Casa D’Ambra, dal 1888 vini dell’isola d’Ischia

Casa D’Ambra, che fa parte del Consorzio di Tutela Vini Campi Flegrei e Ischia, si trova a Forio d’Ischia, in provincia di Napoli. Da 130 anni la famiglia D’Ambra è unita dalla passione per il vino, che si tramanda da generazioni.

La storia di Casa d’Ambra

La storia di Casa D’Ambra nasce nel 1888 con Francesco D’Ambra, conosciuto anche come Don Ciccio, che ai tempi era un commerciante di vino sfuso, sia sull’isola di Ischia che sulla terraferma.

Nel 1955, entrò in gioco la seconda generazione, quando a Don Ciccio succedono i figli Mario, Michele e Salvatore. Mario si occupava delle vendite, Michele contrattava con i contadini per l’acquisto delle migliori uve dell’isola e Salvatore, il più piccolo, che aveva studiato enologia, vinificava.

Nel 1966 i tre fratelli D’Ambra scrissero il disciplinare di produzione Ischia, poi approvato dal ministero, ottenendo la denominazione di origine controllata per i vini d’Ischia;  la loro fu la seconda denominazione di origine controllata in Italia dopo la vernaccia di San Gimignano.

Nel 1999 la proprietà passò all’enologo Andrea D’Ambra, nipote di Don Ciccio, che prese le fila di una tradizione di famiglia che dura ancora oggi dopo più di 100 anni.


Ad oggi, la quarta generazione invece è al femminile, costituita dalle figlie di Andrea, Sara e Marina. Sara, insieme al padre, si occupa dell’enologia, mentre Marina della parte comunicativa e del marketing.

Il territorio, i vigneti e le uve

L’azienda punta sui vitigni locali, tra cui biancolella, forastera, uvarilla per i bianchi e piedirosso e guarnaccia per i rossi.

I vigneti di proprietà dell’azienda sono di quattro ettari in località Frassitelli, un ettaro in località Montecorvo. Tra ettari vitati di proprietà e gestione si arriva quasi a 20.

Casa D’Ambra, inoltre, acquista ogni anno circa 5.000 quintali di uva da 112 soci della Cooperativa viticoltori ischitani.  

La produzione annua di bottiglie ammonta a circa 520 mila e, dalla coltivazione del vigneto all’imbottigliamento, è seguita dall’enologo Andrea D’Ambra, attuale proprietario.

I vitigni nascono su terreni vulcanici di medio impasto. In alcune zone tendenti al ciottoloso, molto ricchi di fosforo e potassio, due elementi importantissimi per la vite, che ne caratterizzano la qualità.

Questa caratteristiche fanno di Ischia un’isola predisposta prevalentemente alla produzione di vini bianchi, donando alle uve una spiccata delicatezza negli aromi e un gusto ammandorlato.

Le etichette di Casa d’Ambra

La prima etichetta prodotta da Casa D’Ambra fu il biancolella D’Ambra. Fu Salvatore, il padre di Andrea, a decidere che era arrivato il momento di dare un’identità al loro vino, abbandonando così il commercio di vino sfuso e iniziando la loro produzione di vini imbottigliati ed etichettati.

La prima etichetta di Casa D’Ambra ha una storia particolare, perché fu consigliata da Luchino Visconti, importante regista e anche amico di famiglia, che ai tempi possedeva una villa sull’isola d’Ischia. È dunque grazie al suo intervento che si deve l’etichetta definitiva con la quale questo vino, il biancolella, è entrato nella storia dell’enologia.

Luchino Visconti creò un’etichetta lineare, quasi vuota, ma che in pochi centimetri raccontava un mondo. L’etichetta infatti riporta al suo interno il palazzo D’Ambra, una delle palme e tutti gli elementi essenziali collegati all’universo del vino ischitano: il sole, il torchio da cui fuoriesce il succo dell’uva, il mare con i velieri, il carro con le botti, uomini e donne al lavoro.

Il prodotto di punta di Casa D’Ambra è un biancolella in purezza, Tenuta Frassitelli Ischia Biancolella DOC, che prende il nome dal luogo di produzione e che fa parte della cosiddetta viticoltura eroica. Il vigneto è in forte pendenza e al suo interno è installato un trenino a cremagliera per facilitarne le lavorazioni. La coltivazione della vite è permessa grazie alle così dette “parracine“, cioè muri a secco, costitute da pietre di tufo verde sovrapposte. Ciò che si ottiene dalla lavorazione è un vino dal colore giallo paglierino, con sentori fruttati e floreali e dal sapore intenso, delicato e persistente.

Le altre etichette

La produzione è dell’80% di bianco e 20% di rosso e si basa principalmente su uve autoctone, ma anche Falanghina e Aglianico per la produzione dei due omonimi IGT Campania.

Ischia Forastera DOC (Forastera 100%)

Leninfe (Falanghina, Malvasia di Candia, Greco, Trebbiano)

Ischia Bianco DOC (Biancolella 50%, Forastera 50%)

Ischia Rosso Riserva Mario D’Ambra DOC (Per’ ‘e palummo 50%, Guarnaccia 50%)

Vigna dei mille anni – Ischia Per’ ‘e palummo DOC (Per’ ‘e palummo 85% , Cabernet Sauvignon e Aglianico 15%)

-Ischia Per’ ‘e palummo DOC (Per’ ‘e palummo 100%)

Falanghina IGT Campania

Aglianico IGT Campania

Gocce d’Ambra- Epomeo Bianco IGT Passito (Rilla 100%)

I vini bianchi di Casa D’Ambra sono freschi, delicati, secchi e minerali. I rossi sono caratterizzati dall’autenticità delle varietà isolane da cui si possono ottenere vini rossi leggeri, ma anche più strutturati adatti ad ogni tipologia di pasto.

Wine Tour e degustazioni

Casa d’Ambra organizza dei wine tour con vari pacchetti che prevedono sia la visita in cantina che ai vigneti, ma anche al museo del contadino che si trova all’interno dell’azienda. Il Museo del Contadino è nato con lo scopo di salvaguardare e conservare la vera anima del popolo ischitano, facendo conoscere ai visitatori gli aspetti storici e geologici dell’isola d’Ischia, la storia e le tradizioni della vite e del vino.

È possibile degustare i vini di Casa D’Ambra anche in un’altra grande tenuta di 7 ettari, la Tenuta Calitto, con un castello del 1700 dove l’azienda organizza aperitivi e dove è possibile accedere ad un percorso benessere wine therapy in spa.

Casa D’Ambra

Indirizzo: Via Mario D’Ambra 16 – Forio, 80075 (NA)

Tel: +39 081907246

Sito Web: www.dambravini.com

Email: info@dambravini.com

Facebook: casadambra

Instagramvini_dambra_ischia

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Melissa, siciliana. Sono una sommelier AIS e WSET, laureata in Scienze della Comunicazione e studentessa di Scienze filosofiche, con un Master in Giornalismo Enogastronomico. Le mie passioni? Vino, cibo e scrittura.

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