PIL in calo, crollo della produzione industriale e inflazione a doppia cifra, a soffrire è il turismo con l’enogastronomia

L’analisi editoriale del Direttore sull’inflazione e sul PIL in calo

Dopo le analisi di Marco Contursi e Pino Coletti rispettivamente sulla crisi della ristorazione in Cilento e del turismo in Puglia arriva il grido di allarme degli albergatori sorrentini: crollano le prenotazioni, sarà il più povero di presenze degli ultimi 40 anni.

Sono stati mesi di sold out per la Penisola Sorrentina, per quella amalfitana ma anche per Capri come è possibile che proprio ad agosto ci sia un rallentamento?

Se anche altre regioni vedi la Calabria lamentano gli stessi cali di Puglia e Cilento, come si spiega la flessione dei flussi turistici in località così blasonate?

Come si spiega il rallentamento della ristorazione in generale in Campania in mesi quali giugno e luglio in cui c’è maggiore propensione ad uscire e a spendere?

Avete notato che c’è un rialzo nei consumi nella prima quindicina del mese e un crollo nella seconda parte?

Sapete quale è il fattore comune a tutto ciò?

La famiglia italiana!

Quella fatta di madre,padre e figli che ha visto il proprio potere d’acquisto erodersi in questi anni di alta inflazione con gli stipendi che rimanevano fermi.

È questa tipologia di cliente che è venuta meno ,non lo straniero alto spendente o quello che preferisce i mesi di aprile-giugno e settembre-ottobre perché trova prezzi buoni e maggiore comfort.

Chi soffre sono le strutture turistiche e ristorative di fascia media.

Quelle di basso costo grazie alle low-cost e ai giovani che hanno ancora qualche soldo in tasca, casomai della nonna perché la voglia di lavorare per darsi una paghetta è per lo più venuta meno, reggono ancora.

E allora vanno bene i bed & brekfast, le pizzerie seguite sui social, le Bracerie che si propongono con lo slogan: “quanto mi fai mangiare con 25 euro?”.

Il calo del PIL -0,3 % ,il crollo della produzione industriale -7,2, un’inflazione a doppia cifra percentuale, sono fattori che minano alle basi due comparti quello turistico e quello Enogastronomico determinanti per l’economia italiana.

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