I peperoni, gusto e virtù di un ortaggio amato da tutti


Origini e storia dei peperoni

Derivanti dalla parola latina capsa (scatola) o dalla parola greca kapto, mordere avidamente, i peperoni o peperoncini, originari del Sud-America, furono introdotti in Europa dagli Spagnoli nel ‘500 dopo la scoperta dell’America. Coltivati da secoli in tutto il mondo dall’ Europa alla Cina, al Perù, appartengono al genere Capsicum e alla famiglia delle Solanacee (come le patate, le melanzane). Che siano peperoni o peperoncini dalle diverse varietà, forme e colori, dall’allungata, tonda, quadrangolare, dal verde al giallo al rosso, sono coltivati da virtuosi contadini con saggezza e dedizione continua, abbellendo gli orti di tutta l’Italia, del Sud. Maturano in estate tra giugno e luglio e per crescere e svilupparsi hanno bisogno di terreni fertili, clima caldo e tanto sole.

Curiosità della gastronomia storica


Già Vincenzo Corrado definisce questo ortaggio come cibo rustico. Nell’800 i peperoni sottaceto finiscono sulle tavole di Napoleone, dell’ imperatore d’Austria e il re di Napoli.

Valori nutrizionali


Contengono maggiormente acqua e vitamina C più degli agrumi che rafforzano il nostro sistema immunitario. Anche fibra nella buccia, sali minerali ( potassio, magnesio, zinco) e altre vitamine come il B- carotene, soprattutto i gialli e i rossi, fanno bene alla vista, i flavonoidi, sostanze antiossidanti che proteggono la pelle dai danni ossidativi. Contrastano il colesterolo cattivo, sono antiinfiammatori, antibatterici, antitumorali, antidiabetici, analgesici soprattutto per il contenuto in caspaicina, una sostanza che dà piccantezza e che in elevate quantità può risultare tossica. Rafforzano i vasi sanguigni, sono diuretici e dissetanti per combattere l’afa e la caluria estiva. Sono lassativi per chi soffre di stitichezza. Noi nutrizionisti li consigliamo maggiormente agli adulti perchè danno senso di sazietà, sono ipocalorici, ottimali per chi sta seguendo uno stile alimentare. Controindicazioni
Un consumo eccessivo provoca irritazione alle mucose intestinali, indigestione,pesantezza.Quindi non possono mangiarli chi ha problemi di gastrite, di ulcere, di reflusso gastroesofageo, di emorroidi. E per chi ha problemi di gonfiore addominale meglio eliminare la buccia. Come in tutte le cose, occorre sempre la moderazione. Non possono mangiarli i piccoli soprattutto se piccanti.


Uso e consumo in cucina


Piccanti o dolci sono il simbolo della cucina mediterranea. Possono essere mangiati crudi in pinzimonio per condire insalate o cotti al forno, grigliati, ripieni, gratinati, fritti ( i deliziosi frigitelli) in buon olio extravergine d’oliva come contorni ai secondi di carne, di pesce o antipasti o accompagnati alla pasta. Possono essere conservati come spezie o tagliati a fette in barattoli di vetro per tutto l’anno o ancora essiccati al sole ( i mitici cruschi croccanti della tradizionale cucina meridionale campana, lucana, calabrese) per portarsi il sapore autentico ell’ estate per tutto l’ inverno.


Ricetta Peperoni ‘mbuttunati’ ( peperoni imbottiti)

Tipica della tradizionale cucina meridionale, sono gustosi, con ingredienti semplici, dell’ orto e a chilometro zero.

Ingredienti per 5 persone

  • 5 peperoni grandi freschi dell’ orto
  • 5 fette di pane raffermo casereccio con lievito madre
  • 150 g olive nere di Gaeta denocciolate
  • 1 cucchiaio di capperi
  • 2 spicchi d’ aglio
  • 3 acciughe o tonno g 125
  • 50 grammi di formaggio pecorino grattugiato
  • 60 g di pan grattato
  • origano di montagna
  • 3- 4 pomodori rossi dell’ orto
  • olio extravergine d’oliva
  • un pizzico di sale


Preparazione per l’ imbottitura


Tagliare a piccoli pezzi la mollica di pane raffermo e unire le olive denocciolate, l’aglio, i pomodori tagliuzzati, il tonno o le acciughe, i capperi, l’ olio extravergine d’oliva, un pizzico di sale, l’origano, il formaggio pecorino grattugiato. Amalgamare il tutto con le mani affinchè tutti i sapori prendano consistenza. Intanto tagliare il peperone dalla parte alta in modo da togliere il cappelletto che servirà poi per coprirlo, pulire di semi per prepararlo all’ imbottitura con il suddetto preparato. Una volta pronti immetterli in una teglia e infornarli a 180 °C per 30 minuti oppure friggerli in buon olio extravergine d’oliva.

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Felicia Di Paola

Biologa e Nutrizionista. Specialista in Scienza dell'Alimentazione. Università degli Studi della Campania "Luigi Vanvitelli.

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