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Ad Atripalda, nel cuore dell’Irpinia occidentale, percorrendo via Contrada san Lorenzo, ci si imbatte nel ristorante, pizzeria e burgheria ‘ I Matti ’.
Il locale è lì da tempo ma da qualche mese odora di nuovo, oltre che di buono: Giovanna Cucciniello, 31 anni, attuale proprietaria e titolare, ha rilevato il ristorante che la vecchia gestione aveva deciso di chiudere, trascinando con sé in quest’avventura il compagno Antonio Romano. “Il mio locale è una scommessa con me stessa, con un compagno di viaggio come Marco ho deciso di mettermi in gioco” – racconta Giovanna – “I miei genitori lavorano nel campo della ristorazione da più di trent’anni ma io non pensavo di intraprendere la stessa strada, eppure nella vita non si può mai sapere e io a trent’anni mi sono trovata ad affrontare questo cambiamento: non si è mai troppo vecchi per imparare qualcosa di nuovo”. Se il ristorante è nato dunque dal desiderio di mettersi in gioco di Giovanna, funziona grazie alla collaborazione tra lei e il suo compagno, Antonio: i due infatti si occupano insieme della spesa che c’è da fare quotidianamente e della scelta degli ingredienti che verranno poi serviti a tavola: l’amore che c’è tra loro si riflette così nel locale ” I Matti ” che conducono insieme.


Il locale è spazioso, adatto ad ospitare un gran numero di commensali, e dispone anche di uno spazio esterno dove, nelle giornate di sole, è possibile consumare un buon pasto all’aria aperta: “L’obiettivo è soddisfare il cliente, farlo sentire a proprio agio, come a casa propria, offrendogli prodotti di qualità” afferma Giovanna, orgogliosa: il suo ristorante ad ora di pranzo si trasforma in trattoria, offrendo un menù fisso (di 10 euro) con la possibilità di scegliere tra due diversi primi, due diversi secondi, contorno, acqua o vino e coperto incluso.
La sera lavora come ristorante, pizzeria e burgheria: “Oggi spesso si esce la sera con il desiderio di mangiare fuori, però bisogna anche mangiare bene, altrimenti che senso ha?” chiede la proprietaria, sorridendo; e infatti il suo locale, a ora di cena, è pronto a soddisfare qualunque tipo di esigenza di gusto: si fanno panini, secondi di carne accompagnati da verdure, pizze di ogni tipo. La carne, a detta dei clienti, è il piatto forte del locale, grazie all’utilizzo di materie prime di ottima qualità la tagliata è la regina del menù. 

Livia Giordano

 

STEFANO DE MARTINO PRESENTA IL NUOVO MENU DELLA COSACCA

La Cosacca

Sabato 7 dicembre alle ore 13.00 presso la pizzeria La Cosacca in Via Lepanto 271/273 a Pompei, Stefano De Martino presenterà alla stampa il rinnovato menù autunno-inverno. L’evento è organizzato da Renato Rocco, direttore de LaBuonaTavola Magazine, che insieme a giornalisti ed esperti del settore testerà il banco d’assaggio.

Il menù del pranzo prevede un’entrée composto da una frittatina classica napoletana e la degustazione di quattro pizze:

  1. #LaPizzaDiDeMartino con crema di friarielli, fior di latte di Agerola, Lardo di maialino nero, tarallo sbriciolato e fili di peperoncino;
  2. La Cipolla Barricata composta da vellutata di cipolle ramate di Montoro sfumate con grappa barricata, fior di latte di Agerola, pancetta croccante di maialino nero e fonduta di formaggi stagionati;
  3. La Buona Tavola con crema di papaccelle, fior di latte di Agerola, tuorlo d’uovo fritto, scaglie di Cacioricotta cilentana e basilico cristallizzato;
  4. La Cosacca 2.0 con emulsione di pomodorini del Piennolo DOP, formaggio di pecora stagionato alle vinacce, pomodorini gialli del Piennolo DOP e basilico.

Terminano il percorso d’assaggio i dolci della rinomata pasticceria di Napoli Poppella.
La Cosacca arriva a Pompei portando con sé esperienza ed estro nella convinzione che rispettare la tradizione sia garanzia di bontà e gusto. Situata al ridosso del centro di Pompei, la pizzeria è punto di ritrovo non solo per i tanti giovani che affollano le vie della cittadina ma anche per chi, attirati dalle bellezze del Santuario e degli scavi romani, vuole concludere il suo itinerario con un’intensa esperienza culinaria.

Stefano De Martino, giovane ma già esperto pizzaiolo, sforna una pizza friabile e fragrante, altamente digeribile grazie a un impasto indiretto composto da un bland di farina tipo 0 al 90% e tipo 1 al 10, biga al 90%, poolish al 10%. Grazie all’alta idratazione pari al 70%, De Martino porta in tavola un prodotto dall’ottima struttura che rende facile la masticazione.

 

Ufficio Stampa LaBuona Tavola

Se vi piacciono le atmosfere da osteria, ma con un tocco di modernità dovete andare dall’oste Luigi Manzilli, presso la sua Taverna Neapolis a Marano di Napoli. Luigi Manzilli è un appassionato oste, come ama definirsi, e un esperto sommelier, che ha intrapreso la sua avventura nella ristorazione nel lontano 1999. «Prima di dedicarmi alla ristorazione, lavoravo come barista, ma ad un certo punto si è iniziata a concretizzare la voglia di cambiare attività e di seguire una idea che condividevo con mia sorella Carmela, ovvero quella di far nascere un locale, che portasse in tavola “la cucina di mammà”. Tuttavia, agli inizi la Taverna Neapolis si è affermata soprattutto come pizzeria, riscuotendo un notevole successo, che ancora oggi non sembra scemare. Ma man mano che progredivamo, diventava sempre più forte il desiderio di occuparci anche della cucina secondo le ricette della tradizione casalinga».

TavernaNeapolis

Luigi Manzilli mette entusiasmo e convinzione nelle sue parole e racconta con trasporto di sé, della sua esperienza e delle persone che lo circondano. «I primi anni della Taverna Neapolis sono all’insegna della pizza, ma poi il desiderio di portare in tavola il piatto che mangiavamo da bambini è diventato realtà. Per diciotto anni ha cucinato mia sorella Carmela, che io definisco una chef casalinga, proprio perché ha saputo riproporre quei sapori, che oggi possono risultare perduti. Oggi Carmela non cucina più e si occupa di altro all’interno dello staff, ma io posso ritenermi fortunato, poiché ho due chef, Gaetano e Gianni, e un pizzaiolo, Nicola, che mi danno grandi soddisfazioni. Per me sono degli eroi!». Luigi Manzilli non nasconde di essere orgoglioso del suo staff, ma soprattutto ci tiene a sottolineare la grande complicità che si è instaurata tra gli chefs e i pizzaioli. Sono tutti ragazzi giovanissimi, come giovane è l’intero personale, e tra loro c’è sintonia, aiuto e sostegno, caratteristiche che oggigiorno non sono del tutto scontate.

Tavernaneapolis2

Taverna Neapolis è la casa della tradizione culinaria, Ragù e Genovese la fanno da padroni, e un posto d’eccezione è riservato al Crocché Maxi, ovvero un “panzerottone” di circa 30 cm, che da vent’anni padroneggia nel menù. Luigi Manzilli nel 2017 ha acquisito il diploma di Sommeleir, ma la sua conoscenza dei vini inizia almeno dieci anni prima e questa sua passione verso il mondo del vino lo accompagna sempre, anche quando deve consigliare un vino al cliente. «Presso Taverna Neapolis abbiamo vini di tracciabilità regionale. Ogni piatto è accompagnato da un vino specifico che ne esalta il sapore, ma oltre a questo sono convinto che l’abbinamento del vino con il piatto non deva soddisfare solo il palato. Il piatto e il vino che lo accompagna devono comunicare altre caratteristiche e raccontare una storia e un territorio». Questo rispetto e questa voglia di raccontare un luogo si ritrovano anche nelle pizze, le quali seguono la stagionalità e i suggerimenti che arrivano direttamente dal contadino.

«Per le pizze seguiamo molto i prodotti di stagione. Le melanzane non sono un prodotto che normalmente si trova tutto l’anno, come la zucca la si può trovare solo per due mesi all’anno, quindi le pizze seguono ciò che la stagione ci offre. Fortunatamente non siamo in un grande centro urbano e questo favorisce il contatto diretto e continuo con il contadino. Certamente lo stare in periferia, ci penalizza per altri aspetti, ma mi posso ritenere fortunato e soddisfatto di quanto realizzato fino ad ora». Nonostante i successi e i pareri positivi dei clienti, il patron di Taverna Neapolis non si ritiene “arrivato”. Luigi Manzilli continua a studiare per conoscere nuovi sapori e questo suo desiderio di conoscere lo ha spinto a dedicare un angolo del suo locale ai diversi sapori regionali, formaggi tipici e genuini di tutta Italia. La pizza sicuramente resta per Taverna Neapolis un piatto identitario, perché attraverso di essa si possono comunicare valori, sentimenti, cultura e tradizioni e all’insegna della tradizione non può mancare nel menù di Taverna Neapolis la Pizza DOC, ovvero una semplicissima margherita con fette di mozzarella di Bufala, che viene condita direttamente al tavolo e in virtù di tutto questo Luigi Manzilli ci dice perché bisogna andare nel suo locale: «Taverna Neapolis è il luogo dove la cucina tipica napoletana, la ricerca continua di materie prime e la stagionalità dei prodotti danno vita ad un menù dinamico e sempre propositivo. Una pizza eccellente ed una carta dei vini regionale ben assortita completano la nostra offerta».

Amalia Vingione

Villaricca è la patria del tipico Pane di Penecuocolo, che affonda le sue radici in una antica tradizione di panificatori, tradizione che ancora oggi mantiene intatta la sua lavorazione. Nella terra dell’impasto di eccellenza non poteva mancare la vera pizza napoletana e a proporcela è la Pizzeria Primicerio di Gennaro Primicerio. Il locale è nato da poco più di un anno, ma Gennaro Primicerio non è uno sprovveduto alle prime armi; alle spalle ha una lunga attività nel campo della ristorazione. 

Primicerio

«Mio padre ha sempre avuto una grande passione per la cucina e questa passione lo spinse ad aprire un ristorante-pizzeria. Di conseguenza io mi sentivo quasi obbligato moralmente ad “imparare il mestiere” e con il tempo mi sono appassionato a questo lavoro, che non manca di soddisfazioni». Oggi, Gennaro Primicerio non lavora più nel ristorante del padre, avendo scelto di intraprendere una strada tutta sua. «Ad un certo punto ho sentito l’esigenza di intraprendere una carriera tutta mia, così pensai di aprire una pizzeria d’asporto. Nel frattempo, mi sono sposato ed è nato mio figlio Salvatore, che è praticamente cresciuto nella pizzeria ed è diventato il mio braccio destro. Infatti, è accanto a me come pizzaiolo. Essendosi avviato in questo percorso, ho scelto di ampliare l’attività e di aprire una pizzeria con posti a sedere»

Pizza Primicerio

La Pizzeria Primicerio è diventato un marchio registrato, che accoglie i suoi clienti nuovi e affezionati in un locale molto grande, moderno e ospitale con musica soft che rende piacevole la degustazione delle pietanze. La Pizzeria Primicerio è una realtà giovane con una tradizione ben salda alle spalle, ma presenta una certa attenzione alla novità e all’innovazione. «Amo proporre la pizza dall’impasto diretto, il quale è l’unico, secondo me, che dà il vero sapore della pizza napoletana. Poi sono amante della pizza “canotto” e perché sia così le do almeno trentasei ore di lievitazione con una idratazione un po’ più alta. L’innovazione è però la nostra firma. Proponiamo pizze classiche per i clienti affezionati alla tradizione, ma ci esprimiamo al meglio anche con le pizze gourmet». La Pizzeria Primicerio è tra le prime ad aver inserito nel menù la pizza Genovese, che è un cavallo di battaglia del locale per il suo gusto deciso che unisce tradizione e innovazione. Non mancano pizze dai gusti più delicati, come la Duchessa con vellutate di piselli, pomodorini gialli del piennolo, bacon croccante e scaglie di Parmigiano Reggiano all’uscitaIl menù prevede altre due pizze molto interessanti: la Barese, con vellutata di broccoli baresi, salsiccia con finocchietto tagliata a coltello e provola di Agerola; la Primicerio che da un lato è un ripieno classico napoletano e dall’altro è ricoperta metà di salsiccia e friarielli e metà margherita alla siciliana con melanzane a funghetti. Poi c’è lMaremma con vellutata di patate, porchetta di Ariccia, provola di Agerola, parmigiano e olio evo. 

Frittura Primicerio

Chi non vuole mangiare la pizza, può scegliere nel menù delle fritture una Fritturina artigianale all’italiana. «Questo piatto è prodotto direttamente da noi. Si tratta di un misto per due persone in cui portiamo sempre la tradizione in tavola: due crocché, due arancini, due frittatine, polenta, verdure pastellateTutto è fatto come da tradizione, ma c’è sempre un tocco di innovazione. Infatti, dei due prodotto proposti uno è realizzato secondo tradizione e l’altro invece è una variante da noi inventata. C’è, quindi, la classica frittatina con carne macinata e piselli, il classico crocché con pepe, salame e provola, l’arancino rosso con carne macinata e piselli, mentre gli altri elementi variano sempre. Per esempio, l’arancino lo possiamo fare con i broccoli, i peperoni e lo stesso discorso è con la frittatina. In tutto mettiamo la fantasia, che è un elemento fondamentale per chi fa questo tipo di lavoro»Gennaro Primicerio non è solo pizzaiolo, ma è anche un docente presso il Centro Servizi e Formazione e istruttore della Scuola Tecnicamente Pizza e tecnico del Molino Magri e il suo motto è qualitàtrasparenza e leggerezza” tra innovazione e tradizione.

Amalia Vingione

La pizzeria Madison di Avellino ha una lunga storia che attraversa tre generazioni di pizzaioli. A raccontarcela è stato Claudio Paduano, che insieme a Vincenzo Rea, ora dirige l’attività. «La nostra storia iniziò nel 1929, quando la famiglia Paduano diede origine a ciò che poi sarebbe diventata una lunga tradizione di maestri pizzaioli napoletani. Domenico Paduano, mio nonno, custodiva una ricetta segreta per la pasta della pizza, un segreto rivelato soltanto a suo figlio Salvatore, mio padre, che tornato da un’esperienza lavorativa milanese ne divenne il nuovo custode». Nasce così la prima pizzeria “Buongusto”, seguita da una seconda a Nocera Inferiore. Il testimone passa ai figli di Salvatore, Claudio e Lucio, e proprio Claudio a diciannove anni partecipa a New York, nei pressi di Madison Square Garden, alla sua prima competizione di cucina internazionale, dove ogni chef gareggiava presentando un piatto tipico.

Madison

Claudio Paduano vince con il piatto che il mondo intero ammira e riconosce come simbolo del Made in Italy, ovvero la pizza. Al suo rientro decise che la sua attività dovesse essere una sorta di accademia della pizza per giovani appassionati e che doveva chiamarsi Pizzeria Madison, per ricordare l’esperienza newyorkese. Il percorso di Claudio è stato valorizzato poi dalla conoscenza di Vincenzo Rea, primo allievo e poi campione mondiale della pizza. Claudio Paduano e il suo socio oggi sono il timone dell’Accademia Pizzeria Madison, con cinque sedi a Nocera Inferiore, Nocera Superiore, Cava De’ Tirreni, Avellino e Sant’Egidio Del Monte Albino. «Non si tratta di un franchising come si potrebbe pensare. Sono cinque pizzerie autonome, ognuna con la propria storia, ma con un comune denominatore: la vera pizza napoletana. Me ne occupo io con Vincenzo, diamo il nostro supporto nei cinque locali, a cui si aggiunge la presenza di un familiare che fa da supervisore. In questo senso si può dire che la nostra attività è a conduzione familiare». La pizza napoletana è l’elemento che nel corso del tempo non si è modificato, perché per Claudio Paduano rappresenta una caratteristica identitaria e soprattutto la sua mission: «Voglio che il cliente che viene nei nostri locali possa fidarsi di noi, avere fiducia di ciò che gli proponiamo e che ciò che legge sul menù corrisponda al vero. Non mentiamo al cliente sulla provenienza e sulla qualità del prodotto. Se lo facessimo tradiremmo una storia di quasi cento anni».

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La clientela di Madison è la più variegata, va dal ragazzino all’anziano, dalle comitive alle famiglie, complice l’ambiente accogliente e la gentilezza del personale e poi c’è l’ampio menù che propone pizze classiche e pizze dai sapori più sofisticati. «La pizza più difficile da fare è sicuramente la margherita di grandi dimensioni come vuole la tradizione napoletana ed è quella più scelta in assoluto. Il cliente infatti vedrà nel piatto la classica “ruota di carretto”, ma se vuole cambiare gusto e osare può provare la nuova arrivata, la Pisellina, composta da ingredienti sempre selezionati come il fior di latte italiano di altissima qualità km 0, vellutata di piselli, pancetta croccante, fonduta di Provolone del Monaco. Oppure può provare la Mamy, un omaggio a mia madre, con mozzarella, melanzane grigliate, prosciutto crudo di Parma, scaglie di parmigiano e bocconcini di mozzarella di Bufala».

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Da Madison anche i celiaci possono godere del gusto unico della pizza, infatti è possibile scegliere dal menù tante pizze pensate appositamente per loro. «Da noi anche chi è intollerante al glutine può mangiare la pizza. Nell’offrire questa alternativa forse siamo stati tra i primi se non proprio i primi. Mio padre decise di realizzare, molto tempo fa, una pizza per un mio cugino che aveva questa intolleranza e per la quale gli era impossibile mangiare la pizza. Oggi offriamo diverse possibilità di pizza gluten free e ne siamo fieri». Pizze classiche, pizze gourmet, pizze ai cinque cereali o gluten free, non manca nulla alla Pizzeria Madison, mancate solo voi!

pisellina

 

Amalia Vingione

Ad Ercolano, uno dei tredici comuni situati nell’area naturale del Parco Nazionale del Vesuvio, proprio in una delle strade che conduce direttamente al cratere del vulcano, sulla salita di Via San Vito, in un ambiente piacevolmente familiare, O’ Sbarazzino è immerso in un accogliente giardino dove lo stile rustico incontra quello elegante con estrema semplicità dove Ilaria Cozzolino da circa tre anni racconta ai suoi ospiti la sua filosofia del “mangiare bene”. 

O' Sbarazzino

“O’ Sbarazzino nasce quasi per scherzo” – dice Ilaria, la titolare della pizzeria – “Ho voluto semplicemente realizzare un progetto personale, anche se non appartengo ad una famiglia di ristoratori con esperienza nel settore”. 

“Il mio obiettivo è quello di trasmettere ai miei clienti la passione per il buon cibo, che io e la mia famiglia portiamo avanti con orgoglio da anni” – continua la giovane imprenditrice. 

O’ Sbarazzino, era il soprannome del nonno di Ilaria, “un tipo allegro, che cantava sempre e che dava, per questo, armonia”. “Quando ho deciso di aprire la pizzeria, mi sono lasciata ispirare da mio nonno e dal suo carattere festoso e vivace”- aggiunge Ilaria. Non a caso la parola d’ordine in casa Cozzolino è proprio “armonia”, quella che si respira “durante il momento della cena” ma anche quella che a tavola mette d’accordo i profumi e i sapori della pizza targata O’ Sbarazzino. 

“La pizza che proponiamo ai nostri commensali ha proprio il gusto che piace a me e alla mia famiglia” – afferma Ilaria, e continua – “Questo è un modo per distinguerci dalla massa perché, non solo trasmettiamo la nostra passione per il buon cibo, ma offriamo proprio quello che mangiamo noi e che ci piace di più”. 

Da O’ Sbarazzino, la pizza ha un sapore diverso, non convenzionale e lontano da quello della classica tradizione napoletana: si utilizza solo farina integrale macinata a pietra o addirittura integrale al 100% proprio perché “ha un altro gusto rispetto a quello della tipologia 0 o doppio 0 che utilizzano gli altri”; l’impasto viene lasciato lievitare a lungo con l’aggiunta di poco sale. “Non voglio creare qualcosa di nicchia”- aggiunge la titolare della pizzeria – “Il mio intento è semplicemente valorizzare i prodotti della mia terra, esaltandone soprattutto la qualità che da’ un valore aggiunto al mio paese”. 

Alle parole di Ilaria, si aggiungono quelle di Agostino Coppola, il Maître di Sala della pizzeria O’ Sbarazzino – “Noi puntiamo alla tutela della territorialità, mettendo in evidenza i prodotti locali; solo così riusciremo a fare la differenza”. 

O' Sbarazzino

La pizza Agrodolce non è “la solita pizza”. Il gusto dolce e corposo dei fichi caramellati si abbina perfettamente a quello acre e acerbo al punto giusto dei pomodori verdi, il tutto viene arricchito con il sapore deciso della provola di Agerola e, in aggiunta, fette di lardo pancettato aromatizzato al basilico.  

Poi c’è la pizza O’ Sbarazzino, “genuina, buona e saporita” perché dal gusto ricco ma equilibrato, quella che ha “un po’ di tutto” dal pesto alle noci, con il suo sapore intenso e vellutato, alla provola di Agerola, i funghi porcini dal profumo inconfondibile, il lardo pancettato e, all’uscita, rucola fresca di raccolta, scaglie di parmigiano reggiano e gherigli di noce. 

“Che bella pizza!” – con questa espressione i numerosi ospiti che ogni giorno si siedono nel giardino di O’ Sbarazzino, svelano storie di gusti e di sapori di qualità, descrivendo un’armonia culinaria tra la tradizione di famiglia e l’innovazione non convenzionale che fa sempre la differenza. 

 

Felicia Mercogliano

 

 

È da poco più di due mesi che ad Avellino ha aperto Lievitum ed è stato da subito un successo. Questa nuova pizzeria nasce da unidea di Arturo Mangiapia, che da Napoli ha deciso di portare la pizza napoletana nel capoluogo avellinese. 

Lievitum

«Lievitum nasce da una esperienza precedente. Avevo una pizzeria a piazza Vittoria a Napoli con Vincenzo Capuano, ma ad un certo punto ho deciso di iniziare una nuova avventura. Ho scelto Avellino per portare i sapori della mia città, anche perché qui ho dei familiari che mi hanno aiutato nella ricerca del locale e nel dare corpo a questa esperienza, nella quale non sono solo. Come me ci sono mio fratello Raffaele, e i pizzaioli Giorgio Riccio e Raffaele Marigliano». Lievitum è un brand dalle caratteristiche giovanili e “free”, pensato nei minimi dettagli. «Quando bisognava scegliere l’aspetto del locale, ci siamo affidati all’architetto Mario Sorrentino, che ha realizzato, per noi, questo ambiente moderno, accogliente e colorato. Si discosta dalle pizzerie classiche nella scelta delle tovagliette singole al posto del tovagliato di stoffa e per il design originale».

Lievitum

Ma il punto di forza di Lievitum è sicuramente la pizza. L’impasto è composto da un blend di farine Vigevano tipo 0 e tipo 1, lievitato dalle 24 alle 36 ore. La cura di particolari, come la giusta temperatura dell’acqua o del sale, rende unico il gusto di questa pizza che si arricchisce di farciture di qualità. «Per le nostre pizze usiamo solo prodotti di altissima qualità per non deludere mai il cliente. Così nascono pizze uniche come la Lievitum, composta da Fior di Latte di Agerola, Carciofini Ortocori, Lardo Stagionato, Basilico fresco, Olio Evo Bio; oppure la Polpettine & Fiocchi Di Ricotta con Pomodoro San Marzano DOP, Provola di Agerola affumicata in paglia, Fiocchi di Ricotta di Bufala Campana, Polpettine di Carne, Basilico Cristallizzato, Olio Evo Bio». 

Lievitum

Lievitum non è solo pizzeria, poiché propone i piatti tipici della cucina napoletana e la classica e appetitosa frittura, sia a pranzo che a cena. Tutto accompagnato da etichette pregiate di birre artigianali e vini d’eccellenza. E siccome “la pizza è di tutti”, da Lievitum è possibile degustate anche la pizza senza Glutine. Con i suoi due piani e oltre cento coperti, Lievitum si sta configurando come una importante realtà nel centro storico di Avellino, dove professionisti, giovani e famiglie possono degustare, in un ambiente accogliente e professionale, la vera pizza napoletana e i piatti più gustosi della tradizione partenopea.  

Amalia Vingione

A Baiano, un paesino in provincia di Avellino, in una valle sormontata dalle vette Avellane e dalla cima del Partenio, a ridosso del bosco di Arciano, nello storico “rione d’e Vesune, in quella che un tempo era conosciuta come Via Tufo, Ciro Casale, giovanissimo pizzaiolo racconta la sua storia di “passione e mestiere” attraverso la sua pizza che ha ribattezzato, con fierezza, dello “star bene a tavola”. 

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Ho deciso di fare questo mestiere non per scelta ma per esigenze di vita” – dice Ciro Casale, e continua – “Mi sono affezionato a quello che oggi è il mio lavoro studiando da autodidatta e facendo esperienze lavorative all’estero che mi hanno permesso di specializzarmi direttamente sul campo”.  

La mia personale avventura è iniziata in quella che definisco, con affetto, una piccola bottegatra l’altro ancora esistente,  dove un tempo preparavo solo pizze da asporto” – afferma Ciro che proprio così, con estrema umiltà, si è presentato qualche anno fa agli abitanti dell’Irpinia. 

Oggi, Ciro Casale accoglie i suoi numerosi ospiti in un ambiente moderno dalle linee semplici e pulite, il luogo ideale dove poter gustare non la classica pizza napoletana ma una rivisitazione assolutamente personale della stessa in chiave contemporanea. 

“La mia pizza ispira fiducia e piace ai miei clienti proprio per questo; ogni giorno la preparo con coscienza gastronomica perché scelgo solo ingredienti di qualità, dalla farina che utilizzo per fare l’impasto, quella del Molino Vigevano,  ai prodotti con cui la condisco” – afferma il pizzaiolo della pizzeria Pulcinella. 

Una lunga e lenta lievitazione caratterizza un impasto preparato con la biga al 30% e farine lasciate precedentemente in ammollo secondo la tecnica dell’autolisi. Il risultato è un panetto liscio, morbido ed elastico al punto giusto, ma soprattutto profumato e con una lunga shelf-life che gli consente di conservare la qualità iniziale e di mantenere inalterate tutte le proprietà organolettiche che lo contraddistinguono. 

All’uscita dal forno, la pizza di Ciro Casale non presenta il solito cornicione pronunciato, propriamente detto “a canotto”, una moda”, questa, ormai a cui il pizzaiolo di casa Casale rinuncia volentieri, preferendo una pizza anche imperfetta nella sua forma ma ben stesa e condita con un ricco topping, “perché la gente vuole mangiare una pizza piena” – aggiunge Ciro. 

ripieno

Non a caso, la pizza fritta con ripieno alla genovese è tra le proposte culinarie più apprezzate della pizzeria di Ciro. La ricca e gustosa farcitura di questo calzone, fragrante all’esterno e morbido all’interno, caratterizza questa specialità che stuzzica immediatamente l’appetito. La cipolla ramata di Montorodolce e profumata, e il muscolo di scottona dell’Irpinia, tenero e succulento, sono gli ingredienti principali di questa pizza: il ripieno viene lasciato sobbollire piano piano  per ore e durante la lunga e lenta fase di cottura viene sfumato con un buon vino rosso locale. “Prima di chiudere la pizza” – dice Ciro, il pizzaiolo – “aggiungo scaglie di provolone del Monaco, con il suo gusto piacevolmente piccante,  e pezzi di provola affumicata, perché il dettaglio fa sempre la differenza, ogni giorno e soprattutto in pizzeria”.  

Sono attento a tutto dal topping che scelgo per condire la pizza, alla sua presentazione nel piattoalla temperatura a cui la porto in tavola perché niente di tutto ciò va trascurato o sottovalutato, se vuoi offrire una pizza di qualità”. 

Le pizze di Ciro Casale, infatti, sono tutte “studiate ma non elaborate” perché il suo intento è quello di realizzare “una pizza accessibile in termini di gustocosì da soddisfare le esigenze di ogni palato”. “Gli ingredienti utilizzati sono semplici, poco trasformati  e soprattutto  locali, come il pomodoro aeroponicoin particolare il pizzutello, una varietà tipica della zona irpina  privo di nichel, perché richiede un ridotto fabbisogno di acqua, e ricco di polifenoli o anche il prosciutto Ciarcia, dal sapore inconfondibile, dolce e aromaticocon quel giusto filo di grasso che fa la differenza”. 

Nella pizzeria Pulcinella i sapori tipici della tradizione culinaria campana convivono con la ricerca di prodotti nuovi ed originali, che Ciro seleziona accuratamente, sperimentando di persona i vari abbinamenti gastronomici e le diverse combinazioni di gusti, prima ancora di proporli ai suoi commensali. Primo fra tutti, l’aglio orsino, noto per essere un antimicotico naturale e molto più digeribile rispetto all’aglio comune, uno degli ingredienti che Ciro Casale utilizza sulla sua Marinara del Partenio, una pizza rossa condita con pomodorino corbarino semisecco reidratato dalle importanti proprietà antiossidanti insieme alle acciughe di Cetara, freschissime e ricche di omega 3 e giusto un pizzico di mozzarella, per conferire alla pizza un sapore ancora più intenso e consistente. 

margherita

La pizzeria Pulcinella è evidentemente il risultato di un percorso di vita non solo professionale che Ciro Casale, ha intrapreso, giovanissimo, con tenacia e forza d’animo. “Ho rischiato, ma alla fine ho vinto!” – dice Ciro con orgoglio, parole che possono sicuramente confermare tutti coloro che ogni giorno si siedono nella sua pizzeria con la promessa di ritornarci. 

 

Felicia Mercogliano 

Nonna Ma'

A Frattamaggiore, in provincia di Napoli, c’è la pizzeria “ Nonna Ma’ ” di Mimmo D’Agostino. Da Nonna Ma’ è possibile degustare una pizza eccellente e questo perché a realizzarle c’è Corrado Alfano, un “vecchio” pizzaiolo – vecchio solo di esperienza sia ben chiaro il quale ha saputo con gli anni affinare la tecnica fino a diventare un riferimento sia per la pizza che per i pizzaioli più giovani. «Sono pizzaiolo da 35 anni. Ho iniziato questo mestiere a dodici anni, lavorando in una pizzeria storica di Napoli. Ho fatto la gavetta, quella vera, quella “scopa e paletta” per intenderci. Ho fatto esperienza con grandi piazzaioli del passato, appartenuti alla vecchia guardia». Corrado viene dalla vecchia scuola di pizzaioli, una lunga, ma necessaria gavetta, che tuttavia gli ha permesso di imparare alla perfezione questo mestiere. Non deve essere stato facile crescere in un ambiente in cui, un tempo, le procedure di impasto e le dosi dei vari ingredienti restavano segrete e non erano condivise dai vecchi pizzaioli gelosi dei propri segreti e dove il “ragazzo” rimaneva sempre il garzone di bottega e non sempre aveva la possibilità di evolvere in quest’arte. Ad un certo punto Corrado Alfano, ricco del bagaglio di esperienze acquisite, decide di continuare a studiare per migliorarsi: «Così ho iniziato a studiare, a capire i vari processi che si creano quando noi impastiamo. Oggi faccio una pizza, che se si può dire, è l’evoluzione della tradizione. La mia pizza si caratterizza per un impasto a lunga lievitazione, ha la giusta idratazione e una grandissima digeribilità e leggerezza. La mia pizza si caratterizza per il suo cornicione pronunciato, che praticamente si presenta vuoto e non come un ammasso di impasto».

cornicione

Da tre anni Corrado lavora da Nonna Ma’ e parla di questa collaborazione in termini entusiastici, sia per il rapporto umano e di amicizia che si è creato con il patron Mimmo D’Agostino sia per il percorso lavorativo intrapreso. «Scegliendo di lavorare con la pizzeria Nonna Ma’ ho scelto anche di sposarne in pieno il progetto, che mi sta dando non poche soddisfazioni. Qui ho modificato quasi radicalmente tutto il menù pizza. Ovviamente in questo non sono mai solo, ma al mio fianco c’è sempre Mimmo D’Agostino. Da Nonna Ma’ io mi occupo delle pizze e Mimmo, invece, è il cervello per quanto riguarda la sala e il rapporto con il cliente. Abbiamo un ottimo legame lavorativo. Posso dire che io non sono nulla senza di lui e lui non è nulla senza di me». Corrado Alfano è uno sperimentatore, si diverte a creare continuamente nuovi abbinamenti, ma sempre con coerenza e senza strafare. «Con la mia pizza mi piace proporre equilibrio, coerenza, senza creare shock o fare cose eclatanti. Per esempio, abbino la cipolla di tropea con la pancetta, ma non con i formaggi stagionati che vanno su altre pizze. Ogni mese faccio, inoltre, un paio di pizze nuove che sono sul menù solo per quel mese. Poi una cosa che mi diverte molto è dedicare una pizza, di volta in volta, ad un amico pizzaiolo o comunque al mondo food. È una cosa che faccio con piacere, per amicizia e senza invidia o presunzione». Per Corrado Alfano fare il pizzaiolo va oltre la realizzazione di una buona pizza, fare il pizzaiolo significa anche abbattere le barriere della concorrenza, delle invidie ed essere un buon maestro. «Imposto i miei rapporti professionali in maniera del tutto amichevole. Non c’è alcuna forma di rivalità. Sono sempre aperto al confronto e allo scambio reciproco di informazioni. Tutti i giorni ricevo messaggi di giovani pizzaioli, e non solo, che mi chiedono consigli e suggerimenti. A volte il rapporto di amicizia diventa tale che si va oltre il rapporto lavorativo, ma raggiunge la sfera personale e umana. Questo aspetto del mio lavoro mi piace molto e mi gratifica non poco». Se si è alla ricerca di una pizza leggera e dal sapore semplice, allora quella di Corrado Alfano è l’ideale: «dico, parafrasando oscar Wilde, che i sapori semplici sono il rifugio delle persone complicate. Per questo motivo cerco di proporre, a chi viene a mangiare la mia pizza per la prima volta da Nonna Ma’, un prodotto che sia il meno elaborato possibile, quindi una margherita o una pizza con pomodorino datterino rosso, mozzarella di bufala e olio evo. Oltre a questo il cliente trova un ambiente familiare, alla mano, che punta più alla sostanza che all’apparenza». Da Nonna Ma’, la pizza è buona senza fronzoli! 

