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Immaginate di poter andare a Capri senza bisogno di prendere l’aliscafo. Immaginate un luogo che ti richiami alla mente lo sciabordio delle onde e i colori dell’isola più famosa al mondo. Non è un sogno, ma la descrizione di una splendida pizzeria gioiello situata nel cuore di Castellamare di Stabia, a due passi dal mare che da poco tempo ha un’appendice a Torre Annunziata. Romantiche nel nome e nello stile: così potremmo definire le Pizzerie Capri Blu, dove tutto ma proprio tutto ricorda l’isola campana. L’atmosfera è magica, quasi onirica. I colori bianco e blu dei locali richiamano immediatamente quelli delle onde e della schiuma del mare. La “C” di Capri dell’insegna, a forma di mezzaluna blu, lascia sognare ad occhi aperti romantiche passeggiate al chiaro di luna sull’isola caprese.

Il titolare della pizzeria, Francesco Matrone, ha voluto ricreare nel suo locale la “Dolce Vita caprese” in tutti i suoi dettagli: dalla riproduzione a misura d’uomo della mitica Piazzetta, luogo tanto amato dai vip quanto dai turisti, a quella dei Bagni di Tiberio, al soffitto a volta che ricorda la celebre Grotta Azzurra, sino al limoneto del locale di Torre Annunziata, un cameo al famoso “Da Paolino Restaurant” di Capri.

Capri Blu

Non solo l’aria caprese si respira nella Pizzeria, ma anche quella napoletana. Basta alzare la testa dal piatto per vedere i panni stesi a un finto balcone e sentirsi immediatamente catapultati nei vicoli di Napoli. La pizza di Capri Blu è spettacolare non solo nell’aspetto estetico, ma anche nel sapore. In una frase: bella da vedere (e fotografare), buona da mangiare. Nessun canotto (pizza di nuova generazione dal cornicione estremamente alveolato), nessun disco da 45 giri (avete presente la pizza a ruoto di carro?), ma una bella e sana pizza napoletana di quelle che riempiono il piatto: un piacere per gli occhi e per il palato. Impasto morbido e fragrante, abbondanza di ingredienti e varietà di scelta. Una pizza tipica napoletana, ma dalle ambizioni gourmet. Ambizioni evidenti su un menù talmente ricco che non sai che scelta intraprendere. Perché sulla carta le scelte eccellenti sono numerose. Per chi non vuole optare per la semplice Marinara o la classica regina Margherita o per una bella salsiccia e friarielli, può scegliere una pizza napoletana gourmet. Dalla “Campagnola” con crema di noci, speck Alto Adige, funghi champignon trifolati alla “Deva” con crema di noci, gorgonzola, provolone del Monaco e gherigli di noci, dalla “Vellutata” con vellutata di zucca, provola di Agerola, funghi porcini trifolati e pancia magra alla “Bologna” con mortadella, crema di pistacchio e scaglie di parmigiano, dall’“Ariccia” con porchetta di Ariccia, patate al forno e provola alla “Carciofina” con carciofini arrostiti, pancetta e scaglie di provolone di Monaco. Ce n’è per tutti i gusti.

In attesa della pizza, c’è anche chi si intrattiene godendosi una bella montanarina o un “cuoppo” di frittura mista. È dal 28 novembre 2015 “Capri blu”è un brand della ristorazione, ma non solo, che delizia i suoi clienti provenienti da ogni parte del mondo. “Abbiamo contribuito a migliorare il richiamo turistico delle due cittadine rivierasche vesuviane”, ha spiegato Francesco Matrone, segno evidente di come sia importante oggi investire nel mondo food e ancor più nel turismo enogastronomico. “Le persone hanno fame di esperienze food & wine e sia Castellammare che Torre sono tra i paesi più appetibili a livello internazionale soprattutto perché la nostra è una delle aree portuali più attive della costa campana in termini sia di commercio che di imbarcazioni turistiche”, prosegue il titolare.Per chi ancora non lo sapesse, il turismo ha preso una svolta decisamente “foodie”. Quanti di voi scelgono la meta di vacanza in base a quello che offre il luogo dal punto di vista enogastronomico? Oltre il 50% dei turisti mondiali, secondo le statistiche. Il cibo è vissuto come esperienza da condividere, attraverso la quale entrare in contatto con un luogo, in un modo più desiderabile e immediato di attività legate al patrimonio storico e artistico.

Ecco perché la Pizzeria Capri Blu da anni offre ai suoi clienti (turisti e non) un’esperienza culinaria intensa in un ambiente suggestivo, caratterizzato da un’accoglienza calorosa e familiare offerta da uno staff giovane ma capace. Non vi resta che gustare un’ottima pizza nella speciale ambientazione caprese di questa splendida pizzeria napoletana a Castellamare di Stabia a due passi dal mare.

Marianna Somma

CON ‘TITALY’, IL PORTALE DELLE ECCELLENZE ENOGASTRONOMICHE ITALIANE, LA BAG PER LA ‘ PIZZA FAI DA TE ’ A CASA CON UN CLICK.

UN KIT PER  LA PIZZA CHE VA AD ARRICCHIRE L’AMPIA PROPOSTA DELLE MIGLIORI TIPICITA’ ARTIGIANALI DEL MADE IN ITALY. 

Titaly ( www.titaly.it ), il portale E-commerce che dà la possibilità di ordinare direttamente da casa attraverso un click, i migliori prodotti tipici artigianali del “Made in Italy”, con particolare riferimento alla Campania, da oggi sorprende ancor di più perché inserisce nel proprio paniere, qualcosa di originale per gli utenti che vogliono preparare il piatto che mette tutti d’accordo, il più amato nel mondo, la pizza. Quante volte vi è capitato di avere voglia di qualcosa di buono e di non voler uscire? La soluzione perfetta è ordinare comodamente senza spostarsi dal divano con la consegna a casa da parte di un corriere, un formaggio, un vino o ancora una pasta artigianale o un dolce tipico che non riuscite a trovare nella vostra città.

La nuova proposta, la “Bag per la pizza fai da te” al costo promozionale di 29,99 euro, contiene tutti gli ingredienti di altissima qualità (come da filosofia Titaly) necessari per realizzare un’ottima pizza: due pacchi di farina integrale da agricoltura biologica di Molini Pizzuti, farine che non contengono additivi e neppure sostanze chimiche di varia natura che troviamo su questo portale anche di altre tipologie (grano tenero e grano duro), una lattina di pomodorini Corbarino, una bottiglia di olio extravergine di oliva e un vasetto di filetti di alici. Si tratta degli ingredienti che usano le pizzerie del Comune di Tramonti, sulla Costa d’Amalfi. Se poi siete alla ricerca di alici come quelle di Cetara e di Menaica, qui potete davvero sbizzarrirvi perché ce n’è per tutti gusti e per diverse esigenze.

Sul sito di Titaly, è possibile leggere anche la ricetta per la preparazione per la famosa pizza di Tramonti la cui storia inizia nel lontano Medioevo, da quando i numerosi forni rurali sfornavano il pane biscottato di farina integrale per rifornire le navi della Repubblica Marinara di Amalfi. Ideale per i lunghi viaggi in mare, poteva durare per mesi. Agli inizi del Novecento la maggior parte delle famiglie aveva in casa il forno a legna e – ad ogni cotta – era un rito fare anche la pizza allo stesso modo e nel 2010 è arrivato a conclusione l’iter per la De.Co. (Denominazione Comunale) per  questa pizza, che ne ha riconosciuto la specificità.

Il kit-bag potrebbe essere un’idea per il prossimo Natale così come tutti gli altri prodotti per preparare il menu dei giorni di festa e, perché no, per donare qualcosa di tipico agli amici e alle persone care, mentre, nei prossimi mesi tante saranno le new entry, tra cui una vasta scelta di birre artigianali e il fagiolo tondino del Purgatorio, un prodotto tipico della zona dell’alta Tuscia Viterbese.

Titaly, che ha una clientela anche in alcuni paesi d’Europa, è una start-up campana, diretta a far conoscere le tipicità e le eccellenze di tutta Italia oltre ai tanti altri prodotti ed alimenti sani e gustosi della Dieta Mediterranea. La piattaforma si pone come partner ideale per tutte le aziende che vogliono aprire il proprio canale di vendita online affidando in parte, in «outsourcing» le attività ad esso connesse, con il vantaggio di avere un unico interlocutore. Le aziende che hanno scelto tale piattaforma, operano soprattutto nel settore agroalimentare ed enogastronomico, dove ad ognuno di questi clienti si garantisce l’identità del proprio brand.

CORSO DEDICATO AGLI AROMI DEL VINO E LIGHT DINNER DA VANILLA WINE&RESTAURANT SUL LUNGOMARE DI CASTELLAMMARE DI STABIA

Vanilla Wine&Restaurant

Giovedì 24 ottobre alle ore 20.30 al Vanilla Wine&Restaurant (Corso Garibaldi 70, Castellammare di Stabia) continua il ciclo di appuntamenti dedicato all’approccio del vino firmato Vanilla Wine&Restaurant, il quale dedica un appuntamento al mese per scoprire tutti i segreti legati all’affascinante mondo del vino. Giovedì 24 ottobre l’incontro sarà rivolto all’analisi sensoriale. L’appuntamento è alle ore 20.30 per l’aperitivo-cocktail di benvenuto, a seguire il corso di approccio al vino e il laboratorio sensoriale, dopo il corso segue il light dinner conviviale.

Un viaggio esplorativo nell’affascinante mondo dei profumi, dei sapori e dei colori del vino. Si scoprirà in che forma i cinque sensi lavorano per raccontarci il vino, come interpretare i segnali che ci sono inviati dai sensi per poi tradurli e raccontare agli altri le nostre sensazioni.
In questo primo corso introduttivo, saranno misurate le capacità sensoriali degli ospiti con dei test divertenti, come il riconoscimento al buio di specifici aromi, inoltre saranno degustati vini dalle diverse caratteristiche aromatiche.

A seguire Light Dinner a cura di Vanilla Wine&Restaurant con il seguente menu_
Antipasto ‘Mini tartare di salmone e tonno’, Spaghettone di Gragnano con alici e pane
 atterrato Secondo, Filetto di branzino in crosta di patate con crema di asparagi e piccoli buffet di dolci. Vini in abbinamento a cura di Vanilla Wine&Restaurant.

Per info e prenotazioni_E-mail vanillawine70@gmail.com; Tel. 3518806095; Fb: Vanilla_Wine&Restaurant

 

Ufficio Stampa

Roberta Raja

Domenica 20 ottobre tappa speciale: Di Food in Tour Pontecagnano “Frontiera dei Picentini”.

Pontecagnano : Punto di partenza e non di arrivo del progetto nato due anni fa per la promozione turistica e territoriale del salernitano

Pontecagnano

Il 20 ottobre, come ormai di consueto per i numerosi curiosi alla scoperta dei borghi salernitani, alle ore 9:00 ci si darà appuntamento a Pontecagnano assieme al Gruppo CTG Picentia di Salerno, per trascorrere una giornata tra archeologia, natura e buon cibo. In collaborazione con lo Studio PAMart, l’Associazione di promozione sociale (APS) CTG Picentia, sostenitrice da sempre di soluzioni alternative per un turismo lento e sostenibile, ha puntato il dito questa volta su Pontecagnano, crocevia nell’antichità di popoli e di scambi commerciali, prima sotto il nome di Amina e poi di Picentia. Greci, Etruschi e Piceni popolarono i luoghi su cui sorge Pontecagnano e i monti alle sue spalle. Un meta dunque significativa sia dal punto di vista storico che turistico, un punto di partenza e non di arrivo anche del progetto Di Food in Tour che cercherà in sinergia con i comuni dei Picentini, di ampliare l’offerta turistica, creando a breve dei pacchetti week-end per tutti i Gruppi CTG provenienti dalle altre regioni d’Italia. A porgere il benvenuto e i saluti istituzionali vi sarà l’Assessore comunale con deleghe alla cultura, creatività e pari opportunità Adele Triggiano, che con interesse ha partecipato assieme alle Dott.sseMina Felici, Annamaria Parlato e Maria De Vita alla progettazione e sviluppo dell’itinerario culturale e gastronomico. Si partirà quindi dalla conoscenza del patrimonio archeologico della cittadina di Pontecagnano di inestimabile valore, attraversando il Parco Archeologico urbano gestito da Legambiente Occhi Verdi, comprendente l’antica insula, il CEA (Centro Educazione ambientale) una biblioteca per bambini e un’area verde attrezzata con parco-giochi ecocompatibile. La visita sarà a cura del Prof. Giuseppe Mancini. Non mancherà una sosta al Museo archeologico nazionale con l’assist dell’archeologa Valentina Miceli. Dopo l’archeologia si proseguirà alla scoperta dei beni enogastronomici presso il Ristorante-Pizzeria “Al Trivio Granata” dove il Presidente de L’Acino d’Uva – International Sommelier Foundation Alberto Giannattasio indirizzerà i commensali in un percorso di abbinamento cibo-vino territoriale. Infine Taverna Penta del Dott. Filippo Morese, un marchio da anni garanzia di bontà e qualità, delizierà i partecipanti al tour con i suoi prodotti caseari d’eccellenza e vi anche la possibilità di vistare gli allevamenti di bufale. Il Food Blog 2Ingredienti Arte&Cibo sarà media partner dell’evento.

Prenotazioni:

info@difoodintour.it

www.difoodintour.it

 

Ufficio Stampa

AnnaMaria Parlato

Tenuta

A Terzigno, nel meraviglioso Parco Nazionale del Vesuvio, sorge la Tenuta Le Lune del Vesuvio, quattro ettari di verde a circa 300 metri sul livello del mare, quartier generale a difesa dei prodotti tipici tradizionali Vesuviani”. La Tenuta nasce da una passione familiare, che da tre generazioni produce vino sulle pendici del vulcano, e da un sogno che ora è diventato realtà. A raccontarci la sua storia è il Patron Andrea Forno «Il mio percorso di studi in Economia si è concluso con una tesi di laurea in Marketing nel settore dei vini. Il lavoro di tesi fu pubblicato da Luigi Veronelli, che mi offrì la possibilità di frequentare un Master presso la Fondazione Veronelli. In quell’occasione ho potuto visitare importanti realtà vitivinicole della Toscana e della Franciacorta ed allora è nata l’idea di costruire, a partire dalla nostra produzione di vino, qualcosa di bello. A condividere questa mia passione c’era mio fratello Salvatore, con il quale iniziai la ricerca di un luogo nel quale avremmo potuto valorizzare i nostri vini, ma anche i prodotti del territorio. Dopo diverse valutazioni individuammo quella che oggi è la Tenuta Le lune del Vesuvio» 

Tenuta

La Struttura offre una gamma di servizi che soddisfa il turismo più esigente, ma anche e soprattutto quello enogastronomico. La presenza di un ristorante a km 0 garantisce un menù di qualità, che segue la stagionalità e offre squisiti prodotti coltivati nel fertilissimo terreno vulcanico. «Abbiamo scelto di dare particolare attenzione al turista italiano e straniero, attraverso percorsi guidati alla scoperta dei nostri prodotti. Chi viene alla Tenuta può visitare l’orto, i vigneti e la cantina, può usufruire del maneggio e ovviamente può fermarsi presso il nostro ristorante per degustare le eccellenze del territorio e del Vesuvio, come i famigerati pomodori piennolo, con i quali facciamo un tradizionale spaghetto al pomodoro, l’olio extra vergine di oliva e ovviamente il vino». Il vino è sicuramente il prodotto di punta della Tenuta e Andrea Forno ne parla con tutto l’orgoglio partenopeo: «Produciamo in primis Lacryma Christi del Vesuvio bianco, rosso e rosato in acciaio, ma abbiamo anche una riserva che ha fatto legno; il Piedirosso in purezza e il Coda di Volpe in purezza; oltre a questi produciamo una Falanghina, un Aglianico e uno Spumante di Falanghina. Abbiamo recuperato vitigni antichi e acquistato nuovi vigneti per la produzione di uva autoctona. Alle persone che vengono a trovarci offriamo molto di più. Infatti, oltre alla presenza di una casa vacanze, dove le famiglie possono soggiornare, organizziamo visite enogastronomiche e diverse iniziative che hanno lo scopo di valorizzare i prodotti e questa terra tanto martoriata».  

Lacryma Christi

Nella Tenuta è presente una Fattoria didattica che ha aderito al progetto Fattorie didattiche campane” approvato dalla Regione Campania per stabilire un connubio tra il mondo agricolo e quello scolastico. L’obiettivo è riavvicinare i giovani d’oggi a quelle esperienze passate e sconosciute alla maggior parte di loro, partendo dalla scoperta dei vigneti, alle attività in vigna, alla raccolta dell’uva alla sua vinificazione, fino alle varie fasi della filiera, che termina con l’etichettatura delle bottiglie. 

 Andrea Forno è un vulcano di idee, ama il suo lavoro e ama trasmettere la sua passione attraverso eventi che richiamano tantissimi partecipanti, come la Vendemmia dei bambini e un Corso di avvicinamento al vino, che lo scorso anno è stato realizzato in collaborazione con l’Associazione Italiana Sommelier. La “Tenuta Le lune del Vesuvio” è un vero paradiso dove è possibile vivere la bellezza del Vesuvio sia dal punto di vista del territorio che da quello enogastronomico. Tutti i sensi sono appagati, grazie ad uno scenario mozzafiato, che garantisce una esperienza indimenticabile. 

 

 Malazè : tutte le iniziative di Gusto della prossima settimana

Da Bacoli a Pozzuoli, da lunedì a venerdì, le iniziative in esclusiva

per la XIV edizione del Malazè ,  l’evento archeoenogastronomico dei Campi Flegrei

Dopo il primo fine settimana con gli Hub dedicati al Rione Terra e al complesso Averno-Monte Nuovo, Malazè , l’evento archeoenogastronomico dei Campi Flegrei continua con una settimana dedicata al Gusto: da lunedì 16 a venerdì 20 settembre si terranno, ogni sera, eventi esclusivi per la XIV edizione dell’evento.

malazè

 

Il programma dell’Hub Gusto.

Lunedì 16 (ore 20) a Baia, Bacoli, “La Locanda del Testardo” concerto di musica e cultura popolare con Gerardo Amarante. Canti popolari misti ad esilaranti battute e barzellette ad accompagnare la proposta eno-gastronomica di Luca Esposito e del suo team in occasione della XIV edizione di Malazè. Info 081.8687701 – 339.6931233 – e-mail info@lalocandadeltestardo.it

Martedì 17 (ore 20) a Pozzuoli, al Whitechillout di via Napoli c’è “Two meat in alto mare”, una collaborazione tra Pubblic Vintage Dinner e WhiteChillOut; due realtà locali totalmente diverse fra loro, insieme per una sera. La serata sarà ricca e variegata di sorprese ed avrà un unico denominatore comune “Pino Daniele” al quale si sono ispirati per essa. Info: 3286504313 – 3274421625

Mercoledì 18 evento alla Casa Circondariale Femminile di Pozzuoli con la Notte Galeotta: Evasioni di Gusto. Evento non aperto al pubblico e riservato alle ospiti della Casa.

Mercoledì 18 a Bacoli (ore 19:30), Identità flegree Da Fefè con l’Agriturismo Don Salvatore. Dalla ormai consolidata collaborazione nasce la serata nel rispetto della terra e del mare. Cena con dj-set fronte mare a Miseno. Info: 3299657837 – 0815233011

A Monte di Procida (ore 20) Osti… Nati Flegrei: Percorso enogastronomico tra conche e monti flegrei. Una collaborazione tra Esperia osteria flegrea e La Fescina nuova hostaria flegrea. Le osterie dall’anima flegrea si incontrano con il bar pasticceria Saint Mary per dare vita ad un percorso gastronomico che parla di territorio, dei vigneti così uguali e così differenti. I vini sono delle Cantine del Mare e Cantine Carputo. Info: 081 8683474  – 081 18464977

Giovedì, 19 (ore 20) Il Territorio Flegreo  e la sua Convivialità al Borgo 50, nei pressi del Castello di Baia a Bacoli. All’ombra del castello, in un’antica cisterna del dopoguerra trasformata in ristorante, si terrà una degustazione enogastronomica all’insegna della convivialità, che ha il tema di rappresentare i prodotti cardine del nostro territorio attraverso il coinvolgimento dei diversi partners e aziende del contesto flegreo invitati alla manifestazione. Info: 0815231934 – 3205641009

Venerdì, 20 (dalle 16 alle 18) al Giardino dell’Orco, sul  lago d’Averno, appuntamento con Infusion per Te(a), Laboratorio sull’arte della miscelazione del tè Ciao Cha Taiwan. Introduzione alla conoscenza del tè: raccolta a mano delle erbe per comporre il tè. L’evento organizzato da Isabella Lin, sommelier di Taiwan, istruttrice e assaggiatrice certificata e co-editrice del libro “Taiwan Tea Taster Handbook”. Info: 3474028866 (English) 3280036255 (Italiano)

Per maggiori informazioni e aggiornamenti: www.malaze.it

UFFICIO STAMPA

CIRO BIONDI

GRANDE PARTECIPAZIONE PER IL FESTIVAL DEL PANUOZZO A GRAGNANO

VIA ROMA GREMITA DA MIGLIAIA DI PERSONE

panuozzoFestival del panuozzo: «Siamo fortemente entusiasti per la notevole partecipazione in tutti e tre i fine settimana. Come previsto, anche il Festival del Panuozzo, che non si svolgeva da oltre dieci anni, ha attirato un pubblico numerosissimo. È stato bello vedere tante persone visitare Gragnano ed assaggiare le nostre eccellenze. Il nostro obiettivo è e sarà quello di far percepire, soprattutto fuori dai nostri confini, che Gragnano è la patria del food di qualità», queste le parole del primo cittadino gragnanese Paolo Cimmino. Termina con successo “Gragnano Enogastronomica” iniziativa, fortemente voluta dall’amministrazione comunale, il cui obiettivo è stato di mettere in risalto la sinergia esistente tra il vino di Gragnano, le eccellenze enogastronomiche dei Monti Lattari, come il Panuozzo e la Ciliegia di Castello; la ricchezza culturale, storica e paesaggistica rappresentata dalle numerose tele di prestigiosi artisti, chiese di rilevanza architettonica e percorsi turistico-naturalistici presenti nel territorio gragnanese da oltre 500 anni. Visite guidate, seminari enogastronomici, show cooking ed artisti prestigiosi hanno arricchito i 6 giorni della kermesse. «Il brand Gragnano Enogastronomica è realtà – ha dichiarato con orgoglio il Presidente del Consiglio Comunale Aniello D’Auria – È partito un vero progetto di marketing territoriale grazie a tutti i produttori che hanno sin da subito percepito la grande opportunità del progetto, facendo sì che si realizzasse. Il logo della kermesse Gragnano Enogastronomica potrà essere usato anche per il packaging in modo da contraddistinguere e valorizzare il territorio ed il prodotto. Il primo giro di boa è stato superato alla grande, ora si guarda avanti per i prossimi step!»

Presidente Associazione Pizza e Panuozzo di Gragnano Camillo Arpaia: «Un plauso va a tutti i pizzaioli che hanno gestito in maniera ottimale le migliaia di persone venute a Gragnano per mangiare il Panuozzo originale. Abbiamo cercato di soddisfare tutte le esigenze avendo un occhio di riguardo per i celiaci o gli intolleranti al lattosio grazie alla collaborazione con l’azienda Salerno Food. In pochissimi eventi, legati al mondo del food, si dedica uno spazio gastronomico alle persone allergiche. Dopo oltre 10 anni abbiamo ridato luce ad uno street food molto apprezzato in tutta la Campania e non solo».

 

Ufficio stampa Allegra Ammirati

COLATURA DI ALICI DI CETARA IN TOUR: APPUNTAMENTI A TUTTOFOOD, SLOWFISH E FATTORIE DIDATTICHE
Tre appuntamenti in giro per l’Italia per promuovere la Colatura di Alici di Cetara, produzione della regione Campania in attesa di ricevere la Dop.
Si parte con Tutto Food. Il salone di Milano in programma dal 6 al 9 maggio raccoglie il meglio delle produzioni nazionali e non solo.
Nel giorno di chiusura del salone milanese, apre i battenti a Genova Slow Fish. Appuntamenti e laboratori dal 9 al 12 maggio ed infine a Portici, in provincia di Napoli, per l’evento “Fattorie didattiche” organizzato dall’Istituto Zooprofilattico del Mezzogiorno nel week-end 11-12 maggio.
“Tre importanti appuntamenti -spiega il  presidente dell’Associazione per la valorizzazione della Colatura di Alici di Cetara Lucia Di Mauro– per arrivare sempre più forti a quello più importante con l’ottenimento della Dop. Un traguardo reso possibile grazie al prezioso apporto dell’amministrazione comunale di Cetara guidata dal sindaco Roberto Della Monica“.
Il percorso della Colatura di Alici di Cetara verso la Denominazione di Origine Protetta ha preso il via con la creazione, il 28 ottobre del 2015, dell’associazione che vede protagonisti produttori, ristoratori e pescatori.
Il comitato promotore, oltre ad avere il pieno sostegno del Comune di Cetara, si avvale della collaborazione professionale del professore Vincenzo Peretti, docente del dipartimento di Medicina Veterinaria e produzioni animali della Federico II di Napoli, esperto di riconoscimenti di marchi di origine comunitaria, dell’agronomo Ettore Guerrera e del coordinatore Secondo Squizzato.
Il nettare ambrato e dal profumo pungente, erede dell’antico garum dei Romani, che è identità del territorio e dell’economia cetarese. Le aziende produttrici Iasa, Nettuno e Delfino sono state affiancate nel 2018 da Armatore. I ristoranti di Cetara sono: San Pietro, Al Convento e La Cianciola mentre gli armatori sono due Salvatore Pappalardo e Federmar.
Ufficio Stampa:
Roberto Esse

Lunedì 22 aprile in piazza Duomo a cinque specialità gastronomiche la targa della De.Co., la Denominazione Comunale

BOBBIO (PIACENZA)
CI PRENDE PER LA GOLA

Con la giornalista Sara Colonna l’evento è condotto da Edoardo Raspelli

L’Amministrazione Comunale di Bobbio ha promosso l’istituzione della De.Co. (Denominazione Comunale ) con l’approvazione del relativo regolamento, per valorizzare e promuovere le specificità dei prodotti agro alimentari presenti nel Comune anche nell’ottica di valorizzazione del territorio e delle attività.

Lunedì 22 Aprile alle 10 in piazza Duomo Edoardo Raspelli giornalista, scrittore celebre critico gastronomico italiano e Sara Colonna della redazione di Food presenteranno i cinque prodotti attualmente certificati: maccheroni bobbiesi, lumache alla bobbiese, brachettone, torta di mandorle e croccante. Interverranno il sindaco di Bobbio Roberto Pasquali, il vicesindaco assessore a Turismo e Cultura Simona Innocente, Maurizio Alpegiani presidente del Sodalizio Ra Familia Bubièiza, il giornalista Giorgio Lambri. Un assaggio delle golosità verrà offerto al termine della presentazione.

Ma cos’è la Denominazione Comunale (De.Co.) ? “Attraverso una semplice delibera comunale il Sindaco certifica la provenienza di ogni prodotto della sua terra” così Luigi Veronelli spiegava la De.Co. , un’idea nata dal basso per valorizzare quegli immensi giacimenti enogastronomici che racchiude l’Italia. Risorse e ricchezze che appartengono alla terra, al proprio luogo d’origine. E’ il riconoscimento della tipicità di quei tanti prodotti agroalimentari che non rientrano, per motivi diversi, in altre forme di tutela. Una maniera per legare un prodotto alla sua terra, al suo Comune, al luogo dove esso si produce da sempre.
Protagonista di questa “certificazione” di tipicità, che è essenzialmente un mezzo di promozione, è il Comune. Il vero ‘giacimento’ del Paese è costituito infatti dalla grandissima ricchezza di culture, di usi, di tradizioni che si possono incontrare negli oltre ottomila Comuni di ogni parte d’Italia. Tra i ‘giacimenti’ più preziosi c’è di sicuro quello dei cibi, dei vini, delle mille e mille specialità della tradizione gastronomica locale. Non esiste posto, in Italia, dove manchi un esempio di questa abitudine alla buona tavola, da sempre conosciuta e apprezzata anche all’estero. È una richiesta infinita, che chiede soltanto di essere valorizzata, e che può fornire opportunità economiche sorprendenti.

LE CINQUE GOLOSITA’ DI BOBBIO CON LA TARGA DELLA
DE.CO. , LA DENOMINAZIONE COMUNALE

I maccheroni bobbiesi (I macaròn fàt cón l’angùcia)
Sono una sorta di bucatini ma fatti con l’ago da maglia per cui la buona riuscita è affidata alla maestria delle massaie che con la loro manualità riescono a tirare il maccherone dello stesso spessore e della stesse lunghezza. Vengono conditi con un saporito sugo di stracotto di manzo.

Le lumache alla bobbiese (E lümas a ra bubièi?a)
Piatto tipico della vigilia di Natale le lumache venivano raccolte durante l’inverno quando ancora in letargo e opercolate quindi non necessitano di essere spurgate.

Brachettone di Bobbio (Ar bragtòn)
Il nome di questo prodotto ha origini sconosciute; è noto invece che i contadini, dopo la tradizionale uccisione del maiale ad autunno inoltrato, preparavano un brachettone da mangiare a Carnevale e un altro per Pasqua. Questo salume si ricava dalla carne della spalla di maiale che viene disossata, speziata, cucita nella sua cotenna e viene messo a stagionare steccato fra due tavolette di legno. Dopo alcuni mesi si tolgono le tavolette ed il brachettone è pronto per essere cucinato.

Torta di mandorle alla bobbiese (Ra tùrta d’armandul)
tipica ricetta medievale bobbiese, a base di farina di mandorle e mandorle tritate, tuorli d’uovo e albumi con zucchero.

croccante (crucànt)
dolce di mandorle tostate intere e a pezzi e zucchero caramellato. La tradizione di Bobbio è quella di rovesciare l’impasto in uno stampo o in una zuppierina ben imburrati e, con un limone o una mela, premetelo bene all’interno modellandolo per dargli la classica forma a cestino.

 

Ufficio Stampa:

Raspelli Edoardo

Convegno “Il nuovo assetto turistico nella Riviera di Ulisse, dal grande albergo all’ospitalità di tipo familiare: destagionalizzazione, comprensorialità, enogastronomia e management”.

Formia, 2 aprile 2019: L’ospitalità di tipo familiare rappresenta un settore ricco di opportunità da cogliere, suggestioni da sperimentare, capaci di accrescere la competitività e la qualità delle imprese. Parte da questo presupposto il convegno “Il nuovo assetto turistico nella Riviera di Ulisse, dal grande albergo all’ospitalità di tipo familiare: destagionalizzazione, comprensorialità, enogastronomia e management” organizzato dall’associazione “Le Dimore del Sole”, in stretta collaborazione con il Comune di Formia, nell’ambito del 1° meeting della stampa turistica ed enogastronomica previsto nella Riviera di Ulisse dal 5 al 7 aprile 2019.

Nel corso del convegno, che si terrà sabato 6 aprile 2019, alle ore 9,30, presso la sala Ribaud del Comune di Formia, si parlerà di:

  • “Il programma turistico della città di Formia” –relatore Kristian Franzini, assessore al Turismo del Comune di Formia.
  • “Formazione premessa indispensabile per un turismo di qualità” – relatrice prof.ssa Rossella Monti, dirigente scolastico dell’IIS Fermi Filangieri di Formia;
  •  “La cultura come volano di un turismo destagionalizzato”  – relatore dr. Alessandro Sansoni, direttore responsabile del mensile “Cultura e identità”;
  • “Enogastronomia come volano del turismo esperienziale”  – relatore dr. Renato Rocco, direttore de “La Buonatavola.org;
  • “Olio extravergine di oliva” – relatrice d.ssa Elisabetta Donadoni, direttore editoriale del magazine “Napoli Post”;
  •  “Management “  – relatore prof. Enzo Maiello, direttore dell’Hotel Bajamar di Formia;

 “Il convegno, come l’intero meeting – evidenzia il presidente dell’associazione “Le Dimore del Sole”, Cinzia Calligaris- pone in discussione l’argomento del turismo del futuro, un turismo responsabile, consapevole, che può prestarsi alla diffusione dell’ospitalità turistica di tipo familiare, ossia della cultura tipicamente legata alle abitudini, ai tempi e modi di vita e all’immaginario collettivo della parte più tradizionale della società. Un motivo di richiamo verso aree geografiche, come Formia e di tutta la Riviera di Ulisse,al fine di valorizzarne il territorio e le sue peculiarità  culturali, agroalimentari e naturalistiche sempre meritevoli di essere scoperte, o riscoperte, e apprezzate”.

L’incontro, il cui svolgimento vedrà anche la collaborazione degli studenti dell’IIS Fermi Filangieri – settore turismo di Formia e della Confcommercio Lazio Sud ed in particolare del dr. Giovanni Orlandi, presidente dell’ ASCOM territoriale di Formia,   si aprirà con i saluti del presidente dell’Associazione “Le Dimore del Sole”, dell’Arcivescovo di Gaeta Mons. Luigi Vari e del sindaco di Formia, prof.ssa Paola Villa.

 

Ufficio Stampa:

L’Associazione “Le Dimore del Sole”

NEW OPENING “Ottocento Napoletano Accademia”

Fondazione Istituto Pennese

 

La storica struttura di Palazzo Pennese di Portici, venerdì 5 aprile ore 19.30, vedrà l’inaugurazione  della Fondazione “Istituto Pennese” e dell’annessa scuola enogastronomica “Ottocento Napoletano Accademia”, nata dal progetto Ottocento Napoletano datato 2011 supportato dal patrocinio morale della Curia Arcivescovile di Napoli.

Palazzo Pennese ospita l’“Ottocento Napoletano Accademia” sotto la direzione del Dott. Stefano Silvestro; la struttura si sviluppa su quattro piani e con attrezzatissimi laboratori di pasticceria, gastronomia, pizzeria, panificazione, informatica, con sala polifunzionale e salone conferenze, oltretutto adibita a piccoli e grandi eventi è l’elegante Sala Ovale come l’attrezzata terrazza adiacente al Lounge Bar.

Nella cappella gentilizia del palazzo inoltre,ha sede l’Orchestra della “Compagnia degli Artisti”.

 

Il progetto “Ottocento Napoletano Accademia” dedicato alla memoria di Monsignore Pinto, propone corsi di formazione professionale biennali o quinquennali, che garantiscono preparazioni d’ eccellenza in ambito enogastronomico e un rapido ingresso dello studente nel mondo del lavoro.

Le finalità della Fondazione sono riassumibili in tre punti:

– Assistenza ai bisognosi.

Il progetto Ottocento Napoletano ha voluto, innanzitutto, dare assistenza ai più bisognosi con la creazione della “Mensa del Buon Samaritano”avente un bacino di utenza di bisognosi provenienti dai Comuni di Portici, Ercolano, S. Giorgio a Cremano, Torre del Greco e Napoli.

Formazione professionale enogastronomica dei giovani a rischio di condizionamento camorristico. Completata con laboratori di informatica, lingue, musica, scienze dell’alimentazione ed anche un laboratorio di Cultura e Lingua  Napoletana.

Diffusione della cultura affidata alla “Compagnia degli Artisti” riconosciuta e apprezzata a livello internazionale, opererà con laboratorio teatrale, danza e orchestra.

 

L’“Ottocento Napoletano”srl società BENEFIT ai sensi della L. 28 dicembre 2015, n. 8 con il controllo dello Stato.

La Fondazione Istituto Pennese, inoltre ospita il RCEEDAO un’associazione (O.N.G.) senza scopo di lucro, di diritto Belga, con sede a Bruxelles, in Belgio.

 

L’evento si articolerà:

Ore 19.30 Santa Messa nella Cappella della Fondazione Pennese

Ore 20.45 Taglio del Nastro con la presentazione di Edda Cioffi sulle note del soave violino del Maestro Antonio Mazza e della Fisarmonica del maestro Sasà Piedepalumbo

Ore 21.00 Apertura del Buffet realizzato dal “Maggio Banqueting” e dal “Amis Catering”, accompagnamento musicale  a cura dei Soul Food Band

Taglio Torte in memoria di Monsignor Pinto e in augurio del progetto Ottocento Napoletano sulle note del Sax del Maestro di Michelangelo Nuzio

Gli ospiti interessati saranno accompagnati in una visita guidata di Palazzo Pennese

 

 

Fondazione Istituto Pennese

Via Vittorio Emanuele n.2

Portici NA

 

Ufficio Stampa:

Angela Merolla

 

La Regione Basilicata è approdata a Napoli in occasione dell’ultima edizione della Borsa Mediterranea del Turismo, l’evento dedicato ai professionisti del turismo e dell’ospitalità che si è svolto lo scorso weekend. È emersa un’Italia ricca di nuovi modelli turistici,  incoraggiati dalle risorse culturali e da un patrimonio storico che invogliano a vivere la vacanza come un’esperienza viva e carica di emozioni.

