Salvatore Martusciello ci presenta il suo vino frutto di passione, tradizione e amore per il territorio.

Parlare di vino in Campania significa raccontare la storia millenaria di una terra sul cui profilo si stagliano chiaramente i filari dei vitigni più famosi al mondo. In Campania e in particolar modo nei Campi Flegrei e nell’Agro Aversano la coltivazione dell’uva ha radici antichissime, che risalgono alla cultura greco-romana. Quel sapere non è andato perduto e oggi è più che rappresentato da tante produzioni di eccellenza. Una di queste è quella di Salvatore Martusciello, dove i vini ci parlano di “persistenza” in un tempo presente permeato dall’effimero.

“Quando ho iniziato nel 1991, insieme alla mia famiglia – ci racconta Martusciello – la Campania del vino non era quella di oggi. Le aziende si contavano sulle dita delle mani, non c’era l’attenzione di oggi. I nostri vini non erano ancora così conosciuti ed apprezzati, non esisteva un mercato di riferimento al quale rivolgersi, la ristorazione regionale e nazionale era restia a inserire i vini campani nelle loro carte. Quindi, paradossalmente, per chi come me ha contributo e partecipato al rinascimento del vino campano, nonostante, nel frattempo, le aziende siano decuplicate, così come anche i vini, è più semplice e stimolante essere oggi sul mercato rispetto a prima”.

Salvatore Martusciello e sua moglie Gilda

La storia

Bere vino, oggi, significa fare una esperienza sensoriale, che si fissa nella memoria tramandando così, di generazione in generazione, odori, sapori, colori che da secoli fanno parte della nostra identità. Il vino è, innazitutto, identità, ma anche testimonianza diretta di una tradizione autentica.

“Da 30 anni, produco vini in aree fortemente vocate e di grande storia e tradizione per la produzione di vino ma allo stesso tempo sono anche aree dove la viticoltura ha delle caratteristiche quasi eroiche perché difficili da condurre e da salvaguardare. A persistere non sono solo i vini che produco ma anche il mio impegno nei confronti di questi territori che si è ulteriormente rafforzato quando io e mia moglie Gilda, nel 2015, abbiamo deciso di far nascere la nostra piccola azienda che oggi porta il mio nome”.

Alle spalle Salvatore Martusciello ha anche una tradizione familiare forte. Dopo la chiusura delle cantine familiari Grotte del Sole di Quarto, insieme alla moglie Gilda, ha voluto continuare la produzione, perché non può immaginare una vita senza il vino. Avere questi legami per Martusciello rappresenta “una grande responsabilità per il contributo che sono stati in grado di dare anche in ambito istituzionale. A mio zio Gennaro Martusciello si deve il contributo alla stesura della gran parte dei disciplinari Doc della nostra regione e a mia madre l’aver guidato – la prima volta per una donna produttrice del sud Italia – l’Associazione Nazionale delle Donne del vino.  La mia scelta di continuare a produrre vino è nata proprio dalla passione che hanno saputo trasmettermi”.

Trentapioli – Asprino d’Aversa doc

Oggi, Salvatore Martusciello produce cinque vini, che si dice essere vini “minori”, poiché si tratta di vini di nicchia, “ancora poco conosciuti anche dagli addetti del settore e, dunque, a definirli minori potrebbe essere chi ancora oggi per una serie di ragioni non ha ancora avuto modo di visitare le vigne ed i territori a cui fanno riferimento e di conoscerne e approfondire la storia, unica, che si portano dietro”. Ma Salvatore Martusciello ha saputo dare il giusto posto ad un prodotto che merita un posto d’onore tra i vini più pregiati.

I vini

Tra i suoi vini si annovera l’Ottouve Gragnano. Il Gragnano della Penisola Sorrentina doc è per antonomasia il vino rosso della città di Napoli ed è considerato il miglior abbinamento con la verace pizza napoletana. É un vino rosso vivace – con sentori di viola, fragola, rosa e lampone – che va servito freddo. Il nome Ottouve è un omaggio ai molteplici vitigni autoctoni che storicamente concorrevano ed in parte ancora concorrono alla produzione del Gragnano: il piedirosso, l’aglianico, lo sciascinoso, la suppezza, la castagnara, l’olivella, la sauca, la surbegna.

Ottouve Gragnano

Tra i rossi c’è anche il Settevulcani – Piedirosso dei Campi Flegrei. È una delle varietà più antiche della Campania e il suo nome deriva dal colore e dalla forma del raspo che in vendemmia diventando di colore rossastro ricordano i ‘piedi’ del colombo. Il Piedirosso dei Campi Flegrei si caratterizza per i suoi profumi di piccoli frutti rossi e tra questi la mora, la marasca e la ciliegia.

Lo spumante

L’Italia è la patria dello spumante e per questo motivo Salvatore Martusciello ha scelto di produrre il Trentapioli – Asprinio Spumante. Si tratta di uno spumante prodotto con metodo Martinotti brut millesimo 2015, rigorosamente da vigneti ad alberata, ed è unico nel suo genere. Il nome di questo spumante nasconde una curiosità. Esso deriva della scala utilizzata per salire sull’alberata, alta 15 metri e formata da circa 30 pioli. Per le peculiarità uniche del vitigno, il Trentapioli può essere degustato anche a distanza di diversi anni.

Tra i vini di Salvatore Martusciello vanno menzionati anche il Settevulcani – Falanghina dei Campi Flegrei e l’ Ottouve Lettere, le cui caratteristiche permettono di accompagnare un’altra eccellenza campana, ovvero la pizza, e i piatti della tradizione partenopea.

Salvatore Martusciello non ha un vino preferito, perché li ama tutti indistintamente: “Non è una frase fatta, poiché ne valuto soprattutto le storie, la fatica, i sacrifici e i percorsi non solo produttivi che mi legano da decenni ad ognuno di loro. Posso dire però di avere, in generale, una certa simpatia per le bollicine”.

The following two tabs change content below.

Amalia Vingione

Amalia Vingione è laureata in Lettere Moderne presso l’Università Federico II di Napoli e presso lo stesso Ateneo consegue la laurea specialistica in Filologia Moderna con indirizzo in Italianistica. Consegue un Master in Editoria e Comunicazione presso il Centro di Formazione Comunika di Roma. Attualmente lavora come Editor e Copywriter per diverse Case editrici e Giornali e si occupa di Comunicazione per enti e associazioni.
0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *