Davide Arnò: così è nata Regina Farina

Già proprietario del locale notturno Flame, rinomato per feste e serate nel quartiere del Vomero, Davide Arnò sceglie di occuparsi anche di una nuova attività e sceglie di farlo in piena pandemia con Regina Farina.

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«Regina Farina»: un’avventura gustosa ed elegante

La decisione di dedicarsi anche ad una nuova attività nasce forse proprio dal periodo più buio in cui né locali, né feste, né bar e ristoranti potevano avere scampo, vivendo a stretto contatto con le persone. E sembra una contraddizione, ma non lo è, perché la pizza, oltre ad essere sempre di moda, permette anche di lavorare con l’asporto e questo già rende il lavoro più fattibile, considerando il momento.

«La nostra scelta aziendale prevede prodotti di alta qualità, con la selezione della farina Dallagiovanna e di ingredienti biologici per una realizzazione che possa garantire un impasto, a lievitazione lenta (48 ore), sia salutare che di ottimo sapore» mi spiega Davide Arnò. Per la sua «Regina Farina» ha molta attenzione e cura in ogni dettaglio e lo si capisce dalla sua voce durante la piacevole chiacchierata. Attenzione che non è riservata soltanto ai sapori, con poco sale ed un lievito digeribile, per valorizzare gli ingredienti stessi, ma anche al design del locale, curato dall’architetto Mario Sorrentino, che rende questa pizzeria atipica ed originale, ma sicuramente bella ed elegante, dove ci si può sentire a casa in un ambiente allegro, che è quello che ci vuole, soprattutto in questo periodo.

La pizza della settimana

Questa è una novità tutta tipica di questa pizzeria: ogni settimana, soltanto per quei sette giorni, una nuova pizza fa capolino sul menù, che così si arricchisce per poco tempo di gusti nuovi e particolari, ispirati ad eventi importanti oppure semplicemente seguendo la creatività del momento. Un esempio è quella a base di caciocavallo podolico, ma anche quella che tra gli ingredienti prevede il tarallo e la fonduta. Per conoscere queste interessanti proposte per il palato, data l’apertura recente, dell’11 ottobre 2020, non c’è ancora un sito Internet, ma i social qui fanno la loro parte perché la pubblicità è tanta e le prenotazioni anche, dai giovani e non solo.

Qualità fa rima con «Regina Farina»

Sì, è vero, nel linguaggio comune non fanno rima, ma quando si parla di pizza, il linguaggio è poetico e, si sa, le licenze poetiche sono una caratteristica di ogni testo che si rispetti. E infatti qui la parola chiave è proprio la qualità, che, come anticipato, garantisce uno standard alto e ha permesso una partenza alla grande. «Sono molto richiesti anche i nostri fritti, dello chef Marco Iavazzo, perché sono veri. E per veri intendo che sono fatti con cura particolare, dagli ingredienti al prodotto finale». Le montanare prima fritte e poi al forno, con ragù napoletano (cotto per due giorni con la carne), mozzarella di bufala, ricotta e parmigiano, oppure le frittatine alla nerano, alla genovese o classiche ne sono degli esempi. Ma anche le materie prime hanno la loro importanza, come l’olio e il pomodorino “del piennolo”, così come l’impanatura panko. Tra le pizze da assaggiare, sicuramente la quattro formaggi.

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Chi ben comincia è a metà dell’opera

Tutto parte, quindi, da un imprenditore amante del cibo, che grazie anche al confronto con l’amico di sempre e pizzaiolo Ciro Savarese, inizia a scoprire i primi segreti degli impasti, rendendoli poi, inevitabilmente personali. A causa della situazione, invece di partire dalla sala e poi ampliarsi anche al delivery, questa volta è accaduto il contrario, ma la domanda è tanta e a Portici è già un successo, perfino la domenica a pranzo, quando non sempre si predilige la pizzeria. I sorrisi, anche dietro le mascherine, l’accoppiata del buon mangiare e del buon bere, così come l’interazione con i clienti e l’accoglienza sono solo alcune delle principali prospettive su cui si muove «Regina Farina», col sogno di esportare anche all’estero questo orgoglio italiano.

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