all’insegna dell’accoglienza e della disponibilità, sarà gestito da Angela D’Avanzo e Fabio Raiola. Una fornitissima cantina proporrà, infine, abbinamenti con le pizze e i piatti, logico completamento dell’offerta.Nel cuore di questo nuovo progetto, come sempre, la discreta presenza e l’insostituibile contributo della compagna di vita e di lavoro di Antonino, Terry Savarese. “All’inizio molti mi hanno preso per pazzo – confessa Antonino Esposito – Investire denaro e tempo in un nuovo locale, nelle incertezze che vive ora il settore della ristorazione, potendo contare in questo momento solo sugli spazi esterni, non sembra infatti una buona idea. Eppure è una scommessa che sono certo di vincere. La mia storia personale mi ha insegnato a buttare il cuore oltre l’ostacolo. Quella stessa passione che mettiamo in ogni piatto e in ogni pizza, e che i nostri clienti premiano da anni”.Per un’anteprima delle novità del locale, sarà possibile collegarsi giovedì 13 maggio, a partire dalle ore 18, sulla nuova pagina Facebook di “Antonino Esposito Pizza e Cucina” all’indirizzo https://www.facebook.com/antoninoespositopizzaecucina. Esposito presenterà l’idea ed i compagni di questo nuovo viaggio, rispondendo in diretta alle domande del pubblico.L’indomani, venerdì 14 maggio, l’apertura, a pranzo e a cena sull’ampio terrazzo con vista sul Golfo di Napoli.

Ufficio Stampa AGO PRESS

 Nasce “ Qucine Sociali ” food e drink al centro storico tra arte e cultura nel cuore dei Quartieri Spagnoli a Napoli

Apre lo spazio multisensoriale all’interno di FOQUS
A colazione, a pranzo, a cena o per l’aperitivo…E Pizza a tutte le ore con il maestro pizzaiolo Raffaele Boccia

E così mercoledì 12 maggio con uno di quei progetti che fanno bene alla città: Qucine Sociali, lo spazio dedicato alla buona cucina all’interno di FOQUS, nella sua “Corte dell’Arte”, l’unica piazza coperta nel cuore dei Quartieri Spagnoli, a Napoli. Aperto da colazione a cena, con la supervisione di Raffaele Boccia. Giovanissimo e talentuoso pizzaiolo che, con la sua “Nanninella”, da cinque anni spopola tra pizza e dintorni in quel di Poggiomarino, vicino Pompei.

FOQUS è una ventata d’aria buona. Rappresenta un nuovo modo di concepire e coniugare cultura, arte, economia e politiche sociali. Non per caso siamo nei Quartieri Spagnoli, il cuore pulsante di Napoli. Con Qucine Sociali, la formula food si dipanerà tra ristorante e pizzeria, senza dimenticare il Lounge Bar con esperti mixologist. Sorseggiare, spizzicare ad ascoltare musica accompagnati dalle luci del tramonto. Con la possibilità di spaziare tra i tavolini collocati direttamente nella corte principale e le ampie terrazze con vista. Sempre immersi in un contesto ricco di cultura e arte, con migliaia di libri della prima biblioteca dei Quartieri Spagnoli, le opere d’arte permanenti di FOQUS e le mostre temporanee della sua nuova Galleria.

Per l’inaugurazione di mercoledì, si parte con la pizza, spalleggiata dalle classiche fritture della rosticceria napoletana. Mentre, a breve, l’offerta verrà estesa anche alla cucina, con l’incursione di piatti tipicamente partenopei. Tradizione, ma con un qualcosa in più. E Raffaele Boccia, quel “qualcosa in più”, lo emana nei gesti e nelle parole.

La sua è una pizza tradizionale, idratazione al 68% e cura maniacale delle cotture. Professionista attento agli ingredienti, baserà Qucine Sociali sulla cosiddetta cucina circolare, quella che non produce scarti, ma fa girare gli ingredienti in tutti gli ambiti dell’offerta food. Raffaele Boccia sa il fatto suo, competenza da vendere, materie prime di grande qualità, selezionate per lo più dai produttori locali. Proposte che varieranno anche mensilmente, seguendo rigorosamente le stagioni, con un’offerta contenuta e centrata, in grado di curare al meglio ogni dettaglio. Poco, ma buonissimo.

Lato beverage, sulla carta spuntano fuori il Microbirrificio Artigianale Okorei e Tenuta Le Lune del Vesuvio per i vini.

Tra le pizze proposte, oltre ai grandi classici, spicca una certa “Pasta e patane senza pasta”, omaggio che Raffaele Boccia fa al noto piatto partenopeo. Pizza invece della pasta, crema di provola e rosti di patate per l’effetto crunch. Immancabile anche la pizza “Scarpariello”, del resto siamo nei Quartieri Spagnoli. Qui leggenda narra che proprio nelle botteghe degli antichi ciabattini, nacque questo piatto di recupero preparato velocemente dagli artigiani nel loro retro bottega. Utilizzando il sugo avanzato dal giorno prima ed il formaggio che ricevevano dai clienti come pagamento per il servizio reso.

Con Raffaele Boccia, Qucine Sociali profuma di pizza, di tradizione e di poesia. Tanta voglia di far bene, avviando al più presto la squadra vincente in grado di replicare il menu messo a punto dal maestro pizzaiolo. Tra i fritti, non mancheranno crocchè, montanare e frittatine di pasta. Quelle che sposano alla meraviglia un certo Spumante di Falanghina già presente in carta. Insomma, ci sarà di divertirsi.

Ufficio Stampa Roberta Raja

“Vulcano” e “Comics”, esplosione di colori ed energia per le nuove 

Frog Collection firmate Didiesse, dedicate al Vesuvio e ai fumetti

C’è il nero della pietra lavica, il giallo delle ginestre, il fucsia delle bouganville e il verde dei sentieri che conducono al cratere in “Vulcano”, tra i nuovi modelli della nuova Frog Collection, la linea limited edition disponibile in soli 500 pezzi, firmata Diediesseazienda partenopea specializzata nella produzione di macchine per caffè espresso dedicate al consumo di cialde.

Una vera e propria “esplosione” di colori e creatività che, in questo caso, strizza l’occhio al Vesuvio, simbolo indiscusso della città di Napoli, ma conosciuto in tutto il mondo. 

Un omaggio sui generis, sospeso tra Jackson Pollock ed Andy Warhol, attingendo dal primo la tecnica e dal secondo le nuance pop. 

La scocca di “Vulcano”, difatti, è in stile drip dall’effetto sgocciolato, che ricorda quello creato dal “papà dell’action painting”, mentre le tinte richiamano quelle tanto care al “maestro della Pop Art”, che al Vesuvio dedicò una delle sue opere più iconiche degli anni Ottanta.   

Cover come tele, dunque. Le macchine per caffè espresso Frog, dal design divertente e colorato, che si adatta a tutti gli ambienti, infatti, sono pratiche, funzionali, affidabili e belle da vedere. Come “Comics”, altra novità dedicata a famiglie dalla spiccata ironia, ai single e agli appassionati di fumetti di ogni età. A caratterizzarla, tante scritte, racchiuse nelle tradizionali “nuvolette”, pronte a stagliarsi su un vitaminico sfondo arancio. L’ideale per una sferzata di energia al mattino, abbinata al cremoso caffè fumante, buono come al bar, prodotto dalle macchine Didiesse. 

Non a caso, sia Frog che la sorella più piccola Didì, hanno da poco trionfato, per la loro categoria, al prestigioso “Quality Award 2021”, che vede come giudici imperterriti, consumatori reali. 

Ufficio stampa Roberta Raja

La Chioccia D’Oro nel cuore del Cilento, precisamente a Novi Velia, che racconta l’identità territoriale attraverso i piatti.

Parliamo oggi di una terra che è presidio dello slow food internazionale: il Cilento ;luogo ancora incontaminato ricco di contrasti e di piacevoli ed inaspettate sorprese gastronomiche.

Allontanandosi un po’ dai coloriti fasti di Capri, Ischia e Napoli, scendendo un po’ più giù, dopo l’incantevole costiera amalfitana cominciamo a sentire i profumi degli alberi di gelso e i sapori forti e corposi della mozzarella fresca a pasta filata, l’apprezzatisima zizzona di Battipaglia. Ed è qui che comincia il nostro percorso. Pochi chilometri dopo ci troviamo proiettati nell’ormai noto film cult Benvenuti al sud, a santa Maria di Castellabate, o più che altro Benvenuti nel Cilento! Territorio dalle mille sfaccettature, nel quale possiamo gustare il pesce azzurro e la carne di capretto portata dai contadini e il capicollo “con la lacrima”. Eletto dal pluripremiato biologo statunitense Keys negli anni 70 come patria simbolica della dieta mediterranea, basata su alimenti collegati ai cosiddetti “piatti poveri”(legumi, verdure, pesce azzurro, cereali) ma in realtà ricchissima di nutrienti indispensabili, nella quale padroneggia l’incontrastato olio d’oliva, e luogo mondiale nel quale persiste una delle più alte percentuali di centenari e ci sarà un perché…

Se siamo quello che mangiamo, in questo lembo della Campania è ancora più vero. Ed è a Vallo della Lucania, centro focale di questo territorio, che nasce nel lontano 1979 la Chioccia D’Oro. L’idea è di Giovanni Positano, appena ventitreenne, e della fidanzata Maria Grazia De Cristofaro, che abbandona il lavoro di commessa per seguire la sua passione per l’arte culinaria, supportata nel corso degli anni dalla presenza dei nonni, indispensabili a quei tempi per la crescita dell’ attività.

La cucina del ristorante è ben lontana dalle mode del momento (sulle tavole dei ristoranti i must have erano le pennette alla vodka, il risotto mare e monti, l’aspic e le gelatine) dove, invece, la parola chiave è il territorio, inteso a 360 gradi, in tutta la sua espressività, dalla materia prima alla presentazione del piatto.

E’ questo l’ orientamento che ha portato questo ristorante a diventare un punto di riferimento per le persone che vivono in Cilento e ben oltre. Cavallo di battaglia e piatto simbolo del ristorante sono i “Nidi”: croccante girella di pasta arrotolata con besciamella e prosciutto cotto, serviti in un tegamino di terracotta e ragù di carne, specialità che nell’immaginario collettivo riporta dal 1979 ad oggi direttamente con la mente e i ricordi allo spirito del ristorante.

E passiamo alle origini del nome che gli è stato dato, davvero da favola. Si rifà a una leggenda longobarda, di un grosso masso di arenaria che si trova di fronte alla struttura, a Novi Velia, che è un paese fondato proprio dai longobardi. In una notte durante l’ invasione longobarda si narra che dalla fessura della grande pietra si intravedesse una chioccia con i suoi pulcini d’oro. Da qui l’idea del nome.

Nel corso di questi anni il prestigio, la fama e le soddisfazioni sono state tante e l’evoluzione dei piatti si è accresciuta sempre di più, rimanendo però sempre fedele al territorio e alle sue eccellenze. La ventata di freschezza arriva con Rosa, la figlia dei fondatori, la quale dopo la laurea in comunicazione a Roma decide di tornare alla sua terra, inserendosi con gradualità attraverso un’accurata formazione sui cibi e diventando anche un’ esperta sommelier ed assaggiatrice di formaggi. La sua è una costante ricerca delle materie prime, protagoniste dei piatti del menu, rispettando sempre la filosofia del chilometro zero e della stagionalità.

La cucina è di terra: carni rosse e bianche di primissima scelta da fare sulla brace, verdure di stagione, pasta fatte in casa, come i famosi fusilli col ferretto e accompagnati dalla braciola di vitello arrotolata con aglio e prezzemolo e cotta per circa 5/6 ore in una passata di pomodoro, come la tradizione del ragù maritato cilentano comanda. O il tenero coniglio disossato con verdure di stagione e funghi porcini. E ancora tanti primi piatti e secondi in una raccolta che identifica un percorso il quale, attraverso tutta questa carrellata di pietanze, non racconta soltanto l’identità del locale ma anche quella di un territorio nelle sue evoluzioni.

LA CHIOCCIA D’ORO

VIA BIVIO NOVI VELIA- VALLO DELLA LUCANIA(SA)

0974-70004

“ Una finestra sul mare ”: in penisola sorrentina una giornata dedicata alla pesca sostenibile e alla biodiversità Domani 9 maggio, dalle ore 18.30, talk show online con chef stellati, da Iaccarino a Cannavacciuolo, istituzioni ed esperti, trasmesso sui canali social dell’Area Marina Protetta Punta Campanella


Una parata di stelle della cucina parteciperà domani, domenica 9 maggio, a partire dalle 18.30, sul canale YouTube e la pagina Facebook dell’Area Marina Protetta Punta Campanella (https://www.facebook.com/puntacampanella.parcomarino) a ” Una finestra sul mare “, evento realizzato dall’Amp e dal Flag Approdo di Ulisse per promuovere il consumo di pesce sostenibile e locale, salvaguardando così le specie più a rischio perché troppo sfruttate.Cuochi bistellati, da Alfonso Iaccarino, del Don Alfonso 1890 di Sant’Agata sui due Golfi ad Antonino Cannavacciuolo, del Villa Crespi di Orta San Giulio, da Nino Di Costanzo del Danì Maison di Ischia, a Francesco Sodano de Il Faro di Capo d’Orso di Maiori, da Salvatore Elefante, de L’Olivo del Capri Palace di Anacapri a Fabrizio Mellino dei Quattro Passi di Nerano. E, ancora, Salvatore Giuliano, chef di un locale simbolo come Mimì alla Ferrovia di Napoli e Francesco Martucci, patron de I Masanielli di Caserta, laureata come migliore pizzeria al mondo. Ma, soprattutto, gli studenti di tre istituti alberghieri, “F. De Gennaro” di Vico Equense, “San Paolo” di Sorrento e “Pantaleone Comite” di Maiori, chiamati a partecipare al contest dal titolo “Piatto Blu”, cimentandosi con ricette a base di pesce povero, locale e di stagione. Sono loro i protagonisti della giornata conclusiva del progetto “Sea può fare”, coordinato da Carmela Guidone, del Centro di Educazione Ambientale dell’Area Marina Protetta di Punta Campanella, ente presieduto da Lucio Cacace e dal Flag Approdo di Ulisse, guidato da Fortunato Della Monica, sindaco di Cetara. Un’iniziativa promossa dalla Regione Campania, grazie all’Assessorato all’Agricoltura, retto da Nicola Caputo, e finanziato con i Feamp, i Fondi Europei per gli Affari Marittimi e la Pesca.Un evento dedicato al mare e alla biodiversità, con show cooking, interviste, collegamenti, curiosità e ricette, condotto dal giornalista Luigi D’Alise. Location dell’appuntamento, le sale e la cucina del ristorante stellato Quattro Passi di Nerano, in penisola sorrentina. Tra gli ospiti di ” Una finestra sul mare ” anche il vice sindaco di Massa Lubrense, Giovanna Staiano, il critico enogastromico Gimmo Cuomo, ed il pluripremiato sommelier del ristorante stellato Il Comandante dell’hotel Romeo di Napoli, Mario Vitiello, invitati a discutere sul tema della pesca sostenibile e, in particolare, sul pesce eccedentario, il pescato locale che troppo spesso viene sottovalutato, scartato e addirittura ributtato in mare perché ha poco mercato. “In realtà ha grandi qualità nutrizionali, è economico e può essere cucinato in tanti modi, come ci mostreranno i tanti chef rinomati che hanno partecipato all’iniziativa e che ringraziamo, e soprattutto i ragazzi dei tre istituti alberghieri – sottolinea il presidente dell’Amp Punta Campanella, Lucio Cacace – Invitiamo tutti a orientarsi verso azioni più sostenibili, a cominciare dalla scelta dei prodotti da cucinare e mangiare. Tra i prodotti consigliati, oltre alici e pesce azzurro, anche palamita, sgombro, sarago, aguglia, sugarello e diversi altri. Molto importante anche seguire la stagionalità del pesce: ognuno ha il suo periodo”.L’evento in programma chiude il ciclo di appuntamenti di “Sea può fare” che hanno coinvolto, nel corso del mese di aprile, oltre ai tre istituti alberghieri, anche il liceo scientifico Salvemini e alcune classi primarie della penisola sorrentina, attraverso tre moduli didattici. Il primo, dedicato alla “Citizen Science”, ha cercato di ridurre la distanza tra cittadini e mondo della ricerca, in modo da rendere la scienza un patrimonio di tutti. Con il secondo modulo, “Farmacia sottomarina”, realizzato in collaborazione con il Dipartimento di Farmacia dell’Università Federico II di Napoli, l’ambiente marino è stato svelato come risorsa per il benessere dell’uomo. Il terzo modulo, “Vivere sotto le onde”, il cuore del progetto, ha mostrato quanto le risorse marine e gli stock ittici non siano illimitati e, se non adeguatamente protetti, a lungo andare potrebbero esaurirsi. A completare il ricco programma, il concorso fotografico “Un brand per il mare”, bandito per celebrare il mare come risorsa vitale e bene prezioso.

Ufficio stampa ago press

Provolone del Monaco Dop ospite d’onore al mercato contadino coperto di Fuorigrotta. Una tre giorni dedicata al formaggio stagionato più famoso della Campania per cominciare a riprendere il contatto diretto con consumatori ed appassionati.
Si parte domani (21 aprile 2021) e si andrà avanti per tre giorni (gli altri due sono venerdì 23 e sabato 24 aprile) con la promozione del prodotto offrendo a quanti potranno essere presenti l’opportunità di assistere dal vivo alle operazioni di filatura. Quest’ultima fase sarà curata da due dei casari storici appartenenti al Consorzio di Tutela del Provolone del Monaco Dop: Giuseppe Ferraiuolo e Benedetto De Gregorio.

“Un piccolo passo verso la normalità -spiega il presidente del Consorzio di Tutela Giosuè De Simone– il più grande mercato contadino coperto della Campania è il posto giusto per riprendere a parlare del nostro prodotto e per ringraziare i consumatori che anche in questi mesi difficili non hanno fatto mancare il loro affetto, anzi lo hanno aumentato”.

Oltre al Provolone del Monaco Dop, nei mille metri quadrati al coperto della struttura è acquistare i migliori prodotti agroalimentari della Campania. Ventisette i box stabili, altri quindici mini box per proposte di nicchia. 
Il Mercato coperto è aperto nei giorni di mercoledì, giovedì e venerdì dalle 9 alle 15. Il sabato orario continuato dalle 10 alle 19: si accederà da via Guidetti, all’altezza del civico 72, nella zona del Parco San Paolo di Fuorigrotta.   
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Per informazioni Roberto Esse


CAFFÈ BORBONE, PER LA GIORNATA MONDIALE DELLA TERRA

PROGRAMMA AL FIANCO DI PLASTIC FREE LA BONIFICA DELLA
FOCE DEL FIUME GARIGLIANO

L’appuntamento con una delle iniziative green più imponenti del 2021 è per il 25 aprile, al Camping Pineta

Napoli, 22 aprile – Caffè Borbone, sempre più incline alla sostenibilità ambientale, sociale ed economica, conferma il proprio impegno a favore dell’ecologia. Domenica 25 aprile, a 3 giorni dalla “ Giornata Mondiale della Terra ”, il brand partenopeo sarà, infatti, al fianco dell’associazione di volontariato Plastic Free onlus, a supporto di una delle iniziative green più imponenti del 2021: la bonifica della foce del fiume Garigliano. L’appuntamento è per le 9.30 nei pressi del Camping “Pineta La Foce” (Caserta) e chi volesse aggregarsi, in veste di volontario, potrà farlo registrandosi sul sito di Plastic Free (www.plasticfreeonlus.it).

Un evento notevole, che vedrà il coinvolgimento di circa 400 volontari in Campania e 120 nel Basso Lazio, che uniranno le proprie forze per cercare di ripulire da plastica e rifiuti non pericolosi un’area che si estende per ben 5 chilometri. Con una stima che oscilla tra le 5 e le 10 tonnellate di materiale da recuperare. Il tutto, nel pieno rispetto delle normative anti-Covid. I volontari indosseranno, infatti, mascherine e rispetteranno la distanza minima di sicurezza di 2 metri uno dall’altro. 

Per l’occasione, Caffè Borbone sosterrà attivamente la manifestazione.

“La collaborazione con Caffè Borbone è per noi un modo per arrivare più velocemente ai nostri obiettivi per il bene del Pianeta. Sapere che ci sono aziende così attente al benessere dell’ambiente, ci riempie di gioia e ci motiva a fare sempre meglio” spiega Luca De Gaetano, presidente della onlus nata nel 2019, votata alla salvaguardia dell’ambiente e impegnata su più progetti: dalla raccolta di rifiuti su spiagge e in città al salvataggio delle tartarughe, dalla sensibilizzazione nelle scuole al Plastic Free Diving.

D’altronde, la sostenibilità è da sempre tra i valori di Caffè Borbone, prima azienda ad immettere sul mercato la cialda compostabile, smaltibile nell’umido e ideale per la concimazione dei terreni, orientando grande impegno allo sviluppo di una coscienza ecologica, così da rendere sempre più green la pausa caffè. E oggi, la Cialda Compostabile è 100% Amica della Natura, dall’incarto interamente riciclabile realizzato in carta. 

Luca Guelfi, imprenditore della Milano da bere, inventa e si reinventa con un nuovo locale nella sua terra d’origine: “Dal Milanese”. Un omaggio alla Milano degli anni ‘50 che però ha il sapore della speranza, di incoraggiamento, di risposta alla paralisi di tutta l’Italia. 

Un anno è passato a Milano, come del resto ovunque. Un anno tumultuoso, inquieto, che ci ha costretti negli angoli reconditi della nostra mente a tu per tu con lo specchio dell’anima. E c’è chi è riuscito a riconoscere nel riflesso un sé nuovo, rinnovato, cambiato certo, ma pronto a rispondere proattivamente alle sfide imposte dal Pandaemonium. Soprattutto chi, abituato com’era a vivere di persone gestendo locali e ristoranti della Milano per bene, ha dovuto fare i conti con un settore anchilosato per costrizione. E se nomen omen est, per una qualche strana legge universale, Luca Guelfi è il coraggioso imprenditore che con la primavera farà nascere un fiore nel giardino della ristorazione italiana.  

Dopo 9 locali, ognuno con la sua anima, contaminati da esperienze di vita e culture diverse, l’imprenditore, milanese di nascita ma globetrotter per scelta, chiama un all in: punta tutto sul valore gastronomico della sua terra. Anche se non ci è dato sapere quale sia esattamente il posto in cui si ergerà – secondo indiscrezioni nelle vicinanze di Porta Vittoria – il nuovo ristorante a firma di Luca Guelfi ha l’anima 100% lombarda. “Dal Milanese” si chiamerà e sarà un omaggio alla tradizione culinaria meneghina, la celebrazione di una ricchezza organolettica da diffondere. Impossibile dunque non sapere cosa sarà servito – speriamo molto presto – al tavolo: piatti di unica e sola provenienza lombarda abbinati ad etichette di terroir lombardi. Un duplice menù ancora in fieri che, però è certo, unirà tradizione, con la proposta di piatti tipici, e modernità, nella selezione di ricette rivisitate, che potranno essere degustate sia in una sala interna che disporrà di 45 posti a sedere che nei 25 coperti del dehor. 

Dal Milanese sembra essere proprio la risposta positiva a un immobilismo del settore ristorativo che ha il sapore della speranza, di incoraggiamento nell’investire e proporre nuovi format che invoglino sempre più alla scelta del “fuori casa”. 

E Luca Guelfi non se le lascia cantare: nell’epoca della comunicazione digitale, in piena zona rossa, annuncia gli open day dei locali del suo gruppo a partire dal 29 maggio prossimo con un post su Facebook e Instagram. È proprio questo di cui abbiamo bisogno, ciò che Luca Guelfi persegue è la fine di un periodo. Un punto e a capo. La forza di continuare incessantemente a camminare. 

È stata presentata agli organi d’Informazione L’ AICAN, l’Associazione Imprenditori Commercio Agroalimentare Napoli, nella sede ospitata dal C.A.A.N., a Volla.

A presiedere AICAN , l’avv. Ilaria Renna, già attiva nel CGON. Tra i rappresentanti, molti nomi storici: Francesco Solina, terza generazione di imprenditori fondatori delle aree mercatali, in rappresentanza del settore Ho.Re.Ca.; Salvatore Calce, per i lavoratori C.N.L., cooperativa servizi e logistica; Stefano Luciano, pres. Consorzio Terra Italiana e C.N.L.; nell’ortofrutta, Clemente Festa, commissario, e Pasquale Luciano, dettaglianti; nell’Ittica, Gennaro Cozzolino e Fabio Maraucci; Rosa Praticò, referente esterna sindacati e comunicazione, che ha moderato la conferenza, trasmesso in diretta streaming, alla quale hanno presi parte anche il presidente Centro Agro Alimentare di Napoli CAAN, Carmine Giordano, Amedeo D’Alessio, segr gen FILT – CGIL; Stefano Luciano, pres. CNL; Salvatore Ferriero, Amministratore delegato Agrifood.

A.I.C.A.N. riunisce in maniera trasversale i vari ambiti operativi del comparto e si propone di creare una linea diretta con le istituzioni, offrire nuove opportunità di crescita imprenditoriale, spazio ai giovani, servizi alle imprese, consulenza legale e fiscale, convenzioni, internazionalizzazioni, formazione e aggiornamento, sicurezza sul lavoro.

In apertura, i ringraziamenti a Luigi de Magistris sindaco del Comune di Napoli che rappresenta il socio di maggioranza del centro agroalimentare. 

“Molto spesso le frammentazioni sono quelle che poi ci portano a non fare, noi invece abbiamo messo insieme vari mondi perché siamo convinti che insieme si è più forti. AICAN rappresenta molte realtà che insieme faranno sicuramente la differenza” ha detto là moderatrice Rosa Praticò.

Ha quindi introdotto il presidente del CdA del C.A.A.N., Carmine Giordano

“Da quando esiste il C.A.A.N., per la prima volta viene creata un’associazione trasversale, della quale accolgo con piacere la nascita, che racchiude tutti gli attori principali del mercato. Ora si comincia finalmente a lavorare tutti insieme in maniera sinergica, per provare a trovare soluzioni che possano essere utili al mercato, affinché diventi il più grande del Mezzogiorno, non solo per la dimensione e la movimentazione della merce, ma soprattutto per la logistica e per tutto quello che ancora possiamo raccontare. Non più, quindi, richieste di interventi per i singoli settori“ – ha annunciato Giordano.

“Rivalorizzare l’intero settore agroalimentare partendo da questa struttura: questo l’obiettivo primario di A.I.C.A.N. Si porrà in sinergia con la presidenza del C.A.A.N.. Ci preme realizzare nuove opportunità per i nostri associati e per l’intero centro. Ho l’orgoglio di dire che si propone come prima associazione in Italia nella quale sono racchiusi grossisti e acquirenti: frutterie, pescherie, operatori del settore Ho.Re.Ca. E si pone per la prima volta in sintonia con i lavoratori. Nel nostro direttivo abbiamo una rappresentanza di lavoratori della cooperativa dei servizi e di logistica, perché vogliamo il benessere di tutti. È necessario trovare nuovi accordi e A.I.C.A.N. si pone nell’ottica di realizzare nuove sinergie con le istituzioni, con la presidenza del C.A.A.N. e con i comparti dell’ortofrutta e dell’ittico” – ha precisato la presidente A.I.C.A.N., avv. Ilaria Renna.

“In questo momento particolare, bisogna esaltare ciò che già abbiamo, il territorio e le produzioni locali e chi ha il coraggio di combattere questa emergenza sanitaria collegata a una emergenza economica. La possibilità di mettersi insieme in un settore trainante dell’ economia non solo della Campania e del Mezzogiorno, deve essere un segnale forte dell’A.I.C.A.N. per dire che esiste chi vuole ancora combattere fortemente la pandemia e la crisi economica. Bisogna fare squadra, fare sistema, contro visioni narcisistiche.  Siamo pronti a ripartire!” – ha sottolineato, nel suo saluto, Rosario Lopa, portavoce della Consulta Nazionale per l’Agricoltura e Turismo.

Tra i principali intenti condivisi: rappresentare l’assenza nel piano vaccinale degli operatori dei centri agroalimentari che a tutti gli effetti svolgono un servizio pubblico. 

Inoltre, riflettori critici sullo spot “kilometro 0” e sulla “poca correttezza di mercatini che si spacciano per produttori agricoli, ma vanno invece a comprare nei vari centri agroalimentari, per poi rivendere a kilometro 0, inficiando le frutterie e perpetrando una concorrenza sleale nei confronti di chi si alza di notte e viene a comprare prodotti certificati, portandoli presso le proprie botteghe, pagando le tasse”.

Ringraziamenti ad Antonio Riccardi, che ha ricevuto il premio 

“Eccellenze italiane” per la capacità artistica, nella trasformazione della frutta e della verdura; a tutti i giornalisti intervenuti – Gianni Occhiello, Raffaele Carlino, Gianni De Somma, Annamaria Ghedina, Alberto Alovisi, Nicola Rivieccio, Armando Giuseppe Mandile, Anna Feroleto – ai blogger Patrizia Piccolo e Mimmo Credo – ai fotoreporter, tra i quali Pino Attanasio, e ai tanti altri comunicatori “che danno voce all’associazione e alle sue istanze”. A Donna Luisella, “che dà lavoro a tanti dipendenti e, malgrado tutto, ci crede e con coraggio e dedizione sta per aprire un’altra importante attività di ristorazione a Borgo Marinari”. Al noto imprenditore Antonio Ferrieri; a Franco Capasso presente nella duplice veste di responsabile del Gogj italiano e per Clubeconomy che ha ripreso l’intera conferenza; a Maurizio De Costanzo per la diretta streaming; Marco Giss per le registrazioni video; Pasquale Cristofaro per la conduzione tecnica.

