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Galardi è l’azienda che esprime tutte le caratteristiche dell’antica Terra di Lavoro attraverso vini e prodotti d’eccellenza.

L’Azienda Galardi nasce nel 1991 dalla comune passione per la campagna e le attività agricole di Dora e Maria Luisa con Arturo, Roberto e Francesco che hanno deciso di dar vita alla produzione di un vino di grande qualità. Alla base di questo progetto c’è il sogno di rinnovare l’antica tradizione dei nobili vitigni campani. L’azienda è posta nel comune di Sessa Aurunca, nella caratteristica frazione di San Carlo, alle pendici del Vulcano spento di Roccamonfina. Dal 2018 entra in azienda Allegra Selvaggi, la figlia di Maria Luisa e Roberto, ed è proprio lei a raccontare come l’azienda abbia affrontato questo difficile periodo. “L’Azienda, nonostante questo periodo storico, ha continuato a lavorare, a produrre e a mettere in campo nuovi progetti. Una flessione si è registrata con le esportazioni all’estero, ma siamo certi che tutto ritornerà presto alla normalità”.

Il territorio

Proprio le peculiari caratteristiche del territorio vulcanico danno ai vini dell’Azienda Galardi delle peculiarità uniche. I vigneti sono inseriti in un’incantevole cornice di boschi di castagno che si alternano sulle pendici del vulcano di Roccamonfina offrendo una straordinaria occasione di incontro con la natura. Inoltre, l’Azienda Galardi ha scelto di intraprendere la strada dell’agricoltura biologica, come forma d’amore e attenzione per il territorio e la clientela, dando vita ad un prodotto di alta qualità. Il forte legame con il territorio è messo in evidenza dalle stesse bottiglie, le cui etichette riportano un’antica mappa di Terra di Lavoro, risalente al ‘700, la quale riproduce la zona dell’Italia meridionale durante il Regno delle Due Sicilie chiamata appunto Terra di Lavoro.

I vini dell’Azienda Galardi

Terra di Lavoro

L’Azienda Galardi produce dal 1994 il Terra di Lavoro, un vino che esprime il suo miglior risultato nelle annate generose di sole e di scarse precipitazioni. Il 2010 e il 2008 rappresentano tra i migliori esempi di Terra di Lavoro sino ad oggi prodotti. Il Terra di Lavoro è caratterizzato da una lunga evoluzione: “Terra di Lavoro è un vino di grande struttura e prestigio realizzato dalla sapiente miscela di Aglianico e Piedirosso, affinato in barriques nuove di rovere per dodici mesi. Nel 1994 la prima vendemmia avvenne su meno di un ettaro. Siamo oggi arrivati ad una superficie vitata di 10 ettari”.

Le annate che vanno dal 1994 ad oggi hanno visto un crescendo costante nell’attenzione degli esperti e del pubblico, dando all’azienda grandi soddisfazioni. Il colore è cupo ma con intensi e brillanti riflessi violetti. Al naso risulta compatto, ma ha bisogno di un tempo per esprimersi. “Quando è il tempo giusto abbiamo un cupo mirtillo, una foglia di eucalipto, una radice di liquirizia. In bocca le sensazioni del vino in evoluzione: un granitico sorso di frutto polposo che non lascia spazio ad altro per un lungo tempo. Poi una appena acerba ciliegia nera, il carico acido dei frutti di bosco, e una sapida gratificante sensazione vinosa”.

Allegra Selvaggi – Azienda Galardi

Terra di Rosso 2017

Nel 2017, invece, grazie anche al lavoro di Riccardo Cotarella, enologo di grande valore particolarmente sensibile al recupero e alla valorizzazione dei vini del Meridione, prende vita Terra di Rosso, un vino che ha dato all’Azienda delle grandi soddisfazioni. Si tratta di un vino prodotto da uve 100% Piedirosso, perfetto da bere giovane per la carica giusta di tannini morbidi e sottili. È un vino pieno di gusto e fruttuosità, la ciliegia in prima linea. Il colore è un rubino intenso e vivace violaceo sull’unghia. Una vena vegetale di freschezza.

“Si beve e si lascia bere – ci dice Allegra Selvaggi – perché questa è la sua caratteristica principe e quindi sarà facile portarlo a tavola e da autentico campano che è, imprescindibile sarà il suo abbinamento con la pizza (margherita e marinara), ottimo anche sulle zuppe di pesce e le carni bianche, i piatti tipici della tradizione partenopea tra cui anche il ragù. È, però, anche vino pieno, dalle sensazioni aromatiche persistenti e lunghe che mostrano quanto le cure in vinificazione non deludono in termini di spessore e profondità delle sensazioni che un vino di qualità deve avere”.

