Ieri è scomparso Alfonso Pepe, patron della famosissima Pasticceria Pepe, sita a Sant’Egidio del Monte Albino (Sa). Il noto pasticciere era da tempo malato, ma aveva affrontato con coraggio e ottimismo la sua condizione di salute, proseguendo nel lavoro con la sua instancabile passione. A 55 anni ci lascia colui che ha dimostrato, insieme anche ad altri maestri pasticcieri campani, che ottimi panettoni si fanno non solo al nord. 

Una realtà conosciuta in tutto il mondo grazie soprattutto ai suoi lievitati, presenti non solo nel punto vendita ma distribuiti nelle migliori pasticcerie campane e d’Italia. 

Pepe Mastro Dolciere è una passione che ha inizio negli anni ’80, quando Alfonso Pepe si affaccia nel mondo della pasticceria con esperienze professionali in località turistiche d’Italia. Un mondo a cui sente subito di appartenere perfezionandosi sempre più frequentando scuole prestigiose quali l’Etoile e Cast Alimenti. Unico obiettivo, quello di poter avviare un’attività personale i cui prodotti portino il proprio nome. 

Traguardo raggiunto grazie alla collaborazione con i due fratelli, Prisco e Giuseppe, e la sorella Anna, con i quali Alfonso intraprende l’azienda che porta il nome di famiglia. Un traguardo fatto di amore e dedizione per il proprio lavoro tanto da portare Alfonso Pepe ad entrare, nel 1995, nell’Accademia dei Maestri Pasticceri Italiani e a specializzarsi nella lavorazione dei lievitati fino a diventare uno dei primi in Italia, primo in Campania, nella preparazione del panettone. 

I lievitati di Alfonso Pepe hanno ottenuto numerosi riconoscimenti e premi in Italia perché preparati nel rispetto dei tempi e della lavorazione artigianale. Tra le premiazioni più importanti ricordiamo il 1° posto Miglior Panettone d’Itala Gazza Golosa 2016 e il 1° posto al Re Panettone di Napoli nel 2015. 

Marika Manna

CON ‘TITALY’, IL PORTALE DELLE ECCELLENZE ENOGASTRONOMICHE ITALIANE, LA BAG PER LA ‘ PIZZA FAI DA TE ’ A CASA CON UN CLICK.

UN KIT PER  LA PIZZA CHE VA AD ARRICCHIRE L’AMPIA PROPOSTA DELLE MIGLIORI TIPICITA’ ARTIGIANALI DEL MADE IN ITALY. 

Titaly ( www.titaly.it ), il portale E-commerce che dà la possibilità di ordinare direttamente da casa attraverso un click, i migliori prodotti tipici artigianali del “Made in Italy”, con particolare riferimento alla Campania, da oggi sorprende ancor di più perché inserisce nel proprio paniere, qualcosa di originale per gli utenti che vogliono preparare il piatto che mette tutti d’accordo, il più amato nel mondo, la pizza. Quante volte vi è capitato di avere voglia di qualcosa di buono e di non voler uscire? La soluzione perfetta è ordinare comodamente senza spostarsi dal divano con la consegna a casa da parte di un corriere, un formaggio, un vino o ancora una pasta artigianale o un dolce tipico che non riuscite a trovare nella vostra città.

La nuova proposta, la “Bag per la pizza fai da te” al costo promozionale di 29,99 euro, contiene tutti gli ingredienti di altissima qualità (come da filosofia Titaly) necessari per realizzare un’ottima pizza: due pacchi di farina integrale da agricoltura biologica di Molini Pizzuti, farine che non contengono additivi e neppure sostanze chimiche di varia natura che troviamo su questo portale anche di altre tipologie (grano tenero e grano duro), una lattina di pomodorini Corbarino, una bottiglia di olio extravergine di oliva e un vasetto di filetti di alici. Si tratta degli ingredienti che usano le pizzerie del Comune di Tramonti, sulla Costa d’Amalfi. Se poi siete alla ricerca di alici come quelle di Cetara e di Menaica, qui potete davvero sbizzarrirvi perché ce n’è per tutti gusti e per diverse esigenze.

Sul sito di Titaly, è possibile leggere anche la ricetta per la preparazione per la famosa pizza di Tramonti la cui storia inizia nel lontano Medioevo, da quando i numerosi forni rurali sfornavano il pane biscottato di farina integrale per rifornire le navi della Repubblica Marinara di Amalfi. Ideale per i lunghi viaggi in mare, poteva durare per mesi. Agli inizi del Novecento la maggior parte delle famiglie aveva in casa il forno a legna e – ad ogni cotta – era un rito fare anche la pizza allo stesso modo e nel 2010 è arrivato a conclusione l’iter per la De.Co. (Denominazione Comunale) per  questa pizza, che ne ha riconosciuto la specificità.

Il kit-bag potrebbe essere un’idea per il prossimo Natale così come tutti gli altri prodotti per preparare il menu dei giorni di festa e, perché no, per donare qualcosa di tipico agli amici e alle persone care, mentre, nei prossimi mesi tante saranno le new entry, tra cui una vasta scelta di birre artigianali e il fagiolo tondino del Purgatorio, un prodotto tipico della zona dell’alta Tuscia Viterbese.

Titaly, che ha una clientela anche in alcuni paesi d’Europa, è una start-up campana, diretta a far conoscere le tipicità e le eccellenze di tutta Italia oltre ai tanti altri prodotti ed alimenti sani e gustosi della Dieta Mediterranea. La piattaforma si pone come partner ideale per tutte le aziende che vogliono aprire il proprio canale di vendita online affidando in parte, in «outsourcing» le attività ad esso connesse, con il vantaggio di avere un unico interlocutore. Le aziende che hanno scelto tale piattaforma, operano soprattutto nel settore agroalimentare ed enogastronomico, dove ad ognuno di questi clienti si garantisce l’identità del proprio brand.

Guglielmo Vuolo, pizzaiolo e imprenditore napoletano, garantisce un’autentica esperienza di gusto nelle sue pizzerie, con le specialità di buona e verace pizza napoletana. A Napoli e a Verona, le città dove Vuolo gestisce i suoi locali, ed a Firenze dove è consulente dello storico ‘Caffè Italiano’, l’imprenditore del mondo pizza afferma il suo amore per la tradizione gastronomica napoletana, fatta di passione per i sapori autentici e prodotti di eccellenza campani.

L’obiettivo che guida Guglielmo Vuolo nello svolgere con passione la sua attività è creare un prodotto artigianale unico ed irripetibile, a sua detta si realizza così una pizza dall’autentica napoletanità. <<L’essere napoletano è imperfetto nella sua perfezione, ricco di contaminazioni e sfaccettature non smette mai di sorprendere. Così dovrebbe essere la vera pizza napoletana>> spiega Guglielmo Vuolo attingendo dalla storia della sua città.

La sede napoletana  di Guglielmo Vuolo, in via Mergellina 4A, vuole essere un omaggio alla sua generazione di pizzaioli, che con lui giunge alla quarta. <<È una passione di famiglia dedicarsi al prossimo producendo una pietanza sostanzialmente umile e nata in un contesto di necessità come la pizza >> spiega  Vuolo. <<I capostipiti di questa arte in famiglia furono i miei bisnonni – ha proseguito – la madre di mia nonna era solita preparare in casa le pizze insaporendole con pomodoro, origano e qualche pesce rimasto invenduto dal mio bisnonno, che di mestiere faceva il pescatore. L’alternativa bianca, molto gettonata dai clienti dell’epoca, era la pizza con sugna, sale e pepe. Benché fosse più economica dell’olio d’oliva, la sugna dava un prodotto molto gustoso>>, Vuolo racconta così un breve capitolo di storia della pizza.

Il punto vendita di Mergellina, proprio in virtù del valore generazionale, si chiama ‘4A Pizzeria di Guglielmo Vuolo’: <<Io ed il mio socio Stefano Ferrara abbiamo scelto il quattro per rappresentare il numero delle generazioni che, nelle nostre famiglie, hanno prodotto la pizza con passione, ma non solo. Quattro è anche il numero civico del locale e il numero dei fratelli che insieme a me svolgono questo fantastico mestiere. Facendo parte dell’Associazione Veraci Pizzaiuoli Napoletani, il Vuolo riconosce allo storico ente il ruolo di difesa della tradizione, il rispetto del disciplinare della pizza e l’esclusivo utilizzo dei prodotti campani, fra i quali l’immancabile pomodoro del Piennolo del Vesuvio, ingrediente principe di una signora pizza.

 Venerdi, 5 luglio 2019, ore 20,30, presso l’Agriturismo Parmenide, splendida struttura polifunzionale Casalvelino (SA), nel cuore del Parco del Vallo di Diano e degli Alburni e sede del Centro di formazione professionale dell’Arte del pizzaiolo napoletano e di esperti della Dieta Mediterranea, entrambi patrimonio immateriale UNESCOsi svolgerà Parmenide Pool Cocktail Summer”, il primo evento di inizio estate 2019 per l’inaugurazione di sBARià”, Lounge bar dall’innovativo concept dedicato all’arte della Mixology e del Food, che punta a divenire riferimento del settore food & beverage per chiunque ami scoprire un nuovo modo di bere, legato al territorio, ai prodotti cilentani di qualità, in un contesto suggestivo, a bordo piscina, con eccellente musica di sottofondo e la possibilità di abbinare in pairing tanto piccoli finger food, quanto light lunch o cenare nel delizioso ristorantino “Zenone” sulla piscina, scegliendo tra la pizza, certificata ”Pizza Verace Napoletana” del pizzaiolo Giovanni o i piatti tipici della tradizione a base di prodotti a KM0 dell’agriturismo curati dallo Chef del Parmenide, Antonio Barone. 

parmenide

Sponsor esclusivo della serata inaugurale sarà la nota azienda vitivinicola Viticoltori De Conciliis, una delle realtà più importanti ed interessanti della provincia di Salerno, con servizio tecnico a cura di Sommelier professionisti Ais, Associazione italiana Sommelier. Nel corso della serata, che prevede la partecipazione di rappresentanti di Enti, Istituzioni, associazioni e Giornalisti, tra cui Avv. Corrado Matera, Assessore regionale al turismo, il dott. Tommaso PellegrinoPresidente del Parco Nazionale del Cilentol’On Alfonso Pecoraro Scanio, l’On. Alfonso Andria, l’Avv. Pietro D’Angiolillo, Sindaco del Comune di Ascea, il Dott. Eros Lamaida, Sindaco Castelnuovo Cilento, il Presidente di Federtravel Cilentosarà anticipato anche il ricco programma estivo con gli “Appuntamenti sotto le Stelle”, una serie di eventi speciali dedicati all’arte, letteratura, teatro, degustazioni di vini e prodotti locali, a rotazione, per diffondere cultura del territorio con tutta la piacevolezza di cocktail e menu “limited edition”, studiati ad hoc, da gustare al chiarore della luna, bordo piscina, in un’atmosfera suggestiva e piacevole al ritmo della musica di DJ Zenone. 

Anche il pubblico sarà coinvolto e avrà un ruolo attivo nella serata: basterà condividere sul proprio account Instagram il cocktail/ piatto preferito utilizzando tag e hashtagm dell’Agriturismo Parmenide (#BestCocktailonthePool # ParmenideEmotion ParmenidePoolsEmotion e #DrinkLessDrinkBetteronParmenidePool). Il cocktail o piatto che avrà raggiunto il numero più alto di condivisioni sarà definitivamente inserito in carta. 

 

Ufficio stampa CARMEN GUERRIERO 

 

“ Theatrum ”: il dolce limited edition dedicato al Teatro Grande di Pompei

La firma del Theatrum è del maestro Maurizio “Black” Santin, pastry chef della pasticceria De Vivo

 

Theatrum

 

Si chiama “ Theatrum ” ed è il dolce che la pasticceria De Vivo ha dedicato al Teatro Grande della Pompei antica, edificato nel II secolo a.C. Si tratta di una tartelletta di frolla, biscotto al cioccolato senza farina, mosto cotto e composta di fichi (che ricordano ingredienti utilizzati diffusamente nell’antica Pompei) e, per finire, ganache montata con cacao al 70%, la cui forma ondulata ricorda le gradinate della cavea dell’antico teatro pompeiano. La firma è ovviamente del maestro Maurizio “Black” Santin, dallo scorso aprile pastry chef della pasticceria De Vivo.

Il nuovo dolce è però una “limited edition”: sarà prodotto esclusivamente fino a luglio, vale a dire soltanto per la durata di “Pompeii Theatrum Mundi”, la rassegna di drammaturgia antica in programma dal 20 giugno al 13 luglio 2019 nel Teatro Grande degli Scavi di Pompei. “Theatrum” potrà essere gustato, prima o dopo gli spettacoli, presso la Pasticceria De Vivo a Pompei, via Roma 36.

 

Ufficio Stampa

Marco Pirollo 

Festa in condottaAttesa, voluta, organizzata. Torna finalmente la Festa in Condotta dell’Agro Nocerino-Sarnese. Appuntamento lunedì 17 giugno 2019, alle ore 20, presso lo splendido Palazzo De Simone, a Bracigliano. L’evento organizzato dalla condotta Slow food dell’agro nocerino sarnese guidata da Marco Contursi vede la partecipazione di oltre 100 tra cantineristorantipasticceriebirrifici artigianali e produttori di eccellenza dell’agro nocerino sarnese in primis e poi della provincia di Salerno.

L’evento ha ricevuto il prezioso sostegno del Comune di Bracigliano e della Lamberti Food, che festeggia il ventennale di fondazione della azienda. Altri partner: CNA SalernoMTN CompanyDe Luca ItaliaScafati InRTC Quarta Rete media partner.

Giunta alla ottava edizione la festa in condotta è l’unico evento in cui l’Agro Nocerino-Sarnese è totalmente protagonista e in cui palesa le proprie prelibatezze a tutta la Regione.

È diventata un grande appuntamento annuale durante il quale i buongustai di tutta la Campania si incontrano, degustano e si confrontano sui temi del food.

Ingresso solo su prenotazione, e riservato a chi si tessera a slow food tramite la condotta per l’occasione e fino ad esaurimento posti chiamando il 3420939505 marcofood@libero.it

Ristoranti presenti
Chef Raffaele Vitale
Agriturismo Mastrofrancesco
Aqua e Sale
ArteGusto
Associazione il Cuoco contadino E Nonna Nannina Cucinella
A Taverna e Mast Aniello
Botteghelle 65
Bracigliano salumi
Calabrese 1812
Cantina del Vescovo
Casa Albero
Caseificio Aurora
Caseificio Saturno
Comunità del cibo del contadino dell’agro nocerino sarnese
Crub
Dalla Padella alla Brace
Dal Pescatore
Emozionando
Evù
Famiglia Principe 1968
Hostaria Luclantò
I Sarrastri
Il bagatto
Il Cantastorie
I Patrizio
Il Portico del Gusto
I Sapori di un Tempo
La Cascina
La Grotta
La Locanda dei Falchi
La Pignata
La Tammorra
Lira Restaurant
Macelleria del Centro Storico
Miscere
‘O Ca Bistrò
‘O Ciardin
‘O Romano
‘O Zeppolaro
Osteria Al Paese
Osteria Divino
Osteria e Pizzeria San Francisco
Paisà
Panificio Cascone
Panificio Giorgio
Panificio Vecchione
PangurmèHamburgeria Gourmet
Pascalò
Pepe Cafè
Pensando a Te
Pizzeria Madison
Pizzeria Resilienza
Pizzeria Sant’Antonio
Sesta Stazione
Settanta Neo Bistrot
Sine Cera Taberna
Specialità dalla Campania
Via Porto bistrot
Vic d’o Vattariell

Pizzerie
Corallo
Polichetti
La pergola
Nonna Nannina

Pasticcerie (dolci della tradizione e creazioni esclusive)
Maestro Alfonso Pepe
Gelateria Cioccolateria Regina
Pasticceria Di Dato
Pasticceria e caffè Giuseppe Palumbo
Pasticceria La Viennetta
Pasticceria Mamma Grazia
Pasticceria Palma
Pasticceria Sandro
Biscottificio Riccardi
Zucchero & Co.