Ufficio stampa AICAN : Teresa Lucianelli

AL “ QUALITY AWARD 2021 ” I CONSUMATORI PREMIANO LE MACCHINE PER ESPRESSO IN CIALDA DELLA DIDIESSE, “DIDÌ” E “FROG

CAFFÈ A CASA, BUONO COME AL BAR: LA NUOVA TENDENZA DEI COFFEE LOVER VEDE PROTAGONISTE LE MACCHINE PER ESPRESSO

In poco più di un anno, la pandemia ha cambiato gran parte delle abitudini del mondo intero, ma di certo non è riuscita ad arginare l’amore degli italiani nei confronti del caffè. Se prima, però, per assaporare un buon espresso, l’unica soluzione possibile sembrava fosse il bar, ora, anche a causa delle ristrettezze dovute al virus, i coffee lover pare si siano organizzati per bene, con l’intento di preparare ottimi caffè anche a casa propria. Veri e propri rituali affidati, sempre più spesso, non più alla “vecchia” moka, ma a macchine per caffè espresso in cialde: pratiche, compatte ed efficienti.

È proprio così, dai recenti studi di AstraRicerche, è emerso che gli italiani preferiscano la macchina per caffè espresso alla tradizionale, un cambiamento epocale che conferma un calo nell’uso della moka, passata dal 53,3% del 2014 al 37,2% del 2020 e un aumento, invece, nell’utilizzo delle macchine per espresso, balzate nello stesso periodo, dal 28,8% al 39,5%.

Come Didì e Frog, fiori all’occhiello del brand partenopeo Didiesse che ha da poco conseguito il prestigioso “Quality Award 2021”, premio attribuito dai consumatori italiani ai prodotti giudicati di alta qualità, attraverso rigorosi test di performance condotti da laboratori indipendenti specializzati ciascun consumatore esprime un giudizio di soddisfazione. Per l’occasione, infatti, la Marketing Consulting, società specializzata in consumer analysis per testare “al buio” le macchine per espresso, ha coinvolto 300 consumatori abituali di caffè in cialde o no rejector, appartenenti a varie fasce d’età. Insomma, veri cultori della materia.

Dal “blind test” è emerso che la piccola Didì, compatta, maneggevole e dai consumi ridotti, ha catturato l’attenzione per dimensioni, facilità di pulizia, comodità di utilizzo ed erogazione del caffè. Una macchina moderna e pratica, destinata soprattutto a consumatori dinamici. L’84,7% dei tester ha dichiarato, infatti, che l’acquisterebbe.  

Frog, invece, ha conquistato i partecipanti per il design accattivante (particolarmente apprezzata la versione in rosso), seducendo tutti per la capacità innata di produrre un caffè vellutato caratterizzato da una dolcissima crema in superficie. In previsione, l’83,1% dei tester la comprerebbe.

Una vittoria interessante, in linea con i risultati emersi da recenti studi che registrano un’impennata nella vendita di macchinette, passate dal 6% del 2019 all’11,5% dello scorso anno.

Tanti ottimi motivi per gustare in tutta tranquillità, tra le mura domestiche, la propria bevanda preferita, senza rimpiangere il caffè del bar.

Ufficio stampa: Roberta Raja

A Pompei, lo chef Paolo Gramaglia e l’architetto Giuseppe Scagliarini ha nno voluto accedere i riflettori sulla ristorazione in un progetto che vede protagonisti vari ristoranti.

Paolo Gramaglia, chef stella Michelin del President e Giuseppe Scagliarini, architetto e organizzatore con l’Associazione Sensi Laboratorio Creativo dell’evento Modus Vivendi Cibo &Moda, hanno voluto, con un lungimirante marketing territoriale, accendere i riflettori sulla ristorazione, quella che non si ferma nonostante i colori che cambiamo da giallo a rosso e che tiene aperte le cucine ed i forni attraverso l’asporto ed il delivery di qualità.


Al progetto hanno aderito, al momento i ristoranti: Casa Gallo, La Bettola del Gusto, Garum, Mercato Pompeiano, Varnelli.
Pertanto si va dalla ristorazione più sofisticata della Bettola del Gusto con piatti pronti da mangiare o da cucinare al momento grazie ai singoli ingredienti forniti, alle gustose box con i bon-bon ed i fritti di terra e di mare di Garum, mentre Varnelli propone le sue pizze stagionali tradizionali o piatti espressi in eleganti box, il tutto accompagnato da cocktail serviti in un sacchetto di plastica comprensivo del cubetto di ghiaccio, cucina tradizionale e cuzzetiello di qualità per casa Gallo, e si ritorna su una pizza di qualità da Mercato Pompeiano a cui si aggiungono panini gourmet e insalate detox.

Il progetto è più ampio e parte dall’assunto che la ristorazione pompeiana non vuole adagiarsi sui flussi turistici mordi e fuggi legati al Santuario Mariano o al Parco Archeologico ,ma vuole vivere di luce propria , conscia dell’alta e diversificata proposta che riesce ad offrire.

“Essere da sprono a questi giovani – affermano all’ unisono Gramaglia e Scagliarini – è un dovere per chi come noi crede fermamente che in questo periodo storico, ognuno debba fare la propria parte, nella convinzione che la rinascita della ristorazione passi anche e soprattutto da questa coesione e dalla capacità di essere gruppo a Pompei con i ristoranti che hanno aderito e che vorrà aderire.”
È dai momenti difficili che si migliora e Pompei lo vuole fare alzando l’asticella ed unendo le forze sul territorio. Un bel messaggio per il mondo della gastronomia.

50 Top: 2021 un anno di speranza e grandi novità.

Giusto un anno fa ci consegnavamo nelle nostre case con la percezione che tutto, in tempi rapidi, sarebbe tornato alla normalità. Oggi sappiamo che saranno necessari ancora alcuni mesi prima che questo realmente accada. I nostri progetti, basati sulla fisicità delle visite vere in anonimato, sulle premiazioni in teatri strapieni di tensione, gioia e delusione, si sono dovuti adattare alla nuova realtà.

Consentite la presunzione di averlo capito quasi subito e messo in pratica quando alla fine di aprile 2020, ci rendemmo presto conto che nulla sarebbe tornato come prima per molto tempo. Tra chi rinviava le date di mese in trimestre e chi sosteneva che nulla si poteva fare, noi, una realtà giovane nata in una terra dove l’elasticità e la capacità di adattamento sono condizioni di sopravvivenza e di successo, abbiamo puntato tutto sull’on line dopo un confronto con i nostri partner.

I fatti del 2020 ci hanno dato ragione: siamo riusciti ad avere ancora maggiore audience rispetto al 2019 e ci presentiamo in questo nuovo anno con l’adesione di tutti i nostri partner e con l’ingresso di nuove realtà imprenditoriali significative e importanti di cui siamo davvero molto orgogliosi.
Abbiamo passato questi duri mesi freddi a confrontarci, lavorando sodo e investendo su nuovi progetti che vi presentiamo in questa newsletter. Non solo 50 Top Pizza50 Top Italy si arricchiscono e si rafforzano sul piano internazionale, ma vengono affiancati da nuove sfide: il vino e il settore del lusso e della pasticceria.

Il metodo è sempre lo stesso: sondaggio fra esperti e poi verifica in anonimato. L’obiettivo? Rendere un servizio al lettore, ampliare la platea del settore e dare la giusta visibilità ai partner in un rapporto sano e di reciproco vantaggio anche attraverso la formulazione di contenuti veri e autentici.

La fiducia dei lettori e l’autorevolezza sono il nostro capitale su cui investiamo di più; per questo cerchiamo di fare tutto bene senza lesinare nulla, a cominciare dal giusto compenso per chi lavora con noi, l’esatto opposto di altre scelte editoriali che per prima cosa tagliano sul lavoro abbassando i compensi ai collaboratori per tenere alto il margine di profitto.

Ma non esiste impresa di successo che non abbia al primo posto la cura del capitale umano, il sentirsi parte di una grande famiglia. In questo abbiamo di fronte le imprese di ristorazione, di albergo, di vino come esempio: senza progetto non c’è gruppo, senza gruppo non c’è futuro.

Ufficio stampa

Barbara Guerra
Luciano Pignataro
Albert Sapere

CAFFÈ BORBONE A SOSTEGNO DELLA CULTURA
NEI PRINCIPALI TEATRI D’ITALIA LA PAUSA CAFFÈ HA IL GUSTO DELL’ESPRESSO NAPOLETANO
Confermata la partnership con il Teatro alla Scala di Milano
Nascono le collaborazioni con il Teatro di San Carlo e il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino

Napoli 22 marzo 2021 – Alla conferma come partner e fornitore ufficiale del Teatro alla Scala di Milano per la stagione 2020-2021, si aggiungono per Caffè Borbone le collaborazioni con il Teatro di San Carlo e il Teatro Maggio Musicale Fiorentino. Una scelta ispirata dall’impegno aziendale verso la costante ricerca dell’unicità e dello stile italiano in tutte le sue declinazioni.

Valorizzare i luoghi della cultura è uno dei capisaldi dell’impegno sociale di Caffè Borbone, tanto più significativo nel complesso contesto attuale, come sostegno a uno dei settori maggiormente colpiti dall’emergenza Covid-19: il teatro, luogo dell’arte e della socialità per eccellenza. Caffè Borbone vuole dare il proprio contributo ai Teatri, in attesa che il pubblico possa tornare ad affacciarsi, accolto sia dalle note musicali sia da quelle aromatiche di un buon espresso di alta qualità, cremoso e prodotto con miscele altamente selezionate.

Il caffè da sempre favorisce la socializzazione, sposandosi quindi perfettamente con sale, foyer, palchi e gallerie. Una pausa caffè che unisce, nel segno della tradizione, l’intero Paese da sud a nord, a partire da due templi della lirica italiana, il San Carlo di Napoli e il Teatro alla Scala di Milano. Il primo, fondato nel 1737 dai Borbone, è il teatro d’opera più antico d’Europa e del mondo, Patrimonio dell’Umanità per l’UNESCO; il secondo, costruito per volere dell’Imperatrice Maria Teresa d’Austria, è stato la casa di Rossini, Verdi e Puccini e più tardi di Toscanini e della Callas: ogni 7 dicembre la sua inaugurazione di stagione richiama le massime autorità in sala e milioni di telespettatori in tutto il mondo. L’amore per il classico e per l’armonia, cifre essenziali dell’architettura e della musica di queste due eccellenze italiane, è lo stesso che accompagna da sempre il rito del caffè, fondato sul sapiente equilibrio aromatico e gustativo della miscela.

“La prosecuzione della partnership tra Caffè Borbone e il Teatro alla Scala – sottolinea il Sovrintendente e Direttore Artistico Dominique Meyer – è un importante segno di continuità di un rapporto ormai pluriennale. Quest’anno più che mai questo sostegno al mondo del teatro e della musica esprime la vicinanza tra due tradizioni italiane” 

 “In questo momento di crisi pandemica – afferma il Sovrintendente del Teatro di San Carlo Stéphane Lissner- avere accanto aziende che scelgono di sostenere la cultura ci dà fiducia per il futuro. Ci auguriamo che anche altre imprese possano presto seguire l’azione di Caffè Borbone a sostegno del Teatro di San Carlo, un teatro con una storia unica, dal 1737”.

L’impegno di Caffè Borbone a sostegno del teatro si completa con la partnership appena attivata con il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino. Nella sua nuova e moderna sede, inaugurata nel 2014 con una solenne esecuzione della IX Sinfonia di Ludwig van Beethoven diretta da Zubin Mehta, il Maggio ha raccolto la storia prestigiosa del Teatro Comunale e porta in sé, con il suo nome, il marchio del suo valoroso Festival, il terzo più antico d’Europa e celebre in tutto il mondo.

 “Già dai miei tempi al Teatro alla Scala sono molto legato alla collaborazione con l’espresso napoletano” dice il sovrintendente Alexander Pereira “Il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino è estremamente felice di poter iniziare una partnership con Caffè Borbone; un caffè eccellente mette le ali all’anima dei nostri artisti e del nostro pubblico!”

La pausa caffè associata a momenti d’ispirazione e di fruizione d’arte, un’eredità sociale e culturale con radici profonde nel nostro Paese, si evolve quindi dagli antichi caffè letterari, un tempo elitari ed esclusivi, verso un momento di apertura e di condivisione, come avvenuto anche recentemente con le dirette streaming dal Teatro alla Scala.

Promuovere i valori sociali, culturali e artistici italiani è uno degli impegni alla sostenibilità che Caffè Borbone ha da tempo adottato come impresa responsabile e capace di fondere tradizione secolare e continua innovazione.  

Ufficio Stampa Roberta Raja

FISH FRISK EXPRESS IL SERVIZIO PENSATO PER I PROFESSIONISTI
CON IL SERVIZIO DELIVERY IL PESCE FRESCO A CASA TUTTI I GIORNI

Nella zona dei Ponti Rossi c’è la pescheria Fish Frisk per raggiungerla bisogna attraversare gli archi dell’acquedotto d’epoca romana, un privilegio che ormai è abitudine per chi ogni giorno vi si reca, per la spesa o tornare a casa. Un’eredità storica che Salvatore De Simone non dimentica gestendo la sua pescheria secondo gli antichi retaggi ma in una nuova ottica, restando al passo con i tempi e le mode, guardando in prospettiva l’evoluzione del mercato. Una visione moderna anche nel nuovo nome unione delle lingue del nord inglese e danese, che nella creativa visione partenopea ha assonanza con la domanda che mai passerà di moda al proprio pescivendolo, se il pesce è fresco, se è frisk.

Da questo luogo popolare, crocevia di passaggio tra il cuore pulsante di Napoli e la moderna provincia, parte un nuovo servizio capace di migliorare la qualità della vita dei professionisti impegnati in ufficio fino a tardi, spesso privati della scelta dei prodotti di mare più freschi o di chi è costretto a casa. Un servizio che nella situazione attuale è di supporto alle dinamiche che l’emergenza covid comporta. Nel dna di Salvatore, da quattro generazioni, scorre il mare e la freschezza dei suoi prodotti, suo nonno  tra l’altro aveva una baccaleria.

Ha passato anni tra le strade con la sua pescheria mobile, portando di casa in casa il meglio del pescato del giorno, “dando una voce” alle clienti, una trasposizione delle spase napoletane degli inizi del Novecento che con la musicalità del richiamo verbale intessevano relazioni con i clienti. A questa voce antica, come quelle che si levavano anni fa, dalla strada e dalle botteghe, oggi si è sostituito il veloce scorrere del mondo con i suoi mille impegni quotidiani. Da un anno la pescheria è una bottega nota, un punto di approdo per chi ricerca qualità ma il suo essere itinerante si ripete con un nuovo sistema di  “delivery”, Salvatore sa che la formula “a casa” è la più efficace e in un certo senso ritorna alle origini, servendosi però della tecnologia per andare incontro ai nuovi ritmi che rendono complicato anche il semplice gesto di fare la spesa, scegliere i prodotti migliori, ricerca della freschezza e della qualità. Superando i limiti del concetto di ‘’negozio all’angolo’’ grazie alla potenza dell’on-line, Fish Frisk, è il nuovo progetto di pescato fresco 2.0, con una vetrina social capace di arrivare al cliente oltra i confini di quartiere, direttamente sul cellulare.

La pescheria ha sempre rappresentato il punto d’incontro tra il gusto del mare e l’entroterra, un concetto che si vuole esportare a tutta Napoli e provincia, infatti  basta una rapida telefonata o un messaggio con WhatApp per garantire direttamente a casa il migliore pescato del giorno, che si può congelare a prezzi convenienti in luoghi, specialmente dell’entroterra dove i ricarichi sono maggiori. Attenti alla stagionalità dei prodotti ogni settimana si propongono delle promo dedicate a ogni menù e ricorrenza. Dal martedì al giovedì, ad esempio, c’è un’offerta che copre il fabbisogno di tutti i giorni, mentre l’offerta cambia dal venerdì alla domenica con un’offerta dedicata ai giorni di festa, la speciale formula Fresh Fish Weekend.

Proposte uniche anche nei giorni speciali come Pasqua, Natale e San Valentino. Oggi il mondo cambia velocemente ma la qualità del servizio Fish Fresk resta immutata, ogni giorno, a casa tua.

Ufficio Stampa: Roberta Raja

La Locanda Bruniana è il punto di partenza di un tour culinario che valorizza la gastronomia locale, proponendo, contemporaneamente, ai suoi ospiti, nuove destinazioni.

Esiste uno stretto legame tra l’arte culinaria e la filosofia: il buon cibo stimola il pensiero, quest’ultimo nutre il piacere di “mangiare bene”. La Locanda Bruniana è il luogo dove l’identità di una cucina di mare, tipicamente campana, si confronta con i sapori di una terra particolarmente legata al suo patrimonio gastronomico.

Lo chef Francesco De Simone “professa una cucina spontanea, del tutto svincolata dai classici canoni del gusto, quelli che rompe in maniera chiara e diretta, prediligendo apertamente le contaminazioni, nostrane e non solo”. La Locanda Bruniana è il punto di partenza di un tour culinario che valorizza la gastronomia locale, proponendo, contemporaneamente, ai suoi ospiti, nuove destinazioni. I piatti di Francesco De Simone sono inattesi: l’aspettativa del sapore supera di gran lunga ogni speranza di gusto. Gli abbinamenti sono semplici ma netti; la scelta degli accostamenti è libera.

La food experience bruniana è decisamente contemporanea; essa “conquista i palati ma senza strafare”. Francesco De Simone firma un menù “che non accetta vincoli né condizionamenti, di qualunque tipo”. Ogni portata, soprattutto se “a mano libera”, rappresenta il risultato di un compromesso culinario che viene omaggiato con distinzione. L’acqua al sapore di mare diventa, così, il condimento essenziale di un torchon di linguine, che rivela il gusto intenso e deciso delle vongole veraci.

La dolcezza del mollusco insaporisce con gentilezza questo primo piatto; il suo succo conserva, invece, una sapidità delicata che si combina perfettamente con la leggera freschezza di una clorofilla di prezzemolo. Trucioli di bottarga accompagnano tutti gli altri ingredienti, armonizzandoli; il limone valorizza un retrogusto a metà strada tra l’aromatico e il fruttato. Questa proposta culinaria mostra in maniera evidente che la tecnica e l’estetica si completano; dimostrando di essere tutt’altro che accessorie.

Poi, quando la tradizione culinaria decide di celebrare le sperimentazioni culturali, ecco che la classicità tipica del risotto bianco viene interrotta con un collage ricco e saporoso. Le patate sautè amalgamano con disciplina i cannolicchi, prelibati e sorprendentemente versatili; il gambero rosso crudo, incluso il suo corallo estratto a freddo; l’alga marina, fritta e polverizzata. Allo stesso tempo, la coda di rana pescatrice viene servita in saporiti bocconi avvolti da una foglia di bietola; il sentore più o meno terroso della verdura, viene annacquato da un brodo dashi, limpido e raffinato. Scaglie di katsuobushi conferiscono a questo secondo piatto una fragranza asiatica.

Il dessert conferma l’identità particolare di un food concept esclusivo. Il gelato di pastiera napoletana è al grano e con fiori d’arancio; una mousse di ricotta assume la forma di un’amigdala che decora questo bon bon freddo esaltandone la cremosità; il crumble dolce alla cannella cattura l’attenzione con il suo profumo speziato. I piatti dello chef Francesco De Simone “parlano chiaro”: il mare è il suo ingrediente segreto. La sua è una filosofia culinaria introspettiva; le stessa che “inonda” la Locanda Bruniana. Il simposio gastronomico ha un interlocutore e anche una sede: lo chef Francesco De Simone e la Locanda Bruniana.

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Si conclude col raggiungimento di tutti gli obiettivi, “I piatti del Carnevale e…”: contest internazionale con sezione solidale  “Cuore d’Oro”, organizzato all’insegna della qualità, da #InsiemeperilTerritorio, rassegna itinerante di eventi d’eccellenza curata dalla giornalista enogastronomica TeresaLucianelli e dal blog Vesuvio’s Shadow del foodblogger Mario D’Acunzo.

Una riuscita alternativa alle splendide manifestazioni charity alle quali eravamo abituati, di grande spessore e coinvolgimento, promosse da svariati anni da Teresa Lucianelli con la sua grande Squadra solidale di #InsiemeperilTerritorio, oggi vietate come tutti gli altri eventi in presenza.Così come il Contest precedente, organizzato nelle Festività natalizie, l’affiatata Squadra solidale di chef, produttori, specialisti della salute e del benessere e professionisti dell’informazione,   impegnata a sostegno dei più deboli, guidata dalla giornalista enogastronomica  napoletana, unitamente ai nuovi sostenitori,  è riuscita a raggiungere lo stesso i fini alla base del contest d’impostazione charity, e a donare oltre a tanti sorrisi, tutti i vari contributi annunciati, alla base della stessa iniziativa benefica.

Il Contest Internazionale è stato dedicato ai piccoli orfani, senzatetto, vittime di gravi problematiche e agli indigenti, nell’ambito del Progetto AbitiAmo, Parrocchia di San Gennaro al Vomero, guidata da Padre Massimo Ghezzi, che opera con i suoi volontari in Campania e nella missione in Albania. 

In primis, esponenti del migliore Food campano, con ultracentenarie ditte ristorative di grande fama, come i partenopei Arfè Gastronomia 150 anni e Mattozzi dal 1833; Donna Luisella, con Carla De Ciampis e Fulvio Mastroianni, l’imprenditrice Anna Pezone Nexyiu; lo stabiese Francesco & Co, erede della tradizione di Ciccio di Pozzano;  da Vico Equense, Ristorante Cerasè e Pizza Therapy; da Positano, Paola Fiorentino Arti; Solania srl, Nocera Inferiore; Caseificio Caracciolo, Lauro; da Casoria, Ileana Mandile Estetica e Benessere; Antica Panetteria Portici; Sweet Dreams Bambolino, Ercolano; Amor Mio, Brusciano;  Sapori di Napoli, Nola; Lago Grande, Monticchio; Agricola Donatello Chiarito, Ripacandida.

Grazie al loro supporto e al contributo di tutta la Squadra, sono stati donati: abiti, chiacchiere, torte e lasagne, specialità e prodotti alimentari per i pasti festivi della Mensa solidale, punto di riferimento sicuro e sempre attivo, per tanti indigenti di ogni età e di varie nazionalità.Non poteva certo mancare il supporto della storica struttura settecentesca partenopea Villa Domi Ricevimenti, Napoli, del patron Domenico Contessa, particolarmente  sensibile alle tematiche benefiche, che ha organizzato un centro raccolta per le donazioni, giusto ora concluse, di vestiario e prodotti di prima necessità, arrivate da più parti, anche dall’Estero.

Quali concorrenti solidali, anche noti chef, giornalisti enogastronomici e foodblogger internazionali, oltre a casalinghe e appassionati dell’arte culinaria, molti particolarmente attivi in campo solidale, tutti impegnati ai forni e ai fornelli, per preparare la ricetta migliore e presentare la mise en place più d’effetto. 

Alquanto complicato il compito della giuria e del pubblico votante Facebook, che hanno dovuto scegliere tra le interessanti proposte preventivamente selezionate e ammesse in gara, nelle tre sezioni: Cuore d’Oro, Social, Critica.

Vittoria ex aequo (334 voti) nella sezione solidale Cuore d’Oro per la pluripremiata chef simbolo della cucina salutista lucana, Silvana Felicetta Colucci con i suoi soavi e fascinosi Biscotti della Sposa, e per Vincenzo Napoletano, italobritannico manager del Ristorante Eventi del Parlamento del Regno Unito, di origini partenopee, con la sua elaborata e originale lasagna vegana. Già vincitori entrambi in precedenti Contest. Di seguito, La Cucina di Cappa (288) con la Parmigiana lasagnata d’ispirazione siciliana, e la nota chef televisiva Piera Parisi (274) con una ottima ricetta antispreco: “Pane e Pomodoro”.

Nella Sezione Social, maggiormente gradite agli utenti Facebook le leggerissime “mascherine chiacchierine” di Maria Teresa de Lorenzo (219 voti); quindi, le “croccanti” di Annamaria Leo (191), e la Torta con ganache al cioccolato fondente de La creativa Cucina di Cappa, (171), pure piazza d’onore al Cuore d’Oro nella stessa competizione. 

Per tutti, box Cantine Mediterranee di Vincenzo Napolitano e, al primo classificato, anche le Specialità Arfè.

I Premi della Critica con le incantevoli miniature nei colori inconfondibili della Costa d’Amalfi, firmate dalla poliedrica artista Paola Fiorentino di Positano, vanno a: Manuela Napoletano, (495 voti)autrice delle splendide e coloratissime maschere dolci in stile veneziano; Gar Cincin Corcione, (373) con la suggestiva Chiacchiera “effetto vetro cattedrale” in trasparenza,  e Alessandra Profenna, (358) con le Stelle filanti nelle più intense tinte dell’arcobaleno.

Altri riconoscimenti sono stati attribuiti, dopo attenta valutazione da parte della qualificata Giuria, agli autori delle migliori preparazioni escluse dal podio. 

Menzioni della Giuria a: Giovanni Bambolino per le Graffe vesuviane, a Mariana Antonecchia e Claudia Laconi, rispettivamente per le Zeppole molisane e Is Zippulas cagliaritane, a Stefano Siracusa per le Chiacchiere di Sciacca.

Note di Merito a: Enza Aragosa, Raffaele Canciello, Adriana Canu, Loredana Cavotta, Giovanna Certamente, Rosanna De Giovanni,  Morena de Lucia, Maria Elia, Hilde Esposito, Michela Festa,  Enrichetta Franza, Antonio Fucciolo, Rosalba Lo Feudo, La mamma cuocò, Leonardo Marzano, Lucia Melchiorre, Raffaella Nastro, Ozzanocucina, Nakisca Pasqualini, Marinella Petrarca, Inna Photovipers, Paolo Poma, Antonio Scamardella, Sara Scognamiglio, Antonella Trotta, Marika Valentini, Anna Vitiello, che si sono distinti con le loro golose creazioni.

In Giuria, con Teresa Lucianelli: Valerio Giuseppe Mandile, chef d’eccellenza da location pluristellate e giornalista gastronomico; Raffaele Carlino, direttore ed. Campania Felix Tv; Marcello Affuso, direttore Eroica Fenice; Ersilia Cacace, foodblogger “La Boss delle Pizze”; Rosalia Ciorciaro, nutrizionista, idrologa e docente di Scienze dell’Alimentazione.

I ringraziamenti ufficiali da parte degli organizzatori, sono andati a tutti i partecipanti e sostenitori, per avere contribuito, con massimo impegno, alla perfetta riuscita di questa significativa mission dedicata al Bene e al Gusto, che dalla Campania, si è estesa alle Nazioni estere.

Ufficio Stampa Teresa Lucianelli

Master di Davide Civitiello alla Pizzaiuoli School dell’APN Aperte le iscrizioni: Pizza napoletana, pizza contemporanea, pizza fritta.


Al via i nuovi corsi della Pizzaiuoli School della Associazione Pizzaiuoli Napoletani. Un calendario fitto che va dai master per i pizzaiuoli professionisti, ai corsi completi per chi vuole diventare pizzaiuolo, fino a lezioni per appassionati su materie singole.
Si parte con il 29 e 30 marzo con il master di Davide Civitiello dedicato ai pizzaioli professionisti sui 3 must: Pizza Napoletana, Pizza Contemporanea, Pizza Fritta.
Il master affronterà, per ciascuna di queste tre sessioni: impasto, staglio, stesura, condimento, cottura.


Tutte le informazioni sono disponibili su: www.pizzaiuolinapoletani.com
“Il master – dicono i referenti della Pizzaiuoli School, Marilena Miccù e Gianluca Pirro – è disponibile anche online: in tal modo sarà possibile frequentare anche a distanza. Assicuriamo in tal modo il rispetto delle norme anti Covid-19. Al termine del corso sarà rilasciato attestato di frequenza”.
I pizzaiuoli interessati ad iscriversi al master possono mandare un messaggio Whatsapp al numero 081.19173674(il numero è abilitato sia alla ricezione di telefonate che di messaggi)

Ufficio Stampa APN COMUNICAZIONE

A Pollena Trocchia (NA) nasce la Pasticceria Celestina, il nuovo regno di Nancy Sannino giovanissima pasticciera di appena 24 anni.

Celestina è l’azzurro del cielo. Celestina è il rosa dei bonbon. Un luogo magico, fatato e ovviamente dolce.
È il nuovo regno di Nancy Sannino, giovanissima pasticciera di appena 24 anni, che è ritornata nel paese natale alle falde del Vesuvio. Per aprire la sua pasticceria. Il sogno diventato realtà della bambina che guardava le pareti della cameretta e desiderava alzarsi in volo sostenuta da palloncini colorati. Per arrivare alla dispensa e rubare i biscotti preparati nel forno di casa, addentare i cioccolatini ripieni di amarena, affondare il cucchiaio nel dolce di ricotta e albicocche pellecchielle. I premi per il suo impegno nello studio a merenda.

E Nancy ha studiato per rendere dolce e croccante il sogno di diventare pasticciera. Dismessi i panni della studentessa adolescente, è scesa in campo come commis di pasticceria in due accorsati laboratori napoletani. Ma poi è ritornata sui banchi di scuola, alla Cast Alimenti. Prima di spiccare il volo con i suoi palloncini in direzione Rimini, dove è diventata responsabile preparazione di base e torte da forno nel laboratorio di Roberto Rinaldini. Per proseguire il viaggio a Parigi e diventare la responsabile delle viennoserie e dirigere la sala di Yann Couvreur alla Gallerie Lafayette. Il luogo in cui dolce e salato si incontrano sullo spartito comune dei codici di cottura, condimento e presentazione.

Al ritorno in Italia, la decisione di aprire la pasticceria Celestina. Per mettere il motore ai suoi palloncini ora fragranti di craquelin e morbidi di ganache.

Una storica pasticceria di Pollena Trocchia, che l’aveva vista schiacciare il naso sui vetri dei banchi ricolmi di dolciumi, è la sede di Celestina. Un layout fresco e giovanile attende gli appassionati della pasticceria al taglio del nastro in questo mese di marzo. Sono ritornate le nuvole rosa e il cielo azzurro che vestono i box per l’asporto dei dolci e le pareti della saletta di degustazione che verrà. Il castello delle fiabe è il luogo dei dolci che fondono i ricordi della bambina e l’esperienza transalpina ed europea di Nancy Sannino.

La madeleine dei ricordi è la crema delle code di aragosta e la ricotta che farcisce la pastiera della tradizione pasquale. La curiosità per il mondo che è al di fuori della pasticceria napoletana è il Paris Brest, il Flan alla vaniglia, il pain au chocolat (vero, con le barrette di cioccolato), le declinazioni delle tarte, la brioche caramello e vaniglia. Ma è anche la sbrisolona mantovana e il Kouglof Alsaziano.

