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Ad Atripalda, nel cuore dell’Irpinia occidentale, percorrendo via Contrada san Lorenzo, ci si imbatte nel ristorante, pizzeria e burgheria ‘ I Matti ’.
Il locale è lì da tempo ma da qualche mese odora di nuovo, oltre che di buono: Giovanna Cucciniello, 31 anni, attuale proprietaria e titolare, ha rilevato il ristorante che la vecchia gestione aveva deciso di chiudere, trascinando con sé in quest’avventura il compagno Antonio Romano. “Il mio locale è una scommessa con me stessa, con un compagno di viaggio come Marco ho deciso di mettermi in gioco” – racconta Giovanna – “I miei genitori lavorano nel campo della ristorazione da più di trent’anni ma io non pensavo di intraprendere la stessa strada, eppure nella vita non si può mai sapere e io a trent’anni mi sono trovata ad affrontare questo cambiamento: non si è mai troppo vecchi per imparare qualcosa di nuovo”. Se il ristorante è nato dunque dal desiderio di mettersi in gioco di Giovanna, funziona grazie alla collaborazione tra lei e il suo compagno, Antonio: i due infatti si occupano insieme della spesa che c’è da fare quotidianamente e della scelta degli ingredienti che verranno poi serviti a tavola: l’amore che c’è tra loro si riflette così nel locale ” I Matti ” che conducono insieme.


Il locale è spazioso, adatto ad ospitare un gran numero di commensali, e dispone anche di uno spazio esterno dove, nelle giornate di sole, è possibile consumare un buon pasto all’aria aperta: “L’obiettivo è soddisfare il cliente, farlo sentire a proprio agio, come a casa propria, offrendogli prodotti di qualità” afferma Giovanna, orgogliosa: il suo ristorante ad ora di pranzo si trasforma in trattoria, offrendo un menù fisso (di 10 euro) con la possibilità di scegliere tra due diversi primi, due diversi secondi, contorno, acqua o vino e coperto incluso.
La sera lavora come ristorante, pizzeria e burgheria: “Oggi spesso si esce la sera con il desiderio di mangiare fuori, però bisogna anche mangiare bene, altrimenti che senso ha?” chiede la proprietaria, sorridendo; e infatti il suo locale, a ora di cena, è pronto a soddisfare qualunque tipo di esigenza di gusto: si fanno panini, secondi di carne accompagnati da verdure, pizze di ogni tipo. La carne, a detta dei clienti, è il piatto forte del locale, grazie all’utilizzo di materie prime di ottima qualità la tagliata è la regina del menù. 

Livia Giordano

L’8 e il 15 dicembre 2019 sono gli appuntamenti di Tenuta Cavalier Pepe per Cantine Aperte a Natale.

Un brindisi per le feste con una verticale esclusiva di Taurasi e Taurasi riserva docg, annate dal 2007 al 2013

Via Santa Vara, Sant’Angelo all’Esca, Avellino, www.tenutacavalierpepe.it

Torna domenica 8 e domenica 15 dicembre 2019 alla Tenuta Cavalier Pepe, in Via Santa Vara, Sant’Angelo all’Esca, Avellino, l’appuntamento con Cantine Aperte a Natale, e per l’occasione si terrà una verticale esclusiva, per intenditori, ma non solo, degustando i vini Taurasi e Taurasi Riserva docg, rispettivamente “OPERA MIA” Taurasi e “LA LOGGIA DEL CAVALIERE” Taurasi Riserva, delle annate comprese tra il 2007 e il 2013. Il programma delle giornate prevede, arrivo alle 10.30, ritrovo dei partecipanti in cantina, accoglienza con colazione, con caffè, e brioches.
Alle 11:00 Partenza per i vigneti: dove si terrà la spiegazione di tutte le fasi del ciclo della vite. Visita in cantina: spiegazione del processo di vinificazione e visita nella Barricaia sorseggiando un bicchiere di aperitivo “Cerri Merry Dry”. Alle ore 12.00 comincia la verticale a cura della Fisar, Federazione Italiana Sommelier Albergatori e Ristoratori. Un percorso esperenziale accompagnato dal racconto di Milena Pepe e del personale tecnico dell’azienda. In abbinamento tagliere di formaggi, salumi e rustici di produzione locale. Per i bambini, durante la degustazione dei vini, sarà organizzato un assaggio di marmellate alla cieca, un laboratorio didattico, per un avvicinamento agli aromi e ai sapori. Il costo della degustazione è di 30 Euro per gli adulti e di 10 euro per i bambini (Per info e Prenotazioni: Tel.:0827.73766; 349.3172480, info@tenutacavalierpepe.it). Sarà possibile inoltre dall’1 al 31 dicembre degustare e acquistare un numero limitato delle vecchie annate Taurasi Docg Opera Mia e La Loggia del Cavaliere Taurasi Riserva DOCG del 2007 e 2008. Previa prenotazione, sarà possibile pranzare presso il ristorante “La Collina” o agli agriturismi convenzionati. L’tinerario consigliato per raggiungere Tenuta Cavalier Pepe è attraversare l’autostrada A16 Napoli-Bari, uscire a Benevento/Castel del Lago e proseguire per Taurasi (13km) e poi per Luogosano (3km).

Ufficio Stampa Tenuta Cavalier Pepe

Annalisa Tirrito

tirrito.annalisa@gmail.com

Ad Avellino, in Via dei Due Principati, a pochi passi dal centro, in uno dei quartieri più popolati della città, la pizza ha un sapore nuovo, a metà strada fra tradizione e modernità. La pizzeria Pomodoro offre da sempre ai suoi clienti una pizza da asporto dal gusto impeccabile, anche se negli ultimi tempi il servizio a tavola, richiestissimo, si è aggiunto con successo alle proposte dell’attività. Le pizze preparate ogni giorno e con estrema dedizione da Andrea Orlando, sono decisamente “speciali”, perché il tocco personale del pizzaiolo incontra, con estrema semplicità, la freschezza e la genuinità dei prodotti locali.

Pomodoro

“Preparo un impasto diretto lungo 24 ore” – dice il pizzaiolo della pizzeria Pomodoro, e aggiunge – “La massa deve lievitare ben due volte prima di essere infornata, tenendo sempre sotto controllo la temperatura e stagliando l’impasto solo durante la seconda fase di realizzazione del panetto, che deve essere rigorosamente di 280 gr ca. per garantire l’alta digeribilità della pizza”.

“La farina utilizzata è il frutto di una miscelazione tutta personale” – afferma Andrea Orlando – “Ne scelgo soltanto due tipologie, prediligendo l’alta qualità dei Molini Pizzuti che conferisce alla mia pizza il vero gusto della tradizione napoletana”.

“La mia pizza è buona e bella, e si mangia già con gli occhi: croccante all’esterno e morbida all’interno” – con queste parole Andrea, il pizzaiolo, descrive le sue pizze “novità”, da quella più richiesta “Cacio, pepe e lime” a quella più innovativa “Siciliana 2.0”, passando per l’originalissima “Nerano”. La prima, ideale per soddisfare l’appetito di chi è alla ricerca di un gusto deciso ma particolare, viene condita con crema di cacio locale stagionato tra i 12 e i 36 mesi e fiordilatte che conferisce una piacevole consistenza alla base del topping; all’uscita fanno sicuramente la differenza il pepe nero macinato al momento, che rende la pizza profumata al punto giusto, e le zeste di lime che lasciano quel retrogusto in grado “di pulire la bocca”.

Pomodoro

La seconda pizza invece, amatissima da chi vuole sperimentare nuovi sapori ma senza rinunciare troppo a quelli tradizionali, viene servita con le classiche melanzane “a funghetto” unite, prima dell’ingresso nel forno, a fette di fiordilatte, non manca il tradizionale pesto alla siciliana a base di ricotta, pomodorino rosso semidry, dolce e polposo, parmigiano grattugiato fresco e il tocco finale del pepe nero macinato a cui si aggiungono, poi a crudo, scaglie di cacioricotta salata e mandorle tostate per un sapore corposo ma alternativo.

Nerano

La terza pizza è quella scelta da chi preferisce un gusto delicato come quello delle zucchine presentate in due varianti, una profumatissima velluta di base che accoglie croccanti chips e all’uscita scaglie di caciocavallo che donano all’impasto una sensazione gustativa leggermente aromatica.

“Il dettaglio sulla pizza conta moltissimo” – dice Andrea Orlando – “La scelta dell’olio, ad esempio, che aggiungo su ogni pizza a crudo, all’uscita dal forno, è importantissima. Non a caso, utilizzo un olio adatto esclusivamente alla preparazione della pizza, preferendo quello dal sapore forte, che pizzica, perché in questo modo tutti gli ingredienti vengono esaltati al punto giusto”.

I numerosi clienti della pizzeria Pomodoro di Avellino, ogni volta che vogliono, ricevono “coccole” di gusto e consigli genuini su come soddisfare il proprio desiderio di appetito: la parola d’ordine è semplicemente “Assaggiare”!

Felicia Mercogliano

 

 

TORNA LA SAGRA DELLA CASTAGNA DI CASSANO IRPINO (AVELLINO)

Sabato e domenica, 19 e 20 ottobre, l’evento più atteso dell’autunno: la sagra della castagna. 