Anche l’enogastronomia è un traino importante per il sistema turistico in Italia, lo dimostra l’esperienza lucana presentata da Rocchina Adobbato nel suo stand della Basilicata. “Matera è stato il nostro fiore all’occhiello – ha spiegato la direttrice del B&B “La Voce Del Fiume“, dimora di storica di charme – ma abbiamo guidato i visitatori a conoscere anche attrazioni turistiche alternative”. La Regione Basilicata ha fatto breccia nei visitatori della fiera-evento per le opportunità di turismo esperienziale possibili nel suo territorio, molte di queste a contatto con l’enogastronomia locale.

“Nella nostra realtà di ospitalità a Brienza, antico e interessante borgo della provincia di Potenza, gli ospiti possono cimentarsi in alcuni antichi mestieri – spiega Adobbato – tra questi il laboratorio di pasta fatta a mano, guidati dalle signore del posto, sapienti artigiane”. Altri laboratori a carattere gastronomico, organizzati nella dimora di charme, mettono in contatto gli ospiti con gli chef del territorio. “Insieme ai tutor di cucina, i turisti hanno modo di calarsi nella cultura gastronomica lucana, con la realizzazione di un piatto tipico” ha spiegato Rocchina Addobbato.

Gli ospiti del B&B “La Voce del Fiume” fanno una colazione tipica con biscotti da latte, yogurt artigianale e tante altre specialità della nonna che li riporta indietro nel tempo. “Mi piace trasmettere il lato salutistico del cibo – conferma Adobbato – la colazione che offriamo è genuina e sana, composta delle sole materie prime del territorio”.

Attraverso un percorso fatto di comunicazione e immagini, Rocchina Adobbato è riuscita a trasmettere ai visitatori il valore autentico della vacanza in Basilicata, di cui la Dimora di Charme è un avamposto perfetto. Equidistante dalla Grotta di Pertosa, dal Ponte alla Luna e dal Volo dell’Angelo, tre siti di un circuito turistico interessante, il B&B di Brienza è il luogo ideale per entrare a contatto con la cultura e gli ambienti dell’antica civiltà contadina lucana.

 

Bianco Tanagro: dal 27 al 1° maggio nel borgo di Auletta

Dieci anni di valorizzazione e promozione del carciofo bianco del Tanagro.

 

Tornerà a fine aprile, come d’abitudine, l’appuntamento con Bianco Tanagro: festival dedicato al carciofo bianco del Tanagro ed al suo territorio. Un’edizione importante, quella alle porte, che celebrerà il decennale della kermesse.

L’inaugurazione, prevista il 27 aprile alle ore 17, darà il via alle innumerevoli attività che compongono il fitto programma di Bianco Tanagro, nato da un’idea di Giuseppe Lupo e organizzato da sempre dalla Pro Loco di Auletta.

Dieci anni fa non potevo immaginare saremmo arrivati a questo punto, eravamo mossi dal desiderio di fare qualcosa per il nostro territorio e dare una speranza ai nostri giovani, e – anche se la strada è ancora lunga – penso che possiamo dire di esserci riusciti. Siamo orgogliosi, soddisfatti ma anche pronti a migliorare sempre di più”, racconta Lupo.

Dallo scorso anno il festival ha azzerato la presenza di plastica ed ha lanciato le family bag per portare a casa ciò che non è stato consumato ai tavoli. Dunque sostegno all’ambiente e lotta aperta allo spreco alimentare. Nelle cucine, come sempre, ci saranno i contadini di Auletta che producono il carciofo bianco e proporranno il proprio prodotto, declinandolo nelle ricette locali e della tradizione.

Centrali le “Tabernae Parlanti”, ovvero i salotti gastronomici condotti dalla giornalista gastronomica Antonella Petitti, dove ogni giorno si alterneranno esperti del settore, chef, pasticceri, pizzaioli, sommelier e rappresentanti istituzionali.

L’obiettivo è accendere i riflettori sulla versatilità del carciofo bianco, nonché continuare a riflettere su quanto sia possibile fare per favorire la crescita sostenibile dei piccoli centri d’entroterra e della loro agricoltura familiare.

Di grande impatto, da qualche anno, il contemporaneo “Bianco Festival” che si svolge in maniera itinerante tra le strade di Auletta e che lì porta i migliori artisti di strada.

A ricevere l’ormai ambito “Carciofo d’Oro” quest’anno saranno gli inquilini di Casa Surace, i quali hanno promesso di mettersi ai fornelli e raccontare “a modo loro” la straordinarietà del “guerriero” dal cuore tenero.

 

Ufficio Stampa

Rosmarinonews.it

 

Il Clubino

Il Demiurgo

Intra Moenia Editore

presentano 

Napoli con gli occhi di Caravaggio 

Al Clubino la teatralizzazione del volume

di Francesco De Core e Sergio Siano 

Venerdì 23 Febbraio ore 21

Via Luca Giordano 73 – Napoli

Arte, fotografia, letteratura, teatro ed enogastronomia. Sono gli ingredienti di “Napoli con gli occhi di Caravaggio” l’evento organizzato Venerdì 23 febbraio alle 21 dal circolo culturale napoletano “Il Clubino” (Via Luca Giordano 73).

Al centro della serata la ‘teatralizzazione” del volume di Francesco De Core e Sergio Siano “Con gli occhi di Caravaggio” (Intra Moenia Editore). Un esperimento originale che porterà per la prima volta in scena con l’interpretazione dell’attore Franco Nappi il diario romanzato del giornalista Francesco De Core che ricostruisce e racconta i due periodi napoletani di Caravaggio.

La flagellazione di Cristo nella foto di Sergio Siano

La flagellazione di Cristo nella foto di Sergio Siano

Michelangelo Merisi ebbe per Napoli un trasporto viscerale – scrive De Core nel volume – operando in una città dalle contraddizioni vertiginose, dove ricchezza e povertà hanno convissuto, e ancora convivono, negli spazi stretti dei vicoli, nelle chiese, negli ospedali e nei palazzi oppure a due passi dal mare”.

Un caleidoscopio di emozioni che rivivranno in scena con la voce narrante di De Core e l’interpretazione teatrale di Franco Nappi, fondatore de “Il Demiurgo” una delle più apprezzate compagnie teatrali italiane nel settore della narrazione teatrale dei siti culturali. “Dalla penna raffinata di Francesco De Core – anticipa Nappi – emerge un Caravaggio perennemente teso tra il genio e la dannazione che, grazie ad un’accattivante narrazione in prima persona, come fosse un diario svelato al pubblico e ai lettori, mette a nudo la parte più intima della sua anima e si presta in modo perfetto a questo avvincente esperimento di teatralizzazione”. Suggestiva scenografia dello spettacolo saranno le fotografie di Sergio Siano che nel testo accompagnano il diario di Caravaggio per illustrare tutte le emozioni del suo viaggio tra i quartieri di Napoli.

Sergio Siano e Francesco De Core

Sergio Siano e Francesco De Core

Lo spettacolo (10 euro il prezzo d’ingresso) sarà preceduto da un angolo del gusto, a cura della chef Claudia D’Eustacchio, che sarà dedicato alla tradizione enogastronomica napoletana. Dopo lo spettacolo il dibattito su “Cinema, letteratura e teatro per raccontare Napoli”. Insieme con gli autori discuteranno il giornalista Roberto Conte, project manager del Festival della Letteratura nel segno del Mito “La memoria degli Elefanti”, l’architetto Teresa Tauro, presidente dell’Associazione “Napoli Pitagorica” e l’italianista Paola Villani, docente di Letteratura di viaggio all’Università Suor Orsola Benincasa.

 

Per info e contatti:

Dott. Roberto Conte

Mail: roberconte@gmail.com

Degustazioni di Classe da Gourmeet

Ogni settimana grandi produttori tra assaggi e approfondimento

 

Ogni giovedì a partire dal 8 Febbraio nell’enoteca di Gourmeet (via Alabardieri, 8) l’orario dell’aperitivo si trasforma in un momento di formazione dai toni informali sui temi dell’enogastronomia di grande qualità. Un appuntamento fisso per approfondire (assaggiandoli) i capisaldi del gusto attraverso il racconto di chi li produce. Enologi e sommelier, produttori e artigiani del gusto si alterneranno in un ricco calendario di incontri dai temi differenti ma con un’impostazione che si ripete: alla fase di presentazione e degustazione guidata seguiranno sempre le specialità della chef resident Antonella Rossi.

 

Giovedì 8 febbraio si comincia con il mondo delle bollicine: un sommelier professionista proverà a chiarire una volta per tutte le differenze tra le varie tipologie e i metodi di produzione. Alle bollicine in degustazione delle aziende Fratelli Berlucchi e Fattoria la Rivolta saranno abbinati i piatti della chef resident Antonella Rossi.

 

Giovedì 15 febbraio approfondimento sul formaggio attraverso l’esperienza dell’impresa irpina Carmasciando. Analisi organolettica, affinamento, pasta dura o molle: ogni formaggio artigianale porta con sé un bagaglio di grande fascino. In abbinamento ai formaggi una selezione di pani di Gourneet e un calice di vino.

 

Giovedì 22 febbraio la degustazione vede protagonista il pomodoro Corbarino, una delle varietà più apprezzate di pomodoro campano. Caratteristiche e impieghi in cucina saranno al centro dell’appuntamento. In degustazione le specialità al Corbarino realizzate dalla chef Antonella Rossi.
Il Costo di ogni degustazione è di 20 euro per persona

Prenotazione obbligatoria

Tel. 0817944131
info@gourmeet.it

Il boom continua: +10% nell’ultimo anno.

Toscana, Sicilia e Puglia le mete scelte dagli italiani sempre più in cerca di qualità e sostenibilità. Dopo il cibo locale, i mercati e i food truck al top delle preferenze.

 

Il rapporto

Il turismo enogastronomico piace. Anzi, piace sempre di più. Un italiano su tre ha svolto almeno un viaggio motivato dall’enogastronomia negli ultimi tre anni. Già si era toccato il 21%, come rilevato dal Food Travel Monitor 2016. Ma ora i turisti enogastronomici salgono al 30%. Un dato che dichiara il nuovo ruolo dell’enogastronomia, che da elemento ‘accessorio’ si è trasformata in una componente in grado di influenzare le scelte di viaggio. È una delle principali evidenze che emerge dal PRIMO RAPPORTO SUL TURISMO ENOGASTRONOMICO ITALIANO, studio che traccia un quadro sul settore e delinea le tendenze di un segmento in forte crescita in tutto il mondo. Sotto l’egida dell’Università degli studi di Bergamo e della World Food Travel Association, ha il patrocinio di Touring Club, Ismea Qualivita, Federculture e la collaborazione di Seminario Veronelli e The Fork- TripAdvisor.

Roberta Garibaldi, esperta a livello nazionale ed internazionale di turismo enogastronomico, ha coordinato l’Osservatorio e ha promosso la ricerca, affermando: “Questo lavoro mette a fuoco un trend in forte ascesa. Risulta sempre più evidente come la gastronomia stia condizionando la scelta dei viaggi. Troviamo un rafforzamento su ogni fronte: ora gli italiani si muovono anche per cercare esperienze legate al cibo e al vino. Un atteggiamento sempre più simile a quello di molti stranieri”. Chiude il rapporto una sezione con il profilo del turista enogastronomico internazionale, la situazione nei principali Paesi del mondo e best practice estere.

L’enogastronomia, componente rilevante nelle scelte di viaggio degli italiani

Il Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali Maurizio Martina commenta cosi: “C’è una domanda crescente di servizi per i turisti del cibo che va soddisfatta di più e meglio. È molto positiva la crescita dei viaggiatori che visitano i nostri territori alla scoperta delle ricchezze enogastronomiche. Serve ora aprirsi ancora di più, aggiungendo alla qualità e alla sostenibilità la parola multifunzionalità. La ricezione turistica, anche attraverso l’apertura delle strutture produttive ai visitatori, può diventare uno strumento essenziale per avvicinare produttori e consumatori, oltre che essere una voce di reddito aggiuntiva. Su questa strada dobbiamo fare di più a partire dalla formazione professionale. Abbiamo bisogno di professionisti del cibo, che sappiano interagire anche con i turisti e i buyer stranieri. Il nostro impegno andrà avanti, come dimostrato di recente anche dalle nuove regole dell’enoturismo, che oggi rappresenta una delle chiavi più avanzate dell’agroalimentare italiano”.

Il 63% dei turisti italiani valuta importante la presenza di un’offerta enogastronomica o di esperienze tematiche quando sceglie la meta del viaggio. Elementi imprescindibili sono qualità e sostenibilità, il tema green non è driver di scelta solo per le produzioni agroalimentari, ma anche per il 42% delle strutture ricettive e degli eventi.

In vacanza, essi manifestano il desiderio di conoscere e sperimentare l’enogastronomia in tutte le sue sfaccettature: durante la vacanza partecipano un’ampia varietà di esperienze, anche molto differenti tra loro. Le esperienze Food più popolari, dopo il mangiare piatti tipici del luogo in un ristorante locale (indicata dal 73% dei turisti), sono visitare un mercato con prodotti del territorio (70%) e comprare cibo da un food truck (59%). Forte è pure l’interesse verso il Beverage, non solo vino, ma anche birra localeNonostante l’interesse sia molto alto, il mercato mostra ancora ulteriori margini di crescita. Esiste un gap fra le esperienze desiderate ed effettivamente fruite, molto ampio nel caso di proposte quali andare alla scoperta di cibo con un esperto enogastronomico (40%) e partecipare ad un viaggio enogastronomico di più giorni organizzato da un’Agenzia di Viaggio o da un Tour Operator (36%).

Infine, gli italiani all’estero. Anche se desiderano conoscere le tradizioni culinarie del Paese in cui si recano, ci sono prodotti a cui non vorrebbero rinunciare: sono i grandi classici, pasta, pizza, vino italiano e caffè.

Toscana, destinazione “top” per gli italiani

infografica1La regione più desiderata dai turisti italiani è la Toscana, ma si riscontra un forte interesse per il Sud, in primis Sicilia e Puglia. Molte regioni hanno un potenziale inespresso e non vengono percepite come mete enogastronomiche rilevanti, nonostante siano ricche di eccellenze. Lombardia, Piemonte e Veneto, ad esempio, vantano un’offerta che in termini numerici si colloca immediatamente dietro alla Toscana. Emergono quindi opportunità di miglioramento nella visibilità di questi luoghi.

Il profilo del turista enogastronomico italiano

infografica2Roberta Garibaldi così sintetizza: “È un turista acculturato, con maggiore capacità e propensione alla spesa, che cerca nell’enogastronomia un’opportunità di conoscenza e contatto con la cultura di un territorio. Organizza il suo viaggio affidandosi al web, sia per raccogliere informazioni sia per prenotare le singole componenti del viaggio. Ma ha una propensione maggiore rispetto al turista generico alla prenotazione attraverso intermediari. Si sente più coinvolto, vuole sperimentare l’enogastronomia a 360°, affiancando spesso altre proposte attive. Preferisce percorsi misti, non monotematici: il turista del vino cerca anche ottime esperienze gastronomiche”.

L’offerta

I numeri del Bel Paese sono di tutto rispetto: 821 Indicazioni Geografiche Food & Wine, 586 ristoranti di eccellenza, 11.329 agriristori, 18.632 agriturismo con alloggio, 169 Strade del Vino e dei Sapori, 12.446 agriturismo che offrono proposte turistiche quali maneggio, escursioni guidate a piedi o in mountain bike, fattorie didattiche. A ciò si aggiungono una molteplicità di altre esperienze Food & Beverage, quali Musei del gusto, esperienze in cantina, eventi tematici e scuole di cucina. Il nostro Paese possiede un’offerta ricca e variegata, in grado di soddisfare la pluralità di esigenze del turista alla ricerca dei sapori locali. Ma come evidenzia Roberta Garibaldi “l’offerta italiana appare oggi a macchia di leopardo”, nel senso che, mentre la ristorazione risulta un settore evoluto ed organizzato, con un’ampia gamma di esperienze per ogni tipo di target, altre realtà come i caseifici, le cioccolaterie e i pastifici hanno limiti, anche legislativi, che frenano l’apertura al turismo. La Garibaldi sottolinea come sia importante incentivare una comunicazione sulla rete creando un’intermediazione turistica nazionale che faciliti la fruizione delle esperienze. L’Italia è il paese più desiderato come meta di viaggi proprio per il suo patrimonio enogastonomico ed è proprio nell’anno del cibo che, secondo Roberta Garibaldi, se ne dovrebbero valorizzare la qualità e la sostenibilità, considerando la maggiore consapevolezza del consumatore rispetto al passato.

Infine, aggiunge che “le nuove tecnologie stanno modificando profondamente la nostra esistenza: intelligenza artificiale, realtà virtuale ed aumentata, blockchain, e così via. Le possibili applicazioni per il comparto dell’industria del turismo enogastronomico sono innumerevoli. Tutto ciò contribuirà a rendere l’esperienza di vacanza più coinvolgente e immersiva, oltre che semplificare la vita del turista sia in fase di scelta della meta che nel corso del viaggio. La risorsa umana rimarrà comunque l’elemento centrale e richiederà nuove competenze trasversali e adeguata formazione, ad esempio gli hospitality manager per le aziende food and wine. Poi re-inventare l’enogastronomia locale: stimolare l’innovazione in ambito enogastronomico, ma al contempo salvaguardare l’autenticità di questo patrimonio sarà una delle sfide del futuro per le destinazioni turistiche che vogliono puntare su questo elemento per differenziarsi e trovare un vantaggio competitivo sul mercato. Turisti senior e Millennials, Paesi emergenti saranno i principali target di mercato a cui rivolgersi nei prossimi anni. Ciascuno di essi appare interessato alle proposte enogastronomiche nel corso del viaggio. Fondamentale sarò creare offerte targettizzate”.

Citazioni dagli esperti

Internazionali:

Erik Wolf: Direttore Esecutivo e fondatore della World Food Travel Association (USA)

“L’interesse verso tutto ciò che è legato al cibo rimane altissimo e non vi sono segnali di una diminuzione nel breve periodo. Il futuro appare quindi luminoso. Nuove opportunità si apriranno per gli operatori del settore, che dovranno valorizzare la componente enogastronomica, ad esempio attraverso lo storytelling o proposte specifiche”.