Cantine
Albamarina
Azienda agricola Marino
Azienda agricola Mila
Vuolo Azienda agricola San Giovanni
Apicella
Barone
Borgo Giulia
Botti
Cardosa
Casa Di Baal
Case Bianche
Casula vinaria
Cerrella
Cobellis
Colle del Corsicano
De Conciliis
Luigi Maffini
Lunarossa Vini e Passione
Marisa Cuomo
Mila Vuolo
Polito Viticoltori
Reale
Rossella Cicalese
Salvatore Magnoni
San Salvatore 1988
Tenuta Macellaro
Tenuta San Francesco
Verrone Viticoltori
Vigne di Raito
Vinicola Cuomo – I Vini del Cavaliere
Viticoltori Lenza

Birrifici
Aeffe
Donjon
Arechi
Birrificio dei Bardi
Birrificio 23
Birrificio Sorrento
Birrificio dell’ Aspide
Okorei
Karma
Serrocroce
Bella ‘Mbriana
Agrado

Produttori
Cilento I sapori della terra
Coperativa agricola Dani
Essentia Cilenti
Enoteca Gargiulo – Amaro Don Carlo
Il Gusto della Costa
I sapori di Corbara
Liquori De Falco
Pastificio Artigianale Vicidomini
Pastificio artigianale La Casa del Tortellino
Doctor Martux Gin
Il Sigaro Toscano

 

Ufficio Stampa MTN Company

Daniele LandolfiConsegnato a Daniele Landolfi il prestigioso riconoscimento, Premio Simpatia conosciuto anche come ‘Oscar Capitolino’, per  il recupero e il lavoro intorno al suo Pandiseta, il pane (prodotto unico in Italia a marchio registrato) lievitato nei canovacci di preziosa seta di San Leucio, un’antica ricetta e tradizione appartenente ai suoi avi. Un prodotto che viene ancora oggi preparato con lo stesso metodo e la stessa cura disponibile presso Pandiseta Bakery-Locanda del Borbone (San Leucio di Caserta).

Una tradizione dell’uso che nasce quasi per caso e per una serie di motivi – racconta Daniele Landolfi – tutto parte a seguito della inutilizzabilità di canovacci di seta sotto i telai tessili “per colore differente, per trama diversa o per altro”, mia nonna, che lavorava questi macchinari portava a casa i panni inutilizzati e, visto che produceva pane per tutta la borgata, iniziò ad adoperarli per la lievitazione. Da qui iniziò sempre più spesso a farlo fino ad usare solo questi e proprio per l’utilizzo di tali canovacci di seta che il pane prende il nome di Pandiseta”.

Alla cerimonia presentata da Paola Saluzzi e Pino Strabioli presso la Sala Protomoteca in Campidoglio (Roma), sono stati numerosi i personaggi provenienti dal mondo dello spettacolo, della cultura, della ricerca e della solidarietà hanno ricevuto l’ambito riconoscimento. Insieme a Daniele Landolfi premiato per aver recuperato e lanciato questa antica tradizione familiare,  l’ambito premio è andato: per l’Arma dei Carabinieri, il Car. Sc. Vincenzo Di Rubbo e l’App. Marco Tortella; per la Polizia di Stato: la Questura di Roma; per i Vigili del FuocoSquadra 3/A “Turno A” VVF Roma; per Polizia Locale Roma Capitale: l’I.P.L. Donatella Catena; per letteratura, giornalismo e comunicazione Domenico Iannacone, Francesco Vecchi e monsignor Lucio Adrian Ruiz Segretario del Dicastero per la Comunicazione Santa Sede, gli scrittori Nicola Brunialti Sara Vannelli; per medicina e la ricerca la cardio-oncologa Irma Bisceglia, il direttore sanitario Fondazione Santa Lucia Antonino Salvia l’oculista Bernardo Billi, l’Istituto Medicina Rigenerativa (I.M.R); per l’arte, lo storico dell’arte Claudio Strinati; per la musica, il presidente dell’Accademia Nazionale di S.Cecilia Michele Dall’Ongaro, il pianista jazz Danilo ReaMario Biondi e la cantante Syria; per lo spettacolo, premiata Mara Venier, la regista Liliana CavaniMago Forest e Francesca Manzini; per lo sport, il premio al nuotatore Manuel Bortuzzo; per le storie premiati l’imprenditore Enzo Muscia, il direttore di Polizia Moderna Annalisa Bucchieri e la prima donna pilota italiana: la novantenne Fiorenza De Bernardi; per la solidarietà premi alla E.N.S.I, Ente Nazionale Sportivo Italiano, di promozione sportiva e sociale e alla Onlus “Every child is my child”, presieduta da Anna Foglietta: ritirano il premio Paola Minaccioni membro del collettivo; per il managementAnna Fendi  e Tinny Andreatta, direttore di Rai Fiction infine per le tradizioni, la centenaria Antica Pizzicheria Ruggeri.

Tra i giurati: Renzo Arbore, Giorgio Assumma, Pippo Baudo, Verdiana Bixio, Athos De Luca, Christian De Sica, Marisela Federici, Renzo Gattegna, Carlo Gianni, Nicola Maccanico, Simona Marchini, Alessandro Nicosia, Bruno Piattelli, Gigi Proietti, Carlo Verdone.

Ricevere questo premio, in una sede così importante e con tante personalità illustri è per me un motivo di grande soddisfazione – dice con emozione Daniele Landolfi – la dedica va ai miei genitori Carlo e Imma che mi sostengono in questo progetto ed ai mie avi che ci hanno tramandato questa meravigliosa tradizione”.

Antonella D’Avanzo

Domenico Candela  del George del Grand Hotel Parker’s a Festa a Vico per “Una promessa è una promessa” evento riservato a soli 10 giovani chef tra i più promettenti della scenario nazionale.

 Martedì 4 giugno ore 12.15

Chef Domenico CandelaDomenico Candela  chef del George, il fine dining restaurant del Grand Hotel Parker’s di Napoli, sarà a Festa a Vico per il pranzo “Una promessa è una promessa” riservato a soli 10 giovani chef tra i più promettenti dello scenario nazionale. Un appuntamento tra i più esclusivi della celebre kermesse cultural gastronomica ideata e curata da Gennaro Esposito, Due Stelle Michelin.
Martedì 4 giugno, dalle ore 12.15, nelle cucine della Torre del Saracino di Seiano, i migliori giovani talenti della cucina italiana si confronteranno tra loro ai fornelli: ogni chef invitato preparerà un piatto che più lo rappresenta e in sala ci saranno solo giornalisti del settore.

Domenico Candela presenta “Ghiandola” Animella di vitello cotta in estrazione di gamberi rossi di Mazara, barba di frate e dashi agrumato. Il piatto sarà accompagnato dal Falerno del Massico Rosso DOP 2014 di Villa Matilde Avallone, l’azienda della famiglia Avallone che è anche proprietaria dello storico cinque stelle L napoletano.

Domenico Candela , classe ’86, napoletano, è da gennaio 2018 lo Chef del nuovo George del Grand Hotel Parker’s di Napoli. Rigore, estro creativo, stile elegante di formazione d’Oltralpe e piena padronanza delle tecniche sono le carte vincenti di una cucina che si muove tra materie prime del territorio e ingredienti internazionali. Cresciuto in Italia al fianco di grandi chef stellati del calibro di Antonio Guida al Ristorante Il Pellicano di Port’Ercole, di Stefano Mazzone al Grand Hotel Quisisana di Capri, di Nigro Damiano nelle cucine dell’Hotel 5 stelle L Relais Villa d’Amelia di Cuneo, di Enrico Bartolini del Ristorante Devero a Cavenago di Brianza, Candela completa la sua formazione in Francia dove entra a far parte prima della brigata di Alain Solivérès, Due Stelle Michelin, presso il Relais & Châteaux Le Taillevent Restaurant a Parigi e successivamente al Relais & Châteaux Pavillion Ledoyen Alléno, sempre a Parigi, sotto la guida dello Chef Yannich Alléno, Tre Stelle Michelin. 

Ufficio Stampa Di Punto studio

DOMENICA 2 GIUGNO ECCEZIONALE REPLICA 
DELL’EVENTO ” CANTINE APERTE “
A TUFO (AVELLINO) COLAZIONE IN CANTINA
E APERITIVO TRA LE VIGNE CON “TERRE D’AIONE”

Cantine AperteCantine Aperte : L’evento più atteso dell’anno dagli enoappassionati di tutta Italia replica in via del tutto eccezionale domenica 2 giugno. L’iniziativa, organizzata dal Movimento Turismo del Vino che da 27 anni accoglie gli enoturisti nei luoghi di produzione del vino, raccontando storie di bottiglie, territori, famiglie e aziende, vedrà una delle sue tappe in Irpinia presso la cantina “Terre D’Aione”, a Tufo, nel cuore dell’Irpinia del vino, con due momenti dedicati ai wineloverssi comincerà alle ore 10,30 con la “Colazione da Terre D’Aione”, breakfast di benvenuto che darà il via alla visita al vigneto e alla cantina, alla scoperta dell’azienda, dalla vendemmia fino ai processi di vinificazione e affinamento, e della storia dei viticoltori Carpenito fin dal 1867. Un modo originale per scoprire il viaggio che si cela dietro una bottiglia di vino. A seguire degustazione di un vino a scelta della gamma e di prodotti tipici irpini (il costo a persona è di €10).

Alle ore 12,00, invece, “Aperitivo in terrazza sui vigneti di Greco di Tufo”, con visita al vigneto e alla cantina, degustazione di un vino a scelta e di prodotti tipici irpini sulla splendida terrazza della cantina (il costo a persona è di €10). Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare i numeri 0825.998353 o 338.1509696 o scrivere una email all’indirizzo segreteria@terredaione.it.

 

 

Ufficio Stampa Terre D’Aione

Don Peppe è il format di trattoria pizzeria che mira ogni giorno a offrire un’accoglienza creativa ed entusiasta. Lo fa con un servizio di sala professionale e garbato e con un’ offerta gastronomica che sprigiona qualità da ogni ingrediente. È un progetto che diffonde la cultura gastronomica della pizza e della cucina partenopea. Un’ altra peculiarità su questo brand è che si colloca nei centri commerciali, ponendosi come sosta gourmet per gli amanti dello shopping.

La prima pizzeria del gruppo Don Peppe nasce a Marcianise, in provincia di Caserta: da questo territorio il disco di pasta prende il meglio dei prodotti locali per il suo condimento. Molti di questi sono Presidi Slow Food o addirittura prodotti di sua selezione, come i carciofini in olio evo, i peperoni, i friarielli, il pomodoro del Piennolo rosso, la pacchetella rossa e gialla, la zucca grigliata e la passata di pomodoro. Attraverso questi capiamo l’anima del progetto: portare nel centro commerciale una cultura gastronomica di qualità sia per la pizza che per la cucina. Espressa con piatti dalla bontà fresca e raffinata. La sensazione di essere a casa propria, coccolati da piatti conditi con i prodotti dell’orto, è esaltata da un locale che si caratterizza per un concetto moderno con un arredamento easy e una cucina a vista.

La “napoletanità” viene svelata grazie ai tradizionali forni a legna, e ovviamente dalle caratteristiche della pizza proposta. Si arriva al prodotto finito dopo una lenta lievi-maturazione dell’impasto e i prodotti sono sapientemente scelti per valorizzare il disco di pasta. Don Peppe è una realtà culturalmente dinamica, che non si ferma entro i limiti regionali. Ha esportato il suo concept gastronomico in Veneto, nei centri commerciali Nave De Vero di Venezia e Adigeo di Verona, e prossimamente aprirà anche anche nel Lazio, presso il Centro Commerciale Gran Roma sulla Prenestina. Don Peppe è la piacevole esperienza per il palato ed espressione di un concetto italiano di ristorazione, che fa della gastronomia partenopea il suo fiore all’occhiello.

 

 

 

Arte dell’ospitalità e della cucina, insieme per offrire un’esperienza di benessere per lo spirito e di gusto per il palato.  Succede al Baroq Art Bistrot, ubicato nella elegante cornice di Piazza Vittoria a Napoli. Il format è ambientato in una galleria d’arte: i dipinti del Barocco napoletano incontrano il progetto di gastronomia storica a cura dello Chef Antonio Tubelli, considerato l’ultimo dei monzù.

“Era un’autorità gastronomica presso l’aristocrazia campana. Il monzù godeva di uno status prestigioso poiché rappresentava una figura di fiducia per il sovrano” spiega Antonio Tubelli con grande competenza storica. “Un cuoco di corte che lavorava affinché il re godesse di buona salute” ha proseguito lo chef.

Un raffinato lavoro di interpretazione di culture e ricerca delle migliori materie prime da trasformare in piatti perfetti, alla stregua di opere d’arte del gusto. Questi i tratti distintivi del monzù. In altre parole “era il gastronomo di fiducia della nobiltà durante il Regno delle Due Sicilie. Si potrebbe pensare al monzù come a uno chef executive di nostri tempi – conferma Tubelli – era un abile governatore della cucina”.

I fasti del passato vengono riportati in auge nel Baroq Art Bistrot, grazie alla cucina d’autore dello chef Antonio Tubelli. “Effettua un lavoro di ricerca e recupero degli ingredienti storicamente legati al territorio campano – spiega il titolare Roberto Gargano – materie prime come la torzella, un’antica varietà di cavolo a foglia larga, e il peperone crusco dell’Irpinia”. Tra i piatti che rispolverano gli antichi ricettari di cucina partenopea, il celebre Scammaro. Il piatto è un’eredità della sapienza gastronomica di Ippolito Cavalcanti, uno dei massimi esponenti della cucina tradizionale partenopea. Consistente in pasta bollita e poi fritta e condita, questo capostipite dei primi piatti napoletani era consumato durante i giorni di Quaresima. Tra gli ingredienti non è infatti previsto nessun ingrediente di carne, ma il suo gusto ingannava il divieto di mangiare ricco.

“Allo chef Tubelli riconosciamo la capacità di contestualizzare i piatti storici partenopei alla nostra epoca” afferma Roberto Gargano. È un esempio lo Scammaro di linguine alle olive di Gaeta, capperi acciughe e pecorino: la storica ricetta, nelle mani dello chef Antonio Tubelli, prende seconda vita con ingredienti gustosi. Il concetto di miniatura artistica viene applicato in cucina, con i Miniati. Raffinate mini porzioni che ripropongono il Bonbon di Salsiccia e Friarielli, il già citato Scammaro e la zuppa di lenticchie e castagne.

