A distanza di pochi giorni dalla visita ufficiale dell’ambasciatore del Messico in Cilento, promossa dall’associazione culturale Identità Mediterranea, c’è ancora un dibattito aperto e propositivo a riguardo.
Infatti, per Genaro Fausto Lozano Valencia, sono stati ben tre i giorni di incontri, visioni territoriali, grandi vini e protagonisti della ristorazione cilentana.
La fitta agenda salernitana dell’ambasciatore del Messico coordinata da Gaetano Cataldo, founder di Identità Mediterranea, per ridefinire i confini dello sviluppo rurale e della destagionalizzazione, è stata riportata più volte come la cronaca di un viaggio sartoriale tra diplomazia, archeologia ed eccellenze agroalimentari campane.
L’ambasciatore del Messico e i sapori del Cilento
L’attesissimo tour ha offerto all’ambasciatore una panoramica d’eccezione sul potenziale del territorio salernitano. Paesaggi unici, siti di altissimo rilievo culturale, biodiversità e un confronto diretto con artigiani, ristoratori e produttori che, con costante passione, custodiscono e celebrano ogni giorno la Dieta Mediterranea.
Tra i protagonisti che hanno dato lustro al Cilento e reso indelebile il ricordo dell’ambasciatore Fausto Lozano, tra i palati più raffinati ed esperti, oltre che frequentatore dell’alta ristorazione a livello planetario, due eccezionali interpreti e veterani della cucina cilentana: Pasquale Tarallo del ristorante Paisà ad Agnone Cilento, in quel di Montecorice, ed Alessandro Feo dell’omonimo ristorante a Casalvelino.
L’ambasciatore del Messico da Paisà. Cibo e Ospitalità
La cucina offerta al Paisà. Cibo e Ospitalità, davvero buona, pulita e giusta, ha creato una linea di demarcazione netta sin da subito: la differenza tra prodotto commerciale e cibo vero.
L’antipasto di verdure grigliate, totanetti fritti, gamberi rossi cilentani alla piastra e gli sformatini alle patate e alici è stato l’inizio di una proposta gastronomica da vera trattoria di mare, vedendo poi l’arrivo del tonno sottolio con le olive e i filetti di acciughe di menaica, prodotti artigianalmente, assieme agli occhialoni in carpione, retaggio dei natali comaschi di Pasquale. Successivamente il pacchero al ragù di tonno con cacioricotta di capra cilentano, un mare e monti da manuali, quasi un piatto di terra, che ha incontrato il gradimento dell’ambasciatore.
Al termine la mousse di ricotta di bufala con melassa al fico bianco del Cilento è stato il coronamento di un pranzo di vera cucina marinara, accompagnata con l’Amaro del Presidente.
L’amaro è frutto di una ricetta di Giuseppe Tarallo, padre di Pasquale, il quale ha ricoperto anche l’incarico di presidente del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, messa successivamente a punto da Giuseppe Pastore.
L’ambasciatore del Messico da Alessandro Feo Ristorante
Da Alessandro Feo Ristorante, l’ambasciatore ha potuto ammirare le volte e la funzione termica dei mummolieddi, subito accolto dal patron e da tutto lo staff.
L’entrée di benvenuto, composta da buñuelos al pomodoro, creati appositamente per l’ambasciatore, è stata servita assieme al cracker patate e tartufo e alle polpette di alici e limone.
In successione, la caprese di mare, piatto iconico di Alessandro Feo, con la mozzarella di bufala del maestro casaro Matteo Noce.
Un tripudio di pomodorini confit, tartare di gambero rosso del Cilento, perle di pesto ed essenza di limone, poi, a conclusione dell’antipasto, la seppia con le taccole e il cipollotto marinato.
Un risotto cilentano, diplomaticamente internazionale
Un risotto tra Osaka e Casal Velino ha costituito il primo piatto di una serata elegante e galante, con Alessandro Feo che ha avuto la stessa cura per il tavolo diplomatico, così come per tutti gli altri ospiti, dimostrandosi sempre all’altezza della sua umiltà, professionalità e rispetto per qualsiasi commensale.
Cotto con un brodo di alga kombu e katsuobushi, il riso carnaroli è stato mantecato con burro acido, colatura di alici di menaica e limone, su tartare di tonno rosso del Cilento marinato.
Il baccalà con gazpacho di pomodoro, insalatina di cetrioli e cipolle croccanti è stata la piacevole chiusura al palinsesto gastronomico salato e, come pre-dessert, arriva subito il gin fizz.
A chiusura di una cena galante, dall’alto valore estetico arriva il babà con gelato all’olio, limone e basilico, con la piccola pasticceria, altrettanto intrigante e gustosa.
Due espressioni gastronomiche tanto diverse quanto emblematiche dell’arte di dare ospitalità a tavola e offrire una cucina davvero cilentana.
Entrambe fondate sul senso genuino dell’accoglienza, della selezione accorta delle materie prime e della roccia che ne disegna gli ambienti.
Tutto ciò saputo conquistare il raffinato palato dell’illustre visitatore, circondandolo delle dovute attenzioni al pari di tutti quanti gli altri ospiti.
Redazione La Buona Tavola
Ultimi post di Redazione La Buona Tavola (vedi tutti)
- Un ambasciatore tra 2 cucine in Cilento - 17 Luglio 2026
- L’Enogastronomia italiana protagonista in Messico: Anteprima nel Cilento - 30 Giugno 2026
- L’Antica Pizzeria Da Michele presenta il libro di Luciano Pignataro - 8 Aprile 2026



