Progetto EcoFoodFertility “MedBioDetox”: la rivincita degli alimenti biologici, biodinamici della Dieta Mediterranea con uno stile di vita più sano
Mangiare tanto e male fa ammalare. L’ alimentazione, se sicura e ben impostata, contribuisce allo stato di benessere psico-fisico, rafforza il nostro organismo, previene e combatte le malattie, ci dà l’energia necessaria a un buon funzionamento. Se è squilibrata può provocare una serie di malattie sempre in continuo aumento: cronico-degenerative, cardio-circolatorie, dismetaboliche, obesità, diabete, colesterolo alto, tiroide, malattie dell’apparato riproduttivo ed infertilità.
Dobbiamo nutrirci meglio, scegliendo con consapevolezza i nostri alimenti, partendo dalla nostra celebre Dieta Mediterranea, la dieta dei nostri avi, che consiglio ai miei pazienti e che abbraccia un progetto di ricerca molto innovativo: EcoFoodFertiliy MedBioDetox, “Dieta Mediterranea con i prodotti Biologici e Biodinamici per contrastare gli effetti degli inquinanti ambientali sulla salute generale e riproduttiva.
Un progetto di ricerca presentato ad ottobre 2020 al Salone Internazionale del Biologico e Naturale (SANA) di Bologna nell’ ambito della sezione di Rivoluzione Bio che può rappresentare una vera e propria svolta per lo sviluppo su scala planetaria del biologico e del biodinamico e della stessa dieta mediterranea che viene interpretata in chiave di “Resilienza Ambientale”, quindi, di come a tavola sia possibile, con una scelta consapevole, non solo difendere la propria salute riproduttiva e generale dagli inquinanti, ma anche sostenere pratiche agroecologiche che rispettano la biodiversità territoriale e l’ ambiente in toto.
Tale progetto non è altro che la seconda fase, quella volta a individuare i sistemi per migliorare la fertilità maschile e a contrastare gli inquinanti ambientali, di un progetto “madre” multidisciplinare di biomonitoraggio umano in corso non solo in Italia, denominato EcoFoodFertility (clicca qui per il sito) ideato e coordinato dal dott. Luigi Montano, UroAndrologo ospedaliero dell ‘ASL di Salerno, esperto in Patologia Ambientale ed attuale Presidente Nazionale della Società Italiana di Riproduzione Umana.
In particolare già lo studio FAST (Fertilità, Ambiente, Alimentazione, Stile di Vita), sempre coordinato dal dott. Luigi Montano e finanziato dal Ministero della Salute all’ ASL Salerno, svolto in collaborazione con l’ Istituto Superiore di Sanità, l’ Università di Brescia, il CNR di Avellino, l’ ENEA di Casaccia, l’ Università di Milano e Napoli Federico II, ha dimostrato con un trial clinico randomizzato, il primo al mondo realizzato su 400 giovani maschi sani, non fumatori, l’ efficacia della dieta mediterranea con alcuni prodotti BIO nel migliorare tutti gli indici di fertilità maschile e favorire le difese disintossicanti da inquinanti ambientali, i cui dati sono in via di pubblicazione su riviste internazionali peer-reviewed.
Inoltre, un recente studio pilota del gruppo di ricerca EcoFoodFertility, appena concluso, ha dimostrato tassi di contaminazione per metalli pesanti nel sangue, urine e capelli e di IPA ( Idrocarburi Policiclici Aromatici), PCB (Policlorobifenili) e PCB diossino-simili nel sangue significativamente più bassi in una famiglia che si alimenta da 10 anni con prodotti biologici e biodinamici e residente stabilmente in un’area ad alto impatto ambientale rispetto ad altre famiglie che si alimentano in modo convenzionale e residenti in aree a basso impatto ambientale. A seguito di queste esperienze progettuali è stata individuata ,per seguire le famiglie da reclutare a livello nazionale, un Trial Clinico Randomizzato da svolgersi in 5 aree d’ Italia con EcoFoodFertility MedBioDetox, la dr.ssa Amalia Buono, biologa della Rete Nazionale del Progetto di ricerca EcoFoodFertility, in qualità di esperta in biologico e biodinamico.
EcoFoodFertility: qual è l’obiettivo del progetto?
obiettivo del progetto EcoFoodFertility è quello di applicare un modello di intervento nutrizionale e uno stile di vita più sano basato sulla Dieta Mediterranea con prodotti rigorosamente biologici, biodinamici per il quale è stato coniato l’hashtag #CONILBIOMIDIFENDO. L’intervento nutrizionale comprenderà principalmente: ortaggi e vegetali di stagione, locali, a chilometro zero, come i pomodori San Marzano, le crucifere ( la torzella napoletana, il cavolo, i broccoli, la verza), la zucca, i finocchi, pochissimi latticini e carni, ma anche i grani antichi, i legumi, e comunque tutti quei cibi ricchi di polifenoli e altri composti altamente antiossidanti e con importante azione detossificante, antinfiammatoria, volti a contrastare gli effetti degli inquinanti ambientali chimici che si trovano nell’ atmosfera, nei suoli, nelle acque superficiali e profonde (diossine, pesticidi, sottoprodotti di rifiuti, metalli pesanti, idrocarburi policiclici aromatici, policlorobifenili, sostanze chimiche di sintesi, particolato ultrafine) e anche quelli fisici da campi elettromagnetici ( bonifica dell’ uomo inquinato). Tali insulti ambientali danno, in primis, alterazioni della funzione dell’ apparato riproduttivo maschile che, secondo gli studi del progetto, è un sistema Organo-Sentinella e, quindi, prima spia dei danni non solo alla fertilità, ma anche alla salute generale della popolazione soprattutto per quella che vive nelle aree più a rischio come in Terra dei Fuochi (Campania), Taranto, Brescia, Valle del Sacco (nel Lazio), Modena, Priolo, Milazzo ed altre aree dove si sta avviando il progetto di ricerca.
Felicia Di Paola
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