In volo mongolfiere simbolo dell’energia pulita. In tavola maccaronara,

 ravioli, tartufi e dolci fatti in casa

Castagna

E’ la prima sagra irpina green, storico evento dedicato alla regina dei prodotti autunnali d’Italiala castagna – che quest’anno, per la sua 43esima edizione, si arricchisce di numerose novità: è la Sagra della Castagna di Cassano Irpino, tra le più antiche in Italia e che ha come scenario lo splendido borgo medievale noto anche per le sue sorgenti, fonti storiche dell’Acquedotto Pugliese, che saranno visitabili proprio in occasione dell’evento.

La 43esima edizione della Sagra della Castagna, in programma sabato 19 ottobre e domenica 20 ottobre, si caratterizzerà per la sua dimensione totalmente green, sarà cioè interamente dedicata alle tematiche della sostenibilità. L’evento è organizzato dal Comune di Cassano Irpino in collaborazione con le associazioni del territorio e con la direzione artistica di Roberto D’Agnese per Omast Eventi ed avrà un’attenzione mirata verso l’ambiente ed i bambini, oltre che naturalmente verso l’enogastronomia che è il cuore pulsante, il motore della rinomatissima Sagra della Castagna. Gli stand gastronomici, infatti, sono il centro dell’evento. Saranno aperti per entrambe le giornate di svolgimento della manifestazione sia a pranzo che a cena con un’offerta ricchissima e davvero di grande qualità. Sarà possibile assaggiare, infatti, i piatti tipici della tradizione realizzati dalle massaie di Cassano Irpino. Immancabili, perciò, la maccaronara, i ravioli, la minestra maritata, la zuppa di castagne senza dimenticare le ottime carni alla brace, l’ormai famigerato caciocavallo impiccato e piatti a base di tartufo nero irpino. Si chiude con squisiti dolci, ovviamente a base di castagne. E ovviamente caldarroste per tutti.

L’evento avrà inizio sabato 19 ottobre, alle 9.30 con la visita alle sorgenti di Cassano Irpino. A seguire, alle ore 10, si terranno le riprese del TG Itinerante del TgR Campania a cura del giornalista Rino Genovese. Per le ore 12 apertura degli stand gastronomici. Il taglio del nastro vero e proprio si terrà alle ore 18.00 con il raduno degli artisti in piazza. A seguire l’intervento del primo cittadino di Cassano Irpino, Salvatore Vecchia, ed il lancio delle mongolfiere che voleranno sul cielo di Cassano Irpino quali simbolo di energia pulita in linea con il tema green dell’evento. Dalle ore 21 via agli spettacoli con quattro aree dedicate alla musica: nella piazza principale si esibirà Vincenzo Romano, il cantore pellegrino, che porterà il suo repertorio tra etnico, popolare e sacro. Ci si sposta nel Palazzo Baronale con il Gran Ballo dell’800 e con l’esibizione di Barabba Blues, duo che interpreta in chiave acustica un suggestivo repertorio rock, blues e ballads. In versione itinerante lungo il percorso dell’evento, lungo le strade del borgo medievale, per la prima volta in Irpinia, la Wizdom Drum Band, il gruppo prende ispirazione dalle drumline americane e svizzere a con un tocco italiano, ottenendo in poco tempo grandi apprezzamenti tanto da avere al proprio attivo numerose tappe in Italia ed all’estero.Domenica 20 ottobre l’evento comincerà alle ore 10 con la visita alle sorgenti di Cassano irpino. Alle ore 12 è prevista l’apertura degli stand gastronomici. Alle ore 16 in piazza ci sarà Mix Harmony con tarantelle e sonorità popolari. Alle ore 17 incontro – dibattito sul tema “Riprendiamoci la natura”. A seguire, nell’area bambini, si terrà “La rivolta delle pecore e la battaglia dei prosciutti”, spettacolo musicale e teatrale dedicato ai più piccoli sul tema della tutela ambientale e del rispetto della natura, tratto dal testo “La rivolta delle pecore” di Virginiano Spiniello. Dalle ore 20 il gran finale con una interessantissima selezione di spettacoli musicali. In piazza di esibiranno i Suoni Antichi I Bottari di Macerata Campania con Mimmo Epifani e Marilena Gragnaniello, gli Stragatti con il loro rock and roll, tra old school e rivisitazioni pop, saranno nel Palazzo Baronale e ancora in versione itinerante lungo le strade del bordo la Wizdom Drum Band.

Ogni anno la Sagra della Castagna di Cassano Irpino sceglie un tema che possa essere spunto di riflessione e occasione di confronto. Per questo la tematica, fortemente collegata all’attualità è quella ambientale. Per questo la Sagra di Cassano si caratterizza come la prima sagra green, la prima che si interroga sull’ambiente, sulla natura, sull’ecologia. È in questo solco che si inserisce il video concorso per eleggere Re Cardo e Regina Castagna dedicato ai più piccoli che dovranno raccontare attraverso clip video la loro idea per tutelare al meglio la natura (info su www.sagracastagnacassano.it). Chi otterrà più like verrà eletto Re Cardo o Regina Castagna e riceverà in omaggio una fornitura di crema di castagne dell’azienda Sodano. Importante, perciò, anche la dimensione social dell’evento. Ed infatti è attiva una linea whatsapp al numero 351.8782216. Basterà mandare un messaggio con l’hashtag #sagracasagnacassano per ricevere tutte le informazioni sull’evento.

 

UFFICIO STAMPA

Miriade & Partners

Per Omast Eventi

Tel. 329.9606793 – 392.9866587

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Ad Ercolano, uno dei tredici comuni situati nell’area naturale del Parco Nazionale del Vesuvio, proprio in una delle strade che conduce direttamente al cratere del vulcano, sulla salita di Via San Vito, in un ambiente piacevolmente familiare, O’ Sbarazzino è immerso in un accogliente giardino dove lo stile rustico incontra quello elegante con estrema semplicità dove Ilaria Cozzolino da circa tre anni racconta ai suoi ospiti la sua filosofia del “mangiare bene”. 

O' Sbarazzino

“O’ Sbarazzino nasce quasi per scherzo” – dice Ilaria, la titolare della pizzeria – “Ho voluto semplicemente realizzare un progetto personale, anche se non appartengo ad una famiglia di ristoratori con esperienza nel settore”. 

“Il mio obiettivo è quello di trasmettere ai miei clienti la passione per il buon cibo, che io e la mia famiglia portiamo avanti con orgoglio da anni” – continua la giovane imprenditrice. 

O’ Sbarazzino, era il soprannome del nonno di Ilaria, “un tipo allegro, che cantava sempre e che dava, per questo, armonia”. “Quando ho deciso di aprire la pizzeria, mi sono lasciata ispirare da mio nonno e dal suo carattere festoso e vivace”- aggiunge Ilaria. Non a caso la parola d’ordine in casa Cozzolino è proprio “armonia”, quella che si respira “durante il momento della cena” ma anche quella che a tavola mette d’accordo i profumi e i sapori della pizza targata O’ Sbarazzino. 

“La pizza che proponiamo ai nostri commensali ha proprio il gusto che piace a me e alla mia famiglia” – afferma Ilaria, e continua – “Questo è un modo per distinguerci dalla massa perché, non solo trasmettiamo la nostra passione per il buon cibo, ma offriamo proprio quello che mangiamo noi e che ci piace di più”. 

Da O’ Sbarazzino, la pizza ha un sapore diverso, non convenzionale e lontano da quello della classica tradizione napoletana: si utilizza solo farina integrale macinata a pietra o addirittura integrale al 100% proprio perché “ha un altro gusto rispetto a quello della tipologia 0 o doppio 0 che utilizzano gli altri”; l’impasto viene lasciato lievitare a lungo con l’aggiunta di poco sale. “Non voglio creare qualcosa di nicchia”- aggiunge la titolare della pizzeria – “Il mio intento è semplicemente valorizzare i prodotti della mia terra, esaltandone soprattutto la qualità che da’ un valore aggiunto al mio paese”. 

Alle parole di Ilaria, si aggiungono quelle di Agostino Coppola, il Maître di Sala della pizzeria O’ Sbarazzino – “Noi puntiamo alla tutela della territorialità, mettendo in evidenza i prodotti locali; solo così riusciremo a fare la differenza”. 

O' Sbarazzino

La pizza Agrodolce non è “la solita pizza”. Il gusto dolce e corposo dei fichi caramellati si abbina perfettamente a quello acre e acerbo al punto giusto dei pomodori verdi, il tutto viene arricchito con il sapore deciso della provola di Agerola e, in aggiunta, fette di lardo pancettato aromatizzato al basilico.  

Poi c’è la pizza O’ Sbarazzino, “genuina, buona e saporita” perché dal gusto ricco ma equilibrato, quella che ha “un po’ di tutto” dal pesto alle noci, con il suo sapore intenso e vellutato, alla provola di Agerola, i funghi porcini dal profumo inconfondibile, il lardo pancettato e, all’uscita, rucola fresca di raccolta, scaglie di parmigiano reggiano e gherigli di noce. 

“Che bella pizza!” – con questa espressione i numerosi ospiti che ogni giorno si siedono nel giardino di O’ Sbarazzino, svelano storie di gusti e di sapori di qualità, descrivendo un’armonia culinaria tra la tradizione di famiglia e l’innovazione non convenzionale che fa sempre la differenza. 

