l’Azienda Agricola Bosco de’ Medici

All’ombra del Vesuvio nasce l’Azienda Agricola Bosco de’ Medici, che porta avanti una tradizione vitivinicola secolare

All’ombra del Vesuvio, nella terra che fu di grandi popoli e nobili dinastie, sorge l’Azienda Agricola Bosco de’ Medici, che con dedizione cura i vigneti dal 1996, anche se la sua storia è molto più antica. Infatti, nel 1567, un ramo della nota famiglia Medici si trasferì nel Regno di Napoli. Luigi de’ Medici, allora Primo Ministro del Regno, affidò al nipote prediletto Giuseppe de’ Medici il compito di elevare la qualità dei vini di famiglia.

La nascita dell’Azienda

Nel 1996, le famiglie Palomba e Monaco hanno deciso di condividere la passione del nonno Raffaele per i terreni e i vigneti del Vesuvio. Dopo il ritrovamento di un “termine” di confine in pietra su cui è scolpita una lettera “M” con sopra una corona, si è scoperta l’antica proprietà del vigneto, così è nata l’azienda che oggi ricorda gli antichi fasti della più importante famiglia della Firenze del Rinascimento.

Un’eredità importante che l’azienda ha raccolto e portato avanti con dedizione negli anni, curando i terreni e producendo uve pregiate che, dalla vendemmia 2014, ha deciso di vinificare in proprio. Nascono così vini pregiati, come il Lacryma Christi, che è destinato alla valorizzazione dell’IGT Pompeiano presentando come vino di punta un rosso “Pompeii” che rende omaggio alla famosa città romana distrutta dall’eruzione del 79dC.

I vigneti

“Solo da una grande uva può nascere un grande vino”, questo è un po’ il motto dell’Azienda Bosco de’ Medici, che oggi possiede vigneti di altissima qualità. “I vigneti, suddivisi in vari appezzamenti, si trovano nei comuni di Terzigno, Boscoreale e Pompei e sono tutti coltivati con vitigni autoctoni allevati con tecnica a spalliera e a tendone. Piedirosso, Aglianico, Falanghina e Coda di Volpe (detta anche “Caprettone”) sono le varietà che produciamo e che meglio rappresentano l’essenza del nostro territorio”. I vigneti sono “La rotonda”, il principale e il più esteso, dove si coltiva l’uva Piedirosso.

Nel comune di Terzigno c’è il vigneto del “Colonnello”, dove la coltivazione si concentra soprattutto sulla Coda di Volpe. Completano le coltivazioni il vigneto del “Vecchio Casale”, nel comune di Boscoreale, dove prevalgono le coltivazioni di Piedirosso ed Aglianico con tecnica a spalliera. Nel comune di Pompei c’è poi il piccolo vigneto “Pompeii”. D’impianto recente, è collocato al confine con gli Scavi della città antica, a pochi metri dall’Anfiteatro romano. Un luogo suggestivo ed unico al mondo, dove sorseggiando un buon vino potrete passeggiare nella storia.

I vini

Grazie all’unicità dei terreni, di origine vulcanica e quindi particolarmente sabbiosi e ricchi di minerali, la gran parte delle viti è a “piede franco”, perché immune al parassita della fillossera, e in molti casi ha un’età che supera il secolo di vita. Da questi vigneti nascono dei vini unici e pregiati che vanno dal Pompeii – Pompeiano rosso I.G.T. al Lavaflava, un Lacryma Christi del Vesuvio bianco D.O.C., passando per il Dressel 19.2, un Pompeiano bianco I.G.T. e l’Agathos, un Pompeiano rosso I.G.T.

Pompeii – Pompeiano rosso I.G.T.

Questo vino, Piedirosso 100%, ricorda i piccoli frutti di bosco e ciliegia, accompagnano i marker tipici del Piedirosso: geranio ed iris. Al palato è dotato di toni femminili e di una dorsale acido-sapida che nell’immaginario richiama alle lande vulcaniche. Perfetto con Formaggi pecorini e caprini di media stagionatura. Abbinabile anche con un buon ragù di carne o con il classico soffritto napoletano. La vendemmia si applica nella prima decade di ottobre e la raccolta è manuale con accurata selezione delle uve. La fermentazione a temperatura controllata con macerazione pellicolare di 10 giorni e fermentazione malolattica in inox. L’affinamento è in botti di inox con passaggio in legno (tonneau).

Lavaflava – Lacryma Christi del Vesuvio bianco D.O.C

Questo vino, da uve Caprettone e Falanghina, si presenta dalle note acerbe di frutta e fiori freschi distese su un letto di sentori pirici. Il palato è stimolato da una importante spinta acido-sapida. Ottimo come accompagnamento all’aperitivo. Da servire anche con Soppressata di Gioi o una Cacioricotta Cilentana. Perfetto con pasta o riso in preparazione con crostacei o frutti di mare. La vendemmia per questo vino avviene a fine settembre e la raccolta è manuale anche in questo caso con accurata selezione delle uve. Pressatura diretta di uve intere, mentre l’affinamento è di 6 mesi su fecce fini, in inox.

Agathos – Pompeiano rosso I.G.T.

L’Agathos, in forma di serpente, è una divinità protettrice dei vigneti, protagonista di molti affreschi pompeiani, che dà il nome a questo vino, prodotto da una selezione dei migliori grappoli di Piedirosso 100% dell’Azienda Bosco de’ Medici. Ne deriva un nettare vulcanico, dall’elegante effusione magmatica di sensazioni e sapori. Naso di estrema eleganza. Frutti di bosco si accompagnano a note di rosa nera e viola. Palato morbido e persistente. Da abbinare a stracotti e carni rosse. La raccolta delle uve avviene nella prima decade di ottobre. La raccolta è manuale con accurata selezione delle uve. La fermentazione è a temperatura controllata, mentre la macerazione pellicolare è di 10 giorni e la fermentazione malolattiva avviene in inox. Segue l’affinamento per 12 mesi in tonneau di rovere.

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Amalia Vingione

Amalia Vingione è laureata in Lettere Moderne presso l’Università Federico II di Napoli e presso lo stesso Ateneo consegue la laurea specialistica in Filologia Moderna con indirizzo in Italianistica. Consegue un Master in Editoria e Comunicazione presso il Centro di Formazione Comunika di Roma. Attualmente lavora come Editor e Copywriter per diverse Case editrici e Giornali e si occupa di Comunicazione per enti e associazioni.
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