Nella sua pasticceria non c’è contrapposizione tra tradizione e innovazione, basic e gourmet. Il fil rouge è la qualità degli ingredienti, l’utilizzo del cioccolato cru, la devozione al burro, l’ossessione per i migliori pistacchi e le nocciole più saporose. Un percorso che si avvia con la colazione, ricca, esuberante, e che mette sullo stesso piano elevato il cornetto all’italiana e il croissant francese. E non dimentica le istanze di chi cerca equilibrio con i cornetti integrali e miele di acacia del Cilento.

L’attenzione al territorio, anzi, ai territori è un incontro continuo tra la sperimentazione e i cult. Come le sfogliatelle ricce e frolle che mai potrebbero mancare in una pasticceria napoletana. Al pari dei babà e delle zeppole di San Giuseppe che arricchiranno i banchi nella settimana di inaugurazione. Per poi lasciare spazio alle creazioni della Pasqua, dalle pastiere alle colombe. E alle uova di cioccolato.

Ecco, il cioccolato è l’altra grande passione di Nancy Sannino. Celestina recupera il rito delle praline come momento di gioia da gustare in un pomeriggio da addolcire o da regalare e farsi regalare. Quella dolce scatola che suggellava momenti d’amore eterno e filiale. Una strada di cioccolato che inonda le creazioni scolpite nell’immaginario collettivo del pranzo della domenica. Gli “sciù” e gli éclair in un gemellaggio franco-napoletano ricco di gusti classici e nuove invenzioni.

È l’ora del pomeriggio e del rito della merenda all’italiana o del tè all’inglese. Fate voi, ma con le torte e le monoporzioni che Celestina pensa per gli appassionati della biscotteria classica e gli amanti delle torte e delle monoporzioni. O con le prussiane, che mettono insieme colazione e merenda, e gli immancabili macaron alla francese. E potete anche affidarvi all’estro delle sue personali invenzioni come i ventagli che racchiudono un cuore di cioccolato.

Celestina è sempre molto di più di quello che vi aspettate. Semplicemente perché è anche gelateria. Nancy Sannino ha perfezionato la sua conoscenza del gelato con Raffaele Del Verme, nume tutelare della Gelateria Di Matteo a Torchiara nel Cilento. Olimpo per tutti i seguaci del vero gelato artigianale. E nelle carapine della sala dedicata al gelato, troverete uno strepitoso gusto fiordilatte con fuscella di Sant’Anastasia. La bandiera del paese natale della giovanissima pasticciera (e gelatiera).

Ma non chiedete a Nancy Sannino qual è il pezzo forte di Celestina, qual è il dolce migliore o da assaggiare subito. “Il mio dolce preferito è quello che ho appena finito di mangiare soddisfatta e quello che ho pensato e sto per preparare”. Scegliete voi con il cuore. Che sarà subito tra le nuvole rosa e il cielo azzurro. Di una pasticceria che ha molto da raccontarvi. E da farvi gustare.

Celestina Pasticceria Corso Umberto I 42-44 Pollena Trocchia (Na)

A Sirignano, il paese nella provincia di Avellino che ha dato i natali  al principe Francesco Caravita, noto ai più come Pupetto, nei locali un tempo destinati ad una storica taberna, Giovanni Arvonio, “lo chef con una particolare predisposizione per i lievitati”, custodisce con umile garbo e “porta avanti” con la tecnica e un’evidente competenza, “un lievito madre vivo”.

Madremia, è il luogo dove la tradizione degli antichi sapori coesiste, letteralmente, con l’innovazione delle moderne tecniche culinarie. La pizza di Giovanni Arvonio è allo stesso tempo “pane e companatico”; si tratta di un prodotto gastronomico assolutamente semplice, ma con un ruolo altamente funzionale, il suo compito è ben preciso, “deve sfamare”.

Da una parte, la pasta madre, quella ereditata e rinfrescata con un blend esclusivo di farine di tipo 0 e 1 che le conferiscono un carattere ideale; dall’altra parte, la cottura in un forno elettrico che promuove “la sperimentazione nel mondo dell’arte bianca e lo fa ai massimi livelli”. Giovanni Arvonio, “pizzaiolo per passione ma panificatore per vocazione”, propone ai suoi ospiti “una pizza sana e lungimirante che si svincola dalle regole classiche per la preparazione dell’impasto, anzi le inverte e lo fa con cognizione di causa”.

“Il disco di pasta è il mio piatto da portata, il topping è la combinazione degli ingredienti di una proposta moderna con reali caratteristiche stagionali” – racconta Giovanni Arvonio che continua – “Nella mia pizzeria lo spreco è pari a zero perché amo valorizzare, e non sminuire, i prodotti che utilizzo, quelli del mio territorio, quelli buoni; solo così riesco a dare il giusto risalto alle materie prime di cui mi servo”.

L’impasto non è ovviamente il solito diretto; esso lievita ad una temperatura controllata per circa 18 ore. Ogni panetto pesa 280 grammi e risulta avere un’alta percentuale di idratazione. Ad ogni morso emerge tutta la leggerezza di una pizza “tendenzialmente contemporanea”, dalla facile masticazione, scioglievole: e questo è tutto merito dell’aria.

©2019 V2.5 Fernando Cerrone Post-Produzione effettuata con azioni per Photoshop realizzate da Fernando Cerrone

La specialità è sicuramente la Margherita Madremia, la pizza che dà libera espressione alle eccellenze della regione Campania, perché viene condita, tra gli altri ingredienti, con quattro diverse tipologie di pomodoro, lavorati in modo diverso per rispettarne la stagionalità. Il San Marzano Dop viene praticamente aperto con le mani per privarlo naturalmente del suo succo, poi insaporito con un filo di olio, un pizzico di sale e una manciata di origano, prima di essere infornato per quasi un’ora e fino a quando non abbia raggiunto una consistenza ottimale. Il corbarino e il piennolo rosso e giallo vengono, invece, aggiunti freschi, dopo la cottura, per mantenere inalterata la loro succulenza. L’olio evo Talismano è il tocco equilibrante che con il suo sentore delicatamente erbaceo contrasta l’acidità dei pomodori, esaltando allo stesso tempo l’intensità di una salsa a base di fior di latte di Agerola.

Con la Marinara A Modo Mio, lo chef Arvonio, abbina perfettamente il sapore di tre varietà di aglio, da quello bianco tostato e in polvere, il nero aggiunto in cottura a quello orsino inserito all’uscita, con la sapidità dei capperi di Salina e le alici di Sciacca, saporitissime. Il profumo selvatico dell’origano fresco raccolto sui monti di Avella incontra quello fruttato e leggero di un olio evo tenue, vellutato, che deriva da una cultivar autoctona dell’Irpinia.

Il retrolfatto è gradevole e cristallino: una spuma di prezzemolo in gambi è la nota finale che conferisce armonia ed ordine ad una combinazione esplosiva di gusti. La Nerano è la pizza bianca farcita saggiamente con un raffinato pesto di basilico adagiato su un letto di provolone del Monaco e  fior di latte di Agerola, zucchine San Pasquale brasate con la cipolla ramata di Montoro e alla scapece con la menta, olio evo Magnete DOP cilentano dal sapore forte, importante, che asseconda volentieri l’amarezza dell’ortaggio e la grassezza dei latticini.

Qualcuno dice che “l’essenziale è invisibile agli occhi”; in questo caso non lo è affatto per le papille gustative e questo lo sa bene Giovanni Arvonio, soprattutto da quando ha percepito la semplicità di un accostamento primordiale ma altrettanto indissolubile, quello tra il pane fatto alla vecchia maniera, con il lievito madre, e l’olio buono, dal gusto inconfondibile, del Cilento.

Credits: ComuniCARE network.

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DAL 7 MARZO TORNA SU LA7
LA TERZA STAGIONE DI MICA PIZZA E FICHI
CONDOTTA DA TINTO

Dal 7 marzo ogni domenica alle 11.35 torna su La7 la terza stagione di Mica pizza e fichi, il format dedicato a uno dei simboli dell’identità culturale italiana e tra i cibi più noti, amati e celebrati nel mondo: la pizza.

Alla guida sempre Tinto, che nel programma televisivo ci accompagnerà in un viaggio in cui il mondo della cucina, incontrerà e si fonderà con quello della narrativa. I suoi ospiti in tv, saranno scrittori e scrittrici pronti ad assaggiare i menù dei più grandi pizzaioli italiani. Un incontro tra due talenti diversi, quello di chi sa emozionare con le parole e quello di chi sa farlo con i sapori. Un confronto al termine del quale scopriremo che una pizza fatta a regola d’arte e un buon libro sono dei piaceri quotidiani non così distanti tra loro.

Il cast sarà composto dai più rinomati pizzaioli italiani: Renato Bosco, Mattia Cicerone, Luca Doro, Sergio Russo, Francesco Martucci, Sasa’ Martucci, Mirco Petracci, Alberto Rundo, Gianluigi Di Vincenzo, Jacopo Mercuro, Corrado Scaglione, Massimo Travaglini, Pier Daniele Seu, Roberto Davanzo, Daniele Donatelli, Pier Luigi Fais, Luca Pezzetta, Giuseppe Pignalosa, Gianfranco Iervolino, Giovanni Santarpia.

Gli scrittori che assaggeranno insieme a Tinto le loro creazioni saranno: Francesca
Serafini, Vincenzo Filosa, Leonardo Patrignani, Valentina Ferrari, Andrea Pomella, Liana Orfei, Valentina Farinaccio, Giampaolo Simi, Cinzia Giorgio, Giacomo Bevilacqua.

Dieci puntate in cui i sapori si fondono alle parole, i profumi alle storie. Un percorso alla scoperta di un mondo, quello della pizza, sempre più in evoluzione, in costante equilibrio tra tradizione e spinta innovativa.

MICA PIZZA E FICHI è un programma prodotto per La7 da RG FACTORY.
Segui e commenta #mpef su IG @micapizzaefichi_it, FB @MICAPIZZAEFICHI.ITA
Sito web per rivedere le puntate.

Bacio al caffè di Melegatti: il dolce ideale per ogni festa impreziosito dal Caffè Borbone.

Protagonista di dipinti, sculture e innumerevoli scene d’amore al cinema, il bacio è da sempre la dimostrazione d’affetto più sincera e intensa. Che si tratti di amore passionale o filiale è il sigillo di ogni rapporto, la testimonianza di ogni storia, la prova più grande dell’animo umano. Come il significato greco della parola simbolo, symbolon, il bacio rievoca quelle due parti combinate, quell’anello ricomposto, quella tessera o tavoletta spezzata e poi ricombinata. Il bacio è il simbolo di due parti che si uniscono in nome dell’armonia, come nel caso del Bacio al Caffè in cui la tradizione dolciaria Melegatti si sposa con quella dell’espresso napoletano che Caffè Borbone conosce bene.

Il Bacio al Caffèè il nuovo dolce della Melegatti impreziosito con il Caffè Borbone, una bontà che regala un’esperienza gustativa unica e che gli italiani troveranno nei supermercati tutto l’anno, ideale come dessert e per le occasioni speciali come la festa dei papà, San Giuseppe e della mamma.

Il Bacio al Caffè è una torta dall’impasto soffice e digeribile grazie al noto lievito madre Melegatti, dal gusto armonico della crema a base di Miscela Nobile di Caffè Borbone nella farcia, oltre che da chunks di cioccolato fondente belga. La glassa di cioccolato bianco, ricoperta da croccanti minipraline di cereali ai “tre cioccolati”, fa poi da scrigno al delicato impasto lievitato naturalmente e contraddistinto dall’ottima alveolatura, frutto di un sapiente lavoro che ha alle spalle ben 127 anni di tradizione, quella che la Melegatti ha messo a disposizione degli italiani per addolcire tutti i momenti di festa. Se il distanziamento sociale ci limita nei baci e negli abbracci il Bacio al Caffè che fonde tradizione e innovazione saprà riscaldare il cuore di ognuno di noi.

Ufficio Stampa: Roberta Raja

« Al Civico 67 di Casoria troverete cordialità». Parola di Pietro Catalano, che con la sua fidanzata ha aperto ad ottobre 2019 il suo locale, il Civico 67, appunto: una sala che gestisce insieme a lei con amore e passione.

Pizze tradizionali o ricette originali?

Puntualmente ci chiediamo se sia meglio tornare alla tradizione e quindi riscoprire i sapori di sempre oppure invece dare un calcio al passato ed affrontare la modernità con gusti nuovi, ricercati, particolari, che non abbiamo mai provato prima. Quando lo chiedo a Pietro Catalano, del «Civico 67», di Casoria, lui mi risponde così:

«Io penso che le pizze siano sempre buonissime, proprio perché ognuno le sceglie in base ai suoi gusti e le assapora quindi per le specifiche qualità di ognuna, ma credo che la tradizione vinca sempre. Nonostante questo, noi abbiamo anche delle ricette nuove, tutte nostre». E in questo caso ciò a cui si riferisce sono alcune delle pizze particolari che il menù di questo posto offre.

Ovvero, per esempio, la pizza tarallo che prevede crema di patate, porchetta, provola e tarallo sugna e pepe, ma anche la pizza col pesto oppure la pizza finta fritta, detta così perché viene poi cotta al forno, con tanto di crosta al formaggio.

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I veri ingredienti

Non c’è piatto qui, che non sia accompagnato da simpatia, allegria, approccio diretto con il cliente, che spesso manca in tempi di pandemia, perché manca quella libertà di avvicinarsi e di organizzare serate a tema, feste, karaoke, come invece in questo locale accadeva frequentemente.

«Abbiamo sempre creato delle serate pensate per il divertimento e la compagnia, oltre alla buona tavola. E grazie al passaparola, agli assaggi, a chi consiglia e sceglie sempre noi, oltre che grazie ad una pubblicità sui social che man mano sta aumentando, siamo molto cresciuti anche da questo punto di vista. Ci manca questa spensieratezza, che mettevamo in ogni prodotto, in ogni occasione, in ogni portata e in ogni giornata al “Civico 67”».

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Perché venire al «Civico 67»

In primo luogo perché qui ci aspettano la cordialità, la gentilezza, ma anche l’accoglienza delle proposte dei clienti che possono aiutare a migliorarsi e a cambiare prospettiva e punto di vista, quando serve.

Poi per il giusto equilibrio tra i sapori del passato e le nuove tendenze, con uno sguardo al futuro. Ma anche per l’impasto, lievitazione di almeno 24h e farine Caputo, del tipo Saccorosso. Per i prodotti di alta qualità e la simpatia con cui vengono serviti, l’approccio con i clienti e la voglia di condividere. Infine, ma non da ultimo, perché nella speranza di poter ritornare presto, le serate “festaiole”, sono una garanzia del «Civico 67».

STELLATI PER LA DAD

UN’ INIZIATIVA DI SOLIDARIETÀ A FAVORE DEGLI

ISTITUTI ALBERGHIERI ITALIANI

 E IN SOCCORSO DELL’ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO (PCTO)
DAL 17 FEBBRAIO IN DIRETTA FACEBOOK

“E quindi uscimmo a riveder le stelle”, anzi gli stellati, gli chef ovviamente e tutti rigorosamente in DAD. Sono già oltre venti le scuole da tutta Italia che hanno aderito, il numero è destinato a salire vertiginosamente poiché il progetto Stellati per la DAD sta suscitando l’entusiasmo di numerosissimi  docenti e dirigenti coinvolti nel progetto. I giovani futuri chef, hanno bisogno di confrontarsi con il mondo del lavoro, ancor più in questo momento storico difficile.

Dal 17 febbraio prossimo, dieci chef stelle Michelin della Campania, vero orgoglio regionale, illumineranno la didattica a distanza degli studenti degli istituti alberghieri d’Italia con le videolezioni interattive completamente gratuite di STELLATI PER LA DAD. Sui social, nel più puro e genuino esercizio formativo dantesco: insegnare per il piacere stesso di farlo, un lavoro intellettuale al completo servizio della collettività e nel nome della solidarietà.

L’idea è semplice ed efficace: se la vecchia alternanza scuola-lavoro (definita dall’acronimo PCTO Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento) oggi è ferma causa covid-19, si può tornare a imparare ai fornelli attraverso le dirette Facebook. È questo, infatti, il servizio che la rinomata impresa campana Fratelli Casolaro Hotellerie S.p.A., con 150 anni di gloriosa storia alle spalle, intende offrire gratuitamente agli studenti da casa, quelli che un giorno vorranno formarsi e diventare chef o maestri pasticcieri. L’obiettivo è chiaro: fornire un’esperienza extrascolastica che contribuisca a svilupparne il senso di responsabilità, favorire una comunicazione intergenerazionale, gettando le basi per uno mutuo scambio e una crescita personale reciproca, nonché valorizzare le aspirazioni, gli interessi e gli stili di apprendimento.

Il salotto buono della gastronomia si trasferisce perciò in rete, sfruttando le sue enormi potenzialità, e si affida alle dirette Facebook per istruire, con lezioni di cucina ad hoc, i futuri professionisti dalle Alpi alla Sicilia. Che siano ragazzi degli alberghieri residenti in zone rosse, arancioni o gialle poco importa, perché in qui contano solo tre colori: il verde, il bianco e il rosso della cucina italiana, apprezzata ed amata in tutto il mondo col suo immenso patrimonio enogastronomico. 

Ad aprire il nuovo format STELLATI PER LA DAD ci sarà, il 17 febbraio alle 17:00 lo chef Paolo Gramaglia, del Ristorante President (Pompei NA), seguito il 24 febbraio dalla lady chef Marianna Vitale del ristorante Sud (Quarto Flegreo NA). A seguire, gli altri eccellenti colleghi: lo chef Lino Scarallo del rinomato Palazzo Petrucci (Napoli), lo chef Angelo Carannante del Ristorante Caracol (Bacoli NA); lo chef  Peppe Guida dell’Antica Osteria Nonna Rosa, Villa Rosa (Vico Equense NA), lo chef Domenico Iavarone del ristorante José di Tenuta Villa Guerra (Torre del Greco NA), lo chef Francesco Sodano del ristorante Il Faro di Capo d’Orso (Maiori NA), lo chef Gianluca D’Agostino del ristorante Veritas (Napoli), lo chef Peppe Aversa del ristorante Il Buco (Sorrento NA), lo chef Vincenzo Guarino

Appuntamento il mercoledì pomeriggio in diretta dalla pagina Facebook @casolarohotellerie dove questi speciali visiting professors terranno lezioni di alta cucina. 

Anche la cucina così diventa smart e la formazione è a solo un click dai millennial su smartphone, tablet, laptop e computer portatili: un’occasione più unica che rara per apprendere i segreti e le preparazioni dei piatti, e mettersi poi alla prova come mai prima d’ora. Forti dell’esperienza della prima quarantena, che ci ha visto alle prese con pizze, rustici, pane fatto in casa e dolci della domenica nei mesi di marzo e aprile 2020, e dopo i vari lockdown autunnali e natalizi il momento è ideale per lanciare questi appuntamenti enogastronomici sul social network nato, non a caso, 16 anni fa in un campus di formazione, quello di Harvard per la precisione. Se per il filosofo Kant la legge morale sottostava al cielo stellato che è sopra ognuno di noi, la chance di formazione professionale e di perfezionamento ai fornelli contempla un altro cielo di stelle, quello degli STELLATI PER LA DAD, vanto e vessillo della ristorazione italiana nel mondo. 

Segui la diretta Facebook su: @casolarohotellerie 
Per info e iscrizioni: infoeventi@casolaro.com; Tel.081.51.08.631 interno 4200

Ufficio stampa: Roberta Raja

Nasce il sodalizio tra Solania e l’Associazione Mani D’Oro

Sancita per il biennio 2021-2022 la partnership tra Solania s.r.l., azienda leader nel settore della produzione, trasformazione e commercializzazione del pomodoro San Marzano, e l’Associazione Mani D’oro che promuove corsi di formazione per aspiranti pizzaioli e fornai nonché corsi di approfondimento per maestri pizzaioli e titolari di attività già avviate che vogliono approfondire nuove tecniche di lavorazione degli impasti.

Per Giuseppe Napoletano, amministratore unico di Solania, “l’obiettivo del sodalizio è creare una vera sinergia tra la nostra azienda, da sempre al fianco dei protagonisti dell’arte bianca, e l’Associazione Mani D’Oro per offrire una formazione a 360° a tutti gli affiliati e ai futuri studenti della scuola con l’intendo di valorizzare un prodotto di punta che qualifica un territorio ed è identificativo di una tradizione secolare, il Pomodoro San Marzano, affinché si educhi ad un uso consapevole e sapiente della materia prima”.

Felice dell’accordo anche il presidente dell’Associazione, Attilio Albachiara: “L’Associazione Mani d’Oro si occupa di selezionare con estrema cura i prodotti da utilizzare per la realizzazione della pizza. Particolare attenzione è data alla scelta del pomodoro, ingrediente fondamentale: avere un partner come Solania leader nella produzione del pomodoro San Marzano D.O.P rappresenta un elemento qualificante della proposta che offriamo ai nostri pizzaioli associati e ai futuri pizzaioli della scuola che sceglieranno i nostri corsi di formazione. L’obiettivo, grazie alla nostra struttura di Striano (NA), è quello di insegnare non solo l’arte della pizza ma anche a trattare le materie prime, a conoscerle e a saperle usare con competenza.”.

Solania nasce nel 1993 grazie a Giuseppe Napoletano e vanta due stabilimenti nel cuore dell’Agro Sarnese Nocerino destinati alla lavorazione dell’oro rosso nonché un terzo dedicato alla lavorazione di prodotti agroalimentari sottolio, sott’aceto oltre che sughi pronti e pesti con il brand Itaorto.

L’Associazione Mani d’Oro fondata nel 2015 ad Acerra (NAPOLI) da Attilio Albachiara, nasce con l’intento di promuovere e tutelare in tutto il mondo la pizza napoletana S.T.G., difendendo le caratteristiche del prodotto dalla sua origine ad oggi. Conta ad oggi circa 140 associati in tutto il mondo. Nato sotto l’egida dell’associazione anche il Trofeo Pulcinella, una competizione internazionale affermatasi negli anni come un’importante vetrina per tutti i pizzaioli che hanno potuto, possono e potranno dimostrare le loro doti e il loro valore nella preparazione degli impasti e nella cottura della pizza.

                   
Per il Martedì Grasso, giorno di Carnevale, ricette di squisite pietanze italiane e straniere. In gara, concorrenti di ogni età e nazionalità, con le proprie ricette, alla conquista dei tanti premi in palio nelle tre sezioni, con una motivazione solidale dedicata ai bambini del Progetto AbitiAmo

Dalle varie regioni d’Italia e dalle altre nazioni, le più invitanti specialità: ecco come animare in allegria questo austero Carnevale.
Fra le tante  proposte golose, tutte da copiare e realizzare a casa propria, non resta che l’imbarazzo della scelta. Sono presentate nel Contest internazionale di #InsiemeperilTerritorio, rassegna itinerante di eventi d’eccellenza, firmata dalla giornalista enogastronomica Teresa Lucianelli, sempre prodiga di nuove idee dedicate alla solidarietà concreta e supportata dalla sua Squadra d’eccellenza, e dal blog ercolanese Vesuvio’s Shadow del foodblogger Mario D’Acunzo.
“I piatti del Carnevale: Chiacchiere, Sanguinaccio e.. a tavola tra stelle filanti e coriandoli”, è un’iniziativa attraverso cui gli organizzatori puntano a diffondere la migliore cultura eno-gastronomica del Carnevale, evidenziando le sue varie sfaccettature e le caratteristiche secondo le svariate provenienze, in modo da abbattere i confini e avvicinare i popoli attraverso la riscoperta di antichi sapori e la proposta di inedite sfumature di gusto.
Un Contest di alto livello qualitativo, che ha sicuramente tutti i presupposti per conquistare e coinvolgere attivamente il pubblico – com’è stato sempre negli anni per gli eventi di #InsiemeperilTerritorio –  per animare piacevolmente le monotone e grigie giornate in questo periodo vissuto in sicurezza e obbligatoriamente distanti l’uno dall’altro.
Il Contest propone tre differenti sezioni, con differenti formule di votazione.In primis, quella speciale benefica, denominata “Cuore d’Oro”: prevede una piccola donazione (minimo € 5: Postepay 5333 1711 1071 6343, c.f. FRNPLA73E61L845V – o bonifico: Paola Fiorentino IBAN: IT61D3608105138275713175781) da destinare al Carnevale dei bambini e dei ragazzi senzatetto, orfani e vittime di conflitti e gravi disagi, attraverso il “Progetto Abitiamo” di Padre Massimo Ghezzi, Parrocchia di San Gennaro al Vomero, Napoli, che opera sul territorio campano e nella missione in Albania.Vi sono poi le sezioni “Social” e “Critica” a iscrizione gratuita, con sponsor solidali. Anche queste con bei premi in palio.


Per partecipare al Cuore d’Oro, vanno pubblicate su Facebook le foto dei propri piatti o beverage (senza limiti di numero) che s’intende presentare, con descrizione/ricetta,  entro il 21 febbraio, ore 20: https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=739561686696932&id=186529142000192 .  Nella Sezione Social e Premio Critica, è invece consentita  esclusivamente una presentazione per concorrente, e solo di dolci carnascialeschi.  Le proposte ammesse, saranno votate dal pubblico su Facebook, attraverso i like, e valutate dagli esperti.In giuria, Teresa Lucianelli con: Valerio Giuseppe Mandile, chef d’eccellenza da location pluristellate e giornalista gastronomico; Raffaele Carlino, direttore editoriale di Campania Felix Tv; Marcello Affuso, direttore responsabile di Eroica Fenice; Ersilia Cacace, foodblogger “La boss delle pizze”; Rosalia Ciorciaro, nutrizionista e docente di Scienze dell’Alimentazione.
La Sezione solidale “Cuore D’Oro” ha il patrocinio di Chefmania, Castellammare di Stabia: al 1’, 2’ e 3’ classificato (like + voti giurati) Kit completo con prodotti tipici, toque e ricettario per preparare a casa squisitezze genuine e tipiche campane, da gran cuoco.Sezione Social: Cantine Mediterranee, di Vincenzo Napolitano, omaggerà chi avrà ricevuto più “like” con un box brindisi – due tipi di “Spuma” e calici – Gastronomia Arfè con le rinomate specialità artigianali d’eccellenza. Al 2’ e 3’ in graduatoria, confezioni di vini, sempre di Cantine Mediterranee, Napoli.Premi della Critica: i primi tre selezionati dalla Giuria, si aggiudicheranno le esclusive miniature dipinte della poliedrica artista Paola Fiorentino, nell’apprezzato filone “terapeutico” dell’ Arte emozionale”m.
La grande Squadra benefica di eccellenza di #InsiemeperilTerritorio  – tra i componenti titolari di strutture particolarmente  note e storiche della Campania – supporta con la consueta generosità ed efficienza la Mensa Solidale, in particolare per quello che riguarda i pasti caratteristici di questo periodo di Carnevale – chiacchiere, lasagna, sfizi, ecc – oltre alle provviste alimentari. Destinatari, gli indigenti nel Progetto Abitiamo, sostenuti dai volontari della  Parrocchia di San Gennaro al Vomero. Particolarmente impegnati in questa mission carnascialesca, da Ercolano: l’emergente Cornetteria Bambolino; da Portici, la consolidata Antica Panetteria; da Castellammare di Stabia, Francesco & Co, erede della tradizione di Ciccio di Pozzano; da Vico Equense, Cerasè Pizza Therapy; da Napoli colonne ultracentenarie nel campo della Ristorazione: Gastronomia Arfè 150 anni  e Mattozzi dal 1833, ancora, Donna Luisella, con Carla De Ciampis e Fulvio Mastroianni, Anna Pezone Nexyiu; da Casoria, Ileana Mandile Estetica e Benessere; da Nola, Sapori di Napoli; da Brusciano, Amor Mio; da Nocera Inferiore, Solania Srl; da Lauro, Caseificio Caracciolo; da Monticchio, Lago Grande; da Ripacandida, Agricola Donatello Chiarito.
“I piatti del Carnevale…” segue al contest internazionale “Il Panettone e gli altri piatti del Natale solidale”, che ha registrato un’ampia e altamente qualificata partecipazione in Italia e all’Estero, preceduto dall’iniziativa nazionale, pure di successo, “La Castagna”. Sono state entrambe promosse da #InsiemeperilTerritorio di Teresa Lucianelli, con la sua Squadra solidale d’eccellenza, e da Vesuvio’s Shadow di Mario D’Acunzo, con qualificate collaborazioni del Carnevale Princeps Irpino e di Villa Domi Ricevimenti, settecentesca struttura partenopea.

È attivo un punto raccolta a Villa Domi Ricevimenti, Salita Scudillo,19 – 80131 – Napoli. Tel. 081 5922233 -311 (h 9/14, lun/ven), per chi volesse donare abiti, scarpe,  provviste alimentari, generi necessari, ecc.. un aiuto per chi non ha nulla, perché  “Fare del bene, fa bene a tutti e riempie il cuore di gioia”.

Il Macellaio è il nome della braceria con cui Clemente e Salvatore nel 2015 hanno deciso di mettere letteralmente in tavola tutto il buono di una tradizione lunga quasi cento anni.

Quella del macellaio è una figura storica, che rivela l’identità di un mestiere assai antico; primitivo ma necessario. La carne è, infatti, uno degli alimenti più comuni e per niente fuori dall’ordinario. Partendo da questi presupposti, i fratelli Bifulco, Clemente e Salvatore, hanno voluto onorare l’attività di famiglia, quella portata avanti con orgoglio, costanza e dedizione per ben tre generazioni, attraverso l’inaugurazione di un luogo dove poter assaporare “i tagli di una carne che gli stessi preparano”.

Il Macellaio è il nome della braceria con cui Clemente e Salvatore nel 2015 hanno deciso di “mettere letteralmente in tavola tutto il buono di una tradizione lunga quasi cento anni”. Il concetto gastronomico elaborato dallo chef Paolo Cece, in esclusiva per Il Macellaio, combina la ricercatezza di sapori nuovi con la bontà genuina di una materia prima di qualità. L’evoluzione di una proposta culinaria alternativa incontra la semplicità di piatti rivisitati.