Patrick Torrent Queralt: Direttore del Catalan Tourist Board (Spagna)

“Nei prossimi anni sarà importante segmentare ulteriormente l’offerta per venire incontro alle nicchie di mercato emergenti: ad esempio, turisti della birra, enoturisti, turisti Slow Food … La promozione avverrà sempre più attraverso i social media, sui quali i turisti enogastronomici già sono soliti condividere le loro esperienze di viaggio”.

Nazionali:

Mauro Rosati: Direttore generale Fondazione Qualivita

“Le Denominazioni di Origine protetta (DOP) e le Indicazioni Geografiche Protette (IGP) sono veri ambasciatori del Made in Italy in tutto il mondo. Le iniziative realizzate nell’ambito delle denominazione di origine mancano ancora di un modello di sviluppo capace di sommare i diversi punti di forza dei distretti. Per sviluppare un’offerta che faccia davvero la differenza occorre costruire nuove relazioni tra i soggetti imprenditoriali e anche istituzionali di un’area”.

Marcantonio Ruisi: Professore e Chief del Contamination Lab dell’Università degli Studi di Palermo, Vice-presidente Società Italiana di Scienze del Turismo (SISTUR)

I festival gastronomici, consolidati nel tempo in territori ben determinati, esaltando in via esclusiva o prevalente produzioni e saperi locali, rappresentano oggi, i nuovi «monumenti» che una comunità riesce ad esprimere e realizzare. I festival intercettano un bisogno sempre più diffuso di turismo esperienziale capace di alimentare un engagement complesso.

Best practice

Il museo aziendale dedicato alla famosa Guinness, la cantina con il look rifatto da un grande archistar, il museo a Bordeaux con ingressi da capogiro, il mercato coperto rivoluzionario. Sono alcune proposte enogastronomiche nate recentemente in Europa, scelte dal gruppo formato da Roberta Garibaldi per la loro capacità di valorizzare e promuovere un territorio. Ad esse si aggiungono le buone pratiche indicate dagli esperti internazionali coinvolti nel rapporto. Tutti casi di eccellenza connotati dal forte legame tra enogastronomia, cultura e luoghi, dall’alto grado di innovazione e dall’abilità di attrarre turisti.

Catalunya

La regione spagnola vanta una grande tradizione enogastronomica, con tante produzioni agroalimentari di qualità. Per promuovere il ricco patrimonio, l’Agenzia Catalana del Turismo – braccio operativo nel settore turistico del governo regionale – ha sviluppato brand specifici, Enoturisme Catalunya e Experiències Gastronòmiques, e ha indetto per il 2016 l’Anno della gastronomia e dell’enoturismo, con oltre 150 iniziative di varia natura e un budget di oltre due milioni di euro. La Catalunya si è così aggiudicata il titolo di Regione europea della gastronomia 2016, catalunya.com.

Marqués de Riscal

Le linee impressionanti che sempre distinguono i progetti di Frank O. Gehry, uno degli architetti più famosi al mondo, si sono unite alla produzione vitivinicola. Fra le aziende più antiche della regione spagnola de La Rioja, il Marqués de Riscal è un’azienda rinomata a livello internazionale per l’alta qualità dei suoi vini. Con l’intervento di Gehry è nata la Ciudad del Vino, con uno spazio dedicato alla cultura del vino, ma anche un albergo di lusso e due ristoranti gourmet. Diventata in breve una delle maggiori attrazioni turistiche della regione, oggi contribuisce ad aumentare il numero di visitatori nelle cantine storiche dell’azienda e a far crescere la visibilità delle aree circostanti, marquesderiscal.com.

Guinness Storehouse

La maggiore attrazione turistica d’Irlanda. È il museo aziendale dell’omonima azienda produttrice di birra, visitata nel 2016 da oltre 1,6 milioni di persone provenienti da tutto il mondo. Nel centro di Dublino, spicca con i suoi 7 piani e la forma di una pinta di birra. L’interno è altrettanto coinvolgente: pannelli informativi, locandine, fotografie, strumenti di produzione fanno scoprire la storia e il processo di produzione della Guinness, mentre esperienze olfattive, degustazioni e laboratori ne fanno apprezzare il gusto. Il segreto del suo successo sta anche nell’efficace comunicazione, con un sito completo di visita virtuale e la presenza sui social media, guinness-storehouse.com.

La Cité du Vin

Un edificio dalle linee morbide e sinuose per un museo interamente dedicato alla cultura del vino, nato a maggio 2016 a Bordeaux. Vanta numeri da capogiro ad un anno dalla sua apertura: 425 mila visitatori provenienti da oltre 150 Paesi, oltre 14 mila iscritti ai seminari di degustazione e scoperta, 70 eventi culturali con oltre 10 mila partecipanti, 80 mila coperti nel ristorante Le 7 e 50 mila nel wine bar Latitude 20. Fiori all’occhiello sono la forma originale che ricorda il vino in movimento in un bicchiere, disegnata dallo studio di architettura X-TU, e l’idea che la ispira: non solo un percorso permanente, ludico e originale, ma uno spazio pubblico con negozio, cantina, ristorante, passeggiata in riva al fiume, laciteduvin.com.

The Wild Atlantic Way

Con i suoi 1.600 chilometri la Wild Atlantic Way è una delle vie costiere più lunghe del mondo, dalla penisola di Inishowen, a nord, alla pittoresca cittadina di Kinsale, nella contea di Cork, a sud. Tra i tanti itinerari spicca Taste the Atlantic: A SeafoodJourney, percorso tematico dedicato alla scoperta dei sapori dell’oceano, tra ristoranti locali, aziende agricole, piccoli porti e camere di affumicatura del pesce. Un modo nuovo di scoprire questa parte del territorio irlandese, della sua cultura e delle sue tradizioni, coronato dal successo: il gradimento medio su TripAdvisor è il massimo, 5, thewildatlanticway.com.

The BelgianBeerRoutes

Da alcuni anni il Belgio si è mosso nella direzione del turismo della birra, sviluppando una serie di proposte per far conoscere la cultura brassicola della regione, dal 2016 inserita nell’elenco del Patrimonio Immateriale dell’UNESCO. The BelgianBeerRoutes offre percorsi che consentono di visitare i 225 birrifici delle principali birre belghe, oltre a bar, ristoranti, negozi specializzati, festival e musei tematici. È amata dal pubblico: il gradimento medio su TripAdvisor è il massimo, 5, belgianbeerroutes.com.

Les Sources de Caudalie

L’azienda Château Smith Haut Lafitte, tra i più antichi produttori della regione vinicola di Bordeaux, è un ottimo esempio di proposte accattivanti che mantengono il legame con il prodotto e il territorio. Tra i vigneti della tenuta sorge l’albergo 5 stelle Les Sources De Caudalie, dove il design degli esterni e degli interni, i servizi e le attività, riflettono la connessione con la cultura del vino. Oltre ai due ristoranti gourmet, Les Sources de Caudalie, è stata la prima struttura ad ospitare la Vinothérapie Spa: aperta nel 1999, propone trattamenti benessere basati sul vino e sull’uva, sources-caudalie.com.

Markthal

Un mercato coperto unico nel suo genere. Il Markthal, inaugurato nell’ottobre 2014 nello storico quartiere di Laurenskwartier, a Rotterdam, è sovrastato da un arco di 40 metri che ospita nelle sue “costole” 228 appartamenti. Disegnato dallo studio MVRDV, ha numeri di rilievo: 4.600 mq per i negozi, 1.600 mq per i ristoranti, 4 parcheggi sotterranei, 96 “bancarelle”, 20 negozi e ristoranti, prodotti provenienti da 176 Paesi. L’interno della volta è affrescato dall’immenso murale Cornucopia che rappresenta a grandi dimensioni i prodotti del mercato, mentre i fiori e gli insetti ricordano i pittori olandesi del XVII secolo. Grazie all’avveniristica architettura e alla straordinaria offerta di cibo, il Markthal è divenuto presto una delle attrazioni della città, visitato, ad un anno dalla sua apertura, da 8 milioni di persone, il doppio delle previsioni iniziali, markthalrotterdam.nl

Lousiana, USA

Secondo Erik Wolf, Direttore Esecutivo della World Food Travel Association, USA, una buona pratica si distingue non solo per la visibilità o i risultati conseguiti. Lo Stato della Louisiana ha saputo comprendere le specificità del turismo e dei turisti enogastronomici, pubblicando una buona guida sull’enogastronomia locale e sostenendo le realtà più piccole. Certo, le recenti difficoltà economiche hanno colpito anche la Louisiana e la città di New Orleans è stata devastata dall’uragano Katrina. Ma la promozione della cultura e delle tradizioni, anche enogastronomiche, è proseguita.

Il nuovo manifesto Nordic Food

Per Anne-Mette Hjalager, Professore all’University of Southern Denmark e Editor-in-Chief della rivista Journal of Gastronomyand Tourism, la rivoluzione della cucina nordica ha avuto avvio con il nuovo manifesto Nordic Food. Dieci principi che hanno influenzato l’agricoltura e il processo di produzione del cibo, creando nuovi concetti e una nuova immagine dei prodotti nordici negli altri Paesi.

Culinary Tourism Alliance’s Feast On

Trevor Benson, Direttore del Dipartimento Food Tourism Development & Innovation al Culinary Tourism Alliance, Canada, sostiene il programma che mira a identificare e premiare i ristoratori impegnati ad utilizzare prodotti coltivati, allevati o raccolti in Ontario. Ma non solo. Il Culinary Tourism Alliance’s Feast On intende educare turisti e locali, stimolandoli a scegliere tra i 100 ristoranti che offrono un’esperienza culinaria memorabile, basata su prodotti e ricette locali.

Il caso del Portogallo

Secondo Carlos Fernandes, Direttore del Corso di Laurea triennale in Turismo all’Istituto Politecnico de Viana do Castelo, il Portogallo ha condotto più iniziative a livello territoriale che nazionale. Per far rivivere l’enogastronomia locale e attrarre nuovi segmenti turistici si è adottata una prospettiva retro-innovativa, che valorizza le tradizioni culinarie innovandole. Nel Portogallo settentrionale vengono organizzate fiere enogastronomiche nei mesi invernali. Sono iniziative che coinvolgono altri settori, dall’ospitalità alla ristorazione alle attività collaterali, apportando benefici economici a tutto il territorio. Con altri risvolti positivi: si crea un ricordo duraturo, favorendo il ritorno, e si aumenta la visibilità delle produzioni locali, stimolandone l’acquisto una volta tornati a casa.

California DreamEater

Secondo Mattew J. Stone, Professore all’University of California, Chico, USA, la serie California DreamEater in onda sul canale YouTube di Visit Calfornia è un eccellente esempio di marketing applicato al turismo enogastronomico. Ogni video, di soli tre minuti, guida alla scoperta delle delizie enogastronomiche dello Stato, con una qualità comparabile a quella delle serie televisive. Un progetto coronato dal successo, con centinaia di migliaia di visualizzazioni.

 

 

[FONTE]

Ornella Gamacchio

333 9493621

Erika Del Largo

347 3825895

press@robertagaribaldi.it

 

Food in Tour

“Itinerari per tutti i Gusti”

Si riparte alla scoperta di San Mango Piemonte dal 28 Gennaio 

Il CTG Picentia di Salerno capofila del progetto, PAMart e Cowotur di nuovo insieme per la valorizzazione e promozione culturale ed enogastronomica del territorio salernitano.

Il CTG Gruppo Picentia presieduto dalla Dott.ssa Mina Felici, ex funzionario della Soprintendenza BAPPSAE di Salerno e Avellino, in collaborazione con lo Studio PAMart di Consulenza e Progettazione culturale della Dott.ssa Annamaria Parlato, storica dell’arte e giornalista enogastronomica, e Cowotur-Travel Agency&Tour Operator a Mercatello della Dott.ssa Rosa Genovese, intendono promuovere itinerari per tutti i gusti tra cultura e buon cibo, esplorando l’estesa provincia di Salerno. Responsabile marketing del progetto è la Dott.ssa Maria De Vita. Dopo l’enorme successo della prima tappa a San Cipriano Picentino lo scorso 26 novembre 2017, domenica 28 gennaio alle ore 9:00 questa volta si andrà alla scoperta di San Mango Piemonte, sotto il patrocinio morale dell’amministrazione comunale e della Pro Loco. 

San Mango Piemonte

Dell’antico e glorioso passato San Mango conserva pochi resti, se si escludono l’Eremo di San Magno incastonato nella roccia soprastante l’omonimo monte e meta del pellegrinaggio dei devoti del Santo Patrono di San Mango, e le tre chiese di Santa Maria a Corte (di cui la prima notizia risale al 1288 e in cui, dopo i recenti restauri, sono venuti alla luce testimonianze pittoriche di particolare interesse), di San Matteo ad Offiano (le cui origini risalgono al 1051 e che mostra ancora un bellissimo portale, in attesa di essere riaperto al culto), e San Nicola di Piedimonte (meglio conosciuta come chiesa di Sant’Antonio, edificata nel 1138 dal monaco Madelmo, più volte ristrutturata e riaperta al culto dopo il sisma del 1980, pur se priva dell’artistico altare in marmo opera del grande scultore napoletano Matteo Bottiglieri, nativo della vicina Castiglione).

La visita istituzionale del centro storico e delle chiese medievali sarà a cura della Pro Loco, grazie al prezioso intervento del Presidente Nicola Vitolo, esperto culturale del territorio. La Pro Loco di San Mango Piemonte  quale associazione di promozione sociale, propone, realizza e sostiene, sin dalla sua fondazione, attività a tutela e valorizzazione del patrimonio immateriale, ambientale, storico ed economico, concretizzandole con iniziative di particolare rilevanza socio culturale. Da ben ventotto anni l’associazione si è resa protagonista di contribuzioni alla rivalutazione delle eccellenze ambientali e naturali territoriali, alla sensibilizzazione di interventi progettuali a salvaguardia delle risorse culturali ed agroalimentari tipiche, allo sviluppo di un circuito turistico di “qualità” in senso lato, alla tutela di una identità socio-culturale implementando ed amplificando la conoscenza di luoghi, tradizioni e produzioni.

torta di mele annurche

Una particolare colazione sarà riservata ai partecipanti presso la Pasticceria San Magno, che si cimenterà nella realizzazione di specialità a base di mela annurca. Una degustazione di piatti tipici aventi tra gli ingredienti anche la mela, vanto del territorio, si terrà presso Tenuta D’Amore a cura dello staff del Resort&Spa e dello chef Lorenzo Iaquinandi. Nel pomeriggio un laboratorio didattico verterà sull’approfondimento della mela annurca e delle sue proprietà benefiche per la salute. Il Food Blog 2Ingredienti Arte&Cibo sarà Media Partner dell’iniziativa.

Il CTG (Centro Turistico Giovanile) è un’ Associazione nazionale senza scopo di lucro che promuove e realizza un progetto educativo e di formazione integrale della persona, attraverso momenti di crescita, di impegno e di aggregazione sociale, ispirandosi alla concezione cristiana dell’uomo e della vita, nel servizio alle persone e al territorio. Agisce nell’ambito del turismo giovanile e sociale, della cultura e dei beni culturali, dell’ambiente e del tempo libero, avvalendosi del metodo dell’animazione e rivolgendosi a tutte le fasce di età, in particolare a quelle giovanili. Nato nel 1949, il Ctg oggi si estende in tutta Italia con centinaia di realtà tra gruppi di base, circoli e centri  di vacanza in località di grande richiamo turistico e naturalistico, con una rete diffusa di comitati provinciali e di consigli regionali, coinvolgendo ogni anno nelle proprie attività  migliaia di persone. Il CTG è riconosciuto dal Ministero dell’Interno come Ente Nazionale con Finalità Assistenziali ed è altresì iscritto al Registro Nazionale delle Associazioni di promozione Sociale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Ulteriore riconoscimento ufficiale come Associazione è quello concesso dalla CEI.

Sono aperte dal 20 dicembre 2017 le iscrizioni a Carmela Ricett’
il social contest enogastronomico di Osteria da Carmela

La ricetta vincitrice verrà inserita nel menù 2018 di Osteria da Carmela e giudicata da una giuria di esperti del settore

Parte il 20 dicembre 2017 Carmela Ricett’, il social contest enogastronomico dell’Osteria da Carmela, il ristorante in via Conte di Ruvo 11/12 nel centro storico di Napoli, che si pone l’obiettivo di esaltare i valori e la creatività dell’enogastronomia campana.
Il contest è aperto a tutti, dagli 8 anni in su.

Sono ammessi anche i professionisti della ristorazione, purché partecipino in qualità di persone fisiche. Le ricette finaliste verranno valutate da una giuria di esperti il 25 febbraio 2018, presso la sede Osteria da Carmela, in via Conte di Ruvo 11/12, Napoli.

Carmela Ricett’ consiste nell’ideazione di una ricetta originale o nella rielaborazione di una preesistente, magari dimenticata, purché tipica della tradizione campana.
Saranno premiate originalità, creatività, estetica, la capacità di esaltare i singoli sapori, realizzabilità e il rispetto dei valori concettuali espressi nella mission del contest, che vede come obiettivo la magnificazione e la promozione della cucina campana.

Osteria da carmela

Osteria da carmela

La ricetta sarà inizialmente inserita sul portale www.osteriadacarmela.it. Successivamente sarà pubblicata sulla pagina ufficiale Facebook di Osteria da Carmela.

A cadenza settimanale, lo Staff di Osteria da Carmela registrerà, fino ad un massimo di 10 ricette -quelle che avranno ricevuto più “like”- all’interno della piattaforma online www.mysocialrecipe.com, la prima piattaforma di registrazione e certificazione delle ricette, attraverso un sistema di marcatura temporale europea Infocert con validità ventennale.

Tra le 5 ricette finaliste, verrà decretata da una giuria composta da esperti del settore gastronomico la vincitrice: la premiazione avverrà durante un evento che si svolgerà il 25 febbraio 2018.
La ricetta vincitrice sarà pubblicata sul sito internet e sulla pagina ufficiale Facebook di Osteria da Carmela. Sarà inoltre inserita in un menu speciale con menzione del vincitore al quale verrà riconosciuta una cena presso Osteria da Carmela.

Le ricette dovranno essere trasmesse dal 20 dicembre 2017 al 20 febbraio 2018 in formato word a mezzo posta elettronica all’indirizzo:

contest@osteriadacarmela.it con in allegato 3 foto esplicative della ricetta oppure compilando il format su www.osteriadacarmela.it/carmela-ricett-iscrizione/.

Per info:

www.osteriadacarmela.it;

E-Mail.contest@osteriadacarmela.it;

Tel.3202363156;

Fb Osteria da Carmela;

Instagram Osteria Da Carmela.

