Sulle falde del Vesuvio si produce il Lacryma Christi, un antichissimo vino introdotto dai Greci. Oggi a produrlo c’è la famiglia Russo.

Alle pendici del Vesuvio, nel comune di Trecase c’è la Cantina del Vesuvio della famiglia Russo, nata a metà del secolo scorso. I primi passi iniziano nel 1930, ma è nel 1948, subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, che Giovanni Russo, sceglie di porre le fondamenta di quella che diventerà una realtà importante per la produzione del vino partenopeo. In questa avventura, in cui il commercio del vino si faceva a bordo dei cavalli, Giovanni non è solo. Con lui c’è il figlio Maurizio, che da semplice “operaio” è diventato produttore e imprenditore e la tradizione continua in famiglia, poiché con lui c’è il figlio Giovanni e l’intera famiglia.

L’eredità

Ed è proprio Giovanni Russo che ci ha raccontato la passione e l’importanza di questo lavoro: «Essere nato in una famiglia di viticoltori, che produce vino dal 1930 vuol dire per me portare avanti con passione una tradizione che ho nel sangue. Oggi più che mai ciò che fa la differenza nel mercato odierno è la qualità supportata da conoscenza e passione da parte del produttore».  Per Giovanni è fondamentale il legame con il consumatore, che deve andare oltre la semplice vendita: «il rapporto produttore-consumatore è diventato più che mai base delle nuove dinamiche di mercato. Infatti, la nostra azienda, che è specializzata in Enoturismo e fa di questo canale di vendita quello principale, è fortemente legata all’accoglienza ed il rapporto con i visitatori e gli appassionati di vino è l’elemento principale».

Il marchio BIO

Nel 1996, Maurizio Russo sceglie di convertire la produzione esclusivamente al biologico, optando per una concimazione del terreno sabbioso-vulcanico solo con concimi organici e trattando l’uva con il rame e lo zolfo. Così la produzione ha ottenuto la certificazione necessaria per applicare all’etichetta il marchio BIO. «La nostra azienda produce solo ed esclusivamente “Lacryma Christi del Vesuvio DOC“. Tutta la produzione è biologica certificata dall’ICEA a livello internazionale».

Importante è che il vino prodotto da Cantina del Vesuvio non contiene solfiti. In questo è chiara la mission dell’azienda: guardare lontano nella produzione e commercializzazione, mantenendo il legame stretto con il territorio. Per questo motivo la famiglia Russo ha deciso di non distribuire il vino in ristoranti e negozi, ma di vendere esclusivamente in cantina le sue bottiglie.

Lacryma Christi – Rosato – di Cantina del Vesuvio

Il vino

In ogni bottiglia di vino che Cantina del Vesuvio produce si respira la storia e la tradizione di un territorio e degli elementi naturali che la caratterizzano. La terra è quella del Vesuvio, un terreno lavico che si sviluppa su sedici ettari, ma c’è anche l’uomo e il lavoro. Il primo è rappresentato dalla famiglia Russo, che è erede di una tradizione vitivinicola forte ed importante. Il secondo è il lavoro, duro, costante e attento necessario per rendere ogni produzione e ogni bottiglia un prodotto unico. 

Il vigneto e le uve

I vitigni che si sviluppano sulle falde del Vesuvio, per le caratteristiche del terreno, scuro e poroso, hanno un’ottima crescita. Le uve coltivate sono il Caprettone per il Lacryma Christi Bianco e il Piedirosso, in particolare nelle qualità Per e Palumm, per il Lacryma Christi Rosato e Rosso. «I nostri vini bianchi, rosati e rossi – ci spiega Giovanni Russo – sono divisi in due categorie, così come regolato dal disciplinare del VESUVIO DOP, ovvero la categoria Classica e quella Superiore. La differenza dei Superiori rispetto i classici sta nella selezione in vigna al momento della raccolta di uve più mature, le quali determinano caratteristiche più spiccate ed un grado alcolico più elevato rispetto ai vini classici».

Lacryma Christi di Cantina del Vesuvio

Lacryma Christi

Il Lacryma Christi è il vino tipico delle pendici vesuviane, noto fin dall’antichità, è realizzato con uve auctone del Vesuvio. Sono tre le tipologie di Lacryma Christi che Russo produce. Il primo è il Lacryma Christi Bianco dal colore giallo paglierino più o meno carico, con riflessi dorati. Il vino si presenta dal profumo gradevolmente vinoso, ricorda la ginestra vesuviana. Il sapore è secco e leggermente acidulo, con un aroma fruttato-floreale di notevole persistenza aromatica. Il secondo è il Lacryma Christi Rosso dal colore rosso rubino e dal profumo gradevole di frutta rossa e spezie; il sapore è secco e corposo. Il terzo è il Lacryma Christi Rosato, che si presenta dal colore rosato più o meno intenso. Il profumo è gradevole e conserva l’aroma fruttato del rosso, mentre il sapore risulta asciutto e armonico.

Il Passito e lo Spumante

Nella produzione di Cantina del Vesuvio c’è anche il Passito Pompeiano IGT, un vino bianco dolce. La sua dolcezza deriva dai procedimenti di disidratazione. L’essiccazione dura circa cinquanta giorni, che fa perdere all’uva il 40% del suo peso. Il risultato è un vino delizioso e perfetto per accompagnare il dessert. Oltre al Passito, la produzione si fregia di due spumanti, il Rosé Capafresca Extradry e il Rosé Extradry Capafresca Black Label. «Il passito – racconta Giovanno Russo – nasce dall’appassimento al sole di uve Caprettone e Falanghina 50%+50%, è un prodotto che produciamo per il terzo anno ed è stato un successo inaspettato. Ne produciamo circa 600 bottiglie ogni anno. Gli spumanti invece sono entrambi 100% aglianico, metodo Charmat long, il cui affinamento in autoclave è di circa 12 mesi».

Il consiglio

La Cantina del Vesuvio della famiglia Russo è molto di più di una produzione, essendo molto attenta alla valorizzazione del territorio offre itinerari che soddisfano il palato e rinvigoriscono l’animo. A chi non conosce la loro produzione, Giovanni Russo consiglia il Lacryma Christi del Vesuvio Rosato DOC, «un vino che riesce ad esprimere freschezza e mineralità, offrendo al palato una descrizione del territorio vulcanico dal quale proviene». L’invito che Russo fa a chi non conosce Cantina del Vesuvio è quello di «prendere parte alle degustazioni che ogni giorno offriamo agli appassionati. Non c’è modo migliore di conoscere un territorio suggestivo come il nostro, all’interno del Parco Nazionale del Vesuvio a ridosso del meraviglioso Golfo di Napoli».

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Amalia Vingione

Amalia Vingione è laureata in Lettere Moderne presso l’Università Federico II di Napoli e presso lo stesso Ateneo consegue la laurea specialistica in Filologia Moderna con indirizzo in Italianistica. Consegue un Master in Editoria e Comunicazione presso il Centro di Formazione Comunika di Roma. Attualmente lavora come Editor e Copywriter per diverse Case editrici e Giornali e si occupa di Comunicazione per enti e associazioni.
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