Re Santi e Leoni. La storia di un ristorante ha un sapore borbonico.
A Nola, città di filosofi e dei gigli, in una Via che porta il nome di un Anfiteatro di epoca romana, un re, Ferdinando I di Borbone, si imbatte in un uomo con l’aureola, sant’Agostino, al cospetto di due leoni che esibiscono, immobili, tutta la loro virtù. La scena è ambientata in un palazzo borghese risalente alla seconda metà del IX secolo d.C.; il contesto è antico, l’atmosfera è lussuosa, l’accoglienza è memorabile. La storia del ristorante Re Santi e Leoni inizia da qui.
Dopo pochi mesi dall’apertura, la Guida Michelin Italia premia con 1 stella la proposta gastronomica di Luigi Salomone, resident chef del fine dining bruniano in cui Lucio Giordano ha deciso di investire, mostrando sin da subito un’audacia imprenditoriale notevole.

La cucina di Re Santi e Leoni è decisamente gourmet. La qualità degli ingredienti e la ricerca costante di nuove espressioni culinarie giustificano l’attenzione maniacale, il rigore e la pulizia estrema con cui ogni singolo piatto viene servito all’ospite.
Il menù di Re Santi e Leoni si ispira alla cultura culinaria campana; lo chef Luigi Salomone sceglie solo i migliori prodotti del territorio, che sono la sua principale fonte di ispirazione. La cucina napoletana non cede alla tentazione di una filosofia gastronomica fusion ma è ben predisposta alla contaminazione con pietanze particolarmente nobili. “La vera innovazione della mia cucina sta nella tecnica, che adotto per nobilitare i sapori del passato” – afferma Luigi Salomone, e continua – “La creatività rappresenta il punto di partenza, l’invenzione di un nuovo piatto è tutta lì”.
Da Re Santi e Leoni, la tagliatella è la protagonista di un piatto speciale, perché si tratta di un formato di pasta fresca al caffè, condito con la dolcezza dei gamberi e l’acidità “ordinata” degli agrumi. Questo primo piatto porta in tavola un rituale antichissimo; il profumo è tostato, il sentore è proprio quello della tradizione. Il caffè è il primo ingrediente noto ed è anche quello immediatamente riconoscibile.
Lo spaghetto, invece, è ovviamente alle vongole e non poteva essere diversamente; tuttavia viene aggiunto il finocchietto, dal sapore fresco e pulito, i pinoli, delicati nel gusto e l’aglio nero con il suo retrogusto particolarmente amabile.

Il dessert combina la semplicità aristocratica di uno zabaione caldo con la gentilezza burrosa delle nocciole nostrane; il tocco finale è assolutamente geniale, una polvere di porcini che dona intensità, conferendo carattere a questo abbinamento gastronomico indissolubile.
“Alimento ogni piatto, e così lo miglioro” – sottolinea Luigi Salomone, lo chef di Re Santi e Leoni. Ecco perché ad ogni assaggio corrisponde un’emozione culinaria, pregna di ricordi che hanno anche un gusto, originale e ben scandito.
Credit foto: Alessandra Farinelli
Felicia Mercogliano
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