“Baroq è un bistrot a 360° – spiega il titolare Roberto Gargano – offriamo servizio di caffetteria, sala da tè, american bar e ristorazione con lo chef Tubelli. Il cliente che sceglie di trascorrere un momento di relax al Baroq Art Bistrot entra a contatto con un affascinante contesto d’arte, dove poter ammirare i bozzetti del Seicento Napoletano”. Arte e gusto si fondono sapientemente al Baroq: il benessere dell’ospite è studiato nei dettagli in questo interessante format del centro di Napoli.

 

 

 

Un lavoro a quattro mani che approfondisce e analizza la società partenopea attraverso la gastronomia. “La Cucina di Napoli“, a cura delle autrici Lydia Capasso e Maria Teresa Di Marco, è l’opera letteraria presentata lo scorso giovedì 28 febbraio, nella Sala Rari del Palazzo Reale a Napoli. Una cornice imponente, ma anche colta e raffinata, ideale location per la presentazione di un libro che sonda Napoli nella sua dimensione più autentica.

“A Napoli il cibo è un’esperienza ricca di profumi, come quello del ragù che si diffonde per i vicoli” si ascolta dall’intervento di Lydia Capasso. “Il cibo è nelle parole delle persone, è argomento prima di essere pietanza da gustare” ha proseguito la scrittrice.

Progetto ricco di testimonianze storiche.

“Il libro racconta, attraverso le esperienze dei personaggi di famiglia, la questione antropologica dei napoletani” spiega Lydia Capasso. “Sono passati da essere chiamati mangiafoglie a mangia maccheroni”. 

In La Cucina di Napoli si trovano tracce di storia enogastronomica, con la descrizione di piatti che evocano la tradizione culinaria partenopea: divisa fra repertorio di cucina popolare e raffinatezza della cultura gastronomica di derivazione borbonica.

“Sono presenti annotazioni storiche di cucina – conferma la Capasso – si possono riscoprire fonti sullo Scarpariello, un piatto ormai quasi sconosciuto”.”È un raro prodotto di equilibrio – ha proseguito l’autrice del libro – tra foto belle ma non invadenti, parte storica e annotazioni personali”.

Il libro si inserisce in un progetto di raccolta di racconti, una collana di libri che ripercorre le cucine regionali d’Italia. “In questo libro abbiamo fatto tappa in Campania, concentrandoci su Napoli  e lavorando sui suoi aspetti legati all’enogastronomia”, ha affermato Maria Teresa Di Marco.

Quest’opera letteraria, che riunisce fonti di testimonianze e scatti della Napoli più autentica, si propone di studiare e raccontare i rituali della società partenopea nei suoi aspetti legati al cibo. Rito è la parola chiave per interpretare diversi passaggi presenti nel libro che testimoniano come “A Napoli si cucina di più che a Milano. Il cibo si consuma in famiglia e per questo è considerato un rituale” ha spiegato Lydia Capasso. “Il libro invita a riflettere sulla scansione dell’anno in funzione dei piatti tipici. Sono esempio la lasagna e il migliaccio nel periodo di Carnevale” ha proseguito l’autrice.

“L’opera si divide in due sezioni – spiega Maria Teresa Di Marco – la prima è dedicata alla tradizione della gastronomia partenopea, la seconda si focalizza sulle rivisitazioni”. Tra presente e passato della cucina, questo reportage su Napoli instaura con il lettore spunti interessanti per avvicinarsi alla cucina in modo competente e mai banale. La Cucina di Napoli è uno sguardo attento e dedicato sulla cultura partenopea, dove il cibo gioca un ruolo importante.

 

 

 

 

La Pizzeria ” Ciro Savarese – Anema & Pizza“, in Arzano (Napoli), è un moderno, accogliente e funzionale locale, facente parte del circuito “Associazione Verace Pizza Napoletana”, guidato da Ciro Savarese, talentuoso pizzaiolo già patron di “Ciro Savarese – Antica Pizzeria Napoletana” in Montecatini (Pistoia), presso l’omonimo Centro Commerciale Coop.

 

 

Location raffinata, frutto di un recente upgrade di livello datato Novembre 2018, il sodalizio arzanese risulta essere  caratterizzato da un allestimento estremamente curato, ove il comfort in sala è garantito inoltre dall’installazione di efficaci pannelli fonoassorbenti.

Per quanto la proposta gastronomica, in primis si ergono stuzzicanti gli antipasti, in continuo aggiornamento, frutto di una costante ricerca, così come la proposta di friggitoria classica napoletana, di produzione propria, un vero e proprio tripudio di crocchè, zeppoline, frittatine, rigorosamente declinata nell’utilizzo di una materia prima genuina e di qualità, non disdegnando tuttavia un pizzico di rivisitazione.

 

 

Le pizze,dal cornicione caratteristicamente pronunciato, risultano essere preparate secondo un format contemporaneo “gourmet”, concepite a partire da impasti a lunga maturazione frutto di un blend di farine personalizzate.  Le farciture, a partire dai grandi classici, risultano essere di matrice tendenzialmente territoriale, con una materia prima scelta, di qualità.

 

 

Iconica ed altamente rappresentativa risulta essere a tal proposito la “Quattro Formaggi Campana“, sapientemente farcita con formaggi rigorosamente campani, ottenuti da latte di mucca, bufala, pecora, capra, tra i quali spiccano senza dubbio due Presidi Slow Food, ovvero il Cacioricotta del Cilento ed il Conciato Romano, eccellenza della provincia casertana.

 

 

 

Non mancano inoltre vini, birre e distillati scelti, studiati per abbinamenti specifici, così come i gustosi dessert della casa, prelibati e genuini, nel solco dei must della tradizione, ovvero Caprese, Babà, Millefoglie.

 

Insomma un’offerta gastronomica di livello, proposte indubbiamente di qualità, ove tuttavia talento e professionalità risultano caratterizzare il sodalizio arzanese.

 

Gianfranco Iervolino, forgiato da un intenso e variegato percorso lavorativo di successo, che lo ha visto prima  protagonista tra Caserta ed Aversa, dopo i successi ivi conseguiti, a partire dal Febbraio 2018 accoglie i propri clienti in un locale tutto suo, ovvero  “450° Gradi – Pizza e Fritti“, sito nella vivace location di Pomigliano d’Arco.

 

 

 

 

Volto noto della trasmissione Detto Fatto di RaiDue, Iervolino è noto anche per le sue doti di chansonnier, ove parallelamente alla sua professione, si cimenta da sempre con il repertorio classico della tradizione musicale napoletana, tale da vantare apprezzate performances canore, con vari passaggi televisivi sulle reti Mediaset.

 

 

 

 

 

 

450° Gradi – Pizza e Fritti” si presenta pertanto quale un locale luminoso ed accogliente, dall’ arredamento concreto e senza fronzoli, a tema dominante bianco con caratteristici inserto in rosso.

 

 

 

 

 

Particolarmente curato risulta essere l’allestimento, con posate e tovagliato da vero e proprio ristorante, essendo banditi bicchieri di plastica e tovaglioli di carta. Pizzaioli a vista, viene proposto un servizio in sala cordiale, gentile e premuroso.

 

 

 

 

 

 

 

Il format proposto risulta essere una quello di una ristorazione di estrema qualità, che a partire da impasti caratteristicamente a lunga levitazione, altamente digeribili, concepiti a partire da un blend di farine personalizzate, accompagna i clienti di volta in volta in un percorso gastronomico fedele alla stagionalità della materia prima, pizza e fritti di alto rango, a base dei migliori prodotti disponibili sul mercato, frutto di una continua e personale ricerca.

 

 

 

 

Al di là del classico binomio “pizza-birra”, particolare attenzione risulta essere dedicata alla carta dei vini, ove inoltre sono disponibili per un dolce fine pasto vari dessert.

 

450° Gradi – Pizza e Fritti” si erge pertanto quale avamposto della ristorazione di qualità, un contesto  caldo e concreto, ove i clienti possono respirare davvero aria di casa, vivendo un’esperienza gastronomica di livello, potendo godere anche delle performances musicali del poliedrico professionista Iervolino.

 

Vincenzo Capuano, Maestro Pizzaiolo classe ’89, forgiato da un percorso lavorativo internazionale di successo, che lo ha visto protagonista a New York, Barcellona, Copenaghen, oltre che in  Islanda, Algeria, dopo i successi conseguiti nella sede di Piazza Vittoria, Napoli, a partire dal Dicembre  2018 accoglie i propri clienti in una seconda sede, nella centralissima Via Roma in Pompei (Napoli), meta turistica tra le più gettonate.

 

Interprete della Pizza Napoletana Contemporanea, dopo un’accurata ricerca storica, ha voluto omaggiare la cittadina vesuviana realizzando una pizza con un blend di farine multicereali, sapientemente condita con Cavolo, Fior di Fuscella e Garum-Colatura d’Alice.

 

 

Già stimato influencer, tra i più attivi nella città partenopea, presenza fissa nella trasmissione Detto Fatto di RaiDue, Capuano recentemente è stato insignito del “Premio Di Martino” per la Migliore Comunicazione Web e Social 2018, nell’ambito dei premi 50 Top Pizza, organizzati dalla prima guida online delle migliori pizzerie in Italia e nel mondo.

Numerosi, per il talento partenopeo, i piazzamenti di prestigio nelle competizioni di settore, tra i quali citare senza dubbio la vittoria del XIII Campionato Mondiale del Pizzaiuolo 2014 – Trofeo Caputo, categoria RossoPomodoro, il secondo posto nella categoria Specialità Tradizionale Garantita così come il riconoscimento internazionale conseguito all’ International Pizza Challenge di Las Vegas.

 

 

 

Particolare risulta essere per CapVin, come noto nel mondo web-social, l’attenzione alla proposta di friggitoria, rigorosamente declinata nell’utilizzo di una materia prima genuina e di qualità, non disdegnando tuttavia un pizzico di innovazione.

 

 

Tra “montanare” e “frittatine“, si arriva al caratteristico “crocchè“, presentato in una versione contemporanea 2.0 a base di patata allo zafferano, sapientemente farcito con Prosciutto Cotto Affumicato, Mozzarella di Bufala, il tutto accompagnato da una panatura a base di mandorle e Panko, variante giapponese del nostro pangrattato, a base di pane bianco.

 

 

 

Per quanto riguarda invece le pizze, il format proposto risulta essere una pizza rispettosa della tradizione ma dalla connotazione fortemente contemporanea, dal cornicione caratteristicamente pronunciato ed alveolato, disponibile in un gran numero di impasti e farciture, un vero tripudio di pizze classiche, proposte special, pizze fritte, a base di vari Presidi Slow Food,  prodotti DOP e IGP.

 

 

 

 

 

Insomma  la “buona storia” di un giovane talento partenopeo, erede di una famiglia di pizzaioli giunta alla terza generazione, che dopo anni da vero e proprio “globetrotter”” ha avuto il coraggio di fare il percorso inverso, decidendo di investire, non solo economicamente, nella propria città di origine.

La Pizzeria- Trattoria “Nanà” si erge dal 2008 quale caratteristico locale a conduzione familiare guidato da Silvio Zigarelli, Maestro Pizzaiolo classe ’83, erede di una robusta tradizione familiare nell’ambito della gastronomia, coadiuvato egregiamente da uno staff di ben 24 elementi.

 

 

 

Si presenta quale un’accogliente location, dedita ad una cucina tipica napoletana, declinata con prodotti tendenzialmente locali, dove oltre ai grandi classici trovano spazio una gran varietà di pizze, preparate a partire da un impasto ottenuto da un blend di farine personalizzatocon farciture improntate tendenzialmente al “gourmet“, ma comunque nel pieno rispetto della tradizione.

 

 

 

 

 

Già stimato pizzaiolo, Zigarelli recentemente è stato insignito della prestigiosa “Fascia Azzurra” dell’Ordine Internazionale dei Discepoli di Auguste Escoffier, convivio internazionale che si prefigge quale scopo “onorare la memoria del maestro della gastronomia francese“. Un 2018  particolarmente soddisfacente per il talento napoletano, ricco di piazzamenti di prestigio nelle competizioni di settore, tra i quali citare senza dubbio il secondo posto conseguito al Quarto Trofeo Pulcinella, edizione 2018, categoria Pizza Tradizionale Napoletana, così come il riconoscimento internazionale conseguito all’ International Pizza Challenge di Las Vegas, categoria Pizza Tradizionale.

 

 

 

 

Stuzzicanti gli antipasti e la proposta di friggitoria, una Pizza Margherita classica,tradizionale, ove interessante si presenta la caratteristica “chicchinese”, farcita con scarole, alici e noci; per una veloce e gustosa pausa pranzo non mancano panini lavorati in loco, accostamento di carni e contorni di tradizione, così come primi piatti improntati alla tradizione gastronomica partenopea. In conclusione, per una chiusura in bellezza, non mancano le proposte dolci di casa, dalla torta di mele al classico “tiramisù“.

 

 

 

 

Insomma proposte indubbiamente interessanti, ove tuttavia talento e rispetto della tradizione , abbinate ad un pizzico di sperimentazione, risultano essere alla base dell’offerta gastronomica.

La pizza è un alimento globale e che a tavola mette d’accordo tutti” si apprende da Gennaro Tommasino, ristoratore e pizzaiolo che porta avanti la gestione del ristorante Bellini, locale situato in pieno centro storico a Napoli. Si trova a pochi metri da piazza Bellini, luogo da cui il ristorante prende il nome: “siamo nell’epicentro di una zona molto turistica di Napoli e ricca di luoghi di interesse culturale – spiega Tommasino – come il Museo Nazionale Archeologico”.

Bellini

Ritratto del centro storico all’entrata del Bellini

La posizione nel cuore del centro storico di Napoli è un aspetto di valore per il ristorante: la zona è ricca di edifici storici, nella piazza su cui da affaccio il ristorante pizzeria si apprezza il valore antico del capoluogo campano.  Fondato nel 1946, nello stesso posto dove sorge oggi, il Bellini ha contribuito a consolidare la fama della pizza napoletana nel centro storico della città.

Gennaro Tommasino rappresenta la terza generazione della famiglia di ristoratori: porta avanti con passione la buona cucina partenopea nel suo ristorante, una particolare attenzione è dedicata alle caratteristiche mantenute inalterate della pizza. Dal racconto di Gennaro Tommasino si apprende che è una pietanza che rimane ferma nei suoi metodi e qualità dell’ impasto. Il piatto di origine partenopea mantiene vivo il valore della tradizione nel ristorante.

“L’impasto che adoperiamo per la nostra pizza è ottenuto con il metodo indiretto – spiega il ristoratore – procedura classica che da sempre eseguiamo con farina doppio zero”. “Il risultato è un panetto di pasta chiaro, non rincorriamo le mode di ricerca sugli ingredienti per impasti speciali” ha proseguito Tommasino.

Chi realizza la pizza dovrebbe tenere a mente i requisiti di bontà del prodotto: “è giusto che ci sia un seguito alla tradizione con le nuove proposte – spiega il ristoratore – a patto che non si dimentichi la concezione del gusto eccedendo nella sperimentazione”.