Il filetto di chianina, diventa una tartare condita con capperi di Salina e alga disidratata in scaglie, l’ingrediente che conferisce alla carne una sapidità inalterata. Le uova di pesce implementano, con la loro presenza, la pregiatezza di un taglio di per sé riconoscibile; bottoni di maionese di ostriche e lime rendono ogni boccone contrastante ma decisamente esplosivo; listarelle di limone candito rappresentano il tocco frizzante di questo antipasto e cialdine di riso bianco esibiscono con stile tutta la loro croccantezza.


Per la tagliata di Marchigiana, Paolo Cece propone una colardella di primo taglio cotta a bassa temperatura per valorizzare il gusto della carne che rimane, così, morbida e succulenta. Ogni fetta viene, prima, laccata con melassa di cipolle ramate di Montoro che trasuda evidentemente da ogni singola fibra; poi cosparsa con una fonduta di formaggio di fossa che dona intensità ad un abbinamento già deciso ed aromatico. In accompagnamento, un contorno classico, pungente e delicato allo stesso tempo, a base di broccolo napoletano spadellato e lamelle sottili di funghi champignon rigorosamente crudi.

Il bun de Il Macellaio è una vera delizia. La crosta del panino appare morbida e lucente; tutto merito del burro aromatizzato alla salvia con cui viene sapientemente spennellata. La farcitura stratificata ha il suo perché:  in testa un tenero filetto di maiale cotto per 40 minuti circa a 60°, insaporito semplicemente con fiocchi di sale marino Maldon, croccante e scioglievole; una marmellata di pomodorino del piennolo del Vesuvio  DOP che dà spessore al gusto netto della carne; il cuore d’oro della scarola riccia prima pepata e poi condita con alici di Cetara, olive di Gaeta denocciolate e capperi di Salina; alla base uno strato di ricotta di pecora fresca e in purezza amalgama, ad ogni morso, tutti gli altri ingredienti.


Nei piatti proposti da Paolo Cece i sapori freschi del mare si fondono perfettamente con quelli forti della terra; il contrasto è evidente ma è fortemente voluto. Ogni abbinamento gastronomico è pensato per fare apprezzare la carne in tutte le sue sfumature, di sapori e anche di profumi, esaltandone, quindi, il gusto autentico. Non mancano le tecniche di cottura, quelle che vengono sperimentate di volta in volta e adattate ad ogni singolo pezzo di carne, contribuendo in tal modo a non intaccare le sostanze nutritive né ad alterare le proprietà organolettiche di un cibo tanto versatile quanto godurioso.

Ci è voluta tanta esperienza, ma anche tanto coraggio per aprire un nuovo locale. Sì, perché tutto parte da un sogno personale, diventato finalmente realtà, ma quello che più colpisce è che Daniel Giò ha scelto di aprire «Napule sta ccà» proprio in piena pandemia. Andiamo a scoprirlo!

Nonostante una pandemia

«Nonostante una pandemia» è proprio l’espressione giusta per cominciare a parlare di «Napule sta ccà», pizzeria e friggitoria aperta da Daniel Giò il 15 luglio del 2020, proprio quando eravamo ancora in piena emergenza da Coronavirus, anche se l’estate ci aveva ridato qualche speranza.

«Ma dove ha trovato tutta questa forza?» chiedo, sinceramente incuriosita da quanto mi è stato appena detto durante la mia intervista telefonica. La risposta mi fa capire che la paura c’è stata sicuramente e che non è stata affatto una passeggiata, soprattutto quando per timore il locale è stato chiuso per due mesi, nonostante ci fosse la possibilità di riaprire al pubblico. «Quello che cambia è soprattutto il rapporto con la gente, perché non si può stare a contatto e non si possono avere tanti clienti insieme. Poi bisogna seguire tutte le norme, prendere i dati di chi si siede al tavolo. Molti non sono disposti a star dietro a tutto questo e allora preferiscono non venire», aggiunge Daniel.

Tradizione vs originalità

Mangiare la pizza è spesso un ritorno ai vecchi tempi, agli antichi sapori e alle ricette di cui una volta si aveva tanta cura e attenzione. Insomma, la tradizione a quanto pare in questa pizzeria vince sull’originalità e sulla novità, grazie ad un impasto che ha bisogno di lievitare 24 ore, senza frigo ed è proprio per questo che il risultato è sempre soffice e leggero.

«Ogni mestiere nasce sempre da una vocazione personale», mi dice Daniel, che ha ereditato fin da piccolo la passione per la preparazione della pizza, che ha poi consolidato anche grazie all’esperienza da Milano a Torino, fino a Londra e all’America. E anche qui la tradizione vince perché viene da lontano e continua ancora oggi, anche perché la pizza classica, come la Margherita, è quella che non si può non assaggiare e non si può non esportare in tutto il mondo. «Tra l’altro le pizze più semplici sono ancora le più richieste e quelle più difficili da preparare per bene».

Dall’ispirazione al sogno personale

Per realizzare i sogni, si sa, ci vuole pazienza, ma anche tanta buona volontà e poi le soddisfazioni arrivano e ce lo dimostra proprio «Napule sta ccà», aperta durante una pandemia, ma già molto gradita ai palati dei suoi clienti. Daniel Giò mi racconta di aver preso ispirazione e fatto scuola presso Teresa Iorio, con cui ha cominciato, per poi arrivare a diventare un pizzaiolo in grado di affrontare il salto nel buio dell’apertura di un proprio locale, per giunta durante un periodo molto difficile per tutti e per i ristoratori in particolare.

Oggi il mezzo grazie al quale le pizze di Daniel si diffondono e sono apprezzate è ancora e soprattutto il passaparola, perché è certamente più diretto, ma non ci si tira indietro dallo strizzare l’occhio anche ai social, che sono un’importante pubblicità e servono a farsi conoscere. D’altra parte, se l’esperimento è riuscito durante il momento più buio degli ultimi tempi, non si può che migliorare!


BORBONCIOK, IL CIOCCOLATINO FONDENTE RIPIENO AL CAFFÈ
IL BINOMIO DAL GUSTO VINCENTE

Cioccolato e caffè sono sempre andati d’accordo nel corso dei secoli, fin dalla scoperta dell’America e dalla loro importazione in Europa. Una chicca di cioccolata calda, in altre parole una tazza, era offerta ai giovani nobili del ‘600 per segnare il loro ingresso nell’età adulta, come ricordava Manzoni nei “Promessi Sposi”, e il caffè era la bevanda per eccellenza degli intellettuali nei circoli letterari, e dei filosofi illuministi nei salotti elitari. L’ultima creazione dell’azienda napoletana Caffè Borbone celebra proprio questo binomio vincente: BorbonCiok è infatti la giusta combinazione tra la qualità dell’espresso napoletano e la forza del cioccolato, quello finissimo, fondente al 75%, combinate in un cioccolatino ripieno sorprendente.


Un prodotto che pone l’accento sulla straordinaria versatilità del caffè, capace di esprimersi al meglio anche con un prodotto così simile com’è il cioccolato, non solo dal punto di vista organolettico, ma anche per le straordinarie capacità benefiche e antiossidanti.

Il food pairing, infatti, ci insegna che ingredienti e materie prime simili tendano a essere ridondanti, mentre prodotti diversi si sposano nel segno di una straordinaria armonia. L’abbinamento del cioccolato col caffè è invece l’eccezione che conferma la regola: pur avendo entrambi caratteristiche molto simili, come la tendenza all’amaro e la tipica tostatura, essi si uniscono in un’alchimia unica di sapore, in grado di stregare ogni palato.

Non a caso, il quadratino di cioccolato fondente servito dopo una buona tazza di caffè fumante è considerato un vero e proprio vezzo, una piccola attenzione raffinata e ricercata in grado di sorprendere sempre il consumatore.

Per una combinazione di cioccolato e caffè davvero appagante ed equilibrata Caffè Borbone ha scelto una miscela con basso grado di tostatura, in modo tale da non coprire troppo le note aromatiche del cioccolato. Inoltre, la scelta di un caffè delicato e speziato si abbina perfettamente al cioccolato fondente al 70%, decisamente persistente.
BorbonCiok debutterà prima in Campania per poi raggiungere aree ben più ampie del Belpaese: questa è la strategia che Caffè Borbone ha ideato per il lancio di questa novità assoluta. Un’operazione che contempla la qualità e l’armonia, mix perfetto per anelare sempre a una magica emozione.

Ufficio stampa: Caffè Borbone

Charity Collection, #InsiemeperilTerritorio e Vesuvio’s Shadow per i bimbi “invisibili”

Prosegue a Villa Domi, fino al domenica, la raccolta di generi di prima necessità per i bambini e i ragazzi assistiti nel Progetto Abitiamo. È promossa da #InsiemeperilTerritorio, rassegna itinerante firmata dalla giornalista enogastronomica Teresa Lucianelli, e dal blog Vesuvio’s Shadow, del foodblogger Mario D’Acunzo, con la collaborazione della storica struttura settecentesca del patron Domenico Contessa .

Giusto un paio di giorni alla chiusura della raccolta organizzata in sostegno dei bambini e ragazzi del Progetto Abitiamo, promossa da #InsiemeperilTerritorio e Vesuvio’s Shadow. Ultime  possibilità, dunque, per consegnare le donazioni (abiti, scarpe, giocattoli, conserve alimentari). Vanno inviare i ci segnate direttamente, entro domenica 31 gennaio, a Villa Domi, Salita Scudillo 19, 80131, Napoli (081 5922233 – 0815922311, ore 9/13, lun/ven).


Nel frattempo, si susseguono le critiche positive per il Charity Contest Internazionale, appena concluso, “Il Panettone e gli altri piatti del Natale solidale”, al quale è connessa la raccolta benefica che volge al termine.Sono stati entrambi ideati a favore dei piccoli orfani, senzatetto, vittime di gravi problematiche della Campania e dei bimbi della missione in Albania, scampati agli orrori dei conflitti, seguiti da Padre Massimo Ghezzi a guida dell’attivissima Parrocchia di San Gennaro al Vomero.

Consensi all’Estero e soprattutto nel Regno britannico, per la riuscita iniziativa benefica organizzata da #InsiemeperilTerritorio, nota rassegna di eventi d’eccellenza fondata e promossa dalla giornalista enogastronomica napoletana Teresa Lucianelli con la sua grande Squadra benefica di chef, produttori, artisti, professionisti nei campi della Salute e dell’Informazione, unitamente a blog ercolanese Vesuvio’s Shadow, specializzato nel buon mangiare e nel buon bere, del foodblogger Mario D’Acunzo, con la preziosa collaborazione della storica Villa Domi Ricevimenti, del patron Domenico Contessa. 

Donati in più occasioni, tra cui quella natalizia  quella dell’Epifania, abiti, calze della Befana, giocattoli per i piccoli, e specialità alimentari destinate ai pasti festivi garantiti agli indigenti dalla Mensa solidale della Parrocchia di via Bernini. Fondamentale sostegno di: Arfè Gastronomia; Mattozzi dal 1833 e Donna Luisella con Carla De Ciampis, Fulvio Mastroianni, Pasquale Sannino, tutti da Napoli. Francesco & Co da Castellammare di Stabia. Raffaele Caldarelli Pasticciere e Micolorodiblu, da Nola. Paola Fiorentino Arti, da Positano. Solania srl da Nocera Inferiore. Lago Grande, da Monticchio. Amor Mio, da Brusciano.


Gli esperti giurati hanno esaminato con attenzione le proposte ammesse alla sfida culinaria, provenienti da varie Nazioni, e hanno espresso il proprio voto; mentre il pubblico Facebook si è pronunciato attraverso i like.In Giuria: Valerio Giuseppe Mandile, chef d’eccellenza da location pluristellate e giornalista gastronomico; Marcello Affuso, direttore di Eroica Fenice; Ersilia Cacace, foodblogger; “La Boss delle Pizze”; Rosalia Ciorciaro, nutrizionista, idrologa e docente di Scienze Alimentari; Clara Gallerani, naturopata, oltre all’artista Paola Fiorentino e agli organizzatori Teresa Lucianelli e Mario D’Acunzo.


La mission costituita dalla raccolta benefica, la mission di supporto alla Mensa solidale e il Charity Contest Internazionale, hanno degnamente sostituito la consueta manifestazione speciale natalizia che ogni anno viene promossa da #InsiemeperilTerritorio, rassegna itinerante di eventi d’eccellenza, ideata e guidata dalla giornalista enogastronomica Teresa Lucianelli,  con la sua Squadra di eccellenza che porta lo stesso nome della rassegna (#InsiemeperilTerritorio). A causa dei divieti anticovid, l’evento del Natale non ha potuto infatti essere realizzato,  Riuscita la partnership con l’ascendente blog specializzato Vesuvio’s Shadow, già felicemente collaudata nel Contest precedente “La Castagna”.


Ricordiamo vincitori e classificati nelle migliori postazioni. Per la Sezione solidale “CUORE D’ORO”, vince da Londra, Vincenzo Napoletano, manager italobritannico del UK House of Commons, Ristorante Eventi Parlamento del Regno Unito, coi suoi involtini natalizi ungheresi London style, con un tocco di Napoletanità (734 voti). A lui, il titolo e l’ambito premio Premio Gastronomia Arfè, messo in palio dall’antica azienda partenopea: 150 anni di storia, all’insegna dell’alta qualità.Quindi, gli chef Vincenzo Toppi (582, Tortino di patate e porcini), Silvana Felicetta Colucci (541, Ravioli rossi lucani) e Rosanna Fienga. Ancora: Paolo Panigoni, Giulia Defalco, Cinzia Carcia, Serena Pane, Anna Marino, Maria Nocerino.Per la sezione “SOCIAL”, massime preferenze ad Aurora D’Auria di Maiori (440 voti, Panettone classico), Paolo Iovieno (231, Panettone Ruby), Mirko Fagiolo (179, Pan alle tre cioccolate).“PREMI CRITICA”: Rosario Saraceno (649,  Panettone alla Barbabietola), Cucina di Cappa (590, Casetta di Pan di Zenzero), Mario Cipolletta (580, Pandorello salato).Suggestivi dipinti della Costiera amalfitana, della poliedrica artista Paola Fiorentino: questi i Premi per i vincitori. Per gli altri classificati, Premi Cantine Mediterranee di Vincenzo Napolitano, vini selezionati, Napoli.Fuori concorso, MENZIONE SPECIALE a Giovanna D’Amodio (torta floreale), Premio Emanuele De Cicco Hair Style.MENZIONI DELLA GIURIA: Donatello Chiarito, Faby Scarica, Domenico Fioretti, Gessica Bears, Hilde Esposito, Giovanna Buono, Pamela Cillis, Emanuele Mastruzzo, Paola Oroni, Alberto Parascandolo, Alessandra Profenna.NOTE DI MERITO: Chiara Zoratti, Denise Adorante, Selenia Amato, Anna Ardito, Dario Balestrieri, Piera Castaldo, Rosmary Cosenza, Antonio Cuoco, Alma Balla Delia, Valentina De Palma, Teresa Di Falco, Michela Festa, Neala Fracassa, Tiziana Mazzotta, Paolo Poma, Antonio Scamardella, Alessia Sbri, Anna Vitiello.

A Cimitile, a pochi passi dal centro storico, a ridosso del celebre complesso delle Basiliche Paleocristiane, lungo l’arteria principale del paese, al civico 5, Giuseppe Cece, giovane pizzaiolo campano, esce allo scoperto con coraggio e un’ambizione davvero ammirevole. Dopo aver fatto tesoro di tutti i segreti per preparare un buon impasto ma, soprattutto, dopo aver appreso le migliori tecniche e il metodo per realizzare un’ottima pizza, Giuseppe Cece decide di aprire le porte della sua pizzeria e promuovere, così, il suo personale modo di intendere l’arte bianca. Dall’incontro con una materia prima di elevata qualità, la farina “Anima di Grano” proveniente dal Molino Piantoni, nasce la pizzeria di Giuseppe Cece e anche la sua pizza speciale; entrambe portano lo stesso nome che, non a caso, è anche quello del prodotto che ha rappresentato la prima fonte di ispirazione per un nuovo progetto di vita.

La proposta culinaria di Giuseppe Cece spazia tra gustose pizze tradizionali, quelle classiche napoletane, e pizze gourmet dal sapore ricercato grazie ad un accostamento di ingredienti originale e non scontato.

La bontà della pizza firmata da Giuseppe Cece deriva innanzitutto da una farina tipo 0 con germe vitale di grano tenero, che dona all’impasto elasticità al momento della stesura e fragranza subito dopo la cottura nel forno. Il tempo di lievitazione è medio- lungo, compreso tra le 24 e le 48 ore circa; il topping è davvero perfetto. Il cornicione è ben alveolato, leggerissimo, sfogliato e soprattutto digeribile. Ad ogni morso si sente tutto lo spessore dell’impasto, sottile e delicato, ma cotto al punto giusto e in modo assolutamente uniforme grazie all’innovazione sostenibile ed ecocompatibile di un forno a metano, altamente professionale.

Anima di grano è la prima delle pizze speciali. Fiordilatte di Agerola, fresco e autentico, il capocollo di Martina Franca, la cui sapidità si combina perfettamente con la dolcezza del pomodoro secco di pomodorino del Piennolo del Vesuvio D.O.P., fondendosi con il sapore burroso e scioglievole del provolone del Monaco D.O.P. Non può mancare il tocco finale, il tarallo napoletano letteralmente sbriciolato e scomposto nei suoi ingredienti principali, valorizzati da un filo di olio extra vergine di oliva estratto a freddo e dal profumo inimitabile delle foglie di basilico aggiunte a crudo.

La Scarpariello rievoca tutti i sapori della tradizione e della cultura culinaria made in Naples. Uno strato di salsa di pomodorino del Piennolo del Vesuvio D.O.P. viene steso sul disco di pasta; olive nere caiazzane “presidio slow food”, capperi, pecorino tagliato a listarelle, basilico e olio evo condiscono in modo eccellente questa pizza dal gusto decisamente equilibrato.
Prodotti locali, stagionali e di origine italiana sono gli ingredienti su cui ogni giorno ricade la scelta di Giuseppe Cece, quelli che seleziona scrupolosamente per difendere la territorialità e sostenere la tipicità di una qualità nostrana senza eguali.

IL CORSO DI WINE BUSINESS RIPARTE CON LA WINE BUSINESS BOX

PER CRESCERE PROFESSIONALMENTE ANCHE CON GLI SMART TASTING

Nuova edizione in modalità online rivolta a laureati e diplomati che vogliono diventare manager nel mondo del vino

Una Nona Edizione ricca di novità quella del Corso di Perfezionamento Universitario e Aggiornamento Culturale in “ Wine Business ”, tenuto anche quest’anno dal Dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche dell’Università degli Studi di Salerno a partire dal prossimo 26 febbraio (iscrizioni entro il 31 gennaio 2021), in collaborazione istituzionale con l’Assessorato all’Agricoltura della Regione Campania.

La pandemia e le restrizioni alla didattica che ne sono conseguite non hanno impedito al piano formativo di prendere forma e di riproporsi in chiave “smart” con una soluzione completamente nuova: la Wine Business Box, la “scatola del vino”che sarà recapita agli allievi per degustare da casa i campioni oggetto di studio.

Abbiamo ancora impresse nella mente le immagini delle dirette sui social e delle video-chat in cui si facevano aperitivi da casa durante la prima quarantenae destò una certa curiosità vedere Meryl Streep impegnata con Christine Baranski e Audra McDonald in un brindisi a distanza durante il confinamento che ha costretto anche i divi di Hollywood a casa. Se in tanti si sono allenati ai fornelli e hanno scoperto talenti culinari in questi mesi di isolamento, nulla impedisce a chi abbia interesse e passione per il mondo del vino di perfezionare le proprie competenze professionali anche grazie alla Wine Business Box che farebbe invidia anche al dio Bacco.

La Nona Edizione del Corso propone quindi una formula originale, con le lezioni in modalità digitale e con gli “smart tasting”, sempre con la direzione scientifica del Prof. Giuseppe Festa. Un’iniziativa formativa sempre più autorevole e innovativa per i destinatari del corso, ossia operatori professionali del comparto, docenti presso le Scuole Secondarie Superiori intenzionati ad approfondire le materie economico-aziendali nel mondo del vino e per chiunque sia attratto dall’idea di lavorare a progetti di gestione dell’impresa vitivinicola e più ampiamente wine-based.

Cento ore di lezione tra streaming online e studio off-line, con docenti universitari, rappresentanti delle istituzioni e imprenditori/manager/professionisti del comparto vitivinicolo regionale, nazionale e internazionale; due incontri settimanali a distanza; aula virtuale sulla piattaformaMicrosoft Teams (con base all’Università degli Studi di Salerno); un laboratorio di degustazione (con base a Milano e in giro per l’Italia) in collaborazione con Divinea.Com, leader in Italia per l’organizzazione degli “smart tasting”, con la partecipazione di aziende vitivinicole da tutta Italia e con la collaborazione istituzionale di tutti i Consorzi di Tutela della Campania; 50 ore di didattica con focus sull’enoturismo e altre 50 centrate sull’internazionalizzazione; 20 case study delle aziende vitivinicole collegate online e attestato finale dell’Università degli Studi di Salerno per laureati (titolo di Corso di Perfezionamento Universitario) e per diplomati (titolo di Corso di Aggiornamento Culturale).

Il Corso sarà svolto in collaborazione con numerosi e importanti partner, tra i quali, a solo titolo di esempio, Associazione Nazionale “Città del Vino”Associazione Nazionale “Donne del Vino”IASA – International Academy of Sensory AnalysisSEF – Sviluppo Efficienza Finanza (agenzia d’internazionalizzazione),Osservatorio dell’Appennino Meridionale (Consorzio tra Regione Campania e Università degli Studi di Salerno) e numerosi altri enti istituzionali del mondo del vino a livello nazionale e internazionale, tra cui l’EuroMedResearch Business Institute con il “Wine Business ResearchInterest Committee” (coordinato dal Prof. Giuseppe Festa).

Scadenza iscrizioni: 31.01.2021. Info: www.corsowinebusiness.it oppure winebusiness@unisa.it.

Ufficio stampa: Roberta Raja

Contatto con il pubblico, amore e passione: questi gli ingredienti principali per un impasto perfetto, secondo Gianluigi Porzio, che insieme al fratello Errico è titolare della pizzeria che porta il loro cognome: la pizzeria Porzio, appunto.

Porzio: due fratelli e l’amore per la pizza

Possiamo dirlo a gran voce: chi è nato a Napoli non può non amare la pizza, non essere affascinato non soltanto dal gusto, ma anche dalla preparazione, dall’odore e da tutto ciò che porta con sé il piacere di gustare una buona pizza, da soli o in compagnia. Ma non solo a Napoli, città regina per eccellenza di questo alimento, si conosce e si ama mangiare questo piatto così semplice eppure così gustoso. È ciò che pensa anche Gianluigi Porzio, che ho il piacere di intervistare proprio su questo meraviglioso e “appetitoso” argomento. «Se abbiamo voluto la globalizzazione a livello europeo e mondiale della pizza, se l’abbiamo resa addirittura patrimonio dell’Unesco, non possiamo pretendere di essere i pizzaioli con l’impasto migliore. Non mi sento di giudicare i miei colleghi: ognuno ha il suo metodo, il suo ingrediente segreto. Facciamo tutti una vita sacrificata, ma piena di passione. Sta al cliente scegliere l’impasto perfetto per lui!», mi dice al telefono.

Pizzeria Porzio – la storia

Oggi ha sedi a Napoli ed anche in altre zone della Campania (ad esempio ad Aversa o a Salerno), ma quando è nata, circa vent’anni fa, non era così. Da un piccolissimo locale, dove lo spazio era pochissimo, con tanto lavoro e tanta dedizione, sono arrivate sia le grandi sale pronte ad accogliere tanti clienti, sia il servizio d’asporto. La situazione di emergenza Covid in cui tutt’ora ci troviamo ha colpito duramente tutto il settore della ristorazione e il peso più grande è stato il non poter avere quel rapporto coi clienti che qui è tanto importante. La cura per i dettagli è infatti fondamentale e in prima fila c’è il poter avere un contatto con chi si siede a tavola pronto a gustare con piacere piatti semplici, ma che sprigionano sensazioni uniche per il palato.

L’ingrediente segreto

«Se è segreto non posso rispondere a questa domanda!» è la giusta osservazione del signor Gianluigi alla mia richiesta di un ingrediente segreto o particolare, ma durante la chiacchierata capisco che il primo punto della ricetta, qualsiasi essa sia, è sempre l’amore per il proprio lavoro e per la cucina.

È la grande passione con cui si svolge il proprio mestiere. In maniera più concreta possiamo aggiungere anche la scelta di vari fornitori selezionati, che garantiscono il prodotto di qualità come una volta si poneva attenzione ad ogni alimento durante la spesa, poi una miscela di farine in varie percentuali che non aggredisce lo stomaco e gusti delicati anche per l’olio o il pomodoro, che si traducono in sapori dietro i quali c’è un vero e proprio studio attento.

Passaparola o social?

Non è sempre facile lavorare con i social. Il signor Porzio mi parla infatti dell’arma a doppio taglio che secondo lui rappresentano. Mi dice che è suo fratello Errico ad occuparsi principalmente della pubblicità e che invece lui crede molto nel passaparola. Infatti ha sempre lavorato tanto grazie alle voci positive diffuse sul suo locale e sui suoi piatti. «I social possono essere molto utili per aiutare la comunicazione, ma anche negativi se per non aver incontrato anche un solo gusto, si produce una nomea sbagliata».

A questo punto, un’ultima curiosità non posso non chiederla: «Qual è la pizza che non possiamo perdere da voi?», a questa domanda mi viene detto che dipende dalle preferenze del singolo: dalla classica margherita per chi resta sulla tradizione, alla pizza poker, 4 gusti diversi per chi ama sperimentare. Quali? Non resta che sedersi ad un tavolo della pizzeria Porzio per scoprirlo personalmente!

Cocktail in una coppa di cioccolato e Panettone gastronomico e low Carb sono alcune delle proposte che il Ruah ha riservato per le festività natalizie.

La sfida continua per il team Langellotti – Gallucci; anche il panettone è Low Carb, cioè a bassissimo contenuto di carboidrati perché realizzato con una farina caratterizzata dalla presenza di un amido resistente che modula positivamente l’assorbimento dei carboidrati.

Lievito madre, uova biologiche da allevamento a terra e burro fresco d’alpeggio sono gli ingredienti che fanno la differenza in una lavorazione che è ovviamente artigianale. Il panettone made in Ruah può essere consumato anche dai diabetici, perché viene preparato con un sano sostituto dello zucchero, l’eritritolo, un dolcificante, naturalmente presente nella frutta e nei cibi fermentati, con pochissime calorie.  

Il mood natalizio che anima la cucina dello chef patissier Gennaro Langellotti si ispira ad una “fusion di tecniche, di concetti e non tanto di materie prime”. Questo lo sa bene anche Mario Donald, il bartender esperto del Ruah, che per questo Natale 2020 ha pensato di combinare il tradizionale gusto del cioccolato con l’innovativo cocktail da asporto.

Una sfera di dolcissimo cioccolato bianco di una qualità superiore perché biologico e anche aromatizzato alla vaniglia diventa la coppa da cui sorseggiare una bevanda a base di pera acidificata, distillato di caffè e marmellata di amarene al pisto.

Il pregiato cioccolato fondente assume, invece, la forma conica di un abete stilizzato e si trasforma nel boccale da cui degustare una Doppelbock con un particolare retrogusto di liquirizia, mescolata con succo d’arancia, vellutata di cocco e rhum bianco infuso al pandoro; la classicità del cioccolato al latte si combina, infine, con le forme di un tronco che contiene al suo interno una miscela storica composta da bitter, vermut rosso e foam di crema inglese.

A casa Ruah le proposte natalizie sono anche salate, ebbene sì, il panettone è anche gastronomico. Quarto classificato al concorso di portata nazionale “Una Mole di Panettoni” anno 2019, nonché tra i primi lievitati campani premiati, è il Pantarallo di Gennaro Langellotti. Per la farcitura vengono utilizzate le pappaccelle dolci prodotte nella zona di Brusciano e le cipolline coltivate nelle campagne limitrofe. Per la decorazione viene ricreata la “griglia” tipica della pastiera napoletana ma questa volta per realizzarla si utilizza l’impasto del noto tarallo partenopeo, fragrante e profumato.

La sfida del Ruah non è solo culinaria ma soprattutto di natura etica e con un obiettivo sociale ben preciso: sostenere e supportare gli anziani della società, che rappresentano la parte probabilmente più debole e più sola di ogni comunità. Lo strumento a cui il team Langellotti – Gallucci ricorre per dimostrare “gratuitamente” la propria vicinanza a queste persone è semplicemente un menù, molto speciale però perché è della cena dell’ultimo giorno dell’anno e una settimana fa anche del pranzo di Natale. Un’iniziativa questa, di cui il Ruah si fa promotore, con impegno e sano orgoglio, perché in ballo c’è un causa benefica, una di quelle che fanno bene al cuore di tutti.

Martedì 15 dicembre presso la Camera di Commercio di Napoli in Via S. Aspreno, 2 si è tenuta la premiazione dei vincitori di Napoli Coffee Challenge , il progetto ideato da Mauro Illiano, founder di Napoli Coffee Experience e Renato Rocco, direttore de La Buona Tavola Magazine per valorizzare una delle eccellenze di Napoli: il caffè.

L’iniziativa Napoli Coffee Challenge ha ricevuto il patrocinio da Comune di Napoli, Camera di Commercio di Napoli, AICAST, FIPE-Confommercio e Confesercenti che hanno accolto con favore l’idea alla base del progetto: eleggere il migliore caffè di Napoli attraverso una scheda di degustazione appositamente creata studio e utilizzata per la valutazione dai degustatori professionisti Renato Rocco, Mauro Illiano e Mariafrancesca Natale e dai giudici ospiti Paola Campana, Alessio Guido, Andrea Cremona e Fosca Tortorelli.

La cerimonia di premiazione è stata presentata dal padrone di casa Ciro Fiola che ha portato il saluto dell’Ente Camerale sottolineando l’importanza della formazione nel campo per la figura professionale del barista. A consegnare pergamene e targhe ai vincitori delle varie Municipalità e del podio la Consigliera con delega all’Autonomia per la Città e promotrice di Scegli Napoli, Flavia Sorrentino e l’Assessore al commercio del Comune di Napoli, Rosaria Galiero.