Gli altri prodotti

L’Azienda Galardi non produce solo vino, ma anche olio e grappa. Coniugando antico e moderno, l’olio extravergine di oliva “Fontana Galardi” viene ottenuto dalla molitura di “cultivar” sessana, leccino e frantoio, raccolte a mano alla giusta maturazione e attentamente trasformate con metodi che, nel rispetto del frutto, ne esaltano il livello qualitativo ed organolettico. Per quanto riguarda la grappa, invece proporre in distilleria le vinacce del Terra di Lavoro è stato un passo semplice e naturale.

Nasce così una grappa morbida e avvolgente dall’impronta radicalmente mediterranea. “Le nostre vinacce – racconta Allegra Selvaggi – affidate al Maestro Distillatore Giovanni La Fauci, vengono distillate lentamente. Il distillato è lasciato in affinamento per 6/8 mesi in contenitori di acciaio inox e successivamente diluito con acqua, raccolta ad una fonte di montagna, per portarlo così alla gradazione voluta”.

Terra di Rosso

1994 – dieci anni dopo la data di Orwelliana memoria, nasce il Terra di Lavoro. Il Grande Fratello non aveva preso il sopravvento o, forse, tutti noi non riuscivamo a percepirlo e quindi in totale libertà e con la compartecipazione di diverse figure professionali portammo alla ribalta un vino outsider. Per ottenere questo vino rosso un po’ fuori dagli schemi iniziammo a lavorare nel 1991, altra fatidica data alla quale alcuni meteorologi hanno voluto assegnare una sorta di punto di non ritorno per i cambiamenti climatici.

Dal 1994 ad oggi spesso si è pensato, quì alla Galardi, di dare un fratello al Terra di Lavoro. Ma poichè prima impegnati nella realizzazione del programma di produzione, poi, come tante altre aziende, a contenere gli effetti della crisi, il tempo passava e non sembrava mai il momento di trasformare il pensiero in concrete azioni. Poi, in barba ai cambiamenti climatici, arriva l’anno 2017 e fin dai primi stadi evolutivi della maturazione delle uve si percepiscono, evidenti, i segnali di una grande annata e principalmente un’ottima performance del Piedirosso.

È l’occasione giusta per fare quel che va fatto. In queste condizioni Aglianico e Piedirosso si distanziano nel percorso di maturazione e non solo. Il Piedirosso, delicato e capriccioso, trova la sua felice combinazione per arrivare alla vendemmia presto e bene.

È l’occasione per selezionare una parte di Piedirosso che eccede quella occorrente per la miscela del Terra di Lavoro e seguirne l’evoluzione con cura e attenzione pari al nostro prodotto di sempre. Siamo certi che la vinificazione procede spedita senza  intoppi, il passaggio in legno veloce, neppure otto mesi. Potremo finire entro agosto 2018 e presentarci al pubblico. Avevamo per un attimo dimenticato il nostro amico ed enologo Riccardo Cotarella. Presi dall’entusiasmo e dal fatto che il vino aveva lavorato un bel po’ per conto suo senza problemi, avevamo dimenticato tutti gli esami, analisi chimico fisiche, degustazioni, test vari che dovevano preludere a un definitivo via libera a questo nuovo gioiellino.

A febbraio 2019 è fatta. Il vino è pronto. Già! Il vino è pronto, ma che vino? Il Piedirosso, ovviamente! Certo IGP Campania Piedirosso; ma senza nome, senza etichetta, senza in verità averlo mai degustato nella sua versione di vino finito. Terra di Rosso. Per farla breve. Piedirosso 100%. 2017, che grande bella annata. Vino da bere giovane per la carica giusta di tannini morbidi e sottili. Vino pieno di gusto e fruttuosità, la ciliegia in prima linea. Il colore è un rubino intenso e vivace violaceo sull’unghia. Una vena vegetale di freschezza. Si beve e si lascia bere perchè questa è la sua caratteristica principe e quindi sarà facile portarlo a tavola e da autentico campano che è, imprescindibile sarà il suo abbinamento con la pizza (margherita e marinara), ottimo anche sulle zuppe di pesce e le carni bianche, i piatti tipici della tradizione partenopea tra cui anche il ragù.

È però anche vino pieno, dalle sensazioni aromatiche persistenti e lunghe che mostrano quanto le cure in vinificazione non deludono in termini di spessore e profondità delle sensazioni che un vino di qualità deve avere.

Salute.

 

Ufficio Stampa:

Galardi Terra di Lavoro