Fonte: [Relazioni Stampa: roberta.raja@gmail.com, Raja Roberta 3898570397]

 

Nel Salotto Culturale medici specialisti, esperti, insieme ad artisti, scrittori, produttori ed interpreti del migliore Food

Conquistare la serenità ed anche la felicità, attraverso una sana e mirata alimentazione è possibile. Basta nutrirsi con gli alimenti giusti, ricchi di sostanze che stimolano alcuni recettori cerebrali, situati nella parte anteriore della ipofisi, consentendo a chi li consuma di beneficiare di un’apprezzabile predisposizione alla gioia e di interessanti risultati anti stress ed anti – stanchezza.
Questo il dato fondamentale che è emerso dal salotto culturale multidisciplinare su “Il Cibo dell’Anima”, nell’ambito della rassegna “Salute, Alimentazione e Bellezza: tutto quello che molti non sanno”, ideata, organizzata e promossa dalla giornalista enogastronomica Teresa Lucianelli.

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Al Silenzio Cantatore, del patron Achille Morabito, incantevole location a Colli San Pietro nel comune di Piano di Sorrento – tra cielo e mare giusto di fronte ai vicinissimi isolotti de Li Galli – illuminata da un caldo sole che ha regalato a tutti i presenti una giornata bellissima, si sono confrontati medici specialisti, esperti, insieme ad artisti, scrittori, produttori ed interpreti del migliore Food.
Sono intervenuti Giuseppina Siciliano, specialista in Chirurgia e Dermatologia vascolare, Angiologia, Terapie antiaging non invasive; Maurizio Fraticelli, Università di Camerino e di Atene, specialista in Scienze dell’Alimentazione, Terapia del Dolore, Medicina e Chirurgia estetica, consulente in vari atenei e centri europei; Elvira Volpe, biologa nutrizionista comportamentale ayurveda e discipline olistiche; Nicola Rivieccio, giornalista agroalimentare; Lucia Di Mauro, presidente Associazione valorizzazione colatura DOP; gli esperti e produttori di Eccellenze: Vincenzo Supino, (preziosità del mare); Mario Carrabs (carni irpine pregiate); Vincenzo e Nunzia Marscia Esposito (burro e caseari bufalini); Francesco Savoia (formaggi da Pezzata rossa); Patrizia Malanga e Maria Paola Sorrentino (vini biologici); Francesco e Ciro Rusciano (produzioni agricole), Vincenzo Scognamiglio (dolci); gli chef da location pluristellate e maison de charme: Valerio Giuseppe Mandile, Paola Fiorentino, Tommaso Foglia, Valentino Buonincontri, ospitati dallo chef resident Ciro Palomba, ed i maestri panificatori e pasticcieri Filippo Cascone e Gennaro Langellotti, anche protagonisti dell’applaudito pranzo di beneficenza che è seguito, dedicato al Dormitorio di Brusciano. Ha introdotto e coordinato la giornalista Teresa Lucianelli, artefice dell’evento.

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Tutte all’insegna dell’Eccellenza le proposte del ricco menù hanno efficacemente stimolato il gusto, la vista e l’olfatto ed ancora di più l’animo dei fortunati commensali.
Si è partiti, dopo l’aperitivo servito nel corso dell’incontro, in cui si sono distinte le mandorle dalle molteplici virtù antiossidanti, con le entrée (OlysterOasis): pregiate ostriche nature e capesante con crema di cavolfiore e burro al tartufo bianco, firmate dagli chef Fiorentino e Mandile, accompagnate da calici di DòRè, Vesuvio Piedirosso spumante rosato (Sorrentino Vini).

“A quel punto, si sono così cominciati a produrre negli organismi dei partecipanti all’irresistibile buffet servito su di un pittoresco gozzo in legno, dosi di endorfine: sostanze capaci di favorire una leggera vasodilatazione, ossigenando cute, organi interni e cervello. Quindi, via le tossine dello stress e grande pulizia del corpo e della mente. Tutti sorridenti e ben disposti gli uni verso gli altri, con uno sguardo più sereno, specie nel vedere le appetitose pietanze che si sono susseguite” – spiega con dovizia di dati scientifici e di particolari Giuseppina Siciliano.

Molteplici gli antipasti; tra essi il panino dello chef resident Ciro Palomba, con colatura di alici e alici, specialità di Cetara (IASA), “ricche di proprieta benefiche, quasi un cibo salvavita, nemico del colesterolo, grazie ai polinsaturi omega 3 che preservano le arterie dalle apposizioni ateromasiche. Inoltre, apportatrici di beneficio osseo favorito dal calcio e la vitamina D, grandi aiuti contro l’osteoporosi, comuni al burro tradizionale e chiarificato, anche nella varietà al tartufo bianco (VI.GA.), protagonista delle delizie presentate, ed ai latticini di vaccino, perle, trecce bianche e affumicate a paglia di latte bufalino e ricottine (Italia Milk), ai formaggi da Pezzata Rossa (Francesco Savoia), serviti in connubio con i salumi d’Eccellenza (Mario Carrabs) a basso contenuto di grassi, prodotti da allevamenti campani sani e controllati: salsiccia irpina, lonzino di maiale, filetto all’Aglianico.

Due primi, degni riconoscimenti alla Dieta Mediterranea, filone principale della kermesse, accompagnati da Lacryma Christi del Vesuvio bianco DOC-BIO (Sorrentino Vini).
Un risotto dagli stimolanti abbinamenti tecnici: “delicati gamberi locali ricchi di sali minerali, potassio, calcio, fosforo, con timo, dall’effetto digestivo, e limone sorrentino candito, potente antiossidante, gustosa opera dello chef Valentino Buonincontri“.

Poi, i Ravioli Mediterranei: datterini gialli della piana del Sele, noci di Sorrento, caciotta di Scazzano, zest di limone amalfitano, emulsione al basilico, cips al pomodoro, supersalutare e gustosa ricetta della chef Paola Fiorentino, artisticamente presentati in linea con i fantasiosi pittori del ‘900.

“Superbo il filetto di maiale irpino di alta qualità (Mario Carrabs) con riduzione di Aglianico e purea di mele annurche, tra i patrimoni di inestimabile valore della Campania e ricche di proprietà antiossidanti, preparato come una gemma preziosa dal giovane e valente chef Valerio Giuseppe Mandile, con delizioso contorno di broccoli Friarielli, squisiti quanto salutari. I flavonoidi in essi contenuti aiutano il trofismo venoso, rendendo più elastica la parete del vaso e favorendo il ritorno veno-circolatorio”.

In accompagnamento ideale, il Ragis DOC-BIO rosso, Aglianico e Piedirosso (Vigne di Raito). Squisiti e variegati i prodotti artigianali da forno del maestro panificatore Filippo Cascone che hanno valorizzato gli squisiti piatti presentati, tutti applauditi dai numerosi commensali che hanno gremito l’ampio salone.

Alla frutta – agrumi campani ricchi di vitamina C e mele annurche – è seguito un autentico trionfo di golosità: la “Cassata Nobile”, candida ed ultima proposta in ordine di tempo dello chef pasticciere Tommaso Foglia (per Scaramuré Bianche Alchimie); Sable al cacao endorfinostimolante e peperoncino, caramello al sale maldon e castagne semicandite dello chef pasticciere Gennaro Langellotti (per Gallucci-Nola), come i golosi panettoni artigianali: lievito madre con albicocca Pellecchiella del Vesuvio; amarene, uvetta; arancia locale semicandita e cioccolato caramellato; pera e cioccolato millesimato. Brindisi con DòRè, Lacryma Christi del Vesuvio bianco spumante DOC, (Sorrentino Vini).
Per digerire, un profumato elisir artigianale al finocchietto e zafferano (Zaffino).
“Alla fine, ospiti appagati e sereni, più leggeri negli arti inferiori quanto nell’animo” – conclude Siciliano.

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“Frutta e verdura per raggiungere l’equilibrio corpo/mente, ma non basta: dobbiamo anche soddisfare il secondo cervello dell’organismo, l’intestino, che con il suo microbiota intestinale necessita di molte fibre; il nostro cervello e formato anche da grassi, come gli omega 3, fondamentali per la circolazione ematica, per cui non si deve trascurare il consumo di pesce” – conferma Fraticelli, che ricorda la valenza del latte da pezzata rossa e della carne di maiale magro, “caratterizzata da pochi grassi e un ottimo contenuto di proteine nobili. Tra i sapori italiani e con indubbi effetti benefici, la mozzarella di bufala che, tra l’altro, per la sua bassa concentrazione di lattosio può essere consumata anche da chi ha difficoltà digestive. Per condire, oltre al notoriamente salutare olio evo, l’ingiustamente colpevolizzato burro, idoneo in una alimentazione corretta, che offre buone quantità di calcio, fosforo, vitamine e gicerolo con funzione gastroprotettiva. Il tutto accompagnato da buon vino, ricco di polifenoli, in grado di agire positivamente sul nostro organismo a patto che non si esageri”.

Legate all’evento, l’esposizione delle opere del poliedrico artista Enrico De Maio, curata da Gianni Nappa; la presentazione del libro “Gran Food” di Elisabetta Donadono e l’omaggio alla Musica campana dal ‘600 al ‘900 di Giò Siciliano. A filmare l’evento, il giovane ma già esperto Armando Giuseppe Mandile, già apprezzato giornalista.
Tra i partecipanti, tutti animati da un concreto spirito solidale, il presidente della Memory Foundation, Vincenzo Ricciardi e la presidente Associazione Rosa Bianca e Accademia dei Discepoli del Terzo Millennio, Tina Bianco, un nutrito numero di giornalisti, blogger e fotoreporter specializzati e tanti altri esperti di settore insieme ad una nutrita schiera di appassionati dell’Eno-Food di alta qualità.

“Dal latte fresco ai suoi derivati caseari, alle produzioni ortofrutticole, vitivinicole ed olivicole, nonché ittiche, il territorio e il mare campano – evidenzia Nicola Riviecciosono, per le loro caratteristiche climatiche ed ambientali, uno scrigno di salutari biodiversità e cultura che con le competenze enogastronomiche sviluppatesi con essi, costituiscono un unicum di benessere. Legato all’esercizio di un’antica sapienza sperimentata ed affermatasi con il tempo, si conferma anche con le attestazioni scientifiche , un conforto che appaga il corpo e l’anima garantendo con il sapore e il gusto richiami ancestrali di positive esperienze del nostro vissuto di cui conserviamo memoria nella equilibrata funzionalità della nostra psiche e del nostro metabolismo”.

“L’ Ayurveda impara a nutrirsi nel rispetto della natura del proprio corpo e rappresenta un percorso che trasforma l’immagine che si ha di se stessi, entrando così in contatto con le emozioni che condizionano il rapporto con il cibo modificando i propri comportamenti automatici e sciogliendo i blocchi energetici – afferma Elvira Volpe – Nel cibo esistono anche dei valori più sottili che trascendono la composizione fisica stessa . Secondo l’Ayurveda se tutti i passaggi che portano il cibo dai campi fino alla tavola , ed anche il modo in cui esso è consumato , sono compiuti con amore , allora quel cibo influenza positivamente il corpo e la mente”.

“Il Cibo dell’Anima” è stato sostenuto da: OysterOasis s.r.l. Milano; Panificio Cascone, Lettere (NA); Burrificio VI.GA. S.r.l., Melito (NA); Macelleria Mario Carrabs, Gesualdo (AV); Caseificio Italia Milk S.r.l., Carinaro (CE); Azienda agricola Francesco Savoia, Roccabascerana (AV); Sorrentino Vini, Boscotrecase (NA); Le Vigne di Raito, Raito di Vietri sul Mare, (SA); IASA, S.r.l., Salerno; Maria Manuela Russo, Campagna (SA); Azienda agricola Fratelli Rusciano, Napoli; Scaramurè Bianche Alchimie, Nola; Antica Pasticceria Gallucci, Nola; Zaffino, Sant’Antonio Abate.

Il grande giornalismo per i Campi Flegrei
Prima edizione del Premio Campania Terra Felix

 

Venerdì 15 dicembre – ore 17 – al Complesso Borbonico del Fusaro a Bacoli

Presenta la serata la giornalista Rosaria Morra.

La manifestazione è stata organizzata dall’Associazione della Stampa Campana – Giornalisti Flegrei presieduta dal giornalista Claudio Ciotola.

Riceveranno il premio alla carriera: Antonio Sasso, direttore del quotidiano “Il Roma”, Gianfranco Coppola, giornalista Rai, il celebre giornalista Emilio Fede e Antonio Romano di “Radio Amore”.

La commissione ha proclamato i seguenti vincitori.

Per la carta stampata: Nello Mazzone (reportage pubblicato su Il Mattino dal titolo: “Rione Terra, il pasticcio dei fondi intoccabili” e “Ricomposta la lettura storica, non fermiamoci proprio adesso”), Pasquale Raicaldo (Il Venerdì di Repubblica per l’articolo “Un tuffo nella storia per i mosaici sommersi”) e Vincenzo Iurillo

(il Fatto Quotidiano: “La bimba di 8 anni e le palline di coca: «devi dire che la mamma fa la casalinga»”).

Per i servizi giornalistici online: Antonio Cangiano (IlMattino.it “Tour gratuito alla scoperta della città sommersa”) e Patrizia Capuano (IlMattino.it “Baia sommersa svela altri tesori: al via nuovi percorsi”).

Per la categoria tv la vincitrice è Chiara Buratti per il video del programma Memex di Rai Scuola: “Campi Flegrei: il bradisismo dallo spazio”.

Sarà consegnato il premio alla memoria alla famiglia del giornalista de Il Mattino Franco Mancusi.

Menzioni speciali per il professor Lucio Meglio e lo scrittore Salvatore Pignataro. Saranno premiati, inoltre, per la professionalità dimostrata nel settore della comunicazione Giovanni Scafoglio, responsabile comunicazione di Mirabilandia e Biagio Looz, comandante della Guardia di Finanza.

Una sezione del Premio è stata riservata alle scuole del territorio. Gli istituti che sono risultati vincitori: Istituto “Palasciano” di PianuraIstituto “Falcone” di PozzuoliIc “Russo” di PianuraIc Plinio il Vecchio-Gramsci di Bacoli, Ic “Paolo di Tarso” di Bacoli, Ic 8 “Oriani-Diaz” di Pozzuoli.

Durante la manifestazione saranno proclamati i membri del Comitato d’Onore dell’Associazione della Stampa Campana – Giornalisti Flegrei.

Le opere che saranno consegnate ai vincitori sono state realizzate dagli artisti Francesca Confessore, Davide Capasso (Walton Zed), Gerardo Acampora e Luigi Maglietta.

La manifestazione gode del patrocinio dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti e della Regione Campania e della collaborazione del Comune di Bacoli. Hanno concesso i patrocini morali il Comune di Napoli, il Comune di Pozzuoli, il Comune di Quarto, il Comune di Monte di Procida e della IX Municipalità (Pianura e Soccavo) del Comune di Napoli.

www.giornalistiflegrei.it

info: 393.5861941

Domenica 26 novembre al via “Di Food in Tour. Itinerari per tutti i Gusti”. Si parte dalla scoperta di San Cipriano Picentino, dei suoi monumenti e dei prodotti tipici

Il CTG Picentia di Salerno capofila del progetto Di Food in Tour, per la valorizzazione e promozione culturale ed enogastronomica del territorio salernitano

 

Il CTG (Centro Turistico Giovanile) è un’ Associazione nazionale senza scopo di lucro che promuove e realizza un progetto educativo e di formazione integrale della persona, attraverso momenti di crescita, di impegno e di aggregazione sociale, ispirandosi alla concezione cristiana dell’uomo e della vita, nel servizio alle persone e al territorio. Agisce nell’ambito del turismo giovanile e sociale, della cultura e dei beni culturali, dell’ambiente e del tempo libero, avvalendosi del metodo dell’animazione e rivolgendosi a tutte le fasce di età, in particolare a quelle giovanili. Nato nel 1949, il Ctg oggi si estende in tutta Italia con centinaia di realtà tra gruppi di base, circoli e centri  di vacanza in località di grande richiamo turistico e naturalistico, con una rete diffusa di comitati provinciali e di consigli regionali, coinvolgendo ogni anno nelle proprie attività  migliaia di persone. Il CTG è riconosciuto dal Ministero dell’Interno come Ente Nazionale con Finalità Assistenziali ed è altresì iscritto al Registro Nazionale delle Associazioni di promozione Sociale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Ulteriore riconoscimento ufficiale come Associazione è quello concesso dalla CEI. Il CTG Gruppo Picentia presieduto dalla Dott.ssa Mina Felici, ex funzionario della Soprintendenza BAPPSAE di Salerno e Avellino, in collaborazione con lo Studio PAMart di Consulenza e Progettazione culturale della Dott.ssa Annamaria Parlato, storica dell’arte e giornalista enogastronomica, e Cowotur-Travel Agency&Tour Operator a Mercatello della Dott.ssa Rosa Genovese, intende promuovere sull’esteso territorio campano itinerari per tutti i gusti.