 

Felicia Mercogliano

 

Nel cuore dell’Irpina, nell’antica città di Avellino, Il Gusto di Giovanni Calderisi propone una cucina basata sulla tradizione e sull’eccellenza gastronomica. Nato circa tre anni fa, Il Gusto si è affermato sul territorio, divenendo punto di riferimento culinario. «Il Gusto nasce – racconta il patron – nel novembre 2016, assecondando la forte passione che la mia famiglia ha verso la cucina. Inoltre, uno dei miei figli allora frequentava l’alberghiero e l’idea di aprire un locale rappresentava anche un’opportunità lavorativa per i miei figli. Eravamo nuovi nel settore, ma questa passione era così forte che ha reso possibile la realizzazione di un progetto diverso. Volevamo proporre al cliente una pizzeria e un ristorante diversi dal solito. Volevamo, e ci siamo riusciti, un locale basato sulle eccellenze del territorio e su prodotti di assoluta qualità, cucinati con gusto».

gusto

Il gusto è la mission del locale, sul gusto si basa tutto, tant’è che Giovanni Calderisi ha scelto di ispirarsi ad esso per individuare il nome del suo locale. Il piatto forte che Il Gusto propone è sicuramente la pizza, di cui Calderisi ha individuato le proprietà e le caratteristiche principali. «La nostra pizza ha una serie di caratteristiche uniche, che combinate insieme danno un prodotto di qualità. La nostra pizza ha una lunga maturazione, con una media di almeno 48 ore. Ovviamente è fondamentale la farina. Usiamo farine tipo 1 e tipo 0 macinate a pietra, che danno alla pizza il giusto sapore e leggerezza». Ne risulta una dalla spiccata digeribilità, ma sono molte altre le caratteristiche che il patron de Il Gusto ha elencato:« la nostra pizza non appesantisce, non gonfia; ha un giusto cornicione, soffice e vuoto e poi il topping dà alla pizza, che si presenta abbastanza grande con un diametro di 33 cm, il tocco finale».

Il menù offre una vasta scelta di pizze, accontenta tutti i gusti e segue la stagionalità dei prodotti. «Abbiamo nel menù una quarantina di pizze, ma ogni tre, quattro mesi le cambiamo; qualcuna la eliminiamo, qualcun’altra la integriamo per seguire i prodotti di stagione. Da una settimana circa, per questo inizio di autunno, abbiamo inserito una quindicina di pizze nuove. Tra le tante realizziamo pizze con il tartufo, con i porcini, con le patate e con le verdure o pizze che richiamano i piatti della cucina tradizionale, come L’Amatriciana».

La tradizione non manca, è alla base di molti piatti presenti nel menù e su tutto spicca la Pizza con la Scarola, «con la scarola saltata in padella, come da tradizione irpina, le noci, l’uvetta, i capperi, le olive di Gaeta e le acciughe. Con la scarola facciamo anche i vari ripieni. Un’altra pizza che ci rappresenta molto è L’imbarazzante, una pizza creata da noi, formata da patate avezzane, tartufo di Bagnoli Irpino, provola di Agerola, salsiccia fresca nostrana, basilico e olio evo». La pizza deve accontentare tutti i palati e per questo da Il gusto, il venerdì e il sabato, è anche possibile trovare un’alternativa al classico impasto:« Creiamo un impasto, seppur in quantità limitata, composto da multicereali, ovvero da una farina integrale con tredici cereali all’interno. Invece dei classici cinque, ne inseriamo tredici, di cui sei a semi interi». Ciò che fa la differenza, e Giovanni Calderisi ci tiene a sottolinearlo, sono i prodotti di qualità e l’olio rigorosamente a crudo su tutte le pizze in uscita.

gusto fritturina

Qualità che si conferma anche sui fritti e sulla cucina:« Le Montanare, ovvero pizze fritte, sono un altro prodotto che ci contraddistingue. Abbiamo però realizzato una variante. Esse vengono ripassate in forno per una maggiore croccantezza. Così è nata una linea di Montanare ripassate al forno farcite con ragù napoletano rigorosamente fatto da noi, con la genovese o i “friarielli” saltati. Il nostro fritto è unico, perché facciamo tutto noi giornalmente, dai crocchè di patate agli arancini, dalle frittatine di pasta alle varie pizze fritte, dalle marmellate ai dolci. Preferiamo realizzare i prodotti internamente il più possibile, così da assicurare qualità e gusto».

La qualità contraddistingue anche il menù cucina, che è prettamente mediterraneo. «Tutti i giorni, oltre alla possibilità di scegliere à la carte, proponiamo a pranzo, soprattutto per chi lavora in zona, la scelta tra due primi e due secondi, alternando piatti di carne e di pesce. Sono sempre piatti diversi e non mancano le prelibatezze, come un ottimo baccalà cucinato in tutte le maniere, ma anche taglieri vari e un’eccellente scelta di carne per tagliata o alla brace. Ovviamente anche la cucina segue la stagionalità».

E per i più golosi il Gusto propone un’ampia scelta di dolci: «Realizziamo internamente anche i dolci, per i quali abbiamo una notevole selezione che va dal classico tiramisù alla cheesecake, dalla mouse ai cannoli con la ricotta di pecora di Bagnoli. E poi abbiamo, in esclusiva ad Avellino, il famoso Roccobabbà di Emilio, la pasticceria famosa in tutta Italia per la produzione di questo dolce prelibato». Insomma, da Il Gusto ce n’è per “tutti i gusti” e grazie alla cortesia e alla gentilezza di tutto lo staff, il cliente troverà un bel locale, tranquillo, familiare dove potersi rilassare, decidere con serenità cosa mangiare tra pizzeria e cucina, esclusivamente all’insegna della qualità.

 

Amalia Vingione

 

È da poco più di due mesi che ad Avellino ha aperto Lievitum ed è stato da subito un successo. Questa nuova pizzeria nasce da unidea di Arturo Mangiapia, che da Napoli ha deciso di portare la pizza napoletana nel capoluogo avellinese. 

Lievitum

«Lievitum nasce da una esperienza precedente. Avevo una pizzeria a piazza Vittoria a Napoli con Vincenzo Capuano, ma ad un certo punto ho deciso di iniziare una nuova avventura. Ho scelto Avellino per portare i sapori della mia città, anche perché qui ho dei familiari che mi hanno aiutato nella ricerca del locale e nel dare corpo a questa esperienza, nella quale non sono solo. Come me ci sono mio fratello Raffaele, e i pizzaioli Giorgio Riccio e Raffaele Marigliano». Lievitum è un brand dalle caratteristiche giovanili e “free”, pensato nei minimi dettagli. «Quando bisognava scegliere l’aspetto del locale, ci siamo affidati all’architetto Mario Sorrentino, che ha realizzato, per noi, questo ambiente moderno, accogliente e colorato. Si discosta dalle pizzerie classiche nella scelta delle tovagliette singole al posto del tovagliato di stoffa e per il design originale».

Lievitum

Ma il punto di forza di Lievitum è sicuramente la pizza. L’impasto è composto da un blend di farine Vigevano tipo 0 e tipo 1, lievitato dalle 24 alle 36 ore. La cura di particolari, come la giusta temperatura dell’acqua o del sale, rende unico il gusto di questa pizza che si arricchisce di farciture di qualità. «Per le nostre pizze usiamo solo prodotti di altissima qualità per non deludere mai il cliente. Così nascono pizze uniche come la Lievitum, composta da Fior di Latte di Agerola, Carciofini Ortocori, Lardo Stagionato, Basilico fresco, Olio Evo Bio; oppure la Polpettine & Fiocchi Di Ricotta con Pomodoro San Marzano DOP, Provola di Agerola affumicata in paglia, Fiocchi di Ricotta di Bufala Campana, Polpettine di Carne, Basilico Cristallizzato, Olio Evo Bio». 

Lievitum

Lievitum non è solo pizzeria, poiché propone i piatti tipici della cucina napoletana e la classica e appetitosa frittura, sia a pranzo che a cena. Tutto accompagnato da etichette pregiate di birre artigianali e vini d’eccellenza. E siccome “la pizza è di tutti”, da Lievitum è possibile degustate anche la pizza senza Glutine. Con i suoi due piani e oltre cento coperti, Lievitum si sta configurando come una importante realtà nel centro storico di Avellino, dove professionisti, giovani e famiglie possono degustare, in un ambiente accogliente e professionale, la vera pizza napoletana e i piatti più gustosi della tradizione partenopea.  

Amalia Vingione

A Baiano, un paesino in provincia di Avellino, in una valle sormontata dalle vette Avellane e dalla cima del Partenio, a ridosso del bosco di Arciano, nello storico “rione d’e Vesune, in quella che un tempo era conosciuta come Via Tufo, Ciro Casale, giovanissimo pizzaiolo racconta la sua storia di “passione e mestiere” attraverso la sua pizza che ha ribattezzato, con fierezza, dello “star bene a tavola”. 

ciro

Ho deciso di fare questo mestiere non per scelta ma per esigenze di vita” – dice Ciro Casale, e continua – “Mi sono affezionato a quello che oggi è il mio lavoro studiando da autodidatta e facendo esperienze lavorative all’estero che mi hanno permesso di specializzarmi direttamente sul campo”.  

La mia personale avventura è iniziata in quella che definisco, con affetto, una piccola bottegatra l’altro ancora esistente,  dove un tempo preparavo solo pizze da asporto” – afferma Ciro che proprio così, con estrema umiltà, si è presentato qualche anno fa agli abitanti dell’Irpinia. 

Oggi, Ciro Casale accoglie i suoi numerosi ospiti in un ambiente moderno dalle linee semplici e pulite, il luogo ideale dove poter gustare non la classica pizza napoletana ma una rivisitazione assolutamente personale della stessa in chiave contemporanea. 

