Stefano Vinciguerra ha iniziato a lavorare come pizzaiolo per necessità, ma con il tempo la passione è cresciuta talmente tanto da spingerlo a rilevare la pizzeria Cocciu d’Amuri a Favara e dargli la sua impronta

Quando ci si trova di fronte a decisioni difficili, come quella se continuare a studiare o andare a lavorare, non è facile scegliere. Si viene colti da numerose incertezze. Questi dubbi li aveva anche Stefano Vinciguerra, quando a 13 anni ha deciso di lasciare gli studi e iniziare a lavorare in pizzeria. Con il tempo la sua passione è cresciuta tanto da desiderare di aprire un locale tutto suo: Cocciu d’Amuri a Favara.
“La mia carriera – spiega il pizzaiolo – inizia quasi per caso. Avevo deciso di non proseguire la scuola. A quel punto era necessario trovare un lavoro, così ho deciso di iniziare a lavorare in pizzeria. All’inizio non è stato facile, ma con il tempo è cresciuta, sempre di più, la mia passione, la voglia di studiare, di sperimentare nuovi impasti e, alla fine, di aprire una realtà tutta mia”.

Un aspetto fondamentale per la carriera di Stefano Vinciguerra è stata la gavetta. I primi mesi, tutto quello che faceva era rubare l’arte con gli occhi. “Quando non conosci un mestiere – racconta il patron di Cocciu d’Amuri – la prima cosa da fare è osservare i colleghi lavorare, studiare con attenzione ogni loro movimento. Perché solo guardando coloro che sono più bravi di te riesci a migliorare. Successivamente, una volta acquisite le tecniche di base ho iniziato a mettere le mani in pasta e a studiare”.
All’inizio l’arte bianca per Vinciguerra rappresentava una necessità, successivamente si è trasformata in una passione. Un desiderio che lo ha portato a volere un locale tutto suo nel quale proporre la propria pizza. Per questo motivo, quando ha visto l’opportunità ha deciso di rilevare Cocciu d’Amuri a Favara e dargli una nuova impronta.

“La mia – Continua Vinciguerra – è una pizza contemporanea con un cornicione pronunciato e ben alveolato. Il nostro è un impasto diretto, realizzato con un mix di farine tra tipo 0 e tipo 1, con un’alta idratazione (circa il 70 %) e una lunga lievitazione, di circa 48 ore. Uno degli aspetti più interessanti della nostra pizza è la cottura nel forno al legna, che le conferisce un aroma unico”.
In ogni creazione Vinciguerra cerca di creare un connubio tra tradizione e innovazione, ovvero la ricette della nonna e le tecniche cntemporanee. “Per me tradizione significa ritrovare un legame con la prorpia terra, con le ricette che mangiavo da bambino, durante i pranzi domenicali. Innovazione, invece, significa utilizzare le nuove tecniche, come nuovi metodi di cottura”.

Una delle pizze che meglio esprimono questo tentativo di unione tra tradizione e contemporaneità è la Parmigiana 2.0, una ricetta classica rivisitata. Una base bianca accoglie mozzarella di bufala e melanzane. Una volta conclusa la cottura viene aggiunto prosciutto cotto a fette, scaglie di primo sale, olio e basilico.
La pizza che, però, riesce ad esprimere al meglio la filosofia del patron di Cocciu d’Amuri è la Bisnonna, perché mantiene un legame con il passato, ma allo stesso tempo un desiderio di proiezione verso il futuro: una base rossa condita con primo sale del territorio, pomodorino ciliegino rosso, una spolverata di parmigiano, olio all’aglio e bacon, e all’uscita basilico e un filo d’olio d’oliva.
“Il mio desiderio di sperimentazione, però, viene fuori con la Gestu d’Amuri condita con pomodoro San Marzano DOP, mozzarella di bufala, salmone a crudo, datterino giallo, pesto di pistacchio e olio d’oliva”.
Cocciu d’Amuri: Viale Pietro Nenni 38, Favara (Ag)
Facebook: Cocciu D’Amuri Pizzeria
Instagram: cocciu_d_amuri