Questa è la storia di due cugini che circa trent’anni fa hanno dato vita ad un luogo che non è solo lavorativo, ma rappresenta la continuità familiare e la voglia di valorizzare i sapori in base al territorio di appartenenza: questa è la storia del Caseificio La Baronia.

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L’importanza del lavoro manuale nel Caseificio La Baronia

Il signor Alfonso è una persona semplice e diretta, che ama ciò che fa e che mette passione anche nel raccontarlo: si sente dalla sua voce e questo è davvero molto bello. Lui, insieme a suo cugino Luca, ha realizzato il sogno di costruire nella natura della zona collinare dell’alto Casertano, l’azienda di famiglia, grazie alla quale la trasformazione del latte è diventata di produzione propria. “Grazie anche a dei finanziamenti siamo oggi una Srl”, afferma orgoglioso.

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Eh sì, la produzione del latte di bufala che poi sotto le mani esperte di familiari e pochi altri dipendenti si trasforma in mozzarelle, caciotte e formaggi, è proprio ciò che rende ancora più caratterizzata questa lavorazione, che punta sul vero e proprio artigianato manuale.

“Soltanto per l’esportazione verso l’estero, come in Svizzera, Germania e a Parigi utilizziamo le tecniche industriali. Non ce la faremmo a gestire una produzione più grande da soli perché più che alla GDO ci dirigiamo soprattutto a singoli clienti e piccola distribuzione”.

Il rapporto con il territorio

Dalle parole del signor Cutillo, il rapporto con la natura ed il territorio circostante appaiono da subito fondamentali, sia per l’espansione della vendita dei prodotti che raggiunge la provincia e anche l’area laziale, della costa e dell’interno, sia anche per la qualità del sito.

Cosa c’è di meglio, infatti, di prodotti che godono direttamente di un vento favorevole, della mancanza di insediamenti industriali, di profumi naturali e di sali che dal terreno passano direttamente alle materie prime? Di certo la genuinità e il gusto risentono piacevolmente dei profumi e del sapore che sono donati dal contatto con questa specifica area e i clienti possono così avere la gioia di degustare qualcosa che ha a che fare con un livello di qualità notevole.

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Covid: come non fermarsi?

Di certo si intuisce la preoccupazione economica e lavorativa, per il periodo particolare che frena molte delle attività normalmente svolte al Caseificio La Baronia. Infatti la solita distribuzione ai canali di ristoranti e pizzerie, ha subito un rallentamento, come anche ne ha risentito l’esportazione. Il signor Alfonso Cutillo mi dice: “I supermercati per fortuna sono sempre aperti e nella nostra zona territoriale siamo molto conosciuti, quindi lavoriamo, ma la situazione non è sempre confortante”.

 Un velo di tristezza nella voce, ma anche tanta speranza come quella di continuare, come da 30 anni a questa parte, a svolgere un lavoro come la tradizione comanda.

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Francesca Myriam Chiatto

Francesca Myriam Chiatto – nata a Napoli nel 1996, dopo la maturità classica si laurea in Lettere Moderne nel 2017 con una tesi in Letteratura Italiana Teatrale su Alberto Savinio e in Filologia Moderna nel 2019 con una Tesi sulla Storia della Televisione presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, dove nel 2020 consegue anche un Master di II livello in Drammaturgia e Cinematografia, con un elaborato in Letteratura Teatrale sulla Violenza sulle Donne. Diplomata in danza classica e moderna, ha tenuto corsi di danza all’interno di laboratori di scuola primaria ed è stata figurante Rai. Dal 2015 si è occupata di recensire spettacoli presso le testate giornalistiche Teatrocult e Proscenio, lavorando nel 2016 anche con la casa editrice Kairos. Attualmente collabora con Sipario e La Buona Tavola.
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