Napoli – Ci sono luoghi in cui il tempo sembra essersi fermato per custodire i segreti più autentici di una città. Uno di questi si trova in Via Martiri d’Otranto 47, dove le porte dell’Enoteca Don Mimì si aprono dal 1939, raccontando la storia di un’istituzione napoletana che custodisce non solo una tradizione vinicola d’eccellenza, ma anche una profonda e sorprendente connessione con la storia del cinema italiano.
Tra le vie di questa Napoli vibrante, il patrimonio storico legato al mondo del vino è protetto oggi dalla quarta generazione della stessa famiglia. A testimoniare la storicità del locale c’è un prezioso documento d’epoca: un atto scritto interamente a penna che risale al Regno di Re Vittorio Emanuele III di Savoia. È proprio nel 1939 che la famiglia La Marca subentra in quella che era già un’enoteca, prendendone le redini per non lasciarle mai più e guidando l’indirizzo fino ai giorni nostri con immutata passione.
Tra Vini del Vesuvio e Filosofia Naturale
Nel corso dei decenni, l’Enoteca Don Mimì ha saputo evolversi senza mai perdere la propria anima, distinguendosi nel panorama cittadino per una selezione particolarmente attenta e ricercata. Il cuore della proposta batte per i vini del Vesuvio e per i vini naturali, frutto di una filosofia che punta a valorizzare i piccoli produttori indipendenti e le espressioni più autentiche e meno manipolate del territorio campano. Ogni bottiglia sugli scaffali racconta una storia di terra, di fatica e di rispetto per la natura.
La Cantina Sotterranea: Un Piccolo Museo d’Arte e Storia
Ma la magia di Don Mimì non si ferma alla superficie. Scendendo nella cantina sotterranea ci si ritrova in un vero e proprio piccolo museo segreto. Qui, tra file di bottiglie pregiate che riposano al fresco, sono affiancati quadri antichi e pezzi rari.
Questa suggestiva unione tra l’arte del vino e l’arte pittorica è nata dall’intuito e dalla passione di Ida, moglie del proprietario, che ha scelto e portato personalmente in cantina queste opere d’arte, regalando all’ambiente un’atmosfera colta, intima e senza tempo.
Il Legame Indissolubile con Vittorio De Sica
Ad arricchire ulteriormente il fascino dell’enoteca vi è un legame storico straordinario con il grande cinema neorealista. Il leggendario regista Vittorio De Sica, infatti, visse la sua infanzia proprio nel palazzo che ospita l’enoteca.
All’epoca la zona era un rione popolare, verace e incredibilmente vivo, un teatro a cielo aperto che sicuramente ha influenzato lo sguardo del futuro regista. Oggi, all’interno del locale, la memoria di quegli anni e del genio di De Sica è tenuta viva da un simbolo speciale: una bicicletta d’epoca. Un omaggio silenzioso e commovente a “Ladri di Biciclette”, il capolavoro con cui il regista conquistò il Premio Oscar nel 1950.
Passato e presente, arte e viticoltura si fondono così all’Enoteca Don Mimì, un luogo dove bere un calice di vino significa, prima di tutto, sorseggiare la storia di Napoli.
La Buona Tavola
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