Amalia Vingione 

Da sei anni Gaetano Paolella, pizzaiolo e titolare dell’omonima pizzeria ad Acerra, conquista il palato dei suoi clienti con un prodotto di farina sapientemente realizzato. Paolella porta avanti una lunga tradizione di famiglia nel lavorare la pizza, icona della gastronomia napoletana e concentrato di piacevoli sensazioni gustative. Nella pizzeria acerrana si realizza un prodotto di farina alternativo alla classica pizza napoletana, lo confermano le parole del pizzaiolo: <<la nostra pizza si discosta dal classico concetto napoletano per avere un cornicione pronunciato e un impasto scioglievole che dona leggerezza, gusto e salubrità al prodotto>>.

Questo punto di riferimento per buongustai nell’hinterland di Napoli è nato come pizzeria d’asporto. Nell’aprile del 2016 un ampliamento della location ha permesso di includere il servizio in sala: un cambiamento che ha rivalutato la pizza come gustosa esperienza. La pizzeria Gaetano Paolella oggi è più capiente che mai, con i suoi complessivi 120 posti a sedere.

Paolella

Gaetano Paolella e una sua specialità

<<È una soddisfazione apprendere dai clienti che la pizza è così buona da essere un parco divertimenti del gusto – spiega Gaetano Paolella – una combinazione di buon impasto e buoni prodotti a km zero mi permettono di creare un prodotto buono da farsi ricordare>> ha proseguito. In virtù di questo modo attento e ricercato di realizzare la pizza, il pizzaiolo di Acerra spiega di essere a sostegno dei prodotti tradizionali del territorio, <<una linea di pensiero che permette di riscoprire il vero gusto di alcune eccellenze agroalimentari>> sostiene. Tra queste si annoverano le zucchine nostrane e il pomodorino ciliegino,  prodotti che si possono apprezzare nella ‘Miseria e nobiltà’, una specialità di pizza definita come il cavallo di battaglia di Gaetano Paolella. <<Di aspetto elegante e succulento, questa pizza si caratterizza per un topping a base di pesto di zucchine, pomodorino ciliegino confit, provola dei Monti Lattari e salsiccia di suino nero casertano>>, spiega il pizzaiolo.

Paolella non manca di stabilire un contatto diretto con i suoi clienti, ai quali spiega l’attenta lavorazione per realizzare un buon prodotto: uno scambio di informazioni che permette al cliente di diventare consapevole della qualità del cibo e all’addetto ai lavori di trasmettere la passione per il suo operato. Nel caso di Gaetano Paolella, l’amore per l’arte bianca inizia quando era un bambino, è lui stesso a raccontarlo: <<durante il periodo estivo, tra luglio e agosto, seguivo spesso mio padre nei suo viaggi per lavoro. Lavorava come pizzaiolo in località Briatico, vicino la famosa Tropea, per un bambino della mia età erano felici momenti di vacanza ma piano piano capivo che avrei seguito le orme di mio padre>>.

 

L’arte della pizza si tramanda da generazioni da ‘Franco Pizzeria’, punto di riferimento per turisti, viaggiatori e cittadini napoletani che desiderano riconciliarsi con il mondo gustando autentiche prelibatezze. Il locale è situato nel cuore di Napoli, precisamente nei pressi di Piazza Garibaldi, crocevia di persone in movimento per svago o per affari data la vicinanza con la stazione ferroviaria di Napoli Centrale. La pizzeria è nata nel 1966 ed oggi è testimonianza di una lunga passione di famiglia per la pizza, un prodotto che per la prima volta è stato realizzato dal bisnonno di Franco Gallifuoco, pizzaiolo e attuale titolare della Franco Pizzeria. Con Franco la tradizione degli artigiani della pizza continua con successo, grazie a un lavoro mosso da idee sempre nuove.

<<Circa quattro anni fa ho voluto realizzare un restyling che riguardasse la gestione, l’accoglienza e la selezione dei prodotti, un progetto che premia la qualità del locale sotto tutti i punti di vista>> afferma il pizzaiolo e titolare di Franco Pizzeria. Nella filosofia imprenditoriale di Gallifuoco c’è un forte approccio alla ricerca, su cui punta per venire incontro alle esigenze dei suoi clienti che accoglie in un contesto apprezzabile per il buon cibo e l’atmosfera rilassata. Forte della conoscenza dell’arte bianca che ha acquisito dai suoi predecessori, il pizzaiolo che oggi conduce la storica realtà gastronomica riporta in auge un classico della pizzeria napoletana, il ripieno al forno, detto anche ‘Grotta di Franco’ .

<<Il ripieno al forno è una specialità che rischiava di scomparire, perché sempre meno richiesto – spiega Franco Gallifuoco – oggi nel mio locale lo ripropongo nel mio menù in dieci golose versioni. Fra i più richiesti, il ripieno con polpette e ragù, il ripieno con fior di zucca e maggiorana ed il ripieno con stracchino>>. In inverno da Franco Pizzeria l’offerta si arricchisce di ripieni farciti con alcuni classici della cucina partenopea, un connubio di sapienza gastronomica ed arte bianca; lo conferma il padrone di casa. <<Alcune nostre specialità sono i ripieni farciti con genovese, ragù e pasta patate e provola>>. La ricerca nel gusto si estende anche sul fronte del beverage con un’accurata selezione di birre artigianali e una raffinata carta dei vini; su quest’ultimi Franco Gallifuoco scommette per creare il perfetto abbinamento con la pizza.

Gallifuoco ammette di essere un po’ di parte quando si parla di vino, essendo un estimatore del nettare di Bacco, ma non manca di darci una spiegazione più approfondita sulla scelta di sostenere il binomio vino – pizza. <<La birra rischia di rovinare l’esperienza di gusto del cliente se spillata male oppure se di carente qualità. Il vino è una scelta vincente perché non appesantisce, accompagna bene la pizza ed è sempre più di moda tra i giovani>>. 

pizzeria ferrilloSituata nel cuore del quartiere Vomero di Napoli, la “Pizzeria Ferrillo Ai Piani Alti” vanta una tradizione secolare fatta di profumi e sapori intramontabili. Cuore pulsante di questa attività è Maurizio Ferrillo, patron e mastro pizzaiolo che con la sua esperienza ventennale propone ai clienti un’offerta gastronomica varia: dalle pizze gourmet cotte in forno a legna alle bontà della friggitoria partenopea preparate con passione e professionalità.  

pizzeria ferrillo fr

<<Tutte le grandi maratone cominciano con dei piccoli passi. Infatti, io ho iniziato come fattorino di Pizzazzà per poi rilevare la pizzeria del mio maestro nel 1999>> ci dice soddisfatto Maurizio Ferrillo che ci tiene a precisare <<Pizzazzà è stata la prima pizzeria d’asporto a Napoli>>. Diverse riconoscenze vanta il patron di Pizzeria Ferrillo a cui è stato conferito l’attestato di maestro artigiano della regione Campania in aggiunta a quello di maestro accademico dell’INP (Istituto Nazionale Pizzaioli). Inoltre, impartisce lezioni come maestro accademico della “Multicenter school” nei corsi di formazione riconosciuti dalla regione per le giovani nuove promesse dell’arte bianca.  

La tradizione in Pizzeria Ferrillo si sposa perfettamente con l’inventiva, la creatività e la sperimentazione. Ai piatti classici infatti viene aggiungo un quid, il giusto per esaltare il gusto senza mai scostarsi troppo dalla ricetta originale utilizzando ingredienti sempre freschi e di provenienza italiana. Infatti, la dispensa della pizzeria offrepomodoro Gustarosso qualità superiordatterino giallo San Marzano, provolone del monaco DOP, pancetta al pepe nero valdostana, pistacchio di Bronte, Mortadella Bolognese IGP e tanto altro.  

bronte

La lunga esperienza di Maurizio gli permette di <<cavalcare l’onda della modernità rispettando la tradizione partenopea, perché non si può dimenticare la scuola dalla quale si proviene>> sottolinea il patron. Infatti, le ricette sempre in continua evoluzione, accostamenti nuovi, senza mai tralasciare la tradizione sono i leit motiv principali dell’attività. 

Bianca, rossa, tonda, a metro, tradizionale o gourmet. È sempre lei la regina delle tavole partenopee: la pizza. E la pizzeria Ferrillo la prepara esclusivamente con un impasto diretto e uno a doppia levitazione che permette di mantenere fragranza e morbidezza anche per quella d’asporto. <<Dal momento che una pizza trasportata perde quasi sempre il 30% di qualità, ci siamo dotati di box appositamente studiati, con carta stagnola all’interno e dei fori, per ovviare il problema della condensa>> racconta Maurizio che riesce in ogni caso a proporre un prodotto qualitativamente eccellente per la sua clientela affezionata e fidelizzata, suo chiodo fisso.  

La parola d’ordine quindi è solo una: qualità. Maurizio infatti seleziona personalmente i prodotti utilizzati nel suo laboratorio del gusto per fare della pizza una vera e propria esperienza sensoriale che trova nella freschezza del pomodoro, della mozzarella, dei salumi un unicum 

arcobaleno

Grazie alla varietà delle pizze presenti sul menu, ogni palato è soddisfatto. Infatti, tra le specialità di Pizzeria Ferrillo: La “Mamma Stefania”, registrata su MySocialRecipe, condita con olio e pomodoro con cornicione di ricotta, all’uscita mozzarella da 250 gr in quattro spicchi, olio a crudo e basilico; la “Bronte”, che ha riscosso notevole successo al Pizza Festival di Verona: mortadella, crema di pistacchio di Bronte e granella di pistacchio; la “Arcobaleno”: pomodorino giallo e rosso, mozzarella di bufala campana DOP, all’uscita pancetta e granella e per ultima, ma non meno importante, la “Fiorita”: fiori di zucca, ricotta, provola e all’uscita pancetta.  

La Pizzeria Ferrillo <<nel nome della buona tradizione napoletana e di ricette in continua evoluzione assicura la soddisfazione di ogni buongustaio>>. A voi l’ardua scelta di decidere quale pizza preferite!  

Solo il nome invoglia ad accostarsi alla buona cucina e alle tradizioni gastronomiche campane, Favorite è il format di ristorazione inaugurato nell’ottobre 2017 da Gianni Liccardi e da sua moglie Maria. Specializzato nelle creazioni di pizza napoletana, questa meta per gourmet della buona tavola si trova a Calvizzano, comune situato a nord di Napoli. Che il capoluogo campano sia indiscussa capitale della pizza è risaputo, ma forse non tutti sanno che Favorite è il posto in cui il celebre piatto tricolore è studiato nei dettagli per offrirsi al cliente nel modo più fragrante e gustoso possibile; lo conferma il patron e maestro pizzaiolo Liccardi. <<Tecnica e gusto per i buoni abbinamenti sono aspetti che non possono mancare nella pizza firmata ‘Favorite’ – conferma il pizzaiolo – il prodotto viene attentamente curato dalla maturazione dell’impasto alla cottura in forno fino all’impiattamento, che non manca di stupire il cliente con un tocco scenografico>>.

Favorite

Frittura all’Italiana by ‘Favorite’

Gianni Liccardi è un sostenitore della tradizione pizzaiola napoletana, lo spiega la sua attività di istruttore presso l’Associazione Verace Pizza Napoletana e Accademia Pizzaioli, dove tramanda la nobile arte bianca ai suoi allievi. Chi impara il mestiere di pizzaiolo affidandosi ai consigli del Patron di Favorite non manca di affacciarsi a una realtà lavorativa fatta di sacrifici ma anche di numerose soddisfazioni, due facce della stessa medaglia per questo antico mestiere. << Come per tanti  lavori anche il pizzaiolo inizia dalla gavetta per esordire nell’attività – spiega Liccardi – io stesso ho iniziato come aiuto pizzaiolo, imparando a conoscere i vari aspetti del mestiere come il forno, i giusti tempi di cottura per la pizza e le tecniche per un buon impasto>>. Da oltre trent’anni Gianni Liccardi lavora nel settore gastronomico, dapprima come cuoco e, successivamente, come professionista dell’arte bianca: il suo background di cucina sopravvive nelle creazioni di farina grazie ad abbinamenti sempre nuovi e sfiziosi.

Crema di zucca e crema di pistacchi sono alcune chicche del gusto che Liccardi cita tra le sue specialità per la pizza, rigorosamente preparate artigianalmente. Il concetto del buon “fatto in casa” si estende anche agli antipasti, magistralmente preparati dalla signora Maria: una specialità tutta da provare è un classico della frittura all’italiana, la mozzarella in carrozza, rivisitata con panatura di cornflakes. Con la riapertura del locale a gennaio 2019 si è completato il cerchio della conduzione familiare: ad accompagnare Gianni e Maria nel lavoro in pizzeria ci sono la loro figlia Daniela e il suo compagno Giovanni Pezzella, pizzaiolo dell’Associazione Verace Pizza Napoletana e braccio destro di Gianni in quanto eccellente fornaio.

 

BonettiA Frattamaggiore, un comune della provincia di Napoli situato nella zona dell’antica Campania Felix e, per l’esattezza, a est della piana dei Regi Lagni, al di là del portone di un palazzo del centro storico, immerso in un affascinante giardino di corte, spunta il ristorante Casa Nostrum specializzato anche nella preparazione di pizze gourmet, oltre che di quelle classiche.  Una location essenziale ma ricercata fa da cornice ad un servizio di sala, e soprattutto a tavola,  gestito da uno staff esperto e attento alle esigenze dei commensali “che amano farsi coccolare”.

Salvatore Bonetti, il pizzaiolo di Casa Nostrum che nonostante la sua giovane età vanta un importante background nel settore dell’alta ristorazione, afferma con orgogliosa consapevolezza: “i nostri clienti vogliono mangiare i piatti della tradizione, quelli che preparerebbero nelle loro cucina stando comodamente a casa  ma, con un’unica differenza, li vorrebbero più buoni.” Nella cucina di Casa Nostrum la tradizione dei grandi chef, come Gualtiero Marchesi e Antonino Cannavacciuolo, incontra l’innovazione e la ricerca in una contaminazione di stili culinari di grande respiro.

Casa Nostrum

Da una parte le materie prime, selezionate in Italia e con una predilezione per il Made in Campania; in particolare Salvatore sostiene che gli ingredienti di cui non si può proprio fare  a meno sono il pomodoro San Marzano del marchio Gustarosso, la mozzarella di bufala campana, il fiordilatte d’Agerola e la provola dei Monti Lattari.  Dall’altra parte i metodi all’avanguardia, con cui sperimentare tipologie di cotture futuriste ma che esaltano la qualità di prodotti genuini, come l’affumicatura al legno di faggio per cuocere il calamaro ripieno di pane pizza ai cereali con friarielli e fondente di caciottina vaccina.

Non manca un omaggio alla pizza, protagonista indiscussa della tradizione napoletana, anche in questo caso rivisitata e proposta in chiave moderna con ben tre varianti di impasto. Per una pizza particolarmente soffice e altamente digeribile, Casa Nostrum propone un impasto lievitato a lungo, da un minimo di 30-36 ore ad un massimo di 48 ore ; “lavoriamo anche con la biga” – aggiunge Bonetti – “si tratta di un pre-fermento che viene lasciato maturare per ore prima di essere impastato con lievito naturale e sale, e solo dopo circa 12 ore il panetto sarà pronto all’uso”; infine, la pizza “nel rutiello” cotta esclusivamente nel forno a legna e preparata con una pasta “di riporto”, cioè panetti avanzati da una lavorazione precedente e riutilizzati come aggiunta in un nuovo impasto a cui apportano un’acidità che il pizzaiolo di Casa Nostrum definisce “dolce”, perché in grado di accelerarne la maturazione e di conferire, allo stesso tempo, un plus di odori e aromi.

Man VS FoodL’ingrediente segreto della pizza targata Casa Nostrum è il giusto equilibrio tra le quantità degli ingredienti utilizzati come condimento ma anche tra gli ingredienti stessi e l’impasto. Il risultato? Un ottimo bilanciamento di sapori e profumi oltre che di colori, un “topping proporzionato”  per una pizza “leggera” tutta da gustare, come la ManVsFood fatta con patate al forno, provola, bacon croccante e fonduta al Parmigiano Reggiano.

“La nostra cucina è emozionale” – dice Salvatore Bonetti – “vogliamo trasmettere ai nostri ospiti le emozioni che proviamo quando cuciniamo per loro; con i nostri piatti cerchiamo di far provare ad ogni nostro ospite le nostre stesse emozioni.” “Il nostro obiettivo” – continua Bonetti – “è educare il cliente ma anche destare in lui curiosità e stupore, ad esempio, proponendogli un fritto napoletano scomposto dove l’arancino diventa una pralina di riso su burger di vitello e il crocchè un mini gateaux di patate affumicate.” In questo modo il commensale potrà verificare la qualità di ciò che mangia e osservare più da vicino gli ingredienti utilizzati.  A Casa Nostrum la cura del dettaglio è fondamentale. Non solo sapori e profumi ma soprattutto colori, in cucina e a tavola. Quindi, se è vero che l’occhio vuole  la sua parte allora anche il colore ne merita una.  Ecco perché un piatto, dal fritto scomposto al dessert homemade alla classica pizza, diventa una vera opera d’arte in grado di suscitare emozioni, sin dal primo assaggio!

 

Felicia Mercogliano 

Integrazione, promozione sociale e riscatto del Territorio

A 60 anni dalla scomparsa del fondatore, la nuova generazione Condurro guarda al futuro sostenendo progetti ed iniziative a favore dei giovani e per la promozione sociale del territorio. La Michele in the word srl (Mitw) ha fatto sue la particolare attenzione e la passione intelligente e solidale alla base dell’operare quotidiano dell’Antica Pizzeria da Michele di via Cesare Sersale, che ormai dal 1870 offre ai suoi clienti  pizza di grande qualità, ad un prezzo popolare, specchio della visione democratica dei fondatori.

Solidarietà ed attenzione al sociale caratterizzano, dunque, tuttora le scelte delle nuove generazioni dei Condurro, che con entusiasmo accolgono e promuovono proposte del terzo settore e del volontariato. Gli A.D. di Michele in the world, con il loro staff, scelgono percorsi che sono tesi a solidi orizzonti etici, per dare un contributo fattivo alla rinascita del nostro territorio, a favore dei giovani. Domenica 19 maggio, presso la sede dell’Antica Pizzeria “Da Michele”, la Mitw assegnerà una borsa di studio per pizzaiolo a uno dei giovani partecipanti al progetto Generare Futuro condotto a Napoli dal Forum Provinciale delle Associazioni Familiari in stretta collaborazione con le Acli e l’Arcidiocesi.

Il progetto, finanziato dal Dipartimento della Gioventù della Presidenza del Consiglio dei Ministri e finalizzato a sostenere i giovani talenti che vivono in contesti socio-economici difficili, ha visto Mitw tra i suoi principali partner in un percorso scandito da seminari di orientamento e laboratori dedicati alle eccellenze dell’artigianato e degli antichi mestieri della tradizione napoletana. Insieme alla maison “E. Marinella”, che ha bandito un concorso di idee per la realizzazione di un foulard, Mitw ha voluto premiare il talento e la motivazione di un giovane offrendogli una concreta opportunità di lavoro, segno di come anche in una realtà complessa come quella di Napoli esiste un’imprenditoria sana e pronta a valorizzare le risorse di questa città.

Sarà inoltre presentata la campagna di raccolta fondi e 5XMILLE a sostegno dell’Associazione di Promozione sociale “AMICI DI PETERPAN con il presidente Antonio Del Prete e GIOVANI volontari. L’associazione, che dal 2004 promuove iniziative contro la povertà educativa ed a sostegno dei GIOVANI di NAPOLI, con il ricavato finanzierà un progetto di orientamento e formazione per ragazzi a rischio di esclusione sociale.

Mitw inserirà all’interno delle sue pizzerie di tutta Italia,  delle cassette “DONO” e flayer informativi a partire proprio da Napoli per il periodo maggio- ottobre 2019. La giornata sarà ricca di emozioni. La Mitw ha, infatti, deciso di celebrare in tale occasione la chiusura del mese dedicato alla pizza della legalità “Giancarlo Siani Coop.”, un progetto realizzato in collaborazione con la Cooperativa Giancarlo Siani. Ad aprile cinque sedi della Michele in the World srl, Roma, Firenze, Milano, Londra e Barcellona, hanno inserito nel proprio menù pizze speciali, arricchite nel sapore e nei contenuti dai pomodorini della cooperativa i “Pizzini Vesuviani”, prodotti nelle terre confiscate alla camorra.

Oltre diecimila pizze vendute tra le sedi di Mitw in Italia e in Europa, un successo che unisce imprenditoria giovanile nel territorio campano e impegno sociale, punti cardine della mission di Mitw e della Coop. G. Siani. Per l’occasione sarà possibile degustare l’antica Pizza Mastunicola e la Pizza Giancarlo Siani Coop accompagnate da una selezione di dolci offerti dalla Pasticceria Napolitano-Poderico.

Domenica 19 maggio Ore 10:30 Sede storica “L’Antica Pizzeria da Michele” Via Cesare Sersale, 1 – Napoli
Evento a numero chiuso: prenotazione all’indirizzo email info@micheleintheworld.com

www.micheleintheworld.com

Ufficio Stampa
Paolo Condurro

La Buona Tavola è stata lieta ospite della pizzeria Anacleria, punto di riferimento dello street food nell’hinterland napoletano. Con sede a San Giorgio a Cremano, la pizzeria può definirsi “un successo che nasce da una continua ricerca della novità e qualità, senza dimenticare la rapidità che necessita una pizzeria d’asporto”, spiega Pasquale, il titolare.

Ricerca dell’innovazione appunto, il tutto senza tralasciare le basi classiche di una buona rosticceria partenopea, punti cardine di qualsiasi pizzaiolo formatosi in questa terra: “Utilizziamo la farina San Felice, dell’azienda Mugnai di Napoli, partner ufficiale del locale. Il nostro impasto richiede ben 48 ore di maturazione, tramite questo processo riusciamo a garantire la massima digeribilità ai nostri clienti” ci viene sottolineato.

Da Pasquale Anacleria l’offerta gastronomica si caratterizza per un menù vario, in grado di soddisfare qualsiasi tipo di palato, dalle tradizionali pietanze napoletane fino alle new entry. Alcune nuove proposte sono diventate veri e propri marchi di fabbrica in questo autentico tempio del gusto a San Giorgio a Cremano. “In termini di pizza, quella che inorgoglisce di più è certamente la pizza Stella, rivoluzionata da me. Siamo passati da 5 a ben 8 punte, tutte farcite in maniera dif erente: dai ‘cicoli’ e ricotta, fino alle melanzane. Guarnita infine al centro con: filetti di pomodoro, provola, fette di prosciutto crudo e scaglie di parmigiano e rucola”, spiega Anacleria invitando a immaginare una bomba di sapori pronta ad esplodere al primo morso, un mix perfetto in grado di unire la freschezza della nota ‘filetto’ al caldo ripieno dei calzoni.

Uno dei punti di forza della pizzeria Anacleria è certamente rappresentato dalle ‘frittatine’, pietre miliari del finger food “Made in Naples”. Un tipo di prodotto in continua evoluzione grazie dalle idee del signor Pasquale, in grado di spaziare a tutto tondo su un prodotto tra i più amati in Campania:
“Non ci siamo fermati alla classica ripiena di bolognese, ne produciamo circa una quindicina i vario tipo. Dalla salsiccia e friarielli, vero e proprio must della nostra cucina, fino ad arrivare alle novità più interessanti: crema di zucche, salsiccia e scaglie di parmigiano ad esempio, oppure una di quelle che ha riscosso il maggior successo, ‘La Messicana’, ripiena con i fagioli piccanti del centro America”, ci racconta con fierezza Pasquale, un vero e proprio vulcano di idee. Insomma, per chiunque ami lo street food, la pizzeria Pasquale Anacleria deve rappresentare una tappa obbligatoria
qui in Campania.

La pizzeria Giallo Datterino è una pizzeria dall’imprinting moderno a Villaricca, nel napoletano, frutto di un progetto di tre fratelli che credono nel valore di una buona pizza, pietanza simbolo della gastronomia partenopea. Giallo Datterino è un format gastronomico creato da Ciro, Antonio e Marco Spinelli: «Abbiamo creduto fortemente in questo progetto che ci identifica con la nostra terra. Abbiamo voluto rimanere qui dove siamo nati, anche se inizia a maturarsi in noi l’idea di andare oltre i confini della Campania”.

Una lunga esperienza, unita alla passione per il piatto italiano forse più famoso del mondo, ha reso Giallo Datterino una delle pizzerie più frequentate del comune di Villaricca. Avendo come ispirazione la famosa citazione del giornalista e scrittore amalfitano Gaetano Afeltra, che descrive la pizza come alimento povero e nobile allo stesso tempo, frutto dell’abilità di mani solerti, alimento che evoca simbologie e ritualità, Giallo Datterino gioca con la tradizione, rimescola le carte e dà un volto nuovo ad un piatto dal gusto intramontabile. Ingredienti scrupolosamente selezionati e di prima qualità, come il pregiato pomodoro datterino, che ha ispirato il nome stesso del locale, ma anche la famosa provola di Agerola per citare un altro ingrediente prelibato, impreziosiscono il ricco menù pizza che spazia dalla classica margherita alle pizze gourmet.

Per Ciro il pizzaiolo, “lo scopo principale di Giallo Datterino è quello di stuzzicare la fantasia del cliente e di sollecitare i palati più esigenti e pronti a sperimentare nuovi abbinamenti”. La Sapori di bosco, la Pistacchiata, la Tammasiello, la Porchettona e la Genovese sono solo alcune delle pizze che è possibile degustare, ma è la tipica Fratelli Spinelli, il fiore all’occhiello del menù.  Tra i suoi ingredienti il pomodorino del Piennolo, il pomodoro datterino e la provola di Agerola. I fratelli Spinelli amano sperimentare con nuove combinazioni di gusti e proporre sulla pizza anche la crema di zucca, la crema di basilico e prodotti come il pistacchio. Questi e molti altri ingredienti, come la mozzarella di bufala, sono solo alcuni dei sapori che, nel giusto equilibrio, vengono combinati in un impasto morbido e leggero.

Gli ampi locali, con un numero totale di 220 posti, sono adatti a famiglie e comitive. Il comfort del posto, insieme alla cortesia del personale, permette di gustare la pizza e gli altri piatti del menù in un’atmosfera calda e accogliente. I fratelli Spinelli hanno pensato proprio a tutti, anche a chi desidera provare l’esperienza di gusto firmata Giallo Datterino a casa propria, offrendo un pratico servizio di consegna pizze a domicilio.

 

A Cava de’Tirreni il ristorante pizzeria “N’ da Pullecenella” è un tuffo nella Napoli dei primi del Novecento. La sala si caratterizza per uno stile classico legato alla tradizione partenopea. Ricca di richiami al passato come il mobilio di antiquariato, opulenta per i quadri che evocano la napoletanità cara al patron Vittorio Rossi. Non passano inosservati i colori della vista sul Golfo di Napoli, dipinto che ricrea la scenografia di un balcone affacciato su uno dei panorami più belli del mondo.

La cultura tradizionale napoletana è viva nell’estetica quanto nella proposta gastronomica del locale cavese. Dieci anni fa Vittorio Rossi ha intrapreso la sua esperienza di imprenditore della pizza con il suo primo locale d’asporto. Negli anni, Rossi ha ingrandito il concept iniziale del progetto rimanendo fedele al nome Pulcinella: la maschera napoletana continua a rappresentare l’essenza partenopea di questa meta gastronomica. “Faccio parte di diverse associazioni che riuniscono i più bravi pizzaioli nel nome della tradizione della pizza” spiega il fondatore del Pullecenella. “Pulcinella deriva da un costume che ho scelto quando ho partecipato a un campionato della pizza – ha proseguito il pizzaiolo imprenditore – da quell’occasione mi sono affezionato al personaggio e nelle gare fuori regione Pulcinella rappresentava la mia identità partenopea”.

 

 

Nel locale di Cava de’Tirreni tutto riconduce alla personale visione di pizzeria di Vittorio Rossi, “Nda Pullecenella” è un luogo dalla familiare atmosfera. Prevale il legno, i colori caldi nei toni del rosso, la terracotta che riveste il forno tradizionale, la mise en place che omaggia le ceramiche vietresi. In cucina si può apprezzare il giusto compromesso fra tradizione e innovazione, percorso che viene seguito sia in pizzeria che in ristorazione, attraverso le proposte dello chef Carmine Orza. “Manteniamo uno sguardo al passato che ci proietta al futuro – spiega lo chef Orza – siamo molto attenti alla tradizione, alla stagionalità dei prodotti e alle materie prime campane, che ci permettono di esprimere il nostro amore per la buona tavola”.

L’offerta gastronomica si compone dei prodotti forniti dalle migliori aziende dell’Agro Nocerino Sarnese, come Jamonita. “I prodotti che comperiamo da Gerardo Sabatino – patron di Jamonita – sono fra i pochi che permettono di esprimere al meglio la creatività di uno chef” conferma lo chef del Pullecenella.

La pizza è declinata in oltre cento varianti, sorprendente è la proposta delle sei tipologie di margherita che giocano sulle più saporite cultivar di pomodoro campano. “Per la nostra pizza lavoriamo l’impasto il giorno prima per dagli una maturazione lenta, l’ideale per ottenere un prodotto digeribile” spiega il pizzaiolo Vincenzo Della Corte. “Abbiamo dedicato alla madre di tutte le pizze, la margherita, sei prelibate versioni. Il gusto del Pomodoro San Marzano o del pomodorino giallo, permettono di valorizzare la semplicità della più classica delle pizze” ha proseguito il pizzaiolo Della Corte. Antonio Salvati è pizzaiolo e collaboratore di lunga data con il progetto di Vittorio Rossi: insieme studiano per concepire nuovi gusti per la pizza e sono stati compagni di avventura durante i campionati. A dispetto della sua giovane età, Antonio Salvati ha una lunga esperienza nel settore dell’arte bianca. Ci descrive una gustosa specialità di margherita. “Si chiama Margherita Extra – afferma Salvati – ha una deliziosa base bianca con Mozzarella di Bufala, pomodorini Piccadilly e filo di olio evo”. 

La famiglia di “N’da Pullecenella” lavora ogni giorno per soddisfare le aspettative dei suoi clienti, con un’offerta che spazia dal più tradizionale piatto napoletano, come la Minestra Maritata, ai piatti più ricercati e all’avanguardia. Cambia il concetto di gusto ma mai l’attenzione alle materie prime del territorio campano. Ognuno può trovare il proprio piatto preferito in questo locale, che si attesta come ideale punto di riferimento per gli estimatori della buona cucina.

 

L’amore per la pizza nasce in famiglia da Il Peccato di Gola, pizzeria che delizia il palato di Salerno e provincia dal 2004, anno in cui il pizzaiolo Pietro Califano ha deciso di aprire il suo punto vendita a Castel San Giorgio. In questo comune del salernitano ha ancora oggi sede il locale dei Califano, prezioso riferimento per i buongustai della pizza. Forte della sua esperienza maturata in Emilia Romagna, dove per diverso tempo ha lavorato a Carpi, Pietro ha portato un nuovo concetto di pizza nella sua città d’origine. Un prodotto alternativo rispetto al disco di pasta di concezione napoletana. “La pizza che proponiamo dal 2004 si avvicina al prodotto di tradizione salernitana – spiega Pietro Califano – si presenta croccante ed ha un cornicione non molto alveolato. È la classica pizza italiana”.