Margherita Bellini

La Margherita del Bellini

Non tutti gli impasti, infatti, si prestano a essere conditi con ingredienti e abbinamenti troppo innovativi: “la base della pizza deve entrare in armonia con gli ingredienti che compongono il topping – spiega il proprietario del Bellini, e conferma – il cliente deve sapere quello che sta mangiando”.

La tradizione è sinonimo di continuità per l’identità della gastronomia napoletana: le certezze sulla preparazione della classica pizza sono la lievitazione a 24 ore, un impasto chiaro ottenuto con farina bianca, il cornicione ben alveolato e la digeribilità. Sono dunque ammessi ingredienti nuovi in pizzeria, a patto che siano compatibili con un impasto semplice e non troppo rivisitato: si ottiene così un prodotto in grado di mantenere inalterate le sue caratteristiche di gusto.

 

Un nuovo boom di visitatori per la decima edizione di Chocoland, che ha ‘invaso’ le strade del Vomero nei giorni del Ponte di Ognissanti.
La kermesse, organizzata da D2 Eventi, patrocinata dalla quinta Municipalità e dal Comune di Napoli, ha proposto i prodotti dolciari di tantissime aziende provenienti da ogni parte d’Italia. Grande successo per i biscotti bretoni e per le campane di cioccolato.
Richiestissimi anche i classici cannoli siciliani. Curiosità per lo stand dedicato al binomio cioccolato-benessere e molta attenzione per i laboratori dedicati sia alla preparazione del torrone, che alla realizzazione di opere in cioccolato.
Tra i momenti più fotografati e ripresi sui social, lo show cooking sulla pizza fritta al cacao con la pizzeria Lucignolo di piazza Nazionale e quello sulla preparazione delle torte, curato dalla Chirico. Centinaia di alunni delle classi elementari e medie sono stati coinvolti direttamente nella realizzazione di dolci a base di cioccolato. Radio Marte, emittente ufficiale della rassegna e la Cioccolatv di Lino D’Angiò hanno raccontato in diretta tutta la kermesse.
Carmine Bonanni

La passione per la buona gastronomia campana e l’incontro con culture estere nel modo di intendere la preparazione dei cibi sono decisivi in Gennaro Giaccio, nel suo progetto di aprire un locale di cucina e ospitalità in una posizione favorevole per bellezza come Pozzuoli. Si tratta del ristorante pizzeria 18 Archi, fondato nel 2012 dal suo titolare, prende il nome da un’ architettura ad archi del locale: “si è voluta creare una continuità fra gli ambienti dell’antico stabile per creare un senso di spazio e far emergere la caratteristica struttura ad archi, che conferisce il nome al ristorante”, ha spiegato Giaccio.

terrazza

Terrazza con affaccio sul golfo

Il ristorante pizzeria mette in contatto una cultura gastronomica di mare con ingredienti ricercati della produzione alimentare campana, più espressione dell’entroterra: “per la pizza preferiamo non distaccarci molto dalla tradizione, il nostro prodotto di farina amiamo condirlo con i prodotti di terra della nostra tradizione regionale  – ha spiegato il titolare del 18 Archi – mentre il pesce è protagonista nei nostri primi e secondi piatti“.

Cozze, seppie, pesce spada portano con se la freschezza e il sapore dei prodotti del golfo sulla tavola dei commensali: “oltre ai piatti della tradizione napoletana come i primi piatti alla Nerano o alla genovese – sugo di cipolla e carne tipico della gastronomia partenopea – lo chef dà sfogo alla sua creatività con i paccheri alle cozze e melanzane o il risotto ai gamberi, limone e granella di pistacchi”. Lo chef Cristian Ascensi racconta nei suoi piatti il bagaglio gastronomico acquisito durante le esperienze di lavoro in giro per l’Europa e per l’Italia, con abbinamenti a volte inaspettati ma che, alla fine, ritornano alle origini campane: la Baccarola è una pietanza che propone un mix di cultura ittica norvegese, data la presenza del baccalà in pastella e la verdura più tipica del territorio campano come la scarola.

 

Tradizione e rivisitazione è un binomio presente anche nella pizzeria del 18 Archi, dove non manca un accurato studio degli impasti: “il pizzaiolo Tartaglia Guido ha maturato un periodo di gavetta nell’apprendimento delle tecniche di impasto, al punto da approfondirne la conoscenza delle tipologie di farine  – ha spiegato Gennaro Giaccio – da quattro anni è primo pizzaiolo del locale. Determinante per la sua competenza è stato il bagaglio di esperienza acquisito presso diverse pizzerie di Napoli”. Denominatore comune delle pizze è un impasto leggero che determina un prodotto di farina particolarmente digeribile: pomodoro del piennolo del Vesuvio giallo e rosso, pomodoro San Marzano, latticini di Agerola e Provolone del Monaco non mancano nel condimento del disco di pasta.

Grande attenzione viene posta alla qualità del servizio in sala: “il personale di contatto rappresenta il prolungamento dell’esperienza di cucina portata in sala, il bravo cameriere deve trasmettere la passione che il cuoco ha impiegato per creare i suoi piatti”, ha confermato il proprietario del ristorante pizzeria. Il risultato è un attenzione dedicata verso il cliente, perché possa vivere un’esperienza di qualità sia nella terrazza affacciata sul golfo, con vista di Procida e Ischia, che nell’ambiente interno a contatto con l’antica architettura puteolana.

 

 

 

50 Pizzaioli Napoletani a Paradiso/Lugano, in Svizzera, conquistano il Guinness del maggior numero di pizze sfornate nelle 24 ore.

La pizzeria-ristorante “Verace” del maestro pizzaiolo Antonio Ospite, con sede in Paradiso/Lugano , in collaborazione con l’Associazione Pizzaioli “Istituto Nazionale della Pizza” ed il gruppo “GPN la Piccola Napoli”, sabato 23 Giugno ha conquistato il Guinness World Record, grazie ad un Team di pizzaioli che si è impegnato a realizzare 10.170 pizze in 16 ore.
Ad ufficializzare l’evento, per conto della GWR, è stato il giudice dott. Lorenzo Veltri.

L’evento è stato patrocinato dal comune del Canton Ticino che ha fornito una concreta collaborazione per la strutturazione logistica e la sicurezza.

Per battere il record precedente sono stati utilizzati 6 forni a legna, forniti dall’azienda partenopea “Grimaldi”, ognuno dei quali ha sfornato circa 1600 pizze caduno,  mentre il 7^ forno utilizzato è stato quello già in dotazione della Pizzeria “ Verace”.

Guinness

 

L’evento è stato reso possibile grazie agli sponsor, tutti rigorosamente campani: “Caputo” per la farina, “Orchidea” per il fior di latte, “Solania” per il pomodoro San Marzano D.O.P., “Tenuta Celentano” per l’olio extravergine delle colline salernitane D.O.P. e “Sapori di Napoli” per i prodotti da forno.

Circa 40 operatori sono stati coordinati da “Maestri Pizzaioli” che hanno raggiunto la Svizzera giovedì 21 giugno, per poi procedere nella giornata di venerdì alla preparazione dell’impasto per la realizzazione delle pizze e per la preparazione dei forni a legna.

Le pizze hanno seguito rigorosamente il disciplinare STG approvato dall’Unione Europea. La dimostrazione della bravura dei pizzaioli ha messo in evidenza “l’arte del pizzaiolo” divenuta, di recente, patrimonio immateriale dell’UNESCO.

Di seguito l’elenco dei Maestri Pizzaioli che si sono impegnati per la conquista del record:

Pizzeria    Porzio    Napoli                                Errico Porzio

Pizzeria    o’ sarracin   Nocera inferiore          Angioletto Tramontano

Pizzeria    o’ sole mio  Orta di Atella               Salvatore Lioniello

Pizzeria    Da Tonino    Bojano ( CB)              Alessandro Mosca

Pizzeria    Da Gennaro  Napoli                       Fabio Cristiano

Pizzeria    o’ Curniciello  Napoli                      Enzo e Pasquale Fiore

Gruppo La piccola Napoli                              Paco Linus con diverse pizzerie

Downstairs Opening Party mercoledì 27 giugno, h 19.30

Via Manzoni, 187. Napoli

 Per i fratelli Improta e per Marco Fumagalli ideatori di questo ambizioso progetto, un trampolino di lancio di una nuova attività, il frutto di una idea nata chiacchierando e diventata un nuovo percorso da intraprendere.

Per qualcuno, un motivo in più per frequentare la collina di Posillipo. Per tutti, un lounge bar dove incontrarsi al termine di una giornata di lavoro e rilassarsi tra aperitivi ricercati, degustando drink, vini e liquori con etichette di qualità, in quella che era la vecchia casa del colono adibita ora a locale con un immenso giardino all’ombra di aranceti e soffici divanetti vista mare su cui accomodarsi. L’Opening party è mercoledì 27 giugno dalle ore 19.30 in via Manzoni 187.

Gli ospiti saranno ricevuti in un’atmosfera di festa con la colonna sonora firmata da Emanuela Acampa accompagnata da Francesco Perullo al sax e da Salvatore De Vita alla chitarra, che farà da accompagnamento musicale ad un summer party celebrato con brindisi di ottimo prosecco e Spritz St Germain in abbinamento a finger food a base di piatti freschi di cucina mediterranea.

Le hostess e le organizzatrici dell’evento e della comunicazione Mila Gambardella e Cristiana Giordano indosseranno colorati outfit firmati Blunauta con accessori preziosi della jewel designer Alessandra Libonati. Vietato mancare.

Perché? La risposta è nel titolo dell’evento: Feelin’ easy Downstairs!

Al Cerasa Fest gli agricoltori conquistano il cuore dei napoletani e dei turisti con circa 100 mila visitatori, 30 mila chili di ciliegie, 1.000 chili di formaggi, 500 chili di mozzarella, 6.000 chili di ortofrutta, 700 chili di salumi e 5 mila panini contadini.

Sono i numeri che Coldiretti Campania stima per il Cerasa Fest, che per la seconda edizione ha colorato di giallo piazza Dante a Napoli. Per tre giorni migliaia di persone hanno potuto visitare il farmers village con il mercato di Campagna Amica, lo street food a km zero, l’orto didattico per i bambini, lo speciale spettacolo dei burattini “Pulcinella custode dei sapori”, a cura del maestro Giò Ferraiolo.

Protagonista assoluta è stata la ciliegia campana, in tutte le sue varietà, in particolar modo le apprezzatissime “Malizia”, “del Monte” e “della Recca”. Nell’area dello street food contadino i visitatori hanno potuto degustare anche pasta Armando, prodotto da filiera agricola con grano 100% italiano, gelato di frutta con latte 100% italiano, prodotti da forno con farina 100% italiana, succhi di frutta e macedonia di stagione.

Ma l’ultimo giorno è stato anche l’occasione per lanciare un messaggio forte: l’agricoltura è la grande occasione per creare inclusione sociale con economia reale. Ne ha parlato Angelo Moretti, presidente del Consorzio Sale della Terra, nel convegno sul progetto “Rete dei Piccoli Comuni del Welcome”, realizzato in collaborazione con la Caritas.

Il consorzio aderisce a Uecoop, la centrale cooperativa nata in Coldiretti, e porta avanti nelle aree interne della Campania percorsi per contrastare lo spopolamento attraverso la salvaguardia delle produzioni tipiche, grazie all’inclusione lavorativa dei migranti e di soggetti svantaggiati. L’organizzazione mondiale per la sanità – ha sottolineato Moretti – evidenzia che gli esseri umani per vivere bene hanno bisogno di tre precondizioni: habitat, società e lavoro. Il 70% dei Comuni italiani – ha concluso Moretti – hanno meno di cinquemila abitanti e molti rischiano di scomparire nell’arco di pochi anni.

“Il successo di questa seconda edizione – dichiarano Gennarino Masiello e Salvatore Loffreda, presidente e direttore di Coldiretti Campania – ci lascia la responsabilità di continuare a fare crescere le occasioni di confronto tra agricoltori e cittadini. Le famiglie hanno ritrovato negli occhi dei nostri contadini la fiducia verso un cibo autentico, identitario, che racconta una Campania capace di produrre eccellenze agroalimentari uniche al mondo. Il progetto di Campagna Amica rappresenta un legame profondo con i consumatori, ma ha dimostrato di saper trasmettere anche il valore della sostenibilità. Il km zero significa sostenere l’economia delle aree rurali, scegliere un cibo sano che tutela l’ambiente e salvaguardare la nostra biodiversità dall’omologazione dei sapori”.

Svelata la prima parte della classifica delle migliori pizzerie d’Italia e del mondo.

Provvisoriamente in testa la Campania, seguono Lombardia ed Emilia Romagna.

Annunciati tre premi speciali: Cristiano Piccirillo (La Masardona) è Giovane Pizzaiolo dell’Anno, I Masanielli Pizzeria Novità dell’Anno, per In Fucina il Miglior Servizio di Sala dell’Anno.

Gran finale a Napoli il 24 luglio per conoscere le top 50.

È partito il countdown 2018 per scoprire tutte le migliori pizzerie d’Italia e del mondo secondo 50 Top Pizza, la prima guida on line dedicata ai locali della buon pizza e giunta quest’anno alla sua seconda edizione dopo il grande successo del 2017. Progetto che porta la firma di Barbara Guerra e Albert Sapere, curatori del congresso LSDM – Le Strade della Mozzarella, e del giornalista enogastronomico Luciano Pignataro.

A Roma, presso il Baglioni Hotel Regina, sono state infatti svelate tutte le insegne presenti dalla 151esima alla 1.000esima posizione (dunque 500 locali in più rispetto alla scorsa edizione). La classifica, quindi provvisoria perché in attesa di scoprire le prime 150 posizioni, vede in testa, per numero di pizzerie recensite, la regione Campania (a quota 109), seguita dalla Lombardia (92) e dall’Emilia Romagna (81). Fuori dal podio Piemonte (69), Veneto (63), Sicilia (57), Toscana (55), Lazio (51), Liguria (50), Marche (37), Puglia (30), Abruzzo (29), Calabria (28), Friuli Venezia Giulia (25), Trentino Alto Adige (23), Umbria e Basilicata (20), Molise (12), Sardegna (12) e, per finire, Valle D’Aosta (5).

50 Top Pizza

 

850 pizzerie suddivise in due grandi ex-aequo, 500esima posizione per quelle classificate dalla 1.000 alla 501 e 151esima per i locali compresi tra 500 e 151, alle quali è stato rispettivamente assegnato il simbolo di 1 forno e 2 forni. Altra novità del 2018 è infatti la legenda che accompagna la classifica: 1 forno alle pizzerie “da non perdere” in posizione 501; 2 forni a quelle “eccellenti” in 151esima piazza; 3 forni alle insegne “premium” comprese tra la 150esima e la 51esima; 4 forni alle “top” inserite tra le posizioni 50 e 11; 5 forni al gotha della pizza mondiale, ovvero le 10 “top” pizzerie.