Soddisfatti per la riuscita della prima edizione della Napoli Coffe Challenge anche gli ideatori Renato Rocco e Mauro Illiano che hanno già dato appuntamento per la seconda edizione, che si terrà l’anno prossimo, e che coinvolgerà questa volta bar e caffetteria dell’intera provincia di Napoli.

PODIO

1° classificato: Bar Mexico (Piazza Dante) – caffè Passalacqua

2° classificato: U Bar (Colli Aminei) – caffè Verré

3° classificato: Chalet Ciro 1952 (Stazione Centrale) – caffè Toraldo

PREMI SPECIALI

Miglior Servizio: Ke Kafé (Galleria Umberto I) – caffè Kremoso

Location più bella: Gran Caffè la Caffettiera (Piazza dei Martiri) – caffè Kimbo

CLASSIFICA DELLE MUNICIPALITÀ

Prima Municipalità: Gran Caffè La Caffettiera (Piazza dei Martiri)– caffè Kimbo

Seconda Municipalità: Bar Mexico (Piazza Dante) – caffè Passalacqua

Terza Municipalità: U Bar (Colli Aminei) – caffè Verré

Quarta Municipalità: Chalet Ciro 1952 (Stazione Centrale) – caffè Toraldo

Quinta Municipalità: Mexico Gran Caffè degli artisti (Via San Gennaro ad Antignano)– caffè Passalacqua

Sesta Municipalità: Bar Civico 910 (Via Argine) – caffè Lavazza

Settima Municipalità EX AEQUO: Gran Caffè Secondigliano (Via F.lli Rosselli)– Caffè Vergnano; Piccolo Chalet (Corso Secondigliano)– caffè Toraldo

Ottava Municipalità: Officina del Caffè (Via Santa Maria a Cubito) – caffè Kenon

Nona Municipalità: Caffè Liano (Via Cornelia dei Gracchi) – caffè Illy

Decima Municipalità: Bar San Domingo (Viale Campi Flregrei) – caffè Alcima

L’associazione AVPN in collaborazione con l’Università di Kyoto in Giappone ha dato vita a una serie di webinar incentrati, oltre che su come fare la pizza, anche sulla conoscenza e valorizzazione del pomodoro San Marzano.

Quasi 14 mila chilometri separano Napoli da Kyoto. Eppure, le due città non sono mai state così vicine, almeno in termini di condivisione, intesa nel suo significato originario latino come “partecipare insieme” a qualcosa. Nel nostro caso, a un progetto.

E se la pizza rappresenta un linguaggio universale che unisce anche l’oriente con l’occidente, chi se ne fa portavoce nel mondo è, senza dubbio, l’Associazione Verace Pizza Napoletana che con i nipponici ha instaurato ormai da alcuni anni un sodalizio tanto gastronomico quanto culturale.

Il carattere sempre più internazionale è sfumatura nota dell’anima dell’AVPN che da anni consolida la sua presenza nel mondo coinvolgendo un numero in costante aumento di affiliati e soprattutto di nuove scuole dedicate all’antica arte del pizzaiolo napoletano.

Proprio in Giappone, precisamente a Kyoto, lo scorso anno è stato siglato il protocollo d’intesa con la Ritsumeikan University, uno dei più importanti e prestigiosi atenei giapponesi nonché fervido istituto di cultura. Dal 2019, dunque, l’università ospita all’interno della facoltà di Food Management il corso per pizzaioli veraci.

Ma, il rapporto d’oltralpe non si è esaurito nella cenere della legna bruciata dal forno con cui l’AVPN ha omaggiato l’università. Anzi, lo scorso anno la scintilla aveva acceso nella mente del signor Masayoshi Ishida, professore dell’università di Ritsumeikan, una brillante idea, anche se nel 2019 non lo sapeva ancora.

Avpn e Giappone: il progetto GastroEDU

Il 2020 è stato l’anno del cambiamento che ha investito globalmente coscienze, collettività, istituzioni e ha costretto anche il mondo scolastico a modularsi su nuove abitudini ed esigenze. E se di scuola parliamo, anche l’università di Kyoto ha dovuto fare i conti con un insegnamento nuovo. In questo contesto è nato il progetto giapponese “GastroEdu” che come obiettivo aveva il costruire “una didattica del futuro per affrontare in modo innovativo il difficile periodo del Covid” ci ha rivelato uno degli ideatori del progetto, il professore Masayoshi Ishida che, forte della collaborazione della napoletana AVPN e di un gruppo di circa 50 persone tra ricercatori, informatici ed esperti di comunicazione, è sceso in campo, ma non in un campo qualsiasi, in uno di pomodoro San Marzano. Naturalmente se dici pizza dici pomodoro e così “è nato il progetto di corsi online, rivolto a ragazzi sia giapponesi che italiani, per promuovere la conoscenza di un ingrediente principe della tradizione italiana che ha riscosso notevole successo grazie alla presenza di maestri pizzaioli napoletani” – messi a disposizione dall’AVPN – “che in un ciclo di vari webinar hanno insegnato anche come si fa una verace pizza napoletana” ha spiegato Stefano Auricchio direttore generale di AVPN.

L’idea, inoltre, era quella di mostrare ai ragazzi tutto il ciclo di commercializzazione di pomodoro San Marzano dal campo fino alla tavola” ci ha rivelato il professore “e in questo ci ha aiutato l’azienda Solania, leader del settore in Italia e all’estero, che ha reso possibile una lezione online, precisamente una tre giorni di video-conferenza, direttamente dai campi di sua proprietà e, grazie a una fitta rete distributiva, è riuscita a fare avere anche ai ragazzi d’oltralpe una scorta di San Marzano per la Tomato Adventure”.

authentico e gpn

AVPN e Giappone: La Tomato Adventure

Il ciclo di webinar si è concluso con la Tomato Adventure, un concorso dedicato esclusivamente ai ragazzi giapponesi spinti dai maestri ad inventare nuove ricette a base di pomodoro che, però, fondessero entrambe le culture. Dunque, l’anima campana/italiana espressa dal pomodoro San Marzano e quella giapponese espressa da spezie e radici. Due le categorie a cui poter accedere: pizza, naturalmente, e primo piatto: le due ricette vincitrici sono state premiate rimanendo sui social dell’associazione ma, soprattutto, sono state inserite all’interno del menù del ristorante AVPN e sono disponibili all’assaggio fino al 31 dicembre.

In un pianeta sempre più ammalato, chi fa veramente la differenza è colui che opera con il cuore nel nome della sostenibilità. E Giappone e Italia, il cuore, ce l’hanno bello grande. Infatti, “chi decide di acquistare la pizza vincitrice o il piatto vincitore della Tomato Adventure, deciderà anche di devolvere l’intera somma a un progetto eco-sostenibile dedicato al pomodoro” ci confida Stefano Auricchio “che si fonda sulla volontà di comprare una compostiera e creare concime bio derivato dagli scarti di cucina che andrà ad alimentare una fioriera in cui cresceranno piantine di pomodoro”.

Se è vero, come dice il professore Ishida che “Italia e Giappone sono così emotivamente e professionalmente vicine perché condividono l’assoluto rispetto per le tradizioni, per la semplicità, per la qualità delle materie prime” possiamo ben dire che oggi c’è un altro elemento, oltre la pizza, ad unire Napoli e Kyoto ed è il pomodoro San Marzano.

Napoli Coffee Challenge : la premiazione dei vincitori alla Camera di Commercio di Napoli

Martedì 15 dicembre alle ore 11.00 presso la Camera di Commercio di Napoli in Via S. Aspreno, 2 si terrà la premiazione dei vincitori di Napoli Coffee Challenge . Ai primi tre classificati, nonché ai vincitori delle categorie miglior servizio e miglior location, verrà conferita una targa e ai 10 vincitori delle sfide all’interno della rispettiva municipalità verrà consegnata una pergamena.

SALUTI

Ciro Fiola, presidente della Camera di Commercio di Napoli

INTRODUCONO

 Renato Rocco, direttore de La Buona Tavola Magazine

Mauro Illiano, founder di Napoli Coffee Experience

INTERVENGONO

Antonino Della Notte, presidente nazionale AICAST

Massimo Di Porzio, presidente FIPE-Confcommercio

CONCLUSIONI e PREMIAZIONI

Flavia Sorrentino, Consigliera con delega all’Autonomia per la Città e promotrice di Scegli Napoli

Rosaria Galiero, Assessore al commercio del Comune di Napoli

Il progetto, che è stato patrocinato da Comune di Napoli, Camera di Commercio di Napoli, AICAST, FIPE-Confommercio e Confesercenti ha coinvolto 40 caffetterie della Città di Napoli, 4 per ogni municipalità, nei test di degustazione a cura dei degustatori Mauro Illiano, Renato Rocco e Mariafrancesca Natale.

Ideato da Mauro Illiano, founder di Napoli Coffee Experience e Renato Rocco, direttore de La Buona Tavola Magazine, Napoli Coffee Challenge è nato per valorizzare una delle eccellenze di Napoli: il caffè. iniziativa che ha ricevuto favore anche dalle associazioni di categoria che hanno condiviso l’idea alla base del progetto: non solo eleggere il migliore caffè di Napoli ma farlo attraverso uno studio scientifico.

Caffè Kamo PROTAGONISTA DI UNA MISSION DI SOLIDARIETA’ PER IL NATALE

“Nulla di quello che accade all’uomo deve risultarci estraneo”,ha affermato  Marizia Rubino, citando Papa Giovanni XXIII.

L’imprenditrice, proprietaria con il fratello Michele, della Projeko srl, titolare del brand Caffè Kamo, prosegue: “forti di questa convinzione, si rinnova, da parte della nostra azienda, la mission di sostegno agli operatori sanitari dell’Azienda Ospedaliera dei Colli (Monaldi, Cotugno, CTO), medici ed infermieri impegnati nella difficile lotta all’emergenza causata dalla diffusione del Covid 19. Nella fattispecie”, ha continuato la dottoressa Rubino, “in vista del Santo Natale, come già avvenuto lo scorso marzo per la Pasqua, abbiamo donato le nostre miscele di caffè a marchio Kamo agli “eroiin corsia”, impegnati senza tregua a combattere il nemico invisibile che ha stravolto la vita dell’intera umanità.

Il nostro” ha concluso la Rubino, “è solo un piccolo gesto di gratitudine e di vicinanza a coloro che con spirito di abnegazione spendono la propria esistenza nelle corsie ospedaliere, regalando loro una piccola pausa con la degustazione di un buon caffè”.

In particolare, sono state donate dalla Projeko srl all’ Azienda Ospedaliera dei Colli circa 24.000 cialde (nelle miscele Kamo Fuego e Kamo Deca) e relativi materiali di consumo.

UFFICIO STAMPA: MARIDI’ VICEDOMINI

Mob: 338/2259860 – 333 /9921506

maridyvicedomini@gmail.com

www.maridicommunication.com


A Natale regala un’esperienza e scegli un voucher regalo dell’ AVPN, Associazione che promuove la Vera Pizza Napoletana nel mondo

Voucher AVPN. A Natale regala un viaggio virtuale nel mondo della Vera Pizza Napoletana per scoprire i segreti dell’Arte del Pizzaiolo Napoletano, riconosciuta Patrimonio dell’umanità dall’Unesco, grazie ad percorso completo che va dalla tecnica d’impasto alla stesura, dal topping alla cottura.

L’Associazione Verace Pizza Napoletana, da sempre un punto di riferimento nel settore, ha sviluppato sul sito www.pizzanapoletana.org una Webschool per dare l’opportunità agli amatori e ai foodies di confrontarsi con i maestri del settore.

Un’offerta ampia e articolata da regalare che ora è anche più vantaggiosa, perché scontata del 25% fino a Natale. Un regalo originale valido per tutto il 2021.

Si inizia con i corsi dal vivo, con diversi appuntamenti da scegliere in base ai propri impegni, realizzati in diretta con un Maestro AVPN in italiano, inglese, francese e spagnolo quali:

·       “Pizzaiolo Napoletano Online” per un giorno, il laboratorio di due ore che si propone di far vivere ai partecipanti l’esperienza di realizzare un impasto Verace e l’opportunità di diventare un vero maestro dell’impasto.

·       La Vera Pizza Fritta Napoletana, una lezione interattiva e dinamica che permette di acquisire abilità pratiche e di conoscere i segreti per preparare non solo la Pizza Fritta, ma anche le “Montanare” e gli “Scugnizzielli”, piatti tipici della tradizione culinaria partenopea.

Una valida alternativa ai corsi dal vivosono i video amatoriali, anch’essi scontati del 25%da vedere e rivedere a proprio piacimento, e tra questi per citarne solo alcuni:

·       Cucina in forno a legna per imparare a realizzare alcuni piatti tipici della tradizione napoletana, quali la Carne alla Pizzaiola, le Alici in tortiera e la Pasta e Fagioli, tutti cucinati esclusivamente nel forno a legna.

·       La stesura tradizionale della pizza napoletana per “ammaccare”, stendere il panetto di pasta secondo la classica tecnica dello “schiaffo” per realizzare un “cornicione” omogeneo e unico.

·       L’impasto della Vera Pizza realizzato a mano per spiegare i segreti dell’impasto, quella magica alchimia di farina, acqua, lievito e sale che è l’elemento basilare della vera pizza napoletana fatta “a regola d’arte”.

·       I piatti salati fatti in casa con l’impasto della Pizza Verace per realizzare tantissimi piatti e idee legate alla tradizione partenopea.

Un pensiero speciale e originale è anche il calendario da collezione 2021 firmato dall’Associazione che racchiude in un’elegante edizione, ben 12 appetitose ricette di pizze napoletane, espressione della tradizione e della creatività partenopea, magistralmente fotografate da Vittorio Sciosia oltre naturalmente al procedimento dell’impasto mostrato in ogni sui singolo passaggio.

Per gli appassionati di libri non poteva mancare la ristampa di farina, acqua, lievito, sale e passione. Un libro professionale di 272 pagine dove sono racchiuse 65 ricette di pizze realizzate dai maestri dell’Associazione, 300 splendide foto ed oltre 50 aneddoti inediti legati alla pizza e al suo rapporto indissolubile con la città di Napoli, raccontati da Antonio Pace, presidente e fondatore della Associazione.  

Per tutti quelli che a Natale sceglieranno un regalo “Verace” sarà omaggiata l’iscrizione al Club degli “Amici della Vera Pizza Napoletana“.

INFO www.pizzanapoletana.org

Per Informazioni:

Gianluca Liccardo – direttore marketing AVPNMail: marketing@pizzanapoletana.org

LA GASTRONOMIA È SU FACEBOOK CON CASOLARO HOTELLERIE
CONTINUANO LE DIRETTE SOCIAL di #CASACASOLARO DEDICATE ALLA PASTICCERIA

PROSSIMO APPUNTAMENTO GIOVEDÌ 10 DICEMBRE ALLE ORE 18.00 CON “IL TRONCHETTO NATALIZIO…E PICCOLE VARIAZIONI SUL TEMA”

Continuano gli show cooking amatissimi dal pubblico e che stanno riscuotendo grande successo, ideati da Casolaro Hotellerie in diretta Facebook da più di un mese. Un’occasione più unica che rara per gli utenti che potranno apprendere i segreti e le preparazioni più diffuse in pasticceria. Il prossimo appuntamento è giovedì 10 dicembre alle ore 18.00 per la video-diretta sulla pagina Facebook “Casolaro Hotellerie SPA”dedicata al Tronchetto Natalizio… E piccole variazioni sul tema. I corsi on-line continueranno per tutto il mese di dicembre e i temi delle lezioni saranno svelati, di volta in volta, sulla pagina Fb di Casolaro.

Anche la cucina così diventa smart a solo un click da smartphone, tablet e portatile, grazie all’impegno di Casolaro Hotellerie, azienda con oltre 150 anni di storia, leader nel settore delle forniture alberghiere, che offre ai propri utenti un’occasione per sfruttare il proprio tempo dedicandosi alle proprie passioni, in questo momento in cui è promossa la vita casalinga, e che permette anche ai professionisti di approfondire o confrontarsi sulle più famose ricette della pasticceria internazionale.

Casolaro, che da oltre 20 anni propone corsi professionali di alta cucina, condotti dalle migliori firme della gastronomia italiana, ha deciso con il concept #CasaCasolaro di offrire una chiave di lettura più semplice adatta a tutti, anche ai semplici appassionati; un modo per l’azienda di stare vicina a tutti in maniera trasversale, professionisti e non.

Il 10 dicembre il pastry chef Pasquale Schettino, proporrà la demo sul tronchetto natalizio, grazie agli show cooking “Live” su Facebook, inoltre, è possibile recuperare anche le passate video-ricette, accessibili tramite la pagina fb “Casolaro Hotellerie SPA”come i dolci natalizi: Roccocò e Mustacciuoli, oppure i buonissimi Profitteroles e Pasta Bignè, il Tiramisù Perfetto, la Delizia a Limone e tante altre prelibatezze.

L’idea è semplice ed efficace: si può tornare a imparare ai fornelli attraverso le dirette Facebook. È questo, infatti, il servizio che la rinomata impresa campana, con oltre 150 anni di gloriosa storia alle spalle, intende offrire agli studenti, appassionati e professionisti del settore, che seguono comodamente da casa.

Il salotto buono della cucina italiana si trasferisce in rete, sfruttando le sue enormi potenzialità, e si affida allo strumento dei “live” per continuare quella formazione preziosa che la seconda ondata del covid-19 sta mettendo a dura prova dalle Alpi alla Sicilia.

Ufficio Stampa: Roberta Raja

Authentico e Gruppo Piccola Napoli: Una partnership per la difesa dell’arte del pizzaiuolo napoletano nel mondo

Dal 7 dicembre 2017, ovvero da quando l’Unesco che ha iscritto l’arte del pizzaiuolo napoletano nell’elenco del patrimonio immateriale dell’umanità, sono aumentate le finte pizzerie napoletane in tutto il mondo, dove in molti tentano di approfittare di questo riconoscimento per attrarre clienti.

Authentico, con la sua app gratuita da sempre in aiuto dei consumatori che amano il vero cibo italiano, consente di trovare le vere pizzerie napoletane all’estero, così come i veri ristoranti italiani che rispettano un rigido disciplinare, semplicemente con un click.

Grazie alla partnership con il Gruppo Piccola Napoli, da oggi sull’app Authentico sarà possibile identificare e riconoscere le pizzerie e i ristoranti associati GPN all’estero che avranno il logo dell’associazione tra i riconoscimenti nella scheda come attestazione di garanzia di qualità della vera pizzeria napoletana.

Gruppo La Piccola Napoli

L’associazione GPN è nata nel 2016 con lo scopo di riunire non solo i pizzaioli ma anche cuochi, pasticcieri e panificatori fino a diventare parte dell’intero mondo gastronomico.

Paco Linus, presidente dell’associazione Gruppo Piccola Napoli, commenta: “La partnership con Authentico ci aiuta ad identificare non solo i tanti napoletani del nostro gruppo trasferitisi all’estero ma anche i tanti stranieri che fanno la vera pizza napoletana. Con quasi 300 iscritti all’Associazione con tanto di tabella e gli oltre 53mila follower della pagina Facebook e, grazie anche all’opera dei corsi di formazione con i nostri Maestri e Istruttori, siamo un importante volano per i prodotti italiani che i nostri associati-pizzaioli utilizzano.”

Authentico

“Si calcola ci siano oltre 100 mila ristoranti italiani all’estero, di cui gran parte sono pizzerie, basti pensare che solo a San Paolo, in Brasile, ci sono oltre 6.000 pizzerie. Ovviamente la maggioranza non sono italiani, ma furbi imprenditori che approfittano dell’appeal del cibo italiano e della pizza napoletana per ingannare i consumatori. Grazie alla nostra app, che oggi si arricchisce di una nuova partnership, tuteliamo l’identità della pizzeria napoletana autentica nel mondo allo scopo di difendere questa storica professione dalle imitazioni che gettano scredito e confondono chi cerca la vera pizza napoletana.”  replica Giuseppe Coletti, CEO e co-founder di Authentico.

Verrà installato lunedì 7 dicembre a partire dalle 10:30, presso la Basilica di Santa Chiara a Napoli, un presepe interamente realizzato con l’impasto della pizza. L’iniziativa si svolge in occasione del terzo anniversario del riconoscimento Unesco, che nel 2017 ha iscritto l’Arte del PizzaiUolo napoletano nell’elenco del patrimonio immateriale dell’umanità.


L’opera, unica nel suo genere, è il frutto di una collaborazione durata mesi tra gli artigiani presepiali e i maestri degli impasti. A lavorare, in perfetta sinergia, i pizzaiuoli dell’Associazione PizzaiUoli Napoletani, presieduta da Sergio Miccù che ha fortemente voluto questa installazione, ed i volontari dell’Associazione “I Sedili di Napoli onlus”, presieduta da Giuseppe Serroni. Pizza e Presepe sono quindi i grandi protagonisti di una iniziativa senza precedenti.
L’opera artigianale, completamente realizzata a mano, le cui dimensioni sono 3 metri di diametro per 2 metri di altezza, mette insieme gli elementi più caratteristici di Napoli e della sua storia. Farina e legno, acqua e sughero, si uniscono per dar vita ad una creazione inedita che celebra il terzo anniversario del riconoscimento Unesco  e valorizza, all’unisono, l’antica arte della rappresentazione della natività proprio nel periodo delle celebrazioni natalizie. 


Sergio Miccù, Presidente dell’Associazione PizzaiUoli Napoletani, spiega: “L’idea nasce per valorizzare lo storico e inscindibile connubio tra l’arte del pizzaiuolo napoletano e l’arte presepiale partenopea, due elementi identitari e culturali della nostra città e del nostro territorio.Tre anni fa, il 7 dicembre 2017, abbiamo raggiunto lo storico traguardo del riconoscimento Unesco per l’arte del PizzaiUolo napoletano, ma è molto importante sostenere anche la tutela e la valorizzazione dell’arte del presepe che ritrova nelle mani degli artigiani napoletani la sua storia e la sua appartenenza, proprio come avviene con la pizza. Realizzare questa opera artigianale così inedita è stata una sfida difficile ma molto affascinante e ha visto i nostri maestri pizzaiuoli lavorare fianco a fianco degli artigiani presepiali per tre mesi. Viviamo un momento di difficoltà e per questo motivo è nato il connubio tra Pizza e Presepe che ha un forte significato storico-culturale”. 


Giuseppe Serroni, Presidente della onlus “I Sedili di Napoli”, aggiunge:  “Abbiamo visto nascere un’opera d’arte originale ed irripetibile. L’installazione che contiene al suo interno tutti i canoni settecenteschi del Presepio napoletano, ricco di rimandi dottrinali e di memorie storiche, per la prima volta assoluta rende omaggio all’arte dei pizzaiuoli, patrimonio Unesco, grazie all’impasto di pizza e rinnova un legame popolare tra i due elementi identitari per i quali Napoli è amata e conosciuta in tutto il mondo. Il progetto, condiviso tra l’Associazione Pizzaiuoli Napoletani e l’Associazione I Sedili di Napoli onlus., è finalizzato alla ricostruzione di una delle tante chiese chiuse di Napoli: la neogotica Santa Maria Stella Maris e San Biagio dei Caciolii che è riprodotta su questo fantastico presepio di pizza e che vogliamo riportare al suo antico e dimenticato splendore”. 


Gli appuntamenti:- Lunedì 7 dicembre ore 10,30 –  installazione dell’opera presso la Basilica di Santa Chiara a Napoli- Martedì 8 dicembre ore 10.30 – Santa messa in onore dei PizzaiUoli
Si ringraziano gli sponsor ufficiali, che hanno reso possibile la realizzazione di questo particolare presepio nonostante le contingenze legate all’emergenza pandemica da Covid-19, che sono: “Mulino Caputo”, “Latticini Orchidea”, “Ciao il Pomodoro di Napoli”, “Gi.Metal” e “Salumificio Rocco”. L’iniziativa è in collaborazione con la Scabec Spa ed ha il patrocinio della Fondazione UniVerde. 
Si ringraziano inoltre la Regione Campania e la provincia napoletana del SS. Cuore di Gesù dell’Ordine 
dei frati minori.

*** Nota per gli operatori dell’informazione: L’organizzazione dei momenti pubblici potrebbe subire variazioni in base alla normativa covid in vigore alla data del 7 e dell’8 dicembre pv.
E’ necessaria in ogni caso la richiesta di accredito da far pervenire al seguente indirizzo: apn.comunicazione@gmail.com 
Ufficio Stampa: Paolo Trapani 347 4602392

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Caseificio Paolella. Sempre di più al giorno d’oggi si parla di prodotti a km zero e di organizzare il territorio in modo da poterne al meglio sfruttare le risorse, senza per questo tuttavia minarne la bellezza. Tutto questo è proprio ciò che racconta il Caseificio della famiglia Paolella.

Paolella: “Il nostro Caseificio ha una storia di un secolo”

Quasi cento anni fa inizia l’avventura dei nonni del signor Vittorio Paolella, che dalla zona di Cellole, Caserta e più precisamente di Baia Domizia, si trasferiscono a Fondi. All’epoca quell’area laziale paludosa appare del tutto adatta per l’allevamento dei bufali e, poiché la cultura della lavorazione del latte di bufala non è presente, ideale anche per cominciare una nuova lavorazione. Nel 1933 viene pertanto inaugurato il primo caseificio di famiglia per la produzione di mozzarella di bufala D.O.P.

La guerra e le difficoltà che inevitabilmente comporta, fanno sì che l’attività subisca una pausa e dunque intorno al 1942-45 la continuità del lavoro cede ad un inevitabile stop. È il padre del signor Vittorio a prendere in mano l’incarico e a proseguire con l’azienda familiare, andando a tutti gli effetti a costituirne la seconda generazione.

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Latte a km zero

Il latte lavorato dal caseificio è esclusivamente di bufala ed è assolutamente a km zero, proprio perché si punta sull’antica tradizione di recupero delle materie prime in forma diretta e sulla lavorazione del tutto artigianale. Il connubio con tecniche innovative permette inoltre di effettuare un controllo qualità all’avanguardia in grado di garantire ai clienti offerte dalle proprietà elevate (è il metodo H.A.C.C.P., sistema di controllo igienico – sanitario e sicurezza alimentare). La conduzione è ancora familiare con qualche altro dipendente, per un totale di 15 persone impiegate.

“Anche i miei figli sono diventati casari oggi. Siamo un’azienda medio – piccola, che produce all’incirca una trentina di quintali di latte ogni giorno e i nostri mercati di riferimento sono in tutta Italia, dal Piemonte alla Sicilia, con  una fornitura capillare delle nostre produzioni”. Ma non solo. Infatti la distribuzione si espande anche all’estero, allargandosi in particolare a Belgio, Svizzera, Francia e in parte anche Inghilterra e Germania.

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Prospettive del Caseificio Paolella

“Non è il momento per ingrandire”, la piccola distribuzione è l’obiettivo principale di questa azienda e la lavorazione manuale supervisionata dalla dirigenza familiare è ciò che conta di più per tutti i suoi dipendenti. Proprio grazie a questa organizzazione, infatti, è più facile avere un controllo maggiore e a lungo termine su tutto il processo di lavorazione, dalla pianificazione al risultato.

“Se andassimo oltre, cambierebbero i parametri e allora perderemmo il principio stesso della nostra azienda, della nostra famiglia. E la dedizione e la nostra politica di vendita non basterebbero più, tradendo l’idea stessa che ci ha accompagnato per anni”. Quale? Quella di gusto e responsabilità, naturalmente!

Quale miglior periodo per cimentarsi con ricette con il prodotto simbolo dell’autunno? La Castagna sarà la protagonista del nostro contest a premi!

È dedicato alla castagna, bontà autunnale per eccellenza, il secondo contest organizzato dal blog Vesuvio’s Shadow, nell’ambito della promozione delle iniziative e delle eccellenze della nostra Campania Felix.

​​Per partecipare al contest “LA CASTAGNA”, che partirà il 14 Novembre e si concluderà il giorno 30 dello stesso mese, basta semplicemente inviare una fotografia e la descrizione della propria pietanza che deve avere tra gli ingredienti principali appunto la castagna, alla pagina facebook del blog rispondendo al post principale del contest.

Il vincitore sarà colui che riceverà il maggior numero di like (o reazioni) per la propria pietanza in gara, più il voto (da 1 a 100) dei giudici che compongono la qualificata Giuria di esperti:

  • Teresa Lucianelli (giornalista professionista enogastronomica)
  • Rosalia Ciorciaro (biologa nutrizionista e docente di Scienze alimentari)
  • Rosario Scavetta (direttore responsabile di New Media Magazine)
  • Valerio Giuseppe Mandile (chef d’eccellenza da location pluristellate)
  • Ersilia Cacace (foodblogger)
  • Francesca Pace (foodblogger)

Inoltre è previsto il “premio della Critica” che sarà assegnato a colui che riceverà il punteggio più alto dei soli voti dei giudici di gara.

Il contest è promosso in collaborazione con #InsiemeperilTerritorio e con ”Azienda agricola Giovanni Tedesco”, Serino (AV) per ”Carnevale Princeps Irpino”, che omaggerà i vincitori con confezioni del prodotto simbolo di questo periodo: la pregiata Castagna avellinese di alta qualità, tra le migliori produzioni italiane, conosciuta ed apprezzata anche oltre confine.

Contatti
Vesuvio’s Shadow – Eventi e gusto all’ombra del Vesuvio
vesuvioshadow.redazione@gmail.com

Marco Nitride e il suo cannolo di rinforzo.

La cialda è ovviamente artigianale, il ripieno è decisamente goloso. “Il cannolo a pasta salata” viene farcito con una mousse dalla texture particolarmente granulosa che racchiude tutti i sapori della tradizione napoletana.

Il cavolfiore inizialmente sabbioso, le olive verdi in salamoia, i cetrioli per un piacevole effetto crudité , le acciughe fresche e saporite, i capperi sott’aceto e le “papaccelle”, i tipici peperoni campani tondi e costoluti dalla buccia piuttosto spessa ma con un gusto dolce e tenace.