L’ arte bianca ha conquistato presto anche Martino Califano. Raggiungeva spesso al lavoro suo fratello maggiore e, frequentando l’ambiente, finì anche lui di innamorarsi del mestiere di pizzaiolo. Oggi è Martino che, a soli 28 anni, gestisce l’attività del Peccato di Gola. È il suo regno della pizza, dove mette ogni giorno in pratica la sua creatività e una grande passione nella realizzazione del disco di pasta. “Nel 2012 ho seguito i lavori di restyling nel locale. Una significativa rottura con il passato è stata la sostituzione del self service con il servizio al tavolo – afferma il pizzaiolo – tutto quello che ho creato è frutto del mio desiderio di rinnovamento per il locale e del mio crescente coinvolgimento nel progetto Il Peccato di Gola”.

Il team di lavoro si è allargato con l’ingresso del cugino dei fratelli Califano, Martino Lupetti. Nonostante la sua giovane età ha un’idea approfondita del suo mestiere e del valore culturale che la pizza è in grado di trasmettere. “Sono cresciuto con la farina – afferma il giovane pizzaiolo – provengo da una famiglia di pizzaioli dove non è stato difficile innamorarsi di questo bellissimo mestiere. La bravura del pizzaiolo stà nel realizzare un prodotto semplice e digeribile con prodotti di qualità”.

Il disco di pasta è frutto di una lenta maturazione a 24 ore, tempo che viene dedicato all’impasto lavorato il giorno prima. La lentezza, come dimostra la famiglia di Il Peccato di Gola, è sinonimo di virtù per un risultato di qualità. Il sapiente lavoro viene completato dalla scelta di prodotti selezionati, forniti da affidabili realtà di distribuzione come Jamonita, specializzata nell’ alta gastronomia. Martino Califano sposa il gusto e la freschezza degli ortaggi confezionati da L’Orto di Lucia, pregiata linea trattata dal fornitore di Nocera Inferiore. Non mancano i salumi e i formaggi di qualità come il capocollo di maialino nero e il Blu di Bufala.

“Per la nostra pizza speciale, di tradizione salernitana per fragranza e croccantezza, abbiamo utilizzato una pacchetella del Piennolo del Vesuvio, la mozzarella di Bufala, l’olio extravergine d’oliva cilentano e del basilico fresco, tutto proveniente dalla selezione di Jamonita”, conferma Martino Califano, presentando un prodotto del suo lavoro. Califano propone una pizza dal carattere deciso e mediterraneo con nduja calabra, peperone crusco, fior di latte, scaglie di cacioricotta di capra e noci. La nota sapida del Blu di Bufala, pregiato erborinato trattato da Jamonita, si rivela nella pizza con pesto di pistacchio di Bronte, pancetta affumicata e granella di pistacchio. Il Peccato di Gola continua a stupire il palato dei suoi affezionati clienti con un impasto leggero, valorizzato con ingredienti di prima scelta, combinati nel rispetto dell’armonia dei sapori.

 

Il Piacere del Gusto, meta gastronomica  impreziosita da cordiale ospitalità a Salerno, è un progetto che nasce da un team di persone che di buona cucina se ne intende. Milena Marzullo e Giacomo Trotta, rispettivamente la titolare e il responsabile dell’organizzazione, portano nel format salernitano la loro passione per la cucina mediterranea. Il Piacere del Gusto si distingue per una cultura legata alla stagionalità dei prodotti e per la valorizzazione del territorio locale, in grado di offrire materie prime eccellenti. Il salernitano, noto per essere epicentro della dieta mediterranea, è il bacino di provenienza delle pietanze proposte dallo chef Vincenzo Gargano.

Questa destinazione per gourmet della buona tavola è una realtà completa di ristorante, pizzeria e braceria. Assaggiare le carni delle più pregiate qualità, scelte da Giacomo e Milena, è un approccio al vero gusto delle specialità di macelleria locale e nazionale. “La nostra braceria è basata su materie prime di prima scelta, esaltiamo le loro caratteristiche organolettiche con adeguata frollatura” ha spiegato Trotta. “Assicuriamo ai nostri clienti il gusto e il sapore di una carne che non si trova al banco macelleria dei supermercati, per questo ci distinguiamo per offrire un’esperienza di qualità superiore”. ” Ogni giorno siamo motivati dai riscontri positivi che riceviamo dai nostri clienti – ha proseguito il ristoratore – vedere i nostri ospiti alzarsi da tavolo sorridenti e soddisfatti è l’emozione più grande quando si gestisce un ristorante “.

I piatti sono un inno alla cucina salernitana, realizzati dallo chef Vincenzo Gargano. I suoi piatti parlano di tradizione, interpretata con occhio sempre attento ai nuovi orizzonti del gusto.  “I clienti si sentono a casa quando assaggiano i piatti del nostro chef – afferma Giacomo Trotta – è sempre capace di soddisfare le aspettative dei nostri clienti salernitani e di stupire il palato dei forestieri”. “Ci prepariamo ad accogliere l’estate con un menù ad hoc – ha proseguito Trotta – tra i piatti forte della cucina ci sono il risotto al limone e lo gnocco di patata con vellutata di broccoli, grazie ad entrambi riscontriamo un notevole successo”. 

La pizza è un altro filone gastronomico che Il piacere del Gusto accoglie per completare il ventaglio della sua proposta. Il pizzaiolo Bruno Di Dato, per realizzare il suo disco di pasta, lavora nel rispetto del disciplinare stabilito da STGSpecialità Tradizionale Garantita. “Il marchio Specialità Tradizionale Garantita stabilisce un procedimento metodico per la pizza affinchè risulti un prodotto salubre e digeribile – spiega Bruno Di Dato – è molto importante saper gestire la maturazione dell’impasto, i tempi di cottura e la freschezza degli ingredienti”. “Prediligo la semplicità con prodotti di eccellenza – prosegue il pizzaiolo salernitano – il tradizionale tricolore della pizza basta ad esaltare il concetto di bontà mediterranea. Attingo i miei ingredienti dal territorio che mi circonda, come l’olio del salernitano, il pomodoro del Piennolo del Vesuvio e la buonissima Mozzarella di bufala Campana”. 

Il Cilento è terra di Dieta Mediterranea, lo stile di vita legato al cibo buono e sano, ma è anche territorio di formidabili realtà di ristorazione, come il ristorante pizzeria Olì360 a Battipaglia. Gli interni sono pieni di richiami alla vita contadina, aspetto molto presente nella tradizione battipagliese. Antico e moderno si incontrano in questa destinazione del gusto a Battipaglia.

Il rame come materiale che riveste alcuni dettagli del locale, come il forno a legna, rivela accenni allo stile industrial di grande tendenza nel panorama della ristorazione. La cucina di Olì360 è un viaggio attraverso i sapori della nonna, un repertorio gastronomico che attinge gli ingredienti dal territorio cilentano. Lo chef Sabatino Sicignano accoglie nella sua cucina il frutto del lavoro di agricoltori che lavorano la terra e riportano in auge tesori agroalimentari che solo in Cilento si possono trovare. “Con il progetto Olì 360°, meta gastronomica completa in quanto unisce l’offerta della pizzeriaa quella del ristorante, del bar e persino del sushi – spiega lo Sicignano – vogliamo riportare a tavola un concetto autentico di piatto legato alla tradizione di Battipaglia”. A spiegare questi principi di buona tavola è l’utilizzo di prodotti di eccellenza locali come il formaggio blu di Jersey, “un prodotto tipico prodotto con latte di vacche allevate sui Monti Lattari” afferma lo chef di Olì360. Il paniere di prelibatezze utilizzate nella cucina del ristorante battipagliese sono i Fagioli tabacchielli: “una varietà che veniva utilizzata dalle nostre nonne nella cucina quotidiana” ha spiegato Sabatino Sicignano.

La realtà di Olì360 lavora ogni giorno con la massima qualità dei prodotti, per questo sposa la filosofia di Jamonita. Azienda di Nocera Inferiore specializzata negli alti cibi, punto di riferimento per i professionisti della ristorazione che abbracciano la qualità e il gusto inconfondibile dei prodotti di cucina italiani. Fra questi la crema di zucca, che lo chef Sabatino Sicignano ha utilizzato per i paccheri dell’Antica Maccheroneria trafilati al bronzo, insieme al capocollo croccante tagliato a listarelle e completato da fonduta di Provolone del Monaco Dop.

Anche la pizzeria è pensata per essere in autentico stile Olì 360°: la passione per le materie prime del territorio incontrano la creatività del pizzaiolo Vincenzo Ceruso che, lo scorso 27 marzo, giorno del primo anniversario di attività per Olì360, ha presentato una pizza con Fior di latte di Agerola, capocollo di maialino nero casertano, Blu di bufala e basilico essiccato. Per la presenza del formaggio erborinato, il pizzaiolo ha consigliato di abbinare gli spicchi a del miele artigianale di Benevento.

“Olì360 è un progetto che premia la qualità dei prodotti, come quelli che finiscono sul disco di pasta di Vincenzo Ceruso e nei piatti dello chef Sabatino Sicignano – ha spiegato il patron di Olì Luigi RussoOlì è un progetto che punta alla formazione dei nostri ragazzi, trasferisce loro le conoscenze delle materie prime in modo che possano acquisire una sana filosofia di ristorazione”.

La pizza è frutto di lavoro artigianale e sinonimo di stile di vita italiano per il pizzaiolo Vito De Vita, fondatore di Pizza Art a Battipaglia. Questa destinazione per buongustai offre l’occasione per vivere l’arte, della pizza e non solo.“Il format nasce dall’esigenza di ospitare alcune opere pittoriche di affermati artisti locali” spiega il maestro pizzaiolo. Da Pizza Art gli ospiti entrano in contatto con l’arte pittorica, data la location tappezzata di quadri d’autore, mentre gustano un prodotto di farina che riscopre le origini del grano italiano.

“Il nostro impasto per la pizza giunge a compimento dopo una lunga maturazione – afferma il patron di Pizza Art – a questo principio uniamo l’utilizzo dei grani antichi. Preserviamo l’integrità di queste preziose materie prime scegliendo di collaborare con molini tradizionali a pietra”. Le varietà di grano italiano sono selezionate e seguite lungo la filiera fino alla realizzazione del prodotto finito, nella filosofia di PizzaArt. È questo il concetto di arte bianca che il maestro pizzaiolo De Vita ama trasmettere agli avventori del suo locale, con la qualità del suo disco di pasta.

Chi sceglie Pizza Art per gustare una buona pizza, sposa anche il territorio campano per la territorialità delle materie prime.”Dopo aver lavorato con i grani antichi siciliani, oggi siamo trattiamo solo grani campani – spiega il pizzaiolo – seguiamo la filiera di una varietà di grano diffusa nel territorio salernitano, si tratta della Saragolla: uno dei primi grani coltivati in Italia”.

Nel progetto Pizza Art l’arte bianca raggiunge guizzi di creatività con l’impasto integrale abbinato a fiocchi croccanti di farro, avena e crusca. “Si tratta di tre varianti che hanno in comune un vantaggio nutrizionale, in quanto ricchi in fibre, sali minerali e alta digeribilità”. Le pizze di Vito De Vita sono un omaggio alle eccellenze agroalimentari italiane, ma c’è una specialità che più di tutte racconta la filosofia di Pizza Art: si tratta della Cavaliere Rosso.“Ha un impasto realizzato con il croccante di farro, fondente di Grano Padano Dop, mozzarella di Bufala Campana Dop, pesto di pomodoro San Marzano essiccato e noci”, ha spiegato Vito De vita. “Completano il piatto le fette di speck del Trentino aggiunte in uscita, per conferire alla pizza una nota di sapore affumicato” ha proseguito il maestro pizzaiolo. La Cavaliere rosso è la pizza che più rappresenta l’identità gastronomica di Pizza Art perchè “identifica il mio modus operandi gastronomico – afferma De Vita – abbraccia il territorio italiano utilizzando le eccellenze alimentari del Bel Paese” ha proseguito il patron di PizzaArt, fiero del concetto che il suo prodotto è in grado di trasmettere.

Formidable è un autentico pub irlandese situato nel cuore di Aversa, nato nel 2017 grazie all’idea imprenditoriale di Alberto Flagiello. Giovane ristoratore che ha voluto portare nella sua città la cultura della public house. Per la sua proposta gastronomica, Formidabile è la destinazione per gli amanti della succulenta hamburger e, da pochi mesi, anche per gli estimatori della pizza.

“Siamo nati nel 2017 come hamburgeria e braceria – spiega il patron del Formidable – il progetto Formidable è partito con la realizzazione di un percorso enogastronomico dove la qualità delle carni fosse al pari livello della proposta beverage, in particolare della birra”. “A questa formula iniziale abbiamo assemblato la pizzeria, per venire in contro alla fascia di clienti che chiedevano di provare una buona pizza nel nostro locale”, ha proseguito Alberto Flagiello.

Il food accompagnato da una bevuta di qualità.

Da Formidable la qualità delle birre è di casa. La bevanda che solitamente accompagna la degustazione della pizza o di ottimi hamburger viene selezionata fra le migliori del panorama brassicolo. Il pub di Aversa sceglie la linea di birre Baladin per l’abbinamento alla proposta del food, mentre in collaborazione con un birrificio artigianale di Nocera Inferiore, produce la birra Formidable. Alberto Flagiello la consiglia per la sua corposità: “è un’ottima belgian Ale doppio malto” precisa il ristoratore. Un’alleata perfetta per il gusto dei panini realizzati dallo chef Gennaro Corbi. Uno di questi è “Il Mitico”, un concentrato di eccellenze tipiche. Consiste in un fragrante pane casereccio che racchiude un hamburger di maialino nero casertano, patate al forno, provola e friarielli.

Durante la nostra esperienza da Formidable la creatività dello chef ha dato il meglio di se incontrando i prodotti di alta cucina della ditta Jamonita. Noi abbiamo provato “Il Campano”: un panino artigianale con hamburger di maialino nero casertano, formaggio “Blu di Bufala”, guanciale di maialino nero, granella di pistacchio e fette di pomodoro di Sorrento.

Anche “Il Superbo” ci ha presi per la gola con il suo tripudio di eccellenze. Pane artigianale con bresaola IGP, burrata, pomodorino giallo e pesto di bambù.

La pizza è un prodotto gustoso e pensato per essere estremamente digeribile, grazie alla competenza del pizzaiolo Salvatore Imparato, che effettua un impasto a doppia lievitazione. Tra le sue specialità “La Contadina”: pizza farcita con Fior di Latte, pomodorino giallo, capocollo di maialino nero e scaglie di ricotta salata.

Da Formidable, un personale competente e cordiale accoglie gli ospiti in un ambiente informale ma curato nei dettagli e nella scelta delle cromie pastello. Tutto questo rende il Formidable il luogo ideale per trascorrere una serata all’insegna della qualità del cibo, prodotto con materie prime del territorio campano, e di un’ottima compagnia.

 

 

 

 

Da Anema & Pizza, locale a Frattamaggiore, la pizza è frutto di lavoro artigianale e di ricerca degli ingredienti di alta qualità, in grado di assicurare un prodotto sorprendente per il palato. Tutto questo grazie al lavoro di Luca Piscopo, maestro pizzaiolo di lunga data. Ha mosso i suoi primi passi davanti al bancone di lavoro da quando aveva solo 13 anni. Oggi, un ragazzo adulto e consapevole del suo percorso svolto, concentra la sua creatività nel progetto Anema & Pizza, con il quale trasmette tutto l’amore che è necessario per creare un buon disco di pasta.

“Il concetto di Anema e Pizza trasmette un messaggio di grande impegno quotidiano, dove non mancano l’amore e la passione. Per la nostra pizza mettiamo l’anima ogni giorno” afferma Luca Piscopo. Un piatto culturalmente prezioso come la pizza, nel locale di Luca Piscopo trova la sua dimensione innovativa senza essere privato della sua identità partenopea.

Salutare, gustosa ed equilibrata, la creazione di Luca Piscopo.

“Per l’impasto utilizziamo una farina di tipo 0 che trattiene le sostanze nobili come le fibre e le proteine – spiega Piscopo –  lavoriamo anche con un blend di farina di tipo 0 e con un 20% di tipo 1″.

“Ci piace fare in modo che la pizza sia un prodotto gustoso e salutare, per questo gli dedichiamo tutto il tempo necessario perchè sia digeribile, grazie a una maturazione di 48 ore e una lievitazione di 12” ha proseguito il maestro pizzaiolo.

Per la farcia della pizza Luca Piscopo effettua un’ accurata selezione degli ingredienti, che impiega rispettando l’equilibrio tra i sapori. Per questo la filosofia di Anema e Pizza è realizzare un trionfo di delizie sulla pizza. Il pizzaiolo di Frattamaggiore ha dato sfoggio del suo talento con la ” Pizza Pata Negra”. Prende il nome dal pregiato prosciutto crudo spagnolo che condisce questa specialità, insieme ad altre prelibatezze, fornite dal distributore Jamonita. Fra queste, la Mozzarella di Bufala Campana Dop, il pomodorino giallo del Vesuvio e il Pecorino Bagnolese. Un’altra ricetta che ha preso forma sulla pizza sapientemente realizzata da Luca Piscopo è la “Jamonita”, prende il nome dall’azienda fornitrice del prosciutto artigianale al tartufo, che Piscopo ha scelto per condire questa specialità. Oltre al prosciutto, anche il Provolone del Monaco, la crema di noci, i gherigli di noci e la provola, su questa pizza in omaggio all’azienda di alti cibi di Nocera Inferiore.

La location di Anema e Pizza si distingue per un’atmosfera elegante e al contempo rassicurante. Le sale si presentano ricercate per i dettagli dei coperti, accoglienti per i toni caldi che seguono le gradazioni di marrone, poetiche per gli acquerelli paesaggistici sulle pareti. Tra i materiali predomina il legno, elemento che richiama la tradizione partenopea dell’ambiente familiare. “Abbiamo scelto un compact di oggetti in legno perchè il più adatto a rappresentare un ambiente caldo – ha spiegato il pizzaiolo Luca Piscopo – l’ideale atmosfera dove gustare una buona pizza”. 

 

A Palma Campania, in provincia di Napoli, un locale dove legno e dettagli eleganti entrano in armonia. È il ritratto della Pizzeria Jolly, progetto del maestro pizzaiolo Gennaro Catapano. Le pizze sono proposte in chiave gourmet, ma non dimenticano le origini della tradizione partenopea. “Il format, nato nel 2008, è partito con la proposta di una pizza di tipo tradizionale, solo in seguito al cambiamento del menù è stata introdotta una filosofia di ricerca nell’abbinamento dei gusti. Ho così iniziato a prendere suggerimenti dagli chef, entro spesso in contatto con la loro cultura gastronomica” ha spiegato il pizzaiolo Catapano.

L’arte bianca di Gennaro Catapano si affida ai prodotti di prima qualità, selezionati insieme ai migliori distributori del territorio. Fra questi l’azienda Jamonita di Nocera Inferiore, che propone prelibatezze con cui creare vere e proprie ricette da unire al disco di pasta. Pesti, battuti e sughi che esprimono la freschezza della materia prima condiscono la pizza della pizzeria Jolly.

L’esperienza gourmet prende forma sulla pizza.

Gennaro Catapano mette in atto il suo bagaglio di esperienza realizzando creazioni gastronomiche formato pizza. La pizza Zia Lucia ha una vellutata di zucca, capocollo di maialino nero casertano e fili di peperoncino.

Il cornicione della pizza è alto e ben alveolato, l’impasto è morbido. Caratteristiche che il pizzaiolo consegue con un composto al 30 % di biga: tecnica di panificazione ormai diffusa presso i pizzaioli, che permette di ottenere risultati di buona lievitazione e digeribilità. “Utilizzo la farina di tipo zero del Molino Vigevano, è una linea che mi garantisce una buona stabilità e non risente dei cambiamenti climatici” ha piegato Gennaro Catapano. “È un prodotto in linea con lo standard di qualità nella pizza che mi impegno a offrire ogni giorno” ha proseguito il pizzaiolo.

L’alta qualità dell’impasto è frutto di esperienza e passione del pizzaiolo. “Durante gli anni di studio alla scuola alberghiera ho iniziato a lavorare nel fine settimana come cameriere. Mi affacciavo sempre in pizzeria per osservare il lavoro dei pizzaioli e, quando era possibile, chiedevo di provare a mettere le mani nell’impasto” racconta Catapano ricordando la sua gavetta.

Pesto di bambù, salsa tartufata, battuto di zucca sono alcuni dei prodotti scelti da Jamonita, che compongono il topping della pizza.

Tavoli in legno noce scuro hanno una mise en place moderna e sofisticata: le tovagliette e i portaposate sono in similpelle nera con dettagli oro, come il marchio della pizzeria. La Pizzeria Jolly è il posto ideale per entrare a contatto con la cultura gourmet della pizza.

 

“Ho setacciato l’intero vesuviano per comporre la grammatica della mia cucina, fatta di ingredienti selezionati e a chilometro zero” ha spiegato il pizzaiolo chef Luigi Cippitelli, titolare dell’omonima pizzeria a San Giuseppe Vesuviano. La selezione di pizze proposta in questo locale sulle pendici del Vesuvio concentra tutta la passione che Cippitelli ha per il mondo della cucina. “Ho frequentato la scuola alberghiera e ho lavorato come cuoco durante le stagioni” ha spiegato lo chef pizzaiolo. “Ho maturato in seguito la passione per il prodotto pizza, per il quale oggi dedico il massimo del mio impegno, ma l’impronta del cuoco che è in me mi accompagna sempre” ha proseguito.

Colore, freschezza e croccantezza dei prodotti in ogni pizza.

Si spiega così un concetto di pizza in costante rapporto con gli ingredienti e i metodi di cottura tipici della cucina. “C’è una pizza che rappresenta al meglio il tipo di prodotto che mi piace trasmettere.

Si chiama la Pizza Pezzente – racconta il pizzaiolo – prende il nome dalla salsiccia di Somma Vesuviana che utilizzo nel condimento. Questa specialità di pizza ha una base bianca con provola affumicata, scarola riccia bianca, fettine del salame pezzente e pomodorino del Piennolo del Vesuvio”.

La “Pezzente”, che Luigi Cippitelli ama definire una ricetta, termine che prende in prestito dal gergo della cucina, riassume un po’ la visione di pizzeria che il cuoco pizzaiolo realizza nel suo locale. “Gli ingredienti che impiego nel topping sono cucinati a parte, saltati in padella in modo da risaltare i colori vivi, i sapori e la croccantezza dei prodotti” tiene a precisare il titolare della pizzeria Luigi Cippitelli.

Il pizzaiolo e ideatore di questa destinazione per veri buongustai della pizza, si definisce un ambasciatore della “tradizione contadina vesuviana”. “Le mie specialità si basano sui raccolti storici del territorio interno al Vesuvio” afferma Cippitelli. “Dal buon olio extravergine d’oliva che prendo a Terzigno, agli insaccati che compro nella Macelleria Agricola di Somma Vesuviana, il mio lavoro si compone di tutte le eccellenze gastronomiche dei paesi limitrofi a San Giuseppe Vesuviano, dove ha sede la mia pizzeria”.

La conoscenza approfondita dell’arte bianca permette al pizzaiolo di ottimizzare l’impasto di farina per svariati utilizzi. “Un approccio anti spreco alla cucina, guidato sempre dalla qualità dei prodotti” spiega il titolare della pizzeria a San Giuseppe Vesuviano. “Dal primo piatto al dolce, tutto può nascere da un panetto di pasta che avanza” afferma così il suo concetto di riutilizzo in cucina. Un modus operandi di cui va fiero e che gli permette di ottenere il meglio da ingredienti semplici in vista di ogni progetto di pietanza.

 

 

Una ristorazione scandita sulla stagionalità dei prodotti, capace sorprendere con selezioni di pizze sempre nuove. È il concetto di pizzeria di Emanuele Marigliano, titolare della Pizzeria Da Salvatore inaugurata a Lusciano lo scorso 24 febbraio. Marigliano già da quattro anni è stato alla guida della sua precedente sede a Parete. “I lunghi tempi di attesa per i clienti e l’esiguo numero di posti a sedere mi hanno portato a scegliere un ambiente più grande e confortevole. Così ho scelto Lusciano per la mia nuova apertura”. Le parole del pizzaiolo e titolare di Pizzeria Da Salvatore.

Il locale per molti aspetti è un omaggio al papà di Emanuele Marigliano: ne porta il nome, Salvatore, e rievoca una caratteristica ambientazione marinara. Predominano i toni del blu in diversi dettagli dell’ambiente, fra cui il forno, che spicca per le sue brillanti sfumature del mare. “Mio padre lavorava nel porto di Napoli” spiega il patron di pizzeria Da Salvatore, è presto detta l’ispirazione agli elementi del mare.

Sotto il profilo dell’offerta gastronomica lo staff del locale effettua un’accurata scelta dei menù, pensati per incontrare le esigenze e gusti del pubblico. Un reparto della cucina è esclusivamente dedicato alla preparazione delle pietanze gluten free. Per gli amanti del tradizionale fritto partenopeo, invece, non manca un menù dedicato alla pizza fritta.

Emanuele Marigliano propone ben quattro versioni dell’apprezzato calzone da mangiare caldo. “Realizziamo la pizza fritta classica, la napoletana e la fritta di mare: riempita con baccalà in cassuola, scarole saltate in padella, polvere  di olive nere e capperi di salina”. Descrive così le sue prelibatezze il pizzaiolo Marigliano, anticipando le sensazioni di gusto per chi lo andrà a trovare nel suo locale a Lusciano. La quarta pizza fritta si chiama Terra Mia: “ha un ripieno di gustoso ragù napoletano” precisa il titolare della pizzeria di Lusciano.

Grande attenzione viene posta agli abbinamenti cibo-bevanda nella Pizzeria Da Salvatore. Lo spiega un menù creato ad hoc per permettere di apprezzare le specialità locali e territoriali. “Una saletta del ristorante, che si aggiunge ad un ambiente di 130 posti, è destinata alle serate degustazione” spiega Marigliano. “Uno spazio a cui dedichiamo la possibilità di gustare un menù di 4 pizze, 3 fritti e una montanarina dolce”. Quest’ultima giunge a completare la serata come una vera ciliegina sulla torta: “è una montanara con crema di pere, cialda di cioccolato fondente, cioccolato fuso e nota alcolica dato dall’aggiunta di un bicchierino di rhum. Le bevande giocano un ruolo importante nel definire l’esperienza di degustazione, che sono scelte in associazione alle pietanze” ha confermato il pizzaiolo.

Partito da Scampia con tanta passione per il mondo della pizza, dopo tante esperienze di lavoro e di imprenditore di locale tutto suo, arriva a coronare il sogno di una pizzeria a misura del suo progetto. Uno spazio adeguato a rappresentare la sua vocazione all’ospitalità e alla preparazione di pizze innovative, che mantengono il cuore antico della tradizione.

 

 

La passione per il mondo della pizza ha una connotazione di attenta ricerca nell’ Officina della Pizza: locale a Sarno, in provincia di Salerno. L’autore di questo progetto è il giovane pizzaiolo Mario Severino che, a soli 26 anni, esprime tutto il suo entusiasmo nella realizzazione di pizze innovative, la cui bontà viene dettata dal suo estro creativo. “Il cliente che sceglie Officina della Pizza per trascorrere una serata, gusta un prodotto con le caratteristiche del mio personale concetto di arte bianca” afferma Severino.

Esaltazione del gusto negli abbinamenti.

Il pizzaiolo Mario Severino, che fa del suo mestiere un’arte, crede nell’esaltazione del sapore degli ingredienti che compongono il topping della pizza. Il fondatore di Officina della Pizza è solito preparare un prodotto con base di Fior di Latte, su cui poggiano ingredienti di prima qualità.

Abbiamo adottato il bambù tra gli ingredienti per la pizza – spiega Mario Severino mentre presenta la sua specialità – con il suo gusto delicato si sposa bene con il prosciutto cotto artigianale aromatizzato al tartufo”. La filosofia che guida il progetto di Mario Severino si basa su creatività e intraprendenza nella scoperta di gusti e abbinamenti nuovi.

La mission del progetto di arte bianca firmato Officina della Pizza si focalizza sulla ricerca di impasti di qualità, come quello realizzato con il prefermento solido, detto anche biga. Il pizzaiolo Mario Severino struttura su questo tipo di impasto il suo prodotto di farina, che risponde agli standard di elevata fragranza e morbidezza della pasta. Le pizze realizzate da Mario Severino esaltano il concetto di qualità nell’abbinamento dei prodotti. “Da circa dieci mesi abbiamo stretto la nostra collaborazione con Jamonita, i cui prodotti ci permettono di esprimere al meglio il carattere innovativo della pizza” spiega Mario Severino.

La realtà Jamonita. Una finestra sulla gastronomia italiana.

Le due realtà enogastronomiche, Officina della Pizza e Jamonita, lavorano insieme nella valorizzazione del territorio dell’Agro Nocerino Sarnese. Utilizzano i prodotti a chilometro zero di questa porzione di Campania. “Ci troviamo nel territorio del pomodoro San Marzano – spiega Mario Severino – sul fronte della gastronomia valorizziamo l’economia locale con utilizzo dei prodotti a chilometro zero”.

L’azienda Jamonita, storica realtà di distribuzione di prodotti alimentari di alta qualità, si propone come vetrina assortita dei migliori prodotti del panorama enogastronomico italiano. È da qui che Mario Severino attinge per “accendere il motore della sua creatività “. “Dalla mortadella IGP di Bologna al prosciutto crudo di Parma, fino alla bresaola IGP: sono questi i prodotti che trovano armonia di gusto nelle mie pizze” afferma soddisfatto Severino.

Officina della Pizza nasce come laboratorio di qualità per la pizza. Il luogo che solitamente si associa alla riparazione delle auto è metafora di instancabile lavoro sulla qualità dell’impasto e abbinamento degli ingredienti. “Da piccolo avevo la passione per i motori, trasferitami da mio padre che aveva un’officina” afferma Mario Severino, spiegando le origini del nome della sua pizzeria. “Crescendo ho maturato la passione per la pizza, in questo settore ho trasferito tutta l’energia che occorre nel portare avanti un’officina” ha proseguito il giovane pizzaiolo di Sarno.

 

A Lancusi, in provincia di Salerno, la pizzeria O’Scugnizzo propone un prodotto di farina in continuo equilibrio fra tradizione e innovazione. Il disco di pasta più famoso della gastronomia partenopea non smette di regalare le sensazioni di fragranza e gusto per come è conosciuto da sempre. Il pizzaiolo e proprietario dell’esercizio di ristorazione, nel cuore del territorio dell’Agro Nocerino Sarnese, lavora secondo un concetto moderno di realizzare la pizza. Notevole la cura con cui selezione i migliori ingredienti del territorio e li assembla per creare pizze di alto profilo gustativo.

O’ Scugnizzo, ambasciatori della biodiversità alimentare.

“La realtà in cui è situata la nostra pizzeria è piuttosto varia – spiega il pizzaiolo Luigi Iannone – il territorio dell’Agro Nocerino Sarnese è abbracciato dalle province di Napoli e Salerno, da questo deriva l’incontro di influenze culturali diverse, anche sul fronte dell’enogastronomia”. Noto per essere un territorio fertile dal punto di vista agroalimentare, l’Agro Nocerino Sarnese fornisce il meglio dei prodotti destinati alla tavola. “Siamo circondati di sapori e colori dei nostri prodotti a chilometro zero – spiega – dal pomodoro corbarino, al pomodoro del Piennolo del Vesuvio al celebre pomodoro San Marzano. Ci possiamo considerare ricchi di materie prime di prima qualità”.

 

Nella pizzeria O’ Scugnizzo, l’obiettivo è comunicare il patrimonio agroalimentare di questa porzione di Campania attraverso le pizze. Il pomodoro San Marzano, con la sua caratteristica forma oblunga, è aperto e disposto a raggiera insieme alla mozzarella di Bufala, dando vita alla pizza San Marzano. Una delle specialità più apprezzate di Pizzeria O’ Scugnizzo.

Molto sentito è il valore della territorialità: ogni prodotto utilizzato esprime le caratteristiche della sua zona di provenienza. Concetto molto caro ai pizzaioli della Pizzeria O’ Scugnizzo.

“La mozzarella di Bufala è uno dei nostri punti forte per l’agroalimentare campano – ha spiegato il titolare di pizzeria O Scugnizzo – prodotto legato a una storia di artigianato e una tradizione che parla della nostra regione”. “Per il pomodoro del Vesuvio o il Corbarino ci sono delle precise zone vocate alla coltivazione di questi preziosi ortaggi” ha proseguito.

Innovazione basata sulle produzioni artigianali.

Il vantaggio di riportare in auge la tradizione, con prodotti storicamente legati alla cultura alimentare campana, è quello di valorizzare una sana alimentazione. Soprattutto fra i più giovani. I quali, distaccandosi dai prodotti alimentari “moderni” spesso ipercalorici, hanno modo di approcciare a cibi salutari senza rinunciare a gratificare il gusto. “Le giovani generazioni, in questa temperie culturale di maggior attenzione verso i cibi buoni, posso riscoprire gli antichi sapori, riconoscendo le varietà di pomodoro e i salumi come venivano prodotti una volta” ha affermato Luigi Iannone.

