« Al Civico 67 di Casoria troverete cordialità». Parola di Pietro Catalano, che con la sua fidanzata ha aperto ad ottobre 2019 il suo locale, il Civico 67, appunto: una sala che gestisce insieme a lei con amore e passione.

Pizze tradizionali o ricette originali?

Puntualmente ci chiediamo se sia meglio tornare alla tradizione e quindi riscoprire i sapori di sempre oppure invece dare un calcio al passato ed affrontare la modernità con gusti nuovi, ricercati, particolari, che non abbiamo mai provato prima. Quando lo chiedo a Pietro Catalano, del «Civico 67», di Casoria, lui mi risponde così:

«Io penso che le pizze siano sempre buonissime, proprio perché ognuno le sceglie in base ai suoi gusti e le assapora quindi per le specifiche qualità di ognuna, ma credo che la tradizione vinca sempre. Nonostante questo, noi abbiamo anche delle ricette nuove, tutte nostre». E in questo caso ciò a cui si riferisce sono alcune delle pizze particolari che il menù di questo posto offre.

Ovvero, per esempio, la pizza tarallo che prevede crema di patate, porchetta, provola e tarallo sugna e pepe, ma anche la pizza col pesto oppure la pizza finta fritta, detta così perché viene poi cotta al forno, con tanto di crosta al formaggio.

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I veri ingredienti

Non c’è piatto qui, che non sia accompagnato da simpatia, allegria, approccio diretto con il cliente, che spesso manca in tempi di pandemia, perché manca quella libertà di avvicinarsi e di organizzare serate a tema, feste, karaoke, come invece in questo locale accadeva frequentemente.

«Abbiamo sempre creato delle serate pensate per il divertimento e la compagnia, oltre alla buona tavola. E grazie al passaparola, agli assaggi, a chi consiglia e sceglie sempre noi, oltre che grazie ad una pubblicità sui social che man mano sta aumentando, siamo molto cresciuti anche da questo punto di vista. Ci manca questa spensieratezza, che mettevamo in ogni prodotto, in ogni occasione, in ogni portata e in ogni giornata al “Civico 67”».

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Perché venire al «Civico 67»

In primo luogo perché qui ci aspettano la cordialità, la gentilezza, ma anche l’accoglienza delle proposte dei clienti che possono aiutare a migliorarsi e a cambiare prospettiva e punto di vista, quando serve.

Poi per il giusto equilibrio tra i sapori del passato e le nuove tendenze, con uno sguardo al futuro. Ma anche per l’impasto, lievitazione di almeno 24h e farine Caputo, del tipo Saccorosso. Per i prodotti di alta qualità e la simpatia con cui vengono serviti, l’approccio con i clienti e la voglia di condividere. Infine, ma non da ultimo, perché nella speranza di poter ritornare presto, le serate “festaiole”, sono una garanzia del «Civico 67».

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Francesca Myriam Chiatto

Francesca Myriam Chiatto – nata a Napoli nel 1996, dopo la maturità classica si laurea in Lettere Moderne nel 2017 con una tesi in Letteratura Italiana Teatrale su Alberto Savinio e in Filologia Moderna nel 2019 con una Tesi sulla Storia della Televisione presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, dove nel 2020 consegue anche un Master di II livello in Drammaturgia e Cinematografia, con un elaborato in Letteratura Teatrale sulla Violenza sulle Donne. Diplomata in danza classica e moderna, ha tenuto corsi di danza all’interno di laboratori di scuola primaria ed è stata figurante Rai. Dal 2015 si è occupata di recensire spettacoli presso le testate giornalistiche Teatrocult e Proscenio, lavorando nel 2016 anche con la casa editrice Kairos. Attualmente collabora con Sipario e La Buona Tavola.
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