Enorme successo per “Praesentia, gusto di Campania. Divina”

“Praesentia, gusto di Campania. Divina”, il progetto promosso da Regione Campania e Agenzia Campania Turismo, ha attraversato la regione in otto tappe dedicate alle sue eccellenze. L’ultima tappa al Museo MADRE di Napoli ha infatti celebrato l’Arte del Pizzaiuolo Napoletano Patrimonio UNESCO, con showcooking stellati, degustazioni, vini, birre e dolci tradizionali, restituendo il racconto contemporaneo di una Campania che si esprime attraverso ciò che crea, custodisce e tramanda.

Grande successo per il gran finale di Preasentia

Napoli tuttavia ha vissuto con estremo entusiasmo il gran finale. Il 7 dicembre, al Museo MADRE, l’evento “Maestri e margherite dall’antichità al presepe  ha chiuso l’ottavo e ultimo capitolo del percorso, in concomitanza con la celebrazione degli otto anni del riconoscimento UNESCO all’Arte del Pizzaiuolo Napoletano, Patrimonio Immateriale dell’Umanità dal 7 dicembre 2017. L’appuntamento anticipa inoltre la candidatura della Cucina Italiana a Patrimonio Immateriale dell’Umanità, in attesa della pronuncia del Comitato UNESCO a New Delhi, dall’8 al 13 dicembre.

Il Museo MADRE: palcoscenico d’eccezione tra arte, gusto e tradizione

Il Museo MADRE si è trasformato in un palcoscenico d’eccezione per la tappa finale di Praesentia. Tra architettura innovativa e spazi espositivi avvolgenti, le sale dialogheranno con la città, accogliendo ospiti e pubblico in un percorso che intreccerà showcooking, talk, degustazioni e momenti musicali. In questa cornice, l’Arte del Pizzaiuolo Napoletano, riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità, sarà celebrata attraverso gusto, tradizione e narrazione territoriale, trasformando ogni esperienza in memoria viva e identità condivisa. 

Saluti istituzionali e dialogo tra cultura e territorio

Il gran finale del 7 dicembre è stato inoltre aperto da un dialogo con le istituzioni e i protagonisti culturali del progetto con Elisabetta Moro, docente dell’Università di Napoli “Suor Orsola Benincasa” e curatrice scientifica di Praesentia; Felice Casucci, Assessore al Turismo della Regione Campania; Rosanna Romano, Direttore della Direzione Generale per le Politiche Culturali e il Turismo; Alessandro Fimiani, Commissario dell’Agenzia Campania Turismo; Eva Elisa Fabbris, Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee / Museo MADRE di Napoli; Ciro Adinolfi, direttore Agenzia Campania Turismo.

Il talk con Marino Niola: tra pizza, antropologia e identità culturale

Focus dell’analisi culturale troverà espressione nel talk “Maestri e margherite dall’antichità al presepe”, guidato invece da Marino Niola. L’antropologo di fama internazionale, saggista, ordinario di Antropologia culturale presso l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e direttore del MedEatResearch, Centro di Ricerche Sociali sulla Dieta Mediterranea, ha esplorato il ruolo della pizza come fenomeno culturale globale e come solido simbolo di comunità. Niola ha offerto una lettura che ha attraversato memoria, antropologia e gusto, descrivendo l’Arte del pizzaiuolo napoletano come un archivio vivente che conserva gesti, ricette e saperi. 

 

Preasentia: Visioni, patrimoni, comunità

La giornata ha accolto protagonisti che rappresentano davvero l’anima culturale e identitaria della pizza e della gastronomia italiana. Sul palco difatti i promotori della candidatura dell’Arte del Pizzaiuolo Napoletano a Patrimonio UNESCO: Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente Fondazione Univerde; Antonio Pace, Presidente dell’Associazione Verace Pizza Napoletana (AVPN); Gianluca Pirro, Presidente dell’Associazione Pizzaiuoli Napoletani (APN).