Gli ingredienti della cosiddetta “insalata di rinforzo”, consumata dal popolo napoletano durante le festività natalizie, hanno ispirato l’estro di Marco Nitride, l’executive chef di Garage Gourmand, il ristorante made in Naples dove la tradizione culinaria diventa inevitabilmente gourmet.

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I piatti di nicchia, quelli storici, che un tempo primeggiavano sulle tavole accuratamente imbandite, non possono essere dimenticati” – afferma con convinzione Marco Nitride che aggiunge – “Ecco perché ho cercato un modo per rendere appetibile l’insalata di rinforzo; l’ho rivisitata e l’ho proposta ai miei ospiti in una nuova veste”.

L’abbinamento gastronomico è geniale; l’eticità di una “cucina di recupero” incontra la raffinatezza di un piatto gourmet tutto da scoprire. Il cannolo di rinforzo è il delizioso antipasto di un menù autunnale ex novo; una prelibatezza in grado di conquistare le papille gustative più scettiche e di convertire i curiosi in autentici cultori del buon cibo.

Non si tratta semplicemente di assaggiare la variante di un piatto della tradizione; ad ogni boccone, infatti, corrisponde un viaggio nel passato, quello che riporta il commensale nella casa dei ricordi. Il profumo è fragrante, il sapore è morbido e persistente. “Emozionarsi ed emozionare”: è questa la vera identità di Garage Gourmand; ma anche il segno di riconoscimento dell’ intelligenza culinaria di Marco Nitride.

Il Presidente dell’Associazione PizzaiUoli Napoletani APN, Sergio Miccù, annuncia la nuova campagna per ‘chiamare la Pizza a casa ed in ufficio’ ed aiutare le pizzerie ad affrontare la crisi

Per rispondere alla crisi determinata dalla nuova ondata di contagi da Covid, l’Associazione dei PizzaiUoli Napoletani, guidata da Sergio Miccù, lancia un appello per sostenere la categoria e il comparto.

Per reagire a questa fase difficile l’Associazione PizzaiUoli Napoletani promuove la campagna denominata “Pizza a casa, piacere a domicilio”.
“Dobbiamo tornare – spiega Miccù – a chiamare la pizza a domicilio, a casa o in ufficio, tornando alle abitudini di una volta e facendolo soprattutto a pranzo, viste le restrizioni imposte dal Governo per fronteggiare l’emergenza sanitaria.

L’asporto può rappresentare un grande volano per reagire e fronteggiare questo momento così difficile. Come Associazione PizzaiUoli Napoletani abbiamo studiato una specifica campagna di comunicazione e sensibilizzazione per sostenere gli operatori ed il comparto che da sempre sono elementi trainanti dell’economia napoletana e campana. Viste le recenti disposizioni le pizzerie restano aperte fino alle ore 18 mentre le consegne a domicilio sono sempre consentite. Per questo occorre riscoprire la vecchia abitudine di chiamare la pizza a domicilio, facendolo anche per pranzo e naturalmente per cena, sicuri che in questo modo aiuteremo il nostro settore che è strategico per il territorio.

La Pizza ha sempre dimostrato di saper affrontare e superare le crisi più gravi, sia quelle sanitarie sia socio-economiche (ad esempio: le guerre, l’epidemia di colera e di febbre spagnola). Anche stavolta ne siamo certi sarà grazie alla Pizza che potremo ripartire. Per farlo chiediamo a tutti di ordinare una Pizza a domicilio, così da sostenere concretamente il settore e le attività”. 

* Le pizzerie aderenti all’Associazione PizzaiUoli Napoletani possono segnalare il servizio a domicilio anche attraverso la pagina Facebook ufficiale “APN – Associazione PizzaiUoli Napoletani” (con il tag alla propria pagina e contatti telefonici) al seguente link: https://www.facebook.com/195538087166395/posts/3506437536076417/

Ufficio Stampa APN Pizza a casa : dott. Paolo Trapani /

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Ai piedi dei Monti Lattari, dove troviamo il Caseificio Aurora, crescono amore per la tradizione e passione per il gusto, con uno sguardo al futuro e un occhio strizzato all’originalità

Due famiglie a segnare le origini del Caseificio Aurora e di colui che attualmente lo manda avanti con la stessa passione delle passate generazioni, Paolo Amato, che si ama definire “un ricercatore del latte” e l’espressione la dice lunga sulla profonda qualità che è protagonista in questa azienda.

Originaria di Tramonti la generazione paterna, dell’Irpinia quella materna ed ecco che la fusione tra la cultura della lavorazione e la tradizione della produzione si fondono fino ad arrivare ai giorni d’oggi.

Paolo Amato, come anticipato, porta adesso avanti la tradizione di famiglia, senza farsi mancare premi e riconoscimenti, come quelli ricevuti al “Concorso dei Formaggi a latte crudo della Regione Campania 2017” o al “Premio Rotary” nel 2018.

Caseificio Aurora: la storia

Sono i trisavoli di Paolo Amato ad aver cominciato la lavorazione di latte e formaggi e lui è l’ultimo ad aver preso in mano le sorti dell’azienda. Proprio questa doppia storia intrecciata permette di sviluppare da una parte la cultura dei Monti Lattari, con la freschezza della lavorazione (fior di latte, provolone) mentre dall’altra la stagionatura, come quella del classico caciocavallo.

Nel primissimo dopoguerra sono i nonni a fondare il caseificio, avendo alle spalle un passato di allevatori in cui l’organizzazione era suddivisa tra la produzione di latte affidata agli uomini e la parte di smistamento e vendita gestita dalle donne.

Ma i primi dipendenti e le vendite alle varie botteghe del mercato napoletano fin dall’alba del mattino arrivano anche grazie ad un importante primato: il nonno è il primo a creare una raccolta di latte a valle. In seguito ad una disgrazia, la gestione passa alla nonna, ma nel dopoguerra, a causa delle condizioni dell’epoca, sia economiche che sociali, “più che altro serviva a guadagnare la famosa giornata. L’evoluzione, infatti, è avvenuta con mio padre”.

Grazie allo sviluppo e all’ingrandimento dell’azienda, nasce così il vero e proprio Caseificio Aurora.                                                                           

Ho avuto la fortuna di seguire dei corsi all’Istituto Sperimentale per la Zootecnia nel potentino, specializzandomi anche nella formaggeria, dai 18 ai 22 anni e grazie anche a degli stage ho approfondito gli studi lavorando direttamente nella produzione e formandomi anche con la cultura estera e non soltanto nazionale”, spiega Paolo Amato, che ha poi indirizzato l’azienda di famiglia anche verso una svolta più commerciale.

Insomma il segreto sta nel mantenere lo standard, ma cercando di innovare e di sperimentare e soprattutto di ricercare la cultura del confronto anche fuori dai confini, per poi tornare e portare sul territorio l’esperienza accumulata ed impiegare nuove energie nel miglioramento continuo delle risorse e delle potenzialità.

La produzione

Le parole d’ordine qui sono tante: tra le varie qualità, selezione, sfida, passione, ricerca, originalità. Qualità come il latte Jersey, di ottima origine, ma spesso poco venduto dagli allevatori che invece il Caseificio Aurora ha rilevato e in qualche modo possiamo dire adottato, rendendolo protagonista della produzione.

Selezione come le zone da cui rifornirsi, scelte in base ad una vera e propria cultura dell’allevamento e alla predisposizione degli animali, rigorosamente autoctoni.
Sfida per la continua spinta a dare sempre di più, coniugando la ristorazione stellata e quindi i prodotti di valore e di livello, con la diffusione più generalizzata e quindi anche nei circuiti delle pizzerie, dove arrivano anche ragazzi, soddisfatti nel gustare un buon prodotto, un buon ripieno e non solo un buon impasto.

Passione come quella per i formaggi e per la promozione di questa cultura in Campania, già quando ancora nessuno si occupava di valorizzarla. Ricerca come la capacità di offrire al cliente la bontà da gustare a tavola e la felicità di consumare prodotti che raccontano la storia delle loro origini più che dignitose. Infine, non da ultima l’originalità, come il blu di capra, i formaggi ai frutti di bosco, il quadrello di capra alla rosa canina, ma anche il primato dei formaggi di bufala.

L’organizzazione oggi

Oggi la produzione, che non sfocia nella GDO per la scelta personale di avere solo contatti diretti con chi come il direttore di questa azienda ricerca l’altezza del prodotto, ha ricevuto molta pubblicità anche grazie al mercato delle pizzerie, ma può vantarsi anche della diffusione nell’area del nord Italia, in cui le caratteristiche di questa terra e dei suoi gusti, dei suoi sapori e dei suoi colori, vengono molto apprezzate.

La conduzione resta prettamente familiare, ma con dipendenti di fiducia sotto lo sguardo vigile di Paolo Amato: ognuno ha il suo ruolo specifico e la produzione media giornaliera è di circa 100 quintali di latte, suddivisi tra fiordilatte per pizza, per la tavola, bufala e formaggi.

La volontà di lasciare un segno è tanta, soprattutto per curare ogni passaggio, dall’inizio alla fine di tutta l’organizzazione: può risultare forse più costosa la scelta di non affidarsi ai grandi distributori, ma il signor Amato assicura che “il cliente poi è più soddisfatto, sia per i tempi, che per la quantità, che per la qualità”.

La spinta al futuro

Difficile parlare di futuro in un momento in cui l’emergenza Covid fa segnare fin troppi punti all’incertezza, ma il Caseificio Aurora, considerato per la produzione e la vendita bene di prima necessità dai vari decreti alternatisi negli ultimi mesi, non ha mai chiuso i battenti e nonostante le difficoltà economiche i progetti provano a non farsi distruggere dai dubbi e dalle paure.

Il lavoro che facciamo è difficile e sacrificato, parte alle 4 del mattino per concludersi soltanto alle 9 di sera, ma vogliamo portare avanti la costruzione delle prospettive future, concentrandoci soprattutto sull’apertura di una sala degustazione e sulla continuazione dei lavori di una cantina molto bella e caratteristica, oltre alla collaborazione con le università, che sempre svolgiamo”.

La valorizzazione del nostro Paese, della terra di nascita e dell’identità dei luoghi, porta senza dubbio a credere che ci siano, è proprio il caso di dirlo, tutte le carte in tavola per sperimentare senza dimenticare le basi storiche su cui si fonda questo tempio del gusto!

1° Contest fotografico
“Il Cibo e l’Arte”
aperto a tutti
organizzato da spaghettitaliani.com

alla ricerca della fotografia
più ORIGINALE e più CREATIVA


Un contest social, quello organizzato da spaghettiitaliani.com di Luigi Farina che ha visto la partecipazione di ben 33 fotografie. Il Contest Cibo e l’Arte aperto a tutti si è chiuso il 31 ottobre e ha decretato i vincitori delle due categorie “la fotografia più originale” e quella “più creativa”. Un giuria d’eccezione, presieduta da Chef Antonio Arfè e composta da figure importanti del mondo food, ha scelto come fotografia vincitrice “Lady Mary sea” presentata da Almerindo Santucci. Il Premio Social, assegnato alla fotografia che ha totalizzato la somma più alta dei like su Facebook e dei cuoricini su Instagram, è stato vinto da “Sapore di mare” presentata da Gennaro del Gais

La giuria è stata così composta:
Carol Agostini (Esperta enogastronomica )
Michele Amato (Libero prof.)
Ghedina AnnaMaria (Giornalista)
Antonio Arfè (Chef)
Domenico Ascolese (Giornalista)
Stefano Auricchio (Direttore Ass. Verace Pizza Napoletana )
Stefano Bartolucci (Chef)
Gianfranco Bellissimo (Giornalista )
Vincenzo Borrelli (Attore – Regista)
Evelina Bruno (Food blogger)
Clara Cappelli (Professoressa)
Tecla Carenzo (Docente Scuola Superiore (Inglese))
Luigi Carfora ()
Fabio Carnevali (Giornalista)
Camillo Costa (Blogger )
Mario D’Acunzo (Ingegnere informatico – Blogger)
Roberta D’Ancona (Giornalista e scrittrice enogastronomica )
Carla De Ciampis (Giornalista)
Pietro De Martino (Assessore)
Enrico De Nigris ()
Roberto Dentice (Fotografo)
Carlo Dutto (Ufficio stampa)
Tommaso Esposito (Giornalista )
Anna Facchini (Consulente marketing)
Francesco Farina (Web Developer)
Luigi Farina (Cuochino)
Pasquale Franzese (Docente/Chef)
Bruno Gambacorta (Giornalista )
Laura Gambacorta (Giornalista)
Carlo Giordano (Marketing & Sales Manager)
Giuseppe Giorgio (Giornalista)
Duilio Grassini (Fotografo)
Ernesto Iaccarino (Chef)
Lidia Ianuario (Editore – Blogger – Social Media MKTG Specialist)
Pasquale Imperato (Imprenditore agricolo)
Ernesto Lamatta (Delegato AIS Comuni Vesuviani )
Sergio Landolfi (Farmacista)
Oscar Leonessa (Artigiano)
Vincenzo Liuzzi (Pasticciere )
Alessandro Manna (Giornalista pubblicista – Critico d’arte – Sommelier)
Nicolangelo Marsicani (Frantoiano)
Serena Mattiello (Sceneggiatrice e lavoratore dello spettacolo (regia e produzione))
Laura Messina (Disegnatrice)
Rina Poletti (Maestra Pastaia)
Giovanni Rivera (Pensionato)
Nicola Rivieccio (Giornalista)
Renato Rocco (Giornalista)
Luigi Savino (Fotografo)
Francesca Scognamiglio (Giornalista)
Bruno Sganga (Giornalista)
Tano Simonato (Cuoco)
Romina Sodano (Giornalista)
Laura Giuseppina Spoleti (Insegnante )
Katya Tarantino (Biologa Nutrizionista)
Maurizio Urso (Chef)
Angela Viola (Blogger)
Gennaro Volpe (Pasticciere)

Ipremi in palio sono stati offerti dalle aziende che hanno creduto fortemente nel valore della fotografia è soprattutto in quella dei social:

Agricola Nadore – Via Brancati, 12 – 91024 Gibellina (Trapani)
Aralia – Via del Lavoro, 8 – 20061 Carugate (Milano)
Azienda Agricola Sapori Vesuviani – Strada Provinciale Pugliano, 16 – 80055 – Portici (Napoli)
Cantine Mediterranee – Corso San Giovanni a Teduccio, 539 – 80146 Napoli
Il Tartufo di Ennio – Via Tiziano, 2 – 66050 San Salvo (Chieti)
Spaghetti Italiani – 80046 San Giorgio a Cremano (Napoli)
Tenuta Massanova – Via Noce, SNC – 84060 Perdifumo (Salerno)
Teorema Mediterraneo – Via Caiano – 84014 Nocera Inferiore (Salerno)

Una Festa Ogni Santi al sapore della zeppola di San Giuseppe: questa la   nuova significativa iniziativa promossa dall’APS (Associazione Pasticceri Salernitani) volta a celebrare la ricorrenza religiosa  del 1 novembre, confezionando la zeppola fritta e al forno con crema chantilly ed amarena e proponendone l’acquisto con un risvolto anche benefico.

“Il lockdown della scorsa primavera”, ha riferito Aniello Esposito, membro del Consiglio direttivo dell ‘APS, “ha bloccato la rituale consuetudine della degustazione  della zeppola nel giorno di San Giuseppe; pertanto, di concerto  con il Presidente  Giuseppe Faiella e con gli altri consociati, abbiamo pensato di recuperare questa dolce tradizione individuando la festa di Tutti i Santi come data ideale per poter proporre una delicatezza che rientra tra le eccellenze della cultura pasticciera campana; e rifacendoci alla tradizione anglosassone che recita “dolcetto eguale scherzetto”, abbineremo la vendita della zeppola ad una mission umanitaria devolvendo parte del ricavato della vendita all’Ospedale Santobono di Napoli nella persona della dottoressa Sandra Coppola, chirurgo pediatra”. La zeppola di San Giuseppe sarà acquistabile al prezzo di euro 1,50 al forno e di 2 euro fritta domenica 1 novembre presso tutte le pasticcerie associate all’APS 

UFFICIO STAMPA

MARIDI’ VICEDOMINI

Mob: 338/2259860 – 333 /9921506

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Enzo De Paolis, classe 1988, è il pizzaiolo di Lievito Madre a Giugliano, pizzeria di nuova generazione che punta alla qualità e all’innovazione senza dimenticare le origini della pizza napoletana.

Nonostante la sua giovane età, Enzo ha alle sue spalle una serie di esperienze formative e professionali, oltre ad aver ottenuto diversi premi grazie alla partecipazione ad eventi e campionati.

Come nasce la tua passione per la pizza?

«Fin da piccolo ho avuto la passione non solo per la pizza, ma per il mondo della ristorazione nella sua totalità: già a 13 anni, e fino ai 19, ho sacrificato i miei weekend lavorando in una pizzeria del Vomero come cameriere, stando prima al pass e pian piano spostandomi dietro al banco come fornaio e pizzaiolo. Anche in estate restavo in città per lavorare l’intera stagione come extra. Da qui anche la scelta di compiere gli studi superiori alla scuola alberghiera. Il mio sogno è sempre stato quello di aprire un locale tutto mio, ragion per cui ho sempre pensato che bisognasse saper fare tutto, sia in cucina, sia in sala, proprio per avere una conoscenza della ristorazione a 360 gradi. Stesso discorso vale per lo studio degli abbinamenti sulla pizza».

Quando iniziano le tue prime esperienze da pizzaiolo?

«Nel 2009, a 19 anni, mi si presenta l’opportunità di gestire un locale a Milano; subito parto e vivo intensamente questa esperienza per due anni. Due anni in cui riesco ad aprire la mente su altre conoscenze e soprattutto sulla combinazione dei topping, perché all’epoca a Napoli si era ancora incentrati sulla classica pizza napoletana. Dopo questi due anni resto ancora a Milano fino al 2016, occupandomi dell’apertura di diverse pizzerie».

Quindi dopo l’esperienza milanese, qual è l’occasione che ti riporta a Napoli?

«Galeotto fu l’incontro con il collega Valentino Libro ad un evento, il Pizza Village. Valentino già era campione mondiale, mente stavo partecipando come concorrente; mi parlò dell’apertura di Aversa e della volontà di coinvolgermi nel suo progetto: così a dicembre 2016 nacque Libro’s ad Aversa. Con Valentino resto fino ad agosto 2019 dopo varie aperture fatte insieme, Marano e Formentera. Soddisfazioni intanto arrivano anche dalla partecipazione a diversi campionati: arrivo 2° classificato al Master Pizza Chef 2016, 1° classificato al Trofeo Tutto Pizza 2017, 3° classificato Trofeo Pulcinella 2017».

Enzo De Paolis con Valentino Libro
Enzo De Paolis con Valentino Libro

Come inizia invece la tua avventura con Lievito Madre?

«Avevo già lasciato il gruppo Libro’s da circa un mese, perché in ogni percorso si arriva a un punto in cui è fondamentale cercare nuovi stimoli. Entro in contatto con i titolari della pizzeria Lievito Madre, una recente apertura a Giugliano in Campania (febbraio 2019). Resto piacevolmente colpito da questo progetto. Due tipologie di pizze, una per l’asporto (legata alla pizza classica napoletana), una per la sala, legata al concetto di “gourmet”, con cornicione alto e alveolato: proprio come piace a me. C’erano quindi ottime basi; con la mia collaborazione lavoriamo al perfezionamento del concept su cui si fonda la pizzeria.

Oltre a pizze classiche in rispetto della tradizione napoletana abbiamo studiato una carta di pizze gourmet, come la scarola e baccalà e la parmigiana scomposta.

Enzo De Paolis parmigiana scomposta
parmigiana scomposta

Vengono fatte anche delle ottime fritture gourmet che vanno in base alle stagioni, come il crocchè salsiccia e friarielli, la frittatina di pasta e patate, arancino con porcini e provola.

Facciamo un po’ di cucina: uno dei piatti forti del locale è la zuppa di cozze. Il locale conta circa 150 posti a sedere, causa covid circa 100; c’è anche una piccola saletta esterna».

Qual è il tuo concept di pizza? E la pizza a cui tieni di più?

«Lavoro costantemente per ottenere una pizza molto leggera e fragrante, sulle 48 ore di lievitazione. La cottura è fondamentale perché la pizza deve asciugarsi bene, altrimenti il lavoro fatto fino a quel momento viene totalmente sprecato. Anche i nostri forni sono a temperatura diversa: infatti l’asporto è sui 450°, mentre per la sala lavoriamo sui 350°/360° proprio per ottenere un’asciugatura ottimale.

Enzo De Paolis polpettine e melanzane
pizza polpettine e melanzane

La pizza polpettine e melanzane è la pizza che porto nel cuore, e che già avevo in menù quando lavoravo a Milano: mi riporta alla mente la cucina di mia nonna, con la quale trascorrevo lunghe giornate da bambino. Ogni domenica mattina mi preparava ragù e polpette ed è un ricordo indelebile della mia infanzia a cui sono rimasto particolarmente legato; oggi provo lo stesso piacere nel preparare ai miei clienti questa pizza che ha gli stessi ingredienti che mia nonna preparava con tanto amore per me».

Si è svolta martedì 20 ottobre in diretta streaming, raccogliendo migliaia di visualizzazioni, la cerimonia di premiazione di 50 Top Italy 2021, seconda edizione della guida on-line, completamente gratuita, ai Migliori Ristoranti Italiani. Un progetto firmato LSDM – storico congresso di cucina d’autore in scena dal 2008 a Paestum – e curato dai suoi ideatori, Barbara Guerra e Albert Sapere, insieme al giornalista Luciano Pignataro.

Condotta da Federico Quaranta, l’evento virtuale ha annunciato i migliori locali della Penisola seguendo la divisione in quattro categorie, secondo prezzo e tipologia di ristorazione: Ristoranti Oltre 120€, Ristoranti Fino a 120€, Trattorie/Osterie e Low Cost. Le quattro distinte classifiche, composte ognuna da 50 locali, sono state tutte svelate fino ad arrivare alla top 4: Osteria Francescana, a Modena, dello chef Massimo Bottura; daGorini, a San Piero in Bagno (FC), guidato da Gianluca Gorini; Antica Osteria del Mirasole, a San Giovanni in Persiceto (BO), di Franco Cimini; Panificio Bonci, a Roma, di Gabriele Bonci.

“Quello di daGorini – commentano i tre curatori – è l’unico cambio al vertice rispetto alla precedente edizione. Del resto, i locali di Bottura, Cimini e Bonci sono da considerare, nelle rispettive categorie, tre pesi massimi della ristorazione italiana, riconosciuti anche a livello internazionale. Ma le nuove generazioni non stanno certo a guardare, come testimoniato dalle tante insegne di qualità, tra le 200 totali recensite, guidate da giovani cuochi e ristoratori, a cominciare appunto da Gianluca Gorini. Allo stesso modo, se è vero che tre vincitori su quattro provengono dall’Emilia Romagna, accertando la grande storia gastronomica di questa regione, scorrendo le classifiche è facile constatare come siano rappresentati tanti e diversi territori dello Stivale, da Nord a Sud. Ciò a conferma di quanto il nostro Paese sia unico nel panorama mondiale, intriso, dalla testa ai piedi, di cultura del buon cibo”.  

Dal 5 all’8 novembre, il Pizza Village @ Home

Si svolgerà a Milano, dal 5 all’ 8 novembre p.v., una formula inedita del noto evento PizzaVillage di Napoli denominata Pizza Village @ Home. L’evento, ideato e prodotto dalle società Oramata Grandi Eventi ed AADV Entertainment si basa su un nuovo format, attraverso il delivery, per raggiungere le persone a casa con la pietanza più conosciuto al mondo: la pizza.

“In questo particolare momento, purtroppo, le persone non potranno riversarsi in piazza per affollare un’edizione fisica del Pizza Village in programma a Milano, motivo per il quale il Pizza Village diventa @ Home e arriva direttamente nelle case dei milanesi. Un nuovo format che manterrà una identità fisica attraverso il delivery e ne assumerà una nuova e digitale attraverso i social, le piattaforme di streaming e il web”. Affermano gli organizzatori dell’evento.

Nel capoluogo lombardo, dalla Campania al Veneto, giungeranno i top player del settore: Toto Sorbillo (Gino e Toto Sorbillo), Errico Porzio (Errico Porzio), Antonio Falco (Antica Pizzeria da Michele), Francesco Carrano (Artesana), Vincenzo Capuano (Vincenzo Capuano), Davide Civitiello e Antonio Sorrentino (Rossopomodoro) e Fabio Cristiano (Antica Pizzeria da Gennaro).

I maestri pizzaioli, in collaborazione con trenta colleghi tra i migliori d’Italia, realizzeranno una selezione ad hoc nei due hub di produzione, che saranno posizionati in aree strategiche tali da garantire la più ampia copertura del territorio urbano. Il menù prevede sei pizze speciali a cui si aggiunge la regina delle pizze: la Margherita. Le consegne, nei 4 giorni di evento, saranno effettuate attraverso Glovo, Official Delivery Partner, che impiegherà centinaia di rider per consegnare gli ordini a destinazione.

Il Pizza Village, pur conservando il mood e la matrice originale dell’happening partito da Napoli dove ha superato il milione di visitatori e, da due anni, giunto anche a New York, si presenta così a Milano con un nuovo format in grado di far fronte alle limitazioni imposte dal distanziamento sociale. È proprio da questi presupposti, nonché dai dati confortanti che rilevano quanto gli italiani utilizzino il delivery per il cibo, che è nata l’idea che unisce Napoli e Milano mettendo insieme il know-how di Oramata Grandi Eventi e l’esperienza di AADV Entertainment.

Le special box del Pizza Village @ Home, che oltre la pizza includeranno altre sorprese tra cui anche una bottiglia di Coca-Cola, una lattina di Acqua Minerale S. Bernardo, una bottiglia di Birra del Borgo Lisa, un mini pack di caramelle HARIBO, una mignon di Vecchio Amaro del Capo e una confezione di Caffé Kenon, saranno proposte al prezzo di 12,00 euro cadauno. Si potranno inoltre acquistare in pre-sales (2-4 novembre) al prezzo speciale di 5,00 euro. Gli ordini si potranno effettuare dal 2 all’8 novembre in delivery attraverso il partner Glovo.

Pizza Village @ Home arriverà anche con un’iniziativa di charity, sviluppata in collaborazione con il Comune di Milano, per sostenere le mense con la consegna quotidiana di pizze.

L’evento è ideato e prodotto da Oramata Grandi Eventi e AADV Entertainment e si svolgerà con la partecipazione di Founding Partner Mulino Caputo, Main Partner Coca-Cola, Galbani Santa Lucia, Official Partner Birra del Borgo, Ciao – Il Pomodoro di Napoli, Acqua Minerale S. Bernardo, Vecchio Amaro del Capo, HARIBO Italia, Caffé Kenon, Official Delivery Partner Glovo.

www.pizzavillage.it

UFFICIO STAMPA:

Nazionale – Fabrizio Kuhne cell. 339 83.83.413 mail –  comunicazione@fabriziokuhne.com

Territorio – Arianna Monteverdi 338 618.20.78  mail – arianna.monteverdi@gmail.com

Concluso l’iter: finalmente arriva la D.O.P. per la colatura di Alici di Cetara


E’ fatta, Cetara può godersi la Colatura di Alici Dop. Il traguardo è praticamente raggiunto non essendo arrivati ostacoli europei dopo la fatidica data del 22 settembre 2020 entro la quale potevano esserci richiesta di approfondimento da parte di soggetti imprenditoriali europei, come previsto dal lungo percorso burocratico.


“Una data storica, quella di oggi -spiega con entusiasmo la presidente dell’Associazione per la valorizzazione della Colatura di Alici di Cetara Lucia Di Mauro– finalmente la conclusione dell’iter che ci ha portato all’approvazione della nostra Dop. Ora è arrivato il momento di presentare al Mipaaf il piano di controllo. Ringrazio la Regione Campania e il Comune di Cetara per il prezioso sostegno e si può procedere verso la fase più interessante di tutte: quella della produzione. Nove mesi minimo di maturazione delle alici nei terzigni e botti di legno, che significa l’arrivo sugli scaffali della Colatura di Alici di Cetara D.o.p. nel 2021″.

Un progetto seguito con entusiasmo anche dall’amministrazione comunale: “Un plauso al grande lavoro dell’Associazione che è riuscita a centrare un obiettivo che valorizza l’antica tradizione della Colatura di Alici di Cetara. La Dop sicuramente porterà benefici anche ai nostri pescatori che da sempre offrono un prodotto di grande qualità alle aziende che poi si occupano di trasformarlo” commenta il sindaco di Cetara Roberto Della Monica.
Un momento sognato tante volte da quanti hanno lavorato sodo per riuscire a raggiungere questo traguardo a cominciare dal professore Vincenzo Peretti: “Finalmente ci siamo. La realizzazione del piano di controllo di Agroqualità, ente di certificazione scelto dall’Associazione per la valorizzazione della Colatura di Alici di Cetara, è veramente l’ultimo passo prima dell’avvio alla produzione. La Campania sarà la prima Regione in Italia, a potersi fregiare di una Dop prodotto trasformato di mare. Presto le aziende interessate potranno quindi partire per realizzare le prime confezioni Dop della Colatura di Alici di Cetara, seguendo il rigoroso disciplinare di produzione”.


Importante contributo sarà dato ora dai pescatori salernitani, rappresentati nell’Associazione da due armatori Cetaresi: Pappalardo Salvatore e Federmar. Quattro le aziende produttrici che hanno aderito al progetto: Iasa, Delfino, Nettuno e Armatore. I ristoratori di Cetara invece sono: Al Convento, La Cianciola e San Pietro.

Per info: Roberto Esse

De Matteo alla Brace. Sfoglia di cannolo siciliano ripieno di carne alla genovese su crema di cioccolato fondente.

La Campania e la Sicilia che si uniscono in un abbraccio creativo e gustoso.

Maddaloni, 19 ottobre 2020. Si chiama “l’Azzardo” perché rappresenta un vero e proprio azzardo il cannolo creato da Daniele de Matteo che da oltre un anno guida insieme a suo fratello Umberto la nota Braceria che porta il loro cognome situata a Maddaloni, in via Mastrantuono. Un connubio di grande equilibrio, dove troviamo una delle ricette tipiche partenopee, la genovese avvolta dal calore e dai profumi siciliani della sfoglia del cannolo e dal cioccolato fondente di Modica.