Una filosofia aziendale improntata sulla riscoperta dei sapori antichi, come nel caso di pizzeria O’ Scugnizzo, imposta la sua attività sulla selezione dei prodotti di nicchia. “Ci approvvigioniamo dall’azienda Jamonita di Nocera Inferiore, che ci permette di lavorare con prodotti ricercati come il pomodorino giallo, il formaggio caprino, i salumi di maialino nero casertano, l’olio extravergine d’oliva di qualità” ha spiegato il pizzaiolo Iannone. “Siamo molto soddisfatti della collaborazione con la storica azienda Jamonita” ha proseguito. Si sviluppa così un’identità di pizzeria che, come il locale di Lancusi – Fisciano, punta su una moderata innovazione del prodotto di farina. Pur sperimentando nuovi ingredienti per il condimento della pizza, l’innovazione viene proposta sempre nel rispetto dei prodotti che raccontano la varietà agroalimentare che caratterizza la Campania.

 

 

 

 

 

La Pizza è un cibo di cultura: “In essa, tutto il legame con il mio territorio”. (Giovanni Russo)

Nella Pizzeria La Famiglia, a Casapulla in provincia di Caserta, tutto è studiato per ricreare un’ambientazione luminosa e accogliente, adatta a far sentire l’ospite coccolato e protagonista di un’esperienza di qualità. In questa tappa gastronomica il clima familiare del locale passa anche dai sapori di pietanze tradizionali, che vengono sapientemente adattate ai concetti di gusto del presente. “L’obiettivo è far passare dalle ricette il nostro legame con il territorio, un valore a cui crediamo molto”, ha spiegato il pizzaiolo Giovanni Russo, titolare de La Famiglia.

Questo punto di riferimento per gli amanti della buona cucina è stato recentemente ampliato e oggetto di restyling. Un rinnovo che ha beneficiato all’estetica del posto e alla sua funzionalità: spazi maggiori hanno reso più agevole il lavoro degli addetti di sala. “Nella vecchia sede disponevamo di 35 coperti, il locale era più raccolto e spesso si verificava un veloce ricambio di persone. Situazione che metteva sotto stress l’organizzazione dello staff”, ha spiegato Giovanni Russo. Il risultato ottenuto con il nuovo look del locale è “un posto comodo in termini di servizio, spazio e comodità, il locale fa apprezzare dagli ospiti per il suo design moderno”, conferma il titolare della pizzeria.

La tradizione non è solo uno stile che richiama il passato, ma un linguaggio che esprime amore verso la propria terra, sotto l’aspetto della posizione geografica, della biodiversità dei prodotti e delle usanze. La pizza che produce Giovanni Russo rivela questi aspetti di tradizione, dato l’utilizzo di materie prime stagionali e la caratteristica gestualità del pizzaiolo napoletano che Russo esercita nel suo lavoro.

La figura del pizzaiolo è depositaria di una conoscenza culturale legata al disco di pasta. “La stesura della pasta con il gesto dello schiaffo è un momento tipico di quest’arte” spiega Giovanni Russo. Per il titolare della pizzeria di Casapulla l’arte bianca è una passione che è nata in gioventù: a soli dodici anni iniziava ad apprendere il mestiere presso il suo maestro. “Dal mio mentore ho appreso tutti gli aspetti pratici di questo lavoro – spiega Russo – gestire l’impasto, il forno e i tempi di cottura”. Tutti questi momenti compongono il mosaico della professionalità del pizzaiolo.

Giovanni Russo lavora nel rispetto del valore storico del piatto partenopeo: egli propone le intramontabili Margherita, Napoletana, Marinara e Cosacca. Riferendosi a quest’ultima, Russo spiega che si tratta di una pizza molto antica. “La Cosacca viene condita con pomodoro, olio, pecorino e scaglie di parmigiano” afferma.

Il valore simbolico della pizza e il ruolo del pizzaiolo, che porta avanti questa creazione, permettono di comprendere l’interessante settore dell’arte bianca. Pur essendo un ambasciatore della tradizione, la figura del pizzaiolo si sta evolvendo. “Con la nostra professionalità dimostriamo che siamo dei professionisti – spiega Giovanni Russo – chi svolge questo mestiere è in grado non solo di stendere la pasta ma di comunicare gli aspetti più affascinanti del territorio in cui opera, attraverso l’utilizzo di materie prime locali e di qualità”.

 

 

 

 

Dopo l’ultima apertura Italiana a Firenze, “Michele in the world”, concessionaria dei diritti d’immagine de L’Antica Pizzeria Da Michele , è lieta di annunciare una nuova sede negli USA, nella città di Los Angeles.

Dal 22 Febbraio 2019, a ridosso della notte degli Oscar, anche ad Hollywood si potrà mangiare la pizza che ha fatto innamorare Julia Roberts, protagonista del film ”   Mangia, Prega e Ama”.

Nasce nel 2014 l’idea di aprire un’Antica Pizzeria Da Michele in America, dopo le prime due aperture Giapponesi che  hanno dato lo stimolo e l’idea a Francesco Zimone,  imprenditore Napoletano, già manager in Barilla di essere protagonista di questa nuova sfida  del progetto Mitw, con l’augurio di aprire una serie di pizzerie, con lo stesso marchio  dell’Antica pizzeria da Michele ,in altre città degli Usa.

Zimone ha al suo fianco un solido ed entusiasta gruppo di investitori e, ad oggi,detiene l’esclusiva negli USA del Brand Da Michele .

Anche questa volta Michele in the world si distingue per lungimiranza e innovazione: primo brand importante di pizza ad aprire in Giappone e primo brand ad aprire a Roma.

Mitw si conferma franchising camaleontico, che adatta la tradizione di Michele al luogo in cui apre la sua pizzeria. Nasce, ora, L’antica Pizzeria da Michele a Hollywood, che alla tradizione della pizza Napoletana unisce il glamour, le luci della Mecca del cinema e la shining life delle spiagge Californiane.

 

L’Antica Pizzeria Da Michele Los Angeles

1534 North McCadden Place,

Hollywood  90028

Lunedì 28 gennaio ore 20.30

5 Chef in Pizzeria l’evento ideato e organizzato da Angela Merolla, porta appunto cinque rinomati chef campani alla Pizzeria La Famiglia di Casapulla, che con i loro intraprendenti topping legati al territorio, completeranno e firmeranno 5 pizze.

Per 5 Chef in Pizzeria il maestro pizzaiolo Giovanni Russo realizzerà,  con metodo diretto, un impasto di  tre diverse tipologie di farine,  lievimaturato 36 ore, sarà poi il team di pizzaioli ”La Famiglia” che si dedicherà alla stesura dei panetti e alla cottura delle pizze guarnite dagli Chef:

Fabio Ometo

Alberto Amatruda

Tommaso Di Palma

Ciro Campanile

Giusy Di Castiglia

Non solo pizza, infatti la serata inizierà con un tris di fritti artigianali “La Famiglia” e la degustazione dell’originale “Primosale Alici e Limone” prodotto dal Caseificio Latte & Sale di Vietri sul Mare.

Inoltre in abbinamento alle portate saranno degustati i vini “OTTOUVE” Gragnano  e “Immenso” Aglianico, per concludere con il liquore Guappa Edizione Limitata “LIQUORE ESERCITO 1659”.

LE PORTATE:

Tris di fritti “La Famiglia”:

Frittatina di bucatini – crocchè di patate – straccetti

Primosale Alici e Limone

Pizza fritta BATTILOCCHIO Chef Fabio Ometo

-Crema di bufala, gamberi rossi e Sfusato Amalfitano, elisir di puttanesca-

Pizza ORO ROSSO  Chef Alberto Amatruda

-Pomodoro San Marzano Solania, pomodoro ramato, pomodoro ciliegino, pomodoro secco, mozzarella, burrata e gel al basilico-

Pizza CHICCHINESE Chef Tommaso Di Palma

-Provola di Agerola, pesto di scarole, spuma di ricotta di bufala, acciughe, pomodorini gialli e polvere di olive nere di Gaeta-

Pizza MISS ELISABETTA Chef Ciro Campanile

-Crema di zucca, lamelle di porcino, guanciale croccante, scaglie di provolone del Monaco e germogli di porro-

Dessert:

Pizza MADEMOISELLE Chef Giusy Di Castiglia

-Crema di cioccolato bianco, chips croccante di patate, ricotta zuccherata all’arancia, brunoise di mela al rhum e cannella, germogli di basilico-

BUFALOTTO Mastro Fornaio Domenico Fioretti

 

VINI IN ABBINAMENTO:

Salvatore Martusciello “OTTOUVE”

Gragnano della Penisola Sorrentina Doc annata 2018

Vini Fratelli Follo “Immenso”

Irpinia Aglianico Doc annata 2013

Partner:

Caseificio Latte & Sale – Vietri sul Mare SA

Panificio Domenico Fioretti – Carinaro CE

Solania S.r.l. – Nocera Inferiore SA

Vini Fratelli Follo – Castelvetere sul Calore AV

Vini Salvatore Martusciello – Quarto NA

Antica Distilleria Petrone – Mondragone CE

 

Per info e Prenotazioni: Tel. 0823 155 4428

Pizzeria Giovanni Russo – La Famiglia

Via Nazionale Appia n.306 – Casapulla CE

Ufficio Stampa

Angela Merolla

 

La pizza è un alimento globale e che a tavola mette d’accordo tutti” si apprende da Gennaro Tommasino, ristoratore e pizzaiolo che porta avanti la gestione del ristorante Bellini, locale situato in pieno centro storico a Napoli. Si trova a pochi metri da piazza Bellini, luogo da cui il ristorante prende il nome: “siamo nell’epicentro di una zona molto turistica di Napoli e ricca di luoghi di interesse culturale – spiega Tommasino – come il Museo Nazionale Archeologico”.

Bellini

Ritratto del centro storico all’entrata del Bellini

La posizione nel cuore del centro storico di Napoli è un aspetto di valore per il ristorante: la zona è ricca di edifici storici, nella piazza su cui da affaccio il ristorante pizzeria si apprezza il valore antico del capoluogo campano.  Fondato nel 1946, nello stesso posto dove sorge oggi, il Bellini ha contribuito a consolidare la fama della pizza napoletana nel centro storico della città.

Gennaro Tommasino rappresenta la terza generazione della famiglia di ristoratori: porta avanti con passione la buona cucina partenopea nel suo ristorante, una particolare attenzione è dedicata alle caratteristiche mantenute inalterate della pizza. Dal racconto di Gennaro Tommasino si apprende che è una pietanza che rimane ferma nei suoi metodi e qualità dell’ impasto. Il piatto di origine partenopea mantiene vivo il valore della tradizione nel ristorante.

“L’impasto che adoperiamo per la nostra pizza è ottenuto con il metodo indiretto – spiega il ristoratore – procedura classica che da sempre eseguiamo con farina doppio zero”. “Il risultato è un panetto di pasta chiaro, non rincorriamo le mode di ricerca sugli ingredienti per impasti speciali” ha proseguito Tommasino.

Chi realizza la pizza dovrebbe tenere a mente i requisiti di bontà del prodotto: “è giusto che ci sia un seguito alla tradizione con le nuove proposte – spiega il ristoratore – a patto che non si dimentichi la concezione del gusto eccedendo nella sperimentazione”.

Margherita Bellini

La Margherita del Bellini

Non tutti gli impasti, infatti, si prestano a essere conditi con ingredienti e abbinamenti troppo innovativi: “la base della pizza deve entrare in armonia con gli ingredienti che compongono il topping – spiega il proprietario del Bellini, e conferma – il cliente deve sapere quello che sta mangiando”.

La tradizione è sinonimo di continuità per l’identità della gastronomia napoletana: le certezze sulla preparazione della classica pizza sono la lievitazione a 24 ore, un impasto chiaro ottenuto con farina bianca, il cornicione ben alveolato e la digeribilità. Sono dunque ammessi ingredienti nuovi in pizzeria, a patto che siano compatibili con un impasto semplice e non troppo rivisitato: si ottiene così un prodotto in grado di mantenere inalterate le sue caratteristiche di gusto.

 

Ha riaperto lunedì 3 dicembre, dopo due mesi e mezzo  di ristrutturazione, la storica pizzeria Lombardi, in via Benedetto Croce 59, proprio nel cuore di Napoli.

Il locale sarà una tappa imprescindibile del Natale in città, sia per i turisti in cerca di tipicità partenopee, considerato che si trova a  due passi da San Gregorio Armeno, sia per  i napoletani che si rifanno ai sapori della tradizione.

LombardiDi proprietà dell’ingegnere Gennaro Moio, la pizzeria vanta una guida d’eccezione, quella del maestro Luigi Lombardi che, erede di una dinastia ultracentenaria, è stato presente a tutte le fasi che hanno portato alla nascita del nuovo locale. Il brand Lombardi, è noto nel mondo sin dalla metà dell’800 quando  il capostipite della famiglia,  Enrico, diviene avamposto della pizza napoletana nel mondo portando in America da “emigrante” il suo “fucone”, per friggere i calzoni con ricotta e mozzarella.

Una pizza che ancora oggi è emblema del locale. Gli impasti attuali sono realizzati da Lino Riccio – 31 anni e una grande esperienza tra i locali storici della città – con un blend di farine (tipo 0 e tipo 1) del Molino Caputo.

Non mancheranno, naturalmente, le grandi classiche: Margherita e Marinara.

Ma Lombardi mantiene viva anche un’altra grande tradizione, quella di unire in città ristorante e pizzeria, entrambe ispirate alla cucina tipica napoletana, di cui la pizza è parte.  La preparazione dei piatti della tradizione è a cura dello chef 42enne Giancarlo Perna.

La scelta del prodotti è di altissima qualità territoriale: le carni, sia per la cucina che per la pizzeria sono della macelleria Sabatino Cillo di Airola (Bn), il pomodoro del piennolo è dell’azienda agricola Terraviva, l’olio extravergine d’oliva  dell’azienda irpina “Oleificio Castello”.

La ristrutturazione del locale è stata curata dall’architetto Francesco Scivicco.

Il coordinamento delle attività è stato invece affidato a Maurizio Cortese, CEO di Corteseway.

Non resta che fare un tuffo nella storia nel locale situato nella strada intitolata a quel Benedetto Croce che, si narra, fosse un grande estimatore delle pizze di Lombardi.

Lombardi

Ufficio stampa e foto:
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“Il nostro team di sei persone è in grado di effettuare le consegne a domicilio entro massimo 20 minuti“, spiega il titolare della pizzeria ‘O Sarracin Angelo Tramontano, che sottolinea l’importanza della rapidità per la garanzia di un prodotto fragrante. ‘O Sarracin è un marchio che rappresenta la tradizionale pizza napoletana dal 2007, quando il locale è nato come punto di riferimento per la pizza d’asporto a Nocera Inferiore.

Nel 2017 la gestione del locale ha modificato il concetto di pizzeria iniziale, dotandola di una confortevole sala: la pizzeria di Nocera Inferiore dal 30 novembre dello scorso anno è un posto di ospitalità legato al consumo della celebre pietanza a base di impasto, pomodoro e mozzarella.

Questi i tre ingredienti che servono per realizzare una pizza che, nella sua semplicità, è in grado di restituire sensazioni di gusto che solo nelle più antiche pizzerie di Napoli si possono conoscere. “Rispetto all’esperienza del 2007, quando Nocera Inferiore ha conosciuto con noi un buon disco di pasta tradizionale, con la nuova apertura abbiamo scommesso in una qualità speciale della pizza, un valore aggiunto per l’esperienza di assaggio” racconta Angelo Tramontano.

Marinara Style

La Marinara Style di Angelo Tramontano

“La nostra scuola di pensiero nella creazione della pizza si rifà alla tecnica della storica pizzeria Da Michele sul rettifilo” spiega l’imprenditore della pizza. Margherita e Marinara Style sono due varianti che raccontano un modo classico di gustare la pizza e la percezione della qualità di impasto, dove risiede il segreto per una buona pizza in stile vecchia Napoli. “La lievitazione dura 24 ore, così otteniamo un prodotto leggero e digeribile – spiega il titolare – la forma che conferiamo al nostro prodotto è a “ruota di carro”, il cornicione spesso circa 3 cm definisce il disco di pasta ben ampio e sottile”.

Il brand ‘O Sarracin di Nocera Inferiore identifica la passione gastronomica della pizza e un valore culturale da diffondere anche fuori i confini della Campania: “O Saracino è la prova di un sogno che si realizza e di un’ avventura che ho intrapreso insieme ai miei due soci Rosario Stanzione e Massimiliano Nota – spiega Tramontano – lavorando insieme abbiamo in cantiere l’apertura di una pizzeria a Ibiza, a Roma e a Milano. Entro fine novembre aprirà una friggitoria in stile napoletano nel centro di Nocera Inferiore”.

paccheri

Paccheri ripieni e fritti con scaglie di ricotta salata

 

Anche il fritto di qualità rientra nell’offerta gastronomica. Crocchè, frittatine di pasta e arancini assecondano la voglia di un sapore ricco, il pacchero ripieno e fritto è la specialità che incarna la ricchezza di gusto tipica nella cucina napoletana. Il tradizionale formato di pasta viene farcito con ricotta di bufala e salsiccia, passato nell’olio e servito cosparso di ricotta salata su un letto di pomodoro San Marzano.

L’esigenza di mantenere un alto livello di qualità e tradizione non esclude i prodotti senza glutine, per rivolgere l’offerta anche al pubblico dei celiaci: “è un’intolleranza alimentare sempre più diffusa che abbiamo voluto accogliere come un’opportunità alternativa, offrendo un prodotto di pasta che mantiene le caratteristiche dei nostri punti forti della pizzeria, come la margherita e la marinara style” spiega il titolare intervistato.

‘O Sarracin è un luogo dove ospitalità e pietanze preparate a regola d’arte assicurano un’esperienza sensoriale tipica napoletana, fatta di consistenze di qualità – come quella dell’impasto della pizza – e sapori che puntano ad emozionare.

 

 

 

 

 

Giovanni Russo, giovane e talentuoso pizzaiolo e patron de “La Famiglia” a Casapulla in provincia di Caserta, ha inaugurato domenica 14 ottobre il nuovo format non distante dalla precedente struttura, infatti attraversa semplicemente la strada, per offrire alla sua clientela un ambiente ampio dallo stile originale.

La famiglia è il posto dove ti senti amato e protetto, che trasmette passione e genuinità; appunto questo Giovanni Russo ha voluto esprimere nella sua Pizzeria: pizze, fritti e stuzzicherie da forno, da sempre hanno dato voce al suo amore per quest’arte bianca, alla genuinità e al rispetto della tradizione.

Valori, che la nuova Pizzeria di Giovanni Russo eredita pur cambiando veste. Due forni a vista, 140 posti a sedere suddivisi in due sale, spazi comodi che si estendono su 400 metri quadrati, ambienti luminosi e accoglienti con toni chiari.

Le sue pizze, dalle classiche alle stagionali, dalle gourmet alle innovative, continueranno con leggerezza e digeribilità degli impasti, ad accogliere e soddisfare i buongustai della pizza.

 

 

Pizzeria Giovanni Russo – “La Famiglia”

Via Nazionale Appia n.306 – Casapulla CE

In cucina lo chef Marco De Cesare e al forno il Maestro Umberto Salvo
Tra i piatti forti del locale il soffritto di polpo e la pasta e patate
mantecata con provola in una forma di formaggio.

Andare a pranzo o a cena in un posto che è sia pizzeria che ristorante e addirittura effettua servizio da asporto a qualcuno potrà sembrare un’”azione ardita” in quanto, nonostante i buoni propositi e la buona volontà, non tutti i locali che offrono così tanti servizi sono in grado di concretizzarli a dovere. Non è il caso del ristorante pizzeria Amabile, hub del gusto ubicato a Cercola (in provincia di Napoli).

AmabilePatron del locale lo chef Marco de Cesare, che dopo numerose esperienze fatte nelle cucine di importanti ristoranti collocati lungo lo stivale e all’estero, ha deciso di mettere su un ristorante tutto suo e per la ‘direzione’ del forno (e la condivisione del progetto societario) si è avvalso della figura del maestro pizzaiolo Umberto Salvo, che in tema di impasti la sa lunga…

Minimo comune denominatore sia dei piatti che delle pizze che vengono servite ai tavoli di ‘Amabile’ : la creatività. I piatti della tradizione vengono rivisitati in chiave moderna e presentati in modo elegante senza sacrificare la qualità e la schiettezza degli ingredienti, la semplicità delle preparazioni e la quantità delle porzioni (dunque gli appetiti più voraci non rischiano di rimanere insoddisfatti).

AmabileNe sono un esempio il soffritto di polpo, una creazione dello chef proprietario del locale che sta riscuotendo molti consensi. Il polpo viene cucinato così come vengono cucinate le frattaglie di maiale che si utilizzano per preparare il soffritto classico. Altro ”piatto forte” del menù di Amabile: la pasta e patate mantecata con provola davanti agli ospiti del ristorante in una forma di formaggio infuocata!

In sala viene inscenato un vero e proprio spettacolo culinario: prima di servirla nei piatti, la pasta viene fatta mantecare nella forma di parmigiano per farla insaporire alla perfezione.

Il mio obiettivo è stupire gli ospiti del mio locale con piatti semplici: non utilizzo procedimenti “devastanti” o ricette azzardatissime – spiega lo chef Marco De Cesare -, semplicemente tengo ad avere in credenza prodotti strettamente legati al territorio, e mi avvalgo delle stesse tecniche e degli strumenti di cottura cari ai nostri avi. La cucina flambé è una di queste tecniche: essa, definita anche cucina di sala, consiste nell’elaborare piatti davanti ai clienti fiammeggiandoli con un liquido alcolico e una fiamma viva. Una tecnica molto utilizzata in passato (risale alla fine dell’800) che purtroppo oggi sta scomparendo”.

AmabileTra le pizze gourmet non si può non degustare la ‘Cetara’ con fiori di zucca, stracciata di bufala, alici di Cetara, olive di Gaeta. La stessa creatività impiegata nella cernita e nell’assemblaggio degli ingredienti per la farcitura delle pizze viene utilizzata per la preparazione delle montanare, degli sfizi e degli antipasti (ad esempio le verdure e i totani grigliati con riduzione di aceto sono un’esplosione di gusto). Dulcis in fundo, è il caso di dirlo, i dessert che vengono serviti accompagnati da una zolletta di zucchero (ovviamente flambé).

 

RISTORANTE AMABILE
Via Europa, 30/32
Cercola (NA)
Pagina Facebook: https://www.facebook.com/amabile.cercola/

 

Nuova pizzeria e sfizieria al Vomero all’insegna del sapore e nel rispetto della salute

Napoli. “ Nuvola ” è una pizzeria e sfizieria diversa da tante altre perché pone la leggerezza e la digeribilità al centro di tutta la sua offerta degustativa.

L’ attività ristorativa nata in piazza Medaglie d’Oro 13, nel cuore del Vomero, punta innanzitutto sulla qualità degli impasti come sulle farciture a base di prodotti genuini territoriali, non qualche eccezione per altri prodotti caratteristici di altre regioni italiane, selezionati in base alla qualità sovrana.

Insieme alle pizze Gourmet, le nuvole rappresentano l’offerta originale e danno il nome alla location.

I patron Pio Barone Lumaga e Carmine Sgambati hanno scelto un’impostazione salutista che valorizza allo stesso tempo il gusto attraverso una serie di appetitose proposte .

NuvolaL’apertura di “ Nuvola ” è stata salutata con una gioiosa serata inaugurale, ampiamente partecipata, nella quale di sono distinte numerose presenze soprattutto in ambito medico e imprenditoriale; ai Media è stata destinata una serata a parte che si svolgerà nei prossimi giorni, alla quale parteciperanno anche specialisti medici, esperti in campo eno-gastronomico e agroalimentare e artisti che terranno a battesimo la scelta salutista e sociale di “ Nuvola ”.

Sono state presentate una serie di proposte, intriganti e stuzzicanti di spiccata digeribilità, grazie ad un impasto ben studiato e collaudato a lunga lievitazione e particolarmente idratato, e ad una farcitura a base di ingredienti genuini e selezionati, scelti e abbinati fra loro con competenza specifica dal punto di vista del sapore e dell’apporto nutrizionale.

Tante pizze, tradizionali e speciali e nuvole, gustosi fagottini ripieni di bontà genuine e caratteristiche del territorio campano ben assortite, preparate dalla Brigata di Pizzeria guidata da Salvatore Sabino, e anche di ingredienti tipici delle altre regioni italiane, servite dal personale gentile ed efficiente, con grande gradimento dei fortunati commensali.

 

NuvolaOltre all’impasto, è attentamente studiata la farcitura, con appetitose alternative. Tra gli ingredienti, diversi tipi di pomodoro, verdure, ortaggi, latticini, formaggi, salumi, erbe aromatiche, spezie, nelle appropriate proporzioni e in equilibrio. Una varietà di soluzioni in grado di soddisfare ogni aspettativa e di garantire linea e salute, partendo dalla digeribilità.

Fondamentale il ruolo del Personale di Sala, capace di far sentire ogni ospite come a casa, guidato dal responsabile Gino Orlandi, tra i migliori a Napoli: 16 anni di esperienza nonostante la giovane età.

Nel menù, squisitezze gastronomiche, bontà rosticciere, croccanti fritture, una serie di sfizi e stuzzichini, specialità locali.

La nuova location ristorativa è favorita dall’ottima posizione strategica dal punto di vista dei collegamenti: in piazza vi è la stazione della linea 1 metropolitana; a qualche minuto di auto, la tangenziale uscita Arenella; poco distanti tre funicolari.

Grande gioia per i titolari Pio Barone Lumaga e Carmine Sgambati, discendenti di due famiglie napoletane attive nel settore imprenditoriale da fine ’800.

Volti noti tra i tanti ospiti: la cantante Ilva Primavera, dinamica promotrice della Canzone classica napoletana; lo specialista in Omotossicologia, Ayurvedica e altre discipline mediche alternative Francesco Saverio Biondi; la nutrizionista ed esperta in Idrologia alimentare Rosalia Ciorciaro; l’immunoematologo Patrizio Viscione; la specialista in Angiologia, Chirurgia vascolare e Antiaging non invasivo Giuseppina Siciliano; l’anatomopatologo Gianfranco de Dominicis e consorte; l’architetto Barack; Gaetano e Alessandra Sasso; Errico Castagnola, tra i direttori Mexico; la famiglia Crispo; i fratelli Giuseppe e Luigi Varriale; i commercialisti Fabio De Rosa e Marco de Cristoforo, il dott. Giulio di Virgilio di Intesa San Paolo; per il Gruppo Camomilla, Luca Sorrentino con la moglie Cecilia Daniele e la cugina Federica Barone Lumaga in ricordo dello storico bar Daniele, la dirigente Ilaria Sorrentino con il consorte avv. Varriale e figlia; Andreina Barone Lumaga con la socia hair stilist Alba Granillo e Alessia Napolitano.

Nuvola

Il clan Barone Lumaga, capitanato da Alfredo, il fratello Lucio già presidente della Camera di Commercio di Napoli con il figlio Alfredo ora titolare del negozio Pio Barone, Maria Barone Lumaga e consorte; la moglie di Pio, Francesca, con i figli Biancamaria e Pio Paolo.

Sgambati al completo, iniziando dalla consorte di Carmine, Imma e i figli Alessio e Antonio e gli altri componenti dell’affiatata famiglia.

La serata si è conclusa con l’immancabile taglio della torta e brindisi di rito e i sinceri ringraziamenti di Pio e Carmine a tutti gli invitati per la loro presenza e per il loro dichiarato sostegno a questa scelta salutista nel rispetto del buon gusto.

 

Teresa Lucianelli

Arriva Nuvola, nuova pizzeria e sfizieria di qualità al Vomero: inaugura mercoledì 19 settembre alle ore 19, nel giorno dedicato al Santo Patrono della città, San Gennaro.

Location degustativa di alta qualità in piazza Medaglie d’Oro, 13/14 con accogliente sala interna e l’ampia veranda con vista sulla celebre piazza vomerese, possono ospitare 120 buongustai alla ricerca di qualità e delizie nuove.

Titolari e convinti sostenitori della pizza & affini, sono Pio Barone Lumaga e Carmine Sgambati, nomi altisonanti già dalla fine del 1800 in campo imprenditoriale a Napoli.

NuvolaIl nome “Nuvola” è legato ai ricchi fagottini “tutta bontà” che costituiranno uno dei principali punti di forza della proposta degustativa del nuovo esercizio che nasce sotto i migliori auspici negli stessi ambienti dove Barone e Sgambati hanno gestito fino ad agosto scorso, con successo, una conosciuta paninoteca.

Per quanto riguarda Pio Barone Lumaga, la presentazione è facoltativa perché ampiamente conosciuto quale titolare del Pub Old Baron a Varcaturo, e soprattutto per l’impero dell’abbigliamento “taglie più” di classe, che porta il suo nome,  punto di riferimento delle più eleganti e belle partenopee curvy, gestito attualmente dal cugino Alfredo.

Carmine Sgambati porta anche un cognome largamente noto: è discendente di un altro importante impero partenopeo “Sgambati”, top nella Gastronomia e Pasticceria, un pezzo di Storia della Città, dove si è formato nel settore specifico che vede ancora attiva l’azienda familiare.

Affermano i due titolari : “La Pizzeria è sempre stato il nostro obiettivo, un vero e proprio sogno nel cassetto che contavamo di realizzare al momento giusto. Ora se n’è presentata l’occasione e soprattutto sono maturi i tempi e siamo imprenditorialmente maturi noi, e forti della dovuta  esperienza per intraprendere questa strada nella quale crediamo: quella di un’offerta di alta qualità che punta, oltre che sulla farcitura con ingredienti di prima scelta, innanzitutto su di un impasto leggero e curato, che rispetta i dovuti tempi per garantire la massima digeribilità e regala sensazioni positive di leggerezza e scioglievolezza, un autentico piacere per il palato. Siamo rimasti conquistati dal fare e dal sapere di Salvatore Sabino e abbiamo voluto lui a capo del settore pizzeria del nostro Nuvola”.

NuvolaMa chi è Salvatore Sabino? Viene dalla scuola di Guglielmo Vuolo, si è completato insieme a Giuseppe Sivo. Pizzaiolo per autentica passione oltre che per professione, è dichiaratamente un sostenitore della cosiddetta “pizza a canotto” quella col cornicione protagonista, alto e soffice, ottenuto con una “tecnica che evidenzia in maniera particolare la capacità del pizzaiolo nell’impasto” – sottolinea Salvatore che aggiunge: “in questo caso parliamo di un impasto ad alta idratazione, 36 ore di maturazione, con utilizzo di farina bianca tipo O, che conserva integre le parti nobili del chicco, è a ridotto impatto glicemico grazie al suo contenuto di fibre: fattori fondamentali per scomporre adeguatamente amidi e proteine. Risultato: una Signora Pizza: gustosa, fragrante, leggera. Super digeribilità garantita 100%!”.

Salvatore è coadiuvato dall’aiuto pizzaiolo Pasquale Moschetti.

Responsabile della sala, Luigi Orlandi, meglio noto come Gino, beniamino dei clienti napoletani che a lui si affidano da 16 anni per essere consigliati, certi che le loro aspettative saranno come sempre soddisfatte.

Il piatto principale in carta è la pizza, il cui impasto qui crea pure vari tipi di deliziose “Nuvole”, leggeri e ricchi pagnottielli mignon – calibro 2/3 morsi – ripieni di tante bontà genuine, incominciando dal pomodoro nelle sue più riuscite declinazioni: Piennolo rosso e giallo, San Marzano, Corbarino, ecc, poi Tartufo nero, salsiccia di Maialino Nero casertano, Provolone del Monaco, Provola e Fiordilatte di Agerola, Olive nere itrane, Patata Viola, Pistacchio di Bronte. Il tutto condito con olio EVO, DOP, BIO, di vari cultivar, tradizionale e accompagnato da vini campani selezionati e birre artigianali.

La Brigata propone anche Rosticceria, Friggitoria e Sfizi vari, Mozzarella di Bufala in primis, per un’offerta stuzzicante e appetitosa a tutto tondo.

 

Teresa Lucianelli

“La pizza racconta un territorio”

Prodotto equilibrato nel gusto e ricercato per selezione di materie prime: è il concetto di pizza secondo Vesi, storico gruppo di pizzerie ed eccellenza dell’arte bianca a Napoli. Tra le novità che riguardano questa realtà enogastronomica, una nuova sede fresca di apertura a Caserta.

“Abbiamo aperto il nuovo ristorante a Caserta lo scorso 30 agosto“, ha spiegato Sabatino di Maio, addetto stampa del marchio Vesi. “Il locale offre un’atmosfera autentica dove poter gustare un reale prodotto di qualità. Un’eccellenza di Napoli”.