“La mia pizza ispira fiducia e piace ai miei clienti proprio per questo; ogni giorno la preparo con coscienza gastronomica perché scelgo solo ingredienti di qualità, dalla farina che utilizzo per fare l’impasto, quella del Molino Vigevano,  ai prodotti con cui la condisco” – afferma il pizzaiolo della pizzeria Pulcinella. 

Una lunga e lenta lievitazione caratterizza un impasto preparato con la biga al 30% e farine lasciate precedentemente in ammollo secondo la tecnica dell’autolisi. Il risultato è un panetto liscio, morbido ed elastico al punto giusto, ma soprattutto profumato e con una lunga shelf-life che gli consente di conservare la qualità iniziale e di mantenere inalterate tutte le proprietà organolettiche che lo contraddistinguono. 

All’uscita dal forno, la pizza di Ciro Casale non presenta il solito cornicione pronunciato, propriamente detto “a canotto”, una moda”, questa, ormai a cui il pizzaiolo di casa Casale rinuncia volentieri, preferendo una pizza anche imperfetta nella sua forma ma ben stesa e condita con un ricco topping, “perché la gente vuole mangiare una pizza piena” – aggiunge Ciro. 

ripieno

Non a caso, la pizza fritta con ripieno alla genovese è tra le proposte culinarie più apprezzate della pizzeria di Ciro. La ricca e gustosa farcitura di questo calzone, fragrante all’esterno e morbido all’interno, caratterizza questa specialità che stuzzica immediatamente l’appetito. La cipolla ramata di Montorodolce e profumata, e il muscolo di scottona dell’Irpinia, tenero e succulento, sono gli ingredienti principali di questa pizza: il ripieno viene lasciato sobbollire piano piano  per ore e durante la lunga e lenta fase di cottura viene sfumato con un buon vino rosso locale. “Prima di chiudere la pizza” – dice Ciro, il pizzaiolo – “aggiungo scaglie di provolone del Monaco, con il suo gusto piacevolmente piccante,  e pezzi di provola affumicata, perché il dettaglio fa sempre la differenza, ogni giorno e soprattutto in pizzeria”.  

Sono attento a tutto dal topping che scelgo per condire la pizza, alla sua presentazione nel piattoalla temperatura a cui la porto in tavola perché niente di tutto ciò va trascurato o sottovalutato, se vuoi offrire una pizza di qualità”. 

Le pizze di Ciro Casale, infatti, sono tutte “studiate ma non elaborate” perché il suo intento è quello di realizzare “una pizza accessibile in termini di gustocosì da soddisfare le esigenze di ogni palato”. “Gli ingredienti utilizzati sono semplici, poco trasformati  e soprattutto  locali, come il pomodoro aeroponicoin particolare il pizzutello, una varietà tipica della zona irpina  privo di nichel, perché richiede un ridotto fabbisogno di acqua, e ricco di polifenoli o anche il prosciutto Ciarcia, dal sapore inconfondibile, dolce e aromaticocon quel giusto filo di grasso che fa la differenza”. 

Nella pizzeria Pulcinella i sapori tipici della tradizione culinaria campana convivono con la ricerca di prodotti nuovi ed originali, che Ciro seleziona accuratamente, sperimentando di persona i vari abbinamenti gastronomici e le diverse combinazioni di gusti, prima ancora di proporli ai suoi commensali. Primo fra tutti, l’aglio orsino, noto per essere un antimicotico naturale e molto più digeribile rispetto all’aglio comune, uno degli ingredienti che Ciro Casale utilizza sulla sua Marinara del Partenio, una pizza rossa condita con pomodorino corbarino semisecco reidratato dalle importanti proprietà antiossidanti insieme alle acciughe di Cetara, freschissime e ricche di omega 3 e giusto un pizzico di mozzarella, per conferire alla pizza un sapore ancora più intenso e consistente. 

margherita

La pizzeria Pulcinella è evidentemente il risultato di un percorso di vita non solo professionale che Ciro Casale, ha intrapreso, giovanissimo, con tenacia e forza d’animo. “Ho rischiato, ma alla fine ho vinto!” – dice Ciro con orgoglio, parole che possono sicuramente confermare tutti coloro che ogni giorno si siedono nella sua pizzeria con la promessa di ritornarci. 

 

Felicia Mercogliano 

DAL 6 ALL’8 SETTEMBRE 

VOLTURARA IRPINA (AVELLINO)  

CELEBRA L’ECCELLENZA DEL FAGIOLO QUARANTINO PRESIDIO SLOW FOOD 

Fagiolo Quarantino

VOLTURARA IRPINA (AVELLINO Da domani (venerdì 6) fino all’8 settembre a Volturara Irpina (Avellino) attesissimo appuntamento dedicato al fagiolo quarantino, dallo scorso anno presidio Slow Food: è la nona edizione della Festa del Fagiolo Quarantino della Valle del Dragoneevento dedicato ai prodotti d’eccellenza della zona promosso dal Comune di Volturara Irpina e cofinanziato dal POC Campania 2014-2020. 

 Tante le novità di questa nona edizione: la prima è senza dubbio l’inaugurazione della Strada Ferrata e delle Vie di Arrampicataun’area dedicata alle attività alpinistiche realizzata dal gruppo Campania Mountains Guides su progetto finanziato dall’amministrazione comunale di Volturara Irpina su intuizione del sindaco Marino Sarno, che ne ha portato avanti l’idea fino alla realizzazione vera e propria. Il sito – raggiungibile in pochissimi minuti da Piazza Roma – è attrezzato di vie ferrate e itinerari di arrampicata aperti a tutti, bambini e adulti, con vari gradi di difficoltà. Quelle di Volturara Irpina sono le prime vie di arrampicata certificate in Campania, ben otto percorsi monotiro dedicati a bambini e neofiti e due vie multipich per utenti che praticano un’arrampicata alpinistica con esperienza alle spalle. Una grande attrattiva turistica, dunque, per gli amanti dell’outdoor e per quanti vogliono avvicinarsi a questo tipo di disciplina. A coronamento del progetto il gruppo ha ripreso la sentieristica esistente omologandola alle linee guida del Club Alpino Italiano sia per i sentieri di accesso alle vie d’arrampicata sia per quelli relativi alle vie di fuga delle strade ferrate, collegandoli ad alcuni siti di interesse del comune, come la Piazza Municipio o le aree picnic circostanti con circuito ad anello, che ha ricevuto anche una numerazione (n. 145) dal catasto Nazionale dei Sentieri del Cai, Club Alpino Italiano. L’intero lavoro è stato inoltre preceduto da un’importante fase di bonifica e messa in sicurezza del costone roccioso interessato. 

Una novità assoluta di questa edizione, che sarà inaugurata sabato 7 settembre alle ore 9.30. Altra novità sarà lo scenografico accesso all’evento: si entrerà infatti attraverso una simbolica bocca di drago alta ben 6 metri ed installata all’ingresso del percorso. Inoltre anche quest’anno sarà possibile effettuare visite guidate in montagna alla Bocca del Dragone, al Museo della Civiltà Contadina e alla Chiesa Madre, sia sabato 7 che domenica 8 settembre dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 18.30. Il coordinamento artistico è affidato anche quest’anno a Roberto D’Agnese per Omast Eventi.  

 La Festa del Fagiolo Quarantino della Valle del Dragone si aprirà venerdì 6 settembre a partire dalle ore 18 con i giochi per bambini e, alle ore 20, l’apertura degli stand gastronomici per assaporare i tipici piatti della tradizione, prima di immergersi alle ore 21 nella musica live dei Mix Harmony e Beta Folk 2.0. A fare da cornice la New Band itinerante e gli artisti di stradaSabato 7 settembre il programma inizierà alle ore 9.30 con l’inaugurazione della Strada Ferrata e delle vie di arrampicata quindi alle ore 11 “Irpinia, prodotti di eccellenza e ambiente”, incontro che porrà l’attenzione sui punti di forza della provincia di Avellino e i progetti di valorizzazione. Alle 13 il pranzo in piazza, un appuntamento imperdibile che richiama la tradizione e, alle 18.40, le degustazioni del Fagiolo Quarantino a cura di Slow Food Avellino e alle 20 l’apertura ufficiale della festa con il taglio del nastro a cura dell’Amministrazione ComunaleGiocolieri e trampolieri rallegreranno le strade di Volturara fino alle 21, quando sul palco della piazza saliranno Rock e i suoi fratelliPratola Folk e le Ninfe della Tammorra. La Zeza di Cannone e della Campagna sarà invece itinerante per accompagnare i visitatori lungo tutto il percorso. Domenica 8 settembre la giornata conclusiva, che partirà alle 9 con l’escursione in montagna a cura del CAI di Avellino, alle 10 invece, la Maratona della Valle del Dragone che partirà dalla Piazza, quindi alle 13 pranzo in piazza. Alle 16.30 si aprirà un nuovo pomeriggio di musica e divertimento con Aria Nova e alle 20 si terrà la consegna della Cittadinanza Onoraria al giornalista RAI Rino Genovese. Alle 21 saliranno sul palco Banana SplitPopolo Vascio e Mulieres Garganiche. Gli Etno Folk accompagneranno attraverso la musica itinerante la piacevole passeggiata lungo le strade della festa. Per informazioni sull’evento è possibile inviare un messaggio whatsapp inserendo l’hashtag #FFVOLIRP al numero 351.8782216.  