Sono stati inoltre annunciati tre premi speciali: a Cristiano Piccirillo, de La Masardona (Napoli), il Premio Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana DOP Giovane Pizzaiolo dell’Anno; a I Masanielli (Caserta), il Premio Consorzio di Tutela del Provolone Valpadana DOP Pizzeria Novità dell’anno 2018; a In Fucina (Roma), il Premio Consorzio di Tutela del Prosecco DOC Miglior Servizio di Sala dell’Anno 2018.

“Un progetto – dichiarano Barbara Guerra e Albert Sapere – rinnovato nel look, dal nuovo logo al sito internet, fino all’utilissima app con geolocalizzazione, ma anche nei contenuti, a partire dal numero di pizzerie, salite da 500 a 1.000, e dall’assegnazione dei “forni”, da 1 a 5, per dare al lettore un immediato riscontro gerarchico dei locali presenti in classifica. Rimane alla base la volontà di fornire una fotografia completa sulla qualità del prodotto ma anche su ciò che ruota attorno ad esso, valutando quindi il servizio, la carta dei vini e delle birre, la ricerca e l’arredamento. A svolgere il ruolo imparziale dei giudici sono 100 ispettori, che si muovono sul territorio nel rispetto dell’anonimato e pagando il conto; a coadiuvarli, nella stesura del ranking finale, vi è da quest’anno una giuria di qualità composta da 20 esperti nazionali.”

Il 15 giugno saranno svelate sui canali social di 50 Top Pizza le pizzerie classificate dalla posizione 150 alla 101esima. A seguire ogni venerdì verranno resi noti, 10 per volta, i locali compresi tra il 100esimo e il 51esimo posto. Gran finale, attesissimo, il 24 luglio presso il Teatro Mercadante di Napoli: sorta di notte degli Oscar della pizza durante la quale saranno annunciate le top 50 pizzerie e sarà così premiata la migliore d’Italia.

Lo stesso giorno verranno consegnati tutti i premi speciali (20 in totale) e quelli riguardanti l’estero, che vede otto distinte categorie in gara: Migliore Pizzeria in Asia, Migliore Pizzeria in Giappone, Migliore Pizzeria in Sud America, Migliore Pizzeria in Oceania, Migliore Pizzeria in Nord Europa, Migliore Pizzeria New York Style, Migliore Pizzeria Chicago Style, Migliore Pizzeria Napoletana fuori dall’Italia.

“Una guida come la nostra – sottolinea Luciano Pignataro – è la punta dell’iceberg di un fenomeno che va assumendo sempre più un valore di volano sociale ed economico. Basti pensare all’analisi fornita recentemente da Coldiretti, che offre la radiografia di un settore in costante crescita. Solo in Italia parliamo di 63.000 pizzerie in grado di generare un business che supera i 12 miliardi di euro. E dal punto di vista occupazionale si parla di 100.000 lavoratori fissi ai quali vanno aggiunti altri 50.000 che entrano in gioco nel corso dei weekend”.

Al PalaPizza- Il Palazzo della Pizza di Enrico di Pietro,  evento gastronomico per valorizzare monumenti

Il prossimo 16 maggio, a partire dalle ore 19,  grande evento food a Frattamaggiore al PalaPizza – Il Palazzo della Pizza di Enrico di Pietro. La serata, infatti, servirà a unire l’enogastronomia alla cultura:  4 pizze, studiate per l’occasione, rappresenteranno quattro tra i palazzi più importanti del paese dell’hinterland napoletano, con lo scopo di dare nuovo vigore alla valorizzazione e al recupero di edifici storici e cortili di Frattamaggiore.

“E quale migliore veicolo si poteva utilizzare se non la pizza, uno dei pasti più popolari e conosciuti al mondo per promuovere le valenze storico-artistiche del comune. Siamo convinti – spiega l’ideatore del progetto Enrico Di Pietro – che oggi più che mai ci tocchi anche un ruolo sociale che possa servire a dare un contributo alle città che ci ospitano. Devo tanto a Frattamaggiore, che non è il mio paese natale, e ho voluto ricambiare in questo modo l’accoglienza che mi è stata fatta ”.

“Preparerò quattro tipi di pizze diverse – continua Di Pietro – con i nomi di quattro monumenti importanti del paese.
La Pizza del Vicario a base di nzogna e pepe, quella del Vescovo con pomodoro pelato giallo di Solania e provolone del Monaco Dop, quella del Cannavaro con farina di canapa, salsiccia di maialino nero casertano e provola di Agerola e quella del Borghese, una sfoglia di pizza con impasto, doppia cottura con aggiunta di bocconcini di bufala, pomodoro ciliegino basilico e parmigiano”

Alla serata, insieme al padrone di casa, Enrico di Pietro, saranno presenti il sindaco di Frattamaggiore, Marco Antonio Del Prete, Francesco Montanaro, presidente dell’Istituto Studi Atellani che racconterà la storia dei monumenti protagonisti e Vincenzo Peretti, direttore del Consorzio del Provolone del Monaco Dop.

 

Pizza e vino e baccalà’: anche il Trianon partecipa

a Wine and the City.

Napoli, 25 aprile 2018. Anche la storica pizzeria Trianon partecipa quest’anno a Wine and the city in partnership con le Cantine Olivella. il 22 maggio nei i locali della storica pizzeria avrà luogo la serata dedicata a Pizza, vino & baccalà. Il baccalà, che sta vivendo una seconda giovinezza non solo nella cucina napoletana ma anche nella gastronomia  di tutta Italia, sposerà per una sera il gusto e la leggerezza della pizza, con una serie di ricette a sorpresa preparate dai pizzaioli dello storico locale di Via Pietro Colletta. Una serata all’insegna della tradizione, quindi, in una delle pizzerie  tra le più antiche e famose d’Italia. Ad accompagnare le ricette pensate esclusivamente per la serata, i vini delle Cantine Olivella, azienda situata alle falde del Monte Somma presso la sorgente detta “dell’Olivella” da cui prende il nome.

Il costo della serata sarà di 20 euro e l’appuntamento è a partire dalle 19.30.

Per informazioni e prenotazioni

081 5539426

Sito Web 

 

IL TRIANON

La pizzeria Trianon da Ciro prende il nome dal  famoso teatro  in cui si  esibivano personaggi come Totò, Macario e Nino Taranto. Dopo lo spettacolo gli attori venivano tutti a gustare le pizze in quella che  non a caso è  considerata la pizzeria degli artisti. Il locale si sviluppa su tre piani, ognuno con il proprio forno , e nasce in un periodo storico a cavallo tra le due guerre mondiali; per sfamare il popolo  viene creata la pizza “a ruota di carretta”, con circa 35 cm di diametro, in grado di soddisfare l’appetito di un’intera giornata. In carta oggi campeggiano, oltre alla Margherita e Marinara, anche molte varianti: con fiordilatte,  con mozzarella di bufala campana dop, con filetto di pomodoro, con uova, con funghi, alla romana, con prosciutto e funghi, con panna, con salsiccia e friarielli, con salsiccia e funghi . E poi la Gran Trianon da otto gusti, che non è mai la stessa, perché fatta con i prodotti freschi di stagione. Tutti gli ingredienti sono a marchio Dop e provenienti dal territorio, fatta eccezione per i salumi. L’impasto ha una lievitazione di circa 12  ore.  Il Trianon oggi è anche a Salerno in piazza Flavio Gioia e a Sorrento. Nelle sedi Trianon non esistono giorni di chiusura, le pizzerie sono sempre sempre aperte, a pranzo e a cena.

 

CS FLOWER, cocktail KiloProgram al Teatro Diana

Kilo Program”, il programma dimagrante vincente, sarà presentato sabato mattina alle ore 12 nel foyer del Teatro Diana di Napoli, nel cuore del Vomero, in occasione di un Flower Cocktail, atto a celebrare l’avvento della Primavera.

Il progetto nasce da una felice e costruttiva sinergia scientifica tra la Dottoressa Farmacista Matilde De Tommasis, da oltre trent’anni esperta di fitoterapia, alimentazione e antiaging volti a soddisfare percorsi di prevenzione e stili di vita ideali per raggiungere e mantenere uno stato di benessere psicofisico dell’individuo ed il biologo nutrizionista Vincenzo De Honestis, che seppure di giovane età,  vanta al suo attivo professionale molti risultati soddisfacenti in tema di raggiungimento del “peso-forma” riuscendo nel contempo a fare acquisire ai propri pazienti un regime alimentare sano ed equilibrato che non rappresenti solo un fatto “occasionale” e finalizzato alla “prova-costume” ma una forma mentis ben consolidata, partendo dalla considerazione che “mangiare bene” rappresenta il primo efficace antidoto contro ogni forma di patologia.

Ad aprire l’evento, un talk show moderato dalla giornalista Maridì  Vicedomini tra il pubblico ed i protagonisti di questa affascinante joint-venture Matilde De Tommasis e Vincenzo De Honestis con l’autorevole intervento del  Prof. Mariano Intrieri, Docente di Scienze Tecniche di Medicina di Laboratorio – Dipartimento di Medicina e Scienze della Salute “V. Tiberio” – Università degli Studi del Molise ed anche degli attori Francesco Cicchella e Pasquale Palma con il regista scrittore Gennaro Scarpato.

A seguire un coloratissimo  Flower Cocktail a cui interverranno esponenti dello showbiz nazionale accanto a rappresentanti  del mondo delle professioni e dell’impresa campana

La linea di “cocktail a porter” dell’Archivio Storico

archivio storicoL’ Archivio Storico, premium bar e ristorante napoletano, propone un nuovo “concept” di degustazione: il “cocktail a porter.

I drink che hanno reso famoso questo locale – un amalgama di sapori e di suggestioni per il palato – sono recapitabili a casa grazie a Moovenda.

  L’  Archivio Storico sdogana così un nuovo modo di vivere l’assaggio finalizzato affinché l’esperienza di aver bevuto un buon drink possa avvenire ovunque, anche oltre il bancone di un locale: a casa in compagnia di amici, in ufficio per festeggiare un importante risultato acquisito, o nella sala d’attesa di un centro estetico mentre si attende il proprio turno.

Sebbene la scelta di consumare il pranzo, la cena o l’aperitivo a casa in compagnia di amici è un fenomeno in crescita, recenti ricerche dimostrano che anche i più pantofolai sono attenti alla qualità del cibo e delle bevande che consumano tra le mura domestiche.

Molti napoletani preferiscono sì rimanere a casa, ma anziché mangiare “junk food” oppure sorseggiare bevande comprate in negozi appartenenti alla grande distribuzione e, magari, miscelate male, preferiscono ordinare il pranzo o la cena presso ristoranti rinomati. E, grazie all’Archivio Storico, possono ordinare e degustare placidamente accomodati sul divano di casa un “Old fashioned” oppure un “Manhattan”.

archivio storicoI “cocktail a porter” dell’Archivio Storico rispecchiano il carattere del locale: oltre ai grandi classici, nella “carta da asporto” sono presenti drink ottenuti con ricette  provenienti da vecchi ricettari di fine ‘800, sia miscelati che invecchiati in botte di rovere nelle cantine del locale e poi imbottigliati.

Per ciascun batch che viene imbottigliato vengono adoperate la stessa attenzione e cura che sono investite durante la fase di miscelazione al bancone.

Ovviamente per i cocktail d’asporto sono banditi ingredienti potenzialmente deperibili come succhi, sciroppi o uova; via libera invece a vini liquorosi, vermouth e distillati.

Ecco i “cocktail a porter” attualmente disponibili:
OLD FASHIONED (zucchero, bitters, whiskey), OLD FASHIONED INVECCHIATO (miele, bitters, whiskey con infusione di spezie, vino sherry, lasciato riposare 40 giorni in botte), BOULEVARDIER (whiskey, vermouth dolce, bitter), BOULEVARDIER INVECCHIATO (Whiskey, vermouth dolce, bitter lasciato riposare 40 gg in botte), NEGRONI (gin, vermouth dolce, bitter, bitters aromatici), MANHATTAN (rye whiskey, vermouth dolce, bitters aromatici).

Insomma, il dilemma “uscire o restare a casa” oggi è di più semplice risoluzione grazie alla linea d’asporto dell’Archivio Storico che, oltre ai cocktail, comprende anche alcuni gustosi piatti appartenenti al menù del ristorante e i famosissimi dolci borbonici.

 

archivio storicoArchivio Storico
Via Alessandro Scarlatti 30, Napoli
http://www.archiviostorico.com

Pasquetta al Nabilah:

“A Pasquetta la fame è alle stelle!”

Musica, bontà e divertimento in riva al mare con Taste-Nic:

Special guest dell’evento: lo chef stellato Vincenzo Guarino

Una delle scelte più importanti da effettuare durante l’anno consiste nel decidere se trascorrere la Pasquetta all’aria aperta oppure comodamente seduti al tavolo di un ristorante, quest’anno questa scelta potrebbe risolversi con il “Taste – Nic”, nuovo format lanciato dal Nabilah, esclusivo club sito nell’area flegrea (Napoli), recensito dal “The Guardian” come uno dei più bei locali sul mare d’Italia.
Un format che fonde cultura, degustazioni  e bellezze naturalistiche,  una giornata immersiva all’insegna del relax e del sano divertimento … Un’area del gusto con diversi “Gourmet Points” che proporranno dalle ricette tradizionali a quelle innovative, dalla gastronomia locale alle pietanze vegetariane, dai panini in versione pasquale ai dolci da passeggio, dai pregiati vini del territorio alle fresche centrifughe di frutta. Un’isola di gusti e di sapori per soddisfare tutti i palati!

Pasquetta al Nabilah

Chef Vincenzo Guarino

Questo il claim dell’evento che prevede la partecipazione di accreditati chef campani e non e di uno chef stellato, ovvero Vincenzo Guarino – stella Michelin del ristorante “Il Pievano” -, che non solo cucinerà un buonissimo piatto, ma farà anche uno show cooking illustrando a tutti la sua “cucina creativa mediterranea“.
Taste Nic offrirà inoltre una raffinata colonna sonora a partire dalle ore 11 fino a mezzanotte, alla consolle: Vox Inside Live , Lunare Project, Bonky , Cerchietto e Paulus.  Presente anche un’area per i più piccoli.
Il tema che animerà la Pasquetta al Nabilah sarà il “buono” interpretato in due modi: attraverso l’intervento di chef di livello che prepareranno i piatti che saranno serviti a coloro che parteciperanno all’evento (ovviamente in una versione più easy, come vuole la tradizione pasquale), e attraverso la finalità dell’evento in quanto alcune delle pietanze proposte saranno donate in beneficenza a persone in difficoltà economica. Perché il “buono” non è appannaggio per pochi, ma – anzi – tutto quanto è buono sia per il palato che per il prossimo è alla portata di tutti!

Gli chef coinvolti e i piatti che proporranno a Pasquetta al Nabilah

– Chef Vincenzo Guarino (“Il Pievano”, Toscana) – Gnocchi farciti con provola su crema di piselli, gambero rosso crudo, latte cotto affumicato, pane saporito e i suoi germogli.

– Chef Ray Arthey (Hadel Pask , Napoli)   – Piatto unico composto da moro (riso con guandules e cocco) e secondi a scelta tra cotoletta di funghi, bistecca di soia alla genovese, o bocconcini di saitan e verdure.