Pizzeria Vesi Caserta

Interni della Pizzeria Vesi – Spaccanapoli a Caserta

I fratelli Vesi portano avanti con passione la tradizione pizzaiola iniziata nel 1921 da loro nonno, quando da ragazzo iniziò a lavorare presso importanti pizzerie della città: “don Ciccio – ha spiegato di Maio – ha contribuito con la sua bravura ad accrescere il successo dei ristoranti in cui veniva assunto, fino ad emergere con il suo nome. I nipoti hanno saputo trarre, da questa eredità, un marchio di garanzia e qualità della pizza”.

Tra i segni distintivi di Vesi e della sua filosofia gastronomica c’è un costante lavoro di ricerca e studio del prodotto pizza: “i pizzaioli del nostro gruppo cercano di stare al passo con i tempi e con il mercato, cercando di individuarne le esigenze e il gusto”, ha spiegato l’ufficio stampa della storica azienda napoletana.

L’utilizzo di prodotti tipici che stanno ritornando in auge, per una corrente di riscoperta delle origini del territorio, hanno fatto sempre parte del condimento delle pizze sfornate dai pizzaioli Vesi: il pomodorino giallo e il Provolone del Monaco sono alcuni esempi. “Abbiamo il riconoscimento del consorzio del Provolone del Monaco – conferma di Maio – l’associazione che tutela questa eccellenza campana certifica che utilizziamo il vero prodotto agerolese“.

Ogni anno Vesi partecipa al Napoli Pizza Village, la settimana di eventi dedicati alla pizza che accoglie il pubblico nella suggestiva cornice di lungomare Caracciolo: nell’ultima edizione i pizzaioli del team Vesi hanno presentato la pizza “O sole mio”, specialità che racchiude un concetto di pizza internazionale ma allo stesso tempo legata alle radici, proprio la canzone da cui prende il nome. “Le abbiamo dedicato questo nome anche per i suoi colori solari e mediterranei – ha spiegato Sabatino di Maio – è infatti condita con pomodorino giallo, fiocchi di ricotta di bufala e paprika”.

 

La nuova pizzeria Vesi di Caserta ricrea nel suo ambiente uno scorcio della famosa strada Spaccanapoli, dove ha aperto una delle prime sedi del gruppo: “nelle pareti ci sono rappresentazioni del centro storico di Napoli, fra cui via San Biagio dei Librai dove ancora oggi c’è una delle nostre storiche pizzerie” ha spiegato di Maio. “Con questa sede portiamo a Caserta un pezzo di Napoli – ha proseguito – la pizza è il racconto di un territorio e, a monte di essa, c’è la creatività nel coniare nomi che suscitano emozioni, come la pizza ‘O Sole mio”.

 

 

 

“Ogni morso deve essere una scoperta, un concentrato di emozioni” conferma Gianni Ostetrico, il pizzaiolo di Bocadillo 2.0, storica pizzeria di Aversa. L’approccio al gusto di Gianni è costantemente attento alla combinazione delle migliori materie prime del territorio locale, fra cui il pomodoro San Marzano che non manca mai nel condimento delle sue pizze. Gianni spiega che il prezioso ortaggio rosso viene utilizzato per la base macchiata all’ ombra, momento della preparazione in cui il disco di pasta viene appena tinto con la salsa di pomodoro, prima di essere condito con gli altri ingredienti.

Bocadillo 2.0 è una realtà di ristorazione storica nell’aversano: “è nata trent’anni fa come progetto del suo fondatore Franco”. Il proprietario Franco è un esperto della qualità della pizza, spetta a lui decidere i tempi di cottura del prodotto di farina e, soprattutto, il condimento finale. “I clienti che vengono a mangiare da noi vedono Franco aggiungere un filo di olio d’oliva crudo e basilico fresco alla pizza in uscita dal forno“, ha spiegato Gianni.

Il pizzaiolo che ci ha concesso l’intervista ha raccontato un po del suo curriculum prima di approdare a Bocadillo 2.0: “svolgo il mio mestiere da dieci anni, ho maturato esperienza nel settore dell’arte bianca lavorando presso storiche pizzerie di Napoli come Brandi, celebre ristorante di via Chiaia, e presso pizzeria Metamorsi dove ho affiancato lo chef Alfonso Crisci”.

“Proponiamo un prodotto leggero, croccante e digeribile” afferma Ostetrico sulle caratteristiche della pizza secondo gli standard della pizzeria aversana. La pizza è una pietanza che si presta ad essere interpretata in diversi modi: “nasce come piatto umile e semplice ma rischia spesso di essere stravolto da troppi ingredienti” spiega l’artigiano della pizza.

Bocadillo 2.0

Gianno Ostetrico

Al di la dei valori di tradizione o di innovazione che il pizzaiolo intende trasmettere con la pietanza che crea, il prodotto nativo dovrebbe sempre emergere con le caratteristiche di aroma di un buon impasto e un buon olio extravergine di oliva, stando alla ricetta per una buona pizza. “È giusto mantenere un compromesso fra tradizione e innovazione nel mestiere del pizzaiolo, ma è preferibile lavorare con massimo quattro ingredienti”, il consiglio del pizzaiolo per una pizza che sia riconoscibile al palato nelle sensazioni di ciascun elemento.

La pizzeria di Aversa propone una carta di pizze tradizionali, come la capricciosa e la salsiccia e funghi, e una lista di pizze innovative: fra queste Gianni raccomanda di assaggiare la pizza Corbarino, una specialità che rimane fedele al tricolore tradizionale della margherita, ma preparata in maniera molto più attenta nel rispetto dell’utilizzo del pomodorino di Corbara – da cui prende il nome – e i passaggi che devono essere metodici per ottenere un prodotto perfetto.  Dopo la macchiatura all’ombra dell’impasto  “si procede con l’aggiunta del pomodoro di Corbara, su ciascuno viene appoggiata una fetta di mozzarella di bufala ed è pronta per la cottura”, ha spiegato Gianni. All’uscita dal forno, Franco conclude il piatto con il suo tocco personale: effettua la “spizzicata” – aggiunta di pepe – aggiunge scaglie di provolone del Monaco, olio e basilico.

Al Bocadillo 2.0 non mancano i piatti della tradizione come lo Scarpariello, si tratta di un bucatino con salsa di pomodorino un po piccante e aggiunta di pecorino, e una vasta scelta di specialità fritte come crocchè al limone, arancini, lasagnette e “palle di peperoncelli“: si tratta di crocchè di patate con ripieno di peperoni verdi di fiume, tipici del territorio in provincia di Napoli.

 

 

 

 

 

Francesco Pone, pizzaiolo: “Il segreto per una buona pizza è un impasto digeribile, così da sciogliersi in bocca”.

“Ogni giorno ho un’aspettativa dalla mia pizza, fare in modo che sia apprezzata come la vedo io. I clienti devono vedere e sentire ciò che sento io”. Un approccio al gusto profondo quello di Francesco Pone, pizzaiolo di Hashtag: locale aperto appena tre mesi fa a Vairano Scalo, in provincia di Caserta.

“Prima di approdare ad Hashtag ho militato nella Napoli storica della pizza – ha spiegato Pone – ho maturato esperienza presso le famose pizzerie di via dei Tribunali e ho avuto l’onore di essere stato formato da maestri di spessore dell’arte bianca. Ho anche avuto un’esperienza nella panificazione a Pozzuoli”. La conoscenza del prodotto pizza matura attraverso diverse esperienze di lavoro che Francesco Pone ha svolto nel settore dell’arte bianca, le stesse che gli hanno permesso di acquisire consapevolezza sul valore del buon prodotto di farina.

Francesco Pone definisce il risultato della sua arte “un prodotto di eccellenza alla portata di tutti”. “La zona in cui siamo – spiega Pone – è famosa per essere costellata da alcuni fra i più importanti ristoranti della Campania”. Lo standard di qualità da mantenere deve essere molto alto per attirare clientela e turisti da tutto il mondo e il nome Hashtag scelto per il ristorante pare confermare un’efficace idea di internazionalità: “abbiamo cercato un brand, o meglio, una dicitura che potesse portare il nome della pizzeria in giro per il mondo”, ha affermato Pone.

Tra i segreti per produrre una pizza degna di essere comunicata con un hashtag attraverso i social, Francesco Pone ricorda che è molto importante il carattere di una pietanza, un aspetto che si potrebbe definire come l’identità di un prodotto, in grado di distinguersi dalla pura riproduzione. Il valore aggiunto sarebbe dato da passione e sacrificio, nell’ottica di pizzeria Hashtag: “è un concetto difficile da definire a parole, quello del sacrificio che c’è a monte di un prodotto di farina, assume toni di duro lavoro e amore che danno vita a un prodotto unico”.

Hashtag identifica un simbolo di comunicazione nella realtà 2.0: il concetto di pizzeria di Francesco Pone ne abbraccia le caratteristiche. Il simbolo di Twitter e Instagram non solo identifica il nome del locale, ma rispecchia la voglia del ristoratore di intercettare le varie tipologie di cliente con il menù, “un importante strumento di comunicazione” lo definisce il pizzaiolo di Vairano Scalo. “Non potendo comunicare con tutti gli avventori del mio ristorante, il menù che ho progettato mi permette di trasmettere valori e consigli sul buon mangiare. Il menù rappresenta il legame che stringo con i miei clienti, elemento fondamentale per l’esperienza di ristorazione che propongo. Riesco così a fidelizzare i miei clienti e farli ritornare a mangiare da me”. 

Francesco Pone ha a cuore una frase di benvenuto che dedica ai clienti che aprono il suo menù: “Mi piace pensare che le mie pizze siano attimi di felicità da donare al cliente a tavola, la loro gioia nel mangiare è l’energia che mi fa volare”. Il segreto per fare decollare il gusto è nell’impasto: “leggero e fragrante, ottenuto da farine integrali – spiega Francesco Pone – determina un prodotto in grado di sciogliersi in bocca al primo morso. In questo modo il sapore rustico della farina che utilizzo insieme a quello degli ingredienti freschi che uso per il condimento, si esaltano a vicenda”. 

 

L’organizzatore Carmine Donzetti: “Continuerò a sostenere la lotta alla distrofia muscolare”

Lonardo e Rasconi: “Contenti che il progetto abbia prodotto risultati concreti”

“Sono molto contento che si sia riusciti a portare a termine questa iniziativa che ha visto impegnati imprenditori e cittadini di Arzano per il sostegno ad una Associazione, la Uildm ‘Giovanni Nigro’ che poi riporterà sul territorio, in termini di servizi, ciò che le è stato donato. L’abbattimento di una barriera non è una imposizione, ma è  un gesto che consente a tutti di vivere meglio il luogo in cui si vive”.

Così il presidente nazionale dell’Unione italiana per la lotta alla distrofia muscolare, Marco Rasconi, ha commentato la conclusione del progetto Pizza senza barriere che ieri, nel corso della serata organizzata da Carmine Donzetti da Frijenno Magnanno ad Arzano, ha visto la consegna di un minibus attrezzato per il trasporto di disabili.

“Si tratta – ha detto Carmine Donzetti – di un progetto che abbiamo iniziato lo scorso anno con la donazione di un primo pulmino. Poi abbiamo proseguito con la raccolta di ulteriori fondi che serviranno a contribuire all’utilizzo di questi veicoli. Non ci fermiamo qui.  In carta abbiamo inserito già una pizza i cui utili si aggiungeranno ai fondi per la Uildm”.

Pizza senza barriereLa Donzetti estate, questo il nome della pizza, rappresenta una novità dal punto di vista gastronomico. E’ realizzata con vellutata di melanzane, provola di Agerola e granella di nocciole. “Abbiamo puntato a renderla estiva ed appetibile in modo da avere più richieste possibile da parte dei nostri clienti”.

Nel corso della serata, che è stata condotta dalla giornalista Brunella Cimadomo, si è svolta alla presenza di numerose autorità cittadine, dell’area metropolitana, regionali e nazionali, ha voluto anche stimolare azioni benefiche in generale verso le fasce fragili della popolazione. Diversi momenti emozionanti si sono susseguiti. L’abbraccio degli aderenti alla Uildm di Arzano è scattato anche per i dipendenti di Frijenno Magnanno che hanno voluto donare alla causa le loro mance settimanali.

Salvatore Leonardo, presidente della Uildm di Arzano, ha voluto evidenziare come da una situazione critica si possano invece ottenere grandi risultati: “I miei maestri mi hanno insegnato a pensare in grande per ottenere il piccolo. Invece, in questo caso, devo dire che l’effetto ottenuto è andato oltre le aspettative. Ringraziamo – ha aggiunto – tutti gli imprenditori che hanno sostenuto l’acquisto del minibus e che sono vicini alle nostre attività. Tutto è nato – ha raccontato – da una casualità: sono andato a cena da Frijenno Magnanno qualche anno fa e ho fatto notare che mancava il bagno per i disabili. carmine, in dieci giorni lo ha fatto realizzare, poi mi è venuto a trovare e, da allora, ci affianca costantemente in tutto, ma nella quotidianità, in silenzio. E’ tutta la famiglia che ci viene a trovare in sede e i ragazzi qui da lui si sentono a casa. E’ come se Frijenno Magnanno fosse diventata la succursale della Uildm Arzano“.

Tommaso Pellegrino, presidente Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, non ha fatto mancare il suo sostegno notando che “lè bello che dal sud viene un segnale forte, concreto, vero, autorevole di solidarietà. con la consegna di un pulmino mettiamo in condizione i nostri ragazzi di vivere una vita un po’ più accessibile”. Il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli, ha voluto sollecitare un impegno da parte di tutti,  a favorire le attività quotidiane dei disabili anche con piccoli gesti, a cominciare dal rendere fruibili i varchi di accesso ai locali evitando la sosta selvaggia.

Flavia Sorrentino, delegata del Sindaco di Napoli, Luigi De Magistris all’Autonomia della Città Metropolitana ha sottolineato una bella occasione che tiene insieme la tradizione culturale e culinaria del Sud con la generosità del nostro popolo”.

Particolarmente soddisfatti di evidenziale il bello e il buono che vengono dalla città di Arzano, Osvaldo Barba, vicesindaco del Comune e Anna Errichiello,  assessore alle Politiche Sociali Comune di Arzano. Presenti anche il consigliere regionale Franco Moxedano,  Francesco Lettieri, della fondazione Telethon Sud Italia, Attilio Albachiara, presidente Associazione Mani d’Oro Gerardo e Vincenzo Nigro, figli del fondatore della Uildm di Arzano, Ciro Salzano, direttore Aias Lello Marangio, scrittore e il comico Lino Barbieri che ha simbolicamente consegnato alla Uildm le chiavi del minibus.

 

[Fonte Bc Communication Services ]

Gli imprenditori donano alla Uildm minibus per trasporto disabili

Mercoledì 25 ore 20 da Frijenno Magnanno cena di gala di beneficenza

Showman, istituzioni e associazioni all’evento organizzato da Carmine Donzetti

Un minibus attrezzato per il trasporto disabili, completo di nove postazioni, sarà consegnato mercoledì 25 alle ore 20 alla Uildm, alla presenza del presidente nazionale, Marco Rasconi, nel corso di una serata di beneficenza organizzata da Carmine Donzetti, pizzaiolo di Frjenno Magnanno che da sempre è vicino a Telethon e all’Unione Italiana per la lotta alla distrofia muscolare.

L’azione si inquadra nel più ampio progetto “Pizza senza barriere” che vede impegnato proprio Carmine Donzetti: il pulmino è il secondo che viene donato alla Uildm “Giovanni Nigro” di Arzano. Il primo, per il trasporto di sei persone, era stato offerto dallo stesso pizzaiolo il 28 maggio dello scorso anno.

Ma l’attività di beneficenza non termina con l’acquisto dei due mezzi: l’intero ricavato della serata di gala (25 euro a persona) sarà infatti donato alla Uildm di Napoli-Arzano per il sostegno alle attività ricreative dei ragazzi.

E’ stata inoltre attivata una raccolta fondi attraverso la vendita di un particolare tipo di pizza, “la Donzetti”, i cui proventi serviranno a coprire parte delle spese necessarie al funzionamento dei veicoli. Dal primo agosto, in carta, sarà possibile trovare anche la versione realizzata per i mesi più caldi, denominata “la Donzetti estate”, i cui ingredienti saranno svelati nel corso della serata di gala.

Numerose le presenze istituzionali che già hanno garantito la propria adesione a sostegno dell’iniziativa.

Frijenno MagnannoInterverranno alla serata organizzata da Carmine Donzetti di Frijenno Magnanno e da Salvatore Leonardo, presidente della Uildm di Arzano:

Marco Rasconi, presidente nazionale Uildm

Tommaso Pellegrino, presidente Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni

Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale

Francesco Moxedano, consigliere regionale

Flavia Sorrentino, delegata del Sindaco di Napoli, Luigi De Magistris all’Autonomia della Città Metropolitana

Elpidio Capasso, consigliere Comune di Napoli

Osvaldo Barba, vicesindaco Comune Arzano

Anna Errichiello, assessore alle Politiche Sociali Comune di Arzano

Francesco Lettieri, fondazione Telethon Sud Italia

Attilio Albachiara, presidente Associazione Mani d’Oro

Gerardo e Vincenzo Nigro, figli del fondatore della Uildm di Arzano

Ciro Salzano, direttore Aias

Lello Marangio, scrittore

La serata sarà introdotta dalla giornalista Brunella Cimadomo e allietata dal noto comico  Lino Barbieri.

Il ticket per la cena di gala è di 25 euro e il ricavato sarà interamente devoluto alla Uildm.

La serata si svolgerà da Frijenno Magnanno, via Atellana 3 – Arzano, Napoli.

Per prenotazioni: 081.5734136

 La gran finale per scoprire la migliore pizzeria d’italia e del mondo del 2018

Sale spasmodica l’attesa per scoprire la migliore pizzeria d’Italia e del mondo del 2018. Manca davvero poco infatti alla gran finale di 50 Top Pizza, in scena martedì 24 luglio presso il bellissimo Teatro Mercadante di Napoli (in Piazza Municipio, 46).

Una serata speciale per la pizza, durante la quale saranno svelati, e premiati, i primi 50 classificati della prima e più importante guida on-line di settore, il fortunato progetto editoriale che porta la firma di Barbara Guerra e Albert Sapere, curatori del congresso LSDM e del giornalista enogastronomico Luciano Pignataro.

Una seconda edizione che, dopo il grande successo del 2017, ha visto salire a 1.000 il numero di pizzerie recensite, con l’introduzione della legenda dei forni, da 1 a 5 scalando la vetta della classifica.

50 Top PizzaE a essere premiati in quel di Napoli saranno i locali “top” tra le posizioni 50 e 11, con 4 forni, e quelli nella top ten, ovvero il gotha della pizza mondiale, con 5 forni. Saranno inoltre consegnati 20 premi speciali nonché 8 riconoscimenti internazionali a pizzerie provenienti da 5 diversi continenti. Ad essere rappresentate nella top 50 saranno ben 13 regioni d’Italia, a dimostrazione di un movimento in netta crescita qualitativa sull’intero territorio nazionale.

Non mancheranno le sorprese – annunciano gli autori – tra new entry e locali che al contrario perderanno qualche posizione. Una serata che, sebbene il progetto sia giunto solo al secondo anno di vita, è già attesissima e per molti, pizzaioli, operatori del settore e appassionati, costituisce il momento clou dopo un anno di lavori. Noi vogliamo che sia la festa di un intero movimento e un giusto riconoscimento per chi opera con passione, studio, ricerca e voglia di migliorare di anno in anno. Se pensiamo che le pizzerie in Italia sono oltre 70.000, fino a 100.000 calcolando tutte le attività che servono pizza, essere tra le nostre 1.000 deve rappresentare un motivo di orgoglio; vedere poi la propria insegna tra le top 50 è quanto di meglio si possa desiderare. Ricordiamo che a essere valutato non è il solo prodotto, ma anche tutto ciò che gli gira attorno, dal servizio, alla carta dei vini e delle birre, passando per l’arredamento. A giudicare, nel rispetto dell’anonimato e pagando il conto, sono i nostri 100 ispettori, coadiuvati da quest’anno, per la stesura del ranking finale, da una giuria di qualità composta da 20 esperti nazionali.”

50 Top Pizza, prima guida online delle migliori pizzerie d’Italia e del mondo, è un progetto sostenuto da Consorzio della Mozzarella di Bufala Campana Dop, Consorzio di Tutela del Prosecco Doc, Consorzio di Tutela del Provolone Valpadana Dop, Pastificio di Martino, Olitalia, D’Amico, De Nigris 1889, Birrificio Valsugana, Solania, Acqua Panna e S. Pellegrino.

 

Fonte [ MGLOGOS ]

 Una filosofia divenuta progetto, oggi una delle migliori offerte gastronomiche casertane
 
Tre, il numero perfetto, gli anni che raccontano, talento, impegno, ricerca e soprattutto sacrifici, ore di lavoro, unione familiare e voglia di migliorarsi sempre di più, questa la ricetta del successo del ristorante, pizzeria e caffetteria Tre Farine, il locale dei fratelli Nicola e Ivan Ferraro ubicato in un elegante palazzo ottocentesco di Caserta, che ieri sera ha festeggiato il terzo anniversario dall’apertura con un grande Gala, insieme a tutto il personale, gli amici, i fornitori, collaboratori, nonché imprenditori e autorità istituzionali.
“Le sfide in questi anni, anche se pochi, in una città come Caserta che sta vivendo una rinascita dal punto di vista culturale e gastronomico, sono state tante e sempre stimolanti – ha spiegato Nicola Ferraro, general manager di Tre Farine – ma con la passione e la forza di una famiglia come la nostra, siamo ancora qua con diversi progetti in cantiere e nuovi piatti da far scoprire”.
Oggi, il locale divenuto uno dei punti di riferimento per la cucina che si contraddistingue per la lavorazione delle migliori materie prime che il territorio offre stagione per stagione, piatti semplici senza fronzoli in cui emerge la qualità degli ingredienti, ma anche per la pizza curata da Ivan Ferraro, un settore a cui si è avvicinato nel 2005 con l’apertura di Pomopizza, un’azienda di famiglia per poi proseguire poi al Tinozzo ristorante pizzeria nel centro storico sempre a Marcianise.
Dopo una serie di corsi e master di Pizzaiolo è approdato a Caserta con il progetto Tre Farine, stravolgendo un po’ il concetto di pizza. “Posso dire che qui mi sono affermato con la nuova tendenza di pizza a ‘canotto’ – dichiara Ivan – altissima idratazione e tempi lunghi di lievitazione, cornicione molto pronunciato”.
Nel corso di questi tre anni, anche se molto in sordina, Tre Farine è stato il teatro di vari eventi: per esempio è stato scelto come set cinematografico per il film “Gramigna”, in programmazione dal 3 luglio 2018, in prima serata, sui canali Sky Cinema Hd. Inoltre, il locale è affiliato FiSar, associazione con la quale, tra le altre cose, vengono organizzati corsi di sommelier.
E, ancora, qualche mese fa è arrivato il premio imprese 2018 Confesercenti come esempio di sviluppo del territorio e sono presenti in varie classifiche delle migliori pizzerie, tra cui anche quella di Luciano Pignataro e nella guida “50TopPizza” con la menzione “da non perdere”.
“ In questi tre anni c’è chi è arrivato e chi è andato via ma anche questo ha contribuito a far crescere l’attività e ad arricchirsi di esperienza – ha aggiunto Nicola Ferraro– tutto fa esperienza ed occorre prendere la parte buona di quegli avvenimenti lavorativi che ti offrono momenti di riflessioni, il tutto per ripartire ancora con più entusiasmo. Possiamo dire che abbiamo dato anche noi una determinata impronta di formazione a chi è passato nella nostra cucina, in quello che è ovviamente un gioco di ruoli con reciprochi interscambio professionale. E siamo contenti di ciò, il tutto con l’intenzione di migliorare sempre di più per non deludere mai la nostra clientela”.
 “La voglia di mettersi in gioco, a fronte delle nuove sfide che il mercato ci propone, resta alta. Raggiunto questo traguardo non possiamo che prenderlo come nuovo punto di partenza per tante altre storie da raccontare. L’evento è nato per ringraziare chi con noi ha contribuito a questa storia: le nostre mogli, il vero motore di Tre Farine che ci accompagnano in questo progetto, gli chef, i collaboratori cucina, pizzeria, caffetteria e alla sala” concludono i due fratelli, Nicola e Ivan Ferraro.
Antonella D’avanzo

Tra le curiosità,”Margherita e le sue sorelle”:

menù dedicato alle interpretazioni della grande classica.

“La nostra pizza ha uno stile tutto suo, riprende le fattezze della tradizionale pizza napoletana ma con un gusto più rustico e autentico” afferma Francesco Miranda della pizzeria Màdia di Salerno. Il pizzaiolo spiega che la pizza di tradizione salernitana si distingue per friabilità, “un prodotto più biscottato”, rispetto al disco di pasta della scuola pizzaiola napoletana, che risulta essere croccante ma morbido: un ossimoro che si può capire solo assaggiando queste specialità.

La pizzeria Màdia si propone progetto di riscoperta del gusto antico, un’esperienza nuova e alternativa per il palato del moderno estimatore della pizza, abituato al sapore più rotondo di prodotti realizzati con farine raffinate. Dal nome non è difficile immaginare che la filosofia di lavoro si rifaccia alle ricette del passato: la madia, ha spiegato Miranda, era lo scaffale su cui per tradizione veniva fatto riposare l’impasto per la pizza. Dalla passione per la farina ha origine l’idea di creare un menù dedicato ai vari tipi impasto.

Il lunedì è dedicato al sapore di un prodotto di panificazione dal gusto ricco, in grado di trattenere l’aroma del cereale: un blend di farine 50 % integrale e tipologia 1 danno vita a un preimpasto adatto alla realizzazione della pizza in pala, specialità nota per la sua croccantezza. La proposta di Màdia, per la pizza in pala, ha un gusto particolare: il pizzaiolo, mentre la descrive, lascia immaginare profumi di campagna che si sprigionano al primo morso.

Per il secondo giorno della settimana Francesco Miranda ha pensato di proporre una selezione di impasti colorati: “utilizziamo ingredienti naturali per tingere di colore la massa di pasta che darà luogo alla pizza. Il giallo della curcuma, il verde degli spinaci, il rosso del peperone crusco”. Elementi presi dal mondo vegetale e dalle spezie che danno un tocco di novità al tradizionale piatto.

Mercoledì la selezione si focalizza sulla purezza della tipologia di farina: la tipo 2 permette di ottenere un impasto 100 % integrale a tutto corpo, ha specificato il pizzaiolo. Una rarità nel mondo della pizza che nel locale di Miranda viene proposta almeno una volta alla settimana. Farine di grani antichi come la senatore cappeli, grano riscioli e saraceno sono all’ordine di ogni giovedì.

Màdia“Con il nostro lavoro vogliamo trasmettere un’esperienza: un ritorno alle origini del gusto del prodotto panificato” ha affermato il pizzaiolo salernitano. “Un tempo non esistevano mulini che davano farine raffinate come avviene oggi. Con il progetto Màdia ritorniamo a un’epoca in cui la normalità era mangiare un prodotto di farina che trattenesse le parti cruscali e il germe di grano: sostanze nobili e nutrienti che conferiscono particolare aroma all’impasto”.

Da queste premesse di amore per il lavoro e ambizione di offrire un prodotto distinto, la volontà di stupire il cliente con una pizza del giorno: “per gli ingredienti delle pizze che produciamo, i nostri grossisti sono i piccoli salumifici del territorio locale, premiamo le piccole produzioni artigianali”, ha spiegato il giovane pizzaiolo. “Raccontiamo il territorio campano con l’utilizzo dei più buoni prodotti agroalimentari: pomodoro del Piennolo del Vesuvio, pomodorino di Corbara, pomodoro Antica Napoli – specificando che è un presidio Slow Food – e, naturalmente, il pomodoro di San Marzano, fanno costantemente parte del nostro lavoro”.

Miranda ha poi parlato di stagionalità, criterio che guida la scelta dei suoi ingredienti per pizza. Sulla base dei prodotti a disposizione ha realizzato un menù dedicato alle varie interpretazioni della classica margherita: si tratta della “Margherita e le sue sorelle”. Per ognuna la base è la stessa: pomodoro di San Marzano e latticino (fior di latte o mozzarella di bufala). La novità stà nel modo in cui la classica delle pizze viene interpretata in maniera più ricca: il creativo di pizzeria Màdia ha citato la Margherita Regina, dove al condimento base viene aggiunta una spolverata di Grana Padano.

Le altre “sorelle” sono la margherita con filetti di pomodoro qualità Antica Napoli, la margherita con pomodoro del Piennolo, fior di latte e provolone del monaco. Infine scopriamo la “gialla”: margherita condita con pomodoro datterino giallo della Piana del Sele, provola affumicata e scaglie di cacio ricotta di capra del Cilento.

Màdia è un luogo di esperienza dove si assapora il gusto di una selezione di pizze tradizionali, ma con una marcia in più: ogni disco di pasta sfornato ha un percorso di lavorazione e ricerca della materia prima che differisce dagli’altri, un prodotto pensato per superare le aspettative del cliente.

 

 

Il titolare rivela: “il segreto del mestiere è distinguersi”.

“Nella scelta della pizza si è guidati non solo da una preferenza di gusto ma anche da sensibilità verso la materia prima, con particolare attenzione alle farine”: si delinea così l’atteggiamento degli avventori delle pizzerie secondo Carmine Marrazzo, pizzaiolo e titolare del locale La Nuova Saporita a Pagani, in provincia di Salerno. La percezione del disco di pasta si arricchisce di nuovi aspetti: i buongustai della pizza intervengono, con la loro scelta, sul procedimento del pizzaiolo per assaggiare un prodotto adeguato alle proprie preferenze di gusto.

La farina è motivo di sfida quotidiana per la nuova generazione di pizzaioli, secondo Carmine Marrazzo: il mestiere di chi lavora con l’arte bianca si riscopre ancor più ricco di competenze che vanno dalla ricerca delle materie prime, al confronto e persino al dialogo con la concorrenza, per cercare ogni giorno di proporre un prodotto che si distingue. La pizza che esce dal forno della pizzeria La Nuova Saporita possiede tutte le caratteristiche di una pizza equilibrata: croccante al cornicione, succulenta verso il centro, alveolata nello spessore, ma soprattutto digeribile. Un risultato ottenuto con un’adeguata lievitazione e una cottura non troppo “aggressiva”, spiega il pizzaiolo di Pagani, ma più blanda e omogenea.

Marrazzo è il fondatore della celebre pizzeria nel suo comune del salernitano: il nome La Nuova Saporita è uscito per gioco mentre era in famiglia.

“Deriva da un nuovo concetto di sapore della pizza”, ha spiegato: è questo l’obiettivo che si propone di raggiungere ogni giorno nel suo locale, ha precisato. Marrazzo è nato professionalmente in cucina prima di approdare in pizzeria: “all’età di 15 anni mi sono trasferito a Reggio Emilia per intraprendere un percorso di cucina: di lì ho cominciato a spostarmi a Bologna, Venezia e altre località del nord Italia. Solo successivamente ho capito che la mia vera strada era l’arte bianca della pizza: in questo mestiere continuo a mettere in pratica tutto il modus operandi appreso in cucina”. 

In pizzeria avverrebbero interessanti momenti di preparazione che riguardano la cucina: “la sperimentazione degli abbinamenti, oggi fondamentale anche in pizzeria – ha spiegato il titolare de La Nuova Saporitami permette di ricollegarmi al bagaglio di esperienza appreso in cucina”. 

“La pizza deve trasmettere felicità in chi l’assaggia, insieme all’amore di chi l’ha prodotta”, questi i valori che il pizzaiolo comunica al cliente attraverso il suo prodotto, ha confermato Marrazzo.

Per suscitare emozioni positive e, dunque, il desiderio di tornare ad assaggiare la stessa pizza occorre proporre un gusto nuovo e unico: qui si spiega l’importanza di sperimentare con ingredienti genuini del territorio. Una pizza che Marrazzo non toglierebbe mai dal suo menù è Donna Rosa: “l’ho dedicata a mia moglie” ha rivelato sorridendo. “Questa specialità di pizza è condita con crema di carciofi artigianale, guanciale di maialino nero, pomodoro datterino giallo e rosso, provola dei Monti Lattari”. Poi ha precisato “all’uscita dal forno aggiungo basilico, olio evo e scaglie di grana”.

Carmine Marrazzo è anche il presidente della “Accademia della Pizza”: una storica associazione che ogni anno riunisce molti pizzaioli campani nell’intento di rinnovare l’appuntamento con il Pizza Festival, l’evento che da 7 anni, puntualmente a settembre, celebra la tradizione gastronomica della pizza. Nell’ambito dell’associazione, Marrazzo ha anche promosso l’iniziativa di creare corsi di formazione per chi volesse apprendere l’arte della pizza ed entrare in un mondo lavorativo dove – ha assicurato – le soddisfazioni non mancano mai. “Il nostro settore richiede sempre manodopera esperta, da quì l’esigenza di formare nuovi e competenti pizzaioli”. 