 

UFFICIO STAMPA 

Miriade & Partners 

Tel. 329.9606793 – 392.9866587 

ufficiostampa@miriadeweb.it  

UNITI PER LA PIZZA su RAI 1 a “La Vita in Diretta”

Dopo “La Pizza Napoletana Spicca il Volo”pizza in mongolfiera a quota 1276 metri,lunedì 13 maggio presso il Panificio Meninno, ovvero lo storico forno di Antonio Lo Russo a Vallesaccarda in provincia di Avellino, si terrà una nuova impresa da Record per il Maestro Maurizio Stanco.

“Uniti per la Pizza”l’evento che vedrà sette pizzaioli provenienti da varie regioni d’Italia: Marco Sotero , Pietro Fontana, Antonello Scatorchia , Andrea Cucciniello, Daniele Heddi, Luigi Gallo,Mario Sorrentino unitamente ad altri professionisti di quest’arte bianca, cimentarsi nel realizzare con il panetto più grande al mondo, del peso di ben 50kg, una pizza Margherita dal diametro di oltre 2 metri.

Quindi una grande pala in legno realizzata apposta per stendere e infornare l’enorme panetto, poi un imponente forno per cuocere la pizza più grande mai realizzata al mondo.Presente all’evento la storica trasmissione pomeridiana di RAI 1 “La Vita in Diretta” con l’inviato Massimo Proietto in collegamento lunedì 13 maggio dalle ore 16.50.

Una sola pizza Margherita basterà per tutti gli ospiti presenti e aiuterà il Maestro Maurizio Stanco, ideatore e organizzatore dell’eccezionale evento“Uniti per la Pizza”a passare il messaggio che solo l’unione fa la forza, che uniti si riesce sempre in ogni impresa.

 

 

Comunicazione stampa e social

Angela Merolla

meroangela@libero.it

cell.320 861 9820

Nell’ “Anno nazionale del turismo lento”, anche l’Irpinia, cuore della Campania nonchè una delle province più belle d’Italia, prepara la promozione turistica del suo territorio su più fronti insieme ad Istituzioni, Enti ed associazioni, per evidenziare come il patrimonio culturale, artistico, religioso ed enogastronomico è parte integrante dell’identità italiana.

Qui, oltre mille anni fa, in un prezioso remoto lembo di terra compresa nei comuni di Altavilla Irpina, Chianche, Tufo, Montefusco, Prata di Principato Ultra, Petruro Irpino, Santa Paolina e Torrioni, gli antichi Greci, piantarono “le viti che portarono attraversando il mare Adriatico”. Era il Greco di Tufo , oro d’Irpinia, senza dubbio il più antico vitigno dell’Irpinia, Doc dal 1970 e DOCG nel 2003, un vino talmente prezioso ed elegante in colore, profumi e finezza, da conquistare, già nell’antichità, i banchetti più esclusivi ed i palati più esigenti.

Parte da Chianche, piccola cittadina in provincia di Avellino nonché uno dei Comuni della DOCG,  il progetto targato “Planca’s wines” a cura della Pro Loco di Chianche, col Patrocinio della Regione Campania, della Camera di Commercio di Avellino, l’Ente Provinciale del Turismo di Avellino, in collaborazione con Provincia di Avellino, Associazione Città del Vino, Federazione FISAR e PMI International, Confederazione delle piccole e medie imprese nel mondo, per la valorizzazione del territorio e della produzione vitivinicola nell’areale degli Otto Comuni del Greco di Tufo DOCG Altavilla Irpina, Chianche, Tufo, Montefusco, Prata di Principato Ultra, Petruro Irpino, Santa Paolina e Torrioni.

L’evento, dal titolo ” Greco di Tufo , Oro d’Irpinia”, sarà presentato in anteprima il 16 Febbraio 2019, ore 11,30, a Chianche (AV), presso la sede della Pro Loco in via Roma 54 e si svolgerà nelle giornate del 14 e 15 Giugno 2019.

Nata nel 1985 per incrementare “qualsiasi genere di attività sulla vita artistica di Chianche, dell’Irpinia e della Regione Campania”, la ProLoco mira a rafforzare le attività di sensibilizzazione della cultura e la tradizione del vino, coinvolgendo imprese, cittadini ed intero territorio in attività di promozione del Greco di Tufo e delle altre eccellenze del territorio nonchè preservare le risorse naturali e paesaggistiche attraverso uno sviluppo sostenibile del territorio.

Sarà un progetto itinerante che, ogni anno, si svolgerà a rotazione tra i Comuni interessati specifica Pasquale Cecere, presidente ProLocoin cui anche tutte le altre produzioni agroalimentari e vitivinicole irpine DOP e IGP saranno protagoniste, a testimonianza del loro forte legame col territorio del Greco di Tufo”. La chiave di volta per la promozione del territorio è nella “Formazione, promozione e comunicazione”, sostiene Teobaldo Acone, Ambasciatore delle Città del Vino.

Nell’occasione il Dott. Floriano Zambon, Presidente Nazionale Città del Vino consegnerà la bandiera alla Pro Loco Planca, per ratificarne l’ingresso nell’Associazione Città del Vino, il cui obiettivo è di aiutare i Comuni (con il diretto coinvolgimento di Ci.Vin srl, sua società di servizi) a sviluppare intorno al vino, ai prodotti locali ed enogastronomici, tutte quelle attività e quei progetti che permettono una migliore qualità della vita, uno sviluppo sostenibile, più opportunità di lavoro.

Il Dott. Salvatore Guerriero, Presidente Nazionale di PMI International, Confederazione delle piccole e medie imprese nel mondo, da molti anni si occupa, in Italia ed all’estero, di promuovere ed assistere, attraverso una fitta rete di contatti e di esperienze, le diverse realtà produttive, specie vitivinicole, che costituiscono la parte più significativa e cospicua del tessuto produttivo della Campania e del nostro Paese, tra opportunità, strategie e vantaggi economici.

Irpinia è anche terra di leggende e di antichi racconti di stregoneria di briganti, come sarà illustrato dal Prof. Felice De Martino con il suo libro “Il Giudice brigante” e dal Prof. Antonio Franzese, Artista irpino, profondo conoscitore della storia del territorio ed autore, tra l’altro, di numerose monografie sul tema “Vino e Territorio”.

Concluderà i lavori l’Avv. Domenico Biancardi, Presidente della Provincia di Avellino, impegnato attivamente sul fronte della promozione del territorio irpino e delle sue eccellenze tipiche per un turismo di qualità e destagionalizzato, già al vaglio di un tavolo tecnico presieduto da un pool di esperti dei vari settori.

Al termine, degustazione di Greco di Tufo di diverse cantine degli otto Comuni dell’areale DOCG, un prezioso approfondimento, sia sul territori e che sulle aziende che hanno fatto la storia di questo nobile vitigno.

Modererà Carmen Guerriero, Giornalista.

Partner dell’evento, PMI International, Confederazione delle imprese nel mondo.

Media partner dell’evento LAVINIUM, Rivista di Vino e Cultura nonchè MONDO IN TASCA, Giornale on line di Turismo e Cultura del Viaggiare

 

Per info: Corrado Planca – 347.5486520  officialprolocoplanca@gmail.com  www.prolocochianche.org

Ufficio Stampa:  PMI Communication, Carmen Guerriero  carmenguerrieropress@gmail.com

Festa della Vendemmia: Riviviamo l’antico rito della Vendemmia nella patria del Fiano di Avellino Docg. Benvenuto con merenda contadina ore 9:00 nell’antico borgo di Lapio
e per gli sportivi il percorso alternativo di trekking ore 8:30 in piazza S.Antonio

Festa della VendemmiaIl 7 ottobre a Lapio di buon mattino si celebra la Festa della Vendemmia, un antico rito contadino  che per fortuna stenta a morire e che rivive nei piccoli distretti viticoli di tutta la Campania.
Quale luogo migliore se non Lapio, piccolo borgo che dista solo 25 km dalla città di Avellino e che sottolinea già nel nome il proprio legame con la viticoltura. Infatti, si ritiene che il toponimo Lapio, così come la stessa parola Fiano, prenda origine dal latino ‘apis’ (ape) il termine fa riferimento alle api che, attratte dalla dolcezza degli acini d’uva, attaccano da sempre in sciami il grappolo del vitigno apuano.
E così, il paese fa festa rievocando la tradizione con una giornata dedicata al territorio e ai prodotti che la terra offre essendo il terroir di Lapio particolarmente fertile e incastonato in una posizione di dominio sulla Valle del Calore. S’inizia dando il Benvenuto agli ospiti con la merenda contadina al centro della città alle ore 9:00. Tante le attività che mirano a rinsaldare il legame un po’ sopito con la natura come la passeggiata ecologica che termina con il fatidico taglio dell’uva con accompagnamento musicale.

Invece, per gli amanti dello sport è previsto un percorso alternativo che prevede l’emozionante trekking in vigna. Il raduno è alle 8.30 in Piazza Sant’Antonio, punto di partenza per giungere ai vigneti di Fiano Areale con mezzi autonomi. Il percorso è di Livello E, cioè diEscursionismofacile. Il terreno potrebbe essere, in alcuni tratti, scivoloso e in altri particolarmente ventilato. Si consiglia, dunque, l’utilizzo di scarpe da trekking e un abbigliamento comodo, munirsi di acqua e uno spuntino. Sono previste strutture adibite al cambio muniti di docce. Il percorso è 10 Km e dura circa quaattro ore. È gradita la Prenotazione al numero 3203616149, oppure su Fb: Land_of_Hirpinia.

