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Luca Guelfi, imprenditore della Milano da bere, inventa e si reinventa con un nuovo locale nella sua terra d’origine: “Dal Milanese”. Un omaggio alla Milano degli anni ‘50 che però ha il sapore della speranza, di incoraggiamento, di risposta alla paralisi di tutta l’Italia. 

Un anno è passato a Milano, come del resto ovunque. Un anno tumultuoso, inquieto, che ci ha costretti negli angoli reconditi della nostra mente a tu per tu con lo specchio dell’anima. E c’è chi è riuscito a riconoscere nel riflesso un sé nuovo, rinnovato, cambiato certo, ma pronto a rispondere proattivamente alle sfide imposte dal Pandaemonium. Soprattutto chi, abituato com’era a vivere di persone gestendo locali e ristoranti della Milano per bene, ha dovuto fare i conti con un settore anchilosato per costrizione. E se nomen omen est, per una qualche strana legge universale, Luca Guelfi è il coraggioso imprenditore che con la primavera farà nascere un fiore nel giardino della ristorazione italiana.  

Dopo 9 locali, ognuno con la sua anima, contaminati da esperienze di vita e culture diverse, l’imprenditore, milanese di nascita ma globetrotter per scelta, chiama un all in: punta tutto sul valore gastronomico della sua terra. Anche se non ci è dato sapere quale sia esattamente il posto in cui si ergerà – secondo indiscrezioni nelle vicinanze di Porta Vittoria – il nuovo ristorante a firma di Luca Guelfi ha l’anima 100% lombarda. “Dal Milanese” si chiamerà e sarà un omaggio alla tradizione culinaria meneghina, la celebrazione di una ricchezza organolettica da diffondere. Impossibile dunque non sapere cosa sarà servito – speriamo molto presto – al tavolo: piatti di unica e sola provenienza lombarda abbinati ad etichette di terroir lombardi. Un duplice menù ancora in fieri che, però è certo, unirà tradizione, con la proposta di piatti tipici, e modernità, nella selezione di ricette rivisitate, che potranno essere degustate sia in una sala interna che disporrà di 45 posti a sedere che nei 25 coperti del dehor. 

Dal Milanese sembra essere proprio la risposta positiva a un immobilismo del settore ristorativo che ha il sapore della speranza, di incoraggiamento nell’investire e proporre nuovi format che invoglino sempre più alla scelta del “fuori casa”. 

E Luca Guelfi non se le lascia cantare: nell’epoca della comunicazione digitale, in piena zona rossa, annuncia gli open day dei locali del suo gruppo a partire dal 29 maggio prossimo con un post su Facebook e Instagram. È proprio questo di cui abbiamo bisogno, ciò che Luca Guelfi persegue è la fine di un periodo. Un punto e a capo. La forza di continuare incessantemente a camminare. 

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Marika Manna

Vivo persa nei libri. Amo le parole. Perché hanno "un effetto magico. Nel senso che hanno la capacità di forgiare il pensiero degli uomini. Di condizionare i loro sentimenti. Di dirigere la loro volontà e le loro azioni". Amo anche i punti. Molto. Segnano la fine ma l'inizio di una nuova storia.
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