Siracusa: una giornata tra antico e moderno sull’isola di Ortigia

La Sicilia è una di quelle regioni che riesce a stupire in ogni settore: arte, storia, cultura, spettacolo e, soprattutto, a tavola. Dopo aver parlato delle eccellenze catanesi è ora di spostarsi nella poco distante Siracusa ed in particolare sull’isola di Ortigia, centro storico della città.

Siracusa: la terra di Archimede

Siracusa, in parte affacciata sul Mar Ionio, è una città di origini antichissime: millenario e glorioso ne è il passato. L’antica Syrakousai (poi Syracusae e Saraqūsa, rispettivamente ai tempi dei romani e degli arabi) fu fondata, secondo la tradizione, dai corinzi provenienti dalla Grecia nell’VIII secolo a.C. (esattamente nel 734) e si ritiene fosse all’epoca una delle realtà più ricche e sviluppate del bacino mediterraneo. Nel corso della sua storia più antica, Siracusa ospitò alcuni personaggi importanti della cultura occidentale come Eschilo e Platone, ma il nome della città è legato alla figura del celebre matematico Archimede, originario del posto.

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Piazza del Duomo a Siracusa, sull’isola di Ortigia

Se si è interessati alle meraviglie dell’epoca greco-romana, il Parco archeologico della Neapolis di Siracusa è l’ideale. Trattasi di una delle zone naturali ed archeologiche più estese del Mediterraneo e contenente numerose testimonianze di epoche diverse. Magnifico il teatro greco, ancora in gran parte visibile e col mare a fare da sfondo, così come l’anfiteatro romano, poco distante. Non mancano resti di archi trionfali, terme, strade, templi ed altri edifici, ma altre attrazioni da vedere nel Parco sono le numerose grotte tra cui quella chiamata Orecchio di Dionisio, nome che pare abbia suggerito il Caravaggio, di cui si parlerà più avanti.

Specialità del posto

Anche a Siracusa si può gustare il meglio della cucina siciliana, una tradizione gastronomica regionale come poche altre al mondo. La cucina siracusana sfrutta ingredienti tipici e “poveri” per creare piatti unici e non manca un’attenzione (ormai imprescindibile) allo street food per i turisti. Per quest’ultimo si possono gustare le tipiche schiacciate di Siracusa dette “scacce”, focacce a forma di calzone o arrotolate cotte al forno farcite come si preferisce (soprattutto con pomodoro, melanzane o caciocavallo). Se invece si preferisce stare seduti comodamente a tavola, la scelta non può che ricadere sulla pasta fritta alla siracusana (pasta c’anciove e muddica) spaghetti molto sottili con acciughe, olio EVO, aglio e spolverata di pangrattato tostato.

Naturalmente, Siracusa ha il suo punto di forza nei piatti a base di pesce. Tra queste pietanze ritroviamo la “matalotta” (pasta co broru ro pisci), zuppa di pesce da brodo stufato nel vino bianco con capperi a completare il tutto. Altro piatto tipico è la ghiotta di tonno, preparata con tonno e peperoni rosolati separatamente e poi uniti. Altrettanto buoni sono i “puppetti di muccu”, polpette di pesce neonato fritte in padella, impastate con uova, pangrattato, olio, aglio, prezzemolo, sale e pepe e anche pecorino dop siciliano.

Ortigia tra antico e moderno

Raggiunta l’isola con una bella passeggiata a piedi e passando per la statua che celebra Archimede, la prima cosa da vedere sono i resti dell’antico tempio di Apollo, edificio in stile dorico risalente al VI secolo a.C. La costruzione subì tanti mutamenti quante furono le successive dominazioni subite dalla città e solo nei primi anni del Novecento il sito fu del tutto riportato alla luce. A quest’ultimo periodo storico risale l’inaugurazione della fontana di Diana, in stile classico-liberty, raggiungibile dal tempio di Apollo perdendosi nelle stradine tra artigianato locale, gelaterie e ristoranti.

Proseguendo di poco si giunge infine ad una piazza che colpirà per il candore marmoreo; il Duomo di Siracusa (Cattedrale della Natività di Maria Santissima) si presenta così, lucente e magnifico nel suo stile in parte barocco e in parte dorico. All’interno sono stati inglobati i resti del tempio di Atena che ivi sorgeva, risalente al V secolo a.C.  

Tra sacro al profano: Santa Lucia, Caravaggio e Federico II di Svevia

Altra struttura che merita menzione, dedicata alla santa patrona (nonché originaria) di Siracusa, è il santuario di Santa Lucia al Sepolcro, locato però nella parte interna della città, nei pressi dello stadio della squadra di calcio cittadina. All’interno del santuario è conservata una meravigliosa opera del Caravaggio che immortala il seppellimento della santa, martirizzata nel 304 durante le persecuzioni volute da Diocleziano. Il geniale e turbolento artista lombardo trovò rifugio anche in Sicilia durante le sue fughe in seguito alla condanna a morte per un omicidio commesso durante una rissa nel 1606. Il talentuoso pittore lombardo trascorse un periodo proprio a Siracusa durante il quale, tra l’altro, realizzò il citato Seppellimento di Santa Lucia poco prima della morte, avvenuta nel 1610, nemmeno quarantenne. Restando ad Ortigia e a pochi metri dal Duomo invece, vi è la chiesa di Santa Lucia alla Badia.      

Per concludere la visita a Ortigia, una tappa obbligata è l’imponente Castello Maniace il cui nome rende omaggio al generale bizantino Giorgio Maniace, vissuto due secoli prima della costruzione della fortezza. Si ritiene infatti che il generale avesse costruito (o restaurato) in quel sito delle fortificazioni su cui poi l’imperatore Federico II di Svevia fece erigere il Castello nel XIII secolo. Dismessa la sua funzione militare durata di fatto fino alla Seconda guerra mondiale, oggi l’edificio è visitabile ed ospita mostre ed eventi.       

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Mario Rafaniello

Mi chiamo Mario Rafaniello e sono un dottorando di ricerca presso il dipartimento di Scienze Politiche di Caserta. Vivo a Sessa Aurunca e quindi mi muovo per gli articoli dei locali su questa zona e limitrofe, fino al basso Lazio. Per lavoro viaggio molto e mi occupo di usi e costumi nel mondo, quindi la maggior parte dei miei articoli riguardano viaggi, tradizioni e curiosità inerenti al cibo. Sia con la laurea magistrale che nel dottorato mi sono occupato di agroalimentare, in particolare made in Italy. Quando posso trasferisco parte delle mie ricerche negli articoli per la buona tavola magazine.

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