annunziata gran dessert

In piena emergenza Covid19, il mondo della ristorazione ha dovuto – e dovrà – affrontare serie difficoltà per rimanere a galla. Oggi diamo voce a un settore molto vicino, quello dell’industria dolciaria che serve pizzerie, ristoranti e bar. Oggi diamo voce a Salvatore Annunziata, patron di “ Annunziata Gran Dessert ” che ci racconta la storia della sua azienda.

«Il settore ovviamente è in ginocchio a causa di chiusure e restrizioni. Anche con l’apertura alla delivery e all’asporto non è cambiato molto: i dolci si consumano al tavolo, nessuno ordina un dolce a domicilio dal momento che può tranquillamente prepararlo in casa. Se non ci sarà apertura immediata del settore food – ma quella totale –  il futuro sarà tutt’altro che roseo.»

Per non lasciarci prendere dalla tristezza durante la nostra chiacchierata (rigorosamente telefonica) chiedo a Salvatore la storia della sua azienda. La sua voce si schiarisce e lo immagino sorridere.

Annunziata Gran Dessert : la storia aziendale

«La Annunziata Gran Dessert nasce nel 2011 come realtà artigianale per prodotti di alta qualità con una distribuzione dolciaria circoscritta localmente nel vesuviano. Il grande passo che poi di fatto è stata la causa della crescita aziendale è la partecipazione a varie edizioni del SIGEP di Rimini che ci ha consacrato ad azienda distributrice in Italia e all’estero».

Ho fatto un giro sui suoi social e i suoi dolci parlano, ve l’assicuro.

Il giovane imprenditore precisa che è Francesco, suo fratello, il “pasticciere d’azienda”. Ricette segretissime, ma le materie prime sono un vanto: Presidi Slow Food e IGP. Dalla nocciola di Giffoni IGP all’albicocca pellecchiella del Vesusio (presidio Slow Food), dai limoni IGP di Sorrento al cioccolato Calbot e Icam: tutto ma proprio tutto parla italiano (e campano) nella dolce azienda di Ottaviano.

«I nostri dessert sono particolari sia dal punto di vista della presentazione che dal punto di vista del gusto. Il sapore dolce, fresco e delicato e allo stesso tempo irresistibile, grazie alla sapiente mistura di ingredienti genuini, ne fanno dei dolci di suprema delizia che lascia tutti soddisfatti.» Ma si sa anche l’occhio vuole la sua parte e «le accurate forme e le rifiniture artistiche, di suprema maestria partenopea, li rendono unici».

Tre cioccolati e Sole di Sorrento

Non lascio andare Salvatore prima di avergli chiesto due delle sue torte preferite e più vendute. In realtà, gli bastano pochi secondi per rispondere «La tre cioccolati e la Sole di Sorrento». «La prima» ci spiega  «costituisce circa il 20% del fatturato aziendale: una torta composta di biscuit al cioccolato, mousse al cioccolato fondente, mousse al cioccolato bianco e mousse al cioccolato al latte». Un tripudio di cioccolato per gli appassionati. «La Sole di Sorrento si compone invece di pan di spagna bagnato con sciroppo di limoni di Sorrento, leggera bavarese al limone con inserimento di cioccolato bianco». Una torta che racchiude perfettamente la bellezza di Sorrento, una dedica al sole, al mare, al calore sorrentino. Papille gustative in festa.

Immagino l’azienda di Salvatore un piccolo mondo: chi inventa, chi crea, chi supervisiona. Un mondo che, ora più che mai, ha bisogno di rialzarsi e donare a tutti la dolcezza nel senso letterale del termine. È vero l’effetto home-made ha conquistato tutti, ma può competere con una fetta di tre cioccolati o, meglio per i miei gusti, di una Sole di Sorrento? Forza, su. Quando ordinate d’asporto, ricordate che c’è sempre spazio per il dolce.

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Marika Manna

Vivo persa nei libri. Amo le parole. Perché hanno "un effetto magico. Nel senso che hanno la capacità di forgiare il pensiero degli uomini. Di condizionare i loro sentimenti. Di dirigere la loro volontà e le loro azioni". Amo anche i punti. Molto. Segnano la fine ma l'inizio di una nuova storia.

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