Festa della VendemmiaDurante la giornata è possibile usufruire del menù turistico a 15 euro presso i ristoranti convenzionati della zona: Officina del Gusto, Templa Mentis, Fattoria Maria Petrillo, Agriturismo Anila oppure godere degli ottimi aperitivi presso il locale Aperifiano. In pomeriggio, dopo un momento dedicato a compiacere la creatività dei più piccoli con la premiazione del concorso “Un disegno per…conoscere i vigneti di Lapio” si rivive il momento più magico e conviviale della vendemmia, la pigiaturacon i piedi al suono di musica e balli folkloristici. A completare la giornata un laboratorio tecnico a cura di Onav AvellinoOrganizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino, che istruiranno i curiosi all’assaggio del mosto. Alle 20:00, Lapio dà il via alla folkloristica Festa in Paese al ritmo di musica popolare e alla presenza di stand con prodotti tipici della tradizione lapiana.

Programma:

Ore 9: 00 Benvenuto con merenda contadina, Corso Umberto I°

Ore 10:00 Passeggiata ecologica verso i vigneti (aperta a tutti, percorso facile)

Ore 11:00Vendemmia e raccolta dell’uva con accompagnamento musicale

Ore 13:00 Pranzo libero a cura dei ristoranti convenzionati in paese (Menù turistico € 15,00)

Ore 15:00 Premiazione I° Concorso “Un disegno per…conoscere i vigneti di Lapio”

a cura dell’Amministrazione Comunale (Piazza Filangieri)

Laboratori e Attività ludico-creative con merende bio e animazione a cura dell’associazione “Piccole Pesti”

Ore 17:00 Pigiatura in maniera tradizionale dell’uva accompagnata da balli e intrattenimento musicale (Piazza Filangieri)

Ore 18:00 Degustazione dell’uva di Lapio e del mosto fiore a cura dell’Onav Avellino (Cortile di Palazzo Filangieri)

Ore 20:00 Festa in Paese allestita con stand caratteristici dei prodotti tipici di Lapio

Lapio è un borgo a vocazione agricola con i suoi campi coltivati a vigneti e uliveti, tant’è vero che oltre a far parte dell’associazione nazionale Città del Vino, Lapio detiene anche lo status di Città dell’Olio e Città del Miele, grazie alla produzione dell’olio extravergine d’oliva Irpinia-Colline dell’Ufita (DOP) e delle varietà di miele millefiori e d’acacia. Va ricordato, inoltre, che a Lapio è concessa, secondo disciplinare, sia la produzione del Fiano di Avellino Docg che quella del Taurasi Docg, due delle più prestigiose Docg del Sud Italia.

Si ringrazia la Regione Campania (Poc 2014-2020) -La Misericordia di Lapio – Pro Loco di Lapio. Le aziende coinvolte: Azienda Agricola Filadoro, Colli di Lapio, Rocca del Principe Winery, Azienda Agricola Femia, Feudo Apiano, Azienda Agricola Romano e Tenuta Scuotto.

 

Come raggiungerci: Dopo aver imboccato l’Uscita Avellino Est, proseguire in direzione dell’Ofantina (Statale 7 Bis) – A causa di un’interruzione sul percorsoseguire il percorso alternativo all’Uscita Candida con direzione Chiusano-Lapio

 

Per Info e Prenotazioni: www.comune.lapio.av.it , Enrico Lepore: 3203616149 Luana Mottola:3490661438 Ciriaco Palmariello:3777089233

Per Info_Trakking: Tel 3203616149, FbLand_of_Hirpinia, Istagram: @landpfhirpinia

Info e Prenotazioni_Ristoranti Convenzionati: Officina del Gusto tel. 3386908358, Templa Mentis tel.3404942857, Fattoria Maria Petrillo tel. 3394753881, Agriturismo Anila tel. 3936370190 Aperifiano tel. 3206921024. 

Tutto pronto per la 5°edizione di Indivino  dal 22-23 settembre 2018 a Solofra ( Avellino );
due giorni alla scoperta delle eccellenze di Avellino e Salerno 

tra gastronomia d’eccellenza, laboratori, degustazioni, musica e visite guidate.

 È a Solofra, in provincia di Avellino che si rinnova l’appuntamento per la quinta edizione di “Indivino: Incontri di Vini nella Terra di Mezzo”, terra di confine che fa da spartiacque tra Salerno e Avellino. I giorni Sabato 22 Domenica 23 Settembre presso ilComplesso monumentale di Santa Chiara, va in scena Indivino, l’evento dedicato agli amanti del buon vino, del buon cibo e della buona musica.

Indivino

Fitto è il programma che si snoda tra spettacoli musicali d’impronta Jazz, banchi di degustazione delle oltre 40 cantine Irpine e Salernitane presenti, prodotti gastronomici e caseari, laboratori di degustazione tecnici a cura dell’ ONAV Avellino e Onav Salerno in collaborazione con il Consorzio tutela Vini D’Irpinia e

l’Associazione Terre Aglianicone. Inoltre, si potranno gustare i primi piatti garantiti dal servizio di ristorazione a cura dellistituto Alberghiero Manlio Rossi-Doria di Avellino.

 

Il Programma:

Apertura dei Banchi d’assaggio_Sabato 22 e Domenica 23 settembre ore 19:00
Come una sorta di open space, il Complesso monumentale di Santa Chiara diventa il palcoscenico di un percorso di degustazioni curate dall’Onav. Quaranta le cantine vinicole in degustazione che rappresentano le più importanti realtà del panorama enologico irpino e salernitano.
L’ingresso è gratuito, mentre le degustazioni sono accessibili al rilascio del tiket che permette di degustare quattro vini al costo di sei euro.  Con la pre-registrazione on-line la prima degustazione è in omaggio:https://www.indivino.it/programma.html#foxcontainer_m106

IndivinoI Laboratori a cura di ONAV presso la Sala degli Archi

Sabato 22 Settembre alle 19.45 – Bianco Campania: Il più grande laboratorio di

vitigni autoctoni Bianchi. A cura di Onav.


Sabato 22 Settembre alle ore
 21.15 – Aglianicone VINUM Cilentum: Il vitigno della storia. Una selezione dei vini del vitigno padre di tutti gli aglianici, in collaborazione con l’Associazione Terre Aglianicone.


Domenica 23 alle ore 20.00 – Taurasi Docg, un percorso lungo 25 anni: Masterclass sul Taurasi, prima DOCG del sud Italia. – in collaborazione con il Consorzio Tutela Vini D’Irpinia.
I laboratori sono a numero chiuso, è necessaria la prenotazione: https://www.indivino.it/laboratori.html

Non sola enogastronomia in questa 5° Edizione d’Indivino, ma anche tanti momenti d’intrattenimento culturale, come le letture e i monologhi a cura della compagnia teatrale “I Cardi” e gli spettacoli musicali in stile Jazz e Swing a  cura dei gruppi “Blue Saudade” e  “MGM Trio”.

Le visite guidate in programma permetteranno di conoscere nel modo migliore Solofra. Sarà, infatti, possibile ammirare la Collegiata di San Michele Arcangelo, scrigno delle più belle opere del pittore solofrano Guarini e visitare il centro storico ornato dai tanti ‘palazzi signorili’ e teatro dell’antico polo conciario, ormai dismesso.

 

INDIVINO, acronimo di “incontri di vino”, è una manifestazione culturale legata al vino e alle degustazioni multi-sensoriali dove Solofra rappresenta la linea di confine tra le due province campane di Salerno e Avellino.

L’evento, organizzato dall’Associazione Turistica Pro Loco Città di Solofra in collaborazione con ONAV, Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino di Avellino e Salerno, si pone come obiettivo quello di divulgare la cultura del vino e dell’arte della degustazione, utilizzando come veicolo le giuste coniugazioni tra i prodotti eno-gastronomici della regione, la valorizzazione delle bellezze artistiche, culturali e naturalistiche della Città di Solofra.

Indivino

 

Roberta Raja

Dal 24 al 28 Luglio a Montella tra agroalimentare, territorio, ecosistema e risorse

 

Sensibilizzare grazie al potere aggregante della musica con artisti di caratura nazionale come De Gregori, Antonio Onorato e Lo Stato Sociale

 

Manca poco a VertegliaMater, l’evento in programma dal 24 al 28 luglio 2018 nello scenario suggestivo dell’Altopiano di Verteglia a Montella (AV) ai piedi del Monte Terminio. Un vero e proprio viaggio esperenziale quello di VertegliaMater, che attraverso il potere aggregante e attrattivo della musica di qualità esporrà al grande pubblico quelli che sono i punti di forza della nostra terra: l’agroalimentare, il territorio, l’ecologia e le risorse.

Sensibilizzare, aggregando. Proprio questo è il lietmotiv di VertegliaMater, evento pilota fortemente voluto dal Presidente del Gal Irpinia Sannio, Rino Buonopane che si pone come obiettivo la valorizzazione del territorio ponendo l’accento sulle produzioni locali e le bellezze paesaggistiche della nostra terra incontaminata.

VertegliaMaterA tal proposito -il presidente Buonopane– afferma: “VertegliaMater è un progetto innovativo che si colloca in una strategia di sviluppo più ampia già presentata in Regione Campania; un incubatore di sviluppo destinato a diventare, ci auguriamo, un appuntamento fisso della nostra provincia.”

 

Un’agenda ricca di appuntamenti che si snoda tra enogastronomia, cultura e valorizzazione del territorio ma anche tanta musica; VertegliaMater 2018 propone un format innovativo grazie all’allestimento di un vero e proprio villaggio agroalimentare, un’area interamente dedicata al buon cibo e al buon vino, il “Food Village” impreziosito da Casette del Gusto, dove degustare le specialità enogastronomiche del luogo e avere un contatto diretto con i produttori e le aziende.

