Napoleone e la nascita della gastronomia sotto il suo Impero rivivono al Mercato Centrale di Roma

A tavola senza l’imperatore, la conferenza che ha lo scopo di narrare il mito di Napoleone nell’arte e nella cucina.

Giovedì 21 marzo, presso il Mercato Centrale di Roma Termini, si è svolto l’incontro dell’Arte presa per la gola, ciclo di conferenze a cura della giornalista e storica Fabiana Mendia, organizzato dalla sua ArteinDiretta.

Ogni incontro rappresenta un vero e proprio viaggio nella vita di un personaggio emblematico o semplicemente in un periodo storico.

In tale occasione la narrazione è stata improntata sulla figura di Napoleone Bonaparte e sulla nascita della gastronomia nei salotti parigini dei primi anni dell’800.

L’evento è stato condito dalla proiezione di opere d’arte (mosaici, affreschi, dipinti, sculture, incisioni) e dalla lettura, da parte del celebre attore Sergio Basile, di alcuni stralci di testi letterari accuratamente scelti (tra gli autori citati non potevano mancare A. Brillat-Savarin, H. de Balzac, E. Ferrero, A. Grimod de la Reynière e A. Manzoni).

Il titolo dell’incontro era A tavola senza l’imperatore. L’epopea napoleonica nell’arte e nella cucina: si è trattato di una celebrazione dell’imperatore dei francesi Napoleone Bonaparte e di un’attenta analisi, il cui scopo preciso era quello di mostrare come fosse cambiata proprio in quegli anni la gastronomia.

Napoleone

Nonostante Napoleone non fosse un gourmand (buongustaio), fu proprio durante il suo Impero che iniziarono a cambiare le abitudini a tavola. In quegli anni l’idea che si ha del cibo e del banchetto mutò.

L’imperatore – racconta la curatrice Mendia –  non era né un gastronomo né un appassionato di cucina gourmet. Da generale aveva l’abitudine di mangiare in dieci minuti, da primo console in un quarto d’ora e da imperatore poi in mezz’ora. È evidente che non amasse trascorrere troppo tempo a tavola. Mangiava poco e distrattamente. Si accontentava di pietanze semplici: patate fritte, stufati, costolette di pecora, frittura di triglie, pasta, polpette di pollo, e tra i dolci adorava i waffle ripieni di panna, il budino alla Richelieu con le mele, aromatizzato alla cannella, e infine i datteri, importati dalla campagna in Egitto. Nonostante non amasse i banchetti ufficiali, fu proprio graze a lui che venne ristabilita l’etichetta del Palazzo Reale a corte”.

Infatti, proprio in questo arco di tempo nacquero i pranzi filosofici e si cominciarono a vedere in giro i primi buongustai. Tra quest’ultimi spiccavano per fama Grimod de la Reynière e Brillat-Savarin.

Queste due figure hanno dato avvio al nuovo genere letterario della critica gastronomica e alle prime guide culinarie.

Napoleone

Il primo è l’autore degli Almanach des Gourmands (Almanacchi dei Golosi), che comprendono itinerari di prelibatezze alimentari di Parigi, mentre il secondo nel 1826 scrisse La fisiologia del gusto, un vero e proprio viaggio nella gastronomia francese.

In quegli anni prese forma in cucina anche la Torta Napoleone, sorta di millefoglie, ma più alta.

Nelle ultime battute Fabiana Mendia ha narrato la caduta di Napoleone e la fine del suo Impero, attraverso le immagini delle ultime battaglie dell’imperatore.

L’incontro si è concluso con la lettura da parte di Sergio Basile della celebre poesia di Alessandro Manzoni Cinque Maggio”.

Il banchetto a fine incontro

Napoleone

Una volta giunti alla conclusione della conferenza non poteva mancare il banchetto.

Oltre alla possibilità di gustare degli ottimi vini, gli chef hanno replicato alcune delle ricette che erano presenti nei banchetti imperiali.

Tra le pietanza era presente anche il piatto preferito di Napoleone, ovvero i bocconcini di pollo fritto con una scorza di limone nell’impanatura.

Le altre portate consistevano in una monoporzione di pasta cacio e pepe, taglieri di salumi, pizza bianca e patate e carciofi fritti.

Il costo di ogni evento, per chiunque desideri partecipare ai prossimi incontri, è di 25 euro a persona.

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Matteo Cicarelli

Sono Matteo e sono laureato in Lettere Moderne e in Editoria e Scrittura. Fin da quando sono piccolo amo raccontare storie. La gastronomia è una delle mie più grandi passioni e adoro parlarne, anzi… scriverne.

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