Il Tribunale di Napoli ha messo un punto fermo nella complessa vicenda legale che ha visto contrapposti i vertici di 50 Top Pizza e il noto pizzaiolo di Acerra, Attilio Albachiara. Con un’ordinanza che segna un precedente importante nel mondo delle classifiche gastronomiche, i giudici hanno dato ragione agli organizzatori della guida, ordinando l’immediata cessazione delle condotte diffamatorie.
La sentenza: concorrenza sleale e uso illecito del marchio
Secondo quanto stabilito dal Giudice dott. Mario Fucito, la condotta di Albachiara non è rientrata nel perimetro del legittimo diritto di critica, ma ha configurato veri e propri atti di concorrenza sleale per denigrazione.
In particolare, il tribunale ha accertato:
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L’uso illecito del marchio: L’utilizzo del logo e del nome “50 Top Pizza” per veicolare messaggi denigratori.
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Campagna diffamatoria: Una serie di video e post (principalmente su TikTok e Facebook) carichi di offese personali verso i fondatori — Luciano Pignataro, Albert Sapere e Barbara Guerra.
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Sfruttamento parassitario: Un tentativo di acquisire visibilità e rinomanza a discapito della reputazione della guida.
50 Top Pizza: Cosa prevede l’ordinanza del Tribunale di Napoli
Il dispositivo emesso dal tribunale non si limita a una sanzione economica, ma impone azioni concrete per ripristinare la verità e la reputazione dei soggetti coinvolti:
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Inibitoria immediata: Albachiara non potrà più pubblicare contenuti offensivi o denigratori verso 50 Top Pizza.
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Obbligo di rettifica: Il pizzaiolo è stato condannato a pubblicare il provvedimento giudiziario sui propri canali social (Facebook e TikTok) per 30 giorni consecutivi.
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Spese legali: La condanna al pagamento delle spese di lite per questa prima fase del giudizio.
Il contesto: trasparenza e classifiche nel mondo Pizza
La querelle era nata lo scorso settembre, quando un gruppo di pizzaioli aveva sollevato dubbi sulla trasparenza dei criteri di selezione della guida. Sebbene la critica sulla trasparenza sia un tema dibattuto nel settore, il Tribunale ha chiarito che questa non può mai degenerare in invettive personali o in una “campagna d’odio” digitale volta a distruggere la credibilità altrui.
“Continueremo a difendere il nostro lavoro e la nostra reputazione nelle aule di Giustizia”, hanno dichiarato i curatori di 50 Top Pizza, sottolineando come la sentenza tuteli l’intera filiera di professionisti rappresentata dalla guida.
50 Top Pizza vince in Tribunale: stop alla campagna denigratoria di Attilio Albachiara
Questa sentenza ribadisce che, nell’era dei social media, la libertà di espressione non è una licenza di denigrazione. Per il settore Food italiano, si tratta di un segnale importante verso una dialettica più civile e professionale, anche quando si tratta di criticare i sistemi di ranking e i premi internazionali.
a seguire estratto sull’ordinanza su Attilio Albachiara


Redazione La Buona Tavola
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