Le ostriche sposano i vini d’Irpinia

Nella splendida cornice di Agricola Bellaria, tra architettura innovativa, arte moderna e suggestivi vigneti, completamente immersi nel paesaggio irpino, avrà luogo una serata d’eccezione dedicata alla conoscenza delle ostriche, ancora oggi tra le prelibatezze più esclusive del pianeta, ed all’abbinamento con i vini del territorio.

Quando avrà luogo la serata dedicata alle ostriche?

 La serata è stata organizzata per venerdì 29 novembre alle ore 19:30 presso la sede di Agricola Bellaria a Roccabascerana. Infatti, la cantina irpina, in collaborazione con Migliaccio Storie di Mare ha organizzato una degustazione di eccezione, un viaggio ideale alla scoperta degli allevamenti e dei luoghi di origine delle ostriche, con aneddoti, curiosità e segreti, per poi apprezzarne il sapore assieme ai pregiati vini d’Irpinia di Agricola Bellaria

Come si svolge la serata sulle ostriche e il vino?

Si darà il via alla serata introducendo e guidando gli ospiti alla tematica ed all’abbinamento, con il supporto da Claudia Migliaccio, oysters specialist, che racconterà le peculiarità delle cultivar da ostricultura attentamente selezionate, con Antonio Pepe, amministratore delegato di Agricola Bellaria, a dare il benvenuto agli Ospiti e fornire alcuni dettagli tecnici su come i vini dell’Azienda oggi siano arrivati a rappresentare il meglio dell’Irpinia nel Mondo.

Cosa si assaggerà durante questo esclusivo appuntamento?

Alla Oysters & Wines Night si assaggeranno ben 5 ostriche provenienti da diverse aree geografiche in abbinamento a 5 vini pregiati a denominazione di origine e di annata. Senza svelare tutti gli abbinamenti le ostriche in rassegna saranno, con calibro crescente, la Peter Pan, l’Ostra Regal, la Dousset, la Tsarskaya, tutte della tipologia concava, ed infine la Piatta 1930, la più grande di tutte con un abbinamento speciale. Infine avremo un finale a sorpresa dalla cucina.

 Come prenotare?

Al 347 3064161 oppure 320 3447799 ordini@agricolabellaria.it

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Gaetano Cataldo

Salernitano del 74', precisamente di Castel San Giorgio. Nel bagaglio non gli manca mai il sestante e un cavatappi: ha trascorsi da navigante, con all'attivo 13 giri del mondo ed assaggia professionalmente il vino da almeno un ventennio. Quindi, grazie a un mestiere ha visitato un sacco di Paesi e con l’altro ha imparato a gustarne sapori, differenze e sfumature, incarnando, traducendo e stabilendo la relazione tra il Vino e il Mare, ben prima che fosse coniato il termine “underwaterwine”. È giornalista pubblicista, F&B manager, assaggiatore tecnico di salumi, idro-sommelier e docente della Scuola Italiana Sake, primo ad aver enunciato, con dettagliate motivazioni,la compatibilità tra il fermentato di riso e la Dieta Mediterranea. Ha fondato Identità Mediterranea nel 2016, piccola associazione di cultura con la quale ha creato, assieme a Roberto Cipresso, il famoso Mosaico per Procida, prima bottiglia a celebrare un capitale italiana della cultura, poi l'ha portata un attimo al Papa, citandogli Giordano Bruno, ed è stato nominato miglior sommelier dell'anno al Merano Wine Festival nel 2022. Non contento ha reso Mosaico per Procida vino della trascendenza e lo ha donato a San Gennaro. Insomma, non è proprio uno che se ne sta col calice in mano.

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