Kbirr, il birrificio napoletano che produce cultura

Dopo anni di esperienza nel settore della distribuzione, Fabio Ditto, nel 2017, lancia la sua sfida personale al mercato della birra. Un birrificio artigianale napoletano all’avanguardia, moderno ed emotivamente legato ai simboli della città. Ma con una vocazione internazionale e globale. Alla scoperta del birrificio napoletano Kbirr.

KBIRR, IL BIRRIFICIO NAPOLETANO CHE SFIDA IL MONDO

fabio ditto kbirr

Tutto parte da Napoli. Prima la città, con i suoi colori, le sue atmosfere, la sua cultura e il suo popolo. E la sua lingua, soprattutto. E poi il resto. Ricette, ingredienti, tecniche, insomma la birra. Prima “Ua, ch’birr!”, espressione in dialetto abbastanza chiara, e poi Kbirr, il progetto di birrificio artigianale lanciato da Fabio Ditto nel 2017. La sfida viene lanciata puntando su due piani: modernità e tradizioni. La prima sta nelle scelte produttive, nell’investimento fatto nel 2020 per un impianto moderno, ipertecnologico, primo in Italia a sviluppo verticale, a Giugliano. Un gioiellino arrivato dopo due anni dall’apertura di Kbirr che grazie a questo investimento diventa un birrificio da 130hl a ciclo di produzione, dai 7 che produceva nella prima sede di Crispano. La seconda, le tradizioni alle quali si allude, non sono quelle brassicole. Dopo una vita passata a importare ( e quindi raccontare vendere) le tradizioni di Belgio, Inghilterra o Germania Fabio con Kbirr decide di invertire la rotta. Ed esportare le sue, di tradizioni. Ma non brassicole, in senso stretto e finito. Kbirr non esporta stili di birra o materie prime locali. A differenza di tanti birrifici campani, lo scopo non è fare una birra “con Napoli dentro”. Piuttosto con “i napoletani dentro”. Queste sono le tradizioni che aspira ad esportare, raccontare, vendere Fabio in Italia e nel mondo. Quelle del popolo, partendo dalla lingua, fino alla cultura, all’arte, al savoir-faire partenopeo. A guidare tecnicamente il progetto c’è Achille Certezza, ex architetto, ex homebrewer, ex titolare di un brewing pub, convinto da Fabio a fare il grande passo e diventare il mastro birrario. Alla guida di un impianto di ultima generazione, governato da tecnologia 4.0 e alimentato da un impianto fotovoltaico da 70kw. Per fare una birra che sia per i napoletani, ma anche dei napoletani; un ponte culturale, amichevole, e gustativo fra la città, il suo popolo e i consumatori di tutto il mondo.

GLI ARTISTI, IL DIALETTO, LE COLLABORAZIONI DI KBIRR

birriricio napoletano

La missione di Kbirr è creare una birra moderna, pulita, d’impatto e artigianale (quindi cruda e non filtrata) che serva come volano per creare ricchezza alla terra natia, giocando sulla sua cultura. Con la cultura non si mangia, diceva qualcuno, però almeno si beve, insomma. Per questo Kbirr si muove come un vero e proprio ecosistema culturale. E’ partner delle Catacombe di San Gennaro, che sostiene con l’organizzazione di aperi-visite a base di birra insieme all’associazione che ha riaperto il sito. E poi le tante collaborazioni con artisti locali che firmano e disegnano le etichette, pronte per veicolare l’arte e la cultura napoletana nel mondo, da una bottiglia di birra. Tra questi Pasquale Manzo che ha firmato la Pullicinhell, una Golden Ale prodotta in esclusiva per l’Ass.ne Verace Pizza Napoletana. Oppure Alessandra Flaminio, la firma della grafica della Cap’ e fierro, una strong lager. E poi c’è il turismo, cuore pulsante della città che Kbirr contribuisce a pompare, con la Kbirr Charming house, una residenza turistica a tema beer experience e Casa Kbirr, un ristorante che offre abbinamenti fra le birre della casa e piatti della tradizione napoletana. I più riusciti: il ragù alla napoletana con la Natavota, lager da 5,2% vol. fresca e dissetante e beverina, e gli ziti alla genovese con la Iattura, birra prodotta con una percentuale di malto di whisky torbato, ricca di note di malto e caramello e affumicata.

