Fichi bianchi DOP: un’eccellenza tutta cilentana

Mito e leggenda

Originari dell’ Asia Minore, i fichi sono di antichissima coltivazione. Furono i Fenici a diffonderli nelle isole del Mediterraneo, in Portogallo e in Francia. Appartenente alla famiglia delle Moraceae e al genere Ficus, l’albero cresce nei climi temperati.

Il fico, sia come albero sia come frutto, è simbolo di vita, forza, conoscenza, fecondità e abbondanza. Si narra che quando i frutti sono immangiabili o sterili sono simbolo di maledizione. Erano doni degli dei per gli antichi. L’ albero era sacro ad Atene, dea della saggezza, e a Priapo, dio della fertilità greco-romana.

Un’altra leggenda vuole che a luna crescente le coppie sterili erano soliti staccare due foglie da un albero riponendole sotto i cuscini perchè si pensava che avesse il potere di far arrivare i figli. Inoltre, l’ albero di fico rappresenta il popolo di Israele amato da Dio. Stare sotto il fico è simbolo di pace e beatitudine, così come lo era anche per Adamo ed Eva prima di spostarsi sotto un altro albero.

Già Catone e Varrone narrano che i fichi essiccati erano usati nel Cilento e nella Lucania come base alimentare della manodopera impiegata nei lavori dei campi. Nel “Quaterno doganale delle marine del Cilento” (1486) è documentata l’ esistenza di una fiorente attività di produzione e commercializzazione di fichi secchi arrivati sui mercati italiani come alimento di pregio.

Propietà nutrizionali dei fichi

Ricchi di vitamine A, B1,B2,B6 C, D, e Sali minerali , (potassio, ferro, calcio), per chi soffre di stanchezza, e di fibre, tra cui la lignina, quadruplicate soprattutto se è essiccato, sono adatti per la nutrizione dell’ adulto, del bambino e degli sportivi.

Definiti siconi ( dal greco sycon) infruttescenze carnose, una volta mature assumono la forma di piccole pere ricche di zucchero. Li possono mangiare tutti, chi ha problemi di stitichezza (soprattutto se secchi) ma attenzione a chi è obeso o in sovrappeso, ai diabetici, con moderazione, in quanto ipercalorici. Le foglie di fico erano usate in passato come tisane contro i raffreddori, per le sue qualità terapeutiche efficaci contro le malattie cardiovascolari, per curare la tosse, il mal di denti. Ancora oggi noi nutrizionisti li consigliamo anche a chi è a dieta, chi ha problemi di stitichezza, ma sempre in un equilibrato regime alimentare.

Tradizione ed eccellenza


Il Cilento, terra incantata, mare meraviglioso da bandiera blu, borghi interni affascinanti, culla della civiltà greca. E’ proprio lì nella patria della Dieta Mediterranea e della longevità, nel parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano, Alburni, da Paestum fino al Bussento che nasce uno dei prodotti tipici genuini, pregiati più apprezzati e rinomati in Italia e all’ estero. Una vera eccellenza. E’ il “Fico Bianco DOP” del Cilento, cultivar Dottato, un ecotipo selezionato e diffuso proprio in quella terra.

Introdotto dai coloni greci, lo si riconosce dalle caratteristiche uniche, dal diametro piccolo, dalla buccia verde chiaro con polpa giallo -ambrato dai piccolissimi semi. Molto digeribile. Si narra che molti matrimoni siano nati da un’ antica tradizione dove le donne che lavoravano i fichi mettevano un bigliettino con i loro dati all’ interno dei fichi. Da sempre alimento base per le popolazioni locali da pane dei poveri, quando scarseggiava il cibo, ad alimento pregiato da consumare soprattutto a Natale, sono diventati fonte di reddito per i contadini grazie all’ abbondanza e alla possibilità di consumarlo tutto l’anno.

Essiccati a fine estate naturalmente al sole e all’ aria pura per 10 – 15 giorni senza bucce su vassoi di legno o di canne intrecciate e girati a mano uno ad uno in modo che il sole possa baciare ogni parte tale da far perdere umidità, è grazie alla secolare tenacia e capacità di produttori dei cilentani se ancora oggi disponiamo di un prodotto dalle lodevoli qualità organolettiche. Grazie anche alle peculiarità pedoclimatiche, all’ ambiente di coltivazione, all’ azione mitigatrice del mare, al terreno fertile, alla barriera posta dalla catena degli Appenini alle freddi correnti invernali da nord – ovest.

Una volta essiccato è tagliato a metà e farcito con scorze di limone, mandorle anch’esse locali e coperto con l’ altra metà del fico pronti per essere infornati. Una volta sfornati dorati vengono disposti ancora caldi in grandi vasi di terracotta con foglie di alloro chiusi ermeticamente o sciroppati per poi essere commercializzati in cesti fatti a mano o con due stecche. La pianta di fico millenaria, come l‘ ulivo, caratterizzano il paesaggio rurale del Cilento, simbolo della civiltà di un popolo. Sempre più rari e ricercati anche per gli alti costi di preparazione.

I fichi in cucina

Fioroni o primaticci ( giugno-luglio), forniti (agosto -settembre), tardivi ( ottobre) dalle diverse varietà, dimensioni, colori che vanno dal giallo al viola scuro, vengono raccolti rigorosamente a mano per essere mangiati con gusto sia freschi nel breve periodo, sia essiccati, farciti con mandorle, noci, nocciole o immersi nel cioccolato o nel rhum e conservati per l’intero inverno. Raggiunta la pienezza del tasso zuccherino, il frutto va raccolto a mano per non rovinarlo e per dare il meglio nelle ricette. Ottima conservata come marmellata, per farcire crostate, dolci, torte.
Ricetta facile, nutriente e gustosa.


Crostata con marmellata di Fichi Bianchi DOP del Cilento
Ingredienti per la pasta frolla
350 g di farina 0
150 g di zucchero
180 g di burro
2 uova di galline fresche
150 g di marmellata di fichi
1 cucchiaino di cannella


Procedimento
Aggiungere la cannella alla farina, poi il burro e lo zucchero. Iniziare a lavorarla fino ad ottenere un composto bricioloso. Aggiungere le uova e continuare a impastare. Avvolgerla in una pellicola e farla riposare in frigorifero per circa un’oretta. Trascorso il tempo toglierla dal frigo, stenderla a mano con un matterello e metterlo in uno stampo imburrato. Immergere la marmellata di fichi e coprirla con delle strisce della restante pasta frolla. Infornarla a 180 ° C per 30 minuti in forno ventilato.

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Felicia Di Paola

Biologa e Nutrizionista. Specialista in Scienza dell'Alimentazione. Università degli Studi della Campania "Luigi Vanvitelli.

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