La prima serata di luglio è stata inaugurata da un incontro eccellente tra due realtà irpine di un certo rilievo nel panorama enogastronomico: la famiglia di Roberto Calabrese e la proprietà di Tenuta Donna Elvira. Trattandosi di una cena esclusiva, dedicata a un ristretto numero di ospiti, la serata non poteva che officiarsi a Montoro, in provincia di Avellino, presso l’attività di Roberto Calabrese, fondata nel 1999 e apprezzata da enogastronauti provenienti da ogni dove.
Roberto Calabrese e la sua azienda a Montoro
Il piccolo regno di Roberto Calabrese, una storia imprenditoriale virtuosa a conduzione familiare, consiste nell’area dedicata alla macelleria e alla vendita delle carni, con attiguo laboratorio norcino, per la produzione di salumi artigianali, condotto personalmente da Roberto Calabrese che in quest’ambito ci lavora da quando aveva quindici anni di età; a completamento dell’attività la cucina, gestita dalla moglie Concetta, asservita alla braceria nella cui sala aiutano i figlioli, la primogenita Carmen e Remo. Naturalmente, frutto di un’altra grande passione di Roberto e Concetta, l’enoteca: un piccolo caveau di vini pregiatissimi, con un’ampia selezione, che funziona anche da privé.

Tenuta Donna Elvira, un ritorno alle origini
La storia della Tenuta Donna Elvira è relativamente più giovane, avendo avuto inizio nel 2010, ma ha radici altrettanto profonde poiché la cantina, ubicata nel comune di Montemiletto e con tenimenti anche in Santa Paolina e Montefusco, narra qualcosa di significativo. Infatti essa è costruita sul sogno di Tony Fink e della sua famiglia, che più che vivere un turismo delle radici, ha a che fare con l’enologia delle radici e del ritorno alla terra natia di sua madre, donna Elvira, cui ha dedicato l’azienda agricola.

L’azienda è articolata prevalentemente sul territorio di Montemiletto e si sporge, con i suoi vigneti, su un panorama a dir poco spettacolare, con declivi, crinali e ondulazioni collinari che determinano, anche per lo stesso vitigno, condizioni decisamente diverse e attentamente monitorate, grazie all’agricoltura di precisione e all’occhio vigile del vignaiolo.
Ritornato con la sua famiglia, mr. Fink ha voluto puntare tutto sull’autenticità e sulla qualità dei vini, investendo in maniera decisiva sul territorio, non a caso avocando a sé Mirco Colella, dottore agronomo e grande camminatore del “Vigneto Irpinia”, e Arturo Erbaggio, ricercatore d’eccellenza e deus ex machina del progetto enologico della tenuta, garantendo la massima interpretazione dei varietali.
Sapori e Calici Irpini da Roberto Calabrese
La forte attenzione per le materie prime di qualità, reperite anzitutto in terra irpina, non ha mai fatto esimere Roberto e la sua famiglia, fatta anche di sommelier e aspiranti tali, dal conoscere nuove realtà enologiche, interesse che ha portato quindi l’imprenditore montorese a conoscere una nuova cantina nella costellazione della Verde: appunto Tenuta Donna Elvira.
Il menu sotto il segno di Roberto Calabrese e Tenuta Donna Elvira
L’incontro tra i sapori della terra, interpretati da Concetta Franco ai fornelli, la selezione di carni, formaggi e salumi a firma di Roberto Calabrese, e la cantina Tenuta Donna Elvira, è stato il presupposto per una serata indimenticabile all’insegna dell’ottimo cibo e di calici eccellenti, come si può evincere dal menu riportato di seguito…

L’entrée di benvenuto ha visto la Montanarina con Mortadella e Ricotta di Montella abbinata alla spumante di Falanghina Irpinia Doc Brut Millesimato del 2021, una pizza fritta, golosa con buona croccantezza, sormontato dal salume home made e le sue profumazioni speziate ben diffuse dal calore della preparazione.

L’antipasto ha sorpreso gli ospiti, grazie ad un lavoro di mondatura delle carni e un gioco di equilibri che hanno costituito gli elementi principi per realizzare la Tartare di Manza Marchigiana Igp con Colatura di Alici, Aglio Orsino e Scorzette di Limone, abbinata stavolta all’Aglianico Irpinia Doc Brut che, come il precedente, è stato realizzato grazie al Metodo Charmat, un sapiente contatto sulle fecce fini e figlio della stessa annata.

La prima portata è stata rappresentata da una sublime esecuzione di un piatto storico della casa: il Ròcher di Marchigiana Igp con Scarola Ripassata con Uvetta Passa e Pinoli, abbinato con l’Aegidius Greco di Tufo Docg 2021. Il piatto forte della serata, studiato appositamente dalla signora Concetta, è stato lo Spezzatino di Manzo Stracotto al Settemazze con Pepe di Sichuan, su purea di patate, accompagnato con cipolla caramellata. Un piatto così buono che è stato apprezzatissimo per la scioglievole intensità delle carni e dell’aromaticità calibrata, frutto anche di una marinatura di circa 24 ore proprio con lo stesso vino in abbinamento: il Settemazze Aglianico Doc Irpinia 2018.


Erano presenti in sala, oltre ad ospiti di eccellenze e vecchi frequentatori della Braceria Calabrese, anche Tony Fink e Mirco Colella, il quale ha voluto omaggiare i convitati con generosi calici di Indikos Taurasi Docg 2019, dopo aver stappato alcuni rari magnum di questo nettare, rigorosamente sigillate con l’eleganza della cera lacca. Dopo una preventiva apertura e avvinato i calici, l’Indikos ha dato eccellenti risultati. Infine, il dessert: la Crostata con Crema di Ricotta e Scorzette di Limone preparata dalla signora Concetta per l’occasione, rigorosamente abbinata al Limoncello della Costiera Amalfitana.

Questa serata ha saputo costituire, come naturale conseguenza, il preludio al format “Sapori & Calici”, aprendo un capitolo che porterà ad altre serate entusiasmanti alla ricerca di nuove esperienze edonistiche, ricette innovative e cantine di pregio dei territori più vocati dell’Irpinia e di altre rinomate aree.
Gaetano Cataldo
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