Alla magia del Mediterraneo, un mare da sempre fonte interminabile di ispirazione su cui si affacciano tre continenti, Europa, Asia e Africa, espressione di mille cose insieme, innumerevoli paesaggi e un susseguirsi di mari, tante culture e anche tanti sapori, è dedicata la pizza dell’estate 2018 dello storico ristorante e pizzeria Bronzetti di Castel Morrone (CE).
Una proposta fresca, colorata e piena di gusto pensata dalle nuove leve della famiglia che dal 1960 gestisce l’accreditato locale morronese.
BronzettiI due giovani, il pizzaiolo Mario Cau e lo chef Luciano Fois, artefici dellanuova pizza Bronzetti (impasto con farine di alta qualità, maggiore idratazione, una lunga lievitazione, territorialità) hanno voluto creare proprio una pizza che rispecchiasse in pieno il sapore, i colori e i profumi mediterranei: un disco di pasta fragrante, saporito e digeribile condito con il rosso del pomodoro del Vesuvio, quello verace che ci fa pensare al caldo e ai tramonti infuocati, la mozzarella di bufala campana Dop affumicata, il formaggio a pasta filata tra i più antichi del nostro Meridione, le alici fresche, quelle del Golfo di Napoli, che dopo la cottura in forno insieme alla pizza, rimangono tenere all’interno e leggermente croccanti all’esterno, l’olio extra vergine di oliva, prodotto principe della Dieta Mediterranea e per finire il verde del basilico dell’orto e una grattugiata di buccia di limone, il giallo del sole che splende ed illumina le terre mediterranee.
Una pizza ricca di nutrienti benefici e antiossidanti per il nostro organismo: carboidrati, calcio, ferro, fosforo, vitamine, sali minerali e proteine. Un pasto completo che appaga vista, olfatto e gusto.
 
Bronzetti ristorante e pizzeria è in Via Francesco Prata, 3 (ex Strada Comunale) 81020 Castel Morrone (CE), telefono 0823.390035.
La pizza è possibile consumarla solo di sera.
Giorno di chiusura il martedì.

Inaugura mercoledì 4 luglio 2018 alle ore 20.30, in via Pallucci 160 a Pianura, Mastunicola, un nuovo ed accogliente locale dedicato alla ristorazione.

Mastunicola è un nome che viene da molto lontano e che oggi intende deliziare il palato di tutti coloro che vorranno trascorrere una serata all’insegna del buon cibo partenopeo, come quello di una volta.

Una cucina tipicamente napoletana che affonda le sue radici nel lontano 500 quando la pizza, quella vera si chiamava proprio così, Mastunicola: alcune fonti raccontano che questo nome deriva dalla famossisima e profumatissima “vasnicola”, ossia il basilico, presente e indispensabile anche oggi nella Margherita. Dunque, prima che la margherita prendesse il posto e si aggiudicasse come pizza con il miglior connubio di ingredienti, la pizza mastunicola era lì che deliziava e sfamava tutti i napoletani.

Strutto, formaggio, e basilico. Semplice e inequivocabile la pizza era proprio così, solo successivamente Raffaele Esposito capì che la combinazione con il pomodoro nuovo frutto proveniente dall’America del sud, assieme alla mozzarella e alla “vasnicola” avrebbe goduto della piena approvazione della regina Margherita e successivamente di tutti napoletani.

La cucina partenopea povera, ma ricca di sapore, è così famosa nel panorama culinario Italiano  e non solo, perchè non solo nei piatti vi si trova il sapore, che ahimè tutti conosciamo, ma si trova anche un importantissimo pezzo di storia fatto di una cultura popolare ricca di tradizione, una tradizione che è un vero mix di culture e sapori lontanissimi che ancora oggi abbiamo la fortuna di conoscere e tramandarci.

Mastunicola si impegna a mantenere vive tutte quelle tradizioni per regalare agli ospiti la sensazione di esplorare i  sapori di una volta in una chiave tutta moderna, offrendo una cucina tipica, regolare in ogni suo aspetto ma ricca di quei sapori lontanissimi ancora oggi presenti sulle nostre tavole.

Quei sapori che oggi caratterizzano le nostre domeniche e che tengono felicemente unite le nostre famiglie.

 

Lo staff del locale è composto da Luigi Errico (fondatore),  Raffaele Chiaiese (direttore), Gennaro Criscuolo (capo chef ), Roberta Russolillo (aiuto chef), Salvatore Gambardella (maestro pizzaiolo), Davide Criscuolo (aiuto pizzaiolo), Alberto Errico (segretario di direzione), Patrizia Guazzo (ordine pubblico).

Firmata l’intesa con il prestigioso ateneo giapponese Ritsumeikan University.
AVPN inaugura una nuova “succursale” per i pizzaioli del Giappone

E’ la seconda scuola aperta nel Paese del Sole Levante dopo Osaka.
Entrano 9 nuovi affiliati nella delegazione nipponica dell’Associazione,  la terza più grande al mondo dietro Italia e Usa.

E’ sempre più internazionale il carattere dell’Associazione Verace Pizza Napoletana (AVPN), che consolida di anno in anno la sua presenza in giro per il mondo con un numero crescente di affiliati e di nuove scuole dedicate all’antica arte del pizzaiolo napoletano, dichiarata patrimonio Unesco.

Ultima, in ordine di tempo, quella appena inaugurata a Kyoto al fianco della Ritsumeikan University, tra i più importanti e prestigiosi atenei giapponesi, che ora ospita il corso per pizzaioli veraci all’interno della neonata facoltà di Food Management.

L’apertura e la firma del protocollo d’intesa – suggellate dalla prima accensione simbolica di un forno a legna tradizionale napoletano – si sono svolti alla presenza di Antonio Pace, presidente di AVPN, Mikio Yoshida, rettore della Ritsumeikan University, Toshio Asakura, preside della facoltà di Food Management, e Stefano Auricchio, direttore generale di AVPN, ma anche dei rappresentanti della delegazione locale dell’Associazione, che, oltre ad essere la terza più grande al mondo dietro Italia e Usa, è sempre più corposa. In occasione del taglio del nastro, la delegazione AVPN Japan ha infatti accolto ufficialmente altri 9 nuovi membri (Campanile, Zizi, Pizzeria, Il Blueno, Pizzeria Hiro, Pizzeria 21, Maria, Pizzeria Bel Gioco, Pizzeria Napoli) arrivando così complessivamente a 77 affiliati.

Diventano quindi due le scuole AVPN attualmente avviate in Giappone: a maggio 2017 è stata la volta di Osaka, dove l’Associazione ha mosso i suoi primi passi ‘accademici’ in collaborazione con la scuola Jogakuin, mentre ora è il turno dell’antica capitale imperiale che ospita uno degli atenei più antichi del Paese, risalente addirittura al 1869.

AVPN“Con il Giappone condividiamo l’assoluto rispetto per le tradizioni – ha detto Antonio Pace, presidente di AVPN – ma anche l’amore per la semplicità e la qualità delle materie prime in cucina. Cosa di cui siamo consapevoli da sempre. Ma riuscire a trasformare nel tempo la Vera pizza napoletana da prodotto quasi sconosciuto ai giapponesi ad una disciplina di studio riconosciuta da un’università di altissimo profilo è un risultato che certamente non era così scontato e che ci inorgoglisce molto. Il merito va senza dubbio al grande lavoro portato avanti in questi anni sul fronte della promozione e della presenza strutturata in loco. Dal 2007 abbiamo infatti creato una nostra delegazione, tra le più importanti al mondo, oggi rappresentata da 12 fiduciari a livello regionale e da uno chef leader a livello nazionale, Nakanishi Yasuyuki”. 

La giornata inaugurale della nuova scuola AVPN a Kyoto si è conclusa con un seminario tecnico sulla Vera Pizza Napoletana, a cura del maestro pizzaiolo Attilio Bachetti, e con una serata di gala – alla presenza dei rappresentanti delle istituzioni locali – che ha celebrato il prodotto iconico del made in Italy, ora protagonista di un percorso accademico aperto agli allievi dell’Università ma anche ai tanti giovani giapponesi desiderosi di diventare pizzaioli professionisti. Per la nuova scuola nipponica sarà applicato il tradizione format didattico “Verace” utilizzato con successo a livello mondiale, anche nelle scuole di Napoli, Los Angeles, Città del Messico e Osaka. Sotto la guida esperta degli istruttori AVPN vengono affrontati tutti i principali aspetti teorico-pratici connessi alla realizzazione della Vera pizza napoletana e alla conoscenza dei prodotti della filiera. La didattica prevede inoltre un esame finale e ulteriori corsi di aggiornamento a Napoli per i più meritevoli.

 

L’ASSOCIAZIONE VERACE PIZZA NAPOLETANA
Promuovere e tutelare, in Italia e nel mondo, la vera pizza napoletana, prodotta e lavorata secondo le antiche tradizioni e usanze partenopee. E’ questa la mission dell’Associazione Verace Pizza Napoletana (AVPN), che da oltre trent’anni è in prima linea nella difesa delle pizzerie, dei pizzaioli e dei prodotti della filiera legati a questa grande eccellenza del made in Italy gastronomico, realizzata secondo le caratteristiche descritte nel Disciplinare internazionale per l’ottenimento del marchio collettivo “Vera Pizza Napoletana”, in vigore dal 1984 e redatto e registrato dall’AVPN. Fondata nel giugno 1984 a Napoli (dove ha sede legale e operativa), l’Associazione conta ad oggi più di 730 pizzerie affiliate in 43 Nazioni, dall’Australia al Giappone, dalla Russia alla Macedonia, dal Sud America all’Europa, passando naturalmente per l’Italia. Più di 460, inoltre, i pizzaioli nazionali e esteri, iscritti all’albo AVPN, nato proprio con l’obiettivo di difendere il mestiere artigianale del pizzaiolo e professionalizzare coloro che si impegnano a produrre la vera pizza napoletana, garantendo la qualità del processo produttivo e della materia prima utilizzata. Un impegno portato avanti con passione per preservare e valorizzare un lavoro, anzi un’arte, quella del ‘pizzaiuolo napoletano’, universalmente riconosciuta, tanto da entrare nell’Olimpo Unesco come patrimonio immateriale dell’umanità.

Maestro Pizzaiolo Antonio Langone e Molini Pizzuti il successo di Las Vegas a The International  Pizza Expo 2018

Lunedì 2 luglio ore 20.30 si terrà “WINNER  EVENT”

presso la sede della “Scuola Bianca Molini Pizzuti” a Montecorvino Rovella in provincia di Salerno.

Antonio Langone

Più propriamente sarà una grande festa dedicata al Maestro Pizzaiolo Antonio Langone reduce dell’ultima edizione de  The International  Pizza Expo 2018 di Las Vegas, dove ha ottenuto il titolo di Campione del Mondo per la Categoria “Gluten Free” con la sua pizza “Diano a Las Vegas”, una pizza “Detroit Style”, realizzata con i preparati senza glutine, senza additivi chimici e conservanti aggiunti, della Linea Senza Glutine Pizzeria di Molini Pizzuti.

Da oltre cinquant’anni la Molini Pizzuti, sorta nel cuore della provincia di Salerno fa dell’arte molitoria la sua più grande passione ed è sinonimo di ricerca, innovazione e impegno nella formazione di figure professionali quali panificatori, pizzaioli e pasticcieri, presso la propria “Scuola Bianca”.

Antonio Langone presenterà ai suoi ospiti e colleghi pizzaioli,  la sua “Diano a Las Vegas”, un omaggio tra la pizza  in teglia americana ed i sapori salernitani: mozzarella, friarielli, salsiccia, peperone crusco da un impasto lievitato 24 ore e con 100% d’idratazione.

Un evento Gluten Free moderato da Angela Merolla, stuzzicanti degustazioni a tema per approfondire la conoscenza dei prodotti che sono alla base di una pizza di alta qualità.

 

 

Scuola Bianca Molini Pizzuti

Corso Umberto I, 157

Montecorvino Rovella SA

www.molinipizzuti.it

Tappa al ristorante Umberto di Napoli per Michail Baryšnikov, stella della danza classica e contemporanea ma anche star del cinema e della tv. 


In viaggio in Italia per il conferimento della laurea ad honorem in “Scienze dello Spettacolo” a Firenze

 

Tappa gastronomica al celebre ristorante Umberto in Via Alabardieri per Michail Baryshnikov, il ballerinocoreografo e attore sovietico naturalizzato statunitense,  in tournée a Napoli in occasione dell’undicesima edizione del Napoli Teatro Festival Italia per la prima italiana per lo di “Brodsky/Baryshnikov” che ha visto il debutto questo 28 giugno.

Uomo raffinato ed elegante, ma anche estremamente umile, si è recato da Umberto il giorno prima del debutto per la cena. Ha ordinato un menù interamente di pesce e si è dimostrato disponibile a scattare una foto con Massimo e Roberta di Porzio, gestori del ristorante.


“Afferma di amare molto Napoli, ma tutta l’Italia in generale –ha confidato a Massimo di Porzio, poi ha aggiunto, che il 2 luglio riceverà, a Firenze, la laurea ad Honorem in Scienze dello spettacolo. Un tributo alla sua carriera creativa nelle diverse declinazioni delle arti performative, dalla danza, al cinema, al teatro che l’hanno reso uno dei più grandi uomini di spettacolo di tutti i tempi.

Ha chiuso la cena con un caffè espresso ha salutato affettuosamente tutti ed è tornato a piedi in albergo.

 

Via Alabardieri n°30, 80121 Napoli (NA)
Tel. 
081 418555,

sito: www.umberto.it

info@umberto.it,

Fb: Umberto.

Grande successo per la presentazione alla stampa di BradoPizza, il nuovo tassello del mosaico che si inserisce all’interno del format già di successo del ristorante, braceria e hamburgeria del locale di Antonio Monda e Stefano Cervone a Castello di Cisterna, diventato un punto di riferimento importante per i buongustai.

BradoPizza

 

Durante l’evento il giornalista enogastronomico e Vicepresidente dell’ “Accademia dei Baccalajuoli” Tommaso Esposito, ha conferito la medaglia di Baccalajuolo allo chef Luigi Russo de “La Lanterna” di Somma Vesuviana per la realizzazione di una pizza con il baccalà affumicato, mentre il  gagliardetto dell’ “Accademia dei Baccalajuoli” ai due titolari di BradoPizza, Antonio Monda e Stefano Cervone.

È intervenuto alla serata anche Giuseppe Sorrentino, della casa vitivinicola Sorrentino Vini, che ha illustrato le caratteristiche dei vini degustati come accompagnamento alla cena: “Vigna Lapillo Bianco”, “Vigna Lapillo Rosso” e il vino biologico “Lacryma Christi Rosso”.

 

 

Ecco il menù che è stato proposto per l’evento:

Polpetta al Sugo: polpette al sugo di S. Marzano D.O.P., mozzarella vaccina di Alvignano, basilico, olio evo.
Porchetta: provola vaccina di Alvignano, squacquerone, porchetta, crocchè, olio evo.
Genovese: cipolla, gamboncello, spolverata di pecorino bagnolese in uscita, olio evo.
Ortica: stracciata di bufala, crema di ortica, ciauscolo marchigiano D.O.P., olio evo.
Soffritto: zuppa forte, ciuffi di ricotta Bagnolese, olio evo

A concludere la cena, Panna Cotta con latte nobile dell’Appennino Meridionale con una marmellata di albicocche Pellecchielle del Vesuvio.

 

BradoPizza          BradoPizza

Brado : Via Cosimo Miccoli, Castello di Cisterna, Campania
tel: 081 803 11 80
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50 Pizzaioli Napoletani a Paradiso/Lugano, in Svizzera, conquistano il Guinness del maggior numero di pizze sfornate nelle 24 ore.

La pizzeria-ristorante “Verace” del maestro pizzaiolo Antonio Ospite, con sede in Paradiso/Lugano , in collaborazione con l’Associazione Pizzaioli “Istituto Nazionale della Pizza” ed il gruppo “GPN la Piccola Napoli”, sabato 23 Giugno ha conquistato il Guinness World Record, grazie ad un Team di pizzaioli che si è impegnato a realizzare 10.170 pizze in 16 ore.
Ad ufficializzare l’evento, per conto della GWR, è stato il giudice dott. Lorenzo Veltri.

L’evento è stato patrocinato dal comune del Canton Ticino che ha fornito una concreta collaborazione per la strutturazione logistica e la sicurezza.

Per battere il record precedente sono stati utilizzati 6 forni a legna, forniti dall’azienda partenopea “Grimaldi”, ognuno dei quali ha sfornato circa 1600 pizze caduno,  mentre il 7^ forno utilizzato è stato quello già in dotazione della Pizzeria “ Verace”.

Guinness

 

L’evento è stato reso possibile grazie agli sponsor, tutti rigorosamente campani: “Caputo” per la farina, “Orchidea” per il fior di latte, “Solania” per il pomodoro San Marzano D.O.P., “Tenuta Celentano” per l’olio extravergine delle colline salernitane D.O.P. e “Sapori di Napoli” per i prodotti da forno.

Circa 40 operatori sono stati coordinati da “Maestri Pizzaioli” che hanno raggiunto la Svizzera giovedì 21 giugno, per poi procedere nella giornata di venerdì alla preparazione dell’impasto per la realizzazione delle pizze e per la preparazione dei forni a legna.

Le pizze hanno seguito rigorosamente il disciplinare STG approvato dall’Unione Europea. La dimostrazione della bravura dei pizzaioli ha messo in evidenza “l’arte del pizzaiolo” divenuta, di recente, patrimonio immateriale dell’UNESCO.

Di seguito l’elenco dei Maestri Pizzaioli che si sono impegnati per la conquista del record:

Pizzeria    Porzio    Napoli                                Errico Porzio

Pizzeria    o’ sarracin   Nocera inferiore          Angioletto Tramontano

Pizzeria    o’ sole mio  Orta di Atella               Salvatore Lioniello

Pizzeria    Da Tonino    Bojano ( CB)              Alessandro Mosca

Pizzeria    Da Gennaro  Napoli                       Fabio Cristiano

Pizzeria    o’ Curniciello  Napoli                      Enzo e Pasquale Fiore

Gruppo La piccola Napoli                              Paco Linus con diverse pizzerie

La pizzeria Trianon – Da Ciro

partner del Gran Galà di Beneficenza per l’AVEP a Villa Signorini

Trianon

 

Anche quest’anno la  Pizzeria Trianon da Ciro sarà tra i protagonisti del Gran Galà di Beneficenza organizzato dal Lions Club Portici Miglio d’Oro a Villa Signorini ad Ercolano il 22 giugno; l’obiettivo è raccogliere fondi in favore dell’ Associazione Volontari Ematologia Pascale (AVEP).

TrianonI titolari del Trianon, da sempre sensibili alle cause benefiche, parteciperanno alla serata offrendo le gustose pizze della storica pizzeria che da quasi cento anni porta in alto la fama della verace pizza napoletana non solo in Italia ma anche nel mondo:

Siamo orgogliosi di essere nuovamente partners di questo evento benefico – affermano Angelo Greco e Giuseppe Furfaro, amministratori del Trianon – perché quando si tratta di contribuire a una buona causa siamo sempre in prima linea. Ci auguriamo, anzi, che per iniziative come questa si faccia sempre più “rete” prodigandoci tutti insieme per una iniziativa lodevole in una serata di festa”

Margherita in tre varianti per il lancio

 

Sarà caratterizzato da una “variazione di Margherita” il lancio di Impastìli, la prima pizzeria-impastificio della Campania.

Salvatore Kosta, guida operativa del locale di proprietà di Agostino e Giuseppe Palladino (agronomo il primo, avvocato con la passione per la pizza il secondo), per l’apertura fissata per domani alle 20 (Nola, corso Tommaso Vitale 54) ha pensato di proporre la più tradizionale delle pizze, la Margherita, con tre impasti diversi.

 

“Si tratta – ha spiegato Kosta – dei tre impasti che caratterizzeranno il menù del locale. L’impastificio parte dalla creazione o selezione delle farine, dallo studio del processo di lievi-maturazione dell’impasto per poi arrivare alla sperimentazione dei tre abbinamenti con il topping. E allora, proprio per dare valore all’impasto, abbiamo pensato di proporre un unico condimento, quello della tradizionalissima Margherita, servito su tre diversi impasti proprio per evidenziarne le differenze. Le tre varianti saranno ‘napoletana’,  ‘pizza in pala’ e ‘napcrunch’. L’impasto della napoletana è il più vicino a quello della versione più tradizionale con un pizzico di innovazione; l’impasto per la pizza in pala è una fusione di stili tra la focaccia romana e la pizza classica napoletana; l’impasto per la Napcrunch è l’esaltazione della croccantezza al primo morso”.

Nell’immediato futuro dell’attività c’è poi il progetto, firmato dall’architetto Antonino Pardo (che ha curato anche il locale), di installare il Molino proprio accanto al locale, in modo da consentire ai clienti per la prima volta in assoluto di assistere anche alla produzione delle farine.

Il molino, che sarà a vista, avrà una capacità produttiva di 1 quintale di farina macinata a pietra all’ora.

Quattro pizze in omaggio a quattro monumenti di Frattamaggiore

 

Il binomio pizza e cultura è stato protagonista della serata che si è svolta al PalaPizza – Il Palazzo della Pizza di Frattamaggiore (via Vittoria, n. 36) alla presenza di ospiti e giornalisti.

Enrico Di Pietro, patron del locale, figlio di chef e pizzaiolo da sempre, ha voluto omaggiare gli ospiti con quattro specialissime pizze dedicate a quattro monumenti della città frattese, frutto di un lavoro attento condotto fianco a fianco con il professor Franco Montanaro, presidente dell’Istituto di Studi Atellani.

Non condimenti qualsiasi, ma ingredienti selezionati in base al periodo storico di riferimento del palazzo in oggetto, in modo da essere il più fedeli possibile a quelle che erano le abitudini alimentari dell’epoca. È per questo, a esempio, che, in un caso, si è scelta la sugna al posto dell’olio o che si è utilizzato il pomodoro giallo in luogo del rosso.

Il percorso gastronomico, che ha visto sempre l’esaltazione del monumento dal punto di vista storico-artistico e la declinazione dell’aspetto gastronomico in dettaglio, è cominciato con la Pizza del Vicario a base di nzogna e pepe.

Subito dopo è toccato alla pizza del Vescovo con salsa di datterini gialli e provolone del Monaco Dop. Diverso il discorso per la pizza del Cannavaro per la quale Di Pietro ha deciso di utilizzare farina di canapa, in virtù della lavorazione della stessa che avveniva proprio nell’edificio da cui prende il nome.

L’elaborazione culinaria ha visto l’abbinamento dell’impasto con farina di canapa a salsiccia di maialino nero casertano e provola di Agerola. Infine è stata proposta la pizza del Borghese: una sfoglia di pizza napoletana condita con pomodorini a fresco, mozzarella di bufala a fette e basilico.

Ogni pizza, dunque, ha rappresentato un periodo storico partendo dal ‘400 per arrivare all’età moderna. Ci ha pensato il professore Francesco Montanaro, presidente dell’Istituto di Studi Atellani a illustrare le peculiarità e i segreti dei monumenti protagonisti della serata. “Abbiamo voluto ripercorrere un periodo piuttosto lungo da fine Medioevo ai giorni nostri – ha spiegato Montanaro – per prima cosa per dimostrare quanto la città frattese abbia inciso nei vari periodi storici e poi per mostrare diversi stili architettonici da quelli più antichi al liberty moderno”.

Entusiasta il sindaco di Frattamaggiore, Marco Antonio Del Prete: “Una bellissima serata che dà lustro al nostro paese con due elementi inscindibili: la nostra grande architettura abbinata alla storia e all’arte del pizzaiolo, che hanno portato in giro per il mondo grandissimi uomini frattesi”.

Tra i presenti Sergio Miccù, presidente dell’Associazione Pizzaiuoli Napoletani nonché ideatore di Tuttopizza, rassegna in programma da lunedì prossimo alla Mostra d’Oltremare di Napoli. “Come associazione sosteniamo da sempre il valore culturale dell’arte del pizzaiuolo – ha detto Miccù – e per questo che siamo particolarmente contenti per le iniziative capaci di garantire un valore etico a chi con passione e dedizione svolge questo mestiere”.

Coinvolto anche il direttore del Consorzio del Provolone del Monaco Dop, Vincenzo Peretti: “L’utilizzo del provolone del monaco DOP nelle ricette, e in particolare stasera nella creazione di Di Pietro, testimonia quanto di buono produciamo in Campania. Utilizzare il prodotto a marchio mette anche al riparo il consumatore da eventuali frodi alimentari”.

Infine raggiante il padrone di casa Enrico di Pietro: “Lo spirito della serata è stato quello di valorizzare, attraverso la pizza, la storia di Frattamaggiore. Del resto, da sempre, nel nome del mio locale è rievocato il palazzo, perché anche noi ci troviamo in un bellissimo edificio antico di Frattamaggiore. Pizza e storia – ha proseguito Di Pietro – per un territorio che mi ha accolto come un figlio e al quale devo gran parte del mio successo”.

A introdurre la serata, la giornalista Brunella Cimadomo: “E’ stato bello partecipare – ha detto – alla ricostruzione   della storia del territorio attraverso la creazione di pizze che potessero rappresentarlo grazie ad una attenta selezione degli ingredienti: dalla farina di canapa per dare risalto alla figura caratterizzante di Frattamaggiore, quella del ‘cannavaro’,  al pomodoro giallo in luogo di quello rosso, alla sugna al posto dell’olio. Un percorso che testimonia una voglia di riconquista della identità della comunità locale oltre che un impegno etico e sociale di imprenditori del settore ristorazione come Enrico Di Pietro”.

Hanno partecipato alla serata anche i rappresentanti della Birra Peroni e dei Latticini Iovine.

 

 

ELENCO PIZZE

 

Pizza del Vicario: Nzogna e pepe. È una pizza che rappresenta i primi sapori che si sono accoppiati come condimento, ma che anche oggi, nonostante le spinte salutiste che hanno indotto a limitare l’uso della sugna in cucina, riscuote il suo successo.Si tratta di ingredienti poveri che proprio nel ‘400 erano largamente diffusi.

 

Pizza del Vescovo: Salsa di datterini gialli e provolone del monaco Dop. Gli ingredienti sono stati scelti poiché i primi pomodori arrivati dalle Americhe erano proprio quelli gialli dei quali si temeva la commestibilità: addirittura si pensava fossero velenosi per cui venivano utilizzati come piante ornamentali. Il datterino è abbinato a fiordilatte di Agerola e al provolone del Monaco  DOP che ne risalta il sapore.

 

Pizza del Cannavaro: farina di canapa che richiama il prodotto tipico lavorato nello  stabile a cui si aggiunge un impasto di salsiccia di maialino nero di pura razza casertana e la provola di Agerola.

 

Pizza del Borghese: la più vicina ai nostri tempi, ma solo per ragioni storiche. Si tratta di una sfoglia di pizza condita con pomodorini a fresco, mozzarella di bufala a fette e basilico.

 

ELENCO PALAZZI

 

PalaPizzaPalazzo del Vicario: è l’unico fabbricato, non ecclesiastico, nella città di Frattamaggiore a essere stato dichiarato “di interesse particolarmente importante e sottoposto a disposizioni ministeriali di tutela integrale”. L’edificio nel 1493 per circa 10 mesi fu sede del Vicario del Re a causa di un’epidemia pestilenziale che colpì Napoli e che costrinse a delocalizzare le funzioni principali tra cui il tribunale della Vicaria. Il palazzo, che era allocato in posizione strategica rispetto alla città e alle strade di collegamento con la capitale, dallo studio dell’organizzazione del tribunale della Vicaria nel periodo del viceregno spagnolo, doveva essere capace di accogliere il Vicario col seguito, i cancellieri, le guardie e disporre di stanze da adibire a carceri che dovevano ospitare, almeno in via provvisoria, gli imputati prima che venissero giudicati per poi essere impiccati nella piazza antistante o riportati nelle carceri della capitale. Doveva quindi trovarsi in prossimità di un abitato che potesse ospitare per un periodo imprecisato tutte queste persone ed essere in grado anche di sfamarle. Fu così scelto il palazzo appena fuori dal costruito della città ma sulla strada principale proveniente da Napoli e da cui si potesse raggiungere agevolmente anche Aversa, città in cui si stabilì la corte reale fuggita col suo seguito da Napoli appestata nel marzo del 1492.

PalaPizzaPalazzo del Vescovo: di proprietà della famiglia Lupoli, è un palazzo settecentesco costruito da questa grande famiglia di commercianti di vino che vantano però tradizioni ecclesiastiche, ben tre vescovi Vincenzo, lo zio, valente teologo e giurista, fu Vescovo di Telese e Cerreto Sannita e creatore anche del Codice di San Leucio. A lui è stata intitolata una strada della città di Caserta. Poi due fratelli: Raffaele e Michele Arcangelo. Il primo, che fu discepolo di Sant’Alfonso Maria dei Liguori  e poi Vescovo di Larino, fu tumulato in Cattedrale, ma nel 1854, per la sistemazione del pavimento, la sua sepoltura venne aperta e le sue ossa andarono a ruba, quali preziose reliquie, anche se subito restituite in seguito alla minaccia di scomunica per i detentori delle stesse. Il secondo fu letterato e latinista, figlio di Lorenzo e di Anna De Rosa, fu Vescovo di Montepeloso, poi di Conza e Campagna e infine Arcivescovo di Salerno. È  sepolto nel Duomo di Salerno, in una sontuosa tomba. A lui è stata intitolata una strada del Comune di Frattamaggiore.

PalaPizzaPalazzo del Cannavaro: di proprietà della famiglia Ferro, antica famiglia frattese che si sarebbe trasferita in Frattamaggiore provenendo da un ramo di Napoli e Terra di Lavoro (molto famoso per avere goduto d’infiniti favori e stima prima da parte dei Normanni, e poi dai Reali Svevi, Angioini ed Aragonesi). La presenza dei Ferro è segnalata già nel 1522 e nel 1577 rispettivamente con Troiano e Giovan Domenico Ferro; inoltre nel 1575 (sempre dai documenti del tempo) si ha Gratiano Ferro, egli pure frattese, che fu Camerario e Camerlengo dell’Università di Frattamaggiore. Della famiglia il più conosciuto è Francesco Ferro che dette un grande impulso alla propria attività tessile di produttore di canapa e che lo portò a essere conosciuto in Italia e in Europa prima e dopo l’Unificazione, nonostante le proprie idee liberali gli avessero creato non pochi problemi durante il Regno.

PalaPizzaPalazzo del Borghese: detta anche Villa Cirillo è di proprietà della famiglia Cirillo, commercianti di legnami, ed è la massima espressione architettonica del novecento a Frattamaggiore. Costruita nel 1937 in stile neorinascimentale (ma dopotutto con alcuni significativi inserti “liberty” come le fasce fitomorfe sulla facciata) caratterizzata per il resto da due torrette che affiancano il corpo di fabbrica centrale. Un’ultima nota per ricordare che relativamente alla distribuzione planimetrica, il “liberty” non apporta nessun cambiamento sostanziale rispetto alla casa padronale dei secoli precedenti, di cui riprese peraltro, quasi alla lettera, l’impostazione: classico ingresso non ampio, poi salone di ricevimento, in genere invece molto largo e lungo da quest’arioso spazio si passava, quindi, al salotto privato e oltre ancora, alla camera degli sposi cui si affiancava il “bondoir” o letto secondario e lo studiolo del padrone di casa.

Per la prima volta il Trianon a Wine&TheCity

Anche la storica pizzeria Trianon partecipa quest’anno a Wine and The city in partnership con le Cantine Olivella.

Il 22 maggio nei  locali di Via Pietro Colletta avrà luogo la serata dedicata a Pizza, vino & baccalà con contorni poetici.

Il baccalà, che sta vivendo una seconda giovinezza non solo nella cucina napoletana ma anche nella gastronomia  di tutta Italia, si accompagnerà per una sera alla pizza con una serie di ricette a sorpresa preparate dai pizzaioli dello storico locale.

Ad accompagnare le gustose ricette, i vini delle Cantine Olivella, azienda situata alle falde del Monte Somma presso la sorgente detta “dell’Olivella” da cui prende il nome. Questi i vini che verranno serviti per l’evento:
Katà  Catalanesca I.G.P. del Monte Somma;
Lacrimabianco Lacryma Christi del Vesuvio DOP Bianco;
Lacrimanero Lacryma Christi del Vesuvio DOP Rosso.

TrianonIl baccalà che invece sposerà il più tradizionale dei piatti napoletani è quello della Famiglia De Filippo, che porta avanti la tradizione dell’antico mestiere dei Baccalajuoli dal lontano 1791, con un laboratorio dedicato alla lavorazione del baccalà adiacente al ristorante BiancoBaccalà alla rotonda di Arzano.

La serata inizierà con un aperitivo a base di baccalà ed altre stuzzicherie, mentre i “contorni poetici” ripercorreranno la tradizione della più classica poesia napoletana. Interverranno infatti alcuni artisti e poeti che si esibiranno nella declamazione di testi ispirati alla nostra città. Ecco i loro nomi: Cristiana Buccarelli, Angela Caterina, Vera Ceriello, Carmen Percontra, Pasquale Rea e Giuseppe Vetromile.