LE LINEE DEL BIRRIFICIO ARTIGIANALE KBIRR: POP, PREMIUM E PEOPLE

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La produzione di Kbirr si articola in tre linee, con precise logiche concettuali e di mercato. La prima, la Pop, rappresenta l’essenza dello spirito del birrificio artigianale: stili semplici ma precisi, adatti dall’aperitivo ed abbinamenti culinari. Oltre alle citate Iattura, Natavota, Cap’ e fierro e Pullicinhell la gamma si completa con Natavota Red, red strong ale di 9%, la Paliata, imperial stout e la #CuorediNapoli, un APA senza glutine che forse rappresenta il manifesto del birrificio. Quest’ultima incarna tutte le linee guida dello stile del birrificio artigianale Kbirr. Gusto moderno ed internazionale, frutto di luppoli con aromi tropicali, ma nome ed etichetta che rivendicano l’appartenenza territoriale. E, immancabile, la ricaduta collaborativa con il territorio: la birra è figlia di un progetto congiunto con l’Accademia delle Belle Arti. Dalla linea Pop poi si passa alla Premium. Ma la sostanza non cambia. La Premium infatti è semplicemente un riadattamento delle ricette della Pop in formati da 0,75cl e con diverse etichette, appositamente pensate per ristoranti, pizzerie e strutture ricettive di medio-alto livello. Scelta che ha facilitato la diffusione in contesti solitamente poco raggiungibili dalla birra artigianale. Con questa linea, per esempio, il birrificio napoletano ha conquistato un pizzaiolo importante come Diego Vitagliano, che le ha scelte per le sue attività. Chiude il cerchio la linea PEOPLE, l’ultima invenzione di Fabio Ditto: una linea di birre che si sgancia leggermente dal verace rapporto con Napoli e con la sua gente, per proiettarsi nel mercato globale. Ricette con luppoli, malti e in generale gusti più in voga nei vari mercati di riferimento. Appartengono a questa linea, tra le varie, una IPA, una Blanche e una Strong Lager.

PREMI E RICONOSCIMENTI DI KBIRR

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Portare i napoletani nel mondo, parlare ai napoletani la propria lingua, tra luppoli e malti. E aiutare il territorio, come ritorno economico ma anche con azioni concrete. La missione di Fabio Ditto con il birrificio napoletano Kbirr è decisa e chiara, e a circa cinque anni dalla sua nascita i conti tornano, specie nei riconoscimenti di settore. Negli ultimi anni il birrificio napoletano si è distinto con vari concorsi internazionali, andando a premio al Bruxelles Beer Challenge e all’Hong Kong Wine & Spirit Festival, primo e unico birrificio italiano. Oltre ai vari concorsi, Kbirr è stato inserito dalla rivista Forbes tra le migliori eccellenze italiane nel triennio 2021-2024 ed è stabilmente segnalato dalla Guida alle Birre d’Italia di Slow Food.

Kbirr

Indirizzo: Via Circunvalazione esterna – zona ASI – Giugliano in Campania 80014

Tel. 081 8335518

E-Mail: info@birrakbirr.com

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Casa Kbirr


Indirizzo: Corso Vittorio Emanuele, 53, 80059 Torre del Greco NA

Tel. 081 1836 1861

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Kbirr Charming House

Indirizzo: Via del Parco Margherita, 49, 80121 Napoli

Tel. 370 342 8725

E-Mail: info@kbirrcharminghouse.com

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