La Campania e la Sicilia che si uniscono in un abbraccio creativo e gustoso: il piatto che resiste a tutte le stagioni sempre in carta anche nel prossimo menù “Autunno/Inverno” della “Braceria de Matteo”. Una creazione destinata a diventare “storica”, in quanto, non potrà mai mancare perchè segna l’identikit del cuoco ed è nel Dna della braceria oltre ad essere ciò che i clienti più curiosi chiedono e ordinano.

“È una felice intuizione nata dalla voglia di creare qualcosa di nuovo sposando quella che è la nostra filosofia di lavoro che vede l’incontro tra innovazione e tradizione – racconta  il macellaio-bracista  Daniele de Matteo – esplorando e sperimentando  siamo arrivati alla ricetta ideale che oggi  rappresenta uno dei nostri piatti ‘simbolo’,  identitari”.

La sfoglia del cannolo fragrante e croccante, il ripieno di genovese realizzato come vuole la tradizione e la cremosità del cioccolato fondente sciolto, rendono questa preparazione davvero unica.

“Riproporlo – conclude – non può che essere un piacere, perché per noi non esiste soddisfazione più grande del sapere che  i nostri piatti sono apprezzati e durano nel tempo e anche se siamo giovani ed abbiamo molta strada da fare, quando gli habituèe della nostra Braceria lo richiedono,  ci sentiamo molti gratificati”.

L’Azzardo è un antipasto ma molti lo preferiscono anche per chiudere il pasto dopo aver provato qualche taglio di carne alla brace o marinato dell’ampia selezione di carni nazionali, estere e filetti esotici.

“Con l’apertura di questa braceria abbiamo coronato il nostro sogno – ci spiega – e il nostro obiettivo è portare l’attenzione dei buongustai della carne a Maddaloni, stiamo lavorando duro, specie in questo periodo poco favorevole per tutti e, speriamo tanto che i sacrifici ci porteranno dei buoni frutti”.

de Matteo alla Brace, Via Mastrantuono, 48, 81024 Maddaloni CE

Telefono0823 436819, Aperto solo la sera. Chiuso il martedì.

ufficio stampa Antonella D’Avanzo

PREMIO ECCELLENZE D’IMPRESA 2020: CAFFÈ BORBONE SI AGGIUDICA IL PREMIO ASSOLUTO 2020

Ritira il premio per caffè borbone Massimo Renda il 15 ottobre a Milano durante la cerimonia di consegna del premio presso il Teatro Manzoni

Caffè Borbone si aggiudica sia il “Premio Assoluto 2020” tra tutte le categorie, sia il riconoscimento “Crescita e sostenibilità”, conquistando il primo posto tra le numerose aziende in lizza per i riconoscimenti assegnati da “Eccellenze d’Impresa 2020”. 

L’ambito premio “assoluto”tra tutte le categorie negli anni passati è stato assegnato ad aziende del calibro di Diasorin, Giovanni Rana, Recordati, Iguzzini.
Il riconoscimento 2020 è stato assegnato a Caffè Borbone S.r.l. in un evento presso il Teatro Manzoni, promosso da GEA-Consulenti di Direzione, Harvard Business Review Italia e Arca Fondi SGR, con il patrocinio di Borsa Italiana. I vincitori sono stati selezionati da una giuria composta da Gabriele Galateri (Presidente di Assicurazioni Generali), Patrizia Grieco (Presidente di MPS), Marco Fortis (Vicepresidente di Fondazione Edison), Raffaele Jerusalmi(Amministratore Delegato di Borsa Italiana) e Luisa Todini (Presidente di Todini Finanziaria).

Contestualmente all’attribuzione del premio sono stati presentati i risultati della Ricerca Campioni d’Italia, che analizza i fattori del successo di diecimila aziende italiane e si è tenuta una tavola rotonda su “Come il mercato dei capitali può accelerare la crescita dei campioni nazionali”.

Questo riconoscimento segue la menzione attribuita a Caffè Borbone da “Eccellenze d’impresa” il 26 giugno 2020 nell’ambito del premio “attrattività finanziaria” per le aziende non quotate, dedicato alle aziende che hanno dimostrato caratteristiche di eccellenza in termini di trasparenza, governance e capacità di attrarre risparmio privato per la crescita.

“Dopo la menzione “Attrattività Finanzaria” assegnata da “Eccellenze d’Impresa” lo scorso giugno, questo premio ci rende davvero orgogliosi” commenta il presidente esecutivo di Caffè Borbone Massimo Renda Il riconoscimento“Crescita e Sostenibilità” è un tema che mi sta particolarmente a cuore e credo vada a premiare il nostro grande impegno, specialmente nel campo della sostenibilità con la cialda compostabile. Il premio assoluto 2020 tra tutte le categorieè un momento di grande gioia per me e tutta l’azienda e un riconoscimento che ci ripaga dei tanti sforzi fatti in questi anni.”

Caffè Borbone S.r.l. è un’azienda napoletana fondata da Massimo Renda nel 1996, attiva nel business della torrefazione, produzione e commercializzazione di cialde compatibili e capsule. La società è il terzo player in Italia dopo Lavazza e Nespresso nell’ambito del caffè porzionato e tra i primi produttori delmercato delle capsule compatibili. Grazie alla lungimiranza di Massimo Renda, l’azienda, che agli albori era a carattere familiare, passa in poco tempo a competere tra le prime posizioni del mercato.

Proprio per questo motivo, nel 2018 Massimo Renda decide di farsi affiancare da Italmobiliare, la più grande “investment holding” italiana, con l’obiettivo di assicurare all’azienda una visione a lungo termine. Quest’operazione ha permesso a Caffè Borbone di diventare un’azienda con una governance strutturata in grado di supportare impegnativi e ambiziosi piani di sviluppo.

La giovane azienda, nata a Napoli, dove il caffè espresso è storia, a distanza di pochi anni, già rappresenta un caso imprenditoriale di straordinario successo, grazie a un continuo processo di crescita. Dopo un 2019 chiuso con un fatturato pari a 173 milioni, anche in uno scenario complesso come quello attuale, nel primo semestre 2020, Caffè Borbone ha fatto registrare un fatturato di 104,1 milioni di euro, in crescita del 21,1% rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente, cifre sostenute da un approccio disciplinato allo sviluppo e da una forte efficienza produttiva e organizzativa che le hanno conferito il primato di realtà più efficiente del mercato italiano grazie ad un’elevata redditività.

Ufficio stampa Roberta Raja

Aperidog : 18 Ottobre 2020

dalle ore 18.00 alle ore 22.00

APERIDOG

Percorso enogastronomico, realizzato con il rispetto delle norme anti Covid-19

Questo percorso vedrà le seguenti tappe:

Gastronomia Arfé: Sformatino di tagliatelle con funghi e piselli, e mousse di provolone del monaco.

Pizzeria Zamparelli: Mignon con filetto di pomodoro, pomodorino giallo del piennolo e provola affumicata.

MoVino: 1 calice di bollicine + acqua.

La boutique della Frutta: Macedonia con panna e granella di nocciola.

L’intero percorso avrà un costo di 16.00 €.

Inoltre, Pelomagia praticherà uno sconto di 5.00 € per tutti i servizi di tolettatura per cani offerti.

Media partner: spaghettitaliani.com e Prima Turismo

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Via Santa Maria in Portico é il prolungamento di via Giuseppe Martucci che porta sulla riviera di Chiaia. Adiacente a questa via si trova via Giacomo Piscicelli, meglio identificata sempre con il nome di Santa Maria in Portico. Questo nome è anche dedicato alla notissima chiesa, che si trova su di un lato della omonima piazzetta, la cui costruzione è iniziata nel 1632 su disegno dell’architetto Nicola Longo, e si deve alla generosità della Duchessa di Gravina, Felice Maria Orsini, ricca di opere come il presepe ligneo e il cristo tutto scolpito in legno entrambi risalenti al seicento. Alle spalle della chiesa é situato il convento tutt’oggi scuola di formazione per novizi.

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A questo evento ne seguiranno altri.

Questo il calendario:

31 Ottobre – In nome di Halloween: porchetta, porcini, zucca, novello e castagne.

14 Novembre – Sapori invernali (zuppa forte, salsicce e friarielli, mele infornate, vin  brulé).

8 Dicembre – Aspettando il Natale.

28 Dicembre – Brindiamo al 2021.

DA CASOLARO RIPARTONO I CORSI PROFESSIONALI DI CUCINA A PARTIRE DAL 12 OTTOBRE
CON GRANDI NOMI COME IL MAESTRO ROLANDO, FRANCESCA MORANDIN E RITA BUSALACCHI

UN VERO E PROPRIO VIAGGIO NELLA SCIENZA DAL 12 OTTOBRE AL 17 NOVEMBRE
DA CASOLARO HOTELLERIE AL CIS DI NOLA

Ripartono finalmente i corsi professionali di cucina rivolti agli addetti ai lavori a cura di Casolaro Hotellerie. Infatti, dal 12 ottobre fino al 17 novembre l’azienda leader nel campo delle forniture alberghiere, ristoranti, bar, pasticcerie, con sede attuale al Cis di Nola, dedicherà un ciclo di incontri volti a conoscere uno dei mondi più insidiosi della cucina: la pasticceria, ma non solo, questo ciclo d’incontri rappresenta un vero e proprio viaggio nella scienza grazie alla presenza di pareri autorevoli del mondo della gastronomia come la pastry chef “Rita Busalacchi” vera punta di diamante della pâtisserie italiana e i maestri Rolando e Francesca Morandin, esperti soprattutto in materia di “lievito madre”e della gastronomia in tutte le sue sfaccettature. Il corso è dedicato a professionisti che intendono approfondire temi come la gestione del lievito madre, la realizzazione di una perfetta canditura di agrumi, oppure “approprarsi” dei segreti che sottendono il mondo della biscotteria e dei dolci napoletani, grazie al corso pratico teorico che svelerà agli appassionati tutti i segreti per realizzare un babà o una sfogliatella “a regola d’arte”.

Il calendario dei corsi è già on-line su www.casolaro.it

Si parte alla grande il 12 e 13 ottobre con il pastry chef Andrea Vitale che illustrerà tutte le fasi per realizzare una perfetta sfogliatella. Il corso inizia con la realizzazione di una perfetta pasta sfoglia, per continuare con le tecniche di realizzazione della frolla, l’imbottitura, formatura, e infine, cottura. Sarà realizzata anche una variante salata, mignon, coda d’aragosta e sfogliatella verticale.

Il 19 e 20 ottobre è il turno di un vero e proprio viaggio nella biscotteria con Rita Busalacchi, laureata in chimica, la chef palermitana è stata scelta dall’A.M.P.I. (’Accademia Maestri Pasticceri Italiani) come pasticcera emergente 2018. Lo stesso Luca Montersino ha elogiato la sua chiboust, mentre il maestro Gino Fabbri utilizza la sua crema diplomatica dalla struttura perfetta. All’attivo vanta tante collaborazioni, come quella con il maestro Maurizio Santin. La talentuosa Rita Busalacchi condurrà presso Casolaro Hotellerie un corso teorico-pratico durante il quale saranno realizzati i frollini con diverse tecniche di base, con ricette che vanno dai grandi classici, a frollini senza glutine e anche senza lattosio. Continua il percorso con Rita Busalacchi il 21 ottobre con il corso di bilanciatura della pâte à choux, analizzata in tutte le sue sfaccettature, anche senza glutine. I corsisti potranno sbizzarrirsi nel creare le proprie ricette, sia dolci sia salate.

Si ritorna alle origini il 26 ottobre con il corso dedicato al babà napoletano. Un giorno interamente dedicato all’arte di preparare il babà e al corretto svolgimento di tutte le sue fasi. Sarà possibile assistere alla creazione di svariati modi di preparare l’emblema della pasticceria napoletana: classico, savarin, con crema e frutta, al pistacchio, al cioccolato, ai cereali.

A novembre ci si divertirà con la scienza in cucina insieme a Rolando Morandin, uno dei grandi maestri della pasticceria italiana affiancato, nella parte teorica, dalla figlia, la dottoressa Francesca Morandin depositaria di un brevetto sul lievito madre senza glutine. Le specialità del maestro Morandin sono molteplici, come ad esempio: la canditura tradizionale, la confetteria, la pralineria, ma la sua forza sono i lievitati. Non a caso, la tecnica per la realizzazione del lievito madre in acqua, conosciuta come “Metodo Morandin”porta il suo nome.

Il 9-10 Novembre si parte con la Scienza dei lievitati, durante il corso saranno mostrate tutte le tecniche di gestione del lievito madre, e svelati piccoli utili a riconoscere le varie acidità e mettere a confronto tutti i sistemi per la sua gestione. Saranno realizzati cult della pasticceria italiana come: il panettone classico, lievitati alternativi con farina di farro monococco, segale, fiocchi di avena e brioches con cereali alternativi. 

Immancabile l’appuntamento fissato l’11 novembre: “Una giornata in cucina con i maestri Morandin”, un’occasione unica per imparare tante gustose preparazioni, partendo dalla colazione fino alla cena. Strudel di mele, quiche lorraine, torta paradiso, pancarrè, pizza in teglia e tante altre piacevoli preparazioni.


Uno dei corsi più attesi è sicuramente quello dedicato alla canditura di agrumi frutta e ortaggi, fissato il 12- 13 novembre. Contestualmente saranno prodotte marmellate a basso contenuto di zuccheri, senza pectina e salse da abbinare a carne e formaggi. 

Ancora una volta la pastry chef Rita Busalcchi stupirà gli ospiti il 16 e 17 novembrecon il corso: Sfoglia Perfetta, un corso dedicato alla buona tecnica di sfogliatura sia di paste sfoglie che di prodotti lievitati. Dalla teoria alla pratica, saranno analizzati diversi tipi di sfoglie e approfondite le tecniche di sfogliatura di piccoli lievitati come brioches sfogliate e croissant.

Ufficio stampa: Roberta Raja

Di Food in Tour a Pellezzano. L’11 ottobre riparte il progetto di valorizzazione del territorio salernitano per infondere un segnale di speranza

La Chiesa di Santa Maria alli Mazzi, l’Eremo dello Spirito Santo, la lavorazione dei formaggi, i vini e tante altre curiosità da scoprire per ripartire e dare un segnale di speranza

In un momento epocale così critico, in cui epidemie virologiche stanno diffondendo il panico e la paura in tutta il mondo e nella nostra nazione, il Gruppo al femminile del format “ Di Food in Tour” intende insistere sulla promozione turistica della provincia salernitana e in particolar modo della Valle dell’Irno, affinché le attività economiche collegate al turismo e alla cultura non muoiano e non subiscano ulteriori danni. Il tour di Pellezzano si sarebbe dovuto svolgere l’8 marzo. Abbiamo preferito aspettare e nonostante la situazione non sia delle migliori, vogliamo ripartire con fiducia e speranza. Per questo adesso è importante essere uniti, crederci e fare rete, promuovendo ciò che di bello e buono il nostro territorio ha da offrire a turisti stranieri, italiani e campani, che ci auguriamo accorreranno come sempre numerosi e desiderosi di essere ospitati nella nostra terra sorridente e accogliente”. Queste le riflessioni piene di speranza della Presidente Mina Felici, capogruppo del CTG Picentia, insieme alle Dott.sse Annamaria Parlato e Maria De Vita organizzatrici della seconda tappa di Di Food in Tour a Pellezzano, in data 11 ottobre 2020. Pellezzano deriva da “fundus Pellitianus” di proprietà del patrizio romano Pellitius o Pelitius con l’aggiunta del suffisso “anus” che indica appartenenza. Il territorio ha vissuto tutta la storia del meridione, dalla civiltà degli etruschi a quella greco-lucana (dall’inizio deil VI secolo a.C. alla metà del III secolo a.C. come dimostra il complesso archeologico di Fratte), dall’avvento dei Picentini alla dominazione romana, come testimoniano la villa romana di Sava e i vari rinvenimenti in tutta la Valle dell’Irno, dalle invasioni barbariche alle incursioni saracene, dalla dominazione longobarda a quella borbonica. Col passare dei secoli, in questo territorio, situato nella media Valle dell’Irno, si erano formati Casali, ben distinti fra loro, di essi cinque incorporati nella Università di Salerno. I Casali ad occidente della Valle erano: S.Nicola, Coperchia, Pellezzano, Capriglia, Cologna, Nofilo e Casal Barone. Il Consiglio d’Intendenza della Provincia, con deliberazione in data 3 febbraio 1819, si pronunciò per il distacco dei Casali dall’Università di Salerno. Nel mese di dicembre del 1819, nacque, così, il Comune di Pellezzano. Pellezzano è famosa per il “sciusciello”, un alimento tipico regionale a cui sono dedicate anche alcune manifestazioni estive. Il tour prenderà il via dopo un caffè di benvenuto e i saluti istituzionali del Sindaco Dott. Francesco Morra e del consigliere comunale Marco Rago presso Villa Pastore, una struttura del XVIII sec. donata alle Suore Crocifisse Adoratrici dell’Eucarestia dalla casata da cui prende il nome. Nella frazione di Coperchia una sosta nella Chiesa di Santa Maria alli Mazzi servirà per far conoscere la magnificenza dei suoi affreschi e cappelle. Presso la fattoria didattica Al Convivio – Home Restaurant i visitatori potranno degustare particolari formaggi prodotti dall’azienda e partecipare ad un’interessante food experience con prodotti locali. Un pranzo a base di pietanze tipiche sarà servito presso “U’Chevalier Pizza & Trattoria”. Nel pomeriggio i visitatori andranno alla scoperta della Casa della venerabile Madre Maria Pia Notari, fondatrice delle Suore Crocifisse, del convento e del chiostro. Subito dopo ci si dirigerà verso l’Eremo dello Spirito Santo immerso in una meravigliosa distesa di ulivi, dove sarà possibile ammirare anche la mostra “La casa dell’angelo -5 Artisti per Ugo Marano” programmata e finanziata dalla Regione Campania, realizzata e promossa dalla Scabec S.p.A. con il Comune di Pellezzano. Infine a Villa Pastore una degustazione guidata di formaggi caprini freschi e stagionati sarà l’occasione per apprezzarne le caratteristiche organolettiche e nutrizionali. Il Food Blog 2Ingredienti Arte&Cibo sarà media partner dell’evento.

Il CTG (Centro Turistico Giovanile) è un’ Associazione nazionale senza scopo di lucro che promuove e realizza un progetto educativo e di formazione integrale della persona, attraverso momenti di crescita, di impegno e di aggregazione sociale, ispirandosi alla concezione cristiana dell’uomo e della vita, nel servizio alle persone e al territorio. Agisce nell’ambito del turismo giovanile e sociale, della cultura e dei beni culturali, dell’ambiente e del tempo libero, avvalendosi del metodo dell’animazione e rivolgendosi a tutte le fasce di età, in particolare a quelle giovanili. Nato nel 1949, il Ctg oggi si estende in tutta Italia con centinaia di realtà tra gruppi di base, circoli e centri  di vacanza in località di grande richiamo turistico e naturalistico, con una rete diffusa di comitati provinciali e di consigli regionali, coinvolgendo ogni anno nelle proprie attività migliaia di persone. Il CTG è riconosciuto dal Ministero dell’Interno come Ente Nazionale con Finalità Assistenziali ed è altresì iscritto al Registro Nazionale delle Associazioni di promozione Sociale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Ulteriore riconoscimento ufficiale come Associazione è quello concesso dalla CEI. Il 2 marzo 2019 è stato stipulato un protocollo d’intesa con “I Borghi più belli d’Italia”, per valorizzare l’Italia e le sue bellezze e il 6 giugno 2019 con il MIBAC sull’educazione e formazione al patrimonio culturale.

Ufficio stampa di food in tour Annamaria Parlato

50 Top Pizza Awards : Frumento è la migliore pizzeria in Sicilia, trentunesima in Italia e vince anche l’Olitalia Award per la migliore proposta di fritti nazionale.

Martedì 29 settembre 2020 in diretta streaming sulle pagine Instagram e Facebook di 50 Top Pizza a partire dalle 18.30 si è tenuta la cerimonia di consegna dei riconoscimenti alle migliori 50 pizzerie d’Italia e del mondo selezionate dalla più autorevole guida online, aggiornata ogni anno – 50 Top Pizza Award – ideata da Barbara Guerra, Albert Sapere e Luciano Pignataro Wine&FoodBlog per premiare idee imprenditoriali originali basate sull’uso e valorizzazione di prodotti locali e stagionali fra cui quelli a marchio europeo (Dop, Igp, Stg) e i PAT ministeriali. Tra i premiati, la pizzeria Frumento di Acireale di Emanuele Serpa e Federica Lazzaro si è aggiudicata il 31°posto su scala nazionale e il 1° su scala regionale, attestandosi come la migliore pizzeria in Sicilia e anche la più a Sud d’Italia. Frumento ha vinto pure l’Olitalia Award per la migliore proposta di fritti in Italia.

Grande soddisfazione per Emanuele Serpa e Federica Lazzaro che da cinque anni, insieme al loro team, continuano a ricevere conferme e nuovi riconoscimenti da parte degli addetti al settore su cui, da giovanissimi, hanno deciso di investire aprendo, nel cuore di Acireale, la loro pizzeria, Frumento. La scelta di avere una sola sede e di averla proprio ad Acireale, a pochi chilometri dalla rinomata piazza catanese, è stata, dapprima, una scelta visionaria, e alla lunga, una scelta vincente tanto che in questi anni, sono tante le realtà legate al mondo dell’enogastronomia che hanno deciso di seguire il loro esempio.

Neanche il lockdown e la pandemia sono riusciti a fermare il vulcanico duo imprenditoriale e il loro team che, in una situazione difficile e insidiosa come quella che stiamo ancora vivendo, hanno continuato a lavorare e a investire sul proprio progetto con lo stesso coraggio e dedizione di chi crede e si appassiona davvero a ciò che fa, senza perdere mai la lucidità e la positività che li contraddistingue. Si pensi all’iniziativa di delivery lanciata da Serpa che occupandosi in prima persona delle consegne a domicilio ha mantenuto vivo il rapporto con i suoi clienti con cui è sempre rimasto in contatto, sempre rispettando le indicazioni ministeriali. Tra le nuove collaborazioni, avviate proprio negli scorsi mesi, vi sono: quella con il Birrificio Baladin che ha realizzato delle bottiglie personalizzate per Frumento; e quella con Campari Academy con cui Frumento ha organizzato delle masterclass di aggiornamento professionale, fonti d’ispirazione per il bartender, Domenico Cosentino che ha ideato una nuova cocktail list disponibile nei prossimi mesi. Ricordiamo anche new entry del menù (consultabile online), ovvero, le nuove fritture  – crocchè di patate e gli arancini con il trunzo di Aci  (cavolo rapa coltivato nella zona di Acireale) – e le nuove pizze che seguono sempre la stagionalità delle materie prime secondo il diktat qualità e freschezza da sempre osservato e tutelato da Frumento.

«Siamo molto felici e orgogliosi di questi due riconoscimenti – dichiarano i due imprenditori – perché sono la riprova della nostra costante crescita in termini di esperienza e qualità. Scalare la classifica, conquistando otto posizioni più in alto rispetto all’edizione precedente (39 nel 2019; °31° nel 2020) ed essere riconfermati come la prima pizzeria in Sicilia e anche la più a Sud d’Italia e ricevere l’Olitalia Award per la migliore proposta di fritti in Italia ci motiva e ci fa credere di aver imboccato davvero la strada giusta. Una strada che abbiamo deciso di percorrere da giovanissimi spinti dalla forza di seguire un sogno e dalla consapevolezza che ci stavamo davvero giocando il tutto per tutto. Una strada che ci ha portato a scrivere una storia ambientata ad Acireale, un territorio cui siamo molto legati e su cui abbiamo voluto riaccendere le luci che merita di avere puntate, contribuendo alla sua rinascita. Una storia fatta da noi ma soprattutto dal nostro team e dai nostri fornitori che ci consentono da cinque anni di offrire una proposta di qualità, costante e coerente nel tempo. Ringraziamo 50 Top Pizza non solo per  averci inserito all’interno della loro autorevole classifica nazionale che premia le migliori pizzerie italiane ma soprattutto perché ha conferito importanza a questo prodotto e a questo segmento della ristorazione per molto tempo rimasto nell’ombra sebbene sia uno dei simboli più considerevoli della nostra identità gastronomica a livello internazionale. Concludiamo, annunciando una nuova tappa del processo di evoluzione della pizza in Sicilia, ovvero, che a breve saremo aperti anche la domenica a pranzo per offrirvi sempre le nostre pizze».

Questi nuovi riconoscimenti che vedono nella 50 top pizza award Frumento al 31°posto su scala nazionale e al 1° tra le pizzerie siciliane, oltre all’Olitalia Award per i migliore proposta di fritti in Italia, s’aggiungonoallealtre segnalazioni della pizzeria all’interno della “Guida del Gambero Rosso 2020” con due spicchi, il “Premio Migliore Pizzeria in Sicilia – Best in Sicily 2019” organizzato da Cronache di Gusto, della “Guida ai sapori e ai piaceri della Sicilia 2019 e 2020” di Repubblica, della “Guida ai Ristoranti e Pizzerie di Sicilia” del 2018 e del 2019 edita da Il giornale di Sicilia; de “I Ristoranti d’Italia 2018” dell’Espresso.

Ufficio stampa | Valentina Barbagallo

Lunedì 12 ottobre alle ore 20:00 presso il Ristorante Pizzeria Raffaele Medaglia in via Appia km 18.900 a Sant’Antimo, Renato Rocco, direttore de La Buona Tavola Magazine, presenterà agli operatori dell’informazione il menù autunnale e la location inaugurata a inizio agosto. La cena prevede un entrée composto da un assaggio di pizza seguito dalla degustazione di diverse portate:

  1. Pizza Zuccotta: crema di zucca, fior di latte di Agerola, pancetta arrotolata di suino nero, scaglie di parmigiano reggiano 36 mesi, fonduta di pecorino romano e olio EVO
  2. Polpo nell’orto: polpo brasato servito con la sua maionese e soutè di verdure di stagione
  3. Porchetta di coniglio e patata affumicata: rollè di coniglio cotto a bassa temperatura con erbe aromatiche, patata affumicata, fondo di coniglio all’ischitana
  4. Raviolo al ragù napoletano: ravioli di ragù serviti con pesto ed emulsione di pomodoro e ricotta
  5. Pasta mista cavolo, frutti di mare e cacao: pasta mista servita con cavolo in due consistenze, frutti di mare e spolverata di cacao
  6. Rana verza e guanciale: rana pescatrice cotta in olio cottura, verza orientale, guanciale croccante
  7. Baccalà alla puttanesca bruciata
  8. Ricordo di Pastiera
pizza zuccotta
Pizza zuccotta

Raffaele Medaglia: Dal Cile all’Italia

Innumerevoli esperienze all’estero hanno arricchito la formazione dello chef Raffaele Medaglia: New York, Londra, Dubai, India, Singapore sono solo alcune delle città in cui ha dato prova del suo estro. Vanta inoltre un’esperienza al Joia, ristorante stellato milanese. Nel 2014, dopo una carriera cosmopolita, arriva la scelta di aprire con dei soci una catena di ristoranti, ben sei, a Santiago del Cile. Creatore del format “Semplicemente Pizza”, un campionato mondiale di pizzaioli professionisti tenutosi nel 2016 con tappe come New York, Buenos Aires e Napoli. Raffaele ha partecipato anche ad altri programmi televisivi in Cile, e al programma italiano “Little big Italy” su Canale 9 con Francesco Pannella.

Raffaele Medaglia
Lo chef Raffaele Medaglia

 Rappresentante ministeriale chef italiano nel mondo, Medaglia torna a casa nella sua Sant’Antimo, in un locale in cui è rappresentata la Napoli antica e quella moderna, caratterizzato dall’azzurro del mare, dal giallo del grano (ma anche di san Gennaro) e dal rosso fuoco del Vesuvio che erutta dal forno.

A far parte della brigata di Raffaele Medaglia, due giovani chef, Antonio Commone e Vincenzo Cozzolino, che vantano nei loro curriculum diverse esperienze professionali come quella presso Josè Restaurant con lo chef stellato Domenico Iavarone.

NB: l’incontro con gli operatori avverrà in una sala separata da quella aperta al pubblico e nel rispetto delle norme anti Covid-19.

Presso la sala demo della Nardone Forni  a San Giorgio del Sannio in provincia di Benevento, due giorni sono stati dedicati alla formazione professionale “ Consulenza 3.0 – Impasti Gourmet” firmata Maurizio Stanco.

La Consulting Stanco, agenzia  di consulenza aziendale fondata da Maurizio Stanco è il frutto di 25 anni d’esperienza nel settore  della formazione e  della realizzazione di impasti gourmet.

La Consulting Stanco focalizza la consulenza su: pizza classica, pizza napoletana 3.0 , pizza in pala 3.0 , pizza in teglia ,  focaccia gourmet, impasti alternativi, grani antichi, multicereali, integrale ,   bun sburger,  gluten free, prefermenti e  lievito madre.

Oltretutto si occupa di formare per una gestione ottimale del food cost e del business plan, garantendo la crescita del fatturato nell’ambito Pizzeria-Panificazione-Pub e Pasticceria.

Maurizio Stanco perseguendo una costante ricerca e valorizzazione dei prodotti di qualità, ha dato vita in collaborazione con l’azienda Molini Pizzuti di Bellizzi, che vanta oltre cinquant’anni d’esperienza nell’arte molitoria, una  nuova selezione di farine “Linea Professional“ nello specifico, Natura e Natura Plus, farine di tipo “ 0 “a cui a breve si affiancherà una tipo “ 1 ”.

Farine ideali per realizzare prodotti che permettono di soddisfare gli obbiettivi prefissati e che sono in dotazione con assoluta esclusività di zona agli aderenti al progetto Partner su tutto il territorio nazionale.

Da qui ha preso corpo il nuovo format registrato  “ Consulenza 3.0 – Impasti  Gourmet “, fondamentale per ampliare e completare  una formazione professionale.