 

L’Italia è certamente la prima nazione per varietà di offerta culturale, naturalistica, gastronomica, brassicola ed enologica grazie alla ricchezza e diversità di tradizioni regionali che da Nord a Sud sa offrire. E’ quindi il luogo ideale per gli appassionati di turismo enogastronomico. Il progetto “Di Food in Tour” nasce per favorire la conoscenza dei prodotti tipici direttamente sui luoghi di produzione, proponendo delle giornate didattiche che consentiranno ai partecipanti (sia tesserati che non) di scoprire borghi caratteristici spesso sconosciuti ma incantevoli e a pochi chilometri da casa. Il progetto vuole rivolgersi in particolare ai giovani, agli studenti ma anche alle famiglie che vogliono trascorrere momenti di piacevole arricchimento culturale. Domenica 26 novembre alle ore 9:00 si partirà alla scoperta di San Cipriano Picentino, di cui l’entusiasta amministrazione comunale ha concesso il patrocinio morale alla lodevole iniziativa. San Cipriano sarà il primo Comune dell’area dei Picentini ad essere esplorato, in seguito altri cinque appuntamenti arricchiranno l’offerta di promozione territoriale con altrettanti borghi e interessanti tappe brassicole e enogastronomiche. La Dott.ssa Mina Felici con entusiasmo ha spiegato: “Questo progetto è il punto di partenza di un sostanziale cambiamento. Mi auguro che in futuro anche gli Enti pubblici possano rendersi conto dell’importanza di questa iniziativa che si mette al servizio di un territorio, quale quell odella provincia di Salerno, ricco di risorse e bellezze culturali. La finalità del CTG è educare le persone ad un rapporto di responsabilità, autenticità e creatività nelle relazioni uomo-ambiente; aiutare a cambiare atteggiamenti stereotipati e negativi nei confronti di ambiente e cultura; suscitare l’amore per i luoghi dal punto di vista conoscitivo, estetico ed emozionale; sostenere e recuperare la funzione di evangelizzazione attraverso le opere d’arte sacra, significative non solo dal punto di vista estetico, ma anche catechetico e della fede; favorire l’integrazione delle persone con l’ambiente, in un approccio progressivo, dal contatto fisico, alla sua interpretazione ed eventuale cambiamento.” La Dott.ssa Adele Cavallo, Reponsabile provinciale dei CTG, ha aggiunto: “Un importante progetto, un altro significativo traguardo che si va ad unire ai tanti avviati sul nostro territorio, in ambito di Accoglienza e formazione rivolta alle scuole e alle famiglie, e che si collega all’attività di formazione degli Animatori Culturali Ambientali (ACA) del SISTEMANIMAZIONE nazionale del CTG”. Responsabile marketing del progetto è la Dott.ssa Maria De Vita. La visita istituzionale a cura del Dott. Maurizio Mele, esperto di cultura del territorio ed autore di numerose pubblicazioni cartacee di natura storica e archivistica, si concentrerà sulla storia delle frazioni di Vignale, Pezzano e Filetta, con i suoi monumenti archeologici, architettonici e storico artistici. Si proseguirà andando alla scoperta dei beni paesaggistici e quindi dei castagneti, fonte di ricchezza del territorio, così caro anche al poeta Jacopo Sannazaro, che descrisse nei suoi magnifici versi: “Vi è tra i monti una valle bellissima sulla quale sovrasta, ergendosi al cielo la rupe Cerreta”. Una degustazione di prodotti tipici a base di nocciole presso Villa Rizzo a cura dello staff del Resort&Spa e dello chef Riccardo Fasulo, di prelibatezze dolciarie della Pasticceria-Casa del Dolce di Alfredo Giannattasio e del famoso gelato artigianale del Cioffi Bar di Filetta, andranno a completare il ricco programma della giornata che vuole coniugare cibo e cultura. Il Food Blog 2Ingredienti Arte&Cibo sarà Media Partner dell’iniziativa.

Per info e contatti:

CTG Gruppo Picentia-Mina Felici Presidente Picentia

ctgpicentia@gmail.com

+393497555596

PG FB www.facebook.com/CTGPICENTIA/

 

Prenotazioni:

 

Cowotur-Rosa Genovese

cowotur@cowotur.it

www.cowotur.it

+390899849582

 

 

5 Novembre ore 20:00 – Apre le porte del gusto 1000 Gourmet.

1000 Gourmet- Logo

Domenica 5 Novembre 2017 ore 20 a Via S. Pasquale 51, Napoli, apre la Pizzeria 1000 Gourmet.
La pizzeria, che prende il posto di uno dei più celebri locali della movida partenopea “La Scalinaletella”, si caratterizza per una proposta di grande qualità sia per la tipologia di pizze proposte che per l’eleganza e la raffinatezza del servizio.
Boiserie, specchi ed elementi cromati fanno da cornice ai 70 posti interni,30 invece i posti previsti in esterno sotto confortevoli gazebi che potranno accogliere l’area fumatori.
Le pizze sono tutte realizzate con farine non raffinate di tipo 2 e con l’utilizzo di ingredienti per la farcitura che rappresentano il meglio della produzione artigianale campana, per lo più D.O.P. e dei Presidi Slow Food.
Una chicca è rappresentata dagli impasti alle noci, al limone, al cacao.
Particolare attenzione è stata dedicata ai celiaci e pertanto si possono scegliere pizze ,dolci e finanche birre rigorosamente gluten free.
Ad accompagnare la proposta della pizzeria le fritture classiche napoletane, i taglieri con varie tipologie di formaggio ovino, caprino e vaccino.
Ampia la proposta di birre, sia alla spina che in bottiglia, tutte rigorosamente artigianali campane o di Presidio Slow Food.
Così come ampia e sempre centrata sulla Campania la cantina con tutte le tipologie di vitigno rappresentate da quelle dei Campi Flegrei e del Vesuvio,  a quelle del Beneventano e dell’ Avellinese per finire alla Costa d’Amalfi e al Cilento.
“Abbiamo voluto realizzare un posto elegante nel salotto della città con una proposta enogastronomia che rappresentasse il meglio della nostra regione” affermano i due giovani imprenditori dell’iniziativa Vittorio Ferraro e Michele Imparato.

in ordine da sinistra: Michele imparato, Giuseppe Maglione, Vittorio Ferraro

in ordine da sinistra: Michele imparato, Giuseppe Maglione, Vittorio Ferraro

A capo del progetto Giuseppe Maglione chef-pizzaiolo patron del ristorante Daniele Gourmet ad Avellino, le cui origini familiari affondano le radici nel centro storico di Napoli con la bisnonna e la nonna che proponevano le pizze fritte da asporto.
Per Giuseppe Maglione è :”un orgoglio ritornare a Napoli dove la storia della mia famiglia ha avuto inizio, proponendo uno stile di pizza che sia rispettoso del territorio ,ma che vada incontro anche ai nuovi gusti e alle nuove esigenze del consumatore che chiede maggiore digeribilità ed attenzione all’uso di ingredienti salubri senza conservanti.”

Sito: www.1000gourmet.it
Fb: @1000gourmet

38 chef campani nominati “Disceples d’Auguste Escoffier”
La Campania si attesta come la Regione con il maggior numero di Discepoli di Escoffier in Italia

 

Non solo stelle, cappelli , forchette, e chi più ne ha più ne metta: i riconoscimenti per gli chef non sono esclusivamente legati alle guide… Ne esiste uno in particolare, ovvero quello rappresentato dalla Fascia dell’Ordine di Auguste Escoffier, che è una delle massime onorificenze cui ambiscono i professionisti del settore enogastronomico.
Il 24 ottobre sono stati ammessi nella prestigiosa istituzione ben 38 nuovi discepoli di Escoffier fra chef di cucina, ristoratori, pasticceri, e docenti di Istituti Alberghieri provenienti da tutta la Campania.

La cerimonia di intronizzazione si è svolta nelle sontuose sale del Castello di Limatola (Benevento) seguita da una raffinata cena, i cui piatti sono stati egregiamente eseguiti dallo chef resident della struttura, Giuseppe Spina, e dallo chef pasticcere Federico Sorrentino.

Per l’ammissione dei nuovi iscritti all’ “Ordre International des Disceples d’Auguste Escoffier” sono state vagliate esclusivamente candidature di alto profilo, di cuochi che vantano nel proprio curriculum professionale importanti successi o affermazioni in note competizioni di cucina.

I nuovi discepoli hanno giurato “di trasmettere, servire e onorare la cucina, la sua cultura e la sua continua evoluzione”. Tale riconoscimento valorizza la competenza dei qualificati professionisti cui viene riconosciuto, e rappresenta un’efficace opportunità di promozione della loro immagine. Ecco i nomi dei nuovi Discepoli nominati alla presenza del Segretario Generale Internazionale Bernard Louis Januet: Salvatore Abbruzzese; Luigi Barone; Donatella Bova; Alfonso Caccavale; Ciro Campanile; Eduardo   Cavallo; Alfonso Celio; Giovanni Cirelli; Andrea Contaldo; Davide Corsini; Antonio De Angelis; Salvatore De Rinaldi; Vincenzo De Rosa; Simone De Stefano; Antonio Della Valle; Giuliano Di Lauro; Clemente Gaeta; Linda Gallifuoco; Raffaella Gallifuoco; Raffaele Guarracino; Gena Iodice; Ciro Maiorano ; Armando Manzo; Giovanni Marino; Gennaro Mastantuoni; Pasquale Masullo; Giovanni Morra; Carmela Polito; Antimo Puca; Andrea Ruocco; Maria Antonietta Santoro; Mattia Sarnataro; Giancarlo Siena ; Domenico Tesone; Alessandro Turtoro; Antonio Venturoli; Giuseppe Zaccaria; Bruno Stippe.

auguste escoffier

Sono tre, infine, i nuovi  “Amici di Escoffier”: la proprietaria dell’incantevole struttura che ha ospitato l’evento, Pina Martone; Emilio Giugliano,  gestore dell’antico ristorante “Mimì alla ferrovia”;  e la project manager di Napoliprogress nonché esperta di enogastronomia (è suo il progetto della scuola di cucina “Mise en place”) Romina Sodano, che ha fatto anche gli onori di casa e presentato la consegna degli importanti riconoscimenti.

Hanno contribuito all’organizzazione dell’evento: il Panificio “Dolce Pane” di Sant’Anastasia (NA); l’industria carni “Gargiulo”; la “Porchetta D’Alterio” di Ariccia; i prodotti di “Carmeniello U Mozzarellaro” di Brezza (CE); “Pastantica” di Antonio Prevete di Cimitile (NA);  l’inconfondibile Nucillo artigianale “’E Curti” di Sant’Anastasia; i Confetti e il Cioccolato “Papa”; la Pasticceria e Cioccolateria “Capriccio” (che ha offerto la bellissima torta recante il volto di Auguste Escoffier); l’agenzia di comunicazione Napoliprogress; e l’azienda “Goeldlin” che da sempre veste gli chef più blasonati. I vini serviti dai sommelier di rappresentanza della FISAR (delegazione Napoli e Comuni Vesuviani condotta da Anita Mercogliano) durante la cena sono: la Falanghina spumantizzata “Bomba d’Amore” dell’azienda vinicola Annarumma di Boscoreale; i vini del marchio di controllo Du Pont de Nemours Italiana S.r.l. “Falerno del Massico”, “IGT Campania Rosso – Serena”,  “IGT Roccamonfina Rosso – Fiona”; i vini  “Greco di Tufo” e “Taurasi” dell’azienda Calafè (rappresentata nell’ambito dell’evento dall’enologa Anna Russo).

Il vertice campano dell’Ordine Internazionale dei Discepoli di Auguste Escoffier, nelle persone del presidente Nicola Di Filippo e del segretario del sodalizio Felice Franzese, si dichiara soddisfatto per l’importante risultato raggiunto: nonostante la “corsa” alle guide e ai programmi televisivi stia prendendo il sopravvento negli ultimi anni, il fatto che così tanti chef siano stati nominati Discepoli di Escoffier lascia presagire che l’attenzione alla buona cucina rimane comunque alta, soprattutto in Campania, regione che si attesta come la più feconda di Discepoli.

Notizie trasmesse dall”Ufficio Stampa di ” Napoliprogress

 

 

Avella (Avellino), 23-24 Settembre 2017
“PANE, AMMORE E TARANTELLA”:
ARTE, SPETTACOLI, CULTURA ED ENOGASTRONOMIA

NELLA SPLENDIDA CITTÀ D’ARTE DELLA CAMPANIA
SUL PALCO DI AVELLA (AVELLINO) ANCHE ALFIO ANTICO, TRA I PRINCIPALI INTERPRETI EUROPEI DELLA TAMMORRA

AVELLA (AVELLINO) – Torna con una nuova edizione l’evento “Pane, Ammore e Tarantella”, che nel 2016 ha animato le serate del Mandamento e che chiude gli appuntamenti estivi per cominciare quelli autunnali. Sabato 23 e domenica 24 settembre il centro storico di Avella (Avellino), una delle città d’arte più affascinanti della Campania, si anima con momenti dedicati all’arte, agli spettacoli, alla cultura e all’enogastronomia, con gruppi itinerantivisite guidate ai siti storici ed archeologici e momenti di riflessione, sotto la direzione artistica di Roberto D’Agnese per Omast Eventi.

Sabato 23 settembre si comincia alle ore 20 con il “rito del pane”: il sindaco di Avella Domenico Biancardi, insieme al presidente dell’Associazione “Pane Ammore e Tarantella”Mariangela Sorice, divideranno una pagnotta di pane da distribuire ai presenti, usanza di un tempo prima dell’inizio alla cena. A seguire sul palco saliranno gli Officina Zoè, gruppo di musica popolare originario del Salento, impegnato nell’interpretazione e nel riadattamento dei brani musicali della tradizione salentina e nella composizione di nuovi brani secondo i medesimi canoni, con la presenza speciale di Luca Rossi, artista dalle collaborazioni prestigiose come Teresa De Sio, Enzo Avitabile, Nuova Compagnia di Canto Popolare e tanti altri. I Vico animeranno il secondo palco, mentre la musica itinerante sarà affidata a Gli Stornellatori Romani e la musica argentina de La Murga.

Domenica 24 settembre si comincia già a pranzo con la possibilità di assaggiare piatti e prodotti tipici e, alle ore 16, lezione di tarantella. Alle ore 18 convegno e, a seguire, cominceranno gli spettacoli musicali con i Rareca AnticaAlfio Antico e Ivan Romano e, nei vicoli del centro storico, I cantori campani e la musica argentina de La Murga.

Rareca Antica nascono nel febbraio del 2008 dalla comune passione per la cultura e l’identità della tradizione divulgata ed espressa nel canto, nella musica e nella danzaDopo anni di partecipazione alle feste tradizionali, di frequentazione di riti e cerimonie tradizionali, di raccolta e apprendimento sul campo della tradizione musicale e dei “suoni” nostri, di impegno in molte formazioni e gruppi importanti dell‘area campana, il gruppo si è ritrovato insieme nel progetto di riproposizione e divulgazione del repertorio, in primis, vesuviano, campano e del Sud Italia, con gli strumenti della tradizione: la voce, l’organetto, la chitarra battente, il mandolino la ciaramella, la zampogna, i flauti, la tammorra, il tamburello, le castagnette.

Ospite d’onore è senza dubbio Alfio Antico, cantautore e percussionista italiano, tra i maggiori interpreti europei della tammorra. Erede autentico e diretto della tradizione musicale popolare, Alfio Antico è considerato uno dei tamburellisti che più ha rivoluzionato la tecnica della tammorra. Musica, poesia e azione scenica sono protagonisti dei suoi brani, con una sonorità mediterranea di diretta ispirazione dalla tradizione popolare. Infine Ivan Romano, con le sue ballate folk che rapiscono per la loro peculiarità: personaggi stravaganti, momenti di convivialità ed interazioni autentiche seguono un filo conduttore ben preciso, quello dell’amore per la propria terra, dove la musica diviene il pretesto per disegnarne il profilo identitario e sociale. Una miscellanea di musiche popolari, ritmi latini ed ispirazioni tanghere percorrono la nuova opera dell’artista irpino, a rimarcare il mood “latin folk cantautorale” che è andato via via a definirsi durante la sua carriera. Durante i due giorni sarà possibile effettuare visite guidate per il pubblico presso i siti archeologici (Anfiteatro Romano, tombe romane, Palazzo Ducale e Chiese del centro storico – per info e prenotazioni – tel. 380.4309703).

“Pane Ammore e Tarantella – spiega il direttore artistico Roberto D’Agnese – è un evento nel quale si è sperimentato un modello riuscito di coinvolgimento della comunità che ritrova coesione e voglia di partecipare per esprimere e far conoscere al meglio le peculiarità del territorio. Avella racchiude in sé elementi che la rendono fortemente connotata, dalla produzione gastronomica, in primis la nocciola, fino allo straordinario patrimonio archeologico. Tutti elementi che ne fanno una città d’Arte in piena regola, amata dai suoi cittadini e soprattutto dai giovani. Qui, come in altri comuni dell’Irpinia, sono le giovani generazioni a portare avanti la custodia delle tradizioni e gli eventi di un territorio, ed è su di loro che ogni amministrazione deve investire per coinvolgere la popolazione nella sua interezza. Chi verrà ad Avella troverà dunque un grande clima di festa ed un’offerta artistica di assoluta qualità, da Officina Zoè fino ad Alfio Antico sul fronte musicale, fino alle visite ai siti archeologici e la musica che proviene dai cortili delle abitazioni, una delle caratteristiche di quest’area dell’Irpinia. Tutti elementi per scoprire, in occasione di pane, Ammore e Tarantella, un territorio di grande valore”.

“La macchina organizzativa è partita ormai da tempo – dice Mariangela Sorice, Presidente dell’Associazione Pane, Ammore e Tarantella – per far rivivere nei quartieri di Avella una festa che riporti alla luce tradizioni e storia, che si sposi perfettamente con gastronomia, musica e soprattutto con le nuove generazioni. Un villaggio che mette insieme passioni e divertimento, gusto e cultura. Una festa realizzata dai giovani e dedicata a tutta la famiglia, grazie alle attività rivolte ai bambini, come laboratori, stage e lezioni di tarantella. Inizieremo con il rito del pane in segno di condivisione e amore, per poi valorizzare la nocciola, l’eccellenza di Avella che ci permette di essere conosciuti in tutto il mondo e che è il cavallo di battaglia del territorio. Vi sarà un tuffo nelle tradizioni anche culinarie: all’interno degli stand saranno preparati al momento piatti tipici con la nocciola e si realizzerà il torrone come veniva fatto una volta”.

 

Per informazioni:

www.paneammoretarantella.it

DEGUSTAZIONI, GASTRONOMIA, MUSICA E WINE TOUR.

PROTAGONISTA UNA DELLE DENOMINAZIONI PIÙ’ RAPPRESENTATIVE D’ITALIA,

IL GRECO DI TUFO DOP 

TUFO (AVELLINO) – Nel cuore dell’areale del Greco di Tufo, il grande vino bianco irpino diviene protagonista assoluto di uno degli eventi più attesi in Campania: da giovedì 7 a domenica 10 settembre il centro storico di Tufo, in provincia di Avellino, celebrerà la sua denominazione Greco di Tufo D.O.P. , tra le più rappresentative a livello nazionale e tra le più apprezzate sui mercati internazionali, in occasione della 33esima edizione del Tufo Greco Festival.

L’evento, promosso dal Comune di Tufo e finanziato dalla Regione Campania nell’ambito del POC 2014-2020 (linea strategica 2.4 “Rigenerazione urbana, politiche per il turismo e cultura”), si svilupperà in quattro giorni di degustazioni, laboratori, musica, spettacoli, visite in cantina, tour teatralizzati, storytelling e wine trekking: un evento culturale a tutto tondo dove territorio, storia, tradizione ed eccellenze enogastronomiche creeranno la sinergia perfetta per raccontare il fascino dell’entroterra campano.