– Chef Marco Iavazzo  – Panino con misticanza, agnello, piselli al lime e menta, crema di ricotta salata e granella di fava fritta.

– Pasticciere Vincenzo Ferrieri (SfogliateLab , Napoli) – Sfogliatella rustica (3 gusti: fave e pancetta, melanzane e provola, e salsiccia e friarielli) e sfogliatella classica (3 gusti: limone, pistacchio, ricotta e pere).

– Chef Vincenzo Ruggiero (ristorante “Il Falangone”, San Giuseppe Vesuviano)  – Riccioli di seppia grigliata agli agrumi della costiera su passatina di piselli e praline di patata allo zafferano.

– Chef Marco De Cesare (ristorante “Amabile”, Cercola) – Due proposte: mezzo spaghettone ondulato al soffritto di polpo verace, oppure mantecato di baccalà e patate con scarola napoletana e pane carasao.

– Scuola Dolce & Salato (Maddaloni) – Gateau con salsicce e friggitelli e pizza rustica ripiena.

– Chef Umberto Ventriglia – Crostone di pane ai cereali con misticanze orientali, burrata, champignon marinati, cipolla di Alife caramellata e bufalo affumicato.

– Chef Vittorio Zigarelli (Panamar, Napoli)  – SantanTonno: tonno rosso, maionese alle acciughe, friarielli in doppia consistenza.

– Chef Rosario Matina (Serafino, Napoli)  – Arancine, panelle  e cannoli siciliani.

– Spain – Burritos di pollo.

E tante altre leccornie per grandi e piccini.

Il Nabilah

Il Nabilah sorge ai piedi di un antico promontorio romano, custode dei resti della villa del console Servilio Vatia, perla del patrimonio storico e archeologico dei Campi Flegrei. Una location unica, complice i fantastici colori del tramonto, cangianti in tutte le tonalità dell’azzurro, del rosa e dell’arancio. Ai doni della natura si unisce la cura degli spazi che ospitano elementi di arredo e design: il risultato di tutto ciò culmina nell’inconfondibile stile Nabilah.Un luogo da vivere in qualsiasi momento della giornata (e della vita): dal beach club all’aperitivo al tramonto, con guest nazionali e internazionali in consolle e sul palco, dai party privati fino al giorno del matrimonio.

Vincenzo Guarino

Vincenzo Guarino ha lavorato al fianco di prestigiosi chef stellati di fama nazionale ed internazionale quali Davide Oldani, Gualtiero Marchesi, etc. Ha conquistato la stella Michelin giovanissimo e continua a riconfermarla ogni anno indipendentemente dal ristorante ove lavora. Negli ultimi anni, oltre a ricoprire il ruolo di Executive Chef presso Il ristorante il Pievano nel Castello di Spaltenna in Toscana, è spesso in giro per il mondo in quanto ambasciatore della cucina italiana. Ha da poco pubblicato il suo primo libro, dal titolo “La Cucina creativa Mediterranea”, ove racconta la sua vita e, ovviamente, la sua cucina.

Info:

Nabilah
Via Spiaggia Romana, 15
Bacoli

Pagina Facebook dell’evento: Pasquetta al Nabilah
More info: 3396391169
www.nabilah.it

Confetti Maxtris e cioccolato Caffarel: un matrimonio perfetto

L’arte dei Maestri confettieri Maxtris sposa il finissimo cioccolato Caffarel:  da questo matrimonio nasce una nuova linea di prodotti dal sapore esclusivo e raffinato, il confetto Maxtris con il cuore di cioccolato Caffarel.

Questi nuovi confetti, pensati per i palati più raffinati, sono stati declinati in più varianti – con  colori e packaging accattivanti – adattabili ad ogni tipo di evento: dalla festa di laurea al matrimonio fino alla semplice degustazione da condividere con amici e parenti.  Il confetto Maxtris diventa dunque un goloso sfizio ideale per ogni ora del giorno.
Prosegue dunque il percorso di ricerca di materie prime di altissima qualità che contraddistingue il marchio “Italiana Confetti” che si è guadagnato il ruolo di leader nel settore della confetteria europea. L’azienda, che da sempre si caratterizza per le ottime materie prime che utilizza  e per l’innovazione dei processi produttivi che adotta, rappresenta infatti il maggiore confettificio europeo con una capacità produttiva giornaliera pari a circa 4 milioni di confetti differenziati per varianti di gusto e/o colore.  Grande anche l’attenzione all’eco-sostenibilità ambientale: Italiana Confetti srl è intenzionata a raggiungere  obiettivi di crescita e sviluppo nel rispetto dei più rigorosi standard qualitativi e ambientali.

confetti Maxtris Caffarel

Fondata a Torino nel 1826, Caffarel è un’importante realtà dell’industria dolciaria del nostro Paese, pur mantenendo il suo carattere artigianale. La cura nella selezione delle migliori materie prime e una tradizione che vanta quasi 200 anni di storia donano al cioccolato Caffarel il suo sapore unico e inconfondibile. Famosa per avere inventato il celebre Gianduiotto nel 1865, l’azienda rappresenta l’eccellenza nella produzione del cioccolato di alta qualità “made in Italy” e mantiene ancora forti legami con il proprio territorio. Il cacao finissimo delle migliori piantagioni del Ghana e dell’Ecuador si unisce, infatti, alle migliori Nocciole Piemonte IGP per dare vita a prodotti unici.

Tradizione, passione, e qualità sono i comuni denominatori delle due aziende.

La linea di confetti sarà presentata l’ 1 febbraio alle ore 11.00  in anteprima nel corso di una conferenza stampa ufficiale che si terrà  presso la sede di Confindustria Napoli, Palazzo Partanna, (in Piazza dei Martiri 58, Napoli).

Interverranno: Dario Prisco (Amministratore Italiana Confetti – Maxtris), Marco Villa (Amministratore Delegato Caffarel) e Enzo Miccio (Brand Ambassador Confetti Maxtris).

Sigep 2018, Attilio Albachiara: “grande interesse dei buyer esteri per Napulé”

“Grande interesse dei buyer esteri al Sigep 2018 per il forno Napulé, realizzato proprio per agevolare la cottura della verace pizza napoletana”. Cosí Attilio Albachiara, testimonial dal 2015 per l’azienda Marana di questo particolare tipo di forno studiato su misura per le esigenze dei pizzaiuoli.
“Il fatto che anche all’estero chiedano Napulé significa una crescita di attenzione per la Verace Pizza napoletana, cosa che ci riempie di orgoglio”.
“Sono contento – dichiara Ferdinando Marana, titolare dell’omonima azienda – di incontrare pizzaioli che, dopo aver utilizzato il forno, mi riferiscono che questo loro imprescindibile compagno di lavoro è servito a facilitargli la vita. Ció è possibile perché  la piastra non perde calore e non subisce cali di temperatura. In questo modo consente al pizzaiolo di evitare tempi morti e pause dovute alla necessità di recuperare i 410/430 gradi sia nella versione a legna che a gas. Un motivo che ha spinto l’Associazione Verace Pizza Napoletana a certificarlo”.

 


[Fonte: bccommunication.it]

Al Sigep di Rimini LaLtrapizza con

 Paolo Parisi sposa le eccellenze regionali.

LaLtrapizza espone il suo progetto e i suoi prodotti in occasione del Sigep, il salone internazionale italiano che si terrà dal 20 al 24 Gennaio presso la Fiera di Rimini.
LaLtrapizza propone basi per pizza e per focaccia lavorate a mano, precotte e conservate in ATM con Shelf life di 30 giorni a temperatura ambiente, in modo tale da poter essere facilmente riscaldate in forno a legna, a gas o elettrico. Tra la gamma di prodotti l’azienda produce anche basi pizza Gelo conservate a – 18 C°.

Pochi ma ben amalgamati gli ingredienti utilizzati: farine di frumento, di soia e di riso (tutte no OGM), acqua, sale, olio extravergine di oliva (senza grassi idrogenati) e lievito madre.

La lievitazione di oltre 60 ore rende l’impasto, digeribile e leggero offrendo una soluzione versatile e gustosa, riducendo i tempi d’attesa e minimizzando i costi in termini di personale addetto.

Il progetto LaLtrapizza offre un servizio di concessione ed affiliazione, per realizzare corner da 10 mq e locali di varie dimensioni (da 30mq a 100 mq), al fine di minimizzare i costi di gestione e ottimizzarne i profitti, grazie ad una consulenza costante e continua.

Tra i servizi offerti L’Azienda si propone di seguire il cliente nella fase di progettazione dello store con consulenza tecnica e burocratica, garantendo un corso di formazione e di preparazione sui prodotti LaLtrapizza.  Un’assistenza costante che accompagnerà il cliente anche post-apertura anche on-line che avrà diritto ad un’esclusiva territoriale per l’utilizzo del marchio LaLtrapizza.

Sette gli appuntamenti, in occasione del Sigep, con gli show-cooking di Paolo Parisi e dello chef siciliano Angelo Scuderi e che vedranno come protagonisti i prodotti tipici delle regioni italiane, da sud a nord, con abbinamenti culinari volti alla valorizzazione delle tipicità gastronomiche italiane, combinate con gli impasti de “LaLtrapizza

Paolo Parisi, allevatore e selezionatore di cose buone, ama definirsi un creativo del cibo, ma nel suo stato primordiale, basti pensare alle note uova, prodotte nell’azienda agricola di famiglia: Le Macchie e prima ancora con la cinta senese e la carne di vacca vecchia. Sarà proprio la sua bravura e creatività a completare e rendere squisite le basi de LaLtrapizza con abbinamenti singolari, nel rispetto dei sapori del Bel Paese.

Di seguito gli appuntamenti previsti:

  • Sabato 20 Gennaio, ore 16:00: Le eccellenze Calabresi.

Nduja, Silano D.O.P. cipolla di Tropea, maiale nero.

 

  • Domenica 21 Gennaio, ore 12:00: Le eccellenze Campane.

Mozzarella, fior di latte, pomodoro S.Marzano D.O.P. Piennolo e Corbarino

 

 

Alle ore 16:00; Le eccellenze Siciliane.

Carciofi interi / alla contadina, melanzane a filetti, Piacentinu Ennese D.O.P, pachino Marinda, pancetta Suino Nero dei Nebrodi. Cavolfiore, ricotta salata e broccoli

 

A seguire si sale verso le regioni del centro-nord

  • Lunedì 22 Gennaio, ore 12:00: Le eccellenze Emiliano-Romagnole.

Mortadella bolognese I.G.P, prosciutto di Parma, Squacquerone di Romagna D.O.P., parmigiano Reggiano.

Alle ore 16:00: Le eccellenze Toscane.

Guanciale, uovo, prosciutto cotto, cavolo nero.

Per concludere

  • Martedì 23 Gennaio, ore 12:00: Le eccellenze Lombarde.

Bresaola della valtellina, robiola; Gorgonzola, pera mantovana I.G.P., coppa mantovana.

Alle ore 16:00: Le eccellenze Venete.

Grana padano, asiago/taleggio, soppressa vicentina D.O.P., radicchio.

 

In Anteprima verrà presentato l’innovativo panino, realizzato con lo stesso impasto adottato per le basi pizza e che Paolo Parisi farcirà con la Cecina, composta da farina di ceci, olio e sale.

 

LaLtrapizza vi aspetta allo stand 150 Padiglione B7

Comunicato stampa

Molini Riggi presenta “Pizza Maestro”

Dal 20 al 24 Gennaio al Sigep di Rimini.

L’azienda siciliana Molini Riggi, sarà presente all’edizione 2018 del Sigep che si terrà dal 20 al 24 Gennaio presso la Fiera di Rimini.

L’azienda nasce nel 1955 e da tre generazioni realizza farine, paste e prodotti da forno con grani antichi e moderni, con molitura a pietra e a cilindri ma sempre 100% siciliani e certificati.

Tra la gamma di prodotti l’Azienda Riggi ha realizzato la linea Pizza Maestro, rivolta al mondo dei pizzaioli, per offrire prodotti che abbiano profumi e sapori particolari grazie a 3 miscele composte da grani duri antichi siciliani (Russello, Timilia, Perciasacchi) macinati a pietra naturale La Fertè e grani teneri tipo 0.

Il Maestro Pizzaiolo Vito De Vita, responsabile della Scuola Napoletana Pizzaioli, che ha collaborato alla realizzazione delle 3 miscele, illustrerà, coadiuvato dal maestro pizzaiolo Enzo Piedimonte, le tecniche di lavorazione degli impasti, a cui seguirà una degustazione dei vari tipi di pizze, realizzate secondo la tradizione Napoletana.

Protagonista al Sigep anche la maestra pasticciera Anna Chiavazzo de “il Giardino di Ginevra” che per l’occasione preparerà: biscotteria fine da tea, una selezione di muffin e infine uno strudel rivisitato ed ispirato ai prodotti e ai sapori del Regno delle Due Sicilie, preparato con arancia, mandorle, mela annurca e un mosto di passito. Il tutto verrà realizzato con un blend di grani duri antichi (Russello, Timilia e Perciassacchi) e grani teneri antichi (Maiorca).

Due gustosi appuntamenti con la Chef dei grani Helga Liberto che proporrà la pasta, realizzata con farine di grani antichi e pomodoro S.Marzano D.O.P e il “Dolce Pane”.

Oltre alla pizza ed alla pasticceria i grani antichi saranno protagonisti con i pani, realizzati dal maestro panificatore Giuseppe Petrella del Panificio Russo, e con i lievitati del maestro Domenico Saltarelli.

A completare la gamma dei i prodotti, Molini Riggi presenta la linea di birre:

La Stromboli: birra ad alta fermentazione, ottenuta da antico frumento duro siciliano Russello, caratterizzata dalla dolcezza dell’uva passa di Pantelleria e dal retrogusto dolciastro delle carrube, che dona sentori di cioccolato.

La Salina: birra bionda e dal sapore amaro, prodotta con grano Perciasacchi, profumo agli agrumi di Sicilia, bacche di sommacco e pepe Rosa‘

La Panarea: una simil blanche prodotta artigianalmente grano duro siciliano Biancolilla, profumo di mandarino che la rende fresca e fruttata.

Di seguito il programma degli appuntamenti che si terranno presso il padiglione B7 stand 021.

 

GRAN DEGUSTO
LABORATORI E DEGUSTAZIONI DI PIZZE PANI E DOLCI

REALIZZATE CON FARINE A BASE DI GRANI ANTICHI

PROGRAMMA

SABATO 20 GENNAIO
12.00 – 14.30 | Degustazioni

Pizze realizzate con grani antichi Russello, Timilia e Perciasacchi.
15.00 | Pizza Gourmet
Realizzazione pizza con impasto a base di grano antico Russello, pomodoro San Marzano DOP, mozzarella di bufala, a cura del Maestro pizzaiolo Vito De Vita.

 

17.00 | Impastiamo con lo chef
Preparazione dell’impasto con grano antico Russello, a cura del Maestro pizzaiolo Vito De Vita.

 

DOMENICA 21 GENNAIO:
11:00 | Impastiamo con lo chef

Preparazione del pre-impasto tecnico su base biga a cura dei maestri pizzaioli Vito de Vita ed Enzo Piedimonte.

