Successo di pubblico alla III edizione di Panettone d’Artista

Panettone d’Artista: intuizione dell’Associazione Erre Erre Eventi ETS

Grazie all’intuizione di Roberto Jannelli e Rosario Augusto, grandissimi cultori del territorio, è nato Panettone d’Artista, oggi alla III edizione, con l’obiettivo di esaltare la tradizione e la creatività che si celano dietro al successo di questo grande lievitato. La rassegna del 2025, svoltasi anche quest’anno presso la stazione marittima di Salerno, ha riscosso un grande successo di pubblico.

Carmen Autuori e Luciano Pignataro per Panettone d’Artista

Panettone d’Artista ha esordito quest’anno con tantissime novità, tra cui un vero e proprio catalogo di personaggi che hanno fatto dell’arte bianca la loro mission natalizia per dare tutto l’estro possibile alla materia prima che in Campania eccelle. Curatori del catalogo Luciano Pignataro e Carmen Autuori, giornalisti enogastronomici, che hanno dedicato una prefazione e postfazione a questo golosissimo vademecum, che riporta tutti i protagonisti della III Edizione di Panettone d’Artista.

Ne viene fuori un quadro ricchissimo di spunti e suggerimenti golosi, ma anche una traccia culturale che motiva il passaggio del panettone, da dolce meneghino, a prodotto tradizione italiano, ormai da Nord a Sud, come spiega Luciano Pignataro, attento osservatore dei fenomeni che caratterizzano e modificano la gastronomia.

Panettone d’Artista: biodiversità, tradizione e innovazione

A ribadire quanto il panettone oggi sia legato al sole del Sud Italia è Carmen Autuori: la giornalista infatti rileva in buona sostanza la corrente di pensiero campana che ha saputo appropriarsi del panettone, rendendolo tradizionale in questa terra, oltre che fenomeno culturale, dall’altra le scelte innovative delle nuove leve che, forti di un’assidua ricerca e sperimentazione, stanno rinnovando la pasticceria regionale, garantendone il futuro mediante un percorso sempre più innovativo.

Carmen Autuori, come non essere d’accordo con lei, osserva altresì quanto il panettone sia diventato non soltanto tavolozza di biodiversità ma persino pretesto sano per garantire a molte cultivar, altrimenti dimenticate, una linea di continuità produttiva e un rinnovamento nel loro utilizzo.

 

I grandi nomi a Panettone d’Artista tra presente e futuro

Tra i grandi nomi della pasticceria e dell’arte della lievitazione, come ad esempio Pepe Mastro Dolciere e Salvatore Tortora al Donna Teresa, sono emersi anche i prodotti di Nicola Noschese del Noschese Bakery a Pontecagnano, Vincenzo Ariano della Pasticceria Gallucci a Nola, Pasquale Pesce ad Avella e Aniello Esposito con Dolce & Caffè a Salerno, per non parlare di Francesco Fezza e di Mondo Senza Glutine a Nocera Inferiore, con un’offerta davvero convincente per questa categoria.

‘O Panettone è ‘o frate d’ò Babbà…

Insomma, oggi quello che è un segreto a cielo aperto, ossia che il panettone è il fratello del babà, ha decretato il successo indiscutibile del panettone della Campania e del Sud Italia, dopo decenni di esperienza e di prestigiosi riconoscimenti e premi in ambito sia nazionale che internazionale. E Salerno, che presto si dovrà dare da fare per trovare una sede ancora più ampia e articolata, ne è diventata eccellente vetrina.

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Gaetano Cataldo

Salernitano del 74', precisamente di Castel San Giorgio. Nel bagaglio non gli manca mai il sestante e un cavatappi: ha trascorsi da navigante, con all'attivo 13 giri del mondo ed assaggia professionalmente il vino da almeno un ventennio. Quindi, grazie a un mestiere ha visitato un sacco di Paesi e con l’altro ha imparato a gustarne sapori, differenze e sfumature, incarnando, traducendo e stabilendo la relazione tra il Vino e il Mare, ben prima che fosse coniato il termine “underwaterwine”. È giornalista pubblicista, F&B manager, assaggiatore tecnico di salumi, idro-sommelier e docente della Scuola Italiana Sake, primo ad aver enunciato, con dettagliate motivazioni,la compatibilità tra il fermentato di riso e la Dieta Mediterranea. Ha fondato Identità Mediterranea nel 2016, piccola associazione di cultura con la quale ha creato, assieme a Roberto Cipresso, il famoso Mosaico per Procida, prima bottiglia a celebrare un capitale italiana della cultura, poi l'ha portata un attimo al Papa, citandogli Giordano Bruno, ed è stato nominato miglior sommelier dell'anno al Merano Wine Festival nel 2022. Non contento ha reso Mosaico per Procida vino della trascendenza e lo ha donato a San Gennaro. Insomma, non è proprio uno che se ne sta col calice in mano.

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