 

Il costo della serata sarà di 20 euro e l’appuntamento è a partire dalle 19.30.

 

 

 

IL TRIANON

Trianon

La pizzeria Trianon da Ciro prende il nome dal  famoso teatro  in cui si  esibivano personaggi come Totò, Macario e Nino Taranto.

Dopo lo spettacolo gli attori venivano tutti a gustare le pizze in quella che  non a caso è  considerata la pizzeria degli artisti.

Il locale si sviluppa su tre piani, ognuno con il proprio forno , e nasce in un periodo storico a cavallo tra le due guerre mondiali; per sfamare il popolo  viene creata la pizza “a ruota di carretta”, con circa 35 cm di diametro, in grado di soddisfare l’appetito di un’intera giornata. In carta oggi campeggiano, oltre alla Margherita e Marinara, anche molte varianti: con fiordilatte,  con mozzarella di bufala campana dop, con filetto di pomodoro, con uova, con funghi, alla romana, con prosciutto e funghi, con panna, con salsiccia e friarielli, con salsiccia e funghi .

E poi la Gran Trianon da otto gusti, che non è mai la stessa, perché fatta con i prodotti freschi di stagione. Tutti gli ingredienti sono a marchio Dop e provenienti dal territorio, fatta eccezione per i salumi. L’impasto ha una lievitazione di circa 12  ore.  Il Trianon oggi è anche a Salerno in piazza Flavio Gioia e a Sorrento. 

Nelle sedi Trianon non esistono giorni di chiusura, le pizzerie sono sempre sempre aperte, a pranzo e a cena.

Al PalaPizza- Il Palazzo della Pizza di Enrico di Pietro,  evento gastronomico per valorizzare monumenti

Il prossimo 16 maggio, a partire dalle ore 19,  grande evento food a Frattamaggiore al PalaPizza – Il Palazzo della Pizza di Enrico di Pietro. La serata, infatti, servirà a unire l’enogastronomia alla cultura:  4 pizze, studiate per l’occasione, rappresenteranno quattro tra i palazzi più importanti del paese dell’hinterland napoletano, con lo scopo di dare nuovo vigore alla valorizzazione e al recupero di edifici storici e cortili di Frattamaggiore.

“E quale migliore veicolo si poteva utilizzare se non la pizza, uno dei pasti più popolari e conosciuti al mondo per promuovere le valenze storico-artistiche del comune. Siamo convinti – spiega l’ideatore del progetto Enrico Di Pietro – che oggi più che mai ci tocchi anche un ruolo sociale che possa servire a dare un contributo alle città che ci ospitano. Devo tanto a Frattamaggiore, che non è il mio paese natale, e ho voluto ricambiare in questo modo l’accoglienza che mi è stata fatta ”.

“Preparerò quattro tipi di pizze diverse – continua Di Pietro – con i nomi di quattro monumenti importanti del paese.
La Pizza del Vicario a base di nzogna e pepe, quella del Vescovo con pomodoro pelato giallo di Solania e provolone del Monaco Dop, quella del Cannavaro con farina di canapa, salsiccia di maialino nero casertano e provola di Agerola e quella del Borghese, una sfoglia di pizza con impasto, doppia cottura con aggiunta di bocconcini di bufala, pomodoro ciliegino basilico e parmigiano”

Alla serata, insieme al padrone di casa, Enrico di Pietro, saranno presenti il sindaco di Frattamaggiore, Marco Antonio Del Prete, Francesco Montanaro, presidente dell’Istituto Studi Atellani che racconterà la storia dei monumenti protagonisti e Vincenzo Peretti, direttore del Consorzio del Provolone del Monaco Dop.

 

NonSoKe: la proposta Special della settimana

La proposta Special: tradizione e stagionalità in un matrimonio perfetto

La proposta Special della settimana di NonSoKe: un connubio perfetto quello tra fave, pancetta e pane casareccio che ricorda la colazione del contadino e le gite fuori porta di questo periodo dell’anno a cui si è ispirato il talentuoso pizzaiolo Antonio Di Crescenzo della pizzeria e ristorante NonSoKe dei coniugi Giovanni e Patrizia Balletta che ha sede a Santa Maria a Vico (Caserta), Prolungamento Viale Libertà.

Una tradizione probabilmente risalente alle feste di primavera degli antichi Romani, molte delle quali culminavano in banchetti ricchi di primizie, meno impegnativi di quelli che venivano serviti nei palazzi, in un clima di condivisione, di spensieratezza e di quiete.

NonSoKe proposta SpecialColazione vincente quindi che resta immutata sfornata in una forma delicata e soprattutto molto gustosa nella nuova proposta Di Crescenzo, un pizzaiolo che dimostra sempre di più la sua bravura non solo negli impasti ma anche nella conoscenza delle materie prime e della loro preparazione, mai banale, e di amare gli ortaggi e le verdure.

Sul suo leggerissimo e profumato impasto: fior di latte di Agerola, pancetta locale aromatizzata, fave dei contadini locali, ricotta di bufala campana, pepe e olio extra di oliva.

Una sapiente combinazione degli ingredienti che rappresentano una gioia prima per la vista e poi per il palato.

Oltre all’offerta di questa settimana vogliamo presentare anche una pizza che troviamo a menù che al NonSoKe sbanca: la “Baci di Sole”, un capolavoro dedicato alla Campania e alla Sicilia che vede una salsa di pomodorini gialli, filetti di alici di Cetara, pomodori del piennolo del Vesuvio, granella di pistacchi di Bronte e cucunci dell’isola di Salina.

Una vera e propria esplosione di colori e profumi che ci portano tra le meraviglie di queste due regioni del Sud Italia facendoci immaginare il sole caldo dell’estate.

nonSoKe proposta SpecialNonSoKe Pizza e Cucina

Prolungamento Viale Libertà (adiacente al Parco Acquatico Happy Days) 81028 Santa Maria a Vico (CE)

Tel. 0823.758357 – 347 4778502. Giorno di chiusura il martedì.

 Palapizza: il palazzo della pizza

PalaPizza – Il Palazzo della Pizza nasce nel 2009 a Frattamaggiore (Napoli), grazie alla volontà ed alla passione di Enrico Di Pietro, titolare e Maestro Pizzaiolo, tra i protagonisti del record della pizza più lunga del mondo, erede di una radicata tradizione familiare nel campo della ristorazione d’eccellenza.

 

 

Situato in uno stiloso palazzo antico, una location unica nel suo genere, il PalaPizza si presenta quale un locale ampio, accogliente, caratterizzato da un arredamento elegante, essenziale, dotato anche di un gradevole dehors, tale da essere adatto ad eventi e cerimonie.

 

Il sodalizio frattese si erge pertanto fedele alla tradizione culinaria partenopea, senza disdegnare un tocco di originalità ed innovazione, tale da presentare in carta una gran varietà di impasti e di farciture, con una particolare attenzione rivolta ad esigenze alimentari particolari.

 

 

 

Per quanto riguarda gli antipasti, oltre al classico tagliere tutto da gustare ricco dii eccellenti salumi e formaggi, svetta senza dubbio la proposta di friggitoria, rigorosamente artigianale, declinata nell’utilizzo di una materia prima genuina e di qualità.

 

 

Tra arancini e crocchè, questi ultimi preparati anche nell’interessante variante alla patata viola, si arriva alle frittatine, il vanto del PalaPizza, disponibili in versione classica  a base di carne tritata, provola e piselli, così come in elaborazioni a base di melanzane, peperoni, salsiccia e “friarielli”.

 

Per quanto riguarda invece le pizze, la Margherita, simbolo dell’arte del pizzaiolo napoletano, risulta essere declinata nell’utilizzo di prodotti esclusivamente d’eccellenza, ovvero Pomodoro San Marzano DOP, Fior di Latte di Agerola, basilico ed olio EVO.

 

 

Indubbiamente rappresentativa la Montegrappa, il personale omaggio di Enrico Di Pietro alla cittadina di Frattamaggiore, sapientemente farcita con vellutata di zucca, Provola di Agerola, schiacciata di patate, pancetta croccante, basilico ed olio EVO.

 

 

In conclusione, non mancano gradevoli dessert, per un dolce fine pasto.

Insomma una proposta gastronomica concreta, basata su lavoro ed innovazione, esaltata da un servizio cordiale, puntuale, preciso.

 

 

 

PalaPizza – Il Palazzo della Pizza

Via Vittoria, 36, 80027, Frattamaggiore (Napoli)

+ 39 081 832 20 40

Facebook: PalaPizza – Il Palazzo della Pizza

 

 

La pizzeria Polichetti a Casal San Potito:  un connubio di leggerezza e bontà

 

Antonio Polichetti, figlio d’arte, giovane pizzaiolo di 23 anni, che dopo aver conseguito il diploma presso il liceo scientifico, sceglie di cambiare rotta.

Inizialmente nel 2014, decide di intraprendere la strada della ristorazione, frequentando un corso professionale di cuoco presso le scuole del Gambero Rosso di Nola.

Dopo aver seguito il corso di cucina, decide di imparare, con l’aiuto del padre, la nobile arte della pizza e di continuare l’attività di famiglia.

E’ ormai, da circa 3-4 anni che il giovane pizzaiolo lavora presso la pizzeria di famiglia, mettendoci impegno, passione ed anche un pizzico d’ innovazione, sperimentando quotidianamente nuove combinazioni di ingredienti da proporre alla sua clientela.

Dal menu della pizzeria Polichetti a Casal San Potito a Roccapiemonte, si evince la cura e la ricerca della qualità delle materie prime: partendo proprio dal tipo d’ impasto della pizza, dove vengono utilizzati due blend differenti.

Il primo con una particolare tipologia di farina di tipo 1, mentre il secondo viene realizzato con un composto ai multicereali che comprende al suo interno otto tipi di cereali diversi. Ciò le rende uniche, leggere e digeribili e non soltanto belle da vedere.

polichettiPer realizzare una pizza di qualità, la passione non basta, perché ci vogliono all’ incirca 90 ore di lievitazione, utilizzando un pre-impasto con la tecnica della biga.

Ad una fase di pre-fermento che dura per circa altre 18 ore, segue una fase a temperatura controllata per altri 3 giorni, per poi essere finalmente utilizzato.

La maggior parte degli ingredienti che servono a condire le pizze vengono presi da aziende campane come ad esempio per i pomodori la scelta è ricaduta per il San Marzano della ditta Grimaldi, oppure il Piennolo dell’azienda Bucce di Pomodori, ed infine, il famosissimo Corbarino prodotto dalla ditta Corbarì.

Per quanto riguarda le altre materie prime che servono per guarnire le pizze utilizzano in particolare l’olio Cantine Barone, mentre invece, per i salumi, ci si rifornisce presso due grandi aziende specializzate: Cillo e Ciarcia oltre che la squisitissima pancetta di Paolo Parisi accompagnata dal cacio-cavallo del caseificio Aurora di Paolo Amato e dal conciato romano prodotto da Manuel Lombardo.

Pezzo forte degli antipasti è la polpetta con ripieno di ricotta e salumi del caseificio Aurora di Paolo Amato accompagnata da una pizzetta fritta realizzata con cipolla caramellata di Montoro e battuta di lardo della ditta Cillo.

polichettiParticolarmente apprezzata dalla maggior parte dei clienti è la pizza che prende il nome di: verticale di pomodori realizzata con il San Marzano, pomodori Datterini freschi, alici di Cetara, aglio, peperoncino e pomodori secchi di San Gerardo Maiella, il tutto condito con olio extravergine messo a fine cottura sulla pizza.

Un’ altra pizza che ha avuto un riscontro positivo con la clientela in questo periodo dell’anno è quella con l’impasto ai multicereali dove vi è l ‘ abbinamento  delle fave, il prosciutto cotto arrostito della ditta Cillo, con una spuma di provola del caseificio San Marzano.

Delizioisi i dessert realizzati dalla mamma tra cui un tiramisù che fa parte del menù fisso a cui fa compagnia qualche volta una crostata di ricotta pere e cioccolato e una cheescake fatta con varie confetture a seconda della frutta di stagione.

Il locale dal retrogusto rustico conta 75 posti, di cui 40 nella sala interna e 35 in quella esterna, d’ inverno dotata di una stufetta che rende l’ambiente più caldo e confortevole per i suoi clienti.

Grande successo per l’apertura
di Hashtag – Pizza in Cantina

Ha aperto lunedì 23 Aprile  Hashtag -Pizza in Cantina, il rivoluzionario locale di Vairano Patenora sito in via
Stazione 5, a pochi passi dal luogo in cui avvenne l’incontro tra Garibaldi e Vittorio Emanuele II nel 1860.

Hastag rappresenta una nuova frontiera in materia di Pizzerie, completamente alternativo rispetto a tutte le
pizzerie di ultima generazione.

HastagNato all’istituzione di tre imprenditori, Antonio Buonanno, Marco Esposito e
Pasquale Cecere, sorge in uno degli edifici più antichi di Vairano Patenora che i soci hanno ristrutturato
completamente, rispettando però tutti i materiali originali della struttura.

Hashtag – Pizza in Cantina propone sia una pizza realizzata con prodotti di altissima qualità che un’ottima cucina
tradizionale.

Ulteriore punto di forza i selezionatissimi salumi al taglio nonché una ampia cantina di vini, tra i quali spiccherà
anche una selezione di vini naturali.

HastagAl forno delle pizze ci sarà Francesco Pone, giovane e promettente pizzaiolo napoletano con già alle spalle una
carriera in alcune importanti pizzerie cittadine. In cucina lo chef Ciro De Maio.

Il locale si struttura su tre livelli. Al piano terra la sala con due forni a vista e ampia cucina, al piano superiore
ulteriore sala che prevede un privè per circa 12 persone e cantina sottostante, a temperatura costante con
tavolo conviviale, ottima proposta anche per occasioni particolari.

 

Buon compleanno Re Denari!

Case history per il Digital Marketing,
formula di successo per la sua “buona pizza”

Quasi due anni di lavoro intenso, costellato da grandi successi e non solo di pubblico. Merito di una vocazione che poggia le sue basi sui migliori pilastri: materia prima di qualità e rigoroso rispetto della stagionalità e del territorio.

La pizzeria Re Denari, giovane creatura di imprenditori altrettanto giovani e di talento come Alessandro Truono e Alessio Pironti, ha festeggiato di recente la segnalazione come case history nel nuovo libro dell’esperta di food & restaurant marketing Nicoletta Poliotto: “Digital Food Marketing” – Guida Pratica per ristoratori intraprendenti (Casa Editrice Ulrico Hoepli Editore), di fianco a casi di successo nazionale.

Re DenariMerito anche del consulente Fabrizio Todisco, riferimento creativo ed indiscusso nel settore, impegnato a prendersi cura di Re Denari sin dagli esordi.

Sono stimoli a far di più e meglio, riconoscimenti che ci confermano che la strada che stiamo percorrendo è proprio quella giusta”, commenta Alessandro.

E i cambiamenti non ci spaventano e non ci faranno cambiare rotta, di recente la nostra strada e quella del pizzaiolo Antonio Langone si sono divise, ma il solco è tracciato e stiamo continuando con Vincenzo Falchetta che ha sempre fatto le sue veci e condivide tutte le scelte di impostazione fatte in principio”.

Siamo felici per i riconoscimenti internazionali di Antonio, ma i suoi numerosi impegni – ormai da più di un anno – non riuscivano a garantire un lavoro costante all’interno della nostra pizzeria”, conclude.

In questo momento a rubare la scena è lui: il nuovo menù primaverile. Come sempre a farla da padrone sono i migliori prodotti DOP e Presidi Slow Food campani, i quali hanno permesso a questo gettonatissimo indirizzo salernitano di “costruire” pizze leggere, dal sapore pieno e dal carattere forte.

Farina di tipo 0 ed una lievitazione di almeno 24 ore rappresentano una base imprescindibile.

Diritto di nomina per una delle new entry più originali: l’Urticarella con una base di crema di ortiche e la saporita salsiccia di Castelpoto (piccolo Presidio Slow Food sannita).

Ad accompagnarla diversi altri prodotti dell’orto, come basi con crema di piselli oppure di carciofi, ma anche gli asparagi selvatici.

Re DenariPizzeria Re Denari

Via Pietro del Pezzo, 60

www.redenari.it

Pagina FB “Re Denari”

Santa Maria a Vico, al NonSoKe brillano le pizze di Antonio Di Crescenzo

Questa settimana la proposta Special è la Burrata di Bufala

 

Impasto soffice e ben lievitato, materie prime stagionali e di qualità, lavoro, ricerca e tanto amore: questi gli ingredienti che hanno fatto della pizzeria e ristorante NonSoKe il punto di riferimento di Santa Maria a Vico (CE) per gli amanti della pizza, quella per cui si ritorna perché “vale il viaggio”.

NonsokePizzeria ma anche ristorante, il concept NonSoKe ideato e nato tre anni fa con i coniugi Balletta, Giovanni e Patrizia, che sin dall’inizio ha  sposato appieno la filosofia del buono e dove il clima che si respira è sempre stato sereno come quello di una grande famiglia affiatata.

Ai fornelli c’è Giovanni Papa, un bravo chef proveniente da cucine che gli hanno consentito di rendere il suo bagaglio esperienziale importante, mentre, al forno troviamo Antonio Di Crescenzo, maestro per diversi corsi di qualifica per la professione di pizzaiolo con un vissuto di 23 anni lavoro trascorso tra l’Italia e l’estero, supportato da due giovani collaboratori, Gennaro Grieco e Pasquale Magliulo.

 

NonsokeLa pizza, dall’impasto ben lievitato e maturo, con un cornicione non molto pronunciato asciutto e ben alveolato è proposta nelle versioni classiche come: la margherita con pomodoro San Marzano Dop, fior di latte di Agerola e olio extra vergine di oliva e la napoletana dove ad accompagnare il profumato pomodoro ci sono le alici, l’aglio e l’origano. Al repertorio classico è accostato quello delle pizze “Speciali” per i palati che vogliono sperimentare qualcosa di nuovo con ingredienti territoriali e di stagione abbinati in modo molto equilibrato tra loro.

Fuori menù, questa settimana troverete una Special di livello stellare, la Burrata di Bufala, con pomodoro del piennolo confit e knell di burrata fresca che stesso Di Crescenzo prepara ed erbette mediterranee e pepe macinato.

Una pizza gustosa e bella da vedere che sprigiona i profumi della Campania e racconta la bravura della famiglia NonSoKe. Sempre come offerta settimanale, si alternano le pizze con impasti alternativi realizzate con farina integrale, ai cereali, di segale al pomodoro e quella al mais.

Tra le fritte: la tipica napoletana con ricotta, provola, cicoli, dove al posto del salame napoletano c’è quello di suino di Razza Casertana e ancora, l’islandese con scarola riccia croccante, filetto di baccalà, olive nere e pinoli.

I fritti serviti in accompagnamento a salsa agrodolce NonSoKe sono tutti artigianali, a partire dal crocchè di patate senza impanatura, il morso ideale prima di passare alle pizze.

NonsokeNonSoKe Pizza e Cucina
Prolungamento Viale Libertà (adiacente al Parco Acquatico Happy Days)
81028 Santa Maria a Vico (CE)

Tel. 0823.758357 – 347 4778502

 IL MONFORTINO: IMPASTI PER TUTTI I GUSTI

La pizzeria “Il Monfortino” nasce a Caserta, dall’esperienza  e passione di Francesco Di Ceglie e Fabio Russo, in corrispondenza della caratteristica frazione di Centurano. Si tratta di un locale attento sia allo stile classico napoletano, declinato con lievito madre e prodotti artigianali italiani, ma anche ai palati più esigenti, tale da presentare in carta un gran numero di impasti e farciture, dal grano arso alla canapa al cacao, dal tartufo al pistacchio di Bronte.

Tantissimi ospiti ne hanno già potuto saggiare la proposta gastronomica, facilitando senza dubbio il conseguimento del Pizza Expo 2016, importante manifestazione tenutasi presso la Reggia di Caserta, così come del 3° Trofeo Pulcinella di Acerra, categoria “Napoletana Tecnica”.

Il Monfortino” può essere pertanto considerato già un punto di riferimento non solo per gli abitanti della zona, ma anche per gli oramai sempre più numerosi “gastro-turisti” alla ricerca di un contesto confortevole e concreto, sincero e senza fronzoli. Stuzzicanti gli antipasti e la proposta di friggitoria, interessante la “Luna Rossa Casertana”, una pizza farcita con  polpettine di Maiale Nero Casertano, pomodorini del Piennolo, fiordilatte di Agerola e ricotta di fuscella.

Indubbiamente rappresentativo l’omonimo “Monfortino”, specialità della casa, una sorta di ripieno al forno leggero e particolarmente gradevole, sapientemente farcito con Mozzarella di Bufala Campana DOP, Prosciutto di Parma DOP, il tutto ricoperto con pomodorini, rucola e scaglie di Parmigiano Reggiano 36 mesi, disponibile anche nell’”esotica” variante alla curcuma.

In conclusione, per i più temerari e mai sazi, il menù prevede anche tutta una serie di “bombe caloriche”, dal ripieno alla Nutella fino agli straccetti fritti, il tutto abbondantemente farcito.

Insomma proposte indubbiamente “audaci”, ove tuttavia lavoro e sperimentazione risultano essere alla base dell’offerta gastronomica. Circa 40 posti a sedere disposti in una doppia sala, un servizio di asporto opportunamente potenziato, cortesia e professionalità: ciò risulta essere alla base del sodalizio casertano.

il monfortino
Pizzeria “Il Monfortino”
Via Giulia 7, 81100, Caserta (CE)
+39 0823 472535
Aperto 7 giorni su 7 a pranzo e cena.
Domenica e Lunedì solo la sera.

[EDITOR]

Alessandro Piro

Sustable, la pizzeria che diventa bistrot

Sustable, sincrasi di Susta (cognome del proprietario) e Table (pronunciabile sia in inglese che in francese), è il locale in cui è stato possibile testare i nuovi piatti del bistrot, prima ancora dell’apertura e del lancio del menù.

Il nostro direttore Renato Rocco è stato tra i pochi ad essere stato selezionato per quest’iniziativa.

sustable

E’ un esperimento quello che si è svolto a Volla, via Filichito 102, alla tavola di Salvatore Susta.

La proposta gastronomica è firmata dalla scuola Dolce e Salato ma segue un format innovativo poiché i clienti potranno partire dalla scelta delle combinazioni di ingredienti proposti e scegliere se metterli sulla pizza, in un crostone o farseli servire in insalata.

sustable

Un gioco che ben si addice alla nuova tipologia del locale che da pizzeria, su forte spinta anche di Sara Susta, figlia di Salvatore, diventa bistrot, termine che nella sua accezione originaria indicava l’osteria.

“Innanzitutto perché – spiega Salvatore Susta – c’è una veste di internazionalità. Non perché la cucina sia internazionale ma perché, al contrario, i piatti della tradizione napoletana sono internazionali. Poi perché c’è l’elemento della convivialità e della condivisione. E, infine, perché Sustable rimanda anche al concetto di sostenibilità”.

La sperimentazione che si è svolta quando il locale non è ancora oggetto di ristrutturazione, è servita a condividere, dal basso, la nuova impronta gastronomica.

 

[FONTE]

BC COMMUNICATION SERVICES SRLS 

Uffici stampa/ Comunicazione/ Grafica/ Eventi

+39.3926686262 - 081.19203633

bccommunicationservices@gmail.com

bccommunication.it

POMPEI CENTRALE – BURGER – PIZZA – GOURMET  

Food, nasce “Pompei Centrale”: il nuovo format che mette tutti d’accordo

Lunedi 26 Febbraio ore 20:00

Dall’ amore e dalla bellezza di un scorcio di Pompei nasce l’idea di rivoluzionare una zona poco valorizzata della città. Così, due giovani ragazzi, Giuseppe Fortunato e Luigi D’Ambrosio, hanno investito sogni ed energie in un locale della ferrovia di Pompei a due passi dal Campanile e dal centro città.

pompei centrale

Pompei Centrale è un posto che mette d’accordo tutti: pizzeria, hamburgheria e selezione di carne entrecôte. Una fitta ed esclusiva selezione di bibite: carta di pregiati vini e Champagne, venti birre in bottiglia e sei alla spina tutte artigianali, distillati e carta dei rhum. Scelta ambiziosa quella di unire più segmenti di ristorazione in un unico locale ma è proprio questa la grande sfida: prodotti eccellenti, trattati nel massimo rispetto della qualità, in un unico posto, che accontenta tutti. Un menù curato dallo chef Alberto Fortunato, noto chef del territorio pompeiano e campano, che ha fornito la consulenza ed assistenza a tutto il team.

QUALITA’ ED INNOVAZIONE NELL’HAMBURGERIA

Una scelta importante di panini studiati per esaltare i sapori e non coprirli, rispettando ogni singola materia prima di eccelsa qualità. Sapori equilibrati che si fondono nei vari tipi di pane artigianale creati apposta per il nuovo format e se i panini proposti non soddisfano le voglie del momento nessun problema: i panini si possono comporre al momento.

PIZZERIA NAPOLETANA

Impasti tradizionali con tecniche di lievitazione innovative e all’avanguardia per rendere l’impasto leggero ed altamente digeribile. Farine importanti e prodotti di altissima qualità. Prodotti, Pomodori e mozzarella campani di aziende rappresentanti l’eccellenza territoriale campana.

SFIZIO E GRANDE TRADIZONE PARTENOPEA

Non solo pizza ed hamburger. Grigliata di carne, con particolare attenzione rivolta all’ entrecôte, ed il tradizionale cuzzetiello ripieno di tante bontà, ad esempio il ragù classico napoletano e pecorino bagnolese o trippa e fagioli. Dolci artigianali della tradizione e scelta dolciaria internazionale.

 

POMPEI CENTRALE                                                                                                      

PIAZZA 28 MARZO 1928, INTERNO FF.SS.

-081 8501405 //331 4714482 //333 9285622

 

 

Il maestro pizzaiolo Salvatore Vesi.

Nuovo look: per la sede di via San Biagio dei Librai.

La pizzeria Vesi di via San Biagio dei Librai si rifa il look. Un restyling conforme all’ ormai grande successo dovuto alle performances di Salvatore Vesi, maestro pizzaiolo, che incanta e, soprattutto, ingolosisce, con le sue creazioni culinarie.

Salvatore Vesi

Un impegno che gli viene costantemente riconosciuto grazie ai tanti premi incassati, non ultimo quello del Provolone del Monaco, che lo ha insignito perché è risultato tra i pizzaioli che utilizzano il famoso formaggio nella sua versione originale, e pregiata, avendo, tra l’altro, dedicato al prodotto, una pizza ad hoc.

L’appuntamento, dedicato alla stampa  per la presentazione del nuovo locale e delle nuove gustosissime pizze, si è tenuto ieri  22 febbraio, alle 12.30 presso la sede di via San Biagio dei Librai, 115 , e la sera per il pubblico.

la pizza : O' cappiello e' totò

la pizza : O’ cappiello e’ totò

Giornalisti e tecnici hanno avuto modo di assaporare, nel locale rinnovato, dopo quasi vent’anni dalla prima inaugurazione, tutte le succulente pizze e preparazioni di Salvatore Vesi, maestro pizzaiolo che rappresenta Napoli e il suo prodotto principe, alla clientela nazionale e internazionale, che sceglie ed apprezza la qualità di Vesi.

Una qualità che si gusta nel menu dove ogni prodotto è scelto con cura  per ottenere un caleidoscopio di sapori.

“La qualità resta sempre la stessa di sempre – sottolinea Vesi – i nostri clienti ci scelgono proprio per quello. Abbiamo solo voluto rendere la nostra sede di San Biagio più confortevole”.

ALLA PIZZERIA TRIANON DI NAPOLI
APPUNTAMENTO  A TAVOLA CON IL PORCO

 

Mercoledì 21 febbraio alle ore  20:00 alla Pizzeria Trianon di Napoli un nuovo appuntamento con il fortunato format Pizziamoci un libro , nato dalla felice partnership tra la storica pizzeria e Rogiosi Editore, durante il quale i partecipanti possono gustare pizza e bibita e assistere alla presentazione dei libri della più accurata selezione della casa editrice.

La presentazione vedrà protagonista la divertentissima Trilogia del Porco di Renato Salvetti. Nel  tempio della pizza si parlerà quindi di ricette a base di maiale presentate dalla giornalista Eloisa Crocco: la trilogia infatti comprende i libri A Tavola con il Porco,  Aggiungi un Porco a Tavola  e Porco e i suoi Fratelli.. Al termine, al prezzo simbolico di 10 euro il pubblico potrà gustare pizza, bibita e portare a casa un libro. Chi poi fosse interessato anche agli altri due volumi della trilogia potrà acquistarli sempre al prezzo di 5 euro l’uno.

IL TRIANON

La pizzeria Trianon da Ciro prende il nome dal  famoso teatro  in cui si  esibivano personaggi come Totò, Macario e Nino Taranto. Dopo lo spettacolo gli attori venivano tutti a gustare le pizze in quella che  non a caso è  considerata la pizzeria degli artisti. Il locale si sviluppa su tre piani, ognuno con il proprio forno , e nasce in un periodo storico a cavallo tra le due guerre mondiali; per sfamare il popolo  viene creata la pizza “a ruota di carretta”, con circa 35 cm di diametro, in grado di soddisfare l’appetito di un’intera giornata. In carta oggi campeggiano, oltre alla Margherita e Marinara, anche molte varianti: con fiordilatte,  con mozzarella di bufala campana dop, con filetto di pomodoro, con uova, con funghi, alla romana, con prosciutto e funghi, con panna, con salsiccia e friarielli, con salsiccia e funghi . E poi la Gran Trianon da otto gusti, che non è mai la stessa, perché fatta con i prodotti freschi di stagione. Tutti gli ingredienti sono a marchio Dop e provenienti dal territorio, fatta eccezione per i salumi. L’impasto ha una lievitazione di circa 12  ore.

Il Trianon oggi è anche a Salerno in piazza Flavio Gioia e a Sorrento.

Nelle sedi Trianon non esistono giorni di chiusura, le pizzerie sono sempre sempre aperte, a pranzo e a cena.

-Note sui libri e sull’autore-

La trilogia comprende i libri A Tavola con il Porco,  Aggiungi un Porco a Tavola  e Porco e i suoi Fratelli.  Le ricette, comprendono primi  e secondi piatti a base di carne di maiale per adulti e bambini. Ma ci sono anche sezioni per i palati hard con titoli come L’avvelenata, L’indigeribile, L’impepata di maiale, Zuppa con la botta al fegato, Passatone d’aglio. L’autore, Renato Salvetti, nasce come autore. Vincitore di un concorso letterario della Rogiosi, ha curato per la casa editrice il libro Siamo tutti colpevoli e ha pubblicato i suoi primi racconti nelle raccolte Dieci monete d’oro e Sette delitti a suon di tango (in quest’ultima ha inserito anche alcune sue canzoni in un CD allegato). Oltre alla Trilogia del Porco, è autore anche di un romanzo giallo, Doppio giallo sotto un cielo azzurro, con il quale ha vinto numerosi premi letterari.

 

Nuova apertura della pizzeria Magno.

Il nuovo inizio della famiglia Magno, pizzaioli da 5 generazioni

Apre al quartiere Vomero un nuovo e gustoso punto di ristoro. La “Pizzeria Magno” che aprirà al Viale Michelangelo, adiacente la traversa Viale Raffaello 10/12.

Il nuovo locale prevede una cinquantina di sedute, la famiglia Magno, sulla scena del mondo pizza da ben 5 generazioni, aprirà le porte della pizzeria stasera alle ore 19:00. Gli ingredienti utilizzati di prima scelta.

L’evento, organizzato da Gennaro D’Aria (Gennaro O’ Mast d’a pizza) e Salvatore Staiano, maestro pizzaiolo ed istruttore Upter pizza style School, per il sito l’artedeipizzaioli.it e per l’Accadema artistica letteraria e gastronomica d’Aria iscritta nel registro delle associazioni del Comune di Napoli, vedrà come protagonisti le farine Caputo e il pomodoro la Torrente ed il vino della famiglia dell’azienda vinicola Annarumma con la sua ormai nota “ Bomba d’Amore”, durante l’evento ci saranno anche i sigari di Stefania Di Tella e verrà fatta una diretta ad opera di Gianfranco D’Urso per la pagina Pizza Napoletana.

Noi de la buona tavola

facciamo i migliori auguri alla famiglia Magno per questa nuovo ed importante inizio.

 

DA BIOESSERÌ BRERA
ARRIVA LA PIZZA DEI FRATELLI SALVO

Lunedì 19 febbraio una nuova serata all’insegna della pizza d’autore

Milano, 8 febbraio 2018 – Bioesserì Brera, ristorante biologico nel cuore di Milano, ospita lunedì 19 febbraio l’ultimo appuntamento con le Tavole di Identità Golose.

