Il panorama alimentare contemporaneo vive una strana dicotomia. Se da un lato i dati ci dicono che la Grande Distribuzione Organizzata continua a essere l’architettura dominante, con i supermercati che assorbono circa il 40% della spesa domestica, dall’altro lato emerge una trasformazione profonda e silenziosa. Due italiani su tre scelgono oggi i mercati contadini non per nostalgia, ma per una precisa domanda di fiducia e prossimità. In questo scenario, dove il cibo non è più solo una merce ma un modo per abitare il mondo e costruire relazioni, si inserisce la quarta edizione di Cilento Tastes.
L’evento, presentato ufficialmente nella cornice storica del Palazzo Ducale di Serre, si sposta quest’anno presso gli spazi del Next di Capaccio Paestum dall’1 al 3 maggio 2026. Organizzata dall’associazione Cilentox100 ETS, la manifestazione non è una semplice fiera enogastronomica, ma un ecosistema dove i microproduttori, fondamentali per generare valore oltre le metriche del mercato tradizionale, diventano i veri protagonisti di un racconto collettivo.
Un ponte tra tradizione e mercati internazionali
La nuova edizione di Cilento Tastes segna un’importante evoluzione verso l’internazionalizzazione. Grazie alla sinergia con l’ICE, l’Agenzia per la promozione all’estero, la manifestazione accoglierà dodici buyer europei, trasformando l’identità locale in un linguaggio capace di dialogare con il mondo. Durante l’anteprima a Serre, figure di spicco come Linda Auricchio, direttore dell’evento, e il professor Alex Giordano hanno sottolineato come il cibo sia la chiave strategica per la promozione di un intero territorio.
Tra i partner d’eccezione spiccano realtà che incarnano la fusione tra artigianalità e design, come l’azienda agricola San Salvatore, che integra allevamento bufalino e viticoltura, e Santomiele, capace di trasformare il fico bianco del Cilento DOP in un oggetto di culto gastronomico. Il programma abbraccia anche l’innovazione digitale: in un momento in cui il settore alimentare online cresce costantemente, Cilento Tastes dimostra che la modernità non cancella le radici, ma le potenzia.
Il Programma di Cilento Tastes: Tre giorni di identità e convivialità
L’evento trasformerà il Next di Paestum in una piazza viva, dove ogni giorno sarà scandito da laboratori, musica e, soprattutto, dal contatto diretto con gli artigiani del gusto.
Venerdì 1° maggio L’inaugurazione ufficiale avverrà alle ore 18:00, dando il via a una serata che fonde cultura e intrattenimento sotto l’egida di Radio Punto Zero con il format “Cilento ti sento”. Alle 19:30, gli appassionati potranno immergersi nella masterclass dedicata all’Aglianico curata dalla Fisar, prima di lasciare spazio alla musica dal vivo con i concerti di Margy Balillo alle 21:00 e dei Quantico alle 22:30.
Sabato 2 maggio La seconda giornata inizierà alle 12:00 mettendo al centro i più piccoli con i “Food Lab for Kids” in collaborazione con l’istituto F. De André, presentando il progetto MC Cilento, un’alternativa sana e locale al fast food globale. Dopo la presentazione del libro “La Cuciniera cilentana” di Delia Morinelli alle 12:30, il pomeriggio si animerà con lo Show-Cooking dell’Arena Cilento a cura di Chefhouse Academy. Alle 15:30, focus sui bianchi cilentani con una masterclass dedicata, seguita da laboratori creativi per bambini. La serata sarà animata dal ritmo dei Kill Drama alle 19:30 e dall’energia dei Poterico alle 21:30.
Domenica 3 maggio L’ultimo giorno si apre alle 12:00 con il fascino dell’intreccio manuale e un convegno sull’apicoltura e la blockchain, a dimostrazione che la tecnologia può tutelare l’eccellenza. Il pomeriggio vedrà alternarsi show cooking e convegni sul vino, mentre alle 17:30 Maria Sarnataro dell’Onaf Salerno guiderà una masterclass sui formaggi del Parco. La chiusura dell’evento sarà affidata ai suoni identitari de “I Discepoli” alle 19:30 e alle atmosfere di Lone Instrumental alle 22:00.

Cilento Tastes: Una rete di eccellenze territoriali
Cilento Tastes è anche una vetrina per prodotti che sfidano le logiche industriali. Sarà possibile scoprire le “Carezze di Bufala” di APA, il pluripremiato Amaro all’Ulivo “D’Annata”, nato dal recupero delle foglie d’ulivo, l’olio pregiato de Le Grazie di Montecorice e le innovazioni dello Sformatti Bistrot. La partecipazione di numerosi comuni, da Castelcivita a Gioi, testimonia la volontà di una promozione integrata, dove ogni borgo contribuisce a definire un’identità culturale che va ben oltre il piatto, trasformando l’atto del mangiare in un rito di appartenenza e scoperta.

La Buona Tavola
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