 

Novità assoluta, l’allestimento di un’area camping dove sarà possibile pernottare con la tenda per godere appieno della natura incontaminata (è possibile prenotare lo spazio in tenda sul sito http://www.associazioneama.it/ ). VertegliaMater non poteva non pensare ai più piccini ai quali ha dedicato un’intera area: il Baby Village.

 

VertegliaMaterUn evento organizzato con un forte taglio ecologista, rispettoso del territorio in cui si svolge: una promozione delle bellezze paesaggistiche ed ambientali nel momento in cui le si vivono. Cinque giornate ricche di contenuti e attività all’aria aperta, tra cibo di qualità, passeggiate, escursioni anche a cavallo, arrampicate.

Il collante sarà la musica, quella vera. La programmazione prevede gruppi emergenti del territorio e “voci note” della scena musicale italiana come Lo Stato Sociale, gruppo amatissimo dai giovani che si esibirà il 27 luglio alle ore 22:00. Non mancheranno personaggi intramontabili come Francesco De Gregori, che andrà in scena il 28 luglio alle ore 22:00 e Antonio Onorato New Quartet in concenrto il 26 luglio alle ore 22:00. La programmazione completa su (http://www.vertegliamater.it/ ).

 

Tanti convegni e i Work&Forum, organizzati, promossi e patrocinati dal GAL Irpinia Sannio (dal 26 al 28 luglio) che tratteranno tematiche in linea con il concept dell’evento, rappresentato dall’acronimo Mater (musica, agroalimentare, territorio, ecologia e le risorse).

I dibattiti saranno focalizzati su argomenti di grande attualità, come l’importanza del territorio quale volano di crescita sociale e imprenditoriale, il turismo sostenibile e le reti d’impresa turistiche, la filiera circolare agroalimentare, l’ambiente con un focus sulla gestione delle risorse idriche della nostra provincia. I convegni e i Work&Forum sono accessibili a tutti ma è necessario accreditarsi ai seguenti contatti: accrediti@vertegliamater.it, Romina Capone, 388 8438859

VertegliaMater

 

CONGRESSI E WORK&FORUM

(organizzati, promossi e patrocinati dal GAL Irpinia Sannio)

 

GIOVEDÌ 26 luglio

Ore 11.00, Sala congressi Ristorante “La Faja” CONVEGNO DAL TITOLO: TURISMO, SVILUPPO E RETI D’IMPRESA –modera- Marco Staglianò

Ore 16.00, Food Village, WORK&FORUM DAL TITOLO: POLITICHE GIOVANILI (a cura di Regione Campania)

 

VENERDÌ 27 luglio

Ore 11:00, Sala congressi Ristorante “La Faja” CONVEGNO DAL TITOLO: LA FILIERA  AGROALIMENTARE -modera- Annibale Discepolo

Ore 16:00, Food Village, WORK&FORUM DAL TITOLO: IL CIBO COME PAESAGGIO, STORIA E TRADIZIONE “IL BUONO, PULITO E GIUSTO” -modera- Alfonso Del Forno

 

SABATO 28 luglio

Ore 11:00, Sala congressi ristorante “La Faja” CONVEGNO DAL TITOLO: LA GESTIONE DELLE RISORSE IDRICHE IN PROVINCIA DI AVELLINO -modera- Norberto Vitale

Ore 16:00, Food Village, WORK& FORUM DAL TITOLO: AMBIENTE E TERRITORIO A CURA DI LEGAMBIENTE

 

CONCERTI

 

MARTEDÌ 24 LUGLIO

ore 20:00: Molotov Irpinia

 

MERCOLEDÌ 25 LUGLIO

ore 22:00: Zeketam

 

GIOVEDÌ 26 LUGLIO

ore 19:00: I Briganti Erranti di Gigi Grosso

ore 20:30: I Sonora Junior Sax

ore 22:00: Antonio Onorato New Quartet

 

VENERDÌ 27 LUGLIO

ore 19:00: Vat Vat Vat

ore 22:00: Lo Stato Sociale

 

SABATO 28 LUGLIO

ore 19:00: Faia

ore 22:00: Francesco De Gregori

 

EVENTO PATROCINATO DA:

Regione Campania, Provincia di Avellino, Confagricoltura, CIA, Coldiretti, Parco Regionale dei Monti Picentini, Comunità Montana Terminio Cervialto, Legambiente, Fisar, Slow Food, INAIL, BCC Flumeri, Alto Calore SpA.

GAL Irpinia Sannio con i seguenti comuni:

Calitri, Sant’Andrea Di Conza, Conza Della Campania, Rocca San Felice, Morra De Sanctis, Sant’angelo Dei Lombardi, Villamaina, Montella, Volturara Irpina, Sorbo Serpico, Sanza Irpina, Chiusano Di San Domenico, San Mango Sul Calore, Castelvetere Sul Calore, Montemarano, Paternopoli, Luogosano, Sant’Angelo all’Esca, Lapio, Candida, Montemiletto, Venticano, Pietradeifusi, Montefusco, Chianche, Ceppaloni, Tufo, Pratola Serra, Grottolella, Montefredane, Prata di Proncipato Ultra, Manocalzati, San Potito Ultra, Parolise.

 

Presenza di parcheggi custoditi in tutta l’area; le aree più lontane sono servite da navette.

 

Segreteria organizzativa

+39 330 501713

info@vertegliamater.it

www.vertegliamater.it

 

Convegni – Work&Forum

Romina Capone

+ 39 388 8438859

accrediti@vertegliamater.it

 

 

Roberta Raja

Nel cuore delle colline avellinesi, assaggi di piatti d’autore.

Un galà dedicato ai profumi e sapori delle eccellenze agro-alimentari irpine a Montefredane, in provincia di Avellino: Flavors of the Summer è la serata che si è svolta lo scorso 22 giugno nell’affascinante cornice della Tenuta Ippocrate, elegante dimora circondata da un curatissimo prato e filari.

Per l’occasione la bellezza naturale del posto è stata resa ancor più magica grazie all’allestimento di una scenografia in grado di ospitare la presentazione dei piatti realizzati degli chef partecipanti e la sfilata delle modelle, madrine della serata.

Flavors of the Summer celebra unione tra materia prima e cultura: bagaglio di esperienza, sensibilità olfattiva e manualità appresa e migliorata negli anni rendono lo chef capace di creare piatti raffinati a partire dagli ingredienti del territorio. Sempre più spesso si parla di gastronomia legata a un preciso terroir, si direbbe in gergo enogastronomico: l’iniziativa di fine giugno ha portato sul palco questa chiave di lettura della moderna cucina, che si affida alle potenzialità della terra più prossima.

La cucina è stata abbinata alla moda nel corso della serata. Accanto ai piatti degli chef, gli abiti da sera creati dall’equipe di designer dell’Atelier Formeri di Afragola. Connubio riuscito fra due esempi di artigianato che sfilano in passerella con i rispettivi interpreti: gli chef campani e le eleganti modelle.

Flavors of the SummerIn questa porzione di territorio produttivo dell’Irpinia, rappresentato dalla vegetazione ricca di alberi da frutto, filari di uve e piante aromatiche dell’elegante agriturismo, le danze di assaggi sono state aperte da un aperitivo coi fiocchi, è il caso di dirlo. Pecorino di Bagnoli Irpino a latte crudo aromatizzato alla vinaccia, formaggi di capra e di pecora stagionati in grotta, fra i salumi pancetta, capicollo e soppressata di produzione artigianale. Tutto rigorosamente made in Campania, questi prodotti infatti sono dell’azienda Jamonita di Nocera Inferiore, distributrice di salumi e formaggi.

Hanno fatto seguito i piatti degli chef, gli ospiti più attesi della serata: ognuno con una caratteristica e tematica diversa. La tradizione destrutturata è nella spuma di scapece, che ha accompagnato il cappellaccio di grano Risciola ripieno di ricotta e scamorza: creazione dello chef  Virgilio Sensale di “Tenuta Ippocrate”.

La territorialità ha fatto parte del risottino mantecato al pomodoro giallo insieme a burrata di bufala, carpaccio di vitellina, maggiorana e agrumi, polvere di nocciole irpine e germogli di basilico, nella proposta dello chef  Giuseppe Sorrentino.

L’esaltazione dell’essenza rappresentata dalla battuta di Fassona su patate alla vecchia maniera al profumo di dragoncello, dello chef  Ciro Campanile. Il gioco dei contrasti è stato proposto dallo chef  Francesco Lama del ristorante “Cucù” di Aversa: con il suo “bacio di benvenuto” ha aperto la strada alla presentazione dei piatti dei suoi colleghi. Crema di formaggio irpino di capra, pomodori rossi semi dried, gamberi scottati ed erba cipollina. Contrasti di sapori e di colori per un inno alla produzione casearia irpina.

Hanno fatto seguito la guancia di manzo con birra, bietolina novella e melissa dello chef Antonio Tecchia del resort “Il San Cristoforo” a Ercolano,  parfait agli agrumi e rosmarino con brunoise di frutta e verdure, nuvole di lime e timo dello chef  Carlo Starace, che coordina la cucina dell’agriturismo “La Ginestra” a Vico Equense.

