L’evento CHIC tenuto il 12 Settembre all’Acquapetra Resort & Spa di Telese Terme è stato un appuntamento unico per vari fattori: in primo luogo perché per la prima volta è stato interamente dedicato alla pizza; mai prima di oggi chef e maestri pizzaioli hanno lavorato (e, per giunta, così alacremente) a quattro mani per cercare di coniugare insieme due stili così diversi di ristorazione. E in secondo luogo per tutta una “realtà sottesa” ma non meno importante fatta di piccoli e medi produttori capaci di dare la giusta benzina al serbatoio di creatività dei grandi nomi presenti. Tutti i protagonisti potrete trovarli qui nel nostro speciale dedicato.

L’idea di avvicinare questi mondi è nata da un incontro estremamente proficuo del maestro Franco Pepe della pizzeria Pepe in Grani di Caiazzo e lo Chef Paolo Barrale del Ristorante Marennà di Sorbo Serpico che tra una chiacchiera ed un’altra crearono una pizza originalissima, frutto di un lavoro certosino e ben ponderato. Il tutto poi è stato organizzato e orchestrato dall’associazione Charming Italian Chef (CHIC per l’appunto) che da anni riunisce un centinaio di grandi professionisti della ristorazione.

Tuttavia ci piacerebbe soffermarci sul “dark side of the moon” dell’evento, il lato “oscuro” che spesso si sottovaluta: quello dei coraggiosi produttori di materie prime, alcuni dei quali portatori sani di (buone) storie che narreremo in queste pagine.
Personaggi che nel loro piccolo sanno offrire un elevato standard qualitativo senza il quale nessuno chef o maestro pizzaiolo che sia potrebbe ambire all’eccellenza gastronomica.
Uomini, donne, ragazzi e ragazze capaci di mettersi in gioco anche con progetti ambiziosi ma capaci di guardare al futuro con forza e determinazione.
Non potremmo in tal senso fare esempio migliore della Masseria Picone che ha deciso di orientare parte del proprio business verso l’allevamento e la vendita di lumache in varie salse: da quelle “al sugo” fino a liquori dal sapore pungente.

Oppure al naturale, magari per essere utilizzate su un piatto popolarissimo come la pizza come ci hanno mostrato due grandi maestri come Francesco Fusco e Franco Gallifuoco. A proposito di pizze, come non citare la “mattonella” di Gianfranco Iervolino con stoccafisso, pappardelle, burrata ed erba sakura.
Ma non solo pizze, anche le focacce romane hanno fatto capolino: stiamo parlando di Giancarlo Casa de “La Gatta Mangiona” di Roma e la sua creazione con crema di ceci, stoccafisso, foglie di ika, salicornia e olio ortice. Ma anche di Renato Bosco con la “Pizza Crunch” con pomodoro, baccalà marinato con erba pepe e cipolla cotta al forno.
E insieme a loro molti altri con connubi magari un po’ spinti ma carichi di quella verve innovativa che non dovrebbe mai mancare quando si parla di alta cucina e di sperimentazione.
Due aggettivi simbolo di questa giornata che lasciano ben sperare sul futuro della gastronomia campana e italiana in generale.

 

 

 

 

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