Caseificio Paolella. Sempre di più al giorno d’oggi si parla di prodotti a km zero e di organizzare il territorio in modo da poterne al meglio sfruttare le risorse, senza per questo tuttavia minarne la bellezza. Tutto questo è proprio ciò che racconta il Caseificio della famiglia Paolella.

Paolella: “Il nostro Caseificio ha una storia di un secolo”

Quasi cento anni fa inizia l’avventura dei nonni del signor Vittorio Paolella, che dalla zona di Cellole, Caserta e più precisamente di Baia Domizia, si trasferiscono a Fondi. All’epoca quell’area laziale paludosa appare del tutto adatta per l’allevamento dei bufali e, poiché la cultura della lavorazione del latte di bufala non è presente, ideale anche per cominciare una nuova lavorazione. Nel 1933 viene pertanto inaugurato il primo caseificio di famiglia per la produzione di mozzarella di bufala D.O.P.

La guerra e le difficoltà che inevitabilmente comporta, fanno sì che l’attività subisca una pausa e dunque intorno al 1942-45 la continuità del lavoro cede ad un inevitabile stop. È il padre del signor Vittorio a prendere in mano l’incarico e a proseguire con l’azienda familiare, andando a tutti gli effetti a costituirne la seconda generazione.

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Latte a km zero

Il latte lavorato dal caseificio è esclusivamente di bufala ed è assolutamente a km zero, proprio perché si punta sull’antica tradizione di recupero delle materie prime in forma diretta e sulla lavorazione del tutto artigianale. Il connubio con tecniche innovative permette inoltre di effettuare un controllo qualità all’avanguardia in grado di garantire ai clienti offerte dalle proprietà elevate (è il metodo H.A.C.C.P., sistema di controllo igienico – sanitario e sicurezza alimentare). La conduzione è ancora familiare con qualche altro dipendente, per un totale di 15 persone impiegate.

“Anche i miei figli sono diventati casari oggi. Siamo un’azienda medio – piccola, che produce all’incirca una trentina di quintali di latte ogni giorno e i nostri mercati di riferimento sono in tutta Italia, dal Piemonte alla Sicilia, con  una fornitura capillare delle nostre produzioni”. Ma non solo. Infatti la distribuzione si espande anche all’estero, allargandosi in particolare a Belgio, Svizzera, Francia e in parte anche Inghilterra e Germania.

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Prospettive del Caseificio Paolella

“Non è il momento per ingrandire”, la piccola distribuzione è l’obiettivo principale di questa azienda e la lavorazione manuale supervisionata dalla dirigenza familiare è ciò che conta di più per tutti i suoi dipendenti. Proprio grazie a questa organizzazione, infatti, è più facile avere un controllo maggiore e a lungo termine su tutto il processo di lavorazione, dalla pianificazione al risultato.

“Se andassimo oltre, cambierebbero i parametri e allora perderemmo il principio stesso della nostra azienda, della nostra famiglia. E la dedizione e la nostra politica di vendita non basterebbero più, tradendo l’idea stessa che ci ha accompagnato per anni”. Quale? Quella di gusto e responsabilità, naturalmente!

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Francesca Myriam Chiatto

Francesca Myriam Chiatto – nata a Napoli nel 1996, dopo la maturità classica si laurea in Lettere Moderne nel 2017 con una tesi in Letteratura Italiana Teatrale su Alberto Savinio e in Filologia Moderna nel 2019 con una Tesi sulla Storia della Televisione presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, dove nel 2020 consegue anche un Master di II livello in Drammaturgia e Cinematografia, con un elaborato in Letteratura Teatrale sulla Violenza sulle Donne. Diplomata in danza classica e moderna, ha tenuto corsi di danza all’interno di laboratori di scuola primaria ed è stata figurante Rai. Dal 2015 si è occupata di recensire spettacoli presso le testate giornalistiche Teatrocult e Proscenio, lavorando nel 2016 anche con la casa editrice Kairos. Attualmente collabora con Sipario e La Buona Tavola.
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