Lil Franky è la pizzeria di Francesco Manolio pochi chilometri fuori dal centro di Sydney. Il pizzaiolo ha portato in Australia la sua idea di pizza
La vita non sempre è lineare, spesso prima di trovare la propria strada si devono compiere dei grandi giri. L’amore di Francesco Manolio per la pizza, si può dire iniziò quasi per sbaglio, ma dopo aver capito che l’arte bianca avrebbe fatto parte della sua vita, la perseveranza ha fatto il resto.

“Tutto è iniziato a 16 anni – racconta il pizzaiolo – quando facevo le consegne in scooter per una pizzeria di quartiere a Battipaglia, provincia di Salerno. Una sera mancava il pizzaiolo e, senza che sapessi fare nulla, mi hanno chiesto di sostituirlo; dovevo solo mettere il sugo e la mozzarella sulla pizza. Ricordo che, appena sono entrato dietro al bancone e ho iniziato a mettere le mani in pasta, ho sentito subito un’energia particolare. Non lo so, ma in quel momento ho capito che quello era il mio posto”.
Un amore a prima vista, scoperto per caso, non cercato. Da lì inizia un percorso fatto di formazione fino a 22 anni, quando ha deciso di andarsene dall’Italia e volare verso Londra. “Da dove vengo io – continua Manolio – c’è sempre stata una forte cultura del viaggio: partire, andare all’estero, diventare qualcuno, ma anche sentirsi più rispettati”.

A Londra si trova a vivere da solo per la prima volta, a cucinare, fare la lavatrice, diventare adulto tutto insieme. Lavora prima in una grande catena, poi in una piccola pizzeria, quaranta coperti appena, a nord della città. Quest’esperienza, però, non lo convince. “Londra l’ho odiata, perché è una città troppo grande e caotica per me. Ho deciso di tornare in Italia, per poi partire per l’Australia. Anche questa scelta è stata molto casuale. Un mio amico che era stato in vacanza in Australia mi ha detto che lì c’era una grande richiesta di pizzaioli”.
Manolio non se lo fa ripetere due volte e decide di imbattersi immediatamente in questa nuova avventura. Non fa in tempo ad arrivare che si innamora di questa terra, è stato un vero e proprio colpo di fulmine. Qui ha sentito subito quella sensazione di appartenenza che a Londra non aveva mai percepito.

“Poco dopo essere atterrato in Australia – spiega il pizzaiolo-, ho capito di stare nel posto giusto. Mi sono subito messo a lavoro per ottenere il visto, ci ho messo circa 7-8 anni. Ma dopo esserci riuscito ho capito che era arrivato il momento di aprire una realtà tutta mia: Lil Franky. Ho trovato un piccolo posto fuori dal centro di Sydney. Ho aperto e ho avuto la fortuna di avere successo, la pizza è piaciuta subito, perché diversa da quella che trovi qui. Mi sono differenziato perché ho sempre voluto portare in tavola la mia idea di pizza, che non è altro che una dichiarazione d’amore alla mia terra. Uso principalmente prodotti italiani come la farina Caputo rossa, pomodori italiani come Solania o Rosso Gargano, latticini campani quando possibile. Per quanto riguarda l’impasto mi rifaccio molto alla tradizione. Insomma, un ritorno a casa”.
La sua, infatti, è una pizza che guarda alla tradizione. Utilizza un impasto diretto con 24-48 ore di maturazione, un’idratazione sotto il 70% e un cornicione basso. Insomma, quasi una ruota di carro napoletana. L’Australia entra a far parte delle mie pizze solo quando serve, principalmente per alcune verdure. Tutto il resto è memoria, identità, radici. Sapori semplici che però dicono tanto.

Questa filosofia si riflette anche nel menu, che è un vero racconto familiare. Ogni pizza porta il nome di qualcuno di caro, perché nasce da un ingrediente legato a un ricordo. Quella che lo rappresenta di più è la Cilentana: pomodoro cotto, origano, cacioricotta. Pochi elementi, saporiti e diretti. “Sono sempre stato per la semplicità, quei sapori che rimangono nella memoria e che fanno parte della nostra storia. La pizza credo debba avere pochi ingredienti”. La pizza più richiesta, invece, è la Don Mario, dedicata al padre: patate e porchetta, scamorza affumicata, olio al rosmarino. Un omaggio alla porchetta fatta in casa, ai pranzi della domenica e alla convivialità familiare.