Per la prima volta, Francesco e Salvatore Salvo della pizzeria di San Giorgio a Cremano arrivano nel capoluogo meneghino per proporre un menù unico grazie a una attenta selezione delle loro gustosissime pizze.

Pizzaioli da tre generazioni, i fratelli Salvo sono innovatori che si muovono all’interno della tradizione partenopea, puntando sugli impasti, la scelta delle farine e dei condimenti. Protagonista il meglio del proprio territorio per raccontare l’eccellenza locale e accompagnare in un viaggio alla riscoperta di sapori mai dimenticati.

Il menù della serata prevede 5 pizze per una degustazione di uno dei piatti più popolari e amati al mondo fatto di semplicità e memoria. Si parte dalle 4 a opera dei fratelli Salvo e si finisce con una di Federico Della Vecchia, chef resident di Bioesserì
Cosacca (Fratelli Salvo)

Cosacca

Cosacca

E’ una pizza nata prima della Margherita. Fu inventata a Napoli nel 1844, in occasione della visita alla Corte dei Borboni dello zar di Russia Nicola I: sopra la base di pomodoro, i pizzaioli napoletani la arricchirono con cacio grattugiato, riproduzione della neve russa. Su del pomodoro di Corbara, i Salvo aggiungeranno pecorino a latte crudo, stagionato per un anno, di Bagnoli irpino.

Pizza al pomodoro (Fratelli Salvo)

6 pomodori lavorati ognuno in modo diverso:: pomodoro di Corbara, San Marzano in acqua e sale, datterino confit, pomodoro affumicato, pomodoro grigliato e piennolo marinato. Una prelibatezza nata da una collaborazione con lo chef Salvatore Bianco del Comandante di Napoli.

‘Nduja e Verzin (Fratelli Salvo)

Nduja_e_Verzin

Nduja_e_Verzin

In carta da 6 anni è una delle loro pizze più apprezzate. Originale, estrosa, una sintesi di stagionalità e praticità. Verzin è un formaggio erborinato da latte vaccino dell’affinatore Beppino Occelli.

Pizza fritta (Fratelli Salvo)
Piatto storico della cucina napoletana con pomodoro giallo del Vesuvio di San Nicola dei Miri. Per bilanciare la dolcezza, un’aggiunta di scaglie di mozzarella di bufala di Barlotti.

La degustazione si chiude con lo chef di Bioesserì Federico Della Vecchia che propone la Pizza di kamut con pomodoro conciato e piacentinu ennese allo zafferano.

Per dessert, Frittelle alla grappa, uvetta e pinoli con crema pasticciera alla vaniglia.

Ad accompagnare la serata le bollicine Blanc de BlancsRosé de Noirs dei friulani di Villa Parens, prodotti dalla forte identità, che solo il Collio sa dare. Una cantina che valorizza la storia, il territorio per regalare un’esperienza di gusto inimitabile.

Costo della serata: 40 euro

Per info e prenotazioni: Ristorante Bioesserì 0289071052 

Per info. e Contatti Ufficio Stampa

Erika Del Largo – erikadellargo7@gmail.com – 347.3825895

Elisabetta Bastianello  –  info@prb-cuman.it – 02.8357320

About Bioesserì – Via  Fatebenefratelli 2 Milano

Bioesserì è un concept Restaurant certificato del mondo biologico presente a Milano e Palermo. Un’oasi di gusto e benessere frutto dell’idea di Vittorio e Saverio Borgia, due fratelli originari del capoluogo siciliano, con studi alla Bocconi il primo e al Politecnico il secondo.

Bioesserì è un luogo sempre aperto che accoglie in ogni momento della giornata. Dalla colazione fino alla cena passando per il pranzo e l’aperitivo, da Bioesserì è possibile gustare menù che esaltano l’intensità dei sapori integri, attraverso la ricerca e la selezione di materie prime rigorosamente bio, completati da pizze realizzate con farine di farro e kamut. I piatti proposti sono concepiti per offrire una cucina sana, corretta e di alto valore nutrizionale che si rifà alla tradizione italiana rivisitata in chiave moderna.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Baia e Latina, il 9 febbraio Gasthaus Alter Keller compie gli anni ed inaugura la Vineria e la salumeria gourmet

Caserta, 2 febbraio 2018.

Il prossimo venerdì 9 febbraio Gasthaus Alter Keller, il ristorante, pizzeria, pub e birreria in stile bavarese con sede in via Roma a Baia e Latina, in provincia di Caserta, spegnerà 13 candeline con un evento che vuole percorrere la storia e gli anni trascorsi ed inaugurare un nuovo spazio: la Vineria e Salumeria Gourmet caratterizzato da ambiente rustico molto curato e un’offerta di etichette del panorama enologico italiano, con uno sguardo particolare rivolto alla Campania, salumi e formaggi ricercati che si sposano bene con la produzione propria di pane. Una nuova proposta che andrà ad ampliare l’offerta di questa affermata attività divenuta punto di riferimento per l’alto casertano che mette al centro del suo menù la qualità della materia prima.

Alla serata-evento organizzata dalla proprietà, la famiglia Sollo, prenderanno parte alcuni dei produttori delle eccellenze che troviamo al nuovo corner del Gasthaus e nel menù pensato per l’occasione. Produttori che condivideranno il felice momento e racconteranno la loro personale esperienza. Il menù degustazione prevede un tagliere di salumi e formaggi composto da: prosciutto crudo ubriaco al Barolo “Renzini”, salsiccia e guanciale di maiale nero casertano “Mastro Enrico”, salame di cinta senese “Renzini”, mortadella Igp selezione Oro “Levoni”, conciato romano “Le Campestre”, formaggio al Barolo e alle foglie di castagno di “Beppino Occelli”, bocconcini di mozzarella di bufala campana Dop del caseificio “Il Casolare”, parmigiano reggiano Dop 30 mesi e il miele di cacia dell’azienda apistica “Landolfi”; a questo, seguirà il gulasch bavarese fedele allo stile del locale. Il tutto sarà accompagnato dai vini Chianti, Brunello di Montalcino e Dogajolo della “Casa Vinicola Carpineto”.  Inoltre, ai commensali sarà offerto un “dolce” omaggio e bollicine per brindare al traguardo raggiunto.

La storia del Gastahaus Alter Keller parte nel 2005, quando i coniugi Peppe e Carmela Sollo, dopo una lunga e provata esperienza con la gestione di un pub pizzeria a San Nicola la Strada (CE), decisero che la città gli stava stretta e si trasferirono in questa cittadina di 2000 abitanti, dove ritrovarono la serenità, qui misero in piedi un nuovo locale con un nuovo stile, quello bavarese tipico dell’Oktoberfest. Un’attività supportata dalle figlie che sono sempre state presenti nella conduzione del locale creando un ambiente cordiale e familiare.

In completo stile bavarese, una struttura bellissima ricca di dettagli, Gasthaus Alter Keller fin dai suoi primi passi ha raccolto grande interesse nell’intera provincia che, da quel momento, ha potuto godere di un allegro e ospitale modello di ristorazione. Oltre l’arredo, di bavarese autentica troviamo la birra HB München, declinata negli stili Original, Weisse, Urbock e Strongbock; la capacità di saperla spinare e un impianto adeguato fanno dell’offerta birraria del locale un vero punto di riferimento di eccellenza del prodotto. Ma la passione partenopea in questo locale non manca e, infatti, in tutta la sua offerta compreso il rapporto umano, è rappresentata in un modello “fusion” fra ambiente bavarese e “calore” territoriale. Per quanto riguarda il food, a specchiarsi nelle radici della tradizioni di una cucina intramontabile per i clienti, ci pensa Carmela che innanzitutto propone le sue specialità attingendo ai sapori e prodotti di qualità del territorio, molti poi sono i piatti di ispirazione bavarese ma tutto viene “ripassato” all’interno di una proposta mediterranea, molto gradita e alternativa. La pizza di scuola napoletana, completa l’offerta e diventa base di altre proposte: dall’impasto a lunga lievitazione in ambiente naturale nascono le bruschette e persino i panini con il würstel tradizionalmente grigliato.

Buon Compleanno Gasthaus e l’inaugurazione dello spazio Vineria e Salumeria Gourmet si terrà venerdì 9 febbraio alle ore 20:00, il costo della cena degustazione è di euro 22 a persona vini inclusi.

Per informazioni e prenotazioni telefonare al numero 349. 3247940 – Gasthaus Alter Keller è a Biaia e Latina (CE), in via Roma.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

IMPORTANTE RICONOSCIMENTO AI  TITOLARI DELLA PIZZERIA TRIANON AL  PREMIO BUONA SANITA’

I due amministratori della storica pizzeria hanno ricevuto una targa come riconoscimento  per il loro impegno nel sociale e nel volontariato.

Napoli, 27 gennaio 2018  –  Anche i titolari della  Pizzeria Trianon da Ciro di Napoli hanno ricevuto un importante riconoscimento nell’ambito del  Premio Buona Sanità 2018 svoltosi al Teatro Mediterraneo di Napoli.

Durante la serata, infatti, sono state premiate molte iniziative legate al mondo del sociale e del  volontariato e Angelo Greco e Giuseppe Furfaro, amministratori della storica pizzeria, hanno ricevuto una targa per essersi sempre distinti  per il loro impegno in tal senso.

Tra le loro numerose attività solidali, spicca per esempio la collaborazione  con diverse associazioni che si occupano di integrare nel mondo del lavoro i ragazzi  diversamente abili e l’importante iniziativa legata alla fornitura di pizze gratuite alla Mensa del Carmine di Napoli per un anno.

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Dal mese di aprile 2016 ad aprile 2017,  Angelo e Giuseppe si sono recati personalmente ogni primo lunedì del mese presso la Mensa con le forniture di pizze:

“ Siamo onorati per questo riconoscimento e ringraziamo l’Associazione Buona Sanità e la Presidente Maria Rosaria Rondinella– affermano – in effetti per noi la solidarietà è un dovere da  sempre e in questo momento storico così difficile stiamo cercando di aiutare maggiormente chi ha bisogno, dai nuovi poveri che affollano le mense ai giovani. Non a caso, collaboriamo con diverse associazioni che si occupano di integrazione giovanile nel mondo del lavoro, con uno sguardo e una attenzione particolare ai ragazzi diversamente abili. Ma la famiglia Leone, fondatrice della Pizzeria Trianon, ha sempre fatto del bene in silenzio sin dai tempi dei fondatori Ciro e Giorgina, dei quali ci onoriamo di continuare la tradizione. E forse anche per questo ci siamo fatti  benvolere da tante persone nell’ arco di quasi cento anni.”

 

 

 

 

 

Spicchi di Caffè

Pizza e Caffè d’Autore al Cilento Outlet Village con “Sal De Riso” in esclusiva per il Cilento

 

Nel Maggio del 2015, dall’antica tradizione napoletana nasce l’avventura Spicchi d’Autore-Pizzeria Gourmet che arriva nel Cilento nel Luglio del 2017, diventando il primo brand della “Corte dei Sapori” del Cilento Outlet Village.

spicchi di caffè

Martedì 19 dicembre, nella piana del Sele, è nata una nuova e gustosissima avventura tutta territoriale. Un’apertura importante quella della caffetteria “Spicchi di Caffè” nella pizzeria Spicchi d’Autore nella “Corte dei Sapori” del Cilento Outlet Village che porta con sé una novità assoluta: il primo punto vendita della pluripremiata e famosa pasticceria della Costa d’Amalfi “Sal De Riso” ed è stata importantissima la presenza del Maestro Salvatore De Riso all’evento inaugurale. Il Maestro non ha scelto a caso la location del suo unico punto vendita cilentano e ha precisato «Spicchi d’Autore è già nostro cliente anche su Napoli e ci fa un gran bel lavoro. Sono persone molto attente, professionisti che sanno trattare bene i prodotti e questa è stata un po’ la scelta per cui oggi siamo qua a festeggiare questa nuova apertura». Per quanto riguarda il territorio cilentano ha aggiunto «essere qua significa mettere un piede nella terra cilentana a cui tengo tantissimo. Utilizzando sempre ingredienti del Cilento era mio dovere dare la possibilità di acquistare i miei prodotti di pasticceria qui». Sul Cilento Outlet Village conclude «Ho scelto questo posto perché credo che sia un posto dove tutti vengono per trascorrere delle belle giornate o delle ore felici anche durante i mesi invernali. È importante, in questo posto, essere presenti con un’attività predisposta alla degustazione di pasticceria. Un posto in cui ho sempre creduto. Sono spesso venuto come cliente con la mia famiglia. Anche di passaggio quando vado a Santa Maria di Castellabate, a Perdifumo o in altre zone del Cilento, mi fermo sempre qui. Appena mi hanno detto che c’era questa possibilità sono stato subito d’accordo». L’inaugurazione della caffetteria “Spicchi di Caffè” è stata un’ottima occasione per far conoscere quello che la pizzeria fa da anni. Perché scegliere una sola pizza quando se ne possono assaggiare quattro in un’unica volta? E da qui che nasce “Spicchi d’Autore”, una rivisitazione della “4 Stagioni” in chiave gourmet dove ogni spicchio diventa protagonista di un’esperienza a 360°. Un esclusivo impasto di miscele di grani con l’aggiunta di “Germe di grano attive” ricche di benefici per il nostro organismo. La lievitazione naturale di 24/48 ore rende l’impasto altamente digeribile e leggero. Ogni pizza proposta in menu racconta il territorio campano con l’aggiunta di qualche prodotto selezionato italiano certificato. La scelta dell’Olio Extravergine di Oliva e della Mozzarella di Bufala Campana DOP sono di esclusiva cilentana. Non solo pizze ma anche fritti d’Autore della tradizione Monzù con una storia interessantissima che risale al ‘700 quando i cuochi napoletani misero insieme le proprie conoscenze con quelle dei Mossieurs francesi. L’ultimo dei Monzù, Gerardo Modugno, ha lasciato alla famiglia Talotti questo grande patrimonio.

spicchi di caffè

Ancora una volta, il Cilento Outlet Village, mira a lanciare un segnale forte e chiaro al territorio. La scelta dei partner per la “Corte dei Sapori” è stata accuratamente valutata per rimarcare gli obiettivi che il centro intende raggiungere. Il nome Cilento non può e non deve essere solo un nome che rimanda al territorio che ci ospita ma deve essere il simbolo della nostra scelta: raccontare un territorio attraverso le eccellenze della sua terra.

Presenti sono stati: Radio Castelluccio e Cilento Channel che hanno effettuato dirette televisive, social e radiofoniche durante l’intero evento mentre il critico enogastronomico Bruno Sodano ha moderato l’evento e coinvolto la stampa. Fotografo dell’evento è stato il Dr. Enrico De Nigris.

A dare sostegno a Loredana ed Antonio Talotti, proprietari della pizzeria, sono stati Francesco Furino – Managing Director Irgen Retail Management, Felicita Merlino – Centre Manager e Veneranda Pascale – Marketing Manager del Cilento Outlet Village con tutto il loro preziosissimo Team che, giorno dopo giorno, stanno facendo del loro meglio per rendere il Cilento Outlet Village un punto di riferimento sempre più importante per il territorio cilentano.

 

[Fonte]
Bruno Sodano
Mobile +39 3386961863
Email brunosodano@gmail.com

 

 

 

Nasce il sito web dell’Alleanza Slow Food dei Cuochi e dei Pizzaioli della Campania e della Basilicata

La presentazione ufficiale lunedì 4 dicembre alle 17,00 presso la Pizzeria Morsi e Rimorsi di Caserta

Lunedì 4 dicembre 2017 alle ore 17,00 presso la Pizzeria Morsi e Rimorsi di Caserta (Viale dei Bersaglieri, 14), sarà presentato e messo on line il sito web dell’Alleanza Slow Food dei Cuochi e dei Pizzaioli della Campania e della Basilicata, un portale nato per raccontare i locali, i cuochi e i prodotti utilizzati dagli “alleati” della rete Slow Food nelle due regioni con lo scopo di informare il pubblico su quei luoghi che quotidianamente rendono fruibile il consumo consapevole e responsabile professato da Slow Food.

Il progetto internazionale di Slow Food mette in rete 869 cuochi in 16 Paesi del mondo e vede nella Campania il primo territorio per numero di aderenti con 68 cuochi e 36 pizzaioli (a cui si sommano altri 5 cuochi e pizzaioli della Basilicata) che rappresentano oltre il 10% dei partecipanti al progetto nel mondo.

I cuochi e i pizzaioli dell’Alleanza Slow Food sostengono i produttori custodi della biodiversità, impiegando ogni giorno nelle loro cucine i prodotti dei Presìdi Slow Food, dell’Arca del Gusto e gli ortaggi, i frutti, i formaggi e le altre eccellenze agroalimentari prodotte localmente. Essi si impegnano a indicare nei menù i nomi dei produttori dai quali si riforniscono, per dare rilievo e visibilità al loro lavoro.

All’appuntamento di presentazione interverranno il Presidente Slow Food Italia, Gaetano Pascale; il Presidente Slow Food Campania e Basilicata, Giuseppe Orefice; l’autore del sito web, Manlio Paglione; la curatrice, Antonella Mignacca e il responsabile del progetto editoriale, Ferdinando Rossi. Le conclusioni saranno affidate ad Antonio Puzzi, responsabile della comunicazione di Slow Food Campania e Basilicata.

Il sito web, raggiungibile all’indirizzo www.alleanzaslowfoodcampaniaebasilicata.com nasce per volontà di Rita Abagnale, anima di Slow Food Campania, scomparsa dopo una lunga malattia lo scorso 22 novembre. Negli ultimi quattro anni, Rita aveva coordinato il progetto dell’Alleanza Slow Food dei Cuochi e dei Pizzaioli della Campania e della Basilicata, avvalendosi di collaboratori nelle provincie campane e lucane: Catello Carrese (Napoli), Ferdinando Rossi (Caserta), Marco Contursi (Salerno), Franco Tizzani (Avellino), Luigi Cutillo (Benevento), Francesco Linzalone (Matera) e Simona Simone (Potenza).

Il progetto editoriale è realizzato grazie al supporto di una rete di imprenditori campani, particolarmente attenta alle tematiche di Slow Food: Azienda Vinicola Rossovermiglio, Enoteca Il Torchio, Pastificio G. Di Martino – Gragnano, Antica Distilleria Petrone, Società Cooperativa Agrigenus, Vesuvio Dop Consorzio Tutela Vini, SannioDop Consorzio Tutela Vini, Consorzio Vita Salernum Vites, Birrificio Karma e Progest S.p.A.

UN NUOVO APPUNTAMENTO CON PIZZA IN GIALLO AL TRIANON

VERRÀ CANTANDO IL SANGUE 

di Vittorio Del Tufo – Rogiosi Editore 

GIOVEDÌ 23 NOVEMBRE ORE 19:30 – PIZZERIA TRIANON DA CIRO – VIA PIETRO COLLETTA 44-46  NAPOLI

Napoli, 15 novembre 2017 .  Ancora un appuntamento con la cultura alla Pizzeria Trianon di Napoli. Giovedì 23 novembre, a partire dalle 19.30, nei locali della storica pizzeria di Via Pietro Colletta, avrà luogo il secondo appuntamento con Pizza in giallo – l’iniziativa nata in collaborazione con la casa editrice Rogiosi – durante il quale sarà presentato il libro di Vittorio del Tufo Verrà Cantando il Sangue. Ne parleranno con l’autore la giornalista Elena Scarici e l’editore Rosario Bianco. Al termine della presentazione, il pubblico potrà gustare una pizza e una bibita e portare a casa il libro: il tutto al prezzo simbolico di 10 euro.

La s.v. è invitata

Simonetta de Chiara Ruffo

Ufficio Stampa Pizzeria Trianon

Simonettadechiara@gmail.com – 3343195127

 

IL TRIANON

La pizzeria Trianon da Ciro prende il nome dal  famoso teatro,  in cui si  esibivano personaggi come Totò, Macario e Nino Taranto. Dopo lo spettacolo gli attori venivano tutti a gustare le pizze in quella che  non a caso è  considerata la pizzeria degli artisti. Il locale si sviluppa su tre piani, ognuno con il proprio forno , e nasce in un periodo storico a cavallo tra le due guerre mondiali; per sfamare il popolo, quindi,  viene creata la pizza “a ruota di carretta”, con circa 35 cm di diametro, in grado di soddisfare l’appetito di un’intera giornata. In carta oggi campeggiano, oltre alla pizza Margherita e Marinara, anche molte varianti: con fiordilatte,  con mozzarella di bufala campana dop, con filetto di pomodoro, con uova, con funghi, alla romana, con prosciutto e funghi, con panna, con salsiccia e friarielli, con salsiccia e funghi . E poi la Gran Trianon da otto gusti e che non è mai la stessa, perché fatta con i prodotti freschi di stagione. Tutti gli ingredienti sono a marchio Dop e provenienti dal territorio, fatta eccezione per i salumi. L’impasto ha una lievitazione di circa  ore.  Il Trianon oggi è anche a Salerno in piazza Flavio Gioia, e a Sorrento. Nelle sedi Trianon non esistono giorni di chiusura, le pizzerie sono sempre sempre aperte, a pranzo e a cena.

 

IL LIBRO

 

Napoli,1389. Un monaco alchimista, Mercurio, viene barbaramente assassinato dopo aver consegnato un’ampolla agli emissari di un potente e ignoto committente: è l’inizio di una catena di eventi che culminerà negli incredibili accadimenti del 17 agosto di quello stesso anno. Napoli,1986. Il corpo di uno scienziato milanese, Piergiorgio Sarubbi, viene trovato privo di vita tra le sterpaglie dell’ospedale Policlinico. Morte accidentale oppure omicidio? Il giovane cronista Andrea Moussanet, “aspirante abusivo” in un grande quotidiano del Sud, comincia a indagare quasi per caso, imbattendosi in una trama ricca di suspense. Qual è il filo rosso sangue che lega, a distanza di secoli, le due vicende?

 

L’AUTORE

Vittorio Del Tufo,  giornalista, vive e lavora a Napoli. Laureato in Giurisprudenza, è giornalista professionista dal 1990. Già vincitore del “Premio Cronista” della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, si è aggiudicato, nel 2009, il premio “Cosimo Fanzago”, assegnato ogni anno a chi si adopera in favore della città. Capo cronista de Il Mattino dal 2008 al 2011, continua la sua opera nel maggior quotidiano del Meridione come componente dell’ufficio dei redattori capo. Da Verrà cantando il sangue, suo primo romanzo, pubblicato nel 2012, è stato tratto un corto premiato al Festival del Cinema di Venezia nel 2013. Nel 2015 Vittorio Del Tufo ha pubblicato, sempre per Rogiosi, Trentaremi. Storie di Napoli magica, con fotografie di Sergio Siano.

 

 

 

 

 

5 Novembre ore 20:00 – Apre le porte del gusto 1000 Gourmet.

1000 Gourmet- Logo

Domenica 5 Novembre 2017 ore 20 a Via S. Pasquale 51, Napoli, apre la Pizzeria 1000 Gourmet.
La pizzeria, che prende il posto di uno dei più celebri locali della movida partenopea “La Scalinaletella”, si caratterizza per una proposta di grande qualità sia per la tipologia di pizze proposte che per l’eleganza e la raffinatezza del servizio.
Boiserie, specchi ed elementi cromati fanno da cornice ai 70 posti interni,30 invece i posti previsti in esterno sotto confortevoli gazebi che potranno accogliere l’area fumatori.
Le pizze sono tutte realizzate con farine non raffinate di tipo 2 e con l’utilizzo di ingredienti per la farcitura che rappresentano il meglio della produzione artigianale campana, per lo più D.O.P. e dei Presidi Slow Food.
Una chicca è rappresentata dagli impasti alle noci, al limone, al cacao.
Particolare attenzione è stata dedicata ai celiaci e pertanto si possono scegliere pizze ,dolci e finanche birre rigorosamente gluten free.
Ad accompagnare la proposta della pizzeria le fritture classiche napoletane, i taglieri con varie tipologie di formaggio ovino, caprino e vaccino.
Ampia la proposta di birre, sia alla spina che in bottiglia, tutte rigorosamente artigianali campane o di Presidio Slow Food.
Così come ampia e sempre centrata sulla Campania la cantina con tutte le tipologie di vitigno rappresentate da quelle dei Campi Flegrei e del Vesuvio,  a quelle del Beneventano e dell’ Avellinese per finire alla Costa d’Amalfi e al Cilento.
“Abbiamo voluto realizzare un posto elegante nel salotto della città con una proposta enogastronomia che rappresentasse il meglio della nostra regione” affermano i due giovani imprenditori dell’iniziativa Vittorio Ferraro e Michele Imparato.

in ordine da sinistra: Michele imparato, Giuseppe Maglione, Vittorio Ferraro

in ordine da sinistra: Michele imparato, Giuseppe Maglione, Vittorio Ferraro

A capo del progetto Giuseppe Maglione chef-pizzaiolo patron del ristorante Daniele Gourmet ad Avellino, le cui origini familiari affondano le radici nel centro storico di Napoli con la bisnonna e la nonna che proponevano le pizze fritte da asporto.
Per Giuseppe Maglione è :”un orgoglio ritornare a Napoli dove la storia della mia famiglia ha avuto inizio, proponendo uno stile di pizza che sia rispettoso del territorio ,ma che vada incontro anche ai nuovi gusti e alle nuove esigenze del consumatore che chiede maggiore digeribilità ed attenzione all’uso di ingredienti salubri senza conservanti.”

Sito: www.1000gourmet.it
Fb: @1000gourmet

4 anni per Rodolfo Sorbillo e la sua pizza napoletana 

A Salerno una storia di famiglia e di passione in chiave bio

Classe 1989 ed un DNA che non mente. Rodolfo Sorbillo, com’è successo a tutti nella sua famiglia, ha cominciato a mettere le mani in pasta in tenerissima età, aveva 5 anni.

Ricorda bene quel momento, un rito che si è consumato con gioia ed entusiasmo nella pizzeria “La Maga Circe” di suo zio Gigi Sorbillo a Mergellina.

Da allora non ha mai avuto dubbi, avrebbe fatto il pizzaiolo. E la sua mamma, Carolina, ha sempre avvallato con piacere quello che dapprima era il talento di un ragazzo ed oggi è una professione a cui si dedica con molta devozione.

E’ così che è nata a Salerno il 21 settembre 2013, in Corso Garibaldi 29la sua pizzeria napoletana, rappresentando il primo Sorbillo della quarta generazione.

Alle porte, dunque, il quarto compleanno che coinciderà con i grandi festeggiamenti del Santo Patrono della città: San Matteo.

Proprio in suo onore, ed eccezionalmente, soltanto dal 18 al 24 settembre sarà possibile ordinare un fuori menù che rappresenta da sempre questa festa: il panino con la milza, che – in questo caso – sarà servita in un fragrante panuozzo.

festeggiamenti per la pizzeria di Sorbillo

Per il 21 settembre, invece, i festeggiamenti si svolgeranno a pranzo e a cena. Per l’occasione tutti i commensali riceveranno a fine consumazione un goloso cup cake con una candelina, da spegnere con Rodolfo o da soli, magari con un bel selfie che renderà social una festa nella festa.

Una cinquantina di posti per un menù di impronta tradizionale. Una storia con lunghe radici, nata nel 1935 – in Via dei Tribunali a Napoli – con i bisnonni Luigi e Carolina.

Perchè se è vero che il mondo della pizza vive la sua grande rivoluzione, lui non ha dubbi

Resto ancorato alla tradizione di famiglia, seppure scelgo farine biologiche e prodotti a denominazione e Presidio Slow Food. Quello che mi è stato tramandato per me è prezioso e lo rinnovo tutti i giorni lavorando con passione alle mie pizze

Spiega Rodolfo.

D’altronde avendo cominciato giovanissimo, le strade che lo hanno portato ad apprendere i segreti di questo mestiere sono state molte. Dall’età di 14 anni e fino alla maggiore età negli orari extrascolastici ha lavorato nella sede storica dei suoi nonni in Via dei Tribunali 35 seguendo gli insegnamenti dei prozii Patrizio e Umberto, a 18 anni si trasferisce a Treviso andando a dar man forte a suo zio Giuseppe. Il ritorno a Napoli è accanto a Gino Sorbillo dove ha trascorso gli ultimi intensi mesi prima di decidere di dar vita ad una pizzeria tutta sua.

Anche qui l’impasto viene stagliato a mano ed è ottenuto con l’esclusivo utilizzo di farine biologiche di tipo 1 con l’aggiunta di lievito madre. La lievitazione minima di 24 ore garantisce un impasto leggero, soffice ed altamente digeribile.

Altro grande asso nella manica del giovane Sorbillo sono i fritti: dai crocchè agli arancini, passando per la golosa bontà delle frittatine realizzate con bucatini di Gragnano. Anche questa una produzione completamente artigianale, firmata da Rodolfo e dalla sua giovane squadra.

Fritti Sorbillo

 

Certamente in carta anche la pizza con il cornicione ripieno di ricotta di bufala poi guarnita con provola affumicata, rucola e scaglie di Parmigiano Reggiano, un must di famiglia anche questo. Straordinarie le foto che ritraggono un giovanissimo Umberto Agnelli a degustarla proprio da Rodolfo Sorbillo senior nel 1959.

E se i grandi pilastri vi appassionano, un altro capitolo lo riserva la pizza fritta in tre versioni, di cui la classica con i ciccioli di maiale, la ricotta fresca, la provola di bufala ed il pepe nero.

Non manca la birra con qualche etichetta artigianale e tra le bibite presenti anche le versioni bio per i più attenti. Qualche etichetta di vino, tra cui bio e senza solfiti, chiudendo sui dolci della casa con un particolare impasto al cacao ed i classici angioletti fritti serviti con creme di nocciola e pistacchio.

 

 

Pizzeria Sorbillo Carolina&Rodolfo

Corso Giuseppe Garibaldi, 29 – Salerno

089.2961874

info@sorbillosalerno.it

www.sorbillosalerno.it

Pagina FB @pizzeriasorbillosalerno

Pagina Instagram Pizzeria Sorbillo Salerno

 

 

 

 

 

Il 14 dicembre Gianfranco Iervolino, docente di pizza a Città del Gusto e di Impasti alla Università delle Scienze Gastronomiche di Pollenzo, in provincia di Cuneo, nonché volto noto della tv e tra i maestri pizzaioli più amati d’Italia, ha aperto il suo nuovo locale.

E’ stato inaugurato ad Aversa, in via Alfredo Nobel, “Gianfranco Iervolino – Morsi & Rimorsi“, che è la prosecuzione dell’esperienza maturata a Caserta con il primo “Morsi e Rimorsi” marchio ormai conosciuto sul territorio.

La compagine imprenditoriale vede impegnati i fratelli Luca, Giuseppe e Paolo Capece nonché Gianni Malinconico e lo stesso Iervolino.

Un format che si caratterizza per il forte legame con il territorio e la vocazione sociale.

Infatti, In accordo con la Diocesi di Aversa e il suo Ufficio Beni Culturali, Gianfranco Iervolino “adotta un monumento“: il Mosaico del Cardinale Innico Caracciolo – Secolo XVII, opera di Pietro Bracci, sito nella Cappella del Sacramento della Cattedrale di Aversa.

Abbiamo deciso di adottare un monumento – hanno detto i soci di Morsi & Rimorsi proprio per dimostrare che la cultura è motore e traino dell’economia, ma che anche l’economia aiuta la cultura”. “Ad Aversa – ha detto Gianfranco Iervolino – si avverte un forte fermento culturale e sociale. Abbiamo pensato che la strada giusta da imboccare fosse proprio quella della valorizzazione del territorio anche attraverso l’uso di prodotti a chilometro zero”.

La pizza Aversana, difatti, è realizzata con ingredienti di eccellenza del territorio e per tre mesi, il ricavato della sua vendita al pubblico (pari a 9 euro secondo menù)  servirà a sostenere il restauro dell’opera adottata dai patron del locale.

 

Conferenza stampa ore 18.30 con Monsignor Spinillo, vescovo di Aversa 

Sarà inaugurato mercoledì 14 dicembre ad Aversa, in via Nobel, “Gianfranco Iervolino – Morsi & Rimorsi”, che è la prosecuzione dell’esperienza maturata a Caserta con il primo “Morsi e Rimorsi”, che è ormai un brand consolidato.

Un format che si caratterizza per il forte legame con il territorio e la vocazione sociale.

In occasione dell’apertura del locale, alle ore 18.30, Iervolino presenta anche l’iniziativa “adotta un monumento” che, avviata in accordo con la Diocesi di Aversa e il suo Ufficio Beni Culturali, servirà a sostenere il restauro di un’opera d’arte.

I dettagli saranno resi noti nel corso della conferenza stampa alla quale parteciperà, insieme a Iervolino e agli imprenditori Giuseppe, Paolo e Luca Capece, soci di Morsi & Romorsi anche il Vescovo di Aversa, Monsignor Spinillo.

Al termine dell’incontro, i giornalisti e i foodblogger accreditati potranno degustare le nuove creazioni di Iervolino.

 A seguire, alle 20.30 , è fissata l’inaugurazione della pizzeria.

 La pizzeria sarà aperta al pubblico da Giovedì 15 dicembre