Il motore della rassegna sarà un vero e proprio “sistema dell’areale del Greco di Tufo”, costituito dall’eccellenza vitivinicola in sé ma anche dal patrimonio ambientale ed aziendale: le cantine che hanno costruito l’economia del territorio ed i siti di interesse storico-culturale divenuti simbolo del suggestivo paese irpino. Gli attori principali saranno le aziende appartenenti al Consorzio Terre di Tufo, custodi di alcune delle più affascinanti vigne della verde Irpinia: Cantine dell’Angelo, Cantine Di Marzo, Distilleria Carpenito, Cennerazzo, Colline del Sole, D’Aione, Le Otto Terre, Monte Gloria, Tenuta Russo Bruno, Torricino, a cui si aggiunge per l’occasione l’azienda Sanpaolo. Ricco ed articolato il programma dei 4 giorni: si inizia giovedì 7 settembre presso il Castello Longobardo, con il convegno inaugurale sulle “Prospettive di sviluppo dell’enoturismo nel territorio del Greco di Tufo”, al quale seguirà una degustazione delle etichette più rappresentative delle cantine partecipanti. Si entrerà nel vivo della rassegna con appuntamenti diurni che scandiranno tutte le giornate della manifestazione. Enoappassionati provenienti da tutta la Campania saranno coinvolti in suggestivi tour di wine trekking curati dalla sezione di Avellino del CAI (Club Alpino Italiano), visite presso le aziende vitivinicole del Consorzio Terre di Tufo e, ancora, storytelling tra le eccellenze del luogo, con visite guidate e teatro itinerante lungo le vie del centro storico ed iniziative per i più piccoli. Non mancheranno approfondimenti per gli operatori e gli opinion leader del settore vitivinicolo: tasting professionali e degustazioni guidate destinate ai cultori della denominazione Greco di Tufo DOP, curati da autorevoli giornalisti enogastronomici con il supporto tecnico dei sommelier dell’AIS Campania (Associazione Italiana Sommelier): sabato 9 settembre alle ore 18 in programma il laboratorio guidato da Paolo De Cristofaro, mentre domenica 10 settembre, sempre alle ore 18 presso il Castello Longobardo, sarà la volta di Luciano Pignataro. Spazio inoltre allo spettacolo e alla musica della tradizione d’autore, sotto la direzione artistica di Roberto D’Agnese, esperto di arti popolari irpine e campane. Durante gli appuntamenti serali, infatti, Piazza Umberto I e l’Anfiteatro della Villa Comunale diverranno palcoscenici ideali sui quali si avvicenderanno alcuni dei gruppi più rappresentativi del panorama folk campano: Baccanali’s, Sancto Ianne, Gli Stornellatori, Luca Rossi, Voci del Sud, I Vico. Un cast artistico di pregio, che vuole suggellare il legame che la manifestazione ha da sempre avuto con le melodie della tradizione, specchio di un territorio e del suo incanto, a cui si aggiunge il teatro itinerante della compagnia teatrale Clan H e gli One Man Band.

Il programma completo con le modalità per prenotazioni e informazioni su www.tufogrecofestival.it e sulle pagine e i profili Facebook, Instagram e Twitter dell’evento.

Per Ulteriori informazioni.

www.tufogrecofestival.it

info@tufogrecofestival.it

Facebook: @tufogrecofestival

Instagram: Tufo Greco Festival

Twitter: Tufo_Festival

Tel. 347.9904955

 

Cicerale capitale del Cilento per la Festa dei ceci: arti, cultura, musica, storia, leggende ed enogastronomia tipica

Per gli appassionati delle sagre genuine, la caratteristica “Festa dei ceci di Cicerale” è tra le massime espressioni del Cilento più autentico. Fino al 23 agosto con inizio alle ore 19,30, ecco la famosa tre giorni che si pone l’obiettivo di promuovere e valorizzare – insieme ed attraverso al rinomato e pregiato cece autoctono impiegato dai migliori cuochi internazionali – la storia, le arti, l’eno- gastronomia, le leggende, l’artigianato, fino all’aspetto sociale con la riscoperta dei mestieri di un tempo riproposti alla luce di uno sviluppo occupazionale per dare nuove opportunità ai giovani ed un’alternativa concreta all’emigrazione che sta man mano desertificando il Cilento interno.
La kermesse è a cura dell’attivissima  Pro Loco, presieduta dall’instancabile pluri-riconfermato Matteo Del Galdo, e dell’altrettanto attivo Comune di Cicerale, guidato dallo “storico” sindaco Francesco Carpinelli.
Gli antichi portoni ospitano gli immancabili e suggestivi appuntamenti con l’ arte, la cultura e il folklore, alla scoperta dei mestieri di una volta e della ricca storia e delle affascinanti leggende del borgo, e della zona, a partire da quelle legate all’antichissima Corbella di “Donna Sabella con le sue trentatré Castella” illustrata ai visitatori accolti con proverbiale ospitalità, attraverso racconti, proverbi e versi dei cantastorie ed i racconti degli esperti e degli anziani custodi di tanto sapere.
Mostre d’arte e quella animata degli “antichi mestieri”, figuranti nei costumi d’epoca, artigianato tipico, curiosità, prodotti alimentari di eccellenza, rappresentazioni in costume, antichi balli caratteristici e tanta buona musica popolare (Myosotis, Alina, Donnaluna ecc) per un ascolto piacevole e coinvolgimento dei tanti visitatori, puntualmente entusiasti. Grande coinvolgimento nelle tre serate. In degustazione le ricette tradizionali nelle quali è protagonista principale, un abbinamento appetitoso, il rinomato legume. Tanti ritmo con la musica popolare in varie postazioni del percorso.
Nelle strettissime e suggestive stradine del tipico borgo, illuminate dagli antichi lampioni, balli e canti, come tradizione. In programma brani tradizionali intonati e suonati da musicisti itineranti che arricchiranno con la loro voce, a partire dalle tipiche ballate cilentane.
Un’occasione davvero unica: notevole è la risonanza in tutti i comuni cilentani soprattutto grazie al significativo percorso culturale e culinario che la distingue e connota.
Dalle tradizionali lagane e ceci, alle frittelle con farina di ceci, ed alle tante altre gustosità “della nonna”, genuine e corroboranti, sane ed appetitose, per un menu dedicato al legume autoctono, dall’antipasto al dolce, al gelato, che prevede anche altre specialità per una scelta variegata e fruibile da tutti, accompagnato  dal generoso vino cilentano.
“Cucinato con passione, secondo tradizione, ed interpretato nelle più appetitose proposte e varianti, il nostro rinomato cece è il protagonista della caratteristica Festa in programma nella antica cittadina di Cicerale da stasera al 23 agosto. Un appuntamento di forte richiamo turistico per la sua particolarità e la gustosità dei piatti serviti nel suggestivo contesto del centro storico, nei cortili degli antichi palazzi nobiliari, tra essi, il cinquecentesco Palazzo Marchesale dei Primicile Carafa; la cappella di Santa Maria apparente della famiglia Marra; il Palazzo dei nobili di Sarluca, trucidati nel 1861 dopo l’unità d’Italia perché fedeli ai Borboni; la Cattedrale che nel 1800 sorse sulle rovine della antica cappella di San Giorgio.  Sono preziose testimonianze di un passato glorioso e custodi di tradizioni affascinanti ed uniche che connotano un territorio di grande bellezza, caratterizzato da una natura preponderante”. Matteo Del presenta la sua “creatura”, cresciuta negli anni e sempre più famosa e coinvolgente: un successo tutto cilentane e soprattutto ciceralese.
La Festa dei ceci rappresenta “uno dei massimi eventi che la gente del Cilento ed in particolare la ridente Cicerale, dalla proverbiale ospitalità, offra ai suoi graditi visitatori”, che qui vengono accolti in maniera genuina e sincera, proprio come nei tempi antichi.
Partecipa la cittadinanza intera, coinvolta a livello capillare; vede impiegati i giovani, accanto agli anziani, cultori della “Ciceralità”.
Questa edizione è connotata però da una grande assenza, quella di una vera e propria istituzione della Festa: Antonio Del Galdo, indimenticabile “pigiatore di uva” al quale va il pensiero e la riconoscenza di tutta la cittadinanza che lo ricorda con grande stima ed affetto. Antonio è sempre stato tra i più attivi ed appassionati sostenitori di questa riuscita ed apprezzata testimonianza cilentana che è la Festa dei ceci, fiore all’occhiello del territorio, che si distingue da tante altre sagre per l’autentica genuinità dei presupposti oltre che dell’ottimo cibo servito a prezzi veramente popolari.
Il cece di Cicerale si distingue per la polpa ricca e gustosa, ha proprietà fisiche ed organolettiche uniche che lo rendono top per qualità e gusto ed hanno determinato il riconoscimento quale Presidio Slow Food dal 2012. È tra le varietà considerate migliori al mondo, ricercato ed impiegato dai più famosi cuochi, simbolo della civiltà contadina ciceralese, emblematico della biodiversità campana, della sana alimentazione e della longevità che costituisce uno degli aspetti più significativi della Dieta Mediterranea, secondo l’Unesco, patrimonio dell’Umanità.
Particolarmente energetico e nutritivo, con grandi capacità diuretiche, dal colore dorato con una sfumatura nocciola chiaro, il cece ciceralese che dà il suo nome alla ridente cittadina, si distingue per il sapore più intenso ed appetitoso rispetto alle tante qualità di ceci comuni.
È contraddistinto da un basso contenuto in umidità che assicura un tempo di conservazione prolungato ed  in cottura si ingrossa notevolmente offrendo buondì un’ottima resa.
“Innanzitutto il nostro rinomato cece ed in generale le nostre produzioni agroalimentari tipiche costituiscono, insieme alle tante bellezze naturali, alla storia ed alle tradizioni di Cicerale, dei volani di sviluppo di primaria importanza per il nostro territorio – sottolinea il sindaco Francesco Carpinelli – Puntiamo su essi innanzitutto per ridare slancio alla nostra economia e recuperare le nostre preziose radici”.
La tradizionale Festa dei ceci vede capillarmente mobilitata l’intera cittadinanza, coordinata con estrema passione e professionalità dai componenti dalla Proloco, a partire dal direttivo tutto, guidata da Matteo Del Galdo, con il fattivo tesoriere Giovanni Gargaro, la vicepresidente Carmela Ferri ed i consiglieri Tolomeo Carmine e Antonio Marzocca.
All’opera i tanti collaboratori.
Agli stand: Gerarda e Paola Cafasso, Enza Del Galdo, Gianluigi Carpinelli, Rossella Corrente, Concetta Del Galdo, Pina Gargaro, Stefania Tesoniero, Giorgio Mollo, Angelo Pio Tesoniero, Domenica Lisa, Alberina Corrente, Davide Del Galdo, Domenico Manzo, Carmela Ferri.
Assistenza: Massimo e Francesco Belgrande, Giuseppe Coppola, Donato Tesoniero, Loris Torrusio, Daniele Palumbo ed i ragazzi Mina Giandonato e Stefano Fatima.
Ai fornelli: Lucia Valva, Celestina Ruggero, Maria Benedetta Coppola, Agostina Paladino, Anna e Carmine Gargano.
Rappresentazione antichi mestieri: Rosina e Swami Del Galdo, Antonietta Mottola, Giorgia e Giovanna Paladino, Vincenzo Pomposelli, Pasquale Cammarota, Lauretta Voria, Virginia Torrusio, Irene Russo.

Aperifiano, al Fiano Love Fest la presentazione ufficiale del primo wine truck irpino dedicato al vino 

La nuova sfida di Angelo Silano, titolare dell’azienda agricola Feudo Apiano

 

Un’Ape Car bianca, i vini biologici delle proprie vigne e una selezione di prodotti gastronomici: questi sono gli ingredienti utilizzati dall’azienda agricola Feudo Apiano per dar vita al nuovo progetto.

Si chiama Aperifiano, il primo wine truck irpino dedicato al vino.

Il wine bar mobile dal sapore vintage in questo fine settimana verrà presentato al Fiano Love Fest e nei prossimi mesi porterà in giro per la Campania la genuinità e l’unicità dei prodotti irpini.

Un aperitivo itinerante, accompagnato dai vini della cantina Feudo Apiano: una selezione di Fiano DOCG, l’Aglianico DOC, il Taurasi Riserva 2009, e uno spumante di Fiano metodo classico. Ma non è tutto: cocktail alcolici o analcolici classici o rivisitati, bevande alla frutta e finger food di qualità, tutto rigorosamente biologico. Un nuovo modo di comunicare la passione e i prodotti di un territorio dalle mille potenzialità, il comune di Lapio. Il marchio Feudo Apiano infatti, nasce a Lapio nel 2011, ma in realtà la passione e la gestione dei vigneti da parte della famiglia Silano si tramanda da ben tre generazioni. A seguire sia la parte agronomica che quella enologica è il giovane Angelo, classe 1984, dottore agronomo, enotecnico e tecnologo alimentare.

Aperifiano è l’ultima proposta nata in casa Feudo Apiano. “Prende il nome da un vitigno storico e importante, il Fiano – racconta Angelo – e ha l’obiettivo di promuovere i prodotti di eccellenza del mio territorio, Lapio, patria di ben due DOCG: il Fiano e il Taurasi, con una ricca produzione dell’olio extravergine d’oliva e di miele. L’obiettivo è quello di avvicinarsi ad un nuovo tipo di clientela, più giovane e in movimento, e di creare un contatto diretto con i consumatori. L’Ape Car con tanto di bancone si presta perfettamente a qualsiasi tipo di evento culturale e anche privato». Da tempo il giovane imprenditore utilizza i suoi studi, le sue competenze e la sua esperienza per seguire l’azienda di famiglia. I vini sono ottenuti esclusivamente con uve provenienti dai propri vigneti e i procedimenti utilizzati rispondono ai principi dell’agricoltura biologica e a quelli vegani. «Il vino buono si ottiene in vigna e deve essere espressione del territorio nell’aroma e nel gusto – ricorda Angelo – sono le parole che ripeteva sempre mio nonno Angelo e che oggi, sono parte di un progetto importante, che con grande dedizione e impegno la nostra azienda porta avanti».

 

Stabia Wine Event – Terza Edizione Martedì, 11 Luglio 2017 – Hotel La Medusa – Castellammare di Stabia

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Oltre 60 espositori, 25 Chef professionisti provenienti da tutta la Campania, 28 prestigiose Case Vinicole, 11 Corner di alta Gastronomia. Sono questi i numeri della Terza Edizione di Stabia Wine Event, la kermesse dedicata al gusto e all’ enogastronomia. Dalle ore venti, in via Passeggiata Archeologica a Castellammare di Stabia, presso la prestigiosa location della La Medusa -Hotel & Boutique SPA avrà inizio la manifestazione diventata ormai un punto di riferimento nell’ area Stabiese, ma non solo. Stabia Wine Event (SWE) nasce nel 2015 con l’ambizioso e generoso obiettivo di Valorizzare, attraverso le sue Eccellenti Attività Produttive, un Territorio ricco di Storia e Tradizioni.  Ha scritto di noi “Gambero Rosso” al termine della seconda edizione: “Stabia Wine ha dato la sua interpretazione a quelle che sono le diverse sfaccettature di un territorio, dando voce ad un luogo ricco di storia e cultura ormai da troppo tempo in silenzio. Inglobando un concetto di locale e non, produttori e organizzatori hanno garantito un’esposizione di quello che è il mondo del food, del wine e del fashion”. Organizzatrice e anima dello Stabia Wine Event è Giulia Coppola: “Se è vero che bissare un grande successo è difficile, confermarsi su standard importanti per il terzo anno di fila è qualcosa che riguarda soltanto i grandi eventi. Noi siamo pronti ad accettare questa sfida”. La manifestazione è aperta al pubblico e dedicata esclusivamente all’ enogastronomia e ai settori dell’indotto beverage & gastronomy, si svolgerà in una sola serata che sarà, però, caratterizzata da diversi momenti di intrattenimento artistico e musicale. Dalle 20:00 i cancelli della struttura si apriranno dando l’opportunità agli operatori del settore e ai curiosi d’incontrare le oltre sessanta aziende espositrici. I percorsi di degustazione porteranno i visitatori sui sentieri del vino, dai fermi alle bollicine, dai rossi ai bianchi e qui scopriranno straordinarie etichette, tra le più prestigiose e d’avanguardia nel panorama regionale e nazionale. Ad impreziosire questi itinerari ci saranno le esperienze del gusto, vere e proprie performances artistiche a cura di chef professionisti, protagonisti dell’arte culinaria più innovativa.

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panorama internazionale. Pronte a godere dei benefici che una manifestazione così ben concepita può produrre, le aziende partecipanti e gli sponsor.

Oltre ai terroirs, troverà la meritata visibilità tutto l’impareggiabile patrimonio turistico, paesaggistico e artistico della Campania, regione unica nel mostreranno il loro abito migliore.
Il Contest Stabia Wine Event anche quest’anno si realizza con il patrocino e la presenza di due associazioni del settore di livello nazionale: AIS Associazione Italiana Sommelier Delegazione Penisola Sorrentina e Le Donne del Vino Delegazione Campana. La vera mission dello Stabia Event è legare ancora di più con il territorio dove nasce. “Con tale evento s’intende ribadire le straordinarie potenzialità del Made in Campania e di questo pezzo del Golfo di Napoli in particolare, destare l’attenzione del pubblico giovane – commenta Giulia Coppola – affinché si consolidi quel senso di appartenenza che possa rappresentare nel tempo la spinta per i giovani talenti a fare impresa in maniera eccellente e nel rispetto del territorio”. Lo Stabia Wine Event (SWE) è una creatura il cui valore economico è difficile da definire, dal momento che è figlia della passione e dell’impegno, per la promozione della propria terra. Tra i partner del progetto oltre al Grand Hotel La Medusa, che offrirà gli spazi del suo meraviglioso parco mediterraneo, troviamo la Società G.I.R.Va International Broker Assicurativo, l’azienda di Hotellerie Sicignano, Barbella New Generation ceramiche di alta gamma e una delle concessionarie più importanti della Campania A&C Motors. Ci sarà spazio per shootings fotografici, backstage/performance, videotape dedicati ad ogni corner ospite, tutto materiale promo che apparirà in contemporanea sui social networks.

Sarà inaugurata mercoledì 8 febbraio, alle ore 18, alla presenza del sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, del Presidente della Mostra d’Oltremare, Donatella Chiodo e del Consigliere delegato, Giuseppe Oliviero, l‘Accademia enogastronomica Medeaterranea, che ha sede proprio all’interno del quartiere fieristico.