Accanto a loro, tra gli special guest,  la giornalista Elena Postelnicu, presidente dell’Associazione Stampa Estera in Italia con il suo sguardo dell’informazione internazionale sulle filiere del gusto campano. Il contributo, poi,  attraverso i social guest: Vincenzo Porzio, Responsabile comunicazione della Cooperativa La Paranza e Direttore del Museo Diocesano Diffuso, e Antimo Caputo (Mulino Caputo), ha offerto testimonianze capaci di intrecciare cultura, artigianato, comunità e memoria gastronomica.

Showcooking e degustazioni

Luciano Pignataro, giornalista e scrittore, ha inoltre il pubblico in uno showcooking dove sapienza, creatività e memoria del territorio si sono fuse in un unico racconto. Sul palcoscenico dei Maestri della pizza anche gli chef ambassador Enzo Coccia e Roberta Esposito, veri custodi di storie, gesti e tradizioni che hanno attraversato i secoli e continuano a vivere in ogni impasto. 

praesentia

Enzo Coccia, anima de La Notizia a Napoli, ha presentato due creazioni che raccontano la sua città. La prima è il battilocchio natalizio, fritto con scarola e baccalà: un piccolo scrigno a mezza luna, il cui nome affonda le radici nel Dizionario Dialettale Napoletano di Antonio Altamura (1956) e richiama, attraverso i secoli, il francese battant l’œil, la cuffia che cade sugli occhi. Accanto, la Margherita classica incarna il canone sacro della tradizione partenopea. 

Roberta Esposito, de La Contrada di Aversa, ha acceso invece i riflettori sulla Mastunicola, riconosciuta come la madre ancestrale di tutte le pizze. A completare il racconto, la sua Margherita bruciata con i bordi marcati e la cottura veloce, manifesta il dialogo ininterrotto tra passato e presente, trasformando ogni morso in una profonda esperienza sensoriale che celebra la storia secolare della pizza napoletana.

Birra e progetti sociali

La birra Cape ‘e fierro Strong Lager, di Birrificio Kbirr (Giugliano in Campania, Fabio Ditto),  ha infine accompagnato le pizze, con le etichette ideate da artisti Alessandro Flaminio, Pasquale Manzo e Luca Carnevale e il collettivo Cuoredinapoli, evocando l’anima urbana di Napoli e il suo patrimonio culturale condiviso. Il progetto coinvolge anche realtà sociali significative come l’Associazione “La Casa dei Cristallini” per le attività educative nel Rione Sanità

Intermezzo vegetale: contorni partenopei

La tradizione napoletana dei contorni ha trovato tuttavia voce anche con Peppe D’Addio (Dolce&Salato), che ha presentato il broccolo friariello di Napoli e il peperone ‘mbuttunat.

I vini e le eccellenze del territorio

Presente anche l Gragnano Ottouve della Penisola Sorrentina DOC, di Salvatore Martusciello e Gilda Guida, il terroir campano con vigne nei Campi Flegrei, Agro Aversano e Penisola Sorrentina. La degustazione, presentata dalla giornalista enogastronomica Monica Piscitelli, ha evidenziato l’eleganza di un rosso radicato nella storia e nella cultura della città. 

 

Dolci della tradizione, caffè solidale e liquore del territorio

Il percorso sensoriale si è chiuso infine con l’alta pasticceria di Antonio Petricelli (Pasticceria Primavera, ai Vergini) ed il raffiolo a cassata, dolce natalizio ricco di crema di ricotta, pan di Spagna e glassa. Peppe D’Addio ha svelato poi  i segreti degli struffoli, palline di farina e miele decorate con canditi, simbolo del Natale napoletano. Il caffè de Le Lazzarelle, proveniente dalla Casa Circondariale di Pozzuoli, ha chiuso poi la sequenza gastronomica insieme  al Limoncello de I Curti di Sant’Anastasia della famiglia d’Alessandro.

Musica e convivialità

A suggello emotivo della giornata, il concerto Promenade a Sud, con Matteo Mauriello e Marianita Carfora, tra melodie della canzone napoletana classica e popolare, riarrangiate da grandi maestri come Roberto De Simone e dalla Nuova Compagnia di Canto Popolare, trasformando ogni nota in un ponte sonoro tra storia, identità e presente.



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