12.00 – 14.30 | Degustazioni

Pizze realizzate con grani antichi Russello, Timilia e Perciasacchi

15.00 | Pizza Sigep

Realizzazione della Pizza SIGEP, invenzione esclusiva del Maestro pizzaiolo Vito De Vita preparata con impasto a base di grano antico Timilia.

17.00| Il Pane della Salute

Degustazione dei pani realizzati con i quattro blend di grani duri antichi siciliani Molini Riggi ad opera del maestro panificatore Giuseppe Petrella.

 

 

LUNEDÌ 22 GENNAIO:

11:00 | Impastiamo con lo chef

Completamento di impasto per pizza a canotto su base biga con farine di grani antichi a cura del maestro pizzaiolo Vito de Vita ed Enzo Piedimonte.

12.00 – 13.30 | Degustazioni

Pizze realizzate con grani antichi Russello, Timilia e Perciasacchi.

Pane, pasta e pasticceria

14.00| La pasta e pomodoro antico

Realizzazione della pasta con i grani antichi siciliani e il pomodoro S. Marzano D.O.P., ad opera di Helga Liberto

15.00 | I grani antichi siciliani e la pasticceria

Degustazione di dolci realizzati con grani antichi siciliani dalla maestra pasticcera Anna Chiavazzo.

17:00 | Impastiamo con lo chef

Preparazione del impasto su base biga e pre-impasto su base polish a cura del maestro pizzaiolo Vito de Vita ed Enzo Piedimonte

 

MARTEDÌ 23 GENNAIO:

 

11:00 | I Lievitati antichi

Dario Salterelli presenta i lievitati realizzati con i grani antichi

12.00 – 14.30 | Degustazioni

Pizze realizzate con grani antichi Russello, Timilia e Perciasacchi

Pane, pasta e pasticceria

15.00 | Il Dolce pane

Realizzazione di pani dolci ad opera de la chef dei grani Helga Liberto

17:00 | Impastiamo con lo chef

Completamento di impasto pizza indiretto su base polish ad opera del maestro pizzaiolo Vito de Vita ed Enzo Piedimonte.

 

 

 

MERCOLEDÌ 24 GENNAIO:

11:00 | Impastiamo con lo chef

Preparazione dell’impasto diretto per pizza con farina Perciasacchi ad opera dei maestri pizzaioli Vito de Vita ed Enzo Piedimonte.

11.30 | Pizza Gourmet

Realizzazione della pizza del benessere

12.00 – 15.30 | Degustazioni

Pizze realizzate con grani antichi Russello, Timilia e Perciasacchi.

 

Social-press tour alla scoperta delle eccellenze casertane

Un social-press tour alla scoperta delle eccellenze casertane: la Reggia, la mozzarella di bufala campana D.O.P. e la pizza d’autore.

Il 24 ottobre è in programma una full immersion per comprendere da vicino come beni culturali e produzioni agroalimentari possano allearsi e contribuire allo sviluppo del territorio. Partiremo dall’esperienza del Consorzio di Tutela che da un anno esatto ha sede nelle cavallerizze di Palazzo reale e poi racconteremo il fenomeno-pizza in Terra di lavoro con due protagonisti, Franco Pepe e Ciccio Vitiello, che lavoreranno a quattro mani.

Il programma della giornata sarà così articolato:

Ore 10: Raduno e accoglienza al Consorzio di Tutela, ingresso da via Gasparri, 1

(per chi viene da fuori caserta, il Consorzio è nei pressi della stazione, perciò si può arrivare da lì tranquillamente a piedi, per chi ha la macchina nei pressi c’è il parcheggio Tetris via roma)

 

Ore 10.30: Visita guidata alla Reggia di Caserta, aperta per l’occasione.

 

Ore 12.30: Si ritorna al Consorzio di Tutela: incontro con il direttore della Reggia, Mauro Felicori, il direttore del Consorzio di Tutela, Pier Maria Saccani, e i pizzaioli Franco Pepe e Ciccio Vitiello.

Ore 13: Degustazioni di mozzarella e di pizze a quattro mani di Pepe e Vitiello.

Ore 14.30 caffè e Saluti

“Uno…Due…Tre…Stella!!”

 

Venerdì 20 ottobre ore 20.30 presso Villa Trabucco di Torre del Greco NA, si svolgerà “Uno…Due…Tre…STELLA!!” cena-evento con l’eccezionale partecipazione di tre chef stellati campani.

L’executive chef Fabio Ometo e lo chef Antonio Borriello in collaborazione con lo chef Antonio Tecchia, ospiteranno nelle cucine della meravigliosa struttura del ‘700 situata tra il Vesuvio e il golfo di Napoli, gli chef Stella Michelin: Paolo Gramaglia del Ristorante President di Pompei, Giovanni De Vivo del Ristorante Il Mosaico di Ischia e Peppe Aversa del Ristorante Il Buco di Sorrento.

Le antiche cantine di Villa Trabucco accoglieranno gli ospiti con deliziosi Finger-food di benvenuto realizzati dallo Chef Antonio Borriello in abbinamento a vini spumante, si passerà poi alle sale ai piani superiori per la cena, che sarà allietata dalle note del pianoforte.

“Uno…Due…Tre…STELLA!!” organizzata in collaborazione con Angela Merolla, che introdurrà e modererà la serata.

Cena che permetterà di delineare le espressioni delle individuali filosofie di cucina; ogni chef presenterà il suo piatto agli ospiti di Villa Trabucco, raccontandone l’ispirazione, la tecnica adottata e l’amore nel creare il piatto perfetto, quello che ancora può emozionare i sensi.

Menu

Chef Antonio Borriello

Aperitivo – finger food:

-Violetta di mare, la mortadella e il croccante su passatina di zucca al peperoncino

-Grattachecca di bollicine con tartufo di mare e la sua schiuma al sentore di limone

-Simbiosi… il cannello e l’asparago in panino ai cereali con provola e lattughino

Vino Spumante in abbinamento:

Tenuta Cavalier Pepe Luogosano AV

Oro Spumante – Metodo Martinotti da uve autoctone a bacca bianca

Oro Rosè – Metodo Martinotti da uve autoctone a bacca rossa

 

Chef Stella Michelin Paolo Gramaglia

“La Satura”

Zuppetta fredda di farro, orzo, bacche di goji, mirtilli rossi, passion fruite e gamberi rossi del Cilento

Vino in abbinamento: Castello di Buttrio -Buttrio UD

Sauvignon Doc Friuli Colli Orientali annata 2016

 

Chef Stella Michelin Giovanni De Vivo

“Uovo a 62°, il Provolone del Monaco e il Mare”

Uovo cotto a 62° su fonduta di Provolone del Monaco con calamaro, alici di Cetara e caviale di tartufo nero

Vino in abbinamento: Cantine Cennerazzo  Torrioni AV

Greco di Tufo DOCG annata 2015

Chef Stella Michelin Peppe Aversa

“Linguina con scorfano marinato a limone, salsa di bottarga e pomodoro secco”

Vino in abbinamento:Cantine Fontanarosa Frasso Telesino BN

Rosato Sannio Aglianico DOC annata 2015

Chef Antonio Tecchia

“La lampuga…consistenze e sapori”

-Il tortino di broccoli e patate, sfoglie di pesce e schiuma di caciocavallo

-Il crudo, salsa di sedano, chips croccanti di riso e cozze

-L’arancino, su zabaione di cuori di mare

Vino in abbinamento: Castel Sallegg  Caldaro BZ

Pinot Nero Doc Alto Adige annata 2016

 

Chef Fabio Ometo

Babà”

Cuore di bufala al profumo di limone

Degustazione cioccolato Baltom Blend 75% e Single Origin Careneo 80%

Liquore: Amarè – Distilleria Petrone Mondragone  CE

Amaro di erbe, piante e agrumi provenienti dall’orto botanico della Reggia di Caserta

 

Mastro Panificatore Filippo Cascone  Lettere NA

Tris di panini: mirtillo, saccottino, segale e limone

Mastro Panificatore Domenico Fioretti   Carinaro CE

Grissini artigianali: sesamo, finocchietto, curcuma

Crackers artigianali

 

Partner:

AIS -Associazione Italiana Sommelier

Delegazione Comuni Vesuviani

 

Istituto IISSS “Eugenio Pantaleo” di Torre del Greco NA

Allievi delle classi III A – III B – III C IPSEOA (indirizzo enogastronomico e ospitalità alberghiera, in supporto delle attività di cucina, sala e ricevimento).

 

Pastificio Arte & Pasta di Boscoreale NA

Consorzio di tutela provolone del Monaco Dop

Frantoio Muraglia BT-Olio extravergine di oliva – Coratina

Eurofish Napoli Srl – Prodotti ittici, di pesca in mare, laghi, fiumi

Lineablu CSM – Centro Spedizioni Molluschi NA

Az.Agricola Sammartino Giulio  Selezione erbe aromatiche NA

Baltom – Cioccolato artigianale MI

 

TICKET DI PARTECIPAZIONE: euro 70 (vini inclusi)

Prezzo per la sola giornata promozionale

Ingresso su prenotazione

PER INFO E PRENOTAZIONI:

Villa Trabucco Relais
Via Giacomo Leopardi 3 – Torre del Greco NA

Cell. 335 627 36 67

Cell. 320 861 98 20

 

 

 

Autunno: tempo di funghi, castagne e sfogliatelle

Da SfogliateLab 4 le new entry: la sfogliata e la Sfogliacampanella al marron glacè, la sfogliata rustica ripiena con risotto ai funghi e quella farcita con salsiccia, provola e porcini

L’autunno è iniziato con le sue mille sfumature di colori, profumi e sapori. SfogliateLab, la pasticceria napoletana (ubicata in piazza Garibaldi) specializzata nella produzione di sfogliatelle, ha accolto la nuova stagione esaltando le specialità della terra offerte da questo seducente periodo, ovvero i funghi e le castagne.

Il fungo porcino, re dell’autunno – utilizzato in una delle ricette più apprezzate in Italia, ovvero il risotto, ed impiegato per uno degli accostamenti più in voga, ovvero con la salsiccia –, è diventato l’ingrediente principale delle farciture di due sfogliate rustiche: una farcita con il su citato risotto e l’altra farcita con provola, salsiccia tritata e porcini. La castagna, regina della stagione del foliage,  declinata nella sua versione più golosa, ovvero il marron glacé, è invece la sostituta dei canditi nella farcitura della sfogliata classica dolce. Ed, infine, il suo delicato sapore arricchisce di un gusto la linea di Sfogliacampanelle (ovvero la sfogliatella con il cuore di babà immerso in un goloso ripieno di ricotta) che, quindi, sono ora disponibili in 14 declinazioni diverse: oltre al già citato marron glacé, sono disponibili i gusti classico, caffè, croccantino, panettone, pistacchio, arancia, cioccolato bianco, bacio, limone, pesca, frutti di bosco, cocco e fragola.

L’intenzione di Vincenzo Ferrieri, patron di SfogliateLab, oltre ovviamente a promuovere lo storico marchio di famiglia e la neofita “Sfogliacampanella”, è finalizzata a valorizzare ed omaggiare la pasticceria artigianale e tradizionale partenopea, strizzando un occhio all’innovazione per renderla più appetibile ai giovanissimi.

Tutelando i dolci napoletani – spiega Vincenzo -, tuteliamo i diritti e la storia delle potenzialità gastronomiche e, più in generale, artigianali del popolo napoletano. Attraverso l’introduzione di nuovi gusti spero di catalizzare l’attenzione dei più giovani sui prodotti tipici della gastronomia campana e dissuaderli, dunque,  dal consumo di junk food ”.

Hashtag ufficiali: #sfogliacampanella, #sfogliatelab, #vincenzoferrieri

 

Circa 30.000 persone per il Carnevale Estivo di Torre del Greco

Fervono i preparativi per “Motori in Maschera” e la “Notte dello Sport”, che si svolgeranno l’1 e il 2 luglio

 

Nel salotto panoramico della città di Torre del Greco, ovvero via Litoranea, si è svolto nei giorni 24 e 25 giugno 2017 la terza edizione del “Carnevale Estivo Torrese”.

carro india 2

Il litorale, pieno di gente e maschere, ha accolto  i quattro carri (realizzati esclusivamente per l’evento dagli artisti che operano per il carnevale di Scafati) con sorrisi e scroscianti applausi.  Soddisfatti Francesco Lavela e Michele Langella, direttori artistici dell’evento, e i rappresentanti dell’associazione G.A.Z.I. (Guardie Ambientali Zoofile Italiane), che ha organizzato la kermesse. “Sono state due giornate stupende – dichiarano i direttori artistici –  il Carnevale ha registrato subito un successo. Abbiamo riscontrato la presenza di circa 30000 persone. E adesso avanti così.” Soddisfatti anche alcuni esponenti dell’Amministrazione Comunale, che ha concesso il patrocinio morale all’evento: “Il Carnevale è la concretizzazione di come il pubblico e il privato possano operare di concerto – dichiara l’Assessore Angela Laguda, con delega agli eventi -,  ed è l’esempio di come – da un punto di vista della sicurezza – dovrebbe essere gestito un evento. A tal proposito desidero ringraziare il vicequestore Davide Della Cioppa, che ha egregiamente coordinato il piano di pubblica sicurezza insieme a tutte le Forze dell’Ordine e al settore viabilità del Comune“. “Nonostante l’aspetto sicurezza sia abbastanza delicato e la sua organizzazione sia abbastanza costosa e di difficile concretizzazione – dichiarano i rappresentanti legali del G.A.Z.I. – siamo contenti che, grazie al supporto del settore Viabilità del Comune  e – in generale – di tutte le Forze dell’Ordine, siamo riusciti a curarlo nei minimi particolari.  Insieme siamo stati in grado di concretizzare un modello di sicurezza per le pubbliche manifestazioni che da oggi in poi può, anzi deve, essere applicato anche ai futuri eventi”.

Inoltre il nostro grazie – continuano gli organizzatori – va a tutti coloro che condividono lo spirito e i valori di questo evento, in primis il Comune di Torre del Greco che con il sindaco Ciro Borriello, il vice-sindaco Romina Stilo e l’assessore Angela Laguda hanno ‘sposato’ con slancio la manifestazione. Un grazie che si estende alle altre realtà come l’associazione Mani Amiche, che si è occupata del presidio sanitario, l’associazione Misericordia, la Polizia di Stato, i Carabinieri, i Vigili del Fuoco, le associazioni di volontariato presenti (Arcobaleno della vita, Amnesty International) e gli sponsor“.

carro masha orso 1

E non finisce qui…

Lo stesso tratto di litorale sarà palcoscenico l’1 e il 2 luglio di altri eventi organizzati questa volta dall’associazione Litoranea, in collaborazione con l’associazione G.A.Z.I., e diretti artisticamente sempre da Francesco Lavela e Michele Langella.
Sabato 1 luglio si terrà l’evento “Motori in Machera”: un raduno di auto e moto d’epoca, auto tuning, Ferrari e Harley Davidson. L’evento dalle ore 20:00 ospiterà, quindi. diverse auto e moto storiche e sportive che rimarranno in esposizione per dare la possibilità ai partecipanti di farsi dei selfie o di immortalare  i bambini mascherati accanto a mezzi d’epoca e a vetture che partecipano ai rally, con grande emozione  per coloro che sono appassionati degli sport motoristici.
Domenica 2 luglio invece si svolgerà “La notte dello Sport”, patrocinata dal CONI. Il litorale di Torre del Greco si trasformerà per una sera in un villaggio sportivo ove si svolgeranno esibizioni di rugby, atletica, basket, calcio, pallavolo. Sempre nel corso della stessa serata si terrà l’evento “The buskers night” con protagonisti artisti di strada, giocolieri, acrobati, sputafuoco, street band, fachiri (tra questi “Zeno lo sputafuoco” direttamente da “Italia’s got talent”)…
A completare la festa lungo il circuito dell’evento sarà allestita una speciale area shopping con bancarelle di articoli carnevaleschi, palloncini e oggetti fatti a mano. Panini tipici campani con i prodotti più buoni del nostro territorio, dolci, e tantissime altre prelibatezze saranno le proposte speciali da degustare nell’area food.

