È da quando aveva solo 14 anni che Antonio Sbarra ha iniziato a lavorare per quella che poi sarebbe diventata la sua carriera: tutto, nella sua pizzeria, richiama il suo nome e la sua personalità, lo scopriamo insieme in questo articolo, che parla proprio del locale N’do Sbarr.

N’do Sbarr: le origini

In una scorrevole chiacchierata al telefono, Antonio Sbarra, proprietario della pizzeria N’do Sbarr, mi racconta di aver iniziato già a 14 anni grazie alla sua passione per la pizza e per quello che poi sarebbe diventato a tutti gli effetti il suo mestiere. Mi dice poi di essersi sempre messo in gioco, fino ad essere riuscito ad aprire la sua pizzeria il 27 febbraio di quattro anni fa e di aver realizzato un’attività che, in tutto e per tutto, lo rispecchia e parla di lui. A partire dal nome del locale, per finire al suo logo, che lo ritrae come in un disegno, mostrandolo mentre presenta la sua pizza.

Le belle iniziative

Antonio Sbarra non è però soltanto un bravo pizzaiolo, con un locale da gestire. Il suo impegno infatti, sfocia anche nel sociale, con iniziative più che lodevoli e molto interessanti. Per esempio, nel 2019 ha organizzato un evento all’ospedale Pausilipon, donando le pizze in regalo ai bambini, oppure ha ideato una pizza in dono per ogni cliente che portasse in cambio un giocattolo da offrire ai bimbi dell’ospedale di Nocera Inferiore, con iniziative dedicate anche all’animazione dei reparti di oncologia.

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Ora, col Covid – 19, questo non è possibile, in quanto non è ovviamente consentito recarsi in strutture sanitarie già in difficoltà per l’emergenza, oltre ad essere chiaramente contro le norme di sicurezza, ma l’iniziativa non è mancata neanche questa volta, presentandosi sottoforma di pizze a portafoglio regalate al personale sanitario. Come anche l’omaggio delle sue pizze ai giovani giocatori di calcio di Nocera.

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Premi e riconoscimenti

Primo, secondo e terzo posto, quelli vinti, rispettivamente da Antonio Sbarra alle competizioni di Roma (“Ciak che pizza”), Vico Equense (“Coppa mediterranea della pizza”) e Nocera Inferiore (“Campionato nazionale pizza doc”), portando sempre in alto il nome della sua pizza classica, la tradizione che vince e convince, sempre. Infatti, continua al telefono, per lui ciò che conta è sempre la tradizionale ricetta, che magari può essere rivisitata, soprattutto con prodotti innovativi, ma senza mai intaccare la classicità del prodotto.

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Il segreto? Sta tutto nella lievitazione

Se qualcuno, a questo punto, vuole sapere se ci sia un ingrediente segreto per tutto questo, c’è da dire che sì, il segreto esiste, ma è il più semplice di tutti, ossia la buona lievitazione, con i tempi giusti e le giuste modalità, accompagnata però sempre, come ogni cosa, dalla passione, che non deve mancare mai.

Oggi niente nasce appoggiandosi a qualcun altro e bisogna contare sulla propria esperienza, sulle proprie forze, imparando dopo aver attentamente e più volte osservato. Fin da piccoli, si impara dagli errori e poi si arriva al cuore degli altri, dei clienti, mettendo la stessa passione di sempre, ma anche con l’educazione, la gentilezza, la simpatia e la cortesia. Mettere a proprio agio le persone e ascoltare le critiche è la filosofia di lavoro della pizzeria N’do Sbarr, insieme ad un’accoglienza in pulizia e familiarità.

L’amore per il lavoro e per i clienti fa la differenza. E vincerà anche sulla pandemia.

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Francesca Myriam Chiatto

Francesca Myriam Chiatto – nata a Napoli nel 1996, dopo la maturità classica si laurea in Lettere Moderne nel 2017 con una tesi in Letteratura Italiana Teatrale su Alberto Savinio e in Filologia Moderna nel 2019 con una Tesi sulla Storia della Televisione presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, dove nel 2020 consegue anche un Master di II livello in Drammaturgia e Cinematografia, con un elaborato in Letteratura Teatrale sulla Violenza sulle Donne. Diplomata in danza classica e moderna, ha tenuto corsi di danza all’interno di laboratori di scuola primaria ed è stata figurante Rai. Dal 2015 si è occupata di recensire spettacoli presso le testate giornalistiche Teatrocult e Proscenio, lavorando nel 2016 anche con la casa editrice Kairos. Attualmente collabora con Sipario e La Buona Tavola.
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