Infine un omaggio al ritorno alle origini della panificazione con i pani ottenuti da farina di grano antico Risciola, proposti dal mastro fornaio Domenico Fioretti: ciabattina all’olio con rosmarino, rosetta la timo, cozzetto cafone all’origano e grissini artigianali al finocchietto hanno regalato emozioni d’altri tempi al palato dei presenti.

Nel beverage non potevano mancare i vini espressione del bellissimo territorio che ha fatto da cornice alla serata: la mineralità e freschezza del Fiano di Avellino DOCG e la rotondità dell’Irpinia Aglianico Doc hanno innaffiato le raffinate pietanze d’autore.

 

Foto: Enrico De Nigris

 

A Montoro la VI Assise regionale dei Presìdi
Slow Food Campania e Basilicata

Sabato 20 e domenica 21 gennaio tornano gli stati generali
dei Presìdi Slow Food di Campania e Basilicata

Sabato 20 e domenica 21 gennaio 2018 al Palazzo Macchiarelli di Montoro (AV) Slow Food Campania riunisce produttori dei Presìdi, responsabili regionali e nazionali di Slow Food e il Comitato Tecnico Scientifico dei Presìdi Slow Food Campania e Basilicata per la 6° Assise regionale dei Presidi Slow Food.

Obiettivo delle due giornate, che è organizzata ogni due anni, è fare il punto sui 29 Presìdi esistenti nelle due regioni (24 in Campania e 5 in Basilicata) e sugli 11 in fase di istituzione. Il progetto internazionale dei Presìdi Slow Food, cui l’Associazione ha dato vita nel 2000, è finalizzato a ricercare, tutelare e valorizzare quei modelli di agricoltura virtuosa replicabili ma a rischio d’estinzione per le difficoltà di posizionamento in un mercato sempre più globalizzante.

In Campania e Basilicata però i 29 presidi istituiti e quelli in fase di istituzione interessano oltre il 40% dei comuni delle due regioni. Secondo il Comitato Tecnico Scientifico dei Presìdi Slow Food, presieduto dal dott. Domenico Tosco:

«La piena valorizzazione dei prodotti tipici di qualità, per avere impatti economici significativi e duraturi, deve mirare alla conquista di spazi di mercato più ampi della dimensione meramente locale. Negli ultimi anni, anche in conseguenza delle crisi economiche, si sono moltiplicati gli esempi di un nuovo modo di fare agricoltura. I buoni risultati conseguiti contribuiscono ad incoraggiare i giovani ad occuparsi di un’attività che aveva perso ogni attrattività verso di essi».

I lavori del sabato avranno inizio alle 9,30 con l’introduzione a cura del Sindaco di Montoro Mario Bianchino, del Fiduciario Slow Food Avellino Carlo Iacoviello, del Consigliere Nazionale Slow Food Italia Lucio Napodano e di Speranza Marangelo, presidente della onlus “L’isola che c’è”, ente capofila del progetto “Itinera” che ha portato alla riqualificazione funzionale di Palazzo Macchiarelli.

A seguire, si svolgerà il primo tavolo di lavoro dedicato al ruolo dei Presìdi nelle realtà rurali mentre nel pomeriggio avranno luogo altri due tavoli di lavoro: il primo dedicato all’agricoltura contadina e alle aree di frontiera dello sviluppo rurale, l’altro finalizzato alla diffusione di una cultura dell’associazionismo partecipativo anche nell’ambito delle organizzazioni dei produttori dei Presìdi. A questi contribuiranno le relazioni introduttive affidate a Domenico Tosco e Gianni Cicia del Comitato Tecnico Scientifico dei Presìdi Slow Food Campania e Basilicata, Francesca Baldereschi, responsabile progetto Presìdi Slow Food Italia e Giuseppe Orefice, Presidente Slow Food Campania. La pausa pranzo sarà a cura dell’Alleanza Slow Food dei Cuochi e dei Pizzaioli della Campania, con la partecipazione di Giuseppe Maglione della pizzeria “Daniele Gourmet” di Avellino; Antonio Petrone del ristorante “Pensando a te” di Baronissi (SA); Antonio Petrillo del ristorante “Corte dei Filangieri” di Candida (AV); Immacolata Savignano dell’agriturismo “Fontana Madonna” di Frigento (AV) e i prodotti dei Presìdi Slow Food di Campania e Basilicata.

La giornata della domenica registrerà inoltre gli interventi di Gaetano Pascale, Presidente Slow Food Italia e Vito Trotta, responsabile progetto Presìdi Slow Food Campania e Basilicata preceduti dalla lettura dei documenti emersi dai tavoli di lavoro e il racconto di alcune significative esperienze.

All’appuntamento parteciperanno, tra gli altri, dirigenti del Parco Nazionale del Vesuvio e Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, Greener Italia, Consorzio Promos Ricerche, Libera Benevento, Coop. Sociale Al di là dei sogni, Civiltà contadina Melfi, Residenza Rurale Incartata, Azienda Barricella, Deafal Agricoltura Rigenerativa.

[Info e contatti:

info@slowfoodcampania.it

presidi@slowfoodcampania.it]

DEGUSTAZIONI, GASTRONOMIA, MUSICA E WINE TOUR.

PROTAGONISTA UNA DELLE DENOMINAZIONI PIÙ’ RAPPRESENTATIVE D’ITALIA,

IL GRECO DI TUFO DOP 

TUFO (AVELLINO) – Nel cuore dell’areale del Greco di Tufo, il grande vino bianco irpino diviene protagonista assoluto di uno degli eventi più attesi in Campania: da giovedì 7 a domenica 10 settembre il centro storico di Tufo, in provincia di Avellino, celebrerà la sua denominazione Greco di Tufo D.O.P. , tra le più rappresentative a livello nazionale e tra le più apprezzate sui mercati internazionali, in occasione della 33esima edizione del Tufo Greco Festival.

L’evento, promosso dal Comune di Tufo e finanziato dalla Regione Campania nell’ambito del POC 2014-2020 (linea strategica 2.4 “Rigenerazione urbana, politiche per il turismo e cultura”), si svilupperà in quattro giorni di degustazioni, laboratori, musica, spettacoli, visite in cantina, tour teatralizzati, storytelling e wine trekking: un evento culturale a tutto tondo dove territorio, storia, tradizione ed eccellenze enogastronomiche creeranno la sinergia perfetta per raccontare il fascino dell’entroterra campano.

Il motore della rassegna sarà un vero e proprio “sistema dell’areale del Greco di Tufo”, costituito dall’eccellenza vitivinicola in sé ma anche dal patrimonio ambientale ed aziendale: le cantine che hanno costruito l’economia del territorio ed i siti di interesse storico-culturale divenuti simbolo del suggestivo paese irpino. Gli attori principali saranno le aziende appartenenti al Consorzio Terre di Tufo, custodi di alcune delle più affascinanti vigne della verde Irpinia: Cantine dell’Angelo, Cantine Di Marzo, Distilleria Carpenito, Cennerazzo, Colline del Sole, D’Aione, Le Otto Terre, Monte Gloria, Tenuta Russo Bruno, Torricino, a cui si aggiunge per l’occasione l’azienda Sanpaolo. Ricco ed articolato il programma dei 4 giorni: si inizia giovedì 7 settembre presso il Castello Longobardo, con il convegno inaugurale sulle “Prospettive di sviluppo dell’enoturismo nel territorio del Greco di Tufo”, al quale seguirà una degustazione delle etichette più rappresentative delle cantine partecipanti. Si entrerà nel vivo della rassegna con appuntamenti diurni che scandiranno tutte le giornate della manifestazione. Enoappassionati provenienti da tutta la Campania saranno coinvolti in suggestivi tour di wine trekking curati dalla sezione di Avellino del CAI (Club Alpino Italiano), visite presso le aziende vitivinicole del Consorzio Terre di Tufo e, ancora, storytelling tra le eccellenze del luogo, con visite guidate e teatro itinerante lungo le vie del centro storico ed iniziative per i più piccoli. Non mancheranno approfondimenti per gli operatori e gli opinion leader del settore vitivinicolo: tasting professionali e degustazioni guidate destinate ai cultori della denominazione Greco di Tufo DOP, curati da autorevoli giornalisti enogastronomici con il supporto tecnico dei sommelier dell’AIS Campania (Associazione Italiana Sommelier): sabato 9 settembre alle ore 18 in programma il laboratorio guidato da Paolo De Cristofaro, mentre domenica 10 settembre, sempre alle ore 18 presso il Castello Longobardo, sarà la volta di Luciano Pignataro. Spazio inoltre allo spettacolo e alla musica della tradizione d’autore, sotto la direzione artistica di Roberto D’Agnese, esperto di arti popolari irpine e campane. Durante gli appuntamenti serali, infatti, Piazza Umberto I e l’Anfiteatro della Villa Comunale diverranno palcoscenici ideali sui quali si avvicenderanno alcuni dei gruppi più rappresentativi del panorama folk campano: Baccanali’s, Sancto Ianne, Gli Stornellatori, Luca Rossi, Voci del Sud, I Vico. Un cast artistico di pregio, che vuole suggellare il legame che la manifestazione ha da sempre avuto con le melodie della tradizione, specchio di un territorio e del suo incanto, a cui si aggiunge il teatro itinerante della compagnia teatrale Clan H e gli One Man Band.

Il programma completo con le modalità per prenotazioni e informazioni su www.tufogrecofestival.it e sulle pagine e i profili Facebook, Instagram e Twitter dell’evento.

Per Ulteriori informazioni.

www.tufogrecofestival.it

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Instagram: Tufo Greco Festival

Twitter: Tufo_Festival

Tel. 347.9904955