 

Pagina Facebook dell’evento: Carnevale Estivo Torre del Greco

Hashtag ufficiale dell’evento: #CarnevaleEstivoTorrese2017

SAVE THE DATE: il 18 Marzo 2017 sarà di nuovo “PrimaVera” in AIS Penisola Sorrentina.

Una inedita PrimaVera sul Kimmeridge con Armando Castagno.

Una degustazione di
12 VINI S T R A O R D I N A R I
dedicata non ad un vitigno, nemmeno ad un territorio specifico. Ma ad uno strato minerale: che accomuna alcuni luoghi culto dell’enologia mondiale:
SANCERRE • CHABLIS CHAMPAGNE • POUILLY-FUMÉ • MENETOU-SALON • SAINT-BRIS

Sarà, come già per le scorse edizioni, Armando Castagno a condurre la degustazione, che si tramuterà in un’esperienza culturale emozionante, votata alla conoscenza della dorsale sommersa del Kimmeridge, uno strato minerale che attraversa i sottosuoli di alcune zone della Francia che da anni fanno sognare i grandi appassionati di Vino a livello mondiale.

Armando Castagno, ormai celebre degustatore, nostro ospite e condottiero per quel giorno, la cui conoscenza della Francia enoica è riconosciuta a livello globale, si è voluto recare personalmente nei luoghi di cui tratterà la degustazione, per bussare alla porta di alcuni Vingnerons francesi leggendari ed altri semi sconosciuti al pubblico italiano, selezionando 12 vini rarissimi e di difficile reperimento nel nostro paese (tra essi alcuni nomi “mito”)

Noi non siamo molto inclini ad entusiasmi smisurati, ma per qualità del Relatore ed esclusività dei Vini previsti, alcuni dei quali introvabili ed altri serviti per la prima volta assoluta in degustazione pubblica in Italia, ci sono i presupposti per una PrimaVera memorabile!!!

Il luogo dell’evento sarà l’incantevole Hotel Miramare**** di Castellammare di Stabia (Na).

La degustazione sarà divisa in due atti indivisibili:
1º atto alle h10,30 (sei vini)
Pausa pranzo dalle 13,30 alle 15*
2º atto alle 15,30 (sei vini)**

*Pranzo(a buffet) COMPRESO nella quota.
**Orario fine degustazione: h18 circa

Quota di partecipazione : 130€ a persona (120€ per i soci AIS).
La quota COMPRENDE: l’intera degustazione-seminario guidata da Armando Castagno supportata da immagini slide in video proiettore. Servizio curato dai nostri Sommelier AIS. Pranzo a buffet servito nella stessa location.

A fine degustazione verrà rilasciato un attestato di partecipazione.

Evento aperto a tutti: soci AIS e non.

Prenotazione impegnativa a : emimilu@hotmail.it

Evento esclusivo. Solo 60 posti disponibili.

l’evento al momento è SOLD OUT !!!!!!!!!!!!!

Per entrare in lista d’attesa scrivere a: emimilu@hotmail.

SiComunicazione per “il mio San Marzano”

 

Il Progetto di Solania Srl,che nasce sotto l’egida della Coldiretti Campania e del Consorzio San Marzano Dop e che si avvarrà della collaborazione dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, prevede che i pizzaioli e i ristoratori potranno scegliere il lotto di produzione e personalizzare l’etichetta della confezione di latta con il logo del locale, la loro immagine o altro segno identificativo.
L’etichetta conterrà altresì il QR Code rilasciato dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno. Solania si approvvigionerà del S. Marzano dalla cooperativa di agricoltori aderente alla sua rete di impresa i cui soci avranno fatto richiesta di QR Code per il prodotto coltivato

Hanno preso parte alla presentazione:
Giuseppe Napoletano, Amministratore di Solania SrL e della Rete di Impresa Solanacea 2.0:
“Il progetto “il mio S. Marzano” risponde alle esigenze della comunità di pizzaioli e dei ristoratori che vogliono identificarsi in un prodotto e ne gradiscono il controllo di tutta la filiera dalla semina, dalla coltivazione dalla trasformazione fino alla distribuzione. Con la garanzia di sicurezza alimentare e controllo del QR Code Campania, sia sul prodotto trasformato che su quello coltivato.”

Vittorio Sangiorgio, Vicepresidente Coldiretti Campania:
“Il pomodoro S. Marzano è l’esempio perfetto del modello di sviluppo che Coldiretti sta costruendo per il futuro del Paese, un prodotto che non è solo materia prima da mettere in scatola, ma essenza ed espressione di un territorio che può e deve fare di più scegliendo percorsi virtuosi. Agricoltura ed Industria superano in questo caso logiche contrapposte ed iniziano a fare marketing territoriale. Un gran bell’esempio anche per i tanti giovani che stanno investendo e scommettendo sull’agroalimentare in chiave moderna e innovativa.”

Tommaso Romano, Presidente Consorzio San Marzano Dop:
“Stiamo lavorando all’ampliamento della superficie coltivata in quanto la richiesta è di gran lunga superiore all’attuale produzione e per migliorare la genetica e la tecnica culturale, ci stanno affiancando esperti agronomici di grande esperienza.”

Antonio Limone, Direttore Generale Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno:
“Il pomodoro di S. Marzano rappresenta uno dei simboli del cibo campano d’eccellenza e di indiscussa qualità. È un prodotto identitario che rappresenta un intero territorio. Molto deve alla pregiatezza di un suolo vulcanico che appartiene solo alla nostra regione, una regione che vanta una biodiversità unica. Nel pomodoro di S. Marzano c’è dentro il sapore della nostra terra e per questo rappresenta, per noi campani, un alimento sul quale riporre molta attenzione anche da parte degli enti di ricerca, come l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, che è preposto al controllo delle produzioni alimentari.”

22 settembre 2016,

ore 11.30

Palazzo Caracciolo.

Presentazione dell’edizione 2017 della guida “Pizzeria d’Italia 2017” che prema i migliori pizzaioli d’Italia, fotografando un panorama di alta fascia, tra pizzerie al piatto e proposte a taglio.

Ancora una volta sotto le luci dei riflettori troviamo la pizza, una delle migliori espressioni dell’italianità, un’arte antica che sa reinventarsi senza passare mai di moda.

La presentazione di “Pizzeria d’Italia 2017” ospiterà i grandi protagonisti della pizza made in Italy che si confronteranno in merito alle differenze tra pizza napoletana, all’italiana e a degustazione, che restituisce una fotografia articolata e approfondita del settore, a cui aggiungere gli esiti più convincenti della pizza a taglio. Informazioni e segnalazioni presenti ovviamente nella guida, che intende offrire ai suoi fruitori un’alta varietà di scelta. Seguirà la degustazione per gli ospiti dell’evento, con i premiati impegnati con le mani in pasta e una dimostrazione pratica di quante eccellenze del settore offra oggi il panorama nazionale, anche al di fuori delle rotte più consolidate.

Una panoramica completa, dunque, sull’ universo della pizza che possiamo dire  che oggi gode di buona salute, alimentato dalla continua sperimentazione di coloro che mettono passione e professionalità nel loro mestiere. La guida del Gambero Rosso sembra aver incamerato ormai già da tempo, i molteplici input che provengono dal sopracitato settore, non risparmiando mai la tradizione e contribuendo a proporre le diverse peculiarità regionali.

L’evento si profila inoltre, come l’occasione per rinnovare la collaborazione con il il Consorzio tutela vino Bardolino Doc e il suo Chiaretto, abbinamento perfetto con la pizza per la freschezza agrumata che lo rende eclettico e versatile, in ogni stagione. Il vino rosato del lago di Garda, ottenuto da uve rosse corvina e rondinella autoctone delle colline veronesi, accompagnerà anche quest’anno le declinazioni più originali proposte in assaggio durante la presentazione di Palazzo Caracciolo.

 

 

Venerdì 8 luglio RE POMODORO alle Cantine Sorrentino
Cena con gli chef dei territori dei migliori pomodori campani

I Sorrentino sono ben noti come una delle famiglie del vino del Vesuvio. Sotto le pergole di piedirosso in via Fruscio a Boscotrecase hanno sempre coltivato i pomodorini del piennolo. Oggi ne sono produttori e li propongono in conserva nel tipico formato a pacchetelle. Insieme agli chef previsti per la cena RE POMODORO, hanno pensato di dedicare ai pomodori più celebri della Campania un intero menù. Pomodori come il san marzano, il pomodorino del Vesuvio, il giallo giagù e il corbarino rappresentano una risorsa straordinaria della nostra regione. Il loro sapore e la resa in cucina li hanno eletti da tempo i principali protagonisti delle ricette italiane e di molti paesi esteri grazie alla presenza di chef nostrani in ogni parte del mondo.
Appuntamento allora venerdì 8 luglio alle ore 20,00 tra i bellissimi vigneti di Sorrentino Vini a Boscotrecase in via Fruscio. Per chi volesse seguire la visita guidata agli orti e alle vigne l’arrivo è alle ore 19.

Menù Re Pomodoro

Aperitivo – pizzaiolo Luigi Cippitelli Le Montanarine con impasto alla curcuma e pomodorino del Vesuvio Az Agr Sorrentino; Montanarine con pomodoro corbarino I Sapori di Corbara.

Antipasto – chef Maurizio De Riggi : Il San Marzano dop ; San Marzano Solania ripieno di maionese di pane cafone su terriccio di segale profumato all’origano e cremoso di basilico

Primo – chef Gabriele Martinelli: risotto al pomodorino giallo Giolì, mandorla di mare e polvere di alici

Secondo – chef Giovanni Arvonio: Pummarol: scottata di marchigiana, pomata di pomodori gialli Giagiù, pomodorini del Vesuvio in olio cottura di Az Agr. Giolì, cous cous fatto a mano, aria di cimature di pomodoro.

Dessert – chef patissier Anna Chiavazzo; Fusioni di cuori: parfait, cioccolato fondente pomodorino giallo Giolì candito, pois di concentrato dolce di san marzano Solania

In abbinamento i vini del Vesuvio Sorrentino.

Costo della cena 25 euro.
Sorrentino Vini è in via Fruscio 2 Boscotrecase (NA) prenotazioni ai numeri 0818584963 – 3381354415

Marina Alaimo
organizzazione e comunicazione
alaimo.marina@libero.it
mob. 3401815881

Quest’anno a casa Sanremo una novità gustosa. All’interno dell’area ospitalità del Festival della Canzone Italiana è stata inaugurata “Pizzeria Napoletana”, un angolo di Napoli in terra ligure.

Protagonista indiscusso il giovane Ciro Oliva, maestro pizzaiolo della Pizzeria Concettina ai Tre Santi alla Sanità di Napoli che, in collaborazione con Salumificio Spiezia di San Vitaliano (NA) ha proposto una varietà di pizze alquanto originali. Oltre alla presentazione delle classiche pizze margherita e marinara, il giovane pizzaiolo ha realizzato nuove creazioni selezionando prodotti d’eccellenza.

Per la Pizza Sanremo 2016 l’enfant prodige Ciro Oliva ha selezionato materie prime che rappresentano bene la Campania creando un connubio idilliaco con la tradizione ligure: pomodorino ramato fiaschetto semi secco del presidio slow food di Torre Guaceto, la giuncata delle vacche agerolesi, le olive teggiasche del presidio slow food, le farine Molino Caputo, l’olio dop ligure e la Piccantella del Salumificio Spiezia (creata proprio per mantenere la cottura).

La creatività del giovane Ciro non è cosa nuova. Il pizzaiuolo ventiduenne, infatti, pronipote di Concettina, mutuando la tradizione del caffè sospeso, da qualche anno ha dato spazio alla “Pizza Sospesa”: la possibilità di lasciare una quota per una pizza, a disposizione di chi non abbia la possibilità di comprarla. Numerose sono, inoltre, le iniziative a sfondo sociale per la rinascita del suo rione, la Sanità, che ancora oggi è tesoro di reperti archeologici: basti pensare al sito delle Catacombe Pleocristiane e a quello del Cimitero delle Fontanelle.

È per noi un onore partecipare a Casa Sanremo insieme a Ciro che è divenuto emblema di Napoli. Due belle realtà insieme per rappresentare la Campania gourmet”, ha dichiarato Paola Spiezia, rappresentate in loco dell’omonima azienda che si propone da numerose generazioni di mantenere saldi i valori della tradizione e il rispetto assoluto per le ricette artigianali.

Una bella storia di eccellenze e qualità che sarà sicuramente solo l’origine di altri gustosi racconti.

Con il titolo dedicato ad una delle ricchezze della Campania, nonchè della cucina mediterranea, la chef Rosanna Marziale si inserisce nella collana di Italian Gourmet con la monografia “Bufala”.

Giovane e determinata, guida con piglio deciso e grande personalità il suo ristorante “Le Colonne di Caserta”, ispirandosi alla tradizione locale, senza rinunciare alla creatività che l’ha fatta emergere nel panorama dell’alta ristorazione italiana, nel gotha degli chef più apprezzati d’Italia.

270 pagine dedicate alla storia di Rosanna e della sua Carta Marziale declinata attraverso 100 piatti, suddivisi nelle sezioni mozzarella, ricotta-provola-scamorza, street food, carni e grandi classici: dalla ‘Pizza al contrario’ alla ‘Palla di mozzarella’, passando per il ‘Tramezzino di mortadella’ o ‘Alici, bufala e gazpacho’, ogni tipologia è ampiamente trattata, carni comprese.

Ambasciatrice  in rosa della mozzarella di bufala campana per il Consorzio di Tutela della Dop, promotrice e amante convinta dei prodotti della sua terra, la chef è gia autrice di “Evviva mozzarella!”, un libro che propone 100 idee e ricette dolci e salate per gustare “la regina bianca” in tutte le sue forme.

Il nuovo volume, Bufala, edito da Italian Gourmet, specializzata nell’editoria tecnica, è una raccolta di ricette , spiegate passo dopo passo, in cui sono protagonisti i prodotti che si ricavano dal bufalo mediterraneo italiano: mozzarella e altri formaggi, latte, ricotta e carni.

Presenti, inoltre, racconti, foto, e schede tecniche sugli ingredienti utili tanto per i cuochi amatoriali, quanto per chi si cimenta ai fornelli professionalmente.

Una monografia di qualità, che racconta di un prodotto di una ricchezza del Sud che sa essere di alta cucina.