“Le Pizzerie Storiche di Napoli” di Luciano Pignataro presso l’antico locale Da Pasqualino 1931

Grande partecipazione e vivo entusiasmo per la presentazione del volume “Le Pizzerie Storiche di Napoli – Viaggio nell’anima della città”, firmato dal giornalista e scrittore Luciano Pignataro, presso l’antica pizzeria Da Pasqualino 1931, guidata con passione dalle sorelle Gallifuoco.

Più che una semplice presentazione, la serata si è  infatti trasformata in una vera celebrazione del patrimonio culturale e identitario delle pizzerie storiche partenopee, diventando un’occasione preziosa di dialogo e confronto sul ruolo della pizza come simbolo gastronomico e sociale. Un successo che ha visto protagoniste alcune tra le voci più autorevoli del panorama culturale napoletano, unite nel riconoscere alla pizza un valore che va ben oltre la tavola.

La pizza: un valore che va ben oltre i piaceri della tavola

Tra i partecipanti, oltre al curatore Luciano Pignataro, anche Renato Rocco, direttore de La Buona Tavola, Salvatore Grasso, titolare della pizzeria Gorizia e Past President UPSN – Unione Pizzerie Storiche Napoletane “Le Centenarie”, ed ancora, la giornalista e scrittrice Giulia Cannada Bartoli e Ciro Fiola, presidente della Camera di Commercio di Napoli.

Luciano Pignataro

Tra storia, economia e profondi significati

presentazione del volume di Pignataro presso Pasqualino 1931
presentazione del volume di Pignataro presso Pasqualino 1931

 

L’incontro ha tracciato un quadro completo tra storia, economia e prospettive di valorizzazione della pizza napoletana, trasformandosi al contempo in un momento conviviale e rappresentativo del racconto contenuto nel libro. Ogni dettaglio della serata,  dagli arredi della pizzeria al profumo dei forni, ha saputo inoltre contribuire rendendo tangibile la tradizione e l’identità culturale che il volume documenta con passione e rigore.

Ciro Fiola

Strumento di narrazione e non solo!

Salvatore Grasso
Giulia Cannada Bartoli

In un contesto in cui la pizza è riconosciuta come patrimonio immateriale dell’umanità, l’evento ha infatti saputo dimostrare come la gastronomia possa diventare strumento di narrazione, memoria e innovazione culturale, confermando il ruolo delle pizzerie storiche come quello di veri e propri custodi, anzi, numi tutelari di un patrimonio in grado di andare decisamente oltre il gusto e il piacere della tavola.

 

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