Si tratta di uno spazio polifunzionale esteso su 2mila metri quadri, di cui 500 di laboratori avanzatissimi, in grado di formare futuri operatori del settore (cuochi, pasticceri, pizzaioli, gelatieri, barman, sommelier, maitre, personale di back office), ma anche di garantire corsi specialistici di aggiornamento per tutti coloro che già operano nel settore sia a livello operativo che manageriale. Una particolare offerta didattica è poi rivolta agli appassionati del settore, alle aziende e agli stranieri che vogliano avvicinarsi al nostro patrimonio enogastronomico.

“Con l’apertura dell’Accademia – spiega il Presidente, Massimiliano Quintiliani – sarà possibile studiare la cultura  e le scienze enogastronomiche  in linea con i dettami della Dieta Mediterranea, proprio nella regione in cui ha avuto origine, grazie ad Ancel Keys: nonostante la Campania ne sia culla, mancava un polo formativo di riferimento che ne permettesse l’approfondimento tecnico-scientifico oltre che pratico. Una vacatio che costringeva i nostri ragazzi, ma anche gli esperti provenienti da ogni parte del mondo, ad andare a studiare tali scienze, altrove”.

La nascita dell’Accademia è frutto dell’opera di un gruppo di giovani ricercatori e si fonda sulle risorse e sull’impegno di imprenditori del settore che credono che lo sviluppo dell’economia di mercato sia inscindibile da una attenta formazione affidata a professionisti seri. Tra i principali partner dell’iniziativa, Sire ricevimenti; Electrolux, Valle dell’Aquila.

All’inaugurazione, show cooking dedicati alla dieta mediterranea degli chef stellati Gianluca D’Agostino di Veritas e Giovanni De Vivo del Mosaico dell’hotel Terme Manzi di Ischia.

Seguono degustazioni

Il progetto “Alla Tavola dei Borbone”, promosso dall’Istituto di Comunicazione Pubblica ( ISCOMP) in collaborazione con il magazine “La Buona Tavola” con il Patrocinio del Comune di Napoli, Regione Campania e Sviluppo Campania, nonché della Real Casa di Borbone delle Due Sicilie e del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, mira a coniugare la scoperta di luoghi borbonici con le pietanze del ‘700 e dell’ 800 napoletano, attraverso le ricette di Vincenzo Corrado detto il Cuoco Galante per l’opera omnia di cui è stato autore, e Ippolito Cavalcanti Duca di Buonvicino con il trattato su Cucina teorico-pratica e l’appendice alla seconda edizione dal titolo Cucina Casarinola co la lengua napoletana.

Gli appuntamenti sono cinque, e ogni evento ha un’identità ben definita, con l’obiettivo di volersi inserire nella programmazione culturale proposta dai siti prescelti. Nucleo centrale della proposta enogastronomica è la volontà di riportare in vita antichi sapori, un menù caratterizzato non solo dall’uso delle materie prime utilizzate all’epoca ma anche dalle tecniche di cucina e le modalità di servizio delle pietanze stesse.

Dei cinque eventi in programma, ben tre sono già andati in scena, riscuotendo grande interesse e partecipazione da parte dei turisti e dei cittadini.

Il 29 novembre è stata celebrata “Pizza Borbonica”, andato in scena nella più antica pizzeria di Napoli, Antica Pizzeria Port’Alba (1830) del maestro pizzaiolo Gennaro Luciano.

Alla stregua della ricostruzione storica sulla nascita della pizza che fa risalire all’epoca borbonica la creazione del forno all’interno della Reggia di Capodimonte da parte di Ferdinando II nel 1832, e ancor prima dal padre Ferdinando I la frequentazione della pizzeria di ‘Ntuono a Santa Teresa degli Scalzi, sono state proposte sui tavoli di Pizzeria Port’Alba quattro pizze storiche:

– “Mastunicola” con farina di tipo 1 semintegrale sugna, pecorino ,basilico e pepe.

 “Due costiere” con farina di tipo O pomodorino giallo del Piennolo del Vesuvio DOP,  mozzarella di bufala campana DOP mozzata a mano, colatura di alici, limone di Sorrento, olio extra vergine di olivi secolari premuti a freddo e basilico.

– “ Vesuvio e il Golfo”  preparata con farina di tipo O, pomodorino rosso del Piennolo del Vesuvio DOP , alici di menaica, olio extra vergine di olivi secolari premuti a freddo.

– “Ferdinando” preparata con farina di tipo O con pomodoro San Marzano DOP e mozzarella di bufala campana DOP, olio extra vergine di olivi secolari premuti a freddo e basilico.

Accompagnate dalla birra del Birrificio Borbonico,dai vini di “Cantina Borbonico” e dai vini del Consorzio Tutela Vini del Vesuvio DOP.

A completare il pasto dolci tipici della tradizione borbonica : la Pastiera e la Sfogliatella riccia, delizie antiche che ancora oggi emozionano all’assaggio.

Il 3 dicembre, presso la Riserva Naturale Cratere degli Astroni (Oasi WWF)  ha preso vita l’evento “I Vini dei Borbone“.

Inserito nella splendida cornice naturale della tenuta di caccia del Re Carlo III, la manifestazione è stata l’occasione per offrire agli ospiti più e meno esperti una degustazione di vini dal sapore antico.

Ad introdurre e raccontare le storie dei propri vini e di come questi, insieme ad altri, siano “borbonici” per la caratteristica di essere dei vini provenienti da vitigni a piede franco (non innestati con la vite americana), Gerardo Vernazzaro Presidente del Consorzio di Tutela Vini Campi Flegrei, Ischia e Capri

Si è passati poi, alla degustazione vera e propria guidata dai sommelier dell’AIS, che hanno accompagnato i partecipanti alla scoperta dell’essenza del vino Asprinio D’Aversa di Masseria Campito, del Pallagrello bianco di Ale.p.a. Societa’ Agricola S.R.L., della Catalanesca IGP del Monte Somma di Cantine Olivella, della Falanghina dei Campi Flegrei di Cantine Astroni e del Per è Palumm di Azienda Agricola Agnanum.

L’evento è stata un’occasione  per degustare prodotti non solo tipici del territorio, ma soprattutto ricchi di storia in ogni loro sorso.

Domenica 4 dicembre alla Galleria Borbonica con l’evento ” Sapori dell’800“, si è voluto raccontare una storia in un luogo che di storie ne custodisce tante. I partecipanti hanno avuto la possibilità di effettuare una visita guidata all’interno del sito borbonico, seguendo un percorso a tappe che ha permesso  loro di scoprire curiosità e storia riguardo al suggestivo tunnel sotterraneo, degustando piatti tipici del periodo borbonico nella versione storica ed originale: torta rustica del Cavalcanti, sartù alla Vincenzo Corrado e sfogliatella riccia, accompagnate naturalmente da vini a piede franco.

I prossimi eventi in calendario sono il 14 dicembre al Museo Archeologico Nazionale di Napoli “Carlo III e il Cuoco Galante” e il 20 dicembre con “Aristocrazia Borbonica a Tavola”.

Il primo, si inserisce nell’ambito dell’inaugurazione della mostra Carlo III e le antichità: Napoli Madrid Città del Mexico a cura di Valeria Sampaolo. Dopo l’inaugurazione della mostra, nella magnificente Sala della Meridiana, proporremo un’altra “mostra”, quella delle pietanze tipiche del ‘700 e dell’800  proprie dell’epoca dei protagonisti che della mostra sono l’oggetto alla presenza di S.A.R. Carlo di Borbone delle Due Sicilie.

Alle opere artistiche, dono per gli occhi, saranno affiancate opere culinarie, piacere per il palato. Piatti tipici e prodotti agroalimentari dell’epoca borbonica, gli stessi che erano sul tavolo del Re Carlo.

Un atto di archeologia culinaria, il nostro, che vuole portare nel presente piatti della tradizione napoletana preparati secondo le antiche modalità e secondo le ricette dei due capisaldi della cucina tipica partenopea.

Sarà gettato un ponte ideale con la Reggia di Carditello, detta anche “Real Fabbrica delle Pagliate”, di cui oggi si sta portando avanti il recupero, attraverso la degustazione di Mozzarella di Bufala Campana DOP mozzata a mano, fior di ricotta, burrata, affumicato di bufala, provolone di bufala.

Continueremo, poi con Torta Rustica  “alla Cavalcanti”, Baccalà alla Marinata, ricetta di Ippolito Cavalcanti e “Dolci dei Borbone”: Pastiera Maria Teresa, Babà Re Stanislao, Sfogliatella dell’800 e Mostaccioli semplici e al cioccolato.

L’olio di cui ci serviremo deriva da olivi secolari, le farine utilizzate sono di grani antichi macinati a pietra e il vino che accompagnerà la degustazione sarà di vitigni del Vesuvio a piede franco, ovvero risalenti ad oltre duecento anni fa, in quanto sopravvissuti all’attacco della Fillossera, parassita che ha distrutto una molteplicità di vitigni, e pertanto non innestati nel piede con la vite americana.

A chiudere questa culturale e golosa programmazione, l’evento “Aristocrazia Borbonica a Tavola” che si terrà nella splendida cornice di Palazzo Salerno, situato su uno dei lati di Piazza del Plebiscito ed appartenuto a Leopoldo, figlio di Ferdinando I e Principe di Salerno, oggi sede dell’Esercito Italiano.

La cena vuole  ricreare le magiche atmosfere di corte, attraverso la celebrazione di una monarchia che non solo ha fondato le meraviglie architettoniche e artistiche del nostro territorio, ma ha posto in largo anticipo le basi della dieta mediterranea, valorizzando e promuovendo le caratteristiche delle nostre produzioni agroalimentari.

Per la serata, un menù ad hoc, che vede spiccare tra tutte il principe delle pietanze borboniche :il sartù chiamato così in quanto il riso grazie all’infarcitura opulenta veniva nobilitato e servito su piatti di portate in argento che venivano annunciate dal Monsù con un batter di mani e al grido “sur tout le riz”, su tutto il riso, che i napoletani nella loro capacità di crasi hanno modificato in sortù oggi diventato sartù.

 

S.A.R. il Principe Carlo di Borbone delle Due Sicilie  presenzierà all’evento “Carlo III e il Cuoco Galante”.

Mercoledì 14 dicembre alle ore 17.30 al Museo Archeologico Nazionale di Napoli,”Carlo III e il Cuoco Galante”, quarto evento della manifestazione “Alla tavola dei Borbone” .

Il progetto presentato dall’Istituto di Comunicazione Pubblica in collaborazione con il magazine “La Buona Tavola” con il Patrocinio del Comune di Napoli, Regione Campania e Sviluppo Campania, nonché della Real Casa di Borbone delle Due Sicilie e del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, mira a coniugare la scoperta di luoghi borbonici con le pietanze del ‘700 e dell’ 800 napoletano, attraverso le ricette di Vincenzo Corrado detto il Cuoco Galante per l’opera omnia di cui è stato autore, e Ippolito Cavalcanti Duca di Buonvicino con il trattato su Cucina teorico-pratica e l’appendice alla seconda edizione dal titolo Cucina Casarinola co la lengua napoletana.

Alle ore 17.00 inaugurazione della mostra Carlo III e le antichità: Napoli, Madrid, Città del Mexico, a cura di Valeria Sampaolo, alla presenza del Direttore del MANN Dott. Paolo Giulierini e di S.A.R. il Principe Carlo di Borbone delle Due Sicilie, Duca di Castro, Capo della Real Casa e Gran Maestro degli Ordini Dinastici.

La mostra è incentrata sulla figura di Carlo di Borbone come divulgatore delle scoperte della nascente archeologia e nell’ambito di tale evento, sarà offerto ai partecipanti un momento degustazione che permetterà di assaporare la mostra con un ulteriore senso: il gusto.

Alle opere artistiche, dono per gli occhi, saranno affiancate opere culinarie, piacere per il palato. Piatti tipici e prodotti agroalimentari dell’epoca borbonica, gli stessi che erano sul tavolo del Re Carlo.

Un atto di archeologia culinaria, il nostro, che vuole portare nel presente piatti della tradizione napoletana preparati secondo le antiche modalità e secondo le ricette dei due capisaldi della cucina tipica partenopea.

Nella magnificente Sala della Meridiana lanceremo un ponte ideale con la Reggia di Carditello detta anche “Real Fabbrica delle Pagliate”, di cui oggi si sta portando avanti il recupero, attraverso la degustazione di Mozzarella di Bufala Campana DOP mozzata a mano, fior di ricotta, burrata, affumicato di bufala, provolone di bufala.

Continueremo, poi con Torta Rustica  “alla Cavalcanti”, Baccalà alla Marinata, ricetta di Ippolito Cavalcanti e “Dolci dei Borbone”: Pastiera Maria Teresa, Babà Re Stanislao, Sfogliatella dell’800 e Mostaccioli realizzati con mosto d’uva.

L’olio di cui ci serviremo deriva da frantoi secolari del Consorzio Unaprol (Consorzio Olivicolo Italiano), le farine utilizzate sono di grani antichi macinati a pietra e il vino che accompagnerà la degustazione sarà di vitigni a piede franco, ovvero risalenti ad oltre duecento anni fa, in quanto sopravvissuti all’attacco della Fillossera, parassita che ha distrutto una molteplicità di vitigni, e non innestati nel piede con la vite americana.

 

 

Domenica 4 dicembre alla Galleria Borbonica con l’evento ” Sapori dell’800” abbiamo voluto raccontare una storia in un luogo che di storie ne custodisce tante. Costruita per volere di Ferdinando II di Borbone nel 1853, la galleria aveva la funzione di collegare in maniera “rapida e discreta” Palazzo Reale con uno sbocco sul mare nei pressi di piazza della Vittoria, dove peraltro si trovavano le caserme delle milizie.

In realtà però, il tunnel non svolse mai le funzioni per cui fu concepito: a causa di problemi tecnici (ossia delle problematiche morfologiche che rallentarono i lavori e costrinsero l’architetto Errico Alvino a rivedere il suo progetto iniziale) e successivamente alla morte di Ferdinando II nel 1859, i lavori rimasero incompiuti. Nel tempo aha assunto svariate funzioni sino a diventare un Deposito Giudiziale Comunale dove veniva immagazzinato tutto ciò che era stato estratto dalle macerie causate dai duecento bombardamenti subiti da Napoli; qui si ammassò anche tutto quello che fino agli anni ‘70 veniva recuperato da crolli, sfratti e sequestri.

Grazie alla collaborazione dei fratelli Minin, responsabili del sito borbonico, abbiamo creato un tour culturale declinato in due accezioni : storia e sapori. I partecipanti hanno avuto la possibilità di effettuare una visita guidata all’interno del sito borbonico, seguendo un percorso a tappe che ha permesso  loro di scoprire curiosità e storia riguardo al suggestivo tunnel sotterraneo, degustando piatti tipici del periodo borbonico nella versione storica ed originale: torta rustica, sartù e sfogliatella riccia, accompagnate naturalmente da vini a piede franco.

Abbiamo voluto aggiungere alle molteplici e forti suggestioni del sito, quelle per il palato, in un percorso a ritroso nella storia che non smette mai di affascinare.

#faccedabirra

Le storie, i volti e i luoghi della birra artigianale in Campania.

Questo il titolo del nuovo libro di R. Pellecchia, A.Petitti e S. Prisco, un viaggio lungo le variegate strade della birra artigianale in Campania.

L’idea, spiega Roberto Pellecchia nel libro, era quella di parlare della realtà dei birrifici campani e del territorio circostante.

Nel testo, infatti, il legame con il territorio è molto vivido e ogni birrificio scelto è accompagnato da una contestualizzazione geografica. Questo perché ormai il cibo è cultura, e il legame col territorio è una componente fondamentale di ogni prodotto enogastronomico, tale da non poter più considerare l’uno senza l’altro.

I prodotti, infatti, sono figli del nostro territorio e in questo libro si racconta proprio questo.

#faccedabirra vuole essere un vademecum di suggerimenti su quali birre bere, dove berle e cosa andare a vedere nel territorio di riferimento, per unire il piacere del palato a quello dell’esperienza turistica vera e propria.

Sono 19 i birrifici presentati nel volume e per ognuno di essi quattro sezioni dedicate: la storia dell’azienda e dei suoi protagonisti, le birre e le loro caratteristiche, il territorio circostante, i suoi punti di interesse e le manifestazioni più importanti legate alle tradizioni locali e ai prodotti tipici.

Appare evidente che l’intenzione di questa “guida” è molto più ampia di una semplice indicazione geografica di qualità delle birre protagoniste, ma tra le pagine  risulta prorompente la volontà di voler raccontare delle storie su delle persone e sul coraggio delle loro azioni. Si vuole approfondire un mondo giovane e in totale evoluzione, come quello dei birrifici artigianali in Campania, pieno di energia e di potenzialità interessanti.

Le schede vengono chiamate “schede sentimentali”, come spiega Sabrina Prisco, perché non contengono punteggi né giudizi, ma vogliono essere semplicemente una condivisione di suggestioni ed emozioni, senza tralasciare il punto di vista tecnico.

Una buona lettura, alla quale seguirà, ne siamo certi, una buona birra.

Martedì 22 Novembre alle ore 11.30 presso la Sala Giunta del Comune di Napoli a Palazzo San Giacomo, Piazza Municipio, si terrà la conferenza stampa di presentazione dell’evento:

“Alla tavola dei Borbone”

Il progetto mira a coniugare la scoperta di luoghi borbonici con le pietanze del ‘700 e dell’ 800 napoletano, attraverso le ricette di Vincenzo Corrado detto il Cuoco Galante per l’opera omnia di cui è stato autore, e Ippolito Cavalcanti Duca di Buonvicino con il trattato su Cucina teorico-pratica e l’appendice alla seconda edizione dal titolo Cucina Casarinola co la lengua napoletana.

Interverranno:

Enrico Panini l’ Assessore alle Attività Produttive del Comune di Napoli

Renato Rocco Presidente dell’Associazione ISCOMP

Gianluca Minin Presidente della Galleria Borbonica

Gennaro Luciano titolare della Pizzeria Port’Alba

Antonio Grilletto Ten.Col. Ufficiale qualificato P.I. in rappresentanza del Generale di Capo d’Armata Luigi Francesco De Leverano

Paolo Giulierini Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli

Tommaso Luongo dell’ Associazione Italiana Sommelier Napoli

Fabrizio Canonico Direttore dell’ Oasi WWF Riserva Naturale Cratere degli Astroni

Teresa Zannelli di Sviluppo Campania

 

L’evento è organizatto con il Patrocinio di Real Casa di Borbone delle Due Sicilie, Sacro Ordine Militare Costantiniano di San Giorgio, Comune di Napoli, Regione Campania, Sviluppo Campania e Unione Europea.

E’ organizzato dall’Iscomp in collaborazione con LA BUONA TAVOLA.