Contiguo alla sede storica del panificio, Foria46 beer &burger rifinisce l’identità del brand Rescigno, con un’interessante proposta “derivativa”.
Parte integrante del microcosmo Rescigno, Foria46 Beer e Burger rappresenta una netta differenziazione e cesura dallo stereotipo di paninoteca-pub, oggi tanto in voga e, ahimè, spesso connotato da identità posticce: al centro dell’offerta una filiera cortissima, una selezione meticolosa delle materie prime, il pane d’autore by Rescigno e, last but not least, un’attenzione esclusiva devoluta al mondo del gluten free.
Nessun ammiccamento a culture e esterofilie varie, come dicevamo – con conseguente omologazione del prodotto finale – bensì un interessante “identitarismo” gastronomico.
Il tutto suffragato da un accogliente ed evocativo locale, con tanto di bancone con selezione di birre spillate all’ingresso e pareti in pietra viva a circoscrivere le pareti della sala sottostante.

QUANDO LA PROVENIENZA SI FA QUALITA’
Le carni impiegate provengono direttamente dalla storica macelleria “A Chianca”, con provenienza certificata dalle diverse varietà nazionali: il pane è quello dello storico panificio familiare, un retaggio culturale e familiare da preservare, a cagione dell’utilizzo della “filiera Rescigno”, i dolci sono rigorosamente home.made, dal laboratorio familiare.
Doveroso menzionare la possibilità di prescegliere l’intero menù in versione senza glutine, partendo dagli sfizi fritti, arrivando ai panini farciti e dolci: non sfigura il comparto birre, come vedremo.
In evidenza, oltre alle tradizionali belghe e italiane i.p.a. e lager, la Foria 46, una birra “cotta” ideata dal proprietario Gianpaolo Nacar, con lo scopo di predisporre pairing gastronomici ideali, e ovviamente quelle senza glutine, made in Puglia.
FORIA 46 GLI ASSAGGI DELLA SERATA
Durante la serata degustazione, abbiamo assaggiato la teoria dei signature dishes del locale, iniziando dagli appetizers fritti. Bastoncini di mortadella impanati, ciliegine di mozzarella di bufala impanate, polpettine di melenzane e provola, straccetti di pollo e patate fritte con wurstel definiscono la proposta. Nessuna traccia di untuosità, frittura dorata e perfettamente croccante, anche le salse sono fatte in casa.

Si continua con il tris di mini-bun farciti Rescigno, “porchetta di Ariccia con provola e sformato di melenzane”, “pulled pork, songino e salsa barbeque”, “hamburger di manzo, bacon, fontina, iceberg e pomodoro”, con un’interessante progressione gustativa.
In evidenza, segnatamente, la contaminazione fra preparazioni tipiche da paninoteca e prestiti da gastronomia autoctona, come nel caso dello sformato di melenzane. L’effetto finale è quello di complessificazione e stratificazione di gusto, inusuale per una paninoteca convenzionale.
Concludendo, la torta mimosa come dessert, rigorosamente home-made dal laboratorio di famiglia, con i deliziosi pezzetti di pan di spagna sparsi in superficie, che ricordano nella forma i fiori della mimosa. Non manca la caratteristica bagna al liquore Strega – altra eccellenza regionale – e la crema chantilly fresca, omaggio alla figura archetipica della Donna, da parte dell’asset proprietario, tutto al femminile.

Carlo Straface
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