Roma e il meglio del Lazio nella guida del Gambero Rosso

Il 30 novembre a palazzo Brancaccio il Gambero Rosso ha presentato la guida Roma e il meglio del Lazio 2024. Nel corso della manifestazione sono stati premiati numerosi ristoranti in differenti categorie.

Le splendide sale di palazzo Brancaccio a Roma, il 30 novembre scorso, hanno accolto la presentazione della nuova Guida del Gambero Rosso Roma e il meglio del Lazio 2024. Il gruppo editoriale romano, con sede in via Ottavio Gasparri, anche quest’anno ha decretato quali siano le 1000 insegne da non perdere nella Città Eterna.

Se si desiderasse passare una bella serata e uno non sapesse dove andare, basterebbe sfogliare questa guida per scegliere dove recarsi. Sono stati 11 i locali premiati nelle 4 categorie di Premi Speciali:

Premio Speciale Novità dell’anno

  • Orma. Lo chef colombiano, ma romano d’adozione, Roy Caceres ha deciso di realizzare un ristorante in cui il cliente si sente a casa.
  • Ruvido. Un’enoteca che punta tutto sulla grande qualità dei vini e dei piatti che propone nella propria carta.
  • Forme – Dispensa a RipaPasquale Borriello ha realizzato una bottega di qualità, nella quale gustare specialità del posto.
  • Li Somari, trattoria a Tivoli. I titolari Andrea La Caita e Adriano Baldassare ritengono che sia fondamentale ripartire dalla tradizione per poterla reinventare. Inoltre hanno deciso di proporre una cucina territoriale di grande sostanza, perché credono sia necessario relazionarsi con i sapori della propria terra.

Premio Speciale Valorizzazione Del Territorio, sponsor Casale del Giglio

  • Nù Trattoria Italiana dal 1960, (Acuto; FR). Salvatore Tassa, grazie al suo estro, riesce a proporre una cucina autentica, massima espressione delle tradizioni popolari della Ciociaria.

Il Premio Speciale Ambasciatori Fondazione Gambero Rosso

  • Il Sanlorenzo. Un ristorante di alta qualità che permette di gustare piatti di pesce al centro di Roma.

La tradizione è un qualcosa che deve essere protetto, come hanno spiegato i relatori partecipanti alla manifestazione: non può esistere l’innovazione senza conoscere la storia della cucina. Proprio per tale ragione il Gambero Rosso ha deciso di premiare i 5 ristoranti che meglio interpretano i piatti della tradizione romana.

Premio Speciale Campioni Della Tradizione

  • Cacio e pepe: Salumeria Roscioli. Una famiglia di artigiani che ha deciso di lasciare un segno nella gastronomia della Capitale, ma soprattutto di tenere alta la bandiera della tradizione.
  • Carbonara: Baccano. Un bistrot che si trova a pochi passi dalla Fontana di Trevi, dove turisti e autoctoni possono assaggiare ricette della tradizione.
  • Polpette di bollito: Flavio al Velavevodetto. La trattoria di Flavio Di Maio rappresenta la certezza per tutti coloro che vogliono gustare la tipica cucina romana, realizzata con fedeltà, senza stravolgimenti. 
  • Coda alla vaccinara: Checchino dal 1887. Una vera e propria pietra miliare della cucina romanesca. 
  • Trippa alla romana: Da Cesare, una trattoria di quartiere e un’autentica istituzione e certezza della ristorazione capitolina, sempre più apprezzata anche dalla critica italiana e internazionale grazie a una cucina solidissima, tradizionale, centrata su ricette ben collaudate.

Sul palco di Roma e il meglio del Lazio 2024 non potevano mancare i ristoranti e i loro rappresentanti che hanno ricevuto le 3 forchette: La Pergola dell’hotel Rome Cavalieri; Il Pagliaccio, Pascucci al Porticciolo, La Trota; Enoteca la Torre a Villa Laetitia; Idylio by Apreda del The Pantheon Iconic Rome Hotel, Imàgo dell’hotel Hassler, Glass Hostaria.

I rappresentanti dei locali vincitori, oltre che della targa, sono stati omaggiati della birra Krombacher. Quest’ultima è stata anche servita, nel corso della manifestazione, come accompagnamento ai “trapizzini” di Stefano Callegari, uno con il pollo alla cacciatora e l’altro con la parmigiana di melanzane, proposti nel buffet.

Sede Gambero Rosso: via Ottavio Gasparri 13 – 17

Instagram: gambero_rosso

Facebook: Gambero Rosso

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Matteo Cicarelli

Sono Matteo e sono laureato in Lettere Moderne e in Editoria e Scrittura. Fin da quando sono piccolo amo raccontare storie. La gastronomia è una delle mie più grandi passioni e adoro parlarne, anzi… scriverne.

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