Si tratta di una full immersion di due giorni dedicata agli impasti gourmet sia di pizza napoletana che di pizza in pala, con l’unicità che, ogni partecipante è protagonista della consulenza, poiché ha una postazione personale dotata d’impastatrice professionale MecnoSud azienda di Flumeri leader nel settore delle attrezzature per pizzerie, panificazione e pasticceria, inoltre al proprio banco ci sono utensili, farine Linea Professional Molini Pizzuti e quanto necessario per realizzare gli impasti, in tal modo mette letteralmente le mani in pasta, in contemporanea con l’intero gruppo mentre segue la lezione e interagisce con il relatore.

Il primo giorno alterna teoria e pratica, dove ogni corsista realizza il suo impasto pizza napoletana 3.0 e pizza in pala 3.0 che a temperatura controllata affrontano una lievitazione di 24 ore. Il secondo giorno è dedicato ad approfondimenti teorici e alla stesura dei panetti lievitati, quindi alla cottura della pizza napoletana 3.0 e pizza in pala 3.0 con impasti gourmet, personalizzate dai prodotti tipici del territorio di provenienza dei partecipanti.

La prima tappa di formazione ”Consulenza 3.0 Impasti Gourmet” ha visto realizzare da ogni corsista due impasti gourmet:

  • Impasto  Pizza Napoletana 3.0  con idratazione minima del 70 % H2o 
  • Impasto Pizza in Pala 3.0 con idratazione minima del  80 %  H2o

I pizzaioli professionisti che hanno partecipato sono stati:

  • Pietro Zannini pizzaiolo e patron della pizzeria Pucci e Manella di Formia; la pizza che ha realizzato è stata la “Pucci” (Mozzarella di bufala dop, all’uscita capocollo artigianale di Maranola, provolone Recco e pomodorino confit, olio evo e basilico)
  • Giuliano Bucci dall’Abruzzo, patron di ben tre pizzerie: Pizzeria La Fattoria a Roccaraso, La Lanterna a Castel di Sangro e Kilometro Zero a Tenerife. La pizza che ha realizzato è stata la “Poker” (Crema di pecorino, ventricina spalmabile, fior di latte, tartufo nero estivo a scaglie, olio evo)
  • Cesare Tassone dalla Calabria, pizzaiolo  presso la pizzeria Il Castello di Stilo; la pizza che ha realizzato è stata “L’improvvisata” (Base pomodorino giallo, fior di latte. All’uscita capocollo, pomodorini rossi, olio evo e basilico)
  • Attilio Ferrante patron della pizzeria Pizza e Babbà di Santa Maria Capua Vetere in provincia di   Caserta, la pizza che ha realizzato è stata la “Vesuviana” (Passata di pomodorino giallo del Vesuvio, fior di latte, salame di maialino nero casertano, cipolla croccante, olio evo)
  • Luciano Passeggio pizzaiolo di Spicchi d’Autore a Napoli;la pizza che ha realizzato è stata “La speziata” (Vellutata di zucca, carote, zenzero, sale, pepe e burro, mousse di patata viola, mandorle tostate e rosmarino in foglie, fior di latte di Agerola e olio evo)
  • Guido Tartaglia da Napoli pizzaiolo presso la pizzeria  Spicchi d’Autore a Napoli, la pizza che ha realizzato è stata la ”Campagnola” (Base di fior di latte di Agerola. All’uscita, crema di topinambur e funghi porcini, radicchio fritto e topinambur in chips, olio evo e basilico)
  • Michele Casertano  da Curti, pizzaiolo presso la pizzeria Pizza e Babbà di Santa Maria Capua Vetere in provincia di Caserta; la pizza che ha realizzato è stata “La donna in viola” (Vellutata di patate viola, salsiccia di maialino nero casertano, mozzarella di bufala dop, olio evo e basilico)
  • Carlo De Angelis pizzaiolo presso la pizzeria Panidà 2.0 di Aversa;la pizza che ha realizzato è stata la “Casertana” (Crema di melanzana e peperoni artigianale, salsiccia di maialino nero casertano, olive nere denocciolate Caiazzane, fior di latte di Agerola, olio evo e basilico)
  • Dino Daniele – Wael El Sayed pizzaiolo proveniente da  Passo di Mirabella; la pizza che ha realizzato è stata la “Filù” (Vellutata di zucchine e datterino giallo in succo, fior di latte, fiori di zucca ripieni di ricotta, provola e pesto di basilico, olio evo e basilico)
  • Taddeo De Luca pizzaiolo presso la pizzeria Luigi Gallo pizza e fritti a Casamarciano; la pizza che ha realizzato è stata la Pizza “Bizzarra” (Crema pomodorino giallo del piennolo, pomodorino giallo semi dry, olive nere di Gaeta. All’uscita pomodorino rosso semi dry e acciughe di Cetara, origano di montagna, olio evo)

Lo staff di supporto alla prima tappa di Consulenza 3.0 ha visto in sala:

  • Luigi Gallo pizzaiolo  e patron della pizzeria Luigi Gallo pizza e fritti a Casamarciano che ha realizzato la sua “Pizza Scarulella” (Provola di Agerola, salsiccia di maialino nero casertano. In uscita scarola riccia saltata in padella, acciughe e guanciale)
  • Nunzio Ieppariello maestro pizzaiolo presso la Pizzeria Le Quattro Esse di Avellino. La pizza che ha realizzato è stata la “Zuccona” (Crema di zucca, provola, porcini, scaglie di patate viola. All’uscita scaglie di caciocavallo stagionato, basilico e olio evo)

Antonella Salvatore Hostess

La seconda tappa  della Consulenza 3.0 Impasti Gourmet è in programma per il mese di  Novembre 2020 in Campania e sarà riservata esclusivamente ad un numero di 10 partecipanti.

Per info e prenotazioni consultare il sito www.consultingstanco.it

Contatti: Consulente Tecnico  Maurizio Stanco Mobile 320.3118869

info@consultingstanco.it

Partner: MecnoSud, Dott. Raffaele Ingrisano, Molini Pizzuti, Dott.ssa Mariella Pizzuti, Martino Nardone, Marcello Nardone, Antonella Salvatore, Nunzio Ieppariello, Luigi Gallo

Ufficio stampa: Angela Merolla

Wine-Food Communication and Images

info@angelamerolla.it

angelamerolla@pec.it

Dal 3 all’11 ottobre al via la terza edizione della Milano Wine Week con cui ripartirà ufficialmente la rosa degli eventi milanesi dopo la pausa imposta dalla pandemia.

Milano riparte, torna ad essere palcoscenico nazionale ed internazionale di eventi fashion e gourmet. Riparte e lo fa dalla Milano Wine Week, la settimana dedicata alla promozione e al rilancio del settore vitivinicolo.

Nove giorni, dal 3 all’11 ottobre, durante cui un programma ricco di eventi si snoderà tra Milano e altre città di 7 paesi importanti per l’export del vino. Operatori del settore, buyers e pubblico saranno a contatto, rispettando tutte le normative vigenti, con le aziende vitivinicole.

Una Milano Wine Week inedita, trasformata e potenziata che cavalca l’onda dell’epoca digital con il chiaro obiettivo di offrire uno strumento potente che possa connettere tutti gli attori della filiera, da monte a valle. Nasce quindi la prima Digital Wine Fair, la piattaforma digitale che permette l’incontro tra cantine, aziende, buyers di tutto il mondo offrendo un momento di dialogo, promozione e networking. Masterclass, Walk-Around tasting, ShowCooking e Wine Pairing, Forum e meeting B2B: questo e molto altro animerà il primo evento internazionale del 2020 interamente dedicato al mondo del vino.

Una manifestazione che partirà dal cuore di Milano, i luoghi della ristorazione, che permetterà al pubblico vivere un’esperienza sensoriale a 360°.

Dunque, il mondo del vino non può ripartire se non ha al suo fianco quello della ristorazione e viceversa. Produttori vinicoli e grandi protagonisti della cucina saranno in scena insieme per risollevare le sorti dei rispettivi settori. Tra i protagonisti dell’evento, ci saranno anche chef del calibro di Cedroni, Oldani, Negrini, Berton e Roncoroni.  Nonostante il futuro riservi delle incognite, gli chef lanciano segnali d’ottimismo. La Milano Wine Week è occasione feconda ed imperdibile per degustare i vini nel loro momento di maturità e, per gli chef, di abbinare cibi che possano accordarsi armoniosamente con essi.

Più che di ripartenza potremmo parlare di una nuova partenza, soprattutto per il settore food e beverage che più di tutti ha risentito degli eventi drammatici che abbiamo vissuto. Una nuova ripartenza è possibile: le aziende, le realtà enogastronomiche, sapranno venirne fuori rinnovate nello spirito. È bene che la macchina degli eventi riparta ed è bene che lo faccia Milano con manifestazioni del genere: puntando al cuore (e alla pancia) degli italiani.

50 TOP PIZZA 2020 : I MASANIELLI DI FRANCESCO MARTUCCI (CASERTA) È LA MIGLIORE PIZZERIA D’ITALIA E DEL MONDO
 

SECONDA POSIZIONE PER PEPE IN GRANI, DI FRANCO PEPE (CAIAZZO – CE) IN TERZA PIAZZA I TIGLI, DI SIMONE PADOAN (SAN BONIFACIO – VR), A QUEST’ULTIMO IL PREMIO SPECIALE DI PIZZAIOLO DELL’ANNO.

LA PIZZA DEL 2020 È LA FUTURO DI MARINARA DI MARTUCCI, GENNARO POLICE (‘O SCUGNIZZO, DI AREZZO) È IL GIOVANE PIZZAIOLO DELL’ANNO. LA PIZZERIA NOVITÀ DEL 2020 È IQUINTILI, DI MARCO QUINTILI (ROMA).

TANTI I CAMBIAMENTI E LE NEW ENTRY NELLA CLASSIFICA DELLA CELEBRE GUIDA ON-LINE  16 I LOCALI CAMPANI NELLA TOP 50 SEGUONO, A QUOTA 6, LAZIO, LOMBARDIA E TOSCANA ASSEGNATI ANCHE I PRESTIGIOSI RICONOSCIMENTI INTERNAZIONALI

Il sorpasso è avvenuto, I Masanielli di Francesco Martucci è la migliore pizzeria d’Italia e del mondo secondo 50 Top Pizza 2020 , IV edizione della celebre guida on-line di settore. Il locale di Caserta rimane da solo sul gradino più alto del podio dopo l’ex-aequo del 2019, condiviso con Pepe in Grani di Franco Pepe (Caiazzo, CE) che scende dunque per la prima volta in seconda posizione dopo tre anni da primo della classe. In terza piazza I Tigli di Simone Padoan (San Bonifacio, VR), il quale si aggiudica l’ambito premio speciale di pizzaiolo dell’anno. Ai piedi del podio 50 Kalò di Ciro Salvo Pizzeria e La Notizia 94, del pizzaiolo Enzo Coccia, entrambe di Napoli.

Se al vaglio degli ispettori i criteri per la valutazione sono rimasti gli stessi delle precedenti edizioni (dalla qualità della proposta del cibo all’insieme dei servizi offerti al cliente), sono stati invece tanti i cambiamenti nella top 50, che appare, rispetto alle precedenti edizioni, abbastanza rivoluzionata, grazie a diverse new entry e altrettante uscite di scena. Il duo di testa continua a essere espressione della scuola casertana e la Campania resta ovviamente la regione con il maggior numero di locali presenti in classifica, ben 16. A essere rappresentata è però quasi l’intera Penisola, a cominciare da Lazio, Lombardia e Toscana, a quota 6, segue il Veneto (4), poi il Piemonte, la Sardegna e la Sicilia (2), infine Abruzzo, Basilicata, Emilia-Romagna, Liguria, Marche e Puglia (1).

Novità anche per gli attesi Italian Special Awards 2020. Tra questi il premio di giovane pizzaiolo dell’anno, dato a Gennaro Police dell’insegna ‘O Scugnizzo, di Arezzo, e quello di pizzeria novità del 2020, assegnato alla romana IQuintili, di Marco Quintili. La performance del 2020 (ovvero il più grande balzo in avanti in classifica, dal 106° posto del 2019 all’attuale 29°) è invece opera del Ristorante Pizzeria Ciarly, di Napoli. L’incredibile Futuro di Marinara di Francesco Martucci è la classica zampata del campione e si aggiudica il premio di pizza dell’anno. Mentre a firmare la margherita dell’anno è un maestro come Enzo Coccia (La Notizia 94, Napoli). Per la migliore proposta dei fritti occorre andare ad Acireale (CT), presso Frumento, e per la più buona frittatina di pasta da Carlo Sammarco Pizzeria 2.0, a Frattamaggiore (NA).

Il premio Pasticceria in Pizzeria va a Dry Milano, mentre la migliore pizza dolce è la Pizza Colada di Seu Pizza Illuminati (Roma). Il miglior servizio di sala è di Francesco & Salvatore Salvo (Napoli). Le migliori carte dei vini, delle birre e degli oli sono rispettivamente di: 50 Kalò di Ciro Salvo Pizzeria (Napoli), Apogeo (Pietrasanta, LU), Giangi Pizza e Ricerca (Arielli, CH). Infine il premio Best Format, conferito a Crosta (MI), e l’importante riconoscimento Innovazione e Sostenibilità Ambientale attribuito a Le Grotticelle (Caggiano, SA).


Sono stati inoltre assegnati i prestigiosi riconoscimenti internazionali per le top pizzerie in Giappone, Canada, Asia e Oceania. Ad aggiudicarseli rispettivamente: Pizzeria Braceria Cesari (Nagoya, Japan), Via Tevere Pizzeria Napoletana (Vancouver, Canada), CIAK – In The Kitchen (Hong Kong, China) e 400 Gradi (Brunswick, Australia). A quest’ultima insegna australiana per finire, è stato dato anche l’ambito premio per la Migliore Pizza Napoletana fuori dall’Italia. Purtroppo quest’anno non è stato possibile stilare le classifiche delle migliori pizzerie di Usa, Sud America e Africa a causa dell’emergenza sanitaria, che non ha reso agevole né il lavoro dei pizzaioli e né tantomeno quello degli ispettori.


Tutti i responsi sono stati dati al termine di un’appassionante diretta streaming, condotta da Federico Quaranta e seguita da migliaia di persone attraverso i canali social. L’ormai consueto countdown ha visto collegati tutti i pizzaioli presenti in classifica, i quali hanno così potuto ritirare virtualmente le onorificenze assegnategli. Tra questi anche Gabriele Bonci, con la sua Pizzarium al primo posto delle 20 Migliori Pizze in Viaggio in Italia – da Taglio e Asporto – 2020, e ovviamente Ciro Salvo, numero uno, con 50 Kalò London, di 50 Top Europe 2020, la classifica delle migliori pizzerie d’Europa fuori dai confini italiani che ha fatto migliaia di visualizzazioni durante la sua presentazione e raccolto centinaia di articoli da tutti i Paesi europei.


“Il mondo della pizza – commentano Barbara Guerra, Luciano Pignataro e Albert Sapere, i tre curatori del progetto editoriale – si è dimostrato quello più reattivo di fronte alle difficoltà del momento. Nessuno ha rinunciato alla qualità e sono proseguiti gli investimenti. Ci teniamo poi a sottolineare l’ingresso di tanti giovani, sia in Italia che all’estero, a testimonianza di un settore vivo, ricco di passione e di competenze. Vogliamo infine ringraziare i nostri partner e tutti gli ispettori, che quest’anno hanno compiuto un eccellente e difficile lavoro fuori e dentro i confini nazionali. Grazie a loro, ai coordinatori regionali e nazionali, abbiamo potuto offrire ai lettori e ai clienti una fotografia del comparto come forse nessun altro è in grado di fare. Diamo ovviamente appuntamento a 50 Top Pizza 2021, augurandoci un felice ritorno alla normalità”.

Partner dell’iniziativa 50 Top Pizza 2020 : 
Olitalia, Birrificio Fratelli Perrella, Consorzio di Tutela del Prosecco DOC, S.Pellegrino & Acqua Panna, D’Amico, Pastificio Di Martino, Solania, Latteria Sorrentina.

Da un’idea dello chef Mario Carmine Solimeo nasce una nuova veste del progetto culinario IrpiniAmo Food & Travel di cui egli stesso è l’autore e il promotore. IrpiniAmo Food & Travel diventa un’esperienza culinaria non solo da amare ma soprattutto da condividere.

Per il secondo anno consecutivo, lo chef Solimeo di origini calabresi ma avellinese di adozione, proporrà il suo menù itinerante ad un pubblico di commensali molto speciale, “i meno fortunati”. “In collaborazione con la Caritas Diocesana di Avellino, sarà organizzato, molto probabilmente alla fine del mese di ottobre, un pranzo offerto a chiunque abbia bisogno di un piatto caldo” – dichiara con un pizzico di emozione Mario Carmine Solimeo.

La cucina diventa, così, lo strumento per regalare un momento di allegria, un istante di spensieratezza; la convivialità è la diretta conseguenza di un gesto solidale. “Tutti possono sedersi allo stesso tavolo; insieme possono gustare e apprezzare i prodotti locali, a km 0, e i piatti tipici della tradizione culinaria irpina; ma anche semplicemente socializzare e scambiare una parola di conforto” – con queste parole, pregne di umiltà, lo chef Solimeo si mette in gioco per una buona causa.

Il menù di IrpiniAmo Food & Travel

L’antipasto sarà composto da un tagliere di salumi contadini, che rappresentano il lato prettamente rustico delle terre d’Irpina. Poi sarà servito un gustoso primo piatto di fusilli classici avellinesi condito con un ragù di carne, semplice e genuino. Seguirà un secondo, ricco e sostanzioso, uno stracotto di maiale accompagnato da un contorno di qualità, la patata Rosina. Non poteva mancare il dolce, il bucchinotto, un pasticciotto di pasta frolla con un cuore di mostarda, una ghiotta squisitezza.

“Le portate sono quelle dei giorni di festa, i momenti in cui le famiglie si riuniscono” – dice Mario Carmine Solimeo che aggiunge – “La cucina non deve essere solo un piacere per pochi; mangiare un pasto caldo è un diritto di tutti”.

Il piatto che lo chef Solimeo prepara con tanto entusiasmo è ricco di amore per il prossimo, un sentimento quasi non provato più e dimostrato ancora a stento.

Irpinia Amore Mio Food & Travel è un progetto che intende promuovere, e non solo nel territorio di Avellino, la nuova figura dello “chef solidale”, ma soprattutto la sua missione che è quella di lanciare un messaggio chiaro e diretto: sensibilizzare ed educare alla solidarietà, perché tutti ne hanno bisogno. Un atto che coinvolge emotivamente una persona e che provoca delle belle sensazioni, arricchisce sia colui che le dona sia chi le riceve.

La rinomata azienda di eccellenza Gastronomia Arfè , fondata nel 1870, domenica prossima, 4 ottobre, celebra un secolo e mezzo di storia di tutto rispetto nel settore alimentare e culinario.

Napoli. La storica Gastronomia Arfè celebra 150 anni di attività insieme ai suoi clienti affezionati, domenica prossima 4 ottobre, dalle ore 19, nella sede unica in via Giacomo Piscicelli 37, (angolo via G. Martucci, 2), a Chiaia.

Lo annuncia lo chefpatron della storica azienda napoletana, tra le più antiche e apprezzate della Campania e d’Italia, Antonio Arfè, classe 1957.

Fra le massime espressioni della Cucina tradizionale partenopea, Maestro di Cucina dell’ Associazione Professionale Cuochi Italiani Antonio gestisce l’attività insieme all’affiatata famiglia: in primis la moglie Rosaria, sempre al suo fianco, esperta di settore; le figlie Barbara e Martina, diplomate in Agrotecnica, e specializzate, tra l’altro, nella conoscenza dei prodotti e loro classificazioni e tecniche di vinificazione, alle quali è affidata la consulenza sulle tecniche di produzione, trasformazione, igiene e conservazione degli alimenti; le relazioni con il pubblico e le ditte fornitrici sono affidate a Silvana Rizzolo.

L’evento avrà luogo en plein air a turnazioni, con numero limitato di avventori, in assoluta sicurezza, nel rispetto delle norme anti-covid. 

Nel corso della serata, i partecipanti potranno degustare le rinomate bontà salate e dolci, dello chef Antonio Arfè e della figlia Barbara. 

Ufficio Stampa e Comunicazione sono curati dalla giornalista Teresa Lucianelli che coordinerà anche i servizi tv e fotografici e le interviste programmati con i colleghi. 

La Gastronomia Arfè rappresenta dal 1870 un punto di riferimento certo per tanti buongustai e fini intenditori, dove è possibile sia acquistare da asporto che degustare una selezione di prodotti di alta qualità, squisite pietanze e irresistibili dolci preparati dallo chef Antonio Arfè, coadiuvato dalla figlia Barbara, sous chef; specialità di salumeria di primissima scelta e un’ampia selezione di tipicità, tra cui mozzarella e provole da latte di bufala, aversane, fior di latte, provala e caciocavallo di Agerola e formaggi dei migliori caseifici della regione, salami provenienti dal Nolano, dall’Avellinese ecc., vari salumi campani di pregio, proposti pure nella versione a tagliere, con consegne quotidiane e anche più volte al giorno, a garanzia di un’assoluta freschezza. 

Originari degli antichi quartieri spagnoli di Napoli, gli Arfè si dedicano con passione al commercio da un secolo e mezzo.  

Già agli inizi, nella seconda metà dell’Ottocento, fondamentale è la scelta di qualità dei prodotti, selezionati con grande attenzione: generi alimentari di ampio consumo come legumi, salsa, oli e affini. 

È agli inizi del 1900 che apre i battenti il primo negozio in vico Tiratoio 4 ai Quartieri Spagnoli e viene ampliata la gamma degli articoli, con maggiore tendenza alle specialità, prodotti tipici caseari e di salumeria. A gestirlo è don Antonio Arfè con la moglie, donna Teresina Mazziotti. Scelgono prodotti tipici di eccellenza, ancora oggi presenti nella rinomata attività commerciale di via Giacomo Piscicelli, aperta negli anni ‘50, poco dopo il ritorno dalla prigionia tedesca del figlio Pasqualino, che la rileverà, in previsione delle proprie nozze, affiancato dalla futura moglie, Rita Valente. Anche in questo negozio, vengono commercializzati prodotti di prima qualità, con l’aggiunta di scatolami, pasta, vini e liquori, ad arricchire l’assortimento.

Nel 1972, con la scomparsa di Pasquale, la gestione passa nelle mani della vedova Rita e della figlia Carla, e più tardi entra a far parte dell’organico anche il figlio Antonio, che punta a dare nuovo slancio all’azienda di famiglia, con un contributo sostanziale e inedito: quello dei cibi cotti, ovviamente di alta qualità, in linea con l’impostazione storica della ditta e con il target della clientela, medio-alto e d’élite. 

Antonio Arfè si specializza nel settore gastronomico: frequenta corsi di formazione, perfezionamento e aggiornamento in campo alimentare, e soprattutto in ambito culinario, e va ad aggiungere alle ampiamente note specialità alimentari di Arfè, anche quelle preparate in sede, che diverranno in breve tempo famose e tra i simboli gastronomici della città di Napoli, in eventi di grande portata nazionale e internazionale.

Antonio, insignito di prestigiose onorificenze e vincitore di vari trofei di categoria, prepara tuttora, con passione e alta tecnica, tante pietanze della migliore tradizione e squisiti piatti innovativi, a base di ingredienti selezionatissimi campani. Autentiche gioie per i palati raffinati di una platea esigente, formata prevalentemente da autentici esperti, cultori e appassionati del buon gusto. 

Ufficio stampa: Teresa Lucianelli

MIGLIORI CHEF E SOMMELIER DEL MONDO DELL’INTERNATIONAL TASTE INSTITUTE PREMIANO CAFFÈ BORBONE

MISCELA NOBILE BLU – CAPSULE COMPATIBILI CON MACCHINE NESCAFÈ®* DOLCE GUSTO®*SI AGGIUDICA LE DUE STELLE CON IL PREMIO SUPERIOR TASTE AWARD

Anche la Miscela Nobile Blu – capsule compatibili con macchine Nescafè®* Dolce Gusto®* di Caffè Borbone si aggiunge alla lista dei prodotti meritevoli di encomio secondo la giuria internazionale composta dai migliori Chef e Sommelier del mondo dell’International Taste Institute, leader mondiale nella valutazione e certificazione di alimenti e bevande di consumo. Il Superior Taste Award è uno dei riconoscimenti più rinomati al mondo perché valuta il GUSTO, in maniera obiettiva e indipendente, senza che la marca influenzi i giurati. La valutazione non dipende dal gusto personale dei giudici ma da una stima della qualità organolettica dei prodotti secondo un approccio sistematico basato sul metodo di analisi sensoriale edonica internazionale.         

Caffè Borbone, azienda napoletana riconosciuta a livello nazionale come una delle migliori imprese produttrici di caffè e rinomata soprattutto per il caffè porzionato, porta a casa un altro riconoscimento assegnato dai professionisti del gusto dell’International Taste Institute. Tocca alla Miscela Nobile/Blu – Capsule compatibili con macchine Nescafè®* Dolce Gusto®*, ricevere il Superior Taste Award con 2 Stelle, grazie alle sue caratteristiche che rendono la miscela Equilibrata e Corposa. La Miscela Nobile/ Blu Capsule compatibili con macchine Nescafè®* Dolce Gusto®* è ottenuta dalla selezione di miscele combinte  per donare un equilibrio perfetto tra corpo, persistenza e dolcezza. Un mix che regala “magiche emozioni” grazie al suo sapore nobile che non nega a chi lo sorseggia di compiacersi del carattere vigoroso e dell’aroma intenso della Miscela Nobile/Blu.

L’azienda Caffè Borbone non è nuova del palcoscenico dell’International Taste Institut, infatti, ha già ottenuto punteggi altissimi aggiudicandosi 3 Stelle con un punteggio superiore al 90%  per la referenza Caffè Borbone Miscela Suprema/Oro – con le sue capsule compatibili con macchine a marchio Lavazza®* A Modo Mio®*.Questo non è l’unico riconoscimento che Caffè Borbone ha ottenuto, infatti, è stato premiato anche con la referenza Caffè Borbone Miscela Suprema/Oro – con le sue capsule compatibili con macchine a uso domestico a marchio Nespresso®*, conseguendo le tre stelle.

Così –commenta- il prestigioso riconoscimento internazionale –Massimo Rendapresidente esecutivo del brand Caffè Borbone: “Ormai i riconoscimenti dell’International Taste Institute sono un appuntamento fisso per Caffè Borbone, è il nostro quarto prodotto a essere premiato con Il Superior Taste Award dalla giuria di esperti nel mondo del food e del beverage. Un feedback davvero importante per noi, dal momento che, in questa competizione è soprattutto il gusto ad essere premiato, in maniera obiettiva e indipendente, senza che la marca influenzi i giurati. La nostra mission, da sempre, è quella d’innovare il processo produttivo, ovviamente mantenendo salda la tradizione del caffè espresso napoletano e nel pieno rispetto di chi, ogni giorno sceglie il nostro caffè. Sono entusiasta di questo nuovo successo ringrazio tutti i miei collaboratori che hanno reso possibile questo risultato.”


Un successo per Caffè Borbone, ma che dà lustro all’intero Made in Italy che in questa competizione ha registrato, in media, punteggi altissimi rispetto agli altri paesi e per svariate categorie. Particolarmente meritevole, quest’anno, la categoria del Caffè Italiano, che con una sempre più crescente presenza di grandi e piccole torrefazioni italiane, rende il caffè uno dei prodotti di punta dell’Italia, anche al di fuori dei suoi confini.

*Nespresso® e *Nescafé® *Dolce Gusto® sono marchi registrati di Societè des Produits Nestlè® S.A. La compatibilità delle capsule Caffè Borbone è funzionale all’utilizzo con macchine da caffè ad uso domestico Nespresso ®

Lavazza ®, A Modo Mio®, sono marchi di proprietà di Luigi Lavazza S.p.A.®. 

La compatibilità delle capsule Caffè Borbone è funzionale all’utilizzo con macchine da caffè ad uso domestico Lavazza ® A Modo Mio ®.

Caffè Borbone Srl è produttore autonomo non collegato alle società Luigi Lavazza S.p.A.®. e Societè des Produits Nestlè® S.A.

Consorzio Provolone del Monaco : con l’assessore all’agricoltura verso l’associazione dei consorzi Dop e Igp
Con gli auguri arrivano le prime proposte per Nicola Caputo

Il Consorzio di Tutela del Provolone del Monaco Dop ha accolto con grande entusiasmo la nomina di Nicola Caputo ad assessore regionale all’agricoltura. Un atto che fa cominciare sotto i migliori auspici per il comparto il secondo mandato di Vincenzo De Luca in qualità di presidente della Regione Campania.


“Nell’augurare buon lavoro al nuovo assessore Nicola Caputo – esordiscono il direttore Vincenzo Peretti e il presidente Giosué De Simone- siamo anche lieti di questo cambio di rotta della politica regionale che finalmente ha realizzato quanto più volte abbiamo sollecitato nel corso dei primi cinque anni di amministrazione. La Campania necessitava di un assessore  in grado di guidarla verso la massima espressione di potenzialità che possono scaturire da questo settore”.


Una notizia che era nell’aria e che rappresenta un po’ il proseguimento, con pieni poteri, di un percorso iniziato nel luglio del 2019 allorché il presidente Vincenzo De Luca lo nominò consigliere per l’agricoltura. Da quel giorno ha cominciato ad occuparsi di  Politiche agricole, alimentari e forestali, Caccia e Pesca; strategie regionali di definizione del nuovo PSR (periodo 2021-2027). Caputo vanta nel curriculum un’esperienza a Bruxelles come coordinatore S&D della Commissione Agricoltura e Sviluppo rurale e presidente del Comitato Life. Si è occupato di Pac, promuovendo i temi della sostenibilità, dell’innovazione in agricoltura e della protezione delle produzioni agroalimentari italiane contro il fenomeno dell’Italian sounding.


“Adesso è il momento di fare sul serio -concludono Peretti e De Simone- la regione Campania necessita di un tavolo permanente aperto a tutti i Consorzi di Tutela dei nostri prodotti Dop ed anche di quelli Igp. Non dobbiamo restare indietro nemmeno di un passo rispetto al resto del Paese consentendo a tutti di competere ad ogni livello. Con l’aiuto di un assessore presente e competente possiamo farcela”.

Roberto Esse